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Cosa succede in città

Primo Levi in piazza Castello

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L’esposizione Primo Levi. Momenti si sposta nella Sala Trasparenza della Regione Piemonte in piazza Castello 165 a Torino

 

Nell’ambito di Io so che cosa vuol dire non tornare, il ciclo di incontri dedicato alla Memoria e alla figura del grande scrittore, organizzato dalla Fondazione Circolo dei lettori in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi, la mostra Primo Levi. Momenti si sposta nella Sala Trasparenza di piazza Castello 165 a Torino.

 

Realizzata in collaborazione con la Regione Piemonte, l’esposizione sarà allestita nella Sala Trasparenza di piazza Castello all’angolo con via Palazzo di Città, dalle ore 16 di mercoledì 27 gennaio, in occasione delle celebrazioni del Giorno della Memoria 2021. Dal momento che la mostra non sarà visitabile in presenza, il particolare allestimento in vetrina consentirà ai passanti di osservare la selezione di ritratti e gettare uno sguardo nella vita di Primo Levi.

 

Il percorso, curato da Guido Vaglio, presenta alcune significative immagini fotografiche di Primo Levi che rimandano alla sua quotidianità, alla testimonianza sul Lager, alla formazione e alle sue passioni: la chimica, la letteratura, la montagna, accanto al piacere del fantastico, l’umorismo, la curiosità per tanti e differenti campi del sapere. Questa sequenza di immagini si è voluta intitolare Momenti, a sottolinearne il carattere. Si tratta di frammenti, capaci di restituirci il senso di una vita, una storia, un’opera. Brevi testi tratti da romanzi, racconti, poesie, interviste di Levi che diventano una sorta di controcanto alle immagini capaci di rimandarci a un universo denso e multiforme, evocando la sua complessa figura.

 

In Primo Levi, tradotto in oltre 40 lingue, c’è molta Torino, la sua città natale, ma anche e soprattutto luogo di elezione di cui parla con convinzione, orgoglio e affetto.

Io so cosa vuol dire non tornare è un progetto di Fondazione Circolo dei lettori, realizzato con Centro Internazionale di Studi Primo Levi, in collaborazione con Regione PiemonteGiulio Einaudi EditoreTPE – Teatro Piemonte EuropaComitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della Nascita di Primo LeviMinistero dell’IstruzioneFondazione Leonardo SinisgalliComune di Novara e Comune di Settimo Torinese.

Politecnico e New York University alleati nella lotta al virus

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Vincente la collaborazione del collaudato gruppo di ricerca del team del Politecnico di Torino insieme a quello della New York University

 

Lo studio dimostra che nonostante il vaccino il distanziamento sociale, le restrizioni alla mobilità e le altre misure preventive rimarranno strumenti fondamentali per combattere il virus

 

È ormai noto come di fronte all’emergenza causata dalla pandemia in atto tutta la comunità scientifica mondiale ha messo a disposizione le proprie conoscenze e condiviso risultati e scoperte superando campanilismi e confini per cercare di dare risposte rapide ed efficaci.

 

Un esempio è quello del gruppo di ricerca guidato da Maurizio Porfiri della New York University Tandon School of Engineering e supportato dalla National Science Foundation (CMMI1561134 and CMMI-2027990), dalla Compagnia di San Paolo, dal MAECI (“Mac2Mic”), dall’European Research Council, e dalla Netherlands Organisation for Scientific Research.

 

Del gruppo fa parte il team guidato da Alessandro Rizzo del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni del Politecnico di Torino, che collabora dal 2012 con la New York University come Visiting Professor lavorando allo sviluppo di modelli per la diffusione di malattie infettive che tengano conto delle variazioni di attività e del comportamento umano. Oltre a docenti e studiosi della New York University e della Northern Illinois University, sul versante italiano il gruppo è arricchito dalla collaborazione di Lorenzo Zino, ricercatore della University of Groningen ed ex-dottorando del Politecnico di Torino, e del dottor Emanuele Caroppo, psichiatra dell’Università Cattolica e della ASL Roma 2.

 

Questo progetto, ancora in corso, si è concentrato sullo studio sulla città statunitense di New Rochelle – uno dei primi importanti focolai di COVID-19 nello stato di New York – che porterà ad un modello utile a valutare l’efficacia di diverse strategie di contenimento del virus, quali ad esempio le modalità di testing “drive-through”.

In questa ricerca è stata elaborata una piattaforma di modellazione agent-based in cui viene simulato ogni singolo individuo della popolazione in un rapporto uno a uno finalizzata a simulare la diffusione del COVID-19 in piccole e medie città. La scelta della città di riferimento è ricaduta su New Rochelle non solo per la sua cronologia degli eventi legati al virus, ma anche perché la modellazione agent-based per città di piccola e media grandezza può dirsi ancora inesplorata, nonostante gli Stati Uniti siano largamente composti da simili realtà. Inoltre, anche la realtà italiana è costituita da città di piccole e medie dimensioni, pertanto la ricerca effettuata è particolarmente adatta anche per l’applicazione sul territorio italiano.

Supportato da conoscenze specialistiche e dai dati ufficiali sul virus, il modello incorpora elementi di dettaglio relativi alla sua diffusione in una popolazione statisticamente realistica. Insieme a variabili come test, trattamenti e opzioni di vaccinazione, il modello tiene conto anche dell’interazione di altre malattie con sintomi simili a quelli del COVID-19.

 

Una sua caratteristica unica consiste nella possibilità di sondare i differenti approcci relativi ai test – negli ospedali o nelle strutture percorribili in auto – e le svariate strategie di vaccinazione che potrebbero conferire priorità ai soggetti vulnerabili. I processi decisionali delle autorità pubbliche potrebbero dunque trarre vantaggio da tale modello data la sua risoluzione particolareggiata, la sua natura open-source e l’ampia gamma di funzionalità disponibili.

