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“Animals”, due appuntamenti “family friendly” alla Palazzina di Caccia di Stupinigi

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Giovedì 6 e domenica 30 gennaio

L’idea nasce in occasione della mostra “Animals”.  Una sessantina di scatti a firma del gigante della fotografia, l’americano di Philadelphia Steve McCurry, realizzati nel 1991, in giro per tutti e sei i continenti del Pianeta, e ospitati fino al prossimo primo maggio – per la prima volta in Piemonte – nelle antiche cucine della Palazzina di Caccia di Stupinigi. Luogo ideale per una simil mostra. Gli animali e la Palazzina juvarriana rappresentano infatti, da sempre, un binomio indissoluble, se si pensa che la residenza sabauda (proclamata nel 1997 dall’UNESCO “Patrimonio dell’Umanità”) fu eretta fra il 1729 ed il 1733 proprio per per essere adibita alla pratica tanto amata dai Savoia dell’attività venatoria. Cosa di meglio dunque che abbinare alla visita della mostra di McCurry, i primi appuntamenti  family friendly del nuovo anno, alla scoperta di animali quali soggetti di decorazione pittorica propria  da secoli della Palazzina o quali mirabilia ambientali da osservare con tanto di illustrazione scientifica in un’apposita passeggiata birdwatching che non mancherà di interessare grandi e piccini? Due gli appuntamenti: giovedì 6 gennaio “Ma quanti sono? Fritz, il cervo e tutti gli altri”, visita guidata sul mondo animale fortemente presente nelle decorazioni della Palazzina,  e domenica 30 gennaio “Birdwatching, in Palazzina!” una passeggiata con laboratorio di birdwatching, guidata da un ornitologo, alla scoperta degli uccelli, dei loro canti e dei loro habitat. Ma andiamo con ordine.

Il primo appuntamento è, dunque, per giovedì 6 gennaio, ore 15,45, con “Ma quanti sono? Fritz, il cervo e tutti gli altri”. Ripercorrendo le immagini classiche di cervi, cani e cavalli, ci si accosterà a storie di terre lontane e si troveranno simpatiche scimmiette e uccelli dai piumaggi variopinti. Senza dimenticare che alla Palazzina di Stupinigi nel 1820 circa fu costruito il “Serraglio delle Belve” destinato ad ospitare una gran varietà di animali esotici, molti dei quali mai visti prima a Torino. Una sorta di giardino zoologico ante-litteram in cui trovò posto anche Fritz, l’elefante indiano regalo del viceré d’Egitto al re Carlo Felice, la cui storia a corte è ricca di aneddoti.

A fine mese, domenica 30 gennaio, sempre alle ore 15,45, sarà la volta di “Birdwatching, in palazzina!”, visita guidata realizzata in collaborazione con l’“Ente Parco” e un ornitologo alla scoperta degli uccelli, dei loro canti e dei loro habitat, negli apparati decorativi del percorso di visita.

Interessante è anche ricordare che la Palazzina di Caccia di Stupinigi ha aderito al progetto “Nati con la cultura” per distribuire ad ogni nuovo nato il “passaporto culturale” che permette un ingresso libero al Museo aderente al progetto al bambino/a con il nucleo famigliare (fino a 2 accompagnatori) fino al compimento del suo primo anno d’età.

Info: entrambe le attività costano 5 euro. In dettaglio: fino a 6 anni e possessori di “Abbonamento Musei”: 5 euro (biglietto d’ingresso al Museo gratuito); da 6 a 18 e maggiori di 65 anni: 5 euro + 5 euro (biglietto d’ingresso al museo ridotto); adulti: 5 euro + 8 euro (biglietto d’ingresso al museo ridotto). E’ consigliata la prenotazione della visita: tel. 011/6200634 o www.ordinemauriziano.it /biglietteria.stupinigi@ordinemauriziano.it

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Il Cortile del Maglio, triste e grigio in attesa di un briciolo di fantasia

Ci si avvia verso i 100 giorni di governo di Stefano Lo Russo

La classica luna di miele concessa ai neo eletti volge al termine ma i primi interventi stentano ad avviarsi. Anche i buoni proponimenti per il 2022 sono di una modestia quasi imbarazzante…

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Il Cortile del Maglio a Torino, triste e grigio in attesa di un briciolo di fantasia

De Chirico, Savinio e Campigli ovvero “Les Italiens de Paris”

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Nelle sale della Fondazione Accorsi – Ometto, sino al 30 gennaio 2022

Cinque anni soltanto, un quinquennio d’oro, dal 1928 al 1933, un pugno di estati e di inverni, l’inizio di un’avventura e il suo immediato declino, lo spazio ed un clima “artistico, propositivo, dialogante e provocatorio” in cui operarono sette artisti, il loro contrapporsi alle tendenze allora imperanti, il cubismo, l’espressionismo, nella vita sfrenata della capitale francese che in quel periodo era divenuta il cuore pulsante, il centro cosmopolita per eccellenza, l’immagine della cultura artistica e letteraria e lo specchio del fermento del pensiero, la culla di ogni movimento avanguardista. Erano “Les Italiens de Paris”, pronti a dimostrare che “Parigi era viva”, come oggi suona la mostra ospitata nelle sale della Fondazione Accorsi – Ometto (sino al 30 gennaio 2022 – titolo che si rifà all’omonima autobiografia di Gualtieri di San Lazzaro, scrittore, editore e critico d’arte, emigrato a Parigi -, a cura di Nicoletta Colombo e Giuliana Godio, con il ricco apporto di alcuni tra i maggiori musei e Fondazioni italiani, dalla Collezione di Palazzo del Montecitorio – Camera dei Deputati alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro a Venezia ai Civici Misei di Udine, dalle Gallerie degli Uffizi al Mart di Rovereto, dal Museo Revoltella di Trieste al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea “Filippo de Pisis” di Ferrara alla Banca Monte dei Paschi di Siena, sottolineando altresì la presenza di numerose collezioni private, molte decisamente contrarie a staccarsi dai propri tesori ma alla fine – dietro le affettuose premure delle curatrici – pronte ad acconsentire, alla luce della rarità e della bellezza del progetto.

