CULTURA- Pagina 2

A cena con Fruttero

Giovedì 23 aprile 2026, ore 20

Torino, Circolo dei lettori e delle lettrici

 

In occasione del vernissage de Il Club Fruttero. La mostra, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori e la Fondazione Circolo dei lettori propongono giovedì 23 aprile alle 20 A cena con Fruttero, una cena letteraria che traduce in esperienza conviviale i gusti e l’immaginario di Carlo Fruttero.

 

Non una semplice cena, ma un dispositivo narrativo: sette tavoli, sette libri, sette voci. Ogni tavolo diventa uno spazio di conversazione in cui i libri si attivano attraverso il dialogo, secondo una pratica cara a Fruttero: condividere per divertirsi.

Ogni tavolo ospiterà una voce e un libro: Carlotta Fruttero con “Donne informate sui fatti”, Federica Fruttero per “Mutandine di chiffon”, Annalena Benini in “La donna della domenica”, Francesca Sforza per Fruttero giornalista, Franco Forte con Urania, Giuseppe Culicchia “Da una notte all’altra”, Paolo Verri “A che punto è la notte”.

 

Il percorso della serata non si limita ai testi. Anche il menù è costruito come un racconto, un percorso geografico e affettivo che segue le traiettorie della vita e dei gusti dello scrittore.

 

Gli antipasti rappresentano con precisione la tradizione piemontese: vitello tonnato alla vecchia maniera, acciughe al verde, flan di asparagi. Piatti netti, riconoscibili, radicati, sabaudi, come l’origine torinese di Fruttero.

Il primo, con i tortelli maremmani, portano la cena a Roccamare, nel grossetano, terra d’adozione per la vita e la scrittura, dove Fruttero ha trascorso una lunga parte della sua vita.

Il secondo, roast beef con patate al forno, introduce una dimensione più personale: è il piatto che Fruttero amava così tanto da voler imparare a cucinarlo, per sé e per gli amici.

Il percorso si chiude con il dolce, la torta Sacher, che porta i commensali a Vienna. Il dolce in questa speciale cena rappresenta l’amicizia con la principessa Vita Hohenlohe, presenza brillante e spiritosa delle estati maremmane, che portava con sé la Sacher che divenne il dolce preferito di Fruttero.

 

Per partecipare alla cena è obbligatoria la prenotazione scrivendo a barney@circololettori.it. Costo della cena: € 60,00

 

La cena, estensione naturale della mostra, fa parte del progetto culturale diffuso per il centenario, ideato e prodotto da Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, con il coinvolgimento diretto delle eredi Carlotta e Federica Fruttero, sviluppato in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e delle lettrici di Torino e progetto Urania del Dipartimento di Comunicazione, arti e media Giampaolo Fabris dell’Università IULM, e la partnership tecnica di FILA con Tratto Pen e Libraccio, e il supporto de La Stampa-Tuttolibri. Partner della cena è l’Azienda Agricola Il Botolo.

 

Il Club Fruttero attraversa luoghi, linguaggi e pubblici diversi. Fruttero era uno scrittore, un traduttore, un curatore, un editore: scriveva, traduceva, curava, sceglieva. Il centenario ne restituisce il metodo: leggere per capire, scegliere per escludere, discutere per divertirsi e non essere neutrali.

Con AR.c.A. alla scoperta della villa romana di Caselette

Domenica 26 aprile sarà possibile visitare la villa romana di Caselette per scoprire come vivevano i romani in Val di Susa nel I secolo d.C. Tornando indietro nel tempo, sarà possibile entrare nelle stanze della villa e immergersi nell’atmosfera di uno dei più importanti complessi extraurbani di epoca romana in Piemonte. Sarà possibile anche partecipare al tour gratuito, guidato da un naturalista, dell’area Prima Valle. Situata alle pendici del Monte Musinè, ospita numerose specie di animali e vegetali, rare a livello nazionale e regionale, che la rendono una delle aree piemontesi di maggiore biodiversità. Si tratta di una vera e propria oasi xerotermica, che comprende anche i laghi Superiori e Inferiori di Caselette.

