GUSTO- Pagina 51

C’era una volta l’abitudine di uscire a cena fuori

C’era una volta l’abitudine di uscire a cena fuori, con gli amici o per altri motivi. Ci si dava appuntamento davanti al ristorante e all’amico ritardatario cronico gli si dava appuntamento un quarto d’ora prima, sperando che bastasse.

C’era una volta l’abitudine, pensate un po’, di fare anche l’aperitivo prima di andare a cena fuori con gli amici o per altri motivi, e con l’amico ritardatario cronico, per poi, talvolta, arrivare perfino a fare l’alba ai Murazzi.

C’erano una volta delle abitudini di convivialità che già, in passato, ci è stato chiesto di abbandonare e poi riprendere e poi di nuovo abbandonare, in attesa di riprenderle, sperando che non passi troppo tempo.

Grazie a Pier Rosito, fondatore della To Be Events, alla sua sapiente lungimiranza e alla sua capacità di saper interpretare come le abitudini, appunto, possano cambiare e si possono adattare anche nel breve periodo, possiamo ancora continuare a mantenere vive alcune consuetudini di convivialità.

Ieri sera infatti si è svolto un evento tanto difficile da spiegare quanto innovativo e fuori dagli schemi.

Martedì 10 novembre scorso si è svolto un evento di “Degustando(at)home”, il servizio Delivery ideato da To Be in collaborazione con alcuni tra i più grandi Chef torinesi, nato durante il primo lockdown primaverile e ulteriormente arricchitosi con Salvatore Romano, patron del Barz8, per il cocktail di benvenuto e una colonna sonora curata appositamente da Samuel in diretta dal “Golfo Mistico”, la sua centrale creativa.

Il meccanismo è stato semplicissimo e consisteva in due passaggi, ordinare il box contenente i piatti preparati dagli chef e, ricevuto il box a casa, ultimarli e connettersi alla diretta streaming per assistere alla preparazione del cocktail di benvenuto da parte di Salvatore Romano, e alla preparazione dei piatti da parte degli chef. Il tutto accompagnato dalle sonorità musicali di Samuel.

Il percorso culinario, invece, è stato curato da Niccolò Giugni del Bistrot Razzo e Stefano Sforza del ristorante Opera per gli antipasti, da Fabrizio Tesse del ristorante Carignano per il primo, da Marcello Trentini del ristorante Magorabin per il secondo e per il dolce, ultimo ma non per importanza, Lorenzo Careggio del ristorante Eragoffi.

 

Per la prossima cena assicuratevi che il vostro amico ritardatario sia a casa quando gli arriverà il box di Degustando(at)home!

 

Emanuele Farina Sansone

“Una Mole di Panettoni” torna con un dolcissimo sito e-commerce

Dedicato al panettone dei migliori artigiani italiani del lievito madre

 

Quest’anno la manifestazione dedicata ai grandi lievitati artigianali “Una Mole di Panettoni” presenta una grande novità: il primo sito e-commerce dedicato esclusivamente al panettone dei migliori artigiani del lievito madre, simbolo dolciario della pasticceria di eccellenza italiana, dove il pubblico potrà trovare una selezione davvero unica di prodotti.

In occasione del Natale 2020, sul sito http://www.unamoledipanettoni.com/ sarà disponibile per il pubblico nazionale e internazionale un’accuratissima selezione di piccole produzioni artigianali e grandi lievitati premiati, di capaci, intraprendenti, tenaci e creativi professionisti del settore della pasticceria che utilizzano solo lievito madre e ingredienti naturali.

 

Un contenitore di grande eccellenza, che vuole diventare un punto di riferimento per chi cerca i prodotti dei migliori pasticceri italiani. Non solo un e-commerce natalizio: è precisa intenzione dell’organizzazione puntare a destagionalizzare sempre di più un prodotto come il panettone, approfittando dell’enorme creatività di chi lo produce e delle tantissime varianti che ormai si trovano nelle migliori pasticcerie dello Stivale, e che permettono di gustare il panettone 365 giorni l’anno. Durante il 2020 saranno per questo in programma alcuni eventi primaverili ed estivi dedicati alla colomba, al panettone salato e all’aperitivo, al panettone estivo con il gelato nei luoghi di villeggiatura.

 

Una Mole di Panettoni 2020: il concorso

 

Nell’ottica di garantire sicurezza e minimizzare ogni possibile occasione di contagio, data la situazione sanitaria dovuta alla pandemia da COVID-19, quest’anno Una Mole di Panettoni prevede la sola attività di concorso.

 

Nell’ottica di dare continuità a un evento di successo, anche quest’anno l’appuntamento con Una Mole di Panettoni si terrà all’Hotel Principi di Piemonte di Torino, dove sabato 28 novembre si riunirà una giuria di esperti del settore, per decretare i migliori panettoni dell’anno.

 

Inoltre, quest’anno a far parte della giuria si unirà un componente del pubblico in qualità di giurato popolare, grazie a un’attività social dedicata al progetto. Verrà infatti chiesto al pubblico di scegliere, tra le foto dei panettoni in concorso pubblicate sulla pagina Facebook dell’evento, quella che più stuzzica la loro golosità, e di ripostarla accompagnata dall’hashtag #unamoledipanettoni. Il repost che riceverà più like si guadagnerà il diritto di partecipare alla giuria tecnica che si riunirà il 28 novembre e che assaggerà tutti i panettoni in gara. L’annuncio da parte della giuria dei risultati del concorso e la premiazione dei vincitori saranno trasmessi in diretta Facebook sulla pagina dell’evento per il pubblico degli appassionati.

 

Come ogni anno, i pasticceri di tutta Italia potranno presentare al concorso i loro panettoni, gareggiando in quattro categorie distinte:

 

Miglior panettone tradizionale scuola milanese (senza glassa)

Miglior panettone tradizionale scuola piemontese (basso con glassa)

Miglior panettone creativo

Miglior panettone salato

 

Per accedere al concorso i pasticceri devono firmare una rigorosa lettera di impegno sui metodi di lavorazione dei loro panettoni: sono ammessi al concorso solo ed esclusivamente lievitati prodotti con lievito madre e non sono ammessi panettoni contenenti mono e di gliceridi, conservanti in genere, coloranti o aromi di sintesi che non siano naturali.

