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Saldi estivi: si inizia il 4 luglio, si chiude il 29 agosto

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saldixxxsaldisssPrezzi scontati fino al 29 agosto

 

In tempo di crisi, il periodo dei saldi è più che mai un buon momento per trovare, a  buon prezzo, capi altrimenti inavvicinabili. Sabato 4 luglio  hanno inizio a Torino i saldi estivi, le vendite di fine stagione che continueranno fino a sabato 29 agosto. Questo il testo dell’ordinanza comunale 4832 del 19/12/2014 che definisce il calendario in città. A Torino – informa il Comune – nei negozi che effettuano i saldi, deve essere esposta copia dell’informativa per i consumatori con le principali regole osservate per i saldi di fine stagione. In caso di violazione di tali disposizioni il consumatore potrà rivolgersi alla Polizia Municipale. Per saperne di più  può essere utile consultare il vademecum per i saldi di Altroconsumo. Ricordate che lo sconto o ribasso effettuato deve essere espresso in percentuale sul prezzo normale di vendita che deve essere comunque esposto.

 

(Foto: il Torinese)

Ragazzo nascosto su un tir per 1200 km per sfuggire al padre violento

Il percorso dall’Albania fino a Moncalieri

 

carabinieri autoHa viaggiato per oltre 1.200 chilometri nascosto su un tir, dall’Albania fino a Moncalieri. Un quindicenne albanese ha detto ai carabinieri che lo hanno trovato alla stazione ferroviaria della città,  di essere fuggito dal padre che lo picchiava spesso. Il giovane è ora ospite in una comunità, in attesa che il tribunale dei minori decida quali soluzioni adottare.

Chiamparino e le firme "tarocche"? Calma e gesso

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LA GANGALA VERSIONE DI GIUSI / di Giusi La Ganga

 

“Vorrei tornare a suggerire ai nostri parlamentari un intervento sul Guardasigilli Orlando, perché si metta ordine in tutta la materia dei ricorsi elettorali, sulla base di una normativa speciale che porti a chiudere ogni contenzioso, in un senso o nell’altro, entro sei mesi”

 

“Calma e gesso”: così diceva il giocatore di biliardo davanti ad una difficile situazione di gioco. Calma, per valutare bene tutte le opzioni e gesso, per rendere perfetta la stecca.  “Calma e gesso” è uno dei tanti modi di dire che piacciono al nostro Presidente della Regione, che evita così astrusi ragionamenti politici assumendo i panni, che gli piacciono, del saggio uomo del popolo. Piemontese, perché spesso citati in dialetto. Di fronte all’esplosione mediatica della vicenda delle firme, con troppe parole inutili o controproducenti, viene anche a me voglia di consigliare “calma e gesso”. Due cose sono chiare: da un lato che per sprovvedutezza, faciloneria o arroganza la raccolta firme non si è svolta regolarmente; dall’altro che il presidente Chiamparino non intende stare sulla graticola e che, in caso di una pronuncia del TAR che non lo liberi subito dalle ombre, vuole ricorrere ad un nuovo voto per dare un governo pienamente legittimo al Piemonte.

 

C’è poco da discutere sia sulla prima che sulla seconda questione, che sono al momento però nettamente distinte. Le responsabilità penali sono individuali, saranno accertate, ma possono essere del tutto ininfluenti rispetto alla validità del voto dell’anno scorso. Il TAR si pronuncerà sui ricorsi. Non mi sento di escludere che possa decidere per la non decisività dei falsi denunciati. Potrebbe pesare il fatto che , in materia elettorale, conta anche la ricerca del miglior modo di rispettare la volontà degli elettori, e la valutazione dei danni collaterali che un annullamento del voto produrrebbe. “Calma e gesso”, dunque.

 

Va detto che, quando si parla di giustizia, e in specie di quella amministrativa, la certezza del diritto latita.   Al riguardo vorrei tornare a suggerire ai nostri parlamentari un intervento sul Guardasigilli Orlando, perché si metta ordine in tutta la materia dei ricorsi elettorali, sulla base di una normativa speciale che porti a chiudere ogni contenzioso, in un senso o nell’altro, entro sei mesi. La casistica oggi è infinita e ha portato ad esiti molto vari sia nel merito sia nei tempi. Il rischio dell’arbitrio, o, almeno, della casualità è molto alto.  Non è una riforma da reclamizzare con un tweet, ma sarebbe preziosa per ridare un po’ di prestigio alle istituzioni.

