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Chi è Laura Cosa, co-founder e CEO di Impact Hub Torino

Rubrica a cura di ScattoTorino

Non è un coworking nel senso tradizionale, ma un laboratorio per l’imprenditoria che punta su un ecosistema di risorse, opportunità di collaborazione e stimoli per aumentare l’impatto positivo generato sulla società. Fondato da 8 “pionieri” che credono nelle potenzialità di Torino e hanno voluto riportare il modello internazionale già esistente anche all’ombra della Mole, Impact Hub Torino sorge in piazza Teresa Noce 17d negli spazi della ex fabbrica di cavi elettrici Incet. Un quartiere che si sta appropriando di una nuova identità anche grazie a questo luogo in cui hanno sede alcuni dei principali attori dell’open innovation locale. ScattoTorino ha incontrato Laura Cosa, Co-founder e CEO di Impact Hub, che ci ha raccontato qual è il format di questa community che conta 102 sedi tra Europa, Nord e Sud America e oltre 16.000 iscritti. Dopo la laurea cum laude in Finanza conseguita presso l’Università degli Studi di Torino e due esperienze di studio all’estero, in India e in Cina, Laura ha lavorato nel settore della microfinanza, è stata responsabile dello sviluppo di progetti in Italia, Europa e Africa della ONG francese PlaNet Finance (oggi Positive PlaNet) guidata dall’economista Jacques Attali e nel 2013 ha conseguito il diploma di Certified Expert in Microfinance presso la Frankfurt School of Finance & Management.

Impact Hub TorinoCos’è Impact Hub?

“È una rete internazionale, una community di innovatori sociali. Ovvero di spazi che ospitano imprese, investitori, startup, organizzazioni, enti, associazioni e liberi professionisti accomunati dalla volontà di generare un impatto positivo sull’ambiente, sulla società e sul territorio. Ogni sede è interconnessa a livello locale e mondiale per cui possono nascere relazioni professionali sia legate al contesto in cui si opera sia di più ampio respiro”.

Impact Angels invece?

“Si tratta di una membership esclusiva per i Business Angels “ad impatto” cioè quegli investitori che sono interessati ad un target che sviluppa progetti imprenditoriali volti alla sostenibilità e che hanno la possibilità di incontrare delle startup ad alto impatto sociale che vengono selezionate dal nostro network. L’obiettivo è facilitare le relazioni tra questi due protagonisti del mercato che sono connessi tra loro”.

Ci presenti Angels for Women?

“Il club è composto da donne che sostengono l’imprenditoria femminile. In questo caso, così come con gli Impact Angels, siamo guidati dall’obiettivo di portare un cambiamento anche culturale nelle modalità di fare impresa. Oggi purtroppo si tratta di nicchie di mercato, ma l’idea è che in futuro diventino lo standard”.

 

Da chi è composto il team torinese?

Quando abbiamo iniziato eravamo otto giovani che avevano studiato economia, ciascuno con declinazioni professionali diverse e complementari: Marilù Sansone, Davide Moletti, Alessandro Amelotti, Alessandro Straffolino, Alessandro Cappellini, Laura Casale, io e Paolo Russo, che è anche il Presidente. Ci conoscevamo già dai tempi dell’università e dell’AIESEC, l’associazione studentesca internazionale che ha valori affini ai nostri. Oggi Marilù ed io siamo operative full time, mentre altri tre co-founder ci supportano in base alle loro competenze. Abbiamo inoltre dei collaboratori e dei tirocinanti dell’Università di Torino. Per loro è una bella opportunità perché il nostro è un mondo lavorativo diverso da quello tradizionale e infatti abbiamo avuto dei feedback positivi da parte di molti, che hanno definito quella con noi un’esperienza illuminante. Oltre ai fondatori abbiamo una compagine societaria aperta ad altri investitori del territorio che hanno deciso di far parte del progetto e che si occupano di innovazione con un ruolo attivo”.

Quali sono i plus di una struttura fluida come la vostra?

“Questo è un contesto professionale aggregativo perché grazie al coworking è possibile fare networking, trovare delle opportunità di business e confrontarsi quando si lancia un prodotto o un servizio nuovo avendo dei riscontri diretti e immediati. Anche noi di Impact Hub creiamo momenti di incontro e confronto grazie a degli eventi mirati. Di recente, ad esempio, il Relationship Manager di LinkedIn ha tenuto un corso di formazione sul personal branding. Inoltre organizziamo workshop gratuiti con esperti e trattiamo temi come l’innovazione e l’importanza di fare impresa e abbiamo degli strumenti che mettiamo a disposizione dei membri come i programmi di accelerazione e una serie di opportunità agevolate tramite i partner del territorio”.

Impact Hub TorinoChe cos’è la Global Community App?

“Si tratta di una piattaforma virtuale che connette gli oltre 16.000 Hubbers del mondo in cui gli iscritti possono chattare, far parte di gruppi tematici e creare connessioni professionali”.

E l’Impact Hub Passport?

“Chi fa parte della nostra rete può utilizzare gratuitamente, fino a 3 giorni all’anno, una postazione in una delle 102 sedi. Gli iscritti hanno gli stessi valori di condivisione, apertura mentale e professionale e spesso succede che si creino delle sinergie tra loro. In ottica di condivisione, ogni anno il network organizza due gathering: un incontro con i fondatori di Impact Hub di tutto il mondo che si tiene ogni volta in una città diversa; c’è poi un secondo meeting a livello europeo”.

Avete stretto una partnership con l’aeroporto di Torino. Di cosa si tratta?

“Da diverso tempo l’aeroporto ragiona su come trasformare il proprio spazio per essere più funzionale per i viaggiatori e tra i progetti aveva la creazione di location per riunioni o per il business. In questo periodo stiamo esplorando se la partnership funziona perché, dopo la prima fase di indagine sul campo, abbiamo attivato una sala riunioni che era già presente in aeroporto e ne stiamo monitorando l’utilizzo. I risultati sono interessanti e le grandi aziende che hanno manager che si spostano in Europa organizzano qui i meeting. Tra i plus ci sono il parcheggio gratuito e il fast track per accedere più velocemente all’area imbarchi”.

Impact Hub TorinoQuali eventi avete in calendario?

“C’è un palinsesto fisso con dei format che organizziamo con regolarità. Si tratta di incontri per la community: dai workbench mensili gratuiti per gli Hubbers e per gli esterni ai momenti di networking come la Sexy salad: un pranzo dove ognuno porta del cibo e vengono invitati ospiti speciali che presentano il loro progetto, se di valore per il gruppo. A marzo terremo un secondo corso per Business Angels che si svolgerà in 5 serate e interverranno esperti che affronteranno ognuno un tema specifico: da quello giuridico-fiscale alla scelta dell’investimento giusto”.

Fuckup Nights significa?

“È un format innovativo e internazionale nato in Messico ed esportato in più di 300 città. Si tratta di serate informali dove si raccontano storie di fallimento professionale perché tutti ci siamo passati e spesso i migliori successi sono figli di errori. Le storie possono essere di ispirazione, motivazione e condivisione e servono per aiutare gli altri. Tra gli ospiti abbiamo avuto Paola Gianotti, che nel 2012 ha dovuto chiudere l’azienda e si è reinventata decidendo di fare il giro del mondo in bici per battere il Guinness World Record come donna più veloce ad aver circumnavigato il globo. Altri protagonisti sono stati Fabio Zaffagnini geologo e imprenditore che ha fondato Rockin’1000 e Trail Me Up, Augusto Coppola managing director del programma di accelerazione per startup Luiss EnLabs, Francesca Corrado fondatrice della Scuola del fallimento, Alfredo Carlo founder di Housatonic e Gregorio Caporale imprenditore e socio della digital factory torinese Synesthesia. Il prossimo appuntamento è entro giugno e troverete le informazioni su torino.impacthub.net”.

Torino per te è?

“Durante l’università ho fatto delle esperienze all’estero e successivamente ho lavorato a Milano, ma sono tornata a casa perché Torino è l’ideale per creare una realtà di questo tipo. Prima di aprire Impact Hub ci siamo chiesti se avesse senso farlo e la risposta è stata sì perché questa è una città dalle dimensioni perfette per il proliferare delle iniziative dal basso. Abbiamo scelto un quartiere in via di riqualificazione perché ci piace far parte della trasformazione torinese che da città industriale diventa un luogo che punta sull’innovazione”.

Un ricordo legato alla città?

