CRONACA

Cantieri Metro: parlano i sindaci di Collegno Rivoli e Grugliasco

 “SERVONO RISPOSTE CERTE. INFRA.TO CHIUDA O RIDUCA I CANTIERI DOVE POSSIBILE” 

È una notizia purtroppo confermata: la ditta ICI (Italiana Costruzioni Infrastrutture) si stava occupando dei lavori civili e strutturali per il prolungamento della Linea 1 della metropolitana di Torino, specificamente nel tratto tra Collegno e Cascine Vica (Rivoli). Negli ultimi mesi è stata riportata dai giornali la notizia di una grave crisi finanziaria di ICI. 

È su questo sentore di notizie che i Sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli sono appena rientrati da un colloquio ufficiale con il Presidente e Amministratore Delegato di Infra.To, Bernardino Chiaia, durante il quale hanno affrontato direttamente la situazione del cantiere del prolungamento della metropolitana. Nel corso dell’incontro è stato ribadito che i cantieri di superficie devono essere ristretti o completati nel più breve tempo possibile, perché i disagi accumulati negli ultimi anni non sono più sostenibili per residenti, attività economiche e mobilità locale. È stata inoltre confermata la condizione di difficoltà economica della società ICI, attualmente in giudizio presso il Tribunale Fallimentare di Roma, chiedendo l’approvazione di un piano di rientro.

I tre Sindaci hanno chiesto una risoluzione celere da parte del Tribunale fallimentare di Roma per garantire continuità all’opera e tutelare l’interesse pubblico. 

Le Amministrazioni esprimono anche la loro vicinanza ai lavoratori del cantiere, che – come segnalato dalle organizzazioni sindacali – hanno maturato mesi di ritardi nei pagamenti degli stipendi. Una situazione grave, che richiede un intervento immediato e che impone, negli eventuali futuri appalti, l’inserimento di clausole di salvaguardia sociale per evitare che i lavoratori si trovino nuovamente in condizioni di incertezza.

“Una situazione che non può più essere considerata sostenibile – dichiarano i Sindaci Cavallone, Gaito ed Errigo –. Non è accettabile che un’opera di questa portata resti sospesa senza un cronoprogramma chiaro e senza garanzie sulla capacità dell’impresa di portare a termine i lavori. È indispensabile che Infra.To completi rapidamente le opere di superficie e che tutte le istituzioni coinvolte si assumano le proprie responsabilità”. Le tre Amministrazioni ricordano di aver sempre sostenuto con convinzione la realizzazione della metropolitana, consapevoli del ruolo fondamentale che questa infrastruttura riveste per la mobilità dell’intera area metropolitana torinese. Tuttavia, il protrarsi dei lavori e l’assenza di un quadro certo stanno generando criticità non più ignorabili.

Il Sindaco di Collegno, Matteo Cavallone, afferma: “Collegno vive da oltre sette anni una trasformazione urbana complessa, con interi assi viari modificati, attività penalizzate e quartieri che attendono di tornare alla normalità. La metropolitana è un’opera strategica per tutta l’area ovest, ma oggi lo stallo del cantiere sta generando incertezza e preoccupazione. Non possiamo permettere che un’opera così importante resti sospesa nel limbo”.

Il Sindaco di Grugliasco, Emanuele Gaito, aggiunge: “Il nostro territorio vive da anni i disagi di un’opera incompiuta. È necessario che tutte le istituzioni coinvolte garantiscano tempi certi, risorse adeguate e un percorso chiaro per arrivare al completamento della metropolitana. I cittadini meritano risposte, non ulteriori attese”.

Il Sindaco di Rivoli, Alessandro Errigo, esprime ulteriore preoccupazione: “Rivoli convive da anni con un cantiere che ha modificato profondamente la vita dei quartieri e delle attività commerciali, senza che oggi si intraveda una data certa per la conclusione dei lavori. La nostra città, già esclusa dal sistema metropolitano e ferroviario, sta pagando un prezzo altissimo in termini di mobilità, accessibilità e qualità della vita. Abbiamo il progetto per la sistemazione di quel tratto di corso Francia con una parte di finanziamento già approvato e non vogliamo rischiare di perderlo. È indispensabile garantire la continuità dell’opera e valutare seriamente anche il prolungamento fino al centro cittadino, già progettato e approvato, per evitare di ritrovarci tra pochi anni con nuovi cantieri e nuovi disagi”.

Nel corso dell’incontro con Infra.To, i tre Sindaci hanno inoltre richiesto un aggiornamento puntuale sullo stato dei lavori e sui valori economici residui. Dai documenti forniti da Infra.To emerge un quadro aggiornato e dettagliato dello stato di avanzamento dei lavori, distinto per ciascun lotto dell’opera. Per il Lotto 1 del Prolungamento Ovest, relativo alle opere civili, alle finiture architettoniche e agli impianti non di sistema delle prima due fermate, Collegno Certosa e Collegno Centro, era stanziato un importo contrattuale di 75.011.352,52 euro. L’ultimo stato di avanzamento contabile indica un progresso dell’85,74%, con un valore dei lavori a finire pari a circa 9,9 milioni di euro, al netto delle lavorazioni già eseguite e non ancora contabilizzate.

Per il Lotto 2 del Prolungamento Ovest, anch’esso relativo alle opere civili, alle finiture architettoniche e agli impianti non di sistema delle seconde due fermate, Leumann e Cascinevica, l’importo contrattuale è pari a 90.756.746,77 euro. L’avanzamento al 31 gennaio 2026 risulta del 74,53%, mentre il valore complessivo dei lavori residui è di circa 22,2 milioni di euro. Tale importo comprende il completamento delle opere strutturali del pozzo PC3, le sistemazioni superficiali delle stazioni Leumann e Cascine Vica, gli interventi sul pozzo PC4 e la realizzazione del parcheggio di interscambio di Cascine Vica.

