CULTURA- Pagina 2

L’Università di Torino celebra Kafka a fumetti: in arrivo la mostra di Nicolas Mahler

Mercoledì 19 febbraio, alle 16.30, nel Complesso Aldo Moro di via Sant’Ottavio 18, a Torino, inaugura la mostra “Komplett Kafka” dell’artista austriaco Nicolas Mahler, organizzato dalla sezione di Germanistica del Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne dell’Università di Torino, con il patrocinio di UniTo e sostenuto dal DAAD con fondi del Ministero Federale degli Affari Esteri tedesco e per concessione del Goethe-Institut Italia. All’evento parteciperà lo stesso Mahler, in dialogo con il Prof. Riccardo Morello, docente di letteratura tedesca all’Università di Torino e profondo conoscitore di Kafka. La mostra sarà aperta al pubblico dal 20 febbraio al 14 marzo 2025 presso l’atrio del Complesso Aldo Moro, visitabile dal lunedì al venerdì (8:00-19:30) e il sabato (8:00-13:00). La libreria internazionale Luxemburg metterà a disposizione dei libri in lingua tedesca e italiana dell’artista da sfogliare e consultare. La mostra comprende 20 manifesti tratti dal fumetto “Komplett Kafka” di Mahler, pubblicato nel 2023 per la casa editrice tedesca Suhrkamp e nel 2024 per la casa editrice italiana Clichy, con testi in tedesco e relative traduzioni in italiano. L’esposizione rappresenta una visione comica e leggera della vita e delle opere di Franz Kafka, unendo il minimalismo del tratto di Mahler con la profondità dei temi kafkiani. Nicolas Mahler, nato a Vienna nel 1969, è un rinomato fumettista e caricaturista austriaco, celebre per il suo stile essenziale e il suo umorismo raffinato. I suoi personaggi, disegnati con pochi tratti e caratterizzati da grandi nasi sproporzionati, riescono a raccontare storie complesse e a trattare temi profondi con leggerezza e ironia. Tra le sue opere più conosciute figurano adattamenti di classici della letteratura, come i lavori di Franz Kafka, Thomas Bernhard e Robert Musil. La sua capacità di fondere il linguaggio del fumetto con grandi opere letterarie lo ha reso uno degli artisti più apprezzati a livello internazionale, ricevendo numerosi premi, tra cui il prestigioso Max-und-Moritz-Preis come “Miglior fumettista di lingua tedesca” nel 2010. È uno dei pochi fumettisti del mondo di lingua tedesca ad aver ottenuto un riconoscimento internazionale.

Gian Giacomo Della Porta

Re Umberto I, il conservatore che abolì la pena di morte

Alla scoperta dei monumenti di Torino / Prese parte alla Seconda Guerra d’Indipendenza, distinguendosi nella battaglia di Solferino del 1859.Il 9 gennaio del 1878, alla morte del padre, salì sul trono italiano con il nome di Umberto I e con il nome di Umberto IV su quello sabaudo, dal momento che suo padre aveva stabilito, malgrado l’unità nazionale, il prosieguo della tradizione nominale sul trono sabaudo

Nel piazzale, davanti alla Basilica di Superga, si innalza imponente il monumento dedicato al Re Umberto I di Savoia. Su un basamento di marmo si erge un Allobrogo, guerriero capostipite dei piemontesi, con indosso un elmo alato, lunghe trecce, ascia e corno di guerra. Il guerriero tiene un braccio levato mentre con l’altro punta una spada sulla corona ferrea circondata dalle palme del martirio, in segno di fedeltà e con accanto uno scudo sabaudo lambito da due serpenti, simboli rispettivamente della dinastia reale e del tempo. Alle spalle del guerriero si trova un’ alta colonna corinzia di granito, il cui capitello in bronzo si prolunga in una figura d’aquila imperiosa ad ali spiegate, trafitta da una freccia; allegoria del re assassinato.

 

Umberto I nacque il 14 marzo 1844 a Torino, precisamente a Palazzo Moncalieri, da Vittorio Emanuele II (allora duca di Savoia ed erede al trono sabaudo) e da Maria Adelaide d’ Austria. Ebbe, come da tradizione sabauda, un’educazione essenzialmente militare e nel marzo del 1858 intrapreseproprio la carriera militare, cominciando con il rango di capitano; successivamente prese parte alla Seconda Guerra d’Indipendenza, distinguendosi nella battaglia di Solferino del 1859.Il 9 gennaio del 1878, alla morte del padre, salì sul trono italiano con il nome di Umberto I e con il nome di Umberto IV su quello sabaudo, dal momento che suo padre aveva stabilito, malgrado l’unità nazionale, il prosieguo della tradizione nominale sul trono sabaudo.

Assunse, sul fronte della politica interna, una posizione rigida e autoritaria soprattutto in senso anti-parlamentare: le insurrezioni e i moti, come quelli dei Fasci dei Lavoratori in Sicilia e l’insurrezione della Lunigiana (1894), che minacciavano l’ordine interno e l’unità stessa dell’Italia, lo portarono a firmare provvedimenti come ad esempio lo Stato d’Assedio. A seguito di questi e di altri gravi avvenimenti, si procedette, ad opera del governo Crispi,allo scioglimento del Partito Socialista, delle Camere del Lavoro e delle Leghe Operaie. Il suo regno fu contrassegnato da opinioni e sentimenti opposti, infatti se da alcuni venne elogiato per per il suo atteggiamento dimostrato nel fronteggiare sciagure come l’epidemia di colera a Napoli del1884 ( si prodigò personalmente nei soccorsi), o ad esempio per la promulgazione del cosiddetto codice Zanardelli che portò all’abolizione della pena di morte, da altri fu aspramente avversato per il suo duro conservatorismo. Fu aspramente criticato dall’opposizione anarchico-socialista e repubblicana italiana, soprattutto per la decorazione del generale Fiorenzo Bava-Beccaris che fece uso dei cannoni contro la folla a Milano per disperdere, il 7 maggio 1898, i partecipanti alle manifestazioni di protesta scatenate dalla tassa sul macinato. Dopo esser sfuggito a due attentati, Umberto I venne ucciso a Monza il 29 luglio del 1900, per mano dell’anarchico Gaetano Bresci.

A pochi mesi di distanza dall’attentato di Monza, il vice-presidente dell’Unione Artisti ed Industriali di Torino, Alessio Capello, propose l’erezione di un monumento in memoria di Umberto I, con l’idea di farlo sorgere sul colle di Superga, presso le tombe degli avi di Casa Savoia. L’assemblea dell’Unione Artisti ed Industriali, presieduta da Giacomo Rava, acconsentì all’ iniziativa e venne immediatamente costituito un Comitato esecutivo che aprì una sottoscrizione e raccolse, nel giro di pochissimo tempo, una somma di 15.000 lire provenienti da oltre ottanta comuni piemontesi e da circa cento Associazioni. L’incarico di scolpire il monumento fu affidato allo scultore Tancredi Pozzi che concluse l’opera in poco più di un anno dall’approvazione del progetto. L’inaugurazione avvenne l’ 8 maggio del 1902 alla presenza del sindaco di Torino Severino Casana, del presidente del Comitato esecutivo Alberini e del canonico Amedeo Bonnet, prefetto della Basilica di Superga, che prese in custodia il monumento per conto della Casa Reale. 

