CRONACA

Scontro tra auto e moto sull’ex statale 228: muore il motociclista

Tragico schianto nel primo pomeriggio di oggi, martedì 9 giugno, sull’ex statale 228 a Piverone. Nello scontro tra un’auto e una moto ha perso la vita il centauro. Per cause ancora in fase di accertamento, i due mezzi sono entrati in violenta collisione.

Ad avere la peggio è stato il conducente della due ruote, un uomo di 46 anni italiano, deceduto sul colpo a causa del terribile impatto. Sul posto sono arrivate diverse ambulanze del 118 Azienda Zero e l’elisoccorso. L’équipe medica ha tentato a lungo di rianimare l’uomo, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare se non constatare il decesso.

Sul posto sono giunti i carabinieri della compagnia di Ivrea per effettuare i rilievi, ricostruire la dinamica dell’accaduto e gestire la viabilità dell’area. La strada provinciale è stata temporaneamente chiusa al traffico nel tratto interessato per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi in sicurezza.

VI.G

Carro attrezzi in fiamme sul raccordo Torino-Pinerolo: autista in ospedale

Disagi e paura sul raccordo Torino-Pinerolo, nei pressi dello svincolo di Orbassano, dove un carro attrezzi che trasportava una Fiat Panda ha improvvisamente preso fuoco. È successo intorno all’ora di pranzo di oggi, martedì 9 giugno. Le fiamme sono divampate in direzione Torino, sollevando una spessa colonna di fumo visibile anche da lontano e rendendo necessaria la chiusura temporanea della tratta per consentire le operazioni di spegnimento in sicurezza.

Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Pinerolo e Torino Lingotto, che hanno spento il rogo sui veicoli. Il conducente, rimasto sotto shock, è stato soccorso dagli operatori della Croce Bianca di Rivalta (in servizio per il 118 Azienda Zero) e trasportato all’ospedale San Luigi di Orbassano. Per i rilievi sono giunti gli agenti della polizia stradale di Torino‑Settimo, affiancati dagli ausiliari della viabilità di Itp per gestire la viabilità e i disagi.

VI.G

Informazione e presunzione di innocenza: il convegno della Polizia di Stato

Si è svolto questa mattina, alla presenza del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, presso il Cortile d’Onore della Questura di Torino, il convegno dal titolo “Informare per rassicurare. L’equilibrio tra diritto di cronaca e presunzione di innocenza”, un momento di confronto e approfondimento dedicato al rapporto tra informazione e tutela dei diritti.

Ad aprire il convegno è stato il Questore di Torino, Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza Massimo Gambino.

All’incontro, moderato dal Direttore del quotidiano La Stampa, Andrea Malaguti, hanno preso parte il Procuratore della Repubblica di Torino Giovanni Bombardieri, il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte Stefano Tallia e il Segretario del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino Claudio Strata. Ciascuno ha offerto il proprio contributo sul rapporto tra la corretta informazione e la presunzione di innocenza.

Il Capo della Polizia nel suo intervento ha sottolineato la necessità di una riflessione sul giudizio di interesse pubblico alla notizia previsto oggi dalla normativa.

