Scopri – To alla scoperta di Torino



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C’è un piccolo dolce torinese che, più di molti monumenti, riesce a raccontare una storia fatta di eleganza, artigianalità e memoria collettiva. Il Cri Cri non è solo un cioccolatino, ma un simbolo della tradizione dolciaria piemontese, nato in un’epoca in cui Torino era una capitale del gusto e dell’innovazione gastronomica.
Le origini tra nobiltà e cioccolato
La nascita del Cri Cri viene fatta risalire alla fine dell’Ottocento, in un periodo in cui il cioccolato a Torino viveva una stagione d’oro. La leggenda più diffusa racconta che fu creato per una giovane donna dell’alta società torinese, che desiderava gustare il cioccolato senza sporcarsi i guanti. Da questa esigenza nacque l’idea di rivestire una pralina con una copertura di minuscole perline di zucchero, capaci di isolare il calore delle dita e mantenere il cioccolato intatto. Il nome, secondo alcune interpretazioni, deriverebbe dal suono leggero e croccante che si avverte al primo morso, quasi un piccolo “cri cri” che accompagna l’assaggio.
Dove trovarlo oggi tra botteghe e pasticcerie
Oggi il Cri Cri continua a vivere nelle storiche cioccolaterie di Torino, soprattutto nel centro città, dove le vetrine espongono file ordinate di queste piccole sfere lucide e colorate. Si può trovare nelle pasticcerie artigianali che portano avanti la tradizione, spesso accanto ad altri grandi classici come il gianduiotto e il bicerin. Non è raro vederlo anche durante eventi, fiere gastronomiche e mercatini, dove viene presentato come uno dei simboli più riconoscibili della dolcezza piemontese.
Varianti moderne di un grande classico
Se la versione originale resta quella più amata, con il cuore di nocciola e gianduia avvolto nel cioccolato fondente e nello zucchero croccante, negli anni sono nate diverse varianti. Alcuni maestri cioccolatieri propongono il Cri Cri al latte, altri sperimentano ripieni al pistacchio o aromatizzati con agrumi e spezie. Ci sono anche edizioni stagionali, soprattutto durante le festività, in cui il classico dolce si veste di colori e sapori nuovi, senza perdere la sua identità.
Un dolce che diventa racconto e ricordo
Negli ultimi anni il Cri Cri ha assunto anche un valore legato al turismo e all’identità cittadina. Sempre più visitatori lo scelgono come souvenir gastronomico da portare a casa, un’alternativa raffinata ai classici prodotti confezionati. Nelle scatole decorate con richiami alla città, questo piccolo cioccolatino diventa una sorta di cartolina commestibile, capace di evocare portici, caffè storici e passeggiate lungo il Po. Anche per i torinesi resta un dolce legato ai momenti speciali, spesso regalato durante le feste o condiviso dopo una cena in compagnia, a dimostrazione di come, nella sua semplicità, il Cri Cri continui a essere parte viva della quotidianità e della memoria collettiva della città.
Il Cri Cri rimane così un ponte tra passato e presente, un piccolo boccone che racchiude la storia di Torino e la sua passione per il cioccolato. Assaggiarlo non è solo un piacere per il palato, ma un modo per entrare, anche solo per un attimo, nell’anima di una città che ha fatto della dolcezza una vera e propria forma d’arte.
NOEMI GARIANO

(Foto di copertina Piemont Cioccolato)
Venerdì 9 gennaio dalle ore 11 s’inaugura in piazza Statuto 4 a Torino la Drogheria Cavaletto,
lo spazio espresso. Un progetto contemporaneo che affonda le radici in un piccolo pezzo di storia
della monumentale piazza Statuto.
Affacciata sotto i portici, la Drogheria Cavaletto per decenni è stata un punto d’incontro per i
gourmet della città. Dapprima nel 1934 come bottega di spezie, pasta, olio e caffè, avviata da
Francesco Berta che aveva appreso l’arte della tostatura da Luigi Lavazza in via San Tommaso 10.
