CULTURA- Pagina 43

Zandonai al Regio: Francesca risorge tra l’incanto e il desiderio

Di Renato Verga

Inaugurare la stagione con Francesca da Rimini non è cosa da poco. Al Teatro Regio di Torino ci prova Andrea Battistoni, nuovo direttore musicale, e lo fa con un titolo che più suo non si può: lopera italiana del tardo Ottocento-primo Novecento, quella in bilico tra il sudore verista e i profumi decadenti. Ed eccola, la Francesca di Zandonai, una delle poche riscoperte del periodo che non finiscono dritte nel reparto opere da archeologia. Dopo Parigi, Strasburgo, Milano e Berlino, tocca di nuovo a Torino dove, nel 1914, tutto era cominciato.

Zandonai non partiva da zero: la coppia più celebre della letteratura adulterina, immortalata da Dante, aveva già ispirato Paisiello, Mercadante, Thomas, Rachmaninov e pure Čajkovskij, ma lui volle la versione dannunziana, quella della Duse, tutta intrisa di veli, sangue e profumi dambra. Tito Ricordi, uomo pratico, sfrondò il poema di sangue e lussuriadel Vate, ma non abbastanza da risparmiare agli spettatori arboscelli verzicantie vivande cadenti in gualdana. Per una volta, i sopratitoli inglesi servono anche agli italiani.

Nel 1914 la Francesca rompeva col verismo per inseguire la moda floreale e preraffaellita: la passione diventa languore, la tragedia si veste di seta liberty. Eppure la musica è tutto fuorché leziosa: Zandonai fonde Wagner, Debussy e un pizzico di Janáček, con una libertà armonica che non sfigurerebbe a Parigi o a Lipsia. La sua orchestra sa farsi mare, onda, luce: la Francesca da Rimini, più che lultimo spasmo del verismo, è forse la prima vera opera moderna italiana.

A raccogliere leredità visiva tocca ad Andrea Bernard, regista bolzanino premiato con lAbbiati nel 2024. Con laiuto di Alberto Beltrame (scene), Marco Alba (luci) ed Elena Beccaro (costumi), costruisce un mondo che è stanza, mente, memoria e abisso. Le scarpe rosse abbandonate davanti al letto bastano a dire tutto: lamore come rovina, la rovina come libertà.

La sua Francesca non è più la martire dannunziana, ma una donna viva, capace di desiderare e decidere. Bernard la libera dal languore estetizzante per restituirle unanima moderna. Il risultato è un teatro che respira, che non teme il silenzio, che lascia alla musica il compito di completare il gesto.

Battistoni, dal canto suo, dirige come se avesse aspettato questo momento tutta la vita. In buca è focoso, meticoloso, lirico e teatrale insieme: sa quando far brillare e quando far respirare, quando spingere e quando sospendere. LOrchestra del Regio risponde con smalto e precisione, il Coro istruito da Ulisse Trabacchin fa miracoli di chiarezza e dinamica. Il primo atto si chiude con unesplosione di colori che pare dipinta da Klimt.

Nel cast, Barno Ismatullaeva domina la scena con voce ambrata e acuti taglienti come pugnali, più regina che vittima. Roberto Alagna, Paolo bello e dannato, conserva il carisma di sempre, anche se la scrittura lo mette a dura prova. George Gagnidze è un Gianciotto torvo e autorevole, Matteo Mezzaro un Malatestino di ottimo veleno, Devid Cecconi un Ostasio giustamente cinico e crudele. Le dame di Francesca, guidate da Valentina Mastrangelo e Albina Tonkikh, formano un quartetto di voci incantevoli; Valentina Boi tocca corde di vera grazia nella sua Samaritana.

Alla fine resta limpressione di un lavoro vivo, intelligente, forse un potroppo lucidoper chi ama la polvere del verismo, ma proprio per questo necessario. Francesca da Rimini torna a essere ciò che DAnnunzio, in fondo, non avrebbe mai voluto: unopera vera, teatrale, commovente e, finalmente, moderna.

“Storie di resilienza” al Castello di Rivoli


Una rassegna gratuita di film sui diritti umani abbinata a dibattito

 Da sabato 11 ottobre, il Castello di Rivoli – Museo d’arte contemporanea e Distretto Cinema propongono, nel teatrino del Castello di Rivoli, in piazza Mafalda di Savoia, “Storie di resilienza”, una mini rassegna dedicata al mancato rispetto dei diritti umani, con particolare attenzione alle donne e all’infanzia nei territori del Medioriente. Nasce in collaborazione con il Gruppo di interesse SIDI Cinema e diritto internazionale, Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino.

Si tratta di tre proiezioni,  tutte a ingresso gratuito, accompagnate da un incontro tenuti da docenti dell’università ed esperti della materia.

L’appuntamento è sempre alle 16,30.

Si inizia sabato 11 ottobre con “Seven Winters in Tehran” di Steffi Niederzoll, un documentario che racconta la storia di Reyhaneh Jabbari, condannata a morte in Iran per aver ucciso un uomo che cercava di violentarla. Il film è introdotto da Ludovica Poli, associata di diritto internazionale all’Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Giurisprudenza, e Anna Ronfani, avvocata e vicepresidente di Telefono Rosa Piemonte.

 Quindi, sabato 18 ottobre, “The Matchmaker” di Benedetta Argentieri, la storia di una delle più famigerate jihadiste britanniche che ha abbandonato Londra per unirsi allo Stato islamico e reclutare donne che diventassero le future mogli di combattenti dell’Isis.

