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Cosa succede in città - page 227

Torino museo a cielo aperto

in Cosa succede in città/ECONOMIA E SOCIETA'

Ugo Foscolo una volta scrisse:” L’arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentarle con novità”. L’associazione di writers “Il cerchio e le gocce” ha deciso di organizzare visite guidate per la città facendo conoscere i numerosi murales

 

muralesC’è chi li ha sempre visti come veri e propri “atti vandalici” e chi invece ha sempre sostenuto che fossero la massima espressione di comunicazione che l’arte potesse avere. Ed oggi i cosiddetti murales tornano a far parlare di loro per le vie di Torino grazie all’iniziativa dell’associazione di writers “Il cerchio e le gocce”, che ha deciso di organizzare visite guidate per la città facendo conoscere i numerosi graffiti artistici.

 

Per chi si fosse chiesto chi abbia realizzato la donnola gigantesca che dal muro di un palazzo vigila su Lungo Dora e che cosa rappresenti il ragazzo nudo su una delle pareti di Palazzo Nuovo, può avere le risposte partecipando allo Street art tour.Sotto la Mole la proposta è stata accolta con successo ed entusiasmo, tanto che le tre guide che si alternano nelle visite stanno faticando a stare dietro alle miriadi di richieste che arrivano su Facebook o attraverso il sito dell’associazione.

 

Quest’ultima, fondata una decina di anni fa da Riccardo Lanfranco e Fijodor Benzo, nasce con l’obiettivo di far riconoscere la street art come una forma d’arte effettiva e di soddisfare la curiosità di chi si trova ad incrociare con lo sguardo, passeggiando per la città, uno dei tanti murales che ne popolano le vie e che in molti casi portano la firma di artisti noti.

 

Le visite sono ad offerta libera a seconda del gradimento e finora “Il cerchio e le gocce” ha organizzato tutta l’iniziativa confidando solo nelle proprie forze, ma non nasconde il desiderio e la speranza che in un futuro anche le istituzioni possano interessarsi a questo progetto creando, magari, pacchetti turistici ad hoc ed attivando una convenzione con il bike sharing per arrivare a quei muri che non si riescono a raggiungere a piedi.

 

Il tour viene organizzato di volta in volta in zone diverse della città e ogni visita finisce con un aperitivo al Samo, uno spazio post-industriale situato in Corso Tortona dove sono presenti varie pareti di graffiti da ammirare. Non mancano però le numerose polemiche da parte di coloro che, non distinguendo la street art dai comuni graffiti per così dire vandalici, criticano il progetto affermando che iniziative come questa siano soltanto una pubblica autorizzazione al “deturpamento” della città.

 

Ugo Foscolo una volta scrisse:” L’arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentarle con novità”; diamo almeno una possibilità a questi artisti di strada che in un certo senso hanno fatto di Torino una “galleria a cielo aperto”.

 

(Foto: il Torinese)

Simona Pili Stella

14 luglio a Palazzo Lascaris, rotolano le teste della IX legislatura

in Cosa succede in città

con reg lascarisLe condanne sono 4,  i rinvii a giudizio  24 con processo il 21 ottobre. In tutto 14 i patteggiamenti

 

Ad essere espugnato non è stato il presidio della Bastiglia, ma Palazzo Lascaris. Che non disponeva neppure di artiglieria a difendere gli spalti.  L’inchiesta su spese pazze ha fatto le prime vittime. Tutto come previsto, comunque. I consiglieri – per la maggior parte del centrodestra – non si facevano illusioni.

 

Le condanne sono 4,  i rinvii a giudizio  24 con processo il 21 ottobre. In tutto 14 i patteggiamenti tra i 12 e i 18 mesi. Nella data simbolica del 14 luglio si è chiusa l’udienza preliminare dell’indagine partita due anni fa sui rimborsi dei consiglieri regionali piemontesi dell’era Cota.

 

La pena più severa, per 3 anni, è toccata all’ex consigliere comunale di Torino coinvolto nell’indagine, Gabriele Moretti, dei Moderati. Condannato a 1 anno e 8 mesi con la condizionale, l’ex presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattaneo. A ottobre sarà giudicato anche l’ex governatore Roberto Cota.