Il quarantenne Giorgio de Chirico e il fratello Alberto Savinio di tre anni più giovane (greci per nascita), Massimo Campigli (nacque in Germania, a Berlino, come Max Ihlenfeldt, figlio naturale della giovanissima Anna Paolina Luisa, appartenente all’alta borghesia) e Mario Tozzi nati nel 1895, Filippo de Pisis nel ’96 e René Paresce, svizzero, dieci anni prima, il più vecchio Gino Severini, nato a Cortona nel 1883. Uniti – comunque – da una comune radice italiana, vissero una vicenda artistica che per essi inizia ufficialmente in quel 1928, anche se il loro soggiorno nella Ville Lumière – per ognuno sogno, traguardo e mito – risale ad alcuni anni prima: Severini vi si era stabilito sin dal 1906, mentre de Chirico vi risiedette per la prima volta nel ’11 per tornarvi nel ’24 e suo fratello nel ’10 e nel ’26; Paresce arriva nel 1912, Tozzi e Campigli nel ’19 e de Pisis nel ’25. Ognuno alla ricerca di una propria personale strada, dando concretezza a tematiche differenti e a cifre stilistiche individuali, ma tutti nell’indirizzo di un nuovo classicismo mediterraneo, tra voci surrealiste e trasporti neometafisici, creando un movimento, un grumo artistico che cercava un proprio territorio, guardando alla storia e al mito, alla tradizione e all’avanguardia, al reale e al fantastico. Per ognuno lo studio e la vicinanza del critico George Waldemar, scopritore di talenti, ognuno sotto l’ala protettrice di Léonce Rosenberg, affermato mercante d’arte, che la Grande Depressione americana del ’29, fatta sentire tutta la propria debolezza anche al di qua dell’oceano, mise in grave difficoltà, causa non superficiale e non ultima dell’affievolirsi, a poco a poco, del movimento.

Sette sezioni compongono la mostra. Il percorso inizia con de Chirico, allineando i tanti temi, i rimandi metafisici (“Le muse in villeggiatura”, 1927) e le memorie classiche rivisitate ironicamente (“Pericle”, 1925, gli occhi bendati, con tanto di canottiera multicolore!), i gladiatori e i nudi femminili, taluni immersi nella scia di Renoir (“Bagnante”, 1928/’30), il ricordo dell’antica Grecia e i reperti archeologici (“Cavalieri e guerrieri in riva al mare”, 1931). Lo sguardo antico si unisce a quello moderno nella ”Fille de la statue” degli anni 1926/’27 di Alberto Savinio – personaggio importante, non soltanto pittore ma romanziere e drammaturgo, collaboratore de “La Stampa” e del “Corriere della Sera”, fondatore nel ’24 con Pirandello della “Compagnia del Teatro dell’Arte” -, i suoi paesaggi fantastici dove trovano spazio elementi geometrici che fluttuano nell’aria come giocattoli, tra scogli e vele (“Le navire perdu”, 1928), le sue “ibridazioni metamorfiche”, sberleffo e cruda irrisione ad una società, la divertente (ma è soltanto divertimento?) “Papera”, 1930/’31, imponente, chiusa sullo sfondo del cielo azzurro tra balaustra e tendaggi. Si prosegue con Massimo Campigli, una sala che vale l’ingresso alla mostra, la figura femminile al centro dell’opera dell’artista, il fascino subito dall’arte etrusca a seguito di una visita estiva al Museo di Villa Giulia a Roma con la moglie Dutza, l’avvicinarsi alla tecnica dell’affresco, alla scelta di una pittura maggiormente vissuta tra figure geometrizzate, uno svelamento che portò l’artista a ripudiare come “tentativi contraddittori” le precedenti esperienze pittoriche: da sottolineare capolavori come “Le arciere” del 1933, che sembrano uscite da un ipogeo dell’Italia centrale, “Le spose dei marinai” (1934) fino a spingerci al 1949 con “Ondine al sole”, dove “le donne si sono tradotte in simboli, in segni di una scrittura pittografica che rappresenta l’eternità della vita”.

Nella quarta sezione Filippo de Pisis e la sua pittura frammentaria – “a zampa di mosca”, come ingegnosamente la definiva Eugenio Montale -, nature morte e paesaggi parigini (“Viale di Parigi”, 1938), tra la luminosità dei colori e l’uso sapiente dei neri e dei grigi; René Paresce che spicca in successione con il suo potente “Autoritratto” del 1917, i tratti duri e malinconici, lo sguardo smarrito all’interno dello studio, con “Natura morta” del ’26, dove gli elementi geometrici posti su differenti piani rimandano al cubismo di Georges Braque. Gino Severini, che occupa la sesta sezione, mostra i personaggi della Commedia dell’Arte entro scenografie neopompeiane, in un susseguirsi di temi amorosi, musicali (“Pulcinella con il clarino”, 1929, una maschera assurta a sovrano, dove lo strumento è lo scettro) e poetici, ma continua a guardare come i suoi colleghi ai reperti archeologici (“Natura morta con maschera” del 1929). Affascinante capolavoro “Maternità – Natura morta” (1927-’28), dove la madre e il figlio sono ridimensionati in una quinta laterale, tra pareti sghembe e gli oggetti, il tavolo i libri la fruttiera lo strumento musicale, racchiusi entro una scatola “architettonicamente perfetta”, riaffermano la loro giusta importanza nella composizione delle linee geometriche.

Infine le opere di Mario Tozzi, forse il più teorico dei Sette, l’artista che fin dal 1924 si propone di divulgare nella capitale francese la conoscenza e l’apprezzamento della pittura italiana dell’epoca, guardando, attraverso i propri dipinti, fonte di suggestiva quanto intensa originalità, ad un ordine ricostituito, ad un classicismo ripensato in una rinascita vitale; guardando altresì a maestri come Cézanne (“Table garnie”, 1922) o spingendosi alla linearità esasperata e all’idealizzazione (“Le bonnet basque”, 1928, altro capolavoro della mostra), sino a contaminare, con differenti materiali, le proprie opere (“Personaggi in cerca d’autore”, 1929), illuminando una stagione che le stanze dell’Accorsi propongono al pubblico in tutta la sua intrigante bellezza.

Elio Rabbione

 

 

Nelle immagini: Giorgio de Chirico, “Pericle” (1925), olio su tela, coll. privata; Alberto Savinio, “Papera” (1930-’31), tempera su cartone, coll. privata; Massimo Campigli, “Le arciere” (1933), olio su tela, coll. privata; René Paresce, “Autoritratto” (1917), olio su tela, coll. Banco BPM; Mario Tozzi, “Le bonnet basque” (1928), olio su tela, Siena, coll. Banca Monte dei Paschi di Siena.

