AMBIENTE- Pagina 17

Esposizione ai campi elettromagnetici, l’Associazione C.C.E in Consiglio regionale

Il presidente della Commissione Ambiente Sergio Bartoli: “necessaria una valutazione approfondita con la IV Commissione Sanità”

La Commissione Ambiente, presieduta da Sergio Bartoli, ha ascoltato oggi in audizione l’Associazione Comuni Contro Elettrosmog for the Environment (C.C.E.) sul tema dell’inquinamento elettromagnetico e sull’innalzamento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, passato da 6V/m a 15V/m il 30 aprile 2024.
“Dal 30 aprile 2024, con le nuove norme, in Italia i rischi biologici legati ai campi elettromagnetici prodotti dalla tecnologia 5G sono sempre più elevati – ha dichiarato Maurizio Giani, presidente dell’Associazione C.C.E. – soprattutto per chi ha un pacemaker o un impianto cocleare, ma anche per tutti noi. La nostra associazione ha il compito di sensibilizzare i Comuni, che devono dotarsi di un Piano per le antenne e farle installare almeno lontano dalle scuole e dai luoghi sensibili. L’alternativa è quella di puntare soprattutto sui cablaggi degli edifici scolastici”.
Durante la seduta, sono stati presentati dati tecnici e scientifici, insieme a studi nazionali e internazionali, che sollevano preoccupazioni sugli effetti a lungo termine dell’esposizione ai campi elettromagnetici, con particolare riferimento alle emissioni della tecnologia 5G. L’Associazione C.C.E. ha evidenziato l’assenza di un parere sanitario ufficiale da parte delle autorità competenti e ha ribadito la necessità di adottare il principio di precauzione.
Alla discussione hanno partecipato i consiglieri Paola Antonetto (FdI), Alberto Unia (M5s), Davide Buzzi Langhi (Fi).
Commenta Bartoli: “Nel corso dell’audizione, il Vicepresidente Alberto Unia ha sottolineato l’importanza di approfondire ulteriormente la questione. In qualità di Presidente della Commissione Ambiente, ritengo che tale approfondimento debba avvenire attraverso una seduta congiunta con la IV Commissione Sanità, affinché si possano valutare in modo più ampio le possibili implicazioni, non solo ambientali ma anche sanitarie, legate all’innalzamento dei limiti di esposizione”.
A tal proposito, il Presidente della Commissione, Sergio Bartoli, ha annunciato la volontà di calendarizzare una prossima seduta congiunta con la IV Commissione Sanità, per approfondire il tema dell’elettrosmog, strettamente legato alla tutela della salute pubblica, con l’audizione dell’International Society of Doctors for the Environment (ISDE).
“Ritengo fondamentale che il confronto con esperti e istituzioni sanitarie possa fornire elementi utili per eventuali azioni di tutela della popolazione, con particolare attenzione alle categorie più vulnerabili, come bambini, anziani ed elettrosensibili.
Desidero ringraziare il Vicepresidente Alberto Unia per aver introdotto la seduta e tutti i membri della Commissione per la partecipazione attiva a questa audizione, auspicando che il lavoro prosegua in modo condiviso e approfondito”, ha concluso Bartoli.

Boschi promossi: sostenibilità forestale, Piemonte al terzo posto per superficie certificata

PEFC Italia presenta il Rapporto Annuale sulla certificazione di gestione forestale sostenibile: a fine 2024 sono 1.061.059,26 gli ettari di superficie certificata PEFC (+8,2% rispetto all’anno precedente). Il Piemonte si posiziona sul podio – dopo Trentino Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia – per superficie forestale certificata. Press kit Un traguardo significativo per l’ecosistema della certificazione forestale: il 2024 ha registrato il maggior numero da sempre di nuove aziende certificate in un solo anno, confermando la validità del sistema di certificazione PEFC in particolare per le piccole e medie imprese. Gli ettari di foreste e piantagioni gestite in maniera sostenibile in Italia nel 2024 sono saliti a quota 1.061.059,26 (+8,2% rispetto all’anno precedente) e sono 236 le nuove aziende ad aver ottenuto la certificazione di catena di custodia (o CoC, dall’inglese Chain of Custody) che, sommate a quelle degli anni precedenti, raggiungono un totale di 1.585, registrando un +16,8% rispetto al 2023.

