ECONOMIA- Pagina 3

Salone del Vino terza edizione: “la cantina è aperta”

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E’ stato presentata a Palazzo Civico la terza edizione del Salone del Vino Torino, che si terrà da sabato 1 a lunedì 3 marzo alle OGR Torino. Ad anticiparlo, una settimana di eventi diffusi in tutta la città all’interno del ricco palinsesto OFF del Salone, che, da quest’anno, ruota attorno a 4 sedi principali: OFF TOPIC, Combo Torino, Mercato Centrale e Eataly Torino Lingotto. Sono infatti oltre 50 gli appuntamenti in programma da lunedì 24 febbraio che accompagnano il pubblico fino al lungo week end del Salone del Vino di Torino. Una manifestazione dedicata a tutti gli amanti del vino, in una grande “cantina aperta per tutte le cantine piemontesi”, fra tradizione e innovazione, cultura e letteratura.

Mission del Salone del Vino Torino 2025 è raccontare il patrimonio vitivinicolo del Piemonte in tutte le sue sfaccettature, coinvolgendo tutti i territori del vino della nostra regione, approfondendone tipicità e unicità, analizzando i nuovi trend e le sfide del futuro.

Il Salone del Vino di Torino 2025 è organizzato da KLUG APS con il patrocinio e il sostegno di Città di Torino, Camera di commercio di Torino, Unioncamere Piemonte, Turismo Torino e Provincia; con il patrocinio e il sostegno di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Amiat Gruppo Iren, con il contributo di Fondazione CRT e Fondazione Compagnia di San Paolo.

TORINO CLICK

Pagamenti agricoltura: “AGEA rispetta gli impegni”

In merito alle affermazioni contenute nell’articolo pubblicato sulla testata il Torinese il 15 febbraio 2025 dal titolo “Pagamento aiuti agricoltura, Carenini (Cia): <<Inaccettabili i gravi ritardi della Pubblica Amministrazione>>”, Agea ribadisce quanto segue.

Nell’articolo si afferma che “L’organismo pagatore Arpea non ha ancora ricevuto da parte di Agea Coordinamento la Carta dei suoli e di conseguenza non può eseguire i dovuti controlli propedeutici ai pagamenti’‘. La realtà dei fatti non è questa. In data 7 marzo 2024 è stata inviata un’e-mail all’ARPEA attraverso cui si informava della pubblicazione, sul portale SIAN, della Nuova Parcella di Riferimento su blocco fisico riferita alla Regione di competenza, cioè il Piemonte.

Coldiretti Piemonte, bene la  proroga dei decreti etichetta 

La Coldiretti Piemonte si esprime positivamente sulla proroga e sui decreti a proposito dell’etichettatura di origine, che risponde alle richieste nel 91% degli italiani, che chiedono trasparenza su quanto portano in tavola. Ora occorre arrivare ad estendere l’obbligo, su tutti i prodotti alimentari in commercio nella UE. È quanto afferma Coldiretti sulla base dei dati Censis nell’esprimere soddisfazione per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei provvedimenti emanati dal Ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida, insieme ai Ministri delle imprese made in Italy Adolfo Urso e della Salute Orazio Schillaci, con la proroga fino al 31 dicembre 2025 per regime sperimentale italiano sull’indicazione in etichetta della provenienza della materia prima per pasta, riso, pomodoro, carni suine trasformate, latte e prodotti lattiero-caseari.

“Una proroga che risponde ad una delle battaglie storiche della Coldiretti, che ha portato lo scorso anno anche in Europa al lancio di una proposta di leggi di iniziativa popolare per rendere obbligatoria l’origine degli alimenti in commercio nella UE – spiegano Cristina Brizzolari, Presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, Delegato confederale – l’obiettivo è raggiungere un milione di firme per dire basta a cibi camuffati per difendere la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Solo così sarà possibile porre fine all’inganno di prodotti stranieri spacciati per nostrani, permesso oggi dall’attuale codice doganale sull’origine dei cibi, che consente l’italianizzazione grazie ad alcune trasformazioni del prodotto, anche minime. Nonostante circa quattro quinti della spesa ora abbia l’etichettatura obbligatoria, resta ancora anonima l’origine dei legumi in scatola, della frutta e della marmellata nei succhi, del grano impiegato nel pane, biscotti o grissini, senza dimenticare carni e pesci venduti nei ristoranti”.

