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La passione dei libri per Torino

Capitale della cultura, luogo privilegiato dove storia, letteratura e arte si incontrano, Torino è un punto di riferimento intellettuale, un magico scenario che ha ispirato penne illustri dando vita a opere meravigliose e famose, scritture dove vite celebri e comuni si incrociano

La città ha ispirato autori celebri come Primo Levi, Erasmo da Rotterdam, Torquato Tasso, Jean-Jacques Rousseau, Emilio Salgari, Natalia Ginzburg, Italo Calvino, Cesare Pavese, ha incantato personaggi come Nietzsche: “E l’aria: secca, energizzante, allegra… il primo luogo in cui sono possibile!”, letterati come Italo Calvino: “Torino è una città che invita al rigore, alla linearità, allo stile. Invita alla logica, e attraverso la logica apre alla follia”.  L’eleganza della città, le sue piazze signorili e imponenti, i caffè raffinati, il fermento garbato, il Liberty, il Barocco, la magia, il mistero, tutto a Torino ispira, crea suggestioni positive, slanci creativi che inevitabilmente portano alla produzione di grandi opere. “Profonda” diceva De Chirico, “seconda a nessun’altra per magnificenza” secondo Gogol, uno dei più grandi autori della letteratura russa. Questo fervore ha dato vita a numerosi testi che vedono Torino come sfondo, come scenografia di storie che ci hanno appassionato, emozionato e fatto guardare la città con occhi diversi.

 

Il Libro Cuore di Edmondo De Amicis, il suo capolavoro, un libro per ragazzi ma apprezzato da tutti, in una Italia appena unita il diario di un bambino racconta l’amore per la patria, il rispetto per i genitori, lo spirito di sacrificio, la carità, l’obbedienza.

La solitudine dei numeri primi è il libro di debutto di Paolo Giordano, giovane autore torinese e vincitore del Premio Strega e Campiello. Un romanzo che racconta la storia di due giovani le cui vite sono state segnate da dolorose vicende della loro infanzia. Torino non è menzionata, ma tanti sono i luoghi citati come la Gran Madre o la Basilica di Superga. Al libro è ispirato l’omonimo film.

Il cimitero di Praga. Ambientato tra Torino, Parigi e Palermo è il sesto romanzo di Umberto Eco. Il capitano Simone Simonini, il protagonista di fantasia dell’opera e trait-d’union con gli altri personaggi, è un falsario cinico del XIX secolo, gli altri attori sono invece figure storiche del Risorgimento realmente esistite. Un libro che racconta di insurrezioni, rivolte, congiure.

La Casa in Collina Ambientato a Torino e nelle zone circostanti è uno dei più bei romanzi di Cesare Pavese. Una storia che affronta il problema della solitudine durante Seconda Guerra Mondiale, ma anche l’impegno civile, la pace interiore, la fuga, i sensi di colpa di Corrado il protagonista. Può essere considerato l’espressione del momento più maturo professionalmente dello scrittore piemontese.

Lessico Famigliare Gesti, comportamenti, episodi e soprattutto frasi della vita quotidiana dei Levi una famiglia ebrea e antifascista che vive nella Torino degli anni ’30. I ricordi, la lontananza, il disperdersi della famiglia a causa della guerra raccontati dall’interno da Natalia Ginzburg. Un libro-testimonianza che si è aggiudicato il Premio Strega nel 1963.

La giornata d’uno scrutatore. Italo Calvino narra la storia di Amerigo Ormea, intellettuale comunista, il cui scopo è quello di impedire che le persone incapaci di intendere e di volere vengano influenzate da religiosi a votare per la DC, si svolge tutto in un giorno in una sede unica: il Cottolengo di Torino. E’ un libro autobiografico il cui protagonista è l’alter ego dell’autore. Calvino ha impiegato molto tempo per scrivere questo libro, dal ’53 al ’63, non per una ricerca della perfezione, ma per l’impossibilità di scrivere sull’argomento in piena libertà.

Torino è casa mia. “Torino è Torino. Non è una città come un’altra” dice l’autore Giuseppe Culicchia e “aprire questo libro è un po’ come entrare in casa nostra. Mia. Vostra”.

Lo scrittore paragona Torino alla sua casa con “un ingresso, la stazione di Porta Nuova, una cucina, il mercato di Porta Palazzo, un bagno, il Po, e poi naturalmente il salotto di Piazza San Carlo, e quel terrazzo che è il Parco del Valentino, e il ripostiglio del Balon, e una quantità di altre cose e di altre storie”.

Oltre a questi opere, sicuramente tra le più note, ce ne sono molte altre che vedono la Città della Mole come meravigliosa protagonista:

Il Fantasma di Piazza Statuto, di Massimo Tallone, La Donna della domenica e A che punto è la notte di Fruttero – Lucentini, Torino Parallela di Baricco – Sterling, La Fratellanza della Sacra Sindone di Julia Navarro, La Commedia Torinese: Vicende di una eredità letteraria di  Michael Krüger e davvero tanti altri.

 

Maria La Barbera

 

 

 

“Libri a Castello” a Racconigi

Torna al “Castello” di Racconigi la preziosa kermesse dedicata a libri e lettura. E non mancherà un riferimento al Teatro shakespeariano

Da domenica 13 a mercoledì 16 settembre

Racconigi (Cuneo)

Emanuele Filiberto di Savoia, la cantautrice – scrittrice palermitana Giusy Ferreri e la giornalista – conduttrice televisiva barese Marianna Aprile: saranno loro gli ospiti d’eccezione della quarta edizione di “Libri a Castello”, la Rassegna letteraria ospitata nell’arco di quattro serate (da domenica 13 a mercoledì 16 settembre) all’interno della “Residenza Sabauda” di Racconigi e organizzata dal “Comune di Racconigi” insieme al “Gruppo di Lettura Carmagnola” e al locale “Lions Club”, in collaborazione con “Residenze Reali Sabaude – Ministero della Cultura”.