 

Lo studio ha portato ad alcune fondamentali conclusioni. I risultati suggeriscono infatti che dare priorità agli individui ad alto rischio abbia effetti marginali sulla riduzione dei decessi: per ottenere miglioramenti significativi servirebbe invece vaccinare un’alta percentuale della popolazione cittadina. È significativo, poi, che i benefici legati alle misure restrittive applicate durante la prima ondata superino largamente quelli di qualsiasi scenario in cui vengano applicate vaccinazioni selettive: nonostante la disponibilità di un vaccino il distanziamento sociale, le restrizioni alla mobilità e le altre misure preventive rimarranno strumenti fondamentali per combattere il virus.

 

Giorno della Memoria, ecco tutte le iniziative in programma

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lI Giorno della Memoria si svolgerà anche quest’anno con un fitto programma di iniziative realizzato dal Polo del ‘900 di Torino e dai suoi Enti partner per mantenere viva la memoria delle vittime dell’Olocausto.

Un impegno in ricordo delle tante vittime del nazismo, lo sterminio degli ebrei, le leggi razziali del 1938 reso possibile grazie al sostegno del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale e il patrocinio della Comunità Ebraica di Torino.

Altre iniziative sono previste sui territori delle province piemontesi a cura degli Istituti
storici della Resistenza e della storia Contemporanea. Tra queste si segnala il
progetto che vede impegnati tutti gli Istituti Storici piemontesi, unitamente all’Archivio
nazionale cinematografico della Resistenza, nella realizzazione di un video intitolato
“Le deportazioni dal Piemonte” (1943-1945). Un’idea per restituire ai cittadini la
dimensione regionale della deportazione, valorizzando le fonti di memoria e quelle
storiche presenti nei diversi archivi degli Istituti e delle amministrazioni locali, tenuto
conto che tra il 1943 e il 1945 il Piemonte fu teatro di numerose deportazioni, così da
diventare la seconda regione italiana per numero di deportati per ragioni razziali.
Il 27 gennaio, 76° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz,
è una data fondamentale nel calendario civile. “Fare memoria è un obbligo morale e
civile per non disperdere la fatica del ricordo e il dolore delle offese che per troppo
tempo è stato possibile leggere sui volti dei sopravvissuti”, afferma il presidente del
Consiglio regionale, Stefano Allasia. “L’internamento nei lager è stata
un’esperienza estrema, una discesa negli abissi, inconcepibile per chi ritiene la
storia un progressivo cammino di evoluzione e civiltà. Il germe dell’intolleranza e
dell’odio è tuttora ancora presente. La recente irruzione nazista sul web, con
minacce antisemite avvenuta durante la presentazione di un libro, è la dimostrazione
che c’è la necessità di rafforzare ulteriormente l’impegno nel contrastare ogni forma
di razzismo, discriminazione e violenza”.

“Come è già accaduto per il 25 aprile – aggiunge il vicepresidente del Consiglio,
Mauro Salizzoni – questa pandemia ci impedirà di celebrare il Giorno della Memoria
come è sempre stato, incontrandoci e ritrovandoci insieme. Non per questo è venuto
meno l’impegno del Comitato Resistenza e Costituzione e delle tante realtà
associative che ne fanno parte, a cominciare dal Polo del ‘900. Mai come oggi
abbiamo l’urgenza di non dimenticare ciò che è stato, di ‘commemorare’ ovvero
condividere una comune Memoria. Lo dimostrano i recenti raid digitali antisemiti, la
propaganda fascista e nazista fatta di gesti, parole e simboli che credevano
appartenere al passato, il negazionismo basato sull’ignoranza che crede che
Mussolini abbia fatto cose buone e che la Shoah sia un’invenzione. Lo dimostrano le
donne, uomini e bambini in fuga tra i boschi dei Balcani, cacciati indietro a
bastonate. Contro i fascismi di ieri e di oggi, contro l’intolleranza e il razzismo, siamo
tutti chiamati ad un forte impegno culturale, educativo ed istituzionale”.
Il programma di iniziative realizzate dal Polo del ‘900 per il Giorno della Memoria
2021 dovrà ancora confrontarsi con l’emergenza sanitaria in corso. Per questa
ragione, gli appuntamenti saranno online, da seguire sui canali web del Polo del ‘900
e degli enti partecipanti.

Il programma si apre lunedì 18 gennaio e andrà avanti fino a domenica 7 febbraio
con dirette streaming, podcast, musica, proiezioni e reading che affronteranno il
tema della memoria con molteplici linguaggi, proponendosi a un pubblico variegato.
Particolare attenzione è data alle nuove generazioni e al mondo della scuola, per
cui sono stati elaborati contenuti ad hoc vista l’impossibilità, come ogni anno, di
accogliere gli studenti fisicamente al Polo e in visita all’allestimento permanente del
Museo Diffuso della Resistenza.

Come spiega Sergio Soave, presidente del Polo del ‘900: “Il giorno della memoria
che da una ventina d’anni sta caratterizzando il nostro calendario civile, è già ridotto
a stanco rituale? Il rischio c’è e noi dobbiamo esserne consapevoli. Le iniziative di
quest’anno cui, come Polo del ‘900, siamo onorati di partecipare, hanno tentato
quindi una sintesi tra tradizione e innovazione, alla luce anche delle restrizioni in
corso per cui abbiamo dovuto affidarci molto al web. Come si vede dal programma,
raggiungere i giovani è stata una priorità, proponendo contemporaneamente sia
iniziative sperimentate e consolidate come quelle sulle pietre di inciampo, sia
innovazioni di grande respiro come quella: “Adotta un negazionista” che, nell’epoca
dei social media e della cultura del tweet, reintroduce il metodo del dialogo
interpersonale paziente, ostinato e problematico su un tema molto attuale”.
“Un giorno della memoria diverso che non permetterà di incontrarsi dal vivo –
afferma Alessandro Bollo, direttore del Polo del ‘900 – ma alla luce dell’esperienza
maturata nel corso del 2020, il Polo del ‘900 ha elaborato una programmazione di
qualità che sfrutta le opportunità del digitale per permettere, da un lato la
partecipazione da remoto alle iniziative attraverso il sistema delle dirette streaming,
dall’altro la fruizione nel tempo di contenuti digitali, raggiungendo anche coloro che
non essendo di Torino non avrebbero potuto far visita al Polo. Inoltre, abbiamo
prestato molta attenzione ai linguaggi che vanno dal podcast alla musica, dal
dibattito al cinema, coinvolgendo in particolare studenti e insegnanti, in questo
momento delicato di scuola senza la scuola ”.

