CRONACA

Fiume Po, al via le operazioni di pulizia e rimozione delle alghe

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Da giovedì 11 giugno sono iniziate le operazioni di pulizia del fiume Po finalizzate a migliorare le condizioni del corso d’acqua e a liberarlo dalla vegetazione acquatica che, in questo periodo, è proliferata anche a causa del caldo torrido precoce di fine maggio.

In questa prima fase gli interventi interesseranno il tratto compreso tra il Ponte Isabella e il Circolo Eridano, con particolare attenzione alle aree in cui si registra una maggiore presenza di vegetazione acquatica.

Le attività vengono realizzate meccanicamente con un pontone attrezzato e un rimorchiatore fluviale; sul pontone opera un escavatore dotato di una specifica attrezzatura per la raccolta della vegetazione presente in acqua. Il materiale rimosso viene temporaneamente stoccato a bordo e successivamente trasferito a bordo fiume nella zona dei Murazzi, dove sarà conferito e smaltito a cura di AMIAT.

Nella giornata di venerdì 12 giugno sarà inoltre impegnata una squadra della Protezione Civile per un intervento straordinario di pulizia dell’area dei Murazzi, con la rimozione di rifiuti e accumuli di materiale stagnante presenti lungo le sponde.

Una volta completati gli interventi in questo tratto, le operazioni proseguiranno progressivamente nelle altre aree del fiume, secondo le indicazioni tecniche concordate e condivise dagli enti coinvolti, insieme alla Città di Torino (Protezione Civile e Ponti e Vie d’Acqua), nel Tavolo tecnico dedicato al monitoraggio e alla gestione del fiume: Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese, Città Metropolitana di Torino, ARPA Piemonte, ENEA, AMIAT – Gruppo Iren.

Gli interventi sono mirati alla rimozione delle formazioni vegetali più estese e della vegetazione superficiale, alcune specie autoctona e altre esotiche e invasive, evitando operazioni indiscriminate che potrebbero alterare gli equilibri dell’ecosistema fluviale. Particolare attenzione viene inoltre riservata alla tutela della fauna presente nel fiume e lungo le sponde, adottando modalità operative che limitino al massimo gli impatti sull’ambiente.

TorinoClick

Tommaso Varaldo: AIEF, un progetto sociale al servizio della comunità

L’INTERVISTA

“Questo luogo è tornato a brillare attraverso l’arte e la solidarietà, il nostro proposito è un sogno concreto.”

Nel Castello di Lucento, antica ex dimora sabauda risalente al 1300, in una Torino periferica ma ricca di storia e rilevanza sociale, ha sede l’AIEF, la fondazione impegnata a sostegno di persone fragili e nella creazione di spazi di comunità. Guidata dal fondatore e presidente Tommaso Varaldo, l’AIEF promuove inclusione, cultura e sostegno sociale attraverso progetti educativi e attività rivolte alle persone fragili: giovani, anziani e persone con disabilità. Si impegna nella valorizzazione del Castello come luogo di incontro, crescita e partecipazione per la comunità. La visita del Castello, ristrutturato e organizzato per poter svolgere le attività, così come avviene nella sede del Centro AIEF Mirafiori, è un interessante percorso all’interno di una realtà che si occupa degli altri, di coloro che necessitano di un punto di riferimento. All’interno dei locali troviamo anche la caffetteria sociale Mangianuvole, aperta al pubblico, che contribuisce all’inserimento lavorativo di giovani adulti con disabilità e al commercio no profit e che, inoltre, si trasforma in uno spazio di intrattenimento per eventi privati e aziendali.

Presidente, qual è la genesi di questo importante progetto?

ll Castello è stato inutilizzato per molti anni. A fine 2022 abbiamo cominciato un lavoro di ristrutturazione e fatto un’indagine di quartiere per capire quali fossero le esigenze della zona, da lì è partito il progetto. Lo spazio aggregativo, così come un centro diurno socio-riabilitativo, erano alcune delle necessità espresse dai residenti. Quest’ultimo attualmente occupa il primo piano dell’edificio ed è convenzionato con la neuropsichiatria infantile dell’ASL di Torino. E’ un centro specializzato in ritiro sociale, autolesionismo e neurodivergenze, in particolare ADHD, che accoglie fino a 20 ragazzi al giorno, dal mattino in poi, che hanno la possibilità di seguire attività educative riabilitative di vario tipo, dalla pittura all’orto didattico alle attività con le nostre mini pony. La fondazione si sostiene grazie alle attività commerciali presenti, come la caffetteria, alle donazioni e al 5 per mille; esiste inoltre un club di sostenitori che ci aiuta costantemente.

