CRONACA

Regione, 3 milioni per il prolungamento dell’orario dei nidi comunali

La Regione Piemonte stanzia tre milioni di euro per estendere l’orario dei servizi per l’infanzia comunali nelle annualità 2026-2027 e 2027-2028. L’intervento si inserisce nelle politiche di sostegno alle famiglie e punta ad ampliare la disponibilità dei nidi sul territorio.

La misura consentirà ai Comuni aderenti di prolungare l’apertura delle strutture da settembre a luglio, includendo anche fasce aggiuntive come il sabato mattina, il periodo delle vacanze natalizie e altri momenti di sospensione dell’attività scolastica. L’estensione del servizio non comporterà costi aggiuntivi per le famiglie e mira a rispondere alle esigenze organizzative dei genitori che lavorano.

«Con questo nuovo stanziamento di tre milioni di euro – dichiara l’assessore all’Istruzione Daniela Cameroni – confermiamo la volontà della Regione di essere un punto di riferimento solido per le famiglie piemontesi. Sappiamo bene quanto sia complesso oggi conciliare i tempi della vita familiare con quelli professionali. Con il prolungamento dell’orario dei nidi vogliamo abbattere le barriere organizzative, offrendo servizi che si adattino realmente ai bisogni dei genitori, in particolare delle madri lavoratrici, garantendo al contempo ai più piccoli un ambiente stimolante e una continuità educativa fondamentale per la loro crescita».

Secondo quanto indicato dalla Regione, l’intervento ha anche ricadute sul piano occupazionale e territoriale, con l’obiettivo di rafforzare la rete dei servizi educativi e sostenere il lavoro nel settore.

«Non si tratta solo di un sostegno alle famiglie – prosegue Cameroni – ma di un investimento strategico per tutto il territorio. Potenziando i nidi, miglioriamo la qualità del servizio offerto e creiamo nuove opportunità professionali per le educatrici, un settore cruciale per il nostro sistema educativo. Inoltre, garantendo servizi capillari anche nelle zone montane e periferiche, diamo un contributo concreto contro il rischio di spopolamento, rendendo i nostri Comuni luoghi più accoglienti e vivibili».

L’iniziativa si colloca nel quadro delle politiche regionali già avviate per il rafforzamento dei servizi educativi comunali, con particolare attenzione alla flessibilità dell’offerta e al sostegno all’occupazione femminile.

I dati forniti dalla Regione indicano che dal 2021 a oggi sono stati investiti complessivamente circa 8 milioni di euro, con oltre 3.000 famiglie coinvolte. I Comuni che hanno aderito alle precedenti misure sono stati 350, per un totale di 429 strutture interessate.

Dopo questo atto di indirizzo, sono previsti gli avvisi pubblici per consentire ai Comuni di presentare la propria candidatura.

Spaccata nella boutique: un arresto

La Polizia di Stato ha arrestato, nei giorni scorsi a Torino, un cittadino rumeno di 36 anni per tentato furto aggravato presso un negozio di abbigliamento di lusso del centro città.
L’operazione è scattata in seguito ad una segnalazione giunta al 112 NUE, riguardante un furto in atto presso un’attività commerciale di via Prati. Il richiedente, in costante contatto telefonico con la centrale operativa, ha fornito indicazioni in tempo reale sugli spostamenti del soggetto.
Le volanti dell’U.P.G.S.P., giunti immediatamente sul posto, hanno intercettato l’uomo all’intersezione con piazza Solferino, a pochi metri dalla vetrina infranta dell’esercizio commerciale.
Il trentaseienne, riconosciuto dal testimone, era stato visto, poco prima, depositare frettolosamente in una via limitrofa la refurtiva, consistente in 10 scatole di scarpe di un noto marchio, per un valore commerciale di circa 4.000 euro.
Durante la perquisizione, gli operatori hanno rinvenuto e sequestrato diversi oggetti verosimilmente utilizzati per danneggiare la vetrata. L’uomo presentava inoltre ferite da taglio ancora sanguinanti sulle mani, riconducibili alla rottura del vetro.
Alla luce della gravità dei fatti e della flagranza, l’uomo è stato arrestato per tentato furto aggravato e su disposizione dell’autorità giudiziaria condotto presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”. La refurtiva, invece, è stata interamente recuperata e riconsegnata al proprietario dell’attività dopo la formalizzazione della denuncia.

