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Cosa succede in città

Una notte alla Palazzina di Caccia di Stupinigi

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Mercoledì 24 luglio 
Gioiello di Filippo Juvarra, residenza dei Savoia e patrimonio dell’UNESCO,
la Palazzina di Caccia di Stupinigi apre agli ospiti di Club Silencio le sue
maestose porte per un evento unico targato Palchi Reali.

Club Silencio è l’associazione culturale il cui obiettivo è valorizzare e promuovere il
patrimonio storico-culturale dei musei e degli edifici storici d’Italia attraverso
l’organizzazione di iniziative serali.

Mercoledì 24 luglio Scopri l’interno della sontuosa Palazzina dalla biblioteca fino al
Salone centrale, saranno inoltre presenti le guide della struttura per fornirti preziose
informazioni e curiosità.
L’aperitivo con cocktail bar verrà servito nel Cortile d’Onore della Palazzina e sarà
accompagnato dalle musiche di Ramon Moro e Altriparty & Hypsidia nell’ambito
di Palchi Reali.

“Claude Monet – The immersive experience”
Durante la serata potrai visitare la mostra “Claude Monet – The immersive
experience”, un viaggio multimediale a 360° gradi nell’arte dell’Impressionismo.

LA COMODITÀ DEL TAVOLO
A disposizione tavoli e area lounge con area food e bar dedicati. Il servizio, che dà
priorità di accesso, è attivo dalle 19:30 alle 21:30 ed è riservabile.

INFO UTILI
Mercoledì 24 luglio 2019, dalle ore 19:30 alle ore 00:00
Piazza Principe Amedeo, 7, 10042 Stupinigi, Nichelino TO

EVENTO
Come accreditarsi all’evento → https://clubsilencio.it
Dalle 19:30 alle 20:45 → Aperitivo + 1° drink: €20
Dalle 21:30 → 1° drink: €12
Visita libera + Claude Monet – The immersive experience

PREMIUM PASS
Cosa comprende e come acquistarlo → https://clubsilencio.it
– ingresso garantito
– ingresso prioritario
– un flute di spumante by Winelivery (codice promo €5: BONTON facendo un ordine
su winelivery.com su un acquisto di €15 o superiore)

Speranze per la lotta contro i tumori?

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Lotta ai tumori, in Piemonte ci si prepara alle terapie innovative CAR-T nel sistema Sanitario Piemontese. Forse ci sono speranze per trovare un rimedio al male del secolo?. I tumori, devastanti per il soggetto ammalato di tumore, lo sono altrettanto per chi ne è indirettamente coinvolto, familiari e persone che non si danno pace per questa sventura che si abbatte sui propri cari.

Per dirla con la indimenticabile Oriana Fallaci, morta per questo male, il tumore  è un nemico con cui si combatte per fasi alterne, quando pensi di averlo vinto, ricompare più forte di prima, fino alla fine.

La bella notizia è che finalmente c’è qualcosa di nuovo con cui contrattaccarlo. Vale a dire, attraverso la bioingegnerizzazionedelle cellule dei pazienti,  si restituisce al sistema immunitario la sua naturale capacità di riconoscere ed eliminare le cellule tumorali.

Di tutto questo si è parlato a Torino dove si è svolta la settima tappa della Road Map CAR-T, un tavolo di confronto organizzato da Motore Sanità per favorire l’introduzione di questa terapia nel SSR piemontese. Sulle CAR-T in Italia, sul lavoro che dovranno svolgere, in tandem istituzioni e ospedali, per introdurre queste terapie in Piemonte è intervenuto Mario Boccadoro, Direttore SC Ematologia Universitaria, AOU Città della Scienza e della Salute Torino.

La terapia con Chimeric Antigen Receptor T-Cells (CAR-T) si sta imponendo come l’ultima frontiera dell’immunoterapia e in particolare delle terapie cellulari. Uno degli approcci più sofisticati all’immunoterapia è la terapia con cellule T, che esprimono la molecola cosiddetta CAR (Chimeric AntigenReceptor).

Mentre la lettera T rappresenta le cellule, o linfociti, T. Queste cellule sono le più potenti cellule killer a disposizione del sistema immunitario.