 Simona Pili Stella

 

Foto Xavier Caré / Wikimedia Commons

Sogni fatti in grande, quando Dante Ferretti incontrò Pasolini

La prima volta che l’ho visto era di spalle, se ne era appena uscito dal parrucchiere di via Ripetta dove era solito andare lui”. È il primo ricordo, di un giovanissimo Dante Ferretti oggi fresco e divertito (è riuscito allegramente persino a disegnarsi la prossima sua sede al Verano) ottantaduenne, che dà il via a tutti gli altri disseminati nel piccolo volume, un centocinquanta pagine per una decina di capitoli, “La bellezza imperfetta. Io e Pasolini” che il maestro della scenografia cinematografica ha scritto con David Miliozzi per le edizioni Pendragon e presentato al Circolo dei Lettori in compagnia di Giulio Base, effervescente direttore del TFF. “Io e Pasolini avremmo poi fatto otto film insieme, siamo partiti dal “Vangelo secondo Matteo” sino a “Salò”, nel ’75. Alle prime dei film, tutti, c’era sempre sua madre Susanna, le interessava conoscere le reazioni del pubblico. Invece per “Salò” non c’era nessuno, in una sala di Parigi, Pier Paolo se n’era andato, ucciso quel due novembre, proprio due settimane prima”, il 2 quando Ninetto Davoli fu condotto all’Idroscalo di Ostia a riconoscerne il corpo e quel viso semicoperto dal fango. “È stato il poeta per eccellenza del cinema italiano”.

Otto film insieme, un buon tratto di vita. Ma il libro è anche la storia di un ragazzo di Macerata, per cui qualcosa stava già scritto nelle stelle se scampa alle incursioni degli aerei inglesi, al riparo di un grande mobile nella casa che non esiste più, se passata la paura la prima parola che pronuncia è “ciac”, se all’indomani degli esami di stato, dopo un percorso scolastico ingeneroso e semicatastrofico in cui anche la ginnastica faceva acqua – impiegato quasi ogni giorno a scappare al cinema Italia, per uno due tre film, con i soldi fregati la notte prima – ed un brillante esito, conseguito con grande onore, dopo un tour de force per lui non indifferente, chiedeva al padre, proprietario di una piccola falegnameria, il permesso di andare a Roma a frequentare l’Accademia di Belle Arti. Ad avvicinarsi al mondo del cinema il passo è breve, l’architetto Aldo Tomassini lo promuove sul campo assistente scenografo: e sono subito due peplum, dove la costa e le alture del Conero sono reinventate a luoghi avventurosi dei Caraibi. Poi arriva il grande cinema, ma arriva con la figura spesso ingombrante di Luigi Scaccianoce, impiegato nel ’64 su differenti set, indifferentemente, con Luigi Vanzi che sta girando “Sette a Tebe” e con Maselli del certo più quotato “Indifferenti” e con “Amori pericolosi” della coppia Questi/Giannetti. Nel “Vangelo” di Pasolini, appunto. In un continuo spostarsi e andare e venire, con Scaccianoce che arrivava ed era assente, c’era parecchio da fare per il Ferretti poco più che ventenne.

E sarà un’altra promozione, conquistata a testa alta. Arrivano “Uccellacci e uccellini”, una esplosione per Totò, un quasi canto del cigno, “Edipo re” e finalmente “Medea”, definitivamente suo, dall’a alla zeta, senza più intermediari o doppie firme o qualcuno da rimpiazzare questo o quel giorno, per questa o quella scena. Inizia un completo lavoro insieme, una quotidianità e un confronto, un rispetto e un’amicizia, la devozione di un allievo verso chi è stato il suo primo maestro e la gratitudine (“ma ci siamo sempre dati del lei”), ogni attimo nelle pagine di “Bellezza imperfetta”, fatte altresì di ricordi come di schizzi e bozzetti e fotografie: “Le cose fatte bene – nel ricordo di Ferretti le parole del grande intellettuale italiano, perennemente critico, perennemente acuto osservatore, perennemente capace di sopravanzare ogni cosa con un pensiero – sembrano finte, l’imperfezione è necessaria perché appaia la verità”. Il ricordo di una ripresa a Napoli, dietro la chiesa di Santa Chiara, per il “Decamerone”, un gioco tra ragazzi, la “scivolarella” ambientata tra un insieme di angoli medievali e già rinascimentali: anche quella era una imperfezione che raggiungeva la bellezza, “le cose giuste sono sempre le cose sbagliate”. Asprezze e verità incanalate, trasmesse dentro una filmografia che ha portato tra gli altri ai mondi pieni d’incanto di Scorsese, di Burton e di Minghella (“anche a quelli inventati per “Le avventure del barone di Munchausen” che i critici americani hanno osannato come le più belle scenografie della storia del cinema”) e a tre premi Oscar, a quattro BAFTA e altrettanti David di Donatello e a dieci Nastri d’argento, una bella esposizione sui ripiani della casa romana (sarebbe sufficiente ricordare quelle per “Gangs of New York” – sono state “una enorme falegnameria” e nella fiumana di ricordi che Miliozzi e Base cerca di incanalare a volte a fatica va ancora il grazie alla squadra di attrezzisti, falegnami, pittori, stuccatori che diedero vita a un capolavoro – che giacciono a Cinecittà, all’aperto, viste da chi scrive questa nota in un giorno di dicembre di pioggerella e melmoso, mentre andrebbero senza dubbio conservate in un museo).

Poi i nomi di Petri e di Ferreri, poi molti altri, poi il pianeta Fellini, raggiunto soltanto nel ’78 con “Prova d’orchestra”. “Dantino” il regista di Rimini lo aveva già chiamato all’indomani di “Medea” ma lui non si sentiva pronto, “tra dieci anni, maestro, e io arrivo”. E così era stato, si era sentito pronto, “Prova” e “La città delle donne”, “E la nave va” e “Ginger e Fred” sino all’ultimo “La voce della luna”, a creare anch’essi, insieme, mondi nuovi e sogni, mentre negli anni a venire avrebbero trovato posto – con la puntuale collaborazione della moglie Francesca Lo Schiavo – le altissime prove dell’”Età dell’innocenza” e di “Ritorno a Cold Mountain”, tra i tanti tantissimi titoli. Sogni fatti a volte di niente: come quell’inizio che stava prendendo forma, impercettibile, e sistemandosi le pieghe di un immaginario abito, quando sul set di “Fellini Satyricon”, ancora sotto l’egemonia di Scaccianoce, il Ferretti di ventisei anni venne come “scoperto” dal regista, “ma lei chi è?”, “io sono qui sul set con lei da settimane”, mentre prendeva da terra un pezzo di cartone che aveva proprio quella nuance che faceva comodo al regista per un intonaco. Scaccianoce si vide azzerato quel contratto che aveva al 50%, non più rinnovato, Ferretti un riconoscibile nome nei titoli di coda. E l’altro 50% del contratto.

