Abitare Co.: nel I trim. 2020 frena il mercato immobiliare in Piemonte, con un calo delle compravendite del -11,7%. Torino prima per compravendite, a Verbania la maggiore flessione (-24,6%)
Nel I trimestre 2020 il mercato immobiliare residenziale piemontese segna una battuta d’arresto, soprattutto a causa del lockdown. Secondo l’elaborazione del Centro Studi di Abitare Co. Abitare Co. –società di intermediazione immobiliare focalizzata sulle nuove residenze–, sui dati forniti dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, le compravendite di abitazioni nella regione sono calate rispetto allo stesso trimestre del 2019 del -11,7% (la media nazionale è del -15,5%), con 10.642 transazioni. Il Piemonte si posiziona tra le regioni al 4° posto in Italia per numerosità e al 18° posto per calo percentuale più marcato.
A livello territoriale, nel I trim. 2020 si registra una flessione delle compravendite in tutte le province, con i valori più marcati a Verbania (-24,6% sul I trim. 2019). Seguono Novara (-16,7%), Asti(-14,9%), Vercelli (-14,4%), Torino (-11,6%), Biella (-11,2%), Alessandria (-9,7%), e Cuneo (-4,1%).
Le province che hanno registrato il maggior numero di compravendite sono state, nell’ordine, Torino (6.041), Cuneo(1.390), Alessandria (893), Novara (800), Asti (448), Verbania(379), Biella (352) e Vercelli (339).
E sul fronte dei prezzi? Tra le città capoluogo di provincia, Verbania è la più cara, con prezzi che si attestano a €2.050 al mq,seguita da Cuneo con €1.800, Torino con €1.650, Novara con €1.150, Asti con €1.100, Vercelli con €920, Alessandria con €880 e Biella con €720.
Sì
Forse mai come quest’anno la ripresa sarà difficile e dolorosa. Quanti riapriranno dopo le ferie ? E‘ l’interrogativo da porsi con amaro realismo. Draghi ci ha parlato del futuro dei giovani a cui bisogna guardare, ma esiste la priorità di chi oggi ha un’attività e rischia di doverla chiudere e di chi può perdere il posto di lavoro. Questa è la vera emergenza e gli errori e le gravi omissioni del governo rischiano di portarci al tracollo. Le vacanze si stanno per concludere con scarsi affari nel campo del turismo e un aumento del contagio del Coronavirus.
“Esiste a livello nazionale una rete – spiega il Direttore generale del CAAT, l’avvocato Gianluca Cornelio Meglio – che riunisce i sedici Centri Agroalimentari e Agromercati più grandi d’Italia, tra cui figura anche il CAAT di Torino. Questa rete si chiama Italmercati ed avoca a sé un comparto di eccellenza del Nord Italia, che necessita, oggi, di un sostegno per una ripartenza post Covid, contemplato dal Decreto Agosto del Governo e dagli sforzi da parte del Ministro per le Politiche Agricole Teresa Bellanova”.
“Una delle filiere – prosegue il Direttore generale del CAAT, Gianluca Cornelio Meglio – su cui si deve assolutamente puntare in questa fase temporale post pandemia è quella agroalimentare, che è risultata in grado di contenere gli effetti negativi della crisi seguita al lockdown ed è ora capace di favorirne uno sviluppo. Il comparto risulta assolutamente variegato, in quanto si compone di molti attori, tra i quali figurano il settore agricolo, l’industria alimentare, il settore della logistica e quello dei trasporti, il commercio dall’ingrosso e quello al dettaglio”.
“Proprio alla luce delle migliorate condizioni sono riprese – aggiunge l’avvocato Gianluca Cornelio Meglio – talune visite che concorrono ad aprire le “porte” del Centro Agroalimentare, con l’intento di mostrare – a quanti non conoscano questa realtà – l’attività che ogni notte dalle 3.30 a.m., attraverso il lavoro di quasi duemila persone – anima questa piccola “Città” alle porte di Torino.