Category archive

SPORT - page 164

JUVENTUS-ROMA 1-0: PERLA DI DYBALA. I BIANCONERI SI RIPORTANO A -2 DAL NAPOLI

in SPORT

juve romajuve bandiereRETE: st 32’ Dybala.

 

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner ( 21’ st Cuadrado), Khedira, Marchisio, Pogba, Evra; Dybala ( 40’ st Morata), Mandzukic. A disp. Neto, Audero, Caceres, Rugani, Sturaro, Alex Sandro, Padoin, Asamoah, Hernanes, Zaza. All. Allegri.

 

ROMA (3-4-2-1): Szczesny; Manolas, De Rossi, Ruediger; Florenzi (dal 48’ st Torosidis), Pjanic, Vainqueur (26’ S. Keita), Digne; Salah ( 45’ st Sadiq), Nainggolan; Dzeko. A disp. De Sanctis, Lobont, Castan, Gyomber, Totti, Iago Falque, Emerson. All. Spalletti

 

Il grande appuntamento tra Juve e Roma non delude. Una partita molto tattica e senza tante occasioni da gol. Solo nel secondo tempo Dybala, con una splendida giocata manovrata da Pogba, sblocca il risultato. La Juventus si è ben ripresa e resta piantata dietro il Napoli in lotta per lo scudetto, mentre la Roma sprofonda al quinto posto con 35 punti.

 

L’avvio è piuttosto blando, Spalletti stravolge la Roma in modo da limitare gli attacchi bianconeri il più possibile, ma già al decimo arriva il primo sussulto da parte della squadra di Allegri. Con una punizione dal limite, Dybala calcia di potenza ma non mette in difficoltà Szczesny. Per oltre un quarto d’ora la Roma resta schiacciata nella propria metà campo, Florenzi prova a smuoversi affacciandosi dalle parti di Buffon con una conclusione personale, ma il numero uno della Juventus blocca senza grossi problemi. La vecchia signora continua a spingere; prima con Evra, che ci prova due volte con il sinistro ma senza precisione e poi con Pogba, che non centra la porta ma alza di troppo il colpo di testa. Si va così al riposo sullo 0-0, senza grandi emozioni se non con qualche nervo teso tra Mandzukic e De Rossi. Nella ripresa i giallorossi sembrano scendere in campo con il giusto spirito, ma il ritmo non sembra cambiare. Allegri decide di inserire Cuadrado al posto di Lichtsteiner che subito prova un rasoterra non proprio irresistibile. Al 28’ arriva una ghiotta occasione per i bianconeri: Cuadrado crossa per Pogba, tacco al volo per Mandzukic bravo a vedere l’inserimento di Evra che praticamente solo davanti la porta spinge addosso a Szczesny. Ormai è solo la Juventus a farsi sentire e, alla mezz’ora del secondo tempo, gli sforzi vengono premiati: l’argentino coglie benissimo l’azione manovrata da Pogba, assist perfetto del francese e Dybala trafigge Szczesny con una stoccata che si infila nell’angolino basso. Risuona l’undicesima vittoria consecutiva per la vecchia signora, mentre Spalletti, appena rientrato nella capitale, sembra confermare il tabù che non lo vede mai vincente contro la Juventus.

 

Roberta Perna

LAZIO-JUVENTUS 0-1. LA VECCHIA SIGNORA CON LICHTSTEINER VOLA IN SEMIFINALI DI COPPA

in SPORT

LAZIO JUVE 22La strada delle vittorie non sembra voler terminare e, dopo i dieci successi consecutivi in campionato, la Juventus non si smentisce nemmeno all’Olimpico. La squadra di Allegri, grazie alla rete decisiva di Lichtsteiner, non si ferma in Coppa Italia e vola in semifinale contro l’Inter

 

RETE: st 21’ Lichtsteiner.

 

LAZIO (4-3-3): Berisha; Konko (dal 27′ s.t. Felipe Anderson), Bisevac, Mauricio (dal 17′ s.t. Hoedt), Radu; Milinkovic, Biglia, Lulic; Candreva, Klose (dal 37′ s.t. Matri), Keita. A disp. Guerrieri, Matosevic, Braafheid, Patric, Parolo, Onazi, Cataldi, Mauri, Djordjevic. All. Pioli.

 

JUVENTUS (3-5-2): Neto; Caceres, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner  ( 34′ s.t. Cuadrado), Sturaro, Marchisio, Pogba, Alex Sandro; Zaza (45′ s.t. Dybala), Morata ( 30′ s.t. Mandzukic). A disp. Buffon, Audero, Rugani, Padoin, Asamoah, Hernanes. All. Allegri.

 

ARBITRO: Damato di Barletta.

