ECONOMIA- Pagina 386

Il momentum dello Sport italiano: se non ora, quando?    

La grave crisi economica indotta dalle chiusure per la pandemia si incrocia con l’entusiasmo diffuso per il medagliere olimpico.

Due fronti di natura opposta che convergono scatenando due chiamate shock degli esperti agli Stati Generali Mondo Lavoro nell’appuntamento dedicato all’economia dello Sport: il ritorno di un Ministero dello Sport e la creazione di una Confindustria sportiva.

Torino, 9 settembre 2021_Dalla neonata Casa delle Tecnologie EmergentiStati Generali Mondo Lavoro delle Sportsono continuati mercoledì pomeriggio dedicando l’appuntamento al crucialissimo tema dell’economia dello Sport. 1%, 1,5% o 3% del Pil, non si sa lo Sport quanto pesi davvero. Difficile dirlo perché difficile perimetrare le attività economiche che rientrano nel comparto, tra negozi che vendono “anche” articoli sportivi e operatori privi di uno status professionistico con relative tutele.

Vivacemente moderato da Marco Bellinazzo, veterano del giornalismo sportivo in forze al Sole 24 Ore, l’incontro apre con un’amara sintesi degli economics che inquadrano l’effetto della pandemia sul mondo dello sport. È Giovani Sacripante, direttore marketing e eSport FGCI, a tirare le somme del settore calcio, lo sport che secondo un’analisi dell’UEFA ha un impatto sulla nostra economia superiore ai 3 miliardi di euro: il bilancio del modello di business del calco ha raddoppiato le perdite, da -400 a -800 milioni di euro, e aumentato il debito che sale a 5 miliardi di euro, purtroppo non a causa di investimenti infrastrutturali, ma per finanziare l’acquisto dei giocatori. Nella stagione 2020 si sono perse 50 mila partite, 250 mila calciatori, il 3% dei tesserati che, tra gli under 20, raggiungono quasi il 10%.

È facile immaginare la portata delle perdite del 2020 estendendo l’analisi a tutto il comparto. Il sostegno offerto da Sport e Salute con 1 miliardo di euro di aiuti pubblici destinati ai circa 200 mila collaboratori dello sport non professionistico si associa ora al miliardo di euro del PNRR e l’augurio di chi questo mondo lo conosce e lo pratica è che, finalmente, associando gli investimenti con l’entrata in vigore nel 2023 della Riforma, si cominci davvero a guardare allo Sport come a un’industria a tutti gli effetti. Specie per tutti quegli operatori che oggi animano il dilettantismo dietro cui si cela l’impossibilità di abbracciare lo Sport come professione a tutto tondo, con redditi e tutele degne di questa definizione. Le società devono aiutarsi da sé facendo squadra. È l’opinione di Marcel Vulpis, vicepresidente di Lega Pro che riunisce ben 60 club diffusi su 20 regioni proprio con l’obiettivo di unire le forze. Non è facile fare marketing associativo con 60 club, ma se si accetta l’idea di fare rete creando tutti insieme una grande piattaforma digitale, si può anche attrarre più investimenti.

Questa ambizione legittima e corale ad essere considerati una vera industria porta il moderatore a provocare i presenti: qui ci vorrebbe di nuovo un Ministro dello Sport. Cosa gli consigliereste?
Paolo Biancone si augura che un Ministero dello Sport partirebbe dalla leva fiscale del lavoro, agendo sulla quale si potrebbe estendere il professionismo da opzione elitaria a normale scelta professionale, e al welfare. Se lo Sport è un’industria, e lo è, deve avere gli stessi diritti e tutele.

Digitalizzare lo Sport in fretta e senza indugi suggerisce Giovanni Sacripante: “Lo Sport non può prescindere dalla componente entertainment e l’entertainment è anni luce avanti allo Sport nel digitale” e allargare la partecipazione, nei settori giovanili, femminili e dell’eSport. La passione sportiva anima il dibattito e scaldi gli animi. Paolo Carito, docente di Sport Management che nel suo intervento aveva ricordato come l’Italia sia al 25° sui 28 paesi della UE per digitalizzazione, rincara la dose suggerendo all’ipotetico Ministro di lavorare su una rappresentatività più diffusa e coesa: una Confindustria dello Sport. L’idea è una tale bomba che lo stesso Bellinazzo non manca di candidarsi da dirigerla spingendo per l’inserimento in Costituzione del diritto allo Sport. È di Paolo Biancone, docente dell’Università di Torino, la proposta di un obbligo sportivo legato al diritto allo Sport come l’obbligo scolastico esprime il diritto allo Studio.