“Le molteplici iniziative anche quest’anno promosse e organizzate, in occasione del
Giorno della Memoria, dal Polo del 900 rappresentano un encomiabile esempio di
quanto occorre fare per tenere viva la conoscenza e la consapevolezza degli orrori
della Shoah – sottolinea Dario Disegni, presidente della Comunità Ebraica di Torino
– La proposta educativa e culturale rivolta alla cittadinanza prevede manifestazioni
che utilizzano la più ampia gamma dei linguaggi che possono raggiungere le varie
fasce della popolazione, da attività di carattere più strettamente scientifico, quali
convegni, seminari, ricerche e pubblicazioni, a eventi culturali quali mostre, film e
documentari, spettacoli teatrali e musicali, anche se quest’anno, a causa della
difficile situazione sanitaria, si potranno svolgere soltanto in modalità online. Va
ancora una volta ribadito che la trasmissione della memoria è presupposto
fondamentale per generare un forte impegno civile, tale da contrastare ogni forma di
odio e intolleranza, e per riaffermare con forza e determinazione, non solo il 27
gennaio, ma in ognuno dei 365 giorni dell’anno, i valori di uguaglianza e di libertà
sanciti dalla nostra Costituzione”.

Le celebrazioni 2021 del Polo del ‘900 cominceranno lunedì 18 gennaio con un
omaggio a Liliana Segre a cura del Centro Studi Piero Gobetti. A partire
dall’autobiografia “La memoria rende liberi. La vita spezzata di una bambina
nella Shoah”, a cura di Enrico Mentana (Rizzoli, Milano 2018) si ripercorrono
l’infanzia, il legame con papà Alberto, le persecuzioni razziali, il lager, la vita libera,
l’identità ebraica, la depressione e gli affetti della senatrice a vita Liliana Segre.
L’evento verrà trasmesso online sui canali del Centro Studi Piero Gobetti alle ore 18.
Un percorso inedito da segnalare mette al centro lo sport ai tempi dei lager a cura
di Istoreto e dell’Unione culturale “Franco Antonicelli”. Con l’appuntamento “Dai
campi di calcio ad Auschwitz” si parte dal libro di Gianni Cerutti: “L’allenatore ad
Auschwitz” (Interlinea, 2020) alla scoperta della vicenda umana di Árpád Weisz, uno
dei più grandi allenatori degli anni Trenta, che per primo introdusse gli schemi nel
calcio italiano. Poi l’espulsione dall’Italia, in seguito alle leggi razziali, e la tragica fine
nel lager di Auschwitz (26 gennaio alle ore 18).
Tra le iniziative pensate per le scuole: film, cortometraggi e documentari con “La
cineteca della Resistenza” a cura dell’Archivio Nazionale Cinematografico della
Resistenza (25/26/27 gennaio ore 10. Prenotazione a ancr.didattica@gmail.com) e
ancora il Laboratorio sulle Pietre d’inciampo a cura del Museo Diffuso della
Resistenza (26/27/28 gennaio, ore 9. Prenotazioni a
didattica@museodiffusotorino.it). I ragazzi saranno anche protagonisti di “Adotta un
negazionista”, diretta radiofonica su Tradi Radio organizzata dalla Rete Italiana di
Cultura Popolare alla ricerca del significato della parola negazionista ieri e oggi (27
gennaio, ore 18).

Le celebrazioni e iniziative si concentreranno nella giornata del 27 gennaio. Non
poteva mancare la tradizionale Posa delle Pietre d’Inciampo a cura del Museo
Diffuso della Resistenza, a partire dalle ore 9.30. Quest’anno, per la prima volta dal
2015, non sarà presente l’artista tedesco Gunter Demnig ma le Pietre verranno
posate nella città di Torino, proprio nel Giorno della Memoria, grazie alla
collaborazione della squadra tecnica del Comune. Nella stessa giornata verrà
pubblicato un video riassuntivo delle pose sui canali del Museo e del Polo del ‘900.
La giornata continua con tanti appuntamenti tra cui il podcast “Il
#poloèsempreonline per il Giorno della Memoria”: più voci per ripercorrere le
vicende della persecuzione degli ebrei italiani, dalle leggi razziali al 1945 attraverso
letture, testimonianze, musiche ed interventi autoriali a partire dal materiale
d’archivio del Polo e dei suoi enti.

Le celebrazioni 2021 si concluderanno il 7 febbraio 2021 con la lettura scenica
Mikołajska 26 sulla figura di Zuzanna Ginczanka, poetessa polacca, ebrea
originaria di Kiev. A cura dell’Istoreto e del Consolato Onorario della Repubblica di
Polonia in Torino.

Il programma completo per il Giorno della Memoria è disponibile sul sito
polodel900.it. Tutte le iniziative sono rese possibili grazie al sostegno del Comitato
Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale e il patrocinio della Comunità
Ebraica di Torino.

