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ECONOMIA E SOCIALE

Yemen, guerra senza fine

in Dall Italia e dal Mondo/ECONOMIA E SOCIALE

Focus internazionale  di Filippo Re

Sauditi, emiratini, iraniani, russi e americani, sembra che non ci sia potenza regionale o internazionale che voglia fermare una volta per tutte il conflitto nello Yemen che si trascina da oltre quattro anni.

Una guerra quasi dimenticata che fa comodo a tanti, come ai governi europei che vendono le armi e agli estremisti islamici che approfittano del caos. Uno scontro che nel frattempo continua a falcidiare la popolazione sia per i bombardamenti sia per la fame. Secondo alcune organizzazioni umanitarie sono quasi 100.000 le persone uccise in Yemen nel conflitto che da marzo 2015 oppone i sauditi che guidano una Coalizione internazionale ai ribelli sciiti Houthi armati dall’Iran. “Non dimentichiamo il disastro dello Yemen”: le parole che il vescovo Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale (comprendente Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen) più volte pronuncia con la speranza che questa tragedia non venga ignorata perchè, forse, meno importante di altre crisi mediorientali, sembrano cadute nel vuoto. Con il risultato che la situazione nel Paese asiatico resta drammatica per la fame, la povertà, la siccità, la guerra e l’epidemia di colera. Quasi 11 milioni di persone sono sull’orlo della carestia, oltre l’85% della popolazione vive grazie agli aiuti umanitari mentre tre milioni di yemeniti sono sfollati. Sono milioni le persone che hanno necessità di assistenza sanitaria e sono privi di servisi igienici e di acqua potabile ma la preoccupazione maggiore in queste settimane è per la crisi di colera che ha già ucciso un milione di yemeniti. Si aggrava anche la situazione dei minori.

Nei primi quattro mesi del 2019 oltre 400 ragazzi sono stati uccisi o sono rimasti feriti e più di 3 bambini al giorno perdono la vita o restano mutilati. La Camera dei Deputati ha fermato le bombe italiane che cadono sullo Yemen ma dal cielo continua la pioggia incessante di ordigni devastanti su ospedali, scuole, aeroporti quasi 20.000 sono i raid condotti finora dalla coalizione saudita e migliaia sono i minori vittime di bombe, attacchi kamikaze, congegni esplosivi e mine, armamenti prodotti all’estero e venduti dai governi stranieri alla Coalizione saudita. Tra questi ci sono anche le bombe prodotte in Italia dalla fabbrica Rwm in Sardegna la cui esportazione verso i Paesi che violano i diritti umani è vietata dalle leggi italiane. Ora la Camera ha votato una mozione di maggioranza per sospendere la vendita di armi pesanti come missili e bombe d’aereo a Riad e agli Emirati. Dall’inizio del conflitto almeno 6500 bambini sono rimasti uccisi e feriti durante i bombardamenti. La “svolta” è giunta (resta però da vedere se la mozione sarà realmente applicata) dopo che nei mesi scorsi anche Germania, Danimarca, Finlandia e Gran Bretagna avevano deciso di sospendere le esportazioni di armi pesanti verso l’Arabia Saudita. Londra è il secondo esportatore di armi a Riad dopo gli Stati Uniti con sei miliardi di dollari dal 2015, quando la guerra cominciò, pari al 42% delle vendite totali di armi inglesi. Nello Yemen continua intanto la guerra regionale “per procura” tra Riad e Teheran. Gli insorti sciiti, grazie ai missili ricevuti da Teheran, hanno alzato il tiro e colpiscono gli aeroporti nel sud dell’Arabia Saudita in risposta ai raid sauditi sulle loro città nello Yemen del nord. Nel 2014 gli Houthi presero il controllo della capitale Sana’a costringendo il presidente Mansour Hadi, filo-saudita, alla fuga. A marzo 2015 l’offensiva dei ribelli sciiti verso la città Aden nel sud del Paese dove nel frattempo si era rifugiato Hadi scatena la reazione dei sauditi che formano una Coalizione sunnita di dieci Stati, del Golfo, oltre all’Egitto e al Sudan con l’obiettivo di aiutare l’ex presidente con raid aerei. In quattro anni sono morti oltre 100.000 yemeniti per i combattimenti e altri 120.000 di fame e malattie.

