ECONOMIA- Pagina 4

Piemonte, quando la formazione si trasforma in occupazione

Il Piemonte vince la sfida della formazione e del lavoro lanciata nel 2022 dal Programma GOL (Garanzia Occupabilità dei Lavoratori), finanziato dal Pnrr, e si conferma tra le Regioni più performanti dimostrando di saper fare spesa formativa efficiente in termini di inserimento occupazionale con la stipula di veri contratti di lavoro di qualità.

Alla scadenza del 31 dicembre 2025, la Regione Piemonte si è posizionata ai vertici per aver raggiunto e superato il primo target del Programma: rispetto ai 52.254 beneficiari da formare entro la fine dell’anno, il sistema regionale ha raggiunto quota 68.578 beneficiari raggiunti.

Inoltre, a seguito delle ultime modifiche stabilite a livello nazionale con il decreto ministeriale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 gennaio 2026, il Piemonte ha già raggiunto e può vantare il primato di aver superato di 10.989 beneficiari anche il  nuovo traguardo di giugno 2026 (68.578 formati su 57.589 richiesti).

Entrando nel merito dei dati, è evidente l’impatto di un programma che vede nell’attivazione personale e nella costruzione dei percorsi individuali le sue caratteristiche più importanti: dal novembre 2022 quasi 275.000 persone sono state raggiunte e hanno stipulato un patto di servizio. Di queste, 218.000 hanno ricevuto almeno un servizio di orientamento specialistico, finalizzato a valutarne le competenze e i fabbisogni in vista dell’inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro. Analizzando i risultati occupazionali complessivi, oltre 170.000 persone hanno avuto un rapporto di lavoro, di cui circa 109.000 di durata effettiva superiore ai 6 mesi.

Questo risultato ha consentito al Piemonte di ottenere una “premialità” del 15% in termini di risorse (da 290 a 314 milioni di euro), che potranno essere utilizzate anche dopo la chiusura del programma, dando continuità a un sistema ormai più che consolidato anche in termini di efficienza.

Negli ultimi due anni formativi completati (2023-2024 e 2024-2025) sono state avviate in formazione 38.736 persone: sono soprattutto donne, il 58%, sono diplomate e hanno un’età media di 43 anni, più alta rispetto agli uomini. La maggior parte dei partecipanti ai corsi è stata inserita nei percorsi di aggiornamento e riqualificazione e ha partecipato a corsi con una durata media di 60-79 ore o 80-99 ore. In media oltre il 50% per cento ha poi avuto almeno un rapporto di lavoro, principalmente nei settori dei servizi commerciali e nei servizi alla persona.

Partendo dal fatto che «il lavoro è il vero indicatore dell’efficacia delle politiche pubbliche e il Piemonte dimostra, con i fatti, di saper trasformare la formazione in occupazione reale e duratura», Elena Chiorino, vicepresidente e assessore regionale al Lavoro e Formazione professionale, rileva che «i risultati del programma GOL raccontano una Regione che investe sulle competenze come leva di crescita economica, costruendo percorsi seri, personalizzati e orientati alle esigenze delle imprese e dei territori. La formazione professionale in questo territorio è un’eccellenza riconosciuta: qui non si finanziano corsi fine a sé stessi, ma si costruiscono competenze spendibili, contratti veri e futuro per migliaia di persone. Aver superato tutti i target fissati e portato oltre 170.000 cittadini a un rapporto di lavoro significa aver scelto un modello fondato su responsabilità, merito e qualità. È questa la nostra idea di politiche attive: non assistenzialismo, ma opportunità concrete; non annunci, ma risultati misurabili. Il Piemonte corre perché ha investito sul capitale umano, e continuerà a farlo, nella convinzione che il lavoro resti il pilastro della dignità, della libertà e della crescita dell’Italia».

Clima e innovazione: il Politecnico di Torino al centro della rete nazionale

La crisi climatica avanza con rapidità, le disuguaglianze sociali si ampliano e le transizioni energetiche e industriali stanno ridefinendo in profondità economie e assetti geopolitici. In questo scenario cresce, in Italia e a livello internazionale, la domanda di conoscenza e di strumenti in grado di affrontare problemi complessi legati alla sostenibilità e al cambiamento climatico. Dati affidabili, modelli previsionali e soluzioni che integrino dimensioni scientifiche, tecniche e sociali sono ormai indispensabili per governare trasformazioni rapide e interconnesse. Tuttavia, proprio mentre la ricerca e l’innovazione diventano sempre più cruciali, le risorse disponibili si riducono e si indeboliscono le condizioni di continuità dei percorsi scientifici più strategici.

