Cosa succede in città - Page 329

Chiampaman e Pik Indolor, candidati al muro

PRIMA PARTE – Reportage semiserio sui manifesti dei candidati alle prossime Regionali. Sono molti i pretendenti ad un seggio ad aver scelto costose pre-campagne negli spazi della pubblicità comune, in attesa che le norme della propaganda  cancellino i loro faccioni e li releghino negli affollatissimi e tristi tabelloni elettorali. Diamo uno sguardo ai politici che si sono resi più visibili, ad incominciare dai due candidati presidenti, almeno sulla carta, più forti

 

regione giuntaPrima che scatti ufficialmente la par condicio, un candidato vale come qualsiasi detersivo o surgelato: è un prodotto come un altro da attaccare ai muri, senza particolari autorizzazioni. Dall’ufficializzazione della campagna elettorale in poi, invece, i manifesti dei candidati potranno essere incollati esclusivamente negli appositi spazi. Sono molti i pretendenti ad un seggio regionale ad aver scelto costose pre-campagne negli spazi della pubblicità comune, in attesa che le norme della propaganda  cancellino i loro faccioni e li releghino negli affollatissimi e tristi tabelloni elettorali. Diamo uno sguardo ai politici che si sono resi più visibili, ad incominciare dai due candidati presidenti sulla carta più forti: per il centrodestra (Forza-Italia/Lega) e per il centrosinistra, rispettivamente Gilberto Pichetto e Sergio Chiamparino. Non ancora pervenuto sui muri, al momento, l’aspirante presidente grillino, Davide Bono. Ma, si sa, i pentastellati conducono campagne elettorali al risparmio.

 

 

 

GILBERTO PICHETTO 

pichetto manifesto

IL MESSAGGIO – Rassicurante lo slogan scelto dal Pik (così lo chiamano affettuosamente gli amici, per fare il verso ai sodali di Chiamparino che lo appellano con il notissimo “Chiampa”): “Rilanciamo il lavoro; è il mio impegno”. Riferimento di continuità con la fortunata campagna di Enzo Ghigo (di cui Pichetto era assessore) del 2000, all’insegna del ritornello: “L’impegno di Ghigo”:

 

L’IMMAGINE – Anche la faccia sorridente di Pichetto, tondeggiante con il vessillo sabaudo sullo sfondo, ispira serenità e pacatezza. Pik indolor. Come se le liti con gli amici/nemici di fratelli d’Italia e Ncd neanche lo avessero sfiorato.

 

 

 

 

 

SERGIO CHIAMPARINO

chiampa renzi

IL MESSAGGIO – Ne avevamo già parlato non appena i manifesti dell’abbraccio tra  Chiampaman e Renzi erano apparsi per le vie della città, assimilandoli alla bozza di copertina del romanzo “Il tango della vecchia guardia” di Perez-Reverte. Il Pd punta sull’usato sicuro del sindaco olimpico e sul chilometri (quasi) zero dell’esuberante premier: “In Piemonte come in Italia il Pd dà il meglio”.

 

L’IMMAGINE – Se la qualità tecnica dello scatto fotografico è pessima, nulla si può dire sul significato intenso. I due protagonisti sono allacciati in un appassionante tango che lascia presumere una duratura simbiosi politica. Come forse direbbe Crozza-Renzi: “danzare , lavorare, chi non lavora non fa l’amore, per far crescere Torino la bisogna amare”.

 

MICHELE COPPOLA (NCD)

coppola

IL MESSAGGIO -“La cultura del fare bene”, con evidente richiamo alla principale delega assessorile dell’eterno enfant-prodige del centrodestra subalpino è forte e chiaro. Efficace anche l’hashtag #scegliere, a testimonianza che Coppola ha sempre dato grande importanza ai nuovi strumenti di comunicazione.

 

L’IMMAGINE – Il candidato di Nuovo centrodestra cade però sulla fotografia scelta per il manifesto. Belloccio lui lo è sempre, per carità. Ma in molti sostengono che quello stare seduto, un po’ rannicchiato su se stesso, su quel fondale biancastro-sociosanitario, dia una sensazione di chiusura.

 

 

 

 

 

PIERA LEVI MONTALCINI (MODERATI)

foto 2[1]

IL MESSAGGIO – Semplice – nello stile della lista che da sempre appoggia Chiamparino, la consigliera comunale  Piera Levi Montalcini – nipote dell’omonima premio Nobel scomparsa, è più un non-messaggio, una semplice informazione: “Per la Regione Piemonte”. Più chiaro di così.

