CRONACA

Kolam, quando la matematica nasce dai gesti quotidiani

La mostra “Kolam: un’arte effimera delle donne dell’India meridionale” è ospitata per la prima volta in Italia all’Università di Torino. Ne parliamo con Marina Marchisio Conte, responsabile scientifica del progetto Edvance Digital Education Hub.

Come è nata l’idea di questa mostra?
L’idea nasce all’interno del progetto di Ateneo Edvance Digital Education Hub, che ha l’obiettivo di rendere accessibile a tutte e tutti una formazione di alta qualità attraverso oltre 300 MOOC su temi attuali, dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità. In questo contesto abbiamo sviluppato il corso online “Etnomatematica. Dalle pratiche socioculturali al pensiero astratto”, insieme ad Anna Fino, Mario Valenzano ed Elena Scalambro. La collaborazione di ricerca con la curatrice Claudia Silva ci ha poi permesso di fare un passo in più: portare questi contenuti fuori dallo schermo, in uno spazio fisico, trasformandoli in un’esperienza visiva e immersiva. La mostra nasce proprio da questo incontro tra ricerca, didattica e divulgazione.

Che cos’è l’etnomatematica?
È un modo diverso di guardare alla matematica. Non come una disciplina astratta e universale, ma come un sapere che nasce e si sviluppa dentro le culture, nei gesti, nelle pratiche quotidiane. L’etnomatematica studia proprio questo: le idee matematiche incorporate nelle attività umane, dalle tecniche di costruzione alle modalità di contare, dai giochi tradizionali ai sistemi simbolici. Ci aiuta a capire che la matematica non è solo quella dei libri, ma anche quella che le persone fanno, spesso senza chiamarla così. Ed è uno strumento potente per rendere l’apprendimento più inclusivo, perché valorizza punti di vista diversi.

E i kolam cosa rappresentano?
I kolam sono un esempio straordinario di questa matematica “vissuta”. Sono disegni geometrici realizzati ogni giorno, soprattutto dalle donne nel sud dell’India, davanti alle proprie case. A prima vista possono sembrare semplici decorazioni, ma in realtà racchiudono strutture molto complesse: simmetrie, pattern, logiche combinatorie. Sono effimeri,vengono cancellati e rifatti ogni giorno, ma proprio per questo raccontano una matematica dinamica, che si trasmette attraverso la pratica, la memoria e la creatività. E allo stesso tempo hanno un valore simbolico e sociale: parlano di accoglienza, di comunità, di relazione tra esseri viventi.

Su cosa ci invita a riflettere questa mostra?
La mostra apre nuove prospettive sul rapporto tra sapere e cultura, tra tradizione e innovazione, invitandoci a ripensare la matematica come parte della vita quotidiana e non come sapere astratto e universale. Ma pone anche una riflessione importante sul tema del genere: sono soprattutto bambine e donne a realizzare i kolam, proprio quelle che ancora oggi, in molti contesti, incontrano ostacoli nell’accesso all’istruzione. Eppure, attraverso queste pratiche, custodiscono e trasmettono saperi complessi.

MARIA LA BARBERA

Bando di contributi per la valorizzazione dei piccoli Comuni

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Torna per il terzo anno consecutivo il bando di Città metropolitana di Torino rivolto ai Comuni con popolazione inferiore ai 10mila abitanti per supportare i progetti di valorizzazione del territorio: i contributi sono previsti a sostegno di eventi, attività, manifestazioni, progetti per promuovere la conoscenza del patrimonio storico, artistico, culturale ed enogastronomico.
“Torniamo a destinare risorse per aiutare sindache e sindaci impegnati a consolidare e valorizzare l’identità locale. Gli eventi di promozione locale rappresentano l’anima del territorio nelle piccole comunità e meritano di essere sostenuti” sottolinea il vicesindaco di Città metropolitana di Torino Jacopo Suppo. I contributi previsti in totale ammontano a 100mila euro e saranno destinati a seconda della dimensione economica del progetto presentato.
Le iniziative dovranno essere attuate e rendicontate entro il 31 dicembre 2026.
Le domande da parte dei Comuni dovranno essere presentate entro il 20 aprile 2026 esclusivamente tramite posta elettronica certificata PEC a protocollo@cert.cittametropolitana.torino.it
La documentazione è online

Nursing Up: «Se il trasferimento è “nuovo”, chiarire il metodo»

Nella consueta nota domenicale di aggiornamento, l’assessore regionale alla sanità Federico Riboldi ha annunciato l’attivazione di “tre nuovi reparti” tra le strutture torinesi. Una definizione che, alla prova dei fatti, lascia spazio a più di una perplessità.

