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Delizie di stagione da Borello Supermercati

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Settembre è il mese del passaggio

Sulla tavola restano gli ultimi sapori dell’estate — pesche, prugne, peperoni e pomodori — e arrivano i primi profumi dell’autunno, con uva, fichi, pere e le prime mele.

Da Borello li trovi ogni giorno, perfetti per portare in tavola tutta la varietà del periodo.

Nel cuore di Torino la rivoluzione è un piatto di pasta: la storia di Brün nel quartiere Centro

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Esistono luoghi capaci di ridefinire l’identità di un intero quartiere, anche quando ci si trova nel cuore pulsante e dinamico di una metropoli.

 

Nel pieno centro di Torino, a due passi dalle storiche vie sabaude, Brün – Buona Pasta Fresca ha fatto esattamente questo: ha preso la tradizione millenaria del pastificio artigianale e l’ha trasformata in un punto di riferimento quotidiano per residenti, lavoratori e amanti del buon cibo.

La vera forza di Brün sta nella sua doppia anima: non siamo solo un laboratorio dove acquistare la pasta fresca da portare a casa, ma un vero e proprio spazio di ristorazione. Qui la pasta non viene solo creata, ma viene cucinata sul momento per offrirti un’esperienza gastronomica completa, dalla semola al piatto pronto in tavola.

Un manifesto di sostenibilità: farine biologiche e residuo chimico zero

Entrare da Brün significa riscoprire il significato più autentico della parola qualità. La filosofia della nostra cucina e del nostro laboratorio si fonda sulla trasparenza assoluta della filiera, partendo dall’ingrediente più elementare e sacro: la farina.

·     Farine biologiche certificate: Selezioniamo esclusivamente farine bio, varietà di grani antichi del nostro meridione e grani pregiati come il Senatore Cappelli, macinati a pietra per preservare intatte tutte le proprietà nutritive e il sapore originario del chicco.

·     Residuo chimico zero: Una scelta etica rigorosa per garantire una pasta non solo straordinariamente buona, ma pulita e priva di pesticidi o glifosati, tutelando la salute dei clienti e la salvaguardia dell’ambiente.

·     Alta digeribilità: L’utilizzo di queste materie prime non raffinate e lavorate con cura artigianale si traduce in una pasta fresca leggera, nutriente e facilmente digeribile, perfetta per rigenerarsi a metà giornata.

Solo ingredienti del territorio: il Piemonte nel piatto e in cucina

La carta d’identità di Brün parla piemontese. Ogni condimento, ogni ripieno delle nostre specialità e ogni piatto espresso che esce dalla nostra cucina nasce da un’attenta ricerca di filiere controllate a km 0 e prodotti rigorosamente italiani e del territorio.

Dalla cremosità della Toma delle valli piemontesi o del Castelmagno ai porri locali, fino alle carni selezionate per i tradizionali agnolotti, ogni ingrediente racconta la biodiversità del Piemonte. Il nostro menu segue fedelmente il ritmo delle stagioni: non troverete mai un condimento fuori periodo, perché la vera eccellenza rispetta i tempi della terra.

Il rito del pranzo da Brün: come funziona la nostra ristorazione

Aperti tutti i giorni esclusivamente a pranzo, abbiamo pensato a una formula che unisce la freschezza del laboratorio artigianale alla comodità del ristorante. Pranzare da noi è un rito semplice e genuino:

1.   Scegli la tua pasta: Lasciati ispirare dai formati freschi del giorno esposti nella nostra vetrina.

2.   Scegli il condimento: Guarda la lavagna e abbina alla pasta i sughi espressi e stagionali preparati dai nostri chef, insieme alla tua bevanda preferita.

3.   Rilassati al tavolo: Accomodati, al resto ci pensiamo noi. Il tuo piatto ti verrà servito direttamente al tavolo, caldo e saltato al momento.

È la pausa pranzo ideale per i professionisti degli uffici del centro che cercano velocità senza rinunciare alla salute, ma anche per i torinesi DOC e i passanti che vogliono regalarsi un momento di autentico piacere.

Orgoglio sabaudo: l’identità torinese tra rigore e innovazione

Torino è una città che ama la concretezza, il lavoro ben fatto e la discrezione. Brün incarna perfettamente questa identità sabauda: poche parole, nessun fronzolo e tantissima sostanza nel piatto.