Fino al 9 gennaio Mostra Ugi dei disegni realizzati dai piccoli ricoverati al Regina Margherita

Sino a domenica 9 gennaio, nella Sala Trasparenza del Palazzo della Regione Piemonte
Mostra Ugi dei disegni realizzati
dai piccoli ricoverati al Regina Margherita
Nella stessa Sala esposto anche un presepe del Comune di Usseglio

Si chiuderà domenica 9 gennaio 2022, nella Sala Trasparenza del Palazzo della Regione Piemonte, in piazza Castello 165, la mostra “Che cos’è il Natale?”, composta da una quarantina di disegni realizzati dai bambini ricoverati nei reparti dell’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino. La mostra, voluta dall’Ugi torinese (Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini Odv), in collaborazione con la Regione Piemonte, è visibile anche dal porticato esterno.
«Non si possono che osservare con ammirazione e commozione questi significativi disegni. Opere da cui emerge la passione per la vita, la voglia di normalità e di stare insieme alla famiglia, per di più nel periodo natalizio – dice il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio -. Dietro questi disegni c’è anche l’angoscia di un periodo difficile, che coinvolge mamma e papà, i fratellini, gli zii ed i nonni. Tutti uniti al bambino, per affrontare con coraggio e sacrificio una situazione che inevitabilmente destabilizza l’equilibrio familiare, ma pure economico, in particolar modo se si tratta di affrontare anche la lontananza da casa. La meritoria opera dell’Ugi da oltre quarant’anni ha lo scopo di sostenere i bambini e le loro famiglie, chiamati ad affrontare questa tortuosa via imposta dal destino».
I disegni sono opera dei bambini ricoverati nei reparti in cui operano gli insegnanti della Scuola in Ospedale Ic “Vittorino da Feltre“ di Torino; e le associazione Ugi Odv ed Amici dei bambini cardiopatici Odv.
«Ospitare questa mostra in Regione – conclude il presidente Cirio -, significa apprezzare e rendere merito alla silenziosa e concreta attività compiuta da decenni dai volontari Ugi, aiutando i bambini ed i loro genitori, anche ospitandoli nella Casa Ugi di Torino, e sostenendo la ricerca scientifica e le cure. Come recita il motto Ugi, si vince insieme, con tutto il cuore: un cuore azzurro di speranza».
Il segretario generale di Ugi Odv, Marcella Mondini, spiega che «da sempre accompagniamo i bambini e le loro famiglie nel difficile periodo di terapie e cure contro il tumore. Desideriamo abbracciarli tutti perché non vogliamo permettere alla malattia di prendersi tempo, sogni e affetti di ognuno di loro. Accogliamo le famiglie in Casa Ugi affinché chi arriva da lontano abbia un luogo ospitale in cui rifugiarsi. Li affianchiamo con attività adatte a loro; li aiutiamo con la scuola per non permettere che il cancro abbia la meglio sulla formazione. Li accompagniamo a fare sport per rinforzare il loro fisico e lo spirito di gruppo. Li aiutiamo a staccarsi da noi perché riprendano la strada della guarigione e dell’autonomia. Il Natale è Natale quando c’è tutto questo, quando ogni volontario lascia qualcosa di sè per loro e quando ogni bambino e ogni ragazzo impegnato nella lotta contro il tumore si sente protetto e non escluso dalle amicizie e dalla vita di sempre».
Nella stessa sala, sempre sino a domenica 9 gennaio, rimane esposto un grande presepe messo a disposizione dal Comune di Usseglio, che da una decina d’anni, con le sue borgate, si sta guadagnando l’appellativo di “Paese dei Presepi”. Si tratta di una serie di opere a grandezza naturale realizzate da un gruppo di studenti dell’Accademia Albertina di Torino, che furono coordinati dal professor Raffaele Mondazzi. Un presepe donato al Museo Tazzetti di Usseglio e che è stato posizionato nell’antica chiesa parrocchiale del paese. Adesso si può ammirare, ancora per qualche giorno, nel palazzo della Regione Piemonte

L’amore secondo Stefano Montanari e Toni Servillo Boieldieu, Bizet e Berlioz per Orchestra e Coro del Regio

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OGR Torino, sabato 8 gennaio 2022 ore 20.30

Il nuovo anno si apre sabato 8 gennaio alle OGR Torino dove Stefano Montanari sarà alla guida dell’Orchestra e del Coro del Regio in un programma che prevede l’ouverture da La Dame Blanche di François-Adrien Boieldieu, la Sinfonia in do maggiore di Georges Bizet e, clou della serata, Lélio, ou Le retour à la vie di Hector Berlioz, con Toni Servillo che, narratore d’eccezione, darà voce alle inquietudini sentimentali del compositore che ritorna alla vita, dopo aver pensato al suicidio per amore, grazie alla musica e alla letteratura. Andrea Secchi istruisce, come di consueto, il Coro del Regio.

Il concerto sarà disponibile sulla piattaforma IT’S ART a partire da venerdì 28 gennaio 2022.

Nella foto: Il direttore d’orchestra Stefano Montanari
Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Regio è Stefano Montanari. Protagonista al 39° Torino Film Festival come direttore d’orchestra nel film Gianni Schicchi di Damiano Michieletto. Montanari è diplomato in violino e pianoforte, affianca all’attività di direttore quella di solista – già primo violino concertatore dell’Accademia Bizantina di Ravenna – al violino e al fortepiano. È Direttore musicale dell’ensemble barocco I Bollenti Spiriti di Lione ed è ospite regolare dei più importanti teatri e delle più prestigiose istituzioni musicali italiane ed europee. Insegna alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado e ha pubblicato il “Metodo di violino barocco”. Collabora stabilmente con il jazzista Gianluigi Trovesi.
Nella foto: l’attore Toni Servillo (foto Getty Images)
Toni Servillo è la voce recitante in Lélio, ou Le retour à la vie di Hector Berlioz. Attore e regista, Servillo si divide tra teatro e cinema: ora è nelle sale con È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino e ha appena terminato di girare Nostalgia di Mario Martone. Ha firmato sette regie liriche, avendo alle spalle autori come Beaumarchais, Da Ponte, Hofmannsthal, l’ultima, nel 2005, Fidelio al Teatro di San Carlo di Napoli. Ha recentemente dichiarato: «Scoprii che la musica classica è testo organizzato in suoni. Fu come la scoperta della letteratura, che cioè dentro Mozart, Beethoven e Brahms abita lo stesso infinito paesaggio di pensiero, miserie, ambizioni, interrogativi che ci sono in Tolstoj, Dostoevskij, Proust, Mann… Penso alle quattro Ballate di Brahms o agli Interludi marini del Peter Grimes di Britten, dove non siamo di fronte alla descrizione del mare, sostituito invece da un mare organizzato secondo il linguaggio del suono».

