CRONACA

Motociclista trovato morto all’alba

Ha perso il controllo del mezzo il motociclista di 51 anni che  è stato trovato morto a Mottalciata nel Biellese. L’allarme è scattato poco prima delle 6 di ieri mattina e a scoprire il corpo è stato un passante. La vittima stava percorrendo la provinciale 232 e probabilmente ha avuto un incidente autonomo, perdendo il controllo della moto e schiantandosi a bordo strada.

Il piano regionale per la sicurezza del territorio: “Investire sulla prevenzione”

DISSESTO IDROGEOLOGICO

 

La Regione Piemonte ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica la proposta di programmazione delle risorse 2026 destinate alla mitigazione del rischio idrogeologico, per un valore complessivo di oltre 27 milioni di euro.

Il Piano, predisposto dalla Direzione regionale Opere pubbliche e Difesa del suolo, comprende 15 interventi distribuiti sul territorio piemontese e rappresenta una strategia articolata che coniuga opere di difesa idraulica, consolidamento dei versanti, interventi prioritari e un innovativo programma di rilocalizzazione degli edifici esposti al rischio idrogeologico.

Nel dettaglio, la proposta della Regione comprende:

– Savigliano (CN) – Difesa del territorio comunale dal torrente Mellea (IV lotto – secondo stralcio). Importo richiesto: 930.000 euro.
– Torino – Adeguamento del fiume Dora Riparia nel tratto cittadino per incrementare la sicurezza idraulica. Importo richiesto: 3.800.000 euro.
– Trasquera (VB) – Rilocalizzazione di un immobile residenziale in area a rischio franoso (intervento “win-win”). Importo richiesto: 44.000 euro.
– Clavesana (CN) – Rilocalizzazione di edifici in area a rischio alluvionale (intervento “win-win”). Importo richiesto: 1.200.000 euro.
– Sant’Ambrogio di Torino (TO) – Rilocalizzazione di edifici in area a rischio alluvionale (intervento “win-win”). Importo richiesto: 860.000 euro.
– Arquata Scrivia (AL) – Rilocalizzazione di un immobile in area esposta al rischio idraulico (intervento “win-win”). Importo richiesto: 94.808,50 euro.
– Volpeglino (AL) – Messa in sicurezza dell’abitato interessato da dissesto idrogeologico. Importo richiesto: 499.713,42 euro.
– Camburzano (BI) – Consolidamento dei versanti sovrastanti gli abitati di via Maffiotti. Importo richiesto: 620.000 euro.
– Piedicavallo (BI) – Sistemazione idraulica del torrente Chiobbia. Importo richiesto: 3.460.000 euro.
– Verrua Savoia (TO) – Adeguamento della quota e della sagoma dell’argine sinistro del fiume Po. Importo richiesto: 3.061.698,18 euro.
– Mongrando (BI) – Messa in sicurezza del fronte franoso in località Cerchia. Importo richiesto: 3.815.000 euro.
– Gravellona Toce (VB) – Sistemazione idraulica del bacino del torrente Stronetta. Importo richiesto: 3.779.242,40 euro.
– Sant’Ambrogio di Torino (TO) – Demolizione del ponte della SP 198 sul torrente Dora Riparia. Importo richiesto: 137.577,87 euro.
– Varallo (VC) – Messa in sicurezza del versante roccioso in località Proia, inserito tra gli interventi prioritari. Importo richiesto: 545.000 euro.
– Carrega Ligure (AL) – Realizzazione dell’opera di difesa della SP 147, inserita tra gli interventi prioritari. Importo richiesto: 4.985.000 euro.

Tra gli elementi più innovativi della proposta regionale figurano i quattro interventi integrati di rilocalizzazione, che consentono di trasferire gli edifici maggiormente esposti al rischio idraulico e idrogeologico. Una soluzione che permette di eliminare definitivamente situazioni di pericolo, ridurre i costi futuri di manutenzione delle opere di difesa e restituire spazio ai corsi d’acqua, con benefici per la sicurezza delle persone e per l’ambiente.

«Con questa proposta – ha detto l’assessore regionale alle Opere pubbliche, Difesa del suolo e Protezione civile, Marco Gabusi – confermiamo una scelta chiara: investire nella prevenzione significa investire nella sicurezza dei piemontesi. Abbiamo costruito una programmazione che nasce dalle esigenze concrete dei territori e dalle valutazioni tecniche degli uffici regionali, individuando gli interventi più urgenti e strategici».

Secondo l’assessore Gabusi, «accanto alle tradizionali opere di difesa idraulica e di consolidamento dei versanti abbiamo scelto di valorizzare anche strumenti innovativi come gli interventi di rilocalizzazione “win-win”, che in alcune situazioni consentono di eliminare definitivamente il rischio anziché limitarne gli effetti. È un cambio di paradigma nella gestione del dissesto idrogeologico, che guarda alla sicurezza delle persone, alla sostenibilità ambientale e a un utilizzo sempre più efficace delle risorse pubbliche».
Gabusi ha concluso sostenendo che «attendiamo il completamento dell’iter ministeriale, consapevoli di aver presentato una proposta solida, equilibrata e costruita con un unico obiettivo: rendere il Piemonte sempre più resiliente di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici e garantire maggiore sicurezza ai cittadini e ai territori».

