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Il soft clubbing per la prima volta all’interno di un centro commerciale

Il soft Clubbing approda per la prima volta all’interno di un centro commerciale e la novità è  firmata To Dream, il più grande Urban Discrict del Piemonte che, nel mese di aprile, ospiterà  due momenti dedicati a questo format diurno ormai sempre più  diffuso tra le nuove generazioni.
Il primo appuntamento è fissato per domenica 19 aprile dalle 10 alle 15 presso CremAmore, mentre il secondo per domenica 26 aprile dalle ore 10 alle ore 16 presso Cicchet-To.  Il progetto è  realizzato insieme a Softclubbing Torino, realtà attiva sul territorio torinese e porterà nel distretto un’esperienza unica, quella di spostare la musica al di là della notte, inserendola nei momenti diurni della giornata, consentendo così  ad uno spazio quotidiano di trasformarsi in un luogo di incontro e intrattenimento.
Il trend del soft clubbling nasce lontano dai club tradizionali e si sviluppa in contesti quali caffetterie, forni e cortili urbani, svolgendosi al mattino o nel primo pomeriggio, spesso già dalle ore 10, in mezzo alla luce naturale, con proposte come caffè,  brioche o mocktail, in un’atmosfera più  rilassata e accessibile.
Un’esperienza che unisce musica e socialità in modo più equilibrato, adattandosi ai ritmi della giornata.
Non è un caso che questo modello sia nato a Milano per poi affermarsi progressivamente in altre città italiane, tra cui Torino. Alla base di questa evoluzione vi è un cambiamento nelle abitudini di consumo; una parte crescente di pubblico, in particolare la generazione Z, predilige momenti di svago più sostenibili, orientati al benessere e alla qualità del tempo libero.
In questo scenario si inserisce To Dream, che accoglie per la prima volta il soft clubbing  all’interno di un centro commerciale, trasformando un luogo di passaggio in un centro di aggregazione  e intrattenimento con momenti capaci di scegliere nuove modalità per far vivere gli spazi urbani, sempre più ibride, accessibili e orientate alla condivisione.

Mara Martellotta

A tutta salute, il festival dedicato al benessere psico fisico dei giovani

Dal 17 al 19 aprile a Torino

 

Prende il via la prima edizione di A tutta salute, il festival dedicato al benessere psico fisico dei giovani.

In programma, da venerdì 17 a domenica 19 aprile, talk, workshop ed eventi che animeranno gli spazi del Bee Ozanam Community Hub di via Foligno 14 a Torino, per promuovere la cura dello stato fisico e mentale tra i giovani e la cultura della prevenzione, in particolare tra gli studenti universitari, che nel nel periodo della sessione d’esami soffrono sempre di più di altissimi livelli di stress.

 

Ad aprire la tre giorni del Festival, l’inaugurazione  di venerdì 17 alle ore 18, aperta a tutta la comunità cittadina, alla presenza di istituzioni e partner, a cui seguirà l’opening della mostra Archivi del contatto curata dall’architetta Martina Ghignatti che esplora il contatto come stato che coinvolge il corpo, la percezione, le emozioni e il rapporto con il mondo.

 

<< Questo festival rappresenta una proposta concreta per migliorare la qualità della vita dei giovani, creando spazi di partecipazione, ascolto e crescita condivisa nella comunità – dichiara Matteo Ghisolfi, tra gli ideatori del Festival e responsabile progetto Uni Health Points -. Crediamo, infatti, che il benessere non debba essere solo individuale, ma costruito insieme come valore collettivo: il festival è sicuramente un’occasione per arrivare a quante più persone possibili>>.

 

Tra gli eventi del Festival, spiccano il corso BLSD tenuto dai formatori della Croce Rossa Italiana sede di Chieri, il workshop tenuto dal cuoco Paolo Ghignatti per imparare a preparare “schiscette” sane, equilibrate e gustose da portare nella quotidianità, il talk sull’ansia con la psichiatra Sylvia Rigardetto e quello su dating, consenso e prime volte con Silvia Gioffreda, ThisUnique e Mica Macho.

 

Il progetto Uni Health Points: come viversi bene la sessione.

