CRONACA

Liste d’attesa, il Piemonte in recupero: risultati positivi ma la partita non è ancora chiusa

Cirio e Riboldi: « vedere certificato un miglioramento ci aiuta ad andare nella direzione giusta»

Il sistema messo a punto dalla Regione Piemonte per rendere più efficiente la gestione delle prenotazioni sanitarie e l’utilizzo delle agende è stato inserito da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, tra le buone pratiche nazionali considerate efficaci e replicabili anche in altri territori.

«Il problema delle liste d’attesa non è risolto, ma vedere certificato un miglioramento ci aiuta ad andare nella direzione giusta – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi –Agenas, infatti, certifica la qualità del lavoro che il Piemonte sta portando avanti attraverso l’innovazione e una gestione sempre più efficiente delle risorse disponibili. Il nostro sistema di gestione delle agende viene indicato a livello nazionale come una buona pratica efficace e replicabile: è un risultato importante, ottenuto grazie al lavoro della Direzione regionale, delle aziende sanitarie e di tutti i professionisti coinvolti».

Il riconoscimento è contenuto nel primo Bollettino Liste d’attesa, aggiornato al 30 giugno 2026, che dedica al Piemonte un approfondimento sulle soluzioni organizzative adottate per migliorare l’impiego degli appuntamenti disponibili e garantire maggiore attenzione alle richieste con priorità più elevate.

Secondo Agenas, il modello piemontese rappresenta un’esperienza in grado di produrre risultati concreti e con caratteristiche tali da poter essere applicata anche in altri sistemi sanitari regionali.

Tra gli strumenti introdotti dalla Regione c’è la cosiddetta equiparazione delle priorità, una funzione che permette alle richieste più urgenti di accedere agli spazi rimasti liberi nelle agende, anche quando questi erano inizialmente destinati a prestazioni con priorità meno elevate. Il meccanismo opera in modo automatico ed è oggi attivo sul 97% delle agende sanitarie.

A questo si aggiunge il rilascio automatico delle fasce orarie: gli appuntamenti non utilizzati vengono rimessi a disposizione degli assistiti 72 o 48 ore prima della data prevista, riducendo il rischio di posti vuoti e aumentando le possibilità di risposta per le prestazioni più urgenti.

Proprio grazie a queste misure, rileva Agenas, la capacità del sistema piemontese di garantire le prenotazioni con priorità B è cresciuta in tre anni da valori intorno al 50% a percentuali superiori al 95%.

Il rapporto evidenzia inoltre un miglioramento sul fronte delle prime visite. Nel primo semestre del 2026 il rispetto dei tempi di garanzia in Piemonte è passato dal 69,4% al 71,5%. La Regione viene indicata tra le tre realtà che, pur non avendo ancora raggiunto la soglia dell’80%, registrano un andamento positivo rispetto allo stesso periodo del 2025.

Un segnale di miglioramento che indica una progressione nella gestione delle attese, ma che non cancella la necessità di ulteriori interventi per raggiungere livelli più elevati di risposta ai cittadini.

Per quanto riguarda gli esami diagnostici, invece, il Piemonte mantiene una percentuale superiore all’80%, con l’81,7% delle prenotazioni garantite entro i tempi previsti, rispetto all’82,5% registrato nel primo semestre del 2025.

«Leggiamo tutti i dati con grande serietà e senza nascondere le criticità – prosegue Riboldi – Il miglioramento delle prime visite dal 69,4% al 71,5% conferma che la direzione intrapresa è quella corretta, ma il livello raggiunto non è ancora quello che vogliamo garantire ai piemontesi. Dobbiamo quindi accelerare ulteriormente. Allo stesso tempo, il riconoscimento di Agenas e il risultato ottenuto sulle prenotazioni in priorità B dimostrano che le soluzioni organizzative introdotte stanno funzionando e rappresentano una base concreta sulla quale continuare a costruire».

