CRONACA

Dimesso il tifoso juventino ferito prima del derby

E’ stato dimesso dalle Molinette Marco Leonardo Basoccu, il tifoso bianconero di 36 anni rimasto gravemente ferito negli scontri prima del derby del 24 maggio scorso. Dopo un delicato intervento neurochirurgico il decorso clinico è positivo e il paziente presenta buone condizioni neurologiche.

Protezione Civile: il Piemonte potrà dichiarare in autonomia lo stato di emergenza

«Gestire oggi le emergenze significa affrontare eventi che purtroppo non sono più quelli di un tempo. Il cambiamento climatico sta rendendo fenomeni atmosferici ed eventi calamitosi sempre più frequenti e intensi. Per questo era necessario dotare il Piemonte di uno strumento normativo moderno, capace di garantire risposte rapide ed efficaci ai territori».

 

Lo ha sostenuto l’assessore alla Protezione Civile della Regione Piemonte, Marco Gabusi, dopo l’approvazione in Consiglio regionale del disegno di legge sulle disposizioni urgenti in materia di dichiarazione e gestione dello stato di emergenza di rilievo regionale.

«La novità più importante ha proseguito Gabusi è che il Piemonte potrà dichiarare in autonomia lo stato di emergenza regionale nei casi in cui gli eventi calamitosi, per natura, intensità o estensione, non siano fronteggiabili con gli strumenti ordinari. Questo consentirà di snellire i tempi, rafforzare il coordinamento e intervenire con maggiore tempestività a sostegno delle comunità colpite».

Il provvedimento recepisce le indicazioni del Codice nazionale della Protezione Civile e aggiorna un impianto normativo fermo al 1978, definendo con chiarezza modalità, tempi e strumenti per la gestione delle emergenze regionali. In particolare, viene riconosciuta alla Giunta regionale e al presidente della Regione la possibilità di adottare misure straordinarie e ordinanze di protezione civile per tutelare la pubblica incolumità.

La norma prevede inoltre che lo stato di emergenza abbia una durata massima di dodici mesi, prorogabili per ulteriori dodici, individuando fin da subito l’ambito territoriale interessato, le prime misure urgenti e la struttura regionale di coordinamento.

«L’obiettivo – ha concluso l’assessoreè rendere la macchina regionale ancora più efficace davanti a situazioni straordinarie. Quando i territori vengono colpiti da eventi critici bisogna poter agire subito, senza rallentamenti burocratici, mettendo in sicurezza cittadini, infrastrutture e comunità. Rafforzare il sistema di Protezione Civile significa garantire risposte più veloci, coordinate ed efficienti ai piemontesi».

Rete regionale Trenitalia, modifiche fino al 14 giugno

Modifiche alla circolazione ferroviaria da sabato 6 a domenica 14 giugno per lavori programmati tra le stazioni di Novara e Agognate.

Al fine di garantire la continuità del servizio e limitare l’impatto dei lavori sul territorio, Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) ha riprogrammato l’offerta con un servizio bus tra Novara e Biella.

L’orario dei bus può variare in funzione delle condizioni del traffico stradale, con possibile aumento dei tempi di percorrenza. Si consiglia pertanto di valutare la ripianificazione del proprio viaggio.

Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia, eccetto i cani da assistenza.

Lucento, il quartiere delle radici profonde

Un viaggio tra storia, verde, cultura e senso di comunità nella periferia che custodisce una delle identità più forti della città.

Lucento è uno di quei quartieri torinesi che raccontano molto dell’evoluzione della città. Situato nella zona nord-occidentale, lontano dai percorsi turistici più battuti, conserva una storia che attraversa secoli di trasformazioni: da borgo rurale immerso nei campi a quartiere operaio, fino alla realtà residenziale e multiculturale di oggi.