Poi nel dopoguerra come piccolo tempio di dolci e prelibatezze scelti con cura dalla moglie
Marianna Cavaletto e dalla figlia Renata Berta che avevano continuato l’attività di Francesco
morto sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Negli Anni Sessanta, Giovanni Toppino, marito di Renata, attuò la seconda trasformazione
puntando su vini selezionati, cioccolato artigianale e prodotti ricercati che richiamarono clienti da
tutta la città, affascinati anche dalle celebri vetrine con cartelli realizzati a china e slogan originali.
Oggi la Drogheria Cavaletto torna a vivere come “spazio espresso”, per vendere, esporre
e festeggiare. Un format nuovo che riporta la bottega nel presente senza cancellarne la memoria:
cento metri quadrati modulabili su due livelli, grandi vetrine, salotto e cucina per ospitare
temporary store, pop up, eventi, mostre e tanto altro. Vetrina per le imprese ma anche luogo per
accogliere progetti e nuove idee, per incontrare e incontrarsi.
E con questo spirito, Drogheria Cavaletto è lieta di accogliere per l’inaugurazione l’artista
Francesca Casale , aka SENSU, la cui ricerca intreccia arte olfattiva e visiva. Qui presenta
Smell of Love una installazione già parte della mostra In Your Life di K-Way®. Il progetto intende unire creatività e olfatto, ispirandosi ad uno dei simboli iconici del design moderno: la Moka
Express Bialetti®. L’opera è costituita da tre stazioni olfattive, che trattengono al loro interno l’odore
del caffè a intensità differenti. I filtri delle moka sono contenuti nel cuore di sacche che invitano lo
spettatore a sperimentare memoria, emozione e narrazione attraverso l’olfatto.
Benvenuti allo “Spazio espresso”. Alma Toppino e Vittoria Lupo vi aspettano venerdì 9 gennaio dalle
ore 11, in piazza Statuto 4, per condividere storie, aromi e sapori.



22^ edizione
Ingresso gratuito
Dal 7 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026
Rivoli si riempie di magia: la Casa di Babbo Natale e la casetta del Postino anche quest’anno saranno nel suggestivo piazzale del Castello
Animazione gratuita tutti i giorni, per un mese
Da oltre vent’anni, ormai, Natale a Rivoli è Il Villaggio di Babbo Natale, tra i primi nel suo genere nati in Italia e ad ingresso gratuito. Per la sua ventiduesima edizione, il Villaggio è pronto ad accogliere famiglie e bambini nel mese più magico dell’anno, tutti i giorni, dal 7 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, tra luci, attrazioni, tradizioni e momenti di festa.
Piazzale Mafalda di Savoia, il punto più panoramico della città, ospiterà anche quest’anno la Casa di Babbo Natale, l’Ufficio Postale e i laboratori artistici per bambini ad ingresso gratuito, da sempre il punto di forza di questo evento. I laboratori si svolgeranno negli spazi del Castello, a cura dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli. Per l’occasione i visitatori del Villaggio potranno accedere al Museo con un biglietto d’ingresso agevolato.
“Il Villaggio di Babbo Natale è una delle tradizioni più amate dai rivolesi e ogni anno sappiamo quanto bambini e famiglie lo attendano. Negli ultimi due anni abbiamo scelto di farlo crescere, ampliandone gli spazi e portando la Casa di Babbo Natale al Castello, per offrire un’esperienza ancora più ricca, bella e accessibile. – dichiara il sindaco Alessandro Errigo – Rivoli conferma così la sua vocazione a essere una città viva e accogliente, capace di valorizzare le proprie eccellenze e di unire cultura, territorio e comunità. Vedere così tante realtà collaborare per creare magia in città è il segno più concreto della Rivoli che vogliamo costruire: una città che accoglie e che sa regalare meraviglia a chi la vive e a chi viene a scoprirla.”
“Sempre maggiore la sinergia con le realtà del territorio per creare un programma ricco che coinvolge molte aree della città – dichiara Simona Pravato direttrice del Consorzio TurismOvest – dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli con i suoi laboratori artistici, all’animazione e agli allestimenti curati dai negozi, dalle gallerie, dai Soci del nostro Consorzio e dalle tante associazioni che ringrazio”.
Tanti i luoghi coinvolti dalla magia delle feste per creare un percorso ricco di meraviglia e scoperta. Dal cuore del centro storico al suggestivo piazzale Mafalda di Savoia, ai piedi del maestoso Castello di Rivoli, partendo da piazza Martiri della Libertà, passando per via F.lli Piol, piazza Portici, piazza Matteotti, la Torre della Filanda, raggiungendo anche la Galleria Vart e via Bruere. Ogni angolo sarà vestito a festa per accogliere visitatori di ogni età!