Sono in mostra dei quadri di Eugenio Bolley?

Sì, al Castello c’è il museo Bolley che espone le opere di questo straordinario artista. I quadri sono legati ai principi dei diritti dei bambini; sono molto colorati e particolarmente adatti ad un ambiente come questo dove deve regnare l’allegria. All’interno dell’edificio sono presenti anche altre esposizioni artistiche, come la linea del tempo realizzata da Carlo Gloria. Questo approccio multicromatico corrisponde al concetto di gradevolezza ed espressione creativa.

Il giardino è molto curato.

Sì, ci teniamo molto. Questa area verde ospita anche il dehors della caffetteria, da cui si può ammirare la facciata storica medievale originaria del Castello, oltre all’orto didattico e alla fattoria che ospita due mini pony. Il tutto è curato dai ragazzi con gli educatori e i tutor. Sono progetti dedicati all’avvicinamento alla natura e agli animali e, soprattutto, all’apprendimento della cura. La responsabilizzazione è importante per la crescita sotto ogni aspetto. Gli spazi del piano terra sono aperti al pubblico e non è necessario essere soci: si può accedere tranquillamente per prendere un caffè o per il pranzo.

La prima sede della fondazione AIEF è stata quella di Mirafiori?

Esatto, in via Farinelli 36/9, di fronte all’ASL. In quello spazio ci occupiamo maggiormente degli anziani. Abbiamo creato un luogo di socializzazione e organizziamo attività che favoriscono le relazioni tra i grandi adulti, rappresentando anche uno stimolo all’attività. Inoltre, il nostro Centro Aggregativo è oggi un punto di riferimento per coloro che manifestano i primi segni di decadimento cognitivo, pur essendo ancora autonomi. In questa sede portiamo avanti anche il progetto della cartoleria sospesa: il nostro Emporio della Cartoleria distribuisce materiale scolastico gratuito a oltre 500 bambini ogni anno.

Maria La Barbera

Jeep si schianta contro la parete rocciosa sulla SP1, un ferito

Un violento schianto è avvenuto giovedì 11 giugno, intorno alle 8.30, sulla strada provinciale 1 delle Valli di Lanzo, nel tratto che attraversa la frazione Biò di Traves. Stando alle ricostruzioni della dinamica, l’incidente — autonomo — ha coinvolto una Jeep che, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo ed è finita contro la parete rocciosa a bordo carreggiata.

L’urto ha distrutto la parte anteriore del veicolo e l’airbag si è attivato e ha protetto la conducente, soccorsa dalla Croce Reale del 118. Dopo le prime cure sul posto, il personale sanitario l’ha stabilizzata e trasferita in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale di Cirié.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Venaria Reale per i rilievi e le verifiche sulla dinamica. Il sinistro ha causato code e rallentamenti lungo il percorso.

