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Torino Matsuri, presidio sociale e culturale

Domenica 5 luglio 2026 si è svolta l’ultima giornata dell’undicesima edizione dell’ormai tradizionale manifestazione di cultura, folklore e sport giapponesi Torino Matsuri, che quest’anno ha raddoppiato non solo le presenze, ma anche le attività, gli stand, i talk, le presentazioni e gli spettacoli, confermandosi sempre più un presidio territoriale dal punto di vista sociale, educativo, culturale e sportivo.

Anche la presenza delle istituzioni è stata particolarmente numerosa e qualificata. La manifestazione è stata onorata dalla partecipazione del Console Generale Aggiunto del Giappone a Milano, Mitsuhiro Wada, che ha aperto i saluti istituzionali ponendo l’accento sui riconoscimenti ottenuti dall’Associazione Yōshin Ryū da parte del Ministero degli Affari Esteri del Giappone. A seguire, fra gli altri, è intervenuto il Vicepresidente della Regione Piemonte e Assessore Maurizio Marrone, il quale ha sottolineato come il taglio culturale dato all’evento dall’Associazione Yōshin Ryū, organizzatrice della manifestazione, abbia sempre incontrato la sua stima e anche la sua simpatia per la capacità di coniugare perfettamente valori tradizionali, innovazione, apertura e creatività.

A nome del Consiglio Comunale di Torino è intervenuta la Presidente del Consiglio, Maria Grazia Grippo, ricordando come ricorrano i 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Giappone e Italia e come i rapporti tra i due Paesi, da sempre floridi, siano particolarmente solidi in questo momento storico. Ha inoltre colto l’occasione per ricordare il ventesimo anniversario del gemellaggio tra le città di Torino e Nagoya, in occasione del quale, tra l’altro, l’Associazione Yōshin Ryū ha partecipato ai festeggiamenti svoltisi presso il Polo del ‘900 lo scorso dicembre.

Successivamente è intervenuto il Presidente della Circoscrizione 7, Gian Luca Deri, che, da padrone di casa, ha evidenziato l’eccezionalità del lavoro svolto e dei risultati raggiunti dalla Yōshin Ryū, capace di trasformare in un luogo di accoglienza e di proposte positive un’area che, con ogni probabilità, sarebbe altrimenti stata abbandonata all’incuria, se non all’illegalità. Per questi motivi ha ringraziato i rappresentanti delle istituzioni, esprimendo un particolare apprezzamento per l’attenzione riservata a un progetto di questo tipo da parte della Fondazione CRT, della sua Presidente, la Professoressa Anna Maria Poggi, e del consigliere Giampiero Leo che, ha aggiunto Deri, «pur cambiando incarichi, non ha mai smesso di esserci vicino e sostenerci, fin quasi dai tempi di Cavour».

L’ultimo intervento, quello del Coordinatore della Commissione Cultura della Fondazione CRT, Giampiero Leo, si è incentrato sul fatto che l’esperienza della Yōshin Ryū e del progetto portato avanti da anni al Parco Crescenzio rappresentino non solo un’iniziativa meritoria sotto tutti gli aspetti – sociali, culturali e aggregativi – ma anche un caso talmente virtuoso da non aver mai suscitato dubbi, neppure tra le forze politiche più distanti, circa il valore del lavoro svolto. Lo stesso Leo si è inoltre interrogato sul perché il criterio della costruzione del bene comune, al di là di faziosità e ideologismi, non possa essere riproposto anche in altri ambiti, con un sicuro vantaggio per l’intera società.

Ha concluso l’incontro, affiancato dalla vicepresidente dell’Associazione Culturale Yoshin Ryū, Giada Turtoro, il Presidente e fondatore dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Yōshin Ryū, Cesare Turtoro. Nel suo intervento ha ringraziato tutte le istituzioni e gli amici presenti, sottolineando l’importanza di costruire un ponte culturale tra il nostro Paese e il Giappone. Ha inoltre ricordato come, nella storia ormai quasi cinquantennale dell’Associazione, abbia avuto modo di incontrare personalità politiche che hanno creduto nel bene comune e nella formazione delle nuove generazioni, indipendentemente dalla loro appartenenza politica. Rivolgendosi infine al numerosissimo pubblico presente, ha ribadito quanto la politica continui a essere fondamentale per un Paese democratico come il nostro e come, di conseguenza, la partecipazione popolare possa essere pluralista, ma debba sempre essere ampia e consapevole.

