CRONACA

Ponte sul Ceronda: prova di carico statica

Venaria Reale sta terminando la realizzazione del nuovo ponte sul torrente CerondaVenerdì 10 luglio alla presenza del Vicesindaco metropolitano con delega ai lavori pubblici Jacopo Suppo, si è svolta la prova di carico statica del ponte, affidata dalla Direzione Viabilità 1 della Città metropolitana alla ditta Engineering Controls, che ha provveduto all’installazione dei capisaldi, all’acquisizione delle pesate degli autocarri, agli allestimenti del caso e alle operazioni di collaudo vere e proprie, che sono durate fino al primo pomeriggio. Gli autocarri utilizzati avevano un peso complessivo di circa 240 tonnellate: si trattava di 6 autocarri 4 assi con peso a pieno carico di circa 40 tonnellate ciascuno. La strumentazione utilizzata dalla ditta incaricata delle prove ha misurato la deformazione dell’infrastruttura, per verificare che rispondesse alla normativa vigente.

Le prove si sono svolte secondo il programma predisposto dal collaudatore e condiviso dal direttore dei lavori ed hanno previsto 8 fasi. I risultati delle prove verranno riportati nella relazione tecnica, redatta dall’ufficio del collaudatore, il Gruppo Ingegneria Torino srl, in base alla quale sarà possibile procedere con il rilascio del certificato di collaudo statico per la messa in esercizio della struttura. La direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza durante la realizzazione del nuovo ponte era stata invece affidata alla AI Engeneering srl.
Il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo precisa che “prima dell’apertura, si procederà alla collocazione delle protezioni, alla ricollocazione nella sede definitiva di tutti i sottoservizi, attualmente collocati sul pipe rack (struttura di carpenteria metallica – N.d.R.), alla bitumatura delle carreggiate sul ponte e alla sistemazione degli accessi sulle due sponde del Ceronda”.

Carceri, detenuto sale sul tetto

VERCELLI: “POLIZIA PENITENZIARIA LASCIATA SOLA”

 

Momenti di tensione nella Casa circondariale di Vercelli dove domenica un detenuto ha inscenato una protesta salendo sul tetto dell’istituto penitenziario. La situazione è stata costantemente monitorata dalla Polizia Penitenziaria, impegnata a gestire l’episodio garantendo la sicurezza dell’istituto e delle persone presenti. All’esterno del carcere erano presenti anche i Vigili del Fuoco e personale della Polizia di Stato, che presidiavano l’area a scopo precauzionale, mentre il dispositivo di sicurezza predisposto garantisce il controllo della situazione. A renderlo noto è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

“L’uomo, di nazionalità tunisina e con fine pena marzo 2029, è di corporatura particolarmente esile e stava effettuando l’ora d’aria nel cortile passeggi “, spiegano Vicente Santilli e Mario Corvino, rispettivamente segretario nazionale e vicesegretario regionale SAPPE per il Piemonte. È riuscito a salire sul tetto, dove è rimasto circa sei ore, dalle 16 alle 22. Una protesta estemporanea, che ha reso ancora più evidente la complessità del soggetto e la professionalità con cui la Polizia Penitenziaria è chiamata a gestire situazioni ad alto rischio.” “Il merito dell’esito positivo va all’opera di mediazione e negoziazione condotta dal personale di Polizia Penitenziaria, che ha operato con professionalità, equilibrio e straordinario senso dello Stato”, afferma Donato Capece, segretario generale del SAPPE. Per il leader del primo Sindacato del Corpo, “quanto accaduto conferma come la Polizia Penitenziaria sia chiamata quotidianamente a gestire situazioni di estrema complessità, nelle quali preparazione, autocontrollo e capacità di dialogo sono determinanti quanto gli aspetti operativi”. Capece conclude ribadendo che “episodi come quello di oggi dimostrano quanto sia urgente intervenire sugli istituti più problematici del Paese, a partire da Vercelli, assicurando adeguati organici, migliori condizioni operative e una gestione della popolazione detenuta che tenga conto delle reali capacità ricettive degli istituti. Non è più accettabile chiedere alla Polizia Penitenziaria di supplire, con il solo spirito di servizio, alle carenze del sistema”.

Il SAPPE auspica infine che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria voglia conferire un riconoscimento ministeriale agli operatori che, con competenza e spirito di servizio, hanno evitato conseguenze ben più gravi.

