CRONACA- Pagina 1514

Andrea Liberatori, il giornalista gentiluomo

E’ morto a Champoluc, dove si trovava in vacanza con la moglie Anna Maria,  Andrea Liberatori. Aveva 97 anni e fu a lungo il caporedattore dell’edizione piemontese de L’Unità.  

Giornalista preparato e appassionato, colto e raffinato,  lo ricordiamo in tanti come un gentiluomo dai modi fermi e garbati che ha insegnato il mestiere a generazioni di cronisti. Studente di ingegneria al Politecnico entrò nella redazione torinese de L’Unità” nel 1948 e per quarant’anni lavorò al giornale fondato da Antonio Gramsci, prima a Torino, poi a Milano e nuovamente a Torino. Una vita intensa da segretario di redazione, cronista, inviato, capo redattore per l’edizione torinese. Per dodici anni fece parte del consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte. Nel periodo milanese, tra il  1957 e il 1962 lavorò con Aldo Tortorella direttore e Aniello Coppola capo redattore. Sempre a Milano, con Giulio Trevisani e Arturo Lazzari, partecipò attivamente alla creazione dell’Enciclopedia nuovissima che uscì a dispense con il Calendario del popolo. Chi ha avuto l’opportunità – e l’onore – di lavorare per quel giornale ( com’è capitato per diversi anni a chi scrive) e di conoscerlo lo ricorda come un maestro.

L’etimologia stessa di questa parola si addice alla sua figura: il conoscitore profondo di una disciplina che egli possiede integralmente e che può insegnare agli altri nella maniera più proficua. E così è stato. Con garbo, competenza, pazienza. Per chi quel giornale l’ha confezionato, diffuso, letto, commentato, persino ostentato come un simbolo, una bandiera, è rimasto nella testa e nel cuore  qualcosa di più importante e prezioso di un ricordo. Non è stato “solo” un giornale: è stata L’Unità. E Andrea Liberatori, che sostituì Diego Novelli alla guida della redazione che allora si trovava nel palazzone di via Chiesa della Salute, era anch’egli un simbolo grazie alle sue qualità di intellettuale e giornalista che aveva scelto di mettere la sua elegante scrittura ( come ha ricordato benissimo Battista Gardoncini) “al servizio di quella che allora si chiamava – ed era – lotta di classe”.

Andrea Liberatori condivise quell’impegno con tanti giornalisti, con uomini come Italo Calvino, Paolo Spriano e molti altri. Un tempo lunghissimo, vissuto raccontando Torino, il Piemonte, l’Italia dal dopoguerra agli anni ’80. Continuando poi a scrivere, a esprimere opinioni, a dare consigli importanti. Quel mondo che incontrai la prima volta a vent’anni nella redazione torinese di via Chiesa della Salute, ai tempi di Andrea Liberatori come capo redattore e Antonio Monticelli capo cronista, non c’è più. E amaramente dubito che oggi vi siano eredi alla loro altezza. Rimane però un patrimonio di storie e vicende umane che sarebbe un eresia disperdere. La storia di un giornale – di ogni giornale – è come una tessera del mosaico nella storia di un Paese. E la storia di giornalisti come Liberatori, tra gli ultimi a intervistare Primo Levi, ne rappresenta una parte importante.

Marco Travaglini

L’Arma dei Carabinieri in sorvolo sui siti UNESCO del Piemonte

I militari del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Torino, in
collaborazione con il 1° Elinucleo Carabinieri di Volpiano, si sono alzati in volo per
verificare l’integrità di alcuni siti UNESCO del Piemonte, in particolare il sito
palafitticolo del Lago di Viverone, il Sacro Monte di Varallo e il Santuario di Oropa.

