CRONACA

Uomo minaccia di gettarsi dal balcone: salvato in extremis

La polizia ha salvato un uomo all’ultimo momento nella prima mattinata di oggi, dopo che aveva minacciato di buttarsi dal balcone di uno stabile in zona Cenisia.

A dare l’allarme è stata una donna che alle 6:45 ha chiamato il 112, segnalando un uomo sporgersi pericolosamente dal parapetto del balcone, al quinto piano del palazzo. Sul posto sono giunti immediatamente i poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, insieme agli agenti del Commissariato San Paolo che hanno verificato la segnalazione, trovando l’uomo in bilico sul cornicione, aggrappato alla ringhiera con le mani. I poliziotti sono passati al balcone dell’appartamento vicino per avvicinarsi e hanno iniziato a parlare con lui per tranquillizzarlo. Mentre parlavano, i vigili del fuoco sono riusciti ad entrare dentro l’appartamento.

L’azione congiunta delle due forze ha messo in sicurezza l’uomo in pochi secondi. Portato in salvo, è stato affidato al personale del 118 che l’ha portato all’ospedale Martini. Al termine, il Questore di Torino Massimo Gambino ha incontrato gli operatori intervenuti, complimentandosi per professionalità, lucidità e coraggio mostrati durante il delicato intervento.

VI.G

Blitz antidroga: spari, 18 chili tra hashish e cocaina, due arresti e sette denunce

Oltre 18 chili di stupefacenti sequestrati tra hashish e cocaina, due arresti e sette denunce. Questo è il bilancio del blitz antidroga condotto dai carabinieri di Ivrea. L’intervento, avvenuto la mattina del 10 giugno, ha visto l’impiego di oltre 70 militari.

L’operazione è scattata in seguito a un’inchiesta avviata dopo che, nelle aree di San Giusto Canavese e Caluso, erano stati esplosi colpi d’arma da fuoco con intento intimidatorio. I carabinieri hanno eseguito decreti di perquisizione firmati dalla Procura di Ivrea, che coordina le indagini, nei confronti di una rete di sospetti con base a San Giusto, Cuceglio, San Giorgio e Caluso.

I reati segnalati vanno dalla detenzione di stupefacenti al porto abusivo di armi, fino a minacce e danneggiamento aggravato. Durante le perquisizioni i carabinieri hanno intercettato a Cuceglio un 33enne di origine marocchina in possesso di 20 panetti di hashish (circa 2 kg) e di due confezioni di cocaina per un totale di 600 grammi. Invece, a San Giusto Canavese, 16 kg di hashish – suddivisi in ben 160 panetti – sono stati ritrovati nell’abitazione di un 42enne italiano. I due sono stati arrestati e scortati nel carcere di Ivrea; altre sette persone sono state denunciate a piede libero. Presso la casa di un 30enne italiano è anche stata trovata e sequestrata un’arma detenuta illegalmente.

L’azione è stata guidata dal Nucleo operativo e radiomobile di Ivrea, affiancato dalle Aliquote di primo intervento di Torino, dalle unità cinofile del Nucleo di Volpiano e dalla polizia locale di Strambino.

VI.G

Superga, si inaugura primo lotto della foresteria

RIQUALIFICAZIONE

Nuova vita e nuove opportunità di fruizione turistica per lo storico complesso della Basilica di Superga, uno dei simboli di Torino immediatamente riconoscibili in Italia e all’estero, dal 2021 gestito dal Sermig.
Sabato 20 giugno 2026 alle ore 15.00 sarà inaugurato il primo lotto dei locali adibiti a foresteria.

Si tratta di uno dei primi interventi previsti dal protocollo di intesa siglato nell’estate 2024 tra l’Agenzia del Demanio, proprietaria del bene monumentale, il Ministero della Cultura, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Piemonte, la Città di Torino e la Città Metropolitana di Torino. Le attività di valorizzazione generale sulla Basilica coinvolgono anche i soggetti privati del territorio con il supporto della Consulta Valorizzazione Beni Artistici e Culturali di Torino.