È possibile sottoscrivere la proposta di legge in tutti i mercati contadini di Campagna Amica, In Piemonte, e in tutte le sedi territoriali Coldiretti, anche online.

Il Piemonte torna con un rappresentante nel Comitato Nazionale Vini

Il Piemonte torna ad essere rappresentato nel Comitato Nazionale Vini, l’organo del Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste che esprime parere consultivo e propositivo a livello nazionale in materia di tutela e valorizzazione commerciale sui vini a denominazione d’origine. Lo ha deliberato a Roma la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, a cui ha partecipato il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

Il Comitato Nazionale Vini è composto da funzionari del Ministero, esperti, rappresentanti delle associazioni di categoria, cantine, industriali vinicoli e da due membri nominati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Due sono i componenti designati dalle Regioni in seno al Comitato, e dal 2021 erano rappresentati da Sicilia e Veneto. Nella nuova conformazione un rappresentante è dell’Abruzzo e uno appunto del Piemonte, con durata triennale. Sarà la dottoressa Elena Piva, funzionaria della Direzione Agricoltura della Regione Piemonte, presso cui segue le problematiche del settore vitivinicolo, dei disciplinari e delle denominazioni d’origine.

«Con i suoi 60 vini Doc e Docg e una produzione che sta conquistando i mercati mondiali grazie a una precisa scelta di qualità, il Piemonte torna ad avere un ruolo di rappresentanza nel Comitato», dichiarano il presidente Alberto Cirio e l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni«La designazione sana un vulnus incredibile, ovvero che il Piemonte non potesse far sentire la propria voce e rappresentare in modo equilibrato il complesso mondo del vino italiano a denominazione d’origine. Il risultato di oggi è frutto di un lavoro e di una trattativa complicata nella quale abbiamo avuto il supporto del governo, e in particolare del ministro Lollobrigida e del sottosegretario La Pietra a cui va il nostro ringraziamento per aver supportato la nostra richiesta».

«Un ruolo centrale l’ha avuto anche il coordinatore della Commissione Politiche Agricole delle Regioni, Federico Caner – aggiunge Bongioanni -. È la prima volta che entra nel Comitato un funzionario regionale: una figura in collegamento diretto con i consorzi e con l’assessore, e quindi in grado di svolgere un efficace lavoro di snodo con i territori e le politiche agricole regionali. Sono particolarmente orgoglioso di questo risultato, che garantirà al vino piemontese e alle istanze dei suoi produttori la giusta voce a livello nazionale».

Piemonte tra le migliori Regioni europee per investimenti esteri secondo il Financial Times. E nella classifica debutta Torino

Il Piemonte si conferma tra le migliori Regioni europee per attrazione di investimenti esteri, secondo il Financial Times. È stata pubblicata la nuova edizione del rapporto European Cities and Regions of the Future 2025: il Piemonte conferma saldamente il proprio ruolo in sesta posizione nella classifica delle Regioni europee di grandi dimensioni per la sua strategia di attrazione negli investimenti esteri. Per la prima volta nello stesso report viene premiata anche la città di Torino, che a pochi mesi dalla nomina di Capitale Europea dell’Innovazione, rientra nella classifica come sesta grande città europea per la migliore strategia di attrazione per gli investimenti.

Questo successo è il coronamento di un lavoro a più mani, grazie alla collaborazione tra Regione Piemonte, tutto il sistema camerale, la Città di Torino e Cei Piemonte, una strategia strutturata e sinergica che ha portato a un nuovo prestigioso successo per tutto il territorio. Il riconoscimento del Financial Times sottolinea il successo della strategia del Piemonte anche a livello europeo, premiando gli sforzi concreti degli enti istituzionali locali nel promuovere investimenti di qualità con conseguenti benefici occupazionali di crescita economica, nonché nel supportare le multinazionali già presenti sul territorio.

