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Riparte da Ottiglio il “MonferVinum-enotrekking”

Nel Monferrato domenica 26 aprile, con ritrovo a Cascina Montecchio

Riparte da Ottiglio l’enotrekking nel Monferrato, con un nuovo appuntamento di “MonferVinum”, in programma domenica 26 aprile tra i vigneti e la storia di Cascina Montecchio. L’appuntamento è fissato alle ore 10 presso il cortile dell’azienda vitivinicola situato nell’omonima località ottigliese, da dove prenderà il via il tour di circa 3 km in un percorso di salite e discese collinari composte da 21 ettari di filari, che compongono il mosaico ecosistemico del paesaggio monferrino. Lungo il percorso, le già sviluppate vegetazioni foliari, nelle fresche e tipiche tonalità del germogliamento primaverile, consentiranno di distinguere le diverse ampelografie, tra Nebbiolo, Barbera e Grignolino. Lasciati i vigneti, ci si immergerà in un breve tratto di bosco in cui si potrà cogliere un po’ di refrigerio nell’opulenza vegetativa al suo risveglio. Rientrato in azienda, in abbinamento ai prodotti monferrini, verranno proposti in degustazione tre vini: il “Custode – Grignolino nel Monferrato Casalese DOC 2024”, “Carina – Barbera d’Asti DOCG”, “Posapiano – Barbera d’Asti Superiore DOCG 2023”, mentre in sottofondo scorrerà lo storytelling dei produttori.

“La stagione primaverile torna ogni anno a riservare speciali occasioni per godere del paesaggio monferrino a piccoli passi, sorseggiando i suoi vini a piccole dosi in una dimensione di pace e bellezza, a stretto contatto con la natura, e con chi, viticoltori in primis, contribuisce alla sua cura e bellezza – commenta il presidente dell’Ecomuseo, Corrado Calvo – alla Cascina Montecchio potremo immergerci nella cultura enoica monferrina, secondo una fresca interpretazione intrapresa dai giovani vignaioli Chiara e Alessandro. In ogni calice, potremo riscoprire i sentori più autentici di quel particolare terroir fatto di vitigno, suolo, esposizione, clima e lavoro dell’uomo”.

“MonferVinum” si inserisce in una giornata ricca di eventi che prevede anche la possibilità di pranzare con i piatti curati dal ristorante ‘Cicin & Barlichin”, inoltre sarà possibile godere del market di artigianato e prodotti locali e degli appuntamenti laboratoriali, organizzati per grandi e piccini, pratiche di yoga in vigna, laboratori di fermentazione selvaggia e l’aperitivo ‘agricolo’.

Telefono: 377 0962048 – cascinamontecchio@gmail.com

Info costi e prenotazioni: info@ecomuseopietracantoni.it – 348 2211219

Mara Martellotta

Infini.to, Planetario di Torino: una passeggiata sostenibile verso le stelle

In occasione della Giornata Mondiale della Terra 2026

Un evento pilota che invita il pubblico a raggiungere a piedi  il Planetario di Torino, sede del Museo dell’Astronomia e dello Spazio. Il motto è  “Più passi meno CO²”,  che rappresenta, in occasione della Giornata Mondiale della Terra 2026, le sperimentazione di una nuova modalità di accesso al sito museale, capace di unire missione scientifico divulgativa e supporto agli obiettivi di riduzione dell’impronta di carbonio.
Il 22 aprile, in cui si festeggia la giornata mondiale della Terra, il pubblico attraverserà  il bosco della collina torinese all’interno della Riserva della Biosfera, MAB UNESCO Collina Po, lungo l’ultimo tratto del Sentiero dei Pianeti, accompagnati da guide esperte dell’Associazione Artena e dei Botanici del Viridarium Lab Garden. Si tratta di un percorso di 1109 passi che trasforma il tragitto in un’esperienza educativa immersiva alla scoperta del patrimonio Botanico e faunistico locale, dove natura e scienza si incontrano in unico racconto che parte dalla Terra per approdare all’Universo.
La passeggiata rappresenta la prima tappa di un più ampio progetto che entrerà stabilmente nell’offerta didattica per le scuole a partire dall’anno scolastico 2026/2027, con appuntamenti mensili.
L’iniziativa è realizzata nell’ambito del programma T.E.R.E., Transizione Ecologica del Terzo Settore, promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Santagata, che si occupa di accompagnare organizzazioni del terzo settore verso la sostenibilità, mediante lo sviluppo di azioni per la decarbonizzazione delle attività, lo sviluppo di buone pratiche, il monitoraggio delle emissioni e il rafforzamento della cultura della sostenibilità.

