GUSTO

Il Giandujotto di Torino IGP vola a Bruxelles: ora il traguardo è vicino

Dopo quasi dieci anni di attesa, battaglie legali e mediazioni internazionali, il “re” dei cioccolatini torinesi è pronto a conquistare l’Europa. Il Ministero dell’Agricoltura (MASAF) ha sciolto le ultime riserve, respingendo le opposizioni e dando il via libera ufficiale alla trasmissione del dossier alla Commissione Europea per il riconoscimento della IGP (Indicazione Geografica Protetta).
 Superate le divergenze con il gruppo svizzero Lindt (proprietario di Caffarel), è stato concesso un periodo transitorio di 15 anni per l’adeguamento delle denominazioni già in uso.
 
– Le reazioni
Il 2026 sarà l’anno del Giandujotto IGP“, ha dichiarato soddisfatto Guido Castagna.
Anche le istituzioni celebrano il traguardo: il Presidente della Regione, Alberto Cirio, ha ribadito l’importanza di difendere un simbolo dell’identità piemontese, mentre dal Ministero si sottolinea come il marchio darà nuova forza al cioccolato torinese sui mercati mondiali.
-Cosa succede ora?
Il fascicolo passa ora nelle mani di Bruxelles. La fase istruttoria europea durerà dai 6 ai 12 mesi. Entro il 2027, il Giandujotto di Torino potrebbe finalmente sfoggiare il bollino giallo e blu dell’Unione Europea, diventando la decima IGP della Regione Piemonte.
 
Il Giandujotto non è solo un dolce: da oggi è un patrimonio protetto che parla di Torino al mondo.
 
 
 
 Chiara Vannini

“Frolla e Cioccolato”, un laboratorio del gusto

Ci sono gesti semplici che riportano indietro nel tempo, come le mani nella frolla, il profumo
del cioccolato che si scioglie e la sensazione di creare qualcosa da zero.
Dalla voglia di creare un’esperienza da condividere, in famiglia o con gli amici, è nata l’idea
dell’evento “Frolla e Cioccolato”.
Sabato 18 aprile il primo piano di EDIT in Piazza Teresa Noce a Torino si trasformerà in un
vero e proprio laboratorio aperto a tutti e pensato per chi vuole prendersi una pausa, rallentare
per un paio di ore dallo stress quotidiano e riscoprire il piacere di creare con le proprie
mani, divertendosi in cucina.
L’evento si inserisce all’interno del calendario di appuntamenti di Edit Place Social Hub “for
people and for having fun” – polo di gusto, cultura e incontro – dove vivere esperienze di
socialità innovative, lontane dai luoghi comuni.
Il workshop verrà realizzato su tre turni – alle ore 10, alle 15 o alle 17.30 – sotto la guida
esperta di Jacopo Pistone, fondatore di Cibrario Forno Contemporaneo, una realtà
d’eccellenza torinese che unisce panificazione artigianale, ricerca e una visione moderna del
forno. Classe 1987, Jacopo arriva al mondo della panificazione dopo una formazione
alberghiera e un percorso nella ristorazione, sviluppando nel tempo un approccio concreto e
attento alla qualità delle materie prime e ai processi di lavorazione. Grazie a questo know how,
durante il laboratorio accompagnerà ogni fase con consigli pratici, suggerimenti e piccoli
accorgimenti, rendendo la preparazione accessibile anche a chi non ha esperienza in cucina.
Durante il workshop verrà realizzata la preparazione di un dolce, lavorando prima la frolla
e poi il cioccolato, passo dopo passo. La musica in sottofondo accompagnerà il tempo del
lavoro, mentre si impasta, si taglia, si assembla e si condivide. A rendere il momento ancora
più piacevole, una pausa con infusi e tisane, per chiacchierare insieme e socializzare.
Questo evento è infatti pensato per chi volesse passare un momento divertente in compagnia
degli amici o dei famigliari, ma anche per chi, da solo, volesse trascorrere un sabato diverso,
imparando in cucina e avendo l’opportunità di conoscere persone nuove.
“La data del 18 aprile è stata scelta con cura – racconta Elisa Filippelli, project manager
dell’evento per To Be Experience – perché segue il periodo pasquale quando quasi tutte le
famiglie, in particolare quelle con bambini piccoli, sono letteralmente invase dagli avanzi delle
uova di Pasqua. Noi abbiamo deciso di combattere gli sprechi e quindi insegneremo a
trasformare gli avanzi in qualcosa di nuovo e buonissimo. In loco i partecipanti troveranno
del cioccolato pronto per essere utilizzato per i dolci, ma potranno anche decidere di portare
da casa dei pezzi avanzati di uova pasquali da utilizzare.”
All’arrivo a Edit il pubblico verrà accolto anche con un kit di benvenuto – composto da
grembiule e cappello da chef – e ovviamente con gli ingredienti e i materiali utili per il
laboratorio.
INFO e MODALITA’ ACQUISTO BIGLIETTI
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I biglietti per l’evento sono in vendita sul sito ufficiale di
To Be Events al link:

