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Le torte di Torino: una città da gustare morso dopo morso

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Scopri – To alla scoperta di Torino

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Passeggiare per Torino significa anche lasciarsi tentare da profumi e sapori che si diffondono dalle sue caffetterie più caratteristiche. In alcuni angoli del centro e nei quartieri più vivaci si celano piccole meraviglie artigianali, dove il dolce diventa esperienza. C’è un mondo fatto di glassa, burro, impasti profumati e farciture inattese che merita di essere raccontato. Tra le varie realtà che animano la scena cittadina, alcune si distinguono per originalità e cura. Ecco un itinerario del gusto che parte dal cuore di Vanchiglia, attraversa Via Po e tocca un’altra tappa immancabile per gli amanti delle torte fatte come una volta. Un viaggio che non è solo gastronomico, ma anche estetico e affettivo: i luoghi del dolce raccontano storie di città, di passioni e di mani che lavorano con dedizione ogni giorno.
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Caffè Cesare: dolci che raccontano storie
In Via Vanchiglia 9, in una zona che mescola anima studentesca e atmosfere retrò, Caffè Cesare non passa inosservato. Il bancone è un invito continuo alla curiosità, e appena si entra si capisce che qui la pasticceria non è solo una questione di ricette, ma di cultura del gusto. La proposta è sorprendente e variegata, a cominciare dagli alfajores: due biscotti friabili uniti da un generoso strato di dulce de leche, rifiniti con una leggera spolverata di cocco. Un omaggio alla tradizione argentina, che conquista chiunque abbia voglia di provare qualcosa di autentico e diverso.
Ma non finisce qui. La Charlotte all’ananas, elegante nella sua semplicità, è una proposta che pochi conoscono ma che lascia il segno. C’è poi il matcha fresco con fragole pestate, che affianca profumi orientali alla freschezza della frutta, in un contrasto perfettamente bilanciato.
Chi ama le ricette più familiari potrà invece contare su una carrot cake che non tradisce, oppure tuffarsi tra muffin per ogni gusto e palato. Ogni settimana spuntano anche novità fuori menu, che rispecchiano la stagionalità e l’inventiva dello staff.
La vera firma della casa però sono i Crumbl Cookies. Chi entra una volta per provarli, ritorna. Grandi, friabili, burrosi: esistono in infinite combinazioni, come se ogni gusto fosse una tappa di un viaggio. Dal classico cioccolato, passando per cheesecake, red velvet, Lotus, caramello salato, fino al pistacchio, la scelta è praticamente infinita. Qui non si parla di semplici biscotti, ma di piccoli dessert da assaporare con lentezza. Il tutto accompagnato da bevande che escono dalla consuetudine: chai latte profumato, cinnamon caldo e speziato, oppure una lemon cake da gustare con il tè del pomeriggio. Anche il cappuccino ha un tocco personale, decorato con disegni di latte art che rendono ogni tazza un piccolo quadro da bere.
Caffè Cesare è un luogo dove sedersi a leggere, chiacchierare, studiare o semplicemente lasciarsi coccolare da un profumo che cambia ogni giorno. L’arredamento semplice ma curato, i tavolini in legno e la luce naturale che filtra dalle grandi finestre rendono questo posto una seconda casa per molti.
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Caffetteria Clarissa: eleganza, torte e feste sotto i portici
Spostandosi verso il centro storico, in Via Po, la Caffetteria Clarissa si rivela un’altra tappa imperdibile. Un locale dall’anima sontuosa, arredato in tonalità rosso scuro che evocano ambienti retrò, ma mai superati. L’atmosfera è intima, raffinata, ideale per una pausa ma anche per qualcosa di più: qui infatti si organizzano feste di laurea, compleanni e incontri privati nelle sale interne, che assicurano privacy e uno stile unico.
Le torte di Clarissa hanno una personalità precisa: artigianali, curate nei dettagli, con ingredienti selezionati e combinazioni equilibrate. Che si tratti di una classica Sacher, di una millefoglie rivisitata o di una torta moderna al cioccolato e lamponi, ogni fetta racconta una ricerca e un amore per la pasticceria fatta con passione. Il personale accoglie sempre con un sorriso e sa consigliare chi cerca qualcosa di particolare per una ricorrenza o semplicemente per sé. L’attenzione al cliente è un altro ingrediente che fa la differenza.
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Berlicabarbis: l’altra dolce faccia di Torino (FOTO DI COPERTINA)
Infine, non si può concludere un giro tra le torterie di Torino senza citare Berlicabarbis. Il nome è già una dichiarazione d’intenti, un richiamo al dialetto piemontese che promette dolcezza. Qui le torte sono protagoniste assolute: alte, colorate, spesso scenografiche. I gusti variano a seconda delle stagioni e dell’ispirazione del momento, ma ciò che non cambia è la sensazione di casa che si respira appena varcata la soglia.Berlicabarbis è un rifugio per chi cerca una pausa sincera, un luogo che mette d’accordo amanti della pasticceria classica e fan delle novità. Tra cheesecake, crostate, torte di mele, red velvet e brownies, si può passare un pomeriggio senza accorgersi del tempo che scorre. Il locale ha anche una vena giocosa, con arredi colorati e citazioni sparse qua e là, che lo rendono perfetto per chi ama un tocco di originalità. Non è raro vedere clienti scattare foto alle vetrine prima ancora di ordinare: qui anche l’occhio vuole la sua parte.
In queste tre caffetterie Torino si racconta attraverso il dolce. Ogni torta è un gesto, una piccola forma di accoglienza, un invito a fermarsi. In un mondo che corre veloce, i profumi che escono da questi forni ci ricordano che a volte basta un biscotto ben fatto per cambiare il ritmo della giornata. E in una città che unisce tradizione e innovazione, sedersi davanti a una fetta di torta è anche un modo per sentirsi, per un attimo, nel posto giusto al momento giusto.
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NOEMI GARIANO

Il Cri Cri di Torino, il cioccolatino che racconta una città

SCOPRI – TO    ALLA SCOPERTA DI TORINO

C’è un piccolo dolce torinese che, più di molti monumenti, riesce a raccontare una storia fatta di eleganza, artigianalità e memoria collettiva. Il Cri Cri non è solo un cioccolatino, ma un simbolo della tradizione dolciaria piemontese, nato in un’epoca in cui Torino era una capitale del gusto e dell’innovazione gastronomica.

Le origini tra nobiltà e cioccolato

La nascita del Cri Cri viene fatta risalire alla fine dell’Ottocento, in un periodo in cui il cioccolato a Torino viveva una stagione d’oro. La leggenda più diffusa racconta che fu creato per una giovane donna dell’alta società torinese, che desiderava gustare il cioccolato senza sporcarsi i guanti. Da questa esigenza nacque l’idea di rivestire una pralina con una copertura di minuscole perline di zucchero, capaci di isolare il calore delle dita e mantenere il cioccolato intatto. Il nome, secondo alcune interpretazioni, deriverebbe dal suono leggero e croccante che si avverte al primo morso, quasi un piccolo “cri cri” che accompagna l’assaggio.

Dove trovarlo oggi tra botteghe e pasticcerie

Oggi il Cri Cri continua a vivere nelle storiche cioccolaterie di Torino, soprattutto nel centro città, dove le vetrine espongono file ordinate di queste piccole sfere lucide e colorate. Si può trovare nelle pasticcerie artigianali che portano avanti la tradizione, spesso accanto ad altri grandi classici come il gianduiotto e il bicerin. Non è raro vederlo anche durante eventi, fiere gastronomiche e mercatini, dove viene presentato come uno dei simboli più riconoscibili della dolcezza piemontese.

