CRONACA

Castellani alla Casa della Madia

Un pubblico molto numeroso ha partecipato all’incontro inaugurale del nuovo ciclo di domeniche alla Casa della Madia che ha avuto come primo ospite Valentino Castellani, figura che unisce competenza accademica, responsabilità di governo e attenzione al tessuto civile e spirituale della comunità. Il tema affrontato, la crisi delle democrazie rappresentative in Occidente, è stato proposto come una preoccupazione concreta che riguarda la vita quotidiana delle persone e il modo stesso di stare insieme in società.


Castellani ha ricordato come la democrazia rappresentativa, nata con forza in Europa dopo la Seconda guerra mondiale, sia per sua natura, un sistema fragile. La storia insegna che anche le elezioni democratiche possono legittimare derive autoritarie e che la democrazia contiene al suo interno strumenti formali che, se distorti, possono condurre al suo indebolimento. Norberto Bobbio parlava delle promesse mancate della democrazia quali il prevalere di interessi contrapposti, una rappresentanza fragile e la crescente difficoltà di decidere in un mondo sempre più complesso. Mentre Alexis de Tocqueville aveva messo in guardia dal rischio che la maggioranza, se non limitata, potesse abusare del proprio potere.
Secondo molti studiosi, l’inizio simbolico di questa crisi può essere collocato negli anni Settanta, con l’affermarsi del neoliberismo. In quel periodo si rompe progressivamente l’equilibrio tra libertà ed eguaglianza: il mercato prevale sullo Stato, i diritti sociali vengono compressi e l’economia si separa dalla politica.
Questo squilibrio produce un vuoto sociale, alimenta la sfiducia ed il risentimento e favorisce la crescita di un capitalismo finanziario sempre più distante dall’economia reale. A ciò si aggiunge l’impatto delle nuove tecnologie, che rendono più fragili i legami sociali e concentrano il potere in pochi attori globali, fino a configurare forme che alcuni autori definiscono “tecno-feudalesimo”.
Come ricorda Castellani, la crisi della democrazia non è improvvisa, ma lenta e progressiva, simile all’azione silenziosa dei tarli in un mobile antico. Essere eletti non equivale ad avere pieni poteri: in democrazia, il consenso non cancella i limiti e i controlli stabiliti dalla Costituzione. Quando questi argini si indeboliscono, attraverso l’attacco alla legalità, alla magistratura e agli organi di garanzia, o attraverso il ridimensionamento del ruolo del Parlamento a favore dell’esecutivo, l’equilibrio democratico diventa fragile.
Accanto alla democrazia rappresentativa esistono anche strumenti di democrazia diretta, quali referendum, iniziative popolari, dibattiti pubblici e bilanci partecipativi, che possono rafforzarla se progettati con attenzione e responsabilità. Castellani conclude ricordando che la democrazia vive della virtù dei cittadini, intesa come una preferenza costante per l’interesse generale rispetto a quello personale, senza negare la legittimità degli interessi particolari. Quando il cittadino diventa passivo, la democrazia inizia ad ammalarsi. Educare alla democrazia è quindi una responsabilità intergenerazionale: un lavoro lento e faticoso che richiede impegno quotidiano, coerenza e testimonianza. Prendersene cura significa custodire le istituzioni, ma soprattutto coltivare persone capaci di responsabilità, dialogo e visione.
Come abitudine, la giornata si è conclusa con un ampio confronto tra il relatore e il pubblico presente, dando vita a un vivace dibattito non solo sul tema della giornata ma anche su altri temi di attualità tra i quali, come era facile prevedere, le Olimpiadi Invernali 2026 Milano Cortina. Casa della Madia intende proseguire la riflessione dedicando altre giornate alla crisi delle democrazie e più in generale alla situazione sociale e geopolitica.