“La valutazione dell’interesse pubblico alla notizia porta con sé anche la valutazione della pubblica sicurezza, rimessa esclusivamente alle Autorità locali del Prefetto e del Questore. Nel concetto di interesse pubblico rientra sicuramente questo aspetto e quindi la valutazione della diffusione di una notizia non può prescindere da considerare quanto essa incida sulla pubblica sicurezza e sulla prevenzione dei reati, che sono funzioni demandate alle forze di polizia. In una società di relazioni, amplificate anche dai social, com’è la nostra, l’interesse pubblico alla notizia è individuabile anche nel diritto dei cittadini a sapere che, ad esempio, un imprenditore è stato indagato, ciò per evitare di entrare in rapporti commerciali con lui e subire un’interdittiva antimafia. Ma il cittadino ha diritto anche di sapere che un suo conoscente è stato indagato, per evitare che venga controllato dalle forze di polizia insieme a lui e possa incorrere in sanzioni amministrative, come la revoca del porto d’armi. Sono tutti esempi reali che ricadono in quell’ampio concetto di interesse pubblico che deve essere valutato per divulgare alla stampa una notizia. Sono esempi reali che pongono interrogativi sulla norma attuale, sulla sua efficacia e sulle conseguenze pratiche per i cittadini e per la pubblica sicurezza.” Pisani si è soffermato anche su un altro tema centrale: il rapporto tra la libertà di informazione, il potere delle forze dell’ordine di rimuovere contenuti dai social network e il ruolo dell’autorità giudiziaria. “Innanzitutto, esiste un limite alla rimozione dei video sui social network. Oggi le forze di polizia possono ordinare la rimozione immediata di un contenuto online solo per motivi molto gravi, come il terrorismo o la pedopornografia, ma se qualcuno pubblica sui social il video di una rapina per “esaltare” il crimine, e questo video riceve molti “like”, la legge attuale non permette alle autorità di chiederne la rimozione immediata. Questa norma andrebbe modificata o, quantomeno, ridiscussa. Un altro tema è la trasformazione del mondo dell’informazione da verticale a orizzontale. Oggi le notizie si diffondono in modo diretto e immediato tramite la rete e i cittadini. Non passano più solo attraverso i media tradizionali, come i telegiornali o i quotidiani. A causa di questa velocità e viralità il semplice comunicato stampa successivo alla risoluzione del caso non riesce a bilanciare la notizia del fatto accaduto”.

Al termine del convegno è stata presentata, presso l’Ufficio di Gabinetto della Questura, una galleria fotografica, realizzata con la collaborazione di Unione Industriali Torino.

L’allestimento ha preso spunto da alcune prime pagine del quotidiano La Stampa, che ha la maggiore tiratura e diffusione a Torino, relative a momenti significativi per la Città metropolitana a cui sono collegate immagini che cristallizzano l’attività nel corso del tempo della Polizia di Stato sul territorio torinese.

Più cantieri con meno disagi, nasce a Torino la regia digitale

Uno strumento unico, digitale e georeferenziato, per programmare e gestire in modo efficace e coordinato tutte le azioni di manutenzione e trasformazione del suolo pubblico. È la nuova piattaforma digitale per la gestione del territorio della Città di Torino, che è stata presentata  a Palazzo Civico dal sindaco Stefano Lo Russo insieme all’assessora alla Transizione Digitale e Viabilità Chiara Foglietta e alladirettrice generale dell’ente Alessandra Cimadom. Obiettivo: ridurre al minimo i disagi dei cantieri per la cittadinanza.

L’amministrazione comunale, consapevole dell’impatto dei cantieri di sottoservizi e manutenzione stradale sulla viabilità cittadina e della necessità di programmare in modo efficiente ed ordinato i vari interventi, si è da tempo dotata di una regia cantieri, un coordinamento tra uffici comunali, polizia locale e società di sottoservizi, che si riunisce settimanalmente per raccogliere le esigenze di intervento su tutto il territorio cittadino e pianificare le ordinanze che riguardano la viabilità. Questo lavoro ha costituito il punto di partenza per realizzare la piattaforma che, attraverso la digitalizzazione di tutti i processi, rappresenta una rivoluzione del modo in cui la pubblica amministrazione e i partner strategici pianificano, gestiscono e monitorano lo spazio pubblico della città.

“Sappiamo bene – sottolinea il sindaco Stefano Lo Russo – come interventi necessari, quale ad esempio la riasfaltatura di una strada dove il manto è ammalorato, possano rappresentare un disagio per i cittadini che ogni giorno quella strada la percorrono. Ancora di più se, qualche mese dopo, quella strada viene interessata da nuove manutenzioni. Ecco perché abbiamo deciso di dotarci di uno strumento che ci aiuti a massimizzare gli investimenti riducendo al minimo i disagi. La piattaforma digitale costituisce un esempio virtuoso di come la tecnologia possa aiutarci ad efficientare i processi, con un beneficio tangibile sulla qualità della vita quotidiana dei cittadini. Grazie a una gestione integrata, ridurremo i disagi legati ai cantieri stradali, alla manutenzione del verde urbano, agli eventi,  assicurando uno sviluppo del territorio coerente, coordinato e tempestivo”.

