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Il Liceo scientifico Valsalice vince la quinta edizione del Concorso Mad for Science


È promosso da Fondazione DiaSorin e si aggiudica 75.000 euro per ampliare il biolaboratorio del proprio Istituto

 

Il Liceo Marconi di Pesaro vince il 2° premio in palio, per un totale di 37.500 euro per l’implementazione del proprio biolaboratorio

Il Premio speciale Ambiente, pari a 15.000 euro, è stato assegnato al Liceo Fermi di Bologna per aver saputo sviluppare proposte laboratoriali con maggior impatto sulla tutela ambientale

Il Liceo Marconi di San Gavino Monreale (SU), il Liceo Galilei di Trieste, il Liceo Facchetti di Treviglio, il Liceo Majorana di Sessa Aurunca (CE) e il Liceo Volta di Foggia hanno, infine, ricevuto un premio di 10.000 euro ciascuno da impiegare nell’acquisto di strumentazione e materiali per il biolaboratorio

La Fondazione DiaSorin ricorda le novità della sesta edizione che si concentrerà sul tema della Salute e sarà estesa per la prima volta anche agli Istituti Tecnici statali e paritari.

Torino, 7 ottobre 2021 – Si è tenuta oggi, nel prestigioso Auditorium Vivaldi di Torino e in collegamento streaming con 8 città italiane, l’attesa finale della quinta edizione del Concorso nazionale Mad for Science, promosso dalla Fondazione DiaSorin. La Challenge 2021 ha visto la partecipazione dei migliori 8 Licei italiani giunti alla finale odierna dopo una serie di severe selezioni che hanno scremato l’iniziale numero record di partecipanti pari a 160 Licei provenienti da tutta Italia.

Tra tutti i licei in gara, è stato decretato vincitore l’Istituto Valsalice di Torino. Il liceo ha vinto 75mila euro per implementare il proprio biolaboratorio a partire dall’anno scolastico in corso, grazie al progetto “La passione per la scienza fila veloce”.

Al secondo posto si è classificato il Liceo Marconi di Pesaro con il progetto “Mnemiopsisis leidyi: da specie marina aliena a risorsa”; ad esso viene riconosciuto un premio di 37,5 mila euro.

Il Liceo Fermi di Bologna, con il progetto “AgriLab: biotecnologie molecolari e tradizionali per l’ecologia urbana”, si è aggiudicato il Premio Ambiente, pari a 15 mila euro, per aver saputo sviluppare le proposte laboratoriali con maggior impatto per la salvaguardia dell’ambiente e degli ecosistemi.

Il Liceo Marconi di San Gavino Monreale (SU), il Liceo Galilei di Trieste, il Liceo Facchetti di Treviglio, il Liceo Majorana di Sessa Aurunca (CE) e il Liceo Volta di Foggia sono stati, infine, premiati con un importo pari a 10.000 euro ciascuno, come riconoscimento dell’importante lavoro di qualità.

A valutare i progetti finalisti la Giuria, presieduta dalla dottoressa Pasinelli e composta da scienziati, accademici e professionisti del mondo della comunicazione.

I licei che hanno partecipato al contest nazionale hanno elaborato una serie di esperienze didattiche laboratoriali coerenti con gli Obiettivi 9 (Innovazione legata alle biotecnologie), 11 (Ambiente e sostenibilità) e 12 (Riciclo, rifiuti, economia circolare) dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile promossa dall’ONU.

“La qualità generale dei progetti migliora di anno in anno. Ciò conferma che gli insegnanti e gli studenti possono elaborare proposte in grado di rispondere alle grandi sfide contemporanee, con un filo conduttore comune: quello di una visione razionale della scienza al servizio degli Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU” ha commentato Francesca Pasinelli, Presidente della Fondazione DiaSorin e Direttore generale della Fondazione Telethon, nel conferire i premi ai vincitori.

“Progetti come Mad for Science testimoniano come sia possibile passare da una scuola nozionistica a una che privilegia la sperimentazione: oggi ho ammirato ragazzi che iniziano a “fare gli scienziati” per esserlo davvero quando cresceranno” ha sottolineato Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri.

“Iniziative come Mad for Science esprimono la vitalità e l’energia oggi presenti nel mondo scolastico italiano, nel quale è necessario continuare ad investire per far sì che il metodo scientifico diventi il primo orientamento per la scelta del percorso universitario” ha ricordato Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano e Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università italiane.

“I progetti presentati oggi, tutti di elevata complessità e rigore, hanno dimostrato una spiccata sensibilità per le ricadute interne ed esterne della ricerca proposta. Un segnale importante di come i giovani si avvicinano alla scienza in modo sempre più consapevole” ha dichiarato Ruggero Pardi, Professore di Patologia e Direttore della Divisione di Immunologia, Trapianti e Malattie infettive dell’Istituto scientifico San Raffaele di Milano.

“La divulgazione e la comunicazione della scienza sono sempre più rilevanti per lo sviluppo di una cultura scientifica diffusa. È importante partire dalle scuole, proprio come fa Mad for Science” infine ha sottolineato Marco Cattaneo, Direttore responsabile di Le Scienze.

Il Liceo Valsalice di Torino si aggiunge all’Albo d’oro del Concorso le cui precedenti 4 edizioni sono state vinte rispettivamente dal Liceo Scientifico Buonarroti di Pisa (2020), dall’Istituto Ariosto Spallanzani di Reggio Emilia (2019), dall’Istituto Statale Monti di Asti (2018) e dall’IIS Pellati (indirizzo liceo scientifico Galilei) di Nizza Monferrato (AT) (2017).