IRENE CANE

Alle Ogr l’inaugurazione del nuovo anno accademico del Politecnico

 

Il Politecnico di Torino inaugura l’anno accademico 2025/2026 mettendo al centro il dialogo con la Pubblica Amministrazione, indicata come terreno decisivo per trasformare innovazione e competenze in valore pubblico.

La cerimonia, ospitata alle OGR Torino, ha riunito istituzioni nazionali e locali: dal Rettore Stefano Corgnati al Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, dal Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio al Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, insieme alla Presidente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione Paola Severino, alla Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane Laura Ramaciotti, al Direttore generale Vincenzo Tedesco e al rappresentante degli studenti Lorenzo Baffert.

Al centro della giornata, l’idea che la Pubblica Amministrazione sia una vera e propria “palestra di innovazione”, uno spazio in cui l’università può mettere a sistema le sue tre missioni: formazione, ricerca applicata e dialogo con la società.

Quando si parla di innovazione – è stato sottolineato – si pensa spesso solo alla dimensione tecnologica. In realtà, molte collaborazioni tra Politecnico e PA rappresentano già esempi concreti di innovazione: dalla connettività Wi-Fi nelle aree remote allo sviluppo di smart city, fino all’uso dei digital twin per le previsioni urbanistiche. Non si tratta solo di nuove tecnologie, ma anche di innovazione di modelli, metodi e, soprattutto, regole.

Perché la tecnologia corre più veloce delle norme, e spesso il vero ostacolo non è tecnico ma regolamentare. Da qui l’obiettivo dell’Ateneo: sedersi ai tavoli di policy making per portare una sensibilità tecnologica accanto a quelle economico-finanziarie e giuridiche, tradizionalmente predominanti.

Nel suo intervento, il Sindaco Stefano Lo Russo ha richiamato la responsabilità costituzionale delle istituzioni: rendere effettivi i diritti e rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza. “In tempi di trasformazioni profonde e rapidissime, dall’intelligenza artificiale alla digitalizzazione dei processi decisionali la qualità amministrativa non è solo una questione tecnica, ma democratica. – ha affermato il Sindaco – Se la pubblica amministrazione funziona, i diritti sono realmente esigibili. Se non funziona, restano solo sulla carta. L’efficienza non è soltanto un indicatore di performance: è una condizione della democrazia”.

Il Sindaco ha poi messo in guardia contro il rischio di una burocrazia lenta e opaca, che finisce per creare barriere invisibili: quando i procedimenti sono complessi, l’accesso diventa selettivo e le disuguaglianze si amplificano. Da qui la necessità di un cambio culturale: non basta chiedersi se una procedura sia conforme, occorre verificarne l’efficacia. “La conformità garantisce le regole, ma è l’efficacia che garantisce i diritti”. Per governare la complessità serve un metodo fondato sui dati, sulla misurazione degli impatti e su decisioni basate sull’evidenza.

Il Rettore Stefano Corgnati ha proposto una prospettiva chiara: accanto alla storica vocazione industriale dell’Ateneo, il rapporto con la Pubblica Amministrazione è oggi un ambito strategico, dal livello locale a quello europeo e internazionale. Per il Rettore: “Rendere disponibile la tecnologia a tutta la collettività attraverso la Pubblica Amministrazione è il modo più democratico di fruibilità della tecnologia stessa”.

C’è poi una seconda sfida: raccontare correttamente le tecnologie. Spesso la loro diffusione è ostacolata dalla paura, che nasce dalla mancanza di conoscenza. Comprenderne potenzialità, limiti e criticità è parte integrante della missione di un’università tecnologica, soprattutto in una fase in cui lo sviluppo passa in larga parte attraverso investimenti pubblici.

La centralità della formazione è stata ribadita anche dal Direttore generale Vincenzo Tedesco: nessuna innovazione può avere successo senza un capitale umano adeguatamente formato e motivato. La vera sfida non è solo adottare nuove soluzioni tecnologiche, ma accompagnare le persone nel cambiamento, promuovendo una mentalità aperta e orientata all’apprendimento continuo.