Numerose le Associazioni e le realtà coinvolte nel programma di quest’edizione: il Gruppo Alpini Rivoli con il Presepe Alpino esposto alla Torre della Filanda, richiamo ai valori di pace, solidarietà e speranza; i soldatini dello Schiaccianoci grazie all’Ass. Gruppo Storico Marsaglia 1693; l’animazione a cura di Croce Rossa di Rivoli, Aps Golden alla Riscossa, Gruppo Majorettes Rivolese; la Fattoria Didattica Ippocastano che nei weekend porterà i pony nei pressi della Casa di Babbo Natale; l’esposizione del presepe di Via Bruere; i cori della Coop. Chronos, della Scuola Primo Levi e della Scuola Salotto e Fiorito; l’animazione in alcune giornate a cura dei negozi di Via Piol, piazza San Rocco, piazza Portici, Galleria Vart e presso la Torre della Filanda.
Il Babbo più atteso dai piccini sarà nella sua casetta tutti i giorni ad accogliere desideri e sogni dei più piccoli, insieme alla slitta, ai suoi aiutanti e alla Renna Cometa. Non mancherà il Postino nel suggestivo ufficio postale per scrivere e inviare le letterine a Babbo Natale, circa 7 mila quelle partite nell’ultima edizione.
Invece il guastafeste per eccellenza, il Grinch, con la sua grotta suggestiva, trova spazio nel cuore della storica piazza Matteotti, ogni sabato e domenica, insieme ad una casetta per una pausa golosa.
Infine piazza Martiri della Libertà ospiterà le tipiche casette di legno dedicate alle golosità che proporranno prelibatezze dolci e salate, e troverà spazio anche la pista di pattinaggio, per provare uno degli sport più amati dell’inverno.
Per raggiungere il Villaggio e scoprire la città, muovendosi agevolmente, oltre al Trenino di Babbo Natale, ci sarà l’attivazione speciale di una navetta che effettuerà il servizio di collegamento verso il piazzale del Castello, per facilitare gli spostamenti e visitare tutte le location nei weekend e nei giorni festivi.
Per dare il via all’edizione 2025, l’appuntamento è domenica 7 dicembre alle ore 10,30 in piazza Martiri della Libertà dove si terrà la tradizionale festa inaugurale, alla presenza delle Autorità, con l’esibizione del Gruppo Majorettes Rivolese e del Piccolo Coro Sister Queen degli Istituti Riuniti Salotto e Fiorito. La giornata sarà arricchita anche con alcuni appuntamenti pomeridiani, dalla Passeggiata Benefica con gli amici a quattro zampe a favore dell’associazione Aslan e i suoi progetti di pet therapy (partenza alle 14 da piazza Martiri, con arrivo all’ospedale di Rivoli) alla Castagnata Alpina in piazza Matteotti, dalle 15 alle 19.
Previsti, durante il mese di apertura, numerosi eventi e tante occasioni di divertimento. Per salutare le festività e dare il benvenuto all’anno nuovo, lunedì 5 gennaio in piazza San Rocco è prevista la grande festa con animazione dalle 16 che si concluderà alle 17 con lo storico Falò della Befana.
Il Villaggio di Babbo Natale anche quest’anno sarà aperto tutti i giorni (dal lunedì al venerdì, il giorno di Natale e il 1° gennaio dalle 15 alle 19; sabato e domenica, oltre a 26 dicembre e 6 gennaio apertura anche al mattino dalle 10 alle 13) per portare i visitatori nelle atmosfere tipiche del periodo con animazione gratuita per bambini, attrazioni per tutti e programmi specifici per le scuole.
Fiore all’occhiello dell’evento, infatti, sono le aperture esclusive e totalmente gratuite dedicate alle scuole nelle mattinate prima delle vacanze di Natale. Gli alunni potranno divertirsi con lo spettacolo di magia di Babbo Natale, spedire una letterina insieme alla classe, partecipare ai laboratori del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli e iniziare così ad assaporare insieme le Festività. Nell’ultima edizione sono stati 2 mila i bambini delle scuole coinvolti, non solo in arrivo da Rivoli ma provenienti da tutto il Piemonte, per un totale di ottanta classi di trenta diversi istituti.
