CULTURA- Pagina 14

Margherita Podestà Heir vince il Premio Lattes per la traduzion

Il circuito delle Dimore Storiche del Pinerolese apre la stagione di visite estive

Prima apertura della stagione estiva per le Dimore Storiche del Pinerolese iscritte all’Associazione “dimore storiche italiane”, indicativamente dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18, aprono le porte ai visitatori per offrire spunti di visita originali ed adatti a tutta la famiglia, nonché l’opportunità di entrare in sintonia con la storia locale e cogliere le peculiarità di palazzi ed antiche proprietà di epoche e stili diversi fra loro, che preservano il fascino e le suggestioni tramandate di generazione in generazione. Le viste a pagamento riguardano proprietà breve distanza fra loro, così da invitare a visitare più d’una. L’itinerario intende valorizzare sotto il profilo turistico e culturale una zona del Piemonte che fu strategica per l’associazione, l’arte e l’economia della regione e della stessa capitale. Le prossime aperture estive sono previste per il 27 luglio e 30 agosto.

prima apertura della stagione estiva per le Dimore Storiche del Pinerolese iscritte all’ A.D.S.I (Associazione dimore storiche Italiane). Domenica  28 giugno –  indicativamente dalle 10 alle 12.30/13 e  dalle 14.30 fino alle 17.30/18 – aprono le porte ai visitatori per offrire spunti di visita originali ed adatti a tutta la famiglia, nonché l’opportunità di entrare in sintonia con la storia locale e cogliere le peculiarità di palazzi ed antiche proprietà di epoche e stili diversi fra loro che preservano il fascino e le suggestioni tramandate e custodite da generazioni.

La visite (a pagamento) riguardano proprietà a breve distanza fra loro, così da invitare  a visitarne più di una L’itinerario intende valorizzare sotto un profilo turistico – culturale una zona del Piemonte che fu strategica per la storia, l’arte e l’economia della regione e della stessa Capitale. LE PROSSIME APERTURE ESTIVE SONO FISSATE PER  IL 27  LUGLIO E IL  30 AGOSTO, IN BASE ALLE INDICAZIONI SOTTO RIPORTATE

Ecco l’elenco delle dimore aperte domenica 28 giugno e i relativi contatti.

1.     BricherasioPalazzo Conti di Bricherasio , ricco di affreschi e memorie della famiglia , ebbe un ruolo importante nella storia dell’industria italiana
Visite su prenotazione:  28/6 – 26/7 – 30/8 – 

2.     Bricherasio, Palazzo Ricca di Castelvecchio, nel centro del borgo è un palazzo di interessante valore artistico e culturale, Eretto sui ruderi dell’antico castello di Bricherasio, fu più volte ampliato, l’ultima nel 1910 in stile liberty
Visite su prenotazione:  28/6 – 26/7 – 

3.     PineroloVilla Le Peschierel’ottocentesca villa Bertea detta “Le Peschiere” è contigua ad un’ampia cascina a pianta rettangolare di stampo settecentesco ed all’annesso parco.

Visite su prenotazione: 28/6 – 26/7 – 30/8

4.     Pinerolo, Cascina Losetta e Tenuta del Colombretto una delle più significative e meglio preservate testimonianze di insediamento rurale settecentesco dell’intero territorio pinerolese

Visite su prenotazione: – 28/6 – 26/7 – 30/8 –

5.     PineroloIl Torrionevilla neoclassica di campagna circondata d27/9 – 25/10

6.     Piobesi T.seVilla La Paesana raffinata residenza circondata da giardini e alberi secolari, un tempo legata alle riserve di caccia dei boschi di Stupinigi.
Visite su prenotazione: 28/6 – 26/7 –

7.     Piossasco, Casa Lajolo armoniosa dimora patrizia circondata da giardini storici e da un suggestivo orto-giardino che dialoga con il paesaggio circostante
Visite su prenotazione: – 28/6 – 26/7 

        *Oltre alla consueta visite, domenica 28 giugno, sarà possibile sguire il Concerto del Quartetto Eas ( ore 19, prenotazioni su sito istituzionale)In luglio, all’appuntamento di fine mese, si aggiunge – il 15 – l’evento “Assaggi nell’orto”, visita dell’orto e aperitivo finger food con bevande,( € 30 a persona, prenotazioni sul sito istituzionale)

8.     S. Secondo di Pinerolo, Castello di Miradolo polo culturale ed espositivo circondato da uno dei parchi storici più affascinanti della zona e oggi sede di mostre, eventi e attività culturali.
Date libere, prenotazione non necessaria

9.    Villafranca P.teCastello di Marchierù, complesso fortificato dei Savoia Acaja (XII secolo), dal ‘700 è una dimora residenziale circondata da un grande parco ottocentesco. E ancora oggi è abitata dalla famiglia proprietaria.

