La delibera presentata questa mattina in giunta su proposta dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni aggiunge un nuovo tassello ai lavori del nuovo Scalo Nizza, progettato da Nova Coop, Nido Living e Taurus, che restituirà alla città l’area dell’ex scalo ferroviario Vallino, a ridosso della ferrovia e del cavalcavia di corso Sommeiller, dismesso dal 2010 e rimasto fino ad oggi in disuso e inaccessibile.
La giunta ha approvato il progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione che, come normato nella Convenzione sottoscritta con la Città, ha in carico la realizzazione di opere sia a scomputo degli oneri dovuti su aree da cedere alla Città per un totale di quasi 2,3 milioni di euro, sia opere a cura e spese del proponente su aree da assoggettare all’uso pubblico per un valore di quasi 4,2 milioni.
Un intervento che rafforza la vocazione universitaria e di servizio del quartiere San Salvario e che darà vita a un nuovo mix funzionale di residenzialità studentesca, commercio e spazi pubblici. L’area coinvolta misura complessivamente 32mila metri quadrati ed è destinata a ospitare un complesso articolato in due anime principali: una nuova residenza universitaria da 402 posti letto e un polo commerciale e di servizi.
Le opere di urbanizzazione prevedono lo sviluppo dell’area con circa 5mila metri quadrati di impianti sportivi, una nuova piazza pubblica aperta a usi temporanei flessibili, percorsi pedonali e ciclabili. Ma anche nuove aree verdi per una superficie complessiva di circa 8mila e 500 metri quadrati, di cui quasi 3mila ricavati come giardini pensili sulla soletta dell’edificio commerciale. La copertura del secondo edificio commerciale, pari a 2mila metri quadrati, sarà interamente occupata da un impianto fotovoltaico, che produrrà energia rinnovabile per la copertura dei fabbisogni dell’intero complesso. La piazza prevista in progetto, fulcro di connessione tra via Nizza e gli edifici in progetto, è caratterizzata da quote altimetriche variabili per consentire la connessione tra il cavalcaferrovia di corso Sommeiller e via Nizza. Particolare attenzione è stata posta alla fruizione degli spazi pubblici e pedonali, pavimentati e sistemati a verde con particolare attenzione all’inclusività soprattutto nell’evitare la presenza di barriere architettoniche, spazi raggiungibili anche dai percorsi ciclo-pedonali che, congiungendosi alla rete ciclo-pedonale esistente, permettono la comunicazione con il tessuto urbano e le connessioni con il trasporto pubblico.
“Il progetto ricerca un modello urbano di forte integrazione tra la residenza, servizi e commercio – afferma l’assessore all’Urbanistica della Città di Torino Paolo Mazzoleni – lontano da critici modelli monofunzionali, e propone l’insediamento di servizi pubblici e privati, il miglioramento della qualità paesaggistica e naturalistica, con la valorizzazione di un’area cuscinetto a forte valenza ambientale che mitiga l’impatto dell’asse ferroviario, la realizzazione di tratti di viabilità per migliorare la viabilità, la fruizione dell’intera area da parte delle diverse utenze, la connessione con Cirpark, il centro di biotecnologie molecolari, interno al perimetro della ZUT e in corso di realizzazione”.
Oltre al progetto, le opere di urbanizzazione prevedono anche i costi per la manutenzione straordinaria necessaria alla messa in esercizio del Canale Valentino, pari a circa 30mila euro, trasformato in canale per lo smaltimento delle acque meteoriche. Il cronoprogramma lavori prevede la consegna di entrambe le funzioni nel 2027. L’investimento complessivo ammonta a circa 105 milioni di euro.
Due arresti: trovato oltre un chilo di cocaina
L’autopsia eseguita sul corpo dell’uomo di 55 anni, trovato in avanzato stato di decomposizione all’interno di un appartamento di via Verolengo, a Torino, ha fornito i primi elementi sulle cause del decesso. Secondo quanto emerso dall’esame autoptico, la vittima sarebbe stata colpita più volte alla testa con un oggetto contundente.
I primi riscontri indicano inoltre che la morte risalirebbe ad almeno una settimana prima del ritrovamento del cadavere. Per conoscere gli esiti definitivi dell’autopsia sarà però necessario attendere ancora alcuni giorni.
Resta inoltre da completare l’identificazione ufficiale della vittima, ma gli investigatori ritengono che si tratti di Mikel Rroku, 55 anni, originario dell’Albania, che viveva nell’appartamento dove è stato rinvenuto il corpo.