“Questo progetto- spiega Eleonora Monge, direttrice di Infini.to- Planetario di Torino – rappresenta per noi il proseguimento di un percorso già in atto per connetterci nuovamente, come Polo culturale e scientifico, alla Riserva della Biosfera CollinaPo, di cui facciamo parte.
Si tratta di un’iniziativa che nel futuro intendiamo promuovere in particolar modo per arricchire l’esperienza di visita delle scuole e degli altri gruppi organizzati che intendano raggiungere il Planetario. Salire a piedi verso le stelle diventa una potente metafora del percorso di transizione ecologica,  un cammino impegnativo, capace di restituire al visitatore una nuova consapevolezza del posto che occupa nell’Universo e sulla Terra”.

Mara Martellotta

A Ivrea la gentilezza diventa esperienza concreta

Ivrea la gentilezza non è rimasta un concetto astratto, ma si è trasformata in esperienza concreta durante un convegno intenso e partecipato dedicato al suo ruolo nei contesti di cura. Un appuntamento che ha riunito professionisti sanitari, studenti e cittadini, confermando quanto questo valore stia acquisendo centralità nel miglioramento della qualità dell’assistenza.

L’iniziativa è stata promossa dal Corso di Laurea in Infermieristica di Ivrea e dall’ASL TO4, nell’ambito del progetto nazionale Costruiamo Gentilezza,  con il coinvolgimento di realtà sanitarie e formative del territorio. A organizzarla Luca Nardi, coordinatore nazionale del progetto “Costruiamo Gentilezza”, insieme a Roberta Sturaro, co-coordinatrice CDL Ivrea, Maurizio Pescarmona, ex pediatra dell’ospedale di Ivrea, Roberta De Tofol, psicologa, e Federica Fersini referente formazione ASLTO4.

Il convegno ha preso il via con i saluti istituzionali: Patrizia Dal Santo, vicesindaco di Ivrea, ha espresso il sostegno della città, mentre Diego Targhetta Dur, direttore Polo Officina H e co-coordinatore CDL Ivrea, ha richiamato la visione di Adriano Olivetti, sottolineando il valore simbolico degli spazi che un tempo rappresentavano l’eccellenza industriale e oggi diventano luoghi di riflessione sociale.

A seguire, Sara Marchisio, direttore sanitario ASLTO4, ha partecipato con attenzione all’intero evento, dimostrando interesse verso un approccio che integra competenze tecniche e qualità relazionale. Luca Nardi, coordinatore del progetto “Costruiamo Gentilezza”, ha quindi illustrato obiettivi e metodo, ponendo le basi teoriche e operative dell’incontro.

Tra i momenti più coinvolgenti, la lettura di Maurizio Pescarmona, pediatra in pensione, e l’intervento di Clara Fusco, pedagogista e ricercatrice dell’Università di Bologna, che ha offerto una chiara cornice educativa sul valore della gentilezza. Particolarmente apprezzate anche le testimonianze degli studenti: Davide Boscolo e Ramona Molinario, studenti del Corso di Laurea in Infermieristica di Ivrea, insieme a Gloria Bombardieri, Giulia Cavicchi e Virginia De Marinis, studentesse di Infermieristica Pediatrica dell’Università Policlinico di Milano, accompagnate da Serena Rampini, tutor didattico, che hanno condiviso esperienze dirette vissute nei laboratori formativi, evidenziando l’impatto concreto della gentilezza nella pratica clinica.

Il cuore dell’incontro è stato rappresentato dalla sessione “Essere gentili”, una tavola rotonda moderata da Daniele Schilirò, infermiere e speaker radiofonico, in cui sono intervenuti Marcello Giove, psicologo ASL, Annalisa Bolzanello, ostetrica, Umberto Suppo, medico cardiologo, e Luca Basso, infermiere della Concordia. Dalle loro parole è emersa una visione condivisa: la gentilezza è parte integrante della relazione di cura, non un elemento accessorio.

