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ECONOMIA E SOCIETA’ - page 278

Jusp, il partner ideale per aprire un negozio

in ECONOMIA E SOCIETA'

Ma è anche adatto a chi già possiede un’attività e desideri ottimizzare la gestione: dal conto di pagamento al gestionale, passando per gli strumenti di analisi e di marketing al cliente

http://www.jusp.com

Jacopo__Vanetti.

Dall’ invenzione di un giovane ragazzo , Jacopo Vanetti, è nato Jusp , un brevetto incubato da manager italiani per promuovere il Mobile POS Chip&Pin; l’oggetto in questione è il più piccolo al mondo e il meno caro , pur essendo innovativo e totalmente prodotto in Italia. Obiettivo dell’azienda è di fornire ai commercianti un sistema che semplicfichi il processo di vendita in particolare nel momento del pagamento per renderlo più snello e fruibile. Jusp vuole essere il partner ideale per chiunque voglia aprire un negozio, ma anche per chi già possiede un’attività e desideri ottimizzare la gestione: dal conto di pagamento al gestionale, passando per gli strumenti di analisi e di marketing al cliente. Perchè Jusp è vantaggioso a confronto con un convenzionale POS:

1) SEMPLICITA’ – La comodità di attivare il servizio da casa con il proprio computer, senza andare nella sede della propria banca dove fare la coda ed aspettare anche fino a 7 settimane l’intervento del tecnico per l’attivazione.

2) VELOCITA’ – Durante la registrazione online il cliente inserisce l’IBAN del proprio conto corrente bancario già esistente ed il servizio accrediterà i soldi direttamente sul proprio conto corrente.Jusp

3) RIPARMIO I costi soliti di attivazione di un centinaio di euro sono evitati grazie al fato che basta scaricare l’Applicazione. Inoltre scompare la locazione mensile che va dai 10 ai 60€ perché si paga solo una tantum 49€ che è il costo di acquisto di KUSP.

4) TECNOLOGIA- JUSP funziona collegato a PC, tablet e smartphone offrendo al negoziante un gestionale prodotti/cassa ed altri comodi strumenti per la gestione del proprio business totalmente a costo zero.

L’aver internalizzato fin dal principio l’intera catena del valore ha reso questa azienda unica nel suo genere : progettazione e produzione di hardware, progettazione e messa in opera di software, vendita ed erogazione del servizio finanziario.

Per questo motivo è stata premiata con riconoscimenti e certificazioni a livello internazionale e ha acquisito grandi clienti come assicurazioni ed importanti distributori come Fastweb che ha lanciato il Fast Pos con Jusp.

 

Francesca Ramondo

Qui l’intervista a Jacopo
https://www.youtube.com/watch?v=k_bvTsdm4ew
 
 
 
 

Barriera, un coacervo di problemi. Ci mancava il suk

in ECONOMIA E SOCIETA'

tosettoSTORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Larga parte della popolazione è esasperata. Il limite è stato superato. Ed è vero che non bisogna fermarsi al passato. Ho sentito il Sindaco. Ha indicato nelle nuove infrastrutture una delle risposte, come la messa a gara della progettazione della linea 2 della metropolitana che collegherà zona nord e zona sud della città. Verissimo! Ma sono operazioni che non sono “dietro l’angolo”