 

La strada delle vittorie non sembra voler terminare e, dopo i dieci successi consecutivi in campionato, la Juventus non si smentisce nemmeno all’Olimpico. La squadra di Allegri, grazie alla rete decisiva di Lichtsteiner, non si ferma in Coppa Italia e vola in semifinale contro l’Inter.

Una prova di grande autorità, sprecando molto ma limitando allo stesso tempo i pericoli davanti la porta di Neto, contro una Lazio volenterosa e in grado di tener testa alla vecchia signora per più di sessanta minuti. In avvio sono proprio i biancocelesti a impedire alla squadra di Allegri di avanzare per evitare qualsiasi iniziativa, ma al 4’ Sturaro prova a liberare il destro, la conclusione centrale non crea problemi a Berisha.  Mancano le vere occasioni da gol, al 13’ sembra esserci qualche buona chance per la Lazio: Klose innesca Keita, dalla sinistra entra in area e tenta il tiro incrociato da posizione defilata, mancando però lo specchio della porta. Subito sull’altro fronte Zaza cerca i suoi spazi ma viene frenato da Bisevac che gli impedisce di tirare. Un minuto dopo la palla gol è per Pogba, il francese prova a piazzarla ma Berisha impedisce l’esultanza riparandosi in angolo. Le due squadre si equivalgono e alla mezz’ora  Morata va giù pressato da Bisevac ma il direttore di gara decide di proseguire. Nella ripresa la Juventus riprende in mano le redini del gioco inizia a pungere Morata ma calcia addosso a Berisha. La squadra di Allegri resta in pressione  e Zaza a porta praticamente vuota si divora il gol del vantaggio. Col passare dei minuti i padroni di casa soffrono sempre di più e al 21’ la Juventus passa in vantaggio: Zaza con uno splendido tiro a giro stampa sul palo, ma arriva Lichtsteiner a gonfiare la rete.  Nella fase finale è sempre la Juventus a mantenere il controllo, anche perché la Lazio è costretta a chiudere l’incontro in dieci a causa dell’infortunio di Biglia. Anche nel recupero la Juventus non si risparmia, appena entrati Mandzukic e Dybala impegnano Berisha fino all’ultimo minuto di gioco. Il brivido arriva proprio sul fischio finale da parte di Dybala che riceve palla da Alex Sandro e calcia un rasoterra incrociato fuori di pochissimo. La squadra di Allegri prosegue con successo il suo cammino anche in Coppa. 

 

Roberta Perna

SASSUOLO-TORINO 1-1… un punticino per ognuno non fa male a nessuno

in SPORT

sassuolo-torino 2La squadra ospite deve fare a meno di un gran numero di giocatori, tra cui Maxi Lopez e Bruno Perez, in campo, infatti, Zappacosta e Gaston Silva. Dall’altra parte Di Francesco deve fare a meno di Missiroli e Floro Flores, all’esordio invece il giovane attaccante Pierini

 

Marcatori: 22′ pt Belotti, 40′ pt Acerbi.

 

SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Biondini (35′ st Laribi), Magnanelli, Duncan; Berardi (29′ st Falcinelli), Defrel (42′ st Politano), Sansone. A disp. Pomini, Pegolo, Longhi, Antei, Pellegrini, Pierini, Ariaudo, Fontanesi, Gazzola. All. Di Francesco.

 

TORINO (3-5-2): Ichazo; Maksimovic, Glik, Moretti; Zappacosta (35′ st Bovo), Benassi (34′ st Baselli), Gazzi, Acquah, Silva; Belotti, Immobile. A disp. Padelli, Castellazzi, Molinaro, Martinez, Vives, Quagliarella. All. Ventura.

 

Un punticino per ognuno non fa male a nessuno: così è per Sassuolo-Torino che concludono il match di recupero di dicembre sull’1-1, risultato che forse, in realtà, accontenta più Ventura. Pochi i cambiamenti in classifica con i giocatori di casa che raggiungono il Milano sesto a 32 punti e la squadra granata a quota 26, ancora troppo lontana da tutto ciò che conta. La squadra ospite deve fare a meno di un gran numero di giocatori, tra cui Maxi Lopez e Bruno Perez, in campo, infatti, Zappacosta e Gaston Silva. Dall’altra parte Di Francesco deve fare a meno di Missiroli e Floro Flores, all’esordio invece il giovane attaccante Pierini.

