GUSTO

Piemonte a Birra dell’Anno 2026 conquista 7 ori

Il Piemonte si conferma tra i grandi protagonisti della birra artigianale italiana.
Alla  XXI edizione di “Birra dell’Anno”, il concorso organizzato da Unionbirrai, associazione di categoria di piccoli birrifici artigianali indipendenti, e svoltosi a Rimini durante Beer & Food Attraction, la regione Piemonte ha conquistato 28 riconoscimenti  complessivi, di cui sette medaglie d’oro, cinque d’argento, quattro di bronzo e dodici menzioni.
Al medagliere si aggiunge inoltre un premio speciale, che conferma la vitalità e la capacità di innovare tipiche del comparto regionale.
Le medaglie piemontesi coprono un ampio spettro di stili, dalle basse formazioni alle IPA, dalle belgian strong alle produzioni con cereali speciali e agli affinamenti, confermando la qualità tecnica e la solidità della scena craft piemontese.

A coronare il risultato arriva anche un riconoscimento speciale, il premio Best Collaboration Brew 2026, assegnato a Panaté Saison del Birrificio La Piazza di Torino, realizzata in collaborazione con Granda di Lagnasco in provincia di Cuneo. Si tratta di un premio che va oltre la singola categoria e valorizza la capacità di fare sistema, mettendo in rete competenze e identità territoriali.
Salgono sul podio, accanto al birrificio La Piazza, anche Soralamà di Borgone di Susa, Birra 100 Venti di Borgomanero, Croce di Malto di Trecate, Birrificio Balabiòtt di Domodossola, Birrificio Troll di Vernante, De Lab Fermentazioni di Diano d’Alba, Birrificio Elvo di Graglia, Birrificio Artigianale Alba di Canelli, Beer in di Portula, protagonisti con medaglie tra ori, argenti e bronzi.
Completano il quadro le menzioni che confermano la qualità diffusa del territorio, coinvolgendo anche Baladin a Barolo e ulteriori birrifici già presenti a medagliere.

“Birra dell’Anno rappresenta la fotografia più autentica del nostro movimento, in cui non contano le mode, ma il lavoro, la cura e la coerenza – ha dichiarato Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai – In un periodo complesso, con i consumi fuori casa in calo che si riflettono sull’intera filiera, questi risultati raccontano di una comunità che non arretra. Il taglio delle accise, frutto di un impegno costante portato avanti da Unionbirrai a tutela dei piccoli produttori, ha dato ossigeno al comparto e dimostra che, quando le istituzioni ascoltano il settore, le misure possono avere un impatto concreto. Trent’anni dopo il primo fermento del 1996 celebriamo un comparto maturo, piu consapevole e competitivo. Proprio per questo ‘Birra dell’Anno’ continua a fondarsi sulla degustazione rigorosamente alla cieca. È il metodo che garantisce imparzialità, tutela il merito e rafforza la credibilità del premio, assicurando che  a vincere sia solo la qualità “.

Mara Martellotta

CioccolaTò, Torino capitale della filiera golosa del cioccolato

Torino riabbraccia CioccolaTò, l’appuntamento che dal 13 al 17 febbraio 2026 trasforma Piazza Vittorio Veneto nel centro nevralgico italiano della filiera del cioccolato.

 

Quest’anno l’evento compie un importante salto di qualità, evolvendosi in un vero e proprio hub strategico capace di far dialogare l’intero ecosistema produttivo con l’intrattenimento educativo per le nuove generazioni. La grande novità di questa edizione è la nascita dell’Area B2B, uno spazio esclusivo ospitato nei locali di Signorvino in Piazza Vittorio Veneto, nelle giornate di lunedì 16 e martedì 17 febbraio. Qui, tra la sessione mattutina (9:30 – 12:00) e quella pomeridiana (15:00 – 18:30), produttori d’eccellenza e buyer nazionali e internazionali potranno incontrarsi per stringere nuovi accordi commerciali. Più che una semplice area incontri, questo spazio è stato progettato per accogliere tutti i protagonisti che rendono grande il settore: dagli espositori di CioccolaTò agli sponsor, fino agli operatori individuati dalla Camera di commercio di Torino e dalle principali associazioni di categoria. Il networking coinvolgerà i decision-maker del settore Retail, inclusi buyer della GDO e del Normal Trade, e l’intero comparto HoReCa, dalle pasticcerie e bar caffetterie fino alle catene di ristorazione e al catering. Sarà, inoltre, punto di riferimento per l’artigianato industriale, la Food Industry e le realtà d’eccellenza nel Food Packaging e Food Equipment, specializzate nei macchinari per la lavorazione del cacao. Grazie alla piattaforma di business matching Bsquare, gli operatori potranno contare su un’agenda di appuntamenti ottimizzata, alternando i meeting a momenti di confronto tecnico nella Sala Convegni, dove si terranno conferenze e workshop dedicati ai nuovi trend, all’innovazione e alle principali tematiche della produzione, distribuzione e promozione del cioccolato. Questi momenti formativi si alterneranno a pause più informali nell’Area Relax e Ristoro, creando un equilibrio tra networking, aggiornamento professionale e convivialità.