Liste d’attesa, il Piemonte in recupero: risultati positivi ma la partita non è ancora chiusa

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Cirio e Riboldi: « vedere certificato un miglioramento ci aiuta ad andare nella direzione giusta»

Il sistema messo a punto dalla Regione Piemonte per rendere più efficiente la gestione delle prenotazioni sanitarie e l’utilizzo delle agende è stato inserito da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, tra le buone pratiche nazionali considerate efficaci e replicabili anche in altri territori.

«Il problema delle liste d’attesa non è risolto, ma vedere certificato un miglioramento ci aiuta ad andare nella direzione giusta – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi –Agenas, infatti, certifica la qualità del lavoro che il Piemonte sta portando avanti attraverso l’innovazione e una gestione sempre più efficiente delle risorse disponibili. Il nostro sistema di gestione delle agende viene indicato a livello nazionale come una buona pratica efficace e replicabile: è un risultato importante, ottenuto grazie al lavoro della Direzione regionale, delle aziende sanitarie e di tutti i professionisti coinvolti».

Il riconoscimento è contenuto nel primo Bollettino Liste d’attesa, aggiornato al 30 giugno 2026, che dedica al Piemonte un approfondimento sulle soluzioni organizzative adottate per migliorare l’impiego degli appuntamenti disponibili e garantire maggiore attenzione alle richieste con priorità più elevate.

Secondo Agenas, il modello piemontese rappresenta un’esperienza in grado di produrre risultati concreti e con caratteristiche tali da poter essere applicata anche in altri sistemi sanitari regionali.

Tra gli strumenti introdotti dalla Regione c’è la cosiddetta equiparazione delle priorità, una funzione che permette alle richieste più urgenti di accedere agli spazi rimasti liberi nelle agende, anche quando questi erano inizialmente destinati a prestazioni con priorità meno elevate. Il meccanismo opera in modo automatico ed è oggi attivo sul 97% delle agende sanitarie.

A questo si aggiunge il rilascio automatico delle fasce orarie: gli appuntamenti non utilizzati vengono rimessi a disposizione degli assistiti 72 o 48 ore prima della data prevista, riducendo il rischio di posti vuoti e aumentando le possibilità di risposta per le prestazioni più urgenti.

Proprio grazie a queste misure, rileva Agenas, la capacità del sistema piemontese di garantire le prenotazioni con priorità B è cresciuta in tre anni da valori intorno al 50% a percentuali superiori al 95%.

Il rapporto evidenzia inoltre un miglioramento sul fronte delle prime visite. Nel primo semestre del 2026 il rispetto dei tempi di garanzia in Piemonte è passato dal 69,4% al 71,5%. La Regione viene indicata tra le tre realtà che, pur non avendo ancora raggiunto la soglia dell’80%, registrano un andamento positivo rispetto allo stesso periodo del 2025.

Un segnale di miglioramento che indica una progressione nella gestione delle attese, ma che non cancella la necessità di ulteriori interventi per raggiungere livelli più elevati di risposta ai cittadini.

Per quanto riguarda gli esami diagnostici, invece, il Piemonte mantiene una percentuale superiore all’80%, con l’81,7% delle prenotazioni garantite entro i tempi previsti, rispetto all’82,5% registrato nel primo semestre del 2025.

«Leggiamo tutti i dati con grande serietà e senza nascondere le criticità – prosegue Riboldi – Il miglioramento delle prime visite dal 69,4% al 71,5% conferma che la direzione intrapresa è quella corretta, ma il livello raggiunto non è ancora quello che vogliamo garantire ai piemontesi. Dobbiamo quindi accelerare ulteriormente. Allo stesso tempo, il riconoscimento di Agenas e il risultato ottenuto sulle prenotazioni in priorità B dimostrano che le soluzioni organizzative introdotte stanno funzionando e rappresentano una base concreta sulla quale continuare a costruire».

