CRONACA

Torino e il suo patrimonio verde: tra ricchezza e sfide di gestione

Torino è una delle città italiane con la maggiore estensione di aree verdi: sul territorio comunale se ne contano circa 47 chilometri quadrati, dei quali quasi venti rientrano direttamente nella gestione pubblica. Le alberate stradali percorrono oltre 300 chilometri e il censimento comunale indica la presenza di circa 147 mila alberi, patrimonio che contribuisce in modo decisivo alla qualità ambientale e paesaggistica della città. I parchi sono numerosi e diffusi nei diversi quartieri: tra i più noti spiccano il Parco della Pellerina, con i suoi oltre ottanta ettari che lo rendono il polmone verde più ampio della città, il Parco del Valentino lungo il Po, il Colletta, il Ruffini e il Colonnetti, senza dimenticare la cornice collinare che arricchisce ulteriormente la dotazione naturale.Platano Tesoriera Alberi Monumentali

Questo patrimonio, però, comporta anche sfide significative. Una parte non trascurabile delle alberate è costituita da esemplari maturi o molto anziani, che richiedono cure costanti e monitoraggi regolari per ridurre i rischi legati alla stabilità. I tecnici del settore verde della Città effettuano sopralluoghi visivi e, quando serve, indagini più approfondite con strumenti come resistografi e tomografi, al fine di individuare eventuali criticità. In alcuni casi si procede con potature di contenimento, consolidamenti o abbattimenti mirati, sempre seguiti da nuove piantumazioni. Le interferenze con la rete stradale, i sottoservizi o l’illuminazione pubblica rappresentano un ulteriore fronte di gestione, così come la necessità di affrontare gli effetti di eventi meteorologici estremi, che negli ultimi anni si sono fatti più frequenti e intensi. In queste situazioni il Comune non di rado dispone la chiusura preventiva di giardini e parchi o interdizioni temporanee di alcune aree per garantire la sicurezza dei cittadini.

La regolamentazione delle attività di cura e manutenzione fa capo al Regolamento comunale del verde, che stabilisce principi e procedure di intervento sia per il patrimonio pubblico sia per il verde privato. Nel confronto con le altre grandi città italiane, Torino si colloca su valori medi di dotazione di verde pubblico pro capite, attorno ai venti-ventiquattro metri quadrati per abitante. Non raggiunge dunque i livelli di quei comuni che inglobano vaste aree naturali entro i propri confini, ma mantiene comunque un’offerta significativa e ben distribuita, che rappresenta un punto di forza in termini di vivibilità.

Torino possiede una rete di parchi e giardini capace di qualificare il paesaggio urbano e di offrire spazi di svago e socialità diffusi in tutta la città. La vera sfida per il futuro è rendere questo patrimonio più resiliente di fronte ai cambiamenti climatici, rinnovando gradualmente le alberate più vetuste, migliorando la connessione ecologica tra le diverse aree e ampliando la quota di verde fruibile a distanza ravvicinata dalle abitazioni, così da rafforzare la funzione ambientale e sociale del verde urbano.

Parchi e quartieri sotto controllo: Torino alza il livello della sicurezza

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Scatterà il 31 marzo il nuovo piano sicurezza firmato dal prefetto Donato Cafagna, che recepisce il decreto-legge del 24 febbraio 2026 sulle “disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica”. Torino viene divisa in sei zone a vigilanza rafforzata, individuate sulla base dei dati sui reati e delle segnalazioni dei cittadini.

Le aree coinvolte sono ampie e ben note: dai quartieri Dora Vanchiglia, San Salvario, San Donato e Barriera di Milano, fino a piazza Bengasi–Nizza Millefonti e alle zone della movida del Centro. Dentro anche diversi giardini e spazi verdi, come il Maiocco, l’Alimonda, il Battistini, il Sambuy, il Madre Teresa di Calcutta e lo Schiapparelli.

In queste zone le forze dell’ordine  potranno allontanare per 48 ore chi tiene comportamenti violenti, minacciosi o particolarmente molesti, soprattutto se già denunciato negli ultimi cinque anni per reati gravi contro la persona o il patrimonio, droga o uso improprio di armi. Se i comportamenti si ripetono, il questore potrà spingersi oltre e vietare l’accesso fino a un anno (il cosiddetto Dacur).