Il Villaggio di Babbo Natale è organizzato da TurismOvest, con il contributo della Città di Rivoli, il patrocinio del Comune di Buttigliera Alta, della Città Metropolitana di Torino, della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Camera di Commercio di Torino.
Per informazioni: 011/9561043 (da lunedì al venerdì in orario 9-12,30), info@turismovest.it. Oppure visitare il sito www.turismovest.it, Facebook Il Villaggio di Babbo Natale.
Dettaglio PROGRAMMA
PROGRAMMA
Il Nuovo Itinerario di Babbo Natale
1) LA CASA DI BABBO NATALE Piazzale Mafalda di Savoia (Castello di Rivoli)
Babbo Natale: ascolta i tuoi desideri e ti racconta le sue storie!
Orario
dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-18,30
sabati, domeniche + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19
INGRESSO GRATUITO
2) I LABORATORI del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli
Orario
dal lunedì al venerdì: 9, 10, 11, 12, 15, 16, 17, 18, 19, 22, 23, 29, 30 dicembre, orario 15-18,30
sabati, domeniche e festivi: 7, 8, 13, 14, 20, 21, 27, 28 dicembre e 3, 4, 6 gennaio: orario 10-13 e 15-18,30
(24 dic: orario 15-17,30. Laboratori chiusi: 25, 26, 31 dicembre e 1, 2, 5 gennaio)
INGRESSO GRATUITO
3) L’UFFICIO POSTALE DI BABBO NATALE Piazzale Mafalda di Savoia (Castello di Rivoli)
il Postino di Babbo Natale ti aiuterà a scrivere e spedire la tua letterina
Orario
dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-18,30,
sabati, domeniche + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19
INGRESSO GRATUITO
Inoltre
I PONY DI BABBO NATALE 7, 8, 13, 14, 20, 21 dicembre e 3, 4, 6 gennaio: orario 15-18,30
ANIMAZIONE C.R.I. Rivoli 20, 21, 27, 28 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19
4) ESPOSIZIONI D’ARTE E PRESEPE ALPINO, presso la Torre della Filanda in via Al Castello 8
7, 8, 12, 13, 14, 19, 20, 21, 26, 27, 28 dicembre e 2, 3, 4, 6 gennaio, orario 15-19
Inoltre:
8 dicembre, ore 10,30-18, Laboratorio di pittura e caffetteria
13-14 dicembre, ore 10-20, Mercatino di Natale e caffetteria
5) LA GROTTA DEL GRINCH e la Casetta dei dolcetti in Piazza Matteotti
lo strano personaggio verde cercherà di rovinare le feste a tutti!
Orario
sabati e domeniche: orario 10-13 e 15-19
6) PISTA DI PATTINAGGIO SU GHIACCIO in Piazza Martiri della Libertà
per provare uno degli sport invernali più semplici e divertenti
Orario
dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-19
sabati, domeniche e dal 20 dic. al 6 gen. (esclusi 25 dic. e 1 gen.): orario 10-13,30 e 14,30-19
solo su prenotazione, apertura straordinaria: orario 20-22
Inoltre:
Sabato 13 dicembre, ore 16, Esibizione Coro Scuola Primo Levi di Rivoli
Domenica 14 dicembre, ore 16,30, Esibizione Coro D’Altrocanto Coop. Soc. Chronos di Rivoli
7) LE CASETTE DELLE GOLOSITA’ in Piazza Martiri della Libertà
le Botteghe in legno per degustare qualche prelibatezza di stagione
Orario
dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-19
sabati, domeniche + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19
INGRESSO GRATUITO
8) ATTRAZIONI per bambini, in Piazza Portici
Orario giostrine
dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-19
sabati, domeniche + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19
8, 13, 14, 20, 21 dicembre, ore 15,30-18 “Il Natale di Frozen” truccabimbi, palloncini, attività’ per bimbi
13 e 20 dicembre, ore 14,30-18 Esposizione e laboratori per bimbi – Coop. Soc. Chronos
9) ALLESTIMENTI E PERCORSO DI MACCHININE, presso la Galleria Vart in corso Susa 22
7, 13, 14, 20, 21, 27, 28 dicembre e 4, 6 gennaio: orario 15-18
10) ESPOSIZIONE ALL’APERTO DI PRESEPI ARTIGIANALI, in via Bruere 282, Cappella Madonna
del Rosario, dall’8 dicembre al 10 gennaio. Inoltre, il 24 dicembre dalle ore 21,15:
Spettacolo “Emozioni” e a seguire: Concerto di Natale del Coro di Bruere, Santa Messa e brindisi
11) PIAZZA SAN ROCCO, RACCOLTA SOLIDALE di generi alimentari per famiglie in difficoltà e
FALO’ DELLA BEFANA, lunedì 5 gennaio
Ore 16,00: animazione per bambini
Ore 17,00: accensione Falò della Befana
12) FAI SHOPPING NEL NEGOZI tra nuovi allestimenti, luminarie e musica!