Montaldo Torinese dedica una settimana alla Costituzione

Montaldo Torinese dedica una settimana alla Costituzione, all’impegno civile e alla memoria storica Dal 25 al 31 luglio 2026 incontri, cinema, teatro, una mostra fotografica e l’intitolazione della piazza a Tina Anselmi Il Comune di Montaldo Torinese promuove, dal 25 al 31 luglio 2026, una settimana di iniziative dedicate ai valori della Costituzione Italiana, della partecipazione democratica e dell’impegno civile, ispirata al pensiero di Charles Péguy: “La politica o è morale o non è”. L’iniziativa è promossa dal Comune di Montaldo Torinese con il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Città Metropolitana di Torino, con l’obiettivo di offrire occasioni di riflessione e confronto sui valori costituzionali, sulla memoria storica e sul ruolo delle donne nella costruzione della democrazia italiana. Il Presidente della Repubblica professor Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio dei Ministri onorevole Giorgia Meloni tramite le rispettive segreterie hanno formulato apprezzamento per l’iniziativa di titolazione della Piazza Principale di Montaldo Torinese a Tina Anselmi augurando una buona riuscita dell’evento. Il programma si aprirà sabato 25 luglio con l’incontro “La Nostra Bella Costituzione”, in programma alle ore 10.15 presso la Sala Silvio Geuna. Introdurranno l’incontro il Sindaco di Montaldo Sergio Gaiotti e il consigliere regionale Silvio Magliano; il professore di Diritto costituzionale dell’Università di Firenze Leonardo Bianchi e la professoressa di Filosofia Politica dell’Università di Torino Valentina Pazè si soffermeranno sul valore della nostra Costituzione, mentre la presidente della Pro Loco di Montaldo Torinese Roberta Gandini porterà un contributo. Infine il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco consegnerà la copia della Costituzione Italiana ai neo diciottenni. Sempre sabato 25 luglio la giornata proseguirà alle ore 21.00 con la proiezione all’aperto del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, presso il Circolo Polisportivo Montaldese in Via Marentino 3. “C’è ancora domani” è il film d’esordio alla regia di Paola Cortellesi, uscito nelle sale italiane nel 2023. La stessa Cortellesi ne è protagonista e coautrice della sceneggiatura. Il film è diventato un vero fenomeno culturale, conquistando pubblico e critica e arrivando a superare, al botteghino italiano, anche grandi produzioni internazionali come Barbie. Il momento centrale dell’iniziativa sarà giovedì 30 luglio, con il convegno “Tina Anselmi: partigiana e politica. La morale come essenza del suo agire”, in programma alle ore 10.15 presso la Sala Silvio Geuna del Comune di Montaldo Torinese. L’iniziativa vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle associazioni, tra cui Emanuela Guizzon, nipote di Tina Anselmi, l’onorevole Silvia Costa, la deputata Augusta Montaruli, la consigliera regionale Monica Canalis, le sindache Patrizia Calza e Ivana Gaveglio, e Cristina Maccari, segretaria regionale CISL. Porteranno inoltre i loro contributi Maria Teresa Chiomio, Luisa Ghidini e Valeria Martano. Nel corso della mattinata sarà inaugurata la piazza antistante il Palazzo Civico, che verrà ufficialmente intitolata a Tina Anselmi, figura simbolo della Resistenza, della Repubblica e dell’impegno per la democrazia. Le iniziative si concluderanno venerdì 31 luglio alle ore 21.00 in Piazza del Castello (Lottone), con un monologo teatrale dedicato a Rachel Carson, la scienziata che contribuì a sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’ecologia moderna. Lo spettacolo è realizzato dalla Compagnia In Palcoscenico con la regia e il testo di Rossana Dassetto Daidone; in scena Federico Scarpino. Rachel Carson (1907-1964) è considerata la madre dell’ambientalismo moderno. Biologa marina, zoologa e scrittrice statunitense, con il suo lavoro ha cambiato profondamente il modo in cui il mondo guarda al rapporto tra uomo e natura. Nel 1962 Carson pubblicò “Primavera silenziosa”, il libro che segnò una svolta nella storia dell’ecologia. L’opera denunciava gli effetti dell’uso indiscriminato dei pesticidi, in particolare del DDT, mostrando come queste sostanze si accumulassero negli ecosistemi, contaminando acqua, suolo, animali e, infine, l’uomo. Per tutta la durata della manifestazione, dal 25 al 31 luglio, sarà inoltre visitabile presso la Sala Silvio Geuna la mostra fotografica “1946/2016 – Settant’anni dal primo voto delle donne”, realizzata dalla Città Metropolitana di Torino con le fotografie curate e custodite dall’Archivio della Bottega del Ciabattino di Franco Senestro: un viaggio visivo attraverso sette decenni di conquiste democratiche al femminile. Per ulteriori informazioni sulle iniziative è possibile contattare il Comune di Montaldo Torinese – Tel. 011 9408089 – www.comune.montaldotorinese.to.it

