CRONACA

Lago Sirio, 90enne trovato senza vita

Tragedia nella tarda mattinata di oggi al lago Sirio di Ivrea. Il cadavere di un uomo di 90 anni  è stato avvistato da alcuni passanti che hanno immediatamente lanciato l’allarme.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Ivrea, che hanno provveduto al recupero del corpo, e i sanitari del 118 Azienda Zero, che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Presenti i carabinieri della compagnia di Ivrea, che, in base ai primi accertamenti, non escludono l’ipotesi di un gesto volontario.

VI.G

Borgo San Paolo, stretta della polizia: sanzioni per 21mila euro e un arresto

Quasi 400 persone controllate, 6 denunciate e una raffica di sanzioni per 21mila euro. È questo il bilancio dei servizi straordinari di controllo del territorio, avviati dal Commissariato di Polizia “San Paolo” di Torino del mese di marzo, diretti a contrastare la microcriminalità e prevenire reati.

Nel corso delle operazioni sono stati segnalati 6 soggetti all’Autorità Giudiziaria e accertate 4 violazioni amministrative legate al consumo e alla detenzione di sostanze stupefacenti. Gli agenti hanno inoltre verificato 8 esercizi pubblici e controllato 80 persone, per un importo complessivo di sanzioni pari a circa 21.000 euro.

Durante uno dei controlli, in corso Trapani all’angolo con via Tirreno, i poliziotti hanno notato un giovane a bordo di un monopattino che, alla vista della pattuglia, ha accelerato tentando la fuga. Nel tentativo di sottrarsi al controllo, il ventenne avrebbe colpito gli agenti facendoli cadere a terra, ma è stato bloccato poco dopo. Dalla perquisizione sono stati trovati 50 grammi di hashish, 460 euro in contanti e due smartphone. La successiva ispezione domiciliare ha portato al rinvenimento di altri 300 grammi di hashish, una bustina di marijuana e strumenti per il confezionamento. Il ragazzo è stato arrestato. Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari: fino a una sentenza definitiva, vale la presunzione di innocenza.

VI.G

Blitz anti-degrado a Torino: 5 arresti e 72 denunce. Parco Sempione e Aurora al centro dei controlli

Proseguono a Torino i controlli straordinari del territorio avviati lunedì 30 marzo, con un’azione mirata a contrastare situazioni di degrado urbano e fenomeni legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’intervento, disposto nell’ambito delle misure di vigilanza rafforzata previste dal decreto sicurezza, vede impegnate in modo coordinato Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale, con il supporto di unità specializzate dell’Arma. Le operazioni si concentrano in diverse aree della città, in particolare nei quartieri Barriera di Milano – soprattutto nella zona del parco Sempione e lungo corso Giulio Cesare – Aurora, con attenzione ai giardini Alimonda e Madre Teresa di Calcutta, e San Donato, oltre alle aree del Lingotto, piazza Bengasi e della stazione Porta Nuova.

Dall’avvio dei controlli sono state identificate 574 persone: 5 gli arresti, 72 le denunce. Due persone sono state accompagnate al Centro di permanenza per i rimpatri e sei in Questura. Sono inoltre stati emessi 10 provvedimenti di allontanamento e un divieto di accesso all’area del parco Sempione, mentre i controlli hanno riguardato anche 12 esercizi commerciali.

L’attività prosegue con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza e presidio del territorio.

Piazza Benefica, troppe cadute al mercato: quando l’estetica non basta

 

I nuovi pavimenti della piazza sollevano dubbi sulla sicurezza: tra avvallamenti e griglie metalliche, diversi frequentatori del mercato hanno perso l’equilibrio

Questa mattina, durante una passeggiata al mercato della piazza Benefica, a Torino, ho fatto una brutta caduta. Non è un “relata refero”, non è un “ricevo e inoltro”: è successo a me. Camminavo tra i banchi quando, all’improvviso, ho perso l’equilibrio e sono letteralmente volata a terra. Il punto in cui sono inciampata è uno di quei tratti del nuovo pavimento della piazza dove si trovano piccoli avvallamenti accanto alle reti di metallo inserite nella pavimentazione.

