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Cosa succede in città - page 201

MiTo fa il pienone con 115 mila spettatori

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regio orchestraSuccesso per la kermesse musicale in tandem – termine di tendenza in tempi di Bike pride – tra  Milano e Torino

 

In 15 giorni di concerti tra Milano e Torino 179 appuntamenti e 2.700 artisti di una trentina di Paesi. Più di 115.000 gli spettatori di MITO SettembreMusica, la kermesse musicale in tandem – termine di tendenza in tempi di Bike pride – tra  Milano e Torino. Domenica sera al Teatro  Regio il concerto della cantante israeliana Noa e l’Orchestra Nazionale della Rai hanno calato il sipario su una edizione di successo.  A Milano, chiusura con un concerto di Brahms e l’Orchestra Sinfonica della Radio polacca.

Corriamo sui tacchi 12 contro la violenza sulle donne

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tacchiNicola e Marco hanno partecipato alla celebre corsa sui tacchi tenutasi ieri a Torino in Piazza Vittorio

 

Anche questo lunedì i nostri due amici di “NoiCiMettiamoLaFaccia” tornano a far parlare di loro ma stavolta, diciamo, in modo un po’ diverso. Nicola e Marco hanno partecipato alla celebre corsa sui tacchi tenutasi ieri a Torino in Piazza Vittorio, per dire, anzi urlare, no alla violenza sulle donne.

 

La seconda edizione della “Fashion Marathon” ha visto come protagonisti donne, uomini e anche bambini, tutti impegnati in una simbolica corsa su vertiginosi tacchi 12 che, devolverà il proprio ricavato a tutte le associazioni che si occupano di difendere e di accogliere le donne che subiscono o che hanno subito violenza.

 

Tra i partecipanti erano presenti appunto anche Marco e Nicola che, con il loro canale YouTube, hanno voluto “metterci la faccia” per porre l’attenzione, nel loro modo ironico che ormai abbiamo imparato a conoscere, su un problema molto serio come quello del femminicidio e della violenza di genere.

 

Ci permettiamo di fare i complimenti sia all’ originale iniziativa della “Fashion Marathon” sia agli amici di “NoiCiMettiamoLaFaccia” che, in un giorno in cui purtroppo proprio a Torino un uomo ha ridotto in fin di vita la convivente, hanno voluto dimostrare che non esiste sesso, età o nazionalità, per schierarsi a favore delle donne e di quello che dovrebbe essere il loro “semplice” diritto alla vita.

 

Simona Pili Stella

Muore la donna accoltellata dal marito

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POLIZIA CROCETTAL’uomo avrebbe anche cercato, invano, di accoltellare il figlio

 

E’ stata accoltellata all’addome da suo marito, un albanese di 47 anni. La moglie, romena, 46 anni, è stata ferita durante una lite in casa nella zona di San Donato. L’aggressore è scappato ma si è costituito successivamente al commissariato di polizia. La vittima dell’aggressione è stata portata in ambulanza all’ospedale Maria Vittoria.  Le sue condizioni erano apparse gravi da subito e la donna è morta in serata per la perforazione di un polmone. L’uomo – che ha avuto un raptus perchè la moglie lo voleva lasciare – avrebbe anche cercato, invano, di accoltellare il figlio di ventottenne.

Accoltella moglie all’addome e si costituisce

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polizia 1L’uomo avrebbe anche cercato, invano, di accoltellare il figlio di vent’anni

 

E’ stata accoltellata all’addome da suo marito, un albanese di 47 anni. La moglie, romena, 46 anni, è stata ferita durante una lite in casa nella zona di San Donato. L’aggressore è scappato ma si è costituito successivamente al commissariato di polizia. La vittima dell’aggressione è stata portata in ambulanza all’ospedale Maria Vittoria.  Non dovrebbe essere in pericolo di vita, anche se le sue condizioni sono serie.  L’uomo avrebbe anche cercato, invano, di accoltellare il figlio di vent’anni.

Bimbo nato morto all’ospedale di Rivoli: cosa è accaduto?

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RivoliLa mamma sostiene che i medici, quando è presentata in ospedale venerdì notte, abbiano aspettato troppo e dice di avere chiesto più volte il parto cesareo

 

Non si erano verificati problemi durante la gravidanza e il  bambino appena nato pesava 3 chili, ma il suo cuore non batteva più. Per questo la madre di 30 anni, si è recata dai carabinieri per presentare una denuncia sulla morte del proprio piccolo, partorito all’ospedale di Rivoli. La procura ha di conseguenza aperto un’inchiesta e ha fatto sequestrare la cartella clinica e alcune attrezzature della sala parto.

