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ECONOMIA E SOCIALE

Al San Luigi la prima biblioteca pubblica all’interno di un ospedale

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PADRINO DELL’INIZIATIVA E IDEATORE DEL LOGO, UGO NESPOLO

Mercoledì 16 ottobre dalle 9.30

Sala Convegni ed ex-pronto Soccorso Azienda Ospedaliera Universitaria San Luigi Gonzaga

Regione Gonzole, 10 Orbassano

Il 16 ottobre nei locali dell’ex-Pronto Soccorso dell’Azienda A.O.U San Luigi Gonzaga verrà inaugurata la prima Biblioteca Pubblica all’interno di un Ospedale a cura dell’associazione San Luigi Gonzaga Onlus.

 

Ugo Nespolo presenterà il Logo da lui ideato in qualità di padrino.

Presenteranno la Biblioteca Pubblica San Luigi Gonzaga Claudio Baccon, Enzo Borio, Bruno Gambarotta, Stefano Geuna, Alberto Sinigaglia, David Valderrama e Pier Maria Furlan, presidente dell’Onlus San Luigi Gonzaga.

 

Una Biblioteca Pubblica perché integrata nel Sistema SBAM, oltre ai quattromila libri presenti nei locali, i pazienti, i loro familiari, i dipendenti e tutti i cittadini avranno accesso a un milione settecentomila volumi presenti nelle 65 sedi del Sistema Bibliotecario dell’Area Metropolitana (SBAM), prenotabili e ottenibili in uno/due giorni e restituibili in cento box o librerie dei comuni dell’area torinese. Gli utenti avranno a disposizione anche apparecchi per realtà virtuale, e-book, tablet, facilitatori di lettura, DVD.

 

Perché una biblioteca pubblica in ospedale? L’80% delle morti per malattie severe in Occidente, cancro compreso, è da attribuirsi a fattori di rischio legati agli stili di vita: abuso alcoolico, fumo, sedentarietà, diete povere o sbagliate (WHO). In parole semplici: persino la mortalità per tumori maligni è maggiore nei soggetti di basso livello culturale. La mortalità tra un operaio e un laureato è di 6 anni in meno. Quindi il decorso e prognosi delle malattie sono in correlazione con l’istruzione e l’apprendimento; questa, forse, è l’unica o sicuramente la più significativa correlazione statistica. L’ospedale deve essere quindi un luogo di cura e anche di cultura e conoscenza.

 

In collaborazione con il Circolo dei Lettori, la Cooperativa Mirafiori, Associazioni culturali e degli studenti di Medicina e Discipline sanitarie, la Biblioteca provvederà poi ad organizzare letture nelle corsie, nei day-hospital e in sala-giardino dei dibattiti, presentazioni di novità librarie e iniziative volte all’umanizzazione dell’Ospedale e alla diffusione culturale per la promozione di una salute solidale.

 

Maggior sostenitore è la Compagnia di San Paolo.

Premio letterario internazionale Testore-Martini: i premi nell’edizione del decennale

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Nel pomeriggio di sabato 12 ottobre, presso la sala polifunzionale di Toceno, uno dei sette comuni della Valle Vigezzo, si é svolta la cerimonia di premiazione del “Premio Andrea Testore Plinio Martini Salviamo la Montagna”.

Tanti i premiati sia italiani sia svizzeri per le quattro sezioni ( narrativa, poesia, giornalismo ed emigrazione). Tra i premiati il nostro collaboratore Marco Travaglini, (nelle foto mentre riceve il premio) primo classificato nella sezione dedicata al giornalismo e il professor Giorgio Cheda, dell’Università di Friburgo, per il suo impegno nelle ricerche sull’emigrazione ticinese. Il pomeriggio è stato allietato dai canti del gruppo Amici della Montagna. Il premio internazionale, giunto alla decima edizione, è dedicato a due figure importanti della montagna di confine tra il nord del Piemonte e il cantone elvetico del Ticino. Il nome di Andrea Testore  ( 1855- 1941) maestro, letterato, saggista è legato soprattutto alla realizzazione della Ferrovia Vigezzina della quale fu il primo e il più determinato  promotore. Fu anche tra i primi a promuovere  lo sviluppo turistico dell’area, a fondare la Società Operaia di Mutuo Soccorso, la Società Elettrica Vigezzina per cui la valle dei Pittori è stata una delle prime valli dell’arco alpino   a dotarsi di luce elettrica. Plinio Martini, del quale ricorreva il quarantennale della scomparsa, è stato uno degli scrittori più conosciuti ed amati della Svizzera italiana.

