CRONACA

Nuova vita per Elsa. La quindicenne piemontese ferita a Crans Montana dimessa dal Cto

Si apre una nuova fase per Elsa, la quindicenne biellese rimasta gravemente ferita nell’incendio avvenuto a Crans-Montana nella notte di Capodanno. Dopo quasi due mesi di ricovero, la ragazza è stata dimessa dal Centro grandi ustionati del CTO di Torino, dove era arrivata in condizioni critiche. Ora trascorrerà un periodo di cure al Regina Margherita.

Durante il lungo ricovero, Elsa ha affrontato complicazioni importanti ed è stata assistita tra terapia intensiva e cure specialistiche. Con il passare delle settimane, però, le sue condizioni sono migliorate progressivamente fino a permettere l’uscita dall’ospedale.

Le dimissioni segnano un passaggio decisivo, ma non la fine del percorso: la giovane dovrà ora proseguire con la riabilitazione e ulteriori trattamenti per recuperare pienamente le funzioni fisiche e superare le conseguenze dell’incidente.

Resta forte la volontà di tornare alla normalità, tra scuola, amici e quotidianità. Una ripartenza graduale, costruita passo dopo passo.

Paziente salvato alle Molinette con una tecnica mai utilizzata prima, senza fermare il cuore

Per la prima volta è stato salvato un paziente con una tecnica innovativa senza precedenti, ovvero sono state trattate due valvole cardiache attraverso un unico accesso senza fermare il cuore, presso l’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino.

Il paziente Giuseppe è un uomo di 82 anni della provincia di Torino con importanti patologie vascolari e già sottoposto in passato a rivascolarizzazione coronarica, che presentava una severa stenosi aortica associata ad una grave insufficienza della valvola mitrale. Considerato ad altissimo rischio per un intervento tradizionale a cuore aperto, è stato trattato con una strategia innovativa mai adottata prima in questa combinazione.

Attraverso una piccola incisione di circa 4 – 6 centimetri nel torace sinistro, è stato possibile accedere al ventricolo sinistro, utilizzato come via unica per intervenire su entrambe le valvole cardiache a cuore battente e senza l’ausilio della circolazione extracorporea. In un primo tempo è stata impiantata una bioprotesi aortica con l’ormai nota tecnica TAVI. Successivamente, attraverso lo stesso accesso e con la guida ecocardiografica del dottor Alessandro Vairo, è stata riparata la valvola mitrale affetta da prolasso del lembo posteriore, mediante la tecnica Neochord (impianto a cuore battente di corde in Gore-Tex che sostituiscono quelle rotte, permettendo alla valvola di chiudersi nuovamente in modo corretto), di cui le Molinette rappresentano un centro pionieristico a livello internazionale.

L’intervento è stato eseguito nella sala ibrida, ambiente altamente tecnologico che consente l’integrazione simultanea di diverse specialità.

Grazie alla mininvasività della procedura, il paziente è stato risvegliato poche ore dopo l’intervento ed è stato dimesso dopo pochi giorni.

L’operazione è stata condotta dal professor Stefano Salizzoni, insieme al dottor Antonio Montefusco, al dottor Matteo Marro ed al dottor Federico Conrotto, con il supporto dell’anestesista dottor Samuele Lombi e di un team infermieristico altamente qualificato, capace di gestire ogni fase dell’intervento con grande competenza.

Si tratta dell’Heart Team del più grande ospedale piemontese, che ha unito competenze multidisciplinari per trattare un paziente altrimenti non candidabile ad un intervento cardiochirurgico tradizionale. Fondamentale la collaborazione tra la Cardiochirurgia (diretta dal professor Mauro Rinaldi), la Cardiologia (diretta dal professor Gaetano Maria De Ferrari) e la Cardiorianimazione, coordinata dalla dottoressa Anna Trompeo, insieme ad un’équipe infermieristica altamente specializzata.

L’ospedale Molinette si conferma ancora una volta un centro di eccellenza e innovazione, dove anche i casi più complessi trovano soluzioni avanzate. Sempre più pazienti scelgono la nostra struttura, riconosciuta per la capacità di trasformare in realtà ciò che altrove appare impossibile” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

Giovane accoltellato alla gola in corso Giulio Cesare

Un giovane di 29 anni è stato accoltellato nella notte, sembrerebbe nel corso di una lite, in corso Giulio Cesare a Torino. Sul posto i soccorsi del 118 che lo hanno trasportato al San Giovanni Bosco in condizioni gravi. Le forze dell’ordine stanno tentando di risalire all’aggressore fuggito e alla dinamica dell’accaduto.

