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SPORT - page 193

La Juve recupera e finisce 2-2 con il Bayern Monaco

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I bianconeri hanno reagito. Dopo un match stentato la Juventus ha persino rischiato di vincere. Dopo le reti di  Muller e Robben, quelle di  Dybala e Sturaro

juve logo nero

Una rimonta bianconera spettacolare che ha regalato forti emozioni e un grande spettacolo ai tifosi dello Stadium. Quando la Juve sembrava ormai sopraffatta dal Bayern Monaco, in svantaggio di 2 gol, ecco che i bianconeri hanno reagito. Sembrava un match stentato e poi la Juventus ha persino rischiato di vincere. Dopo le reti di  Muller e Robben, quelle di  Dybala e Sturaro hanno messo fine alla gara sul 2-2. . Ora la qualificazione è aperta, anche se i tedeschi restano favoriti. Il prossimo 16 marzo all’Allianz Arena non sarà certo facile conquistare i quarti di Champions.

Solo un pareggio per il Toro. E i tifosi salutano Ventura

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toro venturaSullo striscione: “15-05-16: l’avventura è finita…Grazie mister”
 

Solo un pareggio per il Toro, 0-0 contro il Carpi in una partita piuttosto incolore. I tifosi hanno salutato quasi ufficialmente Ventura, dalla curva Maratona lo hanno accolto con lo striscione: “15-05-16: l’avventura è finita…Grazie mister”. Da segnalare il portiere del Carpi, Belec, che ha parato un rigore al 34′ del secondo tempo respingendo il tiro di Maxi Lopez,  calciato rasoterra sulla sinistra del portiere.

UN GRANDE RITORNO A PRAGELATO PER RACCHETTINVALLE

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raccettinvalle 3

Una colorata e festosa sedicesima edizione di Racchettinvalle  a Pragelato, nel decennale dei Giochi Olimpici Invernali Torino 2006

La corsa-camminata con le racchette da neve o con le semplici scarpe da cross ha visto al via circa 400 protagonisti, non solo i grandi atleti delle corse in montagna, ma anche moltissimi amatori.

I corridori e camminatori di ogni età si sono cimentati in un percorso unico, alla portata di tutti. Numerose le famiglie che hanno deciso di trascorrere una domenica insieme, un po’ diversa dal solito, riscoprendo la bellezza di suggestivi paesaggi montani e provare, magari per la prima volta, le racchette da neve. Moltissimi i gruppi che hanno percorso gli otto chilometri, alcuni insieme ai loro amici a quattro zampe; tra questi il nordic-walking di Volpiano che grazie alla numerosa partecipazione si è aggiudicato un defibrillatore offerto della Progetti Medical. Ad animare la gara i Monelli Antonelliani, con le loro versioni scanzonate delle canzoni più famose e cantate.

Dal punto di vista agonistico gara in solitaria per il francese Stephane Ricard, che ha condotto la testa della corsa fin dai primi metri, raggiungendo subito la prima posizione e mantenendola fino al traguardo, che ha tagliato in 25’13’’.

Più animate le retrovie con un testa a testa per qualche chilometro tra Moreno Rossi e il bergamasco Flavio Ghidini. A spuntare la seconda posizione con un distacco su Ghidini di soli diciotto secondi, è l’atleta valsusino Rossi, che ha concluso la sua prova in ventisette minuti netti.

Tra le atlete, gara avvincente per la trentina Mirella Bergamo e la piemontese Francesca Bellezza. Ad avere la meglio la Bergamo, vincitrice già della scorsa edizione, che ha chiuso la sua prova in 32’07’’. Per Francesca Bellezza la seconda piazza e il traguardo in 32’37’’. A chiudere il podio l’atleta polacca, ma molto conosciuta nelle gare italiane, Katarzyna Kuzminska. Per lei il tempo di 36’23’’.

Tra i non competitivi una sicura promessa di appena 12 anni, Federico Ferrier, che ha tagliato il traguardo in poco meno di trenta minuti, piazzandosi al 13esimo posto assoluto.