La sostenibilità non è una questione settoriale, ma una sfida sistemica che attraversa ambiti diversi: energia e salute, gestione del territorio e risorse naturali, città e infrastrutture, sicurezza economica e coesione sociale. Affrontarla richiede un salto di qualità nella produzione di conoscenza, attraverso modelli predittivi sul rischio climatico, valutazioni dell’impatto delle politiche pubbliche e innovazione tecnologica e industriale. Servono inoltre risposte concrete per i territori più vulnerabili e per le infrastrutture esposte, insieme a competenze capaci di garantire che la transizione sia equa e inclusiva. È anche per questo che cresce la domanda di alta formazione e ricerca avanzata. Per essere efficace, tuttavia, la ricerca sulla sostenibilità necessita di stabilità, continuità e interdisciplinarità: condizioni sempre più difficili da assicurare in un quadro di finanziamenti insufficienti, frammentati o discontinui.

È in questo contesto che Roma ospiterà, il 22 e 23 gennaio 2026, il Kick-off Meeting del 41° ciclo del Dottorato Nazionale in Sviluppo Sostenibile e Cambiamento Climatico (PhD-SDC), l’unico dottorato di interesse nazionale in Italia dedicato specificamente a questi temi. L’evento, di respiro internazionale, riunirà dottorandi e dottorande, docenti, rappresentanti istituzionali, accademie scientifiche e reti internazionali per confrontarsi sulle grandi sfide globali e sulla crescente pressione sui finanziamenti alla ricerca, riaffermando il ruolo centrale della formazione dottorale e della ricerca come leve fondamentali della transizione sostenibile.

Il 23 gennaio, presso l’Accademia Nazionale dei Lincei, si terrà inoltre un evento pubblico dedicato al ruolo dell’università nella transizione sostenibile, co-organizzato da SDSN Italia (Sustainable Development Solutions Network), la rete promossa dalle Nazioni Unite che riunisce università, centri di ricerca, imprese e istituzioni per sviluppare soluzioni concrete a supporto degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 e del Patto sul Futuro.

«Il cambiamento climatico e le scelte di sviluppo compatibili con la vita sul pianeta rappresentano una sfida strutturale che coinvolge dimensioni ambientali, economiche, sociali e istituzionali», sottolinea Mario Martina, Rettore della Scuola Universitaria Superiore IUSS e delegato CRUI per il dottorato. «Affrontare questa complessità richiede modelli di formazione e ricerca capaci di superare i confini disciplinari e di mettere in rete competenze e responsabilità. Il Dottorato Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile e il Cambiamento Climatico nasce con questo obiettivo: costruire una rete di collaborazione tra università e ambiti scientifici diversi, in grado di produrre conoscenza utile alle politiche pubbliche e alle strategie di transizione. Nato come progetto sperimentale, oggi questo modello deve diventare parte strutturale del sistema della formazione dottorale nazionale».

PhD-SDC: un modello italiano di innovazione nella formazione dottorale

Il PhD-SDC nasce per superare la frammentazione disciplinare e sviluppare un modello di alta formazione capace di operare all’intersezione tra scienza, tecnologia, politiche pubbliche e società. Coordinato dalla Scuola Universitaria Superiore IUSS, il programma si è consolidato negli anni come una piattaforma nazionale e internazionale di riferimento, grazie a una rete ampia e qualificata di università e centri di ricerca.

Per l’anno accademico 2025/2026, il 41° ciclo del dottorato si articola in tre curricula complementari:

  • CU-Alpha (One Health), dedicato alle interconnessioni tra salute umana, ecosistemi e sistemi naturali;

  • CU-Beta (Human Society), focalizzato su governance, politiche pubbliche e dimensioni socio-economiche delle transizioni;

  • CU-Gamma (Technology & Territory), incentrato su innovazione tecnologica e pianificazione territoriale.

Come spiega Roberto Buizza, Coordinatore del PhD-SDC e professore ordinario della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, «in cinque anni il dottorato ha costruito una solida rete di cooperazione tra oltre 60 università, centri di ricerca e aziende, mettendo a disposizione competenze e laboratori e favorendo un approccio fortemente interdisciplinare. Nei primi cinque cicli sono state finanziate circa 425 borse di dottorato, dando vita a una comunità scientifica impegnata nello sviluppo di conoscenze e tecnologie per un futuro più equo, sostenibile e decarbonizzato. Il PhD-SDC rappresenta un modello unico nel panorama europeo per ampiezza disciplinare e capacità di promuovere soluzioni innovative».