 

Gara di sicuro più vibrante nel primo frangente, con le occasioni più accese da entrambe le parti. Primi minuti decisamente a ritmi alti soprattutto per la squadra di casa, con un Torino che si risveglia solo verso il 10′ grazie al tiro di Zappacosta che dalla destra prova a crossare al centro, ma nessuno è veloce abbastanza per concludere. Sempre più in crescita sono ora gli ospiti con Zappacosta scatenato a centrocampo e Immobile che pian piano vien fuori. Ci prova anche lui sul quarto d’ora sul colpo di testa di Glik, ma la posizione irregolare vanifica tutto. Tanto tentare e alla fine la rete granata arriva quando al 23′ Benassi riceve un lancio lungo sulla sinistra, arriva sul fondo e mette al centro, dove Belotti supera Cannavaro e mette dentro il gol del sorpasso. Dopo pochi minuti rischiano Ventura e i suoi su un calcio d’angolo battuto da Berardi in cui è Glick a metterci la toppa salvando sulla linea. Ingranata la marcia, ora il Sassuolo non ci sta e cerca a tutti i costi il pareggio. Resta vigile però Ichazo che al 35′ mette in angolo un tiro secco di Defrel, deviato da Maksimovic. Non va allo stesso modo però 5′ dopo quando sulla punizione dalla trequarti battuta da Sansone, Biondini viene favorito da un rimpallo e prova il tiro. Ichazo risponde ancora presente ma non benissimo, e Acerbi ci mette del suo trovando il pareggio.

 

Tutto un po’ confuso nella seconda frazione di gara, ravvivata solo dall’occasione clamorosa di Immobile al 12′, ancora in offside sul tiro di testa di Glik. Ma è il Sassuolo a far più paura quando sulla mezz’ora Duncan, aiutato da Sansone sbaglia completamente sparando a lato. Stessa cosa fa Sansone dopo 10′ grazie allo splendido cross di Vrsaljko, palla incredibilmente di poco a lato rispetto al palo sinistro. Sembra alquanto spento il Torino in questo frangente, lo stesso non si può di Ventura che a pochi secondi dalla fine si fa di nuovo espellere per protesta. Animi caldi e voglia di far bene da parte, su questo non si può dir nulla.

 

Valeria Tuberosi

 

Udinese-Juventus 0-4. Poker Bianconero

in SPORT

juve udinesejuve logo neroLa rimonta bianconera continua, strapazzato l’Udinese, arriva la decima vittoria consecutiva in campionato con il secondo posto assicurato. La squadra di Allegri si riprende la rivincita sull’Udinese che aveva vinto allo Stadium la prima di campionato, inaugurando e dilagando il Dacia Arena con un 4-0 piuttosto semplice

 

Reti: pt 15′ Dybala, 17′ Khedira, 25′ rig Dybala, 42′ Alex Sandro.

 

Udinese (3-5-2) Karnezis; Wague (55′ Hertaux), Danilo, Felipe; Widmer, Badu, Lodi, Iturra, Edenilson; Thereau (70′ Bruno Fernandes), Di Natale (60′ Zapata). All. Colantuono.

 

Juventus (3-5-2) Buffon; Rugani, Bonucci, Chiellini (58′ Cáceres); Lichtsteiner (80′ Padoin), Khedira, Marchisio, Asamoah, Alex Sandro; Dybala (66′ Morata), Mandzukic. All. Allegri

 

Arbitro: Rocchi di Firenze

 

Ammoniti: Badu (U), Chiellini (J)

 

Espulsi: al 24′ Danilo (U)

 

Il tutto si decide già nel primo tempo, al 26′ il risultato è già sul 3-0 contro la squadra di Colantuono rimasta in 10 per l’espulsione di Danilo, e la ciliegina sulla torta arriva al 42′ con la prima rete stagionale firmata da Alex Sandro. Nella ripresa i bianconeri potrebbero aumentare il loro bottino, ma si accontentano di quanto fatto nel primo tempo e per i padroni di casa c’è solo un po’ di orgoglio tirato fuori da Lodi, ma la Juve continua a comandare. L’avvio è piuttosto blando, uno studio da ambo le parti con un’occasione ciascuna, prima la traversa di Lodi e poco dopo Mandzukic, che tutto solo non riesce a trovare l’imbucata vincente. Al 16′ ci pensa Dybala a spezzare l’equilibrio, ingannando Karnezis su punizione. Non passano molti minuti che arriva il raddoppio: Dybala calcia dalla bandierina e trova Khedira che approfitta di uno svarione collettivo della retroguardia dell’Udinese e di testa appoggia sul secondo palo. Nel mezzo delle due reti anche i padroni di casa hanno la loro occasione, con Edenilson che spreca sparando in alto. Come se non bastasse, al 25′, Mandzukic entra in area e viene steso da Danilo: rigore ed espulsione assicurata e, senza alcuna esitazione, Dybala segna il 3-0 dal dischetto. L’uomo in meno pesa per l’Udinese e la Juventus non si risparmia e non risparmia i padroni di casa: al 42′ Alex Sandro con un magnifico destro dal limite dell’area sigla la sua prima rete e il poker per i bianconeri. La ripresa é piuttosto accademica, al 25′ Dybala lascia il posto a Morata che subito prova a cercare la porta con un tiro rasoterra, respinto da Karnezis. Alla mezz’ora Lodi prova ad impegnare Buffon con una punizione piuttosto insidiosa che costringe il numero 1 bianconero a spingere in angolo. Un ottimo inizio per la Juve in questa prima giornata di ritorno, all’inseguimento del Napoli.