Nato e cresciuto a Cavergno in Valle Maggia, in una famiglia di modeste condizioni,ottenuto il diploma di maestro alla Magistrale di Locarno, Martini ha sempre insegnato nella sua valle difendendone, appassionatamente, in diversi articoli, il patrimonio storico e civile. Il suo libro più importante, Il fondo del sacco (1970), è un’opera impregnata di passione civile, che racconta il fallimento di un’illusione collettiva, nutrita sin dall’Ottocento da migliaia di emigranti ticinesi, di trovare fortuna oltreoceano.

Storie dai confini

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Riceviamo e pubblichiamo
JOHAR BUONE PRATICHE DI ACCOGLIENZA A TORINO
.
lunedi’ 14 ottobre ore 1830
presso Il Passo Social Point, via Nomaglio 6 Torino (Barriera di Milano)
Ciclo di incontri per capire cosa succede ai confini dell’Italia (e a
Torino) sulla questione migranti.
A cura di Oltrelabarriera, con la collaborazione di Passo Social
Point, Circolo arci Banfo, Carovane Migranti.
Appuntamenti per parlare di casi concreti di accoglienza e
solidarietà, per offrire una prospettiva umana al fenomeno, e per dare
visibilità a tutti coloro che pensano che le migrazioni attuali non
siano solo una questione di sicurezza e di difesa del nostro bene-stare.
Partiamo da Torino con la presentazione della cooperativa Johar, che
da anni sta portando avanti dei progetti di sostegno “dal basso”, su
piccola scala, con il contributo concreto di soci e volontari.
Un modo per capire che “qualcosa” si può fare.
A seguire aperitivo benefit a offerta: il ricavato verrà devoluto
all’organizzazione ospitata.
***
Per info e contatti oltrelabarriera@email.it

Un sorriso in più con la clownterapia

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Un naso rosso, un camice pieno di colori e tanta allegria possono costituire validi strumenti terapeutici, riportando la gioia di vivere ad anziani allettati, non più autosufficienti e affetti da diverse patologie (post ictus, Parkinson, demenza senile, Alzheimer). Ne è giustamente convinta Margaret Arneodo, attivissima educatrice presso la RSA di “Sereni Orizzonti” di San Mauro Torinese, che da qualche tempo ha stretto una proficua collaborazione con la Onlus “Viviamo in Positivo Sognando” di Chivasso.

 

Una volta al mese i loro volontari entrano in punta di piedi nel salone della struttura e nelle stanze degli ospiti. Utilizzando pretesti buffi come suonare campanelli immaginari o giocare con le bolle di sapone, chiedono a ciascuno se abbia piacere a stare in loro compagnia. Grazie all’impiego di musica, palloncini, scenette comiche, mimica e trucchi di magia instaurano in poco tempo una sorta di complicità con il paziente, che si lascia volentieri trasportare in un mondo di fantasia. Ottengono così il risultato sperato dallo staff di “Sereni Orizzonti”: un’efficace terapia per la mente di chi soffre, capace di regalare intensi momenti di allegria e serenità.

 

 

Tutti solidali a “Porta la sporta”