“Nel 2014 siamo partititi con l’idea di portare Impact Hub a Torino e abbiamo cercato una location. All’inizio non è stato facile, ma poi siamo approdati al progetto di riqualificazione della fabbrica di cavi elettrici Incet, che era in disuso, completamente degradata e la piazza di fronte al nostro spazio addirittura non esisteva. Abbiamo seguito tutte le fasi evolutive e oggi, quando entro nella nostra sede, ricordo lo stato di desolazione in cui versavano gli oltre 10.000 metri quadri e sono contenta che, anche grazie a noi, ci sia stato un rinnovamento. Abbiamo compiuto da poco il secondo compleanno e abbiamo voluto festeggiare per restituire ciò che abbiamo fatto in questo periodo, sottolineare cosa siamo e cosa vogliamo fare per il prossimo anno”.

 

Coordinamento: Carole Allamandi
Intervista: Barbara Odetto

 

 

Valutazione di impatto sociale, parte il corso

“La necessità di soffermarsi sul tema dell’impatto generato dalle imprese – spiega il professor Paolo Biancone, direttore del corso, organizzato dal Dipartimento di Management dell’Università di Torino, in collaborazione con Camera di Commercio di Torino, Torino Social Impact – nasce dal passaggio da un modello di welfare state ad uno di welfare society (o “civile”), all’interno del quale le aziende, in particolare quelle del Terzo Settore, sono direttamente coinvolte

 

Parte il 27 gennaio la prima edizione del corso universitario di aggiornamento professionale “VALUTAZIONE DI IMPATTO SOCIALE”

OItre 80 tra professionisti, manager di cooperative, fondazioni e altre organizzazioni torneranno in aula per studiare un tema, la valutazione di impatto sociale, divenuto prioritario con i recenti obblighi normativi. “La necessità di soffermarsi sul tema dell’impatto generato dalle imprese – spiega il professor Paolo Biancone, direttore del corso, organizzato dal Dipartimento di Management dell’Università di Torino, in collaborazione con Camera di Commercio di Torino, Torino Social Impact – nasce dal passaggio da un modello di welfare state ad uno di welfare society (o “civile”), all’interno del quale le aziende, in particolare quelle del Terzo Settore, sono direttamente coinvolte con inevitabili conseguenze sulla necessità di implementare strumenti per la valutazione dell’impatto del proprio operato”. Il corso è articolato in 10 lezioni e attività di project working.

 

Le competenze acquisite saranno certificate da un preposto Ente di certificazione e daranno il via a una nuova figura professionale: il valutatore di impatto sociale.“La nostra attenzione scientifica e didattica – conclude il professor Biancone – è concentrata sul tema dell’impatto sociale, di concerto con i portatori di interesse del territorio, in primo luogo la camera di commercio di Torino e Torino Social Impact”. Sempre Torino sarà sede del prossimo colloquio scientifico internazionale sull’Impresa Sociale, promosso da Iris Network e organizzato dal Dipartimento di Management dell’Università di Torino e Torino Social Impact . Giunto alla quattordicesima edizione, affronterà quest’anno il tema “L’impresa sociale e il suo ecosistema per lo sviluppo sostenibile”, attirando studiosi di varie area scientifiche che daranno il proprio contributo sul tema.

 

Di seguito i dettagli della call for paper

https://irisnetwork.it/wp-content/uploads/2019/12/colloquio2020-call-for-paper.pdf

Info sul corso

https://www.management.unito.it/do/home.pl/View?doc=Terza_missione/Formazione_continua.html

Torino festeggia Capodanno con la Magia del Cinema

Dopo la festa da Guinness World Record 2018/19, Torino Masters of Magic incanterà il pubblico con uno spettacolo, in piazza Castello, che consacrerà la nascita di un 2020 dedicato al grande cinema: ‘Capodanno 2020: la Magia del Cinema’.

Si tratta di un progetto della Città di Torino realizzato da Masters of Magic, main sponsor UniCredit e Mastercard, partner Iren, sponsor CNH, media partner RDS e DiscoRadio. Il Direttore artistico e conduttore della serata – realizzata con la regia di Alessandro Marrazzo – è Walter Rolfo.

Sarà una lunga serata di magia e cinema in cui, allo scoccare della mezzanotte, ‘Torino Natale Magico’ – che nel mese di dicembre ha animato la città con 150 straordinari spettacoli – e ‘Torino Città del cinema 2020’ – il calendario di eventi programmato per celebrare il ventesimo anniversario dell’apertura del Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana e la nascita di Film Commission Torino Piemonte -, troveranno il loro punto di contatto e si passeranno il testimone.

Filo conduttore dei festeggiamenti della notte di Capodanno saranno i film che hanno fatto la storia del ‘grande schermo’. Campioni dell’illusionismo provenienti da tutto il mondo, fantasisti, cantanti e prestigiatori racconteranno la settima arte dalle origini a oggi e i generi cinematografici saranno la chiave per introdurre gli artisti. Da Méliès, prestigiatore e padre del cinema, alle grandi illusioni live sul palco, dal film muto allo show di ombre cinesi, dal noto mago Houdini ai grandi escapologi odierni saranno rappresentati nelle performance sul palco di piazza Castello. Alle immagini dei film si alterneranno anche manifesti, foto e spettacoli di lanterna magica provenienti dalle collezioni del Museo Nazionale del Cinema, in un crescendo emozionale che lascerà tutti senza fiato.

“La sera di San Silvestro saluteremo l’anno nuovo ancora una volta con un appuntamento speciale, all’insegna della magia. Sarà per Torino una grande festa, un Capodanno da ricordare, a cui tutti i torinesi e i turisti in vacanza nella nostra città sono naturalmente invitati a partecipare – sottolinea la Sindaca Chiara Appendino –. In piazza Castello funamboli e illusionisti diretti da Walter Rolfo coinvolgeranno grandi e piccini in uno show emozionante e benaugurale, aprendo di fatto le porte con giochi di prestigio, musica, sketch e proiezioni a un 2020 in cui, con un calendario fitto di intrattenimenti dedicati alla Settima arte, celebreremo due importanti ventennali, quello del Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana e quello di Film Commission Torino Piemonte. Per l’ultimo dell’anno altrettanto speciali saranno l’appuntamento con i cittadini più in là con gli anni che intenderanno brindare al coperto, al Palazzetto dello Sport di Parco Ruffini e per quanti non vorranno mancare al tradizionale concerto, la mattina dell’1 gennaio, alle 11, nella Tettoia dei Contadini”.

 

“È un onore straordinario presentare per la seconda volta lo spettacolo che augurerà il buon anno alla città di Torino. Mi emoziona ancora di più sapere che la magia sarà ancora protagonista dei sogni dei torinesi – dichiara Walter Rolfo, Direttore artistico e conduttore del Capodanno in piazza Castello -. Ho girato il mondo e portato i miei spettacoli in più di 60 Paesi. Sono partito a 19 anni da Torino con il sogno di tornare a casa e contribuire a fare della mia città la capitale mondiale dell’arte magica e creare un progetto che possa crescere, affermarsi e avere un impatto importante anche nel lungo periodo, un vero e proprio fil rouge che ammanti di meraviglia la nostra città. Il sogno sta prendendo forma perché abbiamo portato a Torino la ‘Masters of Magic World Convention’ e reso magico il Natale con ‘Torino Natale Magico’, due grandi eventi in grado di dare un importante contributo al turismo e all’intrattenimento torinese. Molte sono le peculiarità che rendono la nostra città famosa nel mondo. Desidero che a queste si possa aggiungere l’arte della magia intesa anche come strategia di pensiero, metodo di insegnamento e formazione manageriale. La magia è un linguaggio capace di comunicare emozioni, stati d’animo e sentimenti, proprio come il cinema. Le due arti sono storicamente connesse e sono certo che uno spettacolo che le unisce assicurerà un Capodanno all’insegna della meraviglia. I successi conseguiti nelle ultime settimane e la grande partecipazione agli eventi natalizi sono la prova che la direzione in cui ci stiamo muovendo è quella giusta. Sarà un Capodanno speciale. Ospiteremo sul palco artisti di fama internazionale tra cui anche tre campioni mondiali. Maghi di grande talento che hanno deciso di rinunciare ad altri eventi per esibirsi a Torino. Aspetto in piazza Castello cittadini e turisti per festeggiare con loro quello che, lo prometto, sarà il Capodanno più magico di sempre”.

