IOLAVORO arriva a Beinasco
Al Palazzetto dello Sport l’ultima tappa del 2025 del più grande evento del lavoro del Piemonte
Elena Chiorino, vicepresidente Regione Piemonte: «Il nostro impegno è semplice e ambizioso: costruire lavoro vero, liberare energia e dare ai ragazzi la certezza che il futuro non va temuto, ma costruito insieme»
Un nuovo impulso, una nuova casa, la stessa missione: mettere in contatto chi cerca lavoro e chi lo offre, costruendo un ponte stabile tra formazione, imprese e futuro.
IOLAVORO arriva a Beinasco il 27 novembre novembre 2025, al Palazzetto dello Sport (Via Pio La Torre 3).
L’edizione di Beinasco – organizzata da Regione Piemonte e da Agenzia Piemonte Lavoro – si presenta con numeri significativi: saranno presenti 56 realtà, tra cui 29 imprese, 22 agenzie per il lavoro, 2 enti formativi e 3 di formazione, e verranno messi a disposizione dei candidati 358 annunci di lavoro per un totale di circa 1.000 posizioni aperte, oltre a 400 studenti.
Accanto alle imprese saranno presenti tutti gli attori istituzionali che costituiscono l’ossatura del sistema lavoro piemontese: Regione Piemonte, ITS Academy, Agenzia Piemonte Lavoro, EURES, INPS, INAIL, LegaCoop Piemonte, Carabinieri e Vigili del Fuoco. Una rete vasta, che dimostra la solidità e la capacità di coordinamento della Regione.
IOLAVORO Beinasco rafforza in modo particolare l’attenzione verso i giovani, moltiplicando gli spazi di orientamento e arricchendo il programma con talk motivazionali, spettacoli, laboratori e incontri dedicati alle scuole medie, superiori e primarie.
Tra le novità più importanti di questa edizione, un ruolo centrale lo avrà l’Area Demo “Scopri il tuo talento”, una vera e propria piazza delle competenze che consentirà agli studenti di provare e vivere in prima persona mestieri e professioni reali. Saranno proposte esperienze dimostrative, realizzate grazie alla collaborazione degli enti formativi e degli ITS Academy.
È un’offerta che attraversa l’intero spettro delle professioni del futuro: artigianato, sicurezza, servizi, industria, digitale e creatività. Un modo concreto per aiutare i giovani a orientarsi, far emergere inclinazioni e mostrare alle imprese una platea di nuovi talenti motivati e consapevoli.
A sottolineare il valore di questa edizione è il vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino: «Rinnovare IOLAVORO significa dare un segnale chiaro: Beinasco e il Piemonte non si limitano ad accompagnare il cambiamento, lo guidano. Vogliamo parlare ai giovani con un linguaggio nuovo, offrire loro esperienze concrete, far scoprire talenti e vocazioni».
«Oggi più che mai – ha proseguito il vicepresidente – i ragazzi hanno bisogno di strumenti reali, non di slogan: per questo abbiamo costruito un programma ricchissimo, capace di unire orientamento, formazione ed esperienze immersive come le nostre aree Demo. Allo stesso tempo non dimentichiamo la nostra missione principale: tutelare l’occupazione e sostenere le imprese. Le circa 1.000 posizioni aperte dimostrano che il Piemonte cresce, investe e produce opportunità. È la conferma che le politiche attive funzionano quando c’è una regia forte, coesa e responsabile, in piena sinergia con il Governo».
«Il nostro impegno è semplice e ambizioso: costruire lavoro vero, liberare energia e dare ai ragazzi la certezza che il futuro non va temuto, ma costruito insieme, rendendoli consapevoli di quanto siano anche loro parte di quel Made in Italy che tutto il mondo ci invidia» ha concluso Chiorino.
Con IOLAVORO Beinasco la Regione conferma la sua doppia missione: avvicinare i giovani al mondo del lavoro con strumenti moderni e coinvolgenti, e allo stesso tempo supportare le imprese favorendo un incrocio domanda-offerta sempre più efficace.
L’evento è gratuito, aperto a tutti, e la partecipazione è libera senza necessità di iscrizione preventiva.
Tutte le informazioni e il programma completo sono disponibili su www.iolavoro.org.
Dal piano di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale al centro di ricerca del Museo Egizio, fino al rafforzamento dell’ecosistema dell’innovazione, la Fondazione CRT ha presentato alle OGR Torino le linee strategiche per il triennio 2026-2028: un percorso che mette a disposizione 620 milioni di euro per il territorio, di cui 350 destinati alle erogazioni e 270 agli investimenti per lo sviluppo territoriale.
L’evento, dal titolo “Dare Spazio al Valore”, ha riunito oltre 500 rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico, della ricerca e del Terzo Settore, per illustrare le direttrici strategiche del prossimo triennio.
Presentando il nuovo piano, la Presidente Anna Maria Poggi ha sottolineato come il ruolo delle fondazioni bancarie oggi non sia solo sostenere, ma agire come soggetti innovatori, tessitori e sussidiari, capaci di abilitare processi, rafforzare ecosistemi e accelerare percorsi che rendano il territorio inclusivo e competitivo: “Il nostro piano pluriennale accompagna lo sviluppo con un contributo sostenibile, strutturato e misurabile, trasformando risorse e idee in opportunità concrete. Il nostro compito è individuare le energie migliori, valorizzarle e metterle in relazione, contribuendo a creare contesti in cui persone, istituzioni e comunità possano crescere insieme. Il supporto degli attori presenti oggi e della banca conferitaria UniCredit, rafforza ulteriormente la capacità di connettere risorse, progetti e comunità”.
Il Segretario Generale Patrizia Polliotto ha ricordato che il patrimonio della Fondazione non è un fine, ma uno strumento al servizio del territorio: “Presentare qui, alle OGR, questo nuovo corso è la prova tangibile di come, negli anni, siamo riusciti a moltiplicare il valore del patrimonio non solo grazie a una gestione rigorosa e competente, ma soprattutto grazie a una squadra capace di trasformare idee in progetti concreti e generare sviluppo reale. Continueremo a farlo con responsabilità e visione, mettendo le nostre competenze al servizio delle comunità e delle istituzioni con cui collaboriamo ogni giorno”.

I tre dibattiti tematici dell’evento hanno approfondito le principali direttrici del piano.