E’ morto Gianni Alasia, tra i protagonisti della sinistra torinese nel dopoguerra

Gianni AlasiaPartigiano, sindacalista, amministratore pubblico, deputato e saggista, Alasia è stato uno dei protagonisti della sinistra piemontese. Nato a Torino il 7 febbraio del 1927 ha attraversato tutte le concitate fasi della storia del secolo scorso

 

Dopo una lunga malattia è morto, all’età di 88 anni, Gianni Alasia. Partigiano, sindacalista, amministratore pubblico, deputato e saggista, Alasia è stato uno dei protagonisti della sinistra torinese e piemontese nel dopoguerra. Nato a Torino il 7 febbraio del 1927 ha attraversato tutte le concitate fasi della storia del secolo scorso. Durante la Resistenza, giovanissimo, era diventato, col nome di battaglia di “Astro”, partigiano della III Brigata della Divisione “Bruno Buozzi” delle Brigate Matteotti. Dopo aver partecipato agli scontri per la liberazione di Torino, Alasia decise di aderire al PSI, militando nella minoranza di quel partito. Nel 1950 sposò la compagna della sua vita,  Pierina Baima. Licenziato dalla Savigliano nel 1951, si dedicò a tempo pieno alla politica, entrando nella Federazione del Psi e, quindi, nel comitato centrale. I primi incarichi istituzionali lo videro eletto nel 1956 consigliere provinciale e nel 1960 consigliere comunale a Torino. Lo scorso 8 maggio era stato insignito dalla Città di Torino del Sigillo civico, la più alta onorificenza dell’amministrazione, “per il lungo e fattivo impegno politico e democratico svolto dai consiglieri comunali che hanno partecipato alla Resistenza contro il nazifascismo”. 

 

Nel 1959 Gianni Alasia venne eletto segretario della Camera del Lavoro Cgil di Torino, carica che ricoprirà per quindici anni,  fino al 1974. InAlasia Nelle verdi vallate dei tassi seguito alla scissione del partito socialista fu tra i fondatori del Psiup, con Lucio Libertini, Vittorio Foa e Tullio Vecchietti. Nel 1972, sciolto il partito socialista di unità proletaria , Alasia entrò nel Pci, all’interno del quale ricoprirà numerosi incarichi istituzionali a livello piemontese  (dal 1976 al 1980 Assessore al Lavoro e all’Industria della Regione Piemonte) e nazionale (venne eletto nel 1983 alla Camera dei Deputati nelle liste del Pci ). Nel 1991 dopo il XX congresso del Pci che, dopo la “svolta della Bolognina” che segnò lo scioglimento di quel partito,  fu tra i fondatori, con Armando Cossutta, Sergio Garavini e Lucio Libertini, del Movimento per la Rifondazione Comunista (sarà  proprio Alasia il coordinatore unico per Torino) da cui nacque nel 1992 il Prc. Nel 1995 verrà candidato alla Presidenza della Regione Piemonte per Rifondazione , ottenendo il 9,3% dei voti. La costante che ha accompagnato tutta la sua vita, segnando il suo profilo sociale e civile,  è stata la battaglia per il lavoro, per la sua dignità e valorizzazione, insieme alle lotte per l’ambiente e la pace. Gianni Alasia ha scritto molti libri. Il primo, uscì nel 1984, col titolo Socialisti, centro sinistra, lotte operaie nei documenti torinesi inediti degli anni ’50-’60 e l’ultimo, nel 2008, Nelle verdi vallate dei tassi: la libertà!. Di quest’ultimo lavoro, Gianni – del quale sono stato amico e compagno – mi chiese di curare l’introduzione.

 

L’ultimo libro di Gianni è una favola sulla Resistenza dal sapore tragicomico che trae chiaramente ispirazione del greco Esopo, dal latino Fedro, ma anche da La Fontaine e Orwell. Sullo sfondo dei boschi del Vergante, luogo di origine dell’amata moglie Pierina, alla quale questo lavoro è stato dedicato, si muovono un gruppo di animali, tassi, cani, volpi, provenienti da esperienze diverse, ma tutti uniti nella lottà per la libertà, per il trionfo dei valori della democrazia, della pace, della giustizia. Gli animali di Gianni sono l’allegoria, il simbolo di una battaglia che travalica quel preciso periodo storico e che supera lo spazio per collocarsi in tutte le epoche e in tutti i momenti in cui un popolo, in qualche parte del mondo, si batterà per riaffermare la propria dignità e la propria identità. Gianni teneva molto a quest’ultimo racconto, quasi rappresentasse una sorta di testamento, un congedo anticipato dalla vita, dagli uomini, dal mondo, quasi volesse affidarvi un messaggio che non deve essere disperso; “Molte di quelle sperenze sono state deluse” vi scriveva “Ma non c’è da perdersi d’animo. In fondo i tassi ci sono ancora”. Esattamente come in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incrociare il loro cammino con quello di Alasia resteranno e ci saranno sempre i suoi insegnamenti di coerenza, di passione civile, di orgoglio, quelli che nemmeno la morte potrà cancellare. Requiescas in pace, Gianni. Che la terra ti si lieve.

