CULTURA- Pagina 14

Le residenze degli scrittori

Il silenzio, l’isolamento, la contemplazione della natura, l’assenza di routine e di responsabilità abituali. Solcare i mari in barca a vela, esplorare i ghiacci del Polo Nord o vivere in un altro periodo storico all’interno di una residenza medievale, queste sono le opportunità messe a disposizione degli scrittori per migliorare la concentrazione, incentivare la produttività e solleticare la creatività. Osservare nuovi e straordinari scenari o stimolare l’ispirazione attraverso l’apprendimento di nuove attività è un vero e proprio servizio dedicato di chi ha fatto della scrittura un’ arte, la ragione e la passione della propria esistenza lasciando miracolosamente,   a noi lettori, tracce di infinita bellezza:   I capolavori della letteratura mondiale. Le residenze pensate per i geni della scrittura, per i talenti della penna sono molte, sparse in tutto il mondo, alcune sono davvero incredibili per la loro posizione, per le caratteristiche architettoniche o per l’esperienza che fanno vivere, inoltre sono tutte dotate di spazi o studi dove poter lavorare, creare pensieri e parole e coltivare l’estro. Un Faro alle Isole Shetland, un appartamento sul mare dove scrivere ammirando il mare, immersi nei suoni della natura: le onde, i gabbiani. Una moderno spazio in Svizzera, una hi tech “Treehouses” fatta di metallo e dal design sofisticato da cui venerare le Alpi, con vista privilegiata sul Monte Bianco. Una casa in pieno Circolo Polare Artico con spedizioni in Veliero nei mari del nord comprese, dove il freddo e il paesaggio incredibilmente candido incoraggiano la fantasia. Una vigna in California o in Canada, il dolce profumo del mosto e pregiatissimi vini per far fermentare la creatività. Anche nel nostro paese esistono diverse residenze destinate agli scrittori, posti dove il loro genio viene lusingato e incoraggiato in tutti i modi possibili , tra le più celebri: Santa Maddalena, in mezzo alla meravigliosa campagna Toscana, dove pace, natura e una atmosfera solenne e raccolta fanno da sfondo a soggiorni sapienti, e poi un Castello a Civitella Ranieri, in provincia di Perugia, che ospita, in piena atmosfera medievale, prodigi della scrittura coccolati anche da un meraviglioso e ricercato cibo locale. A Detroit invece, nell’ottica di una riqualificazione culturale e artistica della città, è nato il progetto Write A House che mira a creare una community di scrittori a cui viene dedicata una casa, anch’essa rivitalizzata e ristrutturata ad hoc.

 

Maria La Barbera

Il forte di Ceva riapre al pubblico da domenica 19 aprile

Il Forte di Ceva riapre al pubblico domenica 19 aprile, inaugurando una stagione 2026 che promette di coniugare il fascino dell’architettura militare a momenti di svago e cultura per tutte le età.  Aperture e visite guidate saranno garantite da Itur, società monregalese che gestirà il servizio per il quarto anno consecutivo.
La stagione si aprirà con un appuntamento dedicato ai più piccoli, domenica 19 aprile dalle 15 alle 17, dal titolo “Disegniamo l’arte”, un laboratorio creativo organizzato in collaborazione con l’Associazione Abbonamento Musei, per scoprire i segreti del Forte attraverso il disegno. Al termine dell’attività è prevista una gustosa merenda per tutti i bambini ( costo di 3 euro per i bambini dai 5 ai 12 anni, 3 euro per gli accompagnatori, 3 euro se possessori Abbonamento Musei e 5 euro se non abbonati).

Per  chi, invece, è  alla ricerca di un’atmosfera più sofisticata,  dopo l’enorme successo del 2025, tornano gli attesi “Aperitivi al tramonto”, previsti nelle serate del 28 giugno, 26 luglio  e 27 settembre, a partire dalle ore 18, su prenotazione. Il Forte, in queste occasioni, si trasformerà nella cornice ideale per ammirare il panorama delle Alpi e vivere la magia del tramonto della rocca che domina la città.