 

Roberta Perna

TORINO-FROSINONE 4-2: Ciro Immobile è tornato!

in SPORT

toro bandiera Marcatori: 8’ pt rig. Immobile (T), 33’ pt Sammarco, 37’ pt Belotti (T), 41’ pt Belotti (T), 28’ st Avelar a.g. (T), 36’ st Benassi.

TORINO (3-5-2): Ichazo; Maksimovic, Glik, Moretti; Bruno Peres (30’ st Zappacosta), Benassi, Vives, Baselli (24′ st Acquah), Molinaro (19’ st Avelar); Immobile, Belotti. A disp. Padelli, Castellazzi, Bovo, Zappacosta, Gazzi, Martinez, Gaston Silva, Prcic, Quagliarella. All. Ventura.

FROSINONE (4-3-3): Leali; Rosi, Ajeti, Bertoncini (21’ st M.Ciofani), Pavlovic; Sammarco, Gucher (21′ st Frara), Kragl (37’ st D.Ciofani); Tonev, Dionisi, Soddimo. A disp. Gomis, Zappino, Blanchard, Crivello, Russo, Longo, Paganini. All. Stellone.

 

Speranza immobile fino a qualche giorno fa per i granata quella di tornare ad ingranare e collezionare punti in classifica, ma basta sostituire una minuscola con una maiuscola ed il gioco è fatto.

 

A cambiare completamente gli umori in quel dell’Olimpico abbastanza contrariato ritorna, infatti, dopo due stagioni un campione come Ciro Immobile, rimasto nel cuore di molti. Pioggia di gol ed emozioni infatti per Ventura e i suoi che tornano a vincere dopo quasi due mesi a secco, rifilando un rocambolesco 4-2 agli avversari del Frosinone che continuano ad allontanarsi dalla zona salvezza. Con il rigore trasformato dal “nuovo” arrivato e la doppietta di Belotti sembra tutto ritornare al proprio posto per la squadra granata, se non fosse per il recupero di Sanmarco sulla mezz’ora e dell’errore di Avelar in autogol. Ventura decide di schierare fin da subito, appunto, Immobile, e predilige in porta Ichazo a Padelli, ultimamente un po’ sottotono. Dall’altra parte Stellone, tra l’altro ex giocatore granata, decide per un 4-3-3 abbastanza rivoluzionario rispetto alla gara contro il Napoli con Ajeti- Bertoncini in difesa e Sanmarco a centrocampo.

 

Tutta un’altra storia sembra essere quella portata in campo dai giocatori di casa, rispetto alle ultime prestazioni deludenti, tanto che già dai primi minuti i granata si fanno vedere in avanti con l’iniziativa di Bruno Perse che crossa per Baselli già da subito pericoloso, salva tutto Leali. Niente paura perché dopo pochi minuti la trattenuta di Bertoncini su Glik porta al rigore trasformato proprio da Ciro Immobile, pronto subito a metter la firma nel tabellino del match. Provano a rendersi pericolosi anche Stellone e i suoi ora, e ci riescono per davvero intorno alla mezz’ora quando il cross di testa di Pavlovic trova i piedi di Sanmarco che battendo Ichazo smorza tutti gli entusiasmi granata di poco prima. Non così in confusione la squadra granata, dato che al 36′ Belotti riporta in vantaggio i suoi, su un’azione nata dall’iniziativa di Bruno Peres, decisamente in partita. Ora il disordine regna sovrano dall’altra parte, soprattutto quando subito dopo Belotti non si accontenta e mette dentro anche il secondo di giornata per lui e il terzo per la squadra. Il Gallo arriva al gol grazio al solito Bruno Peres che serve Benassi e subito dopo Belotti è pronto ad insaccare sotto la traversa.

 

Tutto sembra essere a favore della squadra di casa anche al ritorno in campo con un Toro tornato scattante e propositivo. Dal canto loro, i ciociari cercano di fare ciò che possono, riuscendoci con l’aiuto di Avelar verso la mezz’ora che su un calcio d’angolo del Frosinone colpisce malauguratamente palla ed è autogol. Si accorciano le distanze, quindi, tra le squadre, distanze che ci pensa bene Benassi a rimettere al proprio posto sul finire del match.