Approfittando della guerra e dell’anarchia centinaia di miliziani di Al Qaeda e dell’Isis hanno occupato porzioni di territorio. I negoziati in Svezia hanno avuto finora poco successo e la fine della guerra è lontana. Gli interessi in gioco sono tanti, da una parte e dall’altra. La monarchia di Riad non può mollare lo Yemen ai filo-iraniani e quindi vuole riprendere completamente il controllo di quel territorio che ha sempre considerato il proprio “giardino di casa” . Lo Yemen è fondamentale per controllare lo stretto di Bab el Mandeb dove transita il petrolio del Golfo diretto in Europa e i sauditi, acerrimi rivali di Teheran, non possono certo lasciarlo nelle mani di un gruppo che obbedisce agli ordini dei pasdaran che tramite gli insorti sciiti aumenterebbero la loro influenza sull’intera regione. Una soluzione potrebbe essere quella di tornare a due Stati distinti, uno al nord e uno al sud, oppure alla formazione di più di due Stati perchè all’interno dello Yemen ci sono varie regioni che hanno mire indipendentiste. Per Paul Hinder la strada giusta potrebbe essere uno Stato confederato, quindi meno centralizzato di come era in passato.

Dal settimanale “La Voce e il Tempo”

Case-vacanze, lontani dalle truffe in 10 mosse

in ECONOMIA E SOCIALE

Fiaip Torino: Visura catastale da un agente immobiliare per riconoscere un imbroglio. Oggi i truffatori copiano annunci esistenti e chiedono caparre basse

Inserzioni fasulle, immagini finte, richieste di caparra su carte ricaricabili: sono diversi i segnali che ci permettono di capire se dietro un annuncio per una casa vacanza si nasconde una truffa. Fiaip Torino (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) stila un decalogo di consigli per accorgersi in tempo se stiamo cadendo vittime di un raggiro e se l’affare che stiamo per concludere in realtà sia una sonora truffa.

Dieci mosse da incrociare perché nessuna da sola è a garanzia della veridicità dell’annuncio. Nell’insieme però rappresentano uno strumento per stare tranquilli o per allarmarci.

1- EFFETTUARE LA VISURA CATASTALE. “L’unica verifica che può rivelarci se dietro un annuncio c’è il vero proprietario o un imbroglione è la visura catastale”, spiega Aurelio Amerio, presidente di Fiaip Torino. “Un controllo semplice e poco costoso, che un agente immobiliare può fare in pochi minuti attraverso il programma “Sister” dell’Agenzia delle Entrate, per il quale occorre il codice fiscale del proprietario”.

2- CONTROLLARE L’ANNUNCIO. “Oggi i truffatori sono più accorti, consapevoli delle campagne di informazione per stanarli”, sintetizza Lucia Vigna, vice presidente di Fiaip Torino. “Tendono a non inventarsi case inesistenti – prosegue – prendono annunci reali pubblicati da altri, magari dai legittimi proprietari: si impossessano delle informazioni e delle foto, riproponendo lo stesso annuncio su altri siti. Così quando facciamo una ricerca della casa e del luogo in cui è sita, ci rilassiamo vedendo che su Google map il posto, la via e l’appartamento corrispondono all’annuncio”. Occorre inserire le immagini dell’annuncio su Google Image per vedere se i proprietari nei vari portali sono sempre gli stessi o cambiano da un sito all’altro.

3- ATTENZIONE A CAPARRE E METODI DI PAGAMENTO. Quasi tutte le truffe si consumano attraverso caparre del 50% su ricariche Postepay. Per quanto la caparra sia legittima non dovrebbe mai essere superiore al 20%. “I truffatori ormai sanno che chiedere una caparra del 50% fa insospettire e sono i primi a ribassarla per conquistarsi la fiducia del malcapitato”, aggiunge Vigna.

Meglio pagare tramite bonifico. Con l’iban si possono fare alcune ricerche in modo da capire a chi appartiene il conto su cui stiamo per versare i nostri soldi.

4- VERIFICARE L’IDENTITA’ DELL’INSERZIONISTA. Nome e cognome su internet o su Facebook per capire se la persona esiste davvero e se si trattasse di un truffatore potrebbero saltare fuori recensioni negative sulla persona.

