CRONACA

Sicurezza del territorio: i fondi regionali

DALLA REGIONE OLTRE 1,4 MILIONI DI EURO

La Regione Piemonte continua a investire nella messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture comunali. Con il nuovo stanziamento del programma di finanziamento previsto dalla legge regionale 38/78 sono stati assegnati complessivamente oltre 3,6 milioni di euro per sostenere 69 interventi distribuiti su tutto il territorio.

Gli interventi riguardano opere di consolidamento di strade comunali, sistemazioni idrauliche, ripristino di muri di sostegno, difese spondali, consolidamenti di versanti e interventi urgenti di protezione civile necessari a garantire la sicurezza dei cittadini e la continuità della viabilità locale.

Per il territorio della provincia di Torino sono stati destinati oltre 1,4 milioni di euro. I Comuni finanziati sono: Baldissero Torinese (60 mila euro), Bricherasio (11 mila euro), Burolo (40 mila euro), Busano (75 mila euro), Cavour (40 mila euro), Ceres (oltre 21 mila euro), Chiaverano (100 mila euro), Cintano (120 mila euro), Cumiana (100 mila euro), Druento (115 mila euro), Lusernetta (55 mila euro), Pianezza (110 mila euro), San Germano Chisone (50 mila euro), Settimo Vittone (10 mila euro), Tavagnasco (150 mila euro), Val di Chy (150 mila euro), Vidracco (73 mila euro), Villar Focchiardo (100 mila euro), Villar Perosa (22 mila euro) e Viù (59 mila euro).

“Le risorse stanziate – dichiara il presidente della Regione Alberto Cirio – confermano l’attenzione delle istituzioni verso la sicurezza del territorio e il sostegno ai Comuni. Investire nella manutenzione e nella tutela del territorio significa proteggere le comunità locali, rafforzare la resilienza del Piemonte e garantire interventi concreti a beneficio dei cittadini”,

“Con questo provvedimento confermiamo l’attenzione della Regione verso i territori e verso i Comuni che ogni giorno affrontano criticità legate al dissesto idrogeologico – dichiara l’assessore regionale alle Opere pubbliche Marco Gabusi – Abbiamo scelto di finanziare interventi concreti e immediatamente cantierabili, perché sappiamo bene che intervenire tempestivamente significa limitare i danni e mettere in sicurezza comunità e infrastrutture prima che le situazioni si aggravino ulteriormente. Il nostro obiettivo è dare risposte rapide ai territori e sostenere i sindaci nella gestione delle criticità”.

Torino Pride 2026 sabato 6 giugno. Ecco le modifiche viabili

Sabato 6 giugno si terrà il “Torino Pride 2026”, la manifestazione con corteo che quest’anno festeggia la sua 20° edizione. Si stima la partecipazione di alcune decine di migliaia di persone, che nel pomeriggio sfileranno in corteo per le vie della città.

I partecipanti si raduneranno in corso Massimo d’Azeglio, nel tratto compreso tra corso Vittorio Emanuele II e corso Marconi, da dove alle ore 15.30 circa partiranno in corteo per percorrere corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello, via Po, per raggiungere infine piazza Vittorio Veneto dove sarà allestito il palco per gli interventi conclusivi.

DIVIETI DI TRANSITO

Sarà disposto il divieto di transito per tutte le categorie di veicoli, compresi monopattini e biciclette, lungo tutto il percorso della manifestazione dalle ore 13.30 sino a cessate esigenze di sabato 6 giugno. Nello specifico in:

  • Corso Massimo d’Azeglio, tratto compreso tra corso Marconi e corso Vittorio Emanuele II
  • Corso Vittorio Emanuele II, tratto compreso tra corso Massimo d’Azeglio e largo Vittorio Emanuele II;
  • Corso Galileo Ferraris, tratto compreso tra largo Vittorio Emanuele II e via Cernaia;
  • Via Cernaia, tratto compreso tra corso Galileo Ferraris e via Pietro Micca;
  • Via Pietro Micca, tutta;
  • Piazza Castello, tutta;
  • Via Po, tutta;
  • Piazza Vittorio Veneto, tutta;
  • Lungo Po Diaz e lungo Po Cadorna.