Sono questi i numeri emersi dal Rapporto Annuale del PEFC Italia, ente promotore della certificazione della buona gestione del patrimonio forestale. Per quanto riguarda i servizi ecosistemici da foreste certificate, sono 15 le nuove attestazioni rilasciate, di cui 14 riguardanti il servizio ecosistemico del carbonio e 1 per la biodiversità. Attualmente, PEFC Italia conta 35 certificati di servizi ecosistemici, con un coinvolgimento di 27.856 ettari, a dimostrazione della sempre più crescente attenzione verso la tutela della biodiversità, la promozione del turismo e del benessere forestale e dei benefici ecosistemici. Piemonte sul podio per superficie forestale certificata e maggior incremento di aziende certificate Tra le regioni protagoniste del report PEFC Italia, spicca il Piemonte, che si conferma al terzo posto per superficie forestale certificata con 86.847,97 ettari gestiti in modo sostenibile (dopo Trentino Alto Adige con 598.463,29 ettari e il Friuli-Venezia Giulia con 98.570,46 ettari). Il Piemonte si distingue inoltre per il numero di nuove aziende che hanno ottenuto la certificazione di Catena di Custodia PEFC nel 2024: con 70 nuove certificazioni, la regione registra il maggior incremento a livello nazionale. Questo risultato porta il totale delle aziende certificate in Piemonte a 179, evidenziando l’interesse crescente delle imprese verso la sostenibilità e la tracciabilità, garantendo che il materiale legnoso e i prodotti derivati siano gestiti e trasformati in modo responsabile, dal bosco al consumatore finale. A livello provinciale, il contributo del Piemonte è variegato e significativo.

Torino guida la classifica regionale con una superficie forestale certificata di 50.076,22 ettari, di cui 2,25 ettari di pioppeti, e 90 aziende certificate nella catena di custodia. Il Verbano-Cusio-Ossola contribuisce con 16.771,58 ettari certificati e 4 aziende CoC, mentre Vercelli registra 10.860,8 ettari certificati e 4 aziende CoC. Cuneo segue con 5.866,94 ettari certificati, di cui 151,95 di pioppeti, e 58 certificazioni CoC. Alessandria si distingue per i suoi 2.764,29 ettari di pioppeti certificati e 12 aziende CoC.Infine, Asti e Biella, pur con superfici più contenute – rispettivamente 163 ettari e 259,71 ettari – dimostrano un impegno crescente, con 7 aziende certificate ad Asti e una a Biella. Biella, infine, vanta una certificazione per il servizio ecosistemico del carbonio. “I risultati di quest’anno sono straordinari e dimostrano come la certificazione PEFC stia diventando un elemento chiave per le aziende italiane orientate a perseguire pratiche sostenibili e obiettivi di responsabilità sociale d’impresa. Questo è un percorso fondamentale per trasformare processi produttivi e organizzativi”, spiega Marco Bussone, Presidente di PEFC Italia.

“Il Piemonte, in particolare, si conferma una regione all’avanguardia nella gestione forestale sostenibile e nella certificazione PEFC: il crescente numero di aziende certificate e gli ettari di foreste gestiti in modo responsabile dimostrano come la sostenibilità sia ormai parte integrante delle strategie produttive e organizzative delle imprese piemontesi. Pianificare e certificare è una necessità, una opportunità anche per il sistema degli Enti locali, in particolare nel quadro delle Strategie di Green Community”. “In generale, l’aumento delle certificazioni PEFC non è solo un numero ma piuttosto il segno tangibile di un cambiamento culturale in direzione della sostenibilità e della trasparenza delle filiere di approvvigionamento”, conclude Antonio Brunori, Segretario Generale PEFC Italia. “In un momento storico in cui la crisi climatica è al centro del dibattito globale, la certificazione PEFC rappresenta un impegno concreto per il futuro del nostro patrimonio forestale, per la sua gestione al fine di una mitigazione degli estremi climatici e per il benessere della società”.

