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Tv nei comuni montani, l’allarme di Uncem

Uncem ha chiesto a tutti gli Enti montani italiani proprietari di impianti per la trasmissione televisiva di bloccare ogni tentativo di spegnimento dei ripetitori, a opera di imprese incaricate dal Ministero dello Sviluppo Economico. I ripetitori TV non si spengono. La mobilitazione è necessaria, a tutela dei cittadini residenti nei Comuni montani. “Intervenga con urgenza il MISE per sostenere gli Enti, Comuni, Comunità, Unioni montane, in questo complesso passaggio di frequenze e adattamento tecnologico dei ripetori – afferma Marco Bussone, Presidente Uncem – Di certo gli impianti non possono e non devono essere spenti. Faremo resistenza. Perché non accettiamo di fare le spese, come comunità ed Enti locali dei territori, di una non gestione del cambio delle frequenze da parte del Ministero competente. Queste cose non si improvvisano. E vanno guidate, operativamente. Anche d’intesa con Rai e Inwitt. Uncem chiede da almeno un anno al Mise di intervenire. Nulla è stato fatto. Ora il Ministero deve convocarci, in sede tecnica e politica, capire dove sono gli impianti e quante risorse servono per adeguarli. Se non riuscirà, allora si stanzino risorse per consentire ai cittadini delle aree montane coperti da segnali di ripetitori non Rai o RaiWay, di acquistare la parabola e il decoder e dunque vedere la televisione con il TVSat. Uncem prosegue anche nei rapporti con il sistema delle TV regionali, rappresentate da Confindustria Radio-TV, per evitare black-out e ingenti spese da parte delle imprese del settore. I cittadini, in tutto il Paese, anche nelle aree montane, hanno il diritto di vedere l’intero bouquet televisivo, compresi i canali tematici Rai, comprese le tv regionali e locali. Senza ulteriori spese e senza interventi a carico degli Enti locali, onerosi e finora rimasti senza copertura finanziaria e politica”.

Edilizia: migliaia di cantieri aperti, ma lievitano costi di ponteggi e materiali Più incidenti sul lavoro

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Le commesse sono cresciute in modo esponenziale, i prezzi dei materiali sono saliti alle stelle (+ 123 % il legno d’abete, +88% i mattoni, nel primo semestre di quest’anno), la manodopera specializzata è diventata merce rara, si sono moltiplicate le nuove ditte edili e gli infortuni sul lavoro hanno registrato una forte impennata: 44 in Piemonte nel 2021.

il 34% degli incidenti mortali di quest’anno si concentra nella provincia di Torino, seguita da Cuneo (29,5%) e Alessandria (20,5%). Tre vittime ad Asti, una a Biella, una nel Verbano Cusio Ossola. Nessuna nella provincia di Novara.

 

L’edilizia, dopo il pieno di incentivi fiscali, ha trasformato l’Italia e il Piemonte in un grande cantiere: le commesse sono cresciute in modo esponenziale, i prezzi dei materiali sono saliti alle stelle (+ 123 % il legno d’abete, +88% i mattoni, nel primo semestre di quest’anno), la manodopera specializzata è diventata merce rara, si sono moltiplicate le nuove ditte edili e gli infortuni sul lavoro hanno registrato una forte impennata.

“In Piemonte – commenta Enzo Tanino, Presidente edilizia di Confartigianato Imprese Piemonte – i cantieri aperti sono migliaia: piccoli e grandi interventi che hanno avuto il merito di rilanciare l’edilizia ma purtroppo come conseguenza quello di far lievitare i costi dei ponteggi e dei materiali.”

Secondo gli ultimi dati ENEA in Italia lavori certificati sono quasi 70mila che equivalgono a 11miliardi di investimenti ammessi a detrazione. Un’accelerata anomala e incontrollata che ha portato difficoltà a reperire ponteggi, materiale e personale qualificato.

“Inoltre, occorre fare tutto in fretta – continua Tanino – perché per le proprietà unifamiliari bisogna completare almeno il 30% delle opere entro il 30 giugno 2022 per incassare il contributo.  Questa è la ragione che ha portato l’aumento di nuove imprese, spesso improvvisate, e che, in molti casi, non sono in grado di far fronte alle prescrizioni normative sulla sicurezza. La corsa all’incentivo rischia, dunque, di lasciare in eredità dei danni come l’aumento di nuove imprese non sempre affidabili e l’aumento di subappalti, spesso con manovalanza che arriva dall’estero e che non conosce la normativa italiana”.

Un altro aspetto che si intreccia al boom dei cantieri è la crescita degli incidenti sul lavoro.

I dati INAIL dei primi 10 mesi del 2021, al netto del Covid-19, registrano un incremento degli infortuni mortali del 20%.