Testimoni di Geova, 36mila presenze al congresso

Riceviamo e pubblichiamo

“Al  congresso “Felici per sempre” tenutosi a Torino, all’Arena Inalpi (Palaolimpico), uomini e donne di diverse età hanno abbracciato la fede tramite il battesimo”.

All’Arena Inalpi di Torino si è svolto, da venerdì 26 a domenica 28 giugno, il congresso dei Testimoni di Geova, intitolato Felici per sempre. All’evento hanno partecipato  un totale di 36mila persone, tra fedeli e simpatizzanti provenienti dalla regione Piemonte.

Sabato mattina c’è stato  uno dei momenti più attesi, il battesimo dei nuovi 40 fedeli per immersione totale in acqua, seguendo il modello descritto nei Vangeli del battesimo di Gesù, che fu immerso nel fiume Giordano. Lo scorso anno tra i Testimoni di Geova i nuovi battezzati in Italia sono stati più di 3.800 e nel mondo oltre 304.000.

Antonio Donnarummo, portavoce dei Testimoni di Geova per il Piemonte spiega: Il battesimo è una scelta personale. A battezzarsi non sono i bambini ma uomini e donne, giovani e anziani. Prima di prendere questa decisione, che comporta mettere in pratica i valori cristiani nella propria vita, hanno studiato la Bibbia per molti mesi, spesso per anni .

 

A proposito della sua decisione di battezzarsi, Matteo di Asti ha detto: “Inizialmente abbracciare lo stile di vita cristiano mi sembrava un’enorme montagna da scalare; ma più conoscevo Dio e le sue qualità descritte nella Bibbia, più trovavo risposte. Queste risposte mi hanno portato a fare importanti cambiamenti perché desideravo migliorare la mia vita in tutto e per tutto”. Sua moglie Alexa di 32 anni aggiunge: ” Sono cresciuta come Testimone di Geova, con il tempo ho deciso di cambiare strada e fare altre esperienze di vita. Ma con grande gioia, in questo 2026 ho deciso di battezzarmi perché a distanza di anni ho riscoperto e capito che la Bibbia è veramente la migliore guida che possiamo avere per una vita felice”.

“Avvicinarsi alla fede oggi è una scelta controcorrente, spesso coraggiosa, e la gioia dei nuovi fedeli che si sono battezzati ha avuto un notevole effetto sui presenti” conclude Antonio Donnarummo.

I testimoni di Geova, sono tra le realtà non profit più grandi al mondo nell’organizzazione di congressi, danno vita ogni anno a eventi gratuiti della durata di tre giorni.

L’anno scorso i Testimoni di Geova hanno tenuto oltre 6000 congressi in quasi 500 lingue, tra cui 19 congressi internazionali in 13 paesi. Il numero dei presenti ha superato i 12 milioni.

Solo in Italia, quest’anno i Testimoni di Geova terranno 67 di questi congressi in 18 città.

 

OIRM – Sant’Anna: approvato il Piano strategico 2027-2029

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Il nuovo polo regionale e sovraregionale materno-infantile avvia il percorso verso la piena autonomia gestionale, l’equilibrio economico-finanziario e la candidatura a IRCCS pediatrico.

In data 30 giugno 2026 è stato approvato, con deliberazione n. 15, il Piano Strategico triennale 2027-2029 dell’Azienda Ospedaliera OIRM – Sant’Anna. Il documento rappresenta il primo atto di programmazione della nuova Azienda, nata dal ricongiungimento delle funzioni pediatriche, ostetrico-ginecologiche, neonatologiche e di salute della donna, e definisce la traiettoria di sviluppo del polo di riferimento regionale e sovraregionale per pediatria specialistica, medicina materno-infantile, continuum della nascita, ginecologia specialistica e oncologica, medicina della riproduzione e medicina di genere.

Il Piano non è un semplice bilancio previsionale, ma uno strumento integrato che collega identità clinica, assetto organizzativo, fabbisogni di personale, investimenti, ricerca e sostenibilità economica. Il 2026 resta l’anno di transizione amministrativa e contabile; dal 2027 si apre la fase di piena operatività gestionale della nuova Azienda, con il primo bilancio autonomo e con un programma di crescita selettiva nelle aree a maggiore complessità.