Iren a KEY, evento europeo dedicato alle tecnologie

Il Gruppo parteciperà alla manifestazione con uno stand immersivo e due eventi dedicati a fotovoltaico, autoconsumo ed elettrificazione per le imprese

 

Anche quest’anno il Gruppo Iren parteciperà a KEY, The Energy Transition Expo, il principale evento europeo dedicato alle tecnologie, ai servizi e alle soluzioni integrate per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili, che si terrà presso il Rimini Expo Centre dal 5 al 7 marzo.

L’evento sarà l’occasione, per l’azienda, di valorizzare le best practice sviluppate nelle diverse aree di business che spaziano dallo sviluppo di innovative soluzioni per l’efficienza energetica delle abitazioni alle opzioni di autoconsumo per le imprese, offrendo al pubblico presente in fiera una panoramica di tutti i servizi disponibili.

Lo stand Iren, suddiviso in due ampie aree, si trova al Padiglione A1: attraverso un percorso immersivo realizzato con foto, video e materiali interattivi, i partner e gli ospiti saranno guidati alla scoperta delle attività del Gruppo, attraverso una galleria digitale dei progetti realizzati nei diversi territori.  Presso lo stand sarà anche possibile partecipare a due momenti di approfondimento: il primo sarà dedicato al contesto e ai trend di mercato del prodotto fotovoltaico (mercoledì 5 marzo alle ore 15.15), mentre il secondo avrà l’obiettivo di fare il punto sull’autoproduzione di energia da fonte rinnovabile e l’elettrificazione dei consumi per le imprese (giovedì 6 marzo alle ore 15.30).

Attraverso case studies e confronti con esperti del settore, Iren si propone di accompagnare i clienti e gli operatori a comprendere le principali sfide e opportunità legate alla transizione energetica, anche in maniera integrata rispetto alle commodities di privati e aziende.

Inoltre, lo stand sarà sempre presidiato dai professionisti di Iren che potranno proporre consulenze personalizzate sulle soluzioni di Iren luce gas e servizi e di Iren Smart Solutions a tutti i potenziali clienti interessati e alle imprese di settore.

PalaTazzoli, ecco il più grande impianto fotovoltaico della Città

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Nell’ambito del programma EfficienTo, il piano di efficientamento e riqualificazione energetica degli immobili comunali, realizzato da Iren, è stato attivato il nuovo impianto fotovoltaico sul tetto del PalaTazzoli, il più grande di proprietà della Città. L’intervento rientra nel più ampio progetto di riqualificazione del palazzo del ghiaccio di via Sanremo 67, recentemente riaperto al pubblico al termine dei lavori di rinnovamento delle piste e ad interventi di adeguamento normativi.

Con una potenza nominale di circa 248,4 kWp e una potenza di picco complessiva pari a 288 kWp, il nuovo impianto rafforza l’impegno della Città nella promozione delle energie rinnovabili e nella riduzione delle emissioni di CO2, affiancandosi agli altri 18 impianti fotovoltaici già attivi. L’energia prodotta dal nuovo impianto coprirà circa il 12% del fabbisogno energetico del PalaTazzoli, contribuendo a ridurre i costi operativi e la dipendenza da fonti energetiche tradizionali.

