CRONACA

Motociclista torinese muore sulla Torino – Savona

Incidente mortale sulla Torino Savona, oggi in tarda mattinata, vittima un motociclista di 56 anni, di Torino. Il sinistro è avvenuto sull’autostrada A10, tra Savona e Spotorno. La moto su cui viaggiava si è scontrata con un’auto. Sul posto il 118, i volontari del soccorso, i vigili del fuoco e la Polizia Stradale

LEA, il Piemonte sale al 4° posto in Italia: è la prima regione del Nord-Ovest

Il Piemonte migliora le proprie performance sanitarie e conquista il quarto posto nella classifica nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), elaborata dal Ministero della Salute sulla base degli indicatori CORE del Nuovo Sistema di Garanzia relativi al 2024. La regione guadagna così una posizione rispetto all’anno precedente, diventando la migliore del Nord-Ovest.

La valutazione conferma il superamento della soglia di garanzia in tutte e tre le macroaree considerate: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Il Piemonte ottiene infatti 95 punti nella prevenzione, 90 nell’assistenza territoriale e 87 in quella ospedaliera, valori tutti nettamente superiori ai 60 punti fissati dal Ministero come livello minimo.

Rispetto al 2023 si registra un ulteriore passo avanti grazie all’incremento nell’area della prevenzione, passata da 93 a 95 punti, mentre restano stabili i punteggi dell’assistenza distrettuale (90) e di quella ospedaliera (87). Il punteggio complessivo raggiunge così quota 272, consentendo al Piemonte di salire dal quinto al quarto posto della graduatoria nazionale. Alle sue spalle si colloca la Lombardia, sesta con 270 punti.

«Il costante miglioramento del Piemonte nella classifica nazionale dei LEA rappresenta un riconoscimento importante del lavoro che stiamo portando avanti per rafforzare il nostro sistema sanitario. È un risultato che premia l’impegno quotidiano dei professionisti, delle Aziende sanitarie e di tutta la struttura regionale, ai quali va il nostro ringraziamento», dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.

«Questi dati confermano che investire sulla sanità pubblica è la strada giusta. In questi anni abbiamo incrementato il personale, ridotto il ricorso ai gettonisti, rafforzato la sanità territoriale, investito nell’edilizia sanitaria e nelle nuove tecnologie e avviato un importante lavoro per ridurre le liste d’attesa. Sappiamo che restano ancora criticità da affrontare e margini di miglioramento, ma questo risultato dimostra che il Piemonte sta andando nella direzione giusta e ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore determinazione».

«I LEA non misurano le promesse, ma la capacità concreta di garantire ai cittadini i servizi fondamentali della sanità pubblica. Per questo il miglioramento del Piemonte assume un valore ancora maggiore: certifica che gli investimenti, il lavoro sull’organizzazione e il rafforzamento del personale stanno producendo risultati misurabili».

Parco della Salute, via libera all’aggiornamento del progetto: 90 posti letto in più e cantieri dal 2027

Il Collegio di vigilanza ha approvato l’aggiornamento del progetto del Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione di Torino, passaggio necessario per adeguare il nuovo ospedale alle norme introdotte dopo il 2017 e alle mutate esigenze della sanità emerse negli ultimi anni.

La revisione progettuale, affidata al Politecnico di Milano, introduce alcune modifiche significative: aumenta gli spazi destinati ai laboratori di ricerca integrata, prevede una diversa organizzazione dei servizi digitali sullo stesso livello per favorire l’integrazione operativa e impiantistica e consente di recuperare 90 posti letto grazie allo scorporo dell’ospedale Regina Margherita. Il nuovo complesso raggiungerà così quota 1.040 posti letto. Secondo quanto emerso nel corso della riunione, non sono previsti incrementi rilevanti dei costi e l’avvio dei lavori resta programmato per i primi mesi del 2027.

Il progetto aggiornato è stato trasmesso al commissario straordinario Marco Corsini, incaricato dal Governo di seguire la realizzazione dell’opera.