Per fortuna sono accorsi subito alcuni operatori del mercato che mi hanno aiutata con grande gentilezza a rimettermi in piedi. Nulla di grave, per fortuna, ma lo spavento è stato notevole. E soprattutto, parlando con loro, ho scoperto che non si tratta affatto di un episodio isolato.

Mi hanno raccontato che qualche giorno fa un signore anziano è caduto rovinosamente, arrivando addirittura a rotolare sotto un banco. Altre persone, mi hanno detto, hanno perso l’equilibrio negli stessi punti. Piccoli incidenti, per ora, ma abbastanza frequenti da far nascere una domanda semplice e inevitabile: questi lavori sono stati realizzati davvero tenendo conto della funzionalità e della sicurezza, oppure si è privilegiato soprattutto l’aspetto estetico?

Qualcuno mi ha anche riferito che il problema sarebbe già stato segnalato. Tuttavia, almeno per ora, sembra che nessuno sia intervenuto. E allora torna un dubbio che purtroppo accompagna spesso la gestione degli spazi pubblici: bisogna aspettare che accada qualcosa di più grave prima di prendere provvedimenti?Il mercato della piazza Benefica è uno dei più frequentati della città. Tra i banchi si muovono ogni giorno centinaia di persone: molti anziani, famiglie con bambini, persone che camminano con borse della spesa pesanti. Proprio per questo motivo la sicurezza delle superfici e dei percorsi dovrebbe essere una priorità assoluta.Le piazze possono essere anche belle, certo. Ma prima di tutto devono essere sicure per chi le attraversa ogni giorno.

Maria La Barbera

“Le Madri della Repubblica Italiana” all’Urp del Consiglio regionale

Inaugurata nelle sale dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Consiglio Regionale, in viaArsenale 14 G

In occasione dell’ottantesimo anniversario del voto alle donne è  stata inaugurata nelle sale dell’ufficio Relazioni con il Pubblico del Consiglio Regionale , in via Arsenale 14 G, a Torino, la mostra dal titolo “Le Madri della Repubblica Italiana”. L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Consulta femminile regionale e l’associazione Toponomastica femminile, è composta da 15 pannelli con immagini e testi.
Vengono presentate le targhe stradali con cui, in tutta Italia, sono ricordate le ventuno donne che hanno partecipato tra il 1946 e il 1948 all’Assemblea Costituente, composta complessivamente da 556 deputati.

“Siamo qui per celebrare le donne – ha esordito il presidente del Consiglio Regionale Davide Nicco, al momento dell’inaugurazione della mostra – per la prima volta esse poterono votare nel 1946 ed elessero queste donne qui ricordate sulle targhe delle strade, le 21 donne che hanno contribuito a scrivere la Costituzione. Noi oggi possiamo essere orgogliosi di loro e abbiamo il dovere di ricordarle”.

“Spesso abbiamo visto queste madri Costituenti – spiega la consigliera segretaria Valentina Cera- donne che hanno letteralmente scritto la storia, non giustamente riconosciute. Invece c’è un percorso culturale che insieme dobbiamo continuare a fare, anche attraverso l’intitolazione delle strade che percorriamo ogni giorno, per ricordarci di loro e di quanto hanno fatto per noi ottanta anni fa”.

“Oggi gli storici della Resistenza stanno finalmente aprendo delle finestre sul ruolo che le donne hanno avuto in quei venti mesi – ha dichiarato Domenico Ravetti, vicepresidente del Consiglio e presidente del Comitato Resistenza e Costituzione – Le donne non sono soltanto figure che hanno accudito e supportato, ma anche vere protagoniste, determinanti per le sorti della Liberazione. Posso solo immaginare i sentimenti di gioia e di soddisfazione che provarono le donne andando a votare per la prima volta nel 1946. Vorrei che oggi avessimo anche solo una parte di quell’entusiasmo per la partecipazione alla democrazia”.
La presidente della Consulta femminile regionale, Fulvia Pedani, ha ricordato in particolare le tre donne piemontesi che hanno fatto parte dell’Assemblea Costituente, Teresa Mattei, Rita Montagnana e Teresa Noce, figure significative della politica del dopoguerra che noi abbiamo il dover di non dimenticare .

