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Cosa succede in città

“Torino ferita”, un convegno a 40 anni dall’attentato alla Scuola di Amministrazione Aziendale

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ANNI DI PIOMBO

Mercoledì 11 dicembre, a partire dalle 9.00 del mattino, l’Aula consiliare del di Palazzo Lascaris a Torino ospiterà il convegno “Torino ferita, 11 dicembre 1979” promosso dall’Associazione “La porta di vetro” con il patrocinio e il sostegno del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte e l’adesione della Fondazione CRT e dell’Aiviter, l’associazione italiana vittime del terrorismo.

Quarant’anni fa, nello stesso giorno, si consumava uno degli episodi più cruenti e sanguinosi degli “anni di piombo” a Torino, con l’attentato dei terroristi di Prima Linea alla Scuola di Amministrazione Aziendale di via Ventimiglia, la prima businness school italiana. L’irruzione armata all’interno della SAA, mettendo in pratica un’idea criminale pianificata con la stessa “geometrica potenza” che vantavano in quegli anni le Brigate Rosse, provocò il ferimento di dieci persone tra studenti e docenti. In quel 1979 Torino visse uno dei suoi anni più bui e difficili, con gli attentati di Prima Linea che provocarono feriti e morti come la guardia carceraria Giuseppe lo Russo e l’ingegnere Carlo Ghiglieno, dirigente della Fiat. Il convegno, come ha osservato uno degli organizzatori e vittima dell’attentato, si pone l’obiettivo di affrontare il tema più generale della violenza, prestando attenzione ai risvolti umani, delle persone. Partendo da questa considerazione il programma prevede un confronto sul tema partendo dalla memoria storica con i testimoni dell’attentato e una riflessione con esponenti del mondo scolastico e del lavoro. Ritornando al programma, dopo l’introduzione del giornalista Michele Ruggiero, Presidente de La Porta di Vetro, e gli interventi di Mauro Salizzoni, Vicepresidente Consiglio regionale del Piemonte, Roberto Della Rocca, Presidente dell’Aiviter, Stefano Allasia, Presidente Consiglio regionale del Piemonte, si parlerà della “memoria storica” dell’evento. Moderati dal giornalista Luciano Borghesan, interverranno Vittorio Musso, già docente Master SAA, Giuliano Giampaolo, del direttivo dell’Aiviter, Rodolfo Poli, dirigente della Polizia di Stato, Giancarlo Caselli, magistrato tra i principali protagonisti della lotta al terrorismo e alla mafia. Il secondo tema della mattinata sarà “la violenza”. Moderati da Tiziana Bonomo, curatrice ex allieva SAA, interverranno Paolo Turin, già docente Master SAA, Roberto Maria Sparagna, magistrato della procura di Torino e il giornalista Domenico Quirico. Dopo una breve pausa il convegno, che si concluderà verso le 13,30, affronterà il terzo e ultimo tema, quello della “riflessione”. Moderati dal giornalista Paolo Griseri, interverranno Nino Boeti, già Presidente del Consiglio regionale del Piemonte, il professor Giorgio Pellicelli, Alessandro Magini, autore de “Le città ferite”, il professor Pietro Terna e Donatella Pacces, figlia di Federico Maria Pacces, fondatore della SAA.

Marco Travaglini

La Sanguigna di Leonardo di nuovo esposta

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Dal  prossimo 10 dicembre sarà possibile ammirare nuovamente l’Autoritratto di Leonardo da Vinci, la celebre “sanguigna” ospitata a Torino. Si potrà vedere nell’ambito della rassegna “Leonardo. Disegnare il futuro”,  fino all’8 marzo,  nelle sale della  Biblioteca Reale nella mostra “Il tempo di Leonardo. 1452 – 1519”, a cura dei Musei Reali, in chiusura dell’anno dedicato al 500° anniversario della morte del genio toscano.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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Lo stile Ghigo – Il governo dei  rinvii – Germano Benzi, il socialdemocratico – Lettere
Lo stile Ghigo
Il nuovo presidente del Museo nazionale del cinema  on. Enzo Ghigo ha posto la parola fine, dopo sei anni, alla direzione del Torino film  festival di Emanuela  Martini, ma nel contempo le ha annunciato una collaborazione esterna, considerata l’esperienza accumulata. Questo è lo stile istituzionale  di  Ghigo, lontano da chi vuole monopolizzare tutto in base alle appartenenze politiche . Il Museo è stato un feudo per troppi anni di gente di  sinistra e della “lobby gay” che voleva intitolare una sala del Museo ad un suo leader, degnissima persona, ma insignificante per la storia del cinema.
La storia di Ghigo presidente inizia bene all’ insegna del rinnovamento e dell’equilibrio, lo stesso che lo  ha ispirato quando presiedeva il governo regionale del Piemonte.
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Il governo dei  rinvii
Sembrava il governo più giacobino della storia italiana ,il governo delle tasse per eccellenza .Il governo Conte sta invece diventando il governo del rinvio, dei compromessi , delle liti continue e dell’ immobilismo. Pur di restare al potere sono pronti a tutto,cioè a vivacchiare in modo sfrontato. Ilva, Alitalia, Venezia, le autostrade che crollano e sono insicure, il dissesto idrogeologico, le spiagge mangiate dalle mareggiate sono problemi lontani dal Palazzo.
I cittadini sono consapevoli che il Paese sta letteralmente sprofondando in una crisi molto pericolosa, in una crisi che economicamente  evoca quasi la repubblica di Weimar. E ieri sono usciti articoli con un sondaggio che dice che il 48 per centro degli italiani  desidera l’uomo forte al potere,una stupida idea che non risolverebbe nulla e finirebbe per uccidere la democrazia . Dobbiamo tutti stare all’erta ed augurarci elezioni al più presto. Libere elezioni che mandino a casa i grillini e non spianino la strada ad avventure di destra estrema.Il popolo italiano ha tutta la saggezza per scegliere il proprio futuro.
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Germano Benzi, il socialdemocratico
Fu assessore comunale e regionale per tanti anni e divenne anche presidente del Consiglio Regionale del Piemonte bel 1980, in cambio del voto socialdemocratico alla seconda giunta di sinistra della Regione Piemonte che mancava della necessaria maggioranza. Nella legislatura successiva di pentapartito voleva restare presidente e, non ottenuta la rielezione, si dimise dal PSDI, tanto per dimostrare la sua ferrea coerenza. Poi verso fine legislatura ottenne un posto di sottogoverno e si dimise dal Consiglio regionale. Era un uomo fisicamente enorme, quasi un ammasso di carne, Gli piaceva bere e mangiare bene e gli piacevano le donne di cui non sempre si rivelò rispettoso perché rozzamente antifemminista. Il suo socialismo era un qualcosa di inesistente che avrebbe fatto la gioia di Fortebraccio, se avesse avuto modo di conoscerlo. Veniva dal Marp, una specie di Lega Nord degli anni 50. Era grossolano come Bossi, senza averne la furbizia politica.  Poi si convertì alla socialdemocrazia di Terenzio Magliano e successivamente a quella di Pier Luigi Romita. Malgrado fosse corpulento, passava molto agilmente da una corrente all’altra e, se necessario si suoi fini, da un partito all’altro. Il suo vero interesse era il potere. In lui mai uno slancio ideale . Lo misero persino a presiedere il Circolo degli Artisti,  senza averne la minima preparazione e in quel ruolo dimostrò tutta la sua rozzezza campagnina. Giunse persino a scrivere delle lettere di propaganda  elettorale su carta intestata  del Consiglio Regionale, ma questo marchiano errore, ai limiti della illegalità, fu tollerato dai comunisti che avevano bisogno del suo voto per tenere in piedi la giunta di sinistra di cui il fiero e grosso anticomunista Benzi divenne un paladino molto convinto. La Giunta che sosteneva era quella presieduta da Ezio Enrietti, socialista arrestato per alcune vicende poco limpide. Una volta Aldo Viglione presidente dal 1975  all’80 mi disse che mai avrebbe accettato il voto di Benzi. Già  nella I Repubblica ci furono personaggi alla Benzi ormai, e giustamente, del tutto dimenticati. Ma anche nell’attuale legislatura ci sono alcuni Benzi redivivi che con le loro battute  inqualificabili e stupide  fanno quasi rimpiangere il vero Benzi. Il che e’ tutto dire .
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Lettere    scrivere a quaglieni@gmail.com
La spiaggia scomparsa
Le mando questa fotografia scattata ieri alla spiaggia di Alassio totalmente scomparsa.
Cosa ne pensa?     Tina De Gilli
Ne penso molto male. Ci sono responsabilità comunali, regionali e nazionali. Toti  ha delle  colpe evidenti .Nessuno ha fatto il proprio dovere. La non spiaggia di Alassio ( città che vive esclusivamente di turismo  e di mare ) e’ oggi un esempio,neppure tra i più gravi,dello sfascio italiano . E’ molto triste dover constatare il decadimento in ogni campo. E’ la finis Italiae. Il comune di Alassio ha delle colpe particolari. Oggi per arrivare da Albenga ad Alassio ci sono due interruzioni con semaforo per frane del terreno sovrastante la strada. Queste frane sono ani che si ripetono,senza che mai si pensi as interventi radicali e non  tamponare in qualche modo la situazione.

