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“Menopausa in salute”, per affrontare serenamente una fase delicata nella vita di ogni donna

Il libro della Dottoressa Raffaela Di Pace

“Menopausa in salute – Le strategie per risolvere ogni sintomo, dalle vampate alla caduta dei capelli” è il titolo del libro della Dottoressa Raffaela Di Pace, ostetrica, ginecologa, con un dottorato di ricerca in Fisiopatologia della Menopausa, pubblicato dalla casa editrice Sonzogno nel gennaio 2026.

In una società che, per molteplici cause, è caratterizzata da una crescente disattenzione verso “l’altro”, con il conseguente allontanamento dalla comprensione dei suoi bisogni e necessità, anche a fronte di sintomatologie cliniche importanti che interferiscono con la qualità della vita, il libro della Dottoressa Di Pace si configura come uno strumento utile non solo alle donne, ma anche agli uomini, per conoscere, riconoscere e affrontare nel migliore dei modi i disagi legati alla menopausa. Gli strumenti pratici, l’approccio medico e uno sguardo olistico vanno a unirsi al fine di sensibilizzare e rendere consapevoli verso una fase delicata nella vita di ogni donna.

“Menopausa in salute” nasce proprio con l’intento di sfatare tabù e fornire informazioni chiare per vivere il cambiamento fisico ed emotivo in serenità, curando l’alimentazione e il benessere personale attraverso pratiche atte al mantenimento dell’energia, dell’autostima e della qualità della vita.

“Prendersi cura di sé – scrive la Dottoressa Raffaela Di Pace – non significa rifiutare un fenomeno naturale, ma usare gli strumenti del progresso per vivere meglio. Non c’è motivo di subire malesseri quando se ne può fare a meno”.

Nel 2030 più di un ottavo della popolazione della Terra sarà formato da donne in menopausa, 1 miliardo e 200 milioni. È un fatto nuovo per l’umanità. Fino ai primi del Novecento solo una minoranza di Sapiens sopravviveva così a lungo. Oggi invece una larga schiera di persone si trova ad affrontare i cambiamenti del corpo e la necessità di adattarsi a un equilibrio diverso. La ginecologa Raffaela Di Pace invita le donne a non subire i disturbi che conseguono alla caduta dei livelli ormonali: aumento di peso, insonnia, vampate, capelli che si diradano, vuoti di memoria, sbalzi d’umore e secchezza vaginale. Ci sono rimedi che vanno dalla terapia ormonale sostitutiva ad alcuni tipi di farmaci e integratori non ormonali per ridurre i fastidi ma anche i rischi di osteoporosi, di disturbi cardiovascolari e di obesità. Ancora troppe donne rinunciano a curarsi e si intristiscono, perché percepiscono la fine dell’età fertile come la fine della piena salute e della femminilità. Eppure, è probabile che abbiano dinanzi a loro una trentina e passa di anni di vita ed è giusto che li attraversino con pienezza e senza acciacchi, che stiano bene sempre. La rivoluzione femminile non può non abbracciare questo aspetto dell’esistenza: la metà dell’umanità ha il diritto di conoscere i trattamenti contro la sofferenza e i sintomi spiacevoli. Di Pace risponde in maniera puntuale agli interrogativi più comuni e propone un piano settimanale, dal movimento alla dieta, per restare in forma e in salute.

“Menopausa in salute – Le strategie per risolvere ogni sintomo, dalle vampate alla caduta dei capelli” (Sonzogno, 2026) – pagine 160.

Gian Giacomo Della Porta

Nasce TRAM e ZINO, la linea del gusto

Dal 19 giugno un viaggio nella Torino più autentica tra tram storici, panorami cittadini e il celebre tramezzino torinese

Torino, 17 giugno 2026 – Due simboli della tradizione torinese si incontrano sulle rotaie della città per dare vita a un’esperienza originale e coinvolgente: nasce TRAM e ZINO – La linea del gusto, il nuovo servizio turistico ed enogastronomico che unisce il fascino di una vettura degli anni Sessanta alla degustazione del tipico tramezzino torinese e delle eccellenze del territorio.