I principali dati di partenza

31.860

65,4 mln euro

53%

20,2-28,3 mln euro

2027

ricoveri 2025

valore ricoveri

ricoveri da fuori ASL Torino

investimenti stimati 2027-2029

primo bilancio autonomo

Le quattro direttrici del Piano

La strategia si sviluppa lungo quattro direttrici fra loro interdipendenti: eccellenza clinico-assistenziale, autonomia organizzativa e gestionale, equilibrio economico-finanziario, ricerca e innovazione in vista della candidatura IRCCS. L’eccellenza clinica punta a concentrare casistiche distintive e percorsi ad alta complessità in piattaforme integrate; l’autonomia organizzativa prevede la progressiva internalizzazione del nucleo direzionale, la definizione delle responsabilità aziendali e rapporti regolati con la Città della Salute e della Scienza; la sostenibilità economica viene perseguita attraverso il recupero di produzione qualificata, il governo dei costi e il sostegno regionale nella fase di avvio; la ricerca diventa infine una leva strutturale di sviluppo, con governance scientifica, Grant Office, biobanca, trial clinici e reti nazionali ed europee.

Sette piattaforme clinico-assistenziali strategiche

Le direttrici prendono forma in sette piattaforme operative: malattie rare in pediatria, con il consolidamento della genetica clinica pediatrica, del sequenziamento e del raccordo con le reti europee; oncoematologia pediatrica e terapie avanzate, con trapianti, terapie cellulari e terapia genica; neurochirurgia e cardiochirurgia pediatrica, alte specialità di rilevanza regionale e sovraregionale; neonatologia, TIN e continuum materno-neonatale, per il ruolo di hub regionale del percorso nascita, con oltre 4.000 parti l’anno e la presa in carico dei neonati gravemente immaturi; PMA, genetica medica e medicina della riproduzione, con procreazione medicalmente assistita di I, II e III livello e diagnosi preimpianto; ginecologia specialistica e oncologica; medicina di genere, dimensione trasversale a tutti i percorsi di cura, ricerca e formazione. Queste piattaforme orientano la programmazione clinica, gli investimenti, la crescita produttiva e la documentazione scientifica a supporto del percorso IRCCS.

Investimenti, conto economico e sostenibilità

Il piano degli investimenti 2027-2029 ammonta a una stima compresa tra 20,2 e 28,3 milioni di euro e si articola in quattro cluster: infrastrutture cliniche e capacità operatoria; tecnologie diagnostiche e cliniche; sistemi informativi e digitale per l’autonomia amministrativo-contabile; infrastrutture per la ricerca e la candidatura IRCCS, tra cui biobanca pediatrica e materno-neonatale, laboratorio di terapia cellulare e Clinical Trial Unit. Le fonti di finanziamento comprendono fondi regionali in conto capitale, risorse PNRR, bandi competitivi nazionali ed europei e fundraising.

Sul piano economico-finanziario, il documento prevede il pareggio per ciascuno dei tre esercizi 2027, 2028 e 2029. I ricavi complessivi salgono da 284,0 milioni nel 2027 a 292,9 milioni nel 2028 e 298,0 milioni nel 2029; i costi passano da 280,9 milioni a 289,8 milioni e quindi a 298,0 milioni. La crescita dei ricavi da produzione sanitaria è stimata al 7% annuo: i ricavi di produzione crescono da 136,4 milioni nel 2027 a 146,0 milioni nel 2028 e 156,2 milioni nel 2029, con la componente SDO da circa 103,0 a 118,0 milioni e ambulatoriale/file F da circa 33,4 a 38,2 milioni. Sul fronte dei costi, il Piano considera personale coerente con il fabbisogno, farmaci e dispositivi legati alla produzione ad alta complessità e un progressivo efficientamento degli altri costi operativi.

IRCCS, ricerca e fundraising

La candidatura a IRCCS per la specialità pediatrica costituisce l’orizzonte scientifico del triennio. La base di partenza è rappresentata dalle casistiche di alta complessità già espresse dall’OIRM – trapianto di midollo osseo, cardiochirurgia toracica pediatrica, craniotomia in età pediatrica, trapianto di cuore ed ECMO – e dalla piattaforma neonatologica del Sant’Anna, con oltre 180 neonati gravemente immaturi trattati ogni anno. Il Piano prevede la costruzione delle condizioni organizzative necessarie al dossier di candidatura: Grant Office per bandi europei e nazionali, obiettivo di finanziamenti attratti in crescita da 1,0 milione nel 2027 a 4,0 milioni nel 2029, biobanca pediatrica e materno-infantile, funzione fundraising strutturata e campagna permanente per il 5 per mille a partire dal 2027.

Con l’approvazione del Piano Strategico 2027-2029 dotiamo l’OIRM – Sant’Anna di una rotta chiara: consolidare l’eccellenza clinica, rendere pienamente autonoma la nuova Azienda, investire nelle piattaforme ad alta complessità e costruire un percorso credibile verso il riconoscimento IRCCS. È un progetto che mette insieme cura, ricerca, sostenibilità e responsabilità verso le famiglie che scelgono ogni giorno questo polo” dichiara Adriano Leli (Direttore generale AO OIRM – Sant’Anna).

