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L’estate in città non è mai stata così fresca: a Grugliasco arriva il “Sunday Lunch Park”

Sport, food e DJ set per trasformare il Parco Porporati in un’oasi urbana.

Giro di boa per la IV edizione di “R.Estate al Parco”, che arricchisce il suo calendario serale aprendo straordinariamente di giorno domenica 19 e 26 luglio.

Grugliasco (TO), 15 Luglio 2026 – Chi l’ha detto che per trovare relax, sport e divertimento a luglio bisogna per forza fuggire dalla città? La quarta edizione di “R.Estate al Parco Porporati – Luci, Note e Sapori”, giunta a metà del suo ricchissimo cartellone, lancia una novità assoluta per chi resta a casa: il SUNDAY LUNCH PARK.

Domenica 19 e domenica 26 luglio, dalle 11:00 alle 17:00, la magia che da oltre un mese illumina le notti grugliaschesi si accende anche di giorno. Un format innovativo pensato per le famiglie, i giovani e chiunque cerchi una vera e propria oasi urbana a ingresso gratuito.

All’ombra dei grandi alberi del parco si potrà pranzare gustando le proposte food & beverage della manifestazione, accompagnati da un’inconfondibile atmosfera chill. Ma il vero protagonista sarà l’intrattenimento, pensato per tutte le età:

  • Per gli sportivi: Un nuovissimo campo in erba per sfide all’ultimo punto a Green Volley e Calcio Tennis.

  • Per i più piccoli: Un’area baby dedicata per farli divertire (e far rilassare i genitori) con sabbia magica, piscina con palline colorate e un’area giochi ad acqua per rinfrescarsi.

  • Per le “Good Vibes”: Colonna sonora d’eccezione affidata all’energia di DJ Frisk di TOradio, che curerà la selezione musicale per tutto il pomeriggio.

Le sere d’estate continuano fino all’8 agostoIl “Sunday Lunch Park” si inserisce nel più ampio contenitore di “R.Estate al Parco”, progetto ideato e realizzato da Bis Eventi in collaborazione con SoulFood Music Factory, con il prezioso sostegno della Città di Grugliasco e della Società Le Serre.

Fino all’8 agosto, infatti, l’area verde di Via Tiziano Lanza continuerà a confermarsi il punto di riferimento dell’estate con oltre 50 giorni di eventi. Tutte le sere (fino a mezzanotte), il parco si trasforma in un suggestivo Garden of Lights: i tavoli in legno e i filari di lucine creano l’atmosfera di un “bosco incantato”, palcoscenico perfetto per un’offerta gastronomica trasversale e una proposta musicale eclettica. Dal rock al pop, dallo swing al jazz, passando per soul, RnB e le travolgenti serate caraibiche e sudamericane: un viaggio sonoro dalle mille e una nota.

INFORMAZIONI PRATICHE

  • Dove: Parco Porporati, Grugliasco (TO) – Ingresso Lato Sud (Via Tiziano Lanza).

  • Quando: Tutti i giorni fino all’8 agosto (fino a mezzanotte).

  • Eventi Speciali: Sunday Lunch Park Domenica 19 e 26 Luglio, ore 11:00 – 17:00.

  • Ingresso: Gratuito.

  • Programma completo: www.restatealparco.it

  • Infoline e Prenotazioni: 329.98.81.042 (attivo tutti i giorni dalle 11:00 alle 23:00)

Fare Anima. La Scuola Urbana continuativa raccontata in un documentario

 Un progetto di Scuoletta Montessori che unisce metodo Montessori, pedagogia all’aperto e vita comunitaria per sperimentare un diverso modo di apprendere

Portare la scuola fuori dalle aule e trasformare il territorio, la natura e la vita quotidiana in luoghi di apprendimento. È l’obiettivo di Fare Anima, il progetto educativo sviluppato da Scuoletta Montessori di Orbassano (TO), che integra il metodo Montessori con la pedagogia all’aperto attraverso l’esperienza della Scuola Urbana continuativa, proponendo un percorso nel quale gli studenti tra gli 11 e i 14 anni imparano attraverso l’esperienza diretta, la relazione con gli altri e il confronto con il mondo che li circonda. A raccontarlo è l’omonimo documentario realizzato dall’agenzia creativa Serotonina, che segue trenta adolescenti durante un periodo di vita comunitaria in un ecovillaggio. Il progetto nasce dalla convinzione che la crescita dei ragazzi non passi soltanto dall’apprendimento delle discipline scolastiche, ma anche dall’esperienza concreta, dall’autonomia e dalla capacità di costruire relazioni. Per questo il percorso educativo di Scuoletta Montessori affianca ai principi del metodo Montessori la pedagogia all’aperto, trasformando la città, i laboratori, gli spazi naturali e i luoghi della vita quotidiana in ambienti di apprendimento. La Scuola Urbana continuativa nasce proprio con questo obiettivo: permettere ai ragazzi di sperimentare direttamente ciò che studiano, mettendo in relazione conoscenze, esperienze e vita reale. Dopo i primi due anni di sperimentazione sul territorio torinese, il progetto ha compiuto un ulteriore passo con un’esperienza residenziale all’ecovillaggio LUMEN, in provincia di Piacenza. Qui 30 ragazzi, accompagnati da 5 educatori, hanno condiviso un periodo di vita comunitaria durante il quale studio, attività pratiche, gestione della quotidianità e relazioni sono diventati parte di un unico percorso formativo. È da questa esperienza che prende forma Fare Anima, espressione ispirata al pensiero di James Hillman e intesa come un invito a coltivare legami, autenticità, responsabilità e consapevolezza nella crescita delle nuove generazioni. A documentare questo percorso è il film diretto da Christian Torelli, direttore creativo di Serotonina, che ha scelto di seguire con la macchina da presa i gesti della quotidianità, le relazioni, le difficoltà e le scoperte dei ragazzi, senza costruire una dimostrazione teorica ma lasciando parlare l’esperienza stessa. Il documentario restituisce così uno sguardo dall’interno su un modello educativo che mette al centro la persona e considera la relazione parte integrante dell’apprendimento. Più che raccontare una scuola diversa, Fare Anima propone una riflessione sul significato stesso dell’educazione e sul ruolo che esperienze condivise, autonomia, natura e comunità possono avere nella formazione degli adolescenti. Il documentario diventa così la testimonianza di un percorso educativo che continua a evolversi e che, attraverso la Scuola Urbana continuativa, intende aprire nuove possibilità di apprendimento dentro e fuori la scuola. Il documentario sarà disponibile in streaming su Amazon Prime Video gratuitamente dal 21 luglio.

