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SPORT - page 193

Mihajlovic ferma il record casalingo dei bianconeri

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Juventus – Sampdoria finisce 1 a1

 

JUVE SAMPLa Juventus commette un passo falso in casa propria, il fortino che negli ultimi anni le ha permesso di conquistare tre scudetti consecutivi, gettando al vento una serie incredibile di occasioni da goal soprattutto nella prima mezz’ora di gioco. Si ferma così anche il record di venticinque vittorie consecutive tra le mura amiche. E’ stata una partita dai due volti come spesso accade alla Vecchia Signora. Da parte sua la Sampdoria commette l’ennesima impresa allo Stadium. Ricordiamo che rimane una delle tre squadre ad aver battuto i bianconeri in casa loro, successe lo scorso anno con i blucerchiati addirittura ridotti in 10, con doppietta-vittoria di Mauro Icardi prima di passare all’Inter. Inizio con il botto da parte dei bianconeri che incessantemente mettono sotto pressione gli uomini allenati da Sinisa Mihajlovic. Il bel gioco viene premiato dalla prima rete realizzata in bianconero da Patrice Evra che da un calcio d’angolo di Marchisio, con una sontuosa incornata, al 12° minuto, trafigge l’incolpevole Romero. Da registrare che nella formazione titolare imbastita da Allegri non figura Andrea Pirlo, lanciando in attacco l’inedita coppia Tevez-Morata.

 

La squadra del presidente Ferrero risponde con un classico 4-3-1-2, lasciando fuori Manolo Gabbiadini e rinforzando il centrocampo con Krsticic dietro Okaka e Eder. La superiorità juventina è schiacciante, con Paul Pogba una spanna sopra tutti, con giocate geniali e eleganti ma efficaci. E proprio ai danni di quest’ultimo, su lancio millimetrico di Bonucci da 50 metri, c’è da registrare un possibile fallo da rigore per chiara trattenuta con palla che finisce sugli spalti. Unico pallone giocabile da parte dei liguri, nei primi 45 minuti, un tiro piazzato per Gastaldello da calcio d’angolo respinto da Morata. La ripresa è di chiara marca blucerchiata e inaspettatamente la Samp perviene al pareggio proprio con quel Manolo Gabbiadini che per tutto il primo tempo se ne è rimasto seduto in panchina per volontà del proprio allenatore. Riprendendo un passaggio del solito Eder, l’attaccante scocca un diagonale a giro che si insacca alla destra di Buffon. Juve 1 – Sampdoria 1. Sempre lo stesso Gabbiadini, al 39° della ripresa, effettuava un nuovo tiro ad effetto, questa volta deviato con la schiena da Ogbonna, superlativa la parata-risposta del numero uno bianconero. Nel finale di partita Allegri getta nella mischia il giovane Coman, Llorente e Giovinco ma senza riuscire, questa volta, ad acciuffare la vittoria. Il peccato della Juventus è stato quello, come ormai capita sovente, di non aver saputo chiudere la partita nel primo tempo. Ultima annotazione, Vidal poteva essere espulso, graziato dall’arbitro Doveri, per un fallo da tergo non ritenuto da ammonizione. E ora la Roma è a –1 dai bianconeri.

  

 

Dario Barattin

 

Boccata d’ossigeno per i Granata

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Copenaghen-Torino 1-5. E pensare che la partita era iniziata nel peggiore dei modi

 

Torino-CopenhagenFinalmente una boccata d’ossigeno. Il Toro ritrova la vittoria dopo un periodo difficile che si era apert con la sconfitta in casa contro il Sassuolo. E’ troppo presto per parlare di una vera guarigione, ma un 5-1, seppure con gli avversari in nove, e il conseguente passaggio della fase a gironi contribuiscono a ridare fiducia e serenità alla squadra. E pensare che la partita era iniziata nel peggiore dei modi, infatti dopo pochi minuti dal calcio d’inizio Gaston Silva sbaglia un retropassaggio consegnandolo direttamente all’attaccante avversario, Glik cerca di rimediare spazzando via, ma l’attaccante avversario devia il pallone che si infila sotto l’incrocio dei pali.

