ECONOMIA- Pagina 2

Vino tra dazi e nuovi consumi. Il Piemonte si rilancia a Vinitaly

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Il Piemonte sarà protagonista alla 58ª edizione di Vinitaly, in programma dal 12 al 15 aprile 2026 a Veronafiere. La Regione si presenterà con un ampio spazio espositivo di 700 metri quadrati nel Padiglione 10, allestito dalla Direzione Agricoltura. L’area comprenderà un auditorium centrale per eventi e presentazioni, una lounge dedicata a degustazioni e momenti conviviali, oltre agli stand di 108 aziende e ai corner di quattro Consorzi di Tutela: Gavi, Barbera, Asti e Brachetto. Per tutta la durata della manifestazione sarà inoltre esposto il trofeo delle ATP Finals, che torneranno a Torino dal 15 al 26 novembre 2026 per la sesta edizione consecutiva.

L’inaugurazione ufficiale dello Spazio Piemonte, sotto il brand “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”, si terrà domenica 12 aprile alle 16.30 alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e dell’assessore regionale Paolo Bongioanni. Attesa anche la visita del commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen.

Il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore Bongioanni sottolineano come la partecipazione al Vinitaly avvenga in un contesto complesso per il settore vitivinicolo: tra l’aumento dei costi di produzione legato alle tensioni internazionali, i cambiamenti dei mercati influenzati da dazi e dinamiche geopolitiche, e la contrazione dei consumi, soprattutto tra i più giovani. In questo scenario, la Regione intende sostenere le imprese su quattro direttrici principali: ricerca, innovazione, promozione e apertura a nuovi mercati, puntando anche sull’integrazione tra vino, turismo, sport e grandi eventi.

Proprio in questa direzione va la nascita dell’Osservatorio sul Mercato Vitivinicolo, coordinato dalla Fondazione Agrion, il cui protocollo sarà firmato durante l’inaugurazione. Lo strumento raccoglierà ed elaborerà dati provenienti da centri studi e osservatori per offrire ai produttori indicazioni concrete sui mercati esteri, aiutandoli a orientare le strategie in base alla domanda, al potere d’acquisto e alle condizioni economiche delle diverse aree.

Sempre sul fronte della ricerca, il Piemonte guiderà il progetto “La ricerca italiana per la vitivinicoltura fa rete”, che coinvolge 11 centri regionali per sviluppare soluzioni innovative. Il protocollo sarà presentato lunedì 13 aprile presso lo stand del Ministero.

Tra gli appuntamenti in programma, domenica 12 aprile alle 16 in Sala Fiera sarà consegnato il Premio Angelo Betti a Giovanni Negro, dell’azienda Angelo Negro di Monteu Roero, riconosciuto per l’impegno nella valorizzazione dei vitigni autoctoni e nella sostenibilità.

Spazio anche a momenti più informali: domenica 12 e lunedì 13, dalle 18 alle 20, la lounge ospiterà dj set e degustazioni dei vini Doc e Docg piemontesi, promuovendo un consumo consapevole.

Lunedì 13 aprile sarà una giornata chiave: alle 15.45, nell’Auditorium, avverrà il passaggio di testimone tra Alta Langa, vino dell’anno 2025, e Asti Docg, protagonista del 2026, presentato anche nella nuova versione rosé. In serata, verrà lanciato un nuovo cocktail a base di Asti Docg e Vermouth di Torino Igp, il cui nome sarà scelto tramite un contest online.

Vinitaly rappresenterà inoltre un’importante occasione per operatori e visitatori di scoprire l’intera offerta agroalimentare piemontese, grazie alla presenza dei Consorzi, dei Distretti del Cibo e delle Atl, che promuoveranno itinerari turistici capaci di unire enogastronomia, cultura e territorio.

Infine, all’esterno del padiglione, tornerà il Ristorante Piemonte, gestito dal consorzio Piemonte Land of Wine e curato dallo chef Davide Palluda, che proporrà ogni giorno menu dedicati alle eccellenze regionali.

Sviluppo e coesione, assegnati i fondi

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A Casale Monferrato il presidente Alberto Cirio e l’assessore ai Fondi di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale, insieme agli assessori agli Enti locali Enrico Bussalino e alla Sanità Federico Riboldi hanno sottoscritto gli accordi di collaborazione con i Sindaci dei 100 Comuni che fanno parte delle aree omogenee Monferrato Casalese – Terre di Po e Bacino del Tanaro, ubicati nelle province di Alessandria, Asti e Torino.

Presenti il presidente della Provincia di Alessandria Luigi Benzi e i consiglieri regionali Debora Biglia, Davide Buzzi Langhi, Marco Protopapa e Silvia Raiteri.

