“Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo rappresenta un simbolo universale di dignità del lavoro, progresso sociale e partecipazione civile. È un’opera che appartiene alla storia del Piemonte ma che ha saputo parlare al mondo intero. Per questo intendiamo avviare un percorso per proteggere il Quarto Stato, il suo messaggio, la sua storia e farlo diventare patrimonio dell’umanità tutelato dall’UNESCO. Lavoreremo già nelle prossime settimane per capire in quale filone inserire la candidatura, certi che davvero il Quarto Stato, con quello che rappresenta, sia un vero, concreto, chiaro e forte patrimonio dell’umanità“. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il 19 giugno scorso, insieme all’assessore regionale agli Enti locali, Enrico Bussalino, al termine dell’incontro svoltosi a Volpedo, di concerto con il sindaco di Volpedo Elisa Giardini, il presidente della Provincia di Alessandria Luigi Benzi, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona Pier Luigi Rognoni, la presidente dell’associazione Pellizza da Volpedo Manuela Bonadeo, Stefano Barbieri e Marco Balossino.
“Si tratta di un progetto che unisce cultura, identità e valorizzazione del territorio. Il Quarto Stato è una delle opere più conosciute dell’arte italiana e racchiude valori universali che ancora oggi parlano alle nuove generazioni. Vogliamo costruire un percorso condiviso che coinvolga il territorio , le istituzioni culturali e tutti i soggetti interessati affinché questo straordinario patrimonio possa ottenere il riconoscimento che merita a livello internazionale – hanno aggiunto l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli e gli assessori del territorio Enrico Bussolino e Federico Riboldi.
“Il Quarto Stato da oltre un secolo porta il nome di Volpedo e della provincia di Alessandria nel mondo – ha dichiarato il presidente della provincia di Alessandria Luigi Benzi – per questo la candidatura UNESCO rappresenta una straordinaria opportunità di valorizzazione culturale, turistica e identitaria per l’intero territorio. La Provincia di Alessandria è pronta a fare la propria parte e a collaborare con tutte le istituzioni coinvolte per sostenere un percorso che può rafforzare ulteriormente il prestigio internazionale di un’opera che affonda le proprie radici nella nostra storia e nella nostra comunità, ma che continua a trasmettere valori universali capaci di parlare all’umanità intera”.
“Per la comunità di Volpedo questa candidatura rappresenta un motivo di grande orgoglio e il riconoscimento di un percorso di valorizzazione che affonda le proprie radici in decenni di impegno – ha dichiarato il sindaco di Volpedo Elisa Giardini – Ricordo quanto costruito dal Comune di Volpedo a partire dal 1966, quando Maria e Nerina Pellizza donarono lo studio del pittore affinché diventasse museo aperto alla collettività. Da quel gesto di straordinaria generosità è nato un lungo lavoro di tutela e promozione che ha dimostrato la forza attrattiva e il valore universale di quest’opera. Il Quarto Stato non è soltanto un capolavoro dell’arte italiana, ma parte integrante dell’identità della nostra comunità”.
Mara Martellotta
L’importante e geniale musicista, compositore, maestro di tango argentino nella scuola Tango mio, Oscar Casares riversa il suo versatile temperamento, sensibile ad ogni forma di bellezza e di espressione vitale anche nella poesia. GRB






L’Art Nouveau apre la strada all’architettura moderna e al design. Determinante per la diffusione di quest’arte è sicuramente l’Esposizione Universale di Parigi del 1900, tuttavia anche altri canali ne segnano l’importanza: ad esempio la pubblicazione di nuove riviste, come L’art pour tous, e l’istituzione di scuole e laboratori artigianali. La massima diffusione del nuovo stile è comunque da rapportarsi all’Esposizione internazionale d’arte decorativa moderna di Torino del 1902, in cui vengono presentati progetti di designer provenienti dai maggiori paesi europei, tra cui gli oggetti e le stampe dei famosi magazzini londinesi del noto mercante britannico Arthur Lasemby Liberty. La nuova linea artistica, in rottura con la tradizione, è presente nelle grandi capitali europee, come Praga, con la grande figura di Moucha, Parigi in cui Guimard progetta le stazioni per la metropolitana, Berlino, dove nel 1898 i giovani artisti si dissociano dagli stili ufficiali delle accademie d’arte, intorno alla figura di Munch, Vienna, dove gli artisti della secessione danno un nuovo aspetto alla città. Una delle caratteristiche più importanti dello stile, che presenta affinità con i pittori preraffaelliti e simbolisti, è l’ispirazione alla natura, di cui studia gli elementi strutturali, traducendoli in una linea dinamica e ondulata, con tratto “a frusta”, e semplici figure sembrano prendere vita naturalmente in forme simili a piante o fiori. Si stagliano in primo piano le forme organiche, le linee curve, con ornamenti a preferenza vegetale o floreale. Tra i materiali, vengono adoperati soprattutto il vetro e il ferro battuto. In gioielleria si creano alti livelli di virtuosismo nella smaltatura e nell’introduzione di nuovi materiali, come opali e pietre dure, nascono monili in oro finemente lavorato e smaltato; i diamanti vengono accostati ad altri materiali, come il vetro, l’avorio e il corno. Solo in Italia, a differenza degli altri territori prima chiamati in causa, il Liberty non si contrappone al passato o alla tradizione accademica dell’insegnamento e dell’esercizio delle arti, con la conseguenza che qui, sulla nostra penisola, non si consolidò mai una scuola di riferimento identificabile con il movimento Liberty, al contrario ci furono singole personalità artistiche che si dedicarono ad approfondire i caratteri dello stile floreale ed epicentri per la diffusione del gusto dell’arte nuova, tra questi poli di profusione ci fu proprio Torino. Nei prossimi articoli considereremo nel dettaglio alcuni palazzi e quartieri della città sabauda particolarmente suggestivi e rilevanti dal punto di vista decorativo e architettonico, che testimoniano la meravigliosa trasformazione della nostra città, ancora oggi conosciuta come capitale del Liberty italiano.

