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Torino vista da Superga

in LIFESTYLE

La lettrice Cristina Spada ci invia questa bellissima panoramica di Torino vista da Superga.

Il re e la regina

in FOTO DEI LETTORI/LIFESTYLE

Sacra di San Michele e Monviso, simboli “sovrani” del Piemonte. Qui li vediamo allineati grazie all’emozionante scatto fotografico di Stefano Zanarello

Torino e le Alpi viste dalla collina. Inviateci le vostre foto

in FOTO DEI LETTORI/LIFESTYLE

Una splendida veduta panoramica di Torino. La foto è di Mario Alesina

Una fotografica “chiamata alle arti” ideata da Guido Harari e da Paolo Ranzani

in CULTURA E SPETTACOLI

“Photo Action per Torino 2020” Temporaneamente on line, alla GAM di Torino. Fino al 28 febbraio 2021

Dall’immagine “doppia” di David Bowie, cristallizzata in una sorta di desertico paesaggio lunare, opera del ’73 realizzata dall’oggi ottantaduenne fotografo giapponese Masayoshi Sukita a “Il bacio” klimtiano del milanese Mauro Balletti, fino al “mosaico fotografico” attraverso cui il comasco Maurizio Galimberti scompone e ricompone il volto di Johnny Depp e al piccolo “Diego” che procede in bilico su una nuvola a firma del “fotografo delle emozioni” Simone Bramante ( in arte “Brahmino”), sono ben 105 le stampe fotografiche ospitate alla “Wunderkammer” della GAM di Torino, fino al 28 febbraio dell’anno prossimo.

Realizzate da grandi e celebri fotografi italiani e internazionali, rappresentano il corpus dell’iniziativa “Photo Action per Torino 2020”, la “chiamata alle arti” ideata, coordinata e curata nel maggio scorso, in piena emergenza sanitaria, dai fotografi Guido Harari e Paolo Ranzani insieme a “Wall Of Sound Gallery” (la prima galleria fotografica in Italia interamente dedicata al mondo della musica e aperta nel 2011 ad Alba dallo stesso Harari) per sostenere il progetto di un “Fondo Straordinario Covid-19” creato dall’Associazione “U.G.I. Onlus”.

All’appello hanno aderito più di 100 fotografi che a titolo gratuito hanno messo a disposizione una loro immagine, proposta per l’occasione ad una cifra simbolica di 100 Euro. Oggi, a cinque mesi dal lancio dell’iniziativa, il fondo ha raggiunto la cifra record di 70.100 Euro. E la GAM contribuisce al progetto, ospitando per tre mesi le opere donate dai fotografi interpellati, attraverso una mostra che avrebbe dovuto aprirsi “in presenza” giovedì prossimo 19 novembre e di cui per ora si potrà invece, seguire, causa lockdown, l’allestimento e la preparazione solo sui canali social del Museo di via Magenta: https://www.gamtorino.it/it/eventi-e-mostre/photo-action-torino-2020. Alla riapertura degli spazi museali, la rassegna sarà aperta al pubblico, sempre nel pieno rispetto di tutti i protocolli di sicurezza.

I soggetti delle foto, che vanno da immagini classiche ad altre assolutamente inedite e rese disponibili per la prima volta in occasione di “Photo Action”, spaziano dalle grandi icone del XX secolo (da David Bowie a Savador Dalì a Maria Callas), ai mostri sacri della musica rock e pop (da Bruce Springsteen a Patti Smith, da Ezio Bosso a Lucio Battisti, da Lou Reed e Laurie Anderson a Mick Jagger) per indagare e fermare in immagini memorabili i volti stellari dello spettacolo e della cultura (da Federico Fellini a Massimo Troisi, da Vittorio Gassman a Robert De Niro, da Eduardo De Filippo a Carmelo Bene e a Mario Rigoni Stern). Un posto di rilievo hanno anche i reportages, il mondo della moda e dell’arte, così come la fotografia di ricerca (dai nudi d’autore di Franco Fontana alle scomposizioni fotografiche di Joe Oppedisano fino alle meditazioni visive di Simone Bramante). Grandi, davvero grandi fototografie. E grandi, davvero grandi fotografi.