In questa direzione si inserisce la prima edizione di una scuola estiva dedicata alla Pubblica Amministrazione, un progetto pilota rivolto a 50 studenti e studentesse magistrali e di dottorato. L’obiettivo è formare profili capaci non solo di sviluppare soluzioni tecnologiche, ma anche di comprendere linguaggi, dinamiche decisionali e responsabilità della PA contemporanea.

Il Ministro Paolo Zangrillo ha sottolineato come l’innovazione pubblica nasca dall’incontro tra competenze diverse e sia sempre un processo collettivo. “Le persone sono il vero motore dell’innovazione pubblica. Per questo i progetti che abbiamo messo in campo mettono al centro il merito e la valorizzazione dei talenti, dal reclutamento alla formazione fino ai percorsi di carriera”.

Un messaggio che si intreccia con quello dell’Ateneo: preparare professionisti capaci di portare una solida cultura tecnico-scientifica nei luoghi in cui si definiscono politiche, regole e norme.

L’apertura dell’anno accademico si chiude così con una sfida culturale ambiziosa: trasformare la Pubblica Amministrazione in uno spazio di innovazione strutturale, dove tecnologia, competenze e metodo scientifico diventino leve concrete per rafforzare la qualità della democrazia.

TorinoClick

Scontri Torino, SAP: positiva la decisione della Procura 

Il SAP accoglie con favore la decisione della Procura di Torino di presentare appello contro la decisione del gip, che nei giorni scorsi ha deciso di non disporre la custodia cautelare in carcere per i tre antagonisti a seguito degli scontri del 31 gennaio nel capoluogo piemontese.

“Si tratta di una decisione importante – spiega il Segretario SAP, Stefano Paoloni – sottolineando che si rischia di far passare il messaggio che i professionisti del disordine e delle devastazioni, proprio come accaduto a Torino, possono agire impunemente. Aspettiamo l’esito del ricorso e auspichiamo una mano ferma nella decisione”.

Mara Martellotta

La Giornata dell’Energia Sociale

SABATO 11 APRILE IL PIEMONTE SI RICARICA DI RELAZIONI UMANE

Promossa dalla Fondazione della Comunità Chierese, riunisce oltre 15 comuni nel territorio del chierese e dell’alto astigiano. Un insieme di eventi e iniziative diffuse per rimarcare l’importanza delle relazioni sociali, consolidare i rapporti tra vicini e raccontare storie e tradizioni di luoghi e persone

Nasce in Piemonte, tra i borghi e le colline del Chierese e dell’Alto Astigiano, ma punta a diventare un appuntamento nazionale. Si tratta della Giornata dell’Energia Sociale, l’ambizioso progetto ideato e organizzato dalla Fondazione della Comunità Chierese, che ha raccolto in breve tempo l’entusiasmo e la partecipazione di una quindicina di comuni del territorio.

L’appuntamento è in programma per l’intera giornata di sabato 11 aprile e si pone l’obiettivo di trasformare il territorio in un primo grande “ecosistema di energia umana”, invitando istituzioni, Associazioni, scuole, cittadini, il settore economico produttivo, a “prendere una pausa” dal virtuale per “ricaricare” il reale, promuovendo un modello di cittadinanza attiva e consapevole che contrasti l’isolamento sociale.

“Stiamo attraversando un momento storico molto complesso, nel quale le relazioni umane sono soffocate e diventa ogni giorno più difficile prendersi del tempo per vivere esperienze reali a contatto diretto con le altre persone – spiega Riccardo Civera, Presidente della Fondazione della Comunità Chierese – In questo mondo sempre più frenetico e impersonale, abbiamo deciso di fermarci un attimo e condividere qualcosa di partecipativo e aggregante insieme ai nostri “vicini”, perché siamo convinti che l’energia più preziosa per una comunità non corra sui cavi elettrici, ma nasca dalle relazioni.”