 

La donna sostiene che i medici, quando è presentata in ospedale venerdì notte, abbiano aspettato troppo e dice di avere chiesto più volte il parto cesareo. Fino ad ora non ci sono spiegazioni per la morte del bambino. Casi come questi accadono molto raramente e i medici sostengono che non ci fossero segni premonitori. Saranno gli accertamenti della procura a stabilire quanto è purtroppo avvenuto.

Thyssen il giorno dopo: rabbia e delusione per le famiglie delle vittime

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thyssen2“Il giudice – sostengono le toghe romane – deve essere immune dalla tentazione di farsi protagonista di scelte politico-criminali che non gli competono”

 

Rabbia e sgomento in città e tra i parenti delle vittime, che vogliono addirittura restituire le onorificenze civili assegnate loro in memoria dei parenti morti nel rogo del 2007, il giorno dopo la sentenza della Cassazione. Le condanne inflitte agli imputati nel nuovo processo d’appello Thyssenkrupp verranno ridefinite ma non aumenteranno.  In appello ai 6 imputati per l’incendio che nel 2007 uccise sette operai erano state assegnate condanne tra i dieci e i sette anni. Poi lo  scorso 25 aprile la Cassazione ha ordinato un processo di secondo grado per ridefinire le pene. “Il giudice – sostengono le toghe romane – deve essere immune dalla tentazione di farsi protagonista di scelte politico-criminali che non gli competono”.

 

 La ragione secondo la quale l’ad del gruppo industriale Harald Espenhahn non deve, rispetto a quanto chiesto dalla procura di Torino, essere condannato per omicidio volontario con dolo, ma per omicidio colposo è che, scrivono i giudici nelle motivazioni: ” la holding aveva avviato (dopo un incendio avvenuto nel 2006 in uno stabilimento tedesco, ndr)  una decisa campagna di lotta senza quartiere al fuoco. Espenhahn era un importante dirigente, al quale era stato affidato un ruolo di grande rilievo: nulla induce a ritenere che egli abbia scientemente disatteso tale forte indicazione di politica aziendale”.

 

(Foto: il Torinese)

Nicola e Marco, quando la provocazione è intelligente

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gilibremer“Abbiamo semplicemente unito le nostre passioni e se si può dire la nostra professionalità per qualcosa che incuriosisca e soprattutto faccia divertire la gente. Li abbiamo definiti “esperimenti sociali” semplicemente perché subito dopo il primo video abbiamo cominciato a vedere i diversi modi di reagire delle persone

 

L’ultima volta che abbiamo parlato di loro, erano intenti a ridere in faccia alle persone dopo aver chiesto loro indicazioni stradali “fuffa” e questa settimana li ritroviamo nuovamente in rete con un altro dei loro divertenti video in cui si dimostrano dei veri professionisti nel fare il verso ai malcapitati passanti. Stiamo ovviamente parlando di Nicola Bremer e Marco Gili e del loro progetto “NoiCiMettiamoLaFaccia” che questa settimana ci hanno rilasciato una divertente intervista per spiegarci chi sono e da dove nasce il loro progetto.

 

– Che cosa fate nella vita oltre a questo nuovo progetto?

N: Mi chiamo Nicola Bremer, ho 25 anni e sono cresciuto in Umbria con papà tedesco e mamma svizzera e sono venuto a Torino per fare il Dams dato che il mio sogno è sempre stato quello di fare il regista. In seguito, tramite un susseguirsi di eventi ho cominciato a lavorare presso il Teatro Stabile di Torino come attore, stando in tournée 2 anni e lavorando con piccole parti in televisone e al cinema. Essendo però la regia la mia vera passione ho ripreso a lavorare in quell’ambito sia in Italia che in altri paesi come ad esempio la Svizzera. Ho girato parecchio lavorando anche con registi di un certo spessore e poi dopo essere tornato in Italia, un paio di mesi fa rivedendo Marco abbiamo deciso di far nascere “NoiCiMettiamoLaFaccia”.

M: Io sono Marco Gili, ho 26 anni e sono italo-polacco avendo la mamma polacca. Adoro la Polonia e oltre il polacco e l’italiano parlo altre quattro lingue e avendo anche studiato lingue e turismo mi sono appassionato di viaggi alla scoperta di posti sempre nuovi. Lavoro da poco come programmatore informatico e oltre all’ hobby del viaggiare ho sempre avuto anche la curiosità e un forte interesse per i cosiddetti pranked. Una sera dopo aver rivisto Nicola, preciso che noi ci conosciamo da 4/5 anni ma per motivi lavorativi e di studio nell’ultimo periodo c’eravamo persi un po’ di vista, abbiamo pensato di mettere insieme le nostre passioni e il nostro lato caratteriale espansivo ed esuberante, per mettere in piedi qualcosa di originale e concreto.