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha spiegato che «era un passaggio fondamentale e obbligatorio perché la progettazione ante Covid doveva essere adeguata a tutte le normative che da allora a oggi sono cambiate. L’aggiornamento elaborato dal Politecnico di Milano, referente scientifico dell’Organizzazione mondiale della sanità per la definizione delle linee guida europee per la progettazione dei nuovi ospedali, alla luce delle esigenze attuali dal punto di vista medico, clinico e della ricerca integrata, ha liberato di fatto 90 posti letto, tornati così a un numero adeguato rispetto ai tagli che erano stati previsti nel passato. Il nuovo ospedale, interamente finanziato con 611 milioni di euro, avrà 1.040 posti letto. Il commissario ha confermato che non ci saranno variazioni rilevanti su tempi e costi: dopo anni di parole, all’inizio del 2027 poseremo la prima pietra per dare il via al più grande intervento di edilizia sanitaria degli ultimi cinquant’anni in Piemonte».

Sulla stessa linea l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, che ha sottolineato come «è fondamentale la condivisione dei passaggi con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, che ringraziamo per la loro collaborazione costante».

Per il commissario straordinario Marco Corsini «dobbiamo fare le necessarie valutazioni col concessionario e con i suoi progettisti, ma ad un primo esame penso che non ci saranno variazioni significative sia per quanto riguarda i tempi (al massimo 2/3 mesi per la progettazione) che per i costi. Preciso però che questo non è un ritardo, ma è il tempo giusto per fare le cose per bene: gli adeguamenti erano necessari per realizzare una struttura adeguata sotto tutti i profili e soprattutto in linea con le attuali esigenze. Confermo l’avvio dei cantieri per il 2027».

Alla riunione del Collegio di vigilanza hanno preso parte anche i rappresentanti del Comune di Torino, dell’Università di Torino, dell’Azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute e della Scienza, degli ospedali Regina Margherita e Sant’Anna, oltre ai vertici di Sistemi Urbani e RFI.

Metro 1, lettera dei sindaci al Governo per chiedere un incontro urgente

//

Il sindaco della Città metropolitana e della Città di Torino Stefano Lo Russo, insieme ai sindaci dei Comuni di Collegno, Grugliasco e Rivoli Matteo Cavallone, Emanuele Gaito e Alessandro Errigo, ha indirizzato una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Matteo Salvini e ai presidenti e vicepresidenti delle commissioni competenti di Camera e Senato per sottoporre all’attenzione del Governo la situazione di grave criticità che interessa il cantiere del prolungamento della Linea 1 della metropolitana sulla tratta Fermi–Cascine Vica.

Il 16 giugno scorso, il Tribunale di Roma ha dichiarato non ammissibile la domanda di accesso alla proposta di concordato presentata dalla società Italiana Costruzioni Infrastrutture S.p.A., impresa affidataria dei lavori dell’infrastruttura, ormai in fase avanzata di realizzazione. Tale decisione espone il cantiere al concreto rischio di sospensione, con la conseguente necessità di procedere a un nuovo affidamento dei lavori e di reperire le risorse aggiuntive rese necessarie dall’adeguamento dei prezzi intervenuto rispetto al quadro economico degli appalti, che erano stati affidati nel 2019 e 2020 con un investimento pubblico complessivo già sostenuto superiore ai 200 milioni di euro. Per completare integralmente l’intervento, compresi gli altri appalti in cascata delle opere civili per i quali si valuta un extracosto di circa 40 milioni di euro, le stime attuali quantificano il fabbisogno in circa 70 milioni di euro totali.

“Dal 2019 – scrivono i sindaci nella lettera-  i territori interessati convivono con un cantiere di straordinaria complessità che ha inciso profondamente sulla viabilità, sulla mobilità e sulle attività economiche dell’area. I principali assi stradali risultano interessati da limitazioni e deviazioni ormai da molti anni; cittadini, imprese e attività economiche continuano a sopportare rilevanti disagi e anche i lavoratori impegnati nel cantiere hanno dovuto affrontare, negli ultimi mesi, ritardi nell’erogazione delle retribuzioni”.

