CRONACA

Provinciale 254 del Pian del Frais, prosegue la manutenzione

 TERMINATA LA CHIUSURA AL KM 6+500

Proseguirà ancora per almeno per un mese il cantiere per la manutenzione straordinaria della Strada Provinciale 254 del Pian del Frais tra il km 2+750 e il km 6+600. Le restrizioni alla circolazione comprendono il limite di velocità a 30 km orari, il divieto di sorpasso e di sosta per tutti i veicoli e, nei tratti in cui è necessario, un senso unico alternato regolato da impianto semaforico o da movieri. La ditta esecutrice, la Batistini Costruzioni Generali S.r.l., ha chiesto una ulteriore proroga della regolamentazione della circolazione, per completare le lavorazioni.

La provinciale SP 254 che collega Meana di Susa al Pian del Frais ha una carreggiata che presenta alcune criticità, legate in particolar modo alla presenza di muri di sostegno ammalorati e alla carenza e/o inefficacia di alcune barriere stradali esistenti.

Grazie ai fondi derivanti dai canoni idrici, sono stati progettati ed appaltati i lavori di manutenzione straordinaria, per un importo complessivo di 500.000 euro.

GLI INTERVENTI PRINCIPALI

– Intervento 1 sulla diramazione 1 della Provinciale 172 al km 0+600: l’intervento che prevedeva la realizzazione di cordoli, barriere e ripristini di murature è terminato, salvo un breve tratto di barriera bordo laterale ancora da installare e le operazioni di scarifica e formazione del nuovo tappetino di usura

– Intervento 2 sulla Provinciale 254 al km 3 e al km 3+600: completati il ripristino dell’opera di sostegno, la realizzazione del cordolo in cemento armato e l’installazione delle barriere bordo ponte. Rimane da completare l’installazione delle barriere bordo laterale e la bitumatura

– Intervento 4 sulla Provinciale 254 km al 4+250: in questo intervento che è ancora da realizzare, è prevista la sola sostituzione delle barriere bordo laterale.

– Intervento 5 sulla Provinciale 254 al km 6+500: è stata realizzata la riprofilatura della parete rocciosa per consentire un minimo di allargamento della sede stradale, essenziale per avere lo spazio per posizionare la barriera di sicurezza a valle. Per la realizzazione dell’intervento 5, per la demolizione del versante roccioso si è reso necessario chiudere il tratto stradale al transito per circa una settimana, con deviazione del transito sulla strada comunale che si congiunge con la SP 254 più a monte. I lavori sono stati ritardati di qualche giorno a causa delle difficolta dell’impresa appaltatrice per il trasporto di un mezzo idoneo a eseguire la demolizione del versante roccioso, ma si sono comunque completati nel tardo pomeriggio di venerdì 26 giugno.

Nelle prossime fasi lavorative la strada rimarrà aperta seppur con alcune limitazioni e si cercherà di programmare i lavori per arrecare minor danno possibile a residenti e turisti.

Torino, dopo il caldo i temporali: pioggia, vento e grandine. Da domani temperature in calo

Dopo giorni segnati da un caldo eccezionale, il tempo è cambiato improvvisamente su Torino e su gran parte del Piemonte. Nel pomeriggio di oggi mercoledì 1 luglio una perturbazione ha attraversato la regione, dando origine a temporali anche intensi che hanno portato piogge abbondanti, raffiche di vento e, in alcune zone, grandinate.

Nel capoluogo piemontese il cielo si è rapidamente oscurato dopo ore di afa. In poco tempo sono arrivati i primi rovesci, accompagnati da fulmini e tuoni, con un brusco abbassamento delle temperature che ha posto fine, almeno temporaneamente, all’ondata di calore che da diversi giorni interessava il territorio.

I fenomeni hanno interessato in momenti diversi anche le province di Cuneo, Biella, Novara e Vercelli, oltre a numerose aree alpine e pedemontane, dove il contrasto tra l’aria molto calda accumulata nei giorni scorsi e l’ingresso di correnti più fresche ha favorito lo sviluppo di celle temporalesche particolarmente attive.