NOTE DI REGIA Questo docufilm non vuole dimostrare nulla. Vuole mostrare. Mostrare che è possibile un modo diverso di apprendere e crescere, dove la relazione conta quanto la conoscenza, dove le regole si reinventano per accogliere, dove ogni persona è vista come un essere umano, non un numero sul registro scolastico. Ho sentito l’urgenza di raccontare un’esperienza che mette al centro il valore dell’incontro, della trasformazione e dello sguardo autentico tra persone. Ragazze e ragazzi si sono ritrovati lontani da casa, fuori dai ritmi e dai ruoli della scuola tradizionale. Qui, senza banchi né campanelle, hanno imparato a conoscere sé stessi, a guardarsi negli occhi, a vivere pienamente. La macchina da presa ha seguito con delicatezza ogni gesto quotidiano: un abbraccio spontaneo, la timidezza che cede al coraggio, il silenzio di chi sente la nostalgia dei genitori e la gioia inattesa di imparare qualcosa di pratico. Fare Anima è un atto d’ascolto. È la prova che quando un’educazione incontra il cuore, può nascere qualcosa che va oltre la scuola.

SCUOLETTA MONTESSORI ORBASSANO

Il Progetto Fare Anima nasce dalla volontà di osservare e documentare il progetto di Scuola Urbana continuativa all’interno del piano educativo di Scuoletta Montessori, scuola parentale che ha il desiderio di poter offrire un percorso formativo/pedagogico ispirato a due metodi educativi differenti, il metodo Montessori e la pedagogia all’aperto che per i ragazzi dagli 11 ai 14 anni diventa “Scuola Urbana”. Infatti, mentre il metodo Montessori aiuta il ragazzo a sviluppare le sue naturali propensioni ad autogestirsi e auto-disciplinarsi acuendo la sua capacità di apprendere in modo spontaneo verso il mondo che lo circonda, la pedagogia all’aperto offre un modo alternativo e all’avanguardia per fissare attraverso l’esperienza pratica del mondo esterno e le percezioni che derivano da questo vissuto con saperi e informazioni in modo naturale. Oggi i ragazzi sono soggetti ad un forte rischio di inattività e sempre di più vivono all’interno delle loro case, delle palestre, delle biblioteche; questi sono luoghi importanti, ma non danno la possibilità di esperire il proprio corpo, i propri pensieri, la propria energia e i propri limiti in libertà, all’interno di una collettività, e in un ambiente naturale. Troppo spesso la tecnologia, il telefonino, la tv, le consolle ecc… allontanano i ragazzi dal mondo reale catapultandoli loro malgrado in un mondo “finto” e “patinato” che ha poco a che vedere con la realtà. Per questo nasce il progetto sperimentale di “Scuola Urbana”, una scuola di “strada” in cui l’educatore di riferimento sviluppa e approfondisce un argomento, facente parte del programma, portando i ragazzi nel mondo e dandogli la possibilità di apprendere stando all’interno di un laboratorio cittadino o naturale a seconda dei contesti. I ragazzi tra gli 11 e i 14 anni hanno ormai bisogno di toccare con mano l’ambiente che li circonda per potersi misurare con la realtà materica che incontrano e che offre loro l’opportunità di interiorizzare esperienze significative volte alla costruzione di un’identità e una personalità equilibrata. Dopo 2 anni di scuola Urbana sul territorio della provincia di Torino il team degli educatori e degli osservatori pedagogici del progetto decidono di superare una barriera territoriale e temporale, contattano il primo eco-villaggio, LUMEN a Piacenza, con l’idea di osservare gli effetti animici e pratici di questa esperienza, con l’idea che la Scuola Urbana continuativa potesse essere quella chiave per “Fare Anima” come insegna Hillman, cioè coltivare la profondità, i legami, il senso e l’autenticità delle esperienze nella vita di tutti i giorni, così da far radicare nei giovani, che diventeranno adulti, semi preziosi di umanità pacifica, collaborante, nella cura e capace di spendere un’energia non solo per sé ma per la collettività, il bene più prezioso.