Oggi al cinema

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Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

 

Aspromonte – La terra degli ultimi – Drammatico. Regia di Mimmo Calopresti, con Valeria Bruni Tedeschi, Marcello Fonte e Sergio Rubini. In un arretrato paese della Calabria, nel primo dopoguerra, allorché una donna muore di parto poiché non esiste un medico condotto, la popolazione decide di costruirsi una strada che la colleghi ai centri maggiori. Su ogni persona e su ogni decisione valgono le volontà del signorotto del paese. Durata 88 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Harpo)

La belle époque – Commedia. Regia di Nicolas Bedos, con Daniel Auteuil e Fanny Ardant. Victor e Marianne sono sposati, benché l’uno di carattere opposto all’altro. Lui vorrebbe ritornare al passato, lei guardare sempre avanti. Disegnatore disoccupato che rifiuta il presente e il digitale, Victor è costretto il tetto coniugale. A cacciarlo è Marianne, psicanalista dispotica che ha bisogno di stimoli e ne trova di erotici in François, il migliore amico di Victor. Vecchio e disilluso, Victor accetta l’invito della Time Traveller, una curiosa agenzia che mette in scena il passato. A dirigerla con scrupolo maniacale è Antoine, che regala ai suoi clienti la possibilità di vivere nell’epoca prediletta grazie a sontuose scenografie e ad un gruppo di eccellenti attori. Tutto è possibile, bere un bicchiere con Hemingway o sparare sull’aristocrazia del XVIII secolo. Victor sceglie di rivivere il suo incontro con Marianne, una sera di maggio del 1974 in un caffè di Lione, “La belle époque” appunto. Sedotto dal fascino dell’attrice che interpreta una Marianne ventenne, Victor con il passato trova il futuro. Durata 110 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Chico, Romano sala 3)

 

Cena con delitto – Knives out – Drammatico. Regia di Rian Johnson, con Daniel Craig, Chris Evans, Ana de Armas, Jamie Lee Curtis e Michael Shannon. Harlan Thrombey, romanziere, editore e carismatico patriarca di una bizzarra famiglia allargata, viene scoperto cadavere da una cameriera il mattino dopo una sontuosa festa di compleanno per i suoi 85 anni, la gola tagliata che sembra il risultato di un suicidio. La lussuosa villa di campagna vede l’arrivo di due ispettori di polizia, dell’investigatore privato Benoit Blanc e dei famigliare del ricco imprenditore. Con una eredità che fa gola ad ognuno dei componenti la famiglia, e con un’indagine che gratta sotto la superficie degli eventi, la costernazione lascia velocemente il posto al sotterfugio e al pregiudizio. Durata 131 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua, Classico anche V.O., Eliseo Grande, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)

 

La famiglia Addams – Animazione. Regia di Greg Tiernan e Conrad Vernon. Non più Anjelica Huston e soci a dar vita alle avventure di Morticia, Gomez e Mercoledì, del nucleo familiare più strampalato e horror del cinema, bensì una compagine animata che da noi può vantare voci famose, da Pino Insegno alla nonna rock Loredana Berté, da Raoul Bova a Virginia Raffaele. Questa volta i nostri dovranno vedersela con l’affascinante Margaux, una conduttrice di reality show al colmo della celebrità, subdolamente desiderosa di vedere il mondo nei più dolci color pastello. Durata 105 minuti. (Uci)

 

La famosa invasione degli orsi in Sicilia – Animazione. Regia di Lorenzo Mattotti. Dal racconto illustrato di Dino Buzzati, edito nel 1945. Nel tentativo di ritrovare il figlio da tempo perduto e di sopravvivere ai rigori di un terribile inverno, Leonzio, il Grande Re degli Orsi (è Toni Servillo a prestagli la voce), decide di condurre il suo popolo dalle montagne alla pianura, dove vivono gli uomini. Grazie al suo esercito e all’aiuto di un mago, riuscirà a sconfiggere il malvagio Granduca e a trovare finalmente il figlio Tonio. Ben presto tuttavia Re Leonzio si renderà conto che gli orsi non sono fatti per vivere nella terra degli uomini. Durata 82 minuti. (Greenwich Village sala 2)

Il giorno più bello del mondo – Commedia. Di e con Alessandro Siani, con Stefania Spampinato e Sara Ciocca. A tre anni da “Mister Felicità”, Siani affronta il suo quarto film: ovvero la squattrinata esistenza di un ragazzo napoletano, Arturo Meraviglia, di professione impresario teatrale, grandi difficoltà e futuro più che imprecisato. Fino al giorno in cui inaspettatamente “eredita” da un vecchio zio un paio di ragazzini, Gioele e Rebecca, di cui dovrà occuparsi. E la sua vita, grazie a questi nuovi arrivi, può cambiare: che succederebbe infatti se si potessero sfruttare, con tutta l’ingegnosità partenopea nel campo, gli speciali poteri che Gioele mostra di possedere? Durata 104 minuti. (Uci)

 

Le Mans ’66 – La grande sfida – Azione. Regia di James Mangold, con Christian Bale e Matt Damon. CarrollShelby è il pilota che nel ’59 ha vinto la 24 ore di Le Mans, la più ardua delle gare automobilistiche. Quando scopre di non poter più correre per una grave patologia cardiaca si dedica a progettare e vendere automobili. Con lui c’è il suo fedele amico e collaudatore Ken Miles, dotato di uno spiccato talento per la guida, ma anche di un carattere complicato. insieme accetteranno la sfida targata ford di sconfiggere la ferrari e si batteranno per vincere una nuova 24 ore di le mans, contro tutti, a bordo di un nuovo veicolo messo a punto da loro stessi. durata 152 minuti. (Lux sala 1, Uci)

