Polizia di Stato alla festa di Collegno
Bardonecchia: Rochemolles, al via lo svaso della diga
IMPIANTO IDROELETTRICO DI BARDONECCHIA
Una grande sinergia tra Enel, Comune e SMAT garantisce l’acqua alla Val Susa grazie a una condotta alternativa d’urgenza
Bardonecchia (TO) – Sono partite le operazioni di svuotamento completo della grande diga di Rochemolles, situata nel territorio comunale di Bardonecchia a circa 2.000 metri di quota. L’intervento, non più differibile, si è reso necessario per risolvere in via definitiva un problema impiantistico a uno dei due scarichi di fondo della struttura, emerso nel corso di un’ispezione dell’Ufficio Territoriale Dighe del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).
Il bacino di Rochemolles è un’infrastruttura vitale non solo per la produzione di energia pulita, ma anche per l’approvvigionamento idrico del territorio: dal 2019, infatti, l’acqua raccolta è concessa per uso plurimo alla SMAT (Società Metropolitana Acque Torino) per la gestione dell’acquedotto della Val Susa, servendo i comuni della valle fino alle porte di Torino. L’acqua presente, dopo essere stata utilizzata per produrre energia pulita nell’impianto Enel, viene convogliata verso il potabilizzatore dell’acquedotto, ricavato proprio all’interno dello storico edificio della vecchia centrale.
Per poter riparare lo scarico danneggiato, l’autorità ministeriale ha prescritto lo svaso totale della diga. Enel, in stretta collaborazione con le istituzioni locali, ha cercato fin da subito di pianificare i lavori riducendo al minimo i disagi per la popolazione, scontrandosi dovendo fronteggiare tuttavia conla complessità tecnica, le caratteristiche geofisiche del materiale sedimentato all’interno dell’invaso e l’imprevedibilità del meteo d’alta quota.
L’intervento di svaso è stato programmato e avviato in più fasi successive, subendo tuttavia diverse interruzioni. Alle problematiche iniziali legate all’ostruzione degli scarichi per il movimento dei sedimenti di fondo — che hanno richiesto una complessa campagna di dragaggio — si sono aggiunte, neltentativo successivo, severe avversità meteoclimatiche che hanno reso impraticabile l’area di cantiere per i mezzi pesanti.
La scelta di intervenire in estate è stata un’alternativa obbligata: dopo il fallimento dei tentativi invernali a causa di maltempo e ostruzioni, la bella stagione è rimasta l’unica finestra climatica sostenibile per garantire una logistica più semplice e l’uso di mezzi adeguati, oltre che un’idraulicità adeguata che consenta di intervenire nella parte più depressa dello sbarramento
Si è trattato comunque di un forte compromesso, poiché l’estate comporta rischi opposti rispetto all’inverno, come la gestione dell’acqua potabile nel momento di massimo consumo e di possibile minor apporto, l’interferenza con il turismo ed il possibile verificarsi di bombe d’acqua.
Proprio per azzerare il rischio di lasciare i rubinetti a secco nel momento di massimo consumo dell’anno, Enel, SMAT e il Comune di Bardonecchia hanno studiato e messo in campo una soluzione ingegneristica straordinaria. Il flusso d’acqua destinato al potabilizzatore della valle non arriverà solo dalla diga di Rochemolles, ma verrà temporaneamente deviato da un altro impianto Enel presente sullo stesso territorio comunale.
Per rendere possibile questo bypass e mettere in sicurezza la rete idrica, SMAT ha completato a tempo di record la posa di una nuova tubazione dedicata lunga circa 1,5 chilometri.
Considerata l’urgenza dei lavori alla diga e l’importanza di sfruttare la finestra meteo favorevole, il Comune di Bardonecchia ha già emesso un’ordinanza di massima urgenza per consentire l’avvio del cantiere. Enel, SMAT e l’Amministrazione Comunale manterranno attivo un tavolo di coordinamento permanente per monitorare giorno per giorno l’andamento dei flussi idrici e garantire la perfetta riuscita dell’intervento a tutela della sicurezza e dei servizi della Val Susa.
Sopralluogo del Sindaco al cantiere
Il sindaco Stefano Lo Russo ha visitato il cantiere del Borgo Medievale, dove si avviano a conclusione gli interventi di restauro e rifunzionalizzazione.
I lavori, affidati a SCR Piemonte S.p.A., si inseriscono nel più ampio progetto “Torino, il suo parco, il suo fiume: memoria e futuro” e sono stati finanziati con fondi del PNC – Piano Nazionale per gli investimenti Complementari al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per un valore complessivo di 6 milioni di euro, andando a sommarsi ad interventi di manutenzione straordinaria precedentemente già finanziati con fondi del Ministero della Cultura e della Città per altri 2,8 milioni. Obiettivo è rendere gli spazi del Borgo più funzionali e accessibili, con particolare attenzione al superamento delle barriere architettoniche, alla riqualificazione energetica e all’efficienza impiantistica del complesso, conservando e valorizzando gli elementi architettonici delle strutture originarie.
Gli interventi, iniziati nel marzo 2024, hanno superato il 90% dello stato di avanzamento e si concluderanno alla fine del mese dopo gli ultimi interventi di completamento e finitura. Il collaudo è previsto entro fine anno. A queste opere seguiranno altri due lotti di lavori con l’obiettivo di restituire completamente rinnovato l’intero complesso. Per la gestione e la rifunzionalizzazione dell’intero complesso del Borgo Medievale la Città ha ricevuto una proposta di partenariato speciale pubblico-privato (ai sensi dell’art. 134 del Dlgs 36/2023) presentata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso la società XKÉ? ZEROTREDICI che è stata ritenuta di interesse pubblico dall’amministrazione e che sta proseguendo l’iter tecnico amministrativo previsto.