CHRISTIAN TORELLI Direttore creativo, fondatore dell’agenzia Serotonina con sede a Torino, compositore, autore e frontman della rock band AVVOLTE. Da sempre interessato allo storytelling attraverso la narrazione visiva, ha lavorato alla realizzazione di numerosi flash mob e videoclip musicali, affrontando temi sociali come le morti bianche, la violenza domestica e i profughi di guerra. Nel 2023 ha realizzato un docufilm per Fondazione Lavazza, raccontando la vita e la dignità dei coltivatori di caffè in Repubblica Dominicana. Parallelamente all’attività artistica e imprenditoriale, è docente di comunicazione e storytelling presso l’Istituto Europeo di Design, il Politecnico e la Facoltà di Economia di Torino, dove promuove una visione umana e relazionale del progetto comunicativo. Fare Anima rappresenta per Torelli un’estensione naturale del suo percorso: un’indagine visiva che intreccia intimità e identità collettiva, nel tentativo di restituire senso e connessione in un tempo frammentato. SEROTONINA Serotonina è l’agenzia creativa più felice d’Italia. Con sede a Torino, è attiva nei campi della comunicazione strategica, del marketing, degli eventi, del web, dell’identità visiva, della fotografia, del podcast, dell’ufficio stampa e della produzione video. Nel corso degli anni ha costruito un percorso che spazia dal mondo istituzionale a quello culturale al terzo settore, lavorando con realtà come Fondazione Lavazza, OVS, Politecnico di Torino, Università di Torino, Unione Industriali Torino e tanti altri. Nel tempo l’agenzia ha attraversato linguaggi diversi — dallo storytelling aziendale ai contenuti per i social media, dagli spot pubblicitari ai documentari di impatto sociale — restando fedele a un’unica idea di fondo: trasformare idee, valori e obiettivi in produzioni capaci di coinvolgere il pubblico, non solo di attraversarlo per qualche secondo. Una buona comunicazione non si limita a essere vista: deve lasciare qualcosa.

I 150 anni della linea Torino-Lanzo e i 110 della tratta Lanzo-Ceres

Si è tenuta nei giorni scorsi la conferenza stampa di presentazione del fitto calendario di eventi e viaggi storici volti a celebrare due tappe miliari della storia ferroviaria e culturale della Regione: i 150 anni della linea Torino-Lanzo e i 110 anni della tratta Lanzo-Ceres.  All’incontro con i media hanno preso parte l’Assessore al Turismo della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, l’Assessore al Patrimonio e Fondi di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale e l’Assessore ai Trasporti Marco Gabusi.

L’iniziativa, promossa in sinergia con la Fondazione FS Italiane e i Comuni della Torino-Ceres, è finanziata nell’ambito del Programma operativo complementare 2014-2020 (POC Piemonte).  L’obiettivo delle istituzioni è rilanciare e far riscoprire lo straordinario patrimonio paesaggistico, storico ed enogastronomico delle Valli di Lanzo attraverso l’emozione di un viaggio a bordo di carrozze d’epoca. Annunciata, anche, la data di ripristino della tratta di linea fino alla stazione di Ceres (oggi il treno, infatti, ferma come ultima stazione della percorrenza a Germagnano) prevista per il prossimo 12 settembre.

Il Calendario degli Eventi e dei Treni Storici

Il programma prevede tre date speciali durante il periodo estivo, con partenze dalla stazione di Torino Porta Nuova:

  • 26 luglio: Treno storico Torino Porta Nuova – Lanzo Torinese, alla scoperta della prima tratta inaugurata 150 anni fa;
  • 9 e 23 agosto: Treno storico Torino Porta Nuova – Ceres, con le caratteristiche stazioni in stile liberty e svizzero lungo la tratta, simbolo di questa linea ferroviaria.

Le attività a terra

Per ciascuno degli appuntamenti, l’esperienza di viaggio sarà arricchita da un ampio programma culturale e di intrattenimento che coinvolgerà i borghi e le comunità locali:

Itinerari guidati: Visite alle storiche stazioni ferroviarie, ai percorsi espositivi interni, alle aree museali esterne e all’esposizione statica di cimeli e materiale rotabile della Torino-Ceres.

Cultura e monumenti: Tour guidati alla scoperta dei borghi storici, dei musei e dei monumenti simbolo del territorio.

Mostre e divulgazione: Mostre fotografiche e presentazioni dedicate alla storia della ferrovia e alla sua profonda interconnessione con lo sviluppo delle valli.

Spettacoli: Momenti di intrattenimento con performance di danza, teatro e musica dal vivo.  Sapori locali: Mercatini dei produttori del territorio, dove sarà possibile degustare e acquistare le specialità tipiche delle Valli di Lanzo.

“Gli eventi che sono stati organizzati con il coinvolgimento di Ferrovie dello Stato e i Comuni rappresentano un degno contributo alla ricca storia di questa tratta ferroviaria – spiega l’Assessore al Patrimonio Vignale – non sono solamente un evento fine a sé stesso, ma una prima vera valorizzazione delle stazioni e delle tratte ferroviarie che l’ente ha dal 2024 ricevuto in proprietà. L’intenzione è di mettere a frutto questo patrimonio storico, culturale ed architettonico attraverso il riutilizzo delle stazioni e dei caselli ferroviari lungo la tratta e di creare un circuito di treni storici su queste linee. Un’iniziativa che realizziamo in collaborazione con il territorio. Dai Comuni, alle associazioni e ai privati, della quale le celebrazioni per i 150 e 110 anni della Torino-Ceres-Lanzo sono il primo ed importante tassello”.

