CRONACA

OGR, Città di Torino e Fondazione CRT insieme per il nuovo polo culturale della città

 

OGR, Fondazione CRT e Città di Torino insieme per l’avvio del nuovo polo culturale della città, la nuova Biblioteca Civica Centrale in corso di realizzazione nell’ex sede di Torino Esposizioni. Il percorso di collaborazione è stato definito  nel corso del Consiglio di Amministrazione di OGR Torino e si inserisce nell’ambito di un più ampio accordo strategico con la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino nell’ambito culturale.

All’interno di questo quadro di sinergia istituzionale, il Consiglio ha individuato la figura di Maurizia Rebola, esperta di riconosciuta competenza nel settore culturale, già direttrice del Circolo dei Lettori e attualmente direttrice delle OGR, quale professionista da destinare, in forma di distacco, a supporto della Città di Torino nella fase di avvio del nuovo progetto. Avrà il compito di organizzare il calendario e coordinare le attività di animazione culturale del nuovo polo, nell’ambito della convenzione che ha già assegnato gestione degli spazi culturali all’interno della nuova Biblioteca a Fondazione per la Cultura Torino. Il tutto avverrà naturalmente in stretto raccordo con il Servizio Biblioteche Civiche della Città di Torino che gestirà il servizio bibliotecario così come per tutte le altre biblioteche cittadine.

“La collaborazione strategica e la decisione assunta oggi dal Consiglio di OGR, società strumentale della Fondazione CRT – dichiara il Sindaco Stefano Lo Russo – si inseriscono in un percorso istituzionale condiviso volto a valorizzare l’ex Torino Esposizioni quale nuovo fulcro culturale cittadino, capace di integrare funzioni bibliotecarie, produzione culturale, innovazione e partecipazione, in una logica di sistema e di collaborazione tra pubblico e privato. Quello della nuova Biblioteca Civica Centrale è un progetto su cui come amministrazione crediamo moltissimo certi che saprà offrire non soltanto una bellezza architettonica ritrovata ma un nuovo polo culturale e turistico”.

“Si consolida e si rafforza la sinergia tra Fondazione CRT, OGR e Città di Torino per lo sviluppo del territorio: integrare esperienze e competenze ci permette di contribuire alla nascita di un nuovo polo culturale per la città – affermano la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi e il Presidente di OGR Torino Davide Canavesio. – La nuova Biblioteca non sarà solo uno spazio restituito alla collettività, ma un luogo di incontro, produzione culturale e partecipazione, aperto alle energie creative del territorio. Fondazione CRT, che con le OGR ha già dato vita a un hub di cultura e innovazione riconosciuto a livello nazionale e internazionale, mette a disposizione di questo progetto il proprio patrimonio di conoscenze e capacità organizzative. L’esperienza e professionalità di Maurizia Rebola sapranno guidare con visione l’avvio di questo nuovo intervento strategico per la città”.

La scelta rappresenta un contributo concreto al percorso di avvio della nuova Biblioteca Civica, che sarà pronta in autunno, e testimonia la forte collaborazione tra le istituzioni cittadine e la Fondazione CRT nella costruzione di un polo culturale integrato, innovativo e aperto alla partecipazione.

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Giovane calciatore colto da arresto cardiaco e’ in terapia intensiva

Un calciatore dilettante di di 24 anni è stato colto da arresto cardiaco ieri durante una partita a Crova, nel Vercellese, in campo contro il Livorno Ferraris. Si è sentito male negli spogliatoi durante l’intervallo. È intervenuta un’ambulanza con il medico a bordo, e poi il 24enne è stato trasferito in elisoccorso all’ospedale di Novara. Qui è stato sottoposto alle cure di rianimazione cardiochirurgica.
Ora è ricoverato interapia intensiva.

A Torino “HPV Night Prevention” per parlare ai giovani

Musica, scienza e istituzioni unite 

Martedì 3 marzo 2026, alle ore 19 presso Hiroshima Mon Amour, si terrà HPV Night Prevention, un evento di informazione e sensibilizzazione dedicato alla prevenzione dell’infezione da Papillomavirus umano (HPV), rivolto in particolare agli studenti universitari ed ai giovani adulti.

Il messaggio è diretto e potente: “Accendi la notte. Scegli la prevenzione.”

