Category archive

ECONOMIA E SOCIALE - page 3

Testimoni di Geova a congresso

in ECONOMIA E SOCIALE

Quattromila delegati del Ciriacese e Settimese. “L’amore non viene mai meno”

 

 

In Italia i Testimoni di Geova hanno organizzato, per questa estate, 73 congressi della durata di tre giorni, improntati sul tema “L’amore non viene mai meno”.

 

Ad uno dei congressi, in programma nella Sala delle Assemblee di Cameri dal 13 al 15 settembre, si prevede la presenza di 4mila delegati provenienti dal Ciriacese e Settimese, oltre che da alcune località della provincia di Cuneo e Asti.

 

La serie mondiale degli eventi congressuali in programma quest’anno abbraccerà sei continenti, sbarcherà in più di 200 Paesi, e il programma sarà presentato in oltre 400 lingue.

 

“Questi eventi dimostreranno in che modo l’amore può avere un’influenza positiva nell’unire persone provenienti da diversi ambienti culturali”, afferma Alberto Bertone, portavoce locale dei Testimoni di Geova. “I congressisti avranno l’opportunità di incontrarsi e trascorrere del tempo in compagnia dei loro fratelli cristiani. Gli abitanti della cittadina in provincia di Novara, ove ha sede una capiente e confortevole Sala di Assemblee di recente costruzione, saranno felici di accogliere l’afflusso di visitatori nei numerosi bar, ristoranti, hotel e luoghi di interesse turistico”.

 

È possibile conoscere le località e gli orari di questi congressi aperti al pubblico su jw.org, il sito ufficiale dei Testimoni di Geova.

 

I momenti più attesi del congresso. Il programma esaminerà in che modo i princìpi biblici possono aiutare le persone in modi pratici. Durante la giornata di venerdì verrà spiegato in che modo l’amore può aiutare le persone a superare ostacoli come un’educazione difficile, una malattia cronica, o la povertà. Il programma del sabato esaminerà alcuni princìpi della Bibbia che aiutano mariti, mogli e figli a mostrarsi amore l’un l’altro. Infine, il programma della domenica includerà un discorso pubblico dal tema “Vero amore in un mondo pieno d’odio. Dove trovarlo?”, che mostrerà come superare il pregiudizio e l’odio.

 

 

Nota per la Redazione. I congressi dei Testimoni di Geova sono aperti al pubblico; non si fanno collette. Invitiamo chiunque desiderasse saperne di più a esaminare il programma completo su jw.org e guardare un video sui congressi dei Testimoni di Geova. Oltre che in italiano, i congressi in Italia saranno presentati in altre 14 lingue, tra le quali la lingua dei segni italiana. (LIS)

 

 

 

Statistiche sui Testimoni di Geova del 2018

  • 8.579.909: i Testimoni a livello mondiale
  • 251.502: i Testimoni in Italia
  • 240: i paesi in cui sono attivi i Testimoni di Geova
  • 119.954: le congregazioni in tutto il mondo
  • 2.921: le congregazioni in Italia
  • 20.329.317: il numero massimodi presenti alle riunioni dei Testimoni di Geova nel mondo
  • 975: le lingue disponibili su jw.org, il sito ufficiale dei Testimoni di Geova

 

 

Per info consultare il sito ufficiale JW.ORG

“Per la Regione Sicurezza e Salute non sono una priorità”

in ECONOMIA E SOCIALE

Riceviamo e pubblichiamo

La sicurezza e la salute della collettività e dei lavoratori non sembrano una priorità per il governo
regionale. Due mesi orsono abbiamo inviato all’assessore alla Sanità una richiesta di audizione,
l’assenza di risposta è irrispettosa e inaccettabile.
I temi da trattare dovrebbero essere noti, ci uniamo all’accorato l’appello del Presidente
dell’Ordine dei Medici torinese sulle aggressioni ai camici bianchi negli ospedali, al suo posto
avremmo incluso anche gli altri lavoratori colpiti da questa piaga criminale, ad esempio le Forze
dell’Ordine, gli Infermieri e chi è quotidianamente impiegato in attività al servizio della persona.
La sicurezza sui luoghi di lavoro è altrettanto importante: non sappiamo se la notizia
sull’imminente trasferimento del 112 e della Centrale dell’emergenza sanitaria presso l’ex
palazzo doganale del sito interporto di Orbassano corrisponda al vero, ma se così fosse ci
chiediamo come si possano ubicare due funzioni così strategiche a meno di trecento metri dallo
scalo merci ferroviario, nonché probabile snodo del TAV.
Ci interesserebbe conoscere sul tema gli autorevoli pareri del Comandante dei Vigili del Fuoco,
del Questore e di Sua Eccellenza il Prefetto. Alcuni anni fa un carro cisterna contenente residui
di cloro, urtato da un altro vagone di gas Gpl, si è squarciato liberando fumi tossici; solo
l’improvviso volgere del vento ha evitato l’evacuazione totale dell’ospedale san Luigi, costretto
comunque a bloccare attività chirurgica per molte ore. Se la cisterna fosse stata piena nessuno
nelle vicinanze oggi potrebbe raccontare l’accaduto, ma a parità di condizioni e con le Centrali
trasferite, un evento analogo paralizzerebbe l’intera risposta di emergenza della Città
Metropolitana di Torino e della Valle D’Aosta.
Gentile Presidente Cirio, Il silenzio dei suoi assessori, probabilmente sordi al dialogo come i
loro predecessori, ci costringe a rivolgerci direttamente a Lei: i bisogni di salute e sicurezza non
si manifestano soltanto durante le campagne elettorali; mantenga quindi l’impegno assunto
quando ha firmato pubblicamente il manifesto “Piemonte sicuro”, illustrato nella conferenza
stampa congiunta del 15 maggio scorso. Non è una promessa che ha fatto a noi, ma ai cittadini.