Sottolinea l’assessore al Turismo Bongioanni: “La linea Torino-Lanzo-Ceres è una delle più belle ferrovie storiche che arricchiscono il patrimonio del Piemonte con la sua straordinaria potenzialità turistica. Fra l’Unità d’Italia e il trionfo del Liberty, era la strada ferrata che collegava la grande città con le località di villeggiatura che la borghesia benestante abbelliva di ville e dove cercava ristoro dalla calura. Ma era al tempo stesso un’infrastruttura che connetteva valli e terre alte altrimenti remote e isolate alla capitale dei commerci e dell’industria, generando sviluppo e benessere sui territori stessi. Le stazioni della Torino-Ceres disseminate lungo la linea sono piccoli capolavori di architetture fiabesche in pietra, cotto e legni, e scandiscono un percorso di avvicinamento a una montagna incantata e tuttora preservata dall’overtourism. Questa storia, e le tante che essa porta con sé, da oggi diventano un’opportunità da vivere come emozione, evasione, riscoperta, racconto e ammirazione. Per questo treni e ferrovie storiche sono uno dei patrimoni del Piemonte su cui enti pubblici e impresa privata devono sempre più fare sistema per offrire un prodotto oggi più che mai attuale per tutti coloro che rifuggono il mordi-e-fuggi e cercano un turismo lento, a misura di famiglia, a contatto con il paesaggio e la natura, e alla scoperta delle nostre straordinarie tradizioni locali dal folclore all’enogastronomia”.

L’Assessore ai Trasporti Gabusi dichiara: “La linea Torino-Lanzo-Ceres tornerà al servizio commerciale il prossimo 12 settembre. Le celebrazioni per i 150 anni della tratta Torino-Lanzo e i 110 anni della Lanzo-Ceres sono importanti perché ci ricordano la storia di questa infrastruttura, così come le iniziative che in questi anni di sospensione del servizio hanno mantenuto viva l’attenzione e l’affetto verso questa ferrovia. In questi anni, abbiamo lavorato con determinazione affinché il ripristino del servizio diventasse realtà; la riapertura fino a Ceres rappresenta un altro tassello nel percorso di rilancio del trasporto ferroviario piemontese, che nel corso di questo mandato ci ha già consentito di rimettere in esercizio linee strategiche come la Asti-Alba, la Casale-Mortara e la Cuneo -Savigliano, restituendole ai territori e alle loro comunità. Oggi celebriamo una storia lunga oltre un secolo, ma soprattutto guardiamo al futuro di un’infrastruttura che tornerà a essere un motore di mobilità, sviluppo e valorizzazione turistica delle Valli di Lanzo”

Una ferrovia pionieristica: Breve storia della Torino-Ceres 

La linea Torino-Ceres non è soltanto una fondamentale infrastruttura di collegamento, ma rappresenta una vera e propria eccellenza nella storia dell’ingegneria mondiale.  La sua epopea comincia nella seconda metà dell’Ottocento: il primo tratto da Torino (Ponte Mosca) a Venaria Reale venne inaugurato nell’aprile del 1868, per poi raggiungere Cirié nel 1869. La prima grande ricorrenza che si celebra quest’anno risale al 20 luglio 1876, giorno in cui i binari arrivarono ufficialmente a Lanzo Torinese, aprendo le porte del capoluogo alle valli montane.  Il completamento definitivo dell’opera avvenne quarant’anni più tardi: il 17 giugno 1916 fu inaugurata l’ardita tratta montana fino a Ceres. Questa sezione richiese imponenti opere ingegneristiche (come il viadotto di Ceres) e la costruzione di stazioni in perfetto stile alpino svizzero, uniche nel loro genere in Piemonte.  Oltre ai primati costruttivi, la linea detiene un record mondiale assoluto: nel 1921 divenne la prima ferrovia d’Europa in servizio passeggeri ad adottare la trazione elettrica a corrente continua ad alta tensione (4000 volt), un primato tecnologico studiato a livello internazionale. Teatro di importanti pagine della Resistenza partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale e sopravvissuta a devastanti alluvioni nel corso del Novecento, la linea è stata recentemente ammodernata e, dal gennaio 2024, è entrata a far parte integrante del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM), collegando direttamente le Valli e l’aeroporto di Caselle con il cuore della rete ferroviaria nazionale a Torino Porta Susa. È parte, anche, dell’IFN (Infrastruttura Ferroviaria Nazionale) dal momento che è interconnessa alla rete di RFI.

Un ringraziamento a Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), che in collaborazione con la nostra Regione sta ammodernando la linea ferroviaria adeguandola ai moderni standard ferroviari con i lavori svolti lungo la tratta per ripristinare la percorrenza fino a Ceres. I treni storici di questa estate rappresentano quindi un invito unico a salire a bordo della storia, celebrando oltre un secolo di binari tesi tra la pianura torinese e le vette delle Alpi Graie.

Visita il sito ufficiale dedicato: https://www.visitpiemonte.com/treno-storico-torino-lanzo-ceres-150-di-ferrovia  (l’acquisto dei biglietti sarà possibile dalle 18 di oggi)

Dal 25 luglio operativa anche la telecabina Sestriere-Fraiteve

VIALATTEA

Si amplia l’offerta estiva degli impianti di risalita per vivere la montagna in quota

La stagione estiva di Vialattea è già iniziata con l’apertura della seggiovia Sportinia di Sauze d’Oulx, in funzione dalla fine di giugno. A partire da sabato 25 luglio sarà operativa anche la telecabina Sestriere-Fraiteve, andando ad arricchire l’offerta estiva di Vialattea dedicata agli amanti della montagna, dell’escursionismo e della mountain bike.