Il film è introdotto da Ludovica Poli, associata di diritto internazionale, Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Giurisprudenza, e Anna Mastromarino, ordinaria di diritto pubblico comparato, Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Giurisprudenza.

 Si chiude il 25 ottobre con “La bicicletta verde” di Haifaa Al-Mansour. Il film è ambientato in Arabia Saudita dove una ragazzina lotta per conquistarsi il diritto dell’uso della bicicletta, riservato ai maschi.

Il film è introdotto da Ludovica Poli, associata di diritto internazionale, Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Giurisprudenza e da Maria Chiara Vitucci, ordinaria di diritto internazionale, Università della Campania Luigi Vanvitelli – Dipartimento di Giurisprudenza.

Stefano Nazzi con Andrea Malaguti apre il Torino Crime Festival

Venerdì 10 ottobre ore 21
Inaugurazione ufficiale del Festival
OGR Torino – Binario 3
Corso Castelfidardo 22, Torino
Stefano Nazzi in dialogo con Andrea Malaguti
presenta il suo nuovo libro:
PREDATORI – I Serial Killer che hanno segnato l’America

Sabato 11 ottobre ore 17.00
Fondazione OMI
Via San Massimo 21, Torino
Il Respiro del veleno – Intrecci invisibili tra morte mito e potere
Massimo Centini e Simone Campa
Torino si prepara ad aprire le porte della decima edizione del Torino Crime Festival, il laboratorio di idee e narrazioni che indaga il crimine in tutte le sue forme – reali, letterarie, sociali e simboliche.

Venerdì 10 ottobre alle OGR Torino il festival inaugura ufficialmente la sua settimana con uno degli appuntamenti più attesi: Stefano Nazzi, tra le voci più amate del giornalismo investigativo italiano, presenta insieme al direttore de La Stampa Andrea Malaguti il suo nuovo libro Predatori – I Serial Killer che hanno segnato l’America.
Un viaggio negli anni in cui il male sembrava annidarsi ovunque – tra i Sessanta e i Novanta – e i serial killer statunitensi diventavano protagonisti di un’“epidemia” di violenza che avrebbe cambiato per sempre la criminologia e l’immaginario collettivo.
Nazzi, con la sua scrittura incisiva e la capacità di entrare nelle menti dei più temibili assassini della storia, ricostruisce le vite e i metodi di John Wayne Gacy, Edmund Kemper, David Berkowitz e Ted Bundy, restituendo il ritratto di un’America in cui la normalità nascondeva l’orrore.
L’incontro, organizzato da Torino Crime Festival e OGR Torino, è sold out!

Il giorno successivo, sabato 11 ottobre alle 17, la rassegna si sposta alla Fondazione OMI (via San Massimo 21) con un appuntamento che intreccia scienza, mito e suggestione sonoraIl Respiro del veleno – Intrecci invisibili tra morte, mito e potere. Lo storico dell’arte Massimo Centini, autore del volume I veleni tra scienza e mito, accompagna il pubblico in un percorso che attraversa i secoli e le culture per raccontare come il veleno, invisibile e seducente, sia stato strumento di potere, di giustizia e di superstizione.  Accanto a lui, il musicista Simone Campa costruirà dal vivo un paesaggio acustico ispirato alle pratiche di sound healing, per trasformare la riflessione in esperienza sensoriale.
Un incontro che fonde sapere e percezione, scienza e rito, mostrando come anche ciò che non si vede – come il veleno – possa raccontare molto dell’essere umano e delle sue contraddizioni.

Con questi due appuntamenti, il Torino Crime Festival inaugura un’edizione che invita il pubblico a guardare dove lo sguardo di solito non arriva, tra le pieghe dell’invisibile, alla scoperta di quei crimini, visibili e sommersi, che continuano a definire la nostra società.

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei


10-16 ottobre 2025

 

SABATO 11 OTTOBRE

sabato 11 ottobre ore 16

LA FESTA DI DIVALI: MITI, RITI E USANZE POPOLARI

MAO – conferenza a cura dell’associazione MioMAO per Fiumi di culture

Conferenza sul significato religioso e culturale della “Festa delle luci” con la Prof. Pinuccia Caracchi (UniTo) e presentazione delle principali attività previste a Torino durante il festival.

Prenotazione tramite Eventbrite fino a esaurimento posti.

DOMENICA 12 OTTOBRE

 

Domenica 12 ottobre ore 16

DIAMO FORMA ALL’ARGILLA

MAO – attività per famiglie in occasione di FAMU giornata nazionale delle famiglie in museo

L’attività prevede la visita del nuovo allestimento della sezione Cina, dove le opere in terracotta saranno di ispirazione per il laboratorio. Il tatto sarà protagonista del pomeriggio al MAO, in cui ogni partecipante, manipolando l’argilla, potrà realizzare un piccolo vaso o una statuina.

Costo €7 a bambino per l’attività; adulti ingresso ridotto collezioni permanenti.

Gratuito per i possessori di Abbonamento Musei.

Prenotazione obbligatoria maodidattica@fondazionetorinomusei.it   – Tel 011-44336927

GIOVEDI 16 OTTOBRE

 

Giovedì 16 ottobre ore 16:30

DIVINITÀ E MITI, L’HINDUISMO NELLE COLLEZIONI DEL MAO

MAO – Visita alla galleria dedicata all’Asia meridionale e Sud Est Asiatico a cura del Professor Alberto Pelissero in occasione dei festeggiamenti di Divali la festa indiana delle luci, a cura di Unione Induista Italiana, UIT-Sanjivani, Coordinamento Spontaneo Divali.

