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DAL 15 AL 24 MAGGIO area eventi esterna al primo piano un’esperienza immersiva |
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Le Gru accende i motori iperspaziali e ospita in prima esclusiva nazionale LEGO Star Wars, dal 15 al 24 maggio nell’area eventi esterna coperta al primo piano. Un appuntamento per vivere in prima persona la saga di Guerre Stellari in versione “a mattoncini” e per celebrare l’uscita cinematografica del film Star Wars: The Mandalorian & Grogu. Per tutti gli appassionati e per i curiosi sarà l’occasione per un’esperienza immersiva articolata in due principali aree tematiche concepite per unire intrattenimento, creatività e inclusione. All’interno dell’Area gioco i visitatori, grandi e piccoli, avranno a disposizione una piscina di migliaia di mattoncini, tavoli dedicati alla costruzione e due postazioni con console PS5 per l’utilizzo di videogiochi a tema. Qui sarà possibile collaborare alla costruzione collettiva di una maxi-statua di Darth Vader alta 2,5 metri. Nell’Area espositiva, invece, si potranno ammirare tre sculture, naturalmente in Lego, di alcune delle più iconiche della saga, R2-D2, uno Stormtrooper e lo stesso Darth Vader, affiancate da vetrine contenenti diorami ufficiali che riproducono astronavi e scene significative della narrazione cinematografica. Il percorso è completato da video coinvolgenti espositori con oggetti originali e grafiche ufficiali che permettono di ripercorrere i momenti salienti dell’universo creato da George Lucas. L’appuntamento, a ingresso e partecipazione libera, è accessibile dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle 19, mentre il sabato e la domenica l’orario si estende anche alla mattina, dalle ore 11 alle 13 oltre alla fascia pomeridiana dalle ore 15 alle 19. |
Un weekend dedicato al cicloturismo, alle escursioni nell’ambiente naturale e alla riscoperta delle tradizioni per conoscere Giaveno e la Val Sangone: è la proposta della seconda edizione dell’evento Valsangone Bike Adventure, in programma sabato 16 e domenica 17 maggio a Giaveno con il patrocinio della Città metropolitana di Torino.
Sabato 16 maggio sarà possibile partecipare al giro serale “Sensa fià” al calar del sole, mentre le proposte di domenica 17 sono il giro intermedio “I senté stermà”, il più impegnativo tour “Daje mac” e il giro per famiglie “Sensa présa”. Le proposte per i camminatori sono il Sentiero dei Semplici e l’itinerario Casa Verde per gli escursionisti. Alle pedalate e camminate con guide e accompagnatori qualificati, gustando le prelibatezze locali, si affiancheranno workshop dedicati al mondo delle due ruote, un’area espositiva in cui si potrà trovare l’ispirazione per i prossimi viaggi in sella o per cercare una nuova bicicletta, una pista Junior per i piccoli biker, un tuffo nel ciclismo storico con expo e mostre dedicate. Piazza Molines si trasformerà in una grande vetrina per le aziende del mondo della bicicletta e del turismo outdoor, per i negozi specializzati e le associazioni che operano nel settore del ciclismo, del cicloturismo e del turismo outdoor presenti sul territorio o comunque legate alla Valsangone.
sito Internet www.valsangonebikeadventure.it
Nel cuore di Torino, tra bellezza, arte e memoria collettiva, la profumeria La Galerie de Beauté ha ospitato questo pomeriggio l’inaugurazione della mostra fotografica Timeless Hair Art Exhibition, un viaggio attraverso le immagini più iconiche della storia dell’acconciatura e del beauty internazionale. L’esposizione resterà visitabile fino a lunedì 18 maggio.
L’evento, iniziato alle 16.30, ha richiamato appassionati del settore, professionisti e curiosi, trasformando gli spazi della boutique in un luogo di confronto culturale sul ruolo dell’hairstyling nella società contemporanea. Ventiquattro scatti selezionati raccontano infatti come capelli, tagli e acconciature abbiano contribuito nel tempo a definire identità, mode e persino miti dello star system.