 

“UniCredit è particolarmente lieta di questa collaborazione con il Comune di Torino – che ci permette di sostenere un importante progetto a favore  della comunità – afferma Daniela Barco, Responsabile business Retail Nord Ovest di UniCredit –. Proprio con il Comune di Torino abbiamo recentemente portato avanti l’iniziativa di rifacimento delle facciate dei palazzi della città. Grazie alla campagna dalla Città di Torino insieme a UniCredit per la riqualificazione degli edifici privati si è verificato a Torino un aumento in un anno del 25% di ristrutturazioni di facciate di immobili. Negli ultimi anni UniCredit ha condotto numerose iniziative di solidarietà, segno tangibile della vicinanza della banca alla città di Torino e alle esigenze della comunità. Tutto ciò testimonia la volontà di UniCredit di rafforzare il legame con la città a conferma di come l’attività di una banca per il territorio non si esaurisca solo dal punto di vista del supporto economico e finanziario, ma produca anche effetti sociali e culturali. Il sostegno di UniCredit non si esprime soltanto nell’ambito della gestione del Servizio di Tesoreria del Comune, ma anche grazie ad iniziative che portiamo avanti autonomamente per le fasce più deboli della popolazione. Recentemente, inoltre, UniCredit ha lanciato il programma di Social Impact Banking che si pone proprio l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di una società più inclusiva, attraverso l’individuazione, il finanziamento e la promozione di iniziative che hanno un impatto sociale positivo. Torino e il Piemonte più in generale rimangono un tassello cruciale del nostro sistema sociale ed economico e dispongono di importanti risorse per la transizione, costituendo per diversi aspetti un laboratorio sociale, economico, culturale per il Paese. Nell’ambito della collaborazione con la Città, per il programma Torino Natale  Magico, UniCredit, nelle domeniche di dicembre, mette  inoltre a disposizione la propria sede di UniManagement in via XX settembre 29, come ‘quinta piazza’ per gli spettacoli di magia dedicati alle famiglie.”

 

Da anni il Gruppo Iren è a fianco del programma dei festeggiamenti di Natale e Capodanno organizzato dalla città di Torino – spiega il Presidente Renato Boero – e siamo felici quest’anno di contribuire al messaggio di sensibilizzazione a comportamenti sostenibili rivolto a tutti i partecipanti. Comportamenti che il Gruppo ha introdotto in tutte le sue politiche, interne ed esterne. Ricordiamo, ad esempio, la sostituzione graduale di tutta la flotta con auto e mezzi elettrici per la raccolta dei rifiuti; l’emissione di Green Bond i cui proventi sono totalmente utilizzati da IREN per finanziare o rifinanziare progetti e attività con impatti positivi sull’ambiente; l’attività di educazione ambientale per scuole rivolta ogni anno a oltre 80.000 studenti; la produzione dell’87% di energia elettrica da fonti rinnovabili (in prevalenza idroelettrico). Ed è proprio questa energia rinnovabile che Iren offre per ‘accendere’ il Capodanno 2020: la Magia del Cinema“.

 

Quello di quest’anno, infatti, sarà anche un ‘Capodanno sostenibile’.

La manifestazione si avvarrà della preziosa collaborazione di due partner leader in questo campo: IREN che garantisce per lo spettacolo l’energia elettrica derivante da fonti rinnovabili e CNH che, con il suo supporto, da sempre dimostra avere grande attenzione per l’ambiente. Obiettivo del ‘Capodanno green’ è sensibilizzare cittadini e spettatori invitandoli a seguire 5 best practice: rispettare le regole di un evento sostenibile; prediligere i mezzi pubblici per gli spostamenti; riciclare sempre, anche durante le feste; scoprire le regole della città sulla gestione dei rifiuti; diffondere sostenibilità. E ancora, la sera del 31, per accedere liberamente alla piazza e assistere allo spettacolo, bisognerà consegnare all’ingresso un tappo di plastica che verrà poi riciclato.

Inoltre, il 31 dicembre sarà anche la notte in cui i ‘sogni’ di 3 protagonisti della ‘Mole dei desideri’ diventeranno realtà. Sul palco, infatti, saranno premiati 3 desideri scelti tra tutti quelli scritti su bigliettini di carta e appesi sulle riproduzioni della Mole in versione natalizia che nei weekend di dicembre sono state allestite nei luoghi del ‘Natale Magico’.

Il pubblico, scaricandosi ‘Bepix’, l’applicazione dedicata al ‘Capodanno 2020: la Magia del Cinema’, potrà partecipare a un emozionante countdown e creare una coreografia luminosa con giochi di luce straordinari.

A partire dalle ore 22 saliranno sul palco i più importanti campioni del mondo di sempre: Disguido, Carlo Truzzi, Nestor Hato, Otto Wessely, Paolo Carta, Mago Edgar e Miguel Muñoz.

 

DISGUIDO – Un duo di fantasisti che pone al centro del proprio spettacolo la comicità visuale in un mix di illusionismo, mimo e cabaret. Ispirandosi alla grande commedia slapstick di Charlie Chaplin e Buster Keaton, crea uno show esilarante e poetico in cui lo spettatore è il vero protagonista. Finalisti al Campionato del Mondo di Magia FISM 2015 hanno conquistato il secondo posto al Campionato Europeo di Magia 2014.

CARLO TRUZZI – Riconosciuto come il più abile esperto nell’affascinante arte delle ombre, Carlo Truzzi riporta agli albori della cinematografia con raffinate tecniche di sovrapposizione. Fantasista di livello mondiale ha rielaborato questa antica forma di spettacolo in chiave avvincente, poetica, comica e ironica, creando silhouettes diverse di animali, celebri personaggi dello spettacolo internazionale e interi sketch solo con l’utilizzo delle sue mani.

NESTOR HATO – Considerato uno dei migliori manipolatori al mondo si è classificato secondo al Campionato Mondiale FISM 2018 Korea e Campione Europeo FISM. Il fantasmagorico manipolatore di scena che fa apparire le carte aeree con una cadenza vertiginosa ha creato nuovi numeri di magia dal ritmo frenetico.  

 

OTTO WESSELY – È un travolgente prestigiatore austriaco, già campione del mondo, che si è esibito ovunque, dal Crazy Horse di Parigi ai più grandi show di Las Vegas. Il suo numero visivo è considerato il più comico a livello internazionale. Si tratta di un improbabile mago che tenta in ogni modo di stupire il pubblico con un’esilarante e incontrollabile follia comica.

PAOLO CARTA – Consulente per parchi a tema, grandi personaggi dello spettacolo, illusionisti, film per il cinema, produzioni televisive SKY, Mediaset e Rai. Ha ricevuto numerosi premi internazionali per le sue esibizioni ed è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere per meriti artistici nel campo dello spettacolo. Considerato uno degli artisti più eclettici e talentuosi, ha calcato le scene dei teatri più prestigiosi di tutto il mondo e ha portato la sua arte nei parchi divertimento a tema, tra cui Gardaland, dove ha ricoperto anche il ruolo di direttore artistico.

 

MAGO EDGAR – Specializzato in diverse tipologie di magia, dal close-up alle grandi illusioni, ha creato diversi spettacoli con la sua compagnia teatrale che ha fatto il giro di Francia e Spagna. Terzo mago al mondo nella categoria grandi illusioni, la sua carriera vanta più di 400 esibizioni in due anni lungo la costa catalana, apparizioni televisive, show al Teatreneu di Barcellona, sessioni magiche ravvicinate, spettacoli in congressi e festival teatrali eccezionali (come Fira de Tàrrega, La Mostra d’Igualada, FETEN-Gijón, FISM in Italia). Il suo programma di magia è andato in onda sulla piattaforma Internet TV Waita.

MIGUEL MUÑOZ – Miguel Muñoz è mago, artista circense e co-direttore di Puntocero. È stato premiato come Campione del Mondo di Magia (Grand Prix Fism 2018), premio FISM 2015 e 2014. Ha lavorato con acclamati registi e compagnie come Tim Burton e Disney (nel loro ultimo film Dumbo), DV8 Physical Theater, Nofit State Circus, Tattoo Theater. Durante le sue tournée internazionali si è esibito in luoghi prestigiosi come l’Hollywood Magic Castle, il London National Theatre, il Teatro Circo Price a Madrid o il Taipei National Theatre.

Per informazioni: www.nataleatorino.it

Alpsib Forum: nuovi strumenti finanziari per il sociale

Building an equitable future: new forms of social impact investments across the Private, Third and Public sectors 
 
 
ALPSIB FORUM, organizzato da Next Level, è l’evento conclusivo di un progetto durato due anni durante i quali Francia Austria, Italia, Germania, Slovenia hanno lavorato insieme per costruire strategie comuni sui nuovi strumenti finanziari per l’impatto sociale.
 