Gli accordi consentono la realizzazione di 104 progetti, per la cui realizzazione la Regione eroga un contributo complessivo di 12.600.000 euro. In questa somma sono anche compresi 450.000 euro derivati dalle premialità, ovvero da un riconoscimento ulteriore della Regione per la realizzazione di progetti sovracomunali candidati da ognuna delle aree piemontesi.

Grazie al Fondo di Sviluppo e Coesione la Regione ha finanziato 805 Comuni piemontesi con contributi per 105 milioni di euro, che permetteranno la realizzazione di quasi 900 progetti con carattere locale e sovracomunale.

«In questi anni abbiamo voluto modificare l’impostazione che aveva dato le risorse dei fondi europei solo ai Comuni più grandi – afferma il presidente Cirio – Abbiamo scelto invece di destinare le risorse europee e i Fondi di Sviluppo e Coesione ai nostri tanti piccoli Comuni tramite le aree omogenee, che, grazie a questi contributi, possono realizzare interventi strategici attesi da tempo. Così, ognuno di questi Comuni avrà un intervento finanziato dai fondi europei o dai fondi Fsc, come in questo caso. Nella prossima programmazione 2028-2035 replicheremo questa impostazione e porteremo avanti queste misure, che hanno dimostrato di rispondere davvero alle esigenze di sviluppo e crescita dei territori»Il presidente Cirio ha inoltre annunciato che entro l’estate sarà predisposta una nuova misura di completamento che consentirà ai Comuni che hanno ottenuto risorse e che hanno già avviato le opere di ottenere le integrazioni necessarie per il completamento.

«Gli accordi siglati oggi a Casale Monferrato permetteranno la piena attuazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione, che nelle province di Alessandria e Asti interessano cento Comuni – ha proseguito l’assessore Vignale – Il pregio di questa programmazione è stata la sua semplicità, rapidità e coordinamento tra gli Enti locali e tra questi e la Regione. Una modalità che ha permesso di redistribuire sulle due province oltre 12 milioni di euro per realizzare più di cento progetti. Dato l’iter semplificato alcuni degli interventi sono già stati realizzati. Molti dei progetti finanziati erano opere che le comunità attendevano da anni e proprio per l’ampia gamma di possibilità di interventi ammessi sono riuscite finalmente a realizzare. Infine, questo metodo ha evidenziato la capacità dei Comuni stessi a strutturare strategie di Area sovracomunale che sono state riconosciute e premiate. Un metodo che essendosi rivelato molto efficace sarà replicato per le future programmazioni».

La firma degli accordi territoriali per il Monferrato Casalese – Terre di Po e il Bacino del Tanaro – dichiarano gli assessori regionali Federico Riboldi ed Enrico Bussalino – traducono le strategie regionali in interventi reali sui territori. Parliamo di risorse importanti, oltre 12 milioni di euro, che consentono ai Comuni di investire sulla rigenerazione urbana, sul recupero del patrimonio pubblico e sul rafforzamento dei servizi per i cittadini, migliorando la qualità della vita delle comunità e rendendo questi territori più attrattivi. Con questi accordi diamo risposte ai territori e mettiamo in campo strumenti concreti per contrastare lo spopolamento, sostenere lo sviluppo locale e rafforzare la coesione sociale, accompagnando le comunità in un percorso di crescita sostenibile e duratura».

 

Ecco alcuni progetti già conclusi grazie ai fondi erogati:

Nome Ente

Provincia

Area e Progetto

Costo totale opera

Contributo FSC

COMUNE DI FELIZZANO

AL

04 Bacino del Tanaro – Adeguamento e riqualificazione impianto sportivo comunale “P. Penno”

135.637,94

122.287,94

COMUNE DI ALZANO SCRIVIA

AL

04 Bacino del Tanaro – Parco Ludico Inclusivo

90.549,54

81.494,59

COMUNE DI GUAZZORA

AL

04 Bacino del Tanaro – Riqualificazione area Giochi e area verde urbana

80.636,92

80.636,92

COMUNE DI MONCALVO

AT

10 Area Monferrato Casalese e Terre di Po – Riqualificazione area giochi piazza Carlo Alberto a Moncalvo

55.555,56

50.000,00

I numeri delle due Aree

Monferrato Casalese e Terre di Po

• 54 Comuni interessati delle province di Alessandria, Asti e Torino (Alfiano Natta, Borgo San Martino, Bozzole, Brozolo, Brusasco, Camagna Monferrato, Camino, Casale Monferrato, Castelletto Merli, Cavagnolo, Cella Monte, Cereseto, Cerrina Monferrato, Coniolo, Conzano, Frassinello Monferrato, Frassineto Po, Gabiano, Giarole, Grazzano Badoglio, Lauriano, Lu e Cuccaro Monferrato, Mirabello Monferrato, Mombello Monferrato, Moncalvo, Moncestino, Monteu da Po, Murisengo, Occimiano, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Pecetto di Valenza, Penango, Pomaro Monferrato, Pontestura, Ponzano Monferrato, Robella, Rosignano Monferrato, Sala Monferrato, San Giorgio Monferrato, San Salvatore Monferrato, Serralunga di Crea, Solonghello, Terruggia, Ticineto, Treville, Valenza, Valmacca, Verrua Savoia, Villadeati, Villamiroglio)