Frolla e Cioccolato


I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria.
A causa della natura e della scala dell’evento, non è
possibile garantire l’assenza di contaminazioni crociate
né prevedere variazioni personalizzate del menù. Le
preparazioni vengono realizzate in cucine condivise,
pertanto non è possibile assicurare un ambiente
completamente privo di allergeni.
L’esperienza, dal costo di 30 euro, comprende in sintesi:
• Kit di benvenuto con grembiule e cappello da
chef
• Ingredienti e materiali per il laboratorio
• Supporto e guida da parte di professionisti
durante tutta l’attività
• Infuso e tisana
• Produzione di un dolce
In fase di accredito sarà possibile aggiungere i
bambini con età inferiore ai dieci anni al costo di 10
euro, rendendo l’esperienza un momento
indimenticabile genitori/figli.

Il Mercato del Corso di Torino presenta la nuova cucina contadina

Venerdì 17 aprile il Mercato del Corso di Torino presenta la nuova cucina contadina realizzata dalla cuoca contadina Stefania Grandinetti e dallo chef Paolo Ribotto utilizzando ingredienti rigorosamente forniti dai produttori di Campagna Amica.

A partire dalle 12:30, nella sede in stile liberty dell’ex cinema corso di Torino in corso Vittorio Emanuele II n.50, riaperta dopo anni di abbandono, sarà in funzione la cucina che proporrà piatti da passeggio, asporto o da gustare seduti al mercato. Assaggiare la cucina del Mercato del Corso è anche l’occasione per fare la spesa dai contadini che effettuano la vendita diretta in questi spazi recuperati, tutti da ammirare, o per fare aperitivo sorseggiando uno dei 470 vini di proposti dall’Enoteca Divinorum.

I piatti della cucina del Mercato del Corso cambieranno spesso seguendo la stagionalità e la disponibilità dei prodotti.

Ecco i piatti proposti venerdì 17 e sabato 18 aprile.

Pasta con verdure di stagione e crema all’uovo;

Tajarin al ragù di salsiccia;

Zuppa di farro con ortiche e patate;

Cotoletta di ceci e verdure con salsa aioli;

Carne cruda con insalatina di finocchi alla senape;

Dadini di toma fritta;

Verdure di stagione al forno;

Focaccia ripiena con verdure e mozzarella di bufala.

La presentazione della cucina contadina è un evento inserito nella giornata “Primavera in cucina” del Mercato del Corso che prevede alle 10:30 il convegno organizzato da Donne Coldiretti “Cibo alleato dello sport” in sala multimediale con medici dietisti e atleti e che prosegue con degustazioni di vini adatti alle atmosfere primaverili.

