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ECONOMIA E SOCIETA’ - page 276

Innovation marketing

in ECONOMIA E SOCIETA'

Offrire il prodotto giusto al cliente giusto, un must per tutte le aziende

di Antonio De Carolis

Le aziende moderne lavorano oggi su più fronti per acquisire e mantenere un posizionamento da leader sul mercato.La competizione non è più legata al solo prodotto e alla sua qualità, ma anche e soprattutto a una serie di altri fattori fondamentali, tra i quali la distribuzione, il prezzo, il package e la comunicazione.Quest’ultima, in particolare, è strategica per trasferire al più alto numero di consumatori possibili le reali caratteristiche del prodotto/servizio offerto ed i vantaggi che esse porteranno se decideremo di effettuare l’acquisto.Ci piace pensare che la comunicazione pubblicitaria rappresenti lo strumento con il quale l’azienda riesce a far vivere un’esperienza sensoriale, molto prossima a quella dell’utilizzo del bene proposto.Ma quali sono i canali che un’azienda può utilizzare? Tantissimi !!!

Una decina di anni fa avremmo sinteticamente detto:

TV, radio e cinema per la pubblicità sui media.

Giornali e riviste per la pubblicità sulla stampata

Insegne, vetrofanie, espositori per la pubblicità sul Punto Vendita

Biglietti da visita, cataloghi, flyer, gadget per la pubblicità diretta

.

Molti, ma comunque ristretti rispetto a quelli che oggi si vanno ad aggiungere attraverso internet.Il web infatti non sostituisce, ma affianca la pubblicità tradizionale con le sue innumerevoli possibilità. Il sito non è la sola possibilità, anzi molti sostengono che comunicare solo attraverso il sito sia come avere un negozio e non farlo sapere a nessuno.

 

Non è pensabile, se si vogliono raggiungere risultati concreti, non considerare attività come l’e-mail marketing, l’e-commerce, la pubblicità sui motori di ricerca, il SEO (Search Engine Optimization) per posizionarsi meglio degli altri competitor nei risultati di ricerca insieme a tutte le altre varianti connesse quali ad esempio SEM ( search engine marketing) e SEA (search engine advertising) oltre al video marketing (brevi video inseriti sul web) e i social network, sino ad arrivare al marketing virale per i più esperti. Come possiamo ben capire stiamo parlando di un mondo dove la competenza è indispensabile perché i budget che le aziende hanno a disposizione sono sempre più contenuti rispetto al passato. Al di sotto di un certo livello di investimento, però, è meglio non scendere perché, come affermava Henry Ford, fondatore dell’omonima casa automobilistica americana, “Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l’orologio per risparmiare il tempo”. Il marketing ideale, si sa, mira a fornire strumenti che consentano all’azienda di produrre ciò che il mercato ricerca, evitando investimenti inutili e magazzini pieni di merce invenduta e, recentemente, per cercare di avvicinarsi a quest’obiettivo ci si è affidati alle neuroscienze. Per definirle meglio, possiamo chiedere aiuto al premio Nobel Eric Kandel che, attraverso il libro “Principi di Neuroscienze”, edito da C.E.A. Casa Editrice Ambrosiana – Divisione di Zanichelli Editore, aiuta a comprendere i processi mentali attraverso i quali le persone percepiscono, agiscono, imparano e ricordano. Questa nuova frontiera prende il nome di neuromarketing e studia i fenomeni psicologici che spingono una persona a fare certe scelte anziché altre quando ci trova, ad esempio, di fronte ad uno scaffale di un supermercato e si deve comprare un pacco di pasta.