Di Caprio ha detto che “Ferretti è lo scenografo più emblematico del cinema italiano”, per correggersi immediatamente, “Ferretti è lo scenografo più importante della storia del cinema”. Oggi, nella sala del Circolo piena di pubblico, a noi Ferretti continua a ripetere “Pier Paolo mi ha inventato, mi ha creato per quello che sono”. E il pubblico guarda al genio, mentre si mette in fila per il firmacopie.

Elio Rabbione

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei

VENERDI 14 FEBBRAIO

 

Venerdì 14 febbraio 2025

A SAN VALENTINO AMA LA CULTURA!

Ingresso a 1€ per le collezioni e le mostre temporanee di GAM, MAO e Palazzo Madama

 

La Fondazione Torino Musei lancia una nuova proposta per celebrare la festa degli innamorati: nella giornata di venerdì 14 febbraio, con la promozione “A San Valentino ama la cultura!”, tutti i visitatori potranno visitare le collezioni permanenti con il biglietto speciale a 1 euro.

Incluse nel biglietto delle collezioni anche i progetti espositivi Hanauri. Il Giappone dei venditori di fiori al MAO e Giro di posta. Primo Levi, le Germanie, l’Europa e Il grande fiume. Biodoversità fra passato e futuro a Palazzo Madama. Aggiungendo 1 euro si potrà accedere anche alle mostre temporanee Mary HeilmannMaria Morganti e GRASSO. Giuseppe Gabellone e Diego Perrone alla GAMRabbit Inhabits the Moon al MAO e Visitate l’Italia a Palazzo Madama.

Esclusa dalla promozione la mostra Berthe Morisot. Pittrice impressionista alla GAM.

La tariffa di 1€ sarà applicata anche ai possessori di Abbonamento Musei, mentre non si applica per la Torino Card e agli aventi diritto alla gratuità.

Per scoprire le innumerevoli declinazioni dell’amore presenti nelle opere dei tre musei, Theatrum Sabaudiae propone alcune visite guidate speciali a tema:

GAM | ART&LOVE (collezioni permanenti)

Venerdì 14 febbraio ore 16, sabato 15 febbraio ore 16:30 e domenica 16 febbraio ore 15

Attraverso la sua creazione, l’artista riversa emozioni profonde, esperienze personali e visioni del mondo, trasformandole in opere che parlano al cuore degli osservatori. Come un atto d’amore, l’arte avvolge, ispira e connette le persone, creando un linguaggio universale che supera barriere culturali e linguistiche.

Ogni materiale utilizzato dall’artista si trasforma in un veicolo di espressione, attraverso il quale l’arte diventa un linguaggio universale, capace di toccare i cuori e le menti delle persone, creando un ponte che collega l’artista al mondo, un atto d’amore che supera il tempo e lo spazio per raggiungere il cuore di chiunque lo incontri. In occasione della festa di San Valentino la visita alle rinnovate collezioni della GAM propone di esplorare questo sentimento che guida gli artisti in modo trasversale nel corso di tre secoli, in un gioco di risonanza e emozioni.

Prenotazione consigliata, disponibilità fino ad esaurimento posti.

Costo: 7€ a partecipante

Costi aggiuntivi: biglietto di ingresso al museo a 1 euro; gratuito per possessori di Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta

GAM | GLI AMORI DI BERTHE (mostra Berthe Morisot)

Sabato 15 febbraio ore 15 e domenica 16 febbraio ore 16:30

La visita “Gli Amori di Berthe” si propone di narrare i legami che hanno contribuito alla formazione di Berhe Morisot, una delle figure chiave dell’Impressionismo, una vita ricca di amore e relazioni significative, che hanno profondamente influenzato la sua arte. A partire da Edouard Manet, maestro e amico, un legame profondo che ispirò molte delle loro opere, la sorella Edma fonte inesauribile di ispirazione e conforto, il marito, Eugene Manet, che ha sempre incoraggiato Berthe nel suo lavoro artistico, permettendole di continuare a dipingere e a esporre, nonostante le convenzioni sociali dell’epoca, e la figlia Julie quasi sempre presente nelle sue opere e fondamentale nella raccolta e tutela delle sue opere dopo la morte.

L’arte è stata per Berthe Morisot un modo di esprimere il suo mondo interiore e di connettersi con gli altri, rendendo ogni opera un atto d’amore verso la vita e l’umanità.

Prenotazione consigliata, disponibilità fino ad esaurimento posti.

Costo: 7€ a partecipante

Costi aggiuntivi: biglietto di ingresso alla mostra; gratuito per possessori di Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta

MAO | LE MILLE E UNA DECLINAZIONI DELL’AMORE NELLE OPERE DEL MAO

Venerdì 14 e domenica 16 febbraio ore 15

Il percorso di visita condurrà i partecipanti alla scoperta delle opere d’arte del museo accomunate dal tema amoroso e sessuale in ambito buddhista e induista. L’apprezzamento dell’estetica delle opere del Subcontinente indiano e della Regione Himalayana andrà di pari passo con l’approfondimento di tematiche connesse alla sfera amorosa nelle sue innumerevoli sfumature, dalla castità al tantra.

Prenotazione consigliata, disponibilità fino ad esaurimento posti.

Costo della visita guidata: 7 € a partecipante. Biglietto di ingresso al museo gratuito.

Informazioni e prenotazioni: 011 5211788 – prenotazioniftm@arteintorino.com

Appuntamento 15 minuti prima dell’inizio

Palazzo Madama | AMORE E MITO. SAN VALENTINO FRA GLI DEI

Venerdì 14, sabato 15 e domenica 16 febbraio ore 16:30

In occasione della ricorrenza di San Valentino il museo propone una visita guidata ispirata agli amori famosi rintracciabili fra dipinti, decorazioni, lambriggi, ceramiche e oggetti di lusso custoditi nelle sale di Palazzo Madama. Diana e il suo amato Endimione, Giove che si trasforma in pioggia d’oro per la sua Danae, Venere e Cleopatra. Amori celebri fra mitologia e realtà. Il percorso di visita si snoda sui tre piani, dalla sala Acaja fino alla sala ceramiche, ricercando le coppie famose, i putti, gli amorini che scoccano dardi d’amore, i nodi di fedeltà che testimoniano legami e nobili biografie.

Costo della visita guidata: 8 €. Biglietto di ingresso al museo gratuito.