Ad oggi, sono circa una cinquantina i professionisti registrati sulla piattaforma dedicata https://b2b.cioccola.to.it attraverso cui, nelle fasce orarie 9.30–12.00 e 15.00–18.30, è possibile prenotare un tavolo riservato per i meeting, organizzati in slot della durata di un’ora. Tra i professionisti già iscritti, produttori di cioccolato ed espositori di CioccolaTò, ma anche consulenti aziendali in ambito economico e legale, aziende agricole biologiche, birrifici e un oleificio. Una platea eterogenea per molteplici opportunità. L’impresa del cioccolato: qualche dato di filiera Al 30 settembre 2025, si contavano in Italia 755 imprese della produzione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie. In Piemonte erano presenti 106 imprese, il 14,0% del totale nazionale. A Torino e provincia 52, il 6,9% del totale nazionale. Allargando lo sguardo non solo alla produzione ma al commercio, il commercio all’ingrosso di zucchero, cioccolato e dolciumi a fine settembre 2025 erano presenti 1.929 imprese a livello nazionale, di cui 128 in Piemonte (il 6,6%) e 65 nella città metropolitana di Torino (il 3,4%). Il cioccolato nel mondo. Le esportazioni italiane di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie sono ammontate a 2,4 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2025, in crescita del 93,2% nei confronti dello stesso periodo del 2020; anche rispetto al periodo gennaio – settembre 2024 le vendite all’estero nazionali di cioccolata e altre preparazioni alimentari contenenti cacao crescono (+21,3%; 2,0 miliardi di euro). Le spese delle famiglie. Nel 2024 (ultimo dato disponibile), le famiglie italiane hanno speso in media 23 euro al mese per zucchero, prodotti dolciari e dessert (il 4,7% delle spese alimentari), di cui 6,85 euro nella sola categoria del cioccolato, cacao e prodotti alimentari a base di cacao. Il dato è in crescita rispetto al 2022, quando la spesa media famigliare complessiva per dolci e dessert era pari a 20,95 euro, di cui 6,19 per prodotti in cioccolato. Se si analizzano le spese per tipologia famigliare della macrocategoria zucchero, prodotti dolciari e dessert, nel 2024 sono le coppie con oltre tre figli a sostenere la spesa mensile più elevata (37,16 euro), seguite da quelle con due figli (36,05 euro) e un figlio (29,56 euro).

Al contrario, le persone sole over 65 anni sono le famiglie che spendono meno per la categoria (13,31 euro). Nella città di Torino, nel 2024 le 240 famiglie indagate nell’Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi della Camera di commercio di Torino, hanno speso 43 euro mensili in dolciumi (il 10,6% delle spese alimentari), dato in crescita di +1 euro rispetto al 2023. Il ritorno della Casa del cioccolato Dopo il grande successo dell’edizione 2025, che ha registrato il tutto esaurito per ciascuno degli appuntamenti che vi si sono svolti, ritorna anche quest’anno, nel cuore di Piazza Vittorio, lo spazio della Casa del cioccolato, che ospiterà tra il 13 e il 17 febbraio ben 30 appuntamenti totali tra degustazioni, show-cooking, incontri tematici e assaggi da ricordare. La ricca programmazione della Casa del cioccolato si divide infatti in quattro filoni tematici: Dialoghi – che interrogherà i grandi nomi della cioccolateria torinese e internazionale sul futuro del cioccolato, Assaggi – con degustazioni guidate dai grandi nomi della pasticceria locale, Incontri possibili – che introducono i partecipanti all’universo degli accostamenti più o meno inusuali del cioccolato, Show-cooking – con spettacoli da gustare a cura del circuito Mangebin.

Aperte inoltre le prenotazioni per l’intero palinsesto culturale di CioccolaTò con un centinaio di proposte, incontri, letture, laboratori per adulti e bambini, proiezioni al cinema, visite guidate e molto altro, tutto su https://www.cioccola.to.it/.