 

“Ogni anno in Italia – dichiara Franca Fagioli, Direttore SC Oncoematologia Pediatrica e Centro Trapianti, Presidio Ospedaliero Infantile Regina Margherita – vengono diagnosticati approssimativamente 500 casi di leucemia linfoblastica acuta nella popolazione pediatrica e degli adolescenti. L’immunoterapia basata sull’impiego delle CAR-T cells rappresenta una strategia terapeutica complessa la cui corretta gestione richiede la presenza di requisiti strutturali ed organizzativi adeguati, la presenza di un sistema di gestione della qualità del processo, un elevato grado di interazione fra le singole figure coinvolte e soprattutto un’adeguata expertise del team.

 

L’utilizzo delle Car-T richiederà un nuovo approccio anche dal punto di vista della governance sanitaria, come sottolineato da Franco Ripa, Responsabile Programmazione dei Servizi Sanitari e Socio-Sanitari, Regione Piemonte.

Un ruolo fondamentale per la somministrazione delle terapie a base di cellule Car-T potrebbe essere svolto dalla Città della Scienza e della Salute di Torino, che già in sé racchiude competenze e apparecchiature per affrontare tutti gli aspetti legati all’utilizzo di questo farmaco.

I Linfomi diffusi a grandi cellule rappresentano il linfoma più comune – spiega Umberto Vitolo, Direttore SC Ematologia Ospedaliera. che dire, una nuova speranza si profila per questo subdolo killer!

Tommaso Lo Russo

 

Viaggi ed esplorazioni del duca degli Abruzzi

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Al Museo del Risorgimento di Torino, gli scatti di Vittorio Sella documentano le imprese del leggendario principe esploratore. Fino al 20 ottobre

Era il 31 luglio del 1954, quando il K2 (o Karakorum 2, nella regione himalaiana) diventò per tutti “la montagna degli italiani”. In quel giorno e in quell’anno, gli 8.609,02 metri della seconda vetta più alta al mondo, dopo l’Everest, furono infatti raggiunti per la prima volta da Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, nell’ambito della spedizione italiana guidata da Ardito Desio. Prima di allora, a partire dal 1902, furono ben cinque (alcuni conclusisi tragicamente) i tentativi di scalata della “Grande Montagna”. Sicuramente il più importante, pur se non decisivo (la quota raggiunta fu di “soli” 6.600 metri) fu quello compiuto nel 1909 dalla spedizione, ancora una volta italiana, guidata da Luigi Amedeo di Savoia, alpinista ammiraglio ed esploratore noto col titolo di “duca degli Abruzzi” che accompagnato, fra gli altri, dall’amico Vittorio Sella, nipote di Quintino e considerato il più grande fotografo di montagna di tutti i tempi, aprì la via di salita lungo lo sperone est della montagna, ancor oggi nota come “Sperone degli Abruzzi”.

Terzogenito di Amedeo di Aosta e nipote di Vittorio Emanuele II, a centodieci anni da quella mitica impresa, Luigi Amedeo di Savoia (Madrid, 1873 – Johar in Somalia, 1933) è oggi ricordato, attraverso un’attenta selezione dei viaggi e delle esplorazioni compiute fra gli ultimi anni dell’Ottocento e i primi del Novecento, dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, con una mostra fotografica ospitata nel Corridoio dell’Aula del Parlamento Italiano, fino al prossimo 20 ottobre. Realizzata in collaborazione con la Fondazione Sella Onlus di Biella, che detiene l’opera omnia di Vittorio Sella e parte del materiale fotografico di Luigi Amedeo, insieme al Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” CAI-Torino, con il sostegno della Fondazione CRT, la rassegna (titolata: “Viaggi ed esplorazioni del duca degli Abruzzi: un racconto per immagini 1897 – 1909”) è un suggestivo reportage delle grandiose spedizioni che in poco più di dieci anni resero celebre il “duca degli Abruzzi” in tutto il mondo: nel 1897, la prima ascensione tutta italiana del Monte Sant’Elia in Alaska, 5.489 metri fino ad allora inviolati; nel 1899-1900, esattamente centoventi anni fa, la spedizione al Polo Nord a bordo della leggendaria baleniera “Stella Polare” – immagine icona per eccellenza della mostra, ripiegata e incastrata per una falla fra i ghiacci dell’Artide – che raggiunse la latitudine Nord più avanzata dell’epoca, 86° 34’, superando il primato precedente raggiunto dal norvegese Nansen; nel 1906, l’esplorazione del massiccio africano del Ruwenzori, le famose Montagne della Luna, fra Congo e Uganda, con 17 vette scalate, tre delle quali prendono i nomi di Margherita, Umberto e Alessandra; e nel 1909, come si diceva, l’impresa del K2, con il fallito (per duemila metri) tentativo di ascesa ma con il nuovo record mondiale di altitudine e l’apertura dello sperone di salita che ancora oggi porta il suo nome.