L’iniziativa rientra nel progetto di prima infrastrutturazione del Cammino di San Michele, realizzato dalla Città Metropolitana di Torino e cofinanziato per 205.000 euro dalla Regione Piemonte e dal Ministero del Turismo tramite il Fondo Unico Nazionale del Turismo 2023.

Con l’apertura di questo primo lotto della foresteria si è concretizzato un progetto di rigenerazione urbana che migliora significativamente la fruibilità culturale e turistica della Basilica e del territorio circostante. La gestione del Sermig permetterà l’utilizzo dello spazio per piccoli gruppi in cammino lungo la collina, con taglio ambientale, sportivo, educativo e spirituale.

I colleghi giornalisti sono cordialmente invitati ad intervenire, sarà l’occasione per verificare i tempi e risultati dell’attività appena conclusa

Sappe: “Nuova violenza in carcere a Torino”

Riceviamo e pubblichiamo

DETENUTI STRANIERI CHE AGGREDISCONO

Richiamo ai Sottosegretari di Stato alla Giustizia Balboni e Ostellari: “Servono fatti concreti: pronti a scendere in piazza!”

Ancora violenza nelle carceri piemontesi. Ancora una volta sono stati i poliziotti penitenziari a impedire che si consumasse una tragedia, pagando in prima persona il prezzo di un sistema penitenziario sempre più fuori controllo.

A denunciare il grave episodio avvenuto nel carcere di Torino sono Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, e Vicente Santilli, segretario regionale del SAPPE per il Piemonte.

Nel pomeriggio di ieri, domenica, un detenuto di nazionalità egiziana, mentre veniva accompagnato presso il cortile passeggi, ha improvvisamente tentato di aggredire un detenuto lavorante. Nel corridoio del reparto si è infatti scagliato contro di lui impugnando un pezzo di plexiglass utilizzato come una vera e propria lama artigianale.

Solo il tempestivo e coraggioso intervento di due appartenenti alla Polizia Penitenziaria ha impedito che l’aggressione potesse avere conseguenze drammatiche e persino letali. Nella concitazione delle operazioni di contenimento, i due agenti hanno riportato lussazioni e lievi ferite. Determinante è stato anche il contributo di altri due detenuti presenti, che hanno cercato di placcare l’ira dell’uomo, già noto per essere stato in più occasioni responsabile e promotore di eventi critici nel corso della detenzione.

«Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai colleghi feriti – dichiarano Capece e Santilli – che ancora una volta hanno dimostrato straordinario coraggio, senso del dovere e professionalità, evitando un possibile omicidio all’interno dell’istituto. A loro va il nostro ringraziamento e quello dell’intero Corpo di Polizia Penitenziaria».

I dirigenti del SAPPE lanciano però un nuovo e duro grido d’allarme alle istituzioni.

«Non si può continuare a chiedere agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria di operare quotidianamente in condizioni sempre più difficili, con organici insufficienti, carichi di lavoro insostenibili e una crescente aggressività da parte della popolazione detenuta. Lo Stato non può lasciare soli coloro che rappresentano il primo presidio di legalità e sicurezza nelle carceri italiane».

Capece e Santilli tornano quindi a sollecitare interventi immediati e concreti: «Ribadiamo con forza la necessità di adottare misure straordinarie per garantire l’ordine e la sicurezza negli istituti penitenziari. È inoltre indispensabile procedere all’espulsione dei detenuti stranieri che si rendono responsabili di gravi episodi di violenza all’interno delle nostre carceri, facendo loro scontare la pena negli istituti dei rispettivi Paesi d’origine, attraverso accordi internazionali efficaci e realmente applicati».

