CRONACA

Dramma sui binari: muore 21enne investito da un treno

Un ragazzo di 21 anni ha perso la vita dopo essere stato investito da un treno in transito nella zona della stazione ferroviaria di Settimo Torinese. Il convoglio era vuoto ed era in trasferimento. Il giovane era residente in città. Secondo quanto emerso, non ci sarebbero dubbi sulla natura volontaria del gesto.

Inutili i soccorsi del 118 Azienda Zero, che non hanno potuto far altro che confermare il decesso del giovane. Le operazioni di recupero della salma sono state affidate ai vigili del fuoco del distaccamento di Torino Stura. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia ferroviaria, affiancati dai carabinieri della tenenza cittadina, per i rilievi e gli accertamenti del caso.

L’episodio ha causato forti disagi alla circolazione ferroviaria, bloccata del tutto per consentire i soccorsi e la messa in sicurezza dell’area. I rallentamenti hanno riguardato la Torino-Milano, la Torino-Ivrea, la Sfm1 Rivarolo Canavese-Chieri e la Sfm2 Chivasso-Pinerolo, con treni fermati nelle principali stazioni del tratto. Il servizio è poi ripreso gradualmente nel corso della tarda mattinata.

VI.G

Lavoratore cade da una tettoia: trasportato in ospedale

È precipitato da una tettoia mentre stava lavorando e finisce in ospedale. Questo è l’incidente sul lavoro avvenuto nella mattinata di oggi in un’azienda di via Orbetello a Madonna di Campagna. L’uomo sarebbe caduto per alcuni metri e avrebbe riportato diversi traumi. Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 di Azienda Zero, che hanno prestato le prime cure e trasportato l’uomo al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco. Fortunatamente le sue condizioni non sono gravi.

Sono intervenuti anche gli agenti della polizia e i vigili del fuoco con la squadra del distaccamento di Corso Regina Margherita, impegnati nelle operazioni di soccorso. Lo Spresal dell’Asl Torino ha avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro. Le indagini sono in corso.

VI.G

Moncalieri e Alpignano al centrosinistra, Venaria al centrodestra

/

In Piemonte cala la partecipazione al voto: l’affluenza complessiva si è attestata al 54,43%. La provincia con il maggior numero di votanti è stata Vercelli, con il 63,41% degli aventi diritto, seguita da Asti (60,39%), Novara (57,73%), Cuneo (57,57%), Alessandria (56,08%), Verbano-Cusio-Ossola (54,78%), Biella (54,75%) e Torino (51,89%).

Nei piccoli Comuni chiamati alle urne spicca il dato di Monteu da Po, nel Torinese, dove ha votato il 100% degli aventi diritto.

Per quanto riguarda i centri con oltre 15 mila abitanti, tre dei cinque Comuni hanno già eletto il sindaco: il centrosinistra prevale a Moncalieri e Alpignano, mentre il centrodestra conquista Venaria. A Trecate e Valenza si andrà invece al ballottaggio tra due settimane.

Approvato il bilancio Sagat

/

L’Assemblea dei Soci di SAGAT S.p.A. ha approvato oggi il Bilancio d’esercizio 2025 della Capogruppo e il Bilancio consolidato 2025 del Gruppo SAGAT, il quale si chiude con un risultato netto positivo pari a 6,8 milioni di euro.

Di seguito i principali indicatori economici:

  • Valore della produzione: 63,5 milioni di euro
  • EBITDA: 11,9 milioni di euro
  • Risultato Netto: 6,8 milioni di euro
  • Investimenti: 11,1 milioni di euro
  • Indebitamento Finanziario Netto: 7,4 milioni di euro

Pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2025 del Gruppo SAGAT

È stato inoltre pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2025 del Gruppo SAGAT, che rendiconta in modo trasparente il contributo dell’azienda al raggiungimento dei propri obiettivi ESG, in coerenza con una visione strategica di lungo periodo.