Il nuovo progetto è stato svelato questo pomeriggio in occasione di un giro dimostrativo a cui hanno preso parte il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, l’Assessora alla Mobilità Chiara Foglietta e l’Amministratore Delegato di GTT, Guido Mulè. All’evento hanno partecipato anche i partner strategici dell’iniziativa: Tramezzino Torino, la realtà locale con cui GTT ha attivato la collaborazione gastronomica, e Turismo Torino e Provincia, in qualità di partner tecnico.

Il debutto ha coinvolto anche una rappresentanza del personale GTT neoassunto, che ha dato voce alle diverse anime e professionalità dell’azienda: figure trasversali tra cui autisti, impiegati e operai specializzati provenienti da differenti ambiti operativi. La loro presenza risponde alla volontà dell’Azienda di coinvolgere direttamente il nuovo personale nelle iniziative speciali, rendendolo parte attiva del racconto dei nuovi servizi e dell’immagine di una GTT in costante rinnovamento.

L’operazione estende l’offerta turistica gestita da GTT, affiancandosi all’ascensore della Mole Antonelliana, alla tranvia Sassi-Superga, ai Venaria e Superga Express e alle tradizionali esperienze di ristorazione in movimento, con l’obiettivo di legare mobilità e marketing territoriale.

Il servizio prenderà avvio ufficialmente per il pubblico venerdì 19 giugno, rivolgendosi a cittadini e turisti per offrire una prospettiva diversa sulla città attraverso il connubio tra trasporto pubblico e gastronomia locale.

Il tour, con partenza e arrivo fissati in Piazza Castello alla Fermata 436 (fronte Teatro Regio), attraversa il centro storico toccando via Po, piazza Vittorio e la Gran Madre. La proposta è ospitata a bordo della storica motrice 2847, caratterizzata dalla livrea verde degli anni Sessanta: con una capienza di 50 passeggeri, il tram d’epoca è stato trasformato in uno spazio itinerante dove l’antico box del bigliettaio funge da bancone.

Il calendario degli appuntamenti prevede due diversi momenti: il giovedì e il venerdì sera, con i turni aperitivo delle 19:00 e delle 20:00, e il sabato e la domenica mattina, con la formula colazione alle 9:30 e l’aperitivo alle 10:30.

È possibile consultare il calendario completo e prenotare i biglietti direttamente sul sito di Turismo Torino e Provincia:

https://turismotorino.org/it/visita/pianifica-la-tua-visita/proposte-turistiche/tramezino

11esima edizione della Torino Fashion Week

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Sabato 27 giugno la sfilata CNA Federmoda nella giornata inaugurale

Torna a Torino, dal 27 giugno al 3 luglio prossimo, la Torino Fashion Week, presso Palazzo Saluzzo Paesana, al Piano Nobile, in via della Consolata 1 bis. La settimana della moda indipendente è curata da CNA Federmoda e ideata da Claudio Azzolini, e promossa da T Moda. Quest’anno è in programma una novità, rappresentata dalla collaborazione con CDH Model Agency di Mirella Rocca, per Miss Italia Piemonte e Valle d’Aosta. Anche quest’anno la manifestazione prevede due sfilate, sabato 27giugno, con la giornata inaugurale riservata a CNA Federmoda, in due fasce orarie: alle 17.30 scenderanno in passerella gli abiti delle scuole e degli istituti di moda torinesi; alle 20.30 gli stilisti senior ed emergenti.

In occasione della Torino Fashion Week, si terrà anche una nuova edizione del B2B Torino Fashion Match 2026, evento internazionale di match-making dedicato alle industrie creative , tessile, moda e sport wear, che si terrà in presenza il 1⁰ e 2 luglio, a Torino, presso Carpano Factory (Eataly Torino Lingotto), in concomitanza con l’11esima edizione della Torino Fashion Week. Organizzato da Union Camere e dalla Camera di Commercio di Torino, che sono membri della rete Enterprise Europe Network, l’evento riunisce PMI, fashion designer, brand innovativi, startup, buyer, rettile, fornitori e distributori provenienti dal settore tessile internazionale. I partecipanti potranno godere degli incontri bilaterali programmati su una piattaforma dedicata, e avere l’occasione di esplorare opportunità di business transfrontaliere, incontrare partner e buyer internazionali, scoprire nuove tendenze in sostenibilità, innovazione, branding, AI, IP e internazionalizzazione, partecipare a sessioni tematiche con esperti e leader del settore, fare networking durante i momenti social dedicati e assistere alle serata della Torino Fashion Week.

