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In moto sulle alpi con 50 mezzi storici

MOTOCICLETTE STORICHE DI TUTTE LE EPOCHE E MARCHE SI SONO DATE APPUNTAMENTO PER L’EDIZIONE 2026 DEL TOUR ALPINO ORGANIZZATO DAL VCCT

 

Susa (TO) – Le avventure su due ruote hanno un gusto particolare e se le moto sono autentici pezzi di storia come quelli che hanno animato l’edizione 2026 di “In moto sulle Alpi”, ancora di più. L’evento che il Veteran Car Club Torino ha messo in scena per la ventunesima volta nel weekend del 4 e 5 luglio 2026, ha avuto un nuovo partner d’eccezione nella Legends Arena di Susa, struttura sportiva che ha già collaborato con l’associazione torinese nella recente rievocazione storica della Susa-Moncenisio dello scorso 13 e 14 giugno facendo, come in questo caso, da punto di partenza e arrivo.

La mattina di sabato 4 luglio oltre 50 motociclette storiche di tutte le epoche e marche, per la maggior parte trasportate su carrelli e furgoni attrezzati, si sono radunate presentando al pubblico di passaggio una variopinto quanto fedele panoramica della storia delle due ruote: dalle britanniche Norton e Triumph alle nostrane Moto Guzzi e Gilera, fino alle teutoniche BMW, senza trascurare una folta rappresentanza di marchi giapponesi. Come di consueto, non sono mancati alcuni pezzi rari o davvero speciali come la Sertum MCM Coloniale del 1939 e la Ariel Square Four degli Anni ’50, quest’ultima portata all’evento dal consigliere ASI Mauro Pasotti.

Tra i partecipanti, molti dei quali autentici “veterani” dell’evento con alle spalle numerose partecipazioni alle edizioni precedenti, c’è anche chi ha affrontato un viaggio particolarmente lungo per gustarsi il tour tra le montagne tra Piemonte e Francia, muovendosi dall’Emilia Romagna, dalla Toscana e addirittura dalla Puglia.

Nella giornata di sabato, il gruppo ha lasciato la Legends Arena verso le 9:30 per spostarsi alla volta del Colle del Monginevro attraversando Exilles, Salbertrand, Cesana e Claviere e dopo una breve sosta ha proseguito verso Briançon alla volta del Col du Galibier per un’ulteriore rapida tappa per poi puntare con decisione al Col du Télégraph, dove la compagnia ha sostato per il pranzo.

Nel pomeriggio la carovana si è diretta verso il Colle del Moncenisio e da lì ha ripreso la via di Susa puntando poi in direzione di Bardonecchia, meta della tappa intermedia di questa due-giorni.

 Nella mattinata di domenica ha preso il via il secondo giro, più breve ma non meno suggestivo, che ha portato le cinquanta motociclette verso Sestriere e poi di ritorno a Susa passando per Cesana e Oulx, fino alla Legends Arena per il pranzo e la cerimonia di chiusura. Quest’ultima ha visto l’assegnazione di due premi speciali: uno assegnato alla rappresentanza femminile nel gruppo, le sig.re Citti e Castellini, e uno per la “perseveranza” conferito a Sergio Airoldi, che ha partecipato all’intera traversata a bordo di una Capriolo, motocicletta di piccole dimensioni e cilindrata rivelatasi però davvero tenace.

Manifestazione ormai consolidata ma sempre emozionante, “In moto sulle Alpi” guarda già alla prossima edizione, che è fissata per il 2028, come ha ricordato nel saluto finale il presidente del VCCT Massimo Lazzaro: “Anche questa volta abbiamo portato a termine la nostra missione e spero che i nostri amici e ospiti siano rimasti ancora una volta soddisfatti: se è così, sono certo di rivederli ancora qui tra due anni, quando daremo il via alla prossima edizione. Io sarò qui ad aspettarli”.

Una vacanza nel bosco, l’incanto e la calma ritrovata

Ristabilire il contatto con la natura, ascoltarne i suoni, percepire i suoi umori e cercare con essa un rapporto più profondo. Questi sono i propositi di una vacanza green, avvolti da alberi e piante, nel cuore di un bosco, di una selva, non “oscura”,   ma radiosa e piena di energia

 

