Cosa succede in città

Crisi climatica: “Due anni di fallimenti politici”

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Riceviamo e pubblichiamo

A due anni dalla dichiarazione di emergenza climatica della Regione Piemonte, venerdì 28 gennaio, diverse associazioni, movimenti e comitati torinesi si sono ritrovati in piazza Castello in una grande manifestazione di piazza colorata e rumorosa. L’obiettivo della giornata è stato quello di ricordare alla Regione Piemonte le proprie responsabilità nella gestione dell’emergenza climatica e delle molte criticità ambientali del territorio piemontese.

Durante la giornata, diversi interventi, flash-mob e momenti musicali si sono alternati sotto il palazzo della Regione Piemonte.
Partendo da considerazioni globali, movimenti come Fridays For Future, Extinction Rebellion e Mediterranea Saving Humans hanno fatto riferimento al rapido aggravarsi della crisi ecoclimatica in corso e agli impatti che essa avrà sulle migrazioni globali, rimarcando l’inadeguatezza della giunta regionale nel fare ciò che è necessario per proteggere i suoi cittadini. Allo stesso modo, movimenti come Animal Save e Greenpeace, hanno messo in luce le responsabilità dell’industria alimentare nell’aumento delle emissioni climalteranti. Una grossa critica alle ingenti somme spese ogni anno in armamenti e al potenziamento dell’industria aerospaziale è inoltre arrivata in modo puntuale dal Centro Studi Sereno Regis.
Riportando poi l’attenzione ad un livello locale, il Comitato Torino Respira ha invece disseminato in tutta la piazza diversi pannelli informativi, ognuno dedicato a una scuola torinese e al livello di particolato registrato nelle vicinanze. Il comitato Frossasco Ambiente, Falchera Lab e Oltre la barriera hanno poi sollevato il problema dello smaltimento dei rifiuti, denunciando in modo specifico i rischi del progetto di inceneritore previsto a Frossasco. In ultimo, il Csoa Askatasuna e il Csoa Gabrio hanno riportato l’attenzione sull’ipotesi della costruzione di un deposito di scorie nucleari a Mazzè, sulla speculazione immobiliare nei quartieri della città e sulla proliferazione di grandi centri commerciali, di cui il caso Comala/Esselunga è solo l’ultimo esempio.
Il pomeriggio è stato inoltre animato dai ritmi incalzanti di provenienza latinoamericana de La Murga e dalla comparsa delle Red Rebels di Extinction Rebellion, figure teatrali che con il loro silenzio e i costumi rosso sangue, rappresentano il legame che unisce ogni forma di vita.
La giornata si è conclusa intorno alle 18 e 30 con una carovana di biciclette, pattini e monopattini tra le vie del centro città, coordinata da Fiab Torino Bike Pride, Future Parade ed Extinction Rebellion, al fine di portare l’attenzione sull’importanza della mobilità attiva e sostenibile e di ridurre l’uso dell’auto privata e la velocità nei centri abitati, puntando su città a 30km/h.

La giornata di oggi rappresenta una data unica per la città di Torino: per la prima volta, diversi movimenti, associazioni e comitati cittadini si sono dati appuntamento in piazza affinché la riduzione delle emissioni climalteranti, la cura per il territorio e il rispetto dei diritti umani e animali, diventino finalmente parte di un’unica grande battaglia.

A due anni dalla dichiarazione di emergenza climatica, centinaia di cittadini si sono riuniti in Piazza Castello sotto un unico slogan: la Regione Piemonte ha fallito.

Extinction Rebellion, Fridays For Future, Comitato Frossasco Ambiente, Il Circolo per la decrescita felice, Torino Respira, Centro Studi Sereno Regis, Comunet-Officine Corsare, Animal Save, La Murga, Csoa Gabrio, Toroller Collective, Fiab Torino Bike Pride, Greenpeace, Askatasuna, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Comitato Acqua Pubblica, Ecologia Politica, Sequs.

L’Instant Theatre del comico, narratore ed esperto di comunicazione

TEATRO SUPERGA

Sabato 29 gennaio, ore 21

ENRICO BERTOLINO

 

Con l’Instant Theatre, Enrico Bertolino va in scena nella triplice veste di comico, narratore ed esperto di comunicazione: narrazione, attualità, umorismo, storia, costume, cronaca, comicità, politica e satira si incontrano sul palcoscenico trasformando il teatro in un luogo di informazione satirica strettamente legata all’attualità.

L’Instant Theatre è la formula teatrale innovativa inventata da Enrico Bertolino e Luca Bottura e sviluppata insieme a Massimo Navone. Questo format ha dato vita negli anni a spettacoli sempre diversi, che si interfacciano con l’attualità: elezioni, referendum, pandemie, adottando sottotitoli nuovi come nel caso del “distant” theatre durante i mesi difficili del lockdown.

Enrico Bertolino racconta i paradossi e le contraddizioni della realtà che ci circonda cucendoli con un filo narrativo che si rinnova ad ogni edizione, adeguandosi ai temi dominanti del momento e spaziando dalla cronaca alla politica, all’osservazione dei nuovi fenomeni sociali, con riferimenti alla storia passata e recente. Un uomo solo in scena per 75 minuti di narrazione umoristica, insieme a due musicisti polistrumentisti che lo accompagnano colorando il racconto di sonorità suggestive e rivisitando in chiave ironicamente attuale motivi famosi.

 

La stagione 2021-2022 del Teatro Superga è promossa dalla Città di Nichelino e Sistema Cultura, con il sostegno di Fondazione CRT e Regione Piemonte, firmata dalla direzione artistica di Alessio Boasi, Fabio Boasi e Claudia Spoto, in collaborazione con Piemonte dal Vivo. Produzione esecutiva Reverse Agency. 

 

Sabato 29 gennaio 2022, ore 21

Enrico Bertolino “Instant Theatre”

Ideato da Enrico Bertolino e Luca Bottura insieme a Massimo Navone. Con la collaborazione di Enrico Bettella e Enrico Nocera. Musici-creatori dal vivo Roberto Dibitonto e Tiziano Cannas Aghedu. Regia di Massimo Navone. Prodotto da ITC2000.

Biglietti da 18 a 30 euro

 

Info

TSN Teatro Superga Nichelino

Via Superga 44, Nichelino

011.6279789 www.teatrosuperga.it

biglietteria@teatrosuperga.it

Tanti appuntamenti ai Musei Reali: visite speciali, un percorso per riscoprire la mitologia nel mondo vegetale

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Tra mostre, appuntamenti settimanali e visite speciali, i Musei Reali non smettono di sorprendere i visitatori con la riscoperta di storie millenarie del mondo vegetale attraverso le opere d’arte. Una settimana ricca di eventi da passare in uno dei luoghi più affascinanti di Torino.

 

Il calendario delle attività per i tesserati dei Giardini Reali

È disponibile sul sito il calendario delle attività speciali dedicate al tema dei Giardini Reali, riservate ai possessori di una delle tessere solidali. Fino a marzo 2022 è possibile prendere parte a percorsi e visite in esclusiva con le curatrici, i curatori e le restauratrici dei Musei Reali. Sono previsti incontri a tema green anche per tutto il pubblico, con tariffe agevolate per i sottoscrittori della tessera. Le tessere sono acquistabili nel bookshop dei Musei Reali o scrivendo all’indirizzo: mr-to.sostienici@beniculturali.it

Sabato 29 gennaio alle ore 10.30 e alle ore 15.30, la visita Flora: storie e mitologie nel mondo vegetale porterà i visitatori a scoprire natura, arte, racconto mitologico e tecnica rappresentativa attraverso le opere delle collezioni pittoriche e archeologiche dei Musei Reali. Info e prenotazioni: mr-to.sostienici@beniculturali.it

Lunedì 31 gennaio alle ore 11 e alle ore 15 si terrà la visita Il Giardino Ducale nell’ambito dei Lunedì Green, che fino a marzo faranno vivere ai tesserati e al resto del pubblico ogni lunedì la magia dei Giardini Reali a porte chiuse. Un ciclo di visite esclusive alla scoperta della storia dei Giardini, delle stratificazioni nei secoli e delle loro specie vegetali. Prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni: mr-to.sostienici@beniculturali.it

 

I Martedì dell’Abbonato

Martedì 1° febbraio alle ore 17 continuano i Martedì dell’Abbonato. Un viaggio nel tempo alla scoperta delle vicende storico-artistiche legate alla costruzione della Cappella della Sacra Sindone, dei tesori della sua Sacrestia e della Cappella Regia. Tra vicende storiche e meravigliose opere s’arte si tratteggia un racconto affascinante legato alla Sindone, ma anche alla famiglia Savoia e al ruolo della spiritualità e della religione nella vita di Corte.

Costo dell’attività € 10. Riservata ai titolari dell’Abbonamento Musei.

