CRONACA

“Ti sciolgo nell’acido”: assolto ventenne

A Torino è stato assolto un ventenne finito a processo con l’accusa di stalking e lesioni ai danni della fidanzata minorenne. Tra gli episodi contestati vi era anche una frase minacciosa, “ti sciolgo nell’acido”, che, secondo quanto dichiarato dal giovane, sarebbe stata pronunciata durante un litigio senza alcuna reale intenzione di metterla in pratica.

La Procura aveva richiesto una condanna a due anni di reclusione, descrivendo l’imputato come un ragazzo geloso, con atteggiamenti aggressivi e possessivi. Il ventenne, difeso dagli avvocati Vittorio e Francesco Pesavento, ha invece respinto tutte le accuse.

In merito alle lesioni segnalate dalla ragazza, il giovane ha sostenuto di non sapere come si fossero verificate.

Moglie e figli in fuga da violenze: Tribunale dispone sorveglianza speciale a 50enne

Moglie e figli scappavano di notte dalle violenze del padre, rifugiandosi sulle panchine di un giardinetto vicino per mettersi in salvo: episodi ripetuti per un decennio.

Oggi il Tribunale di Torino ha accolto la proposta del Questore, presentata dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura: sorveglianza speciale per un 50enne che isolava la famiglia dal mondo esterno – definendo parenti e amici “cattivi” e vietando contatti – e usava in casa pistole e fucili soft air ad aria compressa, per cui è indagato per porto abusivo. I muri presentano fori di proiettili, mobili distrutti, e in un caso il figlio minorenne è stato costretto a recuperare cosce di pollo dal frigo per usarle come bersagli. Non ha risparmiato nemmeno la figlia maggiorenne, presentandosi sul suo posto di lavoro per farla licenziare.

Per questi comportamenti, il giudice ha disposto la sorveglianza speciale di un anno e sei mesi. L’uomo dovrà seguire prescrizioni rigide, un percorso di recupero per autori di violenza domestica e un programma di disintossicazione dall’alcol presso il Ser.D. Provvedimento di prevenzione per controllare spostamenti e attività di soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica.

VI.G

Il Comune di Rivoli si confronta con i cittadini sulla viabilità

La Città di Rivoli avvia una fase strategica di revisione del proprio sistema di mobilità urbana e apre un percorso di ascolto nei quartieri in vista dell’aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU). Un ciclo di incontri pubblici permetterà a cittadini e cittadine di segnalare criticità, bisogni e proposte legate agli spostamenti quotidiani.

La revisione del Piano nasce dalla consapevolezza che la viabilità cittadina è fortemente influenzata dai flussi di traffico provenienti dalla Val di Susa e dalla Val Sangone, che attraversano Rivoli ogni giorno. Per questo l’Amministrazione Comunale ha scelto di superare la logica degli interventi puntuali, adottando una visione complessiva e di sistema.

Gli incontri, che si svolgeranno nei diversi quartieri della città, vedranno la partecipazione dell’Assessore alla Viabilità Marco Tilelli insieme all’ Amministrazione e saranno un’occasione di confronto diretto su temi concreti come sicurezza stradale, traffico, parcheggi, percorsi pedonali e ciclabili, qualità della vita nei quartieri.

Il contributo dei cittadini sarà parte integrante del lavoro di aggiornamento del PGTU, lo strumento che orienta le scelte comunali in materia di circolazione, sosta e mobilità, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e rendere gli spostamenti più sostenibili e accessibili.

«Rivoli non può più essere considerata un semplice territorio di attraversamento», sottolinea l’Assessore alla Viabilità e alla Mobilità Sostenibile Marco Tilelli. «Serve una visione di medio-lungo periodo che coordini ogni aspetto della mobilità urbana. Per costruirla non ci baseremo solo su dati tecnici, ma anche sulla realtà vissuta ogni giorno dai cittadini: le loro segnalazioni ci aiuteranno a individuare le priorità di intervento e a rendere il Piano realmente efficace.»