“Grazie all’energia prodotta, il risparmio medio in bolletta sarà di circa 44mila euro l’anno – commenta l’assessore allo Sport della Città di Torino, Domenico Carretta -. Con l’entrata in funzione dell’impianto fotovoltaico si completa la riqualificazione del PalaTazzoli, che oggi si presenta completamente rinnovato e pronto ad ospitare eventi di alto livello, come già dimostrato per le Universiadi e come avverrà la prossima settimana con le gare dei Giochi Mondiali Special Olympics. Senza dimenticare il fondamentale ruolo della struttura per la pratica delle attività sportive di base”. 

L’adeguamento e la messa in funzione dell’impianto è stata realizzata da Iren Smart Solutions ed è parte del piano di ristrutturazione del PalaTazzoli, avviato nel 2018 e finanziato con i fondi residui delle Olimpiadi del 2006 e curata da SCR – Società di Committenza della Regione Piemonte Spa. Dopo gli ultimi adeguamenti tecnici a cura di Iren Smart Solutions, l’impianto è entrato in funzione nelle scorse settimane; composto da 800 pannelli fotovoltaici da 360 Wp ciascuno, produrrà ogni anno circa 278.640 kWh, con un risparmio stimato di 71 tonnellate di CO2, che equivale alla messa a dimora di circa 750 alberi.

Dal punto di vista tecnico la struttura è composta da 9 inverter da 27,6 kW ciascuno collegati a 3 stringhe da 30 moduli, con un totale di 15 ottimizzatori per stringa per massimizzare la produzione di energia. La riqualificazione complessiva del PalaTazzoli ha riguardato il completo rifacimento dell’impianto di raffreddamento della Pista 1, nonché il rinnovo della balaustra della pista, che è stata adeguata all’attuale normativa della Federazione Internazionale. Ulteriori lavori hanno interessato anche la Pista 2, con l’impermeabilizzazione dei torrini degli ascensori al piano terra.

TORINO CLICK

Ecolamp ricicla 83 tonnellate di lampadine esauste

 

Lo smaltimento dei Rifiuti Elettrici ed Elettronici nella regione Piemonte subisce nel 2024 un lieve calo con 83 tonnellate, -15,3% rispetto al 2023. Trascina la regione Torino, che perde però ben quattro posizioni: dal quarto posto 2023 con 51 tonnellate all’ottavo del 2024 con 39. 

                                                                                                                                                                                                                                                                          
Come ogni anno, il consorzio Ecolamp ha pubblicato i numeri di raccolta relativi al 2024: sono 3.156 le tonnellate di Rifiuti Elettrici ed Elettronici (RAEE) raccolte e smaltite dal consorzio durante l’anno, di cui il 44% appartiene alla categoria delle sorgenti luminose esauste (R5) e il 56% è rappresentato da piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, apparecchi di illuminazione e pannelli fotovoltaici giunti a fine vita (R4). I numeri, segnano un generale aumento rispetto all’esercizio 2023 sia a livello nazionale che regionale.

 

Per quanto riguarda le sorgenti luminose, storico raggruppamento gestito dal consorzio, nel 2024 il Piemonte ne ha avviate a riciclo 83 tonnellate, settima regione italiana per lampadine raccolte perdendo così anche una posizione rispetto all’esercizio 2023, con una flessione del -15,3%. In particolare, la provincia di Torino conferma il primato con 39 tonnellate ma si segnala un -23% rispetto al 2023. A seguire, Cuneo (14ton), Novara (10ton), Alessandria (6ton), Vercelli (5ton), Asti (4ton), Verbano-Cusio-Ossola (3ton) e Biella (2ton).

 

Nel 2024 la raccolta del Consorzio ha registrato un incremento importante rispetto all’anno precedente, con oltre tremila tonnellate contro le duemila e seicento circa del 2023, a livello nazionale. Le regioni italiane stanno quasi tutte seguendo questo andamento positivo – commenta Fabrizio D’Amico, Direttore Generale di Ecolamp – è costante l’impegno di Ecolamp per raggiungere livelli sempre maggiori di RAEE correttamente gestiti e più in generale a sostegno dell’economia circolare. Vanno nella stessa direzione anche le iniziative di comunicazione del Consorzio volte a favorire una più diffusa sensibilità verso la corretta gestione di tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita”.