Mara Martellotta

Infradito, sandali senza tempo

Colorate, comode, modaiole, spensierate. Chi non ne possiede almeno un paio? Chi non le tiene in macchina, nel portabagagli, così, magari potrebbero servire

 Questi sandali leggeri e informali che ci fanno subito pensare all’estate, al mare, insomma alla bella stagione e alla vacanza hanno origini molto antiche, si parla infatti di antico Egitto dove venivano fatte con foglie di palma e papiro. In Giappone si possono trovare in fibra di riso, in India invece in legno, meglio conosciute come paduka. Le prime prodotte in gomma risalgono al 1962 e   sono brasiliane. Gli americani le indossano le flip flop con qualsiasi outfit, noi europei le usiamo con più attenzione rispettandone la vocazione minimalista e non particolarmente aggraziata. Nonostante siano considerate scarpe da usare solo in certe occasioni, dove la l’eleganza non è richiesta, possiamo comunque trovarne davvero di tutti i tipi, colori e forme, con decorazioni talvolta sfavillanti e luminosissime, con applicazioni preziose che ne fanno lievitare il prezzo facendole diventare richiestissime calzature di tendenza.

 

Ci sono aziende specializzate nella loro produzione che hanno fatto di questo prodotto la loro fortuna perché, contrariamente a quanto si pensi, il loro uso non è temporale o stagionale, in realtà si vendono e si indossano sempre, perfino con le calze nei periodi più freddi. Molti vip del presente e del passato, protagonisti del jet set, celebrità senza tempo come Jackie Kennedy, Greta Garbo, Audrey Hepburn, Rita Hayworth, Elisabeth Taylor, le hanno indossate, facendo conoscere in tutto il mondo le meravigliose e nostrane collezioni di Positano o di Capri, le hanno celebrate con portamento magicamente glamour eleggendole oggetti di culto. Seppur comode e facili da indossare è bene non farne un uso smisurato e prolungato, avvertono i podologi, infatti la conformazione tipica di questi sandali non favorisce il corretto appoggio del piede provocando disagi a causa della forzata camminata innaturale.

Maria La Barbera

 

 

Le ciliegie “salate”

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Stavamo bevendo un bicchiere in compagnia quando Giorgio mi rivolse – all’improvviso – una domanda: “Ti ricordi quando andavamo per ciliegie?”.  Ci misi un attimo, giusto il tempo di mettere le mani nel cassetto dei ricordi e – trovato il filo giusto – mi vennero in mente, nitidamente, quei tempi

A Giorgio erano state le amarene rosso scuro che la Maria aveva sistemato nel cestino della frutta ad accendere la “lampadina“. In quell’istante, la nipotina della Maria, ne prese due coppie, tenute insieme dai gambi, e se le appese come fossero orecchini. Ridemmo, entrambi, di quel gesto che, tanti anni fa, avevamo fatto anche noi, scherzando tra ragazzini. All’epoca si andava in “banda” per i poderi a far razzia. Tra la fine di giugno ed i primi di luglio, nei tardi pomeriggi di quelle calde giornate d’estate, si cercavano gli alberi più carichi di ciliegie. Era una “caccia” troppo invitante. Le ciliegie sono frutti allegri, dissetanti. Ci sono quelle dolci, zuccherose, a polpa tenera ( le tenerine) e a polpa più carnosa (i duroni). E poi, le amarene e le marasche. Con gli anni ho imparato altre cose: oltre ad essere buone fanno pure bene. Sono indicate  nella cura di artriti, arteriosclerosi, disturbi renali. Contengono  buone quantità di fibre, potassio, calcio, fosforo e vitamine. Ci si possono produrre sciroppi, marmellate e liquori come maraschino, cherry e ratafià. Insomma, c’è tutto un elenco di cose positive che fanno rima con ciliegia. Ma noi, all’epoca in cui eravamo ragazzi, piacevano soprattutto perché erano il frutto di un piccolo furto e questo fatto, accompagnato dall’avventura, dai rischi e dalla voglia di trasgredire, rendeva le ciliegie il “frutto proibito” per eccellenza. Mario era arrivato al punto di sostenere una tesi tutta sua: Adamo ed Eva erano stati cacciati dal Paradiso non per colpa di una mela colta senza permesso ma di un cestino di ciliegie rosse e carnose. Il rischio più grande era quello di trovarle “salate“.