Dopo aver integrato la sostenibilità nella propria strategia aziendale attraverso la Mission di Sostenibilità, la Policy di Sostenibilità e il Piano di Sostenibilità pluriennale, il Gruppo SAGAT mette a disposizione dei propri stakeholder un documento che dà conto dell’avanzamento delle principali iniziative realizzate nel corso del 2025.

Tra i principali risultati emersi dal Bilancio di Sostenibilità 2025:

  • il 2025 è stato un nuovo anno record per il traffico dell’aeroporto, con 5.006.169 passeggeri movimentati, in aumento del +6,7% rispetto al 2024 e del +26,7% rispetto al 2019, ultimo anno pre-pandemico. È inoltre il primo anno in cui lo scalo supera la soglia dei 5 milioni di passeggeri;
  • nel 2025 l’Aeroporto di Torino ha ottenuto l’ASQ Award come “Airport with the Most Dedicated Staff in Europe”, riconoscimento che valorizza la dedizione e l’impegno del personale aeroportuale nel garantire la qualità dell’esperienza dei passeggeri;
  • l’Aeroporto di Torino ha mantenuto la certificazione al Livello 3+ “Neutrality” del programma ACA-Airport Carbon Accreditation, confermando il proprio percorso verso la decarbonizzazione e l’obiettivo Net Zero al 2040;
  • nel 2025 l’impianto fotovoltaico aeroportuale, ulteriormente ampliato, ha prodotto 2.209 MWh di energia elettrica, coprendo il 17% del fabbisogno energetico dello scalo; il restante fabbisogno elettrico è stato acquistato da fonte rinnovabile certificata con Garanzia d’Origine;
  • il 58% del parco mezzi aeroportuali è costituito da veicoli ibridi o elettrici e presso l’aeroporto sono disponibili 41 stalli elettrificati per la ricarica dei veicoli;
  • il Gruppo SAGAT ha proseguito le attività del progetto Torino Green Airport e del consorzio europeo TULIPS, nell’ambito del quale nel 2025 sono continuate le sperimentazioni per la produzione e l’utilizzo di idrogeno verde in ambito aeroportuale;
  • sul fronte della sostenibilità sociale, il Gruppo SAGAT rafforza il proprio impegno verso la comunità locale e le future generazioni attraverso collaborazioni strutturate con scuole e istituti accademici del territorio e percorsi di formazione e orientamento: nel corso del 2025 le Aziende del Gruppo hanno infatti concretizzato progetti di formazione e tirocinio nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO), rivolti a 78 allievi e allieve, attivato 6 tirocini e coinvolto complessivamente 120 studenti nei progetti realizzati con scuole e istituti di formazione, favorendo l’avvicinamento al mondo del lavoro;
  • in base al modello dell’Economic Impact Calculator di ACI Europe, l’impatto economico diretto generato dalle aziende che operano direttamente in aeroporto è pari a 225,8 milioni di euro.

Annunci immobiliari truffa, denunciato un giovane di 19 anni che affittava appartamenti inesistenti

La Polizia di Stato ha concluso un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino relativa a una serie di truffe online legate a falsi annunci di locazione immobiliare pubblicati su piattaforme internet messe in atto da un cittadino italiano di 19 anni, denunciato per il reato di truffa.
Le indagini, condotte dagli agenti del Commissariato di P.S. “Barriera Nizza”, hanno preso avvio da una denuncia presentata da una donna italiana, vittima di un raggiro connesso alla prenotazione di appartamento in realtà inesistente o non disponibile.
Gli accertamenti, sviluppati attraverso l’analisi dei flussi finanziari del conto corrente intestato al truffatore e delle conversazioni intercorse sulle applicazioni di messaggistica, hanno consentito di individuare altre quattro persone offese e di ricostruire un danno economico complessivo pari a circa 9.400 euro.
Secondo quanto emerso, il giovane pubblicava online annunci immobiliari apparentemente credibili, inducendo le vittime a versare somme di denaro a titolo di caparra o cauzione mediante l’invio di documentazione artefatta. Una volta ottenuto il pagamento, interrompeva ogni contatto rendendosi irreperibile.
 