 

L’IMMAGINE – Fedele alla sua, di immagine, quella della madama torinese, la foto della candidata in tailleur campeggia sobriamente-sorridente sul manifesto. Fondale primaverile e floreale tinto di giallo, il colore dei Moderati.

 

 

 

 

 

 

Continua

(Fotoservizio: il Torinese)

 

Il tango della vecchia guardia

Sergio Chiamparino e Matteo Renzi paiono allacciati in un paso doble sensuale o in un più romantico valzer. Certo le loro espressioni estasiate fanno pensare ad amore politico sincero

 

chiampa renziSembra una bozza poi inutilizzata per la copertina de “Il tango della vecchia guardia”, l’ultimo romanzo di Arturo Perez Reverte. Sergio Chiamparino e Matteo Renzi paiono allacciati in un paso doble sensuale o in un più romantico valzer. Certo le loro espressioni estasiate fanno pensare ad amore politico sincero.

 

 La vecchia guardia (seppur sempreverde nell’immaginario collettivo) è rappresentata dall’ex sindaco olimpico, mentre l’esuberante premier rischia di invecchiare precocemente se non riuscirà a mantenere tutti gli impegni che si è assunto di fronte all’Italia e al mondo. E’ l’immagine dei nuovi poster 6×3 a cura del Pd piemontese che tappezza da qualche giorno vie e piazze di Torino.

 

La pre-campagna in vista delle prossime elezioni regionali è firmata dall’agenzia Sunrise. Lo slogan: “In Italia come in Piemonte il Pd dà il meglio”. Limitandoci a una valutazione puramente estetica dello scatto fotografico, se questo è il meglio…

 

(Foto: il Torinese)

Regionali: empasse nel centrodestra mentre il Chiampa decolla

L’ex sindaco olimpico ha presentato un programma di rilancio del sistema Piemonte attraverso l’innovazione tecnologica e l’ “industria” del turismo (Boston e Borgogna = Politecnico e Barolo), tanto da sembrare una fotocopia di Enzo Ghigo nel 2000, la Lega Nord è pronta a correre da sola. Fratelli d’Italia e Ncd insistono sulle primarie. Forza Italia punta ufficialmente su Gilberto Pichetto

 

pichettoCentrodestra piemontese sempre in alto mare all’indomani dell’investitura ufficiale di Sergio Chiamparino a candidato presidente della Regione per il centrosinistra. Mentre l’ex sindaco olimpico presenta al Teatro Carignano il proprio programma incentrato sul rilancio del sistema Piemonte attraverso l’innovazione tecnologica e l’ “industria” del turismo (Boston e Borgogna = Politecnico e Barolo), tanto da sembrare una fotocopia postcomunista di Enzo Ghigo nel 2000, la Lega Nord è pronta a correre da sola.

 

Fratelli d’Italia e Ncd insistono sulle primarie e Forza Italia, ricevuti gli ordini da Arcore punta ufficialmente su Gilberto Pichetto (nella foto) che può vantare il merito, riconosciuto anche da alcuni avversari politici,  di avere messo in salvo i conti regionali.

 

Pichetto, al momento, ha incassato il sostegno della lista Verdi verdi di Maurizio Lupi. Il capogruppo azzurro in Consiglio regionale, Luca Pedrale ha rivolto oggi un appello agli alleati per convincerli a convergere sul nome di Pichetto.

 

Il candidato forzista ha intanto dichiarato all’Ansa: “Punteremo su serietà ed equilibrio e mi auguro che tutte le forze del centrodestra oggi al governo in Piemonte ritrovino le ragioni per andare avanti insieme e rivincere. Ci sono stati sicuramente disguidi e fraintendimenti, ed è giusto che le varie anime della colazione abbiamo voce, si potrebbe, per esempio, per fare una similitudine calcistica, pensare ad un programma centrato sulle quattro punte, per raccogliere i contributi di tutti”.