La villa romana di Caselette sarà visitabile dalle 15.30 alle 18, con la prima visita in partenza alle 15.30, la seconda alle 16.30 è l’ultima alle 17.30 circa. L’area Prima Valle, con punto di ritrovo presso la villa romana di Caselette, sarà visitabile dalle 15.30, mentre la seconda è prevista alle 17 circa. La giornata è promossa dall’associazione  AR.c.A –  Arte, Archeologico e Cultura ad Almese con il patrocinio del Comune di Almese, in collaborazione con la Fondazione Magnetto, Finder SPA , UNIVOCA, Tesori d’arte e cultura alpina e Sovrintendenza archeologica di Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino.

Info: arca.almese@gmail.com – 342 0601365

L’associazione AR.c.A è nata nel luglio 2013 con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il patrimonio storico, culturale artistico, archeologico e paesaggistico di Almese e dintorni.

Mara Martellotta

Job Film Days: “Dall’idea al soggetto”

Nel maggio torinese dedicato alla lettura

Per il maggio della lettura e della scrittura, torna “Dall’idea al soggetto” di Job Film Days. Come si scrive un film che parla di lavoro e di diritti? Avere una buona idea non è sufficiente, occorre anche avere strumenti per approdare alla scrittura. Nasce così il laboratorio di scrittura “Dall’idea al soggetto”, organizzato dall’associazione Job Film Days, in collaborazione con l’associazione Video Community. Nel mese di maggio, che Torino dedica alla lettura fra il Salone Internazionale del Libro ed altre iniziative ad esso collegate, quindi alla fruizione culturale, Job Film Days pensa, invece, alla scrittura. L’edizione 2026 del laboratorio prevede tre giorni di incontri e confronto a Torino, il 9 e 30 maggio, e 13 giugno, durante i quali si terranno lezioni condotte da esperti del settore cinematografico, e rappresentanti di Enti del mondo del lavoro. L’obiettivo è guidare i partecipanti verso la scrittura di un soggetto da inviare alla sezione Concorsi del festival Job Film Days, che premierà le tre migliori opere durante la prossima edizione. I premi saranno offerti dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e da Aurora Penne. Tra gli ospiti e i tutor, oltre al regista Mattia Berlizzi e allo sceneggiatore e documentarista Alejandro De La Fuente, è attesa la regista Martina Parenti che, insieme a Massimo D’Anolfi, ha realizzato “I Promessi Sposi” nel 2007 e “Grandi speranze” nel 2009, entrambi presentati al festival di Locarno insieme a numerosi altri lavori che, negli anni, sono stati selezionati tra i più importanti festival cinematografici internazionali, come la Biennale di Venezia, dove è stata presentata in anteprima “Guerra e pace”, mentre nel 2024 è stato proposto “Vestiari, Erbari, Lapidari”. Lo scorso anno la Biennale aveva dedicato ai due autori una monografia completa. Il laboratorio di scrittura sviluppa un’esplicita finalità di promozione della creatività, e costituisce un elemento di integrazione e rafforzamento della filiera cinematografica, inserendosi nel quadro delle azioni mirate alla creazione di opportunità lavorative per i giovani e la diversificazione dell’economia locale. La domanda per le iscrizioni dovrà essere presentata entro il 24 aprile 2026. Il laboratorio è dedicato ad autori e videomaker under 35. Iscrizione gratuita.

Mara Martellotta

Il “Pannunzio” ricorda Amendola

LUNEDÌ 20 APRILE ALLE ORE 17,30 in sede, via Maria Vittoria 35hGerardo NICOLOSI ricorderà Giovanni AMENDOLA nel centenario della morte. Egli appartiene alla storia del liberalismo del ‘900; su di lui il prof. Nicolosi, Ordinario di Storia contemporanea all’Università di Siena, ha scritto un importante saggio.
Marvi DEL POZZO leggerà la commemorazione pronunciata alla Camera il 29 aprile 1926 dal deputato piemontese ed ex Ministro Marcello Soleri a nome del Gruppo liberale in un clima ormai asservito al regime.

La Palazzina di Caccia di Stupinigi aperta nei ponti di primavera

Il Giardino Storico, la mostra Sulle strade della Regina e il percorso sulle tracce di Margherita di Savoia

 

 

 

 

La Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO) è aperta al pubblico nei ponti del 25 e 26 aprile e dell’1, 2 e 3 maggio con un’offerta che unisce una passeggiata nel verde del Giardino Storico restaurato, una visita alla mostra che racconta le origini dell’automobile moderna Sulle strade della Regina e un percorso di scoperta de Le stanze di Margherita nell’Appartamento di Levante.