Dall’assessore Ilda Curti riceviamo e leggiamo: sono le varie realizzazioni fatte Da Urban, con finanziamenti europei, in Barriera di Milano. L’ assessore è un’amica ed ha la mia stima. In particolare per il suo duro lavoro nel  realizzare politiche d’integrazione. Ci siamo sentiti in questi giorni e lei non ha confutato le mie notizie sulla presenza di criminalità organizzata nei vari suk. Mi ha spiegato i bandi pubblici realizzati dalla città ed il perché della scelta dei siti. Mi permetto d’obbiettare: continuano ad esserci sospetti sulla presenza della criminalità, non dissipati dai vari SUK DEGRADOpassaggi burocratici. Poi…se proprio si voleva individuare un sito per il suk, questo non doveva essere individuato in Barriera, dove sono molte le lacerazioni. Un concentrato di problemi, nella loro non soluzione, produce una miscela esplosiva.  Sicuramente c’è strumentale razzismo, ma la tensione non è derivata solo da ciò. Scelte sbagliate sono state fatte. La principale, concentrare il tutto. Sicuramente nella nostra città è aperto il problema delle periferie. Anche Piero Fassino mi pare tardivamente consapevole. La scelta di via Pisa come sede elettorale ne è la pratica evidenza. Meglio tardi che mai. Non si è fatto nulla per la Barriera? No sicuramente, ma sentendo i residenti, se si è fatto è stato importante ma non sufficiente. Ho la bacchetta magica? Assolutamente no! E’ più facile considerare e criticare che fare. Ma non possiamo né vogliamo suk nuovo1tacere sul “cuore del problema”. In Barriera c’è troppa congestione di questioni, e tutti gli sforzi d’integrazione, ad esempio, vengono vanificati dalla eccessiva caoticità. Sarà compito dei nuovi amministratori, inutile fare gli struzzi. Larga parte della popolazione è esasperata. Il limite è stato superato. Ed è vero che non bisogna fermarsi al passato. Ho sentito il Sindaco. Ha indicato nelle nuove infrastrutture una delle risposte, come la messa a gara della progettazione della linea 2 della metropolitana che collegherà zona nord e zona sud della città. Verissimo! Ma sono operazioni che non sono “dietro l’angolo”. Indispensabile fare subito qualcosa. Come ad esempio trovare una nuova sistemazione al suk. Non centra nulla il razzismo. E solo una questione di buon senso.

Empowerment economico delle donne: per lo sviluppo sostenibile e contro la violenza

in ECONOMIA E SOCIETA'

Nonostante i notevoli progressi avvenuti negli ultimi quarant’anni in favore
della tutela internazionale delle donne, tra i quali la Convenzione di Beijing
del 1979 (CEDAW) e la Convenzione di Instanbul del 2011, ancora oggi 1
donna su 3, nel mondo, risulta essere stata vittima di violenza
psicologica o sessuale, quasi sempre esercitata dal partner o dall’ex

donne ricerca

Sabrina Allegra è una sociologa freelance specializzata in temi riguardanti il genere. Con il fotografo Stefano Di Marco ha realizzato un reportage  (Empowering women through their job and passion) focalizzando l’attenzione sull’empowerment delle donne attraverso la loro professione. Il reportage comprende sei storie di donne corredate di foto, che pubblicheremo nei prossimi giorni, successivamente alla presentazione che segue

Nonostante i notevoli progressi avvenuti negli ultimi quarant’anni in favore
della tutela internazionale delle donne, tra i quali la Convenzione di Beijing
del 1979 (CEDAW) e la Convenzione di Instanbul del 2011, ancora oggi 1
donna su 3, nel mondo, risulta essere stata vittima di violenza
psicologica o sessuale, quasi sempre esercitata dal partner o dall’ex.
Vivere esperienze di violenza, comporta seri danni alla salute psico-fisica della
donna che la conduce in uno stato di depressione, isolamento sociale e di
povertà (Rapporto OMS 2002). Le conseguenze di questo fenomeno, diffuso
globalmente e trasversalmente in tutte le classi sociali, costituiscono un
elevato costo sociale ed economico per la società stessa, come sostiene il
Direttore della Banca Mondiale Ede Ijjasz-Vasquez in questa
testimonianza: “To End Poverty, Eliminate Gender-Based Violence”
Uno dei 17 obiettivi della nuova Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile,
approvata dall’Onu il 27 settembre 2015, rimanda alla preminente necessità di
eliminare ogni forma di disuguaglianza di genere promuovendo, al tempo
stesso, la legittimazione di tutte le donne e ragazze (Goal 5. Achieve gender
equality and empower all women and girls).
Parlare di sviluppo sostenibile implica agire su tre fronti interconnessi fra
loro, quello economico, ambientale e sociale, in una prospettiva che, per la
prima volta nella storia, è stata accolta a livello globale e vedrà, nei prossimi
14 anni, i 193 Stati membri dell’Onu impegnati a conseguire i risultati attesi.
Violenza domestica, povertà, barriere socio-culturali nell’accesso
all’istruzione, al lavoro e al credito, fame, malnutrizione, basse o
inesistenti condizioni igienico-sanitarie, sono solo alcuni tra i problemi
che affliggono le donne e le ragazze nel mondo.
Anche in ambito occupazionale il gap di genere nel mondo è ancora marcato:
solo la metà delle donne lavora, contro i 3/4 degli uomini. A parità di
competenze le donne guadagnano meno degli uomini, a livello globale circa
il 24% in meno, oltre che con minori garanzie contrattuali. Se si considerano
le ore investite nel lavoro di cura, in ambito domestico, le donne inserite nel
mercato del lavoro affrontano giornate lavorative ben più lunghe rispetto agli
uomini, senza tuttavia ricevere alcun riconoscimento economico.
Lo sviluppo sostenibile si realizza, dunque, attraverso il programma d’azione
dei singoli Stati membri, definito dall’Agenda 2030, nella direzione di una
progressiva riduzione delle condizioni di vulnerabilità delle donne e
delle ragazze, investendo in istruzione e campagne di sensibilizzazione,
e in secondo luogo nella promozione del loro empowerment economico.
Con il concetto di empowerment, letteralmente “dare o conferire potere a
qualcuno”, le donne diventano attori della nuova strategia globale
attraverso l’accesso ai servizi finanziari, le competenze in ITC
(Information and Communications Technology), l’acquisizione di diritti per
l’accesso a risorse naturali ed economiche e quelli riguardanti l’eredità.
L’indipendenza economica in ambito professionale e l’auto-realizzazione,
rappresentano, oltre all’istruzione, i principali strumenti in grado di limitare i
rischi per le donne di trovarsi in condizioni di abusi e discriminazioni, anche se
come sappiamo tali rischi pervadono tutte le classi sociali, donne in carriera
comprese.
Se investire in sé stesse e nel proprio progetto di vita diventa un atto
rivoluzionario in Paesi come l’India, in altri rimane pur sempre un atto
di coraggio.

