CRONACA- Pagina 184

Torino, scommesse e giochi abusivi online: la polizia sgomina organizzazione criminale 

Nella prima mattinata del 6 ottobre 2025, a conclusione delle  indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G. emessa dal GIP presso il Tribunale di Torino nei confronti di due soggetti di nazionalità italiana (classe 1985 e 1988), già titolari e gestori di una sala scommesse ubicata a Trofarello (TO), indagati a vario titolo, unitamente ad altre 13 persone, per associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di attività di gioco e scommessa, e frode in competizioni sportive, autoriciclaggio.

Le investigazioni, condotte dalla Squadra Mobile di Torino e dalla locale S.I.S.C.O., sono state avviate nel settembre del 2022 sulla base di elementi che lasciavano ipotizzare l’esistenza, nella provincia di Torino, di un gruppo organizzato dedito ad attività di raccolta abusiva di scommesse su eventi sportivi tramite la predisposizione di piattaforme di gioco raggiungibili tramite link dedicati.

Questo scenario trovava conferma nel dicembre dello stesso anno, a seguito di un  controllo amministrativo effettuato, con l’ausilio di operatori della Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale, presso un centro scommesse ubicato a Trofarello (TO). Era emerso, infatti, che nell’attività commerciale – formalmente intestata ad uno dei due destinatari della misura cautelare e centro nevralgico del gruppo criminale – era operativo un sistema parallelo di raccolta e gestione di scommesse non autorizzate (rispetto alle piattaforme legali), basato sull’utilizzo di sofisticati software e spazi virtuali.

Le indagini, supportate da intercettazioni, servizi di appostamento e pedinamento, nonché dall’analisi di decine di copie forensi di smartphone e computer (sequestrati agli indagati e presso agenzie di scommesse) e dall’esame della copiosa documentazione amministrativa acquisita, hanno svelato l’esistenza di un’associazione dedita alla raccolta non autorizzata di scommesse sportive anche a distanza.

In particolare, le indagini hanno permesso di ricostruire l’intera architettura dell’organizzazione a struttura piramidale impegnata nel business illegale del gioco d’azzardo e dell’esercizio abusivo della raccolta di scommesse su eventi sportivi. Il gruppo si avvaleva della creazione e gestione di piattaforme di gioco online (parallele rispetto a quelle autorizzate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), denominate “betart.bet”, “specialbet.bet” e “crazybet”, messe a disposizione degli scommettitori mediante l’apertura di linee di credito e la concessione di fidi. In tal modo, la compagine riusciva a gestire un ingente flusso di puntate per importi e profitti di centinaia di migliaia di euro.

È emerso, inoltre, che i correi comunicavano tra loro tramite chat criptate, utilizzando nickname e sistemi di cifratura avanzati, volti a garantire la segretezza delle conversazioni e a eludere le attività investigative.

L’azione criminosa del gruppo si è contraddistinta anche per la sistematica violazione delle normative vigenti in materia fiscale e di prevenzione del riciclaggio. In questo ambito, si è rivelata decisiva l’analisi dei rapporti finanziari riconducibili ai principali indagati. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire con precisione i flussi di denaro attraverso l’esame di ricariche con carte prepagate e di movimentazioni verso conti esteri, delineando un ingegnoso sistema di gestione e occultamento dei proventi illeciti. Ciò ha permesso di contestare reati di natura finanziaria, tra cui l’autoriciclaggio, atteso che parte delle somme veniva reimmessa in circuiti apparentemente leciti con l’intento di ostacolarne la tracciabilità.

Accanto ai membri inseriti in maniera stabile nell’organigramma dell’associazione, su un piano distinto ma comunque rilevante, si sono evidenziati numerosi intermediari che fungevano da collegamento tra i vertici del gruppo e gli scommettitori. Tra questi ultimi, un calciatore professionista, il quale aveva accumulato nel tempo un considerevole debito di gioco. Dalle sue dichiarazioni rese all’Autorità Giudiziaria, sono emersi riscontri oggettivi circa l’operatività dell’organizzazione criminale.