IL GIARDINO STORICO

Il Giardino Storico, recentemente restituito alla fruizione, rende nuovamente leggibile una parte significativa del paesaggio che circonda la residenza sabauda. Le gallerie verdi delle stanze di verzura tornano a definire il disegno del giardino, i parterre recuperano la loro geometria storica e il giardino di levante diventa il primo spazio di accoglienza del percorso di visita.

Tra gli interventi realizzati, percorsi più accessibili, la diffusione della rete wi-fi, una applicazione digitale personalizzata che accompagna la visita e la rievocazione della vasca di Fritz, l’elefante che nell’Ottocento visse a Stupinigi e che qui trovava spazio anche per le proprie abluzioni. L’antica piscina è oggi evocata attraverso una composizione vegetale che ne riproduce la forma, con specie capaci di garantire una fioritura stagionale che suggeriscono, con il colore, la presenza dell’acqua.

 

LA MOSTRA: SULLE STRADE DELLA REGINA

Tra cavalli e motori: la mostra Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna, fino al 28 giugno 2026 nella Citroniera di Ponente, racconta il passaggio dalla carrozza all’automobile ai tempi di Margherita di Savoia mettendo in relazione eleganza formale, innovazione tecnica e trasformazioni della mobilità. Prodotta da FOM – Fondazione Ordine Mauriziano e MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile, la mostra mette per la prima volta a confronto automobili storiche provenienti dal MAUTO e carrozze ottocentesche della collezione Nicolotti Furno, offrendo un nuovo sguardo sul mondo dei trasporti tra XIX e XX secolo. Il percorso espositivo attraversa un secolo di cambiamenti culturali e tecnologici, dalle carrozze – come Landau Ronde, Phaeton, Coupè Brougham, espressioni di prestigio, ritualità e status sociale – alle prime automobili italiane e straniere, tra cui Fiat Tipo Zero A, Isotta Fraschini BN 30/40 HP, Oldsmobile 6C Curved Dash, Benz Victoria. Ogni mezzo racconta un mondo in trasformazione: dalla lentezza e ritualità dei viaggi in carrozza, segno evidente di rango e potere, alla novità e al fascino delle prime automobili, ancora rare e sorprendenti, che condividono le strade con i cavalli. Costruttori come Benz, Fiat, Decauville, De Dion Bouton presentano modelli unici, spesso realizzati su misura e destinati a una committenza limitata e selezionata.

 

IL PERCORSO: LE STANZE DI MARGHERITA

Non solo una Regina, ma una donna con un gusto preciso, abitudini quotidiane, affetti, rituali e un’idea moderna dell’abitare. Con “Le stanze di Margherita”, la Palazzina di Caccia di Stupinigi, in occasione del centenario della morte, invita i visitatori ad entrare nella dimensione più privata e concreta di Margherita di Savoia, ultima sovrana ad abitare la residenza prima della sua trasformazione in museo. Il percorso restituisce l’ultima stagione vissuta di Stupinigi come dimora reale, tra il 1901 e il 1919. In quegli anni la Palazzina non fu più soltanto una residenza di caccia, ma una casa vissuta, adattata, trasformata per rispondere alle esigenze quotidiane della Regina Madre. Attraverso una serie di pannelli tematici con grafica dedicata, collocati nell’Appartamento e nell’Atrio di Levante e nell’area dell’ascensore storico, il percorso mette in dialogo fotografie d’epoca, immagini tratte da riviste del primo Novecento e ambienti attuali, permettendo ai visitatori di confrontare passato e presente in modo immediato e suggestivo. Un QR code, inoltre, consentirà di approfondire la storia attraverso testi e immagini di inizio Novecento.

 

INFO

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino

Giorni e orari di apertura Palazzina di Caccia di Stupinigi e Giardino Storico: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18).

Giorno di chiusura: lunedì

Biglietti:

Giardino – 5 euro intero, 3 euro ridotto

Palazzina – 12 euro intero, 8 euro ridotto

Mostra Sulle strade della Regina – 8 euro intero, 6 euro ridotto

Palazzina + Mostra: 18 euro intero, 14 euro ridotto

Palazzina + Giardino: 15 euro intero, 11 euro ridotto

Mostra + Giardino: 11 euro intero, 9 euro ridotto

Palazzina + Mostra + Giardino: 21 euro intero, 17 euro ridotto

Gratuito minori di 6 anni e possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Royal Card

Info e prenotazioni: 011 6200601

stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it – www.ordinemauriziano.it