«Chiediamo conto ai Sottosegretari di Stato delegati Alberto Balboni e Andrea Ostellari di cosa intendano fare concretamente per porre un freno a queste continue violenze, soprattutto quando vengono commesse da detenuti stranieri. Il senatore Balboni si è insediato da tempo, dispone di una delega importante sulla Polizia Penitenziaria, ma non ha ancora ritenuto opportuno ascoltare chi rappresenta le donne e gli uomini del Corpo che operano quotidianamente in prima linea negli istituti del Paese. Il senatore Ostellari aveva assunto l’impegno di favorire le espulsioni dei detenuti violenti o, comunque, di prevedere un regime penitenziario differenziato per i soggetti maggiormente pericolosi: ad oggi, però, è tutto come prima».

«Non ci accontentiamo più di dichiarazioni di circostanza o di promesse destinate a restare sulla carta. Servono decisioni immediate, coraggiose e verificabili. Diversamente, se non arriveranno risposte concrete e tempestive, saremo costretti a promuovere iniziative di protesta e a scendere in piazza a Roma, sotto gli uffici del Ministero della Giustizia, per far sentire la voce di una categoria ormai stremata ma che continua, con abnegazione e spirito di servizio, a garantire la sicurezza del Paese».

«Ogni giorno – concludono i rappresentanti del SAPPE – la Polizia Penitenziaria evita tragedie che spesso non arrivano neppure all’attenzione dell’opinione pubblica. Ma non possiamo attendere il morto per intervenire. Le aggressioni sono ormai all’ordine del giorno e chi serve lo Stato dietro le sbarre merita rispetto, tutela e strumenti adeguati per svolgere il proprio lavoro in sicurezza»

Più cantieri con meno disagi, nasce a Torino la regia digitale

/
Uno strumento unico, digitale e georeferenziato, per programmare e gestire in modo efficace e coordinato tutte le azioni di manutenzione e trasformazione del suolo pubblico. È la nuova piattaforma digitale per la gestione del territorio della Città di Torino, che è stata presentata  a Palazzo Civico dal sindaco Stefano Lo Russo insieme all’assessora alla Transizione Digitale e Viabilità Chiara Foglietta e alladirettrice generale dell’ente Alessandra Cimadom. Obiettivo: ridurre al minimo i disagi dei cantieri per la cittadinanza.

L’amministrazione comunale, consapevole dell’impatto dei cantieri di sottoservizi e manutenzione stradale sulla viabilità cittadina e della necessità di programmare in modo efficiente ed ordinato i vari interventi, si è da tempo dotata di una regia cantieri, un coordinamento tra uffici comunali, polizia locale e società di sottoservizi, che si riunisce settimanalmente per raccogliere le esigenze di intervento su tutto il territorio cittadino e pianificare le ordinanze che riguardano la viabilità. Questo lavoro ha costituito il punto di partenza per realizzare la piattaforma che, attraverso la digitalizzazione di tutti i processi, rappresenta una rivoluzione del modo in cui la pubblica amministrazione e i partner strategici pianificano, gestiscono e monitorano lo spazio pubblico della città.

“Sappiamo bene – sottolinea il sindaco Stefano Lo Russo – come interventi necessari, quale ad esempio la riasfaltatura di una strada dove il manto è ammalorato, possano rappresentare un disagio per i cittadini che ogni giorno quella strada la percorrono. Ancora di più se, qualche mese dopo, quella strada viene interessata da nuove manutenzioni. Ecco perché abbiamo deciso di dotarci di uno strumento che ci aiuti a massimizzare gli investimenti riducendo al minimo i disagi. La piattaforma digitale costituisce un esempio virtuoso di come la tecnologia possa aiutarci ad efficientare i processi, con un beneficio tangibile sulla qualità della vita quotidiana dei cittadini. Grazie a una gestione integrata, ridurremo i disagi legati ai cantieri stradali, alla manutenzione del verde urbano, agli eventi,  assicurando uno sviluppo del territorio coerente, coordinato e tempestivo”.