Informazioni e prenotazioni: 011 5211788 – prenotazioniftm@arteintorino.com

Appuntamento 15 minuti prima dell’inizio

 

DOMENICA 16 FEBBRAIO

 

Domenica 16 febbraio ore 11-13 e 15-17

LAMENTI/AMO         

MAO – performance a cura di YizhongArt

YizhongArt svolge un percorso di ricerca sull’incontro e la relazione che si esprimerà attraverso la serie di perfomance, “OUYU偶遇”.

“Lamenti/AMO” è il primo progetto performativo della serie in residenza al MAO e prende spunto dal concetto del lamentarsi sia come espressione di dolore o rammarico sia come azione che crea connessione. Attraverso di esso si comunica disagio, si condividono ostacoli e, paradossalmente, si costruiscono legami. In Italia, lamentarsi è spesso un atto che avvicina permettendo agli interlocutori di esprimere empatia e comprensione reciproca. “Lamenti/AMO” esplora questa necessità creando uno spazio dove il lamento diventa un mezzo per favorire l’incontro e il dialogo interculturale.

Nella cultura cinese, quando si menziona il carattere “怨” (yuan = lamento/lamentarsi), si percepisce spesso un’aura negativa. Si ritiene, infatti, che “怨” rappresenti l’irrisolto e quindi una delle cause per cui le anime non trovano pace dopo la morte.

Dal punto di vista della calligrafia, il carattere “怨” viene talvolta scritto con la parte superiore rappresentata dal carattere “死” (si=morte) e la parte inferiore dal carattere “心” (xin=cuore). Guardando la forma del carattere si può interpretare come uno stato di dolore e rimpianto che nasce nel cuore. Il carattere “怨” , sia nella sua forma sia nel suo significato, riflette la complessità del pensiero e dei sentimenti, il disappunto che persiste nel cuore (attaccamento), ma anche l’opportunità per una trasformazione (distacco).

La performance si svolgerà nel giardino zen del MAO e coinvolgerà i visitatori in uno scambio “uno a uno”, per dare la possibilità al singolo partecipante di potersi “lamentare con il performer”.

La partecipazione è gratuita. Gradita la prenotazione su yizhongart@gmail.com

Domenica 16 febbraio ore 15:30

VISITE GUIDATE ALLA MOSTRA “GIRO DI POSTA. PRIMO LEVI, LE GERMANIE, L’EUROPA”    

Palazzo Madama – visita guidata in mostra

Da febbraio a maggio è possibile approfondire i temi della mostra con l’accompagnamento di una guida specializzata che condurrà i visitatori a scoprire Primo Levi attraverso la sua corrispondenza.
Durata 1 ora.

Costo: 7 euro visita guidata (il costo non comprende il biglietto di ingresso che va pagato alla biglietteria del museo: intero euro 10; ridotto 8 euro; ingresso omaggio per minori 18 anni, persona con disabilità e suo accompagnatore, possessori di Abbonamento Musei e Torino +Piemonte Card).

Per info e prenotazioni: Gabriele Zunino, mrgabriz@gmail.com; m. 340 85 96 493

Domenica 16 febbraio ore 15:30

CITTÀ DA IMMAGINARE      

Palazzo Madama – attività per famiglie

Partendo dalle Alpi e seguendo la dorsale appenninica, viaggiamo tra le immagini che raccontano l’Italia: città, monti e mari, isole e spiagge, le terme e gli sport.

Prendendo spunto dai manifesti pubblicitari esposti nella mostra VISITATE L’ITALIA! Promozione e pubblicità turistica 1900-1950, le famiglie creeranno con la tecnica del collage una grande immagine di una località reale o di fantasia.

Costo 7€ a bambino. Biglietto di ingresso alla mostra per adulti accompagnatori.

Prenotazione obbligatoria: t. 011.4429629; madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

 

Domenica 16 febbraio ore 16

ORIGAMI, LA MAGIA DI UNA PIEGA

MAO – attività per famiglie

La visita alla galleria dedicata al Giappone spazia tra opere realizzate in materiali diversi, dalla carta al legno, dai tessuti alle lacche, e di diverso significato, dalla statuaria buddhista alle armature dei samurai, dalle fotografie di venditori di fiori ai dipinti tradizionali. In laboratorio si realizzeranno origami a tema.

Costo €7 + biglietto di ingresso ridotto alle collezioni € 8 (gratuito con Carta Musei)

Prenotazione obbligatoria  t. 011.4436927/8 oppure  maodidattica@fondazionetorinomusei.it

 

 

LUNEDI 17 FEBBRAIO

 

Lunedì 17 febbraio ore 18

I TIEPOLO, GENI DEL SECOLO

Palazzo Madama – corso di Storia dell’Arte a cura del direttore Giovanni Carlo Federico Villa

Quinto incontro del nuovo ciclo di conferenze con Giovanni Carlo Federico Villa, direttore scientifico di Palazzo Madama. Il nuovo corso storia dell’arte si sviluppa in otto incontri dedicati a sguardi inediti sui protagonisti dell’arte e della cultura dal medioevo all’Ottocento.

Costo: singola conferenza €15; ciclo completo di otto conferenze: intero € 120, ridotto € 90 (riservato a possessori di Abbonamento Musei, insegnanti, guide turistiche abilitate, Amici Fondazione Torino Musei, soci Rotary Club e Inner Wheel). Ridotto € 50 riservato a Giovani under 25 anni.
Prenotazione obbligatoria: t. 011.4429629 (dal lun. al ven. 09.30 – 13.00; 14.00 – 16.00) oppure madamadidattica@fondazionetorinomusei.it
Per motivi organizzativi, il pagamento della quota dovrà essere effettuato tramite bonifico bancario previa iscrizione. Non è consentito il pagamento in biglietteria.

 

GIOVEDI 20 FEBBRAIO

 

Giovedì 20 febbraio ore 17

STORIE DEI VALDESI

Palazzo Madama – conferenza

con la partecipazione dei curatori

Susanna Peyronel Rambaldi, Gian Paolo Romagnani, Francesca Tasca

Introduce e modera Giovanni Filoramo

Claudiana, Società di Studi valdesi, libreria Claudiana di Torino, Centro culturale protestante di Torino presentano l’opera collettiva in quattro volumi, la Storia dei valdesi racconta attraverso molti nuovi contributi 850 anni di storia valdese, dal Medioevo all’adesione alla Riforma, dalle persecuzioni all’emancipazione, fino alla piena cittadinanza nell’Italia democratica. Tra luci e ombre, discontinuità e mutamenti, è la storia di una comunità radicata nelle Valli piemontesi e divenuta, non di rado, tassello di vicende internazionali. Una storia di secolare resistenza, fondata sull’autorità della Bibbia.

Nella suggestiva cornice di Palazzo Madama ne discutono i curatori dei volumi e il professor Giovanni Filoramo.

