CRONACA

Economia sociale, a Torino c’è ancora molto ma molto da fare

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L’INTERVENTO

Per chi ha scelto di non vivere solo per se stesso ma anche per la propria comunità ieri era una giornata speciale, la Giornata mondiale della Giustizia sociale. Così  ho seguito il Convegno internazionale organizzato dalla Camera di Commercio e da Torino social impact. Un convegno importante in anni in cui sono aumentate le diseguaglianze sociali . Un convegno molto partecipato  di quello che viene chiamato il terzo settore, con relatori  nazionali e internazionali. Perché è vero, il mercato non riduce le diseguaglianze e allora l’impegno del governo centrale agli Enti locali e’ quello di ideare, programmare, mettere in campo iniziative che puntino più sul sociale che sul profitto. Due annotazioni positive sono rappresentate dalla età media relativamente bassa dei partecipanti e dalla carica emotiva che traspariva anche dalla attenzione agli interventi. I risultati però sono ancora insufficienti perché sè vero che gli undici milioni di persone che in Europa operano nel campo sociale producono il 6% del PIL europeo mentre gli altri 199 milioni di lavoratori producono il 94% del PIL europeo, e altrettanto vero che negli ultimi vent’anni la bassa crescita economica ha aumentato le diseguaglianze in particolare a Torino al punto che le iniziative nel sociale in Piemonte valgono meno del 5% del PIL regionale.  D’altronde il disagio e le diseguaglianze in questi nani di bassa crescita a Torino sono cresciute.

Il divario tra le due Città di cui parlava Mons. Cesare Nosiglia nel 2012, in questi anni è ancora aumentato.
Secondo il CRESME Torino tra le 44 Aree Metropolitane europee con oltre un milione e mezzo di abitanti, e’ solo 41a mentre Napoli e 43a, Milano 23a e Lione 11a. Qui non ho capito l’ottimismo del Vice Sindaco dell’Area Metropolitana cui sono sfuggiti alcuni dati sociali pesanti. Se Torino è capitale della cassa integrazione questo vuol dire che 50-70.000 nuclei famigliari d anni vivono con un salario ridotto del 40%  Se il 45% dei torinesi non riesce a risparmiare vuol dire non sarebbero in grado di contare un spesa imprevista senza pensare ai tanti lavoratori precari. Sicuramente la metà della Città che stava male nel 2021 oggi sta peggio. Ecco perché Torino come gran parte del nostro Paese deve rilanciare la crescita della economia,  unico modo per creare i tanti buoni posti  di lavoro di cui c’è bisogno e aumentare le risorse per le politiche sociali. Ecco perche alcune politiche green europee come quella per il settore auto vanno rapidamente corrette . Ecco perché i ritardi nella costruzione delle infrastrutture green come la TAV sono pesanti e pesano soprattutto sulla speranza di futuro dei più deboli . Il genericismo non diminuisce le diseguaglianze. Se non si dichiara la malattia il medico non l può curare e Torino non vuole ammettere che le politiche di questi anni l’hanno impoverita. Così stamane non si è parlato né di politiche di sviluppo, né di TAV, né di correggere la politica europea dell’auto. Ma senza aumento della crescita economica sarà impossibile diminuire le diseguaglianze, malgrado il grande impegno del terzo settore Se nelle università italiane si studiasse ,come fanno nelle Università cinesi e giapponesi, i provvedimenti dei Governi DC e alleati nei primi 15 anni del secondo dopo guerra che ci diedero il Boom economico potrebbero capire che in quegli anni invece le diseguaglianze  diminuirono. Torino deve rilanciare il suo sviluppo ma per farlo occorre smetterla con l’ottimismo di maniera, guardare in faccia la realtà e dare maggiore attenzione alle difficoltà sociali particolarmente forti nei Quartieri svantaggiati mentre tutti continuano  scegliere di localizzare eventi e interventi nella zona centrale della Città. Ecco perché la periferia  deve partecipare di più al voto se vuol cambiare finalmente la qualità della Amministrazione cittadina.
Mino GIACHINO
Commissario UDC Torino

Chieri riqualifica lo stadio Buozzi

Avviato un tavolo di confronto con l’associazione Duomo Chieri

per garantire la continuità sportiva

                                           

