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Cogne Acciai Speciali e Politecnico: Master di Alta Formazione in Metallurgia 4.0

 

Si tratta di un nuovo percorso di alta formazione per preparare i neo ingegneri ad affrontare le sfide cruciali della produzione di acciai speciali di alta qualità, con processi digitalizzati e sostenibili

Gli ingegneri del futuro sono chiamati ad affrontare le sfide cruciali della produzione di acciai speciali di alta qualità che necessitano di processi sempre più digitalizzati e standardizzati verso nuove tecnologie sostenibili. Per fornire una preparazione di altissimo livello in questo campo, con contenuti e modalità innovative, l’azienda Cogne Acciai Speciali e il Politecnico di Torino hanno stretto un accordo per attivare un nuovo percorso di alta formazione.

Il progetto prevede l’assunzione in Cogne Acciai Speciali con contratto di Apprendistato di Alta Formazione e Ricerca, con la relativa partecipazione al Master universitario realizzato dal Politecnico di Torino. L’obiettivo del progetto è formare competenze professionali specialistiche legate al contesto siderurgico e destinate a posizioni di responsabilità.

Il master universitario di II livello in Metallurgia 4.0: gestione di processi, tecnologie e innovazione sostenibile è un percorso formativo che deve confrontarsi con le conoscenze interdisciplinari necessarie per operare in un contesto di transizione tecnologica ed energetica e affrontare quindi argomenti quali l’impatto ambientale, l’approvvigionamento e utilizzo delle materie prime e l’efficientamento e il controllo delle strutture di costo.

La proposta si articola in un percorso formativo strategico, in cui si alternano formazione tecnica in aula e formazione on the job nelle diverse aree aziendali, quale opportunità di acquisire progressivamente le abilità spendibili in ruoli tecnici e gestionali legati a nuove Tecnologie, Manutenzione, Qualità, Ambiente Sicurezza. Al termine del percorso il ruolo per il quale si risulterà formati sarà quello di STEEL INDUSTRY ENGINEER.

“L’Azienda si trova oggi in una fase di espansione per la quale acquisizione tecnologica e transizione sostenibile sono fattori imprescindibili, che devono essere patrimonio di coloro che operano in Cogne Acciai Speciali oggi e di coloro che contribuiranno, nel prossimo futuro, a tracciare un nuovo percorso di sviluppo dell’Azienda. Il passaggio necessario è quindi mettere in campo un onboarding di giovani laureati con una formazione ingegneristica e scientifica trasversale, al fine di inserirli in ruoli tecnici strategici e favorire la loro crescita professionale – dichiara l’Amministratore Delegato di Cogne Acciai Speciali Massimiliano Burelli – È su questi presupposti che ci siamo nuovamente confrontati con il Politecnico di Torino e abbiamo strutturato il master, che è una seconda esperienza di alta formazione per l’Azienda. Nel 2008 infatti la Cogne Acciai Speciali accese un percorso formativo similare che fu seguito da 10 neoingegneri. Otto di questi sono ancora oggi in Azienda e ricoprono ruoli strategici e di responsabilità. Nell’ambito del progetto avviato con il Politecnico, l’Azienda si è riservata alcuni posti per inserire all’interno del Master elementi che operano già all’interno di Cogne Acciai Speciali e che crediamo possano essere valorizzati acquisendo nuove competenze. Anche per dar seguito a quella politica di attenzione al patrimonio delle risorse umane che crediamo sia elemento di distinguo e di orgoglio per la nostra azienda.

 

La realizzazione del progetto – conclude l’AD Massimiliano Burelli – si inserisce nella realtà della Cogne Academy, un universo formativo che si fonda sul contributo professionale di competenze interne in abbinamento ad esperti esterni, scelti in base al percorso didattico e all’esigenza dell’implementazione dell’organico dell’Azienda. A tutti i protagonisti della Cogne Academy, e in particolare ai colleghi, voglio rivolgere un sentito ringraziamento. Non soltanto per l’impegno ma soprattutto per l’entusiasmo con il quale “prestano” la loro esperienza e il loro sapere a beneficio di coloro che vogliono entrare e crescere nel mondo Cogne”.