La mostra intitolata ” Le Madri della Repubblica Italiana” sarà  visitabile all’URP del Consiglio Regionale fino al 30 aprile prossimo, dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 15.30. Venerdì dalle 9 alle 12.30. Ingresso libero

Mara Martellotta

Torino rafforza l’accoglienza: l’italiano come chiave di integrazione

La Città di Torino rinnova e rafforza il proprio impegno sul fronte dell’inclusione, approvando il nuovo accordo con i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) per il triennio 2026-2028. L’obiettivo è consolidare una collaborazione strategica volta a garantire percorsi strutturati di apprendimento della lingua italiana, elemento fondamentale per favorire autonomia e integrazione sociale, formativa e lavorativa delle persone accolte nel Sistema Accoglienza e Integrazione (SAI).

Il provvedimento, approvato dalla Giunta comunale su proposta dell’assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli, insieme all’assessora alla Cultura Rosanna Purchia, si inserisce in una politica di accoglienza che Torino porta avanti in modo continuativo da oltre vent’anni. Oggi il sistema cittadino conta 777 posti distribuiti tra accoglienza ordinaria, interventi per persone con fragilità e progetti dedicati ai minori stranieri non accompagnati.

Al centro dell’intesa vi è il potenziamento dell’insegnamento della lingua italiana per richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e minori stranieri, con l’obiettivo di raggiungere almeno il livello A2 e favorire l’accesso al diploma di scuola secondaria di primo grado.

L’accordo prevede un sistema integrato di interventi costruito in sinergia tra diversi servizi della Città, tra cui il Servizio Stranieri, l’Ufficio Minori Stranieri, la Scuola Formazione Educazione Permanente e il Centro Interculturale. Tra le azioni principali: inserimento nei percorsi CPIA, riconoscimento delle competenze pregresse, raccordo tra i diversi percorsi educativi e valorizzazione dei crediti formativi.

Grande attenzione è rivolta anche al contrasto della dispersione scolastica, grazie all’introduzione di un tutor didattico dedicato al SAI, con il compito di monitorare i percorsi, facilitare l’accesso alla formazione e prevenire eventuali criticità.

L’intesa punta inoltre a rafforzare la formazione continua di docenti, operatori e volontari e a consolidare la rete territoriale dei servizi, per garantire un’offerta formativa sempre più qualificata, omogenea e continuativa.

Definito congiuntamente con i CPIA 1, 2 e 3, l’accordo resta aperto all’adesione di tutti i Centri cittadini e rappresenta un ulteriore passo verso un sistema integrato capace di accompagnare concretamente i beneficiari del SAI in un percorso di inclusione e piena cittadinanza.

(fonte TorinoClick)

Operata per calcolosi renale mentre ascolta la sua playlist preferita

L’innovativo intervento al San Luigi Gonzaga di Orbassano

Un complesso intervento per calcolosi renale su una paziente di 53 anni affetta da fibrosi cistica effettuato mentre ascolta la playlist preferita. È successo nei giorni scorsi allAOU San Luigi Gonzaga di Orbassano per ovviare al quadro di compromissione della funzionalità respiratoria tale da controindicare in modo assoluto l’anestesia generale.

La procedura è stata quindi condotta con la paziente sveglia, in rachianestesia (anestesia spinale) mediante un approccio percutaneo, una tecnica che consente di raggiungere il rene attraverso un piccolo accesso cutaneo, senza incisioni chirurgiche tradizionali. Si è trattato di un intervento particolarmente impegnativo per le dimensioni, la sede e la conformazione del calcolo, eseguito dallequipe dellUrologia diretta da Cristian Fiori.

E così durante lintervento, la paziente ha potuto ascoltare le sue canzoni preferite, perché lutilizzo di musica e stimoli sensoriali positivi in sala operatoria è supportato da evidenze scientifiche, che dimostrano come la musica contribuisca a ridurre ansia e stress, migliorando il comfort del paziente durante procedure eseguite in anestesia locoregionale. Lanestesia è stata effettuata da Roberto Russo.