 

A tutta salute si inserisce nell’ambito del progetto Uni Health Points: come viversi bene la sessione promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo tramite il bando Sparkz: Giovani che attivano e i contributi ordinari dell’assessorato alle politiche sociali 2025 del Comune di Torino e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Torino e del Politecnico di Torino.

Uni Health Points, attraverso una serie di iniziative di sensibilizzazione e la creazione di contenuti social, ha come obiettivo quello di generare un cambiamento culturale duraturo negli universitari, influenzando positivamente le abitudini quotidiane, per ciò che riguarda salute mentale, alimentazione sana, attività fisica e igiene del sonno.

Caratteristica innovativa dell’intero progetto è l’approccio partecipativo basato sulla peer education: tra gli obiettivi infatti, c’è quello di trasformare gli universitari da semplici beneficiari ad agenti attivi del cambiamento, formandoli per diventare moltiplicatori di conoscenza ed esperienze nel campo della salute e del benessere per i loro pari e per la più ampia comunità giovanile.

Universitari e salute: qualche dato.

A Torino ci sono circa 83.000 universitari con una forte presenza femminile (62,1%) e il 24,1% di studenti provenienti da fuori Piemonte (Fonte UniTO).

Secondo l’Istat, dal 2019 è in aumento tra i più giovani il disagio psicologico: L’indice di salute mentale, uno strumento psicometrico che fornisce una misura del benessere psicologico degli individui su una scala da 0 a 100, nel 2024 si attesta in Italia a 68,4 punti medi per le persone di 14 anni e più e sale a 70,4 punti tra i giovani di 14-24 anni.

 

Secondo il rapporto «Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani», realizzato dal Censis in collaborazione con Lundbeck Italia e presentato a gennaio 2026, il 90,3% degli italiani ritiene possibile e necessario intervenire precocemente per evitare l’aggravarsi dei disturbi di salute mentale e del cervello. Nella gamma di interventi di prevenzione ritenuti più efficaci per tutte le malattie del cervello (cioè dei disturbi neurologici, del neurosviluppo e psichiatrici) si enfatizza la dimensione sociale e la necessità di agire su fronti molteplici, come la promozione del benessere psicologico nella scuola (48,6%) e la presenza di un sostegno nei luoghi della quotidianità (46,8%) tra cui quelli di lavoro.

Una vacanza nel bosco, l’incanto e la calma ritrovata

Ristabilire il contatto con la natura, ascoltarne i suoni, percepire i suoi umori e cercare con essa un rapporto più profondo. Questi sono i propositi di una vacanza green, avvolti da alberi e piante, nel cuore di un bosco, di una selva, non “oscura”,   ma radiosa e piena di energia

 

La necessità di ridare valore al nostro rapporto con l’ambiente naturale circostante è oggetto di importanti studi scientifici che hanno confermato quanto il rintanarsi, ripararsi e farsi proteggere da esso sia alla base nel nostro benessere, del nostro equilibrio interiore e di quanto questo favorisca la calma influendo perfino sul battito cardiaco e sulla pressione arteriosa. Questa esperienza non consiste solamente nel respirare aria pura scappando dalla morsa cittadina fonte di stress e inquinamento, ma è rivivere uno spirito fiabesco in un ambiente che ci evoca l’avventura romantica, un teatro incantato dove i ritmi sono rallentati, un luogo fatato dove praticare shinrin-yoku, per esempio, che in giapponese vuol dire letteralmente “trarre giovamento dall’atmosfera dei boschi”. Già Henry David Thoreau, filosofo e poeta americano, intorno al 1850, si era fortemente interessato alla relazione uomo-natura. La sua opera – Walden, Vita nei boschi – si basa sulla sua personale esperienza durante la quale aveva riscoperto i valori propri del ambiente naturale in antitesi con la società, portatrice di interessi materialistici. “L’inverno dell’umano scontento incominciava a risvegliarsi”, scriveva, con la consapevolezza, dopo un lungo soggiorno passato in una capanna sulle sponde del lago, che l’uomo può essere felice anche con poco. Tra i più suggestivi luoghi per una vacanza verde troviamo Attrap’Revês, un glamping in Provenza, un confortevole campeggio dove dormire in vere e proprie bolle in mezzo al bosco, sotto le stelle. Il Treehotel a Harads, in Svezia. Casette in legno sugli alberi a pochi chilometri dal circolo polare artico, un luogo quasi inviolato dal turismo, un’esperienza irripetibile. Sette minuti e poi la pace” ovvero 7 minuti di funivia per arrivare al Vigilius Montain Resort, in Trentino Alto Adige, un rifugio in legno e vetro dove stare bene in mezzo alla natura e ritrovare se stessi lasciando tutto il resto a valle. La Locanda Aescher, incastonata nella roccia, paesaggio mozzafiato, posizione unica, protagonista di una copertina del National Geographic. In Italia ci sono molti altri hotel e sistemazioni immerse nella natura, lontani dalla faticosa quotidianità e avvolti da paesaggi meravigliosi e incontaminati .Sul sito www.ecobnb.it se ne possono trovare diversi, mentre sul sito di Green Pearls le proposte riguardano tutto il globo e sono legate a progetti ecologici di salvaguardia e protezione della natura.