“Nuovo” Borgo Medievale, a fine luglio la conclusione dei lavori di restauro

Sopralluogo del Sindaco al cantiere

 

Il sindaco Stefano Lo Russo ha visitato  il cantiere del Borgo Medievale, dove si avviano a conclusione gli interventi di restauro e rifunzionalizzazione.

I lavori, affidati a SCR Piemonte S.p.A., si inseriscono nel più ampio progetto “Torino, il suo parco, il suo fiume: memoria e futuro” e sono stati finanziati con fondi del PNC – Piano Nazionale per gli investimenti Complementari al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per un valore complessivo di 6 milioni di euro, andando a sommarsi ad interventi di manutenzione straordinaria precedentemente già finanziati con fondi del Ministero della Cultura e della Città per altri 2,8 milioni. Obiettivo è rendere gli spazi del Borgo più funzionali e accessibili, con particolare attenzione al superamento delle barriere architettoniche, alla riqualificazione energetica e all’efficienza impiantistica del complesso, conservando e valorizzando gli elementi architettonici delle strutture originarie.

Gli interventi, iniziati nel marzo 2024, hanno superato il 90% dello stato di avanzamento e si concluderanno alla fine del mese dopo gli ultimi interventi di completamento e finitura. Il collaudo è previsto entro fine anno. A queste opere seguiranno altri due lotti di lavori con l’obiettivo di restituire completamente rinnovato l’intero complesso. Per la gestione e la rifunzionalizzazione dell’intero complesso del Borgo Medievale la Città ha ricevuto una proposta di partenariato speciale pubblico-privato (ai sensi dell’art. 134 del Dlgs 36/2023) presentata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso la società XKÉ? ZEROTREDICI che è stata ritenuta di interesse pubblico dall’amministrazione e che sta proseguendo l’iter tecnico amministrativo previsto.

“La strategia dell’amministrazione – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – mira a inserire il Borgo Medievale in un ecosistema culturale integrato nel Parco del Valentino, in sinergia con la nuova Biblioteca Civica, il Teatro Nuovo e gli spazi del Politecnico dedicati alla ricerca. Su questa area abbiamo investito una quantità rilevante di risorse europee, oltre 160milioni di euro, consapevoli che potranno rafforzare la sua importante vocazione locale, di servizio alla comunità, ma generare anche nuova attenzione da parte di un turismo culturale e sostenibile in costante crescita. Generazioni di torinesi hanno passeggiato almeno una volta qui, tra le botteghe del Borgo Medievale, e il nostro obiettivo è far sì che torni un luogo del cuore, conservando la sua storia e la sua bellezza e arricchendosi di nuove funzioni”.

Nello specifico, le opere hanno riguardato il completamento del restauro di Casa d’Ozegna, la riqualificazione e l’efficientamento energetico degli spazi dell’ex ristorante San Giorgio, la rifunzionalizzazione degli spazi di Casa di Mondovì, con destinazione d’uso a caffetteria e locali cucina, di Casa di Pinerolo e Casa di Chieri, il restauro dei locali di Casa di Malgrà e Casa di Borgofranco e la ripavimentazione della via Maestra che avrà una pavimentazione in calcestre, in continuità con la riqualificazione del suolo del Parco del Valentino e più fedele al piano di camminamento in ghiaia previsto in occasione della edificazione del Borgo nel 1884.

Il progetto ha previsto inoltre la razionalizzazione delle reti impiantistiche, nuovi impianti elettrici con una nuova illuminazione della via Maestra e il collegamento degli edifici del Borgo all’energia rinnovabile geotermica.

Il restauro del Borgo Medievale si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’area del Valentino, con la riqualificazione del Parco del Valentino, la riqualificazione del Teatro Nuovo e la nascita della nuova Biblioteca Civica Centrale, con l’obiettivo di restituire alla città spazi rinnovati, accessibili e più efficienti, nel rispetto del valore storico e architettonico di uno dei complessi più riconoscibili del patrimonio cittadino.

