CRONACA

Via Stradella: da area degradata a giardino resiliente, un progetto costruito insieme ai cittadini

 

Uno spazio da tempo in stato di abbandono tornerà a disposizione della comunità: prende forma la riqualificazione di via Stradella, all’angolo con corso Venezia, definita attraverso un percorso di progettazione partecipata con i residenti.

La Giunta Comunale, su proposta dell’assessora alla Transizione Ecologica Chiara Foglietta, ha approvato il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica per la nascita di un nuovo parco pubblico attrezzato. L’opera prevede un investimento complessivo di 539.936,56 euro (IVA inclusa), finanziato nell’ambito del Programma Nazionale “PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027”.

“Questo cantiere si aggiunge ai lavori ormai in fase di conclusione in via Stradella e sulla vicina piazza Baldissera: nel loro insieme restituiranno al quartiere una zona profondamente rinnovata, non solo per la viabilità ma anche per la presenza di zone verdi e di socialità“, ha dichiarato l’assessora alla Transizione Ecologica e all’Innovazione Chiara Foglietta.

L’area, che si estende su una superficie di poco superiore ai 3.000 metri quadrati e in passato ospitava il Circolo Ettore Valli, versa oggi in condizioni di degrado dopo la chiusura delle due attività.

La sua trasformazione darà vita a uno spazio verde progettato per il futuro: verranno adottate soluzioni capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici e di proteggere il territorio dalle piogge e dal caldo estremo, aumentando la biodiversità nel quartiere.

La nascita del nuovo giardino è stata condivisa passo dopo passo con i cittadini, che hanno aiutato a disegnarne la configurazione e le funzioni. Insieme a loro è stato fatto anche un viaggio nella memoria del luogo: l’arredo urbano in metallo ricorderà Ermanno Robotti e il comandante partigiano Ettore Valli, entrambi caduti nella Resistenza, mentre elementi di design richiameranno le storiche scenografie realizzate per il Dancing dall’architetto futurista Nicola Diulgheroff.

Sul piano ambientale, il progetto prevede l’introduzione di 27 nuovi alberi,  oltre la metà di grandi dimensioni, e porterà la superficie permeabile del terreno dall’attuale 10% al 90%. Le piante arriveranno a coprire il 70% dello spazio complessivo. Le acque piovane non saranno scaricate nella rete fognaria, ma raccolte e gestite all’interno del sito stesso, grazie a un “rain/dry garden” di circa 170 metri quadrati e al recupero parziale della storica bealera di Lucento, che attraversa la zona.

I lavori includono inoltre l’abbattimento delle barriere architettoniche secondo i principi del ‘Design for All’, il collegamento della rete ciclopedonale, oggi parzialmente interrotta in quel punto, e la realizzazione di percorsi a piedi e isole fitness accessibili, con pannelli informativi dotati di QR code pensati anche per le persone con disabilità.

Dopo il via libera al documento di fattibilità, il percorso proseguirà ora con la progettazione esecutiva e, successivamente, con l’appalto delle opere. L’avvio del cantiere è previsto con il nuovo anno.

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Via Nizza, sei monopattini sequestrati

La Polizia di Stato, nell’ambito di un servizio di controllo straordinario del territorio ad “alto Impatto” coordinato dal Commissariato di P.S. “Barriera Nizza” di Torino, ha svolto un’attività congiunta con altre forze di polizia, mirata alla prevenzione e al contrasto ai crimini diffusi e all’uso improprio dei monopattini elettrici.
Il servizio si è svolto nei pressi della stazione ferroviaria di “Porta Nuova” e ha riguardato via Nizza, via Paolo Sacchi e vie limitrofe, con la partecipazione di personale del Nucleo Cinofili della Polizia di Stato, del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, della Polfer di Porta Nuova, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale.
Nel corso dei controlli, sono stati emessi tre ordini di allontanamento dall’area 3 “San Salvario”, cosiddetta “a vigilanza rafforzata”, nei confronti di un cittadino tunisino e di due cittadini egiziani. A uno di questi ultimi è stata, inoltre, notificata la misura di prevenzione del DACUR (Divieto di Accesso alle Aree Urbane), emessa dal Questore di Torino il 19 giugno 2026; in precedenza, il medesimo cittadino egiziano era stato anche sanzionato per possesso di sostanza stupefacente e allontanato dall’area.
Complessivamente, l’attività ha permesso di identificare 92 persone e di controllare 10 monopattini elettrici, 6 dei quali sono stati sottoposti a sequestro; al riguardo, sono state altresì contestate 24 sanzioni amministrative, 10 per mancanza di contrassegno di identificazione, 8 per il mancato utilizzo di casco protettivo, 6 per potenza superiore a 1Kw, per totale di 2760€.

