CULTURA- Pagina 13

Torino, la città più magica

 

Malinconica e borghese, Torino è una cartolina daltri tempi che non accetta di piegarsi allestetica della contemporaneità.
Il grattacielo San Paolo e quello sede della Regione sbirciano dallo skyline, eppure la loro altitudine viene zittita dalla moltitudine degli edifici barocchi e liberty che continuano a testimoniare la vera essenza della città, la metropolitana viaggia sommessa e non vista, mentre larancione dei tram storici continua a brillare ancorata ai cavi elettrici, mentre le abitudini dei cittadini, segnate dalla nostalgia di un passato non così lontano, non si conformano allirruente modernità.
Torino persiste nel suo essere retrò, si preserva dalla frenesia delle metropoli e si conferma un capoluogo a misura duomo, con tutti i pro e i controche tale scelta comporta.
Il tempo trascorre ma lantica città dei Savoia si conferma unica nel suo genere, con le sue particolarità e contraddizioni, con i suoi caffè storici e le catene commerciali dei brand internazionali, con il traffico della tangenziale che la sfiora ed i pullman brulicanti di passeggeri sudaticcima ben vestiti.
Numerosi sono gli aspetti che si possono approfondire della nostra bella Torino, molti vengono trattati spesso, altri invece rimangono argomenti meno noti, in questa serie di articoli ho deciso di soffermarmi sui primati che la città ha conquistato nel tempo, alcuni sono stati messi in dubbio, altri riconfermati ed altri ancora superati, eppure tutti hanno contribuito e lo fanno ancora- a rendere la remota Augusta Taurinorum così pregevole e singolare.

1. Torino capitale… anche del cinema!

2.La Mole e la sua altezza: quando Torino sfiorava il cielo

3.Torinesi golosi: le prelibatezze da gustare sotto i portici

4. Torino e le sue mummie: il Museo egizio

5.Torino sotto terra: come muoversi anche senza il conducente

6. Chi ce lha la piazza più grande dEuropa? Piazza Vittorio sotto accusa

7. Torino policulturale: Portapalazzo

8.Torino, la città più magica

9. Il Turet: quando i simboli dissetano

10. Liberty torinese: quando leleganza si fa ferro

 

8.Torino, la città più magica

Torino è magica. Nel vero senso del termine.
Lo testimonia anche il celebre medicoe astrologo Michel de Nostredame: Nostradamus ha alloggiato qui, dove c’è il Paradiso, lInferno e il Purgatorio. Io mi chiamo la Vittoria, chi mi onora avrà la gloria, chi mi disprezza avrà la rovina intera.
Sembra infatti che il popolare uomo la cui fama lo precede tuttora, dal nome italianizzato in Michele di Nostradama, meglio noto con lo pseudonimo di Nostradamus, abbia soggiornato intorno al 1556 a Torino, presso Cascina Morozzo conosciuta anche come villa Vittoria, poiché proprietà della principessa Vittoria, della casata Savoia-.
Tali parole erano state incise su una lapide custodita presso lo stabile in cui l’uomo aveva pernotatto, quando la Villa viene demolita anche quest’unica testimonianza tangibile del passaggio di Nostradamus a Torino scompare nel nulla, fino al 1967, quando viene ritrovata e donata a Renuccio Boscolo, uno dei maggiori interpreti degli scritti del chiaroveggente, per essere custodita in sicurezza.
Secondo alcuni studiosi la “Vittoria” indicata dall’importante ospite sarebbe la principessa Savoia, anche se le interpretazioni rimangono aperte a differenti ipotesi.
Quello che non cambia è l’alone di mistero che avvolge l’affermazione, impressione che si ripresenta in realtà di fronte a tutte le sentenze espresse dal “sapeinte” francesce.

Daltronde il capoluogo pedemontano è così: insolito e curioso, a tratti misterioso.
La città dai diversi primati, ne colleziona ancora uno, dopo essere stata la prima capitale italiana, in seguito al riconoscimento ottenuto grazie allaltura della Mole Antonelliana, oltre allinvenzione del primo cioccolatino, ecco lulteriore record tutto nostrano da aggiungere allelenco: Torino è considerata una tra le metropoli più magiche del mondo, nel bene e nel male perdonatemi il gioco di parole.-
Secondo gli esperti in materia infatti confluiscono sul territorio cittadino i vertici di due triangoli esoterici, quello di magia bianca (insieme a Praga ed a Lione) e quello di magia nera (insieme a San Francisco e Londra), fatto che tramuta la località in una sorta di mappa energetica costellata di zone buonee altre dove non parrebbe consigliabile trascorrere troppo tempo.
Per non sbagliarci vediamo di scendere più nel dettaglio.

Iniziamo dai luoghi da evitare.
Il punto energeticamente più ostile della città è di sicuro Piazza Statuto: qui, secondo la tradizione esoterica, si trova la porta degli Inferi, un vero e proprio passaggio tra i due mondi, quello dei vivi e quello dei morti; il punto preciso è situato in corrispondenza dellantica porta Decumana, uno degli ingressi delloriginario accampamento romano e luogo ahimè– dedicato alla sepoltura dei cadaveri. Latmosfera inquieta della piazza è resa ancora più sinistra dalla presenza di due monumenti assai particolari: quello eretto per commemorare gli operai deceduti durante la costruzione del Traforo del Frejus e lObelisco Geodetico. Il primo rappresenta unimmensa piramide di massi, da essi spuntano alcuni corpi di titani abbattuti dallo stesso genio alato che svetta sulla sommità della piramide, egli ha sul capo una stella a cinque punte a cui sono attribuite diverse simbologie magico-rituali; invece, la seconda costruzione, nota anche come Guglia Beccaria, è sormontata da un astrolabio e si erge esattamente a 5.000 km dal Polo Nord ed altrettanti dallEquatore. Non stupisce che sempre nei dintorni della piazza si trovi lappena citata Domus Morozzo, decisamente ledificio più appropriato per accogliere un altrettanto losco figuro.
Altro sito da evitare è Palazzo Trucchi di Levaldigi, oggi sede della Banca Nazionale del Lavoro, stupendo edificio dalle finiture seicentesche che ospita su una delle sue facciate il cosiddetto Portone del Diavolo, il cui batacchio rappresenta niente meno che il volto di Lucifero.
Nel 1675 Giovanni Battista Trucchi di Levaldigi, conte e generale delle Finanze di Carlo Emanuele II, richiede ad una manifattura di Parigi di realizzare un portale in legno e il risultato del lavoro è più che sbalorditivo: la soglia è riccamente intagliata e adorna di fiori, frutta, animali e amorini, ma ciò che stupisce gli spettatori è il batacchio centrale, un volto mostruoso che scruta minaccioso i visitatori che bussano alla porta. Ultimo dettaglio, la parte che viene presa in mano per battere è composta da due serpenti che si uniscono con la testa. Da questi dettagli derivano le storie spaventose ambientate in questo posto. Prima leggenda fra tutte è quella del mago insistente: si narra di uno stregone eccessivamente ostinato che provò ad invocare Satana, forse con troppa enfasi, difatti il povero Lucifero non propriamente noto per la dote della pazienza- infastidito dalla nenia incalzante, costruì un portone nel suddetto edificio, mise allinterno lincauto mago e lì lo imprigionò .
Altre vicende però contribuiscono a rendere questo stabile un luogo davvero misterioso. Si narra ad essempio di Melchiorre Du Perril, un soldato francese in possesso di documenti segreti che entrò allinterno dello stabile e non si ripresentò più al suo cocchiere; c’è poi la storia della ballerina che, invitata ad una delle tante feste volute da Marianna Carolina di Savoia, venne aggredita e assassinata allinterno di una delle sale della lussuosa palazzina.
Inoltre, ancor prima di tutte queste vicissitudini, nel 1600, ledificio viene scelto come sede di una fabbrica di tarocchi, e anche in questo caso le coincidenze non hanno fine: allepoca il numero civico del fabbricato era il 15, il medesimo numero dellarcano corrispondente alla carta del Diavolo.


