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ECONOMIA E SOCIALE - page 2

Il Piemonte spicca nel progetto nazionale “A scuola di petcare”

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Il rispetto degli animali si impara tra i banchi di scuola.

  • Il Piemonte è tra le regioni italiane con il più alto numero di scuole aderenti al progetto: ben 108.

 

  • “A scuola di petcare” è un progetto nazionale, promosso da Purina, che insegna ai bambini i metodi più responsabili per prendersi cura dei cani e dei gatti attraverso modalità interattive e ludiche.

  • Secondo la ricerca “Bambini-Pet: l’amore nasce da cuccioli” quasi 9 italiani su 10 concordano sul ruolo dei pet nella loro educazione e più di 1 su 2 afferma come un pet insegni al bambino il senso di responsabilità.

Milano, 12 settembre 2019 – Tra le materie preferite degli studenti piemontesi sembrano esserci gli animali da compagnia e la loro gestione responsabile. Il Piemonte è una delle regioni con il maggior numero di scuole partecipanti al progetto nazionale “A scuola di petcare”: ben 108. “A scuola di petcare” vuole insegnare ai più piccoli il rispetto degli animali da compagnia e l’importanza di instaurare un rapporto sereno attraverso modalità interattive ludiche. Le 20 classi che dimostrano di aver appreso al meglio gli insegnamenti del progetto si aggiudicano la possibilità di partecipare ad una lezione con un addestratore cinofilo e l’adozione a distanza di un pet ospitato in un rifugio ENPA. Nell’edizione 2019 di “A scuola di Petcare” sono stati coinvolti 4.500 classi per un totale di 90.000 studenti e di 4.000 insegnanti.

“’A scuola di Petcare’ è un progetto che ci sta molto a cuore e in cui crediamo molto. Siamo infatti convinti che l’amore per i pet passi attraverso il rispetto e la conoscenza reciproca, aspetti che devono essere insegnati anche tra i banchi di scuola. È per questo che abbiamo dato vita a A Scuola di Petcare’ che dal 2004 ha coinvolto oltre 1 milione di bambini in tutta Italia. Un numero che ci riempie di orgoglio e che ci sprona a continuare a fare conoscere a sempre più bambini l’importanza del possesso responsabile degli animali da compagnia” dichiara Marco Travaglia, Direttore Generale di Purina Sud Europa.

Il ruolo cruciale degli amici a 4 zampe per l’educazione dei bambini è stato confermato dalla ricerca “Bambini-Pet: l’amore nasce da cuccioli!” condotta sui pet lovers di Petpassion, la community italiana powered by Purina. Secondo 9 intervistati su 10 i pet sono fondamentali nella crescita dei più piccoli. Responsabilità e relazioni rispettose sono le “materie” insegnate dagli amici a 4 zampe: più di 1 persona su 2 è convinta che la presenza di un animale da compagnia possa insegnare al bambino il senso di responsabilità. Inoltre, per 3 su 10 i cani e i gatti sono un valido aiuto per imparare a gestire le relazioni con rispetto; secondo oltre 7 persone su 10 il rapporto che si instaura è all’insegna dell’amore e dell’amicizia.

A questo link è disponibile il video con i momenti più significativi della scorsa edizione.

Tornano gli sportelli di “Chiedi al commercialista”

in ECONOMIA E SOCIALE

IN 12 COMUNI DI TORINO E PROVINCIA

 Il servizio, nato in collaborazione fra l’Ordine dei Commercialisti di Torino e le istituzioni locali, riprende da metà settembre ed è rivolto soprattutto ai giovani che vogliono avviare un’attività economica. Oltre 130 professionisti offrono consulenza gratuita.

Dodici comuni coinvolti e 137 commercialisti volontari. Riaprono a metà settembre, dopo la pausa estiva, gli sportelli di “Chiedi al commercialista”, il prezioso servizio di consulenza gratuita ed educazione fiscale rivolto in particolare ai giovani, al mondo del volontariato e dell’associazionismo. L’iniziativa gratuita è nata dalla collaborazione fra l’Ordine dei Commercialisti e le amministrazioni locali di Torino e dell’area metropolitana.