Le sue origini sono antiche e affondano nel Medioevo quando il territorio era caratterizzato da cascine, terreni agricoli e piccoli insediamenti sorti lungo la Dora Riparia. Il simbolo di questa storia è il Castello di Lucento, che ancora oggi ricorda il passato del quartiere e il suo ruolo strategico nei secoli. Per lungo tempo quest’area rimase separata dalla città, con una vita scandita dal lavoro nei campi e dalle attività legate all’acqua dei canali e del fiume. L’ingresso nel Novecento segnò una svolta radicale, l’espansione industriale di Torino, infatti, trasformò profondamente l’intera area; la vicinanza alle grandi fabbriche attirò migliaia di lavoratori provenienti da altre regioni italiane e Lucento divenne una delle destinazioni privilegiate dell’immigrazione interna che contribuì a costruire la Torino industriale. Nacquero nuovi edifici, scuole, servizi e impianti sportivi. Le vecchie campagne lasciarono spazio ai condomini e alle case popolari che ancora oggi caratterizzano gran parte del quartiere. Questa origine operaia è rimasta impressa nell’identità collettiva del luogo e a differenza di altre zone della città, che hanno conosciuto una rapida trasformazione sociale, Lucento conserva ancora un forte senso di appartenenza. Molti abitanti parlano del quartiere come di una piccola comunità all’interno della grande città, dove il rapporto di vicinato, le associazioni, le parrocchie e le attività sportive continuano a svolgere un ruolo importante nella vita quotidiana.

Oggi Lucento si presenta come un quartiere prevalentemente residenziale, dotato di una buona rete di servizi, scuole, centri sportivi, attività commerciali e servizi pubblici che contribuiscono a renderlo una zona vivibile, apprezzata soprattutto dalle famiglie e dagli anziani. Negli ultimi decenni la composizione sociale si è nuovamente trasformata in seguito all’arrivo di nuove comunità straniere, che hanno aggiunto ulteriori sfumature a una realtà già abituata all’incontro tra culture diverse.

Tra gli elementi che rendono Lucento particolarmente interessante è la presenza di una grande porzione di verde; il Parco della Pellerina, il più grande della città, rappresenta per molti abitanti un’estensione naturale del quartiere; le sue ampie aree alberate, i percorsi lungo la Dora e gli spazi dedicati allo sport e al tempo libero costituiscono una risorsa preziosa in un contesto urbano densamente abitato. Di particolare interesse sociale sono la presenza dell’AIEF – Fondazione per l’Infanzia e l’Adolescenza, che si trova all’interno del Castello e il Centro culturale Principessa Isabella, a via Verolengo, nato alla fine dell’Ottocento come asilo per i figli delle famiglie operaie e oggi importante presidio culturale del quartiere. La sua storia racconta l’attenzione ai temi dell’educazione e dell’assistenza sociale che hanno accompagnato lo sviluppo di Lucento.

Lucento custodisce testimonianze storiche spesso poco conosciute. Il Castello di Lucento rimane il punto di riferimento più significativo, mentre la chiesa dei Santi Bernardo e Brigida richiama le radici religiose e comunitarie della zona. Passeggiando tra le vie del quartiere si possono ancora cogliere tracce della Torino industriale del Novecento, nei grandi complessi residenziali, nelle strutture nate per accogliere i lavoratori e nei racconti di chi ha vissuto gli anni della crescita economica della città.

I punti di forza riconosciuti dagli stessi residenti sono numerosi: la presenza di servizi di prossimità, il costo delle abitazioni relativamente accessibile rispetto ad altre aree torinesi, la disponibilità di green e soprattutto quel senso di vicinanza che continua a distinguere il quartiere. Non mancano però le criticità, sarebbe necessaria, infatti, una maggiore valorizzazione del patrimonio storico locale, il recupero di alcuni spazi inutilizzati, il sostegno al commercio e nuovi investimenti in ambito culturale e sociale. Anche il tema della sicurezza e del decoro urbano compare frequentemente tra le priorità indicate dagli abitanti. Più che una semplice periferia, Lucento appare oggi come un luogo in equilibrio tra memoria e cambiamento. Le sue strade raccontano la storia di generazioni di contadini diventati operai, di famiglie arrivate da ogni parte d’Italia in cerca di lavoro e di nuove comunità che continuano a trovare qui uno spazio in cui costruire il proprio futuro. È un quartiere che forse non possiede la monumentalità del centro storico, anche se sono presenti opere come “1706”, di Luigi Nervi, che richiama l’assedio di Torino e il ruolo che Lucento ebbe in quell’evento storico, ma conserva un patrimonio umano e sociale capace di raccontare, con particolare autenticità, una parte importante della storia di Torino, qui la vera protagonista è la comunità.