Per quanto riguarda il Comprensorio Tecnico di Collegno, il quadro economico si articola in due interventi distinti. L’ampliamento dell’officina manutenzione treni presenta un importo contrattuale pari a 6.728.489,20 euro, con un avanzamento del 78,86% e un valore dei lavori a finire di circa 1,5 milioni di euro, considerando anche le lavorazioni già eseguite e non ancora contabilizzate. Il nuovo deposito treni registra invece un importo contrattuale di 5.695.706,24 euro, con un avanzamento del 90,73% e un valore residuo dei lavori pari a circa 0,5 milioni di euro. Complessivamente, i lavori afferenti agli appalti in capo a ICI ammontano a 32,1 milioni di euro, mentre ulteriori 2 milioni riguardano appalti gestiti dal Consorzio Stabile Sinercons.

La denuncia dei tre Sindaci della Zona Ovest di Torino è chiara e diretta: “Chiediamo chiarezza immediata sul futuro dell’opera e tempi certi per il completamento, oltre che il rispetto dei livello occupazionali ed il rispetto dei pagamenti e dei diritti dei lavoratori che stanno costruendo la Metropolitana. È necessario che Infra.To trovi rapidamente il modo per chiudere i cantieri di superficie e che venga definito con precisione il fabbisogno tecnico ed economico in caso di nuovo affidamento. Serve un impegno concreto del Governo affinché la metropolitana venga riconosciuta come infrastruttura strategica nazionale e riceva le risorse necessarie e delle norme ad hoc di semplificazione burocratica per essere completata senza ulteriori ritardi”.

Blackout rete elettrica, Ireti rinforza le squadre: 150 tecnici disponibili h24

Dopo l’ordinanza emessa dal Sindaco della Città di Torino sui  disagi relativi alla rete elettrica cittadina, Ireti comunica di “aver prontamente attivato al suo interno dal 19 giugno 2026 lo stato di emergenza, come previsto dalle proprie procedure rendicontate puntualmente all’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera).

Lo stato di emergenza era stato proclamato da Ireti, secondo le proprie procedure interne, anche nel periodo dal 24 maggio all’8 giugno 2026, in occasione della precedente ondata di calore verificatasi”.

Prosegue Ireti: “Come previsto dal piano, in entrambe le occasioni è immediatamente scattato il rinforzo delle squadre e dei mezzi operativi, incrementando la forza lavoro e arrivando fino a 100 tecnici espressamente dedicati alla gestione dell’emergenza.

Nelle ultime ore, anche per effetto dell’ordinanza, Ireti sta ulteriormente incrementando il numero dei tecnici, arrivando a un totale di circa 150 risorse disponibili 24 ore su 24, attingendo a dipendenti specializzati e formati per la gestione dell’emergenza da altri territori in cui è presente il Gruppo, da altre business unit, nonché attraverso il personale di fornitori esterni. Sono stati inoltre dirottate sulla gestione dell’emergenza tutte le squadre impegnate nei cantieri programmati per lavori non urgenti.

Ireti, infine, comunica che durante entrambe le emergenze, ha mantenuto contatti continui con gli organi istituzionali, con la polizia locale, con i mezzi di informazione e con gli stakeholder coinvolti a vario titolo nella gestione delle criticità”.

Furto alla casa d’aste: fermato un uomo e denunciata una donna

IN UN CAMPO NOMADI PARTE DEI PREZIOSI RUBATI.

Il blitz è scattato il 23 giugno mattina, alle prime luci dell’alba e ha visto coinvolti i Carabinieri della

Compagnia Torino San Carlo, delle unità API (Aliquote di primo Intervento) del Comando

Provinciale di Torino e quelli del 1° Reggimento “Piemonte” di Moncalieri (TO) nonché personale

dei Vigili del Fuoco di Torino e del 32° Genio Guastatori di Fossano (CN): l’obiettivo erano le

abitazioni del campo nomadi di Strada del Villaretto 71, zona nord della città, area ricompresa tra i

quartieri la Falchera e Madonna di Campagna.

Gli investigatori hanno effettuato perquisizioni capillari battendo tutta l’area anche mediante

l’utilizzo di metal detector dell’esercito e il risultato non è tardato ad arrivare: sono stati rinvenuti

diversi orologi di marche di pregio (Rolex, Longines, Zenith, Breitling, Eberhard e Frederique

Constant), gioielli in oro, pietre preziose e denaro contante per 13.300 euro; la provenienza illecita è

certa e alcuni dei beni sequestrati sarebbero riconducibili al maxi furto perpetrato il 7 giugno scorso

alla casa d’aste “Sant’Agostino” di Torino.

Un quarantatreenne di origine bosniaca, senza fissa dimora, è stato arrestato in stato di fermo di

polizia giudiziaria e tradotto in carcere a Torino mentre una donna, trentanovenne, è stata denunciata

in stato di libertà: sono entrambi gravemente indiziati del reato di “ricettazione in concorso” e

dovranno risponderne innanzi alla Procura della Repubblica di Torino che coordina le indagini.