Una visita a Cocconato, la “Riviera del Monferrato”

Cocconato è un magnifico Comune adagiato in cima ad una collina del Monferrato astigiano, ad un’altitudine di 491 metri. Dista circa 30 km da Asti e 50 km da Torino e deve il suo nome all’espressione latina cum conatu che indicava lo sforzo che si doveva compiere per raggiungere l’abitato. Per il suo clima gradevole è chiamato la “Rivera del Monferrato”: gli inverni sono infatti più miti rispetto ai paesi vicini e le estati sono invece più fresche. Dal suo belvedere la vista spazia su vigneti e boschi, fino alle candide vette delle Alpi.
Oggi Cocconato è uno dei Borghi più Belli d’Italia ed è stato insignito della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano.
Dal X secolo fino al 1586 fu capitale di una Nazione autonoma retta dalla famiglia Radicati e che comprendeva ben 47 feudi, tra i quali Aramengo, Marmorito, Passerano, San Sebastiano da Po e Robella. I Radicati riconoscevano come autorità superiore soltanto quella dell’Imperatore dei Romani e basavano la loro economia sui diritti di passaggio. Ogni quattro anni eleggevano il loro capofamiglia tra i membri dei rami più importanti del casato ed egli governava la Nazione proprio da Cocconato.
Nel 1586 i Radicati si sottomisero ai Savoia, pur mantenendo ampi poteri feudali e dal 1589 al 1598 batterono moneta al Castello di Passerano. Nel 1734 i diversi rami si divisero i possedimenti, ponendo così fine alla consortile. Alcuni di essi si sono estinti, mentre altri sono sopravvissuti fino ai giorni nostri, tra questi i Radicati di Brozolo e quelli di Passerano.
Dopo aver posteggiato l’auto in Piazza Cavour, il primo edificio che ho potuto ammirare è stata la Chiesa della Santissima Trinità, voluta dalla popolazione come voto contro la peste ed ultimata nel 1667. Ubicata in prossimità della porta detta “di Mercato Vecchio”, presenta una navata unica con volta a botte affrescata nel 1863 da Carlo Antonio Martini. L’altare maggiore, attribuibile a un artigiano valsesiano della seconda metà del XVII secolo, presenta una pala con l’incoronazione della Vergine attribuita alla bottega di Guglielmo Caccia detto “il Moncalvo”, celebre pittore attivo a Corte e definito anche “il Raffaello del Monferrato”.
Dopo una breve passeggiata in Via Roma, sono giunto al quattrocentesco Palazzo Comunale, costruito come propaggine meridionale del castello dei Conti Radicati. Raro esempio in Piemonte di edificio civile in stile tardo-gotico lombardo, è caratteristico per i suoi portici ad arco a sesto acuto sotto i quali si trovano piccole botteghe artigianali. La sua facciata è caratterizzata da eleganti finestroni ad arco con formelle in cotto decorato. Il suo cortile è detto “del Collegio” per via dell’antica sede della scuola per l’insegnamento della grammatica, della retorica e dell’umanità, fondata nel 1754.
Salendo ancora sono giunto Chiesa di Santa Maria della Consolazione, il principale edificio religioso del paese, inaugurato nel 1689. A navata unica con volte a botte, presenta otto cappelle laterali, alcune delle quali un tempo appartenute alle famiglie nobili del luogo. Nella chiesa sono custoditi splendidi dipinti, tra i quali uno appartenente alla scuola di Guglielmo Caccia e uno di Giovanni Francesco Sacchetti.
La pala absidale realizzata nel 1731 dal pittore valsesiano Vitaliano Grassi e raffigurante la Madonna della Consolazione ed i santi Fausto e Felice, patroni di Cocconato, è la più antica rappresentazione iconografica dell’abitato.
E’ quindi è apparsa alla mia vista la Torre dei Radicati, ultimo frammento superstite del castello che un tempo dominava Cocconato. Il maniero, costruito nel X secolo, venne definitivamente distrutto nel 1556 dal generale francese Carlo I di Cossé, Conte di Brissac. Il centro del potere dei Radicati venne spostato al Castello di Passerano, ancora oggi di proprietà della famiglia.