Per informazioni e prenotazioni https://piemonte.abbonamentomusei.it/

 

Le attività con CoopCulture

Sabato 29 gennaio alle ore 15.30 e domenica 30 gennaio alle ore 11, le guide e gli storici dell’arte di CoopCulture conducono la visita Benvenuto a Palazzo lungo le sale di rappresentanza del primo piano di Palazzo Reale e dell’Armeria, per scoprire o riscoprire la storia e la magnificenza della prima reggia d’Italia.

Il costo della visita è di € 7, oltre al biglietto di ingresso ridotto ai Musei Reali (€ 13 ordinario, € 2 da 18 a 25 anni, gratuito under 18). Biglietti online su Musei Reali di Torino | CoopCulture – e-mail info.torino@coopculture.it

 

Fino al 31 marzo 2022 è possibile prenotare una visita ai percorsi speciali dei Musei Reali.

Ogni venerdì alle ore 15.30, il pubblico può visitare i magnifici appartamenti della regina Maria Teresa al primo piano di Palazzo Reale, il Gabinetto del Segreto Maneggio e le suggestive Cucine Reali per rivivere gli antichi usi di Corte.
Ogni sabato alle ore 15.30, Collezionisti a Confronto: Riccardo Gualino e il Principe Eugenio di Savoia-Soissons, un ricco percorso alla scoperta di due grandi personaggi accomunati dalla passione per l’arte, per comprendere meglio l’evoluzione del collezionismo tra Settecento e Novecento.

Ogni domenica alle ore 15.30 è possibile approfondire le vicende storico-artistiche legate alla costruzione della Cappella della Sindone e ammirare i tesori conservati nella Sacrestia e nella Cappella Regia.

Costo delle attività: € 20 (€ 13 per Abbonamento Musei).

Biglietti online su Musei Reali di Torino | CoopCulture – e-mail info.torino@coopculture.it

 

Ciprotour. Oltre il confine

Fino al 3 marzo 2022 il pubblico può godere di una mostra diffusa che unisce i Musei Reali e le Biblioteche civiche di Torino. Il progetto mira a promuovere sul territorio la mostra internazionale Cipro. Crocevia delle civiltà, terminata il 9 gennaio. Il progetto prevede una serie di piccole esposizioni in alcune biblioteche torinesi: narrazioni da Cipro e su Cipro nelle sale della Biblioteca Civica Centrale, alla Biblioteca civica Musicale Della Corte si parla di musica cipriota, al Mausoleo della Bela Rosin e alla Biblioteca civica Villa Amoretti si racconta dell’isola sacra ad Afrodite e dei profumi della dea, alla Biblioteca civica Cesare Pavese di commerci e genti, di lingue e culture alla Biblioteca civica Primo Levi. E ancora, alla Biblioteca civica Don Milani, si tengono incontri su Cipro, porto e ponte del Mediterraneo. Il Bibliobus, inoltre, diffonde in città le informazioni sugli eventi in programma.

 

Le mostre in corso ai Musei Reali

Prorogata fino a domenica 13 febbraio 2022In Between è la prima mostra a Torino dedicata allo scultore piemontese Fabio Viale, che ha conquistato notorietà internazionale grazie alle sue statue tatuate e alle straordinarie finzioni in marmo. Cinque opere monumentali allestite in Piazzetta Reale e un percorso curato da Filippo Masino e Roberto Mastroianni all’interno di Palazzo Reale testimoniano i campi di ricerca e presentano opere inedite, svelate al pubblico negli spazi della residenza sabauda. Realizzata in collaborazione con la Galleria Poggiali di Firenze, la mostra è visitabile con il biglietto dei Musei Reali.

 

Nell’ambito dei progetti di collaborazione tra musei italiani e stranieri, i Musei Reali ospitano nelle Sale dei Maestri Caravaggeschi, al primo piano della Galleria Sabauda, l’opera di Orazio Gentileschi Santa Cecilia che suona la spinetta e un angelo, in prestito dalla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia. L’evento espositivo, prorogato fino a domenica 20 febbraio, è una straordinaria opportunità di confronto con l’Annunciazione, capolavoro dello stesso artista, celebre seguace di Caravaggio, custodito dai Musei Reali. Il confronto tra queste due opere permette di accostarsi al metodo di lavoro del pittore, che consiste nel riutilizzo di cartoni o di lucidi per comporre singole figure o intere scene.  Il volto di Santa Cecilia che suona la spinetta e un angelo, dipinto tra il 1615 e 1620 ritorna con attitudine simile in quello della Vergine nell’Annunciazione di Torino, donata dallo stesso Gentileschi al duca Carlo Emanuele I di Savoia nel 1623 e oggi esposta nella Galleria Sabauda. La visita alla mostra è compresa nel biglietto dei Musei Reali.

 

Animali dalla A alla Z. Una mostra dedicata ai bambini è l’esposizione allestita nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda fino al 3 aprile 2022. Il progetto, curato da Rosario Maria Anzalone ed Enrica Pagella, è concepito per bambini e famiglie, dall’altezza delle vetrine alle soluzioni grafiche: tra dipinti, disegni, incisioni, reperti archeologici e oggetti d’arte decorativa, quaranta opere dei Musei Reali sono accomunate dalla raffigurazione di animali, da indovinare in una modalità di fruizione partecipata. La visita alla mostra è compresa nel biglietto dei Musei Reali.

 

La Biblioteca Reale

La Sala Lettura della Biblioteca Reale è aperta dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 15.15 ed è chiusa il sabato. Le consultazioni dovranno essere prenotate con almeno 24 ore di anticipo scrivendo all’indirizzo mr-to.bibliotecareale@beniculturali.it, indicando tutte le informazioni disponibili per la richiesta.

Per conoscere le modalità di accesso e registrazione consultare la pagina Orari e modalità di apertura della Biblioteca Reale – Musei Reali Torino (beniculturali.it)

 

Caffè Reale

Nella suggestiva Corte d’Onore di Palazzo Reale è possibile rigenerarsi con una pausa al Caffè Reale Torino, ospitato in una ambientazione unica ed elegante, impreziosita da suppellettili in porcellana e argento provenienti dalle collezioni sabaude. Informazioni e prenotazioni al numero 335 8140537 o via e-mail all’indirizzo segreteria@ilcatering.net.

 

Museum Shop

Per rimanere aggiornati sulle pubblicazioni dei Musei Reali e per dedicarvi un pensiero, il Museum Shop è aperto.

È disponibile anche online Musei Reali (shopculture.it).

 

L’accesso ai Musei Reali e alle mostre è consentito unicamente esibendo il Super Green Pass (Green Pass rafforzato ad esito di vaccinazione o guarigione da Covid-19) e indossando la mascherina chirurgica, secondo le norme di sicurezza previste dal Decreto-legge del 24 dicembre 2021, n. 221.

Estrazioni Siciliane: una mostra fotografica di Giuseppe Calascibetta a Torino

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La mostra fotografica Estrazioni Siciliane di Giuseppe Giancarlo Calascibetta avrà luogo presso la Street View Art Gallery di Torino dal 5 al 28 febbraio 2022 ed è curata dal critico d’arte Togaci Gaudiano con la collaborazione del Prof. Rosario Riggio.

Iniziativa realizzata in collaborazione con il Circolo Arci Antonio Banfo di Torino, e riconosciuta dalla Fiaf (Federazione Italiana Associazioni fotografiche).
L’autore siciliano Giuseppe Calascibetta, che negli ultimi anni si è dedicato alla fotografia ritrattistica, decide per la prima volta di cimentarsi nel paesaggio urbano per indagare sulle geometrie create dalla luce a contatto con le opere architettoniche e murarie dei vari comuni presenti in Sicilia. Sono stati presi in esami paesi e città che conservano architetture dell’antichità che riecheggiano in forte contrasto con l’arte contemporanea del ventunesimo secolo simboleggiate dalla cartellonistica pubblicitaria o dalla Street art dei murales.
La mostra ha ricevuto le attenzioni dal critico d’arte Rosy Togaci Gaudiano che commenta cosi le opere fotografiche: “Calascibetta ferma immagini e ci accompagna in una Sicilia che è come un piccolo universo, anzi un multiverso dalle infinite dimensioni, che racconta l’esplosione della vita mentre fa i conti con il peso ereditario e sempre incombente del suo decadimento. Con i suoi scatti, l’autore ci da una visione dell’Historic Urban Landscape: una periferia spesso relegata nell’immaginario degli ultimi centocinquanta anni al ruolo di ghetto impenetrabile e imperscrutabile, ma in realtà portatore di una parte consistente della storia della città, storia non solo industriale ma anche culturale; tanto consistente da potere conferire a questa “periferia storica” un ruolo di soggetto protagonista delle vicende urbane della città etnea contemporanea”.