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Infatti, capitava che i contadini di un tempo, poco inclini a tollerare le nostre scorribande, ci accoglievano con una doppietta caricata a sale grosso, determinati a scoraggiarci con la minaccia di  piantarci due schioppettate nel sedere. All’arrivo dell’estate, immancabilmente, sembravamo due eserciti in assetto di guerra. “Noi“, a gruppi di 4 o 5, lesti a salire sull’albero, cogliere le ciliegie al volo, riempire il sacco di tela o il cestino, cercando di fare il più in fretta possibile. “Loro“, i proprietari dei ciliegi dove cresceva quel ben di Dio, confezionavano cartucce di diverso calibro con sale grosso, in sostituzione dei pallini di piombo. Rinforzavano anche le linee difensive lungo i confini dei frutteti: reti metalliche orlate di filo spinato, staccionate, siepi irte di spine. Era la “guerra delle ciliegie” che, in altre località, si trasformava in una vera e propria “guerra della frutta”. Se i contadini erano i difensori del loro diritto alla proprietà privata noi, gli incursori che negavano questo diritto, sostenendo che la natura non aveva padroni, colpivamo senza pietà, svanendo subito dopo nei boschi e nella campagna circostante, a volte trascinandoci appresso i compagni feriti. “Lo si faceva per fame e per gioco. Per molti di noi era l’unico modo per mettere sotto i denti quella frutta che non potevamo comprare. Ed era una cuccagna perché a casa il cibo era scarso“, rammentava Giorgio. E, come un rosario, sgranavamo i  nomi dei nostri compagni di quella guerriglia senz’armi: io e Giorgio, Mario, Luigino “Trota” – abilissimo nel pescare nei ruscelli e nel fiume -, Remo, Marco ed anche Marina. Era, quest’ultima, una ragazzina sveglia che dava dei punti a tutti noi. Ed era golosissima di ciliegie. Il campo di battaglia più duro era il frutteto del vecchio Roger Zuffoli, detto “il marsigliese“. Aveva un paio d’ettari piantati a frutta dove si trovava di tutto: susine, albicocche, pesche, mele, pere ed ovviamente ciliegie ed amarene. Verso il limite del bosco aveva anche noci e nocciole. Roger, piccolo e secco, vestiva i pantaloni alla zuava e camicie a quadrettoni mentre in testa teneva sempre il suo basco calato sulle “ventitré“. All’epoca poteva avere si e no una settantina d’anni, gran parte dei quali passati a scaricare merci nei porti di Marsiglia e di Tolone. Era tornato a Baveno già anziano perché, diceva, ” dopo tanta acqua salata ho sentito la nostalgia dell’acqua dolce del Maggiore“. In ricordo di quegli anni, al circolo comandava sempre un bicchiere di  “pastis“,  liquore profumato all’anice, tipicamente francese, che allungava con l’acqua di una caraffa dove galleggiavano dei grossi pezzi di ghiaccio. Attaccare le sue piante era molto ma molto rischioso. Raramente riuscimmo a farla franca ed una volta, quasi, ci lasciammo le penne. Quell’episodio, ancor meglio di me se lo ricorda Mario. Stranamente silenzioso, il frutteto pareva incustodito quella sera. Saranno state le diciannove o poco meno. Roger mangiava presto e quindi pensavamo fosse quello il momento giusto per compiere l’incursione. Invece il perfido vecchietto, mangiata la foglia, si era appostato dietro al piccolo fienile con la doppietta in mano.