Dalle aree del centro cittadino sarà consentito il deflusso verso il fiume Po.

PONTI CHIUSI

I ponti Umberto I e Vittorio Emanuele I (Gran Madre) saranno aperti solo in uscita dal centro (direzione collina, corsi Casale e Moncalieri).

CHIUSURA SOTTOPASSO LANZA

Il sottopasso Lanza sarà chiuso in direzione Centro dalle ore 13.30 circa.

ASSI VIABILI CONSIGLIATI

Per evitare le chiusure stradali, si consiglia l’utilizzo degli assi viabili di corso Dante, corso Galileo Ferraris, corso Castelfidardo-corso Inghilterra, corso Regina Margherita, corso Casale e corso Moncalieri. I ponti Regina Margherita e Isabella saranno aperti.

Si prevede traffico intenso nei quartieri San Salvario e Crocetta.

DIVIETI DI SOSTA

Dalle ore 9 di sabato 6 giugno e fino a cessate esigenze (indicativamente alle ore 23) è stato disposto il divieto di sosta con rimozione forzata di tutti i veicoli, compresi biciclette e monopattini, con la sospensione dei parcheggi per le persone con disabilità (generici e “ad personam”), dei parcheggi riservati al carico e scarico merci e dei parcheggi riservati ad altri utenti, in:

  • Corso Massimo d’Azeglio, carreggiata est (lato Parco del Valentino), tratto compreso tra corso Marconi e corso Vittorio Emanuele II, ambo i lati;
  • Corso Galileo Ferraris, carreggiate centrale ed est, nel tratto compreso tra largo Vittorio Emanuele II e corso Matteotti, ambo i lati;
  • Via Cernaia, nel tratto compreso tra corso Galileo Ferraris e piazza Solferino, ambo i lati;
  • Via Pietro Micca, tutta, ambo i lati;
  • Piazza Castello, tutta;
  • Via Po tutta, ambo i lati;
  • Via Ozanam, tutta, ambo i lati;
  • Piazza Vittorio Veneto, tutta.

RIMOZIONE DEI VEICOLI DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE IN SHARING

Nelle seguenti aree, dalle ore 12 di sabato 6 giugno e sino a cessate esigenze, non saranno disponibili i servizi di bike sharing e noleggio monopattini elettrici:

  • Lungo tutto il percorso del corteo;
  • Nelle aree di raduno, corso Massimo d’Azeglio, tratto compreso tra corso Marconi e corso Vittorio Emanuele II, ambo i lati;
  • Corso Vittorio Emanuele II, nel tratto compreso tra corso Massimo d’Azeglio e largo Vittorio Emanuele II;
  • Corso Galileo Ferraris, nel tratto compreso tra largo Vittorio Emanuele II e via Cernaia;
  • Via Cernaia, nel tratto compreso tra corso Galileo Ferraris via Pietro Micca;
  • Via Pietro Micca, tutta;
  • Piazza Castello, tutta;
  • Via Po, tutta;
  • Nell’area di arrivo in piazza Vittorio Veneto, tutta;
  • Lungo Po Diaz e lungo Po Cadorna.

AREE TAXI

È prevista la sospensione temporanea dalle ore 12 e comunque fino a cessate esigenze di sabato 6 giugno delle aree TAXI presenti in:

  • Piazza Castello angolo via Garibaldi;
  • Piazza Castello esedra compresa tra via Po e via Accademia delle Scienze;
  • Piazza Vittorio Veneto;

PARCHEGGI SOTTERRANEI CHIUSI

Dalle ore 12 saranno chiusi i parcheggi sotterranei Vittorio Veneto (uscita dei veicoli possibile solo fino alle ore 14) e Roma – San Carlo (ingresso piazza Castello).

