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Il Presidio San Camillo presenta il Bilancio Sociale di Sostenibilità

 Il processo di crescita del Presidio Sanitario San Camillo, una piccola realtà di grande eccellenza a Torino, registra una nuova tappa sul suo percorso con la pubblicazione del nuovo Bilancio Sociale di Sostenibilità, l’undicesimo della sua storia, a conferma di quanto questa realtà ospedaliera abbia precorso i tempi nel raccontare periodicamente il proprio andamento interno con un documento ufficiale.

Un Bilancio che, quest’anno, racconta finalmente il ritorno alla normalità, dopo gli anni tristemente segnati dal Covid-19, e che fotografa un’istituzione ospedaliera in crescita e orientata al futuro, da un punto di vista tecnologico e delle metodologie operative abbracciate.

Tra i punti di forza del percorso intrapreso dal San Camillo ci sono la continua formazione del suo personale; più di 60 sono stati i corsi di formazione (per fare un esempio tra i tanti, due clinici – un medico fisiatra e un fisioterapista – hanno partecipato al Master di I livello RehabTech – tecnologie per linnovazione in medicina riabilitativa e per lassistenza, organizzato dal Politecnico di Milano). Nel corso dell’anno sono state numerose le tesi di laurea seguite dai nostri collaboratori. Altro punto da sottolineare è l’importanza della ricerca, che nel solo anno 2022 ha visto 15 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali. 2022 ha visto concretizzare gli anni di ricerca frutto della collaborazione tra il Presidio e il Dipartimento di Psicologia dellUniversità di Torino sul fenomeno del embodiment patologico” in una solida pubblicazione scientifica.

C’è poi la parte economica e gestionale, con gli interventi strutturali e gli investimenti tecnologici e clinici effettuati, e quella riguardante le risorse umane, “il nostro capitale umano”, con un totale di 171 dipendenti (composti per più del 66% da donne), a cui si aggiungono 58 Liberi professionisti nonché il personale dei servizi della cucina e delle pulizie e sanificazioni.

Ci sono i feedback dei pazienti, che si dichiarano soddisfatti o molto soddisfatti del servizio ricevuto e ci sono i nuovi progetti a cui il San Camillo sta lavorando, sia da un punto di vista ambientale (con un impianto fotovoltaico che verrà installato sulla copertura del Presidio per fornire alla struttura circa 195.000 kWh annui, i quali verranno pressoché completamente autoconsumati in sito garantendo così al Presidio unindipendenza dalla rete di circa il 25% delle necessità) che terapeutico, per esempio con il percorso “Drive for Life”, realizzato in collaborazione con Stellantis, che punta a costruire per i pazienti un percorso di valutazione e rieducazione delle funzioni deputate alla guida. L’obiettivo finale sarà creare uno strumento unico nel territorio italiano che potrà essere usato dalle altre strutture che intendano seguire un percorso simile.

«Il bilancio sociale di sostenibilità è un lavoro impegnativo, mirato ad individuare ciò che di positivo è stato fatto, ma anche gli impatti negativi, per porne fine o mitigarli, guidando revisioni o verifiche periodiche dei risultati conseguiti», commenta il dottor Marco Salza, direttore generale del San Camillo. «Vogliamo costruire un ospedale, un’azienda, sempre più sostenibile, innanzitutto per una motivazione etica, ma anche per avere un vantaggio competitivo costruendo con i nostri stakeholder (pazienti, medici, personale sanitario, istituzioni) una relazione basata sulla trasparenza, la professionalità e la fiducia reciproca».

Chi è il San Camillo

Il Presidio Sanitario San Camillo è un ospedale specializzato in riabilitazione inserito nella rete del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) della Regione Piemonte e svolge attività di Riabilitazione Intensiva di secondo livello. La struttura, immersa in un grande parco, ospita reparti di Degenza ordinaria, Day Hospital, Ambulatori di riabilitazione e Radiologia; è sede di didattica e tirocinio universitario per molteplici professioni sanitarie e Centro di Ricerca clinica per losteoporosi, le malattie metaboliche dellosso e la neuropsicologia.