La Città di Chieri ha avviato il percorso finalizzato alla completa ristrutturazione dell’impianto sportivo sito in corso Buozzi, che ospita le partite del Duomo Chieri A.S.D. L’attuale convenzione scade il 30 giugno 2026 e l’Amministrazione comunale ha deciso di non procedere temporaneamente ad un nuovo bando, in modo tale da rendere “libera” la struttura e avviare un cantiere complesso, incompatibile con la presenza di atleti e pubblico ma indispensabile a causa della vetustà dell’attuale stadio. È già stato avviato un tavolo di confronto con l’associazione sportiva Duomo Chieri, attuale concessionaria dell’impianto, con l’obiettivo comune di individuare soluzioni che riducano al minimo i disagi. Nei prossimi mesi sarà definito il cronoprogramma e il quadro economico dell’intervento.

Spiega l’assessore allo Sport Flavio Gagliardi: «Si tratta di una scelta di responsabilità e di una chiara visione a lungo termine. Il campo Buozzi necessita di molto più di una semplice manutenzione. Abbiamo l’intenzione di investire risorse importanti per trasformarlo in un luogo dove allenarsi e giocare nella massima sicurezza e in un ambiente di qualità. Siamo consapevoli dei problemi che questo stop temporaneo potrà comportare, ma desideriamo rassicurare i fruitori dell’impianto: stiamo lavorando incessantemente per individuare e supportare soluzioni alternative che favoriscano la continuità sportiva».

Aggiungono il vice Sindaco e assessore al Bilancio Roberto Quattrocolo e l’assessora ai Lavori pubblici Daniela Sabena: «L’impianto Buozzi è uno storico punto di riferimento per il calcio chierese e sarà al centro di un percorso di completa riqualificazione strutturale. Si tratta di interventi invasivi e non più rimandabili, perché la priorità è dare alle ragazze e ai ragazzi una struttura moderna, efficiente e pienamente conforme ai più elevati standard di sicurezza. Una scelta peraltro obbligata, perché l’alternativa sarebbe solo quella della dismissione dell’impianto. E che conferma l’attenzione della nostra Amministrazione verso il mondo dello sport, come dimostrato dalla realizzazione della nuova pista di atletica allo Stadio De Paoli e del pavimento in parquet del PalaGialdo».

Commenta il Presidente del C.P. Duomo Chieri A.S.D. Paolo  Pirocca: «Siamo felici che la Città di Chieri abbia avviato il percorso per la completa ristrutturazione dell’impianto sportivo Buozzi e siamo consapevoli dell’assoluta necessità di urgenti lavori di ammodernamento a livello impiantistico e di sicurezza. Siamo altresì felici che sia stato avviato un percorso comune tra l’Amministrazione comunale e la nostra associazione, volto a garantire la continuità delle attività sportive anche durante questa fase di riqualificazione dell’impianto; l’obiettivo congiunto delle parti è di garantire la continuità delle attività sportive durante questa fase transitoria, grazie a soluzioni logistiche alternative concordate con l’Amministrazione».

Torino al City Vision 2026: la cybersecurity per la Città del futuro

 

“Muoversi verso il futuro”. Questo il tema trattato al tavolo di lavoro del City Vision 2026 che si è svolto oggi, al Food Policy Hub di Palazzo di Città, ad Andria, in Puglia.

L’obiettivo dell’incontro, di rilievo nazionale, è stato di valorizzare il tema del “muovere” in senso ampio: mobilità e accessibilità, ma anche la capacità dei territori di attivare trasformazioni intelligenti attraverso scelte di governo, innovazione, infrastrutture (fisiche e digitali), transizione energetica e collaborazione tra istituzioni, imprese, reti, comunità e cittadinanza attiva.

Torino, per le attività messe in campo in questi anni dall’Amministrazione e per i progetti sull’innovazione e la digitalizzazione, rientra a pieno titolo tra le Pubbliche amministrazioni che stanno gestendo con più continuità i processi di trasformazione intelligente.