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Non facemmo in tempo a renderci conto di quanto stava accadendo che l’eco dello sparo risuonò secco, costringendoci a tappare le orecchie. Colpito al sedere dalla fucilata di sale grosso, Mario cadde dal ramo. Dolorante si rialzò e tutti insieme corremmo a più non posso verso il bosco per far perdere le tracce. Mentre fuggiva a gambe levate, Mario sentiva il dolore delle ferite, poi il bruciore dei grani di sale che si scioglievano nella carne viva. Appena avvistò il ruscello, vinto dal bruciore, si gettò nell’acqua per calmare il fuoco che gli stava divorando il fondoschiena. Ma il rimedio si rivelò peggiore del male: l’acqua , accelerando lo scioglimento del sale, rese insopportabile il bruciore. Remo, appassionato collezionista di francobolli, portava sempre con se una pinzetta e con quella, tra le grida ed i lamenti di Mario, estraemmo i grani di sale, pulendo alla meglio le ferite. Per un po’, da quella sera, gli assalti vennero sospesi per poi, calmate le acque, proseguire per la disperazione dei contadini della zona, compreso Roger. Quella volta però, la “missione” si era conclusa senza il “bottino“. Mario , d’allora, non volle più prendere parte alle nostre imprese. L’invitavamo, lo pregavamo ma lui diceva sempre di no,  opponendo resistenza. Diceva che lui, ormai, non aveva più “il sedere di una volta“. In cuor nostro non ce la sentivamo di dargli torto.

Marco Travaglini

La primavera al castello di Miradolo si avvia verso il gran finale

Domenica 14 giugno sarà una giornata dedicata al Parco della Primavera. Alle ore 10.30 il laboratorio per famiglie denominato “Piccoli esploratori della natura” accompagnerà grandi e piccoli alla scoperta delle fioriture e delle meraviglie del parco, mentre alle ore 15 si terrà l’ultima visita  guidata dedicata alla stagione primaverile. Domenica 21 giugno sarà  invece dedicata alla mostra, alle 10.30 il laboratorio per famiglie Storie POP UP offrirà un’esperienza creativa ispirata alle opere esposte e alle 15 sarà possibile partecipare all’ultima visita guidata della mostra.

Domenica 21 giugno alle ore 4 torna uno degli appuntamenti più  attesi e suggestivi del calendario del castello di Miradolo. Giunto alla sua decima edizione, il concerto d’Estate all’Alba celebra il solstizio d’estate con un’esperienza capace di unire musica, natura e bellezza,  in uno dei momenti più affascinanti della giornata. Le prime luci del mattino, il risveglio del parco e le note che accompagnano il sorgere del sole rendono questo,  appuntamento un’occasione speciale da vivere e condividere. Sempre domenica 21 giugno è  in programma una cena Flambé di inizio estate, un appuntamento speciale per dare il benvenuto all’estate con gusto e suggestione. La cena flambé torna nella cornice unica del castello di Miradolo, tra luci soffuse, piatti preparati al momento  e l’atmosfera magica del parco al tramonto.

Per info e prenotazioni  tel 3716677244

Venerdì 26 giugno prenderà  il via la programmazione estiva con nuovi orari di apertura e un calendario ricco di occasioni per vivere il parco e le sue attività, con visite guidate, laboratori per famiglie, letture, spettacoli, atelier del venerdì e appuntamenti dedicati al benessere, che accompagneranno la bella stagione con proposte pensate per tutte le età.

Alle ore 19 si terrà  l’Atelier del Venerdì con Pittura & Spritz, una serata per rilassarsi, creare e condividere, partecipando ad attività di gruppo, in un’atmosfera informale e ispirata, accompagnati da un aperitivo conviviale, in collaborazione con la Young Board della Fondazione Cosso. Costo: 35 euro compresa attività, ingresso e aperitivo. Alle 21.30 si terrà il cinema nel parco e verrà proiettato Barbie. Costo di 8 euro a persona, 3 euro ridotto per i bambini tra gli 0 e i 5 anni .