Gli sportelli saranno attivi a TorinoAlpignano, Chieri, Ciriè, La Loggia, Moncalieri, Nichelino, None, Pinerolo, Rivoli, Santena, Venaria. I commercialisti mettono a disposizione dei cittadini la loro competenza in materia fiscale e tributaria per una consulenza di primo livello. Ogni singolo colloquio dura mezz’ora.

Torino gli sportelli sono presso il Centro Informagiovani (via Garibaldi 25) e in 11 biblioteche civiche, ad Alpignano negli uffici del Comune, a Chieri presso la Biblioteca comunale, a Ciriè presso lo Sportello del Cittadino, a La Loggia presso la Biblioteca Civica, a  Moncalieri presso il Centro Informagiovani, a Nichelino presso sette sedi di quartiere e il Centro sociale N. Grosa, a None presso l’Informagiovani, a Pinerolo, presso la Biblioteca Civica, a Rivoli nei locali dell’Informagiovani, a Santena negli uffici del Comune, a Venaria, presso gli uffici comunali di Viale Buridani, 33.

“Ci siamo accorti che in un’epoca in cui ci si informa quasi esclusivamente su Internet – spiega Laura Carossia, referente dell’iniziativa per conto dell’Ordine dei Commercialisti di Torino – gli Sportelli sono sempre più utili per chiarire le idee, evitare fraintendimenti ed errori nell’ intraprendere un’attività economica. E’ importante che i giovani abbiano le idee chiare su quale regime fiscale scegliere quando avviano un lavoro di tipo autonomo. Ad esempio, i vantaggi, i limiti, le modalità d’accesso al regime forfettario. Quale tipo di società conviene costituire, se individuale, di persone o di capitali, oppure la differenza fra l’associazione senza fini di lucro, che gode di vantaggi fiscali, e la società commerciale. A Torino organizziamo incontri monotematici su questi argomenti. Durante i colloqui spieghiamo anche i rischi del fai da te e l’opportunità di farsi seguire da persone esperte”.

Indirizzi, orari e modalità di prenotazione degli sportelli sono pubblicati sul sito dell’Ordine dei Commercialisti di Torino, all’ indirizzo www.odcec.torino.it

 

“Stop affitti da usura per universitari: vogliamo una legge”

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Intervento di “Diritti e Libertà per l’Italia”

Il 9 agosto abbiamo fatto partire una campagna di successo sui social network denominata: Stop affitti usurai per universitari – vogliamo una legge, campagna che ci ha fatto avere diverse informazioni e segnalazioni. La regione che ha reagito di più all’iniziativa è stata la regione Piemonte, quindi abbiamo chiesto un incontro all’Assessore Regionale Roberto Rosso per esporre i dati della nostra ricerca e per chiedere di intervenire per fare una legge regionale per fermare questa ingiustizia che viola fortemente i diritti civili degli universitari e delle loro famiglie.
L’incontro è avvenuto ieri nel primo pomeriggio. L’Assessore si è reso subito disponibile per abbattere questa violazione dei diritti civili e abbiamo deciso di lavorare insieme per questa battaglia di civiltà.

Sul sito www.dirittieliberta.it troverete tutti i dettagli della campagna.

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Davide Betti Balducci
Presidente Nazionale Diritti e Libertà per l’Italia

Amianto, la bonifica continua. Nuovi fondi ai comuni

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Venti comuni piemontesi riceveranno nei prossimi giorni 2.050.000 di euro per la bonifica di edifici comunali. I finanziamenti vanno da un minimo di 4.000 euro a un massimo di 250.000. Da quest’anno, però, la Regione ha deciso di compiere uno sforzo in più, aggiungendo alla quota netta di finanziamento per la bonifica anche quella del ripristino.

«È successo in passato – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati – che alcune scuole riuscivano a sostenere le spese di bonifica, ma non quelle della ricostruzione delle parti eliminate come ad esempio i tetti. Così molto spesso i Comuni non partecipavano neppure ai bandi. Oggi invece la Regione ha deciso di finanziare al 100% sia la bonifica sia la ricostruzione e anche gli oneri per la sicurezza».

«La bonifica dell’amianto – prosegue Marnati – è una delle attività che seguo personalmente tenuto conto che purtroppo ancora oggi quella dell’eternit è una piaga ambientale».

