CRONACA

Capriolo recuperato nel cortile di una scuola a Venaria

 LIBERATO NELL’AMBIENTE NATURALE

 

Un capriolo adulto del peso di circa 20 kg è stato recuperato nel cortile della scuola primaria Rigola di via Amati a Venaria Reale, dopo che era rimasto incastrato nella recinzioneA seguito di una segnalazione inoltrata dai Vigili del Fuoco, sul posto sono intervenuti un tecnico faunistico del CANC-Centro Animali Non Convenzionali della Struttura didattica speciale Veterinaria dell’Università di Torino, un agente del Nucleo Faunistico della Polizia locale della Città metropolitana e agenti della Polizia Municipale di Venaria. Il tecnico faunistico del CANC ha appurato che l’animale, pur spaventato dalla presenza degli umani e dall’impossibilità di disincastrarsi dalla recinzione, era in buono stato di salute. Una volta disincastratoil capriolo è stato introdotto in un’apposita cassetta per il trasporto e successivamente rilasciato nell’ambiente naturale.

COSA FARE SE SI AVVISTANO ANIMALI IN DIFFICOLTÀ

Nel caso ci si imbattesse in animali in evidente difficoltà, per quanto riguarda la fauna selvatica pericolosa o non gestibile dai cittadini, il CANC e la Città metropolitana hanno stipulato da alcuni anni una convenzione, che prevede l’impegno diretto della Struttura didattica speciale Veterinaria dell’Università di Torino, oltre che del personale della Nucleo Faunistico della Polizia locale della Città metropolitana, per il servizio “Salviamoli Insieme on the road”. Tale servizio prevede il recupero in campo della fauna selvatica pericolosa o non gestibile dai cittadiniIl CANC ha sede in largo Braccini 2 a Grugliasco e, come detto, cura il servizio per conto della Città metropolitana. Il servizio “Salviamoli Insieme on the road” è attivo 24 ore su 24 sulla linea telefonica 349-4163385, a cui rispondono i tecnici faunistici che effettuano i recuperi di ungulati, carnivori pericolosi, rapaci e ofidi.

Al numero 366-6867428 del servizio “Salviamoli Insieme” rispondono invece i veterinari in reperibilità che visitano gli animali selvatici portati al CANC dai privati cittadini.

Alla scoperta di ville e giardini segreti, al via il Festival del Verde

Dal 4 al 24 maggio 2026 a Torino e dintorni

 

Tre settimane dedicate alla biodiversità urbana con più di 150 iniziative tra aperture straordinarie, visite guidate, incontri, letture, laboratori, talk e attività nelle scuole della città 

 

Nel primo weekend del 9 – 10 maggio torna Verde Svelato:
un’occasione unica per scoprire oltre 40 location tra ville e giardini segreti della città, con un percorso di aperture esclusive e visite guidate, dopo la settimana ‘Edu’ dedicata ai bambini e alle famiglie alla scoperta del verde cittadino

 

www.festivalverde.it 

 

Da sinistra i due co-ideatori del Festival del Verde Giustino Ballato e Fabio Marzano
con l’assessora alle Politiche educative della Città di Torino Carlotta Salerno e l’assessore al Verde Pubblico della Città di Torino Francesco Tresso

 

© Ph Credit Andrea Terlizzi

 

 

Torino, 4 maggio 2026 – Tra gli alberi e i fiori del Giardino Roccioso del Parco del Valentino di Torino, oggi prende ufficialmente il via la IV edizione del Festival del Verde con un programma diffuso di oltre 150 iniziative dedicate al tema “Simbiosi urbane: acqua e radici”Tre settimane di appuntamenti dal 4 al 24 maggio, che mettono in connessione Torino e i comuni dell’area metropolitana, spingendosi fino a Cuneo, per invitare il pubblico a esplorare il rapporto profondo e imprescindibile tra acqua, ambiente urbano e natura in città, attraverso aperture straordinarie, visite guidate, talk, laboratori, incontri, presentazioni editoriali ed esperienze di citizen science.

 

inaugurare il festivali bambini e le bambine della Scuola d’Infanzia Bay di Torino che, accompagnati dall’assessore al Verde Pubblico della Città di Torino, Francesco Tresso, e dall’assessora alle Politiche educative della Città, Carlotta Salerno, hanno affidato al ruscello del Giardino Roccioso del Parco del Valentino tante piccole barchette fatte di gusci di noce, colme di semi di Carex pendula: «Un gesto lieve e simbolico – spiega Giustino Ballato, co-ideatore della manifestazione insieme a Fabio Marzano – in cui acqua, piante e terra si incontrano per generare nuova vita».

