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ECONOMIA SOCIETA’ E COSTUME - page 274

"Un Comune unico per il Chivassese"

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chivasso

Con una popolazione di centomila abitanti e 423 chilometri quadrati. E’ la proposta dell’associazione Identità Comune

 

Un unico comune per il Chivassese con una popolazione di centomila abitanti e 423 chilometri quadrati. E’ la proposta dell’associazione Identità Comune di Chivasso, presieduta da Carlo Fontana. Non si tratta tanto di una novità assoluta quanto dell’attualizzazione di un progetto che da sempre il sodalizio porta avanti sin dalla nascita. Identità Comune da alcuni anni ha preconizzato l’istituzione di una nuova entità amministrativa, la “Comunità”, mutuata (in parte) dal modello del pensiero olivettiano e da una dimensione territoriale tale da superare le inefficienze della frammentazione amministrativa, sia territoriale, sia di funzioni.  Questa idee sono stata riassunte, frutto del lavoro di elaborazione durato un paio d’anni, nel libro “Democrazia a chilometri zero”, edito quest’anno per i tipi di Arianna e realizzato da Tomas Carini, fondatore di Identità Comune. La recente istituzione delle zone omogenee – tra cui il Chivassese – della Città Metropolitana di Torino ha fatto da volano per una ulteriore evoluzione, in sede locale, del modello. La proposta è quella di un sindaco, nove assessori a tempo pieno, 32 consiglieri e 3 revisori dei conti, che superino tutti gli attuali primi cittadini, giunte e consigli comunali esistenti. I dipendenti, invece, confluirebbero tutti, nello stesso ente comunale, mentre gli attuali comuni e le comunità locali non scomparirebbero ma rimarrebbero come presidi sul territorio in forma di circoscrizioni.  La proposta (https://www.youtube.com/watch?v=YxX4vYqG4Vo)

 

che, è destinata a fare discutere incassa già un primo commento positivo da parte di Frediano Dutto, capogruppo della lista civica “Nuova Realtà Lauriano e Piazzo: “Come rappresentante di minoranza del Comune di Lauriano, sostengo con forza le proposte di accorpamento dei Comuni ed in particolare la proposta dall’ associazione chivassese Identità Comune. Mi pare quella piu’ interessante e anche fattibile dal punto di vista politico ed amministrativo. E’ ora di dare un calcio agli inutili ed antiquati campanilismi che negli anni hanno non hanno prodotto alcunché. E’ necessario che questa proposta sia messa sul serio in agenda da tutti gli amministratori locali. Pena un inesorabile e totale declino in particolare dei piccoli Comuni, i cui sindaci si stanno trasformando in anacronistici personaggi in grado al massimo di aumentare le tasse locali, ma che nella maggior parte dei casi non provano ad immaginare un futuro amministrativo diverso da quello attuale, dove magari gli attuali Comuni sarebbero trasformati in Circoscrizioni, inserite in un contesto piu’ ampio, con meno stipendi da pagare a tanti piccoli Sindaci, ma con piu’ risorse da affidare a progetti sociali per i cittadini.”

Massimo Iaretti

 

Nel paradiso naturale dell'Oasi Zegna

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oasi_zegna

Situata in provincia di Biella, sulla parte orientale delle Alpi biellesi tra Trivero e la Valle Cervo

 

Oasi Zegna offre un ricco calendario di appuntamenti sportivi, ludici, gastronomici e didattici, organizzati dall’omonimo Consorzio Turistico che opera per la promozione dell’area montana. Situata in provincia di Biella, sulla parte orientale delle Alpi biellesi tra Trivero e la Valle Cervo, è il luogo ideale per chi desidera partecipare a iniziative a contatto con la natura e praticare, tutto l’anno, attività dedicate al tempo libero e allo sport. L’Oasi è inoltre cellula dell’Ecomuseo del Biellese, a raccolta e testimonianza del patrimonio storico e culturale del territorio.