A curare l’esposizione è stato lo staff di EsteticaHair, storica rivista di riferimento per il mondo dell’acconciatura fondata nel 1946, oggi presente anche a livello internazionale con numerose edizioni nel mondo.
Cuore dell’incontro è stata anche la presentazione di Hairitage – Le venti eredità, il saggio storico-biografico firmato dal giornalista ed editore Roberto Pissimiglia, che ripercorre la storia dell’acconciatura attraverso i grandi protagonisti che ne hanno cambiato il linguaggio e l’immaginario collettivo. Un’opera monumentale, costruita tra testimonianze dirette, aneddoti e ricostruzioni storiche, che attraversa oltre un secolo di costume, moda e società.
Nel libro trovano spazio più di seicento protagonisti del mondo dell’hairstyling internazionale, con continui intrecci tra coiffure, arte, cinema, letteratura e alta moda. Dalle intuizioni imprenditoriali di Matilda Harper, pioniera del franchising al femminile tra Otto e Novecento, fino alla rivoluzione estetica di Marcel Grateau e delle sue ondulazioni permanenti; dall’eleganza rivoluzionaria di Antoine, artefice del caschetto simbolo dell’emancipazione femminile, fino allo star system creato da Alexandre de Paris, parrucchiere delle grandi dive internazionali e delle maison dell’alta moda.
Pissimiglia intreccia poi la sua esperienza personale ai racconti dei grandi maestri del Novecento: Vidal Sassoon, considerato l’architetto dei capelli moderni, Sam McKnight, celebre per il look di Lady Diana, fino ad Aldo Coppola, definito nel libro “l’Andy Warhol dell’acconciatura”. Non mancano storie sorprendenti e profondamente umane, come quella del parrucchiere britannico Tony Rizzo, che trasformò un dramma personale in un grande progetto benefico internazionale a sostegno della ricerca contro la leucemia infantile.
Più che un semplice volume dedicato al beauty, Hairitage si presenta così come un racconto culturale sull’evoluzione dell’immagine e sull’impatto che i capelli hanno avuto nella costruzione dei miti contemporanei. Un tema che ha attraversato anche il talk del pomeriggio, durante il quale si è parlato di estetica, identità e comunicazione visiva, ma anche del rapporto tra bellezza e potere mediatico.
Accanto all’autore sono intervenuti due ospiti d’eccezione. Paola Gribaudo, curatrice di libri d’arte, Presidente dell’Archivio Gribaudo e già
Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, presente in qualità di curatrice della postfazione del volume, ha approfondito il dialogo tra arte, editoria e fotografia, sottolineando come l’acconciatura sia spesso diventata nel tempo una vera forma espressiva già a partire dagli antichi egizi
Molto atteso anche l’intervento di Diego Dalla Palma, autore della prefazione del libro, che ha condiviso riflessioni e aneddoti sul mondo della bellezza, sul rapporto tra immagine e personalità e sull’evoluzione dell’estetica nel costume contemporaneo.
Nel corso dell’incontro è emersa con forza l’idea che un taglio di capelli non rappresenti soltanto una scelta estetica, ma un vero linguaggio sociale e culturale. Un concetto che Pissimiglia sintetizza anche nel suo libro: dietro ogni trasformazione dell’immagine si nasconde spesso una ricerca personale, un cambiamento, il desiderio di mostrarsi al mondo in una nuova luce.
Dopo la presentazione, gli ospiti hanno potuto visitare l’esposizione allestita negli spazi inferiori della location, soffermandosi davanti agli scatti che hanno segnato la storia dell’hairstyle internazionale e che ancora oggi continuano a influenzare tendenze e immaginario collettivo.
GIULIANA PRESTIPINO
L’OPINIONE
Dietro questi numeri c’è una città che prova a difendere la propria qualità della vita in un clima economico percepito come fragile. La spesa media mensile cresce e supera i 2.600 euro, ma contemporaneamente diminuisce la capacità di risparmio: solo una minoranza riesce ancora a mettere qualcosa da parte. È il segnale di una classe media che continua a consumare, ma lo fa comprimendo le spese considerate essenziali.