donne ricerca2

INTRODUZIONE AL REPORTAGE
Un progetto a cura di Sabrina Allegra e Stefano Di Marco

Il Reportage Empowering women through their job and passion nasce
dalla volontà di dare voce a quelle donne che conducono, dirigono e gestiscono
la loro attività professionale in modo enstusiasmante e intraprendente.
Obiettivo ultimo del progetto è di infondere quello stesso coraggio, di cui le
donne intervistate si fanno portavoce, fra le altre donne, quelle che per molti e
diversi motivi non trovano la forza e le risorse per credere in se stesse.
Un messaggio, dunque, delle donne per le donne.
Ho scelto di raccontare, attraverso lo strumento dell’intervista discorsiva e
della fotografia, le storie di 6 donne libere professioniste, imprenditrici e
artigiane, indagando le dimensioni di genere nei loro percorsi professionali e
del self-empowerment, ovvero l’auto-realizzazione attraverso la propria
passione, professione e carriera.
“Le fil rouge” di queste 6 storie di vita è la determinazione e il coraggio
(elementi chiave che emergono dalle interviste) nell’aver creduto in se stesse e
nell’essersi messe in gioco realizzando, giorno dopo giorno, la propria
passione, nonostante le difficoltà e gli ostacoli incontrati.
Le donne intervistate rappresentano un campione eterogeneo per età,
provenienza e settore professionale. Le nostre strade si sono incrociate in
alcuni casi per un piacevole caso, in altri per una serie di coincidenze e in un
altro caso ancora è stata la vita a sceglierci come sorelle.
Grazia è artigiana tessile, Francesca è proprietaria e Chef del suo bistrot,
Emanuela è grafica e illustratrice, Paola è fotografa, Adriana è fotografa e
videografa, Elisa è artigiana ceramista.

Confabitare si tinge di rosa con il progetto "Angelica"

in ECONOMIA E SOCIETA'