 

(Foto: il Torinese)

Successo per lo sciopero dei trasporti ma tanti disagi

Hanno aderito alla serrata il 70% degli addetti. Fortuna che il Comune ha abolito per un giorno la Ztl centrale

 

metro scioperoIl Bilancio nel “day after”: Corso Vittorio Emanuele e via san Secondo (per citare solo due arterie verificate personalmente dal cronista) intasate nelle ore di punta e parcheggi da tutto esaurito  per lo sciopero nazionale del trasporto pubblico locale di ieri.

 

Fortuna che il Comune ha abolito per un giorno la Ztl. Il servizio urbano e suburbano è rimasto attivo nella prima fascia di garanzia e si è interrotto a partire dalle 9 di mattina, mentre la seconda fascia di garanzia era compresa tra  le 12 e le 15.

 

La metro è stata quasi sempre funzionante, seppur con meno treni. Adesione stimata alla serrata trasportistica a Torino? il 70%.

 

(Foto: il Torinese)

Nuovi spazi cittadini intitolati a don Puglisi e Gino Bartali

Il Comune ha anche deliberato di intitolare il piazzale antistante l’ingresso principale del cimitero Monumentale a Carlo Tancredi Falletti di Barolo, nobile filantropo del XIX secolo che, tra l’altro, donò al Comune il terreno per la costruzione del cimitero stesso

via romaLa Commissione comunale per la Toponomastica, convocata dal presidente del Consiglio comunale Giovanni Maria Ferraris, ha oggi approvato l’intitolazione a don Giuseppe Puglisi, sacerdote palermitano assassinato per il suo impegno contro la criminalità organizzata, del piazzale di una zona di nuova edificazione al quartiere Villaretto (Circoscrizione 6). Questa decisione, è stato sottolineato nel corso dei lavori, assume particolare significato oggi, giorno in cui a Torino viene presentato un documentario sull’assassinio del procuratore Bruno Caccia e a poche ore dalla morte, a Taranto, di un bambino di quattro anni in un agguato mafioso teso alla sua famiglia.

 

Al tempo stesso, la Commissione ha deliberato di intitolare il piazzale antistante l’ingresso principale del cimitero Monumentale a Carlo Tancredi Falletti di Barolo, nobile filantropo del XIX secolo che, tra l’altro, donò al Comune il terreno per la costruzione del cimitero stesso. Per l’indimenticabile campione di ciclismo Gino Bartali, è stata approvata l’intitolazione di un luogo in prossimità di un impianto sportivo, che verrà prossimamente identificato.

 

L’architetto dei Savoia, Filippo Juvarra, avrà una targa in sua memoria in via San Domenico angolo via dei Quartieri, dove sorgeva la casa nella quale visse durante gli anni trascorsi a Torino. La religiosa Madre Francesca Rubatto, fondatrice delle Suore Terziarie Cappuccine, sarà ricordata da un giardinetto ubicato in via Stradella 205 (Circ. 5). Una targa in corso Principe Oddone ricorderà il sacrificio del vicebrigadiere dei Carabinieri Marino Ferraro, travolto da un treno nel corso dell’inseguimento di un malvivente. Infine, è stata approvata l’intitolazione di una strada (o altro tipo di sedime, da definire successivamente) alla memoria di Enrico Koelliker, fondatore nel 1928 dell’omonimo Ospedalino.

 

C.R. – Ufficio stampa del Consiglio comunale

(Foto: il Torinese)

Arrestati i ladri seriali: rapinavano appartamenti

I militari dell’Arma hanno arrestato tre ragazzini  rom di 16 e 17 anni, residenti nel campo di strada Aeroporto. Si cercano i complici

 

carabinieriI Carabinieri ritengono che la banda si serva di “vedette”, i tradizionali “pali” che osservano la zona per dare l’allarme ai complici nel caso le cose si mettano male. Nel frattempo, i complici forzano porte e finestre.

 

I militari dell’Arma hanno arrestato tre ragazzini  rom di 16 e 17 anni, residenti nel campo di strada Aeroporto. Sono stati colti  con le mani (quasi) nel sacco, subito dopo un furto in un alloggio di via San Donato.

 

Il sospetto che i minori appartengano a una banda è molto forte: si tratterebbe di un gruppo di sei  giovanissimi, probabili autori  di alcuni colpi messi a segno in centro città. 

 

(Foto: il Torinese)

A Torino è sbocciata la primavera

Si prevede tempo sul bello stabile fino al 18 marzo. Quasi 20 gradi (per la precisione 19,4) oggi, nel centro di Torino. Da ieri è davvero scoppiata la primavera in Piemonte

 

 

PRIMAVERAQuasi 20 gradi (per la precisione 19,4) oggi, nel centro di Torino. Da ieri è davvero scoppiata la primavera in Piemonte.