E se proprio dovete raggiungere questa banca, indovinate il numero del tram da prendere?
Cari lettori, ma proprio qui dovete venire a prelevare?
Lasciamoci alle spalle i fantasmi che ovviamente si aggirano nei dintorni dellimmobile infernale e avviamoci in unaltra zona perturbante, ossia via Lascaris (angolo Via San Francesco dAssisi), a pochi passi da Piazza Solferino, dove ci si può imbattere nellennesimo dettaglio folklorìstico. Proprio ai piedi di un casamento – oggi sede di una banca, ma in passato dimora di una Loggia Massonica- si dischiudono a terra delle strane fessure a forma di occhi. Qualcuno ci osserva, ma per la serie mai una gioiaa tenerci sotto controllo non è un bellangelo alla Der Himmel über Berlin, bensì niente meno che il Principe delle Tenebre, da qui la dicitura di questi spiragli: gli occhi del Diavolo.
Bene, ora che abbiamo capito dove non fermarci per i prossimi pic-nic autunnali, vediamo insieme quali sono i luoghi in cui possiamo indugiare per una pausa rigenerativa.
Uno dei siti a più alta concentrazione di energia positiva della città è il luogo di confluenza tra il Po e la Dora Baltea, i due fiumi torinesi che rispettivamente simboleggiano il Sole e la Luna, lenergia maschile e quella femminile, il principio vitale e quello del sonno eterno.
Un altro posto consigliato è la Chiesa della Gran Madre, le cui statue erette allingresso della grande scalinata raffigurano la Fede e la Religione, due emblemi rassicuranti e potenti; le due personificazioni sono poste anche a guardia del Sacro Graal, una delle reliquie cristiane più ricercate di tutti i tempi e guarda caso- celata nei meandri dellenigmatica Torino, città dai mille volti.
Anche Piazza Castello è una località benevola, è opportuno passeggiarci soprattutto se si rasenta la cancellata di Palazzo Reale e ci si sofferma sotto le statue equestri dei Dioscuri, guardiani ufficiali posti al confine tra la zona di magia bianca e quella nera.
Se poi ci si sentisse particolarmente stanchi, è consigliabile dirigersi verso la Mole Antonelliana, Museo del Cinema per alcuni, per altri una grande antenna che irradia nel mondo energia positiva.
Gli intellettuali e i radical chic si appropinquino invece verso Piazza Solferino, nei pressi della Fontana Angelica, monumento pregno di simbologie nascoste: le statue della Primavera e dellEstate si contrappongono a quelle dellAutunno e dellInverno, mentre lacqua che scorre rappresenta il Sapere e la Conoscenza.
Che dire ancora? Alla fine è sempre la stessa storia, è leterna sfida tra il Bene e il male, che si tratti di Sith e di Jedi, di Merlino, di Morgana e della magia del fareo dellimpresa per sconfiggere Sauron la questione è resta la medesima: la scelta.
Cari lettori, e voi da che parte state?

ALESSIA CAGNOTTO

Torino, torna Portici di Carta. Ma nella notte stand devastati dai manifestanti

Era tutto pronto per il 18° compleanno di Portici di Carta, momento in cui Torino festeggia  l’evento che da quasi due decenni trasforma il centro città in una grande libreria a cielo aperto. Ma frange estremiste della manifestazione pro Gaza nella notte hanno distrutto gli allestimenti della manifestazione in via Po. Gli organizzatori cercheranno di aprire regolarmente. Sabato 4 e domenica 5 ottobre, un percorso di due chilometri, da piazza Vittorio Veneto a via Pietro Micca, con un breve tratto in via Roma, sarà animato da migliaia di libri, incontri con autrici e autori, dialoghi e laboratori.

A Portici di Carta saranno presenti 65 librerie, tra indipendenti, di catena e antiquarie, 58 case editrici e numerosi espositori di libri antichi, pronti a presentare un catalogo diviso in 16 aree tematiche per accontentare ogni passione: dai classici alla saggistica, dai fumetti ai romanzi d’avventura. L’edizione 2025 si annuncia ricchissima di appuntamenti. L’anteprima si terrà venerdì 3 ottobre al Circolo dei lettori, con la premiazione del Premio Mondello Autore Straniero a Valeria Luiselli, che dialogherà con Donatella Di Pietrantonio.Tra i nomi di spicco che si alterneranno nel weekend ci saranno, tra gli altri, Viola Ardone, Matteo Saudino (Barbasophia), Agnese Pini,  Annalena Benini, Marcello Fois e Piergiorgio Pulixi.  Editore ospite dell’edizione sarà BAO Publishing, che poterà a Portici di Carta autori come Zerocalcare e Maicol & Mirco e proporrà i live painting “Vetrine disegnate” in quattro librerie cittadine.

Tra le novità di quest’anno, le passeggiate letterarie e artistiche curate da BAO e Alba Andreini, oltre ai Portici della Legalità, in piazza Castello, nati dalla collaborazione con le Giornate della Legalità, in cui si affronteranno temi quali “I soldi danno la felicità”, con Ugo Biggeri e Nadia Lambiase; “Sicurezza vuol dire repressione”, con Alessandra Algostino e Laura Martinelli; “L’amore in gabbia e Le appassionate”, con Donatella Di Stasio e Simonetta Fiori; “Magistrate finalmente e Il silenzio è una stella”, con Eliana Di Caro e Sabrina Pisu e “Figlia mia. Vita di Franca Jarach, desaparecido”, con Carlo Greppi e Tommaso Greco, oltre al progetto interculturale Leggere il Mondo, con autori e autrici internazionali. In programma anche la proclamazione dei finalisti del Premio Gianni Mura, dedicato alla letteratura sportiva, mentre gli spazi di piazza Carlo Felice ospiteranno gli incontri green del Giardino Forbito. Portici di Carta non è solo una fiera, ma una vera e propria festa diffusa in tutta la città. Il programma è un mix irresistibile di eventi per tutti: tra i tanti appuntamenti, anche uno speciale tributo a Sergio Atzeni, autore cui la manifestazione è dedicata quest’anno in occasione del trentesimo dalla sua scomparsa. Tutti gli incontri sono a ingresso gratuito con prenotazione consigliata, mentre le passeggiate letterarie hanno un costo di 5 euro.

Presso i Giardini Sambuy, il gazebo di Giardino Forbito ETS e il mercato Googreen proporranno attività legate alla sostenibilità. Domenica 5 ottobre, scrittori come Sebastiano Mondadori, Enrico Remmert e Luca Ragagnin recensiranno vini e territori del Piemonte.L’associazione Compagne di banco sarà presente per un progetto di condivisione, “Le parole tra noi da salvare”. Chi lo desidera, potrà lasciare una parola scritta nelle apposite cassette. Sabato 4 ottobre alle 17:30, una lettura silenziosa nella galleria Tamagno, davanti al Teatro Regio, sarà dedicata alle opere di Sergio Atzeni. La partecipazione è libera e gratuita. Il Gruppo Iren ripropone il suo progetto partecipativo “Parole che vorrei”. In Piazza Castello, una serie di pannelli raccoglierà le idee dei cittadini per il futuro di Torino, contribuendo a un racconto collettivo sulla città che si desidera.

Sabato 4 e domenica 5 ottobre, il Museo Accorsi-Ometto ospiterà laboratori per bambini, che potranno scoprire l’archivio fotografico e creare una cornice per una loro “memoria di carta”. Le prenotazioni sono disponibili sul sito della Fondazione.

Portici di Carta, è un progetto di Città di Torino e Salone Internazionale del Libro di Torino, realizzato da Associazione Torino, la Città del Libro, Fondazione Circolo dei lettori e Fondazione per la Cultura Torino, con il sostegno di Regione Piemonte agli editori piemontesi, il contributo di Fondazione Crt e Camera di Commercio di Torino, la partecipazione dei librai e delle libraie torinesi coordinati da Rocco Pinto, la collaborazione di Biblioteche civiche torinesi, Centro Interculturale della Città di Torino, Laboratori di lettura dei servizi educativi della Città di Torino, TorinoReteLibri Piemonte, ALI Associazione Librai Italiani, SIL Sindacato Librai e Cartolibrai, Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Giardino Forbito, Nati per leggere, Concorso letterario nazionale Lingua Madre, Giornate della Legalità, Torino Cambia le Biblioteche, Università degli Studi di Torino, Teatro Regio, Fondazione Torino Musei, Palazzo Madama, Fondazione Accorsi – Ometto. I main partner dell’evento sono Intesa Sanpaolo con Gallerie d’Italia e Esselunga.

Mara Martellotta

Rivoli celebra il rientro nel Centro Giolitti

Il rientro della città di Rivoli all’interno del Centro Giolitti, avvenuto lo scorso anno, rappresenta un momento di grande valore simbolico e culturale.

Rivoli riafferma così la propria appartenenza a una rete che custodisce e diffonde l’eredità di Giovanni Giolitti, statista che ha segnato profondamente la storia politica italiana. Questo ritorno sarà celebrato mercoledì 9 ottobre, alle ore 21, presso la Sala Conferenze della Casa del Conte Verde, in una serata che unirà memoria storica e prospettive future.

La prima parte dell’incontro sarà dedicata proprio al rientro di Rivoli nel Centro Giolitti e alla presentazione ufficiale delle attività e delle iniziative per il Centenario. Interverranno il presidente del Centro, Paolo Bersani, che illustrerà il significato di questo nuovo percorso comune, il Sindaco di Rivoli, Alessandro Errigo, che porterà il saluto e il sostegno dell’Amministrazione Comunale, e il presidente dell’associazione La Meridiana, Angelo Castagno, che sottolineerà il valore della collaborazione tra le realtà culturali cittadine.