Dal 1990, con il riconoscimento a Presidio Sanitario, la struttura è stata inserita nella rete degli Ospedali regionali, del tutto equiparato alle strutture pubbliche pur mantenendo la propria autonomia giuridica e amministrativa.

Il Presidio Sanitario San Camillo oggi è un’Istituzione sanitaria senza fini di lucro inserita nella rete ospedaliera regionale, di proprietà della Fondazione Opera San Camillo.

Un po’ di numeri

circa 50.000 giornate di degenza erogate

circa 40.000 prestazioni sanitarie erogate ogni anno

85% dei pazienti dimessi direttamente al domicilio

40 convenzioni con Enti per finalità organizzative o di formazione

10 collaborazioni con università italiane

60 corsi di formazione avanzata erogati a medici e operatori sanitari

“Premio di Letteratura Sportiva”, omaggio al grande Gianni Mura a “Casa Tennis”

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A Torino, la cerimonia di premiazione , in occasione delle “Nitto ATP Finals”

Sabato 11 novembre, ore 16,30

Un giornalista, una scrittrice e un’allenatrice di calcio per finire con un produttore cinematografico. Sono loro le vincitrici ed i vincitori della seconda edizione del “Premio di Letteratura Sportiva Gianni Mura”, rivolto ai libri di narrativa contemporanea che meglio hanno saputo raccontare (fra il 1° maggio 2022 ed il 31 maggio 2023) lo sport, i suoi valori, le sue storie e i suoi protagonisti, e dedicato a Gianni Mura, milanese classe ’45, uno dei più grandi ed apprezzati giornalisti sportivi italiani, scomparso a Senigallia, a 74 anni, nel 2020. Il riconoscimento, promosso ed organizzato dal “Salone Internazionale del Libro di Torino” e dalla “Città di Torino” (con il sostegno della “Fondazione Compagnia di San Paolo”, “Fondazione CRT” e “Camera di Commercio” di Torino, partner “Turismo Torino e Provincia”) è andato quest’anno al giornalista veneto (“Corriere della Sera”) Palo Tomaselli con “Giuliano Giuliani, più solo di un portiere” (66thand2nd), alla scrittrice Stefania Carini, collaboratrice de “Il Post”, “Corriere della Sera” e “La Repubblica”’ in coppia con l’allenatrice di calcio femminile Joanna Borella, origini indiane, con “Le ragazze di Mister Jo” (Mondadori) e al produttore cinematografico barese Domenico Procacci con “Una squadra” (Fandango Libri).

La cerimonia di premiazione, aperta al pubblico e condotta dalla giornalista Ilaria Fratoni, si terrà sabato 11 novembre, alle 16,30, a “Casa Tennis” in piazza Castello, in occasione delle “Nitto ATP Finals” e nell’ambito del ciclo di incontri  “Fuoriclasse Live” organizzato dal “Salone Internazionale del Libro di Torino” e “Città di Torino”. Ospite Federico Ferri, direttore di Sky Sport.

Per partecipare alla premiazione, ci si può prenotare attraverso l’APP DICE: https://link.dice.fm/NittoATPFinals2023TorinoCasaTennis

L’appuntamento inaugura il ciclo di incontri “Fuoriclasse Live”, talk e appuntamenti dedicati alle storie di protagoniste e protagonisti dello sport fuori dal campi di gioco, in programma da sabato 11 a domenica 19 novembre, sempre a “Casa Tennis” (in collaborazione con “Fondazione Circolo dei lettori”).

