CRONACA

Dall’Umbria a Torino: il 17 maggio la Marcia per la pace attraversa la città

 

La storica Marcia per la Pace Perugia-Assisi arriva a Torino in occasione del Salone Internazionale del Libro, che vede l’Umbria Regione ospite della trentottesima edizione. La “Marcia della Pace: dall’Umbria a Torino, per una cultura della nonviolenza”, si svolgerà domenica 17 maggio, con partenza alle ore 9.30 dal parco del Valentino e arrivo in piazza della Repubblica, attraversando la città lungo un percorso di circa cinque chilometri e mezzo che segue il corso dei fiumi Po e Dora, con l’obiettivo di diffondere lo spirito e i valori della marcia ideata nel 1961 dal filosofo umbro Aldo Capitini.

L’iniziativa, organizzata da Città di Torino, Città Metropolitana di Torino, Regione Umbria, Comune di Perugia, Comune di Assisi e Salone Internazionale del Libro, con il coordinamento di Tonio Dell’Olio per il Cantiere della Pace, riannoda il filo di una storia collettiva che in Umbria si ripete ogni anno, da quando, nel 1961, figure quali Italo Calvino, Giovanni Arpino e Renato Guttuso scelsero di marciare al fianco di Aldo Capitini. La stessa responsabilità intellettuale rivivrà a Torino, con l’adesione di firme autorevoli della narrativa e del giornalismo italiano quali Paola Caridi, Nicola Lagioia, Christian Raimo e Nello Scavo. La Marcia per la Pace richiama i principi fondativi della Repubblica e il dettato dell’articolo 11 della Costituzione, con cui l’Italia ripudia la guerra quale strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, per rilanciare nel presente il valore della nonviolenza e del dialogo tra i popoli.

La marcia si concluderà alle ore 11.30 in piazza della Repubblica, di fronte all’ex mercato ittico, con gli interventi istituzionali, delle associazioni, delle autrici e degli autori aderenti.

“Torino è orgogliosa di accogliere la Marcia per la Pace in occasione del Salone Internazionale del Libro, che da sempre è non solo una grande manifestazione editoriale, ma anche uno spazio pubblico di confronto, pensiero e responsabilità civile – dichiara l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia –. La presenza dell’Umbria come Regione ospite offre l’occasione per portare nella nostra città una tradizione fondata sui valori della pace, del dialogo e della nonviolenza. Un ringraziamento va a tutte le istituzioni e le associazioni coinvolte e naturalmente alle scrittrici e agli scrittori che, con la loro presenza, contribuiranno a rendere questo appuntamento un momento condiviso di impegno culturale e civile”.

“Siamo pronti – aggiunge la consigliera di Città metropolitana di Torino Caterina Greco, delegata alle politiche giovanili – a coinvolgere l’intero territorio metropolitano sui temi della pace e l’occasione del Salone del Libro si presenta perfetta con la presenza della Regione Umbria per far conoscere qui da noi il messaggio della marcia Perugia-Assisi. Abbiamo bisogno di essere protagonisti di messaggi di pace e di darne testimonianza concreta. Noi lo facciamo anche attraverso l’impegno diffuso del territorio del CoCoPa (comitato Comuni per la pace), che ogni anno partecipa alla Marcia in Umbria”.

“Proprio perché democratico, partecipato, inclusivo e diffuso su tutto il territorio – dichiara il segretario generale del Salone Internazionale del Libro di Torino Marco Pautasso –, il Salone Off incarna perfettamente lo spirito della marcia: una cultura che esce dai palazzi per farsi incontro, coinvolgendo scrittori, associazioni, istituzioni e cittadini in un dialogo orizzontale. È il potere trasformativo della parola che si fa cammino comune, e riafferma come la pace non sia un concetto astratto, ma una pratica di prossimità che si costruisce quotidianamente.

“La pace chiede presenza, responsabilità e scelte tangibili – ha sottolineato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti –. Per questo l’Umbria sarà a Torino, per portare nel cuore di una grande città italiana il messaggio nato dalla nostra terra, dalla lezione di Aldo Capitini e dalla Marcia Perugia-Assisi. La Marcia è un percorso fisico e morale che richiama il valore della vita, la dignità delle persone, la tutela delle popolazioni civili e il rispetto del diritto internazionale. L’Umbria porta oltre i propri confini la sua identità più autentica, quella di terra di dialogo, nonviolenza, diritti e fraternità. Torino, attraverso il Salone del Libro e la disponibilità con cui ha scelto di accogliere questo cammino, diventa il luogo simbolico in cui esperienze, culture e sensibilità diverse si incontrano e si riconoscono in un messaggio comune. È un’unione significativa tra territori che, pur con storie differenti, condividono l’idea che la pace debba tradursi in partecipazione, cultura civica e responsabilità collettiva. A nome della Regione Umbria desidero esprimere gratitudine al Comune di Torino per aver abbracciato con convinzione la nostra tradizione e per l’impegno profuso al nostro fianco nella costruzione di questo appuntamento. La pace ha bisogno di corpi in cammino, di pensiero critico, di istituzioni credibili e di testimonianze vive. Ha bisogno di persone che scelgono di non restare indifferenti. È una costruzione quotidiana che passa attraverso la difesa dei diritti, il contrasto alla criminalità organizzata, l’educazione alla cittadinanza, l’attenzione alle ferite sociali e la vicinanza alle vittime dei conflitti e alle persone più fragili. Come Regione Umbria sentiamo una responsabilità precisa, trasformare la parola pace in azione pubblica”.