La necessità di ridare valore al nostro rapporto con l’ambiente naturale circostante è oggetto di importanti studi scientifici che hanno confermato quanto il rintanarsi, ripararsi e farsi proteggere da esso sia alla base nel nostro benessere, del nostro equilibrio interiore e di quanto questo favorisca la calma influendo perfino sul battito cardiaco e sulla pressione arteriosa. Questa esperienza non consiste solamente nel respirare aria pura scappando dalla morsa cittadina fonte di stress e inquinamento, ma è rivivere uno spirito fiabesco in un ambiente che ci evoca l’avventura romantica, un teatro incantato dove i ritmi sono rallentati, un luogo fatato dove praticare shinrin-yoku, per esempio, che in giapponese vuol dire letteralmente “trarre giovamento dall’atmosfera dei boschi”. Già Henry David Thoreau, filosofo e poeta americano, intorno al 1850, si era fortemente interessato alla relazione uomo-natura. La sua opera – Walden, Vita nei boschi – si basa sulla sua personale esperienza durante la quale aveva riscoperto i valori propri del ambiente naturale in antitesi con la società, portatrice di interessi materialistici. “L’inverno dell’umano scontento incominciava a risvegliarsi”, scriveva, con la consapevolezza, dopo un lungo soggiorno passato in una capanna sulle sponde del lago, che l’uomo può essere felice anche con poco. Tra i più suggestivi luoghi per una vacanza verde troviamo Attrap’Revês, un glamping in Provenza, un confortevole campeggio dove dormire in vere e proprie bolle in mezzo al bosco, sotto le stelle. Il Treehotel a Harads, in Svezia. Casette in legno sugli alberi a pochi chilometri dal circolo polare artico, un luogo quasi inviolato dal turismo, un’esperienza irripetibile. Sette minuti e poi la pace” ovvero 7 minuti di funivia per arrivare al Vigilius Montain Resort, in Trentino Alto Adige, un rifugio in legno e vetro dove stare bene in mezzo alla natura e ritrovare se stessi lasciando tutto il resto a valle. La Locanda Aescher, incastonata nella roccia, paesaggio mozzafiato, posizione unica, protagonista di una copertina del National Geographic. In Italia ci sono molti altri hotel e sistemazioni immerse nella natura, lontani dalla faticosa quotidianità e avvolti da paesaggi meravigliosi e incontaminati .Sul sito www.ecobnb.it se ne possono trovare diversi, mentre sul sito di Green Pearls le proposte riguardano tutto il globo e sono legate a progetti ecologici di salvaguardia e protezione della natura.

 

Maria La  Barbera

 

 

 

 

 

BicCHIERI di Birra 2026

A Chieri, sei giorni “a tutta birra” con la sesta edizione della Rassegna dedicata alla “birra di qualità”. Protagonisti sei celebri “Birrifici Artigianali”

Da martedì 7 a domenica 12 luglio

Chieri (Torino)

L’appuntamento è in piazza Dante, a Chieri. Ospite attesissima la “sesta edizione” di “BicCHIERI di Birra – Festival della birra di qualità”, Rassegna promossa dalla “Città di Chieri” e organizzata come sempre dalla “Pro – Chieri”, con il patrocinio di “Città Metropolitana di Torino” e “partner” istituzionali “DUC – Distretto Urbano del Commercio” e “Ascom Chieri”. Sei giorni, da martedì 7 a domenica 12 luglio, e tutti i giorni (a partire dalle 18,30) una selezione di ben 40 “birre artigianali”, spillate direttamente dai produttori, e ricco “street food” di garantita qualità. Non solo. Tutte le serate, infatti, saranno di godimento non solo per i più sopraffini palati, ma anche per orecchie e cuore con spettacoli e tanti concerti rivolti a soddisfare tutti i gusti. “‘BicCHIERI di Birra – precisano Alessandro Sicchiero e Antonella Giordano, rispettivamente sindaco e ‘assessora agli Eventi’ di Chieri – cresce ogni anno di più. Proporlo poi in piazza Dante contribuisce a renderlo un evento ‘dentro la città’ e per questo siamo grati agli operatori del mercato e agli agricoltori per la loro collaborazione. Saranno giornate che potranno coinvolgere un amplissimo pubblico, dagli estimatori delle birre artigianali, alle famiglie, ai giovani e ai meno giovani per un momento corale di piazza, gustando ottimo cibo in un’atmosfera festosa e piena di musica. Siamo anche molto contenti del coinvolgimento dell’Associazione ‘AIDAS’, che per tutta la settimana proporrà la cultura della donazione di sangue e domenica 12 luglio celebrerà la ‘Festa del Donatore’ con il concerto evento del ‘dj Prezioso’, organizzato in collaborazione con la ‘Pro Chieri’. Si replica in questo modo il modello di ‘Di Freisa in Freisa’, che dimostra come la capacità di fare rete può valorizzare anche realtà che sembrano erroneamente essere distanti tra loro”.