 

Tutti noi siamo consumatori, e ogni nostra scelta identifica le nostre preferenze e i nostri “comportamenti tipo” quando siamo in fase d’acquisto, Se condividiamo queste informazioni con altri, non sarà difficile profilarci al meglio proponendoci solo prodotti che sono realmente di nostro interesse. Molto probabilmente non ce ne rendiamo sempre conto ma, quando affermiamo di conoscere i gusti di nostra moglie, nostro figlio o un nostro amico, stiamo facendo una profilazione. E’ un po’ la logica del barman che, quando ci vede entrare nel locale, ci riceve con un sorriso e ci dice: “Signore buongiorno! Le servo il solito?” Anche se, per alcuni di noi, tutto ciò potrà sembrare eccessivo, “invadente” e forse anche non sempre rispettoso del privato, ricordiamoci che quest’attività rappresenta “lo strumento” e di per sé ’ uno strumento è sempre “neutro” fino a quando non viene utilizzato in un modo o in un altro.. E’ l’utilizzo di queste informazioni o il loro abuso a rendere lo strumento asfissiante e poco gradito quando qualcuno vuole venderci qualcosa “a tutti i costi”. La preparazione professionale e la capacità di relazione di chi svolge attività di marketing o di vendita fanno la vera differenza e rendono uno strumento sofisticato un valido aiuto o un elemento negativo della negoziazione. Le aziende, per evitare comportamenti inadeguati e estremamente nocivi per la branding reputation, investono sempre di più nella preparazione delle proprie risorse anche perché il consumatore finale è sempre più esperto e ben conosce gli argomenti da utilizzare per tutelare la propria privacy e garantirsi la massima trasparenza. Dobbiamo sinceramente osservare che queste tecniche sono di grande supporto per arrivare prima possibile ad offrire “il prodotto giusto al cliente giusto” e limitano possibili acquisti inadeguati e inutili perdite di tempo. In chiusura però, ci piace pensare che la volubilità e la sensibilità di ognuno di noi siano tali da modificare ogni tipo di ricerca o di studio e questo serve a mantenere sempre vivo quell’alone di imprevedibilità che ci rende diversi uno dall’altro.

Buon lavoro a tutti e buoni acquisti .

 

 

Antonio DE CAROLIS

Presidente CDVM Club Dirigenti Vendite e Marketing

presso Unione Industriale di Torino

www.cdvm.it

Assegno di ricollocazione per tremila disoccupati

in ECONOMIA E SOCIETA'

Sono 3.000 in Piemonte i disoccupati che stanno ricevendo in questi giorni le lettere della Regione Piemonte e dell’Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) con le quali vengono invitati ad aderire all’Assegno di ricollocazione, la nuova misura sperimentale che si propone di aiutare chi ha perso un lavoro a trovarne un nuovo. Lo hanno reso noto l’assessore regionale al Lavoro, Gianna Penteneroe il presidente dell’Anpal, Maurizio Del Conte. L’importo dell’Assegno va da 1.000 a 5.000 euro a seconda dell’occupabilità del lavoratore: non sarà dato direttamente al lavoratore ma agli operatori dei servizi per l’impiego (centri per l’impiego e agenzie accreditate) solo se  sarà raggiunto il risultato cioè un contratto a tempo indeterminato o determinato di almeno sei mesi. Intanto è partito a fine dicembre il buono servizi al lavoro, misura regionale complementare che si rivolge ai disoccupati con o senza ammortizzatori e ai soggetti svantaggiati: finora sono state prese in carico 2.880 persone i cui 2.345 disoccupati e 535 svantaggiati: 292 sono state inserite in tirocinio, 160 sono stati avviati al lavoro. Pentenero e Del Conte hanno visitato il Centro per l’impiego di Rivoli, Prima Industrie e andranno nel pomeriggio nello stabilimento Fca di Mirafiori.