Giuseppe Calascibetta è un fotografo siciliano con un background culturale in campo economico. Appassionato di storia e antropologia, inizia ad interessarsi alla fotografia paesaggistica e di architettura per raccontare la storia dei comuni dell’entroterra siciliano; scatti che vengono pubblicati su numerosi libri di storia locale e su diverse pubblicazioni del quotidiano La Sicilia. Negli anni successi si dedica al reportage, al ritratto fotografico e alla fotografia artistica. Alcuni suoi scatti sono stati pubblicati su Storica del National Geographic, La Repubblica, La Sicilia e su numerosi cataloghi d’arte di varie case editrici come la Mondadori. Le sue foto sono apparse sulle reti Mediaset come TGCOM24 e Mattino Cinque. In più le sue foto sono state esposte a Milano, Casale Monferrato, Firenze, Roma, Lamezia Terme e Palermo. Dal 2014 al 2021 ha vinto otto premi di fotografia. Di recente è stato selezionato dalla fotografa Letizia Battaglia per due mostre collettive che si sono tenute presso il Centro Internazionale di fotografia di Palermo.

Oggi al cinema Le trame dei film nelle sale di Torino

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A cura di Elio Rabbione

 

Aline – La voce dell’amore – Drammatico, biografico. Diretto e interpretato da Valerie Lemercier. Nella regione del Quebec, alla fine degli anni Sessanta, nasce Aline, quattordicesima figlia dei Dieu. Coniugi generosi e prolifici, Sylvette e Anglomard amano la musica che in casa regna sovrana come la voce di Aline della loro ultima nata. Ancora immatura ma già prodigiosa, incanta amici e parenti ai matrimoni e a qualsiasi altra cerimonia offra l’occasione di esibirla. Ma un giorno, uno dei tanti fratelli di Aline decide di fare sul serio spedendo una musicassetta al produttore musicale Guy-Claude Kamar. Esaltato dalla voce della donna, ne farà la cantante più grande al mondo. Ispirato alla vita e alla carriera di Celine Dion. Durata 128 minuti. (Greenwich Village sala 2, Ideal, Reposi sala 4The Space Torino sala 6, The Space Le Fornaci sala 4, Uci Moncalieri sala 1)

 

America Latina – Thriller. Regia di Damiano e Fabio D’Innocenzo, con Elio Germano, Maurizio Lastrico e Massimo Wertmüller. Latina: paludi, bonifiche, centrali nucleari dismesse, umidità. Massimo Sisti è il titolare di uno studio dentistico che porta il suo nome. Professionale, gentile, pacato, ha conquistato tutto ciò che poteva desiderare: una villa immersa nella quiete e una famiglia che ama e che l’accompagna nello scorrere dei giorni, dei mesi, degli anni. La moglie Alessandra e le figlie Laura e Ilenia (la prima adolescente, la seconda non ancora) sono la sua ragione di vita, la sua felicità, la ricompensa a un’esistenza improntata all’abnegazione e alla correttezza. È in questa primavera imperturbabile e calma che irrompe l’imprevedibile: un giorno come un altro Massimo scende in cantina e l’assurdo si impossessa della sua vita. Durata 90 minuti. (Ambrosio sala 3, Eliseo Blu, Massimo sala Cabiria, Uci Lingotto sala 2 / 8 / 10)

 

Il capo perfetto – Commedia. Regia di Fernando Léon De Aranoa, con Javier Bardem. Un’azienda che produce bilance industriali in una piccola città della provincia spagnola attende l’imminente visita di un comitato che deve decidere se è degna di un premio per l’eccellenza: le cose devono dunque essere perfette quando sarà il momento. Ma tutto sembra cospirare contro l’azienda. Lottando contro il tempo, Blanco, il grande capo responsabile di ogni cosa, materiali e personale e uomini licenziati in pieno arbitrio, cerca di ripristinare l’equilibrio all’interno della propria azienda. Nel tentativo di appianare i problemi dei suoi dipendenti, finirà per superare ogni limite immaginabile. Durata 115 minuti. (Romano sala 1)

 

La crociata – Commedia. Regia di Louis Garrel, con Laetitia Casta, Joseph Engel e Louis Garrel. Abel e Marianne scoprono che il loro figlio ha venduto di nascosto i loro oggetti più preziosi. Una collezione di orologi vintage, un abito di Dior, dei libri antichi, anelli, cappotti e gemelli, che sono serviti a finanziare il domani del mondo. Joseph, tredici anni e un’anima militante, ha deciso di salvare il pianeta. Genitori moderni e comprensivi, Abel e Marianne si dispongono al dialogo. Abel non andrà oltre la raccolta differenziata, Marianne seguirà il sogno del figlio fino in Africa. Durata 67 minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

È andato tutto bene – Drammatico. Regia di François Ozon, con Sophie Marceau, André Dussolier, Hanna Schygulla e Charlotte Rampling.  Oggi ottantacinquenne, André, in seguito ad un ictus, è un uomo malato e semiparalizzato, costretto a trascorrere le proprie giornate nel suo letto d’ospedale, ancora capriccioso, vittima del suo egoismo: ma continua ad essere un padre che, forte del suo carisma, continua a tenere la propria famiglia legata a sé. Quando si ammala chiede alla figlia Emmanuelle, scrittrice e sceneggiatrice, precipitatasi ad offrire il proprio aiuto, di stargli vicino e di accompagnarlo a mettere fine ai suoi giorni. Ce la farà la donna ad esaudire il desiderio paterno? Ozon rende omaggio ad un’amica scomparsa nel 2017 (sua collaboratrice per “Sotto la sabbia” e “Swimming Pool”) portando sullo schermo il libro autobiografico, con i sentimenti, con le paure, con l’amore, con le promesse, con i dubbi. Durata 103 minuti. (Romano sala 3)

 

La fiera delle illusioni – Nightmare Alley – Drammatico. Regia di Guillermo del Toro, con Bradley Cooper, Cate Blanchett, Toni Collette, Rooney Mara, Willem Dafoe e David Strathairn. A New York, negli anni Quaranta dello scorso secolo. Il giostraio Stanton Carlisle riesce a persuadere le persone con poche e semplici parole, portandole immediatamente dalla sua parte. Così, non gli riesce difficile affermarsi come abile manipolatore, gabbando chi gli si trova davanti. Per affinare ancora di più la sua tecnica, si serve della collaborazione della chiaroveggente Zeena e del suo ex marito Pete, un mentalista. I loro “clienti” prediletti sono i ricchi borghesi della città, ai quali viene estorto denaro senza che se ne rendano conto. All’interno del luna park si trovano anche la virtuosa Molly, l’imbonitore Clem e l’imponente Bruno. Dall’autore premio Oscar per “La forma dell’acqua”. Durata 150 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua, Eliseo Grande, Greenwich Village sala 1 anche V.O. e sala 3, Ideal anche V.O., Lux sala 1, Reposi sala 1 e sala 3, The Space Torino sala 1 e sala 3, The Space Le Fornaci sala 3 / 6 / 7 anche V.O., Uci Moncalieri sala 11)

 

House of Gucci – Drammatico. Regia di Ridley Scott, con Lady Gaga, Adam Driver, Al Pacino, Jared Leto e Jeremy Irons. Anni Settanta, Patrizia Reggiani conosce a una festa Maurizio Gucci, rampollo della dinastia Gucci, una tra le più celebri nel mondo della moda. Nasce una storia d’amore, dapprima osteggiata dal patriarca della famiglia, Rodolfo Gucci, ma poi arriva il matrimonio e la prole. La sfrenata ambizione della donna, che vorrebbe indirizzare le politiche aziendali del marchio Gucci, la porterà a tessere spericolate strategie, come quelle con lo zio del marito, Aldo Gucci, che incrineranno i rapporti familiari, innescando una spirale incontrollata di tradimenti, decadenza, vendette. Fino ad un tragico epilogo che è cronaca nera, e vera, del nostro paese. Durata 156 minuti. (Greenwich Village sala 2 V.O. e sala 3, Reposi sala 5, The Space Torino sala 8, Uci Lingotto sala 1 e sala 9, The Space Le Fornaci sala 4, Uci Moncalieri sala 3)

 

Illusioni perdute – Drammatico. Regia di Xavier Giannoli, con Benjamin Voisin, Cécile de France, Xavier Dolan e Gérard Dépardieu. Lucien Chardon è figlio di un farmacista di Angoulême, de Rubempré per parte di madre, con i titoli nobiliari che a lui non vengono più riconosciuti. Ambizioso, la provincia gli sta stretta, sogna la capitale, la Parigi che nella Restaurazione del 1820 cerca ancora di dimenticale la sanguinosa Rivoluzione di Robespierre e compagni. Lo scandalo della relazione a suon di versi e passione che lo vede coinvolto con madame de Bargeton lo spinge al grande viaggio, ad una nuova sistemazione, alla frequentazione di un nuovo mondo e di una nuova, all’apparenza eccellente, società, ad una nuova avventura. Importante per lui è l’incontro con Étienne Lousteau, spregiudicato redattore di una piccola gazzetta, ben lontano dal timore di corrompere e di essere corrotto, un maestro per Lucien, capace di insegnargli i lati più nascosti di un nuovo mestiere: quello del giornalista rampante che saprà avvicinarsi a pugni chiusi, senza mezze misure, verso le cattedrali del teatro e dell’editoria. Non dimenticando di lottare, per abbatterla, quella nobiltà che un tempo gli ha negato i (suoi) titoli nobiliari e che il ragazzo non vede l’ora di riagguantare. Tutto è in vendita e tutto si compra, nella Parigi dell’epoca e, come suggerisce l’autore (del mai troppo lodato, ad esempio, “Marguerite”), nel mondo di oggi, le recensioni delle prime teatrali come dei romanzi, la politica e l’amore, i propri sentimenti. Durata 144 minuti. (Centrale anche V.O., Fratelli Marx sala Harpo)

