CRONACA

Via Monastir e via Candiolo: diventa definitiva l’area pedonale

 

Diventa definitiva l’area pedonale nel tratto di via Monastir interno 17 e via Candiolo interno 34, in Circoscrizione 2, dopo la sperimentazione avviata nel 2025. La misura è stata approvata dalla Giunta comunale su proposta dell’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta.

La decisione arriva al termine di una fase sperimentale che non ha evidenziato criticità e che ha ottenuto il parere favorevole della Circoscrizione 2 e del Corpo di Polizia Municipale. La proposta di pedonalizzazione era stata avanzata da un gruppo di residenti ed è stata accolta dall’Amministrazione nell’ambito del programma di progressiva pedonalizzazione di strade e spazi urbani anche di dimensioni ridotte.

I due tratti interessati sono marginali rispetto alla viabilità principale e destinati esclusivamente all’accesso alle proprietà che vi si affacciano. In prossimità dell’intersezione tra le due vie si trova inoltre l’ingresso della scuola dell’infanzia “La Giostra”, dove negli orari di entrata e uscita dei bambini erano state segnalate alcune criticità legate alla sicurezza.

Con l’istituzione definitiva dell’area pedonale, la circolazione veicolare e la sosta sono interdette 24 ore su 24, tutti i giorni, festivi compresi, salvo i veicoli autorizzati, nel rispetto delle disposizioni previste dal Codice della Strada. Restano ammessi i mezzi di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie.

L’intervento si inserisce nelle politiche della Città di Torino orientate a migliorare la sicurezza, la qualità dello spazio pubblico e la vivibilità dei quartieri, con particolare attenzione alle aree frequentate da bambini e famiglie.

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Nascondeva hashish e cocaina nell’autolavaggio

BORGO VITTORIA

La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino di origini albanesi per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

A seguito di attività info-investigative, gli agenti della Squadra Mobile hanno ispezionato un autolavaggio sito nel quartiere Borgo Vittoria. Durante le fasi di controllo, il titolare dell’esercizio commerciale, un uomo di 31 anni, è apparso agitato.

Nella disponibilità del giovane, gli agenti hanno rinvenuto due chiavi di due diverse autovetture. Nel bracciolo porta oggetti di una di queste, c’erano 115 grammi di cocaina e circa 20 grammi di hashish. Negli uffici dell’attività, è stato recuperato anche materiale per il confezionamento delle dosi e ulteriori 10 grammi di cocaina occultati sopra un mobile di metallo.

La Procura della Repubblica di Torino ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto.

Quando l’algoritmo incontra il cuore: la cardiologia del futuro alle Giornate Torinesi

Le 37ª edizione delle Giornate Cardiologiche Torinesi, in programma giovedì 29 e venerdì 30 gennaio 2026 a partire dalle ore 9 presso lo Starhotels Majestic (corso Vittorio Emanuele II 54) e l’Hotel Concord (via Lagrange 47), si conferma come un appuntamento di riferimento per il dibattito sulle nuove frontiere della cardiologia. L’evento riunirà esperti, ricercatori e clinici in un contesto in cui innovazione tecnologica, collaborazione interdisciplinare e centralità del paziente si intrecciano sempre più strettamente. I lavori saranno presieduti dai professori Gaetano Maria De Ferrari, Mauro Rinaldi e Fabio Verzini dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino.

Intelligenza artificiale e medicina: una visione umanistica della cura

Il convegno si aprirà con una tavola rotonda inedita che metterà a confronto cardiologi, informatici e ingegneri dell’Università di Torino e del Politecnico di Torino. Al centro del dialogo, il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale e dei modelli computazionali nella comprensione delle malattie cardiovascolari e nel supporto alle decisioni cliniche.

L’introduzione sarà affidata a don Luca Peyron, tra i massimi esperti di intelligenza artificiale e promotore della sede torinese dell’Autorità italiana per l’IA, che proporrà una riflessione sul rapporto tra tecnologia e persona. In un’epoca in cui gli algoritmi entrano sempre più nel rapporto medico-paziente e nella vita quotidiana, il suo contributo sottolineerà la necessità di mantenere l’innovazione ancorata a una visione etica e umanistica della cura.