Alle 21.30 si terrà una visita notturna dal titolo “Incontra le lucciole” a cura di Gianluca Simonetta. Tante piccole luci danzanti si muovono magiche nelle notti estive rendendo scintillante il Parco del Castello di Miradolo. Lasciamoci condurre e affascinare dal loro bagliore per comprenderne il ruolo delicato e l’importanza che hanno all’interno dell’ecosistema.

Ultimo appuntamento di giugno sarà  per domenica 28 giugno alle ore 16 con “Ciurmalcastello, le Guarattelle di Pulcinella”. All’ombra degli alberi del Parco del Castello di Miradolo, un teatrino di burattini darà  vita alle tradizionali guarattelle napoletane, storie popolari, ironiche e coinvolgenti, animate dall’inconfondibile maschera di Pulcinella.

Questa rassegna è curata dal Comune di Pinerolo, Comune di San Secondo di Pinerolo e Fondazione Cosso.

Ingresso libero, con prenotazione obbligatoria

Visita al parco e alla mostra: orari – sabato, domenica e lunedì dalle 10 alle 18.30 / è attivo un nuovo sistema di biglietteria per gruppi e scuole. Il castello e il parco sono visitabili tutti i giorni su prenotazione.

Info: 0121 502761 – prenotazioni@fondazionecosso.it

Mara Martellotta

È nata POP UP Beach

La divisione che porta su alcune spiagge libere la filosofia degli eventi più esclusivi

POP UP, realtà leader in Piemonte nel settore dell’organizzazione di eventi privati, nella gestione di location esclusive, sbarca per la prima volta sulle coste liguri presentando per l’estate 2026 la grande novità di POP UP Beach, una divisione che porta sulle spiagge della Liguria la filosofia di POP UP, da sempre immaginata per uscire dagli schemi dei normali format, e mettere a frutto la creatività di un team di professionisti e di uno staff di cucina e di sala di eccellenza e consolidato, capace di costruire eventi ritagliati su misura sulle singole esigenze.

POP UP Beach porterà tutto questo in tre diversi stabilimenti balneari della Liguria da poco rinnovati nell’offerta, i Bagni Rosa di Santa Margherita Ligure, con l’incantevole terrazza panoramica sul mare, i Bagni Valletta, poco distanti, con la loro posizione strategica vicino al centro di Santa Margherita, e i Bagni Scogliera a Genova Nervi, immersi nel verde e con una vista mozzafiato. Si tratta di tre location d’eccellenza, di cui POP UP Beach curerà la proposta di ristorazione e il servizio food e beverage, orientandosi con un’offerta curata realizzata con fornitori selezionati e materie prime di livello. La proposta sarà frutto di una collaborazione con marchi come Caffè Vergnano, partner per la caffetteria, Feder Tree o Nastro Azzurro, improntata su un dialogo con il territorio e i suoi produttori, per quanto riguarda le celebri focacce liguri e le tradizionali trofie al pesto. In tutte e tre le spiagge, il servizio di ristorazione, targato POP UP Beach, funzionerà con orario continuato dalle 10 del mattino, con la carta dedicata alle colazioni, passando per un pranzo leggero e sfizioso vista mare e un romantico aperitivo, per terminare con la cena.

Gli stabilimenti saranno disponibili per ospitare eventi provati di qualsiasi natura ed entreranno nel già nutrito portfolio dell’azienda, che raccoglie le location esclusive e originali, tra cui Catello, spazi museali e palazzi d’epoca.

“La creazione di una divisione dedicata alla ristorazione da spiaggia è stata per noi un passo importante, che ci ha concesso di allargare ulteriormente gli orizzonti della nostra azienda, – ha spiegato Fabrizio Bocca, a capo di POP UP – L’obiettivo è lavorare come abbiamo sempre fatto, mettendo al centro il cliente e le sue esigenze, puntando a fare di ogni location un luogo unico e indimenticabile.