Del maniero di Cocconato rimase intatta solo la torre che tra il 1809 e il 1814 ospitò una stazione per il telegrafo utilizzato per le comunicazioni tra Italia e Francia. Demolita nel 1836, al suo posto sorse un mulino a vento, che dopo soli 15 anni di attività venne dismesso e trasformato in abitazione. Quel che rimaneva della torre venne completato superiormente con un terrazzo praticabile, mentre all’interno furono ricavati due piani abitativi.
Una visita a Cocconato è anche l’occasione di degustare i suoi prodotti tipici, tra i quali la celebre robiola, un formaggio fresco tipico piemontese, noto per la sua cremosità e il sapore delicato, già molto apprezzato nei Seicento; il prosciutto crudo e gli eccellenti vini, già molto amati da Casa Savoia.
Ogni anno nel mese di settembre il paese si riempie di vita con due importanti manifestazioni.
Da venerdì 4 a domenica 6 settembre 2026 si terrà CoccoWine, uno degli appuntamenti enogastronomici più importanti Piemonte, giunto alla XXV edizione, in occasione del quale il borgo si trasformerà in una “strada del vino” a cielo aperto, con degustazioni, prodotti tipici, banchi d’assaggio e cantine aperte.
L’ultimo fine settimana di settembre, quest’anno quello del 26 e 27, viene invece organizzato il Palio degli Asini, evento che vede sfidarsi i sette borghi del paese, ognuno con i propri colori, simboli e tradizioni. Il vincitore si aggiudica il drappo, un’opera d’arte tessile che ogni anno viene realizzata da artisti diversi.
Questa tradizione, risalente al 1970, affonda le radici tra il XIII e il XV secolo, quando un violento incendio colpì il castello dei Radicati e gli abitanti del borgo accorsero in loro aiuto raccogliendo acqua in un ruscello che scorreva a valle e portandola al maniero in botti caricate a dorso dei loro asini. I feudatari, in segno di riconoscenza, decisero di dar vita ad una corsa di asini, mettendo in palio lo stendardo del loro casato.
La manifestazione, giunta quest’anno alla sua 57° edizione, prevede anche il corteo storico con centinaia di figuranti in abiti medievali. Dame, cavalieri, notabili, contadini, streghe e soldati sfilano per le vie di questo magnifico borgo permettendo agli spettatori di fare un salto indietro nel tempo.
Si comincia il terzo fine settimana di settembre, quest’anno quello del 19 e 20, con la fiera medievale lungo Via Roma, in occasione della quale ogni borgo allestisce bancarelle di artigianato e stand enogastronomici. Il tutto è accompagnato da rievocazioni storiche con giullari, falconieri, cartomanti e artisti di strada. Sabato 19 verrà investito il Capitano del Palio, mentre il giorno seguente verrà organizzata una sfilata dal municipio alla chiesa parrocchiale, dove durante la S. Messa verranno benedetti i gonfaloni.
Sabato 26 si terranno la sfilata storica dei nobili e del Capitano del Palio e il grande banchetto medievale nel Cortile del Collegio, mentre il giorno dopo rappresenterà il vero e proprio cuore della manifestazione: nel pomeriggio si terranno infatti il grande corteo storico e la corsa degli asini.


ANDREA CARNINO

Turismo al femminile: le destinazioni preferite dalle donne

Quelle più sicure per viaggiare sole (con un invito comunque alla prudenza).

Sempre più donne viaggiano da sole, all’insegna della libertà, per seguire percorsi che con altri risulterebbero diversi sia in termini di conoscenza che di emozioni e per celebrare un’importante conquista che è quella di poter fare delle esperienze in autonomia senza l’accompagnamento di uomini per troppo tempo considerato una protezione necessaria e legittima.

Non si tratta più solo di una nicchia “alternativa”: oggi è un vero fenomeno globale, che riguarda donne di tutte le età, dai 20 ai 70 anni, spinte da motivazioni diverse ma unite da un nodo comune: il desiderio di libertà e indipendenza.

Secondo agenzie di viaggio specializzate in viaggi al femminile come Solo Female Travelers o Women Who Travel e in base a ricerche di mercato condotte da enti turistici locali ed internazionali come il Global Wellness Institute o i rapporti annuali di Skyscanner e Expedia, che non rappresentano dati ufficiali, ma raccolgono e analizzano comportamenti e preferenze, i viaggi al femminile hanno avuto una crescita significativa, rappresentano una tendenza sempre più consolidata.

Tra luoghi più apprezzati grazie ad una miscela di elementi importanti, come l’attrattività’ e la bellezza, ma anche la sicurezza ci sono: Portogallo, Giappone, Francia, Canada, Islanda e anche l’Italia, ma le più sicure in assoluto risultano Finlandia, Norvegia, Svezia, Nuova Zelanda, Austria e Svizzera.

Da qualche anno sono nate molte realtà e reti di ospitalità solidale che si occupano del turismo dedicato alle donne (che viaggiano principalmente sole), e proprio da queste ultime arrivano diversi consigli per viaggiare al meglio e incolumi come: usare app di sicurezza e condivisione della posizione con familiari o amiche, scegliere strutture recensite da altre donne, attraverso forum o community dedicate, non esitare mai a cambiare programma se qualcosa non convince. Nella narrazione positiva della “donna che viaggia da sola e si sente libera”, è essenziale comunque non perdere il senso della realtà soprattutto in alcuni paesi che rimangono culturalmente, socialmente o logisticamente più complessi per una viaggiatrice solitaria. Si tratta di muoversi, dunque, con consapevolezza per esempio rispettando le consuetudini locali, informarsi sulle zone da evitare (anche nelle città più famose) e gestire la condivisione sui social con cognizione come evitare di postare costantemente la propria posizione. Libertà non significa incoscienza, ma coraggio, prudenza e responsabilità. Le favole “dell’eroina solitaria” bisogna lasciarle nella fantasia, il buon senso non deve mai mancare. Non serve rinunciare, ma bisogna stare attente, sempre!

MARIA LA BARBERA

Comprare Hyundai a Torino: gamma, finanziamento e usato

Informazione promozionale

Acquistare una nuova auto è una decisione importante, spesso guidata dal desiderio di trovare il giusto equilibrio tra tecnologia, sicurezza, comfort e convenienza.

Nel panorama automobilistico torinese, Hyundai si conferma un marchio di riferimento per chi cerca modelli affidabili, ben equipaggiati e disponibili con un’ampia varietà di motorizzazioni, dalle soluzioni benzina e ibride fino all’elettrico.

