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ECONOMIA E SOCIETA’ - page 278

Contratti di solidarietà a Mirafiori. E Giugiaro crea per la Cina

in ECONOMIA E SOCIETA'

MIRAFIORI FACCIATAFiom-Cgil e Uilm comunicano che è stato firmato l’accordo tra i sindacati e Fca per l’applicazione dei contratti di solidarietà alla Carrozzeria di Mirafiori. Fino al 25 settembre, è in vigore la cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione.  L’intesa è stata “raggiunta su tavoli separati ma in contemporanea”. Sarà previsto l’utilizzo dei contratti di solidarietà per un anno: riguarderanno tutti i lavoratori eccetto 1.503 tra addetti alla linea del Levante più alcune figure specifiche. In tutto sono interessate 2.369 persone che avranno una  media di riduzione dell’orario di lavoro del 55%. Per l’azienda il ricorso alla solidarietà serve a gestire un temporaneo esubero di 1.303 lavoratori. Intanto Giorgetto e Fabrizio Giugiaro creeranno  vetture ecologiche ad alte prestazioni con tecnologie innovative per Techrules, la socieà cinese di ricerca e sviluppo automotive con sede a Pechino. Firmato un accordo per il design e l’assistenza allo sviluppo e alla produzione di  supercar ibridi a turbina per gare e per impiego su strada. Verrà realizzato un veicolo destinato ai test su pista e su strada, entro il 2016, per il Salone di Ginevra 2017. Il prototipo monterà il Trev brevettato da Techrules (Turbine-Recharging Electic Vehicle), un microturbine range extender, così da introdurre sostanziali innovazioni mutuate dal settore aeronautico, nel campo della new energy technologies, mirate  alla protezione dell’ambiente e all’abbattimento dei consumi.

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L’arte di Innovare se stessi. La passione per il cliente in tempo di crisi

in ECONOMIA E SOCIETA'

 Il filosofo tedesco Georg Hegel disse: ” Niente di grande è stato fatto al mondo senza il contributo della passione.” E noi siamo assolutamente d’accordo con lui

di Antonio DE CAROLIS *

www.cdvm.it

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“Io sono contento solo quando sei contenta tu”, un’espressione sentimentale che probabilmente ci è capitato di utilizzare o quantomeno di sentir pronunciare da altri.Un’affermazione che sintetizza chiaramente la visione di chi ha una passione per un’altra persona. Sì, passione, quell’emozione che oggi sembra mancare a molti ma che forse è solo poco manifesta.

Il filosofo tedesco Georg Hegel disse: ” Niente di grande è stato fatto al mondo senza il contributo della passione.” E noi siamo assolutamente d’accordo con lui. Pensiamo all’importanza della passione nel mondo del lavoro e in particolare nell’area commerciale.

Un venditore, ad esempio, è sottoposto quotidianamente a vari stress: l’ambiente in cui opera, il cliente che “non vuole comprare” o che, dopo avere acquistato, non rispetta i pagamenti concordati, il responsabile che “rileva con insistenza quanto manca all’obiettivo”, il marketing che “sforna” sempre altri prodotti per acquisire nuovi target .….

Più volte, ci è capitato di sentire qualche uomo di vendita affermare: “Basta, cambio lavoro! Sono stufo di essere il punch ball del mondo” eppure, il giorno dopo era lì, al proprio posto, pronto ad affrontare ciò che solo la passione può superare, perché essa prevale sull’emotività e dona l’equilibrio necessario per mantenere il controllo e diventare un riferimento per gli altri.

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Verrebbe da chiedersi: ma, passione per chi, passione per che cosa?

Crediamo di poter affermare: passione verso gli altri e verso se stessi.Verso gli altri, perché chi fa il venditore, sa che il cliente è indispensabile quanto il pallone per un calciatore (senza palla non si gioca) e verso se stessi perché questo mestiere può offrire soddisfazioni umane, sociali (ed anche economiche), superiori a quelle di altri.

A un convegno, alcuni giovani neolaureati inseriti nel ruolo di agenti di vendita, raccontavano come si erano avvicinanti a questa professione e, uno di questi, con la franchezza che solo i giovani sono capaci di offrire, ha affermato: “Non trovavo un posto coerente con il mio corso di studi e vedendo sul giornale inserzioni quasi esclusivamente riferite a venditori, ho deciso di provare. I miei genitori non erano molto contenti ma hanno capito subito che sarebbe stata un’esperienza formativa in termini di autonomia e di relazione. Sono passati tre anni da allora e oggi, non cambierei mestiere per niente al mondo”.