Nella sessione “Fare gentilezza” sono emersi esempi concreti e innovativi: da Firenze Luisella Litta, incarico di funzione Formazione SOS Sud Est Azienda Toscana Centro, ed Elettra Pellegrino, direttore sanitario del presidio Santa Maria Annunziata, hanno presentato pratiche come l’infermiere della gentilezza e il “carrello viola”. Dalla Puglia Arcangela De Vivo, medico pediatra, ha raccontato il “ricettario della gentilezza”. Da Ovada Paola Varese, medico oncologo della Fondazione Il Cigno, ha illustrato il lavoro di rete con la comunità, mentre Alberto Rostagno, medico ed ex Sindaco di Rivarolo, ha condiviso l’esperienza di Rivarolo, primo comune italiano ha riconoscere un assessore alla gentilezza.

La fase conclusiva, “Diffondere gentilezza”, ha visto l’intervento di Alessandra Militello, di Radio Spazio Ivrea, che ha sottolineato l’importanza di raccontare le buone notizie, mentre Matteo Marcato, dell’associazione PLUG, ha presentato la mostra internazionale “Seeds of Kindness”, visitabile a Ivrea preso le Officne H fino al 23 maggio.

A chiudere l’evento, l’esibizione dei cori “Voci in Bianco” e “IC Ivrea 2”, seguita dall’inaugurazione della mostra. La partecipazione numerosa e attenta ha confermato un dato sempre più evidente: la gentilezza non è solo un valore etico, ma una leva concreta e potente per migliorare relazioni, ambienti e qualità della cura.

Be Comics! Be Games! Torino: oltre 25mila presenze

 

Un successo che assicura l’arrivo della tappa natalizia il 12 e 13 dicembre 2026 sempre a Lingotto Fiere. Già fissate anche le date del 2027: Be Comics! Be Games! Torino sarà il 17 e 18 aprile. Mentre il 13 e 14 marzo 2027 torna Be Comics! Be Games! Padova.


Torino, 19 aprile 2026 – Chiude oggi la prima edizione di Be Comics! Be Games! Torino, l’evento realizzato da Fandango Club Creators in partnership con GL events Italia a Lingotto Fiere. Oltre 25.000 gli appassionati di fumetti, videogiochi, cosplay e K-pop che hanno accolto con entusiasmo la nuova tappa del format, che si prefigge di diventare un appuntamento fisso della città. 


Eventi come questo sono in grado, come pochi, di coinvolgere il pubblico, rendendolo protagonista della manifestazione. Si tratta, quindi, di una partecipazione attiva in grado di mettere al centro le persone: Be Comics! Be Games! Torino siamo anche noi”  ha affermato, durante la sua visita, Maurizio Marrone, vicepresidente della Regione Piemonte.

 

Come racconta la locandina di Andrea Broccardo, raffigurante una Torino cyberpunk, Be Comics! Be Games! Torino ha permesso di vivere il presente della cultura pop e gettare uno sguardo sul suo futuro. I visitatori hanno camminato nel cuore pulsante di questo mondo, fermandosi agli stand delle case editrici tra le più affermate del settore, come Edizioni BD e J-Pop, Gigaciao, Tunué e Mirage Comics, e quelle agli esordi come la rinata Shockdom. Hanno incontrato artisti di punta del panorama fumettistico provenienti da tutta Europa come Pasqual Ferry, David Messina, David Lopez e Julien Blondel, e provato le novità del mondo videoludico grazie alle oltre 70 postazioni della Freeplay Area powered by GameLife e della Gaming Area powered by Synergie. Veri miti contemporanei – da Yotobi a Il Masseo, da Sabaku no Maiku a Lollo Lacustre, da Arianna Craviotto ai cosplayer di fama internazionale Leon Chiro e Elizabeth Rage  – hanno abbracciato i loro affezionati follower nell’area Meet & Greet, e sono stati protagonisti di challenge al cardiopalma, disputate su cult dei videogame come Fortnite e Brawl Stars.

 

Tutto questo è stato reso possibile da un curato progetto editoriale e una meticolosa organizzazione degli spazi, pensata per valorizzare ogni contenuto. Tra i punti di forza, un’Artist Alley con oltre 140 postazioni e numerose aree tematiche, tra cui la spettacolare Be Multiverse! e ampi spazi destinati al gioco libero. I palchi principali hanno scandito il ricco programma di eventi. Il palco Be Art! ha messo sotto i riflettori l’arte che dà forma e sostanza alla pop culture, troppo spesso considerata intrattenimento superficiale, qui valorizzata nelle sue molteplici declinazioni. Il palco Be Pop!, invece, ha dato spazio ai creator e a grandi show di cosplay e K-Pop, capaci di coinvolgere il pubblico in un emozionante spettacolo corale. Un terzo palco ha ospitato il mondo degli esports, fenomeno in costante crescita, chiamando a raccolta il pubblico per assistere alle finali del Circuito Tormenta e ad attività esperienziali dedicate a Valorant e League of Legends, affiancate da ulteriori competizioni e momenti di intrattenimento, in collaborazione con PG Esports.