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili. Non è previsto il servizio di prenotazione.

Giovedì 20 febbraio ore 17:15

BONSAI LEZIONE DI SPIRITO

MAO – lezione di Massimo Bandera nell’ambito del Corso di formazione di Culture materiali dell’Asia

Massimo Bandera, con il suo discepolo Carlo Perini, ci conducono nell’arte degli alberi in miniatura.

La meravigliosa esperienza bonsai ci porta in un mondo fantastico fatto di arte, piccoli alberi, natura, tecniche, coltivazione e soprattutto è una immersione in Estremo Oriente, tra Cina e Giappone.

Tradizione millenaria, il bonsai nasce in Cina per poi diffondersi in Giappone e, nel Novecento, in tutto il mondo, appassionando molte persone e diffondendo il sentimento di pace universale.

Massimo Bandera conduce il seminario al museo, tra racconti dei maestri giapponesi e un momento di pratica sugli esemplari esposti permanentemente sulla terrazza del MAO: una breve esperienza che merita di essere vissuta in tranquillità, lasciandoci immergere nella magia dei piccoli alberi e nella profondità estetica del bonsai.

Partecipazione gratuita. Accesso libero senza prenotazione fino a esaurimento posti disponibili.

 

“Una montagna di… segni”. Contest al Forte di Bard

Nell’ambito del progetto transfrontaliero TransiT – Transizione verso il Turismo Culturale Sostenibile, finanziato nel programma Interreg VI-A France – Italia Alcotra per la programmazione 2021-2027, il Forte di Bard organizza il contest internazionale di grafica e illustrazione Una montagna di… segni, rivolto a grafici, illustratori, artisti, designer, valdostani e non, che attraverso tecniche, modalità e approcci artistici molto differenti svilupperanno le loro creazioni su una specifica tematica.

L’iniziativa si articola in una serie di interventi chiave da realizzare in due anni, a ciascuno dei quali è stato designato un tema: I ghiacciai (2025), I pascoli e i pastori di montagna (2026). Il concorso si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche che coinvolgono gli ambienti montani e i ghiacciai attraverso la produzione di arti grafiche, illustrazioni, video e motion graphic, forme di espressione artistica sempre più diffuse nell’arte contemporanea e non usuali rispetto alla tematica ambientale montana. L’iniziativa fa parte di un progetto più ampio dedicato alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio naturale della montagna che si propone di ampliare l’offerta culturale e artistica attraverso mostre, residenze d’artista ed eventi con artisti sia internazionali che italiani da realizzarsi sia a Bard e nei Comuni francesi partner di Aussois e Avrieux.
Tutte le 45 opere finaliste (39 dell’Open Call e 6 della sezione master) saranno pubblicate in un catalogo cartaceo e confluiranno in una mostra allestita al Forte di Bard nel periodo luglio-settembre 2025.

Il progetto è realizzato con la collaborazione tecnica di Alina Art Foundation, fondazione olandese al sostegno degli artisti e l’Associazione Inarttendu, spazio d’arte contemporanea con sede ad Aosta.
Le adesioni dovranno pervenire entro venerdì 4 aprile 2025.

La bellezza è imperfetta per Dante Ferretti. Al Circolo dei Lettori

Il  libro dedicato al suo grande maestro Pier Paolo Pasolini: presentazione mercoledì 12 febbraio 

Mercoledì 12 febbraio, alle ore 18.30, presso il Circolo dei Lettori di via Bogino 9, a Torino, verrà presentato il libro dedicato a Pier Paolo Pasolini “Bellezza imperfetta-Io e Pasolini” (Edizioni Pendragon), scritto da Dante Ferretti, il più noto scenografo italiano nel mondo e che ha lavorato con i più importanti registi del cinema, da Fellini a Scorsese, vincendo tre Premi Oscar. Il suo primo maestro fu Pier Paolo Pasolini, con il quale lavorò per 11 anni, tra il 1964 e il 1975, realizzando otto film, tra cui “Il Vangelo secondo Matteo”, “Uccellacci e uccellini”, “Medea”, “Salò o le 120 giornate di Sodoma”.

“Il Vangelo secondo Matteo” fu terminato il 2 novembre 1975, quando il cadavere martoriato del grande poeta e intellettuale fu trovato all’idroscalo di Ostia. Ripercorrendo il lungo tratto di carriera che ha condiviso con Pasolini, Ferretti mostra anche gli straordinari bozzetti delle scenografie che hanno dato forma all’immaginario filmico pasoliniano, confrontandoli con i fotogrammi degli stessi film. Con questo volume ci consegna un ritratto scanzonato e crepuscolare di un uomo che aveva lo straordinario dono di capire il suo tempo, insieme al sapore di un’epoca irripetibile del cinema italiano e internazionale. Davanti ai nostri occhi sfilano Federico Fellini, Elio Petri, Maria Callas, Martin Scorsese, Tim Burton e tanti altri. Le pagine del libro rivelano il volto inedito di un artista immenso, capace sul set e nella vita di investire le persone che gli erano accanto di un’energia umana e intellettuale tanto potente da cambiarle per sempre.

Mara Martellotta

Quando la neve era più soffice e bianca

La Tranquilla, parte alta di Oltrefiume, frazione di Baveno sul lago Maggiore e ai piedi del Mottarone, sotto la neve era uno spettacolo da lasciare senza fiato. I prati e gli alberi, le vie e i tetti innevati rimandavano un’immagine di serenità. Negli anni della gioventù a volte le nevicate duravano giorni e giorni e il ricordo è rimasto vivido perché, come diceva Mario Rigoni Stern, “i ricordi sono come il vino che decanta dentro la bottiglia: rimangono limpidi e il torbido resta sul fondo. Non bisogna agitarla, la bottiglia”. Rammento quelle nevicate e io e mio fratello, come gli altri bambini, giravamo su noi stessi con la faccia rivolta al cielo e la bocca aperta; ogni fiocco che si depositava sulle lingue aveva un sapore particolare ed emetteva un lieve, attutito crepitio. Quel suono dell’infanzia è rimasto un ricordo di attese felici. La neve ha sempre rappresentato qualcosa di speciale, ci si buttava di schiena per fare gli omini o la si mangiava con un poco di limone e zucchero alla terza nevicata perché un vecchio detto raccontava che la prima è dei gatti, la seconda dei cani e solo la terza è dei cristiani. Quando stava per nevicare se ne avvertiva nell’aria l’imminente presenza che sapeva ben più che di promessa.