DIVIETO DI VENDITA, CONSUMO E DETENZIONE VETRO E LATTINE

Per quanto riguarda cibi e/o bevande in bottiglie di vetro, in metallo o in contenitori idonei all’offesa della persona che possano costituire pericolo per la pubblica incolumità, dalle 13 alle 21 di sabato 6 giugno, e comunque sino a quando sarà rilevata presenza di pubblico, l’ordinanza sindacale n. 137 ne prevede il divieto di vendita per asporto (anche se erogati da distributori automatici), il consumo, l’abbandono e la detenzione. È inoltre vietata la vendita e somministrazione di bevande che abbiano un contenuto alcolico superiore a ventuno gradi per cento in volume (21°). L’ordinanza è in vigore nelle seguenti vie e piazze:

  • Corso Massimo d’Azeglio, nel tratto compreso tra corso Vittorio Emanuele II e corso Marconi;
  • Corso Vittorio Emanuele II, nel tratto compreso tra corso Massimo d’Azeglio e largo Vittorio Emanuele II;
  • Corso Galileo Ferraris, nel tratto compreso tra largo Vittorio Emanuele II e via Cernaia;
  • Via Cernaia, nel tratto compreso tra corso Galileo Ferraris e via Pietro Micca;
  • Via Pietro Micca, tutta;
  • Piazza Castello, tutta;
  • Via Po, tutta;
  • Piazza Vittorio Veneto, tutta, compresi i portici.

MEZZI DI TRASPORTO PUBBLICO

I percorsi dei mezzi di trasporto pubblico che transitano nell’area interessata dalla manifestazione subiranno variazioni. Per maggiori dettagli sulle linee deviate, visionare il sito Internet di GTT alla pagina https://www.gtt.to.it/cms/

TorinoClick

Coldiretti: “Rallenta il depopolamento dei cinghiali”

/

Appena la metà degli abbattimenti previsti. Di fronte al primo caso di PSA nel Cuneese c’è chi continua a non collaborare

 

«Con il primo caso di Peste Suina Africana in una carcassa di cinghiale in provincia di Cuneo, è ancora più urgente dare reale attuazione al piano di contenimento di questi animali. I nostri allevatori di suini, dai quali dipendono i consumi locali e quote importanti delle grandi Dop della salumeria italiana, non possono rischiare di avere le stalle chiuse e i capi abbattuti perché non si vuole limitare la proliferazione dei cinghiali». Ancora una volta, il presidente di Coldiretti Torino commenta così il mancato raggiungimento dei numeri di cinghiali abbattuti che erano stati decisi in sede regionale.

«Per l’agricoltura torinese è vitale riuscire a bloccare l’epidemia fuori dai distretti suinicoli del Chierese e del Pinerolese, oltre che da tutto il territorio provinciale e regionale. Gli allevatori fanno la loro parte nel rispettare le rigide misure igieniche e di profilassi obbligatorie, ma poi devono constatare che non c’è lo stesso impegno da parte degli organismi preposti al controllo dei cinghiali. Non possiamo permettere che si metta a rischio un comparto strategico per l’economia locale e nazionale».

Con l’entrata in servizio dei bioregolatori e dei tutor, che partono di notte per difendere le coltivazioni degli agricoltori, i numeri degli abbattimenti stavano iniziando a salire e i danni a diminuire. Ma se manca il contributo serio di ATC, CA e di molte Aree Protette, è impossibile garantire un adeguato depopolamento della specie.

Nel territorio della Città Metropolitana di Torino andrebbero abbattuti, ogni anno, almeno 15.000 cinghiali. Invece, nel 2025 ne sono stati prelevati meno della metà: 7.300. In questi primi mesi del 2026 ne sono stati abbattuti 1.900, di cui appena 470 arrivano dalla caccia negli ATC e CA alpini. Tra tutti gli “istituti” che devono contribuire al contenimento dei cinghiali, spiccano i numeri esigui realizzati in alcune Aree Protette anche dove i margari lamentano continui danni ai pascoli.