 

ANPAS investe sui giovani, al Gif – Giovani in festa

Premiate le idee sulla crescita del volontariato

Gif-Giovani in festa ha animato Vinovo il 20 e 21 giugno scorso attraverso un programma diffuso tra il Parco del Castello della Rovere , la Cascina Don Gerardo e la Biblioteca civica. Promossa da ANPAS Comitato Regionale Piemonte, Croce Verde Vinovo, Candiolo, Piobesi, Oratorio Insieme in Famiglia, Consulta Giovani Generazione X e Comune di Vinovo, la manifestazione ha confermato la propria identità come spazio di incontro, crescita e partecipazione costruito dai giovani e per i giovani. Tra i momenti più significativi dell’edizione 2026, si è distinto il contest ANPAS “Generiamo impatto futuro”, iniziativa nata per promuovere la cittadinanza attiva e valorizzare la capacità produttiva delle nuove generazioni impegnate nel volontariato. Il contest ha coinvolto team di giovani volontari delle pubbliche assistenza ANPAS del Piemonte, chiamate a sviluppare idee e proposte, capaci di generare valore sociale e di poter essere replicata all’intorno della rete associativa e dei territori. L’iniziativa ha rappresentato un’occasione per riflettere sui bisogni delle comunità locali, e trasformare le competenze in progetti strutturati. I partecipanti si sono confrontati su temi legati all’inclusione, alla partecipazione, al sostegno delle fragilità e alla promozione del volontariato, mettendo in luce la capacità dei giovani di interpretare le sfide contemporanee e di pensare proposte alternative. Il contest si inserisce all’interno di un percorso più ampio, portato avanti da ANPAS, per favorire il coinvolgimento dei giovani nella vita associativa e nella costruzione di servizi incentrati sul bene comune. Si tratta di un obiettivo che trova piena espressione nello spirito di Giovani in festa, manifestazione che, fin dalla sua nascita, ha scelto di affidare alle nuove generazioni un ruolo centrale anche come organizzatori dell’evento. Ad aggiudicarsi la prima edizione del contest “Generiamo impatto futuro” è stato il gruppo giovani della Croce Verde di Pinerolo con il progetto “First aid Room”. Il riconoscimento è stato conferito per aver sviluppato un’iniziativa distintasi per innovazione, replicabilità e valore educativo.

“First aid Room”, l’escape room del soccorso, utilizza la metodologia dell’educazione tra pari ‘Peer education’ per avvicinare i giovani al mondo del soccorso e del volontariato. Attraverso un approccio origi alé, interattivo e coinvolgente, il progetto promuove la cultura del primo soccorso, della solidarietà e della cittadinanza attiva, offrendo alla rete ANPAS un modello concreto e facilmente replicabile. Nel corso del fine settimana, l’area ANPAS ha inoltre proposto attività esperienziali e informative dedicate al volontariato. Attraverso ANPASopoli e Soccorritori per un’ora, i giovani hanno potuto sperimentare in modo diretto competenze, responsabilità e dinamiche operative tipiche del soccorso e della gestione delle emergenze. Accanto alle attività promosse da ANPAS, il festival ha offerto un programma articolato tra musica, creatività, tornei, giochi di ruolo, incontri culturali e momenti di approfondimento, valorizzando linguaggi e interessi diversi, favorendo l’incontro tra associazioni, istituzioni e mondo giovanile.

“In un società che troppo spesso racconta le nuove generazioni attraverso le difficoltà – ha precisato il presidente di ANPAS Piemonte, Vincenzo Sciortino – iniziative come questa dimostrano la loro capacità di proporre idee, assumersi responsabilità e ge errare cambiamento. Il volontariato deve continuare a offrire spazi in cui questa energia possa esprimersi e trasformarsi in impegno concreto. I progetti presentati al contest testimoniano creatività, sensibilità e attenzione al bene comune. Per ANPAS Piemonte, investire sui giovani significa investire sulla qualità delle nostre comunità e sul futuro stesso del volontariato. ‘Generiamo impatto futuro’ non è soltanto il no e di un percorso, ma un impegno collettivo che il Gif riesce a rappresentare nel modo migliore, celebrando la capacità dei ragazzi di costruire il futuro”.

Mara Martellotta

L’alta pressione africana surriscalda Torino: previsti oltre 38 gradi

TORINO – L’estate 2026 entra nel vivo con una delle ondate di calore più intense degli ultimi anni e Torino si ritrova al centro di una situazione che sta mettendo a dura prova cittadini, servizi e infrastrutture. Da giorni il termometro supera stabilmente i 35 gradi nelle ore più calde della giornata, mentre la sensazione percepita risulta ancora più elevata a causa dell’umidità e del calore accumulato da asfalto, edifici e superfici urbane. A rendere ancora più pesante la situazione contribuiscono le temperature notturne, che faticano a scendere sotto i 24-25 gradi e non consentono un adeguato raffrescamento degli ambienti domestici.

Secondo le previsioni meteorologiche, il dominio dell’alta pressione africana è destinato a proseguire almeno fino ai primi giorni di luglio. Gli esperti non escludono che in alcune zone della pianura piemontese possano essere raggiunti o addirittura superati i 38 gradi, valori decisamente superiori alle medie climatiche del periodo. Una fase che preoccupa soprattutto per la sua durata: il caldo intenso, infatti, non si presenta come un episodio isolato ma come una condizione persistente destinata a protrarsi per diversi giorni consecutivi.

Le conseguenze sono ormai evidenti nella vita quotidiana. Le strutture sanitarie raccomandano particolare prudenza agli anziani, ai bambini e alle persone affette da patologie croniche, ma le difficoltà riguardano ormai l’intera popolazione. Nelle ore centrali della giornata le strade si svuotano, mentre cresce il ricorso a climatizzatori e sistemi di raffrescamento in abitazioni, uffici e attività commerciali.

Proprio l’impennata dei consumi elettrici è considerata una delle cause principali dei numerosi blackout che negli ultimi giorni hanno interessato Torino e diversi comuni dell’area metropolitana. Interruzioni improvvise della corrente hanno provocato disagi in abitazioni, negozi e uffici, con ascensori fermi, impianti di climatizzazione fuori uso e problemi alla viabilità a causa dello spegnimento di alcuni impianti semaforici. In diversi quartieri i cittadini hanno dovuto affrontare ore senza elettricità proprio nei momenti più caldi della giornata, aggravando ulteriormente una situazione già resa difficile dalle temperature eccezionali.