TorinoClick

Tavolo emergenza idrica, il Piemonte ha sete: il piano della Regione

Si è riunito oggi al Grattacielo Piemonte il Tavolo per l’emergenza idrica al quale hanno partecipato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, gli assessori all’Agricoltura Paolo Bongioanni, alla Montagna Marco Gallo e all’Ambiente Matteo Marnati, delegato al coordinamento del tavolo, i rappresentanti di Arpa, associazioni agricole, parchi e aree protette, consorzi idrici, Anbi, Prefetture, Città Metropolitana di Torino e Province, enti di governo e i gestori del Servizio idrico integrato e delle reti idriche.
«Il caldo e l’assenza di piogge stanno determinando un’emergenza da affrontare con attenzione soprattutto per quanto riguarda l’agricoltura – ha riassunto il presidente Cirio – Su questo non possiamo aspettare nemmeno un minuto e siamo al lavoro con la Regione Valle d’Aosta e il Canton Ticino per chiedere di aumentare la fornitura di acqua che viene immessa in Piemonte per l’uso agricolo. Per quanto riguarda l’aspetto idropotabile, ci sono un centinaio i Comuni che in questo momento in Piemonte hanno già fatto ordinanze per regolare la gestione dell’acqua, soprattutto nelle frazioni e nei Comuni di montagna, dove ci sono località nelle quali già oggi dobbiamo intervenire con le autobotti. Monitoriamo giorno dopo giorno la situazione, pronti ad avviare la richiesta dello stato di emergenza se non dovessero migliorare le condizioni meteorologiche, in accordo con le altre regioni che vivono la nostra stessa situazione, per dare i ristori necessari».
Per quanto riguarda l’acqua potabile, inoltre, l’assessore Marnati ha raccomandato «un utilizzo consapevole da parte dei cittadini” ed ha annunciato che verranno valutati con attenzione i consumi dei prossimi dieci giorni. Marnati ha precisato che al momento sono circa 100 i Comuni che hanno emesso ordinanze di restrizione dei consumi di acqua non strettamente necessari e una cinquantina per 25.000 abitanti quelli dove si ricorre all’uso delle autobotti per aumentare la quantità di acqua presente nelle vasche degli acquedotti.
L’assessore Bongioanni ha ricordato che “in Regione è operativo un gruppo di lavoro interdirezionale con il compito specifico di monitorare il rischio di perdita del raccolto per cause idriche, che si riunisce con regolarità per elaborare i dati di Arpa e fornire al mondo agricolo indicazioni proiettive”. “E a fine luglio – ha anticipato – incardineremo in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale il disegno di legge di riforma dei consorzi irrigui, destinato a rivoluzionare in modo strutturale la governance della gestione dell’acqua per la nostra produzione agricola e agroalimentare”.

La situazione idrica in Piemonte al 13 luglio
La relazione presentata da Arpa rileva che ad inizio della seconda decade di luglio 2026 il Piemonte presenta una situazione idrica complessivamente deficitaria, con criticità più evidenti sulle portate dei corsi d’acqua e sulle risorse idriche superficiali disponibili. L’indice sintetico di siccità evidenzia condizioni di siccità severa in tutto il bacino del Tanaro, Scrivia e del Po a monte della confluenza con la Dora Baltea. Le precipitazioni medie di giugno 2026 sul bacino del Po sono state di 62 mm, con un deficit del 36% rispetto alla media mensile storica 1991-2020.
Le temperature per contro sono state marcatamente superiori alla media del periodo: con un’anomalia termica regionale di +3,5 °C, questo del 2026 si colloca quindi tra i mesi di giugno più caldi della serie storica, con valori prossimi ai record assoluti del 2003 e con una persistenza delle anomalie positive particolarmente significativa. A questo si aggiunge l’ondata di calore registrata a fine maggio che ha contribuito ad aumentare in modo deciso l’evapotraspirazione, accentuando lo stress idrico dei suoli e della vegetazione e aggravando gli effetti della scarsità di precipitazioni sulle portate dei corsi d’acqua e sulla disponibilità complessiva della risorsa idrica.
Le risorse idriche superficiali sono ridotte del 37% rispetto alla media del periodo. Nella prima decade di luglio gran parte delle sezioni idrometriche considerate presentano deficit superiori al 40%. In particolare, il Po a Isola Sant’Antonio ha registrato una portata media di 62 m³/s, pari a un deficit del 75% rispetto allo storico.

Per le prossime due settimane l’alta pressione che interesserà gran parte dell’europa, porterà in Piemonte temperature ancora sopra la media stagionale e sporadiche precipitazioni per lo più associate a fenomeni temporaleschi che non consentiranno di superare la situazione idrica complessivamente deficitaria.