Sul capitale umano e il talento, sono intervenuti Andrea Orcel (UniCredit) e Lorenzo Pregliasco (YouTrend). Il contesto mostra sfide significative: l’Italia è penultima in Europa per giovani laureati (31,6% vs 44,1% UE) e persistono forti divari sociali nell’istruzione. A riguardo Orcel ha dichiarato: “In UniCredit crediamo che il nostro sostegno alle comunità locali non sia solo una responsabilità ma anche un investimento cruciale per il futuro. Apprezziamo l’annuncio odierno della Fondazione CRT che riflette il suo impegno nel promuovere l’innovazione e l’istruzione come pilastri essenziali per affrontare le sfide della nostra società. Supportando i talenti locali e dotandoli di tutte le competenze necessarie per l’era digitale, miriamo ad abbattere le divisioni sociali nell’istruzione e a creare opportunità per tutti. Insieme, stiamo cercando di coltivare un ambiente inclusivo che consenta alle persone di prosperare e contribuire a un’economia più competitiva e sostenibile”.
Sul territorio e la qualità della vita, hanno partecipato il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo e Viviana Pinto (Discentis). Il confronto ha messo in luce come politiche urbane, infrastrutture e offerta culturale siano fattori determinanti per l’attrattività: a cinque anni dal titolo, infatti, solo il 59% dei laureati formati in Piemonte resta a lavorare nella regione (il 47% nella sola provincia di Torino), che è al di sotto della media europea come PIL pro capite.
“Per la Regione Piemonte la collaborazione con la Fondazione CRT rappresenta davvero un valore aggiunto per il nostro territorio e per le nostre politiche di sviluppo perché ci consente di dare forza ad alcuni asset strategici investendo in cultura, sostenibilità e crescita – dichiara il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Oggi qui celebriamo una sinergia che si rinnova e che è ogni giorno a supporto del nostro Piemonte nell’affrontare le sfide del futuro in un mondo sempre più complesso e globale”.
“Torino, oggi – spiega il Sindaco Stefano Lo Russo – è un laboratorio dove si sperimenta il futuro: nella transizione digitale, nell’innovazione sostenibile, nell’alta formazione universitaria, nella cultura come leva di sviluppo, nella gestione intelligente dei flussi turistici. Abbiamo rafforzato la nostra credibilità internazionale e siamo sempre più attrattivi per gli investimenti esteri e come città da visitare ma anche dove studiare, lavorare, vivere. Siamo convinti che la direzione intrapresa, che vede le istituzioni lavorare insieme per obiettivi di crescita condivisi – un impegno in cui si inseriscono certamente anche gli importanti investimenti che la Fondazione CRT mette in campo – per rendere Torino e il nostro territorio sempre più attrattivi sia quella giusta e che questa capacità di guardare al futuro coniugando crescita e qualità della vita sarà un potente motore di sviluppo”.
Sull’innovazione e le idee, hanno discusso Marco Casale (CFO Fondazione CRT), Fabio Pammolli (AI4I), Alessandro Vespignani (ISI Foundation), Tatiana Rizzante (Reply) e David Avino (Argotec). Il confronto ha evidenziato come la trasformazione tecnologica stia ridisegnando l’economia territoriale: a Torino il 27,6% delle startup opera nel Deep Tech, un settore che in Europa rappresenta ormai il 44% degli investimenti tecnologici. Parallelamente, la filiera industriale vive un riposizionamento profondo: un’azienda su dieci (12%) valuta l’uscita dal comparto automotive per orientarsi verso aerospazio, nautica, elicotteristica e ferroviario. Un’evoluzione che richiede nuove competenze, ricerca avanzata e infrastrutture capaci di rafforzare l’ecosistema dell’innovazione.
Le conclusioni dell’evento sono state affidate al Ministro della Difesa Guido Crosetto.
La strategia 2026–2028 della Fondazione CRT si sviluppa attorno a cinque ambiti chiave – pienamente coerenti con i valori della Fondazione Cura, Crescita e Meraviglia – individuati grazie a un ampio percorso di ascolto che ha coinvolto tutte le province del Piemonte e della Valle d’Aosta e a un’indagine esplorativa capillare sul territorio.
“Benessere e prossimità”: interventi rivolti alle persone che vivono fragilità nelle relazioni, nell’accesso ai servizi essenziali e nelle opportunità di inclusione – con particolare attenzione ad anziani soli, minori e giovani, persone immigrate, persone con disabilità e nuclei in difficoltà – per accrescere autonomia e benessere attraverso servizi dedicati; “educazione e autonomia”: azioni dedicate a favorire autonomia e benessere attraverso un’istruzione inclusiva, capace di ridurre disuguaglianze educative e di connettere meglio scuola e futuro professionale; “lavoro accessibile”: iniziative volte a rendere più accessibile il mercato del lavoro per chi affronta ostacoli maggiori, accompagnando giovani, donne e persone vulnerabili verso opportunità concrete, colmando i divari di competenze e rafforzando il raccordo tra scuola, servizi e imprese; “comunità partecipi”: progetti che rafforzano la partecipazione civica, sociale e culturale, rigenerando legami e coinvolgendo le persone nella vita collettiva, contrastando il crescente distacco dalla sfera pubblica e l’aumento delle condizioni di solitudine che colpiscono soprattutto giovani e anziani; “conoscenza che innova”: investimenti in ricerca di base e applicata, trasferimento tecnologico e sviluppo di competenze nei settori emergenti, sostenendo collaborazioni tra università e industria, start-up innovative ad alto contenuto tecnologico e partenariati pubblico-privati nei settori strategici del territorio per rafforzare la capacità del territorio di innovare e crescere.
Tra i progetti emblematici del nuovo triennio, la Fondazione lancerà un ampio programma di alfabetizzazione all’intelligenza artificiale destinato a scuole, Pubblica Amministrazione ed enti del Terzo Settore, per aumentare consapevolezza e competenze tecnologiche; sarà inoltre istituito un centro di ricerca e documentazione al Museo Egizio dedicato allo studio della cultura materiale scritta dell’Antico Egitto, che coniugherà le esigenze della ricerca filologica e linguistica facendo ricorso anche alle più avanzate tecnologie, posizionando ulteriormente la storica egittologica di Torino a livelli di leadership internazionale. Infine sarà rafforzato l’ecosistema dell’innovazione attraverso il sostegno alle infrastrutture e allo sviluppo delle competenze, in collaborazione con i principali attori industriali e dell’innovazione del territorio (OGR Torino, Atenei, Digital Revolution House, Istituto AI4I, ISI Foundation).
