libri

Ora tocca a me. La storia di Fulvio Ziliotto

Tra i libri che occorre leggere c’è senz’altro quello di Fabio Copiatti intitolato “Ora tocca a me”, un lavoro veramente importante sulla vita di un giovane partigiano che da Trieste scelse di unirsi alla Resistenza in Val Grande. L’indagine, o se vogliamo, il reportage di Copiatti sulle tracce di Fulvio Ziliotto parte dalla Trieste degli anni ’30 per finire nel giugno del 1944 sul pizzo Marona a ventiquattro anni appena compiuti, durante uno dei più tragici e sanguinosi rastrellamenti della lotta di Liberazione. Fulvio Ziliotto era un giovane nato e cresciuto a Trieste, la città dalla ” scontrosa grazia”, che amava la montagna, studiò per diventare medico, diventò maturo seguendo gli insegnamenti dello scrittore Giani Stuparich e del poeta Biagio Marin. Con una scrittura lineare e piena che in qualche modo richiama alla memoria I piccoli maestri di Luigi Meneghello per la capacità narrativa priva di retorica e di forte impegno civile , Copiatti racconta gli anni giovanili, le frequentazioni importanti, il ginnasio Dante Alighieri, la passione per l’alpinismo, gli anni alla Regia università di Milano per studiare medicina e chirurgia, il dramma delle leggi razziali ( Mussolini il 18 settembre del 1938 scelse, non a caso, Trieste – città di confine, multietnica e con una forte, radicata e attiva comunità ebraica – della quale faceva parte, per certi versi, la famiglia di Ziliotto che vedrà la nonna materna, Augusta Rendel arrestata, deportata e uccisa ad Auschwitz ), gli arresti e il carcere a San Vittore. Il giovane Ziliotto aveva preso coscienza e con gli amici antifascisti di Giustizia e Libertà e del Partito d’Azione si oppose al regime. Lavorò, all’inizio del 1944, con dedizione e capacità come medico assistente al sanatorio di Garbagnate, a una quindicina di chilometri a nord-ovest di Milano, e al Niguarda per poi – essendo sospettato dai fascisti – raggiungere nel Verbano, nella seconda settimana di giugno, i partigiani della Cesare Battisti in Val Grande. Tre soli giorni da partigiano, prima della morte nella strage del Pizzo Marona, durante i quali salvò la vita a un ferito e si distinse per spirito di abnegazione. Una storia che ebbe un epilogo ancora più drammatico perché i genitori di Fulvio, sopravvissuti alla furia delle leggi razziali grazie a una fuga in Toscana durante la guerra, si tolsero la vita a subito dopo la Liberazione, sopraffatti dal dolore per la morte del figlio. Oggi, tutti e tre, riposano nel piccolo cimitero di Intragna, borgo incastonato tra le montagne della Valgrande. Ed è proprio dalla scoperta quasi casuale della tomba che Fabio Copiatti ( classe 1963, nato a Verbania, ha lavorato per oltre vent’anni nel Parco Nazionale Val Grande prima di trasferirsi nel dicembre 2019 all’ombra delle Dolomiti Bellunesi dove oggi si occupa di politiche per la sostenibilità ) ha iniziato il suo lavoro di ricerca pubblicato da Monte Rosa Edizioni. Un lavoro molto importante perché c’è stata una lunga eclisse del ricordo della Resistenza, travolto da un lato dalla monumentalità e pesantezza della retorica della celebrazione e dall’altro dall’attacco revisionista che negli ultimi decenni è stato particolarmente insistito e ossessivo. Oggi, anche grazie a libri come questo di Fabio Copiatti ( e a quello, altrettanto bello e importante, di Andrea Pisano sul giovanissimo partigiano Cucciolo ) c’è uno spazio maggiore per avvicinarsi direttamente al vissuto dei partigiani attraverso le loro storie. Questo è motivo di conforto. In fondo quello che crollò l’8 settembre del 1943, portando a maturazione le scelte di vita di molti ragazzi, fu lo stato totalitario voluto dal regime fascista, quello che organizzava la vita di tutti dalla culla alla tomba. Nei vissuti dei partigiani, nel racconto delle loro gesta, dentro biografie come quella di Ziliotto c’è una scintilla che i giovani oggi possono fortunatamente recepire.

