CRONACA- Pagina 66

Riboldi condanna irruzione nei locali Asl

“Esprimo la più ferma condanna per un gesto inqualificabile. Introdursi all’interno dei locali della Direzione Generale dell’Asl Città di Torino per deturpare i muri con scritte e mettere a soqquadro la sala riunioni sono davvero fatti gravi. Mi auguro che le forze dell’Ordine e la Magistratura intervengano con rapidità per individuare i responsabili e che nei loro confronti siano adottati i provvvedimenti previsti dalla legge. E’ intollerabile che, in pieno giorno ed in orario di servizio, succedano episodi come questo. Solidarietà alla Direzione Generale dell’Asl e a tutti i dipendenti che hanno subito questa irruzione nel proprio luogo di lavoro. Non ci pieghiamo alla violenza di questi personaggi che pensano di essere impuniti e di poter fare ciò che vogliono.”

Federico Riboldi

Assessore alla Sanità della Regione Piemonte

Contro la violenza di genere si mobilita l’Istituto Buddhista Soka Gakkai

In occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne, il 25 novembre prossimo, l’Istituto Buddista Italaino Soka Gakkai narrerà due progetti attivi in Piemonte che costruiscono una rete territoriale  capillare contro la violenza di genere, “Ahimsa: dall’ombra alla luce” dell’Associazione Cante di Montevecchio e “Safety Net: insieme contro la violenza di genere” di Arci  Valle Susa-Pinerolo APS.

Le iniziative, sostenute con i fondi 8×1000 della Soka Gakkai Italiana, rispondono a un dato allarmante, meno del 5% delle vittime denuncia la violenza. A Torino Ahimsa forma “Figure antenna”, volontari e insegnanti per offrire ascolto competente e non giudicante in farmacie, parrucchieri e negozi di quartiere, scuole e luoghi di lavoro intercettando segnali di lavoro. In Valle di Susa e Pinerolo , il Centro Donna – centro antiviolenza del Piemonte riconosciuto nel 2001, sta per aprire un nuovo sportello in un’area priva di CAV (Centro AntiViolenza), e attivato cerchi di condivisione tra mamme, mediati da counselor, oltre a supporto legale esteso al sovraindebitamento, in collaborazione con un movimento consumatori. In Italia il 31,5% delle donne, tra i 16 e i 70 anni, ha subito violenza nel corso della vita. Nei primi due trimestri del 2024, oltre la metà delle vittime che hanno chiamato il 1522 aveva figli (57,3%), di cui il 31,5% erano minori. Oltre 5600 i bambini e ragazzi coinvolti direttamente e indirettamente in episodi di violenza. I dati parlano chiaro: la violenza di genere colpisce più volte con ricadute gravi sui figli vittime di violenza assistita.

Bollettino nero per il nostro Paese, che evidenzia un fenomeno di violenza dalle diverse sfaccettature, in occasione del 25 novembre, quando l’istituto buddhista italiano Soka Gakkai espone i progetti realizzati grazie ai fondi dell’8×1000 in difesa di donne e bambini per stimolare un dibattito che necessita coinvolgimento di tutta la comunità.

La Soka Gakkai Italiana ha investito oltre un milione di euro derivanti da iniziative che proteggono le donne e i loro figli, costruendo un ecosistema integrato che va dal primo ascolto alla protezione immediata, fino al reinserimento sociale e lavorativo.

“La tutela dei diritti umani è uno dei pilastri umani dell’istituto Soka Gakkai – ha dichiarato la sua vicepresidente Anna Conti – crediamo profondamente che ogni persona abbia diritto a una vita libera, dignitosa e protetta. Per questo i progetti sostenuti non si limitano alla protezione immediata, ma costruiscono percorsi di autonomia reale. Dopo aver sostenuto il progetto REAMA di Fondazione Pangea Onlus, che ha fornito protezione a donne e minori, abbiamo deciso di ampliare la rete di protezione attraverso il bando ‘Tutela, assistenza e accompagnamento alle donne vittime di violenza e ai loro bambini’. Nel 2025 abbiamo attivato 4 nuovi progetti che supporteranno circa 700 persone, dalla casa rifugio al supporto psicologico specializzato per i minori, dall’intercettazione dei casi di violenza nei luoghi di prossimità all’accompagnamento verso l’indipendenza economica, contribuendo alla fioritura di una società in cui la vita umana sia tutelata e rispettata”.