Come da tradizione, la Rassegna si aprirà presentando domenica 13 (ore 21“Shakespeare – Sonetti di Mezza Estate”, spettacolo teatrale di Elena Piazza e Maurizio Liberti (con Roberto Belforte, Davide De Luca, il Corpo di Ballo “Essenza danza”, Rebecca Mellano e Federico Tovoli), che nel corso dell’estate ha già attraversato la provincia di Torino e che proprio a Racconigi vedrà la conclusione della sua tournée. Obiettivo: portare i “Sonetti” dell’immenso “Bardo” o “Cigno dell’Avon”, fuori dai teatri, trasformando castelli, cortili e piazze in autentici palcoscenici a “cielo aperto”, al fine di rendere la grande letteratura accessibile a tutti e creare un’esperienza partecipativa che si conclude sempre con una tradizionale “giga” (antica danza popolare dal ritmo saltellante) danzata insieme al pubblico.

Clou dell’evento (il cui manifesto ufficiale è stato realizzato, quest’anno, dal noto illustratore venezuelano residente a Torino, Fernando Cobelo e che vedrà quale presentatrice l’attrice Roberta Belforte), i tre appuntamenti a seguire: tre presentazioni di libri (sempre alle 21) con altrettanti autori di indiscussa notorietà. Ad aprire la terna sarà, lunedì 14 settembreEmanuele Filiberto di Savoia, nipote dell’ultimo re d’Italia e unico figlio di Vittorio Emanuele e Marina Doria, riconosciuto da una parte dei monarchici italiani come il “capo” di Casa Savoia, in disputa dinastica con il cugino Aimone di Savoia-Aosta. Emanuele Filiberto presenterà, per l’occasione, il suo recente libro (“Sperling & Kupfer” editore) dal titolo “La Regina di maggio”, scritto in memoria della nonna Maria José del Belgio (nome italianizzato in Maria Giuseppina di Savoia: 1906 – 2001) comunemente nota come la “Regina di maggio”– apertamente antifascista – il cui soprannome deriva dal fatto che il suo Regno, quale consorte di Umberto II, durò soli 34 giorni (dal 9 maggio al 12 giugno 1946) subito prima che il “referendum” istituzionale del 2 giugno sancisse la nascita della “Repubblica” e decretasse la fine della “Monarchia”, seguita il 13 giugno dall’esilio dei Savoia.  “Attraverso le confidenze rubate alla ‘Regina di Maggio’, durante le lunghe passeggiate domenicali nel castello svizzero di Merlinge, Emanuele – è stato scritto – riavvolge il filo dei ricordi e ci riporta agli anni bui del Ventennio con un racconto vivido, intimo e profondamente umano”. Il suo è “un viaggio emozionante, che intreccia la storia dei Savoia con quella del nostro Paese, ma al tempo stesso è un racconto fortemente autobiografico che parla dell’amore di un nipote per la nonna mai dimenticata”.

Dopo di lui, toccherà (martedì 15) alla cantautrice palermitana Giusy Ferreri raccontare del suo primo libro “Le voci interrotte” (di recentissima uscita per i tipi di “Solferino” editore), un “fantasy noir” che “unisce tinte gotiche” a un “giallo” ambientato nel mondo della musica; a seguire sarà, infine, la giornalista e conduttrice televisiva barese Marianna Aprile a presentare (mercoledì 16“La promessa”, storia di una rivoluzione completa, dal “suffragio femminile” (2 giugno 1946) alla “prima donna” a Palazzo Chigi (Giorgia Meloni, insediata nell’ottobre 2022). Le serate si svolgeranno nel piazzale antistante il Castello di Racconigi e, in caso di maltempo, sotto l’“Ala Mercatale Eventi”, con accesso fino ad esaurimento posti disponibili. Non è prevista la prenotazione.

A completare il programma, nel pomeriggio di domenica 13 settembre, nel “Salone d’Ercole”, sarà inoltre presentato il nuovo “Carnet de Voyage” di Stefano Faravelli, noto pittore e scrittore orientalista, “Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante”, appena pubblicato da “EDT”. Nella stessa occasione sarà anche inaugurata la mostra “Specchi del Giappone” con le sue opere in dialogo con il patrimonio conservato nel Castello (13 settembre – 1° novembre 2026), in collaborazione con “EDT” e il “Gruppo di Lettura Carmagnola”. Non solo. In occasione della Rassegna, il “Castello” sarà aperto in via straordinaria con “Il Novecento in Castello”, suggestivo “itinerario notturno” (dalle 19 alle 23), con visite accompagnate in gruppo (max 25 persone). Biglietti per le visite acquistabili su “App” o sito “Musei Italiani”.

Per ulteriori infopagina Facebook “Gruppo di Lettura Carmagnola” o tel. 392/5938504 o www.gruppodilettura.net

Gianni Milani

Nelle foto: Emanuele Filiberto di Savoia; Manifesto ufficiale “Libri a Castello”

La rassegna mensile dei libri

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 AGOSTO 2026 

 

È finita l’estate ma non finisce la voglia di leggere: cosa ci aspetta in libreria in questo mese?

 

Il Libro del Mese – La Scelta dei Lettori

 

Il più discusso tra i titoli presenti sul nostro gruppo FB è, senza dubbio, “Theo Da Golden E La Ricerca Della Felicità, di Allen Levi, definito “non necessariamente un romanzo che cambia la vita, ma che apre uno spiraglio nel grigio e restituisce un po’ di respiro”. Obiettivo centrato, sembrerebbe!