Le ripercussioni economiche non sono mancate. Attività commerciali, esercizi pubblici e strutture ricettive hanno segnalato danni e inconvenienti legati alle interruzioni del servizio elettrico

All’ospedale di Rivoli due studi sul sangue

 

Due progetti di ricerca di rilevanza nazionale e internazionale sulle patologie cardiovascolari coinvolgono la Cardiologia dell’Ospedale di Rivoli diretta da Ferdinando Varbella e, più precisamente, l’Emodinamica, confermando il ruolo attivo dell’Asl To3 nella ricerca clinica.

Si tratta di due studi che, per aspetti differenti, affrontano il tema della coagulazione del sangue e dell’utilizzo dei farmaci anticoagulanti-antiaggreganti.

Il primo è lo studio “DESC-HBR”, promosso dall’Università degli Studi di Messina, che coinvolge 200 pazienti a livello nazionale e un network di centri di eccellenza italiani: l’Ospedale di Rivoli risulta uno dei protagonisti tra i centri partecipanti per numero di arruolamenti.

L’obiettivo dello studio è quello di trovare un perfetto equilibrio tra la “protezione” dello stent coronarico contro la formazione di coaguli (trombosi) offerta dai farmaci antiaggreganti e il pericolo di emorragie in pazienti “fragili”, ossia soggetti ad alto rischio emorragico, come gli anziani, le persone con anemia o con insufficienza renale.

L’uso di farmaci antiaggreganti molto potenti, infatti, se da un lato riduce il rischio di un nuovo infarto, dall’altro aumenta il pericolo di sanguinamenti gravi. Siccome il rischio di trombosi dello stent o di nuovi infarti è massimo nei primi 30 giorni dopo il primo infarto, superata questa soglia critica lo studio DESC-HBR prevede di personalizzare la cura riducendo l’intensità della terapia antiaggregante.

Questo avviene testando tre diverse strategie di de-escalation (utilizzando farmaci più mirati o a dosaggio ridotto) confrontate con la terapia standard a pieno dosaggio. La strategia ideale viene valutata misurando l’efficacia biologica direttamente attraverso test specifici della funzione piastrinica svolti in ospedale, con l’obiettivo di raggiungere una “reattività piastrinica ottimale”. Il monitoraggio clinico, invece, serve a verificare la riduzione dei sanguinamenti, la qualità della vita e la corretta assunzione dei farmaci da parte del paziente.

I vantaggi che può offrire questo progetto di ricerca sono molteplici: genera un contributo concreto alla transizione da una terapia “uguale per tutti” ad una medicina di precisione, basata sul rischio del singolo; mira a migliorare la sostenibilità delle cure per il Servizio Sanitario, poiché ridurre le emorragie significa avere potenzialmente meno accessi in Pronto Soccorso e una riduzione dei ricoveri prolungati; infine, mira a prevenire anche le complicanze minori, aumentando di fatto la soddisfazione del paziente e migliorando l’aderenza alla cura.

Il secondo studio, “CHAMPION”, è invece effettuato nei pazienti che soffrono di fibrillazione atriale e ha l’obiettivo di stabilire se la chiusura dell’auricola sinistra mediante l’utilizzo di un apposito dispositivo sia un’alternativa ragionevole all’assunzione delle terapie anticoagulanti: questa tecnica viene già utilizzata nei pazienti che hanno una controindicazione assoluta o relativa all’utilizzo di questi farmaci, che agiscono sì come inibitori della trombina riducendo gli eventi tromboembolici nei pazienti con fibrillazione atriale, ma hanno come limiti l’aderenza alla terapia da parte dei pazienti e i sanguinamenti.

L’Ospedale di Rivoli è tra le prime sei strutture in Europa per numero di arruolamenti, avendo coinvolto 15 pazienti in questo progetto. La ricerca prende in esame 3 mila pazienti, selezionati tra coloro che possono assumere questo tipo di anticoagulanti, non hanno malattie vascolari, non hanno avuto infarti miocardici, stroke, attacchi ischemici transitori cerebrali o sanguinamento maggiore entro 30 giorni prima dell’arruolamento.

Il campione è suddiviso in due gruppi di pari numero: al primo viene somministrato il farmaco, al secondo viene praticata la chiusura dell’auricola sinistra. I risultati, a tre anni dall’inizio dello studio, dimostrano che non c’è inferiorità di sicurezza, né di efficacia tra i due metodi rispetto all’obiettivo primario, ossia morte cardiovascolare, stroke ed embolia sistemica.

La chiusura dell’auricola sinistra riduce in maniera significativa i sanguinamenti rilevanti clinicamente non derivanti da procedure invasive. Tra cinque anni saranno valutati ulteriori parametri riguardanti tutti gli eventi tromboembolici, fornendo preziosi dati alla letteratura scientifica internazionale.

Cordoglio per la morte del collezionista Albera

A pochi giorni dalla inaugurazione della mostra “I Signori del Piemonte. Ritratti e memorie di una a grande dinastia europea” in Consiglio Regionale, si è spento il collezionista Marco Albera che ha reso possibile questa esposizione

Il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha espresso profondo cordoglio per la scomparsa di Marco Albera, già presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti e profondo conoscitore della storia sabauda oltre che insigne collezionista.
È venuto a mancare a pochi giorni di distanza dell’inaugurazione della sua ultima mostra, dal titolo “I Signori del Piemonte. Ritratti e memorie di una  grande dinastia europea”, allestita nelle storiche sale di Palazzo Lascaris. Si tratta di un’esposizione di 24 dipinti originali provenienti dalla preziosa collezione di Marco Albera che, nel corso di decenni di ricerca minuziosa, ha raccolto oltre quattromila documenti, stampe, quadri, cimeli dal Cinquecento in poi. Ha anche fatto parte della Commissione Cultura della Città di Torino e della Fondazione Accorsi Ometto.
Il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha espresso il proprio cordoglio nei confronti della moglie Luciana, dei figli Lorenzo e Michele e di tutti i suoi familiari.