E tutto si faceva silenzio perché quando la neve cade, soprattutto di notte, sembra che ogni cosa trattenga il respiro. “A segnalare l’arrivo dell’inverno, da sempre, è per primo lo scricciolo che si avvicina alle case degli uomini. È il più piccolo degli uccelli europei, un batuffolo raccolto di piume brune con fini striature più scure e una piccola breve coda sempre portata all’insù. Il suo richiamo è come un leggero tocco su un campanellino d’argento: è con questo che chiama la neve”. Così Mario Rigoni Stern raccontava l’arrivo dell’inverno in Stagioni, scritto nel 2006 all’età di 85 anni, due anni prima di morire. Aveva un rapporto speciale, quasi fisico con la neve. Quella degli inverni lontani dell’infanzia, quella dura e gelata della ritirata di Russia, quella dei mille sentieri sotto la neve che raccontò. Come questo: “Arrivammo a una malga dove nel cuore dell’inverno avevo trovato rifugio per una notte quando, ragazzo, ero scappato di casa per uno schiaffo che ritenevo di non aver meritato. Quella notte c’erano certamente più di venti gradi sotto zero e il vento e la neve sferzavano il tetto e si insinuavano fra le travi. Avevo acceso il fuoco ma non riuscivo a dormire; la poca legna era finita molto presto e allora avevo bruciato la panca e il tavolo per non restare assiderato. Al chiarore di quel fuoco lessi Tifone di Joseph Conrad che avevo portato con me dentro lo zaino. (…). Lassù la montagna è silenziosa e deserta. Lungo la mulattiera che gli austriaci costruirono per giungere nei pressi dell’Ortigara, dove un giorno raccolsi la punta ferrata del Bergstock che è qui sulla libreria, ora non passa piú nessuno. La neve che in questi giorni è caduta abbondante ha cancellato i sentieri dei pastori, le aie dei carbonai, le trincee della Grande Guerra, le avventure dei cacciatori. E sotto quella neve vivono i miei ricordi”. L’inverno è probabilmente la stagione più giusta per leggere i racconti di Mario Rigoni Stern che di se diceva “sono nato alle soglie dell’inverno, in montagna, e la neve ha accompagnato la mia vita”. I Erano inverni non molto differenti da quelli di quasi sessant’anni fa che ricordo ancora quando, con i guanti di lana fatti in casa e un poco bucati, si correva in casa a scaldare le mani vicino alla stufa a legna nella cucina della casa di ringhiera che in tempo era stata uno dei magazzini del cotonificio Castiglioni mentre le altre stanze erano gelide e mantenevano anche di giorno i “fiori” che il gelo ricamava sui vetri delle finestre durante la notte. Il freddo di quel tempo è rimasto un ricordo indelebile di stagioni che offrono ancora il ritratto di esistenze vissute secondo ritmi antichi, diversissimi da quelli che oggi caratterizzano questo mondo frettoloso, distratto e materialista. E la neve, oltre ad essere tanta ma tanta davvero, era anche più bianca e più soffice.

Marco Travaglini

 

Musei Reali, visitatori in crescita. Un anno di eventi da Leonardo a Guercino

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Nel Salone delle Guardie Svizzere di Palazzo Reale a Torino, Mario Turetta, Capo Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della Cultura e Direttore delegato dei Musei Reali, ha presentato il Report delle attività dei Musei Reali nel 2024.

 

Per la prima volta, l’istituzione torinese ha realizzato una pubblicazione dedicata non solo agli addetti ai lavori, ma destinata anche a rendere leggibile e misurabile il ruolo dei Musei Reali a livello nazionale e internazionale, per descrivere, in modo dettagliato, il resoconto di dodici mesi caratterizzati da un ampio gradimento. Il pubblico ha premiato il rigore scientifico delle mostre, ha seguito i restauri e gli interventi in corso grazie a visite guidate e incontri, ha apprezzato la presentazione delle nuove acquisizioni e il riordino di alcuni settori museali. Le collaborazioni con enti, musei, istituzioni e associazioni del territorio hanno inoltre contribuito alla realizzazione di numerose attività culturali, coinvolgendo persone di ogni età.

 

L’anno appena trascorso, con le ricorrenze del 300° anniversario di costituzione del Museo di Antichità e dei 400 anni dalla nascita di Guarino Guarini, è stato segnato infatti da un significativo incremento di ingressi, con 726.288 biglietti emessi, più del 16% rispetto all’anno precedente: è il miglior risultato in assoluto dal riconoscimento dell’autonomia gestionale del museo nel 2014.

I Musei Reali hanno registrato anche un ottimo riscontro da parte dei media locali, nazionali e internazionali, come si evince dalle numerose recensioni e dalle segnalazioni pubblicate su importanti quotidiani e riviste italiane, divulgative e scientifiche, sulle testate radio televisive e sui media digitali. Da ricordare, inoltre, l’attenzione riservata ai Musei Reali dalla stampa estera, con giornalisti da Francia, Regno Unito, Germania, Polonia, Ungheria, Spagna e Belgio, grazie alla costante collaborazione con Turismo Torino e Provincia.

 

L’inestimabile patrimonio dei Musei Reali, che consta di oltre 400.000 opere, rappresenta il valore primario di un’istituzione che si annovera tra i principali musei italiani e tra i più grandi sistemi culturali internazionali. Rendere il patrimonio di opere e spazi sempre più accessibile, grazie anche a percorsi di visita e a linguaggi innovativi, è stato uno degli obiettivi su cui i Musei Reali si sono particolarmente concentrati.

 

Nel 2024 si è lavorato per presentare due nuovi allestimenti delle raccolte: al secondo piano della Galleria Sabauda, il riordino della Collezione del Principe Eugenio di Savoia Soissons e della pittura olandese e fiamminga dal Quattrocento al Seicento e, nel settore Archeologia a Torino del Museo di Antichità, il nuovo percorso “Anatomia di un inizio”, per raccontare al pubblico la nascita dell’archeologia scientifica in Piemonte.

 

Nell’ambito delle celebrazioni per i 300 anni del Museo di Antichità, grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Torino, si è aperto al pubblico l’inedito percorso archeologico della Basilica paleocristiana del Salvatore, per mille anni il centro cristiano della città insieme alle vicine chiese di San Giovanni Battista e di Santa Maria.

Sono stati inoltre avviati progetti in materia di conservazione e restauro: ne è esempio il trasferimento di oltre 3.000 opere dell’Armeria Reale nei nuovi depositi collocati nella Torre Ormea di Palazzo Reale, con il supporto del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, e una vasta campagna di catalogazione delle collezioni di armi bianche e da fuoco.