Il giornalista Paolo Tomaselli, con “Giuliano Giuliani, più solo di un portiere” (66thand2nd) riceverà il premio come “Miglior libro di letteratura sportiva”. Il libro racconta la parabola del leggendario portiere del Napoli dello scudetto e della “Coppa Uefa”, morto di Aids nel 1996, “storia di un dimenticato, di un offeso, condannato alla solitudine, affrontata con dignità. Tomaselli – spiega la Giuria – affronta un tema molto muriano: gli scartati”Fra gli altri finalisti in gara, ricordiamo l’allenatore cecoslovacco Zdeněk Zeman, tecnico del Pescara, con “La bellezza non ha prezzo” (Rizzoli) e la campionessa olimpica del salto in alto Sara Simeoni con “Una vita in alto” (Rai Libri).

Stefania Carini, scrittrice, e Joanna Borella, allenatrice di calcio, con il libro “Le ragazze di Mister Jo” (Mondadori) ottengono il riconoscimento per la sezione “Fuoriclasse”, che premia il miglior libro di letteratura sportiva “per ragazze e ragazzi”: una storia di sport, amicizia e inclusione, ispirata alla vita di Joanna, la prima bambina di origini indiane a essere adottata in Italia, e delle calciatrici che lei allena in un quartiere multietnico di Milano.

Il produttore cinematografico Domenico Proacci riceverà la “menzione speciale” della Giuria, che premia il miglior libro sul tennis, per Una squadra” (Fandango Libri), la storia della più forte squadra italiana di tennis vincitrice della “Coppa Davis” in Cile nel 1976.

La libreria internazionale

In occasione del “Premio”, torna anche la “Libreria Internazionale Salone del Libro”, realizzata in collaborazione con la “Libreria Luxemburg”, all’interno del “Fan Village” in piazza D’Armi, dove il “Salone” proporrà al pubblico uno spazio speciale dedicato a romanzi, saggi, fumetti e grapic novel sullo sport e sul tennis in particolare, sulla città di Torino e sulla cucina italiana, con titoli di respiro nazionale e internazionale e una selezione di libri in lingua inglese, francese, tedesca e spagnola, oltre che i libri del “Premio”. La libreria sarà aperta da sabato 11 fino a domenica 19 novembre (dalle 9,30 alle 23,30), ultimo giorno delle “Nitto ATP Finals”.

Per ulteriori infowww.salonelibro.it

g.m.

Nelle foto:

–       Gianni Mura – Immagine guida “Premio”