 

Per fortuna dopo il Toro si sveglia grazie all’estro di Josef Martinez che riporta il risultato in parità con un gran goal e un quarto d’ora dopo provoca la prima espulsione dei danesi. La seconda espulsione arriva al 40′ per un fallo in area di Zanka su Amauri che porta al rigore per i granata. Dal dischetto si presenta lo stesso Amauri che spiazza il portiere e regala il vantaggio alla squadra di Ventura. Nella ripresa il Toro dilaga con i goal di Martinez ( prima doppietta granata per il Vinotinto), Darmian e Gaston Silva. Potrebbe sembrare un paradosso, ma in una fredda notte danese la squadra di Ventura ritrova il calore dei suoi tifosi.Il Sogno europeo continua, ma ora i granata devono svegliarsi al più presto dall’incubo che stanno vivendo in campionato che li vede quartultimi in classifica a due punti dalla zona retrocessione.

 

Filippo Burdese

 

Juve qualificata agli ottavi di Champions: 0 – 0 con l’Atletico di Madrid

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juve atletico

La Vecchia Signora si è accontentata del pareggio che le ha permesso di accedere agli ottavi di finale della prestigiosa rassegna europea sebbene al secondo posto del girone. Suggestiva la coreografia dei tifosi dello Juventus Stadium

 

La Juventus accede agli ottavi di finale di Champions League dopo aver pareggiato con i vice campioni d’Europa sul terreno di casa per 0 a 0. E’ stata una partita dai due volti. Nel primo tempo i bianconeri, scesi in campo con la formazione tipo – eccetto la presenza di Marchisio, colpito da un attacco influenzale in mattinata – ha cercato in tutti i modi di mettere in difficoltà i colchoneros senza ottenere grandi risultati. Nel secondo tempo, vista la buona guardia da parte degli spagnoli, la Vecchia Signora si è accontentata del pareggio che le ha permesso di accedere agli ottavi di finale della prestigiosa rassegna europea sebbene al secondo posto del girone. Suggestiva la coreografia dei tifosi dello Juventus Stadium che hanno accolto la squadra come l’occasione imponeva. Un enorme tricolore capeggiava in tribuna e curva Nord mentre davanti alla tribuna stampa batteva un grande cuore giallo su sfondo bianconero.

 

Per terminare lo spettacolo, in tribuna e curva Ovest venivano esposte bande verticali bianche e nere. La serata, da un punto di vista meteorologico, considerato il periodo invernale, è stata abbastanza tiepida, riscaldata dalla tifoseria che ha incitato i propri beniamini fin dall’inizio della gara. Ma è la squadra allenata da Simeone che si produceva nel primo vero affondo, precisamente al settimo minuto di gioco, con Koke che obbligava Buffon ad una difficile parata in tuffo che salvava la rete bianconera. E’ questa l’azione più pericolosa che fa il pari verso la fine della prima frazione di gioco con un altro tiro di Suarez neutralizzato dal Gigi nazionale. Di contro la Juve ha creato un paio di situazioni pericolose su cross e con due calci di punizione del solito Pirlo che, rea la distanza non regolamentare della barriera, non hanno prodotto l’effetto sperato. La seconda parte dell’incontro è durata solamente una ventina di minuti allorquando entrambe le squadre, resesi conto che tutto sommato il pareggio andava bene per entrambe, si è assistito a molti fraseggi a centrocampo e nulla più.

 

Da registrare un palo direttamente su calcio d’angolo colpito da Gabi ma Buffon era sulla traiettoria del pallone e un paio di tiri, uno di Vidal, l’altro di Pogba, non trattenuti da Moyà ma risolti dai propri compagni di reparto. Nella sostanza l’incontro è tutto qui. Non ci sono stati cambi sia da una parte che dall’altra. A concludere la serata i canti di gioia delle tifoserie. La Juve non è riuscita a sconfiggere l’Atletico per 2 a 0, che le avrebbe consentito di acciuffare il primo posto del girone, riservandoci l’impresa per il prossimo mese di marzo, quando conoscerà il nome del prossimo avversario che molto probabilmente sarà degno del suo blasone.    

Dario Barattin

 

 

                                                                                                                     

Juventus – Atletico Madrid: le pagelle

in SPORT

juve atletico

La Juve non si fa sorprendere e, pur senza rendersi mai davvero pericolosa, taglia un pass per gli ottavi. Da sottolinearsi i fischi del publico nel finale, i tifosi non avranno apprezzato l’atteggiamento remissivo dei bianconeri che, negli ultimi venti minuti, smettono di crederci e non si scoprono mai. In ogni caso, il ranking italiano sorride: che il periodo di crisi sia passato?