La tradizione piemontese viene celebrata quotidianamente attraverso i grandi classici – come le tagliatelle all’uovo e gli agnolotti di carne – ma viene anche proiettata nel futuro. Grazie alla flessibilità della sua proposta, il laboratorio sperimenta formati moderni e accostamenti inediti, dimostrando che l’artigianato locale non è un pezzo da museo, ma una materia viva, capace di evolversi e di conquistare le nuove generazioni.

Mettendo al centro la salute delle persone, la filiera corta e il piacere di sedersi a tavola, Brün – Buona Pasta Fresca ha dimostrato che fare ristorazione oggi significa prima di tutto creare valore e benessere per la propria città.

 

Telefono

Dove siamo

Ci trovi in Via Santa Teresa 16/D a Torino

“Oltre l’ombra dei colori”: arte, mistero e introspezione nel romanzo di Carlo Morriello

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Un viaggio nella Napoli di fine Ottocento: la scoperta di una verità nascosta che può sconvolgere una vita

Le vicende ruotano attorno al giovane pittore Michele Castaldo in cerca di una svolta nella sua carriera, la cui identità viene messa in discussione nel corso della narrazione proprio attraverso alcune opere pittoriche che sarà chiamato a realizzare. Sarà così trascinato, suo malgrado, in situazioni assurde e rischiose.

Il protagonista, da poco rimasto orfano di sua madre, viene convocato al monastero di Santa Chiara per realizzare un affresco in sole tre settimane. Fin qui tutto bene, se non fosse che la parete su cui dovrebbe dipingere è avvolta da un’aura piuttosto sinistra: tempo prima, un altro pittore, Antonio Abbati, aveva provato a realizzarvi un affresco. Abbati, tra l’altro, era una sorta di “idolo artistico” di Michele: era autore infatti di un ritratto femminile che aveva avuto un ruolo primario nell’interessamento del protagonista alla pittura.

Michele si trova quindi a lavorare proprio nel luogo in cui ha lavorato Antonio Abbati e da lì inizia a  scivolare in un labirinto di domande, coincidenze troppo strane e verità che in tanti avevano provato a nascondere.

Dopo l’evento al monastero, Michele può comunque dedicarsi a un’altra commessa, quella del conte Arinaldi, uomo sinistro che, in cambio di un affresco nel suo palazzo, gli offre una grossa cifra, ma la ricerca della verità, sapere cosa è successo al monastero diventa per Michele un percorso psicologico e personale, che lo porterà a scoprire cose su di sé e sulle persone che gli sono vicine.

Inoltre, un amore del passato, e mai del tutto risolto, riaffiorerà in tutta la sua intensità permettendo al protagonista non solo di riannodare i tanti eventi e dare loro un senso, ma anche di superare quella barriera che separa la vita dalla morte.

La vicenda è anche un affascinante quanto intricato viaggio nella Napoli del tempo: una città che non fa da sfondo alla storia, ma ne è coprotagonista; una città dalle molteplici sfaccettature e che, nei suoi vicoli e nelle sue ombre, nel rapporto lì esistente tra la vita e la morte ha uno dei suoi pilastri più importanti. Napoli – con i suoi sotterranei, la sua tradizione, la convivenza tra sacro e profano in intrecciano in un gioco di luci, colori e ombre – è il simbolo delle vicende narrate, del mistero che le avvolge e dei diversi colpi di scena presenti nella storia.

Come può un dipinto celare al suo autore un segreto così grande che, se interpretato, può sconvolgere per sempre la sua stessa vita?

Oltre l’ombra dei colori è un romanzo a tema artistico e psicologico nel quale le vicende ruotano attorno al protagonista, la cui identità viene messa in discussione nel corso della narrazione proprio attraverso alcune opere pittoriche che sarà chiamato a realizzare. Come può, infatti, un dipinto celare al suo autore un segreto così grande che, se interpretato, può sconvolgere per sempre la sua stessa vita? È questa la domanda principale che sottende il romanzo. Altro leitmotiv della vicenda è il motto latino veritas filia temporis. Nessuna verità può restare occulta per tanto tempo; prima o poi troverà il modo, anche virulento, di emergere.