 

Una Mole di Panettoni: la storia

 

Ideato e organizzato dall‘agenzia di eventi Dettagli, Una Mole di Panettoni ha celebrato la sua prima edizione nelle sale di Palazzo Cavour nel dicembre 2012 con la partecipazione di 5000 visitatori. La seconda e terza edizione si sono svolte nelle sale storiche del Museo del Risorgimento Italiano a Palazzo Carignano, mentre le edizioni successive si sono svolte nelle sale dell’Hotel Principi di Piemonte con la partecipazione di quaranta artigiani pasticceri provenienti da tutta Italia e di dodici mila visitatori.

Nato sicuramente a Milano più di 500 anni fa e diventato famoso in tutto il mondo, il panettone è un prodotto davvero unico, tra i pochi che ancora conservano l’antico metodo di lievitazione naturale. Una tradizione che, però, si rinnova. Infatti, negli ultimi venti anni, sono state proposte numerose variazioni: liscio, farcito, con o senza glassa, ripieno di crema, cioccolato o gelato, con o senza uvetta o frutta candita. La costante è sempre l’amore che gli Italiani hanno per questo dolce, immancabile su ogni tavola delle feste natalizie.

Dettaglieventi organizza e promuove eventi pubblici e privati di alto profilo in location eleganti e di grande fascino. Dettagli esordisce a Torino nel novembre 2010 con la Prima Edizione di Principi d’Eccellenza “esclusivamentemaschile”, e da allora realizza appuntamenti di grande successo: oltre a Una Mole di Panettoni, anche Una Mole di Olio, Una Mole di Colombe e Cioccolato, Una Mole di Pane e tante altre manifestazioni legate soprattutto al mondo dell’enogastronomia.

Signorvino, l’arte di Teo KayKay e la qualità del Giulio Ferrari uniti per l’italianità

Lo store di Signorvino a Torino è in via Lagrange.  Apre la corsa alle bottiglie Limited Edition realizzate in 30 pezzi dall’artista milanese dedicate al nostro tricolore e l’online cresce

Sono 30 le bottiglie decorate a mano e dedicate al nostro paese. L’artista Teo KayKaystreet artist italiano che ha scelto di applicare la street art sulle bottiglie di vino rendendole uniche ed ancora più preziose. Le bottiglie che “ospiteranno” le opere d’arte sono già sinonimo di armonia ed equilibrio: “Giulio Ferrari“, uno degli spumanti più celebri al mondo, dedicato al fondatore della cantina trentina. Un importante e prestigioso metodo classico maturato sui lieviti per ben 10 anni. Le bottiglie saranno in vendita sul canale online dal 13 novembre (www.signorvino.com).

Un messaggio di vicinanza e di incoraggiamento che Signorvino vuole mandare a tutti i clienti che ormai da quasi dieci anni si affidano agli store, considerandoli punti di riferimento in città in grado di proporre il meglio della produzione enogastronomica italiana. L’italianità deve essere un valore che oggi più che mai è in grado di farci sentire uniti e, speriamo ancora, orgogliosi. Un’etichetta per le feste, una bottiglia destinata ad essere un regalo di Natale speciale, unico e dal forte spirito patriottico.

“Siamo tutti preoccupati per la situazione che stiamo vivendo, sia a livello sanitario ma anche economico. Abbiamo voluto mettere in relazione un esempio di arte moderna ed italiana,  Teo Kay Kay con un’azienda simbolo della produzione vinicola del belpaese. Un connubio fra arte e vino che abbiamo voluto dedicare al nostro tricolore per un progetto che speriamo possa essere un messaggio positivo al nostro paese che non può arrendersi e che deve credere nella ripresa. Soprattutto le grandi aziende che devono essere mosse da un grande senso di responsabilità. Signorvino in questi mesi ha continuato ad investire, abbiamo due prossime aperture a breve su Milano e quindi numerose assunzioni imminenti: facciamo il possibile per dare il nostro contributo non soltanto in senso aziendale ma verso la collettività.” commenta Federico Veronesi, General Manager Signorvino.

In un anno che si conferma drammatico, soprattutto per il settore della ristorazione, Signorvino ha voluto reagire con positività incrementando le proposte online, il delivey, sviluppando il concetto di omnicanilità. Dopo l’apertura del nuovo punto vendita di Parma lo scorso luglio, l’enocatena 100% italiana conferma adesso anche la prossima apertura del terzo negozio a Milano, zona Navigli, entro fine anno. Una fiducia che sembra segnare alcuni, se pur minimi, segnali positivi. Il canale online ha infatti registrato una crescita mensile praticamente costante di un +30% dall’apertura di giugno 2020 ad oggi. Anche le attività social, sembrano indirizzare sempre di più le scelte del consumatore, che si trova ad acquistare le bottiglie consigliate durante momenti di formazione e degustazione svolti in diretta sui principali canali.

Resiliente (e digitale) la tappa di novembre di Terra Madre Salone del Gusto

Eventi nelle scuole e on line per ripartire insieme

Educazione al gusto per i più piccoli e rilancio delle terre alte grazie all’impegno di chi colline e alpeggi, boschi e foreste li vive ogni giorni, coltivando, allevando, raccogliendo e trasformando. Il viaggio di Terra Madre Salone del Gusto continua e nella sua tappa di novembre approfondisce, tra gli altri, due grandi temi legati alle politiche del cibo, dando voce alle testimonianze e alle esperienze delle comunità di tutto il mondo.

Dalla presentazione del quinto rapporto sulle mense scolastiche lungo lo stivale (pre e post Covid) di Foodinsider alla festa degli Orti in Condotta in cui 9000 alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie italiane sperimenteranno la propria impronta idrica giocando; dal racconto delle comunità che vivono la montagna al dibattito con istituzioni e aziende sul ruolo della tecnologia e dei servizi per contribuire a ricostruire un tessuto sociale in aree che per anni sono state abbandonate e dimenticate. Ecco alcuni degli appuntamenti nell’agenda di novembre di Terra Madre Salone del Gusto.

 

Venerdì 6 e sabato 7 – webinar

Oltreterra. Nuove Economie sostenibili per le Comunità della Montagna Italiana

 

Venerdì 6 e sabato 7 ci spostiamo a Santa Sofia (Fc), nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi dove si incontrano (virtualmente) le comunità delle terre alte per un webinar da tutta Italia in cui si parlerà di buone economie per la montagna. Due giorni intensi in cui istituzioni, aziende private e comunità discuteranno di strumenti normativi, orizzonti e nuovi progetti per far vivere la montagna. Tra i focus della due giorni, l’accordo di foresta e lo sviluppo di microfiliere forestali, essenziali per la rinascita di una gestione economica sostenibile delle foreste italiane, mentre ascolteremo le testimonianze di start up e progetti di comunità che mettono insieme turismo consapevole, enogastronomia e benessere del territorio e delle persone che lo vivono.