• 59 Progetti finanziati

• 8.758.000 di valore totale degli investimenti; di questa somma 7.423.313 euro sono stati stanziati dalla Regione, i restanti 1.335.625 euro sono cofinanziati dai Comuni. Premialità: 300.000 euro.

Bacino del Tanaro

• 46 Comuni interessati appartenenti alle province di Alessandria e Asti (Alluvioni Piovera, Altavilla Monferrato, Alzano Scrivia, Azzano D’Asti, Bassignana, Bergamasco, Borgoratto Alessandrino, Bosco Marengo, Calliano, Carentino, Casal Cermelli, Casorzo Monferrato, Castagnole Monferrato, Castell’Alfero, Castellazzo Bormida, Castelletto Monferrato, Castello di Annone, Castelspina, Cerro Tanaro, Felizzano, Frascaro, Frugarolo, Fubine Monferrato, Gamalero, Grana, Guazzora, Isola Sant’Antonio, Masio, Molino Dei Torti, Montecastello, Montemagno, Oviglio, Pietra Marazzi, Portacomaro, Quargnento, Quattordio, Refrancore, Rivarone, Rocca d’Arazzo, Rocchetta Tanaro, Sale, Scurzolengo, Solero, Tonco, Viarigi, Vignale Monferrato)

• 45 Progetti finanziati

• 5.342.000 euro di valore totale degli investimenti; di questa somma investita 4.727.647 euro sono stati stanziati dalla Regione mentre i restanti 612.210 euro sono cofinanziati dai Comuni. Premialità: 150.000 euro.

CS

Città di Torino, un tavolo tecnico per affrontare la crisi

 

“Di fronte a una situazione internazionale sempre più instabile, che si sta ripercuotendo sulla salute economica del Paese intero, non possiamo che fare nostro l’appello degli imprenditori e degli artigiani torinesi e piemontesi che si dicono preoccupati per l’aumento incontrollato dei costi dell’energia e delle materie prime – afferma la vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro -. Di fronte alla sfida che stiamo affrontando, tutte le istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali, sono chiamate a fare la propria parte, studiando strategie utili a evitare spirali recessive che farebbero perdere posti di lavoro.
Come Città di Torino ci mettiamo, da subito, a disposizione per aprire un tavolo tecnico trasversale, inter-istituzionale, che metta sul piatto azioni concrete, concordate, per scongiurare gli effetti negativi di questa emergenza. Torino, il Piemonte e lo Stato devono farsi trovare pronti e devono ascoltare e supportare le imprese del territorio, percorrendo qualsiasi strada disponibile”.

Imprese forti, occupazione fragile: il doppio volto del Nord

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Industria Felix:  a Torino la premiazione di 42 imprese eccellenti

TORINO –  Sarà dedicato al sistema produttivo del Nord Italia il 69° appuntamento di Industria Felix – L’Italia che compete, in programma l’8 aprile, presso l’Unione Industriali Torino (evento su invito).

L’indagine, realizzata da Industria Felix Magazine in collaborazione con Cerved, analizza le principali società di capitali delle regioni settentrionali con fatturati superiori ai 2 milioni di euro. Ne emerge un quadro complessivamente solido, caratterizzato da livelli elevati di redditività e da una crescita dei ricavi non uniforme, mentre sul fronte occupazionale si registrano andamenti più disomogenei.

In Piemonte sono state esaminate 10.417 imprese, per un volume d’affari complessivo di 320,1 miliardi di euro, in lieve flessione (-2,4%), a fronte di oltre 915mila addetti in crescita (+0,9%). Il dato più significativo riguarda la redditività: l’87% delle aziende presenta un ROE positivo e l’87,6% chiude l’esercizio in utile, con il comparto delle costruzioni tra i più performanti.

Il Veneto si conferma uno dei principali motori economici del Nord, con oltre 18mila imprese analizzate, 438,5 miliardi di fatturato (+2,9%) e più di 1,36 milioni di addetti (+8,2%). Anche qui si registra un’elevata redditività, con l’88,2% delle aziende in territorio positivo e il settore aerospaziale tra i più dinamici.