“È stato fatto un enorme lavoro di revisione delle procedure – spiega l’assessora alla Transizione Digitale e Viabilità Chiara Foglietta – con la digitalizzazione completa di processi che, sino ad oggi, avvenivano in parte ancora con modulistica cartacea. Questo strumento ci permetterà di avere un quadro sempre completo e aggiornato di quello che avviene e dovrà avvenire sul suolo cittadino, mettendoci nelle condizioni di evitare sovrapposizioni e conseguenti disagi per la viabilità e la cittadinanza”.

La piattaforma, co-finanziata tramite fondi Pon Metro Plus, è stata sviluppata dalla divisione Progetti Speciali e il servizio Sistemi Informativi e rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di transizione digitale intrapreso dalla Città di Torino.

“La gestione dello spazio urbano in una grande città metropolitana – aggiunge la direttrice generale della Città di Torino Alessandra Cimadom – è per sua natura complessa e frammentata, coinvolgendo molteplici attori interni ed esterni. La piattaforma risponde a questa complessità con uno strumento unico, centralizzato e coordinato in grado di supportare la programmazione e la gestione di tutte le azioni di manutenzione e trasformazione del suolo pubblico. Questo include una visione d’insieme su cantieri stradali, interventi sui sottoservizi, gestione del verde pubblico, organizzazione di grandi eventi e viabilità. Per raggiungere questo risultato, è stato necessario intraprendere due grandi sfide, ovvero la digitalizzazione e reingegnerizzazione dei processi, rivedendo completamente i flussi di lavoro che determinano la trasformazione fisica della città, e la costruzione di un ecosistema decisionale basato sui dati, in cui ogni proposta di intervento è georeferenziata, permettendo così di analizzare in anticipo le sovrapposizioni temporali e spaziali (evitando, ad esempio, che una strada appena riasfaltata venga subito riaperta per altri lavori di posa di sottoservizi)”.

Un lavoro che si basa su tre pilastri tecnologici interconnessi, ciascuno dedicato a una specifica fase del ciclo di vita della pianificazione urbana:

CityBlocks: lo strumento di ingresso delle informazioni (fase di input). Consente a tutti gli operatori abilitati — inclusi gli uffici comunali, le aziende municipalizzate e i grandi utenti (come i gestori di servizi di rete) — di inserire direttamente nel sistema le proprie proposte di intervento sul suolo pubblico.

CityPlanner: il cuore pulsante del sistema, uno strumento trasversale dedicato alla regia e al coordinamento. Permette di visualizzare in modo sinottico e integrato tutte le proposte pervenute, facilitando la programmazione temporale, la risoluzione delle interferenze spaziali e l’accettazione formale degli interventi.

CityMonitor: la componente di verifica e aggiornamento sul campo. Consente ai tecnici comunali e alle maestranze di inserire, aggiornare e monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento delle attività e tutte le informazioni territoriali rilevanti direttamente dal luogo dell’intervento.

La piattaforma vede attivi oggi 36 soggetti, suddivisi tra 13 uffici comunali interni e 23 grandi utenti (società fornitrici di servizi, utility).

È già operativa da qualche mese in fase di test durante la quale sono state gestite interamente in digitale oltre 4mila istanze di manomissione del suolo pubblico, con una notevole riduzione dei tempi di istruttoria.

La sfida ora è di consolidare l’utilizzo di questo strumento innovativo, misurandone gli effetti nella programmazione (i primi si vedranno già tra qualche settimana) e di integrarlo di nuove funzioni: l’obiettivo infatti è di renderlo operativo su tutta la gestione del territorio. La prossima tappa riguarderà la programmazione degli interventi sul verde, mentre entro la fine del 2027 il sistema dovrebbe entrare a regime per la gestione digitale di tutti gli eventi cittadini.

TorinoClick

Arrestati per furti ad anziani per oltre 100mila euro, si fingevano addetti comunali e poliziotti