A rappresentare la nostra Città l’Assessore alla Legalità, sicurezza e cybersecurity Marco Porcedda che ha partecipato con un intervento al tavolo di lavoro: «Quando parliamo di città del futuro pensiamo subito a tecnologie, sensori, piattaforme, intelligenza artificiale. Ma la verità è che nessuna città potrà dirsi davvero intelligente se non saprà custodire i propri dati. Perché oggi non esiste innovazione senza sicurezza – ha spiegato l’assessore Porcedda –. La cybersecurity non è più un tema tecnico. È una questione di postura culturale, di responsabilità politica e di governance. Significa decidere, come amministratori, di mettere la sicurezza al centro della nostra visione di sviluppo».

Oggi il tema, però, è anche un altro: come rendere la sicurezza un fattore abilitante della trasformazione digitale? L’assessore Porcedda ha messo in evidenza come siano due le risposte possibili: da una parte la responsabilità politica, stanziando risorse, definendo strategie e pretendendo standard e dall’altra un nuovo modello di governance.

«La Pubblica amministrazione – ha concluso l’assessore Porcedda – deve, come sta facendo Torino, creare un modello che integri IT, transizione digitale, sicurezza urbana e servizi ai cittadini. Un sistema che include la formazione delle persone, la gestione del rischio, la risposta agli incidenti e, soprattutto, la cultura. La cybersecurity, se ben governata, diventa un volano: accelera l’innovazione, aumenta la qualità dei servizi, rafforza il rapporto tra amministrazioni e cittadini. E Torino sta andando in questa direzione».

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Daspo del Questore per tifosi granata e bianconeri

Sono 5 i Daspo della durata di un anno emessi dal questore di Torino nei confronti di tifosi coinvolti in episodi avvenuti durante incontri di calcio in città.
Quattro  riguardano tifosi del Torino, ma  non apparterebbero ad ultras. Nel corso della partita Torino-Cremonese del 15 dicembre,  allo stadio Olimpico Grande Torino, hanno lanciato razzi pirotecnici sugli spalti. Il quinto provvedimento è stato notificato a uno juventino minorenne che, nel corso di Juventus-Pafos del 10 dicembre all’Allianz Stadium, ha mirato con un puntatore laser verde verso gli spalti della tifoseria ospite.

Uomo morto nei campi: si tratta di un’esecuzione con arma da fuoco?

E’ stata un’esecuzione con un colpo di testa alla nuca? Gli inquirenti ancora non confermano la causa della morte dell’uomo trovato riverso  senza vita nelle campagne di Bra, in provincia di Cuneo. Il cadavere  è stato scoperto da un automobilista di passaggio in strada Chivola, nei pressi della frazione di Pollenzo.

Monteu da Po, tra storia e futuro con Cristian Greco

Il direttore del Museo Egizio, Christian Greco, sarà ospite sabato 28 febbraio prossimo nel Chivassese, a Monteu da Po, nell’ambito del progetto di valorizzazione dell’area archeologica della città romana di Industria, luogo simbolo della storia del territorio e oggi centro di rinnovato interesse scientifico e culturale. Il progetto “All’origine del territorio. La città romana di Industria tra memoria e futuro”, del Comune di Monteu da Po, è sostenuto da un contributo della Città Metropolitana di Torino, e si propone come un momento di incontro e di riflessione pubblica, articolato in un pomeriggio di studi, visite guidate e incontri, che culmineranno nella lectio magistralis di Christian Greco. L’appuntamento prenderà il via sabato 28 febbraio alle 14.45, presso l’area archeologica di Industria, con una visita guidata ai nuovi scavi. Si proseguirà alle 16 al teatro Comunale di Monteu da Po con gli interventi degli amministratori del territorio, per la Città Metropolitana di Torino interverrà il Consigliere Andrea Gavazza, e con la lectio magistralis del direttore del Museo Egizio Christian Greco. L’appuntamento rappresenta una restituzione scientifica delle ricerche attualmente in corso, ma anche un segnale concreto di valori e rilancio culturale per l’intero territorio.

Mara Martellotta

Piazza Baldissera: come cambia la viabilità, ripristino della linea tranviaria

Il progetto di riqualificazione di Piazza Baldissera entra in una nuova fase operativa finalizzata alla configurazione definitiva dei binari. Da martedì 24 febbraio al 31 marzo 2026 sono in programma le operazioni di posa di tre scambi tranviari e dei relativi sistemi di comando all’intersezione tra via Stradella e via Chiesa della Salute.