“L’attuale quadro- proseguono – rende impossibile fornire ai cittadini un cronoprogramma certo per il completamento dell’opera prolungando ulteriormente una condizione che interessa quotidianamente un’ampia parte dell’area metropolitana torinese. La situazione richiede un intervento istituzionale urgente, poiché gli enti locali non dispongono degli strumenti finanziari necessari per assicurare la continuità dei lavori né per fronteggiare le conseguenze derivanti dalla crisi dell’impresa affidataria”.

Per questo, i sindaci chiedono un incontro istituzionale urgente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e un’audizione alle commissioni competenti per affrontare la situazione. “La Linea 1 della Metropolitana – spiegano – rappresenta un’infrastruttura strategica per l’intera area metropolitana torinese e per il Piemonte. Il suo completamento supera l’interesse dei singoli Comuni, incidendo direttamente sull’efficienza del sistema della mobilità, sulla competitività del territorio e sulla qualità della vita di centinaia di migliaia di cittadini. Per queste ragioni chiediamo che Governo e Parlamento possano valutare tempestivamente, nell’ambito delle rispettive competenze, le soluzioni più efficaci per assicurare la continuità dell’intervento, il reperimento delle risorse aggiuntive necessarie per il rapido affidamento delle lavorazioni residue, evitando che una vicenda esclusivamente societaria comprometta il completamento di un’opera pubblica ormai prossima alla conclusione”.

I sindaci propongono inoltre di valutare la nomina di un commissario straordinario, dotato dei poteri necessari ad assicurare la massima rapidità nelle procedure di affidamento e nella prosecuzione dei lavori, analogamente a quanto già previsto per la realizzazione della Linea 2 della metropolitana di Torino.

TorinoClick

Rapina in villa a Pecetto Torinese, donna sequestrata e derubata

Attimi di paura nelle scorse ore a Pecetto Torinese, dove una donna di 59 anni è stata sorpresa nella sua abitazione da alcuni rapinatori con il volto coperto.

I malviventi, entrati nella villa in serata, l’hanno immobilizzata e legata al letto, minacciandola con un’arma per farsi consegnare denaro e oggetti di valore. Non trovando la cassaforte che ritenevano fosse presente nell’abitazione, hanno rovistato nelle stanze e si sono infine allontanati con gioielli e orologi.

A dare l’allarme sono stati i familiari della donna, rientrati poco dopo la fuga della banda. Sul caso indagano i carabinieri, che stanno raccogliendo testimonianze e verificando le immagini delle telecamere di videosorveglianza per identificare i responsabili.

La vittima, pur sotto choc per quanto accaduto, non avrebbe riportato lesioni di rilievo.

Torino e il Piemonte alle prese con il caldo estremo. Ma nel weekend arriva una tregua

La giornata di mercoledì è stata quella più torrida dall’inizio dell’estate. Nel capoluogo piemontese il termometro ha raggiunto punte prossime ai 39 °C, mentre in diverse zone della regione sono stati registrati valori pari o superiori ai 40 gradi. Le temperature più elevate si sono rilevate soprattutto nel Verbano-Cusio-Ossola, nel Novarese, nell’Astigiano e nell’Alessandrino, dove il caldo si è fatto sentire con particolare intensità.

Qualche temporale è in arrivo nel weekend dell’11 e 12 luglio sulle montagne torinesi, ma l’estate 2026 continua a far segnare temperature eccezionali in Piemonte. Dopo settimane caratterizzate da un clima molto caldo, gli ultimi giorni hanno portato i valori più elevati dell’anno, con Torino e numerose località della regione che hanno sfiorato i 40 gradi. Una situazione determinata dalla presenza dell’anticiclone di origine africana, accompagnata in alcune aree anche dal vento di foehn, che ha contribuito ad aumentare ulteriormente le temperature.