Il Piano approvato il 30 giugno rafforza un presidio fondamentale per il Piemonte e per l’intero sistema sanitario nazionale. La Regione sostiene la crescita dell’OIRM – Sant’Anna come polo materno-infantile di eccellenza, capace di integrare assistenza, innovazione, ricerca e sostenibilità economica. La prospettiva IRCCS e il rafforzamento del fundraising sono leve decisive per attrarre competenze, risorse e progettualità a beneficio dei bambini, delle donne e delle famiglie” commenata Federico Riboldi (Assessore alla Sanità della Regione Piemonte)

CS

Vialattea // Bardo, investimenti, innovazione e visione per il futuro delle montagne olimpiche

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“Mettere in connessione i due comprensori principali della nostra Città metropolitana è  un grande progetto, dal valore davvero inestimabile, e penso possa rappresentare anche un asse di sviluppo per il futuro, un rapporto autentico di partenariato tra istituzioni private e pubbliche. Il sistema Vialattea // Bardo e l’integrazione tra Vialattea e Bardonecchia rappresentano un asset strategico, perché valorizzano le specificità dei territori all’interno di una visione comune di sviluppo e ne accrescono l’attrattività. È fondamentale continuare a lavorare su una prospettiva di lungo periodo, puntando su investimenti, innovazione e destagionalizzazione, al fine di costruire una montagna sempre più viva tutto l’anno. Torino e le sue montagne sono un unico ecosistema. Ringrazio e saluto il mio collega e amico Alberto Cirio (Presidente della Regione Piemonte), che svolge un ruolo determinante nella locazione dei finanziamenti a supporto del ‘sistema neve’”.

Con queste parole del Sindaco della Città di Torino, Stefano Lo Russo, ha preso il via l’incontro, tenutosi a Palazzo Madama, dal titolo “Vialattea // Bardo. Tra investimenti, legame con il territorio e visione di lungo periodo”. Un progetto e una comunione d’intenti, quelli fra Vialattea e Bardonecchia, finalizzati a generare valore attraverso investimenti nelle infrastrutture e innovazione tecnologica, andando così a rafforzare uno dei maggiori comprensori sciistici europei, con ricadute positive su tutto il territorio in termini di turismo, economia e occupazione. A conferma dei numeri crescenti in questo senso, sono state le parole del Sindaco Lo Russo, che ha parlato di un incremento di arrivi all’aeroporto di Caselle, del tasso di occupazione delle camere d’albergo nella Città di Torino e dell’importanza di tutto il settore per l’economia del capoluogo piemontese, che va a generare posti di lavoro, ricchezza e visibilità internazionale.

Unite da una visione comune di sviluppo, Vialattea e Bardo rappresentano oggi uno dei poli turistici più attrattivi e importanti di tutto l’arco alpino, un progetto che unisce su un percorso comune istituzioni, amministratori, operatori e stakeholder per guardare insieme a un modello di sviluppo ancora più ampio e strutturato.

“Ringrazio gli assessori regionali della mia Giunta, nelle persone di Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Postolimpico, Caccia e Pesca, Parchi; Marco Gallo, assessore alla Montagna e Sistema Neve, e l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano per il grande lavoro e per essere qui con me oggi – ha dichiarato il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – il Sindaco Lo Russo ha concluso il suo intervento citando la collaborazione fra pubblico e privato, e credo che questo rappresenti il segreto della bontà del lavoro che in Piemonte è stato fatto in funzione della montagna, basato su una visione di lungo periodo, sinergia fra territori, investimenti per completare il piano di potenziamento dell’innevamento programmato su tutto il comprensorio, interventi per destagionalizzare l’offerta e rendere permanente il boom della montagna estiva 2025, vera e propria sorpresa del turismo piemontese. Sono le caratteristiche per le quali il progetto pluriennale di Vialattea e Bardonecchia va esattamente nella direzione del modello di sviluppo che la Regione Piemonte sostiene con importanti stanziamenti a favore di tutti questi comparti: un modello fondato sull’innovazione, la qualità dell’offerta, l’integrazione fra turismo, commercio, sport, grandi eventi, valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche e la loro promozione nazionale e internazionale. Pubblico e privato lavorano in sinergia per rafforzare la competitività di questo importante bacino turistico del Piemonte e la sua capacità di intercettare i nuovi segmenti di domanda e mercati in profonda evoluzione, generando un’autentica crescita di valore e ricadute sulle nostre Terre Alte”.

“La nostra ambizione – ha dichiarato Massimo Feira, Presidente di Sestrieres S.p.A. – è consolidare il posizionamento di Vialattea // Bardo fra i poli turistici più importanti a livello internazionale. Crediamo, infatti, che la montagna possa e debba essere considerata un’infrastruttura strategica capace di generare valore economico, occupazione e sviluppo per l’intero territorio”.