Il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori, che ha ringraziato la presidente della Regione Stefania Proietti, l’assessore al Welfare, Fabio Barcaioli, e il premio Strega Nicola Lagioia per aver insieme creato e appoggiato l’iniziativa, aggiunge: “Riteniamo che per raccontare al Salone di Torino l’identità dell’Umbria, la Marcia della Pace ideata da Aldo Capitini nel 1961 come espressione della nostra storia civile e dei nostri valori più profondi, rappresenti il vero simbolo dell’essenza profonda dell’Umbria stessa. Nell’intuizione di Capitini cultura e pensiero nonviolento procedono insieme e quando la cultura si sottrae alla responsabilità verso la pace perde la propria funzione pubblica. Per questo, mentre nel mondo si moltiplicano le chiamate alle armi, la nostra vuole essere una chiamata a unirci insieme per la pace in una città che in queste giornate di maggio si apre attraverso il Salone del libro alla cultura a 360 gradi. Ricordiamo che la lettura rende cittadini liberi e consapevoli. Cittadini liberi di camminare uniti per dire che civiltà significa altro, significa rispetto dell’altro e della vita e che la civiltà non può nascere dalla guerra”.

“In questo periodo storico segnato da guerre e troppe sofferenze, sentiamo ancora più forte il bisogno di manifestare il desiderio di pace, con tutti i mezzi a nostra disposizione – ha dichiarato il sindaco di Assisi Valter Stoppini –. Farlo insieme, camminando per lo stesso obiettivo, ha un grande significato. Assisi, città di San Francesco, città del dialogo e della pace, non può che sostenere iniziative che mettono al centro le persone e la volontà di costruire ponti umani. È bello che a questa marcia partecipino scrittrici, associazioni e tante realtà impegnate ogni giorno nel sociale e nella difesa della dignità umana. La cultura è un efficace strumento di incontro. Portare questo messaggio al Salone del Libro significa anche raccontare il volto più autentico dei luoghi del Santo patrono d’Italia, territori che credono nell’accoglienza e nella forza delle comunità. Ringrazio chi sta lavorando a questa iniziativa e tutte le persone che sceglieranno di esserci”.

 

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Tabaccheria svaligiata: refurtiva trovata a casa di uno dei ladri

Oltre cinquecento pezzi tra pacchetti di sigarette e stecche di tabacco svaligiati in una tabaccheria e poi trovati a casa del ladro. Un 26enne residente a Sant’Ambrogio di Torino è stato denunciato dai carabinieri di Avigliana per ricettazione dopo il furto del 29 aprile in una tabaccheria di Susa.

Durante la perquisizione, i militari hanno rinvenuto una grossa partita di tabacchi esteri lavorati: oltre cinquecento pezzi tra pacchetti di sigarette e stecche di tabacco, più un petardo con mezzo chilo di polvere pirica, 2.500 fiammiferi, due bengala, 250 filtri al carbone attivo, un tablet e un portatile – tutto provento del colpo. Il giovane, trovato con una dose di hashish, è stato inoltre segnalato alla Prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti. Il materiale è stato poi sequestrato.

VI.G

“Il futuro prende forma”. Anche una mostra per raccontare il nuovo Piano regolatore

Torino è una città che ha vissuto e continua a vivere grandi trasformazioni. Per governare il cambiamento e progettare il futuro si è dotata di un nuovo Piano Regolatore Generale, lo strumento strategico e normativo che disegnerà l’assetto urbano dei prossimi anni dopo quello redatto dagli architetti Vittorio Gregotti e Augusto Cagnardi, approvato nel 1995. Il documento preliminare del nuovo Piano, dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale, è stato pubblicato per la raccolta delle osservazioni di cittadini e portatori di interesse cui seguiranno la conferenza di copianificazione per la valutazione da parte degli enti sovraordinati e l’adozione finale.

A raccontare i principi e l’architettura del nuovo Piano sarà la mostra “Il Futuro prende forma. Il nuovo Piano regolatore di Torino”, promossa da Città e Urban Lab, che da venerdì 8 maggio fino a dicembre 2026, accompagnerà i visitatori alla comprensione di un documento solitamente confinato, per la sua natura essenzialmente tecnica, nel dibattito tra esperti, tecnici, politici.

Nei rinnovati spazi di Urban Lab, in piazza Palazzo di Città 8/b e sotto i portici della piazza, sarà così possibile scoprire la Torino che verrà attraverso mappe, dati, immagini e video. Conoscere il Piano significa conoscere la direzione verso la quale tende la Torino del futuro, e capire come si possa predisporre la città fisica per accogliere e accompagnare al meglio politiche, programmi, azioni per lo sviluppo.

Il percorso espositivo curato da Giulietta Fassino di Urban Lab, si articola in tre sezioni, che illustrano le diverse dimensioni del Piano.