 

Si comincia infatti con il “Festival del Verde Edu”: una settimana, dal 4 all’9 maggio, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche educative della Città di Torino e con il sostegno del Consiglio regionale del Piemonte, interamente dedicata ad attività̀ laboratoriali ed eventi divulgativi per avvicinare i più piccoli al mondo del verde cittadino.

Gli appuntamenti si svolgeranno sia all’interno di orti e giardini scolastici di Torino e dell’area metropolitana, sia negli spazi di molte associazioni e cooperative che aderiscono al programma del Festival, ma anche al Museo Regionale di Scienze Naturali, al Lago di Villaretto e nella Zona Naturale di Salvaguardia della Dora Riparia.

La settimana EDU si concluderà sabato 9 maggio con una grande festa, completamente gratuita, per grandi e piccini al Museo Lavazza, aperta a famiglie, educatrici ed educatori e insegnanti. Una giornata tra laboratori, letture e passeggiate, realizzata in collaborazione con il Museo Lavazza e con il Centro di documentazione e biblioteca pedagogica della Città di Torino.

 

Tra gli appuntamenti della settimana dedicati ai più giovani, sono in programma anche passeggiate esplorative insieme a esperti ed esperte di ecologia urbana nell’ambito di Barriera Multispecie (5 e 8 maggio) e la presentazione al FIATCafé500 – Pinacoteca Agnelli di “Germogli 2026” dedicata agli elaborati creativi ospitati per la durata del Festival nei portici di piazza Vittorio, frutto del workshop rivolto alle studentesse e agli studenti del Triennio di Illustrazione dello IED – Istituto Europeo di Design di Torino e mirato a esplorare il connubio tra natura e futuro attraverso l’illustrazione (7 maggio dalle 18:30 alle 19:30).

IL WEEKEND DI VERDE SVELATO

 

Si entra nel vivo del Festival del Verde il 9 e 10 maggio con il weekend di Verde Svelato, l’appuntamento che invita il pubblico alla scoperta dei ‘giardini segreti’ della città. L’edizione 2026 apre le porte degli spazi verdi più esclusivi e affascinanti di Torino e dintorni, con più di 40 location tutte da esplorare, anche grazie ad aperture eccezionali e visite guidate.

 

Un’occasione unica per scoprire luoghi raramente accessibili, o ancora poco conosciuti, in cui arte e botanica si incontrano, per un viaggio alla scoperta dei verdi ‘tesori nascosti’ della città. Dalle residenze storiche agli orti urbani, dai cortili privati fino a quelli progettati da grandi architetti e designer, un viaggio tra Torino e le sue colline il cui filo conduttore è il verde, in grado di intrecciare monumentalità sabauda, paesaggi agricoli e tessuti urbani.

 

La nuova edizione di Verde Svelato propone un percorso esclusivo, e più ricco, che si amplia con 15 nuove location, tra giardini formali, terrazze nascoste e spazi privatigrazie alla generosa disponibilità dei proprietari: dal sistema di ville e parchi della collina di Moncalieri e Chieri fino ai cortili segreti del centro storico di Torino il percorso, maturato all’interno del Festival del Verde, si sviluppa come un giardino diffuso che cresce tra coltivazione, progettualità e contemplazione estetica invitando il pubblico a coltivare un nuovo sguardo sul territorio per una riflessione più ampia e condivisa sul verde come infrastruttura ambientale e sociale.

 

Tra le location più esclusive, Villa Rignon, uno scrigno verde nascosto nel cuore della Crocetta dove crescono alberi monumentali, specie autoctone e varietà ornamentali che riflettono l’estetica del giardino aristocratico tra Settecento e primo Novecento. Villa Fubini, con aiuole dal disegno curvilineo con profilo a forma di cuore, offre un punto di osservazione privilegiato sulle trasformazioni del giardino piemontese tra XVIII e XIX secolo e per la comprensione del rapporto tra architettura residenziale e paesaggio nelle colline torinesi. O ancora, la Vigna del Merlo, il cui giardino può vantare le firme dei celebri paesaggisti Pietro Porcinai e Paolo Peyrone.

 

E poi anche altre novità come: Barriera Green Hub – Plant Center, un luogo dalla storia stratificata da cui emerge l’evoluzione di Torino nel corso dell’ultimo secolo; la Fondazione Chierese per il Tessile, uno spazio in cui riscoprire il legame fra tessile e natura, fra piante tintorie e da fibra; Il Giardino delle Meraviglie al Lingotto, una serra tropicale con palme, bambù, camelie e altre varietà di altre latitudini; PininAgri, giovane azienda agricola di Moncalieri tra ciliegi, nocciole e bambù; Spazio 22_4, una delle nuove realtà del network verde della città di Torino con sede in un interno di Borgo San Paolo, che accoglie e organizza mostre, dibattiti, workshop, presentazioni letterarie dedicate alle piante, all’ambiente e al cambiamento climatico.