 

(Foto: il Torinese)

In due violentano e derubano prostituta

in BREVI DI CRONACA/Cosa succede in città

Uno degli aggressori, al termine del rapporto l’aveva pagata ma poi aveva fatto entrare in casa l’amico

 

vilenza dddonne

Era stata violentata il 4 maggio scorso e la Squadra Mobile di Torino ha scovato gli autori delle violenze: sono due marocchini di 25 e 40 anni. Sono stati  arrestati per violenza sessuale e rapina.

 

La donna, una prostituta,  aveva raccontato dell’aggressione avvenuta nel suo appartamento. Aveva detto alla polizia di essere stata minacciata con un coltello, picchiata e violentata. Le avevano anche rubato cellulari, un televisore e denaro contante. 

 

Uno dei due, al termine del rapporto l’aveva pagata ma poi aveva fatto entrare in casa l’amico. In base alla versione della ragazza, i due  l’hanno stuprata e  poi ferita con una forchetta al volto prima di scappare con la refurtiva. Una perquisizione successiva nelle loro abitazioni ha portato alla scoperta di attrezzature elettroniche e cellulari probabile frutto di altre rapine.

 

Storia di un ladro di libri

in Cosa succede in città

libriCome quei fanatici dell’arte che commissionano furti di opere celebri per poter ammirare, in esclusiva nel proprio salotto, un Rembrandt o un Picasso, aveva prelevato i volumi dalla biblioteca di turno per il piacere di leggerli e di possederli

 

Le cronache di questi tempi di crisi narrano spesso – con toni clementi, a dire il vero – di furti commessi da padri di famiglia o pensionati indigenti che rubano scatolette di tonno o spicchi di Parmigiano nel supermarket sotto casa. Per fame, solo per fame.

 

Colpisce quindi la notizia del “ladro di cultura” di Lauriano che ha prelevato nel corso degli anni  migliaia di volumi dalle biblioteche della provincia torinese, senza mai restituirli. Il superlettore, un uomo di 44 anni, è stato denunciato per furto. Durante l’ispezione in casa sua i carabinieri ne hanno trovati più di 3.000, di libri: alcuni li aveva presi in prestito senza riconsegnarli alla civica biblioteca di turno; altri li aveva semplicemete rubati dagli scaffali. 

 

Ad acorgersene una studentessa universitaria che stava preparando la propria tesi di laurea. Non li aveva sottratti al patrimonio pubblico per ricavarne guadagni rivendendoli. No. Come quei fanatici dell’arte che commissionano furti di opere celebri per poter ammirare, in esclusiva nel proprio salotto, un Rembrandt o un Picasso, li aveva sottratti alla biblioteca di turno per il puro piacere di leggerli e di possederli.
   

Roba da “Buongiorno” di Gramellini. Da condannare la condotta truffaldina; da ammirare – se i libri li avesse acquistati – l’interesse culturale davvero non comune.

 

CB

Furchì a rischio ictus, i legali:”Dategli i domiciliari”

in Cosa succede in città

 I medici, nonostante le cure, non riescono ad abbassare i livelli della pressione che restano sempre molto elevati

 

furchiRischia un ictus, secondo i medici che lo hanno visitato, Francesco Furchì, (nellea foto) l’uomo accusato di essere l’omicida di Alberto Musy.

 

Dal carcere è stato trasferito nel repartino medico delle Molinette, ma i suoi difensori chiedono che gli siano dati gli arresti domiciliari.

 

Furchì, che ha sempre sostenuto la propria innocenza ha fatto in questi mesi lo sciopero della fame. I medici, nonostante le cure, non riescono ad abbassare i livelli della pressione che restano sempre molto elevati.

 

La richiesta dei suoi avvocati è stata avanzata nel corso dell’ultima udienza del processo per la morte del consigliere comunale, a seguito dell’attentato del marzo 2011 per mano del famoso uomo con il volto coperto dal casco Acerbis Nano.

 

Ieri Furchì, nonostante fosse visibilmente provato, ha seguito l’udienza in tribunale.