Maria La Barbera

Festival di Porta Palazzo, tre giorni tra cibo, musica e arte per valorizzare il mercato più grande d’Europa

Un Festival dedicato a Porta Palazzo e al suo storico mercato all’aperto, riconosciuto come il più grande d’Europa. È quello che andrà in scena da oggi fino al 12 giugno. Un Festival articolato in tre serate e rivolto alla valorizzazione e promozione di questo contesto unico nel suo genere attraverso diverse chiavi di lettura, a partire dal cibo quale elemento di identità e appartenenza sociale e culturale.

Ad aprire, infatti, la kermesse sarà la Cena delle Comunità di Porta Palazzo, che si terrà mercoledì 10 giugno, alle 20.30, nella Tettoia dei Contadini, in piazza della Repubblica, con un menu multietnico a cura di CuochiVolanti e Chef Kumalé.

“Il Festival – spiega l’assessore al commercio della città di Torino Paolo Chiavarino – si inserisce nel più ampio programma di azioni volte alla valorizzazione di Porta Palazzo e del suo mercato. Si tratta di un luogo speciale per la nostra città: uno spazio vitale, da sempre crocevia di culture, sedi di scambi e relazioni, simbolo dei processi di integrazione attraverso il lavoro e, al contempo, importante attrazione turistica capace di raccontare l’identità e la storia cittadina. È per questo che abbiamo voluto dedicare al mercato di Porta Palazzo risorse importanti del PNRR con un investimento di 2,5 milioni di euro di fondi europei. I lavori si sono conclusi da poco e il mercato è stato oggetto di una profonda riqualificazione dal punto di vista ambientale, della salute e della sicurezza urbana, in particolare nei quadranti nord-est (produttori/contadini, casalinghi) e sud-est (ortofrutta) della piazza. Un progetto che ha reso più fruibile il mercato più grande della città”.

In questa prospettiva si collocano anche le recenti iniziative per raccontare la storia di questo luogo: tra queste, il Calendario di Porta Palazzo, realizzato dal 2023 con il contributo di fotografi e artisti e di alcuni studenti degli istituti artistici cittadini, il progetto illustrato “Porta Palazzo. Il filo della memoria”, realizzato presso l’Antica Tettoia dell’Orologio, e la riapertura dell’ex Mercato Ittico per usi temporanei.

Il programma proseguirà nella stessa sede giovedì 11 giugno, dalle 19.30 alle 22.30 con un aperitivo e DJ SET Resident a cura del Kappa FuturFestival.

Nella serata conclusiva, venerdì 12 giugno, alle 18 il Maestro Michelangelo Pistoletto presenterà la sua opera “Amare le differenze” in dialogo con Luisa Papotti, Presidente del Museo del Risorgimento, Davide Quadrio, Direttore del Museo d’Arte Orientale, Gabriele Proglio, docente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Paolo Manera, direttore della Film Commission Torino Piemonte. L’incontro sarà seguito da un cocktail di benvenuto in occasione dei 110 anni di storia dell’Antica Tettoia dell’Orologio. Alle 20.30 si terrà la proiezione del film “Il luogo delle fragole”, introdotta dalla regista Maite Vitoria Daneris. Il docufilm, interamente girato a Porta Palazzo, racconta la vita quotidiana di Lina, un’anziana contadina di San Mauro Torinese con un banco al mercato, che si intreccia con quella del giovane Hassan.

TorinoClick

Po invaso dalle alghe: a Torino il fiume cambia volto già all’inizio dell’estate

TORINO – Il Po si presenta con un aspetto insolito già alle porte dell’estate. Nel tratto cittadino del fiume, ampie distese di vegetazione acquatica stanno emergendo con settimane di anticipo rispetto a quanto osservato in passato, attirando l’attenzione di sportivi, ambientalisti e frequentatori delle rive.

Le alte temperature registrate tra la primavera e l’inizio di giugno, unite a una riduzione della portata d’acqua, hanno creato le condizioni ideali per la crescita di alghe e piante acquatiche. In diversi punti del corso d’acqua si osservano chiazze verdi sempre più estese che rallentano il movimento dell’acqua e modificano il paesaggio fluviale.

Le prime conseguenze si stanno facendo sentire soprattutto tra i circoli remieri torinesi. Gli atleti segnalano difficoltà durante gli allenamenti, con remi e imbarcazioni che finiscono spesso impigliati nella vegetazione sommersa. Una situazione che, oltre a compromettere l’attività sportiva, comporta maggiori interventi di manutenzione e pulizia.