 

Al fine di realizzare una manifestazione per tutte e tutti, Be Comics! Be Games! Torino ha rafforzato il proprio impegno verso l’inclusione attraverso la collaborazione con CPD-Consulta per le Persone in Difficoltà, sviluppando un articolato programma di attività e laboratori dedicati alla sensibilizzazione sui temi della disabilità. All’interno di Lingotto Fiere è stata, infatti, realizzata la Città dell’Agenda della Disabilità, uno spazio esperienziale che ha ospitato percorsi immersivi e proposte ludico-educative volte a promuovere empatia, consapevolezza e partecipazione. L’iniziativa ha registrato un’ampia partecipazione di pubblico, contribuendo in maniera significativa alla diffusione di una cultura inclusiva e accessibile.

 

“Credo che il mondo dei fumetti, dei videogiochi, dei cosplay e, in generale, quello della pop culture sia caratterizzato da una grande apertura mentale e da un forte desiderio di accogliere e abbracciare le differenze e le peculiarità di ognuno di noi. Questo aspetto, qui a Be Comics! Be Games!, emerge con forza e la presenza in fiera di CPD-Consulta per persone in difficoltà si colloca perfettamente in questo contesto” ha dichiarato Carlotta Salerno, Assessora alle politiche educative, giovanili, rigenerazione urbana e periferie della Città di Torino.

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI

Il percorso di Be Comics! Be Games! Torino è iniziato con un successo che conferma la solidità del format e ne rafforza la programmazione futura: l’evento tornerà a Lingotto Fiere il 12 e 13 dicembre 2026 per dare vita a una versione natalizia, e il 17 e 18 aprile 2027 per l’edizione primaverile.
In Veneto, la data da segnare sul calendario è quella del 13 e 14 marzo 2027, per Be Comics! Be Games! Padova.

L’obiettivo? Raccontare il presente e il futuro della pop culture, valorizzandola in ogni sua piega, e regalare alle community l’opportunità di essere davvero parte di ciò che accade. 

 

PARTNER

Be Comics! Be Games! Torino ha coinvolto diversi brand – Bakeca Incontri, Dreampacker, Gran Pavesi, Satispay e Synergie – che hanno potuto dialogare coi tantissimi appassionati,  contribuendo allo sviluppo di un ecosistema in cui contenuti, esperienze e brand evolvono insieme.

 

Tutti in bici alle Vallere!

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SABATO 18 E DOMENICA 19 APRILE TORNA “BIKE EXPERIENCE”

Il mondo delle due ruote si dà appuntamento alle porte di Torino sabato 18 e domenica 19 aprile. Alla Cascina Le Vallere, sede dell’Ente di gestione delle Aree Protette del Po piemontese, in corso Trieste 98 a Moncalieri, è in programma la quinta edizione di Bike Experience, festival di cicloturismo ad ingresso gratuito patrocinato dalla Città metropolitana di Torino. Si tratta dell’iniziativa più importante del Nord Ovest tra quelle dedicate al cicloturismo e per dimensioni è la terza a livello nazionale. Creato nel 2022 dall’associazione Torino Bike Experience, nelle prime quattro edizioni il Festival ha richiamato oltre 20.000 persone, centinaia di ospitiespositori e associazioni. Bike Experience nasce per essere la vetrina esperienziale delle associazioni, delle attività e dei progetti che si occupano di cicloturismo, di outdoor attività nella natura.

La novità dell’edizione 2026 è l’allargamento dello sguardo al cammino, ai trekking e al mondo del benessere, con attività outdoor, legate al cammino e al trekking, sia nel parco che nella collina di Moncalieri e di Torino. Verrà allestito un giardino del benessere, per rilassarsi con operatori certificati.