La Dame Blanche rappresentò una svolta decisiva all’interno della produzione di François-Adrien Boieldieu e aprì la strada alla grande stagione ottocentesca dell’opéra-comique. Un successo epocale per l’Opéra Comique, con oltre mille repliche dopo la prima assoluta del 10 dicembre 1825, ed ebbe un’influenza su numerosi lavori e compositori nei decenni a venire. I contemporanei ne furono affascinati e uno straordinario successo accompagnò l’opera per tutto l’Ottocento. La ricetta? Un soggetto preso a prestito da Walter Scott e l’ambientazione scozzese. La trama, ingenuamente “romantica”, offrì il pretesto per una musica lieve e brillante, qua e là appena venata di malinconia.
Il programma della serata prosegue con la Sinfonia in do maggiore di Georges Bizet.  Composta nel 1855 a soli diciassette anni, ne conferma il talento precocissimo. Rivela una netta personalità, avvertibile nel limpido trattamento dei temi, e singolari doti di melodista. La “prima” ebbe luogo solo nel 1935, a Basilea, quando l’autore era morto da sessant’anni. Rinvenuto tra le sue carte, il manoscritto era stato donato dalla vedova al compositore Reynaldo Hahn, che restò indifferente; approdò poi al Conservatoire di Parigi, dove fu “scoperto” nel 1933.

Ha raccontato Toni Servillo qualche anno fa in occasione della presentazione di Lélio, ou Le retour à la vie di Hector Berlioz al Teatro di San Carlo: «Testo eccentrico, che costituisce una vera e propria drammaturgia musicale. La traduzione in italiano è stata realizzata per l’occasione dallo scrittore Giuseppe Montesano che, della letteratura francese dell’Ottocento ha fatto il suo territorio di ricerca appassionata. Il testo rimanda a un viaggio con continui cambi di stati d’animo tra l’euforia e la tristezza. Il finale è un inno alla musica quale unica salvezza». All’origine della composizione, vi è una vicenda di natura amorosa. Respinto dall’attrice irlandese Harriet Smithson, Berlioz ebbe una relazione con la giovane pianista Camille Moke, che scelse però di sposare il facoltoso costruttore di pianoforti Camille Pleyel. Il musicista pensò di uccidere entrambi e di suicidarsi, ma fortunatamente mutò i suoi piani. Ecco nascere Lélio, Berlioz stesso: «Un attore – osserva Della Seta – che, sopravvissuto all’oppio, ripercorre la propria vicenda interiore ritrovando, nel fervore della creazione artistica, sotto il duplice segno di Beethoven e Shakespeare, un senso positivo alla propria esistenza».

Regio Metropolitano si realizza con il fondamentale sostegno di Intesa Sanpaolo, Socio Fondatore del Teatro Regio e con il patrocinio della Città di Torino.

Vi ricordiamo che dal 6 dicembre 2021 l’ingresso ai luoghi di spettacolo è consentito esclusivamente alle persone munite della certificazione verde Green Pass che attesti la vaccinazione anti Covid-19 o la guarigione da Covid-19.

Il prossimo appuntamento è sabato 15 gennaio al Conservatorio “Giuseppe Verdi”: Alvise Casellati dirige per la prima volta l’Orchestra del Teatro Regio. In programma Malédiction di Franz Liszt e nel Concerto n. 2 di Fryderyk Chopin, con Giuseppe Albanese pianoforte solista; chiude la serata la Sinfonia in re maggiore K 196 (Ouverture da La finta giardiniera) di Wolfgang Amadeus Mozart.

BIGLIETTERIA
I biglietti e le card sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Regio
Tel. 011.8815.241/242 – biglietteria@teatroregio.torino.it
Orario di apertura: da lunedì a sabato 13-18.30 e domenica 10-14
Un’ora prima del concerto alla Biglietteria delle OGR Torino, in corso Castelfidardo 22
Giorni di chiusura: sabato 1, domenica 2 e giovedì 6 gennaio 2022

È inoltre possibile acquistare i biglietti anche presso i punti vendita Vivaticket e online su www.teatroregio.torino.it e su www.vivaticket.it

PREZZI BIGLIETTI
Concerti: € 20 – 15 – Under 30 € 8

PREZZI CARD
Card 4: € 60 – 4 concerti a scelta in qualsiasi settore.
Card Giovani 4 € 20 – Riservata agli under 30; 4 concerti a scelta, in qualsiasi settore. Le stesse card possono anche essere utilizzate da più persone per lo stesso concerto.

Per l’acquisto dei biglietti e delle card è possibile utilizzare i voucher ottenuti a titolo di rimborso per gli spettacoli e i concerti del Teatro Regio annullati causa Covid-19.

SERVIZIO INFORMAZIONI
da lunedì a venerdì ore 9-17.30 – Tel. 011.8815.557 – info@teatroregio.torino.it

Per tutte le informazioni sul Regio Metropolitano: clicca qui

Armonie di Pace

Come Coordinamento interconfessionale del Piemonte “Noi siamo con voi” abbiamo  deciso di tornare a celebrare la Giornata Mondiale della Pace.

Purtroppo, però, a cagione della delicatissima situazione sanitaria, si è reso opportuno garantire la partecipazione solo in streaming cercando comunque di offrire il meglio,abbiamo pensato che sarebbe stato bello farlo innanzitutto tramite un variegato concerto, realizzatodalla nostra orchestra interconfessionale (hanno provato e suoneranno insieme giovani di diverse fedi religiose).

Siccome il nostro obbiettivo pervicacemente perseguito è quello della pace, la serata sarà intitolata “Armonie di Pace”.  