A rafforzare ulteriormente il quadro probatorio hanno contribuito, infine, i numerosi riscontri emersi dall’analisi del contenuto dei dispositivi informatici e dei telefoni cellulari sequestrati nell’ambito delle perquisizioni eseguite in corso d’indagine su delega dell’Autorità Giudiziaria nei confronti dei componenti del gruppo.

Anche l’esame dei dispositivi elettronici in uso a molti scommettitori ha consentito di confermare e approfondire le modalità operative dell’associazione, l’identità dei soggetti coinvolti e l’estensione della rete di raccolta delle scommesse non autorizzate.

L’attività svolta dalla Squadra Mobile e dalla Sisco di Torino si inserisce in un più ampio e articolato piano di contrasto nazionale al gioco illegale promosso dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato che, a tal fine, ha da tempo costituito sul territorio nuclei specializzati per fronteggiare in via dedicata tale fenomeno criminale.

Anton Zeilinger, a Torino il Premio Nobel per la Fisica

Due giorni di celebrazioni (15-16 ottobre 2025) per il centenario della Meccanica quantistical’Accademia delle Scienze di Torino rende omaggio all’articolo rivoluzionario di Werner Heisenberg che, cent’anni fa, diede vita a questa straordinaria avventura scientifica capace di trasformare non solo la nostra comprensione della natura, ma anche la nostra vita quotidiana.

Ospite d’eccezione a Torino Anton Zeilinger, Premio Nobel per la Fisica 2022 “per gli esperimenti con fotoni entangled, che hanno stabilito la violazione delle disuguaglianze di Bell e aperto la strada alla scienza dell’informazione quantistica“. Lo scienziato terrà una Lectio Magistralis intitolata “From the early days of quantum information to modern experiments” il 15 ottobre alle ore 18 alla Cavallerizza Reale. Il giorno seguente, 16 ottobre alle ore 19, Zeilinger riceverà nella Sala Mappamondi dell’Accademia delle Scienze la nomina a socio dell’Accademia, un riconoscimento che gli verrà conferito dal presidente Marco Mezzalama

Il convegno “Un secolo di Meccanica quantistica”, organizzato dall’Accademia delle Scienze, traccia un bilancio di questa disciplina che ha già rivoluzionato la nostra quotidianità – dai dispositivi elettronici alle diagnosi mediche – e si prepara ora a una nuova svolta epocale con il calcolatore quantistico e altre applicazioni di frontiera.

L’evento rappresenta un momento di straordinaria rilevanza per la comunità scientifica italiana e internazionale, ma apre le porte anche al grande pubblico, offrendo un’occasione unica per avvicinarsi a questo affascinante capitolo della scienza contemporanea.

Calo infermieri, Delli Carri Nursing Up: “tendenza denunciata da anni”

In Piemonte, tra il 2019 e il 2023, il personale infermieristico è diminuito del 2,4%, passando 22 mila 116 a 21 mila 643 unità. A livello nazionale, lo stesso periodo registra un incremento medio del 3,3%. È quanto emerge dal recente rapporto Agenas, che fotografa una situazione ormai definita come “caso Piemonte”.

“Il quadro tracciato da Agenas non ci sorprende – dichiara Claudio Delli Carri, Segretario Generale del Nursing Up di Piemonte e Valle d’Aosta – è la conferma di una tendenza che come sindacato denunciamo da anni. I numeri parlano chiaro e dimostrano un sistema in sofferenza, che continua a perdere i professionisti qualificati senza riuscire a rimpiazzarli”.

Secondo Delli Carri le cause sono molteplici e intrecciate. Innanzitutto bisogna ricordare che in Piemonte mancano oltre 6 mila infermieri, e le cause sono le retribuzioni troppo basse rispetto al livello di responsabilità richiesto, carichi di lavoro crescenti e un’età media del personale che continua ad aumentare. Il turnover non viene compensato da nuove assunzioni e il numero di giovani che scelgono di intraprendere questa strada è in costante diminuzione. Il Segretario denuncia inoltre come il fenomeno sia anche il risultato di un contesto politico e gestionale che non ha saputo valorizzare la professione infermieristica.