“Il ritorno di Rivoli nel Centro Giolitti è un segno importante – sottolinea il Sindaco Alessandro Errigo – perché ci permette di valorizzare un legame storico con una figura che non fu soltanto un protagonista della vita politica nazionale, ma anche un amministratore locale attento, consigliere comunale nella nostra città per un decennio. Questo Centenario sarà l’occasione per riscoprire la sua eredità e renderla viva, con iniziative che parlino alle nuove generazioni e rafforzino il senso di comunità.”

Nella seconda parte della serata lo sguardo sarà rivolto alla figura di Giovanni Giolitti e al suo legame con la città di Rivoli. Non tutti ricordano, infatti, che Giolitti fu consigliere comunale proprio a Rivoli tra il 1910 e il 1920, un periodo che rinsalda ulteriormente il rapporto storico e politico con la città. Su questo tema interverrà il direttore scientifico del Centro, Pierangelo Gentile, insieme a Carlo Zorzi dell’ Associazione La Meridiana, da oltre trent’anni protagonista della vita culturale rivolese.

L’incontro del 9 ottobre non sarà soltanto l’occasione per guardare al passato, ma segnerà l’avvio di una nuova stagione di iniziative che coinvolgeranno la città di Rivoli nelle celebrazioni del Centenario, riaffermandone il ruolo nella storia e nell’attualità del pensiero giolittiano.

Donne e Arte: un percorso tra storia e contemporaneità


Il Coordinamento degli Istituti culturali del Piemonte in collaborazione con il Dipartimento di Giurisprudenza di Torino, la Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura e Palazzo Madama presentano il convegno Donne e Arte: un percorso tra storia e contemporaneità, un evento dedicato al ruolo delle donne nel mondo dell’arte, dall’antichità ai giorni nostri.

La sede il salone delle feste di Palazzo Madama e si svolgerà il 3 ottobre 2025 Dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 17.30.

Il convegno fa parte del ciclo di incontri sulla storia di genere, organizzati sulla base della convenzione del Coordinamento degli istituti culturali del Piemonte con il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino. L’evento si aprirà con i saluti istituzionali e proseguirà con una serie di contributi scientifici dedicati al ruolo delle donne nell’arte, dal passato ai nostri giorni, moderati dal Direttore di Palazzo Madama, Giovanni Carlo Federico Villa. Nel pomeriggio si svolgerà una tavola rotonda moderata da Gabriella Morabito del Coordinamento istituti culturali del Piemonte, con interventi focalizzati sull’impatto femminile nel mondo culturale e artistico.

Una giornata dedicata al potere, alla creatività e al ruolo delle donne tra arte letteratura, cinema e cultura. Dalle Madame reali a Gae Aulenti, da Jane Austen a Maria Adriana Prolo: un percorso tra le storie e sguardi che hanno segnato la nostra memoria collettiva.

Il convegno fa parte del programma delle Giornate della legalità del Comune di Torino ed è in collaborazione con Torino Capitale europea della cultura 2033 – Città candidata.

Aperto a un pubblico vasto ma indirizzato in particolar modo agli studenti. Questa incontro si avvale della collaborazione dell’Ordine degli Architetti; l’Ordine degli Avvocati di Torino riconoscerà un credito formativo; un credito formativo sarà concesso agli studenti della facoltà di Giurisprudenza.

La giornata si concluderà con una visita guidata nel Museo di Palazzo Madama.

Ingresso libero

Per consultare il programma completo visitare: https://www.facebook.com/Coordinamentoistituticulturalipiemonte/

Per informazioni: coordistituticulturali@gmail.com

 

Il Coordinamento degli Istituti Culturali del Piemonte

Il coordinamento degli istituti culturali del Piemonte, nato nel 2009, è una rete che riunisce 39 istituzioni culturali che svolgono attività di ricerca, formazione e educazione continua, anche in collaborazione con l’università di Torino nelle attività di Terza missione. Gli istituti si propongono come presidi di democrazia e partecipazione culturale sul territorio, e da anni lavorano in sinergia con Regione Piemonte e enti locali per la realizzazione di percorsi formativi ma hanno anche una rete di collaborazioni internazionali. Da diversi anni opera da un lato per un confronto sulle linee di politica culturale con iniziative anche pubbliche comuni, dall’altro nella convinzione che solo la costruzione di una collaborazione fattiva di rete può contribuire a dar peso alle iniziative culturali e alla massima valorizzazione dei patrimoni archivistici e bibliotecari, quali strumenti essenziali per l’avanzamento culturale del Paese. Ciò ovviamente attraverso l’utilizzo della digitalizzazione e l’accesso aperto delle informazioni. Senza tralasciare il patrimonio costituito da un’attività di ricerca, indispensabile per lo stesso progresso civile.

Ciclo di convegni sulla tematica di genere:

3 ottobre 2025 Donne e arte Un percorso tra storia e contemporaneità

22 ottobre 2024 Donne e resistenze. Un percorso tra storia e contemporaneità

28 novembre 2023. Le professioni delle donne tra Ottocento e Novecento. Un percorso tra storia e contemporaneità

 

Le istituzioni che ne fanno parte del Coordinamento degli Istituti Culturali del Piemonte

Accademia Albertina di Belle Arti, Accademia di Agricoltura, Accademia di Medicina di Torino, Accademia delle Scienze, AIT – Asia Institute Torino (CESMEO), Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza Onlus, Associazione archivio Storico Olivetti, Comunità Ebraica di Torino. Centro culturale Pier Giorgio Frassati, Centro Internazionale di Studi Primo Levi, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, Centro studi Piero Gobetti, Centro studi Sereno Regis, Cultura e Sviluppo, Deputazione Subalpina di storia patria, Fondazione Giorgio Amendola, Fondazione Bottari Lattes, Fondazione Camillo Cavour, Fondazione Alberto Colonnetti Onlus, Fondazione Carlo Donat-Cattin, Fondazione Giovanni Goria, Fondazione Istituto Piemontese A. Gramsci; Fondazione Luigi Einaudi Onlus, Fondazione Luigi Firpo – Centro di Studi sul Pensiero Politico Onlus, Fondazione Vera Nocentini, Fondazione Cesare Pavese, Fondazione Nuto Revelli Onlus, Istituto per i Beni Musicali in Piemonte, Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea ‘Giorgio Agosti’, Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi”, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Asti, Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Cuneo, Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel Novarese e nel Verbano Cusio Ossola ‘Piero Fornara’, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, Istituto Universitario di Studi Europei – IUSE, Società di Studi Valdesi, SPABA – Società piemontese di archeologia e belle arti, Unione culturale Franco Antonicelli.

 

François Hébel è Direttore Artistico di CAMERA

Succede dopo 9 anni a Walter Guadagnini

Nel giorno della festa per i 10 anni di CAMERA-Centro italiano per la Fotografia, inaugurato nel 2015 nell’ex scuola di via delle Rosine, che ha vantato 85 mila visitatori, 85 mostre e 150 ospiti nell’arco del decennio, c’è stato il cambio della guardia del direttore artistico. François Hébel è succeduto a Walter Guadagnini, che ha guidato l’istituzione dal 2016 ad oggi. Hébel entrerà ufficialmente in carica l’1 novembre 2025, succedendo a Guadagnini, che in questi anni ha consolidato e fatto crescere il ruolo del Centro, portandolo a diventare un punto di riferimento per la fotografia a livello internazionale. Con questa nomina CAMERA vuole consolidare la propria identità e iniziare una nuova fase di sviluppo proprio sul piano internazionale.

“Per prima cosa voglio esprimere il mio più profondo ringraziamento a Walter Guadagnini – ha dichiaro il presidente di CAMERA Emanuela Chieli – con lui abbiamo condiviso un percorso straordinario. Ha dato solidità alla struttura, cresciuto la credibilità dell’istituzione e l’ha accompagnata in una crescita costante, fino a renderla punto di riferimento indiscusso nel mondo della fotografia. La scelta di François Hébel rappresenta un passo importante per il futuro di CAMERA. Con la sua direzione artistica si apre una nuova fase, che ci consentirà di rafforzare la vocazione  internazionale di CAMERA e di portare la nostra esperienza su un palcoscenico ancora più ampio”.

“Sono stati anni intensi e ricchi di soddisfazione – afferma il direttore artistico uscente Walter Guadagnini- in cui insieme al team di CAMERA abbiamo lavorato per avvicinare il grande pubblico alla fotografia e all’immagine. Abbiamo costruito percorsi che ci hanno permesso di riscoprire grandi autori del passato, ma anche di scoprire e sostenere le nuove generazioni che stanno reinterpretando il mondo della fotografia. Guardando indietro non posso che essere orgoglioso di quanto realizzato. Oggi CAMERA è riconosciuta come un centro solido e autorevole, e sono felice di passare il testimone a François Hébel, che saprà, con la sua esperienza e visione aprire nuove strade per l’istituzione”.