Professioni Infermieristiche Vigili del Fuoco Polizia di Stato

NURSIND: F. Coppolella

CONAPO: A. Maglione

SIULP: E.Bravo
CONFSAL VVF: S. Astrella

SAP: A. Perna

FNS- CISL: A. Mazzitelli

UIL-PA: R. Molin

A Moncrivello un carico di solidarietà per la madonna del Trompone

in ECONOMIA E SOCIALE

Il giornalista e saggista cattolico Maurizio Scandurra racconta il grande raduno del 14 e 15 settembre nel Vercellese con i mezzi storici della ‘Collezione Carlo Marazzato’.

 

“Camion carichi di storia. Gravidi di emozioni. Veicoli che portano su di sé il peso, e il coraggio, del cambiamento e la trasformazione di un tempo, difficile ma prodigo, non tanto distante dal nostro.

Mezzi la cui opera preziosa e ruggente hanno permesso all’Italia di risollevarsi dalle tristi ceneri di un conflitto sulla cui fine tutto si sarebbe potuto pensare e sperare, fuorchè il destino dell’araba fenice che ne fiorì.

Autocarri fantastici, allora avveniristici, affascinanti, rombanti, cromati e decorati come vasi e suppellettili preziose con cui abbellire una tavola dai grandi confini: la strada, emblema per eccellenza dell’evoluzione, che inesorabile corre e scorre come una linea retta altresì non priva di curve, a volte anche difficili da superare. Come del resto la vita, di cui è paradigma più che perfetto per lo più condiviso, anche attraverso i secoli, nell’arco della storia delle civiltà.

Oggetti fedelmente riprodotti anche in scala nei formati, le dimensioni e i materiali più svariati indistintamente anche dalle maggiori case modellistiche e di giocattoli, trascorrendo in egual misura dalla nicchia costosa per gli appassionati al ben più ampio e diffuso mondo consumer: che avvicinano i giganti della strada del tempo che fu al momento presente, rendendoli facilmente riconoscibili anche dalle nuove generazioni che non li hanno conosciuti e vissuti direttamente e in prima persona.

Mezzi che ancora, talvolta (anzi, spesso, per fortuna!) sbucano e spuntano fuori qua è là sulle statali e provinciali delle campagne verdeggianti del Belpaese, colpendo l’occhio e al contempo rallentando il traffico (anche se pur meno dei trattori).

Che ancora lavorano con la stessa indefessa forza e slancio, forse soltanto con qualche sbuffo del motore in più, nel continente africano, laddove è ancora assente (per fortuna o purtroppo, a seconda del pensiero di ciascuno) qualsivoglia sigla e/o categoria Euro 0 e via dicendo, ma ben forte e presente l’esigenza primaria di risollevarsi e riscattarsi da una mordente, indegna povertà.

‘Fiat’, ‘Om’, ‘Alfa Romeo’, ‘Volvo’. ‘Isotta Fraschini’, esemplari multimarca dai primi del ‘900 a oggi. ma più semplicemente camion. Di ogni genere, tipologia, modalità d’impiego, a due, tre o quattro assi: tutti insieme per un poker di solidarietà giocato sul tavolo della beneficenza.

La posta in gioco? Un aiuto concreto e sincero al complesso del Santuario della Beata Vergine del Trompone a Moncrivello, in quel lembo di vercellese tutto riso e agricoltura spicciola cosidetta ‘a km 0’ al confine con la provincia di Torino, sorto agli albori del 1600 a seguito dell’apparizione miracolosa della Madonna a una certa Domenica di Millianotto di Cigliano, che le cronache dell’epoca riferiscono come una donna “gobba, balbuziente e che cascava di male caduco” (a indicar così anticamente ciò che la scienza moderna in anni ben più recenti avrebbe ribattezzato come epilessia), completamente riabilitata nella buona salute in seguito a quell’evento prodigioso fuori dall’ordinario. La fede fa miracoli. E il collezionismo autentico, profondo, viscerale, è proprio il caso di dirlo, la segue a ruota.