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Dal Piemonte

Sabato 12 e domenica 13 ottobre appuntamento con l’edizione 2019 di ‘Porta la Sporta’,
tradizionale appuntamento di solidarietà della Città di Valenza promosso dalla Consulta Comunale
del Volontariato, con il patrocinio del Comune di Valenza, che vede coinvolte ed impegnate tutte le
Associazioni di Volontariato e che giunge al suo diciottesimo anno di vita.
Come di consueto i valenzani potranno trovare nelle giornate di sabato (dall’apertura e lungo tutto
l’arco della giornata) e di domenica (solo al mattino) i volontari posizionati presso i supermercati ed
i negozi aderenti all’iniziativa che porgeranno loro le ‘sporte’ in attesa di essere riempite di ciò che
la generosità consentirà.
Si raccoglieranno in particolare i seguenti generi di prima necessità: olio d’oliva e di semi, latte a
lunga conservazione , biscotti, merendine, scatolame (tonno, carne, fagioli, piselli, pelati, ecc.) ,
zucchero, caffè, cioccolato, thé, dadi, alimenti a media-lunga scadenza (formaggi e salumi
sottovuoto); prodotti per l’igiene personale e per la pulizia della casa, pannolini per bambini da 4 a
9 Kg e da 7 a 18 kg
Quanto raccolto sarà affidato alla Ass. ‘San Vincenzo’ che si farà carico della distribuzione a favore
dei cittadini valenzani che attraversano momenti di difficoltà.
“Si tratta di un evento ampio” ricorda Federico Violo, Presidente della Consulta Comunale del
Volontariato “che , coinvolgendo in modo comunitario tanti volontari valenzani, da diciannove anni
rinnova un aiuto concreto per molti”.
Ricordiamo che domenica 13 ottobre il Volontariato condividerà con la Città un momento di
partecipazione e di allegria.
Si procederà a partire dalle ore 09.45 al raduno dei volontari, e di chi volesse trascorrere con loro
qualche momento insieme, in Piazza XXXI Martiri.
Alle ore 10 sarà celebrata la S. Messa presso il Duomo.
A partire dalle ore 16 merenda per tutti a cura della Pro loco ed a seguire, dalle ore 16.30, un
momento di festa e di spensieratezza con lo spettacolo di intrattenimento a cura delle Scuole di
danza: ‘Fusion line’ di Tatiana Sycheva (membro CID, Consiglio Internazionale della Danza,
affiliato UNESCO) , ‘Life4dance-Accademia di ballo’ di Agnieszka Mielczarek, ‘Valenza Dansé’ di
Lia Korobeinikova.
L’ingresso è libero e aperto alla partecipazione di tutti.

Ambiente: il Piemonte fa scuola alla Georgia sul monitoraggio della qualità dell’aria

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L’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati: «Stiamo diventando un modello esportabile»

La Regione Piemonte è stata selezionata dall’Agenzia nazionale dell’Ambiente della Georgia come modello da seguire per realizzare i sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria.

Regione e Arpa oggi hanno illustrato procedure e sistemi coi quali vengono eseguiti i monitoraggi finalizzati a mantenere sotto controllo i livelli dei principali inquinanti, polveri sottili, CO2, PM10. Nel corso della visita a Torino, hanno anche illustrato i principali sistemi di prevenzione delle emissioni pericolose.

«L’obiettivo – ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati – è non solo fare scuola, ma fare da modello per far adottare le misure di prevenzione anti smog e i limiti imposti dalla normativa comunitaria, anche da parte di quei paesi che non ne fanno parte. Fa piegare essere diventati un modello esportabile». «Per noi – ha proseguito Marnati – le politiche di attuazione istituzionale su scala regionale del programma di monitoraggio della qualità dell’aria ambiente, realizzato con la collaborazione dell’Arpa, rappresenta un’ asse centrale per garantire un accurato monitoraggio e trasmissione dei dati e per poter definire politiche di programmazione per gli anni a venire».

L’incontro è stato organizzato da Taiex, lo strumento di cooperazione fra i paesi dell’Unione europea e i paesi confinanti per rafforzare le norme comuni europee e per condividere buone prassi sul tema della qualità dell’aria.

Rapporto infermieri pazienti, situazione lontana dalle necessità

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Riceviamo e pubblichiamo

NEI REPARTI DI AREA MEDICA E CHIRURGICA IN PIEMONTE
“ECCO I DATI CHE DICONO CHE SIAMO ANCORA LONTANI
DA UN RAPPORTO CAPACE DI EROGARE CURE ADEGUATE”
I dati emersi da un sondaggio svolto dal NurSind Piemonte, il sindacato degli infermieri. Un
campione significativo di circa 1000 infermieri operanti presso i reparti di area medica e chirurgica
di tutti i principali presidi ospedalieri del Piemonte.
Bisogna premettere che dallo studio registered Nurse forecasting (RN4CAST ) emerge un dato
allarmante, il rischio di mortalità a 30 giorni dei pazienti chirurgici è superiore del 21%
rispetto a quello che è ragionevole ritenere si avrebbe se il rapporto pazienti/infermieri fosse
nella misura ottimale di 6:1 .