 

SCOPRI GLI EVENTI DA MARZO A OTTOBRE 2015  (Pdf 1,34 MB)

 

www.oasizegna.com

 

 

Che aria tira? Sondaggio ambientale online

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ARIA AMBIENTECon la compilazione del sondaggio la Regione Piemonte intende dar vita ad un percorso partecipato con la cittadinanza

 

E’ disponibile online la consultazione della Regione Piemonte sulla Qualità dell’Aria, attraverso un questionario finalizzato alla raccolta di informazioni che andranno ad integrare il Piano Regionale per la Qualità dell’Aria attualmente in fase di redazione. Con la compilazione del sondaggio la Regione Piemonte intende dar vita ad un percorso partecipato con la cittadinanza per:

 

  • coinvolgere i cittadini, raccogliendo le loro consuetudini ed assicurando che le loro preoccupazioni ed aspirazioni siano comprese e considerate
  • valutare la percezione che il territorio ha in merito a quanto finora è stato fatto dall’amministrazione per contrastare l’inquinamento atmosferico tratti dalla “Relazione sullo Stato dell’Ambiente in Piemonte 2014” a cura di Regione Piemonte ed ARPA, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale
  • informare, sostenendo i cittadini nella comprensione del problema, attraverso  degli approfondimenti tematici sugli argomenti toccati dal questionario
  • collaborare con i cittadini che potranno così contribuire al processo decisionale dell’amministrazione regionale aiutandola ad individuare e sviluppare soluzioni  sempre più condivise 

Il questionario – che sarà possibile compilare on-line fino al 31 agosto 2015 – è anonimo e la compilazione richiede circa 10-15 minuti di tempo. 

 

http://www.regione.piemonte.it/ambiente/aria/consultazione.htm

 

Sondaggio: secondo il popolo di Fb la più bella è piazza Vittorio

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ponte mole vittorio

papa vittorio 333GRAN MADRE GRAALcastello bicipiazza s carlo chiese notteMolti riscontri positivi anche per le piazze Castello e San Carlo, naturalmente. E anche per le più raccolte IV Marzo e Maria Teresa

 

Non abbiamo la pretesa di dare un valore “scientifico” al nostro mini-sondaggio su Facebook. Ma alla domanda: “qual è a vostro parere la piazza più bella di Torino?” la maggior parte dei lettori (per circa il 40%) ha risposto: piazza Vittorio Veneto. Molti riscontri positivi anche per le piazze Castello e San Carlo, naturalmente. E anche per le più raccolte IV Marzo e Maria Teresa. Tutti d’accordo sul fatto che ogni piazza della nostra città ha un suo fascino particolare! Ecco, in fondo alla pagina, dopo le foto, qualche commento dei nostri lettori postato su Fb.

 

(Foto: il Torinese)

 

  • Maurizia Camana Torino … La piccola Parigi …!
    È una delle città più belle, eleganti e signorili d’Italia … Le piazze sono tutte meravigliose … Ognuna ha la propria particolarità … Certo che piazza Vittorio con la vista magnifica della collina, i Capuccini, la maestosità e storia della Gran Madre … Non si ha parole per descriverla …!
  • Simona Martin Gianun Piazza Carignano è una meravigliosa bomboniera! ♡
  • Anna Vittoria Aquino Tutte belle ma piazza Vittorio!!!!!!
  • Tina Lorusso Decisamente pza vittorio è la più bella…
  • Silvana Buzzi Piazza Vittorio anche se io ho un debole per piazza Carignano
  • Alessandra Massa Piazza Carignano, ma che dire della recuperate piazza 4 marzo?
  • Larissa De Santis Io adoro piazza Carignano
  • Pietro Ina DI Mauro Piazza San Carlo
  • Chiara Romana E piazza Carlo Alberto? !!!
  • Elisa Caneva Condivido anche se sono tutte belle !
  • Libera Daga Piazza vittorio
  • Bruna Cima ovviamente..tutte ognuna ha un suo fascino particolare..ed è diversa dalle altre…

A Palazzo Madama la mise en place è da re

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TIME TABLE MADAMA
Nella Sala del Senato fino al 18 ottobre  le suppellettili che nei secoli hanno occupato le tavole di sovrani, ecclesiasti e borghesi