 

Martedì 10, ore 14 – conferenza stampa

La mensa pre e post lockdown: 5 Rating sui menù scolastici italiani

di Foodinsider in collaborazione con Slow Food

 

Qual è lo stato della mensa scolastica italiana? Come si evolve sia alla luce degli indicatori di salute e sostenibilità, sia in riferimento ai vincoli di sicurezza imposti dalla pandemia?

L’osservatorio di Foodinsider rappresenta un confronto utile per mettere in condivisione le buone pratiche dei Comuni più virtuosi. Giunto alla quinta edizione, il Rating ha affiancato all’indagine sui menù una nuova survey che ha rilevato opportunità e rischi della mensa post lockdown. La presentazione dei dati qualitativi e quantitativi dell’indagine introduce riflessioni che sollecitano interventi per migliorare la qualità del pasto e ridurne l’impatto ambientale.

In questa fase pandemica i menù scolastici hanno una grande responsabilità: quella di nutrire e rafforzare le difese immunitarie di tutti i bambini, soprattutto di chi rientra nelle fasce più deboli della popolazione, per i quali quello a scuola è l’unico vero pasto della giornata. Un dato che rimette al centro la scuola e la necessità di preservarla da un altro lockdown.

Intervengono:

On. Rossella Muroni, vice presidente Commissione Ambiente della Camera

Claudia Paltrinieri, direttrice Foodinsider

Francesca Rocchi, delegata Slow Food per le mense

Giulio Barocco, azienda sanitaria universitaria di Trieste

 

Mercoledì 11, attività in presenza in 465 classi italiane

Festa dell’Orto in Condotta: Acqua bene prezioso

 

Saranno 465 le classi di tutta Italia che anche quest’anno potranno concedersi un momento di riflessione e divertimento in occasione della Festa dell’Ort0 in Condotta 2020. Oltre 9000 alunni della scuola dell’infanzia e della primaria e secondaria che impareranno giocando qual è l’importanza dell’acqua e come possiamo ridurre la nostra impronta idrica, a partire da piccoli e semplici gesti quotidiani. Ma c’è di più! Quest’anno gli educatori di Slow Food hanno pensato a ogni evenienza, e così il kit con le attività da svolgere a scuola è facilmente replicabile a casa, insieme ai genitori!

E il giorno della festa l’appuntamento è anche on line, in diretta su Terra Madre Salone del Gusto, per sentirsi una volta di più parte di un’unica grande rete e svolgere insieme un’attività sull’acqua bene prezioso che darà inizio a tutti gli approfondimenti da fare in orto e in aula durante l’anno.

Giunta alla 13° edizione, la festa celebra lo storico progetto di educazione alimentare e del gusto e di educazione ambientale sviluppato da Slow Food per insegnanti, studenti, genitori e nonni ortolani. Come ogni anno la giornata dedicata all’Orto in Condotta coincide con San Martino, data tradizionale della messa a riposo dei campi in vista dell’inverno.

 

Venerdì 13 ore 17 – Conferenza

Riconnettere le Terre Alte

 

Qual è il ruolo della tecnologia e dei servizi nel futuro della montagna? Lo smart working, la crescita del numero di persone, spesso giovani, che tornano a intraprendere professioni abbandonate, la riscoperta del senso di comunità, l’attrattiva esercitata dai piccoli borghi, la riscoperta delle botteghe come luogo di socializzazione. Questi elementi devono essere sostenuti da una rivoluzione digitale in grado di coinvolgere tutti i soggetti erogatori di servizi, dalla pubblica amministrazione all’imprenditoria privata, da una tecnologia buona e virtuosa e da servizi che possano essere il filo di connessione tra aspetti sociologici, economici, etici e anche estetici. Un momento di riflessione, voluto da Slow Food e BBBell, sul presente e sul futuro della montagna insieme alle istituzioni, ai tecnici e a chi la montagna la vive tutti i giorni.

Intervengono:

Fabrizio Barca, economista, coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità

Simone Bigotti, amministratore delegato BBBell

Marco Bussone, presidente nazionale UNCEM

Roberto Colombero, margaro, presidente Uncem Piemonte

Luca della Bitta, presidente commissione attività produttive e innovazione ANCI

Gabriele Locatelli, Slow Food Italia, responsabile progetto Oltreterra per la valorizzazione dell’economia di montagna

Con la partecipazione di Fabiana Dadone, Ministro per la Pubblica Amministrazione

Modera Luca Martinelli, giornalista

 

Sabato 14 ore 10, Conferenza

Una buona tecnologia per una buona agricoltura

 

L’agricoltura occidentale degli ultimi settant’anni è un settore produttivo tra i più voraci. Il bisogno di porzioni sempre più ampie di terre coltivabili, lavorate grazie a una meccanizzazione sempre più spinta e nutrite da molecole sempre più raffinate, ha provocato in molti paesi un esaurimento ormai conclamato della fertilità del suolo. Chi fa agricoltura si interroga su come ritrovare la loro vitalità perduta. Può la tecnologia offrire soluzioni e guidare la transizione verso un’agricoltura più pulita?

Ne discutono nella conferenza organizzata da Slow Food nell’ambito della Biennale Tecnologia:

Giuseppe Scellato, professore di Economia Aziendale ed Economia e Management dell’Innovazione presso il Politecnico di Torino

Francesco Sottile, agronomo e docente di Coltivazioni arboree e Biodiversità e qualità del Sistema Agroalimentare presso l’Università di Palermo

Modera Antonio Puzzi, giornalista

 

 

I Forum di Terra Madre

Il programma dei Forum, momenti in cui i membri della rete Slow Food discutono delle tematiche legate ad agricoltura, alimentazione, sostenibilità, biodiversità e modelli produttivi, affronta il tema delle foreste con una serie di appuntamenti pensati per coinvolgere i delegati da un angolo all’altro del mondo.

 

Giovedì 17 ore 11

Il cibo e il patrimonio culturale

 

Una tavola rotonda per esplorare le connessioni tra le politiche alimentari, agricole e culturali a partire dal documento programmatico Food is Culture, focalizzato sulla necessità di azioni dell’Ue per proteggere il patrimonio alimentare immateriale, insieme a raccomandazioni concrete su come integrare meglio le strategie agricole e culturali. I partecipanti saranno inoltre invitati a esplorare l’esibizione online Ciò che non sapevi esistesse che mette in mostra alcuni dei prodotti dell’Arca del Gusto di Slow Food.

