CRONACA

“Essercisempre”: a Torino il 174° Anniversario della fondazione della Polizia

 

Un evento importante per celebrare l’impegno di tante donne e uomini in divisa che lavorano sul nostro territorio. La cerimonia solenne si è svolta questa mattina alle Ogr Torino, alla presenza di tutte le rappresentanze della Polizia di Stato del Territorio e delle massime Autorità locali militari, religiose e civili, tra cui il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo e l’assessore alla Sicurezza e Polizia Locale Marco Porcedda. Dopo l’intervento del Questore sono stati consegnati alcuni premi conferiti agli operatori di Polizia che si sono distinti in particolari e significative attività di servizio. Tra i premiati anche un cittadino, Luca Chiambretto, per aver aiutato gli agenti a sventare una truffa nei confronti di un’anziana chiamando la centrale operativa.

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Operaio si ferisce al braccio con il flessibile: trasportato in elisoccorso

Si è lesionato a un braccio mentre lavorava con il flessibile: operaio finisce in ospedale. È questo l’incidente sul lavoro avvenuto nel pomeriggio di ieri in un cantiere stradale a San Ponso: mentre utilizzava l’attrezzo, all’uomo è stato strappato via un ampio lembo di pelle e carne.

Sul posto sono giunti i soccorsi del 118 Azienda Zero, che lo hanno trasportato in elisoccorso all’aeroporto di Strada della Berlia a Collegno e da lì è stato trasferito su un’ambulanza diretta all’ospedale Maria Vittoria di Torino.

Al seguito delle lesioni riportate, il personale sanitario sta valutando la necessità di ricostruire l’arto infortunato mediante un intervento chirurgico. Sull’accaduto indagano gli ispettori dello Spresal dell’Asl To4. Sul caso è stata informata anche la Compagnia dei carabinieri di Ivrea.

VI.G

 

Minaccia di buttarsi dal ponte, salvato in extremis dalla polizia

Ha provato a togliersi la vita, lanciandosi da un ponte, ed è stato tratto in salvo per un soffio dalla polizia. È successo nei giorni scorsi in zona Crocetta, durante un servizio di controllo del territorio da parte del Commissariato di P.S. Mirafiori. I poliziotti hanno avvistato un giovane mentre provava a valicare il parapetto del ponte di Corso Dante, in via Egeo, minacciando di buttarsi.

Gli agenti sono riusciti ad avere un confronto con il ragazzo, cercando di mediare, ma lui continuava a sporgersi sempre di più, con il rischio di rimanere folgorato dai cavi dell’alta tensione della linea ferroviaria. Fortunatamente, i poliziotti lo hanno afferrato e trasportato in salvo sul marciapiede in extremis. Lì, hanno proseguito a rassicurarlo per garantire la sua incolumità.

VI.G

Scout CNGEI, nuova avventura a Collegno

A Collegno sta per iniziare qualcosa di speciale.
Romeo, Martina e Cecilia, scout del CNGEI, sono pronti a dare il via a una nuova avventura fatta di scoperta, amicizia e crescita. Nella foto sorridono… ma senza foulard: un segno che il gruppo è ancora tutto da costruire, insieme a chi vorrà unirsi.
Sta infatti nascendo il nuovo Reparto Torino 5–Collegno, dedicato a ragazze e ragazzi nati tra il 2011 e il 2014. I primi sette pionieri hanno già scelto di partire: l’obiettivo ora è arrivare a dieci e dare ufficialmente il via al viaggio.
L’appuntamento è per domenica 19 aprile, dalle 14.00 alle 16.00, al Parco Dalla Chiesa di Collegno. Un’occasione per mettersi in gioco, imparare facendo e vivere esperienze autentiche, tra natura e spirito di squadra.
Per informazioni:
Cecilia – Capo Reparto: 3246684940
Barbara – Responsabile Educativa CNGEI Torino: 3466695907

Enzo Grassano

Sindrome del Bambino Scosso, infopoint a Torino

11 e 12 aprile 2026 Giornate nazionali di prevenzione della Shaken Baby Sindrome

 Campagna NONSCUOTERLO! di Terre des Hommes per informare su questa grave forma di trauma cerebrale che può colpire i neonati se scossi violentemente.