“L’ora del Vermut”, la terza edizione del Salone al Museo del Risorgimento

Ritorna ai “Natali”, per il suo 240° compleanno, il “Vermouth” di Torino

Sabato 21 e domenica 22 febbraio

“E come Parigi ha l’ora dell’assenzio, Torino ha l’ora del Vermut, l’ora in cui la sua faccia si colora e il suo sangue circola più rapido e più caldo”: parole davvero speciali (volte a ricordare tutta la “torinesità” del più nobile degli aperitivi) quelle datate 1911 (da “Speranze e glorie. Le tre capitali: Torino-Firenze-Roma”) a firma del celebre papà di “Cuore” (ligure di nascita ma piemontesissimo d’adozione) Edmondo De Amicis, fra i tanti estimatori, dal fine palato, di quel “Vermouth” (o “vermut”), vino aromatizzato e liquoroso “inventato” proprio a Torino nel lontano 1786, all’interno della bottega sita in piazza Castello dell’erborista Antonio Benedetto Carpano, miscelando del “Moscato” di Canelli con un infuso di erbe, principalmente “assenzio” o “artemisia maggiore”, in tedesco “Wermut”, per l’appunto. Invenzione geniale (sebbene vini aromatizzati esistessero già dai tempi degli antichi Greci e Romani) tanto che la liquoreria del “Carpano” diventò, in allora e per anni, luogo fra i più frequentati del capoluogo piemontese e meta ambita da tutta la nobiltà sabauda, in primis (e che pubblicità!) dalla stessa corte di Vittorio Amedeo III, cui quel “furbacchione” del Carpano fece subito recapitare a corte, da buon vicino di casa, una graditissima cassa del suo “Vermouth”. Da allora il successo della bevanda decollò resistendo nel tempo e a livello internazionale. Fra i grandi estimatori, mi piace ancora ricordare, mentre ne assapora il profumato aroma seduto al “solito suo tavolo” al “Cambio”, il ministro Camillo Benso di Cavour, affezionato soprattutto al celebre, “Punt e Mes”  o “Vermouth rosso con elisir di china”. Per arrivare, un bel po’ d’ anni dopo, al senatore Giovanni Agnelli che, si dice, amasse pasteggiare, anche lui, con un buon bicchiere di “Punt e Mes”, simboleggiato nel logo da quella “Sintesi 59”, scultura ideata da Armando Testa e donata nel 2015 alla “Città di Torino” per essere allocata nella piazza XVIII Dicembre, proprio davanti alla vecchia stazione di “Porta Susa”.

Quant’acqua da allora è passata sotto i ponti. 240 anni! Ancora ben portati, da “monsù Vermut”, dal 2017 registrato con l’“Indicazione Geografica – Vermut di Torino” e di certo anni degni d’essere ricordati, con tutti gli onori, nella terza edizione del “Salone del Vermouth”, ospitata per due giorni, sabato 21 e domenica 22 febbraio, nelle Sale del “Museo Nazionale del Risorgimento Italiano” (piazza Carlo Alberto, 8), visitabili durante il “Salone” con il percorso guidato “Un Museo, mille storie: il Risorgimento è servito!”Primo e unico appuntamento italiano dedicato a questa nostra “eccellenza” del buon bere – ideato e curato da Laura (Lalla) Carello, ideatrice di “MT Magazine”, con il patrocinio ed il sostegno di “Camera di Commercio”“Comune”“Regione” e “Turismo Torino e Provincia” – questa terza edizione del “Salone” vuole essere un grande “contenitore esperienziale e culturale”, capace di accogliere un folto numero di produttori, operatori del settore e pubblico per dare vita a un articolato “palinsesto di incontri”, “degustazioni” e “momenti di approfondimento”. Oltre 30 i produttori presenti, dai marchi storici alle realtà artigianali emergenti, riuniti per raccontare il “Vermouth” attraverso le sue diverse interpretazioni, dando vita a un dialogo unico tra le grandi eccellenze storiche del territorio e giovani produttori emergenti che stanno portando nuova linfa e creatività alla categoria. Basti pensare, come sottolineano Paolo Bongioanni e Claudia Porchietto, rispettivamente assessore regionale al “Commercio Agricoltura e Cibo” e sottosegretario alla “Presidenza” della “Regione”, che “a fronte della crisi che ha interessato altri prodotti alcoolici, il vermouth piemontese non segna il passo”. “Anzi – aggiungono – i numeri parlano di un vero e proprio boom: una produzione aumentata dal 2018 al 2024 da 2,4 a 6,8 milioni di bottiglie, un prezzo medio alla bottiglia passato dai 17,92 ai 25,20 euro e un fatturato salito da 32,6 ai 172,2 milioni di euro e realizzato per il 65% all’estero”. Cifre che giustificano le importanti novità di quest’anno: dalla “Giornata B2B esclusiva” riservata al “trade” (lunedì 23 gennaio) al “Fuori Salone” (dal 16 al 22 febbraio), un autentico “laboratorio del Vermouth a cielo aperto” che estenderà la manifestazione all’intera città, attraverso i migliori ristoranti subalpini.

A tagliare il nastro del “Salone” sarà una “tavola rotonda inaugurale” che si svolgerà nelle prestigiose sale di “Palazzo Birago”, sede istituzionale della “Camera di commercio di Torino”lunedì 16 febbraio alle ore 15, con l’incontro dal titolo “Cosa cambia perché nulla cambi – Capitolo 2”, moderato da Carlo A. Carnevale Maffé, docente di “Strategia Aziendale” alla “Bocconi”. La tavola rotonda riunirà istituzioni, produttori storici e nuovi artigiani per avviare un “confronto” sul futuro del Vermouth nei prossimi cinque anni, affrontando i temi della sostenibilità, dell’evoluzione dei mercati internazionali e delle strategie di esportazione del “brand Torino” nel mondo. Per sottolineare, fin da subito, che al “Salone del Vermouth” si guarda al futuro … perché “a Torino il Vermouth è nato, è diventato mito e non ha ancora smesso di stupire”.