I reparti in questione risultano infatti trasferiti e non di nuova istituzione. «Non è una questione di parole, ma di sostanza» evidenzia Nursing Up Piemonte. «Un nuovo reparto è un ampliamento reale dell’offerta sanitaria. Un trasferimento è una riorganizzazione interna. Confondere i due piani rischia di generare una narrazione che non corrisponde alla realtà operativa vissuta ogni giorno da professionisti e cittadini».

L’episodio si inserisce in un quadro più ampio che riguarda il modo in cui la sanità piemontese viene comunicata. Sempre più spesso, infatti, le informazioni istituzionali sembrano prendere forma direttamente sui canali social, con toni e modalità che ricordano più la comunicazione “da annuncio” che quella istituzionale.

«Assistiamo a una comunicazione che nasce già per essere social, quando invece dovrebbe prima essere istituzionale» prosegue la nota. «Non è il canale il problema: i social sono uno strumento utile e necessario, e lo utilizziamo anche noi. Il punto è il processo».

Secondo Nursing Up, le informazioni che riguardano organizzazione, servizi e cambiamenti operativi dovrebbero seguire un percorso chiaro e condiviso: prima il confronto con il comparto sindacale e con i professionisti, come previsto dai protocolli, poi la comunicazione esterna.

«Oggi, al contrario, accade sempre più spesso che i lavoratori vengano a conoscenza delle novità attraverso i social o comunicazioni pubbliche, anziché nei luoghi deputati al confronto» sottolinea il sindacato. «Non è solo una questione formale, ma di rispetto dei ruoli e di efficacia organizzativa».

Nel caso specifico, la narrazione dei “nuovi reparti” appare come l’ennesimo esempio di una comunicazione che privilegia l’effetto annuncio rispetto alla precisione.

«Se spostare un reparto diventa inaugurare qualcosa di nuovo, allora forse siamo di fronte a un problema di definizioni» osserva Nursing Up. «E quando le definizioni si allontanano dalla realtà, il rischio è quello di perdere credibilità».

Il sindacato ribadisce la necessità di riportare la comunicazione sanitaria su un piano coerente, trasparente e condiviso, a partire dal coinvolgimento dei professionisti e dal rispetto dei tavoli di confronto. Perché una sanità che funziona non si costruisce con gli slogan, ma con processi chiari e informazioni corrette.

Traforo Frejus, rete di controlli polizia: 2 arresti e una denuncia

Controlli su 1474 cittadini e 270 veicoli, finiti con due arresti e una denuncia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Questo il bilancio degli interventi nell’ultima settimana di febbraio da parte della polizia di Stato sulla piattaforma autostradale del Traforo del Frejus.

Uno dei provvedimenti ha visto gli agenti intervenire la notte del 24 febbraio su un autobus diretto a Barcellona. Un uomo a bordo, privo di documenti validi, è stato portato in questura per l’identificazione. Dagli accertamenti è emersa un’ordinanza di custodia cautelare per traffico di stupefacenti. Arrestato e condotto alla Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino.

Il giorno dopo, controllo su un’auto che viaggiava verso la Francia: tre occupanti, uno di origine spagnola, l’altro di origine marocchina e uno senza documenti. Dalle verifiche è emerso che il viaggio dalla Spagna all’Italia serviva a prelevarlo e riportarlo a Barcellona in cambio di denaro. Denunciato il passeur, sequestrati veicolo, denaro e cellulari.

L’ispezione di domenica primo marzo su un bus da Parigi: secondo arrestato, cittadino straniero con ordine di carcerazione per resistenza (pena residua otto mesi e dieci giorni), condotto poi al carcere torinese.

VI.G

Scontro letale all’incrocio tra l’ex statale 590: morto conducente

Incidente mortale tra due auto all’incrocio: muore un conducente. È successo nella prima mattinata di oggi a San Sebastiano da Po, tra l’ex statale 590 e via Abate. Nell’impatto sono rimaste coinvolte una Toyota Corolla e una Mercedes Classe A, che stava viaggiando in direzione Cavagnolo.