 

Maria La  Barbera

 

 

 

 

 

Remadesign, quando il modernariato diventa esperienza: intervista a Lorenzo Macrì

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Nel cuore di una nuova generazione di professionisti del design, Remadesign si distingue come uno spazio che va oltre la semplice vendita, trasformandosi in un luogo di cultura, scoperta e relazione.

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Abbiamo incontrato il fondatore, Lorenzo Macrì, per farci raccontare la sua visione, il suo percorso e l’evoluzione di un progetto che unisce passione, ricerca e innovazione.
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Origini, identità e visione
Come nasce Remadesign e qual è stato il suo percorso nel mondo del modernariato? 
Remadesign nasce alla fine del 2020, in modo quasi casuale, in seguito a un momento personale molto difficile. In quel periodo stavo seguendo un percorso completamente diverso, con l’obiettivo di diventare giornalista. Poi l’incontro con il mondo del design, che mi ha colpito profondamente. Da lì ho capito che quello sarebbe diventato il mio ambiente naturale. Il progetto è nato inizialmente con un amico, anche il nome richiama l’idea del “remare”, dell’impegno necessario per costruire qualcosa da zero. Nonostante le difficoltà del periodo Covid e la fine della collaborazione iniziale, ho scelto di portare avanti il progetto con determinazione.
Essere figlio d’arte quanto ha inciso sulla sua sensibilità estetica?
Molto. Fin da piccolo mio padre mi ha portato con sé a mostre di antiquariato. Questo ha formato il mio sguardo e la mia sensibilità visiva, che oggi considero fondamentali nel mio lavoro.
Oggi come definirebbe l’identità della sua attività?
Più che un negozio, Remadesign è uno spazio di conoscenza e condivisione. Mi interessa avvicinare le persone a questo mondo, raccontare le storie degli oggetti e mostrare quanto il design degli anni ’70 e ’80 sia ancora incredibilmente attuale. È un luogo aperto alla curiosità, dove nasce un legame autentico tra persone e oggetti.
La selezione: il cuore del business
Come avviene la ricerca e selezione dei pezzi?
È uno degli aspetti più affascinanti del lavoro. Entrare nelle case significa entrare nelle storie delle persone. Ogni oggetto ha un valore che va oltre quello economico. Il mercato è molto competitivo, quindi nel tempo ho scelto di specializzarmi su designer particolarmente innovativi, spesso sottovalutati.
Quali criteri guidano le sue scelte?
Sicuramente lo stato di conservazione, che è la prima cosa che colpisce. Poi l’autenticità, che è imprescindibile: un oggetto non originale perde completamente il suo valore. Infine, il prezzo, che deve essere coerente con il mercato. Utilizzo portali professionali e monitoro costantemente il settore per garantire proposte corrette e competitive.
Come costruisce un’offerta coerente?
Attraverso una selezione sempre più mirata e riconoscibile, basata su una linea estetica precisa e su una ricerca continua.
Qualità e posizionamento
Qual è la differenza tra collezionisti e amatori?
Il collezionista è molto preparato, spesso conosce già tutto del pezzo che osserva. L’amatore invece è più aperto al racconto: con lui si crea un dialogo che permette di spiegare l’oggetto, il contesto e le innovazioni che rappresenta.
Quanto è importante l’educazione del cliente?
Oggi è fondamentale. Il design è percepito come un settore di nicchia, quindi accompagnare il cliente in un percorso di conoscenza è parte integrante del lavoro.
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Il rapporto con il cliente
Che tipo di esperienza vuole offrire?
Non mi interessa una vendita veloce. Voglio costruire un percorso. L’esperienza deve essere completa: dalla scoperta dell’oggetto fino al momento in cui entra nella casa del cliente.
Quanto conta la consulenza?
È centrale. Il cliente non deve acquistare solo un oggetto, ma vivere un’esperienza autentica, che rimanga nel tempo.
Innovazione e sviluppo: il noleggio B2B
Come nasce il servizio di noleggio?
Dalla richiesta crescente di utilizzi temporanei. Sempre più aziende hanno bisogno di arredare spazi per eventi o progetti specifici senza acquistare.
A quali settori si rivolge?
Eventi, set fotografici, produzioni pubblicitarie. Il design diventa uno strumento per creare ambientazioni di forte impatto.
Che valore aggiunto porta il modernariato?
Dà carattere e identità agli spazi. Inoltre, la presenza di questi oggetti in film e pubblicità contribuisce a diffondere una cultura del design più ampia.
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Visione imprenditoriale
Essere giovani è un vantaggio o una sfida?
È una sfida, perché l’esperienza conta molto. Ma è anche uno stimolo continuo a imparare, studiare e migliorarsi.
Quali sono i prossimi sviluppi?
Continuare a crescere, ampliare la ricerca e consolidare il posizionamento come punto di riferimento nel settore.
Il vostro valore distintivo in una frase?
Creare un legame autentico tra persone e oggetti, trasformando il design in un’esperienza da vivere ogni giorno.
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Via S. Secondo, 60 A, 10128 Torino TO
Telefono 352 016 0008 