L’incertezza sulla proroga del superbonus dei prossimi anni, che è stata al centro delle discussioni della Legge di Bilancio in questi mesi, ora superata con l’approvazione della stessa legge -continua Tanino – ha prodotto una situazione di caos nel settore edile: gli incentivi hanno garantito una forte ripresa dell’attività del settore ma anche un aumento esponenziale degli incidenti.”

Il lavoro che uccide. 44 in Piemonte nel 2021 (finora): il 34% degli incidenti mortali di quest’anno si concentra nella provincia di Torino, seguita da Cuneo (29,5%) e Alessandria (20,5%). Tre vittime ad Asti, una vittima a Biella e una nel Verbano Cusio Ossola. Nessuna nella provincia di Novara.

Il tema della formazione e della sicurezza – riprende Tanino – sono per noi in primo piano; è necessario aggiornare i programmi dei corsi in seno agli Enti Bilaterali: i neoassunti devono poter acquisire le competenze pratiche sul campo, in cantiere, e lì applicare quanto appreso in aula sotto la guida delle mani più esperte. Come accadeva un tempo con il maestro di bottega che rappresenta il tratto distintivo del settore artigiano. La legge di abilitazione al settore, che potrebbe impedire l’accesso ad imprese improvvisate, è una richiesta inevasa da 40 anni; l’ultimo testo è fermo in parlamento dal 2010. E’ necessario, dunque, puntare sulla formazione e mettere in campo azioni di prevenzione a livello normativo.”

“Per mettere un freno agli incidenti sul lavoro generati dalla fretta – conclude Tanino – sui bonus bisogna avere una prospettiva di più lungo periodo, per permettere alle imprese di avere una migliore programmazione sul lavoro cantierabile, maggiore disciplina sulle norme di sicurezza e una performance qualitativamente più elevata”.

Incidente sulla minimoto, grave bimbo di 5 anni

DAL PIEMONTE / In un bosco di Bellinzago nel Novarese, nei pressi di una pista di motocross, un bambino di 5 anni alla guida  di una «minimoto» è finito violentemente contro una recinzione. Alcuni presenti hanno chiamato l’ambulanza. Il piccolo è stato trasportato all’ospedale Maggiore di Novara e le sue condizioni sono gravi.
(Foto archivio)

Covid, martedì 11 gennaio: la situazione a Torino e in Piemonte

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 18.607 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 16.717 dopo test antigenico), pari al 18,3% di 101.414 tamponi eseguiti, di cui 86.784 antigenici. Degli 18.607nuovi casi gli asintomatici sono 13.573 (72,9%).

I casi sono così ripartiti: 15.547 screening, 2.407 contatti di caso, 653 con indagine in corso.

Il totale dei casi positivi diventa 628.232, così suddivisi su base provinciale: 52.350 Alessandria, 29.866 Asti, 22.015 Biella, 88.454 Cuneo, 48.763 Novara, 323.183 Torino, 21.772 Vercelli, 23.592 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 2.957 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 15.280 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 14(+8 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 1.911 (+66 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 148.626

I tamponi diagnostici finora processati sono 12.523.418 (+ 101.414 rispetto a ieri).

I DECESSI DIVENTANO 12.191

Sono 13, 1 di oggi, i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale diventa quindi 12.191 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.609 Alessandria, 736 Asti, 454 Biella, 1.499 Cuneo, 976 Novara, 5.848 Torino, 563 Vercelli, 385 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 121 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

465.356 GUARITI

I pazienti guariti diventano complessivamente 465.356 (+12.330 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 38.795 Alessandria, 23.037 Asti, 15.600 Biella, 66.113 Cuneo, 38.498 Novara, 243.560 Torino, 16.331 Vercelli, 17.385 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.772 extraregione e 4.265 in fase di definizione.

Muore a 55 anni l’artigiano volontario delle ambulanze

DAL PIEMONTE

Gianfranco Caliri è morto a Biella a 55 anni. 

Titolare di una ditta specializzata nella realizzazione di insegne era molto apprezzato come artigiano e per le doti umane e professionali.

Per anni è stato anche  volontario della Croce Rossa come autista soccorritore di ambulanza e formatore nella sede di Biella.

Oggi nella chiesa di San Biagio  i funerali alle  ore 15.

(foto archivio)

Rifiuta d’indossare la mascherina e colpisce poliziotto, arrestata

Sono da poco passate le 19 in corso Rosselli quando gli agenti della Squadra Volante intervengono a seguito di una segnalazione del personale GTT.

 

Giunti sul posto, i poliziotti prendono contatto con l’autista della vettura che indica loro una passeggera, in stato di ubriachezza, che rifiuta d’indossare a bordo la necessaria mascherina. Nel mentre quest’ultima, una trentatreenne italiana, alla vista degli operatori cerca di allontanarsi, tentando di salire su un altro autobus presente in fermata.