“Grazie ad Ahimsa stiamo svolgendo un grande lavoro di comunità – sostiene il coordinatore del progetto Pier Paolo Inserra – a Torino formiamo ‘figure antenna’, tra operatori e insegnanti, per un ascolto competente e non giudicante. A Pesaro e Urbino rafforziamo la rete antiviolenza tra case rifugio, CAV e Servizi Sanitari, con laboratori per donne e bambini. In provincia di Torino, attraverso il Centro Donna, è stato avviato il Safety Net – insieme contro la violenza di genere, progetto che sostiene il percorso delle donne dopo la violenza”.

Mara Martellotta

Cpr Torino, il commento della Prefettura

In relazione ad alcuni articoli apparsi oggi sulla stampa a proposito del Centro per il rimpatrio (Cpr) di Torino, si precisa che le persone trattenute nei Cpr, oltre ad essere irregolari sul territorio nazionale, sono soggetti “socialmente pericolosi”, che spesso hanno una lunga serie di precedenti penali di particolare allarme sociale, ad esempio per droga e rapine. In particolare, a Torino sono transitati o sono tuttora trattenuti soggetti pregiudicati e pluripregiudicati per numerosi gravi reati, fra i quali associazione per delinquere per terrorismo, omicidio e tentato omicidio (complessivamente 7), reati attinenti agli stupefacenti (si contano oltre 40 denunciati per spaccio), ricettazione, sequestro di persona, tortura, violenza sessuale, lesioni personali (29 denunce), violenza privata, rapina (14 denunciati) e furto (31).
Riguardo agli altri aspetti evidenziati, il Prefetto di Torino Donato Cafagna evidenzia ancora che non si sono verificate situazioni di sovraffollamento, in quanto la struttura ospita attualmente 68 persone, nell’ambito di spazi ampiamente idonei per capienza e capacità di gestione dei servizi. Tra questi sono comprese le sale dedicate alle udienze della Commissione territoriale e dell’A.G., quelle per le visite dei familiari e dei difensori di fiducia, che avvengono in modo riservato nel rispetto della privacy.
Per prevenire forme di isolamento relazionale, il gestore organizza attività ricreative, sociali e religiose.
Inoltre, ad integrazione delle attività previste nel capitolato a carico dell’ente gestore, è stato sottoscritto, tra la Prefettura e l’Azienda Sanitaria della Città di Torino, un apposito Protocollo di intesa, in forza del quale il sistema sanitario pubblico si impegna a:
  • eseguire visite per la valutazione dell’idoneità alla vita in comunità;
  • garantire alle persone trattenute l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale (SSN);
  •  garantire l’accessibilità a tutte le prestazioni sanitarie di base, comprese – a richiesta del medico del gestore del centro – le visite psichiatriche in loco due volte a settimana e l’accesso a visite specialistiche e ai Pronto Soccorso;
  •  assicurare un tempestivo accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche previste dal SSN, al fine di garantire la salvaguardia della salute individuale e collettiva;
  • provvedere alla raccolta di dati per la sorveglianza epidemiologica per il controllo delle malattie che richiedono misure di sanità pubblica.
Ove sussistano barriere linguistiche l’Ente gestore garantisce servizi di mediazione e interpretariato.
Per meglio affrontare i temi gestionali e socio-sanitari, e’ stato istituito un gruppo ispettivo che segue attentamente – ciascuno per la propria parte di competenza – le attività ed effettua frequenti accessi e di cui fanno parte rappresentanti della Prefettura, della Regione Piemonte, della Città di Torino, della Questura, del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, dell’ASL Città di Torino e del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino.
Infine, per quanto riguarda la presa in carico di soggetti vulnerabili una volta usciti dalla struttura, si tratta di un aspetto che rientra interamente nella competenza delle strutture socio-sanitarie del territorio che verranno nuovamente sensibilizzate sul tema.
Ufficio stampa Prefettura di Torino

Viva il presidente, la scritta in piazza San Carlo

Non nuovo a simili iniziative il proprietario dell’appartamento in piazza San Carlo angolo via Maria Vittoria ha esposto sul terrazzo lo striscione “Viva Mattarella”. In passato la scritta era “Viva Papa Francesco”.