Alla tavola rotonda parteciperanno anche i professori Gaetano Maria De Ferrari, Umberto Morbiducci, Marco Grangetto e Piero Fariselli, protagonisti della ricerca torinese in ambito cardiologico, informatico e bioingegneristico, che illustreranno come analisi dei dati, intelligenza artificiale e ingegneria dei sistemi complessi stiano già migliorando diagnosi, stratificazione del rischio e personalizzazione delle terapie.

Miocarditi e casi clinici: quando la complessità cambia la pratica

Accanto allo sguardo rivolto al futuro, le Giornate daranno ampio spazio alla cardiologia clinica e alle sue sfide più attuali, a partire dal tema delle miocarditi, un ambito in cui tempestività decisionale, integrazione di competenze e tecnologie avanzate possono essere determinanti.

Emblematico il recente caso di un uomo di 34 anni, in trattamento con anticorpi monoclonali per una patologia autoimmune, giunto in shock cardiogeno per una miocardite fulminante da un ospedale della rete afferente alle Molinette. Grazie a un intervento rapido e coordinato di cardiologi, cardiochirurghi e cardioanestesisti, il paziente è stato sottoposto a un percorso altamente complesso che ha previsto l’utilizzo di dispositivi di supporto circolatorio avanzati, come Impella ed ECMO. L’integrazione di queste tecnologie con una terapia personalizzata ha consentito la sopravvivenza e il completo recupero della funzione cardiaca.

Proprio sulle miocarditi si concentrerà una parte rilevante del convegno, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza dell’importanza di reti cardiologiche efficienti, capaci di indirizzare i casi più gravi verso le strutture più idonee.

Le Giornate Cardiologiche Torinesi si propongono così come uno spazio di confronto tra scienza, tecnologia ed etica, in cui l’innovazione e l’esperienza clinica diventano strumenti complementari per costruire la medicina cardiovascolare del futuro.

Polis Policy: “democrazia per la pace” ai tempi dell’IA

Ultime ore per iscriversi alla seconda sessione della nona edizione

Al via la nona edizione di Polis Policy, l’Accademia d’Alta Formazione promossa dall’Associazione Difendiamo il Futuro. Pasquale Ferrara, Direttore Generale per gli Affari Politici e Sicurezza del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, sarà il relatore principale della seconda sessione della non edizione di Polis Policy, in programma venerdì 30 gennaio alle 18.15. Il tema trattato è di strettissima attualità, ovvero “La democrazia per la pace”. Porteranno il loro contributo Marzia Sica, della Compagnia di San Paolo, e Daniele Ballarin, del Sermig, mentre per Another Vision, intitolata “Profezie per la pace. Genesi di una mostra”, interverrà la docente torinese Cristina Zeni. Il moderatore sarà Bruno Foresi. La prima sessione di Polis Policy è stata dedicata al tema “Fondamenti della democrazia”, mentre nella terza e ultima sessione, di venerdì 6 marzo, si parlerà di “Democrazia nel tempo dell’intelligenza artificiale”. L’Associazione Difendiamo il Futuro organizza dal 2002 seminari, dibattiti e incontri di approfondimento su quanto accade nella società italiana s piemontese, il progetto intorno al quale ruotano le iniziative di DF e Polis Policy, Accademia di Alta Formazione riguardano argomenti di natura sociale, culturale e politica. Negli scorsi anni, tra i temi centrali affrontati da DF ci sono stati la pandemia e le conseguenze per lo stato sociale, tra diritti, lavoro e integrazione; le sfide e le opportunità per un’Italia in transizione, in cui si è parlato di immigrazione, democrazia, demografia e sostenibilità. Tra il 2024 e il 2025, i tre incontri hanno provato a chiarire che cosa sia realmente la democrazia, se sia possibile una democrazia apartitica, e i rapporti tra democrazia e potere mediatico, grazie al contributo di relatori d’eccezione.