 

Buffon 6,5 compie un miracolo al 6′ minuto su un tiro pericolosissimo di Koke, per il resto della partita è sicuro nelle uscite e dà sicurezza alla retroguardia bianconera;

 

Lichtsteiner 6  tanta corsa per il terzino svizzero, ma poca lucidità quando si tratta di fare il cross decisivo;

 

Chiellini 6 gestisce con grande personalità la difesa ed è molto concentrato sui corner dei “Colchoneros”, vero pericolo per la difesa bianconera considerando i grandi saltatori di Simeone. Cala nel finale;

 

Bonucci 6 un suo errore al 6′ minuto rischia di compromettere la partita, ma Buffon si fa trovare pronto, con il passare dei minuti acquista sicurezza, trova la giusta concentrazione e aiuta Pirlo a impostare;

 

Evra 4.5  sbaglia molti appoggi e non sembra sicuro nella maggior parte delle giocate, acquistato per dare ai bianconeri un giocatore dalla grande esperienza internazionale, il francese a volte diventa più un problema che una risorsa;

 

Pereyra 7 messo in campo titolare all’ultima ora per un attacco influenzale di Marchisio, si muove bene ed è molto utile in fase d’interdizione;

 

Vidal 5,5 si prende un’ammonizione per interrompere un contropiede dell’Atletico e nei minuti finali del primo tempo rischia più volte di rimediare il secondo cartellino in modo ingenuo. Nel secondo tempo è più responsabile e al 55′ va vicino al goal con un tiro preciso da fuori area, ma Moya chiude i battenti;

 

Pogba 6,5 si vede poco nel primo tempo, ma nella ripresa torna in sè e si rende pericoloso in più di un’occasione; 

 

Pirlo 7 Solita classe, soliti lanci, solite punizioni. Manca forse di cattiveria in più di un occasione;

 

Llorente 6 gli arrivano tanti cross, ma pochi davvero buoni. Per il resto, tante sportellate e sponde;

 

Tevez 6 parte molto bene nel primo tempo, nel secondo fatica a farsi notare, colpa anche del lavoro in copertura che lo costringe a giocare lontano dall’area di rigore;

 

All. Allegri 6 missione compiuta, sebbene i suoi abbiano faticato a costruire gioco per tutta la partita. Si conferma il solito totem nel passaggio dei gironi.

 

Filippo Burdese

Dopo lo 0 – 0 a Firenze la Juve attende l’Atletico

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juve fio

Diciamolo subito, non è stata una bella partita. L’anticipo della quattordicesima giornata di serie A non ha riservato grandi emozioni tanto meno grosse sorprese

 

La Juventus vista venerdì sera all’Artemio Franchi di Firenze è stata una squadra che aveva già la testa al delicatissimo scontro che la vedrà impegnata domani, martedì 9 dicembre, allo Juventus Stadium. Diciamolo subito, non è stata una bella partita. L’anticipo della quattordicesima giornata di serie A non ha riservato grandi emozioni tanto meno grosse sorprese. Da una parte, la squadra di casa, la Fiorentina, ben allenata e messa ottimamente in campo da Vincenzo Montella, dall’altra i Campioni d’Italia in carica che hanno rinunciato ad alcuni titolari rispetto alla solita formazione titolare. Viola e bianconeri hanno dato vita ad una partita combattuta per tutti i novanta minuti di gioco senza impensierire più di tanto i due portieri.

 

Veniamo alle azioni più importanti del match. A inizio del secondo tempo l’intervento più difficile per Neto, portiere della Viola che è riuscito a neutralizzare un diagonale insidioso di Evra. Al 68° minuto di gioco la parata più difficile per Buffon, costretto a volare per deviare in corner il gran destro da fuori area di Cuadrado. In parità anche gli episodi contestati: viola che reclamano il penalty nel primo tempo per un fallo di mano in area di Chiellini e bianconeri che replicano allo scadere per un fallo di mani in area di Pizarro. Per dovere di cronaca è sembrato più eclatante il secondo episodio rispetto al primo. Da registrare che si è sentita molto l’assenza di Stefan Lichtsteiner che come tutti i giocatori importanti, si fa notare soprattutto quando non c’è rispetto a quando gioca. Un monito per la stessa Juventus che non riesce a chiudere per il rinnovo del contratto per il giocatore svizzero.