Inserito tra i 111 siti archeologici palafitticoli seriali dell’Arco Alpino, il sito di Viverone
(Emissario I) – dichiarato sito UNESCO nel 2011 – è di straordinaria importanza storicoscientifica. La presenza di oltre 5000 pali nel terreno sotto il livello dell’acqua testimonia
l’insediamento di un antico e vasto villaggio palafitticolo risalente all’età del bronzo.
Tra i Sacri Monti di Piemonte e Lombardia, il Sacro Monte di Varallo – dichiarato sito
UNESCO nel 2003 – rappresenta l’esempio più antico e di maggior interesse artistico e
culturale. Edificato a partire dal XV secolo, posizionato su una parete rocciosa, il
complesso è stato concepito con l’idea di riprodurre il percorso che i pellegrini seguivano
per raggiungere la Terra Santa e per questo è definito “Nuova Gerusalemme”. Il luogo
sacro è costituito da una cinquantina di edifici, che, attraverso 43 cappelle e 400 gruppi di
statue in terracotta, narrano gli episodi della vita di Gesù e di Maria Vergine. Di
particolare pregio è il complesso di affreschi, con circa 4000 figure, alcuni dei quali
realizzati dall’artista Gaudenzio Ferrari.

Il Santuario di Oropa – dichiarato sito UNESCO nel 2003 – è un santuario mariano che si
estende a 1200 metri di altitudine all’interno della Riserva Speciale del Sacro Monte di
Oropa, occupando una superficie di 1500 ettari. Edificato a partire dal IV secolo, vanta il
contributo dei prestigiosi architetti Filippo Juvarra e Guarino Guarini.
In Piemonte e in Valle d’Aosta si trova un ricchissimo patrimonio culturale caratterizzato
dalla presenza di 8 siti UNESCO, oltre 90 aree archeologiche e più di 70 aree
paesaggistiche riconosciute e vincolate. Il controllo aereo, effettuato in stretta
collaborazione tra i reparti dell’Arma, costituisce un efficace strumento di controllo e di
monitoraggio per tutelare il patrimonio culturale diversificato presente nelle varie aree
territoriali.

L’Accademia Albertina e le tragiche vicende afghane

Caro direttore, l’Accademia Albertina segue con trepidazione le tragiche vicende afghane

Riteniamo che, quale sarà l’evolversi della situazione, vada garantita ai giovani, donne e uomini, la possibilità di proseguire gli studi e di costruirsi un futuro.

In sintonia  con la Conferenza dei Direttori e dei Presidenti delle Accademie italiane e dell’intero comparto AFAM, in attesa di decisioni dal Ministero dell’Università e della Ricerca, nella scia di quanto avviato dall’ Accademia di Roma, e della grande e pluriennale apertura dell’Accademia Albertina agli scambi ed alle collaborazioni con l’estero, intendiamo reperire fondi per istituire borse di studio per le studentesse e gli studenti afghani, ed eventuali posizioni di “Visiting Professor”.

Per raggiungere questi obiettivi ci avvarremo anche della rete di relazioni che intratteniamo con le organizzazioni umanitarie impegnate nella tutela dei diritti dei profughi.

Il Presidente  Paola Gribaudo –  il Direttore Edoardo Di Mauro

Dopo la spaccata, la discussione

I fatti accaduti la scorsa settimana

Sono le 4 del mattino quando due soggetti tentano di sollevare le saracinesche di alcuni esercizi commerciali in corso Palermo. Dopo vari tentativi, uno dei due, cittadino marocchino di 33 anni, infrange la vetrina di un bar utilizzando una mazza da baseball mentre il secondo uomo, un quarantatreenne italiano, controlla il passaggio di eventuali persone ed autovetture. Aperto un varco tra i frammenti della vetrata, iniziano a discutere su chi per primo avrebbe dovuto fare accesso nel locale. L’alterco dura una manciata di minuti, i due arrivano perfino a spintonarsi. Il trambusto creato attira l’attenzione di un cittadino che, resosi conto di quanto stesse accadendo, avverte il proprietario del locale. Questi, a sua volta, allarma il 112 NUE. Nel frattempo i due, risolto il loro conflitto, si introducono all’interno dell’attività facendo razzia di alcune bottiglie di liquore ed oggetti di vario tipo. Portata a compimento l’attività delittuosa, i due scappano. Gli agenti delle Volanti, grazie alle descrizioni fornite, rintracciano i rei seduti in un’auto parcheggiata ad un centinaio di metri dal locale, visibilmente affannati e sudati, segno della corsa appena conclusa. Durante la perquisizione vengono rinvenute la mazza da baseball precedentemente utilizzata ed un cacciavite mentre una borsa contenente un paio di tenaglie era stata abbandonata all’interno del bar.