 

 

A chi ama le saghe familiari, segnaliamo l’uscita de I Lázár  (Guanda, 2026) di Nelio Biedermann, che racconta l’epopea di una famiglia ungherese nel secolo scorso.

 

È’ in uscita il nuovo romanzo di  Felicia Kingsley,  First Lady Per Caso (Newton Compton, 2026): un equivoco trasforma un dibattito elettorale in un infuocato gossip e i due candidati alle elezioni decidono di sfruttare la situazione.

 

In arrivo anche il nuovo romanzo di Thomas Schlesser che torna con Il Gatto Del Giardiniere (Longanesi, 2026): al centro della sua nuova opera troviamo la poesia, che avvicina Thalie, ex insegnante da poco arrivata in Provenza, e un abile quanto taciturno giardiniere, segnato da un grande dolore.

 

Consigli per gli acquisti

 

 Questa è la rubrica nella quale diamo spazio agli scrittori emergenti, agli editori indipendenti e ai prodotti editoriali che rimangono fuori dal circuito della grande distribuzione.

Gargoyle (Sensibili Alle Foglie edizioni, 2026), romanzo autobiografico di Alfredo Vassalluzzo nel quale l’autore racconta la sua esperienza di insegnante all’interno di un istituto penitenziario.

 

Incontri con gli autori

 

Abbiamo intervistato per voi gli autori più richiesti del momento: leggete le nostre interviste a Anna Maria Geraci , Filippo Venturi , Roberta Lepri , Maria Oruna e Valter Tucci .

 

Per rimanere aggiornati su novità e curiosità dal mondo dei libri, venite a trovarci sul sito www.ilpassaparoladeilibri.it

Libri che parlano di libri

Una bacheca che dedicata ai libri che raccontano se stessi.

Durante una bella passeggiata nella nostra citta’ sono entrata in una delle mie librerie preferite alla ricerca di un libro che mi ispirasse. Oltre ad alcuni titoli che mi hanno convinto per i loro argomenti interessanti, ho trovato una intera bacheca che mi ha colpito molto: “i libri che parlano di libri”, un’ intera collezione di pubblicazioni meravigliose che sottolineano l’importanza della lettura e raccontano di storie ambientate in biblioteche e altri luoghi magici colmi di copertine e carta stampata.

Sorpresa dall’idea e ammirata dalle copertine colorate e iconiche, ho notato alcuni titoli che mi hanno incuriosito particolarmente.

Il primo e’  Curarsi con i libri, di Ella Berthhoud e Susan Elderkin,  che racconta di rimedi letterari per ogni malanno. Il volume propone una sorta di ricettario letterario, dedicato al corpo e allo spirito, e il suo potere curativo in base alla problematica da affrontare, dal raffreddore al mal d’amore. Il libro, edito da Sellerio, e’ scritto con un approccio umoristico e narra aneddoti e storie di vita di protagonisti piu’ o meno illustri coinvolti da disturbi e acciacchi di varia natura.

Un altro libro che ha attirato la mia attenzione e’ la Biblioteca dei sussurri, di Desy Icardi, ambientato a Torino e pubblicato da Fazi.

Dora e’ una bambina speciale che abita in una casa che si affaccia sull’omonimo fiume torinese. La piccola protagonista ha un dono particolare, riesce ad ascoltare i sussurri della casa, gli “spifferi” di chi non c’e’ piu’. Tutto procede normalmente finche’ la morte non si porta via suo zio e per consolarsi passa le sue giornate nella Biblioteca Civica di Torino dove incontra il Lettore Centenario che le insegnera’ ad essere una vera lettrice.

Il libraio di Venezia, edito da Feltrinelli, invece, con la sua copertina che raffigura la calma dopo la tempesta, narra della famosa libreria Moby Dick che Il 12 novembre 2019 viene inondata da 187 centimetri di acqua che sommerge gli scaffali di Vittorio, il proprietario. Tutto sembra perduto, ma quei libri anche se oramai sono rovinati dall’acqua e non piu’ perfetti, sono ancora vivi, proprio da questa visione parte la rinascita, simbolo di speranza. Personaggi, colpi di scena, l’amore che nasce grazie ai libri, un bel romanzo di Giovanni Montanaro.

Un altro libro che mi ha attirato a se’ per la copertina, una libreria con una scritta in giapponese in una bella illustrazione e’ I miei giorni nella libreria Morisaki, di Satoshi Yagisawa, edito da Feltrinelli.

Ambientato a Jinbōchō, Tōkyō, il tranquillo quartiere delle librerie in mezzo ai grattacieli della capitale giapponese, narra di Tatakouna giovane ragazza reduce da una delusione amorosa. Lo zio, Satoru, decide di tenderle la mano proponendole di lavorare qualche ora nell’antica libreria e di abitare al piano di sopra di questa, la ragazza accetta la proposta nonostante non sia, ancora, una amante dei libri. Le giornate saranno scandite da discussioni sulla letteratura giapponese e dagli incontri con un ragazzo coinvolto da un misterioso romanzo. Tatako scoprira’ un modo di relazionarsi e di comunicare che parte dai libri.

Molti altri sono i libri esposti in questa bella vetrina dedicata alla lettura: il noto L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon, Una vita da libraio di Shaun Bythell, La piccola libreria sul Tamigi di Frida Skyback, Il club delle fate dei libri di Thomas Montasser e moltissimi altri.

La lettura e’ una passione, ma puo’ essere una terapia molto efficace, i libri sono quei rimedi di cui non si dovrebbe mai fare a meno.