5- OCCHIO AL PREZZO. “Il buon senso è la prima accortezza per evitare che la vacanza si trasformi in una disavventura”, dice Aurelio Amerio, presidente di Fiaip Torino. Affidandosi a privati sul web aumentano le occasioni di prezzi competitivi ma anche le possibilità di cadere in imbrogli. Super ville a prezzi stracciati devono sollevare dubbi. Occorre guardare se l’abitazione è in linea con il resto del mercato.

 

6- CHIEDERE ALTRE FOTO E LE COORDINATE. Nel dubbio meglio chiedere al proprietario altre foto della casa, di dettagli e particolari che chi è in possesso dell’appartamento non dovrebbe avere troppe difficoltà a mandarvi. Le coordinate servono per localizzare l’appartamento e capire dove si trova attraverso street view.

7- INSISTERE PER UN INCONTRO. È un buon metodo per capire le reali intenzioni di chi ci sta per affittare casa, anche se non si ha una reale possibilità di recarsi sul posto ci permette di capire l’altra parte come reagisce.

8- FARSI MANDARE I DOCUMENTI. Non è una garanzia perché potrebbero essere documenti falsi o rubati. Non è insolito che chi finisce in una truffa di questo tipo abbia poco dopo problemi con il furto della propria identità, in seguito appunto all’invio dei propri documenti. Neanche la formulazione di un contratto mette al riparo da una possibile truffa perché una volta consumato il raggiro la persona sparisce e di fatto quel nome e cognome o sono inventati o appartengono ad un’altra persona.

 

9- CHIEDERE UN TELEFONO FISSO. I cellulari sono difficilmente rintracciabili. Appena un colpo viene messo a segno i cellulari vengono disattivati e la persona non è più raggiungibile.

10- VERIFICARE L’IP DI UNA MAIL RICEVUTA. Verificare da dove è stata inviata una mail. Basta aprire il messaggio, cliccare su ‘messaggio originale’, copiare l’indirizzo ip e inserirlo in un sito per verificare la località dell’ip (iplocation.net) e scoprire se coincide o meno con quella dell’inserzionista. Da sola questa operazione non è detto che funzioni perché dipende da dove è ubicato il server su cui si appoggia il servizio di posta elettronica del mittente.

Sanità, la Regione vuole direttori più efficienti

in ECONOMIA E SOCIALE

La Giunta regionale ha introdotto alcune novità nella valutazione dei direttori generali delle aziende sanitarie piemontesi per il 2019.

L’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, afferma: “chiediamo più efficienza nella loro attività manageriale. Li valuteremo in base alle risultanze del bilancio consuntivo: il pareggio di bilancio deve diventare una priorità se vogliamo mantenere i conti in equilibrio ed evitare problemi in futuro. Una novità rispetto al passato”.

La delibera approvata durante la riunione del 19 luglio introduce inoltre, recependo le disposizione del decreto legislativo 17/2016, tempi più ristretti per il pagamento dei fornitori. “Altro elemento – sottolinea Icardi – che concorrerà nella valutazione complessiva dell’operato dei direttori generali e di conseguenza nel riconoscimento del trattamento economico integrativo”

Commercialisti: online l’informativa “Finanza Aziendale”

in ECONOMIA E SOCIALE

Sul sito della Fondazione Nazionale (www.fondazionenazionalecommercialisti.it). Focus sul documento “Rating advisory e pianificazione finanziaria alla luce dell’evoluzione del quadro regolamentare”.

 

Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato l’Informativa dell’Area “Finanza Aziendale”.Uno studio incentrato sulla ricognizione dell’attività istituzionale svolta dal CNDCEC e sulle tematiche di maggior interesse e attualità in materia. Tre le sezioni. Nella prima ampio spazio ai documenti tra cui “Rating advisory e pianificazione finanziaria alla luce dell’evoluzione del quadro regolamentare: il nuovo rapporto banca-impresa e il ruolo del commercialista”. Nell’ambito delle PMI italiane, che rappresentano la struttura portante del tessuto economico e produttivo del Paese, il credito bancario continua a rappresentare la principale fonte di risorse finanziarie esterne.