“Entrare a far parte di CAMERA in un momento simbolico come i festeggiamenti del decennale, è un onore e una responsabilità – commenta il direttore artistico François Hébel- in soli 10 anni l’istituzione ha saputo costruire un’identità chiare e di grande qualità, stabilendo relazioni internazionali significative con musei, festival e archivi di prestigio. Voglio esprimere il mio riconoscimento a Walter Guadagnini per il fondamentale lavoro svolto e al presidente del Consiglio d’Amministrazione per la fiducia che mi hanno accordato. La mia ambizione è di sviluppare ulteriormente la rete internazionale di CAMERA, aprendo nuovi dialoghi e rafforzando la sua presenza nello scenario mondiale. La fotografia è un linguaggio universale e CAMERA ha le potenzialità per continuare a raccontarlo con forza anche oltre i confini italiani”.

Mara Martellotta

“Paesaggi di parole”. Appuntamento fuori stagione con “Bellezza tra le righe”

 Progetto patrocinato dall’“Associazione dimore storiche italiane – Piemonte”

 VI edizione  Dal 5 ottobre all’8 dicembre

San Secondo di Pinerolo (Torino)

Sesta edizione e due importanti novità.

“Bellezza tra le righe”, rassegna patrocinata (con varie collaborazioni) dall’“ADSI – Associazione dimore storiche italiane, sezione Piemonte” andrà infatti in scena quest’anno con una formula decisamente rinnovata: nel periodo, visto che si terrà tra l’autunno e l’inverno invece che d’estate, e nella proposta, dato che – alle consuete presentazioni di libri – si aggiungeranno quest’anno letture, passeggiate e vari laboratori per i bambini.

Non solo. L’edizione 2025, infatti, si allargherà, coinvolgendo – oltre alle consuete dimore storiche, e ai rispettivi giardini, di Casa Lajolo, a Piossasco, del Castello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo e di Palazzo Conti di Bricherasio a Bricherasio – anche storiche e importanti dimore fuori provincia, come la “Tenuta Berroni” a Racconigi (Cuneo) e “Palazzo La Marmora” a Biella. Proprio in quest’ultima, la Rassegna avrà il suo prologo sabato 4 ottobre, alle 17,30, con “Microcosmi”, letture da Claudio Magris e Massimo Stella, per un inedito e sorprendente “incontro impossibile”.

Tema di quest’anno: “Paesaggi di parole”. Sottolineano infatti gli organizzatori: “Gli incontri tenderanno a dare spazio e voce a testi letterari, poesia, letture, laboratori per raccontare e sottolineare il legame tra l’uomo e l’ambiente e scoprire il paesaggio come luogo di ispirazione per ritrovare spazi e tempi di serenità e benessere, contemplazione e stimolo per nuove prospettive”.

Più che mai ricco il “carnet” degli autori coinvolti quest’anno. Solo per citarne alcuni, ricordiamo Fabio Marzano con “Il ritorno delle piante” (domenica 26 ottobre a “Palazzo Conti di Bricherasio”), Franco Faggiani che, domenica 9 novembre, a “Casa Lajolo” presenterà il suo ultimo romanzo “Basta un filo di vento”, Marcello Petitta con “La tempesta perfetta” e “Altre storie sul clima” al “Castello di Miradolo” (il 9 novembre, con pranzo letterario a seguire nel restaurato “Atelier della Contessa Sofia”) e Cristina Converso (domenica 9 novembre) alla “Tenuta Berroni” di Racconigi.

Venerdì 7 novembre, invece, a “Palazzo Lamarmora” a Biella, ci sarà l’omaggio all’architetto Valerio Di Battista, già coordinatore della “Rete Osservatori del Paesaggio del Piemonte” e Professore Ordinario di “Tecnologia dell’Architettura” (1990 – 2009), autore nel 2023 del volume “Sulla terra sotto il cielo. Paesaggi e luoghi”.

Il via ufficiale alla Rassegna, domenica 5 ottobre.

Al “Castello di Miradolo” (ore 10,30) si inizia con “Piccole storie all’ombra delle foglie”, a cura di “Fondazione Cosso” (pubblico 0-6 anni). Stando seduti sull’erba, si darà voce a libri illustrati, filastrocche e piccole-grandi avventure. Un appuntamento inclusivo, con una selezione di libri in “Lis – Lingua dei Segni Italiana” e “Caa” – Comunicazione Aumentativa e Alternativa”. Dalle 10,30 in poi, il “Silent Book party” sotto il “ginkgo” secolare, in collaborazione con la “Biblioteca Civica di Pinerolo”. Sotto il grande albero, su una coperta, si legge insieme un libro: è possibile portarselo da casa o sceglierlo dalla selezione a tema “arte e natura” che verrà messa a disposizione.

Alle 12 le “Compagne di Banco”, alias Chiara Avidano ed Elena Forno, propongono invece “Le parole tra noi da salvare”, uno spazio fatto di parole che non devono cadere in disuso, che non devono finire, in cui continuare a credere.

Sempre domenica 5 ottobre, alle 11 e alle 15, “Casa Lajolo” a Piossasco ospita, invece, “Il giardino interior, tra arte e filosofia”, una visita guidata alla mostra di illustrazioni del libro d’arte di Rossana Bossù, “I giardini filosofici”, allestita nella dimora.

La rassegna prosegue, poi, fino all’8 dicembre con una proposta variegata. Da venerdì 17 a domenica 19 ottobre  è prevista una “tre giorni di letture e laboratori di pittura, disegno e illustrazione” nel centro storico di Pinerolo con la “Fondazione Cosso”, mentre domenica 26 ottobre a “Casa Lajolo” verrà proposta una “passeggiata poetica” intorno agli alberi di Casa, alla scoperta della poesia di fiori e piante d’autunno. Tra i laboratori per bambini, domenica 9 novembre a “Miradolo” tornerà “Piccole storie all’ombra delle foglie” per vivere al meglio il “foliage”. Da dicembre, sarà tempo di “letture di Natale” per bambini e ragazzi. Mentre, da novembre a marzo, per la “Rassegna off”, attraverso “Pagine Verdi”, verranno proposte letture per le classi delle “Scuole Primarie” di Piossasco a tema “natura, erbe e fiori”. Senza limiti. “Bellezza tra le righe” arriverà quest’anno perfino nella struttura residenziale RSA “San Giacomo” di Piossasco, dove andrà in scena un ciclo di letture ad alta voce a favore degli ospiti, svolte a cura del circolo “LaAV – Letture ad Alta Voce” di Torre Pellice.

Per ulteriori info sui programmi: www.bellezzatralerighe.it

g. m.

 

Nelle foto: Incontri a “Casa Lajolo” e al “Castello di MIradolo”; “Palazzo La Marmora” a Biella

“I giardini, tra arte, bellezza e benessere” in Giappone con FTM

“I giardini, tra arte, bellezza e benessere”, è il tema dell’incontro  che si è tenuto al Padiglione Italia  di EXPO Osaka, Giappone, settimana del Piemonte, oggi martedì 30 settembre 2025 alle 12:30 (ora locale).

Fondazione Torino Musei, all’interno del  proprio Piano Strategico che ha previsto e sta concretamente attuando un percorso di internazionalizzazione del sistema museale, si è presentata con il MAO Museo d’Arte Orientale quale ponte tra Italia e Giappone, attraverso le sue competenze e i suoi sguardi capaci di aprire connessioni profonde tra Torino, il Piemonte e l’intero Paese e ha annunciato il progetto “La pittura di paesaggio. Antonio Fontanesi e il Giappone, promosso dalla Fondazione Torino Musei con la GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. Una mostra, in programma per il 2026, che sarà realizzata in collaborazione con il National Museum of Modern Art di Kyoto, il Mitsubishi Ichigokan Museum di Tokyo e il Nagoya City Museum of Art, con il sostegno degli Istituti Italiani di Cultura di Osaka e Tokyo. Un ulteriore tassello del dialogo culturale tra Piemonte e Giappone.

L’incontro, promosso dalla Regione Piemonte, ha riunito rappresentanti istituzionali e culturali italiani e giapponesi. Tra i partecipanti, l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte Marina Chiarelli, la direttrice generale del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude Chiara Teolato, il direttore del MAO Museo d’Arte Orientale Davide Quadrio e la responsabile delle Attività Internazionali della Fondazione Torino Musei Angela Benotto, in dialogo con la curatrice internazionale Yuko Hasegawa, figura di spicco nel panorama culturale globale, direttrice del Programma di Arte e Design all’International House of Japan e docente all’Università di Kyoto.