 

Tra le location più curiose e affascinanti del programma, l’Erbario dell’Università di Torino, che sabato 9 maggio, su prenotazione, il pubblico potrà visitare in esclusiva insieme alla curatrice Laura Guglielmone alla scoperta delle piante raccolte nei grandi giardini ottocenteschi di cui oggi non vi è più traccia: campioni conservati in oltre ottocentomila fogli che non solo testimoniano la ricchezza della flora mondiale ma racconta anche quasi trecento anni di studi e ricerche botaniche.

Nel circuito tornano, infine, molti dei protagonisti della scorsa edizione come il Ranch UrbanoIl Giardino di Fior di RovoIl Giardino di Via Napione e Castelvecchio – chicca del percorso moncalierese e tante location private quali Casa LuziCasa Biscaretti oltre a straordinarie ville del territorio dal grande passato storico come Villa Il Modei, con il suo ingresso spettacolare, degno di una wunderkammer paesaggistica, tra palme di San Pietro (Chamaerops humilis) avvolte da rose rampicanti.

Verde Svelato non è solo un itinerario guidato tra giardini ma una galleria del tempo, dove riscoprire la natura poetica e politica del verde urbano. Il percorso proposto attraversa le diverse fasi della storia urbana del territorio: dalla corona delle ville di delizia fino ai più recenti progetti di coltivazione sostenibile e di pratiche di inclusione sociale. Un circuito in grado di raccontare i processi di trasformazione urbana e culturale che hanno plasmato, e continuano a plasmare, la città.

 

Per accedere a Verde Svelato è necessario acquistare uno dei due kit disponibili – Bianco e Giallo – e ritirarlo in 6 infopoint del circuito durante i due giorni di evento (l’elenco completo è consultabile sul sito). Ogni kit comprende la mappa con il programma delle attività e un braccialetto personale, che dovrà essere indossato per entrare nei giardini del festival.

 

Dopo il weekend torinese, le visite nei giardini segreti continuano nel weekend del 16 e 17 maggio nella città di Cuneo: una nuova occasione per esplorare ancora più luoghi nascosti, tra residenze storiche, orti segreti e parchi privati.

 

La settimana ‘Edu’ dedicata ai bambini e alle famiglie alla scoperta del verde cittadino: a
inaugurare il festival, i bambini e le bambine della Scuola d’Infanzia Bay di Torino

 

© Ph Credit Andrea Terlizzi

 

PROGRAMMA VERDE SVELATO 2026

TORINO e dintorni | 9 e 10 MAGGIO 2026

 

Verde Svelato è confermato anche in caso di maltempo

Per gli orari di visita di ciascuna location consultare il sito del Festival

 

INFO PER IL PUBBLICO – VERDE SVELATO

 

I kit sono acquistabili on line su www.festivalverde.it

 

Kit Bianco > 10 euro

Braccialetto per accedere alle visite

Mappa dei giardini segreti

Audioguida

 

Kit Giallo > 15 euro

Braccialetto per accedere alle visite

Libro di Verde Svelato

Mappa dei giardini segreti

Audioguida

 

ELENCO LOCATION

 

AGR. VALCENASCO LANDHOUSE

Str. Cenasco 92 – Moncalieri

 

B&B VIA STAMPATORI – PALAZZO SCAGLIA VERRUA

Via Stampatori, 4 – Torino

 

BARRIERA GREEN HUB – PLANT CENTER

Via Bologna, 175 – Torino

 

BICINFIORE

Via Asiago, 71 –Torino

 

BOTANICUS

Str. Genova 291 bis – Moncalieri

 

CAPODOGLIO MURAZZI

Murazzi del Po Gipo Farassino, 37 – Torino

 

CASA ARGO

Str. Visone 4 – Moncalieri

 

CASA BISCARETTI

P.za Cavour, 8 – Torino

 

CASA LUZI

Via Borgofranco 25/17 – Torino

 

CASTELVECCHIO

Str. Castelvecchio, 40 – Moncalieri

 

COLTIVABILE

Str. Castelvecchio 34 – Moncalieri

 

DOCKS DORA

Via Perugia, 32, G – Torino

 

ERBARIO DELL’UNIVERSITÀ DI TORINO

Viale Pier Andrea Mattioli, 25 – Torino

 

GIARDINO DI FIOR DI ROVO

Str. del Campagnino, 46 –Torino

 

GIARDINO DI VIA NAPIONE

Via Giovanni Francesco Napione 6 – Torino

 

IED

Via S. Quintino 39 – Torino

 

IL CORTILE DELLA CASA DEL PINGONE

Via Porta Palatina, 23b – Torino

 

IL GIARDINO DELLE MERAVIGLIE

Via Nizza, 262 – Torino

 

IL GRAN SERRAGLIO

Galleria Umberto I – Torino

 

IL PODERE LE ROCCHE

Via Donizetti, 8 – Chieri

 

LA PISTA 500 – PINACOTECA AGNELLI

Via Nizza, 262 – Torino

 

LE ROSINE POLO ARTISTICO E CULTURALE

Via delle Rosine, 9 – Torino

 

NELLA TANA DELL’ORTO

Via Gran Paradiso, 38 – Chieri

 

PETRONILLA

Corso Verona, 38/E – Torino

 

PININAGRI

Str. dei Bussi, 6 – Moncalieri

 

POCKET CAMPUS BERNINI

C.so Francesco Ferrucci, 12 bis – Torino

 

R.A.M.