Ma chi è questo “personaggio” che non cambierebbe attività nemmeno in un momento di crisi economica? E come fa ad amare un lavoro che tutti i giorni lo porta a sentirsi dire “siamo in crisi, non abbiamo soldi da investire” oppure ” Il suo prodotto non ci serve perché lo acquistiamo già da altri?” Il Professionista della vendita è una persona che dedica molto tempo alla preparazione e all’analisi del mercato in cui opera, perché sa che “essere al passo con i tempi” significa talvolta “essere in ritardo”.

E’ un esperto, che utilizza la tecnologia, per gestire molte informazioni in poco tempo, e le tecniche per comunicare con il proprio interlocutore. Lui sa bene che, prima di ogni cosa, il cliente è un essere umano e, come tale ha bisogno di attenzioni tipiche di una relazione tra individui.

Il venditore con la V maiuscola (è capitato di sentirlo dire dall’Avv. Giovanni Agnelli riferendosi a se stesso) “ama” il proprio cliente perché è realmente interessato a lui e alla sua attività e sa che, per aiutarlo, non è sufficiente “entrare in contatto” ma è necessario “comunicare”.

La passione è il sentimento che “fa muovere” ed elevare il livello della performance perché aumenta le esigenze di performance.Un campione sportivo in allenamento ad esempio, ripete molte volte ciò che “forse” farà in gara. Si racconta che Del Piero battesse oltre 100 punizioni a settimana e che Maradona palleggiasse con un’arancia per accentuare la sensibilità del piede e, quindi, il controllo di palla.

Pensiamo che lo scopo di un professionista, venditore, commercialista, avvocato o calciatore, sia proprio questo: ricerca della prestazione eccellente attraverso la preparazione e l’allenamento. Quando le cose vanno “bene”, ovviamente, l’impegno non pesa ma, quando le cose vanno “meno bene” però, può capitare di fare molta fatica per ottenere poco, quindi lo sforzo va orientato.

Alcuni sono soliti dire: ” Per superare le difficoltà corro di più, sono sempre in giro”. Certo è un buon punto di partenza, ma la domanda è: “Dove corri?” Hai preparato un piano di lavoro “a tavolino” o corri e basta? E se corri e basta, dove stai andando? Altri invece dicono: “Il mercato in crisi chiede molta creatività”.

Ma cosa s’intende per creatività? La creatività, a nostro avviso, è prossima all’invenzione quindi, l’uomo d’affari non inventa, innova. Innova quanto fa per migliorarlo, per renderlo più semplice, più efficace, più comodo o semplicemente meno costoso. Molti miglioramenti nascono dal bisogno, che spesso è il vero propulsore dell’innovazione.

Una recentissima ricerca presentata dai nostri amici di SKILLAB ha rilevato che i fattori scatenanti del processo innovativo sono principalmente: i bisogni del cliente, il sistema competitivo, la crisi, il DNA aziendale e la naturale evoluzione. Vincente sarà chi, prima degli altri, si adeguerà alle situazioni che lo circondano, per accettarle non come definitive, ma come punto di partenza per la ricerca di nuove soluzioni.

La natura offre varie prove di questa teoria, pensiamo ad esempio alle piante di cactus che vivono con un minimo apporto idrico e nutrizionale in zone desertiche o quasi. Oppure pensiamo al mondo animale con l’ornitorinco, del quale Wikipedia, alla voce storia scientifica recita testualmente: Quando l’ornitorinco fu scoperto dagli europei alla fine del ‘700, una pelle fu mandata in Gran Bretagna per essere esaminata dalla comunità scientifica. Gli scienziati inglesi in un primo momento si convinsero che quell’insieme a prima vista bizzarro di caratteristiche fisiche dovesse essere un falso, prodotto da qualche imbalsamatore asiatico. Solo uno studio più approfondito certificò l’ornitorinco come massima espressione di adattamento all’ambiente dettato dalla volontà di sopravvivenza della specie.

Non male come propensione al problem solving !!! L’esempio più elevato, di risultato ottenuto attraverso la passione per il lavoro, ce lo offre però Ovidio, nelle Metamorfosi.

