Giovedì 17 settembre alle ore 19 in Piazza Paravia a Torino si terrà la presentazione del libro A proposito di peli scritto a quattro mani da Elena Beatrice e Daniele Lince ed edito dalla casa editrice alessandrina Capovolte.
A dialogare con autrice e autore Donatella Santoli, psicologa psicoterapeuta e Dora Mercurio della redazione di Capovolte.
Il testo, un ibrido fra pièce teatrale, saggio critico e diario personale e cosparso da contrappunti fotografici, tenta nella sua forma fluida di restituire la complessità di un tema che è molto più che meramente estetico. I peli, femminili e maschili, sono il modo attraverso cui Elena e Daniele affrontano sessismo, pressione sociale, gerarchia tra i generi e condizionamento del desiderio nella società attuale, molto meno emancipata di quello che ci piacerebbe pensare.
Il cuore del libro, però, non sono tanto i tabù quanto le relazioni: quella con il proprio corpo, condizionata dagli sguardi e dalle paure interiorizzate, e quella di coppia, dove una scelta personale può diventare il simbolo di una distanza molto più grande.
A proposito di peli è un libro che allarga la prospettiva, portandoci a riflettere su obblighi sociali, libertà di scelta e stereotipi, sentimenti e desiderio. Ma anche sull’importanza della parola, del confronto e del non detto nell’intimità.
A proposito di peli, è l’esordio a quattro mani di Elena Beatrice e Daniele Lince — regista e illustratrice lei, regista e autore lui — già coautori del testo teatrale da cui il libro origina.
Elena e Daniele lavorano insieme da circa dieci anni in regia e sceneggiatura. Nei loro lavori cinematografici (tra cui i cortometraggi Verdiana, Monster Sitter e Fulmini e Saette, finalista ai Nastri d’Argento) esplorano spesso le dinamiche relazionali, l’incomunicabilità, le disparità di genere e la salute mentale. Con questo libro scelgono la pagina scritta e la fotografia per dare voce a un fastidio comune e trasformarlo in un’opportunità di cambiamento.
La vicenda di Enzo Tortora come punto di partenza per parlare di giustizia, informazione, carcerazione preventiva e garanzie dell’imputato.
Si è svolto a Torino, negli spazi della vineria Oinos in San Salvario, l’incontro di presentazione di Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora, il libro del giornalista Vittorio Pezzuto, pubblicato nella nuova edizione aggiornata da Piemme. L’appuntamento è stato promosso dall’Associazione Marco Pannella.
Il volume ricostruisce le “due vite” di Tortora: quella del giornalista e grande protagonista della televisione italiana, culminata nel successo di Portobello, e quella iniziata drammaticamente nel giugno 1983 con l’arresto sulla base delle accuse di alcuni collaboratori di giustizia. Tortora fu accusato di legami con la camorra e traffico di droga, incarcerato e successivamente condannato in primo grado. Dopo una lunga battaglia giudiziaria venne assolto in appello e definitivamente in Cassazione. Il suo caso è rimasto uno dei simboli più noti dell’errore giudiziario italiano e della battaglia garantista.
Prima dell’intervento dell’autore, sono intervenuti esponenti del mondo radicale, giuridico e delle istituzioni.
Sergio Barbaro, presidente dell’Associazione Marco Pannella, ha richiamato una frase diventata emblematica del percorso politico e civile di Tortora: «Ero liberale perché ho studiato, sono radicale perché ho capito». Una definizione che lo stesso Tortora amava ripetere e che sintetizza il legame instaurato negli anni più difficili della sua vicenda con Marco Pannella e il Partito Radicale.
L’avvocato Gianluca Pescatori ha posto poi l’accento soprattutto sul rapporto tra giustizia e informazione: «Tortora è una figura che viene distrutta dal rapporto malato tra un certo tipo di giustizia e il giornalismo. Anche oggi sembra talvolta che sia l’imputato a dover dimostrare la propria innocenza e non il contrario». Un tema che attraversa anche il libro di Pezzuto: la trasformazione dell’indagine giudiziaria in un processo mediatico capace di produrre una condanna sociale molto prima della sentenza.
Bruno Mellano, già Garante dei detenuti del Piemonte, ha affrontato il tema della detenzione e del confine, spesso delicato, tra giustizia e ingiustizia, ricordando anche un particolare filo conduttore piemontese della vicenda Tortora. «È incredibile come in questa storia emerga spesso anche un ruolo del Piemonte e dei piemontesi. Tortora, per esempio, inviò una lettera a Raffaele Costa, recentemente scomparso, chiedendogli di fare qualcosa per la vergogna giudiziaria che lo aveva colpito. E poi il Tortora “piemontese” che inventò le tv private con TeleBiella”.
Per l’avvocato Stefano Capra, presidente delle Camere Penali, la vicenda dimostra che «Sarà anche vero alla fine che il sistema ha gli anticorpi e la verità è stata riconosciuta. Ma tutto sarebbe stato diverso se Tortora non fosse stato incarcerato prima del processo». Capra ha inoltre sottolineato la necessità che le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia non vengano considerate sufficienti da sole: «La dichiarazione del pentito deve essere “vestita”, deve cioè trovare riscontri».