–       Paolo Tomaselli

–       Stefania Carini e Joanna Borella

–       Domenico Procacci, Ph. Alberto Novelli

Vapore acqueo per sconfiggere l’Iperplasia Prostatica Benigna

All’ospedale Molinette di Torino la formazione più avanzata per giovani urologi: innovazione biomedicale e trattamenti minimamente invasivi
Presso l’Urologia universitaria dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino una terapia innovativa e non invasiva e nessuna chirurgia per sconfiggere l’Iperplasia Prostatica Benigna: il vapore acqueo. I numeri di questa patologia, nella loro sintesi, sono impietosi. Ricordando, per esempio, che di Iperplasia Prostatica Benigna (IPB), cioè l’aumento di volume della prostata, soffre il 43% dei settantenni italiani e ben il 75% degli over 80. Il disturbo, uno dei più diffusi nella popolazione maschile, si manifesta con disfunzioni e problemi urinari, causati dalla compressione anomala di uretra e vescica, e che hanno impatti molto pesanti nella vita quotidiana. Destinata a peggiorare con l’età, la patologia viene trattata nella fase iniziale soprattutto con terapie farmacologiche. Quando però i farmaci non sono più efficaci, è necessario puntare su opzioni più drastiche, come il ricorso al catetere o, in molti casi, l’intervento chirurgico.
Per fortuna, la tecnologia ha fatto passi da gigante, mettendo a punto soluzioni terapeutiche innovative e trattamenti sempre meno invasivi.
A questo va ricondotto l’importante evento formativo destinato ai giovani urologi e promosso il 9 e 10 novembre a Torino dalla Urologia universitaria dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. A sottolineare il particolare target dei partecipanti il titolo dell’incontro definito, per l’appunto, “Greenlight Young Meeting”. Giovani urologi provenienti da tutta Italia sperimenteranno nel corso di due intensissime giornate le soluzioni terapeutiche più avanzate, incontreranno alcuni dei clinici più accreditati in questo settore, parteciperanno a sessioni di chirurgia in diretta, in collegamento con le sale operatorie dell’ospedale Molinette.
Innumerevoli gli interventi di docenti italiani e stranieri sui temi clinici di maggiore attualità per consentire ai giovani urologi di “appropriarsi” rapidamente di competenze e tecnologie che consentano di affrontare nel modo più adeguato le sfide della urologia moderna e di gestire al meglio patologie e pazienti.
Ai risultati ed alle complicanze tra approccio anatomico e non anatomico, alla salvaguardia delle principali funzioni sessuali, alla minima invasività degli interventi, alle innovazioni tecnologiche saranno dedicate specifiche sessioni. Ricordando, per esempio, l’enucleazione della prostata con il laser verde o il nuovo trattamento che, senza chirurgia, affida esclusivamente al vapore acqueo la soluzione dell’ipertrofia prostatica benigna (IPB). Green laser, il formidabile raggio laser a luce verde, grazie alla sua particolare lunghezza d’onda, colpisce selettivamente le molecole di emoglobina contenute nel sangue e rilascia energia verso il bersaglio, recidendo il tessuto da trattare con altissima precisione. Gli interventi con il laser verde garantiscono una ottimale disostruzione e risoluzione dei sintomi urinari, presentano bassi rischi di sanguinamento intraoperatorio e postoperatorio consentendo così, fattore importantissimo, di intervenire anche su pazienti sottoposti a terapie anticoagulanti o antiaggreganti. Ma nell’incontro si parlerà soprattutto del nuovissimo trattamento, di recente introduzione in Italia. Questa procedura impiega la corrente di radiofrequenza per generare energia termica sotto forma di vapore acqueo, da iniettare nella prostata in dosi controllate di circa 9 secondi per un totale di 8-10 iniezioni per ogni seduta. Il vapore, iniettato nel tessuto prostatico, si disperde nello spazio interstiziale tra le cellule tissutali e, contemporaneamente, si raffredda e si condensa. A contatto con il tessuto prostatico l’energia termica immagazzinata nel vapore viene liberata, determinando così la denaturazione delle cellule e la loro conseguente necrosi. Le cellule denaturate vengono assorbite gradualmente dal normale metabolismo corporeo, riducendo così il volume del tessuto prostatico che occlude l’uretra. Da ricordare che la condensazione del vapore genera anche il rapido collasso del sistema vascolare rendendo, in questo modo, la procedura non cruenta.
Il trattamento basato su vapore acqueo non richiede necessariamente il ricovero ospedaliero e può essere praticato anche in ambulatori specializzati o in day hospital. A determinare il gradimento da parte dei pazienti non sono, però, solo la rapidità di intervento ed i risultati visibili dopo un mese. Tra le straordinarie caratteristiche di questa procedura minimamente invasiva rientrano la preservazione di attività sessuali, quali erezione ed eiaculazione ed il mantenimento della corretta funzione urinaria. Vantaggi irrinunciabili per la maggior parte dei pazienti, soprattutto se di giovane età ma, aspetto non marginale, anche di natura economica per le strutture sanitarie.
I giovani chirurghi presenti a Torino avranno testimonianza delle performance e dei vantaggi dei singoli trattamenti anche attraverso le sessioni “live” previste in diretta dalle sale operatorie dell’ospedale Molinette, con la supervisione e gli interventi del professor Paolo Gontero (Direttore della Clinica urologica universitaria dell’ospedale Molinette e coordinatore della due giorni di formazione). Al suo fianco i numerosi clinici ed esperti che daranno vita alle diverse sessioni per trasferire il loro “sapere“ ai giovani urologi, in questo modo contribuendo alla formazione della nuova “classe dirigente” medica ed al confronto quotidiano con la medicina del futuro.