“Sono due – ha dichiarato Del Conte – le strade che stiamo percorrendo. La prima è quella volta ad agevolare il riassorbimento nel mondo del lavoro delle persone che ne sono state espulse. Proprio in questi giorni è partita la fase sperimentale dell’Assegno di ricollocazione, che coinvolgerà 30.000 persone in tutta Italia. La seconda mira a prevenire la disoccupazione giovanile, attraverso l’alternanza scuola-lavoro. È importante avvicinare gli studenti alle imprese, perché ci sono competenze che non si imparano ex cathedra. Per questo abbiamo sviluppato un piano di formazione e di servizio di tutoraggio per le scuole, dove verranno inviati dei ‘facilitatori’ che affianchino gli istituti nelle pratiche burocratiche e nei rapporti con le imprese, attività per cui spesso non hanno le risorse”.

www.regione.piemonte.it

Il robot che insegna matematica agli studenti

in ECONOMIA E SOCIETA'

In classe fino a maggio un’iniziativa didattica innovativa di Fondazione CRT con Dschola e Comau per circa 3.000 studenti piemontesi dai 6 ai 19 anni

 


Un robot per aiutare gli studenti a imparare materie scolastiche curricolari, come matematica e arte, stimolandone la capacità di apprendimento attraverso l’uso interattivo delle nuove tecnologie. È l’obiettivo del progetto Robo-Scuola, realizzato dall’associazione Dschola in partnership con la Fondazione CRT e Comau per circa 3.000 studenti piemontesi dai 6 ai 19 anni e un centinaio di docenti. Fino a maggio saranno coinvolte complessivamente 38 scuole, di cui 14 primarie, 11 secondarie di primo grado e 13 secondarie di secondo grado, che già partecipano al progetto Diderot della Fondazione CRT.

Robo-Scuola è un’iniziativa didattica innovativa, sia per le modalità di lavoro proposte sia per le sue finalità: per la prima volta, infatti, l’apprendimento scolastico in classe viene facilitato da una collaborazione interattiva “studente-robot”. Per gli alunni non si tratterà di cimentarsi con lo studio della Robotica – come già accade in diverse realtà scolastiche – ma di utilizzare il robot come un vero e proprio strumento didattico, capace rendere più intuitiva e affascinante la comprensione di normali materie di studio, quali la matematica e l’arte.

Il progetto Robo-Scuola è l’esempio concreto di come le tecnologie avanzate possano essere utilizzate per sviluppare una nuova modalità di apprendimento, capace di integrare e supportare al meglio gli strumenti e le metodologie didattiche tradizionali insieme e accanto agli insegnanti. A lavorare tra i banchi di scuola con i giovani alunni sarà progettato e realizzato da Comau in modalità “aperta”, proprio per essere utilizzato a fini didattici ed educativi.

“Attraverso uno strumento come il robot, vicino al ‘linguaggio’ dei ragazzi, portiamo nelle scuole del territorio metodologie didattiche ad alta innovazione, capaci di diventare vere e proprie best practice per il Paese – afferma il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci –. Robo-Scuola viene sperimentato per la prima volta nelle classi del progetto Diderot della Fondazione CRT, che offre ogni anno a migliaia di studenti l’opportunità di avvicinarsi in modo creativo e stimolante a discipline in ambiti molto vari, affiancando e integrando il lavoro quotidiano svolto dagli insegnanti”.

“Comau è orgogliosa di partecipare ad un progetto innovativo come Robo-Scuola, insieme a dei partner di grande valore come la Fondazione CRT e l’associazione Dschola e a numerose scuole del territorio piemontese – afferma Donatella Pinto, Responsabile delle Risorse Umane di Comau –. Questo programma di studio dimostra concretamente l’importanza che i robot possono assumere anche in un contesto educativo e con finalità didattiche. Il robot assume infatti i caratteri di uno strumento di lavoro per allievi e insegnati, utile per sviluppare nuove competenze all’interno di un panorama formativo in continua evoluzione e aperto al cambiamento”.