Visite su prenotazione: 28/6 – 26/7 – 30/8 

 

10      Virle, Castello dei Conti Asinari di Piossasco, dimora del XVIII secolo, situata al centro del paese, ospita oggi l’Istituto San Vincenzo de’ Paoli. È noto per il giardino, gli affreschi barocchi e l’architettura a ferro di cavallo

Visite su prenotazione: 31/5 – 28/6 – 27/9

         Sempre a  Virle, il Castello dei Marchesi Romagnanoracchiuso fra mura e torri angolari che rimandano alle sue originarie funzioni difensive medievali,apre solo per gruppi su prenotazione

 

11   VolveraPalazzotto Juva residenza inserita in un antico complesso agricolo oggi luogo di installazioni artistiche
Visite su prenotazione: 26/4 – 31/5 – 28/6 – 26/7 – 30/8 – 27/9 – 25/10

** Sulla pagina  https://www.dimorestoricheitaliane.it/pinerolese/, disponibile in italiano e in inglese, sono riportate tutte le dimore del circuito, con indicazioni su modalità di prenotazione (ove richiesta), accesso e curiosità del territorio

Mara Martellotta

Nel giardino di Guido Gozzano si incontrano letteratura e teatro

Visite guidate e pièce teatrale con il maestro Oreste Valente

La letteratura del territorio e l’arte drammatica si fondono in un appuntamento culturale presso Villa Meleto, ad Agliè, nel Torinese. Domenica 5 luglio, a partire dalle 15, la storica casa-museo in stile liberty, che fu la dimora del celebre poeta crepuscolare Guido Gozzano, aprirà i suoi cancelli per ospitare una ricca rassegna di incontri letterari e performance teatrali di elevata qualità. L’evento nasce dalla sinergia e dalla collaborazione tra Lilita Conrieri e la casa editrice Edizioni Pedrini, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, architettonico e letterario del Canavese attraverso un appuntamento accessibile al grande pubblico.

Il programma della giornata si svolgerà all’interno del suggestivo giardino della Villa. Alle 15.30, ad aprire ufficialmente la manifestazione, sarà l’intervento introduttivo di Lilita Conrieri. Subito dopo la parola passerà alla letteratura locale con due importanti presentazioni editoriali di opere pubblicate da Edizioni Pedrini. Il primo autore a salire sul palco sarà Valerio Camillo Grosso, che presenterà “Insaziabili”, opera che si distingue per essere il primo fantasy-horror interamente ambientato nel territorio del Canavese. Alle 16.30 l’attenzione si sposterà su tematiche di attualità ed ecologia, con l’intervento di Simona Vogliano, che racconterà al pubblico del suo romanzo “Il canto del torrente”, opera intensa, incentrata sulla preservazione ambientale in Val Chiusella e sulla fiera resistenza di un’intera popolazione a difesa del proprio territorio. Il culmine della giornata culturale è previsto perle 17.30, quando il giardino di Villa Meleto si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto. Il  maestro Oreste Valente, reduce dal grande successo ottento durante la sua recente tournèe internazionale a Praga, porterà in scena il suo acclamato monologo “Il Dante della Pace”. In concomitanza con la rappresentazione teatrale, il pubblico avrà la possibilità di acquistare il volume biografico dello stesso artista, intitolato “Innamoratamente O restando Dante”. Durante l’intero pomeriggio, i visitatori e gli appassionati potranno conquistare e acquistare un’ampia sezione di volumi del catalogo delle edizioni Pedrini, presso lo spazio espositivo appositamente allestito.

