CRONACA

In primavera il nuovo “click day” di Vesta

Sarà in primavera il nuovo “click day” di Vesta, il buono regionale per sostenere le famiglie nelle spese di accesso ai servizi per l’infanzia: questa edizione assegnerà 20 milioni di euro a 20mila famiglie con Isee fino a 40mila euro, dedicherà particolare attenzione al ceto medio e sarà articolato in fasce di reddito.

Lo scorso anno, il primo della sua attuazione, Vesta ha attribuito 10 milioni a 10mila famiglie piemontesi, portando il sostegno regionale anche a quel ceto medio che troppo spesso resta escluso dai contributi per la natalità. Un risultato reso possibile da una procedura rapida ed efficace, che ha consentito di utilizzare i voucher già dal mese di novembre 2025 e di richiedere i rimborsi diretti sul conto corrente da marzo di quest’anno.

“Con Vesta la Regione Piemonte ha aperto una strada nuova nelle politiche per le famiglie – dichiarano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alle Politiche sociali e alla Famiglia Maurizio Marrone – Per la prima volta un voucher diretto, semplice e a burocrazia zero, capace di arrivare davvero alle famiglie con bambini e di sostenere concretamente le spese di accesso ai servizi per l’infanzia”.

“Vesta ha dimostrato che quando la politica sceglie la semplicità e la concretezza, le famiglie rispondono – puntualizzano Cirio e Marrone – Con questo strumento abbiamo rotto il muro dei vecchi modelli, lenti e farraginosi, e abbiamo dato una risposta immediata a migliaia di genitori che vogliono crescere i propri figli senza essere lasciati soli. Grazie al lavoro portato avanti anche a Bruxelles, le risorse disponibili e il numero dei beneficiari sono stati raddoppiati, ponendo le basi per un ulteriore salto di qualità della misura. Con il click day, previsto per la primavera del 2026, le famiglie piemontesi sostenute da Vesta arriveranno infatti a 30.000. Il nuovo click day resterà aperto per dodici ore e sarà articolato per fasce di reddito, così da garantire una distribuzione equilibrata delle risorse e confermare l’attenzione verso quelle famiglie del ceto medio che oggi faticano più di tutte a sostenere i costi legati alla nascita e alla crescita dei figli. Con Vesta andiamo avanti senza esitazioni per continuare a sostenere chi sceglie di mettere al mondo dei figli e investire sul futuro della nostra comunità”.

Incendio in un condominio in zona Madonna di Campagna

Sono rientrati nelle loro case poco dopo le 13 di ieri i residenti dello stabile di via Venaria, in zona Madonna di Campagna, interessato questa mattina da un incendio sul tetto. L’allarme è scattato intorno alle 10.45, quando gli abitanti, tutti fortunatamente illesi, sono stati evacuati in via precauzionale, mentre i vigili del fuoco, accorsi con due autoscale e diverse autobotti, spegnevano le fiamme . Sul posto sono intervenute in supporto anche tre pattuglie della polizia locale per evitare la circolazione di veicoli nella zona interessata dalle operazioni di spegnimento. Al lavoro anche il personale della Protezione Civile comunale e di Gtt, che ha messo a disposizione un autobus dove i condomini hanno trovato ospitalità e riparo dal freddo fino a che non hanno potuto fare ritorno a casa.