All’Expo di Osaka viaggio tra i siti Unesco del Piemonte

Il Piemonte si è presentato all’Expo 2025 di Osaka come una terra che custodisce e valorizza un patrimonio culturale e paesaggistico di valore universale. La Regione, ospite del Padiglione Italia, ha portato in Giappone le sue eccellenze riconosciute dall’UNESCO, raccontando un’identità forte, stratificata e in continuo dialogo con il futuro.

Lunedì 29 settembre, alle ore 11 (ora locale), la Sala Polivalente ha ospitato il panel “Il Piemonte Patrimonio dell’Umanità – Viaggio tra i siti UNESCO”, un incontro che ha condotto il pubblico in un itinerario ricco di storia, arte, spiritualità, natura e innovazione, attraverso immagini, testimonianze e contributi accademici.

«Partecipare all’Expo di Osaka rappresenta per il Piemonte un’opportunità straordinaria per raccontare al mondo l’identità profonda della nostra Regione – affermano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli -. Siamo orgogliosi di condividere la ricchezza dei nostri siti UNESCO, che sono testimonianza della forza e della visione di una terra capace di coniugare radici antiche e sguardo verso il futuro. Il patrimonio culturale non è solo memoria, ma anche responsabilità, occasione di dialogo e strumento di pace tra i popoli».

Il Consorzio ha il compito di valorizzare il sistema delle 16 Residenze Reali Sabaude del Piemonte che nel 2027 celebreranno il 30° anniversario della proclamazione di “Patrimonio dell’Umanità” da parte dell’Unesco – spiega Chiara Teolato, direttrice generale del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude – Le Regge costituiscono un patrimonio unico, espressione e testimonianza della rappresentazione del potere e del processo di costruzione e di presidio di uno stato moderno fin dal XVI secolo, fondendo architettura, paesaggio e politica in un disegno coerente. Oggi sono un asset turistico-culturale ormai di livello internazionale, capaci di presentarsi come spazi vivi che continuano a generare cultura, ricerca e innovazione per tutti unendo comunità e generazioni diverse, e proponendosi come fulcro dell’Italian Royal Experience: per questo la partecipazione all’Expo 2025 di Osaka è un’occasione straordinaria e congeniale”.

 

Dalle Residenze Sabaude alle Langhe: siti riconosciuti dall’UNESCO

Il Piemonte è una delle regioni più affascinanti e complesse d’Italia, situata nel cuore dell’Europa occidentale, al crocevia di influenze culturali latine, alpine e mitteleuropee. Dalle cime delle Alpi al delta del Po, dai laghi prealpini alle colline vitate, dai borghi medievali alle città contemporanee, il territorio piemontese si configura come un vero e proprio mosaico di patrimoni. Questa ricchezza si riflette nei riconoscimenti UNESCO che oggi il Piemonte può vantare: cinque siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale, quattro elementi riconosciuti come patrimonio immateriale, tre Riserve della Biosfera, un Geoparco mondiale e tre Città Creative. Numeri che rappresentano motivo di orgoglio e una precisa responsabilità nei confronti della comunità globale.

Il primo sito UNESCO riconosciuto in Piemonte è stato quello delle Residenze Sabaude, simbolo della storia dinastica e dell’identità politica del Regno di Sardegna prima e dell’Italia unita poi. Palazzo Reale, Venaria Reale, Stupinigi, Rivoli e le altre residenze rappresentano un esempio unico di architettura di corte, pianificazione urbana e gestione del territorio. Ogni edificio racconta un capitolo della storia sabauda attraverso sale affrescate, giardini geometrici, arredi, opere d’arte e visioni del potere che si sono susseguite nei secoli. Da Torino, prima capitale d’Italia, si irradia un sistema culturale che oggi continua a vivere attraverso musei, mostre, eventi e una vivace produzione creativa.

Altro capolavoro riconosciuto dall’UNESCO sono i Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia. Sette di questi luoghi si trovano in Piemonte: Varallo, Orta, Oropa, Crea, Ghiffa, Domodossola e Belmonte. Nati come alternative ai lunghi pellegrinaggi in Terra Santa, questi monti sacri coniugano architettura religiosa, arte barocca e paesaggio naturale. I visitatori vi trovano un’esperienza immersiva, in cui lo spirito si eleva lungo percorsi tra cappelle affrescate e statue lignee che narrano la vita di Cristo, della Vergine Maria e dei Santi. Per l’occasione, il panel ha ospitato contributi di studiosi giapponesi che hanno approfondito il parallelismo simbolico tra le montagne sacre del Piemonte e le vette spirituali del Giappone, come il Monte Fuji o il Monte Kōya, sottolineando come in entrambe le culture le montagne siano percepite come luoghi di ascensione e purificazione.

Paesaggi vitivinicoli e patrimonio UNESCO

Una diversa forma di sacralità è rappresentata dai Paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e Monferrato, inseriti nella Lista UNESCO nel 2014. Qui la spiritualità risiede nel rapporto millenario tra l’uomo e la terra. I filari disegnano colline armoniose, le cantine raccontano storie di famiglie, tradizioni e innovazioni.

Da queste colline nascono alcuni tra i vini più celebrati del mondo, come Barolo, Barbaresco e Moscato d’Asti. Il riconoscimento UNESCO ha sancito il valore culturale di questi paesaggi e ha innescato un processo virtuoso di rigenerazione economica e identitaria. Nel 2024, per il decimo anniversario del riconoscimento, la Regione ha promosso un anno di celebrazioni con mostre, eventi, fiere e la nascita di un museo dedicato al paesaggio del vino, testimoniando come la cultura possa essere motore di sviluppo sostenibile. A raccontare le origini più remote della presenza umana sul territorio piemontese sono i siti palafitticoli preistorici di Viverone/Azeglio e Arona, anch’essi patrimonio UNESCO. Si tratta di insediamenti risalenti al Neolitico e all’Età del Bronzo, conservati sotto il livello dei laghi, che documentano una profonda e precoce interazione tra le comunità umane e l’ambiente acquatico alpino. Un patrimonio archeologico di eccezionale valore, ancora oggi oggetto di ricerche internazionali. Un esempio più recente, ma altrettanto emblematico, è la città industriale di Ivrea, nata dal sogno imprenditoriale e sociale di Adriano Olivetti.

“Avere avuto l’opportunità di presentare le attività dell’Associazione nell’ambito delle iniziative della Regione Piemonte a Expo 2025 Osaka rappresenta per noi un momento di grande significato” – dichiara Giovanna Quaglia, Presidente dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato -. Il tema di Expo 2025, ‘Designing Future Society for Our Lives – Progettare la società futura per le nostre vite’, è dedicato alla costruzione di una società sostenibile e inclusiva, fondata sull’innovazione, la cooperazione e la condivisione di idee per migliorare la qualità della vita di tutti. I Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato interpretano e racchiudono pienamente questi valori: un paesaggio culturale unico al mondo, frutto del dialogo armonioso tra uomo e natura, che guarda con fiducia al futuro e porta a Expo 2025 la testimonianza concreta di un modello di sviluppo sostenibile e partecipato”.

Cultura del fare e saperi condivisi

Ivrea dimostra come sia possibile immaginare un’industria che mette al centro l’uomo e la comunità, anticipando temi oggi più che mai attuali: la sostenibilità, la partecipazione, l’integrazione tra tecnologia e umanesimo. In questa città-modello del XX secolo, l’impresa si è coniugata con l’urbanistica, la cultura, l’educazione e il benessere collettivo. Il Piemonte è anche custode di un ricco patrimonio immateriale, testimone di saperi antichi e tradizioni vive. L’arte della costruzione in pietra a secco, l’alpinismo, l’arte musicale dei suonatori di corno da caccia e la cerca e cavatura del tartufo sono tutte pratiche riconosciute dall’UNESCO come parte del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Tradizioni che esprimono un legame profondo con l’ambiente e con il tempo, tramandato di generazione in generazione.

“Ivrea, piccola cittadina in provincia di Torino, situata a metà strada tra la pianura e le più alte montagne d’Europa, è iscritta dal 2018 nella Lista del Patrimonio Mondiale come esempio di paesaggio urbano industriale del Novecento” – sottolinea Filippo Ghisi, site manager del sito UNESCO ‘Ivrea, città industriale del XX secolo’ –. Oggi è per noi un grande privilegio far parte di questa grande famiglia e poter raccontare il nostro sito all’Expo di Osaka, la più importante manifestazione al mondo. ‘Ivrea, città industriale del XX secolo’ è sito UNESCO per le sue architetture industriali e per i valori che riflettono le idee utopiche, e al tempo stesso concrete, di Adriano Olivetti che, proprio come propone oggi Osaka, voleva ‘delineare la società del futuro per le nostre vite’.”

