Proclamati i vincitori della terza edizione
IL PIEMONTESE SUL PODIO
202 racconti partecipanti da ogni parte d’Italia
Con il racconto “Palmira, la dolce”, dedicato all’archeologo siriano Khaled al-Asaad, barbaramente ucciso nel 2015, Giovanni Balcet è tra i vincitori della III edizione del Premio Letterario Internazionale “Scribo” per racconti inediti, organizzato dall’omonima agenzia di Lanciano, in provincia di Chieti.
Il primo premio è andato a Menotti Sergio Di Diodoro, di Giulianova (TE), con il racconto “Assoluto mentale”; seconda classificata Silvia Alonso di Milano con “Gente di Porquerolle”; terzi ex-aequo Alberto Arecchi di Pavia con il racconto “Il bambino del mare” e Giovanni Balcet di Pino Torinese con “Palmira, la dolce”.
Giovanni Balcet viene da terre di frontiera e di fertili incontri, sul crinale delle Alpi Occidentali. I suoi antenati erano montanari e maestri temprati dal clima e dalle guerre di religione. È nato in una famiglia popolata da molte donne. Ricorda come fosse ieri il suo primo giorno di scuola, che gli aprì la mente e il cuore. Per sua fortuna, da quel giorno ha incontrato sulla sua strada molti buoni maestri.
Parla lingue diverse e ha viaggiato il mondo, ama insensatamente la Grecia.
È sposato, ha un figlio, una figlia e due nipoti.
Insegna all’università di Torino. Studia l’economia globale e il suo impatto sulle società e le culture, in prospettiva storica. Ha pubblicato numerosi libri e articoli di saggistica. Tra i suoi libri possiamo citare: “L’economia italiana. Evoluzione, problemi e paradossi”, Feltrinelli, Milano, 1997; “Potenze economiche emergenti: Cina e India a confronto”, Il Mulino, Bologna, 2012 (con Vittorio Valli); “Geely Drives Out. The Rise of the New Chinese Automaker in the Global Landscape”, World Scientific, Singapore, 2021 (con Hua Wang e Wenxian Zhang). Tra i molti articoli: “La globalizzazione, al di là dei miti”, Il Mulino, n. 1, 1999; “From Joint Ventures to National Champions or Global Players? Alliances and Technological Catching-up in Chinese and Indian Automotive Industries”, European Review of Industrial Economics and Policy, n. 3, 2011 (con Joël Ruet); “Emerging countries’ multinational companies investing in developed countries:
at odds with the HOS paradigm?”, The European Journal of Comparative Economics, Vol. 10, n. 1, 2013, pp. 179-202 (con Wladimir Andreff); “Internationalization, outsourcing and labour fragmentation. The case of FIAT”, Cambridge Journal of Economics, Vol. 44, n.1, Jan. 2020, pp.105–128, (con Grazia Ietto-Gillies).
Scrive per passione e per piacere. Dal 2018 ha frequentato con buon profitto alcuni corsi di scrittura della LUA, Libera Università dell’Autobiografia, ad Anghiari. Nel 2020 ha spostato lo sguardo dalla scrittura autobiografica a quella narrativa. È alla ricerca di uno stile impregnato di energia, leggerezza e ironia, onirico e spirituale ma immerso nella storia.
Inoltre, si sono classificati finalisti i seguenti racconti, che si trovavano nella rosa dei candidati alla vittoria (in ordine alfabetico per autore): “Una domenica di svago” di Sabatino Ciocca (Chieti); “Domani è un altro giorno” di Gigliola D’Antonio (Lanciano – CH); “Il sortilegio” di Mariella Di Monte (Torremaggiore – FG); “La decappottabile rossa” di Roberto Leoni (Roma); “5°: non ammazzare” di Giuseppe Leuzzi (Lequile – LE); “Di terra e di mare” di Marilisa Munari (Sovizzo – VI); “Zampa di coniglio” di Tommaso Nidasio (Varese); “Nel tempo di un caffè” di Francesca Santi (Livorno).