Il romanzo è anche un viaggio alla ricerca si sé stessi, del senso della propria vita e delle proprie radici; un viaggio che a volte può mettere in discussione le proprie certezze. Il protagonista, dopo gli eventi del romanzo, non riuscirà a dare più lo stesso significato al mondo nel quale aveva vissuto e, in questo percorso di scoperta anche interiore, dovrà necessariamente affrontare il dilemma se uscire oppure no dalla sua caverna platonica.

Attorno alla figura del protagonista si snocciola una serie di personaggi molto diversi tra loro, per situazione sociale e peso narrativo, grazie ai quali prende forma sulla pagina l’altra vera protagonista del romanzo: Napoli. La città, bella e tragica, si presenta in tutte le sue sfaccettature, e con i suoi vicoli e le sue ombre emerge come l’ambientazione perfetta per questo romanzo che, proprio sulla costante commistione tra la vita e sulla morte, poggia il suo pilastro più importante. L’autore racconta la città senza mai fare l’occhiolino alla caricatura ma con grande rispetto e vi colloca il prodotto della sua immaginazione incastrandolo molto bene nella cornice scelta, dalla quale sembra essersi fatto ispirare.

La storia è molto densa di avvenimenti ma i frequenti colpi di scena, i dialoghi tra i personaggi e l’ambientazione coerente rispetto alla storia contribuiscono a mantenere alta l’attenzione del lettore, anche quando le situazioni descritte sfiorano il surreale. Considerando la mole degli eventi che prendono forma nel romanzo, il numero dei personaggi è relativamente circoscritto e ciascuno di essi è ben caratterizzato, risultando subito familiare per il lettore.

C’è un alone di costante mistero nella narrazione che procede a un ritmo costante, sostenuta da uno stile lineare che ha una propria personalità. Il lettore è invogliato a proseguire la lettura per conoscere lo scioglimento delle situazioni via via sempre più intricate, ma allo stesso tempo è spinto a godere della pagina lentamente, dandole il tempo che si merita. Forse anche questo in pieno stile napoletano.

L’autore:

Carlo Morriello, classe 1969, è nato a Napoli ma vive a Castelfranco Veneto (tv). Laureato in Lettere moderne e specializzato nell’insegnamento secondario, dal 2015 è docente di materie letterarie nelle scuole secondarie di secondo grado.

Coltiva da tempo la passione per la scrittura, e in diverse forme: ha collaborato con alcuni periodici locali per le pagine di cronaca, cultura e approfondimento. Per Montedit ha pubblicato, nel 2000, una raccolta di racconti.

RICONOSCIMENTI:

Oltre l’ombra dei colori è il suo romanzo d’esordio, che ha conosciuto una gestazione di circa tre anni e con il quale in due distinte edizioni del concorso nazionale Io scrittore è rientrato tra i 300 finalisti.

Risulta:

  • finalista al premio letterario internazionale Mario Luzi – edizione 2025;

  • segnalazione di merito alla seconda edizione del “Premio in Giallo – Giuseppe Ciabattini”;

  • menzione speciale al “Premio letterario internazionale Amici di Giambattista Vico” – I ediz. 2025.

CONTATTI CON L’AUTORE:

sito web: www.carlomorriello.it

ALTRE INFORMAZIONI

Pagina web del romanzo:

https://bookabook.it/libro/oltre-lombra-dei-colori/

Link Amazon

Amazon.it: Oltre l’ombra dei colori – Morriello, Carlo – Libri

Booktrailer e fast trailer:

https://www.youtube.com/watch?v=L9EL1UDkXJo

https://www.youtube.com/shorts/FgjGKr1pa_M

all’interno del canale YouTube:

https://www.youtube.com/@carlomorriello

ESTRATTO DI ALCUNE RECENSIONI/INTERVISTE:

https://www.annuariodelcinema.it/news/esce-oltre-lombra-dei-colori

https://www.edicoladellenotizie.it/esce-oltre-lombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlo-morriello/

https://www.elasticmedianews.it/esce-oltre-lombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlomorriello/

https://www.altranotizia.com/libri-esce-oltre-lombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlo-morriello/

https://www.tuttoh24.info/esce-oltre-lombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlo-morriello/

https://leggeretutti.eu/esce-oltre-lombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlo-morriello/