TORINO CLICK
Quando il Piemonte investe sulla tua impresa
Il Piemonte è la prima Regione italiana per livello di spesa validata nell’ambito del FESR 2021–2027, con oltre 4.000 imprese già sostenute e altre 1.500 aziende attese nel prossimo biennio.
Degli oltre 800 milioni di euro destinati alle imprese, circa 300 milioni risultano già certificati dalla Commissione Europea, le risorse rimanenti sono in fase di erogazione o disponibili per le nuove adesioni.
“L’Europa investe sul Piemonte, il Piemonte investe sulla tua impresa!”, promosso da Synergie Italia, con il patrocinio della Regione Piemonte, venerdì 21 novembre presso la Sede ONU – Padiglione Piemonte, ha visto la partecipazione di oltre 80 aziende del territorio. L’iniziativa si è inserita nell’ambito delle attività dedicate al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2021-2027, come momento di confronto e approfondimento dei risultati e delle possibilità ancora aperte del Programma.

Dall’incontro è emerso che degli oltre 800 milioni di euro destinati alle imprese nell’ambito del FESR, circa 300 milioni risultano già certificati dalla Commissione Europea, confermando il Piemonte quale prima Regione italiana per livello di spesa validata. Le risorse rimanenti sono in fase di erogazione o disponibili per nuove adesioni, con termine ultimo di utilizzo fissato al 31 dicembre 2030. Il “pacchetto” di misure per le imprese si articola su tre linee strategiche: sostegno agli investimenti e all’accesso al credito, con gran parte delle risorse già impiegate; interventi per l’efficienza energetica e la riduzione dei costi, che hanno registrato un utilizzo di circa il 50% dei fondi disponibili; azioni per la competitività, che hanno registrato un livello di utilizzo analogo agli altri ambiti di intervento. Ad oggi oltre 4.000 imprese piemontesi hanno beneficiato di contributi a fondo perduto, strumenti finanziari e voucher innovazione. Si stima che altre 1.500 imprese potranno accedere ai fondi residui nel prossimo biennio. Nel corso dell’evento è stato inoltre annunciato un nuovo bando regionale dedicato all’inserimento di ricercatori nelle imprese, con l’obiettivo di rafforzare il trasferimento tecnologico e la collaborazione tra sistema produttivo e mondo della ricerca.
“Questi dati – ha dichiarato Andrea Tronzano, Assessore regionale al Bilancio, allo Sviluppo delle Attività Produttive e all’Internazionalizzazione – dimostrano che il Piemonte sa programmare bene, governando con responsabilità. Abbiamo scelto di impiegare le risorse europee per rafforzare il sistema produttivo, sostenere chi investe, valorizzare competenze e innovazione. Ogni misura attivata contribuisce a creare un contesto solido, capace di attrarre investimenti e accompagnare le imprese nelle transizioni in corso. È così che vogliamo continuare a costruire uno sviluppo concreto, duraturo e coerente con le reali esigenze del territorio”.
In sintesi, l’evento, realizzato in collaborazione con Confindustria Cuneo, Commissione Pari Opportunità Donna Uomo del Piemonte, ANDAF Piemonte e Valle d’Aosta e CDAF, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, aziende e attori economici del territorio sulle politiche e sugli strumenti a sostegno dello sviluppo piemontese. Sono intervenuti: Andrea Tronzano, Assessore regionale al Bilancio, allo Sviluppo delle Attività Produttive e all’Internazionalizzazione; Giuliana Fenu, Direttore per la Competitività del Sistema Regionale – Regione Piemonte; Paolo Furno, Dirigente Regione Piemonte; Marcella Mauro, Presidente ANDAF Piemonte e Valle d’Aosta – Associazione Nazionale Direttori Finanziari; Luisa La Vecchia, Regional Key Account Manager Synergie Italia; e Simona Tansini, Chief Commercial Officer Synergie Italia. Ha moderato l’incontro la giornalista Simona De Ciero.
Mara Martellotta
La Regione valorizza il patrimonio tartufigeno
Il viaggio di Tuber Next Gen 2025, il percorso regionale dedicato alla pianificazione e alla valorizzazione del patrimonio tartufigeno piemontese, si è concluso ieri a Torino, nel giorno della Giornata nazionale degli alberi.
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Dopo le tappe di Alba, Asti e Alessandria, il Grattacielo Piemonte ha accolto l’ultimo appuntamento di un percorso che, tappa dopo tappa, ha raccolto l’interesse di amministratori, tecnici, professionisti, associazioni di cercatori e realtà territoriali. Un coinvolgimento che ha confermato quanto la tutela del tartufo sia percepita come un tema strategico non solo dal mondo agricolo e forestale, ma anche da chi si occupa di pianificazione, gestione del paesaggio e sviluppo urbano.
Al centro del confronto torinese le nuove Carte di Attitudine dei Suoli alle Produzioni Tartufigene e le Carte di Potenzialità Territoriale elaborate per la Regione da IPLA, strumenti conoscitivi aggiornati che tengono insieme qualità dei suoli, uso del territorio, presenza di foreste, filari e aree agricole, offrendo un quadro indispensabile per orientare le scelte di gestione e protezione del patrimonio tartufigeno.
All’incontro sono intervenuti l’assessore alla Pianificazione territoriale, Urbanistica, Biodiversità e Tartuficoltura Marco Gallo, il consigliere delegato della Città Metropolitana di Torino Alessandro Sicchiero, i rappresentanti dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali e dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori.
«La tappa di Torino conclude un percorso che ha visto una buona partecipazione da parte dei territori – ha dichiarato l’assessore Gallo –. In ogni provincia abbiamo trovato un interesse profondo per il patrimonio tartufigeno, che è prima di tutto un patrimonio di suoli, boschi, biodiversità e paesaggio. Con Tuber Next Gen abbiamo messo a sistema questi elementi, facendo dialogare strumenti tecnici e conoscenza locale. La crescita delle superfici vocate individuate e la qualità dei contributi dei partecipanti dimostrano che il Piemonte ha la capacità di guardare lontano, unendo pianificazione e cura del territorio».
Così il consigliere di Città Metropolitana, Sicchiero: «Puntare sul nostro patrimonio tartufigeno è fondamentale e la Città metropolitana è parte attiva di questo percorso. L’utilità delle Carte è molto alta per i Comuni, sia sul piano agricolo e colturale, sia per la tutela del patrimonio tartufigeno. È fondamentale promuovere comportamenti consapevoli da parte dei cittadini, attraverso una comunicazione chiara che aiuti a proteggere il nostro territorio. In Piemonte le aree vocate si sono ridotte anche a causa dei cambiamenti climatici, tema che è stato giustamente richiamato».