Al termine delle attività, il denaro presente sul conto corrente e riconducibile ai fatti contestati è stato immediatamente sottoposto a sequestro preventivo; in questo modo è stato possibile, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, la restituzione delle somme alle vittime, precedentemente dissequestrate.

Rivoli adotta l’amministrazione condivisa

Cittadini e Comune progettano insieme la città

La Città di Rivoli apre una nuova stagione di collaborazione tra istituzioni, cittadini, associazioni ed enti del territorio, introducendo strumenti innovativi di partecipazione e cura condivisa dei beni comuni.

Il Consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento per l’amministrazione condivisa, che introduce ufficialmente a Rivoli i Patti di collaborazione, la coprogettazione e la coprogrammazione: percorsi attraverso cui amministrazione e comunità potranno progettare e realizzare insieme interventi dedicati alla cura, alla rigenerazione e alla valorizzazione di beni comuni materiali, immateriali e digitali.

Con l’entrata in vigore del regolamento sarà possibile presentare proposte condivise riguardanti spazi pubblici, aree verdi, edifici, attività educative, culturali e sociali, costruendo progetti capaci di generare partecipazione, inclusione e nuove forme di cittadinanza attiva.

I Patti di collaborazione non rappresentano una delega di funzioni pubbliche ai cittadini, ma uno strumento di amministrazione condivisa che riconosce nei beni pubblici un patrimonio comune da valorizzare attraverso responsabilità condivise e progettualità partecipate.

Il modello supera la tradizionale logica “autoritativa”, basata su concessioni e rapporti verticali tra ente pubblico e beneficiari, per costruire invece relazioni collaborative e paritarie. Dopo la presentazione della proposta, cittadini, amministratori e uffici lavoreranno insieme alla definizione del Patto, condividendo obiettivi, modalità operative, tempi e forme di sostegno.

I Patti potranno riguardare beni materiali – come un giardino, un’aula scolastica o uno spazio pubblico – ma anche beni immateriali e digitali. La cura condivisa di uno spazio, infatti, produce spesso effetti che vanno ben oltre l’intervento fisico: crea relazioni, favorisce inclusione, rafforza la coesione sociale e territoriale e genera occasioni educative, culturali e di partecipazione civica.

Un esempio concreto? Un gruppo di cittadini potrà proporre di prendersi cura di un’aiuola, valorizzare un’area verde o trasformare un parco in un’ aula a cielo aperto. L’amministrazione, riconosciuta l’utilità pubblica del progetto, potrà sostenere il percorso con strumenti organizzativi, facilitazioni o altre forme di supporto previste dal regolamento.

Accanto ai Patti “semplici”, costruiti direttamente con il soggetto proponente, il regolamento introduce anche Patti “complessi”, attivati attraverso avvisi pubblici e manifestazioni di interesse per interventi più articolati e partecipati.

Le esperienze già sviluppate in molte città italiane dimostrano come la cura condivisa dei beni comuni produca effetti che vanno ben oltre la semplice riqualificazione fisica degli spazi, favorendo coesione sociale, senso di appartenenza, inclusione e partecipazione civica.

“Con questo regolamento scegliamo di rendere i cittadini protagonisti attivi della vita pubblica. Vogliamo costruire una città sempre più partecipata, capace di valorizzare energie, competenze e progettualità diffuse nella comunità. L’amministrazione condivisa significa creare alleanze positive tra istituzioni e cittadini per prendersi cura insieme di Rivoli”, dichiara il sindaco Alessandro Errigo.

“I Patti di collaborazione hanno anche un forte valore educativo e culturale. Promuovere corresponsabilità, partecipazione e cura dei beni comuni significa rafforzare la consapevolezza che ciò che è pubblico è comune: ce ne prendiamo cura perché è nostro e nostra è anche la responsabilità della trasformazione e della manutenzione dello spazio civico che abitiamo.”, sottolinea l’assessore alla Città educativa Lidia Zanette.