“È stato fatto un enorme lavoro di revisione delle procedure – spiega l’assessora alla Transizione Digitale e Viabilità Chiara Foglietta – con la digitalizzazione completa di processi che, sino ad oggi, avvenivano in parte ancora con modulistica cartacea. Questo strumento ci permetterà di avere un quadro sempre completo e aggiornato di quello che avviene e dovrà avvenire sul suolo cittadino, mettendoci nelle condizioni di evitare sovrapposizioni e conseguenti disagi per la viabilità e la cittadinanza”.

La piattaforma, co-finanziata tramite fondi Pon Metro Plus, è stata sviluppata dalla divisione Progetti Speciali e il servizio Sistemi Informativi e rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di transizione digitale intrapreso dalla Città di Torino.

“La gestione dello spazio urbano in una grande città metropolitana – aggiunge la direttrice generale della Città di Torino Alessandra Cimadom – è per sua natura complessa e frammentata, coinvolgendo molteplici attori interni ed esterni. La piattaforma risponde a questa complessità con uno strumento unico, centralizzato e coordinato in grado di supportare la programmazione e la gestione di tutte le azioni di manutenzione e trasformazione del suolo pubblico. Questo include una visione d’insieme su cantieri stradali, interventi sui sottoservizi, gestione del verde pubblico, organizzazione di grandi eventi e viabilità. Per raggiungere questo risultato, è stato necessario intraprendere due grandi sfide, ovvero la digitalizzazione e reingegnerizzazione dei processi, rivedendo completamente i flussi di lavoro che determinano la trasformazione fisica della città, e la costruzione di un ecosistema decisionale basato sui dati, in cui ogni proposta di intervento è georeferenziata, permettendo così di analizzare in anticipo le sovrapposizioni temporali e spaziali (evitando, ad esempio, che una strada appena riasfaltata venga subito riaperta per altri lavori di posa di sottoservizi)”.

Un lavoro che si basa su tre pilastri tecnologici interconnessi, ciascuno dedicato a una specifica fase del ciclo di vita della pianificazione urbana:

CityBlocks: lo strumento di ingresso delle informazioni (fase di input). Consente a tutti gli operatori abilitati — inclusi gli uffici comunali, le aziende municipalizzate e i grandi utenti (come i gestori di servizi di rete) — di inserire direttamente nel sistema le proprie proposte di intervento sul suolo pubblico.

CityPlanner: il cuore pulsante del sistema, uno strumento trasversale dedicato alla regia e al coordinamento. Permette di visualizzare in modo sinottico e integrato tutte le proposte pervenute, facilitando la programmazione temporale, la risoluzione delle interferenze spaziali e l’accettazione formale degli interventi.

CityMonitor: la componente di verifica e aggiornamento sul campo. Consente ai tecnici comunali e alle maestranze di inserire, aggiornare e monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento delle attività e tutte le informazioni territoriali rilevanti direttamente dal luogo dell’intervento.

La piattaforma vede attivi oggi 36 soggetti, suddivisi tra 13 uffici comunali interni e 23 grandi utenti (società fornitrici di servizi, utility).

È già operativa da qualche mese in fase di test durante la quale sono state gestite interamente in digitale oltre 4mila istanze di manomissione del suolo pubblico, con una notevole riduzione dei tempi di istruttoria.

La sfida ora è di consolidare l’utilizzo di questo strumento innovativo, misurandone gli effetti nella programmazione (i primi si vedranno già tra qualche settimana) e di integrarlo di nuove funzioni: l’obiettivo infatti è di renderlo operativo su tutta la gestione del territorio. La prossima tappa riguarderà la programmazione degli interventi sul verde, mentre entro la fine del 2027 il sistema dovrebbe entrare a regime per la gestione digitale di tutti gli eventi cittadini.