Il dato più significativo non è tanto l’aumento delle uscite per il tempo libero, quanto il calo di quelle alimentari. Per la prima volta da anni, molte famiglie riducono acquisti quotidiani e consumi domestici pur di non rinunciare a esperienze che garantiscono evasione immediata. Ma anche qui vale la pena chiedersi: quale turismo, quali esperienze?
“Chi vuol esser lieto, sia: di doman non v’è certezza”, scriveva Lorenzo il Magnifico. E sembra quasi il manifesto implicito di questa stagione: spendere oggi per sentirsi vivi subito, anche se il risparmio si assottiglia e il futuro resta opaco. Il fitness, la cena fuori, il weekend diventano piccoli strumenti di compensazione emotiva dentro una quotidianità percepita come instabile.
Eppure sarebbe sbagliato leggere questi dati come il segnale di una città più ricca o più serena. Al contrario: raccontano una fragilità diffusa, mascherata da consumo. Si taglia sulla spesa quotidiana per salvare piccoli spazi di gratificazione personale. È il paradosso torinese contemporaneo: consumare esperienze per sentirsi meno precari, mentre la precarietà resta lì, sullo sfondo, sempre più normalizzata

Chiara Vannini
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Le famiglie torinesi faticano a risparmiare
La spesa media mensile delle famiglie torinesi si attesta nel 2025 a 2.616 euro, un valore sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Diminuisce la quota destinata ai consumi alimentari, tornati sui livelli precedenti alla pandemia, mentre cresce la spesa per beni e servizi non alimentari, trainata soprattutto dai costi legati alla casa — in particolare utenze e arredamento. Riprende anche il settore dell’abbigliamento, mentre restano stabili le spese per viaggi, vacanze e consumi fuori casa. In calo, invece, il numero delle famiglie che riesce a risparmiare. A livello territoriale, in Lombardia la spesa risulta superiore del 17% rispetto al Piemonte.
I dati sono stati presentati a Palazzo Birago nell’ambito dell’Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi, l’indagine promossa dalla Camera di commercio di Torino che, in coerenza con le rilevazioni ISTAT nazionali, analizza consumi e abitudini di acquisto di 240 nuclei residenti nel capoluogo piemontese.
Come sottolineato da Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino, si registra un lieve incremento della spesa mensile, dovuto principalmente agli acquisti non alimentari. Tengono le spese per il tempo libero, riparte l’abbigliamento, ma si riduce la quota di famiglie in grado di accantonare risparmi. Cresce inoltre la preferenza per i negozi tradizionali, mentre la grande distribuzione mostra una lieve flessione. Nel confronto territoriale, la spesa delle famiglie torinesi si mantiene in linea con quella regionale piemontese, pur restando inferiore alla media nazionale.
L’indagine evidenzia anche l’evoluzione della composizione familiare nell’ultimo decennio. È diminuito il numero medio dei componenti dei nuclei familiari ed è aumentata in modo significativo la presenza di persone che vivono sole. Nel campione analizzato, le famiglie composte da una sola persona rappresentano oltre il 45%, dato coerente con gli archivi anagrafici della Città di Torino, secondo cui circa un residente su due vive da solo.
Dal punto di vista economico, il 40% delle famiglie si colloca in una fascia di livello medio, il 15% in condizioni di agiatezza e il 14,2% in una situazione di autosufficienza. La fascia di debolezza economica interessa invece il 30,8% delle famiglie torinesi e supera il 53% tra le persone sole.
Nel complesso, il quadro del 2025 mostra famiglie che mantengono stabile il livello di spesa, ma con una crescente pressione sui bilanci domestici e una minore capacità di risparmio.
Informazione promozionale
Essere consapevoli riguardo alla propria condizione psicofisica non è un fattore scontato
Avere la capacità di leggersi veramente in un’epoca in cui il benessere viene spesso raccontato attraverso immagini curate, frasi motivazionali e routine perfette, richiede sforzo e dedizione. Sui social e nei contesti professionali sembra che tutti sappiano sempre come gestire emozioni, relazioni e difficoltà. Tuttavia, dietro questa narrazione levigata, molte persone sperimentano fragilità profonde e silenziose. Non è un caso che sempre più individui si rivolgano a professionisti, siano essi in presenza o a distanza come il dott. Davide Caricchi di Psicologo online 24, per comprendere come costruire una stabilità emotiva che non dipenda dall’approvazione esterna o dall’assenza di problemi, ma da basi interiori più solide e durature.