 

Morto tra le fiamme per pulire il campo dalle sterpaglie

E’ morto nei campi di Druento a causa delle fiamme che lui stesso aveva appiccato per bruciare le sterpaglie. Questa l’ipotesi più credibile del rogo divampato in strada San Gillio dove è deceduto un 80enne. L’allarme è stato dato dal figlio dell’uomo, preoccupato perchè il padre non tornava a casa. L’anziano era nell’orto privato per  fare la pulizia del terreno  quando avrebbe accusato un malore, morendo tra le fiamme.

Bloccati a quota 2.400 metri: quattro escursionisti salvati in elicottero

Erano diretti al bivacco Beltrando quando la comitiva, in cordata, è rimasta bloccata a quota 2.400 metri sulle alture di Frassinetto; l’intervento dell’elicottero Drago ha permesso il recupero. È successo intorno all’ora di pranzo di oggi, quando quattro escursionisti in cordata si sono trovati costretti ad interrompere la marcia. Fortunatamente sono riusciti a contattare il 112 e a comunicare la loro posizione e le difficoltà.

Sul posto sono intervenuti l’elicottero Drago dei vigili del fuoco, il nucleo speleo-alpino-fluviale del comando provinciale di Torino e le squadre dei distaccamenti di Castellamonte e Ivrea. L’azione coordinata ha consentito di localizzare rapidamente il gruppo e avviare le operazioni di recupero.

L’equipaggio dell’elicottero ha raggiunto i quattro escursionisti, provvedendo al loro recupero e al trasferimento in sicurezza fino al centro sportivo del paese. I quattro non hanno riportato ferite.

VI.G

Torino e i suoi tre Nobel dimenticati: Luria, Levi-Montalcini e Dulbecco senza un luogo della memoria

Formati alla scuola di Giuseppe Levi, hanno cambiato la storia della medicina mondiale.

Torino custodisce un primato straordinario, ma quasi dimenticato. In pochi sanno infatti che ben tre Premi Nobel per la Medicina si formarono nelle aule dell’Università torinese sotto la guida dello stesso maestro: Salvador Edward Luria, Rita Levi-Montalcini e Renato Dulbecco. A unirli fu il grande istologo Giuseppe Levi, docente rigoroso e innovatore, che negli anni Trenta trasformò l’Istituto di Anatomia Patologica in uno dei centri scientifici più vivaci d’Europa.

Erano anni in cui nei laboratori torinesi si respirava modernità. Attorno ai microscopi di Levi si formò una generazione destinata a cambiare la storia della medicina mondiale. Poi arrivarono il fascismo, le leggi razziali, la guerra e molti di quei giovani scienziati furono costretti all’esilio, il loro talento finì per arricchire soprattutto gli Stati Uniti.

Salvador Luria, nato a Torino nel 1912 da famiglia ebraica sefardita, lasciò l’Italia per sfuggire alle persecuzioni razziali. Negli Stati Uniti divenne uno dei padri della biologia molecolare moderna. Il Nobel arrivò nel 1969 grazie agli studi sui batteriofagi e sui meccanismi genetici dei virus.

Diversa, ma altrettanto straordinaria, la vicenda di Rita Levi-Montalcini. Torinese, ebrea, costretta a lavorare in clandestinità durante il fascismo, allestì un piccolo laboratorio nella sua camera da letto continuando a studiare anche sotto i bombardamenti. Nel 1986 ricevette il Nobel per la scoperta del NGF, Nerve Growth Factor, destinata a rivoluzionare le neuroscienze. Con il tempo divenne una delle figure italiane più amate e conosciute nel mondo.

Renato Dulbecco, invece, arrivò a Torino da giovane studente e qui costruì la propria formazione scientifica. Dopo la guerra e la partecipazione alla Resistenza si trasferì negli Stati Uniti, dove sviluppò ricerche decisive sui virus tumorali; il Nobel gli venne assegnato nel 1975. Fu inoltre uno dei protagonisti del Progetto Genoma Umano.