Oggi, in quel luogo sacro e misterioso che fu la base per l’avvio dell’opera assistenziale e ricettivo-sanitaria dei Silenziosi Operai della Croce del beato casalese Luigi Novarese (a dispetto del cognome sulle orme di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, il Santo della Divina Provvidenza, è sorta una preziosa struttura polifunzionale che assiste e cura al meglio i pazienti affetti da SLA e Alzheimer, e che necessita in primis di essere conosciuta, rispettata, aiutata e sostenuta.

Uomini, donne, bambini sui quali si riversa copioso il carico di amore e solidarietà che gli autocarri d’epoca finemente preservati dalla demolizione, restaurati e riportati ai primigenii splendore e funzionalità dal generoso Carlo Marazzato (solido industriale piemontese leader nel settore della logistica e delle soluzioni avanzate per l’ambiente da più di 60 lunghi anni con l’omonimo ‘Gruppo Marazzato’ – oggi presente anche in larga parte del mondo – da lui fondato, con, nonché il più grande e stimato collezionista di camion storici d’Europa: ne possiede ben oltre 250), che per l’occasione, il prossimo 14 e 15 Settembre sfileranno e poseranno – come nella più degna e sfavillante delle passerelle di moda – proprio davanti all’amato Santuario, in occasione della fortunata kermesse ‘Motori & Sapori al Trompone’, promossa e patrocinata dall’Associazione di Veicoli Storici ‘Quattro Assi Più’ (per informazioni, tel. 0161 320311, associazione4assi@gmail.com) che festeggia quest’anno la sua Settima Edizione.

A disposizione degli appassionati e di quanti vorranno, anche solo con la propria presenza, offrire un contributo dignitoso all’iniziativa benefica, ponendo l’attenzione su una così nobile causa e facendola conoscere anche ad altri.

Un modo simpatico, efficace e pedagogico per venire a contatto con le radici di un’Italia allora capace di costruire e di fare bene: cui bisognerebbe ancor più oggi rifarsi, guardare, a dispetto dei fremiti e delle turbolenze, delle contingenze incerte del momento attuale.

Sentirsi tutti realmente famiglia, nel senso più proprio, collante ed esteso del termine. Perché, a ben vedere, quei camion dal profumo ormai quasi mitologico, così fedeli e ligi al proprio dovere – e altrettanto infaticabili – sono in fondo un po’ nostri nonni anche loro”.

                                                                                                                       MAURIZIO SCANDURRA

Conferita a Pragelato la cittadinanza onoraria a Denisa Zamfira

in ECONOMIA E SOCIALE

Il Sindaco di Pragelato Giorgio Merlo ha conferito , a nome dell’Amministrazione Comunale, la cittadinanza onoraria a Denisa Zamfira. Una giovane pragelatese di origini rumene che si è particolarmente distinta in questi anni nel campo scolastico ed accademico.

“Ma la vita e l’esperienza di Denisa, ha detto il Sindaco durante il conferimento dell’onorificenza, e’ anche e soprattutto un modello di integrazione e di inclusione sociale, culturale e territoriale oltre al riconoscimento del merito. Per questi motivi – ha concluso il Sindaco – la cittadinanza onoraria a Denisa assume una importanza decisiva anche per il dibattito sull’immigrazione che da tempo attraversa e caratterizza il nostro paese”.

“Filo lungo filo, un nodo si farà” compie 25 anni

in ECONOMIA E SOCIALE

ECOMUSEO VILLAGGIO LEUMANN

Corso Francia 313 – Collegno – Torino

 

L’Associazione Amici della Scuola Leumann organizza, dal 20 al 22 settembre 2019, la venticinquesima edizione di “Filo lungo filo, un nodo si farà” presso l’Ecomuseo Villaggio Leumann di Collegno (TO).

 

L’iniziativa, nata nel 1995 per valorizzare il Villaggio Leumann come documento di assoluto valore nell’ambito dell’Archeologia Industriale torinese e come momento di riflessione e incontro tra artigiani tessitori e studiosi dell’arte tessile, anno dopo anno ha testimoniato e continua a testimoniare l’impegno, a volte quasi eroico, di perpetuare un patrimonio storico artigianale che rischia di andare perduto.

 

Filo lungo filo. un nodo si farà raccoglie in sé grandi potenzialità di far riscoprire al grande pubblico un’arte antica come l’uomo, l’arte del tessile a mano e di restituire dignità al lavoro di tanti artisti artigiani.

 

Il Convegno – che avrà luogo il 20 settembre, dalle ore 17 alle 20 ed è dedicato al rapporto tra Arte tessile e letteratura – la mostra-mercato, le mostre e la sfilata di abiti realizzati dagli espositori, rappresentano momenti significativi del percorso creativo perseguito con costanza e determinazione da chi ogni anno viene a Leumann a presentare i propri manufatti, a volte vere opere d’Arte.