Inoltre, la Fondazione DiaSorin ha parlato delle novità della sesta edizione che si concentrerà sul tema “Salute”, invitando le scuole a sviluppare progetti che esprimano il concetto di scienza al servizio della salute dell’uomo e dell’ambiente. A partire dalla sesta edizione, per cui le iscrizioni si chiuderanno il prossimo 3 dicembre, il concorso sarà esteso per la prima volta anche agli Istituti Tecnici.

Tutte le fasi e i momenti di avvicinamento alla finale di oggi possono essere rivisti sulla Pagina Facebook Fondazione DiaSorin e sul Profilo Instagram fondazionediasorin e attraverso gli hashtag ufficiali #fondazionediasorin e #madforscience2021.

Ipercolesterolemia e rischio cardiovascolare:  “La best practice di Regione Liguria e Piemonte” 

In Italia, ogni anno, per malattie cardiovascolari muoiono più 224.000 persone: di queste, circa 50.000 sono imputabili al mancato controllo del colesterolo.

 

Il colesterolo rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, causando al SSN un impatto clinico, organizzativo ed economico enorme (spesa sanitaria diretta ed indiretta quantificabile in circa 16 miliardi €/anno). Un problema sanitario che durante la pandemia non è andato certo migliorando grazie ai minori controlli, alle mancate diagnosi, alla perdita di aderenza terapeutica. Fortunatamente le terapie a disposizione risultano estremamente efficaci sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria. Con lo scopo di creare un confronto multiprofessionale tra i massimi esperti sul tema, Motore Sanità ha realizzato il Webinar “FOCUS LIGURIA/PIEMONTE. IPERCOLESTEROLEMIA E RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI E NUOVE PROSPETTIVE DI CURA”, realizzato grazie al contributo incondizionato di Daiichi Sankyo. 

“L’ipercolesterolemia è responsabile di circa 50.000 morti all’anno in Italia e costituisce uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, con importanti ricadute sociali ed economiche. Si calcola infatti che i costi sanitari riconducibili al mancato controllo della colesterolemia si aggirino sui 16 miliardi di euro/anno. Attualmente, nonostante le terapie farmacologiche a disposizione siano in genere efficaci, l’80% dei pazienti ad alto rischio cardiovascolare non raggiunge il target terapeutico raccomandato dalle Linee Guida internazionali sia in prevenzione primaria che secondaria. È necessario colmare il gap terapeutico esistente per incidere favorevolmente sulla morbi-mortalità cardiovascolare. Ad oggi il principale approccio farmacologico nel trattamento dell’ipercolesterolemia è rappresentato dalle statine, farmaci che, inibendo la sintesi endogena di colesterolo, determinano aumento dell’espressione del recettore per le LDL nel fegato e conseguente riduzione dei livelli plasmatici di LDL-C. Oltre alle statine, esistono altri farmaci ipocolesterolemizzanti, tra questi, gli inibitori di PCSK-9 (somministrabili per via s.c. e relativamente costosi) e l’acido bempedoico. Quest’ultimo, recentemente introdotto nell’armamentario terapeutico, inibisce la sintesi del colesterolo inibendo l’attività dell’enzima ATP citrato liasi (ACLY) e determinando un aumento dell’espressione epatica di LDLR e la consensuale riduzione dei livelli plasmatici di LDL-C. Una più ampia implementazione delle terapie farmacologiche disponibili potrebbe consentire di migliorare il controllo dell’ipercolesterolemia nella popolazione, in particolare nei sottogruppi a rischio elevato, con favorevoli ricadute sulla mortalità”, ha detto Roberto Pontremoli, Professore Ordinario Dipartimento Medicina Interna e Specialità Mediche Università di Genova, Direttore Clinica Medicina Interna 2 IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Genova

“Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel mondo. Questo è vero anche in Italia, dove mietono 240.000 vittime ogni anno, assai più del Covid, anche nel suo momento peggiore. Molto è stato fatto negli ultimi decenni per ridurre il rischio cardiovascolare e questo ha contribuito ad un aumento delle aspettative di vita. Negli ultimi 50 anni la aspettativa di vita è aumentata di 9 anni, 6 dei quali anni grazie al miglioramento della prevenzione e della terapia cardiovascolare. L’ipercolesterolemia è uno dei fattori di rischio più importanti per la genesi dell’aterosclerosi e dell’ischemia sia cardiaca (infarto) che cerebrale (ictus). Per questo motivo le società scientifiche come la Società Europea di Cardiologia hanno ancora abbassato recentemente i valori di Colesterolo-LDL (il colesterolo “cattivo”) che dovrebbero essere raggiunti per tenere sotto controllo il rischio ischemico. Purtroppo, nonostante la disponibilità di diversi farmaci per abbassare il colesterolo (come le statine) solo una piccola minoranze dei soggetti raggiunge i livelli di LDL ottimali. Stanno per essere lanciati in commercio farmaci nuovi, tra i quali in particolare uno, l’acido bempedoico, può essere utilizzato anche nei frequenti pazienti che non tollerano le statine. La disponibilità di questi nuovi farmaci può ridurre il numero dei pazienti che non raggiungono gli obiettivi di trattamento e di conseguenza ridurre il rischio di infarto e di ictus”, ha dichiarato Gaetano De Ferrari, Direttore SC di Cardiologia – AOU Città della Salute e della Scienza, Presidio Molinette

 

Vallelata e Legambiente ripuliscono il Parco Naturale di Stupinigi

“Puliamo il tuo parco” – 2edizione

 

Vallelata e Legambiente ripuliscono il Parco Naturale di Stupinigi di Nichelino e premiano l’Istituto Comprensivo Nichelino 4 Rita Levi-Montalcini con un corso per gli studenti sulle tematiche ambientali

  • Sabato 9 ottobre il Parco Naturale di Stupinigi di Nichelino sarà tra i 20 parchi d’Italia ad essere ripuliti a conclusione dell’iniziativa di sensibilizzazione alla cura del verde, giunta alla seconda edizione.
  • Gli studenti dell’Istituto Comprensivo Nichelino 4 Rita Levi-Montalcini verranno premiati con un percorso didattico sulle tematiche green tenuto dagli esperti di Legambiente.