“Riaprire le porte del Forte è ogni anno un’emozione che si rinnova – ha dichiarato l’assessore Luca Prato –  Quest’anno abbiamo voluto puntare su di un’offerta che non fosse solo culturale, ma anche esperienziale. Vogliamo che il Forte sia un luogo dove le famiglie possano divertirsi e dove i turisti possano godersi la bellezza del nostro paesaggio in momenti di convivialità.  Vedere questo monumento animarsi con laboratori per bambini e visite al tramonto rappresenta la prova di quanto questa struttura sia una risorsa preziosa e dinamica per Ceva e l’intero territorio.
A partire dal 19 aprile, il Forte sarà  visitabile ogni domenica e festività con orario dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Le visite guidate partiranno regolarmente ogni ora e l’ultima partenza sarà alle ore 17.

Valore aggiunto per i visitatori sarà l’adesione al circuito Abbonamento Musei. I possessori della tessera potranno accedere gratuitamente  per la visita libera o usufruire della visita guidata con un’integrazione di soli 3 euro. Per tutti gli altri il costo è di 8 euro per la visita guidata e 5 per quella in autonomia.
Mara Martellotta

Il Club Fruttero. La mostra

23 aprile – 29 maggio 2026

Torino, Circolo dei lettori e delle lettrici

 

 

 

Un percorso tra materiali inediti, lettere e manoscritti originali per entrare nel mondo di Carlo Fruttero nel centenario

 

Non una biografia, ma un metodo. Il Club Fruttero. La mostra parte dai materiali – taccuini, lettere, manoscritti – per mostrare come Carlo Fruttero leggeva, scriveva, sceglieva. Dal 23 aprile al 29 maggio 2026 a Torino, al Circolo dei lettori e delle lettrici, prende forma il percorso espositivo centrale del centenario. Una mostra costruita sul lavoro, più che sul racconto: carte, appunti, strumenti che restituiscono un modo di stare nei libri e farli.

In esposizione materiali originali dell’Archivio Fruttero conservato dalla Fondazione Mondadori e documenti dalle collezioni custodite dalle eredi. Il percorso si sviluppa per ambienti che corrispondono a pratiche: entrare, leggere, scrivere, condividere, scegliere, giocare. Ogni sala attiva una funzione e coinvolge il visitatore più che guidarlo.

Al centro si impone il lavoro a quattro mani con Franco Lucentini. Le bozze e le pagine annotate del dattiloscritto “A che punto è la notte” sono affiancate da taccuini preparatori, appunti e materiali della campagna promozionale che accompagnò l’uscita del libro, con le vetrine dedicate a Milano, Torino e Roma: un processo lungo sette anni, visibile nelle sue stratificazioni. Accanto, carte manoscritte e strumenti raccontano la costruzione condivisa dei testi.

Due sezioni sono dedicate al lavoro editoriale: dalla collana Presa diretta, con le sue scelte controcorrente tra gli anni Sessanta e Settanta, all’esperienza di Urania. Pubblicare significa scegliere ed esporsi: non selezionare per confermare, ma per discutere e mettere in discussione.

Tra i materiali emergono anche documenti meno noti. Una lettera inedita della fotografa, scrittrice e attivista Carla Cerati racconta di aver rinunciato a una manifestazione pro-Vietnam per continuare a leggere “La donna della domenica”: un gesto indicativo della forza che un libro può esercitare. Nella stessa direzione si collocano le lettere di Samuel Beckett a Fruttero, il suo traduttore italiano, che introducono il tema del lavoro invisibile di traduzione, fatto di scelte continue e negoziazioni.

La mostra non si limita a esporre: chiede di intervenire, votando il proprio incipit preferito e portandolo allo stand della Fondazione Mondadori al Salone Internazionale del Libro di Torino (14-18 maggio). In cambio, un Tratto Pen verde, come quello usato da Fruttero. La lettura torna ad essere un atto attivo, non un consumo. Anche la sala dedicata all’esperienza televisiva de “L’arte di non leggere” insiste su questo aspetto: parlare di libri come esercizio pubblico di selezione, non come elenco.

Il percorso si chiude in una sala che tiene insieme gli estremi. “All’inizio, alla fine” accosta uno scritto giovanile e il taccuino di La linea di minor resistenza, tra le ultime opere pubblicate: materiali lontani nel tempo che mostrano la stessa pratica, lo stesso modo di lavorare.

 

La mostra è affiancata da una serie di eventi speciali, ospitati nelle sale del Circolo, che ne ampliano il racconto e ne attivano i contenuti in forma partecipata. Il 23 aprile il vernissage con “A cena con Fruttero”: sette tavoli, sette libri, sette voci. Intervengono Carlotta Fruttero con “Donne informate sui fatti”, Federica Fruttero per “Mutandine di chiffon”, Annalena Benini in “La donna della domenica”, Francesca Sforza per Fruttero giornalista, Franco Forte con Urania, Giuseppe Culicchia “Da una notte all’altra”, Paolo Verri “A che punto è la notte”. Il 29 maggio il finissage con Frullato Fruttero, maratona di lettura.