L’immortale – Drammatico. Regia di Marco D’Amore, con Marco D’Amore. Ciro di Marzio, detto l’Immortale, è stato ripescato dopo il colpo di pistola al petto ricevuto da Jenny e la caduta nelle acque del mare di Napoli. Don Aniello gli spiega che la sua resurrezione gli permette quello che per altri è solo un sogno: ripartire da capo. Gli affida l’incarico di fare da intermediario con la mafia russa a Riga, in Lituania, dove però i russi sono in guerra con la criminalità locale. Per far arrivare la droga, Ciro si appoggia all’attività di sartoria di Bruno, ovvero colui che lo ha aiutato quando era ragazzo a Napoli. Una collaborazione che ha il potere di far riaffiorare in lui molti ricordi. Durata 116 minuti. (Massaua, Greenwich Village sala 3, Ideal, Reposi, The Space, Uci)

L’inganno perfetto – Drammatico. Regia di Bill Condon, con Helen Mirren, Ian McKellen e Jim Carter. Roy è un vispo ottantenne, pronto a rivelarsi una perfetta canaglia che proprio grazie ai suoi comportamenti raffinati circuisce il prossimo con perfette truffe finanziarie: se qualcuno pensasse di farsi risarcire in qualche modo, Roy non ci pensa su due volte a ricorrere all’omicidio. Quando su un sito di cuori solitari incontra la simpatica Betty, una simpatica vedova con curioso nipote a carico, che tappa dopo tappa gli mette a disposizione casa, affetti e quattrini, ecco che l’uomo non si ferma davanti all’idea di comportarsi con lei come ha fatto con tanti altri. Ma chi imbroglia chi? e i sospetti del ragazzo non sono lì a dimostrarsi veri, certezze che possono virare la storia in tutt’altra direzione? Anche perché un viaggio a Berlino può rivangare una vicenda di sangue che Roy aveva seppellito da tempo. Durata 109 minuti. (Centrale anche V.O., Due Giardini sala Nirvana, F.lli Marx sala Groucho, Reposi, The Space, Uci anche V.O.)

 

Maleficent 2 – Signora del Male – Fantastico. Regia di Joachim Rønning, con Angelina Jolie, Michelle Pfeiffer e Elle Fanning. Aurora e Filippo annunciano il loro fidanzamento, il matrimonio unirà non soltanto due terre ma anche i due regni degli umani e delle creature magiche. Se i genitori del principe sono apparentemente entusiasti all’idea, Malefica, che ha cresciuto Aurora come una figlia, è più diffidente; memore, per averlo sperimentato, del dolore atroce che l’amore può causare. La cena di fidanzamento è l’inizio dei guai: Malefica, già ferita dalla richiesta di Aurora di coprirsi le corna, e cioè di celare la propria natura, reagisce alle provocazioni della futura consuocera Ingrith: e la miccia prende fuoco. Durata 118 minuti. (Uci)

 

Il paradiso probabilmente – Commedia. Regia di Elia Suleiman, con Gael Garcìa Bernal e Elia Suleiman. La storia di Es che, fuggito dalla Palestina in cerca di una patria alternativa o di una terra che lo accolga, si renderà conto che il suo paese d’origine lo segue come un’ombra. La promessa e la speranza di una nuova vita si trasformano rapidamente in una commedia dell’assurdo, per quanto si allontani dal suo paese e visiti città a lui sconosciute come New York o Parigi, c’è sempre qualcosa che gli ricorda casa. Il film è un racconto, tra il comico e l’assurdo, della ricerca e dell’esplorazione dell’identità, della nazionalità e dell’appartenenenza, che pone una domanda fondamentale: dov’è il posto dove ci possiamo sentire davvero “a casa”? Durata 97 minuti. (Nazionale sala 1)

 

Parasite – Drammatico. Regia di Bong Joon-ho. Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes. Ki-woo vive in un modesto appartamento sotto il livello stradale. La presenza dei genitori e della sorella rende le condizioni abitative difficoltose, ma l’affetto familiare li unisce nonostante tutto. Insieme si prodigano in lavoretti umili per sbarcare il lunario, senza una vera e propria strategia ma sempre con orgoglio e una buona dose di furbizia. La svolta arriva con un amico di Ki-woo, che offre al ragazzo l’opportunità di sostituirlo come insegnante d’inglese della figlia di una ricca famiglia: il lavoro è ben pagato e la villa del signor Park, dirigente di un’azienda informatica, è un capolavoro architettonico. Il ragazzo ne è talmente entusiasta che, parlando con la signora Park dei disegni del figlio più piccolo, intravede un’opportunità da cogliere al volo, creando un’identità segreta per la sorella come insegnante di educazione artistica e insinuandosi ancor più in profondità nella vita degli ignari sconosciuti: sino ad una inattesa scoperta nel finale. Durata 132 minuti. (Museo del Cinema – Massimo sala Rondolino V.O., Nazionale sala 2)

 

Qualcosa di meraviglioso – Biografico. Regia di Pierre François Martin-Laval, con Gérard Depardieu e Assad Ahmed. Da una storia vera. Nel maggio del 2011, un padre lascia il Bangladesh con suo figlio in cerca di stabilità e speranza. C’è anche Fahim, un gran talento per gli scacchi. Padre premuroso e protettivo, Nura tace al figlio le violenze che agitano il loro paese e giustifica la loro partenza con la promessa di fargli incontrare in occidente un grande maestro di scacchi. Ma arrivati in Francia le cose non si rivelano così semplici. A semplificare la partita e l’amministrazione francese ci pensa il vecchio Charpentier, campione di scacchi di grande mole e saggezza. Accolto nella sua aula, Fahim imparerà rapidamente le regole del gioco e della vita. Durata 107 minuti. (Romano sala 1)

Le ragazze di Wall Street – Commedia. Regia di Lorene Scarafia, con Jennifer Lopez, Julia Stiles e Madeline Brewer. Alla crisi finanziaria del 2008 che vede assottigliarsi i clienti nel locale dove esercitano, un gruppo di lap dancer cerca di far fronte escogitando una serie di truffe ai danni di broker, dove alla base stanno gli adescamenti, la droga e i furti. JLo, splendida cinquantenne, la fa da padrona e la sfrontata quanto carismatica bellezza finirà col raccogliere un folto pubblico (soprattutto femminile), in vena di ribellione. Durata 104 minuti. (Uci)

 

The Irishman – Drammatico. Regia di Martin Scorsese, con Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci, Harvey Keitel e Anna Paquin. Una stupenda, densa sceneggiatura firmata da Steven Zaillian, come sempre un capolavoro di montaggio da parte dell’abituale collaboratrice Thelma Schoonmaker, Pacino vicinissimo all’Oscar in vero stato di grazia (come Joe Pesci, lontanissimo nelle sue malinconie dall’esuberanza assassina di “Quei bravi ragazzi”, pronto come un serafico nonno a cercare l’affetto di una bambina): Scorsese abbandona, nel suo crepuscolo cinematografico, le tinte forti, certo non abbandona la mafia italoamericana, ma ne traccia i bilanci con un profilo estremamente basso, i colpi delle pistole continuano ad echeggiare tra le strade di New York, ma sembra che ad ogni regolamento di conti il regista abbia voluto mettere il silenziatore. La storia di Frank Sheeran, sicario della mafia e veterano della seconda guerra mondiale (su suolo italiano), il suo voltarsi indietro, ormai chiuso a girare in carrozzina tra i corridoi di una casa di riposo per anziani, a ripensare alla sua scalata nell’universo del crimine. Il perno di una vita è l’amicizia e il tradimento di Jimmy Hoffa, il celebre sindacalista degli autotrasportatori il cui corpo non venne mai ritrovato, “guida” di una certa politica a stelle e strisce, raccoglitore di certo scontento nazionale, e poi l’elezione di Kennedy e il suo assassinio, e poi il fallimento dell’operazione della Baia dei Porci, e altro ancora, attraverso decenni di Storia (Sheeran morì nel dicembre del 2003). Un grande affresco, dalle parti del capolavoro: e la bellezza di vedere un film in una sala cinematografica. Durata 209 minuti. (Greenwich sala 2 V.O.)