Nel corso della mattinata verranno raccontate 6 storie eccezionali di investimento in impatto sociale e sanitario provenienti da tutta Europa: storie in cui pubbliche amministrazioni, investitori e imprenditori sociali hanno fatto la differenza insieme. Nel pomeriggio, 3 workshop saranno dedicati all’innovazione dei finanziamenti privati e pubblici in “impatto” e all’accesso alla finanza sociale per il Terzo Settore. 
 
Parteciperanno al Forum 50 esperti stranieri
Oltre ai partner di progetto, sarà presente la Banca Europea per gli Investimenti, il Fondo Europeo per gli InvestimentiBNP Paribas; l’investitore Svizzero InvethosStone King prestigiosa società di consulenza inglese, Il “Governement Outcome Lab” dell’Università di Oxford, e altri prestigiosi centri di ricerca sull’imprenditorialità sociale e i social impact bond da Francia, Svezia, Spagna, Grecia. 
 
Il Forum è un evento di respiro internazionale che vede Torino ancora una volta protagonista in innovazione sociale: per la prima volta è il terzo Settore che lancia la sfida alle pubbliche amministrazioni e agli investitori per cambiare le strategie di finanziamento.  
 

Biennale Democrazia, chiusa la IX edizione: “Guerre e Paci”. Oltre 45.000 presenze

il tutto esaurito tra cui, oltre agli eventi inaugurali: il monologo Il secolo è mobile di e con Gabriele Del Grande; la lectio di Gustavo Zagrebelsky; l’incontro con Michelangelo Pistoletto e Francesco Manacorda sull’arte come strumento di pace preventiva; l’appuntamento La terra dei gelsomini. Che cosa succede in Siria? con Asmae Dachan, Annalisa Camilli e Gabriele Del Grande; l’incontro Democrazia e conflitto. Uno sguardo da Gaza con Atef Abu Saif e Francesca Mannocchi; il dialogo tra Paola Caridi e Anna Foa su Israele e Palestina; il dialogo L’occidente allo specchio tra Francesca Mannocchi e Matteo Nucci; Tintoria live, il podcast di Daniele Tinti e Stefano Rapone con la partecipazione di Pif; la lectio Cosa mi dice la letteratura russa della guerra e della pace di Paolo Nori.

Straordinaria la partecipazione delle scuole e dei giovani registrata nei cinque giorni della manifestazione con oltre 2.000 presenze di studentesse e studenti delle scuole di ogni ordine e grado, tra cui più di 200 giovani da tutta Italia ospitati nel campus residenziale di Democrazia Futura, con l’accompagnamento delle animatrici e degli animatori culturali dell’associazione Acmos. Riconfermato il grande successo della programmazione di Democrazia Futura, dedicata alle scuole, alle famiglie e alle nuove generazioni, che ha offerto un palinsesto rinnovato di laboratori, giochi, sperimentazioni e performance, tra cui il flashmob Domandare la pace in piazza Carignano. Molto partecipato anche il programma di Democrazia Diffusa, che ha valorizzato  la straordinaria ricchezza di iniziative e soggetti tipica dei quartieri torinesi, con incontri disseminati sul territorio cittadino. Grazie alla collaborazione attiva di Torino Social Impact, ARCI Torino e la partecipazione della rete delle Biblioteche civiche torinesi, 30 realtà culturali della città sono diventate protagoniste della programmazione di Democrazia Diffusa. Come nell’VIII edizione, Biennale Democrazia è arrivata anche nella casa circondariale Lorusso e Cutugno, con gli eventi di Daria Bignardi con Valeria Verdolini, e di Lorenzo Bernini con Daniela Ronco.

La geografia della IX edizione di Biennale Democrazia è stata la più diffusa di sempre.

Dialoghi, incontri di parola, lectio, letture saranno disponibili sul canale YouTube di Biennale Democrazia e nell’archivio multimediale sul sito della manifestazione.

Foto Elisa Giuliano

Torna Biennale Democrazia, Guerre e Paci. Fino a domenica 30 marzo la IX edizione

 

Torna Biennale Democrazia, manifestazione culturale della Città di Torino, ideata e presieduta da Gustavo Zagrebelsky, che dal 2009 si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

L’appuntamento è a Torino da mercoledì 26 a domenica 30 marzo, con la IX edizione, Guerre e Paci, una riflessione sui conflitti, sulle violenze e sulle guerre, alla luce dell’attuale scenario di crescente tensione globale e della persistente minaccia di scontri interni alle società democratiche. L’idea è di esplorare, in dialogo con il pubblico, il complesso rapporto tra conflitto e democrazia, in un mondo dominato da guerre dove la pace deve essere la via. La manifestazione accoglierà oltre 100 incontri, eventi e spettacoli, con più di 220 ospiti italiani e internazionali.

«L’appuntamento con Biennale Democrazia sarà, ancora una volta, l’occasione per riflettere e confrontarsi su temi importanti, a partire dallo spunto di riflessione offerto dal titolo dell’edizione di quest’anno, Guerre e Paci. Non c’è futuro senza pace per tutte e tutti e una pace vera e duratura si crea partendo dalle “paci” che possiamo costruire ogni giorno nelle nostre comunità. Il nostro compito come istituzioni è quello di costruire legami e unioni per promuovere una vera cultura della pace. Le guerre non sono soltanto quelle combattute con le armi, più o meno vicine, sono anche le volontà di chiusura tra persone, il portare avanti idee di esclusione e non inclusione. La differenza tra guerra e pace la fa anche la nostra capacità di sanare i conflitti, mantenendo e valorizzando le identità» dichiara Stefano Lo Russo, Sindaco della Città di Torino.

IL TEMA: GUERRE E PACI

«Biennale Democrazia è pronta a tornare in città per discutere di guerra, violenza e conflitto temi ineludibili del nostro presente, perché non può esservi convivenza democratica senza pace. In un clima di crescente polarizzazione delle posizioni e delle opinioni è fondamentale ribadire il senso profondo di Biennale Democrazia: ritrovarsi assieme per discutere, dialogando per mettere a confronto posizioni anche molto distanti, prendersi il tempo per la comprensione reciproca come primo necessario passo per trovare soluzioni pacifiche, mai così agognate» afferma Gustavo Zagrebelsky, Presidente di Biennale Democrazia.

L’edizione 2025 di Biennale Democrazia sarà dedicata alle “paci possibili” che emergono da equilibri precari e dalla necessità di accordi per assicurare la sopravvivenza di individui, istituzioni, Stati e del pianeta stesso, perché in una società pluralistica il conflitto e il dissenso sono inevitabili, ma le istituzioni democratiche possono e devono garantire soluzioni pacifiche. La IX edizione di Biennale Democrazia esplorerà quindi il ruolo della democrazia e dei diritti fondamentali della persona nella prevenzione degli abusi di potere e nella gestione dei conflitti, facendo luce sulle dinamiche politiche e sociali dei nostri giorni. L’immagine guida di Biennale Democrazia di quest’anno è opera di Alessio Mamo, fotografo pluripremiato al World Press Photo nel 2018 e nel 2020 per i suoi reportage dalle zone di conflitto: Ucraina, Iraq, Siria e Palestina. La fotografia è stata scattata a Qaraqosh, la più grande città cristiana dell’Iraq, liberata dall’esercito iracheno nell’ottobre 2016, dopo due anni di occupazione dell’Isis, e mostra segni di devastazione totale. Nessuna delle case del villaggio è stata preservata. Il salotto testimonia l’impatto concreto della guerra, ma anche la possibilità di cambiamento, e l’inizio della pace.

IL PROGRAMMA DELLA IX EDIZIONE

Il programma della manifestazione accompagnerà il pubblico in una riflessione a partire da quattro itinerari tematici, quattro diverse prospettive per discutere e ragionare attorno ai grandi temi che riguardano la democrazia: Conflitti globali, conflitti locali; Geopolitica della guerra e della pace; Immaginare la pace, tra utopia ed eresia; Tutti contro tutti. Il programma è consultabile integralmente su biennaledemocrazia.it. Come in ogni edizione, alcuni eventi saranno registrati e successivamente resi disponibili sul canale YouTube di Biennale Democrazia.