Un premio speciale, voluto dal Comune di Pragelato, è andato al partecipante più anziano, Bruno Palmero classe 1936, che ha ricevuto una cornice scolpita da un artigiano locale.

Racchettivalle, tornata dopo tre anni a Pragelato, luogo in cui è nata nel 2000, ha chiuso un intenso week-end di eventi per il decimo anniversario di Torino 2006. L’appuntamento è già fissato per il prossimo anno e la città ha promesso un’edizione speciale ricca di novità e di eventi.

 

La Juve pareggia 0-0 a Bologna, Allegri: "Non si può vincere sempre"

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Quando lunedì  al San Paolo arriverà il Milan il Napoli potrà sperare nel sorpasso

Allegri

La Juve pareggia 0-0 a Bologna e quando lunedì  al San Paolo arriverà il Milan il Napoli potrà sperare nel sorpasso. Massimiliano  Allegri, che annuiva il suo tifo per i rossoneri nel match partenopeo dice su Bologna: “Ai  miei ragazzi non posso rimproverare nulla, è stata una partita davvero complicata”. E il tecnico bianconero aggiunge: “adesso niente ansia o pessimismo, perché un pareggio non deve e non può cancellare tutto cio che abbiamo fatto. Non si può pensare di vincere sempre, ci sono anche avversari come iil Bologna, che ha davvero giocato una gran bella partita”. La Juve si ferma così  a 15 vittorie consecutive.

Juventus-Napoli 1-0: Zaza fa volare i bianconeri al comando

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juve napoliRETE: 43′ s.t. Zaza

JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci (7′ s.t. Rugani), Evra; Cuadrado, Khedira, Marchisio, Pogba; Dybala (41′ s.t. Alex Sandro), Morata ( 13′ s.t. Zaza). A disp. Neto, Rubinho, Romagna, Padoin, Hernanes, Sturaro, Pereyra, Favilli. All. Allegri

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Kouibaly, Ghoulam; Allan ( 45′ s.t. Gabbiadini), Jorginho, Hamsik; Insigne (32′ s.t. Mertens), Higuain, Callejon. A disp. Rafael, Gabriel, Chiriches, Strinic, Maggio, Regini, Valdifiori, David Lopez, El Kaddouri, Chalobah. All. Sarri.

ARBITRO: Orsato di Schio

Ci sono volute venticinque giornate per scalare la vetta, con altrettanti 90 minuti di sofferenza o meglio 88, ma quando Zaza prende il posto di Morata tutto si trasforma e, una prodezza dell’attaccante bianconero, con il sinistro, deviato in maniera decisiva da Albiol, regala il big-match contro il Napoli alla vecchia signora

 

Così il gol di Zaza fa la differenza per un sorpasso decisivo in una partita dominata da tattica e equilibrio, difficile da sbloccare. La Juve torna in campo con un 4-4-2, deve far a meno di Chiellini e Caceres, ma ben si sa giostrare con Pogba e Cuadrado. Il Napoli scende subito con i grandi titolari che però, non regalano le scintille che Sarri si aspetta. Gli azzurri provano a sfondare prima sulla sinistra con Insigne e poi con un’iniziativa di Koulibaly, ma la retroguardia di casa si copre bene. I bianconeri iniziano a prendere piede, Cuadrado corre da una parte all’altra e arriva al tiro ma trova Reina ben piazzato. Una minima distrazione e Higuain regala una scossa ai bianconeri: al 35’ l’argentino trova lo spazio per inserirsi, pronto ad acciuffare il cross di Callejon, per fortuna l’intervento prodigioso di Bonucci, salva la porta di Buffon. Il pallone termina in angolo e qui arriva anche la prima parata di Buffon, che respinge la conclusione di Albiol. La risposta bianconera parte da un’iniziativa personale di Pogba, ma il tiro dai 25 metri, termina non lontano dall’incrocio. La ripresa subito si accende e sembra promettere un secondo tempo molto più esaltante rispetto al primo. Un numero di Insigne costringe ancora una volta Buffon ad impegnarsi. Un giro di cambi e la Juve aumenta il ritmo e, al 18’, Dybala trova l’occasione fortuita per poter sbloccare il match: Pogba corre da destra a sinistra, assist per Dybala ma la sfera per un soffio è alta. Hamsik torna a spaventare Buffon, ma il sinistro troppo potente esce a pochi passi dalla porta. Con un pareggio che ormai sembra ben deciso, arriva la svolta. Evra appoggia per Zaza, ed ecco che arriva la fucilata da una giocata all’ apparenza innocua: controllo impeccabile dell’attaccante lucano e di forza parte il sinistro dal limite, ben angolato, deviato da Albiol, ma comunque imparabile per Reina. Scacco matto sul finale e l’idea del quinto scudetto per la vecchia signora non sembra più essere un miraggio così lontano.