Varianti moderne di un grande classico

Se la versione originale resta quella più amata, con il cuore di nocciola e gianduia avvolto nel cioccolato fondente e nello zucchero croccante, negli anni sono nate diverse varianti. Alcuni maestri cioccolatieri propongono il Cri Cri al latte, altri sperimentano ripieni al pistacchio o aromatizzati con agrumi e spezie. Ci sono anche edizioni stagionali, soprattutto durante le festività, in cui il classico dolce si veste di colori e sapori nuovi, senza perdere la sua identità.

Un dolce che diventa racconto e ricordo

Negli ultimi anni il Cri Cri ha assunto anche un valore legato al turismo e all’identità cittadina. Sempre più visitatori lo scelgono come souvenir gastronomico da portare a casa, un’alternativa raffinata ai classici prodotti confezionati. Nelle scatole decorate con richiami alla città, questo piccolo cioccolatino diventa una sorta di cartolina commestibile, capace di evocare portici, caffè storici e passeggiate lungo il Po. Anche per i torinesi resta un dolce legato ai momenti speciali, spesso regalato durante le feste o condiviso dopo una cena in compagnia, a dimostrazione di come, nella sua semplicità, il Cri Cri continui a essere parte viva della quotidianità e della memoria collettiva della città.

Il Cri Cri rimane così un ponte tra passato e presente, un piccolo boccone che racchiude la storia di Torino e la sua passione per il cioccolato. Assaggiarlo non è solo un piacere per il palato, ma un modo per entrare, anche solo per un attimo, nell’anima di una città che ha fatto della dolcezza una vera e propria forma d’arte.

NOEMI GARIANO

 

 

 

 

(Foto di copertina Piemont Cioccolato)

In piazza Statuto la Drogheria Cavaletto

Venerdì 9 gennaio dalle ore 11 s’inaugura in piazza Statuto 4 a Torino la Drogheria Cavaletto,
lo spazio espresso. Un progetto contemporaneo che affonda le radici in un piccolo pezzo di storia
della monumentale piazza Statuto.
Affacciata sotto i portici, la Drogheria Cavaletto per decenni è stata un punto d’incontro per i
gourmet della città. Dapprima nel 1934 come bottega di spezie, pasta, olio e caffè, avviata da
Francesco Berta che aveva appreso l’arte della tostatura da Luigi Lavazza in via San Tommaso 10.
Poi nel dopoguerra come piccolo tempio di dolci e prelibatezze scelti con cura dalla moglie
Marianna Cavaletto e dalla figlia Renata Berta che avevano continuato l’attività di Francesco
morto sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Negli Anni Sessanta, Giovanni Toppino, marito di Renata, attuò la seconda trasformazione
puntando su vini selezionati, cioccolato artigianale e prodotti ricercati che richiamarono clienti da
tutta la città, affascinati anche dalle celebri vetrine con cartelli realizzati a china e slogan originali.
Oggi la Drogheria Cavaletto torna a vivere come “spazio espresso”, per vendere, esporre
e festeggiare. Un format nuovo che riporta la bottega nel presente senza cancellarne la memoria:
cento metri quadrati modulabili su due livelli, grandi vetrine, salotto e cucina per ospitare
temporary store, pop up, eventi, mostre e tanto altro. Vetrina per le imprese ma anche luogo per
accogliere progetti e nuove idee, per incontrare e incontrarsi.
E con questo spirito, Drogheria Cavaletto è lieta di accogliere per l’inaugurazione l’artista
Francesca Casale , aka SENSU, la cui ricerca intreccia arte olfattiva e visiva. Qui presenta
Smell of Love una installazione già parte della mostra In Your Life di K-Way®. Il progetto intende unire creatività e olfatto, ispirandosi ad uno dei simboli iconici del design moderno: la Moka
Express Bialetti®. L’opera è costituita da tre stazioni olfattive, che trattengono al loro interno l’odore
del caffè a intensità differenti. I filtri delle moka sono contenuti nel cuore di sacche che invitano lo
spettatore a sperimentare memoria, emozione e narrazione attraverso l’olfatto.
Benvenuti allo “Spazio espresso”. Alma Toppino e Vittoria Lupo vi aspettano venerdì 9 gennaio dalle
ore 11, in piazza Statuto 4, per condividere storie, aromi e sapori.

Il profumo del Natale tra le piazze del Torinese

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SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

Quando l’aria si fa più pungente e le luci iniziano ad accendersi già dal tardo pomeriggio, Torino entra in una dimensione tutta sua. Il Natale, qui, non è soltanto una ricorrenza: è un’atmosfera che si respira passeggiando sotto i portici, tra le vetrine storiche e, soprattutto, tra i mercatini che ogni anno animano la città e il suo territorio. I mercatini di Natale di Torino e dintorni sono diventati nel tempo un appuntamento atteso, un rito collettivo che unisce tradizione, convivialità e una passione profonda per il cibo di qualità.
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Torino, dove il Natale si assapora lentamente
Nel cuore della città, i mercatini natalizi trovano spazio in alcune delle piazze più amate e riconoscibili. Ogni anno, queste aree si trasformano in piccoli villaggi di legno, illuminati da luci calde e decorazioni discrete, in perfetto stile torinese. Non servono date precise per raccontarli: è una consuetudine che si rinnova puntualmente, capace di attirare migliaia di persone, tra residenti e visitatori, tutti accomunati dalla stessa voglia di rallentare e godersi il momento.
Ciò che colpisce di più, passeggiando tra le bancarelle, è il modo in cui la gente vive questi spazi. Non c’è fretta. Si cammina con le mani nelle tasche del cappotto, ci si ferma a osservare un banco, si chiacchiera con gli artigiani, si assaggia qualcosa “tanto per provare” e si finisce spesso per tornare a casa con un sacchetto in più del previsto. I mercatini torinesi sono così: discreti ma irresistibili.
Il vero cuore pulsante resta la parte gastronomica. Tra le bancarelle fanno capolino dolci della tradizione, biscotti artigianali dal profumo di burro e vaniglia, paste secche preparate secondo ricette tramandate, spesso legate alle colline piemontesi. Non mancano i classici intramontabili come lo zabaione caldo, cremoso e avvolgente, sorseggiato lentamente magari appoggiati a un tavolino improvvisato, e la cioccolata calda, densa, quasi da mangiare con il cucchiaino, fedele alla grande tradizione torinese del cacao.
Negli ultimi anni, accanto ai sapori più consolidati, si sono affacciate anche nuove tendenze. Una su tutte: il cosiddetto cioccolato “Dubai”, diventato una vera curiosità gastronomica. Si tratta di un cioccolato ricco e intenso, spesso farcito con pistacchio e pasta kataifi, che richiama consistenze orientali e sorprendenti. Alcune versioni lo propongono anche con riso soffiato, per un contrasto ancora più marcato. I torinesi, notoriamente esigenti in fatto di cioccolato, ne vanno particolarmente ghiotti, e non è raro vedere file davanti ai banchi che lo propongono in varie declinazioni.
Tra bancarelle e tradizioni, il gusto prima di tutto
Se c’è un elemento che accomuna tutti i mercatini di Natale del capoluogo è l’attenzione per la qualità. Anche quando si parla di prodotti semplici, l’artigianalità è sempre al centro. I biscotti non sono mai anonimi, le creme hanno nomi che evocano territori, i dolci raccontano storie. È questo che la gente ama: non solo comprare, ma sentire di portare a casa un pezzo di atmosfera natalizia.
Accanto al cibo, naturalmente, trovano spazio anche altri simboli del periodo. Le stelle di Natale colorano gli angoli delle piazze, insieme a decorazioni fatte a mano, candele profumate e piccoli oggetti pensati come regali. Ma anche qui, tutto sembra fare da cornice a ciò che davvero attira: il profumo che si sprigiona dalle bancarelle, il vapore che sale dalle tazze fumanti, il piacere di concedersi qualcosa di buono.
I mercatini diventano così un punto di incontro. Famiglie, coppie, gruppi di amici: tutti trovano il proprio modo di viverli. C’è chi li percorre ogni anno come una tradizione irrinunciabile e chi li scopre per la prima volta, restando sorpreso dalla loro capacità di essere accoglienti senza mai risultare eccessivi.
Dalla città alla provincia, il Natale continua
Uscendo da Torino, l’atmosfera natalizia non si perde, anzi si arricchisce di nuove sfumature. Nei dintorni del capoluogo, numerosi centri propongono mercatini che, pur più raccolti, mantengono lo stesso spirito. Località come Asti e altre città del Piemonte diventano mete ideali per una gita fuori porta, perfetta per un pomeriggio invernale.
Qui il legame con il territorio è ancora più evidente. I prodotti enogastronomici locali trovano grande spazio: dolci tipici, conserve, miele, nocciole, vini da dessert. Anche in questi mercatini il cibo resta protagonista, spesso affiancato da specialità che raccontano la tradizione contadina e artigiana della regione. Non mancano le bevande calde, le versioni locali dello zabaione, le reinterpretazioni della cioccolata calda, sempre pronte a scaldare le mani e l’umore.
Passeggiando tra le bancarelle della provincia, si respira un clima più intimo, quasi familiare. Le stelle di Natale decorano gli ingressi, le luci si riflettono sulle piazze storiche e il tempo sembra scorrere più lentamente. È un Natale meno affollato, ma non per questo meno sentito, dove il piacere della scoperta si unisce alla voglia di ritrovare sapori autentici.
In fondo, che si resti in città o ci si spinga appena oltre, i mercatini di Natale del Torinese hanno tutti la stessa anima. Sono luoghi in cui il freddo diventa una scusa per fermarsi, per bere qualcosa di caldo, per assaggiare un dolce in più. Sono spazi dove il Natale non si limita a essere visto, ma viene soprattutto gustato, morso dopo morso, anno dopo anno.
A rendere questi mercatini così amati è anche la loro capacità di rinnovarsi senza perdere identità. Ogni anno cambiano alcuni profumi, compaiono nuove proposte dolciarie o variazioni sul tema del cioccolato, ma resta immutato il piacere di ritrovarsi all’aperto, avvolti da luci soffuse e da un brusio allegro. Nel Torinese il Natale passa anche da qui: da una tazza fumante tra le mani, da un assaggio condiviso, da quel senso di familiarità che, puntualmente, riesce a far sentire tutti un po’ a casa.
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NOEMI GARIANO