 

Parallelamente all’attenzione rivolta alle collezioni permanenti, i Musei Reali hanno prodotto alcune esposizioni di grande interesse per valorizzare il loro patrimonio: l’appuntamento annuale con Leonardo da Vinci dedicato allo straordinario Autoritratto della Biblioteca Reale e al tema del volto, declinato attraverso accostamenti inediti dal Rinascimento all’arte contemporanea (L’Autoritratto di Leonardo. Storia e contemporaneità di un capolavoro, 28 marzo – 30 giugno 2024, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio della Regione Piemonte); l’approfondimento delle ricerche sul sito archeologico di Industria e sul culto della dea Iside in Piemonte (La Scandalosa e la Magnifica. 300 anni di ricerche su Industria e sul culto di Iside in Piemonte, 23 aprile – 10 novembre 2024, in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino e il sostegno della Fondazione CRT); la presentazione, nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda, della mostra dossier dedicata alla storia e al mito di Cleopatra (Cleopatra. La donna, la regina, il mito. 23 novembre 2024 – 23 marzo 2025), un viaggio lungo oltre 2.000 anni attraverso tracce storico-archeologiche e la fascinazione esercitata dalla regina d’Egitto nel corso dei secoli e in diversi campi della cultura.

 

I Musei Reali hanno inoltre curato e organizzato eventi espositivi rilevanti con prestiti internazionali e soggetti co-produttori, come la mostra Guercino. Il mestiere del pittore (23 marzo – 15 settembre 2024), in collaborazione con CoopCulture e Villaggio Globale International, e il contributo scientifico del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino per l’attività di formazione, didattica e ricerca. L’esposizione, dedicata al maestro del Seicento italiano, è stata articolata con un taglio inedito sull’iter creativo, le sfide della professione, i sistemi di produzione, le dinamiche del mercato e delle committenze, i soggetti e i temi più richiesti. La mostra 1950-1970. La grande arte italiana. Capolavori dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (19 ottobre 2024 – 2 marzo 2025), co-prodotta con Arthemisia e in collaborazione con la GNAMC di Roma, presenta 79 capolavori dei più importanti artisti italiani del secondo dopoguerra, esposti per la prima volta fuori dal museo che li conserva.

 

Nel 2024 è proseguita la collaborazione con i più rilevanti musei e istituzioni del territorio, come il Museo Egizio, il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e il Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale, la Fondazione Torino Musei, le Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte, l’ARRE – Associazione Residenze Reali Europee e con musei nazionali e internazionali attraverso prestiti e scambi di opere per mostre di rimarchevole interesse.

Ottimo è stato il riscontro che il pubblico ha riservato alla manifestazione di punta del 2024, Estate Reale. Insieme per i 300 anni del Museo di Antichità, quarta edizione della tradizionale rassegna di musica, teatro e svago che  da giugno a ottobre si è svolta negli spazi dei Giardini Reali e del Teatro Romano; Estate Reale ha coinvolto 85.502 persone con performance, concerti e spettacoli teatrali ispirati al tricentenario di nascita di una delle più antiche istituzioni museali europee, evidenziando l’impegno nel creare una rete virtuosa con le realtà culturali e performative del territorio piemontese e attive in vari quartieri della città, contribuendo a rendere i Musei Reali un vivace polo culturale e un sicuro luogo di aggregazione nel cuore antico di Torino.

 

Un capitolo importante è quello relativo alle collaborazioni che i Musei Reali hanno saputo intrattenere con i partner del territorio. Particolarmente significativo è stato il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo, con la quale si è recentemente stipulato un protocollo d’intesa per la valorizzazione dei Giardini Reali e, nello specifico, per il restauro e la rifunzionalizzazione del Padiglione di Levante delle Serre Reali, il recupero di spazi ora inaccessibili del Teatro Romano per la musealizzazione del piano interrato della Manica Nuova e per una campagna di interventi nelle sale di rappresentanza di Palazzo Reale e dell’Armeria.

La Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Torino) ha contribuito al finanziamento degli interventi sul Bastion Verde nei Giardini Reali, alla valorizzazione delle raccolte epigrafiche del Museo di Antichità, al restauro di alcune opere dell’Armeria Reale e della collezione di ritratti ottocenteschi nella Galleria del Daniel di Palazzo Reale.

La Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, insieme all’Unione Industriali Torino, ha sostenuto la realizzazione del video mapping della mostra L’Autoritratto di Leonardo. Storia e contemporaneità di un capolavoro e altre iniziative legate alla valorizzazione della Biblioteca Reale, confermando l’impegno già assunto nel 1998 con la Sala Leonardo per la conservazione e l’esposizione dell’inestimabile nucleo dei disegni autografi del Maestro e, nel 2014, con la creazione del secondo caveau per le esposizioni temporanee.

 

Concreto è stato il supporto di numerose imprese e di singoli cittadini che hanno aderito alle campagne di finanziamento dei progetti sostenuti tramite Art bonus per il restauro di spazi e opere dei Musei Reali, con particolare attenzione a Palazzo Reale, oltre che di numerosi sponsor privati i quali, con lungimiranza e generosità, hanno voluto affiancare il più importante museo statale piemontese nei processi di programmazione e cura del patrimonio.

 

Nel 2024 si sono conclusi i progetti per il miglioramento dell’accessibilità fisica e cognitiva, con il restauro e l’inserimento di nuovi ascensori e pedane elevatrici per una più agevole fruizione da parte del pubblico e con un’offerta di percorsi, attività e strumenti di visita dedicati alle persone con disabilità sensoriali e cognitive. I Musei Reali di Torino hanno portato a termine anche importanti interventi in materia di sicurezza, investendo 600.000 euro del bilancio di spesa corrente per la manutenzione straordinaria degli impianti, con l’aggiornamento tecnologico e il miglioramento dell’efficienza e dell’affidabilità dei sistemi.

 

Per la realizzazione dei principali progetti di sviluppo e ricerca, fondamentali sono state le partnership con l’Università degli Studi di Torino (Area Valorizzazione, Impatto e Public Engagement; Dipartimento di Studi Storici; Dipartimento di Studi Umanistici; Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi; Dipartimento di Letterature straniere e Culture moderne; il Museo di Antropologia ed Etnografia del Sistema museale d’Ateneo), con l’Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Studi letterari, filologici e linguistici) e con il Conservatorio Statale G. Verdi di Torino, sia per l’Estate Reale, sia per le celebrazioni guariniane.

 

Per i progetti di impatto sociale e di inclusione sono state attivate collaborazioni con la Circoscrizione 8 e ITER della Città di Torino, con UNICEF Italia, ARPA Piemonte, FORMA – Fondazione Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, con ANTEO Impresa Cooperativa Sociale e Abbonamento Musei, senza dimenticare il supporto delle Associazioni di volontariato culturale, come gli Amici dei Musei Reali, gli Amici di Palazzo Reale, il Touring Club Italiano e il FAI-Fondo Ambiente Italiano, sempre al fianco delle principali iniziative istituzionali.