Cirio incontra Maha Chakri Sirindhorn, principessa di Thailandia

Si è svolto ieri nel Palazzo Sa Pathum nel centro di Bangkok, l’incontro tra il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e Maha Chakri Sirindhorn, principessa della casa reale di Thailandia.
L’incontro si è svolto nell’ambito delle attività di promozione del Piemonte sui mercati del Sud Est asiatico, che rappresentano un’area emergente per quanto riguarda l’export, con particolare riferimento all’enogastronomia, che rappresenta il 10% del volume delle esportazioni piemontesi nell’area, cresciuto di oltre il 50 per cento negli ultimi 5 anni (dati Unioncamere Piemonte).
Accompagnato dall’ambasciatore Paolo Dionisi, il presidente ha illustrato alla principessa una serie di dossier strategici. In particolare, per quanto riguarda la formazione universitaria, sono state avviate le interlocuzioni per attivare una serie di borse di studio, che la Casa Reale è interessata a sostenere, per studenti thailandesi che potranno venire al Politecnico di Torino e specializzarsi nelle scienze dell’aerospazio, uno dei settori che anche il governo locale considera strategici.
Si è poi approfondita la possibilità che il Teatro Regio di Torino partecipi al Bangkok’s International Festival of Dance & Music, un evento di prestigio internazionale che si svolge tutti gli anni a Bangkok, fondato da J.S. Uberoi, presidente di International Cultural Promotions, l’agenzia di eventi culturali del Paese. Nei mesi scorsi, Uberoi ne aveva parlato a Torino con il sovrintendente del Teatro Regio, Mathieu Jouvin, e con l’assessora alla Cultura del Comune di Torino, Rosanna Purchia, in un incontro favorito dal sindaco Lo Russo in qualità di presidente della Fondazione del Teatro.
«E’ stato un momento di importante promozione del nostro territorio. Alla principessa ho presentato le opportunità che possono nascere dalla collaborazione tra il Piemonte e il suo Paese. In accordo con il rettore Stefano Corgnati e insieme all’ambasciatore, abbiamo approfondito la possibilità di attivare borse di studio per studenti thailandesi interessati a specializzarsi al Politecnico di Torino,
che anche qui è conosciuto come uno degli atenei più prestigiosi a livello mondiale – spiega il presidente Cirio – Prestigio che appartiene anche al Teatro Regio che punta ad avviare collaborazioni con il festival di Bangkok e che con la sua offerta teatrale, operistica, musicale e di spettacolo può rappresentare un prezioso tramite per consolidare l’amicizia e le relazioni tra Italia e Thailandia – spiega il presidente Cirio – Nell’occasione ho invitato la principessa a Torino e in Piemonte per conoscere il nostro straordinario patrimonio culturale, la bellezza della nostra terra e l’eccellenza dei prodotti enogastronomici che in Thailandia sono conosciuti e amati da anni anche grazie a un’offerta di ristorazione di alto livello che apprezza e promuove i nostri vini e i prodotti della nostra terra».
Bangkok è stata infatti una delle città protagoniste, lo scorso novembre della Settimana della cucina italiana nel mondo, legata al riconoscimento Unesco. Da anni poi la capitale della Thailandia è una delle location che fanno parte del circuito internazionale dell’Asta mondiale del Tartufo d’Alba che, in collegamento da diversi Paesi del mondo, raccoglie fondi per realtà benefiche locali battendo all’asta i migliori pezzi raccolti tra le colline di Langhe, Monferrato e Roero. L’incontro è stato infatti anche l’occasione per consegnare i proventi dell’asta di Bangkok alla Border Patrol Police School Foundation, una storica realtà locale che opera sotto il patrocinio reale della principessa Maha Chakri Sirindhorn. La consegna è stata effettuata da Marco Scuderi, direttore dell’Enoteca regionale piemontese Cavour, che ha sede nel Castello di Grinzane Cavour dove dal 1999 si svolge l’Asta mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, e da Stefano Mosca, direttore della Fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, subito dopo la firma del libro dedica di Palazzo Reale, posizionato sotto il ritratto della principessa (vedi foto).
Dalla metà degli anni 50, la Border Patrol Police School Foundation, promuove la scolarizzazione nelle aree più remote e nelle zone di confine, nelle quali il governo storicamente fatica a trovare insegnanti. Qui, grazie alla lavoro della Fondazione, sono nate circa 200 scuole nelle quali sono i poliziotti di frontiera a insegnare ai bambini a leggere e scrivere con l’obiettivo di fornire un’istruzione di base e sostenere le comunità più  fragili.
Durante l’incontro è stato poi affrontato anche il tema dell’accesso alle cure pediatriche per i bambini. Il Paese ha infatti un sistema sanitario basato su un modello misto, con una forte presenza del settore pubblico e un settore privato altamente specializzato presente soprattutto nelle aree urbane e accessibile solo a una parte della popolazione. In particolare il centro pediatrico più avanzato, il Samitivej International Children’s Hospital è privato, ed è anche l’unico ad avere un centro di trapianti per il midollo osseo, per il quale pero manca un registro nazionale dei donatori. «Il Piemonte ha molto da offrire a questo Paese in materia sanitaria e in particolare per quanto riguarda le cure pediatriche, grazie all’eccellenza e alla vocazione internazionale del Regina Margherita, ospedale dei bambini del mondo, diretto da Franca Fagioli. In particolare,  insieme all’ambasciatore, abbiamo illustrato le opportunità di collaborazione per quanto riguarda la telemedicina e le consulenze a distanza per i casi più complessi, la possibilità di formazione specialistica e lo scambio di competenze cliniche e scientifiche soprattutto per quanto riguarda l’ematologia, i trapianti e la salute materno infantile su cui le nostre strutture rappresentano un’eccellenza» sottolinea il presidente Cirio.