In alcune località si sono registrati rovesci di forte intensità, accompagnati da raffiche di vento capaci di rendere difficoltosa la circolazione e provocare la caduta di rami. Le precipitazioni, concentrate in un arco di tempo limitato, hanno inoltre determinato allagamenti localizzati nelle aree maggiormente colpite.

Secondo le previsioni meteorologiche, la fase di instabilità è destinata ad attenuarsi nel corso della serata. Con il passare delle ore i temporali tenderanno infatti a spostarsi verso est, lasciando spazio a schiarite sempre più ampie. Le temperature continueranno a diminuire rispetto ai valori eccezionali registrati nei giorni scorsi e durante la notte il clima sarà decisamente più fresco.

Per giovedì 2 luglio è attesa una giornata nel complesso stabile su Torino e sulla maggior parte del Piemonte. Qualche annuvolamento potrà interessare i rilievi nelle ore più calde, dove non si esclude qualche isolato rovescio, ma in pianura dovrebbe prevalere il sole.

Anche il quadro termico cambierà sensibilmente. Le massime resteranno estive, ma senza raggiungere i picchi che hanno caratterizzato la lunga ondata di caldo. Dopo diverse notti tropicali, torneranno inoltre valori minimi più contenuti, con condizioni più favorevoli soprattutto nelle ore notturne.

Rivoli, il recupero dell’acquedotto storico

Presentato oggi l’intervento di riqualificazione del fabbricato di via Montegrappa angolo via Mazzini realizzato da SMAT in collaborazione con la Città di Rivoli.

Il fabbricato, costruito tra il 1939 ed il 1950, ospita una stazione di pompaggio, “l’impianto di sollevamento San Rocco” affidato a SMAT, Società Metropolitana Acque Torino che gestisce il servizio idrico integrato per la Città di Rivoli dal 2003.

L’impianto di San Rocco, dove sono installate due pompe sommerse, consente il sollevamento dell’acqua dalla rete bassa alla rete alta di Rivoli, incrementando la pressione da circa 2 bar fino a 8 bar (serbatoio Castello), con una portata media di 60 l/s, pari a circa 5.400 m³/giorno.

Tale portata dipende principalmente, in modo inversamente proporzionale, dall’integrazione dell’acqua proveniente dall’Acquedotto della Valle di Susa, che viene immessa direttamente nella rete alta e che, ad oggi, è pari a circa 70 l/s.

Il progressivo ampliamento della rete di distribuzione collegata all’Acquedotto per la Valle di Susa ha aumentato i Comuni collegati alla dorsale dell’Acquedotto che preleva l’acqua dalla Diga di Rochemolles e la distribuisce dopo la potabilizzazione presso l’impianto SMAT di Bardonecchia. La portata derivata dall’Acquedotto di Valle sarà gradualmente incrementata per evitare la formazione di torbidità nelle condotte”, ha spiegato il Presidente SMAT, Paolo Romano.

Nel territorio di Rivoli SMAT distribuisce circa 14.000 m³/giorno, provenienti principalmente dalla centrale di Tetti Neirotti, dall’Acquedotto della Valle di Susa e dalle centrali minori di Orsiera e Via Rosta.

A Rivoli SMAT ha curato il restauro dell’esterno dell’edificio e, in particolare, il rifacimento dell’impermeabilizzazione della copertura piana e del gocciolatoio, la sostituzione delle gronde e dei pluviali, la disostruzione delle caditoie stradali, il lavaggio delle facciate con trattamento preventivo contro la crescita di microrganismi, la rimozione delle parti di intonaco ammalorate dai muri e dal cornicione, la stuccatura, l’esecuzione del nuovo intonaco e la relativa rasatura, la tinteggiatura delle facciate, dei cornicioni ed il ripristino della scritta “Acquedotto Municipale”, il lavaggio delle inferriate, delle porte e dei portoni con successiva tinteggiatura ed il restauro completo del portoncino di ingresso, nonché il restauro della fontanella ed il ripristino del rubinetto antichizzato.