L’ufficiale e la spia – Drammatico. Regia di Roman Polanski, con Jean Dujardin, Louis Garrel e Emmanuelle Seigner. La vicenda del capitano francese Alfred Dreyfuss, giovane militare di origine ebrea, accusato ingiustamente di alto tradimento, come spia dei tedeschi. Nel gennaio 1895, nel cortile dell’Ecole Militaire di Parigi un ufficiale dell’esercito francese, Georges Picquart, assiste alla condanna all’esilio del giovane militare, inviato all’Isola del Diavolo, al largo della costa della Guyana francese. All’indomani, Picquart viene promosso e messo a capo dell’unità di controspionaggio militare e si rende conto che, nonostante l’esilio di Dreyfus, le informazioni segrete francesi giungono egualmente ai tedeschi. L’ufficiale si convince che il collega è stato accusato ingiustamente e che la spia è ancora tra loro. Picquart inizia le proprie indagini, scontrandosi con il suo stesso Paese e con il rischio di compromettere la sua stessa carica militare: mentre Dreyfus viene umiliato in prigionia e sottoposto a processi farsa che non mutano la sua situazione. Dodici anni di indagini, sino a scoprire il vero colpevole: merito anche di Emile Zola, che prese le difese dell’accusato con l’articolo “J’accuse”, apparso su L’aurore, dove accusava la Terza Repubblica Francese di antisemitismo. Durata 126 minuti. (Ambrosio sala 3, Eliseo Blu, Romano sala 2, Uci)

 

Gli uomini d’oro – Drammatico. Regia di Vincenzo Alfieri, con Fabio De Luigi, Edoardo Leo, Giampiero Morelli e Gianmarco Tognazzi. Una storia tutta torinese, un racconto tolto dalle colonne dei giornali, un colpo datato 1996 da parte di un pugno di balordi, dipendenti delle Poste, una vita opaca e regolare sovvertita all’improvviso per il pensiero fisso di evadere da tutto quel grigiume. Torino, la provincia e qualche eroe che tornava dal sole del Centramerica a raccontare di paradisi, di belle figliole e di esistenze senza problemi. Annoiati uomini d’oro, in cerca dell’ultima evasione, quella che ti mette a posto per sempre. Evasione che ha nome rapina, il 26 giugno di ventitré anni fa, un bottino di oltre due miliardi, una carrettata di soldi presi da dieci uffici postali, tutto di una facilità enorme, il piano escogitato tra la val di Susa e l’alessandrino, uno scambio tra carta straccia e banconote vere, il finale fatto di morti, di fughe improvvisate verso l’Albania e la Bolivia, di processi. Il gruzzolo sostanzioso in piccola parte ritrovato, il grosso chissà ancora oggi dove andarlo a cercare. Durata 110 minuti. (Massaua)

Un giorno di pioggia a New York – Commedia. Regia di Woody Allen, con Thimotée Chalamet, Elle Fanning, Jude Law, Selena Gomez, Diego Luna e Liev Scheriber. Due giovani fidanzati trascorrono un fine settimana nella Grande Mela: lui, che abita in città e non vede l’ora di vestire gli abiti del cicerone, si chiama Gatsby (!) Welles, ama le citazioni letterarie e il cinema classico, di notte va in un vecchio bar per ascoltare Erroll Garner, lei arriva da Tucson, in Arizona, e dirige il giornale della piccola università locale, ne approfitterà per un’intervista ad un celebre regista. La quale cambierà i programmi del soggiorno della ragazza, affaccendata a conoscere persone nuove e importanti del mondo del cinema e a rifiutare gli inviti che le vengono dai genitori del fidanzato, mentre Gatsby otterrà una parte in un film accanto alla seducente Shannon. Durata 92 minuti. (Ambrosio sala 2 anche V.O., Massaua, Eliseo Rosso,Greenwich Village sala 1 e sala 2 V.O.,Ideal, Reposi, The Pace, Uci)

 

 

 

Shopping natalizio? Niente paura, navette gratis nel week end

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torino centro navette gratis

Navette gratis per tutte le festività. Una mossa per incentivare l’uso dei messi pubblici. Ma attenzione: la sosta è a pagamento sulle strisce blu, anche nei festivi.

A partire da sabato 7 dicembre e fino al 6 gennaio 2020 si viaggia gratuitamente sulle navette delle Linee Star a Torino, che coprono tutta la zona centrale città. Il sabato e nei giorni festivi (escluso il 25 dicembre) il viaggio sulle navette che percorrono il centro sarà gratuito. In questo periodo il servizio di queste linee inizierà alle 09:00 e terminerà alle 19:30. 

Per incentivare la rotazione delle auto, dall’8 al 22 dicembre la sosta a pagamento sarà estesa anche nei giorni festivi a tutte le strisce blu del centro (le sottozone A).

Le navette gratis hanno lo scopo di incentivare l’uso dei mezzi pubblici e ridurre il più possibile il traffico in giorni di massima congestione per migliorare la mobilità in tutto il centro città.

Bus diretto aeroporto-centro città in meno di 30 minuti

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Nuovo servizio

Il nuovo servizio Express di Arriva Sadem, senza fermate intermedie, prenderà il via l’8 dicembre 2019, con frequenza ogni mezz’ora dal lunedì al venerdì e ogni ora nel weekend, per soddisfare le necessità di mobilità dei passeggeri aeroportuali.

 Prende il via il nuovo servizio Express dall’Aeroporto di Torino per il centro Città operato da Arriva Sadem. Il collegamento bus diretto tra l’Aeroporto e le stazioni ferroviarie di Porta Susa e Porta Nuova a Torino sarà attivo a partire dall’8 dicembre 2019 e consentirà ai passeggeri dello scalo, in 29 minuti di viaggio fino a Porta Susa, di usufruire di un servizio dedicato senza fermate intermedie.

Il nuovo percorso diretto, infatti, ridurrà di circa 20 minuti l’attuale tempo di percorrenza tra i due capolinea, grazie all’utilizzo del raccordo autostradale RA10 e andrà a soddisfare una domanda di mobilità diversificata tra il target degli utenti dell’aeroporto e quello dei residenti, senza che i servizi si sovrappongano.

Il bus Express vedrà partenze ogni mezz’ora, al minuto 0’ e al minuto 30’, dal lunedì al venerdì. In direzione Torino Airport la prima corsa diretta sarà alle 6:30 e l’ultima sarà effettuata alle 23:30; verso il centro Città, invece, il primo link diretto partirà alle 9:00, con l’ultima corsa alle 23:00.

