In partnership con Goodness AC, Cubo Teatro, Klug e Torino Youth Centre/OFF TOPIC
Ha inaugurato sabato 21 maggio INDIGENO, l’ambizioso progetto di attivazione di comunità e rigenerazione urbana – risultato primo beneficiario del bando ToNite, lanciato dal Comune di Torino e finanziato nell’ambito della quarta call del programma europeo UIA “Urban Innovative Actions”, volto a migliorare la vivibilità e sicurezza del Lungo Dora – che apre il suo viaggio con una mostra fotografica open air in Via Pallavicino, a firma di Arianna Arcara del collettivo CESURA, e a cura di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, e il percorso di arte muraria e interventi pittorici de Il Cerchio E Le Gocce.

INDIGENO vuole costruire una comunità partecipata e solidale attraverso un percorso di arte urbana, mirando alla comprensione e consapevolezza di tutte le diversità socio culturali che compongono il quartiere, il complesso di case popolare di Via Farini e il Campus Einaudi, e volto a innescare modi virtuosi di abitarlo e viverlo. L’arte, quindi, come strumento, per favorire la creazione di nuove relazioni, ma anche la valorizzazione e lo sviluppo di quartiere.
Un’ampia progettualità: dall’esposizione fotografica al percorso d’arte muraria, passando da incontri con gli e le abitanti del quartiere, ma anche da spettacoli teatrali partecipativi, laboratori artistici e attività sportive per bambin? e ragazz?, oltre a una biblioteca di quartiere e alla creazione di un documentario che raccoglie le storie di chi questo quartiere lo vive. Un lungo percorso di progettazione che mira a rivitalizzare l’identità del quartiere, che possa essere volano per la costruzione di uno spazio più vivibile e sicuro, dove l’attivazione di un percorso artistico rinnovi la fruizione di una parte di città.
Nasce in quest’ottica di rigenerazione il progetto di Arte Urbana a cura de Il Cerchio E Le Gocce e la direzione artistica di Riccardo Lanfranco, con interventi di pittura murale realizzati sulle pareti della residenza universitaria Olimpia, sui temi dell’inclusività, dell’uguaglianza e dell’equità sociale. La particolare dinamica di progettazione adottata per questo ciclo d’interventi di Arte Urbana è stata assolutamente peculiare ed innovativa: oltre ad una connessione cromatica a sviluppo circolare rispetto alla posizione dei muri, gli artisti e le artiste sono stati invitati a collaborare tra loro alla progettazione delle opere, intrecciando tematiche e stili, con lo scopo di produrre risultati che non fossero solamente la somma delle parti ma il frutto di un dialogo, in un’ottica di apertura e cooperazione.

Gli artisti coinvolti sono:
- lAris e Giorgio Bartocci: due maestri del post-graffitismo e rappresentanti del primitivismo urbano in Italia. Hanno amalgamato le loro forme creando una composizione astratta dai forti cambi di velocità e dall’impatto travolgente; un lavoro eterogeneo dove perdersi dentro i dettagli.
- lMach505 e Luca Zamoc: tra le varie allegorie che il leone ha simboleggiato nelle differenti culture, per gli antichi pagani rappresentava il senso della giustizia poiché attaccava solo se spinto dalla fame. In trasparenza al leone di Mach505 che si staglia in primo piano, si manifesta l’immagine di Zamoc con Sansone che squarcia a mani nude l’animale. I due artisti hanno lavorato per contrapposizione tematica, interpretando allegoricamente la giustizia e la prevaricazione di questa ad opera del presuntuoso essere umano.
- lElisa Veronelli e Nice and the Fox: le artiste hanno interpretato l’università come luogo d’incontro, di condivisione e crescita. Attraverso un gioco di trasparenze, colori ed incastri, Elisa Veronelli ha rappresentato delle stanze che si mescolano tra loro, così come Nice and the Fox ha fatto con i volti. Non ci sono delle linee di confine nette tra le figure, ma si intersecano e confondono tra loro, consolidandosi e potenziandosi vicendevolmente.
- lFabio Petani e Luogo Comune: l’intervento vuole ragionare sul tema dell’integrazione. Questa viene interpretata attraverso il concetto di ecosistema, ovvero dell’interazione tra piante e insetti. Il biosistema e? costituito da una comunità di organismi viventi che interagiscono tra loro, creando un complesso autosufficiente in equilibrio dinamico. Le piante hanno bisogno degli insetti, cosi? come gli insetti hanno bisogno delle piante per potersi nutrire, trovare riparo e riprodursi. Il ciclo vitale senza uno dei due elementi si spezzerebbe. Questa tematica viene sviscerata dagli artisti che hanno lavorato in sinergia creando una composizione dove le loro emotività interagiscono e si compensano.
- lSara de Lucia: sviluppando i concetti di equità, inclusività e uguaglianza, l’artista ha ideato un’opera che verte sul principio dei vasi comunicanti.