Sul colpo ha perso la vita il conducente della prima vettura, un 82enne residente a Verolengo. I sanitari del 118 Azienda Zero sono intervenuti sul posto e hanno trasportato all’ospedale di Chivasso il conducente del secondo mezzo, un 32enne anch’egli di Verolengo: le sue condizioni non destano preoccupazione.

Presenti anche i carabinieri della Compagnia di Chivasso, che hanno disposto il senso unico alternato con ripercussioni sul traffico locale, accentuate dalla fascia di punta. Sono accorsi anche i vigili del fuoco del distaccamento di Torino Stura per mettere in sicurezza i veicoli.
Dai primi rilievi, la precedenza spettava alla Mercedes secondo la segnaletica, ma resta da accertare la velocità del mezzo.

VI.G

Affido e adozione, nasce CASA: più famiglie per i minori in difficoltà

Presentato in Regione Piemonte il progetto CASA dedicato ad affido e adozione
«Trovare una famiglia per ogni bambino che ne abbia bisogno, un po’ o per sempre»

Si è conclusa con il messaggio «Trovare una famiglia per ogni bambino che ne abbia bisogno, un po’ o per sempre» la presentazione del progetto CASA (Comunità, alleanze, solidarietà, accoglienza), dedicato ai temi dell’affido e dell’adozione. L’incontro si è svolto martedì 17 marzo nella sala Trasparenza della Regione Piemonte ed è stato coordinato da Roberto Gontero, presidente regionale del Forum delle associazioni familiari, che ha inserito l’iniziativa tra gli appuntamenti della Settimana con la famiglia 2026.

Nel suo intervento, Maurizio Marrone, assessore alle Politiche sociali della Regione Piemonte, ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni e volontariato, ringraziando le famiglie affidatarie che, ha evidenziato, «posseggono una vocazione alla genitorialità che va incentivata perché possono garantire un passaggio meno traumatico per il minore in difficoltà». Il consigliere regionale Silvio Magliano ha invitato a «guardare a ciò che nasce in via sussidiaria nel terzo settore per farlo diventare una policy, affinché queste bambine e questi bambini possano iniziare a sognare».

Per il Comune di Torino, l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli ha richiamato la coincidenza con la Giornata mondiale del Servizio sociale, celebrata proprio il 17 marzo, evidenziando l’impegno degli operatori del settore che affrontano, come ha detto, «situazioni impegnative che richiedono grande sensibilità».

Il progetto CASA è stato illustrato nel dettaglio da Cristina Riccardi, vicepresidente di Ai.Bi (Associazione Amici dei Bambini), che ha presentato dati significativi: in Italia sono 330mila i minori in carico ai servizi sociali (39mila in Piemonte), di cui 20.592 inseriti in comunità (1.465 in Piemonte), con un aumento del 13% a livello nazionale e del 23% a livello regionale. I minori in affido familiare sono invece 15.075 (2.621 in Piemonte), con una crescita dell’1,8% a livello nazionale ma un calo di quasi l’8% in ambito regionale. In questo scenario, il progetto CASA si pone tre obiettivi principali: incrementare il numero di famiglie affidatarie, accompagnare le famiglie accoglienti attraverso percorsi formativi e sostenere i minori accolti in affido o adozione.

Gli aspetti tecnici sono stati approfonditi da Carmen Rita Mecca, presidente del Tribunale per i minorenni di Torino, che ha ribadito l’importanza del dialogo in un ambito tanto delicato. Ha ricordato infatti che «è chiaro a tutti gli operatori del diritto come l’allontanamento del minore dalla famiglia di origine sia una extrema ratio» e ha sottolineato che «l’istituto dell’affidamento familiare necessita di esser conosciuto perché vi sono minori costretti a restare in comunità per l’assenza di famiglie affidatarie».

Nel corso dell’evento sono state presentate anche alcune testimonianze concrete. Matteo Fadda, della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha citato il progetto «Avrò cura di te», volto a sostenere le famiglie affidatarie di bambini con patologie gravi e che coinvolge numerosi studenti universitari di ambito socio-sanitario. Michele Grimaldi, di Famiglie per l’Accoglienza, ha invece evidenziato il valore dell’adozione come autentica apertura alla genitorialità.