L’impianto consentirà di raggiungere comodamente la cima del Monte Fraiteve, a quota 2.700 metri, punto di partenza privilegiato per escursioni panoramiche, itinerari naturalistici e percorsi dedicati ai biker. Ma la salita in quota rappresenta anche un’esperienza ideale per chi desidera semplicemente trascorrere qualche ora immerso nella natura, ammirare gli splendidi panorami alpini e godere delle piacevoli temperature che caratterizzano l’alta montagna durante l’estate. La telecabina permette inoltre di scendere anche alla stazione intermedia, situata a 2.300 metri di quota, dove è allestita un’area picnic immersa in uno splendido contesto alpino: una vera e propria terrazza panoramica naturale affacciata su Sestriere, ideale per concedersi una pausa, rilassarsi e godere di una vista che spazia sulle cime circostanti.

L’apertura della telecabina Sestriere-Fraiteve si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione dell’offerta turistica estiva di Vialattea, realizzato in collaborazione con i Comuni di Sestriere e Sauze d’Oulx, i rispettivi Consorzi Turistici e Turismo Torino e Provincia, con l’obiettivo di promuovere una fruizione della montagna sempre più completa e accessibile.

Dal 1° agosto il servizio sarà ulteriormente ampliato con l’apertura della seggiovia Nube d’Argento a Sestriere Borgata e della seggiovia Rocce Nere a Sauze d’Oulx, completando così la rete di impianti di risalita a disposizione di escursionisti, biker e di tutti coloro che desiderano vivere la montagna in quota anche in estate.

Gli impianti saranno aperti tutti i giorni con orario continuato dalle 9.30 alle 17.00, secondo il seguente calendario:

Seggiovia Sportinia (Sauze d’Oulx): aperta fino al 30 agosto

Telecabina Sestriere-Fraiteve (Sestriere): dal 25 luglio al 23 agosto

Seggiovia Nube d’Argento (Sestriere Borgata): dall’1 al 23 agosto

Seggiovia Rocce Nere (Sauze d’Oulx): dall’1 al 23 agosto

Il porto dei pirati

Da sabato 18 luglio a domenica 9 agosto

AREA12 Shopping Center – Torino

Il centro commerciale si prepara ad ospitare un’ambientazione a tema pirata che diventerà set di gioco per i bambini per tutti i giorni della settimana.

Nella piazzetta centrale interna, con il fresco dell’aria condizionata, saranno allestite quattro aree guidate da animatori professionisti dove si metteranno alla prova i piccoli visitatori del centro: il mare, l’isola del tesoro, l’assalto al vascello ed il gioco dei pirati.

Il fascino dei pirati non ha tempo né età: il mare, un tesoro da scoprire e l’isola che non c’è. Questo lo scenario che attende i più piccoli per l’estate ad Area 12 Shopping Center, da sabato 18 luglio fino a domenica 9 agosto. Il centro commerciale si prepara ad ospitare un’ambientazione a tema pirata che diventerà set di gioco per i bambini per tutti i giorni della settimana:

dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle 19; sabato e domenica dalle ore 10 alle 14 e dalle 15 alle 19.

Nella piazzetta centrale interna, con il fresco dell’aria condizionata, saranno allestite quattro aree guidate da animatori professionisti dove si metteranno alla prova i piccoli visitatori del centro: il mare, l’isola del tesoro, l’assalto al vascello ed il gioco dei pirati. Nel mare, allestito con tante palline blu in cui tuffarsi, i bambini pescheranno con dei retini gli oggetti preziosi dispersi nelle onde durante la tempesta, arricchendo il tesoro dei pirati. Per poi scavare nelle vasche di sabbia dell’isola e trovare, grazie a piccoli strumenti di setaccio, monete e gemme da riporre sempre nel baule del tesoro. Nell’assalto al vascello si lanceranno in allegria palline di gommapiuma verso la nave nemica per vincere la battaglia e aggiudicarsi il premio di marinaio con la mira migliore. Infine nel gioco dei pirati si affronteranno le sfide per raggiungere il forziere e vincere il tesoro.

Il percorso, in cu si procede lanciando un dado speciale, è composto da tante caselle su cui saltare come su delle zattere nel mare. E ogni casella nasconde una sfida, un gioco o un indizio verso l’obiettivo: ricevere il certificato di vero pirata. La partecipazione all’attività, totalmente gratuita, consentirà un momento di relax per tutta la famiglia: mentre i bambini saranno impegnati a giocare, genitori o parenti potranno dedicarsi alle proprie spese nel centro. Gaetano Maugeri, Direttore di Area12 Shopping Center, racconta: “In questa caldissima estate abbiamo voluto offrire alle famiglie un momento di ristoro all’interno del centro. Per consentire ai bimbi di potersi divertire

 

Area12 Shopping Center
Strada Altessano 141 – Torino

Estate e sicurezza alimentare

Come prevenire i rischi legati a una non corretta conservazione degli alimenti

Durante i mesi estivi, le alte temperature favoriscono la proliferazione di batteri e altri microrganismi che possono contaminare gli alimenti e aumentare il rischio di malattie trasmesse dagli alimenti. Per questo motivo è importante prestare particolare attenzione non solo alla scelta dei prodotti, ma anche al loro trasporto, alla conservazione e alla preparazione.