“Polis Policy – interviene Giuseppe Giulio Calabrese, Presidente dell’Associazione Difendiamo il Futuro – si pone l’obiettivo di approfondire e spiegare grandi temi dell’epoca in cui viviamo attraverso interventi di esperti. Quest’anno il comitato scientifico ha deciso di continuare il ragionamento sul tema della democrazia, che in epoca moderna mai è stata messa in discussione come in questo periodo, invece rimane presidio indispensabile per la nostra società. In particolar modo, in questa seconda sessione, il tema sarà dedicato al rapporto tra la democrazia e la pace, condizione che non può dirsi acquisita neanche in Europa. L’impostazione iniziale sarà sempre quella umana, nell’ottica di mantenere un ampio respiro e una visione generale.

Nona edizione di Polis Policy “Difendiamo la democrazia” – seconda sessione “La democrazia per la pace” 30 gennaio ore 18.15, Fondazione Opera Munifica Istruzione, via San Massimo 21, Torino.

Mara Martellotta

Croce Verde Cumiana, arriva la certificazione di qualità

La Croce Verde Cumiana, associazione di volontariato aderente ad Anpas, ha ottenuto per la prima volta la certificazione Uni En Iso 9001:2015, al termine di un percorso strutturato di accompagnamento e supporto promosso da Anpas Piemonte. Il riconoscimento, rilasciato dall’ente di certificazione accreditato Cisq/Certiquality Srl, attesta la conformità dell’organizzazione agli standard internazionali per la qualità dei processi e dei servizi erogati.

La certificazione rappresenta una conferma formale della solidità del Sistema di Gestione per la Qualità adottato dalla Croce Verde Cumiana, che opera secondo criteri organizzativi rigorosi e procedure affidabili. L’audit ha evidenziato un modello gestionale in grado di garantire servizi di trasporto sanitario ed emergenza-urgenza caratterizzati da elevati livelli di professionalità, efficienza e sicurezza, nel rispetto dei requisiti normativi e delle aspettative della comunità di riferimento.

«È un riconoscimento che testimonia in modo concreto l’impegno quotidiano della Croce Verde Cumiana al servizio della cittadinanza – sottolinea il presidente Gianni Mancuso – Il percorso che ci ha portati alla certificazione è stato impegnativo e ha richiesto investimenti costanti sulla formazione dei volontari, sulla sicurezza di operatori e pazienti, sulla trasparenza gestionale e sul miglioramento continuo dei servizi. Questo risultato dimostra come anche il volontariato possa adottare sistemi organizzativi evoluti e orientati alla qualità, non come punto di arrivo ma come stimolo a crescere ulteriormente. Rivolgo un sincero ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito a raggiungere questo importante obiettivo».

Soddisfazione viene espressa anche da Anpas Piemonte, che ha affiancato l’associazione nel percorso di certificazione. «L’ottenimento della Uni En Iso 9001:2015 è il riconoscimento di un lavoro serio e metodico sui processi organizzativi – evidenzia Armando Gotta, responsabile del progetto Qualità – L’audit ha confermato la solidità delle procedure, la capacità di controllo e l’attenzione al miglioramento continuo, dimostrando che il volontariato può raggiungere standard qualitativi elevati e pienamente verificabili».

Il cammino intrapreso dalla Croce Verde Cumiana si è fondato su un’analisi puntuale dei processi, sul rafforzamento delle procedure operative e sul monitoraggio costante della qualità dei servizi, elementi centrali di un sistema di gestione orientato all’affidabilità e allo sviluppo organizzativo. La certificazione Iso 9001 definisce infatti i requisiti necessari a dimostrare la capacità di rispondere in modo efficace ai bisogni degli utenti, favorendo il governo dei processi e la crescita strutturata delle organizzazioni.

In questo quadro, il risultato raggiunto consente alla Pubblica Assistenza Anpas Croce Verde Cumiana di consolidare ulteriormente il proprio impegno in coerenza con i principi di Anpas, da tempo orientata alla diffusione di modelli organizzativi efficienti e standardizzati, contribuendo a rendere il volontariato sanitario sempre più qualificato, affidabile e riconosciuto.