Benessere reale e benessere percepito
La psicologia distingue tra benessere soggettivo e benessere autentico. Il primo è legato alla percezione immediata di piacere o soddisfazione; il secondo riguarda la coerenza tra valori, scelte e identità personale. È possibile che i due non coincidano, portando a sentirsi temporaneamente bene senza essere davvero in equilibrio. Il benessere di facciata è fragile perché dipende dalle circostanze: successo lavorativo, riconoscimento sociale, relazioni senza conflitti.
Al contrario, la solidità interiore si costruisce su elementi più stabili: consapevolezza di sé, capacità di regolare le emozioni, accettazione dei propri limiti. Numerosi studi mostrano che le persone che sviluppano queste competenze sono più resilienti di fronte agli eventi stressanti. Non è l’assenza di difficoltà a determinare la forza, ma il modo in cui le si attraversa.
La resilienza come competenza allenabile
La resilienza non è una dote innata riservata a pochi. Le ricerche in ambito psicologico dimostrano che può essere sviluppata nel tempo attraverso pratiche concrete: riflessione sulle esperienze, costruzione di relazioni di supporto, rielaborazione degli errori. Imparare a dare significato alle difficoltà riduce il loro impatto destabilizzante.
Un elemento centrale è la capacità di distinguere tra ciò che dipende da noi e ciò che non possiamo controllare. Questa distinzione, presente in molte tradizioni filosofiche e confermata dalla psicologia moderna, aiuta a ridurre il senso di impotenza. Concentrarsi sulle proprie azioni, anziché sulle variabili esterne, rafforza il senso di efficacia personale.
Emozioni: accoglierle, non negarle
Un altro pilastro della solidità interiore è il rapporto con le emozioni. Spesso si tende a reprimere tristezza, paura o rabbia per mantenere un’immagine di equilibrio. Tuttavia, evitare sistematicamente le emozioni negative non le elimina: le rende solo meno visibili, ma più influenti. Le emozioni ignorate trovano comunque il modo di emergere.
Le evidenze scientifiche indicano che riconoscere e nominare le proprie emozioni ne riduce l’intensità e migliora la capacità di gestione. Questo processo, chiamato regolazione emotiva, è associato a una maggiore stabilità nel tempo. Accettare la propria vulnerabilità è un segno di maturità, non di debolezza.
Coerenza tra valori e scelte
La solidità interiore si rafforza quando le azioni quotidiane sono coerenti con i propri valori. Le persone che vivono in dissonanza – ad esempio, perseguendo obiettivi imposti dall’esterno – sperimentano livelli più alti di stress e insoddisfazione. Al contrario, agire in linea con ciò che si ritiene importante favorisce un senso di integrità personale.
Questo non significa vivere senza compromessi, ma mantenere un orientamento chiaro. Chiedersi “Perché lo sto facendo?” è spesso più utile che chiedersi “Sto facendo abbastanza?”. La direzione conta più della velocità, soprattutto in un contesto sociale che valorizza la performance continua.
Relazioni come fondamento della stabilità
Numerosi studi longitudinali hanno evidenziato che la qualità delle relazioni è uno dei fattori più importanti per il benessere a lungo termine. Non si tratta della quantità di contatti, ma della presenza di legami autentici e di sostegno reciproco. La connessione umana agisce come fattore protettivo contro lo stress.
Costruire relazioni basate su fiducia e reciprocità richiede tempo e autenticità. Anche questo è un antidoto al benessere di facciata: mostrarsi per ciò che si è, senza maschere eccessive, crea legami più stabili e soddisfacenti. La solidità interiore cresce quando non dobbiamo difendere continuamente un’immagine.
Dal successo esteriore alla forza interiore
Andare oltre il benessere apparente significa spostare l’attenzione dall’immagine alla sostanza. Non è un percorso rapido, né lineare. Richiede introspezione, pazienza e disponibilità al cambiamento. Tuttavia, i benefici sono duraturi: maggiore equilibrio, capacità di affrontare le crisi, senso di continuità nel tempo.