donna manager8 Marzo: l’associazione punta sulle donne

In occasione dell’’8 marzo l’’associazione dei proprietari immobiliari guidata da Alberto Zanni lancia su scala nazionale il “progetto Angelica” , fucina di idee e iniziative per sostenere e valorizzare il ruolo delle donne che operano nel settore immobiliare. La fase preparatoria della operazione si è conclusa pochi giorni fa a Bologna, con la costituzione di un comitato direttivo, tutto al femminile guidato da due copresidenti: Stefania Benni, segretario generale nazionale   di Confabitare e ideatrice del “progetto Angelica”, e Lucia Battiston in rappresentanza della “gemella” Confamministrare. Il primo evento pubblico si svolgerà a L’’Aquila: “una scelta simbolica, spiega la Benni, per dare un segno tangibile di solidarietà alle tante donne che in una città martoriata dal terremoto hanno mostrato coraggio ed efficienza pur tra mille difficoltà”. Entusiasta del progetto il Presidente Zanni: “con questa iniziativa intendiamo incentivare sempre più il ruolo delle donne all’’interno della nostra associazione e, più in generale, nel settore della casa dove operano fior di professioniste, non sempre considerate quanto meritano. Confabitare, al riguardo, ha sicuramente le carte in regola: il segretario generale nazionale è una donna e sono tantissime le donne che guidano sedi provinciali.Ma le quote rosa non c’entrano, da noi conta solo la meritocrazia””.

Se gli imprenditori "stranieri" colonizzano Torino

in ECONOMIA E SOCIETA'

stampa rep giornaliLA GANGALA VERSIONE DI GIUSI / di Giusi La Ganga

L’ ennesima conferma di una sostanziale pigrizia della borghesia imprenditoriale torinese, che trascura opportunità di investimento (e di rischio), soddisfatta di vivere degli allori del passato

E’ di questi giorni la notizia dell’acquisizione di un’importante clinica privata torinese da parte di un gruppo lombardo specializzato in investimenti sanitari.

Non è il primo caso, anzi. La sanità privata in Piemonte è principalmente in mano a due soggetti cresciuti e consolidatisi in Lombardia.

Qualcuno potrebbe osservare che non c’è nulla di male: nuovi investimenti privati nella sanità sono certamente benvenuti.

Ma il punto non è questo.   Questa vicenda è la conferma, ennesima, di una sostanziale pigrizia della borghesia imprenditoriale torinese, che trascura opportunità di investimento (e di rischio), soddisfatta di vivere degli allori del passato.

Due giorni fa è stato annunciato che La Stampa è stata venduta a Carlo Debenedetti e sarà incorporata nel gruppo editoriale di Repubblica-Espresso.

John Elkann ha spiegato ai giornalisti in assemblea che si tratta di una scommessa sul futuro. Sarà. Ma è assai probabile che, magari non subito, i due giornali diventino uno. La redazione torinese di Repubblica potrebbe scomparire e la redazione della Stampa essere ridimensionata, delegando l’informazione nazionale e internazionale al quotidiano fratello. Con effetti evidenti non solo sul pluralismo informativo ma anche sull’occupazione giornalistica.

Se a questo si aggiunge il disimpegno della famiglia Agnelli dal Corriere della Sera il quadro è completo e non incoraggiante.

Sono due vicende assai diverse ma significative del problema grave che travaglia la nostra comunità torinese e piemontese. Gli investimenti per rilanciare economia e sviluppo scarseggiano.

Certo, ci sono esempi in controtendenza. Giovani intraprendenti avviano nuove attività, le aziende che lavorano per l’export resistono o si espandono. Ma gli effetti percepiti dalla gente sono ancora quelli di una crisi da cui si fatica ad uscire e a cui le energie economiche locali faticano a dare un contributo efficace. Ma non so se affidarsi solo ad apporti esterni, quando arrivano, sia una cosa giusta.

Ci sono possibilità per un comune unico del Chivassese ?

in ECONOMIA E SOCIETA'

Un progetto di innovazione amministrativa, basato sul pensiero olivettiano e che, recentemente, sembra avere trovato una certa sponda nella Città Metropolitana di Torino, non soltanto nell’area del Chivassese (dove i comuni di Chivasso e Castagneto Po hanno iniziato un processo di fusione con incorporazione) ma anche nell’Eporediese