Protagonista dell’incontro Vittorio Pezzuto, che con Applausi e sputi ha voluto ricostruire non soltanto l’odissea giudiziaria, ma l’intera figura di Tortora, compreso il grande innovatore della televisione italiana. «Ho scritto la prima edizione nel 2008 e ho deciso oggi di aggiornarla perché la sua storia continua a parlarci del presente». Una scelta dettata anche dalla necessità di trasmettere quella memoria alle generazioni più giovani, molte delle quali conoscono poco o per nulla la figura del conduttore.
Pezzuto ha ricordato la storia di Tortora, non solo Portobello ma anche la Domenica sportiva e poi l’epopea delle tv private. Tortora uomo nobile che non diede in diretta la notizia della morte del calciatore granata Gigi Meroni perché non voleva che la madre apprendesse la notizia dal teleschermo. Tortora che portò i politici a cantare in televisione, che inventò il meccanismo delle nomination in televisione. Insomma un grande innovatore.
Per Pezzuto il caso Tortora rappresenta inoltre uno spartiacque nel rapporto tra cronaca e giustizia: «Oggi il processo mediatico è diventato permanente». Se negli anni Ottanta la gogna passava soprattutto attraverso giornali e televisioni, oggi i social hanno ulteriormente accelerato il meccanismo, consentendo di pronunciare sentenze virtuali di colpevolezza o innocenza nel giro di pochi minuti”.
“La storia di Enzo Tortora continua a parlarci del presente. Il suo calvario personale si trasformò in una battaglia per i diritti e per una giustizia giusta, contro l’abuso della carcerazione preventiva”.
Informazione promozionale
Un’investigatrice privata, due casi apparentemente semplici e una verità che riporta alla luce un passato impossibile da dimenticare
La protagonista di Oltre le apparenze è Bianca, una giovane investigatrice privata che lavora presso l’agenzia “Oltre Investigazioni”. Abituata a cercare la verità e a muoversi tra segreti e bugie, Bianca si trova ad affrontare due casi apparentemente semplici, ma destinati a rivelarsi più complessi del previsto.
Il primo riguarda Olivia, convinta che il marito Luca la tradisca. Il secondo coinvolge Virginia, legata a un uomo che sembra vivere di menzogne. Nel corso delle indagini, dettagli apparentemente insignificanti iniziano a mettere in discussione le certezze dei protagonisti.
Parallelamente alle vicende investigative, il passato di Bianca torna a riaffacciarsi nella sua vita, riportando alla luce verità che credeva di essersi lasciata alle spalle.
Nel romanzo trovano spazio anche tematiche attuali e delicate, tra cui la violenza di genere, la dipendenza psicologica, l’amicizia, il tradimento e il perdono. Temi che si intrecciano alle vicende dei personaggi e alle indagini, mostrando come dietro ciò che appare possa nascondersi una realtà completamente diversa.
Il titolo Oltre le apparenze racchiude proprio questo concetto: non sempre ciò che vediamo corrisponde alla verità e, per scoprirla, è necessario andare oltre la superficie.

L’autrice
Luana Finzio, nata a Torino nel 1991, lavora da dieci anni presso un’agenzia di investigazioni. Da sempre affascinata dalle storie, dai segreti e da tutto ciò che si nasconde dietro ciò che vediamo in superficie, affianca alla sua attività professionale la passione per la lettura e la scrittura.
Oltre le apparenze, pubblicato nel 2026 da bookabook, è il suo primo romanzo, dove il mondo delle investigazioni si intreccia con una storia fatta di segreti ed emozioni. Ha già concluso il suo secondo romanzo di genere thriller, attualmente in gara al torneo letterario IoScrittore, e ha iniziato la stesura del terzo.
Dove trovare il libro
Link sito Editore Bookabook: https://bookabook.it/libro/oltre-le-apparenze/
Link sito Amazon: https://amzn.eu/d/0awtji1n
Social
Link profilo Instagram: https://www.instagram.com/luanafinzio
Link profile Facebook: https://www.facebook.com/share/1CFhuBp7H9/?mibextid=wwXIfr
Interviste e approfondimenti
ARTCAST: https://www.artcast.it/artisti/luana-finzio/
TUXTU PODCAST: https://open.spotify.com/episode/2V0MIMR4RPYPtYUEcfk79u?si=WLl6uTVXQHu7hw4rweLELw
THE DRAFT: https://open.substack.com/pub/erikaragione87/p/oggi-ascoltiamo-luana-finzio?r=8qyswm&utm_medium=ios
Un invito alla lettura, una sorpresa, una traccia di una storia sul territorio.
C’è un modo curioso di incontrare un libro, non cercarlo in libreria, non ordinarlo su Internet, non prenderlo in prestito in biblioteca, ma trovarlo per caso su una panchina, vicino a una stazione, in un parco, sul cestino di una bicicletta. Un libro lasciato lì apposta perché qualcun altro lo prenda e lo riapra.