 

Roberta Perna

PALERMO-TORINO 1-3: a San Valentino il cuore granata torna a battere

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toro palermo 2Marcatori: 3′ Gilardino, 19′ pt rig., 23′ st Immobile, 31′ pt Gonzalez (autogol)

 

PALERMO (4-3-3): Sorrentino (37′ pt Alastra); Morganella, Gonzalez, Goldaniga (14’pt Andelkovic), Rispoli; Hiljemark (30’ st Trajkovski), Brugman, Chochev; Vazquez, Gilardino, Quaison. A disp. Marson, Vitiello, Cristante, Pezzella, Jajalo, Cionek, Balogh, Maresca, Djurdjevic, Bentivegna. All. Bosi

 

TORINO (3-5-2): Padelli; Maksimovic, Glik, Moretti; Zappacosta (24’ st Silva), Benassi, Gazzi, Baselli, Bruno Peres (12’ st Molinaro); Belotti, Immobile (36’ st Martinez). A disp. Castellazzi, Jansson, Obi, Farnerud, Vives, Maxi Lopez. All. Ventura.

 

Nel giorno dedicato alla passione torna a battere il cuore granata, grazie proprio alle prodezze di Ciro Immobile, che mette dentro una bella doppietta, fondamentale a decretare il 3-1 in casa del Palermo.

 

E’ stato proprio Immobile a regalare ai suoi tifosi gol come fossero cioccolatini, che riportano finalmente i tre punti e la fiducia in casa granata e tra gli stessi tifosi, alquanto delusi ed amareggiati ultimamente dalle prestazioni poco soddisfacenti. La scelta, quindi, di Ventura di schierare in avanti la coppia Belotti-Immobile è stata questa volta più che azzeccata. Non da meno la presenza di Gilardino dall’altra parte di campo, che, in gol dai primi minuti del match, aveva illuso la squadra di casa di poter fare la partita.

 

Come dargli torto se alla prima azione della gara arriva il gol, neanche il tempo di scaldarsi i muscoli che al 3’ di gioco l’attaccante palermitano, servito da Morganella sulla destra, insacca alle spalle di Padelli. Non facile la reazione di una squadra già sotto di un gol dopo pochi minuti, eppure il Toro non si dà per vinto e inizia a rendersi pericoloso, soprattutto grazie ad Immobile che servito da Benassi, tenta di testa e sfiora il palo. E’ ancora lui a far spettacolo all’11’, quando dopo aver bruciato 2-3 avversari in velocità non centra lo specchio della porta. E dopo tanto tentare, è di nuovo su rigore che l’attaccante ritrova il gol al 19’. I granata ristabiliscono il pareggio, quindi, grazie al tiro dal dischetto del numero 10, precedentemente steso da Morganella. Vuole metterci del suo anche Belotti che al 23’ clamorosamente sbaglia a porta vuota. E’ quasi solo granata il match in questo frangente, con la squadra di Ventura caricata dal pareggio e dalle giocate degli attaccanti, non ancora soddisfatti. Un errore clamoroso di Gonzalez al 31’ non fa che motivare ancora di più i granata: il difensore del Palermo interviene male sul cross servito per Immobile e centra l’autogol che porta gli avversari in vantaggio. Quasi un vizietto per il difensore che, curiosamente, aveva fatto la stessa cosa nel match di andata. Vizietto o no, ora il Palermo è costretto a darsi da fare. Ci prova Vazquez più di una volta trovando prima i guantoni di Padelli e sfiorando poi la traversa.