Anche nell’ambito della IX edizione di Biennale Democrazia, come nella precedente, oltre al programma principale, sono previste due sezioni ulteriori: Democrazia Futura, nell’ambito di Torino Futura – Generazione di cultura, programma dedicato alle scuole di ogni ordine e grado, ai giovani e alle famiglie, e Democrazia Diffusa, realizzata grazie alla collaborazione con Torino Social Impact, Arci Torino e la rete delle Biblioteche civiche torinesi, e che vede la partecipazione di oltre 30 realtà di tutto il territorio.

Tra gli ospiti internazionali, in dialogo con altri relatori dall’Italia e dal mondo, Fariba Adelkhah, antropologa francese di origine iraniana, che racconterà la sua esperienza di arresto e detenzione nel carcere di Evin, in Iran, in dialogo con Irene Bono, professoressa del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università degli Studi di Torino, in occasione dell’incontro L’Iran dietro le sbarre. Detenzione e libertà scientifica; Mats Berdal, esperto in conflitti internazionali e professore al King’s College di Londra, parlerà del destino dei trattati di pace; Vincent Bevins, giornalista e autore americano, rifletterà sul periodo tra il 2010 e il 2020, dieci anni in cui il numero di persone che hanno partecipato alle proteste è stato più alto che in qualsiasi altro momento della storia umana (nell’ambito delle azioni di  #VersoTorino2033); Asmae Dachan, giornalista professionista, fotografa, poeta e scrittrice italo-siriana, dialogherà con Annalisa Camilli, giornalista, e Gabriele Del Grande, scrittore e regista, sul futuro della Siria post-Assad durante l’evento La terra dei gelsomini. Che cosa succede in Siria?; Cédric Durand, professore presso l’Università di Ginevra e membro del Centre d’Économie Paris Nord, introdurrà al pubblico il concetto di tecnofeudalesimo, di fronte al quale è urgente immaginare un internazionalismo digitale non allineato; Elgas, giornalista, scrittore e sociologo, terrà una lectio sul tema dei conflitti locali e globali, dal titolo L’eredità dei conflitti coloniali; Élise Féron, docente e senior research fellow presso il Tampere Peace Research Institute (Università di Tampere, Finlandia), terrà la lectio Il femminismo di fronte alla guerra; Maaza Mengiste, scrittrice etiope e autrice del libro Sotto lo sguardo del leone (Einaudi, 2025), tradotto da Anna Nadotti, sarà presente in dialogo con la traduttrice in occasione dell’incontro “La memoria è raccogliere le ossa”. Come si racconta la violenza (la presentazione del libro avverrà in un’unica data italiana, sabato 29 marzo alle ore 20.30 nell’ambito di Biennale Democrazia, quando si affronterà il tema di come la guerra segni i corpi delle donne e di come la violenza su di esse diventi una forma di dominio che compromette il futuro); Asma Mhalla, politologa franco-tunisina esperta di geopolitica, terrà la lectio In your head. La nostra rabbia ai tempi dell’AI; Atef Abu Saif, docente all’Istituto Europeo di Fiesole ed ex Ministro della Cultura palestinese, rimasto bloccato nella Striscia di Gaza per i primi sessanta giorni di guerra, sarà in dialogo con Francesca Mannocchi, giornalista, a partire dall’evento Democrazia e conflitto. Uno sguardo da Gaza; Barbara Stiegler docente all’Università di Bordeaux, terrà la lectio Una lotta disperata, ma con molto fair play. Società e politica ai tempi del neoliberismo.

Tra gli ospiti italiani, parteciperanno a Biennale Democrazia: Edoardo Albinati, autore, e Daria Bignardi, giornalista, dialogheranno a partire dall’incontro Vagli a spiegare che è primavera. Il carcere tra giustizia e vendetta, una riflessione su colpevoli e vittime, sicurezza e giustizia (l’evento è in collaborazione con le Giornate della Legalità – Spazi aperti in luoghi chiusi); Alessandro Barbero, storico e divulgatore, e Manuela Ceretta, rettrice dell’Università della Valle d’Aosta, discuteranno di Come finiscono le guerre; Raffaella Baritono, storica, dialogherà con Mattia Diletti, del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale alla Sapienza Università di Roma, per indagare la situazione di un’America spaccata lungo confini profondi, economici, politici, culturali, in occasione del loro incontro Furore. Gli Stati Uniti verso la guerra civile; Annalena Benini, direttrice editoriale del Salone Internazionale del Libro, proporrà una lectio su Natalia e Leone Ginzburg; Franco Cardini, storico, cercherà di chiarire che tipo di conflitto intercorre tra Oriente e Occidente nella sua lectio Guerra all’occidente, guerra dell’occidente; Francesca Coin, sociologa, e Raffaele Alberto Ventura, autore, indagheranno il tema dell’autorealizzazione sul lavoro e sul perché non ci abbia resi liberi; Gabriele Del Grande porterà in scena Il secolo mobile. Una storia delle migrazioni in Europa vista dal futuro; Adriano Favole, professore di Antropologia Culturale all’Università degli Studi di Torino, sarà presente in occasione della lectio Fare la pace con la natura, dove proporrà idee e prospettive per recuperare una visione relazionale dei terrestri; Alberto Grandi, professore di Storia Economica e Storia del Cibo all’Università di Parma, e Nicola Perullo, filosofo e rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo dialogheranno a partire dall’incontro La tradizione è un campo di battaglia. Il food italiano tra eccellenza e retoricaLa resistenza italiana tra guerra e pace. A ottant’anni dalla liberazione è il titolo del dialogo tra Carlo Greppi, storico e scrittore, e Chiara Colombini, responsabile scientifica dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea Giorgio Agosti; Gad Lerner, giornalista, sarà presente in occasione dell’incontro Mosaico libanese. Che cosa cambia dopo la guerra? in dialogo con Rosita Di Peri, professoressa di Scienza Politica all’Università degli Studi di Torino; Chantal Meloni, giurista, e Nathalie Tocci, direttrice dell’Istituto Affari Internazionali di Roma, parleranno di guerra e democrazia in relazione alla situazione ucraina in occasione del loro dialogo Le democrazie e la guerra; Luca Misculin, giornalista, terrà la lectio Archeologia della guerra; Paolo Nori, scrittore e traduttore, terrà la lectio Cosa mi dice la letteratura russa della guerra e della pace; Matteo Nucci, scrittore, sarà in dialogo con Francesca Mannocchi, giornalista, in occasione dell’incontro L’occidente allo specchio. Costruzione del nemico e identità; Laura Pepe, storica latinista e grecista, terrà la lectio Le guerre persiane e l’invenzione dell’identità; Stefano Rapone e Daniele Tinti terranno una puntata live del podcast Tintoria; continueranno a riflettere sul tema del femminismo, dell’emigrazione all’estero e dei social, Giulia Mei e Sabina Reghellin, note al mondo dei social media; per ampliare il dibattito su società e social accogliendo anche lo sguardo della Gen-Z, ci saranno Edoardo Prati, esperto di cultura classica e noto per i suoi contenuti divulgativi su TikTok, e Matteo Saudino, insegnante di filosofia e storia, ideatore del canale YouTube BarbaSophia e podcaster; Tamar Pitch, giurista, e Giulia Siviero, giornalista, dialogheranno nell’incontro Una rabbia dorata. Femminismo e strumenti di lotta; Younis Tawfik, scrittore e poeta iracheno naturalizzato italiano, sarà in dialogo con Roberto Repole, cardinale e arcivescovo di Torino, Ariel Finzi, rabbino capo di Torino e Lama Rinpoche Paljin, monaco buddhista, in occasione dell’incontro Fedeli alla pace, in collaborazione con il Comitato Interfedi della Città di Torino; Benedetta Tobagi, scrittrice, farà un’analisi tra ieri e oggi sulla memoria e sul conflitto politico nell’Italia repubblicana (evento in collaborazione con Deina APS); Alessandro Vanoli, scrittore, terrà la lectio Tra Oriente e Occidente. Conflitti e prospettive dello spazio Mediterraneo; Gustavo Zagrebelsky terrà la tradizionale lectio di apertura dell’edizione: il titolo di quest’anno sarà Su tre cose si regge il mondo.

