ECONOMIA- Pagina 4

Fondo Formazione Occupazione: maxi stanziamento di 20 milioni di euro per i lavoratori di aziende in crisi

“Il Piemonte non si arrende alla crisi, ma agisce con determinazione e pragmatismo. Abbiamo messo in campo soluzioni reali per tutelare i lavoratori dell’automotive e di tutte imprese in difficoltà. Con il Fondo Formazione Occupazione, il nostro obiettivo non è la semplice assistenza, ma garantire formazione, dignità e futuro a chi oggi si trova in difficoltà.” Così il Vicepresidente e Assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Elena Chiorino, ha commentato le misure adottate dall’amministrazione regionale a supporto di un settore strategico colpito da una crisi senza precedenti.

La Regione Piemonte ha stanziato 20 milioni di euro attraverso il Programma GOL per finanziare il Fondo Formazione Occupazione, una misura innovativa e unica in Italia. Il fondo prevede un’integrazione salariale per i lavoratori in cassa integrazione o in contratto di solidarietà e la possibilità di accedere a percorsi di riqualificazione  con un’indennità di partecipazione fino a 600 ore nel primo ciclo. “Abbiamo messo il doppio delle risorse inizialmente stimate con le parti sociali, dimostrando con i fatti che il sostegno al lavoro e alla competitività non è solo uno slogan, ma una priorità per questa Giunta” ha affermato Chiorino, specificando che questo permetterà di estendere la platea potenziale ad oltre 10.000 lavoratori.

L’erogazione dell’indennità avverrà direttamente tramite INPS, semplificando l’accesso alle risorse e garantendo rapidità nell’attuazione della misura. Il progetto, inizialmente pensato per l’automotive, grazie al supporto del Governo Meloni, è stato esteso a tutti i settori in crisi. “Non accettiamo l’idea che esistano lavoratori di serie A e di serie B. Chiunque si trovi in difficoltà deve poter contare su strumenti concreti per affrontare il futuro con maggiore sicurezza” ha aggiunto il vicepresidente.

Lo sforzo sulla formazione messo in campo dalla Regione è senza precedenti: ai 20 milioni stanziati attraverso il Programma GOL si aggiungono infatti i 96 destinati alle Accademie di Filiera e ai 115 milioni sui Servizi al lavoro e formazione.

UN CAMBIO DI PASSO PER L’AUTOMOTIVE

“Non permetteremo che la nostra industria automobilistica venga sacrificata sull’altare di un’ideologia, i cui danni ci hanno portato al Consiglio regionale di oggi” ha dichiarato Chiorino. “La deriva Green imposta dall’Europa, senza una reale strategia industriale, sta mettendo in ginocchio un intero settore. La transizione ecologica deve essere gestita con buon senso, non con imposizioni ideologiche che distruggono posti di lavoro e che neppure portano vantaggi in termini di emissioni”.

Il vicepresidente ha anche rivolto un messaggio a Stellantis: “Registriamo un cambio di passo che non può che farci guardare al futuro con ottimismo e ne diamo atto all’azienda. Vigileremo affinché gli impegni presi si traducano in azioni concrete, ma non solo: garantiremo a Stellantis ogni supporto possibile volto al rilancio del settore automotive e alla tutela dei suoi lavoratori, che sono tanto per l’azienda quanto per questo territorio un patrimonio unico e dal valore

Stellantis si impegna per Mirafiori: 500 ibrida ed elettrica e nuovi ingegneri assunti

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Stellantis assumerà 100 ingegneri under 35 che si occuperanno di progetti strategici, di digitalizzazione, di intelligenza artificiale e di elettrico. Lo assicura Giuseppe Manca, responsabile delle risorse umane di Stellantis, al consiglio regionale aperto dedicato alla crisi dell’automotive.
E i vertici di Stellantis annunciano il rilancio di  “Mirafiori, un polo vivo, fatto di attività strategiche per il gruppo a partire dall’economia circolare e dal battery techonology center” spiega Antonella Bruno, responsabile del mercato Italia dell’azienda. A novembre si produrrà la 500 ibrida, previste 100.000 unità. Confermata anche la produzione della nuova generazione della 500 elettrica nel 2032. A Torino dal 31 gennaio è stata stabilita la sede del coordinamento europeo di Stellantis con circa 200 persone operative.

Quale futuro per l’auto a Torino? Dibattito a tutto campo in Consiglio regionale

Un confronto a tutto campo sulla crisi dell’automotive in Piemonte ha caratterizzato la giornata del Consiglio regionale aperto, ospitato presso la città metropolitana di Torino.

“Torino torni a essere testa e braccia di Stellantis – ha dichiarato il presidente del Consiglio, Davide Nicco – riportando una maggiore produzione con le nuove autovetture. È una questione di cruciale importanza, Torino è stata per oltre un secolo il cuore pulsante dell’industria automobilistica italiana, un centro di eccellenza che ha saputo coniugare innovazione, competenza e passione, un patrimonio che non può essere disperso”.

La vicepresidente della Regione e assessore al Lavoro, Elena Chiorino, ha annunciato una nuova misura di welfare: “Con il Fondo Formazione Occupazione, il nostro obiettivo non è la semplice assistenza, ma garantire formazione, dignità e futuro a chi oggi si trova in difficoltà in tutti i settori, non solo nell’automotive. Abbiamo stanziato 20 milioni di euro attraverso il Programma GOL per finanziare il Fondo, una misura innovativa e unica in Italia che prevede un’integrazione salariale per i lavoratori in cassa integrazione o in contratto di solidarietà e la possibilità di accedere a percorsi di riqualificazione con un’indennità di partecipazione fino a 600 ore nel primo ciclo. L’erogazione dell’indennità avverrà direttamente tramite INPS, semplificando l’accesso alle risorse e garantendo rapidità nell’attuazione della misura”.

“Noi dobbiamo andare avanti al netto di Stellantis – ha spiegato l’assessore alle Attività produttive, Andrea Tronzano – abbiamo fiducia di ciò che succederà dal 2025 e dal 2026 in poi, ma Torino è la storia dell’auto e gli imprenditori e le imprese meritano un futuro con Stellantis ma anche senza. Sono tanti i produttori che che possono prendere spunto dalle nostre imprese, dobbiamo ridare brio e vivacità al comparto e mettere in condizione le nostre aziende di lavorare a livello globale. Per questo abbiamo fondato Vehicle Valley, che può mettere in connessione tutte le competenze del settore, dare visibilità e fare la differenza”.

Per Gabriele Fava, presidente di Inps “Il progetto di integrazione salariale per i lavoratori in cassa integrazione attraverso un’indennità di partecipazione ai corsi di formazione che sarà erogata dall’Inps, segna un passo avanti significativo nelle politiche attive del lavoro”.

Il capo di gabinetto del ministro del Lavoro, Mauro Nori, ha spiegato che “attualmente Stellantis sta rispettando gli impegni assunti con il Governo, che a sua volta sta mettendo in sicurezza le aziende del territorio. Positivo l’intervento annunciato da Chiorino”.

Marco Calabrò, capo della segreteria tecnica del ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha sottolineato come “la crisi dell’automotive sia una crisi di respiro europeo ritiene che quella dell’automotive è una crisi di respiro europeo. Nel 2025 saranno avviati bandi per le filiere della componentistica”.