Le spese maggiori sono state sostenute dai Comuni di Avigliana, che ha messo in sicurezza l’impianto polivalente “La Fabrica” con 250.000 euro, e il Comune di Grugliasco che è intervenuto sulla scuola secondaria “Carlo Levi”. «A oggi – conclude l’assessore Marnati – la Regione ha coperto il 90% del fabbisogno richiesto in ambito scolastico. Mancano 10 scuole per raggiungere il traguardo del 100%».

Di seguito l’elenco dei Comuni che hanno ricevuto i finanziamenti:

  • Sanfrè: Palestra plesso scolastico comunale (35.000 euro)
  • Mondovì: Scuola media Anna Frank (112.000 euro)
  • Carignano: Impianto sportivo Garavella (217.000 euro)
  • Avigliana: Edificio polivalente “La Fabrica”(250.000 euro)
  • Chieri: Scuola primaria N.S. della Scala (15.000 euro)
  • Grugliasco: Scuola Secondaria di 1° Grado “Carlo Levi” (250.000 euro)
  • Alessandria: Scuola secondaria di I grado “P. Straneo” (123.000 euro)
  • Novara: Scuola primaria Coppino (45.341 euro)
  • Novara: Scuola Infanzia Sabin (99.829 euro)
  • Canelli: Cabina elettrica comunale (10.000 euro)
  • Scalenghe: Scuola Media comunale (8.800 euro)
  • Pinerolo: Scuola infanzia/primaria Riva (151.186 euro)
  • Molare: Bocciofila comunale (60.325 euro)
  • Montechiaro D’Acqui: Circolo La Ciminiera (88.782 euro)
  • Alpignano: Scuola Media Statale Tallone (4.410 euro)
  • Predosa: Locale caldaia Palestra (7.000 euro)
  • Predosa: Spogliatoi ex campo sportivo (28.000 euro)
  • Bra: Museo Civico di Storia Naturale “Ettore e Federico Craveri” (20.156 euro)
  • Envie: Bocciofila comunale (142.898 euro)
  • Valdilana: Mercato coperto (157.618 euro)
  • Ivrea: Palazzo Comunale (173.806 euro)
  • Genola: A.S.D. Bocciofila Genolese (48.739 euro)

Il Premio Camillo Cavour al corpo dei Vigili del Fuoco

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Venerdì 20 settembre alle 17 nel complesso cavouriano di piazza Visconti Venosta 2 a Santena è in programma la cerimonia di consegna del Premio Camillo Cavour, riconoscimento istituito nel 2007 dall’associazione Amici della Fondazione Cavour, conferito ogni anno il 20 settembre, data simbolica dell’Unità d’Italia, destinato alle persone che hanno contribuito e contribuiscono a continuare l’opera alla quale il conte Camillo Benso dedicò tutta la sua vita: l’unificazione del Paese, il rafforzamento della struttura dello Stato nazionale, l’appartenenza politica ed economica del nostro Paese alla comunità europea.
Il premio è stato assegnato a Carlo Azeglio Ciampi nel 2007, ad Umberto Veronesi nel 2008, a Piero Angela nel 2009, a Carla Fracci nel 2010, ad Antonio Vassallo in memoriam nel 2011, a Carlo Petrini nel 2012, a Bruno Ceretto nel 2013, a Brunello Cucinelli nel 2014, alla Marina Militare Italiana nel 2015, a Mario Draghi nel 2016, a Samantha Cristoforetti nel 2017 e a Giovanni Soldini nel 2018. Il Premio consiste nella riproduzione in oro dei famosi occhiali usati dal Conte di Cavour. Il premio verrà consegnato dal Presidente della Fondazione, Nerio Nesi, al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, per il lavoro svolto nelle situazioni di emergenza a tutela delle persone, del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, affrontando con coraggio, dedizione e spirito di sacrificio le situazioni più critiche ed estreme; come dimostrato nella tragedia del Ponte Morandi a Genova.La consegna del premio verrà preceduta nella mattinata , dalle 9 alle 13, da un convegno sulla Protezione Civile, promosso dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e condotto dal Presidente Alberto Sinigaglia, con interventi dei vertici nazionali e regionali in cui si traccerà un bilancio delle vere e proprie imprese compiute dai volontari e si delineeranno le nuove strategie per affrontare le emergenze future. Il convegno sarà tra l’altro valido per l’aggiornamento professionale dei giornalisti. Al termine del convegno il professor Luigi Bonanate presenterà in anteprima il Centro Alti Studi sullo Stato, istituito con il contributo della Compagnia di San Paolo.
“Il premio ai Vigili del Fuoco è il giusto riconoscimento ad un’istituzione fondamentale per la nostra comunità nazionale. – sottolinea il Vicesindaco metropolitano Marco Marocco – Anche la Città Metropolitana di Torino è vicina ai pompieri permanenti e volontari ed ha recentemente assegnato contributi per 200.000 Euro a 40 Comuni sedi di distaccamenti dei Vigili del Fuoco. Il provvedimento deriva da una normativa nazionale che ha trasferito a Città metropolitane e Province l’attuazione degli interventi urgenti in caso di crisi causata da calamità naturali, oltre ai primi interventi tecnici per favorire il ritorno alle normali condizioni di vita delle aree colpite e all’organizzazione e all’impiego dei volontari. È un passo importante per consentire, in caso di emergenza (e non solo) lo svolgimento di tutte le attività di pronto intervento ad opera dei Vigili del Fuoco, comprendendo anche il prezioso contributo delle organizzazioni di volontari, divenute negli anni indispensabili, a favore dei cittadini e del territorio”.