TorinoClick

Intitolato a Mafalda di Savoia il giardino di via Amati a Venaria

L’intitolazione del Giardino a Mafalda di Savoia, deportata e morta nel campo di concentramento di Buchenwald nel 1943, è avvenuta giovedì 28 gennaio scorso ed è stata promossa per iniziativa delle due classi della scuola primaria Rigola, che hanno approfondito la storia della Principessa e partecipato al progetto della Pro Loco di Altessano di Venaria Reale. Inoltre il giardino è oggetto di un Patto di Collaborazione per i beni comuni della città di Venaria Reale e la delegazione  di Torino dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon. Il percorso che ha condotto all’intitolazione del giardino a Mafalda di Savoia nasce da un’esperienza educativa e civica avviata presso la scuola Rigola di Venaria Reale. Il 13 gennaio 2023, gli alunni hanno presentato un’istanza formale di intitolazione di luogo pubblico alla Principessa Mafalda di Savoia, frutto di un lavoro di studio e riflessione sui valori civili e umani della figura proposta. L’iniziativa è stata esaminata dalla Commissione Toponomastica nella seduta del 6 marzo 2023, presieduta dal Sindaco Fabio Giulivi. In tale occasione è stato riconosciuto il valore culturale e simbolico della proposta, sia per l’alto profilo storico della Principessa di Savoia sia per il significativo coinvolgimento delle giovani generazioni in un percorso di cittadinanza attiva e consapevole. Successivamente, il 23 marzo 2023, è stata approvata la delibera di intitolazione su proposta dell’Assessore all’Urbanistica Giuseppe Di Bella, cogliendo formalmente la richiesta avanzata degli alunni della scuola Rigola. La decisione ha inteso valorizzare non solo la memoria storica di Mafalda di Savoia, figura emblematica di regalità e sacrificio, ma anche il ruolo della scuola nella trasmissione dei valori democratici. L’intitolazione è stata ufficialmente celebrata il 28 gennaio scorso. La data ha assunto un forte significato simbolico, inserendosi nelle celebrazioni della memoria storica e alla riflessione sui drammi del Novecento. L’atto di intitolazione rappresenta così il compimento di un percorso condiviso tra istituzioni, scuole e comunità cittadina, volto a trasformare uno spazio pubblico in luogo di memoria e testimonianza per le generazioni presenti e future.

Mara Martellotta

Aggressione in carcere: “Pugno duro contro i violenti”

Il Sappe denuncia un grave episodio di violenza nel carcere di Torino, dove nel pomeriggio di ieri un agente di Polizia Penitenziaria è stato aggredito da un detenuto all’interno del Padiglione B, già oggetto nei giorni scorsi di una segnalazione sindacale per gravi criticità strutturali e operative. “Intorno alle 16.30, un detenuto di origine nordafricana, noto per comportamenti violenti e imprevedibili, ha insultato un agente dopo essere stato invitato ad attendere il proprio turno per l’utilizzo del telefono. Al momento dell’apertura del cancello della cella per consentire la telefonata, il detenuto ha improvvisamente colpito il poliziotto con un pugno al volto. Solo il tempestivo intervento di altri agenti ha evitato conseguenze più gravi. L’agente ferito è stato trasportato in ospedale, dove gli sono stati diagnosticati tre giorni di prognosi“. A denunciarlo è il segretario provinciale del SAPPE, Jean Francois Taibbi, che chiede un intervento immediato e concreto da parte dell’Amministrazione per garantire sicurezza, tutela e condizioni di lavoro dignitose al personale di Polizia Penitenziaria, quotidianamente impegnato nel mantenimento dell’ordine e della legalità all’interno degli istituti penitenziari. “Poche ore dopo, intorno alle 18.15, lo stesso detenuto, nel frattempo trasferito in un’altra sezione, ha devastato la propria cella, lanciando suppellettili contro il personale e dando successivamente fuoco al materasso”, prosegue il sindacalista. “La densa nube di fumo sprigionata dall’incendio ha causato l’intossicazione di diversi agenti intervenuti per spegnere le fiamme ed evacuare gli altri detenuti. Due poliziotti hanno dovuto ricorrere alle cure ospedaliere”. Secondo quanto riferito dal sindacato, gli episodi confermano la situazione di estrema pericolosità in cui opera quotidianamente il personale di Polizia Penitenziaria, costretto a fronteggiare aggressioni ed emergenze con organici ridotti e strumenti inadeguati. Gli operatori, già provati da una grave carenza di personale nei padiglioni, continuano inoltre a garantire servizi esterni all’istituto, con un carico di lavoro definito ormai insostenibile. Per questo, il SAPPE chiede un intervento immediato e concreto dell’Amministrazione per garantire sicurezza, tutela e condizioni di lavoro dignitose al personale impegnato quotidianamente nel mantenimento dell’ordine e della legalità negli istituti penitenziari.