Entrambi, con numerosi precedenti di Polizia, sono stati arrestati per furto aggravato. Inoltre, il quarantatreenne è stato denunciato per una rapina commessa nei primi giorni di agosto in un supermercato in zona Barriera Milano.

Colle di Nava, rimosso l’ultimo cantiere Anas

La scorsa settimana Anas ha rimosso l’ultimo dei tre sensi unici alternati in vigore lungo la statale 28 “del Colle di Nava” per consentire i lavori di ricostruzione e consolidamento della sede stradale e delle scogliere sul fiume Tanaro danneggiate dal grave evento alluvionale di ottobre 2020.

I cantieri, ad oggi tutti e tre dismessi, erano stati attivati al km 67,800 della statale, nel comune di Bagnasco, e ai km 86,450 e 93,300, entrambi nel comune di Ormea, in provincia di Cuneo.

Il provvedimento di ripristino della viabilità senza limitazioni lungo l’intero asse della statale è stato preso al fine di fluidificare la circolazione in concomitanza con i grandi spostamenti estivi e ha richiesto la riorganizzazione delle aree di cantiere oltre alla rapida esecuzione di alcune lavorazioni in vista, in particolare, del Ferragosto. Le ultime finiture e le lavorazioni localmente residue, tra cui il rifacimento della pavimentazione lungo il tratto e la posa delle barriere laterali, saranno programmate al termine del picco di traffico d’esodo.

Nel corso delle scorse settimane sono stati inoltre completati i lavori di adeguamento delle barriere laterali con rifacimento del cordolo e locale consolidamento della piattaforma stradale a Bagnasco, per un tratto all’altezza del km 67,200 e a San Michele Mondovì, al km 40. In questo caso gli interventi sono stati programmati al fine di elevare il livello di esercizio dell’infrastruttura.

L’assenza di limitazioni consente di agevolare gli spostamenti lungo la strada statale dove, già da maggio, nel fine settimana la regolazione del traffico in corrispondenza dei cantieri era gestita dai movieri per favorire, in particolare, il deflusso di rientro proveniente dalla Liguria la domenica pomeriggio.

Anas, società del Gruppo FS Italiane, ricorda che quando guidi, Guida e Basta! No distrazioni, no alcol, no droga per la tua sicurezza e quella degli altri (guidaebasta.it). Per una mobilità informata l’evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile anche su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all’applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito 800.841.148.

Il bilancio ferragostano dei controlli di polizia nelle stazioni

6 indagati, 3.954 persone controllate, di cui 645 con precedenti. 224 pattuglie impegnate nelle stazioni e 13 in abiti civili per attività antiborseggio. 53 i servizi di vigilanza a bordo treno per un totale di 135 convogli presenziati. 17 i servizi lungo linea e 21 di ordine pubblico. Questi i risultati dell’attività settimanale, dal 9 al 15 Agosto 2021, del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Piemonte e la Valle d’Aosta.

 

Il personale Polfer è stato impiegato nelle stazioni non presidiate tra cui nella provincia di Torino: Lingotto, Bardonecchia, Carmagnola e Rivarolo; nella provincia di Cuneo: Mondovì, Alba, Bra, Ceva e Fossano. Durante la settimana sono stati intensificati i servizi di prevenzione e vigilanza anche in concomitanza con le partenze previste per il Ferragosto, verso le località turistiche sulla costa e montane.

A Torino Porta Nuova i poliziotti hanno indagato un diciottenne tunisino per inottemperanza all’ordine del Questore di Torino di lasciare il Territorio Nazionale emesso nello scorso mese di marzo. Il giovane, fermato per un controllo, è risultato privo di documenti, pertanto è stato posto a disposizione dell’Ufficio Immigrazione della Questura. Un diciassettenne somalo è stato rintracciato all’interno dello scalo ferroviario e successivamente è stato accompagnato presso una struttura di accoglienza per minori della città. Sempre a Torino un trentaquattrenne tunisino è stato denunciato per false dichiarazioni sull’identità, mentre nello scalo di Porta Nuova un 26enne somalo è stato sanzionato per esercizio abusivo dell’attività di parcheggiatore. Infatti, lo straniero è stato sorpreso a chiedere denaro ai viaggiatori nel parcheggio auto cittadino adiacente alla stazione. Nei suoi confronti è stato inoltre irrogato un ordine di allontanamento dalle aree adiacenti lo scalo ai sensi del Decreto Minniti.