A concludere i lavori è stato Adriano Bordignon, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, che ha ringraziato tutti i partecipanti per i contributi offerti, esprimendo l’auspicio di «una speranza che ci spinga ad andare avanti per realizzare qualcosa di buono e di bello».

Bimbo di 11 mesi muore soffocato a Torino

Un bambino di appena 11 mesi è deceduto nella serata di ieri, all’ospedale Maria Vittoria di Torino. Si è trattato di un episodio di soffocamento, probabilmente causato da vomito o da un boccone che gli avrebbe ostruito le vie respiratorie.

Il piccolo, di origine nigeriana, viveva con la sua famiglia in via Capelli, nel quartiere Parella. Al momento dell’accaduto si trovava in casa insieme alla zia, mentre la madre era ricoverata nello stesso ospedale, dove è in procinto di dare alla luce un altro figlio.

Il bambino avrebbe avuto una crisi respiratoria improvvisa che si è rivelata fatale. I sanitari del 118 sono intervenuti tempestivamente, trasportandolo d’urgenza in ospedale, ma nonostante i tentativi dei medici, non è stato possibile salvarlo.

Torino, Referendum 22 e 23 marzo: informazioni utili, dati e numeri 

 

Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 i cittadini italiani sono chiamati alle urne per il referendum popolare confermativo della Legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. I seggi saranno aperti domenica dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle ore 7 alle ore 15. Le operazioni di scrutinio inizieranno alle ore 15 di lunedì 23 marzo.

La Città di Torino invita gli elettori a controllare la propria tessera elettorale e ricorda che, in caso di tessera smarrita o con gli spazi tutti timbrati, occorre richiedere un duplicato o una nuova tessera.

RILASCIO DELLA TESSERA ELETTORALE
La tessera elettorale può essere richiesta fino a giovedì 19 marzo presso l’Ufficio elettorale di corso Valdocco 20 – aperto con orario continuato dalle ore 8.15 alle 15 – e presso le anagrafi decentrate, durante i consueti orari di apertura.
Nelle giornate di venerdì 20, sabato 21, domenica 22 e lunedì 23 marzo l’ufficio elettorale e alcune sedi anagrafiche saranno aperti in via straordinaria per il rilascio delle tessere e dei duplicati con le seguenti modalità:

Ufficio Elettorale
Corso Valdocco 20, piano rialzato

  • Venerdì 20 e sabato 21 marzo dalle ore 8.15 alle 18
  • Domenica 22 marzo dalle ore 7 alle 23
  • Lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle 15

Anagrafi decentrate
Circoscrizione 2 (via Guido Reni 96/15) – Circoscrizione 3 (corso Racconigi 94) – Circoscrizione 5 (via Stradella 192) – Circoscrizione 8 (via Campana 30)

  • Domenica 22 marzo dalle ore 8.30 alle 17.30

Esclusivamente presso l’anagrafe Centrale di via Giulio 22 sarà possibile ottenere il duplicato della carta d’identità nel caso in cui l’elettore sia privo di documenti di riconoscimento:

  • Venerdì 20 marzo dalle ore 14.30 alle 18
  • Sabato 21 marzo dalle ore 8.30 alle 18
  • Domenica 22 marzo dalle ore 7 alle 23
  • Lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle 15

Smarrimento o deterioramento della tessera elettorale
In caso di smarrimento l’elettore può richiedere un duplicato della tessera elettorale mediante autocertificazione, senza necessità di presentare denuncia alle autorità competenti. Se la tessera risulta deteriorata deve essere riconsegnata.
Per il rilascio del duplicato è necessario esibire un documento di riconoscimento, mentre per l’emissione di una nuova tessera occorre esibire, oltre al documento d’identità, la tessera precedente con tutti i diciotto spazi per la certificazione del voto timbrati.
Gli elettori con tessera elettorale completa per esaurimento degli spazi disponibili, e impossibilitati a recarsi presso gli uffici comunali, potranno stampare autonomamente un attestato sostitutivo della tessera elettorale, valido esclusivamente per la votazione di domenica 22 e lunedì 23 marzo, accedendo tramite SPID, CIE, CNS alla propria area personale sul sito della Città di Torino https://www.comune.torino.it/ e compilando il modulo on line. Il servizio sarà disponibile da mercoledì 18 marzo e fino alle ore 15 di lunedì 23 marzo. L’attestato sostitutivo è rilasciato in carta libera e non può essere richiesto per altri componenti del nucleo familiare.