Marco Travaglini

Il pensiero ha fatto esplodere la Bastiglia

Sapete chi ha abbattuto la Bastiglia, Gilbert?”. “Il popolo”. “Voi non mi capite, scambiate l’effetto per la causa.

Per cinquecento anni, amico mio, sono stati incarcerati nella Bastiglia conti, signori,principi, e la Bastiglia è rimasta in piedi. Un giorno, un re insensato ebbe l’idea di incarcerare il pensiero, il pensiero a cui è necessario lo spazio, l’estensione, l’infinito! Il pensiero ha fatto esplodere la Bastiglia e il popolo è entrato attraverso la breccia”.Alexandre Dumas, grande interprete del romanzo storico e del teatro romantico, è sepolto al Pantheon di Parigi, nel Quartiere Latino, dove sorge il primo grande monumento della capitale francese. Un sonno eterno, accanto alle salme di altri  personaggi illustri come Voltaire, Rousseau, Victor Hugo. In queste poche frasi tratte da “La Contessa di Charny”, uno dei suoi romanzi più avvincenti, si coglie l’essenza della prosa, la potenza e il fascino della sua scrittura. Le vicende narrate dallo scrittore francese più popolare dell’Ottocento ( chi non ha letto “I tre moschettieri” e “Il conte di Montecristo”?) si svolgono in un momento cruciale per la storia della Francia e dell’Europa (dalle giornate del 5 e 6 ottobre 1789 fino al processo e all’esecuzione di Luigi XVI il 21 gennaio 1793). Nel racconto dettagliatissimo e appassionato dell’avventura collettiva della Rivoluzione francese ritroviamo personaggi famosi come Cagliostro, Mirabeau, Marat, Danton, Robespierre, Saint-Just, ma anche tantissimi altri personaggi le cui storie individuali si intrecciano con la Storia, quella dalla “esse” maiuscola. Ma quello che conta, più di ogni altra cosa, è la capacità di far intendere l’esprit du temps, l’intelligenza creativa, l’abilità di affascinare il lettore. Il romanzo è il quarto volume del ciclo di Maria Antonietta e della Rivoluzione e venne scritto nel 1855. Più di un secolo e mezzo ci separa da allora ma è quell’idea del pensiero che fa esplodere la Bastiglia, in tempi di grigio conformismo e di ragionamenti troppo “corti”, a riempire il cuore e tener viva una speranza.

Marco Travaglini

Leggi Con Me 2026: aperte le candidature per autori e libri

 

Il format ideato e condotto da Simona Riccio torna con nuove interviste dedicate a innovazione, lavoro, sostenibilità, horeca, mondo pet e spreco alimentare

Torna Leggi Con Me®, il format editoriale di Parla Con Me® ideato e condotto da Simona Riccio, Agrifood & Organic Specialist, Digital Strategist, LinkedIn Top Voice Italy e Founder di Parla Con Me®.

 

L’iniziativa nasce per dare spazio ad autori e libri capaci di aprire conversazioni, offrire nuovi punti di vista e approfondire temi legati all’attualità, al lavoro, alla sostenibilità, all’innovazione, al settore horeca, al mondo pet e al contrasto allo spreco alimentare.

Gli autori selezionati saranno protagonisti di brevi interviste, registrate entro il 25 luglio 2026, durante le quali potranno raccontare il proprio libro, il percorso che ha portato alla pubblicazione e il contributo che l’opera può offrire al dibattito sui temi affrontati.

«Un libro non è soltanto un contenuto da presentare, ma un’occasione per creare confronto, connessioni e conoscenza – sottolinea Simona Riccio –. Con Leggi Con Me® vogliamo valorizzare autori e pubblicazioni capaci di lasciare un messaggio e generare nuove domande».

Il format si inserisce nel percorso di Parla Con Me®, progetto di comunicazione e approfondimento dedicato alle filiere, alla sostenibilità, all’innovazione e alle trasformazioni economiche e sociali.

Le candidature sono aperte, ma le registrazioni dovranno concludersi entro il 25 luglio.