Ambulanza si ribalta all’incrocio dopo lo scontro con un’auto: diversi feriti

Questa mattina un’ambulanza si è ribaltata all’incrocio tra via San Marino, corso Unione Sovietica e via Rosario di Santa Fé dopo l’impatto con una Peugeot 2008, provocando alcuni feriti e pesanti rallentamenti del traffico.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 Azienda Zero e i vigili del fuoco dei distaccamenti di Lingotto e Grugliasco Allamanno, che hanno estratto e soccorso i coinvolti. Tra i feriti ci sono un paziente che l’ambulanza stava trasportando all’ospedale Mauriziano, un membro del personale e altri occupanti; tutti sono stati poi trasferiti con altri mezzi di soccorso al Cto.Le condizioni dei feriti non risultano gravi; il conducente dell’autovettura è rimasto illeso.

La polizia locale ha eseguito i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente e sta verificando il rispetto delle precedenze e se fosse attiva la sirena dell’ambulanza al momento dell’impatto. L’incidente ha causato notevoli ripercussioni sul traffico, con deviazioni e rallentamenti fino al termine delle operazioni di soccorso e dei rilievi.

VI.G

Aurora, furto in un asilo: scappa in bici ma viene denunciato

Tre azioni in pochi minuti: ha scavalcato la recinzione, ha forzato la porta e ha infilato in buste indumenti e materiale igienico. È successo domenica 3 maggio, intorno alle 10.40, nella scuola dell’infanzia Marc Chagall, nel quartiere Aurora, dove un uomo di circa 50 anni, senza fissa dimora, è stato poi denunciato dalla polizia locale.

Secondo il Reparto Operativo Speciale, l’uomo avrebbe osservato il plesso in sella a una bicicletta, poi sarebbe tornato indietro e scavalcato la recinzione. Dal cortile ha forzato l’ingresso, provocando seri danni e innescando l’allarme collegato alla centrale della polizia locale. Tra la  refurtiva: capi d’abbigliamento, prodotti per l’igiene e cancelleria, raccolti in alcune buste, ma alla vista delle pattuglie sopraggiunte le ha abbandonate ed è fuggito in bicicletta.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza e le indagini degli agenti hanno permesso di ricostruire i fatti e di individuare il presunto autore, poi denunciato. All’interno della scuola sono stati trovati armadietti del personale forzati, porte danneggiate e locali messi a soqquadro; l’episodio ha causato diversi danni alle strutture. La direzione dell’istituto ha ringraziato il Reparto Operativo Speciale e il Comando Generale di via Bologna per l’intervento.