Volpiano, approvato il rendiconto

Il Consiglio Comunale approva il rendiconto 2025 di Volpiano. Conti solidi, servizi garantiti e nuovi investimenti per il territorio

Nella seduta di lunedì 27 aprile scorso, il Consiglio Comunale di Volpiano ha approvato il rendiconto dell’esercizio finanziario 2025, confermando la solidità economica dell’Ente e la capacità dell’Amministrazione di programmare nuovi interventi in favore della comunità.

Il sindaco Giovanni Panichelli ha sottolineato come il Comune continui a distinguersi per equilibrio finanziario e gestione prudente delle risorse.

“L’ente si conferma sulla scia dei rendiconti approvati negli anni passati. Disponiamo di una buona liquidità che ci ha consentito, anche nel 2025, di non ricorrere ad anticipazioni di tesoreria. Particolarmente significativo il dato sull’indebitamento, ormai prossimo allo zero. Al fronte del limite normativo del 10% sulle entrate correnti, il nostro livello di indebitamento si attesta intorno allo 0,6%, un valore estremamente contenuto”.

Il risultato d’amministrazione complessivo è pari a 8 milioni e 437 mila euro, a conferma della stabilità finanziaria del Comune. Nel corso del 2025, l’Ente ha dovuto fronteggiare una riduzione della capacità di spesa corrente dovuta alle misure nazionali di spending review, e al concorso alla finanza pubblica richiesta ai Comuni.

“Nonostante i tagli imposti dalle normative statali, siamo riusciti a garantire i servizi essenziali e a rispettare tutti gli impegni assunti verso cittadini e fornitori”.

Mara Martellotta

Morto a 46 anni il radiologo Faletti

È morto  a soli 46 anni il professor Riccardo Faletti, docente ordinario di Radiologia, papà di due bambini. Era Direttore della Radiologia IRCCS Candiolo, molto stimato nel mondo medico.

Ruba 10 paia di scarpe da 4mila euro rompendo la vetrina: arrestato

È riuscito a sfondare la vetrina di un negozio in via Prati, zona Piazza Solferino, per poi impossessarsi di 10 scatole di scarpe dal valore commerciale di circa 4mila euro: arrestato in flagranza mentre fuggiva. Sul posto sono intervenute le volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, che hanno individuato e bloccato un cittadino di origini rumene, tratto in arresto per furto aggravato.

Poco prima, l’uomo – identificato grazie alla descrizione di un testimone oculare – era stato avvistato mentre nascondeva di fretta il bottino, composto da 10 scatole di scarpe per un valore commerciale di circa 4mila euro, in una strada adiacente.

Durante la perquisizione, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato vari attrezzi, probabilmente usati per frantumare la vetrata. L’uomo aveva tagli freschi e sanguinanti sulle mani, causati dalla rottura del vetro. Per la gravità del fatto e la flagranza di reato, il 36enne è stato arrestato per tentato furto aggravato e trasferito, su disposizione del giudice, nel carcere Lorusso e Cutugno. Tutto il bottino è stato recuperato e restituito al proprietario del negozio dopo la denuncia.

