lifestyle

Le ciliegie “salate”

/

Stavamo bevendo un bicchiere in compagnia quando Giorgio mi rivolse – all’improvviso – una domanda: “Ti ricordi quando andavamo per ciliegie?”.  Ci misi un attimo, giusto il tempo di mettere le mani nel cassetto dei ricordi e – trovato il filo giusto – mi vennero in mente, nitidamente, quei tempi

A Giorgio erano state le amarene rosso scuro che la Maria aveva sistemato nel cestino della frutta ad accendere la “lampadina“. In quell’istante, la nipotina della Maria, ne prese due coppie, tenute insieme dai gambi, e se le appese come fossero orecchini. Ridemmo, entrambi, di quel gesto che, tanti anni fa, avevamo fatto anche noi, scherzando tra ragazzini. All’epoca si andava in “banda” per i poderi a far razzia. Tra la fine di giugno ed i primi di luglio, nei tardi pomeriggi di quelle calde giornate d’estate, si cercavano gli alberi più carichi di ciliegie. Era una “caccia” troppo invitante. Le ciliegie sono frutti allegri, dissetanti. Ci sono quelle dolci, zuccherose, a polpa tenera ( le tenerine) e a polpa più carnosa (i duroni). E poi, le amarene e le marasche. Con gli anni ho imparato altre cose: oltre ad essere buone fanno pure bene. Sono indicate  nella cura di artriti, arteriosclerosi, disturbi renali. Contengono  buone quantità di fibre, potassio, calcio, fosforo e vitamine. Ci si possono produrre sciroppi, marmellate e liquori come maraschino, cherry e ratafià. Insomma, c’è tutto un elenco di cose positive che fanno rima con ciliegia. Ma noi, all’epoca in cui eravamo ragazzi, piacevano soprattutto perché erano il frutto di un piccolo furto e questo fatto, accompagnato dall’avventura, dai rischi e dalla voglia di trasgredire, rendeva le ciliegie il “frutto proibito” per eccellenza. Mario era arrivato al punto di sostenere una tesi tutta sua: Adamo ed Eva erano stati cacciati dal Paradiso non per colpa di una mela colta senza permesso ma di un cestino di ciliegie rosse e carnose. Il rischio più grande era quello di trovarle “salate“.

***

Infatti, capitava che i contadini di un tempo, poco inclini a tollerare le nostre scorribande, ci accoglievano con una doppietta caricata a sale grosso, determinati a scoraggiarci con la minaccia di  piantarci due schioppettate nel sedere. All’arrivo dell’estate, immancabilmente, sembravamo due eserciti in assetto di guerra. “Noi“, a gruppi di 4 o 5, lesti a salire sull’albero, cogliere le ciliegie al volo, riempire il sacco di tela o il cestino, cercando di fare il più in fretta possibile. “Loro“, i proprietari dei ciliegi dove cresceva quel ben di Dio, confezionavano cartucce di diverso calibro con sale grosso, in sostituzione dei pallini di piombo. Rinforzavano anche le linee difensive lungo i confini dei frutteti: reti metalliche orlate di filo spinato, staccionate, siepi irte di spine. Era la “guerra delle ciliegie” che, in altre località, si trasformava in una vera e propria “guerra della frutta”. Se i contadini erano i difensori del loro diritto alla proprietà privata noi, gli incursori che negavano questo diritto, sostenendo che la natura non aveva padroni, colpivamo senza pietà, svanendo subito dopo nei boschi e nella campagna circostante, a volte trascinandoci appresso i compagni feriti. “Lo si faceva per fame e per gioco. Per molti di noi era l’unico modo per mettere sotto i denti quella frutta che non potevamo comprare. Ed era una cuccagna perché a casa il cibo era scarso“, rammentava Giorgio. E, come un rosario, sgranavamo i  nomi dei nostri compagni di quella guerriglia senz’armi: io e Giorgio, Mario, Luigino “Trota” – abilissimo nel pescare nei ruscelli e nel fiume -, Remo, Marco ed anche Marina. Era, quest’ultima, una ragazzina sveglia che dava dei punti a tutti noi. Ed era golosissima di ciliegie. Il campo di battaglia più duro era il frutteto del vecchio Roger Zuffoli, detto “il marsigliese“. Aveva un paio d’ettari piantati a frutta dove si trovava di tutto: susine, albicocche, pesche, mele, pere ed ovviamente ciliegie ed amarene. Verso il limite del bosco aveva anche noci e nocciole. Roger, piccolo e secco, vestiva i pantaloni alla zuava e camicie a quadrettoni mentre in testa teneva sempre il suo basco calato sulle “ventitré“. All’epoca poteva avere si e no una settantina d’anni, gran parte dei quali passati a scaricare merci nei porti di Marsiglia e di Tolone. Era tornato a Baveno già anziano perché, diceva, ” dopo tanta acqua salata ho sentito la nostalgia dell’acqua dolce del Maggiore“. In ricordo di quegli anni, al circolo comandava sempre un bicchiere di  “pastis“,  liquore profumato all’anice, tipicamente francese, che allungava con l’acqua di una caraffa dove galleggiavano dei grossi pezzi di ghiaccio. Attaccare le sue piante era molto ma molto rischioso. Raramente riuscimmo a farla franca ed una volta, quasi, ci lasciammo le penne. Quell’episodio, ancor meglio di me se lo ricorda Mario. Stranamente silenzioso, il frutteto pareva incustodito quella sera. Saranno state le diciannove o poco meno. Roger mangiava presto e quindi pensavamo fosse quello il momento giusto per compiere l’incursione. Invece il perfido vecchietto, mangiata la foglia, si era appostato dietro al piccolo fienile con la doppietta in mano.