Dopo qualche ora di osservazione in Recovery Room, dedicata ai casi più complessi, la paziente è stata trasferita in reparto. Il decorso post operatorio è stato seguito dallequipe di Pneumologia, diretta da Alberto Perboni, negli spazi dedicati alla fibrosi cistica, di cui lospedale è Centro di Riferimento Regionale.

«Le coliche si sono presentate di notte, quindi mi sono recata al Pronto Soccorso di un altro ospedale vicino a casa e, dopo gli accertamenti, mi hanno comunicato che era necessario un intervento in anestesia generale – racconta la paziente  Sono 53 anni che convivo con la mia malattia, la fibrosi cistica e sono seguita dal centro del San Luigi dal 1991. Conosco il mio corpo ed i possibili rischi di unanestesia generale. Ho chiesto ai medici di quel Pronto Soccorso di contattare i colleghi del Centro Fibrosi Cistica del San Luigi affinché la mia situazione di fragilità e tutti i rischi connessi fossero ben noti. Dopo vari consulti con la dottoressa Sara Demichelis, mi hanno trasferito al San Luigi, nel mio reparto. Qui mi sento a casa, curata e protetta. Dopo qualche giorno sono stata operata con tutte le attenzioni e premure. Avevo paura della puntura sulla schiena, necessaria per lanestesia spinale, ma ho scoperto che unemogasanalisi su sangue arterioso, esame che pazienti come me ripetono spesso, è più doloroso».

La fibrosi cistica è una malattia genetica che colpisce in Italia 1 ogni 6.000 nati. È una malattia cronica a evoluzione progressiva che ha manifestazioni prevalentemente polmonari e pancreatiche, oltre che intestinali e metaboliche. Il Centro del San Luigi, di cui è Responsabile Sara Demichelis, segue attualmente circa 250 pazienti di 35 anni in media e si avvale di un’equipe multidisciplinare e multi professionale che garantisce la presa in carico globale del paziente. L’introduzione di nuove terapie, che consistono in farmaci correttori del difetto di base, ha modificato le traiettorie di malattia e di vita di tanti pazienti, ma non ha eliminato le complicanze legate alla convivenza prolungata con la patologia.

«Lintervento sarebbe stato possibile anche con tecniche alternative, ma con tempi più lunghi e minore sicurezza in una paziente in queste condizioni cliniche – spiegano gli urologi Marco Cossu e Massimiliano Poggio – Particolare attenzione è stata dedicata al posizionamento sul lettino operatorio, adattato alle esigenze respiratorie della paziente, per garantire la massima sicurezza. Abbiamo inoltre utilizzato strumenti miniaturizzati e fonti laser ad alta potenza, che consentono un trattamento efficace e preciso anche in situazioni anatomiche complesse».

«La paziente, seguita da anni dal nostro Centro Regionale di Riferimento per la Fibrosi Cistica – dichiara Alberto Perboni, Direttore della struttura di Pneumologia , subito dopo lintervento ha potuto tornare nella sua camera dedicata all’interno del nostro reparto. Oltre alla possibilità che abbiamo dato alla signora di vivere questo momento di difficoltà e preoccupazione in un ambiente rassicurante che le è del tutto familiare, resta la soddisfazione di esser parte di una Azienda Ospedaliera che è in grado di affrontare i problemi clinici più complessi in maniera multidisciplinare e con spirito di collaborazione per migliorare l’offerta di salute di tutti i pazienti».

«Lintervento rappresenta un esempio concreto dellapproccio del San Luigi Gonzaga, fondato sulla collaborazione tra specialità, personalizzazione del trattamento e sullimpiego di tecnologie allavanguardia  sottolinea il Direttore Generale dellAOU, Davide Minniti  La sinergia fra il nostro Centro di Riferimento per la Fibrosi Cistica e la nostra Urologia, riferimento non solo per la calcolosi urinaria, ma anche per il trattamento delle principali patologie oncologiche, ha garantito di affrontare questo caso con elevata competenza e tecnologie di ultima generazione. Ma, soprattutto, è lintegrazione tra competenze specialistiche a definire un modello organizzativo e clinico capace di gestire anche i casi più complessi, garantendo sicurezza, efficacia e piena centralità del paziente».