TRASPORTO GRATUITO PER ELETTORI CON DIFFICOLTÀ DI DEAMBULAZIONE
Nelle due giornate di domenica 22 e lunedì 23 marzo la Città di Torino organizza un servizio di trasporto assistito e gratuito per accompagnare ai seggi gli elettori impossibilitati o con grave riduzione della capacità di deambulazione autonoma.
Il servizio può essere prenotato telefonando al numero 011.01128008: fino a domenica 22 marzo dalle ore 9 alle ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle 17, lunedì 23 marzo dalle ore 9 alle 12.

COME TROVARE LA PROPRIA SEZIONE ELETTORALE
Accedendo alla sezione ToSeggio sul sito della Città di Torino https://elezioni.comune.torino.it/toseggio.shtml e inserendo via e numero civico di residenza è possibile conoscere il numero e l’ubicazione della propria sezione elettorale. Fanno eccezione gli elettori che hanno effettuato un cambio di indirizzo apartire dal 5 febbraio 2026, che voteranno nella sezione corrispondente al precedente indirizzo di residenza.

COME SI VOTA
Per votare è necessario presentare un documento di riconoscimento personale (qualsiasi documento di identificazione munito di fotografia rilasciato dalla Pubblica Amministrazione) e la tessera elettorale personale.L’identificazione dell’elettore è possibile anche con documenti scaduti, purché regolari e idonei ad assicurare il riconoscimento dell’elettorale. In mancanza di idoneo documento, l’identificazione può avvenire anche tramite attestazione di uno dei componenti del seggio che conosca personalmente l’elettore.

DATI E CURIOSITÀ
I cittadini torinesi aventi diritto al voto sono 631.560 (332.781 femmine e 298.779 maschi). Gli elettori che voteranno per corrispondenza, perché residenti o temporaneamente residenti all’estero, sono 59.393.
Sono 23.820 i torinesi che voteranno per la prima volta. Il dato comprende nuovi maggiorenni, nuovi residenti, nuovi cittadini italiani e persone che hanno ripristinato la residenza dopo periodi di irreperibilità.
neomaggiorenni sono in totale 5.922 (2.899 femmine e 3.022 maschi). Tra loro, 18 (8 femmine e 10 maschi) compiranno 18 anni domenica 22 marzo.

I torinesi con più di 100 anni sono 497 (405 femmine e 92 maschi). L’elettrice più longeva, la signora Anna, ha 111 anni.
Le sezioni elettorali sul territorio cittadino sono 919, tra cui 50 sezioni speciali con raccolta del voto presso luoghi di cura o di detenzione e 61 sezioni volanti.
Sono 969 i presidenti di seggio nominati (919 sezioni ordinarie + 50 seggi speciali) e 2.913 gli scrutatori. I compensi esentasse, previsti dalla Legge, sono:

  • Presidenti: 149,50 euro
  • Scrutatori e segretari: 119,60 euro
  • Scrutatori di seggio speciale: 60,95 euro
  • Presidenti di seggio speciale: 90,85 euro

A seguito della notifica dei decreti di nomina, le rinunce all’incarico registrate alla data odierna sono pari a circa il 20% per gli scrutatori, un dato fisiologico e in linea con le attese. Per sostituirli, la Città attingerà alla banca dati di cittadini iscritti alle liste elettorali disponibili a svolgere l’incarico. È possibile presentare online la propria istanza di disponibilità, fino a venerdì 20 marzo, accedendo tramite SPID, CIE, CNS alla pagina https://www.comune.torino.it/servizi/scrutatori-seggio-banca-dati-disponibilita-ultimi-giorni. Ad oggi le disponibilità ricevute sono già 4219 per gli scrutatori, con un’adesione significativa da parte dei più giovani, e 562 per il ruolo di presidenti di seggio.