 

Pare che la distanza, per giungere ad un accordo tra le parti, sia ancora piuttosto lontano oltre che il giocatore elvetico abbia numerose richieste vedasi Premier League. Ennesima conferma, per il giovane Coman, che ha dimostrato ancora una volta, partendo da titolare, di sapere reggere il confronto anche con attaccanti più esperti di lui. In alcune azioni è sembrato essere irraggiungibile dal suo marcatore. Un giocatore di sicuro avvenire e in casa bianconera già si fregano le mani.

 

Dario Barattin

 

 

 

                                                                                                                    

I Granata pareggiano col Palermo: 2-2

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TORO PALERMO

Purtroppo al Toro manca ancora una vittoria

 

I Granata sono stati per ben  due volte in svantaggio nella partita contro il Palermo, ma alla fine hanno pareggiato 2-2 all’Olimpico. All’inizio il vantaggio della squadra siciliana è stato appannaggio di Rigoni, ma il gol del venezuelano Martinez, il primo della stagione, ha riportato la parità. Dybala ha raddoppiato alla fine del primo tempo. La squadra di ventura si risveglia nel secondo tempo ed è di Glik il colpo di testa del  pareggio finale di 2-2. Purtroppo al Toro manca ancora una rincuorante e stimolante vittoria.

Top 11 del derby

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juve stadium

Una stracittadina che si è rivelata combattutissima

 

La Juve vince, all’ultimo secondo, una stracittadina che si è rivelata combattutissima con il Toro che è andato persino vicino al vantaggio in più di un’occasione. I granata, grazie a un’azione da urlo di Bruno Peres sfatano la maledizione del goal nel derby che mancava da quasi 13 anni, ma alla fine i bianconeri passano grazie a una prodezza da 30 metri dell’immenso Andrea Pirlo. Ora i bianconeri si godono la vittoria e mantengono il vantaggio di 3 punti sulla Roma seconda e vittoriosa nel posticipo contro l’Inter di Mancini. I granata invece rimangono nelle zone basse della classifica a quota 12 punti, ma con la consapevolezza che, giocando sempre come ieri, la scalata non è impossibile.

 

Storari 6: pochi interventi, ma si mostra sempre molto sicuro sostituendo nel migliore dei modi Buffon;

 

Moretti 7: sicuro e esperto, dalle sue parti passano a turno Vidal, Tevez e Pogba, ma nessuno dei tre riesce a superarlo;

 

Chiellini 7: combatte e risolve le innumerevoli disattenzioni di Evra, le sue chiusure sono sempre decisive;

 

Maksimovic 6,5: marca molto bene Tevez e mette in mostra tutta la sua qualità quando esce palla al piede;

 

Darmian 7: solita grande partita da parte del gioiellino granata, le sue incursioni sono una costante spina nel fianco per la difesa bianconera e quando torna a difendere è un incubo per Lichtsteiner;

 

Bruno Peres 8,5: un goal incredibile, per bellezza e importanza simbolica, merita un voto incredibile. Entra nella storia del Toro, è il più pericoloso dei suoi e dalle sue parti Pogba non riesce quasi mai a passare;

 

Pogba 6,5: solito spettacolo quando ha palla tra i piedi, meno incisivo del solito, ma si deve inventare terzino per sopperire alla pessima prestazione del connazionale Evra;

 

Gazzi 6,5: un instancabile combattente e una sicurezza per il centrocampo granata. Meriterebbe anche un voto in più, ma un suo passaggio sbagliato stava per regalare il 2-1 ai bianconeri prima del dovuto;

 

Pirlo 8,5: stesso discorso fatto per Bruno Peres, ma più che la bellezza, in questo caso, è da premiare l’importanza del goal che, a un secondo dalla fine e con la Juve in dieci, regala ai bianconeri il derby della Mole;

 

Tevez 6: è meno brillante rispetto al solito, ma corre molto per cercare di scardinare la difesa granata;

 

Amauri 6,5: tante sponde interessanti mischiate alla solita cattiveria agonistica che lo contraddistingue;

 

All. Ventura 7: mette in campo una squadra che fa pensare più volte alla Juve all’incubo di una sconfitta in casa nel derby. Il gesto verso il tifoso torinista a fine partita è brutto, ma si scusa e fa capire che l’ha fatto solo per difendere i suoi giocatori, Benassi in particolare;

 

All. Allegri 7: la sua squadra è meno in palla del solito, ma quando rimane in dieci ha il coraggio di continuare ad attaccare e il risultato gli darà ragione;

 

Arbitro Orsato 7: riesce a far valere la sua autorità anche attraverso il colloquio con i giocatori e non sbaglia praticamente niente.