“Il Museo dell’Artiglieria deve tornare alla Cittadella (e farlo in tempi brevi)”

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Magliano: “Lunedì in Consiglio Comunale la mia nuova interpellanza sul tema”

Caro direttore, centotrent’anni: da tanto dura il vincolo che impone di destinare la Cittadella a sede Museo Storico Nazionale d’Artiglieria.

Questa condizione fu posta al momento della cessione del bene al Comune di Torino (1891): dal 2008, tuttavia, data di inizio dei lavori di ristrutturazione, tutti gli allestimenti e i documenti sono sono stati trasferiti presso la Caserma “Carlo Amione” in piazza Rivoli. Qui, le condizioni di contesto non sono adatte non dico all’esposizione, ma forse neanche alla conservazione di un patrimonio storico-culturale di tale prestigio, natura e dimensione; lo stesso locale messo a disposizione dell’Associazione Amici del Museo (la cui attività è ferma da due anni) quale ufficio e archivio è stato dichiarato inagibile. Torno lunedì in Consiglio Comunale, dopo i quesiti da me discussi nel 2018, a presentare un’interpellanza sul tema. Non pare siano stati avviati studi per un riallestimento museale della parte già agibile della Cittadella: per il rifacimento, ritenuto indispensabile, del padiglione laterale manca ancora il finanziamento (circa 10 milioni di euro): tempi lunghi, dunque? Quanto esattamente? Urge sollecitare il Ministero della Difesa a utilizzare al più presto il Mastio per ripresentare al pubblico il patrimonio del Museo. Mi aspetto risposte puntuali e convincenti: il Museo dell’Artiglieria deve tornare a far parte a pieno titolo del patrimonio culturale e dell’offerta turistica di Torino.

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino

Il “filo nero” di Seeyousound Festival

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International Music Film Festival. 19 – 25 febbraio 2021: online sulla piattaforma streaming PLAYSYS. TV

 

Focus BLACK LIVES MATTER

 

A un mese dal via SEEYOUSOUND International Music Film Festival svela il filo nero che attraverserà la settima edizione dando corpo a un percorso trasversale tra le varie sezioni del festival, comprendendo i concorsi e le rassegne non competitive. Lungo i 7 giorni di festival il focus BLACK LIVES MATTER permetterà di rintracciare lo spirito black in ogni nota, in ogni fotogramma dei titoli che Seeyousound propone all’interno del programma 2021, per unire realtà solo apparentemente lontane che grazie alla musica sanno diventare universali.

 

Dal 19 al 25 febbraio SEEYOUSOUND – che come sempre ricompone un universo cinematografico e musicale fatto di lungometraggi di finzione, documentari e film brevi, biopic e videoclip – ci condurrà in un viaggio nel significato più ampio di musica “black”. Il festival sarà disponibile interamente online sulla piattaforma streaming VOD PLAYSYS.TV per il pubblico di tutto il territorio nazionale.

Che #BlackLivesMatter non fosse uno slogan nato per protestare contro l’uccisione di George Floyd del 25 maggio 2020 è cosa nota. Il discorso è iniziato con i primi commerci di schiavi e tramite la musica è stato tenuto vivo anche nei brani non esplicitamente politici e in luoghi lontani dagli infuocati Stati Uniti degli ultimi mesi.” spiega Carlo Griseri, direttore del festival e curatore di Into the Groove “Nel focus ci saranno le proteste contro le violenze del Sistema e della polizia sugli afroamericani ma anche le generazioni di “neri a metà” italiani (Mario Musella e James Senese, in primis), le radici più pure della musica e le sue declinazioni più attuali, le note che i migranti africani hanno portato con sé nei loro viaggi e molto altro ancora.”

 

La musica è terreno di incontro, capace di rompere i confini dei retaggi culturali e spezzare catene; un percorso di liberazione che ha sempre avuto un grande alleato: il jazz. La storia di uno dei più importanti jazz club al mondo è al centro di Ronnie’s di Oliver Murray – presentato in anteprima italiana nel concorso LONG PLAY DOC. Il film esplora 60 anni del club, nato nel 1959 in un seminterrato di Soho a Londra, che ha ospitato leggende musicali, tra cui Ella Fitzgerald, Chet Baker, Nina Simone e Miles Davis; e che ancora oggi porta il nome del sassofonista Ronnie Scott, celebrando un artista “pietra angolare” della scena jazz britannica scomparso nel 1996.

Il focus è fortemente presente anche nella sezione INTO THE GROOVE con Everything: The Real Thing Story, acclamato film di Simon Sheridan che racconta la storia vera della prima rivoluzione della musica nera in Gran Bretagna ad opera dei The Real Thing, padroni delle classifiche mondiali degli anni ’70; e Osannaples di M. Deborah Farina che celebra i 50 anni di carriera della band partenopea Osanna, che tra hard-rock e psichedelia ha creato un autoctono progressive-rock gettando le basi del Naples Power, e che include un demo inedito di Pino Daniele. Rispettivamente anteprima italiana e anteprima assoluta, a questi due documentari fuori concorso si aggiunge il cortometraggio d’animazione En Rang Par Deux di Elisabetta Bosco, Margherita Giusti e Viola Mancini, prodotto dal CSC Animazione di Torino.

 

Due i titoli #BlackLivesMatter in RISING SOUND – Trans Global Express, sezione non competitiva che esplora le sonorità del continente africano in un viaggio alla scoperta di nuove commistioni tra strumenti musicali e nuove tecnologie: CONTRADICT Ideas for a new world ha portato in Ghana i registi svizzeri Peter Guyer e Thomas Burkhalter alla scoperta di una new wave che grazie a strumenti a basso costo e a internet, registrano e diffondono musica con cui reclamano un nuovo ruolo per l’Africa; e Lisbon Beat di Rita Maia e Vasco Viana che si muove nella periferia di Lisbona, città di complesse lotte identitarie con una vibrante scena musicale afroportoghese che unisce generazioni tra passato e futuro; nel film spicca Dj Nigga Fox con la sua batida portoghese.