Per una rassegna che si può ben dire rispecchi lo stato dell’arte della fotografia internazionale. E che, alla riapertura del Museo, potrà essere pienamente fruibile dai visitatori (compresi i possessori di Abbonamento Musei) pagando un biglietto d’entrata simbolico al prezzo di 1 Euro. L’intero ricavato della biglietteria sarà devoluto all’Associazione “U.G.I. Onlus”, così come il ricavato della vendita dei cataloghi, che già si possono ottenere a fronte di una libera donazione. Inoltre durante il periodo della mostra si potranno acquistare le 105 stampe esposte – un pezzo unico, una sola stampa per immagine – in formato 30x42cm. prenotandole sul sito https://www.photoactionpertorino.org alla cifra di 300 Euro per fotografia, anche in questo caso interamente devoluta.

Gianni Milani

“Photo Action per Torino 2020”
https://www.gamtorino.it/it/eventi-e-mostre/photo-action-torino-2020
GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, via Magenta 31, Torino; tel. 011/4429518 o www.gamtorino.it

Nelle foto

– Masayoshi Sukita: “David Bowie, Dawn of Hope”, 1973
– Mauro Balletti: “Il bacio”, 2012
– Maurizio Galimberti: “Johnny Depp”, Venezia 2003
– Simone Bramante “Brahmino”: “Diego”, 2017
– Joe Oppedisano: “Duomo di Milano”, 1992

Tramonto subalpino. Inviateci le vostre foto

in FOTO DEI LETTORI/LIFESTYLE

Un suggestivo tramonto nel cielo torinese. La foto ci è stata inviata da Fulvio Martinetto

Cinque fotografi torinesi per un “ritratto d’asporto”

in CULTURA E SPETTACOLI

“Stop selfie. Make a portrait” – www.ritrattidasporto.it

“Il selfie è l’istantanea di un pirla che immortala la sua vanità”: Vittorio Sgarbi dixit. E anche sulla bulimia da selfie (“slang” imperante dell’odierno mondo social, inserito perfino nel prestigioso “Oxford Dictionnary”), lo Sgarbi furioso – come sua consuetudine – va giù pesante e non le manda davvero a dire. Esagerato? Eccessivo? A ognuno il suo giudizio.

Certo è comunque, fatte salve le debite distanze dai folklorici eccessi del verbo sgarbiano, che con lui non si può non essere d’accordo nella denuncia di un marcato e palese “narcisismo” in quell’ossessiva filososofia che guida occhi e mani del bulimico popolo del selfie. Del “selfie ergo sum”, attento di più (inconfutabile dato di fatto) all’apparire che all’essere. E distante, proprio per questo, anni luce dal classico ritratto fotografico, firmato da fografi professionisti, dalla tecnica ineccepibile e attenti a cogliere l’intima essenza, la poesia e l’emozione duratura nel tempo del soggetto ritratto. A sottolinearlo è il progetto “Stop selfie. Make a portrait” ideato dal noto fotografo torinese Silvano Pupella (ultima mostra nello spazio più prestigioso in Italia per la fotografia, la casa dei “Tre Oci” a Venezia), insieme ad altri quattro colleghi ben intenzionati “a sfidare la modernità e a proporre, come nel passato, un ritratto artistico, frutto della passione e dell’esperienza”.

Basta (o per lo meno, calma) con i selfie. Fatti (fare) un ritratto! A dirlo, con Pupella, sono gli amici fotografi Gianni Oliva (reduce dal grande successo dell’ultima personale “Istanti donati” allo spazio d’arte “San Fedele” di Milano), l’eporediese Stefania Ricci, la giovane Federica Bertolino e Andrea Michelini. Immediata l’adesione all’iniziativa anche da parte di “ArtPhotò”, progetto messo in piedi a Torino nel 2016 da Tiziana Bonomo con l’obiettivo di proporre, organizzare e curare eventi legati al mondo della fotografia. Un vero e proprio ritratto “da asporto” (espressione super-citata, ahinoi, in questi tristi tempi di lockdown sanitario) è la proposta dei magnifici cinque. Un ritratto d’autore, stampato e firmato dall’artista-fotografo e consegnato all’istante, dopo lo scatto. Da portare a casa, “ per se’ stessi, per i propri famigliari o come regalo diverso dal solito e sicuramente originale e gradito in occasione soprattutto del periodo natalizio”.