Nella prima sala, la visione del Piano racconta la città immaginata per i prossimi trent’anni, anche grazie al confronto multilivello avviato nel percorso di redazione con stakeholder e abitanti, tra potenzialità, sfide e criticità del territorio urbano. La grande mappa della città a parete su lightbox, che diverrà parte dell’allestimento permanente di Urban Lab, orienta il visitatore nelle trasformazioni di Torino, mostrando le oltre 150 aree oggi in trasformazione o in attesa di essere trasformate.

La seconda sala è dedicata all’architettura del Piano, che presenta la fisionomia del nuovo Piano Regolatore Generale di Torino: la sua struttura, le tappe del processo di elaborazione, i principali elementi innovativi.

La terza si focalizza sulla strategia del Piano: le direttrici strategiche e gli ambiti prioritari nei quali governare la trasformazione e orientare, nel tempo, le modalità con cui la città si trasforma. Una seconda grande mappa della città allestita in grande formato (3,50×2,80 metri) su una lightbox mostra due delle principali strategie di trasformazione proposte dal nuovo Piano: le Figure di Ricomposizione Urbana e le Centralità di Quartiere, paradigmi di un approccio di pianificazione che contempera trasformazione, valorizzazione e tutela.

In mostra anche cartografie, dossier, numeri, infografiche illustrano i caratteri principali del Piano. Un video racconta invece la campagna Voci di Quartiere, tre anni di ascolto della città per la costruzione del nuovo Piano Regolatore.

All’esterno, sotto i portici, prende invece forma sui teli allestiti a soffitto la visione che il Piano formula per la Torino di domani, offrendo un racconto sintetico dei tre ambiti di sviluppo individuati per la città, ovvero innovazione, welfare e ambiente, accompagnato dagli scatti di Michele D’Ottavio e da alcuni dati che fotografano la Torino di oggi. A corollario dell’esposizione prenderà il via a breve anche un ciclo di incontri a tema.

“La mostra ‘Il Futuro prende forma. Il nuovo Piano regolatore di Torino’ – spiega l’Assessore all’Urbanistica della Città di Torino, Paolo Mazzoleni – rappresenta un’operazione di trasparenza e partecipazione e ha l’obiettivo di rendere accessibile un documento tecnico solitamente riservato agli addetti ai lavori; raccontare non solo norme, ma l’idea di città del futuro e coinvolgere i cittadini a comprendere come cambiano i quartieri”.

“Raccontare la città che si delinea attraverso il nuovo Piano Regolatore – afferma Piero Boccardo, Presidente di Urban Lab – rappresenta per Urban Lab un passaggio importante e la naturale evoluzione del percorso di ascolto e confronto avviato con Voci di Quartiere. Questa mostra segna inoltre l’inizio di una nuova stagione per gli spazi di Urban Lab, a partire dall’ingresso sotto i portici e dal rinnovo dell’allestimento permanente, che in autunno si arricchirà di un ulteriore, importante tassello”.

La mostra “Il futuro prende forma” è visitabile a partire da venerdì 8 maggio 2026 a Urban Lab, in piazza Palazzo di Città 8b – Torino

Mer-Ven 14/18 – Sab 12/19

Ingresso libero

Info: +39 351 3834368 – info@urbanlabtorino.it

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Tir si schianta contro guardrail e paralizza la tangenziale sud

Tir si schianta contro il guardrail, si incastra di traverso e manda il traffico in tilt. È accaduto nel pomeriggio di oggi allo svincolo del Drosso sulla Tangenziale Sud, verso Corso Orbassano.
Il tratto è stato chiuso al traffico per i veicoli in direzione nord, Milano-Aosta. A causa dell’urto del tir, infatti, si è verificato un ampio sversamento di gasolio sull’asfalto. Il conducente è riuscito ad allertare i soccorsi ed è rimasto ferito lievemente. I medici del 118 Azienda Zero l’hanno trasportato in ambulanza al San Luigi di Orbassano per i controlli, mentre i vigili del fuoco di Torino Centrale e Grugliasco Allamano hanno messo in sicurezza il mezzo e la strada, con gli ausiliari ITP per il traffico e la polizia stradale di Torino-Settimo per i rilievi.

VI.G

Installazione Amiat per riflettere sui gesti quotidiani nella raccolta differenziata

Venerdì 8 e sabato 9 maggio in piazza Palazzo di Città 

 

Il progetto accompagna il completamento della raccolta differenziata su scala cittadina

 

Torino, 8 maggio 2026 – È stata presentata oggi “Look at you!”, l’installazione ideata da Amiat Gruppo Iren per stimolare una maggiore consapevolezza sui comportamenti corretti nella raccolta differenziata e sul ruolo che ogni cittadino svolge nella qualità del recupero dei rifiuti.

La mostra, che vuole anche celebrare la conclusione del progetto di estensione della raccolta differenziata (domiciliare porta a porta o di prossimità con ecoisole) all’intero territorio cittadino, si inserisce nel più ampio percorso di evoluzione del servizio e accompagna un’attività di sensibilizzazione che mira a rendere la differenziata una responsabilità condivisa.

Al centro dell’iniziativa vi è la volontà di porre l’attenzione non solo su quali materiali conferire correttamente, ma soprattutto su come farlo, evidenziando il legame diretto tra gesti individuali, decoro urbano e sostenibilità.