 

Valeria Tuberosi

 

Il Toro nell'anima. Emozioni e ricordi della provincia Granata

in SPORT

TORO ANIMAUna passione coinvolgente e popolare che, nel territorio più a nord del Piemonte, nell’Ossola e in Valle Vigezzo, ha scaldato il cuore ad intere generazioni

 

Il Toro nell’anima. Emozioni e ricordi della provincia Granata” è il titolo del libro che Benito Mazzi ha voluto dedicare ad una passione coinvolgente e popolare che, nel territorio più a nord del Piemonte, nell’Ossola e in Valle Vigezzo, ha scaldato il cuore ad intere generazioni. Il libro ( edito da Il Rosso e il Blu – www.ilrossoeilblu.com – pag 134. anno 2015. € 16.00) racconta “unToro speciale, il Toro della provincia ossolana, un Toro vissuto in un groviglio sanguigno di passioni, di piccole avventure, di straordinaria quotidianità”.

 

E’ quello di Valentino Mazzola, Ferrini e Meroni; il Toro di Pianelli, Radice, Pulici e Graziani; il Toro di Sergio Rossi, Borsano e Mondonico; il Toro di Cairo, Ventura e Petrachi. Ma è  anche , e leggendo i racconti, soprattutto il Toro del Lauro, di Febo e di Nico; il Toro del Pace, di Lureenz e Rudi, il Toro di Giona e Paolino, del “grande Bonacini” del “terribile Ferro“. Personaggi come il Nico ( al secolo Franco Nicolai), classe 1934, “l’unico di noi ad aver visto il Toro giocare al Filadelfia” perché – a diciannove anni – lavorava a Torino come imbianchino, oppure il “granatissimo di vecchia data” Lurèenz – Lorenzo Zamboni – che scoprì il Toro a undici anni, durante il campionato 1946-47, ascoltando la radio dell’Osteria Alpina a Toceno. Oppure le “nuove leve” del tifo granata nella “valle dei pittori” come Paolo Mozzanino, laureato e dipendente della Ferrovia Vigezzina, che già da piccolissimo, a chi gli domandava a quale squadra tenesse, rispondeva “Al Toino. Viva il Too”. Le abitudini di Febo che – a metà degli anni ’70 –  andava al Blitz, località a 1300 metri a monti di Craveggia per sentire la partita alla radio perché il posto – lo sperduto spiazzo vedere del Palazzo – “portava bene”; che dire, poi, di quel baffone con il numero sette dalle calze abbassate ( “cul barbisùn..us ciàma Meròni”) che faceva impazzire gli avversari e mandava in visibilio la curva Maratona, in un turbinio di bandiere “dal colore sanguigno”.

 

Con un’appassionata presentazione di Eraldo Pecci e una dichiarazione d’affetto e di pura fede granata da parte di Enrico Borghi, il libro di Benito Mazzi, di racconto in racconto, offre l’immagine vera, partecipata e popolare di una passione calcistica  che è anche molto di più, rappresentando quella squadra dalle emozioni forti ( “Russ cume el sang,fort cum el Barbera,vöj ricordete adess, me grand Türin”, scriveva Giovanni Arpino). Mazzi, scrittore di gran qualità, iniziò anche lui a tifare per il Toro nel 1949, dopo la tragedia di Superga, a undici anni. Una sciagura che troncò la vita e il sogno della squadra più forte di sempre, consegnandola per sempre al ricordo e al mito. La formazione recitata a memoria, quasi fosse un rosario da sgranare laicamente:

 

Bacigalupo,Ballarin,Maroso,Grezar,Rigamonti,Castigliano,Menti,Loik,Gabetto,Mazzola,Ossola. Un bel libro, in trentanove capitoli più una “piccola, doverosa appendice” ( dedicata al Torino club di Premosello, “faro per l’Ossola granata”), corredato da belle foto, “Il Toro nell’anima” merita di essere letto. E non solo da chi tifa granata perché, con la storia che porta con sé, il Torino è davvero “un pezzo di ciascuno di noi”.

 

Marco Travaglini

SAMPDORIA-JUVENTUS 1-2: SUPERATA LA PROVA DEL NOVE, DECIDONO POGBA E KHEDIRA

in SPORT

JUVE SAMP2

Reti: p.t. 17 Pogba; s.t. 1 Khedira, 19 Cassano.

 

Sampdoria (4-3-3): Viviano; Cassani, Moisander, Zukanovic, Regini; Soriano (37 s.t. Ivan), Fernando, Barreto (28 s.t. Muriel); Carbonero, Cassano, Eder (40 s.t. Rodriguez). A disp. Puggioni, Brignoli, Coda, Correa, Pereira, Palombo, Christodoulopoulos, Krsticic. All.Montella.