In considerazione, poi, dell’alta qualità stilistico-narrativa dei testi pervenuti, l’agenzia Scribo ha creduto di segnalare i seguenti racconti (in ordine alfabetico per autore): “Gli inquilini del mondo” di Gabriele Andreani (Pesaro); “Il cuscino” di Dagmara Bastianelli (Fano – PU); “Gli estranei” di Rigel Bellombra (Bologna); “Il cassonetto 47” di Silvano Bertaina (Govone – CN); “Lucio Galli” di Francesco Bertazzo (Servigliano – FM); “Quattordici parole” di Amedeo Cappella (Lama dei Peligni – CH); “Perché è un bravo ragazzo” di Giuseppe Cappiello (Altamura – BA); “La lezione” di Paola Comelli (Tromello – PV); “Le stelle cadenti” di Luisa Coluzzi (Sezze – LT); “Una multa” di Vincenzo Corrado (Mantova); “Uroboro” di Anna Pia D’Alesio (Roma); “Nel tuo mondo, a modo nostro” di Alessandra De Angelis (Milano); “I mostri sotto il letto” di Elvira Delmonaco Roll (Castel Volturno – CE); “Spazi bianchi” di Beatrice Fiaschi (Roma); “Insonnia” di Edoardo Maresca (Bologna); “Il filo invisibile” di Anna Moro (Oniferi – NU); “La pallina gialla” di Giampaolo Reboa (Lanciano – CH); “Teresa tace” di Giovanni Salicco (Lanciano – CH); “Mariposa” di Adriana Valenza (Caltanissetta); “Il talento di Jack” di Orlando Volpe (Lanciano – CH).
Allo scrittore e poeta abruzzese Rolando D’Alonzo, istrionico e appassionato interprete delle istanze più profonde della letteratura del Novecento, l’agenzia Scribo ha voluto attribuire il Premio alla Carriera per la lunga, intensa e raffinata attività di scrittore e poeta, che lo rende un vanto per la sua terra e un Maestro e una guida per le future generazioni.
Il Premio, ideato e organizzato dall’agenzia di servizi editoriali, scrittura e ufficio stampa Scribo di Lanciano, ha visto in gara ben 202 elaborati provenienti da ogni parte d’Italia, a tema libero. Per quest’anno la cerimonia di premiazione non si svolgerà, ma nei prossimi giorni, sulla pagina facebook di Scribo e del Premio, sarà possibile conoscere vincitori, finalisti e segnalati attraverso dei brevi contributi video o dei commenti scritti realizzati dagli stessi autori premiati. Inoltre, con i racconti selezionati sarà realizzata un’antologia, curata da Scribo e edita dalla casa editrice chietina “IlViandante-Chiaredizioni”, che verrà presentata al Salone del Libro di Torino.
“Ringraziamo gli autori partecipanti per la fiducia che ci hanno accordato e ci complimentiamo con tutti non solo per la qualità tecnica dei singoli elaborati, ma soprattutto per il grande desiderio di mettersi in gioco, di raccontare e di trasmettere storie ed emozioni autentiche e coinvolgenti” affermano Giuseppina e Nicoletta Fazio di Scribo. “La scrittura, e l’arte in genere, mai come in questo periodo così pieno di amarezza e di dolore va salvaguardata perché è un bene prezioso, sinonimo di creatività e di libertà, ma anche strumento terapeutico e volano per risollevare il tessuto culturale, sociale ed economico della comunità”.





Il Paese della Poesia di Rocca Imperiale, in provincia di Cosenza, unico in tutta Italia, si arricchisce di ulteriori tre stele con le poesie vincitrici dell’ultima edizione del concorso “Il Federiciano”, ideato e promosso dall’Aletti Editore.


La visita consente di compiere un viaggio nella storia dell’arte e della letteratura torinese che, coinvolgendo un gran numero di istituzioni cittadine, vuole essere una fonte di ispirazione per il futuro ma con uno sguardo rivolto verso un passato che, a cavallo tra l’Ottocento ed il Novecento, ha visto l’Accademia Albertina essere quella fucina di formazione e ricerca che contribuì a definire la nuova immagine di Torino da città capitale a città industriale.
Obiettivo del progetto è illuminare questa vicenda attraverso un percorso che va dall’eclettismo al liberty. Nelle sale della Pinacoteca Albertina a riempire gli occhi di bellezza sono soprattutto gli acquerelli di Giulio Casanova (1875-1961), docente di decorazione che dipinse gli elementi artistici del caffè Baratti&Milano in piazza Castello