 

Tra gli espositori ci sono artigiani provenienti dalla Francia, dalla Georgia caucasica e dall’Ungheria.

 

Nelle mostre da segnalare “MARIA LAI – Andando via. Omaggio a Grazia Deledda”: 22 tessitrici, in rappresentanza di 23 comuni sardi, hanno riprodotto su pannelli l’ultima Opera della grande Artista, conosciuta ed apprezzata a livello internazionale.

 

L’iniziativa, che rientra tra gli eventi della Settimana della Cultura promossa da UNI.VOC.A., viene realizzata con il patrocinio della Città di Collegno, della Regione Piemonte, del Consiglio regionale e della Città Metropolitana di Torino e la collaborazione del Coordinamento Tessitori, e di Diffusione Tessile.

 

Sabato 21 e domenica 22 settembre sono previste visite guidate al Villaggio Leumann.

 

Per informazioni:

Associazione Amici della Scuola Leumann Organizzazione di Volontariato Culturale

Corso Francia 345 – 10093 Collegno (To)

tel. 347 3596056

www.villaggioleumann.it e-mail:   info@villaggioleumann.it

 

Dalle Poste nessun aumento per notifiche di multe e atti giudiziari

in ECONOMIA E SOCIALE

Riceviamo e pubblichiamo

Poste Italiane opera legittimamente sul mercato delle notificazioni a mezzo posta degli atti giudiziari e delle multe stradali in quanto, in qualità di fornitore del servizio universale, possiede tutti i requisiti in grado di soddisfare le necessarie esigenze di ordine pubblico e sicurezza.

 

L’azienda precisa, con fermezza, che non c’è stato alcun aumento delle tariffe per i servizi di notificazione a mezzo posta.

 

In relazione alla segnalazione dell’Antitrust sul processo di liberalizzazione dei servizi di notificazione a mezzo posta degli atti giudiziari e di violazioni del codice della strada, Poste Italiane sottolinea che è concessionaria per legge del Servizio Postale Universale – nel cui alveo ricade a tutti gli effetti la notifica a mezzo posta degli atti giudiziari – e che, fino all’approvazione della “legge annuale sulla concorrenza”, i servizi oggetto della segnalazione erano “riservati”, ovvero garantiti esclusivamente da Poste Italiane (a differenza di quelli “non riservati”, forniti anche dagli oltre 3000 operatori postali alternativi).

 

Con l’abrogazione della riserva a favore di Poste, le notificazioni possono essere fornite anche da altri operatori, ma restano senza dubbio alcuno nell’ambito del Servizio Universale e dunque Poste Italiane è titolata e obbligata a proseguire l’attività senza necessità di conseguire una licenza “speciale”, necessaria invece per i nuovi operatori alternativi. D’altro canto, una diversa interpretazione delle norme porterebbe alla paradossale conclusione, che Poste, titolare degli obblighi del Servizio Universale, avrebbe dovuto sospendere l’attività di notifica nelle more della definizione del quadro regolamentare di riferimento, generando innegabili quanto gravi ripercussioni sul funzionamento del sistema giudiziario italiano.

 

Si aggiunge che, indipendentemente dagli obblighi di formazione, indicati nella delibera AGCom per i nuovi operatori alternativi, titolari di licenza “speciale”, Poste Italiane eroga ogni anno oltre 4 milioni di ore di formazione per tutti i dipendenti con corsi specifici per ciascuna attività per assicurare efficienza verso i cittadini e rispetto dei parametri della qualità del servizio, che sono andati, nell’ultimo anno, per le notifiche, ben oltre gli obiettivi di qualità fissati dal regolatore.

L’azienda ribadisce che non è vi è stato alcun aumento delle tariffe dei servizi di notificazioni a mezzo posta, circostanza confermata dalla Delibera AGCom 307/19/CONS di luglio 2019.

 

In dettaglio, da giugno scorso sono intervenute variazioni esclusivamente per le modalità di addebito delle cosiddette “comunicazioni connesse” (CAN e CAD) che riguardano solo i grandi clienti che hanno con Poste specifici contratti di fornitura e non per i cittadini, né per coloro che effettuano notifiche attraverso gli sportelli degli Uffici Postali.

 

La nuova modalità di pagamento passa da tariffe, come detto per le sole comunicazioni connesse, di 5,40 euro e di 6,50 euro, ad un unico importo minore e forfettario, di 2,70 euro.

Questa variazione al ribasso, condivisa con l’AGCom, si è resa necessaria per far fronte alle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2018 che, trasformando lo svolgimento dell’attività di notifica da fisico a digitale, impongono di conseguenza processi e tariffe differenti.

A Degusté Food Pride accende le luci sul “lato oscuro” del cibo

in ECONOMIA E SOCIALE

Domenica 8 settembre alle ore 16.00 è in programma presso lo stand Parco l’incontro dal titolo “Food P.R.I.D.E. (Partecipare, Recuperare, Integrare, Distribuire, Educare) buone pratiche per ridare dignità agli scarti”

Nell’ambito del festival sul cibo “Degusté”, al via oggi a Grugliasco, il progetto Food Pride organizza una serie di eventi dedicati alla lotta agli sprechi alimentari.