 

Se da una parte, anche nella seconda frazione di gara, i palermitani non ci stanno alla sconfitta, grazie a Gilardino in tiro bloccato prodigiosamente da Padelli, dall’altra Benassi e Immobile cercano entrambi la conclusione vincente, evitata invece da Alastra, sostituito a Sorrentino infortunato. Ma ancora una volta quando arriva Immobile non ce n’è per nessuno, e così capita al 23’ quando il numero 10 granata salta Gonzalez con facilità e batte Alastra. Risultato messo, quindi, in cassaforte per un Torino che sembra tornato ad ingranare.

 

Valeria Tuberosi

FROSINONE-JUVENTUS 0-2: CUADRADO E DYBALA PORTANO AVANTI I BIANCONERI

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frosinone-juventus- RETI: st 28’ Cuadrado, 46’ Dybala.

 

FROSINONE (4-3-3): Leali; Rosi, Blanchard, Russo, Crivello; Gori (36st Soddimo), Chibsah (27st Frara), Sammarco; Tonev, D.Ciofani (41 st Longo), Dionisi. All: Stellone.

 

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini (32 st Rugani); Alex Sandro, Sturaro (21st Pereyra), Marchisio, Pogba, Cuadrado; Dybala, Morata(48st Favilli). All: Allegri.

 

Una partita difficile, complicata da sbloccare e si sa che se non si riesce a segnare sin da subito l’impresa diventa ben più ardua, ed il merito va di certo al Frosinone ben attento a non scoprirsi. Alla fine rivediamo la Juventus a cui ci siamo abituati in queste ultime 14 giocate e, a risolvere il tutto ci pensano Cuadrado e Dybala.

 

I bianconeri soffrono le assenze di Khedira e Mandzukic ma provano subito a prendere in mano la situazione, al 5’ grande occasione per Sturaro, ma il centrocampista non arriva sul cross di Alex Sandro, e dopo poco è Morata ad andare al tiro ma non impensierisce Leali. Il Frosinone pensa più a difendere ma, al 13’,inizia ad affacciarsi dalle parti di Buffon: lancio di Blanchard per Ciofani, che aggancia bene e dopo calcia fuori. I bianconeri, nonostante fatichino a trovare i propri spazi al 35’ riescono ad impensierire Leali. Sturaro con una conclusione violenta da fuori area costringe Leali a deviare. Nel finale la Juve va vicino al vantaggio prima con Dybala, servito da Morata con un colpo di testa e subito dopo, giusto alla scadere del primo tempo, Morata supera due avversari, arriva davanti a Leali e conclude ma calcia direttamente addosso al portiere.

 

Nella ripresa i bianconeri scendono in campo con maggior convinzione e provano ad alzare il ritmo, ma le occasioni da gol faticano ad arrivare. Cuadrado e Pogba provano a movimentare il tutto con delle conclusioni personali, ma l’equilibrio si spezza solo dopo mezz’ora del secondo tempo: Alex Sandro crossa rasoterra dalla sinistra, trova il varco e sul secondo palo sbuca Cuadrado che con il destro insacca dietro Leali. La partita entra nel vivo e Cuadrado va ancora altre due volte verso la porta avversaria, ma la mira non è dalla sua parte. Nel recupero Dybala, spezza qualsiasi dubbio e assicura il risultato con un gran gol che si infila nell’angolino di Leali. Non resta che aspettare l’incontro di sabato con il Napoli.

 

Roberta Perna

TORINO-CHIEVO 1-2: fischi e fiaschi allo Stadio Olimpico

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chievo torotoro flagMARCATORI: 19′ pt Benassi al 19’, 33′ pt aut. Bruno Peres, 26’ st rig. Birsa.