Per le imprese, alla luce di richiesta di requisiti patrimoniali sempre più severi e una gestione del credito più prudente da parte delle banche, si impone una adeguata pianificazione finanziaria. Un processo dove si riscontrano difficoltà specie per predisporre e condividere in maniera continuativa un set informativo per le banche. Diventa dunque fondamentale il supporto di un vero Rating advisory, incaricato di analizzare, valutare ed elaborare in modo efficace le informazioni relative alla condizione economica, finanziaria e patrimoniale dell’azienda nell’ambito del processo di assegnazione di un giudizio di rating da parte degli istituti di credito. Un ruolo dove è cruciale la figura del commercialista.

Nella seconda parte dell’informativa si passa in rassegna l’attività del CNDCEC, in particolare i progetti dei gruppi di lavoro “Wealth management e family office”, “Pianificazione Finanziaria e rating” e “Brexit”.Conclude il lavoro, una sezione riservata alle novità e opportunità con una analisi approfondita delle modifiche del “decreto crescita”, Incentivi allo sfruttamento di brevetti e beni immateriali, Agevolazioni per attività di ricerca e sviluppo nell’ambito dell’economia circolare, Modifiche alla disciplina del crowdfunding e consultazione Consob.

L’informativa completa online sul sito della Fondazione Nazionale dei Commercialisti (www.fondazionenazionalecommercialisti.it).

Borrelli e la stagione della giustizia arcigna

in ECONOMIA E SOCIALE
Di Pier Franco Quaglieni
Con la scomparsa di Francesco Saverio Borrelli all’età di 89 anni si conclude la pagina più significativa della storia della Procura di Milano ai tempi di Tangentopoli 
Il procuratore capo che amava l’equitazione, ma nel contempo esibì vistosamente il suo giacobinismo arrabbiato, e’ stato l’emblema di una tragedia italiana  in cui si arrestavano le persone per estorcere loro una confessione. Nella città di Beccaria Borrelli rappresento ‘ una giustizia arcigna ed anche arrogante. Quel “resistere,resistere,resistere “ e’ rimasto come  il ricordo di una magistratura esageratamente politicizzata. Forse più di lui ,sul versante plebeo e populista, si distinse solo Di Pietro che costituì addirittura un partito, destinato a franare proprio in seguito alla gestione dei fondi : un vero e proprio contrappasso.
Il tono sprezzante di Borrelli resta nella memoria di chi visse quegli anni caratterizzati anche da alcuni suicidi  strettamente legati alle inchieste giudiziarie
Sarà anche stato sicuramente  un magistrato preparato e per certi versi esemplare, degno del massimo rispetto, ma è difficile non imputargli di aver dato un colpo decisivo ai partiti della I Repubblica che, se dovevano finire, dovevano essere sfiduciati dal voto popolare e non dai processi mediatico- giudiziari. Una volta Giovanni Conso allora ministro della Giustizia mi parlò con franchezza di Borrelli e del pool ambrosiano che pensava di rivoltare l’Italia come un calzino. La furia iconoclasta verso un’ intera classe politica fu un grossolano errore che tra l’altro favori’ la discesa in campo proprio del nemico Berlusconi. Nel 1991 / 1993 non esitai a scrivere contro le degenerazioni di Tangentopoli che fecero finta di non sapere che le responsabilità sono sempre personali.
In quel periodo tempestoso per la storia della Repubblica con un presidente come Scalfaro che sostenne dal Quirinale il pool di Milano,lo storico  Luciano Perelli documentò con un libro che la corruzione nell’antica Roma era molto superiore a quella della I Repubblica . Fu linciato dal giornale “Repubblica” in modo indegno . Poco prima di morire mi telefonò per ringraziarmi della solidarietà che gli espressi in un articolo e mi disse : certo il Pool non ha ancora raggiunto l’efficienza della Gestapo,ma ci sta arrivando. Si erano suicidati l’ing. Cagliari e l’industriale Gardini in quella terribile estate di venticinque anni fa. Una pagina che avrebbe fatto inorridire  non solo Beccaria e Sciascia,ma tutti gli uomini che hanno il senso della Giustizia ed esigono una Magistratura indipendente che rispetti la divisione dei poteri senza  indebite invasioni di campo. Purtroppo il nome di Borrelli ci evoca prepotentemente un periodo storico che non avremmo voluto vivere.

Uomo Virtuale – Corpo – Mente- Cyborg

in ECONOMIA E SOCIALE

Nella quiete appartata e un po’ dimenticata del Mastio della Cittadella, all’angolo tra via Cernaia e Corso Siccardi, si tiene fino ad ottobre, una mostra al crocevia tra medicina, scienza e tecnologia.