In apertura dello blocco degli interventi di deputati e senatori, la vicepresidente del Senato Anna Rossomando (Pd) ha chiesto “politiche industriali adeguate al contesto per ridurre divario tecnologico con Cina e Usa, politiche di protezione senza compromettere la competitività e interventi sul caro energia”.

Per Alberto Gusmeroli (Lega), presidente della commissione Attività produttive alla Camera, “la transizione ecologica deve essere sostenibile economicamente e anche socialmente. Le multe che rischiano le imprese costruttrici hanno creato un’ulteriore crisi del settore. Bene che il govenro si sia attivato presso la Commissione Europea per un approccio meno ideologico”.

“Stellantis dismette in Italia e investe in Usa – ha dichiarato Chiara Appendino (M5s) – l’Italia sta affrontando una dismissione che va avanti a botte di trasferimenti all’estero, uscite anticipate, licenziamenti, tavoli di crisi e ammortizzatori sociali. Quando Elkann verrà in Parlamento a marzo ci aspettiamo parole chiare per rispondere alle domande di un paese intero che ha dato tantissimo all’azienda”.

Per Marco Grimaldi (Avs) “siamo di fronte a un settore che salva solo gli utili degli azionisti, a Mirafiori stanno lavorando solo 2800 persone sulla produzione di 500 e Maserati. Il mondo che il centrodestra vuole difendere è quello che ci ha portato in cassa integrazione, non c’entra nulla l’elettrico”.

“La crisi arriva da lontano, non c’entra il green deal – ha sottolineato Silvia Fregolent (Iv) – nella discussione di oggi avremmo voluto sapere se Stellantis intende rimanere in italia e non con modelli marginali. Non abbiamo risposte dall’azienda e neanche da questa giornata”.

Per l’eurodeputata dei Verdi, Benedetta Scuderi, “Stellantis non ha reinvestito su innovazione e transizione, ma ha diminuito la produzione e l’ha delocalizzata. Parlando di energia, siano ancora legati a quella fossile”.

Per il collega di Fdi, Giovanni Crosetto, “la crisi è europea per una ragione politica a causa delle decisioni che sono state prese per il settore auto. Non accettiamo di ascoltare soluzioni dalle forze politiche che con il green deal hanno causato la crisi attuale, gli obiettivi di neutralità climatica sono irraggiungibili, lo sappiamo tutti”.

Pietro Fiocchi (Fdi) si dice “scettico e critico sulle regole imposte, parla del concetto di “neutralità ideologica”. Ancora: “Bisogna riportare a casa tutta la filiera, soprattutto le tecnologie, per evitare che l’Europa diventi solo un mercato”.

Pierfrancesco Maran (Pd) ha spiegato che “esiste una competizione tra i continenti, ma esiste anche il problema  che la produzione si sta spostando dall’Italia verso altri Paesi europei, è compito di Stellantis non abbandonare i territori”.

“Dobbiamo far comprendere agli imprenditori che questo è un ecosistema che mette a disposizione know how, imprese, formazione, una rete che ha saputo attraversare momenti difficili – ha dichiarato il vicesindaco della Città metropolitana di Torino Jacopo Suppo – c’è anche un tema che riguarda sburocratizzazione, programmazione urbanistica e infrastrutturale che rendono difficile l’insediamento di imprese”.

Per la vicesindaca di Torino, Michela Favaro “lo Stato deve diminuire il costo dell’energia e ridurre il gap tecnologico per rendere l’Italia più competitiva e rafforzare la collaborazione fra ricerca e piccole e medie imprese. Servono incentivi sui siti industriali dismessi”.

“È positivo il raddoppio dello stanziamento da 10 a 20 milioni di euro e l’estensione della misura di integrazione salariale a tutti lavoratori delle aziende in crisi, sia dell’automotive sia di altri settori industriali in crisi, da coinvolgere in percorsi formativi. Da Stellantis ci aspettiamo una maggiore attenzione al nostro territorio e impegni precisi su Mirafiori”, ha dichiarato il segretario generale della Cisl Piemonte, Luca Caretti.

“Non siamo più la città dell’auto, abbiamo bisogno di ricostruire una presenza industriale, Stellantis è un interlocutore, ma dobbiamo vedere se ce ne sono altri. Serve un nuovo ammortizzatore sociale per l’auto finanziato dall’Europa per gestire la transizione”, ha sottolineato Giorgio Airaudo, segretario generale della Cgil Piemonte.

Per Giovanni Cortese, segretario regionale Uil, “si impone un piano di rilancio e conversione di automotive. La componentistica riguarda 700 aziende, senza soluzioni ne chiuderanno la metà. Chiediamo che si crei un fondo sovrano europeo per innovazione e tutela occupazione”.

Per Sara Rinaudo, vicesegretario Fismic Consal “la misura della Regione annunciata da Chiorino dà respiro ai lavoratori. Finalmente stiamo uscendo da un approccio ideologico per approdare a uno più pragmatico”.

Ciro Marino, segretario provinciale Ugl metalmeccanici Torino, ha evidenziato che “la crisi automotive mette in crisi altre filiere. La soluzione decisiva non sono gli incentivi ma è necessario intervenire sui costi dell’ energia”.

Per Fabrizio Amante, segretario territoriale AQCF-R “bene l’intervento su ammortizzatori sociali, ma dobbiamo porci il problema di come facciamo a prevenire queste crisi e garantire tranquillità ai lavoratori”.

Il vicerettore dell’Università di Torino, Guido Boella, ha evidenziato che “per recuperare il gap sull’elettrico abbiamo l’eccellenza dei nostri atenei, dove la ricerca incontra le imprese. Bisogna fare crescere la filiera di formazione e competenze”.

Per la vicedirettrice per l’innovazione scientifica e tecnologica del Politecnico di Torino Giuliana Mattiazzo “nella ricerca e didattica l’automotive non è in crisi. Gli Atenei continuano a investire, cambiano le regole e per questo  risulta sempre più essenziale innovare”.

Il vicepresidente Unione Industriali di Torino,Antonio Casu, chiede “alla Regione di tenere alta l’attenzione su questi temi nei confronti del Governo e della Commissione Europea, senza abbassare la pressione. La Commissione ha recentemente aperto alla possibilità di una maggiore gradualità nell’applicazione delle sanzioni ambientali. Altro aspetto fondamentale è il costo dell’energia, una delle leve principali della competitività”.

Partrizia Paglia, delegata Confindustria Piemonte per il tema automotive ha illustrato alcuni dati: “Sono 1,28 milioni gli addetti automotive in Italia, la componentistica in Piemonte occupa oltre 56 mila dipendenti.  Registriamo cali pesanti del fatturato, di 32% fino al 50%, così è impossibile resistere”.

Alberto Russo vicepresidente associazione piccole e medie imprese ha chiesto “una moratoria sugli interessi per investimenti già effettuati. Bisogna rivedere il meccanismo di cassa integrazione per sostenere l’occupazione e le misure a sostegno della riconversione industriale in ottica green”.

Per Giovanni Genovesio, presidente regionale Cna Piemonte “serve supportare le imprese nella riconversione e questo richiede investimenti importanti. È necessario che il pubblico e gli istituti di credito supportino le Poi”.

Il presidente Cna Torino, Nicola Scarlatelli, ha sottolineato che il mondo delle Pmi ha saputo diversificare, il comparto manifatturiero non è scomparso. Mettiamo le nostre qualità a fattore comune, i nostri diritti non hanno un prezzo”.