Ogni scuola coinvolta partecipa al progetto con tre diverse classi: gli studenti sono chiamati a frequentare un modulo specifico, che prevede una lezione di arte o di matematica, della durata di 100 minuti, facilitati dalla presenza di un divulgatore scientifico. Gli alunni dovranno imparare in primo luogo a conoscere come funziona un robot e i quali sono i suoi componenti, assemblandone alcune parti. Il robot che verrà “creato” in aula sarà poi utilizzato dagli studenti per svolgere le diverse attività didattiche. I risultati di apprendimento raggiunti grazie a Robo-Scuola saranno valutati dai docenti in base a parametri e obiettivi stabiliti nelle fasi preliminari del progetto.

Per facilitare l’apprendimento della matematica, ad esempio, gli studenti delle scuole primarie avranno il compito di movimentare sagome di figure geometriche mediante un robot su cui è montata una pinza, per poi collocarle in un’area definita di cui dovranno calcolare il perimetro. Nelle scuole secondarie, invece, grazie a un robot dotato di uno strumento grafico, gli allievi dovranno individuare dei punti nello spazio e tracciare delle curve su un piano cartesiano.

Per gli studenti delle scuole primarie e secondarie che frequenteranno il modulo di arte, invece, il progetto Robo-Scuola sarà dedicato alle invenzioni di Leonardo da Vinci, che verranno studiate e confrontate con l’uso delle moderne tecnologie robotizzate. Grazie all’impiego del robot saranno eseguite le operazioni tipiche di alcune macchine inventate da Leonardo: ad esempio, la capacità di movimentazione di oggetti condotta da un robot attraverso una pinza, sarà messa in analogia con quella della gru ideata dal famoso scienziato.

Oltre al percorso didattico in aula, il progetto Robo-Scuola dà agli istituti coinvolti anche la possibilità di partecipare a un bando di concorso sul tema della “cooperazione tra robot ed esseri umani”. Entro l’8 aprile 2017 gli studenti dovranno inviare un elaborato (foto, video, disegno, ecc…) al comitato organizzatore.

29 Marzo, il Consiglio regionale in seduta per i 60 anni di Europa

in ECONOMIA E SOCIETA'

Mercoledì 29 Marzo, alle ore 10.00,  si terrà nell’Aula di Palazzo Lascaris la seduta aperta del Consiglio regionale del Piemonte in occasione del 60° anniversario dei Trattati di Roma che, nei fatti, rappresentarono l’atto costitutivo dell’Unione Europea. Sessant’anni fa, il 25 marzo 1957 , nella sala degli Orazi e Curiazi in Campidoglio, furono firmati i Trattati istitutivi della Comunità Economica Europea (CEE) e della Comunità Europea dell’Energia Atomica (Euratom) a Roma. I paesi firmatari erano soltanto sei: Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo. Questi stessi paesi, nel 1951, avevano dato vita alla Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca). Queste furono le tappe fondamentali dell’avvio del lungo processo di unificazione europea. Obiettivo della CEE era la creazione di un mercato comune europeo attraverso l’abolizione progressiva dei dazi e contingenti doganali tra gli Stati membri, nonché l’adozione di politiche agricole, commerciali e dei trasporti comuni. L’Euratom, invece, si proponeva come obiettivo principale la formazione ed una rapida crescita delle industrie energetiche. Per l’Italia firmò l’allora Presidente del Consiglio, Antonio Segni, mentre per la Germania il Cancelliere Adenauer. A Roma, quel giorno , pioveva a dirotto, e si narra che ci fu chi azzardò profezie di buon auspicio, parafrasando un noto proverbio dedicato alle spose. I Trattati di Roma entrarono in vigore a partire dal 1 gennaio del 1958 e vanno considerati ,a tutti gli effetti, come l’atto costitutivo dell’Unione Europea.