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Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini italiani, già detenuti presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino.
Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Torino, su richiesta della Procura della Repubblica, è il risultato di un’articolata attività investigativa condotta dagli investigatori della Squadra Mobile, finalizzata al contrasto dei reati predatori in danno delle cosiddette fasce deboli, in particolare persone anziane. I due indagati sono ritenuti gravemente indiziati, in concorso tra loro, di una rapina pluriaggravata e di sette furti aggravati in abitazione, commessi tra gennaio e marzo 2026 a Torino e provincia. Il valore complessivo del bottino è stato stimato in oltre 100.000 euro, tra contanti, gioielli, orologi e altri preziosi.
Le indagini hanno preso avvio dall’analisi di numerosi episodi caratterizzati da un identico modus operandi: gli autori, fingendosi appartenenti alle Forze dell’Ordine o incaricati comunali, riuscivano a introdursi nelle abitazioni delle vittime con il pretesto di effettuare controlli o verifiche su presunti furti avvenuti nella zona o nel condominio. Approfittando della vulnerabilità delle persone offese, per lo più anziane, conquistavano la loro fiducia e si impossessavano di denaro contante, gioielli e altri oggetti di valore.
Nel corso delle attività investigative, gli agenti della Squadra Mobile sono riusciti a individuare i veicoli, con targhe ‘clonate’, utilizzati per gli spostamenti e per la commissione dei reati, giungendo così all’identificazione degli indagati e raccogliendo gravi indizi di colpevolezza in relazione a otto distinti episodi delittuosi avvenuti nei comuni di Collegno, Rivoli, Beinasco e Borgaro Torinese. Tra i fatti contestati figura anche una rapina pluriaggravata in abitazione, perpetrata il 18 marzo 2026 a Borgaro Torinese ai danni di una coppia di coniugi anziani, ai quali sono stati sottratti gioielli di famiglia per un valore di circa 15.000 euro.
Nel medesimo contesto investigativo, nel marzo 2026 i due indagati erano già stati arrestati in flagranza di reato dalla Squadra Mobile per il possesso di segni distintivi contraffatti. Durante le perquisizioni, infatti, erano stati rinvenuti lampeggianti e accessori riconducibili alle Forze di Polizia, utilizzati per rendere ancora più credibili i raggiri. A seguito della convalida dell’arresto, nei loro confronti era stata disposta una prima misura cautelare in carcere, cui ha fatto seguito, pochi giorni dopo, un ulteriore provvedimento per un furto in abitazione commesso ai danni di un’anziana nel comune di Grugliasco.
Le successive indagini hanno consentito di raccogliere ulteriori gravi indizi di colpevolezza in relazione ad altri episodi delittuosi portando all’emissione della presente ulteriore misura cautelare da parte del G.I.P. di Torino.
Si precisa che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, in ossequio al principio della presunzione di non colpevolezza, la responsabilità delle persone sottoposte a indagini sarà definitivamente accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.
L’operazione odierna conferma l’impegno costante della Polizia di Stato nel contrasto a fenomeni particolarmente odiosi, che colpiscono in modo mirato persone anziane e fragili, facendo leva su paura e senso di urgenza.
In occasione di questo arresto, la Polizia di Stato rinnova l’appello a tutta la cittadinanza, in particolare alle persone anziane e ai loro familiari, affinché prestino la massima attenzione.
Si ricorda che:
–     Le Forze dell’Ordine non chiedono mai denaro o gioielli. Nessun appartenente alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri o alla Guardia di Finanza si presenterà mai a casa per riscuotere somme di denaro, cauzioni o risarcimenti danni, né tantomeno qualificandosi per mezzo di immagini digitali che lo rappresentano con l’uniforme di servizio;
–     Attenzione alle telefonate sospette. Se ricevete una chiamata da qualcuno che si qualifica come poliziotto o maresciallo e vi chiede beni materiali per aiutare un parente oppure vi chiede di visionare dei preziosi mantenete la calma e interrompete la comunicazione;
–     Verificate sempre. Non aprite la porta a sconosciuti, anche se muniti di tesserini o divise. In caso di dubbio, contattate immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112 per verificare l’effettiva appartenenza del soggetto alle Forze dell’Ordine;
–     Parlatene in famiglia. Invitiamo figli e nipoti a informare genitori e nonni su queste tecniche di truffa. La prevenzione e l’informazione sono le armi più efficaci per proteggere i nostri cari.

Polemica in Consiglio regionale dopo le parole del presidente sul caso Silvestro

Bufera politica in Piemonte dopo un post pubblicato da Davide Nicco, presidente del Consiglio regionale. Commentando un caso di presunta violenza sessuale che coinvolge il senatore Silvestro, Nicco ha ricordato un consiglio ricevuto anni fa: «Quando ricevi in ufficio una donna che non conosci, se sei solo lascia sempre la porta aperta. Non si sa mai».