“L’intento della mostra – dicono gli organizzatori – è quello di riviverne il racconto e la straordinarietà in un’epoca in cui tali spedizioni necessitavano di una meticolosa programmazione e preparazione e i cui rischi rimanevano altissimi”. Il fascino dei luoghi è restituito con ampia generosità dalle stupende fotografie di Vittorio Sella (44 stampe digitali che riproducono gli scatti del celebre alpinista-fototografo e 19 originali che fanno parte della collezione del Museo) e rivivono nelle parole di chi partecipò alle spedizioni, in primis in quelle di Filippo De Filippi, grande medico e naturalista e redattore delle relazioni ufficiali delle imprese in Alaska, sul Karakorum e sul Ruwenzori, mentre l’avventura al Polo Nord è documentata dallo stesso duca, insieme al suo “secondo” Umberto Cagni, ne “La Stella Polare nel Mare Artico”, resoconto letterario e diario di viaggio di incredibile determinazione narrativa, caratteristica dei grandi esploratori e navigatori di inizio Novecento. Capaci di riassumere, nel racconto di un’impresa, il significato di un’anima e di una vita intera. Che per Luigi Amedeo si concluderà nella Somalia italiana, lontano per scelta personale dai fasti della vita politica e militare, impegnato in un progetto di colonizzazione agricola lungo la valle del fiume Uebi Scebli, di cui nel 1928, nel corso della sua ultima esplorazione, scoprirà le sorgenti. La morte lo raggiungerà a soli sessant’anni, nel 1933, nel villaggio che da lui prese il nome “Duca degli Abruzzi” (oggi Johar), dove venne sepolto. In mostra, accanto alle fotografie di Vittorio Sella, troviamo anche il video originale della spedizione in Karakorum, sonorizzato dal musicista Andrea Costa, due oli su tela datati 1897 raffiguranti “L’incrociatore Cristoforo Colombo” e “Il veliero Bona” realizzati dall’ufficiale di marina e pittore di corte Eduardo De Martino, nonché oggetti appartenuti al duca (la sua inseparabile Kodak) e un rigoroso dettagliato modello, firmato Luigi Malice, scala 1:40, della gloriosa “Stella Polare”.

Gianni Milani

Nelle foto

– “Luigi Amedeo di Savoia, duca degli Abruzzi, fotografato durante la spedizione in Alaska”, Vittorio Sella, 1897 (Courtesy Fondazione Sella)
– “K2 al levare del sole dall’angolo di congiunzione del ghiacciaio Baltoro con il ghiacciaio Godwin Austen”, Vittorio Sella, 1909 (Courtesy Fondazione Sella)
– “La Stella  Polare dopo la seconda pressione nella baia di Teplitz”, 1899, (Courtesy Fondazione Sella)
– “Catena dell’Himalaya”, Vittorio Sella, 1909 (Museo Nazionale del Risorgimento Italiano)

La sfida per gli ingegneri del domani

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Arriva al Politecnico di Torino la finale europea della competizione d’ingegneria per studenti più grande d’Europa

 

OPENING CEREMONY

25 luglio 2019 – h 10-19

MAUTO – Museo dell’Automobile di Torino

Intervento ospite speciale: Enrico Risi – h 15:00

 

Dal 25 al 31 luglio 120 studenti d’ingegneria, provenienti da tutta Europa, si sfideranno al Politecnico di Torino in sei giorni di competizione: questo e altro ancora sarà EBEC Final Turin 2019.

EBEC, European BEST Engineering Competition, è una competizione annuale organizzata dall’associazione BEST – Board of European Students of Technology. Ogni anno l’evento coinvolge circa 6500 studenti che si sfidano in 84 round locali in tutta Europa, i cui vincitori accedono ai 13 round Nazionali e Regionali; solo i migliori 120 studenti prendono parte alla finale europea: EBEC Final.

 

L’evento inizierà il 25 luglio con l’Official Opening al Museo dell’Automobile: in mattinata vi saranno i discorsi di presentazione, tra cui del Vice Rettore per la Didattica del Politecnico di Torino Sebastiano Foti, nel pomeriggio seguirà una Knowledge Fair, dedicata ad associazioni del Politecnico e startup innovative; il tutto sarà intervallato dalle esibizioni del Conservatorio di Torino, del CUS Torino e dall’intervento di uno special guest: Enrico Risi, responsabile marketing per Google e Chronicle, che racconterà la sua esperienza.