Il recupero dell’edificio storico dell’Acquedotto Municipale restituisce alla città un luogo che fa parte della sua memoria e della sua identità. Non si tratta soltanto di un intervento di manutenzione, ma della volontà di preservare e valorizzare un patrimonio che racconta la storia dei servizi pubblici e dello sviluppo della nostra comunità.

Ringrazio SMAT per aver condiviso questo percorso con la Città di Rivoli, dimostrando come sia possibile coniugare l’efficienza di un’infrastruttura strategica con l’attenzione alla qualità dello spazio urbano e alla tutela del nostro patrimonio. Restituire decoro a un edificio storico significa prendersi cura della città e offrire ai cittadini un segno concreto di rispetto per la sua storia e per il suo futuro“, ha commentato il Sindaco Alessandro Errigo.

I collegamenti Arriva tra Porta Nuova, Porta Susa e l’aeroporto

Corse fin dalle prime ore del mattino e a tarda sera e collegamenti diretti tra Porta Nuova, Porta Susa e lo scalo aeroportuale. Disponibili diverse soluzioni tariffarie e agevolazioni dedicate alla stagione estiva

 

Torino, 1 luglio 2026 – Con l’avvio della stagione estiva e l’incremento dei viaggi aerei verso le principali destinazioni nazionali e internazionali, Arriva Italia conferma il proprio impegno nel garantire collegamenti frequenti e accessibili tra il centro di Torino e l’aeroporto cittadino.

La linea 268 collega quotidianamente le stazioni di Porta Nuova e Porta Susa con l’aeroporto di Caselle, offrendo un servizio attivo sette giorni su sette e pensato per rispondere alle esigenze di chi viaggia per vacanza, lavoro o studio. Oltre alla capillarità degli orari, il collegamento si caratterizza per la presenza di numerose corse Express che consentono di raggiungere lo scalo senza fermate intermedie. Grazie alle elevate frequenze e ai collegamenti diretti con lo scalo, il servizio rappresenta inoltre un’alternativa concreta all’utilizzo dell’auto privata per raggiungere l’aeroporto.

Il collegamento rappresenta inoltre una soluzione ideale sia per chi parte da Torino sia per chi raggiunge la città in aereo, consentendo di spostarsi rapidamente tra Torino Airport, il centro cittadino e le principali stazioni ferroviarie utilizzando il trasporto pubblico.

Nei giorni feriali il servizio mette a disposizione oltre 65 corse per direzione, mentre nei fine settimana e nei giorni festivi le partenze superano le 40 corse. Più della metà dei collegamenti feriali è effettuata in modalità Express, con tempi di percorrenza di circa 30 minuti da Porta Susa e circa 35 minuti da Porta Nuova.

Particolare attenzione è dedicata alla copertura delle fasce orarie più richieste durante il periodo estivo. Le prime partenze dal centro città sono programmate fin dalle prime ore del mattino (4:45 nei feriali e 4:15 nei festivi), consentendo di raggiungere agevolmente i primi voli della giornata, mentre gli ultimi collegamenti dall’aeroporto – ultima corsa a mezzanotte – permettono di servire anche gli arrivi serali.

Il collegamento è disponibile tutti i giorni dell’anno e consente di acquistare il titolo di viaggio attraverso diversi canali, tra cui il sistema contactless EMV a bordo, l’app Arriva MyPay, il servizio Chat&Go su WhatsApp, l’e-store Arriva,  e le rivendite autorizzate.

Per la stagione estiva Arriva Italia rende inoltre disponibili diverse soluzioni tariffarie dedicate, tra cui promozioni e agevolazioni per specifiche categorie di viaggiatori e nuclei familiari. Tutte le informazioni su orari, modalità di acquisto e offerte in vigore sono consultabili alla pagina dedicata sul sito torino.arriva.it.