Str. Castelvecchio, 37 – Moncalieri

 

RANCH URBANO

Via Fréjus, 108/A – Torino

 

SAN GIORS

Via Borgo Dora, 3a  – Torino

 

SCULTURA FIORI

Via Rosolino Pilo, 21 – Torino

 

SERMIG

Piazza Borgo Dora 61 – Torino

 

SPAZIO 22_4

V.Caraglio, 10 –Torino

 

TERRAZZO SUL BALÒN

Via Borgo Dora, 39 – Torino

 

THE HEAT GARDEN

Via Ernesto Lugaro – Torino

 

VIGNA CHINET

Via Mirabello, 3/D – Torino

 

VIGNA IL MERLO

Str. di Fenestrelle, 217 –Torino

 

VILLA D’AGLIÈ

Strada Privata alla Villa d’Agliè, 26 – Torino

 

VILLA FUBINI

Str. del Bellardo, 79 – Torino

 

VILLA IL MODEI

Strada Santa Brigida, 138 – Moncalieri

 

VILLA REY

Strada Val S. Martino Superiore, 27 – Torino

 

VILLA RIGNON

C.so Galileo Ferraris, 81 – Torino

 

VILLA SASSI

Str. al Traforo di Pino 47 – Torino

 

 

 

Tutta la programmazione del Festival del Verde è consultabile al sito www.festivalverde.it

Area Ex Scotti Chieri, Ente Terzo Settore per il nuovo polo pubblico

 

Si promuoverà innovazione sociale, cultura e aggregazione giovanile

Il futuro prossimo dell’area Ex Scotti, caserma in disuso, oggetto di un complesso intervento di rigenerazione urbana, finanziato tramite il PNRR con 5 milioni e 500 mila euro di contributo ministeriale e 400 mila euro di risorse comunali, sarà quello di diventare un polo pubblico multifunzionale, attrattivo non solo per i cittadini chieresi ma anche in ambito sovracomunale. Si tratterà di un presidio civico permanente aperto alla comunità, uno spazio innovativo e accessibile destinato a funzioni sociali, culturali e associative ingrado di produrre un valore aggiunto per il territorio e favorire l’aggregazione giovanile. In questi giorni è stato pubblicato l’avviso per la co-progettazione di un progetto gestionale relativo ad una porzione del complesso della Ex Scotti, con una superficie coperta di circa 1900 mq dei complessivi 5.500 dell’intero edificio, a cui si aggiunge l’area verde circostante di circa a 15 mila mq. L’avviso è rivolto agli Enti del Terzo Settore ETS  anche in forma aggregata ATS – Associazione Temporanea di Scopo, purché in possesso di una competenza in materia di progettazione e di esperienza tecnico-organizzativa.

All’Ente del Terzo Settore saranno assegnati in gestione alcuni degli spazi riqualificati, quali il bar aperto alla cittadinanza, la piazza coperta, destinata ad attività informali, la sala polifunzionale per conferenze, attività pubbliche, comunitarie e di pubblico spettacolo, con 220 posti a sedere e oltre 168 in piedi, il desk informativo, un locale a disposizione per ampliamento finalizzato a una gestione sostenibile. Il gestore dovrà garantire la piena valorizzazione degli spazi e la cura dei medesimi, provvedendo alla manutenzione ordinaria. Il gestore dovrà provvedere agli interventi di adeguamento, allestimento e miglioramento degli spazi assegnati. L’Amministrazione Comunale, considerando strategico il progetto dell’area Ex Scotti, ha inteso promuovere un modello gestionale fondato su un percorso di co-progettazione, chiedendo all’Ente del Terzo Settore selezionato di garantire una programmazione culturale stabile, strutturata e qualificata, di promuovere l’aggregazione e il protagonismo giovanile, di mantenere l’equilibrio tra le iniziative promosse da reti associative locali e le progettualità di più ampia portata di assicurare la sostenibilità economico-finanziaria nel medio-lungo periodo mediante integrazione  tra programmazione culturale, attività di somministrazione e capacità di intercettare risorse esterne attraverso la partecipazione a bandi e la ricerca di risorse pubbliche e private.