www.remadesign.it 

Ecco cosa acquistiamo

Le residenze degli scrittori

Il silenzio, l’isolamento, la contemplazione della natura, l’assenza di routine e di responsabilità abituali. Solcare i mari in barca a vela, esplorare i ghiacci del Polo Nord o vivere in un altro periodo storico all’interno di una residenza medievale, queste sono le opportunità messe a disposizione degli scrittori per migliorare la concentrazione, incentivare la produttività e solleticare la creatività. Osservare nuovi e straordinari scenari o stimolare l’ispirazione attraverso l’apprendimento di nuove attività è un vero e proprio servizio dedicato di chi ha fatto della scrittura un’ arte, la ragione e la passione della propria esistenza lasciando miracolosamente,   a noi lettori, tracce di infinita bellezza:   I capolavori della letteratura mondiale. Le residenze pensate per i geni della scrittura, per i talenti della penna sono molte, sparse in tutto il mondo, alcune sono davvero incredibili per la loro posizione, per le caratteristiche architettoniche o per l’esperienza che fanno vivere, inoltre sono tutte dotate di spazi o studi dove poter lavorare, creare pensieri e parole e coltivare l’estro. Un Faro alle Isole Shetland, un appartamento sul mare dove scrivere ammirando il mare, immersi nei suoni della natura: le onde, i gabbiani. Una moderno spazio in Svizzera, una hi tech “Treehouses” fatta di metallo e dal design sofisticato da cui venerare le Alpi, con vista privilegiata sul Monte Bianco. Una casa in pieno Circolo Polare Artico con spedizioni in Veliero nei mari del nord comprese, dove il freddo e il paesaggio incredibilmente candido incoraggiano la fantasia. Una vigna in California o in Canada, il dolce profumo del mosto e pregiatissimi vini per far fermentare la creatività. Anche nel nostro paese esistono diverse residenze destinate agli scrittori, posti dove il loro genio viene lusingato e incoraggiato in tutti i modi possibili , tra le più celebri: Santa Maddalena, in mezzo alla meravigliosa campagna Toscana, dove pace, natura e una atmosfera solenne e raccolta fanno da sfondo a soggiorni sapienti, e poi un Castello a Civitella Ranieri, in provincia di Perugia, che ospita, in piena atmosfera medievale, prodigi della scrittura coccolati anche da un meraviglioso e ricercato cibo locale. A Detroit invece, nell’ottica di una riqualificazione culturale e artistica della città, è nato il progetto Write A House che mira a creare una community di scrittori a cui viene dedicata una casa, anch’essa rivitalizzata e ristrutturata ad hoc.

