Sopralluogo d’eccezione al cantiere della nuova Biblioteca Civica Centrale al Valentino per un gruppo di volontarie e volontari del servizio civile universale, che saranno coinvolti in qualità di ambassador per raccontare il percorso che accompagnerà il passaggio dalla vecchia alla nuova Biblioteca Civica Centrale. Ad accompagnarli nella visita è stato il sindaco Stefano Lo Russo, insieme a Maurizia Rebola, che avrà il compito di organizzare il calendario e coordinare le attività di animazione culturale del nuovo polo nell’ambito della convenzione che ha già assegnato la gestione degli spazi culturali a Fondazione per la Cultura Torino, e alla dirigente del Servizio Biblioteche della Città Cecilia Cognigni.
“Quello della nuova Biblioteca Civica Centrale – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – è senza dubbio uno dei cantieri più importanti finanziati con fondi europei, un progetto di cui siamo particolarmente orgogliosi, che è andato avanti rispettando i tempi previsti e ora trova in dirittura d’arrivo. Presto la città avrà un nuovo, grande polo culturale, turistico e di innovazione, circondato da un parco del Valentino anch’esso completamente riqualificato. Siamo particolarmente contenti che a raccontare questa novità alla cittadinanza saranno le ragazze e i ragazzi che prestano il servizio civile nelle nostre biblioteche civiche e siamo certi lo faranno con la dedizione e l’entusiasmo che hanno dimostrato in questi mesi”.
Sono in tutto 50 i volontari del servizio civile impegnati per un anno nelle Biblioteche civiche torinesi, impegnati attivamente su progetti di promozione della lettura, attività culturali per bambine, bambini e adulti e servizi al pubblico. Da settembre saranno loro a raccontare alla cittadinanza una delle trasformazioni culturali più importanti in corso in città: la nascita della nuova Biblioteca Civica Centrale all’interno dello storico complesso di Torino Esposizioni progettato da Pier Luigi Nervi. Un progetto ispirato al modello delle moderne public library europee che ha previsto la riqualificazione di spazi interni ed esterni, distribuiti su una superficie complessiva di 20mila metri quadrati.
I lavori per la sua realizzazione, iniziati nell’estate 2023 con le opere di prima esecuzione, tra scavi, demolizioni e bonifiche, si avviano alla fase conclusiva. Un cantiere, finanziato dal Piano Nazionale Complementare al PNRR e cofinanziato con risorse del fondo previsto dall’articolo 42 del decreto legge 50 del 2022 e dalla legge 65 del 2012 per un importo complessivo di circa 105 milioni di euro e affidato a SCR – Società di Committenza Regione Piemonte S.p.A, che ha impegnato a pieno regime anche 200 lavoratori contemporaneamente per trasformare il volto del complesso da tempo dismesso. Nello specifico, l’intervento ha previsto il restauro di alcuni elementi di valore storico, la realizzazione degli impianti, la sostituzione degli infissi e il rifacimento della pavimentazione della balconata superiore. È stato da poco ultimato il restauro della copertura a volta così come gli interventi e la posa della pavimentazione sulla balconata inferiore. Conclusi le opere edilizie si procederà con l’arredamento e l’allestimento degli spazi, con l’obiettivo di aprire la biblioteca alla cittadinanza entro la fine dell’anno.
La nuova Biblioteca Civica Centrale sarà il cuore del sistema bibliotecario urbano e uno dei principali luoghi pubblici dedicati alla cultura, alla conoscenza, all’accessibilità, alla partecipazione e all’inclusione. Il progetto prevede 150mila documenti a scaffale aperto, 600mila documenti nel deposito, 40mila tra collezioni storiche e speciali, 700 sedute tradizionali e 700 sedute informali, oltre a spazi per bambine e bambini, formazione permanente, laboratori creativi, caffetteria, bookshop e area conferenze. La nuova sede avrà due accessi, da corso Massimo d’Azeglio e dal Valentino, rafforzando il legame tra la biblioteca, il parco e la città.