Presenti all’evento anche Mauro Meneguzzi, Presidente Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea; Chiara Rossetti, Sindaco di Bardonecchia; Valeria Ghezzi, Presidente ANEF Nazionale e Gianpiero Orleoni, Presidente ARPIET Piemonte, i quali hanno espresso il loro supporto a un progetto di sviluppo che, dal 2022, ha potuto contare su 50 milioni di euro di investimenti, a cui si aggiungono i 6,6 stanziati in questo inizio estate 2026 per avviare una nuova fase di interventi concentrati sui collegamenti strategici e sulle aree prioritarie del comprensorio. La visione di lungo periodo non si ferma alla sola stagione sciistica: tra gli obiettivi da raggiungere vi è quello della destagionalizzazione, ovvero di trasformare progressivamente il sistema Vialattea // Bardo in una destinazione capace di generare valore durante gran parte dell’anno, affiancando agli attuali 130 giorni (di media) di attività invernale almeno 90 giorni di operatività estiva, per arrivare nel tempo a oltre 220 giorni complessivi di attività. Una strategia che intende ampliare l’offerta dedicata a trekking, mountain bike, golf, outdoor, eventi e turismo naturalistico, creando nuove opportunità economiche e occupazionali per il territorio, rafforzando di conseguenza il ruolo delle montagne olimpiche come destinazione turistica sempre più completa.

Per quanto riguarda l’offerta commerciale, prenderà il via sabato 4 luglio la campagna skipass 2026-2027.

Info:  vialattea.it e bardonecchiaski.com

Gian Giacomo Della Porta

Caldo record a Torino, cresce la mortalità durante l’ondata di afa

Nelle ultime ora il caldo è sceso e almeno al mattino si respira in città. Ma il meteo promette altre giornate torride. L’ondata di caldo che ha investito Torino nelle ultime settimane avrebbe avuto conseguenze anche sul fronte sanitario. Le prime analisi del Ministero della Salute indicano infatti un aumento della mortalità nel capoluogo piemontese durante il periodo compreso tra il 18 e il 29 giugno.

Secondo il monitoraggio, Torino risulta la città italiana che ha registrato l’incremento più marcato rispetto ai valori normalmente attesi per questo periodo dell’anno, con un aumento stimato intorno al 35%. Si tratta di dati ancora provvisori, destinati a essere approfonditi nelle prossime settimane. Si rileva un possibile legame tra le temperature eccezionalmente elevate e l’aumento dei decessi.

Le condizioni meteorologiche hanno infatti portato valori ben superiori alle medie stagionali, accompagnati da notti particolarmente calde che hanno limitato il naturale raffreddamento dell’organismo. Una situazione che mette maggiormente a rischio le persone anziane, i soggetti affetti da patologie croniche e chi vive in condizioni di maggiore fragilità.

A livello nazionale, al momento non emergono incrementi significativi della mortalità nelle altre principali città monitorate. Proprio per questo il dato relativo a Torino è seguito con particolare attenzione dagli esperti, che nei prossimi giorni analizzeranno nel dettaglio l’evoluzione della situazione e le possibili correlazioni con l’ondata di calore.

Le autorità sanitarie rinnovano l’invito alla prudenza: evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, bere acqua con regolarità e prestare attenzione alle persone più vulnerabili restano le principali raccomandazioni per ridurre i rischi legati alle alte temperature.

La polizia arresta finto carabiniere: truffava gli anziani

Nei giorni scorsi, personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Torino ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Torino, nei confronti di un cittadino italiano, gravemente indiziato di due furti in abitazione ai danni di persone anziane.
Il provvedimento restrittivo è stato emesso a seguito di ulteriori sviluppi investigativi sull’attività predatoria posta in essere dall’indagato, già destinatario di una precedente ordinanza di custodia cautelare in carcere, che hanno consentito di ricostruire un sistematico e spregiudicato modus operandi messo in atto, a partire dal 24 febbraio scorso, ai danni di cittadini ultrasessantacinquenni residenti nel capoluogo piemontese.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo ha agito in concorso con un complice, il cosiddetto “telefonista”, allo stato non identificato. Mentre quest’ultimo contattava telefonicamente le vittime, fingendosi appartenente alle Forze dell’Ordine, l’indagato si presentava presso le loro abitazioni qualificandosi come “Carabiniere” e, con il pretesto di dover svolgere accertamenti nell’ambito di una presunta rapina nella quale gli anziani sarebbero stati coinvolti, riusciva a ottenere l’accesso alle abitazioni.
Una volta all’interno, ha sottratto denaro contante, monili in oro di ingente valore e carte bancomat, successivamente utilizzate per effettuare prelievi fraudolenti. In uno degli episodi contestati, il valore complessivo dei beni asportati ha superato i 100.000 euro, tra denaro contante, gioielli e monili in oro per un peso di circa mezzo chilogrammo.
L’ordinanza è stata notificata all’indagato presso la Casa Circondariale di Torino, dove si trova già detenuto dallo scorso 27 marzo. L’uomo era stato infatti arrestato in flagranza di reato per un episodio analogo, commesso sempre nel capoluogo piemontese con le medesime modalità ai danni di altri due anziani.
In occasione di questa operazione, la Polizia di Stato rinnova l’appello alla massima prudenza, in particolare per le fasce più vulnerabili della popolazione. Si ricorda che:
  • Le Forze dell’Ordine non chiedono mai denaro o gioielli per chiudere indagini o per “cauzioni”.
  • Diffidate di chi si presenta in borghese: se qualcuno afferma di appartenere a una Forza di Polizia, chiedete sempre di esibire il tesserino di riconoscimento.
  • In caso di dubbio, chiamate subito il 112 N.U.E.: prima di far entrare chiunque in casa, contattate il Numero Unico di Emergenza per verificare l’effettiva presenza di operazioni di servizio nella vostra zona.

