CRONACA

Blackout e caldo record, Iren accelera gli investimenti sulla rete elettrica di Torino

Dopo i blackout che nelle ultime settimane hanno interessato diversi quartieri di Torino, il Consiglio di amministrazione di Iren ha deciso di imprimere un’accelerazione al piano di potenziamento della rete elettrica cittadina. La decisione è stata assunta nella riunione di oggi, durante la quale sono stati analizzati gli effetti delle eccezionali ondate di calore che hanno messo sotto pressione il sistema di distribuzione.

Le temperature elevate, protrattesi per diversi giorni, hanno infatti provocato un’impennata dei consumi di energia elettrica, cresciuti di circa il 30%, sottoponendo a un forte stress soprattutto le linee interrate della rete.

Il CdA ha espresso apprezzamento per il piano straordinario di gestione dell’emergenza predisposto dal management del Gruppo, chiedendo al tempo stesso di rafforzare ulteriormente le attività di monitoraggio e controllo per rendere ancora più efficace la risposta ai guasti.

Anche alla luce dell’ordinanza emanata dal sindaco di Torino, Iren ha deciso di accelerare il potenziamento degli organici nell’area torinese. Il piano prevede un incremento del 50% del personale operativo disponibile 24 ore su 24, sia dipendente sia esterno.

Parallelamente, il Consiglio di amministrazione ha confermato la volontà di anticipare il programma di investimenti infrastrutturali destinati alla rete elettrica del capoluogo piemontese. Entro il 2030 sono previsti investimenti per 515 milioni di euro, destinati al rafforzamento delle linee di media tensione e delle cabine primarie, all’aumento della resilienza della rete rispetto agli eventi climatici estremi e allo sviluppo di sistemi sempre più evoluti per il monitoraggio e la gestione dei guasti.

Nel corso della riunione il management ha illustrato anche le misure già adottate per fronteggiare l’emergenza. Tra queste figurano il rafforzamento delle squadre tecniche sul territorio con task force dedicate e 150 operatori disponibili giorno e notte, la riduzione dei tempi medi di intervento, l’impiego diffuso di generatori nelle aree più critiche, l’attivazione di presìdi straordinari nei punti della città con maggiore richiesta di energia e la priorità assicurata ai servizi essenziali e alle persone più fragili.

L’obiettivo è affrontare con maggiore efficacia eventuali nuove emergenze estive e, allo stesso tempo, rendere la rete elettrica torinese più moderna e resistente agli effetti di eventi climatici sempre più frequenti e intensi.

Un saluto per Marco Albera, amico gioviale e studioso serio e competente

IL RICORDO

di Carlo Alfonso Maria Burdet

 

Non sempre si sceglie così bene il giorno per una dipartita! MaMarco se n’è andato proprio per San Luigi Gonzaga (non per la Consolata, e neppure per San Giovanni Battista, ma) al solstizio d’estate. Ci sono forti richiami tra il santo mantovano dei giovani e dei puri (che in Piemonte passò anche per Chieri) e l’amico nostro (con i suoi primi anni veneti): due uomini univoci, giusti e forti, esempio e riferimento di fede in momenti di incertezza e confusione! E loro, così necessari per riequilibrare il tutto, pronti davanti a noi a indicare la via… come le statue che, sui carri cinesi, davano la direzione per il cammino.

E non solo questo ché, da sempre, Marco fu molto, e molto di più...

Uomo di Fede, apostolo convinto del cammino e della lotta, sempre pronto a suggerire, a dare, a aiutare, senza tirarsi mai indietro, senza mai agire per men che nobili scopi pensava alla grande, amava il bello, era sempre pronto a lottare per la Verità.

Esempio di fede che trasmette gioia, e perciò è grande, onesta, pacata, sempre reale.

Nel collezionismo generoso al quale dedicava lattenzione, recuperava oggetti, quadri, libri, carte, poi tutto metteva a disposizione per lo studio degli altri, tutto poteva poi donare perché nel museo giusto, nella collezione appropriata, si colmassero quelle lacune che aveva rilevato: quale differenza coni gelosi che stuzzicano soltanto gli interessi altrui ostentando parzialmente ciò che possiedono ma solo sanno negare perché si riempiono soltanto di vanagloria con un vano possedere!