 

Marco Travaglini

Barbara Castellaro

Tra 15 giorni tornano gli autovelox "rivisitati"

AUTOVELOX

Il municipio non ha inviato a domicilio le multe scattate con gli autovelox mobili nel mese di giugno, in attesa di capire il da farsi

 

La  sentenza della Corte Costituzionale sulle multe comminate tramite il “diabolico”  l’autovelox stabilisce che “tutte le apparecchiature devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e taratura”, in caso contrario le sanzioni sono nulle. Un aspetto ancora non previsto dall’articolo 45 del Codice della Strada.Innumerevoli gli automobilisti che intendono  fare ricorso, così il Comune di Torino ha deciso di congelare le sanzioni (altrettanto innumerevoli) appioppate con i telelaser. Il municipio non ha inviato a domicilio le multe scattate con gli autovelox mobili nel mese di giugno, in attesa di capire il da farsi. Dal canto suo la polizia municipale è già al lavoro per ritarare gli autovelox, che dovrebbero essere pronti nell’arco di due settimane. In questi giorni gli 11 telelaser in dotazione ai Civich saranno consegnati alla ditta  specializzata per effettuare le verifiche del caso, così da rimetterli in funzione evitando contenziosi con i cittadini multati.

Chi di firma ferisce: le dimissioni presunte di Chiamparino

chiampa renzi

ruliAUGUSTA TAURINORUM / di Augusta Montaruli

 

Il presidente promette dimissioni perché non si troverà mai nelle condizioni di darle nonostante lo scivolone sulle firme che costò – pari pari se non peggio- la caduta della Giunta Cota

 

Confessioni pericolose e lotte intestine: il pasticcio delle presunte firme false sembra essere diventato il pretesto per un riallineamento delle correnti in seno al PD. Tra l’ammissione sulla modifica last minute del listino per le scorse regionali e il pressing a non mollare lo scranno nei confronti del Governatore a vincere ancora una volta sarà Sergio Chiamparino. Corteggiato ed osannato da suoi, ora veste i panni del’uomo senza ombra e senza peccato che rifugge ai sospetti e alle responsabilità dei burocrati di partito. In effetti dobbiamo ancora vedere  una pronuncia negativa della magistratura cadere sulle teste sinistre più ben abituate alle archiviazioni preelettorali. Tant’è, ultimamente non si sono viste giunte di centro-sinistra cadere sotto il giogo delle sentenze. La patente  della purezza è solo rossa anche quando chi la possiede combina gli stessi se non più gravi fattacci degli altri. Così avviene da sempre ed è per questo che il Governatore ostenta sicurezza. Promette dimissioni perché non si troverà mai nelle condizioni di darle nonostante lo scivolone sulle firme che costò – pari pari se non peggio- la caduta della Giunta Cota . Chiamparino di firma ferisce ma non perisce. 

Scontri con la polizia al corteo No Tav

notav ovunque

notav striscioneLa  prefettura di Torino, tramite un’ordinanza, ha concesso  il transito soltanto sulla strada

 

Il movimento No Tav ha organizzato per oggi una nuova manifestazione contro quello che definisce uno spreco di fondi pubblici, tanto che – affermano i contestatori della Torino – Lione –  «con un solo metro di Tav si potrebbero comprare 3 ambulanze». Il corteo si muove sul percorso che da Exilles va a Chiomonte. Ma la prefettura di Torino, tramite un’ordinanza, ha concesso  il transito soltanto sulla Statale. I manifestanti, non possono quindi passare attraverso i boschi: le autorità temono, infatti, un ennesimo attacco al cantiere di Chiomonte. Il movimento scrive sul proprio sito che “non è accettabile non essere liberi di muoversi per la propria valle”. Una cinquantina di manifestanti ha lasciato la sfilata e ha lanciato sassi contro la polizia che ha risposto con idranti e fumogeni.