***

Non facemmo in tempo a renderci conto di quanto stava accadendo che l’eco dello sparo risuonò secco, costringendoci a tappare le orecchie. Colpito al sedere dalla fucilata di sale grosso, Mario cadde dal ramo. Dolorante si rialzò e tutti insieme corremmo a più non posso verso il bosco per far perdere le tracce. Mentre fuggiva a gambe levate, Mario sentiva il dolore delle ferite, poi il bruciore dei grani di sale che si scioglievano nella carne viva. Appena avvistò il ruscello, vinto dal bruciore, si gettò nell’acqua per calmare il fuoco che gli stava divorando il fondoschiena. Ma il rimedio si rivelò peggiore del male: l’acqua , accelerando lo scioglimento del sale, rese insopportabile il bruciore. Remo, appassionato collezionista di francobolli, portava sempre con se una pinzetta e con quella, tra le grida ed i lamenti di Mario, estraemmo i grani di sale, pulendo alla meglio le ferite. Per un po’, da quella sera, gli assalti vennero sospesi per poi, calmate le acque, proseguire per la disperazione dei contadini della zona, compreso Roger. Quella volta però, la “missione” si era conclusa senza il “bottino“. Mario , d’allora, non volle più prendere parte alle nostre imprese. L’invitavamo, lo pregavamo ma lui diceva sempre di no,  opponendo resistenza. Diceva che lui, ormai, non aveva più “il sedere di una volta“. In cuor nostro non ce la sentivamo di dargli torto.

Marco Travaglini

La primavera al castello di Miradolo si avvia verso il gran finale

Domenica 14 giugno sarà una giornata dedicata al Parco della Primavera. Alle ore 10.30 il laboratorio per famiglie denominato “Piccoli esploratori della natura” accompagnerà grandi e piccoli alla scoperta delle fioriture e delle meraviglie del parco, mentre alle ore 15 si terrà l’ultima visita  guidata dedicata alla stagione primaverile. Domenica 21 giugno sarà  invece dedicata alla mostra, alle 10.30 il laboratorio per famiglie Storie POP UP offrirà un’esperienza creativa ispirata alle opere esposte e alle 15 sarà possibile partecipare all’ultima visita guidata della mostra.