 

“La progettazione di questo Master è stata condotta in stretta collaborazione tra il nostro Politecnico e la Cogne Acciai Speciali – spiega il professor Daniel Ugues del Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT del Politecnico di Torino, coordinatore scientifico del master – Questo approccio è stato utilizzato al fine di favorire, affianco al consolidamento delle basi teoriche sulle discipline ingegneristiche di interesse per l’azienda, un contemporaneo arricchimento di competenze sulle migliori tecnologie e pratiche industriali attualmente in uso o in potenziale implementazione nel prossimo futuro. Sono particolarmente contento del percorso che abbiamo costruito, in quanto ritengo rappresenti per i laureati ingegneri un’ottima opportunità di formazione di alto livello e di occupazione, per la Cogne Acciai Speciali di poter crescere professionisti di alto profilo e per tutti noi docenti del Politecnico di Torino di avere un’importante occasione di confronto con una delle più importanti realtà aziendali nazionali. Infine, da Metallurgista posso affermare che il Master rappresenta un’ottima opportunità per dimostrare, una volta di più, che la Metallurgia è non solo uno dei settori industriali trainanti del nostro paese, ma anche un settore tra i più attenti alle sfide tecnologiche e ambientali poste dalla Rivoluzione Industriale 4.0”.

 

Maggiori informazioni sul master a questo link

Iren Startup Award: premiate le aziende innovative


Antifemo (IT) e Ambri (USA)

Oltre 100 le start up e le PMI innovative che hanno partecipato al contest di Iren dedicato all’economia circolare

Più di 100 tra start up e PMI innovative hanno preso parte alla III edizione di Iren Startup Award, il contest organizzato dal Gruppo Iren dedicato all’innovazione per la promozione di un modello di economia circolare e sostenibile, che si è volto oggi a Torino presso il Museo Nazionale del Risorgimento.

Il premio è stato assegnato ad Antifemo, startup italiana che ha sviluppato un processo di compostaggio rapido avanzato per la trasformazione di fanghi e scarti organici in fertilizzanti o combustibile solido secondario, e la statunitense Ambri, che ha presentato innovative batterie a metallo liquido per lo stoccaggio di energia.

I due progetti vincitori riceveranno 15 mila euro di premio e la possibilità di avviare una collaborazione con il Gruppo Iren sul piano della sperimentazione, industriale o commerciale, del concept.

La premiazione fa seguito alla realizzazione di una Call4Circular, promossa da Iren insieme al Circular Economy Lab, partnership tra Intesa Sanpaolo Innovation Center e Cariplo Factory: la call, il cui scouting è durato circa due mesi, si è concentrata in particolare nell’individuare quei progetti che potessero efficientare e ottimizzare il meccanismo di riciclo di flussi di materia, contribuire allo sviluppo delle nuove filiere (come terre rare, RAEE, metalli preziosi), o valorizzare i sistemi di gestione delle acque reflue e dei fanghi di depurazione. L’idrogeno e le tecnologie di accumulo sono altre due tematiche al centro di tantissimi idee e progetti aderenti.

La Call4Circular ha permesso inoltre di individuare il vincitore del Circular Economy Award, un premio CE messo a disposizione dal CE Lab/Intesa Sanpaolo Innovation Center, assegnato a InSensus Project, startup italiana che ha sviluppato un set di sensori per numerose applicazioni, tra i quali SuperMicron, sensore brevettato per analizzare in tempo reale urti, deformazioni, anomalie e variazioni di pressione nelle tubature. Il premio, grazie alla forte storica partnership strategica di Intesa Sanpaolo con la Ellen MacArthur Foundation, permetterà al vincitore di unirsi alla community e al Circular Startup Index della Fondazione.

L’Iren Startup Award ha raggiunto già alla III edizione un respiro internazionale: solamente il 55% delle start up e PMI aderenti è italiano. Hanno partecipato infatti realtà da tutta Europa (Gran Bretagna, la Germania, Lussemburgo, Olanda e Svezia) e anche dal resto del mondo. Il 5% dei progetti proviene da realtà israeliane, il 10% dall’Asia e Oceania.

Vinitaly 2023, Confagricoltura: gli itinerari del gusto premiano il territorio

Dentro una bottiglia di vino c’è un territorio, una storia famigliare, una tradizione; tutto intorno, il turismo”. Questo il commento di Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte a margine del successo dei vini piemontesi alla 55 edizione del Vinitaly, conclusasi ieri a Verona.