Antonella Bruno, responsabile mercato Italia di Stellantis ha ringraziato la Giunta per le misure a favore della filiera e ha affermato che il piano della sua azienda “prevede nuovi modelli negli stabilimenti italiani. Tutti i nostri siti rimarranno in attività e salvaguarderemo l’occupazione. Abbiamo ribadito la centralità dell’Italia per Stellantis. Il 2025 sarà ancora di transizione, ma ci sarà una risalita nel 2026, con 10 aggiornamenti di prodotti realizzati in Italia”. Quanto a Torino, Bruno ha affermato che “Mirafiori è un polo vivo, con attività strategiche per il gruppo, a partire dall’economia circolare, poi il battery technology center, che ha competenze straordinarie e grandi potenzialità di crescita, poi il Plant che produce i cambi per i motori ibridi. Qui la 500 ibrida arriverà a 130-140mila unità l’anno. Confermiamo anche la nuova generazione della 500 elettrica nel 2032”.

La manager ha poi ricordato che la sede di coordinamento europeo da cui parte il coordinamento di attività vendita e marketing è stata insediata a Torino, a confermare la centralità della città.

Per Stellantis è quindi intervenuto Giuseppe Manca, responsabile risorse umane, che ha affermato: “Non abbiamo mai licenziato nessuno, ma abbiamo fatto procedure di incentivazione all’esodo ed è probabile che ne faremo ancora. Intanto però stiamo stabilizzando oltre 100 ingegneri under 35, perché la nostra intenzione è garantire il futuro: si occuperanno di progetti strategici, digitalizzazione, intelligenza artificiale, elettrico”.

Il presidente della Regione Alberto Cirio, nel suo intervento, ha detto che il settore automotive “rappresenta una criticità per il Piemonte, per il Paese e per l’Europa. Esistono difficoltà, ma il Piemonte è diversificato nelle sue capacità produttive e il contesto favorevole che sta vivendo la nostra economia, con il più alto livello di occupazione degli ultimi 20 anni e il record dell’export, è un dato di forza. Oggi eguagliamo la media di crescita del Paese, mentre per anni siamo stati al di sotto, e siamo i primi in  Italia per investimenti delle multinazionali”.
“Ma – ha proseguito Cirio – l’auto resta centrale, perché paga gli stipendi di un terzo dei piemontesi. Il green deal ha fatto male alla nostra Europa, ha favorito i paesi che fanno commercio a discapito di quelli che producono, come l’Italia”.
“In ogni caso, per noi l’obiettivo minimo per Mirafiori è quello delle 200mila auto. Oggi se ne producono 30-32mila. Stellantis ci conferma, con la 500 ibrida, di poter arrivare a 100-140mila auto. Questo ci dà la prospettiva per fare un percorso insieme che però impone un intervento ponte ed è quello che la Regione Piemonte, prima in Italia, mette in campo con 20 milioni di euro per integrare il reddito dei lavoratori in cassa integrazione per farli ritornare ai livelli di capacità di spesa dello stipendio intero, offrendo ore di formazione per la propria riqualificazione professionale”

Gianna Pentenero (Pd) ha parlato di un settore “che va sostenuto, perché riguarda la ricerca, l’innovazione, la possibilità di avviare una transizione che ci apra al futuro. Spiace che oggi non si sia colta l’occasione di avere sindacati e imprenditori per un discorso serio, ma sia prevalsa la strumentalizzazione”.

Daniela Cameroni (Fdi) ha detto che “la Regione non è rimasta a guardare, ma ha giocato un ruolo da protagonista nel difendere l’occupazione. Vigileremo con attenzione per il rispetto degli impegni presi, sia da Stellantis, sia dall’Europa, la transizione ecologica non può essere fatta a discapito dei lavoratori”.

Sarah Disabato (M5s) ha ricordato che “il sostegno al reddito in Piemonte è legge, quindi utilizzare il Pnrr come sta facendo la giunta Cirio è soltanto un sollievo temporaneo, ma bisogna trovare nel Bilancio i fondi per queste misure. Mi è spiaciuto sentire oggi da Stellantis che ci saranno altri incentivi all’esodo. Io ho dato fiducia a Stellantis, ho comprato un’auto del marchio, peccato però che sia prodotta in Polonia”.

Silvio Magliano (Lista Cirio) ha considerato che “quando il pubblico entra nelle dinamiche del mercato è perché purtroppo ci sono dei problemi. Bene gli investimenti che Stellantis promette in Piemonte, ma dobbiamo lavorare anche con altri possibili produttori, perché abbiamo già tante aziende che possono svilupparsi ulteriormente e possiamo attrarne di nuove”.

Alice Ravinale (Avs) “Non avevamo dubbi che la giornata di oggi fosse utilizzata per presentare una misura che era nell’aria da tempo, prendiamo atto che viene fatta con fondi europei del Pnrr. Bene per il 2025, non sottovaluto il lavoro anche tecnico che è stato fatto, però abbiamo dimenticato il drammatico significato di una cassa integrazione che dura da 18 anni. Dove sono le altre imprese che secondo il ministero volevano investire in Italia? Quanto a Stellantis, ha cercato di spegnere in silenzio Torino con gli esodi e senza le assunzioni, per fortuna la politica se ne è accorta”.

Paolo Ruzzola (Fdi): “Crediamo nell’Europa, ma vogliamo anche un’Europa che non faccia dumping fiscale. Cominciamo a dire che la tassazione delle aziende deve essere uguale in tutta Europa, poi registriamo con soddisfazione il cambio di passo di Stellantis, che oggi è stato confermato in questo Consiglio aperto”.

Vittoria Nallo (Sue) ha parlato di “un settore che da molti anni era già in crisi e che riverbera i suoi problemi sulla vasta filiera che storicamente opera a Torino e in Piemonte. Dobbiamo procedere al ritorno della produzione in Piemonte e questo può essere conveniente per Stellantis se diminuiranno i costi energetici e ci saranno seri incentivi”.

Domenico Rossi (Pd) ha contestato una “assenza totale nella discussione della questione energetica. Si tratta di uno dei motivi principali perché scelgono di non produrre in Italia e nessuno ha detto nulla. Quanto al green deal, lo avete contestato con il vostro striscione ma in Europa l’hanno votato anche le vostre forze politiche”.

Davide Zappalà (Fdi): “Noi non abbiamo mai detto che i problemi ce li dobbiamo risolvere soli come italiani, anzi Meloni ha sempre affermato il contrario sui problemi più importanti come le strategie industriali. Purtroppo sinora le strategie industriali dell’Europa non hanno avuto buoni risultati”.

Monica Canalis (Pd) ha definito il presidente Cirio “bifronte, ora nazionalista e ora europeista. Fa parte della famiglia dei popolari europei, quindi europeista. Cirio nazionalista pensando che siamo smemorati vuole ingraziarsi una vicinanza al Governo Meloni”.

Roberto Ravello (Fdi) ha ribattuto che “il bifrontismo era la capacità di una divinità di saper guardare contemporaneamente al passato ed al futuro per far bene il presente. Quanto alle capacità tecnologiche, non penso che in Europa siamo così indietro come alcuni hanno detto, altrimenti perché BYD verrebbe in Italia? Il divario forse è un altro, se i produttori cinesi non rispettano le politiche di tutela dell’ambiente e dei lavoratori”.