Orientarsi tra le opzioni disponibili significa valutare non solo il modello più adatto, ma anche le formule di acquisto, le possibilità di finanziamento e le occasioni dell’usato selezionato. Dalle vetture compatte ai SUV familiari, la gamma Hyundai offre risposte diverse per chi vive la città, per chi viaggia spesso e per chi desidera un’auto più efficiente senza rinunciare alla praticità quotidiana.

La gamma Hyundai: modelli per ogni esigenza

Il successo di Hyundai negli ultimi anni nasce da una gamma sempre più completa, capace di coprire segmenti molto diversi. A Torino, tra i modelli più interessanti ci sono Tucson, Kona, Bayon, Inster e Santa Fe, ciascuno pensato per rispondere a un’esigenza specifica di mobilità.

Hyundai Tucson resta uno dei SUV più rappresentativi del marchio: spazioso, tecnologico e disponibile con motorizzazioni elettrificate, è una soluzione adatta sia all’utilizzo quotidiano sia ai viaggi più lunghi. Kona, invece, interpreta il crossover urbano in chiave moderna, con un design deciso e la possibilità di scegliere tra diverse alimentazioni, comprese versioni ibride ed elettriche.

Bayon si rivolge a chi cerca un SUV compatto, agile e facile da gestire in città, ma con una posizione di guida rialzata e una buona versatilità interna. Inster rappresenta invece una delle novità più interessanti per chi guarda alla mobilità elettrica urbana: compatta nelle dimensioni, ma progettata per offrire praticità, tecnologia e uno stile distintivo.

Merita attenzione anche Hyundai Santa Fe, modello particolarmente adatto a famiglie e a chi ha bisogno di molto spazio a bordo. La disponibilità della configurazione a 7 posti lo rende una proposta rara e interessante nel mercato attuale, soprattutto per chi cerca un SUV capace di accogliere più passeggeri senza rinunciare a comfort, tecnologia e qualità percepita.

Il nuovo Hyundai a Torino: motorizzazioni, prezzi e promozioni

Chi desidera acquistare una Hyundai nuova può contare su una gamma ampia e articolata, con modelli pensati per profili di guida differenti. Inster è una scelta adatta a chi vuole entrare nel mondo dell’elettrico con un’auto compatta e urbana. Bayon e Kona rispondono invece alle esigenze di chi cerca un crossover maneggevole, ben equipaggiato e adatto alla vita quotidiana. Tucson si rivolge a chi desidera più spazio e una presenza su strada più importante, mentre Santa Fe rappresenta la scelta più indicata per chi ha bisogno di un SUV familiare, anche a 7 posti.

La varietà delle motorizzazioni è uno dei punti di forza del marchio. Hyundai propone versioni benzina, mild hybrid, full hybrid, plug-in hybrid ed elettriche, permettendo di scegliere l’alimentazione più adatta in base ai chilometri percorsi, alla possibilità di ricarica e al tipo di utilizzo. Per chi si muove soprattutto in città, le soluzioni ibride ed elettriche possono offrire vantaggi in termini di consumi e accesso alla mobilità urbana; per chi percorre lunghe distanze, i SUV ibridi e plug-in hybrid garantiscono invece maggiore flessibilità.

Un altro elemento distintivo è la garanzia Hyundai di 5 anni a chilometraggio illimitato su tutta la gamma, un vantaggio importante per chi cerca serenità nel tempo e vuole proteggere il valore del proprio acquisto. A questo si aggiungono promozioni periodiche, formule con rottamazione e condizioni di finanziamento che possono rendere più accessibile l’acquisto di un modello nuovo.

Finanziamento e soluzioni personalizzate

Il mercato dell’auto è sempre più orientato verso formule di acquisto flessibili, capaci di adattarsi al budget e alle abitudini di chi guida. Anche per Hyundai, il finanziamento rappresenta una possibilità interessante per chi desidera acquistare un’auto nuova senza concentrare l’intero investimento in un’unica soluzione.

Le formule disponibili possono prevedere anticipo personalizzato, durata variabile, rate mensili sostenibili e, in alcuni casi, servizi aggiuntivi come manutenzione programmata, coperture assicurative o pacchetti dedicati. Questo permette di costruire un piano più vicino alle proprie esigenze, sia per chi acquista una compatta elettrica come Inster, sia per chi valuta un SUV come Tucson, Kona o Santa Fe.

A Torino, la consulenza in concessionaria diventa particolarmente utile per confrontare modelli, versioni e allestimenti, ma anche per capire quale formula di pagamento risulti più adatta nel medio periodo. La possibilità di simulare il finanziamento e valutare eventuali promozioni attive aiuta a rendere il processo d’acquisto più chiaro e meno dispersivo.

La qualità dell’usato Hyundai

L’usato selezionato rappresenta una valida alternativa per chi desidera contenere il costo d’acquisto senza rinunciare alla qualità di un veicolo controllato. Le concessionarie Hyundai possono proporre auto usate recenti, km zero o aziendali, spesso sottoposte a verifiche tecniche e accompagnate da garanzie dedicate.