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E’ morto al Cottolengo mons. Giacomo Lanzetti
È morto questa mattina presso l’Ospedale Cottolengo di Torino mons. Giacomo Lanzetti, 84 anni, Vescovo emerito di Alba. Originario di Carmagnola, dal 2002 al 2006 è stato Vescovo ausiliare di Torino: la camera ardente sarà allestita a Torino nella parrocchia di San Benedetto Abate, fondata da Lanzetti, domani, venerdì 3 luglio, dalle 15.30 alle 19.30 e sabato 4 dalle 8 alle 12. Sempre a San Benedetto Veglia funebre venerdì 3 alle 21.,I funerali di mons. Lanzetti saranno celebrati sabato 4 alle 16 nella Cattedrale di Alba, Veglia funebre anche ad Alba venerdì 3 alle 21.,Appresa la notizia della scomparsa, l’Arcivescovo di Torino cardinale Roberto Repole ha espresso a nome di tutta la Chiesa locale “un sentimento di grande dolore, ma anche di grande e molto affettuosa riconoscenza per la vita donata da mons. Lanzetti alla Diocesi subalpina, dove negli anni Settanta aveva fondato e costruito la parrocchia di San Benedetto, una delle comunità più vivaci in quegli anni carichi di fermenti. Con lo stesso entusiasmo, la stessa generosità e la stessa energia che aveva messo nell’accompagnare la nascita della parrocchia, Lanzetti ha affrontato tutti gli altri servizi che la Chiesa torinese e la Chiesa italiana gli ha poi chiesto di accettare”. fr
Foto LA VOCE E IL TEMPO
Da venerdì 26 giugno 2026, tutti i venerdì, sabato e nei prefestivi, è in servizio la versione estiva della rete notturna potenziata con 17 linee che collegano 29 Comuni della cintura al centro Città.

Saranno 17 le linee attive, in grado di collegare il centro di Torino a 29 Comuni dell’Area Metropolitana, nella fascia oraria compresa tra le 23.00 e le 5.00 del mattino. Un servizio pensato per offrire un’alternativa sicura, comoda e sostenibile agli spostamenti notturni, in particolare per i più giovani, che vogliono vivere la città e il territorio senza l’auto privata.
Ogni venerdì, sabato e nei prefestivi i bus di tutte le linee notturne ti portano dai capolinea periferici al capolinea centrale in piazza Vittorio Veneto. Il progetto, già molto apprezzato negli scorsi anni, amplia l’offerta del trasporto pubblico anche in orario notturno con percorsi prolungati.
Night Buster, servizio organizzato da GTT in collaborazione con Agenzia per la Mobilità Piemontese e Città di Torino, vuole offrire, soprattutto ai giovani, un trasporto sicuro ed efficace che strizzi l’occhio ad una mobilità sostenibile per vivere la città in modo consapevole. E’ utile ricordare che tutte le linee Night Buster effettuano capolinea centrale in piazza Vittorio Veneto e si possono utilizzare con gli stessi biglietti ed abbonamenti dei bus “diurni”.
I percorsi e gli orari
Clicca sul nome della linea per visualizzare la mappa dinamica del percorso e per scoprire gli orari e la fermata più comoda per te.
Scarica la mappa del Nightbuster Estate 2026 (pdf).
- LINEA W1 ARANCIONE, da Rivoli, Collegno, Alpignano e ritorno: qui il percorso
Partenze ogni ora dalle 23.00 alle 4.00 da Rivoli e dalle 24 alle 5.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF) - LINEA N4 ROSSA, da Volpiano, Leinì, Mappano e ritorno: qui il percorso
Partenze ogni 2 ore dalle 23.00 alle 3.00 da Volpiano e dalle 24 alle 4.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF) - LINEA N4B ROSSA, da Falchera e ritorno: qui il percorso
Partenze ogni 2 ore dalle 24.00 alle 4.00 da Falchera e dalle 1.00 alle 5.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF) - LINEA S4 AZZURRA, da piazzale Caio Mario e ritorno:qui il percorso
Partenze ogni ora dalle 24.30 alle 4.30 da piazzale Caio Mario e dalle 1.00 alle 5.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF) - LINEA S5 VIOLA, da Orbassano e ritorno: qui il percorso
Partenze ogni 2 ore dalle 24.00 alle 4.00 da Orbassano e dalle 1.00 alle 5.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF) - LINEA S5B VIOLA, da Rivalta, Orbassano, Beinasco e ritorno: qui il percorso
Partenze ogni 2 ore dalle 23.00 alle 3.00 da Rivalta e dalle 24 alle 4.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF) - LINEA N8 ORO, da Settimo e ritorno: qui il percorso
Partenze ogni ora dalle 23.00 alle 4.00 da Settimo e dalle 24 alle 5.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF) - LINEA S18 BLU, da Candiolo, Vinovo, Nichelino e ritorno: qui il percorso