Performance particolarmente brillanti anche per l’Emilia-Romagna, che conta oltre 15mila imprese e 455,1 miliardi di fatturato, con una crescita significativa sia dei ricavi (+4,2%) sia dell’occupazione (+1,7%). Elevata anche la quota di imprese redditizie (85,5%), trainate in particolare dall’aerospazio.

Nel Friuli Venezia Giulia si osserva una lieve contrazione dei ricavi (-2,6%), a fronte però di una crescita sostenuta dell’occupazione (+10,2%), mentre la redditività resta elevata (85% di imprese con ROE positivo).

Situazione più contrastata in Liguria, dove a un aumento degli occupati (+3,5%) si accompagna una flessione significativa del fatturato (-8,8%), pur in presenza di livelli di redditività solidi (86,5%), con il settore ambientale in evidenza.

Il Trentino-Alto Adige mostra invece un andamento equilibrato, con ricavi in crescita (+2,5%) e occupazione in aumento (+4,7%), accompagnati da una quota elevata di imprese redditizie (87%).

In Valle d’Aosta, nonostante dimensioni più contenute, si registra un forte incremento degli addetti (+10,6%) e una redditività tra le più alte (oltre l’89%), a fronte però di un calo dei ricavi (-4,6%).

L’evento è promosso da Industria Felix Magazine in collaborazione con Cerved, con il patrocinio dell’Unione Industriali Torino e del Tecnopolo del Mediterraneo, e con il supporto di numerosi partner nazionali.

Nel corso della mattinata saranno premiate 42 imprese con sede legale nel Nord Italia, selezionate attraverso un’analisi dei bilanci basata su un algoritmo proprietario che ha individuato le realtà più performanti in termini gestionali e di solidità finanziaria. Le aziende premiate si distinguono per affidabilità, crescita e capacità competitiva, validate anche dal Comitato scientifico del progetto.

Bosconero capitale dell’artigianato

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Al via la 19ª edizione tra eccellenza e inclusione. Diciotto anni di successi per la kermesse piemontese che dal 15 al 17 maggio ospita 170 espositori e tantissimi eventi.

 

A Bosconero (To) torna la “Mostra dell’Artigianato” con una tre giorni pieni di eventi. Si comincia venerdì 15 maggio presso il teatro civico dove alle 21.00 lo scultore Marco Rolando presenta il suo nuovo libro dal titolo “ARIA FORTE”: un debutto nel mondo letterario con il nuovo libro, opera che intreccia il vigore della materia alla leggerezza del pensiero. E si prosegue sabato 16 in compagnia di “Alfred Clown”. Il gruppo porterà a partire dalle 16.00 una ricca carrellata di improvvisazioni all’insegna del divertimento e dell’ilarità. Non mancherà il buon cibo con uno “Street Food” sulle vie della cittadina, accompagnato da una varia cornice di artisti di strada. L’evento, organizzato dall’Associazione Pandorama APS, porterà nel cuore del paese un fitto calendario di attività rivolte a tutte le età e pensate per valorizzare il protagonismo giovanile e la ricchezza della diversità. Si aprirà con dieci laboratori manuali a tema “Terra”, dislocati sotto i gazebo. Animeranno l’intera piazza: un’occasione per bambini, ragazzi e adulti di sperimentare, creare e mettersi in gioco in modo semplice e divertente. A seguire saranno i giovani volontari dell’associazione a prendere la scena con una serie di mini conferenze e dibattiti aperti al pubblico, momenti pensati per dare voce alle nuove generazioni. Alle 18.00, il teatro di Bosconero accoglierà lo spettacolo della compagnia integrata “Metafora”, realtà che lavora con attori con disabilità e che porta sul palco un teatro potente, autentico e profondamente umano. Gli appuntamenti proseguiranno poi in piazza con il concerto poprock della band “Purple Haze”, formazione composta da musicisti con disabilità: due ore di musica adatta a un pubblico di tutte le età. La serata culminerà con uno degli eventi più attesi, alle 21.30 il grande palco allestito in piazza ospiterà lo spettacolo di una compagnia professionale di clown, nello stile che da sempre contraddistingue l’Alfred Clown Festival e che ogni anno conquista grandi e piccini. L’associazione organizzatrice ricorda come anche quest’anno la manifestazione mantenga forte la propria vocazione sociale, proponendo un percorso che intreccia arte, cultura, inclusione e attenzione alle neuro-divergenze e alla disabilità. Domenica 17 maggio la “Mostra dell’Artigianato” metterà in vetrina oltre 170 espositori che daranno vita ad un evento unico che nella passata edizione ha registrato oltre 20.000 visitatori (nella tre giorni). Da piccola vetrina per le eccellenze locali a evento di richiamo regionale: la “Mostra dell’Artigianato” di Bosconero si appresta a festeggiare la sua diciannovesima edizione, confermandosi un appuntamento di spicco nel panorama piemontese. Nata con l’obiettivo di dare visibilità alla maestria, alla creatività e al fascino delle antiche tradizioni artigianali del territorio, la manifestazione organizzata dal Comune di Bosconero con il supporto della CNA ha saputo crescere costantemente, attirando una media altissima di visitatori e diventando un punto di riferimento per appassionati e addetti ai lavori. Anche quest’anno, la giornata di domenica manterrà i suoi tradizionali cantieri tematici dedicati al suono, ai sapori e alla scultura, offrendo un’immersione multisensoriale nel mondo dell’artigianato. Non mancherà la sezione “Arte e Natura”, rivolta a florovivaisti, produttori biologici ed esperti di bioedilizia, a testimonianza di un’attenzione crescente verso la sostenibilità e l’armonia con l’ambiente. Un occhio di riguardo sarà riservato anche ai più piccoli, con animazioni coinvolgenti, emozionanti esibizioni equestri e divertenti giochi. Tra le curiosità più attese spicca l’esposizione di trattori e macchine agricole d’epoca, un affascinante viaggio nel passato agricolo del Novecento. Artigiani, produttori, artisti e scuole professionali provenienti da tutto il Piemonte, dalla Valle d’Aosta, dalla Liguria, dalla Lombardia e persino da Toscana ed Emilia Romagna hanno già confermato la loro partecipazione, promettendo un’offerta variegata e di alta qualità. L’artigianato, in un’epoca segnata dalla crisi delle produzioni industriali di serie, conserva un ruolo fondamentale in termini di qualità e passione, rispondendo alla crescente domanda di prodotti “fatti a mano“. L’ingresso alla mostra è totalmente gratuito, e sono previsti pacchetti turistici per incentivare la visita da fuori regione, promuovendo così la conoscenza del territorio, delle sue tradizioni e della sua storia. Non mancheranno i tradizionali concorsi dedicati agli espositori, sostenuti da numerosi sponsor che credono fin dall’inizio nel valore della manifestazione. Per informazioni, contattare gli uffici comunali ai numeri 011/98.89.616 – 011/98.89.372 (Susanna Zanotti). Oppure scrivere una mail a comune@bosconerocanavese.it.