 

Fino al 18 ottobre 2015 il palazzo che domina il centro di Piazza Castello ospita la mostra temporanea sulla mise en place e le suppellettili che nei secoli hanno occupato le tavole di Re, Imperatori, ecclesiasti e borghesi. Design, gusto estetico, artigianalità e scelta di materiali in base alle mode dei tempi sono affiancati in 6 tavolate ideali. Una splendida occasione per rendersi conto di come piatti, zuppiere, bicchieri, boccali, posate si sono modificati nel tempo, sia nell’importanza, sia nelle fogge.  Omaggio al Made in Italy nella storia,  ma non solo, dagli acquamanili medievali dalla forma di animali alle maioliche e boccali del ‘500, dalla passione per l’Oriente del ‘600, con coppe e piatti del periodo Edo e Ming e ricostruzioni fabbricate nei laboratori del Regio Parco, al ‘700 con le raffinate porcellane dei servizi degli zar.

 

L’Ottocento è rappresentato dal servizio da tavola con animali della Real Fabbrica Ferdinandea di Napoli e il Novecento dai piatti disegnati da Gio Ponti, fabbricati nella manifattura Pozzi e presentati a Parigi nel 1967. Vetrine a parte per ‘l’Arte del bere’ con boccali, bicchieri, fiaschi e bottiglie e per ‘la Mensa del Signore’ con ostensori e pissidi. Zuppiere e rinfrescatori di ogni epoca, molto particolare la zuppiera a forma di cavolo della manifattura Hannong del 1709. Una menzione è d’obbligo per il piatto cinese della dinastia Ming (1720-1725) con lo stemma di Eugenio di Savoia, la brocca “a sorpresa” con decoro a pizzetto della bottega savonese del Levantino e la mostardiera o cremierina in porcellana della manifattura Poulard-Prad (1807).

 

Non solo stoviglie, ma anche “tavolini di servizio” e oggetti che evocano aspetti della vita quotidiana in ogni secolo: calendari, giochi di società,strumenti musicali, abiti, elementi di arredo e un orologio che scandisce il flusso del tempo. 180 opere dalle collezioni permanenti di arte decorativa di Palazzo Madama, proposte sul filo di un nuovo racconto che porta nel museo il sapore della vita vissuta in casa, intorno al fulcro simbolico della sua socialità: la tavola.

 

http://www.palazzomadamatorino.it/pagina4.php?id_pagina=629

 

Silvia Lombardi

Arriva l'Associazione Piemonte Russia

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Presidente onorario è  il noto politologo e filosofo Aleksandr Dugin

 

consiglio lascaris“Nel nostro piccolo cercheremo di far conoscere la Russia e la sua attualità per quel che sono, dando le notizie che gli altri censurano. Per farlo ci avvarremo naturalmente anche della collaborazione di media russi di provata serietà a partire da una fonte preziosa quale La Voce della Russia”. È quanto ha spiegato Matteo Beccuti, presidente della neonata associazione culturale Piemonte Russia, alla presentazione a Palazzo Lascaris. All’evento sono intervenuti la vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte Daniela Ruffino, il consigliere segretario Alessandro Benvenuto e il consigliere regionale Mauro Campo. “Il mondo attuale, perso in un delirio mondialista, è la negazione del mondo tradizionale come noi lo abbiamo conosciuto e la Russia pare oggi l’unico baluardo e l’unico faro verso cui guardare con speranza. L’esigenza di una nuova associazione nasce dal fatto che, malgrado milioni di europei guardino con simpatia alla Russia e a Vladimir Putin, tutta la stampa sia schierata in maniera pregiudiziale contro Mosca e sia impossibile trovare una fonte obiettiva presso cui informarsi” ha voluto sottolineare Gianluca Savoini, presidente di Lombardia Russia, la prima associazione costituitasi nelle regioni italiane e che gioca un ruolo di coordinamento.