 

 

Le donne del jazz a Torino e “Alta Fedeltà” a Venaus

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Rock Jazz e dintorni

Gli appuntamenti musicali della settimana

 

 

 

Martedì. Si conclude la rassegna “La Vie En Rose” al Conservatorio, dove Ada Montellanico e Maria Pia DeVito  rendono omaggio a Billie Holiday e Joni Mitchell. Al Maggiore di Verbania  per “Stresa Festival”, è di scena Teresa Salgero, già voce dei Madredeus. Al Gru Village  suona il chitarrista Aco Bocina. All’Arona Music Festival” si esibisce il quartetto di Gigi Cifarelli.

Mercoledì. Ad Arona suona il trio Erskine-Gomez-Moroni (foto). Alla Cava  La Beola  di Monte  è di scena Marco Mengoni.

Giovedì. Per “Monfortinjazz” si esibiscono i Calexico insieme agli Iron &Wine. Al Blah Blah sono di scena i Blou Daville mentre il trio di Gigi Cavicchioli  suona al Cafè Neruda. Comincia a Venaus “Alta felicità” con Casino Royale, Lo Stato Sociale (foto), L’Orchestra di Piazza Vittorio, Eugenio Finardi, Luca Morino, 99Posse, Architorti, Lou Dalfin, Statuto, Africa Unite, Piotta, Ensi, Fratelli di Soledad,Bianco, Bandakadabra. Al Gru Village si esibisce Anastasio. Al Jazz Club suona il trio del pianista Marcello Picchioni. Ad Arona è di scena la vocalist Paola Folli con l’Iguazù Acoustic Trio.

Venerdì. All’Off Topic si esibisce Alessio Bondi. Ad Arona suona il Trio Bobo con il chitarrista Alessio Menconi e Faso e Meyer delle Storie Tese. Per “Alta Fedeltà” a Venaus, sono di scena Pfm, Le Capre a Sonagli”,Monica P., Ernia, The Andrè, L’Orage.

Sabato. Termina l’”Arona Music Festival” che ospita Paolo Fresu in trio con Jaques Morelenbaum e Daniele di Bonaventura. Chiude anche il Gru Village con Achille Lauro accompagnato da Victor Kwality. Per “Alta Felicità” Pino Scotto e Folkabbestia, Giancane, Alborosie, Giorgio Canali & Rossofuoco.

Domenica. Per “Monfortinjazz” si esibisce il cantautore Xavier Rudd mentre all’anfiteatro dell’Anima  di Cervere, canta la paladina della musica celtica Loreena McKennit.

 

Pier Luigi Fuggetta

 

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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“Paolo Thaon di Revel il Grande Ammiraglio” – Gribaudo e Agnelli – La tratta degli immigrati – Grazie, Parigi – Lettere
“Paolo Thaon di Revel il Grande Ammiraglio”
Venerdì scorso sono stato a Savona nella storica Associazione “A Campanassa”, cuore pulsante e colto della tradizione ligure del Ponente, a presentare il libro del giornalista e storico Pierpaolo Cervone “Paolo Thaon di Revel il Grande Ammiraglio” edito da Mursia . Si tratta di un libro molto documentato ,scritto da uno dei maggiori storici della Grande Guerra sul comandante della nostra Marina durante il primo conflitto mondiale . Le azioni sul mare Adriatico pensate e realizzate da Thaon di Revel sono state decisive per la vittoria come lo fu sul fronte di terra  Armando Diaz che ,non casualmente ,è sepolto a Roma in Santa Maria degli Angeli insieme al Grande Ammiraglio, devotissimo servitore di  Casa Savoia fino a giungere,lui già senatore del Regno ed ex ministro della Marina,a candidarsi ,ormai in tarda età, nelle elezioni per la Costituente  il 2 giugno 1946, capeggiando lo schieramento apertamente monarchico del Blocco della Libertà in Piemonte .