Gli appassionati del pedale troveranno biciclette e accessori, potranno partecipare a pedalate di vari livelli, ascoltare testimonianze e racconti di cicloturisti, raccogliere i consigli di biomeccanici ed esperti del settore sportivo, partecipare a workshop su argomenti che spaziano dal comfort della sella al campeggio. Non manca un tocco culturale, con la mostra di bici vintage e la pedalata a tema e torna anche l’area food, con prodotti e produttori piemontesi.

I dettagli della manifestazione sono consultabili nel sito Internet www.bikepiemonte.it

Il soft clubbing per la prima volta all’interno di un centro commerciale

Il soft Clubbing approda per la prima volta all’interno di un centro commerciale e la novità è  firmata To Dream, il più grande Urban Discrict del Piemonte che, nel mese di aprile, ospiterà  due momenti dedicati a questo format diurno ormai sempre più  diffuso tra le nuove generazioni.
Il primo appuntamento è fissato per domenica 19 aprile dalle 10 alle 15 presso CremAmore, mentre il secondo per domenica 26 aprile dalle ore 10 alle ore 16 presso Cicchet-To.  Il progetto è  realizzato insieme a Softclubbing Torino, realtà attiva sul territorio torinese e porterà nel distretto un’esperienza unica, quella di spostare la musica al di là della notte, inserendola nei momenti diurni della giornata, consentendo così  ad uno spazio quotidiano di trasformarsi in un luogo di incontro e intrattenimento.
Il trend del soft clubbling nasce lontano dai club tradizionali e si sviluppa in contesti quali caffetterie, forni e cortili urbani, svolgendosi al mattino o nel primo pomeriggio, spesso già dalle ore 10, in mezzo alla luce naturale, con proposte come caffè,  brioche o mocktail, in un’atmosfera più  rilassata e accessibile.
Un’esperienza che unisce musica e socialità in modo più equilibrato, adattandosi ai ritmi della giornata.
Non è un caso che questo modello sia nato a Milano per poi affermarsi progressivamente in altre città italiane, tra cui Torino. Alla base di questa evoluzione vi è un cambiamento nelle abitudini di consumo; una parte crescente di pubblico, in particolare la generazione Z, predilige momenti di svago più sostenibili, orientati al benessere e alla qualità del tempo libero.
In questo scenario si inserisce To Dream, che accoglie per la prima volta il soft clubbing  all’interno di un centro commerciale, trasformando un luogo di passaggio in un centro di aggregazione  e intrattenimento con momenti capaci di scegliere nuove modalità per far vivere gli spazi urbani, sempre più ibride, accessibili e orientate alla condivisione.

Mara Martellotta

A tutta salute, il festival dedicato al benessere psico fisico dei giovani

Dal 17 al 19 aprile a Torino

 

Prende il via la prima edizione di A tutta salute, il festival dedicato al benessere psico fisico dei giovani.

In programma, da venerdì 17 a domenica 19 aprile, talk, workshop ed eventi che animeranno gli spazi del Bee Ozanam Community Hub di via Foligno 14 a Torino, per promuovere la cura dello stato fisico e mentale tra i giovani e la cultura della prevenzione, in particolare tra gli studenti universitari, che nel nel periodo della sessione d’esami soffrono sempre di più di altissimi livelli di stress.

 

Ad aprire la tre giorni del Festival, l’inaugurazione  di venerdì 17 alle ore 18, aperta a tutta la comunità cittadina, alla presenza di istituzioni e partner, a cui seguirà l’opening della mostra Archivi del contatto curata dall’architetta Martina Ghignatti che esplora il contatto come stato che coinvolge il corpo, la percezione, le emozioni e il rapporto con il mondo.

 

<< Questo festival rappresenta una proposta concreta per migliorare la qualità della vita dei giovani, creando spazi di partecipazione, ascolto e crescita condivisa nella comunità – dichiara Matteo Ghisolfi, tra gli ideatori del Festival e responsabile progetto Uni Health Points -. Crediamo, infatti, che il benessere non debba essere solo individuale, ma costruito insieme come valore collettivo: il festival è sicuramente un’occasione per arrivare a quante più persone possibili>>.

 

Tra gli eventi del Festival, spiccano il corso BLSD tenuto dai formatori della Croce Rossa Italiana sede di Chieri, il workshop tenuto dal cuoco Paolo Ghignatti per imparare a preparare “schiscette” sane, equilibrate e gustose da portare nella quotidianità, il talk sull’ansia con la psichiatra Sylvia Rigardetto e quello su dating, consenso e prime volte con Silvia Gioffreda, ThisUnique e Mica Macho.