L’associazione Piemonte Russia (vicepresidente Gianmatteo Ferrari, segretario portavoce Fabrizio Ricca e tesoriere Marco Racca. Presidente onorario è  il noto politologo e filosofo Aleksandr Dugin) ha annunciato di voler progettare e realizzare eventi e iniziative culturali di ogni genere, dalla conferenza sulla geopolitica energetica alla festa russa, e pensa di poter ben collaborare con le varie associazioni di cittadini russi presenti in Piemonte che, secondo i dati aggiornati dell’Istat, ammontano a poco più di duemila.

 

(www.cr.piemonte.it)

Come e di che cosa vive un profugo

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MIGRANTI MARE

Quando il profugo – uomo, donna o bambino – varca la soglia della casa d’accoglienza riceve vitto, alloggio e una dotazione economica

 

www.vco24.it

 

Come e di che cosa vive un profugo ospite di una struttura d’accoglienza? Quanti soldi riceve? Quanto costa? Sono queste le domande che animano il dibattito, al bar, con gli amici o sui social network, sulla presenza nelle nostre comunità di quelle persone che, attraversato il Mediterraneo, sono sbarcati sulle coste italiane, hanno ricevuto lo status provvisorio di profugo e attendono – per quanto tempo lo vedremo dopo – un permesso di soggiorno che nella maggior parte dei casi non ci sarà. Le risposte si trovano nelle convenzioni che le prefetture sottoscrivono con gli enti o le società scelte per occuparsi di questo servizio. Il servizio di accoglienza funziona con un modello piramidale, al vertice del quale c’è il ministero dell’Interno, che stabilisce i flussi e fissa le quote per ogni regione. Chi sbarca in Italia transita in un primo centro per controlli e cure, poi viene dirottato nelle varie regioni. In Piemonte al momento è attivo un solo centro di smistamento, a Settimo Torinese, ma presto dovrebbe aprirne un altro nell’Astigiano. Da Settimo in pullman uomini e donne raggiungono il Vco e vengono affidati alle sette strutture accreditate a Arizzano, Verbania, Villadossola, Domodossola, Omegna, Craveggia.

 

Quando il profugo – uomo, donna o bambino – varca la soglia della casa d’accoglienza riceve vitto, alloggio e una dotazione economica. Il vitto consiste in tre pasti al giorno (colazione, pranzo e cena) per sette giorni la settimana, serviti con adeguate stoviglie (posate, piatti, bicchieri, tovaglioli), elaborati su menù “non in contrasto con i principi e le abitudini alimentari” degli ospiti, che ne rispettino le prescrizioni religiose e le eventuali allergie o intolleranze e che siano prodotti con “generi alimentari di prima qualità”. In camera vengono garantiti materasso, cuscini, lenzuola, federe e coperte che “saranno periodicamente cambiati per l’avvio ai servizi di lavanderia (servizio garantito dal gestore, ndr) e quant’altro utile al confort della persona. Nel dettaglio: 2 lenzuola e 1 federa monouso ogni tre giorni più 2 coperte; dentifricio, spazzolino da denti, sapone liquido, shampoo, pettine, carta igienica e il necessaire (assorbenti per le donne, kit per radersi per gli uomini, pannolini per i bambini).

 

Anche il vestiario è “codificato”. Agli uomini spettano un paio di scarpe, uno di ciabatte, 1 tuta, 3 paia di slip, 2 asciugamani, 3 paia di calze, 2 magliette. Alle donne un paio di scarpe, uno di ciabatte, una gonna lunga, una camicia, 4 paia di slip, 2 asciugamani, 3 paia di calze, 2 magliette, 2 reggiseni. Ai bambini un paio di scarpe, 2 tutine, 4 paia di slip, 1 pigiama, 2 asciugamani, 4 paia di calzini, 3 magliette, 2 canotte. Questa è la dotazione obbligatoria, che può essere integrata da volontari o tramite donazioni.La parte economica prevede, all’arrivo, la consegna di una tessera/ricarica telefonica da 15 euro e la fornitura di un “pocket money” giornaliero di 2,5 euro con un tetto massimo di 7,5 a nucleo familiare – 75 euro mensili a individuo – che possono consistere anche in buoni d’acquisto.Nel caso di spostamenti disposti dalla prefettura il trasporto è a carico del gestore. Ogni ospite è libero di muoversi ovunque ma deve rispettare le regole, essere presente e pernottare nella struttura, pena la segnalazione alla prefettura.