Come raggiungere le nuove location del Villaggio e scoprire la Città:
· IL TRENINO DI BABBO NATALE “RIVOLZONZO”
· NAVETTA GRATUITA (DIREZIONE: CASTELLO DI RIVOLI)
PARTENZA DAL PUNTO INFO DI PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA’
ogni sabato e domenica + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19
25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-19
Dove parcheggiare:
· Parcheggio multipiano di via Rita Levi Montalcini 5 (aperture straordinarie: sabati 6, 13, 20 dic. con orario 8-22, domeniche 7, 14, 21 dic. con orario 10-19)
· Castello (viale Papa Giovanni XXIII, via M. Melano, corso al Castello)
· Via Balegno
· Viale Partigiani d’Italia
· parcheggio interrato Piazza I Portici
· Piazza Aldo Moro
· Cimitero (corso Francia)
INOLTRE…Gadget ufficiali e idee regalo firmate “Babbo Natale” in vendita al Punto Info di
Piazza Martiri e alla Casetta del Postino sul Piazzale del Castello
– La Renna COMETA: è la Mascotte Ufficiale del Villaggio!
– La Copertina Magica: per riscaldarti durante i riposini invernali
– Il Paniere del Villaggio: tanti prodotti tipici del territorio da degustare nei giorni di
Festa
COSTRUISCI IL TUO WEEKEND O LA TUA GITA A RIVOLI
– per famiglie e gruppi: accoglienza e visite guidate
– per le scuole: programmi specifici al Villaggio, sulla Pista e Laboratori didattici (su
prenotazione)
a cura di Turismovest: info@turismovest.it
Contattaci subito!!!
Il Villaggio di Babbo Natale è organizzato da TurismOvest, con il contributo della Città di Rivoli, il patrocinio del Comune di Buttigliera Alta, della Città Metropolitana di Torino, della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Camera di Commercio di Torino.
Per informazioni: 011/9561043 (da lunedì al venerdì in orario 9-12,30) info@turismovest.it Oppure visitare i siti www.turismovest.it; www.ilvillaggiodibabbonatale.it. Si può rimanere aggiornati sull’evento anche sulla pagina Facebook Il Villaggio di Babbo Natale.
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Natale da Watchcenter.it: lo stile autentico del tempo che conta

Incombe comunque la Brutta Stagione, inarrestabile, indossa per mantella la fine nebbia albina, scarpe impermeabili atte a pestare le pozzanghere, mentre sul volto le permane un “broncio” perenne.
Come farla sorridere allora, nella speranza che acconsenta ad un po’ di bel tempo?
Sicuramente una bella passeggiata per Torino potrebbe aiutare l’Invernale Signora a cambiare umore; certo, è necessario che si tratti di un “giretto” come si deve, attraverso quei luoghi che portano gioia, scaldando il cuore e solleticando lo stomaco.
Come si suol dire, “prendiamola per la gola” la nostra Uggiosa Ospite.
D’altronde, come diceva Guy de Maupassant, “Soltanto gli idioti non sono buongustai” e solamente chi sceglie di crogiolarsi nel proprio malessere può rimanere indifferente ai molteplici e golosi locali cittadini.
Iniziamo dunque questo “iter” all’insegna del piacere del palato, e, mettendoci con le spalle alla Gran Madre, incamminiamoci.