chivassoCi sono degli spiragli concreti per arrivare ad un comune unico del Chivassese ? E l’interrogativo che il recente convegno che si è svolto alla Biblioteca MoviMente di Chivasso, a cura dell’associazione culturale Identità Comune che da qualche anno sta portando avanti un progetto di innovazione amministrativa, basato sul pensiero olivettiano e che, recentemente, sembra avere trovato una certa sponda nella Città Metropolitana di Torino, non soltanto nell’area del Chivassese (dove i comuni di Chivasso e Castagneto Po hanno iniziato un processo di fusione con incorporazione) ma anche nell’Eporediese. Il presidente Carlo Fontana ha affermato, senza mezzi termini come è sua abitudine, che “I nostri comuni saranno presto un’istituzione soltanto formale, senza più competenze, la comunità sarà in balia di decisioni prese a livello sempre più alto dove non solo località come Chivasso, Caluso e Lauriano, ma tutto il Chivassese, conterà meno di un isolato di Torino”. L’obiettivo dell’associazione, ha spiegato Fontana è quello di “Comuni in salute e forti come possono esserlo solo se di dimensioni adeguate all’orizzonte della comunità attuale”. Opinione che si riscontra anche nelle parole di Sergio Conti, presidente della Società Geografica Italiana per cui “è indispensabile passare dagli attuali 16mila enti amministrativi a poche centinaia e ridurre i livelli amministrativi territoriali a due, Regioni e Comuni”. Da Vienna dove vive e lavora, è intervenuto in videoconferenza, Tomas Carini, autore del libro “Democrazia a Km0” che contiene l’analisi condotta dall’associazione. “Prendendo il Chivassese come esempio delle comunità territoriali italiane, soltanto un comune unico per il Chivassese che si rapporti con la CittàCHIVASSO Metropolitana e soprattutto la Regione, senza enti intermedi, può creare un’alleanza tra Chivasso ed i comuni dell’area omogenea, garantendo che le decisioni vengano prese sul territorio con un solo sindaco e nove assessori”. A raccogliere questa sfida sono stati i sindaci di Chivasso, Libero Ciuffreda e di Castagneto Po, Giorgio Bertotto che hanno presentato l’iniziativa in corso tra i due rispettivi comuni per arrivare ad una prima semplificazione. Sui benefici delle fusioni, invece, si è soffermato Luca Beccaria, esperto in diritto amministrativo, mentre nel dibattito è intervenuto a sostegno delle fusioni, Aldo Gandolfi per l’associazione Ami una Città che persegue la fusione in un unico comune dell’area omogenea dell’Eporediese. Si sono invece schierati nettamente contro l’idea di fusione i primi cittadini di Rivalba, Davide Rosso, e di Cavagnolo, Mario Corsato, che hanno elogiato l’economicità e la bontà delle loro amministrazioni, intravvedendo la causa del declino del Chivassese nella mancanza di investimenti e di soluzioni ai problemi del territorio, unitamente alla mancanza di un’azione incisiva collettiva da parte dei Comuni e soprattutto degli enti superiori. “Proprio questo – ha concluso Fontana – dimostra che, quando i Comuni sono troppi e troppo piccoli, è difficile anche solo riunirsi attorno ad un tavolo, figurarsi prendere degli impegni e realizzarli”.

Massimo Iaretti

 
 

L'assessore e il vescovo dopo il Burkina Faso

in ECONOMIA E SOCIETA'

CERUTTILa popolazione del Burkina Faso, hanno testimoniato i cooperanti, ha voglia di democrazia, ma deve confrontarsi quotidianamente con il terrorismo che mira alla destabilizzazione e all’indottrinamento

L’assessore regionale alla cooperazione decentrata Monica Cerutti ha incontrato il vescovo di Pinerolo, monsignor Pier Giorgio Debernardi ed i cooperanti piemontesi che erano stati bloccati in Burkina Faso nell’ambito del proetto Endam e che sono stati bloccati durante l’attentato all’hotel Splendid nella capitale Ouagadougou. “La Regione ha individuato quell’area di intervento per le proprie politiche finalizzata a contrastare le difficili condizioni di vita che costituiscono terreno fertile per l’estremismo ed il terrorismo e continuerà a sostenere iniziative di sviluppo locale in quel paese, come ci è stato chiesto dai cooperanti” ha detto Monica Cerutti. La popolazione del Burkina Faso, hanno testimoniato i cooperanti, ha voglia di democrazia, ma deve confrontarsi quotidianamente con il terrorismo che mira alla destabilizzazione e all’indottrinamento. Quello che chiedono gli abitanti del Burkina Faso è di non essere abbandonati da imprenditori e associazioni che operano nella cooperazione internazionale.