È questa la collaborazione vincente che solo nell’ultimo anno ha visto la promozione congiunta del territorio a importanti eventi internazionali come il MIPIM di Cannes, dove il Piemonte sarà nuovamente protagonista dall’11 al 14 marzo, o l’organizzazione della missione istituzionale a Londra, che ha promosso le opportunità di investimento di alta qualità in Piemonte a realtà potenzialmente interessate, e a figure dirigenziali di aziende di primaria rilevanza. Eventi di alto livello hanno messo in luce i vantaggi competitivi della Regione e il ruolo delle istituzioni nel loro supporto di accompagnamento anche grazie a strutture come il TEAM Attrazione.

Negli ultimi anni il Piemonte si è confermato come Regione tra le più attrattive per gli investitori esteri, a confermarlo sono stati Ernst & Young, che nell’Attractiveness Survey Italy 2024 ha riconosciuto il Piemonte come la seconda regione italiana per numero di investimenti esteri, grazie alla posizione strategica e alla presenza di alcuni tra i distretti industriali più competitivi a livello internazionale. I dati, elaborati da Cei Piemonte, evidenziano una crescita significativa, mentre tra il 2014-2020 la media annuale degli investimenti diretti esteri, avviati o annunciati in Piemonte, era di 7,7, nel periodo 2021-2024 è salita a 22,7, con un picco di 27 progetti nell’ultimo anno. Complessivamente tra il 2021 e il 2024 si è registrato un incremento dell’80% degli investimenti diretti esteri, avviati o annunciati dalla Regione.

A conferma di questo ruolo crescente del Piemonte sullo scacchiere internazionale, i numeri di Ceipiemonte nel quadro del Progetto Attrazione Investimenti con Regione Piemonte e Sistema Camerale piemontese: negli ultimi due anni, sono state 440 le aziende estere intercettate e interessate, a vario titolo e con differente propensione, a investire in regione. Di questi dossier, 230 sono stati assistiti per le fasi di business planning, business set-up, individuazione delle location insediative, identificazione di incentivi e altre necessità nel post-insediamento (aftercare). Nel 2024, i primi 5 Paesi di provenienza delle aziende estere intercettate da Ceipiemonte sono risultate Regno Unito (15,4%), Germania (11,7%), Stati Uniti (10,4%), Francia (9,3%) e Canada (5,4%), mentre i primi 5 settori di investimento sono risultati Real Estate (17,8%), Automotive & Transportation (15,7%), Aerospazio (14,3%), Salute e Benessere (11,3%) e ICT (9,8%). Le prime 3 province piemontesi valutate per l’insediamento sono risultate Torino (49,3%), Alessandria (8,3%) e Novara (6,5%).

“La classifica del Financial Times premia il grande impegno di questi anni in cui abbiamo lavorato di concerto con tutti gli attori coinvolti – dichiarano il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’Assessore alle Attività Produttive Andrea Tronzano – per aumentare l’attrattività del Piemonte e promuovere il nostro territorio come sede di investimenti per realtà produttive e imprenditoriali italiane e internazionali. È un impegno che prosegue e che stiamo portando avanti ponendo molta attenzione ai settori strategici, come conferma il dinamismo che registriamo intorno al mondo dell’AI e dei microchip, che vede il Piemonte protagonista a partire dall’investimento di oltre 3 miliardi di euro di Silicon Box, a Novara, e dal ruolo del Piemonte alla guida dell’Alleanza Europea. Sempre in quest’ottica, nelle prossime settimane è anche prevista una missione di sistema in Michigan per incontrare imprese, istituzioni e finanziatori con cui attivare sinergie e collaborazioni all’interno del settore automotive”.

