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ECONOMIA E SOCIETA’ - page 350

Arcobaleno su Torino

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Erano circa 10.000 gli iscritti che hanno affrontato correndo, passeggiando, ma soprattutto sorridendo, il percorso di 5 chilometri che ha avuto come punto di partenza Viale Medaglie d’oro per poi concludersi in Corso Massimo D’Azeglio in un bagno di musica e festa

 

arco1Per chi ha sempre sostenuto che Torino fosse una città caratterizzata dal grigiore della nebbia e dalle manifestazioni degli operai Fiat in cassa integrazione, la giornata di sabato 10 maggio dev’essere apparsa inverosimile. Allegria, divertimento, sport ma soprattutto colore sono stati gli ingredienti principali della Color Run tenutasi al Parco del Valentino.

 

Erano circa 10.000 gli iscritti che hanno affrontato correndo, passeggiando, ma soprattutto sorridendo, il percorso di 5 chilometri che ha avuto come punto di partenza Viale Medaglie d’oro per poi concludersi in Corso Massimo D’Azeglio in un bagno di musica e festa.arco3

 

Nelle ore successive in quasi tutte le strade del centro si potevano osservare giovani, famiglie con bambini e persone anziane che, completamente cosparsi di colore e vivacità, abbandonavano il “campo di battaglia” ancora inebriati dall’atmosfera entusiastica della corsa.

 

arco4Definita da tutti i Torinesi uno degli eventi meglio organizzati e meglio riusciti degli ultimi tempi, la Color Run è riuscita, con molta semplicità, a dare un tocco di vitalità e lucentezza ad una città troppo spesso offuscata dall’opacità dell’odierna “crisi”. Ci auguriamo che eventi come questo tornino a tirar fuori e a far brillare i colori di una Torino che ha ancora tanto da offrire.

 

Simona Pili Stella

 

 

 

 

 

Un ponte tra Torino e Addis Abeba

arco xTOADD è una Onlus italiana, fondata nel 2013, che promuove e realizza progetti di supporto e miglioramento rispetto a realtà particolarmente disagiate. L’esperienza di alcuni componenti dell’associazione,  impegnati in modo diretto sul territorio, è il principio di una proposta: essere presenti e costruire insieme un futuro sostenibile. Il nome della  Onlus è stato scelto pensando alle due città collegate dai progetti comuni, Torino ed Addis Abeba. TO ADD, in lingua inglese, significa aggiungere: aggiungere idee e nuovi progetti, anche in territori diversi, con esperienze, emozioni, riflessioni e nuove conoscenze da condividere. E’ una  piccola associazione che, attraverso i progetti in Ethiopia, vuole sostenere realtà locali disagiate non con aiuti economici diretti ma con supporti mirati, atti a costruire nuove opportunità. TOADD Onlus gestisce il progetto della Scuolina di Addis, ad Addis Abeba in Ethiopia. Nella scuolina sono ospitati piccoli in età prescolare con l’obiettivo di fornire loro una dignitosa istruzione e supportarli nel primi anni della loro vita.

www.toaddonlus.org

 

 

 

 

Nosiglia come Bergoglio: “La politica ascolti la gente”

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Dopo lo “sgarbo” pontificio alla Casta, i cui rappresentanti erano stati snobbati e rimproverati da Papa Francesco in occasione della messa dei parlamentari in San Pietro, è ora la volta del richiamo del capo della Chiesa subalpina

 

curiaFedele alla linea bergoglian-francescana, e al clima di antipolitica imperante, l’arcivescovo di Torino, mons.Cesare Nosiglia, dà una bella strigliata ai politici in generale.

 

L’alto prelato, nel corso dell’omelia per la festa di San Giuseppe Cottolengo, si è augurato che la politica “riesca a dare un concreto segnale di discontinuità con il passato, quando i giochi di potere e di poltrone ed i programmi fatti a tavolino riempivano le pagine del giornali e ritorni ad ascoltare la gente”.

 

Dopo lo “sgarbo” pontificio alla Casta, i cui rappresentanti erano stati snobbati e rimproverati da Papa Francesco in occasione della messa dei parlamentari in San Pietro, è ora la volta del richiamo del capo della Chiesa subalpina: “I politici devono fare con la gente programmi concreti e fattibili, mettendo al centro i problemi quotidiani”.