VI.G

PoliTo apre le sale studio nelle domeniche estive

Dopo il positivo riscontro registrato nella prima domenica di apertura straordinaria, il Politecnico di Torino prosegue con l’estensione del servizio di sale studio nelle domeniche della Sessione di Esami Estiva, con l’obiettivo di offrire a studenti e studentesse ulteriori spazi dedicati alla preparazione degli esami.
Fino al 19 luglio compreso, ogni domenica il padiglione delle Aule I sarà aperto con funzione di sala studio, dalle ore 8.00 alle ore 20.00. Fa eccezione la giornata di domenica 14 giugno, durante la quale sarà disponibile, con il medesimo orario, il padiglione Aule R in sostituzione delle Aule I.
L’iniziativa nasce dalla volontà dell’Ateneo di rispondere alle esigenze della comunità studentesca – espresse attraverso una mozione presentata dalla rappresentanza studentesca negli organi di Ateneo – in un periodo particolarmente intenso dell’anno accademico, garantendo ambienti adeguati allo studio anche nei giorni festivi.
I risultati della prima domenica di apertura straordinaria confermano l’utilità del servizio: sono stati infatti oltre 1.300 gli studenti e le studentesse che hanno scelto di utilizzare gli spazi messi a disposizione dal Politecnico.
Resta inoltre confermata la disponibilità delle sale studio del padiglione Aule T nelle giornate di sabato, per tutto l’anno, con apertura dalle ore 8.00 alle ore 21.00.
“Con questa iniziativa il Politecnico di Torino rinnova il proprio impegno nel sostenere il percorso formativo della popolazione studentesca, ampliando le opportunità di accesso agli spazi dell’Ateneo nei momenti di maggiore necessità”, commenta il Vicerettore per la formazione Fulvio Corno.

Tornano i “Regionali del Mare”, in treno senza cambi tra il Piemonte e la Riviera romagnola

Dal 14 giugno al 13 settembre 2026 tornano i “Regionali del Mare”, i collegamenti ferroviari diretti del fine settimana tra il Piemonte e la Riviera romagnola, pensati per offrire un’alternativa comoda, sostenibile e accessibile all’auto privata.

Anche per l’estate 2026 sarà infatti possibile raggiungere senza cambi alcune delle principali località balneari dell’Emilia-Romagna, tra cui Rimini, Riccione, Miramare, Misano Adriatico e Cattolica, grazie ai collegamenti diretti attivi ogni sabato e domenica.

Il servizio prevede quattro corse giornaliere:

* due di andata dal Piemonte verso la Riviera romagnola;

* due di ritorno dalla Riviera verso il Piemonte.

I treni partiranno da Torino Porta Nuova alle 6.20 e alle 7.00 con fermate intermedie nelle principali stazioni lungo il percorso per arrivare a Pesaro alle 12.02 e 12.29.

I treni di ritorno partiranno da Pesaro alle 14.11 e alle 16.05 per arrivare a Torino Porta Nuova alle 20.44 e 21.15.

I treni eseguiranno sia in andata che in ritorno le seguenti fermate: Torino Lingotto – Asti  – Alessandria – Voghera – Piacenza – Bologna Centrale – Rimini – Rimini Miramare – Riccione – Misano Adriatico – Cattolica.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Regione Piemonte e Regione Emilia-Romagna e si inserisce nel percorso condiviso di promozione della mobilità sostenibile e del turismo ferroviario interregionale. Nel corso degli anni il servizio ha registrato un crescente gradimento da parte dei viaggiatori, confermando la forte domanda di collegamenti diretti tra il Piemonte e la costa adriatica.
«I “Regionali del Mare” rappresentano un servizio sempre più apprezzato dai cittadini piemontesi e da chi sceglie il treno per raggiungere la Riviera romagnola in modo comodo, sostenibile e senza stress – dichiara l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Marco Gabusi – Questo collegamento conferma quanto sia importante investire in una mobilità integrata e attenta alle esigenze del turismo e dei territori. Ringrazio la Regione Emilia-Romagna e, in particolare, l’assessora ai Trasporti Irene Priolo per la collaborazione e il lavoro condiviso che rendono possibile anche per il 2026 questo servizio molto atteso».

L’estate riporta a Chieri la “Piazza Ragazzabile”

Per il quinto anno consecutivo ritorna nella Città Collinare l’iniziativa rivolta ai giovani impegnati in lavori di servizio civico

Dal 15 giugno al 3 luglio

Chieri (Torino)

Terminato l’anno scolastico, l’iniziativa ci appare assolutamente consona e, perché no?, da più parti imitabile. Oltre che utilissima ai fini della crescita socio-educativa dei giovani (e quanto purtroppo ce n’è oggi bisogno!) e perfino, per gli stessi ragazzi, divertente e socializzante. Parliamo della “Piazza Ragazzabile” (bello anche il titolo), l’evento riproposto, per il quinto anno consecutivo, dal “Comune di Chieri”, che , da lunedì 15 giugno a venerdì 3 luglio prossimi,  offre ad una trentina di ragazze e ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, la possibilità di prestare un servizio “con” e “per” la comunità cittadina nel periodo di sospensione delle attività scolastiche.