In occasione del Divali, la festa indiana delle luci, il Professor Alberto Pelissero – docente di Filosofie, religioni e storia dell’India e dell’Asia Centrale e di Lingua e letteratura sanscrita presso l’Università di Torino – accompagna il pubblico alla scoperta della statuaria dall’India e dal Sud Est asiatico nelle collezioni del MAO, tra rappresentazioni di divinità e di miti, che trascendono il tempo e permettono di affacciarsi sull’immensa ricchezza di una cultura millenaria e viva.
Visita guidata gratuita, ingresso secondo normali tariffe; prenotazione obbligatoria a questo link

Giovedì 16 ottobre ore 18:00

SALVATORE TEDESCO

Biosfere – La luce e il vivente: Operaparken Copenaghen

GAM – conferenza del ciclo RISONANZE – Primo ciclo di Conferenze tra Arte e Filosofia

Tra giugno 2025 e marzo 2026 la GAM di Torino organizza un ciclo di incontri, in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Torino, curato da Chiara Bertola e Federico Vercellone. Gli incontri, articolati in singole conferenze, ripercorrono i temi delle Risonanze che attraversano la programmazione espositiva della GAM dall’ottobre il 2023 alla primavera del 2026: luce, colore e tempo; ritmo, struttura e segno; incanto, sogno e inquietudine, e vedono la partecipazione di studiosi e studiose di rilievo internazionale nel campo della filosofia, della storia dell’arte e delle scienze umane, offrendo un’occasione unica di riflessione interdisciplinare, in cui pensiero e visione si intrecciano per generare nuovi livelli di lettura delle opere e dell’esperienza estetica.

Sesto appuntamento:

SALVATORE TEDESCO

Biosfere – La luce e il vivente: Operaparken Copenaghen

Biosfere – La luce e il vivente: Operaparken Copenaghen

“Operaparken” – una delle più recenti fra le molte innovative soluzioni architettoniche che negli ultimi anni stanno profondamente rinnovando lo spazio urbanistico di Copenaghen – offre una significativa occasione di riflessione sulla luce e sulla relazione tra lo spazio e i viventi, sulla scorta di autori come Vernadskij e Portmann, del dibattito sulla biodiversità e delle poetiche scandinave contemporanee, come esemplarmente illustrato dal concetto di levendes land (la terra dei viventi).Costo per ogni conferenza: 6€ comprensivo del diritto di prevendita

Acquisto solo online a questo link: https://www.gamtorino.it/it/evento/salvatore-tedesco/


Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO
a cura di Cooperativa Mirafiori.
Per informazioni e prenotazioni: 011.52.11.788 – prenotazioniftm@arteintorino.com

https://www.arteintorino.com/visite-guidate/gam.html
https://www.arteintorino.com/visite-guidate/mao.html
https://www.arteintorino.com/visite-guidate/palazzo-madama.html

Ricordando Michele Lessona … “il Piero Angela” dell’Ottocento

Presentata a Torino la seconda edizione dei “Lessona Days” e il “Premio Lessona 2025”

Venerdì 10 e sabato 11 ottobre

Impossibile racchiudere in una sola voce “ciò” che é stato e “chi” è stato Michele Lessona. Rampollo di un’antica famiglia, terzo di nove figli di Carlo Lessona (direttore della “Prima Scuola di Veterinaria” in Venaria Reale) e Agnese Maria Cavagnotti, Michele nacque a Venaria Reale il 20 settembre 1823 e scomparse a Torino a 71 anni, nel 1894. Laureatosi in Medicina, esercitò per breve tempo la professione, per abbracciare poi tutto lo scibile, a portata d’uomo, connesso alle “Scienze”. Fu docente, zoologo, scrittore, politico (nel 1892, la nomina a “Senatore del Regno d’Italia”, su proposta dell’allora “Presidente del Consiglio” Giovanni Giolitti, suo caro amico), ma soprattutto eccelso “divulgatore scientifico” ante litteram, rappresentando – è stato ricordato – per il suo tempo ciò che per noi é stata la figura indimenticata del grande Piero Angela. Fra i più intelligenti divulgatori in Italia del “darwinismo”, diresse una delle prime Riviste di divulgazione scientifica dell’Italia unita, “La Scienza a dieci centesimi” e firmò un gran numero di articoli giornalistici raccolti in quattro volumi, sotto il titolo di “Conversazioni scientifiche”, ancora oggi considerati uno dei migliori esempi di “Letteratura Scientifica” in Italia. Forte il suo impegno anche in diverse Istituzioni torinesi. Fu Direttore del “Museo di Scienze Naturali”, Presidente dell’“Accademia delle Scienze”, nonché avveduto “Consigliere comunale”.


Https La “Scienza” come piena ragione di vita. E proprio come “pioniere scientifico”, Lessona è stato ricordato, nei giorni scorsi presso il “Museo Regionale di Scienze Naturali” di Torino, dove, in sua memoria, è stata presentata la seconda edizione dei “Lessona Days” (dedicata al tema del “Cambiamento Climatico”) e del “Premio Lessona 2025”, riconoscimento nazionale da consegnare al miglior divulgatore/divulgatrice professionista che sappia utilizzare nuovi strumenti e nuovi linguaggi per comunicare la Scienza. Entrambi gli eventi sono promossi dalla città natale di Michele Lessona e dalla “Regione Piemonte” con il “Museo Regionale di Scienze Naturali”.