Ma non è tutto. Come ha già sottolineato il Presidente Draghi, e come dice con felice sintesi lo stesso Bellinazzo in apertura dei lavori, chi fa sport non è solo più sano, è anche più belloÈ una persona migliore. La leva economica dello Sport non è solo nel rapporto che vuole che per ogni euro investito nello Sport se ne risparmino 4 in spese sanitarie – anche se questo dato nel 4° paese europeo per sedentarietà con un tasso di obesità tra ragazzi dai 3 ai 17 anni pari a 1 su 4 dovrebbe di per sé costituire un incentivo a investire nello Sport di base. Con una nutrita testimonianza di atleti ed ex atleti professionisti impegnati nella vita civile, la mattinata di oggi ha infatti offerto molti spunti per un’altra riflessione: a quanto ammonterebbe il risparmio in spesa e spreco sociale dato dai valori offerti dallo sport ai giovani – senso di scopo, sacrificio personale per l’ottenimento di un risultato di squadra, disciplina, equilibrismo dinamico tra lati e bassi, rispetto dell’altro?

Questa seconda giornata dedicata allo Sport si è tenuta in una sede che da sola fa ben sperare: la Casa delle Tecnologie Emergenti di Torino. Inaugurata a luglio, con il sostegno del Comune e degli atenei di Torino e il finanziamento del Ministero dello Sviluppo Economico, promuoverà l’accelerazione di start-up e il trasferimento verso le PMI delle tecnologie emergenti abilitate dal 5G (IoT, Big Data, Intelligenza Artificiale, Blockchain), con l’obiettivo di sviluppare prodotti e servizi che migliorino la vita nelle città. Sede di buon auspicio perché le tecnologie e, facendo un passo indietro, la stessa digitalizzazione sono gli strumenti di rilancio dello Sport italiano di cui tutti sentono la necessità. Il recente caso Ronaldo, che con la propria firma su un contratto con una nuova squadra ha portato con sé qualcosa come 59 milioni di follower, praticamente un paese come l’Italia, fa ben capire come dalla fede calcistica a vita nella stessa maglia il pubblico del calcio vada sempre più verso la fede in un eroe sportivo. Passando per i social. Allo stesso modo si stanno diffondendo gli eSport tanto da spingere FGCI a creare due nazionali ufficiali di videogiochi. Non è tanto il giro d’affari che globalmente sfiora il miliardo, quanto la possibilità di conoscere e farsi conoscere da due mondi di sportivi che, appunto, portano nuovi comportamenti e nuove preferenze: i Millennials e la Generazione Z, gli sportivi del futuro.

Tutti gli eventi sono accessibili da:
www.youtube.com/channel/statigeneralimondolavoro
www.facebook.com/statigeneralimondolavoro

Per partecipare in presenza è necessario iscriversi al seguente link: www.eventbrite.it/o/stati-generali-mondo-lavoro-31055707803

Pagamenti ai fornitori, il Piemonte al settimo posto tra le regioni

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Con il 38,6% di imprese che pagano alla scadenza i propri fornitori, il Piemonte è al 7° posto della classifica italiana stilata dallo Studio Pagamenti di CRIBIS, aggiornato al 30 giugno 2021.

Rispetto al trimestre precedente, aumentano i pagamenti puntuali (+0,5%) e restano stabili al 10,5% quelli con un ritardo superiore ai 30 giorni.

A livello provinciale, i pagamenti alla scadenza crescono a Novara (+1,7%), Vercelli (+1,5), Cuneo (+1,4%) e Torino (+0,9%). Verbania (-6,6%) e Biella (-4,8%) fanno segnare il decremento più elevato di pagamenti in grave ritardo, che si impennano ad Alessandria (+6,4%), Asti (+3%) e Vercelli (+2,1%).

Asti, Alessandria e Cuneo sono fra le 15 province italiane le cui imprese, a confronto con la fine del 2019, hanno registrato il maggior peggioramento nei pagamenti oltre 30 giorni: Asti è al 3° posto, Alessandria al 10°, Cuneo al 15°.