 La mostra, curata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, è una vera gioia per gli occhi e per la mente, sicuramente stimolante per il profano e ugualmente appassionante per chi, venga egli dal mondo della fisica, dell’ingegneria o della medicina, voglia conoscere come il suo ambito si possa intersecare ed applicare alla dimensione del corpo umano, per curarlo, studiarlo o, addirittura, estenderne le potenzialità.

 

Non si tratta di una semplice, magari un po’ retorica, descrizione di come i principi della fisica, le tecnologie avanzate, la programmazione e le reti neurali o i risultati della ricerca fondamentale possano essere applicati alla vita quotidiana e alla risoluzione di problemi concreti, quasi in difesa rispetto all’eterno quesito su quale sia il fine della ricerca scientifica.

Al contrario, è un’intelligente rete di collegamenti, stretti, profondi e vari, quasi come le connessioni tra i nostri neuroni, in cui, esposto un determinato principio della fisica, il visitatore viene spinto ad applicarlo con installazioni semplici e assieme particolarmente istruttive –  particolarmente efficace quella sul campo magnetico e il momento degli elettroni alla base della risonanza magnetica – per poi scoprire, sempre facendo molta attenzione affinché la fisica alla base emerga, la sua applicazione di fisica medica, di ricerca o di misurazione.

 

Ci si muove sui due piani dell’edificio: al primo, nei grandi spazi dell’androne, una breve introduzione storica ci porta dal microscopio allo sfigmomanometro, dai raggi X all’ “ubriacatura radioattiva” che, fin quasi a ridosso degli anni ‘50, aveva indotto ad introdurre il radio persino nei cosmetici e nei vestiti e a sponsorizzare (andate a cercare il manifesto!) una marca d’acqua tutt’oggi venduta come “La più radioattiva del mondo”.

 

Si passa poi alle applicazioni, dalla radioterapia all’adroterapia, sempre con l’opportunità di toccare con mano modelli, riproduzioni o parti di strumentazione che nulla hanno da invidiare ai loro gemelli più grandi, i possenti acceleratori del Cern.

 

La mostra fa una piccola deviazione e  si occupa anche, nella pervasività eclettica che è propria della fisica applicata, dell’uso della Tac nel campo dei beni culturali: viene presentato un bellissimo studio, cui hanno preso parte istituzioni torinesi come l’Istituto di Fisica e il Centro di Conservazione e Restauro di Venaria, sul crocefisso ligneo di Donatello conservato a Padova, nella chiesa di Santa Maria dei Servi.

Si possono esplorare tutti i dati dello studio diagnostico, dalle indagini al microscopio ottico alle Tac e alle radiografie, comprendendo, anche in questo caso, quali siano i metodi e le risposte che la scienza può dare per intuire lo stato di salute di un’opera d’arte a suo modo ammalata, offesa dal tempo e dai suoi acciacchi, e come, noto il suo stato, le si possa donare nuova vita o conservarla almeno perché la sua attempata bellezza rimanga patrimonio per i prossimi secoli.

 

Al secondo piano, si passa dalle applicazioni di fisica fondamentale a quelle di ingegneria e tecnologia: tramite il machine learning possiamo “educare” una rete neurale, mentre con un visore si può avere l’esperienza di una retina artificiale, che lascia una sensazione agrodolce: il contrasto tra quello che già si è riusciti a realizzare e l’estrema semplificazione delle forme e dei colori che il sensore deve fare rispetto alla ricchezza di dettagli e di risoluzione che l’occhio riesce fornire, per cui anche un’operazione come maneggiare e collocare una forma geometrica semplice nel suo alloggiamento non è immediata, a dimostrazione di quanto delicata e complessa sia la coordinazione tra il movimento e i nostri sensi, e di quante variabili si debbano considerare durante la rieducazione motoria o la sostituzione degli arti con strumenti meccanici che riproducano la stessa precisione, fluidità e sensibilità degli arti umani.

 

Una piccola sezione finale, una sorta di bonus organizzata in collaborazione con il museo del fumetto di Milano, consente di esplorare la prospettiva dell’estensione delle facoltà umane tramite la metafora dei supereroi degli universi Marvel e DC Comics.