Per ulteriori info sul programma nel dettaglio: www.salonedelvermouth.com

Gianni Milani

Nelle foto: Manifesto “Salone del Vermouth” e immagini di repertorio

Aspettando il Salone del Vino 2026

Per tutto il mese di febbraio un fitto calendario di eventi diffusi nei ristoranti e nei locali della città che attraversa territori, storie e identità del Piemonte
SALONE DEL VINO 2026
‘Degustare è scoprire’
IV Edizione
28 febbraio – 2 marzo 2026
OGR Torino
Mercoledì 11 febbraio
il viaggio si sposta nel Canavese con “Degustare il territorio: Cantina Alberand al Barotto”.
Il Barotto Taglieria
Via Giuseppe Baretti, 8, 10125 Torino TO
ambiente conviviale e accogliente, i vini dell’Azienda Agricola Alberand raccontano una viticoltura familiare e artigianale, fatta di raccolte manuali e rispetto delle tradizioni.
Il Barotto è una taglieria nel cuore di Torino, nata nel 2012 per far rivivere i sapori valdostani e piemontesi .Qui i taglieri sono i veri protagonisti: salumi e formaggi artigianali selezionati da piccoli allevatori di montagna, battute stagionali dai grandi accostamenti e piatti che raccontano tradizione, genuinità e cultura alpina.
la cantina Alberand ha proposto i vini :
Piemonte DOC Bianco 2024 “Yuna” (Erbaluce 100%), fresco e versatile negli abbinamenti,
Al naso :salvia erbe montane sottili
In bocca : bella beva , easy , pulita ,corpo medio , sapidità media
Caratteristiche:
Mt 350 , versante S/o ,vigne 10 anni ( 10% 50 anni ), terreno sabbioso 60%, limo 40%
solo presa diretta
Canavese DOC Nebbiolo 2023 “Rubiolo” (Nebbiolo 100%), toponimo da terreni agricoli ideale per accompagnare i sapori più intensi dei taglieri e delle battute.
Al naso : rosa , viola tenue , leggera durezza nel finale
In bocca : bella beva , elegante, durezza nel finale da long time
Caratteristiche : versante S/o ,vigna 10 anni terreni argillosi 20% limo 40% sabbia 40%
Sulle buccie 10 gg 12 mesi di Barrique usate
Alberand
L’azienda Alberand nasce nel 2018 dal desiderio del giovane titolare Alex di riportare ai fasti passati l’antica viticoltura salassese, ponendo al centro qualità e salvaguardia del territorio; produce principalmente grandi vitigni autoctoni piemontesi, Barbera e Nebbiolo in purezza o in blend, e l’Erbaluce del Canavese, anche in versione spumantizzata in arrivo.
I vigneti si trovano nei comuni di Salassa e Valperga, ai piedi del Parco Nazionale del Gran Paradiso, su terreni a medio impasto di origine alluvionale, ricchi di limo e argilla, con pH sub acido e presenza di ciottoli e ghiaia dovuta all’antica morena glaciale; le forme di allevamento prevalenti sono la controspalliera con potatura Guyot e l’antica forma locale Aeroplano, con prevalenza di vitigni a bacca rossa (Barbera, Nebbiolo, vitigni minori) e l’immancabile Erbaluce.
La gamma dei vini comprende il rosso Recetto, rubino con riflessi violacei, intenso di frutta rossa, ciliegia sotto spirito, note balsamiche e tabacco, il rosato di carattere Helios, fresco e sapido con profumi di frutta fresca, fiori bianchi e rosa canina, il bianco non convenzionale Yuna, giallo paglierino, acido e strutturato, con sentori di smalto, idrocarburo e mela verde, e il frizzante ancestrale Dëmora, da vitigno rosso aromatico, solo 250 bottiglie, fresco, fruttato, con bollicina lieve, pensato per bevute informali.
Menù
Tagliere composto da 4 salumi e 4 formaggi selezionati
Pancetta suino
Prosciutto crudo valdostano 24 mesi
Lonza suino
Salame dí cinghiale mix
Composta albicocche, frutta rossa
Miele castagno
FORMAGGI
BRESIN latte vaccino caprino ovino con aroma rose
TESTUN latte vaccino
PERRI latte vaccino caprino ovino aroma pere
BLUE DI PECORA
tutte buccie edibili
CARNE DI FASSONE fantastica
GRISSINI extra vergine ed alla nocciola
Grazie a Diego e Daniele per il perfetto servizio di Catering ed a Alex e Claudio Alberand per la loro passione ed entusiasmo in vigna ed in cantina.
Alla prossima!
LUCA GANDIN

San Valentino a tutta dolcezza

La festa degli innamorati è da sempre il giorno più dolce dell’anno. Accanto alle rose o a un regalo come una romantica spa o un weekend in uno chalet in montagna, il cioccolato declinato in qualsiasi modo, è un must irrinunciabile. Perché non importa come scegli di festeggiare, l’importante è farlo con dolcezza.

E tra i dolci, il cioccolato è il protagonista indiscusso di San Valentino. Vediamo alcune golose novità in grado di rendere speciale il dulcis in fundo di una cena di coppia.