Marco Travaglini

ZTL fino a sera? I commercianti non ci stanno

in ECONOMIA E SOCIETA'

Affisso sulle vetrine dei negozi, spunta un cartello di protesta contro il prolungamento dell’orario Ztl

In questi giorni si sta facendo sentire sempre di più, la protesta dei commercianti della zona centrale di Torino contro i piani della sindaca Chiara Appendino e della sua giunta. L’esecutivo di Palazzo Civico ha dichiarato di avere in programma, infatti, il prolungamento dell’ orario della Zona traffico limitato, portando il divieto di transito fino a sera. Il simbolo della protesta è un cartello bianco, affisso sulla vetrina di ogni negozio, con la scritta a caratteri cubitali : “NO ZTL PROLUNGATA”. La mobilitazione è partita in maniera spontanea e silenziosa (almeno per il momento), da un gruppo di commercianti dell’area pedonale di via Giovanni Amendola, per poi estendersi piano piano anche alla maggior parte dei negozi di via Roma e delle zone limitrofe. “Vogliono prolungare la fascia oraria della zona Ztl fino alle 19”- recita il manifesto appeso dietro ogni vetrina- “I negozianti- conclude l’avviso- chiedono di ridurla alle 9e30 in modo da facilitare il commercio”. Maria Lapietra, assessora alla Mobilità, ha però ancora confermato nei giorni scorsi, la volontà di rivedere e con molta probabilità modificare, gli orari della Ztl.

Apre il Torino Outlet Village: lavoro per 600 addetti

in ECONOMIA E SOCIETA'

Apre i battenti dopo meno di due anni  di lavori il Torino Outlet Village, la shopville del lusso frutto di un investimento da 100 milioni di euro. Si estende su 20.000 metri quadri alle porte della città, a Settimo. Ulteriori 12.000 metri sono previsti, con 90 boutique di grandi brand come Armani, Gucci, La Perla, Nike, Michael Kors, Nike, Roberto Cavalli, Trussardi e con sconti fino al 70% tutto l’anno. Il centro è stato realizzato da Arcus Real Estate, società del gruppo Percassi, e resterà aperto tutto l’anno tranne a Natale e Capodanno. Il simbolo dell’Outlet Village, che dà lavoro a 600 persone, è un obelisco di 85 metri. Tra gli obiettivi attirare i turisti che arrivano in Piemonte, con una stima di 6 milioni di clienti l’anno.

Già da record l’edizione del Salone del Libro 2017. Sono 350 gli editori iscritti, più dell’anno prima

in ECONOMIA E SOCIETA'

L’anno precedente si era concluso con 320 editori in totale. Ad oggi si hanno già una ventina di iscritti in più

 

Il Salone del libro di Torino incassa il primo importante risultato. A due mesi dall’evento – ricordiamo che il Salone si svolgerà al Lingotto dal 18 al 22 maggio – gli espositori hanno risposto con entusiasmo, raggiungendo già un numero maggiore rispetto a quello dell’anno precedente. Sono 350 gli espositori che si sono iscritti per partecipare alla Book Fair torinese, mentre erano 330 quelli totali della scorsa edizione. “Avevo un po’ sfidato la scaramanzia pronosticando per la primavera sorprese positive anche in termini di partecipazione degli espositori  – dichiara a Repubblica il direttore del Salone, Nicola Lagioia – ” Fortunatamente non si è peccato d’ottimismo e questo significativo dato premia innanzitutto la squadra della Fondazione che, sia sul piano professionale che relazionale, sta portando avanti senza sosta da ottobre, un lavoro intensissimo.”

Quale cognome per i figli? Una battaglia per i diritti

in ECONOMIA E SOCIETA'

Si è svolto oggi a Palazzo Lascaris il convegno “Quale cognome per i figli?”, promosso dallo Zonta Club International con il patrocinio della Consulta Femminile regionale. L’incontro ha tratto spunto dalla recente sentenza della Corte Costituzionale 286/2016 che prevede che d’ora in poi (con l’accordo dei genitori) il doppio cognome possa essere imposto al figlio legittimo.