Una grave situazione di pericolo, caratterizzata da violenza e irresponsabilità, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi se non fosse stata gestita con grande professionalità e senso del dovere dagli uomini della Polizia Penitenziaria“. Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), commentando i recenti disordini verificatisi nel carcere di Torino. Il segretario generale del SAPPE ricorda come la Polizia Penitenziaria svolga un lavoro prevalentemente al chiuso, spesso lontano dall’attenzione dell’opinione pubblica. Un’attività che, come più volte sottolineato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, espone quotidianamente il personale a situazioni di forte tensione e sofferenza, rese ancora più frequenti dal grave fenomeno del sovraffollamento carcerario.

Capece evidenzia inoltre il ruolo determinante svolto dalle donne e dagli uomini del Corpo nell’attuazione del principio costituzionale della funzione rieducativa della pena e nel possibile reinserimento sociale dei detenuti, nonostante le condizioni critiche in cui versa il sistema penitenziario. “È grazie alla Polizia Penitenziaria, veri eroi silenziosi del quotidiano – sottolinea – se la giornata di follia nel carcere di Torino è stata comunque contenuta”. Da qui il ringraziamento del SAPPE al personale per l’impegno quotidiano. Per il leader sindacale, tuttavia, non sono più rinviabili “interventi urgenti e strutturali” per ristabilire legalità e sicurezza negli istituti di pena, a partire da una revisione del regime custodiale aperto. Secondo il SAPPE servono più poliziotti, regole d’ingaggio chiare, maggiore utilizzo della tecnologia, formazione adeguata al personale impiegato nelle sezioni detentive e strumenti efficaci di difesa e contrasto alle aggressioni.

Capece sollecita inoltre l’applicazione dell’arresto in flagranza di reato per i detenuti che aggrediscono il personale o mettono in grave pericolo la sicurezza degli istituti, l’adozione del regime di isolamento fino a sei mesi previsto dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento penitenziario e il trasferimento immediato dei detenuti violenti in sezioni detentive lontane dalla propria residenza, come previsto dall’articolo 32 del Regolamento. Misure che, secondo il SAPPE, avrebbero un forte effetto deterrente.

Infine, il segretario generale del sindacato torna a chiedere per la Polizia Penitenziaria la dotazione del taser o dello spray al peperoncino, strumenti prossimi alla sperimentazione, ritenuti utili per la prevenzione e il contenimento delle aggressioni, anche in considerazione della possibilità di valutare preventivamente le condizioni fisiche e sanitarie dei detenuti.

Corse bus aggiuntive tra Aosta e Ivrea per la fiera di Sant’Orso

Sono trentasei le corse aggiuntive di Trenitalia (Gruppo FS) messe a disposizione da Regionale Valle d’Aosta, in accordo con l’Assessore ai trasporti e mobilità sostenibile, Luigi Bertschy, per consentire a viaggiatori e turisti di raggiungere la famosa fiera di Sant’Orso, che ogni anno richiama nel capoluogo valdostano migliaia di visitatori.

Nei giorni della fiera, Regionale di Trenitalia ha aggiunto alla normale programmazione nuove corse potenziando le fasce orarie di maggiore frequentazione.

In particolare, dalle ore 8.00 alle 14.00, al servizio bus già attivo si aggiungeranno ulteriori 17 corse bus da Ivrea ad Aosta. Nel pomeriggio, dalle ore 15.00 alle ore 19.00, da Aosta a Ivrea partiranno 19 autobus in più a supporto degli altri mezzi già in circolazione.

Tutte le corse bus aggiuntive seguiranno il percorso autostradale e non effettueranno fermate intermedie.

Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia eccetto i cani da assistenza. L’orario dei bus può variare in funzione delle condizioni del traffico stradale, con possibile aumento dei tempi di percorrenza.

I canali di acquisto sono aggiornati.

Mara Martellotta

Manifestazione a Torino, scontro aperto sui cortei: gli organizzatori confermano tre percorsi

Si avvicina la giornata di mobilitazione prevista per sabato 31 gennaio 2026 a Torino, ma il confronto tra organizzatori e istituzioni è sempre più teso. I promotori della manifestazione hanno infatti ribadito la scelta di dare vita a tre cortei distinti, in aperto contrasto con le indicazioni arrivate dalla prefettura, che aveva chiesto una revisione del piano.

Nei giorni precedenti all’evento, agli organizzatori era stato sollecitato un cambiamento significativo: evitare il passaggio nelle zone centrali della città e accorpare la protesta in un’unica sfilata, rinunciando ai tre percorsi inizialmente comunicati. Una richiesta che non è stata accolta e che ha portato a una presa di posizione netta da parte dell’area autonoma e dei centri sociali coinvolti.

La risposta è contenuta in un documento diffuso pubblicamente, nel quale i promotori rivendicano il senso politico della scelta. “Il 31 gennaio non è un problema di ordine pubblico, è l’opposizione sociale che rompe gli argini e si prende lo spazio che le spetta“, scrivono, respingendo l’idea che la mobilitazione rappresenti una minaccia per la sicurezza cittadina.

Nel comunicato vengono inoltre contestate le motivazioni e il linguaggio utilizzato dalla prefettura. “Le parole scelte dal prefetto di Torino – replicano – sono il lessico ordinario del potere che ormai abbiamo imparato a riconoscere”. Secondo gli organizzatori, la gestione della vicenda rifletterebbe un’impostazione politica più ampia: “Abbiamo di fronte un governo che, in linea con un indirizzo politico dichiaratamente securitario, repressivo e intrinsecamente razzista, interpreta sistematicamente il conflitto sociale come un nemico pubblico, come un ostacolo da neutralizzare”.

Nel testo emerge anche una critica diretta al modo in cui viene trattato il diritto di manifestare, percepito come sempre più condizionato. “In questo quadro è del tutto conseguenza che la stessa possibilità di scendere in piazza venga trattata come una revocabile, sottoposta a condizioni, sospetti e preventiva delegittimazione”.

Alla vigilia dell’evento, resta quindi aperto il nodo della gestione della giornata di sabato. Da una parte le autorità, impegnate a far rispettare le prescrizioni sulla sicurezza; dall’altra i manifestanti, intenzionati a portare avanti la protesta secondo le modalità annunciate.

Chieri riqualifica l’area del Museo del Tessile

Un investimento di 2.500.000 euro per la riqualificazione e l’ampliamento dell’area che ospita la storica sede del Museo del Tessile, con l’obiettivo di migliorare gli spazi e servizi e potenziare così l’offerta turistica legata alla tradizione tessile chierese. Lo annuncia il vice Sindaco e assessore al Bilancio Roberto Quattrocolo.

Il progetto, finanziato con 2 milioni di euro di fondi regionali (programma FESR, Strategie Urbane d’Area, sviluppo di una rete museale territoriale) e con 500mila euro stanziati dal Comune di Chieri, ha l’obiettivo di valorizzare lo storico edificio chierese (ex convento quattrocentesco delle suore Clarisse e primo opificio cittadino, di proprietà del Comune di Chieri e gestito dalla Fondazione Chierese per il Tessile e per il Museo del Tessile), con un ampio intervento di riqualificazione dei locali al piano terra, di messa in sicurezza, di efficientamento energetico e di aumento degli spazi espositivi.