Il percorso di revisione del PGTU, avviato nei mesi scorsi anche attraverso il questionario lanciato a dicembre 2025 in collaborazione con il Patto Zona Ovest, entra ora nella sua fase più operativa, con il coinvolgimento diretto dei cittadini e dei portatori di interesse.

Durante gli incontri sarà possibile portare all’attenzione dell’Amministrazione situazioni legate a attraversamenti pericolosi, velocità eccessiva, incroci critici, difficoltà di parcheggio, marciapiedi e percorsi poco sicuri, oltre a proposte migliorative per la mobilità quotidiana.

A seguire il calendario degli incontri:

-10 Febbraio 2026 (per i quartieri Borgo Uriola e Bastioni)
Comitato di Quartiere Borgo Uriola
Via T. Negro 12
-11 Febbraio 2026 (per il quartiere Posta Vecchia)
Comitato di Quartiere Posta Vecchia
Via Piave 25
-16 Febbraio 2026 (per i quartieri Maiasco e Fratelli Cervi)
Comitato di Quartiere Maiasco
Via Tevere 41/b
per i quartieri
-17 Febbraio 2026 (per i quartieri Borgo Nuovo e Centro Storico)
Comitato di Quartiere Borgo Nuovo
C.so de Gasperi, 20/A
-24 Febbraio 2026 (per i quartieri Piazza Repubblica e San Paolo)
Comitato di Quartiere Piazza Repubblica e Dintorni
Via Camandona 9/ A
-3 Marzo 2026 (per il quartiere Tetti Neirotti)
Comitato di Quartiere Tetti Neirotti
Oratorio Chiesa Tetti Neirotti
Via Santa Maria della Stella 5
-4 Marzo 2026 (per il quartiere Bruere)
Comitato di Quartiere Bruere

Via Bruere 282

Nord Astigiano rilancia progetto TPL Gruppo Imprese Chieresi

Dai Comuni arriva un nuovo impulso al progetto di studio e riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale promosso da GIC, Gruppo Imprese Chieresi, con l’obiettivo di raccogliere “dal basso” le reali esigenze della mobilità di cittadini, lavoratori, studenti e pendolari che si muovono per lavoro, studio e sanità, e costruire, a parità di risorse, un sistema di TPL più efficiente ed efficace.

Su stimolo del Comune di Castelnuovo Don Bosco, grazie all’iniziativa del sindaco Umberto Musso, seguendo l’esempio di Villanova d’Asti, primo Comune ad aver formalmente aderito e stanziato la propria quota d’adesione al progetto, una dozzina di amministrazioni del Nord Astigiano e della collina Chierese hanno deciso di affrontare un percorso condiviso per aggiornare e rendere concreta la proposta di organizzazione del TPL, fondata su un’analisi scientifica sui flussi di mobilità. All’incontro svoltosi il 3 febbraio scorso, oltre a Castelnuovo Don Bosco e Villanova d’Asti (in collegamento), hanno partecipato Sindaci dei comuni di Albignano, Aramengo, Bergamo San Pietro, Bittigkuera d’Asti, Capriglio, Cerreto d’Asti, Moransengo-Tonengo, Passerano Marmorito, Pino d’Asti, Piovan Massaia e Valfenera. Presenti in ascolto anche la Provincia di Asti con consigliere delegato ai trasporti Davide Migliasso e l’Agenzia della Mobilità Piemontese.

“L’obiettivo dello studio è semplice ma ambizioso, capire come oggi si muovano davvero le persone – ha spiegato Dario Kafaie, presidente del GIC – non chiediamo più risorse, ma un TPL disegnato sulle reali esigenze delle persone. Se la mobilità non è comoda o funzionale, le persone non vengono a lavorare sul territorio, i giovani se ne vanno, le imorese fanno fatica a restare o a crescere. Si tratta di un circolo vizioso che possiamo spezzare solo con una visione condivisa”.

Villanova d’Asti è stato il primo ente a approvare formalmente il progetto, stanziando la quota relativa al proprio Comune.