“Molti professionisti lasciano la Regione o scelgono di cambiare mestiere – continua Daniele Delli Carri – altri vanno in pensione e non vengono sostituiti. È evidente che serva una riforma strutturale della Sanità Pubblica, capace di restituire dignità e prospettiva a una categoria che rappresenta la spina dorsale del sistema sanitario nazionale”.

“Il rapporto Agenas – conclude Delli Carri – non fa che confermare un trend che conoscevamo bene. Per invertire la rotta servono interventi concreti, risorse e una visione sul lungo periodo, altrimenti il rischio è quello di trovarci di fronte a una vera emergenza professionale e sociale”.

Mara Martellotta

TTG Rimini, inaugurato lo stand della Regione Piemonte

Ieri in occasione dell’apertura del TTG Travel Experience di Rimini, è stato ufficialmente inaugurato lo stand della Regione Piemonte, uno spazio concepito per raccontare un territorio che cresce e si propone al mercato nazionale e internazionale con un’offerta turistica sempre più ricca, sostenibile e integrata. Erano presenti: il ministro del Turismo Daniela Santanchè, l’onorevole Gianluca Caramanna, l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo e Sport della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni, l’assessore al Turismo e Marketing Territoriale della Liguria Luca Lombardi e il presidente di Visit Piemonte, Silvio Carletto.

All’interno del Padiglione C5 (stand 227-314), la Regione Piemonte è presente con una rete articolata di Agenzie Turistiche Locali, Residenze Reali Sabaude e oltre 30 operatori del settore, in rappresentanza delle eccellenze delle diverse aree regionali – dalle montagne ai laghi, dalle colline alle città d’arte. Lo stand si conferma punto di riferimento per incontri istituzionali e professionali durante tutta la durata della manifestazione.

La giornata si è concentrata sulla presentazione di progetti e strategie per valorizzare le eccellenze turistiche piemontesi, in un’ottica condivisa, innovativa e sostenibile.

Il primo appuntamento ha visto protagonista i Giardini Botanici di Villa Taranto, esempio di bellezza senza tempo e oggetto di una nuova sfida: attualizzare la visione originaria del Capitano McEacharn, rendendola accessibile e coinvolgente per le nuove generazioni.

Successivamente, la provincia di Alessandria ha illustrato il percorso intrapreso verso la creazione di un Sistema Turistico di Destinazione per il Piemonte Sud, volto a rafforzare il coordinamento territoriale e la promozione integrata dell’offerta.

Grande attenzione ha suscitato la nascita di Turin Alps, nuovo progetto che unisce Torino e le Montagne Olimpiche in un’unica proposta turistica, capace di coniugare città, natura, sport e cultura in un modello integrato.

Spazio anche al turismo sostenibile e outdoor, con i progetti PAYSAGE+ Aimable e Bikeland, che mirano a valorizzare il paesaggio attraverso esperienze lente, inclusive e ad alto valore aggiunto.

Biennale Tecnologia, come sarà la prossima edizione

Soluzioni, un progetto del Politecnico di Torino 

V edizione da mercoledì 15 a domenica 19 aprile 2026

Dal 15 al 19 aprile 2026 il Politecnico di Torino, in collaborazione con importanti partner locali e nazionali, organizzerà nel capoluogo piemontese la quinta edizione di Biennale Tecnologia, il grande evento – pensato per i giovani e il grande pubblico – dedicato all’esplorazione dell’impatto trasformativo della tecnologia su tutti gli aspetti della vita e della società: dalla salute all’ambiente, dalle relazioni interpersonali alla democrazia, dall’istruzione al lavoro, dalle questioni locali alle sfide globali che riguardano il digitale, l’intelligenza artificiale, la sostenibilità, l’energia, lo Spazio, la mobilità, il lavoro, l’educazione e molto altro.