MM

San Giovanni 2026: chiusure stradali e divieti di sosta

Martedì 23 e mercoledì 24 giugno Torino si appresta a festeggiare San Giovanni, santo patrono della città. Per consentire le tradizionali manifestazioni sono previste chiusure stradali e divieti di sosta. Il 24 giugno, inoltre, sarà istituita un’area gialla per la gestione degli accessi all’area spettacolo dove si terranno il Vertical Stage Block Party e i fuochi pirotecnici, oltre ad un’area interdetta al transito dei veicoli nella zona della Gran Madre.

MARTEDÌ 23 GIUGNO:  CORTEO STORICO E ACCENSIONE DEL FARÒ
Il tradizionale corteo storico vedrà la partecipazione di circa 500 persone in costume d’epoca sfilare per le vie del centro. Il raduno è previsto presso l’area verde dei giardini Cavour alle ore 17 con inizio della sfilata alle 18.30 e termine in piazza Castello, dove intorno alle 22 si terrà l’accensione del Farò.

DIVIETI DI TRANSITO
Per il passaggio del corteo sarà istituito il divieto di transito per tutte le categorie di veicoli, compresi biciclette, motocicli e monopattini, su tutto il percorso del corteo e per il tempo necessario al transito, a partire dalle ore 18 e sino a cessate esigenze, in: piazza Cavour, via Giolitti, via Plana, piazza Vittorio Veneto, via Po, piazza Castello, via Palazzo di Città, via XX Settembre, via IV Marzo, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via Pietro Micca, piazza Castello.

DIVIETI DI SOSTA
Sarà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata dei veicoli dalle ore 12 e sino a cessate esigenze in: via Giolitti (ambo i lati, tratto piazza Cavour – Plana), via Plana (ambo i lati, tratto Giolitti, Vittorio Veneto), via Po (ambo i lati, tutta), via Ozanam (ambo i lati, tutta), piazza Castello (carreggiata sud, tratto Roma, Accademia Scienze), via Palazzo di Città (ambo i lati, tratto Castello – XX Settembre), via XX Settembre (ambo i lati, tratto Palazzo di Città – San Giovanni), via IV Marzo (ambo i lati, tutta), via Milano (ambo i lati, tratto IV Marzo – piazza Palazzo di Città), piazza Palazzo di Città (tutta), via San Francesco d’Assisi (ambo i lati, tratto Garibaldi – Bertola), via Pietro Micca (ambo i lati, tratto Bertola – Castello).

PROVVEDIMENTI DI DIVIETO DI SOSTA A CARATTERE CONTINUATIVO
Il divieto di sosta con rimozione riguardante via Po (tutta), via Ozanam e via Plana, (tratto Vittorio Veneto – Giolitti) è di tipo continuativo e perdurerà sino al giorno 25 giugno, a cessate esigenze per i festeggiamenti in piazza Vittorio Veneto del 24 giugno.

POSTEGGI TAXI
Sospensione della validità dei seguenti posteggi Taxi dalle 18 di martedì 23 giugno e sino a cessate esigenze del 24 giugno in: piazza Castello angolo via Pietro Micca e piazza Palazzo di Città.

MERCOLEDÌ 24 GIUGNO: SERATA DI MUSICA E SPETTACOLO PIROTECNICO
Nelle aree del centro storico più vicine al fiume Po e in zona Gran Madre sono previste modifiche viabili con divieti di sosta e di transito veicolare (in alcuni punti anche pedonale).

VARCHI DI ACCESSO AREA SPETTACOLO
I varchi per l’accesso all’area spettacolo consentiranno l’ingresso libero agli spettatori dalle ore 18.30 e fino al raggiungimento della capienza massima prevista. Piazza Vittorio Veneto sarà divisa in due grandi aree (Nord e Sud), raggiungibili esclusivamente dai rispettivi varchi di accesso.

Varchi di accesso lato Nord:

  • Via Montebello angolo via Verdi
  • Via Barolo angolo via Pescatore
  • Via Vanchiglia angolo via Pescatore
  • Via Bava angolo via Pescatore

Varchi di accesso lato Sud:

  • Via San Massimo angolo via Principe Amedeo
  • Via Plana angolo via Maria Vittoria
  •  Via della Rocca angolo via Maria Vittoria
  •  Via Bonafous angolo via Maria Vittoria

Varchi di accesso corso Cairoli (non sarà possibile accedere in piazza Vittorio Veneto):

  •  Via Cavour angolo via della Rocca
  •  Via Mazzini angolo via della Rocca

VARCHI DI ACCESSO AREA SPETTACOLO DISABILI
Lato Nord

  • Via Pescatore angolo via Bava
  • Via Bava angolo via Pescatore

Lato Sud

  • Via Bonafous angolo via Maria Vittoria

MOBILITÀ ALL’INTERNO DELL’AREA SPETTACOLO
All’interno di piazza Vittorio Veneto non sarà consentito il passaggio dall’area Nord all’area Sud, e viceversa, ma ci si potrà muovere liberamente tra le esedre della propria area, fino al raggiungimento della massima capienza e/o comunque fino a comunicazione degli organizzatori prima dell’inizio dello spettacolo pirotecnico. Da quel momento in poi ci si potrà muovere solo all’interno della propria esedra.