VI.G

(Foto da Questure. Polizia di Stato)

Incendio distrugge capannone agricolo e mezzi

Una densa colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza, ha segnato un violento incendio scoppiato ieri sera in un capannone agricolo di regione Abate, a Piossasco. Le fiamme hanno completamente distrutto alcuni mezzi parcheggiati all’interno.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco dal comando provinciale di Torino Centrale e dai distaccamenti di Grugliasco Allamano, Rivoli, Rivalta di Torino e Santena. Le operazioni di spegnimento sono durate a lungo: i pompieri hanno lavorato senza sosta per impedire la propagazione del rogo. Le cause dell’incendio sono al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Moncalieri.

VI.G

Città di Torino, 50 anni di affidamento familiare. Al via la nuova campagna 

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Sicuro, solido, gentile come l’affido. È da queste parole chiave che prende avvio la campagna straordinaria di sensibilizzazione sull’affidamento familiare promossa dalla Città di Torino in occasione del cinquantesimo anniversario della prima delibera cittadina sull’affido (1976), antecedente la legge nazionale n. 184/1983.

Attraverso immagini essenziali e un linguaggio diretto, la campagna racconta l’affidamento familiare per ciò che è: un’esperienza di accoglienza temporanea fondata sulla relazione, sulla responsabilità condivisa e sulla capacità di offrire stabilità e cura a minori in situazioni di temporanea difficoltà, sostenendo al contempo le famiglie d’origine nel superamento delle proprie fragilità. L’obiettivo è rilanciare il valore dell’accoglienza e ampliare la rete di famiglie, coppie e singoli disponibili a intraprendere un percorso di affidamento.

La campagna nasce dall’esperienza di Casa Affido, servizio specialistico comunale attivo dal 2000, e dalla necessità di rinnovare il modo di parlare di affidamento alla città, superando rappresentazioni semplificate e restituendo la complessità e la concretezza dell’affido come strumento di tutela, accessibile e declinabile in forme diverse, senza richiedere modelli di “famiglia ideale”.

Da una collaborazione tra Casa Affido, l’Associazione Emera e il Laboratorio La Zanzara, con il sostegno del Bando Affido 2024, nascono le immagini e i materiali della campagna pensati per avvicinare la cittadinanza ai percorsi di conoscenza dell’affidamento familiare.

L’affidamento familiare rappresenta uno strumento fondamentale di tutela dei minori, perché consente loro di crescere in un ambiente familiare accogliente e stabile, mentre la famiglia d’origine viene sostenuta nel superamento delle proprie fragilità. La normativa italiana prevede che si attivi l’affidamento familiare — intrafamiliare o eterofamiliare — soltanto dopo che tutti gli interventi di sostegno e aiuto non sono risultati sufficienti mentre solo in ultima istanza interviene l’inserimento in comunità.

“Con questa azione Torino rinnova con forza il proprio impegno a favore di una cultura dell’accoglienza e della solidarietà – afferma Jacopo Rosatelliassessore alle Politiche sociali della Città di Torino -. I dati più recenti ci dicono che cresce la fragilità sociale e, al tempo stesso, si riduce il numero di persone che si avvicinano ai percorsi di conoscenza dell’affido: per questo è fondamentale rafforzare la sensibilizzazione e il coinvolgimento della cittadinanza”.

L’affidamento familiare resta uno strumento essenziale di tutela dei minori, perché garantisce loro un ambiente sicuro e stabile nei momenti di difficoltà, sostenendo al contempo le famiglie d’origine in un percorso di recupero. Come Città vogliamo continuare a investire su questo modello, a partire dal lavoro qualificato di Casa Affido e dalla rete dei servizi e delle associazioni che ogni giorno rendono possibile questa esperienza di comunità”.

Secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2025, le adesioni ai percorsi di conoscenza dell’affidamento familiare sono diminuite (da 71 nel 2023 a 48 nel 2025), mentre le richieste di protezione per i minori restano significative (114 nel 2025). Attualmente gli affidamenti attivi in città sono 240, di cui 149 eterofamiliari e 91 intrafamiliari, di cui 40 progetti dedicati ai minori più piccoli, cosiddetto Progetto neonati.