Saldi al via: a Torino e provincia acquisti per 153 milioni. Ascom chiede regole uguali per negozi e online

Scattano sabato 4 luglio i saldi estivi in Piemonte. Secondo le stime di Confcommercio, ogni famiglia spenderà mediamente 201 euro, pari a circa 91 euro a persona. A livello nazionale il giro d’affari atteso è di 3,2 miliardi di euro, mentre in Piemonte la spesa complessiva dovrebbe raggiungere i 290 milioni. Di questi, circa 153 milioni riguarderanno Torino e la sua provincia.

Per Ascom Confcommercio Torino e provincia l’avvio dei saldi rappresenta un momento importante sia per gli operatori commerciali sia per i consumatori, ma torna anche il tema del rispetto delle regole e della concorrenza con il commercio online.

«Il saldo è importante per il commerciante come per il consumatore – sottolinea la presidente di Ascom Confcom Torino e provincia Maria Luisa Coppa –, soprattutto oggi, con tante famiglie che aspettano gli sconti per fare acquisti che altrimenti rimanderebbero o non farebbero del tutto».

Piemonte, Liguria, Lombardia e Valle d’Aosta inizieranno i saldi nella stessa giornata, una scelta condivisa per evitare squilibri competitivi tra regioni confinanti. Secondo Ascom, però, il problema resta quello delle promozioni anticipate all’interno dello stesso territorio, nonostante la normativa vieti vendite promozionali nei trenta giorni precedenti l’inizio ufficiale dei saldi.

«Eppure, la norma è chiara – ricorda la presidente Coppa –: nei trenta giorni prima dell’avvio ufficiale non si possono fare vendite promozionali. Invece, c’è chi lo fa con la certezza di farla franca. E non solo piccole realtà, anche importanti gruppi del centro di Torino anticipano gli sconti, creando un grave danno a tutta la categoria».

Altro tema evidenziato dall’associazione è quello dell’e-commerce, ritenuto ancora soggetto a regole differenti rispetto ai negozi tradizionali.

«L’e-commerce è un problema sentito in modo fortissimo dai nostri imprenditori – afferma la presidente Coppa –. La soluzione c’è ed è: “stesso mercato, stesse regole”. Oggi, invece, chi le rispetta non è tutelato e chi le aggira riempie il cassetto. Si pretende rigore dal negozio di vicinato sui trenta giorni e sulla trasparenza del prezzo, mentre online tutto questo non esiste. Un’asimmetria che, nei saldi, diventa ancora più evidente».

Ascom osserva inoltre che il nuovo dazio di 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE, entrato in vigore dal 1° luglio, interessa soprattutto le piattaforme orientali e ha un impatto limitato sulla concorrenza esercitata dai grandi operatori del commercio elettronico.

L’inizio dei saldi coincide anche con un periodo di forte presenza turistica in città. Manifestazioni come il Kappa FuturFestival contribuiscono infatti ad aumentare l’afflusso di visitatori, con ricadute positive anche per il commercio.

«La città sa attrarre: il Kappa FuturFestival di questi giorni è ormai atteso anche dai commercianti – conclude la presidente Coppa –, perché porta un pubblico con elevata capacità di spesa che si ferma qualche giorno a Torino e fa volentieri shopping».

Per i negozianti del settore moda, il principale punto di forza resta la qualità dell’offerta e il rapporto diretto con la clientela.

Roberto Orecchia, presidente del Gruppo Moda di Ascom Confcom Torino e provincia, conferma che «la nostra forza è la garanzia della qualità. Dietro ogni capo c’è un lavoro di ricerca e selezione: mesi a scegliere collezioni, materiali e proposte su misura per la clientela. Sta diventando piuttosto chiaro che il commerciante ti difende dal fake e dal fast fashion: negozio vuol dire serietà, online vuol dire incognita. E durante i saldi è la fiducia nel commerciante a fare la differenza».