 

Juventus (3-5-2): Buffon; Rugani, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner (20 s.t. Cuadrado), Khedira, Hernanes, Pogba, Evra; Dybala (44 s.t. Padoin), Morata (32 s.t. Zaza). A disp. Neto, Audero, Caceres, Alex Sandro, Asamoah, Sturaro, Vitale.
All. Allegri.

 

La Juventus non si ferma più, arriva la nona vittoria consecutiva e la sua scalata in classifica. Battuta anche la Sampdoria 2-1, con qualche sofferenza nel finale, i bianconeri sorpassano la Fiorentina e agganciano l’Inter al secondo posto, ad appena due punti dai neo campione d’inverno Napoli

 

Sotto il diluvio di Genova la squadra di Allegri ha avuto non poche difficoltà a controllare la squadra doriana , reduce da 2 vittorie consecutive e dal successo nel derby. L’avvio è piuttosto blando e, al 16′, Hernanes inizia a mescolare le carte in tavola, con un primo tiro in porta dalla distanza che costringe Viviano a una difficile respinta. Solo un minuto dopo arriva la doccia fredda per la Sampdoria: Bonucci pesca Pogba che stoppa di petto, spalle alla porta si gira e infila nell’angolino alla sinistra di Viviano. La rete fa scrollare la squadra di Montella che esce dal guscio e inizia a prendere in mano la situazione, pressa in avanti, molti calci d’angoli conquistati ma le occasioni ancora mancano. Dybala al 34′ prova a sfiorare il bis su punizione, ma viene respinto da Viviano. Per i padroni di casa l’occasione del pareggio arriva al 39′ su una punizione ma Fernando colpisce in pieno la barriera. Nella ripresa è ancora una volta la Juventus ad avere la meglio. Non fa in tempo a sistemarsi che, la prima azione del secondo tempo, diventa subito rete: Dybala con un assist da vero campione, mette Khedira davanti a Viviano e il tedesco deposita in porta. Questa volta la squadra di Montella accusa il colpo e rischia più volte di subire la terza rete. La ghiotta occasione arriva per Morata, tuffatosi di testa sul cross di Hernanes ma sfiora il palo. La situazione inizia a capovolgersi ed è la Sampdoria a riacquistare sicurezza e al 19′ Cassano accorcia le distanze con un tiro nell’angolino della porta di Buffon. Il gol fa tremare la squadra di Allegri, che nei minuti finali inizia ad accusare qualche colpo, con il rischio di farsi raggiungere dai padroni di casa. I blucerchiati tentano l’assalto finale, nonostante l’espulsione di Moisander, sfiorano il pareggio prima con Fernando ma Buffon blocca, e subito dopo con Cassano però è Chiellini sul fischio finale a salvare di testa sulla linea.

 

Roberta Perna

TORINO-EMPOLI 0-1: ultimo turno di andata più grigio che granata

in SPORT

Non sembra ancora in grado di rialzarsi la squadra di Ventura, che colleziona così la terza sconfitta consecutiva e non vede i tre punti dal lontano fine novembre

toro empoliMarcatore: st 11′ Maccarone.

 

Torino (3-5-2): Padelli; Maksimovic, Glik, Moretti; Peres, Benassi (36′ st Vives sv), Gazzi, Baselli, Molinaro (15′ st Zappacosta); Martinez 4, Belotti (24′ st Maxi Lopez). A disp. Castellazzi, Ichazo, Bovo, Avelar, Jansson, G. Silva, Prcic, Quagliarella. All. Ventura

 

Empoli (4-3-1-2): Skorupski; Laurini, Barba, Costa, Mario Rui; Zielinski, Paredes, Buchel (6′ st Croce); Saponara; Livaja (6′ st Pucciarelli), Maccarone (41′ st Piu).
A disp. Pugliesi, Pelagotti, Camporese, Bittante, Zambelli, Cosic, Dioussé, Maiello, Krunic. All. Giampaolo.

 

Ultimo turno di andata grigio, se non nero, per i granata, e non si parla solo del cielo sopra l’Olimpico ma del risultato contro l’Empoli che porta a casa la vittoria grazie alla rete di Maccarone. Non sembra ancora in grado di rialzarsi la squadra di Ventura, che colleziona così la terza sconfitta consecutiva e non vede i tre punti dal lontano fine novembre. Se da una parte i tifosi granata non nascondono contestazioni e delusione, dall’altra quelli toscani possono esultare a gran voce dopo aver portato a casa trenta punti inaspettati nel solo girone d’andata. La squadra di Giampolo passa così settima in classifica, altro che salvezza, supera anche il Milan. Non sembrano vincenti neanche le decisioni tattiche di Ventura che lascia in panchina Maxi Lopez per metà, e Quagliarella fortemente contestato. Dentro Martinez e Belotti colpevoli di aver sprecato troppe occasioni decisive.