 

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Il libro X narra di Pigmalione, re di Cipro e scultore, il quale si innamorò perdutamente di Galatea, una statua femminile “nuda e in avorio” da lui stesso scolpita. La dea dell’amore Afrodite, colpita da tanta passione, decise di trasformarla in essere umano e concedergliela in sposa. Mitologia, è vero, però ci piace credere che la vera passione possa sempre trovare la giusta ricompensa.

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Un “appassionato” Augurio di Buon lavoroa voi tutti.

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* Antonio DE CAROLIS

Presidente CDVM Club Dirigenti Vendite e Marketing

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Nosiglia apre il Simposio su san Giuseppe Marello

in ECONOMIA E SOCIETA'

MARELLO“Uno degli aspetti più significativi ed evidenti della spiritualità di san Giuseppe Marello è aver incarnato la Misericordia. La sua attenzione ai ragazzi, agli anziani e ai poveri ha molti punti in comune con il magistero di papa Francesco, così come l’aver individuato nell’educazione una via da seguire e sostenere per superare l’ottica dell’assistenzialismo e promuovere l’autonomia e la dignità della persona”. Con queste parole monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, ha aperto giovedì 1° settembre a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte, la prima delle quattro giornate del II Symposium internazionale dedicato a San Giuseppe Marello.sindone nosiglia

Nel corso dei lavori sono intervenuti don Giovanni Dotta sul tema Santità sacerdotale a Torino nell’Ottocento, padre Severino Dalmaso su Giuseppe Marello sacerdote: identità e stile  e don Luigi Berzano sull’Ambiente ecclesiale e sociale di Torino e di Asti nella seconda metà dell’Ottocento.

I lavori proseguono nei prossimi giorni ad Asti, Acqui Terme (Al), Alba (Cn) e San Martino Alfieri (At) secondo il programma

www.cr.piemonte.it

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Giuseppe Marello nasce a Torino il 26 dicembre 1846. Rimasto orfano di madre a quattro anni, si trasferisce a San Martino Alfieri, dove vivono i nonni. Il 31 ottobre 1856 entra nel Seminario di Asti e, sempre ad Asti, viene ordinato sacerdote il 19 settembre 1868 dal vescovo Carlo Savio, che lo nomina suo segretario. Diventato vescovo di Acqui nel 1872, partecipa ai lavori del Concilio Vaticano I e si sente particolarmente felice per la proclamazione di san Giuseppe a patrono della Chiesa universale. A lui s’ispira per gli Oblati di San Giuseppe, congregazione religiosa sorta nel 1878. Sin dagli inizi del suo sacerdozio intuisce i bisogni della gioventù e dei poveri. Ai suoi preti chiede di essere “certosini in casa, apostoli fuori”. Muore, quasi cinquantenne, a Savona il 30 maggio 1895. È santo dal 2001.

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Il primo “Fund racing day” con Fondazione Crt

in ECONOMIA E SOCIETA'

usura CRTWELFARE : GIORNATA DI FORMAZIONE GRATUITA SULLA RACCOLTA FONDI Partecipazione aperta a tutte le organizzazioni che operano nel sociale in Piemonte e Valle d’Aosta

Con lo slogan “Fai cambiare marcia alla tua organizzazione!”, la Fondazione CRT organizza sabato 10 settembre il primo“Fund racing day”: una giornata di formazione gratuita sul tema della raccolta fondi, interamente dedicata alle associazioni no profit del Piemonte e della Valle d’Aosta operanti nell’area del sociale. Sotto la guida dell’esperto fundraiser Riccardo Friede, le associazioni attive nel settore del welfare avranno l’opportunità di conoscere quali strategie, azioni e strumenti innovativi mettere in moto per dare continuità all’attività di fundraising in maniera professionale.

Il primo “Fund racing day” si terrà dalle ore 10 alle 14 in via XX Settembre 31 a Torino, e sarà il primo step di un percorso più articolato: la partecipazione all’iniziativa del 10 settembre, infatti, permetterà agli enti no profit di prendere parte in qualità di uditori al modulo post estivo del progetto “Talenti per il Fundraising” della Fondazione CRT, con un ciclo formativo completo di lezioni, workshop, redazione di progetti e testimonianze di fundraiser professionisti.