Il presidente dell’assemblea piemontese ha spiegato che il suo intervento voleva richiamare l’attenzione sull’importanza della prudenza e sul rispetto della presunzione di innocenza, sottolineando come le accuse debbano essere verificate dalla magistratura prima di trasformarsi in condanne sul piano pubblico.

Le sue parole hanno però suscitato forti critiche da parte delle opposizioni. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno giudicato il messaggio inopportuno, sostenendo che rischi di alimentare pregiudizi nei confronti delle donne che denunciano violenze e molestie. Dai gruppi di minoranza è arrivata la richiesta di scuse ufficiali e della rimozione del post.

Nicco ha respinto le accuse, precisando di non aver mai voluto mettere in discussione la credibilità delle vittime né minimizzare la gravità delle violenze sessuali. Ha invece ribadito la necessità di garantire il rispetto dei diritti di tutte le persone coinvolte fino all’accertamento dei fatti.

Anziano in bici travolto da un tir: in condizioni critiche

Era in sella alla sua bicicletta quando, all’improvviso, è stato investito da un tir: anziano in condizioni critiche. È accaduto ieri intorno all’ora di pranzo a Madonna di Campagna, all’incrocio tra via Veronese, strada dell’Aeroporto e via Stampini.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i soccorritori del 118 Azienda Zero per prestare i primi interventi. La vittima è stata trovata in condizioni critiche, con gravi lesioni agli arti inferiori, e trasferita d’urgenza al presidio ospedaliero San Giovanni Bosco. Secondo una prima ipotesi degli agenti della polizia locale, l’uomo stava pedalando in direzione di piazza Stampalia mentre il tir procedeva in senso opposto e avrebbe girato a sinistra per strada dell’Aeroporto. L’incrocio è regolato da semafori: sarà quindi fondamentale stabilire quale dei due mezzi abbia attraversato con il rosso.

VI.G

Terna e PoliTo, fino all’8 settembre il bando per “innovazione sistemi per l’energia”

 MASTER DI II LIVELLO 
Iscrizioni aperte fino all’8 settembre per la seconda edizione del Master interamente finanziato da Terna
Al termine del percorso formativo i partecipanti conseguiranno il titolo di Master rilasciato congiuntamente dai Politecnici di Torino, Bari e Milano
L’iniziativa rientra nell’ambito del PoliTech Lab, la Rete Politecnica di Alta Competenza
- È stato pubblicato il bando della seconda edizione del Master di II Livello in “Innovazione nei Sistemi Elettrici per l’Energia”, promosso da Terna con i Politecnici di Torino, Bari e Milano nell’ambito del PoliTech Lab, la Rete Politecnica di Alta Competenza. La collaborazione strategica tra il Gruppo e i Politecnici promuove la ricerca, l’innovazione e la formazione avanzata a beneficio del sistema elettrico e del Paese.
Il 2 luglio il Politecnico di Torino ospiterà l’evento di presentazione della seconda edizione per illustrare ai neolaureati presenti o collegati in streaming l’offerta formativa, i dettagli delle materie previste, gli obiettivi dell’iniziativa e gli aspetti organizzativi.
Il Master formerà professioniste e professionisti chiamati a sviluppare e gestire la Rete di Trasmissione Nazionale dei prossimi decenni creando profili altamente specialistici: esperti di sistemi elettrici di potenza, di impianti e tecnologie, di gestione degli asset, mercati e regolazione. Al termine del percorso formativo i partecipanti conseguiranno il titolo di Master rilasciato congiuntamente dai Politecnici di Torino, Bari e Milano.
Per le candidate e i candidati in possesso di laurea magistrale in Ingegneria dell’Automazione, Elettrica, Elettronica, Energetica e Nucleare, Gestionale, Informatica e Meccanica, sarà possibile fino all’8 settembre presentare la domanda di ammissione al Master di durata annuale, che inizierà a novembre. L’impegno previsto per i 45 studenti selezionati, 15 per ciascun Ateneo, è di 1.500 ore per ottenere 60 crediti formativi. I costi di partecipazione saranno interamente sostenuti da Terna che assegnerà, a ogni candidato ammesso, una Borsa di studio. Al termine del percorso, i partecipanti al Master saranno inseriti nel Gruppo Terna.
Il programma prevede lezioni frontali, esercitazioni, laboratori, seminari integrativi, visite agli impianti e un’esperienza pratica finale in azienda. Il percorso formativo è in presenza e in lingua italiana, con un corpo docente multidisciplinare proveniente dal mondo della ricerca e dell’industria. Le attività didattiche si svolgeranno, in maniera integrata, non solo presso i tre Atenei ma anche nel Campus di Terna Academy a Roma.