Già attivata a Collegno, a partire dal 2000, “Piazza Ragazzabile” è un “cantiere-laboratorio di ecologia urbana”, che offre l’opportunità di contribuire concretamente alla cura della città attraverso interventi di “microrigenerazione urbana” finalizzati alla riqualificazione di piccoli spazi pubblici del territorio cittadino.

Spiega l’assessora chierese alle “Politiche giovanili e alle Associazioni” Vittoria Moglia“‘Piazza Ragazzabile’ è un’esperienza di partecipazione attiva alla vita civica e di incontro tra diverse generazioni. Tramite l’educazione tra pari e la dinamica di gruppo si impara a fare comunità e ad occuparsi dei beni comuni, anche incentivando la relazione tra i giovani e gli adulti, e si pongono in essere azioni volte a migliorare e valorizzare gli spazi urbani, rendendo la città più accogliente e sostenibile. In questo modo si offre ai giovani la possibilità di esprimere il proprio protagonismo in modo concreto e visibile, avvicinandoli anche ad un primo contatto con futuri percorsi di impegno civico, come il ‘Servizio Civile Universale’ o attività di volontariato”.

Per l’edizione 2026, il progetto prevede il rilascio di un attestato valido come “credito formativo scolastico”, reso possibile da una convenzione per attività di “PCTO – Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento” (conosciuti in passato come “Alternanza Scuola – Lavoro”) stipulata tra l’Associazione “Il Timone” (capofila della “Cordata Arka”, il principale “Centro di aggregazione giovanile” della Città situato presso l’ “Area Caselli”) e il Liceo Statale “Augusto Monti”. La convenzione consente l’attivazione di un massimo di 15 percorsi “PCTO”.

Le attività si svolgono dal lunedì al venerdì con punto di ritrovo al centro giovanile “Arka” (Piazza Caselli 19), dove il 29 maggio scorso si è svolto l’evento pubblico informativo e formativo con la presentazione del progetto ai candidati e alle famiglie, con lo scopo di illustrare in modo chiaro le regole di “Piazza Ragazzabile” e la firma del “Patto di Collaborazione”, nel quale si sono evidenziati i principi dell’educazione civica e della cittadinanza attiva, le modalità organizzative e gli impegni condivisi da famiglie e “Amministrazione”.

Il prossimo venerdì 3 luglio è in programma l’evento di “restituzione finale”, durante il quale verranno presentati agli Amministratori, alle famiglie, ai volontari e alla cittadinanza i risultati e le attività svolte nell’ambito dell’evento, anche attraverso la proiezione di un filmato. Nella stessa data saranno anche consegnati i “rimborsi economici” e gli “attestati di partecipazione”.

Gli interventi di riqualificazione interesseranno cinque aree pubbliche cittadine, privilegiando l’uso della bicicletta negli spostamenti. Previsti anche “laboratori artistici” e “botteghe formative” con esperti e Organizzazioni del territorio.

L’amministrazione comunale ha stanziato un contributo di 9.850 euro a favore dell’Associazione “Il Timone”, quale capofila del Centro Giovanile.

Per ulteriori infowww.comune.chieri.to.it

g.m.

Nelle foto: immagini di repertorio

La novena che precede la festa della Consolata

Da sabato 13 giugno prenderà il via la novena che precede la grande festa della Consolata di sabato 20 giugno prossimo. Venerdì 19 luglio, alla vigilia, saranno officiata le Sante Messe in Santuario, alle ore 8, 9, 10.30, 12 e 18, e il Santo Rosario alle 17.15. Sabato 20 giugno sarà Festa Solenne: il quadro della  Madonna della Consolata sarà collocato vicino all’ingresso maggiore del Santuario, segno che la Consolata accogli tutti quanti vogliano fare festa con lei e per lei. In giornata verranno officiata le Sante Messe alle ore 6.30, 8, 9.30, 11, quest’ultima presieduta dal Cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino, a cui fa seguito, alle ore 12, la Supplica; 12,30, 16, 18 e, dopo il termine della Processione; alle 17.15 il Santo Rosario. Alle ore 20.30, presieduta dall’Arcivescovo di Torino, Cardinale Roberto Repole, prenderà avvio la Solenne Processione con la statua della Consolata per le vie del centro storico, su un nuovo percorso: da via Consolata, per via Giulio, corso Valdocco, via del Carmine, via Bligny, piazza Arbarello, corso Siccardi, via Santa Maria, via Monte di Pietà, via San Francesco d’Assisi, piazza Palazzo di Città, via Milano, via Corte d’Alpello, piazza Savoia, via della Consolata e arrivo in piazza della Consolata per la benedizione finale.