“Abbiamo aderito perché è fondamentale raccogliere informazioni che oggi nessuno possiede sulle necessità dei nostri cittadini e degli utenti del Trasporto Pubblico Locale  – ha sottolineato il Sindaco Roberto Peretti – annunciando di aver programmato a metà febbraio una prima riunione operativa per l’avvio della raccolta dati. Mi auguro che il nostro territorio riesca a muoversi in modo coeso, perché più siamo e più lo studio può essere accurato e preciso”.

Il valore scientifico del progetto è affidato al coordinamento di Cristina Pronello, esperta internazionale di mobilità e docente del Politecnico di Torino.

“Non si tratta di una spesa ma di un investimento – spiega Cristina Pronello – non si possono pianificare i trasporti a naso, senza dati si producono servizi vuoti e si sprecano risorse pubbliche. Per questo abbiamo previsto una prima fase di raccolta e analisi, per poi approdare a una risposta concreta di riorganizzazione del TPL. Il tutto è modulabile in base al numero dei Comuni aderenti, anche se più il perimetro è ampio e più il quadro che ne emergerà potrà risultare efficacie”.

“Dopo un anno di attesa, è arrivata, nostro malgrado, una risposta negativa – ha spiegato Kafaie – che ha fatto emergere il rammarico per la mancata adesione del comune di Chieri, epicentro naturale dei flussi di pendolarismo dell’area. Si tratta di una scelta legittima che rispettiamo, in quanto espressione autonoma di un’Amministrazione nel ridefinire le proprie priorità, ma che non condividiamo. Chieri è grande se si occupa anche dell’ultimo Comune del suo bacino. Ha un ruolo che comporta responsabilità politiche e una visione territoriale ampia: rinunciare a strumenti di analisi condivisi significa arretrare nella funzione di leadership naturale, limitandosi a una prospettiva autoreferenziale. A nostro giudizio, la citta deve tornare a essere motore e punto di riferimento, assumendo decisioni che guardino alla sviluppo del territoriale e non solo a interventi puntuali e simbolici”.

“Questo progetto rimane prioritario per l’ecosistema Chierese – conclude Kafaie – scegliere di non finanziare lo studio dei flussi rischia di limitare la possibilità di progettare interventi coordinati, ottimizzati e rispondenti ai bisogni reali. La competitività di un territorio non si improvvisa, ma si costruisce sulla base di dati e conoscenze di una visione di insieme”.

Il Gruppo Imprese Chieresi ha inoltre ribadito la volontà di fare la propria parte, valutando la creazione di un fondo dedicato a sostenere un quota del progetto, sgravando i piccoli Comuni, e continuando a unire istituzioni e imprese intorno a una visione condivisa.

Mara Martellotta

Furgoncino contro auto a Leini: scappa senza prestare soccorso

Furgoncino si schianta contro un’auto: il conducente scappa senza prestare soccorso, ferita l’altra conducente. È successo a Leini in via Benna; il camioncino di una Fiat Fiorino ha urtato contro una Peugeot la cui conducente, 50enne, è rimasta ferita. Fortunatamente le sue condizioni non sono gravi ma è stata dimessa dall’ospedale di Cirié con una prognosi riservata di tre settimane.

L’uomo a bordo del furgoncino è fuggito via senza prestare i soccorsi alla donna ed è stato braccato fino alla periferia della città, riuscendo nuovamente a scappare, abbandonando il mezzo. Dagli accertamenti della polizia locale si è risaliti al proprietario del mezzo: sprovvisto di patente valida e con il furgone privo di revisione. Sono in corso le indagini per chiarire se quest’uomo fosse il conducente effettivo durante l’accaduto.

VI.G

Vent’anni di Metropolitana: come è cambiato il volto di Torino

 

Torino celebra i vent’anni della Linea 1 della metropolitana, l’opera che ha segnato una svolta nella mobilità urbana della città. L’inaugurazione risale al 4 febbraio 2006, alla vigilia delle Olimpiadi Invernali, quando entrò in funzione la tratta Fermi–XVIII Dicembre, portando nel capoluogo piemontese la prima metropolitana automatica d’Italia. Un progetto avviato negli anni Novanta e sostenuto dai finanziamenti della Legge Obiettivo che, a distanza di due decenni, si è affermato come infrastruttura strategica per lo sviluppo del territorio.