 

Il lupo e il leone – Avventura. Regia di Gille de Maistre, con Molly Kunz. Alla morte del nonno, Alma, una giovane e promettente pianista, torna nei boschi del Canada che l’hanno vista bambina. Una femmina di lupo artico, cui già il vecchio era solito offrire ospitalità, entra un giorno all’improvviso in casa sua mentre un cucciolo di leone, scampato ad un incidente aereo, trova anch’esso lì un riparo. La lupa porterà il suo cucciolo nella casa ed ecco che il piccolo e quello del leone non si abbandonano più e stringono una amicizia senza limiti. Quando la lupa fuggirà improvvisamente via, Alma non se la sente di tornare allo studio e ai concerti e avvertirà il dovere di occuparsi delle due piccole creature. Strabiliante successo in Francia. Durata 99 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana e sala Ombrerosse, Fratelli Marx sala Groucho, Ideal, Reposi sala 2, The Space Torino sala 2 e sala 5, The Space Le Fornaci sala 2 e sala 8, Uci Moncalieri sala 4)

 

Matrix Resurrections – Fantasy. Regia di Lana Wachowski, con Keanu Reeves e Carrie-Ann Moss. Quarto episodio di una saga iniziata al cinema più di vent’anni fa. Neo è tornato nel mondo reale, ma con un carico di visioni che non riesce a spiegare a se stesso: teme di essere divenuto pazzo, rincontra Trinity e non la riconosce, l’assunzione di farmaci gli impediscono di rendersi conto di abitare in una realtà parallela. A poco a poco, Neo potrà tornare alla consapevolezza che quanto vive intorno a lui non è quello che sembra. Durata 148 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi sala 4, The Space Torino sala 8, Uci Lingotto sala 3 e sala 9, The Space Le Fornaci sala 8, Uci Moncalieri sala 2)

 

La notte più lunga dell’anno – Drammatico. Regia di Simone Aleandri, con Ambra Angiolini e Mimmo Magnemi. A Potenza, nella notte più lunga dell’anno, quella tra il 21 e il 22 dicembre, si incrociano quattro storie. Francesco Iaquinta è un politico sull’orlo del baratro che cerca disperatamente una via di salvezza. Luce è una cubista che vive con il padre Saverio, stanca della vita che sta facendo e che sta facendo e che vorrebbe cambiare. Enzo, Pepé e damiano sono tre ventenni che cercano il divertimento ad ogni costo nel corso della nottata ma uno di loro finisce con lo scontrarsi con gli altri due. Johnny ha una relazione senza futuro con Isabella, una donna sposata molto più  grande di lui. A fare da raccordo a queste vicende c’è una stazione di rifornimento aperta tutta la notte e gestita da Sergio, un anziano benzinaio. Durata 91 minuti. (Classico, Massaua, Uci Moncalieri sala 10)

 

Scompartimento N. 6 – Drammatico. Regia di Juho Kuosmanen, con Seidi Haaria e Yuriy Borisov. È la storia di una donna finlandese, Laura, che per fuggire a una enigmatica storia d’amore a Mosca, sale su un treno per recarsi in un sito archeologico a Murmansk, verso il polo artico. Durante questo lungo viaggio, si ritrova a condividere il compartimento ferroviario, il numero 6, con uno sconosciuto, un minatore russo. Il lungo tragitto porta i due, completamente opposti tra loro, soprattutto per il carattere e gli ideali, a una convivenza, pur temporanea, durante la quale faranno incontri improbabili. Questo viaggio però cambierà per sempre la loro visione della vita, stabilendo un rapporto molto stretto. Durata 102 minuti. (Greenwich sala 1, Massimo sala Soldati V.O.)

 

Il senso di Hitler – Documentario. Regia di Petra Epperlein e Michael Tucker. Basato sull’omonimo libro scritto da Sebastian Haffner, il documentario si chiede come, a ottant’anni dalla sua morte, l’ideologia, lo sterminio, le azioni, la stessa persona, possano affascinare un numero così vasto di persone, come tante persone possano pretendere una verità che reclama il negazionismo, che continua ad appoggiare l’antisemitismo, che distorce la lettura della Storia. Come, alla luce del passato, l’influenza hitleriana abbia colpito gran parte della società odierna. Presenti le immagini dell’epoca come specchio di un potere, le ricerche e le testimonianze di oggi da parte di numerosi studiosi e storici come pure quei “cacciatori di nazisti” che per gran parte della loro vita si sono posti alla ricerca dei criminali. Presente David Irving, saggista inglese, da sempre assertore del negazionismo dell’Olocausto. Durata 92 minuti. (Centrale, Due Giardini sala Ombrerosse, Fratelli Marx sala Groucho e sala Chico, The Space Torino sala 8,The Space Le Fornaci sala 8, Uci Moncalieri sala 13)

 

Spider-Man: no way home – Fantasy. Regia di Jon Watts, con Tom Holland, Jake Gyllenhaal, Benedict Cumberbatch, Zendaya, Marisa Tomei, Willem Dafoe e Alfred Molina. Da quando Mysterio ha svelato al mondo l’identità di Spider-Man, il supereroe si ritrova nelle mire neppur troppo benevole della carta stampata e delle tante persone che vorrebbero controllare l’operato di Peter Parker. In cerca di aiuto, Peter si rivolge al dr. Strange che vede quale unica soluzione la cancellazione del ragazzo dalla memoria di ognuno. Ma la decisione porta con sé nuove avventure che decideranno diversamente di molti destini. Durata 159 minuti. (Massaua, Greenwich Village sala 2, Ideal, Reposi sala 5, The Space Torino sala 7, Uci Lingotto sala 5 / 7 / 8 / 10, The Space Le Fornaci sala 1 e sala 5, Uci Moncalieri sala 8)

 

Tiepide acque di primavera – Drammatico. Regia di Xiaogang Gu. Nel giorno del suo 70mo compleanno, l’anziana madre della famiglia Gu accusa un malore e viene portata in ospedale. I suoi quattro figli devono affrontare cambiamenti cruciali per mantenere unita la famiglia. La storia dei loro destini, da questo momento, si intreccia allo scorrere del tempo e al cambiamento delle stagioni lungo il fiume Fuchun, nel distretto di Fuyang. Durata 150 minuti. (Classico)

 

The King’s Man – Le origini – Azione. Regia di Matthew Vaughn, con Ralph Fiennes, Gemma Atherton, Stanley Tucci e Rhys Ifans. Il racconto di come sia nata l’agenzia di intelligence indipendente nota sotto il nome di Kingsman, nella Gran Bretagna degli anni della Prima Guerra Mondiale, mentre un gruppo di tiranni e menti criminali della storia sono riuniti per dar vita ad un conflitto senza precedenti che sia in grado di annientare milioni di vite umane. Soltanto un uomo potrà fermarli, prima che sia tropo tardi: è un nuovo codice d’onore a nascere, nella ricerca di chi possa essere l’avversario e come possa avvenire la sua sconfitta. Durata 131 minuti. (Reposi sala 1, The Space Torino sala 6, Uci Lingotto sala 11, The Space Le Fornaci sala sala 4, Uci Moncalieri sala 9)

 

Una famiglia vincente – King Richard – Commedia drammatica. Regia di Reinaldo Marcus Green, con Will Smith. All’inizio degli anni ’90, a Compton, in California: Richard Williams vive con la moglie, le tre figliastre e le sue due figlie naturali, Venus e Serena. In queste ultime due vede le campionesse di tennis, agguerrite e insuperabili, del futuro, ogni giorno le porta in allineamento nei campi liberi del quartiere in cui vivono, e prende instancabilmente contatto con gli alti papaveri del tennis statunitense perché si decidano a prendere le due ragazze sotto la loro protezione. Il padre è autoritario, certo agli occhi di tutti un sognatore, intransigente e deciso a non indietreggiare davanti a nulla e nessuno: sarà lui a seguire passo passo il cammino di Venus e Serena. Arriverà a dare un volto e una certezza ad ogni suo sogno, e ai sogni delle sue ragazze. Will Smith, vincitore da poco di un Golden Globe, strizza l’occhio, molto da vicino, all’Oscar. Durata 144 minuti. (Ambrosio sala 2, Massaua, Due Giardini sala Ombrerosse, Fratelli Marx sala Chico, The Space Torino sala 4 e sala 6, Uci Lingotto sala 6, The Space Le Fornaci sala 5, Uci Moncalieri sala 5)

 

Un eroe – Drammatico. Regia di Asghar Farhadi, con Amir Jadidi. Rahim ha contratto un debito che non può onorare. Per questo sta scontando tre anni di carcere. Separato dalla moglie che gli ha lasciato la custodia del figlio, sogna un futuro con una nuova compagna. La donna un giorno trova una borsa piena d’oro, con questo nuovo tesoro l’uomo potrà saldare al suo creditore. Rahim pensa di venderlo ma poi decide di riconsegnarlo al legittimo proprietario con un annuncio. La proprietaria è una donna, l’oro le viene reso e il detenuto Rahim passa al ruolo di lodevole eroe dall’amministrazione penitenziaria che decide di dare grande risonanza alla notizia, un mezzo anche per mettere a tacere i casi di suicidio successi nel carcere negli ultimi tempi. Media e pubblico seguono il gesto di Rahim: ma l’occasione di riabilitare il proprio nome, estinguere il debito e avere una riduzione della pena, ogni cosa diventa la causa per far sì che all’uomo venga sempre messa in dubbio la sua lealtà e la buona fede. Gran premio della Giuria a Cannes. Durata 127 minuti. (Eliseo Rosso, Romano sala 2)

 

Le iniziative del Giorno della Memoria

Il Giorno della Memoria è un momento importante per il Polo del ‘900 e gli Enti partner per commemorare le vittime della Shoah insieme alla cittadinanza.