Autista si tolse la vita per presunte vessazioni sul lavoro: condannati i datori

Il Tribunale di Torino ha riconosciuto la responsabilità di due dirigenti di un’azienda di logistica per la morte di un autista di 59 anni, suicidatosi nel marzo 2023. I due imputati sono stati condannati per omicidio colposo e atti persecutori, al termine di un processo che ha ricostruito il clima lavorativo in cui operava la vittima.

L’uomo era dipendente della società e prestava servizio nell’interporto di Rivalta. Secondo quanto emerso nel dibattimento, avrebbe subito per un lungo periodo pressioni continue, ritmi di lavoro particolarmente gravosi, frequenti umiliazioni e comportamenti intimidatori che ne avrebbero progressivamente compromesso l’equilibrio psicologico.

L’inchiesta, avviata dopo la denuncia dei familiari, ha inoltre fatto emergere presunte irregolarità nella gestione dell’attività lavorativa, tra cui turni molto prolungati, riposi non sempre rispettati e criticità nell’utilizzo dei cronotachigrafi. Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Torino con il coinvolgimento dell’Ispettorato del Lavoro, della Polizia Stradale e dello Spresal dell’Asl TO3.

Per i giudici, le condotte contestate hanno avuto un ruolo determinante nel deterioramento delle condizioni psicologiche del lavoratore, fino al tragico gesto estremo. La sentenza rappresenta un importante precedente sul fronte della tutela dei lavoratori, riconoscendo il nesso tra un contesto lavorativo vessatorio e le responsabilità penali dei datori di lavoro.

Abbandona i cani a casa per andare in vacanza

VENARIA (TO): LA SEGNALAZIONE SCATTATA DAI VICINI

Abbai continui, guaiti e mugolii ininterrotti: queste sono state le “richieste d’aiuto”

di due cani di razza Pitbull e American Staffordshire terrier che le scorse settimane

hanno fatto partire la chiamata al 112 da parte di alcuni condomini di una palazzina

a Venaria.

I Carabinieri, una volta constatata l’assenza del proprietario, hanno dovuto fare

accesso nell’abitazione con l’ausilio di personale dei Vigili del Fuoco per soccorrere i

due cani; in tutte le stanze i militari hanno rilevato un’evidente condizione di

trascuratezza degli ambienti, indicativa di uno stato di abbandono verosimilmente

superiore alle 48 ore.

Con il successivo intervento del medico veterinario dell’ASL TO3, i due animali sono

stati visitati e temporaneamente affidati all’Ente Nazionale Protezione Animali.

Il proprietario, rintracciato lo scorso 17 luglio al rientro a casa, si sarebbe allontanato

da Venaria per trascorrere un periodo di ferie fuori regione.

I Carabinieri della Compagnia hanno pertanto denunciato in stato di libertà il 50enne

alla Procura della Repubblica di Ivrea in quanto gravemente indiziato dei reati di

maltrattamento e abbandono di animali.

 

Caso Roggero: la procura sequestra 50mila euro per le spese di giustizia

La procura generale di Torino ha predisposto il sequestro conservativo di 50mila euro, a garanzia delle spese di giustizia. La cifra sarà prelevata da un conto corrente estero intestato al gioielliere Mario Roggero e alla moglie.