Il Villaggio di Babbo Natale torna a Rivoli

22^ edizione

Ingresso gratuito

 

Dal 7 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026

 

Rivoli si riempie di magia: la Casa di Babbo Natale e la casetta del Postino anche quest’anno saranno nel suggestivo piazzale del Castello

Animazione gratuita tutti i giorni, per un mese

 

            Da oltre vent’anni, ormai, Natale a Rivoli è Il Villaggio di Babbo Natale, tra i primi nel suo genere nati in Italia e ad ingresso gratuito. Per la sua ventiduesima edizione, il Villaggio è pronto ad accogliere famiglie e bambini nel mese più magico dell’anno, tutti i giorni, dal 7 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, tra luci, attrazioni, tradizioni e momenti di festa.

Piazzale Mafalda di Savoia, il punto più panoramico della città, ospiterà anche quest’anno la Casa di Babbo Natale, l’Ufficio Postale e i laboratori artistici per bambini ad ingresso gratuito, da sempre il punto di forza di questo evento. I laboratori si svolgeranno negli spazi del Castello, a cura dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli. Per l’occasione i visitatori del Villaggio potranno accedere al Museo con un biglietto d’ingresso agevolato.

“Il Villaggio di Babbo Natale è una delle tradizioni più amate dai rivolesi e ogni anno sappiamo quanto bambini e famiglie lo attendano. Negli ultimi due anni abbiamo scelto di farlo crescere, ampliandone gli spazi e portando la Casa di Babbo Natale al Castello, per offrire un’esperienza ancora più ricca, bella e accessibile. – dichiara il sindaco Alessandro Errigo – Rivoli conferma così la sua vocazione a essere una città viva e accogliente, capace di valorizzare le proprie eccellenze e di unire cultura, territorio e comunità. Vedere così tante realtà collaborare per creare magia in città è il segno più concreto della Rivoli che vogliamo costruire: una città che accoglie e che sa regalare meraviglia a chi la vive e a chi viene a scoprirla.”

 “Sempre maggiore la sinergia con le realtà del territorio per creare un programma ricco che coinvolge molte aree della città – dichiara Simona Pravato direttrice del Consorzio TurismOvest – dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli con i suoi laboratori artistici, all’animazione e agli allestimenti curati dai negozi, dalle gallerie, dai Soci del nostro Consorzio e dalle tante associazioni che ringrazio”.

Tanti i luoghi coinvolti dalla magia delle feste per creare un percorso ricco di meraviglia e scoperta. Dal cuore del centro storico al suggestivo piazzale Mafalda di Savoia, ai piedi del maestoso Castello di Rivoli, partendo da piazza Martiri della Libertà, passando per via F.lli Piol, piazza Portici, piazza Matteotti, la Torre della Filanda, raggiungendo anche la Galleria Vart e via Bruere. Ogni angolo sarà vestito a festa per accogliere visitatori di ogni età!

Numerose le Associazioni e le realtà coinvolte nel programma di quest’edizione: il Gruppo Alpini Rivoli con il Presepe Alpino esposto alla Torre della Filanda, richiamo ai valori di pace, solidarietà e speranza; i soldatini dello Schiaccianoci grazie all’Ass. Gruppo Storico Marsaglia 1693; l’animazione a cura di Croce Rossa di Rivoli, Aps Golden alla Riscossa, Gruppo Majorettes Rivolese; la Fattoria Didattica Ippocastano che nei weekend porterà i pony nei pressi della Casa di Babbo Natale; l’esposizione del presepe di Via Bruere; i cori della Coop. Chronos, della Scuola Primo Levi e della Scuola Salotto e Fiorito; l’animazione in alcune giornate a cura dei negozi di Via Piol, piazza San Rocco, piazza Portici, Galleria Vart e presso la Torre della Filanda.

Il Babbo più atteso dai piccini sarà nella sua casetta tutti i giorni ad accogliere desideri e sogni dei più piccoli, insieme alla slitta, ai suoi aiutanti e alla Renna Cometa. Non mancherà il Postino nel suggestivo ufficio postale per scrivere e inviare le letterine a Babbo Natale, circa 7 mila quelle partite nell’ultima edizione.

Invece il guastafeste per eccellenza, il Grinch, con la sua grotta suggestiva, trova spazio nel cuore della storica piazza Matteotti, ogni sabato e domenica, insieme ad una casetta per una pausa golosa.

Infine piazza Martiri della Libertà ospiterà le tipiche casette di legno dedicate alle golosità che proporranno prelibatezze dolci e salate, e troverà spazio anche la pista di pattinaggio, per provare uno degli sport più amati dell’inverno.

Per raggiungere il Villaggio e scoprire la città, muovendosi agevolmente, oltre al Trenino di Babbo Natale, ci sarà l’attivazione speciale di una navetta che effettuerà il servizio di collegamento verso il piazzale del Castello, per facilitare gli spostamenti e visitare tutte le location nei weekend e nei giorni festivi.

Per dare il via all’edizione 2025, l’appuntamento è domenica 7 dicembre alle ore 10,30 in piazza Martiri della Libertà dove si terrà la tradizionale festa inaugurale, alla presenza delle Autorità, con l’esibizione del Gruppo Majorettes Rivolese e del Piccolo Coro Sister Queen degli Istituti Riuniti Salotto e Fiorito. La giornata sarà arricchita anche con alcuni appuntamenti pomeridiani, dalla Passeggiata Benefica con gli amici a quattro zampe a favore dell’associazione Aslan e i suoi progetti di pet therapy (partenza alle 14 da piazza Martiri, con arrivo all’ospedale di Rivoli) alla Castagnata Alpina in piazza Matteotti, dalle 15 alle 19.