Città creative UNESCO

A completare questo straordinario quadro, tre città piemontesi sono entrate a far parte della Rete delle Città Creative UNESCO: Torino per il design, Alba per la gastronomia e Biella per l’artigianato e le arti popolari. Torino, ex capitale dell’automobile, è oggi una metropoli innovativa, laboratorio di arte, architettura e nuove tecnologie. Alba, celebre in tutto il mondo per il tartufo bianco, rappresenta un modello di filiera corta, qualità alimentare e turismo sostenibile. Biella è il cuore della manifattura tessile italiana, dove il sapere artigianale si fonde con la creatività contemporanea e l’impegno ambientale.

 

Strategie per il futuro

Durante l’incontro del 29 settembre sono stati inoltre presentati i nuovi progetti culturali e strategici che la Regione Piemonte intende sviluppare nei prossimi anni: azioni di valorizzazione integrata del patrimonio, interventi per la digitalizzazione dell’esperienza culturale, iniziative per coinvolgere le comunità locali nella cura dei luoghi e programmi di educazione al patrimonio nelle scuole. Tutti i progetti saranno allineati con i principi dell’Agenda 2030 dell’ONU e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in un’ottica di armonia tra conservazione, accessibilità e innovazione.

Expo di Osaka, il Piemonte si presenta al Giappone

 

DAL 28 SETTEMBRE AL 4 OTTOBRE 

 

Missione congiunta di Regione Piemonte, Città di Torino, Politecnico, Confindustria e sistema camerale:

«La partecipazione all’Expo è un’occasione strategica per rafforzare il legame tra il Piemonte e il Giappone e promuovere qualità, tradizione e innovazione»

 

Dal 28 settembre al 4 ottobre 2025 il Piemonte è protagonista all’Expo di Osaka con una settimana di eventi e incontri ospitati all’interno del Padiglione Italia intitolata “Designing Future Society for Our Lives” e dedicata alla costruzione di una società sostenibile, inclusiva e orientata al benessere collettivo.

 

La missione istituzionale prevede la partecipazione di Regione Piemonte e Ceipiemonte, Comune di Torino, Politecnico di Torino, Unioncamere Piemonte e Camera di commercio di Torino, e Confindustria Piemonte, con il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo, ed è realizzata in collaborazione con numerosi partner pubblici e privati.

 

Il programma si sviluppa tra Osaka e Tokyo con una fitta agenda di incontri istituzionali, eventi culturali e musicali, degustazioni, appuntamenti con il mondo imprenditoriale e accademico giapponese, visite in aziende strategiche per l’internazionalizzazione e per l’attrazione di nuovi investimenti.

 

La partecipazione piemontese si inserisce nel percorso tracciato dal Padiglione Italia, che promuove il tema “L’Arte Rigenera la Vita”: una visione che valorizza cultura e creatività come leve per lo sviluppo, la rinascita e il dialogo tra i popoli. “Piemonte: l’arte di nutrire il futuro” racconta in un video immersivo e in una serie di altri contributi l’essenza del “essere Piemonte”. Dall’aerospazio, settore nel quale la regione è leader a livello mondiale, passando per l’automotive, fino alle eccellenze paesaggistiche, dai laghi alle montagne, per approdare nelle colline patrimonio Unesco che custodiscono la meraviglia dei vigneti, degli infernot e delle cantine, dove si producono alcuni dei vini più rinomati al mondo. E poi l’innovazione e l’eccellenza applicate a vari settori produttivi: il tessile, l’artigianato, l’agricoltura, l’oreficeria. Spazio anche all’arte e alla cultura con le visite guidate virtuali alla Reggia di Venaria, ai musei Egizio, del Cinema e di Scienze Naturali.

 

In calendario anche un evento dedicato alla tradizione tessile e all’arte di lavorare la seta tra Giappone e Piemonte, un importante appuntamento dedicato ai siti Unesco e il lancio della Biennale dei Giardini, per valorizzare i giardini storici piemontesi, che alla sua prima edizione avrà come ospite d’onore il Giappone. Un’iniziativa che intende rafforzare il dialogo tra due importanti tradizioni paesaggistiche e culturali, in una prospettiva di cooperazione internazionale, in collaborazione con il Consorzio delle Residenze Reali e la Fondazione Torino Musei.

 

Spazio alla musica con il talento del Maestro Mauro Iurato, violinista torinese dalla carriera internazionale e fondatore della Harmonia Kobe Co. Il Maestro si esibisce al Padiglione Italia e alla City Central Public Hall di Osaka, il 2 ottobre, per un concerto da tutto esaurito che la Regione Piemonte porta in dono alla città di Osaka per celebrare amicizia e ospitalità.

 

I sapori della cucina e dell’enogastronomia piemontese sono al centro degli eventi del 3 ottobre, con la degustazione di Alta Langa, vino dell’anno 2025 e il Gala Dinner dedicato a media, autorità e stakeholder giapponesi.

 

A guidare la delegazione della Regione il Presidente Alberto Cirio insieme al vicepresidente Elena Chiorino e agli assessori alla Cultura Marina Chiarelli, al Turismo, Agricoltura e Cibo, Paolo Bongioanni e alle Attività produttive e Internazionalizzazione, Andrea Tronzano. Il Consiglio regionale ha delegato il consigliere segretario, Fabio Carosso.

 

«Il Piemonte si presenta al Giappone come una regione aperta, dinamica, consapevole delle proprie radici e orientata al futuroDurante la Settimana del Piemonte valorizzeremo le nostre eccellenze produttive e agroalimentari, il patrimonio culturale, la forza innovativa e la qualità della vita che contraddistinguono il nostro territorio. Questa missione rafforza una relazione storica, fondata su collaborazioni economiche solide, scambi istituzionali e valori condivisi e rappresenta la volontà di consolidare la presenza su questi mercati che possono rappresentare un passo importante per creare nuove opportunità di crescita economica, culturale e turistica» sottolineano il presidente Cirio, il vicepresidente Chiorino, gli assessori Bongioanni, Chiarelli, Tronzano e il consigliere segretario Carosso.

 

La Città di Torino è parte della missione istituzionale con il sindaco Stefano Lo Russo, anche nella veste di vicepresidente Anci con delega alle Politiche Internazionali, per rafforzare i rapporti istituzionali tra Torino e le principali città giapponesi e creare opportunità di cooperazione nei settori di innovazione, cultura, sostenibilità, turismo, ricerca e alta formazione. «Torino – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – è unica per la sua capacità di mettere insieme la vocazione manifatturiera, che è parte integrante della sua storia e del suo presente, lo sguardo al futuro, come luogo d’innovazione, l’attrattività sempre più forte come città universitaria. In questo quadro si inserisce il nostro impegno nell’internazionalizzazione e nella promozione della città anche verso il Giappone dove, insieme alle altre istituzioni del nostro territorio, puntiamo a stabilire nuove sinergie in numerosi settori».

 

Oltre alla partecipazione all’Expo di Osaka, la Città di Torino fa tappa anche a Nagoya per l’apertura delle celebrazioni per il ventesimo anniversario del gemellaggio che unisce le due città. Sono poi in programma a Tokyo incontri istituzionali con la governatrice Yuriko Koike e con Takashi Watanabe, vicepresidente dell’Associazione Comuni Giapponesi e sindaco della Città di Higashi – Murayama.

 

Le transizioni tecnologica e digitale, insieme alla forte vocazione didattica e di ricerca, sono al centro degli incontri organizzati dal Politecnico di Torino per rafforzare le relazioni con prestigiosi atenei nipponici, come la Waseda University, l’Institute of Science Tokyo e la Osaka University. Il 29 settembre, a Tokyo, è in programma l’inaugurazione della nuova sede del Japan Hub di Ateneo. I nuovi uffici, che sostituiscono quelli di Kyoto attivi dal 2022, sono ospitati nella sede della Camera di Commercio italiana in Giappone e saranno a disposizione dei partner giapponesi del Politecnico e dei docenti, ricercatori e ricercatrici nello svolgimento delle loro attività di collaborazione con università, centri di ricerca e aziende nel Paese. Il PoliTo Japan Hub è il primo ufficio accademico di un’università italiana in Giappone e ha l’obiettivo di creare nuove sinergie e reti per le attività di ricerca e collaborazione dell’Ateneo con aziende e organizzazioni, attori pubblici e privati.

 

All’Expo Osaka 2025, l’Ateneo è protagonista dal 2 al 4 ottobre con il progetto “AIRONE – Aerei e droni per la mobilità civile sostenibile” finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e ospitato all’interno del Padiglione Italia. Al suo interno, accanto a una serie di talk, l’esposizione multimediale “Volare: dove i sogni incontrano la tecnologia / Flying: Where Dreams Meet Technology” guida i visitatori in un viaggio tra prototipi, video e narrazioni, esplorando le frontiere della ricerca aerospaziale del Politecnico: dai droni urbani agli aerei stratosferici, fino ai satelliti e alle loro applicazioni terrestri.