Anche SDSN Italia svolge un ruolo chiave in questo percorso. «La nostra rete, ospitata e coordinata dal Politecnico di Torino e dall’Università di Brescia, promuove la diffusione della cultura degli SDGs e favorisce collaborazioni tra università, imprese, istituzioni e società civile», afferma Patrizia Lombardi, Vicerettrice del Politecnico di Torino e co-chair di SDSN Italia. «A livello globale, SDSN coinvolge oltre 2.000 istituzioni in circa 60 network nazionali e regionali, rappresentando una piattaforma ideale per valorizzare a livello internazionale il lavoro svolto dal PhD-SDC».

Sedi e programma dell’evento

Il Kick-off Meeting si terrà in presenza a Roma, con possibilità di partecipazione anche in modalità streaming. Le attività si svolgeranno in due giornate, ospitate in sedi simboliche del sistema accademico e scientifico italiano.

La prima giornata, giovedì 22 gennaio 2026 (14:00–18:00), sarà dedicata alla presentazione del 41° ciclo del dottorato, dei suoi obiettivi e dei tre curricula, con interventi dei coordinatori scientifici e del team amministrativo della IUSS. La giornata si concluderà con la testimonianza di una dottoranda del programma e con la presentazione dell’evento pubblico del giorno successivo.

Venerdì 23 gennaio, presso l’Accademia Nazionale dei Lincei, si terrà l’incontro pubblico “The Crucial Role of Higher Education in a Sustainable Future” (9:00–13:00), dedicato al ruolo dell’istruzione superiore e della formazione dottorale nella risposta alle grandi sfide globali, dal cambiamento climatico alle disuguaglianze sociali, fino alle transizioni tecnologiche. Il programma prevede keynote speech e una tavola rotonda con esponenti del mondo accademico, delle istituzioni internazionali, dell’industria e delle organizzazioni giovanili, moderata dalla giornalista Rai Sonia Filippazzi. Nel pomeriggio, si svolgerà l’Assemblea nazionale della rete SDSN Italia, dedicata alle attività e alle prospettive future del network.

L’assessore Vignale in Valle Orco

Venerdì pomeriggio l’Assessore regionale ai Fondi di Sviluppo e Coesione, Gian Luca Vignale, ha effettuato un sopralluogo in Valle Orco, visitando i Comuni di Ceresole Reale e Locana per verificare lo stato di avanzamento di opere finanziate con contributi regionali e incontrare le amministrazioni locali.

A Ceresole Reale, l’Assessore ha incontrato il Sindaco Alex Gioannini, il Vice Sindaco Mauro Durbano, presidente del Parco Nazionale del Gran Paradiso, e l’Assessore comunale Davide Bruno Mattiet. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli interventi finanziati grazie ai Fondi di Sviluppo e Coesione, risorse di origine europea trasferite dallo Stato alle Regioni. Nell’attuale programmazione, il Piemonte ha ricevuto 105 milioni di euro, redistribuiti attraverso il programma regionale a 805 Comuni per la realizzazione di quasi mille progetti locali.

Tra questi rientra il progetto del Comune di Ceresole Reale, destinatario di un finanziamento pari a circa 160 mila euro, che verrà utilizzato per la realizzazione di ecoisole in legno per la raccolta dei rifiuti, in linea con le esigenze ambientali e paesaggistiche del territorio montano.

«I Fondi di Sviluppo e Coesione rappresentano uno strumento fondamentale per sostenere i piccoli Comuni e le aree montane, garantendo interventi concreti e mirati che migliorano la qualità della vita dei cittadini e valorizzano il territorio», ha dichiarato l’Assessore Gian Luca Vignale. «La Valle Orco è un esempio virtuoso di come queste risorse possano tradursi in progetti utili, sostenibili e coerenti con l’identità locale».

La visita a Ceresole Reale è stata anche l’occasione per conoscere alcune realtà simbolo del paese, a partire dalla scuola primaria, considerata la più piccola d’Italia, con due alunni e un’insegnante, un primato che il Comune difende con orgoglio. Il sopralluogo è proseguito alla pista di sci di fondo e al centro sportivo, dove l’Assessore ha incontrato il maestro di sci Marco Rolando, per poi concludersi con la visita ad alcune attività storiche del paese, tra cui il negozio di alimentari “Giannina”, autentica istituzione per la comunità locale.

A Locana, l’Assessore Vignale ha incontrato il Sindaco Mauro Peruzzo Cornetto, il Vice Sindaco Mauro Noascone e l’Assessore comunale Mauro Gugliemetti, che hanno illustrato lo stato di avanzamento dei lavori presso l’Alpe Cialma. La ristrutturazione della stazione sciistica è stata finanziata anche grazie a 400 mila euro provenienti da un accordo di programma con la Regione. I lavori, attualmente sospesi a causa delle condizioni meteorologiche, risultano in fase avanzata e l’amministrazione ha già individuato il gestore degli impianti, che saranno operativi dalla prossima stagione invernale.