Soluzioni è il titolo scelto per questa edizione di Biennale Tecnologia, che proverà a rispondere alla domanda “Come possiamo usare la tecnologia per il bene comune?”. E lo farà provando a riflettere sulle criticità che l’accelerazione tecnologica necessariamente evidenzia, per trovare insieme soluzioni possibili e concrete a questa grande sfida e per immaginare nuove possibilità. La formula sarà quella che ha incontrato il successo del pubblico nelle scorse edizioni, con lezioni, dialoghi, incontri, workshop, spettacoli e mostre con esperti ed esperte di fama nazionale e internazionale, tutti ad ingresso libero e gratuito, che daranno vita a una narrazione scientifica arricchita anche dai linguaggi creativi della letteratura, del cinema, del teatro, della musica e delle arti visive.

Tante e importanti le novità di questa edizione:

 

  • Tre co-curatori, selezionati fra 30 candidati, che affiancheranno il curatore professor Guido Saracco nella definizione del programma della manifestazione: Simone Arcagni, saggista e docente all’Università IULM; Frame | Divagazioni Scientifiche, associazione specializzata nella comunicazione scientifica e fondata da Alberto Agliotti, Emiliano Audisio, Francesca Calvo, Enrica Favaro, Beatrice Mautino; Federico Bomba, direttore artistico dell’organizzazione culturale Sineglossa.

  • Tre filoni tematici principali costituiranno la struttura portante del programma di Biennale Tecnologia 2026:

Culturtech, che mette al centro il ruolo sempre più significativo della tecnologia nella produzione culturale e il suo impatto trasformativo sulle forme, sui significa(n)ti, sulle modalità di fruizione della cultura da parte del pubblico e viceversa sul modo in cui la cultura produce immaginari tecnologici, in cui una sezione specifica, curata dell’Associazione Italian Cultural Content Industry, sarà dedicata all’industria dei contenuti e alle imprese.

Interfaccia uomo-macchina, che esplorerà gli effetti dirompenti prodotti dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale in diversi ambiti che investono direttamente la nostra società, come la salute, il lavoro, l’educazione, e nell’evoluzione stessa di diverse branche del sapere – come, ad esempio, le neuroscienze – per immaginare senza timore le diverse forme di convivenza e ibridazione uomo-macchina.

Installazioni artistiche, mostre, spettacoli, reading, performance che racconteranno le nuove tecnologie, e in particolare l’intelligenza artificiale, da un punto di vista artistico e creativo.

Parallelamente a questi filoni principali ruoteranno poi altri eventi tematici, che – sempre partendo dalla tecnologia – approfondiranno da più prospettive argomenti come lo sviluppo delle tecnologie spaziali, la geopolitica dell’innovazione, le scienze della vita, le tecnologie verdi, la mobilità, la città del futuro, l’economia, lo sport e molto altro.

Inoltre l’intero programma di Biennale Tecnologia sarà accolto nel fascicolo di candidatura di Torino Città Capitale Europea 2033.

  • Biennale Tecnologia, nel 2026, uscirà dal perimetro del Politecnico per incontrare la cittadinanza nel cuore di Torino: da venerdì 17 a domenica 19 aprile gli incontri del suo programma principale si svolgeranno in alcune delle sedi più rappresentative della città, dal Circolo dei lettori all’Accademia delle Scienze, dal Teatro Carignano al Teatro Regio e al Teatro Vittoria, passando per il Museo del Risorgimento e l’Oratorio San Filippo Neri. Un modo per offrire al pubblico e ai visitatori l’opportunità di vivere il fascino e la storia della città e per rendere la tecnologia e la scienza sempre più vicine.