La vera stabilità non nasce dall’assenza di problemi, ma dalla capacità di restare centrati mentre la vita cambia. In un mondo che premia l’apparenza e la velocità, scegliere di costruire una solidità interiore è un atto di consapevolezza che permette di resistere alle oscillazioni esterne e di mantenere una direzione personale anche quando il contesto si trasforma.
Le città più colorate
Allegre, eccentriche e piene di personalità
Colori, contrasti, allegria e creatività, diverse sono le città in Europa e nel mondo che si contraddistinguono per le tinte forti ed esuberanti, per il carattere energico e accattivante. Tra le più variopinte spiccano Citta del Capo, in Sud Africa, con il suo quartiere multiculturale Kaap Boo dove casette basse di tutti i colori caratterizzano il panorama urbano spesso utilizzato anche come set fotografico e cinematografico. Breslavia, in Polonia, un’altra città multicolor, soprattutto la piazza centrale del mercato, Rynec, deliziata da decine di palazzi di varie tinte da dove partono graziosissime stradine piene di locali e di vita. Longyearby, piccolissima cittadina Norvegese e centro abitato più a nord del mondo, è molto apprezzata per i colori delle sue pittoresche villette a schiera che hanno come sfondo un magnifico scenario glaciale. E’ il posto ideale dove osservare l’aurora boreale e il più natalizio del mondo considerato che qui si trova la casa di Babbo Natale con la sua gettonatissima buca delle lettere. Buenos Aires, famosissima capitale Argentina, con il suo quartiere la Boca, considerato un museo open air, la via degli artisti con i suoi conventillos, piccolissime case in legno, decorata allegramente, unicamente creativa e dalla storia singolare. Sembra infatti che in passato gli abitanti di questo quartiere, non avendo abbastanza denaro per acquistare un colore unico per le pareti esterne delle case, abbiano chiesto aiuto in giro ottenendo tinte diverse che hanno dato vita a questo originale posto dal gusto un po’ retrò. Poi ancora St. John’s, in Canada, dove le graziose palazzine policrome vengono paragonate alle caramelle gommose Jellybean, Stoccolma con un centro storico antico e coloratissimo, Jodhpur, in India, con i suoi quartieri blu, il colore che un tempo contraddistingueva la casta dei Brahmini, e ancora Santorini, Reykjavík, Galway, Lisbona e Porto. In Italia ne abbiamo moltissime, romantiche, poetiche e festose. Burano è considerata la più variopinta, con i sui deliziosi nidi che si affacciano sui canali, gialli, verdi, viola, azzurri e fucsia. Il paesaggio è spensierato, magnetico e quasi candito , la più famosa e visitata è Casa deo Bepi suà. Le Cinque Terre, in Liguria, ci regalano sfumature radiose e brillanti con Vernazza, Monterosso, Manarola, Corniglia e Riomaggiore, la più cromatica. Procida, incantevole isola del Golfo di Napoli, protagonista e fonte di ispirazione di artisti e scrittori, luogo di magia dove il tempo sembra felicemente immobile. E poi ancora Vipiteno, in Trentino alto Adige, sito fiabesco eletto tra i borghi più belli d’Italia, le intramontabili e uniche Napoli, Positano e Portofino, la adorabile e garbata Comacchio.
Maria La Barbera
Infradito, sandali senza tempo
Colorate, comode, modaiole, spensierate. Chi non ne possiede almeno un paio? Chi non le tiene in macchina, nel portabagagli, così, magari potrebbero servire
Questi sandali leggeri e informali che ci fanno subito pensare all’estate, al mare, insomma alla bella stagione e alla vacanza hanno origini molto antiche, si parla infatti di antico Egitto dove venivano fatte con foglie di palma e papiro. In Giappone si possono trovare in fibra di riso, in India invece in legno, meglio conosciute come paduka. Le prime prodotte in gomma risalgono al 1962 e sono brasiliane. Gli americani le indossano le flip flop con qualsiasi outfit, noi europei le usiamo con più attenzione rispettandone la vocazione minimalista e non particolarmente aggraziata. Nonostante siano considerate scarpe da usare solo in certe occasioni, dove la l’eleganza non è richiesta, possiamo comunque trovarne davvero di tutti i tipi, colori e forme, con decorazioni talvolta sfavillanti e luminosissime, con applicazioni preziose che ne fanno lievitare il prezzo facendole diventare richiestissime calzature di tendenza.