Incendi in Piemonte, la situazione migliora grazie alle piogge e al lavoro di 500 operatori


OGGI, LUNEDÌ LA RIUNIONE DEL TAVOLO REGIONALE PER L’EMERGENZA IDRICA

Grazie alle piogge delle ultime ore e al costante lavoro dei soccorritori, migliora la situazione degli incendi che coinvolgono da giorni il territorio piemontese.

In Valsesia a Cravagliana permangono focolai isolati in cresta, a Boccioleto l’incendio è in bonifica con la presenza di squadre di terra dei Vigili del Fuoco e dei volontari del Corpo Antincendi boschivi, a Varallo l’incendio è sotto controllo, a Cervato e Fobello rimangono due piccoli focolai in quota.

Nel Verbano Cusio Ossola, a Premosello Chiovenda operano ancora tre Canadair e un elicottero e sono in corso operazioni di bonifica squadra di terra, a Bannio Anzino e in Val Vigezzo sono presenti piccoli focolai ma l’incendio è sotto controllo.

A Valprato Soana (TO) il fronte Ovest è spento e rimane attivo ma sotto controllo quello Est.

Oltre 500 in questi giorni gli operatori al lavoro: alle squadre dei Vigili del Fuoco e delle Forze dell’ordine si aggiunge l’attività di oltre 200 tra AIB, volontari di Protezione civile e Croce rossa con 60 mezzi.

«Continuiamo a seguire con il massimo impegno, con uomini e mezzi, l’evolversi dei diversi fronti di incendio in Piemonte – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori alla Protezione civile Marco Gabusi e all’Ambiente Matteo Marnati – La situazione climatica e meteorologica che coinvolge l’intera Pianura Padana dura ormai da settimane, con temperature ben oltre la media stagionale e pochissime piogge, e implica la prosecuzione della massima allerta per il rischio incendi. Dopodomani, lunedì, abbiamo convocato il tavolo per l’emergenza idrica, che sarà l’occasione per verificare la situazione causata dalla siccità, che è tra le cause degli incendi, e valutare eventuali misure da adottare, anche in accordo con il governo e con le altre Regioni coinvolte».

Saranno presenti il presidente Alberto Cirio, gli assessori all’Agricoltura Paolo Bongioanni, alla Montagna, Marco Gallo, e all’Ambiente, Matteo Marnati, delegato al coordinamento del tavolo. Sono stati convocati i rappresentanti delle associazioni agricole, dei parchi e le aree protette, i consorzi idrici, l’ente risi, l’Anbi, la Città Metropolitana di Torino, le Prefetture e le Province del Piemonte, gli enti locali, gli enti di governo dell’Ambito territoriale e i gestori del Servizio idrico integrato e delle reti idriche.

Ennesima rissa nel giardino Madre Teresa

La denuncia di Patrizia Alessi (FdI)

INTERVENTO DEI CARABINIERI CON DUE ARRESTI

Ieri verso il tardo pomeriggio al Giardino Madre Teresa di Calcutta ennesima rissa con bastoni e bottiglie di vetro tirate come missili, sotto gli occhi dei residenti oramai rassegnati a queste violenze cruenti e spietate perpetrate con crudeltà e ferocia.
Sono intervenuti prontamente i carabinieri e dopo un inseguimento nel giardino hanno arrestato due persone di origini straniere.
Resta da vedere quali misure saranno adottate nei loro confronti, se saranno trattenuti in questura o se riceveranno solo un ammonimento. Questo episodio solleva preoccupazioni sulla sicurezza nel nostro Quartiere e sull’importanza di una seria progettazione a 360° da parte della Città.
In questo Giardino ogni giorno capita qualcosa di inaccettabile oramai da troppi anni.
Si invita la comunità a rimanere attenta e a segnalare qualsiasi comportamento sospetto alle autorità competenti, sennò poi ci dicono che tutto è migliorato in quanto non ci sono denunce
È tempo di rendere la vita difficile a chi commette questi reati e garantire maggiore sicurezza per tutti, bisogna controllare la loro identità, la regolarità della loro posizione, dove abitano e la validità dei contratti di affitto, oltre ad applicare il Daspo Urbano. Senza tutto questo si vanifica il grande lavoro delle FdO.