Fiamme sulla lapide partigiana di Largo Montebello

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Nelle scorse ore, in concomitanza con il 25 aprile, è stato appiccato il fuoco sulla lapide che ricorda il sacrificio dei partigiani in Largo Montebello a Torino. Nel corso degli anni l’atto vandalico è stato ripetuto più volte. Reazioni di condanna da parte della politica torinese, ad incominciare da Sinistra ecologista: “Un gesto contro la memoria della Liberazione”. E sul web c’è chi chiede la mobilitazione dell’Anpi.

Tentano di derubare anziana con la tecnica della gomma bucata

La Polizia di Stato ha arrestato, a Torino, un cittadino di nazionalità marocchina di 54 anni per tentata rapina impropria in concorso.
Nei giorni scorsi, un agente della Squadra Mobile, libero dal servizio, ha notato, transitando in auto su Corso Duca degli Abruzzi due individui sospetti: uno a bordo di un monopattino elettrico e l’altro su una bicicletta pieghevole che, seminascosti fra le auto in sosta, osservavano con attenzione i passanti, soprattutto le persone più anziane. L’operatore si fermava e monitorava a distanza i loro movimenti, allertando contemporaneamente i colleghi del nucleo “Falchi” della questura torinese, impegnati in attività di contrasto ai reati predatori in danno di anziani.
Il poliziotto aveva modo di notare i due soggetti mettere in atto la cosiddetta tecnica di raggiro della “gomma bucata” ai danni di una signora di 87 anni che stava per salire sulla propria auto.  Non appena chiusa la portiera, l’uomo in bicicletta si è posizionato sul retro del veicolo iniziando a indicare animatamente all’indirizzo delle ruote. Lo stratagemma induceva la vittima a scendere dal mezzo per controllare il presunto guasto. In quel frangente, il complice a bordo del monopattino si è avvicinato furtivamente alla portiera anteriore, aprendola nel tentativo di asportare la borsa lasciata sul sedile.
A questo punto, il poliziotto libero dal servizio, resosi conto della situazione, è intervenuto per interrompere l’azione delittuosa, qualificandosi come appartenente alla Polizia di Stato.
L’agente sbarrava la strada all’uomo in bicicletta, impedendogli di fuggire, nonostante la violenta resistenza opposta da quest’ultimo che cercava di colpire l’operatore con il velocipede; l’uomo, inoltre, brandiva al suo indirizzo un coltello a serramanico, ma veniva disarmato e bloccato fino all’arrivo delle pattuglie di polizia.
Alla luce dei fatti l’uomo, un cittadino marocchino di 54 anni, è stato arrestato per tentata rapina impropria in concorso e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, condotto presso la locale Casa Circondariale.
L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto e disposto per l’uomo la misura cautelare in carcere.

Chernobyl, 40 anni fa, la nube anche in Piemonte

Paura, apprensione e forte allarme sulla popolazione anche in Piemonte ma l’impatto fu fortunatamente limitato. Era il 26 aprile 1986. In tutta l’Europa si temette un effetto diretto sull’ambiente e sui prodotti alimentari. In Italia fu subito proibito il consumo di latte fresco e verdure. Anche il Piemonte fu raggiunto dalle radiazioni, soprattutto nelle zone alpine e prealpine, ma senza gravi conseguenze. Quarant’anni fa accadde il più grande disastro nucleare della storia. Chernobyl, piccolo centro della Repubblica sovietica di Ucraina, poco più di 10.000 abitanti, fino a quel momento sconosciuto ai più, stava per diventare la cittadina più famosa del mondo. Quella notte avvenne il surriscaldamento del nocciolo del reattore numero quattro della centrale atomica locale, la Centrale nucleare a fissione Vladimir Ilic di Chernobyl. Due forti esplosioni distrussero il nocciolo dello stabilimento e rilasciarono nell’aria enormi quantità di sostanze radioattive. È stato calcolato che le contaminazioni causate dall’incidente furono 200 volte più gravi rispetto alle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki nel 1945. La notizia fu diffusa dalle autorità sovietiche soltanto alcuni giorni dopo la deflagrazione. Le stime delle vittime variano enormemente. All’origine della catastrofe un errore umano che provocò circa 300.000 sfollati e, secondo dati ufficiali, 64 morti legati direttamente all’incidente e migliaia di casi di malati oncologici nei mesi e negli anni successivi come riportato nel Rapporto del Chernobyl Forum redatto da agenzie delle Nazioni Unite. La tragedia di Chernobyl del 26 aprile 1986 ebbe conseguenze anche in Italia, incluso il Piemonte, anche se in modo molto meno grave rispetto alle aree più vicine alla centrale. Il Piemonte fu colpito dalla nube radioattiva ma con livelli relativamente contenuti. Tra aprile e maggio le piogge fecero cadere sul suolo sostanze radioattive e furono rilevati su terreni, prati e nei prodotti agricoli isotopi (atomi) come lo iodio-131 e il cesio-137. Livelli bassi per fortuna ma che comunque restarono superiori alla norma per un certo periodo. Furono immediati i controlli. In Piemonte, come nel resto d’Italia, si sconsigliò temporaneamente il consumo di latte fresco e verdure a foglia larga come insalata, spinaci, cavoli e bietole. Le aree montane (Val di Susa, Ossola, Cuneese) registrarono livelli più alti a causa delle precipitazioni. Agricoltori e allevatori subirono perdite significative soprattutto nel settore lattiero-caseario e ortofrutticolo. Quasi trent’anni dopo, per effetto dell’onda lunga del disastro di Chernobyl, scattò l’allarme cinghiale radioattivi nella nostra regione e in particolare in Valsesia e nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola dove la nube tossica ebbe i maggiori effetti. L’Istituto Zooprofilattico di Torino accertò oltre un centinaio di casi di animali contaminati dal cesio 137, diretta conseguenza dell’incidente nucleare del 1986 e della nube che raggiunse anche il nord Italia. Oggi l’area di Chernobyl, priva di abitanti, è diventata un’autentica oasi di biodiversità con centinaia di specie di uccelli, lupi, volpi, alci e orsi bruni adattatisi al nuovo ambiente radioattivo.

