lifestyle

Una passeggiata verde in Barriera di Milano con Orticola

Nella mattinata di sabato 6 giugno, il quartiere Barriera di Milano si è  trasformato in un laboratorio a cielo aperto. Accompagnati dall’Assessora alle Politiche Educative della Città di Torino Carlotta Salerno e dagli esperti di ecologia urbana di Orticola del Piemonte, i partecipanti all’iniziativa, unitamente ai ragazzi e alle ragazze del progetto Barriera Multispecie, hanno esplorato strade, giardini e angoli nascosti del quartiere  per scoprire le specie vegetali e animali che convivono con noi ogni giorno. Si è trattato di un’occasione di gioco, di scoperta e confronto che ha coinvolto giovani e meno giovani, volto alla riscoperta di Barriera di Milano come ecosistema vivo e condiviso.

MM

Una visita alla scoperta del giardino a Sant’Antonio di Ranverso

 

Domenica 7 giugno, ore 15

 

Hortus Conclusus: dal punto di vista del giardino 

tema centrale delle cure dei monaci Antoniani

 

 

Il giardino come luogo di cura e chiave di lettura dell’architettura gotica: domenica 7 giugno la Precettoria di San’Antonio di Ranverso (TO) ospita “Hortus Conclusus”, un percorso che invita ad osservare il complesso monumentale da una prospettiva insolita, intrecciando storia, spiritualità e paesaggio.

L’iniziativa ripercorre idealmente l’antica via Francigena per accompagnare i visitatori alla scoperta della Precettoria attraverso i temi della cura, della natura e del rapporto tra spazio costruito e giardino. Dall’antico ospedale alla chiesa, il percorso culmina nell’Hortus Conclusus, luogo raccolto e simbolico in cui il punto di vista si ribalta: è dall’interno del giardino che l’architettura gotica rivela infatti la propria essenza, in un dialogo continuo tra pietra, luce e vegetazione. Le linee verticali dell’edificio, osservate da questo spazio protetto, guidano lo sguardo verso l’alto e trasformano il giardino in un luogo di immersione e contemplazione, dove il benessere del corpo e quello dello spirito si incontrano.

L’appuntamento è realizzato in collaborazione con APGI, Associazione Parchi e Giardini d’Italia.

INFO

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO)

Domenica 7 giugno 2026, ore 15

Hortus Conclusus

Costo della visita: 5 euro, oltre il prezzo del biglietto

Biglietto di ingresso: intero 5 euro, ridotto 4 euro

Hanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni, over 65, gruppi min. 15 persone

Fino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito

Prenotazione obbligatoria entro il venerdì

Info e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica):

011 6200603 ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

www.ordinemauriziano.it

Il Mufant festeggia 10 anni con un grande evento sul Rooftop del museo

Sabato 6 giugno il Mufant compie i suoi primi 10 anni di attività con un grande evento pubblico sul Rooftop del museo, che rappresenta il nuovo spazio panoramico recentemente restituito alla città grazie al progetto Rooftop Mufant, realizzato nell’ambito del bando “You too” della Città di Torino. Per festeggiare questo anniversario, il museo offrirà l’ingresso gratuito a tutti i partecipanti, e la giornata si trasformerà in una grande festa condivisa con gli amici storici del Mufant: i collaboratori che, negli anni, hanno contribuito alla crescita del progetto, e con i cittadini del quartiere e della città che hanno accompagnato il museo nel suo percorso. Si tratterà di una festa dedicata alla fantascienza, all’immaginario fantastico, alla rigenerazione urbana, ai nuovi percorsi culturali che il museo sta affrontando tra mostre, installazioni, antropologia urbana, musica e arte contemporanea. Nel corso della giornata, i fondatori e codirettori Silvia Casolari e Davide Monopoli ripercorreranno i 10 anni di storia del Mufant, un progetto culturale nato per la loro passione per la fantascienza  e costruito nel tempo attraverso un intenso lavoro di ricerca, curatela e valorizzazione artistica che ha condotto alla completa riqualificazione degli spazi che oggi ospitano il museo e, più recentemente, alla trasformazione del Rooftop in uno spazio culturale aperto alla cittadinanza.

L’evento sarà un’occasione per presentare in anteprima alcuni dei grandi progetti che animeranno il museo a part8re da settembre, tra cui la mostra “Star Trek 60”, dedicata ai sessant’anni della celebre saga fantascientifica, e realizzata a partire dalla collezione di Stefanie Gröner, tra le prime collaboratrici del Mufant. La festa sarà anche un’occasione per parlare del processo di rigenerazione  urbana e culturale che ha interessato gli spazi del museo e, in particolare, del nuovo Rooftop. Il percorso si inserisce nelle azioni di coprogettazione promosse dal programma, nato per creare nuovi spazi da dedicare ai giovani, favorire la partecipazione culturale, la socialità, il benessere, la collaborazione tra istituzioni pubbliche e del territorio attraverso processi condivisi di rigenerazione urbana. Questo progetto è stato prezioso perché ha permesso di restituire alla cittadinanza il grande Rooftop del Museo, trasformandolo in uno spazio aperto, accessibile e condiviso, dedicato alla cultura, agli incontri e agli eventi firmati Mufant.