Per candidarsi è possibile scrivere a redazione.pcm@gmail.com oppure inviare un messaggio diretto ai canali social di Parla Con Me®.

 

Trasferta pugliese per il nostro Salone del Libro

Nuova edizione a Bari di “Lungomare di Libri”, sesta puntata organizzata come sempre dal “Salone Internazionale del Libro” di Torino

Da venerdì 17 a domenica 19 luglio

Bari

Una grande “Libreria” a cielo aperto, affacciata sul mare. Sulla “strada costiera della città”, che si dice essere il “lungomare” più “lungo” d’Italia e d’Europa (inaugurato nel 1927, con oltre 15 chilometri di passeggiata e ben 197 lampioni in ghisa nera contati uno per uno) che unisce il “porto” alla “Bari vecchia” e alla spiaggia cittadina  dal bel nome di “Pane e Pomodoro”. Libri, tanti libri in bella mostra e poi incontri, dibattiti, presentazioni e convegni; il tutto seguendo “Le trame del mondo”, i quotidiani intrecci di storie, narrazioni, culture e geografie in continuo, perenne mutamento. “Le trame del mondo”: è questo, infatti, il “fil rouge” della sesta edizione di “Lungomare di libri”, Fiera dell’ “editoria indipendente” pugliese (30 gli “editori” regionali e 29 le “librerie” baresi coinvolte) , in programma a Bari, dal prossimo venerdì 17 a domenica 19 luglio.

Organizzata dal “Salone Internazionale del Libro” di Torino e promossa dalla “Città di Bari” con l’Associazione “I Presidi del Libro” ed il sostegno di “Regione Puglia”, la manifestazione (ispirata alla fortunata formula subalpina di “Portici di Carta”) intende porre al centro della tre giorni “l’idea del ‘libro’ come strumento essenziale – spiegano gli organizzatori – per orientarsi nella realtà, mappa indispensabile per decifrare il presente, attraverso l’intreccio di racconti, riflessioni, analisi e prospettive. ‘Librai’ ed ‘Editori’, indispensabili tessitori di storie, contribuiscono a rendere il ‘Festival’ un luogo di scoperta e condivisione, uno spazio vivo di incontro e confronto e, soprattutto, un presidio di ‘resistenza culturale’, dove il libro diventa un bene comune”.

Decisamente suggestivo ed emblematico anche il “visual” che introduce all’edizione 2026 e che, attraverso l’immagine di un “faro” che illumina il mondo, vuol farsi “metafora del viaggio”, richiamando direttamente il tema dell’edizione e la vocazione di “Lungomare di Libri” come “spazio di scoperta, dialogo e connessione”.

Nel capoluogo pugliese (la città più popolosa affacciata sull’Adriatico), l’evento si snoderà, come da tradizione, lungo la celebre “Muraglia sul mare” (via Venezia – l’antica via sopra le Mura che proteggeva la “città vecchia”) e nei “luoghi simbolo” della città, dove troveranno spazio librerie, case editrici e le aree dedicate agli appuntamenti : da Piazza del Ferrarese al Fortino Sant’Antonio, fino a Largo Vito Maurogiovanni, dall’ex Mercato del Pesce allo Spazio Murat, con la novità del “Teatro Margherita”. Diverse le tipologie di incontri. Dialoghi, presentazioni editoriali, reading, momenti di approfondimento, attività per bambine e bambini e consigli di lettura si alterneranno nell’arco di tre giorni, dal pomeriggio alla sera inoltrata, per proposte che traggono ispirazione non solo dal tema “Le trame del mondo”, ma anche dalle “più recenti novità editoriali” di saggistica e narrativa.

Fresca novità di quest’anno il progetto podcast “Marea. Storie di librerie a Bari”, realizzato in collaborazione con “Ticket to Read”, “podcast” italiano itinerante realizzato dal 2018 dall’autrice (conduttrice radiofonica e curatrice di eventi culturali) Margherita Schirmacher, che utilizza i “viaggi in camper” come “trait d’union” fra “libri e musica”. La prima stagione sarà composta da 26 episodi della durata di circa 15 minuti ciascuno: un viaggio tra le librerie di “Lungomare di libri”, alla scoperta delle particolarità che le contraddistinguono, tra storie, aneddoti e consigli di lettura. Le puntate saranno disponibili gratuitamente su “Spotify” e su tutte le piattaforme di streaming a partire dal mese di luglio.