A questo, si aggiunge un altro dato preoccupante che si riferisce alle cosiddette “cure
incompiute”, l’analisi dice che il 41% delle cure infermieristiche risulta incompiuta, ovvero
non erogata o erogata parzialmente, con il rischio di inevitabili complicanze per la salute dei
pazienti.
Secondo i dati emersi dal sondaggio, in Piemonte il 52% degli infermieri operanti nei reparti di
degenza di area medica e chirurgica lavora con un rapporto paziente infermiere uguale o superiore a
10:1

Di questi solo il 16,1% dichiara di lavorare con un rapporto 10:1 mentre il 28,5% si attesta ad un
rapporto che va da 10 a 15:1 e il 7,3% addirittura oltre il 15:1
Forti criticità nella provincia di Torino dove oltre il 60% affermma di lavorare con un rapporto
paziente infermiere tra il 10 e 15:1 e il 10% oltre al 15:1
Abbastanza uniforme il dato nei grandi presidi ospedalieri di citta della salute e citta di Torino ma
anche in provincia i dati non cambiano, rivoli , chieri, san Luigi, l’asl to 4 spicca per maggiori
difficoltà.

In testa , per un migliore rapporto paziente infermiere, si colloca la provincia di Biella. Il rapporto
paziente infermiere nei reparti di degenza di area medica e chirurgica va da un lusinghiero
rapporto ottimale 6:1 ad un massimo di 9:1
Percentuali per niente confortanti nelle altre province, negli ospedali di Asti, la quasi totalità degli
infermieri che lavora in queste aree lo fa con un rapporto tra 10:1 e 15:1
Ad Alessandria lo stesso, con alcune situazioni che superano il rapporto 15:1 cosi come nel VCO
Non va meglio nelle province di Cuneo , Vercelli e Novara dove il rapporto infermiere paziente in
questi reparti fatica a scendere sotto i 10:1

Solo lo scorso anno veniva pubblicato un nostro sondaggio che evidenzia solo uno dei potenziali
rischi che un rapporto elavato paziente infermiere può determinare.
Infatti lo sdudio diceva che l ‘83% degli infermieri molto spesso non possono rispettare le
raccomandazioni ministeriali e i protocolli aziendali previsti per ridurre il rischio di errore durante
la somministrazione della terapia. Il 57% diceva che il tempo dedicato non è adeguata e l’89% che
durante la somministrazione è sistematicamente interrotto. Solo alcuni dei dati
E’ evidente che per arrivare ad un rapporto paziente infermiere adeguato a tutelare la salute del
cittadino mancano all’appello ancora qualche migliaio di infermieri in Piemonte, dichiara Francesco
Coppolella, segretario regionale del NurSind, senza dimenticare che non sono solo queste aree ad
essere deficitarie per dare risposte ai bisogni di salute della popolazione, basti pensare ai pronto
soccorso, all’assistenza domiciliare ecc.
E necessario una volta per tutte stabilire un metodo di calcolo per definire il fabbisogno delle
dotazioni organiche che non siano solo la conseguenza di calcoli economici. Questo anche per
garantire pari cure a tutti i cittadini delle varie province, dei differenti ospedali e dei diversi servizi,
vista anche le congrue differenze che emergono.
Chiediamo assunzioni e reali piani di fabbisogno. Ci vengono richieste competenze avanzate e
noi infermieri diciamo che siamo pronti a dare risposte a questo bisogno con un adeguato
riconoscimento, afferma Coppolella.
Mancano medici e rischiano di chiudere alcuni servizi a se mancano gli infermieri chiudiamo
direttamente gli ospedali concludono dal NurSind.