In chiusura la replica dell’assessore Chiorino, che ha ringraziato per gli spunti emersi e ha ribadito che “Quando si supporta l’impresa si supportano anche i lavoratori ed il dato occupazionale. Siamo a fianco di chi vuole produrre e di chi vuole portare lavoro”.

fmalagnino gmonaco – Ufficio stampa CrP

NFT: chi era costui?

Nel suo capolavoro letterario, Alessandro Manzoni mette in bocca a don Abbondio la famosa frase: “Carneade, chi era costui?”. Siamo nell‘ottavo capitolo dei Promessi Sposi, Don Abbondio si fa la domanda su un filosofo greco noto nel secondo secolo avanti Cristo ma ormai caduto nel dimenticatoio.

Oggi potremmo ripeterci la domanda adattandola ad un fenomeno che, comparso come una stella cometa nel cielo della finanza, è tramontato cadendo nell’oblio: “NFT chi era costui?”

In realtà non parliamo di un personaggio ma di un rivoluzionario sistema di acquistare opere d’arte “uniche” che ha avuto un boom incredibile grazie ad una sapiente orchestrazione di marketing da parte dei suoi ideatori.

Gli Nft (Non fungible token, cioè “gettone non fungibile”), insieme alle criptovalute e alla tecnologia blockchain, hanno attirato investitori ma soprattutto speculatori animando un mercato di parecchi miliardi di dollari.

Si tratta di un sistema che fa parte del mondo cripto, perché un NFT può essere definito come un particolare tipo di token, scritto su blockchain, che ha la funzione di rappresentare un oggetto digitale e certificarne proprietà ed autenticità.

L’applicazione più nota degli Nft è quella legata al mondo dell’arte, dei videogiochi e delle opere digitali collezionabili.

I l fenomeno è nato nel 2021, con la vendita milionaria dell’artista statunitense Beeple, che con la sua opera digitale “Everydays: the first 5000 days” (un file contenente un collage di 5.000 immagini digitalizzate) incassò 69 milioni di dollari, cui seguì “The Merge” per 91,8 milioni di dollari; opera che detiene tuttora il record di vendita.

Dopo il boom di tre anni fa, il mercato ha rallentato la sua corsa, anche a seguito e ciò ha portato molti investitori ad indirizzare i propri risparmi verso asset differenti.

Tuttavia, il ribasso dei mercati degli ultimi due anni è stato dominato dalla speculazione dei piccoli investitori.

Il calo di domanda ha interessato anche gli Nft, sebbene siano più giovani e vedano meno investitori del colosso Bitcoin. Si pensi al fatto che gli NFT rappresentavano, nel 2024, il 5 % del mercato dell’arte globale

Alcuni dati evidenziano con chiarezza la grave crisi della “novità”: nell’ultimo biennio le transazioni in ambito criptoarte sono scese del 97%, l’80% delle nuove opere messe sul mercato non trova acquirenti e solo il 5% delle collezioni offerte in vendita ha un valore di mercato.

Quel che si prospetta al momento non è la fine definitiva del fenomeno, ma probabilmente una variazione nel pubblico degli appassionati: spariti gli speculatori-investitori resteranno solo gli amanti veri dell’arte; pochi certo, ma almeno si ridurranno le follie dei prezzi esorbitanti del boom incontrollato che ha generato ingenti danni a chi ha creduto di aver trovato l’albero degli zecchini d’oro attraverso l’arte e la tecnologia.

 

GIANLUIGI DE MARCHI

Credito: “Sulle imprese del Piemonte oltre tre miliardi di extracosti bancari”

Per le piccole attività l’impatto del caro-tassi in Piemonte è dell’8,96%, prestiti all’artigianato in Piemonte: -12,7%

 

 

A livello nazionale il credito alle imprese, tra giugno e settembre scorsi), ha subito una contrazione complessiva del 2,8%, mentre per le piccole imprese la flessione è stata più che doppia, evidenziando una contrazione a -6,8%. In Piemonte la contrazione complessiva è pari all’ -1,5%, mentre per le piccole imprese ha toccato un -6,6%.

 

Il quadro si appesantisce se guardiamo ai prestiti all’artigianato che evidenziano una contrazione ancora più marcata: in Piemonte -12,7%; (-12,5% a livello nazionale).

E’ questo, in sintesi, ciò che emerge dal rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese che ha analizzando i dati della Banca d’Italia tra giugno 2022 e settembre 2024.

 

Il calo del credito non risparmia nessun settore economico.

Tra i vari settori, nelle costruzioni il TAE applicato alle imprese del Piemonte è dell’8,10% (media nazionale del 7,42%); nei servizi per le attività del Piemonte il tasso è dell’6,52% (media nazionale del 6.58%); nel manifatturiero esteso il Piemonte con un TAE al 6,38% (media nazionale al 6,05%).

“Il lento, anzi lentissimo, riassorbirsi della bolla causata dall’extra-costo bancario mette ancora in difficoltà le attività produttive del Piemonte –commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte– nonostante la Banca Centrale Europea abbia cominciato a ridurre i tassi, gli effetti tangibili sono ancora poco quantificabili e le imprese non hanno la forza economica per sostenerne gli oneri. In un momento così complicato di crisi nell’export, aumento dei prezzi delle materie prime e dei costi energetici, diminuzione di commesse, non si possono chiedere ulteriori sacrifici al mondo imprenditoriale senza un supporto concreto fatto di incentivi e sgravi. Soprattutto se a governare gli investimenti sono le banche”.

“Gli oltre tre miliardi di euro di extra-costo per il credito alle realtà del Piemonte, è una cifra colossale che pesa maggiormente laddove le aziende sono più impegnate negli investimenti per crescere –prosegue Felici– Questo è un tema su cui non si presta sufficiente attenzione da parte delle istituzioni, ma che concretamente rischia di frenare lo sviluppo delle nostre imprese”.

“Il credito –conclude Felici– è un nodo troppo strategico perché sia lasciato ai privati. Le banche aumentano sempre gli utili nei periodi di difficoltà dell’economia reale, alimentando il drenaggio di risorse dal lavoro alla finanza. Se si vuole che le nostre imprese continuino ad innovare e ad investire (come già stanno facendo con risorse proprie) o semplicemente si adattino alle strane direttive UE, è necessario che possano accedere facilmente ai finanziamenti. Lo Stato deve tornare a presidiare il credito, erogandolo con i parametri dello sviluppo e dell’etica più che con quelli di Basilea, utili solo ad agevolare chi i soldi già li ha”.

Per Confartigianato Imprese Piemonte, purtroppo, il finanziamento alle piccole aziende resta, ancora legato alla percezione di alto rischio e quindi, così, cresce costo del denaro invece, spesso, l’impresa artigiana necessita di finanziamenti molto ridotti e quindi poco appetibili dal sistema bancario che lavora più su grandi importi.