Per partecipare basta inviare una mail a fondazionecrt@agenziauno.com, indicando nome, cognome, ruolo ed organizzazione di appartenenza.

Maggiori informazioni sul sito di Fondazione CRT al link: http://www.fondazionecrt.it/attività/ricerca-e-istruzione/2016-talenti-fundraising.html.

Corpo Forestale, che fare?

in ECONOMIA E SOCIETA'

tosettoSTORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Nel distretto di Torino sono circa 400. Svolgono attività di prevenzione e di repressione. Molte volte incaricati dalle procure per le indagini di frodi ed incendi boschivi,  tutela della fauna locale e di controllo dell’importazione di animali.

funghi forestale

A livello nazionale oltre 8500 presenti su tutto il territorio. Sono Il Corpo Forestale dello Stato. Da non confondere con i Forestali locali che sono assurti alle cronache in Calabria o Sicilia per l’alto numero. Maggiore del Canada che di foreste se ne intende.

Ora il presidente del Consiglio ed il governo vogliono inglobarli nei carabinieri, normative europee di ristrutturazione e semplificazione del comparto sicurezza. Nel nostro paese sono 2  corpi militarizzati. Carabinieri e Guardia di Finanza 3 civili. Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale. I primi con il divieto di sindacato  presente nei corpi civili.

Il numeri del comparto sicurezza sono assolutamente ragguardevoli: 110mila carabinieri e 90mila poliziotti. Qui viene la prima domanda: perchè passare gli 8500 del Corpo Forestale con i Carabinieri, da civili a militari? In questo quadro sarebbe più logico l’accorpamento con la polizia. Il Matteo nazionale fa sapere: per affinità territoriali.

CARABINIERI DONNEFa sapere perché sistematicamente si è negato per incontri con i sindacati di categoria. Lui è fatto così e riesce  con le battutine alle Guardie Forestali di piantone al ministero, a fare “trapelare” il suo pensiero in proposito. Brilla per la totale assenza ed evanescenza il Ministro competente è Maurizio Martina.

La seconda domanda: la più totale disinformazione in proposito. Nessuno ne parla ed i parlamentari contattati respingono al mittente la richiesta d’intervenire per far cambiare idea al Presidente del Consiglio, poco incline alla delega politica.

polizia cavalloEd ecco il punto saliente: La maggioranza delle Guardie Forestali non sono per farsi inglobare dai carabinieri, ridiventando militari ed avendo oggettivamente dei limiti militari nella loro azione d’indagine e repressione dei crimini.

Di altro avviso è la Magistratura che ha messo sotto sequestro oltre 100 edifici lesionati nell’ultimo terremoto, delegando proprio la Guardia Forestale, che è prontamente intervenuta nelle prime ore del sisma proprio per la sua territorializzazione.

Dal New York Times al Pais campeggiano foto che li riprendono proprio nelle prime ore del disastro. Eroi? Sicuramente il corpo civile ha dimostrato spirito d’abnegazione e di servizio.

Punirli non sembra proprio il caso. E il primo modo di non punirli è dare voce anche sui mezzi RENZI LAVAGNAd’informazione alla loro protesta . Da quello che ho capito, comunque, non si fermano ed i sindacati presenteranno, una volta pubblicata la legge, tanti ricorsi al Tar per singole regioni, escluse quelle a Statuto speciale. Volete che almeno uno non gli dia ragione? Dunque? francamente difficile prevederlo. sono tanti i fattori  che determineranno ciò che succederà. La paura è tanta confusione. Qui non è in discussione il fare o non fare le “cose”, è il come farle. Se poi non si arriverà ad una conclusione è sicuramente colpa di chi, dicendo che vuole fare, ma o si è  con me o contro di me, semplicemente non vuole fare, sostenendo che la colpa è di chi non ha voluto. Soprattutto in questo caso è necessario il consenso perché richiesto da persone che hanno svolto e stanno svolgendo bene il loro lavoro. Per Presidente del Consiglio Matteo Renzi il nostro non è un appello, è un consiglio per poter governare meglio questo nostro difficile e pur bel Paese.