Raccontano un istante d’amore e il suo significato più profondo, Mr. and Mrs. Heart, i due nuovi dessert monoporzione frutto della creatività di Fabrizio Racca. Cioccolato fondente, lampone e fragoline di bosco per Mr. Heart e cioccolato bianco, lampone e fiori d’arancio per Mrs. Heart. Le due creazioni rappresentano figure essenziali e astratte, immerse in un universo fatto di cuori che cadono dall’alto e che costruiscono il paesaggio sentimentale e da bottoni che simboleggiano la cura, la scelta ed il gesto quotidiano di tenere insieme ciò che conta.

Il legame tra cioccolato e amore nasce da lontano, già ai tempi degli Aztechi. Oggi la chimica lo conferma: il cioccolato sa accendere qualcosa dentro di noi, stimola la dopamina e la serotonina, gli ormoni del piacere e del buon umore. In una sola parola: fa stare bene. Regalano un momento di gioia anche le praline Love, firmate Giraudi. Assortite al cioccolato fondente e al latte con ripieni di fragola, frutto della passione e arancia. Tre ripieni diversi per dichiarare con eleganza il proprio amore.

L’eccellenza del cioccolato fondente e l’eleganza di una confezione dedicata alla festa degli innamorati, a forma di cuore, caratterizzano la proposta di Domori. Cuoricini al cioccolato Criollo 70%, uno dei cacao più rari e pregiati al mondo. Il regalo perfetto per San Valentino, il passepartout per una speciale dichiarazione d’amore.

Originali ed eleganti anche le creazioni di Alessandro Spegis, che propone dei raffinati Cuori di cioccolato fondente finemente decorati a mano e ripieni di frutta secca e ricoperta. Un inno alla gioia in grado di conquistare cuore e palato.

Per concludere, il bacio è il gesto concreto che più di ogni altro sigilla una promessa d’amore. Galup lo elegge a simbolo di San Valentino ed in onore della tradizione presenta, in una raffinata confezione di latta rossa, serigrafata con un’illustrazione romantica e dal gusto retrò, Tanti Baci con all’interno una tra le più amate specialità dolci del Piemonte: i Baci di Dama. Questi pasticcini tondeggianti a base di farina, nocciole, burro e zucchero, uniti dalla crema di cacao, ricordano le labbra di una dama che si schiudono in goloso bacio. Un dono ricercato e l’invito a dare sempre tanti baci.


Alessandro Sartore

Spesa consapevole da Borello Supermercati

Informazione promozionale

I CONSIGLI DI BORELLO SUPERMERCATI

Quando fai la spesa, pensa già a come userai gli ingredienti nei giorni successivi.
Un solo prodotto può diventare più piatti, senza complicarsi la vita!  È anche così che nasce una spesa più consapevole e una cucina più serena.

Cantine d’Italia 2026 con GO Wine a Torino

VENERDI’ 13 FEBBRAIO 2026
ore 18:30-22:30
Torino – Combo – Corso Regina Margherita, 128
UN EVENTO GO WINE IN COLLABORAZIONE CON IL SALONE DEL VINO DI TORINO
Tema della serata: la guida Cantine d’Italia 2026 con una selezione di oltre 20 cantine italiane recensite sul volume e provenienti da varie regioni. Sarà un esclusivo banco d’assaggio.
Ecco l’elenco delle cantine presenti al banco d’assaggio:
Anna Maria Abbona – Farigliano (Cn);
Silvano Bolmida – Monforte d’Alba (Cn);Cantine Paolo Leo – San Donaci (Br);
Ceraudo Roberto – Marina di Strongoli (Kr);
Cuomo Marisa – Furore (Sa);
Felline – Manduria (Ta);
Gigante Adriano – Corno di Rosazzo (Ud);
Il Roncal – Cividale del Friuli (Ud);
I Vini di Emilio Bulfon – Pinzano al Tagliamento (Pn);
La Costa – La Valletta Brianza (Lc);
Le Macchie – Castelfranco (Ri);
Marchesi Alfieri – Sant Martino Alfiero (At);
Moris Farms – Massa Marittima (Gr);
Moroder Alessandro – Ancona;
Pasetti – Francavilla al Mare (Ch);
Cascina Melognis – Revello (Cn);
San Giusto a Rentennano – Gaiole in Chianti (Si);
Scubla – Premariacco (Ud);
Tenuta Cavalier Pepe – Sant’Angelo all’Esca (Av);
Torchio 1953 – Isola d’Asti (At).
Area Food a cura di Combo Torino
La parte Food sarà gestita per questo speciale evento da Combo, che proporrà una selezione di eccellenze gastronomiche con un menù di assaggi che potranno essere acquistati direttamente in loco.
Ecco le proposte gastronomiche:
– Mini burger con guancia
– Jalepenos al formaggio
– Alici fritte
– Panissa
– Spiedini di pollo e verdure in salsa teryaki
– Frittelle di zucchine e menta
Programma, orari e modalità di prenotazione:
L’evento si svolge con orario 18:30 – 22:30. Saranno accettate prenotazioni entro le ore 12 di venerdì 13 febbraio.
 