Sul sito del Comune di Volpiano il piano di emergenza esterna Providus


Il documento individua scenari accidentali e procedure operative

Sul sito Internet del Comune di Volpiano è consultabile il piano di emergenza esterna per lo stabilimento Providus di Volpiano che individua gli scenari incidentali e le procedure operative, diversificate a seconda dei livelli di pericolo e organizzate in schede nelle quali ciascun soggetto ritrova i comiti assegnati dal piano.

Tra le misure protettive e di informazione, il piano specifica che «la segnalazione d’inizio emergenza (Codice Rosso) è effettuata mediante una sirena intermittente udibile all’esterno dello stabilimento»; inoltre, vengono riportate le norme di comportamento che tutte le persone presenti nelle zone di pericolo dovrebbero seguire al segnale della sirena di emergenza esterna.

Per quanto riguarda la sperimentazione del piano, si prevede di effettuare simulazioni periodiche, per garantire la conoscenza da parte dei singoli attori delle rispettive procedure e il miglior coordinamento di tutti i soggetti, finalizzato al raggiungimento degli obiettivi di efficacia ed efficienza della gestione dell’emergenza.

Al via lo sgombero dell’area ex Gondrand

È iniziato questa mattina lo sgombero dell’area ex Gondrand nella periferia nord della città.

A seguito delle riunione in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, da questa mattina, con un blitz coordinato dalla Questura di Torino, hanno preso il via le operazioni di sgombero di tutta l’area dell’ex polo logistico di via Cigna, una porzione del territorio in Barriera di Milano che, negli anni di abbandono, era diventata luogo di fenomeni di degrado e microcriminalità.

“Abbiamo preso l’impegno di rispondere alle numerose istanze pervenute alla Città – ha affermato il sindaco Stefano Lo Russo, intervenuto sul posto – su un’area diventata nel corso degli anni di abbandono ricettacolo per fenomeni di degrado urbano e centrale di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti che hanno portato in zona microcriminalità. Abbiamo preso l’impegno di accelerare la liberazione e la riqualificazione di questa zona, con un’operazione preparata nei minimi dettagli dalla Questura e supportata dalla nostra polizia municipale. Certamente – ha aggiunto- la bonifica di questi spazi non risolve il problema, ma è una parziale soluzione in tema di sicurezza urbana”. Un tema su cui il primo cittadino ha già sollecitato nelle settimane scorse l’attenzione del Governo, con una lettera indirizzata al Ministro Piantedosi per chiedere maggiori investimenti per la sicurezza sul territorio cittadino. “In questo – ha concluso Lo Russo- serve sinergia, senza il Governo al nostro fianco, senza investimenti sulle forze dell’ordine per una maggior attività di controllo e repressione sul territorio, da soli, non ce la facciamo, soprattutto velocemente, come ci viene chiesto dalla cittadinanza”.

Ai lavori di pulizia e sgombero della ex Gondrand seguiranno, a partire dalla prossima settimana, le opere di demolizione, secondo quanto deciso dalla proprietà dell’area.

“Questo – ha spiegato l’assessora alla Sicurezza Gianna Pentenero, anche lei presente al via delle operazioni – è il primo passaggio propedeutico alla demolizione dell’area ed era quindi necessario l’intervento delle forze dell’ordine per far allontanare le persone all’interno e mettere la zona in sicurezza prima di iniziare con la demolizione”.

C. Ruggeri

Addio allo storico membro del soccorso alpino

È deceduto in Nepal, dove da tempo prestava  la sua preziosa opera di soccorritore. Martino Borrione, ex capo del Soccorso Alpino Biellese e componente del CAI aveva  74 anni e dal  2004 Borrione era l’anima di “Progetto Nepal”, progetto ideato per aiutare il lontano paese che era  la sua seconda famiglia.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

Suicidio assistito, ammissibile la proposta di legge regionale

Con 34 sì, 2 no e 3 astenuti il Consiglio regionale del Piemonte ha valutato ammissibile  la proposta di legge regionale di iniziativa popolare su procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito.