Marco Albera e Carlo Tancredi Falletti di Barolo Sì! E ritroviamo Marco, teste al processo storico di beatificazione del Marchese, che certamente fu fonte di ispirazione per lui, che al «Convegno Felicità – Verità – Bellezza (I volti della carità di Carlo Tancredi di Barolo)» il 14 novembre 2008, concludeva il suo intervento con le parole che Giulia Colbert de Maulevrier aveva dettato per l’epigrafe del suo amato consorte:

«Ha fatto del bene a molti e molto, avrebbe voluto farne a tutti».

Parole che possano, anche per lui, fissarsi in epigrafe, e noi lo ricorderemo ancora!

Alla Brt di Settimo muore addetto schiacciato da motrice

A Settimo Torinese, nello stabilimento BRT di via Niccolò Paganini 7 un lavoratore di 40 anni e’ stato schiacciato da una motrice. Si ipotizza che il mezzo non fosse stato messo in sicurezza, con il freno a mano non inserito, e che si sia quindi mosso improvvisamente. La vittima è rimasta incastrata tra il camion e un muro e a nulla sono valsi i soccorsi.

L’azienda ha diffuso una nota stampa:

“Con riferimento all’incidente avvenuto alle ore 13.30 di oggi presso il BRT Depot di Settimo Torinese, nel quale ha perso la vita un dipendente della ditta UTM, BRT è vicina alla famiglia in questo drammatico momento.
La Società ha avviato immediatamente le verifiche interne su quanto accaduto e sta collaborando fattivamente con l’autorità giudiziaria per far piena luce sulla dinamica dell’incidente.
Per rispetto della famiglia e per consentire un rapido accertamento dei fatti, BRT non può al momento rilasciare ulteriori informazioni sull’accaduto”.

Vigile del fuoco torinese muore in un incidente sulla Torino Savona

Dario Favaro, di  49 anni, era vigile del fuoco volontario del distaccamento di Carmagnola. È deceduto ieri sera sull’autostrada A6 Torino-Savona. È caduto dalla moto su cui viaggiava con la moglie, che è rimasta ferita ed è stata trasportata all’ospedale di Mondovì in codice giallo. L’incidente è avvenuto tra Ceva e Millesimo, forse a causa di un malore. La polizia stradale di Mondovì sta verificando la dinamica.

Bilancio dell’attività delle Fiamme Gialle

Più di 41.500 interventi e 2.850 indagini sono stati eseguiti dalla guardia di finanza in Piemonte e Valle d’Aosta tra il 2025 e i primi cinque mesi del 2026 contro gli illeciti economico-finanziari e le infiltrazioni della criminalità nell’economia.

Il bilancio dell’attività è stato presentato a Torino, nella sede del Comando regionale Piemonte-Valle d’Aosta di corso IV Novembre, in occasione del 252/o anniversario della fondazione del Corpo. Le Fiamme Gialle hanno individuato nel periodo 604 evasori totali, completamente sconosciuti al fisco, e 2.787 lavoratori in nero o irregolari. In relazione all’evasione fiscale sono state svolte 715 indagini di polizia giudiziaria che hanno portato alla denuncia di 1.570 persone per reati tributari, di cui 27 arrestate.  Oltre 50 milioni di euro sono stati sequestrati quale profitto di evasione e frodi fiscali e bloccati crediti d’imposta inesistenti per circa 8,2 milioni di euro.