 

Le stazioni meteo dell’Arpa – agenzia regionale per l’ambiente  hanno registrato addirittura un picco di 21.3 gradi a Mergozzo, il pittoresco centro sul lago, nel Verbano Cusio Ossola.

 

Ancora 19.4 ad Albano Vercellese, 19.3 a Cameri (Novara). Lo zero termico salirà progressivamente dai 2.100 di oggi fino a 3.200, quota prevista domenica.

 

Si prevede tempo sul bello stabile fino al 18 marzo. Maggiori informazioni nella rubrica Meteo sulla homepage del Torinese.

Le banche? Roba da usura

Secondo un’indagine  Ispo Ricerche sulla percezione dei torinesi verso il sistema bancario in generale e la propria banca, il 55% dei torinesi non si fida del proprio istituto bancario. Agli istituti di credito associano parole negative come ladri, usurai e truffatori

 

Foto Stock - BancheLe banche, di questi tempi, non godono di grande popolarità. Gli attivisti No Tav hanno condotto un raid contro una serie di sportelli bancari torinesi: cinque bancomat sono stati sigillati con silicone in alcune vie della città. Nelle stesse strade sono comparse le scritte: “Terrorista chi militarizza e devasta il territorio” e “Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò liberi”.

 

Il riferimento di questo  messaggio è ai quattro No Tav arrestati a dicembre con l’accusa di terrorismo. Come se non bastasse,  secondo un’indagine Ispo Ricerche, presentata da Renato Mannheimer, sulla percezione dei torinesi verso il sistema bancario in generale e la propria banca, il 55% dei torinesi non si fida del proprio istituto bancario. Agli istituti di credito associano parole negative come ladri, usurai e truffatori.

 

La ricerca è stata presentata in una tavola rotonda organizzata da Banca Agci, la banca bolognese che  ha inaugurato a Torino la prima filiale piemontese. E’ il caso di augurarle buona fortuna.

Miseria e nobilta’

Nove rom e otto italiani erano i componenti della banda di ladri. Tra di loro anche due “pensionati”:  un esperto in gas esplosivi sessantunenne e un nobile torinese di 70 anni. Credevano di essersi specializzati in furti di oggetti preziosi, ma sono stati sgominati dai carabinieri. Il nobile subalpino è stato accusato di ricettazione per aver profanato la tomba della moglie

 

 toto 2

 Che, alla base di tutto,  si tratti di crisi non c’è dubbio. Che poi sia crisi economica o di valori è un’altra cosa. Certo la storia sembra tratta da un film della commedia all’italiana e fa sorridere amaramente. Nove rom e otto italiani erano i componenti della banda di ladri. Tra di loro anche due “pensionati”:  un esperto in gas esplosivi sessantunenne e un nobile torinese di 70 anni.

 

 Credevano di essersi specializzati in furti di oggetti preziosi, ma sono stati sgominati dai carabinieri. Il nobile subalpino è stato accusato di ricettazione. La tomba della consorte, scomparsa qualche anno fa, fu infatti  profanata: gli inquirenti sono convinti che quel furto avvenne su commissione per accaparrarsi i gioielli della defunta, che riposa  al cimitero di Corio.

 

Manca solo il grande Totò ma è una via di mezzo tra “I soliti ignoti” e “La banda egli onesti”. Anzi: “Miseria e nobiltà”.

(cb)

 

 

(Nella foto Totò in una scena di “Miseria e nobiità” di Mario Mattoli, 1954)

Il mondo femminile nei dipinti e nelle stampe giapponesi in mostra al MAO

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“Onna to onnagata”

