CineBarrito Ambiente 2022 + Crisi climatica: alberi e foreste
Gli eventi di Triciclo proseguono sabato 5 novembre con un talk, a ingresso libero e gratuito, con ospiti d’eccezione sul patrimonio arboreo del nostro pianeta, con riferimento a processi di informazione ed educativi.
Sabato 5 novembre, dalle 17:30 alle 19:30, si terrà la tavola rotonda “Diventiamo tutti foreste”. Alla tavola rotonda parteciperanno i seguenti relatori: Gaetano Capizzi, Roberto Cavallo, Franco Correggia e Mario Salomone.
Dialogheranno con loro, stimolando anche il pubblico al confronto, la vicepresidente di Triciclo Rosina Rondelli e la volontaria Marzia Baracchino. A condurre l’incontro sarà il giornalista Eugenio Giannetta.
I relatori dialogheranno a partire da come vengono trattate le aree delle foreste e dei boschi nei film. Si proseguirà trattando il problema legato all’uso degli scarti e al riciclo del legno e si parlerà di associazioni per la salvaguardia di aree arboree dalla distruzione. Infine, il filo rosso dell’incontro sarà il tema arboreo dal punto di vista dell’educazione e della didattica.
Di seguito alcune brevi note biografiche dei relatori:
Gaetano Capizzi – Critico cinematografico e organizzatore di eventi culturali e festival. Nel 1998 fonda l’Associazione e il Festival Cinemambiente, che tuttora dirige. Pluripremiato per la sua attività di educazione e comunicazione ambientale, ha al suo attivo numerose collaborazioni editoriali nel settore cinematografico.
Roberto Cavallo – Agronomo e saggista italiano. Autore di numerose pubblicazioni e libri su tematiche scientifico-ambientali. Amministratore Delegato di ERICA soc. coop. Fondatore e past president di AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale). Consulente, autore e conduttore di alcune trasmissioni radio televisive per la RAI, sui temi ambientali.
Franco Correggia – Naturalista, saggista ed esperto di dinamiche dei sistemi complessi, collabora attualmente a progetti di ricerca nei campi della biologia molecolare, dell’ecologia teorica e della conservazione della biodiversità. È autore di numerosi volumi e contributi scientifici. È presidente dell’Associazione Terra, Boschi, Gente e Memorie, collaboratore della Scuola di Biodiversità del Polo Universitario Astigiano.
Mario Salomone – Docente universitario, sociologo ambientale, giornalista e scrittore. Fondatore nel 1989 della rivista italiana dell’educazione ambientale “.eco” e nel 2007 della rivista scientifica internazionale “Cultura della sostenibilità”. Nel 2022 è stato uno dei principali ispiratori del convegno internazionale “Nature in Mind. A new culture of nature for the protection of biodiversity”.
Rosina Rondelli – Attuale vicepresidente e co-fondatrice di Triciclo nel 1996, quando era presidente della ong torinese CISV. È stata docente di materie letterarie nella scuola media. Curatrice di numerosi testi, tra i quali “Come un albero”.
Marzia Baracchino – Volontaria dell’Associazione Triciclo da gennaio 2022. È stata dirigente della Regione Piemonte fino al 2021, ricoprendo vari incarichi di responsabilità in materia di comunicazione, turismo e cultura.
Eugenio Giannetta – Giornalista e autore tv, collabora con diverse testate, tra cui Avvenire, Linkiesta, Sole 24 Ore e Harper’s Bazaar.
Insieme agli ospiti si andrà a scoprire come sia possibile per tutti immedesimarsi nel destino del patrimonio arboreo del pianeta attraverso processi di informazione ed educativi, usando la potenza evocativa delle immagini e diventando consapevoli della preziosità di ogni pianta e della esigenza di non sprecare questo patrimonio e i suoi derivati.
Nel mese di novembre la manifestazione CineBarrito Ambiente 2022 + proseguirà con il trash challenge conclusivo.
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È forse l’autunno il periodo migliore per navigare il Grande Fiume nel Parco del Delta del Po tra la Romagna e il Veneto. L’esplosione dei colori autunnali rende il paesaggio ancora più affascinante. Uno scenario molto vario, mutevole, dai campi coltivati alla laguna, dalle dune sabbiose ai boschi e ai fitti canneti. Sullo sfondo si stagliano le pinete litoranee che svettano sulle distese d’acqua, discendenti di quelle piantate dai romani duemila anni fa per rifornire i cantieri navali. Quelle lagune e quelle paludi che fermarono gli eserciti invasori e protessero Ravenna facendola diventare, dopo il crollo di Roma, tre volte capitale, dell’Impero romano d’Occidente, del regno ostrogoto e poi baluardo italiano dell’Impero bizantino. Sopra di noi nel parco volano centinaia di uccelli in un festoso viavai, un autentico paradiso per i volatili, sia migratori che stanziali. Un grande spettacolo naturale da non perdere, immersi in un ambiente incantevole tra pioppi, arbusti e orchidee, fenicotteri, gabbiani rosati e centinaia di altri uccelli. A Porto Tolle, nella parte veneta del Delta, si arriva facilmente in auto. Da qui muovono le barche per l’esplorazione, qui comincia l’avventura in un groviglio di lagune salmastre, stagni, piccoli e grandi rami del fiume e sbocchi al mare e tutto diventa misterioso, quasi magico. Carpe, cefali, tinche, lucci popolano canali, fiumi e paludi ma sono gli uccelli la parte più ricca e interessante della fauna del Delta, appartengono a oltre 300 specie ed è facile vederli sugli alberi mentre sulle rive del Po e dei canali svolazzano aironi, garzette, cormorani, il falco di
palude, l’usignolo di fiume, il gabbiano reale, il cavaliere d’Italia, la pettegola, l’avocetta, l’ibis, gheppi, poiane e tanti altri. I volatili migratori giunti dai Paesi freddi del nord trovano nel Delta un rifugio sicuro e adatto allo svernamento, in inverno migliaia di anatre come il germano reale affollano le distese d’acqua e in primavera gli aironi e le garzette si riproducono nei canneti e lungo gli stagni. Per alcuni il Delta del Po è deprimente e triste, per la nebbia, per le zanzare (meglio comunque evitare l’estate) e per la piattezza del paesaggio. In realtà è un colpo d’occhio eccezionale, un’esperienza unica. Sarebbe bello che il grande fiume fosse navigabile da Torino fino all’Adriatico, fino al Parco regionale del Delta del Po. Per adesso lo è solo parzialmente, da Cremona al mare per quasi 300 chilometri. Filippo Re