In Questura a Torino 8 nuovi funzionari di polizia

Il Questore di Torino Massimo Gambino, unitamente al Dirigente della Polizia Ferroviaria ed al Vice Dirigente del Reparto Mobile, ha dato  il benvenuto agli otto nuovi Funzionari della Polizia di Stato assegnati alla provincia di Torino, rivolgendo loro un caloroso saluto e augurando un brillante percorso di carriera al servizio dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza e della collettività. I Commissari del 114° corso di Formazione, tutti vincitori di concorso e laureati, con le proprie competenze giuridiche contribuiranno in modo significativo al potenziamento delle attività e dell’azione della #PoliziadiStato sul territorio.
Il momento di benvenuto alle giovani Funzionarie e Funzionari è stato impreziosito dall’arrivo in Questura del Prefetto di Torino, Donato Giovanni Cafagna, che ha tenuto ad incontrare personalmente i Commissari, accompagnati dai Dirigenti delle Specialità della Polizia di Stato, augurando loro un proficuo percorso professionale nella città sabauda e nel complesso territorio della provincia torinese.
Nello specifico, quattro Funzionari sono stati assegnati al Reparto Mobile per la gestione dell’ordine pubblico. Al Compartimento Polizia Ferroviaria sono state invece destinate due Funzionarie per la sicurezza delle tratte e delle infrastrutture sensibili. Infine, una Funzionaria è stata assegnata alla Questura di Torino per rafforzare il controllo del territorio e il servizio di pronto intervento in città ed un altro Funzionario è stato assegnato al Settore Polizia di Frontiera Bardonecchia per il potenziamento delle attività di controllo presso i valichi di frontiera.
L’arrivo dei giovani Funzionari costituisce un importante passo per garantire una sempre maggiore efficienza e qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Asl Città di Torino: nuova tecnica contro l’infertilità femminile

Per la prima volta in Piemonte eseguita in regime ambulatoriale la termoablazione dei miomi uterini

Per la prima volta in Piemonte è stato eseguito nella sala operatoria della struttura di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell’Asl Città di Torino un intervento di miolisi uterina – termoablazione dei miomi – in ambiente completamente ambulatoriale.

La procedura rappresenta una delle più innovative tecniche mininvasive oggi disponibili: consente, in casi selezionati, di trattare il mioma uterino, cioè un tumore benigno molto frequente che si sviluppa nella parete dell’utero e che può provocare sanguinamenti abbondanti, dolore o problemi di fertilità, senza ricorrere alla chirurgia tradizionale e al ricovero ospedaliero.

L’intervento viene eseguito su paziente vigile e con dimissione dopo poche ore, quindi con evidenti benefici sia per la qualità di vita delle pazienti sia per la sostenibilità del sistema sanitario.

La miolisi interstiziale (o termoablazione) utilizza energia termica per determinare la necrosi coagulativa delle lesioni – come miomi, fibromi uterini e focolai di adenomiosi – senza necessità di asportarle chirurgicamente.

La tecnica, pur non sostituendo tutte le procedure ginecologiche, rappresenta un’opzione efficace nei casi di miomi sintomatici di piccole e medie dimensioni, in sedi accessibili per via isteroscopica, cioè con una piccola telecamera introdotta per via naturale, e sotto guida ecografica.

La valutazione degli esiti avviene a circa un mese dall’intervento, sulla base della riduzione del volume della lesione e del miglioramento dei sintomi riferiti dalla paziente.

L’introduzione della miolisi si inserisce all’interno del percorso integrato dedicato alle pazienti con infertilità, offerto dalla PMA dell’Asl Città di Torino. La presenza di miomi o fibromi uterini interessa, infatti, circa il 10-15% delle donne con problemi di fertilità e può influire sull’accesso ai percorsi di fecondazione assistita.

Con questo nuovo traguardo, l’ASL Città di Torino rafforza la propria posizione all’avanguardia nell’offerta di percorsi innovativi per la salute della donna, rispondendo in modo sempre più efficace a una domanda crescente legata al tema dell’infertilità.

«Disporre di una tecnica come la termoablazione consente, nei casi selezionati, di trattare tempestivamente il mioma senza incidere sui tempi, già delicati, del percorso riproduttivo. Questo significa offrire alle nostre pazienti una risposta rapida, meno invasiva e compatibile con l’avvio dei trattamenti di PMA, migliorando complessivamente la gestione clinica di tutto il percorso», ricorda il direttore della struttura di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Asl Città di Torino, Claudio Castello.

«Questo primo intervento in ambito regionale conferma il ruolo dell’Asl Città di Torino come punto di riferimento nell’innovazione clinica e organizzativa. La possibilità di eseguire trattamenti efficaci in regime ambulatoriale rappresenta un passo concreto verso una sanità sempre più centrata sulla persona e sostenibile anche in termini economici, con una significativa riduzione dei tempi di degenza e dei relativi costi per il sistema sanitario» dichiara il direttore generale dell’Asl Città di Torino, Carlo Picco.