 

(Foto: il Torinese)

 

 

 

Ghigo: "Un ciclismo tutto nuovo che valorizzi territori e biodiversità"

Campionato-Italiano ciclismo

GHIGO BICI 2ghigo ciclismotorino 2015 23

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Il progetto futuro è quello di proporre al Giro d’Italia l’affiancamento ai tradizionali sponsor di nuove risorse per vivacizzare ulteriormente il percorso che tocca tante regioni italiane. Per valorizzare ed esaltare i diversi paesaggi, il clima, l’agricoltura e il cibo”

 

Abbiamo intervistato Enzo Ghigo, già presidente della Regione Piemonte, deputato e senatore della Repubblica , attualmente presidente della Lega del Ciclismo Professionistico che in occasione del Campionato italiano di  ciclismo ci ha raccontato il percorso che vede Torino protagonista, anche in veste di Capitale Europea  dello Sport 2015.  Il programma della giornata in cui verranno consegnate le maglie tricolore da parte dell’ Associazione Ciclistica Arona prevede la competizione per tre diverse categorie:

 

– Campionato italiano prova su strada Donne Juniores “Coppa Associazione ciclistica Arona”
– Campionato italiano prova su strada Donne Èlite “Coppa Lella Mentasti”
– Campionato italiano prova su strada Professionisti ” 95* Targa Città di Legnano” con arrivo previsto a Superga alle 16.00 c.a. e in diretta su Rai3 dalle 15.00.

 

Presidente, ci commenta il percorso Milano-Torino che oggi taglierà il traguardo nella suggestiva cornice dove si erge la Basilica di Superga?
“In un giorno 3 corse che arrivano a Superga in volata. È’ un arrivo impattante , attraente e spettacolare, anche per la presenza di campioni come Nibali. In questo weekend tutte le nazioni europee fanno le loro corse nazionali. In Italia è’ stato assegnato il percorso Milano-Torino, un arrivo  proprio nella Capitale  Europea dello Sport 2015 . Il tragitto prevede la partenza esattamente da Legnano per arrivare a snodarsi nel tratto finale sulla  strada collinare di Sassi, Pino Torinese , giungendo in fine davanti la Basilica di Superga. Speriamo che i piemontesi e i torinesi seguano con entusiasmo l’evento.”

 

Qual è il Suo programma per la presidenza della lega professionisti?
“Trovare un nuovo approccio al mondo del ciclismo professionistico su strada che è la punta di diamante tra le varie competizioni e che muove gli introiti maggiori. Il nostro Paese è la culla del ciclismo su strada da più di cento anni, ma non sempre si trovano sponsor disposti a finanziare le corse nelle nostre regioni. Dobbiamo riposizionare il ciclismo anche in funzione del fatto che ci sono sempre più praticanti, per moda , per necessità, per turismo o per sport: quindi va catturata l’attenzione di questi utenti anche nei confronti del ciclismo professionistico. Inoltre vanno  valorizzati gli aspetti che mettono in luce il contenuto dello sport. Bisogna rimodulare la “misticità” del ciclismo attraverso gli attuali strumenti di comunicazione , adoperando una tecnologia all’avanguardia ,come le telecamere sulle biciclette e divulgando gli eventi tra media e social per appassionare diversi target, i giovani in particolare , che utilizzano la bici in circostanze differenti. Il ciclismo professionistico è’ uno sport globale.

 

Un ciclismo innovativo…
“Il progetto futuro è quello di proporre al Giro d’Italia  che ad oggi è’ l’unico strumento di comunicazione itinerante, l’affiancamento ai tradizionali sponsor  nuove risorse per vivacizzare ulteriormente il percorso che tocca tante regioni italiane. Il tutto valorizzando ed esaltando i diversi paesaggi, il clima, l’agricoltura e il cibo. Così come avviene per Expo, si deve puntare sul tema delle biodiversità, per  creare nuovi segmenti di mercato legati alla valorizzazione delle specificità territoriali dei luoghi.  Cibo , ambiente e natura  dunque , per garantire anche un aspetto  turistico del ciclismo, oltre a quello di uno sport tra i più “puliti” in assoluto”.