Insieme per un Po pulito
L’iniziativa ecologica di Suzuki, Federazione Italiana Canottaggio e Città di Torino. Circa 75 kg i rifiuti raccolti
Dopo il successo e l’entusiasmo dello scorso anno, questa mattina in riva al Po è tornata “Insieme per un Po pulito”, l’iniziativa ecologica promossa da Suzuki, Federazione Italiana Canottaggio (FIC) e Città di Torino.
Al circolo Caprera, i volontari e i giovani atleti dei circoli cittadini – tra cui Amici del Fiume, Armida, Cerea, Cus Torino, Circolo Canottieri Eridano ed Esperia – si sono ritrovati per ripulire le sponde e le acque da plastica e da altri rifiuti. Ad accoglierli l’assessore al Verde e ai Fiumi Francesco Tresso, e il Presidente e CEO di Suzuki Italia, Massimo Nalli,
I veri protagonisti di questa grande operazione ecologica sono stati i giovanissimi atleti dei circoli, un vero e proprio team della sostenibilità, che hanno lavorato con straordinario entusiasmo per ripulire il corso d’acqua da plastica e rifiuti, coadiuvato dagli adulti e dai volontari, con il coordinamento operativo della Città e il supporto delle lance motorizzate Suzuki, equipaggiate con l’esclusivo dispositivo di filtraggio delle microplastiche “#lavalacqua”. Al termine delle operazioni sono stati raccolti e sottratti all’ecosistema fluviale oltre 75 kg di rifiuti e plastiche.
La manifestazione evolve quest’anno in un progetto di ampio respiro nazionale, e oltre a Torino si è svolta nella città di Padova.
“Realizzare queste iniziative significa investire nel bene comune e contribuire a diffondere una cultura della partecipazione e della responsabilità ambientale che nasce anche dai gesti più semplici – ha commentato l’assessore Tresso -. Un ringraziamento particolare va ai giovani canottieri e ai volontari, che con il loro entusiasmo dimostrano come la sostenibilità possa trasformarsi in un’azione concreta, a Suzuki, sempre più impegnata nelle iniziative ambientali, e alla Federazione Italiana Canottaggio. Torino e il fiume Po fanno parte della Riserva MAB UNESCO CollinaPo, un modello di collaborazione tra territori che promuove l’equilibrio tra uomo e natura lungo l’asta del Po: un patrimonio che abbiamo il dovere di tutelare e valorizzare, anche perché tutto ciò che facciamo per il nostro fiume produce effetti anche a valle. Una tutela che richiede un impegno condiviso: fare rete tra istituzioni, associazioni sportive, imprese e cittadini è la strada giusta per prenderci cura di un ecosistema prezioso, messo a dura prova dagli effetti dei cambiamenti climatici”.
“Rispettare l’acqua è un atto d’amore verso il pianeta e verso le future generazioni. Con questo spirito Suzuki porta avanti il proprio impegno, cercando di sensibilizzare sempre più persone a fare altrettanto – ha aggunto Massimo Nalli, Presidente e CEO di Suzuki Italia -: È per noi motivo di grande orgoglio vedere come questa iniziativa abbia saputo coinvolgere tutti i circoli canottieri di Torino: ben sette realtà hanno fatto squadra nel nome di un Po più pulito, dimostrando come la collaborazione possa generare un impatto positivo sul territorio. Siamo onorati che il progetto abbia ispirato anche una realtà prestigiosa come il Circolo Canottieri Padova, per il fiume Bacchiglione, dando vita a un’importante sinergia tra due territori e unendo istituzioni, mondo dello sport e cittadinanza nel segno di un impegno concreto e condiviso. Suzuki continua a investire in tecnologie ecologiche uniche, come il sistema di raccolta delle microplastiche installato sui fuoribordo Suzuki, #lavalacqua, perché crediamo che la sostenibilità debba tradursi in gesti quotidiani e condivisi. Ringrazio la Città di Torino, la Federazione Italiana Canottaggio, tutti i prestigiosi circoli che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa e, soprattutto, i giovani canottieri: sono loro i veri ambasciatori di un futuro più pulito.”