Il costo del biglietto di ingresso è di 20,00 € a persona (€ 15,00 Soci Go Wine) con degustazioni illimitate dei vini presenti all’evento.
Sarà possibile prenotare un posto alla degustazione (con pagamento in cassa) o acquistare il biglietto online sul sito di Go Wine a partire da domani, martedì 3 febbraio a partire dalle ore 10:00.
L’ingresso sarà gratuito per coloro che decidono di associarsi a Go Wine (benefit non valido per i soci familiari).
L’iscrizione sarà valevole fino al 31 dicembre 2026. E’ possibile indicare già all’atto della prenotazione la volontà di associarsi (in tal caso si potrà versare la quota associativa, poi partecipando all’evento senza altri costi e ritirando il pacco soci al termine).
 
Go Wine è fra i partner del Salone del Vino di Torino, in programma sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo presso le O.G.R. dove ci sarà un’area Go Wine con oltre 20 cantine.
Il giorno lunedì 2 marzo sarà invece riservato esclusivamente ad operatori di settore Ho.Re.Ca.
 Info: Associazione Go Wine – Tel. 0173 364631 e-mail stampa.eventi@gowinet.it
 
Alla prossima !
LUCA GANDIN

Pastificio Muzzarelli e La Perla di Torino presentano il Raviolo Dubai Style

In occasione dell’edizione 2026 della manifestazione Cioccolatò che si svolgerà dal 13 al 17 febbraio a Torino, due realtà familiari e di eccellenza nel panorama gastronomico torinese, il Pastificio Muzzarelli e la Perla di Torino collaborano per la creazione di un prodotto che esprime una tendenza gastronomica di grande successo, il Raviolo Dubai Style. Si tratta dell’incontro tra la tradizione italiana e la moda internazionale nata negli Emirati Arabi Uniti , che porta all’interno della pasta fresca firmata Muzzarelli le novità della stagione della cioccolateria a Perla di Torino, che lancia in questi giorni la sua linea Dubai Style.

Il Raviolo Dubay Style verrà presentato al pubblico in occasione di due show cooking dedicati aperti al pubblico, sabato 14 febbraio dalle 11 alle 12.30, in anteprima nel pastificio Muzzarelli, e domenica 15 febbraio, alle 16.45, a Casa Cioccolatò, in piazza Vittorio Veneto; è frutto della volontà di unire l’esperienza di due storiche aziende famigliari che rappresentano un’eccellenza nei rispettivi ambiti. Per costruire insieme una ricetta sfidante,che ha richiesto un impegnativo lavoro di realizzazione, si sono unite in un incrocio di competenze da un lato la famiglia Muzzarelli, con Cristina, Laura e Elena, che hanno messo in pratica gli insegnamenti di papà Achille, e dall’altro Filippo Novelli, Maître Chocolatier del laboratorio creato nel 1992 da Sergio Arzilli e oggi guidato insieme alla figlia Valentina. Il risultato è un raviolo realizzato con un impasto di farina e cacao, che racchiude al suo interno un ripieno di pregiati pistacchi, cioccolato e pasta Kadayif, l’ingrediente che ha reso così celebre il Dubai Chocolate e che, in questo caso, contribuisce a conferire al raviolo una concretezza unica e irresistibile. Il raviolo Dubai Style è simbolo di una tradizione gastronomica capace di guardare alla contemporaneità, e sarà disponibile presso il pastificio Muzzarelli in via San Secondo 69, a Torino, in limited edition per tutto il mese di febbraio, con la possibilità di prenotarlo allo 011 591360 o via email a info@pastificiobolognese.it, costo 50 euro al kg.

“Ci siamo impegnati a realizzare un prodotto di alta gamma, utilizzando solo materie prime d’eccellenza e lavorazioni artigianali – spiegano i rappresentanti delle due aziende – volevamo reinterpretare la cultura gastronomica del Dubai Chocolate restando fedeli alla nostra identità, mantenendo intatte le caratteristiche che hanno reso i nostri prodotti così apprezzati in tutto il mondo.

Mara Martellotta

Barolo a Palazzo Barolo

V edizione
il Re dei Vini torna a casa

 
Torino, Sabato 7 febbraio 2026: la storica dimora dei Marchesi di Barolo apre i suoi eleganti saloni al pubblico per un evento di degustazioni imperdibile nel cuore della città
produttori della Strada del Barolo
presenteranno personalmente il “Re dei Vini” in un’esclusiva degustazione negli eleganti saloni al Piano Nobile di Palazzo Barolo, che fu la residenza degli ultimi Marchesi di Barolo, Carlo Tancredi Falletti e Giulia Colbert, alla cui lungimiranza e modernità è dovuta gran parte della fama e della fortuna del vino Barolo.