 

Fino al 27 febbraio in programma spettacoli, dirette radiofoniche, mostre, letture, eventi per bambini, visite guidate, social reading, proiezioni: in presenza al Polo, nei luoghi della memoria cittadini e online (per info e prenotazione www.polodel900.it). Come ogni anno, le iniziative del Giorno della Memoria sono realizzate grazie al sostegno del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte e con il patrocinio della Comunità Ebraica di Torino.
Al riguardo interviene Stefano Allasia, presidente del Consiglio regionale del Piemonte: “È necessario  garantire la continuità delle conoscenze tra le generazioni, affinché si possa comprendere, sino in fondo, il significato di ciò che successe in uno dei passaggi più tragici e drammatici della storia dell’umanità. È importante quindi custodire e tramandare la memoria, costruire un ponte con le giovani generazioni, perché non si attenui e non si smarrisca mai il senso della storia, determinante per evitare il rischio di nuove tragedie”.
Secondo Mauro Salizzoni, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte: “In questi tempi tristi in cui assistiamo a rigurgiti fascisti e razzisti, ai deliri di chi confonde un vaccino con il nazismo e la dittatura, e dove perfino un funerale può diventare farsesca, impudica e vergognosa esibizione di una bandiera uncinata, siamo tutti chiamati ad un forte impegno culturale, educativo ed istituzionale. La pandemia in questi due anni ci ha costretto a cancellare molte commemorazioni, celebrazioni ed eventi, ma l’impegno del Comitato e delle realtà che ne fanno parte non è mai venuto meno. Il Giorno della Memoria è una delle date fondamentali del nostro calendario civile. È il Giorno in cui ricordiamo la Shoah, la vergogna delle leggi razziali, i circa 44mila italiani rinchiusi nei lager nazisti (ebrei, partigiani, antifascisti, internati militari), molti dei quali non hanno mai fatto ritorno, scomparsi nel buco nero più profondo della Storia. È il Giorno in cui ripetiamo che quell’orrore non dovrà più accadere, ma mentre lo diciamo dobbiamo volgere lo sguardo non solo al passato ma ai luoghi della nostra epoca in cui violenza, fanatismo, razzismo, cancellano vite e speranze. La Memoria del passato è il vaccino per combattere i fascismi e gli autoritarismi di ieri e di oggi”.

ALCUNI EVENTI IN PROGRAMMA Gli eventi, già inaugurati dalla tradizionale posa delle pietre d’inciampo a cura del Museo Diffuso della Resistenza, proseguono da lunedì 24 gennaio facendo particolare attenzione al mondo della scuola. Tra gli altri, il Centro Studi Primo Levi propone, per gli insegnanti, una rilettura del racconto “Zinco” del “Sistema Periodico” (24 gennaio, ore 15.30). Per gli studenti, invece, un percorso multimediale su Primo Levi disponibile su 9CentRo, portale degli archivi del Polo, nell’ambito del progetto Archivi Connessi, guidato dall’Istituto Piemontese Antonio Gramsci (27 gennaio, ore 11). Anche il fumetto diventa strumento per trasmettere la memoria, un esempio viene fornito dai ragazzi della Scuola internazionale di Comics in un evento di Istoreto, Aned e Ancr (24 gennaio, ore 16). Il Museo Diffuso organizza con le scuole un incontro di preparazione allo spettacolo “La vita di Anna Frank”, in rassegna al Teatro Regio, con la partecipazione del direttore artistico Sebastian F. Schwarz e artisti impegnati nello spettacolo (25 gennaio, ore 10). Molte altre iniziative portano alla luce testimonianze e storie dimenticate. Come la vicenda umana di Ettore Barzini, la cui storia di agronomo, ucciso a Mauthausen e poi scomparso anche dai racconti familiari, viene raccontata dal nipote Andrea Barzini (26 gennaio, ore 18) a cura di Istoreto che, invece, insieme a Aned – sezione Ferruccio Maruffi di Torino, torna sulle prime testimonianze scritte di Goti Bauer, Liliana Segre e Nedo Fiano con il libro “Le voci della Shoah”, recentemente ripubblicato, dopo 25 anni (25 gennaio, ore 17.30). Altri protagonisti della lotta al nazifascismo trovano spazio nel palinsesto: l’eroe del ciclismo italiano Gino Bartali ricordato in un evento dalla Fondazione Vera Nocentini e Istituto Salvemini e il tedesco Hans Scholl, fondatore del gruppo della Rosa Bianca a cura di Aned e Beppe Grande Editore (26 gennaio, ore 18). Il Centro Studi Gobetti, invece, con il libro: “Decontaminare le memorie. Luoghi, libri, sogni” di Alberto Cavaglion riflette sulla forza riparatrice della memoria contro le contaminazioni moderne (24 gennaio, ore 17.30).

LA MOSTRA Anche l’arte trova spazio nel programma 2022 per il Giorno della Memoria. Dal 26 gennaio al 27 febbraio (Sala900 del Polo) apre al pubblico la mostra “Le scatole della memoria” che, a partire dai disegni realizzati dai bambini ebrei rinchiusi nel campo di concentramento di Terezin, presenta il progetto artistico di Anna Maria Tulli con la curatela di Ermanno Tedeschi – realizzata dal Museo Diffuso della Resistenza in collaborazione dell’Associazione Acribia. In occasione dell’inaugurazione (25 gennaio, ore 18) in programma la performance teatrale REm CORdi DARE de il Piccolo Teatro d’Arte, previste anche visite guidate con il curatore e laboratori di disegno per bambini con Anna Maria Tulli.
Come spiega Sergio Soave, presidente del Polo del ‘900: “Da quando è stato istituito, il ‘Polo del ‘900’ ha sempre partecipato attivamente, con molti altri, alla degna celebrazione del giorno della memoria, ma una settimana fa, un giovane studente mi ha chiesto a che serve, se poi pare che l’Europa sia percorsa da fremiti crescenti tendenti a riproporre quegli stessi disvalori che hanno portato alla tragedia della Shoah. Ho risposto, ricordando le parole che il grande Vittorio Foa indirizzò a un giornalista il quale, a proposito del suo arresto degli anni ’30, chiedeva se non avessero capito che il gruppo politico cui aderiva era totalmente infiltrato dalla polizia del regime: ‘Si lo sapevamo, ma sentivamo il nostro impegno come un dovere civile’. Ecco, il nostro dovere civile è, oggi, di ricordare l’incubo nero che avvolse l’Europa ottant’anni fa. Tacere o girarsi dall’altra parte, sarebbe un delitto peggiore di quelli compiuti allora, perché ne preparerebbe il ritorno”.
Alessandro Bollo, direttore del Polo del ‘900: “Il Giorno della Memoria da sempre rappresenta per il Polo del ‘900 e per i suoi Enti un momento importante per affermare il proprio ruolo di presidio dei valori della memoria. Con gli Enti abbiamo lavorato a un programma di iniziative ampio, sfaccettato e ibrido rivolto al più largo pubblico. Spettacoli, mostre, occasioni educative in presenza, ma anche online per permettere, da un lato la partecipazione da remoto alle iniziative, dall’altro la fruizione nel tempo di video, interviste, percorsi tematici a partire dalle piattaforme del Polo del ‘900. Con un’attenzione particolare ai giovani e al mondo della scuola”