Per Rossano Galtarossa, Presidente Federazione Italiana Canottaggio: “Il canottaggio è uno sport che per sua natura vive in simbiosi con l’acqua e l’ambiente circostante. Proteggere i nostri fiumi, i laghi e i campi di gara non è più solo un auspicio, ma un dovere morale e sportivo che la Federazione porta avanti con fermezza. Grazie alla solida collaborazione strategica con Suzuki, riusciamo a trasformare questo principio in azioni concrete sul territorio. Il Clean-up di oggi dimostra come lo sport sappia farsi veicolo di civiltà e responsabilità: pulire i nostri bacini significa preservare il futuro della nostra disciplina e, soprattutto, della salute pubblica. Vedere la tecnologia d’avanguardia dei motori Suzuki, capaci di filtrare le microplastiche semplicemente navigando, unita all’impegno e alla passione delle nostre società remiere, è la prova che la sinergia tra istituzioni e partner privati può generare un impatto ecologico reale, immediato e duraturo”.
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L’emergenza caldo e le criticità legate alla vetustà di molti istituti penitenziari del Piemonte impongono un monitoraggio costante e interventi tempestivi per garantire condizioni di vita dignitose alle persone detenute. È il messaggio lanciato dalla Garante regionale dei diritti delle persone detenute, Monica Formaiano, che nelle ultime settimane ha intensificato il confronto con l’Amministrazione penitenziaria e le visite nelle carceri del territorio.
“In una situazione di particolare criticità come quella attuale, dove ai problemi legati alla vetustà delle strutture penitenziarie piemontesi si aggiungono quelli legati alle temperature elevate di queste ultime settimane, è importante mantenere elevato il livello di vigilanza e porre in essere ogni utile e tempestivo accorgimento e adeguate misure organizzative”, ha dichiarato la Garante.
Formaiano spiega di aver rafforzato il dialogo con il Provveditorato regionale e con tutte le direzioni degli istituti penitenziari per verificare le condizioni di detenzione e individuare le misure più efficaci a tutela della salute dei detenuti.
“A questo proposito – spiega – nell’ambito della costante e fattiva collaborazione istituzionale avviata da tempo con l’Amministrazione penitenziaria, ho ritenuto opportuno intensificare un’interlocuzione con il provveditore regionale e con tutte le Direzioni per tutelare il benessere psicofisico delle persone detenute per le quali le condizioni climatiche, unite alle caratteristiche strutturali degli istituti penitenziari, possono determinare condizioni di particolare disagio e costituire un concreto fattore di rischio per la salute”.
Dal confronto con l’Amministrazione penitenziaria, sottolinea la Garante, è emerso che sono già stati predisposti interventi concreti per limitare gli effetti delle ondate di calore, attraverso nuovi acquisti di dispositivi di refrigerazione e una diversa organizzazione delle attività quotidiane nelle ore più calde.
“L’interlocuzione avviata – precisa Formaiano – ha consentito di appurare quali misure urgenti e interventi operativi l’Amministrazione penitenziaria ha disposto per mitigare i disagi connessi alle ondate di calore con fondi destinati a ulteriori acquisti di dispositivi di refrigerazione e puntuali indicazioni operative sulla rimodulazione delle attività quotidiane durante le ore più calde della giornata: un’ulteriore dimostrazione che la collaborazione istituzionale rappresenta lo strumento essenziale per affrontare efficacemente le problematiche del sistema penitenziario e assicurare la piena tutela dei diritti fondamentali”.
Parallelamente è stata intensificata anche l’attività di monitoraggio negli istituti piemontesi, con particolare attenzione ai detenuti più fragili, come gli anziani e le persone affette da patologie croniche.
“Contestualmente – aggiunge – nelle ultime settimane ho ritenuto indispensabile e necessario intensificare le visite agli Istituti penitenziari piemontesi anche al fine di monitorare l’efficacia delle misure adottate a tutela della salute con particolare riguardo alle persone più vulnerabili quali i detenuti anziani e coloro che sono affetti da patologie croniche e credo che questa iniziativa rappresenti anche un’importante occasione di confronto con le Direzioni per condividere criticità riscontrate e contribuire a individuare ulteriori interventi indispensabili a garantire condizioni dignitose di vivibilità durante il periodo estivo, anche per tutto il personale che opera all’interno degli istituti”.
L’attività di monitoraggio, che ha già interessato la maggior parte delle carceri piemontesi e proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori sopralluoghi, conferma l’impegno dell’Ufficio del Garante nel promuovere il rispetto dei diritti delle persone private della libertà personale e nel vigilare sulla tutela della loro salute, soprattutto durante il periodo estivo.