La sicurezza alimentare non dipende infatti soltanto dai controlli lungo la filiera produttiva, ma anche dai comportamenti adottati ogni giorno nelle nostre case. Basta una conservazione non corretta o un’interruzione della catena del freddo perché un alimento sicuro possa perdere rapidamente le proprie caratteristiche di qualità e sicurezza.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno milioni di persone nel mondo contraggono malattie trasmesse dagli alimenti, molte delle quali potrebbero essere evitate seguendo semplici regole di igiene e conservazione.

I cinque principi per alimenti più sicuri

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato cinque semplici comportamenti che consentono di ridurre in modo significativo il rischio di contaminazione degli alimenti.

Scegliere alimenti sicuri e controllare le confezioni

Al momento dell’acquisto è importante verificare la data di scadenza, l’integrità delle confezioni e il corretto stato di conservazione dei prodotti refrigerati o surgelati. Confezioni gonfie, ammaccate, aperte o con evidenti alterazioni devono essere evitate.

Mantenere la catena del freddo

I prodotti refrigerati e surgelati dovrebbero essere acquistati per ultimi e trasportati in borse termiche, soprattutto durante l’estate.

Anche a casa è importante regolare correttamente il frigorifero (circa 4 °C), non sovraccaricarlo e riporre gli alimenti nei ripiani più adatti. I cibi cotti non devono essere lasciati a lungo a temperatura ambiente prima di essere refrigerati.

Curare l’igiene

Lavare accuratamente le mani prima di preparare gli alimenti, pulire regolarmente superfici, frigorifero, utensili e taglieri e utilizzare spugne e canovacci puliti rappresentano semplici gesti che riducono il rischio di contaminazione.

Particolare attenzione va riservata anche al lavaggio di frutta e verdura da consumare crude.

Cuocere correttamente gli alimenti

Una cottura completa elimina gran parte dei microrganismi pericolosi. Carni, pollame e preparazioni a base di carne devono essere ben cotte anche nella parte centrale.

Separare alimenti crudi e cotti

Carni crude, pesce, uova e altri alimenti da cuocere devono essere sempre tenuti separati dagli alimenti pronti al consumo. È buona norma utilizzare taglieri diversi ed evitare il contatto tra liquidi provenienti dagli alimenti crudi e altri cibi.

Attenzione anche dopo l’apertura

Un errore frequente riguarda la conservazione degli alimenti confezionati dopo l’apertura.

Prodotti come tonno, sgombri, sardine e altre conserve, una volta aperti, devono essere trasferiti in contenitori idonei, conservati in frigorifero e consumati in tempi brevi, seguendo sempre le indicazioni riportate in etichetta. Anche conserve a base di carne o latte richiedono particolare attenzione dopo l’apertura.

Piccoli gesti, grandi risultati

Conservare e preparare correttamente gli alimenti è uno dei modi più efficaci per prevenire molti problemi di salute legati al consumo di cibi contaminati. Bastano pochi accorgimenti quotidiani per vivere con maggiore serenità i mesi estivi e proteggere la salute propria e della propria famiglia.

Link utili

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/veterinaria-salute-alimentare/acquista-bene-conserva-meglio

Dolore all’anca a Torino: quando è un problema da non trascurare (e a chi rivolgersi)

Informazione promozionale

Non tutti i dolori all’anca sono uguali: alcuni si risolvono con la fisioterapia, altri richiedono l’ortopedico. Capire la causa in tempo è ciò che fa la differenza tra un recupero rapido e una limitazione che si trascina.

 

Info: www.ortoclinic.eu

IN COLLABORAZIONE CON ORTOCLINIC

Per i casi che richiedono la chirurgia dell’anca e del bacino, Equilibrium collabora con il team di ortopedici di Ortoclinic: otto chirurghi torinesi iper-specializzati in anca, bacino, ginocchio, spalla e traumatologia. Un unico percorso coordinato: dall’inquadramento diagnostico dello specialista all’eventuale intervento, fino alla riabilitazione fisioterapica.

 

 

Un’articolazione che regge tutto il corpo

L’anca è l’articolazione che unisce il femore al bacino e sostiene gran parte del peso corporeo in ogni passo, movimento e cambio di posizione. Quando fa male, il dolore può presentarsi all’inguine, al gluteo, alla parte esterna della coscia o irradiarsi verso il ginocchio, e spesso si accompagna a rigidità e difficoltà a camminare, salire le scale o allacciarsi le scarpe.

Il dolore all’anca non è una diagnosi: è un sintomo, e dietro lo stesso fastidio possono nascondersi cause molto diverse. L’artrosi dell’anca (coxartrosi) è tra le più frequenti dopo i 50 anni — a livello globale l’artrosi è la malattia articolare più comune e interessa circa un adulto su quattro oltre i 45 anni. Ma nei più giovani e negli sportivi il dolore ha spesso altre origini, come il conflitto femoro-acetabolare o le tendinopatie dei glutei.