TorinoClick

Prarostino celebra i 50 anni del Faro della Libertà

DOMENICA 21 GIUGNO 

 
 
Una giornata dedicata alla memoria degli oltre seicento caduti nel Pinerolese durante la guerra di Liberazione: l’iniziativa è una tradizione del Comune di Prarostino, che, domenica 21 giugno, celebra il 59° anniversario della costruzione del Faro della Libertà.
Le iniziative, patrocinate e sostenute dalla Città metropolitana di Torino, nell’ambito del bando per la valorizzazione delle realtà locali nei piccoli Comuni, iniziano giovedì 18 giugno alle 17,30 nella biblioteca comunale con la presentazione del libro “Il vento della libertà” di Lorenzo TibaldoSabato 20 alle 16,30 nella sala consiliare del Municipio si inaugura invece la mostra “Dal fascismo alla Resistenza”, curata da Tiziano GiustettoLe celebrazioni di domenica 21 giugno iniziano alle 10 con il ritrovo dei partecipanti sul piazzale del Municipio, da dove prende le mosse il corteo verso i monumenti di San Bartolomeo. Oltre al Sindaco Luciano Nocera, intervengono Simone Colmo in rappresentanza del Comitato del Faro e un rappresentante dell’ANPI provinciale torinese. L’orazione ufficiale è stata affidata alla Vicepresidente del SenatoAnna Rossomando. È anche prevista l’inaugurazione di una nuova targa nel parco del Faro. I momenti più importanti della commemorazione vengono sottolineati dalle note della banda dell’Unione Musicale di Inverso Pinasca. La mattinata si conclude con il Pranzo del Faro.
La torre-faro di Prarostino venne inaugurata il 18 giugno 1967 e fu voluta dalla popolazione e dagli amministratori locali per ricordare con la sua ardita architettura i 600 partigiani dei 51 Comuni delle valli pinerolesi caduti nella lotta di liberazione contro il nazifascismo. Progettato dagli architetti Roberto Gabetti ed Aimaro Isola, realizzato con vari contributi, l’apporto gratuito di ex-partigiani e il dono del pietrame da parte dei cavatori di Bagnolo Piemonte, il monumento si presenta come una torre-traliccio su pianta quadrata, realizzata in pietra greggia e alta 15 metri. La torre termina con un terrazzino e una stele metallica sormontata da un faro, la cui luce è visibile dalla pianura pinerolese anche a notevoli distanze.

Alpinista precipita: salvato dalla corda ma è grave

Ieri un alpinista è rimasto gravemente ferito sul Corno Stella, a 3.050 metri sulle Alpi marittime, in provincia di Cuneo. Mentre era  in fase di arrampicata e’ precipitato riportando un grave politrauma con emorragia, la corda fortunatamente ha trattenuto la caduta. E’ intervenuto il soccorso alpino.

Via Santa Teresa, chiusura al traffico il 16 e 17 giugno

Per consentire il posizionamento di una gru necessaria ai lavori di rifacimento del tetto di un edificio privato, via Santa Teresa sarà interessata da temporanee modifiche alla viabilità.

Nelle giornate di martedì 16 e mercoledì 17 giugno 2026, dalle ore 7 alle ore 18, sarà chiuso al traffico il tratto di via Santa Teresa compreso tra piazza Solferino e via San Francesco d’Assisi.

Per raggiungere la parte est di via Santa Teresa sarà necessario percorrere via Prati e successivamente via San Francesco d’Assisi. Qui, nel tratto compreso tra via Prati e via Santa Teresa, la circolazione sarà regolata mediante senso unico alternato, con la presenza di movieri.

Per agevolare la circolazione durante l’esecuzione dei lavori, sarà inoltre temporaneamente sospesa la corsia riservata al trasporto pubblico in via Pietro Micca, nel tratto tra piazza Solferino e via De Lellis. Nello stesso periodo sarà disattivata la telecamera del varco riservato al trasporto pubblico di via Micca, consentendo così il transito dei veicoli senza l’applicazione di sanzioni.