Dopo il successo dell’anno scorso, “Il Post” (noto quotidiano “online” fondato nel 2010 da Luca Sofri) tornerà a “Lungomare”, con un incontro dedicato alla politica e alla società, quest’anno con Valerio Valentini, autore della newsletter “Montecit” e Nicola Ghittoni, conduttore di “Morning”, fra le rassegne stampa più seguite a livello nazionale.

Per ulteriori info e programma dettagliato: www.lungomarelibri.it o www.salonelibro.it o www.comune.bari.it

Gianni Milani

Nelle foto: immagini di repertorio e “visual” manifestazione

“I convitati di pietra” di Michele Mari si aggiudica il Premio Strega

Si è aggiudicato l’ottantesima edizione del Premio Strega per la narrativa, che quest’anno ha presentato una sestina finalista di grande valore, “I convitati di pietra”, romanzo del grande scrittore e poeta milanese Michele Mari, pubblicato da Einaudi nel novembre del 2025, già vincitore del Premio Strega Giovani 2026, risultando il più votato in una giuria composta da ragazzi e ragazze tra i 16 e i 18 anni d’età. Il libro si presenta dall’alto della grande tradizione letteraria giallistica inglese e sudamericana, cui fa da sfondo, all’interno di una narrazione apparentemente semplice, sia dal punto di vista stilistico sia da quello contenutistico, il grande simbolo innominabile, presenza muta ma percepibile, inquietante e inevitabile del convitato di pietra. Un’entità che aleggia ineluttabilmente nell’opera di Michele Mari che, nella sua cifra infuocata e precisa, si conferma in quanto poeta prestato alla narrativa, affascinando il lettore con una prosa lineare, divertente, cinica, costruita nei minimi particolari, a cominciare dall’utilizzo elegante di parole e verbi che, scritti al momento giusto, aprono a riflessioni alle quali il lettore accede attraverso una dimensione magica e privata che soltanto la letteratura sa evocare. Questa intima sensazione conferisce una maggiore forza e un rinnovato valore al simbolo del convitato di pietra, ovvero quello spirito della letteratura che prende posto di diritto alla tavola della vita, nominando le entità della notte per portarle alla luce, denunciando l’inevitabilità del destino, ridicolizzandoci nella fragilità che ci coglie al pensiero che basti il silenzio a fugare il terrore, come se non nominarlo possa incidere in modo sostanziale su un fato già determinato al concepimento dell’esistenza. “I convitati di pietra” di Michele Mari rappresenta un breve inno ai capolavori dello humor nero e del giallo, un vento che riporta il lettore sulle orme di Agatha Christie, George Simenon, Adolfo Bioy Casares e Jorge Luis Borges attraverso un’attualizzazione e una contemporaneità della giallistica e del thriller estremamente televisiva. Quando gli ex alunni della III A del liceo Berchet di Milano siglano un patto “demoniaco” e mortale che prevede il versamento di una somma ciascuno in un fondo comune, destinato a essere incassato per intero da un unico superstite, vincitore di un gioco che dalla goliardia muta in breve tempo in una sfida fatta di rancori, tentativi di omicidio e disperazione, Michele Mari ci mette a contatto con una parte di noi che, se da un lato ride divertita di tutta l’azione scenica in atto, dall’altro si inquieta e sprofonda in una domanda tanto semplice quanto terribile: cosa farei io al loro posto? La risposta, citando Bob Dylan, viaggia nel vento, nel tempo e nella sua umana percezione, la stessa che con il passare degli anni ci mette di fronte, in una forma sempre più definita e distinguibile, il convitato di pietra.

Mara Martellotta

La storia dei Cavalieri Templari

Templari, ancora Templari. La mole di libri sui Cavalieri medioevali cresce sempre di più perché il fascino della ricerca templare consiste proprio nel non avere mai fine.