Massimo Iaretti

Fassino apre il quartier generale: "il posto delle idee"

in ECONOMIA E SOCIETA'

fassino logofassino 33Aperto in uno dei quartieri più “difficili” della città, multietnico e “simbolo delle trasformazioni e della rinascita del capoluogo piemontese”
 

Il sindaco uscente e ricandidato Piero Fassino ha inaugurato la sede del proprio comitato elettorale in Borgo Aurora. Il primo cittadino lo definisce “cabina di regia e luogo di ascolto in cui raccogliere le proposte, le  problematiche e  le speranze dei cittadini. Un ” posto delle idee” aperto in uno dei quartieri più “difficili” della città, multietnico e “simbolo delle trasformazioni e della rinascita del capoluogo piemontese”, commenta Fassino. Da qui alle elezioni la sede sarà il quartiere generale della campagna elettorale. “Il nostro programma parte dal lavoro di questi anni – dice Fassino – in cui abbiamo costruito le condizioni per aprire la città ad una nuova fase di sviluppo e di crescita”.

Casa, ecco le agevolazioni della Legge di Stabilità

in ECONOMIA E SOCIETA'

La Legge di Stabilità contiene una serie di agevolazioni riguardanti gli acquisti di immobili e la ristrutturazione di immobili, nonché detrazioni per spese per l’acquisto di mobili (cosiddetto “bonus mobili”)

Di Giuseppe Nesci*

casa

Esaminiamo ora le sole agevolazioni riguardanti l’’acquisto della casa, riservando eventualmente ad un successivo approfondimento l’’indicazione delle altre agevolazioni riguardanti le ristrutturazioni e i bonus per l’’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Nuova detrazione IRPEF dell’IVA per acquisto di immobili

Il comma 56 dell’art. 1 della Legge di Stabilità ha previsto una detrazione dal reddito imponibile IRPEF del 50% dell’’IVA corrisposta per l’’acquisto di unità immobiliari, purché ricorrano le seguenti condizioni:

–         l’’acquisto sia effettuato entro il 31/12/2016;

–         si tratti di unità immobiliari a destinazione residenziale di classe energetica A o B;

–         l’’acquisto venga effettuato nei confronti dell’’impresa che ha costruito (o ristrutturato l’immobile).

La detrazione, che come si è detto è pari al 50% dell’IVA dovuta sul corrispettivo d’’acquisto, è ripartita in dieci quote annuali.

Novità in materia di agevolazione per l’’acquisto della prima casa

 

E’ noto che l’’acquisto della prima casa gode di agevolazioni ai fini dell’’applicazione delle imposte indirette, ed in particolare registro ed IVA, che vengono applicati nella misura ridotta rispettivamente del 2% e del 4%.

Fino al 31/12/2015 tali agevolazioni erano concesse a condizione che, al momento dell’’acquisto, l’’acquirente non fosse proprietario o titolare di diritti di abitazioni già acquisite con le agevolazioni medesime.

In sostanza, chi aveva già acquistato un’’abitazione con le agevolazioni previste per l’’acquisto della prima casa non poteva acquistare un’’abitazione con i medesimi benefici, se precedentemente non avesse venduto la prima.

La Legge di Stabilità ha previsto che, in tale ipotesi, l’’agevolazione può essere ugualmente concessa, purché la precedente abitazione acquistata con i benefici della prima casa venga ceduta entro un anno dal nuovo acquisto.

Detrazione per l’’acquisto di immobili interamente ristrutturati

 

Si tratta di una detrazione applicabile al reddito imponibile IRPEF spettante in caso di acquisto di unità immobiliari site in fabbricati interamente recuperati da imprese tramite interventi di restauro e/o risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia.

Affinché l’’acquirente possa fruire di tale agevolazione gli immobili debbono essere venduti dall’’impresa di costruzione entro 18 mesi dalla fine dei lavori.

La detrazione spetta nella misura del 50% del valore degli interventi eseguiti, che si assumono pari al 25% del corrispettivo di vendita.

L’’importo massimo del valore degli interventi che possono fruire di tale detrazione è di 96.000.000 euro; la detrazione massima spettante è del 50%, quindi di 48.000.000 euro (la detrazione è ripartita in dieci quote annuali).

Estromissione dell’’immobile strumentale dell’’imprenditore individuale

In tema di agevolazioni per i trasferimenti immobiliari vale la pena citare l’’agevolazione relativa all’’estromissione dell’’immobile strumentale dell’’imprenditore individuale.