Inoltre la scelta della musica ha un duplice valore:

il primo, quello di sottolineare che l’impegno per la pace e per i diritti umani deve essere – pur nell’estrema tragicità della situazione attuale in molti paesi del mondomosso dalla speranza e in un clima di confortante fraternità.

Il secondo, quello di denunciare l’assurda brutalità di quei regimi e di quei poteri che addirittura voglionoproibire la musica, che è espressione universale di libertà e di gioia.

Il concerto sarà accompagnato dalla  proiezione di frasi e motti in tema, patrimonio delle religioni del mondo, e sarà preceduto da brevi interventi.

Oltre alla introduzione da parte del portavoce del Coordinamento, Giampiero Leo, sono previsti i saluti delle principali  autorità civili e religiose della nostra Città e della nostra Regione, a partire dell’Arcivescovo Mons Cesare Nosiglia. A dare il senso pieno della nostra iniziativa, ci sarà una testimonianza particolarmente attesa, da parte della dott.ssa Amiri Farzana, ginecologa già responsabile della Clinica dell’amicizia italo afghana di Kabul, che è stata recentemente premiata per il suo valore, il suo coraggio e la sua coerenza, dal Comitato per i diritti umani del Consiglio regionale del Piemonte (insieme ad una donna esponente dell’opposizione democratica venezuelana, ed a un’altra che rappresenta una delle più importanti organizzazioni solidariste delle donne africane, oltre alla nostra suor Angela Pozzoli).

Dunque un concerto e una serata affinchè, come appassionatamente ci chiedono le tante persone – a partire dalle donne che lottano per la libertà, la giustizia e i diritti fondamentali, noi non ci dimentichiamo – e non permettiamo che ci si dimentichi di loro. Al contrario, vogliamo e dobbiamo far sì che tutte/i loro si possano sentire realmente nostre sorelle e fratelli, non solo nelle occasioni di moda, ma in ogni giorno della vita.

Giampiero Leo a nome del Coordinamentointerconfessionale “Noi siamo con voi”

Il Covid spegne la festa in piazza di Capodanno

La colpa è del Covid. Come è noto il Comune ha  annullato  lo spettacolo di luci e suoni di Capodanno. La Città ha infatti condiviso le richieste di questura e prefettura, annullando i festeggiamenti in piazza. Il sindaco Stefano Lo Russo ha confermato il countdown sulla Mole ma, ha detto, “abbiamo annullato il resto. Anche il budget non sarebbe sufficiente per le nuove misure di sicurezza necessarie. Ci dispiace ma viene prima la salute dei torinesi». Magari sarà una festa meno grandiosa ma più sentita, con i propri amici e i propri cari. Facendo comunque attenzione al distanziamento e a tutte le precauzioni necessarie per evitare i contagi.

Pattinare sul ghiaccio da Natale all’Epifania: gli orari degli impianti cittadini

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A Torino piste di pattinaggio aperte e pronte ad accogliere tutti coloro che vorranno fare attività sportiva durante le festività natalizie o semplicemente divertirsi con la famiglia o gli amici. Tra Natale e l’Epifania , infatti, il Palavela e i palaghiaccio Massari e Tazzoli non chiuderanno e adotteranno orari in grado di accontentare i torinesi.

 

Dalle 11 alle 13, dalle 15 alle 17, dalle 18 alle 20, gli orari per domenica 2 e giovedì 6 gennaio, mentre lunedì 3, martedì 4, mercoledì 5 e sabato 8 si potrà pattinare dalle 15 alle 17, dalle 18 alle 20 e dalle 21 alle 23. Domenica 9  l’apertura sarà dalle 15 alle 17, dalle 18 alle 20.

L’ingresso costa 9 euro, ridotto a 7 per over 65 e under 10,  mentre per il noleggio dei pattini se ne devono spendere altri 4.

Questi invece gli orari del Palaghiaccio Massari : il martedì e giovedì dalle 14.30 alle 16.30; il venerdì dalle 14.30 alle 16.30 e dalle 21.30 alle 23.30, il sabato dalle 15 alle 17, dalle 17.30 alle 19.30 e dalle 21.30 e dalle 23.30. La domenica l’impianto sarà aperto dalle 15 alle 17 e dalle 17.30 alle 19.30.

Per tutti i giorni d’apertura l’ingresso è a 5 euro, il noleggio pattini a 4.

Il Palaghiaccio Tazzoli sarà disponibile al pubblico solo alla domenica dalle 13.30 alle 16 e dalle 17 alle 19.30. Nei giorni di domenica 2 e 9 gennaio e giovedì 6 si potrà invece pattinare dalle 13 alle 16 e dalle 17 alle 19.

Marco Aceto

Oggi al cinema Le trame dei film nelle sale di Torino

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A cura di Elio Rabbione

7 donne e un mistero – Commedia. Regia di Alessandro Genovesi, con Margherita Buy, Micaela Ramazzotti, Luisa Ranieri e Ornella Vanoni. Nell’Italia degli anni Trenta, l’omicidio inspiegabile nella villa di famiglia di un imprenditore, marito e padre, unica presenza maschile al centro di un universo femminile, che dopo essersi riunite a celebrare la vigilia di Natale, si trovano costrette ad affrontare e rivelare l’un l’altra segreti e sotterfugi per cercare di risolvere un mistero che in qualche modo riguarda tutte quante. Su tutte ricadono i sospetti, ma chi sarà l’assassina? Rifacimento di casa nostra del celebre e pluripremiato film di François Ozon (2002), tratto a sua volta dalla commedia teatrale di Robert Thomas. Durata 100 minuti. (Ambrosio sala 2, Due Giardini sala Ombrerosse, Fratelli Marx sala Harpo, Chico e Groucho, The Space Torino sala 3 e sala 8, Uci Lingotto sala 2, The Space Le Fornaci sala 3 e sala 7, Uci Moncalieri sala 1 e sala 13)

 