«Parlare di HPV significa parlare di futuro», dichiara dottoressa Elisa Picardo (Presidente ACTO Piemonte). «Con HPV Night Prevention vogliamo portare la prevenzione fuori dai contesti tradizionali ed incontrare i giovani nei loro luoghi di socialità. Accendere la notte per noi significa accendere consapevolezza: la prevenzione è un atto di libertà, responsabilità e amore verso se stessi e verso gli altri.»

Accanto ad ACTO Piemonte, il CUS Torino è co-promotore dell’iniziativa, inserita nel calendario ufficiale degli eventi collegati a Just The Woman I Am, la manifestazione nazionale che unisce sport, cultura e solidarietà per promuovere la prevenzione oncologica e la ricerca.

«Just The Woman I Am non è soltanto una corsa o una camminata», afferma Riccardo D’Elicio (Presidente del CUS Torino). «È un progetto culturale che mette al centro salute, prevenzione e responsabilità collettiva. HPV Night Prevention ne rappresenta una naturale evoluzione: parlare ai giovani con linguaggi contemporanei significa rafforzare il valore sociale della prevenzione.»

Un’alleanza tra sanità, università e istituzioni

L’evento è realizzato con il coinvolgimento diretto dell’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte, il supporto dell’Università degli Studi di Torino, del Politecnico di Torino e dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, oltre alla partecipazione della Croce Verde e dell’Associazione ACAT, a testimonianza dell’attenzione alla sicurezza ed alla promozione di corretti stili di vita.

«Raggiungere i giovani significa adottare linguaggi e contesti innovativi» sottolinea Federico Riboldi (Assessore alla Sanità della Regione Piemonte). «Investire in prevenzione oggi significa garantire salute e sostenibilità al sistema sanitario di domani.»

Il ruolo del mondo accademico è centrale. «L’Università è impegnata nella promozione della prevenzione come parte integrante del percorso formativo» evidenzia l’Università degli Studi di Torino con Paola Cassoni. «Partecipare a questa iniziativa significa rafforzare il dialogo tra studenti, ricerca e sanità pubblica.»

Anche il Politecnico di Torino ribadisce l’importanza dell’evento, come afferma Giulia Mezzalama (FISU’s Healthy Campus Project Manager del Politecnico): «Le iniziative di promozione della salute e prevenzione sono fondamentali per costruire insieme il benessere della nostra comunità studentesca e universitaria. Portare informazione e servizi in contesti di partecipazione attiva significa rendere la prevenzione accessibile, consapevole e condivisa.»

Fondamentale il contributo della sanità pubblica e della rete ospedaliera. A ribadire il ruolo delle istituzioni sanitarie è Livio Tranchida (Direttore generale dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino): «Portare l’ospedale fuori dalle sue mura significa rafforzare il legame con il territorio. Questa iniziativa sposa i nostri valori: divulgazione scientifica, promuovere corretti stili di vita e sensibilizzare le nuove generazioni al tema della prevenzione.»

HPV Night Prevention si inserisce inoltre nella campagna nazionale “Cosa faresti per amore?”, promossa dalla professoressa Franca Fagioli e dalla professoressa Roberta Siliquini e sostenuta dalla Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta.

«La tutela della salute è un gesto concreto di cura» afferma Franca Fagioli. «Iniziative come questa traducono il messaggio della campagna in azione, rendendo la prevenzione un atto visibile, condiviso e partecipato.»

Roberta Siliquini evidenzia il valore formativo dell’iniziativa: «La presenza degli specializzandi in Igiene e Medicina Preventiva testimonia l’importanza di formare professionisti capaci di comunicare in modo efficace con le nuove generazioni. La vaccinazione e la prevenzione restano strumenti fondamentali di sanità pubblica.»

Informazione scientifica in un format innovativo

La serata alternerà interventi di professionisti della sanità pubblica, della ginecologia, della pediatria e dell’oncologia a momenti di intrattenimento musicale con sei DJ set, in un format dinamico e informale, pensato per avvicinare le nuove generazioni ai temi della prevenzione in modo scientifico, accessibile e non giudicante.