Tre Nobel usciti dalla stessa scuola scientifica rappresentano un caso rarissimo nella storia accademica mondiale. Eppure Torino sembra non aver mai davvero valorizzato questo patrimonio. Certo, esistono targhe, ricordi, iniziative sporadiche, ma manca un luogo simbolico capace di raccontare ai cittadini e ai visitatori questa straordinaria stagione della scienza torinese. In una città che giustamente celebra il cinema con il Museo Nazionale del Cinema e l’automobile con il Museo Nazionale dell’Automobile, sorprende l’assenza di un museo dedicato alla ricerca scientifica contemporanea; non esiste, infatti, un centro permanente che raccolga documenti, fotografie, strumenti, lettere e testimonianze legate a Levi e ai suoi allievi, né esiste un itinerario urbano che racconti i luoghi della scienza torinese del Novecento.

Mentre molte città europee investono nella valorizzazione della conoscenza e dell’innovazione come elementi identitari, Torino avrebbe già una storia potente da raccontare: nn museo dedicato a Giuseppe Levi e ai suoi tre Nobel potrebbe diventare, infatti, non solo un omaggio alla memoria, ma anche un progetto culturale di grande richiamo.

Una città, soprattutto ricca e laboriosa come Torino, non vive soltanto dei suoi monumenti o delle sue piazze storiche, ma anche delle idee che ha saputo generare e nel Novecento, la prima Capitalia d’Italia, ha contribuito a cambiare il mondo anche attraverso la scienza.

Maria La Barbera

Violenza di genere: la Regione attiva percorsi per gli uomini che scelgono il recupero

/

Marina Chiarelli, assessore alle Pari opportunità: «Sostenere i percorsi gratuiti per gli uomini che scelgono volontariamente di chiedere aiuto significa investire concretamente nella prevenzione della violenza e nella costruzione di una cultura del rispetto e della responsabilità».

 

La Regione Piemonte rafforza il sostegno ai percorsi di prevenzione e recupero rivolti agli uomini autori di violenza, introducendo nei criteri di finanziamento dei CUAV una specifica dedicata alla gratuità dei percorsi per chi sceglie volontariamente di intraprendere un cammino di responsabilizzazione e cambiamento. La misura è contenuta nella delibera approvata dalla Giunta regionale relativa ai finanziamenti 2026 destinati ai CUAV (Centri per Uomini Autori di Violenza), per un importo complessivo di 518.563 euro. Nel dettaglio, una fetta importante di queste risorse – il 30% del totale, pari a 155.579 euro – sarà distribuita ai centri in base al numero di utenti assistiti gratuitamente nel corso del 2025.

Il finanziamento regionale terrà conto dei percorsi di recupero offerti a titolo gratuito in due casi specifici: la partecipazione volontaria dell’uomo (al di fuori di procedimenti giudiziari) oppure l’attivazione delle procedure del “Codice Rosso” nei casi in cui, per ragioni economiche, il percorso debba essere garantito gratuitamente dal CUAV.

«Contrastare la violenza significa certamente proteggere le donne, rafforzare i percorsi di tutela e sostenere la rete antiviolenza, ma significa anche lavorare sulla prevenzione e sulla responsabilizzazione. Per questo la Regione Piemonte ha scelto di riconoscere e sostenere il lavoro dei CUAV che garantiscono gratuitamente percorsi agli uomini che decidono volontariamente di mettersi in discussione e intraprendere un percorso di recupero. – dichiara Marina Chiarelli, assessore alle Pari opportunità della Regione Piemonte – Intervenire prima che la violenza degeneri significa costruire una cultura diversa delle relazioni, fondata sul rispetto, sulla consapevolezza e sulla capacità di chiedere aiuto. È una scelta che guarda alla sicurezza delle donne, ma anche alla necessità di agire sulle cause profonde della violenza. Abbiamo mantenuto invariati i criteri di finanziamento già adottati negli anni precedenti, introducendo soltanto una specifica richiesta dagli stessi Centri, per valorizzare un’attività che svolgono ogni giorno sul territorio e che rappresenta un presidio fondamentale di prevenzione sociale» conclude Chiarelli.

La Regione Piemonte conferma inoltre l’impianto dei criteri già adottati negli anni precedenti, mantenendo invariato il sistema di riparto e introducendo questa specifica su richiesta degli stessi Centri, nell’ambito del confronto avviato con il Tavolo regionale dei CUAV.