Tari 2026, tariffe invariate e aumento agevolazioni Isee fino al 50%

Restano invariate le tariffe relative alla Tassa Rifiuti per l’anno 2026 a Torino, mentre aumentano le misure di agevolazione basate sull’Isee, ampliando sia la platea dei cittadini beneficiari che le percentuali di sconto. La delibera approvata oggi in Giunta su proposta dell’Assessora Gabriella Nardelli conferma la volontà della Città di dare continuità nell’applicazione dei criteri di tassazione in attesa degli sviluppi che ARERA sta elaborando. L’obiettivo primario è mantenere uniformi quanto più possibile le tariffe per tutte le categorie domestiche e non domestiche, garantendo l’integrale copertura dei costi rilevati all’interno del piano economico finanziario. Parallelamente, il provvedimento intende consolidare, strutturare e potenziare in maniera ancora più incisiva il quadro degli interventi nell’ambito delle politiche di equità sociale e di tutela delle fasce economicamente più deboli della popolazione.

In attuazione del protocollo firmato con le organizzazioni sindacali territoriali Cgil, Cisl e Uil al termine di una lunga e proficua interlocuzione e su impulso del Consiglio Comunale, le agevolazioni per le utenze domestiche saranno: per la prima fascia, con Isee compreso tra zero e 10 mila euro è prevista una percentuale di sconto Tari pari al 50%, quota che si attesta al 45% per la seconda fascia con Isee da 10 a 15 mila euro. La percentuale di sconto si attesta al 30% per la terza fascia, corrispondente ad un Isee da 15 a 22 mila euro, mentre la percentuale di sconto è del 20% per la quarta fascia, riservata agli utenti con Isee tra 22 e 30 mila euro. Come di consueto l’agevolazione sarà applicata in sede di saldo a seguito di apposita istanza dell’interessato, che certifichi i requisiti nel periodo di riferimento, che dovrà essere presentata entro il 30 settembre 2026.

Per l’anno 2025 le agevolazioni prevedevano una percentuale di sconto massima del 45% e soltanto 3 fasce, con un valore Isee fino a 24 mila euro.

Con riferimento alle utenze non domestiche, il provvedimento conferma anche per il 2026 le agevolazioni a favore delle attività commerciali e artigianali insediate nelle zone della città interessate da cantieri stradali di durata superiore ai sei mesi. Sulla base di questi criteri, le aree interessate saranno ufficialmente individuate con una successiva deliberazione della Giunta Comunale, previa verifica tecnica curata dalla Divisione Infrastrutture e Mobilità, che definirà contestualmente le precise percentuali di sconto da applicare, il periodo di applicazione e le zone interessate.

Il quadro delle agevolazioni comprende inoltre la previsione del 10% di sconto per i locali stabilmente destinati ai culti riconosciuti dallo Stato; il 30% di sconto a favore delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociale e delle cooperative sociali iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (Runts), nonché dei gestori dei centri di protagonismo giovanile e delle case di quartiere accreditati dalla Città. La novità di maggior rilievo in questo ambito risiede nell’estensione della medesima agevolazione del 30% a beneficio degli enti con personalità giuridica iscritti al Runts nella sezione denominata Altri Enti del Terzo Settore, finora non inclusi nelle precedenti categorie. Questa opzione è vincolata alla condizione che la loro attività prevalente rientri tra quelle previste dall’art. 5 del codice del Terzo Settore lettere A, B e C e cioè interventi e servizi sociali e l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone disabili, interventi e prestazioni sanitarie, e le prestazioni sociosanitarie. Anche le scuole per l’infanzia parificate che aderiscono alla Fism e risultano convenzionate con la Città possono godere della medesima agevolazione.

In attuazione della legge quadro sulla lotta allo spreco alimentare, la delibera conferma una specifica agevolazione a beneficio di tutte le utenze non domestiche che scelgono di cedere gratuitamente le proprie eccedenze alimentari per perseguire fini di solidarietà sociale. È prevista, inoltre, una riduzione nella misura massima del 10% della parte variabile della tariffa a favore delle utenze non domestiche che adottino pratiche di prevenzione dei rifiuti previste dall’art. 15, comma 4, del Regolamento TARI. Questa riduzione non può cumularsi con altre agevolazioni previste dal Regolamento.