 

VERBANIA – 19.08.2015

#stradeCittaMetroTo, il nuovo hashtag delle strade

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OMINO

Per monitorare la rete stradale del territorio metropolitano

 

#stradeCittaMetroTo è il nuovo hashtag della Citta Metropolitana di Torino. Tutti i cittadini, armati di smartphone e tablet, potranno conoscere la situazione aggiornata in tempo reale dei 3.050 chilometri della rete stradale provinciale. Sarà possibile monitorare le modifiche della viabilità dell’area metropolitana. Altre novità e informazioni sono invece comunicate su www.cittametropolitana.torino.it (o www.torinometropoli.it), e sui social Facebook e Twitter.

Trasporti, Chivasso "porta" del sistema ferroviario

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CHIVASSO

C’è uno studio di rivisitazione generale delle linee extraurbane di tutto il territorio dell’Area Metropolitana finalizzato a favorire l’utilizzo di mezzi di trasporto pubblico diversi

 

Il 20 giugno scorso l’associazione culturale Identità Comune di Chivasso aveva fatto pervenire una nota a Servizio Trasporti della Città Metropolitana che conteneva una proposta di razionalizzazione e riordino del sistema, con riferimento alla considerazione di Chivasso come Porta Est del Sistema ferroviario metropolitano. L’associazione è tornata a cavalcare, quindi, in linea con l’istituzione della Città Metropolitana di Torino (e della sua proposta di un comune unico del Chivassese) un suo antico “cavallo”, quello dei trasporti. Negli anni scorsi è stata in prima linea nel sostenere il progetto della fermata di Alta Velocità Porta del Canavese e del Monferrato che avrebbe, effettivamente, potuto fare della città dei nocciolini uno snodo strategico di trasporti tra più territorio: Torino, Chivassese, Monferrato, Astigiano, Eporediese, Valle d’Aosta. Vennero anche organizzati, in collaborazione con il Laboratorio Nuovo Canavese tre convegni a Casale Monferrato, Ivrea e Chivasso, ma il progetto – anche dopo l’incontro dello scorso anno con l’assessore Balocco (per la verità piuttosto vago ed inconcludente, avendo rinviato ogni istanza, compresa quella di intitolare la stazione di Chivasso, “Porta del Canavese e del Monferrato”, alle ferrovie)  non è andato avanti. Nella proposta di giugno Identità Comune avanza, come di consueto, alcune proposte progettuali concrete: considerare le autolinee Ivrea Torino , Cavaglià – Torino e Casale Monferrato – Torino come facenti parte del nodo di Chivasso, stessa valutazione per la Torino . Leinì – Volpiano – Foglizzo – San Giorgio – Ivrea, integrazione della Porta Est di Chivasso nel trasporto ferroviario Frecciabianca e quadro d’insieme di una rete funzionale della Porta Este e dell’Hub and Spoke di Chivasso, come momento di collegamento della mobilità territoriale.  Nei giorni scorsi una prima risposta è arrivata. Il dirigente del Servizio Trasporti della Città Metropolitana di Torino, Giannicola Marengo, inviata all’associazione e, per conoscenza alla Regione Piemonte ed al Comune di Chivasso, annuncia che gli uffici esamineranno con attenzione la valutazione contenuta nella nota di Identità Comune. Il dirigente, comunque, evidenzia che vi è uno studio di rivisitazione generale delle linee extraurbane di tutto il territorio dell’Area Metropolitana finalizzato a favorire l’utilizzo di mezzi di trasporto pubblico diversi. Si tratta, però, di un intervento complesso in quanto riguarda il riordino di autolinee, percorsi e corse autobus che insistono su più bacini territoriali, con un numero elevatissimo di persone trasportate quotidianamente.  Riguardo ai servizi dell’area Chivassese viane evidenziato che la soppressione delle corse da e per l’area industriale Chind, limitate all’ambito territoriale di Chivasso, sono di competenza comunale, la soppressione di corse della linea Montalenghe – Foglizzo – Chivasso sono da ricondurre all’operazione di revisione complessiva dei servizi da e per Torino – Mirafiori. Inoltre la Città Metropolitana ha inoltrato le richieste che eccedono la sua competenza, funzionale e territoriale, anche alle altre amministrazioni interessate, nello specifico la Provincia di Alessandria per i servizi dell’autolinea Torino – Casale e l’Agenzia per la mobilità metropolitana e regionale per il traffico ferroviario.