Settimo, misure per il commercio di vicinato

Il commercio di vicinato deve affrontare sfide complesse: la concorrenza dell’e commerce, la coesistenza con la grande distribuzione e la ripresa dopo le difficili conseguenze della pandemia. Da tempo il Comune di Settimo, come altre amministrazioni, lavora per mettere in campo azioni specifiche per supportarlo. «Fissato l’obiettivo, per predisporre le misure occorre avere un approccio integrato, che coordini e raccolga gli sforzi delle istituzioni, dei singoli esercenti, delle associazioni di categoria e degli operatori economici del territorio – interviene l’assessora al commercio Carmen Vizzari – Per questo abbiamo cercato di costituire un pacchetto di misure che provi a rispondere alle esigenze del commercio sotto vari punti di vista: supporto economico, valorizzazione del ruolo del commercio di vicinato e della sua funzione sociale. Il risultato si è concretizzato in dieci misure piuttosto diverse fra loro, ognuna delle quali è stata messa in campo dal Comune in collaborazione con chi opera sul territorio: le associazioni, gli enti sovracomunali, le banche, in una sinergia che ci aiuta ad affrontare la sfida con più strumenti». Le 10 azioni 1) Le misure per il Natale Per rendere più attrattiva la Città il Comune ha predisposto quattro azioni distinte: il rinnovamento degli addobbi natalizi con l’installazione del boschetto di Natale; la sospensione della sosta a pagamento negli orari dello shopping, nelle settimane precedenti al Natale; l’istituzione del concorso “Settimo in vetrina” che premia le tre vetrine più votate dai settimesi (e non solo); l’attivazione della passeggiata musicale con una programmazione dedicata. Alcune misure, come il concorso “Settimo in vetrina” e l’attivazione della passeggiata musicale sono attive anche al di fuori del periodo natalizio. 2) Il DUC È stato istituito il Distretto Unico del Commercio di Settimo, in collaborazione con ASCOM. La misura, molto articolata, ha permesso il finanziamento di oltre 300mila euro fra contributi diretti agli esercenti che rinnovavano i loro locali (fino a 10mila euro a negozio), la sistemazione del mercato di via Fantina, l’installazione di nuovi arredi nell’isola pedonale (panchine, fioriere). Il progetto prosegue e nei prossimi mesi verrà individuato il manager del Distretto, uno specialista in marketing che sarà il referente dei commercianti. Verrà inoltre potenziata la cabina di regia che coordina le attività del DUC e assume le decisioni strategiche, in particolare in riferimento alla partecipazione a bandi di finanziamento. 3) Il Bando Imprese Un bando comunale che mette a disposizione risorse per le attività con sede nel DUC. L’obiettivo è sostenere investimenti in innovazione, digitalizzazione, risparmio energetico e sostenibilità ambientale. Sono previsti rimborsi fino a 2000 euro. 4) Il Fondo Sorriso Nato in collaborazione con Fondazione Operti sull’esperienza del progetto Microcredito, la misura dà la possibilità alle imprese non bancabili di ottenere un prestito a condizioni agevolate. 5) La Convenzione con CNA Si tratta di una mappatura del comparto produttivo del territorio, che permetterà di censire con maggiore precisione le imprese in modo da favorire il confronto, la comunicazione e il coordinamento di azioni finalizzate a rafforzare l’economia locale 6) Il Progetto Val.E Il progetto, promosso da Confartigianato e sostenuto dal Comune, mette a disposizione consulenze gratuite per avviare o rafforzare le attività di impresa. 7) Le agevolazioni bancarie In collaborazione con Banca Sella, il progetto mette a disposizione servizi bancari a condizioni agevolate per supportare le attività commerciali operanti sul territorio. L’iniziativa è stata avviata su impulso del Comune, che ha coinvolto gli istituti di credito del territorio. 8) Il progetto Voice In collaborazione con l’Unione NET, il progetto è finalizzato al promuovere l’inclusione delle persone con difficoltà comunicativa. I negozi aderenti si dotano di materiali (menu, volantini, ecc) che aiutano le persone con difficoltà a comunicare utilizzando la Comunicazione Alternativa Aumentativa (CAA). Sono previste anche attività di formazione. L’obiettivo è favorire l’inclusione e conseguentemente rafforzare il valore sociale e comunitario del commercio di vicinato. 9) Sold Aut Il progetto Sold Aut, portato avanti da CSEN in collaborazione dal Comune, supporta l’inclusività delle attività commerciali e degli operatori. L’obiettivo è formare gli operatori per promuovere un approccio inclusivo. 10) Le misure per il commercio ambulante Per supportare il commercio ambulante il Comune ha rivisto le tariffe dei mercatali, prevedendo anche il pagamento puntuale per l’utilizzo effettivo degli stalli, precedentemente non previsto

Il Piemonte alla BIT-Borsa Internazionale del Turismo

Il Piemonte partecipa alla quarantacinquesima edizione della BIT-Borsa Internazionale del Turismo 2025 in programma a Fiera Milano Rho da domenica 9 a martedì 11 febbraio, con un ricco calendario di appuntamenti.

Dai grandi eventi 2025, nazionali e internazionali, al mondo delle Ville e dei Giardini tra il Lago Maggiore, il Lago d’Orta e le Valli dell’Ossola; dai Cammini spirituali al catalogo ‘Piemonte for all’; dalle bellezze del territorio Alessandrino alla scoperta di Oropa e del Biellese; dalla narrazione innovativa dei paesaggi del vino alle province di Torino e Cuneo come destinazioni ‘magiche’; dalla fiera internazionale del Riso alle ‘Dimore amiche del Piemonte’. Questo e tanto altro in programma allo stand del Piemonte nella tre giorni meneghina.

Come testimoniano i dati dell’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte per il settore è un momento particolarmente importante.

Le prime indicazioni di bilancio provvisorio per il 2024 parlano di un anno in crescita con oltre +2% di movimenti rispetto al 2023. I flussi turistici provenienti dall’estero confermano il processo di internazionalizzazione della nostra regione come meta turistica: aumentano gli arrivi e le presenze e anche la quota estera ha avuto un incremento di circa un punto percentuale. Guardando a Torino l’andamento positivo è ancora più evidente con una crescita di oltre il 6% dei movimenti turistici a conferma del posizionamento del ‘brand’ del capoluogo piemontese.

“L’outdoor, la cultura, gli eventi, le eccellenze territoriali e il nostro patrimonio enogastronomico compongono un mix di grande rilevanza per il posizionamento del Piemonte a livello mondiale – dichiara Marina Chiarelli, assessore regionale al Turismo, Cultura, Sport, Politiche giovanili e Pari opportunità -. I dati dimostrano che quello tra i grandi eventi e il turismo è un connubio vincente sul quale continuare a investire. Per noi è comunque importante lavorare anche sull’accoglienza inclusiva e sostenibile alla quale dedichiamo numerosi progetti e iniziative”.

Il programma

LUNEDÌ 10 FEBBRAIO

ore 11.00

CATALOGO PIEMONTE FOR ALL

Presentazione del catalogo ‘Piemonte for all’ con itinerari accessibili e sostenibili nella sua versione aggiornata che conta 21 percorsi nel territorio regionale. La realizzazione ‘Piemonte for all’ ha visto coinvolta l’intera filiera turistica con ATL, consorzi turistici e tour operator incoming.