Anche se il comportamento degli italiani tra cibo e cassonetto sta diventando più virtuoso, gli ultimi dati a disposizione (progetto REDUCE – Min. Ambiente / Università di Bologna Distal) ci dicono che lo spreco pro capite settimanale in Italia pesa ancora oltre 700 grammi. Per questo motivo c’è ancora molto da fare sul tema.

In linea con questa filosofia, il progetto Food Pride, grazie alla collaborazione con Degusté, accende i riflettori sulla lotta allo spreco alimentare durante il festival dedicato al cibo che si svolge a Grugliasco dal 5 all’8 settembre 2019. Tra gli eventi in programma spicca il convegno “The Dark Side of The Food” tenutosi  venerdì 6 settembre  al Parco Le Serre di Grugliasco. Al centro dell’incontro il punto su presente e futuro della legge 166/2016, cosiddetta “legge anti-spreco”, grazie alla partecipazione dell’Onorevole Maria Chiara Gadda, prima firmataria del provvedimento.

Inoltre, come recitava il sottotitolo del convegno, “la lotta allo spreco di cibo come politica territoriale”, l’evento è stata occasione per andare alla scoperta degli attori locali. La Rete Food Pride e il Comune di Grugliasco hanno presentato le azioni attive sul territorio di Torino, Grugliasco e Nichelino. L’attenzione si è spostata poi sulla gestione delle eccedenze alimentari nelle mense scolastiche di Vercelli e l’esperienza dell’associazione Pane al Pane nel recupero di cibo nei negozi del territorio cuneese.

L’attenzione al tema della lotta agli sprechi alimentare nell’ambito Festival non finisce qui. Domenica 8 settembre alle ore 16.00 è in programma presso lo stand Parco l’incontro dal titolo “Food P.R.I.D.E. (Partecipare, Recuperare, Integrare, Distribuire, Educare) buone pratiche per ridare dignità agli scarti”. Durante l’evento, Paola Uberti, fondatrice e responsabile di LIBRICETTE.eu, presenterà l’eBook gratuito CUCINA ANTI SPRECO VOLUME 3, un’opera che unisce cultura e ricette dedicate alla cucina sostenibile. Food P.R.I.D.E è Degusté Dream Food sono partner culturali e mediatici dell’eBook.

L’approfondimento del progetto Food Pride continuerà poi durante tutto il Festival con la mostra fotografica di Tommaso Valli dal titolo “Food pride. Lungo la catena del recupero” e con la presenza di uno stand a noi dedicato.

L’iniziativa è sostenuta dal contributo di Compagnia di San Paolo e di Cidiu e patrocinato da Comune di Torino, Circoscrizione 3, Comune di Grugliasco e Comune di Nichelino.

Come raggiungere Degusté

Bus:

linea 17 fermata 66 Martiri

linee 38, 76, 44 fermata Goito

Treno+Bus:

Stazione Collegno

Linea 38 fermata Goito

Metro + Bus:

Stazione Paradiso

Linea 36 direzione Martiri fermata Gramsci nord. Attraversare la strada e prendere la linea 17 fermata 66 Martiri

Stazione Fermi

Linea 76 direzione Olevano fermata Goito

[TO]BIKE

http://www.tobike.it/

La postazione più vicina è in Via C. Spanna / Centro Commerciale Le Serre – 7 posti bici

A proposito di Food Pride

Food Pride è una rete di enti ed associazioni di Torino e cintura che, ad inizio 2019, con il sostegno della Compagnia di San Paolo (Bando “Fatto per Bene” 2018), si è costituita per ampliare il raggio di azione, aumentare l’impatto ed unire le forze per dare una risposta concreta allo spreco alimentare sul territorio della Città Metropolitana, favorendo azioni di sensibilizzazione ed educazione, sviluppando solidarietà e comunità.

Fanno parte di Food Pride: Eufemia, Eco Dalle Citta’, Re.Te. Ong, Legambiente Metropolitano, Cooperativa Sociale Aeris, Ass. Popolare Dante Di Nanni, Scs Societa’ Cooperativa Sociale La Rondine, Ass. Insieme, Associazione Misteria, Associazione Commercianti C.So Brunelleschi, Parrocchia San Bernardino, Cooperativa Sociale Raggio, Greento, Circolo 1 Maggio, l’ASL Città di Torino e la Città di Torino (Assessorato alla Salute, Politiche Sociali e Abitative), i Comuni di Grugliasco e di Nichelino.

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/FoodPrideTorino/

Spazi pubblici più belli e più vivi con il progetto Co-City

in ECONOMIA E SOCIALE

Nei giorni scorsi la Giunta comunale, su proposta dell’Assessore alle Periferie, Marco Giusta, ha approvato una serie di prese d’atto dei patti di collaborazione approvati dei Consigli di Circoscrizione per la cura, l’animazione e la gestione di alcuni spazi pubblici cittadini previsti dal progetto CO-CITY.