Non è solo una degustazione, è un viaggio sensoriale:
  • Incontra i produttori: avrai l’opportunità di incontrare direttamente i vignaioli, che ti guideranno alla scoperta del Barolo nelle sue infinite sfaccettature, con la possibilità di assaggiare cru e annate differenti.
  • Assaggi di eccellenza: il Barolo sarà accompagnato da piccoli assaggi di prodotti agroalimentari, offerti dalle aziende associate alla Strada del Barolo.
  • Libertà di degustazione: un unico biglietto consente di assaggiare i vini di tutti i produttori presenti, senza limiti al numero di degustazioni.
  • Un ricordo esclusivo: ogni partecipante riceverà un calice in omaggio da portare a casa come ricordo della serata.
Leggi tutti i dettagli dell’evento: www.stradadelbarolo.it/eventi/il-barolo-a-palazzo-barolo-v-edizione
Esperienza Premium: i Salotti-Degustazione
 
Vuoi approfondire la storia e l’attualità del Barolo? Il Salotto-Degustazione è un momento esclusivo che precede ogni sessione e che ha come protagonisti i produttori della Strada del Barolo, che affrontano temi chiave e propongono in degustazione un vino particolarmente rappresentativo delle loro cantine, non presente nell’evento principale.
Ospite speciale: i salotti saranno condotti da Chiara Buratti, attrice sia per il teatro che per la tv e volto di vari programmi di Rai Cultura.
Dettagli dell’evento e orari
 
L’evento si terrà in due turni per garantire la migliore esperienza di degustazione:
PRIMO TURNO
  • 14.30-15.30: salotto-degustazione con Denise Marrone e Maurizio Rosso. In degustazione Barolo Docg Bussia 2017 Agricola Gian Piero Marrone e Barolo Docg Trecomuni Riserva 2016 Gigi Rosso
  • 15.30-18.00: degustazione “Il Barolo a Palazzo Barolo”
SECONDO TURNO
  • 18.00-19.00: salotto-degustazione con Sylla Sebaste e Marco Oberto. In degustazione Barolo Docg Riserva Ghè 2019 Mauro Sebaste e Barolo Docg 1961 2019 Ciabot Berton
  • 19.00-21.30: degustazione “Il Barolo a Palazzo Barolo”
Biglietti
  • Solo Evento: € 37,00 + commissioni in prevendita online / € 45,00 in loco (previa disponibilità)
  • Evento + Salotto€ 47,00 + commissioni in prevendita online / € 55,00 in loco (previa disponibilità)
Produttori di vino:
Agricola Gian Piero Marrone, La Morra (CN)
Amalia Cascina in Langa, Monforte d’Alba (CN)
Azienda Agricola Stra, Novello (CN)
Bel Colle, Verduno (CN)
Bosco Pierangelo, La Morra (CN)
Bric Cenciurio, Barolo (CN)
Ciabot Berton, La Morra (CN)
Costa di Bussia – Tenuta Arnulfo, Monforte d’Alba (CN)
Fratelli Savigliano, Diano d’Alba (CN)
10 Gigi Rosso, Castiglione Falletto (CN)
11 Giovanni Rosso, Serralunga d’Alba (CN)
12 L”Astemia, Barolo (CN)
13 Le Strette, Novello (CN)
14 Mauro Sebaste, Alba (CN)
Produttori agroalimentari:
Apicoltura Avìe, La Morra (CN)
Beppino Occelli, Farigliano (CN)
Cascina Buschea, Rodello (CN)
Ciabot del Cua, Bosia (CN)
Cioccolato Calcagno, Collegno (TO)
Fork in Travel, Acqui Terme (AL)
Golosalba, Diano d’Alba (CN)
L’evento è organizzato con il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte, con il supporto di Turismo Torino e Provincia e rientra nel programma di Vendemmia a Torino – Grapes in Town.
Per informazioni scrivere a comunicazione@stradadelbarolo.it.
Alla prossima.
LUCA GANDIN

Il Caffè Mulassano celebra i 100 anni del tramezzino

TORINO 1926 – 2026

Dai tramezzini stellati del centenario al ritratto di Angela, dal cibo come valore identitario al contest con i giovani dell’alberghiero, ecco alcune novità promosse dal Caffè Mulassano per celebrare il centenario.

  
Il Caffè Mulassano di Torino celebra i 100 anni del sandwich più famoso e copiato al mondo, creato nel 1926 da Angela Demichelis Nebiolo conosciuta come “La Signora del Mulassano”. Sotto i portici di Piazza Castello dal 1879, scrigno di bellezza e di storia, il Caffè Mulassano promuove una serie di iniziative culturali e gastronomiche per esaltare la bontà e la versatilità del tramezzino, un piccolo ma grande snack amato da tutti, che nei suoi cento anni è stato reinventato ovunque in mille gusti, farciture e preparazioni.

Nell’anno in cui si celebra l’anniversario il famoso locale torinese che per primo nella storia ha offerto il tramezzino dedica un tributo ad Angela Demichelis Nebiolo, pioniera dell’importazione del gusto e delle mode americane nel primo Novecento.

Angelina è una donna italiana straordinaria per il suo tempo, una figura femminile che sarebbe da inserire nella storia delle donne del Novecento per le sue iniziative e la sua personalità. A quindici anni parte per Detroit dove sposa Onorino Nebiolo e con lui condivide anni di gestione di ristoranti e locali negli Stati Uniti. È una delle prime donne in assoluto a prendere la patente e a guidare una macchina. Una donna caparbia e intraprendente che ha vissuto in pieno il periodo del proibizionismo negli States.