Ospiti di grande rilievo dei “Lessona Days” e componenti della “Giuria” del Premio 2025 sono Beatrice Mautino (saggista e divulgatrice scientifica), la “climatologa” Elisa Palazzi e il giornalista scientifico Massimo Polidoro.

Le attività prenderanno avvio venerdì 10 ottobre, già dalla mattina, con la programmazione dedicata alle scuole, tra interviste doppie alle scienziate e specifici laboratori. Nel pomeriggio sono in programma visite guidate al “Museo Regionale di Scienze Naturali” di Torino.

Sabato 11 ottobreore 11,30, nel “Cimitero Capoluogo” di Venaria Reale, si terrà un omaggio a Carlo Lessona (padre di Michele, professore e direttore della “ Prima Scuola Veterinaria” di Venaria Reale”). Sempre sabatoalle 17, nella “Cappella di Sant’Uberto” della “Reggia” di Venaria, si terrà la consegna del “Premio Lessona”.

A seguire “Scienza in piazza”: talk, laboratori e dj Set dedicati a tutta la cittadinanza. Nel corso del pomeriggio “Piazza dell’Annunziata” a Venaria Reale, a partire dalle 15, si animerà con “Laboratori a tema ambientale e scientifico” aperti a tutti; dalle 17 alle 21, la giornata si concluderà con la “sonorizzazione ambientale” e “dj Set” di “RBL – Radio Banda Larga”, festa conclusiva della due giorni. Altri eventi e laboratori sono stati organizzati nei “Giardini” della Reggia di Venaria, al “CCR – Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale” e alla Biblioteca Civica “Tancredi Milone”.

Il progetto si è avvalso anche della preziosa collaborazione e partecipazione di Silvia Lessona, trisnipote dello scienziato e di Pietro Passerin d’Entrèves, ricercatore e studioso di “Scienze della Vita” e di “Biologia dei Sistemi”, nonché profondo conoscitore di Lessona. Sua la dichiarazione: “Sono molto contento che l’organizzazione dei ‘Lessona Days’ e del ‘Premio Lessona’ prosegua grazie ad un proficuo e ampio partenariato fra le istituzioni che lo videro partecipe e che il programma sia particolarmente stimolante, ricco di argomenti e ben si adatti a celebrare la figura di un personaggio affascinante, veramente poliedrico e straordinariamente attuale. Michele Lessona ‘scienziato di molte arti’ e le sue opere continueranno così ad essere valorizzate nel tempo grazie a questo progetto di lungo respiro”.

Per info e programma completo: www.comune.venariareale.to.it

Gianni Milani

Nelle foto: La presentazione dei “Lessona Days” e del “Premio Lessona 2025”: Michele Lessona in un Ritratto di Carlo Pollonera; Silvia Lessona, trisnipote di Michele Lessona

Corconio, il lago d’Orta e “l’esilio rigeneratore” di Soldati e Bonfantini

 

Corconio è una frazione in collina di Orta San Giulio dove, tra il 1934 e il 1936, Mario Soldati e Mario Bonfantini trascorsero un lungo periodo dopo averlo scelto come luogo di volontario “esilio rigeneratore” per uscire da “storte vicende sentimentali”. Nel 1934 Mario Soldati aveva 28 anni, era già stato in America, si era sposato con Marion Rieckelman  – una sua allieva della Columbia –  e da qualche tempo scriveva sceneggiature per la Cines-Pittaluga di Roma. Ma, sfortunatamente, era incappato in Acciaio, film tratto da un soggetto di Pirandello, diretto da Walter Ruttmann: più che un insuccesso, un vero disastro. Si ritrovò licenziato, senza una lira e per di più anche un po’ sospetto agli occhi del Regime. Così prese una decisone netta, pur essendo per indole poco incline agli atti estremi: lasciò Roma e raggiunse l’amico Bonfantini a Novara e da lì,  in bicicletta, pedalando su strade sterrate e polverose “con ritmo quasi da professionisti” arrivarono al buen retiro di Corconio, stregati da panorama tra il lago, le montagne e le antiche case di pietra. Quel posto divenne il suo luogo dell’anima, del vino, delle carte : ci rimase due anni, lontano da Roma e dal cinema, in compagnia di Mario Bonfantini  (“vivendo la scrittori”) e della gente del posto. Nel racconto Un lungo momento magico lo scrittore torinese rievocò le circostanze che lo avevano spinto a cercare rifugio sul Lago d’Orta. Lo fece dopo la morte di Bonfantini, “ponendo fine al silenzio su quell’esperienza dovuto forse a quella forma di pudore cui si ricorre a volte per proteggere le cose più care”.