 

La mostra fa parte del progetto culturale diffuso per il centenario, ideato e prodotto da FAAM, con il coinvolgimento diretto delle eredi Carlotta e Federica Fruttero, e sviluppato in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e progetto Urania del Dipartimento di Comunicazione, arti e media Giampaolo Fabris Università IULM. Il Club Fruttero attraversa luoghi, linguaggi e pubblici diversi. Fruttero era uno scrittore, un traduttore, un curatore, un editore: scriveva, traduceva, curava, sceglieva. Il centenario ne restituisce il metodo: leggere per capire, scegliere per escludere, discutere per divertirsi e non essere neutrali.

Giovedì 23 aprile alle ore 11 è in programma l’anteprima stampa della mostra al Circolo dei lettori e delle lettrici in via Bogino 9, Torino

Carlo Fruttero in una fotografia di Carla Cerati/ Courtesy Elena Ceratti

Info

Club Fruttero sito ufficiale www.ilclubfruttero.it

info@fondazionemondadori.it – www.fondazionemondadori.it

Facebook @fondazionemondadori.| Instagram @fondmondadori

 

“Lattes Grinzane”, ad Amitav Ghosh il “Premio Speciale 2026”

Il più grande scrittore indiano vivente. Cinque, tutti stranieri, gli autori finalisti

Monforte d’Alba (Cuneo)

Scrittore, giornalista e antropologo indiano, nato a Calcutta (1956), oggi residente tra New York e Goa – il più piccolo stato dell’India sul Mar Arabico – e autore di rilievo mondiale (vincitore del 54° “Premio Jnanpith”, massimo riconoscimento letterario dell’India), ad Amitav Ghosh è andato, nell’ambito della XVI Edizione del “Premio Lattes Grinzane”, il “Premio Speciale 2026”, riservato ad autori internazionali di alto profilo e, spesso, con una lunga carriera alle spalle. Con tale assegnazione e l’annuncio dei cinque scrittori finalisti, è entrata nel vivo l’edizione di quest’anno del “Premio Lattes Grinzane”, organizzato dalla “Fondazione Bottari Lattes” – con il sostegno di numerosi Enti pubblici e privati – nata nel 2009 a Monforte d’Alba (Cuneo) per volontà di Caterina Bottari Lattes, con la finalità di promuovere e mantenere viva la conoscenza del marito Mario Lattes (1923 – 2001) nella sua multiforme attività di pittore, scrittore, editore e fervido animatore di proposte culturali.

Cinque, si diceva, gli autori finalisti. La cinquina decisamente più internazionale nella storia del “Premio”, in rappresentanza di FranciaRegno UnitoUSA e Spagna. Ecco i nomi e le opere selezionate da una “Giuria Tecnica” di altissima competenza, presieduta dalla scrittrice (ma anche giornalista e conduttrice radiofonica) Loredana LipperiniJulia Deck con “Ann d’Inghilterra” (Adelphi, traduzione di Yasmina Melaouah), Mathias Enard con “Disertare” (e/o, traduzione di Yasmina Melaouah), Andrew Miller con “La terra d’inverno” (NNE, traduzione di Ada Arduini), Andrew Porter con “La vita immaginata” (Feltrinelli, traduzione di Ada Arduini) e Clara Usón con “Le belve” (Sellerio, traduzione di Silvia Sichel).

Ora la parola passa ai 400 studenti e studentesse che fanno parte delle “Giurie Scolastiche” a cui è affidato il compito di leggere le opere in finale e decretare quella vincitrice di quest’anno. Le ragazze e i ragazzi coinvolti provengono da tutta Italia e fanno parte di 25 Istituti Superiori, tra cui  il “Lycée René Char” di Avignone, in Francia. Le Scuole piemontesi inserite in “Giuria” sono: Liceo Scientifico Statale “Leonardo Cocito” di Alba (Cuneo), Istituto di Istruzione Superiore “Arimonda-Eula” di Savigliano (Cuneo), Liceo Classico e Linguistico “Vincenzo Gioberti” di Torino, Istituto Statale di Istruzione Specializzata per Sordi “A. Magarotto” di Torino e Liceo Classico Statale “Gian Francesco Porporato” di Pinerolo (Torino).