Questa soluzione è interessante per chi punta a modelli di segmento superiore, come Tucson, Kona o Santa Fe, ma vuole accedere a condizioni economiche più vantaggiose rispetto al nuovo. Allo stesso tempo, l’usato può essere una scelta intelligente anche per chi cerca una prima auto o una vettura compatta per la città, magari valutando modelli recenti e ben accessoriati.

Rispetto all’acquisto tra privati, scegliere l’usato in concessionaria offre maggiori tutele: documentazione più trasparente, chilometraggio verificato, controlli tecnici e assistenza post-vendita. Anche in questo caso, possono essere disponibili formule di finanziamento dedicate, utili per distribuire l’investimento nel tempo.

Scegliere Hyundai a Torino: consulenza e assistenza

Orientarsi tra modelli nuovi, km zero e usati richiede una valutazione attenta, che non riguarda solo il prezzo finale ma anche assistenza, garanzia, manutenzione e qualità del servizio. Tra i riferimenti del territorio si distingue la concessionaria Hyundai Nuova AutoAlpina, dove è possibile confrontare i modelli della gamma, approfondire motorizzazioni e allestimenti e ricevere supporto nella scelta della soluzione più adatta.

La consulenza diventa centrale soprattutto quando si valutano modelli molto diversi tra loro. Chi cerca un’elettrica compatta può orientarsi su Inster, chi desidera un crossover versatile può confrontare Bayon e Kona, chi ha bisogno di spazio può valutare Tucson o Santa Fe. La possibilità di vedere le auto dal vivo, richiedere informazioni sulle promozioni e approfondire le formule di finanziamento rende l’esperienza d’acquisto più semplice e consapevole.

Conclusioni: una gamma completa per la mobilità di oggi

Comprare una Hyundai a Torino significa poter scegliere tra modelli pensati per esigenze molto diverse: city SUV elettriche come Inster, crossover compatti come Bayon e Kona, SUV versatili come Tucson e proposte familiari più spaziose come Santa Fe, disponibile anche a 7 posti.

La forza del marchio sta nella capacità di unire tecnologia, sicurezza, varietà di motorizzazioni e una garanzia di 5 anni a chilometraggio illimitato, elemento che rafforza la percezione di affidabilità nel tempo. Tra nuovo, finanziamento e usato selezionato, Hyundai offre così una proposta flessibile e completa per chi cerca un’auto moderna, ben equipaggiata e adatta alla mobilità quotidiana.

In moto sulle alpi con 50 mezzi storici

MOTOCICLETTE STORICHE DI TUTTE LE EPOCHE E MARCHE SI SONO DATE APPUNTAMENTO PER L’EDIZIONE 2026 DEL TOUR ALPINO ORGANIZZATO DAL VCCT

 

Susa (TO) – Le avventure su due ruote hanno un gusto particolare e se le moto sono autentici pezzi di storia come quelli che hanno animato l’edizione 2026 di “In moto sulle Alpi”, ancora di più. L’evento che il Veteran Car Club Torino ha messo in scena per la ventunesima volta nel weekend del 4 e 5 luglio 2026, ha avuto un nuovo partner d’eccezione nella Legends Arena di Susa, struttura sportiva che ha già collaborato con l’associazione torinese nella recente rievocazione storica della Susa-Moncenisio dello scorso 13 e 14 giugno facendo, come in questo caso, da punto di partenza e arrivo.

La mattina di sabato 4 luglio oltre 50 motociclette storiche di tutte le epoche e marche, per la maggior parte trasportate su carrelli e furgoni attrezzati, si sono radunate presentando al pubblico di passaggio una variopinto quanto fedele panoramica della storia delle due ruote: dalle britanniche Norton e Triumph alle nostrane Moto Guzzi e Gilera, fino alle teutoniche BMW, senza trascurare una folta rappresentanza di marchi giapponesi. Come di consueto, non sono mancati alcuni pezzi rari o davvero speciali come la Sertum MCM Coloniale del 1939 e la Ariel Square Four degli Anni ’50, quest’ultima portata all’evento dal consigliere ASI Mauro Pasotti.

Tra i partecipanti, molti dei quali autentici “veterani” dell’evento con alle spalle numerose partecipazioni alle edizioni precedenti, c’è anche chi ha affrontato un viaggio particolarmente lungo per gustarsi il tour tra le montagne tra Piemonte e Francia, muovendosi dall’Emilia Romagna, dalla Toscana e addirittura dalla Puglia.

Nella giornata di sabato, il gruppo ha lasciato la Legends Arena verso le 9:30 per spostarsi alla volta del Colle del Monginevro attraversando Exilles, Salbertrand, Cesana e Claviere e dopo una breve sosta ha proseguito verso Briançon alla volta del Col du Galibier per un’ulteriore rapida tappa per poi puntare con decisione al Col du Télégraph, dove la compagnia ha sostato per il pranzo.

Nel pomeriggio la carovana si è diretta verso il Colle del Moncenisio e da lì ha ripreso la via di Susa puntando poi in direzione di Bardonecchia, meta della tappa intermedia di questa due-giorni.