 

La sfumatura black non manca anche in SOUNDIES, contest di videoclip curato da Alessandro Battaglini, che da quest’anno riveste anche il ruolo di vicedirettore del festival. Il focus si sviluppa in una tracklist di titoli fuori concorso che guardano dritto in faccia ai temi più caldi del movimento black e ancora, in concorso, Sixteen di J Lord. Il rapper classe 2004, napoletano afrodiscendente, con questo pezzo dipinge un affresco pulsante del contesto in cui vive con un suono potente e pulito che guarda direttamente all’hip-hop americano.

 

Per 7 giorni SEEYOUSOUND farà risuonare in tutta Italia l’eco di voci e strumenti inconfondibili, di storie e vite immortali, protagonisti della selezione di film che compongono il programma 2021 del festival internazionale di cinema e musica. Dopo la sperimentazione di Seeyousound On The Road – che ha portato il format del festival torinese nelle principali città italiane da Milano a Palermo, Firenze e Lecce – la musica di SEEYOUSOUND si potrà guardare ovunque, semplicemente on demand su PLAYSYS.TV (biglietto singolo 3,99€; abbonamento festival 35€; abbonamento sostenitore 45€ con t-shirt e pin su www.seeyousound.org e www.playsys.tv).

La piattaforma streaming, nata dall’esperienza di Seeyousound, proporrà lungometraggi e documentari, materiali d’archivio e prodotti cross-mediali incentrati sulla musica, destinati al pubblico italiano e disponibili da tutto l’anno all’indirizzo playsys.tv.

 

INFO www.seeyousound.org > info@seeyousound.org > facebook.com/SEEYOUSOUND > instagram.com/seeyousoundfestival > twitter.com/seeyousound

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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Miseria politica – Emanuele Filiberto e le leggi razziali del fascismo – Lettere

Miseria politica

Non so se a maggio si voterà per i Comuni italiani a causa della pandemia e quindi non si può dire se i partiti siano in ritardo nel definire le candidature a Sindaco. In alcune città certe scelte appaiono definite come con Sala a Milano che proprio ieri si è esibito in un confronto incredibile, unendo le figure di Anna Frank e di Greta , che rivela come anche quello che vogliono presentare come  il meglio ha dei limiti abissali. A Roma è ancora tutto in alto mare e il solo Calenda si sta agitando in modo, in verità, un po’ patetico, come il candidato Sindaco radicale torinese che non è consapevole dei suoi limiti incolmabili per proporsi come guida di una grande città. Il partito democratico è più che mai diviso e c’è chi ancora si ostina a pensare ad una alleanza con i grillini che spianerebbe la strada ad una destra tutt’altro che brillante, egemonizzata da una Lega povera di uomini e soprattutto di idee. In un quadro di questo genere, il dibattito sul futuro di Torino, su come uscire da cinque anni di grillismo pestilenziale, langue. La cultura torinese che forse è ridotta ai minimi termini, tace  dimostrando una afasia di idee spaventosa. I pochi che potrebbero dire qualcosa non vengono neppure interpellati   Anche i candidati proposti non entusiasmano. L’unico progetto che potrebbe essere vincente, un nuovo progetto Castellani, fatica a decollare e molto lucidamente l’esponente più significativo del mondo cattolico torinese Gian Piero Leo non esita ad esprimere critiche e riserve che dovrebbero obbligare tutti alla riflessione. Ieri ho sentito un frammento di intervista di un parlamentare del Pd torinese ed ho resistito dieci minuti: le ovvietà delle cose dette  e la mediocrità, proprie di una persona incolta che propinava con sicumera, erano intollerabili. Con gente  così e per merito della famiglia Elkann Torino, tra dieci anni, sarà una cittadina come Cuneo.
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Emanuele Filiberto e le leggi razziali del fascismo

Quando l’erede del partito  neo – fascista Fini andò in Israele a sconfessare l’operato del fascismo e in primis le leggi razziali, venne accolto in Israele in modo trionfale. Adesso che il principe Emanuele Filiberto scrive una lettera inequivocabile di condanna delle leggi razziali promulgate dal bisnonno Vittorio Emanuele lll e chiede scusa alla Conunità Israelitica, si alzano cori di critiche  astiose che rivelano pregiudizio e malanimo. Casa Savoia non è solo Vittorio Emanuele III e Vittorio Emanuele III non è  solo quello del 1938, ma anche quello dell’età giolittiana e del 25 luglio 1943 che segnò la caduta del regime. Le letture manichee, strumentali, settarie della storia sono sempre sbagliate. Si può discutere sui tempi perché forse il principe poteva decidere  prima la sua lettera  , ma non sull’atto che appare animato dalle migliori intenzioni. Fanno tenerezza certi monarchici che lo criticano per aver preso le distanze dal bisnonno. I fessi e i faziosi oggi sono una componente essenziale di ogni gruppo. Ho conosciuto il principe Emanuele Filiberto con cui ho avuto modo di parlare di storia e l’impressione che ne ho tratto è stata più che positiva. Il gesto odierno conferma quel mio giudizio.

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Lettere scrivere a quaglieni@gmail.com

Il centenario del Pci

 Ho letto il suo articolo sul centenario del PCI che giudico davvero una grande lezione di storia. Chi le scrive è stato un militante e un piccolo dirigente di quel partito. Le cose che Lei scrive sono pura verità . Le banalità di Ezio Mauro rispetto alla sua robusta riflessione storica scompaiono. E’ vero quello che lei dice: nel partito gli anticomunisti erano considerati parafascisti. Una verità che ha scritto solo lei.        Lettera firmata 
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La ringrazio molto, lei è troppo gentile. Ma mi intristisce di non poter pubblicare il suo nome. Ne comprendo il motivo, ma esso dimostra che non siamo un paese libero. E d il fatto è molto grave e dovrebbe farci riflettere su quelli a cui  abbiamo affidato la nostra democrazia e sul grado di barbarie di tanti nostri concittadini.