Non si tratta di un vero e proprio trasferimento, bensì di un passaggio dell’immobile dalla sfera imprenditoriale a quella “privata”.

L’’agevolazione è particolarmente vantaggiosa; qui di seguito se ne illustrano i tratti essenziali.

Immobili interessati all’’agevolazione

Devono essere immobili strumentali per natura o per destinazione.

Non rientrano gli immobili di civile abitazione non utilizzati per l’’esercizio dell’’impresa.

Gli immobili devono essere posseduti al 31/10/2015 e da tale data avere i requisiti di strumentalità.

Imposta sostitutiva sulle pluvalenze

Sulla plusvalenza determinata dalla differenza tra il valore catastale dell’’immobile e il costo fiscale è dovuta un’’imposta sostitutiva dell’8%.

Il pagamento dell’’imposta deve essere effettuato per il 60% entro il 30/11/2016 e per il 40% entro il 16/06/2017.

Regime Iva Applicabile

Se gli immobili sono stati acquistati con addebito e detrazione dell’IVA l’’estromissione è esente da IVA; può essere imponibile su opzione.

Se l’’immobile è stato acquistato senza addebito di IVA, l’estromissione è fuori dal campo di applicazione.

Sarà necessario nel primo caso (acquisti con addebito e detrazione dell’IVA) effettuare una rettifica della detrazione, qualora non siano trascorsi dieci anni dall’’acquisto.

Termine

L’’opzione per l’’estromissione deve essere effettuata entro il 31/05/2016

*Studio Dott. Giuseppe Nesci

Via Santa Teresa 23 10123 Torino

Tel 0118394592 –Fax 0118395906

(Foto: il Torinese)

 

La "filiera colta" apre il primo negozio

in ECONOMIA E SOCIETA'

GARAU2IL MONDO DEL BIO / di Ignazio Garau*

Diminuire i passaggi tra produttore e consumatore, abbattere le spese di trasporto, i costi e l’inquinamento conseguenti, garantire tracciabilità e rintracciabilità, fornendo al cittadino informazioni sulla qualità, la provenienza e la metodologia utilizzata per la creazione del cibo sono un’esigenza ormai inderogabile. Ma occorre approntare nuovi percorsi e nuovi strumenti

Aprirà nelle prossime settimane a Torino il primo negozio dedicato interamente alla “filiera colta”. Sarà il primo punto vendita della rete “BottegainBio” e sarà collocato nella galleria commerciale del Mercato Coperto di Corso Racconigi n. 51.

mercato 12Diminuire i passaggi tra produttore e consumatore, abbattere le spese di trasporto, i costi e l’inquinamento conseguenti, garantire tracciabilità e rintracciabilità, fornendo al cittadino informazioni sulla qualità, la provenienza e la metodologia utilizzata per la creazione del cibo sono un’esigenza ormai inderogabile. Ma occorre approntare nuovi percorsi e nuovi strumenti.

“Filiera corta” e “Km0” sono termini di cui si è abusato frequentemente negli ultimi anni, proponendoli come risposta e soluzione ai problemi di malfunzionamento della filiera distributiva agroalimentare. Si tratta di definizioni che se da una parte hanno consentito di evidenziare un problema, dall’altra non hanno dato una risposta esaustiva alla questione della sostenibilità delle produzioni.

L’esperienza dei Gruppi d’acquisto è importante e coinvolge un numero dì significativo di persone e di famiglie, le vendite dirette, a partire da quelle realizzate nei mercati dei produttori sono utili, ma per quanto immaginiamo possa svilupparsi il rapporto diretto produttore-consumatore, non potrà che essere una piccola parte dei consumi complessivi (l’8, massimo il 10% dei consumi). I Gruppi di acquisto funzionano grazie all’impegno di pochi volontari, che quando vengono meno portano alla conclusione dell’esperienza.

Così anche il “Km0”, slogan molto efficace utile a sottolineare l’esigenza di un rapporto importante con il territorio in cui viviamo per l’approvvigionamento alimentare, ma che tralascia spesso e volentieri il tema dell’impatto sull’ambiente (e sulla nostra salute) della produzione agricola. Un prodotto può essere a Km0, ma non necessariamente è sostenibile.