Le strade di Cit Turin trasformate in piste da corsa per monopattini e biciclette

Marciapiedi ampi tra corso Inghilterra, corso Francia e altre strade limitrofe sono diventate circuiti per sfrecciare ad alta velocita’

Nel quartiere Cit Turin, tra corso Francia e le vie adiacenti, si sta consolidando una situazione che molti residenti percepiscono come sempre più critica. La convivenza tra pedoni, biciclette e motopattini elettrici, infatti, è diventata insostenibile, soprattutto a corso Francia, corso Inghilterra, via Cavalli, via Cialdini e la zona di piazza Bernini. Si tratta di assi stradali ampi, lineari, che di fatto si prestano a essere attraversati ad alta velocità da mezzi leggeri. Il problemi segnalati da molti cittadini sono: velocità elevate, manovre improvvise, scarsa attenzione agli attraversamenti pedonali e una generale imprevedibilità che costringe chi cammina a continui scarti per evitare il contatto. Le segnalazioni sono numerose e ricorrenti, ma fino ad ora niente di fatto. Anziani, famiglie con passeggini, persone con bambini piccoli, cittadini che portano a spasso i cani raccontano di situazioni di pericolo quotidiane; in particolare nelle ore di punta, o nei momenti di maggiore afflusso, l’impressione è quella di uno spazio urbano dove la priorità del pedone viene di fatto compressa se non ignorata dai diversi Marc Marquez e Tadej Pogacar de noantri. Si vedono, inoltre, monopattini con due o addirittura tre persone a bordo, dove l’instabilità e’ evidente, e guidatori senza casco; tutto questo alimenta un senso diffuso di impunità e di scarsa regolazione percepita. Piazza Bernini, nella sua parte piu’ larga, è diventata uno dei punti simbolo del problema: uno spazio pensato per la mobilità lenta viene attraversato senza apparente riduzione di velocità, trasformandosi di fatto in un corridoio di passaggio rapido. La domanda che molti si pongono è semplice, ma urgente: è davvero impossibile intervenire in modo efficace? Le regole esistono, ma la loro applicazione sembra frammentaria, difficile da controllare in modo sistematico e soprattutto poco percepita da chi utilizza questi mezzi. Inoltre non si vedono pochi mezzi della polizia locale appostati per impedire tali comportamenti. Il tema non riguarda solo la sicurezza stradale, ma anche la qualità della vita urbana e il rispetto reciproco negli spazi condivisi. Senza un equilibrio più chiaro tra mobilità sostenibile e tutela dei pedoni, il rischio è che aumentino tensioni e insicurezza in quartieri che, per conformazione, dovrebbero favorire la convivenza e non lo scontro tra velocità e fragilità.

Maria La Barbera

Nuova ordinanza. Commercianti sulle barricate dopo i blackout: “Perdite pesanti, servono interventi immediati”

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Dopo l’ordinanza con cui il Comune di Torino ha imposto a Ireti di predisporre un nuovo piano di emergenza per fronteggiare i blackout, arriva un secondo provvedimento firmato dal sindaco Stefano Lo Russo per contenere i consumi elettrici durante l’ondata di caldo che sta interessando la città. Nel frattempo cresce la protesta di bar, ristoranti e pubblici esercizi, che denunciano pesanti perdite economiche e chiedono agevolazioni fiscali.

Le temperature ben oltre i 33 gradi registrate negli ultimi giorni, unite al massiccio ricorso ai sistemi di climatizzazione, hanno infatti spinto la domanda di energia a livelli particolarmente elevati. Nel fine settimana il fabbisogno elettrico ha raggiunto circa 450 megawatt al giorno, mettendo ulteriormente sotto stress la rete cittadina.

Per limitare i consumi nei momenti più critici, il nuovo provvedimento comunale stabilisce che, nelle giornate in cui Arpa Piemonte segnalerà il livello massimo di disagio bioclimatico, i negozi dovranno mantenere chiuse le porte se gli impianti di aria condizionata sono in funzione. Resta naturalmente consentita l’apertura per l’ingresso e l’uscita della clientela e per le operazioni di carico e scarico delle merci.