Mara Martellotta

Pagamenti agricoltura, Cia: “Inaccettabili ritardi PA”

Cia Agricoltori italiani del Piemonte e della Valle d’Aosta esprime profonda preoccupazione relativamente ai ritardi dei pagamenti dei saldi, delle Domande Uniche e delle domande a superficie dello Sviluppo Rurale, per le programmazioni 2014/2022 e 2023/2027, per l’annualità 2024.

Ritardi che stanno mettendo a serio rischio la tenuta economica delle aziende agricole piemontesi, specialmente nelle aree montane, dove in molti casi gli agricoltori non hanno percepito neppure l’acconto comunitario, erogato nel mese di novembre.

«Le aziende agricole hanno rispettato tutti gli impegni presi con la presentazione delle domande di aiuto – dichiara il presidente regionale di Cia Piemonte e Valle d’Aosta, Gabriele Carenini -, pertanto si aspettano altrettanta puntualità da parte della Pubblica amministrazione e chiedono di essere tutelate. Non è più possibile tollerare i ritardi della burocrazia e le problematiche dei suoi sistemi informatici. Ad oggi, risulta che l’organismo pagatore Arpea non abbia ancora ricevuto da parte di Agea Coordinamento la Carta dei suoli e che di conseguenza non possa eseguire i dovuti controlli propedeutici ai pagamenti. Una situazione che genera pesanti conseguenze sulle aziende agricole del territorio».

Aggiunge il presidente Carenini: «È auspicabile che si giunga presto a una soluzione, in modo da liquidare le aziende agricole nel più breve tempo possibile e che per l’annualità 2025 non vi siano ulteriori problematiche e si possano erogare gli aiuti nei tempi previsti dalla normativa comunitaria».

Microelettronica protagonista alla Fiera A&T 2025.

Lavorare sulle competenze significa lavorare sulla crescita economica e occupazionale ‘vera’ del Piemonte. La microelettronica non è solo una tecnologia abilitante, ma una leva di sviluppo industriale con impatti diretti su molti comparti produttivi”: lo ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo delle attività produttive Andrea Tronzano al workshop “Il Piemonte e la sfida delle competenze per la microelettronica del futuro”, tenutosi a Torino nell’ambito della Fiera A&T 2025.

Il convegno ha rappresentato l’occasione per approfondire il ruolo strategico delle nuove competenze nel settore della microelettronica e dei semiconduttori, in un contesto in cui il Piemonte si sta affermando come area chiave per la crescita del comparto. “Il nostro territorio – ha sottolineato Tronzano – non è solo un centro di consumo di tecnologia, ma un polo di eccellenza nella progettazione e produzione di componenti avanzati, con applicazioni fondamentali in settori come l’automotive, l’aerospazio, il biomedicale e l’elettronica di consumo”.

La Regione sta investendo in tre direttrici chiave per sostenere questa transizione: il potenziamento della formazione tecnica attraverso gli ITS e le collaborazioni con Università e centri di ricerca; l’integrazione tra imprese, istituzioni e sistema educativo, promuovendo percorsi per allineare la formazione alle esigenze produttive; la partecipazione ai programmi europei, quali l’European Chips Act, per rafforzare la capacità produttiva e tecnologica del territorio. In questo quadro assume particolare importanza l’attività dell’Alleanza europea sui semiconduttori, che nel 2025 è guidata proprio dal Piemonte.

Il prossimo 11 aprile – ha annunciato Tronzano – riuniremo a Torino le imprese del settore di Piemonte, Lombardia e Liguria per ascoltare le loro esigenze e preparare con il loro contributo un documento di posizione che a giugno presenteremo alla Commissione europea”.
Il settore della microelettronica è in pieno sviluppo e nei prossimi anni richiederà molti nuovi profili professionali avanzati: una stima prevede che entro il 2030 occorreranno 76.000 professionisti qualificati, e ciò costituirà un’interessante opportunità di lavoro per i giovani.

l microchip – ha sostenuto l’assessore Tronzano – sono il nostro petrolio del futuro: continueremo a investire nel settore perché questa innovazione potrà cambiare in modo positivo i connotati dell’economia piemontese. Siamo di fronte a una straordinaria opportunità per consolidare la nostra leadership nella microelettronica e nella manifattura avanzata. Istituzioni, imprese e centri di ricerca devono lavorare insieme per creare un ecosistema solido che garantisca competitività e innovazione per le generazioni future”.