Fino al 17 aprile 2022

Facciamo subito chiarezza sul titolo della mostra. In giapponese il termine onna significa “donne” e per onnagata, termine in uso dal Seicento, si intendevano, sempre nel “Paese del Sol Levante”, “attori maschi” travestiti con indumenti e sembianze femminili. Il titolo, dunque, dato alla nuova rotazione di kakemono (dipinti o calligrafie giapponesi su seta, cotone o carta a forma di preziosi e fragili rotoli da appendere in verticale) proposta, fino al 17 aprile del prossimo anno, dal MAO di Torino, chiarisce subito l’obiettivo di un evento espositivo teso ad invitare il visitatore a esplorare la varietà dell’universo femminile giapponese: dalle divinità alle dame di corte, dalle danzatrici alle popolane fino agli onnagata e senza dimenticare la simbologia di fiori e uccelli correlati alla femminilità. Discorso alquanto complesso. Fino al VI secolo circa, la società giapponese era infatti una società che manteneva ancora elementi di tipo tribale e una forte impronta matriarcale: grazie anche allo shintoismo, che attribuiva grande considerazione alle donne per la loro capacità di generare la vita, in Giappone non mancavano sacerdotesse, regine e dee. Con l’arrivo del buddhismo e del confucianesimo le cose cambiarono drasticamente: la donna perse gradualmente il suo ruolo sociale e fu obbligata all’obbedienza all’uomo, padre, fratello o marito. Eppure, nonostante il ruolo di subordinazione a cui le si volle relegare, le donne, in particolare quelle appartenenti all’aristocrazia o alla corte imperiale, continuarono a godere di stima, rispetto e anche di una parziale libertà, soprattutto in ambito amoroso. Ed è proprio, sottolineano al MAO, “grazie all’amore, ai diari e ai carteggi fra amanti, che nacque la letteratura giapponese: se i contratti e i documenti ufficiali erano appannaggio maschile, le opere letterarie presero vita dall’ingegno femminile”. Attorno all’anno Mille, videro la luce opere che hanno attraversato i secoli e dettato le regole della letteratura nipponica, fra cui i celeberrimi “Genji Monogatari” e “Makura no Soshi”, le “Note del guanciale”. Per non dire del teatro. All’epoca della  sua fondazione da parte di Izumo no Okuni, una ballerina itinerante, il teatro tradizionale kabuki era una forma d’arte esclusivamente femminile. Gli spettacoli riscuotevano enorme successo presso tutte le classi sociali e cominciarono ad essere emulati persino nei bordelli, tanto che lo shogun (i dittatori militari che governarono il Giappone fra il 1192 ed il 1868) decise di vietarli. Per questa ragione, attorno al 1630, le onna, termine giapponese – come detto – per “donne”, furono rimpiazzate in scena da ragazzi, gli onnagata (letteralmente “a forma di donna”), uomini travestiti con abiti femminili e, da quel momento, il teatro fu considerato un luogo disdicevole, non adatto alle donne.


Ne è testimonianza in mostra la “Danzatrice Okame con ventaglio” (1741), trasposta teatralmente in “Ame no Uzume”, divinità shintoista dell’alba e dell’allegria collegata al mito della dea del sole Amaterasu no Omikami. Secondo il mito fu proprio Uzume, con la sua danza oscena e comica, a far uscire la dea dalla caverna in cui si era rinchiusa e a far tornare così la luce nel mondo. Sempre sul tema della danza è la rappresentazione dei “Niwaka”, i balli cosiddetti “improvvisati” e a contenuto trasgressivo, mentre tra le dame di corte si ricorda “Ono no Komachi” (834-880?), vissuta durante il periodo Heian (VII-XII secolo), famosa per la sua bellezza e come autrice di versi dedicati al tema dell’amore. Contestualmente alla mostra sono anche stati sostituiti i libri e le stampe della galleria dedicata al Giappone: in particolar modo, la selezione di xilografie include così le opere più antiche del Museo, molte delle quali ritraggono celebri onnagata, fra cui “La danza della volpe” di Utagawa Toyokuni, e una riproduzione novecentesca de “Il Fuji visto da Kanaya” di Katsushika Hokusai, esposta accanto alla sua matrice lignea.

Gianni Milani

“Onna to onnagata”

MAO-Museo d’Arte Orientale, via San Domenico 11, Torino; tel. 011/4436919 o www.maotorino.it

Fino al 17 aprile 2022

Orari: dal mart. alla dom. 10/18 – giov. 13/21; lun. chiuso

Nelle foto

–         Ogawa Haritsu: “Danzatrice Okame con ventaglio”, inchiostro e colori su seta, 1741

–         Nishiyama Hoen: “Dama di corte del periodo Heian”, inchiostro e colori su seta, metà XIX secolo

–         Utagawa Toyokuni: “ Danza della volpe”, stampa, 1815