Nell’introdurre il punto all’ordine del giorno, il presidente dell’Assemblea Stefano Allasia ha ricordato che la Commissione di garanzia si era espressa a favore della ricevibilità e dell’ammissibilità. L’Ufficio di Presidenza, poi, ha dichiarato la proposta ricevibile e ha demandato all’Aula il giudizio sulla sua ammissibilità.

Il capogruppo della Lega Alberto Preioni, relatore del provvedimento, ha sottolineato che “il voto odierno è sull’ammissibilità di un provvedimento e non sul merito. Il voto positivo va dunque all’ammissibilità, già attribuita da diverse Regioni, mentre sul merito ci sarà occasione di confrontarsi”.

Nel corso del dibattito generale sono intervenuti i capigruppo Silvana Accossato (Luv), Giorgio Bertola (Europa verde), Sarah Disabato (M5s), Raffaele Gallo (Pd) e Francesca Frediani (M4o-Up) che, con sfumatura diverse, hanno dichiarato il proprio voto convintamente favorevole.

Reddito di cittadinanza illecito per un milione e 700 mila euro a 131 stranieri a Torino

Indagine della Guardia di Finanza di Torino, individuati 131 soggetti stranieri, residenti nel capoluogo piemontese, che hanno beneficiato illecitamente del “reddito di cittadinanza”. Percepiti indebitamente 1,7 milioni di euro.

La Guardia di Finanza di Torino ha condotto un’articolata indagine (denominata “OPCODE”) che ha consentito di individuare 131 soggetti stranieri, residenti nel capoluogo piemontese, che per diversi mesi hanno beneficiato illecitamente del “reddito di cittadinanza per un importo complessivo di circa 1,7 milioni di euro

I Finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano Torino hanno dapprima selezionato, grazie a controlli incrociati effettuati con le banche dati in uso al Corpo, le più sospette tra le posizioni di quanti avevano beneficiato della misura e successivamente, esaminando le richieste di residenza presentate all’anagrafe comunale di Torino, hanno rilevato come il contributo fosse stato ottenuto dall’INPS indebitamente, mediante mendaci dichiarazioni, prodotte da tutti i percettori, di residenza ultradecennale in Italia (requisito indispensabile per presentare la domanda di contributo).

Tra i soggetti così individuati – originari di diversi Paesi dell’Africa, dell’Asia, dell’America latina e, in un caso, della Svizzera – le Fiamme Gialle hanno altresì riscontrato la presenza di richiedenti gravati da precedenti penali per reati contro il patrimonio o per spaccio di sostanze stupefacenti e, in alcuni casi, persino destinatari di provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale.

In una occasione, la percezione indebita si è protratta per 37 mensilità, consentendo l’indebita percezione di oltre 17.800 euro circa, mentre l’importo più alto ricevuto, relativo a 30 mensilità, è stato pari a circa 32.000 euro.

Gli indebiti percettori sono stati denunciati alla locale Procura della Repubblica in relazione all’ipotesi penalmente rilevante di utilizzo di dichiarazioni false finalizzate all’illecita percezione del beneficio, sanzionato – all’esito di compiuto accertamento della responsabilità da parte dell’Autorità Giudiziaria – con la reclusione da due a sei anni.

Le posizioni irregolari, inoltre, sono state comunicate all’Istituto erogatore per la cessazione dei pagamenti.

In relazione al danno erariale generato dai comportamenti criminosi ipotizzati dai finanzieri, è stata infine notiziata anche la Procura Generale della Corte dei Conti per il Piemonte.