Secondo Orecchia si sta tornando a un modo più tradizionale di vivere i saldi, con acquisti orientati soprattutto a capi destinati all’uso quotidiano e con una crescente attenzione alla qualità del servizio.

«Tornano i saldi “classici” – conclude Roberto Orecchia –: le persone comprano il capo che usano tutti i giorni, con sempre maggiore consapevolezza. Ed è la relazione a fare la differenza: la persona che ti accoglie e ti ascolta anche nei momenti più caotici. In negozio provi il capo, verifichi la taglia, eviti l’acquisto sbagliato, hai la certezza dell’autenticità e una garanzia con un volto e un nome. Inoltre, ogni acquisto sotto casa sostiene l’occupazione del territorio e tiene vive le vie. Questo l’online non potrà mai replicarlo».

A spiegare il significato dei saldi dal punto di vista del commerciante è anche Piero Sacchi, titolare del negozio Y di piazza San Carlo, che richiama l’origine stessa degli sconti di fine stagione.

«Il saldo nasce da una ragione semplice: quando un capo ha compiuto il suo percorso stagionale e non ho più tutte le taglie e l’assortimento non è più completo, quel prodotto perde un po’ di valore. È per questo che lo si propone a un prezzo minore; è un atto di serietà verso il cliente. Non significa che prima ci lucrassi sopra: riconosco che il cliente non ha più l’intera collezione a disposizione, ma ciò che resta dopo una stagione. Se trova il capo che gli piace, lo paga meno».

Lo stesso commerciante spiega che gli sconti saranno progressivi nel corso della stagione.

«Partiremo dal 20% – spiega Sacchi –, per poi aumentare via via che diminuisce la disponibilità. Chi invece fa sconti tutto l’anno, compie un’altra operazione, con altri significati. La serietà sta nel dire con chiarezza che quel capo vale meno quando la collezione non è più completa, ma il servizio e la qualità restano gli stessi».

Anche nei quartieri cittadini diversi dal centro storico l’avvio dei saldi è atteso con interesse.

«In Crocetta – sottolinea Gianluca Fabris, titolare di Fabris Abbigliamento – la stagione dei saldi resta un momento molto atteso, come dimostra anche il calo della domanda nelle settimane precedenti. I nostri clienti approfittano degli sconti per acquistare capi già individuati. Puntiamo sulla trasparenza, sulla qualità e sulla consulenza, spiegando tessuti, tagli e le differenze di prezzo. Saremo aperti anche domenica per rispondere a questa attesa».

Nei centri della provincia i saldi saranno accompagnati da numerose Notti Bianche, con negozi aperti fino a tarda sera, spettacoli, musica e iniziative di animazione. Tra gli appuntamenti in programma figurano quelli di Chivasso, Ciriè, Rivarolo, Settimo Torinese e Venaria Reale.

«Negli ultimi anni – spiega Massimo Testa, titolare del negozio di abbigliamento Class Collection di Rivarolo – c’è molta confusione sulla data d’avvio dei saldi e l’attesa, chiaramente, non è più quella di un tempo. Quello che, però, continua a funzionare, in una realtà cittadina come Rivarolo, è legarli a un evento capace di animare il territorio. La notte bianca si fa da vent’anni e richiama tutto il Canavese. Unire festa, musica ed enogastronomia allo shopping è una boccata d’ossigeno per il commercio, perché porta in centro persone che altrimenti non ci sarebbero. È così che il saldo torna a essere un momento atteso. Cambiano anche i comportamenti d’acquisto: nella prima parte dei saldi si compra soprattutto per necessità, mentre verso fine agosto prevale l’occasione, l’acquisto per sfizio di chi trova il capo giusto al prezzo giusto».

Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi Confcommercio, il valore complessivo dei saldi estivi 2026 raggiungerà i 3,2 miliardi di euro. Le famiglie che effettueranno acquisti in saldo saranno circa 16,1 milioni, con una spesa media di 201 euro per nucleo familiare.

Per acquistare in sicurezza, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano alcune regole fondamentali. Il cambio del prodotto resta generalmente a discrezione del negoziante, salvo i casi di merce difettosa o non conforme previsti dal Codice del Consumo. La prova dei capi non è obbligatoria, mentre i pagamenti elettronici devono essere accettati. I prodotti in saldo devono essere stagionali o soggetti a deprezzamento e il cartellino deve riportare il prezzo originario, la percentuale di sconto e il prezzo finale, nel rispetto della normativa vigente.

A Torino la prima Portineria di comunità itinerante

Bosch eBike Systems porta la mobilità al servizio delle comunità 

Una eCargo Bike diventa uno spazio mobile di ascolto, orientamento e inclusione per raggiungere le persone direttamente nei quartieri

 

Torino, 3 luglio 2026 – La mobilità può fare molto più che spostare persone da un luogo all’altro: può creare connessioni, avvicinare servizi e generare nuove opportunità. Con questa visione Bosch eBike Systems Italia ha sostenuto la nascita della prima Portineria di comunità itinerante, un progetto che porta attività di supporto, ascolto e orientamento direttamente nei quartieri torinesi Aurora e Barriera di Milano grazie a una eCargo Bike motorizzata Bosch.