Domenica 21 giugno alle ore 4 torna uno degli appuntamenti più  attesi e suggestivi del calendario del castello di Miradolo. Giunto alla sua decima edizione, il concerto d’Estate all’Alba celebra il solstizio d’estate con un’esperienza capace di unire musica, natura e bellezza,  in uno dei momenti più affascinanti della giornata. Le prime luci del mattino, il risveglio del parco e le note che accompagnano il sorgere del sole rendono questo,  appuntamento un’occasione speciale da vivere e condividere. Sempre domenica 21 giugno è  in programma una cena Flambé di inizio estate, un appuntamento speciale per dare il benvenuto all’estate con gusto e suggestione. La cena flambé torna nella cornice unica del castello di Miradolo, tra luci soffuse, piatti preparati al momento  e l’atmosfera magica del parco al tramonto.

Per info e prenotazioni  tel 3716677244

Venerdì 26 giugno prenderà  il via la programmazione estiva con nuovi orari di apertura e un calendario ricco di occasioni per vivere il parco e le sue attività, con visite guidate, laboratori per famiglie, letture, spettacoli, atelier del venerdì e appuntamenti dedicati al benessere, che accompagneranno la bella stagione con proposte pensate per tutte le età.

Alle ore 19 si terrà  l’Atelier del Venerdì con Pittura & Spritz, una serata per rilassarsi, creare e condividere, partecipando ad attività di gruppo, in un’atmosfera informale e ispirata, accompagnati da un aperitivo conviviale, in collaborazione con la Young Board della Fondazione Cosso. Costo: 35 euro compresa attività, ingresso e aperitivo. Alle 21.30 si terrà il cinema nel parco e verrà proiettato Barbie. Costo di 8 euro a persona, 3 euro ridotto per i bambini tra gli 0 e i 5 anni .

Alle 21.30 si terrà una visita notturna dal titolo “Incontra le lucciole” a cura di Gianluca Simonetta. Tante piccole luci danzanti si muovono magiche nelle notti estive rendendo scintillante il Parco del Castello di Miradolo. Lasciamoci condurre e affascinare dal loro bagliore per comprenderne il ruolo delicato e l’importanza che hanno all’interno dell’ecosistema.

Ultimo appuntamento di giugno sarà  per domenica 28 giugno alle ore 16 con “Ciurmalcastello, le Guarattelle di Pulcinella”. All’ombra degli alberi del Parco del Castello di Miradolo, un teatrino di burattini darà  vita alle tradizionali guarattelle napoletane, storie popolari, ironiche e coinvolgenti, animate dall’inconfondibile maschera di Pulcinella.

Questa rassegna è curata dal Comune di Pinerolo, Comune di San Secondo di Pinerolo e Fondazione Cosso.

Ingresso libero, con prenotazione obbligatoria

Visita al parco e alla mostra: orari – sabato, domenica e lunedì dalle 10 alle 18.30 / è attivo un nuovo sistema di biglietteria per gruppi e scuole. Il castello e il parco sono visitabili tutti i giorni su prenotazione.

Info: 0121 502761 – prenotazioni@fondazionecosso.it

Mara Martellotta

È nata POP UP Beach

La divisione che porta su alcune spiagge libere la filosofia degli eventi più esclusivi

POP UP, realtà leader in Piemonte nel settore dell’organizzazione di eventi privati, nella gestione di location esclusive, sbarca per la prima volta sulle coste liguri presentando per l’estate 2026 la grande novità di POP UP Beach, una divisione che porta sulle spiagge della Liguria la filosofia di POP UP, da sempre immaginata per uscire dagli schemi dei normali format, e mettere a frutto la creatività di un team di professionisti e di uno staff di cucina e di sala di eccellenza e consolidato, capace di costruire eventi ritagliati su misura sulle singole esigenze.