A Torino il 12 aprile dalle ore 10 alle ore 17 l’infopoint in piazza Castello

Oltre 150 città coinvolte, infopoint con operatori sanitari e monumenti storici illuminati di arancione. L’11 e il 12 aprile tornano le Giornate nazionali di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso (Shaken Baby Syndrome), per accendere i riflettori su un trauma cerebrale che, in un caso su quattro, può portare al coma o alla morte del bambino.

A Torino domenica 12 aprile in piazza Castello sarà attivo il punto informativo promosso da SIMEUP (Società Italiana Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica) e SIP (Società Italiana di Pediatria) con medici e infermieri della Pediatria d’Urgenza dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e volontari della Croce Verde Torino e di AIMI (Associazione Italiana Massaggio Infantile).

Promosse da Terre des Hommes e SIMEUP (Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica), le Giornate rappresentano l’evento centrale della campagna NONSCUOTERLO!, nata nel 2017 per informare e sensibilizzare sulla Shaken Baby Syndrome: una condizione grave che può derivare dallo scuotimento violento di un neonato, spesso in risposta a un pianto inconsolabile. Un gesto che può avere conseguenze gravissime, ma che può essere evitato con una corretta informazione.

L’iniziativa, che nell’edizione 2026 ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, è resa possibile grazie al coinvolgimento e al supporto operativo della Società Italiana di Pediatria (SIP), dell’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze (ANPAS), della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), della Rete Ospedaliera contro il Maltrattamento Infantile.

Quest’anno aderiscono all’iniziativa anche l’Associazione culturale pediatri (ACP), l’Associazione Italiana Massaggio Infantile (AIMI), l’Associazione Nazionale per l’Assistenza del Bambino in Ospedale (ANABO), la Federazione Nazionale Ordini e Professioni Infermieristiche (FNOPI) e Federfarma Milano, Lodi, Monza, Brianza, Foggia, Sassari e Verona, le cui farmacie diffonderanno video e materiali informativi della campagna.

LE GIORNATE NAZIONALI DELLA PREVENZIONE DELLA SINDROME DEL BAMBINO SCOSSO

La Shaken Baby Syndrome è ancora poco conosciuta in Italia, eppure bastano pochi secondi e una perdita momentanea del controllo per provocare conseguenze gravissime. È proprio da questa consapevolezza che nasce l’impegno delle Giornate nazionali: portare informazione chiara e accessibile a chi si prende cura dei più piccoli, perché con pochi e semplici gesti si può evitare una situazione di rischio e salvare la vita di un bambino.

Per questo, medici, infermieri e volontari incontreranno migliaia di genitori e caregiver per distribuire materiali informativi e le simboliche palline antistress arancioni della campagna, che ricordano l’importanza di fermarsi e mantenere il controllo nei momenti di maggiore difficoltà.

Gli infopoint saranno attivi in ospedali, ambulatori e farmacie, ma anche nelle piazze e nei centri commerciali, con un infopoint anche sul traghetto per le Isole Eolie.

E nelle stesse ore il messaggio arriverà anche dai luoghi simbolo del Paese: l’11 e 12 aprile molti monumenti storici italiani si illumineranno di arancione trasformando città e piazze in un segnale visibile e diffuso, capace di accendere l’attenzione su tutto il territorio nazionale.

A Torino sarà la Mole Antonelliana ad illuminarsi di arancione.

COS’E’ LA SINDROME DEL BAMBINO SCOSSO

E’ una grave forma di trauma cerebrale che deriva dallo scuotimento violento, anche solo per pochi secondi, di un bambino in tenera età in risposta a un pianto inconsolabile percepito come insostenibile.

Tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, infatti, il pianto dei lattanti raggiunge il periodo di massima intensità e può assumere caratteristiche tali per durata e imprevedibilità da innescare grande esasperazione nel genitore o in chi si sta occupando del bambino.