MARIA LA BARBERA

“Oltre l’ombra dei colori”: arte, mistero e introspezione nel romanzo di Carlo Morriello

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Un viaggio nella Napoli di fine Ottocento: la scoperta di una verità nascosta che può sconvolgere una vita

Le vicende ruotano attorno al giovane pittore Michele Castaldo in cerca di una svolta nella sua carriera, la cui identità viene messa in discussione nel corso della narrazione proprio attraverso alcune opere pittoriche che sarà chiamato a realizzare. Sarà così trascinato, suo malgrado, in situazioni assurde e rischiose.

Il protagonista, da poco rimasto orfano di sua madre, viene convocato al monastero di Santa Chiara per realizzare un affresco in sole tre settimane. Fin qui tutto bene, se non fosse che la parete su cui dovrebbe dipingere è avvolta da un’aura piuttosto sinistra: tempo prima, un altro pittore, Antonio Abbati, aveva provato a realizzarvi un affresco. Abbati, tra l’altro, era una sorta di “idolo artistico” di Michele: era autore infatti di un ritratto femminile che aveva avuto un ruolo primario nell’interessamento del protagonista alla pittura.

Michele si trova quindi a lavorare proprio nel luogo in cui ha lavorato Antonio Abbati e da lì inizia a  scivolare in un labirinto di domande, coincidenze troppo strane e verità che in tanti avevano provato a nascondere.

Dopo l’evento al monastero, Michele può comunque dedicarsi a un’altra commessa, quella del conte Arinaldi, uomo sinistro che, in cambio di un affresco nel suo palazzo, gli offre una grossa cifra, ma la ricerca della verità, sapere cosa è successo al monastero diventa per Michele un percorso psicologico e personale, che lo porterà a scoprire cose su di sé e sulle persone che gli sono vicine.

Inoltre, un amore del passato, e mai del tutto risolto, riaffiorerà in tutta la sua intensità permettendo al protagonista non solo di riannodare i tanti eventi e dare loro un senso, ma anche di superare quella barriera che separa la vita dalla morte.

La vicenda è anche un affascinante quanto intricato viaggio nella Napoli del tempo: una città che non fa da sfondo alla storia, ma ne è coprotagonista; una città dalle molteplici sfaccettature e che, nei suoi vicoli e nelle sue ombre, nel rapporto lì esistente tra la vita e la morte ha uno dei suoi pilastri più importanti. Napoli – con i suoi sotterranei, la sua tradizione, la convivenza tra sacro e profano in intrecciano in un gioco di luci, colori e ombre – è il simbolo delle vicende narrate, del mistero che le avvolge e dei diversi colpi di scena presenti nella storia.

Come può un dipinto celare al suo autore un segreto così grande che, se interpretato, può sconvolgere per sempre la sua stessa vita?

Oltre l’ombra dei colori è un romanzo a tema artistico e psicologico nel quale le vicende ruotano attorno al protagonista, la cui identità viene messa in discussione nel corso della narrazione proprio attraverso alcune opere pittoriche che sarà chiamato a realizzare. Come può, infatti, un dipinto celare al suo autore un segreto così grande che, se interpretato, può sconvolgere per sempre la sua stessa vita? È questa la domanda principale che sottende il romanzo. Altro leitmotiv della vicenda è il motto latino veritas filia temporis. Nessuna verità può restare occulta per tanto tempo; prima o poi troverà il modo, anche virulento, di emergere.

Il romanzo è anche un viaggio alla ricerca si sé stessi, del senso della propria vita e delle proprie radici; un viaggio che a volte può mettere in discussione le proprie certezze. Il protagonista, dopo gli eventi del romanzo, non riuscirà a dare più lo stesso significato al mondo nel quale aveva vissuto e, in questo percorso di scoperta anche interiore, dovrà necessariamente affrontare il dilemma se uscire oppure no dalla sua caverna platonica.

Attorno alla figura del protagonista si snocciola una serie di personaggi molto diversi tra loro, per situazione sociale e peso narrativo, grazie ai quali prende forma sulla pagina l’altra vera protagonista del romanzo: Napoli. La città, bella e tragica, si presenta in tutte le sue sfaccettature, e con i suoi vicoli e le sue ombre emerge come l’ambientazione perfetta per questo romanzo che, proprio sulla costante commistione tra la vita e sulla morte, poggia il suo pilastro più importante. L’autore racconta la città senza mai fare l’occhiolino alla caricatura ma con grande rispetto e vi colloca il prodotto della sua immaginazione incastrandolo molto bene nella cornice scelta, dalla quale sembra essersi fatto ispirare.

La storia è molto densa di avvenimenti ma i frequenti colpi di scena, i dialoghi tra i personaggi e l’ambientazione coerente rispetto alla storia contribuiscono a mantenere alta l’attenzione del lettore, anche quando le situazioni descritte sfiorano il surreale. Considerando la mole degli eventi che prendono forma nel romanzo, il numero dei personaggi è relativamente circoscritto e ciascuno di essi è ben caratterizzato, risultando subito familiare per il lettore.

C’è un alone di costante mistero nella narrazione che procede a un ritmo costante, sostenuta da uno stile lineare che ha una propria personalità. Il lettore è invogliato a proseguire la lettura per conoscere lo scioglimento delle situazioni via via sempre più intricate, ma allo stesso tempo è spinto a godere della pagina lentamente, dandole il tempo che si merita. Forse anche questo in pieno stile napoletano.

L’autore:

Carlo Morriello, classe 1969, è nato a Napoli ma vive a Castelfranco Veneto (tv). Laureato in Lettere moderne e specializzato nell’insegnamento secondario, dal 2015 è docente di materie letterarie nelle scuole secondarie di secondo grado.

Coltiva da tempo la passione per la scrittura, e in diverse forme: ha collaborato con alcuni periodici locali per le pagine di cronaca, cultura e approfondimento. Per Montedit ha pubblicato, nel 2000, una raccolta di racconti.