Ma di loro sappiamo proprio tutto? Faceva freddo quel mattino, lunedì 18 marzo 1314. Jacques de Molay, Gran Maestro dei Templari e Geoffrey de Charnay, precettore di Normandia, vengono condotti sul rogo e arsi vivi. Sulla Senna a Parigi, di fronte alla Cattedrale di Notre Dame, si spegne per sempre il sogno dei Templari. In realtà la loro rovina era già iniziata con una grande sconfitta militare a San Giovanni d’Acri nel 1291. I Mamelucchi, i nuovi padroni della Terra Santa, gettarono in mare gli ultimi crociati e uccisero i prigionieri feriti o troppo vecchi e le giovani donne furono violentate davanti a tutti. Era la fine dei cristiani in Palestina e di quel che restava del regno crociato. Ha un ritmo incalzante la saga dei Templari raccontata da Marco Salvador e Matteo Salvador nel libro “Storia dei Cavalieri Templari”, Edizioni Biblioteca dell’Immagine. Entrambi con la passione della ricerca storica ed esperti di strutture difensive, dai castelli medioevali alle fortificazioni degli ultimi conflitti mondiali, narrano le gesta dei Cavalieri tra vittorie sul campo e sconfitte, dai primi vagiti dell’Ordine del Tempio alla conquista musulmana di Acri passando per la disfatta di Hattin nel 1187, la perdita di Gerusalemme e la presenza di Federico II in Terra Santa. Ma il libro comincia dalla fine, dalla morte sul rogo degli ultimi templari. Gli ultimi giorni, le ultime ore di vita dei cavalieri del Tempio in forma di cronaca. “Fin dall’alba era stata proclamata a Parigi la sentenza di morte e l’ora dell’esecuzione. Una folla si era radunata sulla riva della Senna, la pira era pronta e il cancelliere iniziò a leggere ad alta voce la lunga lista delle accuse di eresia, di sodomia e di adorazione ma il popolo non pareva ascoltarlo e gridava qua e là “sono innocenti”. Finita la lettura, il cardinale si mise davanti al Gran Maestro dei Templari e chiese: “avete qualcosa da dire in vostra difesa?”. Jacques de Molay, l’ultimo Gran Maestro, non gli rispose ma si rivolse alla folla proclamando l’innocenza sua e di tutto l’Ordine. Li legarono al palo, il Gran Maestro chiese di recitare le preghiere e poi gridò: “ecco, ora sarò giustiziato e Dio sa quanto ingiustamente”. Dopo quelle parole si appiccò il fuoco alle fascine che avvolsero subito i due corpi.
Colpi di tosse e urla, poi nulla più”. Durante l’epoca delle Crociate l’Ordine del Tempio, nato nel 1118-1119 sulla spianata del Tempio a Gerusalemme, divenne l’organizzazione religiosa- militare più potente della Cristianità. Guerrieri e religiosi al tempo stesso, i Templari nacquero con il compito di difendere i pellegrini che si recavano ai luoghi santi dagli assalti dei predoni musulmani. Poi parteciparono come soldati a tutte le Crociate e a decine di battaglie in Terra Santa e in tutta l’area mediterranea. Un’ordine di monaci-guerrieri famoso non solo per il coraggio dei suoi Cavalieri in difesa della Terra Santa ma anche per le sue ricchezze. Il Tempio divenne infatti il principale potere finanziario della Cristianità e più di un terzo delle entrate venivano reinvestite nella difesa della Terra Santa. Dopo la perdita di Gerusalemme nel 1187 i cavalieri si spostarono a San Giovanni d’Acri dove si svolse l’estrema difesa contro i musulmani. Sconfitti dai Mamelucchi d’Egitto nel 1291 i Templari furono costretti ad abbandonare la Palestina e a insediarsi a Cipro. Sull’isola e nel resto dell’Europa diventeranno una potenza economica e politica. All’inizio del Trecento la storia cambiò radicalmente. Sofferente per la grave crisi economica in cui versava la sua nazione, Filippo IV il Bello, re di Francia, se la prese con i Templari per impossessarsi delle loro ricchezze e dei loro beni e li accusò di eresia. Nel 1307 furono arrestati e portati davanti ai giudici. Il sovrano li accusò impietosamente mentre Papa Clemente V cercò di salvarli ma fu poi costretto a sospendere l’Ordine nel Concilio di Vienne nel 1312. Due anni più tardi, nel 1314, l’ultimo Gran Maestro Jacques de Molay fu arso vivo sul rogo. Quella dei Templari fu una storia gloriosa con una fine tragica. Il ruolo di papa Clemente V nella fine dell’Ordine è stato finalmente chiarito dalla storica Barbara Frale che nel 2001 ha scoperto la pergamena di Chinon. Si tratta dell’atto originale dell’inchiesta avvenuta a porte chiuse nelle celle del castello di Chinon, dove erano reclusi i Templari, rinvenuto dalla studiosa dopo settecento anni di oblio nell’Archivio Segreto Vaticano. L’inchiesta di Chinon si concluse con l’assoluzione dei capi templari dall’accusa di eresia e il loro reintegro nella chiesa cattolica. Completa il libro di Marco e Matteo Salvador un suggestivo “viaggio pittorico” con decine di acquerelli e disegni realizzati dal pittore inglese David Roberts a metà Ottocento che ci consentono di vedere alcuni dei luoghi dove i Templari agirono, da Gerusalemme a Giaffa, da Gerico a Hebron, da Ascalona a San Giovanni d’Acri, da Tiro a Sidone.                  Filippo Re