“Una cena fuori dal comune” per festeggiare i 14 anni di Eataly

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Sabato 30 gennaio una box speciale con i piatti di 4 grandi chef, pronta per il ritiro a Eataly Lingotto

 

Il 27 gennaio 2007 apriva le porte a Torino, nel quartiere Lingotto, il primo Eataly: 11.000 metri quadri dedicati alle eccellenze enogastronomiche, con Mercato, Ristoranti e aree didattiche, secondo il motto “mangi meglio, vivi meglio”. Per questo gennaio è il mese dedicato al compleanno di Eataly, da sempre caratterizzato da offerte e tanti prodotti a 1€, eventi e cene per festeggiare insieme.

Anche in questo anno così particolare Eataly Lingotto vuole celebrare il suo 14esimo compleanno, naturalmente nel rispetto delle attuali restrizioni: per questo sabato 30 gennaio si terrà “una cena fuori dal comune”, una esclusiva box da asporto firmata da 4 grandi chef, pensata per una serata eccezionale. Un modo per festeggiare, seppur nell’impossibilità di andare al ristorante o di uscire dal proprio territorio comunale: Eataly ha così pensato di riunire in un unico menu dei piatti speciali, per condividere, anche se a distanza, il piacere della tavola e della convivialità anche in questo momento. Dall’antipasto al dolce, sarà possibile portarsi a casa una cena completa, direttamente dalle cucine di alcuni dei più importanti ristoranti d’Italia che in questi mesi hanno ripensato le loro attività, hanno mantenuto accesi i fornelli e creato formule diverse con il delivery.

Chef stellati, grandi osti e giovani promesse della cucina, ecco i protagonisti di “una cena fuori dal comune”, che sbarcano tutti per la prima volta a Torino!

Si inizia con Eugenio Boer, già 1 stella Michelin con Essenza, che con il suo ristorante [bu:r] a Milano sperimenta senza dimenticare la tradizione e che ha ideato il pacchetto da asporto “[bu:r] a casa”: a Torino porterà la sua personale versione dei mondeghili, le polpette tipiche milanesi, uno sfizioso antipasto.

Il primo piatto è invece a cura di Alberto Bettini, chef e patron della Trattoria Amerigo 1934, aperta dai nonni nel 1934 e stella Michelin dal 1998, nonché creatore de “La Dispensa di Amerigo”, nata oltre vent’anni fa con l’intento di riprendere su scala più ampia l’antica tradizione conserviera tipica delle famiglie contadine, mantenendone intatta la filosofia, il rispetto per la stagionalità e la cura per le materie prime locali. Esclusivamente sabato 30 porta a Torino i sapori emiliani con un grande classico delle preparazioni della Trattoria, le lasagne verdi al ragù tradizionale bolognese .

E poi ecco la guancia di vitello, vino rosso e mirtilli a firma di Matias Perdomo, lo chef uruguayano che ha conquistato Milano con la sua creatività nelle cucine di Contraste, guadagnando 1 stella Michelin e che adesso con la sua rosticceria moderna virtuale ROC continua a proporre i suoi piatti in una versione pop gourmet e con particolare attenzione alla sostenibilità.

Infine, si conclude in bellezza con la torta sabbiosa con zabaglione Lolli e marasche calde di Francesco Vincenzi, il giovane chef vincitore del premio S. Pellegrino “Vent’Anni” come migliore talento under 30 della gastronomia internazionale. Dal 2018 è a capo della cucina di Franceschetta58, la sorella minore dell’Osteria Francescana di Massimo Bottura, da qualche mese attivo con il delivery “Franceschetta58 at home”.

Per prenotare una o più box, al prezzo di € 48 l’una, basta consultare il sito di Eataly Lingotto: www.eataly.torino.it

Ogni due box ordinate, Eataly regala una bottiglia di vino.

È necessario ritirare personalmente la box presso Eataly Torino Lingotto, via Nizza 230.

  • Eugenio Boer ([bu:r], Milano) con Mondeghili
  • Alberto Bettini (Trattoria Da Amerigo 1934, Savigno, BO) con Lasagne verdi al ragù tradizionale bolognese
  • Matias Perdomo (ROC, Milano) con Guancia di vitello, vino rosso e mirtilli
  • Francesco Vincenzi (Franceschetta58, Modena) con Torta Sabbiosa, zabaglione Lolli e marasche calde

Sol.Id Onlus distribuisce pacchi alimentari alle famiglie in difficoltà

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Questo sabato 23 gennaio i volontari dell’associazione Sol.Id  Onlus effettueranno la consueta distribuzione di pacchi alimentari alle  famiglie torinesi bisognose, sempre di più tra lockdown e chiusure forzate.

Sabato pomeriggio, in Via Cellini 22, ci metteremo a disposizione delle  persone in difficoltà con una grande distribuzione alimentare – hanno
annunciato i volontari di Sol.Id – È doloroso vedere come le famiglie  italiane bisognose siano aumentate a sproposito nell’ultimo anno.  Abbiamo ricevuto tantissime richieste di aiuto, non solo da pensionati e  disoccupati, ma anche da famiglie con un attività che, in questo periodo sono costretti a lavorare a singhiozzo e non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena.”

“Fortunatamente, grazie alla generosità dei nostri concittadini, siamo  riusciti a raccogliere un gran numero di prodotti a lunga conservazione  e riusciremo ad aiutare tutti coloro che ci hanno contattato. Ci  troviamo, come ormai di consueto, a colmare l’assenza delle istituzioni  che, evidentemente, non sopperiscono alle necessità primarie delle  famiglie in difficoltà – ha concluso l’associazione – Noi invece non le
lasceremo sole e a digiuno.”