(foto Igino Macagno)

Cacciavite in mano, rapina la farmacia: colpo da 600euro

È entrato di colpo in farmacia con un cacciavite in mano e da lì è partita la rapina. L’uomo, con il volto coperto, ha minacciato il personale costringendolo a consegnargli un bottino di 600 euro. È successo a Rocca Canavese nella giornata di ieri, alla farmacia Santa Caterina di piazza Osella, e il malvivente è riuscito a fuggire senza lasciare indizi.

Sul posto sono accorsi i carabinieri della compagnia di Venaria Reale, al lavoro per analizzare i filmati di videosorveglianza e risalire all’identità dell’autore del colpo.

VI.G

Il Presidio San Camillo presenta il Bilancio Sociale di Sostenibilità

È ormai diventato un appuntamento annuale, quello con il Bilancio Sociale di Sostenibilità del Presidio Sanitario San Camillo di Torino, con cui la struttura e tutto il personale vogliono fare il punto sul percorso fatto e sulle sfide ancora da affrontare.

Un documento ufficiale che offre l’opportunità per un momento di confronto con gli operatori, con il team e con i pazienti, giunto quest’anno alla sua tredicesima edizione, e pensato per fotografare l’andamento interno annuale di una realtà ospedaliera impegnata costantemente ad acquisire consapevolezza dei propri punti di forza e degli aspetti da migliorare, nel rispetto dei propri valori ma, soprattutto, di tenere in maniera salda l’attenzione sulle persone e sul lato umano della sanità. Per questo motivo il testo di quest’anno, oltre a presentare la consueta reportistica fatta di dati e informazioni, è arricchito dalle storie delle persone che vivono la realtà del Presidio Sanitario San Camillo da tutti i punti di vista, anche grazie alle esperienze raccolte con testimonianze dirette di pazienti e tramite questionari distribuiti a tutti gli stakeholders coinvolti: pazienti, dipendenti, Camilliani, università, familiari e caregiver, collaboratori, fornitori, istituzioni pubbliche.

“L’organizzazione è la rete che tiene insieme chi cura e chi è curato – ha spiegato il Dott. Marco Salza, direttore del Presidio San Camillo – un ospedale di riabilitazione difende il diritto alla qualità della vita, anche dopo un trauma, un incidente, la diagnosi di una malattia cronica o una disabilità. Il Presidio è un’organizzazione cristiana che si oppone all’esclusione, alla rassegnazione e alla disumanizzazione della malattia. Vuole essere un presidio di giustizia e dignità in una società che spesso valorizza solo ciò che è produttivo o performante. I dati, le storie che abbiamo raccolto rappresentano i valori che insieme a tanti collaboratori, con fatica e con entusiasmo, cerchiamo di realizzare”

Il Bilancio Sociale di Sostenibilità evidenzia un processo di miglioramento continuo, caratterizzato da un costante dialogo con gli stakeholder e con tutte le parti coinvolte, i pazienti e le risorse che fanno parte della struttura.

“È indubbio che ormai da tempo il sistema sanitario stia attraversando una forte crisi – ha commentato il Dott. Massimiliano Pone, responsabile delle Risorse Umane del Presidio – basta pensare alla fuga di competenze mediche che si spostano verso altri Paesi o alla forte riduzione degli iscritti al corso di laurea in infermieristica (calo del 52% in 15 anni) in quanto non considerata una figura sufficientemente valorizzata. Al fine di arginare queste criticità diventa pertanto importante coinvolgere sempre di più il personale nella mission dell’ospedale; la risorsa deve sentirsi parte integrante del contesto di lavoro, deve percepire di essere un elemento essenziale al buon funzionamento dell’ospedale, anche attraverso il lavoro in équipe per una cooperazione multidisciplinare tra figure professionali”.