Sei i “birrifici” che hanno risposto all’appello. Tutti “artigianali” e quindi “indipendenti”, dediti alla produzione di birra “non pastorizzata” e “non microfiltrata”: dalla provincia di Torino, “Castagnero” di Rosta, “Filodilana” di Avigliana, “Grado Plato” di Montaldo e, ospiti extra-regionali, “The Wall” di Venegono Inferiore (Varese), “Muttnik” di Sesto San Giovanni (Milano) e “Ofelia” di Sovizzo (Vicenza). Eccezionale super-padrino dell’evento e coordinatore dei “birrifici” sarà Lorenzo Dabove, ligure, il “profeta” della birra artigianale, in arte “Kuaska”, tra le figure più autorevoli del panorama birrario internazionale. Considerato il massimo esperto italiano di “birra belga”, Dabove è degustatore, docente, giudice internazionale e autore di numerose pubblicazioni dedicate alla cultura della birra. Dal 2021 presiede, inoltre, il “Comitato Tecnico Scientifico” dell’“Accademia delle Professioni” di Padova e affianca alla sua attività nel mondo della birra anche quella di scrittore, poeta e divulgatore culturale. In occasione del Festival, Kuaska assegnerà i premi speciali “Birra pop – Premio BicChieri di Birra” alla più meritevole “birra per tutti”, adatta a far conoscere i prodotti artigianali al grande pubblico e di facile fruibilità e “Birra dell’evento – Premio Confcommercio Ascom Chieri”, al miglior prodotto spillato a “BicChieri”, senza vincoli di stile o tipologia.

Anche quest’anno è confermato il coinvolgimento alla manifestazione dei locali di Chieri: gli aderenti a “BicCHIERI – OFF” proporranno le birre dei birrifici presenti in piazza in eventi, aperitivi e degustazioni a tema. Come detto, sarà anche ricchissima l’offerta dei “cibi di strada” e la “colonna sonora” che accompagnerà e delizierà il pubblico nel corso di tutte le serate, a partire dalle 21,30: a partire dalle principali “hit dance” dagli anni ’70 ai giorni nostri proposte (martedì 7 luglio) dall’“Explosion Band”, formazione nota per i suoi spettacoli ad alto impatto scenico, per finire domenica 12 luglio con il “DJ set” di Giorgio Prezioso, artista tra i più noti protagonisti della scena “dance” italiana ed europea, considerato il “re dello scratch”, apprezzato per la sua tecnica e per la lunga esperienza maturata nei principali eventi del settore.

E non è finita!

Tra gli elementi qualificanti dell’edizione 2026 del “Festival” c’è, infatti, la collaborazione con “AIDAS – Associazione Italiana Autonoma Donatori Sangue”, realtà di riferimento per la promozione della donazione sul territorio chierese. Per l’intera durata della manifestazione, i volontari e le volontarie dell’Associazione saranno presenti con uno “stand informativo” dedicato, offrendo occasioni di confronto e sensibilizzazione rivolte in particolare alle giovani generazioni. A questo proposito, nella giornata di domenica 12 luglio verrà proposto proprio un programma dedicato che comprenderà momenti di testimonianza, sensibilizzazione e riconoscimento dell’impegno dei donatori e delle donatrici.

Per ulteriori info: tel. 333/2651149 – Pagine facebook instagram “BicCHIERI di Birra”

G. m.

Torino sotto le stelle: il ritorno del cinema all’aperto, un rito che non passa mai di moda

Film, incontri e romanticismo

C’è qualcosa di speciale e romantico nel guardare un film all’aperto. Forse è il cielo che lentamente si oscura sopra lo schermo, forse il frinire delle cicale che accompagna i titoli di testa o semplicemente il piacere di condividere una storia con altre persone sedute in un cortile, in un parco o in una piazza. Chi non ci e’ andato almeno una volta magari portandosi un cuscino perche’ le sedie spesso erano scomode? I film erano quelli che nella stagione invernale erano proiettati in prima visione, ma anche film d’epoca e cult indimenticabili. Ci si comprava un gelato e ci si rinfrescava. E’ bello che tutto cio’ continui, che susciti interesse e apprezzamento anche nell’era del digitale e del “faccio tutto da casa”.

A Torino il cinema estivo non è soltanto un passatempo: è una tradizione che negli anni ha saputo reinventarsi senza perdere il proprio fascino. Anche nell’estate 2026 il grande schermo esce dalle sale e torna a occupare spazi pubblici e luoghi inaspettati. La rassegna “Un’Estate al Cinema”, promossa dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema, propone decine di appuntamenti gratuiti tra Torino, Moncalieri ed Exilles, con proiezioni, incontri e momenti di approfondimento che coinvolgono quartieri centrali e periferici. Una formula che continua ad attirare pubblico di tutte le età e che conferma il valore culturale e sociale del cinema all’aperto. Ma il cinema sotto le stelle, a Torino, ha una storia molto più lunga.