Saranno presenti corner informativi dedicati alla vaccinazione HPV, alla prevenzione primaria e secondaria ed alla promozione di stili di vita corretti, con particolare attenzione al ruolo del fumo, del consumo di alcol e dei comportamenti a rischio.

Musica, energia, partecipazione e scienza si incontrano così in una serata che vuole parlare ai giovani senza rinunciare al rigore scientifico.

Perché accendere la notte può essere una scelta di libertà. Scegliere la prevenzione è un atto di responsabilità.

“Giornata della Donna”. A Chieri un super – calendario

Molteplici e varie iniziative articolate su quasi tutto il mese di marzo

Da giovedì 5 a venerdì 20 marzo

Chieri (Torino)

“Le donne sono veicolo di particolare efficacia per l’integrazione e la pace … Il mondo sarà migliore con il forte protagonismo della saggezza e dell’equilibrio delle donne”. E’ uno stralcio di discorso, dedicato alla “nobiltà” della figura femminile a firma niente meno che del nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, cui vogliono fare riferimento (riportandole in toto nella specifica nota stampa) Antonella Giordano e Vittoria Moglia, rispettivamente assessore alla “Cultura” e alle “Politiche sociali” dell’“Amministrazione chierese”, presentando le tante iniziative organizzate, nella città collinare, in occasione dell’ “8 Marzo – Giornata Internazionale della Donna”“Il ricco calendario di iniziative programmate – affermano Giordano e Moglia – dimostra l’attenzione e l’impegno della Città di Chieri sul tema, un impegno che va oltre la ricorrenza simbolica dell’ ‘8 Marzo’ e diventa occasione concreta per promuovere consapevolezza, cultura del rispetto e delle pari opportunità”. Per quasi un mese, la tradizionale celebrazione (globalmente ufficializzata dall’“ONU”, come “Giornata internazionale per i diritti delle donne”, nel 1977), sarà infatti articolata a Chieri in una fitta serie di conferenze, eventi e presentazioni di libri e mostre che prenderanno avvio giovedì 5 marzo e si protrarranno fino a venerdì 20 marzo.

A dare il via alla programmazione, giovedì 5 marzo (ore 17), nella “Sala conferenze” della Biblioteca Civica “Nicolò e Paola Francone” (via Vittorio Emanuele II, 1) sarà la giornalista e scrittrice torinese Carola Vai, presentando il suo recente libro “Filomena Nitti e il Nobel negato”, edito da “Rubettino” nel 2025. Filomena Nitti (Napoli, 1909-Roma 1994) scienziata e moglie di Daniel Bovet, venne esclusa dal “Nobel per la Medicina” ricevuto dal marito nel 1957, nonostante la sua preziosa collaborazione. Carola Vai ripercorre nel libro il cammino di una donna dalla volontà di ferro, caparbia, ambiziosa, instancabile e con una passionalità indomita, la cui esistenza fu intrecciata a eventi storici che influenzarono la sua realtà e quella di tante altre donne dell’epoca. A dialogare con lei, sarà l’assessore alla “Cura della Città”, Biagio Fabrizio Carillo.

Venerdì 6 marzo (ore 16), presso il “Parco Falcone e Borsellino”, in via Giovanni XXIII, la “FIDAPA di Pino-Chieri” organizza l’evento “#OurStoryisOne”, dedicato alle donne vittime innocenti del regime iraniano, in particolare donne di religione “Bahai” e dedicherà altre due piante (accanto a quelle già dedicate in passato e fornite dal “Comune” di Chieri”) alle 10 donne di religione “Bahai” impiccate in Iran. Dopo la piantumazione, presso i locali del “Ristorante ex-Mattatoio” si svolgerà il Convegno dedicato a tutte le vittime e all’approfondimento della situazione della repressione in Iran, soffermandosi in particolare sulla condizione delle donne.

La “Sala Conferenze” della Biblioteca Civica “Nicolò e Paola Francone” sarà ancora al centro della conferenza “Donne: diritti senza frontiere. Voci globali”, in agenda sabato 14 marzo e organizzata dal “Forum Donne Movimento del Chierese”dalle 15 alle 18, con interventi e testimonianze provenienti da numerosi Paesi del mondo, quali Afghanistan, Moldavia, Palestina, Sud America, Nord Europa, Iran e Cina. Inoltre, da sabato 7 a sabato 14  marzo, sempre nello spazio espositivo della “Biblioteca Civica” sarà allestita la mostra “a tema femminile” del fotoreporter Giò Palazzo.