In quel tempo Soldati scrisse il suo primo e bellissimo libro, America primo amore, diario e racconti del giovanissimo intellettuale europeo della sua esperienza di vita negli Stati Uniti, tantissimi articoli e vari altri scritti tra cui la prima parte de La confessione. Soggiornarono all’albergo della famiglia Rigotti , quasi adottati da quella famiglia, dove Angioletta e sua sorella Annetta, la “Nitti”, mandavano avanti l’attività , perché il padre, pa’ Pédar, “badava alla campagna, alle bestie, a fare il vino, a distillare la grappa clandestina, a commerci vari, a divertirsi e battere la cavallina”. Corconio, cento abitanti allora, fu un luogo importante per Soldati e Bonfantini, in grado di offrire sorprese e meraviglie tra le pieghe più insospettabili della vita quotidiana, in prossimità del lago e sotto il “meraviglioso miraggio” del Monte Rosa. Lì condivisero con la comunità del piccolo borgo la vita, lenta e piacevole, scandita dalle partite di bocce e dalle “lunghe giornate al tavolino, ore interminabili proficue, difese e ovattate dal silenzio delle lente nebbie”. Conoscono personaggi eccentrici, ascoltando i loro racconti: il Nando, un “matto pacifico” che credeva di essere un genio della politica e si riferiva a se stesso in terza persona; il Cesarone, un uomo che aveva venduto sua moglie a un ricco capo mastro emigrato negli Stati Uniti. Insomma, fu un periodo d’incontri e di lavoro in un atmosfera dove Mario Soldati, cresciuto negli ambienti della borghesia sabauda, scoprì i valori della civiltà contadina, restandone influenzato. Soldati riconobbe l’importanza di quell’esperienza , parlando dell’antica amicizia con l’altro Mario, quando scrisse:..il momento più importante della nostra amicizia e forse anche della sua e della mia vita è tra l’autunno del 1934 e la primavera del 1936, quando il destino ci appaiò, ci assecondò nella scelta di un volontario esilio sul lago d’Orta: quell’autoconfino rigeneratore, quel delizioso paradiso perduto e ritrovato che accogliendo lui e me, Mario il vecchio e Mario il giovane, ci salvò in extremis da strazianti, estenuanti, storte vicende sentimentali e restituì l’uno e l’altro al suo vero se stesso. Fa bisogno di dire che recuperammo allora, e conservammo poi per sempre, il senso della realtà, della bellezza, della vita”. Sul finire della lunghissima parentesi romana, a metà degli anni Cinquanta, poco prima del suo “rientro al Nord”, Soldati frequentò assiduamente le zone della giovinezza come “villeggiante fuori stagione”, sul lago d’Orta e sul Maggiore, dove nacquero – ad esempio – i racconti de La Messa dei villeggianti.

A Orta e Corconio, Mario Soldati tornò anche per girare nel ’59 Orta mia, un magnifico cortometraggio della collezione Corona Cinematografica, di grande ed elegante narrazione, girato in un superbo Ferraniacolor. Già nel  1941 aveva scelto il lago per realizzarvi le scene conclusive del film Piccolo mondo antico e, successivamente, vi ambientò alcuni dei suoi Racconti del Maresciallo. Il filmato di Orta mia si chiude sulla terrazza di una vecchia osteria affacciata sul lago, richiamando il luogo che aveva accolto i due amici tanti anni prima. Per una significativa coincidenza, anche Mario Bonfantini, nel suo volume Il lago d’Orta del 1961, scelse di congedarsi dai suoi lettori con la stessa immagine di Soldati, descrivendo così l’albergo Rigotti: “Una modesta casa di belle linee dove era fino a non molti anni fa una cortese locanda: v’è chi sostiene che dalla sua lunga terrazza si gode, in ogni stagione, la più bella vista del lago”. Ora l’albergo non c’è più, ma tutto il resto è rimasto più o meno come allora. Dalla Chiesa di S. Stefano alla seicentesca villa della famiglia Bonola. La stazione , col quel rosso ferroviario dei muri sempre più smunto, da tempo è una casa privata: lì, i treni che sferragliano sulla Domodossola-Novara, non si fermano più da una vita. Ma se i muri delle case potessero parlare chissà quanti racconti avrebbe in serbo Corconio. Storie per chi sa ascoltare e non ha fretta. Come non ne avevano, a quel tempo, i due Mario.

Marco Travaglini

Il Cortile dei Gentili al Laboratorio di Resistenza Permanente

Un incontro di straordinario rilievo culturale e simbolico con il Cardinale Gianfranco Ravasi anticipa la stagione della “Fondazione E. di Mirafiore”

Serralunga d’Alba (Cuneo)

Sarà un appuntamento davvero prezioso e prestigioso, quello che il prossimo sabato 11 ottobre (alle 18,30) farà da anteprima alla 15^ Stagione del “Laboratorio di Resistenza Permanente” della “farinettiana” “Fondazione E. di Mirafiore”, presso il “Villaggio Narrante in Fontanafredda” a Serralunga d’Alba (Cuneo).

La “Fondazione” creata da Oscar Farinetti nel 2010 (come luogo di incontri settimanali con personaggi di spicco del mondo della letteratura, del giornalismo, della musica e della politica) aprirà infatti le porte del suo “Teatro” niente meno che alla Fondazione “Il Cortile dei Gentili – Dacci oggi il nostro pane quotidiano. Alla tavola del mondo”, istituita nel 2011 (secondo i criteri spirituali e concettuali che nell’anno 20 – 19 a. C. portarono re Erode, durante i lavori di ristrutturazione del “Tempio di Gerusalemme”, a riservare uno spazio – l’“atrium gentium”, il “Cortile dei Gentili” o dei “Pagani” – come luogo di “incontro” e di “diversità” che tutti, membri o no del popolo eletto, potevano attraversare, senza distinzioni di lingua, cultura e professione religiosa) dal Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente emerito del “Pontificio Consiglio della Cultura” e della “Pontificia Commissione di Archologia Sacra”. E sarà proprio il Cardinale Ravasi a moderare il dialogo, in occasione dell’incontro promosso dalle due “Fondazioni”.