D’estate al Regina Margherita un terzo di interventi in più

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REGINA MARGHEL’ospedale Regina Margherita abbatte del 4% le liste d’attesa degli interventi chirurgici. Un risultato dovuto  al lavoro delle equipe mediche durante l’estate, dato in  controtendenza rispetto al normale calo fisiologico del periodo. Dal mese di giugno ad agosto si registra un + 30% di interventi con un aumento del 13,9% dell’occupazione delle sale operatorie. A luglio e agosto l’aumento medio del numero degli interventi  è stato  del 27,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con +5,6% di ore di occupazione delle sale operatorie. I dati più elevati in Urologia pediatrica (+104,2%), Chirurgia pediatrica (+45,3%), Chirurgia Labio Palatine. La direzione dell’ospedale prevede un ulteriore taglio delle liste d’attesa in autunno, grazie alla riapertura  del vecchio blocco operatorio ristrutturato, che permetterà di intensificare  Day Hospital e Day Surgery.

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Circoscrizioni chi?

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Tagli, decisioni, interventi. Senza nessuna richiesta di parere. È l’amara sorte delle circoscrizioni torinesi. Utilissime a livello teorico, ridotte ad un guscio vuoto sul piano pratico. I colori in Comune sono cambiati, ma l’andazzo è lo stesso

di Giulia Ricci

IN COLLABORAZIONE CON www.ilcorsivocorsaro.it

Ilpiano periferie

Ieri è stato approvato a Palazzo Civico il fantomatico “AxTO”, un piano triennale di interventi sulle periferie torinesi che verrà presentato al Governo per accedere ad un finanziamento da 18 milioni di euro. La scelta dei luoghi si è basata su il livello di occupazione, il tasso di scolarità e il degrado edilizio abitativo. 44 opere, le più onerose il completamento del Parco Dora verso il nuovo viale della Spina e la creazione di incubatori e di un nuovo polo innovativo nell’ex Incet in Barriera di Milano, per le imprese e il sostegno alle start up. E poi più piccoli interventi di manutenzione straordinaria in 35 scuole, 41 strade, 18 mercati rionali; la creazione di 8 nuovi bike sharing, progetti educativi in 39 scuole, e così via. Senza dimenticare l’arrivo dei Bibliobus, per portare i libri lì dove non arrivano le biblioteche civiche – un’immagine un po’ da favelas più che da periferia di una grande città. Insomma, tutti interventi di piccola e media taglia atti a migliorare la vita del cittadino, a intervenire lì su annosi e quotidiani problemi che da anni investono il territorio cittadino.

AxTOAxTO

Le circoscrizioni sono l’ente di prossimità per eccellenza, il tramite tra il territorio, i cittadini e il Comune. E nessuno le ha interpellate, nemmeno lontanamente. <I più grandi interventi si trovano nell’area nord della città, la stessa area dove Chiara Appendino ha ricevuto il maggior numero di voti. Ma sono sicurissimo che sia tutta una coincidenza>. Questa la piccata polemica di Davide Ricca, presidente della Otto. Sul suo territorio, pochi interventi o niente. E nel frattempo le arcate dell’ex Moi, abbandonate e degradate da ormai dieci anni, attendono ancora un progetto serio che le riporti alla vita. Così come tanti altri luoghi torinesi, in degrado da tempo, non toccati dal piano, dallo Scalo Vallino al Palazzo del Lavoro. Un piano che i presidenti di circoscrizione hanno dovuto scaricare dal sito del Comune. E questo è tutto dire.

Il Po e le alghe

<Il dialogo noi lo cerchiamo e lo abbiamo cercato più volte – ha continuato Ricca -. Credo che la strategia del Movimento 5 Stelle sia quella di ignorare completamente il Pd: in questo quadro si inserisce il tentativo di ignorare del tutto le Circoscrizioni, tutte governate da amministratori del centro sinistra. Ma non si tratta solo del bando periferie: sul problema Po, invece di coinvolgere le tre coinvolte, ha preferito fare da sola, facendo in fretta e male. Non siamo più in campagna elettorale: in democrazia il riconoscimento dell’altro è fondamentale>.

Il Po infestato Il Po infestato

Del Po e dell’infestazione da myrophyllum aquaticum si è tanto parlato. Un tappeto verde sulle acque del nostro amato fiume, chiamata alle armi di volontari per strappare le erbacce e risparmiare sul magro bilancio comunale, una parata di foto e sorrisi tra assessori e sindaca stessa armati di guanti e forza di volontà, l’amara scoperta che per abbattere la pianta infestante ci vuole una ditta specializzata, molti soldi e molto più tempo. Di nuovo: nessun colloquio con gli enti di prossimità.