 Filippo Re

Maxi ponte di primavera, traffico in aumento anche in Piemonte

Traffico in movimento anche in Piemonte in queste ore: code a tratti sulle principali arterie e flussi in aumento già da oggi, segno evidente che il maxi ponte di primavera è ufficialmente partito.

Sulla rete Anas, società del Gruppo FS, si prevede un vero e proprio esodo: circa 95 milioni di veicoli in circolazione da oggi fino al 3 maggio. Numeri importanti, accompagnati da un aumento del traffico già nella giornata odierna (+6%), lo stesso incremento atteso anche domani, venerdì 24 aprile. Sabato 25 aprile, invece, si registra una flessione (-11%), giornata in cui la maggior parte degli italiani avrà ormai raggiunto la propria destinazione.

A fare il punto è l’Amministratore Delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, che sottolinea come durante tutto il periodo del ponte verranno intensificati i controlli: in campo circa 2500 risorse tra personale tecnico e operativo, con oltre 200 unità attive nelle Sale Operative Territoriali e nella Sala Situazioni Nazionale. L’obiettivo è chiaro: monitoraggio costante del traffico h24 e massima sicurezza sulle strade, in collaborazione con Ministero e Forze dell’Ordine.

Le mete più gettonate? Nessuna sorpresa: Centro, Sud e Isole, con un forte richiamo per le località di mare.

Attenzione anche alla prossima settimana: da giovedì 30 aprile è atteso un nuovo aumento dei flussi (+6%), con picchi ancora più marcati al Centro e al Sud (+10%) e fino al +13% in Sicilia e Sardegna.

Il controesodo, invece, si concentrerà nel weekend del 2 e 3 maggio, con un +8% previsto soprattutto nella giornata di domenica.

Per agevolare la viabilità, scatterà inoltre il blocco dei mezzi pesanti in diverse giornate: sabato 25 e domenica 26 aprile, oltre a venerdì 1°, sabato 2 e domenica 3 maggio, nella fascia oraria 9-22.

Il messaggio resta sempre lo stesso, semplice ma fondamentale: attenzione alla guida, niente distrazioni e rispetto del Codice della Strada. Perché, come ricorda Anas, “quando sei alla guida tutto può aspettare”.

Un papavero rosso e un velo nero per il 25 aprile

I militanti ambientalisti di Extinction Rebellion hanno calato un telo nero sulle statue di Porta Palazzo  e hanno collocato vicino un papavero rosso di carta in occasione del 25 aprile a Torino: poi lo striscione “Ripudiare il fascismo”. Gli ecologisti hanno così coperto le statue di Cesare e Augusto, che furono  donate alla città da Benito Mussolini.