Il fenomeno è strettamente legato all’andamento climatico degli ultimi mesi. Le precipitazioni inferiori alla media e il progressivo abbassamento dei livelli idrici hanno ridotto la velocità della corrente, favorendo la proliferazione di specie vegetali che trovano nelle acque più calme un ambiente favorevole alla crescita.

Gli esperti invitano tuttavia a non associare automaticamente la presenza di alghe a un peggioramento della qualità dell’acqua. La loro diffusione può essere influenzata da molteplici fattori naturali, tra cui temperatura, luminosità e disponibilità di nutrienti. Quando però la crescita diventa particolarmente intensa, possono verificarsi alterazioni dell’equilibrio dell’ecosistema fluviale, con possibili ripercussioni sulla fauna acquatica e sull’ossigenazione dell’acqua.

Il caso del Po torinese rappresenta anche uno degli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici che stanno interessando il Nord Italia. Le alternanze tra lunghi periodi asciutti e precipitazioni concentrate in pochi episodi estremi stanno modificando il comportamento dei corsi d’acqua, rendendo sempre più frequenti fenomeni che fino a pochi anni fa erano considerati eccezionali.

Foto Igino Macagno

Scontro tra auto e moto sull’ex statale 228: muore il motociclista

Tragico schianto nel primo pomeriggio di oggi, martedì 9 giugno, sull’ex statale 228 a Piverone. Nello scontro tra un’auto e una moto ha perso la vita il centauro. Per cause ancora in fase di accertamento, i due mezzi sono entrati in violenta collisione.

Ad avere la peggio è stato il conducente della due ruote, un uomo di 46 anni italiano, deceduto sul colpo a causa del terribile impatto. Sul posto sono arrivate diverse ambulanze del 118 Azienda Zero e l’elisoccorso. L’équipe medica ha tentato a lungo di rianimare l’uomo, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare se non constatare il decesso.

Sul posto sono giunti i carabinieri della compagnia di Ivrea per effettuare i rilievi, ricostruire la dinamica dell’accaduto e gestire la viabilità dell’area. La strada provinciale è stata temporaneamente chiusa al traffico nel tratto interessato per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi in sicurezza.

VI.G

Carro attrezzi in fiamme sul raccordo Torino-Pinerolo: autista in ospedale

Disagi e paura sul raccordo Torino-Pinerolo, nei pressi dello svincolo di Orbassano, dove un carro attrezzi che trasportava una Fiat Panda ha improvvisamente preso fuoco. È successo intorno all’ora di pranzo di oggi, martedì 9 giugno. Le fiamme sono divampate in direzione Torino, sollevando una spessa colonna di fumo visibile anche da lontano e rendendo necessaria la chiusura temporanea della tratta per consentire le operazioni di spegnimento in sicurezza.

Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Pinerolo e Torino Lingotto, che hanno spento il rogo sui veicoli. Il conducente, rimasto sotto shock, è stato soccorso dagli operatori della Croce Bianca di Rivalta (in servizio per il 118 Azienda Zero) e trasportato all’ospedale San Luigi di Orbassano. Per i rilievi sono giunti gli agenti della polizia stradale di Torino‑Settimo, affiancati dagli ausiliari della viabilità di Itp per gestire la viabilità e i disagi.

VI.G

Informazione e presunzione di innocenza: il convegno della Polizia di Stato

Si è svolto questa mattina, alla presenza del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, presso il Cortile d’Onore della Questura di Torino, il convegno dal titolo “Informare per rassicurare. L’equilibrio tra diritto di cronaca e presunzione di innocenza”, un momento di confronto e approfondimento dedicato al rapporto tra informazione e tutela dei diritti.

Ad aprire il convegno è stato il Questore di Torino, Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza Massimo Gambino.

All’incontro, moderato dal Direttore del quotidiano La Stampa, Andrea Malaguti, hanno preso parte il Procuratore della Repubblica di Torino Giovanni Bombardieri, il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte Stefano Tallia e il Segretario del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino Claudio Strata. Ciascuno ha offerto il proprio contributo sul rapporto tra la corretta informazione e la presunzione di innocenza.

Il Capo della Polizia nel suo intervento ha sottolineato la necessità di una riflessione sul giudizio di interesse pubblico alla notizia previsto oggi dalla normativa.