Il capo perfetto – Commedia. Regia di Fernando Léon De Aranoa, con Javier Bardem. Un’azienda che produce bilance industriali in una piccola città della provincia spagnola attende l’imminente visita di un comitato che deve decidere se è degna di un premio per l’eccellenza: le cose devono dunque essere perfette quando sarà il momento. Ma tutto sembra cospirare contro l’azienda. Lottando contro il tempo, Blanco, il grande capo responsabile di ogni cosa, materiali e personale e uomini licenziati in pieno arbitrio, cerca di ripristinare l’equilibrio all’interno della propria azienda. Nel tentativo di appianare i problemi dei suoi dipendenti, finirà per superare ogni limite immaginabile. Durata 115 minuti. (Romano sala 2)

 

Diabolik – Noir. Regia dei Manetti Bros, con Luca Marinelli, Miriam Leone, Serena Rossi, Claudia Gerini e Valerio Mastandrea. Intorno ai personaggi creati dalle sorelle Angela e Luciana Giussani. Siamo a Clearville, verso la fine degli anni Sessanta. Diabolik è riuscito a mettere a segno un altro colpo e ancora una volta riesce a sfuggire agli inseguimenti della polizia, ai tentativi del commissario Ginko di renderlo alla giustizia. Ecco nel frattempo comparire Eva Kant, ricca ereditiera che ha con sé un preziosissimo diamante rosa dall’incomparabile valore: sarà ancora Diabolik a tentare di sottrarglielo, assumendo il ruolo del suo cameriere personale. Se scatta il colpo di fulmine, Eva cercherà in tutti i modi di evitare la cattura del suo eroe da parte di Ginko. Durata 133 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 3, Massimo sala Cabiria, Reposi sala 5, The Space Torino sala 7, Uci Lingotto sala 8 / 9 / 11, The Space Le Fornaci sala 3 e sala 7, Uci Moncalieri sala 1 e sala 12)

 

Encanto – Animazione. Tutti straordinari nella famiglia di Mirabel, tutti talentuosi, tutti baciati dal dono della magia. Soltanto Mirabel ne è priva, quel dono non le è stato concesso, lei cerca sì di aiutarla la famiglia ma sono più numerose le occasioni in cui si trova ad essere d’intralcio, sprovveduta, impacciata. Ma l’occasione, quella vera, quella che si presenterà nel momento in cui la fiamma della magia sta per spegnersi, verrà anche per lei. Sarà lei a trovare la giusta soluzione. Durata 99 minuti. Regia di Bryan Howard e Jared Bush. (Massaua, Uci Lingotto sala 5, Uci Moncalieri sala 12)

 

È stata la mano di Dio – Drammatico. Regia di Paolo Sorrentino, con Filippo Scotti, Toni Servillo, Teresa Saponangelo, Massimiliano Gallo e Luisa Ranieri. In una sorta di “Amarcord” che ha per sfondo la Napoli degli anni Ottanta, una Napoli tutta spensieratezza e lungomare pieno di luci, sogni e avvenire tutto da vivere, il regista della “Grande bellezza” pensa che sia giunto il momento, sotto i sentimenti di Fabietto, di presentare la propria giovinezza e la famiglia, un padre allegro, un bel rapporto con il figlio e qualche scappatella da farsi perdonare, una madre che ama fare gli scherzi e deliziosamente affettuosa, un fratello che sogna il cinema e tenta con un provino con Fellini alla perenne ricerca di volti nuovi, una sorella che vive perennemente in bagno, una tribù di zii e parenti, una zia bellissima che la mancanza di figli ha reso instabile e fragile di nervi. Poi una tragedia che muta ogni cosa, ecco che Fabietto cresce per diventare per tutti Fabio, ecco l’iniziazione al sesso e l’amicizia passeggera con un giovane contrabbandiere, ecco il sogno del cinema, ecco la lezione di un regista/nume come Antonio Capuano, ecco l’andata a Roma. Assolutamente da vedere, sia da quelli che amano la filmografia di Sorrentino sia da quelli che vorranno scoprirne il privato. Leone d’Argento Gran Premio della Giuria alla Mostra di Venezia e scelto a rappresentare l’Italia ai prossimi Oscar. Durata 130 minuti. (Greenwich Village sala 1 / 2 / 3)

 

House of Gucci – Drammatico. Regia di Ridley Scott, con Lady Gaga, Adam Driver, Al Pacino, Jared Leto e Jeremy Irons. Anni Settanta, Patrizia Reggiani conosce a una festa Maurizio Gucci, rampollo della dinastia Gucci, una tra le più celebri nel mondo della moda. Nasce una storia d’amore, dapprima osteggiata dal patriarca della famiglia, Rodolfo Gucci, ma poi arriva il matrimonio e la prole. La sfrenata ambizione della donna, che vorrebbe indirizzare le politiche aziendali del marchio Gucci, la porterà a tessere spericolate strategie, come quelle con lo zio del marito, Aldo Gucci, che incrineranno i rapporti familiari, innescando una spirale incontrollata di tradimenti, decadenza, vendette. Fino ad un tragico epilogo che è cronaca nera, e vera, del nostro paese. Durata 156 minuti. (Ambrosio sala 3, Massaua, Due Giardini sala Nirvana e sala Ombrerosse, Fratelli Marx sala Harpo, Greenwich Village sala 1, sala 2 V.O. e sala 3, Ideal, Lux sala 1, Reposi sala 2, The Space Torino sala 6, Uci Lingotto sala 4, The Space Le Fornaci sala 5, Uci Moncalieri sala 5)

 

Illusioni perdute – Drammatico. Regia di Xavier Giannoli, con Benjamin Voisin, Cécile de France, Xavier Dolan e Gérard Dépardieu. Lucien Chardon è figlio di un farmacista di Angloulême, de Rubempré per parte di madre, con i titoli nobiliari che a lui non vengono più riconosciuti. Ambizioso, la provincia gli sta stretta, sogna la capitale, la Parigi che nella Restaurazione del 1820 cerca ancora di dimenticale la sanguinosa Rivoluzione di Robespierre e compagni. Lo scandalo della relazione a suon di versi e passione che lo vede coinvolto con madame de Bargeton lo spinge al grande viaggio, ad una nuova sistemazione, alla frequentazione di un nuovo mondo e di una nuova, all’apparenza eccellente, società, ad una nuova avventura. Importante per lui è l’incontro con Étienne Lousteau, spregiudicato redattore di una piccola gazzetta, ben lontano dal timore di corrompere e di essere corrotto, un maestro per Lucien, capace di insegnargli i lati più nascosti di un nuovo mestiere: quello del giornalista rampante che saprà avvicinarsi a pugni chiusi, senza mezze misure, verso le cattedrali del teatro e dell’editoria. Non dimenticando di lottare, per abbatterla, quella nobiltà che un tempo gli ha negato i (suoi) titoli nobiliari e che il ragazzo non vede l’ora di riagguantare. Tutto è in vendita e tutto si compra, nella Parigi dell’epoca e, come suggerisce l’autore (del mai troppo lodato, ad esempio, “Marguerite”), nel mondo di oggi, le recensioni delle prime teatrali come dei romanzi, la politica e l’amore, i propri sentimenti. Durata 144 minuti. (Centrale anche V.O., Fratelli Marx sala Chico)