“La strategia dell’amministrazione – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – mira a inserire il Borgo Medievale in un ecosistema culturale integrato nel Parco del Valentino, in sinergia con la nuova Biblioteca Civica, il Teatro Nuovo e gli spazi del Politecnico dedicati alla ricerca. Su questa area abbiamo investito una quantità rilevante di risorse europee, oltre 160milioni di euro, consapevoli che potranno rafforzare la sua importante vocazione locale, di servizio alla comunità, ma generare anche nuova attenzione da parte di un turismo culturale e sostenibile in costante crescita. Generazioni di torinesi hanno passeggiato almeno una volta qui, tra le botteghe del Borgo Medievale, e il nostro obiettivo è far sì che torni un luogo del cuore, conservando la sua storia e la sua bellezza e arricchendosi di nuove funzioni”.
Nello specifico, le opere hanno riguardato il completamento del restauro di Casa d’Ozegna, la riqualificazione e l’efficientamento energetico degli spazi dell’ex ristorante San Giorgio, la rifunzionalizzazione degli spazi di Casa di Mondovì, con destinazione d’uso a caffetteria e locali cucina, di Casa di Pinerolo e Casa di Chieri, il restauro dei locali di Casa di Malgrà e Casa di Borgofranco e la ripavimentazione della via Maestra che avrà una pavimentazione in calcestre, in continuità con la riqualificazione del suolo del Parco del Valentino e più fedele al piano di camminamento in ghiaia previsto in occasione della edificazione del Borgo nel 1884.
Il progetto ha previsto inoltre la razionalizzazione delle reti impiantistiche, nuovi impianti elettrici con una nuova illuminazione della via Maestra e il collegamento degli edifici del Borgo all’energia rinnovabile geotermica.
Il restauro del Borgo Medievale si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’area del Valentino, con la riqualificazione del Parco del Valentino, la riqualificazione del Teatro Nuovo e la nascita della nuova Biblioteca Civica Centrale, con l’obiettivo di restituire alla città spazi rinnovati, accessibili e più efficienti, nel rispetto del valore storico e architettonico di uno dei complessi più riconoscibili del patrimonio cittadino.



TorinoClick
L’elicottero Drago e il reparto sommozzatori giunti da Torino, oltre ai soccorsi su posto non sono riusciti a salvare un 32enne torinese tuffatosi ieri da un pedalò nelle acque del lago di Viverone. Quella che sembrava una normale domenica estiva si è trasformata in una giornata tragica. La vittima era a bordo di un pedalò noleggiato insieme con due amici per un’escursione sul lago. Una volta tuffatosi l’uomo non è più riemerso. Il corpo è stato ritrovato dopo un’ora.
Un balcone affacciato su piazza San Carlo a Torino, da anni diventa tribuna civile. La signora Nelida, 83 anni, non è nuova a questo genere di iniziative. Dal suo attico che affaccia sul salotto buono della città ha già esposto striscioni con messaggi come “Viva il Papa”, “Viva la Costituzione” e “Viva Mattarella”, scegliendo di intervenire nel dibattito pubblico quando ritiene che le circostanze lo richiedano.
Ora è ricomparso proprio lo striscione dedicato al Presidente della Repubblica, alla luce della recente vicenda del gioielliere Roggero e della richiesta di grazia che ha riacceso il confronto politico e mediatico.
Rimane in carcere Luigi Soffrano, di 51 anni, arrestato per l’omicidio di Antonio Greco, 79 anni. L’uomo è stato accoltellato a morte in strada a Collegno, la sera del 16 luglio, mentre il figlio Luciano, 52 anni, non autosufficiente è rimasto ferito. Il delitto era scaturito da un litigio dopo un attraversamento della strada, mentre Soffrano arrivava in auto. Soffrano, difeso dall’avvocata Cristina Maja, è comparso nelle scorse ore davanti alla giudice Ombretta Vanini e ha risposto alle domande dell’interrogatorio di garanzia. Il fermo per omicidio volontario aggravato dai futili motivi è stato convalidato e l’uomo rimarrà in carcere.
Per chi crede nelle istituzioni e nel valore del servizio al bene comune
«Esprimo il mio più profondo cordoglio per la scomparsa del Comandante Alfa, tra i fondatori del Gruppo di Intervento Speciale dell’Arma dei Carabinieri e figura simbolo del servizio allo Stato. Il Comandante Alfa ha rappresentato, per intere generazioni, un esempio di coraggio, professionalità, riservatezza e assoluta dedizione alle istituzioni. La sua straordinaria carriera, segnata da numerose operazioni a tutela della sicurezza del Paese, lascia un’eredità morale di altissimo valore. Ho avuto l’onore di incontrarlo personalmente e di apprezzarne non solo le eccezionali qualità professionali, ma anche la grande umanità e la semplicità con cui sapeva trasmettere il valore del servizio, della legalità e dell’amore per l’Italia. Alla famiglia, all’Arma dei Carabinieri e a tutti coloro che hanno condiviso con lui il percorso umano e professionale rivolgo le mie più sentite condoglianze. Il suo esempio continuerà a essere un punto di riferimento per chi crede nelle istituzioni e nel valore del servizio al bene comune», così in una nota il Consigliere regionale Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML) a seguito della scomparsa del Comandante Alfa, uno dei fondatori del GIS e Carabiniere più decorato d’Italia.