L’iter per aderire a “Stop selfie. Make a portrait” è semplicissimo. Si va sul sito https://www.ritrattidasporto.it , dove è possibile visionare le opere dei fotografi coinvolti, si sceglie il preferito e si prenota telefonando al 351/5423240. Il set su cui si sarà invitati a posare è lo “Spazio Eventa” di via dei Mille 42, a Torino. Naturalmente nel rispetto di tutte le regole imposte dalle normative anti-Covid. “Ed è proprio in questi lunghi mesi di distanziamento sociale – dice Silvano Pupella – che il valore di un ritratto d’autore diventa forte più che mai per fissare un momento intimo di intensa emozionalità. Certo i selfie consentono di avere una grande quantità di immagini, ma di quelle immagini alla fine non rimane nulla se non nella memoria dello smartphone; mentre una fotografia di qualità, stampata come si deve, resta un ricordo che dura nel tempo e questo 2020 sarà un tempo sicuramente e tristemente da ricordare”.

“’ArtPhotò’ – spiega da parte sua Tiziana Bonomo – ha immediatamente aderito all’iniziativa perché crede nei fotografi, nella loro arte, nella loro creatività. La foto scattata da un professionista cela il desiderio di affidarsi a qualcuno che ci ritragga per come desideriamo essere visti e soprattutto ricordati. Per questa ragione ‘Stop selfie. Make a Portrait’ offre la possibilità di scegliere tra autori con occhi, sensibilità ed esperienze diverse in base a come si spinge il desiderio di essere fotografati. Inoltre il set di ‘Spazio Eventa’ è un luogo accogliente che mette a proprio agio anche i più intimiditi dalla macchina fotografica”.

Gianni Milani

***

Nelle foto

– Gianni Oliva: “I 18 anni di Lucia”
– Silvano Pupella: “Ritratto con Charlotte”
– Stefania Ricci: “Tiziana per caso”
– Andrea Michelini: “La schiena di Anna”
– Federica Bertolino: “Ritratto uno”

Buon anno con la Mole, il Po, il Valentino

in FOTO DEI LETTORI/LIFESTYLE

In questa splendida immagine di Stefano Zanarello, in una volta sola: il Po, il Castello e il parco del Valentino, la Mole Antonelliana.

L’alba di un nuovo giorno

in FOTO DEI LETTORI/LIFESTYLE

Davvero suggestiva questa veduta dalla collina torinese, propostaci dal nostro lettore Fabio Liguori.

La “guerra” nella grande fotografia

in Cosa succede in città

“Autunno della Fotografia. Torino 2020”, terzo e ultimo appuntamento in diretta Facebook Mercoledì 9 dicembre, ore 18

Inizialmente utilizzata con scopi di propaganda, poi come immediato  racconto informativo sulla stampa illustrata e oggi sempre più al centro di Mostre e Premi di alta levatura internazionale nel panorama dell’arte contemporanea, la cristallizzazione fotografica di eventi bellici ha rappresentato e, ai nostri giorni, continua più che mai  a rappresentare un patrimonio immaginario di forte spessore e presa  emotiva eccezionale sul vasto pubblico e su una vastissima scala di interessi. Spesso él’elemento primo ed essenziale per comprendere l’enormità di fatti storici per i quali la descrizione narrativa diventa quasi fattore secondario nella formulazione degli eventi.