 

– Come nasce l’idea di girare dei video per la città e da dove deriva il nome “NoiCiMettiamoLaFaccia”?

M: In realtà la cosa è nata un po’ così casualmente. Stando insieme magari durante le uscite con gli amici o alle feste, abbiamo notato che ad entrambi piaceva per così dire fare un po’ di casino (ovviamente in senso buono) ed essere al centro dell’attenzione e così un paio di mesi fa, abbiamo deciso di far nascere questo progetto su YouTube seguendo, diciamo per colpa mia, lo stile dei Pranked americani. Nicola mi ha appoggiato pienamente e dopo aver visto che i mezzi li avevamo, e che a livello italiano la concorrenza era a nostro avviso se si può dire poco competitiva, ci siamo armati di telecamera, nome e marchio e, sfruttando le mie “doti” di programmatore informatico abbiamo creato questo canale su YuoTube.

N: Dietro al nome invece c’è una storia un po’ più particolare. Io sono molto appassionato di tennis e fino a 18 anni ho giocato praticamente da Pro e entrambi siamo grandissimi fans di Fognini, un tennista ligure tra i più bravi che ci siano. E lui è un personaggio un po’ particolare perché spesso e volentieri durante le competizioni lui sbrocca e fa morir dal ridere. Ebbene durante una partita Fognini inizia per così dire a dare un po’ di matto e ad un certo punto si rivolge verso suo padre che era lì a cercare di calmarlo “ Papà tu non capisci, non ci sei mai! Io voglio che come me tu ci metta la faccia!”. Ad entrambi questa frase ha colpito molto e così abbiamo deciso di utilizzarla come nome per il nostro progetto, anche perché diciamo che “il metterci la faccia” racchiuda un po’ tutto il significato del Pranked, dello scherzo.

 

– Voi li avete più volte definiti “esperimenti sociali”, qual è lo scopo ultimo di questo vostro progetto?

N/M: In realtà non abbiamo proprio un fine ultimo, nel senso che come ti dicevamo prima questo progetto nasce più che altro per cercare di far qualcosa di nuovo ed originale e anche per dare in qualche modo una scossa alla nostra vita. Noi abbiamo semplicemente unito le nostre passioni e se si può dire la nostra professionalità per qualcosa che incuriosisca e soprattutto faccia divertire la gente. Li abbiamo definiti “esperimenti sociali” non per darci un tono o per “farci i fighi”, ma semplicemente perché subito dopo il primo video abbiamo cominciato a vedere i diversi modi di reagire delle persone e abbiamo iniziato a domandarci perché oggi come oggi alcune persone non abbiano nemmeno più tempo o peggio ancora voglia, di confrontarsi con una cosa innocua come uno scherzo. Non abbiamo nessuno che ci pubblicizzi (beh ovviamente escluso Il Torinese che ringraziamo davvero di cuore e che ormai è diventato ovviamente il nostro quotidiano on-line preferito!) e non vogliamo utilizzare il mezzo dei video “pesanti” che, sembrano andare molto di moda soprattutto tra i più giovani, per farci conoscere. Il nostro progetto nasce per ridere e far sorridere le persone. Vogliamo arrivare alle persone, vogliamo arrivare soprattutto ai giovani ma in maniera pulita e un po’ diversa dal solito. E poi naturalmente vogliamo diventare degli “youtubers” famosi e guadagnare un sacco di sodi con “NoiCiMettiamoLaFaccia”!!!!

 

– Vi ringrazio per averci citato e per la sincerità dell’ultima affermazione…Avete ricevuto mai qualche critica?

N/M: Assolutamente sì e anzi noi ci auguriamo di continuarne a riceverne a centinaia; le critiche (ovviamente non intendiamo gli insulti) per noi non possono essere altro che costruttive. Noi vogliamo arrivare alla gente e nel momento in cui veniamo criticati o commentati, vuol dire che comunque abbiamo lasciato qualcosa a chi ci ha visto. Comunque ci terremmo a dire che oltre alle critiche ultimamente ci sono arrivate anche parecchie richieste di collaborazioni da parte di ragazzi/e che vedendoci, ci hanno chiesto di poter entrare a far parte del nostro progetto. Ed anche se per il momento, essendo una cosa nuova anche per noi, preferiamo rimanere da soli, ci tenevamo a dire che questa cosa ci lusinga e ci inorgoglisce parecchio.

 

– “Il Torinese” come ben saprete è un quotidiano che si occupa quasi principalmente della città di Torino e voi avete iniziato il vostro progetto qui. Pensate che la città di Torino possa offrire spazio ed opportunità ai giovani?