 

Una selezione delle migliori etichette del territorio piemontese è stata protagonista all’interno della Galleria delle Regioni, lo spazio allestito da Confagricoltura nello stand H di Verona Fiere. I vini provenienti delle sei provincie piemontesi, a rotazione, hanno rappresentato tutte le denominazioni tutelate e riconosciute a livello nazionale: complessivamente 18 vini a Denominazione di origine controllata e garantita e 41 denominazioni di origine controllata DOC hanno mostrato ai visitatori le caratteristiche orografiche dei territori di origine e le proprie peculiarità organolettiche.

Il Piemonte, con una superficie vitata di 48.000 ettari, di cui il 43% situata in montagna, il 30% in collina e il 27% in pianura – prosegue Allasia – offre eccellenze enogastronomiche riconosciute a livello internazionale; i nostri vitivinicoltori hanno saputo affrontare e superare, grazie alla qualità dei loro prodotti, la riduzione delle esportazioni durante il Covid, trovandosi oggi ad essere il primo comparto nella bilancia dell’esportazione del nostro Paese”.

 

Confagricoltura ha però sottolineato il fatto che il settore deve purtroppo oggi fronteggiare gli attacchi di chi in Europa vuole imporre al vino etichette analoghe a quelle dei pacchetti di sigarette, anche da sempre in Italia ne viene promosso un consumo consapevole e responsabile.

 

Il presidente di Confagricoltura Piemonte, nel concludere la sua visita al Vinitaly, ha fatto rilevare alcune rilevanti criticità che toccano nel vivo le aziende piemontesi, ovvero l’applicabilità della proposta di regolamento sugli imballaggi e la mancanza di manodopera specializzata nelle campagne: “Insieme con Federvini, chiediamo che il vino sia escluso dal regolamento che prevede dal 1° gennaio 2030 l’obbligo del riuso delle bottiglie e il contenimento del loro peso e volume” conclude Allasia: “Il Decreto flussi che ha assegnato una quota insufficiente alle Associazioni datoriali mette a rischio non solo le operazioni colturali di routine ma anche la vendemmia del prossimo autunno. Auspichiamo quindi che venga emanato al più presto un nuovo provvedimento per integrare la quota di lavoratori da qui a ottobre”.

Pasqua, il turismo torinese è sempre più agri-turismo

Pasqua e Pasquetta in agriturismo diventa un classico del turismo anche per Torino e provincia. Dalla fine del lockdown con l’esplosione del turismo interno italiano e l’inaspettata riscoperta del turismo di prossimità si registra il boom dei soggiorni nelle aziende agrituristiche soprattutto nelle vacanze pasquali e nei ponti primaverili.

Così, anche per questo lungo ponte di Pasqua si assiste al tutto esaurito nei 146 agriturismi della provincia di Torino: sold out per i circa 6.000 posti a tavola nei ristoranti annessi alle aziende agricole ma anche per i 126 posti letto.

Tra i piatti più gettonati ci sono gli antipasti classici piemontesi, la polenta concia o con spezzatino di selvaggina, la ricca varietà piemontese di pasta fresca lunga o ripiena (tajarin e agnolotti in testa), le carni di agnello e capretto, le torte salate con verdure e le preparazioni con erbe selvatiche e uova fresche.

Secondo Jacopo Barone, presidente di Terranostra Torino, l’associazione che raccoglie le 50 aziende agrituristiche del Torinese che aderiscono a Campagna Amica «i turisti prenotano nei nostri agriturismi perché sono parte di quegli stessi territori che vogliono scoprire e vivere ma anche perché permettono di visitare Torino pur dormendo in campagna e in montagna». Dunque pernottamenti, cene e colazioni nel silenzio dei boschi e dei campi ma giornate passate a visitare Torino. «Però la maggior parte sceglie gli agriturismi per soggiorni che mettano insieme cultura e arte ma anche natura e forma fisica. Chi dorme in agriturismo passa la giornata a visitare luoghi ricchi di storia e di bellezze artistiche oppure sale sulla mountain bike o imbocca un sentiero per un trekking».