Il convegno è stato aperto dal saluto istituzionale di Mauro Laus presidente del Consiglio regionale del Piemonte: “La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima l’automatica attribuzione del cognome paterno ai figli, in presenza di una diversa volontà dei genitori. Purtroppo ancora una volta è la magistratura ad aprire un varco, a dare la linea, a superare la politica su problemi che toccano la vita quotidiana della gente. Serve al più presto una norma organica in materia, i tempi sono più che maturi affinchè il disegno di legge, da proposta, diventi legge a tutti gli effetti.. L’idea che io ho in mente di famiglia è quella di un luogo in cui le responsabilità e le scelte siano condivise, dalla cura dei figli alla scelta del loro nome e cognome”.

Daniela Ruffino, vicepresidente del Consiglio regionale delegata alla Consulta Femminile, ha sottolineato: “Nella lunga lotta per la parità e per l’affermazione dei diritti della donna, anche la possibilità di utilizzare il cognome materno ha un’importanza che va oltre le strette implicazioni burocratiche o legislative.  E’ un discorso legato alla maternità, agli affetti, alla storia di un figlio e – di conseguenza – di una famiglia. Si tratta del diritto all’identità personale, del principio di uguaglianza e di pari dignità dei genitori. E’ un tema di civiltà che non deve vedere l’italia esclusa rispetto a quanto già avviene in molti paesi europei”.

La presidente della Consulta femminile Cinzia Pecchio ha introdotto le relazioni delle esperte ricordando che la sentenza della Corte Costituzionale arriva a 37 anni dalla presentazione della prima proposta di legge in Parlamento sul doppio cognome: “rimamngono molti interrogativi sull’applicazione di questa sentenza che è un tassello verso la parità di genere”.

Sono intervenute: Ivana Sarotto Area Director Zonta International Distretto 30 Area 3, Giuseppina Pippione avvocata di Torino, in rappresentanza dello Zonta Club Moncalieri, Susanna Schivo avvocata di Genova per lo Zonta Club Genova2 (già componente del Comitato Scientifico “Rete per la Parità”), Nadia Garis avvocata dello Zonta Club di Torino, Giulia Maria Cavaletto Consigliera di Parità della Regione Piemonte, Monica Cerutti assessora regionale alle Pari Opportunità, Giuseppe Ferrari vicedirettore generale del Comune di Torino, Elisabetta Palici di Suni Ordinario di Diritto pubblico comparato dell’Università di Torino.

FC – www.cr.piemonte.it

Accogliere lo straniero e i suoi diritti

in ECONOMIA E SOCIETA'

“Accoglienza e garanzia dei diritti umani non possono mai essere disgiunti. Il repentino e forzato mutamento delle geografie dei popoli rende necessario affrontare il dialogo tra le culture, trovare modalità di confronto che trascendano quelle abituali anche attraverso lo sforzo, non solo linguistico, di arrichire i modelli interpretativi per comprendere il mondo dell’altro e rendere il nostro comprensibilie allo straniero. Un processo che ci impegna e ci obbliga ad allargare progressivamente le definizioni di uomo, di mondo, di Dio, di cultura, di famiglia e d’identità nazionale”.

Con queste parole il presidente dell’Assemblea legislativa e del Comitato regionale per i diritti umani Mauro Laus ha accolto, mercoledì 22 marzo nell’Aula di Palazzo Lascaris, i partecipanti al convegno Lo straniero, realizzato in occasione della Giornata internazionale contro il razzismo, che si è celebrata ieri, 21 marzo.L’iniziativa, realizzata dal Comitato in collaborazione con il coordinamento interconfessionale “Noi siamo con voi”, ha rappresentato un’occasione di approfondimento e di riflessione con le istituzioni.

“Una tappa importante di un percorso – ha sottolineato il vicepresidente del Comitato e e portavoce di “Noi siamo con voi” Giampiero Leo – per dire no a chi strumentalizza ed esaspera i temi e i problemi che l’immigrazione porta con sé attraverso un approccio che vada oltre il populismo razzista e il buonismo per non dimenticare che, se esiste il sacrosanto dovere dell’accoglienza, esiste anche quello a non emigrare per forza, dal momento che le migrazioni, se non governate, destabilizzano sia i paesi di partenza sia quelli di arrivo”.