“La valutazione dell’interesse pubblico alla notizia porta con sé anche la valutazione della pubblica sicurezza, rimessa esclusivamente alle Autorità locali del Prefetto e del Questore. Nel concetto di interesse pubblico rientra sicuramente questo aspetto e quindi la valutazione della diffusione di una notizia non può prescindere da considerare quanto essa incida sulla pubblica sicurezza e sulla prevenzione dei reati, che sono funzioni demandate alle forze di polizia. In una società di relazioni, amplificate anche dai social, com’è la nostra, l’interesse pubblico alla notizia è individuabile anche nel diritto dei cittadini a sapere che, ad esempio, un imprenditore è stato indagato, ciò per evitare di entrare in rapporti commerciali con lui e subire un’interdittiva antimafia. Ma il cittadino ha diritto anche di sapere che un suo conoscente è stato indagato, per evitare che venga controllato dalle forze di polizia insieme a lui e possa incorrere in sanzioni amministrative, come la revoca del porto d’armi. Sono tutti esempi reali che ricadono in quell’ampio concetto di interesse pubblico che deve essere valutato per divulgare alla stampa una notizia. Sono esempi reali che pongono interrogativi sulla norma attuale, sulla sua efficacia e sulle conseguenze pratiche per i cittadini e per la pubblica sicurezza.” Pisani si è soffermato anche su un altro tema centrale: il rapporto tra la libertà di informazione, il potere delle forze dell’ordine di rimuovere contenuti dai social network e il ruolo dell’autorità giudiziaria. “Innanzitutto, esiste un limite alla rimozione dei video sui social network. Oggi le forze di polizia possono ordinare la rimozione immediata di un contenuto online solo per motivi molto gravi, come il terrorismo o la pedopornografia, ma se qualcuno pubblica sui social il video di una rapina per “esaltare” il crimine, e questo video riceve molti “like”, la legge attuale non permette alle autorità di chiederne la rimozione immediata. Questa norma andrebbe modificata o, quantomeno, ridiscussa. Un altro tema è la trasformazione del mondo dell’informazione da verticale a orizzontale. Oggi le notizie si diffondono in modo diretto e immediato tramite la rete e i cittadini. Non passano più solo attraverso i media tradizionali, come i telegiornali o i quotidiani. A causa di questa velocità e viralità il semplice comunicato stampa successivo alla risoluzione del caso non riesce a bilanciare la notizia del fatto accaduto”.

Al termine del convegno è stata presentata, presso l’Ufficio di Gabinetto della Questura, una galleria fotografica, realizzata con la collaborazione di Unione Industriali Torino.

L’allestimento ha preso spunto da alcune prime pagine del quotidiano La Stampa, che ha la maggiore tiratura e diffusione a Torino, relative a momenti significativi per la Città metropolitana a cui sono collegate immagini che cristallizzano l’attività nel corso del tempo della Polizia di Stato sul territorio torinese.

Più cantieri con meno disagi, nasce a Torino la regia digitale

Uno strumento unico, digitale e georeferenziato, per programmare e gestire in modo efficace e coordinato tutte le azioni di manutenzione e trasformazione del suolo pubblico. È la nuova piattaforma digitale per la gestione del territorio della Città di Torino, che è stata presentata  a Palazzo Civico dal sindaco Stefano Lo Russo insieme all’assessora alla Transizione Digitale e Viabilità Chiara Foglietta e alladirettrice generale dell’ente Alessandra Cimadom. Obiettivo: ridurre al minimo i disagi dei cantieri per la cittadinanza.

L’amministrazione comunale, consapevole dell’impatto dei cantieri di sottoservizi e manutenzione stradale sulla viabilità cittadina e della necessità di programmare in modo efficiente ed ordinato i vari interventi, si è da tempo dotata di una regia cantieri, un coordinamento tra uffici comunali, polizia locale e società di sottoservizi, che si riunisce settimanalmente per raccogliere le esigenze di intervento su tutto il territorio cittadino e pianificare le ordinanze che riguardano la viabilità. Questo lavoro ha costituito il punto di partenza per realizzare la piattaforma che, attraverso la digitalizzazione di tutti i processi, rappresenta una rivoluzione del modo in cui la pubblica amministrazione e i partner strategici pianificano, gestiscono e monitorano lo spazio pubblico della città.