 

Maria La Barbera

EXPO della Sostenibilità, uno sguardo verso il futuro

EXPO della Sostenibilità apre l’edizione del 2026 con la mostra “Just Open Your Eyes” presso il Castello di Roddi, un percorso che unisce arte e riflessione ambientale, accompagnando il visitatore in un viaggio tra paure, consapevolezza e possibilità di cambiamento. Il percorso si sviluppa in tre momenti: una prima parte più oscura che richiama gli incubi e i timori legati alla crisi ambientale, una seconda parte dedicata al risveglio e alla presa di coscienza e una terza che invita all’azione e alla responsabilità verso il futuro del pianeta.La mostra sarà visitabile dal 18 aprile al 24 maggio ed è considerato un appuntamento simbolo di questa edizione diffusa di EXPO della Sostenibilità, in cui sono coinvolte 12 città tra Piemonte e Valle d’Aosta.
Saranno 25 le giornate di attività tra incontri nelle scuole, eventi aperti al pubblico e premi dedicati ai Comuni più virtuosi.

Al centro della mostra c’è l’opera “Lilith” dell’artista Valerio Berruti, una video-animazione presentata recentemente a Palazzo Reale di Milano. È una bambina che non riesce a dormire, la circondano mostri invisibili che hanno il volto della siccità, degli ecosistemi che muoiono, dei ghiacciai che si ritirano. L’opera sarà protagonista sia all’interno che all’esterno del Castello di Roddi. All’esterno, il video verrà proiettato in loop sulla facciata del castello, trasformando le mura storiche in una grande superficie narrativa visibile anche da lontano.
Il visitatore non si limita a osservare: è coinvolto in un’esperienza che lo rende consapevole. Fin dalla proiezione iniziale viene introdotto in un ambiente buio dalle pareti curve, uno spazio avvolgente e instabile che restituisce il disorientamento del sogno. Le opere di Berruti dialogano con la musica realizzata appositamente dal maestro e polistrumentista Rodrigo D’Erasmo, trasformando paure invisibili in presenze concrete. Sei incubi archetipici dell’infanzia prendono forma e si sovrappongono alle grandi emergenze del presente: specie aliene che minacciano gli ecosistemi, estinzioni silenziose, desertificazione, rischi idrogeologici, incendi. Poi un passaggio stretto, una scala, e si sale verso la luce, si esce dall’incubo e si arriva in una “foresta” abitata da dati, progetti e soluzioni concrete: uno spazio in cui la consapevolezza diventa possibilità di azione, mostrando come le risposte esistano già e come anche i gesti quotidiani possano fare la differenza. L’ultima sala chiede qualcosa al visitatore: scegliere tra vari sticker contenenti buoni propositi per il nostro pianeta, attaccarli su una parete collettiva, oppure portarli con sé come promemoria personale. È il sigillo di un’esperienza che non vuole restare dentro le mura del castello.

“Just Open Your Eyes” diventa così un invito semplice ma diretto: “aprire gli occhi sul presente per immaginare un futuro più sostenibile”, utilizzando il linguaggio dell’arte per rendere più accessibili e coinvolgenti temi complessi come quelli ambientali.

Dietro alla quarta edizione di EXPO della Sostenibilità c’è Wild Life Protection ETS, associazione giovanile (con meno di 23 anni di media) fondata a Roddi nel 2022, ma le cui radici risalgono al 2016 con le prime attività di sensibilizzazione sul territorio. Sono una ventina i volontari attivi che negli anni hanno costruito un modello originale di educazione ambientale, raggiungendo quasi ventimila studenti in Piemonte e Valle d’Aosta con il progetto Green School — Road to the Future. Da quel percorso, nel febbraio 2026, è nato un nuovo bosco a Serravalle Langhe, con un albero piantato per ogni scuola partecipante: 130 specie autoctone radicate nel territorio come promessa concreta. “Just Open Your Eyes” è il loro messaggio più ambizioso, l’installazione che diventa cuore pulsante e filo narrativo dell’EXPO della Sostenibilità.