Nel weekend, la frequenza delle corse dirette sarà ogni ora, con partenza al minuto 30’. In direzione Torino Airport la prima corsa sarà alle 7:30 e l’ultima sarà effettuata alle 22:30; verso il centro Città, invece, il primo link diretto partirà alle 7:30, con l’ultima corsa alle 22:30.

La riorganizzazione delle corse di Arriva Sadem sulla direttrice da Torino Airport verso il centro Città mantiene comunque operativa anche l’offerta già esistente sul percorso locale, che prevede fermate, oltre che in Aeroporto, presso Caselle Torinese, Borgaro Torinese, e fermate intermedie a Torino, con partenza al minuto 15’ e 45’ e durata del tragitto pari a 40 minuti fino a Porta Susa e a 50 minuti fino a Porta Nuova.

Le tariffe di tutti i bus sulla linea Torino Airport-centro Città sono pari a 7,00 euro per la corsa singola e 13,00 euro per il ticket di andata/ritorno. I biglietti sono acquistabili con diverse modalità: in Aeroporto nella nuova Area Arrivi presso il corner dedicato, a bordo degli autobus, grazie al sistema contactless Pay&Go o presso le rivendite a terra autorizzate.

“L’aeroporto principale del Piemonte aveva bisogno da tempo di un collegamento con la città più rapido e diretto. Il nuovo servizio Express è un primo importante passo per valorizzare il plus distintivo della vicinanza dell’Aeroporto di Torino con il centro cittadino, dove le due stazioni ferroviarie consentono gli ulteriori spostamenti. Siamo certi che i viaggiatori lo apprezzeranno e ci daranno lo stimolo per implementare ancora di più il servizio quando sarà completato il passante di corso Grosseto e il servizio ferroviario ci darà un’ulteriore possibilità di rendere la destinazione sempre più appetibile” commenta l’Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Marco Gabusi.

Andrea Andorno, Amministratore Delegato Torino Airport dichiara: “Grazie a questo veloce collegamento, l’Aeroporto di Torino si avvicina ancora di più alla città, confermando il proprio ruolo di primaria infrastruttura al servizio di Torino e dei torinesi, i quali, dal prossimo 8 dicembre, vedranno ridursi la durata complessiva degli spostamenti da casa alla meta finale dei propri viaggi in aereo. Ci tengo a sottolineare che a beneficiare del servizio sarà anche il Piemonte e non solo; attraverso la riduzione del tempo di percorrenza e i collegamenti intermodali nelle principali stazioni ferroviarie, l’Aeroporto sarà infatti più facilmente raggiungibile per chi si reca in treno a Torino da qualsiasi territorio circostante. Con questo collegamento diretto per la città destinato ai viaggiatori si allinea finalmente l’offerta a quanto accade negli altri aeroporti, ponendo fine all’ ‘anomalia torinese’ riscontrata da passeggeri e compagnie aeree in termini di servizio (presenza di fermate e durata anomala rispetto alla distanza reale) per chi arriva a visitare la città e la regione. Ringrazio personalmente la Regione Piemonte e Arriva Sadem per aver accolto una domanda proveniente dai nostri passeggeri e anche dai vettori”.

“È un servizio che avevamo in progetto da tempo e che finalmente e con orgoglio riusciamo a lanciare, tra l’altro in un periodo dell’anno molto particolare, perché in prossimità con le ferie natalizie, quando i passeggeri avranno maggiore necessità di mobilità e celerità. Il servizio Express è proprio studiato per loro: gli utenti che per diletto o per lavoro hanno bisogno di muoversi con estrema velocità” afferma Valentina Astori, Amministratore Delegato Arriva Sadem.

“Come Gruppo Arriva stiamo puntando molto ai servizi di mobilità che vanno al di là del normale trasporto urbano o extraurbano della città. L’Express di Arriva Sadem è la prima di una serie di novità che vorremmo lanciare nel 2020” ribadisce Angelo Costa, Amministratore Delegato Arriva Italia.

GiovedìScienza: in fondo al lago c’è la storia del clima

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Uno scrigno di informazioni sul passato del clima e il suo futuro

Giovedì 5 dicembre  Ore 17.45

Teatro Colosseo – Via Madama Cristina, 71, Torino

 

Con Antonello Provenzale, Golden Badge Award della European Geophysical Society, professore invitato all’Ecole Normale Supérieure e all’Université Curie di Parigi, all’Università del Colorado e alla Ben Gurion University in Israele. Coordinatore del progetto europeo H2020 “ECOPOTENTIAL”, Laura Sadori, Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università Sapienza di Roma e Giovanni Zanchetta, geochimico all’Università di Pisa e responsabile di progetti sullo studio delle variazioni climatiche nel bacino del Mediterraneo e in Sudamerica.

Il nostro Pianeta è inequivocabilmente di fronte ad una grave emergenza climatica. Ce lo dicono a chiara voce oltre 11000 scienziati da tutto il mondo e le innumerevoli associazioni che combattono quotidianamente con questa minaccia. Lo gridano Greta Thunberg all’Onu e i giovani del Friday for Future nelle piazze… A GiovedìScienza è tempo di parlare di cambiamento climatico: capire come è cambiato il clima nel passato è necessario per metterci in una giusta prospettiva sulla situazione presente. In questo lavoro di ricerca, i laghi e i sedimenti accumulati sul loro fondale costituiscono preziosi archivi naturali di indicatori biologici e geochimici, attraverso i quali è possibile comprendere meglio le variazioni climatiche in corso e le loro cause.

Il prossimo 5 dicembre al Teatro Colosseo di Torino i protagonisti saranno tre importanti scienziati italiani – Antonello Provenzale, Laura Sadori e Giovanni Zanchetta – coinvolti in un progetto di ricerca internazionale nell’ambito dell’International Continental Scientific Drilling Program.

Una perforazione profonda 568 metri nel lago di Ohrid, tra Macedonia del Nord e Albania, il più antico d’Europa, ci permette di fare un viaggio indietro nel tempo di 1,4 milioni di anni per studiare le variazioni del clima nel Mediterraneo. Un percorso affascinate alla scoperta di pollini e di altri indicatori ambientali antichissimi che molto hanno da raccontare sull’emergenza attuale.

I relatori:

Antonello Provenzale

Dirige l’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR. La sua attività di ricerca riguarda le interazioni clima-geosferabiosfera e la dinamica degli ecosistemi. Golden Badge Award della European Geophysical Society, professore invitato all’Ecole Normale Supérieure e all’Université Curie di Parigi, all’Università del Colorado e alla Ben Gurion University in Israele, è coordinatore del progetto europeo H2020 “ECOPOTENTIAL”. È inoltre coordinatore della GEO Global Ecosystem Initiative, oltre che autore di 150 articoli su riviste scientifiche, nonché di libri e articoli divulgativi.

Laura Sadori

Laureata in Scienze Naturali, lavora presso il Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università Sapienza di Roma. Svolge ricerche paleoecologiche, dedicandosi a lavori intesi a ricostruzioni paleoambientali e paleoclimatiche nel bacino del Mediterraneo, alla valutazione dell’impatto

antropico e alle modifiche indotte dal clima utilizzando il polline fossile conservato nei sedimenti. E’ vicepresidente di IFPS (International Federation of Palynological Societies) e di INQUA (International Union for Quaternary Research) e autrice di oltre 150 articoli scientifici e capitoli di libro.