I numeri ne confermano il ruolo centrale: in vent’anni di esercizio la Linea 1 ha trasportato complessivamente oltre 635 milioni di passeggeri, raggiungendo il massimo storico di 42 milioni di utenti nel 2019. Dati che la collocano come asse portante del trasporto pubblico torinese.

Gli effetti si riflettono anche sulla città in superficie. Lungo il tracciato della metropolitana il traffico veicolare si è ridotto del 13% tra il 2011 e il 2022, con una diminuzione che arriva al 42% su corso Francia. In termini assoluti, ogni anno circa 12.600 veicoli in meno percorrono uno dei principali assi urbani, con ricadute positive sulla qualità dell’aria e sulla vivibilità dei quartieri interessati. La linea ha inoltre rafforzato il collegamento tra il centro e la prima cintura ovest e sud, accompagnando i processi di riconversione di ex aree industriali in nuovi insediamenti residenziali e universitari.

Accanto alla funzione di trasporto, la metropolitana ha sviluppato una dimensione culturale e sociale. Il progetto Museo nel Metrò, curato da Ugo Nespolo, ha trasformato le stazioni in spazi narrativi dedicati alla storia e all’identità cittadina. Centrale, fin dalla fase progettuale, è stata anche l’attenzione all’accessibilità: il confronto con le associazioni ha portato alla realizzazione di stazioni prive di barriere architettoniche, dotate di ascensori, percorsi tattili e sistemi di sicurezza.

I lavori hanno restituito alla città anche importanti testimonianze archeologiche, come la necropoli longobarda emersa durante gli scavi, un ritrovamento di rilievo internazionale. Oggi, a vent’anni dalla prima corsa, la Linea 1 continua a evolversi. Con l’estensione verso Cascine Vica e l’aggiornamento ai sistemi digitali per treni più capienti, Torino guarda al futuro della mobilità sostenibile partendo da risultati consolidati. L’infrastruttura avviata vent’anni fa si conferma così un patrimonio centrale per la città, rendendola più moderna, connessa e vivibile.

TorinoClick

Scritte a Palazzo Nuovo: Bernini posta foto choc

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“Queste sono alcune delle immagini comparse negli spazi occupati dell’Università di Torino alla vigilia della manifestazione a sostegno di Askatasuna di sabato scorso. Non si tratta soltanto di uno sfregio di spazi pubblici né di una grave offesa alla comunità accademica torinese e all’intero sistema universitario italiano”. Così su X il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. “Queste immagini – continua – rappresentano un manifesto politico esplicito: la violenza elevata a metodo di azione, l’aggressione alle forze dell’ordine rivendicata come pratica politica, l’attacco allo Stato come forma di eversione e la negazione stessa delle istituzioni democratiche. Di fronte a fatti di questa gravità, la sola condanna non è più sufficiente. Il Ministero dell’Università e della Ricerca, in pieno sostegno all’Università di Torino – annuncia Bernini -, intende presentare denuncia per individuare e perseguire i responsabili di questo gesto inaccettabile. L’Università è e deve restare un luogo di libertà, di confronto e di rispetto. La violenza non è un’opinione”.

Nuovo volo diretto Torino – Palermo con Wizz Air

La seconda compagnia aerea in Italia per quota di mercato amplia l’offerta con un nuovo collegamento operato da maggio tutti i giorni, che rafforza la connettività strategica tra il Piemonte e l’isola.

 

Caselle Torinese, 4 Febbraio 2026 – Wizz Air, seconda compagnia aerea in Italia per quota di mercato, annuncia oggi una nuova importante tappa della sua espansione: il nuovo collegamento diretto tra Torino e Palermo. La compagnia introduce così una rotta che punta a rendere il capoluogo piemontese sempre più connesso con le eccellenze del Sud Italia.

Torino – cuore tecnologico e industriale d’Italia – e Palermo, centro nevralgico degli scambi nel Mediterraneo, due perle Italiane diverse ma accomunate da secoli di storia. Il nuovo volo quotidiano crea un comodo collegamento tra due città meravigliose, permettendo al tessuto produttivo piemontese di dialogare senza sosta con quello siciliano, e viceversa.

