Prenderanno il via venerdì 10 luglio i lavori di allargamento del marciapiede di corso Moncalieri, nel tratto compreso tra il Ponte Isabella e via Febo.
L’intervento serve a migliorare la sicurezza e la fruibilità dell’unico percorso pedonale di accesso al Parco Leopardi, eliminando le barriere architettoniche per renderlo pienamente accessibile. Il leggero restringimento della carreggiata in direzione nord, dovuto al nuovo disegno del marciapiede, favorirà inoltre una velocità più moderata delle auto in prossimità dell’ingresso del parco.
Contestualmente l’intervento prevede anche la completa riasfaltatura della carreggiata e il ridisegno delle corsie.
Il cantiere comporterà una temporanea riduzione della carreggiata ad una corsia per senso di marcia fino al termine delle lavorazioni. La scelta di eseguire i lavori nel periodo estivo permetterà di contenere i disagi alla viabilità in considerazione dei previsti minori flussi di traffico. Si invita comunque la cittadinanza a prestare attenzione alla segnaletica temporanea e a valutare percorsi alternativi.
Inoltre, nell’ambito dei lavori per rendere gli incroci più sicuri, lunedì 13 luglio sarà avviato il cantiere all’intersezione tra corso Regina Margherita, via Principe Eugenio, corso Valdocco e via Cigna. Nel frattempo, si concluderà il quello all’incrocio tra via Cigna e via Cecchi, per poi passare all’intersezione tra le vie Maria Ausiliatrice, Cigna e Cottolengo.
Tutti gli interventi rientrano nel piano straordinario di manutenzione del suolo pubblico “Torino Cambia – Spazi che uniscono”, già avviato nei mesi scorsi e sostenuto da Fondazione CRT con un investimento complessivo di 32 milioni di euro, che prevede oltre 140 cantieri in tutta la città.
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La giornata di mercoledì è stata quella più torrida dall’inizio dell’estate. Nel capoluogo piemontese il termometro ha raggiunto punte prossime ai 39 °C, mentre in diverse zone della regione sono stati registrati valori pari o superiori ai 40 gradi. Le temperature più elevate si sono rilevate soprattutto nel Verbano-Cusio-Ossola, nel Novarese, nell’Astigiano e nell’Alessandrino, dove il caldo si è fatto sentire con particolare intensità.
Qualche temporale è in arrivo nel weekend dell’11 e 12 luglio sulle montagne torinesi, ma l’estate 2026 continua a far segnare temperature eccezionali in Piemonte. Dopo settimane caratterizzate da un clima molto caldo, gli ultimi giorni hanno portato i valori più elevati dell’anno, con Torino e numerose località della regione che hanno sfiorato i 40 gradi. Una situazione determinata dalla presenza dell’anticiclone di origine africana, accompagnata in alcune aree anche dal vento di foehn, che ha contribuito ad aumentare ulteriormente le temperature.
Oltre alle massime elevate, a rendere particolarmente difficile sopportare questa ondata di calore sono state anche le temperature notturne. A Torino le minime sono rimaste ben oltre i 20 gradi, dando vita alle cosiddette “notti tropicali”, che impediscono un adeguato raffrescamento delle abitazioni e aumentano il disagio, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili. Per questo motivo è rimasto attivo il livello massimo di allerta per il caldo.
Le condizioni meteorologiche confermano un andamento ormai consolidato negli ultimi anni, con estati sempre più caratterizzate da lunghi periodi di afa intensa e temperature superiori alle medie climatiche.
Le previsioni indicano però un graduale cambiamento del tempo già a partire da venerdì. L’arrivo di correnti più fresche favorirà un lieve abbassamento delle temperature e una maggiore instabilità atmosferica, con la possibilità di rovesci e temporali, inizialmente sulle zone alpine e successivamente anche su parte delle pianure piemontesi.
A Torino le massime dovrebbero tornare intorno ai 33-34 gradi, mentre nel resto della regione si assisterà a una diminuzione di alcuni gradi rispetto ai valori eccezionali registrati negli ultimi giorni. Si tratterà comunque di un clima pienamente estivo, con temperature ancora superiori alla norma ma decisamente più sopportabili.
Gli esperti invitano comunque a mantenere alta l’attenzione, perché il calo termico dovrebbe essere soltanto temporaneo. Nella seconda parte di luglio l’alta pressione potrebbe infatti tornare a rafforzarsi sul Mediterraneo, favorendo una nuova fase di caldo intenso anche sul Piemonte.

C’è un modo di comandare un territorio che non si misura in ordinanze, fermi, arresti, ma in un consenso costruito giorno dopo giorno, con la paziente tessitura di un modello condiviso di convivenza.