La Città di Torino opera attraverso un sistema integrato di servizi e sostegni, in cui il percorso di valutazione e accompagnamento delle famiglie affidatarie è realizzato dal servizio sociale in collaborazione con la Neuropsichiatria Infantile dell’Asl Città di Torino, in conformità con i Livelli Essenziali di Assistenza. Accanto all’affido residenziale, sono promosse anche forme di affidamento di supporto, come l’affido diurno educativo, familiare e da famiglia a famiglia, che nel 2025 hanno coinvolto complessivamente 493 beneficiari.

La campagna straordinaria si inserisce in un programma annuale di iniziative di informazione, formazione e sensibilizzazione promosso da Casa Affido, che prevede momenti di approfondimento e confronto rivolti alle famiglie affidatarie e alla cittadinanza. Tra questi, la giornata formativa del 9 maggio, dedicata alle famiglie affidatarie sul tema della continuità affettiva, e il convegno del 25 maggio sul progetto “Avrò cura di te”, divenuto parte strutturale dei servizi cittadini. Le iniziative si sviluppano all’interno di un lavoro condiviso con la rete dei servizi e le associazioni delle famiglie affidatarie.

Il Piemonte accelera sulle bonifiche, ma l’amianto continua a uccidere mille persone l’anno

Il 28 aprile si celebra ogni anno la Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto, un’occasione dedicata al ricordo e alla riflessione su tutte le persone che hanno perso la vita a causa dell’esposizione a una delle sostanze più pericolose e diffuse del secolo scorso. A livello globale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’amianto provoca oltre 200.000 vittime ogni anno, delineando un’emergenza sanitaria ancora lontana dall’essere risolta. Anche in Italia la situazione resta critica: si registrano circa 10.000 nuovi casi ogni anno e 7.000 decessi, senza segnali concreti di diminuzione. In questo scenario, il Piemonte rappresenta uno dei territori più colpiti.

Con circa 1.000 morti all’anno, di cui 250 legati al mesotelioma, la regione continua a subire le conseguenze della sua eredità industriale. Una realtà che ha lasciato segni profondi e che trova il suo simbolo più noto a Casale Monferrato, divenuta nel tempo un punto di riferimento internazionale nella lotta contro l’amianto.

Proprio qui, lo stabilimento Eternit è stato per decenni una delle principali fonti di esposizione, rendendo l’intera comunità uno dei casi più studiati al mondo per l’elevata incidenza di mesotelioma. Una vicenda che non appartiene solo al passato, ma continua a produrre effetti ancora oggi. L’amianto, infatti, non è soltanto una questione storica: è tuttora presente, spesso in modo nascosto, in edifici residenziali, scuole, ospedali, biblioteche, impianti sportivi e reti idriche, oltre che in contesti istituzionali e operativi, comprese le Forze Armate – in particolare Marina, Esercito e Aeronautica – senza escludere altri ambiti dello Stato. Una diffusione capillare ma poco visibile che espone ancora milioni di persone a rischi concreti.

Nel corso degli anni, la regione ha sviluppato strumenti significativi per affrontare il problema: un Piano Regionale Amianto tra i più completi a livello nazionale, attività di censimento dei siti contaminati, registri sanitari dedicati e programmi di monitoraggio epidemiologico. A questi si affiancano interventi di bonifica, incentivi per la rimozione e campagne di sensibilizzazione che hanno contribuito a rendere il Piemonte un modello di riferimento. Nonostante ciò, il dato più preoccupante rimane invariato: i numeri non mostrano una reale diminuzione.

“La vicenda Eternit ha segnato la storia del nostro Paese, ma non può essere considerata un capitolo chiuso. I numeri dimostrano che l’amianto continua a uccidere. Serve accelerare sulle bonifiche e rendere strutturale un piano di intervento capillare su tutto il territorio” – avvisa l’avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto.