TorinoClick

I liceali cercano risposte-analisi per un futuro scolastico migliore

La ricerca di una quarta superiore del liceo economico sociale del Curie Vittorini di Grugliasco

 

Noi studenti di una quarta superiore del liceo economico sociale, del Curie Vittorini di Grugliasco, abbiamo svolto il ruolo di ricercatori sociali per analizzare il benessere all’interno delle aule delle scuole di Torino. I partecipanti si sono riuniti per analizzare tutti i dati ricevuti, tramite un questionario. Grazie al nostro impegno e costanza siamo riusciti a esaminare tutte le risposte e a mettere a confronto i risultati. Secondo la nostra ricerca, per quanto riguarda la nostra scuola, il Curie Vittorini, il punto di vista dei docenti nella scuola ci mostra che: da una parte emerge una forte passione per l’insegnamento, dall’altra numerose difficoltà quotidiane.

Tra i principali problemi vengono segnalati il peso della burocrazia, considerata un ostacolo dal 78% degli insegnanti, e la gestione della classe, spesso fonte di stress. Il bullismo rappresenta una delle maggiori criticità: il 75% dei docenti lo ritiene presente nella propria scuola e molti hanno affrontato direttamente episodi di questo tipo, intervenendo attraverso il dialogo con gli studenti e la collaborazione con i colleghi. Nonostante le difficoltà, gli insegnanti continuano a cercare nuovi metodi per coinvolgere i ragazzi, come lezioni partecipative e attività di problem solving. La maggior parte dei docenti ritiene di riuscire a mantenere un ambiente rispettoso in classe e apprezza l’uso degli strumenti digitali nella didattica.

Il giornalino del liceo

 

La ricerca evidenzia però anche alcune difficoltà nei rapporti tra colleghi e nella percezione del rispetto ricevuto dagli studenti. Tuttavia, il rapporto educativo resta una fonte di crescita: molti insegnanti dichiarano di aver imparato dai ragazzi valori fondamentali come ascolto, dialogo, pazienza e rispetto reciproco. Anche dal punto di vista degli studenti, l’ambiente scolastico presenta criticità e aspetti positivi. Il 55% ritiene che il carico di studio non è sempre sostenibile, con una distribuzione poco equilibrata. Circa un terzo degli alunni percepisce una mancanza di stimoli e supporto da parte dei docenti, e molti chiedono una scuola più moderna, con attività pratiche, lavori di gruppo e potenziamento di lingue ed educazione sessuale.

Pur tenendo conto degli aspetti che si sono registrati finora, si registra anche un miglioramento nel rapporto con i professori, considerati più disponibili. Nonostante ciò, il 72% degli studenti giudica le regole scolastiche troppo rigide, soprattutto su ritardi e assenze. Tra gli aspetti positivi, invece, prevale un forte senso di sicurezza e la quasi assenza di episodi di bullismo. Restano però criticità negli spazi scolastici: oltre la metà degli studenti li ritiene inadeguati.

Risultati simili per quanto riguarda la gestione scolastica abbiamo riportato dati simili, mentre emergono differenze nella frequenza delle lezioni. Infatti i questionari delineano una scuola accogliente, sicura e ben organizzata, capace di soddisfare le aspettative del 86% degli studenti, e soprattutto capace di prepararli efficacemente al mondo del lavoro. Il punto di forza è l’area tecnico-pratica: i laboratori sono considerati sicuri al 100% e molto all’avanguardia, e le esperienze di stage ritenute soddisfacenti dalla maggior parte dei ragazzi, con un ottimo collegamento tra teoria e pratica.

Anche il clima relazionale è molto positivo e collaborativo (93%), sebbene la metà degli studenti abbia assistito a episodi di esclusione, prontamente segnalati ai professori. Sul piano didattico, pur essendoci una buona percezione del supporto dei docenti e dell’attenzione allo stress, emergono i principali margini di miglioramento: i ragazzi chiedono infatti una maggiore motivazione per il proprio futuro professionale e, soprattutto, un migliore bilanciamento del carico di lavoro tra studio e attività pratiche, giudicato equilibrato solo dal 35,7% degli intervistati. Quest’esperienza ci ha permesso non solo di capire la situazione nelle scuole, ma soprattutto ci ha dato la possibilità di acquisire nuove competenze, in un campo per noi non del tutto conosciuto.