RICONOSCIMENTI:

Oltre l’ombra dei colori è il suo romanzo d’esordio, che ha conosciuto una gestazione di circa tre anni e con il quale in due distinte edizioni del concorso nazionale Io scrittore è rientrato tra i 300 finalisti.

Risulta:

  • finalista al premio letterario internazionale Mario Luzi – edizione 2025;

  • segnalazione di merito alla seconda edizione del “Premio in Giallo – Giuseppe Ciabattini”;

  • menzione speciale al “Premio letterario internazionale Amici di Giambattista Vico” – I ediz. 2025.

CONTATTI CON L’AUTORE:

sito web: www.carlomorriello.it

ALTRE INFORMAZIONI

Pagina web del romanzo:

https://bookabook.it/libro/oltre-lombra-dei-colori/

Link Amazon

Amazon.it: Oltre l’ombra dei colori – Morriello, Carlo – Libri

Booktrailer e fast trailer:

https://www.youtube.com/watch?v=L9EL1UDkXJo

https://www.youtube.com/shorts/FgjGKr1pa_M

all’interno del canale YouTube:

https://www.youtube.com/@carlomorriello

ESTRATTO DI ALCUNE RECENSIONI/INTERVISTE:

https://www.annuariodelcinema.it/news/esce-oltre-lombra-dei-colori

https://www.edicoladellenotizie.it/esce-oltre-lombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlo-morriello/

https://www.elasticmedianews.it/esce-oltre-lombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlomorriello/

https://www.altranotizia.com/libri-esce-oltre-lombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlo-morriello/

https://www.tuttoh24.info/esce-oltre-lombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlo-morriello/

https://leggeretutti.eu/esce-oltre-lombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlo-morriello/

https://www.liberolibro.it/oltre-lombra-dei-colori-di-carlo-morriello/

https://www.corrierenazionale.it/2025/04/17/carlo-morriello-in-libreria-con-oltre-lombra-dei-colori/

https://internapoli.it/esce-oltre-lombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlo-morriello-romanzo/

https://www.notizienazionali.it/notizie/attualita/87424/uscito-oltre-l-ombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlo-morriello

https://www.castelfrancovenetofy.it/topics/notizie-di-castelfranco-veneto/biografia-scrittore-carlo-morriello

https://www.lapiazzaweb.it/news/attualita/531451/carlo-morriello-oltre-l-ombra-dei-colori-un-viaggio-alla-scoperta-di-se-stessi.html

https://www.gazzettadinapoli.it/cultura-societa/ilibri/oltre-lombra-dei-colori-il-romanzo-desordio-di-carlo-morriello/

https://grandenapoli.it/oltre-lombra-dei-colori-romanzo-carlo-morriello-napoli/.

https://www.napolinews24.net/42534-silent-reading-party-il-15-luglio-al-gran-caffe-gambrinus-con-lautore-carlo-morriello-e-la-sua-opera-desordio-oltre-lombra-dei-colori.htm

https://internapoli.it/presentato-al-gran-caffe-gambrinus-il-primo-romanzo-di-carlo-morriello-oltre-lombra-dei-colori/

https://www.ilmattino.it/napolismart/cultura/napoli_silent_reading_party_gambrinus_libro_morriello-8951098.html

https://oblo.it/oltre-lombra-dei-colori-intrigante-thriller-di-morriello/

https://grandenapoli.it/evento/oltre-lombra-dei-colori-presentazione-libro-carlo-morriello-biblioteca-nazionale-napoli/

https://www.napolitoday.it/eventi/oltre-l-ombra-dei-colori-carlo-morriello-biblioteca-nazionale-napoli.html

https://grandenapoli.it/evento/oltre-lombra-dei-colori-presentazione-libro-carlo-morriello-biblioteca-nazionale-napoli/

https://www.napolinews24.net/43231-23-ottobre-oltre-lombra-dei-colori-di-carlo-morriello-alla-biblioteca-nazionale-di-napoli.htm

https://www.fortuneita.com/2026/04/27/la-rinascita-letteraria-di-napoli-quando-i-romanzi-diventano-attrattori-turistici-il-commento-di-carlo-morriello/?swcfpc=1&fbclid=IwY2xjawResRBleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeNjRJq0k4GpAMjCiMzawjwpaiX9_wbYWkQqSKbwjLetErU64PClBm9hs1WB4_aem_vu-QRuizMv6BtT6PWSynJQ

https://accadeora.it/napoli-capitale-culturale-2025-letteratura-e-arte-guidano-lesplosione-turistica/

 

titolo: Oltre l’ombra dei colori

autore: Carlo Morriello

genere: Romanzo

nr. pagine: 416

CASA EDITRICE: Bookabook di Milano

DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 aprile 2025

CODICE ISBN: 979-1255993001

COSTO: € 22,00

“Un calice di Erbaluce”

Venerdì18 settembre alle 21.00 a Burolo

Debora Bocchiardo a Villa Pasta presenta: “Un calice di Erbaluce”

In sala 16 autori raccontano l’oro del Canavese

Debutto in grande stile, venerdì 18 settembre alle 21, nel salotto di Villa Pasta, a Burolo (To), in via Parrocchia n. 15, per l’antologia: “Un Calice di Erbaluce” (Edizioni Pedrini).

Con la curatrice della silloge, la giornalista e autrice Debora Bocchiardo, interviene il direttore editoriale della Edizioni Pedrini con gli autori del primo libro che propone una miscellanea letteraria sul pregiato vino autoctono del Piemonte e che leggeranno in presenza parti della loro opera.