Patrizia Alessi

Capogruppo FdI Circoscrizione 7

Front Canavese, USIC: “Carabiniere travolto. Basta retorica, servono tutele reali e un contratto dignitoso”

 

“La Segreteria Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri, esprime la massima vicinanza e la totale solidarietà al collega in servizio presso la Stazione Carabinieri di Rivara, investito volontariamente nella notte da un automobilista durante un posto di controllo a Front Canavese. Dopo aver travolto il militare, il conducente si è dato alla fuga. Grazie alla tempestiva e incisiva attività di polizia giudiziaria avviata dai Carabinieri sul territorio, il responsabile è stato rapidamente rintracciato. Si tratta di un soggetto già noto ai colleghi del Comando Arma CC di Rivara che è stato arrestato e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con le accuse di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Ancora una volta ci troviamo a commentare un episodio inaccettabile, nel quale un appartenente alle Forze dell’Ordine ha rischiato la vita mentre garantiva sicurezza e legalità sul territorio. Al collega ferito rivolgiamo i nostri più sinceri auguri di pronta guarigione. Qualora fosse interessato, USIC metterà a sua disposizione il proprio pool di avvocati, affinché possa ricevere assistenza e tutela legale in tutte le fasi necessarie.

Non possiamo però ignorare l’ennesimo cortocircuito: da una parte la politica e il Governo dichiarano vicinanza al personale del Comparto Sicurezza, dall’altra non vengono individuate le risorse necessarie per garantire un rinnovo contrattuale dignitoso a chi rischia ogni giorno la propria incolumità. Le pacche sulle spalle non bastano più. Servono tutele concrete, investimenti adeguati e un riconoscimento economico e professionale coerente con i rischi, le responsabilità e i sacrifici affrontati quotidianamente dalle donne e dagli uomini dell’Arma dei Carabinieri. Auspichiamo che le Istituzioni intervengano con fermezza, riconoscendo al personale in uniforme il rispetto e le garanzie che merita. Difendere chi garantisce la sicurezza dei cittadini deve tornare a essere una priorità reale e non soltanto dichiarata”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

È morto Paolo Fresco, guidò la Fiat negli anni della svolta internazionale

//

Con la scomparsa di Paolo Fresco, avvenuta all’età di 93 anni, il mondo dell’industria perde uno dei manager italiani che hanno maggiormente contribuito a portare il sistema manifatturiero nazionale sulla scena globale. Tra il 1998 e il 2003 fu presidente della Fiat, chiamato a ricoprire l’incarico in una fase particolarmente delicata della storia del gruppo torinese.
Milanese di nascita e genovese d’adozione, Fresco costruì gran parte della propria carriera negli Stati Uniti. Dopo una lunga esperienza ai vertici della General Electric, dove ricoprì ruoli di primo piano, tornò in Italia su richiesta di Gianni Agnelli per assumere la guida della casa automobilistica del Lingotto, allora impegnata ad affrontare le profonde trasformazioni del mercato mondiale dell’auto.
Il suo mandato coincise con un periodo di importanti cambiamenti strategici. Tra le decisioni più rilevanti vi fu l’accordo siglato nel 2000 con General Motors, un’alleanza che nelle intenzioni avrebbe dovuto rafforzare la competitività internazionale della Fiat. L’operazione ebbe uno sviluppo diverso da quello immaginato inizialmente, ma le condizioni negoziate permisero negli anni successivi al gruppo torinese di ottenere un rilevante indennizzo economico quando la partnership venne sciolta.
Fresco rimase alla presidenza fino al 2003, accompagnando l’azienda in una fase complessa sotto il profilo industriale e finanziario. Il suo nome resta legato al tentativo di imprimere alla Fiat una visione sempre più internazionale, facendo leva sull’esperienza maturata nelle grandi multinazionali americane.
Alla notizia della sua morte sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio dal mondo economico e imprenditoriale. Tra questi anche quello del presidente di Stellantis, John Elkann, che ha ricordato Fresco come «un grande italiano», sottolineando il contributo dato nel proiettare la Fiat verso una dimensione globale.

Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio: “Ancora notizie false”

/

Riceviamo e pubblichiamo

Corre un passaparola tra alcune testate giornalistiche, su alberi adulti “sradicati” in corso Belgio dopo la tempesta di sabato 11 luglio. Secondo alcune testate uno, secondo un’altra ben cinque.