 Nella mattinata di domenica ha preso il via il secondo giro, più breve ma non meno suggestivo, che ha portato le cinquanta motociclette verso Sestriere e poi di ritorno a Susa passando per Cesana e Oulx, fino alla Legends Arena per il pranzo e la cerimonia di chiusura. Quest’ultima ha visto l’assegnazione di due premi speciali: uno assegnato alla rappresentanza femminile nel gruppo, le sig.re Citti e Castellini, e uno per la “perseveranza” conferito a Sergio Airoldi, che ha partecipato all’intera traversata a bordo di una Capriolo, motocicletta di piccole dimensioni e cilindrata rivelatasi però davvero tenace.

Manifestazione ormai consolidata ma sempre emozionante, “In moto sulle Alpi” guarda già alla prossima edizione, che è fissata per il 2028, come ha ricordato nel saluto finale il presidente del VCCT Massimo Lazzaro: “Anche questa volta abbiamo portato a termine la nostra missione e spero che i nostri amici e ospiti siano rimasti ancora una volta soddisfatti: se è così, sono certo di rivederli ancora qui tra due anni, quando daremo il via alla prossima edizione. Io sarò qui ad aspettarli”.

Una vacanza nel bosco, l’incanto e la calma ritrovata

Ristabilire il contatto con la natura, ascoltarne i suoni, percepire i suoi umori e cercare con essa un rapporto più profondo. Questi sono i propositi di una vacanza green, avvolti da alberi e piante, nel cuore di un bosco, di una selva, non “oscura”,   ma radiosa e piena di energia

 

La necessità di ridare valore al nostro rapporto con l’ambiente naturale circostante è oggetto di importanti studi scientifici che hanno confermato quanto il rintanarsi, ripararsi e farsi proteggere da esso sia alla base nel nostro benessere, del nostro equilibrio interiore e di quanto questo favorisca la calma influendo perfino sul battito cardiaco e sulla pressione arteriosa. Questa esperienza non consiste solamente nel respirare aria pura scappando dalla morsa cittadina fonte di stress e inquinamento, ma è rivivere uno spirito fiabesco in un ambiente che ci evoca l’avventura romantica, un teatro incantato dove i ritmi sono rallentati, un luogo fatato dove praticare shinrin-yoku, per esempio, che in giapponese vuol dire letteralmente “trarre giovamento dall’atmosfera dei boschi”. Già Henry David Thoreau, filosofo e poeta americano, intorno al 1850, si era fortemente interessato alla relazione uomo-natura. La sua opera – Walden, Vita nei boschi – si basa sulla sua personale esperienza durante la quale aveva riscoperto i valori propri del ambiente naturale in antitesi con la società, portatrice di interessi materialistici. “L’inverno dell’umano scontento incominciava a risvegliarsi”, scriveva, con la consapevolezza, dopo un lungo soggiorno passato in una capanna sulle sponde del lago, che l’uomo può essere felice anche con poco. Tra i più suggestivi luoghi per una vacanza verde troviamo Attrap’Revês, un glamping in Provenza, un confortevole campeggio dove dormire in vere e proprie bolle in mezzo al bosco, sotto le stelle. Il Treehotel a Harads, in Svezia. Casette in legno sugli alberi a pochi chilometri dal circolo polare artico, un luogo quasi inviolato dal turismo, un’esperienza irripetibile. Sette minuti e poi la pace” ovvero 7 minuti di funivia per arrivare al Vigilius Montain Resort, in Trentino Alto Adige, un rifugio in legno e vetro dove stare bene in mezzo alla natura e ritrovare se stessi lasciando tutto il resto a valle. La Locanda Aescher, incastonata nella roccia, paesaggio mozzafiato, posizione unica, protagonista di una copertina del National Geographic. In Italia ci sono molti altri hotel e sistemazioni immerse nella natura, lontani dalla faticosa quotidianità e avvolti da paesaggi meravigliosi e incontaminati .Sul sito www.ecobnb.it se ne possono trovare diversi, mentre sul sito di Green Pearls le proposte riguardano tutto il globo e sono legate a progetti ecologici di salvaguardia e protezione della natura.

 

Maria La  Barbera

 

 

 

 

 

BicCHIERI di Birra 2026

A Chieri, sei giorni “a tutta birra” con la sesta edizione della Rassegna dedicata alla “birra di qualità”. Protagonisti sei celebri “Birrifici Artigianali”

Da martedì 7 a domenica 12 luglio

Chieri (Torino)