POP UP Beach porterà tutto questo in tre diversi stabilimenti balneari della Liguria da poco rinnovati nell’offerta, i Bagni Rosa di Santa Margherita Ligure, con l’incantevole terrazza panoramica sul mare, i Bagni Valletta, poco distanti, con la loro posizione strategica vicino al centro di Santa Margherita, e i Bagni Scogliera a Genova Nervi, immersi nel verde e con una vista mozzafiato. Si tratta di tre location d’eccellenza, di cui POP UP Beach curerà la proposta di ristorazione e il servizio food e beverage, orientandosi con un’offerta curata realizzata con fornitori selezionati e materie prime di livello. La proposta sarà frutto di una collaborazione con marchi come Caffè Vergnano, partner per la caffetteria, Feder Tree o Nastro Azzurro, improntata su un dialogo con il territorio e i suoi produttori, per quanto riguarda le celebri focacce liguri e le tradizionali trofie al pesto. In tutte e tre le spiagge, il servizio di ristorazione, targato POP UP Beach, funzionerà con orario continuato dalle 10 del mattino, con la carta dedicata alle colazioni, passando per un pranzo leggero e sfizioso vista mare e un romantico aperitivo, per terminare con la cena.

Gli stabilimenti saranno disponibili per ospitare eventi provati di qualsiasi natura ed entreranno nel già nutrito portfolio dell’azienda, che raccoglie le location esclusive e originali, tra cui Catello, spazi museali e palazzi d’epoca.

“La creazione di una divisione dedicata alla ristorazione da spiaggia è stata per noi un passo importante, che ci ha concesso di allargare ulteriormente gli orizzonti della nostra azienda, – ha spiegato Fabrizio Bocca, a capo di POP UP – L’obiettivo è lavorare come abbiamo sempre fatto, mettendo al centro il cliente e le sue esigenze, puntando a fare di ogni location un luogo unico e indimenticabile.

Mara Martellotta

Torino festeggia i novanta anni della Topolino

Proseguendo una tradizione ormai consolidata, il Topolino Autoclub Italia, federato ASI dal 1989, organizza a Torino le ricorrenze a cifra tonda dell’iconico modello e proprio quest’anno si celebrano i novanta anni dalla sua presentazione, avvenuta il 15 giugno 1936.
Nuovamente a Torino, città della Fiat, in cui nacque la madre di tutte le 500, prima al Lingotto e poi a Mirafiori, sarà  organizzato dall’11 al 14 giugno prossimi, un grande raduno internazionale  che fa parte del calendario dedicato ai sessanta anni dell’ASI.
Grazie al supporto della Città Metropolitana di Torino, della Federazione Europea Fiat Topolino Clubs e del Club Topolino Fiat  Torino, verranno accolti oltre 130 equipaggi, alcuni dei quali in arrivo dalla Scandinavia e dalla Nuova Zelanda.
Costruita dal giugno 1936 al gennaio 1955 in 520 mila esemplari, la 500 Topolino è  la vettura che ha traghettato il Paese dal secondo dopoguerra rimanendo una presenza costante sino ai primi anni Settanta. Celebrarne il compleanno significa non soltanto rendere omaggio al genio dei suoi creatori, ma anche rivivere  il contesto e le profonde trasformazioni  sociali entro cui nacque e si evolvette.
La prima giornata di permanenza, venerdì 12 giugno, per un’esperienza che avvicini i partecipanti ai luoghi in cui i progettisti immaginarono, collaudarono e costruirono la vettura, prevederà un percorso ad anello nella cintura di Torino. Gli equipaggi, divisi in due gruppi, percorreranno a turno il perimetro allargato della città che collegherà due icone dell’arte e della storia locali, Superga e Venaria Reale, per poi salire in direzione Nord Est sino a Ruffini e Lonna, le due località più a Nord del tracciato.
Nel pomeriggio di giovedì 11 giugno si potrà  incrociare la carovana di topolinisti, che affronteranno la salita della Sacra di San Michele,  mentre sabato 13 esporranno le  loro vetture dal primo mattino a metà pomeriggio, nella centralissima piazza Vittorio Veneto.
La serata di sabato prevede la visita allo Stellantis Heritage Hub, per far ritorno alle radici storiche dell’incontro.
L’ultima tappa sarà  domenica 14 con la visita al castello di Rivoli, in un continuo intreccio in cui la cultura dell’automobile non è disgiunta dal turismo e dalla gastronomia, in modo da dare ai vari equipaggi, anche stranieri, una percezione completa delle eccellenze del Paese e di Torino.