Diretta TV delle Sante Messe sul sito internet www.laconsolata.org, cliccando su “web TV diretta streaming”.

Info: www.laconsolata.org

M.M.

Le ricchezze e le trasformazioni di uno spazio vuoto

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L’appuntamento dal 7 al 9 luglio presso l’ex Mercato Ittico

Ho una casa, la casa di famiglia. È vuota da anni ormai. Non ci va più nessuno e i miei figli non sentono alcun legame con quel luogo. Ma quella casa continua a rappresentare qualcosa di enorme. È come se contenesse una versione di me che non esiste più, ma che non riesco a lasciare andare. Ogni stanza è un ricordo, ogni oggetto una traccia, ogni silenzio una voce. È il luogo delle origini, ma che non appartiene più al presente.” I pensieri di una donna che guarda dietro le spalle a un passato: “Mi chiedo allora: un ricordo può vivere senza un luogo? O siamo noi a dargli forma, a portarlo con noi anche quando i muri che lo hanno custodito non ci sono più?” Domande poste nelle colonne di un recentissimo “Tuttolibri” a cui lo scrittore Diego De Silva tentava di dare le proprie risposte, accennando non soltanto alle “ragioni terra-terra” che possono abbracciare il disuso e i costi ma anche quei “valori affettivi” che rimangono “inestimabili per definizione”: “Io ho impiegato degli anni per superare quel dolore, archiviandolo tra i miei errori, sotto ognuno dei quali ho firmato la mia stupidità… non posso darti consigni, soprattutto perché, come vedi, sono fin troppo coinvolto nell’argomento. Posso però indicarti un gioiellino di libro sul tema, che potrebbe suscitare qualche tua riflessione, “Di chi sono le case vuote”, di Ettore Sottsass, una raccolta di scritti e saggi sul senso degli spazi vuoti e degli edifici abbandonati, considerati come luoghi pieni di presenze, di passato, di oggetti.”

Mi tornavano in mente queste parole lette pochi giorni prima, durante la presentazione del Festival di Architettura Torino che, proprio con una tre giorni – dal 7 al 9 luglio prossimi – presso l’ottocentesco ex mercato ittico di Porta Palazzo (“il più vasto mercato cittadino che tutta l’Europa ci invidia, così vario, popolato, multietnico”, ricordava Michela Favaro, vice sindaco di Torino al tavolo dei relatori nella sala Carpanini del Comune), storico edificio oggi al centro di un processo di trasformazione e cambio di destinazione, indagherà “il futuro dell’abitare e dello spazio urbano”. Un’occasione inedita promossa dalla Fondazione per l’Architettura e dall’Ordine degli Architetti di Torino – con il patrocinio di Città di Torino e Regione Piemonte con il contributo di Camera di Commercio, e il sostegno di Banca Reale, Dierre, Fresia Alluminio, Iren, Idrocentro, Sikkens e Traiano Luce 73, che vorrà coinvolgere differenti professionisti ma pure “intercettare e accompagnare tutti i cittadini interessati al tema dell’abitare.” Un’occasione di incontri, talk, installazioni e proiezioni dedicata “a una delle questioni più urgenti del nostro tempo” che ha per titolo proprio “Chi abiterà le case vuote?”.