Il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari; l’indagato mantiene la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

VI.G

Clima sempre più estremo, agricoltura sotto pressione: Confagricoltura Piemonte chiede interventi strutturali

Dalle temperature eccezionalmente elevate registrate a maggio alle violente grandinate che hanno colpito il Piemonte nei primi giorni di giugno, il comparto agricolo regionale si trova ad affrontare una stagione segnata da eventi meteorologici sempre più intensi e imprevedibili. Per il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia, è necessario accelerare sugli investimenti infrastrutturali e riconoscere concretamente il contributo che l’agricoltura può offrire nella lotta ai cambiamenti climatici.

I dati diffusi da ARPA Piemonte il 4 giugno evidenziano un quadro particolarmente anomalo. Maggio 2026 si è classificato come il settimo mese di maggio più caldo degli ultimi settant’anni. Nell’ultima parte del mese le temperature hanno superato le medie stagionali fino a 8-10 gradi, mentre lo zero termico è rimasto per diversi giorni oltre la quota dei 4.000 metri. In 57 stazioni meteorologiche della rete regionale sono stati registrati nuovi record di temperatura massima.

L’ondata di calore ha inoltre accelerato lo scioglimento della neve accumulata durante l’inverno, riducendo rapidamente le riserve idriche. A questo si è aggiunto un forte deficit di precipitazioni: nel mese di maggio è piovuto il 44% in meno rispetto ai valori storici di riferimento e la portata del Po, rilevata a Isola Sant’Antonio, è risultata inferiore del 46%.

Dopo settimane caratterizzate da caldo e siccità, il 2 giugno la situazione meteorologica è cambiata radicalmente. Temporali particolarmente violenti, accompagnati da grandine e forti raffiche di vento, hanno attraversato diverse aree del Piemonte, dal Torinese orientale al Chivassese, dal Vercellese al Monferrato, fino alle province di Asti e Alessandria. In alcune zone sono caduti chicchi di grandine fino a sei centimetri di diametro, mentre il vento ha raggiunto velocità prossime ai 100 chilometri orari.

Tra i territori più colpiti figura il Monregalese, dove i noccioleti di Farigliano, Dogliani, Piozzo e Clavesana hanno riportato danni molto pesanti. Le prime valutazioni indicano una perdita potenziale superiore al 50% della produzione. I tecnici di Confagricoltura stanno inoltre effettuando sopralluoghi per quantificare gli effetti delle precipitazioni violente su seminativi e colture orticole.

“Non si tratta più di anomalie: è la nuova normalità”, afferma il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia. “Le nostre imprese subiscono una variabilità meteorologica senza precedenti, spesso senza strumenti adeguati. L’acqua c’era quest’inverno, ma non siamo riusciti a trattenerla: la questione degli invasi non può essere ancora rinviata. Al tempo stesso – aggiunge Allasia – vogliamo ricordare che l’agricoltura non è solo vittima di questo processo: le pratiche conservative, il sequestro di carbonio nei suoli, la produzione di energia con matrici vegetali fanno dell’impresa agricola un soggetto attivo nella risposta al cambiamento climatico. Questo ruolo deve essere riconosciuto con politiche concrete, a cominciare da strumenti assicurativi adeguati e infrastrutture idriche finalmente all’altezza dei tempi”.

Il Centro Pannunzio propone Oriana Fallaci nella toponomastica torinese

Il  presidente del Centro Pannunzio, Pier Franco Quaglieni, ha inviato al sindaco di Torino Stefano Lo Russo e alla presedente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo una lettera finalizzata alla proposta di inserimento di Oriana Fallaci nella toponomastica torinese. “Fu una grande testimone che merita di essere ricordata anche a Torino dove intrattenne rapporti con il Centro “Pannunzio” e dove i suoi libri ebbero un eccezionale successo al Salone Internazionale del Libro”. Così Quaglieni nella lettera che pubblichiamo integralmente.