La rassegna dei libri del mese: giugno

Il Libro del Mese – La Scelta dei Lettori

 Il più discusso tra i titoli presenti sul nostro gruppo FB è, senza dubbio Joanna degli Incanti di Simona Lo Iacono, definito un romanzo storico profondo nei contenuti e allo stesso tempo estremamente scorrevole e coinvolgente.

 

Il caldo rovente vi ha fatto passare la voglia di leggere un buon libro? Se la risposta è no, seguiteci in giro per librerie e scoprite con noi le novità più interessanti da leggere a luglio!

È tornato in libreria Uketsu, il misterioso scrittore giapponese autore di thriller che uniscono al giallo l’elemento grafico. In Strane Case (Einaudi) l’oggetto dell’indagine è un singolare appartamento in vendita in città…

Ai lettori più giovani segnaliamo Camillo, di Francesco Carofiglio (Garzanti), le avventure di un topino che abita in una biblioteca.

Allen Levi porta i suoi lettori nel sud degli Stati Uniti per raccontare una storia corale e intimista in Theo Da Golden E la Forma Della Felicità (Salani).

 

Buone letture!

 

Consigli per gli acquisti

Questa è la rubrica nella quale diamo spazio agli scrittori emergenti, agli editori indipendenti e ai prodotti editoriali che rimangono fuori dal circuito della grande distribuzione.

Torna in libreria Simona Borgatti con Coppi Del Destino (La Memoria del Mondo Editrice, 2026), un giallo leggero raccontato con toni umoristici che richiamano lo stile di  Stefania Bertola e Andrea Vitali, una lettura adatta a chi cerchi un commedia dai risvolti “neri” ma sempre godibile.

Alfa e Omega sul Lago di Como, di Enrico Casartelli –  Il Lago di Como diventa teatro di un thriller che intreccia mistero, tecnologia e sentimenti

 

Incontri con gli autori

Abbiamo intervistato per voi gli autori più richiesti del momento: leggete le nostre interviste a Franco Faggiani e Carmelo Sardo.

 

 

Per rimanere aggiornati su novità e curiosità dal mondo dei libri, venite a trovarci sul sito www.ilpassaparoladeilibri.it

La passione civile di Pier Antonio Ragozza

 