LA FONDAZIONE CAMILLO CAVOUR

Il 30 maggio 1946, con un codicillo testamentario, il marchese Giovanni Visconti Venosta destinò alla Città di Torino la nuda proprietà del castello di Santena. Per volontà della consorte, la marchesa Margherita Pallavicino Mossi, venne istituita una fondazione che ha come scopo principale la promozione degli studi cavouriani. Fondata ufficialmente il 18 aprile 1955, la Fondazione venne viene riconosciuta due anni dopo come Ente morale con decreto del Presidente della Repubblica. In oltre 60 anni di attività la prestigiosa istituzione culturale ha promosso numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative su temi storico-risorgimentali, ha conservato e valorizzato il patrimonio, promosso la figura di Cavour, si è presa cura delle preziose collezioni artistiche, archivistiche e bibliografiche, grazie a un’opera di riordino, inventariazione e valorizzazione. Oggi la Fondazione promuove eventi culturali in continuità con gli scopi originari, nella piena convinzione che oggi, nell’Italia del XXI secolo, il messaggio cavouriano sia più che mai attuale. La Fondazione ha come soci pubblici la Città di Torino, la Regione Piemonte, la Città di Santena e, tra i soci privati, l’associazione Amici della Fondazione Camillo Benso di Cavour e alcuni tra i più importanti imprenditori piemontesi. Gli Amici della Fondazione Cavour dal 2007 contribuiscono all’incremento ed alla valorizzazione dell’attività della Fondazione.

Per saperne di più si può scrivere a info@fondazionecavour.it o chiamare il numero telefonico 011-597373.

Infanzia, detenuti e difensore civico. Le relazioni dei garanti regionali

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Da Palazzo Lascaris

Nella seduta di Consiglio di martedì 10 settembre sono state presentate e discusse le relazioni annuali del Difensore Civico, del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e della Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

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Difensore Civico

Sono le questioni relative all’assistenza sanitaria quelle su cui il difensore civico Augusto Fierro ha voluto porre l’accento nel corso della sua relazione all’Aula. A cominciare dai problemi nella presa in carico anziani non autosufficienti rispetto alle leggi regionali e l’adeguamento alle disposizioni a livello nazionale che ha aggiornato i Lea.
Fierro ha sottolineato di registrare un costante aumento dei reclami e delle segnalazioni proprio sul tema, anche nella sua qualità di garante della salute. Esiste un’emergenza ignorata: in Italia ci sono 4 milioni di famiglie con parente non autonomo e il Piemonte è fra le regioni più in difficoltà.
Esiste, secondo il difensore civico, una discrasia innegabile tra le previsioni dei Lea a livello nazionale e quanto prevede la normativa regionale. Da Roma si prescrive la presa in carico della persona, mentre in Piemonte il percorso prevedeva la domiciliarità: si è assistito alla trasformazione di un diritto ad una sorta di “elastico” dell’applicazione della normativa.
La conseguenza, dal suo osservatorio, è una permanente conflittualità tra famiglie degli anziani che si esprime con le opposizioni al ricovero e che presentano difficoltà economiche.
In generale, Fierro ha ricordato che con la legge omnibus è stato previsto il controllo da parte del difensore civico sulla efficienza qualità del servizio sanitario piemontese. Ha pertanto richiesto che il Consiglio e in generale la Regione gli risponda, altrimenti tutto diventa irrilevante.
A seguito dell’intervento, si sono susseguiti quelli dei consiglieri di maggioranza e opposizione. Ciascuno con le sue posizioni, si è però convenuto di approfondire i temi e i problemi sollevati nella relazione, anche con ulteriori audizioni e dibattiti nelle Commissioni consiliari competenti.