Chi ha qualche anno in più ricorda le grandi arene estive che per decenni hanno rappresentato un appuntamento fisso delle serate torinesi. Sono stati attrezzati nel tempo diversi cinema all’ aperto in luoghi importanti come il Parco del Valentino, la Pista 500 o il Cortile di Palazzo Reale, luoghi capaci di trasformare una semplice visione cinematografica in un’esperienza collettiva. Ancora oggi, nelle discussioni tra appassionati, tornano i ricordi delle serate trascorse all’Imbarchino, nei parchi o nei cortili cittadini, segno di un legame affettivo che va oltre il semplice spettacolo cinematografico. L’importanza del cinema estivo non risiede soltanto nella programmazione.

In un’epoca dominata dalle piattaforme digitali e dalla visione individuale, le arene all’aperto restituiscono al cinema la sua dimensione originaria: quella di esperienza condivisa. Le persone si incontrano, si fermano a parlare prima della proiezione, scoprono quartieri che magari frequentano poco e riscoprono il piacere di vivere gli spazi urbani nelle sere d’estate. Non è un caso che molte delle iniziative attuali puntino proprio alla valorizzazione delle periferie e dei luoghi di aggregazione.

Dalle rassegne nei giardini ai film proiettati nei cortili delle case del quartiere, il cinema diventa uno strumento per creare comunità e favorire la partecipazione culturale. Forse è proprio questo il segreto della sua longevità: mentre cambiano i modi di guardare i film, il cinema all’aperto continua a offrire qualcosa che nessuna piattaforma può replicare: l’emozione di una storia vissuta insieme, sotto un cielo estivo che, per qualche ora, diventa il soffitto della più grande sala cinematografica della città.

Maria La Barbera

Continua Summer Dream, il palinsesto estivo firmato To Dream

 Continua Summer Dream, il palinsesto di eventi estivi firmato To Dream e pensato per coinvolgere famiglie, bambini e visitatori di tutte le età. Fino al 31 luglio, il centro si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto con installazioni diffusespettacoli dal vivo e appuntamenti speciali, pensati per vivere la bella stagione in città all’insegna del divertimento e della condivisione.

 

Per i bambini e le famiglie, sarà presente un’area kids con giochi e divertimento per i più piccoli. Fino al 5 luglio, in Piazza Ovest, sarà possibile divertirsi con il gonfiabile “Banzai”, una grande attrazione pensata per far vivere ai bambini un’esperienza dinamica e coinvolgente in totale sicurezza. Dal 6 luglio al 19 luglio, To Dream ospiterà inoltre un percorso di minigolf diffuso. Tutte le attività dedicate ai bambini sono completamente gratuite. Per accedere basterà presentare uno scontrino giornaliero di un qualsiasi acquisto effettuato all’interno di To Dream.

 

Fino al 31 luglio, la Food Court centrale si accende con un palinsesto live d’eccezione: spettacoli, musica dal vivo e performance artistiche pensate per tutta la famiglia. Dalle band-tributo, al K-pop fino alla stand-up comedy, l’appuntamento con l’intrattenimento all’aperto sarà l’appuntamento fisso di tutti i venerdì sera.

L’accesso agli eventi è libero ma è consigliata la prenotazione sulla pagina ufficiale per riservare un posto in prima fila durante le serate comedy e sbloccare promozioni esclusive nei negozi aderenti.

 

Infine, per gli appassionati delle quattro ruote, il 24 luglio To Dream ospiterà l’Hashiriya Night Meeting, l’appuntamento dedicato alla community delle auto sportive e agli estimatori della cultura JDM (Japanese Domestic Market). Un’occasione unica per osservare da vicino modelli sportivi, scoprire il mondo del tuning e confrontarsi sulle tecniche di preparazione e sulle performance automobilistiche.

Per maggiori informazioni: 

www.todream.it

Il Filo che ci Unisce: Dalle Piazze alle Serate Country

Il nostro cammino è iniziato con un sogno ambizioso: trasformare la danza in un linguaggio universale. Dal successo del flash mob di Torino a settembre 2025, fino all’incredibile energia travolgente che ha invaso Monza nel maggio 2026, The Country Side ha sempre avuto un solo obiettivo: esplorare l’evoluzione del movimento country dance in Italia, dando voce a chi vive questa passione.

Ma lo spirito non cambia con lo spostarsi della geografia. Se in piazza abbiamo visto la potenza dell’unione, dell’inclusione e di un coordinamento corale che ha dato vita a risultati straordinari, oggi portiamo quella stessa magia in una dimensione di continuità, ogni 15 giorni, in Piazza d’Armi a Torino.