 

La Giornata dell’Energia Sociale sarà un evento corale e partecipativo di aggregazione, divertimento e cultura. Le associazioni e i comuni aderenti, coadiuvati e coordinati dalla Fondazione della Comunità Chierese, metteranno in gioco le proprie risorse per creare ognuno un’iniziativa che ne rappresenti la storia, le tradizioni e i valori di riferimento, attingendo da quattro diverse aree tematiche: da quella della Curache concerne il giardinaggio, la semina, il cucito, la botanica e l’hobbistica, a quella dell’Espressione con il teatro, la musica e la danza. Da quella del Gioco e Sport con spazi ludici per tutte le età, ma anche con scacchi, enigmi e giochi da tavola, fino alla tematica della Parola e Comunità con incontri culturali, letture, dialoghi, volontariato e racconti di territorio.

Tutti gli eventi prenderanno il via all’unisono e copriranno l’intera giornata, dando vita a un esteso “circuito di energia sociale”, diffuso sul territorio e destinato a valorizzare gli incontri, le relazioni e le pratiche di comunità come motore di benessere collettivo.

“Invitiamo tutti quanti a partecipare a questa giornata che ci auguriamo possa essere la prima di una ricorrenza annuale – Conclude Marina Zopegni, Vice Presidente della Fondazione della Comunità Chierese – La nostra non vuole essere un’iniziativa contro gli smartphone e i social network, strumenti ormai fondamentali nelle nostre vite, ma in contrasto al loro utilizzo indiscriminato. Vogliamo mostrare alle persone di tutte le età, a cominciare dai più giovani, che esiste una strada alternativa fondata sull’aggregazione, sull’inclusività e sulle relazioni umane”.

La Giornata dell’Energia Sociale è un progetto della Fondazione della Comunità Chierese (www.fondazionecomunitachierese.it) e si avvale del fondamentale sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Spaccio di droga in Barriera, otto arresti negli ultimi giorni

Sono otto le persone arrestate negli ultimi 15 giorni dalla Polizia di Stato nel quartiere Barriera Milano di Torino, nell’ambito dell’attività di contrasto allo spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti svolta dai poliziotti della Squadra Mobile.

Gli interventi hanno riguardato l’asse di corso Giulio Cesare, corso Palermo, via Fossata, Corso Venezia, via Sandigliano, via Sinigaglia e hanno consentito di sequestrare oltre 1 kg di marijuana, 560 grammi di hashish e diverse dosi di cocaina e crack già pronte allo smercio. Sequestrata ai pusher la somma di oltre 5.000€, ritenuta provento dell’illecita attività.

Durante un controllo in via Vallero, gli operatori hanno fermato due soggetti entrati all’interno di un minimarket per acquistare delle birre. Uno di loro, cittadino nigeriano di 32 anni, intuito che la polizia lo avrebbe sottoposto a controllo, poggiava sugli scaffali dell’esercizio commerciale un voluminoso borsone. Tale azione non sfuggiva ai poliziotti della squadra mobile, che controllavano l’interno del borsone, rinvenendo 133 buste contenenti in totale 550 grammi di marijuana; nell’abitazione dell’uomo venivano rinvenuti ulteriori 560 grammi della medesima sostanza oltre a materiale vario utile per il confezionamento, nonché la somma di 2.400 € circa.

Due cittadini senegalesi, di 20 e 29 anni, sono stati invece arrestati a seguito della cessione di sostanza stupefacente (crack e cocaina) ad alcuni soggetti gravitanti nella zona di Corso Venezia, via Fossata, via Cigna.

Il ventenne si spostava nel cuore della notte, a bordo di una bicicletta, nella zona di piazza Ghirlandaio: i poliziotti lo vedevano prendere dal cavo orale delle palline e cederle ai suoi acquirenti dietro il pagamento di somme di denaro. Nelle sue tasche sono stati rinvenuti 90 €, in banconote di piccolo taglio.