L’anteprima della mostra “Star Trek 60” avverrà alle 15.30. Si tratta di un viaggio inaugurale della mostra che partirà ufficialmente il 12 settembre. Stefanie Gröner, fondatrice del gruppo Facebook Star Trek Torino e curatrice del progetto, accompagnerà il pubblico in un’esplorazione della sala espositiva con un approfondimento sulla botanica aliena della saga. Alle 16.30 seguiranno i saluti istituzionali e interverranno Carlotta Salerno, Assessore alle Periferie, Politiche educative giovanili della Città di Torino, Giampiero Leo, Consigliere d’Indirizzo di Fondazione CRT, Antonio Cuzzilla, Vicepresidente della Circoscrizione 5, Artmut Grabowski, direttore dei lavori del progetto Rooftop Mufant e la direttrice Silvia Casolari. Alle 17, il direttore Monopoli, accompagnato da Fabio Giani di Vivai Giani e da Simone Savio, studente di Scienze Naturali che ha collaborato al progetto, presenteranno il primo nucleo del nuovo percorso fantabotanico del Rooftop “Alla scoperta del Bosco Orizzontale”. Si tratta di una visita guidata alle prime installazioni verdi di quello che diventerà il bosco orizzontale del museo, un paesaggio sospeso tra botanica, immaginario fantastico e fantascienza. Sarà presente l’artista Raffaella Brusaglino, che collocherà sul Rooftop la “Piccola Pioniera”, nuova tappa del suo progetto artistico. Dopo il coffee break musicale delle 17.30, con Booga Luke, alle 17.45 l’antropologo Francesco Vietti condurrà una speciale versione delle sue passeggiate narrative dedicate al quartiere che circonda il museo. Per questa occasione, l’esplorazione si sposterà sul Rooftop del Mufant per consentire uno sguardo dall’alto sulle trasformazioni del territorio accompagnato da memorie e letture dedicate alla grande letteratura della fantascienza. Alle 18.15 seguirà il compleanno con gli amici del Mufant, Silvia Casolari e Davide Monopoli racconteranno i primi 10 anni del Museo. Parteciperanno Davide Chiarle, coordinatore generale e didattico del museo e Paolo Bertetri, coordinatore scientifico del museo. A seguire, Marzia Mastroianni ricorderà Fabio Mastroianni e la sua straordinaria collezione di trasformers, oggi parte integrante della collezione permanente del museo. Teodoro Maraschiello presenterà “Pneuma K”, opera audiovisiva realizzata insieme a Mariano Equizi, a partire dalla registrazione dei battiti cardiaci dei visitatori e delle visitatori del museo. Un’indagine visionari sul corpo umano e i segnali provenienti dal cosmo. A concludere, dalle 18.45 alle 19.30, sarà presente una musica sul Rooftop, con aperitivo e djset con Booga Luke.

Info: 347 5405096 – info@mufant.it

Mara Martellotta

Daniela Cavalcabò: l’arte vera nasce quando il talento incontra il cuore

Ci sono persone che fanno arte.

E poi ce ne sono altre che sembrano nate direttamente dentro di essa, come se respirassero creatività ancora prima di imparare a parlare.

Bene , Daniela Cavalcabò appartiene a questa rara e preziosa qualità. 

Nasce in una famiglia di musicisti, cresce tra note, strumenti, melodie, emozioni.

L’arte entra nella sua vita appena apre gli occhi. La musica diventa linguaggio quotidiano, sensibilità naturale, respiro.

Canta, suona, osserva, assorbe tutto ciò che è creativo.

E la vita continua a portarla proprio lì, dentro quel mondo fatto di vibrazioni artistiche e libertà espressiva.

Sposa infatti un chitarrista conosciuto dellepoca e da questa unione nasce Alessandro, destinato a sua volta a vivere la musica ad altissimi livelli, diventando infatti il tastierista di Francesco De Gregori per 17 anni

Una famiglia quindi in cui la musica non è soltanto passione, ma è identità.

Ma Daniela non si ferma mai a una sola forma d’arte, a tal punto da diventarne talmente dotta da portarsi anche ad insegnarla per ben 20 anni.