 

Rispecchiando una visione un po’ datata, sono pur sempre personaggi nati negli anni ‘50-’60, gran parte dei loro superpoteri ruota attorno ai presunti effetti della radioattività, tranne nel caso degli X-Men dove è la genetica a determinare la loro condizione oltreumana.

I pannelli sono sempre accompagnati dall’interpretazione scientifica, un utile approfondimento che si può ulteriormente estendere leggendo il libro, ormai di culto, di James Kakalios “La fisica dei supereroi” pubblicato da Einaudi.

 

Si esce dalla mostra con il senso di felicità e soddisfazione che una bella avventura intellettuale può donare, avendo ben chiaro quella che probabilmente è la più significativa via di interpretazione della mostra: la fisica non è solo uno strumento risolutivo di problemi medici, ma una base necessaria per indagare il funzionamento del nostro corpo, sia nella sua settecentesca comprensione elementare di un coacervo di fluidi, leve, reazioni chimiche e scariche elettriche che si può ben cogliere in inglese, lingua nella quale la distanza tra medico, physician, e fisico,physicist, è quella di un suffisso, ma anche nella complessità sistemica rappresentata dai neuroni della corteccia cerebrale, la cui simulazione e la cui imitazione passa necessariamente dalla programmazione.

 

Una mostra da vedere, piena dello spirito di Leonardo, il cui cinquecentenario la città sta commemorando con un grande numero di proposte culturali e che, unita alla mostra “Archeologia Invisibile” al Museo Egizio, può fornire una visione approfondita e complessiva delle multiformi applicazioni della fisica ai vari campi del sapere.

 

Andrea Rubiola

 

Per informazioni:

 

http://home.infn.it/it/comunicazione/mostre-e-installazioni/mostre/3478-uomo-virtuale-corpo-mente-cyborg

Ecco la Residenza Universitaria Cesare Codegone

in ECONOMIA E SOCIALE

Camplus e Politecnico di Torino presentano la nuova struttura. Il primo operatore di servizi housing per studenti universitari in Italia presenta una nuova residenza da 144 posti letto e rafforza la sua presenza in Piemonte, raggiungendo i 1744 posti letto suddivisi tra appartamenti e strutture complesse

 

Camplus – primo provider di housing per studenti universitari in Italia e Spagna – e Politecnico di Torino hanno presentato nei giorni scorsi la nuova residenza per studenti intitolata a Cesare Codegone.

La nuova residenza, di proprietà del Politecnico, è finanziata al 50% su fondi MIUR e per il restante 50% in project financing dall’ATI SECAP s.p.a (costruzione) e Fondazione Ceur-Camplus (gestione). Si tratta di una nuova costruzione che sorge in via Paolo Borsellino 38, in una posizione comoda per gli spostamenti, a pochi minuti a piedi sia dal Politecnico, sia dal centro cittadino che dalla stazione di Porta Susa, servita dall’alta velocità.

La Residenza Universitaria “Cesare Codegone” è inserita in un contesto di 4200 mq e si sviluppa su nove piani per un totale di 132 camere e 144 posti letto che si vanno ad aggiungere agli oltre 1600 che, oggi, Camplus gestisce a Torino.Dieci posti nella residenza saranno riservati alle nuove studentesse immatricolate a un corso di Ingegneria, nell’ambito di un accordo stipulato tra l’Ateneo e Camplus e relativo al programma “WeareHERe” per l’incentivazione dell’iscrizione femminile ai corsi dell’area ingegneristica.

Le camere, singole e doppie, completamente arredate, hanno un angolo studio, un servizio igienico di pertinenza ed in ogni stanza è stato previsto un frigorifero ad uso esclusivo dello studente. L’intero fabbricato è servito da rete Wi-Fi; ogni camera è dotata di impianto domotico che permette di evitare sprechi energetici in assenza degli occupanti, sia sulla climatizzazione estiva/invernale che su quella elettrica. I servizi che la struttura offre sono stati studiati per soddisfare ogni esigenza quotidiana: sono a disposizione di tutti gli studenti la lavanderia, le cucine comuni, le sale studio, una sala ricreativa dotata di TV, un’ampia terrazza e un giardino.