Lo si apprende da un comunicato della Procura stessa, volto a “chiarire la questione indicata genericamente in ‘risarcimento danni'”, dopo la condanna definitiva del gioielliere. In una nota della procura si legge che “La Corte d’Assise di Asti, con sentenza confermata sul punto in appello, ha condannato, come sempre avviene in casi simili, Roggero Mario al pagamento di una provvisionale pari a complessivi 480mila euro a favore di 14 prossimi congiunti dei due rapinatori persone offese del delitto di omicidio nonché del terzo rapinatore, persona offesa di tentato omicidio”.

Al Regina Margherita nasce la nuova Biobanca Pediatrica per la Ricerca

È stata avviata presso l’AO Ospedale Infantile Regina Margherita – Sant’Anna di Torino la nuova Biobanca Pediatrica per la Ricerca, un’infrastruttura a disposizione della comunità scientifica dedicata alla raccolta, conservazione e distribuzione di campioni biologici provenienti da pazienti e donatori pediatrici.

La Biobanca rappresenta un traguardo importante per la ricerca e l’innovazione in ambito pediatrico ed è il risultato di un percorso costruito grazie alla collaborazione tra istituzioni sanitarie, Università, associazioni e realtà del territorio.

Un progetto nato dalla collaborazione del territorio

La nuova Biobanca Pediatrica è costata circa 300.000 euro.

Una prima fase ha riguardato la ristrutturazione e l’adeguamento dei locali, resi possibili grazie al sostegno di numerosi club dell’Associazione Lions International – Distretto 108 IA1 e al finanziamento ottenuto attraverso il bando competitivo 2023 della Banca d’Italia, con un progetto presentato dal Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino.

Il percorso è stato poi completato con l’acquisto di ulteriori strumentazioni fondamentali, grazie al contributo dei Rotary Club coinvolti e di altre associazioni che hanno scelto di sostenere concretamente lo sviluppo di questa nuova infrastruttura di ricerca.

Al servizio della ricerca, della diagnosi avanzata e della medicina di precisione

Frutto della collaborazione tra l’Ospedale Infantile Regina Margherita e l’Università degli Studi di Torino, la Biobanca si configura come una struttura altamente specializzata a supporto della ricerca scientifica, della diagnosi avanzata e della medicina di precisione pediatrica.

Nei nuovi spazi, sicuri, attrezzati e conformi agli standard nazionali e internazionali, verranno raccolti e conservati campioni biologici, come sangue, tessuti, saliva e altri liquidi biologici, provenienti da pazienti pediatrici affetti da patologie rare e complesse e da donatori pediatrici.

I campioni riguarderanno in particolare patologie oncoematologiche, metaboliche, neurologiche e cardiache.

La disponibilità di campioni biologici di qualità, associati a dati clinici accurati e gestiti secondo criteri rigorosi di sicurezza, tracciabilità ed etica, consentirà di sostenere studi clinici e preclinici, approfondire i meccanismi molecolari alla base delle malattie dell’età evolutiva e accelerare lo sviluppo di terapie personalizzate, più efficaci e meno invasive.

Una rete scientifica italiana ed europea

La Biobanca si inserisce in un ecosistema avanzato di ricerca già attivo presso il Regina Margherita.

Opera in sinergia con la rete nazionale AIEOP (Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica), con il Laboratorio Centro Trapianti Cellule Staminali e Terapia Cellulare, centro di riferimento nazionale per gli studi genetici sui sarcomi pediatrici nell’ambito del progetto Genom-Act, e con le reti europee dedicate alle malattie rare e al biobanking.

Sarà inoltre collegata a BBMRI.it, nodo nazionale italiano di BBMRI-ERIC (Biobanking and BioMolecular Resources Research Infrastructure), l’infrastruttura europea che mette in rete biobanche e risorse biomolecolari per la ricerca biomedica.

Questo collegamento consentirà alla Biobanca Pediatrica di operare secondo standard condivisi di qualità, sicurezza, tracciabilità e gestione etica dei campioni e dei dati associati, favorendo collaborazioni multicentriche a livello italiano ed europeo.

Investire nella ricerca per curare meglio

La nascita di una Biobanca dedicata all’età pediatrica rappresenta un investimento concreto per il futuro della medicina e dei piccoli pazienti.