Oltre alle massime elevate, a rendere particolarmente difficile sopportare questa ondata di calore sono state anche le temperature notturne. A Torino le minime sono rimaste ben oltre i 20 gradi, dando vita alle cosiddette “notti tropicali”, che impediscono un adeguato raffrescamento delle abitazioni e aumentano il disagio, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili. Per questo motivo è rimasto attivo il livello massimo di allerta per il caldo.

Le condizioni meteorologiche confermano un andamento ormai consolidato negli ultimi anni, con estati sempre più caratterizzate da lunghi periodi di afa intensa e temperature superiori alle medie climatiche.

Le previsioni indicano però un graduale cambiamento del tempo già a partire da venerdì. L’arrivo di correnti più fresche favorirà un lieve abbassamento delle temperature e una maggiore instabilità atmosferica, con la possibilità di rovesci e temporali, inizialmente sulle zone alpine e successivamente anche su parte delle pianure piemontesi.

A Torino le massime dovrebbero tornare intorno ai 33-34 gradi, mentre nel resto della regione si assisterà a una diminuzione di alcuni gradi rispetto ai valori eccezionali registrati negli ultimi giorni. Si tratterà comunque di un clima pienamente estivo, con temperature ancora superiori alla norma ma decisamente più sopportabili.

Gli esperti invitano comunque a mantenere alta l’attenzione, perché il calo termico dovrebbe essere soltanto temporaneo. Nella seconda parte di luglio l’alta pressione potrebbe infatti tornare a rafforzarsi sul Mediterraneo, favorendo una nuova fase di caldo intenso anche sul Piemonte.

Foto TorinoClick Città di Torino

La storia di Daniela e della donazione del latte materno

ASL VC: «L’oro bianco» che unisce le mamme

Per Daniela Marano, insegnante di Vercelli, l’Ospedale Sant’Andrea è legato ai momenti più importanti della sua vita di mamma. Qui, nel 2020, è nata la sua prima figlia, Giulia. Quattro anni dopo, mentre attende Leonardo, il secondo figlio, vive un momento di grande apprensione: al settimo mese di gravidanza cade accidentalmente su un cordolo mentre sta organizzando la festa di compleanno della bambina. Per precauzione viene ricoverata per 48 ore presso la struttura di Ostetricia e Ginecologia dell’Asl VC. Tutto si risolve per il meglio e il 9 novembre 2024 nasce Leonardo.

Pur avendo partorito entrambi i figli al Sant’Andrea, Daniela conosce più da vicino la Pediatria soltanto dopo la nascita del secondogenito, grazie al Centro Famiglie Villa Cingoli realtà del Comune di Vercelli che si occupa di sostenere mamme e bambini.

È qui che scopre l’esistenza della Banca del Latte, un servizio che raccoglie il latte materno in eccesso donato dalle mamme per destinarlo ai neonati più fragili, in particolare ai bambini prematuri o con particolari necessità cliniche.

Daniela decide di aderire con convinzione al progetto. Per mesi si reca regolarmente per i controlli e le donazioni, consapevole del valore di quel latte particolarmente prezioso nelle prime fasi della crescita dei neonati: «Quando venivo a donare vedevo i bambini prematuri e le loro famiglie. Sapevo che con quel mio piccolo gesto potevo dare un sostegno concreto a loro e alle loro mamme. Questo mi faceva sentire unita a loro».

L’esperienza le permette anche di apprezzare la rete di professionisti che accompagna le famiglie nel percorso della nascita e della crescita dei bambini: «La collaborazione tra Ostetricia, Pediatria e Consultorio è sempre molto efficiente. Nei primi mesi di vita di Leonardo ho avuto un ingorgo mammario e ho visto come i diversi servizi siano riusciti a coordinarsi rapidamente per aiutarmi. È una rete che ammiro molto».