Il Mercato del Corso di Campagna Amica è aperto tutti i venerdì e i sabati dalle 10:00 alle 19:00. L’Enoteca Divinorum è aperta il martedì e mercoledì dalle 14:30 alle 19:00, il giovedì dalle 11:00 alle 22:00, il venerdì e il sabato dalle 10:00 alle 22:00.

Da “Nutella®” il “Buongiorno” targato Torino

Torino è tra le protagoniste della nuova edizione di “Nutella® Buongiorno”, la limited edition 2026 realizzata da Nutella® in collaborazione con ENIT S.p.A., dedicata a 10 città d’arte italiane. Un progetto che si inserisce in un percorso pluriennale giunto alla sua quarta edizione e costruito progressivamente attorno alla valorizzazione del territorio italiano.

 

Partner istituzionale dell’operazione è ENIT, che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dello storytelling e alla definizione delle città protagoniste, individuandole secondo criteri chiari e oggettivi: la selezione delle principali città d’arte per presenze turistiche complessive al 1° gennaio 2024, con un bacino superiore ai 100.000 abitanti, una rappresentazione delle tre macro-aree del Paese da Nord a Sud e l’identificazione di elementi iconici capaci di garantire l’immediata riconoscibilità di ciascuna destinazione, prevedendo almeno un monumento o simbolo distintivo per città.

 

Torino, insieme a Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Perugia, Roma, Bari, Napoli e Palermo, è quindi protagonista di una serie di vasetti illustrati sviluppati con il contributo creativo dell’illustratore Antonio Colomboni, che segna un’evoluzione rispetto alle precedenti edizioni, introducendo un linguaggio visivo basato sull’illustrazione.

 

Nel caso del capoluogo piemontese, “Nutella® Buongiorno” restituisce un racconto che intreccia storia, identità e cultura, trasformando la colazione in un momento di connessione con la città. Il vasetto dedicato a Torino interpreta alcuni dei suoi elementi più riconoscibili – dalla Mole Antonelliana al profilo delle Alpi, fino al Po e ai Toret – evocando un equilibrio unico tra paesaggio urbano, memoria e tradizione. Sul retro del vasetto è inoltre presente una tipicità gastronomica locale, i baci di dama, che aggiungono un ulteriore livello di racconto legato al gusto e alla tradizione torinese, completando l’omaggio alla città.

 

Sformatini di cavolfiore viola con salsa al parmigiano

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Un’idea deliziosa per gustare il cavolfiore. Ideale come antipasto o contorno, sono facilissimi da preparare e raffinati da presentare.

Ingredienti per 8 sformatini

1 cavolfiore viola
3 uova intere
30gr.di parmigiano grattugiato
100ml di panna liquida fresca
Sale, pepe, burro

per guarnire
Parmigiano grattugiato
Latte
Nocciole tostate

Cuocere a vapore il cavolfiore. Quando cotto, lasciar raffreddare poi frullare in mixer con le uova, il parmigiano, il sale ed il pepe.
Imburrare 8 stampini da creme caramel, versare il composto e cuocere a bagnomaria coperto con un foglio di alluminio per circa 30/40 minuti. Preparare la salsa facendo fondere il parmigiano con poco latte o panna liquida e tritare le nocciole. Servire lo sformatino capovolto nel piatto nappato con la salsa e spolverizzato con il trito di nocciole. Servire tiepido.

Paperita Patty

Una due giorni in Monferrato per l’Evo Wine Day 2026

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Ultimi preparativi per la terza edizione di Evo-Wine Day, l’l’evento clou del Comune di Olivola interamente dedicato all’olio extravergine di oliva monferrino abbinato al cibo e al vino.
Decollato nel novembre del 2024, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e Cosmo, per la prima volta, l’evento lascerà  il calendario autunnale, per abbracciare la complicità del clima primaverile e sfoderare appieno il suo programma domenica 3 e lunedì 4 maggio prossimi, con un  format rinnovato nei contenuti e nell’offerta.