 

Filippo Burdese

Juventus fortunata nell’agguantare il derby con Pirlo all’ultimo secondo

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Se c’è stata una squadra meritevole non solo del pareggio ma anche di una eventuale vittoria questa doveva essere appannaggio del Torino

 

La Juventus pareva dovesse fare un sol boccone della squadra di Urbano Cairo ma se c’è stata una squadra meritevole non solo del pareggio ma anche di una eventuale vittoria questa doveva essere appannaggio del Torino. I Campioni d’Italia, dopo l’ottima prestazione di Malmoe, non si sono dimostrati all’altezza delle aspettative, dopo che il suo presidente, Andrea Agnelli, aveva contribuito in parte, a creare un clima un po’ pepato, dopo aver dichiarato che: “Il Torino è da quindici anni che non si aggiudica il derby della Mole ed è da dodici anni che non ci fa neppure un goal”. I fatti, non solo non hanno trovato conferma nelle dichiarazioni del numero uno bianconero ma si sono rivelati contro ogni più logica previsione. La squadra allenata da Ventura ha dato ampia dimostrazione di essere particolarmente a suo agio all’interno dello Juventus Stadium, nell’occasione non completamente gremito, soprattutto nel piccolo spicchio di stadio riservato alla tifoseria granata.

 

Probabilmente colpa del tempo inclemente, pioggia battente per tutto il giorno ma anche, come già detto, pronostico proibitivo per il Toro. Ma veniamo alla cronaca della partita. La Juve confermava per nove undicesimi la squadra di Champion, con Evra al posto dello squalificato Padoin mentre Storaci prendeva il posto da titolare sostituendo Buffon, out per un risentimento alla spalla operata qualche tempo fa e già dolorante durante la partita con i campioni svedesi. Il Torino, da parte sua, è sceso in campo, con la sua formazione migliore possibile. Sin dai primi minuti la Juve comprime i cugini nella loro area con buone geometrie di gioco. Sembra che da un momento all’altro possano passare in vantaggio. E così è. Fallo al limite dell’area, sul versante sinistro della porta difesa da Gillet. Tiro del solito Pirlo che s’infrange sulla barriera posizionata ai 9 metri e 15 ma un difensore del Toro alza il braccio troppo in alto respingendo la sfera. E’ calcio di rigore che Vidal, dopo la seconda esecuzione, trasforma in rete. Juve 1 Torino 0. Da questo momento in avanti, i granata diventano dominatori del gioco e addirittura pareggiano.

 

Bruno Peres, giocatore proveniente dal Santos, conquista palla al limite della sua area, parte a gran velocità divorandosi terreno e avversari per circa 80 metri, giungendo al limite dell’area bianconera, facendo partire un missile terra aria che, sbattendo sul palo, fulmina l’incolpevole Storaci. Juve 1 Torino 1 e squadre al riposo. La ripresa vede una Juve sconclusionata, in ombra Pogba, Evra e Lichsteiner che si lascia espellere a una manciata di minuti dalla fine della partita. Il Toro mette alle corde la Juventus in diverse occasioni ma senza concretizzare. Si giunge fino al 93° minuto di gioco, quando ridotta in 10, la Juve si riversa, con l’ultima azione, sul proprio fronte d’attacco: passaggio filtrante di Vidal per Pirlo che con un tiro rasoterra maligno infilza il povero Gilet. Juve 2 Torino 1. Tutti sotto la doccia.

 

 Dario Barattin

Le pagelle di Malmoe-Juventus

in SPORT

juve stadium

La Juventus vince in Svezia e si avvicina al passaggio agli ottavi

 

Il Malmo combatte tutta la partita, ma la superiorità tecnica dei bianconeri permette alla squadra di Allegri di imporsi in questa fredda trasferta. Ora la mente è tutta al derby di domenica contro un Toro in crisi.