 

Nowhere Special – Drammatico. Regia di Uberto Pasolini, con James Norton e Daniel Lamont. John, un lavavetri di 35 anni, ha dedicato la propria esistenza alla crescita di Michael, il figlio di tre anni, da quando la madre del piccolo li ha abbandonati poco dopo il parto. Quando scopre di avere soltanto pochi mesi di vita davanti a sé, John cerca di trovare una nuova famiglia che possa accogliere Michael e proteggerlo dalla terribile realtà che lo aspetta. Ma come può stabilire cosa renda una famiglia perfetta o casa sia meglio per Michael? Durata 91 minuti. (Classico, Romano sala 3)

 

One second – Drammatico. Regia di Zhang Yimou. La storia di un uomo, recluso in un campo di lavoro, in una Cina all’inizio degli anni Settanta: riesce a fuggire e a rubare una bobina di un telegiornale in cui per un solo attimo compare la figlia che non vede da sei lunghi anni. Ma è anche la storia di una giovane ladra che di quella bobina si vuole impossessare e di un proiezionista, alla guida di un idolatrato cineforum che coinvolge tutti quanti in quella sperduta regione del nord dello Stato, che s’appresta a proiettare un kolossal propagandistico che ha per soggetto la guerra del ’64. Yimou vuole rendere un omaggio umanissimo al cinema, raccontarci quanto il cinema possa influenzare le passioni e gli affetti di ciascuno di noi. Recensisce Maurizio Porro nelle colonne del Corriere della sera: “E se il regista non fa sconti alla brutalità del regime culturale, alla fine vince l’amore per la verità dell’umanità del cinema capace di restituirci un pezzo di vita anche in un povero villaggio in mezzo al nulla nichilista come in una scenografia beckettiana”. Durata 104 minuti. (Massimo sala Rondolino anche V.O.)

 

Scompartimento N. 6 – Drammatico. Regia di Juho Kuosmanen, con Seidi Haaria e Yuriy Borisov. È la storia di una donna finlandese, Laura, che per fuggire a una enigmatica storia d’amore a Mosca, sale su un treno per recarsi in un sito archeologico a Murmansk, verso il polo artico. Durante questo lungo viaggio, si ritrova a condividere il compartimento ferroviario, il numero 6, con uno sconosciuto, un minatore russo. Il lungo tragitto porta i due, completamente opposti tra loro, soprattutto per il carattere e gli ideali, a una convivenza, pur temporanea, durante la quale faranno incontri improbabili. Questo viaggio però cambierà per sempre la loro visione della vita, stabilendo un rapporto molto stretto. Durata 102 minuti. (Romano sala 3)

 

Sing 2 – Sempre più forte – Animazione. Regia di Garth Jennings. Buster Monn deve pensare al nuovo debutto che lo vedrà impegnato con i compagni al Crystal Tower Theatre nella grande Redshore City. I tempi sono difficili, le conoscenze e gli appoggi pochi, al gruppo non resta che entrare di soppiatto negli uffici di Jimmy Cristal, l’onnipotente magnate dello spettacolo e buttargli sul tavolo l’idea di riportare sul palcoscenico per l’occasione il mito del rock Clay Calloway (Bono nell’edizione originale, il doppiaggio italiano è di Zucchero): ma è un’impresa difficile da portare a termine, visto che che Clay da un po’ di tempo se ne vive in disparte dalle luci e dai microfoni e non ha nessuna intenzione di rimettere piede su un palcoscenico. Durata 112 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, Reposi sala 1, The Space Torino sala 5, Uci Lingotto sala 3 e sala 10, The Space Le Fornaci sala 1 e sala 7, Uci Moncalieri sala 2 / 8 / 12)

 

Spider-Man: no way home – Fantasy. Regia di Jon Watts, con Tom Holland, Jake Gyllenhaal, Benedict Cumberbatch, Zendaya, Marisa Tomei, Willem Dafoe e Alfred Molina. Da quando Mysterio ha svelato al mondo l’identità di Spider-Man, il supereroe si ritrova nelle mire neppur troppo benevole della carta stampata e delle tante persone che vorrebbero controllare l’operato di Peter Parker. In cerca di aiuto, Peter si rivolge al dr. Strange che vede quale unica soluzione la cancellazione del ragazzo dalla memoria di ognuno. Ma la decisione porta con sé nuove avventure che decideranno diversamente di molti destini. Durata 159 minuti. (Massaua, Greenwich Village sala 1 V.O., Ideal anche V.O., Lux sala 1 e sala 2, Reposi sala 3, The Space Torino sala 1 / 2 / 3 / 4, Uci Lingotto sala 1 / 2 / 4, The Space Le Fornaci sala 1 / 2 / 6 / 8, Uci Moncalieri sala 4 / 7 / 8 / 10)

 

Supereroi – Commedia drammatica. Regia di Paolo Genovese, con Alessandro Borghi, Jasmine Trinca, Tecla Scarano e Vinicio Marchioni. A Milano, Anna e Marco si incrociano per la prima volta mentre si stanno riparando dalla pioggia. Lei è un’aspirante fumettista, dinamica e dal carattere impulsivo, lui è un professore di fisica e crede che dietro ogni nostro comportamento ci sia una spiegazione logica. Si rivedono e finiscono a letto insieme: per poi separarsi nuovamente. Marco è fidanzata con Pilar, sta per andare a convivere con lei, Anna convive con Tullia. Ma il loro destino è quello di stare insieme. Nel corso degli anni la loro coppia si regge su un equilibrio, ora stabile ora molto precario. Emergono incomprensioni, fughe, scontri, cose non dette. Ma anche momenti di intensa felicità. Intanto il tempo passa e anche loro cambiano. La storia di una travagliata passione che l’autore di “Perfetti sconosciuti” ha tratto dal suo romanzo omonimo. Durata 113 minuti. (Massaua, Eliseo Grande e Eliseo Rosso, Greenwich Village sala 1 e sala 3, Reposi sala 5, Romano sala 1, The Space Torino sala 7, Uci Lingotto sala 1 e sala 9, The Space Le Fornaci sala 4 e sala 5, Uci Moncalieri sala 2 e sala 6)