Previsti, durante il mese di apertura, numerosi eventi e tante occasioni di divertimento. Per salutare le festività e dare il benvenuto all’anno nuovo, lunedì 5 gennaio in piazza San Rocco è prevista la grande festa con animazione dalle 16 che si concluderà alle 17 con lo storico Falò della Befana.

Il Villaggio di Babbo Natale anche quest’anno sarà aperto tutti i giorni (dal lunedì al venerdì, il giorno di Natale e il 1° gennaio dalle 15 alle 19; sabato e domenica, oltre a 26 dicembre e 6 gennaio apertura anche al mattino dalle 10 alle 13) per portare i visitatori nelle atmosfere tipiche del periodo con animazione gratuita per bambini, attrazioni per tutti e programmi specifici per le scuole.

Fiore all’occhiello dell’evento, infatti, sono le aperture esclusive e totalmente gratuite dedicate alle scuole nelle mattinate prima delle vacanze di Natale. Gli alunni potranno divertirsi con lo spettacolo di magia di Babbo Natale, spedire una letterina insieme alla classe, partecipare ai laboratori del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli e iniziare così ad assaporare insieme le Festività. Nell’ultima edizione sono stati 2 mila i bambini delle scuole coinvolti, non solo in arrivo da Rivoli ma provenienti da tutto il Piemonte, per un totale di ottanta classi di trenta diversi istituti.

Il Villaggio di Babbo Natale è organizzato da TurismOvest, con il contributo della Città di Rivoli, il patrocinio del Comune di Buttigliera Alta, della Città Metropolitana di Torino, della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Camera di Commercio di Torino.

               Per informazioni: 011/9561043 (da lunedì al venerdì in orario 9-12,30), info@turismovest.it. Oppure visitare il sito www.turismovest.it, Facebook Il Villaggio di Babbo Natale.

Dettaglio PROGRAMMA

 

PROGRAMMA

Il Nuovo Itinerario di Babbo Natale

1) LA CASA DI BABBO NATALE Piazzale Mafalda di Savoia (Castello di Rivoli)

Babbo Natale: ascolta i tuoi desideri e ti racconta le sue storie!

Orario

dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-18,30

sabati, domeniche + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19

INGRESSO GRATUITO

2) I LABORATORI del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli

Orario

dal lunedì al venerdì: 9, 10, 11, 12, 15, 16, 17, 18, 19, 22, 23, 29, 30 dicembre, orario 15-18,30

sabati, domeniche e festivi: 7, 8, 13, 14, 20, 21, 27, 28 dicembre e 3, 4, 6 gennaio: orario 10-13 e 15-18,30

(24 dic: orario 15-17,30. Laboratori chiusi: 25, 26, 31 dicembre e 1, 2, 5 gennaio)

INGRESSO GRATUITO

3) L’UFFICIO POSTALE DI BABBO NATALE Piazzale Mafalda di Savoia (Castello di Rivoli)

il Postino di Babbo Natale ti aiuterà a scrivere e spedire la tua letterina

Orario

dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-18,30,

sabati, domeniche + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19

INGRESSO GRATUITO

 

Inoltre

I PONY DI BABBO NATALE 7, 8, 13, 14, 20, 21 dicembre e 3, 4, 6 gennaio: orario 15-18,30

ANIMAZIONE C.R.I. Rivoli 20, 21, 27, 28 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19

4) ESPOSIZIONI D’ARTE E PRESEPE ALPINO, presso la Torre della Filanda in via Al Castello 8

Orario

7, 8, 12, 13, 14, 19, 20, 21, 26, 27, 28 dicembre e 2, 3, 4, 6 gennaio, orario 15-19

Inoltre:

8 dicembre, ore 10,30-18, Laboratorio di pittura e caffetteria

13-14 dicembre, ore 10-20, Mercatino di Natale e caffetteria

5) LA GROTTA DEL GRINCH e la Casetta dei dolcetti in Piazza Matteotti

lo strano personaggio verde cercherà di rovinare le feste a tutti!

Orario

sabati e domeniche: orario 10-13 e 15-19

6) PISTA DI PATTINAGGIO SU GHIACCIO in Piazza Martiri della Libertà

per provare uno degli sport invernali più semplici e divertenti

Orario

dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-19

sabati, domeniche e dal 20 dic. al 6 gen. (esclusi 25 dic. e 1 gen.): orario 10-13,30 e 14,30-19

solo su prenotazione, apertura straordinaria: orario 20-22

Inoltre:

Sabato 13 dicembre, ore 16, Esibizione Coro Scuola Primo Levi di Rivoli

Domenica 14 dicembre, ore 16,30, Esibizione Coro D’Altrocanto Coop. Soc. Chronos di Rivoli

7) LE CASETTE DELLE GOLOSITA’ in Piazza Martiri della Libertà

le Botteghe in legno per degustare qualche prelibatezza di stagione

Orario

dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-19

sabati, domeniche + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19

INGRESSO GRATUITO

8) ATTRAZIONI per bambini, in Piazza Portici

Orario giostrine

dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-19

sabati, domeniche + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19

Inoltre:

8, 13, 14, 20, 21 dicembre, ore 15,30-18 “Il Natale di Frozen” truccabimbi, palloncini, attività’ per bimbi

13 e 20 dicembre, ore 14,30-18 Esposizione e laboratori per bimbi – Coop. Soc. Chronos

9) ALLESTIMENTI E PERCORSO DI MACCHININE, presso la Galleria Vart in corso Susa 22

Orario

7, 13, 14, 20, 21, 27, 28 dicembre e 4, 6 gennaio: orario 15-18

10) ESPOSIZIONE ALL’APERTO DI PRESEPI ARTIGIANALI, in via Bruere 282, Cappella Madonna

del Rosario, dall’8 dicembre al 10 gennaio. Inoltre, il 24 dicembre dalle ore 21,15:

Spettacolo “Emozioni” e a seguire: Concerto di Natale del Coro di Bruere, Santa Messa e brindisi

11) PIAZZA SAN ROCCO, RACCOLTA SOLIDALE di generi alimentari per famiglie in difficoltà e

FALO’ DELLA BEFANA, lunedì 5 gennaio

Ore 16,00: animazione per bambini

Ore 17,00: accensione Falò della Befana

12) FAI SHOPPING NEL NEGOZI tra nuovi allestimenti, luminarie e musica!

Come raggiungere le nuove location del Villaggio e scoprire la Città:

·      IL TRENINO DI BABBO NATALE “RIVOLZONZO”

·      NAVETTA GRATUITA (DIREZIONE: CASTELLO DI RIVOLI)

PARTENZA DAL PUNTO INFO DI PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA’

ogni sabato e domenica + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19

25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-19

Dove parcheggiare:

·      Parcheggio multipiano di via Rita Levi Montalcini 5 (aperture straordinarie: sabati 6, 13, 20 dic. con orario 8-22, domeniche 7, 14, 21 dic. con orario 10-19)

·      Castello (viale Papa Giovanni XXIII, via M. Melano, corso al Castello)

·      Via Balegno

·      Viale Partigiani d’Italia

·      parcheggio interrato Piazza I Portici

·      Piazza Aldo Moro

·      Cimitero (corso Francia)

INOLTRE…Gadget ufficiali e idee regalo firmate “Babbo Natale” in vendita al Punto Info di

Piazza Martiri e alla Casetta del Postino sul Piazzale del Castello

– La Renna COMETA: è la Mascotte Ufficiale del Villaggio!

– La Copertina Magica: per riscaldarti durante i riposini invernali

– Il Paniere del Villaggio: tanti prodotti tipici del territorio da degustare nei giorni di

Festa

COSTRUISCI IL TUO WEEKEND O LA TUA GITA A RIVOLI

– per famiglie e gruppi: accoglienza e visite guidate

– per le scuole: programmi specifici al Villaggio, sulla Pista e Laboratori didattici (su

prenotazione)

a cura di Turismovest: info@turismovest.it

Contattaci subito!!!