GLI EVENTI SPECIALI

Per stimolare il dibattito sul contemporaneo e sul tema di questa edizione, Biennale Democrazia porta in scena diversi eventi e spettacoli che mirano a suscitare riflessioni stimolanti e mai scontate. Venerdì 28 marzo, dalle 16 alle 24, sarà la volta di FLASHOVER. Subculture giovanili a Torino tra gli anni Ottanta e Novanta, a cura di Vox Creola, OGR Torino e Biennale Democrazia. Un progetto di Alessandro Castelletto, Maurizio Cilli, Luca Morino che si configura come un happening in cui, dal pomeriggio fino a notte fonda, si susseguirà un programma fitto di incontri, testimonianze e sonorizzazioni da quel mondo “sotterraneo” e brulicante che è stata Torino verso la fine del secolo scorso. Giovedì 27 marzo alle 21, al Teatro Carignano, andrà in scena Il secolo mobile. Una storia delle migrazioni in Europa vista dal futuro di e con Gabriele Del Grande, un monologo multimediale prodotto e distribuito da ZaLab, un viaggio tra immagini e parole per parlare del futuro del fenomeno migratorio europeo e provocare il pubblico con una proposta visionaria. Non mancherà nella serata di venerdì 28, dalle ore 22, anche un momento di festa al Magazzino sul Po, con un dj set a cura del circolo, in collaborazione con Arci Torino: Secchiate sulla guerra, una serata con Olha, maestra nella fusione di trance e techno del collettivo ucraino DRIFT Kyiv, e Bakisa, artista libanese. Spazio anche al mondo dei podcast: Biennale Democrazia ospiterà una puntata di TintoriaPodcast – Live con i conduttori Stefano Rapone e Daniele Tinti. L’appuntamento sarà sabato 29 marzo alle 21.30 alle OGR Torino (Sala Fucine), e i biglietti saranno disponibili a partire da venerdì 14 marzo su www.thecomedyclub.it.

EVENTI INFO E PRENOTAZIONI

Salvo diverse indicazioni, gli incontri saranno a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, con accesso a partire da un’ora prima dell’inizio dell’evento. Per assicurarsi il posto è consigliata la prenotazione, sempre possibile a 5 euro in biglietteria oppure sul circuito Vivaticket (più prevendita) fino alle ore 12 del giorno precedente l’evento.

Gli eventi a pagamento sono indicati sul programma cartaceo e online. Per la sera di mercoledì 26 alle OGR Torino e giovedì 27 marzo al Teatro Carignano è possibile acquistare il titolo di accesso in biglietteria, su Vivaticket o in loco a partire da un’ora prima.

Tutti i dettagli di accesso ai singoli eventi sono riportati sul sito della manifestazione, in concomitanza di ciascun appuntamento.

BIGLIETTERIA

Torino Urban Lab
Piazza Palazzo di Città 8/F, Torino

Orari: dal martedì al sabato, dalle ore 10:30 alle 18 Telefono: +39 011 011 24777
Email: bdtickets@comune.torino.it

Maggiori informazioni e programma completo sono disponibili su Biennale Democrazia

TORINO CLICK

Finpiemonte investe nella finanza d’impatto

Finpiemonte presso la sua partecipata Environment Park, punto di riferimento per l’innovazione ambientale e la sostenibilità, ha riunito e fatto dialogare insieme alcuni rappresentanti illustri delle autorità pubbliche del sistema finanziario nazionale, il cui apporto è determinante per uno sviluppo sostenibile dei territori, nel rispetto degli obiettivi in ambito ESG, a partire da quelli globali ed europei fino a quelli nazionali. I due panel di confronto su coesione e sostenibilità sociale e Green economy e transizione ecologica sono stati introdotti dall’onorevole Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e moderati dal Presidente di Finpiemonte e Presidente ANFIR Michele Vietti. L’attenzione nei confronti dei principi ESG e la ricerca di impatti positivi dei progetti finanziati sono tra i principali criteri utilizzati da Finpiemonte nella scelta delle operazioni su cui investire con le risorse del suo capitale, oltre a quelle messe a disposizione dalle agevolazioni regionali.

Ne è un esempio il fondo Piemonte Next, gestito da CDP Venture Capital, in cui Finpiemonte interviene con 10 milioni di euro e che, fino ad oggi, ha contribuito a finanziare 10 startup piemontesi, la maggior parte delle quali opera per generare ricadute positive sociali e ambientali.

Finpiemonte è anche impegnata nell’ambito di diversi progetti europei nello sviluppo di modelli finanziari innovativi. Tra questi, Forest EcoValue mira allo sviluppo di modelli di business innovativi e sostenibili per la gestione delle foreste; in Valle Tanaro è insediato il Living Lab italiano del progetto ed è in corso l’attivazione di strumenti di finanza alternativa, i green bond, per il finanziamento delle attività di gestione forestale. Il progetto Touch, in collaborazione con Torino Social Impact e la Fondazione Compagnia di San Paolo mira alla sperimentazione di meccanismi di finanza sociale basati su impatto per migliorare l’accesso ai finanziamenti per le imprese sociali, facilmente replicabile anche in altri territori. Infine, ACTAge affronta le sfide legate all’invecchiamento della popolazione europea promuovendo l’invecchiamento attivo e in salute, riducendo al contempo la dipendenza dai servizi di assistenza primaria. Finpiemonte si occuperà in particolare della definizione del modello SOC (Social Outcome Contract) che consente di modificare in modo significativo modalità e approccio che hanno finora regolato l’intervento delle pubbliche amministrazioni in ambito sociale, incluso quello sanitario.

“La finanza d’impatto in Italia sta crescendo – ha spiegato il Presidente di Finpiemonte Michele Vietti – ma è necessario che sia sempre più integrata in un nuovo ecosistema di economia sociale, plasmato da politiche pubbliche e animato da attori privati. Il ruolo di Finpiemonte e delle finanziarie regionali, veicoli privilegiati per l’attuazione delle politiche e degli enti regionali e, allo stesso tempo, rilevanti attori nei rispettivi sistemi territoriali di finanza agevolata è quello di lavorare con diversi soggetti che si occupano di finanza d’impatto, come ASVIS, Forum della Finanza Sostenibile e Social Impact Agenda per l’Italia, promuovendo l’avvio di sperimentazione e l’adozione di modelli finanziari innovativi per avvalorare lo sviluppo sostenibile facendo da ponte tra le risorse pubbliche, soprattutto quelle regionali, anche di origine comunitaria, e gli operatori di mercato, finanziatori e imprese”.

 

Mara Martellotta

Accordo di collaborazione tra VolTo ETS e Piemonte Innova

Con  l’obiettivo della digitalizzazione del Terzo Settore

 Vol.To ETS e la Fondazione Piemonte Innova hanno siglato un accordo di collaborazione, ponendo la firma su un protocollo destinato a imprimere nuovo slancio al Terzo Settore.

Con l’ avvio di questa partnership, i due enti si impegnano a tracciare una rotta di modernizzazione per le associazioni di volontariato, mettendo al centro l’adozione di tecnologie digitali e lo sviluppo di una gestione più efficace. Questo accordo, con un orizzonte temporale di tre anni, supera i confini della mera collaborazione presente, aprendo la strada alla creazione di sinergie innovative per il futuro.

VolTo ETS e la fondazione Piemonte Innova collaboreranno attivamente per esaltare le rispettive competenze ed esperienze. L’intento è quello di soddisfare con efficacia le necessità delle associazioni e dell’ambito del Terzo Settore, semplificando alcune attività quali l’integrazione delle tecnologie digitali e la formazione professionale.

L’intesa prevede un piano di supporto incentrato su elementi cruciali, quali la sicurezza informatica, il GDPR ( Regolamento Generale sulla Protezione dei dati) e la gestione efficace delle relazioni con i clienti (Customer Ralationship Management) oltre a iniziative specifiche. La collaborazione tra VolTo ETS e Piemonte Innova mira a valorizzare le abilità di ogni ente e rafforzare l’offerta formativa, favorendo al contempo uno scambio proficuo di conoscenze ed esperienze. Questa collaborazione include anche la gestione degli spazi di VolTo ETS all’interno dell’”innovation block”, l’area di sperimentazione innovativa realizzata da Camera di Commercio di Torino con la riqualificazione e degli edifici storici di piazzale Valdo Fusi, contribuendo a rafforzare la dinamicità dell’ambiente innovativo torinese. Si prevedono inoltre incontri regolari per favorire l’apprendimento reciproco, e azioni specifiche per consolidare le competenze dei giovani, promuovendo la loro esperienza nel campo del volontariato, del servizio civile, della mobilità internazionale, nonché attraverso attività di informazione sull’uso degli strumenti digitali. Agendo come agenzia di servizi per gli enti del Terzo Settore, VolTo ETS si dedica a rafforzare il loro impatto sociale, a migliorare le pratiche gestionali e accrescere le competenze. Nel 2022 ha fornito 14.038 servizi a 1.133 enti, rappresentando l’82% dei 1.377 enti accreditati. Partecipe nel Comitato per l’imprenditoria sociale della Camera di Commercio di Torino, VolTo ETS è tra i principali attori di Torino Social Impact, un’iniziativa volta a stimolare l’imprenditorialità e gli investimenti a impatto sociale. Fondazione Piemonte Innova, già Torino Wireless, fin dal 2003 è stata al centro dell’innovazione come fulcro del primo distretto tecnologico italiano nel settore delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione (ICT), oggi è un partneriato pubblico e privato che ha la missione di accelerare le imprese su programmi di ricerche e innovazione, supportare innovazioni di comunità e territori e abilitare la digitalizzazione dei soggetti più fragili, come piccole e medie imprese, organizzazioni no profit e piccoli comuni. La Fondazione Piemonte Innova collabora con il settore cooperativo e l’organizzazione di rappresentanza, come partner di Torino Social Impact e con progetti dedicati al Terzo Settore, come ad esempio il progetto 13 S Innovazione per il Terzo Settore, finanziato dalla Camera di Commercio di Torino e PINS (Piemonte Innovazione per il Sociale), finanziato dalla Regione Piemonte.