Giovanni Zanchetta

Nato a Lucca nel 1965, si iscrive a Geologia per diventare archeologo della preistoria. Laureatosi a Pisa in Geologia del Quaternario, ha lavorato all’Università di Glasgow e all’Osservatorio Vesuviano di Napoli. Da archeologo mancato, oggi è professore ordinario presso l’Università di

Pisa in geochimica. È responsabile di progetti sullo studio delle variazioni climatiche nel bacino del Mediterraneo e in Sudamerica. Ha firmato 200 lavori scientifici citati più di 6000 volte.

 

 

GIOVEDÌSCIENZA 34a EDIZIONE

La Scienza in diretta settimana per settimana

Torino. 14 novembre 2019 – 5 marzo 2020

La scienza è per tutti. Non quella delle formule matematiche incomprensibili ma quella delle scoperte mediche rivoluzionarie, degli studi che tutelano il pianeta, dei viaggi straordinari alla scoperta dei misteri dello spazio.

La trentaquattresima edizione di GiovedìScienza, sarà, ancora una volta, il luogo dove pubblico e protagonisti della ricerca scientifica si incontreranno, per approfondire e dibattere sui grandi temi di attualità e le principali tappe del progresso scientifico. Dal passato che ci racconta l’emergenza climatica dei nostri giorni al calo demografico in atto nel nostro Paese, dalle neuroscienze alla cardiochirurgia, dalla chimica del cibo allo sconfinato mondo dei microrganismi sulle piante. Dalla storia della scuola veterinaria piemontese, la più antica in Italia, a una storia fatta di macchine, uomini e buone idee: l’informatica nata a Ivrea.

11 le conferenze in programma, più due appuntamenti dedicati alle scuole. Tre le sedi che ospiteranno la rassegna: il Teatro Colosseo, l’Aula Magna della Cavallerizza Reale dell’Università di Torino e l’Aula Magna “Giovanni Agnelli” del Politecnico di Torino.

 

Giovedì 14 novembre si terrà la prima conferenza aperta al pubblico, “Italiani poca gente”. Antonio Golini, il più autorevole demografo italiano, affronterà le prospettive del futuro demografico italiano, europeo e mondiale dal punto di vista sociale, statistico e finanziario. Per celebrare i 250 anni della prima scuola veterinaria italiana, giovedì 21 novembre Domenico Bergero, Marco Galloni e Paola Sacchi illustreranno al pubblico i progressi della medicina veterinaria, una storia ricca di scoperte e scienziati importanti e poco noti. Giovedì 28 novembre il Teatro Colosseo di Torino ospiterà Gérard Mourou, premio Nobel per la fisica 2018, con la conferenza “Il laser a luce estrema”. La ricerca di Mourou sull’amplificazione dei laser comincia negli anni ’80 fino al riconoscimento del Premio Nobel, vinto nel 2018 assieme alla canadese Donna Strickland. Antiche informazioni che potrebbero essere molto utili per prevedere il futuro climatico che ci attende arriveranno giovedì 5 dicembre con Antonello Provenzale, Laura Sadori e Giovanni Zanchetta.

Ad aprire il 2020, giovedì 16 gennaio, Dario Bressanini, chimico e divulgatore scientifico, accompagnerà il pubblico attraverso i processi chimici e fisici che si innescano durante la preparazione dei nostri piatti preferiti con la conferenza “Scienza in cucina”. La vincitrice del Premio Nazionale GiovedìScienza 2019, Edwige Pezzulli, astrofisica e divulgatrice scientifica, esplorerà le galassie più primitive con la conferenza “I primi buchi neri dell’Universo” giovedì 23 gennaio. “Bambini da conoscere meglio”, giovedì 30 gennaio, è la conferenza con cui Laura Cancedda ci racconterà dei meccanismi alla base dello sviluppo neurologico e responsabili dicondizioni genetiche come la sindrome di Down in un interessante viaggio all’interno del cervello umano. “L’Italia dell’informatica” storie di macchine, uomini e buone idee si intrecciano il 6 febbraio. Dal primo congresso di informatica del 1840 svoltosi a Torino fino ai gloriosi anni di Olivetti, insieme a Filippo Demonte, Gastone Garziera e Angelo Raffaele Meo. Giovedì 20 febbraio, Mauro Rinaldi, il cardiochirurgo presente al primo trapianto di cuore in Italia parlerà al pubblico del futuro della ricerca in cardiochirurgia con la conferenza “Una nuova vita”. Federico Nati, astrofisico sperimentale, condividerà con il pubblico, giovedì 27 febbraio, la sua avventura glaciale e le sfide nel costruire Blast, un telescopio capace di osservare il cielo sorvolando il polo Sud, appeso a un pallone. Ultimo appuntamento della 34esima edizione, giovedì 5 marzo, Paola Bonfante, biologa vegetale tra le ricercatrici più citate al mondo e Renato Bruni, docente e divulgatore, analizzeranno il complesso e continuo rapporto tra esseri umani e lo sconfinato numero di microrganismi per noi invisibili che non ci lasciano mai veramente soli.

 

Speciale Scuole

Di misteri e opportunità nel mondo dei videogiochi all’alba del 2020 parleranno, giovedì 7 novembre alle ore 10, Marco Mazzaglia e Daniele Biolatti agli studenti del triennio della scuola superiore di II grado con uno Speciale GiovedìScienza per il Festival della Tecnologia. Le innovazioni e le possibilità di carriera offerte dal mondo dei videogame, con particolare attenzione alla gestione dei dati condivisi in rete e del loro valore per le aziende di settore. Giovedì 6 febbraio, alle ore 10, verrà presentata agli studenti della scuola secondaria di I grado, la LIS (Lingua dei Segni Italiana), imprescindibile strumento, di tutti e per tutti, di comunicazione, integrazione, identità e cultura. In questo viaggio gli studenti saranno accompagnati da 4 relatrici sorde: Valentina Bani, Giusy Corvino, Chiara Di Monte e Valentina Foa.

 

Alla costante ricerca di nuovi modi per parlare di scienza al pubblico, GiovedìScienza sperimenta una diversa modalità di incontro: la conferenza partecipativa. Grazie alla preziosa collaborazione con la rete delle Biblioteche Civiche Torinesi, GiovedìScienza esce dalle sedi tradizionali per approdare alle biblioteche di quartiere con il programma GiovedìScienza Biblio_Tour. 5 incontri dal 12 dicembre 2019 al 13 maggio 2020. La presentazione degli appuntamenti che tratteranno i temi previsti dall’Agenda 2030 sarà il 12 dicembre alle 17.45 alla Biblioteca Civica Centrale.

Confermata anche quest’anno la traduzione in LIS (Lingua dei Segni Italiana) di alcune conferenze con un’importante novità: il coinvolgimento di alcune sedi regionali ENS Ente Nazionale Sordi, dove le conferenze saranno trasmesse in diretta live. Ai partecipanti sarà messo a disposizione un numero WhatsApp che consentirà loro di porre alcune domande al relatore nella parte finale della conferenza come è nella consuetudine degli incontri in sala.

 

Un’edizione quella di quest’anno che guarda sempre di più ai nuovi pubblici, anche distanti geograficamente. Finestre sulle attività dell’Associazione sono il sito internet, la diretta streaming delle conferenze sul canale YouTube, l’archivio on demand degli incontri in italiano, in inglese e in LIS. La newsletter digitale e la condivisione quotidiana di approfondimenti su tutti i canali social garantiscono una dimensione partecipativa e democratica e consentono il superamento dei limiti della dimensione fisica dell’evento. Quella di GiovedìScienza è una vera e propria comunità di appassionati in continua interazione.