Una volta bloccata, la donna, a gran voce, palesa nuovamente la volontà di non indossare alcun dispositivo di protezione, cercando così di attirare l’attenzione dei passanti. I poliziotti la invitano a tranquillizzarsi ma questa, con scatto repentino, si avventa sugli operatori, colpendone uno con dei pugni al volto.

Successivamente la trentenne ha continuato ad inveire contro gli agenti, sferrando anche calci al loro indirizzo.

La passeggera è stata arrestata per resistenza e violenza a P.U. Inoltre, è stata sanzionata per ubriachezza molesta e denunciata per oltraggio a P.U, interruzione di pubblico servizio, inosservanza dei provvedimenti dell’autorità e per aver rifiutato di dare indicazioni sulla propria identità personale in fase di controllo.

Anticorpi monoclonali, Piemonte in testa alle Regioni italiane

In questa quarta ondata il Piemonte, nonostante un numero di casi positivi molto più alto rispetto alle ondate passate, sta registrando un livello di ospedalizzazione notevolmente più contenuto. Un risultato frutto certamente della campagna vaccinale, ma anche della capacità del territorio di curare a domicilio i pazienti Covid con un quadro clinico non grave. In particolare, dagli ultimi dati del Registro Aifa, il Piemonte risulta al secondo posto delle Regioni italiane per l’uso degli anticorpi monoclonali.

Nella settimana dal 29 dicembre al 4 gennaio nella nostra regione ci sono state 475 richieste di prescrizioni, dato inferiore solo al Lazio che ha avuto 561 richieste. In totale, dall’inizio del monitoraggio ad oggi il Piemonte ha inviato 2.130 richieste di prescrizioni.

“Insieme al protocollo delle cure domiciliari e ai vaccini gli anticorpi monoclonali forniscono al Piemonte un’arma in più contro covid-19 nella fase precoce della malattia.- sottolineano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi – È un’opportunità importante, perché consente di affrontare il virus in modo attivo, senza aspettare l’aggravarsi del quadro clinico del paziente. In questo caso, si tratta di una cura da praticare in ambulatorio specializzato o in ospedale, ma l’aspetto fondamentale rimane la corretta e tempestiva interazione tra il sistema di medicina territoriale e gli ospedali. Una strategia che in Piemonte sta dando risultati molto incoraggianti ed in cui abbiamo creduto fin dall’inizio”.

Per quanto riguarda gli antivirali, venerdi scorso è iniziato l’utilizzo delle 739 confezioni di pillole contro il Covid che possono essere somministrata a domicilio: il farmaco Molnupiravir della Merck, usato per la cura di chi viene colpito dal virus e si ammala. La pillola sarà prescritta ai soggetti maggiorenni ritenuti maggiormente a rischio di sviluppare una forma grave e dovrà essere somministrata nei primi giorni dalla diagnosi, pena la perdita della propria efficacia.

Morto ex primario fondatore del reparto di radioterapia

DAL PIEMONTE

È morto Giuseppe Marchetti, fondatore e per anni primario del reparto di Radioterapia del Santa Croce e Carle di Cuneo. 

Aveva 76 anni ed era malato da tempo. Proveniente da Brescia, si era laureato in Chirurgia all’Università di Padova con specializzazione in Radiologia. Poi arrivo’ Cuneo dove dal 1980 al 2009 diresse la Radioterapia per le cure dei malati oncologici portando l’ospedale cuneese  ai primi posti in Italia. Molto deciso ed energico, era stimato per la sua autorevolezza da collaboratori, colleghi e pazienti.

Super Green Pass, scatta l’obbigo Controlli sui mezzi pubblici

Da oggi l’obbligo di Super Green pass sui mezzi pubblici di trasporto

Polizia municipale e controllori Gtt, l’azienda del trasporto pubblico, intensificano i controlli a Torino in metropolitana, sui bus e tram.

Da questa mattina sono in corso verifiche sulla regolarità del certificato verde dei viaggiatori, soprattutto agli ingressi della metropolitana di Porta Nuova e Porta Susa, le due principali stazioni ferroviarie torinesi.

Qui vengono anche consegnate gratis mascherine Ffp2 ai passeggeri sprovvisti.

Nelle prime di controlli, scrive l’agenzia Ansa,  le multe sono state soltanto due.

Presunti favori, assolto l’ex pm Padalino

L’ex pm di Torino Andrea Padalino,  imputato con rito abbreviato davanti al gup di Milano per corruzione in atti giudiziari e abuso d’ufficio nell’inchiesta su presunti ‘favoritismi’ nella procura piemontese, è stato assolto

Per Padalino la Procura milanese aveva chiesto una condanna a tre anni.

Il giudice ha condannato due degli imputati  a pene attorno ai due anni e  ne ha assolti altri tre, oltre a Padalino, ora giudice civile a Vercelli.