Tornano invece rinnovate molte delle iniziative collaterali che negli anni hanno caratterizzato Biennale Tecnologia:

 

  • Tecnologia Futura

Anche nel 2026 Biennale Tecnologia aderisce a Torino Futura, il progetto voluto e promosso dagli Assessorati alla Cultura e all’Istruzione della Città di Torino per moltiplicare le occasioni di socialità e di dialogo tra i giovani, anche attraverso modalità di protagonismo civico. Molte saranno infatti le attività appositamente pensate per gli studenti e le studentesse delle scuole superiori di ogni ordine e grado. E, di riflesso, per i loro insegnanti. A cominciare dal Campus residenziale, che anche nel 2026 darà la possibilità a oltre duecento studenti provenienti dalle scuole di tutta Italia di partecipare gratuitamente a momenti di formazione pensati appositamente per loro sui temi più importanti affrontati dalla manifestazione e di seguire, con accesso riservato, gli stessi incontri promossi da Biennale Tecnologia.

  • Tecnologia in piazza

La centralissima Piazza San Carlo, baricentro degli eventi in programma, sarà un presidio fisso per tutta la durata della manifestazione e ospiterà il Villaggio della Tecnologia, sede di laboratori e percorsi ludico-didattici pensati e costruiti per i più piccoli e le loro famiglie e dove i più appassionati potranno curiosare negli stand allestiti e curati dai Team Studenteschi del Politecnico, che racconteranno e mostreranno al pubblico i risultati delle loro ricerche applicate, le loro invenzioni, i loro prototipi. Accanto agli stand sarà inoltre allestito un punto informativo dove i cittadini potranno consultare il programma, informarsi sugli eventi e le attività di Biennale Tecnologia, costruire grazie all’aiuto di personale qualificato i propri percorsi di visita.

  • Tecnologia Diffusa

A essere protagonisti saranno ancora una volta i docenti e ricercatori del Politecnico che, anche grazie alla collaborazione con le reti delle Biblioteche Civiche e delle Case del Quartiere di Torino, daranno vita a un vero e proprio programma parallelo di attività pensate e (co-)progettate per portare anche nei quartieri più distanti dal centro della città le riflessioni sul futuro e sul rapporto tra tecnologia e società, nell’ottica di raggiungere e coinvolgere un bacino di pubblico il più ampio e variegato possibile.

 

  • Politecnico Aperto

Altro appuntamento ormai tradizionale e atteso, soprattutto dalle famiglie, è il programma di Politecnico Aperto. Come per ogni edizione, anche nel 2026 l’Ateneo aprirà al pubblico sempre più ampio di curiosi e appassionati le porte dei suoi laboratori e centri di ricerca per far conoscere a tutti, grazie a un ricco programma di attività, incontri, esperimenti e workshop, le sue più importanti linee di ricerca, con particolare riferimento a quei progetti di frontiera, e di ricerca applicata, utili alla vita di tutti i cittadini.

Il Rettore Stefano Corgnati ha commentato: “Biennale Tecnologia da questa edizione si apre sempre più alla città. Uno degli obiettivi che ci siamo dati con il curatore, infatti, è renderlo un evento che coinvolga sempre più la cittadinanza, andando all’interno anche dei luoghi della città e non solo del Politecnico – illustra il rettore Stefano Corgnati, presidente di Biennale Tecnologia – Per questo motivo la scelta è stata quella di inaugurare nell’Ateneo per poi proseguire nel weekend in alcuni luoghi iconici che sono pienamente integrati in ecosistemi della diffusione della conoscenza. In questo modo il progetto risponde alla nostra terza missione, diffondendo la cultura del sapere scientifico in modo obiettivo, imparziale e aprendo a un dialogo che tenga conto, sotto tutti i di tutti i punti di vista, degli aspetti della trasformazione della società permeati da transizioni di tipo tecnologico”.