“Look at you!”, che sarà esposta in piazza Palazzo di Città venerdì 8 maggio dalle 14 alle 19, e sabato 9 maggio dalle 10 alle 19, si presenta come un’esperienza immersiva che, attraverso superfici specchiate, riflette il visitatore e l’ambiente circostante, invitando i cittadini a confrontarsi con il proprio comportamento quotidiano attraverso una domanda semplice e diretta: “Lo vedi il tuo impatto?”.

A guidare i visitatori sono pannelli tematici sulle diverse tipologie di rifiuti che, grazie a contenuti puntuali e approfondimenti tecnici, contribuiscono a rendere più chiari i criteri di una corretta separazione dei materiali e le conseguenze che anche piccoli errori possono avere sull’intero processo di riciclo.

Grande attenzione è riservata al coinvolgimento diretto del pubblico: l’allestimento è pensato come uno spazio da vivere e da condividere, anche sui social, con un effetto “moltiplicatore” che, come le superfici specchianti, si possa diffondere anche attraverso i canali digitali.

Il percorso è arricchito inoltre da un gioco vero e proprio che invita i partecipanti a confrontarsi con rifiuti reali, scegliendone la corretta destinazione all’interno di un “labirinto verticale”: uno strumento pensato per verificare le conoscenze, chiarire in modo immediato i dubbi più ricorrenti e rafforzare la consapevolezza dei partecipanti.

L’installazione trasforma così lo spazio pubblico in uno specchio collettivo, nel quale la responsabilità individuale diventa parte integrante di una dimensione urbana condivisa.

Dal 2026 finalmente tutta Torino è servita da attrezzature per la raccolta differenziata – dichiara Paola Bragantini, presidente Amiat Gruppo Iren – Con l’installazione ‘Look at you” vogliamo celebrare questo importante obiettivo raggiunto, che è il risultato di un impegno ventennale, condiviso tra amministrazione, azienda e cittadini, e che mette al centro il valore dei comportamenti quotidiani per costruire una città sempre più sostenibile”.

L’iniziativa sarà protagonista, nei prossimi mesi, di un percorso itinerante che toccherà diversi quartieri della città, con l’obiettivo di incontrare le comunità locali nei luoghi della vita quotidiana e rafforzare il dialogo diretto con i cittadini.

Torino, nuova vita per il Cecchi Point: spazi riqualificati tra servizi sociali e protagonismo giovanile

 

Una struttura rinnovata, più accessibile e capace di rispondere ai bisogni del territorio: è stata inaugurata oggi la nuova Casa del Quartiere – Centro del protagonismo giovanile e Centro servizi “Cecchi Point” di via Antonio Cecchi, al termine degli interventi di riqualificazione e rifunzionalizzazione realizzati nell’ambito del Piano Integrato Urbano finanziato con risorse Pnrr (Missione 5, Componente 2, Investimenti 2.2 e 1.3.2).

Il progetto complessivo ha previsto interventi sia materiali che immateriali, consolidando il ruolo del Cecchi Point come presidio di welfare di comunità e spazio di partecipazione attiva giovanile.

Al taglio del nastro per i nuovi spazi c’erano il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, l’assessora alle Politiche educative e giovanili Carlotta Salerno, il Presidente della Circoscrizione Sette Gian Luca Deri, la Direttrice dei Dipartimenti Servizi Sociali e Servizi Educativi Monica Lo Cascio e ilPresidente dell’Associazione Il Campanile ETS Davide Paglia.

Il Sindaco Stefano Lo Russo ha dichiarato: “Il Cecchi Point come Casa di Quartiere rappresentava già un modello virtuoso, promuovendo socialità positiva e occasioni di incontro. Oggi, grazie agli investimenti messi in campo con risorse europee e al contributo di enti e fondazioni, si apre alla comunità e al territorio con spazi completamente rinnovati e nuove funzioni: un Centro Servizi per aiutare anziani e persone che si trovano in condizioni di fragilità e un Centro di Protagonismo Giovanile, per offrire a ragazze e ragazzi spazi di aggregazione e crescita personale. Siamo certi che da oggi questo luogo diventerà sempre di più un punto di riferimento per il quartiere e per la sua comunità”.

Il Cecchi Point è una Casa del Quartiere il cui modello si basa su collaborazioni e partenariati con enti e, in particolare, associazioni del territorio. In questo contesto, l’associazione Il Campanile svolge un ruolo di coordinamento delle progettualità – comprese quelle realizzate grazie ai fondi europei – senza gestire direttamente tutte le attività. Nell’ambito del Centro Servizi è inoltre in corso la costruzione di una messa a sistema delle diverse opportunità offerte, con l’obiettivo di rendere ancora più efficace e integrata la risposta ai bisogni della comunità.

Gli interventi si sono sviluppati lungo due direttrici principali: da un lato il potenziamento del Centro Servizi con una forte vocazione sociale, dall’altro il rafforzamento delle attività dedicate alle giovani generazioni e al protagonismo giovanile.

Sul versante sociale, il progetto “Cecchi Community Care – Centro Servizi”, finanziato con un importo complessivo di 554 mila euro, ha previsto la parziale riqualificazione e il recupero funzionale delle Ex Officine Comunali di via Cecchi 17-21, trasformate in un centro polivalente a servizio del territorio. Gli interventi hanno incluso la completa rifunzionalizzazione di circa 300 metri quadrati con adeguamenti edilizi, impiantistici ed energetici, l’installazione di sistemi di videosorveglianza e la creazione di nuovi spazi dedicati all’accoglienza, oltre a un ambulatorio medico che sarà presto completamente attrezzato. L’operazione di allestimento e implementazione delle nuove attività sono in via di realizzazione, grazie anche ai contributi di altri enti e fondazioni, tra cui Enel nel Cuore Onlus e Fondazione Compagnia di San Paolo.