Il termine per la presentazione delle candidature è fissato per il 4 giugno. La consegna del cantiere entro il mese di giugno. Una commissione valuterà le proposte progettuali ed economico-finanziarie preliminari pervenute. L’ avvio della gestione è previsto entro 6-7 mesi dalla sottoscrizione della convenzione, compatibilmente con i tempi necessari per il completamento degli interventi riguardanti gli spazi assegnati.

Mara Martellotta

Nuovi progetti europei al Politecnico di Torino: giovani ricercatori protagonisti dell’innovazione

Il Politecnico di Torino rafforza il proprio ruolo nella ricerca internazionale grazie all’ottenimento di cinque finanziamenti nell’ambito delle Marie Skłodowska-Curie Postdoctoral Fellowships, parte del programma Horizon Europe. I progetti premiati, guidati da giovani studiosi e studiose, affrontano temi cruciali per il futuro: dalla sostenibilità ambientale alle energie rinnovabili, dall’intelligenza artificiale alle trasformazioni urbane.

Queste borse sostengono ricercatori post-doc favorendo esperienze internazionali e lo sviluppo di competenze avanzate, incentivando al contempo la collaborazione tra università, centri di ricerca e realtà industriali, con l’obiettivo di tradurre i risultati scientifici in applicazioni concrete.

Tra i progetti selezionati, TRITON si concentra sull’impatto del rumore negli oceani, sviluppando materiali innovativi capaci di controllare la propagazione delle onde acustiche, ispirandosi alle strutture naturali delle barriere coralline per proteggere gli ecosistemi marini.

SWELL, invece, punta a rendere più efficiente e competitiva l’energia del moto ondoso, grazie a sistemi di controllo intelligenti basati su apprendimento automatico, in grado di adattarsi alle condizioni del mare e migliorare le prestazioni dei dispositivi.

Sul fronte tecnologico, EDGELM affronta le sfide legate all’intelligenza artificiale, proponendo soluzioni per eseguire modelli avanzati direttamente su dispositivi locali, riducendo consumi energetici, tempi di risposta e rischi per la privacy.

Con un approccio sociale e urbano, GLOWS analizza le trasformazioni delle economie cittadine, concentrandosi su attività spesso invisibili come il lavoro sessuale, per comprendere l’impatto dei cambiamenti economici e urbanistici su queste realtà.

Infine, TIDAL studia il rapporto tra porti e città, in particolare nei contesti africani, esaminando come le grandi infrastrutture influenzino lo sviluppo urbano e le dinamiche sociali, con l’obiettivo di individuare modelli più equi e sostenibili.

Troppe aggressioni: guardie armate in ospedale a Chivasso

Aggressioni e tensioni sono sempre più frequenti nei Pronto Soccorso di molti ospedali piemontesi, dove la pressione sul personale sanitario continua a crescere. Negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo degli episodi di violenza, legato anche alla crescita delle fasce più fragili della popolazione: persone in difficoltà che, non trovando altri canali per far valere le proprie esigenze, finiscono talvolta per ricorrere a comportamenti aggressivi.

Per far fronte a questa situazione, l’Asl To4 ha introdotto la sorveglianza armata nell’ospedale di Chivasso, da maggio, una misura emergenziale pensata per garantire la sicurezza del personale, degli utenti e delle strutture. Si tratta di uno strumento già adottato in altri Pronto Soccorso, concepito come deterrente temporaneo e come supporto ad altre strategie più strutturali che devono essere sviluppate, a partire da una migliore organizzazione dei servizi.

San Vincenzo De Paoli: quasi un milione di euro, la prossimità diventa relazione


6.756 persone incontrate e 906 volontari: il Bilancio Sociale 2025 della ODV Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio Centrale di Torino racconta un modello
che supera l’assistenza e punta all’accompagnamento

TORINO – Il Bilancio Sociale 2025 della ODV Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio Centrale di Torino non è una semplice rendicontazione di cifre, ma il racconto di una missione che si fa vicinanza, accoglienza e speranza. Tra le pieghe del documento emergono storie di vita vissuta, di vicinanza e di difficoltà superate.

Con un investimento di 962.425 euro trasformati in gesti concreti e 6.756 persone incontrate, l’Associazione testimonia che la prossimità non è un’erogazione di servizi, ma un incontro.

«Il Consiglio Centrale di Torino offre un esempio concreto di ciò che significa coniugare identità vincenziana, prossimità e capacità di leggere i bisogni reali delle persone», afferma Paola Da Ros, Presidente della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV.

«Un impegno che descrive – come sottolinea il Presidente del Consiglio Centrale di Torino Rodrigo SardiUna comunità che non si arrende e che continua a credere nella forza della carità», puntando su relazione, accompagnamento e prevenzione.