Non a caso era Collare dell’Annunziata e fu coerente con sé stesso, al contrario del Conte Carlo Sforza che tornò in Italia con pugnaci idee repubblicane,malgrado fosse stato insignito della massima onorificenza sabauda che  lo rendeva cugino del Re. Ho avuto modo in questa occasione di rinfrescarmi la memoria sulle maggiori figure di una delle  famiglie più importanti della storia piemontese dove spiccano ,tra gli altri ,Giuseppe Alessandro fondatore dell’Arma dei Carabinieri Reali ; Ottavio ministro di Carlo Alberto, il grande Ammiraglio  Paolo e il sindaco di Torino e ministro Paolo Ignazio ingiustamente dimenticato .E ‘ stata ed è una famiglia italiana  di patrioti al servizio di nobili ideali che attende ancora lo storico capace di renderle adeguata giustizia .

Gribaudo e Agnelli

Per i suoi 90 anni, Ezio Gribaudo festeggia alla grande con una seconda mostra e un’intervista su “ Torino Sette” dalla quale ho appreso l’amicizia fraterna con Gianni Agnelli di cui non sapevo e i rapporti con il civettuolo intellettuale liberal – comunista Franco Antonicelli che Gribaudo esalta,ignorando invece Vittorio Sgarbi che, forse , a suo parere, non lo ha mai considerato abbastanza . Dall’intervista  Gribaudo appare come  uno dei più grandi artisti contemporanei a livello internazionale, peccato che ad accorgersi del compleanno non siano stati in molti fuori dalla cinta daziaria di Torino. Diceva di lui Adalberto Chiesa, il geniale inventore di Torino Enclicopedia, che Gribaudo  <<sa molto bene a montare la panna >> ,intendendo che è il miglior promotore di sé stesso con un’  abilità davvero eccezionale . Ho appreso delle cose che neppure la sua brillante biografa Marina Rota ,nel suo divertente e fortunato “Sillabario”, aveva scritto.
La tratta degli immigrati

Leggo sui giornali del capo di gabinetto del Prefetto di Torino inquisito per una vicenda legata all’immigrazione . Ma la notizia vera non è questa, ma quella che si legge nel corso dell’articolo e che nel titolo non compare  affatto : un traffico di immigrati in Liguria che rivela come si possano trattare per fini di basso ed illecito guadagno  degli esseri umani sfruttando il business dell’immigrazione . Non casualmente il Vescovo di Ventimiglia mons. Suetta qualche  tempo fa aveva  coraggiosamente lanciato l’allarme sui trafficanti di uomini che possono usare la solidarietà per altri scopi . Lo scandalo non è costituito dalla dirigente della prefettura di Torino, allora in servizio ad Imperia, ma dal contorno che emerge:per usare una parola proibita e che io stesso giudico volgare,ma in questo caso purtroppo veritiera, la “pacchia” dell’immigrazione incontrollata che genera profitti e ingiustizie aberranti.
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Grazie, Parigi
L’ex assessore al turismo della Regione Piemonte Antonella Parigi deve andare ben fiera dei risultati raggiunti. Se si guardano i dati forniti da Unioncamere e visit Piemonte ,emerge che all’estero il Piemonte e’ sconosciuto ed e ‘quasi  assente sui social. Per il turismo piemontese  vale il vecchio passa-parola . Lo scrive “La Stampa “che aggiunge che chi  decide di passare qualche giorno in Piemonte spende poco rispetto alla media nazionale e non ritorna una seconda volta. Un altro dato importante che smentisce una vulgata che continua a circolare , e ‘ la vocazione turistica del Piemonte e’ del tutto marginale : il turismo vale solo il 3 per cento del Pil, evidenzia il “Corriere della Sera “ Torino. Non occorrono particolari commenti . Bastano i dati a dimostrare dove siamo finiti . E ,in primis , la colpa è della Regione e anche del Comune di Torino .