Tra le novità di questa nuova edizione  la caratterizzazione geologica degli uliveti, prima a livello nazionale, a cura del geologo e sedimentologo Alfredo Frixa, l’inserimento della masterclass del lunedì riservato alla ho.re.ca e ai giornalisti di settore, il conferimento della De.Co agli uliveti di Olivola e la consegna del Premio “Amico dell’Olio Evo Monferrino”.
Per l’intera giornata di domenica 3 maggio, in piazza Europa, mercatino con espositori di olio Evo, corner di Asspo, Associazione Piemontese Olivicoltori, e di prodotti agroalimentari e enologici, nonché artigianali, per promuovere la filiera corta e le eccellenze locali.

“La scelta di anticipare l’evento a maggio è  stata fortemente voluta dall’amministrazione comunale,  per esprimere al meglio l’offerta Monferrato nelle sue diverse valenze agroalimentari, enologiche e paesaggistiche – spiega il sindaco Gianmanuele Grossi – “ Come prima città dell’olio del Piemonte  siamo anche lieti che l’evento sia stato inserito nel calendario regionale delle fiere, quale riconoscimento che va a premiare la bontà del progetto , primo nel suo genere nel Monferrato, come primo esempio nazionale di caratterizzazione geologica degli uliveti.

Dopo Milano, quest’anno il lancio si terrà venerdì 24 aprile dalla sede Ais di Torino, in collaborazione con ASSPO, (Associazione Piemontese  Olivicoltori) di cui è  presidente Valentino Veglio di Moncalvo. Guiderà il presidente di Ais Piemonte, Mauro Carosso, in collaborazione con il sommelier dell’olio Ronchetti.

La partecipazione è riservata a sommelier di olio e vino e a giornalisti del settore.

Accrediti, previa conferma, su whatsapp 3409443635 o scrivendo a consorzio@ vinimonferratocasalese.it

Mara Martellotta

Sapore di mare: gratin di pesce in conchiglia

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Una preparazione dedicata ad un momento di festa che soddisfera’ anche i palati piu’ raffinati

Eccovi una proposta deliziosa a  base di pesce per  un antipasto originale e d’effetto. Una ricetta delicata, un’armonia di sapori resi ancora piu’ invitanti dalla presentazione in conchiglie di capesante, una preparazione dedicata ad un momento di festa che soddisfera’ anche i palati piu’ raffinati.

 

Ingredienti per 8 persone:

300gr. di filetto di nasello

300gr. di salmone fresco

10 code di gaberoni

250gr. di besciamella

100gr. di parmigiano grattugiato

100gr. di emmenthal

Sale, pepe, prezzemolo q.b.

Cuocere a vapore il nasello, il salmone e le code di gambero, lasciar raffreddare. In una ciotola sminuzzare il pesce, salare, pepare, aggiungere tre cucchiai di parmigiano, l’emmental tagliato a cubetti, il prezzemolo tritato e la besciamella. Mescolare con cura, riempire con il composto ottenuto i gusci delle capesante, cospargere di parmigiano e infornare a 200 gradi per 10 minuti poi lasciar gratinare sotto il grill sino a completa doratura. Servire la conchiglia calda su un letto di insalatina.

 

Paperita Patty

Pistone anima la scuola di cucina di Edit Place con “Frolla e Cioccolato”

Ora è arrivato il momento di rimediare, con l’aiuto di Jacopo Pistone, giovane panificatore torinese a capo di Cibrario Forno Contemporaneo. Sarà lui a insegnare i segreti di una buona frolla fragrante al pubblico di “Frolla e Cioccolato”, evento organizzato il 18 aprile prossimo, alle ore 10,  da ToBe Events. Si tratta di un appuntamento con cui si inaugura la nuova vita delle cucine condivise di Edit Place, Social Hub “for people and for having Fun”. Posizionate al primo piano della struttura nata per unire cibo, birra artigianale e cultura, le cucine condivise di Edit sono uno spazio moderno, attrezzato per realizzare workshop professionali o appuntamenti rivolti al grande pubblico come questo, che vede appunto protagonista Jacopo Pistone e il team di Cibrario Forno Contemporaneo.