“Viva Jaquerio!” Visita speciale a S. Antonio di Ranverso

Domenica 26 aprile, alle ore 15, alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, si terrà una visita alla scoperta di uno dei maggiori esponenti del gotico internazionale del Piemonte, Jaquerio

“Viva Jaquerio!” è una speciale visita per conoscere la vita, il lavoro e la bottega d’artista di uno dei maggiori esponenti del gotico internazionale del Piemonte che, a Ranverso, ha lasciato la propria firma e il suo più grande capolavoro. Nato da una famiglia con una grande tradizione nella pratica della pittura, Giacomo Jaquerio vive la prima parte della sua vita tra continui spostamenti fra Torino, Ginevra, Thonon Le Bains ed altre località d’Oltralpe, lavorando al servizio di Amedeo VIII di Savoia e ricevendo commesse da istituzioni religiose e da importanti casate nobiliari. Dal 1429 in poi, abitò stabilmente a Torino, e della sua vasta produzione, solo pochissime opere sono documentate. Il primo documento certo relativo a Jaquerio è la sua firma, scoperta solo nel 1914 sugli affreschi dell’abbazia di Sant’Antonio di Ranverso, databile intorno al 1410, epoca in cui l’artista doveva essere già a capo di un’ampia bottega. La “Salita al Calvario” è il suo capolavoro dai tratti profondamente realistici, di crudeltà e dolore, che ne fanno un brano pittorico di grande tensione drammatica.

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso – località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO) – Domenica 26 aprile ore 15

Costo visita: 5 euro oltre al prezzo del biglietto. Indispensabile la prenotazione entro il giorno precedente. Info e prenotazioni da mercoledì a domenica a 011 6200603 – ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

Mara Martellotta

Inviato dall’app Tiscali Mail.

La poesia: “Le case”

Di Graziella Provera

 

Mentre che camino così,
tanto pe’ fa’ ‘na passeggiata,
guardo le case che incontro ne la via.
Quanti palazzi co’ li muri scoloriti,
li scuri che se staccano
e pure un po’ ammuffiti.

Le case de’ la povera gente
se somijan tutte:
diciamoce ‘a verità :
so’ proprio brutte.

N’antra cosa so’ le case
de’ signori: scale de marmo,
giardini, mobili de’ pregio.

Nun è tanto er fatto de conta’ le lire
pe’ ariva’ ar giorno de’ la paga,
quanto che l’uni se riempion l’occhi
de’ bellezza,
a l’altri je se strigne er core
de vede’ sempre er solito squallore.

Nun è forse nutrimento necessario
la bellezza quanto er pane?
Questo è er pensiero mio
ma so’ poeta, e l’opinione de’ poeti
se sa’ nun conta gnente.

Me so’ persuasa che l’unica cosa
che c’è fa tutti eguali
sarà l’incontro che faremo
a la fine der camino,
nun serve che me spieghi
m’avete già capito.

E ve pensate che nostro Padre
nei cieli peserà er capitale
che ci avemo in banca?
L’unica cosa che vedrà nostro Signore
sarà se c’avremo avuto
un grande core.

17 aprile 2026

Manara tra letteratura, cinema e storia

L’associazione Culturale Torino Comics presenta la mostra dedicata a Milo Manara, uno dei più grandi maestri del fumetto internazionale, aperta dal 17 aprile al 28 giugno prossimo.

Si intitola “Manara e l’arte del racconto, letteratura, cinema e storia” la mostra dedicata al fumettista Milo Manara, classe 1945, e ospitata alla Certosa Reale di Collegno, inaugurata nel pomeriggio del 17 aprile e aperta fino al 28 giugno prossimo.
L’autore sarà ospite d’onore a Torino Comics dal 30 maggio al 1⁰ giugno prossimi. L’esposizione è  organizzata dall’associazione culturale Torino Comics, con il patrocinio e il contributo del Comune di Collegno, in collaborazione con Comicon, Rete Italiana del Fumetto, Visiona Società Cooperativa e Associazione Antidoto Felice e pone in luce, grazie a un ampio percorso attraverso l’opera dell’autore, la capacità di Manara di dialogare con i grandi patrimoni della cultura, rielaborandoli in una forma narrativa unica, riconoscibile e profondamente contemporanea.
La mostra seleziona oltre cinquanta tra tavole originali, riproduzioni, storyboard, documenti e materiali vari, restituendo al pubblico la complessità del lavoro di Manara, evidenziandone la precisione del tratto, la costruzione compositiva e la profondità della ricerca iconografica e narrativa. Le opere esposte, in formati che variano da 50×70 ai 70×100 cm, permettono di cogliere da vicino la cura del dettaglio e la forza espressiva che hanno reso Manara uno degli autori più riconoscibili del panorama contemporaneo.