È la filosofia dei “libri in giro”, una delle forme più spontanee e sorprendenti del bookcrossing. L’idea è semplice: un lettore decide di “liberare” un volume, affidandolo alla città e chi lo trova può prenderlo, leggerlo e, se vuole, rimetterlo a sua volta in circolazione. È una sorta di passaggio di mano senza bisogno di acquistare, senza tessere fedeltà, senza scaffali. Il libro diventa così un messaggio affidato al caso e, soprattutto, alla curiosità degli altri.
Negli ultimi anni iniziative di questo tipo si sono moltiplicate in diverse città italiane. A Torino, per esempio, dal 2019, esiste Pagina37, un progetto dell’associazione Circolarte APS che raccoglie libri donati dai lettori e li ridistribuisce gratuitamente. I volumi vengono nascosti in città, nei luoghi più impensati: una panchina, una stazione, un parco, persino il cestino di una bicicletta. Il progetto organizza anche caccie al libro, speed reading, incontri e altre occasioni per trasformare la lettura in un’esperienza collettiva. Sul libro c’è scritto “prendimi”! Ma c’è di più se si trova un libro di Pagina37 basta fargli una foto e pubblicarla su Facebook o Instagram taggando Pagina37 e a fine stagione verrà scelta la foto più bella e al suo autore riconosciuto un Buono Libro.
E il fenomeno sembra arrivare in un momento in cui ce n’è particolarmente bisogno. I dati pubblicati dall’Istat raccontano un’Italia dove si legge ancora molto, ma dove la lettura resta tutt’altro che scontata. Nel 2024 il 57,1% delle persone dai sei anni in su dice di aver letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi, sono circa 32 milioni di persone e dieci anni prima erano il 59,4%. Attualmente leggono di più le donne, il 62,6%, rispetto agli uomini, fermi al 51,2%, il divario territoriale rimane evidente: nel Centro-Nord legge oltre il 60% della popolazione, mentre nel Mezzogiorno la quota scende al 47%. Ancora più forte è il rapporto con l’istruzione e il reddito: tra le persone con titolo di studio elevato la lettura è circa tre volte superiore rispetto a chi possiede un livello di istruzione basso.
Sono numeri che spiegano perché portare i libri fuori dai luoghi tradizionali della cultura possa avere un significato che va oltre la simpatica sorpresa di trovare un romanzo o un saggio per strada. Se il libro rimane soltanto dove già sappiamo di poterlo trovare, rischia di incontrare soprattutto chi è già lettore. Se invece arriva in una piazza, in un quartiere, su una panchina o durante un viaggio in tram, può intercettare anche chi non aveva programmato di leggere.
C’è poi un altro dato interessante: nel 2025 oltre sette lettori su dieci hanno letto esclusivamente libri cartacei. Gli e-book e i libri online sono utilizzati dal 25,7% dei lettori, mentre gli audiolibri riguardano una quota ancora più contenuta della popolazione; il digitale, insomma, non ha cancellato la carta, anzi, il libro fisico continua ad avere una forza particolare: si può regalare, prestare, lasciare su una panchina, trovare per caso.
Forse è proprio questo il punto, un libro “abbandonato” volontariamente in un luogo pubblico non è propriamente lasciato andare è, invece, un libro che cambia proprietario; dentro le sue pagine rimane qualcosa del lettore precedente: una dedica, una sottolineatura, una frase o una data. Il libro diventa così anche una traccia umana che diffonde il vizio della lettura.
A Torino, Pagina37 ha trasformato questa idea in un vero gioco urbano: alcuni libri vengono donati direttamente dagli autori una dedica autografa, altri portano il nome del lettore che ha scelto di metterli in circolo. È una biblioteca senza edificio, senza orari di apertura e senza bancone del prestito. Una biblioteca fatta di incontri casuali.
Il bello dei “libri in giro” sta proprio qui: in una città sempre più attraversata velocemente, dove quasi tutto arriva attraverso uno schermo, un libro fermo su una panchina costringe a rallentare, a riflettere. Qualcuno lo ha lasciato per qualcun altro, non si sa chi sia, non si conosce chi lo troverà, si sa soltanto che quel libro avrà una nuova possibilità di essere letto e dopo, magari, potrà ricominciare il suo viaggio.
Info https://pagina37.it/
Maria La Barbera

La passione dei libri per Torino
Capitale della cultura, luogo privilegiato dove storia, letteratura e arte si incontrano, Torino è un punto di riferimento intellettuale, un magico scenario che ha ispirato penne illustri dando vita a opere meravigliose e famose, scritture dove vite celebri e comuni si incrociano
La città ha ispirato autori celebri come Primo Levi, Erasmo da Rotterdam, Torquato Tasso, Jean-Jacques Rousseau, Emilio Salgari, Natalia Ginzburg, Italo Calvino, Cesare Pavese, ha incantato personaggi come Nietzsche: “E l’aria: secca, energizzante, allegra… il primo luogo in cui sono possibile!”, letterati come Italo Calvino: “Torino è una città che invita al rigore, alla linearità, allo stile. Invita alla logica, e attraverso la logica apre alla follia”. L’eleganza della città, le sue piazze signorili e imponenti, i caffè raffinati, il fermento garbato, il Liberty, il Barocco, la magia, il mistero, tutto a Torino ispira, crea suggestioni positive, slanci creativi che inevitabilmente portano alla produzione di grandi opere. “Profonda” diceva De Chirico, “seconda a nessun’altra per magnificenza” secondo Gogol, uno dei più grandi autori della letteratura russa. Questo fervore ha dato vita a numerosi testi che vedono Torino come sfondo, come scenografia di storie che ci hanno appassionato, emozionato e fatto guardare la città con occhi diversi.