Per quanto riguarda la classifica delle province, la migliore è Biella (18°), seguita da Verbania (24°), Cuneo (26°), Vercelli (31°), Novara (34°), Asti (36°), Torino (42°) e Alessandria (52°). Rispetto allo scorso marzo, Biella è fra le province italiane che guadagnano più posizioni (4), Vercelli ne guadagna 3, Cuneo e Verbania 2, Novara una; Torino rimane stabile, perdono invece posizioni Asti (4) e Alessandria (una).

PAGAMENTI IMPRESE: A GIUGNO -2,3% DI RITARDI GRAVI,

MA CONTINUA L’IMPATTO NEGATIVO DELL’EMERGENZA COVID-19

Secondo lo Studio Pagamenti di CRIBIS, aggiornato al 30 giugno scorso, rispetto a fine 2019 i pagamenti oltre 30 giorni in Italia sono aumentati del 21,9%. Fra le regioni, colpite soprattutto Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Liguria

Continua l’impatto dell’emergenza Covid-19 sulla puntualità dei pagamenti delle imprese: a giugno le aziende italiane che pagano i propri fornitori con un ritardo di oltre 30 giorni sono il 12,8%, un dato in lieve diminuzione rispetto al trimestre precedente (-2,3%), ma in crescita del 21,9% rispetto a fine 2019. È quanto emerge dallo Studio Pagamenti aggiornato al 30 giugno 2021 e realizzato da CRIBIS, società del gruppo CRIF specializzata nella business information.

L’incremento dei ritardi gravi rispetto alla fine del 2019 è particolarmente evidente soprattutto in Valle d’Aosta (+47,9%), Trentino-Alto Adige (+41,2%), Friuli-Venezia Giulia (+40,3%), Veneto (+37,3%) e Liguria (+36,7%), mentre a livello provinciale le più colpite sono Imperia (+76,6%), Belluno (+70,8%), Asti (+60%), Sondrio (+58,5%) e Trento (+54,3%).

“Nonostante i dati sui pagamenti in grave ritardo indichino un peggioramento rispetto alla situazione pre pandemia, un segnale positivo viene dalle imprese che pagano puntualmente i fornitori e che al 30 giugno scorso sono il 36,5%, un numero in aumento sia rispetto a fine 2020 (+2,2%) che in confronto con fine 2019 (+5,2%)”, dichiara Marco Preti, amministratore delegato di CRIBIS.

Il ranking regionale della puntualità è guidato dalla Lombardia (45,7%), seguita da Emilia-Romagna (44,6%), Veneto (44%), Friuli – Venezia Giulia (43%) e Marche (42,6%), mentre in ultima posizione troviamo la Sicilia (19,8%), preceduta da Calabria (20,7%) e Campania (23,3%). Sicilia, Calabria e Campania (nell’ordine) detengono inoltre il primato negativo per quanto riguarda i pagamenti oltre i 30 giorni, rispettivamente con il 22,3, il 22,1 e il 20,1%.

Fra le province, la più puntuale ancora una volta è Brescia, seguita da Sondrio, Bergamo, Lecco e Reggio-Emilia; all’ultimo posto troviamo Trapani, preceduta da Reggio Calabria, Palermo, Crotone e Messina.

Le province che rispetto allo scorso trimestre hanno guadagnato più posizioni sono Monza Brianza, che avanza dal 16° al 12° posto, e Biella (dal 22° al 18°); quelle che ne hanno perse di più sono Belluno, che scende dal 14° al 20°, Bolzano (dal 23° al 28°) e Pesaro Urbino (dall’11° al 16°).

Per quanto riguarda i settori, lo studio di CRIBIS indica quello dei Servizi finanziari come il più puntuale (47,9%), seguito da Costruzioni (43,4%) e Trasporti e distribuzione (41,9%), mentre Commercio al dettaglio (+26,3%), Manifattura (+22,1%), Servizi (+17,2%) e Commercio all’ingrosso (+14%) sono quelli dove si registra la variazione percentuale più elevata nei pagamenti oltre 30 giorni rispetto a fine 2019.