27 GENNAIO Gli appuntamenti si concentrano nella giornata del 27 gennaio. Si comincia con attività di social reading e commento collettivo con l’Associazione Culturale Twitteratura a partire dal discorso della senatrice Liliana Segre al Parlamento Europeo (ore 8 – 22 sull’app Betwyll). Museo Diffuso della Resistenza e Museo del Cinema propongono per le scuole proiezioni gratuite, con al seguito laboratori di approfondimento (info didattica@museodiffuso). Oltre il cinema anche teatro con “Il Ballo di Irene. L’incredibile storia di Irène Némirovsky”, spettacolo scritto da Andrea Murchio con Alessia Olivetti sulla storia della scrittrice ebrea morta ad Auschwitz nel 1942 dopo il trionfo a Parigi dei suoi capolavori letterari – a cura dell’ Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, in collaborazione con la Comunità Ebraica di Torino (ore 10.30 e replica alle 17.30). Segue (ore 18) l’incontro “Memoria viva: dalla lapide alla narrazione multimediale” che restituisce le storie delle vittime della deportazione, a partire da più di quattrocento fotografie che costituivano il Sacrario di via Vela, prima sede dell’Aned nazionale nell’immediato dopoguerra, a cura di Istoreto e Aned. In contemporanea, proiezione del cortometraggio scritto dal musicista Oleg Ponomarev frutto di un progetto musicale tra tre città – Torino, Glasgow e Rostov sul Don, al termine della proiezione il brano sarà eseguito dal vivo da alcuni giovani musicisti di Torino. Infine, in una diretta radiofonica su TradiRadio alle ore 20.30, la Rete Italiana di cultura popolare dà voce agli studenti e alle studentesse delle scuole superiori di Torino riflettendo sulle parole “memoria” e “ricordo” partendo da importanti eventi storici legati alla Shoah.
Dario Disegni, presidente Comunità Ebraica di Torino: “Le molteplici iniziative che anche quest’anno sono programmate per il periodo del Giorno della Memoria non sono e non devono essere concepite come espressioni di un rituale retorico e ripetitivo. Al contrario, esse sono strumenti essenziali per ricordare e per educare coloro che non sanno, coloro che hanno dimenticato o che hanno conservato un’immagine sbiadita ed edulcorata della tragedia della Shoah, coloro che la banalizzano paragonandola scelleratamente a situazioni che stiamo vivendo in questo difficile periodo, nel quale fenomeni di intolleranza, di razzismo e di antisemitismo stanno purtroppo riemergendo con sempre maggiore virulenza in tutto il mondo”.

Concludono il programma dedicato al Giorno della memoria proiezioni curate da ANCR, Goethe Institut Turin, Comunità Ebraica di Torino (28 e 30 gennaio). Trasmessi anche due film del concorso di ANCR Filmare la Storia 18° edizione. Infine l’ANPPIA con ANPI, FIAP, ANED presenta “C’era un’Orchestra ad Auschwitz”, spettacolo della compagnia teatrale Alma Rosé di Milano (30 gennaio, ore 16) mentre l’Istoreto, in collaborazione con il Consolato Onorario della Repubblica di Polonia in Torino e con Anei – sezione di Torino, chiude con l’incontro “Internati Militari Italiani nello Stalag 327 di Przemysl”, con nuove ricerche e fonti sul campo sull’ internamento militare in Polonia (3 febbraio, ore 17).

Gli eventi per il Giorno della Memoria terminano il 3 febbraio (mostra “Le scatole della memoria” fino al 27 febbraio).
Tutti gli appuntamenti dedicati al Giorno della Memoria 2022 sono su prenotazione al sito www.polodel900.it. Inoltre, per partecipare agli eventi e agli spettacoli in presenza al Polo del ‘900 è obbligatorio esibire il Green Pass rafforzato unitamente ad un documento di identità e tenere indossata correttamente la mascherina di tipo FFP2 o superiore.

UN LIBRO PER NON DIMENTICARE La Biblioteca della Regione Piemonte “Umberto Eco” ha compiuto una selezione di titoli sul tema della Shoah e su quel drammatico momento storico.
Per prenotare un appuntamento per il prestito è necessario contattare la Biblioteca al numero 011.5757371 o all’indirizzo email biblioteca@cr.piemonte.it

L’Eurovision sta per sbarcare in città e cerca volontari

La kermesse musicale più seguita al mondo sta per sbarcare nel capoluogo piemontese e se volete prendervi parte , non serve saper cantare.

Martedi 25 Gennaio, a Palazzo Madama, si è svolto il passaggio di consegne tra Ahmed Aboutaleb, il sindaco di Rotterdam, e il nostro sindaco, Stefano Lo Russo. E così l’edizione numero 66 dell’Eurovision Song Contest comincia a prendere forma. Si svolgerà all’ombra della Mole il 10, 12 e 14 maggio.

 

Il sindaco di Rotterdam ha suggerito di lavorare insieme ad imprenditori e cittadini per valorizzare al meglio la città che, come già fatto notare su questo sito, avrà l’opportunità di farsi notare da una platea di portata mondiale proprio come successe per le Olimpiadi del 2006.

 

E proprio come i giochi olimpici, sul sito del comune di Torino, è possibile trovar il bando per arruolare 600 volontari che aiuteranno nella gestione dell’evento. La scadenza per le iscrizioni è fissata per il 14 febbraio. Bisogna però far parte di Giovani Per Torino, e quindi avere un’età compresa tra i 16 e i 30 anni, anche se la manifestazione si concentrerà sulla ricerca di “giovani maggiorenni”.

L’impegno richiesto è di circa 3 settimane e le attività saranno quelle di: informazioni turistiche, gestione dei flussi, accoglienza di giornalisti e delegazioni, accrediti nonché dell’ambitissimo ruolo di “attachè” ovvero di colui che viene assegnato a una delegazione per seguirla in tutti gli spostamenti. Si insomma, a Rotterdam c’è stato un fortunato volontario che ha vissuto la manifestazione insieme a i Maneskin! Per quest’ultimo ambitissimo posto, bisogna però sfoggiare un buon inglese. Siete stati attenti durante le lezioni del liceo?

 

Non è prevista alcun tipo di retribuzione né tantomeno una forma di ospitalità. Per tanto bisogna aver già un posto in cui pernottare. Dal canto suo, Eurovision promette formazione, una divisa, buoni pasto e biglietti per i mezzi di trasporto. Ma il vero compenso sarà la possibilità di vivere un’esperienza di respiro internazionale, fare nuove amicizie e far parte di un evento che di sicuro resterà nel cuore. Se non ne siete convinti, chiedete ai volontari di Torino 2006 e correte a candidarvi.

Loredana Barozzino

Kakemono. Cinque secoli di pittura giapponese In mostra al “MAO”

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Importanti opere provenienti dalla Collezione Claudio Perino

Fino al 25 aprile 2022

E’ la prima mostra organizzata in Italia su un genere particolarissimo di forma d’arte, da secoli estremamente diffusa in Giappone e in tutta l’Asia orientale, dove assume però nomi differenti. Si tratta del cosiddetto kakemono kakejiku, un rotolo di tessuto prezioso o carta, dipinto o calligrafato e realizzato  con lo scopo di essere appeso durante occasioni speciali o utilizzato come decorazione a seconda delle stagoni dell’anno. Ben 125 possono essere oggi ammirati in una rassegna di grande interesse ospitata, fino al 25 aprile dell’anno prossimo, presso gli spazi del “MAO-Museo d’Arte Orientale” di Torino. A cura di Matthi Forrer, professore di “Cultura materiale del Giappone pre-moderno” all’Università di Leida, la rassegna – comprendente anche ventagli dipinti e lacche dorate – è resa possibile grazie ai prestiti arrivati al Museo di via San Domenico dalla “Collezione Claudio Perino”, un’importante raccolta di opere acquisite dal medico collezionista piemontese, fra i principali prestatori e mecenati dello stesso Museo.  I “rotoli appesi” sono distintivi della produzione pittorica di Cina, Corea e Vietnam, oltre che del Giappone stesso, e rappresentano il corrispettivo dei nostri classici “quadri”. Con una sostanziale differenza. Mentre, infatti, le nostre tele o tavole sono caratterizzate da una struttura rigida, i “rotoli dipinti” presentano una struttura relativamente morbida e sono pensati per una fruizione limitata nel tempo.

Esposti nel “tokonoma” (l’alcova) delle case giapponesi o lasciati per qualche ora soltanto ad oscillare nella brezza di un giardino, “queste opere d’arte partecipano del tempo e del movimento, mentre i dipinti su tela o tavola tipici della tradizione occidentale sembrano impregnati di fermezza e di continuità”. Le differenze non sono, quindi, solo e puramente formali, ma riflettono anche una diversa concezione estetica e filosofica della vita: “alla base delle opere su rotolo si trova infatti un’allusione all’impermanenza e alla mutazione quali elementi ineludibili (e positivi) dell’esistenza”. Cinque le sezioni tematiche in cui si articola la mostra: fiori e uccelli, animali, figure, paesaggi, piante e fiori. La narrazione si sviluppa attraverso linguaggi estremamente singolari e, a tratti, fortemente innovativi nonostante il peso degli anni incombente su alcune opere. In Oriente – affermano gli organizzatori – i pittori dipingevano in maniera ‘impressionistica’, ‘espressionistica’ e ‘astratta’ secoli prima che analoghe forme espressive cominciassero ad apparire in Occidente”. Con la differenza che in Asia le diverse modalità pittoriche hanno convissuto, senza escludersi a vicenda nel tentativo di definire veri e propri movimenti artistici, come accaduto invece nell’arte moderna occidentale. Fra i kakemono esposti figurano alcune opere dei maggiori artisti giapponesi (del periodo Edo, soprattutto), tra cui Yamamoto BaiitsuTani Buncho (pittore e poeta), Kishi Ganku (fra i principali pittori di Kyoto, fondatore della scuola di Kishi e famoso per le sue tigri) e Ogata Korin ( pittore della scuola Rinpa e artista di audace impronta impressionistica).