Secondo Federico Violo, Coordinatore Interregionale Piemonte e Valle d’Aosta, la sfida oggi è: «Intercettare e prevenire le nuove forme di disagio».

LA VISITA AL DOMICILIO


Mentre il mondo dell’assistenza attende spesso che sia il povero a bussare, i volontari della Società di San Vincenzo De Paoli scelgono di invertire la rotta: scelgono di 
farsi prossimi, di uscire, di entrare nelle case. La Visita al domicilio, pratica identitaria fin dalla fondazione dell’Associazione nel 1833, resta il cuore pulsante di questa missione.


Varcare quella soglia significa innanzitutto offrire un 
dono di sé: non si portano solo risposte materiali, ma ascolto, consiglio e quel calore morale che spesso manca più del pane. Attraverso appuntamenti costanti — settimanali o quindicinali — la visita trasforma un “utente” in una persona e il bisogno in una relazione di fiducia. È solo dentro questo legame profondo che l’aiuto materiale (il pagamento di un affitto, la bolletta, il pacco viveri) smette di essere un fine e diventa un mezzo: una mano tesa per innescare una scintilla di cambiamento e autonomia.

Come ricorda il consigliere spirituale Padre Erminio Antonello (Congregazione della Missione): «La carità deve nutrirsi di vita nello Spirito per riconoscere negli altri non solo un bisogno, ma un volto, una storia, un fratello».

SEMI DI RISCATTO E DIGNITÀ

Il percorso verso il riscatto sociale passa attraverso l’istruzione. Per questo la Società di San Vincenzo De Paoli ha intensificato gli sforzi per sostenere il futuro dei più giovani. Nel 2025, grazie a 727 ore di doposcuola e alla distribuzione di corredo scolastico per 300 bambini, si è cercato di spezzare il circolo vizioso dell’emarginazione. Una gioia grande arriva anche dall’Università: il sostegno a 23 studenti meritevoli ha portato a 4 nuove lauree in discipline come Ingegneria e Legge. Sostenere lo studio significa credere che le fragilità di oggi non debbano diventare l’esclusione di domani.


Allo stesso modo, la 
Commissione Lavoro, nata nel Consiglio Centrale di Torino, agisce per restituire la dignità che solo l’occupazione può dare. Nel 2025 sono stati seguiti 29 percorsi personalizzati, portando a 8 assunzioni e 3 tirocini, curando non solo il curriculum, ma la ferita dell’autostima che spesso colpisce chi, superati i 50 anni, si sente rifiutato dal mondo produttivo.

IL PROGETTO ABITO


Nell’emporio solidale 
“Abito”, la prossimità si fa accoglienza premurosa. Non una distribuzione passiva, ma un vero negozio dove le persone possono scegliere i propri vestiti tra relle e manichini, preservando la propria dignità. Qui sono stati donati 45.000 capi e, attraverso la campagna “Non lasciateci in mutande”, oltre 7.300 capi nuovi di biancheria intima. Ma Abito è anche un luogo di educazione: qui 5 studenti hanno trasformato sanzioni scolastiche in percorsi di crescita, scoprendo il valore del servizio agli altri. Accanto a loro, la nuova Conferenza “Sant’Omobono”, nata nel dicembre 2025 proprio dentro l’emporio. La nuova realtà nasce per dare una forma strutturata all’aiuto, permettendo ai volontari di prendersi cura della persona a 360 gradi, integrando il servizio di vestiario con un supporto umano costante.

L’ABBRACCIO CHE NON DIMENTICA NESSUNO


Un impegno innovativo del 2025 è stato il contrasto alla povertà energetica. Grazie alla collaborazione con la Fondazione Banco dell’Energia, la Società di San Vincenzo De Paoli non si è limitata a pagare le bollette, ma ha attuato un vero efficientamento domestico. Ciò ha significato analizzare i consumi delle famiglie e sostituire 126 elettrodomestici vecchi e “energivori” (come frigoriferi e lavatrici obsoleti) con modelli moderni a basso consumo. Questo intervento riduce stabilmente il costo delle bollette e insegna un uso consapevole delle risorse, trasformando un aiuto d’emergenza in un risparmio che dura nel tempo.

Dalla lotta alla povertà energetica, alla gestione di Casa Arietti a Candiolo, dove il social housing diventa condivisione, la Società di San Vincenzo De Paoli non lascia nessuno indietro. La missione dell’Associazione raggiunge persino il silenzio dei 58 monasteri di clausura sostenuti in tutta Italia dalla Conferenza San Pio X: un legame di preghiera e aiuto che unisce il trambusto della città alla pace delle grate.

Con 906 volontari e una storia iniziata nel 1850, il Consiglio Centrale di Torino continua a camminare accanto all’uomo attraverso una prossimità che non si arrende, cercando di rimuovere le cause della povertà per restituire a ogni persona la sua piena dignità.