La ferrovia Torino – Ceres: un’interconnessione verso il futuro

 Torino, un seminario su ricerca e innovazione dal progetto BRIDGE|50 alla ferrovia Torino – Ceres

Un’occasione di confronto tra istituzioni, enti di ricerca e professionisti del settore sui temi dell’interconnessione ferroviaria e dello sviluppo della mobilità sostenibile. È quanto ha rappresentato il convegno “La ferrovia Torino – Ceres: un’interconnessione verso il futuro”, svoltosi il 13 febbraio nel Grattacielo Piemonte a Torino, organizzato dalla Regione in collaborazione con Scr Piemonte S.p.A. e Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino.

La mattinata è stata dedicata alla presentazione dei risultati del progetto di ricerca BRIDGE|50, che ha analizzato lo stato di conservazione delle strutture del viadotto di corso Grosseto a Torino, demolito nel 2019. L’indagine ha permesso di approfondire la vita residua delle infrastrutture in calcestruzzo armato e precompresso costruite negli anni ‘70, contribuendo alla definizione di strategie per la gestione e manutenzione delle opere esistenti. In parte finanziato dalla Regione Piemonte, il progetto è attualmente a metà del suo percorso ed è alla ricerca di nuovi stakeholder e investitori privati, con l’obiettivo di garantire continuità e ampliare l’impatto delle sue attività. BRIDGE|50 rappresenta un’iniziativa strategica per il futuro delle infrastrutture, ponendosi come un modello innovativo di ricerca applicata alla sicurezza e alla sostenibilità del patrimonio ingegneristico del territorio.

Egidio Bianchini, direttore generale di Scr Piemonte di recente nomina, rimarcando l’importanza dell’opera per il territorio piemontese, osserva come la vita utile del viadotto di corso Grosseto, oramai al termine, abbia trovato un nuovo inizio grazie ad un progetto di ricerca unico al mondo, volto a testare ed individuare le caratteristiche residue dei materiali dopo decenni di utilizzo: «si parla – ha detto Bianchini -, infatti, non di demolizione ma di decostruzione. Scr Piemonte ha preso parte a questo progetto con entusiasmo, professionalità e trasversalità».

Nel pomeriggio, il focus si è spostato sull’interconnessione della ferrovia Torino-Ceres alla rete Rfi, un’opera strategica inaugurata nel gennaio 2024. Sono stati illustrati i primi dati operativi della nuova tratta, con particolare attenzione all’implementazione del servizio metropolitano e alle prospettive di sviluppo per il collegamento tra la città di Torino e l’Aeroporto di Caselle.

«L’interconnessione della ferrovia Torino-Ceres alla rete Rfi segna un passaggio fondamentale per la mobilità del nostro territorio» – ha dichiarato l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Marco Gabusi. «Questo progetto – ha aggiunto l’assessore – non solo migliora i collegamenti tra Torino e il suo aeroporto, ma rappresenta un modello di sviluppo infrastrutturale in linea con le esigenze di sostenibilità e innovazione. Grazie all’integrazione con la rete ferroviaria nazionale, il Piemonte si conferma all’avanguardia nella creazione di un sistema di trasporto efficiente e intermodale. Allo stesso modo, il progetto BRIDGE|50 dimostra come ricerca e innovazione possano andare di pari passo con la tutela e il potenziamento delle infrastrutture esistenti. Ci auguriamo che nuovi partner possano unirsi a questa iniziativa, contribuendo a un progetto che non solo rafforza la sicurezza del nostro patrimonio ingegneristico, ma che può anche diventare un modello di riferimento a livello nazionale ed europeo».