La direttrice del Servizio centrale Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) Daniela Di Capua, sottolineando che Torino è stato uno dei primi Comuni, nel 1999, ad aderire ai progetti Sprar, ha evidenziato che “nell’ultimo triennio i richiedenti asilo sono passati da 150mila a 170 mila l’anno ma i 190mila posti disponibili per l’accoglienza non vengono aumentati perché sono molti i richiedenti asilo che lasciano il territorio italiano di propria spontanea volontà. Il tema dell’accoglienza è molto strumentalizzato, a cominciare dal fatto che i circa 35 euro giornalieri a persona non vanno, come si fa credere, nelle tasche degli stranieri ma in quelle di chi opera con loro e provvede alla loro sistemazione”.

Il sociologo Massimo Introvigne, direttore del Centro studi sulle nuove religioni, ha rilevato che “come c’è una temperatura reale e una percepita, così c’è un’immigrazione reale e una che ci costruiamo nell’immaginario sociale. Un’indagine condotta in Piemonte mostra che più della metà degli intervistati pensa che gli immigrati nella regione siano più del 20%, esattamente il doppio di quanti sono in realtà, 10%. Più interessante ancora è che oltre l’80% degli intervistati pensa che in Italia la maggioranza degli immigrati sia di religione musulmana, mentre in realtà gli immigrati musulmani sono il 32% contro un 54% di cristiani. L’immigrazione percepita ha importanti conseguenze sociali e politiche ed è alimentata da un massiccio fenomeno di fake news che forniscono informazioni errate”.

Per il prefetto di Torino Renato Saccone “accogliere non è un atto più o meno gratuito di bontà ma una previsione di legge, a cominciare dai principi costituzionali, che tutelano la libertà della persona e della collettività. La laicità, che considera la libertà religiosa come un bene di civiltà, s’impegna a rimuovere ogni ostacolo che possa impedirla: per questo non consentire la libertà religiosa deve rappresentare un vulnus della democrazia anche per i non credenti. Bisogna inoltre sottolineare che tutti i richiedenti asilo accolti nei centri Sprar sono regolari dal momento che nessun clandestino può essere ospite di un centro”.

“L’unico elemento che può salvare il mondo – ha concluso il presidente Laus – è la consapevolezza. Noi politici abbiamo il dovere di governare i processi, compreso il sentimento della paura, e non di subirli. Non è una questione di buonismo ma di realismo e di ottemperanza alle norme, pensando agli articoli della Costituzione e della Carta europea”.

Nel corso dell’evento, cui hanno preso parte – tra gli altri – i consiglieri regionali Enrica Baricco, vicepresidente del Comitato, Silvana Accossato, Paolo Alemanno, Stefania Batzella, Gian Paolo Andrissi e Mario Giaccone e l’assessore alle Pari opportunità  della Città di Torino Marco Giusta, sono state proiettate alcune sequenze del film documentario Redemption Song della regista Cristina Mantis.

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LO”STATO DELL’ARTE”GLOBALIZZATA NEL 2016: UNA BREVE ANALISI ECONOMETRICA DI PAOLO TURATI

in ECONOMIA E SOCIETA'

I recenti reports rilasciati da Tefaf 2017 e Art Basel 2017, le realtà top worldwide che, assieme a Frieze ed a non molti altri, stanno contribuendo a realizzare un cambiamento epocale nelle dinamiche economiche del settore, confermano alcuni Big Data che si disvelano come “un sogno per alcuni( i dealers e le grandi Fiere)e un incubo per altri( le Case d’asta)”, in un contesto, peraltro, in fase di ampio ritracciamento al ribasso complessivo dopo gli eccessi dei primi anni del Secondo decennio del Secolo e, segnatamente, del 2014.