Tra le proposte di maggiore rilievo, si segnalano titoli di forte importanza locale e storica, come “Una volta c’era Ivrea e Canavese”, la celebre opera “Una partita a scacchi”, di Giuseppe Giacosa, e il titolo di Nino Costa “J’àutre bestie”. Parallelamente agli eventi sul palco, la giornata offrirà l’opportunità di riscoprire gli interni di Villa Meleto. Saranno infatti attivate le visite guidate all’interno della casa-museo liberty, un viaggio nel tempo per immergersi nel romanticismo e nell’universo poetico di Guido Gozzano. Il percorso guidato prevede due turni di partenza: il primo gruppo alle ore 15, il secondo alle ore 16. Le visite avranno una durata di circa 45 minuti.

Per garantire la miglior fruizione possibile dell’esperienza, l’accesso alla  asa-museo avverrà solo su prenotazione e fino al raggiungimento del numero massimo dei posti disponibili. L’ingresso prevede una quota di partecipazione fissa pari a 6,50 euro a persona.

Info: 393 9988875

Mara Martellotta

La Victoria Chorale di Melbourne ospite dell’Accademia della Cattedrale di San Giovanni

 Per il concerto di venerdì 26 giugno, alle ore 21, nella chiesa di Santa Teresa, nell’ambito del progetto lo Spirituale nell’Arte

Venerdì 26 giugno, alle ore 21, nella chiesa di Santa Teresa, in via Santa Teresa 5, a Torino, promosso dall’Accademia della Cattedrale di San Giovanni per lo Spirituale nell’Arte, si terrà l’anteprima della tournée europea della Victoria Chorale Melbourne. Si rinnova così, anche nel 2026, la proficua sinergia con il maestro Mario Dobernig, direttore artistico e principale della Art of Sound Orchestra e della Victoria Chorale di Melbourne, che sostiene il progetto pilota lo Spirituale nell’Arte, confermando un percorso culturale che ha saputo conquistare il favore del pubblico più eterogeneo, grazie all’impegno dell’Accademia della Cattedrale di San Giovanni e alla generosa disponibilità del parroco di Santa Teresa, verrà proposto un concerto straordinario, offerto dal governo australiano come anteprima della tournée europea della Victoria Chorale, una delle realtà corali d’oltreoceano più apprezzate. L’iniziativa rappresenta un’occasione rara e preziosa per ascoltare artisti di livello internazionale in un contesto di particolare suggestione artistica, nel segno del dialogo tra culture attraverso il linguaggio universale della musica.

La Victoria Chorale Melbourne è un coro sinfonico che ha sede a Melbourne, in Australia, fondato nel 1993 dal compianto Val J Pyerce Oam. Negli ultimi trent’anni si è guadagnata un’importante reputazione per l’eccellenza delle sue esibizioni e per il forte spirito di squadra che anima i suoi componenti. Per la tournée di quest’anno, si unirà alla Victoria Chorale Melbourne, e al direttore Mario Dobernig, Sally-Anne Russel, che vanta tra le sue esibizioni più significative quella al festival di Spoleto, in Italia, alla Washington Concert Opera e al Carmel Bak Festival, in California. Il pianista che accompagnerà la Victoria Chorale Melbourne sarà William Schmidt che, tra i riconoscimenti ricevuti, ha avuto il Guy Parsons Award dell’Australian Music Foundation, e altri importanti premi australiani per la composizione.

È gradita un’offerta libera e consapevole, suggerita di minimo 10 euro a persona, finalizzata all’operosità filantropia della Parrocchia in soccorso alle persone più fragili