Lettere                    scrivere a quaglieni@gmail.com 

Camilleri tra cinquant’anni
Sono rimasto colpito dalle infinite paginate su Andrea Camilleri. Neppure Pirandello ebbe tanto e morì fascista durante il regime mussoliniano.  Tristano Cotroneo 
Camilleri e’ stato uno scrittore molto prolifico e di grande successo.Il contrario esatto di Giovanni Verga che ebbe pochi lettori e pochissimo seguito. Il contrario anche di Giuseppe Tomasi di Lampedusa che vide il suo libro stroncato da Vittorini e pubblicato postumo da Feltrinelli.Camilleri è stato anche molto lontano da Sciascia che ebbe il coraggio di denunciare i “ professionisti dell’antifamia “ attirandosi le scomuniche anche di Camilleri coerentemente comunista dall’inizio alla fine ,direi quasi faziosamente comunista ,se non si trattasse di scrivere di un morto recente.  Non credo che il suo impasto linguistico abbia un valore universale, come ha scritto Scurati . Conosco tante persone che hanno trovato difficoltà nel leggerlo.  C’è chi lo ha paragonato a Gadda, ma il gran Lombardo appartiene ad un’altra classe di scrittura. Anch’io trovo esagerata l’enfasi di quasi tutti i giornali,l’editoriale di Cazzullo mi è sembrato del tutto fuori posto e grondante retorica .Forse non sarebbe piaciuto neppure a Camilleri.  A dare successo allo scrittore siciliano sono stati la televisione e l’attore Zingaretti. Prima di Montalbano Camilleri fece molta fatica ad affermarsi.  Il fatto poi di sostenere che il giallo sia diventato con lui un genere letterario appare un’affermazione un po’ azzardata.  Nello squallore della letteratura d’oggi Camilleri appare giganteggiare ,ma bisognerà attendere il giudizio del tempo,l’unico vero arbitro imparziale . Oggi non si parla neppure più di Moravia e di tanti altri.  Cosa sarà di Camilleri tra cinquant’anni ? Questo è il vero problema .
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Ingegnere con l’anima
E’ mancato un personaggio minore , Luciano De Crescenzo , che a me piaceva moltissimo, un uomo di cultura e di spettacolo,lieve eppure profondo . Mi da’ un suo giudizio?  Girolamo Verri
Innanzi tutto de Crescenzo, ingegnere all’ IBM , ha dimostrato che Musil sbagliava quando considerava gli ingegneri sen’anima . Di anima De  Crescenzo ne aveva molta ed era un’anima napoletana verace,colta,ironica,misurata . Ha rappresentato una Napoli che non c’è più e che ebbe in Benedetto Croce il suo punto più alto.Non voglio ovviamente paragonare De Crescenzio a Croce,ma la civiltà a cui egli guardava era la stessa di Croce ,di  Francesco Compagna, di Giuseppe Galasso: una Napoli nobilissima .Pur nel suo  apparente disincanto tutto partenopeo , De Crescenzio fu vicino a Marco Pannella nel suo impegno civile,come ha testimoniato  Valter Vecellio ,l’ultimo,autentico  custode della memoria pannelliana .Non so cosa resterà di lui,forse nulla ,ma dobbiamo essergli grati per il suo modo d’essere intellettuale ,tanto diverso da quelli che,ad esempio, firmarono l’infame manifesto contro il commissario Calabresi che armo’ la mano ai suoi assassini .Fu un uomo libero e i suoi libri filosofici trasudano il buon senso che molto spesso e’ assente negli intellettuali organici storditi dall’oppio delle ideologie .
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Ristoranti e affari
Ho letto dei noti ristoranti torinesi alla moda che invece che profitti fanno perdite milionarie . Cosa ne pensa ?       Gabriella Lorenzi
Rivelano come certe mode sismo effimere e superficiali. Questi locali alla moda hanno dei costi insostenibili e dei prezzi esorbitanti,ma non riescono a chiudere i bilanci in attivo o almeno in pareggio. Dietro di loro ci sono grandi nomi della finanza .Io da sempre sono contro i cuochi stellati,io sono fermo a Sandro Doglio ,il grande gastronomo ,che non dava stelle o cappelli,ma descriveva con sincerità i locali senza farsi foraggiare per scrivere. Io preferisco le buone trattorie toscane, sono contrario alle ricette alambiccate che non rivelano genio,ma stranezza e forzature . Una milanese, un piatto di spaghetti ,una fonduta con tartufi, una costata alla Fiorentina ,un buon risotto ed io sono contento. Quando sono invitato in certi locali mi trovo spesso a disagio. Di mia iniziativa non ci vado .Li ho provati,ma non mi fregano più . Credo di non essere il solo.

Stazioni e treni più sicuri con la vigilanza della Polfer

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La Polizia Ferroviaria, quotidianamente impegnata nell’attività di vigilanza e controllo delle stazioni e aree ferroviarie di Piemonte e Valle D’Aosta, fa il bilancio operativo del primo semestre 2019

In sei mesi più di 1000 servizi d’iniziativa per attività di vigilanza appiedata in stazione e automontata lungo le linee ferroviarie hanno portato all’identificazione di 59.242 persone (10.000 in più rispetto al 1° semestre 2018), di cui 18.824 stranieri, complessivamente 14.901 con precedenti di polizia e 2.210 minori. Le persone arrestate sono 32 di cui 2minori, il 25% in più rispetto al 2018, 328 i denunciati a piede libero di cui 12 minori; 25 le persone scomparse rintracciate, di cui 20 minori.