Il nuovo volo è dunque una risposta strategica alla crescente domanda di mobilità di un territorio, quello piemontese, che ricerca collegamenti efficienti e convenienti verso le maggiori città siciliane. La rotta sarà operata tutti i giorni a partire dal 4 maggio 2026, garantendo una copertura costante, ideale sia per chi viaggia per impegni professionali tra i due poli industriali, sia per i turisti alla ricerca delle bellezze artistiche e culinarie di Palermo. I biglietti sono già disponibili su wizzair.com e sull’app ufficiale WIZZ, con tariffe a partire da €14,99.

L’avvio di questa rotta conferma l’impegno di Wizz Air nel mercato italiano, dove opera con una flotta di Airbus A321neo di ultima generazione. Questi aeromobili, i più moderni e tecnologicamente avanzati della categoria, permettono di offrire un servizio puntuale migliorando l’esperienza di viaggio e riducendo l’emissione sonore e di CO2[1]. L’operazione non solo arricchisce le opzioni di viaggio per i passeggeri, ma genera un indotto positivo per l’economia locale, confermando l’aeroporto di Torino come un asset strategico per lo sviluppo del Nord-Ovest.

Salvatore Gabriele Imperiale, Corporate Communications Manager di Wizz Air, ha dichiarato: “L’apertura della rotta Torino-Palermo rappresenta per noi un traguardo importante nel percorso di espansione in Italia. Abbiamo voluto rispondere concretamente alla grande richiesta di mobilità del territorio piemontese, offrendo un collegamento quotidiano che punta tutto sulla comodità e sull’efficienza dei nostri Airbus A321neo. Non stiamo solo annunciando una nuova rotta, ma stiamo gettando un ponte stabile tra le Alpi e il cuore della Sicilia, rendendo i viaggi tra queste due realtà finalmente diretti, semplici e alla portata di tuttiLet’s Wizz, Torino“.

Andrea Andorno, Amministratore Delegato di Torino Airport ha commentato: “Siamo molto felici che Wizz Air avvii il nuovo collegamento per Palermo, andando ad ampliare la sua offerta di voli nazionali da Torino. Sappiamo che la domanda per questa destinazione è molto elevata e questo nuovo collegamento consentirà ai nostri passeggeri una maggiore flessibilità di orari e giorni di viaggio a prezzi vantaggiosi”.

Con l’aggiunta di questa nuova rotta, la compagnia aerea porta a 10 il numero di rotte operate verso7 paesi. Il volo Palermo-Torino si inserisce così nel novero delle destinazioni offerte dal capoluogo piemontese, che ad oggi comprende collegamenti verso Albania (Tirana), Ungheria (Budapest), Italia (Catania), Moldavia (Chișinău), Polonia (Varsavia), Romania (Bucarest Băneasa, Iași e Bucarest Otopeni) e Regno Unito (Londra Luton).

Dal punto di vista operativo, Torino rappresenta uno scalo molto importante per la compagnia: dall’avvio delle operazioni nel 2014 sono stati trasportati quasi 3 milioni di passeggeri in totale. Solo lo scorso anno, i passeggeri prenotati da e per il capoluogo piemontese hanno superato quota 458 mila, a fronte di una capacità complessiva offerta di oltre 485 mila posti, a conferma della solidità della domanda e del ruolo dell’aeroporto nel network della compagnia.

Questo nuovo collegamento si inserisce in una fase di forte sviluppo di Wizz Air sul mercato italiano, sostenuta dalla riapertura della base di Palermo e dai continui investimenti lungo tutta la penisola: un percorso che consente oggi alla compagnia di raggiungere una quota di mercato di oltre il 10% e di posizionarsi come seconda compagnia aerea in Italia.