Non faremo percorrere molta strada alla Signora nata sotto il segno dello Scorpione prima di fermarci alla prima tappa, poiché si tratta del Caffè Elena, caro a Cesare Pavese, uno dei maggiori intellettuali italiani del XX secolo, scrittore, poeta, traduttore e critico letterario vissuto nella prima metà del Novecento; chissà su quale tavolino sedeva mentre pensava alla sua Constance e abbozzava il suo ultimo romanzo “La luna e i falò”?
Prima di entrare sbirciamo velocemente l’ottocentesco palazzo progettato dall’architetto Giuseppe Frizzi che ospita il locale e scegliamo una postazione da cui poter godere della vista sull’ampia Piazza Vittorio. Il via vai continuo conferma il luogo come vivo punto d’incontro per giovani, turisti e per chiunque voglia giocare a fare il “bohémien”. All’interno il Caffè presenta un arredamento di inizio Novecento, le linee sinuose care al Liberty contraddistinguono un’ atmosfera antica, come se si entrasse in una dimensione passata, intrappolata nella amara felicità del secolo breve. E ora che ci siamo ambientati, cosa ordinare? Proporrei un aperitivo, magari un vermouth, ossia quel liquore tipico torinese, ideato nel corso del Settecento da Antonio Benedetto e perfezionato – proprio tra le mura del Caffè Elena – da Giuseppe Carpano, verso il terminare dell’Ottocento.
Un po’ di calore liquido e subito le gote della Dama della Terza Stagione si colorano come le foglie degli aceri in autunno. Ha ragione Edward Bloom, protagonista dell’onirico film “Big Fish”, quando medita che “quasi tutte le creature che consideriamo malvagie o cattive, sono semplicemente sole. E magari mancano un po’ di buone maniere”.
È ora di proseguire.
Pochi minuti ci separano dalla prossima tappa, il minuto Caffè Ghigo, celebre bar-pasticceria situato sotto i portici di via Po.
Fino al 1850 il locale era adibito a latteria, qui si producevano formaggi, tomini e latte. A partire dagli anni Settanta dell’Ottocento l’attività alimentare lascia spazio al Caffè, nasce dunque Ghigo, ricercata pasticceria torinese, rispettosa delle antiche tradizioni culinarie.
Non c’è posto per sedersi all’interno, le consumazioni si effettuano in piedi, appoggiati al marmoreo bancone ondoso, scambiando qualche sorriso con il personale premuroso. Le leccornie audacemente esposte in vetrina costringono i passanti ad entrare, e, una volta superata la soglia, un odore di dolciumi e zucchero a velo inebria l’aria, rendendo impossibile non ordinare qualcosa senza panna.
Tra bignole e salatini spicca la nivea “Nuvola”, specialità torinese e prodotto unico nel suo genere; si tratta di un languido pandoro ricoperto di crema di burro e zucchero a velo, un soffice dolce capace di ammorbidire i cuori più congelati.
Ma è già ora di andare. Ancora con le labbra inzuccherate ci allontaniamo, verso nuovi stuzzicanti orizzonti.
Arriviamo fino al numero 8 di via Po, ed entriamo in quello che un tempo era noto come “Caffè dei codini”. Eccoci di fronte a Fiorio, locale particolarmente apprezzato dai nobili torinesi durante la Restaurazione, è stato un punto di ritrovo fortemente politicizzato, così come testimoniano i soprannomi che all’epoca accompagnavano la dicitura sull’insegna: “Caffè Radetzky” o “caffè Machiavelli”. Una clientela decisamente schierata, in evidente contrapposizione agli ardenti patrioti frequentanti il Caffè Calosso presso l’allora via Dora Grossa – attuale via Garibaldi -.
Le discussioni che avvenivano all’interno delle sale lucenti di specchi avevano larga eco, lo stesso re Carlo Alberto (1798-1849) – a quanto pare – era solito iniziare la giornata chiedendo “Che si dice al Caffè Fiorio?” La fama del luogo è confermata anche dalle parole di un anonimo, il quale nel 1845 scrive: “Di nobilitade emporio/ chiuso alla plebe vile/ risplende il caffè Fiorio/ che in sua grandezza umile/ solo ornamenti apprezza/ del tempo di Noè:/ evviva la bellezza/ del nobile Caffè”.