 

Gabriele Taliano
Ilaria Di Tella
Antonia Di Tella
Alice Mattina
Alice Toscano
Rebeca Strajeru
Meryem El Gharbi
Matteo Lenta
Antonino Marsiglione
Chamvie Lembi
Federica Albarella

Carceri: “ennesima aggressione a Torino, ancora sangue, ancora violenza”

IL SAPPE: “BASTA, I POLIZIOTTI PENITENZIARI NON POSSONO ESSERE LASCIATI SOLI”

TORINO, — Ancora sangue, ancora violenza, ancora agenti della Polizia Penitenziaria feriti mentre svolgono il proprio dovere al servizio dello Stato. È l’ennesimo episodio che testimonia il livello ormai insostenibile di tensione e pericolosità nel sistema penitenziario piemontese.

A denunciarlo sono Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, e Vincente Santilli, segretario regionale del SAPPE per il Piemonte, che lanciano un accorato ma fermissimo grido d’allarme alle istituzioni.

“Sabato, presso il Tribunale di Torino, si è consumata l’ennesima aggressione ai danni di appartenenti alla Polizia Penitenziaria. Un detenuto di nazionalità gambiana, appresa la notizia del rinvio dell’udienza al lunedì successivo, ha dato in escandescenze, iniziando a inveire contro il personale di scorta, sputando, tentando di divincolarsi violentemente e opponendo una feroce resistenza”, spiegano i sindacalisti.

“Nel corso delle operazioni di contenimento – proseguono Capece e Santilli – un Sovrintendente è stato morso alla parte superiore della coscia, riportando una evidente lacerazione cutanea e una prognosi di dieci giorni. Un altro poliziotto ha subito una lacerazione all’avambraccio, mentre gli altri componenti della scorta hanno riportato lesioni e contusioni giudicate guaribili fino a cinque giorni. Si tratta di donne e uomini dello Stato che escono di casa per lavorare e rischiano quotidianamente di non farvi ritorno indenni”.

Il SAPPE esprime “il più sincero apprezzamento e la più profonda gratitudine al personale coinvolto, che ha dimostrato straordinaria professionalità, sangue freddo, equilibrio e senso del dovere, riuscendo a contenere il detenuto nel pieno rispetto delle procedure operative e ad evitare conseguenze che avrebbero potuto essere ben più gravi”.

“Ma non possiamo limitarci ai ringraziamenti di circostanza”, incalzano Capece e Santilli. “Siamo indignati e stanchi di assistere all’ormai quotidiano bollettino di guerra che arriva dalle carceri e dai servizi di traduzione. La Polizia Penitenziaria continua a pagare un prezzo altissimo in termini fisici, psicologici e professionali nell’indifferenza generale. I nostri poliziotti non possono e non devono essere lasciati soli”.

Il SAPPE torna quindi a chiedere con forza interventi immediati e concreti da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministero della Giustizia.

“È indispensabile accelerare l’adozione di strumenti idonei a garantire la sicurezza del personale. Auspichiamo che anche in Piemonte, quanto prima, il personale del Corpo venga dotato dello spray al peperoncino, già sperimentato positivamente in altri contesti operativi, affinché possa disporre di adeguati strumenti di difesa e contenimento di fronte alle continue aggressioni cui è esposto. Non chiediamo privilegi, ma il diritto di lavorare in sicurezza”.

“Occorrono inoltre maggiori investimenti, organici adeguati, tutele effettive e una diversa considerazione istituzionale per il Corpo di Polizia Penitenziaria”, concludono i dirigenti del SAPPE. “Ogni aggressione contro un appartenente alla Polizia Penitenziaria è un’aggressione allo Stato. Continuare a sottovalutare questa emergenza significa assumersi la responsabilità morale e politica di ciò che potrebbe accadere domani. Prima che sia troppo tardi, le istituzioni battano un colpo”.