Il 29enne incontrava, invece, i suoi acquirenti nell’androne di un palazzo di corso Giulio Cesare; questa volta lo stupefacente era nascosto nei calzini. A suo carico è stata sequestrata la somma di 155 €.

Prende a calci un suv parcheggiato. Arrestato dalla Polizia Locale

 

Si era messo a prendere a calci con forza un suv parcheggiato nella zona di San Salvario, ma non sapeva di essere sotto lo sguardo di alcuni agenti in borghese del Reparto Operativo Speciale della Polizia Locale che lo hanno fermato e poi arrestato.

L’episodio è avvenuto nella serata di martedì, intorno alla 19. Una pattuglia della Polizia Locale stava effettuando un servizio di verifica di segnalazioni specifiche nella zona della stazione di Porta Nuova quando gli agenti hanno notato un giovane sul marciapiedi che, all’improvviso, si era messo a sferrare calci e pugni senza una ragione apparente verso un’automobile parcheggiata. Gli agenti lo hanno immediatamente raggiunto e fermato, qualificandosi, e il ragazzo, un ventenne originario del Ghana, ha opposto resistenza e rifiutato di fornire le sue generalità. È stato quindi portato negli uffici del Comando di via Bologna per ulteriori accertamenti dove è stato identificato.

Al momento dell’identificazione, è risultato che il giovane era destinatario di un divieto di dimora nel Comune di Torino, attualmente in vigore, disposto dal Tribunale in seguito ad un precedente arresto per atti persecutori.

È stato così denunciato all’autorità giudiziaria per danneggiamento aggravato (articoli 635 e 625 C.P.), resistenza a pubblico ufficiale (articolo 337 C.P.) e rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale (articolo 651 C.P.)

Il pubblico ministero ne ha disposto l’arresto e il trasferimento alla casa circondariale Lorusso e Cutugno.

Il procedimento penale oggetto del presente comunicato si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto vige la presunzione di non colpevolezza dell’indagato, sino alla sentenza definitiva.

TorinoClick

Tentato furto e accoltellamento nella notte a Torino: ambulante in carcere

Nella notte in piazza Derna, un tentato furto a un furgone si è trasformato in una violenta aggressione. Due uomini di 45 e 40 anni avrebbero cercato di rubare generi alimentari dal mezzo, venendo sorpresi dal proprietario, un ambulante 39enne.

Durante la colluttazione, l’ambulante avrebbe colpito con una coltellata alla tempia uno dei due. Il ferito è stato trasportato all’Ospedale Giovanni Bosco: è grave ma non in pericolo di vita.

I due presunti ladri sono stati denunciati per tentato furto, mentre l’ambulante è stato arrestato per tentato omicidio e portato nel Carcere Lorusso e Cutugno.

Askatasuna, la procura ricorre contro le scarcerazioni

Uno dei giovani che avevano partecipato ai disordini nella manifestazione pro Askatasuna aveva ottenuto la revoca degli arresti domiciliari. Ora la procura di Torino ha presentato appello contro la decisione di un gip di non disporre la custodia cautelare in carcere per i tre antagonisti arrestati in occasione degli scontri del 31 gennaio.Il ricorso verrà discusso davanti al tribunale del riesame.

Studenti e insegnanti imparano il cinema

Duecentocinquanta studenti e 40 insegnanti di Collegno si sono scoperti professionisti del cinema: con l’aiuto di figure specializzate ogni giorno impegnate nel settore a Torino, hanno lavorato all’animazione o creato cortometraggi.

L’iniziativa si chiama “Con occhi diversi” , è proposta da Distretto Cinema all’interno del progetto CIPS-Piano nazionale di educazione all’immagine per le scuole promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito ed è completamente gratuita per le scuole.