Mara Martellotta

Al MAUTO gli ottanta anni della Vespa, icona italiana

Da giovedì  11 giugno a domenica 30 agosto prossimo il Museo Nazionale dell’Automobile accoglie, a ottanta anni dal deposito del suo brevetto, una mostra dal titolo “Vespa. Icona Italiana”, a cura di Roberto Donati, Direttore Storico Culturale del Vespa Club d’Italia e Rino Drogo, coordinatore della collezione Marco Fumagalli.
La mostra vuole essere un omaggio agli ottanta anni di storia della Vespa, simbolo della cultura e icona di stile e innovazione del design italiano, attraverso i materiali di archivio del collezionista Marco Fumagalli, la cui passione ha dato vita a uno straordinario archivio dalle infinite forme con cui la Vespa è  stata raccontata, riprodotta e reiterpretata.
La Vespa è una delle presenze più ricorrenti della cultura visiva italiana. Nel corso del Novecento attraversa la pubblicità, il cinema, la fotografia e la grafica, sedimentandosi progressivamente nell’immaginario collettivo. A partire dalla articolata collezione di Marco Fumagalli, l’esposizione ne racconta la trasformazione da oggetto funzionale a icona capace di attivare pratiche di accumulo e catalogazione.
L’origine della storia coincide con il suo desiderio di possedere una Vespa 50 Special Revival, vista su un inserto del Corriere della Sera nell’estate del 1991. L’iniziale fascinazione per la meccanica dà avvio a una sistematica raccolta che si concentra dapprima sui veicoli, fino a comprendere tutti i modelli prodotti per il mercato italiano e le relative varianti destinate all’estero, per poi estendersi nel tempo a modellini, gadget, memorabilia, manifesti, riviste, pubblicità e locandine cinematografiche.
L’allestimento restituisce un archivio personale attraverso una fitta stratificazione di immagini a parete, in cui la Vespa continua a riapparire e moltiplicarsi tra linguaggi e contesti differenti.
La mostra assume una forma di atlante visivo in cui la continua riproduzione dell’immagine Vespa rivela il desiderio di conservarne le tracce e organizzarle in un sistema privo di gerarchie, in cui ogni elemento partecipa e contribuisce alla costruzione di una collezione.
Un focus particolare è poi dedicato ai lavori di Mimmo Rotella, artista che ha fatto del décollage  il proprio linguaggio distintivo e protagonista dell’arte italiana del secondo dopoguerra, presente in mostra con opere che reinterpretano l’universo iconografico legato alla Vespa, attraverso il linguaggio della stratificazione  e della memoria visiva.
Le opere di Rotella dialogano con fotografie, manifesti e materiali pubblicitari, contribuendo a raccontare come l’immagine della Vespa sia entrata a far parte dell’immaginario culturale e artistico internazionale.

“Mythos per i Greci significava raccontare – spiega Roberto Donati, Direttore Storico Culturale del Vespa Club d’Italia – Chi più di lei è  memoria del nostro popolo e affonda le radici nella nostra cultura prendendola come un elemento di riconoscimento e identificazione? Un racconto, attraverso la collezione Fumagalli, lungo ottanta anni. Un fil rouge che ha unito almeno tre generazioni culturalmente così diverse, ma sempre concordi sulla sua simpatica utilità e sulla sua capacità di fare moda, attirare consensi e interpretare le aspettative di tutti”.
Filo conduttore di questo racconto sono quattordici modelli di Vespa, distribuiti in sei aree tematiche , Gli esordi, Il successo, La rivoluzione,  Anni Ottanta, Il nuovo corso, il Vespa Club d’Italia, che accompagnano il visitatore attraverso l’evoluzione del celebre scooter e il contesto storico e culturale che ne ha accompagnato il successo.

Mara Martellotta

Il volume di Quaglieni “Da Cavour alla Repubblica” a Montecitorio

La Edizioni Pedrini alla Camera dei Deputati giovedì 7 luglio 

Verrà presentato a Roma a Palazzo Montecitorio il prossimo 7 luglio, alle ore 16.00, su iniziativa dell’On. Alessandro Giglio Vigna Presidente della XIV Commissione Politca U.E. della Camera dei Deputati, il volume del prof. Pier Franco Quaglieni: “Da Cavour alla Repubblica. I rapporti tra Stato e Chiesa, laicità e laicismo nella storia d’Italia”.

Il prof. Quaglieni, Presidente del Centro Pannunzio di Torino, storico, editorialista nelle pagine del Corriere della Sera di Torino e firma di punta del quotidiano “il Torinese”,  nel libro offre una serie di valutazioni storiche, giuridiche e politiche che partono da punti di vista diversi, attuando la pratica della laicità.

Pier Franco Quaglieni

La presentazione è stata fissata nella Sala Stampa della Camera dei Deputati con il seguente programma: saluti istituzionali dell’On. Giglio Vigna, a cui seguiranno gli interventi del prof. Quaglieni, del direttore editoriale della Casa editrice Edizioni Pedrini con moderatrice Cristina Del Tutto CEO di Radio Parlamentare.

Nel volume di oltre 300 pagine, la cui copertina è stata realizzata da Ugo Nespolo, numerosi i temi trattati tra i quali:

– La storia dei rapporti tra Stato e Chiesa cattolica in Italia.