Le serate “Giovedì Serata Country” rappresentano il proseguimento naturale di quel percorso nato tra le piazze. Sotto l’attenta direzione artistica di Piero Ventre, questi appuntamenti sono coordinati da The Country Side in stretta collaborazione con numerose scuole di ballo e DJ, creando un punto di riferimento unico per tutta la nostra comunità.

Le serate in Piazza d’Armi non sono semplici appuntamenti a calendario: sono il luogo in cui continuiamo a ballare all’unisono, confermando che, quando il territorio fa rete, il risultato va ben oltre lo spettacolo: diventa emozione pura e condivisione costante.

Vi aspettiamo in pista, per continuare a scrivere insieme questa storia, un passo alla volta.

The Country Side

Il bar torinese di cui tutti stanno parlando: in piena città, ma circondato dal verde

Borgo Po Cafè

Mi sono seduta al tavolino, sulla terrazza. Ho fatto la mia ordinazione. Mi sono guardata intorno s non sono riuscita a scorgere nemmeno un lembo d’asfalto.
Ho dovuto ricordarmi di essere in piena a Torino. Quest’ultima affermazione non è iperbolica: il Borgo Po Cafè si trova a 300 metri in linea d’aria dal Museo dell’Automobile, a un chilometro dal parco del Valentino e a due dalla Mole Antonelliana.
L’apertura è recente, ma questo luogo sta già entrando nel cuore di molti torinesi e sta avendo un vero e proprio boom in queste ultime settimane di bella stagione.
Le ragioni sono comprensibili: se si escludono i chioschi nei parchi, non sono molti, in Italia, i bar cittadini completamente circondati dal verde. E meno ancora possiedono una terrazza panoramica.
Merita un commento anche l’atmosfera che qui si respira: rilassata, vacanziera, davvero poco cittadina. Più da club house di circolo che non da bar espresso.
Non è un caso: molti degli ospiti sono sportivi dell’adiacente GPadel che, dopo la partita, si siedono, ordinano, chiacchierano. Passano, in media, molto tempo seduti. L’abitudine del «caffè al volo» in risposta a un aggressivo «Dica!» qui non esiste. Gestori e clienti sono sorridenti e accoglienti.
Non solo padelisti: chi frequenta questo locale apprezza, di solito, la certezza di trovare aperto sette giorni su sette, la buona offerta di cibi e bevande, la possibilità di gustare una cucina semplice e piuttosto varia, i molti eventi organizzati all’ora dell’aperitivo o la sera.
La mia esperienza: sono arrivata al termine della mia giornata lavorativa, ho preso posto su quella specie di prora nautica galleggiante in un mare verde che è la terrazza del locale, ho ordinato un tagliere e uno smoothie con frutta di stagione.
Per un’ora, mi sono goduta il panorama (alberi centenari, il Po sullo sfondo) e il fresco (tra le fronde e la vicinanza del fiume diversi gradi in meno rispetto al resto della città).
Davvero, e in senso stretto, una happy hour.

INFO
Bar a Torino con terrazza sul Po, il Borgo Po Cafè (www.borgopocafè.it) è aperto, in corso Moncalieri 346 a Torino, per colazioni, pranzi, aperitivi, cene, sport. Aperto tutti i giorni con orario continuato da lunedì a venerdì dalle 10.30 a mezzanotte (sabato e domenica dalle 9.00 alle 22.30).

Mara Martellotta

Tornano i treni storici sulla Ferrovia delle Meraviglie

Riparte l’atteso appuntamento con i treni storici sulla Ferrovia delle Meraviglie, con partenze da Torino e arrivo a Imperia percorrendo la storica linea internazionale Cuneo–Ventimiglia, considerata uno dei tracciati ferroviari più affascinanti e scenografici d’Europa.

Il servizio è in programma tutte le domeniche dal 5 luglio al 16 agosto. Le corse previste per domenica 26 luglio e domenica 9 agosto saranno anticipate rispettivamente a sabato 25 luglio e sabato 8 agosto.

Il treno quest’anno partirà dalla stazione di Torino Porta Nuova alle ore 8.00 per raggiungere Imperia alle 12.35, attraversando alcuni dei paesaggi più suggestivi dell’arco alpino e della Riviera ligure. Nel viaggio di ritorno, la partenza da Imperia è invece prevista alle 14.55 con arrivo a Torino Porta Nuova alle 20.15.

L’itinerario percorre la celebre linea ferroviaria che collega Piemonte, Liguria e Francia attraversando località iconiche come Cuneo, Limone Piemonte, Tende, Breil-sur-Roya, Ventimiglia e Sanremo. Un tracciato unico nel suo genere che si snoda tra viadotti spettacolari, gallerie elicoidali, profonde gole e panorami che accompagnano il viaggiatore dalle montagne alpine fino al Mar Mediterraneo.