Nel 1926 Angelina, con Onorino e i suoi due figli, Felice e Gloria, rientra in Italia, uno dei pochi casi di emigrante al contrario, proprio negli anni in cui i flussi dall’Italia verso gli Stati Uniti erano notevoli. È un’italiana che torna da Detroit a Torino, un’imprenditrice del mondo che oggi chiamiamo food & beverage e che crea un modello nuovo di “fast food” mutuato dal “toast” americano, pure quest’ultimo importato dall’imprenditrice piemontese. Angela seppe stupire la città sabauda con quei “paninetti” che Gabriele D’Annunzio battezzò col nome di “tramezzini”.

La Signora del Mulassano capisce che il gusto dei torinesi, abituati ad una cucina raffinata e di buongusto, non può fermarsi al “toast”, pure molto apprezzato, anche perché il toast è realizzato con il pane riscaldato, e dunque limita l’utilizzo di molti ingredienti, così Angela, dietro al bancone dove i clienti erano abituati a vederla intuisce che lo stesso pane – un pane con una speciale maglia glutinica, lo stesso che si utilizza ancora oggi – può essere ancor più apprezzato se utilizzato per accompagnare svariate farciture, tra cui quei gusti tradizionali molto amati dai torinesi, come i celeberrimi tramezzini con la bagna cauda o il tartufo, tra i più apprezzati anche cento anni dopo.

Il tramezzino gourmandise, è un prodotto identitario del Caffè Mulassano, nasce come accompagnamento per l’aperitivo che a quel tempo era rappresentato dal Vermouth, altro prodotto identitario del Caffè Mulassano, tant’è che l’attività della ditta Mulassano comincia nella seconda metà dell’800 con l’apertura di una bottiglieria in via Nizza, e prosegue nel 1907 con l’apertura del Caffè sotto i portici di piazza Castello dov’è tutt’ora. Quest’anno, tra l’altro, ricorrono 240 anni dalla creazione del Vermouth, liquore che sta conoscendo una forte fase di rinascita, sempre più richiesto nel mondo della mixology ma anche liscio.

Il Caffè Mulassano, che fa parte dell’Associazione dei Locali Storici d’Italia e dell’Associazione Caffè Storici di Torino e Piemonte, quale custode di questa bella storia promuove da aprile a settembre 2026 una serie di iniziative volte a raccontare, celebrare e reinventare il panino farcito per eccellenza.

Nasceranno in tre momenti diversi i tramezzini del centenario dedicati a quelle tre persone che ne hanno fatto la storia: “Angelina” in primis, omaggio alla sua creatrice, “D’Annunzio” dedicato al poeta che ne decretò il nome e “Nebiolo’s” dedicato a Onorino ma che vuole ricordare attraverso il genitivo sassone la loro vicenda d’oltreoceano con il locale “Nebiolo Cafè Dine e Dance” di Detroit, Nebiolo ricorda, inoltre, uno dei migliori vini piemontesi (pur con una b mancante).

Tre chef stellati si dedicheranno alla creazione di una farcitura speciale per questo importante anniversario, ognuno dedicando la propria creazione ad una singola figura. Le creazioni rappresenteranno l’essenza di quella “torinesità” e “piemontesità” che ha fatto da cornice a questa storia di gusto che, partendo da una cultura d’oltreoceano, ha raccontato come poche altre il genio della cultura alimentare italiana, oggi felicemente nominata Patrimonio Unesco. Le tre nuove creazioni saranno presentate al pubblico e alla stampa una al mese nei mesi di aprile, maggio e giugno 2026 al Caffè Mulassano alla presenza degli Chef che racconteranno la loro creazione per il centenario.

Oggi esiste solo una piccola targa che ricorda come nel 1926 Angela Demichelis Nebiolo inventò il tramezzino. Ma per il centenario uno dei più grandi ritrattisti italiani viventi realizzerà un ritratto di Angela che verrà collocato permanentemente all’interno del Caffè Mulassano accolto tra i suoi straordinari arredi storici. L’opera verrà svelata e presentata nel mese di giugno

A settembre lo scrittore e biografo di Angela, che ha raccolto tutta la storia de “La Signora del Mulassano” raccontandone vicende e aneddoti “tra whisky e tramezzini da Detroit a Torino”, incontrerà il pubblico per far conoscere ancor più e ricordare questa donna straordinaria.

In un compleanno come questo, dove si celebrano i cento anni di un prodotto che nella sua semplicità ha saputo conquistare il mondo, il Caffè Mulassano promuove un contest dedicato ai giovani dell’Istituto Alberghiero di Torino, che saranno coinvolti in una discussione creativa insieme ai loro Docenti sul valore del cibo come prodotto identitario e come spazio per la libera creatività. Anche i giovani si cimenteranno nella creazione di nuove farciture e nuove creazioni in una gara libera sul gusto torinese e piemontese tra passato e futuro. Questo appuntamento si svolgerà a settembre e chiuderà le iniziative del Caffè Mulassano per il centenario del tramezzino.

Mi ci vorrebbe un altro di quei golosi tramezzini” esclamò un giorno D’Annunzio in visita al Mulassano. È quello che tutti i giorni clienti abituali e turisti da ogni parte del mondo ripetono seduti su quegli stessi tavolini dove, nel tempo, si fermavano Achille Mario Dogliotti, Luigi Spallanzani, Italo Cremona, Macario, Mario Soldati e Gianandrea Gavazzeni.