I tagli 

 C’è una novità. In Sala Rossa si è deciso per una perizia che farà luce sui conti ereditati dalla vecchia amministrazione comunale, così da capire da dove ripartire. Ci vorrà quindi ancora un po’ di tempo. Due mesi fa, intanto, si parlava già di tagli. E dove? Sugli assessorati e sulle circoscrizioni: meno venticinquemila euro ciascuna, tra tagli alla cultura e al verde pubblico. Di nuovo: nessuna richiesta di parere alla circoscrizione, per lo meno su quale settore andare a fare ritocchi nella amara eventualità che il loro portafoglio, già sempre più scarno ogni anno che passa, debba essere ancora ridimensionato – basti pensare che, tra il 2013 e il 2014, i fondi per i quartieri sono diminuiti di 1,4 milioni di euro, quasi del 25%.Insomma. Otto circoscrizioni, 25 consiglieri, 4 presidenti di commissione, sedi, segreterie, incontri, litigi, discussioni, confronti, chiacchierate con i cittadini, pochi soldi, pochissima considerazione.                                                                                                Facebook IL CORSIVO CORSARO

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Il Comune chiederà al Governo di escludere gli ambulanti dalla Bolkestein

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mercato sebatopoliLa Città di Torino informa attraverso una nota che  chiederà al Governo di escludere dall’applicazione della direttiva detta Bolkestein gli operatori ambulanti su area pubblica, “così come più volte affermato in campagna elettorale e inserito nelle linee di mandato approvate dal Consiglio Comunale il 28 luglio scorso”.

“I mercati rappresentano una ricchezza per la Città e noi pensiamo che debbano essere tutelati in ogni modo. L’applicazione della direttiva Bolkestein per questa categoria potrebbe causare gravi problemi alle piccole imprese locali, consegnandole all’incertezza ed alla precarietà” ha dichiarato la Sindaca di Torino, Chiara Appendino.

Il Presidente della Commissione Commercio del Comune di Torino, Andrea Russi, a tal proposito, ha depositato come primo firmatario una mozione per chiedere alla Sindaca Appendino di attivarsi in tal senso presso il Governo. Viene anche indicata una seconda possibilità di azione finalizzata ad ottenere una proroga almeno fino al 2020 nell’applicazione della normativa.

La materia resta però di competenza nazionale e, in qualità di amministratori responsabili, la Città di Torino ha ritenuto necessario avvisare gli operatori che avessero debiti nei confronti della Città di avviare le pratiche per regolarizzare la propria posizione. Nel caso in cui il Governo fosse infatti sordo alle istanze che Torino porterà anche in sede romana, partecipando alla manifestazione prevista per il 28 settembre, è necessario tutelare in ogni modo gli operatori, garantendo loro un tempo adeguato per poter avviare eventuali piani di rientro affinché possano partecipare ai bandi. La lettera che alcuni ambulanti hanno ricevuto in questi giorni è finalizzata infatti ad avviare con gli operatori un percorso che li porti a possedere tutti i requisiti per partecipare ad un eventuale bando che dovrebbe tenersi nei primi mesi del 2017.

“Ci siamo sempre battuti accanto agli operatori e continueremo a farlo anche in sede politica nazionale. Il Movimento 5 Stelle, con primo firmatario Ivan Della Valle, ha depositato una proposta di legge e ci auguriamo che questa maggioranza la voti. Il 28 settembre sarò a Roma accanto agli operatori mercatali a manifestare e mi auguro che i bandi per le concessioni secondo la Bolkestein non si debbano tenere perché saranno superati dalle modifiche legislative che richiediamo” ha dichiarato Andrea Russi, presidente della Commissione Commercio del Comune di Torino.

(foto: il Torinese)

“Furbetti del bollo”? Arrivano le lettere di sollecito per pagare

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traffico 24Lunedì partiranno le lettere indirizzate  ai “furbetti del bollo”. Dalla Regione sono stati predisposti 350mila avvisi per recuperare i  mancati pagamenti riferiti al  2014 con lo scopo di recuperare 20 milioni.Son avvisi bonari, ma chi non pagherà neanche dopo questo sollecito finirà nel mirino di Soris, la società compartecipata con il Comune che è diventata operativa anche in materia di bollo auto. Fino a qualche anno fa, prima dell’invio delle lettere,   alla Giunta  regionale mancava la bellezza di 352 milioni di euro in tasse automobilistiche non pagate e da recuperare.