 

L’iniziativa rappresenta un’evoluzione del modello delle Portinerie di comunità, realtà che negli ultimi anni hanno contribuito a costruire relazioni di prossimità e occasioni di incontro sul territorio. Oggi questo approccio assume una nuova forma: una stazione mobile capace di muoversi tra scuole, piazze, centri culturali e luoghi di aggregazione, raggiungendo le persone là dove vivono, studiano e lavorano.

 

Realizzato da Rete Italiana di Cultura Popolare APS, Altrimodi Impresa Sociale ETS e Fondazione Mamre ETS, con il sostegno di Bosch eBike Systems Italia e Fondazione Lavazza, il progetto nasce per rafforzare le reti sociali e facilitare l’accesso a opportunità, servizi e percorsi di crescita personale, con un’attenzione particolare ai giovani e alle situazioni di maggiore fragilità.

 

Per Bosch eBike Systems il progetto rappresenta un esempio concreto di come la mobilità elettrica possa generare un impatto positivo nella vita quotidiana delle persone. Le eBike e le eCargo Bike non sono infatti soltanto strumenti per una mobilità più sostenibile, ma possono diventare vere piattaforme di servizio capaci di rendere i territori più accessibili, resilienti e connessi.

 

“Per Bosch eBike Systems, la mobilità è uno strumento di inclusione. Per questo non solo sosteniamo le Portinerie di Comunità, ma contribuiamo attivamente con un nuovo mezzo a pedalata assistita. Vogliamo che i servizi essenziali possano superare ogni barriera e arrivare al cuore delle periferie, raggiungendo anche le zone più difficili. È la nostra missione: portare l’innovazione dove serve di più, trasformando la mobilità in un ponte per la comunità”, ha dichiarato Federica Cudini, Country Marketing Manager, Bosch eBike Systems Italy.

 

Con la Portineria di comunità itinerante, Bosch eBike Systems conferma il proprio impegno nel promuovere una mobilità che non si limita agli spostamenti, ma contribuisce a costruire relazioni, favorire l’inclusione e migliorare concretamente la qualità della vita nelle città.

A Cesana tra Med e Bob 

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Ruspe ed escavatori al lavoro nel cantiere da 135 milioni che crea almeno 500 nuovi posti di lavoro nella zona. Si comincia a scavare nell’area di San Sicario, frazione di Cesana, dove sorgerà un maxi villaggio turistico, un Club Mediterranee con 500 camere e oltre mille posti letto a 1700 metri di quota con vista Chaberton. Il nuovo grande resort, secondo dopo quello di Pragelato in provincia di Torino, sembra quasi addolcire gli animi dei 900 cesanesi e dei numerosi villeggianti che trascorrono le vacanze in Alta Valle di Susa dopo l’amara vicenda della pista olimpica di bob. In effetti, salendo in auto a Claviere da Cesana lo spettacolo è desolante. La grande pista di bob di Cesana-Pariol giace lì sulla montagna come fosse un rottame a zig-zag targato Torino 2006, in stato di abbandono dal 2011. Un lungo serpentone di cemento e lamiera, costato 110 milioni di euro per i Giochi Olimpici e abbandonato a pochi anni dall’inaugurazione. Alla fine dei conti, la pista è stata utilizzata solo per pochi anni per gli alti costi di gestione ed è stato deciso di non ristrutturarla per le Olimpiadi di Milano-Cortina del febbraio scorso.
Sono arrivati invece i fondi per smantellare l’impianto e riqualificare l’area che verrà rimessa in ordine e restituita alla pineta. Le Olimpiadi di Torino 2006 hanno lasciato infrastrutture funzionanti, alcune riqualificate, ma anche siti olimpici abbandonati e opere incompiute. Tra impianti sportivi, villaggi per atleti e infrastrutture viarie, Torino 2006 ha visto la costruzione di oltre 60 opere tra Torino, Sestriere, Pragelato e Bardonecchia. Alcune strutture, come il villaggio olimpico, sono state riconvertite in ostelli per studenti e altre demolite. Ora però, a stendere un velo pietoso sulla pista, arriva il Club Med che dovrebbe contribuire a favorire e a dare impulso all’industria del turismo di tutta l’alta valle, tutto l’anno. Il nuovo grande resort sorgerà a San Sicario Alta sui terreni tra la stazione di arrivo della telecabina di Cesana e la partenza della seggiovia Ski lodge-Sellette, sarà pronto a fine 2028 e ospiterà un migliaio di turisti.                             Filippo Re
nelle foto, la pista di bob a Cesana-Pariol e il futuro Club Med a San Sicario