La Croce Verde Cumiana, aderente ad Anpas, conta oggi 323 volontari e 11 dipendenti. Nell’ultimo anno ha effettuato oltre 7.000 servizi, percorrendo complessivamente 374.000 chilometri. Accanto alle attività di emergenza-urgenza e ai trasporti socioassistenziali, l’associazione assicura assistenza sanitaria durante manifestazioni culturali e sportive.

Anpas Comitato Regionale Piemonte Odv riunisce 81 associazioni di volontariato con 16 sezioni distaccate. Il sistema regionale può contare su 10.695 volontari, 5.388 soci e socie e 741 dipendenti. Ogni anno vengono svolti quasi 600 mila servizi, di cui oltre 200 mila in emergenza-urgenza 118, con più di 20 milioni di chilometri percorsi, confermando il ruolo centrale del volontariato Anpas nel sistema di soccorso e assistenza alla popolazione.

Torino celebra il Giorno della Memoria

Torino ha celebrato oggi il Giorno della Memoria, rinnovando il ricordo delle vittime dell’Olocausto, dei deportati nei campi nazisti e di quanti subirono le persecuzioni del nazifascismo. Nel giorno che segna l’anniversario della liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau, la città si è raccolta in due momenti istituzionali che hanno unito autorità, associazioni e cittadini.

Le celebrazioni sono iniziate alle ore 9.30 al Cimitero Monumentale. Qui l’assessora Chiara Foglietta, in rappresentanza della Città, ha partecipato alla commemorazione solenne che ha toccato i luoghi simbolo del ricordo: dal Campo della Gloria, tra i cubi grigi che accolgono i partigiani, ai cippi dedicati ai Deportati politici (Aned) e agli Internati militari (Anei). L’omaggio si è concluso davanti alla lapide esterna del cimitero israelitico, che riporta i nomi degli oltre 400 ebrei torinesi deportati e mai più tornati.

La Sala Rossa come di consueto ha poi ospitato l’altro momento istituzionale del Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio del popolo ebraico, degli internati militari e di tutti i deportati nei campi nazisti alla presenza delle autorità cittadine.

Dopo gli interventi della Presidente del Consiglio Comunale Maria Grazia Grippo e del presidente del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio Regionale del Piemonte Domenico Ravetti ha preso la parola la vicepresidente della Comunità Ebraica di Torino Anna Segre. Quanto avvenuto, ha sottolineato “non deve accadere mai più, né agli ebrei né a nessun altro” ricordando che “in una comunità democratica non esistono e non possono esistere alternative alla memoria di ciò che è stato, al dialogo e alla convivenza civile”. Nel suo discorso ha poi evidenziato preoccupazione per un clima avvelenato “da un crescente antisemitismo, che si manifesta nei social media e nella vita quotidiana” ma anche come Torino sia una città “ricchissima di iniziative volte a favorire il dialogo interreligioso”.

L’orazione ufficiale è stata affidata al presidente della sezione genovese dell’Aned, l’associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, Filippo Biolè mentre in conclusione della cerimonia è intervenuto il sindaco Stefano Lo Russo. “Torino – ha detto – è una città che ha scelto di vivere la memoria come esercizio civile. Ricordare per noi significa affermare un principio semplice e radicale: nessuna sofferenza subita autorizza a infliggerne un’altra. Viviamo in un tempo attraversato da guerre e conflitti in cui la violenza viene spesso spiegata, giustificata, resa inevitabile. Un tempo in cui il dolore viene gerarchizzato, alcune vittime rese visibili e altre invisibili, alcune vite considerate degne di lutto e altre no. Un tempo in cui la sicurezza viene confusa con la forza e la giustizia con la vendetta. Ma la memoria ci impone di essere chiari: giustizia e vendetta non sono la stessa cosa. La vendetta genera altra violenza. La giustizia, se è tale, apre uno spazio di pace e richiede responsabilità, misura, riconoscimento dell’altro come essere umano, anche quando è più difficile farlo. Ricordare non significa voltarsi indietro, ma avere il coraggio di guardare avanti, scegliendo ogni giorno da che parte stare. Che questo 27 gennaio sia un invito per tutte e tutti a custodire la memoria come strumento critico e non come rifugio, a non consegnarla a chi la usa per dividere, per semplificare, per alimentare nuove paure e a scegliere sempre l’umanità”

Torino si conferma città custode dei valori civili, capace di trasformare il ricordo in impegno attivo. Il Giorno della Memoria è stato preceduto da un palinsesto di oltre settanta appuntamenti tra mostre, spettacoli, presentazioni di libri e attività didattiche.