“Dialogo – si sottolinea – che vorrà essere occasione di confronto aperto e plurale, volto a intrecciare fede, scienza, tradizione e gastronomia per riflettere su uno dei temi universali e più attuali ai nostri giorni: il cibo”.

Con lui, un ricco parterre di voci eterogenee che offrirà un suggestivo tavolo di dibattito alla ricerca di tesi e filosofie complementari. Intorno al tavolo: Oscar Farinetti, presidente della “Fondazione Mirafiore”, il professor Franco Locatelli, presidente del “Consiglio Superiore di Sanità”, Carlotta Rinaldi, giovane imprenditrice agricola e viticoltrice dell’“Azienda agricola Giuseppe Rinaldi” di Barolo e lo “chef stellato” Ugo Alciati del “Ristorante Guido” di Serralunga d’Alba.

Al centro del confronto “il cibo – sottolineano gli organizzatori – come simbolo spirituale e culturale, come fondamento di salute e nutrizione, come valore sociale e familiare, come patrimonio agricolo e gastronomico. ‘Pane quotidiano’ che diventa, dunque, metafora del nostro tempo e chiave di lettura delle sue sfide, dalle nuove frontiere della medicina alla sostenibilità, dalla memoria della tradizione alla ricerca di senso nella modernità”.

Ideale, in tal senso, si prospetta il confronto dei partecipanti al dibattito con un’Istituzione come il “Cortile dei Gentili” che vuole porsi “come luogo privilegiato d’incontro tra mondi diversi: non un ‘duello’ ma un ‘duetto’ tra differenti sensibilità, culture e linguaggi, fra credenti e non credenti”.

Sottolinea il padrone di casa, Oscar Farinetti“L’appuntamento di sabato 11 ottobre non è soltanto un’anteprima prestigiosa ma anche un segnale del percorso che la nostra ‘Fondazione’ intende tracciare per la stagione 2025/’26: una serie di incontri’ capaci di tenere insieme pensiero critico e comunità, attualità e memoria, resistenza culturale e apertura al futuro”. Stagione, dunque, non poco impegnativa che verrà “spacchettata” in tutto il suo programma sabato 18 ottobre prossimo, nel corso di una serata speciale in cui si terrà anche la presentazione dell’ultimo romanzo di Farinetti, “La regola del Silenzio”, edito il 9 settembre scorso per i tipi di “Bompiani”.

Si ricorda che l’ingresso agli appuntamenti della “Fondazione E. di Mirafiore” è libero, su prenotazione dal sito www.fondazionemirafiore.it

G.m.

Nelle foto: Cardinale Gianfranco Ravasi ed Oscar Farinetti

Torino, torna Portici di Carta. Ma nella notte stand devastati dai manifestanti

Era tutto pronto per il 18° compleanno di Portici di Carta, momento in cui Torino festeggia  l’evento che da quasi due decenni trasforma il centro città in una grande libreria a cielo aperto. Ma frange estremiste della manifestazione pro Gaza nella notte hanno distrutto gli allestimenti della manifestazione in via Po. Gli organizzatori cercheranno di aprire regolarmente. Sabato 4 e domenica 5 ottobre, un percorso di due chilometri, da piazza Vittorio Veneto a via Pietro Micca, con un breve tratto in via Roma, sarà animato da migliaia di libri, incontri con autrici e autori, dialoghi e laboratori.

A Portici di Carta saranno presenti 65 librerie, tra indipendenti, di catena e antiquarie, 58 case editrici e numerosi espositori di libri antichi, pronti a presentare un catalogo diviso in 16 aree tematiche per accontentare ogni passione: dai classici alla saggistica, dai fumetti ai romanzi d’avventura. L’edizione 2025 si annuncia ricchissima di appuntamenti. L’anteprima si terrà venerdì 3 ottobre al Circolo dei lettori, con la premiazione del Premio Mondello Autore Straniero a Valeria Luiselli, che dialogherà con Donatella Di Pietrantonio.Tra i nomi di spicco che si alterneranno nel weekend ci saranno, tra gli altri, Viola Ardone, Matteo Saudino (Barbasophia), Agnese Pini,  Annalena Benini, Marcello Fois e Piergiorgio Pulixi.  Editore ospite dell’edizione sarà BAO Publishing, che poterà a Portici di Carta autori come Zerocalcare e Maicol & Mirco e proporrà i live painting “Vetrine disegnate” in quattro librerie cittadine.

Tra le novità di quest’anno, le passeggiate letterarie e artistiche curate da BAO e Alba Andreini, oltre ai Portici della Legalità, in piazza Castello, nati dalla collaborazione con le Giornate della Legalità, in cui si affronteranno temi quali “I soldi danno la felicità”, con Ugo Biggeri e Nadia Lambiase; “Sicurezza vuol dire repressione”, con Alessandra Algostino e Laura Martinelli; “L’amore in gabbia e Le appassionate”, con Donatella Di Stasio e Simonetta Fiori; “Magistrate finalmente e Il silenzio è una stella”, con Eliana Di Caro e Sabrina Pisu e “Figlia mia. Vita di Franca Jarach, desaparecido”, con Carlo Greppi e Tommaso Greco, oltre al progetto interculturale Leggere il Mondo, con autori e autrici internazionali. In programma anche la proclamazione dei finalisti del Premio Gianni Mura, dedicato alla letteratura sportiva, mentre gli spazi di piazza Carlo Felice ospiteranno gli incontri green del Giardino Forbito. Portici di Carta non è solo una fiera, ma una vera e propria festa diffusa in tutta la città. Il programma è un mix irresistibile di eventi per tutti: tra i tanti appuntamenti, anche uno speciale tributo a Sergio Atzeni, autore cui la manifestazione è dedicata quest’anno in occasione del trentesimo dalla sua scomparsa. Tutti gli incontri sono a ingresso gratuito con prenotazione consigliata, mentre le passeggiate letterarie hanno un costo di 5 euro.