Il prossimo appuntamento con il “Premio Lattes Grinzane” è fissato per sabato 17 ottobre: nella mattinata gli studenti saranno protagonisti dell’incontro con i cinque finalisti al “Castello di Grinzane Cavour”, durante il quale potranno dialogare con gli scrittori e porre loro delle domande. Al pomeriggio, al “Teatro Sociale Busca” di Alba, Amitav Ghosh terrà una lectio magistralis su un tema a sua scelta e sarà insignito del riconoscimento, dopodichè verrà scoperto il nome del vincitore o della vincitrice della XVI edizione del “Premio”. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito e sui canali social della “Fondazione Bottari Lattes”.

Commenta la “presidente” di Giuria, Loredana Lipperini“La cinquina finalista della XVI edizione del ‘Premio Lattes Grinzane’ è costituita da cinque fra autori e autrici stranieri: non è in alcun modo una scelta che intende sottovalutare la bellezza della narrativa italiana, i cui candidati, anche quest’anno, sono stati e sono di pregio assoluto. Solo, la giuria ha ritenuto che il valore dei cinque testi finalisti rendesse impossibile escluderne uno. Sono, come ogni volta, romanzi molto diversi fra loro, ma con un’affinità di fondo. In ‘Ann d’Inghilterra’, Julia Deck scardina le regole classiche dell’autofiction per raccontare la vita di una donna comune, sua madre, come se fosse una protagonista della Storia. Mathias Enard, con “Disertare”, ci immerge nel trauma e nell’orrore della guerra nel momento esatto in cui le guerre tornano ad assediare il mondo. Di un altro trauma che è ormai alle spalle parla Andrew Miller in “La terra d’inverno”, scegliendo di scavare nell’inquietudine delle coppie e di una piccola comunità inglese. In “La vita immaginata”, Andrew Porter mette a confronto un padre imprendibile e un figlio solitario per destino. E in “Le belve” Clara Usón affronta l’antica questione del male, questa volta nei gesti e nella mente di una terrorista dell’‘ETA’, la cui vita scorre parallela a quella di una ragazza come tante. C’è sempre un mondo che influisce sulle narrazioni, che non sono mai ripiegate all’interno, ma portano alla luce le contraddizioni, gli orrori e il tentativo di pacificazione di chi vive in un tempo difficile”.

Ricordiamo ancora che, dal 2017, il “Premio Lattes Grinzane” è parte integrante del “calendario culturale” legato alla “Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba”. Inoltre, prosegue anche nel 2026 la collaborazione tra il “Premio” e la Rassegna “Cervo in Blu d’inchiostro”. Per cui domenica 18 ottobre, proprio all’indomani della cerimonia finale, si terrà l’appuntamento all’“Oratorio di Santa Caterina” di Cervo con uno dei finalisti. L’evento sarà condotto da Walter Scavello, docente di Inglese del “Liceo Cassini” di Sanremo.

Per info: tel. 0173/789282 o www.fondazionebottarilattes.it

Gianni Milani

Nelle foto: Amitav Ghosh (ph. Mathieu Genon) e “Cover” libri finalisti

 

Al “Pannunzio” due incontri su Amendola e la storia delle repubbliche

Lunedì 20 e lunedì 27 aprile – ore 17.30

Centro Pannunzio – Via Maria Vittoria 35H, Torino

Il Centro Pannunzio di Torino dedica due appuntamenti del mese di aprile a temi centrali della storia politica e istituzionale italiana ed europea, confermando la propria vocazione a promuovere occasioni di approfondimento civile, storico e culturale.

Lunedì 20 aprile alle ore 17.30, presso la sede del Centro, Gerardo Nicolosi ricorderà Giovanni Amendola nel centenario della morte. Giornalista, parlamentare liberale, già ministro e fermo oppositore del fascismo, Amendola appartiene a pieno titolo alla storia del liberalismo del Novecento. Il suo percorso politico e intellettuale verrà ricostruito anche alla luce del recente saggio che Nicolosi, ordinario di Storia contemporanea all’Università di Siena, ha dedicato a questa figura fondamentale dell’antifascismo liberale.