Il Libro Cuore di Edmondo De Amicis, il suo capolavoro, un libro per ragazzi ma apprezzato da tutti, in una Italia appena unita il diario di un bambino racconta l’amore per la patria, il rispetto per i genitori, lo spirito di sacrificio, la carità, l’obbedienza.
La solitudine dei numeri primi è il libro di debutto di Paolo Giordano, giovane autore torinese e vincitore del Premio Strega e Campiello. Un romanzo che racconta la storia di due giovani le cui vite sono state segnate da dolorose vicende della loro infanzia. Torino non è menzionata, ma tanti sono i luoghi citati come la Gran Madre o la Basilica di Superga. Al libro è ispirato l’omonimo film.
Il cimitero di Praga. Ambientato tra Torino, Parigi e Palermo è il sesto romanzo di Umberto Eco. Il capitano Simone Simonini, il protagonista di fantasia dell’opera e trait-d’union con gli altri personaggi, è un falsario cinico del XIX secolo, gli altri attori sono invece figure storiche del Risorgimento realmente esistite. Un libro che racconta di insurrezioni, rivolte, congiure.
La Casa in Collina Ambientato a Torino e nelle zone circostanti è uno dei più bei romanzi di Cesare Pavese. Una storia che affronta il problema della solitudine durante Seconda Guerra Mondiale, ma anche l’impegno civile, la pace interiore, la fuga, i sensi di colpa di Corrado il protagonista. Può essere considerato l’espressione del momento più maturo professionalmente dello scrittore piemontese.
Lessico Famigliare Gesti, comportamenti, episodi e soprattutto frasi della vita quotidiana dei Levi una famiglia ebrea e antifascista che vive nella Torino degli anni ’30. I ricordi, la lontananza, il disperdersi della famiglia a causa della guerra raccontati dall’interno da Natalia Ginzburg. Un libro-testimonianza che si è aggiudicato il Premio Strega nel 1963.
La giornata d’uno scrutatore. Italo Calvino narra la storia di Amerigo Ormea, intellettuale comunista, il cui scopo è quello di impedire che le persone incapaci di intendere e di volere vengano influenzate da religiosi a votare per la DC, si svolge tutto in un giorno in una sede unica: il Cottolengo di Torino. E’ un libro autobiografico il cui protagonista è l’alter ego dell’autore. Calvino ha impiegato molto tempo per scrivere questo libro, dal ’53 al ’63, non per una ricerca della perfezione, ma per l’impossibilità di scrivere sull’argomento in piena libertà.
Torino è casa mia. “Torino è Torino. Non è una città come un’altra” dice l’autore Giuseppe Culicchia e “aprire questo libro è un po’ come entrare in casa nostra. Mia. Vostra”.
Lo scrittore paragona Torino alla sua casa con “un ingresso, la stazione di Porta Nuova, una cucina, il mercato di Porta Palazzo, un bagno, il Po, e poi naturalmente il salotto di Piazza San Carlo, e quel terrazzo che è il Parco del Valentino, e il ripostiglio del Balon, e una quantità di altre cose e di altre storie”.
Oltre a questi opere, sicuramente tra le più note, ce ne sono molte altre che vedono la Città della Mole come meravigliosa protagonista:
Il Fantasma di Piazza Statuto, di Massimo Tallone, La Donna della domenica e A che punto è la notte di Fruttero – Lucentini, Torino Parallela di Baricco – Sterling, La Fratellanza della Sacra Sindone di Julia Navarro, La Commedia Torinese: Vicende di una eredità letteraria di Michael Krüger e davvero tanti altri.
Maria La Barbera
“Libri a Castello” a Racconigi
Torna al “Castello” di Racconigi la preziosa kermesse dedicata a libri e lettura. E non mancherà un riferimento al Teatro shakespeariano
Da domenica 13 a mercoledì 16 settembre
Racconigi (Cuneo)
Emanuele Filiberto di Savoia, la cantautrice – scrittrice palermitana Giusy Ferreri e la giornalista – conduttrice televisiva barese Marianna Aprile: saranno loro gli ospiti d’eccezione della quarta edizione di “Libri a Castello”, la Rassegna letteraria ospitata nell’arco di quattro serate (da domenica 13 a mercoledì 16 settembre) all’interno della “Residenza Sabauda” di Racconigi e organizzata dal “Comune di Racconigi” insieme al “Gruppo di Lettura Carmagnola” e al locale “Lions Club”, in collaborazione con “Residenze Reali Sabaude – Ministero della Cultura”.