 

TORINO (3-5-2): Padelli, Maksimovic, Glik, Moretti; B. Peres, Benassi (27 st Vives), Gazzi, Obi (12’ st Farnerud), Avelar; Immobile, Belotti (14′ st Maxi Lopez). A disp. Ichazo, Castellazzi, Molinaro, Zappacosta, Jansson, Gaston Silva. All. Ventura.

 

CHIEVO: Seculin, Frey, Dainelli (1’ st Spolli), Cesar, Gobbi; Birsa (dal 34’ del s.t. Costa), Pinzi, Radovanovic, Castro; M’Poku (16’ st Floro Flores), Inglese.  A disp. Bizzarri, Bressan, Sardo, Damian, Pellissier. All. Maran.

 

Fischi e fiaschi in quel dell’Olimpico espugnato dagli avversari del Chievo che costringono i granata ad un 2-1 meritato. Non delle migliori la prestazione dei padroni di casa che nelle ultime dieci partite hanno vinto solo una volta, e non dei più rosei neanche il rapporto tra tifosi e Ventura, altamente contestato per le sue scelte. La decisione del tecnico di mettere dal primo minuti Obi e Avelar, non ancora in forma ottimale, non è stata forse la più azzeccata, così come i cambi degli unici che spingevano un po’ in avanti la squadra: Immobile e Benassi oggi in gol. Per il resto soliti schemi di gioco, solita squadra che si spegne dopo la mezz’ora e, complice anche un autogol di Peres, lascia liberi gli avversari di trovare la vittoria.

 

Tutto sembra filar liscio come l’olio, in realtà, nella prima parte di gara che vede già da subito i granata impegnare in difesa gli avversari. Sul quarto d’ora è infatti Benassi che dal limite prova la botta e obbliga Seculin ad alzare la palla in corner. Bastano 3′ al numero 15 granata per non sbagliarla di nuovo: Immobile dalla sinistra serve un cross perfetto per il tap-in dell’1-0. Ha sete di gol e voglia di far bene il centrocampista di casa, oggi alla sua terza rete stagionale, tanto che al 24′ si rende ancora pericoloso dalla trequarti, ma questa volta Seculin ci mette la toppa. Non da meno il compagno Ciro Immobile che poco prima della mezz’ora spreca ingenuamente un’occasione da gol: sponda di testa di Belotti che serve Immobile, ma due tentativi falliti, entrambe ottime opportunità per mettere al sicuro il risultato. Scoccata la mezz’ora sembra ridestarsi anche la squadra di Maran, finora rimasta a guardare, e lo fa con Birsa che riceve palla da Pinzi ma da buona posizione angola troppo la palla terminata a lato. Tutto sembrava troppo bello per essere vero per Ventura, ed infatti non lo era. Tanto che al 35′ Bruno Peres ci mette lo zampino segnando un autogol su un inserimento di Castro in area.

 

Caricati dal pareggio i giocatori del Chievo al ritorno in campo non hanno timore a rendersi pericolosi anche loro. E’ infatti di nuovo Birsa dal limite dell’area a tentare la conclusione messa in corner da Moretti. Alla crescita dei clivensi risponde ancora Benassi, decisamente il migliore tra i suoi, che quasi al quarto d’ora viene servito da Immobile e manda il pallone di poco lontano dal palo alla destra di Seculin. E’ ancora Chievo però al 20′ con Inglese che libero in aria cerca il sorpasso evitato però dai guantoni di Padelli. A poco serve, in realtà, perché subito dopo un’ingenuità di Avelar su Castro decide il rigore trasformato da Birsa. Il toro cerca goffamente di limitare i danni ma ormai la frittata è fatta: il Chievo vince per la prima volta sul campo del Torino e supera in classifica gli avversari che rimangono fermi a 28 punti. Troppo pochi per un Torino che era partito in quarta e rallentando la corsa si è ritrovato in salita.

 

Valeria Tuberosi

JUVENTUS-GENOA 1-0: UN AUTOGOL REGALA LA TREDICESIMA VITTORIA BIANCONERA

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genoa juvejuve stadio2RETE: 30’ pt aut. De Maio.