Parteciperanno i rappresentanti della Commissione Europea, Europa Nostra e Slow Food.

 

Giovedì 19 ore 17
Le Foreste modello del Mediterraneo: comunità, prodotti, gestione

 

Le Foreste modello sono una rete di 60 realtà presenti in tutto il mondo. In questo forum presentiamo le buone pratiche per la gestione partecipata delle Foreste modello dei paesi che si affacciano sulle coste del Mediterraneo (dalla Spagna alla Croazia, dall’Italia all’Algeria) e raccontiamo possibili soluzioni per supportare le comunità, valorizzare i prodotti dell’agricoltura e della pastorizia e contrastare l’abbandono delle terre alte.

Intervengono, insieme a esponenti delle diverse Foreste modello del Mediterraneo:

Richard Verbisky (Canada), Dipartimento foreste del Governo canadese, segretario generale della rete internazionale delle Foreste modello

Toni Ventre (Italia), segretario della rete mediterranea delle Foreste modello

Paolo di Croce, segretario generale di Slow Food

 

Sabato 21, alle ore 9 e alle ore 17
Uomini e alberi: un paradosso

 

Boschi e foreste sono sistemi in pericolo da difendere, preservare e gestire in modo sostenibile. Eppure il rapporto degli uomini con gli alberi è paradossale. Da un lato la ricerca di nuove aree da destinare alle monocolture fa avanzare senza sosta il fronte della deforestazione. Dall’altro assistiamo a un incessante avanzata della vegetazione che ricopre territori una volta coltivati e gestiti dall’uomo e oggi abbandonati. Difendere e gestire in modo sostenibile boschi e foreste è una necessità sempre più impellente e passa dal recupero degli ambienti forestali degradati, dalla valorizzazione delle filiere storiche del legno, dal ripopolamento della montagna, dal recupero dei paesaggi agrari tradizionali, dei pascoli e dei coltivi anche in funzione turistica.

 

Sabato 21 ore 15
Il sistema alimentare dei popoli della foresta e la minaccia del landgrabbing

 

Un forum volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle conseguenze che l’approccio “conservazionista” della foresta provoca sui popoli che la abitano, e per dimostrare che i popoli indigeni hanno vissuto in armonia con la natura, proteggendola effettivamente. Molti gli esempi su cui focalizzare l’attenzione: gli Ogiek e Senwger in Kenya; i Benet in Uganda; i Melayu e i Dayak in Indonesia; gli Juruna in Brasile; i Chinantla, i Totonacos e i Nahua in Messico. I rappresentanti dei popoli indigeni dialogano con esperti internazionali che lavorano in questo campo.

 

Martedì 24, alle ore 9 e alle ore 17
La rivoluzione delle urban food forest

 

Sono foreste urbane che producono cibo. Ospitano alberi da frutta, arbusti, orti. Spesso nascono in aree degradate delle città e rappresentano elementi di riqualificazione, estetica e sociale. Migliorano la qualità dell’aria e il clima delle città. Producono frutta, ortaggi ed erbe aromatiche, messe a disposizione della collettività. Spesso sono gestite in modo collettivo, dai cittadini stessi, e spesso si ispirano ai princìpi della permacultura. Spazi di condivisione e di educazione, le urban food forest si stanno moltiplicando in tutto il mondo e rappresentano uno dei modelli più innovativi per il rafforzamento della relazione tra ambiente urbano e aree rurali, a beneficio del clima e della vivibilità degli spazi.

 

Venerdì 27, alle ore 9 e alle ore 17

Il cibo che nasce e cresce nell’acqua: il riso

 

Il riso è il cibo principale per circa metà della popolazione mondiale, ed è coltivato in quasi tutti i paesi del globo. Ma è anche una delle filiere più critiche per il massiccio uso di pesticidi che comporta. Che impatto ha la risicoltura intensiva sul nostro pianeta? È possibile coltivare riso in modo sostenibile? Quali sono le buone pratiche agricole che rendono la risicoltura più sostenibile?

 

 

Le Food Talk

Tornano a novembre anche le Food Talk: video della durata di 10 minuti, trasmessi in streaming, durante i quali scrittori, economisti, filosofi, antropologi, ecologisti, educatori, cuochi, offrono la propria visione su ciò che più ci sta a cuore: l’ambiente, l’agricoltura, l’alimentazione. A novembre potremo assistere a sette Food Talk, ecco le prime anticipazioni.

 

Con Giorgio Vacchiano, ricercatore e docente in gestione e pianificazione forestale all’Università Statale di Milano, facciamo una riflessione su cosa sta accadendo alle foreste, come stanno affrontando la crisi climatica. Quali rischi corriamo con il persistere o l’aggravarsi di mutamenti troppo rapidi rispetto alle loro capacità di adattamento? Vacchiano, con i suoi studi, intende capire come gli alberi e le foreste rispondono al climate change e come gestirli in modo sostenibile assicurando la loro conservazione, la loro resilienza e la loro capacità di contrastare la crisi climatica in corso. Per la sua ricerca è stato indicato dalla rivista Nature come uno degli 11 scienziati emergenti nel mondo nel 2018.

 

Con il professor Wen Tiejun, Rettore esecutivo dell’Università del Popolo di Pechino, guarderemo a una visione globale del sistema alimentare, in relazione all’economia mondiale e alla crisi climatica, con un focus specifico sulla situazione agricola cinese e su come la ricostruzione rurale sia un’opportunità di rinascita ambientale e sociale. Esperto di macroeconomia e sviluppo sostenibile, ha fondato il Movimento di Ricostruzione Rurale, che promuove l’agroecologia, la sostenibilità e la rigenerazione rurale in Cina. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi, tra cui il First Rank Award for Science and Technology Progress dal Ministero dell’Agricoltura cinese e il First Rank Award for Teaching and Education dal governo municipale di Pechino.