– La storia del separatismo liberale e laico tra la sfera politica e quella religiosa.

– La storia del Concordato del 1929 voluto da Mussolini che portò alla Conciliazione tra le due sponde del Tevere diventato “più stretto”, parafrasando Spadolini.

Il libro affronta anche diversi argomenti tra i quali:

– Il tema dei Patti Lateranensi inseriti nella Carta Costituzionale repubblicana del 1948.

– L’abrogazione del Concordato proposta da Marco Pannella.

– La revisione dei Patti Lateranensi del 1984 voluta da Bettino Craxi.

Nel contesto si chiarisce altresì il tema della laicità e del laicismo intesi non solo come fatto politico, ma anche in termini culturali e filosofici fino a considerare la società multireligiosa ed i possibili rapporti conflittuali con l’Islam.

Scheda tecnica

Casa editrice: Edizioni Pedrini

Autore: Pier Franco Quaglieni

Anno pubblicazione: 2026

Formato: rilegatura flessibile 168×240

pagine n.312

prezzo di copertina € 20,00

ISBN: 979-12-80602-94-7

Il Giappone all’ombra della Mole

A Torino la “tre giorni” del “Torino Matsuri 2026”, il Festival dedicato alla scoperta e alla diffusione della Cultura nipponica

Da venerdì 3 a domenica 5 luglio

Dal tradizionale “Chanoyou” o “Chadō” pubblico (millenaria e solenne cerimonia del tè, tra le arti tradizionali più note del “Buddismo Zen”) alla pratica dimostrazione della “pittura a inchiostro sumi-e” o dell’ “acquerello suisaiga” fino al coinvolgente worksop dedicato ai tradizionali “tamburi taiko” suonati dal celebre Gruppo italiano- di studio e spettacolo – dei “Munedaiko” (riconosciuto ufficialmente come collaboratore culturale dell’“Ambasciata del Giappone in Italia”): sarà un viaggio estremamente curioso e ben articolato quello proposto dal “Torino Matsuri 2026”, Festival interamente incentrato sulla scoperta e divulgazione della “Cultura giapponese”, organizzato dall’Associazione Culturale “Yoshin Ryu” all’“Impianto Crescenzio” (affiliato Arci Torino), in lungo Dora Colletta 53, a Vanchiglietta.

Giunto ormai alla sua undicesima edizione, l’evento è in programma per tre giorni a Torino, da venerdì 3 a domenica 5 luglio, in occasione della festa tradizionale del “Tanabata”, nota come la “Festa delle stelle innamorate”, che si celebra in Giappone il 7 luglio, traendo origine da una “romantica” leggenda cinese. Leggenda che vede protagonisti  i due amanti Orihime (la “stella Vega”) e Hikoboshi (la “stella Altair”), separati dalla “Via Lattea” e condannati a incontrarsi una sola notte all’anno. Per l’occasione, le strade e le case si riempiono di colore grazie ai “tanzaku”, piccoli foglietti colorati su cui le persone scrivono i propri desideri e preghiere d’amore, per poi appenderli a rami di bambù. Una festa che unisce, così, il fascino del cosmo a una profonda e suggestiva tradizione popolare. E che, in quest’edizione del Festival, in “salsa torinese”, vuole però aprirsi ai ritmi e alle immagini dell’attualità. Sottolinea, infatti, Giada Turtoro, vicepresidente dell’Associazione Culturale “Yoshin Ryu”: “Il Festival continua a crescere, consolidando una formula che affianca i nostri appuntamenti più amati ad alcune novitàQuest’anno, infatti, accanto alla solennità dei laboratori tradizionali e dei tamburi ‘taiko’, siamo felici di aprire le porte alla vivacità dei ‘cosplay’ e del mondo ‘gaming’. È questa contaminazione tra la sacralità del passato e l’energia del presente a rendere l’evento un punto di riferimento unico nel panorama culturale.

Cosa aspettarsi, dunque, dall’undicesima edizione dell’evento? “Un’immersione totale tra le ‘suggestioni millenarie’ e le vibranti ‘tendenze pop’ del Paese del Sol Levante. Questo Festival si propone come un ‘ponte culturale’, offrendo un programma fitto e articolato che si sviluppa rivolgendosi ad appassionati, ma anche a famiglie e curiosi di tutte le età”.