 

 Si conclude sabato 9 ottobre con la giornata di pulizia del Parco Naturale di Stupinigi di Nichelino la seconda edizione dell’iniziativa “Puliamo il tuo parco”, la campagna di sensibilizzazione alla cura del verde lanciata da Vallelata e Legambiente e giunta alla seconda edizione. Il parco vincitore ha avuto la meglio sugli altri in concorso in regione.

A dare ulteriore valore all’iniziativa quest’anno è stato il coinvolgimento delle scuole, con l’obiettivo di motivare i più giovani ad adottare un comportamento consapevole e rispettoso verso il nostro Pianeta. Rappresentanti aziendali e di Legambiente e i volontari della città si uniranno in una simbolica grande giornata nazionale di pulizia dei 20 parchi vincitori del concorso, uno in ogni regione. Alla giornata di pulizia di Nichelino parteciperanno anche i bambini della scuola elementare dell’Istituto Comprensivo Nichelino 4 Rita Levi-Montalcini, scuola che riceverà in premio un percorso didattico su tematiche ambientali tenuto dagli esperti di Legambiente.

“È stato un vero piacere lo scorso anno mobilitare 20 città d’Italia nella Pulizia dei nostri parchi e non potevamo non tornare anche quest’anno, con ancora maggiore entusiasmo, a proporre questa grande iniziativa di importanza civica che ci vede protagonisti insieme a Legambiente”, ha dichiarato Mauro Frantellizzi, Direttore Marketing Galbani Cheese“E quest’anno abbiamo voluto fare di più: coinvolgere le giovani generazioni nella cura del nostro pianeta è fondamentale, perché parliamo degli adulti di domani. Gli oltre 27.400 voti espressi in tutta Italia nella prima fase del concorso ci dimostrano che l’attenzione a questi temi c’è, ed è dunque necessario che l’educazione ambientale si integri nel percorso di crescita degli studenti, affinché il futuro delle nostre città sia sempre più rispettoso di ciò che ci circonda”.

A soli dieci chilometri dal centro storico di Torino, il Parco naturale di Stupinigi, con i suoi boschi e con ampi spazi di paesaggio agrario, costituisce una delle più pregevoli tessere di quel mosaico circolare di aree verdi e di aree non urbanizzate che racchiude il polo metropolitano.

“Un’opportunità per fare sinergia e valorizzare i nostri territori, i nostri Parchi, luoghi di inestimabile valore ambientale e paesaggistico – dichiara Alice De Marco, Direttrice di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Grazie all’iniziativa con Vallelata riusciamo a mettere in campo un’azione mirata ed efficace di coinvolgimento dei cittadini dai più piccoli ai più grandi, degli enti che possono e devono prendersi cura di questo patrimonio.”

È possibile iscriversi alla giornata di volontariato sul sito: https://puliamoiltuoparco.vallelata.it/

L’iniziativa “Puliamo il tuo parco!” prevede anche un premio per coloro che in tutta Italia hanno espresso il proprio voto. 20 fortunati sono stati premiati con gli esclusivi monopattini elettrici messi in palio.

Tutte le attività di pulizia dei parchi si svolgeranno nel pieno rispetto delle normative e dei protocolli sanitari previsti.

L’industria tessile a Chieri e in Piemonte nel Novecento

Sabato 9 ottobre 2021 – ore 15.00 Museo del Tessile di Chieri Porta del Tessile – Via Santa Chiara 5

 

Conferenza e proiezione del documentario “Il patto della montagna”

Sabato 9 ottobre, alle ore 15.00, al Museo del Tessile di Chieri (Sala della Porta del Tessile, via Santa Chiara 5) si svolgerà un incontro dedicato al tessile in Piemonte nel Novecento, quale motore di sviluppo urbano, ma anche propulsore di sviluppo di una società civile più equa e solidale, oltre che creativa e produttiva.

Introdotto da Melanie ZEFFERINO, Presidente della Fondazione Chierese per il Tessile e Museo del Tessile nonché curatrice del ciclo di eventi, lo storico dell’architettura Filippo MORGANTINI terrà una relazione su «Industria tessile e sviluppo urbano a Chieri tra Ottocento e Primo Novecento»epoca in cui il polo industriale chierese si poneva all’avanguardia anche per l’impiego di nuovi materiali.

Seguirà una breve presentazione di Sara CONFORTI, artista e ricercatrice di moda sostenibile, ad introduzione del film documentario «Il patto della montagna» (regia di Manuele Cecconello e Maurizio Pellegrini, 2017).

Realizzata con il contributo della Direzione Generale per il Cinema del Ministero Beni e Attività Culturali e Turismo (MIBACT), Film Commission Torino Piemonte, Jean Vigo Italia (Roma) e VideoAstolfoSullaLuna (Biella), questa produzione cinematografica svela l’intreccio fra imprenditori, operai e partigiani che si accordarono per mantenere attiva la produzione tessile industriale nel contesto biellese e migliorare le condizioni di lavoro affermando la parità retributiva nel pieno della seconda guerra mondiale, al tempo della Resistenza.