Torino e provincia: un territorio che cresce nella conoscenza e nella pianificazione
Nel territorio della Città Metropolitana di Torino, le superfici vocate ricadono in tre Ambiti di Integrazione Territoriale, Torino, Chivasso e Chieri. Ambiti nei quali il Piano Territoriale Regionale pone obiettivi chiave legati anche alla valorizzazione del patrimonio agricolo e forestale, alla tutela del paesaggio rurale e allo sviluppo della gestione forestale sostenibile.
Su questa struttura si innestano le nuove Aree Forestali, tra cui l’Area 22 “Torinese e Chierese” e l’Area 24 “Chivassese”, all’interno delle quali saranno predisposti i Piani Forestali di Indirizzo Territoriale.
Il lavoro del PFIT potrà contare su un quadro conoscitivo aggiornato: dalle carte forestali alla viabilità silvo-pastorale, fino alla nuova edizione della carta pedologica e delle attitudini tartufigene. È proprio quest’ultima ad aver evidenziato un cambiamento significativo: la superficie vocata è infatti passata da circa 5.000 a 22.000 ettari, con 2.000 ettari ad alta attitudine e 20.000 a media attitudine.
Anche il numero dei Comuni vocati cresce sensibilmente. Ai 24 già riconosciuti negli anni scorsi si aggiungono oggi Baldissero Torinese, Cambiano, Chieri, Moncalieri, Pavarolo, Pecetto Torinese e Trofarello, per un totale di 31 Comuni. Territori caratterizzati da una forte presenza di ambienti favorevoli dal punto di vista ecologico alle specie tartufigene.
Accanto all’attitudine dei suoli, le nuove Carte di Potenzialità Territoriale integrano dati su urbanizzazione, colture agrarie e soprassuolo forestale, mostrando come querceti, saliceti, pioppeti e filari rurali possano incrementare la capacità produttiva anche in aree dove l’attitudine è solo media o bassa. Sotto questa lettura, il territorio metropolitano presenta circa 19.000 ettari a potenzialità alta o media, con una parte significativa di suoli inizialmente a bassa attitudine che, grazie alla presenza di foreste o filari, riescono a esprimere, nei contesti rurali e urbani, valori di potenzialità più elevati.
Partecipazione e qualità dei contributi: un percorso che rafforza il ruolo del Piemonte
Il ciclo Tuber Next Gen ha registrato una partecipazione costante: circa 200 persone, tra amministratori, tecnici forestali, agronomi, trifolau, rappresentanti delle associazioni agricole e di categoria hanno preso parte al tour.
È emersa una forte richiesta di informazioni e di una maggiore consocienza di strumenti di consultazione immediati, come il Geoportale regionale, che già pubblica tutte le carte aggiornate. Prezioso il primissimo contributo del mondo dei professionisti della pianificazione urbanistica e paesaggistica, che ha offerto una prospettiva di lavoro comune sulle dinamiche di tutela del paesaggio rurale.
Tra i temi da sviluppare nel prossimo futuro, un dialogo sempre più strutturato con il sistema camerale, in particolare per quanto riguarda il rafforzamento delle filiere forestali e le possibilità di realizzare compensazioni ecologiche scegliendo boschi e aree vocate del territorio piemontese.
Le nuove indennità tartufigene: uno strumento più efficace e vicino ai Comuni
Parallelamente al percorso di pianificazione, la Regione Piemonte ha aggiornato il sistema delle indennità per la conservazione del patrimonio tartufigeno.
La revisione adegua i contributi al valore ecologico delle piante tartufigene: fino a 20 euro per le querce, 18 euro per le altre specie idonee e 12,50 euro per il nocciolo. Le nuove disposizioni ampliano inoltre la finestra temporale dei Comuni per le istruttorie delle domande e chiariscono i criteri per individuare i raccoglitori esperti indicati dalle associazioni che affiancheranno le Commissioni comunali, garantendo un’applicazione più uniforme e attenta alle esigenze dei territori. Il nuovo bando è aperto: le domande si possono presentare fino al 27 gennaio 2026.
«La tutela del tartufo passa dalla tutela degli alberi e degli ecosistemi che lo rendono possibile – ha aggiunto l’assessore Gallo –. Queste nuove indennità rafforzano un approccio che non parla solo di prodotto, ma di ambiente, paesaggio e cura del territorio. È un investimento sul futuro delle nostre comunità e sulla qualità del Piemonte».
Consorzi, enti di ricerca, università e associazioni insieme per un Comitato Tecnico dedicato all’innovazione e alla sostenibilità del settore vitivinicolo in Piemonte
Un’alleanza senza precedenti segna una nuova fase per la viticoltura piemontese: consorzi di tutela, enti di ricerca, università e associazioni di categoria si sono uniti per costituire il Comitato Tecnico Vitivinicolo del Piemonte, un organismo previsto dallo Statuto della Fondazione Agrion, che avvia un percorso condiviso di innovazione e sviluppo con un obiettivo chiaro e ambizioso: affrontare le sfide del cambiamento climatico, promuovere la sostenibilità e garantire una viticoltura sempre più resiliente e competitiva.
L’iniziativa nasce nell’ambito del progetto INNOAGRI, incubatore di idee e punti di ascolto per l’innovazione viticola piemontese, finanziato con fondi FEASR–CSR 2023/2027 della Regione Piemonte (intervento SRG09 – Cooperazione per azioni di supporto all’innovazione e servizi rivolti ai settori agricolo, forestale e agroalimentare), di cui Vignaioli Piemontesi è capofila.
Nella sede di Vignaioli Piemontesi a Castagnito, si è svolta la prima riunione del Comitato, nel corso della quale è stato presentato il primo censimento delle infrastrutture e delle attività di ricerca in ambito vitivinicolo in Piemonte.
Il quadro emerso mostra un territorio ricco di competenze, progetti e potenzialità, ma anche la necessità di coordinare le risorse esistenti, evitare progetti-doppioni e rafforzare la collaborazione tra i diversi attori del settore. L’obiettivo condiviso è sviluppare soluzioni innovative per il miglioramento genetico delle varietà viticole, la gestione sostenibile dei vigneti e l’efficienza dei processi di vinificazione.