Nella stazione di Torino Porta Susa una 55enne italiana è stata denunciata per oltraggio e resistenza a Pubblico Ufficiale. Gli agenti, avvisati della presenza a bordo di un convoglio di una donna in stato di agitazione, all’arrivo del treno Chivasso -Torino in stazione, l’hanno individuata e bloccata. Fin da subito la viaggiatrice si è dimostrata nervosa e poco collaborativa, proferendo verso i poliziotti frasi offensive e minacciose a tal punto da sferrare uno schiaffo ad uno degli operatori. Dopo averla tranquillizzarla, la donna è stata denunciata e affidata a personale medico nel frattempo giunto sul posto.

In Provincia di Alessandria il giorno di Ferragosto è stata sospesa la circolazione ferroviaria per due ore a causa di un incendio di sterpaglie divampato sulla linea FS AL-Voghera nei pressi di Torre Garofoli (AL). Il personale della Polfer si è prodigato in ausilio alle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco, impegnate sul posto, per il coordinamento dell’intervento sulla linea ferroviaria e l’assistenza ai viaggiatori.

Un 45enne torinese, nella stazione di Novara e un minorenne italiano, a Domodossola, sono stati denunciati all’Autorità Amministrativa per essere stati trovati in possesso di diversi grammi di stupefacente tipo hashish, poi sottoposto a sequestro.

 

 

Ruba cartucce della stampante per oltre 400 euro

Quarantatreenne arrestato

Nella tarda serata di venerdì scorso, gli agenti della Squadra Volante hanno arrestato un cittadino romeno di 43 anni.

L’uomo, dopo essere entrato in un supermercato di corso Traiano, si è immediatamente diretto verso la corsia degli articoli elettronici in compagnia di un altro soggetto. Qui ha prelevato 13 confezioni di cartucce per stampanti, del valore di circa 450 euro, e le ha occultate in una busta per surgelati. A questo punto il quarantatreenne si è diretto verso l’uscita, oltrepassando la barriera di una cassa chiusa. Un dipendente della vigilanza, accortosi di quanto appena accaduto, lo ha bloccato, allertando nel frattempo il 112 NUE; il suo complice riuscirà invece a guadagnare la fuga.

La refurtiva è stata riconsegnata al punto vendita mentre per l’uomo sono scattate le manette per furto aggravato.

Passa anche da Torino il Tour du Mao, 1211 chilometri di solidarietà

“Dove vivo, da dove vengo” Lleida – Monza

Questo 18 agosto inizia a Lleida un tour di solidarietà che si concluderà a Monza il 22 agosto e porterà 2 ciclisti a percorrere 1211 chilometri e attraversare 3 paesi diversi: Catalogna, Francia e Italia accumulando un dislivello di 13.500 metri.

Questo tour unisce la passione per il ciclismo con il desiderio di rendere visibile il lavoro e la lotta dell’organizzazione Open Arms, oltre a raccogliere fondi affinché questa organizzazione possa continuare a sviluppare il suo lavoro nelle nostre acque.

I due ciclisti, Maurizio Sartori e Carles Sarroca Mangues, con mezzi propri e accompagnati solo da un furgone di appoggio e rifornimento guidato da Marina Revilla Sol, realizzeranno il viaggio in autonomia e a loro spese, come la gran parte dell’attrezzatura necessaria per percorrere i 1211 chilometri del percorso. Tuttavia contrano con il supporto di: Gobik, che ha collaborato con attrezzature per il ciclismo (vestiti); due negozi di biciclette di Lleida, Casanovas Bikes e Tandem Workshops, che forniscono loro alcuni pezzi di ricambio. A Lleida collaborano anche il Taller del Benestar, un centro di fisioterapia e la Copisteria Solè che ha stampato materiale promozionale del progetto.