 

A proposito di errori, uno dei più clamorosi arriva intorno al quarto d’ora ad opera di Martinez che, servito da Benassi, completamente solo davanti alla porta dirige il pallone verso i guantoni sicuri di Skorupski. Sembra più reattivo l’Empoli contro un Toro più attento al gioco al gioco avversario e molto più deciso nelle ripartenze. Arriva l’occasione anche per Maccarone dopo il 20′: è Saponara a servire il cross perfetto che però trova solo un destro impreciso dell’uomo partita. Non meno clamorosa l’occasione intorno alla mezz’ora di Mario Rui che becca il legno e ancora non riesce a sbloccare il risultato. Non è da meno Martinez decisamente non al top che sul finire del primo tempo fa tutto bene scavalcando la difesa avversaria ma di nuovo sbaglia nel finale mandano il pallone a lato.

 

Ma se da una parte Martinez sbaglia ancora intorno al 10′ della ripresa, dall’altra subito dopo Maccarone non ci pensa neanche e su cross quasi involontario di nuovo di Saponara ci mette il piede e questa volta insacca in rete. Salva tutto anche Santo Padelli che dopo circa 5′ mette la toppa ad un possibile raddoppio dell’Empoli: Saponara solissimo viene fermato dall’estremo difensore granata. Non da meno le azioni salvifiche nella porta avversaria con Skorupski che risponde presente oltre al solito Martinez, anche a Bruno Peres prima della mezz’ora e al neo entrato Zappacosta che aveva vinto prontamente il duello con Mario Rui. Ma dopo gli svariati tentativi e le diverse parate nulla sembra cambiare. Ci prova ancora flebilmente Glick già quando ormai è recupero, eppure poco o niente potrebbe cambiare le sorti e gli animi granata, o forse più neri, del match.

 Valeria Tuberosi

JUVENTUS – VERONA 3-0: Inizio scoppiettante per i bianconeri

in SPORT

juve veronaApre l’argentino, poi Bonucci allo scadere del primo tempo e Zaza si inserisce nei titoli di coda

 

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Caceres (38’ st Rugani sv), Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Khedira (25’ st Sturaro), Marchisio, Pogba, Alex Sandro; Morata (34’ st Zaza), Dybala. A disp. Neto, Rubinho, Evra, Vitale, Padoin, Hernanes, Asamoah, Cuadrado. All.: Allegri.

 

VERONA (4-2-3-1): Gollini; Bianchetti, Moras, Helander, Souprayen; Greco (16’ st Gomez ), Hallfredsson (36’ st Fares ); Wzsolek (19’ st Emanuelson ), Ionita , Siligardi; Pazzini. A disp. Rafael, Coppola, Winck, Checchin, Zaccagni, Jankovic. All.: Delneri .

 

ARBITRO: Calvarese di Teramo.

 

RETI: nel pt 8’ Dybala (J), 45’ Bonucci (J); nel st 37’ Zaza (J).

 

Nella calza della befana i bianconeri trovano tre punti fondamentali per cominciare al meglio il 2016. Al contrario, il fanalino di coda Verona trova solo carbone: 8 punti in classifica e nessuna vittoria vista. La strada per la Juventus subito viene spianata, in meno di dieci minuti, da Souprayen che, al 7′ , stende in area Lichtsteiner. A presentarsi su punizione è il giovane attaccante Dybala che, con il sinistro dai 20 metri non sbaglia il colpo. Dopo la rete la partita sembra bloccarsi, il Verona non impensierisce più di tanto, prova qualche possesso palla ma si arrende quasi subito, l’unico a voler creare qualche grattacapo è Pazzini su cui Buffon è prontissimo a spingere in angolo. I padroni di casa mantengono il controllo dei giochi, Pogba in due occasioni cerca la conclusione personale ma non trova la porta e, Gollini blocca i tentativi d’assalto di Morata e Marchisio. Proprio sullo scadere del primo tempo altra beffa per il Verona, fallo di Helander ed altra magica punizione di Dybala e, questa volta, a rompere le file è Bonucci che di testa trafigge Gollini. La ripresa non è delle più belle, i ritmi non son tanto alti e i padroni di casa vanno in risparmio energetico. Per il Verona le cose non sembrano migliorare ed Halfredsson inizia subito prendendo un giallo per l’entrata in scivolata su Dybala. Poco dopo, il gioco si ferma per qualche istante per un taglio al sopracciglio per Chiellini, che si riprende subito e torna in campo. Per ridare un po’ di brio alla partita bisogna aspettare il 34′ con l’ingresso di Zaza per Morata, che entra e, al 37’, segna in men che non si dica. Palla di Pogba e Zaza si presenta a tu per tu con Gollino, lo dribbla e deposita in rete. Inizia bene l’anno la squadra di Allegri, che in attesa di Inter e Napoli continua la sua scalata verso l’alto.