MEZZI PUBBLICI, ORARI METRO PROLUNGATI E DEVIAZIONI
In occasione dei festeggiamenti di San Giovanni, il servizio della Metropolitana sarà prolungato: martedì 23 giugno il servizio sarà operativo dalle ore 5.30 alle 24, mercoledì 24 giugno dalle ore 7 alle ore 01 del 25 giugno. Per consentire la manifestazione saranno deviate e rimodulate alcune linee del trasporto pubblico locale nelle aree interessate dalle limitazioni alla circolazione. Per maggiori informazioni consultare il sito www.gtt.to.it.

DIVIETI DI TRANSITO PONTI VITTORIO EMANUELE I E UMBERTO I
Sul Ponte Vittorio Emanuele I sarà in vigore il divieto di transito per tutte le categorie di veicoli – compresi monopattini, velocipedi, motocicli – dalle ore 7.30 del 24 giugno e sino a cessate esigenze del 25 giugno. Il ponte sarà chiuso anche al transito dei pedoni dalle ore 12. Sul ponte Umberto I sarà istituito il divieto di transito per tutte le categorie di veicoli – compresi monopattini, velocipedi, motocicli – dalle ore 18 del 24 giugno e sino a cessate esigenze del 25 giugno. Il ponte sarà chiuso anche al transito dei pedoni dalle ore 21.

AREA GIALLA CENTRO CITTÀ
Divieto di transito veicolare dalle ore 14 per tutte le categorie di veicoli (compresi monopattini, biciclette, motocicli), eccetto residenti che potranno accedere ai posti auto interni alle abitazioni fino alle ore 17.30, all’interno del seguente perimetro: lungo Po Cadorna (lato fiume) – Murazzi Buscaglione – Murazzi Farassino – corso Vittorio Emanuele II (filo fabbricati lato nord), via Fratelli Calandra (filo fabbricati lato est), via Giolitti (filo fabbricati lato nord) – via Plana (filo fabbricato lato ovest) – via Maria Vittoria (filo fabbricati sud) – via San Massimo (filo fabbricato ovest) – via Des Ambrois (filo fabbricato sud) – via Accademia Albertina (filo fabbricato Ovest) – via Po (filo fabbricato sud sino a via San Francesco da Paola) – via Po (filo fabbricato nord da via Vasco) – via Rossini (filo fabbricato ovest) – via Verdi (filo fabbricato sud sino a Vasco) – via Verdi (filo fabbricato nord da via Vasco) – via Rossini (filo fabbricato ovest sino a San Maurizio) – via Rossini (filo fabbricato est da corso San Maurizio) – via Gaudenzio Ferrari (filo fabbricato sud) – via Sant’Ottavio (filo fabbricato ovest) – corso San Maurizio (filo fabbricato sud) – via Roero di Cortanze (filo fabbricato est) – via Verdi (filo fabbricato nord) – via Vanchiglia (filo fabbricato ovest fino a corso San Maurizio) – via Vanchiglia (filo fabbricato est da corso San Maurizio) – via Verdi (filo fabbricato sud) – corso San Maurizio (filo fabbricato sud).

AREA OLTRE PO – GRAN MADRE
Divieto di circolazione veicolare dalle ore 18 per tutte le categorie di veicoli – compresi monopattini, velocipedi, motocicli – nel perimetro compreso tra: ponte Vittorio Emanuele I – corso Casale (lungo fiume sino a via Santorre di Santarosa) – corso Casale (filo fabbricati est da via Santorre di Santarosa) – piazza Gran Madre (filo fabbricati lato nord) – piazza Gran Madre (filo fabbricati lato est) – piazza Gran Madre (filo fabbricati lato sud) – via Bonsignore (filo fabbricati lato ovest) – via Gioanetti (filo muretto perimetro Fontana Quattro Stagioni) – via Maresciallo Giardino (perimetro est della sede stradale sino alla scalinata) – Maresciallo Giardino (perimetro ovest della sede stradale dalla scalinata a corso Moncalieri) – corso Moncalieri (filo fabbricati lato est da viale Maresciallo Giardino al civico 13 di corso Moncalieri) – corso Moncalieri (lato fiume da fronte civico 13 al ponte Vittorio Emanuele I).

ALTRI DIVIETI DI TRANSITO
Divieti di transito dalle ore 18 del 24 giugno e sino a cessate esigenze del 25 giugno anche in via Maresciallo Giardino (da via Bezzecca a corso Moncalieri), via Gioanetti (da corso Giovanni Lanza a corso Moncalieri), salita al Cai (piazzale Monte dei Cappuccini chiuso dalle ore 18).

DIVIETO DI TRANSITO PEDONALE
Verrà istituito il divieto di transito pedonale sul ponte Vittorio Emanuele I (dalle ore 12 del 24 giugno e sino a cessate esigenze del 25 giugno), sul ponte Umberto I (dalle ore 21 del 24 giugno e sino a cessate esigenze del 25 giugno, salvo altre esigenze), salita al CAI (dalle ore 21 del 24 giugno e sino a cessate esigenze del 25 giugno).