“Just open your eyes”, Castello di Roddi (CN), Via Carlo Alberto 2

Inaugurazione aperta a tutti venerdì 17 aprile ore 21 – dal 18 aprile al 24 maggio 2026.
Ogni sabato e domenica (e venerdì 1° maggio) dalle ore 9 alle 19, ingresso gratuito

Mara Martellotta

“Bike Experience”, torna il “Festival del Cicloturismo”

Alla moncalierese “Cascina Le Vallere” ritorna, per la sua quinta edizione, creatura di “Torino Bike Experience”

Sabato 18 e domenica 19 aprile

Moncalieri (Torino)

Saranno di nuovo baci e abbracci fra i tanti (tantissimi) “Bike Lovers” che, sabato e domenica prossimi18 e 19 aprile, si incontreranno nel cuore verde di “Cascina Le Vallere” (sede dell’“Ente di Gestione delle Aree Protette Po piemontese”, in corso Trieste 98) a Moncalieri, per partecipare alla quinta edizione di “Bike Experience”, Festival di “cicloturismo” a ingresso gratuito, creato nel 2022 dall’Associazione “Torino Bike Experience” e, di anno in anno, cresciuto alla grande in fatto di numeri e di gradimento. Tanto da essere oggi considerato come l’iniziativa di cicloturismo più importante del Nord-Ovest Italia, la terza per dimensioni a livello nazionale e la più ampia per il solo Piemonte. Basti dare un’occhiata ai numeri.  Nelle prime quattro edizioni il Festival ha visto la partecipazione di oltre 20mila persone, centinaia di ospiti, espositori e associazioni; solo quest’anno sono attesi almeno 10mila visitatorigli espositori (20 nella prima edizione) supereranno quest’anno le 50 unità e i marchi presenti si stima arriveranno ad oltre 200.

Spiega il curatore Alessandro Ippolito“‘Bike Experience’ nasce per essere la vetrina esperienziale delle associazioni, delle attività e dei progetti che si occupano di cicloturismo, di ‘outdoor’ e attività nella natura nel territorio. Novità principale di questa edizione è che non ci fermeremo al cicloturismo: ci allargheremo, infatti, al cammino, ai ‘trekking’ e al mondo del benessere”. Per la prima volta verrà anche allestito un “Giardino del Benessere” dove rilassarsi, seguiti da operatori certificati, affiancato dall’“Area sostenibilità: upcycling con Ferrino”, uno spazio dedicato al recupero e al riutilizzo dei materiali di scarto delle “tende tecniche Ferrino”, dove le sarte del noto marchio italiano comporranno, proprio con i materiali dismessi, borse ed accessori per un riutilizzo circolare degli scarti.

In parallelo, ovviamente, la consueta proposta legata alle due ruote con la consueta passerella di biciclette e accessori, la partecipazione a pedalate di vari livelli, all’ascolto di testimonianze e racconti di cicloturisti, nonché di sempre utili consigli di biomeccanici ed esperti del settore sportivo, fino alla partecipazione a “workshop” pratici, da quello che parla del “comfort” della sella a quello che dà indicazioni utili per il campeggio. Non mancheranno anche quattro escursioni in bicicletta gratuite (su itinerari sviluppati e testati in collaborazione con “Pistaaa La Blue Way Piemontese”) e un  “tocco culturale”, con la mostra di bici “vintage” (in abiti d’epoca) e la “pedalata a tema”. E, dulcis in fundo, tornerà anche quest’anno l’“Area food”, con prodotti e produttori piemontesi “doc”. Per i più piccoli, sarà anche prevista una “pista junior” di Mille metri quadrati, con a disposizione tecnici di Ciclismo nazionali “UISP”.

Altro momento interessante quello di sabato sera (dalle 18 alle 23) con il “Bike Party” con musica, giochi e animazione “Dragqueen”.

“Il fulcro delle attività per l’edizione 2026 – continua Ippolito – saranno le esperienze. I partecipanti potranno scegliere la ‘propria esperienza’ in bici o a piedi, da soli o in compagnia o in famiglia. Ci saranno esperienze per tutti i livelli sportivi e tecnici, mirate a promuovere una cultura ‘a due ruote’ dove la bici è divertimento, sport, mezzo di trasporto e di trasformazione sociale”.

Orari di apertura

Il Festival si inaugura, alla presenza delle Autorità, sabato 18 aprile alle 9,30Alle 10 l’apertura al pubblico; dalle 10,30 partono le attività. Sabato il “Villaggio Expo” chiude alle 18 ma la sera (dalle 18 alle 23) si continua con il “Bike Party”, in Cascina.