Mara Martellotta

Piemonte, imprese in crisi. Il dibattito nel Consiglio regionale aperto

“Non possiamo non tenere conto di quello che avviene anche nel settore automotive, legato alle decisioni del gruppo Stellantis che condiziona direttamente migliaia di dipendenti e altrettanti legati all’indotto”: così il presidente del Consiglio regionale, Stefano Allasia, ha dato il via ai lavori del Consiglio regionale aperto “Le imprese in crisi in Piemonte – situazione e prospettive”, che si è tenuto all’auditorium della Città metropolitana di Torino.

Il presidente, sottolineando che più dell’80% delle imprese subalpine conta di mantenere o aumentare i livelli di occupazione, ha ricordato però alcuni dei tavoli aperti che mettono a rischio centinaia di posti di lavoro: “Gli ultimi in termini di tempo, nella provincia di Torino, come la Lear di Grugliasco e la Te Connectivity di Collegno”.

L’assessore al lavoro Elena Chiorino ha quindi spiegato che “nonostante un contesto decisamente complicato e da tutti conosciuto, contraddistinto da una pandemia e dalle implicazioni che la guerra ha portato in Europa, possiamo dire con orgoglio che questo Governo regionale ha messo in campo ogni strumento possibile per sostenere i nostri lavoratori e imprese”.

Secondo i dati elaborati dall’assessorato, nel periodo compreso tra il 2012-2021 “gli addetti in Piemonte per i settori dell’industria e dei servizi sono in lieve calo di 0,2 punti percentuali: nell’arco dell’ultimo decennio sono stati persi 2.710 addetti, un numero comunque esiguo a fronte di 1.369.626 unità locali attive. Come noto, il nostro punto di forza oggi è il settore dei servizi, con un incremento di 38mila addetti (+ 4,5%). Il tallone d’Achille è invece il settore dell’industria, con un calo di 40mila addetti (-7,7%)”.

“Abbiamo però elementi che ci consentono guardare al futuro con speranza – ha aggiunto Chiorino – le piccole imprese (10-49 addetti) evidenziano un +6,6%, mentre dati ancora più confortanti ci arrivano dalle medie imprese (50-249 addetti) in cui registriamo un +10,9%. Le previsioni Excelsior, realizzate da Anpal e Unioncamere, rivelano inoltre come siano 38.590 i lavoratori ricercati delle imprese del territorio (+ 1.250 assunzioni rispetto al gennaio del 2023) e ben 95.940 nel primo trimestre. Anche in questo caso notiamo un incremento di 4.310 assunzioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.

È poi intervenuta la deputata Chiara Appendino(M5s), ex sindaco di Torino, che ha parlato di “clamorosa assenza del governo, ma anche di deputati e deputate piemontesi a questo incontro. Perché la crisi morde: ho sentito il discorso dell’assessora, ma nella realtà la crisi c’è. Rispetto alle decisioni di Stellantis ci saremmo aspettati un governo che dicesse qualcosa”.

Il Presidente della provincia di Alessandria Enrico Bussalino, per il suo territorio, ha posto l’accento soprattutto sulle “crisi delle Ipab e delle aziende metalmeccaniche, a cominciare dalle acciaierie d’Italia di Novi Ligure. Abbiamo circa 2mila posti di lavoro a rischio nel settore metalmeccanico”.

Jacopo Suppo, vicesindaco città metropolitana, descrivendo le “177mila imprese che gravitano sul nostro territorio”, ha rimarcato che “se questo grande complesso arranca, ne risente tutta la regione. Abbiamo parlato dei settori che vanno bene, ma non possiamo ignorare la crisi dell’automotive, l’allontanamento dalla città voluto da Stellantis. Rischiamo di perdere 100 anni di storia industriale”.

Per Gianna Pentenero, assessore al Lavoro città di Torino, “alcuni dati sono davvero tristi a Torino e nell’area metropolitana. Abbiamo un meno 4%, inutile nascondersi, parliamo soprattutto della nostra grande azienda, che è Stellantis e che ha caratterizzato con le varie denominazioni il nostro territorio. Bisogna avere un’idea per il futuro dell’indotto, è un tema urgente anche per il governo”.

Ha parlato di inizio d’ anno complicato Luca Carretti, segretario di Cisl Piemonte, e di notizie dalle imprese che confermano quanto avevamo anticipato: è l’effetto di una deindustrializzazione crescente (cartaio, tessile e automotive, oltre a indotto in particolare dell’automotive). La parziale compensazione con la crescita di terziario e servizi ha portato un indebolimento di qualità contratti e reddito, quindi un impoverimento tessuto regionale.

Per Giovanni Cortese, segretario Uil, la crisi del 2008 non è stata assorbita dal prepandemia e oggi i dati ufficiali Istat dicono che nel 2019 il Pil era sotto di 7 punti rispetto al 2008, con un meno 5 per cento della produzione industriale. In generale, nel 2022, ci sono stati rispetto al 2008 66mila occupati in meno e solo il 20 per cento dei laureati trova occupazione in tempo congruo.

Il segretario regionale della Cgil, Giorgio Airaudo, ha descritto “un grave ritardo, perché nessuno ha trovato una soluzione. Tocca a noi, tocca a voi che avete responsabilità di governo, trovarla. Siamo sostanzialmente il sud del nord, che ha bisogno di strumenti specifici. Se vogliamo portare investitori stranieri, bisogna cambiare le regole d’ingaggio, deve essere conveniente investire qui. O il Piemonte si fa sentire, o altrimenti Roma se ne disinteresserà”.

Cristiano Gatti, vicepresidente Confartigianato Piemonte non ha nascosto che “la crisi ha un immediato riflesso nel nostro settore, che si aggiunge alle difficoltà già presenti. Dal 2012 al 2022, si è registrato un saldo negativo di 15mila imprese. Anche per il commercio e somministrazione, siamo a meno 24mila e meno 11mila, ma va detto che nell’ultimo anno c’è stata una crescita”. Confartigianato chiede che sia valorizzato il marchio “Made in Piemonte”.

Dimitri Buzio, presidente di Legacoop ha sostenuto che per rappresentare una soluzione vera e propria è necessario sistematizzare il sistema della cooperazione, quando c’è una crisi di impresa. Però non bisogna arrivare troppo tardi, altrimenti diventa più difficile. “Noi siamo riusciti a risolvere diverse situazioni di crisi, ma c’è anche bisogno dell’intervento pubblico”.

Angelo Robotto, presidente Ires Piemonte ha detto che nel 2023 l’occupazione è cresciuta dell’1% e ha recuperato i livelli del 2019. Diminuiscono i disoccupati e le persone che potenzialmente potrebbero lavorare. La popolazione in età di lavoro è diminuita. La percentuale dei lavoratori over 60 è raddoppiata. Bene la formazione, bene le accademy, che hanno consentito di sopperire alla diminuzione demografica.

Isabella Antonetto, area capitale umano Confindustria, ha ricordato l’indagine congiunturale degli industriali, che prevede una crisi marcata nel settore della manifattura. Citando i dati positivi, il livello degli investimenti è però stabile, “quindi le imprese vogliono andare avanti”.