 

Il progetto Uni Health Points: come viversi bene la sessione.

 

A tutta salute si inserisce nell’ambito del progetto Uni Health Points: come viversi bene la sessione promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo tramite il bando Sparkz: Giovani che attivano e i contributi ordinari dell’assessorato alle politiche sociali 2025 del Comune di Torino e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Torino e del Politecnico di Torino.

Uni Health Points, attraverso una serie di iniziative di sensibilizzazione e la creazione di contenuti social, ha come obiettivo quello di generare un cambiamento culturale duraturo negli universitari, influenzando positivamente le abitudini quotidiane, per ciò che riguarda salute mentale, alimentazione sana, attività fisica e igiene del sonno.

Caratteristica innovativa dell’intero progetto è l’approccio partecipativo basato sulla peer education: tra gli obiettivi infatti, c’è quello di trasformare gli universitari da semplici beneficiari ad agenti attivi del cambiamento, formandoli per diventare moltiplicatori di conoscenza ed esperienze nel campo della salute e del benessere per i loro pari e per la più ampia comunità giovanile.

Universitari e salute: qualche dato.

A Torino ci sono circa 83.000 universitari con una forte presenza femminile (62,1%) e il 24,1% di studenti provenienti da fuori Piemonte (Fonte UniTO).

Secondo l’Istat, dal 2019 è in aumento tra i più giovani il disagio psicologico: L’indice di salute mentale, uno strumento psicometrico che fornisce una misura del benessere psicologico degli individui su una scala da 0 a 100, nel 2024 si attesta in Italia a 68,4 punti medi per le persone di 14 anni e più e sale a 70,4 punti tra i giovani di 14-24 anni.

 

Secondo il rapporto «Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani», realizzato dal Censis in collaborazione con Lundbeck Italia e presentato a gennaio 2026, il 90,3% degli italiani ritiene possibile e necessario intervenire precocemente per evitare l’aggravarsi dei disturbi di salute mentale e del cervello. Nella gamma di interventi di prevenzione ritenuti più efficaci per tutte le malattie del cervello (cioè dei disturbi neurologici, del neurosviluppo e psichiatrici) si enfatizza la dimensione sociale e la necessità di agire su fronti molteplici, come la promozione del benessere psicologico nella scuola (48,6%) e la presenza di un sostegno nei luoghi della quotidianità (46,8%) tra cui quelli di lavoro.

Una vacanza nel bosco, l’incanto e la calma ritrovata

Ristabilire il contatto con la natura, ascoltarne i suoni, percepire i suoi umori e cercare con essa un rapporto più profondo. Questi sono i propositi di una vacanza green, avvolti da alberi e piante, nel cuore di un bosco, di una selva, non “oscura”,   ma radiosa e piena di energia

 

La necessità di ridare valore al nostro rapporto con l’ambiente naturale circostante è oggetto di importanti studi scientifici che hanno confermato quanto il rintanarsi, ripararsi e farsi proteggere da esso sia alla base nel nostro benessere, del nostro equilibrio interiore e di quanto questo favorisca la calma influendo perfino sul battito cardiaco e sulla pressione arteriosa. Questa esperienza non consiste solamente nel respirare aria pura scappando dalla morsa cittadina fonte di stress e inquinamento, ma è rivivere uno spirito fiabesco in un ambiente che ci evoca l’avventura romantica, un teatro incantato dove i ritmi sono rallentati, un luogo fatato dove praticare shinrin-yoku, per esempio, che in giapponese vuol dire letteralmente “trarre giovamento dall’atmosfera dei boschi”. Già Henry David Thoreau, filosofo e poeta americano, intorno al 1850, si era fortemente interessato alla relazione uomo-natura. La sua opera – Walden, Vita nei boschi – si basa sulla sua personale esperienza durante la quale aveva riscoperto i valori propri del ambiente naturale in antitesi con la società, portatrice di interessi materialistici. “L’inverno dell’umano scontento incominciava a risvegliarsi”, scriveva, con la consapevolezza, dopo un lungo soggiorno passato in una capanna sulle sponde del lago, che l’uomo può essere felice anche con poco. Tra i più suggestivi luoghi per una vacanza verde troviamo Attrap’Revês, un glamping in Provenza, un confortevole campeggio dove dormire in vere e proprie bolle in mezzo al bosco, sotto le stelle. Il Treehotel a Harads, in Svezia. Casette in legno sugli alberi a pochi chilometri dal circolo polare artico, un luogo quasi inviolato dal turismo, un’esperienza irripetibile. Sette minuti e poi la pace” ovvero 7 minuti di funivia per arrivare al Vigilius Montain Resort, in Trentino Alto Adige, un rifugio in legno e vetro dove stare bene in mezzo alla natura e ritrovare se stessi lasciando tutto il resto a valle. La Locanda Aescher, incastonata nella roccia, paesaggio mozzafiato, posizione unica, protagonista di una copertina del National Geographic. In Italia ci sono molti altri hotel e sistemazioni immerse nella natura, lontani dalla faticosa quotidianità e avvolti da paesaggi meravigliosi e incontaminati .Sul sito www.ecobnb.it se ne possono trovare diversi, mentre sul sito di Green Pearls le proposte riguardano tutto il globo e sono legate a progetti ecologici di salvaguardia e protezione della natura.