Come da tradizione, la Rassegna si aprirà presentando domenica 13 (ore 21) “Shakespeare – Sonetti di Mezza Estate”, spettacolo teatrale di Elena Piazza e Maurizio Liberti (con Roberto Belforte, Davide De Luca, il Corpo di Ballo “Essenza danza”, Rebecca Mellano e Federico Tovoli), che nel corso dell’estate ha già attraversato la provincia di Torino e che proprio a Racconigi vedrà la conclusione della sua tournée. Obiettivo: portare i “Sonetti” dell’immenso “Bardo” o “Cigno dell’Avon”, fuori dai teatri, trasformando castelli, cortili e piazze in autentici palcoscenici a “cielo aperto”, al fine di rendere la grande letteratura accessibile a tutti e creare un’esperienza partecipativa che si conclude sempre con una tradizionale “giga” (antica danza popolare dal ritmo saltellante) danzata insieme al pubblico.
Clou dell’evento (il cui manifesto ufficiale è stato realizzato, quest’anno, dal noto illustratore venezuelano residente a Torino, Fernando Cobelo e che vedrà quale presentatrice l’attrice Roberta Belforte), i tre appuntamenti a seguire: tre presentazioni di libri (sempre alle 21) con altrettanti autori di indiscussa notorietà. Ad aprire la terna sarà, lunedì 14 settembre, Emanuele Filiberto di Savoia, nipote dell’ultimo re d’Italia e unico figlio di Vittorio Emanuele e Marina Doria, riconosciuto da una parte dei monarchici italiani come il “capo” di Casa Savoia, in disputa dinastica con il cugino Aimone di Savoia-Aosta. Emanuele Filiberto presenterà, per l’occasione, il suo recente libro (“Sperling & Kupfer” editore) dal titolo “La Regina di maggio”, scritto in memoria della nonna Maria José del Belgio (nome italianizzato in Maria Giuseppina di Savoia: 1906 – 2001) comunemente nota come la “Regina di maggio”– apertamente antifascista – il cui soprannome deriva dal fatto che il suo Regno, quale consorte di Umberto II, durò soli 34 giorni (dal 9 maggio al 12 giugno 1946) subito prima che il “referendum” istituzionale del 2 giugno sancisse la nascita della “Repubblica” e decretasse la fine della “Monarchia”, seguita il 13 giugno dall’esilio dei Savoia. “Attraverso le confidenze rubate alla ‘Regina di Maggio’, durante le lunghe passeggiate domenicali nel castello svizzero di Merlinge, Emanuele – è stato scritto – riavvolge il filo dei ricordi e ci riporta agli anni bui del Ventennio con un racconto vivido, intimo e profondamente umano”. Il suo è “un viaggio emozionante, che intreccia la storia dei Savoia con quella del nostro Paese, ma al tempo stesso è un racconto fortemente autobiografico che parla dell’amore di un nipote per la nonna mai dimenticata”.
Dopo di lui, toccherà (martedì 15) alla cantautrice palermitana Giusy Ferreri raccontare del suo primo libro “Le voci interrotte” (di recentissima uscita per i tipi di “Solferino” editore), un “fantasy noir” che “unisce tinte gotiche” a un “giallo” ambientato nel mondo della musica; a seguire sarà, infine, la giornalista e conduttrice televisiva barese Marianna Aprile a presentare (mercoledì 16) “La promessa”, storia di una rivoluzione completa, dal “suffragio femminile” (2 giugno 1946) alla “prima donna” a Palazzo Chigi (Giorgia Meloni, insediata nell’ottobre 2022). Le serate si svolgeranno nel piazzale antistante il Castello di Racconigi e, in caso di maltempo, sotto l’“Ala Mercatale Eventi”, con accesso fino ad esaurimento posti disponibili. Non è prevista la prenotazione.
A completare il programma, nel pomeriggio di domenica 13 settembre, nel “Salone d’Ercole”, sarà inoltre presentato il nuovo “Carnet de Voyage” di Stefano Faravelli, noto pittore e scrittore orientalista, “Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante”, appena pubblicato da “EDT”. Nella stessa occasione sarà anche inaugurata la mostra “Specchi del Giappone” con le sue opere in dialogo con il patrimonio conservato nel Castello (13 settembre – 1° novembre 2026), in collaborazione con “EDT” e il “Gruppo di Lettura Carmagnola”. Non solo. In occasione della Rassegna, il “Castello” sarà aperto in via straordinaria con “Il Novecento in Castello”, suggestivo “itinerario notturno” (dalle 19 alle 23), con visite accompagnate in gruppo (max 25 persone). Biglietti per le visite acquistabili su “App” o sito “Musei Italiani”.
Per ulteriori info: pagina Facebook “Gruppo di Lettura Carmagnola” o tel. 392/5938504 o www.gruppodilettura.net
Gianni Milani
Nelle foto: Emanuele Filiberto di Savoia; Manifesto ufficiale “Libri a Castello”
La rassegna mensile dei libri
AGOSTO 2026
È finita l’estate ma non finisce la voglia di leggere: cosa ci aspetta in libreria in questo mese?
Il Libro del Mese – La Scelta dei Lettori
Il più discusso tra i titoli presenti sul nostro gruppo FB è, senza dubbio, “Theo Da Golden E La Ricerca Della Felicità”, di Allen Levi, definito “non necessariamente un romanzo che cambia la vita, ma che apre uno spiraglio nel grigio e restituisce un po’ di respiro”. Obiettivo centrato, sembrerebbe!