Presso i Giardini Sambuy, il gazebo di Giardino Forbito ETS e il mercato Googreen proporranno attività legate alla sostenibilità. Domenica 5 ottobre, scrittori come Sebastiano Mondadori, Enrico Remmert e Luca Ragagnin recensiranno vini e territori del Piemonte.L’associazione Compagne di banco sarà presente per un progetto di condivisione, “Le parole tra noi da salvare”. Chi lo desidera, potrà lasciare una parola scritta nelle apposite cassette. Sabato 4 ottobre alle 17:30, una lettura silenziosa nella galleria Tamagno, davanti al Teatro Regio, sarà dedicata alle opere di Sergio Atzeni. La partecipazione è libera e gratuita. Il Gruppo Iren ripropone il suo progetto partecipativo “Parole che vorrei”. In Piazza Castello, una serie di pannelli raccoglierà le idee dei cittadini per il futuro di Torino, contribuendo a un racconto collettivo sulla città che si desidera.

Sabato 4 e domenica 5 ottobre, il Museo Accorsi-Ometto ospiterà laboratori per bambini, che potranno scoprire l’archivio fotografico e creare una cornice per una loro “memoria di carta”. Le prenotazioni sono disponibili sul sito della Fondazione.

Portici di Carta, è un progetto di Città di Torino e Salone Internazionale del Libro di Torino, realizzato da Associazione Torino, la Città del Libro, Fondazione Circolo dei lettori e Fondazione per la Cultura Torino, con il sostegno di Regione Piemonte agli editori piemontesi, il contributo di Fondazione Crt e Camera di Commercio di Torino, la partecipazione dei librai e delle libraie torinesi coordinati da Rocco Pinto, la collaborazione di Biblioteche civiche torinesi, Centro Interculturale della Città di Torino, Laboratori di lettura dei servizi educativi della Città di Torino, TorinoReteLibri Piemonte, ALI Associazione Librai Italiani, SIL Sindacato Librai e Cartolibrai, Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Giardino Forbito, Nati per leggere, Concorso letterario nazionale Lingua Madre, Giornate della Legalità, Torino Cambia le Biblioteche, Università degli Studi di Torino, Teatro Regio, Fondazione Torino Musei, Palazzo Madama, Fondazione Accorsi – Ometto. I main partner dell’evento sono Intesa Sanpaolo con Gallerie d’Italia e Esselunga.

Mara Martellotta

Rivoli celebra il rientro nel Centro Giolitti

Il rientro della città di Rivoli all’interno del Centro Giolitti, avvenuto lo scorso anno, rappresenta un momento di grande valore simbolico e culturale.

Rivoli riafferma così la propria appartenenza a una rete che custodisce e diffonde l’eredità di Giovanni Giolitti, statista che ha segnato profondamente la storia politica italiana. Questo ritorno sarà celebrato mercoledì 9 ottobre, alle ore 21, presso la Sala Conferenze della Casa del Conte Verde, in una serata che unirà memoria storica e prospettive future.

La prima parte dell’incontro sarà dedicata proprio al rientro di Rivoli nel Centro Giolitti e alla presentazione ufficiale delle attività e delle iniziative per il Centenario. Interverranno il presidente del Centro, Paolo Bersani, che illustrerà il significato di questo nuovo percorso comune, il Sindaco di Rivoli, Alessandro Errigo, che porterà il saluto e il sostegno dell’Amministrazione Comunale, e il presidente dell’associazione La Meridiana, Angelo Castagno, che sottolineerà il valore della collaborazione tra le realtà culturali cittadine.

“Il ritorno di Rivoli nel Centro Giolitti è un segno importante – sottolinea il Sindaco Alessandro Errigo – perché ci permette di valorizzare un legame storico con una figura che non fu soltanto un protagonista della vita politica nazionale, ma anche un amministratore locale attento, consigliere comunale nella nostra città per un decennio. Questo Centenario sarà l’occasione per riscoprire la sua eredità e renderla viva, con iniziative che parlino alle nuove generazioni e rafforzino il senso di comunità.”

Nella seconda parte della serata lo sguardo sarà rivolto alla figura di Giovanni Giolitti e al suo legame con la città di Rivoli. Non tutti ricordano, infatti, che Giolitti fu consigliere comunale proprio a Rivoli tra il 1910 e il 1920, un periodo che rinsalda ulteriormente il rapporto storico e politico con la città. Su questo tema interverrà il direttore scientifico del Centro, Pierangelo Gentile, insieme a Carlo Zorzi dell’ Associazione La Meridiana, da oltre trent’anni protagonista della vita culturale rivolese.

L’incontro del 9 ottobre non sarà soltanto l’occasione per guardare al passato, ma segnerà l’avvio di una nuova stagione di iniziative che coinvolgeranno la città di Rivoli nelle celebrazioni del Centenario, riaffermandone il ruolo nella storia e nell’attualità del pensiero giolittiano.