Si tratta di una ricostruzione storica che, alla luce delle crisi acuitesi nel nuovo millennio, può essere vista come un monito a riscoprire il patto sociale per virare verso un futuro maggiormente improntato a valori di equità, senso civico e condivisione del bene comune nell’interesse della collettività stessa e della sua industria creativa (il trailer su: www.ilpattodellamontagna.com).

Biglietto: 3 euro (evento e museo)

Prenotazione obbligatoriaprenotazioni@fmtessilchieri.org

I visitatori devono essere in possesso di green pass, da esibire all’ingresso,

e indossare la mascherina in ottemperanza delle norme di sicurezza in vigore

L’evento fa parte del ciclo di conferenze «ARS ET INDUSTRIA»organizzato dalla Fondazione Chierese per il Tessile e Museo del Tessile con il patrocinio del Comune di Chieri, della Città Metropolitana di Torino, della Regione Piemonte, e il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando CivICA-progetti di cultura e innovazione civica.

ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO

   Centro Studi – Archivio Storico e Biblioteca

   Via Giovanni Demaria 10, Chieri

   Lunedì-Venerdì: 9:30 alle 12:30 | Sabato: 14:00-18:00

   Esposizione permanente

   Via Santa Chiara 11A, Chieri

   Martedì, Mercoledì e Venerdì: 9:30-12:30

   Sabato: 14:00-18:00 | Domenica su prenotazione: 10:00-12:00

   Sala della “Porta del Tessile”

   Via Santa Chiara 5, Chieri

   Apertura in occasione di eventi e mostre temporanee

    Laboratori, Orto Botanico e Uffici

  Informazioni: prenotazioni@fmtessilchieri.org    +39 329 4780542

Fondazione per la Ricerca sul Cancro: nel 2020 sono stati destinati all’Istituto di Candiolo oltre 18 milioni di euro

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Presentato il Bilancio Sociale e di Sostenibilità dal Presidente Allegra Agnelli: “Nel 2021 abbiamo tagliato il traguardo dei 35 anni di attività e, nonostante l’emergenza Covid, non ci è mai mancato l’appoggio dei nostri sostenitori”.

In corso i lavori per un ulteriore importante ampliamento dell’Istituto.

La sfida epocale del Covid non ha frenato l’impegno della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro: nel 2020 sono stati destinati all’Istituto di Candiolo IRCSS per la ricerca e la cura oltre 18 milioni di euro. E’ quanto emerge dal Bilancio Sociale e di Sostenibilità che è stato presentato dal Presidente, Allegra Agnelli.

Hanno partecipato all’ evento – che si è svolto in modalità digitale all’ Istituto di Candiolo Irccs ed è stato trasmesso online sul sito de La Stampa e sulla pagine Facebook della Fondazione – esponenti delle istituzioni, della comunità scientifica, del mondo dell’ imprenditoria e della finanza: Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte, Ersilia Vaudo Scarpetta, Chief Diversity Officer e Special Advisor on Strategic Evolution dell’ Agenzia Spaziale Europea (ESA), Anna Sapino, Direttore Scientifico dell’ Istituto di Candiolo IRCCS, Giuseppe Banna, Responsabile Ricerca Clinica e Traslazionale per i Tumori Toracici dell’ Istituto, Gianmarco Sala, Direttore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Marco Lavazza, Vice Presidente di Lavazza, Marco Morganti, Responsabile Direzione Impact Intesa Sanpaolo, Julien Di Pace, Head of Jeep Brand Advertising, Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus. Ha moderato l’incontro il Direttore dell’HuffPost ed editorialista della Stampa, Mattia Feltri.

“Nel 2020 siamo stati chiamati a uno sforzo straordinario – ha detto Allegra Agnelli – siamo scesi in campo per supportare il sistema sanitario nella lotta contro il Covid-19, accogliendo pazienti oncologici da altre strutture sanitarie, abbiamo realizzato un laboratorio per l’analisi dei tamponi e nel 2021 siamo diventati hub per le vaccinazioni e centro di riferimento per il tracciamento delle varianti del virus. Nonostante tutto questo abbiamo garantito cure, trattamenti e destinato ingenti risorse alla ricerca sul cancro”.

“Nel giugno di quest’anno – ha aggiunto – la Fondazione ha compiuto 35 anni di attività, un grande traguardo raggiunto solo grazie a chi ci sostiene dal 1986 ad oggi. Questa storia è il nostro futuro: grazie ai nostri sostenitori stiamo realizzando l’Istituto di Candiolo di domani”.

Il Presidente Alberto Cirio ha lodato l’ Istituto di Candiolo per il contributo dato al contrasto alla pandemia e per il suo alto livello scientifico: “Il Covid ci ha insegnato – ha aggiunto – l’

importanza della ricerca, ma ha anche ha abbattuto i tabù contro la sanità privata. Da oggi bisogna pensare a un nuovo rapporto fra pubblico e privato”.