L’appuntamento è in piazza Dante, a Chieri. Ospite attesissima la “sesta edizione” di “BicCHIERI di Birra – Festival della birra di qualità”, Rassegna promossa dalla “Città di Chieri” e organizzata come sempre dalla “Pro – Chieri”, con il patrocinio di “Città Metropolitana di Torino” e “partner” istituzionali “DUC – Distretto Urbano del Commercio” e “Ascom Chieri”. Sei giorni, da martedì 7 a domenica 12 luglio, e tutti i giorni (a partire dalle 18,30) una selezione di ben 40 “birre artigianali”, spillate direttamente dai produttori, e ricco “street food” di garantita qualità. Non solo. Tutte le serate, infatti, saranno di godimento non solo per i più sopraffini palati, ma anche per orecchie e cuore con spettacoli e tanti concerti rivolti a soddisfare tutti i gusti. “‘BicCHIERI di Birra – precisano Alessandro Sicchiero e Antonella Giordano, rispettivamente sindaco e ‘assessora agli Eventi’ di Chieri – cresce ogni anno di più. Proporlo poi in piazza Dante contribuisce a renderlo un evento ‘dentro la città’ e per questo siamo grati agli operatori del mercato e agli agricoltori per la loro collaborazione. Saranno giornate che potranno coinvolgere un amplissimo pubblico, dagli estimatori delle birre artigianali, alle famiglie, ai giovani e ai meno giovani per un momento corale di piazza, gustando ottimo cibo in un’atmosfera festosa e piena di musica. Siamo anche molto contenti del coinvolgimento dell’Associazione ‘AIDAS’, che per tutta la settimana proporrà la cultura della donazione di sangue e domenica 12 luglio celebrerà la ‘Festa del Donatore’ con il concerto evento del ‘dj Prezioso’, organizzato in collaborazione con la ‘Pro Chieri’. Si replica in questo modo il modello di ‘Di Freisa in Freisa’, che dimostra come la capacità di fare rete può valorizzare anche realtà che sembrano erroneamente essere distanti tra loro”.

Sei i “birrifici” che hanno risposto all’appello. Tutti “artigianali” e quindi “indipendenti”, dediti alla produzione di birra “non pastorizzata” e “non microfiltrata”: dalla provincia di Torino, “Castagnero” di Rosta, “Filodilana” di Avigliana, “Grado Plato” di Montaldo e, ospiti extra-regionali, “The Wall” di Venegono Inferiore (Varese), “Muttnik” di Sesto San Giovanni (Milano) e “Ofelia” di Sovizzo (Vicenza). Eccezionale super-padrino dell’evento e coordinatore dei “birrifici” sarà Lorenzo Dabove, ligure, il “profeta” della birra artigianale, in arte “Kuaska”, tra le figure più autorevoli del panorama birrario internazionale. Considerato il massimo esperto italiano di “birra belga”, Dabove è degustatore, docente, giudice internazionale e autore di numerose pubblicazioni dedicate alla cultura della birra. Dal 2021 presiede, inoltre, il “Comitato Tecnico Scientifico” dell’“Accademia delle Professioni” di Padova e affianca alla sua attività nel mondo della birra anche quella di scrittore, poeta e divulgatore culturale. In occasione del Festival, Kuaska assegnerà i premi speciali “Birra pop – Premio BicChieri di Birra” alla più meritevole “birra per tutti”, adatta a far conoscere i prodotti artigianali al grande pubblico e di facile fruibilità e “Birra dell’evento – Premio Confcommercio Ascom Chieri”, al miglior prodotto spillato a “BicChieri”, senza vincoli di stile o tipologia.

Anche quest’anno è confermato il coinvolgimento alla manifestazione dei locali di Chieri: gli aderenti a “BicCHIERI – OFF” proporranno le birre dei birrifici presenti in piazza in eventi, aperitivi e degustazioni a tema. Come detto, sarà anche ricchissima l’offerta dei “cibi di strada” e la “colonna sonora” che accompagnerà e delizierà il pubblico nel corso di tutte le serate, a partire dalle 21,30: a partire dalle principali “hit dance” dagli anni ’70 ai giorni nostri proposte (martedì 7 luglio) dall’“Explosion Band”, formazione nota per i suoi spettacoli ad alto impatto scenico, per finire domenica 12 luglio con il “DJ set” di Giorgio Prezioso, artista tra i più noti protagonisti della scena “dance” italiana ed europea, considerato il “re dello scratch”, apprezzato per la sua tecnica e per la lunga esperienza maturata nei principali eventi del settore.

E non è finita!

Tra gli elementi qualificanti dell’edizione 2026 del “Festival” c’è, infatti, la collaborazione con “AIDAS – Associazione Italiana Autonoma Donatori Sangue”, realtà di riferimento per la promozione della donazione sul territorio chierese. Per l’intera durata della manifestazione, i volontari e le volontarie dell’Associazione saranno presenti con uno “stand informativo” dedicato, offrendo occasioni di confronto e sensibilizzazione rivolte in particolare alle giovani generazioni. A questo proposito, nella giornata di domenica 12 luglio verrà proposto proprio un programma dedicato che comprenderà momenti di testimonianza, sensibilizzazione e riconoscimento dell’impegno dei donatori e delle donatrici.