Intraprendendo un vasto panorama che porta inevitabilmente la città a essere candidata quale Capitale della Cultura 2033, quindi aprendosi sempre più a un respiro europeo, una decina di aree tematiche occuperanno la location, a conferma della convinzione del grande architetto secondo cui “il vuoto delle case diventa uno spazio di possibilità e non di assenza, il segno visibile delle grandi trasformazioni socioeconomiche del nostro tempo”. Si affacciano motivazioni nuove, l’invecchiamento della popolazione, la crescita dei nuclei familiari ristretti, la mobilità professionale e la crisi climatica, “è un festival molto particolare questo, che vuol prendere a considerare un tema importante come è quello del futuro dell’abitare, ed è importante che se stia parlando: esaminare case e terre per affrontare le sfide economiche e ambientali poste storicamente nel futuro”, sottolinea Alessandra Siviero presidente della Fondazione per l’Architettura Torino. Migliaia di edifici rimangono inutilizzati mentre cresce la domanda di alloggi accessibili – di “diritto alla casa, soprattutto a una casa abbordabile”, parla Favaro, nella volontà di avere una città che possa attirare nuove imprese, mentre Andrea Tronzano, Assessore al Bilancio della Regione afferma che “il Festival di Architettura rappresenta un’occasione preziosa di riflessione e confronto, utile ad analizzare, anche attraverso i dati, le trasformazioni e il futuro dei nostri territori” -, servizi di prossimità e nuove forme di vita comunitaria, mentre da più parti si afferma la necessità che “il tema dell’abitare contemporaneo non può essere letto solo come una questione esclusivamente sociale o emergenziale: il tema delle case vuote rappresenta una straordinaria opportunità progettuale per attivare processi di rigenerazione sostenibile, capaci di generare valore culturale, sociale, economico e urbano”.

Non soltanto domande quindi nei vari appuntamenti di un programma che, al di là di voci generali che allineano laboratori educativi per bambini e ragazzi, momenti musicali, una grande installazione creata dall’artista Raffaele Salvoldi e una rassegna cinematografica, resta ancora in gran parte top secret, ma anche risposte concrete che coinvolgeranno Università e istituzioni, attraverso gli interventi di esperti, professionisti, urbanisti e progettisti internazionali, attraverso le testimonianze di quanti stanno affrontando medesimi scenari. Ribadisce Roberta Ingaramo, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Torino: “Temi come l’accesso alla casa, la rigenerazione del patrimonio esistente, la sostenibilità delle operazioni di trasformazione e l’inclusione sociale non possono essere affrontati senza una progettualità capace di mettere in relazione esigenze diverse e di costruire risposte concrete ai bisogni della comunità. Come Ordine degli Architetti crediamo che la cultura del progetto debba tornare ad avere un ruolo centrale nelle scelte che riguardano la città”. Conclude gli interventi Alessandra Siviero: “Le nostre sono le stesse domande che attraversano oggi l’intera Europa. Inoltre sono convinta che la scelta dell’ex Mercato Ittico di Porta Palazzo non sia casuale, un luogo simbolo della trasformazione urbana di Torino che diventa il contesto ideale per riflettere sul riuso e sulle nuove forme dell’abitare”. Sempre con un occhio a un mondo in continuo divenire: “Guardare al futuro significa anche dare voce alle nuove generazioni: per questo il festival ospita Future Homes Europe, la call internazionale rivolta a giovani architette e architetti under 35 chiamati a immaginare nuove risposte alle sfide dell’abitare contemporaneo”.

Elio Rabbione

Nelle immagini di Daniele Ratti, al tavolo, da sx, Alessandra Siviero, Roberta Ingaramo e Raffaella Lecchi, direttrice della Fondazione per l’Architettura; l’assessore Andrea Tronzano; due angoli dell’ex Mercato Ittico, luogo d’incontro per il Festival.

Solidarietà al parco “Lo Gnekko” di Gabiano

DOMENICA 21 GIUGNO

E un modo per stare vicino all’Associazione che ha bisogno di aiuto “Economico e Morale”.  Lo scorso 2 Giugno ha subito ingenti danni a causa di una tromba d’aria; non solo alla struttura ma anche agli animali fra i quali Rino, un docile asinello.

Cosa troverete domenica 21 Giugno 2026?