Mara Martellotta

Fiori sul Tetto alla Pista 500

Domenica 14 giugno alla Pinacoteca Agnelli 

La Pinacoteca Agnelli presenta Fiori sul Tetto, un nuovo ciclo di appuntamenti dedicati alla dimensione botanica della Pista 500, lo storico circuito sul tetto del Lingotto oggi trasformato in un giardino sospeso e in uno spazio d’arte.
Il ciclo è  condotto da Cristiana Ruspa, che accompagna il pubblico  in una serie di visite guidate come momenti di osservazione e racconto del paesaggio vegetale della Pista 500, da lei progettato, con il suo studio Giardino Segreto.
Attraverso Fiori sul Tetto, i visitatori sono invitati ad esplorare da vicino le fioriture, le trasformazioni stagionali e le relazioni tra natura, arte e architettura, in un percorso capace  di intrecciare botanica e sguardo, restituendo la complessità di un luogo in cui natura e intervento umano convivono in un equilibrio dinamico
Le visite si svolgono sulla Pista 500 e sono dedicate alla scoperta del suo patrimonio botanico, oggi parte integrante della Pinacoteca Agnelli. Il calendario delle visite è il seguente: domenica 14 giugno ore 18, domenica 12 luglio ore 19, domenica 6 settembre ore 18.

Si prenota dal lunedì al venerdì inviando una mail contenente nome, cognome, contatto telefonico e numero di partecipanti a educa@pinacoteca-agnelli.it
Pagamento del biglietto per la Pista 500 4 euro, salvo riduzioni o gratuità a seconda dei casi + visita guidata 7 euro.

MM

Il bianco delle regine per la visita di Leone XIV

Come non parlare del bianco in prossimità dell’estate e nell’anno dedicato al colore Cloud?

In occasione della visita del Papa in Spagna, dove la regina può permettersi il bianco di fronte al Papa, prerogativa concessa alle regine dei Paesi cattolici, quindi, in sostanza, a sole sei persone nel mondo attuale: e la Spagna, di queste, ne conta ben due!

In bianco, dunque, la Regina Letizia e la Regina madre Sofia, con due look molto diversi tra loro. Ovviamente, i tabloid spagnoli catturano le preferenze per l’uno o per l’altro, ed è un gioco simpatico. Impeccabili entrambe e, soprattutto, impeccabile e di gran gusto questa diversità dei loro look.

Adatto al ruolo di attuale Regina l’abito in pizzo che rievoca la tradizione del Paese e che la Regina Letizia veste magnificamente.

Particolarmente azzeccata la scelta del tailleur pantalone per la Regina Sofia, che ha mantenuto un ruolo separato partecipando a occasioni distinte. Un look che non offusca la “Regina in carica”, ma è portato con un’eleganza sublime. Si è sempre detto poco dei look della Regina Sofia, greca con ascendenze danesi e tedesche. Appare sempre molto raffinata e carismatica, con un’eleganza che trascende l’abito. Lo stile con cui indossa il tailleur sia da esempio!

Chiara Prele

HIEROGLAM, al Museo Egizio di Torino un progetto espositivo e formativo

A cura di Accademia IUAD, tra creazioni ispirate all’antico Egitto

Al Museo Egizio di Torino, nella giornata di martedì 9 giugno, Accademia IUAD presenta un progetto espositivo finalizzato a valorizzare l’arte e la creatività emergenti tra visionarietà, moda contemporanea, simbolismo ancestrale e patrimonio culturale dell’antico Egitto. “HIEROGLAM” è il nome della mostra voluto dai suoi curatori, Pasquale Esposito e Francesco Maffei, che hanno coinvolto un gruppo di studenti delle sedi IUAD di Napoli e Milano per realizzare una sorta di “capsule collection” composta da circa trenta abiti ispirati all’estetica, ai rituali e alla potenza iconografica dell’universo egizio.
Si tratta di un percorso immersivo in cui l’abito muta in esperienza sensoriale, evocazione simbolica e dispositivo narrativo. La mostra accoglie inoltre una selezione di capi provenienti da Archivio di Ricerca Mazzini, luogo di riferimento internazionale per la ricerca e la conservazione della moda storica, con creazioni iconiche firmate da Issey Miyake, Gianfranco Ferré, Roberto Cavalli, Alexander McQueen e altri protagonisti della couture internazionale. HIEROGLAM rappresenta un esempio virtuoso di sinergia tra formazione, cultura e creatività contemporanea, una riflessione sulla necessità di dare senso, significati, identità e appartenenza attraverso la moda e il glamour, un progetto in cui antico e moderno si fondono in una chiave visiva e sensoriale capace di restituire alla moda il suo significato più profondo, quello di linguaggio simbolico, rito identitario e forma di trasformazione. Gli studenti IUAD rileggono l’immaginario dell’antico Egitto attraverso una sensibilità contemporanea, trasformando simboli rituali, armature, amuleti e iconografie divine in volumi scultorei, superfici luminose e tessuti stratificati. Ogni creazione diventa così una presenza evocativa, sospesa tra memoria archetipica e visione futuristica.

