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Un viaggio nella Napoli di fine Ottocento: la scoperta di una verità nascosta che può sconvolgere una vita
Le vicende ruotano attorno al giovane pittore Michele Castaldo in cerca di una svolta nella sua carriera, la cui identità viene messa in discussione nel corso della narrazione proprio attraverso alcune opere pittoriche che sarà chiamato a realizzare. Sarà così trascinato, suo malgrado, in situazioni assurde e rischiose.
Il protagonista, da poco rimasto orfano di sua madre, viene convocato al monastero di Santa Chiara per realizzare un affresco in sole tre settimane. Fin qui tutto bene, se non fosse che la parete su cui dovrebbe dipingere è avvolta da un’aura piuttosto sinistra: tempo prima, un altro pittore, Antonio Abbati, aveva avuto una crisi proprio lì, impazzendo e rovinando la sua stessa opera con un secchio di vernice. Da quel momento, si dice che su quella parete gravi una maledizione. Tra l’altro Abbati era una sorta di “idolo artistico” di Michele, autore infatti di un ritratto femminile di una tale Angelica McGrey che aveva avuto un ruolo primario nell’interessamento del protagonista alla pittura.
Michele si trova quindi a lavorare proprio nel luogo in cui Abbati ha visto la sua carriera andare in fumo. E da lì inizia a scivolare anche lui in un labirinto di domande, coincidenze troppo strane e verità che in tanti avevano provato a nascondere. L’affresco sul quale Michele sta lavorando, un Cristo misericordioso, da lì a poco resterà infatti incompiuto perché una mattina viene trovato rovinato proprio come l’affresco di Antonio Abbati.
Dopo l’evento al monastero, Michele può comunque dedicarsi a un’altra commessa, quella del conte Arinaldi, uomo sinistro che, in cambio di un affresco nel suo palazzo, gli offre una grossa cifra, ma la ricerca della verità, sapere cosa è successo al monastero diventa per Michele un percorso psicologico e personale, che lo porterà a scoprire cose su di sé e sulle persone che gli sono vicine.
Inoltre, un amore del passato, e mai del tutto risolto, riaffiorerà in tutta la sua intensità permettendo al protagonista non solo di riannodare i tanti eventi e dare loro un senso, ma anche di superare quella barriera che separa la vita dalla morte.
Al centro, la scoperta di una verità nascosta che può sconvolgere una vita. Non da ultimo, la rivelazione che la vita riserverà a Michele nell’epilogo del romanzo.
Un dipinto, una rivelazione e la ricerca di sé stessi guidano insomma la trama fino all’epilogo.
La vicenda è anche un affascinante quanto intricato viaggio nella Napoli del tempo: una città che non fa da sfondo alla storia, ma ne è coprotagonista; una città dalle molteplici sfaccettature e che, nei suoi vicoli e nelle sue ombre, nel rapporto lì esistente tra la vita e la morte ha uno dei suoi pilastri più importanti. Napoli – con i suoi sotterranei, la sua tradizione, la convivenza tra sacro e profano in intrecciano in un gioco di luci, colori e ombre – è il simbolo delle vicende narrate, del mistero che le avvolge e dei diversi colpi di scena presenti nella storia.
Come può un dipinto celare al suo autore un segreto così grande che, se interpretato, può sconvolgere per sempre la sua stessa vita?
Oltre l’ombra dei colori è un romanzo a tema artistico e psicologico nel quale le vicende ruotano attorno al protagonista, la cui identità viene messa in discussione nel corso della narrazione proprio attraverso alcune opere pittoriche che sarà chiamato a realizzare. Come può, infatti, un dipinto celare al suo autore un segreto così grande che, se interpretato, può sconvolgere per sempre la sua stessa vita? È questa la domanda principale che sottende il romanzo. Altro leitmotiv della vicenda è il motto latino veritas filia temporis. Nessuna verità può restare occulta per tanto tempo; prima o poi troverà il modo, anche virulento, di emergere.
Il romanzo è anche un viaggio alla ricerca si sé stessi, del senso della propria vita e delle proprie radici; un viaggio che a volte può mettere in discussione le proprie certezze. Il protagonista, dopo gli eventi del romanzo, non riuscirà a dare più lo stesso significato al mondo nel quale aveva vissuto e, in questo percorso di scoperta anche interiore, dovrà necessariamente affrontare il dilemma se uscire oppure no dalla sua caverna platonica.
Attorno alla figura del protagonista si snocciola una serie di personaggi molto diversi tra loro, per situazione sociale e peso narrativo, grazie ai quali prende forma sulla pagina l’altra vera protagonista del romanzo: Napoli. La città, bella e tragica, si presenta in tutte le sue sfaccettature, e con i suoi vicoli e le sue ombre emerge come l’ambientazione perfetta per questo romanzo che, proprio sulla costante commistione tra la vita e sulla morte, poggia il suo pilastro più importante. L’autore racconta la città senza mai fare l’occhiolino alla caricatura ma con grande rispetto e vi colloca il prodotto della sua immaginazione incastrandolo molto bene nella cornice scelta, dalla quale sembra essersi fatto ispirare.