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Sempre al “MAO”, è in corso fino al 27 febbraio del prossimo anno la mostra dell’artista spagnolo Fernando Sinaga, dal titolo “Il Libro delle Sorti e dei Mutamenti”, a cura di Begona Martinez e Pedro Medina. Si tratta di un progetto site specific in cui l’installazione di Sinaga dialoga con due importanti volumi, una copia a stampa del classico cinese “Il Libro dei Mutamenti (I Ching / Yijing) di metà Ottocento, proveniente dalla Biblioteca dell’Università “La Sapienza” di Roma, e un facsimile del “Libro delle Sorti” proveniente dalla “Biblioteca Nazionale Marciana” di Venezia, pregevole riproduzione dell’opera omonima scritta da Lorenzo Spirito nel 1482. Libri senza pagine, quelli dell’artista spagnolo. In parete troviamo buste sigillate e forme e oggetti stilizzati in cui simbolicamente si concentrano improbabili visioni future, attimi del presente segnato dall’incertezza. Che cancella sogni, speranze, previsti accadimenti su cui (soprattutto dopo i tempi imprevisti della pandemia) non è più lecito fare alcun affidamento. All’interno di quei simulacri appesi ristagna un limbo oscuro fatto di attese, “orfane della visione del futuro e abbandonate al loro incerto destino”.  La mostra è realizzata con l’appoggio di “Acción Cultural Española” grazie al “Programma di Internazionalizzazione della Cultura Spagnola (PICE)”.

Gianni Milani

 

“Kakemono” /  “Fernando Sinaga. Il Libro delle Sorti e dei Mutamenti”

MAO-Museo d’Arte Orientale, via San Domenico 11, Torino; tel. 011/4436932 o www.maotorino.it

Fino al 25 aprile / Fino al 27 febbraio 2022

Nelle foto:

Immagini di “kakemono” e Fernando Sinaga davanti alla sua opera

Supermercati che passione reading: Il cielo ti cerca

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We Reading – Cap10100
Mercoledì 26 Gennaio 2022

di Richard Bach
Ingresso gratuito

Continua la rassegna We Reading al Cap10100 con Alex e Miriam di
Supermercati che passione al Cap10100
Continua la stagione di We Reading a Torino, con Supermercati che passione, canale
Youtube e pagina Instagram da oltre 30mila followers.

Alex e Miriam duo social e nella vita, portano con leggerezza e allegria le loro recensioni ai
prodotti, facendo della spesa un vero e proprio mezzo di intrattenimento.

Verrà portata una lettura di Richard Bach tratta da “Il cielo ti cerca”, per poter aprire un
dibattito sull’intrappolamento dei corpi in un mondo che cerca la libertà.
L’evento si terrà al Cap10100, in Corso Moncalieri a Torino, così come per tutti gli incontri
WeReading, ogni due mercoledì del mese.

Per l’occasione il locale sarà aperto dalle 19:00 con l’aperitivo nel foyer del Cap10100.
Al termine aftershow live acustico di Selli, progetto musicale di Selene Greco.

Porte ore 19:00
Aperitivo in foyer dalle 19:30 alle 21:00
Inizio reading e live dalle ore 21:00
Ingresso gratuito, prenotazione su Eventbrite
BIO
Alex e Miriam, rispettivamente direttore di un quotidiano satirico e artista video, si incontrano
nel settembre 2020. Dopo una breve frequentazione si ritrovano a condividere la vita,
facendo della spesa una vera e propria passione di coppia, sempre divertendosi.

Nel dicembre dello stesso anno, durante le restrizioni dovute al Covid-19, hanno l’idea di
recensire i prodotti alimentari.
Decidono quindi di aprire una pagina Instagram, condividendo così con gli altri in un vero e
proprio progetto, il loro hobby.
Si fanno subito notare ed apprezzare per la loro spontaneità e per una cosa semplice, ma
importante come fare la spesa.

CITAZIONE
“Siamo intrappolati nei corpi, intrappolati nella gravità, intrappolati negli atomi, intrappolati
nelle culture, intrappolati in mondi della mente finché non continuiamo a stare al gioco. Le
suggestioni non sono vere finché non diamo loro il nostro consenso, finchè non le
accettiamo. Le suggestioni che ci vincolano non sono altro che offerte, proposte, finché non
le accogliamo trasformandole nelle nostre catene, fatte su misura per noi.”
Da “Il cielo ti cerca” di Richard Bach.

Il mondo delle immagini: il ruolo dell’arte nelle scuole torinesi e oltre

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Vado ancora dallo stesso parrucchiere che mi acconciava i capelli a chignon per i saggi di danza quando ero piccola. È una piacevolissima scusa per tornare nei “miei” luoghi, vicino a quel segmento di Lungo Po, perpendicolarmente tagliato da via Gassino. Lascio l’auto là, su quella salitina perennemente ghiacciata, dove tentavo di parcheggiare la pesantissima Dedra di mio padre, prima che mi venisse regalato Bolide I – così io e le mie amiche avevamo battezzato la mia piccola e sfrecciante Opel corsa del ’98. –

Tutte le volte che mi ritrovo a camminare per quelle vie mi guardo attorno, percepisco quel quadrato cittadino come il più bello di Torino e mi ritrovo a desiderare ardentemente di ritornare ad abitare in quei paraggi. Guardo i palazzi non nuovi ma ben tenuti, i marciapiedi sbrecciati, la cartoleria dall’insegna sempre più sbiadita e il dirimpettaio dehor del bar ancora pullulante di caffè. C’è la copisteria dove ho stampato la tesi, a fianco alla quale sono spuntati un Sushi e un Kebap. Gli alberi alti filtrano il riverbero del sole sull’acqua verdastra del fiume e il sentiero non asfaltato sembra una lattea vena del prato brinato. Il tempo di arrivare dal parcheggio al negozio e c’è sempre qualche inaspettato dettaglio adolescenziale che riaffiora: la libreria Luxemburg, dove andavo talvolta a studiare, piazza Borromini e il suo minuscolo mercato, le Cantine Risso, dove si andava con i compagni di classe e, dall’altra parte, andando verso San Mauro, il drago di legno su cui ancora mi piacerebbe arrampicarmi. Non so se ora sarebbe così divertente abitare lì, a due passi dal centro eppure immersi nel verde della precollina, chissà se i ritmi odierni mi permetterebbero di godermi il panorama come facevo allora? Torino è la città di tutti, ma ognuno ha il suo angolino ritagliato, ognuno racconta la nostra città attraverso i propri occhi e i propri vissuti, ciascuno con una cartolina diversa da conservare nell’album dei ricordi. Guardo in giro ed è come se osservassi attraverso una lente magica che distorce la realtà: le immagini che si creano nella mia mente sono impregnate di passato e quella felicità sentita tempo fa mi impedisce di vedere il panorama con oggettivo distacco.

Siamo esseri visivi. Diverse aree della superficie corticale del cervello partecipano al trattamento delle immagini e svolgono un ruolo fondamentale nell’elaborazione del pensiero. Un’immagine è quindi una costruzione del mondo che si definisce nella testa e rappresenta ciò che noi definiamo “reale”. Lungi da me approfondire con taglio scientifico tale argomentazione, vorrei solo sottolinearne la complessità ed evidenziare la centralità che le immagini ricoprono nel nostro presente. Va da sé che il rapporto tra “immagine” e “realtà” è diretto e assai complesso.
Se costruiamo il mondo che ci circonda a partire da percezioni che divengono raffigurazioni, è dunque opportuno prestare attenzione a tali icone: una personale riflessione su cui credo sia giusto soffermarsi, soprattutto in questo preciso periodo storico, in cui si pensa e si vive “per” e “attraverso” le immagini.
Mai come in questo momento le iconografie hanno giocato un ruolo tanto essenziale nella comunicazione e nelle interiezioni. Lo dimostra soprattutto l’ormai più che diffuso uso dei social, considerati determinanti nella quotidianità, così come lo smartphone è un effettivo prolungamento dei nostri arti, mezzi in cui la componente visiva ha una rilevanza senza precedenti.
Siamo nella “società dell’immagine”, definizione in cui la parola “immagine” va intesa nella sua accezione più ampia, non solo in quanto “apparenza”, ma come “linguaggio di comunicazione”, e si pensi alla grafica, all’infografica, all’uso di foto e video. Le icone sono dunque preponderanti nei microblogging come Instagram o Pinterest, ma anche largamente utilizzate sui magazine online istituzionali, caratterizzati appunto dall’utilizzo di strumenti di comunicazione legati all’uso delle infografiche.