Da insegnante, Daniela ha trasformato la propria esperienza anche in un’occasione di sensibilizzazione. Parlando della donazione del latte materno con le mamme delle sue alunne e con donne in attesa di un bambino, si è resa conto di quanto siano ancora diffusi falsi miti e informazioni incomplete.

«Mi sono accorta che c’erano molte resistenze dovute soprattutto alla scarsa conoscenza. Sono felice di aver dato il mio contributo per superarle e di aver potuto condividere la mia esperienza personale».

A colpirla maggiormente è stata l’umanità del personale sanitario e il rapporto che si crea tra le mamme donatrici e gli operatori.

«Mi hanno sempre colpita la disponibilità e l’attenzione che il personale dedica non solo ai bambini, ma anche alle mamme. Si crea un legame speciale. La dottoressa Elena Uga resta in contatto con tutte noi e basta un suo messaggio perché molte mamme si attivino subito per donare quello che chiamiamo affettuosamente “oro bianco”».

«La Banca del Latte è una risorsa fondamentale per la cura dei neonati prematuri e dei bambini che, per specifiche condizioni cliniche, non possono essere allattati direttamente dalla propria mamma. Il latte umano donato conserva proprietà nutrizionali e protettive preziose e contribuisce a migliorare gli esiti di salute dei piccoli pazienti. Per questo il contributo delle donatrici è così importante. Storie come quella di Daniela ci ricordano quanto la collaborazione tra famiglie e professionisti sanitari sia determinante nel garantire le migliori cure ai nostri bambini», aggiunge Gianluca Cosi, Direttore della Struttura Complessa di Pediatria.

Una rete di solidarietà silenziosa ma concreta, che attraverso la donazione del latte materno trasforma un gesto quotidiano in un aiuto prezioso per i neonati più vulnerabili e per le loro famiglie.

«La testimonianza di Daniela racconta perfettamente il valore della donazione del latte materno e il significato più autentico della sanità pubblica: costruire una comunità che si prende cura delle persone nei momenti di maggiore fragilità. Dietro ogni donazione c’è un gesto di straordinaria generosità che può fare la differenza per la salute di un neonato e rappresenta un esempio concreto di solidarietà tra famiglie. A tutte le mamme che scelgono di donare va il nostro più sincero ringraziamento», sottolinea il Direttore Generale dell’Asl Vercelli Marco Ricci.

«Ci sono gesti che non fanno rumore, ma che possono cambiare una vita. La donazione del latte materno è uno di questi. La storia di Daniela ci ricorda che la sanità pubblica non è fatta solo di cure e tecnologie, ma anche di persone che scelgono di aiutare altre persone nei momenti di maggiore fragilità. Grazie alle mamme donatrici e al lavoro dei professionisti che rendono possibile questo percorso, tanti bambini possono ricevere un aiuto prezioso proprio quando ne hanno più bisogno. È un esempio straordinario di solidarietà e di comunità che merita di essere conosciuto e valorizzato», sottolinea Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte.

Ai domiciliari con 700 grammi di droga in casa

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino senegalese di ventotto anni per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Nei giorni scorsi, gli agenti delle volanti del Commissariato di P.S. Barriera Milano si sono recati presso un alloggio in zona Madonna di Campagna, dove l’uomo era sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, per effettuare un controllo finalizzato alla verifica della presenza presso il domicilio.
Giunti sul posto, i poliziotti hanno notato la porta dell’appartamento aperta e hanno osservato l’uomo mentre si preparava a uscire dall’abitazione, dopo aver contato delle banconote.
Accanto all’ingresso, all’interno di una scatola di cartone, gli agenti hanno rinvenuto una busta contenente sostanza stupefacente. La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di sequestrare circa 700 grammi di cocaina e crack, suddivisi tra cocaina in pietra, dischi e frammenti di crack, nonché denaro contante per quasi 8.600 euro in contanti, ritenuto provento dell’attività di spaccio e sottoposto a sequestro.
Al termine degli accertamenti, il ventottenne è stato arrestato per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Incendi in Piemonte: la situazione