Da Calsazio al Colosseo senza privati si muore

in Cosa succede in città/LIFESTYLE

Uncem  fornirà agli acquirenti un masterplan che indica possibili forme di recupero che non stridano con le tipicità dei luoghi

 

calsazio2Un centinaio di potenziali acquirenti ha già chiesto informazioni via web per il borgo canavesano di Calsazio, messo  in vendita da qualche giorno su Ebay (prezzo base 245 mila euro). Non solo dall’Italia ma anche da Australia e Stati Uniti. Quattordici, per un totale di cinquanta vani , gli edifici che compongono il villaggio. La borgata fa parte della rete dei Borghi alpini creata dall’Uncem, alla quale aderiscono 30 Comuni piemontesi.

 

I costi per mantenere strutture architettoniche tradizionali sono proibitivi. Certo non si tratta del Colosseo, ma pure in questo caso senza l’intervento di privati che sponsorizzino i restauri o acquistino i muri, tutto andrebbe in rovina.calszazio

 

Uncem  fornirà agli acquirenti un masterplan che indica possibili forme di recupero che non stridano con le tipicità dei luoghi. Oltre alla borgata alle pendici del Gran Paradiso, sbarca sul web anche Lunella, villaggio a 1.300 della Valle di Viu’,  sulle Alpi Graie.

 

DOMANDA E RISPOSTA 

Qual è il ritratto di Uncem?

 

Un vero e proprio “sindacato” delle montagne che intende garantire lo sviluppo delle Terre Alte. È questa la mission dell’Uncem Piemonte – Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti montani – e delle 22 Comunità montane. Dal 2008 sono “Agenzie di sviluppo del territorio” che promuovono e valorizzano le filiere legate alle energie rinnovabili e alla green economy, il turismo e l’agricoltura di montagna e gestiscono i servizi associati tra i Comuni che le compongono. L’Uncem è da ben mezzo secolo, dicevamo, il “sindacato del territorio montano”. La delegazione piemontese -riunisce 22 Comunità montane e 553 Comuni montani: la metà del Piemonte, per un milione di abitanti.

 

L’Uncem regionale rappresenta gli enti del territorio presso gli organi competenti per l’esame dei provvedimenti di interesse montano; promuove il coordinamento delle attività delle Comunità montane e degli enti al fine di potenziarne le capacità di intervento collegandosi alle linee di programmazione europea, nazionale e regionale; promuove inoltre studi e ricerche per una migliore conoscenza della realtà montana. La rivista PieMonti (bimestrale) presenta le iniziative, le sfide e i progetti dell’Uncem Piemonte. Ogni due mesi, interviste, inchieste, appuntamenti, presentazioni di incontri e attività, raccontano il lavoro delle Comunità montane per lo sviluppo delle Terre Alte. L’Uncem Piemonte è presente su tutti i principali social network: su Facebook sono più di mille i fans della pagina Uncem Piemonte.

 

Attivi su Facebook anche i gruppi A scuola di montagna! e Amici della montagna. Il sito internet della delegazione piemontese è collegato con Twitter, su cui sono presenti le notizie alla pagina UncemPiemonte, e con YouTube, il più grande portale video della rete.  Le foto più belle dell’Uncem di convegni, progetti, conferenze stampa, seminari da oggi sono anche sulla galleria fotografica Flickr. Netlog e Bebo sono gli ultimi due social network su cui è nata la pagina dell’Uncem piemontese.

 

 

 

 

 

 

Il programma di Chiamparino: “al lavoro per il lavoro”

in Cosa succede in città/prima pagina

“Ci prepariamo a governare con l’umiltà di chi intende ascoltare e con la determinazione di chi vuole decidere”

 

chiamp consiglioIl governatore piemontese Sergio Chiamparino ha illustrato al Consiglio regionale il proprio programma per i prossimi 5 anni di  amministrazione: “Il lavoro è la speranza, il futuro, la base della cittadinanza, e pertanto sarà il punto di riferimento e verifica del nostro operato”. Questa la priorità secondo il presidente regionale. Ecco, per punti, una sintesi del suo intervento:

 

Lavoro. Sarà l’alfa e l’omega di questa legislatura. Nella regione che ha guidato la rivoluzione manifatturiera italiana deve compiersi una nuova rivoluzione. Per sostenerla, punteremo a creare un ambiente amico del lavoro e dell’impresa, stabilire con le imprese e le parti sociali un rapporto di ascolto reciproco e di decisioni condivise, perché il lavoro non si crea solo con le leggi e le delibere.