 

Buffon 6,5: Non viene mai veramente chiamato in causa, ma quando accade si fa trovare sempre pronto; 

 

Lichtsteiner 6: Si perde Forsberg nel primo tempo e gli concede una chiara occasione da goal, per il resto fa una partita ordinata;

 

Chiellini 7: Regge bene la difesa, effettua contrasti decisivi e si dimostra fondamentale per proteggere la porta di Buffon;

 

Bonucci 6: Segue l’esempio del compagno di difesa, paga qualche errore quando esce palla al piede;

 

Padoin 6: Prudente, si vede poco e strappa solo una sufficienza;

 

Marchisio 7,5: Nel primo tempo sfiora il goal con un tiro al volo, ma il portiere fa un miracolo e glielo nega. Nel secondo tempo fa un gran lancio per Llorente che poi porta in vantaggio i bianconeri(90′ Pereyra 5: In dieci minuti riesce a farsi ammonire);

 

Vidal 6,5: Si muove bene tra le linee e combatte come al solito su molti palloni;

 

Pogba 7: Guardarlo è un piacere ed è decisivo nel fornire il secondo assist per Tevez;

 

Pirlo 6,5: Imposta bene come al solito e regala qualche lancio illuminante che i suoi compagni non riescono a sfruttare bene;

 

Llorente 7: Si impegna molto per la squadra e viene ricompensato da Marchisio che gli serve l’assist per lo 0-1 (72 Morata 5: Entra, combatte, ma a cinque minuti dalla fine prende una traversa da due passi divorandosi un goal già fatto);

 

Tevez 7: Non si vede quasi per tutta la partita ma gli ultimi cinque minuti dimostra la sua esperienza e segna il goal della tranquillità.

 

Filippo Burdese

La Juventus sconfigge il Malmoe con lo stesso punteggio dell’andata: 0-2

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juve malmoe

Basterà un pareggio interno per accedere alla fase successiva di Champion League

 

Ora la Juventus può incominciare a tirare un grosso sospiro di sollievo dopo aver sconfitto in trasferta il Malmoe. Erano circa due anni che la Vecchia Signora non riusciva più a vincere nella massima competizione europea in trasferta. Così è stato ieri assicurandosi, salvo una sconfitta interna contro l’Atletico Madrid, vice campione d’Europa ma già matematicamente qualificato per la fase successiva, il passaggio del turno. Basterà un pareggio interno per accedere alla fase successiva di Champion League. Non era una partita agevole quella affrontata dagli uomini di mister Allegri, per varie ragioni, la prima delle quali rappresentata da un pessimo terreno di gioco, dove la palla, spesso e volentieri era soggetta a sobbalzi e traiettorie anormali, mettendo a volte in difficoltà i giocatori bianconeri ma anche la stessa squadra svedese, con il suo gioco, semplice e prevedibile fin che si vuole ma di buona caratura atletica. Allegri, in ogni caso, data l’importanza di conseguire a tutti i costi una vittoria, che diciamolo subito, è stata meritata, non ha voluto correre alcun rischio, schierando la formazione fotocopia di domenica con l’unica esclusione, fin dall’inizio della partita, di Vidal al posto di Pereyra. E proprio dai piedi del cileno che la Juventus ha avuto la prima nitida occasione da goal vanificata da una buona parata del portiere campione di Svezia.

 

Successivamente, non correndo alcun rischio concreto, i bianconeri hanno avuto un’altra, questa volta clamorosa, occasione per portarsi in vantaggio. Lancio millimetrico di Pogba che metteva solo davanti al portiere Marchisio, il quale agganciando splendidamente la sfera, in piena area di rigore, al volo scaraventava il pallone in rete ma soltanto con uno splendido balzo il portiere avversario sventava il pericolo. Si andava così al riposo con la ferma convinzione che nel secondo tempo la Juventus potesse sbloccare il risultato da un momento all’altro. Infatti, i bianconeri, sin dai primi minuti della ripresa parevano più convinti e concreti. E così da un lancio smarcante proveniente da centrocampo, Llorente allargandosi sulla sinistra, infilava saltandolo l’incolpevole portiere del Malmoe facendo carambolare in rete il pallone. Con il passare dei minuti, la Juventus diveniva padrona assoluta del campo suggellando la propria superiorità con l’azione del 2 a 0 in contropiede terminata con il tocco finale del solito Carlitos Tevez. Un trionfo meritato e domenica sotto con il derby della Mole.

 

                                                                                                                                                                                    Dario Barattin

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