Partenze ogni 2 ore dalle 24.00 alle 4.00 da Candiolo e dalle 1.00 alle 5.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF) - LINEA S18B BLU, da Vinovo e ritorno: qui il percorso
Partenze ogni 2 ore dalle 23.00 alle 3.00 da Vinovo e dalle 24 alle 4.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF) - LINEA N10 GIALLA, da Caselle, Borgaro e ritorno: qui il percorso
Partenze ogni ora dalle 23.00 alle 4.00 da Caselle e dalle 24 alle 5.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF) - LINEA W15 ROSA, da Collegno, Grugliasco e ritorno: qui il percorso
Partenze ogni ora dalle 23.00 alle 4.00 da Collegno e dalle 24 alle 5.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF) - LINEA W15B ROSA, da via Brissogne e ritorno: qui il percorso
Partenze ogni ora dalle 23.30 alle 4.30 da via Brissogne e dalle 24 alle 5.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF) - LINEA S45 MARRONE, da Chieri, Cambiano, Trofarello, Moncalieri e ritorno: qui il percorso
Partenze ogni 2 ore dalle 1.00 alle 3.00 da Chieri e dalle 24 alle 4.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF) - LINEA S45B MARRONE, da Santena, Cambiano, Trofarello, Moncalieri e ritorno: qui il percorso
Partenze ogni 2 ore dalle 24.00 alle 4.00 da Santena e dalle 1.00 alle 5.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF) - LINEA W60 ARGENTO, da Venaria, Druento, Pianezza e ritorno: qui il percorso
Partenze ogni ora dalle 23.00 alle 4.00 da Venaria e dalle 24 alle 5.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF) - LINEA E68 VERDE, da Gassino, Castiglione, San Mauro e ritorno: qui il percorso
Partenze ogni 2 ore dalle 23.00 alle 3.00 da Gassino e dalle 24 alle 4.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF) - LINEA E68B VERDE, da Chieri, Pino Torinese e ritorno: qui il percorso
Partenze ogni 2 ore dalle 24.00 alle 4.00 da Chieri e dalle 1.00 alle 5.00 da piazza Vittorio Veneto.
ORARIO (PDF)
Eventuali variazioni temporanee di percorso delle linee Night Buster.
Biglietti e abbonamenti
A bordo delle linee di servizio notturno sono validi tutti i normali documenti di viaggio per la tratta percorsa.
Operai ustionati da acido
Son tre gli operai che sono rimasti ustionati questa mattina dopo un contatto con dell’acido. I feriti sono due uomini e una donna e l’incidente è avvenuto a Mathi. Sul posto il 118 di Azienda zero con le ambulanze e il servizio regionale di elisoccorso. Gli uomini, feriti in modo serio, sono stati trasportati in elicottero al Cto e non sono in pericolo di vita. Anche il più grave è sveglio e vigile , con ustioni su circa il 15 per cento del corpo. La donna è lievemente ferita.
Torino. In un appartamento di una palazzina a sei piani nel quartiere “Madonna di Campagna”, a
nord della città, nascondeva quasi un kg e mezzo di sostanza stupefacente, mista tra hashish e
cocaina.
Per la precisione, i Carabinieri della Stazione di Venaria hanno trovato in casa di un 44enne residente
nella Reale ma di fatto domiciliato nel capoluogo piemontese, otto panetti di hashish (dal peso di 1
kg), 310 grammi di cocaina, due bilancini di precisione, coltelli e cutter intrisi di stupefacente.
Non solo: i Militari hanno scoperto che l’uomo deteneva illegalmente anche del munizionamento di
tre calibri differenti: 4 proiettili calibro 357 Magnum, 1 proiettile calibro 7,65 parabellum e 43
proiettili calibro 22; come per la droga, anch’esso sequestrato.
Il 44enne è stato pertanto arrestato in flagranza di reato per la detenzione ai fini di spaccio di
sostanze stupefacenti e la detenzione illegale di munizionamento. Portato nella Casa Circondariale
“Lorusso e Cutugno” di Torino, il G.I.P. del Tribunale di Torino, in accordo con la Procura, ha
convalidato l’arresto e confermato la permanenza in carcere.
Il provvedimento è stato emesso durante le indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza.
Si è svolta ieri nella Sala Rossa di Palazzo Civico la cerimonia ufficiale per la firma del Patto di Amicizia e Collaborazione tra la Città di Torino e la Città di Kharkiv, in Ucraina.
Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e il Console Generale dell’Ucraina a Milano, Volodymyr Vorona. Ad accogliere la delegazione in Sala Rossa, con un saluto di benvenuto, è stata la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo.