Per consentire lo svolgimento in sicurezza delle operazioni, e in considerazione della complessità delle attività di collegamento degli scambi, sarà necessaria la chiusura totale al transito veicolare di via Stradella nel tratto compreso tra via Cambiano e la piazza.

Il nuovo assetto comporterà una riorganizzazione della circolazione nel quartiere. Per orientare correttamente tutti gli utenti della strada, sarà predisposta una segnaletica di preavviso e deviazione già a monte di largo Giachino e in corrispondenza degli snodi di via Orvieto e via Casteldelfino, con l’indicazione dei percorsi alternativi consigliati. Saranno sempre garantiti l’accesso ai residenti e il transito dei mezzi di emergenza.

Anche il trasporto pubblico subirà variazioni per consentire l’avanzamento dei lavori. Oltre alle deviazioni delle linee esistenti (11, 77, 91 e N10), per mitigare l’impatto del cantiere e rendere più fruibile il collegamento tra via Scialoja e piazza Baldissera, dal 2 marzo 2026 verrà istituita la nuova linea B1. Si tratta di un collegamento circolare gestito con autobus da 12 metri che sarà operativo dal lunedì al sabato, dalle ore 7:00 alle ore 19:00 circa.

La raccomandazione per chi attraversa il quartiere è di privilegiare, dove possibile, i percorsi alternativi e di prestare la massima attenzione alla segnaletica temporanea che guiderà il traffico fino alla fine di marzo.

DETTAGLIO DEVIAZIONI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE (DAL 24 FEBBRAIO)

LINEA 11

Direzione corso Stati Uniti: da via Stradella/largo Giachino devia per via Casteldelfino, largo Cardinal Massaia, via Breglio, corso Venezia, piazza Baldissera e via Cecchi.
Direzione Venaria Reale: da piazza Baldissera/via Stradella devia per corso Mortara, via Orvieto e via Stradella.

LINEE 91 e N10

Direzione piazza Vittorio Veneto / piazzale Caio Mario: da via Bibiana/via Breglio deviano per via Breglio, corso Venezia e piazza Baldissera.
Direzione via Massari / via della Cella: da piazza Baldissera/via Stradella deviano per corso Mortara, via Orvieto, largo Giachino, via Casteldelfino, largo Cardinal Massaia, via Breglio e via Chiesa della Salute.

LINEA 77

Direzione corso Cadore: da largo Cardinal Massaia devia per via Casteldelfino, via Breglio, corso Venezia, piazza Baldissera e corso Vigevano.
Direzione Venaria Reale: da piazza Baldissera/via Stradella devia per corso Mortara, via Orvieto, via Casteldelfino e largo Cardinal Massaia.

NUOVA LINEA B1: CIRCOLARE TEMPORANEA (DAL 2 MARZO)

Gestita con autobus da 12 metri, sarà attiva dal lunedì al sabato, dalle ore 7:00 alle ore 19:00 circa.

Percorso:
Capolinea in via Scialoja (fermata n. 3736 “Scialoja Cap.”), via Reiss Romoli, via Paolo della Cella, corso Grosseto, corso Venezia, piazza Baldissera (inversione di marcia), corso Venezia; corso Grosseto, via Ala di Stura, via Massari, via Gandino, via Reiss Romoli, via Scialoja (capolinea).Fermate principali:

Direzione piazza Baldissera: Scialoja Cap. Mufant (3736), Ala di Stura Nord (1379), Previati (1384), Massari (1386), Grosseto (351), Chiesa della Salute (88), Ala di Stura (86), Fossata Ovest (3726), Saorgio Ovest (3729), Del Ridotto (3732).
Direzione via Scialoja: Del Ridotto (3732), Cervino (3733), Saorgio Est (3727), Fossata Est (3728), Ala di Stura (85), Veronese (1383), Della Cella (1382), Ala di Stura Nord (1380), Scialoja Cap. Mufant (3736).