 

“A te vicino così dolce” alla Fondazione Mirafiore

Particolarmente attesa, a Serralunga d’Alba, la presentazione del primo romanzo di Serena Bortone

Sabato 8 febbraio (ore 18,30)

Domenica 9 febbraio (ore 16) prosegue Teatro-Bimbi

Serralunga d’Alba (Cuneo)

Romana, da anni volto noto della Rai, giornalista e conduttrice televisiva capace di coniugare alla perfezione informazione e intrattenimento e, soprattutto, professionista non facile ai “compromessi” da qualunque parte vengano – in un settore in cui paiono vivacchiare e  prosperare sempre più alla grande – sarà Serena Bortone l’ospite del fine settimana, sabato 8 febbraio (ore 18,30), alla Farinettiana (leggasi: fondata da Oscar Farinetti) “Fondazione Mirafiore” di Serralunga d’Alba. Nel “Villaggio Narrante” in Fontanafredda, Serena non parlerà però (ma chi lo sa?) di giornalismo e delle sue prese di posizione di fronte a eventi, quantomeno “oscuri”, che l’hanno di recente coinvolta e che ha saputo trattare con coraggio e determinazione, ma presenterà, invece, il suo primo romanzo, storia di una generazione, dal titolo “A te vicino così dolce”. Libro edito da “Rizzoli” nell’aprile dell’anno scorso, al culmine di una carriera giornalistica nata nell’‘89 alla scuola, miracolosa per la Bortone come per tanti altri suoi colleghi/e, del grande Angelo Guglielmi (mitico direttore di quel terzo canale Rai che con lui divenne “non Tv-verità ma “Tv-realtà”, com’ebbe a sottolineare correttamente Corrado Augias) e nel tempo diventata “mestiere – contenitore” di svariati programmi di successo, da “Mi manda Raitre” (2007) ad “Agorà” (2017 – 2020) fino al gettonatissimo “Oggi è un altro giorno” (2021 – 2023), seguito, sempre nel 2023, da “Chesarà …”. Oggi Serena è tornata in radio con la trasmissione quotidiana “5 in condotta” su “Rai Radio 2”. Più su abbiamo parlato per lei di “coraggio e determinazione” (doti che sempre hanno caratterizzato la sua attività) in più occasioni. Tra queste, il cosiddetto “caso Scurati”. Ovvero, lo scorso anno, la sua decisione di leggere in diretta il monologo sull’omicidio Matteotti e l’antifascismo, “censurato” dai dirigenti Rai, che però avevano smentito “qualsiasi tentativo di imbavagliare la libera espressione e avevano giustificato la scelta con motivi di costi dovuti all’ospite”, lo scrittore, per l’appunto, Antonio Scurati. La polemica ha acceso, per un verso, “nefasti” riflettori sull’obiettività e la volontà di dialogo della trasmissione in oggetto, consolidando però, dall’altro, la reputazione di Serena Bortone come conduttrice “in grado di stimolare riflessioni e dibattiti anche su argomenti i più complessi”. Un’ottica e un impianto etico, su cui probabilmente si potranno trovare verità e conferme anche nel suo “A te vicino così dolce”. Il romanzo, presentato sabato prossimo alla “Fondazione Mirafiore”, riguarda una storia che nasce alla fine degli anni Ottanta, quando “Internet” non esisteva ancora e le informazioni transitavano solo attraverso le chiacchiere o i libri.

Al centro della narrazione, Serena e Vittoria, amiche inseparabili che condividono tutto dall’infanzia: versioni di greco e discoteche, fughe in motorino dal liceo prestigioso del “quartiere Trieste” di Roma e “brividi di libertà” vissuti durante i tanto attesi soggiorni studio a Londra. “Per entrambe, l’amicizia reciproca è salvezza e supporto rispetto al senso di inadeguatezza verso una società soffocante”. Vittoria appare “la più sicura e reattiva”, Serena “la più analitica e cerebrale”. Un’estate nella vita di Vittoria compare Paolo, si innamorano, ma sarà Serena che avrà il compito difficile di scoprire la verità su di lui, in una contrapposizione tra vittime e carnefici che scardinerà ogni certezza. “Tra complicità, tradimenti, colpi di scena e traumi – si è scritto – quello di Serena Bortone è un romanzo tenero e avvincente, ma anche doloroso e pieno di coraggio, su quanto siamo disposti a farci ingannare dall’amore … E ci consegna il ritratto di una generazione che scopre di non essere mai stata così libera come le hanno fatto credere”. Uno specchio “reale”, in cui molti/e sapranno ritrovarsi e fare, più o meno dolorosa, memoria.

E, in chiusura di settimana, domenica 9 febbraioalle 16, alla “Fondazione” di Serralunga d’Alba, l’attrice ed “acrobata aerea” Lara Quaglia presenterà “All’improvviso … la primavera”, per la “Rassegna Teatrale” dedicata ai bambini e alle loro famiglie. Ogni anno si ripete una magia: dopo la pausa dell’inverno tutto torna a fiorire! Sbocciano i fiori e crescono i germogli, gli animali escono dal letargo, gli uccellini cinguettando fanno il nido, api e insetti tornano al lavoro per impollinare e dare vita a nuove piantine, tutto si colora perché è tornata “Primavera”! “Per i bambini della ‘Fondazione Mirafiore’ una lettura animata alla scoperta di questa stagione, dei cicli della natura, degli animali che la abitano”. In occasione degli spettacoli l’“Osteria Disguido” sarà aperta per una “merenda speciale” pensata per i bambini e le loro famiglie.

Per info: “Fondazione Mirafiore”, via Alba 15, Serralunga d’Alba (Cuneo); tel. 0173/626424 o www.fondazionemirafiore.it

g.m.

Nelle foto: Serena Bortone e Lara Quaglia

#SERIALMANIA, prorogata la mostra di Beatrice

Il Museo Nazionale del Cinema proroga fino al 23 marzo 2025 la mostra #SERIALMANIA. Immaginari narrativi da Twin Peaks a Squid Game, a cura di Luca Beatrice e Luigi Mascheroni, la cui chiusura era prevista per il 24 febbraio.

Allestito al piano di accoglienza della Mole Antonelliana, il percorso espositivo ripercorre gli strettissimi legami, le influenze, le connessioni, le affinità e le differenze fra il cinema e le serie tv dagli anni ‘90 a oggi, sottolineando come il cinema, nel corso degli anni, abbia dovuto affrontare passaggi di profonda modificazione genetica necessari per un mezzo in continua espansione ed evoluzione.

 

#SERIALMANIA è il primo progetto in Italia di una mostra sulle serie tv che stanno ridefinendo un nuovo modo di guardare i film, affiancandosi ai metodi più tradizionali. In questo contesto il concetto di tempo viene dilatato, cambiano le regole della visione e si moltiplicano i supporti e gli schermi: una trasformazione epocale che è la voce più innovativa dello spettacolo cinematografico e che si rapporta anche con il tessuto sociale del nostro tempo. Le serie Tv hanno determinato una nuova estetica, in continuo dialogo con le arti visive, anche se in un certo senso si può affermare che siano sempre esistite, fin dai telefilm trasmessi dalla televisione a partire dagli anni ’50 e ’60.

Sarà poco ma un bel gesto, è come avere Luca ancora tra noi…

Gabriella Daghero