Il forte legame fra la Fondazione e il territorio è stato così sintetizzato dal Direttore Gianmarco Sala: “Nel 2020 la Fondazione ha raccolto complessivamente, tra donazioni dirette, 5×1000 ed eredità più di 23 milioni. Per ogni euro donato oltre 90 centesimi vengono destinati alla missione dell’Istituto. Un risultato importante, sottolineato dal sostegno che riceviamo: nel 2020, 47 mila donazioni direttee 254 mila persone che hanno scelto di destinare il loro 5×1000 a Candiolo. Poi ha ricordato che nel maggio scorso, nonostante la pandemia, sono iniziati i lavori “per mettere a disposizione di medici, ricercatori e, soprattutto, pazienti e loro familiari, nuovi spazi”. I primi interventi riguardano il nuovo servizio di Hospice “Monviso e laboratori per ospitare ricercatori clinici provenienti dalla più importanti strutture internazionali. A seguire sono previsti una Biobanca per conservare i tessuti in un’ottica di future terapie oncologiche personalizzate, la Protonterapia, avanzata forma di radioterapia, un Poliambulatorio e spazi dedicati alla formazione, alla didattica e a servizi di foresteria. L’obiettivo è curare sempre più persone e farlosempre meglio, ha concluso Sala.

Per quanto riguarda l’attività di ricerca, la Professoressa Anna Sapino ha ricordato i dati del 2020: 288 ricercatori impegnati in 37 laboratori e unità di ricerca, 231 lavori pubblicati, record di citazioni (10.392) sulle più importanti riviste scientifiche mondiali, con conseguente crescita dell’impact factor a 1.621,32 (è l’indice che misura l’impatto di una pubblicazione sulla comunità scientifica).

All’Istituto di Candiolo lavorano circa 800 persone, di cui 464 nell’attività di assistenza ospedaliera. Nel 2020 sono state erogate 1.314 mila prestazioni ambulatoriali e sono stati ricoverati 8.144 pazienti; oltre 1.100 sono stati sottoposti a trattamenti di radioterapia. Inoltre, erano attivi 154 protocolli e studi sperimentali. L’Istituto, nonostante la pandemia, ha mantenuto pressochè invariati i volumi di attività clinica e ha anche messo a disposizione di altre strutture ospedaliere (ASO San Luigi e Mauriziano, Ospedali di Rivoli, Pinerolo, Moncalieri, Chieri, Carmagnola) il proprio blocco operatorio per interventi chirurgici non procrastinabili su pazienti oncologici.

Il Bilancio Sociale e di Sostenibilità è stato realizzato in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Torino e con il Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino

Orientamento professionale itinerante con Comau

Comau e la rete di imprese Asse 4, con la collaborazione delle società Skills4U e Reti S.p.A e con il supporto dell’Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa (INDIRE) e della Rete ITS Italy, hanno realizzato “e.DO Roadshow 2021”, un progetto didattico itinerante per l’orientamento professionale dedicato alla divulgazione delle materie STEM e della cultura del lavoro, in programma dal 6 ottobre al 3 dicembre 2021.

L’iniziativa, articolata in 15 tappe, coinvolgerà in percorsi di formazione innovativi una trentina di istituti tecnici di II grado con sede in 12 regioni italiane. In ogni scuola verrà allestito un e.DO Learning Center, formato da 4 postazioni robotizzate, che accompagnerà gli studenti e i docenti in laboratori didattici condotti grazie al supporto del robot educativo e.DO di Comau.

Obiettivo di “e.DO Roadshow 2021” è quello di promuovere, in partnership con le scuole, le imprese e gli stakeholder locali, lo studio di robotica e STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), materie ritenute fondamentali per sviluppare le competenze delle nuove generazioni. Le sessioni di attività si propongono inoltre di fornire agli studenti un servizio di orientamento professionale, utile per poter intraprendere in futuro una carriera di successo.

Durante gli appuntamenti di formazione, che raggiungeranno una platea di circa 2.000 partecipanti in tutta Italia, gli studenti – affiancati dai propri insegnanti e dai facilitatori Asse 4 formati da Comau – frequenteranno lezioni teoriche e pratiche in cui si cimenteranno con la risoluzione di problemi di lavoro reali attraverso l’utilizzo del robot e.DO.

Ogni laboratorio proposto da Comau integra aspetti di Robotica e di Industria 4.0. Come modulo preliminare introdurrà la storia della robotica e si spiegheranno i principali componenti che costituiscono un robot, per poi permettere agli allievi di programmare e muovere un braccio robotico nello spazio. Successivamente verrà presentato un processo industriale e quali sono i metodi e le strategie più efficaci per la gestione della produzione manifatturiera. Infine, gli studenti si dedicheranno alla stesura di un business plan semplificato per valutare gli investimenti e le azioni necessari per incrementare un ciclo produttivo. Al termine dell’esperienza si terrà un momento di condivisione dei lavori svolti per la verifica di quanto acquisito.

La prima tappa di “e.DO Roadshow 2021” sarà ospitata presso la società Reti S.p.A con la partecipazione di istituti tecnici secondari della Lombardia, il 6 e 7 di ottobre, mentre le successive si svolgeranno in 13 realtà scolastiche presenti su tutto il territorio nazionale. Alcune tappe saranno anche aperte alla partecipazione di Istituti tecnici superiori (ITS) con l’obiettivo di creare un ponte verso le professioni più richieste dal mondo del lavoro. Infine, per ogni regione è prevista una sessione di due ore finalizzata alla formazione del personale docente interessato alla didattica delle materie STEM.

Il percorso si concluderà nuovamente in Lombardia, il 2-3 dicembre, in occasione del meeting dell’industria italiana a CONNEXT, evento promosso da Confindustria, durante il quale verranno presentati pubblicamente risultati e saranno premiate testimonianze significative tratte dall’esperienza del Roadshow appena concluso.