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Buche come crateri. Lettera aperta al sindaco Lo Russo

Caro signor sindaco,

Pier Franco Quaglieni

Oggi ero  un po’ più libero e mi sono fermato a fotografare il pezzo di piazza Cavour e di via Calandra che, su proposta di chi scrive, di Valdo Fusi e di Enrico Paulucci, venne arricchita dell’antico acciottolato al fine di far conoscere com’era Torino nell’800 e fino agli ultimi  anni 50 del ‘900, quando tutto venne asfaltato. Era la modernità che consentiva alle macchine di circolare spedite forse anche per compiacere alla Fiat. Quell’angolo venne ripristinato per conservare un ricordo della Torino della Belle Epoque, come scrissi allora in un articolo, la Torino di Gozzano e  di Oxilia, di “Addio Giovinezza”, delle sartine e degli studenti squattrinati di cui parlava una vecchia canzone.

La Torino di Farassino di via Cuneo era volgare, si esprimeva in un piemontese proprio delle periferie urbane già allora degradate. Farassino non capiva queste sottigliezze culturali, finì I suoi giorni leghista bossiano. Ogni volta che passo in via Calandra mi torna alla mente quel piccolo progetto appoggiato dal sindaco Andrea Guglielminetti, mio confinante in campagna, diventato mio  amico per compiacere a mio padre. Guglielminetti comunque  capì subito, anche  perché era parente di Amalia, a cui era legato Gozzano, che il progetto di un giovane e di due autorevoli torinesi  aveva un senso. Ma ogni volta che passo in auto i buchi diventati crateri ricoperti in modo maldestro e insufficiente di asfalto (!)mettono in pericolo le sospensioni della mia utilitaria. Io so che Lei, signor Sindaco, è persona attenta e sensibile alla storia di Torino. Le chiedo di far risistemare l’acciottolato  dissestato e  pericoloso, salvando un angolo della Torino storica. Così potrò accompagnare a visitarlo i miei amici francesi che parlano di Torino come di una piccola Parigi, ma non sanno che quel paragone è retaggio di un passato che non esiste più. Come diceva Gianduia nel 1947: “Dumie n’andi” . E’ il vecchio Piemonte storico capace di piccole e grandi cose.  Grazie, buon lavoro al servizio di Torino e molti cordiali saluti
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Pier Franco Quaglieni

La procura apre fascicolo sulla morte di un bambino di 7 anni

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La Procura della Repubblica di Ivrea ha aperto un fascicolo  sulla morte di un bambino di sette anni residente a Rivara, nella notte tra l’11 e il 12 febbraio. Il piccolo era affetto da una malattia congenita ed era stato operato poco prima di adenoidi la Regina Margherita. L’atto è finalizzato a verificare con precisione le cause del decesso: al momento non ci sono  indagati né ipotesi di reato

Immigrazione clandestina, operazione transfrontaliera: sgominata rete di passeur

A partire dal pomeriggio di lunedì 16 febbraio, in Italia (province di Imperia, Torino e L’Aquila) e in Francia (nelle provincie di Marsiglia, Nantes e Nizza), investigatori della Polizia di Stato italiana e della Police Nationale francese hanno dato esecuzione a provvedimenti restrittivi emessi dalle Autorità Giudiziarie italiana e francese, nei confronti di 15 destinatari, a vario titolo indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, 9 dei quali sono stati localizzati in Italia e 6 in Francia.

L’impianto accusatorio delineato dagli investigatori ha trovato pieno e totale riscontro nella decisione del Giudice per le Indagini Preliminari che, all’esito dell’udienza di convalida, ha disposto per la maggior parte degli stessi la massima misura restrittiva della custodia cautelare in carcere e per uno di essi l’obbligo di dimora.

L’operazione è parte di una più ampia indagine, condotta nell’ambito di una Squadra investigativa comune italo-francese avviata nel giugno 2025, coordinata dalla Procura della Repubblica di Imperia e dalla Procure de la République di Nizza, che ha riguardato molteplici indagati – prevalentemente centroafricani – attivi sia in Italia che in Francia, facilitando il passaggio dei migranti irregolari oltralpe, anche minori, attraverso la frontiera di Ventimiglia.