«L’introduzione di questa tecnica rappresenta un importante passo avanti nella tutela della salute femminile e nei percorsi dedicati all’infertilità. Offrire alle pazienti trattamenti sempre meno invasivi, con tempi di recupero più rapidi e senza la necessità di un ricovero ospedaliero, significa migliorare la qualità dell’assistenza e rendere più accessibili i percorsi di cura. Questo risultato conferma la capacità della sanità pubblica piemontese di investire nell’innovazione e nelle competenze professionali, mettendo al centro i bisogni delle donne», sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi.

Madri Costituenti, intitolata la sala panoramica

La Città metropolitana di Torino ha dedicato la sala panoramica al 15° piano della sede di corso Inghilterra 7 alle Madri Costituenti: una decisione nata su iniziativa della Consigliera metropolitana delegata alle politiche di parità Rossana Schillaci, che ha voluto celebrare il ricordo di 21 donne così importanti per la nostra Repubblica proprio il 25 giugno, giorno in cui 80 anni fa si insediò l’Assemblea Costituente che, fra i 556 Deputati eletti, registrò appunto la presenza 9 comuniste9 democristiane2 socialiste e una esponente del Fronte dell’Uomo Qualunque.

Le Madri Costituenti provenivano da tutto il territorio italiano e avevano esperienze professionali e politiche diverse: insegnanti, giornaliste, sindacaliste, casalinghe e laureate. Molte di loro avevano partecipato alla Resistenza, erano state confinate dal regime fascista, e portarono nell’Assemblea la loro esperienza di lotta e impegno civile. Diedero alla Carta Costituente un forte contributo soprattutto per l’articolo 3 sulla uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, per gli articoli 2930 31 sui diritti della famiglia e la tutela della maternità e dell’infanzia; per l’articolo 37 sulla parità salariale e per gli articoli 48 e 51 sul diritto di voto e di accesso alle cariche pubbliche per uomini e donne.

Oltre alla Consigliera Rossana Schillaci, all’incontro organizzato in occasione dell’intitolazione della sala al 15° piano della sede di corso Inghilterra hanno partecipato la Consigliera di parità della Città metropolitana di Torino Elisa Raffone, le Consigliere metropolitane delegate Sonia Cambursano (delegata allo sviluppo economico, alle attività produttive, al turismo e alla pianificazione strategica) e Caterina Greco (Bilancio, all’istruzione, al sistema educativo alla rete scolastica, all’orientamento e alle politiche giovanili), il Consigliere metropolitano Ugo Papurello, amministratrici e amministratori di Comuni del territorio metropolitano. Con l’occasione, è stato presentato il libro “Libere per Costituzione” di Valeria De Cubellis, che ha illustrato il ruolo delle 21 donne e il loro contributo.

“Intitoliamo la sala panoramica al 15° piano alle Madri Costituenti per dare un segnale in direzione della promozione della parità di genere, perché c’è ancora da lavorare per affermare i diritti delle donne, in famiglia, nel lavoro e nella politica. – ha sottolineato la Consigliera Rossana Schillaci – Ognuna delle Madri Costituenti ha contribuito a scrivere la storia della nostra Repubblica e la Città metropolitana, intitolando loro la sala al 15° piano, riconferma l’impegno a perseguire la parità di genere, nell’ambito istituzionale, scolastico, lavorativo“. “Proprio di recente ho avuto la possibilità di portare una testimonianza nel Festival Women and the Cities che si è svolto a Bari sulle politiche di parità portata avanti dal nostro Ente. – ha sottolineato da parte sua la Consigliera Sonia Cambursano – Siamo impegnate e impegnati in un lavoro corale, che comprende anche la diffusione sul territorio della mostra sull’80° anniversario del voto alle donne“.

Molto interessanti le annotazioni di Valeria De Cubellis sugli articoli della Costituzione dedicati ai diritti e alle parità di genere, la cui formulazione definitiva è opera delle Madri Costituenti, molte delle quali parteciparono attivamente alla Resistenza contro il nazifascismo e si impegnarono nella ricostruzione del Paese e nella difesa dei diritti politici e sociali delle donne, il primo dei quali era il diritto all’elettorato attivo e passivo. Ponderando con attenzione le parole e financo le virgole di articoli fondamentali della Carta fondamentale della Repubblica, le donne Costituenti misero nero su bianco princìpi, norme e indicazioni che avrebbero avuto piena attuazione anche decenni dopo la promulgazione della Costituzione: basti pensare alla riforma del diritto di famiglia varata nel 1975.