Legalità. Torino e il Piemonte sono stati fino ad oggi un sistema sano, senza episodi di corruzione, e questo è orgoglio di tutti. Ma bisogna rafforzare le difese costruendo una cultura della legalità capace di espellere il germe della criminalità organizzata, e la Regione deve diventare un punto di riferimento per affrontare la sfida della legalità per tutti.

La macchina regionale. Per far ripartire il Piemonte occorre per prima cosa rendere più efficiente e più giusta la macchina regionale, che va riorganizzata. Vogliamo ridurre i costi della politica, allineando le indennità dei consiglieri a quelle del sindaco di un capoluogo. Una maggiore trasparenza si ottiene anche semplificando le procedure e riducendo la burocrazia, utilizzando i fondi europei per digitalizzare e rendere accessibili in rete i dati sugli appalti e le gare, promuovendo l’autocertificazione, lanciando le zone a burocrazia zero.

Sanità. I principali obiettivi sono garantire alle persone uno stato di salute sempre migliore, diminuire le liste di attesa, attirare investimenti, promuovere una sanità pubblica sostenibile sul piano finanziario ed evitare di appesantire il carico fiscale, e se possibile riducendo i ticket. La programmazione va costruita con i sindaci e tutti i protagonisti del sistema sanitario. L’integrazione tra pubblico e privato è possibile, a condizione che indirizzi e controlli pubblici siano puntuali e efficaci e che i privati concorrano al loro raggiungimento. Per realizzare queste linee, occorre riorganizzare la rete ospedaliera integrando la rete territoriale con gli ospedali, rilanciando la prevenzione e i modelli positivi negli stili di vita. La medicina di base deve essere la prima tappa della presa in carico (e non dello ‘scarico’) del paziente, attraverso un lavoro integrato e organizzato che non si limiti alla produzione di ricette. Le Città della Salute di Torino, nell’area del Lingotto, e di Novara e il decollo dei nuovi ospedali di Biella e di Alba-Bra sono al centro di questo progetto. Mancano i fondi nel Patto nazionale per la salute, ma non ci scoraggiamo perché troppi ospedali hanno più di 70 anni ed è necessario un graduale rifacimento con risorse pubbliche e private.

Trasporti e infrastrutture. I nostri obiettivi principali sono la programmazione integrata del trasporto gomma/rotaia attraverso lo sviluppo del progetto di Metropolitana regionale; la liberalizzazione (che non significa privatizzazione) attraverso gare per lotti funzionali, la revisione del contratto di servizio con Trenitalia. Queste linee di azione non sono in alternativa alle grandi opere già avviate, come la Torino-Lione, che dobbiamo accompagnare scegliendo tra progetti di crescita duratura per la Valsusa, ed il Terzo valico.

Innovazione. Fare innovazione significa prima di tutto attirare nuove risorse umane. La sfida è quella di garantire migliori opportunità di studio e formazione per i giovani, ripristinando il livello di borse di studio precedente gli ultimi tagli, assegnandole a tutti coloro che ne hanno diritto. Vogliamo aumentare la percentuale di laureati e far diminuire la dispersione scolastica, incrementando il lavoro giovanile.

Fondi europei. Come è noto, i fondi europei 2014/2020 rappresentano una delle poche possibilità di finanziamento per far ripartire la crescita in Piemonte nei prossimi anni. Presenteremo in luglio il piano dettagliato dei progetti, che si concentrerà su alcuni filoni precisi, come i poli e le piattaforme tecnologiche, l’informatizzazione della pubblica amministrazione, il sostegno al credito.

Terrritorio e crescita. Natura, territorio e paesaggio vanno preservati attraverso il lavoro intelligente dell’uomo. Occorre ridurre il consumo di suolo e accompagnare la promozione con un costante impegno di riambientazione paesaggistica, come dovrà avvenire zone di Langhe-Roero e Monferrato Patrimonio dell’umanità. Vogliamo investire sulle risorse locali, offrendo nuove opportunità anche occupazionali a chi vive in montagna, puntare sul turismo naturalistico.