Questa avventura che porterà a percorrere tappe giornaliere da 160 km a 313 km, metterà alla prova la resistenza e l’amicizia dei due ciclisti, nonché la capacità di superamento e adattamento al percorso e alle circostanze che si incontreranno.

Ti chiediamo di aiutarci a spargere la voce in modo da poter raccogliere il massimo aiuto finanziario per l’organizzazione Open Arms.

Potete trovare maggiori informazioni e dettagli di questa avventura sul sito che Maurizio ha realizzato:

https://tourdumao.mauriziosartori.it/

https://tourdumao.mauriziosartori.it/wp-content/uploads/2021/08/Presentazione-TDM-2021-ITA.pdf

Ci sarà anche la possibilità di seguire l’evento in diretta attraverso un sistema “GPS live tracking” e attraverso i social network dei ciclisti e seguendo i principali hashtag #TourduMao2021 e #TourduMao.

Instagram Maurizio: @maocaracol
Instagram Carles: @karl_iv

Per qualsiasi domanda, dubbio o se vuoi contattare i partecipanti puoi scrivere in questa email.

Alleghiamo il percorso con le tappe per vostra informazione e se siete interessati a seguire il Tour Solidale.

TAPPA 1 – LLEIDA – AX-LES-THERMES 18 AGOSTO 2021, 222 KM – 3.319 M D +

Orario di partenza da Lleida 7.00 am

Orario approssimativo di arrivo ad Ax-Les-Thermes 16.00 h

TAPPA 2 – AX-LES-THERMES – NÎMES 19 AGOSTO 2021, 313 km – 2.638 m d +

Orario di partenza da Ax-Les-Thermes 6.00 h

Orario approssimativo di arrivo a Nîmes 18:30

TAPPA 3 – NÎMES – GUILLESTRE 20 AGOSTO 2021, 280 km – 3.330 m d +

Orario di partenza da Nîmes 7.00 h

Orario approssimativo di arrivo a Guillestre 18:30

TAPPA 4 – GUILLESTRE – TORINO 21 AGOSTO 2021, 235 km – 3.917 m d+

Orario di partenza da Guillestre 7.00 am

Orario approssimativo di arrivo a Torino 18:30

TAPPA 5 – TORINO – MONZA 22 AGOSTO 2021, 160 km – 300 m d +
Orario di partenza da Torino 7.00 h

Orario approssimativo di arrivo a Monza 18:30

In Afghanistan il tramonto dell’Occidente

Errare è umano, perseverare è diabolico.

Gli Stati Uniti, dopo gli accordi di Parigi lasciarono il Vietnam, confidando nella ‘vietnamizzazione’ del conflitto. Nel 2021, dopo che il processo di sganciamento era partito con l’Amministrazione di Donald Trump, in Afghanistatn è successa la stessa cosa. L’afganistanizzazione del conflitto è stata una completa debacle e adesso gli Occidentali se ne vanno, e quello che era successo a Pnom Penh, quello che era successo a Saigon accade anche a Kabul. In un mondo dove tutto si dimentica in fretta, complici i clic di gradimento su Facebook e le storie di Istagram (per tacere di Tik Tok), c’è ancora una generazione che era poco più che adolescente negli anni Settanta ma che ricorda molto bene quello che accadde. E quello che è accaduto, sta accadendo e accadrà in queste ore a Kabul e in Afghanistan è, per dirla alla Garcia Marquez, la ‘Cronaca di una morte annunciata’. Non entro nei dettagli della geopolitica, nel fatto che i Talebani saranno una spina nel fianco per avversari degli Stati Uniti nella moderna versione del ‘Grande Gioco’, ovvero la Russia di Putin, la Cina comunista e l’Iran degli ayatollah, ma qualche domanda è necessario porsela. Nel 2001, sullo slancio ideale della ferita all’Occidente (perché tale era) la coalizione internazionale, Italia compresa, ha attaccato l’Afghanistan con il deliberato intento di mettere fine al regime teocratico dei Talebani e sradicare il terrorismo islamista di Bin Laden, con il dichiarato intento di portare la democrazia nel Paese (quale fosse il modello di democrazia per gli afghani nessuno però se lo è mai chiesto o lo ha spiegato). Qualche risultato lo si è ottenuto, certamente, ma come sempre il Paese non è mai stato sottomesso del tutto e neppure è stato sradicato il retroterra, compreso quello in Pakistan e nella zona tribale, dove certe idee hanno un profondo radicamento. Nel vent’anni di presenza Usa, Onu, Nato, e anche italiana. La missione italiana, per tacere delle altre, ha riportato 53 morti e 700 feriti, alcuni dei quali porteranno per tutta la vita le conseguenzed