L’incontro offrirà anche un momento di intensa memoria civile: Marvi Del Pozzo leggerà infatti la commemorazione pronunciata alla Camera il 29 aprile 1926 dal deputato piemontese ed ex ministro Marcello Soleri a nome del Gruppo liberale, in un clima ormai segnato dall’asservimento al regime. Sarà l’occasione per tornare a riflettere sulla statura morale e politica di Amendola, che dopo il delitto Matteotti diede vita, insieme alle altre opposizioni, all’Aventino e pagò con la violenza squadrista la sua coerente battaglia per la libertà.

Lunedì 27 aprile alle ore 17.30 il Centro Pannunzio proporrà invece un incontro dal titolo “La Repubblica italiana e le repubbliche nella storia”, con il giurista Fabrizio Fracchia e lo storico Pier Franco Quaglieni. L’iniziativa si presenterà come una ampia ricognizione storico-giuridica sul concetto di repubblica, dalle esperienze del mondo classico alla nascita della Repubblica democratica italiana.

Il percorso prenderà avvio dalla Grecia di Pericle, Platone e Sparta, per proseguire con la repubblica romana e con figure come Catone, Cicerone e Livio. Saranno inoltre analizzate le repubbliche marinare, con particolare attenzione a Venezia, la repubblica fiorentina e Machiavelli, le repubbliche giacobine, la repubblica romana di Mazzini e la tragica parentesi della repubblica sociale italiana. Il confronto si concluderà con una riflessione sui tratti storici e istituzionali della Repubblica italiana nata il 2 giugno 1946, a ottant’anni dalla sua fondazione.

Con questi due incontri il Centro Pannunzio prosegue il proprio lavoro di valorizzazione della memoria storica come strumento di consapevolezza civile, riportando al centro del dibattito figure, idee e passaggi decisivi della tradizione liberal-democratica italiana.

Il Centro Pannunzio

Fondato a Torino nel 1968 nel nome e nello spirito di Mario Pannunzio, il Centro Pannunzio rappresenta da oltre mezzo secolo uno dei più solidi punti di riferimento del dibattito culturale liberal-democratico italiano.

Nato per iniziativa di Arrigo Olivetti, Mario Soldati e Pier Franco Quaglieni, il Centro si è distinto fin dall’origine per la sua indipendenza da appartenenze partitiche e per una vocazione dichiaratamente pluralista. La sua attività si sviluppa attraverso conferenze, incontri di studio, presentazioni editoriali e momenti di approfondimento dedicati ai temi della libertà, della responsabilità civile, della cultura storica e della difesa delle istituzioni democratiche.

Insignito nel 1979 della Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Cultura della Repubblica Italiana, il Centro Pannunzio continua a promuovere un confronto rigoroso e non conformista, offrendo uno spazio stabile di dialogo tra studiosi, intellettuali e cittadini.

La sua identità si fonda su un principio semplice ma esigente: coltivare la libertà come metodo e come valore, nella convinzione che la cultura non sia mai esercizio ornamentale, ma responsabilità pubblica.

Centro Pannunzio – Via Maria Vittoria 35H – 10123 Torino

Tel. 011 8123023 – Email: info@centropannunzio.it – Sito web: www.centropannunzio.it

Ufficio Stampa Due Punti – Email: ufficiostampa@duepunti-srl.it – Tel. +39 335 650 5656

L’acqua sarà il tema di Great Innova 2026

Concorso di poesia, visita in azienda, giochi e laboratori

Sarà l’acqua il tema della nona edizione del festival Great Innova di Cuneo, in programma il 10 ottobre prossimo. Il tema è stato svelato venerdì 10 aprile dai vertici dell’associazione, che si sono radunati presso la Fondazione DIG di Roreto di Cherasco, in occasione della presentazione del libro “Marte. La nuova frontiera dello spazio”. La nona edizione del festival, che si terrà all’interno del complesso monumentale di San Francesco a Cuneo, si intitolerà “Nemo. Dentro le correnti del futuro”, e vuole essere un progetto diffuso sul territorio: durante l’appuntamento, sono stati svelati alcuni momenti che anticiperanno il festival, come il premio poetico “Great Innova”, primo concorso nazionale ‘Voci d’Acqua’, in collaborazione con l’Associazione Poesia Contemporanea di Cuneo. Per maggiori informazioni sul festival e per scoprire le finalità dell’associazione Great Innova, contattare il numero 349 259422, o visitare il sito internet www.associazionegreatinnova.it – info@associazionegreatinnova.it

Mara Martellotta

Torino Capitale della Cultura 2033, proposte per il dossier. Adesioni entro il 15 aprile

I CITTADINI POSSONO ANCORA ADERIRE 

Fare in modo che il dossier di candidatura di Torino Capitale Europea della Cultura 2033 nasca anche con il contributo della cittadinanza e dei quartieri della città. È questa la scommessa di “L’Europa è di Casa”, progetto che prevede due open call, una per selezionare 8 artiste e artisti internazionali, disposti a lavorare non davanti a un pubblico, ma insieme ad esso,e a dare forma artistica alla creatività e alla visione collettiva e una seconda rivolta invece ai cittadini che vogliono essere parte attiva nel progetto.