Garante dei detenuti

Negli ultimi dieci anni il numero dei detenuti nelle 13  carceri piemontesi è aumentato in modo preoccupante: al 31 maggio 2019 erano  4592, per 3972 posti disponibili, con un tasso di sovraffollamento del 115 per cento, un dato tra l’altro falsato che non tiene conto della capienza effettiva delle strutture, con celle temporaneamente inagibili o chiuse per lavori. La situazione è particolarmente critica nel carcere di Alba, ad oggi l’istituto penitenziario italiano con il più alto tasso di sovraffollamento reale: su 142 posti 109 non sono disponibili perché nella parte chiusa a causa della legionella. Situazione simile a Cuneo, dove  su 428 posti 140 non sono disponibili. Oltre ai detenuti in carcere ci sono poi 8850 persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale seguite all’esterno.
Sono alcuni dei dati riportati nella relazione annuale del Garante regionale Bruno Mellano, che ha ricordato come il Piemonte sia una regione virtuosa per quanto riguarda le misure rivolte alla formazione e all’inserimento lavorativo delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà, ma ha anche evidenziato una serie di criticità, a partire dal sovraffollamento e dalla necessità di un piano su base regionale di manutenzione straordinaria degli edifici esistenti.
Mellano ha anche posto l’accento sulla situazione del Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di corso Brunelleschi, “significativamente peggiorata a seguito del taglio del budget all’ente gestore e del conseguente forte ridimensionamento del personale dedicato”.
Infine, il Garante ha parlato delle problematiche della sanità penitenziaria, in particolare in relazione al numero di posti letto destinati agli autori di reato affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi all’interno delle Residenze  per l’esecuzione di misure di sicurezza (Rems).
Al dibattito sono intervenuti i consiglieri Alberto PreioniSara ZambaiaAlessandro Stecco, Riccardo Lanzo e Federico Perugini (Lega), che hanno sottolineato la difficile situazione in cui operano gli agenti di polizia penitenziaria e il personale socio-sanitario all’interno delle carceri, Marco Grimaldi (Luv) e Maurizio Marrone (FdI), che si sono soffermati sui problemi del Cpr, Maurizio MarelloDomenico Rossi (Pd), Francesca Frediani e Ivano Martinetti (M5s), che hanno posto l’accento sugli aspetti rieducativi della pena.

Garante per l’infanzia

La garante Rita Turino ha sollevato forte l’allarme sul numero dei minori che versano in stato di povertà e quelli di famiglie che non riescono a far fronte ai bisogni essenziali. Una questione che merita ancora maggiore attenzione da parte delle istituzioni che devono assicurare, sempre secondo la garante, che ogni bambino e ragazzo viva, cresca e sia educato dai propri genitori nelle migliori condizioni.
Una parte importante dell’attività si è concentrata sulla tutela dei minori stranieri non accompagnati: sono state 750 le domande in risposta a un bando pubblico, sono stati attivati 5 percorsi di formazione che hanno coinvolto circa 500 persone, 300 i minori assegnati a 200 tutori nominati.
Altre situazioni di sofferenza dei minori si registrano nelle famiglie con separazioni irrisolte, un’emergenza – di cui la garante è stata consapevole fin dall’inizio del mandato – dovuta all’incapacità dei genitori di separarsi con livelli accettabili di conflittualità.
Infine la garante ha richiamato un fenomeno di cui il Consiglio si è molto occupato, ovvero l’aumento di episodi di bullismo e di cyberbullismo che, a causa di un utilizzo discorso delle nuove tecnologie, colpisce gravemente un numero crescente di ragazze e ragazzi.
Durante il dibattito sono intervenuti i consiglieri Alessandro Stecco e Sara Zambaia (Lega), Monica Canalis (Pd), Carlo Riva Vercellotti (Fi) e Giorgio Bertola (M5S).