Anteprima Torino Fashion Week al Teatro Sociale di Pinerolo

Dal 5 al 26 settembre 2021. In mostra lo stile italiano indipendente tra arte, cibo e colori

Le sfilate della TFW, in digital streaming, si svolgeranno a Palazzo Madama | Torino | 15-21 novembre

Taglio del nastro venerdì 10 settembre ore 18 per la Rassegna “Artigianato Pinerolo”

TModa, CNA Torino e CNA Federmoda, con il supporto della Camera di commercio di Torino, sono orgogliosi di portare a Pinerolo in occasione della Rassegna dell’Artigianato l’Anteprima della Torino Fashion Week 2021, l’evento più importante a livello piemontese per la promozione del made in Italy nel comparto moda-accessori che ha saputo affermarsi anche nel panorama internazionale.

La sesta edizione della TFW si terrà anche quest’anno in versione 100% digital a causa della pandemia di Coronavirus dal 15 al 21 novembre. Un’edizione che avrà però due anteprime «reali»: la prima a Pinerolo attraverso la mostra “La moda tra arte, cibo e colori. Peccati di gusto e per gli occhi”, fruibile da tutti; e la seconda, su inviti, il 13 novembre alle ore 19, nella Sala Grande del Circolo dei lettori, in via Bogino 9 a Torino, con un defilé in presenza e la premiazione degli stilisti.

La sala “Caramba” del Teatro Sociale di Pinerolo, accoglie dal 5 al 26 settembre gli abiti e gli accessori moda che solcheranno in modalità virtuale la catwalk di Palazzo Madama, una sfilata che sarà possibile vedere in diretta streaming sul sito www.torinofashion­week.eu


CNA Torino nel presentarli in anteprima, ha deciso di giocare con i colori delle mele, frutto tipico del territorio, e di tutte le altre eccellenze enogastronomiche del Pinerolese, e di far incontrare questi colori e le emozioni che in noi suscitano con altri colori, quelli dei tessuti e degli accessori moda, per realizzare una grande mostra che è al tempo stesso vetrina e provocazione.
Una vetrina di bellezza e di bontà firmata dalla scenografa Eleonora Rasetto per la curatela di Vitaliano Alessio Stefanoni che diventa provocazione per gli occhi e per i sensi, con le creazioni a tema food di Non Mangiarlo by Crisiplastica, le immagini del fotografo pubblicitario Guido Siviero e le poltrone progettate e realizzate interamente in Italia dal designer italo­iracheno Hussain Harba progettate e realizzate interamente in Italia e l’abito scultura creato con le stoffe di Tessitura Corte dall’Istituto di Taglio e Confezione Ferrero Floriana di Pinerolo che accoglie i visitatori all’ingresso della mostra.

Come una grande tavola imbandita, questa sala propone al pubblico un menù d’eccezione i cui ingredienti non sono soltanto i frutti della terra e della sapiente trasformazione delle mani degli artigiani, ma anche i tessuti e le loro forme eleganti che gli stilisti della edizione 2021 della Torino Fashion Week hanno saputo loro attribuire con talento e creatività.

 

Orari:

venerdì, 15­-20
sabato, 10­-13 e 15­-20
domenica, 10­-13 e 15-­20
Ingresso gratuito

 

Elenco degli stilisti associati a CNA Federmoda
protagonisti della “Sfilata made in Italy” a La Rinascente nell’ambito della Torino Fashion Week e partecipanti all’Anteprima al Teatro Sociale di Pinerolo:
Adelyur Fashion by Adele Vasilache
Anyta Style by Sara Marrari
Cristina Doneddu
Soho by Daniela Bosco
Verman Style by Mioara Verman

Special Guest:
Hussain Harba

 

Informazione promozionale

Trasporti scuola: 950mila euro a settimana per 5.300 corse in più

L’assessore ai Trasporti Marco Gabusi ha annunciato oggi in Commissione l’avvio di un sistema di monitoraggio per i percorsi casa-scuola che servirà nelle prime settimane per eventuali aggiustamenti. Per la ripresa del trasporto pubblico in sicurezza alla riapertura delle scuole in presenza, lunedì 13 settembre, ha inoltre spiegato che è stato fatto il massimo sforzo da parte di tutti gli enti coinvolti.