Centralizzare campioni biologici e informazioni cliniche significa potenziare la ricerca traslazionale, migliorare i percorsi diagnostici e terapeutici e contribuire allo sviluppo di cure sempre più mirate, sicure e personalizzate per bambini e adolescenti affetti da patologie rare e complesse.

Si introducono nel campus Onu: denunciati per furto aggravato

La Polizia di Stato ha denunciato, nei giorni scorsi a Torino, un ventottenne italiano e un trentaduenne rumeno per tentato furto aggravato in concorso. Quest’ultimo è stato inoltre denunciato per ricettazione.
L’intervento è scattato intorno alle 23.30, quando gli agenti del Commissariato di P.S. Barriera Nizza, impegnati nell’attività di controllo del territorio, sono intervenuti presso l’International Training Center dell’ONU in seguito alla segnalazione, da parte del personale addetto alla vigilanza, di un’intrusione all’interno del complesso.
Giunti rapidamente sul posto, i poliziotti hanno avviato un’immediata attività di ricerca in collaborazione con gli addetti alla sicurezza, che nel frattempo avevano individuato i due, grazie al sistema di videosorveglianza, mentre si introducevano nella mensa della struttura.
Il ventottenne è stato rintracciato mentre tentava di nascondersi nella vegetazione adiacente all’edificio. Alla vista degli agenti ha cercato di darsi alla fuga, ma è stato prontamente raggiunto e bloccato.
Poco dopo, i poliziotti del Commissariato di P.S. Borgo Po, intervenuti in ausilio, hanno intercettato anche il complice mentre fuggiva in direzione dei campi sportivi del campus. Durante l’inseguimento, il trentaduenne ha lanciato tra le piante un oggetto che, una volta recuperato, è risultato essere una confezione di vino rosso appena asportata da una cella frigorifera della mensa, alla quale i due erano riusciti ad accedere sfruttando una porta antincendio rimasta aperta.
I successivi accertamenti hanno inoltre consentito di rinvenire e sequestrare nella disponibilità del cittadino rumeno due confezioni sigillate di auricolari di marca, della cui provenienza non ha saputo fornire alcuna valida giustificazione, riferendo di averle acquistate poco prima da alcuni sconosciuti nei pressi di piazza Bengasi.

Polizia di Stato alla festa di Collegno

Ieri nell’ambito della 466ª Festa Patronale di San Lorenzo, svoltasi in Piazza Avis a Collegno (TO), la Polizia di Stato ha promosso l’iniziativa “E…STATE con Noi”, la campagna di sensibilizzazione rivolta a cittadini, famiglie e giovani sui temi della legalità, della sicurezza e della prevenzione.
L’iniziativa, organizzata con l’obiettivo di favorire il dialogo tra cittadini e Istituzioni, ha rappresentato un’importante occasione di incontro con il territorio, consentendo ai visitatori di approfondire, attraverso momenti informativi e dimostrazioni pratiche, le principali attività svolte dalla Polizia di Stato al servizio della collettività.
Nel corso della mattinata, gli operatori della Divisione Polizia Anticrimine hanno illustrato le attività svolte nell’ambito della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere, sensibilizzando il pubblico sull’importanza di riconoscere i segnali di comportamenti violenti e promuovendo la campagna permanente “Questo non è amore”, finalizzata a diffondere la cultura del rispetto e a favorire l’emersione delle situazioni di violenza.
Contestualmente, personale della Sezione Polizia Stradale di Torino ha illustrato ad adulti e ragazzi i contenuti della campagna di sicurezza stradale Progetto Icaro. Gli operatori hanno fornito consigli e informazioni sul corretto comportamento da adottare sulla strada, richiamando l’attenzione sul rispetto delle norme del Codice della Strada, sulla tutela degli utenti più vulnerabili, quali pedoni e ciclisti, sul corretto utilizzo di biciclette, monopattini elettrici e ciclomotori, nonché sui rischi derivanti dalla guida distratta e dalla conduzione di veicoli sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti.