Ill.mo signor Sindaco, Gentile Presidente,
nel settembre 2026 cadranno i 20 anni dalla morte della giornalista e scrittrice di fama internazionale Oriana Fallaci. La Fallaci ha avuto maggiore notorietà per i suoi libri ed i suoi articoli sul “Corriere della Sera” successivi all’attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001, ma non va dimenticato il suo impegno nell’antifascismo e nella Resistenza. Nel 1976 sostenne le liste del Partito Radicale anche per le loro “campagne” femministe. Fu una donna sempre attenta alla libertà che considerò il valore più prezioso da difendere. Fu una donna inquieta nella vita e nel lavoro, ma fu una giornalista sempre attenta alla notizia. Come corrispondente di guerra fu molto coraggiosa. Interloqui con i grandi della terra del suo tempo, aliena da ogni servilismo. Fu una grande testimone che merita di essere ricordata anche a Torino dove intrattenne rapporti con il Centro “Pannunzio” e dove i suoi libri ebbero un eccezionale successo al Salone Internazionale del Libro. Il Presidente Carlo Azeglio Ciampi le conferi la Medaglia d’Oro di benemerito della Cultura, riconoscendo la sua eccezionale tempra di donna e di protagonista del secondo Novecento.
Ringrazio per l’attenzione e porgo vive cordialità.

Pier Franco Quaglieni

 

Addio a Peppo Sacchi, con Enzo Tortora inventò la tv libera

E’ morto a 93 anni Peppo Sacchi che nel 1972, con Enzo Tortora “inventò” le televisioni private in Italia, con Tele Biella. Fu la prima tv libera a contrastare il monopolio della Rai, seppure le trasmissioni fossero via cavo. La moglie di Sacchi, Ivana Ramella, conduttrice e giornalista della storica emittente piemontese (che vide tra i suoi collaboratori un giovanissimo Ezio Greggio e l’antennista Enzo Gatta che divenne regista di Portobello) era morta due anni fa. Sacchi in gioventù era stato regista della Rai e della televisione della Svizzera italiana. Poi fondo’ la sua tv finché la Rai non gli mando’ gli ispettori a tagliare il cavo. Poi Sacchi continuò a lavorare con la sua Tele Biella una volta che – grazie alle sue battaglie – l’etere fu liberalizzato.

Riapre il sacrario della Gran Madre: custode di memoria e affetti

/
 

La foto ingiallita di un soldato, un nome annotato sul retro e il desiderio di ricostruire una storia familiare che sembrava perduta: sono spesso questi gli elementi che conducono molti visitatori al Sacrario militare della Gran Madre di Torino, riaperto ufficialmente al pubblico questa mattina dopo gli interventi di riqualificazione del complesso.

Alla cerimonia inaugurale, che ha visto la celebrazione di una messa nella chiesa della Gran Madre, seguita dalla deposizione di una corona d’alloro ai Caduti e da una visita guidata all’Ossario, erano presenti il Presidente di Assoarma Torino, il Generale di Corpo d’Armata Paolo RuggieroCarlo Tango l’Amministratore delegato di AFC, la Società partecipata della Città che gestisce i servizi cimiteriali e i sei cimiteri della Città, il Presidente di AFC Andrea Araldi, il Vicepresidente Vicario del Consiglio Comunale Domenico Garcea e l’Assessore alla Sicurezza della città di Torino Marco Porcedda che ha detto: “La restituzione alla città del Sacrario dei Caduti della Grande Guerra sotto la Chiesa della Gran Madre è un atto di profondo rispetto per la nostra memoria collettiva e per la storia di Torino. Grazie a un importante lavoro di ristrutturazione e restauro, per il quale la Città ha stanziato 400mila euro, siamo riusciti a sanare i danni del tempo e a ridare il massimo decoro a un luogo dal valore inestimabile. Questo non è solo un intervento edilizio o monumentale, ma un dovere morale verso i 3.851 soldati torinesi che hanno sacrificato la propria vita nella Prima Guerra Mondiale. Ognuno di quei nomi inciso sulle pareti rappresenta una famiglia, un legame spezzato e un pezzo della nostra identità che rischiava di rimanere nell’ombra. Riaprire stabilmente queste porte al pubblico, grazie anche alla fondamentale collaborazione con la società AFC e i volontari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, significa togliere dall’isolamento il nostro patrimonio storico e consegnarlo alle nuove generazioni, affinché il ricordo del passato rimanga un monito vivo per il presente”.