Secondo Giorgio Sandrone, consigliere dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino, «l’interconnessione della linea Torino-Ceres alla rete Rfi fa sicuramente la differenza in ambito metropolitano: l’Ordine segue con attenzione il tema, non soltanto perché di competenza strettamente ingegneristica, ma anche in quanto completamento di un processo infrastrutturale di assoluta rilevanza per l’area torinese»«Di altrettanto valore – ha aggiunto Sandrone – lo studio Bridge50, una puntuale diagnostica su come si siano evolute le strutture: una ricerca utilissima con cui ‘utilizzare’ manufatti che hanno terminato la loro attività. Due progetti finalizzati al miglioramento della vita quotidiana dell’intera collettività, in un’ottica sempre più europea».

L’evento ha ribadito l’importanza della collaborazione tra enti pubblici, istituzioni accademiche e operatori del settore per lo sviluppo di infrastrutture moderne e resilienti. La Regione Piemonte continuerà a investire in soluzioni che favoriscano una mobilità sempre più sostenibile, sicura e connessa alle esigenze dei cittadini e del territorio.

cs

Migranti, Coldiretti: quote ingressi per l’agricoltura già “bruciate”

Si è svolta ieri mattina la procedura nazionale del “Click Day” per consentire l’ingresso a lavoratori stranieri per impieghi in agricoltura in vista dell’annata agraria 2025. Anche quest’anno le quote di ingressi si sono esaurite nello spazio di pochi minuti, senza peraltro la sicurezza che i lavoratori arrivino e siano effettivamente disponibili quando serve.

«È giunto il momento di superare una volta per tutte un meccanismo che non risponde né alle esigenze del mondo produttivo né alle legittime attese di chi cerca un impiego in agricoltura» afferma Coldiretti nazionale dopo che il click day ha fatto registrare un overbooking per I 110mila “posti” previsti, nonostante lo slittamento di orario per le difficoltà tecniche.

«Una situazione Kafkiana – osserva il direttore di Coldiretti Torino, Carlo Loffreda – Il meccanismo del Click Day rappresenta una procedura assurda che non soddisfa né il fabbisogno delle aziende di manodopera né i lavoratori stranieri stagionali che non hanno la certezza di una regolarità lavorativa. Come Coldiretti chiediamo che questo sia l’ultimo Click Day e che si arrivi a una nuova procedura. La manodopera stagionale è importante per l’agricoltura torinese, in particolare per le produzioni orticole e frutticole».

«A novembre – ricorda Loffreda – nel corso del convegno di Cavour “L’impresa agricola e i suoi salariati di fronte al valore del lavoro”, le imprese agricole con Coldiretti Torino e gli uffici delle pastorali sociali delle Diocesi di Pinerolo e Torino avevano chiesto meccanismi di ingresso e di assunzione che garantiscano la certezza della continuità lavorativa necessaria ai lavoratori e alle aziende. Sono necessari meccanismi di welfare che permettano una stabilizzazione del lavoro stagionale negli anni e, soprattutto una formazione professionale adeguata per fare in modo che i lavoratori arrivino nei campi già formati sulle prassi e sull’utilizzo dei dispositivi anti infortunio e sulle regole contrattuali che definiscono i diritti ma anche i doveri del lavoratore nei confronti dell’azienda».

Il primo problema del Click Day è rappresentato dal fatto che non tutti gli occupati richiesti risultano poi effettivamente disponibili. Nel 2024, secondo una stima Coldiretti, della quota gestita direttamente dalle associazioni datoriali agricole ne era arrivato solo il 70%. Ma nel 2023 la percentuale era stata addirittura di appena 1/3.

Numeri che evidenziano come sia giunto il tempo di assumere una gestione diretta, sfruttando i passi importanti fatti con la revisione dell’ultimo decreto flussi, con un maggiore coinvolgimento delle associazioni datoriali. In questo modo si andrebbero ad evitare i fenomeni fraudolenti e le infiltrazioni della criminalità organizzata. Ma serve lavorare anche sui consolati, dove tropo spesso si creano dei “colli di bottiglia” sull’invio delle domande, poi difficile da evadere in tempi brevi.