Fisco: ecco tutte le scadenze di settembre

in ECONOMIA E SOCIALE

Dalla parte dei consumatori

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Buongiorno, Avvocato: quali gli appuntamenti inderogabili settembrini con le tasse? Grazie, Mirella.

Un settembre denso di impegni per i contribuenti italiani. Si tratta di obblighi finanziari che riguarderanno un po’ tutti gli operatori economici (titolari di aziende, piccoli imprenditori e liberi professionisti) che, dopo una serie di proroghe, rinvii e a seguito della pausa estiva del Fisco, saranno di nuovo chiamati ad adempiere ai propri doveri di contribuenti.

Di seguito il calendario da tenere bene a mente: da16 settembre 2019 si dovrà procedere con l’emissione e la registrazione delle fatture differite per i beni consegnati con documenti di trasporto relativi al mese precedente. Al 30 settembre 2019, invece, sono stati rinviati tutti i versamenti relativi alla già avvenuta presentazione delle dichiarazioni. Fino al 30 settembre 2019: verifica risultati Isa, liquidazione Iva e versamento ritenute.

Durante tutto il mese di settembre, e fino al 30 settembre 2019, gli studi professionali, per conto dei clienti che seguono e rappresentano, dovranno procedere con una verifica dei risultati ottenuti dall’applicazione degli Indici Sintetici di Attività (gli Isa, che hanno sostituito gli studi di settore). Dai risultati ottenuti, di fatto, dipenderà l’importo delle imposte dovute dal contribuente al Fisco, così come l’attribuzione o meno di specifici premi e agevolazioni.

Entro settembre, inoltre, bisognerà procedere con il versamento delle ritenute relative a provvigioni, cessione di titoli e valute, redditi di capitale e lavoro autonomo e provvedere alla liquidazione Iva relativa al mese di agosto, oltre che al versamento dell’Iva dovuta dalle pubbliche amministrazioni.

Produzione, i distretti su cui puntare

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DA PALAZZO LASCARIS

Il Piemonte, per un rilancio del settore produttivo, punterà su nove distretti: agroalimentare e agroindustriale; fibre naturali; energia da fonti rinnovabili; automotive; aerospaziale; logistica integrata e intermodale; biomedicale, biotech e bioenginering; edilizia innovativa; elettrodomestici e accessoristica.

Lo ha spiegato in Terza commissione (presidente Claudio Leone) l’assessore alle Attività produttive Andrea Tronzano, anticipando ai commissari le linee guida che verranno presentate.

“Dobbiamo tornare a programmare e in questa fase stiamo elaborando, grazie ad un gruppo di lavoro molto ampio, la strategia più corretta per scrivere il Piano della competitività che dovrebbe uscire a novembre. Il tentativo è basato su precise direttrici per ridare occupazione e smalto alle imprese: fare sistema, quindi meno diffidenza e più collaborazione, cercando di trasferire la ricerca e lo sviluppo in produzione. Per quanto riguarda il capitale umano, vogliamo migliorare la performance dei lavoratori e degli studenti indirizzandoli alle esigenze del mercato, utilizzando lo strumento di collaborazioni con soggetti altamente qualificati come il Politecnico. È poi importante istituire una progettualità comune tra Giunta, Consiglio, imprese, sindacati e tutto il mondo territoriale” ha detto Tronzano.

“Si tratta di creare un ‘cluster tridimensionale’, dove ai cicli produttivi e alla collaborazione tra imprese si affianchi l’attenzione per il territorio”, ha aggiunto l’assessore. “Se riusciremo a coinvolgerlo creando una sorta di megadistretto, avremo il cluster tridimensionale utile soprattutto alle piccole e microimprese, a cui noi daremo molto spazio senza dimenticare però le grandi, quelle che aiutano a crescere il settore produttivo in un’ottica collaborativa e di sistema” ha concluso.

Per la Maggioranza, a sostegno delle linee guida, sono intervenuti Paolo Bongioanni di Fdi (“Le piccole imprese sono il valore aggiunto dell’economia piemontese, ma serve una semplificazione legislativa”) e Michele Mosca della Lega (“Si incomincia a fare sistema. Sarà importante l’internazionalizzazione delle nostre aziende e l’Alta velocità è un’occasione di sviluppo”).