L’iniziativa è ideata da Torino 2033 nell’ambito della Candidatura a Capitale Europea della Cultura ed è realizzata e promossa dalla Rete delle Case del Quartiere in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino, BJCEM –Biennale des jeunes créateurs de l’Europe et de la Méditerranée e Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Gli 8 artisti selezionati dovranno guidare altrettanti gruppi di cittadini, un campione rappresentativo degli abitanti di Torino, eterogeneo per provenienza, formazione ed età, nella costruzione di 8 proposte artistico-culturali, destinate a entrare nel dossier ufficiale di candidatura. Una delle idee al centro della Candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033 è, infatti, che i cittadini non siano destinatari passivi, ma coautori, portatori di una visione che gli artisti sono chiamati a trasformare in linguaggio estetico e forma progettuale.

I presidi territoriali coinvolti sono le 8 Case del Quartiere distribuite in altrettante aree della città (Bagni Pubblici via Agliè, Barrito, San Salvario, Officine Caos, Casa nel Parco, Cascina Roccafranca, Cecchi Point, Più SpazioQuattro). Ciascun artista selezionato lavorerà in tandem con gli operatori delle Case, che garantiranno il radicamento nel territorio e la continuità del processo.

“Abbiamo scelto di costruire la candidatura di Torino attraverso un percorso strutturato di ascolto e coinvolgimento dell’ecosistema culturale e civico della città, riconoscendo ai cittadini un ruolo attivo di portatori di esperienze, bisogni, desideri e visioni. Il nostro obiettivo è dare forma a un processo condiviso, capace di rafforzare legami, partecipazione e immaginazione civica. In questo quadro, la dimensione europea rappresenta uno spazio concreto di dialogo tra differenze, di confronto tra pratiche e di costruzione comune. La scelta di coinvolgere artiste e artisti emergenti internazionali va nella direzione di mettere linguaggi contemporanei e comunità in una relazione viva e generativa, rimarcando il ruolo dei quartieri come luoghi di creatività, co-progettazione e visione”, ha dichiarato Agostino Riitano, direttore della Candidatura di Torino Capitale Europea della Cultura Torino 2033.

Le candidature degli artisti, complete di curriculum vitae, portfolio con almeno tre-cinque progetti partecipativi documentati e lettera motivazionale, devono essere inviate entro il 6 aprile 2026 all’indirizzo e-mail: v.lombardi@retecasedelquartiere.org.

Gli artisti saranno designati entro il 20 aprile e lavoreranno con la cittadinanza da maggio a settembre 2026.

I cittadini interessati a partecipare potranno aderire entro il 15 aprile tramite il sito www.retecasedelquartiere.org, oppure rivolgendosi alle loro Case di Quartiere.

TorinoClick

Atelier ArtDabò: Ivrea città d’arte, sulle orme di Olivetti

 

 

Nel cuore del centro storico di Ivrea prende forma un nuovo progetto culturale che punta a trasformare le vie cittadine in un itinerario artistico diffuso. L’Atelier ArtDabò di via Arduino 37, guidato da Luca Stratta e dall’artista Daniela Borla Dabò, promuove infatti l’iniziativa “Ivrea Città d’Arte”, realizzata con il patrocinio della Città di Ivrea e pensata per rafforzare l’identità culturale della città, rendendola sempre più attrattiva per residenti e visitatori.

L’idea nasce da una visione semplice ma ambiziosa: “trasformare il tessuto urbano in una sorta di museo a cielo aperto”. Il progetto si sviluppa lungo l’asse commerciale e storico di via Palestro e via Arduino, coinvolgendo anche le strade limitrofe e soprattutto le attività del territorio. Le vetrine dei negozi diventano così spazi espositivi diffusi, punti di incontro tra arte contemporanea e vita quotidiana. Finora sono circa settanta gli esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa, contribuendo a creare un circuito virtuoso tra cultura ed economia locale. L’arte entra nei percorsi dello shopping e allo stesso tempo invita a riscoprire il centro cittadino con uno sguardo nuovo.