Nel 2025 Wizz Air ha trasportato oltre 21 milioni di passeggeri in Italia (+8% vs 2024) e operato più di 92.000 voli; nel 2026 opererà su 26 aeroporti italiani offrendo oltre 27 milioni di posti (+20% vs 2025) e pianificando oltre 120.000 voli. Con 33 aeromobili basati durante l’anno e quasi 280 rotte attive verso oltre 30 Paesi, l’Italia si conferma il principale mercato della compagnia per passeggeri trasportati a livello internazionale.

 

INFORMAZIONI SULLA ROTTA

ROTTE FREQUENZA A PARTIRE DA PRIMO VOLO
TORINO – PALERMO Tutti i giorni 14,99€ 4 maggio 2026

Il “Giorno del Ricordo”. Le iniziative a Chieri

Commemorazione delle vittime al “Parco della Rimembranza” e un Convegno alla “Biblioteca Civica”

Lunedì 9 e martedì 10 febbraio

Chieri (Torino)

“L’istituzione del ‘Giorno del Ricordo’, votata a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano, ha contribuito a riconnettere alla storia italiana quel capitolo tragico e trascurato, a volte persino colpevolmente rimosso. La memoria storica è un atto di fondamentale importanza per la vita di ogni Stato, di ogni comunità. Ogni perdita, ogni sacrificio, ogni ingiustizia devono essere ricordati. Troppo a lungo ‘foiba’ e ‘infoibare’ furono sinonimi di occultamento della storia. La memoria delle vittime deve essere preservata e onorata. Naturalmente – dopo tanti decenni e in condizioni storiche e politiche profondamente mutate – perderebbe il suo valore autentico se fosse asservita alla ripresa di divisioni o di rancori”Sergio Mattarella dixit.

L’Amministrazione civica chierese si affida alle parole, sempre misurate e di profonda etica intensità, del nostro Presidente della Repubblica per presentare le iniziative programmate a Chieri a celebrazione, il prossimo martedì 10 febbraio, del cosiddetto “Giorno del Ricordo”. Il ‘Giorno’ istituito dal “Parlamento italiano” (con legge 30 marzo 2004 n.92) per commemorare le tante vittime delle “foibe” – quelle terribili cavità carsiche dove furono gettati (spesso dopo essere stati torturati) migliaia di italiani (militari e civili) da parte dei partigiani slavi fra il 1943 e il 1945 – e l’“esodo” degli italiani di IstriaFiumeDalmazia e Venezia Giulia sotto la feroce occupazione dei comunisti jugoslavi. Eventi di disumana tragicità avvenuti durante e dopo il secondo conflitto mondiale al “confine orientale” della nostra penisola (in particolare, a seguito del “Trattato di Pace” di Parigi del 10 febbraio 1947, di qui la data fissata per l’annuale commemorazione, che assegnò gran parte di questi territori alla Jugoslavia); eventi su cui mai avrà da ergersi il muro dell’oblio, mantenendone invece viva la memoria, onorando le vittime (giustiziate, “infoibate” o morte di stenti nei campi di prigionia comunisti) e, soprattutto, promuovendo la conoscenza di quanto accaduto fra le nuove generazioni.

Ecco dunque gli eventi programmati a Chieri per martedì 10 febbraio, anticipati da un incontro storico-letterario il giorno precedente, lunedì 9 febbraio.

Martedì 10 febbraio, il Sindaco Alessandro Sicchiero e il Presidente del Consiglio comunale Federico Ronco presenzieranno, alle 10, al “Parco della Rimembranza” (viale Caduti Senza Croce), alla cerimonia commemorativa organizzata in collaborazione con l’“Associazione Veneti Chieresi” e l’“Associazione Nazionale Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra – ANFCDG”.

Lunedì 9 febbraioalle 21, alla “Biblioteca Civica” (via Vittorio Emanuele II, 1) lo storico Claudio Vercelli presenterà il libro “Capire le foibe” (Edizioni del Capricorno). Partendo dai dati assodati e da una riflessione critica lontana da pregiudizi ideologici, lo storico torinese descriverà e analizzerà con il rigore della ricerca storica le tragiche e complesse vicende che si sono svolte lungo il “confine orientale” tra il 1943 e l’immediato dopoguerra, per offrire ai lettori “diverse chiavi di lettura su una più ampia vicenda che chiama in causa l’identità italiana”. Obiettivo del libro: cercare di mettere chiarezza sulla tanto dibattuta questione delle “foibe”, rivedendo antefatti, fatti e conseguenze sotto la luce della veridicità storica.

g.m.