“Nonostante la difficile congiuntura economica generale e le complesse sfide economico-finanziarie che la Città si trova ad affrontare – spiega l’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli – e grazie al fatto che la ricaduta in termini di incremento dei costi per l’espletamento dell’intero servizio di raccolta e smaltimento rifiuti risulta assorbita all’interno del Piano Economico Finanziario 2026, la Città ha potuto programmare un piano di agevolazioni complessive per un valore superiore agli 8 milioni di euro, garantendo un’ampia rete di protezione per la cittadinanza”.

Insieme al provvedimento sulle tariffe, viene sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale anche la delibera contenente modifiche al Regolamento per l’applicazione della Tassa Rifiuti n. 371. Oltre ai necessari adeguamenti tecnici e normativi, il nuovo testo introduce alcune rilevanti novità. Tra queste spicca il recepimento del bonus sociale istituito dallo Stato, che va così ad integrarsi con i sussidi già attivi a livello locale per supportare i nuclei familiari che si trovano in condizioni di grave disagio economico. Il nuovo regolamento adegua poi le agevolazioni dell’art. 14 alla revisione della disciplina e del perimetro del Terzo Settore, con l’obbligo di iscrizione al Runts per le Onlus , fissa legalmente al 30 luglio di ogni anno il termine ultimo per l’approvazione del Pef e delle tariffe Tari e aumenta, sulla base di uno studio dell’ufficio Tari, le percentuali di esclusione forfettaria, per quelle superfici in cui si producono residui di rifiuti speciali e dove sussistano oggettive difficoltà di definizione del perimetro. Si segnala poi l’esclusione dal conteggio dei componenti del nucleo familiare di tutti coloro che risultino inseriti all’interno di comunità o istituti penitenziari per un lasso di tempo continuativo non inferiore a sei mesi all’anno; inoltre, in stretto ossequio alle direttive nazionali ed europee, viene disciplinata la facoltà per le utenze non domestiche di scegliere di conferire i propri rifiuti urbani al di fuori del circuito del servizio pubblico.

Infine, novità di rilievo ai fini della tutela dell’ambiente, viene introdotta una riduzione della parte variabile della Tari per tutte le famiglie che aderiranno formalmente ai progetti di compostaggio di comunità, a fronte di un impegno documentato e periodicamente verificabile della corretta gestione del rifiuto organico conferito negli orti urbani. Questa misura entrerà ufficialmente in vigore a decorrere dall’anno 2027.

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Furto e ricettazione di moto: due arresti

L’aliquota della Polizia di Stato della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Torino, con l’ausilio della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale per il Piemonte e la Valle d’Aosta, ha arrestato, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, due giovani italiani per i reati di rapina, furto e ricettazione di motocicli di grossa cilindrata, commessi a Torino da febbraio a ottobre del 2025.
L’ attività investigativa ha avuto inizio grazie alle molteplici denunce di cittadini che avevano un sol fattor comune ovvero il furto nel capoluogo piemontese di motocicli di grossa cilindrata e di elevato valore commerciale.
L’indagine, avviata nel mese di agosto 2025, ha consentito di ricostruire l’operatività di un’organizzazione criminale strutturata, caratterizzata da un modus operandi collaudato. Secondo quanto emerso, i motocicli sottratti venivano, inizialmente, lasciati in “sosta di raffreddamento” ovvero all’interno di garage pubblici, parcheggi sotterranei di grandi complessi commerciali o aree riconducibili a note catene di supermercati, con l’obiettivo di eludere gli immediati controlli delle Forze dell’Ordine.
In una fase successiva, i mezzi venivano caricati su furgoni noleggiati con l’ausilio di prestanomi presso società del settore, risultate del tutto estranee ai fatti e ignare dell’utilizzo illecito dei propri veicoli. I motocicli erano, poi, trasferiti in strutture logistiche e officine nella disponibilità dei sodali, dove venivano smembrati per il recupero dei pezzi di ricambio o destinati alla successiva ricettazione.
Sono, attualmente, in corso ulteriori accertamenti.