I giovani protagonisti dell’esposizione sono i designer Francesca Miniati, Anna Martinetti, Chiara Prearo, Davide Grasso, Chiara Corbo Tedesco, Chiara Stelluto, Chaia Michelle, Fabiana Parente, Salvatore Marigliano, Anita Cimmino, Nicole Sciamanna, Federica Lombardi, Sofia Vettorato, Giulia Gaeta, Alessia Russo, Carmela Alfieri, Francesca Esposito, Jara Apicella, Martina Bianco, Noemi Avallone, Antonio Di Matteo, Isidis Mercuri, Francesco Vitale, Aurora Vigevani, Michelangelo Tagliatela, Marianna Licciardi, Ludovica Capasso, Emiliana Pagliafora, Martina Sorvino, Salvatore Riccio, Simone Spera, Josè Samuel Lesta, Gaetano Pignatelli e Bautista Mary Chluie.

Ogni creazione in mostra diventa una meditazione visiva sull’archetipo: il sole, il serpente, l’occhio, la piramide, le divinità ibride e gli antichi codici spirituali riemergono in una nuova forma estetica, dove il ka e il ba (forza vitale e anima mobile) ispirano volumi fluidi, accessori rituali e palette che fondono oro solare, blu del Nilo, nero cosmico e rosso desertico.
Il visitatore entra così in uno spazio sospeso tra culto dell’immagine e potere del simbolo, nel quale ogni ambiente si trasforma in soglia, ogni abito in presenza evocativa: non solo una mostra, ma un’esperienza immersiva dove il corpo si fa mito e il tessuto diventa rivelazione.

Mara Martellotta

Miss Italia Piemonte e Valle d’Aosta 2026 ha le sue due prime reginette, Francesca e Florence

Il viaggio di Miss Italia Piemonte e Valle d’Aosta, giunto alla sua 87esima edizione, è iniziato con un botto di iscrizioni e, a pochi giorni dalle prime selezioni, vanta già due titolate pronte ad accedere alle finali regionali. Belle e intelligenti, come sempre sono le ragazze scelte da Mirella Rocca, agente esclusivista per le due Regioni e responsabile dell’agenzia CDH Model. Si tratta di Francesca Pia Longobardi, 20 anni, di Grugliasco, eletta Miss Villa Glicini il 27 maggio scorso, e dell’italo-nigeriana Florence Gabinelli, eletta Miss Golf Club Stupinigi lo scorso 7 giugno. Francesca, bionda e occhi azzurri come il mare, studia economia esogna dialogare in televisione per programmi sportivi. Con la fascia di Miss Villa Glicini 2026, accederà alle finali regionali di luglio. Stessa cosa per Florence, 19 anni, di Novara, studentessa di lettere, arte e filosofia all’Università Marconi e ballerina professionista.