I neonati in questa fascia d’età sono particolarmente vulnerabili, ma la Sindrome del Bambino Scosso può colpire fino ai due anni di vita compromettendo per sempre il futuro e la crescita del bambino;

i danni sono gravissimi, tra cui cecità, tetraplegia, disturbi dell’apprendimento e del coordinamento motorio e in 1 caso su 4 il coma o la morte.

La Sindrome del Bambino Scosso è difficile da diagnosticare, così che spesso i bambini arrivano in Pronto Soccorso dopo esserne stati esposti più volte, prima che venga riconosciuta come riporta la Prima indagine sui casi di bambini e bambine vittime di Shaken Baby Syndrome in Italia realizzata da Terre des Hommes e dalla Rete Ospedaliera contro il Maltrattamento Infantile.

COME PREVENIRE LA SHAKEN BABY SYNDROME

Se il pianto del proprio bambino diventa insostenibile e si è fatto tutto quanto possibile per calmarlo, verificando il suo stato di salute e le sue esigenze primarie, bisogna lasciare il bambino in un posto sicuro e allontanarsi, fino a quando non si è riacquistato il controllo delle proprie emozioni. Ma non scuoterlo mai.

Se possibile, chiamare qualcuno, un amico o un famigliare che possa dare un supporto anche solo momentaneo. Questo può fare la differenza nella vita di un bambino.

E’ questo il messaggio che vogliamo trasmettere ai genitori e a coloro che si prendono cura dei bambini più piccoli. Lo scuotimento è pericoloso nei bambini al di sotto dei 2 anni di vita. A chiunque può capitare di perdere il controllo, ma se un genitore si accorge di non avere più energie per calmare il suo bambino è importante mettere il bambino in un luogo sicuro e chiedere aiuto” spiega la dottoressa Barbara Lauria, pediatra della Pediatria d’Urgenza e responsabile dell’ambulatorio Bambi dell’ospedale Infantile Regina Margherita, dedicato ai minori vittima di abuso e maltrattamento, nel Dipartimento diretto dalla professoressa Franca Fagioli.

Siamo orgogliosi del grande impegno che il nostro Ente svolge nel campo della prevenzione in età pediatrica. Alla giornata dedicata alla manovra per la vita (disostruzione da corpo estraneo) si aggiunge questa iniziativa che vuole prevenire le gravi conseguenze che lo scuotere un bambino può presentare” dice il dottor Antonio Urbino (Direttore Sanitario della Croce Verde di Torino).

Edilizia sociale, Torino e Settimo Torinese progettano il futuro di Borgo Nuovo

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La Città di Torino e il Comune di Settimo Torinese avviano un tavolo congiunto per valutare interventi di rigenerazione urbana finalizzati allo sviluppo dell’edilizia pubblica e sociale, con particolare attenzione al patrimonio residenziale situato nel quartiere Borgo Nuovo di Settimo.

L’iniziativa, formalizzata attraverso un protocollo d’intesa tra i due enti, mira a verificare la fattibilità di operazioni di recupero, rifunzionalizzazione e possibile ricostruzione degli edifici esistenti. L’obiettivo è quello di ripensare complessivamente questi ambiti urbani, promuovendo interventi sostenibili sotto il profilo ambientale ed economico, capaci di migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ridurre i costi di gestione e offrire una maggiore qualità della vita ai residenti.

La delibera è stata approvata dalla Giunta comunale nella seduta dell’8 aprile, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, di concerto con la vicesindaca con delega al Patrimonio Michela Favaro, dando di fatto il via a un percorso di confronto istituzionale della durata di diciotto mesi, che coinvolgerà anche Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e gli altri soggetti istituzionali competenti in materia di politiche abitative, tra cui ATC e CIT, oltre alla possibile partecipazione di operatori privati e del mondo della cooperazione.

Il protocollo nasce dalla necessità di affrontare le criticità di una parte significativa del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta e oggi caratterizzato da condizioni di obsolescenza e da elevati costi di manutenzione straordinaria. In particolare, a Settimo Torinese sono presenti circa 370 alloggi sociali di proprietà della Città di Torino, ubicati nel quartiere Borgo Nuovo, nell’area compresa tra corso Piemonte, via Foglizzo e via Don Gnocchi.