Sono quindi intervenuti i consiglieri regionali e il primo a prendere la parola è stato Giorgio Bertola(Ev): “Sappiamo che l’uscita dalla crisi dell’automotive non potrà avvenire con l’aumento dei consumi di massa. Oggi siamo l’ottavo paese produttore di auto in Europa: bisogna puntare sulla transizione ecologiva anche nell’automotive. È inaccettabile che Stellantis produca auto all’estero e faccia l’immobiliarista in Piemonte”.

Silvana Accossato (Luv) ha ricordato che “dietro ai marchi ci sono centinaia di lavoratori. Una svolta la si può dare cambiando strategia e narrazione, tocca agli esponenti della Giunta portare il caso industria Piemonte a livello nazionale. La Crisi automotive porta con sé il seme della povertà di questa regione. Non possiamo permettere che Stellantis abbandoni il nostro territorio, il sostegno delle Istituzioni va dato in cambio di garanzie in termini di posti di lavoro”.

Per Monica Canalis (Pd) “l’assessore Chiorino ha usato toni trionfalistici che non si addicono al momento di crisi che il Piemonte sta vivendo. Parliamo di una valanga che sta crescendo, premessa di un’onda lunga che arriverà nei prossimi anni. Ammettere questo non vuol dire essere pessimisti ma avere senso della realtà. L’Aumento di posti nei servizi e nel terziario non è una compensazione per il declino dell’industria”.

E Sarah Disabato (M5s) ha affermato che “è di oggi l’annuncio da parte di Stellantis di una nuova cassa integrazione per circa 3mila lavoratori. Si è perso tempo, va bene accompagnare i lavoratori durante le crisi ma è quando un’azienda delocalizza che si deve intervenire. Bisogna alzare la voce a Roma, chiedendo investimenti per avviare nuove filiere e affiancare transizione ecologica”.

Il capogruppo della Lega Alberto Preioni ha detto che “gli imprenditori ci chiedono meno tasse perché abbiamo una delle tassazioni più alte d’Europa. Si è detto dei 14 anni di cassa integrazione in Fiat-Stellantis, ma anche questo strumento è da rivedere perché la coperta è corta. Questo governo ha cambiato il paradigma del no tutto ed ha stoppato la droga del superbonus, la Regione deve efficientare il rapporto tra imprenditori e centri per l’impiego e ascoltare le classi produttive. In questo modo si può migliorare”.

Ha preso quindi parola Francesca Frediani (M4o-Up) che ha rimarcato come “abbiamo chiesto questo Consiglio straordinario per un confronto con le parti sociali e abbiamo sentito interventi che contraddicono quanto detto dall’assessore e ci parlano di una situazione difficile. Non mi permetto di dare ricette alla Giunta, ma le soluzioni adottate sinora non sono sufficienti”.

E anche per Domenico Ravetti (Pd) “è evidente che le scelte sinora fatte da Governo e Giunta non sono sufficienti e nemmeno soddisfacenti. La Regione Piemonte è stata la prima in Italia a dotarsi di una legge per ridurre la differenza retributiva tra uomo e donna, perché non attuarla appieno? Se i 600 operai dell’ex Ilva di Novi perdono il posto, diventano fantasmi, bisogna intervenire”.

Gianluca Gavazza (Lega) ha sostenuto che “Abbiamo bisogno dell’apporto dei privati e di un pubblico che sappia controllare e valorizzare il privato. Ci vogliono scuole professionali, istituti professionalizzanti, ed è necessario abolire i numeri chiusi a medicina e aumentare gli operatori sanitari”.

Riguardo le sfide che arrivano dall’intelligenza artificiale Sean Sacco (M5s), ha spiegato che “non possiamo avere l’atteggiamento da sabotatori, dobbiamo sapere che sostituirà anche i lavori ad alto valore aggiunto. Dovremo dare una mano anche a chi verrà messo da parte e non potrà avere le competenze elevate necessarie”.

A parere di Diego Sarno (Pd) “oggi questa Giunta ha perso un’occasione, l’assessore Chiorino ha fatto un racconto del passato. Non abbiamo sentito una parola sulle aziende sane, che investono, ma che decidono di andare via. Dobbiamo fare uno studio sull’impatto sociale degli investimenti, coinvolgiamo Torino Social Impact”.

L’assessore al Bilancio Andrea Tronzano ha affermato che “abbiamo affrontato tutte le crisi con piglio adeguato. La pandemia ha sconvolto i nostri piani e ci siamo concentrati su credito, investimenti, liquidità. Il profitto non è un male, ma crea occupazione, agli imprenditori va detto grazie per quanto stanno facendo: siamo tornati a essere una regione attrattiva perché abbiamo ricreato un sistema che era un po’ sfilacciato”.

Inoltre, ha aggiunto Tronzano, “la scelta dell’aerospazio è una decisione politica ben chiara, abbiamo diviso i fondi con l’automotive. Non sono preoccupato per Microtecnica perché l’azienda è solida e rimarrà sul nostro territorio”.

(Comunicato stampa)

Neutralità climatica, un obiettivo da raggiungere insieme

L’obiettivo è ambizioso e impegnativo : una città climaticamente neutra entro il 2030, e per raggiungerlo è necessario giocare di squadra tra istituzioni, associazioni, imprese e cittadini. Venerdì scorso si sono presentati in tanti in via Fenoglietti per partecipare a “Economia circolare; la città in gioco”, la serata organizzata in occasione dell’apertura del Festival “Circulars Days” di Green Pea e all’interno della XV Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti.

 

Nel corso dell’appuntamento sono stati presentati alla cittadinanza i due progetti europei Respondet e Sme4Green che hanno coinvolto il Comune di Torino e altri partner nella stesura di due piani di azione locali che contribuiranno a raggiungere l’obiettivo della neutralità della città entro il 2030. E durante la serata i partecipanti, attraverso l’animazione condotta dalla società benefit Mercato Circolare, hanno avuto modo di giocare a squadre per conoscere le parole chiave e guida dei documenti dei progetti presentati: economia circolare, comunità energetiche rinnovabili, cibo e packaging.

“Una consapevolezza diffusa dell’importanza dell’economia circolare per l’ambiente e lo sviluppo e la disponibilità a modificare le proprie abitudini sono cruciali per il raggiungimento della neutralità climatica nel 2030, un obiettivo su cui la nostra città si sta impegnando a fondo – sottolinea l’assessora alla Transizione Ecologica e Digitale Chiara Foglietta – . Ma ripensare il modo in cui produciamo e consumiamo il cibo, recuperare e ridistribuire le eccedenze e sostenere i cittadini nella creazione di nuove comunità energetiche da fonti rinnovabili può dare un contributo importante allo sviluppo umano, alla riduzione della povertà e al miglioramento della qualità di vita di tutte le persone, accrescendone la fiducia in un futuro più equo, green e sostenibile”.

La serata di venerdì è stata anche l’occasione per dare visibilità alle imprese e organizzazioni che sono state coinvolte nella stesura dei due documenti durante l’anno. Le organizzazioni, divenute testimonial di una delle “R” dell’economia circolare, presenti alla serata sono state: Cooperativa Liberitutti, con il progetto “Ci2 – Cibi Circolari”portato avanti a Cascina Falchera, Coopertiva Tricicolo con la ciclofficina e il centro del riuso in via Arbe, la start up Around che propone un servizio di packaging vuoto a rendere, Off Grid Italia, con il progetto ReuseGame che prevede la riconversione di uno scarto di cartotecnica in un porta lampada; Panacea social farm, una panetteria sociale che sperimenta nuove farine e ingredienti per la panificazione a partire da scarti alimentari, come la trebbia da birra e il pastazzo di mela; la società benefit Mindful Morsel che studia come valorizzare e trasformare eccedenze di frutta e verdura in chips o farine per realizzare snack nutrienti; la startup Atelier Riforma che con la tecnologia Re4Circular permette di ottimizzare il lavoro di selezione dei capi di abbigliamento a fine vita al fine di indirizzarli alla strategia circolare più ottimale: riuso, upcycling, riciclo.

Tutte queste realtà, e tante altre, sono parte della comunità di pratica sull’economia circolare promossa da Torino Social Impact, e sono censite sulla app Mercato Circolare, app che permette all’utente di entrare in contatto con le diverse realtà che in Italia operano secondo i principi dell’economia circolare.

“Una serata che con la presentazione dei due documenti ha voluto essere, non la celebrazione della chiusura dei due progetti, ma l’inizio di un percorso di dialogo con la cittadinanza sulle tematiche affrontate durante la serata”, concludono gli organizzatori.