 

Pia Léon è chef e direttrice, insieme al marito Virgilio Martínez, dei ristoranti Central e Mil a Lima e Bar Mayo a Barranco, focalizzati sulla cultura gastronomica peruviana. Malena Martínez, medico nella sua vita precedente, attualmente ricopre l’incarico di direttrice del laboratorio di ricerca Mater Iniciativa, anima del noto ristorante Central del fratello Virgilio. Grazie a loro avremo un punto di vista privilegiato sul movimento che negli ultimi anni ha preso luogo nel Sud America, in questo caso in Perù, guidato da chef che vogliono proteggere e promuovere le biodiversità locali e sostenere le comunità indigene nel diventare più resilienti. Faranno inoltre una riflessione su come ricercatori e ristoratori possano collaborare per raggiungere un’etica alimentare e un sistema alimentare più equo. Due donne leader in America Latina, che ci mostrano come il ruolo femminile possa portare un respiro diverso nel mondo del cibo e nella conservazione delle tradizioni.

 

 

Uno sguardo all’estero

 

Terra Madre Brasil

Dal 17 al 22 la rete carioca di Slow Food sarà on line con tantissime attività virtuali, tra cui: tavole rotonde, dialoghi, laboratori del gusto, spazi educativi dedicati alla cultura del cibo, installazioni artistiche. Terra Madre Brasil, un evento online dedicato al cibo vero, in cui non mancheranno discussioni e proposte per la promozione del cibo buono, pulito e giusto. L’agricoltura familiare contadina, le diverse sfumature della biodiversità e la cultura alimentare brasiliana saranno tra i protagonisti di questo evento.

 

Slow Rice

Si terrà il 28 novembre a Wenzhou, nel villaggio di Qidu Qiansha, la prima edizione di Slow Rice, il festival organizzato dalla Comunità Slow Food di Wenzhou per la valorizzazione del territorio. Inserito in una tre giorni dedicata al cereale più importante del continente asiatico, Slow Rice presenta un mercato, laboratori per bambini di educazione alla natura, alla sostenibilità e alla sicurezza alimentare, degustazioni e workshop.

 

 

Torino, apre in centro il primo temporary shop di cibi e vini locali

 Un corner dedicato ai prodotti tipici montani, piemontesi e valdostani.

 Arriva a Torino la prima gastronomia temporanea dedicata ai prodotti tipici piemontesi e valdostani. L’idea è della Taglieria Barotto di via G. Baretti, che ha deciso di aprire il nuovo “corner” in Via San Massimo 2 per soddisfare le numerose richieste di consumo casalingo dei prodotti piuttosto che all’interno del locale.

Con una particolare attenzione alle tipicità enogastronomiche montane, fondute, ragù di selvaggina, marmellate e pasticceria secca vanno ad aggiungersi ai salumi, ai formaggi, alle tartare e ai vini locali che il Barotto propone da otto anni. Tra i prodotti più rari in città che saranno reperibili dal 9 novembre, spiccano la mocetta di bovino valdostana e il Bettelmatt, formaggio d’alpeggio a pasta dura tipico dell’Alta Val Formazza, nell’Ossolano. Accanto a loro anche: la fontina d’Alpeggio dell’Arpav (l’Associazione Regionale Proprietari d’Alpeggio Valle d’Aosta), la fontina estrema già premiata come “Miglior Formaggio d’Italia 2018” a Formaggitalia all’interno di Golosaria, lo spek d’anatra, ottenuto da anatre allevate esclusivamente in Piemonte ed affumicato tradizionalmente con legno di faggio, l’unico lardo al genepy da maiali allevati allo stato semibrado nel Canavese, il Blanc de Morgex, ottenuto dalle uve di Prié Blanc, le più alte d’Europa, e i vini di TorinoDOC, selezionati dalla Camera di Commercio di Torino.

“Alla luce delle ultime restrizioni circa la somministrazione e forti dell’esperienza maturata in occasione del lockdown primaverile – spiega Federico Giovanelli, oste del Barotto – abbiamo registrato un’impennata nelle richieste di delivery, modalità di fruizione che si sposa perfettamente con i piatti freddi che proponiamo. Con l’aumento delle richieste di consumo casalingo e con lo spettro di un nuovo lockdown sullo sfondo, abbiamo pensato di aprire il temporary shop per vendere direttamente i prodotti che solitamente affettiamo, battiamo e decoriamo nel locale. In questo modo portiamo nelle case un po’ di atmosfera montana, arricchendo la gamma di profumi e sapori.”

Il temporary shop del Barotto sarà attivo fino al 31 gennaio 2021, dalle ore 11 alle 20, compatibilmente con le decisioni prese dalle Autorità rispetto alla circolazione di persone nel contrasto alla diffusione del Covid-19.

Sito: https://ilbarotto.it/
Facebook: https://www.facebook.com/IlBarotto
Instagram: https://www.instagram.com/il_barotto_torino

Una dolce tentazione alle fragole

Sono ottime gustate al naturale, fresche e delicate appena spruzzate di limone, abbinate alla panna pero’…. seducenti e golosissime

 

Profumate, succose e zuccherine con quel tocco rosso vivace, le fragole  mettono allegria in tavola. Ricchissime di vitamine, ottime per l’organismo, le fragole sono senza dubbio uno dei frutti piu’ amati da grandi e piccini. Sono ottime gustate al naturale, fresche e delicate appena spruzzate di limone, abbinate alla panna pero’…. seducenti e golosissime. Eccovi un’idea semplice e veloce per un dolce morbido ed avvolgente!

Ingredienti:

1 Pan di Spagna pronto

1 cestino di fragole fresche

200ml di panna fresca da montare

1 cucchiaio di zucchero a velo

 Per la farcia: 

200ml. di latte

2 tuorli

60gr.di zucchero

20gr.di farina

½ bustina di vanillina

1 limone

Preparare la crema. Portare ad ebollizione il latte con la scorza del limone grattugiata e la vanillina. In una ciotola sbattere i tuorli con lo zucchero, e la farina, versare sul composto, sempre mescolando,  il latte precedentemente filtrato. Cuocere a bagnomaria per 8-10 minuti, lasciar raffreddare.Preparare il guscio da farcire: mettere il pan di Spagna sul piatto da portata, scavarlo aiutandovi con un cucchiaino e farcirlo con la crema.Montare la panna con lo zucchero a velo, stenderla sino a coprire tutta la crema. Affettare le fregole pulite e decorare il dolce a piacere. Conservare in frigo.

Paperita Patty

Conoscere i vini con Go Wine a Torino

Go Wine promuove un corso di degustazione di approfondimento a Torino, presso il Ristorante Sol Levante Fusion di Via Nizza, angolo Corso Vittorio Emanuele II, a partire da mercoledì 28 ottobre.