Il primo appuntamento pubblico è in programma sabato 9 e domenica 10 maggio, quando prenderà il via la prima “passeggiata artistica” all’aperto: un evento che unirà negozi aperti, esposizioni e momenti di incontro tra artisti e pubblico, nel segno di un dialogo diretto tra creatività e commercio.

L’iniziativa si inserisce in un contesto cittadino sempre più orientato alla valorizzazione culturale. Negli ultimi anni Ivrea ha rafforzato il proprio ruolo nel panorama artistico e turistico, anche grazie al riconoscimento UNESCO come “Ivrea città industriale del XX secolo”, patrimonio che racconta la visione sociale e urbanistica legata alla storia di Adriano Olivetti. “Oggi quel patrimonio dialoga con nuove forme di espressione contemporanea, dalla street art ai progetti di rigenerazione urbana, che trasformano progressivamente la città in un laboratorio creativo diffuso”.

Recentemente sono nate anche nuove realtà culturali, come lo spazio creativo Pirarts in piazza Gioberti, concepito come laboratorio aperto alla comunità con mostre, eventi e jam session dedicati all’arte partecipata. Segnali che confermano una tendenza: Ivrea continua a investire nella cultura come strumento di vitalità urbana e coesione sociale.

In questo scenario si inserisce il lavoro di Daniela Borla Dabò, pittrice, scrittrice e ceramista con numerose esperienze espositive in Italia e all’estero. Negli ultimi anni l’artista ha portato il proprio lavoro anche in televisione e in radio insieme al compagno Luca Stratta, manager e grafico digitale che segue la promozione e la comunicazione dei progetti artistici. Tra le tappe recenti figurano la partecipazione a programmi televisivi e radiofonici dedicati all’arte, la mostra “Donne in Luce” a Roma e il riconoscimento ottenuto con il Premio Brera 26 per l’opera “Città della Luce”.

Accanto alle mostre e alle collaborazioni culturali, il percorso artistico della coppia si è intrecciato con numerosi incontri e iniziative: dalla partecipazione a eventi come Paratissima alle esposizioni internazionali, fino a progetti sociali e attività dedicate ai più giovani. Un lavoro che negli anni ha costruito una rete di relazioni tra arte, territorio e comunità.

Con “Ivrea Città d’Arte” questa esperienza si traduce ora in un progetto collettivo che coinvolge negozianti, cittadini e visitatori. “L’obiettivo è semplice ma significativo”, spiegano gli organizzatori: “rendere l’arte parte della vita quotidiana e trasformare una passeggiata in centro in un percorso di scoperta”. In una città che da sempre unisce innovazione, cultura e partecipazione civile, l’arte torna così a essere uno dei linguaggi più naturali per raccontarne l’identità.

Maria La Barbera

“Disegniamo l’arte”, alla Palazzina di Caccia di Stupinigi per adulti e bambini

Alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, domenica 19 aprile, alle ore 15.45, il disegno torna ad essere al centro di un gesto diretto: guardare, scegliere, tracciare. “Disegniamo l’arte” rappresenta un invito rivolto ad adulti e bambini a sperimentare il disegno dal vero. Foglie, rami, scorci del giardino, ma anche dettagli architettonici della Palazzina diventano punti di partenza per costruire immagini essenziali, senza impostazioni rigide. Le postazioni, distribuite tra interno ed esterno, accompagnano i partecipanti in un percorso libero, dove il tempo della visita si dilata e si concentra sullo sguardo e il drawing style.
Non è richiesto un livello specifico: si lavora insieme, ciascuno con il proprio segno, alternando attenzione e pratica per soffermarsi su ciò che spesso resta sullo sfondo.

INFO
Palazzina di Caccia di Stupinigi Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO)
Domenica 19 aprile, ore 15.45
Durata dell’evento: 1 ora e 30 minuti circa
Prezzo visita + laboratorio: 5 euro, oltre il prezzo del biglietto
Biglietti: intero 12 euro; ridotto 8 euro per ragazzi 6-17 anni e over 65. Gratuito: minori di 6 anni e possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Royal Card, accompagnatori disabili
Prenotazione obbligatoria entro il venerdì precedente
011 6200601 stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it
www.ordinemauriziano.it

Mara Martellotta

A Guarene, Neviglie e Piea tra dialoghi, idee e buone pratiche

Sta per volgere al termine il programma di “Snodi” delle Colline Co-creative di Langhe, Monferrato e Roero, sostenuto dal PNRR per la rigenerazione culturale e sociale dei borghi storici di Guarene, Neviglie e Piea. Avviato nella primavera del 2023, il progetto ha accompagnato i tre territorisi in un percorso di crescita e collaborazione rafforzando il senso di comunità attraverso la cultura, e promuovendo il coinvolgimento attivo dei più giovani.