 

Nell’ambito della trentaquattresima edizione si svolgerà la nona edizione del Premio Nazionale GiovedìScienza, il riconoscimento per la divulgazione scientifica rivolta ai ricercatori Under 35. Per il nono anno consecutivo verrà indetta una call per i ricercatori di tutta Italia, con un occhio attento anche all’imprenditorialità e all’innovazione – con i premi GiovedìScienza Futuro e Industria 4.0 – e il Premio speciale “Elena Benaduce” per le ricerche dedicate alla persona e al miglioramento della qualità della vita. (Per info: premio@centroscienza.it)

La 34a edizione di GiovedìScienza è ideata e organizzata dall’Associazione CentroScienza Onlus, promossa da Regione Piemonte e Comune di Torino, con il sostegno della Compagnia di San Paolo e il contributo di: Fondazione CRT, Banca d’Alba, Camera di commercio di Torino, UniCredit Spa. In collaborazione con: Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino, Accademia delle Scienze di Torino, Città metropolitana di Torino, Ce.Se.Di Centro Servizi Didattici, Biblioteche Biviche Torinesi, Ambasciata di Francia – Institut Français. L’iniziativa si svolge nell’ambito del Sistema Scienza Piemonte. Social Media Partner: Torinoscienza. Partner tecnico: Acuson Srl Sistemi integrati multimediali. Supporter: Teatro Colosseo, TopiXi,. Associazione volontari Solidarietà Insieme2010.  Per le traduzioni in LIS un particolare ringraziamento a: ENS Ente Nazionale Sordi, alla Città di Torino – Infoma disAbile, servizio per sordi e Exar.

www.giovediscienza.it

Il presepe, che magia!

in Cosa succede in città

La magia del presepe rivive nella mostra di diorami di carta e di vetro provenienti da tutto il mondo, a cura dell’Associazione nazionale italiana dell’amicizia con il contributo del Consiglio regionale del Piemonte in occasione delle festività natalizie.

L’esposizione “Presepi nella tradizione artistica e popolare del mondo” sarà inaugurata a Torino, mercoledì 11 dicembre 2019, alle ore 17 presso la Sala Viglione di Palazzo Lascaris.

Sarà poi possibile vedere i presepi sino al 15 gennaio 2020 presso l’Urp del Consiglio regionale (via Arsenale 14) e la Biblioteca della Regione Piemonte “Umberto Eco” (via Confienza14).

Al “vernissage” interverranno, tra gli altri,  il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia, e i curatori della mostra Mara Minasi, storica dell’arte specializzata in archeologia ed iconografia cristiana, e l’architetto Roberto Nivolo.

I presepi esposti sono stati realizzati interamente a mano: veri e propri “quadri tridimensionali” in cui ogni artista proveniente da ogni parte del mondo ha riprodotto i temi legati alla Natività secondo la propria sensibilità e il proprio stile, privilegiando un’ambientazione popolare.

Inoltre, nella Galleria Belvedere di Palazzo Lascaris,  sarà possibile ammirare il presepe a dimensioni naturali realizzato dall’artigiano pinerolese Annibale Cappa.

MB

Una settimana al Centro Congressi dell’Unione Industriale

in Cosa succede in città

Martedì 3 dicembre, alle ore 18,00

NUOVA BN, SIX COMM GROUP e ZOOM
NUOVA BN: Dal 1979 Nuova BN progetta e costruisce tavoli operatori radio chirurgici migliorandone continuamente tecnologia e funzionalità seguendo l’evoluzione delle ricerche e delle innovazioni del settore medico. Il costante e proficuo dialogo dei progettisti con medici e chirurghi tecnicamente molto esperti ha prodotto negli anni soluzioni in grado di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza e di specialità chirurgica, calibrando i prodotti in base alle richieste. Dalla progettazione all’assistenza post vendita Nuova BN persegue obiettivi d’eccellenza: una struttura produttiva organizzata ed efficiente, la ricerca di materiali sempre più evoluti e ad alte prestazioni, controlli, certificazioni ed un’assistenza tecnica qualificata in grado di produrre ricambi e particolari meccanici di ogni genere. La forza produttiva di Nuova BN, in continua crescita, si differenzia tra dispositivi per sala operatoria, sala parto, endoscopia, pronto soccorso, emergenza e ospedali da campo.
SIX COMM GROUP: Telematic Service Communication è un System Integrator fondato a Torino nel 1984 che ha saputo attraversare, innovandosi, tutte le fasi dell’evoluzione tecnologica: dai centralini tradizionali, ai centralini IP fino ai virtualizzati. Il focus dell’azienda si è sempre basato sul creare un rapporto di fiducia con i propri Clienti ai quali offre soluzioni tecnologiche di qualità, vicinanza e dedizione nella risoluzione delle loro richieste. L’assistenza fornita ai clienti si basa su personale interno altamente qualificato in tutti i settori: tecnico, commerciale ed amministrativo. Tutti a completa disposizione. In particolare, il valore aggiunto dell’area tecnica, direttamente a disposizione dei Clienti, si riscontra nella consulenza in merito alle soluzioni tecnologiche più idonee, che spesso permettono di salvaguardare ciò che il cliente ha già in casa aggiornandolo tecnologicamente e garantendo così anche un risparmio economico. Telematic Service Communication è una realtà quasi unica sul territorio, che unisce la preparazione tecnologica ed il know-how all’innovazione di un mondo continuamente in movimento, che grazie alla globalizzazione implementa nuovi apparati, procedure, modelli innovativi anche dai paesi in via di sviluppo e traduce in lavoro ed in servizi sempre più evoluti per i Clienti.
Six Comm s.r.l. nasce nel 2007 da uno spin-off di TSC ed è oggi un Operatore Telefonico con licenza nazionale. Dispone di una infrastruttura di rete proprietaria e di una centrale pubblica di nuova generazione.Tutti i servizi di telecomunicazioni dalle LINEE TELEFONICHE alla FIBRA OTTICA passando peri servizi ADSL, WI-FI e così via sono forniti con la capacità di sempre nel saper comprendere le esigenze per fornire servizi personalizzati.
Nel 2015 nasce SIX COMM GROUP. E’ stato il mercato a prendere questa importante decisione, sempre di più i Clienti sentono l’esigenza di un fornitore unico in grado di fornire servizi ICT a 360°. L’unione di due aziende uniche sul mercato (Telematicc SErvice Communication e Six Comm) ha dato vita ad un’importante realtà nell’ambito dell’Information e Communication Technology.
ZOOM: è un bioparco ispirato al moderno concetto della zoo-immersione situato a Cumiana. È stato progettato per la protezione delle specie a rischio di estinzione e ospita animali provenienti da altre strutture zoologiche europee EAZA in exhibit che riproducono gli habitat di origine delle specie, ovvero Asia e Africa. Inaugurato nel 2009, Zoom è un bioparco di nuova concezione, il primo d’Italia, con 160.000 m² e oltre 84 specie animali in 11 habitat (9 di terra e 2 acquatici) che riproducono fedelmente luoghi naturali di Africa e Asia, senza reti o gabbie. Tutto il progetto architettonico e la scelta delle piante è stato studiato dai biologi e veterinari del parco insieme agli architetti paesaggisti, per garantire il benessere e la salvaguardia degli animali, provenienti da altre strutture zoologiche europee appartenenti all’EAZA. Lontano dalla vecchia e ormai superata idea di zoo tradizionale, il parco ha l’obiettivo di far conoscere e proteggere gli animali, attraverso la ricerca, la formazione ex situ e programmi di conservazione per difendere le specie a rischio. I visitatori, attraverso l’esperienza emozionale di immersione in habitat il più possibile fedeli a quelli di origine, hanno la possibilità di conoscere e approfondire le tematiche ambientali. Grazie ai vari incontri con i biologi e alle attività dedicate si impara a rispettare gli animali e la biodiversità.