“Sono molto orgoglioso della stipula di questi nuovi patti che consentono sempre di più di colorare il territorio cittadino di esperienze positive di collaborazione tra l’Amministrazione e il tessuto sociale. Ringrazio gli uffici per il lavoro svolto e i soggetti civici che si sono fatti avanti per proporre i loro progetti”. Sottolinea l’Assessore Marco Giusta.

In collaborazione con l’Associazione donne per la difesa della società civile, “Mais” e il Movimento per l’autosviluppo, l’interscambio e la solidarietà e amici di “Mais” il giardino interno dell’ ex sede della Circoscrizione 8 in via Campana 32 vedrà la nascita di laboratori in giardino, letture en plain air; iniziative di agricoltura sociale per coinvolgere soggetti deboli e svantaggiati segnalati dai servizi sociali territoriali, laboratori di agricoltura urbana per le bambine, i bambini, le ragazze, i ragazzi e i genitori; nonché attività di floricoltura e orticoltura aperte ai residenti della circoscrizione.

Sempre nella Circoscrizione 8, dell’area verde del “Giardino Cristino” in via Madama Cristina 138/A si prenderanno cura le cooperative sociali “Crescere insieme” e “Il sogno di una cosa Onlus” ed anche un gruppo informale di cittadini. Il patto di collaborazione prevede in questo caso la cura del verde, la piccola manutenzione, attività di orto/giardinaggio, didattiche/formative e la realizzazione di piccoli manufatti in collaborazione con il laboratorio R.A.F diurna.

Nel giardino “Lucento” in via Oglianico (Circoscrizione 5) verranno piantumate nuove piante e fiori colorati. Un gruppo di residenti effettuerà una più attenta cura del verde pubblico, grazie alle varie attività di pulizia del giardino e ad azioni di piccola manutenzione.

Il circolo “DaGiau” e l’Associazione “1+nel mondo” invece si prenderanno cura del tratto di pista ciclabile Colonnetti Vallere compreso tra via Artom e il confine con il Comune di Moncalieri (Circoscrizione 2). Lì le azioni che verranno messe in pratica saranno la cura e la piccola manutenzione della pista ciclabile, la gestione dell’area verde di sosta, nonché un attento monitoraggio e la conseguente segnalazione di eventuali danneggiamenti, atti di vandalismo, le eventuali criticità e l’uso improprio dell’area.

Lo spazio pubblico compreso tra l’area commerciale coperta di via Plava, i portici e la piastra sportiva di tra via Negarville e le rispettive aree verdi adiacenti tra cui il giardino pubblico “Emilio Pugno” (Circoscrizione 2) verrà presa in carico dalle associazioni AICS e ARIS. Le azioni e gli interventi prevedono: l’animazione sociale in quegli spazi, la cura e la piccola manutenzione dell’area verde adiacente i portici di via Negarville 8/48bis, infine la valorizzazione degli interventi appena cobnclusi effettuati dalla Città grazie al progetto AxTO.

Cos’è Co-City

E’ lo strumento grazie al quale s’intende governare la co-progettazione e la gestione condivisa delle attività, la nascita di nuove imprese di comunità e la riqualificazione di edifici e spazi pubblici. I patti di collaborazione sono previsti dal Regolamento Beni Comuni della Città di Torino.

Tre gli ambiti in cui si sviluppano i patti di CO-CITY:

A. Edifici in disuso, messi a disposizione dalla Città, per interventi di riqualificazione e per la realizzazione di nuovi servizi e attività;
B. luoghi di presidio pubblico (scuole, servizi socio-assistenziali, spazi culturali, etc.) che presentano un potenziale di utilizzo superiore rispetto a quello attuale;
C. cura e uso condiviso di spazi pubblici, aree verdi, strutture sottoutilizzate, anche su proposta dei cittadini.

 

(rag)- www.comune.torino.it

Come fare un lascito testamentario

in ECONOMIA E SOCIALE

13 settembre 2019 Giornata Internazionale del Lascito Solidale
CONSIGLIO NOTARILE DI TORINO, INCONTRO PUBBLICO
PER SPIEGARE COME FARE UN LASCITO TESTAMENTARIO
Torino, Via Bertola 40 – dalle ore 16 alle ore 19