Il percorso espositivo si articola lungo alcune direttrici fondamentali del suo lavoro: il rapporto con letteratura e cinema, la rilettura della storia e l’interpretazione della cultura contemporanea. In questo dialogo continuo tra linguaggi, opere come “ Viaggio a Tulum” e “Il viaggio di G. Mastorna” testimoniano il sodalizio artistico con Federico Fellini, mentre i cicli dedicati a “Caravaggio e i Borgia” mostrano la capacità di tradurre eventi e figure storiche in narrazione visiva, con un equilibrio tra rigore e interpretazione.
Accanto a questi lavori, trovano spazio ritratti e illustrazioni dedicate a protagoniste della musica, del cinema e della cultura, che restituiscono il ruolo di Manara quale interpretee osservatore del panorama culturale internazionale.
La mostra si propone, così, come un viaggio nell’arte del racconto a fumetti, capace di attraversare epoche, immaginari e linguaggi diversi.

“Ospitare a Collegno una mostra dedicata  a Milo Manara significa accogliere uno dei protagonisti assoluti della storia del fumetto internazionale,  un autore che ha saputo trasformare il disegno in un  linguaggio narrativo capace di parlare a diverse generazioni, attraversando mondi culturali anche molto lontani tra loro – ha commentato il sindaco della Città di Collegno Matteo Cavallone – Come Città di Collegno siamo orgogliosi di sostenere questa iniziativa, realizzata con l’associazione culturale Torino Comics e crediamo che portare qui l’opera di Manara significhi offrire al nostro territorio un’esperienza culturale di altissimo livello, capace di stimolare sguardi nuovi e di avvicinare il pubblico all’arte del fumetto, quale forma espressiva matura, raccontando il mondo con una matita e un’immaginazione inesauribile”
“Questa mostra dedicata a Milo Manara rappresenta per Collegno non solo un appuntamento espositivo di grande prestigio, ma anche un’occasione per riflettere sul ruolo che le arti visive e il fumetto svolgono oggi nella costruzione del nostro immaginario collettivo.  Il lavoro di Manara, con la sua capacità di attraversare linguaggi e discipline,  ricorda allo spettatore che la cultura è un  territorio vivo in cui il dialogo tra passato e presente genera continuamente nuove forme di racconto – spiega l’Assessora alla Cultura Clara Bertolo – abbiamo scelto di sostenere questo progetto perché crediamo che la Sala delle Arti debba essere uno spazio aperto, capace di ospitare linguaggi diversi offrendo al pubblico strumenti per leggere la complessità del nostro tempo”.

Mara Martellotta

“Fantozzi. Un mito italiano” Alla Fondazione Mirafiore

Sabato 18 aprile sarà la volta di Guido Harari

Il laboratorio di Resistenza Permanente della Fondazione E. Mirafiore si avvia verso la conclusione della sua sedicesima edizione, con tre appuntamenti straordinari capaci di restituire al pubblico il meglio di quella cultura italiana, che sa essere popolare e raffinata, comica e profonda, quotidiana e immortale. Venerdì 17 aprile, alle ore 19, il teatro della Fondazione Mirafiore, in collaborazione E.ART.H Foundation accoglie “Fantozzi. Un mito italiano”, con Guido Andrea Pautasso e Luca Bochicchio, curatori di una mostra a lui dedicata, ad approfondire e analizzare la figura del personaggio di Fantozzi con particolare rilevanza alla sua immagine cinematografica, culturale e immaginaria. Entrambi hanno collaborato alla stesura del libro “Fantozzi. Un mito italiano”, che sarà presentato per l’occasione e che ripercorre le tappe che hanno reso Fantozzi l’antieroe per eccellenza, e ai racconti saranno alternate le proiezioni di alcune iconiche scene dei suoi film. Considerato l’ultima maschera della commedia italiana dopo Totò. Fantozzi nacque dalla penna di Paolo Villaggio, che poi interpretò anche il personaggio cinematografico, con una serie di racconti pubblicati sul settimanale L’Europeo e successivamente, nel 1971 con un romanzo pubblicato da Rizzoli a seguito del successo ottenuto dal “ragioniere nazionale” e incarnandosi in 11 film entrati nella memoria collettiva, diventando molto più di un personaggio comico. Uno specchio spietato e affettuoso dell’italiano medio, delle sue umiliazioni quotidiane, delle sue sconfitte sempre sfiorate e mai.