 

I segnali da non ignorare

La maggior parte dei dolori all’anca ha origine muscolo-scheletrica e risponde bene a un percorso mirato. Alcuni sintomi, però, richiedono una valutazione medica tempestiva. È bene rivolgersi al pronto soccorso o al proprio medico in presenza di:

  • dolore intenso e improvviso dopo una caduta o un trauma, con impossibilità a caricare il peso sulla gamba
  • deformità evidente dell’arto, gamba accorciata o ruotata verso l’esterno (possibile frattura)
  • febbre associata a dolore e gonfiore dell’articolazione
  • dolore notturno persistente che non si allevia con il riposo
  • storia recente di tumore o perdita di peso inspiegata associata al dolore

Perché non tutti i dolori all’anca sono uguali

Distinguere l’origine del problema è ciò che permette di scegliere il trattamento corretto. Le cause più comuni sono: la coxartrosi, cioè l’usura della cartilagine articolare, tipica dell’età adulta e avanzata; il conflitto femoro-acetabolare (FAI), un contatto anomalo tra testa del femore e acetabolo che è una causa frequente di dolore nei giovani e negli adulti attivi; la sindrome del grande trocantere, ovvero le tendinopatie e le borsiti della parte esterna dell’anca; e le fratture, in particolare del femore e del bacino, spesso legate a traumi o a osteoporosi negli anziani. In molti casi la componente è mista, ed è proprio per questo che una valutazione accurata fa la differenza.

Attenzione: non tutto il dolore all’anca è “anca”

Diverse condizioni possono simulare un problema dell’anca e richiedono trattamenti completamente diversi: una lombalgia o una sciatica che si irradiano verso il gluteo e la coscia, disturbi della colonna, tensioni miofasciali. Allo stesso modo, un vero problema articolare dell’anca a volte viene scambiato per un banale “strappo”. Una valutazione precisa nelle prime fasi evita mesi di terapie mirate sul bersaglio sbagliato.

Gli errori più comuni

Molti pazienti, in buona fede, peggiorano la situazione. Gli sbagli più frequenti:

  • aspettare che “passi da sola”, con il rischio che il dolore si cronicizzi
  • ridurre drasticamente il movimento, con perdita di forza e rigidità dell’articolazione
  • affidarsi a esercizi generici trovati online, alcuni dei quali sovraccaricano l’anca
  • uso ripetuto di antidolorifici senza una valutazione della causa
  • rimandare la visita ortopedica quando invece servirebbe un approfondimento

Un approccio multidisciplinare: fisioterapia e ortopedia insieme

Le linee guida internazionali NICE (NG226, 2022) raccomandano per l’artrosi di anca e ginocchio un approccio conservativo di prima linea basato su esercizio terapeutico, educazione del paziente e controllo del peso, riservando i farmaci e la chirurgia ai casi che non rispondono. Per il conflitto femoro-acetabolare, il consenso internazionale (Warwick Agreement, 2016) prevede un percorso che va dalla riabilitazione alla chirurgia artroscopica a seconda del quadro.

È qui che conta la struttura di un centro multidisciplinare. Equilibrium segue la persona con un team di oltre 25 fisioterapisti su quattro sedi tra Torino, Venaria Reale e Collegno. Per i quadri che richiedono un parere specialistico o un’eventuale indicazione chirurgica, Equilibrium collabora con il team di ortopedici di Ortoclinic (ortoclinic.eu), studio torinese che riunisce otto chirurghi iper-specializzati in anca, bacino, ginocchio, spalla e traumatologia, con esperienza pluriennale nei maggiori centri traumatologici della città. Il punto di partenza è sempre la diagnosi medica: l’inquadramento della causa spetta all’ortopedico o al fisiatra, che escludono anche le condizioni che richiedono altri accertamenti. Su questa base il fisioterapista esegue la valutazione funzionale e imposta il percorso di riabilitazione, in coordinamento con lo specialista. Il confronto con gli ortopedici di Ortoclinic permette di definire insieme se la strada è conservativa o chirurgica e come impostare la riabilitazione prima e dopo un eventuale intervento, senza che la persona venga rimbalzata da un professionista all’altro.

Torino è del resto un punto di riferimento nella chirurgia dell’anca e del bacino. Come raccontato da La Stampa, proprio al CTO di Torino, nel luglio 2026, è stato eseguito il primo intervento in Italia per una frattura del bacino con una tecnica endoscopica mini-invasiva innovativa: attraverso tre piccole incisioni e una telecamera di pochi millimetri, con minori complicanze e tempi di recupero molto rapidi, tanto che il paziente può tornare a camminare già il giorno dopo l’operazione. È il segno di quanto, anche nei casi complessi, il coordinamento tra chirurgia avanzata e riabilitazione mirata sia oggi decisivo.

Un caso reale

Una paziente di 58 anni si è rivolta al centro per un dolore all’inguine destro presente da mesi, che peggiorava dopo lunghe camminate e nel salire le scale. Aveva ridotto molto l’attività fisica, con conseguente perdita di forza. La visita ortopedica ha diagnosticato un’artrosi iniziale; su questa base la valutazione funzionale del fisioterapista ha evidenziato una riduzione della mobilità dell’anca e un deficit di forza. Il percorso ha unito esercizio terapeutico progressivo, terapia manuale e un programma di rinforzo dei glutei, con indicazioni per la vita quotidiana. Nel giro di alcune settimane il dolore si è ridotto e la paziente è tornata a camminare con maggiore sicurezza, mantenendo monitorata la situazione con lo specialista.

Quando rivolgersi a uno specialista

Intervenire nelle prime settimane, quando il dolore all’anca persiste o limita i movimenti quotidiani, permette di ridurre i tempi di recupero, mantenere la forza e la mobilità dell’articolazione ed evitare la cronicizzazione. Il primo passo è sempre una valutazione medica — ortopedica o fisiatrica — per capire da cosa dipende davvero il dolore; su quella diagnosi il percorso fisioterapico può poi essere impostato in modo mirato.

 

Domande frequenti

Il dolore all’anca passa da solo?