12 i servizi straordinari svolti da gennaio a giugno su input del Servizio di Polizia Ferroviaria da ‘Oro Rosso’ a ‘Stazioni sicure’ e ‘Rail safe day’, rispettivamente finalizzati al controllo dei rottamai per il contrasto dei furti di rame ed alla sicurezza di viaggiatori e bagagli, assicurata con l’ausilio di personale del Reparto Mobile, del Reparto Prevenzione Crimine, di unità cinofile antidroga e antisabotaggio e metaldetector. 

6.368 i treni scortati, tra cui regionali, Alta Velocità e Treno notte proveniente da Roma, ben 800 in più rispetto al primo semestre del 2018, con 25.600persone identificate in corsa treno, grazie all’uso dei palmari di servizio di ultima generazione.

Nell’espletamento dei servizi specifici sono state sequestrate 7 armi da taglio e stupefacente di vario tipo tra cui cannabinoidi, cocaina, oppiacei e sostanze sintetiche il cui peso complessivo è stato superiore ai 4 kg.  

In netto calo i delitti di varia natura denunciati in ambito FS, da 441 del 1° semestre 2018 a 311dell’anno corrente, in un trend favorevole registrato nell’ultimo triennio.

Appena concluso l’anno scolastico che ha impegnato la Polfer nella divulgazione in classe dei principi cardine della sicurezza ferroviaria. Grazie al progetto ministeriale ‘Train to be cool’, operatori Polfer qualificati hanno raggiunto 800 studenti di 11 Istituti di scuola media inferiore e superiore anche a Domodossola, Asti, Alessandria e Verres (Aosta).

Proseguiranno invece per tutta l’estate i servizi a bordo treno e nelle stazioni, potenziati al massimo anche con personale tratto dagli uffici, nei giorni e quadranti sensibili, sia con pattuglie in uniforme che con operatori in abiti civili per i servizi antiborseggio, sotto il vigile coordinamento della Sala Operativa Compartimentale.

Rifiuti porta a porta per altri 115mila torinesi

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Entro la fine del 2019 

Al 30 aprile 2019 sono 513.912 gli abitanti di Torino raggiunti dal servizio di raccolta dei rifiuti “porta a porta” ed entro la fine dell’anno se ne aggiungeranno altri 115.390 (84.361 sono già nella fase di attivazione del servizio, 31.029 lo avranno entro il secondo trimestre del 2019), arrivando così a 629.302 torinesi entro la fine del 2019.

Lo hanno annunciato i rappresentanti di Amiat, duranti i lavori della VI Commissione, presieduta da Federico Mensio.

“Il progetto di estensione della raccolta rifiuti porta a porta va avanti – ha dichiarato Mensio – e da qui alla fine del mandato consiliare tutta la Città sarà coperta dal servizio, raggiungendo le performance previste dalla normativa nazionale. Ringraziamo Amiat per la collaborazione e per aver raccolto suggerimenti e osservazioni da parte di commissari consiliari e cittadini”.

Tra i nuovi quartieri che usufruiranno del porta a porta ci sono Santa Rita e Aurora. C’è anche la zona di corso Traiano, nel quadrilatero tra i corsi Traiano, Unione Sovietica, Croce e via Onorato Vigliani, dove è in corso una sperimentazione che ha previsto l’installazione di 29 ecoisole con apertura gestita da una tessera elettronica (consentendo così di controllare la quantità di rifiuti indifferenziati gettati da ogni singolo utente e, in futuro, di calibrare anche l’importo della tassa rifiuti in base all’effettivo conferimento degli stessi), in grado di servire 8mila abitanti, in una zona densamente popolata, caratterizzata da un’edilizia fortemente verticale.

Polo strategico nazionale, c’è il Csi

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Il data center del CSI è stato ufficialmente dichiarato da AgID candidabile all’utilizzo da parte di un Polo Strategico Nazionale (PSN). La conferma è arrivata direttamente dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che ha concluso la prima fase di analisi delle risposte pervenute al sondaggio lanciato nel 2018 e indirizzato a tutte quelle realtà pubbliche in possesso di un proprio data center.