“Oggi mettiamo un altro tassello alla storia di questo spazio: un cortile che costruisce partecipazione civica, welfare di prossimità, innovazione sociale e libera iniziativa culturale – ha detto Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali della Città di Torino -. Il Cecchi Point continua a essere un presidio di socialità, democrazia e solidarietà, grazie alla cura e all’impegno che operatrici e operatori mettono in campo ogni giorno, ma anche grazie alla cittadinanza attiva senza la quale nulla di tutto questo sarebbe possibile”.

Il nuovo Centro Servizi promuove attività di inclusione, orientamento e accompagnamento per persone in condizioni di fragilità, attraverso percorsi individualizzati attivati dallo sportello sociale. Tra i servizi offerti: supporto sanitario e sociale, accompagnamento alla residenza anagrafica e fermo posta, distribuzione di beni di prima necessità nell’ambito della rete Torino Solidale, facilitazione digitale, segretariato sociale e attività di medicina di base e pediatria. Gli spazi sono inoltre pensati per rafforzare la rete territoriale, favorendo collaborazioni con enti e associazioni.

Sul fronte delle politiche giovanili, il progetto “Tribù CPG Aurora – YouToo”, per un valore complessivo di 278 mila euro, ha interessato la riqualificazione di spazi dedicati alle attività aggregative e culturali, tra cui il Teatro Officina, la palestra e la sala danza, con interventi su coperture, pavimentazioni, serramenti e impiantistica, oltre al completo rinnovo dei servizi e al miglioramento dell’accessibilità.

“Con YouToo abbiamo inseguito un obiettivo ben preciso: investire concretamente sugli spazi e sulle persone – ha affermato Carlotta Salerno, assessora alle Politiche giovanili della Città di Torino -. Così, luoghi come il Cecchi, già storico pilastro per il quartiere, possono essere davvero punto di riferimento per le nostre ragazze e i nostri ragazzi, che da oggi fruiranno di un luogo rinnovato ma soprattutto con opportunità di espressione e crescita. Il Cecchi Point si conferma una casa aperta, viva e inclusiva, capace di unire la rigenerazione urbana al protagonismo giovanile, trasformando gli spazi in occasioni reali di costruzione del futuro.”

Accanto agli interventi strutturali, il progetto ha sviluppato un articolato programma di azioni immateriali grazie al coinvolgimento di numerosi partner del territorio. Tra queste, il laboratorio teatrale ImproJunior per adolescenti accompagnato da percorsi di educazione all’affettività e alle differenze, attività socioeducative continuative e di prossimità, progetti di narrazione multimediale e esplorazione urbana, iniziative di sensibilizzazione sui temi delle discriminazioni e dell’inclusione, percorsi di ascolto e coinvolgimento della cittadinanza e attività di co-progettazione artistica. Un insieme di azioni volte a promuovere inclusione, partecipazione e protagonismo giovanile, rafforzando il Cecchi Point come spazio aperto, dinamico e generativo per l’intera comunità.

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Giornata Internazionale dell’Infermiere 2026, la tre giorni di Torino 

 

Formazione, prevenzione e confronto sul futuro della professione.

«La cura ha mille volti. Diamo valore alle eccellenze». È questo il tema scelto dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino per la Giornata Internazionale dell’Infermiere 2026, un filo conduttore che accompagnerà il calendario di iniziative in programma dall’8 al 10 maggio tra incontri scientifici, attività di prevenzione, momenti educativi e confronto pubblico dedicati all’evoluzione della professione infermieristica e del sistema sanitario.

L’obiettivo dell’edizione 2026 sarà quello di raccontare la pluralità delle competenze, delle esperienze e dei percorsi che caratterizzano il mondo infermieristico, mettendo al centro il valore delle professionalità che operano quotidianamente nei diversi ambiti dell’assistenza, dell’emergenza, della formazione, della ricerca e della prevenzione.

Il programma si sviluppa su più giornate. L’8 maggio, alle ore 14:30 presso l’Aula Magna Regina Margherita, è previsto un appuntamento dedicato all’infermieristica pediatrica, con un focus sulle competenze e sulle specificità del settore. Interverranno: Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino; Adriano Leli, direttore generale dell’Ospedale Infantile Regina Margherita; Franca Fagioli, presidente del corso di laurea in infermieristica pediatrica.

Il 9 maggio, dalle 10:30 alle 12:00, l’Aula Magna delle Molinette ospiterà invece una proiezione rivolta agli studenti del primo anno dei Corsi di Laurea in Infermieristica, seguita da un momento di confronto sui contenuti e sul valore formativo dell’iniziativa.

Il momento centrale sarà il 10 maggio in piazza Castello, dove a partire dalle ore 10.00 prenderà vita un grande spazio aperto alla città con l’allestimento di 100 gazebo e la partecipazione di 50 enti tra aziende sanitarie, società scientifiche, strutture universitarie, associazioni e realtà del territorio.