 

Maria La  Barbera

 

 

 

 

 

Remadesign, quando il modernariato diventa esperienza: intervista a Lorenzo Macrì

Informazione promozionale

Nel cuore di una nuova generazione di professionisti del design, Remadesign si distingue come uno spazio che va oltre la semplice vendita, trasformandosi in un luogo di cultura, scoperta e relazione.

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Abbiamo incontrato il fondatore, Lorenzo Macrì, per farci raccontare la sua visione, il suo percorso e l’evoluzione di un progetto che unisce passione, ricerca e innovazione.
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Origini, identità e visione
Come nasce Remadesign e qual è stato il suo percorso nel mondo del modernariato? 
Remadesign nasce alla fine del 2020, in modo quasi casuale, in seguito a un momento personale molto difficile. In quel periodo stavo seguendo un percorso completamente diverso, con l’obiettivo di diventare giornalista. Poi l’incontro con il mondo del design, che mi ha colpito profondamente. Da lì ho capito che quello sarebbe diventato il mio ambiente naturale. Il progetto è nato inizialmente con un amico, anche il nome richiama l’idea del “remare”, dell’impegno necessario per costruire qualcosa da zero. Nonostante le difficoltà del periodo Covid e la fine della collaborazione iniziale, ho scelto di portare avanti il progetto con determinazione.
Essere figlio d’arte quanto ha inciso sulla sua sensibilità estetica?
Molto. Fin da piccolo mio padre mi ha portato con sé a mostre di antiquariato. Questo ha formato il mio sguardo e la mia sensibilità visiva, che oggi considero fondamentali nel mio lavoro.
Oggi come definirebbe l’identità della sua attività?
Più che un negozio, Remadesign è uno spazio di conoscenza e condivisione. Mi interessa avvicinare le persone a questo mondo, raccontare le storie degli oggetti e mostrare quanto il design degli anni ’70 e ’80 sia ancora incredibilmente attuale. È un luogo aperto alla curiosità, dove nasce un legame autentico tra persone e oggetti.
La selezione: il cuore del business
Come avviene la ricerca e selezione dei pezzi?
È uno degli aspetti più affascinanti del lavoro. Entrare nelle case significa entrare nelle storie delle persone. Ogni oggetto ha un valore che va oltre quello economico. Il mercato è molto competitivo, quindi nel tempo ho scelto di specializzarmi su designer particolarmente innovativi, spesso sottovalutati.
Quali criteri guidano le sue scelte?
Sicuramente lo stato di conservazione, che è la prima cosa che colpisce. Poi l’autenticità, che è imprescindibile: un oggetto non originale perde completamente il suo valore. Infine, il prezzo, che deve essere coerente con il mercato. Utilizzo portali professionali e monitoro costantemente il settore per garantire proposte corrette e competitive.
Come costruisce un’offerta coerente?
Attraverso una selezione sempre più mirata e riconoscibile, basata su una linea estetica precisa e su una ricerca continua.
Qualità e posizionamento
Qual è la differenza tra collezionisti e amatori?
Il collezionista è molto preparato, spesso conosce già tutto del pezzo che osserva. L’amatore invece è più aperto al racconto: con lui si crea un dialogo che permette di spiegare l’oggetto, il contesto e le innovazioni che rappresenta.
Quanto è importante l’educazione del cliente?
Oggi è fondamentale. Il design è percepito come un settore di nicchia, quindi accompagnare il cliente in un percorso di conoscenza è parte integrante del lavoro.
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Il rapporto con il cliente
Che tipo di esperienza vuole offrire?
Non mi interessa una vendita veloce. Voglio costruire un percorso. L’esperienza deve essere completa: dalla scoperta dell’oggetto fino al momento in cui entra nella casa del cliente.
Quanto conta la consulenza?
È centrale. Il cliente non deve acquistare solo un oggetto, ma vivere un’esperienza autentica, che rimanga nel tempo.
Innovazione e sviluppo: il noleggio B2B
Come nasce il servizio di noleggio?
Dalla richiesta crescente di utilizzi temporanei. Sempre più aziende hanno bisogno di arredare spazi per eventi o progetti specifici senza acquistare.
A quali settori si rivolge?
Eventi, set fotografici, produzioni pubblicitarie. Il design diventa uno strumento per creare ambientazioni di forte impatto.
Che valore aggiunto porta il modernariato?
Dà carattere e identità agli spazi. Inoltre, la presenza di questi oggetti in film e pubblicità contribuisce a diffondere una cultura del design più ampia.
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Visione imprenditoriale
Essere giovani è un vantaggio o una sfida?
È una sfida, perché l’esperienza conta molto. Ma è anche uno stimolo continuo a imparare, studiare e migliorarsi.
Quali sono i prossimi sviluppi?
Continuare a crescere, ampliare la ricerca e consolidare il posizionamento come punto di riferimento nel settore.
Il vostro valore distintivo in una frase?
Creare un legame autentico tra persone e oggetti, trasformando il design in un’esperienza da vivere ogni giorno.
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Via S. Secondo, 60 A, 10128 Torino TO
Telefono 352 016 0008 