L’emergenza sanitaria non ferma i concorsi del Consiglio regionale rivolti agli studenti

in Cosa succede in città

Torino – Il Consiglio regionale, d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, pur consapevole delle numerose difficoltà in cui versa la scuola a causa dell’emergenza pandemica in corso, ha deciso di rinnovare anche per l’anno scolastico 2020/2021 l’offerta formativa rivolta agli studenti piemontesi proponendo sei bandi di concorso.

Un’iniziativa ormai attesa da parte della comunità scolastica piemontese che registra da anni un’ampia e attiva partecipazione, contribuendo a favorire la crescita culturale e civile dei giovani piemontesi, educando alla cittadinanza attiva e diffondendo messaggi di consapevolezza e sensibilizzazione sulle tematiche proprie degli organismi consultivi coinvolti.

“Abbiamo scelto – sottolinea il presidente del Consiglio Stefano Allasia  – di non privare gli studenti e i docenti di questa opportunità formativa e didattica, nonostante il periodo di emergenza che stiamo vivendo, posticipando però a gennaio la pubblicazione dei bandi – che per consuetudine avveniva in autunno – allo scopo di consentire alle scuole di superare la complessa fase di avvio e di adeguamento alle misure anti-covid. Proprio in questo momento così delicato desideriamo infatti proseguire un impegno che vuole far sentire la vicinanza della nostra istituzione alla scuola, adattando le modalità di svolgimento dei concorsi al contesto imposto dall’emergenza sanitaria, con la speranza – però – che presto non ci sia più lo schermo del computer a dividerci ma che si possa tornare tutti a dialogare in presenza e in piena sicurezza. Un’esigenza sentita non solo da allievi e insegnanti, ma anche da noi politici e amministratori a cui manca la possibilità del confronto diretto con i cittadini, essenziale per meglio comprendere problemi e necessità. Per ragioni di prudenza ad esempio, abbiamo dovuto individuare forme di premialità alternative ai viaggi studio, prevedendo di destinare alle scuole un riconoscimento in denaro per l’acquisto di strumenti e attrezzature utili alla didattica a distanza”.

“I concorsi per le scuole proposti anche per l’anno scolastico 2020-21 dal Consiglio regionale – ha affermato Fabrizio Manca, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte – rappresentano un’importante opportunità formativa per le studentesse e gli studenti delle scuole piemontesi,fondata sui temi della solidarietà, della legalità, della cittadinanza globale e della consapevolezza dell’importanza della memoria storica. Sono certo che il progetto, sostenuto dall’USR come nelle precedenti edizioni, raccoglierà anche quest’anno i frutti delle potenzialità creative delle nostre studentesse e dei nostri studenti”.

I ragazzi vincitori dei concorsi di quest’anno verranno omaggiati dell’abbonamento Musei YOUNG. L’abbonamento verrà assegnato anche ai 295 ragazzi che si sono aggiudicati i premi nel 2020 e che non hanno potuto partecipare ai consueti viaggi studio a causa dell’emergenza sanitaria. L’iniziativa fa parte dell’ampio programma culturale per la celebrazione del 50° anniversario della Regione Piemonte, sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo.

 

Questi  i concorsi proposti alle scuole:

  • Ambasciatori del Consiglio regionale”, giunto alla quarta edizione, ha già coinvolto oltre 1.200 studenti piemontesi. Un’iniziativa innovativa, sperimentata dal Piemonte quale prima Regione in Italia, che rientra nei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO) e si rivolge agli studenti delle classi terze, quarte e quinte degli istituti di istruzione secondaria di II grado che possono anche acquisire crediti formativi per le ore dedicate al progetto.
  • Le note del Cuore,  a cura degli Stati generali della prevenzione e del benessere insieme con l’Ufficio scolastico regionale e l’Associazione nazionale italiana cantanti e la Partita del Cuore. Un’evoluzione del concorso “Un cuore rap”, per sensibilizzare i giovani sull’importanza della prevenzione,
  • Il Premio Gianni Oberto, rivolto ai laureati in discipline letterarie e umanistiche, bandito dalla Biblioteca della Regione Piemonte, Centro Gianni Oberto, ha lo scopo di promuovere il patrimonio culturale piemontese, la sua storia e tradizione, incentivandone lo studio e l’approfondimento.
  • Diventiamo cittadini Europei, a cura della Consulta Europea, rivolto agli Istituti di istruzione secondaria di II grado del Piemonte  e prevede lo sviluppo di una riflessione, in forma testuale o creativa, su tematiche inerenti il ruolo e l’attualità dell’Unione europea.
  • Cultura della Legalità e dell’uso responsabile del denaro, promosso dall’Osservatorio Usura: i ragazzi dovranno realizzare un video, della durata massima di 2 minuti, sui fenomeni del sovraindebitamento e dell’usura in tempi di Covid o, in alternativa, sul tema del gioco d’azzardo.
  • Progetto di Storia contemporanea. I ragazzi degli  Istituti di istruzione secondaria di II grado ed Enti di formazione professionale dovranno svolgere temi di ricerca proposti sulla forma di  elaborato scritto, fotografie, realizzazioni artistiche, mostre documentarie, prodotti audiovisivi, multimediali o altro.