“Essere stata eletta Miss Golf Club Stupinigi Torino è stata una sorpresa e una grande emozione che ancora oggi faccio fatica a descrivere – racconta a caldo Florence – ho vissuto questa esperienza con semplicità, cercando di essere me stessa in ogni momento. Ricevere questo riconoscimento mi ha resa molto felice, perché l’ho percepito come un apprezzamento non solo esteriore ma rivolto anche alla persona che sono. Le mie origini italo-nigeriane rappresentano una parte importante della mia identità, e mi hanno insegnato ad apprezzare la bellezza nelle sue diverse forme. Nella mia vita la danza occupa un posto speciale: essere una ballerina professionista mi ha insegnato disciplina, impegno e dedizione, ma anche a esprimere le emozioni con naturalezza e sensibilità”.

“Sono molto fiera delle mie Miss – spiega Mirella Rocca – perché non si tratta solo di ragazze belle, ma anche studiose e ambiziose. Il 90% delle giovani che incontro durante le selezioni sono universitarie e, oltre alla passerella del mondo dello spettacolo, sognano di diventare medici, manager e avvocati. Quasi tutte inoltre sono agoniste o professioniste di diverse discipline sportive”.

Il sogno di Miss Italia continua all’insegnato del colore “Rosso Valentino”, con cui Mirella Rocca ha deciso di far vestire le Miss durante la sfilata, in omaggio al grande maestro di eleganza e stile scomparso il 19 gennaio scorso.

Tutti gli appuntamenti di Miss Italia sono condotti da Andrea Beltramo e Francesca Spinelli.

Mara Martellotta

Le 500 tornano sulle montagne olimpiche

 E LA TOPOLINO FESTEGGIA 90 ANNI

Le mitiche FIAT 500 d’epocaprodotte dal 1957 al 1977domenica 14 giugno a Cesana Torinese saranno protagoniste del decimo raduno “Il cinquino nelle Montagne Olimpiche”, organizzato dal Fiduciario del Coordinamento della Valle di Susa con il patrocinio del FIAT 500 CLUB ITALIA, il più grande club al mondo dedicato alla storica utilitaria torinese. Il programma della manifestazione, patrocinata dalla Città metropolitana di Torino, prevede tra le 8,30 e le 10 il ritrovo degli equipaggi in via Roma a Cesana per l’iscrizione e la consegna delle welcome bag, il caffè di benvenuto al bar-gelateria Gustock e la foto a ricordo della giornata. Alle 10,15 ci sarà il saluto delle autorità e a seguire partirà il giro turistico “Le 500 in Alta Valle Susa”, che toccherà San Sicario, Champlas du Col, Sestriere, Grangesises, Sauze di Cesana, Rollieres e Bousson, con soste a Sestriere in piazza Agnelli per l’aperitivo all’Osteria del Conte e a Sauze di Cesana di fronte alla Casa Comunale, per una piacevole sorpresa. Il pranzo è in programma all’agriturismo “Barba Gust” a San SicarioAlle 16 in piazza del Municipio a Cesana ci saranno le premiazioni, i ringraziamenti e i saluti alla presenza delle autorità. Al raduno sono ammesse un massimo di 50 vetture con prenotazione obbligatoria entro giovedì 11 giugno. Per informazioni è possibile contattare Renato Breusa al numero telefonico 340-1802006 o agli indirizzi e-mail r.breusa@500clubitalia.it r.breusa@libero.it

La “nonna” o, se si preferisce, la “mamma” della Nuova 500 del 1957 è la Topolino Fiat, che nel mese di giugno compie 90 anni dalla sua presentazione. Il Club Topolino Fiat Torino e il Topolino Autoclub Italia hanno organizzato l’evento “La Topolino va ai 90”, patrocinato dalla Città metropolitana di Torino. Il programma prevede per giovedì 11 giugno il ricevimento degli ospiti a partire dalle 11 al Rivoli Hotel di corso Primo Levi, il saluto di benvenuto e nel pomeriggio una visita guidata alla Sacra di San MicheleVenerdì 12 ad intervalli di 15 minuti i partecipanti al raduno percorreranno l’anello intorno a Torino, per visitare la Reggia di Venaria e la Basilica di SupergaSabato 13 la mattinata sarà dedicata al centro di Torino, con un’esposizione statica aperta al pubblico in piazza San Carlo e la visita al Museo Egizio. Domenica 14 si andrà alla scoperta del centro storico di Rivoli, prima del pranzo di commiato.