È questo il lascito che il luogotenente Massimiliano Usai, per quasi dieci anni alla guida della Stazione Carabinieri di Torino San Salvario, consegna al quartiere nel momento del suo trasferimento alla Sezione Operativa della Compagnia di Venaria Reale.
San Salvario non è un quartiere qualunque. È uno dei punti di Torino dove la convivenza tra comunità diverse si gioca ogni giorno sul terreno concreto delle relazioni: la presenza storica della Sinagoga e della comunità ebraica torinese, il radicamento della comunità islamica, la tradizione cristiana, e attorno a tutto questo, un tessuto di corpi intermedi, associazioni, presidi sociali che a San Salvario hanno una densità particolare.
Governare la sicurezza di un simile quartiere significa, prima ancora che reprimere, saper ascoltare e mettere in relazione.

È in questo senso che negli anni Usai è stato indicato, da più voci, come una delle eccellenze dell’Arma in Italia: non per gesti eclatanti, ma per aver costruito, con pazienza artigiana, un modello di prossimità che ha trasformato la Stazione da presidio di controllo a punto di riferimento condiviso da tutte le rappresentanze del quartiere.
Il commiato di mercoledì 8 luglio, alla presenza di istituzioni, rappresentanti delle confessioni religiose, associazioni e colleghi, ne è stata la fotografia più chiara: non un rito formale, ma il riconoscimento collettivo di un lavoro che ha attraversato le appartenenze.
«I risultati raggiunti sono il frutto di una proficua collaborazione costruita sul dialogo, sulla vicinanza ai cittadini e sulla particolare attenzione rivolta alle persone più fragili», ha detto Usai stesso, restituendo in una frase la grammatica del suo metodo: dialogo come strumento, prossimità come pratica quotidiana, fragilità come priorità e non come eccezione.
Un legame, quello con il territorio, che per Usai non è nuovo: già alla guida della Stazione di Cuorgnè, nel Canavese, aveva lasciato un segno tale da portare l’ex sindaco Beppe Pezzetto a presenziare al saluto istituzionale, a distanza di anni.

Ora la sfida cambia scala, con il prestigioso incarico operativo a Venaria Reale.
Ma il modello costruito a San Salvario, quello di una sicurezza che si fa mediazione tra mondi, resta un metodo replicabile, prima ancora che un ricordo.
E c’è un dettaglio che dice forse più di ogni bilancio operativo: il comando cambia, ma San Salvario resta casa. Usai continuerà ad abitare nel quartiere insieme alla sua famiglia. Non un commiato, dunque, ma la naturale prosecuzione di un legame che la divisa aveva reso pubblico e che la vita quotidiana continuerà a custodire.
Irma Ciaramella
Case rifugio contro la violenza, prorogato il bando
Marina Chiarelli, assessore alle Pari opportunità: “Più tempo per presentare progetti di qualità. Continuiamo a investire per una rete sempre più forte, accessibile e vicina ai territori”.
La Regione Piemonte ha prorogato al 10 settembre 2026, alle ore 12, il termine per la presentazione delle domande relative al bando destinato alla realizzazione e all’acquisto di immobili da adibire a case rifugio, al potenziamento dei posti disponibili nelle strutture già esistenti e agli interventi per migliorarne l’accessibilità. La proroga è stata disposta per consentire il regolare svolgimento della procedura durante la fase di riorganizzazione della Direzione Welfare e garantire a tutti i soggetti interessati le migliori condizioni per partecipare all’avviso pubblico.
«La violenza contro le donne si combatte anche rafforzando i luoghi della protezione e dell’accoglienza – dichiara l’assessore regionale alle Pari Opportunità Marina Chiarelli –. Le case rifugio rappresentano un presidio fondamentale di sicurezza, autonomia e rinascita per le donne e per i loro figli. Con questa proroga vogliamo offrire agli enti il tempo necessario per presentare progetti solidi e di qualità, perché il nostro obiettivo è utilizzare al meglio ogni risorsa disponibile e trasformarla in opportunità concrete per il territorio».
«Abbiamo inoltre previsto un criterio di priorità per le province di Novara e Vercelli, dove è emersa l’esigenza di rafforzare ulteriormente la rete di accoglienza. È una scelta che testimonia la volontà della Regione di garantire un sistema sempre più capillare ed equilibrato, capace di rispondere ai bisogni di tutte le donne, indipendentemente dal luogo in cui vivono. Nessuna deve sentirsi sola o costretta ad allontanarsi dal proprio territorio per trovare protezione».