Un passo importante è arrivare a sanare le tante posizioni di irregolarità, nate anche a causa delle anomalie e delle incertezze dei click day, con stagionali che hanno preso parte alle attività di raccolta ma che non sono poi rientrati nei propri Paesi per evitare di perdere l’opportunità di essere impiegati ancora. Una forza lavoro “sommersa” che va ad alimentare il business delle agromafie e finisce vittima dei “caporali” quando potrebbe essere messa in trasparenza, considerata la pressante richiesta di manodopera da parte delle aziende.

Ma occorre soprattutto lavorare sulla formazione all’estero. Coldiretti assieme a Filiera Italia, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) e E4Impact, ha già messo in campo un progetto per la reperibilità di manodopera qualificata, partito da Egitto, Marocco e Costa d’Avorio. L’obiettivo è formare i lavoratori direttamente nei Paesi d’origine, superando l’idea che l’agricoltura abbia bisogno solo di braccianti, attraverso una formazione specialistica che punti a creare anche, ad esempio, piloti di droni o altre figure professionali capaci di padroneggiare gli strumenti di Agricoltura 4.0.

Lavoro, a Torino “Women on board 2025”

Oltre 1500 le donne per la quarta tappa del percorso formativo che toccherà tutte le regioni italiane, per sostenere una nuova cultura aziendale e del lavoro al femminile da nord a sud.

Torino, 12 febbraio 2025 – È stata una giornata interamente dedicata alla riduzione del divario di genere e alla valorizzazione delle donne all’interno delle imprese e nei consigli d’amministrazione. Sono state oltre 1500 le manager e le professioniste da tutta Italia che hanno partecipato, on line e in presenza, a “Women on Board 2025” il percorso formativo, nato nel 2022 alla sua terza edizione per favorire l’inclusione e l’accesso delle donne nei consigli d’amministrazione di imprese pubbliche e private. Il progetto ideato e promosso da Manageritalia, Federmanager AIDP e Hub del Territorio ETS. La tappa di ieri martedì 11 febbraio, che si è svolta presso gli spazi Zip Workspace in Via Belfiore 45 a Torino, è stata la quarta di un lungo percorso che toccherà tutto lo stivale da nord a sud.

A confrontarsi, con le partecipanti sono stati: la Vicepresidente del Consiglio Comunale di Torino Ludovica Cioria introdotta da Alfredo Lanfredi, Presidente Manageritalia Piemonte e Valle D’Aosta, la Coordinatrice del tavolo regionale più donne nei CDA Laura Onofri introdotta da Marina Cima Consigliera Federmanager Torino, Coordinatrice Federmanager Minerva Torino, la Consigliera e Presidente Cpo Odcec Bo Donatella Vitanza che ha introdotto il Docente Prof Marco Maria Mattei, il Presidente AIDP Piemonte e Valle d’Aosta Giorgio Barbero che ha introdotto la Testimonial Enrica Piacquaddio Presidente Odcec Bologna e la Vice Presidente Manageritalia Piemonte e Valle d’Aosta Loredana Faccincani insieme alla Consigliera di Gestione della Fondazione Hub del Territorio ER ETS Angela Balducci hanno fatto da moderatrici per le domande dal pubblico

“Il percorso Women on Board oltre a supportare l’inclusione di più donne nei Consigli di Amministrazione, contribuisce ad arricchire le decisioni aziendali con prospettive diverse, migliorando così le performance complessive delle aziende.” così il Presidente di Federmanager Valle D’Aosta, Matteo Marten Perolino “Rappresenta un’opportunità per rafforzare la propria carriera, accedere a ruoli di leadership e contribuire a una maggiore equità nel mondo del lavoro. Federmanager si è sempre distinta nel promuovere la crescita al femminile nel mondo del lavoro che è fondamentale per favorire un cambiamento positivo nelle dinamiche aziendali e condivisioni di esperienze”

