Un thriller finanziario ambientato nel Ticino dei primi anni Duemila.
È uscito in settimana, autopubblicato su Amazon da Claudio Bollentini, “L’uomo di Lugano. Il denaro non puzza”. È un libro ispirato da vicende e fatti realmente accaduti, opportunamente celati e romanzati, raccontati con lo stile senza fronzoli del giornalista d’inchiesta. Lo scenario è la piazza finanziaria luganese dei primi anni Duemila. Un periodo critico e decisivo per gli gnomi svizzeri, costellato di strani suicidi e torbide trame collegate ad alcuni irrisolti scandali italiani. La narrazione che si dipana nell’arco di un biennio è una buona occasione per fare il punto della situazione nel Ticino di allora, una fase in cui si ponevano le basi delle trasformazioni successive. Un mondo finiva irrimediabilmente per gli evidenti limiti di una generazione che anche per motivi biologici era alla fine e per le pressioni internazionali sempre più incombenti. Un periodo di mezzo in cui non si intravedevano ancora le soluzioni più appropriate per la sopravvivenza della piazza finanziaria luganese.
La trama. Il libro narra la storia di un gestore patrimoniale varesino poco più che trentenne agli inizi degli anni 2000. La sua vita cambia quando decide di trasferirsi a Lugano in Svizzera nell’estate del 2001 perché assunto da una nota fiduciaria finanziaria. Il periodo non è storicamente dei più favorevoli, ma per lui non è nulla in confronto a quello che succederà dopo la scomparsa di lì a poco del presidente della fiduciaria, una morte ufficialmente derubricata a suicidio per non ben specificati motivi legati al lavoro. Il giovane consulente non crede alle soluzioni di comodo trovate in fretta e furia dalle autorità competenti e alle risposte evasive dei colleghi e intende pertanto vederci chiaro, almeno per capire le conseguenze di questi fatti sul suo futuro professionale. Inizia da quel momento un’altra storia, una trama che si dipana con lo stile di un thriller finanziario in un universo opaco pieno di trappole e sabbie mobili, internazionale e trasversale, misterioso e impenetrabile, denso di pericolose collusioni tra finanza e criminalità, di difficile decifrazione anche da parte degli occhi esperti di inquirenti e magistrati. Il protagonista diventa lo svelatore di una storia emblematica di un certo periodo storico in Ticino, i primi anni Duemila e il prezioso narratore di una genia di persone e ambienti finanziari a questo territorio allora strettamente collegata.
L’autore. Claudio Bollentini (Milano, 1963), laureato in Scienze Politiche e specializzatosi in Relazioni Internazionali prima e in Comunicazione Istituzionale e Politica poi, è un giornalista, esperto di comunicazione reputazionale e crisis management, comunicazione istituzionale e politica, tecniche di influenza e di creazione di immagine, con una lunga esperienza tra Italia e Svizzera. Negli ultimi anni ha dedicato ampio spazio ai new media sul web e ai social network creando blog, portali e giornali. Divide la sua vita tra Varese e Novalesa in Piemonte.