Un’offerta di soggiorno che non può prescindere dal territorio e che è intimamente legata alle produzioni agricole e alla tradizione enogastronomica. «I nostri cuochi cucinano sempre piatti locali, magari reinventati, ma sempre ancorati alla nostra terra. I vini sono i vini locali delle colline e delle valli, spesso ancora sconosciuti al grande pubblico; oppure sono i grandi vini del Piemonte. Un piacere enogastronomico condito di atmosfere familiari e agricole, dove i bambini possono vedere gli animali e correre nei prati e dove gli adulti possono rilassarsi e ricaricarsi».

La scelta degli agriturismi è una tendenza nazionale che da anni si registra nel Centro-Sud. Infatti, sono oltre mezzo milione le presenze dei vacanzieri italiani che hanno scelto di alloggiare negli agriturismi nel weekend di Pasqua spinti dalla voglia di stare all’aria aperta alla ricerca del buon cibo. È quanto emerge da una stima di Coldiretti per le vacanze di Pasqua con la previsione di quasi 12 milioni di italiani in viaggio,

Sulla base delle indicazioni di Campagna Amica a far scegliere una delle 25.400 aziende agrituristiche italiane è anche la spinta verso un turismo tutto Made in Italy di prossimità, “sostenibile” in termini di costi, distanze e rispetto del proprio benessere. Un trend che vede protagonista la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne italiane che ha portato le strutture ad incrementare anche l’offerta di attività con servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, oltre ad attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici o wellness.

Per scegliere l’agriturismo giusto il consiglio è quello di preferire aziende accreditate da associazioni e di rivolgersi su internet a siti come www.campagnamica.itdove è possibile confrontare le diverse offerte.

Prezzi alle stelle, i piemontesi scelgono il discount

Nel primo trimestre del 2023 il 15 percento in più tra i piemontesi rispetto allo scorso anno effettua i propri acquisti di alimentari nei discount.

“Sono soprattutto le fasce più deboli economicamente a ricorrere  a scorte di beni a lunga scadenza, come scatolame, in cerca dell’offerta migliore”.

Lo afferma Patrizia Polliotto, responsabile di Torino e del Piemonte per l’Unione nazionale consumatori che ha realizzato uno studio in cui si conferma la crescita nelle chiusure dei negozi al dettaglio, a livello nazionale di circa 2 all’ora nel 2022, e che in Piemonte ha portato a un incremento del 13% di scomparsa di botteghe alimentari e di generi vari per la concorrenza della grande distribuzione.

E molti piccoli comuni restano senza un punto commerciale di generi di prima necessità, penalizzando così soprattutto i più anziani.

Confartigianato imprese: “Prudenza sul Codice appalti”

 Enzo Tanino (Presidente di Confartigianato Imprese edilizia):” Apprezziamo l’impegno per semplificare e razionalizzare una disciplina molto complessa ma dobbiamo essere prudenti perché, se da una parte favorisce l’accesso alle imprese più piccole, dall’altra potrebbe favorire, in alcuni casi, infiltrazioni illegali”

  

  Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): “riteniamo necessario che il governo avvii tavoli di concertazione con le organizzazioni imprenditoriali e tutti gli attori del mercato degli appalti per scrivere insieme le regole mancanti”

 

 

 

“Apprezziamo l’impegno per semplificare e razionalizzare una disciplina molto complessa, come quella del Codice appalti, e la volontà del Governo di renderla operativa in tempi rapidi. Semplificazione, certezza delle norme e velocità dei procedimenti sono indispensabili per favorire il lavoro e la crescita delle imprese – afferma Enzo Tanino, Presidente di Confartigianato Piemonte edilizia – bene anche la volontà di coinvolgere maggiormente le MPI anche applicando il subappalto a cascata”.

Si tratta di una riforma strutturale, cosiddetto “Codice Salvini”, dal nome del Ministro alle infrastrutture che lo ha fortemente voluto, che segue gli impegni assunti nell’ambito del PNRR e che mira a ridurre i tempi della burocrazia e dei cantieri.