Massimo Iaretti

Tamara de Lempicka intima e segreta al Polo Reale

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tamara de

A Palazzo Chiablese l’aristocratica artista che visse in due continenti, fu regina del glamour, star del jet set cosmopolita, donna trasgressiva e libera, icona dell’Art Déco

 

 

E’ una Tamara de Lempicka molto intima e segreta quella in mostra a Palazzo Chiablese, a Torino (19 marzo-30 agosto 2015). Celebra a 360° l’aristocratica artista che visse in due continenti, fu regina del glamour, star del jet set cosmopolita, donna trasgressiva e libera, icona dell’Art Déco. L’allestimento -in seguito sarà all’Hungarian National Gallery di Budapest-  è curato nei minimi dettagli dall’esperta Gioia Mori, che ha dato un taglio inedito, capace di penetrare nei “mondi” più privati della de Lempicka. Un viaggio che, attraverso circa 80 opere, racconta l’arte, le case e i legami con il mondo di  Hollywood e della moda della pittrice: donna perennemente in viaggio, dalla vita piuttosto movimentata, con due mariti, una figlia e molti amanti di entrambi i sessi.

 

Esistenza sui generis che lei per prima propagandò abilmente, manipolandola all’occorrenza. Un esempio è il celebre autoritratto (1929) al volante di una Bugatti verde smeraldo, mentre in realtà guidava una banalissima Renault gialla e nera. O quando, veletta sugli occhi, perle e diamanti come una diva del cinema, compariva sulle principali riviste dispensando agevolmente consigli su moda, bellezza e seduzione.

“La baronessa del pennello” (che fumava 3 pacchetti di sigarette americane al giorno) fu  sempre un’attenta cultrice della sua immagine. A partire dai dati anagrafici: Tamara Gurwik-Gorska diceva di essere nata a Varsavia nel 1902; invece venne al mondo 3 anni prima a Mosca, in una famiglia blasonata. Educata nei migliori collegi, una gioventù dorata nell’aristocrazia cosmopolita mitteleuropea, tra i palazzi di Varsavia e la corte dello Zar a San Pietroburgo.

 

Ha solo 14 quando incontra il conte e avvocato polacco Tadeusz Lempicki, suo futuro marito e padre della figlia unica Kizette. La rivoluzione alle porte li spinge a una rocambolesca fuga per mezza Europa fino a Parigi, (rifugio di molti  russi bianchi). All’inizio deve fare i conti con la fannullaggine del bel consorte ed è costretta a vendere i gioielli di famiglia; poi si iscrive all’Accademie de la Grande Chaumiére, e fa il grande salto che in breve la vedrà  protagonista della vita mondana parigina. Vita e arte si fondono e nasce il personaggio dai contorni leggendari, protagonista “des annes folles” con atteggiamenti studiati per dare scandalo, amori maschili e femminili ostentati ed enfatizzati. Incontra scrittori come D’annunzio (non legano molto) artiste e intellettuali con Colette e la grande danzatrice Isadora Duncan, politici e ricchi collezionisti: nessuno si sottrae al  suo fascino.

 

I “ruggenti anni  20” vedono Tamara de Lempicka ormai artista affermata, ricca e simbolo di stile. Assume sempre atteggiamenti da gran diva del cinema quando  posa per riviste come “Vanity Fair” e la tedesca “Die Dame”; si rivela una vera e propria professionista davanti all’obiettivo, ammantata di mise e gioielli delle principali maison. In seconde nozze sposa il barone Kuffner (con precisi accordi prematrimoniali che garantiscono all’artista la massima libertà sessuale), ricco collezionista che ne accompagna l’ulteriore ascesa : raggiunge così l’apice di fama e ricchezza, anche se è soggetta a crisi depressive che tenta di curare  in una clinica svizzera.