di quanto accaduto sul loro corpo. E già questo è un bilancio che deve suscitare altri interrogativi, di per sé stesso, senza contare il costo della missione nel suo complesso. E’ pertanto lecito chiedersi, per quale motivo i soldati, i cooperanti, i giornalisti italiani sono andati a morire se poi, alla fine, tutto torna come prima. E questo non vale soltanto per gli italiani, ma per tutte le nazionalità che in quella lontana terra hanno sudato sangue, sudore e lacrime. E che dire di quei collaboratori delle nostre, e delle altre, forze militari straniere, che in queste ore stanno rischiando la vita. Kabul potrebbe diventare, con le debite differenze, una nuova Pnom Penh, più una Saigon, Certo gli attori sono diversi, le motivazioni sono differenti, ma i risultati, ovvero le morti violente, sono e saranno le stesse. Un titolo come ‘Paura per chi resta a Kabul’ suona come ipocrita perché questa tragedia si doveva e di poteva evitare e dovrebbe aprire gli occhi sia ai supertifosi dell’Aquila, sia ai pacifisti di casa nostra.

Oswald Spengler nel suo profetico libro ‘Il tramonto dell’Occidente’ scritto tra il 1918 ed il 1923 qualche torto non lo aveva. Eppure eravamo negli anni alla fine della Prima Guerra Mondiale.

E oggi, nonostante le parole, i proclami, i tweet, la realtà non è che una: gli Usa, la Nato, l’Unione Europea, ancora incerta sul come e se accogliere i profughi, hanno fallito la loro missione in quel lontano paese asiatico, E le conseguenze le pagheremo tutti negli anni a venire. Adesso la speranza è che almeno a chi ha creduto nell’Europa, nella Nato, negli Usa, venga tesa una scialuppa di salvataggio.

Personalmente non posso che dirmi schifato e stomacato.

Massimo Iaretti

 

Il presidente Cirio: “Il vaccino unica soluzione per uscire dall’emergenza”

OLTRE IL 92 % DI TUTTI GLI ADERENTI HANNO GIA’ RICEVUTO ALMENO UNA DOSE E PIU’ DELL’82% HA COMPLETATO L’INTERO CICLO VACCINALE. 879.000 LE PERSONE CHE NON HANNO ANCORA ADERITO.

“Desideriamo ringraziare di cuore tutti i nostri operatori e anche le persone che hanno aderito, perché anche in questi giorni di Ferragosto la campagna vaccinale in Piemonte prosegue senza sosta e sono state più di 40.000 da sabato a oggi le persone vaccinate – sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi -. Oltre il 92% di tutti gli aderenti alla campagna vaccinale hanno già ricevuto in Piemonte almeno una dose e più dell’82% ha completato l’intero ciclo vaccinale. Ci sono però 879 mila persone in tutto, e di queste 331 mila hanno più di 50 anni, che ad oggi nella nostra regione non hanno ancora espresso la volontà di ricevere il vaccino ed è fondamentale che lo facciano. Sosteniamo da sempre la libertà della vaccinazione, ma sosteniamo anche la nostra libertà, come presidente e assessore di una istituzione, di lavorare ogni giorno per convincere e spiegare che il vaccino è l’unica soluzione per uscire da questa emergenza. È lo strumento che permetterà ai nostri figli di tornare a scuola in presenza e alle nostre aziende di non chiudere. Il vaccino ci permetterà di vivere una nuova normalità, di cui abbiamo tutti davvero bisogno”.