Nasce di qui l’idea di dedicare
proprio al tema della “guerra” nella grande fotografia il terzo e ultimo incontro on line del progetto “Autunno della fotografia. Torino 2020”, messo in piedi da cinque fra le più prestigiose istituzioni museali subalpine (da CAMERA-Centro Italiano per la Fotografia alla Fondazione Torino Musei insieme ai Musei Reali al Museo Ettore Fico e alla Venaria Reale) per approfondire i temi affrontati nelle mostre di ciascun museo, oggi chiuse al pubblico causa emergenza sanitaria. “Raccontare la guerra fra giornalismo e arte”, sarà dunque il tema su cui verrà incentrata la diretta Facebook – @CameraTorino – in programma per il prossimo mercoledì 9 dicembre, alle 18, e che vedrà protagoniste del dibattito (fra autori e curatori) le opere del fotografo romano Paolo Pellegrin, presente alla Venaria Reale con la personale “Paolo Pellegrin. Un’Antologia”, del milanese Paolo Ventura, ospitato con “Carousel”  a CAMERA e ovviamente delleggendario Robert Capa ricordato attraverso la mostra assolutamente particolare “Capa in color” nelle Sale Chiablese dei Musei Reali. A moderare l’incontro, Monica Poggi co-curatrice dell’intero progetto insieme a Walter Guadagnini (direttore di CAMERA) e a Giangavino Pazzola. Robert Capa (Budapest, 1913 – Thài Bin Vietnam, 1954) è stato senza dubbio uno dei più significativi esponenti della stagione eroica del fotogiornalismo anni Trenta e Quaranta. Sue sono alcune delle immagini più iconiche di questo periodo (basti pensare alla celeberrima foto del soldato americano e del contadino siciliano che gli indica la strada, scattata nel ’43 nella campagna ennese, fra Troina e Sperlinga, durante l’avanzata degli alleati in Sicilia), ma le opereesposte presso i Musei Reali – 150 scatti, per la maggior parte mai a oggi presentati in un’unica mostra e in cui è vivido il fermo immagine soprattutto sull’alta società del secondo dopoguerra, fotografie di moda e di set cinematografici compresi appartengono a una parte della sua produzione meno conosciuta, quella a colori, non sempre strettamente legata al campo di battaglia e forse, anche per questo, ancor più sorprendente e rivelatrice. Paolo Pellegrin, fotografo romano legato da circa vent’anni all’Agenzia Internazionale “Magnum Photos”,  e a cui la Reggia di Venaria dedica una grande antologica, racconta i teatri di guerra contemporanei attraverso le svariate possibilità offerte dal linguaggio fotografico. Proprio grazie all’uso di una prassi non rigidamente documentaria – spiegano i curatori del progetto – i suoi scatti riescono a trovare posto sia all’interno del sistema di informazione che in quello artistico, espandendo ulteriormente la capacità delle immagini di testimoniare gli eventi a cui assiste. La guerra è un elemento ricorrente anche nella ricerca artistica del fotografo milanese Paolo Ventura, inmostra a CAMERA.

 

Le sue raffigurazioni, però, pur nascendo da memorie famigliari o dal rinvenimento di reperti storici, prendono vita in un orizzonte in bilico frarealtà e finzione. Fra sogno e sconfinata fantasia. Qui la figura del soldato diventa il tramite attraverso cui indagare il concetto di identità, in una visione tragica e poetica allo stesso tempo di eventi di un passato di cui sentiamo ancora gli echi.

L’incontro sarà visibile, gratuitamente e in contemporanea, sui canali  Facebook di tutti i musei coinvolti nell’iniziativa.

g. m.

Nelle foto
– Robert Capa: “Un membro dell’equipaggio segnala a un’altra nave di un convoglio alleato che attraversa l’Atlantico”, 1942; Credits Robert Capa International Center of Photography Magnum Photos
– Paolo Pellegrin: “Mosul, Iraq”, 2016; Photo Credit Paolo Pellegrin/Magnum Photos
– Paolo Ventura: “Ex voto”, 2017; Photo Credit Paolo Ventura

Diretta social per “Autunno della fotografia. Torino 2020”

in Cosa succede in città/CULTURA E SPETTACOLI

Su  Facebook e secondo appuntamento per raccontare e divulgare i segreti della grande fotografia. Martedì 24 novembre, ore 18

Dagli scatti fotografici dei più celebri maestri al reportage su temi d’attualità. Il tutto raccontato, puntualizzato e messo in discussione attraverso incontri on line con gli stessi protagonisti, geni talentuosi dell’arte fotografica di cui tutto o quasi si sa e si conosce e di cui sono oggi presenti rassegne espositive – chiuse per lockdown – negli spazi museali torinesi.