Parla con Me torna con un nuovo format

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Le puntate registrate, disponibili online e dedicate a filiere, territori e responsabilità.

La prima puntata sarà pubblicata mercoledì 6 maggio 2026. Il progetto ideato da Simona Riccio proseguirà con cadenza quindicinale sui canali digitali e sul sito ufficiale.

Torino, maggio 2026 – Parla con Me® torna nel 2026 con un format rinnovato, pensato per dare continuità e profondità ai temi che attraversano oggi il sistema agroalimentare, le filiere produttive, i territori e le trasformazioni culturali, economiche e sociali ad essi collegate.

A differenza delle edizioni precedenti, quest’anno le puntate saranno registrate, avranno una durata di circa 20 minuti e resteranno sempre disponibili online: sulla pagina LinkedIn della founder Simona Riccio, LinkedIn Top Voice Italy, sui canali ufficiali e sul sito di Parla con Me®.

La prima puntata sarà pubblicata mercoledì 6 maggio 2026. Da quel momento, il palinsesto proseguirà con cadenza quindicinale, proponendo conversazioni brevi, autorevoli e accessibili, costruite per accompagnare il pubblico nella comprensione di temi complessi senza semplificarli.

Parla con Me® non è un semplice format di interviste, né un contenitore promozionale. È uno spazio editoriale che mette in dialogo istituzioni, imprese, territori, professionisti, associazioni e persone, con l’obiettivo di raccontare ciò che spesso resta dietro le quinte: il lavoro delle filiere, le scelte produttive, le responsabilità pubbliche, la comunicazione e il valore dei territori.

Il palinsesto 2026 si svilupperà intorno ad alcune aree editoriali principali: filiere e territori, persone, lavoro e responsabilità, cura e relazioni, tessile e moda consapevole, trattata come filiera produttiva a pieno titolo.

Il 2026 sarà inoltre un anno particolarmente significativo perché ricorre il decennale della Legge 166/2016, la cosiddetta Legge Gadda, che ha segnato un passaggio importante nel contrasto allo spreco alimentare e nella promozione del recupero delle eccedenze.

Per Parla con Me® sarà l’occasione per tornare più volte su questo tema, dando spazio non solo al quadro normativo, ma anche a esperienze, progetti, imprese, associazioni, enti e realtà territoriali che ogni giorno contribuiscono a dare valore al cibo e a ridurre gli sprechi.

Il progetto è aperto anche alla segnalazione di iniziative e casi concreti legati al recupero alimentare, alla prevenzione dello spreco, all’educazione al valore del cibo e alla costruzione di filiere più consapevoli.

Tra le prime puntate già registrate ci sono temi centrali come il cibo come politica pubblica, il rapporto tra turismo, filiere e Made in Italy, lo spreco alimentare, il fast fashion e la cultura della durata, l’intelligenza artificiale tra opportunità e responsabilità.

“Con Parla con Me® vogliamo continuare a costruire uno spazio di confronto serio, umano e comprensibile, capace di mettere insieme competenze diverse e temi che oggi non possono più essere letti separatamente”, spiega Simona Riccio, Founder di Parla con Me®. “Le filiere non sono solo produzione. Sono lavoro, territorio, responsabilità, cultura e scelte quotidiane. Il decennale della Legge 166/2016 sarà per noi anche un’occasione importante per dare voce a chi lavora concretamente contro lo spreco e per restituire valore al cibo.”

Per seguire le puntate:
www.parlaconmeofficial.it

Per proporre ospiti, temi, attività o candidature:
redazione.pcm@gmail.com

Regina Elena O.d.v. Premio di giornalismo La Rosa d’Oro, i vincitori

Il primo premio a Mauro Pigozzo, seguito da Evelina Frisa e Lisa Bernardini.

Milano Conclusa a Milano la nona edizione del Premio Internazionale di giornalismo e comunicazione “La Rosa d’Oro” dell’Associazione Internazionale Regina Elena O.d.v. patrocinata dal Comune di Milano, Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia e dalla Federazioni Relazioni Pubbliche Italiana.

Con la cerimonia di premiazione ospitata dalla Scuola Militare “Teuliè”, sono stati premiati i vincitori e consegnate le menzioni speciali 2026.

Primo classificato il giornalista Mauro Pigozzo (Veneto), il secondo premio è stato assegnato alla collega Evelina Frisa (Abruzzo) e terza classificata Lisa Bernardini (Lazio). Una menzione speciale è andata alle giornaliste Anna Paola Lacatena (Puglia) e Michela Valoppi (Friuli Venezia Giulia).

Le Menzioni speciali per la comunicazione sono andate a: Gabriele Albertini, Arianna Augustoni, Istituto del Nastro Azzurro sezione di Como, Rivista “Borc San Roc” di Gorizia e il giornalista John Pedeferri.