DIVIETI DI SOSTA
Divieto di sosta con rimozione forzata di tutte le categorie di veicoli comprese biciclette e monopattini, a partire dalle ore 8 di mercoledì 24 giugno e sino a cessate esigenze di giovedì 25 giugno, nelle seguenti vie e piazze (ambo i lati): piazza Vittorio Veneto (tutta), lungo Po Cadorna (tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e corso San Maurizio), via Bava (tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e corso San Maurizio), via Vanchiglia (tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e corso San Maurizio), via Giulia di Barolo (tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e corso San Maurizio), via Matteo Pescatore (tratto compreso tra via Giulia di Barolo e lungo Po Cadorna), lungo Po Diaz (tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e via Giolitti), via Bonafous (tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e via Giolitti), via Maria Vittoria (tratto compreso tra lungo Po Diaz e via Plana), via della Rocca (tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e corso Vittorio Emanuele II), via Plana (tratto Vittorio Veneto – Giolitti, vigente dal 23 giugno), via Giolitti (tratto compreso tra lungo Po Diaz e via Plana), via Giolitti (tratto compreso tra via Plana e piazza Cavour, vigente dal 23 giugno), corso Cairoli (tutto), via Cavour (tratto compreso tra corso Cairoli e via della Rocca), via dei Mille (tratto compreso tra corso Cairoli e via della Rocca), via Mazzini (tratto compreso tra corso Cairoli e via della Rocca), via Po (tutta, vigente dal 23 giugno), via Principe Amedeo (tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e via Accademia Albertina), via delle Rosine (tratto compreso tra via Po e via Maria Vittoria), via Sant’Ottavio (tratto compreso tra via Po e via Verdi), via San Massimo (tratto compreso tra via Po e via Maria Vittoria), via Montebello (tratto compreso tra via Po e via Verdi), via Ozanam (tutta, vigente dal 23 giugno), via Accademia Albertina (tratto compreso tra via Po e via Principe Amedeo), via Rossini (tratto compreso tra via Po e via Verdi), corso San Maurizio (carreggiata laterale sud, tratto Bava – Cadorna ambo i lati, compresa banchina alberata, eccetto autorizzati, piazza Gran Madre di Dio (tutta), corso Casale (tratto compreso tra piazza Gran Madre di Dio e via Santorre di Santarosa),  corso Moncalieri (tratto compreso tra piazza Gran Madre di Dio e il civico 13), viale Maresciallo Giardino (tratto compreso tra corso Moncalieri e via Bezzecca), via Gioanetti (tutta), corso Vittorio Emanuele II (carreggiata laterale sud tratto Massimo d’Azeglio – Virgilio), viale Virgilio (area Arco Artiglieria), salita al CAI (tutta), piazzale del Monte dei Cappuccini, corso Giovanni Lanza (ambo i lati, tratto da via Gioanetti a piazzale Villa della Regina).

POSTEGGI TAXI
Sospensione della validità del posteggio Taxi sito in piazza Vittorio Veneto dalle ore 18 di mercoledì 24 giugno e sino a cessate esigenze del 25 giugno.

PARCHEGGIO SOTTERRANEO PIAZZA VITTORIO VENETO
Il parcheggio sotterraneo di piazza Vittorio Veneto sarà chiuso dalle ore 9 del mattino e sino a cessate esigenze.

VENDITA E SOMMINISTRAZIONE BEVANDE
Dalle ore 16 di martedì 23 giugno alle ore 02 di mercoledì 24 giugno, e comunque sino a quando sarà rilevata presenza di pubblico, lungo tutto il percorso del corteo storico (area verde dei giardini Cavour, via Giolitti, via Plana, piazza Vittorio Veneto, via Po, piazza Castello, via Palazzo di Città, via XX Settembre, via IV Marzo, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Pietro Micca, piazza Castello) sarà vietata la vendita per asporto, la somministrazione e il consumo di bevande in bottiglie di vetro, in lattine o in contenitori idonei all’offesa.
Dalle ore 14 di mercoledì 24 giugno alle ore 03 di giovedì 25 giugno, e comunque sino a quando sarà rilevata presenza di pubblico, nelle vie e nelle piazze che delimitano tutta l’area Gialla sarà vietata la vendita per asporto, la somministrazione e il consumo di bevande in bottiglie di vetro, in lattine o in contenitori idonei all’offesa, nonché la vendita e la somministrazione di bevande che abbiano un contenuto alcolico con gradazione superiore ai 21 gradi.

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Vanchiglietta, il quartiere nato tra due fiumi e il profumo del cioccolato

 

La metamorfosi di Vanchiglietta tra industria e natura.