 

Solo artigiani “veri”: dal 7 aprile stop ai “furbetti”. Multe salate in arrivo

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Per chi usa la denominazione senza essere iscritto all’albo

Stop ai “furbetti” dell’artigianato; dal 7 aprile 2026 cambia una regola fondamentale del mercato, e le denominazioni di “artigianato” e “artigianale” non potranno essere più utilizzate in modo improprio. Entrerà, infatti, in vigore la legge annuale per le PMI che riserva l’uso di questi termini esclusivamente alle imprese iscritte all’albo delle imprese artigiane. Una svolta attesa da anni e sostenuta con determinazione da Confartigianato, che impone multe salate a chi viola la norma, sanzioni fino all’1% del fatturato con un minimo di 25 mila euro. Per Confartigianato Imprese Piemonte si tratta di un passaggio strategico non soltanto sul piano della concorrenza, ma anche della lotta al falso ‘Made in Italy’, che continua a sottrarre valore all’economia reale.

Nel 2024 l’analisi regionale del rapporto Iperico 2024 posiziona il Piemonte come quinta regione italiana con il più alto numero di merce sequestrata, con 6,3 milioni di pezzi e +553% rispetto al 2023. Un segnale d’allarme per il ‘Made in Italy’, che attraversa una fase delicata e si trova a dover rafforzare la trasparenza e la legalità lungo tutta la filiera produttiva. Nonostante un decennio difficile, che ha visto la chiusura di 128 mila aziende, l’artigianato italiano ha chiuso il 2025 all’insegna della resistenza: con 1,23 milioni di imprese attive, il settore mostra una stabilità che incoraggia, segnata da un saldo positivo tra aperture e chiusure di 187 unità.

“La norma segna un punto di svolta – sottolinea Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – perché introduce finalmente un presidio giuridico contro pratiche ingannevoli che hanno alimentato per anni una concorrenza sleale. Difendere il termine ‘artigianale’ significa difendere un modello produttivo fatto di competenze, qualità e legame con il territorio”.

Nel solo Piemonte operano oltre 113 mila imprese artigiane, che rappresentano una componente essenziale del sistema economico regionale e contribuiscono in modo significativo all’export di qualità. La possibilità di distinguere in modo netto ciò che è artigiano da ciò che non lo è, rafforza la credibilità dell’intero sistema.