Motociclista torinese muore sulla Torino – Savona
Incidente mortale sulla Torino Savona, oggi in tarda mattinata, vittima un motociclista di 56 anni, di Torino. Il sinistro è avvenuto sull’autostrada A10, tra Savona e Spotorno. La moto su cui viaggiava si è scontrata con un’auto. Sul posto il 118, i volontari del soccorso, i vigili del fuoco e la Polizia Stradale
Il Piemonte migliora le proprie performance sanitarie e conquista il quarto posto nella classifica nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), elaborata dal Ministero della Salute sulla base degli indicatori CORE del Nuovo Sistema di Garanzia relativi al 2024. La regione guadagna così una posizione rispetto all’anno precedente, diventando la migliore del Nord-Ovest.
La valutazione conferma il superamento della soglia di garanzia in tutte e tre le macroaree considerate: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Il Piemonte ottiene infatti 95 punti nella prevenzione, 90 nell’assistenza territoriale e 87 in quella ospedaliera, valori tutti nettamente superiori ai 60 punti fissati dal Ministero come livello minimo.
Rispetto al 2023 si registra un ulteriore passo avanti grazie all’incremento nell’area della prevenzione, passata da 93 a 95 punti, mentre restano stabili i punteggi dell’assistenza distrettuale (90) e di quella ospedaliera (87). Il punteggio complessivo raggiunge così quota 272, consentendo al Piemonte di salire dal quinto al quarto posto della graduatoria nazionale. Alle sue spalle si colloca la Lombardia, sesta con 270 punti.
«Il costante miglioramento del Piemonte nella classifica nazionale dei LEA rappresenta un riconoscimento importante del lavoro che stiamo portando avanti per rafforzare il nostro sistema sanitario. È un risultato che premia l’impegno quotidiano dei professionisti, delle Aziende sanitarie e di tutta la struttura regionale, ai quali va il nostro ringraziamento», dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.
«Questi dati confermano che investire sulla sanità pubblica è la strada giusta. In questi anni abbiamo incrementato il personale, ridotto il ricorso ai gettonisti, rafforzato la sanità territoriale, investito nell’edilizia sanitaria e nelle nuove tecnologie e avviato un importante lavoro per ridurre le liste d’attesa. Sappiamo che restano ancora criticità da affrontare e margini di miglioramento, ma questo risultato dimostra che il Piemonte sta andando nella direzione giusta e ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore determinazione».
«I LEA non misurano le promesse, ma la capacità concreta di garantire ai cittadini i servizi fondamentali della sanità pubblica. Per questo il miglioramento del Piemonte assume un valore ancora maggiore: certifica che gli investimenti, il lavoro sull’organizzazione e il rafforzamento del personale stanno producendo risultati misurabili».
Il Collegio di vigilanza ha approvato l’aggiornamento del progetto del Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione di Torino, passaggio necessario per adeguare il nuovo ospedale alle norme introdotte dopo il 2017 e alle mutate esigenze della sanità emerse negli ultimi anni.
La revisione progettuale, affidata al Politecnico di Milano, introduce alcune modifiche significative: aumenta gli spazi destinati ai laboratori di ricerca integrata, prevede una diversa organizzazione dei servizi digitali sullo stesso livello per favorire l’integrazione operativa e impiantistica e consente di recuperare 90 posti letto grazie allo scorporo dell’ospedale Regina Margherita. Il nuovo complesso raggiungerà così quota 1.040 posti letto. Secondo quanto emerso nel corso della riunione, non sono previsti incrementi rilevanti dei costi e l’avvio dei lavori resta programmato per i primi mesi del 2027.
Il progetto aggiornato è stato trasmesso al commissario straordinario Marco Corsini, incaricato dal Governo di seguire la realizzazione dell’opera.
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha spiegato che «era un passaggio fondamentale e obbligatorio perché la progettazione ante Covid doveva essere adeguata a tutte le normative che da allora a oggi sono cambiate. L’aggiornamento elaborato dal Politecnico di Milano, referente scientifico dell’Organizzazione mondiale della sanità per la definizione delle linee guida europee per la progettazione dei nuovi ospedali, alla luce delle esigenze attuali dal punto di vista medico, clinico e della ricerca integrata, ha liberato di fatto 90 posti letto, tornati così a un numero adeguato rispetto ai tagli che erano stati previsti nel passato. Il nuovo ospedale, interamente finanziato con 611 milioni di euro, avrà 1.040 posti letto. Il commissario ha confermato che non ci saranno variazioni rilevanti su tempi e costi: dopo anni di parole, all’inizio del 2027 poseremo la prima pietra per dare il via al più grande intervento di edilizia sanitaria degli ultimi cinquant’anni in Piemonte».
Sulla stessa linea l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, che ha sottolineato come «è fondamentale la condivisione dei passaggi con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, che ringraziamo per la loro collaborazione costante».