Scalo Nizza, con le opere di urbanizzazione impianti sportivi, piazza, percorsi pedonali e aree verdi

 

La delibera presentata questa mattina in giunta su proposta dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni aggiunge un nuovo tassello ai lavori del nuovo Scalo Nizza, progettato da Nova Coop, Nido Living e Taurus, che restituirà alla città l’area dell’ex scalo ferroviario Vallino, a ridosso della ferrovia e del cavalcavia di corso Sommeiller, dismesso dal 2010 e rimasto fino ad oggi in disuso e inaccessibile.

La giunta ha approvato il progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione che, come normato nella Convenzione sottoscritta con la Città, ha in carico la realizzazione di opere sia a scomputo degli oneri dovuti su aree da cedere alla Città per un totale di quasi 2,3 milioni di euro, sia opere a cura e spese del proponente su aree da assoggettare all’uso pubblico per un valore di quasi 4,2 milioni.

Un intervento che rafforza la vocazione universitaria e di servizio del quartiere San Salvario e che darà vita a un nuovo mix funzionale di residenzialità studentesca, commercio e spazi pubblici. L’area coinvolta misura complessivamente 32mila metri quadrati ed è destinata a ospitare un complesso articolato in due anime principali: una nuova residenza universitaria da 402 posti letto e un polo commerciale e di servizi.

Le opere di urbanizzazione prevedono lo sviluppo dell’area con circa 5mila metri quadrati di impianti sportivi, una nuova piazza pubblica aperta a usi temporanei flessibili, percorsi pedonali e ciclabili. Ma anche nuove aree verdi per una superficie complessiva di circa 8mila e 500 metri quadrati, di cui quasi 3mila ricavati come giardini pensili sulla soletta dell’edificio commerciale. La copertura del secondo edificio commerciale, pari a 2mila metri quadrati, sarà interamente occupata da un impianto fotovoltaico, che produrrà energia rinnovabile per la copertura dei fabbisogni dell’intero complesso. La piazza prevista in progetto, fulcro di connessione tra via Nizza e gli edifici in progetto, è caratterizzata da quote altimetriche variabili per consentire la connessione tra il cavalcaferrovia di corso Sommeiller e via Nizza. Particolare attenzione è stata posta alla fruizione degli spazi pubblici e pedonali, pavimentati e sistemati a verde con particolare attenzione all’inclusività soprattutto nell’evitare la presenza di barriere architettoniche, spazi raggiungibili anche dai percorsi ciclo-pedonali che, congiungendosi alla rete ciclo-pedonale esistente, permettono la comunicazione con il tessuto urbano e le connessioni con il trasporto pubblico.

“Il progetto ricerca un modello urbano di forte integrazione tra la residenza, servizi e commercio – afferma l’assessore all’Urbanistica della Città di Torino Paolo Mazzoleni – lontano da critici modelli monofunzionali, e propone l’insediamento di servizi pubblici e privati, il miglioramento della qualità paesaggistica e naturalistica, con la valorizzazione di un’area cuscinetto a forte valenza ambientale che mitiga l’impatto dell’asse ferroviario, la realizzazione di tratti di viabilità per migliorare la viabilità, la fruizione dell’intera area da parte delle diverse utenze, la connessione con Cirpark, il centro di biotecnologie molecolari, interno al perimetro della ZUT e in corso di realizzazione”.

Oltre al progetto, le opere di urbanizzazione prevedono anche i costi per la manutenzione straordinaria necessaria alla messa in esercizio del Canale Valentino, pari a circa 30mila euro, trasformato in canale per lo smaltimento delle acque meteoriche. Il cronoprogramma lavori prevede la consegna di entrambe le funzioni nel 2027. L’investimento complessivo ammonta a circa 105 milioni di euro.

Il Festival di Architettura Torino apre le porte dell’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo

 

Dal 7 al 9 luglio, ogni giorno dalle 17.30 alle 22.30, l’ex Mercato Ittico di Porta Palazzo si trasforma nella casa del Festival di Architettura Torino. Tre giorni, una domanda: chi abiterà le case vuote?Un’edizione pensata per architetti e professionisti ma aperta a tutta la città: come si abita, dove, e a quali condizioni.