“È una tutela per i consumatori – conclude Giorgio Felici – che da oggi avranno una garanzia in più sulla veridicità di ciò che acquistano, ma anche un riconoscimento concreto del valore delle nostre imprese. Dopo anni di ambiguità, si chiude la stagione dei ‘furbetti’ e si apre una nuova fase di trasparenza e legalità del mercato”.

Mara Martellotta

Idee, impresa e futuro: il viaggio dell’imprenditoria femminile passa da Torino

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La mostra “Made in Italy impresa al femminile”, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy in collaborazione con la Federazione dei Cavalieri del Lavoro e la Fondazione Marisa Bellisario, prosegue il suo itinerario facendo tappa a Torino, presso il Grattacielo Piemonte, dopo essere stata ospitata a Roma e Milano.

Dal 7 al 24 aprile, grazie alla collaborazione con la Regione Piemonte, sarà possibile visitare il percorso espositivo dedicato a oltre 100 imprenditrici italiane che si sono distinte nei rispettivi ambiti, contribuendo in modo significativo allo sviluppo economico, sociale e civile del Paese.

L’inaugurazione si è svolta oggi alla presenza dell’assessore al Patrimonio della Regione Piemonte Gian Luca Vignale, del direttore dell’Assessorato al Lavoro, Formazione Professionale e Diritto allo Studio della Regione Piemonte Giovanni Bocchieri, della rappresentante della Casa del Made in Italy di Torino Milena Orso Giacone, della referente piemontese della Fondazione Bellisario Valeria Ferrero, della rappresentante della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro Franca Audisio Rangoni, della presidente del Comitato Impresa Donna del MIMIT Valentina Picca Bianchi e di numerose imprenditrici protagoniste della mostra, tra cui Brigitte Sardo, anche presidente del Comitato imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Torino.

Allestita in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, la mostra propone un percorso articolato che affianca le esperienze di grandi imprenditrici del passato a quelle di protagoniste contemporanee e startupper. Attraverso fotografie, video e oggetti simbolici, vengono raccontate storie che attraversano tutti i principali settori produttivi italiani: dalla moda all’elettronica, dalla cinematografia alla ristorazione, dalle cantine più prestigiose all’informatica, dalla farmaceutica all’aerospazio, dall’artigianato alla cosmesi, dall’industria armatoriale all’acciaio, dalla musica all’editoria, fino al turismo e all’enogastronomia. Ne emerge un racconto corale fatto di coraggio e determinazione, che testimonia il contributo fondamentale delle donne alla crescita del Paese. Alcune delle imprenditrici presenti sono state insignite del titolo di Cavaliere del Lavoro e hanno ricevuto anche il “Premio Marisa Bellisario”.

Tra le imprenditrici selezionate figurano anche quattro rappresentanti del Piemonte: Elena Miroglio (Miroglio Fashion, Alba), Brigitte Sardo (Sargomma, Torino), Teresa Novarese Cerutti (Gruppo Cerutti, Casale Monferrato) ed Elisa Farinetti (Broken Arms Games, Acqui Terme).

“Aprire la casa dei piemontesi ad una mostra di tale valenza – ha affermato Gian Luca Vignale, assessore al Patrimonio della Regione Piemonte – costituisce per noi un doppio valore, in quanto oltre che luogo di lavoro il nostro Grattacielo vuole essere anche uno spazio di frequentazione per i cittadini. Inoltre, viene rappresentata una parte importante del tessuto imprenditoriale del Piemonte come le sue imprese femminili di eccellenza, attive nei comparti più diversi”.

“Questa mostra mette in luce il contributo delle donne alla costruzione del Made in Italy” ha dichiarato Valentina Picca Bianchi, presidente del Comitato Impresa Donna presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Oggi in Italia le imprese femminili sono circa un milione e trecentomila e rappresentano una componente strutturale del nostro sistema produttivo. Portare l’esposizione fuori dal Ministero e avviare un tour nelle città italiane significa far circolare queste storie nei territori, contaminare contesti diversi e stimolare nuove generazioni verso l’imprenditoria femminile e giovanile. La narrazione dell’impresa ha un valore generativo: le storie di imprenditrici diventano esempi che ispirano altre storie e nuove imprese. Perché le storie d’impresa, quando vengono raccontate, non restano solo memoria: diventano futuro”, ha aggiunto.

La mostra è realizzata con il supporto tecnico di Invitalia, soggetto gestore del programma Imprenditoria Femminile previsto dal PNRR e finanziato con risorse Next Generation EU (NGEU).

Orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00; sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00.
Sede: Grattacielo Piemonte, piazza Piemonte 1, Torino.