In occasione delle celebrazioni dell’ “80° anniversario” del primo voto delle donne nelle “elezioni per la Costituente”, nel “referendum istituzionale” e nelle “consultazioni politiche e comunali” del 1946, un’altra interessante mostra sarà ospitata nella “Sala Studio Roccati”, sempre all’interno della “Biblioteca Civica”. Dal titolo “Torino 1946 – 2026. Ottant’anni dal primo voto delle donne” e promossa dalla “Città Metropolitana” di Torino, l’esposizione celebra, da lunedì 16 a lunedì 23 marzo (in orario 9 – 19)  il traguardo storico del 1946, quando le cittadine italiane parteciparono per la prima volta alla vita democratica del Paese. Attraverso 12 “pannelli fotografici”, la mostra racconta non solo un atto politico, ma una vera rivoluzione sociale. Le immagini provengono dall’archivio “La Bottega del Ciabattino” di Franco Senestro, un tesoro di negativi salvato dalla chiusura della “Gazzetta del Popolo” e che per la loro qualità e autenticità hanno ispirato la ricostruzione storica del film di successo di Paola Cortellesi“C’è ancora domani”.

E, in chiusura del fitto programma, venerdì 20 marzo (ore 17 – 19), il Centro antiviolenza “InRete” organizza, ancora in “Biblioteca”, l’incontro con l’artista visuale e scrittrice varesina Chiara Ceddia, che presenterà il volume “Se potremo impedire a un cuore di spezzarsi”, in cui la forza dei ritratti femminili abilmente s’intreccia alla potenza della parola scritta.

  1. m.

Nelle foto: “Torino 1946-2026”; Cover “Filomena Nitti e il Nobel negato”; Chiara Ceddia

Opi: “Competenze infermieri innalzano sicurezza”

Riceviamo e pubblichiamo
REPLICA AD ANELLI: «STRUMENTALIZZARE UNA TRAGEDIA È GRAVE»

In merito alle dichiarazioni del Presidente della FNOMCeO pubblicate sulla stampa nazionale, nelle quali la vicenda del piccolo Domenico viene richiamata nel dibattito sull’evoluzione delle competenze infermieristiche, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino esprime una ferma e profonda contrarietà.
«Associare un grave e doloroso fatto di cronaca alla discussione sulle nuove lauree specialistiche infermieristiche rappresenta una strumentalizzazione inaccettabile – dichiara il Presidente di OPI Torino, Ivan Bufalo –. Si tratta di un caso circoscritto, ancora oggetto di accertamenti, che non può essere utilizzato per distogliere l’attenzione sulla propria categoria professionale insinuando un rischio sistemico per sminuire le capacità professionali dell’intera categoria degli infermieri.»

Prosegue il Presidente: «Ci sono competenze che, quando vengono formalmente riconosciute e attribuite agli infermieri, producono un innalzamento della qualità e della sicurezza delle cure. Sostenere il contrario significa diffondere un messaggio fuorviante che non trova riscontro né nella normativa né nell’evidenza scientifica.»
La riforma in discussione non prevede alcun trasferimento di competenze mediche agli infermieri. Non esiste una sottrazione di atti clinici. Esiste il riconoscimento di competenze infermieristiche proprie, già esercitate nell’ambito dell’autonomia professionale prevista dalla legge, tra cui la diagnosi infermieristica, distinta per natura e responsabilità dalla diagnosi medica.
Gli infermieri hanno ampiamente dimostrato l’efficacia della loro azione professionale in numerosi ambiti della cura: dalla gestione avanzata degli accessi vascolari al wound care, dall’enterostomia alla gestione delle emergenze, dalle cure primarie alla prevenzione sanitaria, dall’educazione terapeutica all’organizzazione dei percorsi assistenziali. Si tratta di processi agiti con autonomia e piena responsabilità professionale, sui quali la letteratura scientifica documenta esiti favorevoli quando affidati a professionisti infermieri adeguatamente formati.
Particolarmente improprio appare il richiamo alla Rete Italiana Trapianti come baluardo della qualità contrapposto all’evoluzione della professione infermieristica. La rete trapianti è un’eccellenza perché fondata su un modello multidisciplinare integrato, nel quale medici, infermieri e altri professionisti operano in sinergia. L’eccellenza non nasce dall’esclusione, ma dalla collaborazione strutturata.
OPI Torino richiama inoltre la responsabilità istituzionale che compete agli Ordini professionali. «Le dichiarazioni rilasciate da un Presidente di Ordine non sono opinioni private: incidono sulla percezione pubblica del sistema sanitario. – prosegue Bufalo – Alimentare il sospetto che l’ampliamento regolamentato delle competenze infermieristiche possa mettere a rischio i pazienti significa minare la fiducia collettiva verso chi garantisce continuità assistenziale dall’ingresso in ospedale alla dimissione, sul territorio come nelle strutture ad alta complessità».
In una fase storica segnata da carenza di professionisti e crescente disaffezione verso le professioni sanitarie, il compito delle istituzioni ordinistiche dovrebbe essere quello di favorire equilibrio e coesione, non di innescare contrapposizioni.
«La sanità pubblica non si difende evocando paure – conclude Bufalo –. Se per sostenere una posizione si ricorre a una tragedia, il problema non sono le competenze degli infermieri, ma la qualità dell’argomento. La tutela dei cittadini passa da competenze riconosciute, responsabilità chiare e lavoro di squadra.»