Padre di due bimbi morto nell’incidente in tangenziale

Alessandro Occhiato, 37 anni, papà di due bambini,  è deceduto nell’incidente avvenuto sulla tangenziale a Novara. Mentre guidava la  sua «Giulietta» è finito forse per la pioggia  con le ruote sulla banchina non transitabile della tangenziale Sud  in un tratto privo di guardrail. La vettura si è poi schiantata sulla protezione metallica del ponte sulla fontana Buzzoletto da cui è stata sbalzata cappottandosi sulla strada sterrata.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

Sanità, delegazione cinese in Regione

«Con la comunità di Wenzhou, il Piemonte ha condiviso momenti di grande solidarietà, come in occasione dell’emergenza Covid-19, quando c’è stato un reciproco e concreto aiuto da entrambe le parti, con risultati di determinante importanza per il bene delle rispettive cittadinanze. Ora si lavora per rendere sempre più efficace questa collaborazione, anche attraverso visite-scambio, formazione reciproca di personale, partecipazione congiunta a bandi scientifici e tutto quanto sarà ritenuto utile per il raggiungimento degli obiettivi individuati con le singole realtà sanitarie».

Cosi l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, commenta l’incontro avuto  al Grattacielo regionale con una delegazione della Wenzhou Medical University, rinomata struttura di formazione medica a livello universitario della provincia cinese dello Zhejiang.

Al tavolo con l’assessore, per la parte piemontese, erano presenti Carlo Picco (direttore generale Asl Città di Torino e commissario di Azienda sanitaria Zero), Alessandro Comandone (direttore Struttura Complessa Oncologia e coordinatore Area Territoriale dell’Autorità Centrale di coordinamento Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta), Giovanni Di Perri (direttore Struttura Complessa a direzione universitaria Malattie Infettive), Savino Sciascia (responsabile Struttura Semplice a Direzione Universitaria Attività Nefrologiche di interazione Ospedale – Territorio) e Giovanni Succo (direttore Struttura Complessa di Otorinolaringoiatria, Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e presidente della Società Europea di Oncologia Cervico-Cefalica).

L’assessore Icardi e il numero uno della Wenzhou Medical University, Lyu Yijun, hanno sottoscritto una lettera di intenti che servirà a fornire la cornice entro la quale definire gli eventuali accordi operativi con le singole Aziende sanitarie interessate a progetti di collaborazione mirata.

Ieri, la stessa delegazione ha fatto visita all’Ospedale di Verduno, dove ad accoglierla, oltre all’assessore Icardi, c’erano il direttore generale dell’Asl Cn2 Massimo Veglio, il direttore sanitario dell’Asl Cn2 Laura Marinaro, il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Cn2 Pietro Maimone, il direttore della Direzione medica del presidio ospedaliero “Michele e Pietro Ferrero” di Verduno Paola Malvasio e il direttore della Struttura Complessa di Nutrizione Clinica e Disturbi del Comportamento Alimentare dell’Asl Cn2 Cloè Dalla Costa.

«L’Ospedale di Verduno – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi – ha tutte le carte in regola per aprire un percorso di collaborazione con le autorità sanitarie cinesi sul fronte della prevenzione legata alla sana alimentazione, un ambito nel quale la medicina tradizionale cinese, come ho avuto personalmente modo di constatare nella mia visita di quest’estate in Cina, vanta conoscenze e risultati di primaria rilevanza».

La Wenzhou Medical University e gli ospedali affiliati contano oltre 14.000 dipendenti. Il campus principale dell’università ha un corpo docente di oltre 1.700 insegnanti e la struttura ha intrapreso oltre 1.200 progetti di ricerca scientifica a livello nazionale. La Wenzhou Medical University fa dell’attenzione all’internazionale uno dei presupposti del proprio sviluppo: ha stabilito partenariati in 32 Paesi con oltre 150 istituti di istruzione e ricerca, tra cui più di 20 università classificate tra le prime 100 a livello mondiale.