Sabato 18 aprile, alle ore 18.30, la penultima serata della stagione porta a Serralunga d’Alba un ospite fra i più luminosi: Guido Harari, con “La luce nello sguardo”. Nato al Cairo nel 1952, e formatosi da autodidatta ispirandosi ai grandi fotografi di rock e jazz degli anni Quaranta, Harari si è formato negli anni Settanta come fotografo e giornalista musicale, diventando nel tempo uno dei più autorevoli ritrattistica italiani, capace di attraversare decenni di musica, di cultura e di spettacolo con un obiettivo sempre teso a cogliere non il gesto, ma l’anima. In oltre cinquant’anni di carriera, ha collaborato con le maggiori testate internazionali, la fotografia musicale dentro le gallerie d’arte e curato il recupero degli archivi storici dimenticati, tra cui quelli dei leggendari Art Kane e Joe Alper. Nel 2011 ha fondato ad Alba, insieme a Cristina Pellissero, la Wall of Sound Gallery, segnando con questo gesto un ritorno alle radici piemontesi, che rende la sua presenza alla Fondazione Mirafiore qualcosa in più di un semplice incontro, un racconto intimo per immagini e parole di una vita trascorsa a inseguire la luce negli occhi delle persone e il senso del tempo nei loro volt.

L’intera stagione è stata guidata dalla parola #partecipazione, che trova la sua incarnazione più autentica e fisica nell’ultimo atto della sedicesima edizione, sabato 25 aprile, quando a partire dalle ore 10 tornerà l’appuntamento ormai tradizionale e irrinunciabile della Fondazione Mirafiore10. Il ritorno è al nuovo Bar Fontana by Ugo Alciati, sotto i portici della Bottega del Vino, da cui partiranno tre gruppi di lettura guidati da Oscar Farinetti, Antonio Armano e Paola Farinetti, ciascuno con la propria voce e il proprio sguardo a fare da filo conduttore tra gli alberi e i sentieri del bosco. Al termine della passeggiata, una sosta per ricordare i partigiani caduti della 21esima Brigata Matteotti, e per intonare insieme i canti della Resistenza, accompagnati dalla voce di Filippo Bessone, ex frontman del gruppo Trililu e dalla Filarmonica del maestro Walter Porro.

In caso di maltempo, la passeggiata si trasferirà nelle cantine storiche di Fontanafredda, dove la storia di questa terra continua a vivere tra i muri e il profumo del vino.

Partecipazione libera con prenotazione gradita su fondazionemirafiore.it

Mara Martellotta

“Sentinelle di Torino. Dove la memoria incontra la città”

Evento/Incontro tra “Veterani della Difesa”, Scuole e Artisti, presso il “Monumento Nazionale dell’Arma di Artiglieria” o “Arco del Valentino”

Martedì 21 aprile, dalle 9,30 alle 12,30

La realizzazione per immagini di un vero e proprio “Carnet de Voyage” attraverso il quale “valorizzare i Monumenti Militari di Torino, il loro significato ed il ricordo dei Caduti”: è questo l’obiettivo principe del Progetto realizzato dalla Sezione Provinciale di Torino dell’“Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia (A.N.Art.I.)” in sinergia con la sezione torinese dell’“Associazione Nazionale Ufficiali” provenienti dal “Servizio attivo” (“ANUPSA”) e quella, sempre subalpina, dell’“Associazione Marinai d’Italia (A.N.M.I.)”, che prevede l’organizzazione di un “Laboratorio” tra “Veterani della Difesa”esperti militari e studenti delle Scuole torinesi, volto, per l’appunto a favorire il dialogo intergenerazionale sulla “memoria storica dei monumenti militari”. L’iniziativa nasce, in origine, da un “Bando” della “Regione Piemonte” e dal “Comune di Torino”, concordato in occasione del “Centenario” del “Parco della Rimembranza” al “Bric della Maddalena” (inaugurato nel 1925 da re Vittorio Emanuele III) e rivolto alle “Associazioni d’Arma Nazionali (ASSOARMA)” – su proposta del Consiglio Periferico di “ASSOARMA Torino” – teso a valorizzare l’area dedicata ai “Caduti della Città”.