Parallelamente aumentano i controlli su locali e attività: sotto osservazione la vendita di alcolici, soprattutto ai minori, ma anche distributori automatici e aree esterne. Più verifiche anche sul rispetto del Codice della strada, con un occhio a quei mezzi – monopattini compresi – spesso utilizzati per furti o spaccio.

Il giro di vite si inserisce in un’attività già intensa: dall’inizio dell’anno Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno controllato 58mila persone, denunciandone oltre 1.600 e arrestando 657 individui. Sequestrati anche più di 206 chili di droga.

Sul fronte della prevenzione, prosegue il potenziamento della videosorveglianza e delle iniziative contro fenomeni come le truffe agli anziani e il disagio giovanile vicino alle scuole. Per questi interventi sono stati messi in campo circa 4,5 milioni di euro tra il 2024 e il 2026, nell’ambito del Patto per la sicurezza tra Prefettura e Comune, a cui si aggiungono fondi regionali e nuove risorse in arrivo.

Una rivoluzione digitale nella gestione del diabete

 

I risultati del convegno di mercoledì 25 marzo scorso di Motore Sanità

Aggiornare i sistemi di monitoraggio continuo del glucosio, con l’obiettivo di estendere l’accesso a tutti i pazienti diabetici in terapia insulinica, compresi quelli trattati esclusivamente con insulina basale. Il Piemonte è impegnato nella costruzione di un modello di assistenza più vicino ai cittadini, in grado di ridurre le ospedalizzazioni evitabili, migliorare la qualità di vita delle persone che convivono con il diabete e rafforzare il ruolo dell’assistenza territoriale nella gestione delle patologie croniche. Per approfondire questi sviluppi, Motore Sanità ha organizzato il convegno “Diabete. L’unione fa la forza, insieme è più facile”, realizzato con il supporto incondizionato di ABBOTT. Il nuovo piano socio-sanitario regionale 2025-2030 introduce strumenti innovativi pensati per trasformare la gestione del diabete, con una forte attenzione a prevenzione, prossimità, equità e continuità assistenziale. Tra le priorità figurano il miglioramento degli esiti clinici, la riduzione delle disuguaglianze territoriali e l’estensione della telemedicina come componente integrante dei servizi sanitari regionali.
I dati provenienti dai sistemi di monitoraggio saranno integrati nei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA Regionali per il diabete), diventando strumenti essenziali per la governance e la programmazione sanitaria. Inoltre, grazie alla crescente diffusione dei dispositivi digitali e al potenziamento del fascicolo sanitario elettronico 2.0, gli operatori sanitari potranno accedere ai dati in tempo reale, consentendo interventi più tempestivi e trattamenti sempre più personalizzati. Secondo gli esperti, questo nuovo modello organizzativo contribuirà a ridurre le visite ambulatoriali non necessarie, con un impatto significativo sulle liste d’attesa, una delle principali sfide dell’assistenza territoriale.

“Il diabete rappresenta oggi una delle principali sfide per i sistemi sanitari – ha dichiarato l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – non solo per la sua diffusione, ma anche per l’impatto che ha sulla qualità di vita delle persone e sulla sostenibilità delle cure. Per questo deve diventare un ambito prioritario di innovazione organizzativa e clinica, capace di valorizzare le nuove tecnologie, la telemedicina e l’integrazione tra ospedale e territorio. In Piemonte, grazie alle linee guida regionali, stiamo rafforzando la rete diabetologica, il ruolo della medicina territoriale e i percorsi di presa in carico multidisciplinare. L’obiettivo è garantire ai pazienti un’assistenza continuativa e sempre più vicina ai bisogni delle persone, puntando sull’educazione e la prevenzione terapeutica. Solo attraverso il lavoro condiviso tra istituzioni, professionisti sanitari e associazioni dei pazienti, possiamo continuare ad affrontare in modo efficace una patologia complessa come il diabete”.