La nuova residenza offre circa 58 posti letto con un canone di locazione a libero mercato e oltre 86 posti letto a prezzo calmierato, sempre con formula all-inclusive, che comprende l’utilizzo di tutti i servizi della struttura, riscaldamento invernale, raffrescamento estivo, utenze e Wi-Fi, con prezzi che variano in base alla tipologia di camera scelta e del periodo di permanenza.

 

Via D’Amelio, mai dimenticare

in Dall Italia e dal Mondo/ECONOMIA E SOCIALE

Ricorre quest’anno il 27° anniversario di una delle più meste giornate della storia della nostra Repubblica: la strage di Via D’Amelio, Palermo 19 luglio 1992

Oltre ad essere un esemplare magistrato, Paolo Borsellino era un fermo promotore dell’educazione alla legalità. Sosteneva che solo una rivoluzione culturale potesse sconfiggere il male mafioso e, forse non a caso, tra le sue ultime parole v’è una missiva rivolta ad una scuola come a volerle “passare il testimone” della lotta alla mafia.Scriveva infatti di essere ottimista nel vedere che << verso di essa i giovani, siciliani e no, hanno oggi un’attenzione ben diversa da quella di colpevole indifferenza che io mantenni sino ai quarant’anni. Quando questi giovani saranno adulti avranno più forza di reagire di quanto io e la mia generazione ne abbiamo avuta>>.

La sua visione si fece realtà sin da subito. I funerali vennero trasmessi in tantissime scuole italiane e i quarantenni di oggi ricordano con nitidezza lo sgomento provato nel vedere le immagini della Via D’Amelio in fumo, dei palazzi sventrati, le auto carbonizzate e le bare che, a distanza di meno di due mesi, tornavano alla vista di preadolescenti del tutto ignari delle amarezze di una terra tanto armoniosa e bella. Fu così che quella che ai più sembrava una leggenda si fece d’improvviso materia, dolore, disgusto.

Il Coordinamento Nazionale dei docenti dei diritti umani da anni prosegue nella “staffetta” e mantiene vive le parole di Borsellino nelle aule di tutta Italia raccontando di un impavido servitore dello Stato che, assieme ad un gruppo di amici come gli piaceva definirli, ci ha insegnato che lo Stato siamo noi, che la mafia esiste anche se non si sente e non è un fenomeno territoriale, che per debellarla occorre una sinergia tra tutte le istituzioni dello Stato e la società civile e che la legalità non è solo rispetto della legge ma ligio rigore morale.

L’educazione alla legalità non prescinde dall’insegnamento del diritto o dell’educazione civica in tutte le scuole, quest’ultima purché affidata ai docenti delle discipline giuridiche ed economiche (classe di concorso A046 – discipline giuridiche ed economiche). Sono questi, infatti, i docenti da tenere in massima considerazione per l’attuazione della rivoluzione culturale e morale promossa da Paolo Borsellino e gli unici idonei ad assicurare un approccio approfondito alla tematica, anche attraverso l’interpretazione dei codici e delle leggi.Tuttavia, in controtendenza all’aumento degli indici di criminalità diffusa, non si registra ancora alcun incremento della didattica in tal senso e la classe di concorso A046 continua ad essere in esubero nazionale, con un sostanziale stallo delle mobilità e delle immissioni in ruolo.

Nell’ottica di potenziare l’effettiva educazione alla legalità, il CNDDU rinnova la proposta di introdurre l’insegnamento del diritto e/o dell’educazione educazione civica in tutte le scuole secondarie del primo e secondo ciclo affidandone l’insegnamento ai docenti delle discipline giuridiche ed economiche, accompagnata da una più appropriata regolamentazione della classe di concorso e la valorizzazione delle migliaia di docenti italiani che si sono formati, o si stanno formando, per accedere al ruolo della classe di concorso A046.
Ci teniamo inoltre a ricordare che quel pomeriggio di luglio, assieme a Paolo Borsellino, entrarono nell’eterna memoria degli italiani anche i compo

nenti della sua scorta: gli agenti Catalano, Cosina, Loi, Traina e Li Muli. Tra di loro una donna, Emanuela Loi, la prima poliziotta a prendere parte ad una scorta e la prima a morire in servizio. Fu una ragazza esemplare per coraggio e dedizione al lavoro che, nonostante la sua giovane età, divenne ispiratrice di una nuova coscienza di genere per un ruolo attivo delle donne nella pubblica sicurezza e nella lotta alla mafia.
Il CNDDU propone l’ingresso delle associazioni impegnate nella lotta alla mafia e delle forze dell’ordine nella “Rete di Polo” affinché nelle scuole si possa approfondire la conoscenza della vita degli agenti della scorta che, al pari del magistrato protetto, si sono impegnati in prima linea nella concreta lotta alla criminalità.