 

JUVENTUS (3-5-2) Buffon; Caceres (dal 18’ s.t. Rugani), Bonucci, Barzagli; Cuadrado, Padoin, Marchisio, Pogba, Evra (41’p.t. Alex Sandro); Morata (9’ s.t. Zaza), Dybala. A disp. Neto, Rubinho, Lichtesteiner, Hernanes, Lemina, Sturaro, Pereyra. All. Allegri

 

GENOA (3-5-2) Perin; Munoz, De Maio, Izzo; Ansaldi, L. Rigoni, Ntcham (13’ s.t. Diego Capel), Dzemaili (36’ s.t. Matavz), Gabriel Silva; Pavoletti, Cerci (9’ p.t. Suso). A disp. Lamanna, Burdisso, Marchese, Pandev, Lazovic, Fiamozzi, Tatchtsidis, Rincon, Laxalt. All. Gasperini

 

Il minimo sforzo per il massimo risultato. Così la Juventus continua la sua striscia di vittorie, restando ben piantata dietro il Napoli. A far la partita sono stati i padroni di casa, anche se il Genoa non ha certo reso la vita facile ai bianconeri.

 

Al 5’ infatti, è proprio il Genoa a imbastire un buon gioco, Ntcham apre per Cerci che però non riesce a colpire il pallone di testa. Gara con pochi sussulti, entrambe le formazioni non si scompongono e continuano ad annullarsi a vicenda. Al 13’ arriva la prima scossa bianconera con l’insidiosissimo sinistro di Dybala che per un soffio si spegne a lato. Poco dopo anche Pogba prova a metterci del suo, su punizione, ma la conclusione è poco potente e precisa. Di certo non mancano le riposte da parte degli uomini di Gasperini, in avanti con Dzemaili che viene servito da Ntcham, ma anche lui spedisce a lato della porta. Al 30’ arriva la svolta per la Juventus: Cuadrado lascia il segno, arriva sul fondo e lascia partire un tiro cross rasoterra che De Maio, al posto di deviare, spinge nella propria porta. Nella ripresa il Genoa va a caccia del pari, approfittando degli errori bianconeri in fase di impostazione, ma la lucidità dei rossoblù viene a mancare. Cerci prova a pungere, ma Buffon respinge. Per la Juventus entra a dar un po’ di brio Zaza, che insegue tutti i palloni e arriva a calciare malamente su Perin divorandosi l’occasione del 2-0. Alta punizione con Dybala e Pogba manca l’impatto con la sfera. Verso la resa dei conti i bianconeri perdono Caceres costretto a uscire in lacrime e in barella per un brutto infortunio e prende il suo posto Rugani. Arriva un ‘altra splendida giocata di Cuadrado per Dybala, che va al tiro ma viene murato. Non manca un finale piuttosto sofferto per i padroni di casa, che rimangono in dieci per il rosso diretto di Zaza, per una dura entrata su Izzo. Il Genoa non riesce a sfruttare la superiorità numerica e lascia conquistare altri tre punti alla squadra di Allegri. 

 

Roberta Perna

SAMPDORIA-TORINO 2-2: "Prima che finisca il match il Gallo canterà due volte!"

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samp toro“Prima che finisca il match il Gallo canterà due volte!”, sembra essere questa la previsione adattata al contesto della gara al Marassi tra blucerchiati e granata. E’ Belotti, infatti, a strappare il 2-2 agli avversari, tutto al 94′, come qualche mese fa, ma questa volta ed essere beffati sono i doriani di Montella

 

Marcatori: 20’ st  Muriel, 25’ Belotti, 39’ st Soriano, 49′ st Belotti.

 

Sampdoria (3-4-2-1): Viviano; Cassani, Ranocchia, Moisander; Sala (25’ pt Diakitè) (1’ st Christodoulopoulos), Palombo, Ivan, Dodò; Correa (33’ st Quagliarella), Soriano; Muriel.A disp.: Puggioni, Brignoli, Skriniar, Krsticic, Barreto, Carbonero, Cassano, Alvarez, Rodriguez. All.: Montella.