Il 2024 è stato anche l’anno della stabilizzazione dell’attività, infatti, i numeri delle prestazioni ambulatoriali fornite, i numeri del Day Hospital e il tasso di occupazione dei posti letto testimoniano la qualità del lavoro svolto dal personale sanitario e amministrativo della Struttura. L’impegno a mantenere e rinnovare il Presidio è stato notevole: completata all’80% la dotazione dei sollevatori a soffitto per tutte le stanze di degenza, l’edificio è stato dotato di pannelli fotovoltaici, sono stati aumentati i posti auto all’interno della proprietà, solo per citare alcuni degli aggiornamenti intrapresi. L’attività formativa e di ricerca è proseguita in maniera importante e continuativa, così come la collaborazione con l’Università di Torino, a supporto della qualità delle prestazioni fornite per i tirocini. Gli studenti hanno valutato positivamente l’esperienza di tirocinio, in particolare l’attività dei tutor clinici e l’organizzazione della struttura. La collaborazione tra Università e Presidio San Camillo è considerata un modello virtuoso di integrazione tra formazione, assistenza e ricerca. Rilevante anche la novità assoluta in ambito regionale del progetto simulatore di guida per i pazienti che, in ambito riabilitativo, intendono ritornare a guidare.

Per quanto riguarda i consumi energetici e la tutela dell’ambiente, nel triennio 2022-2024 si è assistito a una progressiva riduzione della dipendenza dalla rete elettrica, particolarmente significativa nel 2024 (-18% rispetto al 2023), grazie all’entrata in funzione dell’impianto fotovoltaico, da 162,8 kWp, connesso alla rete nel luglio 2024, che fornisce circa 195.000 kWh annui, autoconsumati per il 99,9%, riducendo del 54% il prelievo di energia elettrica dalla rete. L’impatto ambientale complessivo nel 2024 è stato di 597 tonnellate di CO2 equivalente, suddivise tra energia elettrica (167 tonnellate) e gas naturale (430 tonnellate). Sono state intraprese iniziative per la biodiversità, con l’85% della superficie di proprietà orientata alla natura, e per il contenimento della plastica, con l’uso di materiali biodegradabili e il riciclo.

Il Bilancio Sociale intende rappresentare le grandezze economiche fornendo una chiave di lettura differente basato sull’impatto sociale generato dalla struttura. I dati del 2024 fanno registrare un sensibile incremento del valore dell’attività sanitaria (+550 mila euro circa) in costanza di valori per quanto riguarda la voce “altri ricavi”. Infatti, a fronte di una sostanziale sovrapponibilità delle percentuali dei ricavi per area con quelli dell’esercizio precedente (72% per attività di ricovero ordinario, 14% per attività di ricovero diurno e 14% per attività ambulatoriali), si registrano incrementi in valore assoluto su tutte le linee di attività.

Il 2024 è stato per il Presidio l’anno, per risultati produttivi, migliore di sempre. Le attività di ricovero, ambulatoriali, di formazione e ricerca che caratterizzano il centro, hanno registrato incrementi significativi. Complessivamente sono state circa 40.000 le giornate di degenza totali (di cui circa 8.000 di Day Hospital) con una prevalenza di pazienti neurologici ed una significativa crescita dell’attività in solvenza in regime di ricovero (queste sono state 1.745 giorni con un incremento del 35 % rispetto al 2023). Sono di 45.651 gli accessi ambulatoriali (+15 % rispetto al 2023) di cui più di 14.751 in solvenza (+19% rispetto al 2023). La suddivisione per fonte conferma inoltre il trend di crescita significativa dell’attività con onere a carico dei pazienti (ricoveri e prestazioni ambulatoriali in solvenza e in convenzione assicurativa), che concorre ai ricavi dell’attività sanitaria per oltre il 20% (contro il 15% dell’esercizio precedente), ferma restando l’importanza delle attività con onere a carico del SSN, che rimane la principale fonte di finanziamento della Struttura (80% dei ricavi). A fronte dell’attuale accordo contrattuale sottoscritto con l’ASL Città di Torino, che prevede un tetto di budget di gran lunga inferiore alla capacità produttiva della Struttura senza possibilità di riconoscimento della produzione effettuata oltre il budget assegnato, la domanda di riabilitazione dell’utenza fa sì che la Struttura sia nelle condizioni di offrire le proprie prestazioni sanitarie anche ai pazienti che decidono di ottenerle direttamente (o tramite convenzioni con mutue ed assicurazioni).

Nella voce “altri ricavi” vengono riportati i valori relativi a: attività di Formazione e rapporti con le Università, pari a circa 136 mila euro (contro i 166 mila euro del 2023); ricavi originati da sopravvenienze attive e rilascio di fondi rischi accantonati negli esercizi precedenti per 110 mila euro (contro i 12 mila euro del 2023); altri ricavi per complessivi 121 mila euro (contro i 97 mila euro dell’anno precedente).