www.remadesign.it 

Ecco cosa acquistiamo

Le residenze degli scrittori

Il silenzio, l’isolamento, la contemplazione della natura, l’assenza di routine e di responsabilità abituali. Solcare i mari in barca a vela, esplorare i ghiacci del Polo Nord o vivere in un altro periodo storico all’interno di una residenza medievale, queste sono le opportunità messe a disposizione degli scrittori per migliorare la concentrazione, incentivare la produttività e solleticare la creatività. Osservare nuovi e straordinari scenari o stimolare l’ispirazione attraverso l’apprendimento di nuove attività è un vero e proprio servizio dedicato di chi ha fatto della scrittura un’ arte, la ragione e la passione della propria esistenza lasciando miracolosamente,   a noi lettori, tracce di infinita bellezza:   I capolavori della letteratura mondiale. Le residenze pensate per i geni della scrittura, per i talenti della penna sono molte, sparse in tutto il mondo, alcune sono davvero incredibili per la loro posizione, per le caratteristiche architettoniche o per l’esperienza che fanno vivere, inoltre sono tutte dotate di spazi o studi dove poter lavorare, creare pensieri e parole e coltivare l’estro. Un Faro alle Isole Shetland, un appartamento sul mare dove scrivere ammirando il mare, immersi nei suoni della natura: le onde, i gabbiani. Una moderno spazio in Svizzera, una hi tech “Treehouses” fatta di metallo e dal design sofisticato da cui venerare le Alpi, con vista privilegiata sul Monte Bianco. Una casa in pieno Circolo Polare Artico con spedizioni in Veliero nei mari del nord comprese, dove il freddo e il paesaggio incredibilmente candido incoraggiano la fantasia. Una vigna in California o in Canada, il dolce profumo del mosto e pregiatissimi vini per far fermentare la creatività. Anche nel nostro paese esistono diverse residenze destinate agli scrittori, posti dove il loro genio viene lusingato e incoraggiato in tutti i modi possibili , tra le più celebri: Santa Maddalena, in mezzo alla meravigliosa campagna Toscana, dove pace, natura e una atmosfera solenne e raccolta fanno da sfondo a soggiorni sapienti, e poi un Castello a Civitella Ranieri, in provincia di Perugia, che ospita, in piena atmosfera medievale, prodigi della scrittura coccolati anche da un meraviglioso e ricercato cibo locale. A Detroit invece, nell’ottica di una riqualificazione culturale e artistica della città, è nato il progetto Write A House che mira a creare una community di scrittori a cui viene dedicata una casa, anch’essa rivitalizzata e ristrutturata ad hoc.

 

Maria La Barbera