 

«La missione rappresenta per noi una straordinaria opportunità di scambio di saperi, cultura e tecnologia: docenti, ricercatori, studenti e aziende potranno arricchirsi in entrambe le direzioni – commenta il rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati –. Con il PoliTo Japan Hub apriamo un ponte di accesso e di contatto con il Giappone per il nostro intero territorio, che spazia dalle imprese al mondo dell’alta formazione e della ricerca. La sinergia che vede attivamente coinvolte le istituzioni rafforza e completa un’offerta di altissimo profilo internazionale, che ci permette di essere competitivi e attrattivi in una dimensione globale».

 

Il sistema camerale partecipa alla missione con il direttore di Unioncamere Piemonte Paolo Bertolino e Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino e vice presidente Unioncamere Piemonte: tra gli appuntamenti in programma incontri con imprenditori locali per la presentazione del territorio piemontese in ottica di attrazione investimenti e la promozione del progetto dell’ente camerale torinese EU Business Hub per pmi dei settori healthcare, greentech e digital interessate ai mercati Giappone e Corea del Sud. La missione è anche occasione per celebrare il gemellaggio tra la Camera di Commercio di Torino e quella di Nagoya, con la firma di un Memorandum di impegno per la promozione delle comuni filiere di eccellenza: automotive e aerospazio.

 

«Il Giappone non è solo un mercato con il quale abbiamo intessuto ottimi rapporti economici, con un interscambio che vale 1,3 miliardi di euro, ma rappresenta anche un punto d’accesso privilegiato alle economie emergenti del continente asiatico, un punto strategico per coglierne tutte le opportunità di crescita – sottolinea Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino e vice presidente Unioncamere Piemonte – Esistono poi distretti come Nagoya, con cui siamo in stretto contatto da vent’anni, che in qualche modo sono affini all’economia torinese con filiere eccellenti in ambito automotive e aerospaziale e molte opportunità di scambio e confronto». 

 

All’interno della missione istituzionale, Confindustria Piemonte gestisce la partecipazione di 17 imprese sue associate. La delegazione confindustriale è in Giappone dal 30 settembre al 3 ottobre. Il 30 settembre al Padiglione Italia è in programma ‘Piemonte meets Osaka. Eccellenze piemontesi, export e investimenti in Giappone’ e nei giorni successivi la missione prevede incontri istituzionali e visite aziendali tra Tokyo, Kyoto e Nagoya. «Partecipiamo a questa missione per contribuire attivamente a presentare le opportunità di attrazione di investimenti sul territorio piemontese, ma anche per promuovere partnership industriali e tecnologiche nei settori ad alto valore aggiunto. Vogliamo rafforzare così il dialogo con istituzioni, imprese e stakeholder giapponesi in un’ottica di collaborazioni strategiche di lungo periodo» spiega Alessandro Battaglia, presidente della Commissione Internazionalizzazione e Attrazione Investimenti di Confindustria Piemonte.

 

La partecipazione è supportata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, al fianco della Regione Piemonte per promuovere politiche orientate allo sviluppo, che sostengano le attività produttive, la creazione di posti di lavoro dignitosi, l’imprenditoria, la cultura, la creatività e l’innovazione.

 

«Dal 1563 operiamo per costruire il bene comune, ponendo le persone al centro del proprio futuro. Siamo una fondazione filantropica che guarda al mondo con respiro internazionale, ma con radici solide nei nostri territori. La nostra missione è costruire soluzioni strutturali, capaci di affrontare le cause dei problemi che sfidano la società contemporanea, e di farlo investendo sull’innovazione, sulla sperimentazione e sulla forza delle reti. In questo senso, la partecipazione all’Expo di Osaka è un’occasione preziosa per raccontare come il Piemonte sappia coniugare cultura, ricerca, impresa e comunità, in un equilibrio che diventa modello di futuro sostenibile» dichiara Marco Gilli, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo.

 

«Ceipiemonte partecipa all’Expo di Osaka mettendo in sinergia le iniziative dei soci e degli stakeholder del territorio, così da promuovere efficacemente il nostro ecosistema di innovazione e produzione  dichiara il presidente di Ceipiemonte, Dario Peirone . Grazie a un’agenda di oltre 20 eventi promozionali e più di 10 incontri con importanti stakeholder giapponesi, intendiamo costruire occasioni concrete di confronto, favorendo nuove opportunità di business e l’attrazione di investimenti sul nostro territorio. Durante la settimana, oltre a Osaka, siamo presenti a Tokyo, Nagoya e Kobe con team dedicati per seguire direttamente gli incontri con investitori e operatori esteri e partecipare a eventi strategici come Aeromart Nagoya e Medical Japan con dieci aziende piemontesi dei settori aerospazio e medicale».

 

Dal punto di vista economico, il Giappone si conferma per il Piemonte un mercato di nicchia, ma ad alto valore strategico. Nel 2024, l’export piemontese ha raggiunto i 723 milioni di euro, con una sostanziale tenuta anche nel primo semestre 2025 (326 milioni, pari all’1,1% dell’export regionale). Un mercato selettivo, orientato verso prodotti di alta qualità e innovazione – ambiti nei quali il Piemonte eccelle. Particolarmente dinamico il comparto agricolo, in crescita nei primi sei mesi del 2025, a fronte di un rallentamento dell’export nazionale. Buone performance anche per agroalimentare, tessile-abbigliamento, farmaceutica e legno.

 

Per quanto riguarda gli investimenti, il Piemonte ospita 19 aziende giapponesi con oltre 50 stabilimenti e più di 52.300 addetti, attivi soprattutto nei settori manifatturiero e ICT. Una presenza storica e in espansione, a cui si affianca il dinamismo di imprese piemontesi che hanno scelto il Giappone per crescere sui mercati internazionali, tra cui De Agostini, Icona Group e la Società Italiana per lo Sviluppo dell’Elettronica.

 

Anche sul versante turistico il legame si rafforza. Nel 2024 il Piemonte ha registrato 11.789 arrivi di turisti giapponesi e 33.536 presenze, con un tempo medio di permanenza pari a 2,8 notti. La quota sul totale dei movimenti esteri si attesta allo 0,4%, ma in crescita: rispetto al 2023 si è registrato un aumento del 17,7% negli arrivi e del 23,3% nelle presenze. Un recupero significativo dopo gli anni di forte contrazione legati alla pandemia, che avevano inciso profondamente sulla mobilità internazionale dal Giappone. I dati provvisori del primo semestre 2025 confermano il trend positivo, con un incremento superiore al 5% negli arrivi e oltre il 10% nelle presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

Articolato tra Osaka e Tokyo il programma della Settimana del Piemonte propone un percorso integrato che offrirà al pubblico giapponese una visione autentica e completa del Piemonte. Ogni giornata metterà in risalto il patrimonio territoriale e le eccellenze regionali, favorendo il dialogo e la collaborazione tra istituzioni, imprese e realtà culturali. Un’occasione concreta per rafforzare i rapporti con il Giappone e costruire partnership strategiche a lungo termine.

Fondazione Club Silencio in collaborazione con Ventive firma Tech Villa

L’unico side event continuativo di Italian Tech Week

 

Dal 30 settembre al 2 ottobre a Villa Sanquirico, nel centro di Torino, Club Silencio e Ventive ospitano tre giorni di incontri, installazioni e talk per vivere l’innovazione di Italian Tech Week in un hub serale dedicato a tecnologia, creatività e networking

 

Dal 30 settembre al 2 ottobre

Villa Sanquirico – via F. Campana 37, Torino

 

In occasione di Italian Tech Week 2025 – una delle conferenze più rilevanti in Europa su tecnologia, innovazione e imprenditorialità, che dal 1 al 3 ottobre porterà alle OGR Torino oltre 15.000 partecipanti da tutto il mondo – Fondazione Club Silencio apre Tech Villail primo e unico side event continuativo della manifestazione, realizzato in collaborazione con Ventive, l’azienda di investimenti e advisory per startup, fondata nel 2019 da Roberto Sfoglietta, main sponsor dell’evento. Dal 30 settembre al 2 ottobre, Villa Sanquirico (via F. Campana 37) diventa la residenza serale dell’innovazione, un hub che accende Torino con installazioni interattive, talk, momenti di networking e performance artistiche. Un contesto aperto, accessibile e informale, pensato per amplificare l’energia di Italian Tech Week e trasformarla in esperienza condivisa.