Per ulteriori info: tel. 333/2651149 – Pagine facebook instagram “BicCHIERI di Birra”

G. m.

Torino sotto le stelle: il ritorno del cinema all’aperto, un rito che non passa mai di moda

Film, incontri e romanticismo

C’è qualcosa di speciale e romantico nel guardare un film all’aperto. Forse è il cielo che lentamente si oscura sopra lo schermo, forse il frinire delle cicale che accompagna i titoli di testa o semplicemente il piacere di condividere una storia con altre persone sedute in un cortile, in un parco o in una piazza. Chi non ci e’ andato almeno una volta magari portandosi un cuscino perche’ le sedie spesso erano scomode? I film erano quelli che nella stagione invernale erano proiettati in prima visione, ma anche film d’epoca e cult indimenticabili. Ci si comprava un gelato e ci si rinfrescava. E’ bello che tutto cio’ continui, che susciti interesse e apprezzamento anche nell’era del digitale e del “faccio tutto da casa”.

A Torino il cinema estivo non è soltanto un passatempo: è una tradizione che negli anni ha saputo reinventarsi senza perdere il proprio fascino. Anche nell’estate 2026 il grande schermo esce dalle sale e torna a occupare spazi pubblici e luoghi inaspettati. La rassegna “Un’Estate al Cinema”, promossa dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema, propone decine di appuntamenti gratuiti tra Torino, Moncalieri ed Exilles, con proiezioni, incontri e momenti di approfondimento che coinvolgono quartieri centrali e periferici. Una formula che continua ad attirare pubblico di tutte le età e che conferma il valore culturale e sociale del cinema all’aperto. Ma il cinema sotto le stelle, a Torino, ha una storia molto più lunga.

Chi ha qualche anno in più ricorda le grandi arene estive che per decenni hanno rappresentato un appuntamento fisso delle serate torinesi. Sono stati attrezzati nel tempo diversi cinema all’ aperto in luoghi importanti come il Parco del Valentino, la Pista 500 o il Cortile di Palazzo Reale, luoghi capaci di trasformare una semplice visione cinematografica in un’esperienza collettiva. Ancora oggi, nelle discussioni tra appassionati, tornano i ricordi delle serate trascorse all’Imbarchino, nei parchi o nei cortili cittadini, segno di un legame affettivo che va oltre il semplice spettacolo cinematografico. L’importanza del cinema estivo non risiede soltanto nella programmazione.

In un’epoca dominata dalle piattaforme digitali e dalla visione individuale, le arene all’aperto restituiscono al cinema la sua dimensione originaria: quella di esperienza condivisa. Le persone si incontrano, si fermano a parlare prima della proiezione, scoprono quartieri che magari frequentano poco e riscoprono il piacere di vivere gli spazi urbani nelle sere d’estate. Non è un caso che molte delle iniziative attuali puntino proprio alla valorizzazione delle periferie e dei luoghi di aggregazione.

Dalle rassegne nei giardini ai film proiettati nei cortili delle case del quartiere, il cinema diventa uno strumento per creare comunità e favorire la partecipazione culturale. Forse è proprio questo il segreto della sua longevità: mentre cambiano i modi di guardare i film, il cinema all’aperto continua a offrire qualcosa che nessuna piattaforma può replicare: l’emozione di una storia vissuta insieme, sotto un cielo estivo che, per qualche ora, diventa il soffitto della più grande sala cinematografica della città.

Maria La Barbera

Continua Summer Dream, il palinsesto estivo firmato To Dream

 Continua Summer Dream, il palinsesto di eventi estivi firmato To Dream e pensato per coinvolgere famiglie, bambini e visitatori di tutte le età. Fino al 31 luglio, il centro si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto con installazioni diffusespettacoli dal vivo e appuntamenti speciali, pensati per vivere la bella stagione in città all’insegna del divertimento e della condivisione.

 

Per i bambini e le famiglie, sarà presente un’area kids con giochi e divertimento per i più piccoli. Fino al 5 luglio, in Piazza Ovest, sarà possibile divertirsi con il gonfiabile “Banzai”, una grande attrazione pensata per far vivere ai bambini un’esperienza dinamica e coinvolgente in totale sicurezza. Dal 6 luglio al 19 luglio, To Dream ospiterà inoltre un percorso di minigolf diffuso. Tutte le attività dedicate ai bambini sono completamente gratuite. Per accedere basterà presentare uno scontrino giornaliero di un qualsiasi acquisto effettuato all’interno di To Dream.

 

Fino al 31 luglio, la Food Court centrale si accende con un palinsesto live d’eccezione: spettacoli, musica dal vivo e performance artistiche pensate per tutta la famiglia. Dalle band-tributo, al K-pop fino alla stand-up comedy, l’appuntamento con l’intrattenimento all’aperto sarà l’appuntamento fisso di tutti i venerdì sera.

L’accesso agli eventi è libero ma è consigliata la prenotazione sulla pagina ufficiale per riservare un posto in prima fila durante le serate comedy e sbloccare promozioni esclusive nei negozi aderenti.

 

Infine, per gli appassionati delle quattro ruote, il 24 luglio To Dream ospiterà l’Hashiriya Night Meeting, l’appuntamento dedicato alla community delle auto sportive e agli estimatori della cultura JDM (Japanese Domestic Market). Un’occasione unica per osservare da vicino modelli sportivi, scoprire il mondo del tuning e confrontarsi sulle tecniche di preparazione e sulle performance automobilistiche.

Per maggiori informazioni: 

www.todream.it