Tiepide acque di primavera – Drammatico. Regia di Xiaogang Gu. Nel giorno del suo 70mo compleanno, l’anziana madre della famiglia Gu accusa un malore e viene portata in ospedale. I suoi quattro figli devono affronare cambiamenti cruciali per mantenere unita la famiglia. La storia dei loro destini, da questo momento, si intreccia allo scorrere del tempo e al cambiamento delle stagioni lungo il fiume Fuchun, nel distretto di Fuyang. Durata 150 minuti. (Classico)

 

West Side Story – Drammatico, Musicale. Regia di Steven Spielberg, con Ansel Elgort, Rachel Zegler e Rita Moreno. A New York, nel 1961, due bande sono in guerra per il controllo del West Side. Da una parte i Jets, i “veri” americani, figli di immigrati italiani o polacchi, dall’altra gli Sharks, portoricani, sbarcati di recente. Al centro della storia e della contesa Tony e Maria. Lui è il fondatore pentito dei Jets, da cui ha preso le distanze dopo la prigione, lei è la sorella romantica di Bernardo, leader impetuoso della parte avversa. I due ragazzi si amano perdutamente e a dispetto delle ostilità tra le gang: ma ripercorrendo la tragedia di Romeo e Giulietta, la lotta tra Capuleti e Montecchi, l’amore non vince sull’odio, nemmeno in musica. Elgort e Zegler hanno preso il posto di Richard Beymer e Natalie Wood, protagonisti del film omonimo firmato da Robert Wise nel 1961, tra i visi del vecchio capolavoro si ritrova Rita Moreno, che per il ruolo di Anita vinse l’Oscar. Durata 156 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua, Eliseo Grande e Eliseo Rosso, Fratelli Marx sala Harpo V.O., Ideal, Massimo sala Soldati V.O., Reposi sala 5, The Space Torino sala 7 e sala 8, Uci Lingotto sala 2 / 9 / 10, The Space Le Fornaci sala 9, Uci Moncalieri sala 11 e sala 13)

 

Turin Confidential. Cosa succede a Torino: informazioni per chi arriva in città

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What’s on in Turin: events and attractions for tourists, occasional visitors and expats

 

We have survived the period before Christmas, all those social gatherings to greet boss, colleagues, friends at the gym, friends of your children and the parents of the friends of your children. Without forgetting the exhausting research for the perfect present. Or even a present, any present, for the aunt who has everything in at least three different colours. And finally, we have also survived Christmas with our family, including the aunt/sisterinlaw/motherinlow who has everything and is always ready to point out what you have not.  We definitely deserve to conclude the year with the friends we choose and beloved ones, dancing, drinking and partying all night.

Not according to Covid.

With the rise of the infection, the City of Turin has deleted the celebrations in the city centre in order to avoid huge gatherings. Our Mole Antonelliana will be lit with countdown and video mapping, but we have to find alternative solutions to celebrate. At least we are not locked down, so we can still enjoy many attractions of our lovely city.

 

 

Events and festivals

 

Have you considered the possibility to enjoy a guided tour organized by Turismo Torino? Many are the proposals, which also include the possibility to enjoy a “merenda” in a historical cafeteria.

 

Music

 

The Conservatory Giuseppe Verdi hosts Teatro Regio and its Orchestra for a concert directed by Michele Spotti.

 

Museums and Exhibitions

 

Note that, due to the last Covid-19 regulations, the entrance to museums is possible with Greenpass and FFP2 mask, children under 12 are not required to have the Green Pass.

 

The Cinema Museum hosts Photocall, dedicated to movie stars. Inside Mole Antonelliana, you can still find the lift to reach its top. A good idea is to go up at sunset, to enjoy the Christmass light from a very unusual perspective.

 

Until January 9, Palazzo Madama hosts an exhibition dedicated to the European Renaissance of Antoine de Lonhy and a section dedicated to India which is part of a project curated by Artissima and that finds space in other two locations Mao and Accademia Albertina. Several are also the guided tours that Palazzo Madama organizes to their permanent collection. And children can go star hunting in the museum by attending the workshop entitled Piccolo Atelier di Natale.

 

Many are the exhibitions at Gam. One is dedicated to Giovanni Fattori, an absolute master of the 19th century in Italy and another one to Luigi Ontani and his Wunderkammer. You can also enjoy the immersive and participatory installation entitled Sinfonia by Alessandro Sciaraffa.

 

Gam also opens its doors to children. From 3 to 5 January they can take part in a Winter Camp to discover the museum and its collection and take part in creative activities.

 

Musli, the museum dedicated to School and Book, has a programme full of workshops for children and families.

 

Children will certainly enjoy the exhibitions “Animals from A to Z” displayed at Galleria Sabauda.

OGR, until January 16 2022, visit Vogliamo Tutto, an exhibition about labour.

 

To fully enjoy the Christmas mood, why not taking advantage of the evening openings of La Venaria Reale?  The installations of lights at the entrance will welcome and plunge you in an enchanted atmosphere.

 

 

 

And for a moment of little pleasure…

 

I know just one solution to face the temperature going below zero: Zabaione. This cream prepared with egg yalks, sugar and wine, and served warm with biscuits, is one of the best comfort food you can find in Italy. In winter, many diners and restaurants include it in their menu. But you can easily find it in cafes too. I suggest you to choose one of the many beautiful historical cafeterias that pinpoint Via Po, Via Roma, Piazza Castello. Take a seat, maybe near the window, grab a book, if no one is with you for some chitchats, and enjoy a glass of Zabaione. Forget the time passing by. A new year is coming, you have a lot of projects and resolutions, but they can certainly wait tomorrow. Happy New Year!

 

Lori Barozzino

 

Take a look at the last articles HERE as many events are still taking place.

 

Lori is an interpreter and translator who lives in Turin. If you want to read more, here’s her blog.