Nelle foto: Locandina “Giorno del Ricordo”; Claudio Vercelli; Cover “Capire le foibe” (Edizioni del Capricorno)

A Torino il primo software con l’AI aiuta i medici a curare i tumori in modo più sicuro

All’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino arriva una nuova tecnologia che aiuta i medici a curare alcuni tumori del fegato in modo più preciso e sicuro, senza ricorrere alla chirurgia tradizionale.
Nel Dipartimento di Radiodiagnostica e Radiologia Interventistica (diretto dal professor Paolo Fonio) è stato introdotto un innovativo software basato su intelligenza artificiale, chiamato Ablation-Fit (RAW Srl), che serve a verificare subito se un tumore è stato trattato in maniera completa.
È la prima volta che questo sistema viene integrato nella pratica quotidiana in un ospedale pubblico italiano.
Come funziona
In alcuni casi, i tumori – in questo caso quelli del fegato – possono essere trattati con una tecnica denominata termoablazione.
Il medico inserisce un ago molto sottile direttamente nel tumore e lo distrugge usando il calore, guidato da ecografia o TAC. È un intervento mininvasivo, cioè meno traumatico per il paziente, che solitamente può tornare a casa già il giorno dopo la procedura.
«Il nuovo software entra in gioco immediatamente dopo l’intervento» spiega il professor Marco Calandri. «Confronta le immagini radiologiche prima e dopo il trattamento, anche con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, e aiuta il medico a capire se tutto il tumore è stato eliminato completamente e se è stato trattato con un margine di sicurezza adeguato».
Più precisione e più sicurezza
«La termoablazione è una cura sempre più utilizzata per i tumori del fegato e per le metastasi epatiche» spiega il dottor Carlo Gazzera. «Proprio per questo è importante avere strumenti che permettano di controllare in modo chiaro e oggettivo il risultato dell’intervento».
Grazie a questa tecnologia, i medici possono ora usare un linguaggio comune e standardizzato per valutare l’efficacia del trattamento, migliorando sia la cura dei pazienti sia la ricerca scientifica.
Un ospedale che guarda al futuro
«Questo software rappresenta un vero passo avanti. L’intelligenza artificiale ci aiuta a essere più precisi e ad offrire cure sempre migliori» spiega il professor Paolo Fonio. «Prima di questo software, il controllo dell’intervento si basava unicamente sulla valutazione visiva del radiologo interventista e talvolta bisognava aspettare una nuova TAC a 40 giorni per essere sicuri di aver trattato completamente il tumore. Il software permette di effettuare queste valutazioni con misurazioni precise subito dopo l’intervento, consentendo eventualmente di completare il trattamento nella medesima seduta, con risparmio di tempo e stress per il paziente e riduzione dei costi di un eventuale successivo ricovero».
La Città della Salute collabora già con alcuni dei più importanti Centri oncologici internazionali, quali l’MD Anderson Cancer Center di Houston, per sviluppare e migliorare queste tecniche.
L’implementazione di Ablation-Fit si inserisce nella strategia più ampia della Città della Salute e della Scienza di Torino volta a garantire ai pazienti cure sempre allineate alle migliori evidenze scientifiche ed alle tecnologie più avanzate. «La CDSS è determinata ad erogare trattamenti al massimo livello possibile» afferma il dottor Livio Tranchida (Direttore generale CDSS). «Oltre al singolo caso clinico, è fondamentale puntare ad uno standard qualitativo elevato e costante per tutti i pazienti. L’installazione di questo software rappresenta una prova concreta di questo impegno e di come l’intelligenza artificiale possa già oggi avere un impatto reale nella pratica clinica quotidiana».
Con questa innovazione, la Città della Salute e della Scienza di Torino si conferma un punto di riferimento nazionale per la radiologia interventistica e per l’uso dell’intelligenza artificiale in sanità.