Protagonisti delle lezioni cinque temi/territori che condividono il fatto di essere legati ciascuno ad un vitigno autoctono che li caratterizza o che comunque ha un rapporto significativo con la viticoltura locale.

Vitigno-vini, uomini e donne del vino: il racconto e la degustazione presentano storie caratteri della viticoltura di angoli d’Italia e documentano il percorso di qualità compiuto negli ultimi anni nella vinificazione di ciascun vitigno, muovendo sempre dal rapporto con la tradizione locale.


Riportiamo di seguito le date e gli argomenti delle lezioni, al presente link il programma dettagliato:

Prima serata: mercoledì 28 ottobre ore 20.30
PETITE ARVINE e Valle d’Aosta

Seconda serata: mercoledì 4 novembre ore 20.30
PINOT NERO e l’Oltrepò Pavese

Terza serata: mercoledì 11 novembre ore 20.30
SAN GIMIGNANO E LA VERNACCIA

Quarta serata: mercoledì 18 novembre ore 20.30
IL CIRO’, IL GAGLIOPPO, la costa ionica della Calabria

Quinta serata: mercoledì 25 novembre ore 20.30

IL VERMENTINO nei suoli della Gallura in Sardegna

Al presente link il programma e la scheda di adesione da compilare per l’iscrizione.


Go Wine Ufficio Corsi

Via Vida 6 – ALBA CN
Tel. +39 0173 364631 Fax 0173 361147
ufficio.corsi@gowinet.itwww.gowinet.it

E’ giunta l’ora dell’aperitivo popolare

È dal 1997 che Salvo Lo Porto conquista i palati dei torinesi con la sua focaccia classica genovese.

 

Classe 1976, Lo Porto apre il suo primo locale in via Sant’Agostino, in quella omonima focacceria che per anni è stata punto di ritrovo serale e notturno non solo degli amanti del buon cibo, ma anche dei cultori dell’arte, della musica e della scena artistica torinese.

 

La Focacceria Sant’Agostino, mai chiusa per ferie dal 1997 a oggi, prosegue la sua attività di riferimento per gli amanti della focaccia al formaggio, della classica genovese, della farinata e della pizza in teglia, ma dal 23 ottobre aggiunge una novità: arrivano infatti gli Aperitivi in Focacceria. A partire dalle ore 18:00, tutti i giorni, si potrà pensare a questo luogo anche per il pre cena grazie ad aperitivi popolari con focaccia appena sfornata e vino a 6 euro. Le proposte tra cui scegliere sono tre: farinata cotta nel forno a legna, focaccia al formaggio e focaccia classica genovese abbinata a un bicchiere di Pigato e di Vermentino di Bio Vio, di Ribolla I Clivi o di Nebbiolo d’Alba di Albino Rocca.

“L’Aperitivo popolare – spiega Salvo Lo Porto – è il modo in cui vogliamo rispondere a questo periodo di crisi che sta toccando tutti. Ogni persona ha il diritto di potersi permettere un buon pezzo di pizza calda in pieno centro a Torino e noi, pur facendolo da sempre, abbiamo deciso di proporre un’offerta alternativa mantenendo l’attenzione per le materie prime di qualità che ci contraddistingue sin dalla nostra apertura, ma anche cercando di venire incontro alle possibilità di tutti”.

Le focacce, preparate sempre con farina biologica, sono di due tipologie: quella al formaggio composta da due sfoglie sottili cotte nella teglia di rame senza lievito e realizzata con lo Stracchino  a cui prima della cottura viene aggiunto olio extravergine di oliva; la classica genovese che ha una lievitazione minima di 8 ore prima di essere stesa in teglia alluminata dove riposa altre tre ore. La farinata, invece, è realizzata con farina biologica di ceci ed è infornata in una teglia di rame direttamente nel forno a legna che ha una cottura mista con legno di faggio e ulivo.

Salvo Lo Porto è un pizzaiolo autodidatta e deve la sua formazione a maestri come Vittorio Caviglia con cui ha lavorato a Genova Nervi e all’amicizia di personaggi come Biagio Palombo de La Baracchetta di Recco (Ge).

Nel 1997, appena ventenne, la decisione di aprire il suo primo locale torinese in quella via Sant’Agostino che, con il vicolo e la vicina Porta Palazzo, gli ricordava proprio Genova. Questo è il locale che resta ancora oggi il cuore operativo e simbolico dell’attività di Lo Porto: quello in cui anche la pizza al taglio, sin dall’inizio e in tempi lontani da mode e tendenze attuali, è stata preparata con materie prime d’eccezione come Quadro di Monte Castelmagno, Raschera, Gorgonzola o Toma.

Nel 2001 Lo Porto apre un altro locale in piazza Castello, in pieno centro a Torino, dove ancora oggi regna sovrana un’offerta di street food, mentre nel 2009 ingrandisce il locale di via Sant’Agostino aggiungendo tavoli e proponendo anche alcuni piatti di cucina (ancora oggi merita assaggiare le Acciughe al verde, il Galletto nel forno a legna o il Tiramisù fatto in casa). L’ultima apertura è nel 2013: la focacceria di via Lagrange dove Lo Porto si specializza nelle lavorazioni con lievito madre e nella pizza tonda.

Le tre focaccerie di Lo Porto fanno capo al brand Focaccerie Gran Torino creato dal pizzaiolo torinese: Focacceria Sant’Agostino (via Sant’Agostino 6), Focacceria Reale (piazza Castello 153) e Focacceria Lagrange (via Lagrange 11/f) a Torino.

Per maggiori informazioni:

Instagram: @loportosalvatore

Facebook: @SalvatoreLoPorto – @FocaccerieGranTorino

A Giaveno è tempo di “Fungo in festa”

LA 40ª EDIZIONE DI FUNGO IN FESTA SARÀ FIERA REGIONALE OTTENUTO IL RICONOSCIMENTO PER L’EDIZIONE DEL 2021

La 40ª edizione della manifestazione Fungo in Festa, quella che si svolgerà nell’autunno dl 2021, sarà una fiera regionale. La qualifica è arrivata nei giorni scorsi con la determina dirigenziale del settore commercio e terziario della Regione Piemonte.

Il possesso dei requisiti ha permesso di entrare nel “club” delle fiere più famose, accanto alla Sagra del Peperone di Carmagnola e alla Fiera del Tartufo di Alba, per citare le più famose e vicine.

Giaveno è l’unica città piemontese ad avere una fiera regionale dedicata al fungo.