A cura di IsITT Istituto Italiano Turismo per Tutti e CPD Consulta per le Persone in Difficoltà

ore 11.45

La provincia di Alessandria: la bellezza si racconta con l’arte

Attraverso il Festival ‘Echos. I Luoghi e la Musica’, rassegna itinerante di rilevanza internazionale che ogni primavera, da 27 anni, combina la magia della musica con l’incantevole bellezza dei luoghi della provincia di Alessandria e del Monferrato, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, il territorio si racconterà utilizzando il linguaggio dell’arte, della musica e della bellezza autentica dell’ultima campagna promozionale. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Musicale Ondasonora APS con la direzione artistica di Sergio Marchegiani, si articola in 23 concerti, dal 26 aprile al 22 giugno, con eventi che vedono in scena grandi artisti di fama internazionale, giovani talentuosi, complessi cameristici e orchestre provenienti da diversi paesi, pronti a esibirsi in luoghi di forte suggestione tra antichi borghi, chiese, edifici storici, abbazie, tenute e splendidi paesaggi collinari.

A cura di ATL Alexala

ore 12.30

Un patrimonio da raccontarE.

20 comuni uniti nella promozione del territorio

Presentazione del progetto ‘Un patrimonio da raccontare – 20 Comuni uniti nella promozione del territorio’ finanziato dal Ministero del Turismo (Avviso UNESCO volto a valorizzare i Comuni nei cui territori sono collocati siti riconosciuti dall’UNESCO patrimonio dell’umanità) di cui Canelli è capofila. La narrazione innovativa dei paesaggi del vino passa attraverso tre prospettive, ognuna affidata a un diverso ‘testimonial o ambassador’: un boomer, una vlogger e una TikToker. Diversi per età, genere, estrazione sociale e gusto estetico, i tre ‘ambassador’ si sfideranno per dimostrare agli altri due come il loro modo di comunicare sia il migliore per qualità ed efficacia. All’utente finale la scelta di linguaggio che meglio risponde al proprio interesse. Il partenariato è composto da 20 comuni della Core-Zone del sito UNESCO: Agliano Terme, Barbaresco, Barolo, Calosso, Castelnuovo Calcea, Castiglione Falletto, Diano d’Alba, Frassinello Monferrato, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d’Alba, Neive, Nizza Monferrato, Novello, Rosignano Monferrato, Santo Stefano Belbo, Serralunga d’Alba, Vaglio Serra, Vignale Monferrato.

A cura di Ente Turismo Langhe Monferrato Roero e ATL Alexala

ore 14.00

TORINO E il piemonte: un anno di GRANDI EVENTI

Da destinazione turistica d’eccellenza con il riconoscimento di ‘European Capital of Smart Tourism’ Torino, e il Piemonte, si apprestano a vivere un 2025 ricco di grandi eventi in ambito sportivo, culturale ed enogastronomico, come ad esempio la nuova edizione di CioccolaTò, kermesse dedicata al cibo degli dèi, in programma a Torino dal 27 febbraio al 2 marzo. Appuntamenti prestigiosi di respiro nazionale e internazionale in grado di arricchire ulteriormente l’esperienza del viaggiatore.

A cura di Turismo Torino e Provincia e Regione Piemonte

 

ore 15.00

Castelli e Dimore private del Piemonte si aprono al turismo organizzato degli operatori di Fiavet

Il 2025 si apre per il Piemonte con rinnovata energia grazie all’intesa firmata dai tour Operator e le agenzie di Fiavet Piemonte con Adsi associazione Dimore storiche del Piemonte: una cinquantina di tenute e castelli privati saranno il clou di itinerari fra borghi ed angoli poco noti del Piemonte custodi di autentici gioielli.

A cura di FIAVET Piemonte e ADSI Piemonte

ore 15.30

RISÓ 2025 – fiera internazionale del riso

Presentazione della prima fiera internazionale del riso, eccellenza italiana del mondo, che si terrà dal dall’11 al 14 settembre a Vercelli. Promozione del prodotto risicolo vercellese per valorizzare Vercelli, capitale europea del riso e i borghi delle vie d’acqua.

A cura di ATL Terre dell’Alto Piemonte – sede di Vercelli, Provincia di Vercelli, Città di Vercelli, Ente Nazionale Risi.

ore 16.15

magia e sapori del piemonte

Le province di Torino e Cuneo si presentano come destinazioni ‘magiche’.

Luoghi in cui si potranno vivere esperienze uniche in territori ricchi di fascino, dove prodotti tipici, arte e cultura si intrecciano con eventi e spettacoli di livello internazionale. Dal Museo della Magia di Cherasco agli spettacoli del Circolo Magico Blink, dai tour della Torino Magica fino al prestigioso Fism Italy – World Championship of Magic in programma a Torino dal 14 al 19 luglio 2025, un incontro all’insegna delle emozioni. E per concludere la presentazione, una golosa degustazione.

A cura di Turismo Torino e Provincia, Ente Turismo Langhe Monferrato Roero e ATL del Cuneese

**MARTEDì 11 FEBBRAIO

ore 11.00

LA RETE CHE METTE “IN LUCE” UN TERRITORIO.

Il turismo è una questione di economia delle relazioni e di santa esperienza.

La Rete di Imprese Valbormidaexperience presenta il prodotto turistico ‘Santa Esperienza’ gemmato dall’itinerario culturale dei beni artistici ‘Bormida Gotica’ lungo il percorso del fiume Bormida tra Piemonte e Liguria, progetto che ha vinto il bando ‘In Luce’ della Fondazione Compagnia di San Paolo. La ‘Santa Esperienza’ è una nuova offerta turistica composta da attività ispirate dai luoghi e dai simboli di cinque tra i santi raffigurati negli affreschi. Una rete di relazioni concretizza il prodotto e crea economia su un territorio che si prepara a diventare destinazione turistica.

A cura della Rete di Imprese Valbormidaexperience

ore 12.00

Mondovì, dove la storia incontra il cielo

Mondovì Culture, il partenariato speciale pubblico privato tra il Comune di Mondovì e CoopCulture per la gestione, valorizzazione e promozione della Chiesa della Missione, Torre del Belvedere ed ex Teatro Sociale. Un progetto di valorizzazione del patrimonio culturale tramite la collaborazione e la messa a sistema delle competenze, risorse e prospettive del pubblico e del privato.

A cura del Comune di Mondovì e CoopCulture

All’Oval Lingotto la 19a edizione della Fiera Internazionale A&T

A&T Torino è la Fiera del “Make in Italy”, ossia l’evento nazionale dedicato alla manifatturiera dove, accanto all’esposizione delle tecnologie più avanzate, al trasferimento delle conoscenze e delle esperienze da parte di decision-maker, manager e tecnici di grandi, medie e piccole imprese delle principali filiere e distretti industriali più importanti del nostro Paese, si “fa l’industria italiana”.

L’obiettivo infatti è quello di far diventare l’Oval Lingotto, dal 12 al 14 febbraio, il luogo della contaminazione 5.0, ovvero offrire a chi fa impresa soluzioni concrete, immediatamente applicabili e visioni competitive, per avviare o consolidare il processo di trasformazione digitale e green delle aziende.

QUALI SARANNO LE NOVITÀ PRINCIPALI DELLA 19°EDIZIONE DI A&T TORINO?

Per la prima volta sarà allestita un’area, l’HUB Automazione, dedicata alle imprese della meccatronica in Italia, con l’esposizione e la presentazione di soluzioni, sistemi, componenti, applicazioni di IA e software industriale, fondamentali per innovare il processo produttivo. Presenti tre big del settore, Siemens, Beckhoff e Schneider Electric. Oltre all’esposizione delle tecnologie sono in programma eventi, workshop specialistici e soprattutto l’avvio dei tavoli di lavoro tematici lanciati in occasione degli Stati Generali della Meccatronica svoltisi il 31 gennaio scorso presso la sede di Confindustria Bergamo.