Verso la metà dell’Ottocento il locale viene impreziosito dagli interventi di artisti come Francesco Gonin (1808-1889) e Giuseppe Bogliani (1805-1881), anche se sono diverse le ristrutturazioni che il locale subisce nel tempo, tra queste di particolare importanza fu l’introduzione delle lampadine, “escamotage” a gas che, a partire dal 1838, contribuì a rendere ancora più gradevole la permanenza degli ospiti tra le sontuose sale.
Certamente mangiare bene aiuta a discorrere meglio, lo dimostrano inoltre le testimonianze risorgimentali, che attestano tra quelle mura damascate il ritrovo di intellettuali e politici del calibro di Urbano Rattazzi, Massimo D’Azeglio, Camillo Benso Conte di Cavour o Cesare Balbo.
C’è da chiedersi quanti fogli e appunti abbiano macchiato tra una coppa di gelato e una cioccolata calda.
Mentre rendiamo “più vicini a noi” i grandi del nostro passato, immaginandoli felici e impiastricciati, usciamo dal bar dorato e proseguiamo su questo pellegrinaggio del gusto.
Arrivati in Piazza Castello è nuovamente ora di intrattenersi al caldo di un locale.
Sono le vetuste vetrine di Mulassano a fermarci. Celebre e storico bar torinese, aperto nel 1907 e originariamente frequentato soprattutto dagli artisti del Teatro Regio. Il Caffè viene messo in vendita dai proprietari intorno agli anni Venti del Novecento e successivamente acquistato dai coniugi Angela e Onorino Nebiolo, da poco tornati in patria dall’America. I nuovi possessori desideravano ridare vigore agli affari del locale e idearono nuove proposte alimentari per accompagnare gli aperitivi. Nascono così il “toast” e quel particolare panino che Gabriele D’Annunzio battezzò “tramezzino”.
I posti a sedere sono pochi, l’ambiente è raccolto e spinge gli astanti a sedersi inconsciamente vicini; le chiacchiere dei commensali si mescolano con eleganza, adattandosi all’ambiente circostante e simulando le note dei musicisti dell’orchestra regia.
La maratona cibaria non è ancora finita, ma inizio a intravvedere un po’ di stanchezza sul volto della nostra commensale. Non è il caso di esagerare, anche se credo che ancora un paio di luoghi sia il caso di visitarli, prima di salutarci.
Usciti dal piccolo Mulassano, è ora di dirigersi verso la regale Piazza San Carlo.
L’ora si fa tarda e la folla del centro impazza, siamo immersi in un flusso senza direzione, c’è chi chiacchiera al cellulare, chi improvvisamente si ferma a guardare la merce dei negozi, chi invece sollecita i compagni ad accelerare il passo. Anche la Dama delle Piogge si sente in dovere di amalgamarsi alla modalità generale e a mala pena riusciamo a scorgere le vetrine di Baratti, altro elegante e rinomato locale torinese, confetteria fondata nel 1858 da Ferdinando Baratti e Edoardo Milano – il cui nome completo infatti è Baratti&Milano -.
Fin dall’inaugurazione il luogo colpisce per il suo sfarzo, come testimonia un cronista dell’epoca: “Lo sfarzo e il buon gusto qui se la contendono. Specchi di grande superficie, sculture in legno di noce artisticamente eseguite, dorature splendidissime e, a degno accompagnamento, la bontà squisita dei prodotti dei miracolosi fornelli dei signori confettieri”. È tuttavia Guido Gozzano a rendere immortale la notorietà del posto, descrivendo nel suo celebre componimento “Le golose” le ingioiellate signore della nobiltà subalpina mentre gustano le paste, sollevando la veletta e girandosi di schiena nella speranza che nessuno le veda.
Siamo ormai diretti verso il Caffè Torino, uno dei più conosciuti salotti torinesi, in attività dal 1903, adorno di marmi pregiati e medaglioni dipinti, il locale accoglie gli avventori con un superbo bancone in marmo finemente sbalzato e li accompagna alla ricerca di un gusto senza tempo.