“Sappiamo bene – sottolinea il sindaco Stefano Lo Russo – come interventi necessari, quale ad esempio la riasfaltatura di una strada dove il manto è ammalorato, possano rappresentare un disagio per i cittadini che ogni giorno quella strada la percorrono. Ancora di più se, qualche mese dopo, quella strada viene interessata da nuove manutenzioni. Ecco perché abbiamo deciso di dotarci di uno strumento che ci aiuti a massimizzare gli investimenti riducendo al minimo i disagi. La piattaforma digitale costituisce un esempio virtuoso di come la tecnologia possa aiutarci ad efficientare i processi, con un beneficio tangibile sulla qualità della vita quotidiana dei cittadini. Grazie a una gestione integrata, ridurremo i disagi legati ai cantieri stradali, alla manutenzione del verde urbano, agli eventi,  assicurando uno sviluppo del territorio coerente, coordinato e tempestivo”.

“È stato fatto un enorme lavoro di revisione delle procedure – spiega l’assessora alla Transizione Digitale e Viabilità Chiara Foglietta – con la digitalizzazione completa di processi che, sino ad oggi, avvenivano in parte ancora con modulistica cartacea. Questo strumento ci permetterà di avere un quadro sempre completo e aggiornato di quello che avviene e dovrà avvenire sul suolo cittadino, mettendoci nelle condizioni di evitare sovrapposizioni e conseguenti disagi per la viabilità e la cittadinanza”.

La piattaforma, co-finanziata tramite fondi Pon Metro Plus, è stata sviluppata dalla divisione Progetti Speciali e il servizio Sistemi Informativi e rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di transizione digitale intrapreso dalla Città di Torino.

“La gestione dello spazio urbano in una grande città metropolitana – aggiunge la direttrice generale della Città di Torino Alessandra Cimadom – è per sua natura complessa e frammentata, coinvolgendo molteplici attori interni ed esterni. La piattaforma risponde a questa complessità con uno strumento unico, centralizzato e coordinato in grado di supportare la programmazione e la gestione di tutte le azioni di manutenzione e trasformazione del suolo pubblico. Questo include una visione d’insieme su cantieri stradali, interventi sui sottoservizi, gestione del verde pubblico, organizzazione di grandi eventi e viabilità. Per raggiungere questo risultato, è stato necessario intraprendere due grandi sfide, ovvero la digitalizzazione e reingegnerizzazione dei processi, rivedendo completamente i flussi di lavoro che determinano la trasformazione fisica della città, e la costruzione di un ecosistema decisionale basato sui dati, in cui ogni proposta di intervento è georeferenziata, permettendo così di analizzare in anticipo le sovrapposizioni temporali e spaziali (evitando, ad esempio, che una strada appena riasfaltata venga subito riaperta per altri lavori di posa di sottoservizi)”.

Un lavoro che si basa su tre pilastri tecnologici interconnessi, ciascuno dedicato a una specifica fase del ciclo di vita della pianificazione urbana:

CityBlocks: lo strumento di ingresso delle informazioni (fase di input). Consente a tutti gli operatori abilitati — inclusi gli uffici comunali, le aziende municipalizzate e i grandi utenti (come i gestori di servizi di rete) — di inserire direttamente nel sistema le proprie proposte di intervento sul suolo pubblico.

CityPlanner: il cuore pulsante del sistema, uno strumento trasversale dedicato alla regia e al coordinamento. Permette di visualizzare in modo sinottico e integrato tutte le proposte pervenute, facilitando la programmazione temporale, la risoluzione delle interferenze spaziali e l’accettazione formale degli interventi.

CityMonitor: la componente di verifica e aggiornamento sul campo. Consente ai tecnici comunali e alle maestranze di inserire, aggiornare e monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento delle attività e tutte le informazioni territoriali rilevanti direttamente dal luogo dell’intervento.

La piattaforma vede attivi oggi 36 soggetti, suddivisi tra 13 uffici comunali interni e 23 grandi utenti (società fornitrici di servizi, utility).

È già operativa da qualche mese in fase di test durante la quale sono state gestite interamente in digitale oltre 4mila istanze di manomissione del suolo pubblico, con una notevole riduzione dei tempi di istruttoria.

La sfida ora è di consolidare l’utilizzo di questo strumento innovativo, misurandone gli effetti nella programmazione (i primi si vedranno già tra qualche settimana) e di integrarlo di nuove funzioni: l’obiettivo infatti è di renderlo operativo su tutta la gestione del territorio. La prossima tappa riguarderà la programmazione degli interventi sul verde, mentre entro la fine del 2027 il sistema dovrebbe entrare a regime per la gestione digitale di tutti gli eventi cittadini.

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