 

“Dobbiamo, però, essere prudenti – continua Tanino – perché, se da una parte favorisce l’accesso alle imprese più piccole, dall’altra potrebbe favorire, in alcuni casi, infiltrazioni illegali. A questa perplessità si aggiunge anche quella riferita all’affidamento diretto e alla procedura negoziata fino alla soglia di 5, 3 milioni di euro. Bene l’affidamento diretto ma questo non deve diventare un sistema che impedisca alla piccola media impresa artigiana di prendere direttamente un lavoro costringendola a lavorare solo in subappalto. Noi sosteniamo la suddivisione in lotti di un lavoro, ci lascia però perplessi il fatto che, a fronte di questa previsione, il Legislatore non abbia, neanche questa volta, disciplinato in maniera articolata e completa una tipologia di aggregazione come la rete d’impresa che permetterebbe più agevolmente una partecipazione aggregata delle imprese artigiane alle gare per vedersi affidare questi lotti. Confidiamo quindi di poter ritrovare questa disciplina nel il futuro regolamento attuativo del Testo Unico. Mi sento infine di esprimere un giudizio positivo sul fatto che il Testo unico preveda un punteggio premiale in fase di valutazione dell’offerta per tutti coloro che utilizzeranno materiali Made in Italy. È un tema che stiamo portando avanti da tempo e non possiamo che essere soddisfatti che il Legislatore ne abbia voluto tener conto”.

 

“La riforma andrebbe ulteriormente perfezionata, tuttavia non si poteva andare avanti con le regole precedenti ed era importante evitare di continuate a ripetere vecchi errori-commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – e bisogna farlo insieme a chi opera sul campo. Per questo riteniamo necessario che il governo avvii tavoli di concertazione con le organizzazioni imprenditoriali e tutti gli attori del mercato degli appalti per scrivere insieme le regole mancanti e mettere a punto alcuni aspetti ancora deboli. Insomma, per costruire un Codice a prova d’urto che deve funzionare efficacemente per i prossimi anni. Il Codice degli appalti è perfettibile, certo, ma è uno degli strumenti che dovrà permetterci di rilanciare l’economia e di non perdere le risorse che abbiamo a disposizione per costruire il futuro dell’Italia”.

Crack Embraco, gli imputati patteggiano Gli operai non saranno risarciti

Gli operai non otterranno risarcimenti mentre gli imputati hanno patteggiato quattro anni di reclusione nel processo per il crack della ex Embraco. Sono le quattro persone ai vertici della Ventures, società preposta al rilancio dell’ex Embraco di Riva di Chieri, accusati di bancarotta per  la sottrazione di somme di denaro che invece erano vincolate all’investimento per il sito produttivo con  il rientro al lavoro di 400 lavoratori ex Embraco e con la produzione di robot per pulire pannelli fotovoltaici, produzione che non è mai partita.

Un sogno per la Falchera? Al via il nuovo centro commerciale To-Dream

Il primo lotto di To Dream, il nuovo maxi-centro commerciale della Falchera nato dalla riqualificazione dell’ex area industriale Michelin di Corso Romania, nella zona nord-est della città sarà inaugurato il 13 aprile. Il grande complesso ospiterà in tutto 100 attività commerciali quando sarà a pieno regime. Tra queste 25 ristoranti, 8 cinema, un hotel 4 stelle.  I brand già attivi all’inaugurazione saranno tra gli altri: NewYorker, H&M, Ovs, King Kiabi, Mango, Douglas, Kasanova, Mondadori, Portobello, Billy Tacos, Ichi Statione Kebhouze.

Il Piemonte punta sull’idrogeno verde con tre impianti di produzione

Tre i progetti finanziati in Piemonte con il fondi del Pnrr

Sono tre i progetti finanziati con le risorse del Pnrr per la produzione di idrogeno verde su aree industriali dismesse in Piemonte. La Regione ha completato la procedura di selezione delle candidature arrivate per il bando lanciato dal ministero dell’Ambiente a fine dicembre, sulla missione 2 del Pnrr, e ha approvato la graduatoria. Sette progetti sono idonei, tre saranno immediatamente finanziati per un importo complessivo di 19,5 milioni di euro. I tre progetti finanziati prevedono la produzione di idrogeno ad uso industriale.

Rf-Idra, in raggruppamento con Rf-40, riceverà 1,2 milioni per un impianto di idrogeno verde a Gattinara nel Vercellese per alimentare un’attività di produzione di laterizi a elevata tecnologia.

La raffineria Sarpom S.p.A. di Trecate nel Novarese si aggiudica 16,8 milioni di euro per la realizzazione di un impianto per la produzione di idrogeno green.

Il terzo progetto, proposto dalla società Films S.p.A. di Premosello-Chiovenda, nel Verbano, che realizza leghe metalliche, è finanziato con 1,5 milioni di euro.