Il programma, tra talk, installazioni, laboratori e proiezioni, prende le mosse da una suggestione di Ettore Sottsass, tra i più grandi architetti e designer italiani del Novecento, e la trasforma in chiave contemporanea: il vuoto delle case non come assenza, ma come spazio di possibilità. Perché dietro quella domanda c’è un paradosso che l’Italia fatica ad affrontare. Quasi una casa su tre, in Italia, non è occupata: secondo l’ultimo Censimento ISTAT sono 9,58 milioni su 35,3 milioni di abitazioni censite, un dato confermato anche nell’aggiornamento 2023. A Torino il paradosso si legge ancora meglio nei numeri elaborati dal CRESME: tra il 2019 e il 2024 la città ha perso quasi 4.700 abitanti, ma ha guadagnato oltre 13.500 famiglie. Meno persone, più domanda di case. Case vuote da una parte, domanda abitativa che cresce dall’altra: è il cortocircuito che il Festival mette al centro, con il contributo di Regione Piemonte, Città di Torino, Città Metropolitana di Torino e CNAPPC, il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e di Camera di commercio, il supporto speciale di Banca Reale, e la collaborazione di Dierre, Fresia Alluminio, Idrocentro, Sikkens e Traiano Luce 73.L’Housing Advisory Board della Commissione Europea lo dice chiaramente da tempo: la casa va trattata come infrastruttura sociale, non come emergenza da tamponare. Ma il tema delle case vuote non è solo un problema da risolvere: è anche un’occasione progettuale enorme, capace di attivare rigenerazione, valore culturale ed economico nei territori. È su questo doppio binario, urgenza sociale e opportunità di progetto, che il Festival costruisce il proprio programma, mettendo in rete università, istituzioni e città europee alle prese con le stesse sfide.

Gli storici banchi dell’Ex Mercato Ittico diventano spazi espositivi e raccontano il tema dell’abitare attraverso linguaggi e prospettive differenti: dalla mostra dei tre progetti vincitori della call internazionale Future Homes Europe, dedicata ai progettisti under 35, alla grande installazione effimera e partecipata La fragilità della bellezza genera responsabilità di Raffaele Salvoldi; dalla mostra fotografica Costruire case, fare città, realizzata a partire dall’Atlante dell’Architettura Contemporanea del Ministero della Cultura, a Chi abita le 167?, dedicata all’impatto della legge 167/1962 sul paesaggio residenziale torinese; fino a The Struggle for Housing, con i fotoromanzi del Gruppo Strum esposti al MoMA nel 1972, e la video installazione Dal pieno al vuoto. Andata e ritorno di Lorena Alessio con Kong-Ki Wong, che prende come caso studio la città di Taichung, a Taiwan.Le tre giornate del Festival si articolano lungo traiettorie tematiche distinte: la prima giornata è dedicata al fabbisogno abitativo in Italia e in Europa e alle sue implicazioni sociali e demografiche; la seconda approfondisce il rapporto tra progetto dell’abitare, intelligenza artificiale e innovazione digitale; la terza esplora casi studio, modelli e sperimentazioni dalle città europee impegnate nella trasformazione delle politiche abitative. Ogni giornata si conclude con un keynote speech affidato a protagonisti della scena architettonica internazionale, chiamati a confrontarsi sulle nuove forme dell’abitare contemporaneo.

A inaugurare la rassegna  dei Talk il 7 luglio è Lorenzo Bellicini, Direttore del CRESME, che introduce l’interrogativo cruciale “Quante case servono? Quali case servono?”, moderato da Alessandra Siviero, Presidente della Fondazione per l’Architettura Torino. La serata prosegue addentrandosi nel cuore tematico della manifestazione con il primo dei tre Keynote Speech dedicati al tema-guida “Chi abiterà le case vuote?”: a dare la prima risposta è Umberto Napolitano, co-founder di LAN (Local Architecture Network), introdotto dal Consigliere della Fondazione Luca Molinari.

L’8 luglio il Festival si sposta decisamente sulla frontiera dell’innovazione con un Talk che esplora il nesso tra “Progetto dell’abitare e intelligenza artificiale”. Qui la voce di Barbara Caputo, Direttrice dell’Hub sull’AI del Politecnico di Torino e tra gli autori della Strategia Nazionale Italiana sull’AI 2021-2023, si intreccia alle prospettive internazionali di Agostino Nickl (TU Delft) e Andrea D’Antrassi (Associate partner per l’Europa di MAD Architects). Più tardi il keynote speech vede protagonista Raul Forsoni, Associate/Senior Architect di UNStudio, con l’introduzione di Roberta Ingaramo, Presidente dell’Ordine Architetti Torino.