In base alla normativa regionale vigente, le assegnazioni degli alloggi – sia da bando, sia in emergenza abitativa – sono gestite dal Comune di Settimo Torinese sulla base delle proprie graduatorie. In questo quadro, si inserisce la necessità di avviare valutazioni di carattere economico e funzionale sulla convenienza del mantenimento di tali fabbricati e dell’opportunità di sviluppare progetti di rigenerazione urbana complessiva delle aree.

Nel corso dell’ultimo anno, il Comune di Settimo Torinese ha già avviato specifici approfondimenti per individuare possibili percorsi di rigenerazione, analizzando in particolare gli strumenti gestionali, le opportunità di finanziamento a livello nazionale ed europeo e gli aspetti patrimoniali connessi. Tali attività rendono oggi necessario un coinvolgimento diretto della Città di Torino, in qualità di ente proprietario degli immobili, e l’attivazione di un confronto più ampio che includa appunto anche gli altri soggetti istituzionali competenti in materia.

Nel dettaglio, il protocollo prevede l’attivazione di un tavolo tecnico congiunto tra le due amministrazioni per approfondire i possibili scenari: le analisi riguarderanno i modelli di governance e gestione, gli strumenti di finanziamento, gli aspetti patrimoniali e giuridico-amministrativi, nonché la definizione di piani di fattibilità economico-finanziaria necessari a verificare la concreta realizzabilità degli interventi. Il percorso includerà la ricerca di risorse a livello nazionale ed europeo e il coinvolgimento delle associazioni rappresentative del settore delle costruzioni e della cooperazione, al fine di valutare possibili forme di partenariato pubblico-privato.

“Nel quadro del complessivo Piano dell’Abitare per lo sviluppo della Città di Torino, il destino degli alloggi di edilizia Residenziale Pubblica di proprietà della Città ma ubicati fuori città riveste un grande interesse – afferma l’assessore alle Politiche Abitative e di Edilizia Pubblica Jacopo Rosatelli -. Ci aspettiamo che questa iniziativa porti a un aumento degli alloggi assegnabili alla cittadinanza che ne ha bisogno”.

“Con l’approvazione di questa delibera apriamo la strada a una riconversione di parte del patrimonio immobiliare della Città di Torino, dislocato a Settimo – spiega la vicesindaca Michela Favaro -. La valorizzazione di un così ampio numero di appartamenti deve passare necessariamente attraverso un tavolo che coordini l’azione di più soggetti e deve avere per obiettivo la possibilità di recuperare una dotazione abitativa tanto vasta, mettendola a servizio della collettività”.

“Questo accordo è per noi un passo indispensabile per superare un modello abitativo nato 50 anni fa e mai davvero ripensato – interviene la sindaca Elena Piastra -. L’obiettivo finale è chiaro quanto sfidante: garantire alle persone e alle famiglie una soluzione abitativa moderna, innovativa e dall’essenziale valenza sociale, che al contempo concorra al rilancio del quartiere, che abbiamo già avviato con importanti investimenti pubblici: la nuova scuola, il nuovo comando della polizia locale, il polo sportivo. Per ottenerlo è indispensabile il supporto del Comune di Torino, proprietario dei complessi edilizi. Da qui in avanti lavoreremo in sinergia e con scadenze e obiettivi intermedi, per arrivare a una soluzione”.

Auto finisce nel canale, morto 58enne

Ieri è stato ritrovato il corpo di DM, 58enne di Casaleggio in provincia di Novara. L’uomo ormai deceduto era a bordo della sua Ford Fiesta  che si era ribaltata in un canale irriguo sulla Strada Provinciale 12, tra Mosezzo e Casaleggio.

Modifiche alla circolazione dei treni nella tratta tra Bussoleno e Modane

Per agevolare le attività, nei fine settimana dell’11 e 12 e successivamente del 18 e 19 aprile Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) ha riprogrammato il servizio ferroviario tra Torino Porta Nuova e Bardonecchia con bus dedicati nella tratta tra Bardonecchia e Bussoleno.