Per Ivano Martinetti (M5s) si dovranno evitare le delocalizzazioni delle aziende che hanno beneficiato di finanziamenti regionali.

Marco Grimaldi (Luv), facendo riferimento alla cospicua somma stanziata dalla precedente Giunta regionale per agevolare l’insediamento di nuove aziende, ha chiesto spiegazioni circa le notizie trapelate a mezzo stampa dell’intenzione di erogare incentivi alle imprese che assumono residenti in Piemonte da almeno cinque anni.

Richiesta avanzata anche da Raffaele Gallo (Pd), che ha poi chiesto di relazionare in commissione sui Fondi europei.

Maurizio Marello (Pd) è intervenuto sulla necessità di una modifica nazionale, nell’ottica della ripresa economica, del Decreto crescita per non penalizzare ulteriormente i piccoli artigiani. Ha poi sollecitato una specifica attenzione per l’immissione nel mondo del lavoro di quei dipendenti che sono stati costretti ad uscire per via della crisi.

Per Sean Sacco (M5s) è sempre più importante guardare alla mobilità elettrica, investendo sull’automotive dedicato.

Infine il capogruppo del Pd Domenico Ravetti si è detto preoccupato per i territori che sono stati spazzati via dalla crisi e necessitano di essere rigenerati: “Proponiamo la creazione di tavoli per lo sviluppo da attivare in ogni Provincia”.

A Torino la crisi è complessa. Parte il tavolo di coordinamento

in ECONOMIA E SOCIALE

Investimenti per l’erogazione di servizi di formazione, innovazione e trasferimento tecnologico e progetti per ridare forza alla competitività delle imprese, anche quelle micro e piccole, utilizzo degli ammortizzatori sociali nella fase di transizione e di riqualificazione professionale sono le linee progettuali definite e condivise durante l’incontro operativo del tavolo di coordinamento per “Torino area di crisi industriale complessa” svoltosi il 9 settembre nel palazzo della Regione.

Alla riunione hanno partecipato l’assessore regionale alle Attività produttive della Regione Piemonte, Andrea Tronzano, l’assessore all’Industria del Comune di Torino, Alberto Sacco, l’assessore alle Attività produttive della Città Metropolitana di Torino, Dimitri De Vita, rappresentantu degli Atenei torinesi, della Camera di Commercio di Torino, delle associazioni imprenditoriali, compresi i costruttori e il mondo della cooperazione, delle organizzazioni sindacali, di Tne e di Finpiemonte.

Rimangono strategici, quindi, il progetto MTCC e la Cittadella dell’aerospazio, perchè il territorio torinese è su questo eccellenza assoluta e vuole continuare ad esserlo. Questi strumenti operativi si completeranno con altre risorse, nell’ambito di un piano più vasto, che toccherà molteplici comparti produttivi, oltre all’automotive e all’aerospazio, in particolare l’economia circolare e la bioeconomia, l’edilizia e la salute. Un piano di intervento che interesserà tutta la scala in cui si articola l’imprenditoria (dalle micro alle grandi imprese, dall’artigianato all’industria) e l’insieme dei territori piemontesi, al di là di quelli strettamente ricompresi nel sistema locale di Torino.

“Mi aspettavo concretezza e la risposta degli attori presenti al tavolo è stata positiva – commenta TronzanoLa Regione Piemonte ha proposto alcune linee politiche che si basano su quattro concetti chiave: fare sistema, agire sul capitale umano, responsabilizzare attraverso la progettualità, scaricare sulla produzione il grande lavoro svolto con ricerca e sviluppo. In questo contesto bene si inserisce il Manifacturing Center che, insieme al Competence, costituisce una delle basi da cui partire per il dialogo con il Ministero. L’obiettivo è uno solo: creare occupazione, sostenendo le imprese, riportando così il Piemonte a risalire nella classifica del pil italiano. Pur nella consapevolezza che i settori automotive e aerospaziale sono determinanti, riteniamo imprescindibile riconoscere il giusto valore anche ad altri cluster quali, ad esempio, l’edilizia, il biomedicale, l’economia circolare, l’agricoltura e la gestione dei rifiuti.”