Coldiretti Piemonte, per la Pasqua vince la vacanza di prossimità

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L’agriturismo è la scelta vincente in seguito ai rincari della guerra sui voli

Quest’anno vince la vacanza di prossimità nel segno della tranquillità e della buona cucina per le feste di Pasqua. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti/Terra Nostra Campagna Amica diffusa in occasione del weekend pasquale, segnato quest’anno dell’incertezza legata al conflitto, che si riflette anche sui prezzi dei biglietti aerei e sui carburanti. Questo fenomeno ha spinto oltre 2 milioni di italiani a rinunciare a viaggiare all’estero, optando per una meta all’interno dei confini nazionali, secondo un’indagine di Coldiretti/Ixe’.

La vacanza all’interno della propria regione di residenza rappresenta ben il 44% delle scelte per la Pasqua 2026.

“Il trend è quello di privilegiare un’offerta capace di unire ospitalità, ristorazione ed esperienza vicino a casa, di cui proprio l’agriturismo rappresenta l’espressione migliore – spiega Stefania Grandinetti, presidente di Terra Nostra Piemonte – è un’offerta concreta, radicata sul territorio, che risponde a bisogni reali di sicurezza, autenticità, sana alimentazione, natura e ambiente. La cucina contadina si conferma il motore più potente legato a questa scelta: i viaggiatori mostrano una crescente propensione a costruire il proprio viaggio attorno all’ enogastronomia e all’identità di territori”.

“Le presenze di origine nazionale dovrebbero dunque controbilanciare nelle campagne l’atteso calo di turisti stranieri a causa della guerra in Iran – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – l’incertezza legata alla guerra mette in dubbio soprattutto gli arrivi degli americani, mentre la difficile situazione economica della Germania limita le ferie dei vacanzieri tedeschi. Il Piemonte ha variegate opportunità: dalle città ai laghi, dalla montagna alla collina. Oltretutto non mancano i piccoli borghi che valorizzano le eccellenze locali e custodiscono la biodiversità”.

Gian Giacomo Della Porta

È l’Asti Docg il Vino piemontese dell’Anno 2026.

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 Cirio e Bongioanni: «Il vino piemontese più esportato nel mondo, un ambasciatore dell’Eccellenza Piemonte». A Vinitaly la presentazione e il debutto del cocktail Asti-Vermouth

È l’Asti Docg il Vino piemontese dell’anno 2026. Lo ha designato la Giunta regionale del Piemonte su proposta dell’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e pesca, Parchi Paolo Bongioanni. L’Asti Docg raccoglie il testimone dall’Alta Langa Docg, Vino dell’anno 2025.

Il Vino dell’anno è il testimonial che accompagna le iniziative promozionali rivolte al grande pubblico e agli operatori quali fiere, borse, presentazioni, manifestazioni istituzionali che la Regione, anche in collaborazione con Consorzi di Tutela, Enti locali, Associazioni, aziende agricole e altri soggetti, dedica ai prodotti agroalimentari piemontesi di qualità certificata e che dal 2025 si possono fregiare del brand “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”.

Spiega il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio«Con una produzione annua di 100 milioni di bottiglie esportate per il 90%, l’Asti Docg nelle due tipologie Asti e Moscato d’Asti è il vino piemontese più diffuso nel mondo. Per questo può rappresentare un traino fortissimo per far conoscere le produzioni agroalimentari piemontesi, che per le loro caratteristiche qualitative, i metodi di produzione, la loro storia, e il legame con i rispettivi territori di coltivazione e lavorazione, offrono un alto valore aggiunto e sono parte fondamentale della nostra economia e del nostro export».

Sottolinea l’assessore Bongioanni«Il Piemonte si sta impegnando con energia per rimontare il gap storico fra un agroalimentare d’eccellenza, che da solo copre il 20% delle produzioni italiane a qualità certificata, e un’immagine che ancora non rende giustizia alle sue potenzialità. Associare all’immagine del Piemonte il nostro vino più esportato nel mondo è sicuramente una grande risorsa per mettere in moto quel volano virtuoso in grado di connettere produttori e filiere, aprire nuovi mercati, consumi e turismo e sviluppare nuove opportunità di crescita per il nostro territorio».

L’Asti Docg Vino dell’anno 2026 sarà presentato ufficialmente lunedì 13 aprile alle 15.45 nell’Auditorium dello Spazio Piemonte al Vinitaly 2026. E sempre lunedì 13 alle 18 nella lounge dello stand verrà lanciato il nuovo cocktail a base di Asti Docg Vermouth di Torino Igp, altro straordinario prodotto del Piemonte. Il nome del mix sarà scelto attraverso un contest organizzato dal Consorzio di Tutela in collaborazione con la Direzione agricoltura della Regione. Sarà possibile votare le 4 proposte sulla pagina Instagram @piemonteis_eccellenzapiemonte. Il nome prescelto sarà svelato dopo Vinitaly.