Il Professor Guido Saracco, curatore residente della Biennale Tecnologia: “La prossima Biennale Tecnologia 2026 promette di affrontare le più grandi sfide al crocevia tra tecnologie e società non soltanto contestualizzandole ma offrendo possibili e concrete soluzioni socio-tecniche, con la finalità ultima di restituire consapevolezza e fiducia alla cittadinanza. In questa direzione l’interdisciplinarità è un fattore chiave ed è per questo che il festival darà ancor più voce a diversi punti di vista e diversi strumenti di comunicazione, realizzando nei suoi eventi strette collaborazioni con enti culturali, economici e sociali come mai prima d’ora, in collaborazione col nuovo strumento di produzione di contenuti culturali del Politecnico di Torino: Prometeo Tech Cultures. In quest’ottica vanno anche inquadrati i contributi dei tre guest curators che ci affiancheranno nella definizione ultima del programma, nuove voci del coro della futura Biennale Tecnologia”.

 

 

Torino, uomo muore investito da camion

I soccorsi non hanno potuto salvare un settantenne che è morto investito da un camion. L’incidente è avvenuto ieri pomeriggio in strada del Cascinotto, all’angolo con strada Settimo, alla periferia di Torino.
L’uomo  stava attraversando fuori dalle strisce pedonali quando è stato travolto dal mezzo pesante.

Le Giornate del Premio Roberto Morrione: anteprima delle Inchieste 2025

Giornalismo: “Il limite assente”

Edizione dedicata alle vittime del genocidio di Gaza e a tutte le giornaliste e i giornalisti uccisi nel mondo

Torino, 23-25 ottobre 2025
Anteprima il 13 ottobre

 

“Il Limite Assente” è il tema delle “Giornate del Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo”, che si terranno a Torino dal 23 al 25 ottobre 2025, con un’anteprima il 13 ottobre.

Organizzate dall’associazione Amici di Roberto Morrione in collaborazione con la Rai, vedranno la partecipazione di oltre 60 speaker, tra giornalisti investigativi, comunicatori, accademici e gli 11 under 30 finalisti del concorso.

Nelle tre giornate ci saranno proiezioni, incontri di approfondimento e dibattiti sul ruolo, gli strumenti e il costo, sempre più spesso tragicamente in vite umane, del giornalismo investigativo di fronte alle drammatiche crisi che affliggono i nostri tempi: dai conflitti armati a quelli commerciali fino ai massacri programmati di intere popolazioni, come a Gaza, ma senza dimenticare la crisi ambientale e quella climatica. Crisi e conflitti che si consumano fuori da ogni regola, senza più alcun limite dettato dal diritto internazionale o semplicemente dalle leggi non scritte della cultura umanitaria. L’unica regola che sembra dettare legge in questa assenza di ogni limite è quella determinata dai rapporti di forza: vince tutto il più forte e i deboli pagano il prezzo, sia esso economico o di sangue.

 

“Di fronte al complesso contesto internazionale e alle crisi in corso continuiamo a credere nel valore del giornalismo investigativo, non come antidoto al ‘limite assente’, ma come risorsa per non arrendersi alla superficialità. Per questo continuiamo a rivolgerci a giovani reporter, perché sono il possibile futuro migliore.” Ha dichiarato Giovanni Celsi, presidente dell’associazione Amici di Roberto Morrione.

 

“Il Premio Morrione rappresenta un passaggio di testimone alle giovani generazioni di giornalisti e giornaliste. Nasce come tributo alla figura indimenticabile di Roberto, ma negli anni si è affermato come occasione per attribuire nuovi strumenti, visibilità e fiducia ai giovani professionisti, chiamati oggi più che mai alla sfida di preservare la verità contro le manipolazioni, la superficialità, l’asservimento agli interessi di potere”. A dirlo è Luigi Ciotti, presidente di Fondazione Gruppo Abele e dell’associazione Libera. “L’informazione indipendente è un elemento chiave della democrazia: tutelare chi la fa bene significa difenderci tutti e tutti dalle insidie che oggi la democrazia affronta”.