Bardonecchia: Rochemolles, al via lo svaso della diga

IMPIANTO IDROELETTRICO DI BARDONECCHIA 

Una grande sinergia tra Enel, Comune e SMAT garantisce l’acqua alla Val Susa grazie a una condotta alternativa d’urgenza

 

Bardonecchia (TO) – Sono partite le operazioni di svuotamento completo della grande diga di Rochemolles, situata nel territorio comunale di Bardonecchia a circa 2.000 metri di quota. L’intervento, non più differibile, si è reso necessario per risolvere in via definitiva un problema impiantistico a uno dei due scarichi di fondo della struttura, emerso nel corso di un’ispezione dell’Ufficio Territoriale Dighe del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).

 

Il bacino di Rochemolles è un’infrastruttura vitale non solo per la produzione di energia pulita, ma anche per l’approvvigionamento idrico del territorio: dal 2019, infatti, l’acqua raccolta è concessa per uso plurimo alla SMAT (Società Metropolitana Acque Torino) per la gestione dell’acquedotto della Val Susa, servendo i comuni della valle fino alle porte di Torino. L’acqua presente, dopo essere stata utilizzata per produrre energia pulita nell’impianto Enel, viene convogliata verso il potabilizzatore dell’acquedotto, ricavato proprio all’interno dello storico edificio della vecchia centrale.

 

Per poter riparare lo scarico danneggiato, l’autorità ministeriale ha prescritto lo svaso totale della diga. Enel, in stretta collaborazione con le istituzioni locali, ha cercato fin da subito di pianificare i lavori riducendo al minimo i disagi per la popolazione, scontrandosi dovendo fronteggiare tuttavia conla complessità tecnica, le caratteristiche geofisiche del materiale sedimentato all’interno dell’invaso e l’imprevedibilità del meteo d’alta quota.

L’intervento di svaso è stato programmato e avviato in più fasi successive, subendo tuttavia diverse interruzioni. Alle problematiche iniziali legate all’ostruzione degli scarichi per il movimento dei sedimenti di fondo — che hanno richiesto una complessa campagna di dragaggio — si sono aggiunte, neltentativo successivo, severe avversità meteoclimatiche che hanno reso impraticabile l’area di cantiere per i mezzi pesanti.

 

La scelta di intervenire in estate è stata un’alternativa obbligata: dopo il fallimento dei tentativi invernali a causa di maltempo e ostruzioni, la bella stagione è rimasta l’unica finestra climatica sostenibile per garantire una logistica più semplice e l’uso di mezzi adeguati, oltre che un’idraulicità adeguata che consenta di intervenire nella parte più depressa dello sbarramento

Si è trattato comunque di un forte compromesso, poiché l’estate comporta rischi opposti rispetto all’inverno, come la gestione dell’acqua potabile nel momento di massimo consumo e di possibile minor apporto, l’interferenza con il turismo ed il possibile verificarsi di bombe d’acqua.

 

Proprio per azzerare il rischio di lasciare i rubinetti a secco nel momento di massimo consumo dell’anno, Enel, SMAT e il Comune di Bardonecchia hanno studiato e messo in campo una soluzione ingegneristica straordinaria. Il flusso d’acqua destinato al potabilizzatore della valle non arriverà solo dalla diga di Rochemolles, ma verrà temporaneamente deviato da un altro impianto Enel presente sullo stesso territorio comunale.

Per rendere possibile questo bypass e mettere in sicurezza la rete idrica, SMAT ha completato a tempo di record la posa di una nuova tubazione dedicata lunga circa 1,5 chilometri.

Considerata l’urgenza dei lavori alla diga e l’importanza di sfruttare la finestra meteo favorevole, il Comune di Bardonecchia ha già emesso un’ordinanza di massima urgenza per consentire l’avvio del cantiere. Enel, SMAT e l’Amministrazione Comunale manterranno attivo un tavolo di coordinamento permanente per monitorare giorno per giorno l’andamento dei flussi idrici e garantire la perfetta riuscita dell’intervento a tutela della sicurezza e dei servizi della Val Susa.