Ezio Fregnan, Direttore dell’Academy e dell’EducationBusiness di Comau, ha affermato: “La collaborazione con Asse 4 è stata molto importante per la realizzazione di un’iniziativa che ha l’obiettivo di promuovere, nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, lo studio di materie fondamentali per il futuro del lavoro, come STEM e robotica, iniziando ad esplorare il mondo dell’impresa. In tal modo Comau rinnova il suo investimento sulle nuove generazioni e rafforza ulteriormente la collaborazione con tutti gli stakeholder locali e nazionali impegnati nella progettazione di innovativi progetti didattici”.

Roberto Dentale, Referente Scuole Asse 4 – Rete di Imprese, ha precisato: “Grazie all’esperienza condivisa con la società partner Skills4U e alle tecnologie di Comau gli e.DO Learning Center allestiti presso gli istituti partecipanti, forniranno agli studenti la possibilità di conoscere da vicino e in modo esperienziale il mondo della robotica e delle tecnologie abilitanti, dell’impresa e dell’industria, iniziando così a porre le basi per approcciare con successo il proprio futuro professionale”.

Antonella Zuccaro, Responsabile struttura di ricerca di Indire, afferma: “Grazie al progetto formativo itinerante organizzato da Comau e Asse 4 gli studenti potranno ampliare le loro esperienze di apprendimento attraverso l’utilizzo delle tecnologie abilitanti di industria 4.0. Integrare le tecnologie 4.0 come interfacce di apprendimento permette di inquadrarle culturalmente come ulteriori oggetti da usare con la testa. Un approccio che permetterà, auspicabilmente, ai lavoratori del futuro di porsi in maniera proattiva in relazione alle sfide in corso. E gli ITS sono i più interessati da questa sfida, in quanto segmento formativo a più diretto contatto con l’innovazione, con il mondo produttivo, con il cambiamento del lavoro”.

“Crediamo molto in questo progetto che avvicina i giovani e le scuole alle nuove competenze richieste dalla rivoluzione tecnologica, – afferma Bruno Paneghini, Amministratore Delegato di Reti S.p.A – confermando il nostro impegno a essere un ponte tra il sistema scolastico e quello aziendale, favorendo il confronto e lo sviluppo di piani formativi che soddisfino le esigenze dei professionisti del futuro. Far parte del progetto di Comau rappresenta per Reti una promessa al territorio: quella di lavorare al fianco delle scuole per avvicinare le tematiche STEM alle nuove generazioni”.

Il programma completo dell’evento, con indicazione delle sedi e delle date di ogni tappa di “e.DO Roadshow 2021” sono consultabili al link:

https://news.comau.biz/edo_roadshow_2021

Comau, società parte di Stellantis, è leader mondiale nello sviluppo di sistemi e prodotti avanzati per l’automazione industriale. La sua offerta include tecnologie e sistemi per la produzione di veicoli elettrici, ibridi e tradizionali, robot industriali, soluzioni di robotica indossabile e collaborativa, strumenti per la logistica a guida autonoma, centri di lavorazione meccanica dedicati, servizi digitali interconnessi e sistemi in grado di trasmettere, elaborare e analizzare dati macchina e di processo. Con oltre 45 anni di esperienza sul campo e una forte presenza nei maggiori Paesi industrializzati, Comau aiuta le aziende costruttrici, di tutte le dimensioni e di qualunque settore, a migliorare qualità e produttività, riducendo time-to-market e costi complessivi. La sua offerta si estende al project management e alla consulenza, nonché ai servizi di manutenzione e training, per una vasta gamma di segmenti industriali. Comau ha il suo centro direzionale a Torino e opera attraverso una rete internazionale di 7 centri di innovazione, 5 digital hub, 8 stabilimenti di produzione, in cui lavorano oltre 9.000 persone, presenti in 14 Paesi. Una rete globale di distributori e partner consente di rispondere velocemente alle esigenze dei clienti, ovunque si trovino nel mondo. Attraverso le attività di formazione curate dalla sua Academy, Comau si impegna inoltre a sviluppare le conoscenze tecniche e manageriali necessarie alle aziende per affrontare le sfide e le opportunità dell’Industria 4.0

www.comau.com

Latte, Cia: le proposte degli agricoltori

Cia Agricoltori italiani del Piemonte, attraverso il suo presidente regionale Gabriele Carenini, esprime soddisfazione per l’esito dell’incontro svoltosi al Ministero delle Politiche agricole per affrontare l’emergenza del settore lattiero-caseario.

«Diamo atto al ministro Stefano Patuanelli di essere partito con il piede giusto – osserva il presidente Carenini -, portando al Tavolo tutti i componenti della Filiera, compresa la Grande distribuzione organizzata. Gli allevatori si trovano di fronte ad aumenti dei costi insostenibili, sia sul piano dell’energia che su quello delle materie prime per l’alimentazione degli animali. Parliamo di rialzi fino al 30 e al 50 per cento che non possono più trovare alcun margine di copertura. C’è la necessità di arrivare velocemente a una revisione condivisa del prezzo del latte alla stalla, garantendo una corretta remunerazione ai produttori e un’equa distribuzione del valore tra tutti gli attori della catena lattiero-casearia».

Dal Tavolo ministeriale, che nelle dichiarazioni d’intento dovrebbe essere istituzionalizzato e reso permanente, si attende il raggiungimento di un protocollo d’intesa che fornisca la cornice di riferimento per le trattative sul prezzo del latte.