Si intitola “Una passione civile. Scritti scelti sulla storia e la cultura del Verbano Cusio Ossola” l’antologia che raccoglie quarant’anni di ricerche e pubblicazioni di Pier Antonio Ragozza, studioso di storia e dirigente scolastico ossolano, prematuramente scomparso nel maggio 2024. La Casa della Resistenza di Verbania (di cui Ragozza era componente del Comitato Scientifico) in sinergia con l’editore Grossi di Domodossola e il patrocinio della Fondazione Paola Angela Ruminelli ha pubblicato il libro che propone un’antologia di scritti e orazioni scelti in una bibliografia vastissima. Pier Antonio Ragozza (1960-2024), originario di Premosello Chiovenda, dopo la laurea in Giurisprudenza con tesi in Diritto costituzionale su Anticipazioni della Costituzione italiana nella legislazione della Repubblica dell’Ossola, è stato docente di discipline giuridiche ed economiche, preside dell’Istituto Galletti di Domodossola, dirigente scolastico dell’Istituto Cobianchi di Verbania e infine del Liceo “Spezia” di Domodossola. Ragozza è stato anche un apprezzato studioso e un infaticabile ricercatore sulla storia e la cultura delle terre tra i laghi prealpini e le grandi Alpi del nordovest. Le sue ricerche, caratterizzate da un grande rigore scientifico, lo collocano tra gli esponenti più importanti nel campo degli studi umanistici sulla provincia più montana d’Italia, il Verbano Cusio Ossola. A testimonianza di quest’impegno sono le numerosissime collaborazioni con giornali e riviste del territorio, associazioni, gruppi di ricerca, istituti culturali. Il volume offre uno sguardo largo sui numerosi interessi di studioso di Pier Antonio Ragozza: le vicende della lotta di Liberazione e del corpo degli alpini, la storia militare e delle fortificazioni,  la particolarità di una terra di frontiera e l’antropologia alpina, la passione per l’insegnamento e l’oratoria civile. Piuttosto vasta è la tipologia degli scritti di Ragozza che vanno dagli articoli su giornali e riviste a saggi e presentazioni di libri, a relazioni per convegni e incontri pubblici. Una passione civile, curato da Paolo Crosa Lenz e Andrea Pozzetta, ha visto la collaborazione di Gianmaria Ottolini, Stefano Mura, Franco Chiodi, Marco Travaglini, Chiara Uberti.

Marco Travaglini

“Vendetta in un click”: un thriller tra suspense e attualità

Con Vendetta in un click, Pierpaolo Filippi firma un thriller avvincente che accompagna il lettore in una storia ricca di colpi di scena. Il romanzo affronta un tema molto attuale, mostrando come il mondo digitale possa influenzare la vita delle persone e come anche un semplice gesto online possa avere conseguenze imprevedibili.
Con uno stile diretto e una narrazione scorrevole, l’autore riesce a tenere alta la tensione fino all’ultima pagina, invitando anche a riflettere sull’uso consapevole della tecnologia. Un libro consigliato a chi ama le storie ricche di suspense e i temi vicini alla realtà di oggi.

Enzo Grassano

Più di 50 espositori per Libri in Piazza

Attesi oltre 50 espositori e decine di ospiti provenienti dal mondo della letteratura, del fumetto e della creatività digitale, in Piazza Martiri della Libertà e Piazzale Portici, nelle giornate di sabato 27 e domenica 28 giugno.

Per due giorni il centro storico si trasformerà in un grande villaggio culturale a cielo aperto con incontri con autori, presentazioni editoriali, area comics, creator digitali, workshop, spettacoli, danza, fitness, musica dal vivo e il tradizionale contest dedicato al mondo cosplay. L’inaugurazione ufficiale si svolgerà sabato 27 giugno con il taglio del nastro alla presenza delle autorità cittadine. A ricoprire il ruolo di padrino della quinta edizione sarà lo scrittore rivolese Piero Branca.

In Piazza Martiri della Libertà troverà posto l’Area Libri con trenta stand dedicati a case editrici, autori e operatori culturali, mentre nel vicino Piazzale Portici prenderà vita l’Area Comics, con oltre venti stand dedicati al fumetto, al collezionismo, ai giochi, all’artigianato creativo e alle nuove forme di espressione artistica. Illustratori, artisti, creator, realtà legate ai giochi di carte collezionabili, workshop e attività interattive renderanno l’area un punto di riferimento per gli appassionati della cultura nerd e pop.

Il palco centrale sarà il cuore pulsante della manifestazione, con un programma continuo dalle ore 10 fino alla serata. Tra gli appuntamenti in calendario figurano la presentazione del fumetto Il Grande Blek e Capitan Miki Vol. 2 con Salvatore Taormina, l’incontro Dalla realtà alla narrativa: modelli destrutturati con Alessandro Garlaschi e Katia Blacksmith, la presentazione del progetto Oscillando Oltre con Luca Martino e Andrea Grometto, oltre a numerosi momenti di approfondimento dedicati alla scrittura, all’editoria e alla creatività contemporanea.