«L’obiettivo è trasformare l’Alpe Cialma in un punto di riferimento per il turismo della Valle, non solo in inverno ma durante tutto l’anno», ha sottolineato Vignale. «Investire su infrastrutture e servizi significa creare opportunità di sviluppo economico e contrastare lo spopolamento delle aree montane. Ho potuto apprezzare l’ottimo lavoro dell’amministrazione nel creare occasioni di sviluppo e lavoro con la gestione di iniziative quali il caseificio, l’Alpe Cialma e la struttura per anziani».

Sempre a Locana, grazie a 160 mila euro di Fondi di Sviluppo e Coesione, verrà inoltre finanziato nel corso dell’anno un intervento di recupero del centro storico, volto a valorizzare il patrimonio edilizio e urbano del paese.

Il sopralluogo si è concluso con la visita ad alcune eccellenze locali, tra cui il caseificio e punto vendita “Gran Paradiso”, realizzato e gestito dal Comune, e la casa vacanze Pra del Brec della famiglia Laboroi, esempio di ricettività di qualità e di recupero del patrimonio edilizio tradizionale, accompagnati da Giorgio Magrini, direttore generale del GAL Valli del Canavese.

«Queste realtà dimostrano come, attraverso una sinergia tra Regione e amministrazioni locali, sia possibile sostenere uno sviluppo equilibrato e duraturo, capace di coniugare tutela del territorio, turismo e qualità dei servizi», ha concluso l’Assessore Vignale.

Piccole imprese senza credito: il Piemonte tra le regioni più penalizzate

In Italia il settore delle micro e piccole imprese sta attraversando una fase particolarmente complessa, caratterizzata da una significativa carenza di credito e da crescenti difficoltà di accesso ai finanziamenti. Secondo l’ultimo rapporto Censis, il tasso di interesse medio sui nuovi prestiti è in diminuzione da sette trimestri consecutivi, dopo aver raggiunto il picco del 5,75% nel terzo trimestre del 2023, per poi scendere al 3,99% nel 2025.

Permane tuttavia un marcato divario territoriale nell’erogazione del credito, con differenze rilevanti tra le regioni che colpiscono soprattutto le micro e piccole imprese. Le analisi Censis evidenziano come l’espansione del credito abbia interessato prevalentemente le grandi imprese, mentre le realtà di dimensioni minori risultano le più penalizzate. In particolare, nella sezione Territori e reti del rapporto Censis, emerge che tra dicembre 2023 e dicembre 2024 la contrazione dei prestiti è stata particolarmente accentuata.

In questo contesto si inserisce la nascita della nuova Artigiancassa, che, secondo Adelio Ferrari, rappresenta uno strumento strategico per valorizzare e facilitare l’accesso al credito delle piccole imprese. Il rilancio di Artigiancassa prende avvio con l’acquisizione dell’intermediario finanziario BGA da parte di Mediocredito Centrale e AGART S.p.A., società partecipata da Confartigianato, CNA, Casartigiani e Fedart Fidi.

Come sottolinea Ferrari, “Artigiancassa diventa un canale diretto di accesso al credito, configurandosi come uno strumento finanziario di reale supporto per le imprese del comparto artigiano. L’obiettivo è offrire una risposta concreta, in termini finanziari, agli imprenditori artigiani piemontesi e italiani, la cui esigenza di credito è reale e indispensabile per pianificare investimenti e realizzare progetti di sviluppo ecologico e digitale”.

La missione principale di Artigiancassa è fornire risposte rapide ed efficaci a un intero comparto su scala nazionale, permettendo l’accesso a soluzioni di finanziamento a medio-lungo termine attraverso un modello integrato che unisce la presenza capillare degli Artigiancassa Point sul territorio con la gestione digitale garantita da Mediocredito Centrale.

Ferrari conclude evidenziando come “strumenti di questo tipo restituiscano il giusto valore a un settore, quello artigiano, che ha sempre rappresentato una colonna portante dell’economia italiana e dell’eccellenza produttiva del Paese. È fondamentale proseguire su questa strada per fornire risposte concrete agli imprenditori artigiani, veri timonieri di un comparto che deve necessariamente riconquistare il ruolo centrale che gli compete”.

I dati confermano inoltre un quadro di criticità crescente: la contrazione del credito risulta più marcata per le microimprese a rischio alto o elevato (-7,92%, in aumento rispetto al -7,18% di dicembre 2024), mentre anche le medie imprese a rischio basso registrano una riduzione dei finanziamenti (-5,96% a dicembre 2024 e -3,96% nel dicembre successivo). Il focus sulle imprese piemontesi mette in luce un evidente squilibrio nell’accesso al credito: il TAE (Tasso Annuo Effettivo) per le piccole imprese in Piemonte, rilevato a giugno 2024, si attesta all’8,96%, contro il 6,42% applicato alle imprese medio-grandi.