Le corse (sempre con capienza all’80%) sono state potenziate. Dal 13 settembre ogni settimana ci saranno 5.353 corse bus aggiuntive e altre 174 tra bus e treni addizionali al servizio ferroviario, per un costo totale settimanale di 950.000 euro. Saranno anche riattivati 25 treni attualmente sospesi. Questa la suddivisione degli autobus nelle varie province: Alessandria 180, Asti 260, Biella 315, Cuneo 735, Novara 535, Torino 2.928 (1.775 nel capoluogo e 1.153 nell’intera Città Metropolitana), Vercelli 140, Verbano-Cusio-Ossola 260.

I consiglieri intervenuti hanno posto diverse domande all’assessore. I rappresentanti del Movimento 5 Stelle hanno chiesto chiarimenti sull’episodio di sovraffollamento del treno a Ivrea di lunedì scorso e sulla ripartizione provinciale delle corse aggiuntive, anche il consigliere del Partito Democratico ha fatto riferimento al caso di Ivrea chiedendo un maggiore impegno nella comunicazione ai viaggiatori. Il consigliere di Fratelli d’Italia ha introdotto il tema della difficoltà dei controlli del Green Pass sui mezzi pubblici e del sovraffollamento. Il presidente di Liberi Uguali Verdi ha posto invece la questione del dialogo con i sindaci per trovare soluzioni al bisogno di mobilità dei cittadini nei vari territori.

Turismo, Airbnb: Torino meta autunnale più ambita in Europa davanti a Barcellona e Madrid

Torino risulta prima nella top ten delle destinazioni turistiche autunnali in tutta Europa

E’ davanti a  Bologna, Milano, Verona, Madrid e Barcellona.
Lo dicono i  dati di Airbnb, pubblicati su Facebook dalla sindaca Chiara Appendino.

La prima cittadina evidenzia il fatto che “dopo un inevitabile stop per la  pandemia, arriviamo da un’estate che ha registrato  un’occupazione delle camere addirittura superiore a quella del 2019”.

(foto Mihai Bursuc)

Turismo, parliamone per svilupparlo

Congresso Festival ” E’VENTO di TURISMO “

Si è conclusa poche ore fa la conferenza stampa organizzata da Antonio Chiarenza per il lancio del Congresso-Festival E’ VENTO di TURISMO, da lui stesso fortemente voluto. L’evento si è tenuto, rispettando ogni parametro di sicurezza, nelle prestigiose sale di Palazzo Birago di Borgaro, sede della CCIAA di Torino. Presenti giornalisti di diverse testate di informazione e un parterre di grande rilievo tra i relatori. Antonio Chiarenza nell’incipit ha illustrato il pensiero che muove l’iniziativa; intervallati dal moderatore Michele Franco, divulgatore/critico d’arte e attore, si sono poi succeduti gli interventi del Dr. Guido Bolatto Segretario Generale CCIAA, della Dott.ssa Mariella Mengozzi Direttrice del prestigioso MAUTO di Torino, del dott. Gianni Vidoni in rappresentanza dello sponsor Treccani, del dott. Mel Menzio rappresentante del consorzio Pianalto e direttore de “Il mercoledì”, della dott.ssa Alessandra Siviero consigliere Fondazione per l’architettura, della dott.ssa Alessia Orofino per Culturalway turismo legato alle eccellenze locali. L’insieme degli interventi ha allargato l’orizzonte, con aperture di possibili sinergie ed interventi creabili con lo scambio di competenze e capacità tra istituzioni, cittadinanza, volontari, specifiche professionalità territoriali. La mattinata ha regalato ai convenuti uno sguardo intenso e carico di energie verso le enormi potenzialità e prospettive del turismo in Piemonte, ed ha costituito un piccolo prodromo di quello che avverrà, in modo più approfondito e con un grande numero di relatori sempre di alto profilo, nella giornata del Festival-Congresso E’ VENTO di TURISMO che si terrà presso il MAUTO, Museo dell’Automobile di Torino, il prossimo venerdì 17 settembre dalle ore 9,00 alle 13,00. Ringraziamo gli sponsor tra cui il ristorante LA RUSTICA per l’ottimo rinfresco, gli enti patrocinanti, i giornalisti, le Sig.re Relatrici e i Sig.ri Relatori, e vi diamo appuntamento a Venerdì 17 per un Festival che vuole porre domande sullo stato dell’arte del turismo piemontese offrendo nuove risposte alle sfide che il futuro riserva alla nostra amata Regione. Un Piemonte che ha in sé, nel suo territorio e nelle sue genti, gigantesche capacità attrattive per ogni tipologia di turismo.