La sua mente curiosa, vivace, brillante la porta anche verso il mondo della pubblicità, dove lavora come designer creativa in diverse agenzie, distinguendosi immediatamente per la sua capacità di immaginare, inventare, trasformare le idee in emozioni visive.

Collabora anche con Guido Gobino, storico nome delleccellenza dolciaria torinese (che la menziona caldamente anche nel libro della sua biografia) , contribuendo con allestimenti e intuizioni creative, arrivando persino a ideare una nuova opera dolciaria al cioccolato chiamata :  “Il N’uovo di Gobino”.

Eppure dentro di lei continua a vivere unaltra passione profondissima: quella per i bijoux e per la scultura.

Daniela osserva il mondo come fanno i veri artisti. Nulla per lei è banale. Ogni oggetto può trasformarsi. Ogni dettaglio può rinascere.

Dalle sue mani prendono vita bijoux unici, poetici, materici, spesso costruiti recuperando elementi apparentemente semplici, ai quali riesce a donare nuova anima, nuova dignità, nuova bellezza.

Perché gli artisti autentici non vedono ciò che una cosa è ma vedono ciò che potrebbe diventare.

Ed è forse anche per questo che il legame con Bob Noto (figura iconica del mondo gourmet e della creatività italiana) è stato così profondo.

Tra loro esisteva quella rara complicità che nasce soltanto tra persone capaci di riconoscere la bellezza nei dettagli più invisibili.

Ma la parte più straordinaria di Daniela non è soltanto il talento. È la sua umanità.

Oggi continua a vivere con unenergia che commuove.

Corre da una parte allaltra della città aiutando persone fragili, donne sole, madri in difficoltà, bambini, famiglie dimenticate. Recupera, conserva, sistema, porta, dona.

Nulla va sprecato se può servire a qualcuno.

E mentre continua a creare bijoux venduti nei negozi più belli di Torino, continua anche a seminare bene intorno a sé con una naturalezza quasi disarmante..proprio come facevano gli artisti di una volta. Quelli che avevano talento nelle mani, ma soprattutto bontà nelle vene.

Il tratto più sorprendente di Daniela è proprio questo : il tempo passa, ma lei non smette mai di ringiovanire nello spirito e nell’anima. Non per inseguire la giovinezza ma perché conserva quella curiosità, quella voglia di creare, di immaginare e di mettersi sempre in gioco che appartengono agli spiriti più vivi.

La sua è una lezione preziosa soprattutto per i giovani. In un mondo che corre veloce e si affida continuamente a nuovi strumenti e tecnologie, Daniela dimostra che la vera innovazione nasce prima di tutto dalla mente, dalla forza, dalla sensibilità e dalla capacità di reinventarsi . Con mezzi semplici, ma con un patrimonio immenso di esperienza, cultura e passione, continua a creare piccole magie quotidiane.

Oggi probabilmente potrebbe limitarsi a godersi il meritato riposo, dedicarsi soltanto agli affetti, ai nipoti, alle passeggiate e ai piaceri della vita. E invece lei sceglie ancora di costruire, immaginare, progettare e condividere. Lo fa con equilibrio, con eleganza e con la consapevolezza della propria età, senza rincorrere il tempo ma dialogando con esso.

Ed è questa la sua forza più autentica: dimostrare che la qualità della vita non dipende dagli anni che passano, ma dalla capacità di restare vivi dentro.

Daniela ha occhi verdi che parlano ancora di entusiasmo, di musica, di curiosità verso il mondo.

Ama i Beatles, ama la cultura, ama le persone, ama tutto ciò che contiene anima.

Ed è forse proprio questo il segreto della sua unicità:

non aver mai smesso di guardare la vita con stupore.

Perché ci sono artisti che creano oggetti bellissimi e poi ci sono artisti molto più rari:

quelli che, senza accorgersene, rendono più bella anche la vita degli altri.

Monica Di Maria di Alleri Chiusano

Si va tutti a “La Corte”

Apre a Torino un nuovo “polo” dedicato all’inclusione, all’autonomia e alla formazione delle persone con disabilità e non

Giovedì 11 giugno, ore 18

Generosi e coraggiosi artefici dell’iniziativa, “I Buffoni di Corte Aps”, Associazione operante dal 2008 sul territorio torinese (prima sede in corso Sebastopoli 272/e) nell’ambito didattico e formativo dei giovani, adolescenti e persone “con disabilità”. In quasi 18 anni di attività più di 800 sono ad oggi gli associati, oltre 600 le famiglie coinvolte, 1500 i volontari e oltre 600 i sostenitori (con un network che include più di 70 aziende partner e oltre 20 Organizzazioni “non profit”):  è a loro e al costante impegno sociale ed organizzativo de “I Buffoni” che si deve la creazione de “La Corte” (via Rubino, 82), nuova sede dell’Associazione e nuovo “polo” rivolto per l’appunto ai giovani e alle persone “con disabilità” residenti a Mirafiori Nord, e non solo.