Nel corso della presentazione sono previsti l’intervento di Franco Cominetto, nella doppia veste di sindaco di Burolo e di presidente del Distretto del Cibo e del Vino del Mombarone, Serra Morenica e Naviglio di Ivrea, e della professionista Caterina Andorno sommellier e già presidente del Consorzio dell’Erbaluce di Caluso, Carema e Canavese.

Alla serata, inoltre, saranno presenti diversi produttori del Distretto del Cibo e del Vino, con esposizione della propria produzione di Erbaluce.

L’antologia sull’Erbaluce è nata da un’idea di Debora Bocchiardo. In un volume, composto da 16 racconti di generi diversi, autori con varie esperienze e stili narrativi spesso molto distanti, hanno raccolto l’invito a partecipare a questo progetto e rendono omaggio ad uno dei prodotti simbolo del Canavese, delle sue tradizioni e della sua storia.

L’Erbaluce diventa la protagonista non solo della tavola ma, anche, di un autentico banchetto letterario. Un’idea editoriale che incontra l’enologia, la vocazione agricola di una terra, i sentimenti di appartenenza che orgogliosamente la caratterizzano, in un “menu” completo di emozioni, per esaltare i mille sapori della vita, in ogni senso.

Il riservato Simioli e la storia della vigilanza del Pci a Torino

Si intitola Riservato e narra una storia molto particolare, quella della vigilanza del Pci torinese. Il libro, edito da Impremix, l’ha scritto Diego Simioli, classe 1955, formatosi politicamente frequentando la 16ª sezione comunista di Torino in corso Giambone, intitolata a Giuseppe Bravin, un giovane partigiano gappista e medaglia d’argento al valor militare. E’ un racconto in gran parte autobiografico perché Simioli è stato per decenni uno degli uomini più autorevoli e rispettati del “mitico” servizio d’ordine del Pci. Nel libro, che raccoglie anche le testimonianze di Luciano Violante, Rocco Larizza, Pietro Marcenaro e Walter Veltroni, Simioli affronta senza reticenze e con coraggio la ricostruzione “dall’interno” di un’esperienza del tutto particolare e importante nella storia politica del più grande partito della sinistra, rendendo comprensibile il senso di una militanza talmente totalizzante da mettere in secondo piano tutto il resto, compresa la vita familiare. Lo fa con passione senza venir meno al proverbiale riserbo ed equilibrio, doti fondamentali e imprescindibili per chi fece parte di un organismo del tutto particolare e senz’altro importante, molto più importante di quanto non sia mai stato riconosciuto anche da molti uomini e donne della sinistra. Una esperienza di vita e di militanza che è anche la storia di una grande comunità, quella dei comunisti italiani prima e poi dei partiti che da quell’esperienza hanno preso vita. Le memorie di Diego si snodano lungo l’arco di decenni vissuti in quella comunità dove si è formato come persona, incontrando persone e vivendo situazioni ed episodi importanti.  Diego Simioli e i suoi compagni li si incontrava alle manifestazioni o alle varie iniziative politiche, guidavano e salivano sulle macchine dei dirigenti con compiti di scorta in anni complicati, quando il terrorismo e l’eversione colpivano senza pietà come ricorda Luciano Violante nella sua introduzione. Uomini, compagni generosi che hanno dedicato gratuitamente tantissimo tempo sottratto ai loro affetti, a mogli e figli, alla loro vita di tutti i giorni, spesso pagandone le conseguenze nella loro sfera di vita privata. Compagni che per tanti come me sono diventati nel tempo un riferimento prezioso.

Per chi non li ha conosciuti immagino sia difficile capire fino in fondo il senso del loro impegno. Viaggiavano dentro quelle auto con i dirigenti di quel partito dei quali avevano ascoltato dialoghi, telefonate, conoscevano fatti, persone, episodi e aneddoti che avrebbero potuto riempire volumi di memorie e retroscena. Ma erano discreti, affidabili, riservati. E non era cosa da poco. Ho conosciuto Diego e suo fratello Rodolfo, Beppe Scattolin e tanti altri. Persone concrete, disponibili, appassionate e intelligenti. Quella loro riservatezza non era solo frutto di una professionalità maturata nel tempo ma il risultato di una profonda coscienza politica, di un senso della militanza e dell’appartenenza che restituiva intatta l’umanità e la passione che si portavano dentro. I loro (e non solo loro) “maestri”, Palmiro Gonzato e Pietro Cordone, sono state figure importantissime, quasi mitiche nel Partito comunista torinese del dopoguerra. Uomini tutti d’un pezzo che hanno praticato e insegnato la disciplina e il senso di appartenenza a quella comunità di donne e uomini che desiderava cambiare in meglio la società. Dai tanti aneddoti che Diego Simioli racconta, pur con la necessaria e imprescindibile riservatezza, dagli incontri con dirigenti come Giancarlo Pajetta e tanti altri, si intuisce nettamente la sostanza di quella miscela unica di passione e sentimenti che li spingeva a sacrificare tante cose, serate, notti, ferie, famiglie, per quella che ritenevano la loro missione dentro una grande storia comune. “ I compagni della vigilanza mi hanno silenziosamente insegnato il primato del partito – scrive Violante – perché il partito siamo tutti noi, la generosità, la fratellanza, il significato dell’appartenenza a una comunità che aveva regole e gerarchie, ma che aveva soprattutto rispetto reciproco e fiducia”. Quel servizio d’ordine, composto da militanti responsabili e preferibilmente robusti, era principalmente destinato a prevenire, ad evitare le provocazioni e le possibili degenerazioni delle manifestazioni, innescate per lo più da provocazioni dei gruppi più estremisti, di frange di manifestanti, dei fascisti e talvolta anche da parte di chi avrebbe dovuto garantire l’ordine pubblico. A volte incompresi nel loro stesso partito, mai abbastanza valorizzati e ringraziati per quel prezioso e oscuro lavoro, Diego Simioli e gli altri della vigilanza sono restati molto legati tra loro e con questo libro, raccontandone almeno in parte la vicenda, è augurabile che possano venire risarciti almeno sotto il profilo della memoria per l’affidabilità, la disponibilità individuale e collettiva, la capacità organizzativa e la passione di un gruppo di militanti che ha sempre lavorato per la sicurezza e la tranquillità di tutti, spesso anche di chi non ne condivideva le idee politiche ma si riteneva un democratico.