L’amministrazione comunale sottolinea che si tratta di una misura temporanea, adottata esclusivamente per fronteggiare l’emergenza in corso, con l’obiettivo di contenere gli sprechi energetici e ridurre il carico sulla rete elettrica durante i picchi di domanda.

Intanto aumenta il malcontento delle attività commerciali, in particolare dei pubblici esercizi, che nelle ultime settimane hanno dovuto fare i conti con numerose interruzioni di corrente in diversi quartieri della città. L’Ascom ne parla sul proprio sito.

Bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, gastronomie e locali segnalano una situazione sempre più difficile: sale rimaste improvvisamente al buio, clienti costretti ad allontanarsi, sistemi di pagamento elettronico fuori uso, problemi alla conservazione degli alimenti e consistenti perdite economiche, oltre ai disagi nell’organizzazione del lavoro.

Per chiedere risposte concrete, oltre cento esercenti si sono riuniti in un comitato e hanno inviato una lettera aperta al Comune, all’assessorato al Commercio, ai capigruppo del Consiglio comunale e ai gestori delle reti energetiche, sollecitando interventi urgenti.

Tra le proposte avanzate figurano riduzioni o agevolazioni sulle imposte comunali per compensare almeno in parte i danni subiti, un controllo più efficace della rete elettrica e misure capaci di evitare il ripetersi dei blackout.

Gli operatori avvertono infine che, qualora non arrivassero risposte soddisfacenti, potrebbero promuovere iniziative comuni a tutela delle imprese coinvolte, senza escludere la richiesta di risarcimenti per le perdite economiche provocate dalle interruzioni dell’energia elettrica.

Aggressione al Martini, OPI Torino e Nursing Up: «La sicurezza degli operatori sanitari non può più aspettare»

L’ennesima aggressione ai danni di personale sanitario riaccende il dibattito sulla sicurezza negli ospedali. Dopo il grave episodio avvenuto nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Ospedale Martini di Torino, nel quale sono rimasti coinvolti un infermiere e un medico, arrivano le prese di posizione dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Torino e del sindacato Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta, che chiedono interventi concreti per fermare una violenza ormai sempre più frequente.

L’OPI Torino ha espresso vicinanza ai professionisti aggrediti, sottolineando come episodi di questo genere non possano più essere considerati un rischio inevitabile della professione.

«Esprimo, a nome dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino e di tutti gli infermieri iscritti, la nostra vicinanza ai colleghi coinvolti e l’augurio di una pronta guarigione», afferma il presidente dell’Ordine, Ivan Bufalo.

Per Bufalo ogni aggressione rappresenta «una sconfitta per l’intero sistema sanitario» e non può essere archiviata come un evento inevitabile. «Chi entra ogni giorno in reparto per prendersi cura delle persone deve poter operare in condizioni di sicurezza», osserva, chiedendo di superare la gestione emergenziale del fenomeno.

Secondo il presidente dell’OPI servono investimenti, organici adeguati, ambienti di lavoro progettati anche sotto il profilo della sicurezza, protocolli condivisi e una collaborazione stabile tra aziende sanitarie, istituzioni e forze dell’ordine. Un’attenzione particolare viene rivolta ai reparti di psichiatria, dove gli infermieri operano quotidianamente in situazioni particolarmente delicate. «La sicurezza di chi cura deve essere una priorità assoluta», conclude Bufalo.

Sulla vicenda interviene anche Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta, che sostiene come il problema non sia la mancanza di norme, ma la loro insufficiente applicazione.

«Ogni volta assistiamo allo stesso copione: dichiarazioni, promesse, tavoli di confronto e poi tutto torna come prima. Nel frattempo infermieri, medici e operatori continuano a entrare in reparto sapendo che potrebbero essere aggrediti senza che esista un sistema realmente capace di proteggerli. Il problema non è che mancano le leggi. Il problema è che quelle leggi vengono lasciate nei cassetti», dichiara il segretario regionale Claudio Delli Carri.