E poi, come rispondere alla necessità di approvvigionarci di prodotti tipici di territori più lontani (agrumi, olio evo, ecc.) ormai entrati a far parte del paniere della nostra spesa? Senza contare che poi il cibo ha da sempre accompagnato l’uomo nelle sue migrazioni, diventando dono, strumento di condivisione e di conoscenza e, quindi, diventa problematico e anche non conveniente confinare i cibi in una ristretta area geografica. E poi, come giustificare il vanto italiano di un settore agroalimentare le cui esportazioni sono in costante crescita?

Ecco allora la scelta di costruire la filiera colta, un nuovo modo di gestire il tragitto del cibo tra il campo e la tavola, la nostra relazione con il cibo quotidiano, coinvolgendo nuovi protagonisti e figure professionali: il dettaglio specializzato, che, in questa nuova dimensione di relazioni e consapevolezze, può recuperare un suo ruolo e una sua funzione di servizio indispensabile e conveniente e la ristorazione, commerciale e collettiva, che è diventata protagonista nelle nostre esperienze alimentari quotidiane.

Una scelta che consente di progettare e programmare un nuovo modello di relazioni tra le aree urbane e i territori rurali, di definire “politiche alimentari sostenibili” per le città.

Il primo aspetto che caratterizza la “filiera colta” è la scelta del modello di agricoltura, un’agricoltura biologica e contadina, capace di coniugare diritti degli agricoltori e dei consumatori, sviluppo rurale e sicurezza alimentare: un’esperienza concreta e positiva, efficiente e produttiva, capace di garantire la sopravvivenza dei piccoli agricoltori, perseguendo la protezione della biodiversità e delle identità culturali, coerente con l’obiettivo di favorire una sostenibilità complessiva, una migliore qualità dei territori e della vita per tutti.

Anziché ricercare ulteriormente l’industrializzazione e la globalizzazione della produzione alimentare, occorre impegnarsi per sostenere la conversione all’agricoltura biologica di interi territori, cioè alla produzione sostenibile, appropriata alle specificità locali e su piccola scala.

Il secondo aspetto è l’alleanza tra produttori e cittadini co-produttori, per superare le distorsioni create dall’attuale catena distributiva, che sconta la preminenza della GDO e delle multinazionali alimentari, orientate ad agire su scala sovranazionale e intercontinentale prescindendo dai contesti locali, modello che pretende una industrializzazione e standardizzazione del prodotto alimentare, che comporta sprechi e assorbe la maggior parte del valore di vendita dei prodotti, a scapito appunto dei due protagonisti principali, gli agricoltori e i consumatori.

La consapevolezza che “mangiare è un atto agricolo” come efficacemente sostiene Wendel Berry, evidenzia la necessità di superare il concetto di consumatore come terminale passivo del processo produttivo – distributivo, per restituirgli il ruolo attivo di co-produttore a tutti gli effetti, alleato dell’agricoltore (o dell’artefice alimentare) e co-involto/co-interessato nella produzione agroalimentare.

L’affermazione del cittadino co-produttore porta conseguentemente a una contaminazione del ruolo dell’agricoltore, che diventa agri-tutore e agri-cultore, proprio per una sorta di acquisizione di nuove, o forse in alcuni casi antiche e abbandonate, “culture” nel complesso rapporto di collaborazione con la terra, intesa nel senso di grande essere vivente – terra madre, e con il territorio, luogo delle inter-relazioni.

Un percorso, dunque, che genera nuove collaborazioni, nuovi referenti e porta a ridefinire il rapporto dei prodotti con i territori di produzione e con i territori di consumo, le città le grandi aree urbane dove tende a concentrasi la maggior parte della popolazione mondiale. Conservando le differenze e non appiattendo-globalizzando si potrà rilanciare veramente l’alleanza tra l’agricoltore-agritutore biologico, (colui che tutela i territori e la vita con tutte le sue alleanze di questi territori) e il consumatore avveduto e co-involto in una sorta di sinergia Steineriana moderna e qualificante.

BottegainBio, un nuovo punto vendita dove conoscere il proprio cibo quotidiano e acquistarlo a prezzi convenienti, incontrare i produttori, informarsi e partecipare alle tante iniziative conviviali che saranno programmate.

*Presidente Italiabio

ciao@italiabio.net

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