 

Il Villaggio di Babbo Natale è organizzato da TurismOvest, con il contributo della Città di Rivoli, il patrocinio del Comune di Buttigliera Alta, della Città Metropolitana di Torino, della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Camera di Commercio di Torino.

Per informazioni: 011/9561043 (da lunedì al venerdì in orario 9-12,30) info@turismovest.it Oppure visitare i siti www.turismovest.itwww.ilvillaggiodibabbonatale.it. Si può rimanere aggiornati sull’evento anche sulla pagina Facebook Il Villaggio di Babbo Natale.

Natale a Torino: lo shopping che profuma di artigianato, storie e scoperte

Informazione promozionale

“Scopri le realtà che rendono unico il Natale torinese

C’è un momento dell’anno in cui Torino si fa più lenta, luminosa e sorprendente. È il periodo che precede il Natale, quando le strade del centro si accendono e la città invita a una passeggiata che è più di un semplice giro di shopping: è un viaggio tra botteghe, artigiani, profumi, materiali e storie che vale la pena ascoltare.
Lo sanno bene i torinesi che, sempre più spesso, scelgono di regalarsi – e regalare – qualcosa di autentico, unico, fatto con cura. Perché a Torino l’artigianato non è solo una tradizione: è una vera e propria esperienza. Basta perdersi tra via Po e via Garibaldi, o sbucare nelle vie più raccolte di zona Quadrilatero e Vanchiglia, per ritrovarsi davanti a piccole meraviglie create da mani esperte: gioielli che raccontano il territorio, ceramiche che sembrano nate da una poesia, accessori cuciti uno per uno, saponi e fragranze originali, dolci e idee gastronomiche che parlano di Torino e del Piemonte più sincero.

Il fascino di scoprire qualcosa di inatteso

La magia è tutta lì: entrare in negozi che non si conoscevano, scambiare qualche parola con chi crea ogni oggetto, lasciarsi incuriosire da forme, colori, materiali. Non il solito regalo, ma un’idea capace di sorprendere davvero, perfetta per chi ama pensieri autentici e lontani dalle produzioni in serie.
A rendere tutto ancora più speciale è il contatto diretto con gli artigiani: persone che raccontano il loro lavoro con gli occhi che brillano, che mostrano come nasce un pezzo di carta marmorizzata, un prodotto di legatoria, un gioiello fuso a mano, una fragranza costruita nota dopo nota. In un mondo che corre, regalarci un momento così è già un dono.

Passeggiare, scegliere, festeggiare

Lo shopping natalizio a Torino è anche un modo per vivere il centro città in versione festa. Le luci d’artista creano un’atmosfera sospesa, i portici proteggono dal freddo, le caffetterie invitano a una pausa calda e i negozi – quelli storici e quelli emergenti – diventano tappe di un piccolo itinerario di bellezza.
Chi cerca un regalo originale non avrà che l’imbarazzo della scelta. E chi cerca ispirazione, può semplicemente camminare: perché a Torino, spesso, il regalo giusto si incontra per caso.
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Il Torinese consiglia:

 

Easy Nite

Sei alla ricerca di un consiglio, di un suggerimento, di un’ispirazione?

Regala un Viaggio con il Cuore: L’Esperienza Unica di Easy Nite

Quest’anno, sotto l’albero, metti un’emozione. Non un semplice pacchetto, ma una storia cucita su misura. Easy Nite, l’agenzia guidata dalla passione per il viaggio vissuto con profondità e curiosità, ti invita a trasformare i desideri dei tuoi cari in realtà. Dai un’occhiata alla nostra selezione: itinerari incredibili e destinazioni suggestive.
Una garanzia per vivere delle esperienze indimenticabili

Link : https://www.easynite.it/promozioni-natale-2025/

 

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Artelieve

Scopri Artelieve: uno spazio dove arte, emozione e bellezza prendono forma.
Lasciati ispirare da creazioni uniche, perfette per chi cerca un regalo originale, autentico e destinato a durare nel tempo. Il posto giusto per guardare, comprare, e poter immaginare insieme cose belle da creare
Visita il sito e scopri come l’arte può diventare un dono speciale.

Instagram: @arte.lieve
Link: https://www.artelieve.com/galleria/

 

 

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 Massari Gioielli dal 1980

 

 Dal laboratorio di Borgaretto degli anni ’60 alla storica Via Barbaroux, nel cuore di Torino

Massari Gioielli è una storia di famiglia, precisione e maestria artigianale. Nato come laboratorio di riparazione di orologi di marca, si è trasformato nel tempo in gioielleria di eccellenza, specializzata in creazioni uniche, personalizzazioni e assistenza tecnica in loco. Un punto di riferimento autentico e storico per chi cerca unicità, competenza e valore che dura nel tempo.

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Robotime

Robotime Torino: il regalo che non si scarta, si costruisce

In un Natale fatto di oggetti da aprire in fretta, Robotime Torino propone qualcosa di diverso: un regalo da vivere. Puzzle 3D, casette in miniatura, librerie Book Nook illuminate e modelli meccanici in legno che non sono semplici giochi, ma piccole opere di ingegno, bellezza e poesia.
Qui l’oggetto non si compra soltanto: si costruisce, si immagina, si espone e si racconta. È tempo lento, creatività, benessere. È un dono che parla di te.
Per chi ama regalare emozione, stupore e originalità — via San Tommaso 23C è una tappa da non perdere.

Link a instagram https://www.instagram.com/robotime.torino/?hl=it

 

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Vintage Boutique 

Vintage Boutique, il cuore del Natale sostenibile nella capitale del vintage.

Torino, sempre più riconosciuta come capitale italiana del vintage, custodisce luoghi dove il passato non si conserva, ma rivive. Tra questi, Vintage Boutique è l’indirizzo da scoprire per chi cerca regali con storia, stile e autenticità. Non semplicemente usato, ma selezione curata di pezzi unici, iconici e senza tempo.
«Un oggetto vintage non si sceglie: spesso è lui a scegliere te», racconta la titolare, che da anni trasforma ogni acquisto in un incontro tra epoche, materiali e persone.
Quest’anno, per Natale, Torino regala emozioni che non si trovano sugli scaffali. Ma tra le storie. 

www.vintageboutique.it

 

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Watch Center

Watch center : Il Lusso del Tempo Vintage (Anni ’80, ’90, ’00)

Questo Natale, regala un pezzo di storia che non conosce tempo. Se cerchi un dono unico, lussuoso e dal fascino ineguagliabile, la nostra collezione di orologi usati e vintage dei decenni che hanno segnato lo stile — dagli energici anni ’80 ai classici del 2000 — è la scelta perfetta.

Leggil ‘articolo:

Natale da Watchcenter.it: lo stile autentico del tempo che conta 

 

 

 

 

 

 

Torino e i suoi Caffè. Una passeggiata tra storia e leccornie

Novembre induce di solito i torinesi ad avvolgersi in calde sciarpe e cappotti , li osserva nascondersi sotto ingombranti ombrelli e sorride ascoltando le litanie mattutine dei lavoratori che sbrinano le macchine alle prime ore del giorno. Quest’anno il tempo è migliore.