 

Raccolta sorgenti luminose (R5) in Piemonte nel 2024

(dati Consorzio Ecolamp)

Forum Mobilità: inquinamento e traffico congestionato, ma potenziale inespresso di tram, metropolitana e ciclabili 

A Torino la sesta tappa della campagna   “Città2030, come cambia la mobilità” di Legambiente 
Sesta tappa per la campagna itinerante di Legambiente “Città2030, come cambia la mobilità”  arrivata ieri a Torino con l’obiettivo di promuovere una mobilità più sostenibile e favorire la creazione di centri urbani più vivibili.
Nell’ambito dell’iniziativa si è svolta questa mattina la sesta edizione del Forum Mobilità piemontese presso il Centro Servizi Volontariato, dove sono stati presentati i dati regionali sull’inquinamento atmosferico, analizzata la situazione del trasporto pendolare e valutati gli indicatori di mobilità urbana, con l’obiettivo di definire un percorso per rendere la Regione Piemonte più sostenibile entro il 2030.
Andando ad analizzare i dati del capoluogo piemontese emerge che per il tasso di motorizzazione, Torino rimane in cima alla classifica nazionale con 69 auto ogni 100 abitanti, in crescita rispetto al 2023 (+8) e ben al di sopra dell’obiettivo al 2030, quando si dovrà giungere al di sotto di 35 auto ogni 100 abitanti. Resta invariato rispetto al 2023 il tasso di incidentalità, con 5 incidenti ogni 1.000 abitanti. Occorre ricordare che un’altra grande sfida al 2030 è il raggiungimento dell’obiettivo fissato dal Piano Nazionale Sicurezza Stradale (PNSS) che prevede il dimezzamento delle vittime in strada.  Per quanto riguarda la qualità dell’aria, i principali inquinanti restano sotto i livelli di guardia rispetto alle medie annuali. Questo dato deve però tener conto della futura direttiva dell’Unione Europea, per questo sin da ora è necessario ridurre le concentrazioni medie annuali di particolato sottile PM10 del 25% e di NO2 del 36% (fonte: elaborazione Mal’Aria – Legambiente 2024).
“Nel 2024 le concentrazioni degli inquinanti sono sensibilmente calate, ma questo è dovuto principalmente alle eccezionali condizioni meteo e non a provvedimenti strutturali”, evidenzia Mirko Laurenti dell’Ufficio Scientifico di Legambiente. “Dal bilancio di Mal’Aria emerge che in Piemonte Torino e Asti hanno registrato superamenti di PM10 rispettivamente con 55 sforamenti nelle centraline di Rebaudengo e Lingotto e 37 nella centralina D’Acquisto, entrambe ben oltre il limite dei 35 giorni consentiti. Per quanto riguarda le medie annuali, nessuna città supera attualmente i limiti vigenti, ma se il 2030 fosse già qui, con l’entrata in vigore dei nuovi parametri europei più stringenti, la situazione cambierebbe radicalmente: a eccezione di Biella, Cuneo e Verbania, nessun altro capoluogo piemontese risulterebbe entro i parametri”.
Tornando ai dati sulla mobilità urbana, il trasporto pubblico del capoluogo presenta luci e ombre: nonostante un lieve incremento nell’uso dei mezzi, l’auto privata resta la scelta principale a Torino. Se da un lato abbiamo un modal split che vede ancora il 47% degli spostamenti in auto contro solo l’11,4% con il trasporto pubblico, dall’altro possediamo la seconda rete tramviaria d’Italia, dopo Milano, con 73 km di linee e 245 tram. La domanda di trasporto pubblico urbano è pari a 227 viaggi/abitante/anno, ancora lontana dai 400 definiti nell’obiettivo al 2030, e nel 2024 si conta solo il 21% di bus elettrici. Migliora invece l’offerta della sharing mobility, che con 3000 monopattini, 2300 biciclette, 650 scooter e 3600 auto in free-floating, vede il 65% dei mezzi completamente elettrici.