(foto: il Torinese)

Come migliorare l’urbanistica torinese

in ECONOMIA E SOCIETA'

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“Lo sviluppo urbanistico di una città deve essere collegato a una nuova metodologia di norme di attuazione del piano regolatore e del regolamento edilizio di Torino
. Ne è fermamente convinto l’architetto Enzo D’Amico, che tutti i giorni deve confrontarsi con tali strumenti urbanistici.TORINO LINGOTTO GRATTACIELO

“Sulla base del piano regolatore – spiega l’architetto D’Amico- ogni lotto presenta un indice di edificabilità per un’altezza programmata. Sarebbe uspicabile eliminare nel piano regolatore il calcolo dell’ SLP (superficie lorda di pavimento), in riferimento al riuso dell’utilizzo del suolo, per evitare così lo spreco di suolo e per lasciare maggiore spazio verde, sviluppando le costruzioni in altezza”.

“Esistono aree a Torino – prosegue l’architetto D’Amico- in cui , invece, possibile concepire edifici in altezza. Non certo nel centro storico, ma, per esempio, in quartieri come Borgo San Paolo. Il Comune di Torino dovrebbe, allora, dotarsi di norme capaci di eliminare il vincolo dell’altezza. Un altro aspetto che ritengo fondamentale nello sviluppo urbanistico cittadino è quello di rivitalizzare la zona Nord di Torino tra via Cigna e corso Grosseto”.VIALE SPINA

“Le due strade da perseguire – ribadisce l’architetto – sono quindi un’adeguata strategia di sviluppo di Torino e la revisione delle norme del piano regolatore. Torino deve potenziare la sua nuova vocazione nel terziario, con un aumento della quantità di turisti e di studenti universitari. Ma non basta l’impegno del Comune di Torino. È fondamentale lavorare in sinergia tra Comune, associazioni degli Albergatori e dei Commercianti e creare, inoltre, sinergie tra le varie compagini sociali cittadine, quali il Collegio dei Costruttori e l’ Albo degli Architetti. Polo di eccellenza torinese è il Politecnico di Torino, nel campo dell’istruzione, della tecnologia e dei servizi. È   necessario che vengano forniti servizi maggiori e che si lavori per l’unificazione delle residenze universitarie in un polo integrato con la società torinese. L’area di Mirafiori Nord, collegata con la futura linea 2 della metropolitana, potrebbe diventare una nuova filiera della città metropolitana”.

campus universita 1“Un altro aspetto – prosegue l’architetto D’Amico – che ritengo che a Torino meriti di essere potenziato riguarda i settori dell’industria aerospaziale e del design automobilistico. È   fondamentale ricercare una maggiore sinergia, per esempio, tra l’Alenia, le app di nuovi design automobilistici e le nuove strutture universitarie. Un’area di Torino che meriterebbe di essere migliorata è   quella a Nord di via Cigna, comprendente corso Vercelli, corso Giulio Cesare, da collegare con quella a Sud, verso piazza Marmolada e corso Traiano, dove dovrebbe sorgere il capolinea della linea 2 della metro. La nuova linea della metropolitana dovrebbe anche collegare l’area universitaria del Campus Einaudi a corso Marconi. Un errore che invece ritengo sia stato commesso in passato riguarda la costruzione, sotto la giunta Novelli, della metropolitana leggera, in particolare la linea 4, che ha tagliato in due corso Gabetti e corso Toscana, come corso Giulio Cesare. Personalmente penso che la soluzione   migliore sarebbe il suo interramento. Un altro sforzo che dovrebbe compiere la Città di Torino dovrebbe essere quello di accelerare la tempistica per ricevere la concessione e i permessi di costruzione. La tempistica da parte del Comune di Torino, all’avanguardia per quanto riguarda la trasmissione delle dia (denuncia di inizio attività edilizia), sono invece biblici per i permessi costruttivi”.

Mara Martellotta

(foto: il Torinese)

 

 

Architetto Enzo D’Amico. Studio Dea, Corso Vittorio Emanuele 37 , 10125 Torino

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