Attenzione sarà dedicata anche ai nuovi linguaggi della comunicazione. Il Panel Content Creator offrirà un’occasione di confronto sulle professioni digitali, sui social media e sull’evoluzione della creatività online, mentre l’incontro con James Arvat accompagnerà il pubblico nell’universo Cyberpunk e nelle sue contaminazioni culturali.

Accanto agli appuntamenti letterari e culturali non mancheranno momenti di spettacolo e intrattenimento. Il programma prevede le esibizioni di SallyFit Fitness, le performance dell’Accademica Danza, gli spettacoli musicali di Sofía e dei Galaxy Blades, il musical Le Festival di Generoso Pisapia e il mini concerto di Sofía dedicato alla presentazione del suo nuovo EP.

Tra gli appuntamenti più attesi della domenica torna inoltre il Cosplayers Contest, che vedrà salire sul palco partecipanti provenienti da tutto il Piemonte nei panni dei personaggi più iconici di anime, manga, videogiochi, cinema e fumetto. Una giuria dedicata valuterà interpretazione, costume e performance.

Il Sindaco Alessandro Errigo afferma: «Libri in Piazza è una manifestazione che, anno dopo anno, ha saputo crescere e rinnovarsi, diventando un appuntamento atteso e riconoscibile nel panorama culturale del territorio. Il suo punto di forza è la capacità di mettere in dialogo mondi diversi: la letteratura e il fumetto, la cultura tradizionale e quella digitale, gli autori affermati e i nuovi linguaggi della creatività contemporanea.

Per due giorni il centro storico di Rivoli si trasformerà in uno spazio aperto all’incontro, alla scoperta e alla partecipazione, coinvolgendo cittadini, famiglie, giovani e visitatori. È questo il valore più importante dell’iniziativa: rendere la cultura accessibile, viva e condivisa, contribuendo al tempo stesso a valorizzare la città e i suoi spazi. Ringrazio la Pro Loco di Rivoli, le associazioni organizzatrici, i volontari, gli espositori e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa quinta edizione. Invito i cittadini a partecipare e a vivere da protagonisti due giornate ricche di incontri, spettacoli, idee e passioni.»

«Raggiungere la quinta edizione di Libri in Piazza rappresenta per noi un motivo di grande orgoglio. In questi anni la manifestazione è cresciuta costantemente, diventando un appuntamento atteso non solo dai cittadini di Rivoli ma da tutto il territorio piemontese. Il nostro obiettivo è quello di promuovere la cultura in tutte le sue forme, creando occasioni di incontro, dialogo e partecipazione. – afferma Rosy Donvito, Presidente della Pro Loco di Rivoli – Libri, fumetti, musica, spettacolo e creatività convivono in un evento aperto a tutti, capace di coinvolgere famiglie, giovani e appassionati. Ringrazio tutti i volontari, le associazioni, gli espositori e le istituzioni che hanno reso possibile questa importante edizione».

«Libri in Piazza rappresenta un esempio concreto di come la cultura possa diventare un motore di aggregazione e crescita per una comunità. – aggiunge Claudio Secci, Presidente di GSU – Gruppo Scrittori Uniti – Per GSU è particolarmente significativo contribuire a un progetto che mette al centro gli autori, la lettura e la diffusione della conoscenza, offrendo al tempo stesso spazio alle nuove forme di espressione artistica e narrativa. Questa manifestazione crea un ponte tra generazioni, linguaggi e passioni diverse, dimostrando che il libro continua a essere uno straordinario strumento di incontro e condivisione. Invitiamo tutti a partecipare e a vivere due giornate ricche di emozioni, scoperte e cultura».

Grazie alla collaborazione tra associazioni culturali, realtà creative e istituzioni del territorio, “Libri in Piazza” conferma la propria vocazione inclusiva e innovativa, mettendo in dialogo letteratura, fumetto, arte, musica, spettacolo, cultura digitale e nuove forme di intrattenimento. La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco di Rivoli e Sakura, GSU – Gruppo Scrittori Uniti e Street Events, con il patrocinio della Città di Rivoli e della Regione Piemonte.