Il programma completo delle Giornate 2025 è consultabile su WWW.PREMIOROBERTOMORRIONE.IT

L’ANTEPRIMA INSIEME ALLA CAROVANA PER GIANCARLO SIANI
L’anteprima delle Giornate 2025 è prevista il 13 ottobre al Campus Einaudi, in collaborazione con Libera, la rivista lavialibera e la Fondazione Giancarlo Siani.
A 40 anni dall’omicidio del giornalista ucciso dalla camorra nel 1985, la macchina per scrivere del giovane cronista napoletano continua a viaggiare per l’Italia e il 13 ottobre giungerà a Torino.
L’associazione Amici di Roberto Morrione si unisce così alla Carovana e all’incontro torinese, al quale parteciperanno – tra gli altri – Sigfrido Ranucci, conduttore e autore di Report (Rai 3), e Paolo Siani, fratello di Giancarlo.

UNDER 30 AL CENTRO. A TORINO L’ANTEPRIMA DELLE INCHIESTE
Durante le Giornate verranno presentate in anteprima nazionale le inchieste finaliste della 14ª edizione del Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo e l’inchiesta vincitrice della 2ª edizione del Premio Riccardo Laganà Biodiversity Sustainability Animal Welfare.
Protagonisti saranno le giovani e i giovani reporter che le hanno realizzate: Marco Castellini, Ilenia Cavaliere, Marianna Donadio, Dora Farina, Chiara Garbin, Novella Gianfranceschi, Alessandro Masella, Niccolò Palla, Daman Singh, Bianca Turati e Iman Zaoin. Sarà inoltre possibile – solo durante le Giornate – vederle in esclusiva registrandosi sul sito www.premiorobertomorrione.it.
La serata conclusiva, sabato 25 ottobre, proclamerà l’inchiesta vincitrice del Premio Morrione 2025.
Le inchieste verranno presentate per la prima volta – in anteprima nazionale – venerdì mattina durante un incontro riservato alle scuole superiori della rete di Libera Piemonte. A seguire, gli studenti e le studentesse presenti voteranno e sarà una piccola delegazione di loro ad assegnare, durante la serata di premiazione di sabato, il Premio Libera Giovani all’inchiesta che avrà ricevuto più preferenze.

PREMI SPECIALI: PREMIO BAFFO ROSSO E IL TESTIMONE DEL PREMIO ROBERTO MORRIONE

Il Premio Baffo Rosso 2025 va al giornalista di Report Rai 3 Paolo Mondani; mentre alla giornalista e scrittrice palestinese Rita Baroud verrà consegnato il Testimone del Premio Roberto Morrione, riconoscimento per chi illumina gli angoli bui della cronaca senza mai abbandonare la passione per la verità.

LE VIGNETTE DI MAURO BIANI

Anche quest’anno Mauro Biani realizzerà delle vignette speciali, ispirate dalle cinque inchieste realizzate dagli under 30, mostrate durante la serata di premiazione di sabato 25 ottobre.

8 ottobre: manifestanti in piazza anche oggi a Torino

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AGGIORNAMENTO:

8 ottobre – Anche questa sera circa duemila manifestanti pro Gaza hanno manifestato per le vie di Torino. Si sono inizialmente ritrovati in piazza Castello dove hanno tenuto un’assemblea pubblica. Poi è iniziato il corteo che a un certo punto si è fermato davanti ai cancelli della Rai di via Verdi presidiati dalla polizia.

  7 ottobre sera – Come era stato annunciato, il corteo pro Gaza non autorizzato da questura e prefettura si è tenuto nelle vie del centro, da via Milano a piazza Castello, fino a corso Giulio Cesare. Presenti  bandiere della Palestina e di Cobas, USB, Rifondazione e Potere al Popolo. Non hanno aderito i partiti della sinistra e la Cgil. In testa al corteo lo striscione: “Il genocidio non è finito. Siamo Resistenza. Continuiamo a bloccare tutto”. E’ stata annunciata una nuova manifestazione per questa sera, mercoledì 8 ottobre, alle 18,30

 

 

Torino, 7 ottobre 2025. La città si prepara a una serata tesa. Nonostante il mancato via libera della Questura, un gruppo di collettivi e attivisti ha confermato che il corteo a sostegno di Gaza si terrà comunque questa sera, con partenza prevista da piazza Castello intorno alle 19:30. L’iniziativa, priva di un’organizzazione ufficiale e senza l’adesione di forze politiche, è diventata un banco di prova per la gestione dell’ordine pubblico e per la libertà di manifestare.

