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Reale Mutua Basket Torino – Ravenna 97 – 96: una rondine farà primavera?

Il basket visto da vicino

 

È stata probabilmente la miglior partita giocata quest’anno dalla Reale Mutua.  Vinta solo all’ultimo secondo grazie ad una entrata con super assist di Trey Davies per Scott per un due più uno che ha permesso a Torino di andare in vantaggio a pochi secondi dalla fine. E poi, a chiudere, una super stoppata dello stesso Scott sul tiro in entrata di Cinciarini “due” e un ultimo tiro sbagliato in solitario dalla guardia americana di Ravenna.

Quindi, Torino gioca bene, segna tanto ma come sempre detto da me, se il tiro entra si vince, altrimenti senza gioco non si va proprio benissimo.

Solita inquietante performance in panchina che vede per la prima volta in stagione vincere nonostante le follie degli ultimi minuti. Trey Davies, finalmente lasciato libero di giocare, si esprime bene, ma negli ultimi 5’ della partita vede il campo solo per pochi secondi, giusto il tempo di farla vincere. Perché? Mah … .

Comunque le note liete sono diverse e tra queste ci sono Alibegovic e Scott in ottima evidenza.  Ottimo anche Davies e Landi che confeziona alcune bombe di vitale importanza.

De Vico gioca una buona partita spigolosa… e anche Oboe fornisce cenni di vita sportiva di buon livello. Toscano e Pagani, a tratti  hanno buoni slanci.

Torino ha segnato tanto e per la prima volta, se non mi sbaglio, batte in stagione una squadra meglio classificata, e quindi questa rondine è arrivata. Ora sabato si va a gara 4 e la serie è sul 2 – 1 per Ravenna.  Non è una squadra così forte, vive come Torino di individualità ed è  molto “pervicace”, ad essere buoni, in difesa. Si può battere nuovamente? Certo che sì.  Se riusciamo a segnare come ieri e se in campo riusciamo sempre a vedere i migliori quando conta, ma questa è qualcosa nelle mani del “fato” del basket.

Paolo Michieletto

12 maggio del 1963, l’Italia batteva 3-0 il Brasile del mito Pelè

Accadde oggi
Esattamente 59 anni fa

Ricordiamo sempre con piacere le gesta della  nostra Nazionale Italiana campione d’Europa,seppur fuori,per la terza volta,seconda consecutiva, dal mondiale 2022.
Questa volta,anche se solo in una gara amichevole, gli azzurri battevano 3-0 il Brasile già per 2 volte campioni del Mondo Nella nazionale italiana debuttava anche Sandro Mazzola,figlio del mitico Valentino,capitano del grande Torino perito nella tragedia di Superga.In quella squadra militava anche il fortissimo centrocampista Giovanni Trapattoni,mediano dai 4 polmoni che operò sul grande Pelé una  marcatura asfissiante,annullandolo.Il fuoriclasse brasiliano fu costretto ad uscire dal campo dopo il primo tempo, per un forte dolore al ginocchio. Il primo gol della nostra Nazionale fu realizzato da Sormani e poi su rigore da Mazzola. Il talento nerazzurro poi nella ripresa, sulle ali di un grandissimo entusiasmo, regalò l’assist del 3-0 a Bulgarelli.

Enzo Grassano

Coppa Italia all’Inter!

Finale Coppa Italia a Roma Juventus-Inter 2-4 Alex Sandro e Vlahovic (J) Barella Chalanoglou Perisic 2 (I). l’Inter vince la sua ottava Coppa Italia, dopo aver vinto anche la Supercoppa Italiana a gennaio sempre contro la Juve,al termine di una gara caparbia ed avvincente. Una bella partita che ha visto i nerazzurri passare in vantaggio con Barella, poi il ritorno dei bianconeri che, prima, pareggiano con Alex Sandro,vanno in vantaggio con Vlahovic e subiscono il feroce ritorno dell’Inter che pareggia con un rigore perfetto di Chalanoglou,altro vantaggio sempre su rigore realizzato da Perisic che chiude la gara col quarto bellissimo gol e doppietta personale.Entrambi i rigori assegnati ai nerazzurri sono stati evidenti.La gara di stasera ha evidenziato la chiusura definitiva del ciclo juventino durato un decennio:per la prima volta la squadra bianconera chiude la stagione senza aver vinto un trofeo.Bene l’Inter ancora in corsa anche per vincere lo scudetto a 2 giornate dalla fine.

Enzo Grassano

11 maggio 1947: 10 giocatori del Grande Torino in Nazionale!