 

 

 

(Foto: il Torinese)

Sostenere il Tibet è difendere la nostra libertà

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“Come può una persona dire che si impegna in politica, cioè nel compito di migliorare la vita della gente se poi non è sinceramente sensibile anche alle ingiustizie, violenze, sopraffazioni, che  ogni essere umano subisce in qualsiasi parte del mondo?”

 

dalai lamaL’Associazione per il Tibet  è stata costituita su iniziativa del Consiglio regionale del Piemonte. Ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza della cultura e delle tradizioni tibetane e di sostenere il popolo di quella regione nelle sue richieste di riconoscimento dei diritti civili e politici. Per saperne di più, il Torinese ha intervistato il presidente Giampiero Leo (a sinistra, con Davide Gariglio e il Dalai lama, nella foto della Città di Torino – www.comune.torino.it), consigliere regionale del Piemonte (Ncd), già assessore regionale alla Cultura.  

 

Il Tibet è una realtà cosi lontana da noi: che senso ha occuparsene?

Abbiamo deciso di occuparci del Tibet,  realtà drammatica di gran violazioni dei diritti umani, perché considero questa battaglia un imperativo morale. Come può una persona dire che si impegna in politica, cioè nel compito di migliorare la vita della gente se poi non è sinceramente sensibile anche alle ingiustizie, violenze, sopraffazioni, che  ogni essere umano subisce in qualsiasi parte del mondo?

 

In che cosa consiste l’attività dell’associazione?

Le attività dell’Associazione  sono moltissime, anche perché la stessa è estremamente attiva, essendo formata ufficialmente da oltre 40 consiglieri, ma aperta alla partecipazione attiva e propositiva  di rappresentanti delle più importanti organizzazioni per i diritti umani presenti sul territorio regionale e nazionale. Chi volesse documentarsi sul dettaglio delle iniziative può quindi collegarsi al sito ”www.cr.piemonte.it”  del Consiglio Regionale del Piemonte. Il funzionario responsabile è  Alessandro Paolini. Lavorano con me i due vicepresidenti Gianna Pentenero  e Antonello Angeleri.

 

Queste iniziative incidono almeno un po’ sulle politiche repressive della Cina?

L’incisività complessiva non è molto forte, data la situazione politica mondiale e lo straordinario peso della Cina in essa. Si sono ottenuti comunque singoli risultati a favore di situazioni particolari. La cosa più importante però è il messaggio di solidarietà e incoraggiamento all’eroico popolo tibetano, che chiede innanzi tutto (il Dalai Lama è la più alta rappresentanza del  “ Tibet libero” lo ripetono sempre!) di no essere dimenticato, di non essere lasciato solo e nell’oblio.

 

Lei ha incontrato il Dalai Lama a Torino. Che emozioni le ha trasmesso?

Commozione, ammirazione, rispetto.. Tenerezza, tutto insieme! Noi abbiamo il privilegio di unirci sul nostro territorio, a Roma , la Santa Sede, e quindi la possibilità di aver avuto più vicino personalità anche come Giovanni Paolo II , Benedetto XVI e Papa Francesco, ed io sono un convinto loro “ Apostolo” . Quando penso al Dalai Lama, ringrazio la Provvidenza per aver regalato al mondo una simile rarità umana.

 

Giuliana Romano

I capolavori dei Preraffaelliti a Palazzo Chiablese

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Le  idee rivoluzionarie e moderne di questo gruppo di pittori, vissuti nella seconda metà dell’Ottocento, hanno dato vita ad uno dei più importanti movimenti artistici del XIX secolo

 

_preraffaellitiPiù di 70 opere della Confraternita dei Preraffaelliti sono in mostra da domani, sabato 19 aprile a Torino, prima di rientrare al termine di un tour mondiale alla Tate Britain di Londra.La mostra “Preraffaelliti: l’utopia della bellezza”, allestita nel rinnovato Palazzo Chiablese, resterà aperta fino al 13  luglio. Sono esposti autentici capolavori che sono entrati nell’immaginario collettivo mondiale.