Si rinnova, ampliandosi, l’AI House, lo spazio nel quale 17 tra grandi imprese, PMI e startup, italiane e internazionali, presenteranno applicazioni e tecnologie intelligenti funzionali al mondo della manifattura e della supply chain. Dal rover ai satelliti per l’esplorazione lunare, passando per manutenzione predittiva e i sistemi di sicurezza nell’automotive. In particolare tra le tecnologie più “cool” presenti ad A&T si segnala una soluzione automatizzata di selezione e smistamento di colli di banane basata su AI tramite riconoscimento di immagini, per identificare il grado ottimale di maturità del frutto, realizzata dall’azienda torinese Battaglio; un cruscotto di tecnologie che permette, tramite l’AI generativa, di rendere disponibile in tempo reale il manuale di istruzioni delle automobili, partendo dal riconoscimento della vettura tramite fotocamera per arrivare al modello 3D navigabile e connesso al linguaggio naturale. Con l’occasione, sarà possibile testare il sistema sviluppato da R-Tree, azienda di Udine, all’interno di una FIAT 500 esposta all’interno dell’AI House. Inoltre, in anteprima, sarà presentato un veicolo innovativo a guida autonoma realizzato dall’azienda torinese Tecnocad e destinato alla mobilità pubblica urbana.

Altra novità del 2025 è la presenza in Fiera di 3DTech, un’area dedicata ai vantaggi e alle potenzialità offerte delle tecnologie dell’Additive Manufacturing. Presenti 9 imprese leader del settore tra cui Italdesign e Prima Industrie che, attraverso i prodotti e le progettualità della stampa 3D evoluta, mostreranno i vantaggi competitivi di questi processi capaci di ridurre i tempi di lavorazione e gli sprechi.

Gli Hub dedicati all’Intralogistica e alle Filiere Industriali, completeranno la rinnovata compagine fieristica, espressione coesa e compatta di tutto il territorio piemontese.

IL PROGRAMMA A&T 2025

Tra gli eventi principali che scandiranno il programma di A&T 2025 si segnala, mercoledì 12 febbraio, a partire dalle ore 10.15, l’incontro di apertura della 19a edizione dal titolo Innovazione, IA e territorio: leve strategiche per la competitività del futuro, dove sarà presentato il Report G7 su AI da parte del MIMIT, a seguire uno show speech del Business Futurist, Alberto Mattiello. Successivamente i principali rappresentanti delle istituzioni piemontesi si confronteranno sulle prospettive dell’industria manifatturiera locale e nazionale.

Nella stessa giornata, altri importanti appuntamenti: il primo alle ore 12 focalizzato sul nuovo Piano Transizione 5.0 per le imprese durante il quale, dopo la presentazione delle linee guida da parte del MIMIT, si confronteranno i rappresentanti degli otto centri di competenza nazionali. Nel pomeriggio il CIM4.0 presenterà in anteprima il position paper dal titolo L’intelligenza artificiale generativa per l’industria che traccia gli scenari e linee guida per le Imprese del Made in Italy. Le ore pomeridiane saranno caratterizzate anche da un evento promosso dall’Università degli Studi di Torino sul tema dell’elettrificazione delle macchine per l’agricoltura, in collaborazione con Arproma e FederUnacoma. Sarà anche presentato un prototipo di vettura agricola a guida autonoma pensato per la sicurezza di chi opera nel settore. Infine, per la prima volta si terranno a Torino e in Fiera gli Stati Generali Misure e Prove promosso da Accredia, l’Ente Italiano di Accreditamento.

Nella mattina del secondo giorno di manifestazione, giovedì 13 febbraio, in collaborazione con il DAP, Distretto Aerospaziale Piemonte, si tiene la tavola rotonda dal titolo Innovazione e Sostenibilità nell’Aerospazio: Tecnologie Avanzate e Nuove Metodologie per un Futuro Sostenibile. Un momento dove leader e innovatori del settore aerospaziale si confronteranno per individuare un percorso comune e consentire alle imprese del comparto di applicare le tecnologie più avanzate con un’ottica green. Inoltre, sempre nella prima parte della giornata, il Competence Center CIM4.0 presenterà il position paper dal titolo La Manifattura Additiva: un fattore chiave per l’industria, un viaggio dentro la stampa 3D evoluta computo grazie al Prof. Luca Iuliano, docente del Politecnico di Torino, ma soprattutto uno dei massimi esperti del settore insieme a Giulia Marchisio, Program Manager Additive Manufacturing CIM4.0. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 14.30, l’evento dedicato ai costruttori di macchine e ai responsabili dell’automazione dal titolo Automazione Intelligente: soluzioni avanzate per l’industria 4.0, con i saluti introduttivi affidati a Giorgia Garola, Vicepresidente dell’Unione Industriali Torino e Presidente di AMMA.

Altro incontro di grande rilevanza quello curato dal MESAP Innovation Cluster e con il patrocinio di Unione Industriali Torino, dal titolo Il Piemonte e la sfida delle competenze per la microelettronica del futuro. Il comparto industriale dei microchip sta assumendo un ruolo sempre più importante nell’economia del Piemonte, dove si progettano e realizzano componenti elettronici avanzati che trovano applicazione in ambiti produttivi che vanno dall’automotive all’elettronica di consumo, dall’aerospace al biomedicale, rendendo il territorio un vero e proprio hub di innovazione grazie all’opera di ricerca e sviluppo condotta dalle aziende di riferimento nel settore qui insediate. L’appuntamento rappresenta l’occasione per approfondire le nuove competenze necessarie a sostenere l’espansione della catena del valore della microelettronica sull’area: esperti del settore, imprese e stakeholder si confronteranno sulle dinamiche di un comparto in costante evoluzione, rafforzato dall’adesione del Piemonte a ESRA (European Semiconductor Regions Alliance) e dalla sua presidenza nel 2025. Un’occasione per compiere una panoramica sulle sfide e le opportunità che si prospettano per il sistema industriale locale, chiamato a mantenere e potenziare la sua posizione di rilievo nello sviluppo della microelettronica attraverso l’evoluzione tecnologica, la formazione specialistica e la collaborazione tra industria, accademia e ricerca.

Nell’ultimo giorno di manifestazione, oltre al consueto e sempre atteso appuntamento promosso da SIRI Associazione Italiana di Robotica e Automazione – dal titolo La robotica industriale protagonista dell’innovazione – dove saranno raccontate le principali innovazioni nel campo della robotica industriale, con un focus su semplicità, sostenibilità e l’impiego dell’intelligenza artificiale (IA) per ottimizzare i processi produttivi, si terrà per la prima volta in A&T un incontro che coinvolgerà il mondo della politica nazionale.

Infatti, quattro rappresentanti delle forze politiche italiane, di maggioranza e di opposizione – Sen. Antonio Misiani (PD); On. Daniela Ruffino (Azione); Elena Chiorino (F.lli d’Italia) e On. Maurizio Casasco (FI) – si confronteranno guidati da Enrico Pisino, CEO del Competence Center CIM4.0, sul tema dal titolo La visione della politica sulla competitività della manifattura italiana, tra crisi economica, transizione tecnologica e green e cross-skilling del capitale umano.