“La gestione del diabete mellito tipo 1 e tipo 2, nell’ottica del raggiungimento di un ottimo compenso glico-metabolico e la conseguente riduzione del rischio cardiovascolare, delle complicanze, e con conseguente aumento dell’aspettativa di vita. Questi importanti progressi sono legati ai passi in avanti compiuti dalle aziende farmaceutiche, che hanno prodotto farmaci molto innovativi e potenti per la gestione del diabete mellito – ha dichiarato Riccardo Fornengo, presidente AMD Piemonte e Valle d’Aosta – questi cambiamenti della farmacopea sono stati affiancati anche da notevoli balzi in avanti delle industrie tecnologiche, che hanno permesso di mettere sul mercato sensori per il controllo continuo della glicemia e microinfusori dotati di algoritmi che hanno cambiato la qualità di vita dei pazienti. La tecnologia, in questo caso, non è solo un supporto alla terapia, ma parte integrante di essa. Le linee guide AMD SID ISS prevedono che la tecnologia sia resa disponibile e offerta ai nostri pazienti con diabete mellito tipo 1 e tipo 2. Le linee guida internazionali seguono la stessa linea di pensiero. Nel caso delle persone con diabete di tipo 1, il sensore del controllo della glicemia è diventato uno strumento essenziale, e i microinfusori un punto di svolta di gestione della qualità della vita. Anche per le persone con diabete tipo 2 e l’uso di terapie insuliniche, l’uso del sensore per il controllo della glicemia ha cambiato la qualità della cura, permettendo di raggiungere compensi non raggiungibili precedentemente per timore delle ipoglicemie. La Regione Piemonte da anni ha una gestione della tecnologia attraverso gare, al fine di poter offrire il meglio ai propri cittadini, ma con un controllo più attento dei costi riguardanti la tecnologia, anche se sarebbe importante considerare questi costi come investimenti sulla salute delle persone con diabete mellito”.

Mara Martellotta

ZTL Valentino: l’area a traffico limitato si amplia per valorizzare il parco

cati al passeggio, allo sport e allo studio nel verde: la Città estende il perimetro della ZTL Valentino per valorizzarne gli spazi come luogo di incontro e benessere. La Giunta Comunale ha approvato , su proposta dell’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta di concerto con l’assessore al Verde Francesco Tresso, la delibera che amplia l’area a traffico limitato e introduce nuovi varchi elettronici.

La ZTL si allarga a viale Medaglie d’Oro e al tratto nord di viale Ceppi. In queste aree la circolazione sarà vietata tutti i giorni, 24 ore su 24, fatta eccezione per i mezzi autorizzati.

L’intervento si inserisce nel più ampio progetto di riqualificazione del Parco del Valentino “Torino, il suo parco, il suo fiume: memoria e futuro”, che prevede l’ampliamento delle aree verdi, la riduzione delle superfici asfaltate, la riorganizzazione della viabilità interna e la realizzazione di pavimentazioni drenanti.

Per controllare gli accessi saranno attivati varchi elettronici presidiati da telecamere alla Rotatoria Tesla, all’imbocco dei viali Medaglie d’Oro e Boiardo, entrambi sul perimetro di Piazza Levi Montalcini, e in Viale Turr.
L’avvio dei sistemi di controllo sarà subordinato all’autorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e comprenderà un periodo di pre-esercizio. Le modalità per il rilascio dei permessi saranno definite da successivi atti dirigenziali, mentre la gestione delle sanzioni sarà affidata al Corpo di Polizia Locale.

Per accompagnare i lavori di riqualificazione del Parco e di Torino Esposizioni è stata prevista una soluzione temporanea per la sosta. Lungo viale Medaglie d’Oro sono stati realizzati circa novanta stalli a pagamento, utili a compensare la riduzione momentanea dei posti auto nell’area. Questa sistemazione rimarrà attiva fino al termine dei lavori e all’apertura del nuovo parcheggio interrato nel Padiglione V, che offrirà quasi cinquecento posti. Quando la struttura sarà operativa, gli stalli temporanei in superficie saranno rimossi e il viale tornerà completamente pedonale, in linea con il progetto complessivo di riqualificazione del parco.

TorinoClick

Foto Michele D’Ottavio

Arrestato un evaso che si spacciava per il fratello

La Polizia di Stato ha tratto in arresto un cittadino italiano di quarantadue anni per evasione, denunciandolo, altresì, per aver fornito false generalità.