Il complesso sorge nel sito, dove fino al 2018 era presente l’“asilo nido” di quartiere e assegnato dal “Comune di Torino” a “I Buffoni di Corte” nel 2021, oggi trasformato grazie al progetto (ispirato alla Scuola del “Bauhaus” secondo i principi chiave di “bellezza” e “anamorfismo”, con effetti di illusione ottica tridimensionale visibili da precisi punti di vista) firmato dall’architetto torinese Alex Cepernich, fervido sostenitore della visione e missione dell’Associazione. Il fabbricato, a forma di “L” composto da un solo piano fuori terra, cui si unisce un secondo immobile di circa 90 metri quadrati, immerso nei 1565 metri quadrati di giardino (destinati ad ospitare un “orto urbano”, una “zona relax” ed un “punto ristoro” per l’inserimento lavorativo di persone con disabilità), sarà inaugurato giovedì 11 giugnoalle 18, alla presenza del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, degli assessori Carlotta Salerno e Jacopo Rosatelli, affiancati dal presidente della “Circoscrizione Due”, Luca Rolandi.

Sottolineano Luca Nicolino e Valentina Cocchi, rispettivamente presidente e direttrice operativa de “I Buffoni di Corte”: “ ‘La Corte’ vuole essere uno spazio aperto a tutti, un luogo in cui laboratori e progettualità saranno, da un lato consolidati e potenziati e, dall’altro, ampliati con nuove iniziative rivolte non solo alle persone con disabilità, ma anche ai giovani, che qui potranno accompagnarci nei nostri progetti ma anche studiare negli spazi ‘coworking’, agli anziani, ai cittadini del quartiere e del territorio che qui possono venire per un caffè, per scambiare due chiacchiere e per prendere parte alle molte attività con tutte le persone dell’Associazione”.

L’obiettivo, insomma, è quello di “diventare un luogo di formazione ed incontro all’interno del quale possa generarsi ed unirsi una collettività, attraverso l’interazione tra associati, studenti, professionisti del settore e volontari”.

E gli spazi, oggi, di certo, non mancano (costruiti grazie ai fondi “PNRR – Piano Integrato Urbano” e ai contributi di “Fondazione Compagnia di San Paolo”, “Reale Foundation”, “Fondazione Peppino Vismara” “Rotary” e “Interact”, oltre a quelli di “aziende private” e tantissime “persone fisiche”). Spazi che possono contare su  20 laboratori, una palestra, che accoglierà “attività di teatro”, “danza e movimento”,   una cucina dove si terrà uno dei “progetti di autonomia e formazione al lavoro” portato avanti dall’Associazione, “Mani in pasta”. Laboratori e attività che, attualmente, coinvolgono 150 famiglie di persone con disabilità e circa 80 adolescenti e giovani; “volontari scout”, persone impegnate in lavori di pubblica utilità, servizio civilisti e tirocinanti di Università e Scuole Superiori.

Nello specifico, l’Associazione organizza “laboratori artistici”, gestiti da professionisti e dedicati a giovani e persone con disabilità, dalla ceramica all’acrobatica, dalle percussioni al canto e al teatro. Propone inoltre percorsi di formazione al lavoro come “Mani in Pasta” (di cui già s’é accennato) e “percorsi educativi” come “Una chiave per l’autonomia” e “Senza vergogna”, nell’ambito dell’affettività e della sessualità, abbinati alla “danzamovimentoterapia”. Per non dimenticare i suoi “servizi di supporto”, come lo “sportello informativo” e quello “psicologico”, nonché quelli di “formazione” e “sensibilizzazione” rivolti a scuole (studenti e personale), “gruppi scout” e aziende.

Fiore all’occhiello, in conclusione, la creazione di un’eccellente “Compagnia Teatrale”, “La Compagnia delle Frottole”, nata nel 1998 e composta da 23 attori di cui 10 con disabilità cognitiva.