I premi sono stati consegnati dal Presidente nazionale dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, Ilario Bortolan e dal Delegato nazionale ai rapporti istituzionali e alla comunicazione Biagio Liotti.

Nel corso dell’evento l’Associazione ha assegnato il 49° Premio Internazionale per la Pace “Principessa Mafalda di Savoia” alla Scuola Militare Teuliè, l’80° Premio “Amm. Sq. Antonio Cocco” al Colonnello Antonio Calligaris, Comandante della Teuliè e l’81° Premio “Amm. Sq. Antonio Cocco” a Iolanda Bajona presidente del PASFA di Milano. Il 20° Premio “Barone Roberto Ventura” al Conte Dr. Giuseppe Rizzani.

Numerosi messaggi di adesioni sono pervenuti dall’Italia e dall’estero e sono stati ricordati il presidente d’onore Cav. Gr. Cr. Prof. Avv. Emmanuele Emanuele di Villabianca Barone di Culcasi, il primo vice presidente nazionale Cav. Gr. Cr. Gen. D. Dott. Giovanni Albano e il Delegato di Ancona, Comm. Giovanni Luciano Scarsato, scomparsi pochi giorni fa.

Il premio di giornalismo e comunicazione nasce come riconoscimento all’impegno professionale di giornalisti e comunicatori per incentivare la corretta informazione.

Polizia locale Torino, 130 nuovi ispettori

Sono 130 i neo ispettori della polizia locale di Torino che, nei giorni socrsi, nella sala Carpanini di Palazzo Civico, hanno ricevuto le mostrine con i nuovi gradi. Un momento emozionante per i 68 uomini e le 62 donne che hanno superato, nei mesi scorsi, i colloqui della procedura interna per la progressione da agenti a ispettori a cui hanno partecipato in tutto 450 civich.

“Si tratta del riconoscimento del percorso che avete fatto fino ad oggi – ha detto loro, alla cerimonia, l’assessore alla Sicurezza e alla polizia locale Marco Porcedda –. Il passaggio di grado comporta una maggiore presenza di responsabilità nella vita lavorativa e verso gli altri collaboratori. Cambierà anche la qualità del lavoro e sarà possibile un’assegnazione a reparti diversi rispetto al passato – ha aggiunto – ma sono certo questo potrà costituire uno stimolo per lavorare con rinnovato impegno per il bene della Città e del Corpo di polizia che rappresentate”.

I 130 neo ispettori vanno ad aggiungersi ai 177 già in servizio. Tutti hanno “alle spalle” una consolidata esperienza sul campo. Hanno un’età media di 56 anni. Tra le donne la più giovane ha 47 anni e l’ispettrice con più esperienza 63. Il più giovane dei nuovi ispettori, invece, ha 43 anni, il più anziano 64.

“Se siete qui – ha detto, rivolgendosi ai neo ispettori prima della consegna dei gradi, il comandante della polizia locale Roberto Mangiardi – è per l’esperienza, le competenze e per quanto dimostrato in sede di colloquio, dove avete dimostrato di essere i più meritevoli. Da oggi avrete maggiori responsabilità. Essere un operatore di Polizia locale nel terzo millennio, in una grande città che, come tutte le metropoli contemporanee vive una situazione dove non mancano situazioni nuove povertà, nuovi bisogni, tensione sociale, che richiedono di essere affrontate non solo con competenza, ma anche tenendo sempre in primo piano l’aspetto umano. Voi siete il futuro del Corpo di polizia locale e sono certo che lo affronterete con grande senso di responsabilità, avendo sempre come obiettivo il bene comune, il rispetto della legge, la sicurezza delle colleghe e dei colleghi”.

Anziano si allontana per ore, la polizia lo ritrova

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha rintracciato un anziano di 87 anni, dopo essersi allontanato dalla propria abitazione per diverse ore.
L’intervento è nato a seguito della segnalazione avvenuta da parte della moglie che, preoccupata per l’allontanamento del marito a causa di precedenti problemi di salute, contattava la Centrale Operativa, che inviava una pattuglia del Commissariato di P.S. San Paolo in via Osasco, dove risiedono i due.
Acquisendo tutte le informazioni necessarie per la ricerca dell’uomo, gli agenti apprendevano che l’anziano si era allontanato da diverse ore e che abitualmente passeggiava nelle zone limitrofe alla propria abitazione, per poi rientrare dopo circa mezz’ora.
I poliziotti effettuavano i primi controlli estendendo le ricerche anche nelle aree verdi della zona, sino a quando l’anziano veniva ritrovato su una panchina di un parco.
Dopo aver instaurato un sereno dialogo e instaurato un rapporto di fiducia con l’uomo, gli operatori di polizia, lo riaccompagnavano presso la propria abitazione, tranquillizzando anche la consorte.