A chi ama le saghe familiari, segnaliamo l’uscita de I Lázár (Guanda, 2026) di Nelio Biedermann, che racconta l’epopea di una famiglia ungherese nel secolo scorso.
È’ in uscita il nuovo romanzo di Felicia Kingsley, First Lady Per Caso (Newton Compton, 2026): un equivoco trasforma un dibattito elettorale in un infuocato gossip e i due candidati alle elezioni decidono di sfruttare la situazione.
In arrivo anche il nuovo romanzo di Thomas Schlesser che torna con Il Gatto Del Giardiniere (Longanesi, 2026): al centro della sua nuova opera troviamo la poesia, che avvicina Thalie, ex insegnante da poco arrivata in Provenza, e un abile quanto taciturno giardiniere, segnato da un grande dolore.
Consigli per gli acquisti
Questa è la rubrica nella quale diamo spazio agli scrittori emergenti, agli editori indipendenti e ai prodotti editoriali che rimangono fuori dal circuito della grande distribuzione.
Gargoyle (Sensibili Alle Foglie edizioni, 2026), romanzo autobiografico di Alfredo Vassalluzzo nel quale l’autore racconta la sua esperienza di insegnante all’interno di un istituto penitenziario.
Incontri con gli autori
Abbiamo intervistato per voi gli autori più richiesti del momento: leggete le nostre interviste a Anna Maria Geraci , Filippo Venturi , Roberta Lepri , Maria Oruna e Valter Tucci .
Per rimanere aggiornati su novità e curiosità dal mondo dei libri, venite a trovarci sul sito www.ilpassaparoladeilibri.it
Libri che parlano di libri
Una bacheca che dedicata ai libri che raccontano se stessi.
Durante una bella passeggiata nella nostra citta’ sono entrata in una delle mie librerie preferite alla ricerca di un libro che mi ispirasse. Oltre ad alcuni titoli che mi hanno convinto per i loro argomenti interessanti, ho trovato una intera bacheca che mi ha colpito molto: “i libri che parlano di libri”, un’ intera collezione di pubblicazioni meravigliose che sottolineano l’importanza della lettura e raccontano di storie ambientate in biblioteche e altri luoghi magici colmi di copertine e carta stampata.
Sorpresa dall’idea e ammirata dalle copertine colorate e iconiche, ho notato alcuni titoli che mi hanno incuriosito particolarmente.

Il primo e’ Curarsi con i libri, di Ella Berthhoud e Susan Elderkin, che racconta di rimedi letterari per ogni malanno. Il volume propone una sorta di ricettario letterario, dedicato al corpo e allo spirito, e il suo potere curativo in base alla problematica da affrontare, dal raffreddore al mal d’amore. Il libro, edito da Sellerio, e’ scritto con un approccio umoristico e narra aneddoti e storie di vita di protagonisti piu’ o meno illustri coinvolti da disturbi e acciacchi di varia natura.
Un altro libro che ha attirato la mia attenzione e’ la Biblioteca dei sussurri, di Desy Icardi, ambientato a Torino e pubblicato da Fazi.
Dora e’ una bambina speciale che abita in una casa che si affaccia sull’omonimo fiume torinese. La piccola protagonista ha un dono particolare, riesce ad ascoltare i sussurri della casa, gli “spifferi” di chi non c’e’ piu’. Tutto procede normalmente finche’ la morte non si porta via suo zio e per consolarsi passa le sue giornate nella Biblioteca Civica di Torino dove incontra il Lettore Centenario che le insegnera’ ad essere una vera lettrice.
Il libraio di Venezia, edito da Feltrinelli, invece, con la sua copertina che raffigura la calma dopo la tempesta, narra della famosa libreria Moby Dick che Il 12 novembre 2019 viene inondata da 187 centimetri di acqua che sommerge gli scaffali di Vittorio, il proprietario. Tutto sembra perduto, ma quei libri anche se oramai sono rovinati dall’acqua e non piu’ perfetti, sono ancora vivi, proprio da questa visione parte la rinascita, simbolo di speranza. Personaggi, colpi di scena, l’amore che nasce grazie ai libri, un bel romanzo di Giovanni Montanaro.
Un altro libro che mi ha attirato a se’ per la copertina, una libreria con una scritta in giapponese in una bella illustrazione e’ I miei giorni nella libreria Morisaki, di Satoshi Yagisawa, edito da Feltrinelli.

Ambientato a Jinbōchō, Tōkyō, il tranquillo quartiere delle librerie in mezzo ai grattacieli della capitale giapponese, narra di Tatakouna giovane ragazza reduce da una delusione amorosa. Lo zio, Satoru, decide di tenderle la mano proponendole di lavorare qualche ora nell’antica libreria e di abitare al piano di sopra di questa, la ragazza accetta la proposta nonostante non sia, ancora, una amante dei libri. Le giornate saranno scandite da discussioni sulla letteratura giapponese e dagli incontri con un ragazzo coinvolto da un misterioso romanzo. Tatako scoprira’ un modo di relazionarsi e di comunicare che parte dai libri.