Il sindacato evidenzia come in molte strutture sanitarie persistano carenze di personale, sistemi di sicurezza inadeguati e una gestione del rischio che interviene soltanto dopo il verificarsi delle aggressioni. Una situazione che, secondo Nursing Up, risulta ancora più critica nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura, dove la complessità assistenziale richiede organici adeguati, formazione continua, ambienti sicuri e protocolli pienamente operativi.

«Affidarsi esclusivamente alla professionalità degli operatori significa esporli a rischi che non possono essere considerati parte del mestiere», prosegue Delli Carri, ribadendo la necessità di trasformare le disposizioni normative già esistenti in strumenti realmente efficaci di prevenzione.

Nel concludere il proprio intervento, il segretario regionale lancia un appello alle istituzioni: «Non possiamo continuare ad accettare che ogni aggressione venga archiviata come una tragica fatalità. La sicurezza sul lavoro è un obbligo di legge, non un’opzione. Chi ha il compito di applicare le norme deve assumersi fino in fondo questa responsabilità».

Le due organizzazioni, pur con accenti diversi, convergono su un punto: la tutela degli operatori sanitari deve diventare una priorità attraverso investimenti, organizzazione e misure preventive capaci di garantire condizioni di lavoro sicure a chi ogni giorno assicura l’assistenza ai cittadini.

Trasporto pubblico: il Trimestrale Illimitato arriva anche sui treni regionali

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Più flessibilità per famiglie, studenti e pendolari

L’assessore regionale Gabusi: «Una soluzione che rende il trasporto pubblico più accessibile e aiuta le famiglie a gestire meglio la spesa»

Da oggi, 1° luglio, il nuovo abbonamento Trimestrale Illimitato è disponibile anche sui servizi ferroviari regionali del Piemonte. La misura è stata approvata dal Consiglio di amministrazione dell’Agenzia della Mobilità Piemontese nell’ambito dell’aggiornamento del sistema tariffario regionale.

L’introduzione dell’abbonamento estende al trasporto ferroviario una formula già utilizzata sulle linee automobilistiche extraurbane, con l’obiettivo di offrire ai viaggiatori uno strumento più flessibile e incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico.

Il titolo di viaggio consente di utilizzare senza limiti treni regionali per tre mesi consecutivi e va ad affiancarsi agli abbonamenti settimanale, mensile e annuale. La nuova soluzione è pensata soprattutto per studenti, pendolari e famiglie, che potranno diluire nel tempo il costo dell’abbonamento mantenendo i vantaggi di una formula di lunga durata.

«Con questo provvedimento diamo una risposta concreta a un’esigenza che molte famiglie piemontesi ci segnalavano da tempo: poter sostenere la spesa del trasporto pubblico in modo più flessibile, senza dover anticipare l’intero costo dell’abbonamento annuale – commenta dichiara l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi – L’estensione del Trimestrale Illimitato anche ai servizi ferroviari regionali completa un percorso di integrazione tra gomma e ferro e amplia le possibilità di scelta per studenti, pendolari e lavoratori. È un intervento che rende il trasporto pubblico più accessibile, più semplice da utilizzare e sempre più vicino alle esigenze di chi ogni giorno sceglie bus e treno per i propri spostamenti».

Anche la presidente dell’Agenzia della Mobilità Piemontese, Cristina Bargero, sottolinea le motivazioni che hanno portato all’introduzione della nuova formula: «L’estensione del Trimestrale illimitato ai servizi ferroviari nasce dall’ascolto delle esigenze espresse dall’utenza, in particolare da quella studentesca – dichiara la presidente di AMP Cristina Bargero – Le nostre analisi mostrano che la combinazione di abbonamenti trimestrali e mensili consente di coprire l’intero periodo scolastico distribuendo la spesa nel corso dell’anno, senza determinare alcun impatto negativo sui ricavi complessivi del sistema tariffario regionale».

Contestualmente entra in vigore anche l’aggiornamento delle tariffe regionali, adeguate al tasso di inflazione programmata per il 2026, pari all’1,50%, come previsto dalla normativa vigente.