Legalità on air. A Carmagnola i giovani raccontano le mafie 

Si è concluso da alcune settimane il progetto di educazione alla legalità denominato “Legalità on Air a Carmagnola” promosso dal Comune di Carmagnola, in collaborazione con Avviso pubblico, Enti locali e Regioni contro le mafie  e corruzione e Libera Radio, testata della cooperativa sociale Open Group di Bologna.
L’iniziativa è  rientrata nel programma del mese della Legalità e nella rassegna “Però parlatene. Raccontare la legalità per costruire consapevolezza” che lo scorso mese di novembre ha coinvolto la città con spettacoli, incontri pubblici, attività formative rivolte alle scuole. Nei mesi di novembre e dicembre 2025 il progetto ha coinvolto circa 250 studenti, dalle scuole primarie alle secondarie di secondo grado, ed ha avuto come fil rouge la storia di Peppino Impastato.
Il percorso didattico e radiofonico ha preso le mosse dal reading crossmediale di Libera Radio intitolato “Felicia, madre e ribelle”, rappresentato nell’Auditorium della Scuola Baldessano Roccati di Carmagnola.

Sono state prodotte 35 puntate, sotto la guida dell’autore radiofonico Federico Lacche, di un grande podcast, per lo più ispirate al reading e dedicate alla breve vita di Peppino Impastato e alle vicende della vita dell’indomabile madre Felicia Bartolotta.
Di qui le puntate su altre femmine ribelli, come Franca Viola e Rita Atria, quindi su Capaci, via d’Amelio e sui magistrati che hanno reinterpretato l’antimafia, sulla loro immensa e assai poco valorizzata contemporaneità. La narrazione ha anche riguardato Piersanti Mattarella, gli agenti delle scorte uccisi in servizio, i diritti umani e civili, a partire da Radio Aut di Peppino, le Radio libere italiane, le dipendenze e le ecomafie.

Gli studenti e le studentesse di Carmagnola hanno anche spiegato le mafie con ricerche e riflessioni sulla natura e le attività che caratterizzano i sistemi criminali, le loro rappresentazioni cinematografiche e televisive. Del tutto originali le puntate dedicate al magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino nel 1983, grazie all’incontro dei ragazzi con le emozionanti testimonianze della figlia Paola e della nipote Martina Fracastoro.
“Il progetto Legalità on Air rappresenta uno dei risultati più significativi del percorso avviato con la rassegna “Però Parlatene”- hanno affermato il sindaco di Carmagnola Ivana Gaveglio e il Vicesindaco Alessandro Cammarata – confermando il valore dell’educazione, della partecipazione e dell’ascolto come strumenti fondamentali per costruire una cultura della legalità che parta dalle nuove generazioni”.