«Lintervento eseguito al San Luigi Gonzaga  sottolinea Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte – rappresenta un esempio significativo di come competenze specialistiche, innovazione e attenzione alla persona possano integrarsi per affrontare anche i casi clinici più complessi. La possibilità per la paziente di affrontare lintervento ascoltando la propria musica evidenzia quanto lumanizzazione delle cure sia oggi parte integrante dei percorsi sanitari, contribuendo a ridurre ansia e stress. La capacità di adattare il trattamento alle condizioni specifiche della paziente, garantendo sicurezza e qualità delle cure, testimonia il valore della multidisciplinarità e della presa in carico personalizzata. Ringrazio tutti i professionisti coinvolti per limpegno e la sensibilità dimostrati».

Treni, i pendolari: “Torniamo agli orari pre Covid”

“Il trasporto ferroviario ha necessità di avere del materiale rotabile moderno e adeguato alle esigenze, manutenuto correttamente e gli utenti del servizio devono poter essere supportati da una comunicazione più efficace”.

Questo in estrema sintesi è il messaggio che, nella seconda Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Mauro Fava, è stato illustrato nell’audizione del primo firmatario della petizione popolare per migliorare le ferrovie regionali.
Claudio Menegon era accompagnato da Fulvio Bellora, anch’egli del Co.Mi.S, comitato di associazioni di pendolari del territorio piemontese.
Tra le varie criticità e proposte segnalate, gli auditi hanno chiesto il ripristino dell’orario come nel periodo pre Covid, ante 2020.
Il potenziamento dei sistemi di comunicazione e di informazione dell’utenza soprattutto nei casi di cancellazioni e forti ritardi è stato richiesto perché necessario per non alimentare confusione tra i viaggiatori. Spesso i problemi sono banali ma molto pesanti: è già successo di avere tutti e due i bagni di una carrozza che non funzionino e dovendo, quindi, poi dare il tempo ai viaggiatori di usare i servizi in stazione e di risalire sul treno. Oppure il rispetto delle fasce di garanzia negli scioperi durante i quali spesso i disagi si riverberano ancora per lungo tempo dopo la conclusione dello stesso.
Gli auditi hanno anche segnalato l’esigenza di un piano pluriennale del trasporto ferroviario sul territorio regionale e l’effettiva realizzazione degli interventi di miglioramento e di messa a norma nelle stazioni.
È stata segnalata l’utilità delle riunioni, che si svolgono periodicamente ogni sei mesi, delle associazioni di pendolari con Trenitalia, Rfi e l’Agenzia della mobilità piemontese.
Nel corso della seduta sono intervenuti per chiedere chiarimenti, oltre allo stesso presidente Fava, anche i consiglieri: Alberto AvettaNadia ConticelliMonica Canalis e Fabio Isnardi (Pd), Alice Ravinale (Avs), Annalisa Beccaria (Fi) e Paola Antonetto (Fdi).

Ufficio Stampa CRP

Scontro frontale sulla provinciale: morta una donna

Ieri una  donna di 79 anni è morta nel pomeriggio per  uno scontro frontale in auto avvenuto a Samone sulla strada provinciale 565 di Castellamonte.

Sul posto i sanitari del 118 sono intervenuti per soccorrere i feriti. Sono tre, trasportati all’ospedale di Ivrea in codice giallo.

Finisce fuori strada e si ribalta in un fosso: conducente in ospedale

Un auto esce di strada, poi si ribalta in un fosso finendo fuori carreggiata e il conducente viene portato in ospedale. È successo a Ciriè nella prima mattinata di oggi, sulla provinciale 3 (via Torino). L’incidente è avvenuto precisamente nel tratto verso Cerretta di San Maurizio Canavese, vicino all’impianto Smat.

Dalle prime ricostruzioni, la vettura – una Fiat 500X diretta verso il centro – è sbandata autonomamente, uscendo di carreggiata prima di ribaltarsi nel fosso. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 Azienda Zero, che hanno trasportato l’uomo, un 49enne, all’ospedale di Ciriè: fortunatamente le sue condizioni non sono gravi.

Presente anche la polizia locale per i rilievi e le indagini sulla dinamica, insieme ai vigili del fuoco dei distaccamenti di San Maurizio e Torino Centrale.

VI.G