Nel fine settimana di sabato 4 e domenica 5 luglio i cancelli rimarranno aperti dalle 10 alle 23,30, con una ricca costellazione di workshop tematici legati alla tradizione: dalla precisione della “calligrafia shodō” all’armonia botanica dell’“ikebana” e all’arte preziosa dell’“origami”. I visitatori potranno inoltre approcciare la “lingua giapponese”, scoprire i segreti della vestizione dello “yukata” (il tipico kimono estivo), apprendere le tecniche del “disegno manga” e creare i celebri pupazzi “amigurumi” ad uncinetto. Non mancheranno dibattiti e incontri culturali. Da segnalare, in particolare il tema della “sicurezza personale femminile” affrontata con il metodo “Sicuramente Donna”, accanto alla “presentazione di romanzi” dedicati al Giappone firmati da autrici emergenti e proposti da Denise Paradiso, nonché un nostalgico viaggio nel “mondo dei videogiochi” con un “focus” sui trentacinque anni di “Street Fighter”, guidato dall’esperto Mike Arcade.

Grandi protagoniste delle serate la “proposta gastronomica” (a partire dalla cena di venerdì 3 luglio a base di “ramen” – spaghetti di frumento serviti in brodo di carne o pesce – preparata dallo chef Carlo “Ojisan” Mele) e l’“intrattenimento”, dal “cinema” alla “musica dal vivo” con la travolgente energia, in particolare, de “I Cavalieri di Zara”“cartoon tribute band” che farà ballare il pubblico con le “sigle animate” più amate dagli anni ’80 al 2000. La giornata di domenica 5 luglio sarà invece scandita dal “ritmo ancestrale” del Giappone: nel pomeriggio si terrà l’atteso workshop di “tamburi tradizionali taiko” con i celebri “Munedaiko”, mentre la serata vedrà alternarsi sul palco una suggestiva performance di “teatro marziale” e il potente concerto finale dello stesso gruppo di percussionisti. Per finire, gli appassionati di motori potranno ammirare da vicino un’esposizione di veicoli storici e moderni a cura di “Mazda” e “Toyota”, mentre l’area “gaming” intratterrà il pubblico con “tornei di carte collezionabili” e sfide ai giochi di strategia orientali come lo “shogi” e il “go”. Il sipario calerà sull’immancabile e colorata “gara cosplay”, moderata dallo staff di “Nerd Chop Express”, Denise Paradiso e Mike Arcade, che premieranno i “migliori costumi” ispirati a “fumetti”, “anime” e “videogiochi”. Tributo completo al mondo magico del più contemporaneo “Paese del Sol Levante”. Per ulteriori info: tel. 375/5802205 o www.yoshinryu.com

Gianni Milani

Nelle foto: “Tamburi taiko” – Munedaiko; “Chanoy pubblico”; Pittura “Sumi-e”

Giovanna Botteri al Forte di Bard

Noto volto televisivo e tra le più grandi giornaliste e inviate di punta della “Rai”, la Botteri parteciperà alla conferenza “Taccuino di un mondo affamato”

Domenica 28 giugno, ore 16

Bard (Aosta)

L’incontro con la celebre giornalista triestina vuole essere l’ultimo capitolo nella serie di eventi e dibattiti, organizzati alla “Fortezza” sabauda, intorno ai temi al centro della mostra “Nutrire il Mondo, la sfida globale dell’alimentazione”, il progetto fotografico promosso, insieme al “Forte” valdostano, dall’“Agence France– Press” (tra le più antiche ed autorevoli agenzie di stampa internazionali) e visitabile fino a domenica 19 luglio prossimo.

Titolo: “Taccuino di un mondo affamato”, appuntamento in agenda per domenica 28 giugnoalle 16. Accanto a Giovanna Botteri interverranno Sabrina Rossi Montegrandi, director of Business Development Italy-Malta-Turkey di “Agence France-Presse” e Ornella Badery, presidente del “Forte di Bard”.