Frecciarossa da Milano verso Parigi e viceversa sono cancellati.

L’orario dei bus può variare in funzione delle condizioni del traffico stradale, con possibile aumento dei tempi di percorrenza.

Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia, eccetto i cani da assistenza.

I canali di acquisto sono aggiornati.

VIAGGIARE INFORMATI

È possibile consultare la sezione “Infomobilità” su sito e app Trenitalia, chiamare il call center gratuito 800 89 20 21 e rivolgersi al personale di stazione.

I viaggiatori saranno anche informati tramite sms, e-mail e notifiche su app. I clienti del Regionale possono ricevere sms ed e-mail grazie al biglietto digitale acquistabile anche in tutte le biglietterie di stazione. Inoltre, è possibile attivare, tramite App Trenitalia, le notifiche Smart Caring.

I canali di acquisto sono aggiornati.

Turista morta su teleferica: pm, un anno e quattro mesi per due imputati

Sentenza attesa il 21 maggio nel processo per la morte di Margherita Lega, la turista 42enne precipitata da una teleferica all’Alpe Drocala, nel Vco, mentre caricava i bagagli per una vacanza con marito e figli all’ecovillaggio di Calasca-Castiglione.

Per i due imputati che hanno scelto l’abbreviato – Damiano Brega, titolare dell’impianto a fune (autorizzato per il trasporto legna ma usato anche per bagagli degli ospiti), e Franco Baldacci, che lo azionò – il pm Nicola Mezzina ha chiesto un anno e quattro mesi ciascuno. Patteggiamento per un anno e quattro mesi anche per il terzo, Marco Bertaglia, presidente dell’associazione Comunità Rigenerative che gestisce la struttura.

Udienza oggi davanti alla gup Rosa Maria Fornelli: discussione durata oltre due ore, presenti tutti gli imputati. I familiari della vittima, difesi dall’avv. Giulia Sattanino, non si sono costituiti parte civile. Risarcimenti in sospeso: l’assicurazione di un imputato ha già versato una somma parziale. Dopo la sentenza, possibile via civile.

VI.G

Bullismo online, numeri preoccupanti in Piemonte: parte il tour nelle scuole

CYBERBULLISMO, L’EMERGENZA SENZA CONTROLLO
23% vittime o testimoni, ma solo il 5% chiede aiuto

Prosegue in Piemonte il tour del progetto “Educyber Generations”, promosso dal MOIGE – Movimento Italiano Genitori nell’ambito del Progetto Diderot della Fondazione CRT, con l’obiettivo di contrastare il bullismo e i rischi legati all’utilizzo della rete. Un fenomeno in costante crescita che coinvolge sempre più da vicino studenti e comunità scolastiche.

Le prossime tappe dell’iniziativa interesseranno Baldichieri (AT), Torino, Alessandria, Biella e Novara, con un calendario che si estenderà fino a maggio 2026 e che coinvolgerà oltre 6.000 studenti di più di 80 scuole piemontesi. Le attività saranno condotte da un’unità mobile e dal team di psicologhe del MOIGE, tra cui Sara Valente e Claudia Polci, che durante l’orario scolastico terranno incontri formativi dedicati ai ragazzi sui rischi e sulle opportunità del mondo digitale. Nel pomeriggio, il Centro Mobile sarà aperto alla cittadinanza nei cortili scolastici, con momenti di confronto rivolti anche a genitori e insegnanti.

“Con il Progetto Diderot la Fondazione CRT è da anni al fianco della scuola per offrire agli studenti occasioni concrete di crescita e di consapevolezza – dichiara la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi – Accanto ai percorsi dedicati alle discipline scientifiche, linguistiche e artistiche, il progetto affronta anche temi cruciali per la vita quotidiana dei ragazzi, come l’uso consapevole delle tecnologie e i rischi del cyberbullismo. In un contesto in cui il mondo digitale è sempre più presente nelle relazioni e nella formazione dei giovani, crediamo sia fondamentale contribuire a fornire strumenti utili per orientarsi nella rete, sviluppare spirito critico e promuovere comportamenti responsabili”.