«Negli ultimi anni – conclude Chiarelli – abbiamo investito con determinazione nel rafforzamento della rete antiviolenza, sostenendo i Centri Antiviolenza, gli sportelli e le case rifugio. Continueremo a farlo perché contrastare la violenza di genere significa costruire percorsi di libertà, autonomia e dignità, attraverso una collaborazione sempre più forte tra istituzioni, enti del Terzo settore e comunità locali».
L’avviso pubblico, finanziato nell’ambito delle risorse previste dal DPCM 28 novembre 2024, sostiene la realizzazione di nuove case rifugio, l’acquisto di immobili da destinare all’accoglienza delle donne vittime di violenza e dei loro figli, il potenziamento delle strutture già operative e gli interventi per migliorarne l’accessibilità alle persone con disabilità. Restano invariate tutte le modalità di partecipazione previste dal bando; cambia esclusivamente il termine ultimo per la presentazione delle domande, fissato alle ore 12 del 10 settembre 2026.
L’avviso è disponibile su https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/realizzazione-case-rifugio
Ha preso il via dal giardino Di Vittorio nel quartiere Lingotto la campagna di sensibilizzazione itinerante dedicata alla prevenzione dei rischi sanitari legati alle ondate di calore, fenomeni sempre più frequenti e persistenti durante il periodo estivo e particolarmente pericolosi per le persone più vulnerabili.
L’iniziativa, riproposta dopo la positiva esperienza dello scorso anno, è curata dalla Protezione Civile comunale e dai Servizi Sociali della Città di Torino, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell’Università di Torino e con le otto Circoscrizioni.
L’obiettivo è informare i cittadini sui comportamenti corretti da adottare durante i periodi di caldo intenso e favorire la prevenzione attraverso un presidio itinerante che farà tappa in alcune delle aree verdi più frequentate della città, raggiungendo tutte le Circoscrizioni.
Nel gazebo allestito dalla Protezione Civile sarà possibile consultare i materiali informativi e indicazioni sul Piano Estate predisposto dalla Città, con tutti i consigli utili per affrontare al meglio le alte temperature, per conoscere i servizi disponibili, i numeri da contattare in caso di necessità e i centri di incontro climatizzati presenti sul territorio.
Grazie al supporto degli studenti del corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università, i cittadini potranno inoltre effettuare gratuitamente la misurazione della pressione arteriosa.
Dopo il primo appuntamento, il calendario proseguirà – sempre dalle 17.30 alle 20 – il 10 luglio in corso Belgio angolo corso Brianza (nei pressi del civico 101), il 13 luglio nel Giardino Maria Vanoli (via Berrino angolo strada Lanzo), il 14 luglio al Parco della Tesoriera (corso Francia 192), il 17 luglio nei giardini Sambuy, il 21 luglio nel piazzale Grande Torino e il 28 luglio ai Giardini Peppino Impastato di largo Sempione.
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Oltre 160 mila passeggeri trasportati
A due anni dall’avvio del collegamento diretto tra Torino e Istanbul, Turkish Airlines traccia un bilancio dell’attività della rotta inaugurata il 10 luglio 2024, che collega quotidianamente il capoluogo piemontese con l’hub internazionale della compagnia in Turchia.
Secondo i dati diffusi dal vettore, nei primi due anni di operatività il collegamento ha trasportato oltre 160 mila passeggeri tra Torino e Istanbul. Di questi, il 37% è costituito da viaggiatori diretti verso il Piemonte, un dato che, secondo la compagnia, ha contribuito ad alimentare i flussi turistici verso il territorio. La rotta ha inoltre registrato una crescita del 13% rispetto al primo anno di attività.
Con Torino salgono a nove le destinazioni italiane servite da Turkish Airlines, che opera già su Milano, Roma, Venezia, Bologna, Napoli, Catania, Palermo e Bari. Attraverso l’hub di Istanbul, i passeggeri in partenza dal Piemonte possono raggiungere le numerose destinazioni internazionali servite dalla compagnia.
In occasione del secondo anniversario del collegamento, İzzet Emre Göl, General Manager Milano e Torino di Turkish Airlines, ha commentato: «Siamo orgogliosi di collegare il Piemonte alla Turchia e al resto del mondo con i nostri voli. Con Torino, Turkish Airlines raggiunge nove destinazioni in Italia, uno dei mercati più strategici per la compagnia. Questo secondo anniversario rappresenta non solo una celebrazione dei risultati raggiunti, ma anche la conferma del nostro impegno a sostenere il turismo, gli scambi culturali e le relazioni economiche tra Italia e Turchia».