Alla riunione, svoltasi sotto il coordinamento di Fondazione Agrion e della Vignaioli Piemontesi hanno partecipato i principali enti di ricerca e rappresentanti del comparto produttivo: Università di Torino – DISAFA, CONViVi e Agroinnova, CREA-VE, CNR-IPSP, Politecnico di Torino, Piemonte Land of Wine e i Consorzi di tutela, insieme alle associazioni Confcooperative, Confagricoltura, Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori, Unioncamere e Confindustria.
Verso un coordinamento per l’innovazione vitivinicola
Durante l’incontro è stata inoltre ribadita l’importanza di un coordinamento per lo sviluppo e l’innovazione vitivinicola, pensato per mettere in rete competenze, strutture e risorse, favorendo la condivisione di progetti e strategie, e facilitando l’accesso a finanziamenti pubblici e privati.
Grazie alla sinergia tra enti scientifici, consorzi e associazioni di produttori, il tavolo si prefigge di diventare il motore dell’innovazione condivisa, capace di guidare il settore vitivinicolo piemontese verso un futuro più competitivo, digitale e sostenibile.
Formazione, condivisione e prossimi passi
I partecipanti hanno concordato sull’importanza di attivare programmi di formazione rivolti ai viticoltori, condividere dati e buone pratiche e monitorare i progressi in ciascuna area di intervento.
Un primo passo concreto e necessario sarà la presentazione ai Consorzi di Tutela delle linee di ricerca attive in Piemonte, per raccogliere le esigenze di innovazione espresse da viticoltori ed enologi e orientare in modo mirato le future attività di ricerca e sviluppo.
Questo confronto tra i diversi attori del settore vitivinicolo permetterà la presentazione alla Regione Piemonte di una proposta progettuale co-costruita, con l’obiettivo di attrarre nuove risorse destinate alla ricerca e allo sviluppo.
L’obiettivo finale è valorizzare al massimo le strutture e le competenze già presenti sul territorio, consolidare il coordinamento tra enti di ricerca, Regione e imprese del settore, e facilitare il trasferimento delle conoscenze alle aziende vitivinicole.
Il mercato immobiliare piemontese accelera nel primo semestre del 2025, mostrando una crescita diffusa sia nei capoluoghi sia nei territori di provincia. Secondo le elaborazioni di Fiaip Piemonte sui dati dell’Agenzia delle Entrate, tra gennaio e giugno sono state compravendute 34.216 abitazioni, pari a un aumento del 12,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un risultato che colloca la regione al terzo posto in Italia per numero di transazioni, subito dopo Lombardia e Lazio.
A trainare la ripresa è soprattutto il territorio delle colline astigiane, che mette a segno l’incremento più elevato dell’intera regione: +23%. Una crescita che contrasta con l’andamento del capoluogo, dove Asti città segna un lieve arretramento del 3%, mentre il resto della provincia fa registrare numeri record.
Tra le città capoluogo, la performance migliore spetta a Biella, che vola a +16,6% e conquista anche il primato per volume di compravendite in rapporto alla popolazione residente. Seguono Alessandria (+15,4%), Cuneo (+15,2%), Verbania (+15,1%), Novara (+12,6%) e Torino (+11,7%), mentre Vercelli chiude con +9,8% e Asti resta in terreno negativo.
«Il mercato sta recuperando il terreno perso negli ultimi due anni – osserva Marco Pusceddu, presidente Fiaip Piemonte –. Il calo dei tassi e il miglioramento delle condizioni di accesso al credito stanno riportando in movimento quella parte di domanda che era rimasta in attesa».
Biella: comprano gli stranieri, complice la convenienza
Il boom biellese è alimentato soprattutto dagli acquirenti stranieri – tedeschi, francesi, olandesi, israeliani e australiani – interessati a seconde case dal prezzo particolarmente vantaggioso. «Biella ha valori tra i più bassi del Nord Italia e molta disponibilità di immobili», spiega Alberto Meliga, presidente Fiaip Biella.
Il fenomeno è legato anche allo spopolamento: la popolazione è scesa da 55mila abitanti negli anni ’90 agli attuali 43mila. «Oggi in città ci sono circa mille abitazioni in vendita, una ogni quindici famiglie. Molti acquirenti scelgono piccole case di paese a 20-30 mila euro, acquistate come base per soggiorni in Italia».
Nel complesso, la provincia cresce del 9,6% con 1.422 transazioni: Biella città aumenta del 16,6% (459 vendite), mentre i comuni limitrofi crescono del 6,5%.
Asti e il Monferrato: colline in forte espansione
Il Monferrato continua a essere una delle aree più vivaci del Piemonte immobiliare. Le colline astigiane sfiorano le mille transazioni e crescono del 23%, attirando acquirenti italiani e stranieri alla ricerca di paesaggi, vino, outdoor ed equilibrio tra bellezza e prezzi accessibili.
Asti città, invece, registra un calo del 3% e si ferma a 513 compravendite. «Il territorio intercetta la domanda che non trova risposta nelle Langhe, dove i prezzi più elevati e la scarsa offerta frenano gli acquisti», spiega Roberto Coppola, presidente Fiaip Asti. I valori restano complessivamente stabili, con incrementi moderati tra il 2 e il 3% nelle zone più richieste.
Torino: tra le grandi città italiane è quella che cresce di più
Torino guida la classifica delle maggiori città italiane per incremento delle compravendite nel primo semestre 2025: +11,7% e quasi 8mila abitazioni vendute. L’intera provincia registra un trend positivo, con 18.292 transazioni, pari a +12,3%.
«Torino resta una delle città più accessibili tra i grandi centri italiani, nonostante un leggero aumento dei prezzi intorno al 2%», commenta Claudia Gallipoli, presidente Fiaip Torino. La prima casa rappresenta quasi tre quarti delle transazioni, mentre le abitazioni nuove restano una quota minima (2,5%). Quasi la metà delle compravendite avviene tramite mutuo.
Novara: il mercato riparte dopo un 2024 difficile
Nel 2025 Novara mostra un deciso cambio di passo: 2.850 compravendite e +14,5%. Il capoluogo cresce del 12,6% (808 vendite), mentre la provincia segna +15,2%.
A influire positivamente sono i nuovi investimenti industriali e tecnologici, l’arrivo di Silicon Box, i poli sanitari in sviluppo e la forte domanda di affitti da parte di lavoratori, professionisti e studenti. «Le stanze arrivano ormai a 500 euro mensili», spiega Gabriele Zanetta, presidente di Fiaip Novara. «La crescita continuerà, ma il rischio è che l’offerta non basti».