***
Non occorre essere personaggi famosi o milionari per dare il proprio sostegno
alle buone cause. È sempre più frequente che le persone “comuni” con un piccolo gesto decidano di lasciare
un segno anche quando non ci saranno più. Come farlo senza intaccare i diritti dei propri familiari all’eredità?
Per diffondere la cultura del lascito solidale, il Consiglio Nazionale del Notariato e il Comitato Testamento
Solidale, promuovono il 13 settembre 2019, in occasione della Giornata Internazionale dei Lasciti
Solidali, incontri informativi in tutta Italia sui lasciti testamentari e sui lasciti solidali.
A TORINO l’incontro organizzato dal Consiglio Notarile, in collaborazione con i rappresentati delle
Associazioni non profit si terrà presso la sede del Consiglio Notarile, Via Bertola n. 40 – dalle ore 16:00
alle 19:00 con la partecipazione di notai.
Secondo lo studio GFK Italia per il Comitato Testamento Solidale 4 italiani su 10 dichiarano di sapere cos’è il
testamento solidale, ma rispetto agli altri Paesi europei – dove il lascito è più diffuso – c’è ancora un gap
culturale da colmare. Oggi sono oltre 1 milione gli over 50 che hanno già fatto, o sono orientati a fare, un
“lascito solidale”. Una platea che sembra destinata ad estendersi – coinvolgendo anche i giovani sempre più
attenti alle tematiche del sociale – a oltre i 3 milioni registrando una crescita del 15% di questa forma di
beneficenza.
Ed è proprio con l’obiettivo di sviluppare anche in Italia – così come accade già da diversi anni nei Paesi
anglosassoni – la cultura del lascito solidale, che dal 2012 Il Consiglio Nazionale del Notariato ha offerto il
proprio contributo tecnico e patrocinio alle iniziative promosse dal Comitato “Testamento Solidale”.
E’ importante pianificare la propria successione per disporre dei propri beni in sicurezza e lo si può fare
anche per aiutare gli altri anche quando non ci saremo più. “Fare un lascito, infatti, non significa ledere i
diritti intangibili dei propri eredi. Chi intende compiere un gesto di altissimo valore umano può scegliere di
destinare anche solo una minima parte della quota disponibile del proprio patrimonio in favore di enti no
profit o, in ogni caso, con fini di solidarietà senza ledere la quota di legittima che la legge italiana prevede
per i familiari più stretti. Il notaio rappresenta un punto di riferimento, per saperne di più e affinché vengano
rispettate le volontà del testatore.

IL TESTAMENTO SOLIDALE IN PILLOLE
Cos’è il Testamento Solidale?
Fare “testamento solidale”, significa ricordare nel proprio testamento, in qualità di erede (eredità) o di
legatario (legato), una o più associazioni, organizzazioni, enti. È un gesto semplice e non vincolante, che
può essere ripensato, modificato in qualsiasi momento, senza che vengano in alcun modo lesi i diritti
successori dei propri cari e familiari che sono tutelati dalla legge italiana con il riconoscimento della quota di
legittima, ovvero la parte di eredità di cui si può disporre liberamente individuando come beneficiari soggetti
diversi dai legittimari, come le onlus. Non sono necessari ingenti patrimoni, perché per sostenere il lavoro
quotidiano di associazioni impegnate nelle più importanti cause umanitarie e scientifiche, anche un piccolo
contributo può fare la differenza.
Chi usufruisce di un Testamento Solidale?
Per avere valore, il testatore deve esplicitare il nome della persona fisica o giuridica, incluse le
organizzazioni non profit, che beneficeranno del lascito.
Cosa si può lasciare?
Il testatore può decidere di devolvere una parte del proprio patrimonio sotto forma di denaro, azioni, titoli
d’investimento; un bene immobile (casa, appartamento, terreni); un bene mobile (macchina, arredi, gioielli,
opere d’arte).
Affinché il lascito sia valido, è necessario indicare chiaramente l’organizzazione beneficiaria nel proprio
testamento.
Perché è importante rivolgersi al Notaio?
La figura del notaio è un punto di riferimento irrinunciabile per chiunque voglia approfondire la propria
conoscenza sul testamento solidale e sul come procedere nel modo corretto a garanzia della puntuale
attuazione delle proprie disposizioni testamentarie, comprese quelle ispirate da sentimenti di solidarietà
sociale.
Fare testamento, con l’aiuto del notaio, vuol dire avere la certezza che sia rispettata la propria volontà,
permettendo di disporre, secondo legge, dei propri beni o di parte di essi in maniera chiara e inequivocabile.
Cos’è il Comitato Testamento Solidale?
Il Comitato “Testamento Solidale” (www.testamentosolidale.org) è il primo Comitato italiano che promuove
una campagna di informazione congiunta sui lasciti solidali, a cui hanno aderito 22 tra le più importanti
organizzazioni non profit: ActionAid, AIL, AISM, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro, Save the
Children, Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus, Amnesty International, Amref, CBM, Greenpeace, Intersos,
Istituto Pasteur Italia Fondazione Cenci Bolognetti, Operation Smile Italia Onlus, Fondazione Telethon,
Fondazione Umberto Veronesi, Progetto Arca, Telefono Azzurro, Unicef, Università Campus Bio-Medico di
Roma, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Vida.
Il Notariato fa parte di “Testamento Solidale” dal 2012, con l’obiettivo di sviluppare per la prima volta in Italia
– così come accade già da diversi anni nei Paesi anglosassoni – la cultura del lascito solidale.