La qualifica permette di essere inseriti in automatico nel calendario fieristico regionale e godere così della promozione dell’Ente attraverso tutti i suoi canali e del sostegno della Regione.

Un buon viatico già per questa edizione che si aprirà con il mese di ottobre e per cui si stanno preparando interessanti novità che si aggiungono agli appuntamenti tradizionali.

Sono una cinquantina, tra conferme e debutti come quello giavenese, le fiere del Piemonte che possono fregiarsi della qualifica regionale.

“Stiamo lavorando molto sul prodotto fungo affinché diventi davvero il nostro marchio caratteristico e faccia distinguere e riconoscere la nostra Città – afferma il Sindaco Carlo Giacone – Questo è il punto di approdo di tanto lavoro svolto in passato, ma anche il punto di partenza per obiettivi e traguardi ancora più alti. Abbiamo un prodotto di eccellenza che deve essere valorizzato sempre più, in modo da diventare volano di sviluppo economico e attrattiva per i nuovi tipi di turismo: per questo abbiamo richiesto con convinzione la qualifica di fiera regionale e siamo contenti di averla ottenuta”.

PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE  FUNGO IN FESTA 2020

 

PROGRAMMA DOMENICA 11 OTTOBRE

 

PIAZZA MAUTINO

Ore 9,00- 19,00

– MOSTRA MICOLOGICA e fotografica a cura dell’“ASSOCIAZIONE MICOLOGICA PIEMONTESE” di Venaria. Un’occasione per far conoscere i funghi commestibili e non del nostro territorio.

– Esposizione artistica di opere dedicate al “FUNGO” da parte dei nostri pittori…

– HUMOR FUNGO mostra di vignette a cura di Carlo Pognante

 

Ore 15,00 Show Cooking con la partecipazione degli Chef MATTEO BARONETTO (1 stella Michelin, Ristorante Del Cambio di Torino), ALESSANDRO MECCA (1 stella Michelin, Ristorante Spazio7 di Torino), CESARE GRANDI (Ristorante la Limonaia di Torino), GIORGIO COTTI (Ristorante Gaudenzio di Torino). Con la partecipazione del Sommelier ANTONIO DACOMO (Campione Italiano di sommelier nel 1992. Dal 1993 al ‘96 capo sommelier presso Ristorante l’Albereta di Gualtiero Marchesi).

I vini saranno offerti da: Azienda agricola Vitivinicola Prever di via Paraccia, 11 Villarbasse

Si ringrazia il Mobilificio Nino di Borgata Pontepietra 98, Giaveno che metterà a disposizione la cucina.

Durante il pomeriggio saranno presenti le telecamere dell’emittente televisiva Primantenna.

 

PIAZZA MOLINES

Ore 9,00-18,00 Stand con prodotti del territorio.

Ore 12,00 Stand della Nuova Proloco di Giaveno con distribuzione di funghi e patatine fritte da passeggio.

Ore 15,00 Spettacolo musicale con Piero Montanaro e la corale “Le Voci del Piemonte” offerto dai Signori Rita e Guido di Chatillon e a seguire la premiazione dei boulajour e degli chef del fungo di Giaveno alla presenza delle autorità.

VIA UMBERTO I – PIAZZA SCLOPIS – VIA MARIA AUSILIATRICE

Ore 9,00-18-00 Bancarelle della creatività e dei manufatti

PUNTO FOTOGRAFICO

PIAZZA SAN LORENZO – LATO SACRO CUORE

Ore 10,00 – 18,00 FUNGO BIMBI Divertimenti e attrazioni per bambini con giochi in legno itineranti

Ore 11,00 – 12,00 SHOW COOKING a cura di ANGELA ANNA VENTRUTI

VIA OSPEDALE

Ore 10,00 – 18,00 Raduno di auto d’epoca “Club de Voiture Ancienne de Saint Jean de Maurienne” paese gemellato con Giaveno organizzato da Nicola Azzariti

VIALE REGINA ELENA

Ore 09,00 – 18,00 Area Shopping

 

NELLE PIAZZE DEL CENTRO

GIAVENO AUTO E MODA (SFILATA DI MODA E DI AUTO D’EPOCA), shooting fotografico a cura del Cinema District Hub – esposizione di auto d’epoca con la presenza di modelle e modelli in abiti storici

NEI BOSCHI DI GIAVENO

CAMMINATA alla scoperta dei boschi e dei funghi per le famiglie a cura dell’Associazione Valsangone Turismo, per informazioni contattare l’Ufficio turistico al numero 011 9374053.

 

 

ALTRI EVENTI DEL MESE DI OTTOBRE

 

SABATO 3 OTTOBRE

Borgata Sala ore 16

FUNGOPEDALATA – pedalata enogastronomica lungo le vie di borgata Sala con arrivo presso l’azienda agricola Aldo Versino con visita della cascina e degustazione di formaggi vini e risotto ai funghi. Ritrovo alle 16 nei pressi di piazza Cavalieri di Vittorio Veneto (borgata Sala). Per informazioni contattare l’Ufficio turistico al numero 011 9374053

Ore 21,15 Chiesa dei Batù: 3° concerto Ottetto panarmonie (strumentisti dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino). Musiche di Mozart, Krommer e Beethoven

 

DOMENICA 4 OTTOBRE

FIERA COMMERCIALE D’AUTUNNO dalle ore 8,00 alle 18,00

A cura dell’Assessorato al Commercio

– Dalle 14,30 alle 18,30 Sede Piazza San Rocco, 12 Giaveno: DONNE DI VALLE INCONTRA – 11° Compleanno dell’Associazione Culturale, di Incontro e Benessere con danza, scrittori, lotteria green, yoga, clown e caccia al tesoro per bambini. (info: donnedivalle@gmail.com)

 

SABATO 10 OTTOBRE

VILLA FAVORITA: Ore 17,00 Giaveno e li fungo, una risorsa per il territorio e il turismo.

Convegno su prodotti tipici e marketing turistico a cura di esperti del settore

NEI BOSCHI DI GIAVENO CAMMINATA PER ADULTI “UNA GIORNATA DA BOULAJEUR” a cura dell’Associazione Valsangone Turismo. Per informazioni contattare l’Ufficio turistico al numero 011 9374053

– Ore 21,15 Chiesa dei Batù: concerto Trio Gustav nell’ambito della rassegna I concerti della Chiesa dei Batù. Musiche di Brahms. Per informazioni 011 9365085.