Le altre province
Cuneo: 4.253 abitazioni vendute (+18%). Il capoluogo cresce del 15%, il resto della provincia del 18,4%.
Verbano-Cusio-Ossola: 1.293 transazioni (+13%). Verbania sale del 15%, il resto del territorio del 12,6%.
Alessandria: 3.303 compravendite (+11%). La città segna +15,4%, il resto della provincia +9,7%.
Vercelli: 1.287 abitazioni scambiate (+10,8%). Il capoluogo cresce del 9,8% e la provincia dell’11,2%.
FOTO TORINO RESPIRA
Turismo in Piemonte, una crescita costante
Il Piemonte conferma la sua attrattività come destinazione turistica: nei primi nove mesi del 2025 la regione registra un incremento del +5% negli arrivi e del +7% nelle presenze rispetto allo stesso periodo del 2024, con un trend positivo sia per il turismo nazionale, sia per quello estero.
Il turismo italiano cresce del +4% negli arrivi e +8% nelle presenze, mentre i visitatori stranieri segnano un aumento del +6% negli arrivi e del +7% nelle presenze, superando complessivamente il 55% di pernottamenti stranieri e confermando il Piemonte come meta internazionale di qualità.
Tra i principali mercati esteri si distinguono Germania, Benelux, Francia e Svizzera, con una crescita significativa anche da Regno Unito (+5%) e Stati Uniti (+13% negli arrivi e +20% nelle presenze). In Italia, i turisti provengono principalmente da Lombardia, Lazio, Liguria ed Emilia-Romagna.
In questo quadro le Nitto ATP Finals 2025 confermano Torino come capitale internazionale del tennis e motore di sviluppo per tutto il Piemonte. Dai primi dati nel periodo dell’evento il tasso di saturazione delle strutture ricettive cittadine ha raggiunto il 61,7%, con punte di occupazione dell’81,8% nel week end della finale, momento che ha visto duplicarsi il numero totale dei visitatori a Torino rispetto al pari periodo 2024, mentre la componente turistica ha segnato una crescita del 30%.
L’evento ha attratto spettatori provenienti sia dall’Italia, sia dall’estero, in particolare dalla Francia, dalla Svizzera e dalla Spagna.
Gli effetti si sono naturalmente estesi a tutta la filiera: ristorazione, trasporti, attività commerciali e servizi culturali hanno registrato importanti benefici, consolidando nel contempo l’immagine internazionale del capoluogo e del territorio regionale.
La visibilità sui media, i riscontri social e la presenza di personalità ed ospiti da tutto il mondo hanno rappresentato un volano promozionale di enorme valore come confermato anche dai dati diffusi da Fitp che ha stimato le ricadute turistiche in 591,1 di euro così suddivisi: impatto diretto 264,9 milioni di euro, indiretto: 226,4 milioni di euro, indotto: 99,8 milioni di euro. Nel 2024 l’impatto economico totale era stato di 503 milioni di euro, quindi, nel 2025 si registra un incremento di 88,1 milioni di euro, pari a un aumento del 17,5% rispetto al 2024.
Guardando al futuro, anche le vacanze natalizie 2025/2026 mostrano segnali positivi: tra il 22 dicembre e il 7 gennaio, la saturazione degli alloggi piemontesi già oggi è stimata al 32,8% quando l’anno scorso a fine novembre era pari al 20,5%.
L’esperienza turistica in Piemonte mantiene un elevato livello di soddisfazione, con un indice di gradimento di 86,6/100, superiore alla media nazionale (86,1/100), e il comparto ricettivo registra un giudizio positivo di 84,9/100 contro 84,2/100 a livello italiano, segno di un sistema dell’accoglienza efficiente e apprezzato. Il dato si riflette nell’incremento delle tariffe medie e nelle elevate percentuali di occupazione rilevate durante i grandi eventi.
“Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti nel 2025, confermano la crescita costante del turismo in Piemonte e premiano il lavoro svolto per valorizzare la nostra regione a livello nazionale e internazionale – dichiarano Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte e Paolo Bongioanni, assessore al Turismo, Commercio, Agricoltura e Cibo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi, della Regione Piemonte -. Il Piemonte conferma il suo fascino unico, tra paesaggi straordinari, eventi di richiamo e un’offerta ricettiva di qualità, attirando sempre più visitatori da Italia e mondo. Continueremo a investire nello sviluppo sostenibile del turismo, promuovendo itinerari outdoor, innovando le strutture ricettive e supportando le imprese, con l’obiettivo di rafforzare la nostra regione come meta di eccellenza e destinazione di riferimento a livello internazionale“.
Questi dati, elaborati dall’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte – Visit Piemonte, dimostrano come il Piemonte si confermi una destinazione strategica, dinamica e sempre più apprezzata, capace di attrarre visitatori di qualità e di rappresentare un motore di sviluppo economico e culturale.
● Dopo gli USA, l’Italia è stata la prima in UE ad adottare 10 anni fa il Bilancio POP, modello di
rendicontazione che rende trasparenti ai cittadini dati economici e sociali di enti pubblici e
organizzazioni. Oggi questa pratica è consolidata nel panorama italiano della
rendicontazione pubblica e sta iniziando a diffondersi anche in Spagna.
● Ad aprire la strada sono state la Città di Torino e la Regione Piemonte, seguite da altri
comuni, istituzioni e aziende locali e poi nazionali.
● A 10 anni dal primo Bilancio POP, l’Università di Torino fa il punto insieme a chi ha adottato
questo modello, analizzando il percorso e i risultati ottenuti.
È stato presentato presso il Grattacielo della Regione Piemonte lo stato dell’arte dei Bilanci
POP, a dieci anni dal primo esperimento italiano di rendicontazione partecipata. L’incontro,
promosso dal Dipartimento di Management “Valter Cantino” dell’Università di Torino con il
patrocinio della Regione Piemonte, ha riunito rappresentanti del mondo istituzionale,
accademico e produttivo per riflettere su un decennio di pratiche di trasparenza e dialogo
con i cittadini e i portatori di interesse non addetti ai lavori.
Nato negli Stati Uniti e introdotto in Italia nel 2014 (pubblicato per la prima volta nel 2015)
dalla Città di Torino con il supporto dell’Università di Torino, il Bilancio POP (Popular
Financial Reporting) non è solo un documento, ma un vero percorso che ha coinvolto
didattica e ricerca, coltivando l’idea di una collaborazione virtuosa tra aziende, pubbliche e
private, territori e cittadini. L’idea di base è rendere il bilancio comprensibile a tut
attraverso un modello di rendicontazione che traduce dati economici e gestionali in
linguaggio chiaro, visuale e accessibile, favorendo la comprensione delle scelte pubbliche e
la partecipazione dei cittadini.