«E’ molto positivo che produttori, industriali e grande distribuzione si trovino finalmente allo stesso Tavolo – commenta Guido Coda Zabetta, delegato di Cia Agricoltori italiani del Piemonte per il settore latte -, l’aspetto della remunerazione in questo momento è di vitale importanza per la sopravvivenza delle aziende. Dopo di che, occorre cogliere l’opportunità del Tavolo per costruire insieme strategie di lungo periodo a sostegno del settore, tenendo conto dei nuovi modelli di sostenibilità che tutti evocano, ma che alla prova dei fatti faticano a trovare applicazione pratica. Bisogna che gli allevatori giungano preparati ai confronti istituzionali, documentando in dettaglio non solo i costi di produzione, ma anche il valore della frammentazione delle aziende sul territorio. In questi anni, hanno chiuso migliaia di stalle, eppure la produzione di latte è aumentata. Vuol dire che c’è stata una concentrazione nelle zone dove i costi sono minori. Tutto ciò avviene a scapito delle aree marginali, avviate a un progressivo spopolamento e abbandono, con grave danno per la tutela dell’ambiente. E’ fondamentale che su questo la politica batta un colpo, mettendo tutti nelle condizioni di produrre ad armi pari. A quel punto, il prezzo verrà da sé e lo farà il mercato».

 

Eutanasia, il valore della scelta referendaria

La raccolta di firme per il referendum sull’eutanasia ha registrato un primo, straordinario successo.

Il quesito, estremamente importante su un tema enormemente sensibile e per natura stessa divisivo, ha conquistato una parte del dibattito pubblico. Eppure, più che del merito, si sta discutendo soprattutto dei nuovi strumenti con cui da luglio è possibile raccogliere le sottoscrizioni. Il fatto di aver superato il milione di firme, doppiando largamente le 500 mila necessarie,  è di per se una notizia sulla quale riflettere anche se ( come nel caso della richiesta referendaria sulla cannabis) per il momento si parla più della necessità di riformare il sistema di consultazione piuttosto che del merito della questione sulla quale i cittadini saranno chiamati a pronunciarsi. Non che il tema sia secondario, tutt’altro, ma ci saranno altre occasioni per dibattere se e come rendere rivedere il meccanismo referendario, la soglia delle firme, le modalità di raccolta. Per quanto concerne il merito penso che siano maturi i tempi in cui si debba avere la libertà di decidere sulla propria morte. Firmando la richiesta referendaria in molti hanno fatto leva sulla consapevolezza che si tratta di una battaglia di civiltà e di libertà. Il testo prevede una parziale abrogazione dell’art. 579 del codice penale (omicidio del consenziente), che impedisce la realizzazione di ciò che comunemente si intende per “eutanasia attiva” (sul modello olandese o belga). Da qui discende la volontà di far riconoscere la piena libertà di autodeterminazione e di scelta della persona malata, affinché possa decidere consapevolmente di voler porre fine alle proprie sofferenze. Un primo passo di civiltà è stato compiuto grazie all’approvazione della Legge 219/2017 che riconosce il valore del testamento biologico. Dalla sua entrata in vigore una persona può decidere anche per quando fosse impossibilitata a comunicare le sue scelte su quali siano i trattamenti sanitari a cui non vorrà sottoporsi, sulla volontà di interrompere trattamenti in corso e evitare accanimento terapeutico, con la garanzia di ottenere cure palliative e sedazione. Il passo successivo e ulteriore, riguarda la scelta posta al centro dell’iniziativa referendaria. Molte persone gravemente malate oggi non sono libere di scegliere fino a che punto vivere la loro condizione. Non hanno diritto all’aiuto medico alla morte volontaria, al suicidio assistito o accedere all’eutanasia come è invece possibile in Svizzera, Belgio, Olanda, Spagna, Canada e in molti degli stati che compongono gli Stati Uniti d’America. Di fronte ai ritardi del Parlamento che ha continuato a rimandare la riforma necessaria, il referendum è diventato l’unica possibilità per rendere l’eutanasia legale in Italia e, comunque, dibattere e scegliere su un tema rilevante a prescindere da come la si possa pensare, nel rispetto di ogni opinione. Non stupisce nemmeno l’atteggiamento dei partiti, i dubbi, i tanti tentennamenti del Pd e di altri, i no secchi di buona parte della destra, le scelte più nette e favorevoli della galassia di sinistra. Spesso le classi politiche sono molto meno sensibili, aperte e responsabili – e la storia dei grandi referendum del passato è lì a dimostrarlo – di quanto lo siano milioni di cittadini, animati da sensibilità sociali, etiche e culturali ben più profonde e mature (e meno condizionate da calcoli di parte) di chi dovrebbe rappresentarli nelle sedi deputate a compiere scelte importanti come lo sono le assemblee legislative.

Marco Travaglini

Lavazza partner di Padiglione Italia a Expo Dubai

È tempo di Blend for Better

  • Da Dubai il racconto dei valori e dell’impegno di Lavazza, voce del made in Italy sostenibile, anche attraverso la nuova gamma ¡Tierra! e i progetti della Fondazione Lavazza
  • L’aroma della migliore natura del caffè sprigionato dalla Solar Moka, cuore e simbolo della caffetteria progettata per l’evento da CRA – Carlo Ratti Associati e Italo Rota Building Office

 

Blend for Better. Tre parole per un impegno che racchiude un mondo. Il mondo migliore a cui tendere producendo non un semplice caffè, ma un circolo virtuoso che crei valore economico, sociale e ambientale. È l’impegno di Lavazza, che ha scelto il palcoscenico internazionale di Expo Dubai 2020 per condividerlo ed esprimerlo a partire da quello che è il cuore della sua presenza alla manifestazione, la caffetteria Solar Coffee Garden progettata da CRA-Carlo Ratti Associati e Italo Rota Building office all’interno del Padiglione Italia, di cui Lavazza è Platinum Sponsor.