Incombe comunque la Brutta Stagione, inarrestabile, indossa per mantella la fine nebbia albina, scarpe impermeabili atte a pestare le pozzanghere, mentre sul volto le permane un broncioperenne.
Come farla sorridere allora, nella speranza che acconsenta ad un podi bel tempo?
Sicuramente una bella passeggiata per Torino potrebbe aiutare lInvernale Signora a cambiare umore; certo, è necessario che si tratti di un girettocome si deve, attraverso quei luoghi che portano gioia, scaldando il cuore e solleticando lo stomaco.
Come si suol dire, prendiamola per la golala nostra Uggiosa Ospite.
Daltronde, come diceva Guy de Maupassant, Soltanto gli idioti non sono buongustaie solamente chi sceglie di crogiolarsi nel proprio malessere può rimanere indifferente ai molteplici e golosi locali cittadini.
Iniziamo dunque questo iterallinsegna del piacere del palato, e, mettendoci con le spalle alla Gran Madre, incamminiamoci.
Non faremo percorrere molta strada alla Signora nata sotto il segno dello Scorpione prima di fermarci alla prima tappa, poiché si tratta del Caffè Elena, caro a Cesare Pavese, uno dei maggiori intellettuali italiani del XX secolo, scrittore, poeta, traduttore e critico letterario vissuto nella prima metà del Novecento; chissà su quale tavolino sedeva mentre pensava alla sua  Constance e abbozzava il suo ultimo romanzo La luna e i falò”?
Prima di entrare sbirciamo velocemente lottocentesco palazzo progettato dallarchitetto Giuseppe Frizzi che ospita il locale e scegliamo una postazione da cui poter godere della vista sullampia Piazza Vittorio. Il via vai continuo conferma il luogo come vivo punto dincontro per giovani, turisti e per chiunque voglia giocare a fare il   bohémien. Allinterno il Caffè presenta un arredamento di inizio Novecento, le linee sinuose care al Liberty contraddistinguono unatmosfera antica, come se si entrasse in una dimensione passata, intrappolata nella amara felicità del secolo breve. E ora che ci siamo ambientati, cosa ordinare? Proporrei un aperitivo, magari un      vermouth, ossia quel liquore tipico torinese, ideato nel corso del Settecento da Antonio Benedetto e perfezionato proprio tra le mura del Caffè Elena – da Giuseppe Carpano, verso il terminare dellOttocento.
Un podi calore liquido e subito le gote della Dama della Terza Stagione si colorano come le foglie degli aceri in autunno. Ha ragione Edward Bloom, protagonista dellonirico film Big Fish, quando medita che quasi tutte le creature che consideriamo malvagie o cattive, sono semplicemente sole. E magari mancano un po’ di buone maniere.
È  ora di proseguire.
Pochi minuti ci separano dalla prossima tappa, il minuto Caffè Ghigo, celebre bar-pasticceria situato sotto i portici di via Po.
Fino al 1850 il locale era adibito a latteria, qui si producevano formaggi, tomini e latte. A partire dagli anni Settanta dellOttocento lattività alimentare lascia spazio al Caffè, nasce dunque Ghigo, ricercata pasticceria torinese, rispettosa delle antiche tradizioni culinarie.
Non c’è posto per sedersi allinterno, le consumazioni si effettuano in piedi, appoggiati al marmoreo bancone ondoso, scambiando qualche sorriso con il personale premuroso. Le leccornie audacemente esposte in vetrina costringono i passanti ad entrare, e, una volta superata la soglia, un odore di dolciumi e zucchero a velo inebria laria, rendendo impossibile non ordinare qualcosa senza panna.
Tra bignole e salatini spicca la nivea Nuvola, specialità torinese e prodotto unico nel suo genere; si tratta di un languido pandoro ricoperto di crema di burro e zucchero a velo, un soffice dolce capace di ammorbidire i cuori più congelati.
Ma è già ora di andare. Ancora con le labbra inzuccherate ci allontaniamo, verso nuovi stuzzicanti orizzonti.
Arriviamo fino al numero 8 di via Po, ed entriamo in quello che un tempo era noto come Caffè dei codini. Eccoci di fronte a Fiorio, locale particolarmente apprezzato dai nobili torinesi durante la Restaurazione, è stato un punto di ritrovo fortemente politicizzato, così come testimoniano i soprannomi che allepoca accompagnavano la dicitura sullinsegna: Caffè Radetzkyo caffè Machiavelli. Una clientela decisamente schierata, in evidente contrapposizione agli ardenti patrioti frequentanti il Caffè Calosso presso lallora via Dora Grossa attuale via Garibaldi -.
Le discussioni che avvenivano allinterno delle sale lucenti di specchi avevano larga eco, lo stesso re Carlo Alberto (1798-1849) a quanto pare – era solito iniziare la giornata chiedendo Che si dice al Caffè Fiorio?La fama del luogo è confermata anche dalle parole di un anonimo, il quale nel 1845 scrive: Di nobilitade emporio/ chiuso alla plebe vile/ risplende il caffè Fiorio/ che in sua grandezza umile/ solo ornamenti apprezza/ del tempo di Noè:/ evviva la bellezza/ del nobile Caffè”.
Verso la metà dellOttocento il locale viene impreziosito dagli interventi di artisti come Francesco Gonin (1808-1889) e Giuseppe Bogliani (1805-1881), anche se sono diverse le ristrutturazioni che il locale subisce nel tempo, tra queste di particolare importanza fu lintroduzione delle lampadine, escamotagea gas che, a partire dal 1838, contribuì a rendere ancora più gradevole la permanenza degli ospiti tra le sontuose sale.
Certamente mangiare bene aiuta a discorrere meglio, lo dimostrano inoltre le testimonianze risorgimentali, che attestano tra quelle mura damascate il ritrovo di intellettuali e politici del calibro di Urbano Rattazzi, Massimo D’Azeglio, Camillo Benso Conte di Cavour o Cesare Balbo.
C’è da chiedersi quanti fogli e appunti abbiano macchiato tra una coppa di gelato e una cioccolata calda.
Mentre rendiamo più vicini a noii grandi del nostro passato, immaginandoli felici e impiastricciati, usciamo dal bar dorato e proseguiamo su questo pellegrinaggio del gusto.
Arrivati in Piazza Castello è nuovamente ora di intrattenersi al caldo di un locale.
Sono le vetuste vetrine di Mulassano a fermarci. Celebre e storico bar torinese, aperto nel 1907 e originariamente frequentato soprattutto dagli artisti del Teatro Regio. Il Caffè viene messo in vendita dai proprietari intorno agli anni Venti del Novecento e successivamente acquistato dai coniugi  Angela e Onorino Nebiolo, da poco tornati in patria dallAmerica. I nuovi possessori desideravano ridare vigore agli affari del locale e idearono nuove proposte alimentari per accompagnare gli aperitivi. Nascono così il toaste quel particolare panino che Gabriele DAnnunzio battezzò “tramezzino.
I posti a sedere sono pochi, lambiente è raccolto e spinge gli astanti a sedersi inconsciamente vicini; le chiacchiere dei commensali si mescolano con eleganza, adattandosi allambiente circostante e simulando le note dei musicisti dellorchestra regia.
La maratona cibaria non è ancora finita, ma inizio a intravvedere un podi stanchezza sul volto della nostra commensale. Non è il caso di esagerare, anche se credo che ancora un paio di luoghi sia il caso di visitarli, prima di salutarci.
Usciti dal piccolo Mulassano, è ora di dirigersi verso la regale Piazza San Carlo.
Lora si fa tarda e la folla del centro impazza, siamo immersi in un flusso senza direzione, c’è chi chiacchiera al cellulare, chi improvvisamente si ferma a guardare la merce dei negozi, chi invece sollecita i compagni ad accelerare il passo. Anche la Dama delle Piogge si sente in dovere di amalgamarsi alla modalità generale e a mala pena riusciamo a scorgere le vetrine di Baratti, altro elegante e rinomato locale torinese, confetteria fondata nel 1858 da Ferdinando Baratti e Edoardo Milano il cui nome completo infatti è Baratti&Milano -.
Fin dallinaugurazione il luogo colpisce per il suo sfarzo, come testimonia un cronista dellepoca: Lo sfarzo e il buon gusto qui se la contendono. Specchi di grande superficie, sculture in legno di noce artisticamente eseguite, dorature splendidissime e, a degno accompagnamento, la bontà squisita dei prodotti dei miracolosi fornelli dei signori confettieri. È tuttavia Guido Gozzano a rendere immortale la notorietà del posto, descrivendo nel suo celebre componimento Le golosele ingioiellate signore della nobiltà subalpina mentre gustano le paste, sollevando la veletta e girandosi di schiena nella speranza che nessuno le veda.
Siamo ormai diretti verso il Caffè Torino, uno dei più conosciuti salotti torinesi, in attività dal 1903, adorno di marmi pregiati e medaglioni dipinti, il locale accoglie gli avventori con un superbo bancone in marmo finemente sbalzato e li accompagna alla ricerca di un gusto senza tempo.
Da subito il bar sfida lattività del dirimpettaio Caffè San Carlo, punto di ritrovo per definizione dell’“intellighenziatorinese. La Fortuna aiuta gli audacie il successo della nuova apertura non tarda ad arrivare, presto intellettuali come Eiunaudi e De Gasperi diventano clienti abituali, col tempo la fama del luogo accresce, così negli anni Cinquanta  diverse personalità come James Stewart, Ava Gardner, Walter Chiari, Brigitte Bardot e lindimenticabile Erminio Macario vogliono assaporare un buon caffè seduti tra gli elitari tavolini di quella Torino non alla portata di tutti.
E se il prezzo del caffè ci ricorda a quale strato sociale apparteniamo, il toro rampante antistante il locale invita democraticamente la totalità dei passanti a partecipare – a titolo gratuito – al rituale propiziatorio più famoso della cittadinanza. Leffigie in bronzo viene posta nel 1930 sul pavimento della Piazza dedicata a San Carlo Borromeo e subito diventa oggetto di attenzioni e superstizioni. Leggenda vuole che calpestare gli attributi dellanimale porti fortuna, latto si deve compiere con il tallone sinistro e effettuando tre giri intorno a sé stessi. Unovvia sciocchezza, che però, con la tipica discrezione torinese, ha portato a creare un delicato avvallamento là dove, anche per il quadrupede, non batte il sole.
La sera sta scendendo, ed è giunta lora di salutare la nostra gentile Opite Portatrice di freddo.
Per i convenevoli quale luogo più opportuno che i battenti tristemente serrati del Caffè San Carlo, altro salotto torinese con una storia antica di quasi duecento anni?
Le luci spente testimoniano la tragedia che è stata la pandemia per molte attività commerciali, costrette a chiudere con poche possibilità di riscatto.
Invito la Cinerea Signora a specchiarsi nelle vecchie vetrine e ad immaginare i fasti ottocenteschi, quando il locale portava il nome di Caffè di Piazza DArmi. Allepoca non cera ancora il Cavald Brons al centro della piazza, al contrario il territorio era adibito per ospitare le adunate dellesercito sabaudo.
Clienti abituali erano Giolitti, Crispi, Gramsci e Gobetti, ma anche importanti scrittori come Edmondo De Amicis, autore dellindimenticabile Libro Cuore, di cui oggi a scuola non si parla più. Proprio al San Carlo si era fermato un altro assai noto personaggio, Alexandre Dumas, in visita alla città sabauda, proprio qui pare abbia assaggiato il suo primo bicerin.
È ormai sera, i lampioni colorati offuscano le stelle e la nebbia del Po sta arrivando in città.
Chissà se la nostra Uggiosa Ospite avrà apprezzato questo calorico iterturistico e chissà se un podi buonumore la convincerà a concederci qualche giornata di sole in questo lungo inverno.
Nel dubbio, prima che scompaia, le allungo quattro giandojòt, uno per ogni Stagione. Le Signore sono permalose, speriamo solo non se li mangi tutti Lei sulla strada del ritorno, con la scusa che poi si sciolgono.