Rapina violenta in casa: un arresto
Venerdì 10 luglio, Ospedale Infantile Regina Margherita, Fondazione FORMA e Coldiretti Torino saranno insieme in ospedale per una giornata di sensibilizzazione sull’emergenza sanitaria legata ai cibi che fanno male e causano malattie rispetto al cibo che fa bene, previene complicazioni e migliora la qualità della vita.
A partire dalle 7:30 e fino alle 13:00, in piazza Polonia, di fronte all’Ospedale Regina Margherita, sarà presente il mercato degli agricoltori di Campagna Amica con i prodotti freschi delle aziende agricole e i prodotti confezionati realizzati dalle stesse aziende con pochi ingredienti mantenendo le caratteristiche nutrizionali di frutta, verdura, carne, latte, uova, grano etc.
Dalle 10:00 alle 12:00 sarà attivo nei reparti un laboratorio di educazione ambientale con la Fattoria didattica Roggero di Rivoli.
Dalle 11:00 alle 12:30 si terrà il convegno: L’importanza di una corretta alimentazione sulla salute dei bambini e sul futuro di salute in età adulta” con Luciana Accornero, presidente fondazione ospedale infantile Regina Margherita; Carlo Loffreda, direttore coldiretti Torino; Adriano Leli, direttore generale Azienda ospedaliera universitaria Regina Margherita OIRM Sant’Anna; Carlotta Salerno, assessora istruzione Comune di Torino; Federico Riboldi, assessore alla Sanità Regione Piemonte; Cristina Brizzolari, presidente Coldiretti Piemonte; Franca Fagioli, direttrice Dipartimento di patologia e cura del bambino – ospedale Regina Margherita; Michele Pinon pediatra gastroenterologo Ospedale infantile Regina Margherita; Marta Barosio psicologa Ospedale infantile Regina Margherita; Elisa Strona dietista Ospedale infantile Regina Margherita; Bruno Mecca Cici, presidente Coldiretti Torino.
La giornata fa parte dell’evento nazionale: “Campagna Amica per la salute” che prevede, venerdì 10 luglio, mercati contadini in settanta ospedali italiani per lanciare il primo patto nazionale tra agricoltori e medici per la salute dei cittadini, con l’obiettivo preciso di riportare al centro delle abitudini di consumo il cibo che fa bene, previene le malattie e migliora la qualità della vita, contrastando la diffusione degli alimenti che, al contrario, sono nocivi e aumentano il rischio di ammalarsi.
L’iniziativa, unica nel suo genere, è promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia insieme agli ospedali coinvolti.
«Con questa iniziativa – spiega il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – vogliamo collaborare con il mondo sanitario nel diffondere tra i cittadini la consapevolezza che una corretta alimentazione dei bambini è una vera e propria patente di salute per il futuro. Allo stesso modo, vogliamo ribadire che gli agricoltori sono a disposizione con i loro prodotti a Km Zero venduti in forma diretta al banco o in azienda agricola. Vogliamo marcare la netta differenza di salute tra i prodotti naturali di origine contadina e i cibi che subiscono manipolazioni come nel caso dell’olio che viene miscelato per farlo diventare extravergine, passando per il grano trattato con il glifosate in pre-raccolta (pratica consentita in altri Paesi extra-ue e vietata in italia) fino ad arrivare ai cibi ultraformulati su cui esiste un collegamento diretto tra questi e ben 32 effetti avversi che riguardano in particolare la salute gastrointestinale, metabolica, respiratoria e cardiovascolare, oltre all’obesità. Da questa emergenza sanitaria nasce l’alleanza per difendere i cittadini e promuovere corretti modelli di consumo incentrati su cibi sani come primo fronte della prevenzione, rispetto ai rischi legati anche agli energy drink e prodotti pieni di additivi chimici».
«Abbiamo subito accolto con entusiasmo questa iniziativa – dichiara Luciana Accornero, Presidente di Forma – perché ci permette di finanziare più progetti legati all’alimentazione in età pediatrica, come ad esempio il recente acquisto di un’apparecchiatura per misurare lo stato di salute del fegato, il finanziamento di borse di studio dedicate ai disturbi alimentari ed il recente corso di cucina per i pazienti celiaci, affetti da morbo di Crohn e con steatosi epatica».
«Ringraziamo Coldiretti e Forma per questa lodevole iniziativa – dichiara Adriano Leli, direttore generale Ospedale Infantile Regina Margherita Sant’Anna -. Un evento all’insegna dell’educazione alimentare. È fondamentale aiutare i nostri bambini e le loro famiglie a comprendere le basi per una corretta alimentazione che possa garantire sempre più un futuro di salute».