Le relazioni tra Torino e l’Ucraina sono solide e si sono rafforzate a partire dal 2022, nel quadro del sostegno italiano al paese in seguito all’aggressione russa. In questi anni la Città ha sviluppato collaborazioni strutturate con diverse realtà, in particolare con Leopoli, con cui nel 2024 ha sottoscritto un Patto di collaborazione, e con Kharkiv, con la quale il dialogo si è intensificato a partire dalla visita a Palazzo Civico del sindaco Terekhov, nel marzo 2025, dando avvio a diversi progetti di collaborazione. Un rapporto che si è consolidato anche a seguito dell’incontro dei due sindaci a Kiev, durante il Terzo Summit internazionale delle città europee e delle regioni nel giugno dello scorso anno e, il mese successivo, a Roma, in occasione della Conferenza sulla Ripresa dell’Ucraina e che oggi viene suggellato dalla firma del Patto in Sala Rossa.
“L’accordo che sigliamo oggi – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – stabilisce una serie di assi su cui lavorare nel futuro nello spirito di offrire supporto alla comunità di Kharkiv in diversi settori. L’obiettivo è aiutarli a costruire il presente, ma soprattutto il futuro, in quella che sarà la fase della ricostruzione che auspichiamo possa cominciare il prima possibile con la cessazione del conflitto. Noi non vogliamo lasciare solo il popolo ucraino perché questa guerra non riguarda solo la città di Kharkiv e l’Ucraina ma l’Europa intera e i valori comuni di libertà e di democrazia che sono oggi sotto attacco e crediamo davvero debbano essere difesi, anche attraverso la cooperazione tra le diverse città”.

Con il Patto di Amicizia e Collaborazione, le due città intendono rafforzare i rapporti di amicizia tra le rispettive comunità, promuovere i valori della democrazia, della solidarietà e dell’inclusione sociale e sviluppare collaborazioni in numerosi ambiti di interesse comune. L’intesa prevede infatti iniziative nei settori dello sviluppo municipale ed economico locale, della cultura, della scuola e dell’università, del settore sociosanitario e della tutela e valorizzazione del territorio. Tra i principali progetti già avviati tra le due città figura infatti la cooperazione in materia di mobilità urbana, resa possibile grazie all’accordo nato su impulso della Città di Torino tra il Gruppo Torinese Trasporti e l’azienda municipale dei trasporti di Kharkiv. Nella città ucraina, che si trova a soli 40 chilometri dal confine russo, gran parte della flotta del trasporto pubblico locale è stata infatti resa inservibile a causa del conflitto; nell’ambito di questa iniziativa, nei mesi scorsi una prima flotta di 40 autobus recentemente dismessi a Torino è stata consegnata a Kharkiv, corredata dai pezzi di ricambio per la manutenzione. A questa prima consegna, che ha contribuito alla riattivazione della rete di trasporto pubblico locale, seguirà l’invio di ulteriori 15 mezzi nel mese di settembre.
“Con gli autobus arrivati da Torino – ha detto il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov, nel discorso ufficiale pronunciato nella Sala Rossa di Palazzo Civico, ringraziando la Città – abbiamo ricevuto il diritto alla vita, perché permettono gratuitamente alle persone ogni giorno di spostarsi all’interno della città. Soltanto quest’anno sono stati oltre 500 gli attacchi che abbiamo subìto; sono 13mila gli edifici andati completamente distrutti, di cui oltre 10mila abitazioni, e oltre 150mila le persone rimaste senza un tetto sulla testa, cui vanno ad aggiungersi più di 200mila sfollati provenienti da territori dove sono in corso altri combattimenti. Ogni giorno perdiamo vite umane, famiglie perdono i loro figli. Siamo la capitale della resilienza dell’Ucraina, quotidianamente affermiamo il nostro di diritto a vivere in una Ucraina libera e aspettiamo la pace, non solo per l’Ucraina ma per tutta l’Europa. Vogliamo guardare al futuro, alla ricostruzione, alla lotta alla povertà, anche attraverso questo patto, ma per farlo è indispensabile arrivare alla pace”.
Dopo la cerimonia a Palazzo Civico, la giornata è proseguita con la visita al deposito Gerbido di GTT, dove la delegazione ucraina è stata accolta dall’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta e dal presidente del Gruppo Antonio Fenoglio.