Saranno presenti aziende sanitarie, ospedali, università, società scientifiche, associazioni infermieristiche e realtà della cooperazione attive nell’ambito della salute e della prevenzione, tra cui Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, ASL Città di Torino, ASL TO3, ASL TO4, ASL TO5, Università degli Studi di Torino, Università Cattolica del Sacro Cuore sede Cottolengo, Ospedale Koelliker, Humanitas Torino, Ospedale Cottolengo, IRCCS di Candiolo, Gruppo GVM Care & Research, Ospedale San Camillo, insieme ad ACOS, AHNA, AICO, AIFEC, AIPVA, AISLEC, ANIARTI, ANIED, ANIN, ANIPIO, APSILEF, ASIECI, ASSOIPA, AVIS, CNAI, Gruppo Formazione Triage, Rainbow for Africa, SIMEU, SIMEUP, AINS, EMERGENCY, SIIET, SISISM, SASP e SIAN.

Un’occasione pensata per avvicinare cittadini e professionisti, valorizzando il ruolo dell’infermieristica attraverso attività concrete e accessibili: dalla misurazione dei parametri vitali alle iniziative di prevenzione, fino a momenti dedicati alle famiglie e ai più piccoli con attività e giochi pensati per coinvolgere anche i bambini.

Nel corso della giornata si svilupperà un percorso articolato in tre talk tematici dedicati alle principali evoluzioni del settore.

Il primo appuntamento, in programma alle ore 11:00, sarà dedicato a «Quali opportunità di sviluppo per le professioni infermieristiche», con un approfondimento sui percorsi di laurea magistrale e sulle prospettive di crescita professionale. Interverranno Valerio Dimonte, professore ordinario UNITO e presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche sede di Torino; Sara Campagna, professore associato UNITO e presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche sede di Asti; Marco Clari, professore associato UNITO e vicepresidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche di Torino; Donato Calocero, direttore della sede formativa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore presso l’Ospedale Cottolengo di Torino; Guglielmo Marciano, presidente Commissione Albo Infermieri Pediatrici OPI Torino e dirigente delle professioni sanitarie dell’azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino. A moderare il confronto sarà Silvana Paoletti, coordinatrice del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche dell’Università Cattolica presso l’Ospedale Cottolengo.

Alle ore 12:00 seguirà il secondo talk, «Salute e sicurezza sul lavoro dalla prospettiva di genere», dedicato al tema della tutela e delle condizioni lavorative nel sistema sanitario, affrontato attraverso una lettura che intreccia sicurezza, organizzazione del lavoro, violenza nei contesti operativi e disuguaglianze di genere. Il confronto vedrà la partecipazione di Valeria Ferrero, referente regionale della Fondazione Marisa Bellisario; Antonella Spigo, direttrice SPRESAL della Città di Torino; Chiara Giuntelli, avvocata e membro della Fondazione Bellisario; Maria Grazia Grippo, presidente del Consiglio comunale di Torino; Graziella Costamagna, direttrice della Direzione delle Professioni Sanitarie del Mauriziano. A moderare sarà Sara Razzetti, infermiera e Consigliera della Circoscrizione 7 di Torino.

Nel pomeriggio, alle ore 14:30, l’attenzione si sposterà sul tema «Sanità privata accreditata risorsa del servizio sanitario», analizzato come componente integrata in grado di contribuire alla gestione delle prestazioni e al supporto del sistema pubblico. Parteciperanno i responsabili organizzativi delle professioni sanitarie dell’Ospedale Koelliker, degli Ospedali del Gruppo Humanitas di Torino (Gradenigo, Cellini, Fornaca), dell’Ospedale Cottolengo, del Maria Pia Hospital, dell’Ospedale San Camillo e dell’IRCCS di Candiolo, rispettivamente: Dario Faggiano, Monica Rolfo, Rossella Bazzo, Giorgia Di Bella, Enza Baglieri e Claudio Bassi.

La giornata proseguirà con un momento istituzionale che vedrà il coinvolgimento dei rappresentanti delle istituzioni regionali, cittadine, universitarie e delle aziende sanitarie, insieme ai direttori generali e ai direttori delle professioni sanitarie. Nell’ambito del programma è prevista anche la partecipazione di don Luigi Ciotti.

Il programma si sviluppa inoltre su più giornate. L’8 maggio, alle ore 14:30 presso l’Aula Magna Regina Margherita, è previsto un appuntamento dedicato all’infermieristica pediatrica, con un focus sulle competenze e sulle specificità del settore. Interverranno: Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino; Adriano Leli, direttore generale dell’Ospedale Infantile Regina Margherita; Franca Fagioli, presidente del corso di laurea in infermieristica pediatrica.

Il 9 maggio, dalle 10:30 alle 12:00, l’Aula Magna delle Molinette ospiterà invece una proiezione rivolta agli studenti del primo anno dei Corsi di Laurea in Infermieristica, seguita da un momento di confronto sui contenuti e sul valore formativo dell’iniziativa.

«La Giornata Internazionale dell’Infermiere rappresenta un’occasione per raccontare alla città quanto il sistema sanitario si regga ogni giorno sul lavoro, sulle competenze e sulla capacità relazionale di migliaia di professionisti. “La cura ha mille volti” significa proprio questo: riconoscere le diverse esperienze, specializzazioni e realtà che compongono il mondo infermieristico e dare valore alle eccellenze che operano quotidianamente sul territorio», commenta Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino.