I tre progetti prevedono l’installazione di elettrolizzatori per complessivi 6 megawatt e utilizzeranno impianti fotovoltaici di nuova realizzazione, per una potenza complessiva di circa 9 megawatt per produrre l’idrogeno rinnovabile che sarà utilizzato in processi industriali di realtà produttive piemontesi, ma in prospettiva l’utilizzo potrà essere esteso ad altri settori in cui il vettore green sarà richiesto, ad esempio per i trasporti.

Per il presidente della Regione, con l’approvazione della graduatoria e l’avvio dei progetti, entra nel vivo la realizzazione della Hydrogen Valley del Piemonte. I tre progetti di produzione di idrogeno verde ad uso industriale, prosegue il presidente, si aggiungono infatti a quelli per la realizzazione delle cinque stazioni di rifornimento per i veicoli che si sono aggiudicati un finanziamento sul bando nazionale. Il Piemonte conferma, secondo il Presidente, una vivacità imprenditoriale capace di raccogliere le sfide della transizione energetica.

Per l’assessore all’ambiente c’è ancora spazio per intercettare nuove risorse perché la Regione ha già chiesto al governo ulteriori fondi per poter ulteriormente potenziare la strategia del Piemonte sull’idrogeno in cui la Regione crede molto. L’assessore ricorda poi che è attivo da ieri lo sportello per il bando Fesr sull’efficientamento dei sistemi produttivi, che include anche l’alimentazione a idrogeno, con oltre 92 milioni di euro di dotazione che rappresenta un’ulteriore occasione di finanziamento di chi ha già i progetti pronti.

Soddisfatto anche l’assessore alle attività produttive per il quale questa notizia è la dimostrazione che il tessuto industriale del Piemonte è vivo e sa cogliere opportunità di sviluppo e di impresa che guardano al futuro.

Il mondo degli affari punta alla finanza d’impatto e l’Università di Torino risponde con un corso ad hoc

Nuovi trend nel mondo degli affari per investire e gestire risorse finanziarie: l’obiettivo è generare impatto, cambiamento, positivo, oltre che un ritorno finanziario.

Questo approccio alla finanza sta diventando sempre più popolare tra gli investitori e le imprese che cercano di sostenere progetti e iniziative che generano un impatto positivo sulla società e sull’ambiente. Lo ha ben colto l’Università di Torino con il suo Dipartimento di Management che ha da poco avviato un corso universitario sulla finanza d’impatto, unico nel suo genere e ad alto valore professionalizzante. Il corso, che inizierà a maggio prossimo, è rivolto a laureati e professionisti che intendano acquisire competenze per il settore della finanza ad impatto, si concentrerà sull’insegnamento delle strategie e delle tecniche per investire e gestire risorse finanziarie in modo da generare impatto positivo, oltre a fornire una panoramica sulle opportunità di lavoro in questo ambito in espansione. Il corso si svilupperà in 40 ore di lezioni frontale a distanza e altrettante ore dedicate alla realizzazione di project work in gruppo con il supporto di tutor aziendali esperti.

Partecipare al corso universitario in finanza d’impatto offre molti benefici per gli studenti e le imprese che cercano di fare la differenza: in primo luogo favorisce l’apprendimento di competenze in finanza d’impatto. Non solo, il corso fornisce una panoramica completa dei concetti di finanza d’impatto, nonché delle strategie e delle tecniche per investire e gestire risorse finanziarie in modo da generare impatto positivo. Queste competenze sono sempre più richieste dai datori di lavoro e dalle imprese che cercano di adottare un approccio sostenibile alla finanza.

Il corso favorisce nuove opportunità di lavoro, offrendo una panoramica sulle richieste del mercato, nonché le competenze necessarie per accedere a tali posizioni. Il corso sarà tenuto da esperti nel campo della finanza d’impatto, offrendo ai partecipanti l’opportunità di fare networking con professionisti del settore. Inoltre, il corso sarà aperto a studenti e professionisti provenienti da diversi paesi e background, creando un ambiente di apprendimento interculturale e collaborativo

Il corso permette di acquisire competenze e strumenti per realizzare investimenti ad impatto positivo, offrendo ai partecipanti la possibilità di diventare protagonisti attivi del cambiamento.

Per informazioni https://www.management.unito.it/do/home.pl/View?doc=formazione_continua.html