Spiega il vice Sindaco Roberto Quattrocolo: «I lavori interesseranno una porzione dell’edificio di circa 1.150 mq. e saranno realizzati nel biennio 2027/2028 (in queste settimane è stato pubblicato il bando di gara per la progettazione esecutiva). È prevista la riqualificazione del portico al piano terreno (rifacimento sottofondi e recupero degli intonaci di pareti e volte) e dei locali al piano terreno, al fine di migliorare e implementare la fruibilità degli spazi per i visitatori dedicati anche ad attività laboratoriali specifiche sul mondo del tessile (filatura, tintura naturale, sartoria, tessitura d’artista, ricamo bandera, tessitura d’arazzi e orditura); inoltre, sono previsti il rifacimento del tetto a falde; il restauro delle facciate esterne lato cortile e delle facciate sui cortili interni; la sostituzione di alcuni serramenti e porte finestre. Il Museo del Tessile rappresenta un prestigioso patrimonio architettonico collocato nel centro storico e un importante polo culturale, anche grazie all’impegno della Presidente della Fondazione, Melanie Zefferino, che ha riallestito il Museo e la sua collezione, curato significativi eventi espositivi, realizzato un prezioso Orto Botanico e promosso un’intensa attività didattica con le scuole. Attraverso questo intervento strutturale di rigenerazione e rifunzionalizzazione si valorizzerà l’edificio, ampliando gli spazi espositivi destinati a visite e incontri educativi e laboratoriali con cittadini, studenti e turisti, potenziando così l’offerta culturale ed educativa del Museo».

Torino capitale dell’intelligenza artificiale con il Forum per l’industria

Si terrà a Torino, il 20 febbraio 2026, Officine d’Intelligenza, il 1° Forum Nazionale sull’Intelligenza Artificiale per l’Industria, promosso da Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale (AI4I), OGR Torino e Fondazione CRT.
Officine d’Intelligenza nasce come spazio pubblico di confronto dedicato all’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nei sistemi produttivi e industriali e rappresenta l’evoluzione naturale del percorso avviato nel corso del 2025 con il ciclo Mind Machines – AI Dialogues, che ha portato a Torino studiosi, ricercatori e protagonisti del dibattito internazionale sull’IA.
Il Forum si propone di mettere in dialogo esponenti di primo piano di istituzioni, industria, ricerca e mondo accademico, con l’obiettivo di analizzare opportunità e condizioni abilitanti per un’adozione efficace e responsabile dell’Intelligenza Artificiale nei processi produttivi, contribuendo al rafforzamento della competitività del sistema industriale italiano ed europeo.
L’evento costituirà l’occasione per la prima presentazione pubblica del Piano Strategico 2026–2030 dell’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale (AI4I).
Il programma di Officine d’Intelligenza si articolerà in sessioni plenarie e tavoli tematici, dedicati in particolare a: scenari e politiche industriali per l’Intelligenza Artificiale; applicazioni dell’IA nei principali settori produttivi; infrastrutture tecnologiche, capacità di calcolo e dati; competenze, ricerca e attrazione dei talenti; modelli di collaborazione pubblico-privato.
Officine d’Intelligenza si inserisce nel più ampio ecosistema dell’innovazione che fa capo a Torino e alle OGR, confermandone il ruolo di hub nazionale di riferimento per il dibattito e la sperimentazione sull’Intelligenza Artificiale applicata all’industria.

SIIET, plauso per il soccorso di un uomo colto da infarto

La Società Italiana degli Infermieri di Emergenza (SIIET) per Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta (Area 1) ha espresso il proprio plauso per lo straordinario intervento di soccorso nell’episodio, avvenuto lunedì 26 gennaio, a Collegno, che ha coinvolto un uomo di 69 anni colto da arresto cardiaco.

Il successo della rianimazione è il frutto di una catena della sopravvivenza che ha funzionato senza sbavature. Il successo dell’intervento infatti è stato reso possibile da una sinergia perfetta: la prontezza degli infermieri fuori servizio nel dare l’allarme e iniziare le manovre rianimatorie; la gestione strategica dell’infermiere della Centrale Operativa 118 di Torino nel coordinamento tempestivo dei mezzi; l’efficacia clinica dell’infermiere a bordo del mezzo di soccorso avanzato (MSA1) che, in piena autonomia professionale, ha garantito la rianimazione e la gestione delle vie aere avanzate secondo i protocolli ACAI ; e, infine, il supporto dell’equipe dell’elisoccorso per il trasporto in ospedale.