Foto e video sono protagonisti indiscussi della comunicazione odierna grazie alla semplicità di accesso a software free e al basso costo degli hardware.
Credo sia anacronistico, nonché ormai inutile, inneggiare ad un’esistenza priva di Facebook, Snapchat o simili, non saremmo più certo in grado di rinunciare al social network, tuttavia mi piace pensare che si tratti di “strumenti”, utensili digitali che a seconda del loro utilizzo possono influire positivamente o meno sulle nostre vite. Mezzi che dobbiamo imparare a gestire e comprendere, così come è necessario apprendere un buon metodo di decodifica delle icone a cui quotidianamente siamo esposti. Data la delicatezza e la multiformità dall’argomento, vorrei ribadire che quanto espresso in questo pezzo riguarda il mio personale punto di vista: da sempre sostengo l’importanza del confronto e della mediazione intellettuale come unica possibilità di convivenza sociale tra individui, tuttavia credo anche sia importante e giusto avere delle opinioni ben salde e saper prendere posizione. Quello che sostengo è che non ci sia un adeguato insegnamento dell’approccio critico alle immagini, non siamo sufficientemente preparati ad osservare e comprendere tutti questi stimoli visivi che costantemente ci colpiscono, non siamo abituati ad osservare, a vedere, guardiamo ma senza capire e senza riflettere. Tuttavia, oggigiorno non è pensabile sensibilizzare i giovani su tali tematiche tralasciando il discorso “social network”.
In una “società dell’immagine” non bastano corsi specifici universitari dedicati allo studio della comunicazione visiva, al contrario sono necessari momenti di approfondimento nei livelli scolastici inferiori, ovviamente adeguati all’utenza, dato che già alla scuola primaria gli scolari sono abituati a “smanettare” con smartphone e tablet.
Ribadisco: sono strumenti che se usati con criterio possono aprire mondi interessanti. Internet è un tripudio di informazioni e curiosità che possono aumentare il nostro bagaglio culturale, si possono reperire informazioni e notizie e rimanere costantemente informati sull’attualità. Attraverso i social è possibile conoscere persone che vivono lontano da noi, a supporto dell’ideale del rispetto e della convivenza in quanto noi tutti siamo cittadini del pianeta Terra. Sono infinite le sfaccettature positive legate ad un corretto e intelligente uso di internet e dei social, ma altrettanto numerosi sono i possibili effetti negativi conseguenti ad un utilizzo scorretto degli stessi, come la perdita della concentrazione, una sfalsata percezione di sé, oppure il cadere vittima di cyberbullismo o addirittura contrarre una vera e propria dipendenza da social.

Militando all’interno della struttura, credo sia compito della scuola sensibilizzare i giovani sulla questione, evidenziando l’importanza di vivere la propria vita in maniera “reale”, distinguendo il virtuale dal concreto e ricordando agli adolescenti – ma non solo – che il social non è in grado di offrire le medesime emozioni e opportunità del mondo vero, fatto di risate e pianti, di litigate e amori e di cose che si toccano, pungono e feriscono, riscaldano e avvolgono. Attraverso un opportuno insegnamento del ruolo del social si passa per forza per una riflessione sulle immagini, primario mezzo di comunicazione, molto più complesso di quel che si crede. In una società non solo delle immagini ma anche dei consumi, il marketing è fortemente condizionato dalla dirompente potenziale viralità dei contenuti diffusi attraverso le immagini. Si parla di “consumismo consapevole”, di “shopping experience” di “brand” e di “influencer”, termini portatori di un nuovo approccio, più cosciente, più “green” – per usare una parola “modaiola” – ma comunque legati ad una modalità impositiva della scelta: sono le immagini che ci dicono come vogliamo essere, con che filtro dobbiamo colorare i ricordi, che cosa vogliamo per il futuro, sono le immagini che ci influenzano continuamente e sono proprio tali immagini che dobbiamo imparare a decodificare, affinché la possibilità di scelta sia ancora qualcosa di concreto e di nostro. Vi devo dire la verità, cari lettori, tutto questo sproloquio è dovuto alle recenti chiacchierate che ho fatto a scuola con gli studenti nell’ultima settimana; a causa del Covid molti colleghi si sono ritrovati costretti a casa, mentre chi, come me, per ora superstite dei contagi ha dovuto saltellare da una classe all’altra per assicurare ore di lezione agli scolari. Come rendere giustizia a queste “ore buche”?ì Io credo che una buona idea sia quella di intrattenere i ragazzi facendoli parlare, chiedendo loro opinioni sugli argomenti più disparati, trattandoli come effettivi cittadini del mondo di domani; inevitabile la domanda di rito: “Qual è la materia che meno vi piace?”. Dopo questa settimana non cadrò più nell’errore, poiché la risposta è stata in prevalenza “Arte”. Non solo – ci tengo a specificarlo- la parte di teoria, ma anche quel che riguarda lo svolgimento pratico. Mi ha stupito come proprio la materia che per eccellenza tratta e studia le immagini, sia percepita come l’ora più “odiata” proprio da chi tra le immagini ci vive. Mi ha inoltre sbigottito ascoltare il tono sicuro di chi sosteneva l’inutilità della disciplina e la conseguente noia provata durante l’ora di lezione.

Al di là dell’ovvia insoddisfazione personale, vorrei provare a dare qualche motivazione per contrastare questo pensiero dilagante. Non mi soffermerei sul ruolo centrare che investe l’arte sul nostro territorio, né sul fatto che l’Italia possieda il maggior numero di siti riconosciuti dall’UNESCO, così come eviterei il discorso sul Rinascimento e quello sul patrimonio artistico costituito da architetture e opere d’arte che il resto del mondo ci invidia. Mi soffermo invece su altri aspetti. Conoscere la storia dell’arte significa essere in grado di interpretare monumenti e opere, e di conseguenza saper comprendere ciò che ci circonda, avere un pensiero critico è il primo passo verso la comprensione della necessità della salvaguardia dei nostri beni artistici; chi non conosce infatti svaluta e disprezza, la non conoscenza supporta lo sviluppo dell’ignoranza da cui scaturiscono odio e paura nei confronti di ciò – o di chi- ci appare diverso e strano. Non mi stancherò mai di sottolineare la fortuna di poter insegnare una materia interdisciplinare come questa: l’arte consente di approfondire e affrontare molte argomentazioni da diversi punti di vista, non solo le materie letterarie, ma anche gli ambiti scientifici. L’arte è disciplina centrale per superare le diversità, poiché le attività manuali permettono di collaborare e sostengono la socializzazione, l’uso della creatività favorisce l’integrazione perché quello a cui si fa ricorso è un linguaggio universale. Negli ultimi tempi anche l’Italia ha approvato la sfaccettatura terapeutica dell’attività artistica, che, attraverso modalità attive, permette di superare barriere comunicative, aiuta a sentirsi capaci di creare e stimola la conoscenza e l’accettazione del proprio Io interiore.

Salvatore Settis, storico dell’arte, sostiene che la storia dell’arte “aiuta a vivere”, e in numerosi articoli sottolinea il ruolo sociale e civile che la materia ricopre; Tommaso Montanari, altro studioso non meno noto, dimostra che lo studio della storia dell’arte allena al senso critico e al libero giudizio; molti neuroscienziati appoggiano la tesi secondo cui l’educazione artistica migliora l’attenzione e le funzioni cognitive. Aggiungerei che l’arte è proprio quella materia che esplica il linguaggio visivo, forma di comunicazione che assolutamente i giovani – oggi più che mai- devono essere in grado di padroneggiare. Lo studio del passato ci costringe a confrontarci con modelli differenti di abitudini e canoni e rammenta che non tutto ciò che sembra “farina del sacco del contemporaneo” sia in realtà una novità. Le immagini sono testimonianza di ciò che è stato, memoria indelebile di una storia che proprio attraverso tale linguaggio arriva a tutti. Saper descrivere e commentare un’opera sviluppa una particolare sensibilità critica assai utile oggi, nel mondo delle immagini, e libera chi sa decodificare i messaggi dal giogo della non scelta voluta dal consumismo. L’arte contemporanea ci sfida a riflettere e a mettere in gioco i principi dettati da una società che ci impone l’omologazione, pungola l’osservatore, lo induce a confrontarsi sulle più disparate tematiche, sul doppio, sull’identità, sull’appartenenza, sull’uguaglianza. Mai come ora l’apprendimento della storia dell’arte è chiamato ad essere svolto attivamente, in prima linea, perché l’arte ci mostra la realtà attraverso la finzione, e sono gli insegnanti che hanno l’arduo compito di aprire le menti e rendere i giovani individui in grado di comprendere il mondo che li circonda.
Ma, prima, bisogna (re)imparare a vedere.

Alessia Cagnotto