Per quanto riguarda il trasporto su ferro nel 2023 il Piemonte ha contato 776 corse giornaliere, ma si classifica tra le peggiori linee d’Italia a causa di molte sospensioni o rallentamenti. Sono 11 le linee ferroviarie sospese, alcune di queste aspettano da anni la riattivazione secondo quanto previsto nei piani di RFI, altre rischiano di essere smantellate (fonte: Rapporto Pendolaria di Legambiente).
“Oggi vogliamo ribadire quanto sia urgente e necessario accelerare i tempi per raggiungere gli obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria – dichiara Alice De Marco, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Abbiamo solo 5 anni per ridurre drasticamente i livelli di emissioni, soprattutto in relazione agli inquinanti che creano i maggiori problemi di salute. La Regione Piemonte insieme alle città lavori ad un serio piano di misure e azioni efficaci e coordinate in tutti i settori che sono corresponsabili dell’inquinamento atmosferico: mobilità, agro zootecnia, riscaldamento domestico. Per la città di Torino la posta in gioco è alta: aderendo alla Missione europea si è impegnata a raggiungere obiettivi di neutralità climatica entro il 2030.
Le priorità affrontate oggi riguardano il settore della mobilità. Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta chiede più coraggio e più presa di coscienza da parte delle istituzioni competenti, locali e regionali, rispetto alle soluzioni da mettere in atto con urgenza e priorità: potenziamento ed elettrificazione del trasporto pubblico locale su ferro e su gomma, a livello urbano ed extraurbano, per offrire un servizio che risponde alle esigenze della maggior parte dei cittadini e delle cittadine piemontesi; stop progressivo delle auto nei centri urbani con istituzione delle Città30 almeno in tutti i capoluoghi piemontesi; ripensare gli spazi urbani estendendo le aree pedonali, creando percorso ciclo-pedonali ben collegati tra loro e in sicurezza rispetto al traffico veicolare”.
Il Forum Mobilità, moderato da Rubina Pinto, vice-Direttrice di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, ha visto nella prima sessione dopo l’introduzione di Sergio Capelli, Direttore di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, gli interventi di Mirko Laurenti dell’Ufficio scientifico di Legambiente, Ennio Cadum, docente dell’Università di Pavia, Fulvio Bellora del Coordinamento per la Mobilità Integrata e Sostenibile, Stefania Pugliese, responsabile Ambiente di CGIL Piemonte e Mirko Franceschinis del Circolo Legambiente Dora Baltea di Ivrea. A seguire, la Tavola Rotonda istituzionale “Le città piemontesi e le sfide del cambiamento” moderata da Luigi Vendola, giornalista ha ospitato Angelo Robotto, Direttore della Direzione Ambiente della Regione Piemonte, Chiara Foglietta, Assessora all’Ambiente della Città di Torino e Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta.
“Città2030: come cambia la mobilità” è un viaggio in 20 capoluoghi italiani, da Nord a Sud, per promuovere una mobilità green e per favorire la creazione di centri urbani più vivibili. Dopo Torino farà tappa anche a Padova (28/02-1/03), Perugia (28/02-1-2/03), Modena (4/03), Pescara (5/03), Trieste (12/03), Napoli (7/03), Messina (7-8/03), Olbia (7-8/03), Avellino (10/03), Reggio Calabria (13/03), Brindisi (14/03) e a Roma (17-18). Completano il programma due tappe spin-off a Cassino e Pomigliano d’Arco, dedicate alla crisi del settore automotive.
cs Legambiente

Smog, livello Zero fino a venerdì

Secondo i dati previsionali forniti da Arpa Piemonte, da oggi giovedì 27 febbraio, e fino a venerdì 28 febbraio 2025 compreso (prossimo giorno di controllo), entrerà in vigore il livello 0 (bianco) con le sole misure strutturali di limitazione del traffico previste del semaforo antismog.