I NUMERI DELLA MACCHINA ORGANIZZATIVA
Sono circa 1.500 i dipendenti della Città di Torino, provenienti da varie direzioni, coinvolti nell’organizzazione della consultazione elettorale. Oltre ai servizi civici e ai sistemi informativi, sono impiegati nelle diverse fasi agenti di Polizia Municipale, dipendenti dei servizi economato, patrimonio, servizi tecnici, servizi educativi, autorimesse, servizi sociali, protezione civile e segreteria generale.
Circa 80 agenti della Polizia Locale saranno impiegati durante le operazioni di voto per il presidio dei seggi.
Per tutta la durata delle operazioni di voto e di scrutinio sarà attivo un call-center elettorale a supporto dei presidenti di seggio, mentre il personale tecnico comunale garantirà il funzionamento delle attrezzature informatiche e telefoniche.
Saranno inoltre impegnati circa 200 addetti comunali nella distribuzione del materiale elettorale ai presidenti di seggio e nel suo ritiro al termine degli scrutini, oltre che nella raccolta dei dati di affluenza e di scrutinio. Durante il voto il personale dei servizi sociali sarà inoltre operativo per garantire un servizio di trasporto ed assistenza alle persone con gravi limitazioni di deambulazione per l’esercizio del diritto di voto.

PER INFORMAZIONI E APPROFONDIMENTI
https://www.comune.torino.it/schede-informative/referendum-costituzionale-2026-informazioni-utili
Ufficio Elettorale T 011.01125245 – 011.01125526

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In attesa dei giardini di via Belli Zumaglia intitolati ad Ada Gobetti

Prende il via a Torino il ciclo di cinque appuntamenti gratuiti alla Biblioteca Civica “I ragazzi e le ragazze di Utoya”, nel quartiere Parella, dal titolo “Aspettando Ada”, in programma fino al 28 giugno prossimo. L’iniziativa anticipa l’intitolazione dei giardini di via Belli/Zumaglia ad Ada Prospero Marchesini Gobetti, e si inserisce in un percorso di partecipazione attiva che ha coinvolto la cittadinanza e le realtà locali nella trasformazione  dello spazio pubblico adiacente alla Biblioteca, coordinato dalla Fondazione Giacomo Bradolini e Itinerari Paralleli Impresa Sociale, all’interno del Piano Integrato Urbano della Città di Torino. Gli incontri mettono al centro temi come memoria, linguaggio e inclusività in dialogo con il pensiero e l’impegno civile di Ada Gobetti.

A partire dalla primavera del 2024, bambini, famiglie, giovani e anziani del quartiere Parella sono stati coinvolti nel progetto dei giardini di via Belli/Zumaglia, che culminerà nell’intitolazione degli stessi ad Ada Gobetti, partigiana, educatrice, pioniera della pedagogia democratica e prima donna ad aver ricoperto il ruolo di Vicesindaco a Torino. Il percorso fa parte del progetto “Torino Cambia-le Biblioteche”, coordinato dalle Circoscrizioni 3, 4 e 5, dalla Fondazione Giacomo Brodolini e Itinerari Paralleli Impresa Sociale, all’interno del Piano Integrato Urbano della Città di Torino. Partendo da un’idea semplice ma potente, quella di fare delle biblioteche luoghi per ripensare agli spazi pubblici, un’estensione della cultura verso la città, il giardino accanto alla Biblioteca Civica “Utoya”, di via Zumaglia, è diventato il terreno fertile per coltivare questa visione. Strumento essenziale di questo processo è stato il “Bögia”, un rimorchio trainato da una bicicletta che ha portato la cultura negli spazi pubblici, trasformandola in un laboratorio a cielo aperto per attività culturali, giochi, informazione e partecipazione. La selezione finale è avvenuta attraverso un sondaggio pubblico, che ha visto un’ampia partecipazione da parte degli abitanti della Circoscrizione 4, e l’intitolazione  dei giardini di via Belli/Zumaglia ad Ada Gobetti sarà il culmine di questo percorso che vuole guardare al futuro attraverso la memoria.