Il fitto calendario di iniziative è frutto della collaborazione tra Città di Torino, Città Metropolitana, Regione Piemonte, Consiglio Regionale, Prefettura di Torino, Polo del ‘900, Coordinamento delle associazioni della Resistenza e oltre settanta realtà del territorio, tra università, istituti di ricerca, fondazioni, musei, teatri e associazioni.

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Palazzo Nuovo: la mozione del Senato Accademico 

“Il Senato Accademico dell’Università di Torino esprime pieno sostegno alla Rettrice e al Prorettore nelle decisioni prese relativamente a eventi non autorizzati nell’edificio di Palazzo Nuovo, condividendo la posizione assunta. Il Senato Accademico sostiene inoltre il proseguimento di un dialogo costruttivo con la comunità studentesca riguardo alle attività proposte”.

Con queste parole il Senato Accademico dell’Università di Torino, riunito oggi martedì 27 gennaio, ha proposto e approvato a maggioranza una mozione di pieno sostegno alla Rettrice in relazione al provvedimento d’urgenza che ha interessato Palazzo Nuovo nelle giornate di venerdì 23 e sabato 24 gennaio.

La decisione è maturata a seguito dell’intervento della Rettrice in apertura dei lavori, nel quale sono stati ricostruiti il contesto e le ragioni del provvedimento. In particolare, è stato richiamato come, negli ultimi mesi, si sia registrato un aumento di eventi non autorizzati, caratterizzati da una partecipazione crescente e dal coinvolgimento sempre più frequente di minorenni.

Nel suo intervento, la Rettrice ha sottolineato che Palazzo Nuovo è da tempo oggetto di un’attenta e costante analisi, finalizzata alla tutela di chi lavora e studia in Ateneo e alla continuità delle attività istituzionali, analisi che ha portato all’elaborazione del Progetto di solidarietà vicinale. Il piano, frutto di un lavoro condiviso tra governance di Ateneo, Vice Rettore alla Didattica, Direttori dei Dipartimenti, Direzione della Scuola di Scienze Umanistiche e logistica di Ateneo, consente di intervenire con rapidità e responsabilità in presenza di criticità, assicurando la ricollocazione delle attività negli edifici limitrofi. Grazie a questo strumento, le attività previste per i giorni interessati dalla chiusura sono state tempestivamente ricollocate in altri spazi universitari.

La Rettrice ha inoltre chiarito che la chiusura straordinaria e preventiva di Palazzo Nuovo è stata disposta a seguito della diffusione sui social dell’annuncio di una festa serale e notturna prevista per il 23 gennaio, mai formalmente richiesta né autorizzata dall’Ateneo e, per modalità e caratteristiche, incompatibile con la destinazione degli spazi di Palazzo Nuovo.

In conclusione, la Rettrice Cristina Prandi ha ribadito che iniziative di questo tipo, prive di autorizzazioni e garanzie di sicurezza, non possono in alcun modo essere avallate dall’Università, sottolineando come la decisione assunta sia stata frutto di una valutazione autonoma e responsabile dell’Ateneo, non determinata da pressioni esterne.

L’Università ha il dovere di tutelare la sicurezza delle persone e il rispetto delle regole comuni. Allo stesso tempo” ha dichiarato la Rettrice Cristina Prandi “Siamo pienamente consapevoli dell’importanza, per la comunità studentesca, di disporre di spazi e momenti di socialità, aggregazione e partecipazione anche civica. Proprio per questo, come già concordato con il Consiglio degli Studenti, lavoreremo a una valutazione e a un’analisi del Regolamento per l’utilizzo degli spazi, affinché sia sempre più adeguato ai bisogni della comunità universitaria. Questo percorso dovrà però svilupparsi all’interno di un perimetro  di legalità, sicurezza e responsabilità che rappresenta una condizione imprescindibile per la vita dell’Ateneo. 