Vanchiglietta è stata, per lungo tempo, una terra di confine. Questo quartiere, oggi tra i più apprezzati di Torino, è nato dall’acqua, dal fango e dal lavoro di generazioni di uomini e donne che hanno trasformato un territorio difficile in uno dei luoghi più caratteristici della città. Stretta tra il Po e la Dora Riparia, Vanchiglietta fu per secoli una zona periferica, segnata dalla presenza dei fiumi e dalle loro periodiche esondazioni. Dove oggi sorgono palazzi, giardini e piste ciclabili si estendevano terreni umidi, prati allagati e sentieri fangosi. Qui vivevano contadini, lavandaie, barcaioli e piccoli artigiani che traevano sostentamento dall’acqua e dalla fertilità del suolo. Le condizioni erano spesso difficili: le zanzare infestavano l’area e le piene rendevano precaria la vita quotidiana. Non è un caso che l’origine del nome Vanchiglia e della sua naturale estensione, Vanchiglietta, sia ancora oggi oggetto di interpretazioni. Secondo alcune ipotesi deriverebbe proprio dalle caratteristiche del terreno, ricco di acquitrini, vegetazione palustre e fanghiglia. Un ambiente lontanissimo dall’immagine elegante e ordinata che il quartiere offre oggi ai suoi abitanti. La svolta per quest’area è arrivata nella seconda metà dell’Ottocento, quando Torino iniziò ad allargare i propri confini urbani. Le opere di bonifica, la costruzione di nuove strade e l’espansione edilizia cambiarono profondamente il suo volto, ma fu soprattutto l’industrializzazione a imprimere una trasformazione decisiva. Tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del Novecento sorsero stabilimenti, officine e laboratori che sfruttavano la vicinanza dei canali e delle infrastrutture cittadine. Le ciminiere divennero parte integrante del paesaggio e il quartiere conquistò un soprannome destinato a entrare nella memoria popolare: Borgh dël fum, il borgo del fumo. Per molti anni il cielo di Vanchiglietta fu attraversato dalle dense colonne che uscivano dagli impianti industriali. Eppure, accanto all’odore del carbone e delle officine, se ne diffondeva uno ben più gradevole, nei primi anni del Novecento, infatti, la Venchi, destinata a diventare una delle più celebri aziende dolciarie italiane, trasferì qui parte della propria produzione. Il profumo del cacao e del cioccolato si mescolava così agli aromi della città operaia, creando un’atmosfera che molti anziani ricordano ancora con nostalgia. Nello stesso quartiere veniva inoltre prodotta la Borocillina della Schiapparelli, farmaco entrato nella storia dell’industria farmaceutica italiana. Per lungo tempo Vanchiglietta mantenne anche una certa distanza dal resto della città. La presenza dei fiumi e la scarsità dei collegamenti la rendevano quasi una piccola isola urbana e raggiungerla significava attraversare ponti e percorrere strade che sembravano condurre fuori Torino, verso una periferia ancora sospesa tra campagna e industria. Il secondo dopoguerra segnò un nuovo cambiamento:le fabbriche lasciarono progressivamente spazio alle abitazioni, ai servizi e agli spazi pubblici. Il quartiere iniziò così a costruire l’identità che lo contraddistingue ancora oggi: una zona residenziale tranquilla, immersa nel verde e caratterizzata da una forte dimensione di comunità. I palazzi di fine Ottocento e inizio Novecento, i piccoli negozi di vicinato, i caffè e le attività artigianali contribuiscono a creare un’atmosfera che conserva il sapore della Torino di una volta. Oggi Vanchiglietta vive soprattutto del suo rapporto con l’acqua e con la natura. Il Parco Colletta e il vicino Parco del Meisino rappresentano un patrimonio prezioso, frequentato ogni giorno da sportivi, famiglie e amanti delle passeggiate. Le piste ciclabili lungo il Po collegano il quartiere al centro cittadino e alla collina, offrendo uno dei percorsi più suggestivi della città.

Negli ultimi anni la zona ha attirato nuove famiglie, professionisti e studenti, conquistati dalla qualità della vita e dalla posizione strategica. Restano alcune criticità legate al traffico, alla carenza di parcheggi e alla necessità di valorizzare ulteriormente alcuni spazi pubblici, tuttavia il fascino di Vanchiglietta continua a risiedere proprio nella sua capacità di mantenere un equilibrio tra memoria e modernità. Tra il verde dei parchi, il lento scorrere del Po e il ricordo delle ciminiere che un tempo ne segnavano l’orizzonte, il quartiere racconta ancora oggi una delle pagine più affascinanti della storia torinese: quella di una terra nata tra due fiumi, cresciuta con l’industria e rimasta fedele alla propria anima. C’e’ poi un tema molto sentito in questa parte di Torino: il Meisino, i cittadini e le associazioni ambientaliste, infatti, chiedono che l’area mantenga la propria vocazione naturalistica, con particolare attenzione alla tutela della biodiversità, dei percorsi naturalistici e degli habitat presenti lungo il Po. Il dibattito degli ultimi anni ha mostrato quanto il rapporto con il verde e con i corsi d’acqua sia diventato parte integrante dell’identità di Vanchiglietta e di chi la abita. La Panchina “Donna, Vita, Libertà”, infine, può essere considerata come una delle testimonianze più recenti dell’identità culturale e civile del quartiere.

 

Maria La Barbera

 

 

 

Missione Arcobaleno 25 anni dopo

A TORINO LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME CHE RACCONTA L’IMPEGNO DEI VOLONTARI PIEMONTESI IN ALBANIA

A oltre venticinque anni da una delle più importanti esperienze di solidarietà internazionale promosse dal sistema delle Regioni italiane, Anpas Comitato Regionale Piemonte e Croce Verde Torino organizzano la presentazione del volume “1999-2024 Missione Arcobaleno 25 anni dopo: i racconti dei volontari piemontesi al campo di accoglienza di Valona” di Dante Paolo Ferraris.

L’appuntamento è in programma martedì 30 giugno 2026 alle ore 18, presso la sede della Croce Verde Torino, in via Tommaso Dorè 4. L’autore sarà presente per dialogare con il pubblico e ripercorrere una pagina significativa della storia del volontariato e della protezione civile piemontese.

Il libro raccoglie fotografie, testimonianze e ricordi dei protagonisti della Missione Arcobaleno, l’intervento umanitario avviato nel 1999 in risposta all’emergenza provocata dalla guerra nei Balcani e dall’esodo di migliaia di profughi kosovari. In quell’occasione dal Piemonte partì la prima colonna mobile regionale di protezione civile diretta in Albania, con il compito di contribuire all’accoglienza e all’assistenza delle popolazioni in fuga dal conflitto.

Presso l’ex campo volo di Valona venne realizzata una vasta tendopoli destinata a ospitare migliaia di persone. Un impegno straordinario che vide coinvolti numerosi volontari delle Pubbliche Assistenze Anpas, operatori di protezione civile e funzionari degli enti locali, chiamati a mettere a disposizione competenze, mezzi e capacità organizzative in un contesto di emergenza internazionale.

Attraverso le voci di chi partecipò direttamente alla missione, il volume restituisce il valore umano e civile di quell’esperienza, offrendo una testimonianza preziosa sul ruolo svolto dal volontariato organizzato e dalle istituzioni locali nella gestione delle emergenze e nella costruzione di percorsi concreti di solidarietà.

L’incontro rappresenterà un’occasione per ricordare l’impegno di centinaia di volontarie e volontari piemontesi e per riflettere sull’attualità dei valori di accoglienza, cooperazione e servizio alla comunità che continuano a caratterizzare l’azione del sistema Anpas e della protezione civile.