Zippo imputato: chiesti 25 anni per l’esplosione in via Nizza

La procura di Torino ha chiesto 25 anni di reclusione per Giovanni Zippo, il 41enne imputato per l’esplosione del 30 giugno dello scorso anno in via Nizza. Nello scoppio perse la vita il 33enne Jacopo Peretti e furono ferite altre persone. La richiesta di condanna è stata formulata oggi in Corte d’Assise  al termine della requisitoria.

L’uomo è accusato di omicidio volontario, disastro colposo e lesioni personali. L’accusa che avrebbe appiccato il fuoco, servendosi di benzina, nell’appartamento in cui abitava la sua ex fidanzata. che  in quel periodo si trovava in vacanza all’isola d’Elba

“Da qui in avanti”: la mostra sulle CAR-T approda alle Molinette e racconta la rinascita di sei pazienti

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L’inaugurazione all’ospedale di Torino ha dato voce ad Americo e ad altri cinque pazienti che, grazie alle terapie cellulari innovative, hanno ritrovato la strada verso il futuro. Un progetto fotografico di Gilead Sciences che resterà visitabile al C.O.E.S. fino al 10 luglio.

 

C’era la moto ferma in garage. C’erano gli esami che parlavano chiaro, una diagnosi arrivata come una frenata improvvisa in piena corsa. E poi, lentamente, c’è stato il ritorno in sella. Americo, 65 anni, torinese doc con la passione per le due ruote, è diventato il volto della mostra itinerante “Da qui in avanti. Sei storie, un viaggio che ricomincia”, inaugurata all’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino.

La sua è una storia che comincia nel 2020 con una diagnosi di linfoma mantellare e si trasforma, nel 2023, in una scommessa vinta: la terapia CAR-T. Da allora, ogni sabato, Americo torna sul sellino. E ogni curva ha il sapore di una conquista.

Sei vite, una stessa sfida

Americo non è solo. Con lui, nel percorso espositivo allestito al C.O.E.S. — il Centro Oncologico ed Ematologico Subalpino del presidio Molinette — camminano le storie di altri cinque pazienti: Aurelia, Eliana, Ida, Renato e Luigi. Ognuno con il proprio tumore oncoematologico, ognuno con la propria paura, ognuno con la propria rinascita.

I giovani fotografi dell’Istituto Italiano di Fotografia li hanno ritratti nei luoghi della malattia e in quelli in cui la quotidianità è rifiorita. Non semplici scatti: pezzi di vita, momenti rubati alla fragilità e restituiti alla speranza. Il progetto, voluto da Gilead Sciences con il patrocinio di AIL — Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma — e di La Lampada di Aladino ETS, sta attraversando l’Italia da nord a sud.

Le Molinette in prima linea da sei anni

Torino non è stata scelta a caso per aprire il percorso itinerante. Il presidio Molinette — con le strutture di Ematologia ospedaliera diretta dal dottor Roberto Freilone e di Ematologia universitaria guidata dal professor Benedetto Bruno, nell’ambito del programma trapianti congiunto coordinato dal dottor Alessandro Busca — è accreditato e autorizzato alla somministrazione delle terapie CAR-T dal 2020, anno del loro arrivo in Italia.

Da allora, circa ottantacinque pazienti hanno ricevuto questo trattamento innovativo tra le mura del grande ospedale cittadino. Un numero che racconta anni di lavoro silenzioso, di competenze messe a sistema, di équipe che ogni giorno scommettono sul futuro dei propri pazienti.

La fotografia come cura

Nella lotta contro il tumore, la terapia non è solo farmacologica. Lo ricordano gli organizzatori della mostra: anche l’arte può diventare uno strumento potente, capace di trasformare la malattia in un percorso di consapevolezza e di speranza condivisa.

Ogni immagine in mostra è un gesto di coraggio. I colori, la luce, i soggetti rappresentano stati d’animo, paure superate, attese vissute. Non ci sono solo i pazienti: ci sono anche chi li ha accuditi, chi ha ascoltato, chi in silenzio ha dedicato cure e attenzioni. Perché la rinascita, come insegna la storia di Americo, è sempre anche la storia di chi ti sta accanto.