Il Trimestrale Illimitato sarà acquistabile per tutte le fasce chilometriche. Ad esempio, per la tratta compresa tra 20,1 e 25 chilometri il costo sarà di 218 euro. Nell’arco di un anno scolastico, l’acquisto di tre abbonamenti trimestrali comporterà una spesa complessiva di 654 euro, sostanzialmente equivalente a quella dell’abbonamento annuale agevolato Under 26, con il vantaggio di poter suddividere il pagamento in tre momenti distinti.

Con questa iniziativa la Regione Piemonte e l’Agenzia della Mobilità Piemontese proseguono il percorso di aggiornamento del sistema tariffario regionale, puntando a rendere il trasporto pubblico sempre più accessibile, flessibile e rispondente alle esigenze di mobilità dei cittadini.

Le caratteristiche del Trimestrale Illimitato

  • Validità di tre mesi consecutivi con viaggi illimitati.
  • Disponibile per tutte le fasce chilometriche.
  • Costo annuo complessivamente sostanzialmente allineato a quello dell’abbonamento annuale Under 26, con differenze contenute solo per le percorrenze più elevate.

L’aggiornamento entrerà a far parte della tabella tariffaria regionale relativa ai servizi automobilistici extraurbani e ferroviari, che sarà integrata con il nuovo titolo di viaggio Trimestrale Illimitato.

Nasce la Scleroderma Unit della Reumatologia della Città della Salute 

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E’ stata inaugurata la Scleroderma Unit della Reumatologia dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, in occasione della Giornata Mondiale della Sclerodermia, Un percorso clinico-assistenziale dedicato alla diagnosi, al monitoraggio e alla presa in carico multidisciplinare dei pazienti affetti da sclerosi sistemica, malattia autoimmune rara, complessa e potenzialmente severa.

La sclerosi sistemica, o sclerodermia, è una malattia autoimmune rara e complessa, caratterizzata da alterazioni del microcircolo, disregolazione immunitaria e fibrosi progressiva dei tessuti. Pur essendo spesso riconosciuta per il coinvolgimento cutaneo e per il fenomeno di Raynaud, può interessare numerosi organi e apparati, tra cui polmone, cuore, rene, apparato gastrointestinale, articolazioni e muscoli. Le complicanze polmonari e cardiache, in particolare l’interstiziopatia polmonare e l’ipertensione arteriosa polmonare, rappresentano alcune delle manifestazioni più rilevanti dal punto di vista prognostico con un impatto significativo sulla qualità di vita.

Sulla base delle stime epidemiologiche disponibili nella letteratura italiana, la prevalenza della sclerosi sistemica può essere indicativamente collocata intorno a 30 casi ogni 100.000 abitanti. Applicando tale dato alla popolazione piemontese, si può stimare la presenza di oltre 1.000 persone affette da sclerosi sistemica in Piemonte, con alcune centinaia di pazienti nell’area torinese.

La complessità della sclerosi sistemica rende indispensabile una presa in carico specialistica, strutturata e multidisciplinare. La Reumatologia della Città della Salute (diretta dal dottor Simone Parisi) segue da molti anni pazienti affetti da sclerosi sistemica, garantendo diagnosi precoce, stratificazione del rischio, follow-up dedicato, monitoraggio delle complicanze d’organo e gestione delle terapie complesse. La nascita della Scleroderma Unit rappresenta quindi il riconoscimento formale di un percorso volto a dare maggiore identità, visibilità e coordinamento all’attività quotidianamente svolta.

Elemento centrale della Unit è la presa in carico multidisciplinare, attraverso percorsi condivisi con PneumologiaCardiologiaRadiologiaNefrologia e le altre specialità coinvolte nella gestione globale del paziente. Tali collaborazioni consentono di monitorare precocemente le complicanze polmonari, cardiache, renali, vascolari e sistemiche, riducendo la frammentazione del percorso assistenziale.

Un ruolo fondamentale è inoltre svolto dal Day Hospital reumatologico, dotato di posti dedicati alle terapie infusionali e alla gestione dei trattamenti complessi. Il personale infermieristico dedicato ha sviluppato negli anni competenze specifiche nella cura dei pazienti sclerodermici, in particolare nel trattamento delle ulcere digitali sclerodermiche, una delle manifestazioni più invalidanti della malattia.