***
Per saperne di più:
www.notariato.it
www.testamentosolidale.org

Scuola in ospedale e istruzione domiciliare

in ECONOMIA E SOCIALE

Le nuove Linee di indirizzo nazionali del Miur per la formazione e l’istruzione dei giovani pazienti con gravi problemi di salute

 

Ogni scuola sarà tenuta a realizzare una didattica inclusiva per gli alunni ricoverati ed a garantire l’insegnamento domiciliare ai propri alunni malati, quando le assenze superano i trenta giorni per motivi di salute. Una vera e propria rivoluzione per la scuola italiana, delineata nelle nuove Linee di indirizzo nazionali del Miur per la scuola in ospedale e l’istruzione a domicilio, firmate dall’ex Ministro Bussetti in accordo con il Ministero della Salute.

In Piemonte, grazie ad un Piano di formazione organico, ideato dalla Direzione Generale per lo Studente del Miur e sostenuto dalla Rete nazionale delle scuole polo regionali e dagli Uffici scolastici regionali, si promuove la formazione degli insegnanti ospedalieri e domiciliari. Anche la Regione mira a garantire interventi di istruzione ai piccoli e giovani pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere piemontesi, oltre che presso l’ospedale Regina Margherita di Torino, finora capofila ed esempio di eccellenza in tale campo.

 

Queste sono le novità che verranno presentate in anteprima venerdì 6 settembre dalle 10,30 alle ore 20, presso l’Istituto “Amedeo Peyron” di Torino (via Ventimiglia 128), dove si svolgerà il primo Convegno nazionale sulla scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare dal titolo “I nuovi luoghi delle cure: scuola in ospedale e istruzione domiciliare”, organizzato dalla Scuola Polo “Amedeo Peyron” di Torino, capofila della Rete nazionale per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare, con il Miur, l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte e l’Università di Torino, la Città della Salute e della Scienza di Torino e la Regione Piemonte.

 

Al Convegno, durante il quale verranno presentate le nuove Linee di indirizzo nazionali per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare (con importanti novità e responsabilità per le scuole e per la tutela dei minori), si sono iscritti oltre 300 dirigenti e docenti da tutt’Italia.

 

Nella città in cui tre anni fa è nato il primo Master nazionale universitario per la preparazione dei docenti ospedalieri e domiciliari, diretto dal professor Stefano Geuna, nuovo Rettore dal 1° ottobre, il Convegno rappresenterà non solo un’occasione formativa, incentrata sulle migliori prassi didattiche ed educative, utili ad aggiornare gli interventi della didattica ospedaliera e ad innovare gli ambienti di apprendimento ‘ibridi’, traghettando l’esperienza delle “extended classroom” alle classi tradizionali, ancorate a vecchi schemi d’insegnamento – apprendimento. Sarà anche l’occasione per affrontare finalmente tematiche urgenti: il reclutamento e la formazione specialistica degli insegnanti ospedalieri e domiciliari, poiché sono appena mille in Italia a prendersi in carico di circa 75 mila studenti ricoverati ogni anno: un forte disequilibrio, ancor più pesante in rapporto alla preparazione non specifica dei docenti ospedalieri, impegnati in un compito educativo di altissimo livello quanto arduo dal punto di vista umano e didattico, in un contesto a fortissima densità relazionale e comunicativa (in Piemonte, 60 docenti fanno lezione a circa 3 mila ragazzi ricoverati ogni anno nei presìdi pediatrici più grandi, quali l’ospedale Regina Margherita di Torino). Ed ancora, si approfondiranno aspetti legati al fabbisogno formativo dei bambini malati, al ruolo delle scuole polo regionali ed alle strategie delle reti territoriali. Come dovrebbe cambiare il Servizio e mutare l’intervento del docente ospedaliero, oltre che la presa in carico realizzata dalla sezione ospedaliera? La scuola ospedaliera, che ha raggiunto livelli di eccellenza, ‘fuori dalla scuola’ (perché costretta in contesti di cura, ospedalieri o domiciliari) dovrebbe imparare a realizzare azioni ancor più inclusive, integrate col territorio, a sostegno delle altre scuole, costruendo alleanze reali tra docenti ospedalieri e docenti delle classi di appartenenza, per contesti educativi allargati e molteplici, diversificati, contesti di cura educativa.

Infine i relatori discuteranno di quali interventi sia necessario avviare relativamente alla programmazione ed alla gestione del servizio, viste le emergenze educative dei territori. I docenti chiederanno anche un miglior coinvolgimento della Scuola in ospedale nella progettazione degli spazi riservati alle aule didattiche interne ai Presìdi ospedalieri e di lavorare ad una forte qualità degli ambienti di apprendimento, fondamentali per la riuscita degli interventi didattici, poiché anche gli ambienti ospedalieri dovrebbero essere spazi “pedagogicamente ben fatti”.

 

Da qui si Torna su