Ma cosa significa esattamente e cosa cambierà per il CSI? “Si tratta di un primo riconoscimento molto importante – spiega Pietro Pacini, Direttore Generale del CSI – perché abbiamo superato il primo vero esame verso quel titolo che ci darebbe la possibilità di rivestire un ruolo di primo piano a livello nazionale”. L’iniziativa rientra infatti in pieno all’interno del “Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione”, lanciato da AgID per cambiare il volto del Paese e favorire la trasformazione digitale dell’Italia: dalla PA ai cittadini, dalle imprese al mondo della ricerca.

Uno dei punti previsti dal Piano riguarda proprio quello della centralizzazione dei data center pubblici, che punta sull’individuazione di alcune infrastrutture utilizzabili da un Polo Strategico Nazionale che servirà tutte le realtà pubbliche italiane, con una razionalizzazione delle risorse e risparmi sulla spesa pubblica stimati in circa 2 miliardi di euro all’anno.

“Si capisce quindi – continua Pietro Pacini – come questa candidatura rappresenti un passo avanti decisivo nel nostro percorso di crescita aziendale. Siamo entrati a far parte, infatti, di un primo gruppo ristretto di strutture potenzialmente adatte al ruolo. Anche se ora inizierà la fase più impegnativa, perché dovremo dimostrare coi fatti di meritarci questa possibilità. Per il CSI, che ha intrapreso un grande progetto di riorganizzazione e rilancio, si tratterebbe di un traguardo fondamentale, che andrebbe naturalmente ad aggiungersi a quello già ottenuto con la nomina a Cloud Servici Provider dello scorso marzo”.

Inizia adesso una nuova fase del processo di selezione, che porterà in autunno a percorsi di verifica che AgID effettuerà con audit mirati nelle realtà candidate. Fino ad arrivare alle nomine definitive delle infrastrutture che diventeranno il cuore dell’Italia digitale.

“Siamo orgogliosi per la candidatura del CSI quale Polo Strategico Nazionale”, commenta Matteo Marnati, Assessore all’Innovazione della Regione Piemonte. “Si consolida infatti l’impressione positiva maturata fin dai primi contatti della nostra Giunta con l’azienda. Inutile dire che, se confermato, questo risultato rappresenterebbe un grande valore per il Piemonte e per le sue capacità, posizionando una realtà pubblica regionale come il CSI fra i principali attori dell’innovazione a livello nazionale. Senza dimenticare che la realizzazione dei Polo Strategico ci permetterà di ridurre gli sprechi e di capitalizzare gli investimenti, liberando risorse cruciali che potranno essere ottimizzate per migliorare i servizi informatici dedicati ai cittadini e alle imprese, in modo da semplificare il loro lavoro e la loro vita quotidiana”.

Molto positivo anche il commento di Paola Pisano, Assessora all’Innovazione della Città di Torino: “Sono lieta di apprendere la notizia, il team di Pietro Pacini si è da sempre distinto e questa candidatura ne è la prova. Questo momento rappresenta sicuramente un importante passo avanti per il CSI Piemonte e per la Città di Torino. La crescita e l’integrazione della digitalizzazione nella PA è sempre stata rappresentata dalla collaborazione delle nostre due entità, la crescita di una comporta un supporto per tutto l’ecosistema della macchina della digitalizzazione, siamo quindi molto lieti di questa possibilità”.

 

Agenti fuori dagli uffici a presidiare la città

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Per il periodo estivo è stato avviato un servizio aggiuntivo di controllo del territorio ad opera degli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Polizia di Stato

Il servizio coinvolge i poliziotti che attualmente prestano attività lavorativa presso la Centrale Operativa e l’Ufficio Ricezione Denunce; questi scenderanno in strada per intensificare la presenza della Polizia di Stato sul territorio, principalmente nell’area del Parco del Valentino. Il nuovo progetto di controllo del territorio va ad aggiungersi, non a sostituire, i controlli ordinari già esistenti.

Gli agenti presteranno la propria attività lavorativa oltre il normale orario di servizio, di fatto impiegano volontariamente parte del loro tempo libero per il contrasto alla criminalità diffusa, con particolare riguardo al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

I servizi saranno svolti in forma di pattugliamento appiedato e radiocollegato, nelle ore di maggiore affluenza del parco. Il nuovo progetto coinvolgerà gli agenti della Squadra Volante, motociclisti Pegaso inclusi, della Squadra Cinofili e della Squadra a Cavallo, in un quadro sinergico di alto impatto.

 

Massimo Iaretti

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