In questo tratto transfrontaliero si attraversa anche la splendida Valle Roya, un autentico gioiello naturale incastonato tra Alpi e Mediterraneo, dove i paesaggi si aprono in scorci di rara bellezza tra i borghi di Breil-sur-Roya e Tende, che raccontano tutta la suggestione e l’identità di questo territorio di confine.

La Ferrovia delle Meraviglie rappresenta un perfetto esempio di turismo lento e sostenibile, capace di valorizzare il patrimonio ferroviario e i territori attraversati attraverso un’esperienza immersiva e autentica.

Ad arricchire il viaggio sarà inoltre una speciale esperienza enogastronomica a bordo. Durante il percorso, il personale accompagnerà i passeggeri alla scoperta dei sapori delle regioni attraversate attraverso degustazioni di prodotti tipici e bevande selezionate, raccontando tradizioni, curiosità e caratteristiche dei territori visibili dal finestrino.

In occasione della prima corsa, in programma domenica 5 luglio, è prevista la partecipazione di sindaci e amministratori sia italiani che francesi che a Ventimiglia incontreranno la stampa per celebrare il ritorno del treno storico sulla Ferrovia delle Meraviglie.

L’iniziativa si inserisce in un quadro di forte cooperazione franco-italiana, sostenuta con interesse anche dalla Camera di Commercio Italiana di Nizza, che esprime soddisfazione per la promozione di un progetto dal grande valore culturale, turistico e transfrontaliero.

I biglietti sono disponibili sul sito www.fondazionefs.it e su tutti i canali di vendita Trenitalia.

Maggiori informazioni sulle pagine social della Fondazione FS.

La bottiglia senza “buscion”

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La primavera stava per lasciare, senza grandi rimpianti, il passo all’estate. Grandi nuvole nere s’addensavano sulla vetta delle montagne. L’aria si fece elettrica, segno che il temporale stava per scatenarsi. Audenzio Remolazzi , intento a falciare il fieno nel prato, guardò il cielo che si faceva sempre più scuro e s’affretto a raccogliere quant’aveva tagliato per evitare che la pioggia imminente facesse marcire il maggengo.

Tra sé e sé disse : “Ah, quando il monte mette il cappello, conviene lasciare la falce e metter mano al rastrello”. E diede voce anche a Bartolo che stava riposandosi appoggiato con la schiena  al tronco di un melo. “Oh.. Sacrebleu”, fece quest’ultimo, stirandosi. “Ho dormito come un sasso Colpa della frittata con le cipolle che è come una droga; mi piace ma mi crea un peso sullo stomaco che chiama l’obbligo di un riposino”. Guardò il cielo e borbottò: “Secondo me, Audenzio, è un temporale varesotto, poca acqua e gran casotto”. Tanto rumore per nulla, dunque? Nel dubbio, per non saper leggere e scrivere, s’impegnarono entrambi a rastrellare il fieno per poi raccoglierlo nel covone che andava coperto con una cerata. Ma più che dal cielo e dal temporale, il rumore più forte veniva dalla strada che saliva verso la Contrada delle Ciliegie. Stava passando una moto Guzzi, guidata dal proprietario, tal Arturo Brilli. Pareva un aeroplano intento a rullare sulla pista prima del decollo.” Guardalo là, l’Arturo. Sta passando con la sua moto taroccata che fa un gran fracasso e poca strada. Guarda che scia di fumo che lascia! Per me gli manca  qualche rotella in testa. Va sempre in giro colorato come l’Arlecchino di carnevale, cantando a squarciagola le canzoni d’osteria. Ah, no c’è più religione. Son diventati tutti matti”.

 

Audenzio Remolazzi, in pensione dopo quasi quarant’anni passati in fabbrica, era fatto all’antica. Scuoteva la testona per mostrare tutto il disappunto per le abitudini di quel “ragazzaccio” che non aveva nessuna voglia di lavorare e, giunto ormai alla soglia dei quarant’anni, non riusciva a smettere di essere quel che era: un pelabròcch, un buono a nulla. Da una settimana i suoi vecchi genitori erano partiti per il mare della Liguria con il viaggio organizzato da Don Goffredo per i pensionati della parrocchia e lui che faceva? Se la spassava, avanti e indietro, a zonzo. “E’ proprio vero il proverbio: via il gatto, ballano i topi. Eh,sì. E quel topo lì, in assenza dei suoi che lo frenano un po’, si scatena a ballare giorno e notte”. Remolazzi, appena mi ha visto uscire dal bosco con in mio bastone da passeggio, ha subito attaccato bottone anche con me. “Ma l’ha visto l’Arturo, quella canaglia? Pensi che ieri sera dava del tu al prevosto come se fossero vecchi amici. Io glielo avevo detto a don Goffredo, di non dargli troppa confidenza. Eh sì, che glielo avevo detto; la troppa confidenza fa perdere la riverenza. Ma lui, uomo di chiesa sempre in giro a cercar di salvare anime, niente. Mi ha risposto di aver pazienza, di aver fiducia che il “ragazzo, crescendo, capirà come comportarsi”…Ha capito? Deve ancora crescere, quel furfante del Brilli.