 

Roberta Perna

NAPOLI-TORINO 2-1, MOMENTO NO PER I GRANATA

in SPORT

 

napoli-torinoAnno nuovo, stessa vita per il Torino di Ventura che porta a casa un infelice tris di sconfitte

 

 Marcatori: 16′ pt Insigne, 33′ pt Quagliarella rig., 41′ pt Hamsik.

 

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Lopez (29′ st Allan), Valdifiori, Hamsik (43′ st Chalobah); Callejon, Higuain, Insigne (23′ st Mertens).  A disposizione: Rafael, Gabriel, Maggio, Chiriches, Luperto, Strinic, Dezi, El Kaddouri, Gabbiadini.  All. Sarri.

 

TORINO (3-5-2): Padelli; Bovo, Glik, Moretti; Peres (29′ st Zappacosta), Acquah (36′ st Benassi), Vives, Baselli, Molinaro; Belotti (21′ st Maxi Lopez), Quagliarella. A disposizione: Ichazo, Castellazzi, Prcic, Gaston Silva, Jansson, Pryyma, Martinez, Gazzi). All. Ventura.

 

 

Anno nuovo, stessa vita per il Torino di Ventura che porta a casa un infelice tris di sconfitte dopo il 2-1 messo a segno dal Napoli di Sarri. Non sembra facile per i granata uscire da questo momento no che accomuna lo scarso risultato ad una prestazione forse non delle più pimpanti. E quindi San Paolo in festa e missione compiuta per il Napoli di Sarri, che rifilando un 2-1 al Toro tiene testa alle altre grandi Juventus, Inter e Fiorentina, tutte in giornata decisamente vittoriosa. Lo stesso tecnico azzurro sorprende tutti e mette in campo dal primo minuto David Lopez al posto di Allan, forse sottotono. Tutto regolare, invece, nella squadra avversaria con Acquah a centrocampo e Belotti in avanti, accanto a Quagliarella, ex di giornata.

 

Nessun timore per gli azzurri che partono subito in picchiata dai primi minuti del match, con il guizzo veloce di Higuain però troppo impreciso. Non da meno Callejon che al 7′ regala emozioni grazie ad uno scambio con Hysaj: lo spagnolo arriva sottoporta ma Padelli è più veloce del destro avversario. Gioco di squadra con Higuain che sul cross dell’azione successiva si rende pericoloso ma non troppo, palla fuori. Provano a farsi vedere i granata con Bruno Peres in avanti che però sbaglia il cross indirizzato a Belotti, ed è appunto un’azione miraggio perché subito dopo è Callejon quello vicinissimo al gol. Grande parata di Padelli prontissimo che però non ci arriva al 16′: il solito Higuain allarga per Callejon che serve Insigne, il goleador con un notevole pallonetto insacca in rete. Sembrano scuotersi gli animi di entrambe le squadre, diverse occasioni infatti in questo frangente che tiene occupati i portieri di entrambe le squadre. Poco prima della mezz’ora è, infatti, l’ex Quagliarella a far paura, grazie ad un cross di Molinaro, ma Reina risponde prodigiosamente presente. Tutto si sblocca al 32′, quando Ghoulam interviene in scivolata su Bruno Peres ed è rigore. Lo trasforma in gol proprio Quagliarella che sotto i fischi del San Paolo non accenna neanche un’esultanza. Tutt’altra storia dalla parte opposta, dato che a 4′ dalla fine del primo tempo Hamsik è pronto a metterci del suo. E’ ancora Insigne decisivo sullo destra a servirlo, e il giovane slovacco da posizione complicata non sbaglia di un centimetro, Napoli di nuovo in vantaggio.

 

Nella ripresa povera di gol è ancora il Torino a faticare per trovare spazio, ed è ancora la squadra di Sarri a rendersi più pericolosa, per esempio con la traversa di Insigne su punizione intorno al quarto d’ora. Ventura prova a cambiare le sorti del gioco facendo entrare Maxi Lopez per Belotti non al meglio, a cui comunque risponde Sarri con Mertens per Insigne. Ancora troppo imprecisi gli ospiti con gli errori di Kouibaly superato dalla difesa avversaria e Acquah troppo in ritardo sul cross di Maxi Lopez. Niente da fare, anzi a 3′ dalla fine è ancora il Napoli a regalare emozioni con una conclusione imprecisa di Mertens. A tutto ciò si aggiungono le espulsioni dal campo per entrambi i tecnici, dagli animi decisamente surriscaldati. Propositi di inizio anno per Ventura i suoi, per il momento, ancora lontani da raggiungere. 

 

Valeria Tuberosi

Da qui si Torna su