La riapertura restituisce pienamente alla città un luogo che continua a custodire vicende personali e a mantenere vivo il ricordo dei caduti. Ancora oggi gli uffici di AFC Torino, che gestisce il Sacrario, ricevono richieste di informazioni da parte di familiari e discendenti impegnati a ricostruire la storia dei propri cari caduti durante la Prima guerra mondiale.

È accaduto recentemente alla famiglia di Domenico Triaca, contadino di Castel Ritaldi, in Umbria, il cui ricordo sopravviveva soltanto attraverso una lapide commemorativa nel paese d’origine. Grazie alle ricerche dell’ente, il bisnipote è riuscito a individuare il luogo in cui riposano i suoi resti. “Ora finalmente abbiamo un luogo in cui dedicargli una preghiera: è un cerchio che si chiude”, ha raccontato.

Analoga la vicenda del capitano dei Carabinieri Giuseppe Borgna, per anni considerato disperso e successivamente identificato tra i nomi custoditi nell’Ossario della Gran Madre. Storie individuali che continuano a intrecciarsi con la storia collettiva e che testimoniano il ruolo che il Sacrario svolge per la città e per quanti sono alla ricerca di un legame con il proprio passato.

I lavori di riqualificazione del complesso sono stati realizzati nell’ambito dell’accordo siglato tra il Ministero della Difesa e la Città di Torino. Dopo una prima apertura straordinaria in occasione del 25 aprile, l’accoglienza e l’apertura al pubblico saranno affidate ai volontari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, coordinati da Assoarma Torino.

“Con questa cerimonia e con il diretto contributo dei nostri volontari si intende valorizzare il prezioso patrimonio monumentale, simbolico e storico rappresentato dall’Ossario militare e promuoverlo alla memoria permanente della Città di Torino e della collettività”, ha dichiarato il presidente di Assoarma Torino, il generale di Corpo d’Armata Paolo Ruggiero.

La storia del Sacrario affonda le proprie radici negli anni Trenta. La cripta monumentale venne realizzata per accogliere i resti di 3.851 soldati piemontesi, o di militari sepolti a Torino, caduti durante la Prima guerra mondiale. Nel 1932 le salme furono trasferite dal Cimitero Monumentale al colle della Gran Madre con una solenne cerimonia pubblica che coinvolse l’intera città.

“Ancora oggi, come allora, il Sacrario conserva una funzione identitaria che unisce la dimensione pubblica della memoria a quella personale delle famiglie”, spiega Carlo Tango, amministratore delegato di AFC Torino. “I discendenti di alcuni di quei soldati, a lungo ritenuti dispersi, si rivolgono ai nostri uffici per ottenere informazioni e ricostruire una parte della propria storia familiare”.

Per Andrea Araldi, presidente di AFC Torino, la riapertura rappresenta anche un’importante occasione per rafforzare il legame tra la città e il proprio passato: “Restituire questo luogo ai torinesi, e più in generale alla collettività, significa rendere nuovamente accessibile un patrimonio storico e civile che appartiene a tutti”.

L’Ossario sarà visitabile gratuitamente ogni sabato e domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17, oltre che nelle principali ricorrenze civili e religiose, tra cui il 2 giugno, il 24 giugno, l’8 settembre e in occasione della commemorazione dei defunti, a novembre.

TorinoClick