Per ulteriori infowww.ibuffonidicorte.it

Gianni Milani

Nelle foto: I giovani de “La Corte”; Particolare degli “interni”; Attività in giardino; Teatro “La Compagnia delle Frottole”

Cresce il turismo a Castelnuovo Don Bosco

L’elaborazione dei dati di Visit Piemonte non lascia alcun dubbio: il turismo nell’area di Castelnuovo Don Bosco cresce e negli ultimi anni fa registrare trend positivi esponenziali di cui non possiamo che andare fieri.” Grande soddisfazione emerge dalle parole del sindaco di Castelnuovo Don Bosco Umberto Musso nell’analisi sui flussi turistici che premiano fra il 2024 e il 2025 le Terre dei Santi facendo rilevare importanti incrementi di visite nell’area situata a cavallo fra il Monferrato Astigiano e le colline del Torinese. A spiccare è certamente il dato che riguarda i flussi dall’estero con gli arrivi (ossia il numero complessivo degli utenti che arrivano in zona) che salgono addirittura di quasi il 65% rispetto all’anno precedente con le presenze (numero totale dei pernottamenti) che si incrementano del 37,6%. Anche gli arrivi dall’Italia sono all’insegna del segno più grazie ad un incremento dell’11,2% accompagnato anche da un +0,6% per le presenze interne. Complessivamente dunque a Castelnuovo Don Bosco gli arrivi nel 2025 sono stati 9.092 contro i 7.913 dell’anno precedente (aumento del 22,7%) mentre le presenze sono salite dell’11,8% passando da 15.860 a 17.738. In conclusione sono molti i nuovi turisti (soprattutto dall’estero) che hanno scelto di visitare Castelnuovo Don Bosco facendo aumentare anche i pernottamenti complessivi, rispondendo a un obiettivo comune di tutta l’area che desidera accrescere le ricadute economiche sulla ricettività, la ristorazione e il commercio derivanti da un prolungamento di soggiorno. “Sul fronte del turismoaggiunge il primo cittadino di Castelnuovo Don Bosco – abbiamo deciso di incidere maggiormente innanzitutto affiliando il nostro Comune all’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero per poter finalmente rientrare in un ampio circuito di promozione del territorio. Ma abbiamo lavorato per lanciare, oltre alle consuete e importanti manifestazioni, anche eventi culturali, musicali e incontri che vanno a qualificare le nostre zone con proposte qualitative. Altro aspetto su cui insisteremo particolarmente è quello della comunicazione che è fondamentale per raggiungere un pubblico sempre più ampio. Infine non è da sottovalutare l’attenzione al territorio: la giusta manutenzione del verde pubblico, degli spazi fioriti e delle strade rendono il Comune bello da vedere e da vivere e se il territorio è ben curato risulta dunque più appetibile.” E a proposito di eventi e turismo a Castelnuovo Don Bosco si entra nel vivo della stagione estiva di eventi a cominciare dall’appuntamento di sabato 27 giugno quando il paese diventerà il borgo del vino con una festa dedicata ad una delle principali eccellenze del territorio conosciuto per il Fresia, la locale Malvasia e non solo. Subito dopo sarà la volta, nel primo weekend di luglio, della tradizionale Corsa delle Botti, per legare il prodotto enologico delle colline castelnovesi ai suoi più caratteristici riti.

Cresce il turismo lento della via Francigena, il Piemonte al centro

Cresce il turismo lento lungo la via Francigena, e il Piemonte si conferma una delle porte d’ingresso più suggestive del cammino europeo in Italia. Nel 2025 sono state distribuite quasi 20 mila Credenziali del Pellegrino lungo l’intero itinerario, con un incremento del 35,95% rispetto all’anno precedente e una presenza internazionale del 53%, secondo i dati forniti dall’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF). Si tratta di un fenomeno che riflette una trasformazione più ampia delle abitudini di viaggio: aumentano le esperienze outdoor, i percorsi a tappe e i viaggi legati a borghi, paesaggi e territori meno battuti dal turismo di massa. Il cammino diventa così un modo per conoscere in profondità le comunità locali, le aree interne, le città d’arte e i paesaggi rurali. In questo contesto la via Francigena rappresenta uno degli itinerari più identitari del turismo lento europeo. La sua forza consiste nella possibilità di essere percorsa per alcuni tratti, secondo le stagioni e le tipologie di viaggiatori, da parte sia di chi cerchi spiritualità sia di chi scelga il trekking, il cicloturismo o un’esperienza culturale nei borghi.

Visit Italy è una piattaforma culturale indipendente di riferimento per la promozione del turismo italiano, e racconta oggi la via Francigena in modo nuovo, con il lancio internazionale della nuova campagna dedicata all’itinerario.

“La via Francigena è uno dei cammini più antichi e identitari d’Europa. In Piemonte attraverso paesaggi profondamente legati alla storia del pellegrinaggio, dalle vie che collegano le Alpi alla Pianura fino ai centri storici che per secoli hanno accolto viaggiatori e mercanti. Valorizzare questo territorio significa raccontare una delle grandi porte d’ingresso italiane di un unico viaggio culturale europeo – commenta Ruben Santopietro, CEO di Visit Italy”.