 

Roba da matti”. A dire il vero era difficile dar torto a Remolazzi ma che si poteva fare? Se non erano riusciti i suoi genitori a “raddrizzarlo” fin da piccolo, figurarsi ora che aveva passato i quaranta e aveva la testa più matta che mai. Tra l’altro, aveva il vizio di bere. Era uno di quelli che – per far in fretta a tracannare – stanno sempre con la bottiglia “senza buscion”, senza tappo. Pensate che una volta si era preso una sbornia tale che scambiò la barca a remi di suo padre per un motoscafo e gridò a tutti che gli avevano rubato il motore. Si recò persino al commissariato dei Carabinieri per sporger denuncia, picchiando pugni sul tavolo e urlando come una bestia, tanto che al povero maresciallo Valenti e al suo fido aiutante, il  brigadiere Alfio Romanelli, non restò altra soluzione che sbatterlo in gattabuia per qualche ora, finché gli si diradassero i fumi dell’alcool. Visto che nei circoli, nei bar e nelle osterie del paese e dei dintorni si guardavano bene dal dargli da bere perché esagerava e dava in escandescenze, il Brilli, tenendo fede – ironia della sorte – al suo stesso cognome, pigliava il treno o il battello e andava a “tracannare” in altri lidi, cambiando destinazione di volta in volta.

A chi cercava di moderarlo, come è capitato talvolta anche a me, rispondeva che “Quando c’è la sete, la gamba tira il piede”. Un modo per dire che, pur di soddisfare il proprio bisogno, non contava la distanza. Il maresciallo Valenti era stato testimone di un altro episodio. Un sabato sera, di turno con una pattuglia per i consueti controlli sul rettilineo che porta dal paese a quello confinante, più o meno all’altezza della seicentesca chiesa della Madonna del Carmine, incrociò il motocarro di Giovanni Guelfi con a fianco Arturo. La cosa strana era che quel motocarro era privo del vetro anteriore e in quelle condizioni non avrebbe potuto circolare. Il mezzo del Guelfi, a causa del gelo di quell’inverno che tutti ricordavano tar i più rigidi degli ultimi anni, aveva subito dei danni e il più serio tra questi era l’aver sottovalutato la crepa che, in meno di un amen, aveva provocato la rottura in mille pezzi del vetro.  Pur essendo ormai sul finire della primavera, non aveva ancora provveduto a sostituito. Andava in giro così, faccia al vento, evitando di circolare nei giorni di pioggia. Quella sera, appena videro l’Alfetta dell’Arma sul ciglio della strada, imprecarono alla sfortuna. Guelfi voleva fare una inversione a “u“ e tornare indietro.

Fu Arturo adavere, tuttavia, una brillante idea: far finta che il vetro fosse al suo posto, integro. E come? Con il più semplice degli accorgimenti: facendo finta di pulirlo con un fazzoletto. Così passarono, con noncuranza, davanti agli attoniti carabinieri. Mentre Giovanni guidava, fischiettando il ritmo di una polka, Arturo s’impegnò a “pulire” l’inesistente vetro con un grande fazzoletto bianco. Il maresciallo Valenti, a bocca aperta, se li vide passare davanti al naso con il fazzoletto svolazzante e i capelli scompigliati dal vento. Il dubbio che l’avessero fatto apposta, con quel candido fazzoletto che – agitato in aria – sembrava v
oler far “marameo” ai tutori dell’ordine, non abbandonò mai il maresciallo. Ma volete mettere l’alzata d’ingegno, il tocco d’artista, la prova di disperato e incosciente “coraggio”? Così la raccontò, scuotendo la testa, Audenzio Remolazzi. Nel frattempo, con l’aiuto di Bartolo, avevano raccolto e messo al sicuro il fieno. Appena in tempo per evitare il peggio, considerato che non si trattò di un “temporale varesotto” ma di un acquazzone in piena regola
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Marco Travaglini

Aci Cuneo fa 100!