Nell’incontro – seguendo le linee su cui s’è impostata la rassegna fotografica in corso al “Forte” e al centro di un notevole interesse da parte del pubblico – si parlerà in modo particolare del “cibo” usato come “strumento di guerra” durante i conflitti d’ogni tempo e luogo, come tecnica spietata adottata più volte nel corso della storia e oggi (lo urlano drammaticamente le oltre ottanta foto esposte in rassegna) in tanti teatri di scontri: in questa “terza guerra mondiale a pezzi” (come diceva Papa Francesco) che attualmente si è calcolato contare, a livello internazionale, oltre sessanta conflitti armati attivi, il numero più alto registrato dal termine della Seconda Guerra Mondiale, dall’Africa sub-sahariana all’Asia occidentale  (Palestina– Gaza), al Medio oriente (Iran) e all’Europa Orientale (Russia– Ucraina). Tanto che, nel 2026, dicono le cifre ufficiali, la fame nel mondo registra circa 300milioni di persone (tanti bambini) che soffrono di “insicurezza alimentare acuta” ed oltre 730milioni costretti ad “affrontare la fame”, allontanando l’obiettivo “fame Zero” prefissato dall’“Agenda Onu 2030”.

Un autentico “colpo mortale” al Pianeta. E un argomento che troverà, nelle parole e nell’esperienza lavorativa, di Giovanna Botteri, contenuti vivi portati da chi – come lei – l’esperienza drammatica “guerra – morte – fame” l’ha quotidianamente vissuta “de visu” (colpo feroce agli occhi e al cuore), testimone coraggiosa di eventi che hanno sconvolto il mondo, portandolo a danni incalcolabili sotto l’aspetto geo-politico e, soprattutto, umano.

Nata a Trieste (“Culla della Civiltà Mitteleuropea”) e “figlia d’arte” (il padre Guido fu direttore della sede “Rai Friuli-Venezia Giulia”), Giovanna si laurea in Filosofia con un dottorato alla “Sorbona”, diventando, ben presto (dopo aver lavorato nell’’83, con  “Il Piccolo” e l’“Alto Adige”) un volto famigliare al pubblico televisivo – iniziando a farsi le ossa nell’ ’85 per la “Rai di Trieste”. Giornalista, reporter e conduttrice del “Tg3” dal 2004 al 2007. Dal 1991, come “inviata speciale”, segue i più importanti eventi internazionali: il crollo dell’Unione Sovietica, le guerre nell’ex Jugoslavia, l’assedio di Sarajevo dove, assieme a Miran Hrovatin,  filma l’incendio della “Biblioteca Nazionale”, la “strage del pane” il massacro di Markale e quello di Srebrenica. E poi Afghanistan e Iraq, i conflitti in Libano, Siria e Iran. Dal 2007 negli Stati Uniti, ha seguito la campagna di Obama, la grande recessione, la crisi di “Wall Street”, la guerra all’ “Isis”, le stragi e la vittoria nel 2020 di  Joe Biden e, in seguito, di Trump e poi ancora, testimone in Cina della pandemia di “Covid19”. Dal 2022 a Parigi segue la rivolta delle “banlieue” e l’ascesa dell’estrema destra.

L’anno prima, il 6 marzo 2021, la sua empatica popolarità la porta addirittura sul palco del “Festival di Sanremo” come co-conduttrice della serata finale con Amadeus e Fiorello. Dal 2024, entra a far parte del cast fisso del talk show “In altre parole” condotta su “La7” da Massimo Gramellini.

Al centro dell’incontro, programmato per domenica 28 giugno al “Forte di Bard”, non sarà solo il tema della “fame” come micidiale strumento di morte e di guerra, ad essere dibattuto dagli ospiti e dal pubblico (che certamente interverrà numeroso), ma una forte attenzione sarà posta anche su argomenti di stretta attualità, come  lo sfruttamento lavorativo e il tragico fenomeno del “caporalato”, diffuso soprattutto nell’agricoltura, ma presente anche nel campo dell’edilizia e nei servizi.