Saranno loro a portare al pubblico di “Frolla e Cioccolato” il loro know how di giovani panificatori d’eccellenza, accompagnando il laboratorio con consigli pratici, suggerimenti e piccoli accorgimenti, rendendo la preparazione accessibile anche a chi non ha esperienza in cucina.
Durante il workshop – che si distribuirà su tre turni, alle ore 10, alle 15 e alle 17.30 – verrà realizzato dal vivo, passo dopo passo, un dolce a base di frolla e di cioccolato, sotto la guida di Jacopo Pistone, presente per aiutare tutti i partecipanti a portarsi a casa la ricetta perfetta.
La musica in sottofondo accompagnerà il tempo del lavoro, mentre si impasta, si taglia, si assembla e si condivide. A rendere il momento ancora più piacevole, una pausa con infusi e tisane, per chiacchierare insieme e socializzare.

All’arrivo a Edit il pubblico verrà accolto anche con un kit di benvenuto – composto da grembiule e cappello da chef – e ovviamente con gli ingredienti e i materiali utili per il laboratorio. I biglietti per l’evento sono in vendita al costo di 30 euro (10 euro per i bambini minori di 10 anni) sul sito ufficiale di To Be Events al link: https://shop.tobevents.it/event/frollaecioccolato/. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria.

Mara Martellotta

Tony Ferrara, oltre il lavoro il gusto della vita

Tra numeri e sapori, la misura di un uomo

Ci sono uomini che costruiscono aziende, grandi aziende…E poi ci sono uomini che, senza smettere di farlo, costruiscono anche bellezza.

Stiamo parlando di Tony Ferrara, imprenditore torinese della Schelling (metalli).

La sua storia nasce da lontano, da una famiglia umile, dove il valore delle cose non si misurava nel possesso ma nella dedizione. Nulla gli è stato regalato, se non quell’educazione silenziosa, fatta di rispetto, sacrificio e osservazione.

Da lì è così partito il suo percorso: determinato, concreto, capace di trasformarlo in uno dei nomi che a Torino si pronunciano con una certa naturalezza, quasi come se fosse stato sempre lì, tra i “miti” discreti della città ma senza mai atteggiarsi a tale.

Perché la sua cifra è proprio questa : l’assenza di ostentazione.

Tony Ferrara non ha bisogno di dimostrare, non cerca il riflettore su ciò che fa ed è forse proprio questo che lo rende credibile.

Eppure, accanto al grande imprenditore, vive un’altra identità. Più intima, più delicata, più libera. Quella dello “Chef” per passione.

Non è un gioco né un passatempo superficiale per lui . E’ una ricerca. Una dedizione che lo ha portato a conoscere la cucina Italiana in profondità, nei suoi segreti più autentici, nella sua cultura più appropriata e quindi nei gesti tramandati e nei dettagli che fanno la differenza tra il cucinare e il creare.

In questo percorso ha avuto accanto fin da subito uno sguardo importante, quello di Bob Noto, maestro del gusto e della curiosità gastronomica, uno dei più grandi gourmet e collezionisti gastronomici italiano, conosciuto a livello internazionale per la sua ricerca ossessiva della qualità.

Ha creato una delle più importanti collezioni al mondo di menu e documenti legati alla ristorazione, con migliaia di pezzi storici provenienti da ristoranti iconici. Questa raccolta è considerata un vero e proprio patrimonio culturale della gastronomia, perché racconta l’evoluzione del gusto nel tempo.

Non era uno chef, ma un “custode del gusto”: frequentava i migliori ristoranti del mondo e aveva una cultura gastronomica vastissima, diventando un punto di riferimento per chef e appassionati.