All’appuntamento torinese sono intervenuti, tra gli altri, Jacopo Suppo (Vicesindaco della
Città Metropolitana di Torino), Francesca Culasso (Università di Torino), Andrea Tronzano
(Regione Piemonte), Elena Piastra (Sindaca di Settimo Torinese), Marzio Olivero (Sindaco di
Biella), Claudio Raviola (Sindaco di Dogliani), Davide Canavesio (Presidente OGR Torino),
Eleonora Gerbotto (Direttore dell’Ordine degli Architetti di Torino) e Fabrizio Bontempo
(Presidente Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino).
“Il Bilancio POP rappresenta una delle iniziative più significative di rendicontazione orientata
al dialogo sviluppate nel nostro Paese: in dieci anni di lavoro abbiamo costruito un percorso
che non si limita a descrivere risultati, ma punta a generare fiducia e dialogo tra istituzioni,
portatori di interesse e imprese”, dichiara il Professor Paolo Biancone, Professore ordinario
Università di Torino e responsabile scientifico del progetto Bilancio POP e POP Accounting.
“Rendere conto in modo aperto e comprensibile significa restituire valore alla relazione tra
amministrazione e comunità, trasformando il bilancio da mero adempimento contabile a
strumento di partecipazione attiva. Il percorso dei Bilanci POP dimostra che la trasparenza
può diventare un motore di coesione e innovazione istituzionale”
Aggiunge la Professoressa Silvana Secinaro, Professoressa ordinaria Università di Torino e
responsabile scientifica del progetto Bilancio POP e POP Accounting: “L’esperienza dei
Bilanci POP ha anticipato molti dei principi oggi al centro della smart accounting e
della dialogic accounting: una rendicontazione che, non solo utilizza tecnologie intelligenti,
ma promuove il dialogo e il confronto tra aziende e portatori di interesse. In questi anni di
studi e sperimentazioni abbiamo dimostrato che la rendicontazione può diventare un
processo interattivo, in cui i dati si trasformano in narrazioni condivise e le informazioni in
occasioni di partecipazione. La logica POP unisce persone, conoscenza e valore sociale,
aprendo la strada a una cultura della rendicontazione capace di coniugare trasparenza,
innovazione e democrazia sostanziale”.
Un primato piemontese – La Città di Torino è stata la prima in Europa a introdurre il
Bilancio POP nel 2014, facendone uno strumento di rendicontazione accessibile e
partecipata verso i cittadini. In seguito la Regione Piemonte ha adottato il Bilancio POP nel
2018, consolidando un percorso che ha trasformato la rendicontazione pubblica in un vero e
proprio esercizio di democrazia economica. Negli anni il Bilancio POP è diventato un
modello consolidato di rendicontazione in Italia: sempre più enti locali, regioni, fondazioni e
aziende adottano questa pratica per comunicare in modo trasparente. Tra i casi più
significativi ci sono il Comune di Basiglio, premiato dal Consiglio d’Europa nel 2022 con
l’ELoGE (European Label of Governance Excellence, riconoscimento assegnato alla buona
governance), l’Università di Torino, prima Università italiana ad implementarlo all’interno
delle proprie politiche di Ateneo, e l’Istituto Sommeiller di Torino, che ha realizzato il
proprio Bilancio POP con il supporto scientifico dell’Università, candidato all’Oscar di
Bilancio 2025: quest’ultima esperienza, in particolare, mostra come il modello si stia
estendendo oltre la Pubblica Amministrazione, diventando un linguaggio condiviso di
responsabilità e dialogo civico. Poi via via si sono aggiunte sperimentazioni virtuose anche
da parte di aziende private, come DiaSorin Spa, Fondazioni, quali Ogr, Gruppi di interesse
economico, quali il Traforo del Monte Bianco, Ordini professionali, quali Ordine degli
architetti di Torino, Ordine dei Consulenti del lavoro di Torino.
Il Bilancio POP tra formazione e ricerca – In dieci anni il Bilancio POP è diventato anche uno
strumento formativo: 12 insegnamenti universitari hanno trattato il tema della
rendicontazione partecipata, coinvolgendo oltre 6mila student e realizzando più di 800
project work dedicati alla costruzione di bilanci accessibili. Il Bilancio POP ha, inoltre,
generato un filone di ricerca riconosciuto a livello internazionale che affronta temi quali
smart accounting, dialogic accounting, trasparenza digitale, intelligenza artificiale applicata
alla governance: attraverso l’analisi della produzione scientifica dedicata all’evoluzione della
rendicontazione pubblica nel mondo, è emerso come l’esperienza italiana sia una delle più
attuali linee di studio sulla comunicazione economico-gestionale.
Cos’è il Bilancio POP – Il Popular Financial Reporting si diffonde negli anni ’90 nel mondo
anglosassone – Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda – come strumento per rendere
i bilanci pubblici più comprensibili ai cittadini. In Europa questo modello si è diffuso prima in
Italia e poi in Spagna, dove la città di Almería ha avviato il suo primo Bilancio POP. Si fonda
su tre pilastri principali: trasparenza, ovvero l’apertura dei dati economici e gestionali in
forma chiara e sintetica; partecipazione, che stimola il dialogo tra amministrazioni, imprese
e cittadini; e accountability, la comunicazione degli impatti sociali e delle scelte pubbliche.
La differenza con i bilanci tradizionali è l’adozione di un approccio basato su chiarezza,
semplificazione e dialogo attraverso linguaggi visivi, infografiche e narrazioni accessibili allo
scopo di favorire la comprensione da parte di tutti i cittadini, anche non esperti. I primi
dieci anni del Bilancio POP hanno visto l’attivazione di 57 accordi con comuni, scuole,
fondazioni, ordini professionali e imprese, mobilitando complessivamente 818mila euro, di
cui 415mila nell’ambito dell’innovazione digitale della PA.
10 anni dopo il primo Bilancio POP in Piemonte – A dieci anni dalla sua introduzione, il
Bilancio POP è oggi una pratica consolidata nel panorama italiano della rendicontazione
pubblica che ha messo la trasparenza al centro del dialogo tra istituzioni, imprese e cittadini.