Diversamente da altre mobilitazioni, questa volta nessun partito o sindacato tradizionale ha scelto di partecipare. I promotori parlano di un’azione “autonoma e dal basso”, nata sui social e sostenuta da reti studentesche, centri sociali e gruppi di solidarietà internazionale.
I principali partiti progressisti — dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle fino ad Alleanza Verdi e Sinistra — hanno invece preso le distanze, giudicando “inopportuna” la coincidenza con l’anniversario dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Una scelta che ha lasciato campo libero a una mobilitazione slegata da logiche istituzionali.

La Questura di Torino aveva invitato gli organizzatori a rinviare la manifestazione o a trasformarla in un presidio statico, citando motivi di sicurezza e l’assenza di una comunicazione formale del percorso. Il divieto, tuttavia, non ha fermato la protesta. E nelle ultime ore gli appelli alla partecipazione si sono moltiplicati, rilanciati da pagine e profili legati al mondo dell’attivismo cittadino.
Il clima resta incerto: la Prefettura ha disposto un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine in centro, mentre le autorità temono disordini nel caso in cui il corteo tenti di muoversi per le vie del centro storico.

Le forze dell’ordine presidieranno piazza Castello e le vie adiacenti fin dal tardo pomeriggio. Nonostante l’assenza di un percorso ufficiale, gli agenti sono pronti a intervenire in caso di corteo spontaneo.
Il rischio di tensioni non è escluso, anche alla luce delle proteste pro-Palestina che nei giorni scorsi hanno provocato scontri a Roma e in altre città italiane.

 

“Bloccare i trasporti? Lo impedisca una norma costituzionale”

Caro Direttore,
Le proteste sono il sale della democrazia ma fino a che punto possono spingersi? Nell’epoca di comunicazioni globali i trasporti sono come il sistema circolatorio per
l’uomo. Bloccare i trasporti è molto più che una protesta Sindacale o politica. Al Governo ebbi la responsabilità del Tavolo dei Trasportatori, il tavolo più difficile in assoluto come sanno bene Prodi e Enrico Letta che non riuscirono ad evitare il blocco dei tir del dicembre 2007. Un blocco che fece perdere al nostro Paese ben 4 miliardi di produzione. Senza dimenticare lo sciopero dei camionisti che portò al golpe cileno di Pinochet. Nei miei anni di governo durante la crisi economica più pesante l’Italia fu l’unico Paese in Europa a non avere il blocco dei tir. Me lo riconobbe al Senato anche la opposizione. Le proteste per la Palestina l’altro sera hanno portato al blocco del Frejus l’unico traforo aperto perché quello del Bianco è chiuso per manutenzione. Contemporaneamente venivano bloccati alcuni porti e aeroporti. Nella economia moderna il funzionamento del sistema dei trasporti è vitale. Bloccando i trasporti si bloccano le medicine, generi alimentari e quant’altro.  Chi ne paga le conseguenze? I più deboli , il lavoro , le entrate fiscali dalle quali dipendono le risorse per la Sanità e la Scuola.
Le Manifestazioni  debbono essere libere ma non possono danneggiare la Comunità e soprattutto la parte più debole. La protesta sarebbe tanto più convincente senza atti di violenza e di blocco . La libertà di manifestazione concede al popolo come il voto libero la più alta possibilità di espressione delle proprie posizioni. Chiedo ai giuristi se il divieto a bloccare i trasporti e gli snodi infrastrutturali delle reti di trasporto non possa essere inserito nella Costituzione.

Mino GIACHINO già sottosegretario ai trasporti