Ed è proprio Bob Noto che ha riconosciuto in Tony Ferrara non solo talento, ma sensibilità.

E non è un caso che il percorso di Tony si sia intrecciato con quello di Bob. Ad entrambi si accomuna un’anima profonda e un cuore generoso, capaci di riconoscersi in una stessa visione : quella di chi mette al centro il piacere di dare prima ancora di quello del ricevere. Un connubio naturale quindi, fatto di sensibilità e autenticità, lontano da ogni logica di competizione o di puro business, dove il gusto diventa soprattutto un atto di autentica condivisione.

Ed è così, tra una riunione e una decisione strategica lavorativa ufficiale, che per Tony si apre un altro mondo. Un mondo fatto di profumi, tempi lenti, armonie, sapori, ricerca raffinatissima della materia prima, dalla quale lui ne estrae il suo principio , semplice ma assoluto, segreto assolutamente fondamentale capace di far la differenza.

Perché è li che per lui nasce tutto. Non solo quindi nei virtuosismi, non solo nelle tecniche, ma nella qualità autentica di ciò che si sceglie.

Rispettare quindi l’origine (come racconta Tony Ferrara) , esaltarla senza tradirla, lasciando che sia la semplicità, quando è eccellente, a fare la differenza.

C’è poi l’eleganza del gesto finale. Quella capacità di comporre il piatto come fosse una tela, dove ogni elemento trova il suo posto con armonia e misura. Non è solo cucina quindi, è uno sguardo estetico quello di Tony, che fa si che gli ingredienti diventino colori capaci di trasformare equilibrio, affinché il piatto diventi, prima ancora di essere mangiato, un piccolo quadro da contemplare.

Inoltre, dice Tony Ferrara, c’è un ritorno, quasi naturale alla storia della cucina italiana, perché dopo aver inseguito per anni la contemporaneità e le sue stranezze, sta ritrovando una via più autentica, più essenziale e lui lo ha sempre saputo : non servono troppi artifici per stupire, né eccessi per convincere. Basta partire da ciò che conta davvero e quindi dalla base del gusto trasformata con rispetto in meraviglia. Perché la vera eccellenza non ha bisogno di effetti speciali ma solo di verità.

Ai suoi fornelli non si entra per essere semplici spettatori, ma per essere coinvolti. Le cene tra amici , i corsi di cucina nel contesto raffinato ma informale del golf club “I Roveri” alla Mandria, diventano momenti in cui accade qualcosa di più del semplice “mangiare bene”.

Si crea un’atmosfera, si accende una curiosità, si trasmette una cultura….perchè lui non cucina per stupire ma per condividere. E nella condivisione c’è un gesto raro : il dono.

Molto spesso a questa dimensione si unisce un’altra passione, quella per la musica. E allora tutto si completa. Il ritmo entra nei piatti, le note accompagnano i sapori e le serate diventano un’esperienza che coinvolge i sensi….e in modo quasi impercettibile anche qualcosa di più profondo.

Ed è qui che si comprende il vero valore delle passioni. Non come lusso accessorio, ma come necessità dell’anima.

Le passioni non sono un’evasione dal lavoro, ma sono ciò che lo rende umano. Sono il punto in cui l’efficenza lascia spazio alla verità, dove il fare si trasforma in sentire.

Chi ha la fortuna di incontrare persone così dovrebbe fermarsi un attimo osservando e imparando.

Perché in un tempo in cui tutto corre e tutto si misura, esistono ancora individui come Tony Ferrara capaci di fermarsi per creare bellezza, senza un tornaconto, senza una strategia…ma solo per il piacere di farlo e di regalarlo.

Forse è proprio questo che rende indimenticabili personaggi così. Non per ciò che fanno per sé ma per ciò che accade agli altri grazie a loro.