In occasione della Giornata Mondiale Vittime Amianto, il messaggio che emerge è netto: il ricordo, da solo, non basta. È necessario portare a termine il percorso avviato, perché senza un’accelerazione concreta, anche nelle aree più consapevoli il rischio continuerà a tradursi in nuove vittime, spesso in silenzio.

L’ONA mette a disposizione un servizio gratuito di assistenza legale e medica attraverso il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it.

Record di trapianti di cuore e polmone: 1300 alla Città della Salute

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Nel Centro diretto dal professor Mauro Rinaldi

Il Centro Trapianti di Cuore e di Polmone della Città della Salute e della Scienza di Torino ha raggiunto il traguardo dei 1300 trapianti eseguiti tra cuore e polmone dall’inizio dell’attività, confermandosi uno dei poli di riferimento nazionali nel campo dei trapianti cardiaci e polmonari.

L’attività di trapianto cardiaco è iniziata nell’aprile 1990, mentre il primo trapianto di polmone è stato effettuato nel settembre 1993. Da allora il Centro ha conosciuto una crescita costante, sia in termini di volumi sia per l’innovazione clinica e tecnologica introdotta nel corso degli anni. Dei 1300 totali, finora sono stati 800 i trapianti di cuore (dei quali 17 combinati) e 500 quelli di polmone (dei quali 169 polmone singolo, 313 polmone doppio e 18 combinati).

Il Centro è diretto dal professor Mauro Rinaldi, sotto la cui guida l’attività ha consolidato posizioni di rilievo nel panorama nazionale del trapianto cardiaco e del trapianto polmonare, distinguendosi per risultati clinici, complessità dei casi trattati e sviluppo di programmi innovativi, come ad esempio i trapianti multiorgano (cuore – polmoni, cuore – fegato etc.).

Trapianto di cuore: innovazione e leadership nazionale

Tra le tappe fondamentali dell’attività cardiaca si segnala l’avvio, nel 2006, di un programma strutturato di assistenza meccanica al circolo, che ha consentito di trattare pazienti con scompenso cardiaco avanzato sia come ponte al trapianto sia come terapia definitiva.

Negli anni sono state introdotte tecnologie e strategie innovative, tra cui:

  • l’utilizzo del sistema OCS (Organ Care System) per la perfusione e la preservazione normotermica del cuore,

  • l’introduzione di Pertravel per l’ottimizzazione del trasporto degli organi,

  • l’avvio del programma di trapianto cardiaco da donazione a cuore fermo (DCD).

Questi sviluppi hanno contribuito a consolidare il ruolo del Centro tra le realtà di riferimento a livello nazionale per volumi, qualità e innovazione nel trapianto di cuore.

Trapianto di polmone: supporto extracorporeo e ricondizionamento d’organo

Anche il programma di trapianto polmonare ha segnato importanti traguardi. Il Centro ha introdotto precocemente sistemi di supporto extracorporeo respiratorio, tra cui ECMO, Decap e Novalung, rendendo possibile il trattamento di pazienti in condizioni critiche.

Di particolare rilievo:

  • l’esecuzione di trapianti in pazienti già supportati in ECMO,

  • l’avvio, nel 2011, di un programma di ricondizionamento polmonare ex vivo secondo la tecnica di Toronto.

  • l’avvio di trapianto cuore-polmone in blocco (unico centro italiano).

  • l’introduzione del trapianto da donazione DCD controllata e non controllata.

Queste innovazioni hanno permesso di ampliare il pool di donatori e di offrire una possibilità terapeutica a pazienti sempre più complessi.

Innovazione tecnologica nei trapianti: la collaborazione tra Fondazione DOT e Reale Foundation

Un ulteriore contributo a questi risultati deriva dalla collaborazione tra Fondazione DOT – Donazione Organi Trapianti (ente non profit fondato dall’AOU Città della Salute, Città di Torino, Regione Piemonte, Università e Politecnico, che promuove la ricerca scientifica nell’ambito della medicina dei trapianti e la cultura della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule) e Reale Foundation, la Fondazione Corporate di Reale Group, impegnata nel sostegno a iniziative ad alto impatto sociale, in linea con i valori mutualistici del Gruppo e con una visione di sviluppo sostenibile e inclusivo.