Per ragionare in una prospettiva di Torino Città Universitaria è inoltre necessario aprire un confronto più ampio con le Istituzioni e gli attori del territorio”.

Trenitalia, Torino-Genova: modifiche all’offerta

Per consentire l’esecuzione degli interventi infrastrutturali nel nodo di Genova e sulla linea Genova-Torino, tra Novi Ligure e Arquata Scrivia, dalle ore 20:00 di venerdì 6 alle ore 06:00 di martedì 10 febbraio, la circolazione ferroviaria subirà modifiche, in particolare alcuni treni del Regionale sulle linee:

  • Genova – Torino, Genova – Arquata Scrivia/Novi Ligure, sono cancellati nella tratta Arquata Scrivia – Novi Ligure e/o Genova Brignole – Genova Sampierdarena, sono previste corse con bus nella tratta Arquata Scrivia – Novi Ligure – Genova Brignole;
  • Genova – Arquata Scrivia- Alessandria e Recco – Genova Nervi – Genova Brignole – Genova Voltri non circolano;
  • Genova – Busalla, Genova – Acqui Terme, La Spezia C.le/Levanto/Sestri Levante/Genova – Savona/Ventimiglia sono cancellati nella tratta Genova Brignole/Genova P. Principe – Genova Sampierdarena e modificano l’orario anche con anticipi;
  • i treni 3018, 3034, 3038 e 3057 linea Milano – Genova hanno origine/termine corsa a Genova P. Principe o Genova Sampierdarena e modificano l’orario
  • il treno 3041 della relazione Milano-Genova-Alassio i giorni 6, 7 e 8 febbraio ferma anche nella stazione di Genova Brignole
  • il treno 2312 di Trenord da Arquata Scrivia a Milano Greco Pirelli il giorno 7 febbraio non circola, il giorno 9 febbraio è cancellato nella tratta Arquata Scrivia – Novi Ligure, ha origine corsa a Novi Ligure;
  • alcuni Intercity delle linee Savona/Genova/Salerno – Torino, Milano – La Spezia/Savona e alcuni Intercity Notte delle relazioni Reggio Cal./Salerno – Torino subiscono modifiche di orario. Inoltre, i treni IC 500, 503, 515 e 519, dal 7 al 9 febbraio, non effettuano la fermata di Novi Ligure;
  • treni Frecciabianca 8601 e 8630 della relazione Genova – Roma, Frecciarossa 8606 e 8623 Torino – Roma e il Frecciarossa 9710 Genova Brignole – Venezia S. Lucia hanno origine/termine corsa a Genova Brignole/Genova P. Principe o modificano l’orario anche con anticipi.

I canali di acquisto sono aggiornati.

Si invitano i viaggiatori a informarsi per programmare il viaggio.

Tir cisterna sprofonda nel fosso: strada paralizzata a Settimo

Un tir cisterna colmo di latte, in viaggio lungo via Fornaci, è scivolato in un fosso durante una manovra di svolta mal riuscita. Le ruote di sinistra del mezzo pesante sono precipitate nel terrapieno, intrappolandolo irrimediabilmente a causa del volume del carico.

Sul posto è intervenuta la polizia locale, che ha richiesto mezzi specializzati per l’estrazione del veicolo. Fortunatamente non ci sono stati feriti. Le operazioni di rimozione, lunghe e complesse, hanno provocato gravi disagi al traffico deviato su percorsi alternativi.

VI.G

Cade dal tetto sul lavoro: è grave al Cto

Precipita da 6 metri dal tetto di un capannone mentre sta lavorando: 41enne finisce in gravi condizioni. Questo è l’incidente sul lavoro successo questa mattina a Spineto di Castellamonte. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo è caduto dal tetto del prefabbricato quando erano in corso dei lavori. L’operaio è stato trasportato in elicottero al Cto ed è in codice rosso per un politrauma. Sono in corso gli accertamenti da parte dei carabinieri della compagnia di Ivrea e degli ispettori dello Spresal dell’Asl To4 per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

VI.G