Surroga del mutuo, come comportarsi

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DALLA PARTE DEI CONSUMATORI

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

I tassi di interesse, con ogni probabilità, continueranno a scendere nei prossimi mesi e c’è la possibilità di risparmiare una buona somma di denaro. Come dire, buone notizie per chi è ricorso al credito per l’acquisto di un immobile e non solo.

Per ottenere dei significativi riscontri in termini economici è indispensabile una surrogazione. Vale a dire che un cliente, fatti i propri calcoli e le proprie valutazioni, potrebbe trovare molto conveniente spostare il proprio contratto di mutuo ipotecario dalla banca con cui lo ha sottoscritto a un altro istituto di credito che offre condizioni più favorevoli.

L’operazione è legale e gratuita, grazie alla Legge Bersani entrata nella Finanziaria del 2007.

Nel contratto di mutuo ipotecario ci sono alcune voci modificabili, altre non modificabili. La surroga deve avere il medesimo richiedente dell’originario, la durata e il tipo di tasso (variabile, fisso o misto) possono invece essere cambiati. Per capire se si può risparmiare, il primo passo è quello di entrare in contatto con un professionista del settore e illustrargli le condizioni del proprio contratto per vedere se il mercato offre, in base al proprio caso, condizioni da sfruttare.

Il dato da analizzare più attentamente è il Taeg (Tasso annuo effettivo globale), essendo il parametro più completo relativo ai costi totali dell’operazione finanziaria.

Una volta appurato che la surroga del proprio mutuo può risultare vantaggiosa, non resta che comunicare alla propria banca la volontà di cambiare istituto per iniziare l’operazione. Non è raro che la propria banca, per non perdere un cliente, sia disponibile a rinegoziare il contratto essa stessa.

La grande vergogna

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 L’ITALIA DELLE LEGGI RAZZIALI AL POLO DEL ‘900

Sabato 12 ottobre, alle 17.30, presso il Polo del ‘900 (via del Carmine 14, Torino) Carlo Brusco presenta il libro “La grande vergogna L’Italia delle leggi razziali”(Edizioni Gruppo Abele, 2019).Con l’autore interviene Chiara Acciarini, consigliera dell’Associazione Nazionale ex-Deportati (ANED) e della Fondazione della Memoria della Deportazione. L’evento è in collaborazione con Istituto di studi storici G. Salvemini e Associazione Treno della Memoria. Carlo Brusco, già magistrato e presidente di sezione della Corte di Cassazione, dialoga sulla portata storica delle leggi antiebraiche in Italia durante il periodo del fascismo. Lo fa a partire dal suo libro La grande vergogna. L’Italia delle leggi razziali, insieme alla politica e docente Chiara Acciarini, esperta di scuola e istruzione, per evidenziare l’importanza formativa della memoria storica, unico rimedio contro l’avvento di nuovi fascismi. Esaminando contesti anche molto diversi tra loro come la scuola, la Chiesa, l’arte e lo sport, il volume approfondisce la pervasività della propaganda antisemita lungo tutto il Ventennio: non un cambiamento immediato nelle relazioni sociali ma una lenta esasperazione della narrazione quotidiana. Ne è un esempio significativo il Manifesto della razza, proposto in versione integrale in appendice al volume, accolto con favore anche dal mondo della cultura dell’epoca pur facendo riferimento a concetti ascientifici come quello dell’esistenza di una razza ebraica biologicamente diversa da quella italiana. Dal censimento fino all’epurazione degli ebrei da ogni carica o attività pubblica, l’autore ripercorre tappa per tappa le conseguenze delle leggi fasciste sulla vita di migliaia di persone. In questa puntuale ricostruzione storica possiamo però vedere anche il riflesso della nostra attualità, dove la costruzione del nemico e la netta distinzione tra noi e loro diventano strumenti quotidiani per una propaganda politica continua votata alla xenofobia. Un invito a cogliere i segnali del presente ed evitare il ritorno di nuovi fascismi.