Giovedì 19 marzo, dalle 17.30 alle 19, la Biblioteca Civica ospiterà “Raccontare la città. Narrazioni urbane e inclusività a Torino”, con Alessandro Tempia Valenta, Stefania Noiosi ed Elisabetta Zurigo che, a partire dai risultati del workshop “Torino per tutta”, proporranno una riflessione su quanto parole, nome e linguaggio contribuiscano a generare memoria urbana. Sabato 28 marzo, dalle 11 alle 13, è in programma una passeggiata urbana alla scoperta della toponomastica femminile e politica, guidata dal prof. Luca Davico nell’ambito del progetto “Strada per strada” del Politecnico di Torino, per leggere la città attraverso la toponomastica e riportare alla luce storie femminili, spesso assenti nella narrazione urbana. La partenza avverrà dalla Biblioteca “Utoya”, con prenotazione gratuita a puntobibliotecario.utoya@comune.torino.it.

In avvicinamento al 25 aprile, giovedì 23 aprile, dalle 17.30 alle 19, il Centro Studi “Piero Gobetti” proporrà una lettura collettiva del “Diario partigiano” di Ada Gobetti, occasione di memoria condivisa e confronto sul significato contemporaneo dell’impegno antifascista.
Giovedì 28 maggio, dalle 17.30 alle 19, presso i giardini di via Belli/Zumaglia, al Centro Studi “Piero Gobetti”, verrà presentato il volume “Amiche. Undici storie di legami e sorellanza” (Il Mulino 2025) con la partecipazione dell’autrice Eliana Di Caro, che narrerà l’amicizia tra Ada Gobetti e Bianca Guidetti Serra. Il ciclo si concluderà giovedì 18 giugno, alle 17.30, con “Rendere visibile l’invisibile. Toponomastica e equilibrio di genere”, un incontro dedicato al ruolo della toponomastica come strumento culturale e politico per promuovere una narrazione urbana più inclusiva e contrastare l’invisibilità delle donne nello spazio pubblico. Nel cuore di Parella, quello di via Belli e via Zumaglia, è un “giardino di lettura”, uno spazio d’incontro intergenerazionale, un presidio culturale e informale, un esempio concreto di quanto sia possibile trasformare i luoghi attraverso la relazione, il coinvolgimento e l’immaginazione delle comunità. I futuri giardini “Ada Prospero Marchesini Gobetti” saranno un luogo fisico e un simbolo potente di una città che cambia dal basso, con i gesti, le voci e i desideri di chi la abita.

Info: biblibiblio.torinochec2@gmail.com

Biblioteca Civica – via Zumaglia 39, Torino

Gian Giacomo Della Porta

Ospedale Pellerina:  ricorso straordinario contro il progetto

Riceviamo e pubblichiamo

Venerdì scorso, 13 marzo 2026, la Società Cooperativa per la tutela dei beni comuni Generazioni Future, l’associazione Rifiuti Zero Piemonte ed il Circolo L’Aquilone Torino Legambiente – membri del comitato informale “Assemblea Pellerina No Ospedale nel Parco”-  hanno depositato un ricorso straordinario con cui viene impugnato il provvedimento conclusivo della Conferenza di Servizi che ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica del Nuovo Ospedale di Torino Nord.

Il ricorso – presentato con l’assistenza dell’Avv. Veronica Dini del foro di Milano – riguarda l’atto amministrativo che ha dato il via libera al progetto preliminare della nuova struttura sanitaria prevista nell’area del Parco della Pellerina.

Secondo i promotori dell’iniziativa legale, il provvedimento presenta elementi di criticità che meritano un riesame nelle sedi competenti.

Le organizzazioni coinvolte sottolineano la necessità di tutelare il Parco della Pellerina, uno dei principali polmoni verdi della città, e chiedono che la scelta della sede dove realizzare il nuovo presidio sanitario venga rivalutata con maggiore attenzione agli impatti ambientali, urbanistici e sociali.

L’istruttoria sarà eseguita dal Ministero competente e il parere vincolante dovrà essere espresso dal Consiglio di Stato.

Il ricorso rappresenta un ulteriore passaggio nell’impegno portato avanti dal gruppo “Assemblea Pellerina No Ospedale nel Parco”, che riunisce diverse realtà associative e cittadine impegnate sul tema della localizzazione del nuovo ospedale e che, grazie ai suoi esperti, ha collaborato alla elaborazione del ricorso sottoscritto da Soc. Coop. Generazioni Future – Rifiuti Zero Piemonte – Circolo L’Aquilone Torino Legambiente

AssembleaPellerina, No ospedale nel Parco