La via Francigena, dal passo del Gran San Bernardo, attraversa la Valle d’Aosta e raggiunge il Piemonte, dove il paesaggio cambia gradualmente dalle vallate alpine agli ampi orizzonti della pianura. È qui che il cammino assume il volto delle campagne storiche, delle risaie e dei centri urbani che per secoli hanno rappresentato punti di sosta per i pellegrini diretti a Roma. Il percorso attraversa il Canavese e raggiunge Ivrea, città industriale e Patrimonio dell’UNESCO, per poi proseguire verso Viverone e la Serra Morenica, una delle grandi formazioni glaciali d’Europa. Da qui, la Francigena entra nella pianura vercellese, attraversando le risaie, fino a Vercelli. Proseguendo verso Sud-Est, il percorso lascia il Piemonte per entrare in Lombardia, in direzione di Pavia e continuando il viaggio verso il centro della Penisola. Il tratto tra Ivrea e Viverone è più indicato per chi cerca un’esperienza in gradi di unire natura e storia, tra colline, laghi e piccoli borghi immersi nel verde, e una sezione ideale per chi desideri scoprire il patrimonio locale. L’area di Vercelli rappresenta il cuore storico della Francigena piemontese: le architetture medievali, le abbazie e le testimonianze del passato Pellegrino rendono questo tratto adatto a chi cerchi una dimensione più spirituale del cammino.

Le lunghe distese della pianura e delle risaie, con percorsi regolari e dislivelli contenuti, rendono il tratto piemontese accessibile anche a chi affronti un cammino a tappe o in bicicletta.

Mara Martellotta

“CreativAfrica” XII edizione

Musica, cucina, creatività e incontri. Riecco, all’ombra della Mole, l’eclettico  Festival dedicato all’antico Continente “Culla dell’umanità”

Da domenica 7 a giovedì 18 giugno

Dodicesima edizione e 12 giorni di iniziative, articolate tra “laboratori”, “incontri” e “concerti live” distribuiti su tre sedi: il Circolo Sociale “Jigeenyi”, in via Borgo Dora 3/0, la “Cascina Falchera”, in strada Cuorgnè 109, e il “Magazzino sul Po”, ai Murazzi del Po Ferdinando Buscaglione 18. Così si presenta, in estrema sintesi, il ritorno sotto la Mole del Festival “CreativAfrica”, organizzato da “Renken ETS” (che, a Torino, dal 2006 promuove “cittadinanza globale e cooperazione tra Italia e Senegl, per una cooperazione decoloniale, antirazzista e transfemminista”), con il contributo di “Fondazione CRT”“Fondazione per la Cultura Torino” ed il patrocinio del “Comune di Torino”.

Obiettivo primo quello di “promuovere i valori dell’antirazzismo e dell’intercultura, intesa come valorizzazione della diversità e promozione del dialogo e dell’incontro, l’iniziativa – spiegano gli organizzatori – nasce proprio dal desiderio di approfondire e conoscere le culture africane e di proporsi come spazio di confronto capace di decostruire stereotipi e promuovere nuove narrazioni”. Tutte le attività sono infatti pensate per essere accessibili al più vasto pubblico, valorizzando la “diversità come risorsa”.

“Roots and Sprouts” (“Radici e Germogli”) è, in modo decisamente emblematico, il tema di questa dodicesima edizione del Festival, che si prefigge di “aprire” il suo sguardo alle “radici” delle culture africane e contemporaneamente ai “germogli” che intessono nuove vie per la “creatività afrodiscendente”. Sottolinea Giulia Gozzellino dell’Associazione “Renken”“L’edizione di quest’anno gioca sulle relazioni intergenerazionali, sugli scambi, sulle nuove tendenze, sulle radici nelle quali affondano i diversi movimenti legati alla ‘black music’ e alla ‘black culture’ e sul legame tra modelli e eredità ancestrali e gli sviluppi globali”. Mentre si mettono in discussione i meccanismi di “tribalizzazione” e di “folklorizzazione” delle culture africane, “la nuova edizione – continua Gozzellino – rende omaggio simultaneamente alle tradizioni e alle molteplici forme di innovazione musicale, artistica, culinaria e letteraria che possono contribuire a disinnescare i pregiudizi e a decostruire la colonialità del nostro presente”.

“Musica”“Cucina”“Laboratori – talk e animazioni interculturali”: sono questi i tre filoni su cui s’intrecciano le iniziative in agenda.

Cuore del Festival, sicuramente gli eventi a carattere musicale, con una selezione di artisti e sonorità che raccontano ampiamente la ricchezza e la complessità, in tale campo, delle “culture afrodiscendenti”. Tra i vari ospiti, da segnalare in particolare “Les Mamans du Congo & Rrobin” (“Cascina Falchera”, venerdì 12 giugno, ore 22) e Lina Simons (“Cascina Falchera”, giovedì 11 giugno, ore 22), al secolo Pasqualina De Simone, nativa di Pozzuoli da madre nigeriana e padre italiano, studi musicali a Londra e un album “P.A.S.” che la impone come una delle voci più originali della nuova scena musicale italiana.