Si ricorda che eventuali variazioni del semaforo antismog, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure, delle esenzioni e dei percorsi stradali esclusi dai blocchi sono disponibili alla pagina www.comune.torino.it/emergenzaambientale .

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Torino, parte la campagna per il corretto deposito dei rifiuti e il rispetto dell’ambiente

“Oggi butta bene!” è il claim della nuova campagna di comunicazione che Città di Torino, in collaborazione con Amiat e GTT, lancia per sensibilizzare la cittadinanza sull’adozione di comportamenti corretti nel conferimento dei rifiuti e per il rispetto dell’ambiente.

Saranno oltre mille i nuovi manifesti, previsti con due grafiche e in formato 100×140, che da oggi faranno progressivamente la loro comparsa con affissioni e tramite comunicazione sui mezzi di trasporto pubblico di GTT.

Il focus della campagna in particolare porterà l’attenzione su due tipologie di rifiuti, ingombranti e deiezioni canine, e su come piccoli gesti da parte di tutti possono concretamente fare la differenza nel prendersi cura del territorio e migliorare al tempo stesso il servizio che Amiat rende alla città.

La campagna di questi giorni è la prima parte di una più articolata che, quest’estate, vedrà una seconda ondata di affissioni focalizzate su altre due tipologie di rifiuti, ancora in fase di definizione.

Con i manifesti che vengono affissi da oggi avviamo una campagna di comunicazione in più step per sensibilizzare le persone verso la cura della Città, attraverso piccoli gesti quotidiani – dichiara l’assessora alle Politiche per l’Ambiente Chiara Foglietta –. Torino è di tutti e tutte noi e ognuno può fare la propria parte per garantire il decoro e la pulizia. Attraverso il lavoro e l’impegno quotidiano, l’amministrazione comunale fa la sua parte ma giova ricordare, come tutti noi possiamo fare la differenza”.

Repetita iuvant, dicevano i latini: ed in effetti è bene ribadire che certi comportamenti vanno evitati – commenta Paola Bragantini, Presidente Amiat Gruppo Iren -. Gli sforzi per garantire il decoro della città e una sempre miglior raccolta differenziata, infatti, necessitano della fattiva collaborazione dei cittadini: invitiamo tutte e tutti a rendere Torino una città sempre più bella e sostenibile”.

TORINO CLICK

 

Aviazione sostenibile, cieli più puliti grazie (anche) al Piemonte

La collaborazione tra Regione e partenariato europeo Clean Aviation per quanto riguarda l’aviazione sostenibile e le relative opportunità di finanziamento per le imprese del settore è stata al centro di un evento svoltosi nel Grattacielo Piemonte.

“La partnership con Clean Aviation consolida il ruolo del Piemonte nell’industria aerospaziale e apre nuove prospettive per una transizione sostenibile e tecnologicamente avanzata dell’aviazione – ha affermato Andrea Tronzano, assessore regionale allo Sviluppo delle Attività produttive, nel suo intervento introduttivo – La nostra priorità è sostenere l’ecosistema con investimenti mirati, stimolando l’innovazione e la collaborazione tra imprese e centri di ricerca, tenendo presente che il Piemonte è uno dei territori europei più avanzati nel settore aerospaziale, con oltre 35.000 addetti e un fatturato di 8 miliardi di euro”.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, imprese, centri di ricerca e portatori di interesse del settore aerospaziale, riuniti per confrontarsi sulle opportunità offerte dal programma europeo e sulle sinergie con le politiche regionali di sostegno all’innovazione.

L’incontro si è inserito nel percorso avviato con la firma del Memorandum of Cooperation (MoC) tra la Regione Piemonte e CAJU, avvenuta il 28 novembre 2023 durante gli Aerospace & Defense Meetings a Torino; l’accordo punta a creare un ecosistema integrato in cui fondi europei e programmi regionali lavorino in sinergia per accelerare l’innovazione, favorire la formazione di nuove competenze e garantire alle imprese piemontesi un ruolo da protagoniste nella sfida verso un’aviazione a emissioni zero.