Prenotazione obbligatoria compilando il “form” sul sito: www.fortedibard.it

Per info: tel. 0125/833811Ingresso gratuito

Gianni Milani

Nelle foto: Giovanna Botteri; Forte di Bard (Ph, Marco Spataro); Bashar Taleb/AFP “Consegna razioni alimentari a Gaza” (foto in mostra)

Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo verso la candidatura UNESCO

“Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo rappresenta un simbolo universale di dignità del lavoro, progresso sociale e partecipazione civile. È un’opera che appartiene alla storia del Piemonte ma che ha saputo parlare al mondo intero. Per questo intendiamo avviare un percorso per proteggere il Quarto Stato, il suo messaggio, la sua storia e farlo diventare patrimonio dell’umanità tutelato dall’UNESCO. Lavoreremo già nelle prossime settimane per capire in quale filone inserire la candidatura, certi che davvero il Quarto Stato, con quello che rappresenta, sia un vero, concreto, chiaro e forte patrimonio dell’umanità“. Ad annunciarlo è  stato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il 19 giugno scorso, insieme all’assessore regionale agli Enti locali, Enrico Bussalino, al termine dell’incontro svoltosi a Volpedo, di concerto con il sindaco di Volpedo Elisa Giardini, il presidente della Provincia di Alessandria Luigi Benzi, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona Pier Luigi Rognoni, la presidente dell’associazione Pellizza da Volpedo Manuela Bonadeo, Stefano Barbieri e Marco Balossino.
“Si tratta di un progetto che unisce cultura, identità e valorizzazione del territorio. Il Quarto Stato è una delle opere più conosciute dell’arte italiana e racchiude valori universali che ancora oggi parlano alle nuove generazioni. Vogliamo costruire un percorso condiviso che coinvolga il territorio , le istituzioni culturali e tutti i soggetti interessati affinché questo straordinario patrimonio possa ottenere il riconoscimento che merita a livello internazionale – hanno aggiunto l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli e gli assessori del territorio Enrico Bussolino e Federico Riboldi.
“Il Quarto Stato da oltre un secolo porta il nome di Volpedo e della provincia di Alessandria nel mondo – ha dichiarato il presidente della provincia di Alessandria Luigi Benzi – per questo la candidatura  UNESCO rappresenta una straordinaria opportunità di valorizzazione culturale, turistica e identitaria per l’intero territorio. La Provincia di Alessandria è pronta a fare la propria parte e a collaborare con tutte le istituzioni coinvolte per sostenere un percorso che può rafforzare ulteriormente il prestigio internazionale di un’opera che affonda le proprie radici nella nostra storia e nella nostra comunità, ma che continua a trasmettere valori universali capaci di parlare all’umanità intera”.
“Per la comunità di Volpedo questa candidatura rappresenta un motivo di grande orgoglio e il riconoscimento di un percorso di valorizzazione che affonda le proprie radici in decenni di impegno – ha dichiarato il sindaco di Volpedo Elisa Giardini – Ricordo quanto costruito dal Comune di Volpedo a partire dal 1966, quando Maria e Nerina Pellizza donarono lo studio del pittore affinché diventasse museo aperto alla collettività. Da quel gesto di straordinaria generosità è nato un lungo lavoro di tutela e promozione che ha dimostrato la forza attrattiva e il valore universale di quest’opera. Il Quarto Stato non è soltanto un capolavoro dell’arte italiana, ma parte integrante dell’identità della nostra comunità”.

Mara Martellotta

San Giovanni nei Musei torinesi

La Fondazione Torino Musei celebra la festa del Santo Patrono di Torino proponendo per il 24 giugno tariffe promozionali

In occasione di San Giovanni, mercoledì 24 giugno prossimo, GAM, MAO e Palazzo Madama saranno regolarmente aperti al pubblico dalle ore 10 alle ore 18 e, per celebrare la festa patronale, i visitatori potranno accedere alle collezioni permanenti e alle mostre temporanee dei tre musei con biglietto a tariffa ridotta.
La promozione rappresenta un’occasione per riscoprire il patrimonio artistico dei musei civici e per visitare le mostre in chiusura , “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, ultimo giorno di apertura il 28 giugno, al MAO,  e la mostra “Donna in blu che legge una lettera” a palazzo Madama, ultimo giorno di apertura il 29 giugno.
Martedì 23 giugno alle ore 18 si terrà inoltre un evento speciale. Chi percorrerà piazza Castello potrà assistere alla suonata a rintocchi della storica campana di Palazzo Madama, eccezionalmente inserita nella rassegna di concerti campanari che ogni anno l’Associazione CampaneTO, in collaborazione con la Diocesi di Torino, la Città di Torino, il Sermig e la Comunità di Sant’Egidio, organizza per la patronale di San Giovanni.

MM