Il Progetto di “A.N.Art.I.”, unico nel suo genere in Italia, mira a porre e a riportare (se mai ce ne fosse bisogno) nella giusta considerazione la memoria storica delle “Armi militari”, in una prospettiva di doverosa valorizzazione del servizio e del sacrificio dei “Caduti”, nonché delle risorse umane e tecnologiche del territorio nella prospettiva di “offrire un racconto originale della genesi architettonica e politica dei ‘Monumenti’, arricchito da dettagli sulla vita materiale del passato”.

Primo evento in avvio del “Progetto”: l’incontro, martedì 21 aprile ( ore 9,30 – 12,30), presso l’“Arco monumentale all’Arma di Artiglieria” (noto anche come “Arco del Valentino” o “Arco di Trionfo”, realizzato su progetto di Pietro Canonica ed inaugurato il 15 giugno 1930, in occasione dell’anniversario della Battaglia del Piave, 1918), situato all’ingresso Nord del “Parco del Valentino”, dove si terrà un workshop di “disegno dal vivo”Oltre cinquanta partecipanti – tra “Veterani della Difesa”, studenti, artisti e disegnatori professionisti – collaboreranno alla realizzazione di un ‘Carnet de Voyage’, coordinati dall’“Artigliere Cartoliniere” Antonio Mascia, per quarant’anni docente di “materie artistiche” nelle Scuole cittadine, nonché “socio volontario” dell’Associazione “Amici del Museo Pietro Micca e dell’Assedio di Torino del 1706”. Agli studenti verranno distribuiti appositi taccuini e l’opera ritenuta migliore sarà stampata in forma di “Manifesto”. La documentazione foto-video, realizzata da “SHOWBYTE” sarà pubblicata sul sito https://www.patres.eu/ e integrata nell’applicazione di un “Progetto”, in cui “ in un clima di libertà e responsabilità – sottolinea il Generale Luigi Cinaglia, Consigliere ‘A.N.Art.I.” e responsabile dello stesso ‘Progetto’ – i monumenti militari diventano protagonisti, poiché, sebbene siano sotto gli occhi di tutti, è necessario conoscerne a fondo la genesi storica e i valori che rappresentano, i quali non celebrano tanto la guerra quanto il sacrificio degli uomini per la propria Patria, grazie al quale è stata possibile la crescita economica e lo sviluppo tecnologico dell’Italia in un clima di Pace e di Democrazia”. Parole cui fanno eco le riflessioni del “Cartoliniere” Antonio Mascia“In quest’ era tecnologica, dove l’IA spesso sostituisce la mano ‘pensante e creativa’ dell’uomo, è fondamentale che questo ‘Progetto’ dedichi uno spazio adeguato al disegno. E disegnare, in questo caso, non è un’operazione nostalgica, ma significa proiettare sul foglio le proprie osservazioni ed emozioni nate dall’incontro con i ‘Veterani della Difesa’ e dal confronto con artisti professionisti e giovani della ‘Generazione Z’, che con la loro spontaneità ci aiutano a vedere il mondo con occhi diversi”.

Le Attività Future

Le Associazioni realizzeranno una “app” collegata con il sito internet già “on line” https://www.patres.eu/ per raccontare e valorizzare tre “Monumenti” ed un “Parco”. Dopo l’“Arco Trionfale del Valentino”, sarà la volta del “Monumento al Duca d’Aosta” di piazza Castello, di quello all’“Artigliere da Montagna” (nel Giardino tra i corsi Ferrucci e Vittorio Emanuele, a fianco dei campi sportivi di “Cit Turin”) e il “Parco della Rimembranza” in occasione del suo Centenario. Le attività consisteranno nella raccolta di testimonianze da parte di esperti, “Veterani della Difesa”, architetti e testimonial della materia e nella conseguente realizzazione di decine di video-contributi, podcast, materiali iconografici anche d’epoca rigenerati e canali social per la massima fruizione del “Progetto”. Il prodotto multimediale, che sarà realizzato entro dicembre 2026, sarà aperto a tutti e potrà accogliere in futuro anche altri contributi su ulteriori “Monumenti” della città.

Gianni Milani

Nelle foto: “Arco Monumentale all’Arma di Artiglieria”, Gen. Luigi Cinaglia e il “Cartoliniere” Antonio Mascia