Altro Spazio importante di “CreativAfrica”, sarà certamente quello dedicato alla “Cucina”, con la proposta di “laboratori interculturali” e “momenti di ristorazione” pensati per favorire l’incontro tra storie, tradizioni e sapori provenienti da tutto il continente africano. Imperdibili gli “show coking” guidati dalla chef nigeriana Maria Ojo (che, domenica 7 giugno, ore 16, al “Jigeenyi”, coinvolgerà il pubblico in un’attività destinata a diventare un “apericena condiviso”, trasformando il momento culinario in un’occasione di incontro, convivialità e scambio tra persone e culture) e dallo chef senegalese Moussa Kane (sempre al “Jigeenyi”, mercoledì 10 giugno, ore 16).

Occasione, altrettanto preziosa, per partecipare “in modo attivo e consapevole alla ricchezza di un patrimonio culturale vivo, plurale e in continua trasformazione”, sarà quella offerta dai molti “laboratori” e “worksop”, pensati “ad hoc” e guidati da ospiti di indubbia esperienza. Tra i tanti, l’artista multidisciplinare italo-egiziano (ma cresciuto nella periferia romana) Mosa One che (giovedì 18 giugno, ore 19, al “Magazzino sul Po”) guiderà i partecipanti nella realizzazione di un “graffito su muro o pannello”, lavorando sui temi che attraversano e segnano la sua personale ricerca: identitàappartenenza perifericadoppia eredità culturale e giustizia sociale.

A chiudere i giochi (sempre al “Magazzino sul Po”, giovedì 18 giugno, ore 22), i ritmi afro-elettronici di Dj Alé, brasiliana, produttrice di eventi culturali e creatrice della serata “Erotika”, oggi residente in Francia.

Per info e programma dettagliato: www.renken.it

g.m.

Nelle foto: Lina Simons; Immagine guida (opera di Stefania Bruno); Cibo; Laboratorio Mosa One

“DanzAzione”, un nuovo percorso educativo multidisciplinare

Conclusione Progetto “DanzAzione” con WORKSHOP 6 GIUGNO 2026 In Corso Sicilia 12,  presso il Circolo C.R.D.C

 

Ci vediamo sabato 6 giugno, a partire dalle ore 14 e fino alle 19, presso il Circolo Ricreativo Dipendenti Comunali di Torino, per un importante appuntamento rivolto a tutta la cittadinanza.

Siamo tutti invitati al Workshop che intende tirare le fila del lavoro svolto durante l’anno nell’ambito del progetto di “DanzAzione”, promosso da Yuki ASD-APS, Centro di Arti Marziali e discipline olistiche.

È un’iniziativa di altissimo profilo volta ad introdurre nelle scuole torinesi un nuovo percorso educativo multidisciplinare.

Lo scopo è quello di promuovere: una soglia elevata di benessere e consapevolezza di sé, trovare una via maestra verso l’inclusione, costruire ambiti educativi più accoglienti, rivolgere particolare attenzione ai giovani portatori di vulnerabilità.

Includendo anche studenti con disabilità cognitive e fisiche, ADHD, BES, e ragazzi provenienti da ambienti e contesti culturali molto differenti tra loro; con relative problematiche di reciproca conoscenza, rispetto e integrazione.

Il progetto, co-finanziato con i fondi dell’8 x 1000 alla Chiesa Valdese, ha preso il via nel quartiere Barriera di Milano, che non è esattamente uno dei più facili della città.

 

A svilupparlo e condurlo -mettendo a disposizione tutte le conoscenze, la bravura, anni di esperienza e pratica sul campo- è stato il pool di “DanzAzione” .

Più che un laboratorio, si definiscono: esperienza collettiva di “anime in movimento”, nata da Alessandra Barilla -danzatrice, danzaterapista e insegnante yoga-, Christian Andreotti -Maestro aikido-, e Fabiana Fabiani -coordinatrice, esperta di rilassamento e ricercatrice del movimento-.

 

Protagonisti dell’iniziativa, dunque, circa 50 studenti dell’I.I.S.”J.B.Beccari” e 25 professionisti nell’ambito socio educativo, tra: educatori, insegnanti, operatori sociali, psicologi e istruttori sportivi che hanno portato nelle scuole torinesi un nuovo percorso educativo multidisciplinare.

La prima fase del percorso si è svolta attraverso incontri mensili dedicati a docenti e operatori; nel corso dei quali si sono condivise tecniche e strumenti volti a rafforzare l’inclusione, l’ascolto e la gestione delle differenze nei contesti educativi.