Il 9 luglio il cerchio si chiude allargando l’orizzonte verso le “Geografie dell’abitare contemporaneo”. Il talk dedicato a casi, modelli e sperimentazioni mette a confronto Ezio Micelli (Professore allo IUAV di Venezia e unico italiano tra i membri dell’EU Housing Advisory Board), Michael Obrist (TU Wien e curatore del padiglione austriaco alla Biennale di Venezia 2025) e Joan Cambronero Fernández (Direttore esecutivo dell’Area Urbanistica e Abitazione del Comune di Barcellona), con la moderazione del Vicepresidente della Fondazione Emanuele Piccardo.

L’atto conclusivo del Festival è affidato ad Anna Puigjaner, co-founder di MAIO, introdotta da Francesca Canfora, Consigliera Ordine Architetti Torino, per l’ultimo, suggestivo sguardo sulle politiche e il futuro dell’abitare europeo.Il programma non si ferma all’Ex Mercato Ittico ma si allarga alla città con i laboratori per bambine e bambini di SOU, la scuola di architettura della Fondazione per l’architettura / Torino, un momento musicale in collaborazione con Fondazione per la Cultura di Torino e la rassegna cinematografica di cinque titoli al bistrot culturale Il Ramo d’Oro.

Il Festival dedica inoltre uno spazio speciale alle nuove generazioni con la premiazione dei vincitori di Future Homes Europe, la call internazionale che invita i progettisti under 35 a ripensare la casa non solo come spazio fisico, ma come dispositivo sociale, culturale e ambientale.Per gli architetti professionisti, il Festival offre inoltre la possibilità di accreditarsi ai talk sul sito della Fondazione e ricevere Crediti Formativi Professionali (CFP).

Il programma completo, con orari e dettagli su ospiti e proiezioni, è disponibile online QUI

Nato per accendere i riflettori sul ruolo dell’architettura nell’evoluzione urbana, il Festival ne affronta la trasformazione in modo inclusivo, con una forte attenzione alla dimensione rigenerativa. Un punto di partenza che si apre al coinvolgimento di tutti i soggetti disposti a collaborare, questo Festival si proietta nel futuro, con l’obiettivo di contribuire in modo strategico alla candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033.

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Strage di Brandizzo, verso il processo: in aula le responsabilità sulla morte dei cinque operai

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Si avvicina un passaggio decisivo nell’inchiesta sulla tragedia di Brandizzo, l’incidente ferroviario che il 30 agosto 2023 costò la vita a cinque lavoratori impegnati in un intervento di manutenzione sui binari della linea Torino-Milano. A distanza di tempo da quella notte drammatica, la vicenda giudiziaria entra nella fase che dovrà chiarire eventuali responsabilità e ricostruire ogni dettaglio della catena organizzativa che precedette l’incidente. La prima udienza si terrà alla fine di settembre.

Le vittime furono cinque operai della società Sigifer: Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Saverio Lombardo e Giuseppe Aversa. Stavano lavorando nei pressi della stazione di Brandizzo quando furono travolti da un treno in transito. Una tragedia che suscitò un forte impatto emotivo in Piemonte e in tutta Italia, riportando al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e delle procedure da rispettare nelle attività ad alto rischio.

Il procedimento giudiziario dovrà ora concentrarsi sulle circostanze che hanno portato all’incidente e sulle possibili responsabilità all’interno della complessa organizzazione dei lavori ferroviari. Al centro dell’attenzione della magistratura ci sono le modalità con cui vennero programmati gli interventi, i controlli effettuati e il rispetto delle procedure previste per garantire la sicurezza degli addetti impegnati lungo la linea.

La Procura di Ivrea ha concluso le proprie attività investigative prospettando il coinvolgimento di diverse figure e società della filiera. Le contestazioni riguardano ipotesi di reato legate alla mancata prevenzione dell’evento e alla gestione della sicurezza. Sarà il percorso processuale a stabilire se vi siano state condotte omissive, errori organizzativi o altre responsabilità che abbiano contribuito al verificarsi della tragedia.