La storia è molto densa di avvenimenti ma i frequenti colpi di scena, i dialoghi tra i personaggi e l’ambientazione coerente rispetto alla storia contribuiscono a mantenere alta l’attenzione del lettore, anche quando le situazioni descritte sfiorano il surreale. Considerando la mole degli eventi che prendono forma nel romanzo, il numero dei personaggi è relativamente circoscritto e ciascuno di essi è ben caratterizzato, risultando subito familiare per il lettore.
C’è un alone di costante mistero nella narrazione che procede a un ritmo costante, sostenuta da uno stile lineare che ha una propria personalità. Il lettore è invogliato a proseguire la lettura per conoscere lo scioglimento delle situazioni via via sempre più intricate, ma allo stesso tempo è spinto a godere della pagina lentamente, dandole il tempo che si merita. Forse anche questo in pieno stile napoletano.
L’autore:
Carlo Morriello, classe 1969, è nato a Napoli ma vive a Castelfranco Veneto (tv). Laureato in Lettere moderne e specializzato nell’insegnamento secondario, dal 2015 è docente di materie letterarie nelle scuole secondarie di secondo grado.
Coltiva da tempo la passione per la scrittura, e in diverse forme: ha collaborato con alcuni periodici locali per le pagine di cronaca, cultura e approfondimento. Per Montedit ha pubblicato, nel 2000, una raccolta di racconti.
RICONOSCIMENTI:
Oltre l’ombra dei colori è il suo romanzo d’esordio, che ha conosciuto una gestazione di circa tre anni e con il quale in due distinte edizioni del concorso nazionale Io scrittore è rientrato tra i 300 finalisti.
Risulta:
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finalista al premio letterario internazionale Mario Luzi – edizione 2025;
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segnalazione di merito alla seconda edizione del “Premio in Giallo – Giuseppe Ciabattini”;
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menzione speciale al “Premio letterario internazionale Amici di Giambattista Vico” – I ediz. 2025.
CONTATTI CON L’AUTORE:
sito web: www.carlomorriello.it
email: carlo.morriello1@gmail.com
mobile: 3285664584
ALTRE INFORMAZIONI
Pagina web del romanzo:
https://bookabook.it/libro/oltre-lombra-dei-colori/
Link Amazon
Amazon.it: Oltre l’ombra dei colori – Morriello, Carlo – Libri
Booktrailer e fast trailer:
https://www.youtube.com/watch?v=L9EL1UDkXJo
https://www.youtube.com/shorts/FgjGKr1pa_M
all’interno del canale YouTube:
https://www.youtube.com/@carlomorriello
ESTRATTO DI ALCUNE RECENSIONI/INTERVISTE:
https://www.annuariodelcinema.it/news/esce-oltre-lombra-dei-colori
https://www.liberolibro.it/oltre-lombra-dei-colori-di-carlo-morriello/
https://www.corrierenazionale.it/2025/04/17/carlo-morriello-in-libreria-con-oltre-lombra-dei-colori/
https://grandenapoli.it/oltre-lombra-dei-colori-romanzo-carlo-morriello-napoli/.
https://oblo.it/oltre-lombra-dei-colori-intrigante-thriller-di-morriello/
titolo: Oltre l’ombra dei colori
autore: Carlo Morriello
genere: Romanzo
nr. pagine: 416
CASA EDITRICE: Bookabook di Milano
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 aprile 2025
CODICE ISBN: 979-1255993001
COSTO: € 22,00


Scolastica dell’editore Felice Paggi: un libro era venduto a due lire e, se era legato in tela con placca a oro, il prezzo saliva a tre. Sia questa serie che il successivo Minuzzolo anticiparono di fatto la nascita di Pinocchio. Il 7 luglio 1881, sul primo numero del periodico per l’infanzia Giornale per i bambini (praticamente l’archetipo dei periodici italiani per ragazzi) uscì la prima puntata de Le avventure di Pinocchio con il titolo Storia di un burattino. Due anni dopo, raccolte in volume e arricchite dalle illustrazioni di Enrico Mozzanti, le vicende del burattino che voleva diventare un bambino in carne e ossa vennero pubblicate quasi in contemporanea con la sua nomina a direttore del periodico che ne aveva anticipato il testo. Carlo Lorenzini, ormai per tutti Collodi, morì a Firenze nel 1890 dove riposa nel cimitero delle Porte Sante. Pinocchio, nonostante abbia compiuto il suo 140° compleanno, è ben vivo e vegeto: pubblicato in 187 edizioni, tradotto in 260 lingue o dialetti, protagonista di film, cartoni animati e sceneggiati, riprodotto in mille maniere. In molti hanno provato a catalogarne significati e morali per spiegarne l’incredibile longevità e freschezza. Per Italo Calvino Pinocchio è stato l’unico vero protagonista picaresco della letteratura italiana, proposto in forma fantastica; le sue avventure rocambolesche, a volte scanzonate, a tratti drammatiche, rimandano alla letteratura di genere che ebbe origine in Spagna con Lazarillo de Tormes e il Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes, l’opera che segnò la nascita del moderno romanzo europeo.