 

Se Italian Tech Week rappresenta il cuore istituzionale dell’innovazione, Tech Villa ne è l’estensione esperienziale: un luogo dove founder, investitori, creativi, ricercatori e pubblico si incontrano senza filtri, tra una conversazione e una performance, tra un esperimento immersivo e un brindisi in giardino. Promossa da Club Silencio, realtà che dal 2017 crea format culturali capaci di fondere linguaggi creativi e innovazione, in collaborazione con Ventive – società che negli ultimi anni è diventata il punto di riferimento dell’ecosistema startup e venture capital pre-seed e seed in Italia contando ad oggi un network di più di 200 investitori con oltre 35 operazioni di successo – Tech Villa porta nel vivo della città uno sguardo diverso sull’ecosistema tech: meno formale, più accessibile e vivace, stimolando riflessioni e connessioni, trasformando l’innovazione in esperienza collettiva. Un laboratorio vivo, dove la città diventa teatro di confronto tra imprenditori, sviluppatori, artisti e ospiti, in un’atmosfera informale che unisce rigore e leggerezza.

 

“Con Tech Villa vogliamo dimostrare che Torino è capace di accendere conversazioni nuove e di farlo nei momenti in cui la città è già attraversata da energie e fermento. Da sempre il lavoro di Club Silencio è quello di creare spazi in cui culture, linguaggi e comunità possano incontrarsi: oggi lo facciamo portando il mondo dell’innovazione in un contesto più aperto, informale e accessibile, dove la tecnologia dialoga con la creatività e diventa esperienza condivisa. È così che crediamo si possa davvero valorizzare il territorio, generando impatto culturale e sociale che resta anche oltre i giorni dell’evento” – Alberto Ferrari, Presidente Fondazione Club Silencio.

 

“Per Ventive, essere Main Sponsor della Tech Villa significa rafforzare il nostro impegno nel cuore dell’ecosistema italiano dell’innovazione. Siamo convinti che solo lavorando come un’unica squadra – investitori, startup e istituzioni – sia possibile far crescere il Paese e renderlo più competitivo a livello internazionale. La nostra visione è guidare l’innovazione nel Paese, costruendo un ecosistema sempre più solido, capace di attrarre capitali e generare opportunità concrete per le nuove generazioni di imprenditori” – Roberto Sfoglietta, CEO Ventive.

 

Villa Sanquirico, palazzina ottocentesca già protagonista di Art Week e Open House Torino, accoglierà il pubblico tra 1.000 m² di sale interne e 2.000 m² di area esterna, tra serra e gazebo, trasformati in palcoscenico per installazioni, talk, momenti di relax e live set. La scenografica hall sarà dedicata a performance artistiche e musicali, mentre gazebo e serra all’aperto offriranno un after-event tra natura, musica e drink.

 

Il 30 settembre, la sessione di apertura di Tech Villa inaugurerà ufficialmente i tre giorni di eventi con uno sguardo strategico al ruolo dell’innovazione nello sviluppo del territorio. Un momento per raccontare la nascita del progetto e spiegare l’importanza di ampliare il dibattito sull’innovazione oltre la cornice di Italian Tech Week. L’incontro metterà in luce il valore degli eventi diffusi in città, capaci di attivare nuove comunità, connettere imprese, istituzioni e cittadini e generare un impatto concreto sul tessuto urbano, sottolineando la necessità di un ecosistema aperto e collaborativo in grado di valorizzare il territorio e attrarre nuove energie. A intervenire saranno Chiara Foglietta, Assessora alla Transizione Ecologica e Digitale della Città di Torino, Federico Sandrone, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino, e Alberto Ferrari, Presidente della Fondazione Club Silencio.

 

Tech Villa sarà anche luogo di connessioni ad alto livello con l’Investor Dinner di European Innovation Council (EIC), appuntamento riservato a investitori e protagonisti del deep tech europeo. Un riconoscimento che conferma la capacità di Club Silencio di creare spazi di valore e favorire l’incontro tra realtà diverse. ElevenLabs, leader globale nella ricerca e nelle tecnologie audio basate sull’intelligenza artificiale, ospiterà un incontro esclusivo dedicato alla propria community per presentare le ultime innovazioni di prodotto. Young Platform, exchange di criptovalute leader in Italia, porterà a Tech Villa il proprio contributo con soluzioni su misura per investitori istituzionali e innovatori, in un contesto riservato pensato per facilitare il confronto e generare connessioni ad alto valore. Criticalcase, gruppo internazionale attivo dal 1999 specializzato in cloud e sicurezza ICT, e SecureGate, fornitore italiano di soluzioni di cybersecurity con approccio security by design, presenteranno invece in occasione dell’evento la loro partnership strategica. The Bridge Aperitivo sarà invece un momento esclusivo di networking tra la scena tech italiana e i principali investitori internazionali. L’appuntamento, co-organizzato da P101 SGRJoin Capital e Haystack Ventures, con la partecipazione di MiVC – Milano International VC Hub, riunisce fondi di venture capital globali, founder e la community locale per favorire conversazioni, scambi e nuove opportunità davanti a un drink.

Una tre giorni per esplorare il lato più umano e creativo della tecnologia tra installazioni e attività interattive come Cyberpandino – Tech power, vintage vibes, una Fiat Panda del 2003 trasformata in veicolo da rally iper-tech, simbolo di ingegno, creatività e spirito open-source, dal collettivo di programmatori Devpunks, ideatori anche di Che Devpunker sei?, esperienza che unisce AI e creatività per liberare e potenziare le nostre identità più autentiche, come individui e come aziende, facendo emergere il lato “punk” di ciascuno. Con Picture Your Futures – Metti a fuoco le competenze che l’AI non può sostituire (Orbyta), i partecipanti potranno scoprire le soft skill più importanti per essere competitivi nell’era dell’AI e attraverso tecniche di sketching, creative card e AI generativa potranno realizzare la cartolina del proprio futuro da portare sempre con sé per ricordarsi ogni giorno quale competenza esercitare per non farsi sostituire dall’Intelligenza Artificiale. Allo stand HST – Human Science & Technologies sarà possibile conoscere il centro di ricerca dell’Università di Torino che integra scienze umane, neuroscienze e tecnologia per studiare il benessere, il comportamento e le interazioni umane in ambienti digitali. Tra le realtà presenti anche Column la startup incubata presso I3P – Politecnico di Torino, che utilizza l’intelligenza artificiale per sviluppare una piattaforma di news personalizzate e di qualità, pensata per le nuove generazioni. Un esempio concreto di come l’innovazione possa nascere dai giovani e parlare direttamente ai giovani. The Lounge, il business corner a cura del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino sarà, invece, uno spazio di incontro e networking dedicato a startupper, professionisti e imprese. Un’occasione per confrontarsi su idee e progetti, creare connessioni strategiche e dare visibilità a nuove realtà imprenditoriali capaci di generare innovazione e impatto sul territorio.

Sul palco e nei salotti informali di Villa Sanquirico, founder, investitori e protagonisti del mondo delle startup si racconteranno senza filtri. Standup meets Startup con Antonio Piazza e Roberto Anelli racconterà il mondo delle startup tra risate e autoironia con sketch che prendono di mira il tech, i founder, gli investitori e tutte le follie del business. Si riderà insieme dei successi, dei fallimenti e delle notti insonni di chi vive l’innovazione ogni giorno. Confessions Sofa è il format veloce e diretto in cui si parlerà di business, ma anche di fallimenti, intuizioni e colpi di fortuna, per scoprire cosa succede davvero dietro le quinte dell’innovazione. Startup Therapy è invece il talk informale pensato per affrontare temi spesso trascurati per chi lavora nel mondo delle startup e dell’innovazione: stress, burnout e resilienza. In The Other Stage – Failures of Successful Entrepreneurs, format ispirato a FuckUp Nights, i founder non racconteranno delle loro startup di successo, ma di quelle fallite da cui hanno imparato e sono ripartiti. Non mancheranno incontri dedicati al futuro dell’aerospazio con Space Talks, e su tecnologia e creatività con IED Talks | Design meets Tech. Lo showcase In Your Bubble, in collaborazione con Digital Pills, inviterà il pubblico a riflettere sui propri bias informativi e a uscire dalle bolle percettive attraverso dati, visualizzazioni e confronti inaspettati.

Tech Villa, offre a Torino e all’ecosistema innovativo europeo un format unico, capace di valorizzare le eccellenze del territorio e di generare connessioni ad alto valore tra partner, startup e investitori. Una piattaforma di networking, confronto e sperimentazione che contribuisce ad ampliare l’impatto e la rilevanza internazionale di Italian Tech Week.

 

Ingresso gratuito per i titolari di pass Italian Tech Week. General Admission 10€

Per partecipare agli appuntamenti di Tech Villa e per maggiori informazioni:

https://www.techvilla.it