“Women on Board 2025 rappresenta un’opportunità per promuovere una cultura aziendale più sostenibile e inclusiva” spiega Sara Cirone, Presidente Hub del Territorio ETS che prosegue “La partecipazione di oltre 1500 donne professioniste e manager provenienti da tutte le regioni dimostra quanto sia forte il desiderio di contribuire attivamente alla governance delle imprese e degli enti pubblici. L’Hub del Territorio ETS sostiene questo percorso affinché le competenze presenti sui territori italiani possano trovare più spazio nei Board al fine di contribuire alla sostenibilità delle nostre comunità locali.”

L’appuntamento sotto la Mole ha avuto come focus “L’ambito contabile nelle imprese”. Grazie ai contributi e alle testimonianze dirette di manager e al confronto con esperti del settore le partecipanti hanno avuto modo di approfondire le modalità di definizione del bilancio di esercizio abbreviato e ordinario, il rendiconto finanziario, come si realizza una relazione sulla gestione d’impresa passando dall’approvazione del bilancio sino ad una sua eventuale impugnazione. Le partecipanti si sono confrontate con la parte più tecnica e importante nella gestione economica di una impresa.

La tappa di Torino ha fatto da punto di raccordo per i territori del nord Ovest del Paese: Piemonte e Valle d’Aosta. Nello specifico su oltre 1500 partecipanti, 82 sono delle provincie piemontesi, 3 dalle provincie della Valle d’Aosta.

Tante le novità di questa terza edizione di “Women on Board” a cominciare dalla conferma delle partnership con gli Ordini dei Commercialisti e dei Consulenti del Lavoro e con l’Associazione nazionale forense. Si amplia anche il calendario degli incontri. Saranno infatti ben 15 gli appuntamenti formativi, che toccheranno tutto lo stivale da nord a sud, di cui 12 obbligatori su piattaforma dedicata e 3 facoltativi (che saranno aperti anche alle partecipanti WOB delle scorse edizioni). Ogni incontro ha la durata di circa 3 ore, in cui le partecipanti hanno l’occasione di confrontarsi con diversi professionisti del settore giuridico, economico e aziendale aumentando così le loro competenze, esperienze e capacità di analisi. Diverse le tematiche affrontate che spaziano dal “personal branding soft skills networking” all’equilibrio di genere nelle società non quotate” passando per “l’analisi contabile e del rischio sui sistemi gestionali” sino ai “principi dell’etica d’impresa e della sostenibilità” oltre a comprendere come agiscono “gli enti di interesse pubblico e le partecipate pubbliche” e come le nuove tecnologie possono essere utili alle decisioni dei CDA.

Women on Board, fa segnare una crescita esponenziale passando dalle 230 aderenti della prima edizione alle oltre 1500 di oggi tra manager e professioniste, con un’età media 48 anni (27 anni per la più giovane e 70 anni per la più senior), 94% di donne e 6% di uomini, provenienti da tutta Italia ed espressione dei più svariati settori economici: terziario, industria, consulenza aziendale e avvocatura. Tante donne accomunate dalla stessa volontà di mettersi in gioco e acquisire le competenze e la consapevolezza del proprio valore per accedere a ruoli di responsabilità decisionale e strategica.

“Women on Board” è un percorso totalmente gratuito espressamente ideato per le donne, ma aperto anche agli uomini, con incontri formativi che si concluderanno a giugno 2025. Al termine del percorso ci sarà l’inserimento in un apposito elenco qualificato on line consultabile dalle imprese che potranno così scegliere la figura professionale più in sintonia con le caratteristiche della società e le specifiche esigenze dei CdA di aziende, società pubbliche e organizzazioni in cerca di manager e professioniste per i propri organi di governance.

Per tutte le informazioni e scoprire il percorso completo di Women on Board 2025 e le sue 15 tappe in tutta Italia consultare il link https://www.percorsowomenonboard.it