 

Clelia Ventimiglia

Il farò cade verso Porta Nuova, sarà un anno fortunato

farò tur to

Torino e il Piemonte ne hanno bisogno, soprattutto sul fronte lavoro e occupazione. Vogliamo crederci anche noi

 

Il tradizionale farò che precede la festa di San Giovanni è stato incendiato ed è caduto per il verso giusto: in direzione Porta Nuova che, come vuole la tradizione, significa presagio di un anno fortunato. Torino e il Piemonte ne hanno bisogno, soprattutto sul fronte lavoro e occupazione. Vogliamo crederci anche noi.

Rassa nostrana: "Drit e sincer, cosa ch’a sun, a smijo"

papa vittorio 333

Basta dire “sabaudo” e tutti  pensano alla sobrietà, al rigore tipicamente piemontesi

 

“Rassa nostrana”, le parole di papa Francesco tratte dalla poesia del piemontese Nino Costa, hanno colpito nei sentimenti i torinesi. La testa dura, la prudenza, la voglia di fare della nostra gente, di cui anche il santo padre fa parte, sono caratteristiche riconosciute da tutti. Basta dire “sabaudo” e tutti  pensano alla sobrietà, al rigore e alla tenacia tipicamente piemontesi. Ma leggiamo il testo della poesia alla quale il papa ha fatto riferimento.

 

Rassa nostrana di Nino Costa

 

Aj Piemunteis ch’a travajo fora d’Italia

Drit e sincer, cosa ch’a sun, a smijo:
teste quadre, puls ferm e fìdic san
a parlo poc ma a san cosa ch’a diso
bele ch’a marcio adasi, a van luntan.

Sarajé, müradur e sternighin,
minör e campagnin, sarun e fré:
s’a-j pias gargarisé quaic buta ed vin,
j’é gnün ch’a-j bagna el nas per travajé.

Gent ch’a mercanda nen temp e südur:
– rassa nostrana libera e testarda –
tüt el mund a cunoss ch’i ch’a sun lur
e, quand ch’a passo … tüt el mund a-j guarda:

Biund canavesan cun j’öj colur del cel
robüst e fier parej d’ij so castej.
Muntagnard valdostan daj nerv d’assel,
mascc ed val Süsa dür cume ed martej.

Face dle Langhe, rubie d’alegrìa,
ferlingot desciulà d’ij pian versleis,
e bieleis trafigun pien d’energìa
che per cunossje a-i va set ani e un meis.

Gent ed Cuni: passienta e un poc dasianta
ch’a l’ha le scarpe grosse e el servel fin,
e gent munfrina che, parland, a canta,
ch’a mussa, a fris, a böj … cume ij so vin.

Tüt el Piemunt ch’a va serchesse el pan,
tüt el Piemunt cun sua parlada fiera
che ant le bataje del travaj üman
a ten auta la frunt … e la bandiera.

O biunde ed gran, pianüre dl’Argentina
“fazende” del Brasil perse an campagna
i sente mai passé n’”aria” munfrina
o el riturnel ed na cansun ed muntagna?

Mine dla Fransa, mine dl’Almagna
che el füm a sercia an gir parej ed na frangia,
vujaute i pöle dì s’as lo guadagna,
nost ovrié, cul toc ed pan ch’a mangia.

Quaic volta a turno e ij sold vansà ed bun giüst
a-j rendo un ciabotin o un toc ed tera
e anlura a anlevo le sue fiëte ed süst
e ij fiolastrun ch’a l’han vinciü la guera.

Ma el pi dle volte na stagiun perdüa
o na frev o un malör del so mesté
a j’incioda ant na tumba patanüa
spersa ant un camp-sant foresté.

 

Ecco, invece,  alcuni commenti dei nostri lettori alle parole del papa, postati sulla pagina Fb del Torinese.

 

Daniela Pregliasco Io sono torinese e piemontese, vivo in Toscana ed ho sposato 41 anni fa un toscano, ma vi assicuro che ora che ho una nipotina di 2 anni le parlo per quello xhe so in piemontese cosi’ come ho fatto con mio figlio! Le radici non si devono mai scordare!

Francine Sohier Parlate in piemontese io che sono olandese so usare questa bella lingua

Rosa Margherita Sperone ‘D. Rassa nustrana suma sempe menu
Beatrice Rambaldi E si estinguera’
Maura Tomasino A le’ bel avei el Papa piemunteis

Lucia Cremaschi Le nostre origini non vanno scordate

Francesca Fasano Ha fatto commuovere tutti,ed e’ riuscito a tirar fuori l orgoglio piemontese grazie papa Francesco