Infatti, secondo la legge di Stevino, il principio afferma che un liquido contenuto in due o piu contenitori comunicanti tra loro raggiunge lo stesso livello, indipendentemente dalla forma del contenitore, originando un’unica superficie equipotenziale. Partendo da una situazione di squilibrio si raggiunge sempre la parità. Verrà creata un’animazione in realtà aumentata, visibile tramite QR code, nella quale sarà possibile vedere vasi e fiori mutare in base al variare del livello dell’acqua. - lSupe: recenti studi hanno ulteriormente confermato che vivere in prossimità? di aree verdi migliora considerevolmente la qualità della salute e l’aspettativa di vita degli individui. Nell’opera di Supe è rappresentata una pianta di Monstera in versione metallica, per creare un anello di congiunzione tra un elemento naturale e l’artificiosità della citta?. Il tubo spezzato esprime il divario tra la vita urbana e la natura e di come solo pochi fortunati possono trarre beneficio dalle risorse che quest’ultima ha da offrirci.
- lSheko: fedele al mondo del graffiti-writing da cui proviene, Sheko ha rappresentato una composizione di lettere, colori e forme strettamente riconducibili al proprio stile calligrafico e formale. Le lettere si mescolano tra loro facendo emergere le parole PARITY e ART. Un lavoro lineare per rappresentare uno dei passaggi culturali più profondi e complessi che sta affrontando la società contemporanea.
Luci colorate, la suggestione esaltante della festa di piazza, una creatività che s’impenna alta a cercare consensi visivi che non possono non arrivare all’osservatore ( e di primo acchito), senza tuttavia rinunciare alla veicolazione di messaggi con una forte connotazione etica e sociale. Dopo “Sinestesia Eco” del napoletano Roberto Pugliese, vincitore dell’edizione 2021, è “Dance First, Think Later” (citazione da Samuel Beckett) della salernitana di Cava de’ Tirreni, Marinella Senatore, l’opera vincitrice dell’edizione 2022 (la 44^) del “Premio Matteo Olivero”, che ogni anno porta a Saluzzo una nuova opera permanente e site specific. Promosso dalla “Fondazione Amleto Bertoni”, dal “Comune di Saluzzo” e organizzato da “The Blank e Esperienza srl”, il premio seleziona (attraverso una competente Giuria, guidata quest’anno, da Arturo Demaria, consigliere della “Fondazione Amleto Bertoni”) il migliore fra i progetti presentati da una ricca selezione di artisti in gara per la realizzazione di un’“installazione” che troverà collocazione in uno spazio individuato della Città. In tal senso l’opera della Senatore, quale vincitrice del Premio, è stata presentata mercoledì 25 maggio e va a collocarsi e a rendere unico il foyer del “Cinema Teatro Magda Olivero”. Dopo aver studiato all’ “Accademia di Belle Arti” di Napoli, al “Conservatorio di Musica” e alla “Scuola Nazionale di Cinema” di Roma, Marinella Senatore fonda nel 2012 “The School of Narrative Dance”, scuola “nomade e gratuita” fondata su metodi alternativi e non gerarchici di educazione basati sull’emancipazione, l’inclusione e la condivisione. Espone nelle più prestigiose istituzioni italiane e partecipa alle più importanti manifestazioni internazionali, fra cui “Manifesta 12” e le “Biennali” di Lione, Liverpool, Atene, Havana, San Paolo e Venezia. Fra i vari Premi, vince la quarta e la settima edizione dell’“Italian Council”, il “Premio MAXXI”, la fellowship dell’“American Academy in Rome” e il “New York Prize”. I temi sociali sottesi alla sua “Dance First, Think Later” si inseriscono perfettamente nel concetto del “RI-ABITARE”, proposto da “START 2022”, manifestazione unica nel suo genere che lega con un forte fil rouge Antiquariato, Artigianato e Arte Contemporanea e caratterizza, ormai da giorni, la meravigliosa primavera artistica saluzzese. “La ricerca artistica di Marinella Senatore – scrive la Giuria del Premio – combina in modo poetico e efficace cinema e illuminazione, danza e partecipazione, risultando così in perfetta armonia con la realizzazione di un’opera che trova la sua collocazione permanente nel cinema teatro ‘Magda Olivero’ di Saluzzo. Questo nuovo lavoro, appositamente pensato per gli spazi del foyer, attraverso l’utilizzo delle luminarie e la celebre frase ‘Dance First, Think Later’, ripresa da Samuel Beckett, invita gli spettatori a un coinvolgimento attivo della vita e dello spazio sociale”. E, da parte sua, ribadisce la Senatore: “Per l’opera ‘Dance First, Think Later’ ho concepito la luminaria nel foyer come una grande architettura di luce, un vero e proprio spazio di attivazione e scambio di energia generati dalla luce stessa. La mia luminaria vuole essere un monumento all’individuo e alla comunità, una vera e propria celebrazione e un catalizzatore dinamico di cambiamento sociale”.