I prossimi passi saranno l’incontro dei tecnici delle istituzioni con il Ministero, per definire gli interventi finanziabili e il quadro preciso delle risorse disponibili e la creazione di tavoli di lavoro per il dettaglio dei progetti, a partire dall’area di Mirafiori, con l’industria 4.0, e da corso Marche, con la Piattaforma per l’Aerospazio. Questi due interventi faranno da apripista agli altri progetti.

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Foto Andrea Cherchi

Leggi www.regione.piemonte.it

Cile, quarantasei anni dopo

in Dall Italia e dal Mondo/ECONOMIA E SOCIALE

C’è un altro 11 settembre oltre a quello delle “torri gemelle” del World Trade Center di New York, e non va dimenticato: quello del 1973.   A Santiago del Cile, quel giorno, con un colpo di Stato, le forze armate guidate da Augusto Pinochet rovesciarono il governo di Unidad Popular del socialista Salvador Allende, che morì durante l’assedio al palazzo presidenziale della Moneda. Le sue ultime parole, attraverso Radio Magallanes, furono per i lavoratori cileni: “Ho fiducia nel Cile e nel suo destino. Altri uomini supereranno il momento grigio ed amaro in cui il tradimento vuole imporsi. Andate avanti sapendo che, molto presto, si apriranno grandi viali attraverso cui passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore. Viva il Cile, viva il popolo, viva i lavoratori!”. La giunta militare instaurò un regime dittatoriale che restò al potere per 17 anni. Il regime di Pinochet lasciò una dolorosa traccia di sangue con omicidi e deportazioni di massa: circa diecimila cileni torturati, moltissimi “desaparecidos”, centinaia di migliaia di persone costrette all’esilio. La distruzione delle istituzioni democratiche fu veloce e capillare. A tutto si sostituì il dominio militare. Quegli avvenimenti, come la storia si incaricherà di dimostrare, non lasciarono estranei gli Stati Uniti. Non vedo perché dovremmo restare con le mani in mano a guardare mentre un Paese diventa comunista a causa dell’irresponsabilità del suo popolo. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli”, ammise senza giri di parole Henry Kissinger, il potentissimo segretario di stato americano dell’era di Richard Nixon. L’appoggio americano ai golpisti rientrava in una più vasta strategia di contrasto– denominata operazione Condor -verso quei paesi sudamericani indirizzati ad una “deriva marxista”: Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay, Perù, Uruguay e, appunto, Cile. Gli avvenimenti cileni del settembre ’73, con la loro scia di sangue e terrore, ebbero una vasta eco in tutto il mondo e particolarmente in Italia. L’allora segretario del Pci, Enrico Berlinguer, ben sapendo quanto fosse diverso il Cile dall’Italia, ne trasse comunque spunti e suggestioni per un discorso di più ampia portata che portò all’elaborazione della teoria del “compromesso storico”. In un lungo saggio dal titolo “Riflessioni sull’Italia dopo i fatti del Cile (pubblicato in tre parti su Rinascita, il settimanale del Pci, il 28 settembre e poi il 5 e 12 ottobre 1973) , Berlinguer tratteggiò la strada che doveva portare all’intesa tra le tre componenti della storia popolare e sociale del Paese: la cattolica, la socialista e quella comunista. Un progetto che finì, qualche anno dopo, con il rapimento e la morte di Aldo Moro. Dunque, sono passati quarantasei anni esatti da quella che è stata, per la mia generazione, una ferita aperta. Siamo cresciuti in quegli anni ascoltando e cantando i motivi della Nueva Canción chilena, il movimento culturale e artistico che sostenne con forza il governo di Salvador Allende, allorché nel 1970 venne eletto presidente del Cile. Víctor Jara (dopo averlo ucciso allo stadio di Santiago, i militari cileni non solo proibirono la vendita dei suoi dischi, ma ordinarono la distruzione delle matrici), Violeta Parra, i Quilapayún, gli Inti-illimani sono stati i simboli della musica sudamericana di quel periodo. Così come le poesie di Pablo Neruda (che morì due settimane dopo il golpe), i testi e le melodie della musica andina hanno lasciato un segno profondo. L’attualità del loro messaggio resta inalterato. Sebbene la musica non cambi la storia, un verso, una frase, può lasciare un segno profondo nel cuore di tutti, aiutando in questo caso a non dimenticare quell’11 settembre del 1973 e l’esempio di Salvador Allende.

Marco Travaglini

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