Ci sono aziende specializzate nella loro produzione che hanno fatto di questo prodotto la loro fortuna perché, contrariamente a quanto si pensi, il loro uso non è temporale o stagionale, in realtà si vendono e si indossano sempre, perfino con le calze nei periodi più freddi. Molti vip del presente e del passato, protagonisti del jet set, celebrità senza tempo come Jackie Kennedy, Greta Garbo, Audrey Hepburn, Rita Hayworth, Elisabeth Taylor, le hanno indossate, facendo conoscere in tutto il mondo le meravigliose e nostrane collezioni di Positano o di Capri, le hanno celebrate con portamento magicamente glamour eleggendole oggetti di culto. Seppur comode e facili da indossare è bene non farne un uso smisurato e prolungato, avvertono i podologi, infatti la conformazione tipica di questi sandali non favorisce il corretto appoggio del piede provocando disagi a causa della forzata camminata innaturale.
Maria La Barbera
L’INTERVISTA
L’ AD di Altec di Torino ha assistito alla partenza al Kennedy Space Center di Orlando.
Vincenzo Giorgio, amministratore delegato di Altec, azienda torinese d’eccellenza nel settore aerospaziale, ha assistito al lancio della missione Artemis II al Kennedy Space Center di Orlando. Ingegnere elettronico, laureato alla Università degli Studi di Napoli Federico II, ha scelto Torino all’inizio della sua carriera e vi è rimasto: quarant’anni passati nella capitale subalpina, tra industria e spazio. L’intervista si svolge nel suggestivo polo italiano di riferimento per i servizi di ingegneria e logistica a supporto della Stazione Spaziale Internazionale e delle missioni di esplorazione planetaria.
Le piace Torino?
Molto. È una città a misura d’uomo, in cui si vive bene. Il mio cuore resta anche a Napoli, naturalmente, ma qui ho trovato un equilibrio. È una città che risponde alle esigenze della vita lavorativa, ma anche personale: poco traffico, distanze contenute, tutto è facilmente raggiungibile.
Come ha iniziato la sua carriera nell’aerospazio?
Ho fatto la gavetta, partendo dalla progettazione di sistemi di telecomunicazione e dei computer di bordo per satelliti. Ho sempre creduto fondamentale crescere prima in senso orizzontale, ampliando le competenze, e solo dopo in maniera apicale.
Sono diventato dirigente piuttosto giovane, ero tra i più giovani in Finmeccanica. Dieci anni fa mi è stato chiesto di affiancare al ruolo in Thales Alenia Space Italia quello di amministratore delegato di Altec. Ancora oggi svolgo entrambe le attività, viaggio molto e ho la fortuna di confrontarmi con culture diverse, portando nel mondo il valore dell’industria aerospaziale italiana: un motivo di
È stato invitato dalla NASA ad assistere al lancio di Artemis II?
Sì. È stata un’esperienza straordinaria. Ho incontrato molti colleghi di Thales Alenia Space coinvolti nel programma Orion, la capsula della missione. Vedere la fiammata del razzo SLS, accecante anche in pieno giorno, è stato qualcosa di strabiliante; la vibrazione si percepiva anche a tre chilometri di distanza. e delle difficoltà affrontate durante la preparazione.
Come si svolge l’organizzazione per assistere al lancio?
È tutto estremamente strutturato. Si viene guidati passo dopo passo: badge, percorsi, trasferimenti in bus fino all’area di osservazione. Dopo il lancio si rientra seguendo lo stesso itinerario. L’intera procedura dura circa sette ore. Prima c’è tensione e silenzio, dopo esplodono entusiasmo e gioia.
Gli astronauti possono incontrare persone prima della partenza?