Nel fine settimana un suggestivo “Tour” automobilistico attraverso la “Granda” per celebrare i 100 anni dell’“Aci Cuneo”

Sabato 4 e domenica 5 luglio

Cuneo

Una fantastica “due giorni” per un compleanno che tocca un secolo di vita e di grande storia. Il ritrovo è per le 8,30 di sabato 4 e domenica 5 luglio prossimi, davanti alla sede dell’“Automobile Club Cuneo”, al civico 5 della piazza Europa nel “Capoluogo della Granda”, da dove partirà il “Tour automobilistico del Centenario tra le sette Città Sorelle”, organizzato per l’appunto dall’“Aci Cuneo” in occasione del 100° anniversario della sua fondazione, il 2 dicembre 1926. All’evento, inserito nel calendario ufficiale di “Aci Storico” e tra i momenti più attesi per gli appassionati di “motorismo storico” e della “cultura automobilistica” italiana, sono attese circa 50 auto storiche che, nel corso della due giorni, attraverseranno i maggiori centri e le piazze di Alba, Bra, Cuneo, Fossano, Mondovì, Saluzzo e Savigliano per un totale di 340 chilometri. All’evento, che non avrà carattere agonistico e sarà privo di “prove di abilità” o “tratti cronometrati”, potranno partecipare le vetture immatricolate fino al 31 dicembre 1996, in regola con le norme del “codice della strada” e regolarmente assicurate. Non saranno accettate vetture con “targa prova”. Ogni equipaggio potrà essere composto da un numero di persone compatibile con quanto riportato nella carta di circolazione, di cui almeno una con patente di guida in corso di validità. Per partecipare, almeno un componente di ogni equipaggio dovrà essere in possesso della “tessera Aci”, sottoscrivibile anche in fase di accreditamento.

Il programma del “tour”

Patrocinata dalla  Regione Piemonte, dalla Provincia di Cuneo e dalle Città di Alba, Bra, Cuneo, Fossano, Mondovì, Saluzzo, Savigliano – con il supporto dell’“Automobile Club d’Italia” e di “Sara Assicurazioni”, Compagnia ufficiale dell’“Aci” – la manifestazione avrà inizio, come detto, sabato 4 luglio (ore 8,30) con l’accoglienza “equipaggi” in piazza Europa 5 a Cuneo, dove sarà allestita una “mostra fotografica” sul secolo di storia del sodalizio. Alle 10,30, partenza delle auto con sfilata verso piazza Galimberti ed inizio “tour” verso Fossano (con sosta in piazza Castello) e Bra (con sosta in piazza XX Settembre). Dopo il pranzo (presso l’Agriturismo “La Felicina” di Cherasco) alle 14,30 è prevista la ripartenza delle auto verso Alba (con sosta in piazza Risorgimento) e Mondovì (sosta in piazza della Repubblica). Alle 18rientro verso Cuneo con riposizionamento delle vetture in piazza Europa. A seguire, aperitivo e cena presso lo “Spazio Varco”, in via Carlo Pascal 5L.

Domenica 5 luglio (ore 9) si riparte verso Saluzzo (con sosta in corso Italia) e Savigliano (sosta in piazza Santa Rosa). Alle 12,30 nuovo arrivo delle autovetture a Cuneo, sempre davanti alla sede “Aci”, dove verrà servito il pranzo con contestuale consegna delle “targhe ricordo” e degli attestati di “Cavaliere della Sicurezza Stradale” a tutti partecipanti.

Il percorso della prima giornata si svilupperà per un totale di 210 chilometri, quello della seconda per un totale di 130 chilometri, su strade aperte al traffico con velocità medie inferiori ai 40 km/h.

“Con il ‘Tour automobilistico del centenario tra le sette Città Sorelle’ – sottolinea Franco Revelli, presidente di ‘Aci Cuneo’ – celebriamo un traguardo straordinario: i 100 anni dell’‘Automobile Club Cuneo’. Un secolo durante il quale l’‘Aci Cuneo’ ha accompagnato l’evoluzione della mobilità, promuovendo la sicurezza stradale, sostenendo gli automobilisti e contribuendo alla crescita del territorio provinciale. Abbiamo voluto festeggiare questo importante anniversario con una manifestazione che unisse la passione per il ‘motorismo storico’ alla valorizzazione delle nostre comunità. Le sette ‘Città Sorelle’ rappresentano infatti il cuore della provincia di Cuneo ed il percorso del ‘Tour’ vuole essere un simbolico abbraccio ad un territorio che, in questi cento anni, è cresciuto insieme al proprio ‘Automobile Club’. Il raduno richiamerà, dunque, l’attenzione sui temi che da sempre sono al centro dell’impegno dell’‘Aci’: passione, sport, tecnica, innovazione, sicurezza, sostenibilità e rispetto, valori che, oggi più che mai, devono accompagnare ogni automobilista”.

Per maggiori info: tel. 0171/440031 o www.cuneo.aci.it (dove è disponibile il programma completo della manifestazione).

  1. m.

Nelle foto: Raduno auto in piazza Europa a Cuneo; Logo “Centenario Aci Cuneo”; Franco Revelli