 

SABATO 17 OTTOBRE

Parco Maria Teresa Marchini ore 14,30 Cammini nella terra del fungo, pomeriggio di conoscenza dei Gruppi di cammino a cura della Città di Giaveno e delL’Asl To 3 Promozione della salute.

 

DOMENICA 25 OTTOBRE

Dalle 16,00 alle 18,00 PROGETTO “L’ESSENZIALE È BAROCCO”. Visita guidata alla Chiesa dei Batù e alla Chiesa di San Rocco e mini concerto della Corale Giaveno Incanto, brani di Bach, Haendel e Vivaldi

– MERCATO DELLE PULCI E DEGLI HOBBISTI nelle vie del centro storico

– Piazza Mautino: BAGNA CAUDA a cura della Nuova Proloco

 

 

Accompagnano la manifestazione la settima edizione della Fiera del Libro, da giovedì 8 a domenica 18 ottobre, in piazza San Lorenzo lato ufficio turistico, e l’apertura del Museo del Fungo in via Stazione, da domenica 4 a domenica 11 ottobre.

 

 

Il Turin Palace Hotel sposa il progetto “I panini della rinascita”

Il panino, inteso come espressione dei valori gastronomici del territorio italiano, diventa parte della proposta food dello storico hotel nel cuore di Torino che, aderendo al progetto dell’Accademia del Panino Italiano, e in particolare all’iniziativa “I Panini della Rinascita – il menu di una nuova Unità d’Italia” ne riconosce il valore di icona del cibo di qualità e ne fa espressione di convivialità e condivisione.

“Il Turin Palace Hotel, per storicità e vocazione, è ambasciatore delle eccellenze offerte dal nostro ricco Paese. Grazie all’incontro con l’Accademia del Panino Italiano abbiamo compreso il grande valore che il panino ricopre anche nella storia della nostra tradizione gastronomica. Un prodotto unico nel suo genere che ci permette di raccontare ai nostri ospiti l’attenzione, la cura, la ricerca e la passione che tanti agricoltori, allevatori e artigiani italiani ripongono nel loro lavoro per regalarci sapori straordinari. Valori che condividiamo e che facciamo nostri quotidianamente nell’accogliere i nostri ospiti”, commenta così Piero Marzot, direttore del Turin Palace Hotel la decisione di prendere parte alla speciale iniziativa “I Panini della Rinascita – il menu di una nuova unità d’Italia”.

Il progetto nasce nel 2020 dalla collaborazione tra Accademia del Panino Italiano e Guido Bosticco – docente di scrittura creativa all’Università di Pavia – con l’intento di supportare, sul piano motivazionale e della comunicazione, i titolari di locali dedicati ad una delle più interessanti e variabili espressioni del cibo italiano, nel faticoso periodo del lockdown, in vista della ripresa. L’iniziativa, che oggi coinvolge 200 indirizzi in Italia, ha saputo mettere in luce anche il valore sociale del panino, facendosi l’interprete del desiderio di “ricominciare insieme” uniti da stessi concetti simbolici, diventati i titoli dei 5 Panini della Rinascita.

Lo chef e la brigata de Les Petites Madeleines (ristorante del Turin Palace Hotel) hanno così elaborato il proprio “Menù della Rinascita” articolato in proposte che, utilizzando ingredienti d’eccellenza del territorio italiano, interpretassero quattro delle cinque parole-simbolo identificate dagli organizzatori ( “Mai visto”, “Abbraccio”, “Vicini, “Noi”, “Il Sogno”) per descrivere l’approccio alla ripartenza.  Il panino è divenuto così non solo icona del Made in Italy e testimone dell’inesauribile biodiversità naturale, territoriale e culturale italiane, ma anche protagonista di un approccio gastronomico capace di incentivare il senso di appartenenza ad un Paese che ha fatto del buon cibo uno dei suoi tratti distintivi.

Per valorizzarlo ulteriormente, mettendo l’accento su altri prodotti di pregio del territorio, il Turin Palace Hotel propone “I Panini della Rinascita” anche in abbinamento ad alcune delle migliori etichette italiane e locali.

 “Accademia del Panino Italiano – dichiara Barbara Rizzardini, Direttrice della Accademia del Panino Italiano – si fregia oggi di un nuovo eccellente interprete del concetto di panino: il Turin Palace Hotel e ne siamo doppiamente felici perché non solo questo splendido esempio di Hotellerie abbraccia il progetto “I Panini della Rinascita”, dando un ulteriore segno di come la ripresa economica sia un concetto inclusivo di tutte le forze in campo, senza distinzione di rango, ma anche perché con questa occasione verrà riconosciuto dalla nostra Accademia come “autentico italiano” uno dei quattro straordinari panini appena entrati nel menù del ristorante “Les Petites Madeleines”, intitolato “Il Sogno di Beppe”. In fondo anche il panino, specie quello gustato durante l’infanzia e l’adolescenza, attiva quell’effetto “proustiano” sulla memoria. Ci auguriamo che questo ingresso nella nostra Community del Panino sia di ispirazione per molti altri hotel dalla forte identità che credono, come il Turin Palace, che il primo vero avamposto di un territorio sia l’albergo dove si soggiorna, e pertanto che se l’Hotel sceglie la voce del territorio e la accorda alla propria storia e identità, fa un dono a sé e alla propria clientela, anche attraverso un panino!”.

Il sogno di Beppe: un panino autenticato

Il marchio di autenticità “Panino Italiano” è un riconoscimento ufficiale rilasciato dal Comitato di Valutazione, interno alla Fondazione Accademia del Panino Italiano, a un panino in vendita in un locale in Italia o all’estero, che sia conforme al Disciplinare di Produzione redatto dall’Advisory Board dell’Accademia. Accademia del Panino Italiano, con la cessione del marchio Panino Italiano, offre ai player del settore di diventare parte del network della Fondazione e attiva per loro un piano di comunicazione integrato (online e offline) con lo scopo di valorizzare e far conoscere ogni singolo Panino Italiano Autentico.

Per il Turin Palace Hotel a fregiarsi di questo titolo è il panino “Il sogno di…Beppe”  che sceglie come ingredienti-principe ‘nduja di Spilinga, provola silana leggermente fusa, melanzane fritte a fette e insalata lollo. Lo chef del Ristorante Les Petites Madeleines Giuseppe Lisciotto, calabrese, ha dedicato questa proposta al suo paese d’origine che racconta attraverso i suoi sapori, desiderati come in un sogno durante i mesi in cui, a causa del lockdown, non ha potuto tornare alla sua terra.