Confidi, cresce il credito direttamente alle imprese

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COMITATO TORINO FINANZA: RAPPORTO CONFIDI 2026

STOCK DI GARANZIE PER 7,4 MILIARDI ALLE PMI

 

A fine 2025 questi consorzi erano 164. In crescita l’erogazione di credito diretto alle imprese. Vladimiro Rambaldi: “Il sistema dei Confidi continua a rivestire un ruolo importante nell’affiancamento e nell’accompagnamento delle PMI”.

 

Alla fine del 2025 i Confidi in Italia erano 164, di cui 30 Confidi maggiori e 134 minori. Il numero è in diminuzione di 15 unità rispetto all’anno precedente (due Confidi maggiori in meno per effetto di fusioni; 13 in meno fra i minori). I Confidi italiani detengono complessivamente (31/12/2024) 7,4 miliardi di euro di stock di garanzie (-4,%). In un solo anno ne hanno emesse per circa 2,7 miliardi (-3%). In crescita l’erogazione di credito direttamente alle imprese da parte dei Confidi maggiori: oltre 600 milioni di euro a fine 2025, con un +6,7% rispetto al 2024. Sono i numeri più significativi che fotografano l’attività di questi consorzi la cui funzione fondamentale è agevolare l’accesso al credito alle PMI attraverso il rilascio di garanzie a favore delle banche. Lo stato di salute di questi enti viene valutato nel Rapporto 2026 dell’Osservatorio permanente sui Confidi, che il Comitato Torino Finanza ha presentato oggi a Roma.

I lavori sono stati introdotti da Vladimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza, e da Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino. Nel vari interventi si è parlato del futuro dei Confidi, che si devono confrontare con i sistemi statistici automatizzati (credit scoring) utilizzati da banche e finanziarie per vagliare l’affidabilità creditizia di chi richiede un prestito, con il peso sempre maggiore per le imprese dei fattori di sostenibililità (ESG), con il ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi di valutazione del credito.

E’ dal 2005 che il Comitato Torino Finanza realizza questa ricerca con cui analizza il mercato italiano delle garanzie fidi, seguendone l’andamento anche alla luce dell’evoluzione normativa e proponendo alcuni spunti di discussione sulle politiche pubbliche di cui i Confidi sono destinatari e attuatori.

Il rapporto dimostra – afferma Vladimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza – che il sistema dei Confidi continua a rivestire un ruolo importante nell’affiancamento e nell’accompagnamento delle imprese di minori dimensioni e che si sta evolvendo per stare al passo con i tempi. E così vediamo che è divenuta una realtà ormai consolidata l’erogazione di credito diretto da parte dei Confidi maggiori, i quali svolgono in questo modo una importante funzione di supplenza, ovviando, almeno in parte, al fabbisogno di finanza proveniente dal tessuto delle micro e piccole imprese. Nel campo della sostenibilità i Confidi sono in grado di fare da cerniera tra la piccola impresa e la banca ed evitare che i cosiddetti fattori ESG, ormai destinati a incidere in maniera crescente sull’erogazione del credito, si trasformino in un ulteriore e incompreso fattore di complessità amministrativa. Infine, i Condidi sono consapevoli dell’ utilità dell’intelligenza artificiale nei processi di valutazione del merito creditizio e grazie alla loro prossimità, conoscenza del territorio e comprensione del contesto economico dell’impresa possono ridurre l’asimmetria informativa sulle PMI”.

Nel rapporto emerge che la solidità patrimoniale dei Confidi sia maggiori che minori è giudicabile come adeguata in relazione ai rischi assunti, anche se per quanto riguarda la sostenibilità economica del core business dei Confidi – l’erogazione di garanzie sul credito alle PMI – la quasi totalità fa registrare un rapporto fra costi e ricavi operativi della gestione caratteristica non sufficiente (87% dei Confidi maggiori e l’81% del campione dei Confidi minori).  Solo negli ultimi 3 esercizi (2022-2024) i Confidi maggiori e quelli minori del campione hanno cumulato un margine operativo negativo per 149 milioni di euro (-121 milioni i confidi maggiori, -28 milioni i confidi minori). Tale situazione è solo in parte compensata dagli aspetti non core della gestione, il principale dei quali è l’attività di investimento della liquidità detenuta.

Ma il punto chiave – è stato sottolineato dagli estensori del rapporto, Diego Bolognese e Gianmarco Paglietti – è che ormai il valore dei Confidi non sta solo nel mitigare il rischio, ma nel saperlo leggere meglio. Il futuro dei Confidi non si gioca solo sulla quantità di credito attivato, ma sulla qualità delle informazioni che sono in grado di produrre e governare. Perché, oggi, il vero vantaggio competitivo non è avere meno rischio, ma essere più leggibili.