I dati raccolti evidenziano una situazione preoccupante: il 7% dei giovani dichiara di aver subito direttamente episodi di cyberbullismo, mentre il 16% ne è stato testimone. Le forme più diffuse comprendono esclusione dai gruppi online, diffusione di pettegolezzi, insulti e fenomeni di hate speech: il 29% afferma di aver vissuto o osservato questi comportamenti, mentre un ulteriore 36% segnala che si verificano sporadicamente.

Particolarmente allarmante è il tema del silenzio: solo il 12% interviene per difendere la vittima e appena il 5% si rivolge a un adulto per segnalare quanto accaduto, mentre il 7% sceglie di non reagire. Per rispondere a questa criticità, il MOIGE ha attivato un nuovo numero di messaggistica, 333 11 22 11 2, facilmente memorizzabile anche dai più giovani, affiancato dal numero verde 800 93 70 70, per offrire supporto qualificato a studenti, famiglie e docenti.

L’analisi delle abitudini digitali mostra inoltre un utilizzo intensivo della rete: il 55% dei ragazzi trascorre almeno tre ore al giorno online al di fuori dell’orario scolastico, mentre il 14% supera le cinque ore quotidiane. Lo smartphone si conferma il dispositivo principale, utilizzato dal 93% degli intervistati. Questo uso prolungato comporta alcune criticità: il 43% riceve frequenti richiami da parte dei familiari, mentre solo il 22% riesce a disconnettersi senza provare disagio o ansia.

I social network rappresentano uno spazio centrale nella vita dei giovani: il 94% li utilizza regolarmente. WhatsApp è la piattaforma più diffusa (87%), seguita da TikTok (58%), Instagram (57%) e YouTube (55%). Il 64% si definisce attivo sui social, mentre il 63% dichiara di utilizzare spesso la propria identità reale.

Preoccupano anche i rapporti con sconosciuti online: il 30% accetta richieste di amicizia da persone mai incontrate e il 23% ha avuto incontri dal vivo con contatti conosciuti esclusivamente in rete, percentuale che sale al 31% tra i 15 e i 17 anni.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, oltre la metà dei giovani (51%) ne fa uso abituale, con picchi del 71% tra gli studenti delle scuole superiori. Il 29% la utilizza frequentemente per svolgere i compiti (54% nella fascia 15-17 anni). Tuttavia, solo il 21% ha ricevuto una formazione adeguata sull’uso consapevole di questi strumenti, mentre il 33% ha dichiarato di aver ottenuto informazioni errate proprio dalle tecnologie utilizzate.

Anche il tema dell’informazione presenta criticità: il 48% dei ragazzi ammette di essere incappato almeno occasionalmente in fake news, nonostante il 52% affermi di verificare le notizie. Solo il 35% considera affidabili i contenuti trovati online.

Permangono infine lacune significative nella gestione della privacy: meno della metà dei ragazzi (47%) si confronta con adulti di riferimento sulle impostazioni di sicurezza e la stessa percentuale ha attivato filtri per limitare contenuti inappropriati. Il 49% ritiene che i social non tutelino adeguatamente i dati dei minori, mentre solo il 10% esprime fiducia nelle misure adottate dalle piattaforme.

“I minori trascorrono sempre più tempo online, dove visibilità e follower diventano misura del valore personale” dichiara Antonio Affinita, direttore generale del MOIGE. “Per inseguire la popolarità abbassano la guardia, mettendo a rischio sicurezza e privacy. Serve un impegno condiviso che non imponga solo divieti, ma insegni a comprendere e usare responsabilmente gli strumenti del futuro.”

Il progetto “Educyber Generations” punta a diffondere una maggiore consapevolezza digitale, promuovendo la cittadinanza attiva online. Tra le azioni previste, la creazione di gruppi di studenti formati che, in collaborazione con docenti, famiglie e forze dell’ordine, possano offrire supporto tra pari e contribuire a prevenire comportamenti a rischio.

L’iniziativa si propone così non solo di contrastare il cyberbullismo, ma anche di accompagnare le nuove generazioni verso un uso più consapevole, critico e responsabile delle tecnologie digitali.