 

Le  idee rivoluzionarie e moderne di questo gruppo di pittori, vissuti nella seconda metà dell’Ottocento, hanno dato vita ad uno dei più importanti movimenti artistici dell’epoca. Tra le opere celebri presenti:  Ophelia di John Everett Millais, L’amata (La sposa) di Dante Gabriele Rossetti, Prendi tuo figlio, Signore di Ford Madox Brown e Sidonia von Bork 1560 di Edward Coley Burne-Jones, con i grandi paesaggi romantici della campagna inglese

Regala un albero e colora di verde la metropoli

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Tra il 2008 e il 2013, grazie a tanti  torinesi che hanno voluto dedicare un albero ad una persona cara, sono state donate 405 piante. Tra le specie maggiormente piantate tigli, aceri, ippocastani, bagolari, liriodendri liquidambar. Molti gli alberi da fiore come prunus, malus, crategus, alberi di Giuda, meli da fiore

 

alberi verdiIl patrimonio di verde pubblico della Città è straordinario, ma non fa male cercare di accrescerlo. E’ il senso dell’iniziativa  “Regala un Albero”, promossa dal Comune, che ha compiuto cinque anni.  Tra il 2008 e il 2013, grazie a tanti  torinesi che hanno voluto dedicare un albero ad una persona cara, sono state donate 405 piante. Attualmente l’iniziativa è sospesa, in attesa di riattivarla con nuove idee.

Ecco i dati forniti dall’Ufficio stampa di Palazzo Civico, provenienti dal Servizio Verde pubblico:

 

Nel 2008, primo anno dell’iniziativa, i donatori sono stati 34 e hanno donato 49 alberi.
Nel 2009, il numero è salito a 59 per 70 piante. Sono stati 72 nel 2010 per 136 alberi, 89 nel 2011 per 136 alberi.
Nel 2012 i donatori si sono attestati a 42 unità con 62 alberi, nel 2013 il numero è sceso a 42 con 83 piante.
Complessivamente il Comune ha ottenuto contributi dai donatori per 95.334 euro.
Tra le specie maggiormente piantate tigli, aceri, ippocastani, bagolari, liriodendri liquidambar. Molti gli alberi da fiore come prunus, malus, crategus, alberi di Giuda, meli da fiore.
Le località preferite dai “benefattori del verde” sono state il Valentino, la Tesoriera, la Pellerina, i parchi collinari, piazza d’Armi, ma anche i giardinetti vicino a casa.

 

(Foto: il Torinese)

Galleria d’arte al Lingotto

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Sono presenti opere tra l’Ottocento e il Novecento proposte da più di 60 Gallerie Antiquarie italiane, accuratamente selezionate tra le più prestigiose. Esposti i dipinti ‘Ritorno dal lavoro’ di Giovanni Fattori e ‘Il Ritratto di Alice Regnault’ di Giovanni Boldini

 

 

Lingotto rampaSi svolge fino al 13 aprile, nelle sale di Lingotto Fiere, la seconda edizione di Torino Antiquaria, mostra di pittura che propone opere dei principali  esponenti dell’arte dell’800. La rassegna, organizzata da Media consulter di Sergio Radici, è  dedicata all’ alto antiquariato e all’eccellenza delle arti decorative e figurative.

 

Sono presenti opere tra l’Ottocento e il Novecento proposte da più di 60 Gallerie Antiquarie italiane, accuratamente selezionate tra le più prestigiose. Esposti i dipinti ‘Ritorno dal lavoro’ di Giovanni Fattori e ‘Il Ritratto di Alice Regnault’ di Giovanni Boldini.

 

 Presenti anche opere delle varie scuole regionali, dalla  lombarda alla veneta, dalla napoletana alla toscana. Particolare riguardo è stato prestato articolare alla scuola piemontese. Sarà inoltre possibile ammirare sculture, tappeti, disegni,  porcellane, libri antichi, argenti e gioielli d’epoca.

 

(Foto: il Torinese)

Donne e uomini di Amiat al servizio della città

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I soggetti ritratti fanno parte del personale Amiat impegnato nel proprio lavoro:  donne e gli uomini che ogni giorno operano per la città, ripresi durante la loro attività nelle vie di Torino oppure negli  uffici, in officina, o nel  deposito dei mezzi

 

amiat rifiutiAmiat propone fino al 27 aprile, all’Ecomuseo Urbano della Circoscrizione 1 di via Dego 6 la mostra:”Ogni giorno il nostro lavoro per l’ambiente“. L’esposizione fotografica propone 25 pannelli 70X100 che riproducono scatti del fotografo Michele D’Ottavio.