 

Congresso Festival “E’ VENTO di TURISMO “in Piemonte –
Venerdì 17 Settembre 2021 ore 9.00-13.00 Turismo è …visto a 360° parliamone per svilupparlo!
Museo dell’Automobile di Torino Corso Unità d’Italia, 40
Esposizione di Stands importanti per il Turismo

La Regione approva il Documento strategico

All’unanimità dei votanti (28 sì e 16 non partecipanti) il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato la proposta di deliberazione 159 “Documento Strategico Unitario della Regione Piemonte per la programmazione dei fondi 2021 – 2027”. Si tratta di un documento di 149 pagine che disegna le linee strategiche della Regione nei prossimi anni.

“Le linee di indirizzo contenute definiscono le direttrici prioritarie di intervento per lo sviluppo del Piemonte nel prossimo decennio e costituiscono il perimetro strategico entro cui utilizzare al meglio le risorse della programmazione europea 2021-2027”, si legge nell’introduzione. Si veda qui a fianco il link al documento per esteso.

Secondo il Pd la finalità precipua della Regione è proprio quella della programmazione: su Sanità, trasporti, fondi europei. Sinora questa Giunta non ha dato una grande prova nella programmazione strategica. Il nostro sarà voto non sarà contrario ma di presenza, perché per esempio riscontriamo una totale mancanza di politiche per i migranti e i rom.

Per il capogruppo di Fdi, c’è una programmazione di ampio respiro e a medio termine. Questa, ha spiegato, è una grande occasione e i sindaci potranno essere attori protagonisti di tale piano strategico. Anche le Province devono essere coinvolte: in molte parti del Piemonte Torino è lontana, dobbiamo decentrare.

Questo documento pluriennale, ha spiegato la Lega nel suo intervento, ci permette di programmare l’uscita dalla crisi. Già prima della pandemia l’economia del Piemonte era in difficoltà, ulteriormente aggravata dai lockdown. Alcuni punti cardine del piano come l’ambiente, il clima, l’economia circolare, ci fanno dire che siamo sulla strada giusta.

A parere del Movimento 5 stelle dobbiamo puntare sulle risorse rinnovabili. In Piemonte abbiamo molti invasi per l’energia idroelettrica, ma dobbiamo anche investire nel comparto fotovoltaico ed eolico.

Castelli: “Il Paese ha bisogno di forza lavoro e la sta cercando”

Il Paese ha bisogno di forza lavoro e la sta cercando.
I dati presentati dall’ISTAT ci dicono questo.
Le imprese manifatturiere stanno assumendo, da gennaio gli occupati sono saliti di 550 mila unità. Si sta rimettendo in moto tutto, grazie al lavoro delle nostre imprese e alle misure messe in campo dagli ultimi Governi.
Anche i dati sul PIL sono positivi, con la previsione di chiudere l’anno intorno al 6%, ed i mercati da mesi, ormai, stanno dando una risposta importante.
È una fase di ripartenza che dobbiamo continuare a supportare, per consolidare il recupero occupazionale, lavorando su tre binari paralleli: (1) sostegno alle imprese per semplificare i meccanismi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale, dando così loro l’opportunità di intercettare importanti quote di mercato che si sono aperte anche a seguito dell’emergenza sanitaria; (2) riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro; (3) investire sul lavoro autonomo.
Su quest’ultimo aspetto abbiamo avviato un percorso per garantire ai lavoratori autonomi quei diritti che prima erano solo per i dipendenti. Penso all’Iscro, un’ammortizzatore sociale rivolto agli autonomi, o all’Assegno unico per sostenere le famiglie.
Ora dobbiamo andare oltre. Vanno semplificate tutte le procedure burocratiche per aprire un’attività e poi, per quelle avviate, occorre incentivarle a “crescere”, senza l’oppressione di un sistema fiscale che li “tartassi”.
In questo percorso sarà fondamentale la riforma fiscale a cui, come Governo, stiamo lavorando in queste settimane.
Per i lavoratori autonomi è sempre più necessario superare il sistema di “saldo e acconti” a favore di una “tassazione per cassa”, un sistema di versamenti mensili di quanto effettivamente incassato, al netto delle spese. Garantirebbe al contribuente la possibilità di una maggiore programmazione ed allo Stato un flusso costante di entrate. Oltre a ridurre il numero degli adempimenti.
Da ultimo dobbiamo ridare fiducia alle vocazioni professionali. Le lauree abilitanti rappresentano il primo tassello, ma servono politiche “di visione” per i giovani, che creino, ad esempio, nuovi ambiti professionalizzanti, con profili di tecnici altamente qualificati. In grado di cogliere tutte le opportunità che deriveranno dal Recovery Plan”.
Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post sui social.