SAPPE: “SERVONO PIÙ AGENTI E UNA GUIDA CAPACE DI CAMBIARE DAVVERO IL SISTEMA”
“La situazione delle carceri piemontesi continua a destare forte preoccupazione. Nelle tredici strutture penitenziarie della regione sono oggi ristrette circa 4.500 persone detenute, a fronte di una capienza regolamentare di 3.900 posti. Un sovraffollamento che incide pesantemente sulle condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria e sulla gestione quotidiana degli istituti”. È quanto denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE).
“Il dato è particolarmente significativo in alcuni istituti – evidenzia Vicente Santilli, segretario nazionale del SAPPE per il Piemonte -. A Biella, da gennaio ad oggi, si registra un incremento di circa 70 detenuti, mentre nella Casa circondariale di Torino l’aumento è di circa 500 presenze. Tutto questo affollamento determina enormi criticità nell’organizzazione del lavoro del personale di Polizia Penitenziaria, già costretto a operare in condizioni di forte sofferenza. Per questo auspichiamo che le prossime assegnazioni di agenti provenienti dai corsi di formazione tengano nella dovuta considerazione le esigenze degli istituti piemontesi, che necessitano con urgenza di un rafforzamento degli organici”.
Il primo Sindacato della Polizia Penitenziarie rivolge poi una dura critica ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria regionale. “Non possiamo non rilevare come, negli ultimi anni, sotto la gestione del Provveditorato regionale del Piemonte, la situazione sia rimasta sostanzialmente immutata. Le criticità denunciate dal SAPPE si ripetono puntualmente: sovraffollamento, carenze di personale, organizzazione sempre più difficile e crescente pressione sugli appartenenti al Corpo. A pagare il prezzo di questa sostanziale immobilità sono, ancora una volta, quasi esclusivamente le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria, chiamati ogni giorno a garantire sicurezza e legalità in condizioni sempre più gravose. Il Piemonte ha bisogno di una guida autorevole e moderna, di un dirigente che sappia essere un vero manager dell’Amministrazione penitenziaria, capace di coniugare le imprescindibili esigenze di sicurezza con quelle del trattamento rieducativo dei detenuti, assumendo iniziative concrete, innovative e coraggiose.”
A sostegno delle richieste avanzate dal SAPPE Piemonte interviene anche il segretario generale Donato Capece, che rilancia la necessità di una riforma organica dell’esecuzione penale.
“Ripensare il sistema penitenziario – afferma Capece – non significa indebolire la risposta dello Stato alla criminalità. Al contrario, significa renderla più razionale, più efficace e maggiormente aderente ai principi della Costituzione. Lo sosteniamo da anni e lo ribadiamo con forza: occorre distinguere con maggiore nettezza tra le diverse forme di devianza e modulare conseguentemente l’esecuzione della pena.”
Secondo il SAPPE, per i reati di minore allarme sociale, puniti con pene detentive non superiori ai tre anni e in assenza di una concreta pericolosità sociale del condannato, dovrebbe essere privilegiato il ricorso alle misure alternative alla detenzione, alla messa alla prova e agli altri strumenti di comunità, anche attraverso l’impiego in lavori socialmente utili, così da favorire percorsi di responsabilizzazione e ridurre il ricorso al carcere.
“Un secondo livello – prosegue Capece – dovrebbe riguardare le pene superiori ai tre anni, da espiare in istituti finalmente meno affollati grazie al minor ricorso alla detenzione per i reati minori e a un utilizzo più rigoroso e selettivo della custodia cautelare. Solo in carceri realmente governabili è possibile dare concreta attuazione al principio costituzionale della finalità rieducativa della pena, garantendo lavoro, formazione professionale e autentici percorsi di reinserimento sociale.”
“Infine – conclude Capece – deve essere mantenuto un terzo livello riservato ai detenuti appartenenti ai circuiti dell’alta sicurezza, della criminalità organizzata e del terrorismo, dove il contenimento, il controllo e la neutralizzazione della capacità criminale rappresentano una priorità assoluta per la sicurezza dello Stato e dei cittadini.”
Per il SAPPE, la fotografia delle carceri piemontesi conferma ancora una volta come il sovraffollamento, unito alla cronica carenza di personale, continui a mettere sotto pressione il sistema penitenziario, rendendo indispensabili sia un immediato potenziamento degli organici della Polizia Penitenziaria sia un deciso cambio di passo nella gestione dell’Amministrazione regionale, oltre a una riforma strutturale dell’esecuzione penale capace di coniugare sicurezza, legalità e rispetto dei principi costituzionali.
Sequestrato un kg di droga in casa, due arresti
A Cesana tra Med e Bob