Piemonte Miele celebra 50 anni e guarda al futuro dell’apicoltura italiana

La mattinata ha visto la partecipazione di istituzioni politiche nazionali e regionali,
associazioni di categoria e soci conferenti, focalizzando le riflessioni su
cooperazione, qualità, cambiamento climatico e sostenibilità, con un dibattito
incentrato sulle sfide derivanti dalla direttiva breakfast e dalla nuova PAC.
Fossano, 17 gennaio – Una giornata di festeggiamenti, confronti e visione verso il futuro ha
segnato il cinquantesimo anniversario di Piemonte Miele, celebrato a Cussanio (Fossano –
CN), alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo apistico, cooperativo e di
settore. Un traguardo importante per una cooperativa che, in mezzo secolo di attività, ha
contribuito in modo significativo alla crescita del settore e alla valorizzazione del miele di
qualità, diventando un punto di riferimento per il territorio piemontese e non solo.
“La cooperativa nasce nel 1976, dalla visione di otto apicoltori che volevano iniziare ad
avere la possibilità di lavorare insieme usando la cooperazione per ottimizzare le economie
di spesa. – racconta Davide Colombo, Presidente di Piemonte Miele, di fronte a una sala
gremita di apicoltori e rappresentanti politici – Dopo cinquant’anni la cooperativa è diventata
un punto di riferimento per i consumatori e la grande distribuzione, non solo nel nord Italia
ma in tutta la penisola. Siamo la cooperativa leader per le vendite di miele e siamo orgogliosi
di dire che nell’ultimo anno abbiamo avuto una crescita del 18% nelle vendite alla grande
distribuzione”.

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del Presidente della Regione Piemonte,
Alberto Cirio: “Siamo qui oggi per celebrare questi cinquant’anni di mondo cooperativo
legato a un prodotto straordinario per la nostra Regione, che è la prima in Italia per numero
di alveari. Con il nostro assessorato vogliamo dimostrare una grande attenzione per un
percorso che vogliamo fare con gli apicoltori, ricordando che le sfide globali sono tante ma
che, se lavoriamo insieme privilegiando la qualità e il rispetto pragmatico dell’ambiente,
avremo un futuro roseo”. A contribuire ai saluti anche l’Assessore all’Agricoltura di
Regione Piemonte, Paolo Bongioanni: “L’apicoltura rappresenta per il Piemonte un settore
di valore strategico, fondamentale per la tutela della biodiversità e per la valorizzazione
anche delle aree più marginali della nostra Regione. Come assessorato confermiamo il
nostro impegno a sostenere il settore, sia attraverso il supporto alla ricerca, anche tramite i
centri, sia mettendo a disposizione gli strumenti regionali, economici e operativi, a servizio
degli apicoltori”.

L’incontro di Fossano è stata inoltre un’occasione per associazioni e politica di sottoscrivere
dal vivo il Manifesto per il Futuro dell’Apicoltura, un’iniziativa di Piemonte Miele per dare
voce a un settore che spesso viene lasciato

I benefici socio-economici dell’eolico offshore

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È stata firmata nei giorni scorsi l’intesa definitiva tra AERO – Associazione delle Energie Rinnovabili OffshoreIntesa Sanpaolo, il Politecnico di Torino, il Politecnico di BariPrometeia e Owemes per la realizzazione di uno studio approfondito e indipendente sui benefici socio-economici dell’eolico offshore in Italia.

Lo studio si propone di analizzare in modo completo benefici, sfide e strategie per lo sviluppo del settore, con particolare attenzione al ruolo strategico dell’eolico offshore nella competitività del Paese, nella transizione energetica e nel rafforzamento della filiera industriale nazionale. Verranno esaminati fabbisogni occupazionali e materiali, confrontandoli con le capacità industriali esistenti, anche grazie al contributo operativo dei soci industriali di AERO.

I risultati restituiranno indicatori quantitativi e qualitativi utili alla programmazione industriale e finanziaria, supportando decisioni strategiche di policy e investimento. Particolare attenzione sarà dedicata alla supply chain, evidenziando le opportunità di crescita per l’industria italiana e le azioni necessarie per una transizione rapida, efficace e sostenibile del settore.

“Questo studio nasce con l’obiettivo di mostrare concretamente quanto l’eolico offshore possa contribuire a creare nuovi posti di lavoro qualificati e a rafforzare l’industria italiana, offrendo al contempo strumenti concreti per decisioni strategiche e investimenti mirati”, ha dichiarato il Presidente di AERO, Fulvio Mamone Capria.

Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Program di Intesa Sanpaolo: “Questo studio è importante non solo per misurare l’impatto economico dell’eolico offshore, ma soprattutto per contribuire a ridurre il divario tra le competenze richieste dalle imprese e i percorsi formativi. Intesa Sanpaolo è impegnata a favorire il dialogo continuativo tra università e mondo produttivo, essenziale per formare profili professionali adeguati alle esigenze del tessuto industriale e ispirare le giovani generazioni a nuove professioni legate alla transizione energetica”.

“Il Politecnico di Torino, con questo studio, intende contribuire a dotare il Sistema Paese di un’analisi tecnico-economica che valuti impatti e ricadute lungo la filiera industriale e informi scelte di politica pubblica e programmazione industriale su temi ad elevato impatto sistemico, come l’eolico offshore. Costruire evidenze solide e confrontabili a supporto dei decisori pubblici è infatti tra i principali compiti del nostro Ateneo”, commenta Giuliana Mattiazzo, Vicerettrice per l’Innovazione scientifico-tecnologica del Politecnico di Torino.

“L’accordo promuove un’alleanza tra competenze scientifiche e sistema industriale, finalizzata a costruire un quadro chiaro e rigoroso del valore economico e industriale dell’eolico offshore, a supporto di strategie di policy e investimenti volti a sostenere la competitività italiana”, spiegano i proff. Antonio Messeni Petruzzelli e Lorenzo Ardito del Politecnico di Bari.

Alessandra Lanza, Senior Partner Prometeia ha commentato: “Siamo orgogliosi di partecipare alla valutazione promossa da Aero. Crediamo che accompagnare le politiche di investimento per la transizione tecnologica e ambientale con studi di impatto ex-ante su tutta la filiera sia fondamentale per indirizzare le risorse verso il maggior beneficio sociale possibile e garantirne un effetto duraturo nel tempo”.

Per Alessandro Corsini, presidente di Owemes “disporre di strumenti quantitativi rigorosi permette di far emergere il potenziale di una nuova avventura industriale per il Paese. Questo lavoro dimostra l’importanza di fare squadra: solo unendo competenze accademiche, finanziarie e tecniche possiamo costruire decisioni strategiche solide per la transizione energetica del Paese”.

Una prima sintesi dello studio sarà presentata in occasione della Fiera Key Energy di Rimini, il 5 marzo 2026, offrendo un primo quadro dei risultati e delle opportunità emergenti per il settore.

Con questa iniziativa, AERO conferma il proprio impegno a promuovere una visione basata su dati e analisi indipendenti, favorendo il coinvolgimento attivo di attori industriali e accademici e contribuendo a costruire un quadro chiaro e condiviso sul potenziale dell’eolico offshore per lo sviluppo economico, occupazionale e industriale dell’Italia.

 

 

Prezzi al consumo a Torino: dicembre 2025 chiude con un aumento dell’1,1% su base annua

I prezzi al consumo per l’intera collettività a Torino segnano a dicembre 2025 un aumento dell’1,1% rispetto allo stesso mese del 2024 (tasso tendenziale), mentre rimangono stabili rispetto a novembre, attestandosi su un indice complessivo di 121,3 (base anno 2015=100).

Rispetto a dicembre 2024 i dati emersi dalle rilevazioni effettuate dall’Ufficio Statistica della Città evidenziano incrementi significativi nei servizi ricettivi e di ristorazione (+4,6%) – pur in calo del 3,7% rispetto a novembre 2025-, nei servizi sanitari e nelle spese per la salute (+2,1%) e nei prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2%). In calo risultano invece i prezzi delle comunicazioni (-6,6%), delle abitazioni, acqua, energia e combustibili (-1,1%) e dei mobili, articoli e servizi per la casa (-0,4%). A registrare gli incrementi più significativi rispetto al mese precedente sono i trasporti con un + 1,7%, mentre diminuiscono i prezzi di bevande alcoliche e tabacchi (-0,2%) e dei servizi sanitari dello (-0,2%).

Analizzando i prodotti per frequenza d’acquisto, quelli ad alta frequenza (generi alimentari, bevande, tabacchi, spese per l’affitto, carburanti, trasporti urbani e servizi di ristorazione) segnano un +0,2% rispetto al mese precedente e +2,0% su dicembre 2024. I prodotti a media frequenza (abbigliamento, tariffe elettriche e idriche, medicinali, trasporti, servizi culturali e ricreativi) mostrano una variazione dello -0,2% rispetto a novembre e del +0,7% sull’anno precedente. Infine, i prodotti a bassa frequenza (elettrodomestici, servizi ospedalieri, mezzi di trasporto, apparecchi audiovisivi e sportivi) rimangono stabili rispetto al mese precedente e registrano un +0,1% su dicembre 2024.