Dalla Regione le risorse per le attività danneggiate dall’alluvione di giugno

INTERVIENE IL PRESIDENTE CIRIO
”Con oltre 1,7 milioni messi a disposizione dal governo manteniamo l’impegno che abbiamo insieme assunto all’indomani dell’alluvione dello scorso giugno con le zone colpite dal maltempo.
A quelle comunità avevamo assicurato alle tante attività che avevano subito danni e hanno dovuto fronteggiare una stagione turistica estiva complicata che non le avremmo lasciate sole. Oggi manteniamo quell’impegno ed è particolarmente significativo che ciò avvenga nel giorno in cui, in un altro zona del Piemonte, in valle Vermenagna, abbiamo presentato il primo milione di euro di ristori per le attività commerciali danneggiate dai ritardi del cantiere del Tenda e dalla chiusura del collegamento stradale verso la Francia a seguito della tempesta Alex nel 2020.
Azioni diverse che hanno un unico obiettivo: sostenere e supportare le attività turistiche del nostro Piemonte affinché possano crescere e affrontare con fiducia i prossimi mesi” dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

Cia Agricoltori delle Alpi, le opportunità del green

L’assemblea provinciale di Cia Agricoltori delle Alpi, svoltasi giovedi 6 febbraio nella sede dell’Istituto alberghiero Colombatto di Torino, è stata l’occasione per fare il punto su uno dei temi più attuali e controversi del settore primario, vale a dire le prospettive dell’impatto del Green Deal sull’economia delle aziende agricole del territorio.

Al centro del dibattito, introdotto dal presidente di Cia Agricoltori delle Alpi Stefano Rossotto, insieme al direttore provinciale della stessa Organizzazione Luigi Andreis, le relazioni degli esperti Davide Biagini, ricercatore del Dipartimento di Scienze agrarie forestali e alimentari (Disafa) dell’Università di Torino, intervenuto a delineare i limiti e le opportunità del nuovo quadro normativo per gli allevamenti zootecnici in relazione a sostenibilità e riduzione dell’uso degli antibiotici in allevamento, e Monica Mezzalama, professore associato del Dipartimento di Scienze agrarie forestali e alimentari Agroinnova, che ha svolto un’approfondita analisi sulla sostenibilità degli agrofarmaci.

«Lavorando con le risorse naturali – ha spiegato Biagini -, l’agricoltura gioca un ruolo fondamentale per la salute del pianeta e delle sue forme di vita presenti e future. Una sfida che l’Europa ha raccolto attraverso il Green Deal, con l’obiettivo di diventare il primo continente ad impatto climatico zero».

Per l’agricoltura, si tratta di promuovere pratiche sostenibili, garantire un livello più elevato di benessere degli animali, ridurre la dipendenza da materie prime estere critiche per la produzione di mangimi, garantire la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, promuovere modelli di alimentazione sani, ridurre gli sprechi alimentari e gli imballaggi non riciclabili.

«Il programma Farm to fork – ha detto Biagini – deve rappresentare un’occasione di rilancio per un vero sviluppo del settore agricolo, puntando sull’innovazione dei processi produttivi. Grazie agli avanzamenti delle scienze agrarie e veterinarie e della nutrizione animale, gli allevamenti possono diventare più sostenibili, perché capaci di conciliare la tutela della salute con il benessere animale e di assicurare, così, produzioni più efficienti e meno inquinanti».

Una transizione ecologica che in campo zootecnico trova attuazione nei nuovi strumenti della genetica e genomica, dell’alimentazione di precisione, degli additivi e integratori alimentari, della veterinaria di precisione e della gestione digitale dei sistemi zootecnici.

«Abbiamo a disposizione mezzi tecnici e tecnologici, a cominciare dalla sensoristica ambientale e animale di ultima generazione – ha rilevato Biagini –, che consentono di riorganizzare l’alimentazione e la stabulazione degli animali, con notevoli benefici sul piano della riduzione dell’uso degli antibiotici negli allevamenti, così come nella formulazione delle razioni alimentari. In più, va colta l’opportunità del “carbon farming”, perché l’agricoltura può incrementare il sequestro del carbonio nel suolo, migliorando la salute dell’agroecosistema e producendo terreni agricoli più fertili e resilienti».

In ambito vegetale, la partita si gioca prevalentemente sugli agrofarmaci: «Gli agrofarmaci – ha affermato Monica Mezzalama – hanno ancora un ruolo in molti settori agricoli, occorre approfondire metodi di lotta in sostituzione dei fungicidi rameici. E’ indispensabile continuare l’applicazione di strategie di lotta integrata attualmente disponibili ed efficaci, così come è indispensabile continuare la ricerca di base per arrivare a ottenere microrganismi antagonisti, prodotti naturali, induttori di resistenza, mezzi fisici e pratiche agronomiche da adattare in strategie di lotta integrata mirate e sempre più “confezionate” per ciascun patosistema».

Nello specifico della difesa delle colture dai patogeni che possono rappresentare un grave rischio per la quantità e la qualità dei prodotti agricoli, Mezzalama ha tracciato una panoramica delle strategie già praticate dalle aziende agricole nel tentativo di soddisfare le esigenze di sostenibilità ambientale, economica e di produzione conformi al Green Deal e al Farm to Fork, evidenziando quelle che dimostrano un’efficacia comparabile ai risultati ottenuti con i fitofarmaci.

Sono state presentate da Mezzalama anche informazioni scientifiche attualizzate e soluzioni che possono essere adottate a breve termine, sottolineando i vantaggi dell’uso di prodotti naturali e antagonisti biologici in campo e in magazzino.

«Da quanto emerge – ha commentato il presidente Rossotto – appare evidente come la maggior parte delle aziende agricole italiane abbia già compiuto passi da gigante verso il raggiungimento dei traguardi virtuosi indicati dall’Unione europea. Semmai si tratta di risultati ancora non sufficientemente conosciuti e valorizzati, soprattutto a livello politico, cosi che il reddito delle aziende è penalizzato dai mercati e dalle filiere allungate, mentre potrebbe rafforzarsi se venisse riconosciuto agli agricoltori il valore derivante dalla gestione e dalla tenuta dei territori delle comunità rurali e dalla sottrazione di CO2, grazie all’azione fotosintetica delle proprie superfici coltivate. Parliamo di sforzi che non solo non ottengono il giusto riconoscimento economico, ma addirittura sortiscono sul piano mediatico l’effetto opposto».

Considerazioni sulle quali ha concordato in chiusura di dibattito il presidente regionale di Cia Agricoltori italiani del Piemonte, Gabriele Carenini: «E’ chiaro come il reddito delle aziende agricole vada garantito nell’interesse della collettività – ha detto Carenini -, perché il lavoro di manutenzione ambientale dell’agricoltore sul territorio è di vitale importanza, oltre che insostituibile. La sopravvivenza delle aziende agricole non è più assicurata dalla sola produzione, bisogna che il Green Deal diventi un’opportunità economica per il comparto primario, invertendo la tragica rotta sulla quale si sta trovando l’agricoltura».

Nella parte riservata ai delegati, l’assemblea ha approvato all’unanimità la modifica dello statuto dell’Organizzazione provinciale, in linea con il nuovo statuto regionale. La principale novità riguarda il ruolo del direttore, che diventa datore di lavoro, acquisendo anche la responsabilità della sicurezza sul lavoro. Una riforma che distingue in modo più appropriato le responsabilità operative del direttore da quelle di indirizzo politico del presidente.