Mara Martellotta

Torino festeggia i novanta anni della Topolino

Proseguendo una tradizione ormai consolidata, il Topolino Autoclub Italia, federato ASI dal 1989, organizza a Torino le ricorrenze a cifra tonda dell’iconico modello e proprio quest’anno si celebrano i novanta anni dalla sua presentazione, avvenuta il 15 giugno 1936.
Nuovamente a Torino, città della Fiat, in cui nacque la madre di tutte le 500, prima al Lingotto e poi a Mirafiori, sarà  organizzato dall’11 al 14 giugno prossimi, un grande raduno internazionale  che fa parte del calendario dedicato ai sessanta anni dell’ASI.
Grazie al supporto della Città Metropolitana di Torino, della Federazione Europea Fiat Topolino Clubs e del Club Topolino Fiat  Torino, verranno accolti oltre 130 equipaggi, alcuni dei quali in arrivo dalla Scandinavia e dalla Nuova Zelanda.
Costruita dal giugno 1936 al gennaio 1955 in 520 mila esemplari, la 500 Topolino è  la vettura che ha traghettato il Paese dal secondo dopoguerra rimanendo una presenza costante sino ai primi anni Settanta. Celebrarne il compleanno significa non soltanto rendere omaggio al genio dei suoi creatori, ma anche rivivere  il contesto e le profonde trasformazioni  sociali entro cui nacque e si evolvette.
La prima giornata di permanenza, venerdì 12 giugno, per un’esperienza che avvicini i partecipanti ai luoghi in cui i progettisti immaginarono, collaudarono e costruirono la vettura, prevederà un percorso ad anello nella cintura di Torino. Gli equipaggi, divisi in due gruppi, percorreranno a turno il perimetro allargato della città che collegherà due icone dell’arte e della storia locali, Superga e Venaria Reale, per poi salire in direzione Nord Est sino a Ruffini e Lonna, le due località più a Nord del tracciato.
Nel pomeriggio di giovedì 11 giugno si potrà  incrociare la carovana di topolinisti, che affronteranno la salita della Sacra di San Michele,  mentre sabato 13 esporranno le  loro vetture dal primo mattino a metà pomeriggio, nella centralissima piazza Vittorio Veneto.
La serata di sabato prevede la visita allo Stellantis Heritage Hub, per far ritorno alle radici storiche dell’incontro.
L’ultima tappa sarà  domenica 14 con la visita al castello di Rivoli, in un continuo intreccio in cui la cultura dell’automobile non è disgiunta dal turismo e dalla gastronomia, in modo da dare ai vari equipaggi, anche stranieri, una percezione completa delle eccellenze del Paese e di Torino.

Mara Martellotta

Fiori sul Tetto alla Pista 500

Domenica 14 giugno alla Pinacoteca Agnelli 

La Pinacoteca Agnelli presenta Fiori sul Tetto, un nuovo ciclo di appuntamenti dedicati alla dimensione botanica della Pista 500, lo storico circuito sul tetto del Lingotto oggi trasformato in un giardino sospeso e in uno spazio d’arte.
Il ciclo è  condotto da Cristiana Ruspa, che accompagna il pubblico  in una serie di visite guidate come momenti di osservazione e racconto del paesaggio vegetale della Pista 500, da lei progettato, con il suo studio Giardino Segreto.
Attraverso Fiori sul Tetto, i visitatori sono invitati ad esplorare da vicino le fioriture, le trasformazioni stagionali e le relazioni tra natura, arte e architettura, in un percorso capace  di intrecciare botanica e sguardo, restituendo la complessità di un luogo in cui natura e intervento umano convivono in un equilibrio dinamico
Le visite si svolgono sulla Pista 500 e sono dedicate alla scoperta del suo patrimonio botanico, oggi parte integrante della Pinacoteca Agnelli. Il calendario delle visite è il seguente: domenica 14 giugno ore 18, domenica 12 luglio ore 19, domenica 6 settembre ore 18.

Si prenota dal lunedì al venerdì inviando una mail contenente nome, cognome, contatto telefonico e numero di partecipanti a educa@pinacoteca-agnelli.it
Pagamento del biglietto per la Pista 500 4 euro, salvo riduzioni o gratuità a seconda dei casi + visita guidata 7 euro.

MM