No, per motivi di sicurezza. I contatti con i familiari sono consentiti fino a un certo punto, poi vengono interrotti. Esiste, comunque, sempre un equipaggio di riserva pronto a subentrare in caso di problematiche che in passato si sono presentate. Una volta in volo, il controllo passa a Houston e le procedure sono rigidissime».
Durante le missioni, tuttavia, il contatto con la Terra resta fondamentale.
Gli astronauti possono collegarsi con i propri Paesi. In passato abbiamo fatto collegamenti con Luca Parmitano, possiamo osservare da remoto molte delle attività a bordo.
Che persona è Luca Parmitano?
Straordinariamente empatico. Sa comunicare con chiunque, dai bambini agli adulti, con grande naturalezza.
Ci sono divieti particolari nello spazio?
Non si possono portare alcolici né fumare. Ogni astronauta ha però diritto a un “bonus food”, una piccola quantità di cibo personale, purché rispetti requisiti rigorosi: niente materiali infiammabili o che producano gas. Gli italiani, con pizza e parmigiano, hanno contribuito a creare momenti di convivialità a bordo.
Parteciperebbe a una missione nello spazio?
Assolutamente sì. Abbiamo lavorato anche con Richard Branson al progetto dello spazioporto di Grottaglie, individuato come sito ideale per futuri voli commerciali suborbitali.

Il progetto “PoMonf Verde per Giovani”, dopo la splendida partenza da Lauriano, nel Torinese, con la giornata dedicata ad outdoor e surviving, organizzata con il coinvolgimento dell’associazione Pachamama Outdoor & Company, e con l’ottima pausa di prodotti a km 0, a cura della Pro Loco proseguirà il 17 maggio a Castagneto Po. Qui nasce una camminata inclusiva, un appuntamento senza barriere per permettere a tutti di vivere alcune ore a contatto con la natura e la biodiversità locale, scoprendo un percorso piacevole e accessibile a tutti. Il percorso sarà di 5 km, immerso nel verde della riserva naturale del Bosco del Vaj, è si rivolge a chiunque voglia condividere movimento, natura e cibo. Una guida specializzata stimolare il pubblico a vivere la natura attraverso i sensi per sentirsi in armonia sotto le foglie dei castagni, delle querce e dei faggi. L’esperienza è accompagnata da un laboratorio del gusto e del benessere. Il ritrovo è alle ore 10 in via Cuneo, a Castagneto Po, e il termine della manifestazione è previsto per le ore 13.
L’innovativa idea di promozione territoriale che si svolge sui Comuni del percorso di 54 km “Dal Po al Monferrato- Anello dei Boschi e del Romanico- Po Monf” è coordinata dal Comune di Castagneto Po e dalla Proloco di Casalborgone con il coinvolgimento del Consorzio intercomunale Socio Assistenziale C.I.S.A Gassino, di Hope Running APS e della Cooperativa Amica.
“Castagneto Po accoglie volentieri un progetto per i giovani – afferma il sindaco di Castagneto Danilo Borca- che in questa giornata avrà un’attenzione particolare per chi ha una disabilità. Il territorio si apre alle esigenze di tutti e il percorso scelto speriamo possa regalare ai partecipanti ore livrea contatto con la natura. Un’opportunità di riscoperta e valorizzazione della riserva naturale del Bosco del Vaj, ma anche una giornata dedicata alla sensorialità, ai sapori e all’amicizia senza barriere”.
Ai giovani che desidereranno partecipare all’intero progetto verrà rilasciata una apposita tesserina a punti con premiazione finale per coloro che avranno preso parte a sei appuntamenti.
“PoMonf Verde per Giovani” proseguirà poi il 21 giugno ad Albugnano, quando si andranno ad ammirare le stell3 nella notte del solstizio, il 5 luglio a San Sebastiano Po, con una passeggiata lungo il Po in un nuovo parco fluviale, il 26 luglio sarà la volta di Casalborgone con un workshop di Arte & Scienza, il 29 agosto a Morasengo Tonengo per gustare la biodiversità nel cibo, il 20 settembre a Berzano San Pietro a spasso nel bosco con le note della musica, il 27 settembre ad Aramengo sarà ospitata una giornata di surviving in natura. La conclusione del progetto avrà luogo il 17 ottobre a Casalborgone, con workshop finale e concerto.