Lavazza vuole contribuire a diffondere l’eccellenza di un Made in Italy all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione, che oggi sono leve imprescindibili per disegnare e affrontare il futuro come singola azienda e come sistema, ma che fanno parte del nostro DNA da sempre”commenta Francesca Lavazza, Board Member Lavazza Group. “Credo fortemente nel ruolo di “attore di sviluppo” delle imprese: siamo responsabili dell’impatto sulla società e, allo stesso tempo, dobbiamo essere un modello di sviluppo di business sostenibile. E la nostra presenza al Padiglione Italia vuole raccontare il nostro impegno per un futuro migliore”.

 

Con questa visione è stato dunque progettato il Solar Coffee Garden: studiato come un’esperienza immersiva nella filiera trasparente e sostenibile, la caffetteria Lavazza è uno spazio per vivere tutte le fasi della produzione del caffè, dal seme alla tazzina. Un caffè la cui essenza si rivela non solo nel suo aroma, ma nella cura della terra di origine del chicco e dal rispetto delle persone che lo coltivano. In Padiglione Italia Lavazza porta infatti i visitatori nel mondo di ¡Tierra!, una gamma che unisce attenzione alla provenienza e alla preparazione del prodotto, eccellenza del gusto, rispetto per l’ambiente e attenzione al sociale. ¡Tierra! porta con sé in ogni tazzina una vera storia di sostenibilità grazie al supporto concreto dei progetti curati da Fondazione Lavazza dal 2002 – oggi attiva in 19 nazioni lungo 3 continenti con 31 progetti, a beneficio di 130.000 persone – che hanno l’obiettivo di assicurare una coltivazione del caffè sostenibile che rispetti il ​​pianeta e le persone.

 

Cuore della caffetteria ed espressione concreta dell’attenzione ai processi sostenibili, la Solar Moka, un’installazione azionata dall’energia solare. Progettata ispirandosi ai principi dell’economia circolare, la Solar Moka presenta un processo di preparazione che evita le emissioni di CO2 responsabili dei cambiamenti climatici e che permette di riscaldare solo l’acqua necessaria, senza sprechi. Il processo produttivo viene mostrato come un ciclo continuo, combinando elementi naturali e artificiali, svelando il potenziale riutilizzo di ogni componente ed evidenziando l’importanza di una filiera trasparente. E sempre in nome dell’economia circolare, il bancone è realizzato con caffè e chicchi di scarto appoggiati su una superficie tattile in eco-resina.

 

Blend for Better: un futuro dalle radici profonde

La partnership con il Commissariato per la partecipazione dell’Italia a Expo Dubai si inserisce nella strategia di business e di sostenibilità del Gruppo Lavazza, che ha da tempo avviato un percorso di sviluppo sostenibile da un lato integrato nei processi e nelle attività aziendali, dall’altro attuato dalla Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza Onlus. “Il caffè è un prodotto della terra – commenta Carlo Colpo, Marketing Communication Director & Brand Home Director Lavazza Group – e il nostro brand è molto vicino alla natura e alla salvaguardia del pianeta. La sostenibilità e la CSR sono presenti nei nostri progetti da molti anni; stiamo continuando un percorso iniziato tempo fa e che oggi raccontiamo attraverso Blend for Better, una piattaforma di comunicazione che incarna il nostro impegno come azienda e che, attraverso la forza dei nostri brand, punta a generare valore condiviso sulla società, sulle persone, sull’ambiente”.

Blend for Better nasce dai valori più profondi di Lavazza, valori ai quali si ispirano e da cui prendono vita progetti, processi e attività che consentono di produrre caffè di eccellente qualità in modo responsabile.

 

Con un obiettivo ambizioso: il raggiungimento di alcuni dei Sustainable Development Goals (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

“Per questo abbiamo messo a punto un articolato programma di attività che interviene in quattro aree definite: Care for the environment, Spin a virtuous cycle, Open up opportunities, Educate for change. Una scelta che è espressione concreta della nostra filosofia, del nostro voler partecipare attivamente alla vita delle persone, contribuire a un mondo migliore, prendendo posizione e attivando le leve necessarie per creare consapevolezza e partecipazione – conclude Colpo.

 

PADIGLIONE ITALIA A EXPO DUBAI 2020

Il Padiglione Italia a Expo Dubai 2020 è stato progettato da CRA-Carlo Ratti Associati e Italo Rota Building Office, con F&M Ingegneria e Matteo Gatto. L’edificio utilizza tre scafi di barche di dimensioni reali, potenzialmente in grado di salpare in mare dopo Expo, per creare e modellare il tetto della struttura. Privo di pareti esterne, il Padiglione ha una facciata multimediale composta da oltre 70 chilometri di corde nautiche in plastica riciclata, e impiega un avanzato sistema naturale per la mitigazione del clima che annulla la necessità di aria condizionata. Nel suo complesso, il progetto propone nuove visioni per l’architettura riconfigurabile e il design circolare, concepite per affrontare l’attuale crisi climatica. Coinvolgendo da vicino alcune delle aziende più innovative d’Italia in un percorso espositivo interattivo, l’edificio si estende su una superficie di 3.500 metri quadrati. Il padiglione utilizza inoltre nuovi materiali costruttivi – dalle alghe ai fondi di caffè, dalle bucce d’arancia alla sabbia – suggerendo strategie alternative per progetti futuri a livello internazionale.