Abusi sui minori: commissione di indagine

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Dall’ufficio stampa di Palazzo Lascaris

Istituire una Commissione d’indagine conoscitiva riguardo eventuali soprusi verso le famiglie nelle decisioni di alienazione parentale dei minori. Nello specifico per acquisire notizie, informazioni e documenti sul sistema regionale piemontese di segnalazione e presa in carico di casi di abuso e maltrattamento. Ma anche sui criteri di allontanamento di minori dai nuclei familiari di appartenenza e della collocazione di minori in comunità residenziali, con riferimento anche ai servizi di psicoterapia, consulenza, equipe prestati in Piemonte dalle persone fisiche e giuridiche coinvolte dall’inchiesta denominata “Angeli e demoni”. È quanto ha proposto questa mattina il consigliere Maurizio Marrone (Fdi) in apertura dei lavori della Commissione Sanità, presieduta da Alessandro Stecco.

Nel dibattito il consigliere Marco Grimaldi (Luv) ha messo in evidenza che prima di procedere è necessario individuare con esattezza il perimetro entro cui s’intende indagare, dal momento che l’inchiesta “Angeli e demoni” non coinvolge, al momento, il territorio piemontese.

Sono intervenuti per il Pd i consiglieri Raffaele GalloMonica Canalis e Domenico Ravetti e per i Moderati il consigliere Silvio MaglianoCanalis, in particolare, ha dichiarato di aver già richiesto una serie di audizioni in quarta Commissione sul sistema regionale degli affidi e ha raccomandato alla maggioranza e all’opposizione la necessità – qualora la Commissione d’indagine dovesse prendere corpo – di evitare ogni allarmismo e strumentalizzazione prima del termine dell’indagine. Mentre Ravetti ha proposto a Marrone la stesura di un ordine del giorno da discutere domani in Consiglio regionale che definisca bene il perimetro all’interno del quale la commissione dovrebbe indagare.

La Commissione ha poi audito – alla presenza dell’assessore alla Sanità Luigi Icardi – i rettori dell’Università di Torino Stefano Geuna e del Piemonte Orientale Giancarlo Avanzi e il direttore della Scuola di Medicina dell’Università di Torino Umberto Ricardi e il preside della Scuola di Medicina del Piemonte Orientale Marco Krengli sul tema dei medici specializzandi.

Tutti hanno concordato sul fatto che la situazione sia grave e si sono dichiarati disponibili a collaborare in tutti i modi possibili per far fronte a una situazione critica a livello nazionale.

In particolare, hanno concordato sulla necessità di operare per una progressiva capacità dei medici specializzandi di agire in autonomia già a partire dal quarto o quinto anno. Alcuni settori – hanno sottolineato – patiscono più di altri: medicina d’emergenza-urgenza, pediatria e anestesiologia. E alcuni bandi vanno deserti perché la domanda è enorme e i neospecialisti possono permettersi di andare dove vogliono sia in base all’offerta sia in base alle esigenze personali. Non va sottovalutato che spesso vanno all’estero perché gli stipendi là sono migliori e la richiesta è comunque alta in tutta Europa.

Geuna ha sostenuto che “l’Università potrà proporre un percorso per identificare gli obiettivi per ogni anno per gli specializzandi che potrebbero essere acquisiti e certificati dai direttori in modo che, quando arrivano al quarto anno o all’inizio del quinto, si sappia che cosa gli specializzandi sanno fare e li si possa impiegare utilmente all’interno delle strutture ospedaliere”.

Avanzi ha affermato di aspettarsi che “nel giro di cinque o sei anni la tendenza a non riuscire a soddisfare il turn over venga meno e che, per quanto riguarda la scuole di specializzazione per l’emergenza-urgenza, solo nel 2028 riusciremo a intercettare il turn over. Di qui ad allora, purtroppo, saremo sempre in carenza”.

Ricardi ha auspicato una forte presenza a livello ministeriale “che impedisca interventi a pioggia e senza programmazione per non premaire specializzazioni che non sono in sofferenza”.

Sono intervenuti, per richieste di approfondimenti, i consiglieri Grimaldi (Luv) e Mauro Salizzoni (Pd).

Al termine della seduta l’assessore Icardi ha sottolineato lo sforzo della Regione per l’aumento del numero di borse di studio, giunte quest’anno a cinquanta grazie anche all’intervento di enti privati.

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