I ristoratori tengono duro

Fondamentale è stato fare rete e operare sinergicamente con i colleghi durante l’emergenza Covid. Sono i primi risultati – anticipati in anteprima al Festival del Giornalismo alimentare –  di uno studio ideato e promosso da Ambasciatori del Gusto insieme all’Ordine degli Psicologi del Lazio.

L’indagine ha affrontato per la prima volta lo stress lavorativo nel mondo Horeca
L’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha scelto il palco del Festival Internazionale del Giornalismo Alimentare per presentare in anteprima i primi risultati del progetto “La Psicologia a sostegno della ristorazione” ideato e promosso insieme all’Ordine degli Psicologi del Lazio e realizzato grazie ai fondi “50 Best for Recovery” ricevuti dall’Associazione, unica realtà italiana ad essere stata selezionata, nel giugno 2020.
Se è vero che la ristorazione è caratterizzata da uno dei più accesi stress lavorativi e che dell’emergenza Covid ha subito le conseguenze più drammatiche, lo studio condotto finora ha evidenziato che il ristoratore, inteso come imprenditore tout-court che ha sulle proprie spalle la responsabilità e la gestione non solo della cucina ma anche della propria azienda (amministrazione, personale, marketing), si dimostra un soggetto capace di fronteggiare la tempesta, adattandosi, reagendo e rispondendo.
Solo il 2% degli intervistati, infatti, ha pensato di gettare la spugna mentre il restante 98% intende continuare la propria attività magari apportando qualche modifica (il 62% ne modificherà l’organizzazione e il 52% l’offerta).
Il 72% degli intervistati, inoltre, ha scelto di reagire all’emergenza investendo il proprio tempo nell’aggiornamento professionale il 60% si è dedicato alla ricerca di informazioni utili per la propria attività.
Non solo. Il ristoratore conferma, anche nel momento più complesso, la totale dedizione alla propria attività imprenditoriale: oltre l’80% ha pensato ad alternative possibili e congrue a mantenere in vita l’azienda. E nel farlo si è confrontato con i colleghi (oltre il 78%) ribadendo quanto sia importante, e ormai imprescindibile, il fare rete insieme.

Via dalla città! I contributi della Regione a chi sceglie di andare a vivere in montagna

LA REGIONE PIEMONTE LANCIA UNA CAMPAGNA NAZIONALE

CON INCENTIVI PER CHI SCEGLIE DI ANDARE A VIVERE TRA LE SUE MONTAGNE

Contributi da 10 a 40 mila euro per acquistare o ristrutturare una casa

Il bando è uscito  il 1° settembre con un investimento di 10 milioni di euro



Voglia di ritmi più lenti e in armonia con la natura? Di luoghi incontaminati in cui respirare a pieni polmoni e far crescere i propri figli in libertà? Di un posto diverso dove continuare il proprio lavoro, sempre più connesso e smart, o in cui iniziare magari una nuova attività?

Cambiare vita si può. E la Regione Piemonte ti aiuta a farlo, lanciando una campagna nazionale che offre incentivi a chi sceglie di trasferirsi da una città italiana in uno dei piccoli comuni di montagna incastonati tra le Alpi piemontesi.

La montagna non è e non va vista come una riserva inaccessibile, ma come un grande propulsore di economia, natura, enogastronomia, turismo e di tutto ciò che di meraviglioso ha da offrire – sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Penso che, dopo due anni di pandemia, questa idea dell’aria fresca, dell’aria pulita, della possibilità per chi lo desidera di vivere a contatto con la natura, siano valori su cui investire per il nostro futuro e per quello delle nostre straordinarie montagne”.