Imprese e organizzazioni che cambiano il mondo della disabilità

Dalla responsabilità all’impatto

 La CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà ODV ETS promuove l’Agenda della Disabilità Italia, un progetto di rilevanza nazionale cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che è stato presentato l’8 maggio 2026 al Cottino Social Impact Campus nel convegno dedicato “Dalla responsabilità all’impatto: imprese e organizzazioni che cambiano il mondo della disabilità”.

Il progetto si sviluppa su scala nazionale, coinvolgendo territori e comunità in diverse aree del Paese grazie alla collaborazione di una rete di partner attivi a livello locale e nazionale, tra cui OPES APSFondazione Educatorio della Provvidenza ETSAssociazione Salvabebè SalvamammeMODAVIProtezione Civile Lazio ODVOPES Comitato Provinciale di Siena APSOPES Comitato Provinciale di Padova APS, Siamo Sacrofano APSADN – Associazione Diritti Negati ODVOPES Comitato Provinciale di Benevento APS e Friends & Co APS.

Nello specifico, l’Agenda della Disabilità Italia istituisce un corso di alta formazione — in programma da giugno a novembre 2026 — dedicato ai temi della disabilità, dell’inclusione e del Disability Management, con particolare attenzione ai contesti organizzativi e alla generazione di impatto positivo, al fine di rafforzare le competenze e la capacità di azione degli enti coinvolti.

Si tratta di uno dei primi percorsi nel suo genere, strutturato in modo innovativo e così strettamente collegato a numerose realtà già attive sul territorio.

Il corso si rivolge a dipendenti aziendali, assistenti sociali degli enti bilaterali, operatori dei servizi per l’impiego, referenti di enti del Terzo Settore e in generale a tutte le imprese e organizzazioni che vogliano attuare cambiamenti significativi nel mondo della disabilità, coinvolgendo partecipanti provenienti da tutte le 20 regioni italiane.

L’obiettivo è rafforzare una cultura diffusa dell’inclusione delle persone con disabilità e sostenere i territori nell’attuazione di pratiche più consapevoli e inclusive, in coerenza con i principi dell’Agenda 2030 e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Infatti, l’iniziativa si inserisce in un percorso già avviato a partire dal 2021, che ha visto il coinvolgimento attivo di centinaia di organizzazioni e stakeholder in un processo di scrittura partecipata, finalizzato a individuare priorità, obiettivi e azioni per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Da questo lavoro condiviso è nato un modello articolato in ambiti di intervento strategici – dall’abitare al lavoro, dalla scuola alla salute – che oggi costituisce la base operativa del progetto.

In questo quadro, il progetto si sviluppa a livello nazionale lungo una seria di interventi prioritari:

  • Costruire una mappatura nazionale dell’offerta formativa sui temi della disabilità,

finalizzata a individuare competenze esistenti, bisogni emergenti e ambiti di sviluppo;

  • Rafforzare le competenze degli operatori e dei contesti organizzativi, attraverso l’attivazione di un percorso di alta formazione (125 ore) dedicato ai temi dell’inclusione e del Disability Management, con l’obiettivo di qualificare figure in grado di intervenire concretamente nei diversi ambiti professionali;
  • Sperimentare il Disability Inclusion Roadmap (DIR), strumento sviluppato per supportare le organizzazioni nel valutare e migliorare il proprio livello di inclusione delle persone con disabilità. La sperimentazione avverrà in 10 enti nazionali;
  • Promuovere un’azione di sensibilizzazione sull’inclusione su scala nazionale, attraverso

campagne di comunicazione, eventi e webinar, per aumentare la consapevolezza e favorire il coinvolgimento attivo di istituzioni, Terzo Settore e mondo profit;

Il progetto coinvolge un’ampia rete nazionale di enti del Terzo Settore, istituzioni, imprese e mondo della formazione, con l’obiettivo di superare la frammentazione degli interventi e tradurre i principi dell’inclusione in pratiche diffuse, concrete e condivise su tutto il territorio italiano;

 

Gli interventi

10,00 – 10,30

SALUTI ISTITUZIONALI

Cristina Di Bari, Presidente Fondazione Cottino e CEO Cottino Social Impact Campus

Maria Teresa Bellucci, Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali (lettera)

Maurizio Montagnese, Presidente Consulta per le Persone in Difficoltà

Juri Morico, Presidente Opes Italia

Paola Casagrande, Vice Presidente Fondazione CRT

Modera: Simona De Ciero, Giornalista

10,30 – 11,15

STRUMENTI: AGENDA DELLA DISABILITÀ, DIR e CORSO DI ALTA FORMAZIONE

Roberta Delbosco, Responsabile area Welfare e Territorio – Fondazione CRT

Giovanni Ferrero, Direttore Consulta per le Persone in Difficoltà

Caterina Soldi, Impact Expert & Program Manager – ISTUD Business School

Erica Lecce, Project Manager Agenda della Disabilità – Consulta per le Persone in Difficoltà

Accusato negli USA di avere ucciso la moglie incinta è in carcere a Torino e chiede asilo

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L’ingegnere informatico texano Lee Mongerson Gilley, 39 anni, accusato negli Stati Uniti dell’omicidio della moglie incinta, è detenuto a Torino dopo essere stato fermato all’aeroporto di Malpensa al termine di una fuga all’estero.