E poi accade qualcosa che sorprende ogni volta. A quelle tavole, tra amici o in qualche serata nel suo Club, gli sguardi cambiano, si fanno attenti, quasi increduli. I piatti arrivano e parlano da soli : equilibrio, grande tecnica, eleganza, anima. E in quell’istante ci si dimentica di tutto il resto. Non si vede più quindi l’imprenditore, si vede uno chef. Uno di quelli veri.

E allora nasce lo stupore e ci si chiede : possibile che tutto questo non sia il suo mestiere ? Possibile che tanta maestria, tanta sensibilità, tanta precisione appartengano a qualcuno che, nella vita, fa altro ?

Quindi, proprio grazie a tutto questo che nasce la grande differenza. Nel fatto che ciò che per molti è professione, per lui è verità. E forse il segreto è tutto qui….quando la passione è autentica, supera il ruolo, supera il titolo, supera persino le definizioni e diventa semplicemente “grandezza”.

Monica Di Maria di Alleri Chiusano

La Domenica in Dispensa”: Il nuovo format dedicato al piacere della convivialità

Il primo appuntamento domenica 12 aprile, dalle 12.30 alle 16, con “Pasta Fresca & Rifermentati”

Dispensa non è soltanto un luogo dove bere o mangiare: è uno spazio vivo, che si nutre delle persone che lo attraversano. Di chi passa, di chi resta e di chi torna. Un ambiente in cui tre anime convivono senza confini rigidi – enoteca, cocktail bar e gastronomia – intrecciandosi in esperienze sempre nuove.

Da questo spirito prende forma il calendario eventi di Dispensa: un palinsesto che crede nella contaminazione e nel multidisciplinare, dove vino, spirits, arte, musica, editoria, fotografia e convivialità dialogano tra loro. Ogni appuntamento è pensato per essere una conversazione aperta in cui Dispensa si afferma non solo come contenitore, ma come attivatore di connessioni.

All’interno di questa visione nasce  “La Domenica in Dispensa”, un nuovo format mensile dedicato al piacere più autentico della tavola, costruito intorno a una proposta semplice e immediata: piatti iconici, comfort food e abbinamenti fuori dagli schemi.

Un appuntamento al mese, fino all’estate, pensato per un pubblico trasversale e orientato al piacere della tavola, senza sovrastrutture. Il format punta su un approccio dichiaratamente godereccio, in cui il cibo diventa protagonista insieme a pairing non convenzionali, capaci di sorprendere senza perdere accessibilità.

Tre appuntamenti, una sola regola: arrivare affamati.

Il primo appuntamento è in programma domenica 12 aprile, dalle 12.30 alle 16, con “Pasta Fresca & Rifermentati”.  Un omaggio al comfort food, reinterpretato con stile, in cui la tradizione della pasta fresca incontra il mondo vibrante delle bevande rifermentate, tra artigianalità e sperimentazione.

Protagonista della giornata sarà la pasta fresca ripiena, proposta in tre varianti realizzate in casa il giorno stesso dallo chef Ruan Da Costa insieme a Stefania Manzi, sfoglina con esperienza nel pastificio della famiglia Alciati (Guido Ristorante).

Le proposte saranno disponibili sia singolarmente, con pairing incluso, sia in formula degustazione.

In abbinamento, i rifermentati di Vecchio Consorzio, progetto nato nelle colline piacentine da Massimiliano Croci e Pietro Gazzola, che lavora su una produzione artigianale legata al territorio.

 

Gli eventi sono prenotabili telefonicamente al numero 011 060 1894 oppure online:
https://dispensagalleriasubalpina.superbexperience.com/

È previsto anche accesso senza prenotazione fino a esaurimento disponibilità.

Il calendario prosegue con:

  • 24 maggio – Hot Dog & Champagne: un incontro sorprendente tra street food e bollicine d’eccellenza
  • 14 giugno – Onigiri & Sakè: un viaggio essenziale e raffinato nella cultura gastronomica giapponese