Mara Martellotta

Guerra in Iran, paura a Gerusalemme: sono al sicuro i 17 preti piemontesi

Spazi aerei chiusi dopo l’attacco di Israele e Usa su Teheran. Missili su Tel Aviv. Incertezza sul rientro in Italia del pellegrinaggio, doveva terminare domani

Sono al sicuro 17 preti piemontesi, in gran parte provenienti dalla Diocesi di Torino, che questa mattina erano a Gerusalemme nel giardino del Getzemani quando è scattato l’allarme su tutto il territorio di Israele e di altri Paesi mediorientali alla notizia dei bombardamenti scatenati da Israele e dagli Stati Uniti sull’Iran. Teheran ha annunciato durissime ritorsioni. I preti in viaggio con l’Opera Pellegrinaggi, che in questo momento ha due addetti a Gerusalemme insieme al clero, hanno subito riparato in luogo sicuro. Gli spazi aerei sono chiusi e al momento non ci sono certezze sui tempi di rientro in Italia, che era previsto per domani. Due giorni fa il gruppo piemontese ha incontrato il Patriarca di Gerusalemme card. Pizzaballa, portando aiuti economici.

Quelle buche rattoppate sono un segnale positivo

Nei giorni scorsi il professor Pier Franco Quaglieni, sulle pagine de Il Torinese, aveva rivolto una lettera aperta al sindaco Stefano Lo Russo per denunciare lo stato di degrado della pavimentazione di piazza Cavour / via Calandra. In particolare, l’attenzione era stata posta sulle numerose buche presenti, diventate ormai un pericolo concreto per i pedoni, soprattutto per anziani e persone con difficoltà motorie.
Un richiamo civile privo di polemiche sterili. Un invito all’amministrazione a intervenire per ripristinare condizioni minime di sicurezza e decoro in una delle piazze più belle della città.
L’intervento del Comune non si è fatto attendere. Nei giorni successivi alla pubblicazione dell’articolo, le buche sono state rattoppate e la pavimentazione sistemata nei punti più critici. Un’azione circoscritta, certo, ma significativa. Perché dimostra capacità di ascolto rispetto alle segnalazioni, anche della stampa.
La cura dello spazio pubblico, la sicurezza dei cittadini, la prontezza nel recepire suggerimenti costruttivi sono indicatori concreti di attenzione da parte dell’amministrazione pubblica.

Nasce Destination Torino, la rete consortile che riunisce 2700 camere per seimila posti letto 

Nasce Destination Torino, il consorzio promosso da Federalberghi Torino per riunire strutture ricettive, operatori privati e servizi specializzati con l’obiettivo di dare alla città una voce unica nella valorizzazione del territorio e nella promozione turistica e congressuale.
Il Consorzio nasce dall’esigenza del settore di offrire risposte integrate, attrarre eventi e valorizzare in modo competitivo l’offerta sul territorio.
Alla rete aderiscono alberghi e strutture ricettive per seimila posti letto in totale, agenzie di viaggio e tour operator, organizzatori e location per eventi, ma anche importanti soggetti quali GL Lingotto Fiere e Set-Scalo Eventi Torino, Fiavet Piemonte, Museo Nazionale dell’Automobile, Fondazione Circolo dei Lettori e Museo Lavazza, Casa Martini, Golf Club Stupinigi e Cavourese.

La missione di Destination Torino è  quella di fornire alle aziende, enti e organizzatori un sistema coordinato di servizi , assistenza tecnica per congressi ed eventi, soluzioni di soggiorno personalizzate, esperienze su misura e supporto logistico.
Grazie alla centrale di prenotazione alberghiera e al clone torinese del portale Italyhotels, la piattaforma di prenotazione online di Federalberghi Nazionale, il Consorzio garantisce ampia disponibilità di strutture, tariffe competitive e un servizio qualificato in ogni fase della prenotazione.
Completano l’offerta la consulenza per l’individuazione dei siti più adatti e il supporto nella definizione delle migliori soluzioni di viaggio e di accoglienza in generale, di location adatte alle diverse iniziative e di trasporto locale.
La presidenza del Consorzio è stata affidata a Caterina Fioritti, già vicepresidente di Federalberghi Torino  e socia fondatrice dell’Associazione Donne nel turismo, affiancata dai vicepresidenti Fabio Borio (presidente di Federalbeghi Torino) nel ruolo di Vicario e Laura Audi, presidente di Fiavet Piemonte.
Il consiglio direttivo è composto da Maurizio Bertone, Lorenza Bravetta, Luigi Brunero, Nicola Cirillo, Giovanni Cristiani, Gabor Ganczer e Tommaso Vineis.
“Oggi Torino compie un passo coraggioso e cruciale, mettendo a sistema in modo strutturato tutte le energie private che ogni giorno contribuiscono alla vita turistica della città – ha dichiarato Caterina Fioritti, presidente di Destination Torino. La nascita del Consorzio rappresenta l’avvio di un metodo nuovo, per la prima volta ci sediamo allo stesso tavolo non come singole realtà, ma come un’unica comunità professionale che condivide obiettivi e visioni. Il nostro è uno slancio costruttivo con cui vogliamo affiancare istituzioni e stakeholder, proponendo un’idea di futuro per una Torino turistica viva, vitale e stabilmente presente sui mercati”.