La collaborazione fra le due organizzazioni si concretizza nel progetto triennale ITT – InnovaTrapianto a Torino, che mira a rafforzare l’eccellenza della medicina dei trapianti attraverso l’introduzione di tecnologie avanzate a supporto dei centri trapianto di Città della Salute.

Nel 2025 il progetto ha consentito di dotare il Centro Trapianti di Cuore e Polmone di nuove strumentazioni: un ecografo di ultima generazione Esaote MyLab X8 e XP per il monitoraggio dei pazienti immunodepressi dopo il trapianto e 9 kit del sistema PerTravel per il trasporto avanzato degli organi (cuore). L’ecografo, utilizzato quotidianamente in terapia intensiva, supporta il percorso clinico dei pazienti sottoposti a trapianto di cuore o polmone, oltre ai pazienti ricoverati nella stessa unità. Il sistema PerTravel è stato impiegato finora in 6 interventi di trapianto di cuore, contribuendo a migliorare la sicurezza del percorso trapiantologico e la ripresa funzionale post-operatoria.

Un risultato collettivo

Il traguardo dei 1300 trapianti rappresenta il risultato del lavoro integrato di équipe multidisciplinari altamente specializzate – cardiochirurghi, chirurghi toracici, anestesisti, perfusionisti, intensivisti, pneumologi, cardiologi, infermieri e coordinatori trapianto – e della stretta collaborazione con la rete nazionale della donazione e del trapianto.

Raggiungere 1300 trapianti significa aver restituito vita e prospettiva a migliaia di pazienti e alle loro famiglie. È un risultato che testimonia trent’anni di impegno, innovazione e lavoro di squadra” sottolinea Livio Tranchida (Direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino).

Il Centro Trapianti di Cuore e di Polmone della Città della Salute e della Scienza di Torino continua a investire in ricerca, tecnologia e formazione, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente i risultati clinici e ampliare le opportunità di cura per i pazienti affetti da insufficienza cardiaca e respiratoria terminale.

Fondazione Museo Egizio prorogata fino al 2064

Via libera alla proroga della durata della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino fino al 31 dicembre 2064. Dopo il parere favorevole all’unanimità della VI Commissione, il provvedimento è stato approvato oggi anche dall’Aula del Consiglio regionale del Piemonte.

La proposta di modifica dello statuto della Fondazione, presentata la scorsa settimana in Commissione – presieduta dal vicepresidente Daniele Sobrero – dall’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli, si inserisce in un percorso già avviato a livello nazionale.

«Dopo il parere favorevole espresso dal Ministero della Cultura alla richiesta di proroga trentennale del Museo Egizio, il Museo si è attivato per richiedere alla Regione il medesimo allineamento rispetto alla scadenza attualmente prevista al 2034» dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte.

«La proroga al 2064 rappresenta una prospettiva solida e coerente sotto il profilo finanziario, gestionale e programmatico – prosegue – soprattutto in relazione agli ammortamenti e alle garanzie che incidono sulla pianificazione economica di medio e lungo periodo, tenuto conto anche degli importanti interventi di ristrutturazione e rifunzionalizzazione previsti».

L’approvazione definitiva in Aula rappresenta un passaggio importante per il consolidamento della governance e della programmazione di uno dei principali poli culturali italiani, rafforzandone la capacità di sviluppo nel lungo periodo.

«Ringraziamo il Consiglio regionale per la rapidità con cui ha esaminato il provvedimento e per il voto unanime, che conferma una condivisione ampia su una scelta strategica per il futuro del Museo Egizio e del sistema culturale piemontese» conclude Chiarelli.