“Questo intervento non è solo un successo clinico, ma una risposta concreta a chi, in passato, ha guardato con scetticismo l’introduzione degli ACAI – ha dichiarato il Dott. Marco Pappalardo, Responsabile SIIET – Piemonte, Liguria e VdA –  ancora una volta i fatti dimostrano quanto sia efficace, efficiente e competente il soccorso erogato dai professionisti infermieri a bordo dei mezzi di soccorso avanzato. Vedere una persona arrivare in Pronto Soccorso già rianimata e con il ritmo cardiaco ripristinato è l’ennesima dimostrazione concreta che la qualità del soccorso dipende da competenze, professionalità, organizzazione e protocolli, non da retaggi culturali obsoleti”

SIIET Area 1 si è congratulata con tutti i professionisti sanitari, protagonisti ogni giorno nel garantire la salute in condizioni di emergenza-urgenza e ha inoltre rivolto i più sentiti auguri di pronta guarigione al paziente e alla sua famiglia.

Mara Martellotta

La Mole si illumina il 30 contro le malattie tropicali neglette

Il 30 gennaio, in occasione della Giornata mondiale contro le malattie tropicali neglette, la Mole Antonelliana si illuminerà nuovamente di viola e arancione, un gesto simbolico che inserisce Torino in una mobilitazione internazionale dedicata a patologia che colpiscono oltre 1,6 miliardi di persone nel mondo e che, nonostante l’impatto sociale, continuano a occupare uno spazio marginale nelle agende delle politiche sanitarie globali. L’illuminazione del simbolo della città diventa così uno strumento di informazione pubblica, pensato per riportare al centro del dibattito malattie diffuse soprattutto nei contesti di maggiore fragilità. Torino riveste un ruolo di primo piano anche a livello istituzionale, con la promozione della mozione n.21 del 2023, è stata la prima città italiana a riconoscere l’importanza al contrasto delle malattie tropicali neglette affiancando al gesto simbolico dell’illuminazione politiche sanitarie concrete, come l’attivazione di programmi di screening per la malattia di Chagas. Si tratta di un percorso costruito anche grazie al lavoro continuativo di Percorsi INTRECciati-PINTRE, impegnata sul territorio nella sensibilizzazione, nell’educazione sanitaria e nella produzione di reti tra istituzioni, comunità scientifica e terzo settore, in stretta collaborazione con il centro servizi per il volontariato Vol.To, che ha contribuito a rafforzare il coinvolgimento del tessuto associativo e civico sulle malattie tropicali neglette (NTDS).

Tra le malattie tropicali neglette, un gruppo di 21 patologie, ci sono la dengue, la lebbra, l’elefantiasi e schistosomiasi e la malattia di Chagas, che rappresenta una di quelle di maggior rilevanza anche in contesti non endemici come quello italiano. Trasmissibile in diverse modalità, può rimanere silente per anni e causare disturbi cardiaci molto seri se non diagnosticata in tempo. In Italia l’attenzione è rivolta alla diagnosi precoce, alla tutela delle persone migranti e al superamento dello stigma sociale ancora associato a queste patologie. L’OMS ha fissato l’obiettivo di eliminare almeno una NTD in cento Pesi entro il 2030, in linea con l’obiettivo di sviluppo sostenibile n.3 delle Nazioni Unite, dedicato alla salute e al benessere.

L’illuminazione della Mole Antonelliana si conferma parte di un impegno che supera i confini cittadini, collegando Torino a una rete nazionale di ricerca, prevenzione e politiche sanitarie dedicate alle malattie tropicali neglette.

Mara Martellotta