 

Nel 39 inizia l’avventura americana dei Kuffner: sbarcano a New York, poi nella villa del leggendario King Vidor a Beverly Hills e sono al centro del mondo dorato di Hollywood, tra feste alla Grande Gatsby con centinaia di invitati, inclusa Greta Garbo.Poi di nuovo a New York nel magnifico appartamento su due piani  nella 57esima strada o nella casa di campagna di Westport nel Connecticut; lei continua a dipingere, ma con fortuna alterna finché, ferita dall’indifferenza della critica decide di non esporre più. Infine si ritira in Messico, nella splendida tenuta Tres Bambus a Cuernavaca; dove muore nel marzo 1980, disponendo che le sue ceneri vengano disperse sul cratere del vulcano Popocatépetl.

 

 

-La mostra racconta arte e vita dell’artista ed è la 4° che Gioia Mori organizza sulla de Lempicka. E’ la più completa, ricca di sorprese, articolata in 7 tappe e mette a fuoco come la pittrice traesse ispirazione sia dall’antico che dalla modernità. Si parte dai suoi “Mondi”, esplorando la relazione tra le case in cui visse (tra 1916 -1980) e la sua evoluzione artistica: dagli acquerelli del periodo russo ai ritratti anni 20, passando per l’intimità delle varie dimore. Poi una parte sul primo genere a cui si dedicò, la natura morta; e a seguire i dipinti dedicati alla figlia, tra i quali “Kizette al balcone”.La quarta tappa “Sacre visioni” ripercorre la sua pittura “devozionale” con al centro Madonne e santi che svelano un lato spirituale e riflessioni sui misteri dell’esistenza.

 

La quinta, “Dandy déco” racconta il legame con il mondo della moda, a partire dal 1921 quando era illustratrice per riviste prestigiose. Tra  le opere più iconiche della ricchissima sezione moda “Sciarpa blu” e “Ritratto di madame Perrot con calle”. La curatrice ha identificato gli abiti indossati dalle modelle di queste opere come creazioni realizzate dagli stilisti preferiti dell’artista: da Lucien Lelong a Marcel Rochas, alla Maison Blanche Lebouvier. In mostra, anche le foto realizzate per l’attività parallela della de Lempicka, che negli anni 30 fu indossatrice, immortalata dai massimi fotografi di moda da d’Ora a Joffé e Maywald; ed ecco emergere la sua cultura dell’apparenza e il dandysmo declinato al femminile. L’epoca e l’artista sono poi raccontati da filmati e da una vera e propria vetrina del lusso (anni 30) in cui ammirare cappelli griffati Descat, Schiapparelli, e gioielli di Van  Cleef & Arpels, Cartier e Mauboussin.

 

Nella sesta sezione “Scandalosa Tamara” è affrontato invece il tema della Coppia, da quella eterosessuale a quella lesbica. Infine, la sezione “Le visioni amorose” che, attraverso nudi eccezionali, testimonia l’attenzione della de Lempicka verso gli uomini e le donne che amava. C’è “Nudo maschile”, l’unico che dipinse, poi le donne desiderate, con capolavori come “La sottoveste rosa”,”La bella Rafaëla”, “Nudo con edifici” e “Nudo con vele”. Principale fonte pittorica per queste sue tele è il dipinto “Venere e Amore” di Pontorno, in una versione cinquecentesca di manierista fiorentino, anch’esso in mostra.

 

Laura Goria

 

-Mostra Tamara de Lempicka, Torino, Palazzo Chiablese  (19 marzo-30 agosto 2015)

-Promossa da: Assessorato alla Cultura del Comune di Torino, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggisti del Piemonte, Polo Reale di Torino.

-Prodotta da 24 Ore Cultura-Gruppo 24 Ore e Arthemisia Group.

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