Dipende dalla causa. Alcune infiammazioni transitorie migliorano, ma quadri come l’artrosi o il conflitto femoro-acetabolare tendono a non risolversi senza un percorso mirato e, se trascurati, possono peggiorare.

Come capisco se il dolore viene dall’anca o dalla schiena?

Non sempre è intuitivo: un dolore all’inguine orienta verso l’anca, uno che scende dietro la coscia può venire dalla colonna. Solo una valutazione clinica con test specifici distingue con precisione l’origine.

Serve sempre la protesi?

No. La protesi d’anca è indicata solo nei casi di artrosi avanzata che non rispondono al trattamento conservativo. L’indicazione è sempre posta dallo specialista dopo la valutazione clinica; nella maggior parte dei casi, prima di arrivare alla protesi, si percorre la strada conservativa con esercizio terapeutico e terapia manuale.

Meglio riposo o movimento?

Il riposo assoluto prolungato è sconsigliato: indebolisce i muscoli che stabilizzano l’anca. Un’attività controllata e guidata, nella maggior parte dei casi, favorisce il recupero.

Dolore all’anca che non passa? Capire la causa è il primo passo

Se il dolore all’anca persiste, limita i movimenti o peggiora sotto sforzo, una valutazione medica (ortopedica o fisiatrica) permette di individuarne l’origine; il percorso fisioterapico, impostato su quella diagnosi e in coordinamento con lo specialista, aiuta poi a recuperare.

  • Prenota una valutazione fisioterapica personalizzata
  • Un percorso impostato sulla diagnosi dello specialista
  • Percorso coordinato fisioterapia–ortopedia per i casi che lo richiedono

    Approfondisci qui: https://equilibrium-mole.eu/dolore-anca-torino/

Nota informativa — Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Per una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato è necessaria una valutazione clinica diretta. Riferimenti: NICE Guideline NG226 “Osteoarthritis in over 16s” (2022); Griffin DR et al., The Warwick Agreement on femoroacetabular impingement syndrome, Br J Sports Med 2016. Riferimento di cronaca: La Stampa, 12 luglio 2026, primo intervento in Italia al CTO di Torino per frattura del bacino in endoscopia. Link: https://www.lastampa.it/torino/2026/07/12/news/frattura_bacino_anca_operazione_endoscopica_cto-15687830/

Una visita al parco “lo Gnekko”

A GABIANO (AL) DOMENICA 19LUGLIO

Eun modo per stare vicino all’Associazione che ha bisogno di aiuto “Economico e Morale”.               Lo scorso 2 Giugno hasubito ingenti danni a causa di una tromba d’aria; non solo alla struttura ma anche agli animali fra i quali Rino, un docile asinello.

Cosa troverete domenica 19 Luglio 2026?

Un ambiente immerso nella natura, bancarelle di espositori con i loro prodotti artigianali, una atmosfera rilassante impreziosita da Musica di sottofondo. Potrete vedere di persona i 51 Alberi adottati nei primi 10 anni di attività nel «Parco dello Gnekko», una speciale realtà di oltre tre ettari di biodiversità naturale bonificata a partire dal 2016 con la piantumazione di oltre 400 piante nel corso degli anni. Tutte le piante sono state messe a dimora con l’intento di donare un nuovo equilibrio, del tutto naturale, per potere ospitare le specie di animali presenti nel territorio e di passaggio durante le migrazioni.

Stiamo riuscendo a fare tutto ciò grazie alle donazioni che regolarmente riceviamo e grazie al contributo del 5×1000 (il nostro codice fiscale: 91032730060).

Ma un contributo importante (51 adozioni!) è arrivato tramite l’iniziativa “Adotta un Albero” che per ogni donazione di 30,00€ permette di attribuire un soprannome ad una pianta. Abbiamo optato per il soprannome perché lo scopo è quello di sensibilizzare e non di alimentare l’ego delle persone e in questo modo chi ha fatto la donazione potrà riconoscere la propria pianta che sarà un simbolo di riconoscenza a Madre Terra pere la generosa ospitalità che ci riserva.

I punti principali del programma del 19 Luglio

Alle ore 14:30 si terrà un incontro «Lumax», il nostro percorso di crescita interiore, dove tratteremo argomenti interessantissimi inerenti linfluenza della nostra mente sulle malattie e sulla guarigione da punto di vista spirituale.
Dalle ore 15:30 alle ore 17:00 Festeggiamenti per i 10 anni di Attività e per Compleanni dei Soci nati in Luglio  
Durante la giornata, fin dalle 09:30, ci saranno le normali attività degli eventi “Albero dei Talenti”, legate ai talenti, al benessere personale ed alla scoperta di nuovi metodi di crescita personale semplici e potenti.

 

Attività nell’ambito sociale:

Per quanto riguarda le attività di utilità sociale, siamo impegnati a sensibilizzare il riciclo ed il baratto tramite il nostro mercatino «Zyrco» che permette ai nostri soci e sostenitori di ottenere grandissimi vantaggi materiali senza l’utilizzo di alcuna moneta ed allo stesso tempo permette di ridare vita ad oggetti che erano riposti inutilizzati in uno scatolone.

Potete ottenere altre informazioni dalla pagina Facebook dell’Associazione:  https://www.facebook.com/Lo.Gnekko/                    Per conto dell’Associazione Lo Gnekko

oppure telefonicamente al numero 351.5095350        

L’Addetto Stampa​​​​​​​​​​​

Donato Parrino