 

I soggetti ritratti fanno parte del personale Amiat impegnato nel proprio lavoro:  donne e gli uomini che ogni giorno operano per la città, ripresi durante la loro attività nelle vie di Torino oppure negli  uffici, in officina, o nel  deposito dei mezzi.

 

La mostra, esposta in origine alla Biblioteca Civica Centrale, è ospitata ora in circoscrizione per poi essere spostata nella nuova Biblioteca Civica Don Milani (dal 26 maggio al 21 giugno). Ciascuna fotografia è abbinata a una didascalia che consente di interpretare l’immagine attraverso una citazione di scrittori, scienziati e artisti celebri.

 

(Foto: il Torinese)

Boom di visitatori per “Doppio sogno”

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L’esposizione, allestita nei nuovi locali  al piano terra di Palazzo Chiablese, ha registrato dal giorno dell’inaugurazione, il 31 gennaio, più di 13 mila La mostra il 30 marzo chiude in anticipo per essere sostituita  dall’evento sui Preraffaelliti della Tate Gallery di Londra

 

piazza castelloNuovo successo per la cultura a Torino:  al Polo Reale di Torino per la mostra “Doppio Sogno, Pittura e Scultura”, è già boom di visitatori. L’esposizione, allestita nei nuovi locali  al piano terra di Palazzo Chiablese, ha registrato dal giorno dell’inaugurazione, il 31 gennaio, più di 13 mila La mostra il 30 marzo chiude in anticipo per essere sostituita degnamente dall’evento espositivo sui Preraffaelliti della Tate Gallery di Londra, promosso dal Sole 24 Ore Cultura. 

 

A cura di Luca Beatrice e Arnaldo Colasanti, “Doppio Sogno” è una rassegna che indaga immagini contrapposte e complementari attraverso linguaggi e simboli in relazione e opposizione: pittura e scultura, interno ed esterno, modernità e reminiscenza del classico, realismo e onirico, figurazione e contemporaneità, immagine e parola scritta.

 

(Foto: il Torinese)

Fronde sfoltite al Monte dei Cappuccini

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Il Monte dal mese di marzo sarà un ambiente protetto e tutelato, grazie all’attività delle Guardie ecologiche volontarie e del Cai, offrendosi come terrazza naturale per ammirare e apprezzare la collina il centro con le sue straordinarie qualità architettoniche e storiche

 

cappucciniL’intervento di abbattimento di alberi di alto fusto al Monte dei Cappuccini nasce dall’esigenza di gestire il contrasto creatosi tra due valori paesaggistico-ambientali, entrambi tutelati dalla Città: da un lato il verde pubblico, in questo frangente rappresentato dagli alberi del Monte dei Cappuccini (499 in totale), dall’altro il valore paesaggistico: la vista panoramica di Torino che si può osservare dal piazzale posto alla sommità dello stesso. Un problema già emerso in passato e affrontato con diversi interventi di potatura, l’ultimo dei quali è del 2010.

 

In questo modo non si è però mai riusciti a trovare una soluzione soddisfacente: le chiome delle piante su cui si interviene in questi giorni si trovano ad essere costrette in forme e dimensioni inappropriate rispetto alle caratteristiche proprie di ciascuna specie, con il risultato che, come già accaduto in passato, a distanza di pochi anni il problema si è riproposto.

 

“Gli interventi di manutenzione sul Monte dei cappuccini rivestono straordinaria importanza e sono da accogliere con grande soddisfazione – sottolinea l’assessore all’Innovazione e all’Ambiente, Enzo Lavolta – uno dei luoghi più suggestivi e più amati della nostra città viene restituito alla fruizione dei cittadini e dei turisti che sempre più scelgono Torino come loro meta. Il Monte dei Cappuccini dal mese di marzo sarà un ambiente protetto e tutelato, grazie all’attività delle Guardie ecologiche volontarie e dai volontari del Cai, offrendosi come terrazza naturale per ammirare e apprezzare da un lato la collina e dall’altro il centro e le sue straordinarie qualità architettoniche e storiche. Sono in corso incontri con il comando di Polizia Municipale della Circoscrizione 8 – conclude l’assessore – per favorire la partecipazione del volontariato al controllo delle aree verdi collinari, e quindi anche del Monte dei Cappuccini”.