Delle centinaia di interventi dei Vigili del Fuoco per rami spezzati in città, ancora una volta fa più sensazione scegliere una zona di conflitto e isolarla, e soprattutto dare notizie inattendibili. 

La verità è che, anche stavolta, da alcuni alberi di corso Belgio si sono staccati rami. Nessun fusto e nessun apparato radicale ha ceduto. Sarebbe potuto succedere, perché raffiche di vento sopra una certa velocità abbattono qualsiasi pianta, indipendentemente dal suo stato o età. 

Di sradicato risulta il palo del semaforo all’incrocio con corso Cadore, crollato come gli alberelli di recente messa a dimora in giro per la città (alleghiamo foto di via Filadelfia). 

Allo stesso tempo queste potature (e, ahinoi, capitozzature), avvenute come in altri anni fuori periodo corretto, non solo per la presenza di nidi ma anche per la biologia delle piante, hanno contribuito a indebolire queste ultime, esponendone improvvisamente parti al sole e soprattutto privandole degli strumenti per esercitare le loro funzioni vitali, le foglie.

Alcune cronache, sorvolando sulla veridicità dei fatti, preferiscono dare un “aiutino” al Comune di Torino, che risulta in difficoltà nel far accettare alla cittadinanza la sostituzione di alberate in modo indiscriminato. 

Una precisazione infine è doverosa: al contrario delle menzogne riportate da un articolo di un quotidiano del 12 luglio  – in corso Belgio il Comune non ha pianificato la rimozione di oltre 200 aceri ritenuti instabili dopo i nubifragi del 2023 e del 2024 ma – con un progetto del 2021 – ha deciso la rimozione dell’intera alberata (composta per la quasi totalità di alberi sani, come da documentazione ufficiale, ovvero le VTA) anche su suggerimento dei tecnici che volevano superare il “tabù” dell’abbattimento di un’intera alberata (e in attesa dei fondi per farlo da più di 20 anni non hanno sostituito gli alberi che abbatte in corso Belgio).

Raffiche di vento fortissime e pioggia possono – come è successo anche ieri in molte parti di Torino – far cadere qualsiasi albero. Che alcuni – politicanti e mezzi di comunicazione – continuino ad utilizzare questi accadimenti climatici in modo strumentale per omaggiare o sostenere il progetto del Comune, con affermazioni false, è veramente un comportamento infame. 

Ora che la delibera di iniziativa popolare che chiedeva di non abbattere alberi sani è stata praticamente bocciata, dobbiamo aspettarci che a ogni tempesta, invece di pensare a prendere misure contro il cambiamento climatico, si continui a pensare al progetto di corso Belgio, anacronistico, che va nella direzione opposta alla salvaguardia della vita e della salute?

Torino, 12 luglio 2026

Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio salviamoglialbericb@gmail.com

Anziano solo, arriva la polizia

/
La Polizia di Stato è intervenuta nei giorni scorsi, a Torino,  presso l’abitazione di un anziano che ha contattato il Numero Unico di Emergenza 112 perché sopraffatto dalla solitudine dopo la recente scomparsa della moglie.
L’intervento è nato a seguito di una chiamata giunta alla Centrale Operativa da parte dell’uomo che, durante la conversazione, è apparso in evidente difficoltà e poco comprensibile.
Una pattuglia del Comm.to Centro è stata quindi inviata presso la sua abitazione.
Giunti sul posto, gli agenti hanno trovato l’anziano ad attenderli con la porta di casa aperta. L’uomo ha raccontato di aver perso, pochi mesi prima, la moglie, alla quale è stato profondamente legato e che ha rappresentato il suo ultimo punto di riferimento dopo la precedente scomparsa del figlio. Rimasto improvvisamente solo, ha spiegato di aver sentito il bisogno di parlare con qualcuno e di trascorrere qualche momento in compagnia.
Gli operatori si sono trattenuti con lui per oltre un’ora, hanno ascoltato il suo racconto e gli hanno offerto vicinanza e conforto. Successivamente, anche una seconda Volante dell’UPG ha raggiunto l’abitazione e l’anziano, visibilmente rasserenato dalla presenza dei poliziotti, ha chiesto di poter immortalare quel momento con una fotografia.
Al termine dell’intervento, gli agenti hanno salutato l’uomo e hanno ripreso il regolare servizio, consapevoli di aver dato una risposta non solo a una richiesta di aiuto, ma anche a un bisogno di umanità e vicinanza.