Art Basel(ma equipollenti sono anche i dati del Tefaf, come ho verificato sul posto pochi giorni fa analizzando il report dei miei colleghi dell’Università di Maastrich) segnala come Big Data 56 miliardi di Dollari il turnover globale, in calo di un ulteriore( nel 2014 erano 68 miliardi, sicché il calo dal top level è stato del 20%) 11% rispetto al 2015( 63 miliardi), con un crollo drammatico per le Case d’asta (-26% rispetto all’anno prima), le quali, rispetto al top del 2014, registrano peraltro per i lotti superiori al milione– aumentati comunque dal 2006 del 76%, il che mostra come la bolla non si sia ancora ridotta sufficientemente– un tracollo clamoroso del 53%( 34% rispetto al 2015). Di converso, salgono le vendite dei Dealers( +3% nel fatturato e +7% relativamente alle opere del valore di oltre un milione), che oggi controllano il 57% del Mercato dell’Arte( come sembrano lontani i tempi di pochi anni fa in cui Christie’s e Sotheby’s da sole fatturavano i 2/3 del settore), Nel novero dei Dealers, i Galleristi rappresentano al momento il 51% dei produttori di fatturato, le Fiere il 41%( con un incremento del 57% dal 2010 e del 5% rispetto al 2015, con un totale di vendite di 13,3 miliardi) e le vendite online il 9%. L’ottantuno per cento delle vendite si consolidano fra Usa( 40% da soli) , U.K. e Cina. Considerato che l’1% degli artisti quotati in Asta rappresentano circa il 50% del fatturato delle medesime, si evidenzia anche in questo aspetto specifico un’evidente bolla di eccessiva concentrazione, concentrazione che si conferma non di meno relativamente al settore più trainante, il Postwar & Contemporary che, pur perdendo il 18% del fatturato rispetto all’anno top del 2014, produce ancora oltre metà delle transazioni complessive in quanto al fatturato( 37% come numero). Il settore Modern si conferma al secondo posto col 23% di fatturato( ma perde il 43%, con Impressionisti e Postimpressionisti che limitano la perdita al 31%: sempre meno le opere di qualità non musealizzate in circolazione, “ cannibalizzate” nel recente passato da grandi investitori privati o istituzionali), mentre gli antichi Maestri, col 13% del fatturato globale, mostrano invece un aumento del 5%, a testimoniare uno sforzo, da parte dei più attenti operatori, di ricerca non irrilevante anche in termini di crescita culturale complessiva della Società

Quali le conseguenze? Ovviamente le Case d’Asta stanno dismettendo in modo ampio il personale( o ne vengono abbandonate) anche ai massimi livelli, in un contesto in cui si sta viepiù verificando come la loro attività si sia mostrata in passato non raramente poco accurata e spesso attenta al puro incremento del fatturato( anche con operazioni a prezzo garantito soventemente catastrofiche o concedendo credito ad acquirenti magari importanti ma senza ottenere le dovute garanzie) a fronte di commissioni eccessive         ( mediamente il 40% fra quello che incassa in venditore e quello che paga il compratore), chiudono bilanci pessimi e quelle poche come Sotheby’s controllate da azionariato diffuso rischiano di essere acquisite da investitori privati estremorientali. Il contrario pare accadere per le grandi( nulla da fare per le piccole!) Gallerie( che- i nomi sono noti, da Gagosian a Pace- ormai fatturano i miliardi di Dollari e stanno subentrando alle Case d’Asta, le quali vengono dalle medesime spesso utilizzate, ma, com’è giusto che sia, come “mezzo”, grazie alla cura della clientela) e per le grandi Fiere( ma anche quelle più regionalizzate stanno posizionandosi sempre meglio), capaci, nella loro espansione sui vari Continenti, di fatturare in pochi giorni anche diversi miliardi di Dollari, nonché, per ora parzialmente, per le vendite online.

https://paoloturatitactica.wordpress.com/2017/03/22/lostato-dellarteglobalizzata-nel-2016-una-breve-analisi-econometrica-di-paolo-turati/

 

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