Molti altri sono i libri esposti in questa bella vetrina dedicata alla lettura: il noto L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon, Una vita da libraio di Shaun Bythell, La piccola libreria sul Tamigi di Frida Skyback, Il club delle fate dei libri di Thomas Montasser e moltissimi altri.
La lettura e’ una passione, ma puo’ essere una terapia molto efficace, i libri sono quei rimedi di cui non si dovrebbe mai fare a meno.
MARIA LA BARBERA
Informazione promozionale
Un viaggio nella Napoli di fine Ottocento: la scoperta di una verità nascosta che può sconvolgere una vita
Le vicende ruotano attorno al giovane pittore Michele Castaldo in cerca di una svolta nella sua carriera, la cui identità viene messa in discussione nel corso della narrazione proprio attraverso alcune opere pittoriche che sarà chiamato a realizzare. Sarà così trascinato, suo malgrado, in situazioni assurde e rischiose.
Il protagonista, da poco rimasto orfano di sua madre, viene convocato al monastero di Santa Chiara per realizzare un affresco in sole tre settimane. Fin qui tutto bene, se non fosse che la parete su cui dovrebbe dipingere è avvolta da un’aura piuttosto sinistra: tempo prima, un altro pittore, Antonio Abbati, aveva provato a realizzarvi un affresco. Abbati, tra l’altro, era una sorta di “idolo artistico” di Michele: era autore infatti di un ritratto femminile che aveva avuto un ruolo primario nell’interessamento del protagonista alla pittura.
Michele si trova quindi a lavorare proprio nel luogo in cui ha lavorato Antonio Abbati e da lì inizia a scivolare in un labirinto di domande, coincidenze troppo strane e verità che in tanti avevano provato a nascondere. 
Dopo l’evento al monastero, Michele può comunque dedicarsi a un’altra commessa, quella del conte Arinaldi, uomo sinistro che, in cambio di un affresco nel suo palazzo, gli offre una grossa cifra, ma la ricerca della verità, sapere cosa è successo al monastero diventa per Michele un percorso psicologico e personale, che lo porterà a scoprire cose su di sé e sulle persone che gli sono vicine.
Inoltre, un amore del passato, e mai del tutto risolto, riaffiorerà in tutta la sua intensità permettendo al protagonista non solo di riannodare i tanti eventi e dare loro un senso, ma anche di superare quella barriera che separa la vita dalla morte.
La vicenda è anche un affascinante quanto intricato viaggio nella Napoli del tempo: una città che non fa da sfondo alla storia, ma ne è coprotagonista; una città dalle molteplici sfaccettature e che, nei suoi vicoli e nelle sue ombre, nel rapporto lì esistente tra la vita e la morte ha uno dei suoi pilastri più importanti. Napoli – con i suoi sotterranei, la sua tradizione, la convivenza tra sacro e profano in intrecciano in un gioco di luci, colori e ombre – è il simbolo delle vicende narrate, del mistero che le avvolge e dei diversi colpi di scena presenti nella storia.
Come può un dipinto celare al suo autore un segreto così grande che, se interpretato, può sconvolgere per sempre la sua stessa vita?
Oltre l’ombra dei colori è un romanzo a tema artistico e psicologico nel quale le vicende ruotano attorno al protagonista, la cui identità viene messa in discussione nel corso della narrazione proprio attraverso alcune opere pittoriche che sarà chiamato a realizzare. Come può, infatti, un dipinto celare al suo autore un segreto così grande che, se interpretato, può sconvolgere per sempre la sua stessa vita? È questa la domanda principale che sottende il romanzo. Altro leitmotiv della vicenda è il motto latino veritas filia temporis. Nessuna verità può restare occulta per tanto tempo; prima o poi troverà il modo, anche virulento, di emergere.
Il romanzo è anche un viaggio alla ricerca si sé stessi, del senso della propria vita e delle proprie radici; un viaggio che a volte può mettere in discussione le proprie certezze. Il protagonista, dopo gli eventi del romanzo, non riuscirà a dare più lo stesso significato al mondo nel quale aveva vissuto e, in questo percorso di scoperta anche interiore, dovrà necessariamente affrontare il dilemma se uscire oppure no dalla sua caverna platonica.
Attorno alla figura del protagonista si snocciola una serie di personaggi molto diversi tra loro, per situazione sociale e peso narrativo, grazie ai quali prende forma sulla pagina l’altra vera protagonista del romanzo: Napoli. La città, bella e tragica, si presenta in tutte le sue sfaccettature, e con i suoi vicoli e le sue ombre emerge come l’ambientazione perfetta per questo romanzo che, proprio sulla costante commistione tra la vita e sulla morte, poggia il suo pilastro più importante. L’autore racconta la città senza mai fare l’occhiolino alla caricatura ma con grande rispetto e vi colloca il prodotto della sua immaginazione incastrandolo molto bene nella cornice scelta, dalla quale sembra essersi fatto ispirare.