N/M: Se ti dobbiamo rispondere con sincerità la risposta è no! Noi abbiamo cominciato il nostro progetto a Torino proprio perché volevamo vedere le reazioni di una città che a nostro parere tra i vari problemi economici e se si può dire politici, sta diventando sempre più fredda e con sempre meno voglia di sorridere. Entrambi abbiamo girato e viaggiato molto sia per lavoro che per studio e ti possiamo dire che facendo il confronto con le altre città in cui siamo stati, ci siamo resi sempre più conto di quanto Torino non sfrutti quasi per nulla il grande potenziale che ha. Anzi per quanto ci riguarda, abbiamo notato che più si va avanti con il tempo più sembra che questa città si ingrigisca e si incupisca, lasciando sempre meno spazio al mondo giovanile. Ovviamente questa è una nostra opinione e ci teniamo anche a precisare che noi comunque continueremo a portare avanti il nostro progetto qui a Torino perché siamo fiduciosi che le cose possano cambiare e che Torino torni per così dire a risplendere. Noi continueremo sicuramente a metterci la faccia e vorremmo che la città di Torino continuasse ad unirsi a noi con sorrisi ed allegria.

 

http://www.youtube.com/user/NCMLF

 

Simona Pili Stella

Crosetto, il “gigante buono” è andato in orbita

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L’ex-sottosegretario alla Difesa ha pensato di mettere a frutto i contatti maturati in ambito civile e militare per dedicarsi a tempo pieno alla professione di lobbista

 

crosetto

Non ha destato stupore l’abbandono della politica da parte di Guido Crosetto, fino a pochi giorni fa coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia e oggi presidente della federazione delle aziende aerospaziali (Aiad), su indicazione di Finmeccanica. L’ex-sottosegretario alla Difesa ha pensato di mettere a frutto i contatti maturati in ambito civile e militare per dedicarsi a tempo pieno alla professione di lobbista.

 

Decisione non inattesa, visto l’esito non certo felice delle ultime tornate politiche per il “gigante di Marene”. Trombato alle politiche 2013, perché FdI non ha fatto il quorum al Senato, a maggio ha dovuto incassare nello stesso giorno la doppia sconfitta alle regionali e al Parlamento europeo. Troppo anche per un incassatore come lui che di avventure ne ha avute tante, partendo dalla sinistra di base Dc, per scivolare nei popolari di Martinazzoli, per ritrovarsi – con un doppio salto carpiato – nelle fila della prima Forza Italia, per confluire nel Popolo della Libertà e infine tra i fondatori di Fratelli d’Italia, una creatura che Crosetto – neanche due anni dopo – già stentava a riconoscere per la deriva aennina che ha preso.

 

Ai giornali il neo lobbista aerospaziale ha detto che da tempo aveva la coda alla sua porta per le offerte di lavoro che riceveva, e non c’è da stupirsi visto il curriculum accademico a suo tempo vantato (e poi smentito) e la preziosa esperienza managerial/imprenditoriale. Ha anche detto che “in politica potrei tornare”: agli antichi sodali di Fi, che l’hanno conosciuto e non sempre apprezzato come coordinatore regionale, è sembrata più una minaccia che una promessa.

 

Ghinotto

 

Inchiesta Murazzi, Chiamparino archiviato

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chiamparino camiciaSono state quattordici  le richieste di rinvio a giudizio, una per Cesare Vaciago, già city manager a Palazzo Civico

 

Pietra tombale sulla posizione del governatore Sergio Chiamparino, indagato per abuso d’ufficio nell’inchiesta della procura sugli affitti dei locali dei Murazzi. L’archiviazione definitiva porta la sigla del gip Giorgio Potito, su  richiesta del pm Andrea Padalino. Sono state quattordici  le richieste di rinvio a giudizio, una per Cesare Vaciago, già city manager a Palazzo Civico.

Prof. nasconde droga in valigia: arrestato a Caselle

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finanzaNascondeva due buste contenenti 40 grammi di foglie di coca e 50  di anfetamine

 

Cercava di mantenere un’aria indifferente al suo passaggio alla dogana dell’aeroporto di Caselle.  Ma il suo atteggiamento non lo ha salvato e i finanzieri hanno scoperto che nascondeva nella valigia due buste contenenti 40 grammi di foglie di coca e 50  di anfetamine. L’uomo, di 44 anni,  insegnante, è stato arrestato. Era di rientro da una vacanza di un mese in Sudamerica con scalo intermedio ad Amsterdam. La tentazione deve essere stata troppo forte. Il turista ha raccontato alle fiamme gialle di aver acquistato la sostanza stupefacente in un mercatino peruviano, per farne uso con gli amici.

 

(Foto: il Torinese)

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