Marco Travaglini

 

Paolo Mieli e Pier Franco Quaglieni a Bordighera

In Liguria dal 27 al 30 agosto alla Città delle palme Paolo Mieli e Pier Franco Quaglieni al 13mo Bordighera Book Festival. L’estate bordigotta tra novità librarie e saggisti affermati

Ritorna il prestigioso appuntamento con il Bordighera Book Festival, l’evento culturale inserito

nel calendario delle manifestazioni estive della Città di Bordighera, con il patrocinio del Comune

e della Regione Liguria.

Tra i numerosi volti noti che presenteranno le ultime loro opere, il dott. Paolo Mieli giornalista e

saggista, con il libro “ Il grande inganno” (edito da Rizzoli), ed il prof. Pier Franco Quaglieni,

Presidente del Centro Pannunzio di Torino, storico, ed editorialista del Corriere della Sera di

Torino, che dopo i clamorosi recenti successi di pubblico ad Alassio ed a Bardonecchia,

presenta il volume “Da Cavour alla Repubblica. I rapporti tra Stato e Chiesa, laicità e laicismo

nella storia d’Italia” (edito da Edizioni Pedrini).

Entrambi gli appuntamenti avranno luogo ai Giardini Lowe, nello Spazio Arena, con Mieli giovedì

27 alle ore 21.15, e Quaglieni venerdì 28 alle ore 18.45.

Il libro di Quaglieni, presentato a Roma alla Camera dei Deputati lo scorso 7 luglio, consta dioltre 300 pagine di ricerca e commento storico, e si propone con la copertina realizzata da Ugo

Nespolo. All’interno del volume, numerosi i temi trattati tra i quali: la storia dei rapporti tra Stato e

Chiesa cattolica; la storia del separatismo liberale e laico tra la sfera politica e quella religiosa; il

Concordato del 1929 voluto da Mussolini che portò alla Conciliazione tra le due sponde del Tevere

diventato “più stretto”, parafrasando Spadolini.

Il libro affronta inoltre diversi argomenti, tra i quali: il tema dei Patti Lateranensi inseriti nella Carta

Costituzionale repubblicana del 1948; l’abrogazione del Concordato proposta da Marco Pannella e la

revisione dei Patti Lateranensi del 1984 voluta da Bettino Craxi. Nel contesto si chiarisce altresì il tema

della laicità e del laicismo intesi non solo come fatto politico, ma anche in termini culturali e filosofici

sino a considerare la società multireligiosa ed i possibili rapporti conflittuali con l’Islam.

L’ingresso agli eventi di presentazione è libero, è previsto il firma copie con gli autori.

Torna Bardonoir, diretta dal giornalista Giorgio Ballario

A Bardonecchia fa ritorno dal 21 al 23 agosto prossimi il Festival Bardonoir, giunto quest’anno alla sua quarta edizione  e diretto dal giornalista Giorgio Ballario, organizzato dall’amministrazione comunale nell’ambito del cartellone “Scena 1312” e realizzato con l’Associazione Estemporanea.
Al Palazzo delle Feste si potranno nuovamente incontrare ed ascoltare, nelle tre giornate della manifestazione, autori della narrativa gialla, noir e poliziesca italiana.

“Per un festival letterario – osserva il suo direttore Giorgio Ballario – compiere quattro anni non è così scontato. Vuol dire che l’evento si è radicato, ha superato i problemi organizzativi che, inevitabilmente, accompagnano una manifestazione nata da poco e soprattutto ha incontrato il favore del pubblico e della città ospitante. In questi quattro anni abbiamo invitato a Bardonecchia autrici e autori di primo livello, oltre a molti scrittori locali che ci aiutano a mantenere un forte vincolo con il territorio”.

Nelle tre edizioni passate Bardonoir ha ospitato nomi di primissimo piano del noir italiano come Marco Vichi, Fabiano Massimi, Alice Basso, Pasquale Ruju, Valerio Varesi, Rosa Teruzzi, Gabriele Genisi, François Morlupi, Orso Tosco, Giulio Leoni, oltre al canditato al Premio Strega Gian Marco Griffi e alla francese Michèle Pedinielli.

“Quest’anno – aggiunge Giorgio Ballario – schiereremo scrittori di valore quali Paolo Roversi, Franco Forte, Maria Masella, Barbara Frandino e molti altri”.
Sabato 22 agosto, alle ore 21, è in programma l’ormai tradizionale passeggiata notturna nelle strade del borgo vecchio, accompagnata dalle letture teatrali da brivido a cura dell’Accademia dei Folli.
L’appuntamento di apertura del festival sarà venerdì 21 agosto alle 18 con il via dato da Noir Tango, una inedita miscela letteraria e musicale con Gian Luca Campagna e Stefano Arato.
Sabato 22 agosto costituirà la giornata clou con quattro incontri, “Aperitivo in noir” con Beppe Minello e Marco Tarricone , “ Genova per noi(r)” con Maria Masella, Sabrina De Bastiani e Daniele Cambiaso; “C’era una volta Agatha” con Franco Forte  e “Caccia al mostro di Milano” con Paolo Roversi.
Seguirà alle 21 la passeggiata notturna nelle strade di borgo vecchio con le letture teatrali da brivido della compagnia Accademia dei Folli.
La manifestazione si concluderà domenica 23 agosto con la presentazione di due romanzi , “I romanzi a muso duro” di Scarlett Phoenix e Maurizio Blini e il libro “Nessuno è innocente” di Barbara Frandino.