Mara Martellotta

Anno record per i trapianti in Piemonte. Torino al vertice in Italia

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Il 2025 rappresenta un anno record per donazioni e trapianti in Piemonte. Le donazioni di organi hanno raggiunto il secondo miglior risultato di sempre e hanno permesso di realizzare 536 trapianti, risultato a pari merito con il 2023, ed in aumento dell’8% rispetto al 2024.L‘AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, con 488 trapianti, risultato record, si conferma azienda leader a livello nazionale.

In attesa dei dati nazionali, che potranno confermarla al vertice di questa attività in Italia per la terza volta nell’ultimo triennio, Torino ribadisce la sua vocazione dicapitale dei trapianti.
Questi risultati dimostrano ancora una volta la grande sensibilità dei nostri cittadini e la professionalità e organizzazione della nostra sanità.
I dati dell’attività sono stati illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa presenti l’Assessore alla Sanità Federico Riboldi, il Coordinatore Regionale Donazioni e Prelievi di Organi e Tessuti Anna Guermani, il Coordinatore Regionale Trapianti Renato Romagnoli, ed il Direttore Sanitario dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino Lorenzo Angelone.
Il Piemonte si conferma anche nel 2025 un punto di riferimento a livello nazionale ed europeo nel campo della donazione e dei trapianti. Questo straordinario traguardo deve spronarci a rafforzare il nostro impegno per raggiungere nuovi obiettivi di progresso. Un sincero ringraziamento va a tutti i professionisti, in particolare della Città della Salute e della Scienza di Torino e dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, che, in queste complesse attività, uniscono eccellenza tecnica e straordinarie qualità umane. Un riconoscimento doveroso anche alle Associazioni dei donatori di sangue e a quelle attive nella donazione e nei trapianti di organi, tessuti e cellule. L’ultimo, ma più intenso, ringraziamento è rivolto ai donatori e alle loro famiglie, il cui altruismo ha reso possibile salvare tante vite umane”- afferma l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.
Donazioni: grande performance
Il 2025 è stato un anno positivo per le donazioni. I donatori sono stati 172 (39,3 per milione di popolazione – pmp), il secondo miglior risultato di sempre. Nello scenario nazionale la nostra Regione si pone ancora una volta fra le migliori per procurement di organi.Tutti i programmi si sono consolidati. I donatori di organi con cuore battente (DBD) sono stati 132; il 30% di queste donazioni sono avvenute negli ospedali senza neurochirurgia, dimostrando che la donazione di organi può avvenire in ogni ospedale con Terapia Intensiva.
I donatori di organi a cuore fermo (DCD) sono stati 40, con un incremento del 42% rispetto al 2024; gli ospedali autorizzati ad eseguire questa forma di donazione molto complessa per tecnica e organizzazione sono il San Giovanni Bosco, Molinette e Maria Vittoria di Torino, l’Ospedale di Alessandria, l’Ospedale di Cuneo, l’Ospedale di Novara, l’Ospedale di Rivoli e l’Ospedale di Savigliano; in queste strutture avvengono altresì i prelievi dei donatori identificati in numerosi ospedali della Rete (nel 2025 a Chivasso, CTO, Orbassano, Moncalieri). I donatori di cornee sono stati 1.217, dato che conferma i valori del 2024. Questa forma di donazione ha visto coinvolti anche gli ospedali privi di rianimazione, numerosi reparti di cure oncologiche e Hospice, per il forte valore consolatorio insito nella donazione. Le opposizioni alla donazione sono state al 26,6%.
Il focus sui trapianti
L’eccellente risultato registrato nel numero di donazioni, unito alle competenze del Centro Regionale Trapianti e alla capacità tecnica e gestionale dei centri trapianto, ha permesso al Piemonte di raggiungere il miglior risultato di sempre, pari merito con il 2023. Nel 2025 sono stati effettuati 536 interventi, per un totale di 581 organitrapiantati, 5 volte in combinazioni simultanee nello stesso ricevente, i cosiddetti trapianti “combinati”: presso l’ospedale Molinette sono stati eseguiti 2 trapianti combinati rene-fegato, 2 rene-pancreas e 1 cuore-fegato. La Città della Salute e della Scienza di Torino si conferma al vertice dell’attività trapiantologica in Italia, con un totale di 488 trapianti eseguiti nel 2025: 482 presso l’ospedale Molinette e 6 presso l’Ospedale Pediatrico. Dato record per Città della Salute, miglior risultato di sempre, con 39 interventi in più (aumento del 9%) rispetto al 2024 (449 totali) e meglio del 2023, quando erano stati 468.Il centro trapianto di fegato, con i suoi 194 trapianti, e il centro trapianti di rene, con i suoi 240 interventi (235 alle Molinette e 5 all’Ospedale Pediatrico), si confermano ai vertici nazionali. Molto rilevanti i risultati per il trapianto di cuore, con 32 trapianti effettuati alle Molinette – che comprendono 4 organi da donatori DCD – e 1 presso l’Ospedale Pediatrico, nonché per il trapianto di polmoni, con 24 interventi realizzati. Unica altra sede di trapianto in Piemonte, l’Ospedale Maggiore della Carità di Novara ha effettuato 48 trapianti di rene, con un lieve incremento rispetto ai numeri del 2024.
La qualità dei programmi di trapianto è in linea con i migliori standard internazionali. La donazione da vivente, realtà importante in Piemonte, ha visto 14trapianti di rene e due trapianto di fegato.
Il trapianto di tessuti migliora la qualità della vita e la nostra Regione si distingue anche in questo ambito: le Banche dei Tessuti sono attive per tutte le richieste dei chirurghi specialisti, e i trapianti del 2025, oltre 1.300, confermano i valori del 2024.Nel corso del 2025, 2.144giovanissimi si sono messi a disposizione per donare le loro cellule staminali emopoietiche o CSE (midollo osseo); questo loro gesto ha portato il numero di donatori attivi nel Registro Piemontese al totale di 61.624.