 

Il servizio Verde Gestione della Città di Torino ha richiesto e ottenuto l’autorizzazione della Commissione Paesaggistica Comunale, come previsto dalla normativa per gli interventi nelle zone a vincolo paesaggistico come la Collina Torinese, il 17 gennaio 2014 e ha iniziato l’abbattimento di 22 alberi, 18 nell’area boscata chiusa al pubblico, due nell’area a parco aperta su Via Gioannetti e due posizionati nel parterre del ristorante situato al di sotto del Museo della Montagna.Gli alberi da abbattere sono sette bagolari, otto frassini, tre aceri di monte, due aceri ricci e due ippocastani; l’età media è di 40-50 anni: non si tratta quindi di alberi secolari, come erroneamente riportato da alcuni articoli di stampa.

 

I controlli di stabilità, previsti a diverse scadenze per tutti gli alberi di proprietà pubblica della Città, hanno reso necessario l’intervento per altri 28 alberi, che saranno abbattuti al termine di un’opera di pulizia dalla vegetazione arbustiva del sottobosco. Si faciliteranno così le operazioni di taglio ed esbosco del legname e si permetterà una migliore fruibilità dell’area. Terminata la pulizia del sottobosco, non si esclude di intervenire con altri tagli: ad esempio, per le piante che con le loro radici minacciassero la stabilità del muraglione che delimita l’area verso via Giardino.

Insieme all’opera di taglio degli alberi, si è proceduto allo sgombero dei rifiuti e degli insediamenti abusivi di fortuna presenti nell’area. A quest’operazione hanno collaborato i colleghi della divisione Ambiente e della Polizia Municipale, il personale di Amiat e le Gev (Guardie ecologiche volontarie della Provincia). Queste ultime saranno impegnate nella sorveglianza futura volta a impedire il nuovo insediamento di baracche e l’ulteriore abbandono di rifiuti.

 

(mm – Ufficio Stampa Città di Torino/ Foto: il Torinese)

Gli Este signori della Reggia di Venaria

in ECONOMIA E SOCIETA'/prima pagina

Opere da Tiziano a Guido Reni, da Cosmé Tura a Velazquez commissionate e raccolte dai duchi. La mostra presenta il ruolo e l’importanza della corte degli Este nei periodi di regno di Ferrara, sede originaria e capitale del primo dominio estense, e di Modena, nuova capitale dal 1598

 

 

phoca_thumb_l_este VENARIAIl successo della Reggia di Venaria, segnalata di recente nella lista dei 100 musei top mondiali stilata da Wikipedia, passa attraverso grandi eventi culturali quali la nuova mostra dedicata agli Este. L’esposizione ripercorre i secoli d’oro della famiglia ducale tra ‘500 e ‘600. Si intitola:  ‘Gli Este. Rinascimento e Barocco a Ferrara e Modena’.

 

Si tratta della prima di una lunga serie di iniziative  dedicate alle grandi corti italiane. Inaugurata l’8 marzo si protrarrà fino al 6 luglio alla Venaria Reale: 90 in tutto le opere, da Tiziano a Guido Reni, da Cosmé Tura a Velazquez commissionate e raccolte dai duchi. La mostra presenta il ruolo e l’importanza della corte degli Este nei periodi di regno a Ferrara, sede originaria e capitale del primo dominio estense, e a Modena, la nuova capitale dal 1598, dopo la restituzione forzata dei territori ferraresi al dominio diretto del Papa.

 

Un’occasione unica per ammirare i capolavori dalla Galleria estense di Modena attualmente chiusa dopo il sisma. Parallelamente all’evento, per  solidarietà con il territorio dell’Emilia Romagna, vengono restaurate con il contributo della Reggia e del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, due preziose pale d’altare provenienti dalla chiesa di San Francesco di Mirandola, gravemente danneggiata dal recente terremoto, visibili in una sezione dedicata.

 

(Foto: Reggia di Venaria)

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