I partecipanti, attraverso il movimento e linguaggi artistici, hanno potuto sperimentare modalità nuove e diverse sulla via di una maggiore concentrazione, migliore regolazione emotiva e benessere psicofisico.

 

In un secondo tempo, il progetto è entrato nelle classi e, i laboratori che sono stati ideati, hanno accompagnato i ragazzi in un percorso esperienziale -entusiasmante e rivelatore di nuove opportunità di crescita e realizzazione di sé- basato su corpo, respiro, creatività e presenza.

 

Fondamentale è stata l’introduzione di elementi strategici come: danzaterapia, yoga, aikido, teatro e momenti di verbalizzazione. Tutto si è svolto all’interno di uno spazio protetto, dove ognuno ha avuto la possibilità di esprimersi senza il peso di sentirsi giudicato, potendo così maturare una maggiore capacità di ascolto di sé e degli altri.

I tanti momenti condivisi, le pause, gli esercizi di contatto e le parole pronunciate durante gli incontri, hanno contribuito a creare e consolidare legami più forti, autentici e significativi tra i partecipanti….ed ecco lo splendido e, per certi aspetti, sorprendente “incontro di anime”.

É questo il meraviglioso risultato del lavoro di DanzAzione a cui assisteremo sabato. Esempio di successo da replicare…..

Odontoiatria digitale e diagnosi 3D: al Koelliker cure sempre più precise e meno invasive

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Tecnologia, pianificazione digitale e approccio multidisciplinare stanno cambiando il modo di affrontare le cure odontoiatriche.

È questa la direzione intrapresa dal reparto di Odontoiatria e Ortodonzia dell’Ospedale Koelliker di Torino, dove diagnostica avanzata e trattamenti personalizzati vengono integrati in un unico percorso clinico.

Il reparto si occupa di visite odontoiatriche per adulti e bambini, ortodonzia funzionale, implantologia, igiene e prevenzione, parodontologia, gnatologia e disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, con particolare attenzione anche alle apnee notturne e al russamento. Accanto alle cure tradizionali, cresce il ruolo delle tecnologie digitali applicate alla pianificazione terapeutica e chirurgica.

Tra gli strumenti più utilizzati vi è la TC Cone Beam, una tecnica di diagnostica tridimensionale che consente di ottenere immagini ad alta definizione delle strutture dentali e maxillo-facciali. Attraverso una singola rotazione dell’apparecchiatura attorno alla testa del paziente, il sistema acquisisce centinaia di immagini poi elaborate digitalmente per ricostruire in 3D denti, ossa mascellari e strutture anatomiche circostanti.

Una tecnologia che trova particolare applicazione nei casi complessi, soprattutto in implantologia e ortodonzia. Rispetto alle radiografie tradizionali, la Cone Beam permette infatti una valutazione più accurata di radici dentali, nervi, seni mascellari e articolazioni mandibolari, migliorando la pianificazione degli interventi e riducendo il margine di errore.

Proprio l’implantologia rappresenta uno degli ambiti su cui il Koelliker punta maggiormente. Il trattamento consiste nel posizionamento di impianti in titanio che sostituiscono la radice del dente mancante, sui quali viene successivamente applicata una corona estetica integrata con la dentatura naturale. Grazie alla pianificazione computer assistita e alle simulazioni digitali, gli specialisti possono oggi studiare in anticipo posizione, inclinazione e compatibilità anatomica degli impianti, limitando l’invasività chirurgica e favorendo tempi di recupero più rapidi.

Sempre più richieste anche le soluzioni ortodontiche con allineatori trasparenti, progettati su misura attraverso impronte digitali del cavo orale. Gli allineatori consentono di correggere progressivamente la posizione dei denti mantenendo un impatto estetico ridotto rispetto agli apparecchi tradizionali. Tra i vantaggi evidenziati dalla struttura vi sono la possibilità di rimuoverli durante i pasti e l’igiene orale, oltre alla personalizzazione del trattamento in base alla conformazione dentale del paziente.

Alla base dell’approccio del Koelliker vi è inoltre la collaborazione tra diverse specialità mediche e chirurgiche presenti all’interno dell’ospedale. Un elemento che permette di affrontare anche situazioni cliniche più articolate, con la disponibilità di sale operatorie, anestesisti, diagnostica interna e supporto multidisciplinare.

Secondo il reparto odontoiatrico, la direzione futura delle cure dentali sarà sempre più orientata verso prevenzione, diagnosi precoce e simulazione digitale dei trattamenti, con l’obiettivo di aumentare precisione, sicurezza e qualità dell’esperienza per il paziente.