 

I relatori dell'evento

Gli obiettivi

Clean Aviation, sostenuto da Horizon Europe e da importanti attori del settore, si inserisce nella strategia europea per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Un obiettivo ambizioso, considerata la previsione di un triplicarsi della domanda di voli nello stesso arco temporale e il rischio, senza interventi mirati, di un raddoppio delle emissioni del trasporto aereo.

Ad illustrare nel dettaglio strategie e linee d’azione è stato Daniele Violato, responsabile della cooperazione strategica tra tale ente e le Regioni europee con attività nel settore aeronautico, che ha evidenziato come la sfida della transizione verso un’aviazione sostenibile richieda uno sforzo congiunto e coordinato a livello europeo, nazionale e regionale.

Passi necessari per affrontare questa sfida sono l’entrata in servizio entro il 2035 di velivoli con una riduzione del 30% delle emissioni di gas serra rispetto a quelli di ultima generazione, e rinnovare oltre il 75% della flotta aerea attuale entro il 2050. Un processo che non rappresenta solo un’esigenza ambientale, ma anche un’enorme opportunità economica, con ricadute significative sull’occupazione e sulla competitività dell’industria europea.

Il programma si concentra infatti sull’esplorazione e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche all’avanguardia, spaziando dai sistemi di propulsione ibrida ed elettrica per i velivoli regionali alla realizzazione di aeromobili caratterizzati da architetture ultra-efficienti e innovative. Particolare attenzione è rivolta all’utilizzo dell’idrogeno come fonte di alimentazione, con l’obiettivo di portare nei cieli aerei a zero emissioni entro la metà del prossimo decennio. Questa nuova fase di ricerca si fonda sulle solide basi dei precedenti programmi europei Clean Sky 1 e Clean Sky 2, che hanno già permesso lo sviluppo di oltre mille tecnologie e la realizzazione di numerosi dimostratori, grazie all’impegno congiunto di più di 5.000 scienziati e ingegneri di 30 Paesi.

In questo ambito la Regione può intervenire a sostegno delle imprese piemontesi con l’attuale programmazione del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr 2021-2027).

A rafforzare questo impegno contribuisce il Progetto integrato di filiera Aerospazio 2023-2025, promosso dalla Regione Piemonte e realizzato in collaborazione con Ceipiemonte, che sostiene le pmi nella loro internazionalizzazione offrendo strumenti concreti per affermarsi sui mercati globali attraverso la partecipazione a fiere internazionali, workshop e incontri b2b.

Gli interventi

Fulvia Quagliotti, presidente del Distretto Aerospaziale Piemonte, ha evidenziato il valore di una filiera che conta oltre 450 piccole e medie imprese, perfettamente integrate in un sistema che vede la collaborazione tra grandi player, centri di ricerca e università.

Proprio Leonardo e Avio Aero, rappresentate rispettivamente da Marco Protti ed Enrico Casale, hanno presentato le strategie per lo sviluppo di velivoli a basse o zero emissioni, illustrando i progressi nella propulsione a idrogeno, nell’utilizzo dei carburanti sostenibili (SAF) e nella realizzazione di aerostrutture sempre più leggere ed efficienti.

Il prorettore del Politecnico di Torino Candido Fabrizio Pirri ha portato la positiva esperienza della partecipazione a programmi collaborativi di ricerca e sviluppo finanziati con fondi FESR, confermando l’importanza della collaborazione tra ricerca e industria. In quest’ottica Lorenzo Gusman, direttore operativo di Torino Airport, ha spiegato come lo scalo torinese stia diventando un hub per la sperimentazione di nuove tecnologie, mettendo a disposizione infrastrutture in grado di supportare la transizione verso sistemi di rifornimento e ricarica di nuova generazione.