Durante un servizio di controllo del territorio in zona Lingotto, una pattuglia dell’UPGSP ha notato tre uomini bivaccare nei giardini Battistini, nel cuore della notte.

I poliziotti, insospettiti, si sono avvicinati al gruppetto e nel corso dell’identificazione dei tre, uno di essi si è mostrato particolarmente nervoso, fornendo oltretutto agli agenti false generalità: si è spacciato, infatti, per il fratello, dicendo di trovarsi a Torino per motivi lavorativi.

I poliziotti, controllando le generalità fornite, apprendevano che il soggetto in questione si trovava recluso presso il carcere di Napoli, facendo sorgere forti dubbi sulla veridicità di quanto detto dall’uomo.

Dai riscontri dattiloscopici, gli operatori di polizia hanno appurato che lo stesso, con il vero nome, risultava inottemperante a un’ordinanza emessa a suo carico dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che lo collocava alla misura degli arresti domiciliari.

E’ stato pertanto arrestato per evasione e denunciato per aver fornito le generalità del fratello.

L’uomo aveva precedentemente disatteso la misura degli arresti domiciliari in diverse circostanze.

Torino, 260mila euro per la palestra dell’Istituto Vittorino Da Feltre

 

Un nuovo intervento volto a migliorare la sicurezza e la qualità degli spazi scolastici torinesi interesserà la palestra dell’Istituto Comprensivo Vittorino Da Feltre di via Finalmarina a Torino.

L’operazione, del valore complessivo di circa 260mila euro, è finanziata con fondi del Ministero dell’Istruzione e del Merito nell’ambito del PNRR – Next Generation EU e sarà realizzata nel corso del 2026.

Il progetto esecutivo è stato approvato questa mattina dalla Giunta Comunale, su proposta dell’assessora Salerno, avviando così l’iter che porterà alla procedura di affidamento dei lavori e alla successiva apertura del cantiere.

“L’intervento – sottolinea Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative della Città di Torino – rappresenta l’impegno della Città nel cogliere ogni opportunità possibile di finanziamento e continuare il lavoro di rinnovamento degli spazi educativi cittadini. Un altro passo concreto per garantire ambienti scolastici più confortevoli, offrendo a ragazze, ragazzi, bambine e bambini luoghi adeguati in cui non solo sentirsi a casa, ma svolgere attività sportive in serenità, senza interruzioni e in condizioni di piena sicurezza.”

Nel dettaglio, le opere riguarderanno il ripristino della copertura e la messa in sicurezza della palestra, attraverso interventi di manutenzione straordinaria finalizzati a garantire la piena funzionalità della struttura per studenti e personale scolastico. L’intervento si inserisce nel più ampio programma della Città dedicato alla manutenzione e alla riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico, che conta oltre 300 edifici.

TorinoClick

Furto con esplosivo al bancomat Unicredit

Nel corso della nottata, alle 3.30 circa, in via Braccini di Robassomero (TO), ignoti hanno fatto esplodere mediante ordigno cd “marmotta” il bancomat della locale agenzia UNICREDIT fuggendo subito dopo nelle vie limitrofe. Refurtiva in corso di quantificazione; accertamenti tecnici sull’edificio danneggiato; indagini in corso dei carabinieri di Venaria.

Quattro arresti per la rapina col taser

L’AGGRESSIONE ERA AVVENUTA IL 7 GIUGNO SCORSO NEL QUARTIERE

MIRAFIORI. LA VITTIMA, UN UOMO DI 40 ANNI RESIDENTE IN FRANCIA

Si erano dati appuntamento in Strada del Drosso, nel quartiere di Mirafiori sud, la sera del 7 giugno

2025, vittima e aggressori – quest’ultimi quattro, tutti di origine nordafricana e tra i 46 e i 36 anni –

per concludere “affari” di non precisata natura.