Donne e Arte: un percorso tra storia e contemporaneità


Il Coordinamento degli Istituti culturali del Piemonte in collaborazione con il Dipartimento di Giurisprudenza di Torino, la Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura e Palazzo Madama presentano il convegno Donne e Arte: un percorso tra storia e contemporaneità, un evento dedicato al ruolo delle donne nel mondo dell’arte, dall’antichità ai giorni nostri.

La sede il salone delle feste di Palazzo Madama e si svolgerà il 3 ottobre 2025 Dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 17.30.

Il convegno fa parte del ciclo di incontri sulla storia di genere, organizzati sulla base della convenzione del Coordinamento degli istituti culturali del Piemonte con il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino. L’evento si aprirà con i saluti istituzionali e proseguirà con una serie di contributi scientifici dedicati al ruolo delle donne nell’arte, dal passato ai nostri giorni, moderati dal Direttore di Palazzo Madama, Giovanni Carlo Federico Villa. Nel pomeriggio si svolgerà una tavola rotonda moderata da Gabriella Morabito del Coordinamento istituti culturali del Piemonte, con interventi focalizzati sull’impatto femminile nel mondo culturale e artistico.

Una giornata dedicata al potere, alla creatività e al ruolo delle donne tra arte letteratura, cinema e cultura. Dalle Madame reali a Gae Aulenti, da Jane Austen a Maria Adriana Prolo: un percorso tra le storie e sguardi che hanno segnato la nostra memoria collettiva.

Il convegno fa parte del programma delle Giornate della legalità del Comune di Torino ed è in collaborazione con Torino Capitale europea della cultura 2033 – Città candidata.

Aperto a un pubblico vasto ma indirizzato in particolar modo agli studenti. Questa incontro si avvale della collaborazione dell’Ordine degli Architetti; l’Ordine degli Avvocati di Torino riconoscerà un credito formativo; un credito formativo sarà concesso agli studenti della facoltà di Giurisprudenza.

La giornata si concluderà con una visita guidata nel Museo di Palazzo Madama.

Ingresso libero

Per consultare il programma completo visitare: https://www.facebook.com/Coordinamentoistituticulturalipiemonte/

Per informazioni: coordistituticulturali@gmail.com

 

Il Coordinamento degli Istituti Culturali del Piemonte

Il coordinamento degli istituti culturali del Piemonte, nato nel 2009, è una rete che riunisce 39 istituzioni culturali che svolgono attività di ricerca, formazione e educazione continua, anche in collaborazione con l’università di Torino nelle attività di Terza missione. Gli istituti si propongono come presidi di democrazia e partecipazione culturale sul territorio, e da anni lavorano in sinergia con Regione Piemonte e enti locali per la realizzazione di percorsi formativi ma hanno anche una rete di collaborazioni internazionali. Da diversi anni opera da un lato per un confronto sulle linee di politica culturale con iniziative anche pubbliche comuni, dall’altro nella convinzione che solo la costruzione di una collaborazione fattiva di rete può contribuire a dar peso alle iniziative culturali e alla massima valorizzazione dei patrimoni archivistici e bibliotecari, quali strumenti essenziali per l’avanzamento culturale del Paese. Ciò ovviamente attraverso l’utilizzo della digitalizzazione e l’accesso aperto delle informazioni. Senza tralasciare il patrimonio costituito da un’attività di ricerca, indispensabile per lo stesso progresso civile.

Ciclo di convegni sulla tematica di genere:

3 ottobre 2025 Donne e arte Un percorso tra storia e contemporaneità

22 ottobre 2024 Donne e resistenze. Un percorso tra storia e contemporaneità

28 novembre 2023. Le professioni delle donne tra Ottocento e Novecento. Un percorso tra storia e contemporaneità

 

Le istituzioni che ne fanno parte del Coordinamento degli Istituti Culturali del Piemonte

Accademia Albertina di Belle Arti, Accademia di Agricoltura, Accademia di Medicina di Torino, Accademia delle Scienze, AIT – Asia Institute Torino (CESMEO), Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza Onlus, Associazione archivio Storico Olivetti, Comunità Ebraica di Torino. Centro culturale Pier Giorgio Frassati, Centro Internazionale di Studi Primo Levi, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, Centro studi Piero Gobetti, Centro studi Sereno Regis, Cultura e Sviluppo, Deputazione Subalpina di storia patria, Fondazione Giorgio Amendola, Fondazione Bottari Lattes, Fondazione Camillo Cavour, Fondazione Alberto Colonnetti Onlus, Fondazione Carlo Donat-Cattin, Fondazione Giovanni Goria, Fondazione Istituto Piemontese A. Gramsci; Fondazione Luigi Einaudi Onlus, Fondazione Luigi Firpo – Centro di Studi sul Pensiero Politico Onlus, Fondazione Vera Nocentini, Fondazione Cesare Pavese, Fondazione Nuto Revelli Onlus, Istituto per i Beni Musicali in Piemonte, Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea ‘Giorgio Agosti’, Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi”, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Asti, Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Cuneo, Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel Novarese e nel Verbano Cusio Ossola ‘Piero Fornara’, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, Istituto Universitario di Studi Europei – IUSE, Società di Studi Valdesi, SPABA – Società piemontese di archeologia e belle arti, Unione culturale Franco Antonicelli.