I MARTEDI’ SERA
L’ultimo incontro, martedì 3 dicembre alle ore 21.00, è dedicato interamente a colui che è stato definito “The Great Belzoni” e sulla cui figura è stato scritto anche un libro “Il gigante del Nilo. Storia e avventura del Grande Belzoni”. Un uomo alto due metri, massiccio, con una folta barba rossa, vestito alla turca, entra per primo, dopo tremila anni, nella tomba di Sethi I. Ha trentanove anni e una vita romanzesca alle spalle. È nato a Padova, ha fatto il barbiere, ha studiato idraulica, lavorato in teatro a Londra e in giro per l’Europa. Si chiama Giovanni Battista Belzoni ed è senza dubbio il primo grande archeologo italiano in Egitto, forse uno dei più grandi in assoluto nell’età più avventurosa della «corsa» al Paese dei faraoni, a cavallo tra Settecento e Ottocento, l’età della spedizione napoleonica e delle scoperte di Champollion. Questa avvincente biografia porta alla luce uno dei personaggi centrali nella storia dell’incontro fra Europa ed Egitto: dalle esibizioni sulla ribalta come «Sansone Patagonico» al recupero della testa di Ramses II e al dissabbiamento del tempio di Abu Simbel, dalla soluzione dell’enigma della piramide di Chefren fino alla morte solitaria in Nigeria, nel tentativo di raggiungere la mitica Timbuctu.
A delinearne la storia l’autore, Marco Zatterin insieme a Christian Greco, giovane direttore del Museo Egizio di Torino. Insieme ai due ospiti anche Francesca Veronese, anche lei giovane talento e curatrice della mostra Belzoni inaugurata di recente a Padova. Modera Roberto Coaloa.

Il romanzo torna in fabbrica

in Cosa succede in città

Industria, lavoro, precarietà nella narrativa di oggi

 

Il Premio Italo Calvino organizza, in collaborazione con Premio Biella Letteratura e Industria, ISMEL e Unione culturale Franco Antonicelli, un incontro sulla letteratura industriale e del lavoro degli ultimi anni.

Giovedì 5 dicembre alle ore 18.30, nella sala ‘900 del Polo del ‘900, gli scrittori Antonio G. Bortoluzzi (Come si fanno le cose, Marsilio), Maurizio Gazzarri (I ragazzi che scalarono il futuro, ETS), Eugenio Raspi (Inox; Tuttofumo, Baldini+Castoldi) e Stefano Valenti (La fabbrica del panico, Feltrinelli) discuteranno di industria, lavoro e precarietà nella narrativa italiana contemporanea insieme a Giuseppe Lupo, scrittore e docente di letteratura italiana contemporanea all’Università Cattolica di Milano, e a Claudio Panella dell’Unione culturale Antonicelli. Modera Riccardo Staglianò. Letture di Chiara Bongiovanni.

 

Dopo l’epoca d’oro della letteratura industriale ‒ due titoli per tutti, Donnarumma all’assalto di Ottiero Ottieri (1959) e Memoriale di Paolo Volponi (1962)  ‒ e dopo il memorabile Vogliamo tutto di Nanni Balestrini (1972), monumento all’operaio massa, si è assistito a una sorta di silenzio sul tema fabbrica e lavoro, che ha cominciato a infrangersi solo all’inizio del terzo millennio con le straordinarie irruzioni di Ermanno Rea nell’Ilva di Napoli e di Alessandro Portelli nelle acciaierie di Terni. Ma negli ultimi anni sta tornando in scena, con forza, una nuova narrativa industriale nella cifra del disincanto e della disillusione.

 

ANTONIO G. BORTOLUZZI è nato in Valturcana (Alpago, Belluno) nel 1965. Il suo ultimo romanzo, Come si fanno le cose, è pubblicato da Marsilio Editori. Nel 2015, con il romanzo Paesi alti (Ed. Biblioteca dell’Immagine) ha vinto all’unanimità la 35a edizione del Premio Gambrinus – Giuseppe Mazzotti 2017 nella sezione Montagna: cultura e civiltà ed è stato finalista al Premio letterario del CAI Leggimontagna nel 2015 e al Premio della Montagna Cortina d’Ampezzo 2016. Nel 2013, ha pubblicato il romanzo Vita e morte della montagna con cui ha vinto il Premio Dolomiti Awards 2016-17 Miglior libro sulla montagna del Belluno Film Festival. Il suo esordio risale al 2010 con Cronache dalla valle (Ed. Biblioteca dell’Immagine). Finalista del Premio Italo Calvino nelle edizioni 2008 e 2010, è membro accademico del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna).

MAURIZIO GAZZARRI  è nato a Volterra nel 1971. Nel 1990 si trasferisce a Pisa, dove si laurea in Scienze dell’Informazione. Si è impegnato e si impegna in politica. Ha collaborato dal 2008 al 2018 con il Sindaco di Pisa, occupandosi, tra molte altre cose, di digitalizzazione dei servizi, comunicazione e partecipazione. Con il suo primo romanzo, I ragazzi che scalarono il futuro (ETS edizioni), ha vinto il “Premio della giuria dei lettori” della XVIII edizione del Premio Biella Letteratura e Industria.

EUGENIO RASPI vive a Narni, dove è nato nel 1967. Per ventidue anni ha lavorato come tecnico specializzato nella più grande fabbrica di Terni, la Acciai Speciali. Dal 2014, al termine del rapporto di lavoro, è in attesa di nuova occupazione: nel frattempo scrive storie. Inox, pubblicato nel 2017 da Baldini+Castoldi, è stato finalista al Premio Calvino, come Libro dell’anno di Fahrenheit, al Premio John Fante, al Premio Biella Letteratura e Industria. Ha vinto il Premio Giuria Tecnica Massarosa e il Premio Fulgineamente. Il suo secondo romanzo, Tuttofumo, è appena arrivato in libreria, sempre per Baldini+Castoldi.

STEFANO VALENTI (1964), valtellinese, vive a Milano. Ultimati gli studi artistici, si è dedicato alla traduzione letteraria. Il suo romanzo d’esordio, La fabbrica del panico (Feltrinelli 2013), è stato segnalato  dal XVI Premio Calvino e  ha vinto il premio Campiello Opera Prima 2014, il premio Volponi Opera Prima 2014 e il Premio Nazionale di Narrativa Bergamo 2015. Sempre con Feltrinelli ha pubblicato Rosso nella notte bianca (2016). Per i “Classici” ha tradotto Germinale (2013) di Emile Zola e Il giro del mondo in ottanta giorni (2014) di Jules Verne. Insegna in diverse scuole di scrittura.

giovedì 5 dicembre – ore 18.30

Polo del ‘900, via del Carmine 14 – Torino

 

con  gli scrittori

Antonio G. Bortoluzzi, Maurizio Gazzarri, Eugenio Raspi, Stefano Valenti

interventi di

Giuseppe Lupo e Claudio Panella

modera Riccardo Staglianò

 

letture di Chiara Bongiovanni

saluti di Mario Marchetti (Premio Calvino) e Paolo Piana (Premio Biella Letteratura e Industria)

 

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