Per il commissario straordinario Marco Corsini «dobbiamo fare le necessarie valutazioni col concessionario e con i suoi progettisti, ma ad un primo esame penso che non ci saranno variazioni significative sia per quanto riguarda i tempi (al massimo 2/3 mesi per la progettazione) che per i costi. Preciso però che questo non è un ritardo, ma è il tempo giusto per fare le cose per bene: gli adeguamenti erano necessari per realizzare una struttura adeguata sotto tutti i profili e soprattutto in linea con le attuali esigenze. Confermo l’avvio dei cantieri per il 2027».
Alla riunione del Collegio di vigilanza hanno preso parte anche i rappresentanti del Comune di Torino, dell’Università di Torino, dell’Azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute e della Scienza, degli ospedali Regina Margherita e Sant’Anna, oltre ai vertici di Sistemi Urbani e RFI.
Il sindaco della Città metropolitana e della Città di Torino Stefano Lo Russo, insieme ai sindaci dei Comuni di Collegno, Grugliasco e Rivoli Matteo Cavallone, Emanuele Gaito e Alessandro Errigo, ha indirizzato una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Matteo Salvini e ai presidenti e vicepresidenti delle commissioni competenti di Camera e Senato per sottoporre all’attenzione del Governo la situazione di grave criticità che interessa il cantiere del prolungamento della Linea 1 della metropolitana sulla tratta Fermi–Cascine Vica.
Il 16 giugno scorso, il Tribunale di Roma ha dichiarato non ammissibile la domanda di accesso alla proposta di concordato presentata dalla società Italiana Costruzioni Infrastrutture S.p.A., impresa affidataria dei lavori dell’infrastruttura, ormai in fase avanzata di realizzazione. Tale decisione espone il cantiere al concreto rischio di sospensione, con la conseguente necessità di procedere a un nuovo affidamento dei lavori e di reperire le risorse aggiuntive rese necessarie dall’adeguamento dei prezzi intervenuto rispetto al quadro economico degli appalti, che erano stati affidati nel 2019 e 2020 con un investimento pubblico complessivo già sostenuto superiore ai 200 milioni di euro. Per completare integralmente l’intervento, compresi gli altri appalti in cascata delle opere civili per i quali si valuta un extracosto di circa 40 milioni di euro, le stime attuali quantificano il fabbisogno in circa 70 milioni di euro totali.
“Dal 2019 – scrivono i sindaci nella lettera- i territori interessati convivono con un cantiere di straordinaria complessità che ha inciso profondamente sulla viabilità, sulla mobilità e sulle attività economiche dell’area. I principali assi stradali risultano interessati da limitazioni e deviazioni ormai da molti anni; cittadini, imprese e attività economiche continuano a sopportare rilevanti disagi e anche i lavoratori impegnati nel cantiere hanno dovuto affrontare, negli ultimi mesi, ritardi nell’erogazione delle retribuzioni”.
“L’attuale quadro- proseguono – rende impossibile fornire ai cittadini un cronoprogramma certo per il completamento dell’opera prolungando ulteriormente una condizione che interessa quotidianamente un’ampia parte dell’area metropolitana torinese. La situazione richiede un intervento istituzionale urgente, poiché gli enti locali non dispongono degli strumenti finanziari necessari per assicurare la continuità dei lavori né per fronteggiare le conseguenze derivanti dalla crisi dell’impresa affidataria”.
Per questo, i sindaci chiedono un incontro istituzionale urgente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e un’audizione alle commissioni competenti per affrontare la situazione. “La Linea 1 della Metropolitana – spiegano – rappresenta un’infrastruttura strategica per l’intera area metropolitana torinese e per il Piemonte. Il suo completamento supera l’interesse dei singoli Comuni, incidendo direttamente sull’efficienza del sistema della mobilità, sulla competitività del territorio e sulla qualità della vita di centinaia di migliaia di cittadini. Per queste ragioni chiediamo che Governo e Parlamento possano valutare tempestivamente, nell’ambito delle rispettive competenze, le soluzioni più efficaci per assicurare la continuità dell’intervento, il reperimento delle risorse aggiuntive necessarie per il rapido affidamento delle lavorazioni residue, evitando che una vicenda esclusivamente societaria comprometta il completamento di un’opera pubblica ormai prossima alla conclusione”.
I sindaci propongono inoltre di valutare la nomina di un commissario straordinario, dotato dei poteri necessari ad assicurare la massima rapidità nelle procedure di affidamento e nella prosecuzione dei lavori, analogamente a quanto già previsto per la realizzazione della Linea 2 della metropolitana di Torino.
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