Durante l’incontro però, improvvisamente, i quattro uomini avrebbero inizialmente tentato di

costringere la vittima (un cittadino del Camerun e residente in Francia) a salire a bordo di

un’autovettura. Al rifiuto opposto dall’uomo, gli indagati avrebbero posto in essere una violenta

aggressione, colpendolo ripetutamente con pugni e calci e utilizzando uno storditore elettrico al fine

di impedire alla vittima ogni possibile reazione. L’aggressione, interrotta solo grazie all’intervento

di una residente affacciatasi dalla finestra allarmata delle grida, ha permesso al gruppo di

impossessarsi di diversi effetti personali, tra cui 270 euro, documenti di identità, carta di credito,

monili d’oro e il telefono cellulare, per poi darsi alla fuga.

Il quarantenne, dopo essere stato dimesso dall’ospedale con 7 giorni di prognosi, era

successivamente rientrato in Francia, mentre i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia

Torino Mirafiori – coordinati dalla Procura di Torino – hanno sin da subito avviato le indagini

raccogliendo telecamere di videosorveglianza, testimonianze e analisi tecniche. Evidenze

investigative che hanno portato gli investigatori a raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei

confronti dei quattro indagati, per i quali la Sezione G.I.P. del Tribunale di Torino ha disposto

l’emissione della custodia cautelare in carcere.

Nel corso delle indagini, i militari hanno inoltre constatato che uno dei quattro indagati avrebbe

anche tentato di effettuare un acquisto online con la carta di credito della vittima.

Durante l’esecuzione dell’ordinanza, notificata le settimane scorse, i Carabinieri hanno rinvenuto e

sequestrato – nell’abitazione di uno degli indagati- uno storditore elettrico ritenuto compatibile con

quello utilizzato durante il violento pestagg

Torino e provincia: vento forte e incendi

Sono ore particolarmente difficili nel territorio torinese, dove il vento intenso sta favorendo la diffusione di diversi incendi e complicando il lavoro dei soccorritori.

L’emergenza più rilevante interessa l’area della Vauda, tra San Carlo Canavese e Front, dove da ieri si è sviluppato un vasto incendio boschivo ancora attivo. Le fiamme avanzano rapidamente, alimentate dalle raffiche di föhn e dalla vegetazione secca, e risultano visibili anche a chilometri di distanza, con una densa colonna di fumo osservabile perfino dal capoluogo. Sul posto sono impegnati vigili del fuoco, squadre antincendio boschivo e forze dell’ordine, concentrati soprattutto nella difesa di abitazioni isolate e strutture rurali minacciate dal fuoco. Le operazioni restano complesse a causa del vento, che cambia direzione e intensità rendendo instabile il fronte dell’incendio.

Le condizioni meteorologiche stanno incidendo su tutta la provincia di Torino. Il föhn soffia con forza sia in pianura sia nelle valli, creando un contesto favorevole allo sviluppo e alla propagazione dei roghi. In questo periodo dell’anno, caratterizzato da terreni asciutti e vegetazione facilmente infiammabile, anche piccoli focolai possono trasformarsi rapidamente in incendi di ampie dimensioni.

Oltre al rogo principale, nella giornata si sono verificati altri episodi: tra questi un incendio in un locale nella zona di Lanzo Torinese, accompagnato da un intenso sviluppo di fumo, e diversi interventi minori in varie aree della provincia, spesso collegati proprio alle raffiche di vento.

Le autorità mantengono alta l’attenzione e invitano la popolazione alla massima cautela, evitando comportamenti che possano innescare nuovi incendi. La situazione resta in continua evoluzione e le prossime ore saranno decisive per contenere le fiamme e limitare eventuali ulteriori danni al territorio.

Minicar piena di droga e soldi: arrestato 15enne

Girava in minicar con un “tesoro” illecito a bordo: cocaina, crack e una pistola giocattolo. Protagonista un minore di 15 anni, già noto alla polizia, arrestato dal Commissariato “Ivrea e Banchette” durante controlli su strada nel comune di Ivrea.

Gli agenti, insospettiti dal veicolo, hanno perquisito la minicar scoprendo un marsupio nascosto tra i sedili. Aperto, conteneva nove involucri di cocaina pronti per lo spaccio, circa 1.500 euro in banconote di vario taglio (provento illecito) e una pistola giocattolo.

La perquisizione personale ha aggiunto altre 27 dosi di crack nascoste addosso. Indizi che puntano dritti ad essere indagato per detenzione di droga ai fini di spaccio. L’indagine è alle prime fasi, per cui vale la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva.

VI.G