Agricoltura. E’ un asse portante dell’economia piemontese e che ha bisogno di sostegno e di innovazione. Partendo dalla politica agricola nazionale e comunitaria, che ha garantito in misura accettabile le tradizionali produzioni piemontesi, si deve con un uso opportuno del Piano di sviluppo rurale accentuare specificità come la filiera corta e garantita, l’inserimento dei prodotti locali di qualità nelle grandi reti distributive, la collaborazione con l’Università e l’Istituto Zooprofilattico per il costante sviluppo delle garanzie di sicurezza alimentare.

Turismo e cultura. Se la terra e il paesaggio sono alla base del nostro turismo, la cultura ne è il polo trainante che deve produrre la coscienza civile della comunità, da finanziare con i fondi pubblici, e organizzare manifestazioni che creino lavoro e producano risorse stando sul mercato. Il turismo è un settore in crescita che richiede progetti mirati ed una governance efficace.

Coesione sociale e diritti. Senza coesione sociale non c’è crescita né cittadinanza. Lavoro e sostegno al reddito sono i cardini dei diritti fondamentali di tutti i piemontesi, così come la casa e la scuola, da declinare intorno alla centralità della famiglia come cellula-base di una comunità che è cambiata sul piano demografico, sociale, culturale e di politiche sociali che devono avere nella civil partnership il proprio punto di riferimento. In questa direzione vogliamo agire anche con un sostegno particolare alle politiche per l’infanzia, per offrire a tutte le famiglie la possibilità di poter inserire negli asili nido e nelle scuole materne i propri figli, liberando così anche nuove potenzialità di lavoro delle donne. Le politiche per la casa devono passare attraverso il riordino delle ATC e un piano di housing che risponda a bisogni ormai molto differenziati – edilizia sociale, convenzionata, universitaria – che attinga i suoi finanziamenti nel pubblico, nel privato e nel privato sociale.

 

Ci prepariamo a governare con l’umiltà di chi  intende ascoltare e con la determinazione di chi vuole decidere.

 

(Foto: Consiglio regionale del Piemonte)

 

Arrestato mentre installa clonatore di carte di credito

in Cosa succede in città

L’uomo è  un romeno di 36 anni che abita a  Novara

 

banche matLa volante della Polizia l’ha beccato sul fatto: stava cercando di installare nell’apparecchio bancomat di un istituto di credito in piazza Adriano l’apparecchiatura per la clonazione delle carte di credito.

 

A bordo della sua auto gli agenti  hanno rinvenuto anche altri attrezzi adatti allo scopo  attrezzatura.

 

L’uomo è  un romeno di 36 anni che abita a  Novara. E’ stato immediatamente arrestato e denunciato per danneggiamento.

 

(Foto: il Torinese)

Le Fiamme Gialle sequestrano gadgets falsi One Direction

in Cosa succede in città

Erano stati commercializzati allo Stadio Olimpico, prima  del concerto di ieri sera

 

one3La Guardia di Finanza ha sequestrato 1500 gadgets falsi degli One Directions.

 

Erano stai messi in vendita davanti allo Stadio Olimpico, prima  del concerto di ieri sera della  boy band inglese. 

 

54 le persone denunciate che avevano contraffatto  il marchio del gruppo musicale.

 

(Foto: il Torinese)

L’ultimo saluto dei torinesi a Faletti

in Cosa succede in città

L’attore e scrittore,  prima di morire ha espresso tra le ultime volontà quella di non esporre  fiori  durante il rito funebre

 

Faletti1Molti torinesi hanno testimoniato il loro affetto a Giorgio Faletti, questa mattina,  presso la camera ardente alle Molinette.  L’artista è stato vestito con una maglia nera, la sua “divisa” negli ultimi anni di attività.molinette

 

Faletti2L’attore e scrittore,  prima di morire ha espresso tra le ultime volontà quella di non esporre  fiori  durante il rito funebre. Ha invece chiesto di fare donazioni all’associazione per la ricerca sul cancro. 

 

Oggi pomeriggio  la salma verrà trasferita ad Asti, la sua città che gli dedicherà la biblioteca. Domani si svolgeranno i funerali.

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