 

Dichiarazioni componenti Udp:

“Per contrastare intolleranza, razzismo e ignoranza – ha dichiarato Mauro Salizzoni, vicepresidente Consiglio regionale del Piemonte  – serve un forte impegno culturale, educativo, istituzionale. Per questo è nato nel 1976 il Comitato Resistenza e Costituzione. Per questo all’inizio degli anni ‘80 è stato ideato il Progetto di Storia contemporanea, che in 40 anni ha coinvolto tanti studenti e insegnanti. I temi scelti per questa edizione sono di particolare attualità: il fascismo e la guerra, i simboli del passato, la Spagnola e il Covid, il ruolo della scienza e della conoscenza. Calamandrei diceva che la libertà è come l’aria, comprendi l’importanza solo quando te la tolgono. Una frase che ci pare davvero illuminante, in questa triste epoca in cui un virus ci ha tolto l’aria e con essa tante libertà che consideravamo acquisite. E voglio sperare che questo Progetto contribuisca a dare un senso diverso a un anno scolastico mutilato e anomalo, che ha privato le nostre ragazze e i nostri ragazzi della socialità e della condivisione, che sono il sale del sapere”.

“Il concorso “Diventiamo cittadini europei” non si ferma nonostante l’emergenza Covid e dimostra anche in questa nuova edizione di essere saldamente ancorato ai temi che riguardano l’attualità europea – ha sottolineato Franco Graglia, vicepresidente Consiglio regionale del Piemonte- Attraverso la scelta tra due elaborati scritti – uno sull’intervento UE nell’emergenza sanitaria, l’altro sulla Brexit – i partecipanti potranno fornire un prezioso contributo di idee al percorso di conoscenza dell’Europa che la Consulta ha intrapreso fin dalle sue origini. Un ringraziamento particolare, oltre alle decine di migliaia di studenti che fino ad oggi hanno partecipato alle varie edizioni, va rivolto agli insegnanti per il loro ruolo fondamentale nella formazione ed educazione dei giovani anche nell’ambito delle tematiche europee”.

“I due macrotemi su cui sono invitati a riflettere gli studenti che partecipano quest’anno al concorso “Diventiamo cittadini europei”  – ha puntualizzato poi Michele Mosca, consigliere segretario del Consiglio regionale del Piemonte – mettono a fuoco due crisi di portata storica che l’Unione europea ha dovuto affrontare nel 2020: è stata infatti l’area maggiormente colpita dalla pandemia di Covid-19 e a fine anno si è giunti a un agognato quanto travagliato accordo per la Brexit. Abbiamo assistito, forse per la prima volta, a una risposta comune e a una strategia coordinata tra tutti gli Stati. La sfida dei prossimi anni per l’UE consiste nell’uscire da questa esperienza trasformata, con un maggior riguardo alle Nazioni e ai suoi valori fondamentali, attraverso un cambiamento politico”.

“Anche quest’anno si svolgerà il concorso dedicato alle scuole secondarie piemontesi di secondo grado sulla cultura della legalità e sull’uso responsabile del denaro. È un segnale importante che la nostra istituzione vuole dare – ha dichiarato Giorgio Bertola, consigliere segretario del Consiglio regionale del Piemonte – quello di non fermare iniziative che permettono alle nuove generazioni di confrontarsi con temi di drammatica attualità. Tanto più in un momento come questo, che vede tra i preoccupanti “effetti collaterali” della pandemia l’aggravarsi di fenomeni come l’usura e le infiltrazioni mafiose nel tessuto sociale e pubblico”.

“L’usura è una piaga culturale e la cultura prende forma sui banchi di scuola –  ha concluso Gianluca Gavazza, consigliere segretario del Consiglio regionale del Piemonte –  Mai come oggi è fondamentale ripartire dalla scuola per educare le generazioni future all’uso consapevole del denaro. I giovani di oggi saranno – in un tempo brevissimo – il nostro domani. Come Osservatorio ci impegneremo a promuovere progetti in grado di affrontare le tematiche del bilancio familiare, del prestito, dell’indebitamento che sono l’ABC della prevenzione del fenomeno dell’usura. Bisogna indirizzare i nostri ragazzi verso le tematiche economiche e finanziarie stimolandoli a riflettere sull’usura nell’ottica di una cittadinanza consapevole”.

 

Carlo Petrini inaugura la prima tappa del salone della csr e dell’innovazione sociale

in Cosa succede in città

Riparte la più importante manifestazione in Italia dedicata alla CSR

SOSTENIBILITÀ, NUOVI MODELLI PER RILANCIARE
L’
INNOVAZIONE SOCIALE IN TEMPI DI PANDEMIA

 Le reti di comunità al centro di un cambio di passo in tema di sostenibilità. È quanto ritiene fondamentale, nel complesso periodo che il nostro paese sta attraversando, Carlo Petrini, presidente di Slow Food, che lancerà un messaggio importante sul cambiamento sostenibile alla prima tappa della nona edizione de Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale, focalizzato quest’anno su Rinascere sostenibili: “Oggi, in un contesto di crisi pandemica, economica e climatica, è più che mai necessario che qualcuno si faccia carico di attuare, in maniera armoniosa, le idee e le iniziative che la parola sostenibilità racchiude – afferma Petrini – È giunto il momento di sviluppare una rete di comunità che sia in grado di sovvertire dei paradigmi ormai insostenibili”.

La più importante manifestazione in Italia dedicata ai temi della sostenibilità parte anche quest’anno da Torino, giovedì 21 gennaio 2021 dalle ore 10 alle ore 11:30. L’evento avrà un focus su Beni comuni e comunità resilienti e sarà trasmesso in diretta streaming. È possibile partecipare gratuitamente iscrivendosi al seguente link: www.csreinnovazionesociale.it/tappa/torino2021/

“La tappa di Torino del Giro d’Italia della CSR mette al centro dell’attenzione il tema dei beni comuni – spiega Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone – argomento strettamente collegato allo sviluppo sostenibile dei territori: la sfida per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 si gioca infatti a livello globale ma anche locale. I territori diventano sempre più importanti per la salvaguardia e la valorizzazione anche dei beni comuni, beni a titolarità diffusa, che appartengono a tutti e a nessuno, a cui ognuno deve poter accedere ma nessuno può vantare pretese esclusive”.

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