Mara Martellotta

Torino, finto corriere tenta il ritiro di preziosi da 12mila euro in gioielleria

Fa finta di essere un corriere e tenta di ritirare gioielli per 12mila euro in una gioielleria del centro. La titolare, insospettita, blocca tutto e l’uomo viene denunciato.

Qualche giorno prima la donna aveva ricevuto una telefonata insolita da un presunto addetto che le chiedeva di preparare un pacco contenente preziosi, spiegando che sarebbe passato a ritirarlo. Prima di consegnare qualsiasi cosa, la commerciante contatta la vera ditta di spedizioni, che però le conferma di non avere alcun ordine a suo nome.

Il giorno dopo, l’uomo si presenta comunque in negozio, in divisa da lavoro. La titolare chiama il 112 e, all’arrivo del personale della Squadra Mobile di Torino, il 52enne tenta di allontanarsi ma viene fermato. Addosso aveva il timbro aziendale e le chiavi di un furgone, dove gli agenti hanno trovato otto divise di diverse compagnie, utili a rendere più credibili i suoi tentativi di truffa.

L’uomo è stato denunciato per tentata truffa, falsità materiale e sostituzione di persona. Dai controlli è emerso che aveva già ricevuto un avviso orale e vari fogli di via da diverse città. L’avviso orale è un richiamo formale del Questore, il foglio di via, invece, obbliga a lasciare un comune dove non si risiede. L’indagine è ancora agli inizi, dunque l’uomo va considerato non colpevole fino a una sentenza definitiva.

VI.G

Per la prima volta a Torino il Forum di Italia Patria della Bellezza

Si è svolta a Torino, presso il Museo Nazionale del Risorgimento italiano, alla presenza della vicesindaca Michela Favaro e dell’assessora alla Cultura Rosanna Purchia la quarta edizione del Forum della Bellezza, organizzato dalla Fondazione Italia Patria della Bellezza che, negli ultimi cinque anni, ha erogato un valore complessivo di circa 3,6 milioni di euro, cifra che include anche oltre 90 prestazioni pro bono. Questo risultato è stato possibile grazie al modello di adozione del bene culturale. Quello del forum è un appuntamneto in cui musei, borghi e realtà culturali, da Nord a Sud, si riuniscono per scambiarsi buone pratiche, idee e strategie, e condividere progetti realizzati con 30 agenzie di comunicazione che li hanno adottati.

“Siamo felici di aver accolto a Torino il Forum della Bellezza – ha dichiarato la Vicesindaca Michela Favaro – che valorizza le istituzioni culturali del nostro Paese, e promuove un dialogo virtuoso tra impresa, cultura e comunità. Il sostegno della Fondazione alle realtà culturali, anche attraverso le agenzie di comunicazione che mettono a disposizione di questa realtà le loro competenze creative, rappresenta un modello virtuoso di cooperazione tra il mondo della cultura e quello professionale. Come Città siamo impegnati a valorizzare il nostro patrimonio immobiliare, anche come risorsa culturale e sociale: molti dei nostri spazi pubblici diventano luoghi di creatività, lavoro e inclusione, contribuendo alla rigenerazione dei quartieri e la creazione di nuove opportunità occupazionali. La bellezza è un motore di sviluppo e motore di coesione, un tema che sarà approfondito da una ricerca condotta dai Politecnici di Torino e Milano. Torino vuole continuare a essere un laboratorio di innovazione culturale e sociale, in cui cultura, lavoro e patrimonio dialogano per costruire una città sempre più viva e accogliente”.

“È stato un onore per Torino ospitare il Forum della Bellezza al Museo Internazionale del Risorgimento Italiano, luogo simbolo della nostra identità nazionale – ha dichiarato Rosanna Purchia – il Museo è uno degli esempi più significativi del nostro sistema culturale, che la Fondazione Italia Patria della Bellezza ha voluto valorizzare in questa edizione. Tra i vincitori del bando 2025 figurano altre importanti istituzioni torinesi: la Fondazione Cesare Pavese, il MAO, Museo Civico della Città di Torino e la Fondazione per la Cultura Torino, Ente Partecipato del Comune, che promuove tante delle manifestazioni della Città. Questi riconoscimenti confermano la qualità e la coesione del nostro sistema culturale, capace di fare rete tra istituzioni, fondazioni e professionisti, per valorizzare la nostra identità e renderla accessibile a tutti. Il Forum della Bellezza è stato anche un momento di riflessione e confronto su come la cultura possa essere strumento di innovazione e coesione sociale. Torino, con la sua storia, ne è una testimonianza concreta, una città che continua a investire nella bellezza come crescita e benessere per la comunità”.