La polizia ritrova anziano scomparso

Nei giorni scorsi, presso il Commissariato di P.S. “San Paolo”, una donna si è presentata per denunciare la scomparsa del padre, un uomo ultraottantenne.
Secondo quanto riferito dalla figlia, i genitori si erano recati insieme presso un’attività commerciale di Corso Sebastopoli per effettuare alcune compere, ma il marito decideva di attendere la moglie all’esterno. Una volta uscita dal punto vendita la donna si accorgeva dell’assenza dell’uomo.
Preoccupati, anche in considerazione delle condizioni di salute dell’anziano, i familiari contattavano il 112 NUE e si recavano al Commissariato di P.S. “San Paolo” per formalizzare la denuncia e consentire agli operatori di polizia di acquisire tutte le informazioni utili per rintracciare l’uomo.
Le attività sono proseguite ininterrottamente per tutta la notte e hanno consentito di individuare l’anziano, in stato confusionale ma in buone condizioni di salute, e di riaffidarlo ai familiari.

Treni: Torino – Cuneo, tornano la prima corsa del mattino e l’ultima della sera

La Regione Piemonte ha scelto di intervenire sul servizio ferroviario con un percorso progressivo e strutturato, articolando le modifiche in più fasi: alcuni interventi saranno avviati a partire dal 25 aprile, ulteriori novità entreranno in vigore dal 14 giugno con l’orario estivo, mentre il quadro si completerà con il cambio orario invernale. Una pianificazione definita e condivisa fin da ora, con l’obiettivo di garantire massima trasparenza e permettere ai cittadini di conoscere con anticipo le evoluzioni del servizio.

La novità più rilevante riguarda la linea Torino–Cuneo, dove è stata definita la reintroduzione della prima corsa del mattino e dell’ultima della sera, un tema che negli ultimi mesi è stato al centro del dibattito pubblico e delle richieste dei pendolari.

Nel dettaglio:
Cuneo 4.21 – Torino Porta Nuova 5.35 (treno di rinforzo del cadenzamento);
Torino Porta Nuova 23.25 – Cuneo 00.46, con fermate intermedie tra cui Moncalieri, Trofarello, Villastellone e Racconigi.

Un intervento che migliora l’accessibilità della linea nelle fasce più critiche della giornata: al mattino per chi lavora, alla sera per rendere il territorio più accessibile, vivo e attrattivo anche per giovani e turisti.

L’attivazione, richiesta da Regione ed Agenzia per la mobilità piemontese già per l’orario estivo, non è stata rilasciata per vincoli tecnici legati ai lavori infrastrutturali in corso, ma è già stata definita e sarà introdotta con il cambio orario invernale di dicembre 2026.

Dal 14 giugno 2026, con l’entrata in vigore dell’orario estivo, entrano inoltre in funzione modifiche mirate per migliorare l’efficienza e l’integrazione del servizio.

Sull’asse Asti–Alba viene introdotto un anticipo di 5 minuti dei treni, con le partenze da Alba al minuto 05 e gli arrivi ad Asti al minuto 48 per garantire coincidenze più rapide ed efficaci ad Asti con i collegamenti per Milano, recentemente potenziati portando a 14 il numero delle corse verso il capoluogo lombardo.

Questa modifica consente di mantenere le corrispondenze con la linea SFM4 e, al tempo stesso, non incide sui servizi dedicati agli studenti, con i treni del mattino che restano invariati.

Sempre dal 14 giugno viene introdotto un nuovo treno cadenzato sulla linea Asti–Acqui, con partenza da Acqui Terme alle 5.44 e arrivo ad Asti alle 6.44, permettendo la coincidenza delle 6.54 e l’arrivo a Torino Porta Nuova alle 7.33.

Per rendere possibile questo collegamento, si è resa necessaria una riorganizzazione del servizio con la soppressione del treno serale Acqui–Asti delle 20.44, caratterizzato da una frequentazione molto limitata (8-10 passeggeri al giorno).

Infine, a partire dal 25 aprile, sono previste alcune modifiche all’orario dei treni del mare, finalizzate a migliorare la puntualità e l’affidabilità del servizio; tra queste, l’assegnazione della fermata di Vallecrosia al treno RV 3173/3174, in accordo con la Regione Liguria.

L’assessore ai Trasporti Marco Gabusi ha concluso sostenendo che: «Il nostro obiettivo è semplice: dare risposte concrete ai cittadini. Abbiamo lavorato per trasformare le richieste concrete del territorio in risultati, migliorando un servizio fondamentale per chi si sposta ogni giorno per lavoro, studio o tempo libero. Un sistema ferroviario più efficiente significa sostenere i pendolari, rendere i territori più attrattivi e creare opportunità anche per il turismo e i giovani. Su questi temi servono meno parole e più fatti: è questo il metodo con cui continuiamo a lavorare».