L’iniziativa punta a sostenere la rivitalizzazione e il ripopolamento delle aree montane, anche a seguito dei bisogni sociali crescenti causati dall’attuale emergenza sanitaria.

Chi risiede in un centro urbano in Italia e intende acquistare o recuperare un immobile in un comune montano del Piemonte con meno di 5.000 abitantida rendere prima casa trasferendovi la propria residenza, potrà aderire ad un bando della Regione Piemonte che offre contributi da 10 a 40 mila euro. Il bando stanzia complessivamente 10 milioni di euro.

Una promessa mantenuta e l’offerta di una scelta di vita nuova – dichiara Fabio Carosso, vicepresidente e assessore alla Montagna della Regione Piemonte –. Conosco le nostre montagne: abbiamo comprensori sciistici di fama mondiale accanto a valli e borghi da riscoprire che pagano lo spopolamento. Durante i primi mesi del mio mandato ho visitato molte delle Unioni montane, incontrato i sindaci di piccoli Comuni e subito ho chiesto al settore Montagna di lavorare alla realizzazione di un’iniziativa che potesse aiutare i giovani a scegliere la montagna per viverci”.

Il bando è stato pubblicato il 1° settembre su https://bandi.regione.piemonte.it e all’inizio di novembre verrà aperta la piattaforma per le domande; per presentarle ci sarà tempo fino a fine di dicembre 2021.

Una misura che non resterà isolata e che si aggancia in modo sinergico ad un altro bando che la Regione Piemonte lancerà in autunno per incentivare la nascita delle “botteghe dei servizi” con specifici contributi per sostenere le attività nei territori montani che offrono servizi alla cittadinanza.

Insieme al bando residenzialità afferma ancora il vicepresidente Carosso – stiamo lavorando con le Unioni montane all’individuazione di importanti azioni per le nostre ‘botteghe dei servizi’, volte a contrastare la desertificazione commerciale nei paesi montani e, di conseguenza, a garantire agli abitanti di queste zone la fruizione di beni e servizi che ne migliorino la qualità della vita”.

In tutto sono 465 i Comuni montani del Piemonte con meno di 5 mila abitanti protagonisti del bando (48 in provincia di Alessandria, 12 in provincia di Asti, 48 in provincia di Biella, 132 in provincia di Cuneo, 3 in provincia di Novara, 132 in provincia di Torino, 66 nel Verbano-Cusio-Ossola, 24 in provincia di Vercelli). È possibile consultarli sul sito della Regione Piemonte.

Possono presentare la domanda i nati a partire dal 1955 e, per fare in modo che al bando aderiscano soprattutto i giovani, i nati dopo il 1980 riceveranno un punteggio più alto.

Punteggio premiante anche per gli interventi effettuati in un Comune ad alta marginalità, l’attività lavorativa esercitata in un paese montano oppure in smart-working almeno al 50% nell’abitazione per la quale si chiede il finanziamento, un Isee uguale o inferiore a 20.000 euro, almeno un figlio di età uguale o inferiore a 10 anni che avrà residenza e dimora abituale nell’immobile acquistato. Punti in più anche per recuperi realizzati con soluzioni architettoniche e paesaggistiche previste dalla Regione Piemonte e per l’utilizzo dei materiali tipici del paesaggio alpino piemontese, ma anche se l’incarico dei lavori viene dato ad imprese con sede legale in un Comune montano piemontese.

Per beneficiare dei contributi occorre essere titolari del diritto di proprietà, oppure impegnarsi ad acquisire un diritto di proprietà, di un’unità immobiliare ad uso residenziale censita catastalmente nel territorio dei 465 Comuni interessati e trasferirvi la propria residenza e dimora abituale per dieci  anni. In caso di contributo relativo all’acquisto, l’atto di compravendita dovrà essere stipulato entro 6 mesi dalla data di approvazione della graduatoria, mentre i lavori di recupero del patrimonio esistente dovranno essere ultimati entro 18 mesi. La rendicontazione dovrà essere trasmessa, invece, entro 3 mesi dalla conclusione dei lavori di recupero, ovvero dalla stipula dell’atto di compravendita.

https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/gallery/tutte-immagini-della-campagna-comunicazione è il link dove è possibile vedere e scaricare le immagini della campagna. Tra i testimonial ci sono anche persone e famiglie che hanno già scelto di vivere nelle montagne del Piemonte.