 

Prof.ssa Veronica Radici
Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani

Gruppo Egea: Giuseppe Rossetto presidente Consiglio Sorveglianza

in ECONOMIA E SOCIALE

Giuseppe Rossetto, avvocato cassazionista, già sindaco di Alba e vicepresidente della Provincia di Cuneo e,  tra l’altro, vicepresidente Nazionale dell’Unione Alimentari che aderisce a Confapi è il nuovo presidente del Consiglio di Sorveglianza.

Vale a dire l’organo che approva il Bilancio di Esercizio e il Bilancio Consolidato, nomina e revoca i componenti del Consiglio di Gestione e vigila sull’osservanza della legge, dello Statuto e sui principi di corretta amministrazione.

Un ruolo significativo in cui il rapporto pubblico privato può essere condotto in modo equilibrato e insieme, perché è un problema tutto italiano che le cose si fanno gli uni contro gli altri e mai insieme mentre ci dovrebbe essere una visione del futuro che deve puntare al benessere della collettività.

La nomina di Rossetto – ce l’auguriamo – deve essere vista non in modo passivo, come mero controllore, ma seppur nel rispetto delle rispettive competenze, come stimolo ad allargare la compagine sociale e consolidare e implementare nuove attività.

Il Gruppo Egea è teso ad approfondire i temi dell’energia e dell’ambiente, sempre più al centro di dibattiti e riflessioni. Le nuove sfide che il clima  impone  necessitano di accelerarel’evoluzione degli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia e parimenti di accrescere la centralità dei contesti “di provincia”.

Tali Realtà di eccellenza che si sono sviluppate nel Cuneese e in generale del Nord Ovest d’Italia,  sono in grado di promuovere iniziative significative e di innovazione per il miglioramento del benessere sociale.

Siamo fiduciosi che il nuovo presidente del Comitato di Sorveglianza di Egea Giuseppe Rosssetto e l’Amministratore delegato PierPaolo Carini  sapranno trovare “insieme“, in quest‘ottica: il senso, il consenso e la via comune per affrontare le nuove sfide coniugandole con un ampio progetto di sostenibilità ambientale che tenga conto dell’ innovazione tecnologica mirataa creare sinergie virtuose con il Territorio e le Comunità  per il benessere della collettività.

 

Tommaso Lo Russo

Prelievo contanti, le ultime novità di legge

in ECONOMIA E SOCIALE

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

 

La Banca d’Italia comunica importanti novità sul limite del prelievo contanti e sui controlli a esso collegati. I soggetti interessati (le banche, Poste Italiane S.p.A., gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica) avranno l’obbligo di inviare comunicazione non solo all’Agenzia delle Entrate, ma anche alla stessa Unità di Informazione Finanziaria. L’obiettivo è quello di rendere più stringenti i controlli sui prelievi in contanti, fatti sia attraverso bancomat e Postamat, sia direttamente allo sportello, così da contrastare reati legati al riciclaggio di denaro o reati più gravi (come, ad esempio, l’usura e l’abusivismo finanziario).

L’obbligo scatterà a partire dal 1 settembre 2019, quando banche, istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica avranno 15 giorni di tempo per inviare le comunicazioni relative ai prelievi fatti ad aprile, maggio, giugno e luglio 2019.

Dal 1 ottobre 2019, invece, le banche e gli altri soggetti interessati potranno inviare le comunicazioni relative al mese precedente. La misura si è resa necessaria in seguito al provvedimento dello scorso 28 marzo, che dà attuazione alla normativa antiriciclaggio.

L’obbligo, come detto, riguarderà tutti gli istituti di credito presenti in Italia e, come detto, tutti i cittadini e attività produttive che effettueranno prelievi in contanti.

Si vogliono così smascherare quei cittadini che utilizzano i contanti per fini illegali e contrastare il riciclaggio e altre attività illecite.

 

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