Mara Martellotta

Collodi e l’invenzione di Pinocchio

Collodi, all’anagrafe Carlo Lorenzini, nacque a Firenze il 24 novembre del 1826 e divenne celebre come autore del romanzo Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino. Il padre Domenico era un cuoco e la madre, Angiolina Orzali, una domestica, entrambi a servizio dei marchesi Ginori. Angiolina era originaria di Collodi , frazione di Pescia, nel  pistoiese.

Fu proprio il nome del paese natale della madre ad ispirare a Carlo lo pseudonimo che lo rese famoso in tutto il mondo come autore di Pinocchio. A diciotto anni il giovane Lorenzini  entrò in contatto con il  mondo dei libri come commesso nella libreria Piatti a Firenze e un anno dopo, nel 1845, ottenne una dispensa ecclesiastica che gli permise di leggere l’Indice dei libri proibiti . La passione per la lettura lo indusse a cimentarsi con la scrittura e iniziò a redigere recensioni e articoli per La Rivista di Firenze.

Allo scoppio della Prima guerra d’indipendenza, nel 1848, Lorenzini si arruolò volontario combattendo contro gli austriaci al fianco di altri studenti toscani a Curtatone e Montanara. Tornato a Firenze fondò una rivista satirica Il Lampione che subì ben presto la censura, cessando le pubblicazioni. La passione non venne meno, impegnandolo in un’intensa attività culturale nel campo dell’editoria e del giornalismo, dove si occupò di letteratura, musica e arte. Trentenne, nel 1856, durante la sua collaborazione con la rivista umoristica La Lente, iniziò a firmarsi con lo  pseudonimo di Collodi e a pubblicare i primi libri. Allo scoppio della Seconda guerra d’indipendenza non si tirò indietro, partecipandovi come soldato regolare piemontese nel Reggimento Cavalleggeri di Novara. Terminata la campagna militare fece ritorno a Firenze, occupandosi di critica teatrale. Invitato dal Ministero della Pubblica Istruzione a far parte della redazione di un dizionario di lingua parlata, il “Novo vocabolario della lingua italiana secondo l’uso di Firenze”, si impegnò con slancio e  passione in questa nuova impresa culturale. Il suo approccio al mondo delle favole iniziò all’alba dei cinquant’anni quando ricevette dall’editore Paggi il compito di tradurre le fiabe francesi più famose. Collodi non si limitò ad una pura e semplice opera di traduzione, effettuando anche l’adattamento dei testi integrandovi una morale. Un lavoro di grande interesse che venne poi pubblicato sotto il titolo I racconti delle fate. Nel 1877 apparve Giannettino, il primo di una lunga serie di testi per l’educazione dei più giovani che spaziavano dalla geografia alla grammatica e all’aritmetica .

Questa serie di libri faceva parte della Biblioteca Scolastica dell’editore Felice Paggi: un libro era venduto a due lire e, se era legato in tela con placca a oro, il prezzo saliva a tre. Sia questa serie che il successivo Minuzzolo anticiparono di fatto la nascita di Pinocchio. Il 7 luglio 1881, sul primo numero del periodico per l’infanzia Giornale per i bambini (praticamente l’archetipo dei periodici italiani per ragazzi) uscì la prima puntata de Le avventure di Pinocchio con il titolo Storia di un burattino. Due anni dopo, raccolte in volume e arricchite dalle illustrazioni di Enrico Mozzanti, le vicende del burattino che voleva diventare un bambino in carne e ossa vennero pubblicate quasi in contemporanea con la sua nomina a direttore del periodico che ne aveva anticipato il testo. Carlo Lorenzini, ormai per tutti Collodi, morì a Firenze nel 1890 dove riposa nel cimitero delle Porte Sante. Pinocchio, nonostante abbia compiuto il suo 140° compleanno, è ben vivo e vegeto: pubblicato in 187 edizioni, tradotto in 260 lingue o dialetti, protagonista di film, cartoni animati e sceneggiati, riprodotto in mille maniere. In molti hanno provato a catalogarne significati e morali per spiegarne l’incredibile longevità e freschezza. Per Italo Calvino Pinocchio è stato l’unico vero protagonista picaresco della letteratura italiana, proposto in forma fantastica; le sue avventure rocambolesche, a volte scanzonate, a tratti drammatiche, rimandano alla letteratura di genere che ebbe origine in Spagna con  Lazarillo de Tormes e il Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes, l’opera che segnò la nascita del moderno romanzo europeo.

A noi che lo incontrammo da piccoli e che imparammo ad amarlo piace pensarlo all’Osteria del Gambero Rosso, seduto in compagnia del Gatto e della Volpe, mentre fugge con Lucignolo nel paese dei Balocchi e finisce per trasformarsi, dopo cinque mesi di cuccagna, in un asinello. Mastro Ciliegia, Geppetto, il Grillo Parlante, Mangiafuoco e la Fata Turchina lo accompagnano fin quando smette di essere un burattino e diventa un ragazzo in carne ed ossa. Pinocchio è ben più che un libro per bambini perché ci aiuta a non perdere il contatto con la fantasia, nutrendo la creatività. Come ricordava Gianni Rodari, non vi è nulla di più sbagliato che etichettare la fantasia come “roba da bambini”; al contrario, dovremmo accoglierla, svilupparla ed utilizzarla per conoscerci e vivere meglio.

Marco Travaglini