Un ambiente immerso nella natura, bancarelle di espositori con i loro prodotti artigianali, una atmosfera rilassante impreziosita da Musica di sottofondo. Potrete vedere di persona i 51 Alberi adottati nei primi 10 anni di attività nel «Parco dello Gnekko», una speciale realtà di oltre tre ettari di biodiversità naturale bonificata a partire dal 2016 con la piantumazione di oltre 400 piante nel corso degli anni. Tutte le piante sono state messe a dimora con l’intento di donare un nuovo equilibrio, del tutto naturale, per potere ospitare le specie di animali presenti nel territorio e di passaggio durante le migrazioni.

Stiamo riuscendo a fare tutto ciò grazie alle donazioni che regolarmente riceviamo e grazie al contributo del 5×1000 (il nostro codice fiscale: 91032730060).

Ma un contributo importante (51 adozioni!) è arrivato tramite l’iniziativa “Adotta un Albero” che per ogni donazione di 30,00€ permette di attribuire un soprannome ad una pianta. Abbiamo optato per il soprannome perché lo scopo è quello di sensibilizzare e non di alimentare l’ego delle persone e in questo modo chi ha fatto la donazione potrà riconoscere la propria pianta che sarà un simbolo di riconoscenza a Madre Terra pere la generosa ospitalità che ci riserva.

I punti principali del programma del 21 Giugno:

Alle ore 14:30 si terrà un incontro «Lumax», il nostro percorso di crescita interiore, dove tratteremo argomenti interessantissimi inerenti l’influenza della nostra mente sulle malattie e sulla guarigione da punto di vista spirituale.

Alle ore 16:00 si terrà una cerimonia di ringraziamento a Madre Terra per il “Solstizio d’Estate”.

Durante la giornata, fin dalle 09:30, ci saranno le normali attività degli eventi “Albero dei Talenti”, legate ai talenti, al benessere personale ed alla scoperta di nuovi metodi di crescita personale semplici e potenti.

 

Attività nell’ambito sociale:

Per quanto riguarda le attività di utilità sociale, siamo impegnati a sensibilizzare il riciclo ed il baratto tramite il nostro mercatino «Zyrco» che permette ai nostri soci e sostenitori di ottenere grandissimi vantaggi materiali senza l’utilizzo di alcuna moneta ed allo stesso tempo permette di ridare vita ad oggetti che erano riposti inutilizzati in uno scatolone.

 

Potete ottenere altre informazioni dalla pagina Facebook dell’Associazione:  https://www.facebook.com/Lo.Gnekko/

Sacra di San Michele: in treno è più facile

Da domenica 14 giugno cambia il servizio festivo della linea Sfm3 Torino–Bardonecchia, con un’organizzazione pensata per favorire l’accesso turistico alla Valsusa e, in particolare, alla Sacra di San Michele, dichiarata nel 1994 dalla Regione monumento simbolo del Piemonte.

Grazie alle modifiche concordate con i Comuni della Bassa Valle, 36 treni festivi effettueranno la fermata a Sant’Ambrogio di Torino, stazione più vicina ai principali percorsi di accesso alla Sacra, mentre 20 fermeranno anche a Sant’Antonino di Susa. Una scelta che rende più semplice e sostenibile raggiungere uno dei luoghi più affascinanti e visitati del Piemonte, meta ogni anno di migliaia di escursionisti, pellegrini e turisti.

Arroccata sul monte Pirchiriano e visibile da tutta la valle, la Sacra di San Michele rappresenta oltre mille anni di storia piemontese ed è considerata uno dei complessi monumentali più importanti d’Europa. Il sito, che ha ispirato anche Umberto Eco per il romanzo “Il nome della rosa”, è raggiungibile attraverso percorsi naturalistici immersi nel verde e offre un panorama unico sulla Valsusa e sull’area metropolitana torinese.

Nel periodo estivo saranno inoltre attivi i treni festivi di rinforzo, pensati per agevolare le gite giornaliere:
* partenza da Torino alle 9.15 con arrivo a Bardonecchia alle 10.27;
* ritorno da Bardonecchia alle 17.35 con arrivo a Torino Porta Nuova alle 18.45.

Un’opportunità in più per i torinesi che desiderano vivere una giornata tra cultura, natura e montagna scegliendo il trasporto pubblico.

Si fa presente che nelle domeniche 14 e 21 giugno alcuni treni potranno avere delle variazioni di orario per lavori di manutenzione programmata nella stazione di Bussoleno.