“Come Sindaco del Comune di Guarene non posso che esprimere grande soddisfazione per i risultati raggiunti dal progetto ‘Snodi’. È stato un percorso impegnativo, che ha richiesto visione, capacità di coordinamento e un forte coinvolgimento dei territori, ma che ha saputo rispettare pienamente gli obiettivi e realizzare tutte le attività previste – dichiara il Sindaco Simone Manzone – ancora più significativo è il fatto che questo progetto non si esaurisce con la sua conclusione formale: la sua vera forza sta nell’eredità che lascia. ‘Snodi’ ha infatti introdotto studi, modelli e strumenti che rappresentano una base concreta per immaginare e costruire nuove traiettorie di sviluppo culturale per il nostro territorio, anche oltre il 30 giugno”.

“È proprio la capacità di generare visione futura, oltre ai risultati immediati – spiegano Corrado Benotto, Sindaco di Neviglie, e Alessandro Borgo, Sindaco di Piea – che rende questo progetto un investimento strategico per le comunità di Langhe, Roero e Monferrato”.

Il percorso si conclude con “Snodi culturali”, ciclo di 11 incontri gratuiti e aperti al pubblico che si terranno tra il 16 aprile e il 26 maggio con la Fondazione Cesare Pavese. Gli incontri, moderati da Pierluigi Vaccaneo, si svolgeranno il martedì e il giovedì in alcuni luoghi simbolici del progetto, a Guarene e a Piea, presso gli hub riqualificazione grazie a “Snodi”, mentre a Neviglie gli appuntamenti avranno luogo sul belvedere The Traveler, dell’artista Jean Marie Appriou che, in questi anni, ha ospitato diversi appuntamenti di “Snodi”, oppure in caso di maltempo presso la chiesa dei Battuti Bianchi.

“Snodi culturali” è qualcosa di più di un ciclo di incontri e approfondimenti per acquisire esperienze e buone pratiche, attraverso il confronto diretto con professioni, studiosi e operatori culturali. “Snodi” vuole lasciare una traccia per tutti coloro che vivono e operano nei tre territori. Tra gli ospiti figurano la giornalista Francesca Giacobino, che aprirà il ciclo con il tema “Comunicare la cultura”, l’imprenditrice Serena Tosa insieme al pilota e imprenditore Dindo Capello, che offriranno uno sguardo sul rapporto tra cultura e impresa. Anche un Ente pubblico come il Comu e di Paroldo racconterà la propria esperienza insieme a professionisti della progettazione culturale, tra cui Federico Alberto, Marwan Chaibi e Damiano Aliprandi, della Fondazione Carraldo, esperti del territorio come Edmondo Bonelli, operatori teatrali co e Elena Romano e Beppe Incarbona, manager come Luca Luongo e lo storico Daniele Lupo Jallá. I temi affrontato spazieranno dall’organizzazione di eventi culturali alla costruzione di strategie di comunicazione, dal valore dei beni culturali minori alla valorizzazione delle aree rurali, fino al rapporto tra paesaggio, cultura, impresa e comunità locali. Il ciclo avrà la sua conclusione martedì 26 maggio alle ore 18, presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Guarene, con la presentazione del libro “Vite di Langa e Roero. Trasformazioni di una civiltà contadina”, scritto a quattro mani da Carlo Petrini e Paolo Tibaldi, pubblicato da Slow Food Editore. A dialogare con il pubblico sarà Paolo Tibaldi, che ripercorrerà le profonde trasformazioni avvenute negli ultimi due secoli nelle colline delle Langhe e del Roero, territori capaci di evolvere senza smarrire la propria identità culturale. L’incontro finale sarà l’occasione per trarre un bilancio e condividere i risultati del progetto con la comunità.

Tutti gli appuntamenti si terranno alle ore 18 a Guarene e Neviglie e, alle ore 21, a Piea. Gli incontri sono gratuiti senza necessità di prenotazione.

Mara Martellotta