La storia è molto densa di avvenimenti ma i frequenti colpi di scena, i dialoghi tra i personaggi e l’ambientazione coerente rispetto alla storia contribuiscono a mantenere alta l’attenzione del lettore, anche quando le situazioni descritte sfiorano il surreale. Considerando la mole degli eventi che prendono forma nel romanzo, il numero dei personaggi è relativamente circoscritto e ciascuno di essi è ben caratterizzato, risultando subito familiare per il lettore.
C’è un alone di costante mistero nella narrazione che procede a un ritmo costante, sostenuta da uno stile lineare che ha una propria personalità. Il lettore è invogliato a proseguire la lettura per conoscere lo scioglimento delle situazioni via via sempre più intricate, ma allo stesso tempo è spinto a godere della pagina lentamente, dandole il tempo che si merita. Forse anche questo in pieno stile napoletano.
L’autore:
Carlo Morriello, classe 1969, è nato a Napoli ma vive a Castelfranco Veneto (tv). Laureato in Lettere moderne e specializzato nell’insegnamento secondario, dal 2015 è docente di materie letterarie nelle scuole secondarie di secondo grado.
Coltiva da tempo la passione per la scrittura, e in diverse forme: ha collaborato con alcuni periodici locali per le pagine di cronaca, cultura e approfondimento. Per Montedit ha pubblicato, nel 2000, una raccolta di racconti.
RICONOSCIMENTI:
Oltre l’ombra dei colori è il suo romanzo d’esordio, che ha conosciuto una gestazione di circa tre anni e con il quale in due distinte edizioni del concorso nazionale Io scrittore è rientrato tra i 300 finalisti.
Risulta:
-
finalista al premio letterario internazionale Mario Luzi – edizione 2025;
-
segnalazione di merito alla seconda edizione del “Premio in Giallo – Giuseppe Ciabattini”;
-
menzione speciale al “Premio letterario internazionale Amici di Giambattista Vico” – I ediz. 2025.
CONTATTI CON L’AUTORE:
sito web: www.carlomorriello.it
ALTRE INFORMAZIONI
Pagina web del romanzo:
https://bookabook.it/libro/oltre-lombra-dei-colori/
Link Amazon
Amazon.it: Oltre l’ombra dei colori – Morriello, Carlo – Libri
Booktrailer e fast trailer:
https://www.youtube.com/watch?v=L9EL1UDkXJo
https://www.youtube.com/shorts/FgjGKr1pa_M
all’interno del canale YouTube:
https://www.youtube.com/@carlomorriello
ESTRATTO DI ALCUNE RECENSIONI/INTERVISTE:
https://www.annuariodelcinema.it/news/esce-oltre-lombra-dei-colori
https://www.liberolibro.it/oltre-lombra-dei-colori-di-carlo-morriello/
https://www.corrierenazionale.it/2025/04/17/carlo-morriello-in-libreria-con-oltre-lombra-dei-colori/
https://grandenapoli.it/oltre-lombra-dei-colori-romanzo-carlo-morriello-napoli/.
https://oblo.it/oltre-lombra-dei-colori-intrigante-thriller-di-morriello/
titolo: Oltre l’ombra dei colori
autore: Carlo Morriello
genere: Romanzo
nr. pagine: 416
CASA EDITRICE: Bookabook di Milano
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 aprile 2025
CODICE ISBN: 979-1255993001
COSTO: € 22,00
“Un calice di Erbaluce”
Venerdì18 settembre alle 21.00 a Burolo
Debora Bocchiardo a Villa Pasta presenta: “Un calice di Erbaluce”
In sala 16 autori raccontano l’oro del Canavese
Debutto in grande stile, venerdì 18 settembre alle 21, nel salotto di Villa Pasta, a Burolo (To), in via Parrocchia n. 15, per l’antologia: “Un Calice di Erbaluce” (Edizioni Pedrini).
Con la curatrice della silloge, la giornalista e autrice Debora Bocchiardo, interviene il direttore editoriale della Edizioni Pedrini con gli autori del primo libro che propone una miscellanea letteraria sul pregiato vino autoctono del Piemonte e che leggeranno in presenza parti della loro opera.
Nel corso della presentazione sono previsti l’intervento di Franco Cominetto, nella doppia veste di sindaco di Burolo e di presidente del Distretto del Cibo e del Vino del Mombarone, Serra Morenica e Naviglio di Ivrea, e della professionista Caterina Andorno sommellier e già presidente del Consorzio dell’Erbaluce di Caluso, Carema e Canavese.
Alla serata, inoltre, saranno presenti diversi produttori del Distretto del Cibo e del Vino, con esposizione della propria produzione di Erbaluce.
L’antologia sull’Erbaluce è nata da un’idea di Debora Bocchiardo. In un volume, composto da 16 racconti di generi diversi, autori con varie esperienze e stili narrativi spesso molto distanti, hanno raccolto l’invito a partecipare a questo progetto e rendono omaggio ad uno dei prodotti simbolo del Canavese, delle sue tradizioni e della sua storia.
L’Erbaluce diventa la protagonista non solo della tavola ma, anche, di un autentico banchetto letterario. Un’idea editoriale che incontra l’enologia, la vocazione agricola di una terra, i sentimenti di appartenenza che orgogliosamente la caratterizzano, in un “menu” completo di emozioni, per esaltare i mille sapori della vita, in ogni senso.