La collaborazione con il GILS – Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia rappresenta un ulteriore valore aggiunto, permettendo di integrare il punto di vista dei pazienti e delle famiglie nel percorso di cura. La partecipazione dell’Associazione e il contribuito della raccolta fondi promossa anche grazie alla sensibilità della famiglia di un paziente affetto da sclerosi sistemica hanno contribuito concretamente alla nascita e al sostegno della Scleroderma Unit. Nel corso dell’inaugurazione è stata inoltre scoperta una targa in memoria di Mauro Riccio, paziente affetto da sclerosi sistemica, la cui storia personale e familiare ha rappresentato un importante stimolo per sostenere e valorizzare l’impegno della Reumatologia nella cura di questa patologia.

La Scleroderma Unit nasce dunque per valorizzare un modello di cura specialistico, multidisciplinare e continuativo, mettendo al centro il paziente e confermando l’impegno della Città della Salute nella gestione delle malattie rare sistemiche ad alta complessità.

“L’inaugurazione assume un significato clinico, organizzativo e umano: valorizza l’esperienza maturata dalla Città della Salute nella gestione delle malattie rare sistemiche, rafforza la collaborazione tra specialisti e Associazioni dei pazienti e conferma l’impegno dell’Azienda nel costruire percorsi di cura integrati e qualificati e nell’accogliere le fragilità ed i bisogni delle persone” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

 

Il Piemonte operativo nei soccorsi in Venezuela

La Regione Piemonte porta il proprio contributo alle operazioni di soccorso in Venezuela, colpito da due violenti terremoti che hanno provocato numerose vittime, centinaia di feriti e ingenti danni alle infrastrutture.

Su richiesta del Dipartimento della Protezione civile nazionale, trasmessa attraverso la Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario di Pistoia, il sistema sanitario piemontese ha attivato la Maxiemergenza 118 dell’ASL CN1 per garantire il supporto sanitario alle popolazioni colpite.

Una prima squadra di due medici e un infermiere è operativa insieme alla struttura dei Vigili del Fuoco impegnata nelle attività di ricerca e soccorso. È inoltre previsto un secondo contingente composto da cinque infermieri e un medico, destinato a supportare direttamente le strutture sanitarie venezuelane nella gestione dell’emergenza.

«Ancora una volta il Piemonte è pronto a portare aiuto e professionalità mediche e sanitarie in contesti difficili, all’interno delle missioni internazionali con la Struttura Maxiemergenza 118 e in coordinamento con le strutture nazionali – affermano il presidente Alberto Cirio, l’assessore alla Sanità Federico Riboldi e l’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi – L’abbiamo fatto in Turchia, in occasione del terremoto del 2023, realizzando in tempi record l’ospedale da campo di Antiochia, e lo facciamo ogni volta che scatta un’emergenza e viene richiesto l’aiuto dei nostri medici e dei nostri infermieri. Mettiamo anche a disposizione fin da ora le competenze e l’esperienza della nostra Protezione civile, che è sempre in prima linea ovunque nel mondo possano servire soccorso e aiuto».

Il direttore generale di Azienda Zero, Massimo D’Angelo, e il direttore della Maxiemergenza 118 dell’ASL CN1, Mario Raviolo, sottolineano che «la capacità di attivare in tempi rapidi personale altamente qualificato rappresenta uno dei punti di forza del sistema sanitario piemontese. Ogni missione internazionale è il risultato di un lavoro di preparazione, addestramento e coordinamento che coinvolge professionisti abituati a operare in scenari ad alta complessità. Il personale inviato in Venezuela metterà a disposizione le proprie competenze, lavorando in piena integrazione con il sistema nazionale di protezione civile e con le autorità locali. Il nostro obiettivo è offrire un supporto sanitario efficace, contribuendo alla risposta complessiva all’emergenza e alla tutela della popolazione colpita».