Nel dettaglio, i beni alimentari crescono dello 0,1% su novembre e dell’1,8% su dicembre 2024, mentre i beni energetici segnano un +0,2% sul mese precedente ma un calo del 3,4% su base annua. I tabacchi restano invariati sul mese e aumentano del 3,2% sull’anno. Tra i servizi, aumenti significativi riguardano l’abitazione (+0,2% sul mese e +2,3% sull’anno) e i trasporti (+4,2% sul mese e +2,6% sull’anno), mentre calano i servizi di comunicazione (-0,2% sul mese e -0,9% sull’anno) e quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (-2,3% sul mese ma +3,6% sull’anno).

L’inflazione al netto degli energetici e degli alimentari freschi rimane stabile sul mese e registra un incremento dell’1,6% rispetto a dicembre 2024. Il 2025 si chiude con un tasso medio annuo dei prezzi in diminuzione per le comunicazioni (-6,9%), i trasporti (-0,4%) e mobili, articoli e servizi per la casa (-0,3%), e in aumento per i servizi ricettivi e di ristorazione (+4,7%), i prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,7%), l’istruzione (+2,7%), le bevande alcoliche e tabacchi (+1,7%) e abitazione, acqua, energia e combustibili (+1,7%).

L’indagine sui prezzi al consumo è stata effettuata secondo le disposizioni e le norme tecniche stabilite dall’ISTAT. I dati completi relativi a dicembre 2025 sono disponibili sul sito del Comune di Torino: http://www.comune.torino.it/statistica

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Nasce Enter Academy, una Fondazione per ispirare e connettere i nuovi imprenditori

Alle OGR, è stata lanciata Enter Academy, una Fondazione nata per ispirare, educare e connettere la prossima generazione di imprenditrici e imprenditori. Enter Academy è una fondazione senza scopo di lucro creata dagli imprenditori del Club degli Investitori e sostenuta da partner istituzionali Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, con un obiettivo chiaro: formare e connettere la prossima generazione di imprenditori italiani. All’evento di presentazione ha preso parte anche la vicesindaca di Torino Michela Favaro.

Il progetto si articola su due pilastri: Enter Camp, un’esperienza intensiva di 4 giorni in partnership con gli Atenei del territorio che coinvolgeranno i propri studenti (target 20-25 anni) e Enter Club, la community che supporta gli Alumni con mentorship, opportunità di internship, borse di studio ed eventi dedicati, con l’obiettivo di connettere i partecipanti a una rete di oltre 100 mentor e partner anche internazionali. Si parte con il Piemonte, grazie alla partnership con Unicredit (da cui nasce il progetto pilota che ha già visto due edizioni presso Unicredit University) e di una forte alleanza con gli Atenei del territorio con l’obiettivo di coinvolgere le Università di tutto il paese. Sostiene Enter Academy anche la Camera di Commercio di Torino. A guidarla ci sarà un team con forte esperienza nel mondo dell’innovazione e dell’imprenditorialità: Giancarlo Rocchietti (Presidente), Barbara Gra4ino (consigliere delegato), Andrea Rota (consigliere), Bernardo Bertoldi (consigliere), Vittoria Rossi (project and community manager).

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Costruire il futuro in quota: un nuovo piano regionale per salvare la montagna

La Regione Piemonte lancia un investimento strutturale per accompagnare lo sviluppo economico dei territori di montagna e rafforzarne i servizi essenziali.

La nuova misura mette a disposizione delle Unioni montane oltre 10 milioni di euro nell’ambito delle risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane.

«Si tratta di un cambio di passo – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna Marco Gallo nel corso della presentazione svoltasi nel Centro Congressi della Regione alla presenza del presidente di Uncem Piemonte Roberto Colombero e dei presidenti delle Unioni Montane – Mettiamo risorse importanti direttamente nelle mani delle Unioni montane, riconoscendo la loro capacità di leggere i bisogni reali dei territori e di trasformarli in progetti concreti. È così che si contrasta davvero lo spopolamento: garantendo servizi, sostenendo le famiglie, accompagnando le imprese e valorizzando il patrimonio naturale e culturale».

La presentazione delle domande sarà possibile dal 19 gennaio al 16 marzo 2026 secondo le indicazioni del bando che sarà pubblicato su https://bandi.regione.piemonte.it/

L’intervento deriva dalla consapevolezza di un contesto complesso: da un lato lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e le difficoltà di accesso ai servizi; dall’altro una montagna viva, capace di attrarre turismo, nuove imprese, progettualità legate alla sostenibilità, all’agricoltura di qualità e alla valorizzazione delle risorse locali, che chiede strumenti flessibili e risposte mirate. Ed è proprio per rispondere a queste esigenze che la Regione ha scelto di affidare alle Unioni montane una dotazione finanziaria significativa, programmabile su un orizzonte triennale, lasciando agli enti locali la possibilità di definire le priorità di intervento in base alle specificità dei propri territori. Una scelta che rafforza il principio di autonomia e responsabilità delle comunità locali.