L’uomo era ai domiciliari a Houston in attesa del processo per l’uccisione della moglie Christa Bauer Gilley, morta nell’ottobre 2024. Inizialmente il decesso era stato presentato come accidentale, ma gli esami medico-legali avrebbero poi indirizzato le indagini verso un omicidio.

Le autorità statunitensi sostengono che Gilley abbia rimosso il braccialetto elettronico e lasciato il Paese passando dal Canada, viaggiando con documenti falsi intestati a un cittadino belga. Una volta arrivato in Italia, sarebbe stato bloccato ai controlli di frontiera per irregolarità nei documenti.

Durante gli interrogatori avrebbe confermato la propria identità e chiesto asilo politico, affermando di temere la pena di morte negli Stati Uniti. Ora la magistratura italiana dovrà valutare sia la richiesta di protezione internazionale sia la possibile estradizione verso il Texas.

Dal 5 maggio Gilley era stato trasferito al Cpr di corso Brunelleschi, ora si trova nel carcere Lorusso e Cutugno.

Vincenzo Giorgio al lancio della missione spaziale Artemis II

L’INTERVISTA

L’ AD di Altec di Torino ha assistito alla partenza al Kennedy Space Center di Orlando.

Vincenzo Giorgio, amministratore delegato di Altec, azienda torinese d’eccellenza nel settore aerospaziale, ha assistito al lancio della missione Artemis II al Kennedy Space Center di Orlando. Ingegnere elettronico, laureato alla Università degli Studi di Napoli Federico II, ha scelto Torino all’inizio della sua carriera e vi è rimasto: quarant’anni passati nella capitale subalpina, tra industria e spazio. L’intervista si svolge nel suggestivo polo italiano di riferimento per i servizi di ingegneria e logistica a supporto della Stazione Spaziale Internazionale e delle missioni di esplorazione planetaria.

Le piace Torino?
Molto. È una città a misura d’uomo, in cui si vive bene. Il mio cuore resta anche a Napoli, naturalmente, ma qui ho trovato un equilibrio. È una città che risponde alle esigenze della vita lavorativa, ma anche personale: poco traffico, distanze contenute, tutto è facilmente raggiungibile.

Come ha iniziato la sua carriera nell’aerospazio?
Ho fatto la gavetta, partendo dalla progettazione di sistemi di telecomunicazione e dei computer di bordo per satelliti. Ho sempre creduto fondamentale crescere prima in senso orizzontale, ampliando le competenze, e solo dopo in maniera apicale.
Sono diventato dirigente piuttosto giovane, ero tra i più giovani in Finmeccanica. Dieci anni fa mi è stato chiesto di affiancare al ruolo in Thales Alenia Space Italia quello di amministratore delegato di Altec. Ancora oggi svolgo entrambe le attività, viaggio molto e ho la fortuna di confrontarmi con culture diverse, portando nel mondo il valore dell’industria aerospaziale italiana: un motivo di

È stato invitato dalla NASA ad assistere al lancio di Artemis II?
Sì. È stata un’esperienza straordinaria. Ho incontrato molti colleghi di Thales Alenia Space coinvolti nel programma Orion, la capsula della missione. Vedere la fiammata del razzo SLS, accecante anche in pieno giorno, è stato qualcosa di strabiliante; la vibrazione si percepiva anche a tre chilometri di distanza. e delle difficoltà affrontate durante la preparazione.

Come si svolge l’organizzazione per assistere al lancio?
È tutto estremamente strutturato. Si viene guidati passo dopo passo: badge, percorsi, trasferimenti in bus fino all’area di osservazione. Dopo il lancio si rientra seguendo lo stesso itinerario. L’intera procedura dura circa sette ore. Prima c’è tensione e silenzio, dopo esplodono entusiasmo e gioia.

Gli astronauti possono incontrare persone prima della partenza?
No, per motivi di sicurezza. I contatti con i familiari sono consentiti fino a un certo punto, poi vengono interrotti. Esiste, comunque, sempre un equipaggio di riserva pronto a subentrare in caso di problematiche che in passato si sono presentate. Una volta in volo, il controllo passa a Houston e le procedure sono rigidissime».

Durante le missioni, tuttavia, il contatto con la Terra resta fondamentale.
Gli astronauti possono collegarsi con i propri Paesi. In passato abbiamo fatto collegamenti con Luca Parmitano, possiamo osservare da remoto molte delle attività a bordo.

Che persona è Luca Parmitano?
Straordinariamente empatico. Sa comunicare con chiunque, dai bambini agli adulti, con grande naturalezza.

Ci sono divieti particolari nello spazio?
Non si possono portare alcolici né fumare. Ogni astronauta ha però diritto a un “bonus food”, una piccola quantità di cibo personale, purché rispetti requisiti rigorosi: niente materiali infiammabili o che producano gas. Gli italiani, con pizza e parmigiano, hanno contribuito a creare momenti di convivialità a bordo.

Parteciperebbe a una missione nello spazio?
Assolutamente sì. Abbiamo lavorato anche con Richard Branson al progetto dello spazioporto di Grottaglie, individuato come sito ideale per futuri voli commerciali suborbitali.

MARIA LA BARBERA