Piemonte, da mercoledì 8 luglio lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi

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Il provvedimento si è reso necessario a seguito di quanto previsto dal bollettino per la previsione del pericolo incendi, emesso dal Centro funzionale di Arpa Piemonte, dalle elevate temperature, previste in ulteriore rialzo, e soprattutto dai numerosi incendi che si sono sviluppati sul territorio piemontese, impegnando fortemente tutto il Sistema antincendi boschivi e di Protezione civile: Vigili del fuoco, volontari del Corpo AIB Piemonte, Carabinieri forestali, flotta elicotteristica regionale, ampiamente supportati dalla flotta aerea dello Stato. 

 

«Sulle temperature molto elevate e la scarsa piovosità purtroppo non possiamo incidere – rileva l’assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi – ma siamo sempre in prima linea per contenere al massimo il pericolo e per intervenire rapidamente. Determinante in questa attività è l’apporto di tutte le componenti del sistema, che desidero ringraziare».

Ai cittadini si richiede la massima collaborazione osservando i seguenti comportamenti:

 

* segnalare al numero unico di emergenza 112 eventuali avvistamenti di incendi

* non ostacolare la operazioni di spegnimento, sia a terra che nei bacini lacustri in cui si riforniscono i velivoli antincendi.

evitare qualunque azione che possa favorire l’innesco del fuoco.

Si ricorda che l’entrata in vigore della massima pericolosità comporta divieti e sanzioni di cui alla normativa nazionale (legge n.353/2000 e d.lgs n.152/2006) ed alla legge regionale n.15/2018:

– divieto di combustione di residui vegetali agricoli e forestali

– divieto di accendere fuochi entro una distanza di 100 metri dai terreni boscati, arbustivi e pascolivi

– divieto di effettuare azioni determinanti anche solo potenzialmente l’innesco di incendio (accendere fuochi pirotecnici, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare apparati o apparecchiature che producano faville o brace, fumare, disperdere mozziconi o fiammiferi accesi, lasciare veicoli a motore incustoditi a contatto con materiale vegetale combustibile, compiere ogni altra operazione che possa creare comunque pericolo mediato o immediato di incendio)

– divieto di usare qualunque generazione di fiamma libera non controllabile nel tempo e nello spazio, tra cui le lanterne volanti.

La durata varia in funzione della discesa della temperatura e dell’arrivo delle precipitazioni, che potranno evidenziare un rischio minore e consentire di rientrare nei livelli “normali” di pericolo.

Via Pietro Cossa chiusa al traffico la notte tra il 7 e l’8 luglio

La sostituzione dei portali semaforici all’altezza del civico 280 di via Pietro Cossa, poco oltre il ponte su corso Regina Margherita, comporterà la chiusura della via tra le 22 di martedì 7 e le 4 di mercoledì 8 luglio.

L’intera carreggiata sarà occupata dai mezzi di cantiere: pertanto durante l’esecuzione dei lavori non saranno percorribili, in direzione sud, il tratto tra piazza Cirene e la bretella di ingresso di corso Regina Margherita; e in direzione nord, il tratto tra la bretella di uscita di corso Regina Margherita e piazza Cirene. Rimarranno chiusi al traffico veicolare anche gli accessi ai civici 280 e 293.

L’intervento è affidato a Iren Smart Solutions e si è reso necessario dopo che alcune verifiche tecniche hanno rilevato fenomeni di corrosione sui portali e sui pali che sostengono i semafori che devono quindi essere sostituiti per garantire la sicurezza.

Agli automobilisti si raccomanda di prestare attenzione alla segnaletica temporanea presente sul posto e, per le ore in cui saranno in corso i lavori, di valutare in anticipo percorsi alternativi.

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Trovato morto in casa con una profonda ferita alla testa. Si indaga per omicidio

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Macabra scoperta a Torino da parte dei vigili del fuoco. All’interno di un appartamento è stato rinvenuto il corpo di una persona in avanzato stato di decomposizione.

In un primo momento gli investigatori avevano ipotizzato una nuova tragedia legata all’isolamento sociale, anche alla luce di un episodio analogo avvenuto nelle stesse ore in città. I successivi accertamenti hanno però evidenziato una profonda ferita alla testa, elemento che ha orientato le indagini verso l’ipotesi di una morte violenta.

L’identità della vittima non è ancora stata ufficialmente confermata. Nell’alloggio risiedeva un uomo di 55 anni e gli inquirenti stanno verificando se il corpo appartenga a lui. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio, al momento a carico di ignoti. Le indagini sono affidate ai carabinieri.

Il cadavere è stato trovato in un’abitazione di via Verolengo, nel quartiere  di Lucento.