Istituzioni del territorio, quest’ultime, che hanno saputo intelligentemente fare rete per dar vita all’iniziativa “Autunno della fotografia. Torino 2020”, un calendario di dirette Facebook per approfondire, appunto, i temi affrontati nelle mostre di ciascun museo. Una cinquina da incorniciare: CAMERA, Fondazione Torino Musei, Musei Reali, MEF-Museo Ettore Fico e La Venaria Reale. Ad incontrare virtualmente fotografi e curatori delle rassegne sono Walter Guadagnini, direttore di CAMERA-Centro Italiano per la Fototografia di via delle Rosine, e gli altri responsabili del progetto: Giangavino Pazzola e Monica Poggi. Dopo il primo incontro, tenutosi martedì 10 novembre fra il MAO-Museo d’Arte Orientale e Palazzo Madama e che ha visto protagonisti il fotografo milanese Samuele Pellecchia (fondatore dell’Agenzia “Prospekt”) e il torinese Fabio Bucciarelli, il secondo appuntamento, in programma per martedì 24 novembre (alle ore 18) coinvolgerà la GAM di via Magenta e il Museo Ettore Fico di via Cigna.

A interloquire su “Fotografare la società contemporanea” saranno Guido Harari (origini egiziane e fondatore ad Alba, dove risiede, della “Wall Of Sound Gallery”, la prima galleria fotografica in Italia interamente dedicata al mondo della musica) e il comasco Massimo Vitali, presente al MEF con l’intrigane mostra titolata “Costellazioni Umane”. Moderatore Giangavino Pazzola, che spiega: “La fotografia è anche uno strumento di indagine sociologica, un mezzo attraverso cui rilevare i miti e i riti del ventesimo e del ventunesimo secolo”. Ne sono esempio lampante e perfetto gli scatti di Vitali, il fotografo delle spiagge superaffollate, totalmente innamorato degli “assembramenti” (terrifica parola usata di questi tempi) d’ogni genere e della più varia umanità. Fra le immagini in mostra al MEF troviamo anche quelle inedite realizzate durante i concerti dell’ultimo tour italiano di Jovanotti, dove migliaia di persone, ognuna con la propria individualità, si trasformano in un’unica immensa folla a ritmo di musica. E il binomio fra individuo e società, fra pubblico e privato, è ben presente anche nella lunga carriera di Guido Harari, fotografo ma anche critico musicale, collaboratore dei maggiori artisti musicali italiani e internazionali (per i quali ha firmato un’infinità di copertine) e fotografo personale per una ventina d’anni di Fabrizio De André.

Di lui disse il mitico Lou Reed, immortalato da Harari, con l’altrettanto mitica consorte Laurie Anderson in scatti di struggente e poetica emozionalità: “Sono sempre felice di farmi fotografare da Guido. So che le sue saranno immagini musicali, piene di poesia e di sentimento. Le cose che Guido cattura nei suoi ritratti vengono generalmente ignorate dagli altri fotografi. Considero Guido un amico, non un semplice fotografo”. Da ricordare acora che Harari è anche curatore della mostra “Photo Action per Torino” alla GAM, che unisce ed espone 105 lavori di celebri fotografi italiani e internazionali, per contribuire al “Fondo Straordinario Covid – 19” di U.G.I. Onlus: uno scopo benefico, cui si aggiunge la possibilità di indagare la società contemporanea attraverso sguardi e percorsi differenti. L’evento sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di Palazzo Madama, del MAO-Museo d’Arte Orientale e della GAM.

gm

 

Nelle foto
– Immagine-guida dell’iniziativa
– Guido Harari:”Lou Reed e Laurie Anderson”, 2007
– Massimo Vitali: “Jova Beach Party”, 2019
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