Per valutare l’impatto sono stati considerati modelli che analizzano il valore trasformativo della bellezza in termini di sostenibilità, benessere, coesione sociale e sviluppo culturale. Saranno coinvolti cittadini e comunità locali per comprendere la percezione della bellezza e il senso di identità territoriale. I dati finali sono attesi per settembre 2026.

“Il Forum è stata anche l’occasione per rinnovare l’impegno condiviso verso la cultura come infrastruttura civile – ha dichiarato Alessia Del Corona Borgia, direttrice della Fondazione – dopo gli interventi istituzionali della Città di Torino, la giornata si è aperta con il dialogo di ricerca tra docenti dei Politecnici di Torino e Milano. Si è svolto un panel dedicato alle strategie di comunicazione di branding territoriale, in cui comuni e territori hanno raccontato come la bellezza possa diventare una leva di identità e sviluppo locale. L’intervento di Amalia Elvina Finzi, dal titolo ‘La bellezza distorta’, ha affrontato il tema della bellezza come valore culturale e sociale, come spesso venga contrapposta all’intelligenza e usata come etiche5tabdi genere. Attraverso esempi tratti dalla natura, dalla tecnologia e dalla matematica, le relatrice hanno dimostrato che la bellezza permea anche la scienza e l’innovazione, ma i bias culturali continuano a limitarne la percezione. La riflessione è anche un invito a superare gli stereotipi che riducono la donna a sola apparenza e a valorizzare pensiero, talento e intuizione, restituendo alla bellezza il suo ruolo autentico, libero da distorsioni e capace di generare conoscenza e progresso”.

Nel pomeriggio il focus è stato sui temi della legalità, della memoria attiva e dell’impegno civile, e sul ruolo dei musei attivi come centri vivi di conservazione e ricerca. La giornata si è arricchita di case study di comunicazione, un momento musicale a cura della Fondazione Accademia Musicale di Imola.

Mara Martellotta

A lezione di Grandi Eventi, il percorso formativo riservato agli studenti della SAA

A “lezione” di Grandi Eventi (in primis le Atp Finals che si sono appena concluse) con il Comune di Torino, dietro le quinte del centro di produzione Rai di via Verdi con i suoi vertici, e, ancora, scoprire i segreti del successo di realtà quali Vergnano o La Perla. Tutto pronto per il MEL 2025-2026 (Management Experience Lab), il percorso formativo adottato dal Dipartimento di Management dell’Università di Torino, riservato agli oltre 2mila studenti della SAA e giunto al suo terzo anno.

E si comincia subito alla grande, il 20 novembre, in una Torino ancora fresca di Atp Finals, con il corso di Managament e Organizzazione Grandi Eventi a cura dell’assessore Comunale Mimmo Carretta e del dirigente Comunale Dario De Stefanis.

Mara Martellotta

Tenta di violentare e deruba ragazza nel bar

Una. ragazza di 23 anni era insieme a un’amica in un locale aperto 24 ore su 24 in via Tripoli, non lontano da corso IV Novembre, nel quartiere Santa Rita a Torino. Durante la serata arriva un altro gruppo di giovani, che dopo poco si unisce a loro.

A un certo punto la 23enne si isola nel bagno con uno dei ragazzi arrivati in un secondo momento. Quando l’amica nota che è passato troppo tempo e la giovane non è ancora tornata, decide di andare a controllare.

Secondo quanto riportato da La Stampa, è in quel momento che sente la ragazza gridare: «Lasciami andare, così mi violenti». Allarmata dalle urla, apre di colpo la porta del bagno e trova l’amica senza vestiti. Il presunto aggressore fugge, portandosi via la borsa della ragazza con soldi e telefono, poi abbandonata poco più avanti.