Alessia Cagnotto 

Barriera ma non solo. E’ tempo di delusioni

E si riprende a scrivere.  Sono troppi due  mesi di silenzio. Perché questo silenzio?  Semplice, il non ritrovarsi più. Essere apolide. Io che ho fatto un vanto della partigianeria. Poi ho rivisto per la decima volta il Film  C’eravamo tanto amati. Film capolavoro di Ettore Scola con un cast eccezionale, Manfredi Gassmann e Satta Flores. Tre ex partigiani che si ritrovano 30 anni dopo nel raccontarsi le reciproche delusioni per una Italia che li stava deludendo. Ma si sa che  la gioventù, in certi momenti è tutto. Aspirazioni e speranze sono tutto. Poi c’è questo nostro presente in cui non ci si ritrova tra guerre ed ingiustizie. Basta passeggiare per le vie di Barriera di Milano per rendersene conto. Io in Barriera ci sono nato. Tante volte l’ho ripetuto con orgoglio. Ma non è più la mia Barriera dove se passavi per corso Novara sentivi un profumo acre. Era un misto tra la Wamar che  sfornava prodotti dolciari e la Ceat con il suo inconfondibile puzzo di colate di pneumatici. Ora nella palazzina degli impiegati ci sono uffici dell’anagrafe e vigili e nell’altra palazzina il gruppo Abele che recupera ragazzi svantaggiati per lo più tossici. Poi ogni tanto qualche senza tetto che bivacca sotto i portici. L’altro giorno sono andato in Corso Francia all’altezza di Zona aeronautica. Per capirci dove c’era la Venchi Unica che produceva il mitico cacao Talmone.  Lo stabilimento abbattuto per fare posto a case di edilizia popolare. Risanamento urbanistico ambientale e sempre per capirci dall’altra parte di Torino con il lunghissimo Corso Francia e la sua soluzione di continuità, Grugliasco, Collegno, Cascine Vica e le sue stupende case Leumann e Rivoli all’imbocco della Valle Susa e la Francia come meta. Bene anche lì, sotto i portici, all’uscita della metropolitana un senza tetto. Non ne parliamo in centro, sono presenti in ogni dove. Ma non si può fare proprio nulla? Mi dicono che sbaglio. Torino è in pieno boom. Esempio l’attuale Salone dell Auto dove sono previsti 500mila visitatori. Non metto in dubbio ma chi lavora nel settore dell’ automotive si lamenta della mancanza di commesse e gli Agnelli e addentellati vari non vivono più nella nostra Città manco alcuni mesi dell’anno. Dunque io continuo ad essere pessimista. Non credo e non penso che sia una posa. Vorrei una Bacchetta magica. Sapete, quella della fata per poter tornare indietro nel tempo. Tempo di speranze. Oggi, mi sa è solo tempo per le delusioni. Eppure ho una speranza ancora. Tornare a girare per la Barriera senza avere paura.
Illuso? Forse ma anche le illusioni , in questo presente servono.
PATRIZIO TOSETTO

Cocconato, Borgo del gusto

Da venerdì 5 – domenica 7 sett 2025 con degustazioni, approfondimenti, ospiti

sabato 6 ore 16-24 domenica 7 ore 11-19

Banco d’assaggio nel centro storico

Le Masterclass, le isole del vino, “Camminare il borgo” per unire vino e cultura

 
Le prenotazioni on line, per l’edizione 2025 di

COCCO…WINE!