Le priorità di intervento

Tre sono le priorità di intervento su cui si concentra la misura, definite anche attraverso il confronto con Uncem e le altre Direzioni regionali:

– miglioramento della connettività e promozione del territorio, con interventi per la banda ultra larga in edifici pubblici, rifugi alpini ed escursionistici, e il sostegno a percorsi turistici innovativi, attività outdoor, destagionalizzazione e valorizzazione dei mestieri e dei prodotti artigianali;

– mantenere e rafforzare scuole e servizi educativi per la fascia 0-16 anni nei piccoli Comuni montani, sostenendo modelli innovativi come i Poli per l’infanzia e potenziando pre e post scuola, mensa e trasporti;

– manutenzione straordinaria e adeguamento della segnaletica dei percorsi della rete escursionistica, un patrimonio strategico per la fruizione sostenibile della montagna e per un turismo sempre più destagionalizzato.

All’interno di questi ambiti le Unioni montane potranno articolare liberamente il budget assegnato, secondo criteri già utilizzati per la ripartizione del Fondo regionale per la montagna. La Regione ha inoltre scelto di semplificare al massimo le procedure, prevedendo proposte progettuali sintetiche e un accompagnamento costante degli enti fino alla scadenza del bando, fissata per metà marzo.

«Vogliamo che queste risorse arrivino davvero a terra e producano effetti concreti – ha concluso Gallo – Per questo abbiamo ridotto gli adempimenti e garantito supporto continuo. La montagna piemontese ha dimostrato di essere resiliente e propositiva: ora ha anche gli strumenti per costruire il proprio futuro».

«Questo strumento può integrare percorsi che sono già avviati, ma richiede al tempo stesso responsabilità da parte della Regione ma anche delle Unioni Montane – ha aggiunto il presidente di Uncem Piemonte, Roberto Colombero – Noi ci riteniamo soddisfatti per il percorso e per la strategia messa in atto per la montagna piemontese e per la sua pianificazione regionale».

La Regione sostiene le aziende del comparto suinicolo piemontese

L’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post Olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni ha stanziato la somma di 3 milioni di euro  per sostenere le aziende del comparto suinicolo piemontese, un settore dell’eccellenza dell’agroalimentare made in Piemonte , che vanta circa mille aziende e 1 milione e 300 mila capi. La somma verrà messa a disposizione attraverso un bando che sarà pubblicato entro fine gennaio.
“Si tratta di risorse di provenienza statale che il Masaf, attraverso decreti ministeriali, ha ripartito tra le regioni italiane dove il settore suinicolo è numericamente e economicamente più rilevante. Ringrazio per l’attenzione il ministro Francesco Lollobrigida perché abbiamo così potuto incardinare queste risorse fresche nella nostra programmazione dello sviluppo rurale e dare vita a un provvedimento che rappresenta un forte incentivo a un settore di cui il Piemonte costituisce un’eccellenza assoluta.
Pensiamo a cosa rappresenta per l’economia piemontese il distretto suinicolo del Cuneese o ai sacrifici che il contagio da Psa ha inflitto negli anni scorsi al distretto novarese. Con questi tre milioni andiamo a sostenere l’innovazione, la crescita e la competitività economica delle aziende suincole”.
La misura non è finalizzata all’acquisto di capi o implementazione del patrimonio zootecnico, ma all’ammodernamento degli allevamenti, ampliamento di strutture, destinazione a stalla di locali precedentemente destinati ad altro, acquisto di macchinari  e di impianti nel più rigoroso rispetto delle norme di biosicurezza  che, in questi anni, si sono rivelate lo strumento più efficace per impedire il contagio della Psa agli allevamenti di suini domestici.
Le aziende potranno ricevere per i propri progetti un contributo in conto capitale che andrà dal 40 per cento del costo del progetto per quelli presentati dalla singola azienda al 60 per cento per le aziende gestite da giovani o in aree montane, con un contributo massimo di 200 mila euro per i progetti di aziende singole e 400 mila per quelli presentati da aziende in associazione.
“Non ho voluto porre un limite dimensionale – ha precisato l’assessore Bongioanni- al numero di capi suini presenti in azienda, proprio per sostenere anche i piccoli allevamenti promiscui, in aree interne e allo stato semibrado, che rappresentano un fondamentale presidio del territorio e della ricchezza delle nostre produzioni agroalimentari di qualità”.

Mara Martellotta