Il percorso, avviato in Piemonte, si è diffuso in tutto il Paese: a oggi sono stati realizzati o
sono in svolgimento 44 Bilanci POP da parte di enti pubblici, scuole e aziende. In Piemonte –
oltre alla Regione, alla Città di Torino e all’Università – hanno adottato il Bilancio Pop l’OGR
Torino, l’Ordine degli Architetti di Torino e i Comuni di Biella, Cuneo, Moncalieri, Acqui
Terme, Venaria, Bardonecchia, Buttigliera Alta, Borgaro, Collegno, Rivoli, San Mauro,
Orbassano, Chieri, Settimo Torinese, Chivasso, Grugliasco, Dogliani. Le evidenze raccolte
mostrano che i bilanci POP sono più letti e compresi rispetto ai documenti contabili
tradizionali, in quanto favoriscono fiducia e partecipazione: non solo gli enti che li adottano
registrano un sentiment positivo da parte dei cittadini e un miglioramento del dialogo
istituzionale ma, in diversi casi, la maggiore chiarezza informativa ha contribuito a rafforzare
la reputazione delle istituzioni e la percezione di trasparenza.
Ieri mattina il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e l’assessore all’urbanistica Paolo Mazzoleni, insieme al presidente di Nova Coop Ernesto Dalle Rive, al responsabile dell’Italia di Nido Living Giuseppe Zafferri e all’amministratore delegato di Taurus Pietro Burdisso, hanno visitato il cantiere.
Un intervento che rafforza la vocazione universitaria e di servizio del quartiere San Salvario e che darà vita a un nuovo mix funzionale di residenzialità studentesca, commercio e spazi pubblici. L’area coinvolta misura complessivamente 32mila metri quadrati, oggi oggetto delle opere di scavo e fondazione destinate a ospitare un complesso articolato in due anime principali: una nuova residenza universitaria da 402 posti letto e un polo commerciale e di servizi.
«L’ex Scalo Vallino oggi diventa Scalo Nizza: un cambio formale, ma anche sostanziale per comunicare la rigenerazione che prende concretamente il via e che rappresenta un fondamentale tassello della strategia di trasformazione urbana dei siti industriali dismessi – afferma Stefano Lo Russo, Sindaco di Torino –. La realizzazione di una residenza studentesca contribuirà ad una delle vocazioni strategiche di Torino, come città universitaria di livello internazionale, l’area commerciale, la piastra sportiva e la piazza pubblica saranno al servizio del quartiere e degli studenti che vi gravitano, mentre i collegamenti saranno garantiti dalla pista ciclopedonale che si connette con piazza Nizza e dalla presenza della stazione della metropolitana. È grazie a progetti come questi che la nostra città potrà essere sempre di più riconosciuta per la sua capacità di attrarre giovani in formazione universitaria offrendo esperienze di studio, residenzialità, lavoro e integrazione nel sistema economico e sociale cittadino».
Il primo nucleo dell’intervento è rappresentato dalla futura residenza studentesca, sviluppata dall’operatore immobiliare specializzato Taurus per conto della piattaforma europea di alloggi per studenti Nido Living. Questa sarà organizzata in due edifici distinti ma collegati a livello sotterraneo e nei sistemi impiantistici tecnologici: uno con forma a ferro di cavallo, manica principale con orientamento nord-sud e ingresso principale su via Nizza, l’altro con un fronte lungo parallelo a corso Sommeiller, che sorgerà al di sopra della piastra commerciale. Gli edifici sono progettati per fornire spazi moderni, sostenibili e dotati di ampie aree comuni: sale studio, palestra, sala gioco, zone bar e di ristorazione, terrazze verdi e depositi per le biciclette. Con una superficie complessiva di circa 10.500 metri quadrati di superficie lorda pavimento (Slp), la residenza offrirà monolocali singoli e doppi, ideali per rispondere alla crescente domanda di residenzialità universitaria di qualità in città.
La componente commerciale, sviluppata direttamente da Nova Coop, si articola in due volumi complementari, per un totale di 10 mila metri quadrati di Slp, e ospiterà un mix bilanciato di funzioni pensato per integrare servizi di prossimità, ristorazione e commercio. Il cuore dell’offerta sarà il nuovo Superstore Coop, che occuperà 2.499 metri quadrati dedicati alla vendita, affiancati da 1.386 metri quadrati di superfici accessorie, e realizzato secondo il format “presto e bene”, con tecnologie digitali avanzate e l’intera gamma dei servizi cooperativi. Al primo piano dello stesso edificio saranno posizionate alcune medie superfici commerciali, per un totale di 2984 metri quadrati. Il secondo edificio ospiterà al piano terra circa 3000 metri quadrati per la ristorazione e le attività di vicinato, in connessione diretta con la nuova piazza pubblica prevista all’interno del complesso. I suoi due piani superiori saranno invece dedicati a parcheggi coperti che, assieme a un livello di parcheggio interrato, garantiranno complessivamente circa 16.500 metri quadrati di sosta.
Lo sviluppo verrà completato da circa 5.000 metri quadrati di impianti sportivi, da una nuova piazza pubblica aperta a usi temporanei flessibili, da percorsi pedonali e ciclabili e da nuove aree verdi per una superficie complessiva di circa 8.500 metri quadrati, di cui quasi 3.000 ricavati come giardini pensili sulla soletta dell’edificio commerciale che ospiterà il superstore. La copertura del secondo edificio commerciale, pari a 2.600 metri quadrati, sarà interamente occupata da un impianto fotovoltaico, che produrrà energia rinnovabile per la copertura dei fabbisogni dell’intero complesso.
Con la sua articolazione di funzioni e la qualità architettonica prevista, Scalo Nizza è stato concepito per ricucire un vuoto urbano storico, restituendo continuità al fronte di via Nizza e creando un nuovo polo di attrazione nonché un luogo di relazione a beneficio del quartiere. L’intero intervento adotta criteri avanzati di sostenibilità: gli edifici della residenza universitaria sono progettati per ottenere la certificazione LEED Gold, grazie a soluzioni costruttive efficienti e a sistemi impiantistici evoluti, mentre la piastra commerciale segue gli standard della certificazione ITACA, orientati alla riduzione dell’impatto ambientale e all’ottimizzazione delle prestazioni energetiche.
Il cronoprogramma lavori prevede la consegna delle funzioni commerciali entro il primo semestre 2027 e di quelle ricettive nel corso del secondo semestre, con un avanzamento distinto dei lotti. L’investimento complessivo ammonta a circa 105 milioni di euro.
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