Il Piemonte si conferma un punto di riferimento a livello nazionale non solo per l’elevato volume di attività trapiantologica, ma anche per il contributo fornito in diversi ambiti strategici. La regione ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo di protocolli e linee guida nazionali e europee, tra cui i nuovi programmi di allocazione degli organi, il registro della malattia renale cronica e le Linee Guida Europee sulla Biovigilanza nei trapianti di Organi, Tessuti e Cellule. Inoltre, si distingue come centro di eccellenza per la diagnosi di malattie genetiche che possono beneficiare del trapianto, rafforzando così il proprio valore nel panorama sanitario nazionale.Malgrado l’impegno e i risultati della rete trapiantologica, sono ancora molti i pazienti che attendono di ricevere un organo nelle nostre liste: al 31 dicembre del 2025 ne registriamo 622 in attesa di trapianto di rene, 71 di fegato, 156 di cuore e 72 di polmone.È dunque ancora forte il dovere e l’impegno di cura verso questi pazienti.

Responsabili dei Programmi

La Regione ringrazia iresponsabili dei programmi di trapianto e alle loro equipe mediche ed infermieristiche. Per la Città della Salute di Torino sono: Luigi Biancone per il trapianto di rene nell’adulto, Mauro Rinaldi per i trapianti di cuore e polmoni, Renato Romagnoli per i trapianti di fegato e di pancreas, BrunoGianoglio per quello renale pediatrico e Carlo Pace Napoleone per il trapianto di cuore pediatrico.Per l’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, il responsabile del programma di trapianto renale è Vincenzo Cantaluppi.