Accadde oggi

Giusto una settimana fa c’è stata la celebrazione del ricordo del Grande Torino perito a Superga il 4 maggio 1949.Esattamente 2 anni prima,l’11 maggio 1947 quella supersquadra stabiliva uno dei tanti record che ha lasciato nella storia del calcio italiano e mondiale.
Il Grande Torino rappresentava anche la Nazionale italiana e quindi le aspettative di un Paese uscito devastato dalla seconda guerra mondiale che si rimboccò le maniche per tornare alla normalità:il record, che ancora resiste, è dell’11 maggio del 1947 quando 10 granata su 11 furono schierati in maglia azzurra nel match vinto 3-2 sull’Ungheria del giovane ma già promettente Ferenc Puskas. Per la cronaca, mancava solo il portiere Valerio Bacigalupo perché il commissario tecnico Vittorio Pozzo preferì affidarsi allo juventino Sentimenti IV,portiere più esperto.Ricordiamo un particolare
I due giocatori erano grandi amici: infatti i resti di Bacigalupo furono riconosciuti a Superga soltanto perché nel suo portafoglio fu trovata la foto dei due portieri assieme.Infatti Sentimenti IV era il suo mito sportivo.

Enzo Grassano

10 maggio 1987, il Napoli di Maradona per la prima volta Campione d’Italia

Accadde oggi

Esattamente 35 anni fa, era il 10 maggio del  1987, il Napoli del grande Maradona(al suo secondo anno in azzurro)diventa per la prima volta Campione d’Italia. Si tratta del primo scudetto della storia della squadra campana. Il secondo ed, al momento, ultimo scudetto, arriverà nel 1990.Quel giorno al San Paolo c’erano oltre 80 mila cuori urlanti a manifestare la propria incredibile gioia, per un traguardo storico che sembrava, quasi, impossibile da realizzare: la squadra allenata da Ottavio Bianchi pareggiò 1-1 contro la Fiorentina vincendo il campionato con una giornata d’anticipo.Nella squadra viola c’era un certo Roberto Baggio, ventenne di belle speranze che già faceva intravedere lampi di classe e giocate cristalline, da vero fuoriclasse.

Enzo Grassano

Ravenna – Reale Mutua Basket Torino gara 2 playoffs 84 – 71: un disastro annunciato

Il basket visto da vicino.

 

Siamo sotto 2 a 0, ad un passo dalla chiusura della stagione. Se giovedì si perde, … saluti e baci e speriamo nel prossimo anno.

Non commentabile una partita giocata male da una squadra mal e mai condotta da chi vive in panca e che non credo essere ancora pronto per allenare da head coach a questo seppur non altissimo livello.

Una squadra assemblata probabilmente senza connessione tra chi allena e chi acquista,  vista la poca coerenza tra esigenze del coach e caratteristiche dei giocatori. Se così non fosse me ne scuso, ma sarebbe, paradossalmente peggio, se l’acquisto era voluto ma non ha giocato come immaginato… .

La Reale Mutua ha sempre perso quest’anno con le squadre che la precedevano in classifica, e così prosegue, senza sorprese e senza stupore.

L’illusione nata dopo aver battuto squadre improponibili per una serie A2 è durata poco.

Ora, dopo una patita sconfitta senza se e senza ma  ci sentiamo dire che Ravenna si è fatta forte del sostegno del proprio pubblico. Senza offesa e con grande rispetto, le poche persone chiamate “ultras”di Ravenna in una” curva” semi deserta… non dovrebbero né essere trascinanti né intimidire. E se avessimo mai giocato nel palazzetto dell’Olympiacos o dell’Anadolu Efes, cosa avrebbero dovuto fare i giocatori di Torino? Scappare? Ai poster l’ardua sentenza di cotali affermazioni.

Ci resta una partita, forse l’ultima, per sperare che Alibegovic segni sempre, che se un giocatore effettua due falli, De Vico, e sta giocando bene, non venga subito relegato in panchina. Per sperare che se hai preso un play di pura fantasia ed estro non lo fai giocare da marionetta esecutrice, che se hai un pivot vero, Scott, lo fai andare a ricevere vicino a canestro con qualcuno che gli sappia passare la palla, ma c’è questo qualcuno? E che Landi, Toscano e Pagani provino almeno un’ultima volta a giocare bene tutto il tempo che sono in campo.