Thyroid Eye Disease, incontro a Torino

Motore Sanità promuove un momento di confronto dedicato alla Thyroid Eye Disease (TED), una patologia autoimmune rara e ancora poco conosciuta che colpisce prevalentemente le donne e può compromettere in modo significativo la vista e la qualità di vita dei pazienti.

Secondo i dati epidemiologici disponibili, la TED presenta una prevalenza stimata di circa 9 casi ogni 10.000 abitanti; un terzo dei pazienti sviluppa forme moderate o severe e una quota dei casi più gravi può essere esposta al rischio di perdita della vista.

Nonostante i recenti progressi della ricerca e l’arrivo di nuove prospettive terapeutiche, la malattia resta spesso sottodiagnosticata, con conseguenti ritardi nella presa in carico. Da qui la necessità di rafforzare la collaborazione tra endocrinologi e oculisti, sviluppare reti multidisciplinari e garantire un accesso più rapido ed equo all’innovazione.

 

L’evento “THYROID EYE DISEASE. Innovazione e accessibilità nel percorso di cura”, in programma a Torino, martedì 9 giugno, dalle 11,30 alle 15, presso l’HN Collection Torino Santo Stefano (Via Porta Palatina, 19), intende portare all’attenzione di istituzioni regionali, clinici, operatori sanitari e stakeholder il tema della riorganizzazione dei percorsi assistenziali e delle nuove opportunità terapeutiche, in uno scenario che vede il passaggio dalle sole cure sintomatiche a trattamenti mirati e innovativi capaci di migliorare concretamente diagnosi, cura e qualità di vita delle persone affette da TED.

 

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Po invaso dalle alghe: a Torino il fiume cambia volto già all’inizio dell’estate

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TORINO – Il Po si presenta con un aspetto insolito già alle porte dell’estate. Nel tratto cittadino del fiume, ampie distese di vegetazione acquatica stanno emergendo con settimane di anticipo rispetto a quanto osservato in passato, attirando l’attenzione di sportivi, ambientalisti e frequentatori delle rive.

Le alte temperature registrate tra la primavera e l’inizio di giugno, unite a una riduzione della portata d’acqua, hanno creato le condizioni ideali per la crescita di alghe e piante acquatiche. In diversi punti del corso d’acqua si osservano chiazze verdi sempre più estese che rallentano il movimento dell’acqua e modificano il paesaggio fluviale.

Le prime conseguenze si stanno facendo sentire soprattutto tra i circoli remieri torinesi. Gli atleti segnalano difficoltà durante gli allenamenti, con remi e imbarcazioni che finiscono spesso impigliati nella vegetazione sommersa. Una situazione che, oltre a compromettere l’attività sportiva, comporta maggiori interventi di manutenzione e pulizia.

Il fenomeno è strettamente legato all’andamento climatico degli ultimi mesi. Le precipitazioni inferiori alla media e il progressivo abbassamento dei livelli idrici hanno ridotto la velocità della corrente, favorendo la proliferazione di specie vegetali che trovano nelle acque più calme un ambiente favorevole alla crescita.

Gli esperti invitano tuttavia a non associare automaticamente la presenza di alghe a un peggioramento della qualità dell’acqua. La loro diffusione può essere influenzata da molteplici fattori naturali, tra cui temperatura, luminosità e disponibilità di nutrienti. Quando però la crescita diventa particolarmente intensa, possono verificarsi alterazioni dell’equilibrio dell’ecosistema fluviale, con possibili ripercussioni sulla fauna acquatica e sull’ossigenazione dell’acqua.

Il caso del Po torinese rappresenta anche uno degli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici che stanno interessando il Nord Italia. Le alternanze tra lunghi periodi asciutti e precipitazioni concentrate in pochi episodi estremi stanno modificando il comportamento dei corsi d’acqua, rendendo sempre più frequenti fenomeni che fino a pochi anni fa erano considerati eccezionali.

Foto Igino Macagno