 

Torino (3-5-2): Padelli; Maksimovic, Glik, Moretti; Zappacosta, Gazzi, Acquah (1’ st Baselli), Benassi (25’ Maxi Lopez), G. Silva; Belotti, Martinez (17’ st Immobile). A disp. Castellazzi, Ichazo, Jansson, B. Peres, Farnerud, Molinaro, Vives, Obi, Avelar. All.: Ventura.toro bandiera

 

“Prima che finisca il match il Gallo canterà due volte!”, sembra essere questa la previsione adattata al contesto della gara al Marassi tra blucerchiati e granata. E’ Belotti, infatti, a strappare il 2-2 agli avversari, tutto al 94′, come qualche mese fa, ma questa volta ed essere beffati sono i doriani di Montella. Prezioso come l’oro questo notevole gol di testa di un giocatore alquanto decisivo negli ultimi match, prezioso soprattutto perché i granata hanno collezionato una sola vittoria nelle ultime otto gare. Se Ventura sorride compiaciuto da una parte, dall’altra Montella fa tutto tranne che gioire. Quattro sconfitte di fila per i blucerchiati, a cui si aggiunge un pareggio in extremis. Il tecnico doriano aveva forse stupito tenendo in panchina Cassano e l’ex appena arrivato Quagliarella, così come Ventura lasciando in panchina Immobile, assieme a Baselli e Bruno Peres.

 

Alquanto tranquillo, anche troppo, l’andamento della squadra di casa, che rischia il gol più di una volta in avvio di gara. E’ Martinez, infatti, a trovare il primo pallone al 6′ con un sinistro dalla distanza deviato da Viviano. Ed è sempre Martinez a rendersi pericoloso 1′ dopo con Acquah che apre per l’attaccante che si allunga ma viene anticipato da Viviano. Sembra dar segni di vita anche la squadra di casa con Muriel che al 10′ si gira e cerca la conclusione, ma Padelli risponde presente. Fino a questo momento di sicuro match più granata che doriano con la manovra di casa che stenta a decollare grazie all’insistente pressing della squadra ospite. Si fa vedere ancora Acquah poco prima della mezz’ora che dopo una calvalcata da centrocampo tenta la conclusione intercettata di nuovo da Viviano.

 

Nella ripresa le squadre tentano di dare più sprint alla gara ancora a secco di gol. Ventura prova a cambiare le carte in tavola inserendo Immobile al posto del migliore in campo Martinez. A poco conta perché dopo pochi minuti, intorno al 20′ è la Sampdoria a sbloccare quasi a sorpresa il match: assist di Dodò dalla fascia sinistra, e Muriel mette dentro di testa sul secondo palo, nulla da fare per Padelli. Ma i granata non ci stanno ad essere beffati dopo una prestazione tutto sommato soddisfacente e dopo 5′ rimettono le cose a posto con il primo canto del Gallo: il numero nove, lasciato clamorosamente libero da Ranocchia, approfitta del cross di Immobile e sigla il pareggio. Ora è un match alquanto frenetico di batti e ribatti tra due squadre desiderose di riscatto che non vogliono mollare la presa. E’ clamorosa l’occasione di Immobile sulla mezz’ora che prova a dribblare il portiere superando Ranocchia, ma Viviano risponde ancora presente.

 

Ma a far festa a 5′ dalla fine sono ancora i doriani che fanno esplodere il Marassi con il gol del vantaggio di Soriano sul secondo palo. Gol che sembra, appunto, chiuderei il match e regalare a Montella la vittoria tanto desiderata. Se non fosse che il Gallo ancora non è stufo di cantare, deciso a farlo proprio sullo scadere del match, nel 4′ minuto di recupero, con un bellissimo colpo di testa servito di nuovo da Immobile. Colpo di testa beffa per la Sampdoria, ma salvezza per i granata che possono tirare un sospiro di sollievo.

 

Valeria Tuberosi

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