Mara Martellotta
Domenica 10 maggio, dalle 10.30 alle 19, piazza Martiri della Libertà ospiterà la Festa del Volontariato: un’intera giornata per conoscere da vicino le realtà che operano sul territorio e che, ogni giorno, offrono servizi, supporto e occasioni di incontro alla cittadinanza. Oltre 22 associazioni, insieme ai Comitati di Quartiere e a numerose organizzazioni cittadine, saranno presenti con stand, attività e momenti di confronto aperti a tutti.
“Questa giornata rappresenta il cuore pulsante della nostra comunità,” dichiara l’Assessore alle Politiche Sociali e Volontariato, Silvia Romussi. “Vogliamo celebrare l’impegno quotidiano di chi si spende per gli altri, ma anche lanciare un messaggio forte sulla sostenibilità e il dono. Quest’anno, con il focus sul riuso e il recupero, dimostriamo che il welfare di comunità passa anche attraverso piccoli gesti consapevoli: scambiarsi un libro, un abito o recuperare cibo significa tessere legami che rendono la città più umana.”
Tra gli elementi che caratterizzano questa edizione, la presenza significativa di esperienze legate al riuso e al recupero, declinate in diversi ambiti: dal riutilizzo di abiti e libri allo scambio consapevole, fino alle iniziative contro lo spreco alimentare e ai progetti di valorizzazione delle eccedenze. Un insieme di pratiche che mette al centro sostenibilità, attenzione alle risorse e supporto reciproco.
Nel corso della giornata si alterneranno proposte per tutte le età, con spazi informativi dedicati anche ai servizi di welfare di comunità, del COS, AN.CO.RE. e Vol.To. Saranno presenti, tra gli altri, le cooperative sociali Chronos e Paradigma, protagoniste anche di momenti musicali nel pomeriggio e laboratori per bambini e Ovest Food Lab con iniziative sul recupero del cibo invenduto dei mercati, affiancate e da uno swap party dedicato al riuso e al ricircolo.
In collegamento con la Festa del Volontariato, sabato 9 e domenica 10 maggio piazza Portici ospiterà “Europizza Fest”, un appuntamento dedicato alla Festa dell’Europa promosso dal Comitato per i Gemellaggi, presente anche con uno stand in piazza Martiri durante la giornata di domenica.
“Volevamo che la Festa dell’Europa fosse un momento di gioia e condivisione per tutti, non solo una ricorrenza sul calendario,” commenta l’Assessore ai Gemellaggi, Dorotea Gribaldo. “Mettere letteralmente ‘le mani in pasta’ è il modo migliore per parlare di Europa ai bambini e alle famiglie. Con l’Europizza Fest portiamo in piazza l’amicizia che ci lega alle nostre città gemelle, usando il linguaggio semplice della convivialità per sentirci parte di una grande comunità che va oltre i nostri confini.”
Domenica mattina, a partire dalle ore 10.30, spazio ai più giovani con il laboratorio “Mani in pasta”, organizzato dall’associazione culturale no profit “Custodi del Grano”: bambini e bambine, dotati di grembiuli e cappelli, prepareranno pizze ispirate ai colori e ai simboli dell’Europa insieme al maestro pizzaiolo Luciano Sorbillo.
Nel corso dei pomeriggi sono previsti momenti di show cooking e intrattenimento musicale, mentre le serate animeranno la piazza con tre forni attivi e la partecipazione di tre pizzerie, per un momento conviviale aperto a famiglie e cittadini.
Proprio in questo contesto, e in occasione della Festa dell’Europa, prenderà forma anche un omaggio ai gemellaggi: a partire da una “Pizza Europa” ideata dal maestro Sorbillo, che ne definirà ingredienti e suggestioni ispirate alle città gemellate di Rivoli, le pizzerie proporranno proprie reinterpretazioni. Il maestro sarà inoltre presente per valutare le proposte dei pizzaioli, trasformando il tema dei gemellaggi in un’esperienza concreta e condivisa.