«Con il progetto ‘Con occhi diversi’ abbiamo voluto trasformare le aule in veri set cinematografici, offrendo a studenti e insegnanti di Collegno gli strumenti per comprendere il linguaggio delle immagini dall’interno – spiega il presidente di Distretto Cinema, Fulvio Paganin – Grazie al sostegno dei Ministeri della Cultura e dell’Istruzione, dimostriamo come il cinema possa essere una materia viva e accessibile, capace di stimolare il pensiero critico e la collaborazione sin dalla scuola dell’infanzia».

Nel dettaglio, il percorso ha coinvolto tutti i bambini cinquenni delle scuole della Scuola dell’Infanzia Plesso Capuozzo (sezione A-B-C-D), Scuola dell’Infanzia Plesso Salvo D’Acquisto (sezione A-B-C),  Scuola dell’Infanzia Plesso Ex-eti (sezione A), Scuola dell’Infanzia Plesso Ex-eti (sezione B), Scuola dell’Infanzia Plesso Bertotti (sezione A-B-C-D),  Scuola dell’Infanzia Plesso Risorgimento (sezione A-B). Tutti questi bambini hanno realizzato piccole e semplici serie animate.

Sette classi quarte dei plessi “Guglielmo da Volpiano” e “Ghirotti”, per un totale di 108 studenti, hanno invece realizzato dei cortometraggi, pensando a tutto, dalla sceneggiatura alle riprese, alla post produzione. Stesso identico progetto ha coinvolto anche la quinta elementare della “Moglia”.  «Vedere bambini e ragazzi cimentarsi con sceneggiatura e post-produzione conferma quanto il cinema sia un linguaggio universale e potente. Il nostro obiettivo come Distretto Cinema è accorciare le distanze tra il mondo dei professionisti torinesi e la scuola, permettendo ai ragazzi non solo di guardare i film, ma di ‘pensarli’ e realizzarli con la consapevolezza di veri piccoli autori» conclude Paganin.

Distretto Cinema è un’associazione torinese che, in questi anni, ha organizzato iniziative come il festival internazionale Contemporanea.

Il gipeto, il più grande avvoltoio. Incontro in Città Metropolitana

Il Gipeto ( Gypaetus barbatus il nome scientifico ) rappresenta l’avvoltoio di maggiori dimensioni tra quelli nidificanti in Europa. Si tratta di un animale stanziale, che nidifica sugli alti dirupi, in alta montagna nelle Alpi, in Africa, in India e in Tibet, doponendo una o due uova. È stato reintrodotto  con successo nelle Alpi, ma continua ad essere una dei più rari avvoltoi d’Europa.
A lui è dedicato un incontro di formazione rivolto al personale interno di vigilanza e a quello tecnico faunistico della Città Metropolitana di Torino,  in programma sabato 14 febbraio prossimo dalle 10 alle 12 nella Sala Stemmi della sede di corso Inghilterra 7.

L’incontro è organizzato dal Dipartimento Ambiente e Sviluppo sostenibile della Città Metropolitana  ed è rivolto a dipendenti e volontari  per acquisire maggiori informazioni sulla specie  e per partecipare ad attività di monitoraggio della sua presenza all’interno delle aree protette del territorio metropolitano.  L’iniziativa è  anche estesa alle guardie ecologiche volontarie coordinate dalla Città  Metropolitana e al personale tecnico degli Enti di gestione dei Parchi regionali.
Sono in programma due moduli didattici  di un’ora ciascuno. Giuseppe Roux- Poignant, funzionario di vigilanza dell’ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie e referente del Centro avvoltoi e rapaci alpini della Regione Piemonte, curatore del notiziario “Avvoltoi Piemonte”, fornirà ai partecipanti nozioni sulla biologia della specie, sullo stato di conservazione e sulle minacce , sui progetti di reintroduzione e monitoraggio sull’arco alpino occidentale.

Maurizio Chiereghin, membro attivo della ROAO, Rete Osservatori Alpi Occidentali, autore di pubblicazioni scientifiche, approfondirà  il tema della presenza del gipeto nelle valli di Lanzo  e delle attività monitoraggio in atto.

Mara Martellotta