 
E’ la 24° edizione per Cocco…Wine a Cocconato d’Asti, uno degli appuntamenti enogastronomici più sfiziosi e frequentati in Piemonte.
L’associazione Go Wine promuove e organizza l’evento d’intesa con il Comune di Cocconato e con il Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato.
Cocconato si conferma Borgo del gusto, inserito da anni nell’Associazione dei “Borghi più belli d’Italia” e insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Il borgo conserva numerose testimonianze del suo passato, dalle origini romane fino ai Conti Radicati come centro fortificato autonomo .
Le bellezze di questo Comune saranno valorizzate in tre giorni di festa con degustazioni ed approfondimenti, ospiti e musica che invaderanno la via Roma ed alcune piazze del centro .
Vocazione turistica, le qualità viticole e le ambizioni enologiche della “Riviera del Monferrato” .
Nel programma 2025 :
Salotto del venerdì, come giornata di anteprima importante, per presentare le cantine di Cocconato e i loro vini alla stampa ed agli operatori professionali.
Cresce il numero degli espositori nel banco d’assaggio di sabato 6 e domenica 7 settembre. Ampliamento dell’orario per domenica 7 settembre dalle ore 11 alle ore 19.
I protagonisti del banco d’assaggio
Le cantine di Cocconato, un parterre di cantine ospiti, l’area di Albugnano, animeranno il percorso che da piazza Giordano attraverserà piazza Cavour fino la Via Roma .
Barbera d’Asti di Cocconato e del Monferrato, insieme agli altri vini in degustazione, accompagneranno formaggi, salumi e dolci di storica vocazione alla gastronomia di qualità della zona e la sua ricca tradizione della ristorazione.
Le “Isole del Vino
Saranno ben 4 nell’arco dell’evento e completeranno l’offerta della degustazione.
E’ una presenza record per questa edizione e determina un ulteriore crescita dell’evento e della sua offerta complessiva.
Da sempre è una caratteristica di Cocco…Wine: le Isole del vino nascono nel segno dell’apertura e del confronto, propongono temi enologici di interesse, stimolano l’interesse degli enoappassionati.
Nell’ edizione 2025 la regione ospite sarà la Sardegna con un notevole patrimonio di varietà autoctone e di Cantine .
L’isola del vino Piemonte omaggia l’Alta Langa, il metodo classico piemontese, dichiarata denominazione dell’anno dalla regione Piemonte allo scorso Vinitaly.
I vini eroici saranno il tema della terza isola e l’allestimento di questa speciale Enoteca si collocherà nella parte del Comune dei pressi della Locanda Martelletti. Vini eroici per raccontare viticoltura di montagna o praticata in condizioni orografica difficile e con forte pendenza.
Una selezione del Moscato Wine Festival sarà presente domenica 7 settembre come quarta isola del vino dell’evento , varietà ricca di storia e cultura , diffusa nel Piemonte sud e, con forme diverse, in tutte le regioni italiane.
Le Masterclass
Sono in programma nella giornata di domenica e si terranno presso il cortile di Casa Fasoglio, lungo il percorso della via del gusto in centro storico.
Due i temi: un approfondimento sul Barbera, in Italia e nel mondo. Il tema del confronto ispira questa iniziativa, partendo dal territorio di Cocconato e dalla sua storia legata alla coltivazione della Barbera per effettuare un virtuale percorso in alcune regioni d’Italia e alla ricerca di presenze di Barbera oltre confine.
La seconda masterclass si lega al rapporto fra Cocconato e il vicino territorio di Albugnano, che conferisce il nome ad un’importante denominazione, legata al vitigno nebbiolo.
Di “percorsi” fra Cocconato e Albugnano si converserà assaggiando vini dei due territori.
Camminare il borgo
E’ una delle novità di questa edizione. Un’iniziativa pensata per valorizzare e far conoscere Cocconato d’Asti attraverso una passeggiata guidata nel cuore del centro storico. Un percorso che permette di scoprire, passo dopo passo, il patrimonio architettonico, culturale e paesaggistico della parte alta di uno dei borghi più affascinanti del Piemonte.
Durante il percorso sarà possibile ammirare edifici storici, portici gotici, chiese e scorci panoramici, in un contesto urbano perfettamente conservato. La visita si svolge interamente nel centro pedonale e consente di approfondire la storia e l’identità del paese, con riferimenti alla sua vocazione agricola ed enogastronomica.
Camminare il Borgo si propone come un’esperienza accessibile a tutti, pensata per unire cultura, scoperta e valorizzazione del territorio.
Azioni di sostenibilità
Seguendo alcuni protocolli verso cui si sta attivando l’associazione Go Wine, l’evento sperimenterà alcune azioni di sostenibilità, per sviluppare una maggiore attenzione ai temi dell’ambiente e della gestione delle risorse. Le iniziative saranno condivise fra tutti gli attori dell’evento e coordinate da Go Wine insieme al Comune di Cocconato e al Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato.
 
Il programma generale di Cocco…Wine
 
Venerdì 5 settembre, giornata di anteprima (sale e ristorante Cannon d’Oro):
ore 18:30: Degustazione guidata di approfondimento dedicata alla Barbera d’Asti di Cocconato ed ai suoli di questa area del Monferratoriservata a stampa e operatori di settore.
ore 20:00: Il Salotto di CocconatoIl Salotto rappresenta un momento dedicato alla tavola con i sapori e i vini delle cantine di Cocconato.
Ogni cantina di Cocconato presenterà un vino del cuore in una speciale enoteca. I vini si potranno abbinare ai piatti proposti per l’occasione dallo storico ristorante Cannon d’Oro.
 
Sabato 6 settembre
Ore 16:00 apertura banchi d’assaggio
Ore 17:00 inaugurazione Cocco…Wine 2025 (Casa Fasoglio) 
Ore 17:30 Camminare il Borgo
Ore 21:00 Camminare il Borgo Dalle 18:00 alle 22:00 Isola del Vino “viticoltura eroica” (cortile di Locanda Martelletti) 
Ore 24:00 Chiusura banchi d’assaggio
Domenica 7 settembre
Ore 11:00 apertura banchi d’assaggio
Ore 12:00 Camminare il Borgo
Ore 15:00 Degustazione guidata: la Barbera a Cocconato, in Italia e nel Mondo (Casa Fasoglio)
Ore 15:00 Apertura enoteca Moscato Wine Festival (con ticket aggiuntivo e sino alle 19) (piazza Statuto) 
Ore 16:00 Camminare il Borgo
Ore 16:30 Degustazione guidata: percorsi di vino fra Cocconato e Albugnano
Dalle 12:00 alle 17:00 Isola del Vino “viticoltura eroica” (cortile di Locanda Martelletti)
Ore 19:00 chiusura banchi d’assaggio.
Come prenotare
Il costo della degustazione per le giornate del 6 e 7 settembre è € 16,00 (con riduzione a € 14,00 acquistando online il biglietto sul sito www.gowinet.it entro il 5 settembre 2025); € 12,00 Riduzione Soci Go Wine, Associazioni di Settore.
Prenotazioni e acquisto biglietti online sul nostro sito internet (pagamento tramite carte di credito) al link: https://www.gowinet.it/evento/cocco-wine-2025/
Per info: Go Wine – Alba tel. 0173 364631 stampa.eventi@gowinet.it –www.gowinet.it
 
Alla prossima.
LUCA GANDIN

 

Gandin luca

A To Dream tornano i mercatini di primavera e di Pasqua

Dal 22 marzo al 27 aprile sboccia l’artigianato tra i porti dell’Urban District  

 A grande richiesta, a To Dream, il più grande Urban District del Piemonte e punto di riferimento per shopping, ristorazione, intrattenimento e green life, tornano i mercatini dell’artigianato.

Da sabato 22 marzo a domenica 27 aprile, gli iconici portici del centro commerciale faranno da scenografia alle otto casette degli artigiani locali, in cui sarà possibile acquistare gioielli fatti a mano, accessori moda, magliette, borse, sciarpe dai colori vivaci e incensi profumati. Non mancheranno tante irrinunciabili delizie per il palato, come dolci e pasticceria, inclusa quella siciliana, brezel croccanti e liquori artigianali, oltre a quadri e tanto altro.

I visitatori avranno un’occasione speciale per i loro acquisti e le idee regalo in vista della Pasqua e potranno  immergersi in un’atmosfera unica, dove l’arte e la creatività saranno protagoniste.

Con questa iniziativa, To Dream – Urban District torinese conferma il suo impegno nel valorizzare gli artigiani locali e nel sostenere le realtà del territorio piemontese, con l’aggiunta di un’esperienza autentica e coinvolgente per tutti i suoi visitatori e una forma di ulteriore arricchimento commerciale, capace di dare valore alla passione e al talento di tanti professionisti.