Da subito il bar sfida l’attività del dirimpettaio Caffè San Carlo, punto di ritrovo per definizione dell’“intellighenzia” torinese. “La Fortuna aiuta gli audaci” e il successo della nuova apertura non tarda ad arrivare, presto intellettuali come Eiunaudi e De Gasperi diventano clienti abituali, col tempo la fama del luogo accresce, così negli anni Cinquanta diverse personalità come James Stewart, Ava Gardner, Walter Chiari, Brigitte Bardot e l’indimenticabile Erminio Macario vogliono assaporare un buon caffè seduti tra gli elitari tavolini di quella Torino non alla portata di tutti.
E se il prezzo del caffè ci ricorda a quale strato sociale apparteniamo, il toro rampante antistante il locale invita democraticamente la totalità dei passanti a partecipare – a titolo gratuito – al rituale propiziatorio più famoso della cittadinanza. L’effigie in bronzo viene posta nel 1930 sul pavimento della Piazza dedicata a San Carlo Borromeo e subito diventa oggetto di attenzioni e superstizioni. Leggenda vuole che calpestare gli attributi dell’animale porti fortuna, l’atto si deve compiere con il tallone sinistro e effettuando tre giri intorno a sé stessi. Un’ovvia sciocchezza, che però, con la tipica discrezione torinese, ha portato a creare un delicato avvallamento là dove, anche per il quadrupede, non batte il sole.
La sera sta scendendo, ed è giunta l’ora di salutare la nostra gentile Opite Portatrice di freddo.
Per i convenevoli quale luogo più opportuno che i battenti tristemente serrati del Caffè San Carlo, altro salotto torinese con una storia antica di quasi duecento anni?
Le luci spente testimoniano la tragedia che è stata la pandemia per molte attività commerciali, costrette a chiudere con poche possibilità di riscatto.
Invito la Cinerea Signora a specchiarsi nelle vecchie vetrine e ad immaginare i fasti ottocenteschi, quando il locale portava il nome di Caffè di Piazza D’Armi. All’epoca non c’era ancora il Caval’d Brons al centro della piazza, al contrario il territorio era adibito per ospitare le adunate dell’esercito sabaudo.
Clienti abituali erano Giolitti, Crispi, Gramsci e Gobetti, ma anche importanti scrittori come Edmondo De Amicis, autore dell’indimenticabile Libro Cuore, di cui oggi a scuola non si parla più. Proprio al San Carlo si era fermato un altro assai noto personaggio, Alexandre Dumas, in visita alla città sabauda, proprio qui pare abbia assaggiato il suo primo “bicerin”.
È ormai sera, i lampioni colorati offuscano le stelle e la nebbia del Po sta arrivando in città.
Chissà se la nostra Uggiosa Ospite avrà apprezzato questo calorico “iter” turistico e chissà se un po’ di buonumore la convincerà a concederci qualche giornata di sole in questo lungo inverno.
Nel dubbio, prima che scompaia, le allungo quattro “giandojòt”, uno per ogni Stagione. Le Signore sono permalose, speriamo solo non se li mangi tutti Lei sulla strada del ritorno, con la scusa che poi si sciolgono.
Alessia Cagnotto
A grande richiesta, a To Dream, il più grande Urban District del Piemonte e punto di riferimento per shopping, ristorazione, intrattenimento e green life, tornano i mercatini dell’artigianato.
Da sabato 22 marzo a domenica 27 aprile, gli iconici portici del centro commerciale faranno da scenografia alle otto casette degli artigiani locali, in cui sarà possibile acquistare gioielli fatti a mano, accessori moda, magliette, borse, sciarpe dai colori vivaci e incensi profumati. Non mancheranno tante irrinunciabili delizie per il palato, come dolci e pasticceria, inclusa quella siciliana, brezel croccanti e liquori artigianali, oltre a quadri e tanto altro.
I visitatori avranno un’occasione speciale per i loro acquisti e le idee regalo in vista della Pasqua e potranno immergersi in un’atmosfera unica, dove l’arte e la creatività saranno protagoniste.
Con questa iniziativa, To Dream – Urban District torinese conferma il suo impegno nel valorizzare gli artigiani locali e nel sostenere le realtà del territorio piemontese, con l’aggiunta di un’esperienza autentica e coinvolgente per tutti i suoi visitatori e una forma di ulteriore arricchimento commerciale, capace di dare valore alla passione e al talento di tanti professionisti.