Domenica 19 aprile apertura al pubblico alle 10, con attività dalle 11. La chiusura alle 18.

L’accesso al Festival è completamente gratuito, ma è consigliata la prenotazione su  https://bikepiemonte.it/

Per ulteriori info e programma dettagliatowww.bikepiemonte.it

g.m.

Nelle foto: immagini di repertorio

Al Lingotto Fiere si attende il debutto di Be Comics! Be Games!

Be Comics! Be Games! approda al Lingotto Fiere, dopo essere stato già presente a Padova, il 18 e 19 aprile prossimo.
Lo si può considerare una sorta di clone di Torino Comics, un grande evento dedicato al mondo del fumetto, del manga, del gaming e della cultura pop. Per un intero weekend, Lingotto Fiere si trasformerà in un universo immersivo, dove community, creatività e intrattenimento si incontreranno. Un’esperienza pensata per appassionati, famiglie, gamer, cosplayer e curiosi, con un programma ricco di contenuti e ospiti speciali. Purtroppo ci troviamo di fronte a una “guerra dei comics”, in quanto Torino Comics, nato sotto la Mole nel 1994 e fondato da Vittorio Pavesio, quest’anno ha dovuto cercare una nuova sede per il mancato rinnovo del contratto con GL Events Italia, che gestisce gli spazi di Lingotto Fiere. Quest’anno si terrà al parco della Certosa di Collegno, e le date non saranno più ad aprile, ma il 30-31 maggio e 1⁰ giugno.
Be Comics vuole essere una concorrente, con varie aree protagoniste come Comics e Manga, con case editrici, autori, novità editoriali e firmacopie, uno spazio dedicato a illustratori, fumettisti e talenti indipendenti, chiamato Artist Alley, una sezione denominata Gaming & Sport, con tornei, postazioni, free to play e competizioni live, un’area cosplay, tra contest, sfilate e performance sul palco e aree tematiche per esperienze interattive per vivere la cultura pop a 360⁰. Sarà il pubblico a decidere chi vincerà la battaglia tra Torino Comics e Be Comics! Be Games! , che può vantare un ospite d’eccezione quale Milo Manara, a cui sarà dedicata una mostra aperta dal 17 aprile al 28 giugno prossimo nella Sala delle Arti del parco di Collegno.

Mara Martellotta

Lenti progressive: basta due paia di occhiali

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Un solo paio per leggere, guidare e vedere lontano

A Torino, dove la giornata alterna ufficio, guida e lettura del menu al ristorante, da Ottica Catalanotto in Via XX Settembre 51, l’ottica professionista Marta elimina il problema dei due paia di occhiali. Basta con l’ingombro di occhiali da lettura in tasca e occhiali da vista sul naso: le lenti progressive risolvono tutto con un unico paio. “Un paio per ogni distanza, senza pensieri” spiega la nostra ottica professionista Marta.

Riconosci quando servono le progressive

Dato curioso: Il 78% degli italiani sopra i 40 anni usa due paia di occhiali: uno per leggere, uno per distanza.

Test pratico in 30 secondi

Tieni il telefono a 30 cm (lunghezza braccio)
Allontanalo lentamente. Si sfoca a 40 cm?
Hai bisogno di lenti progressive: un paio per tutto.

Lenti progressive: un solo paio per tre distanze;
Design multicanale senza linee visibili;

4 Motivi per dire addio ai due paia

1- Un solo paio in tasca: leggere, guidare, lavorare
2- Estetica pulita: niente linee bifocali visibili
3- Adattamento rapido: comfort in 3 giorni per il 92% utenti
4- Versatilità: ufficio, aperitivo, weekend collina

Progressive nel tuo giorno torinese
Lunedì mattina (Piazza Castello): lontano per meeting, vicino per email
Mercoledì ufficio: intermedia per monitor, vicino per documenti
Venerdì aperitivo: menu (basso), brindisi (alto)
Domenica collina: guida (lontano), mappa (vicino)

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Lenti progressive: basta due paia di occhialiHai un paio di occhiali monofocali che non usi più? Portali con te, li valutiamo e ricevi un coupon da spendere immediatamente per il tuo nuovo paio di occhiali progressivi. Zero sprechi, massima convenienza.

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