È un peccato.  Torino del basket non meritava tanto disordine in campo e tante delusioni come quest’anno. Toccato il fondo si può solo risalire, si dice, e speriamo che nessuno abbia una vanga per non vedere anche scavare …

Paolo Michieletto

La magnifica avventura dei Giochi Nazionali Estivi Special Olympics

La portacolori del Pandha Torino sarà impegnata nel nuoto: dalle prime bracciate fino alle gare ufficiali, diario di una passione che non conosce confini

La componente più importante dei Giochi Nazionali Estivi Special Olympics in programma dal 4 al 9 giugno a Torino, e di tutto il movimento sportivo dedicato a persone con disabilità intellettiva, è sicuramente quella rappresentata dagli atleti. Nel capoluogo piemontese, in particolare, ce n’è una che ha legato il proprio percorso al nuoto in una passione che non conosce confini: stiamo parlando della 19enne Margherita Malisani, portacolori del Pandha Torino.

La storia di Margherita con il nuoto è iniziata durante i primi anni di età, dalle prime bracciate fino ad arrivare alle gare ufficiali Special Olympics in giro per l’Italia: «Margherita – racconta Lucia Ferrero, che oltre a essere sua mamma è anche la Vice-Presidente della società guidata da Luciano Conteha iniziato a fare nuoto da piccola, più precisamente in 1° elementare, accompagnata da me in diverse piscine torinesi partendo dai corsi di acquaticità. Avendo dimostrato fin da subito una buona predisposizione, a un certo punto ho desiderato che imparasse a nuotare veramente e così, poco alla volta, è riuscita ad apprendere tutti gli stili: 5 anni fa, tramite un’amica, siamo venute a conoscenza del mondo Pandha e grazie a loro le capacità natatorie si sono ulteriormente affinate; con grande sorpresa di tutta la famiglia, Margherita sta ottenendo buonissimi risultati».

L’influenza positiva dell’attività sportiva sul benessere della persona è dimostrata dai progressi ottenuti da Margherita dal punto di vista dell’autonomia: «A spiccare maggiormente – prosegue Ferrero – è il suo desiderio di emergere e la sua eccitazione nel poter competere in gara con i suoi compagni: questo l’ha sicuramente aiutata ad autodeterminarsi, a misurare le proprie capacità, ad accettare le sconfitte e a gioire tantissimo per le vittorie. Allo stesso tempo, con i miei occhi di madre e di spettatrice ho avuto modo di osservare e comprendere le potenzialità dello sport non solo nell’unire le persone ma anche nel dare la possibilità a ragazzi con disabilità intellettiva di vivere appieno una parte di vita che spesso gli viene negata: il tempo trascorso lontano dalla famiglia per gli allenamenti, le gare e le trasferte aiutano anche ad acquisire quell’autonomia non sempre concessa per paura o per troppo amore».

Un ultimo, grande tassello è quello rappresentato dalle relazioni: «Durante questi anni – conclude – sono nati rapporti di amicizia saldi e duraturi con tutti i ragazzi e le ragazze di Pandha, in grado di andare oltre lo sport nonostante le differenze di età e non solo. Il confronto giornaliero con molti tecnici e accompagnatori suoi coetanei, inoltre, ha fatto sì che i rapporti potessero essere alla pari e che nascessero delle belle amicizie anche con loro. Margherita al momento frequenta il 4° anno delle superiori indirizzo servizi socio-sanitari e lo sport, in generale, le ha permesso di mettersi in gioco con le proprie forze alzando il suo livello di autostima e concentrazione. Quello che ammiro di più, in lei e nei suoi compagni, è la costanza nell’impegnarsi al massimo: vedere la loro felicità alla ripresa dopo la pandemia dimostra la fondamentale importanza di questa preziosa risorsa».

9 maggio 2004: Roberto Baggio segna la sua ultima rete

Accadde oggi

9 maggio 2004: Roberto Baggio segna la sua ultima rete nel campionato di calcio di serie A.
Esattamente 18 anni fa il fuoriclasse italiano andò a segno nella gara tra il suo Brescia,allenato dal mitico Carletto Mazzone,e la Lazio. Quando mancavano due minuti alla fine del match, con un bellissimo dribbling di destro ed un diagonale di sinistro sul secondo palo regalò la rete alle Rondinelle.
Con quel bellissimo gol contro i biancocelesti laziali, Roberto Baggio arrivò a quota 205 gol in Serie A, piazzandosi dietro giocatori del calibro di Piola, Nordahl, Meazza ed Altafini, prima di essere superato da Di Natale e Totti.Il mito diventò leggenda,ancora oggi55enne,indimenticato fuoriclasse dotato di tecnica sopraffina,talenti come non se ne vedono più nei nostri campi di calcio… purtroppo!

Enzo Grassano