La Regione Piemonte sta seguendo con attenzione la situazione degli incendi che stanno interessando alcune zone del Verbano Cusio Ossola.
E’ in corso l’evacuazione precauzionale di circa 150 persone dalla frazione Colloro di Premosello Chiovenda, dove l’incendio rischiava di arrivare vicino alle case. Le persone fragili sono già state ricoverate nella casa di riposo, per le altre persone sono a disposizione due palestre.
Sono all’opera in zona 30 volontari di Protezione civile, mentre dal 30 giugno sono al lavoro ogni giorno nella zona una sessantina di volontari con 14 mezzi.
Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirionel pomeriggio ha sentito al telefono il sindaco di Premosello Chiovenda Elio Fovanna per avere da lui l’aggiornamento in tempo reale della situazione e domani in tarda mattinata sarà sul posto insieme agli assessori Marco Gabusi e Matteo Marnati.

“Un sentito ringraziamento – ha dichiarato il presidente Cirio – va rivolto al Dipartimento di Protezione civile, ai Vigili del fuoco, al Corpo regionale antincendi boschivi, ai coordinamenti provinciali dei volontari di Protezione civile, a tutte le donne e uomini del nostro sistema di Protezione civile che stanno lavorando da giorni per contenere gli incendi e garantire la sicurezza alle nostre comunità”.

In questi giorni in tutto il Piemonte sono intervenuti nelle province di Torino, Vercelli e Verbania una media di 6-7 Canadair al giorno e 3 elicotteri regionali. Oggi è arrivato nell’aeroporto di Cameri un Erikson del Dipartimento nazionale di Protezione civile.

Corsi di Guida Sicura: al via la seconda edizione

Dopo lo straordinario successo della prima edizione, che ha visto protagonisti ben quindici Comuni e oltre duecentocinquanta giovani guidatori del territorio, si riaccendono i motori per il secondo anno consecutivo dei Corsi di Guida Sicura. Il progetto, promosso dalla Città metropolitana di Torino insieme alla Fondazione Salvatore Ambrosiano in memoria di Donato Ambrosiano, amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione sul territorio grazie a una fitta rete di cooperazione istituzionale locale. L’iniziativa mette a disposizione dei ragazzi sessioni dedicate di formazione teorica e prove pratiche, focalizzate sull’acquisizione di una mobilità più consapevole, sulla prevenzione dei comportamenti a rischio alla guida e sulla gestione delle manovre di emergenza.
Al fine di azzerare qualsiasi barriera d’accesso per le nuove generazioni, la partecipazione è completamente gratuita.
“Forte dell’alto valore formativo dimostrato nella scorsa edizione, il tour si rinnova quest’anno toccando sei nodi strategici della provincia di Torino, allestendo isole e campi prova direttamente nelle piazze cittadine”, ha sottolineato la consigliera di Città metropolitana con delega all’istruzione, Caterina Greco.
Il tour prenderà il via a Rivarolo il 31 agosto e il 1° settembre, per poi spostarsi a Chivasso il 3 e 4 settembre. Il calendario proseguirà il 10 settembre a Giaveno e l’11 settembre a Sant’Antonino di Susa. Gli ultimi appuntamenti si terranno a Torino il 22 e 23 settembre, per concludersi infine a Settimo Torinese il 24 e 25 settembre.
I corsi prevedono un limite massimo di iscritti per ogni singola giornata, una misura necessaria a garantire la massima sicurezza delle sessioni di guida pratica a bordo delle vetture, rendendo la prenotazione obbligatoria al link : https://docs.google.com/forms/d/1Jhrd7-Qhmb5Ymx5bl_XKBgTd2fUMUbPRuNcoN7lA7zg/viewform?edit_requested=true