Per la parte italiana, le indagini sono state svolte dalla Squadra mobile della Questura di Imperia, dal Settore Polizia di Frontiera di Ventimiglia e dal Servizio centrale operativo, con il supporto delle Squadre mobili di Torino e L’Aquila e dei Commissariati di Sanremo e Ventimiglia, mentre per la parte francese ha proceduto l’OLTIM di Nizza; alla Squadra investigativa comune ha partecipato anche l’Unità di Ricerca Operativa (URO), un gruppo di lavoro misto, con sede presso il Commissariato di P.S. di Ventimiglia, attivo dal febbraio 2025 e composto da poliziotti italiani e francesi, specializzato nel mirato contrasto all’immigrazione irregolare lungo tutto quel confine e nei territori a ridosso dei due Paesi.

L’indagine ha consentito di monitorare e ricostruire oltre 200 episodi di favoreggiamento dei migranti irregolari lungo la frontiera di Ventimiglia, trasportati prevalentemente a bordo di auto, treni e autobus di linea, ai quali gli indagati avrebbero fornito assistenza, documenti contraffatti, biglietti, abiti nuovi per non destare sospetti e confondersi tra i pendolari, nonché istruzioni per eludere i controlli.

In alcune circostanze, i fermati avrebbero suggerito ai clandestini di nascondersi nel vano di collegamento tra i vagoni ferroviari, esponendoli a rischio per la loro incolumità; in altre occasioni, gli indagati, agendo di notte, hanno violato i sigilli dei camion in sosta presso l’autoporto di Ventimiglia, con destinazione Francia e altri Paesi, al fine di introdurvi i migranti, con il rischio di asfissia, schiacciamento e disidratazione.

Uno dei migranti, monitorato in territorio italiano, è stato colto in flagranza in territorio francese subito dopo aver accompagnato un migrante minorenne oltreconfine; inoltre, una squadra mista italo-francese ha sequestrato 13.400 euro in contanti rinvenuti nella disponibilità di uno dei trafficanti fermati, denaro che, verosimilmente, è provento del traffico transfrontaliero di migranti, con un preciso prezziario, variabile a seconda della modalità di viaggio prescelta, più o meno rischiosa:

  • 300 euro per il viaggio in auto/taxi, il metodo più costoso, considerato più sicuro e discreto;
  • 100 euro per il viaggio clandestino sui mezzi pesanti, con i migranti nascosti nei rimorchi all’insaputa dei conducenti, con un alto rischio per l’incolumità;
  • 70/100 euro per il treno o l’autobus, con la fornitura di documenti falsi, di abiti nuovi per non destare sospetti e di finti bagagli per confondersi tra i pendolari;
  • 50 euro a piedi, attraverso itinerari impervi, attraverso la ripida collina che separa Ventimiglia a Mentone, in alcuni casi con notevoli rischi di cadute da strapiombi e ferimenti.

Quanto ai metodi di pagamento, oltre al largo utilizzo del contante, i migranti avrebbero utilizzato circuiti bancari e di pagamento italiani, nonché esteri, mediante ricariche su schede prepagate o bonifici su conti controllati dai trafficanti.

Le indagini hanno, inoltre, documentato una serie di contatti tra gli indagati ed altre persone dimoranti e/o residenti in altre parti del territorio nazionale (Roma, Milano, Torino, Bologna, Genova, Catania, Cuneo e Lampedusa) ed estero (Regno Unito, Francia, Spagna, Germania e Lussemburgo); contatti che avevano lo scopo di richiedere ai “passeurs” di Ventimiglia ausilio nel far attraversare illegalmente il confine italo-francese ai propri conoscenti.

Quanto alla nazionalità dei migranti “favoriti”, le indagini hanno evidenziato una prevalenza di soggetti provenienti dal Magreb e dal Corno d’Africa, principalmente diretti in Francia, Spagna, Lussemburgo, Germania e Regno Unito.

L’operazione rientra in una più ampia strategia di contrasto all’immigrazione irregolare lungo il confine italo-francese, portata avanti congiuntamente dalle Autorità giudiziarie e dalle Polizie dei due Paesi, che da ultimo ha portato alla costituzione dell’URO di cui costituisce il primo risultato operativo.