https://www.liberolibro.it/oltre-lombra-dei-colori-di-carlo-morriello/

https://www.corrierenazionale.it/2025/04/17/carlo-morriello-in-libreria-con-oltre-lombra-dei-colori/

https://internapoli.it/esce-oltre-lombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlo-morriello-romanzo/

https://www.notizienazionali.it/notizie/attualita/87424/uscito-oltre-l-ombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlo-morriello

https://www.castelfrancovenetofy.it/topics/notizie-di-castelfranco-veneto/biografia-scrittore-carlo-morriello

https://www.lapiazzaweb.it/news/attualita/531451/carlo-morriello-oltre-l-ombra-dei-colori-un-viaggio-alla-scoperta-di-se-stessi.html

https://www.gazzettadinapoli.it/cultura-societa/ilibri/oltre-lombra-dei-colori-il-romanzo-desordio-di-carlo-morriello/

https://grandenapoli.it/oltre-lombra-dei-colori-romanzo-carlo-morriello-napoli/.

https://www.napolinews24.net/42534-silent-reading-party-il-15-luglio-al-gran-caffe-gambrinus-con-lautore-carlo-morriello-e-la-sua-opera-desordio-oltre-lombra-dei-colori.htm

https://internapoli.it/presentato-al-gran-caffe-gambrinus-il-primo-romanzo-di-carlo-morriello-oltre-lombra-dei-colori/

https://www.ilmattino.it/napolismart/cultura/napoli_silent_reading_party_gambrinus_libro_morriello-8951098.html

https://oblo.it/oltre-lombra-dei-colori-intrigante-thriller-di-morriello/

https://grandenapoli.it/evento/oltre-lombra-dei-colori-presentazione-libro-carlo-morriello-biblioteca-nazionale-napoli/

https://www.napolitoday.it/eventi/oltre-l-ombra-dei-colori-carlo-morriello-biblioteca-nazionale-napoli.html

https://grandenapoli.it/evento/oltre-lombra-dei-colori-presentazione-libro-carlo-morriello-biblioteca-nazionale-napoli/

https://www.napolinews24.net/43231-23-ottobre-oltre-lombra-dei-colori-di-carlo-morriello-alla-biblioteca-nazionale-di-napoli.htm

https://www.fortuneita.com/2026/04/27/la-rinascita-letteraria-di-napoli-quando-i-romanzi-diventano-attrattori-turistici-il-commento-di-carlo-morriello/?swcfpc=1&fbclid=IwY2xjawResRBleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeNjRJq0k4GpAMjCiMzawjwpaiX9_wbYWkQqSKbwjLetErU64PClBm9hs1WB4_aem_vu-QRuizMv6BtT6PWSynJQ

https://accadeora.it/napoli-capitale-culturale-2025-letteratura-e-arte-guidano-lesplosione-turistica/

 

titolo: Oltre l’ombra dei colori

autore: Carlo Morriello

genere: Romanzo

nr. pagine: 416

CASA EDITRICE: Bookabook di Milano

DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 aprile 2025

CODICE ISBN: 979-1255993001

COSTO: € 22,00

Più informazione online: il Torinese apre a Milano e Genova

Da settembre “Il Nuovo Giorno Milanese” e “Il Nuovo Giorno Genovese”

L’informazione si amplia, mantenendo lo stesso spirito di indipendenza e di attenzione al territorio.

Dopo anni di crescita costante e grazie alla fiducia dimostrata ogni giorno dai lettori, Il Torinese compie un nuovo passo nel proprio percorso editoriale. A partire dal mese di settembre prenderanno infatti il via due novità online: Il Nuovo Giorno Milanese e Il Nuovo Giorno Genovese, (in breve: il Milanese e il Genovese) due siti di informazione collegati che andranno ad affiancare Il Torinese, ampliando lo sguardo su un’area strategica del Nord-Ovest italiano.

L’obiettivo è raccontare un territorio che, pur appartenendo a tre regioni diverse, continua a essere fortemente unito da infrastrutture, relazioni economiche, iniziative culturali e progetti di sviluppo. Quello che per decenni è stato conosciuto come il “triangolo industriale” Torino-Milano-Genova rappresenta ancora oggi uno dei motori del Paese, un sistema nel quale imprese, università, porti, logistica, innovazione e cultura dialogano quotidianamente.

Con la nascita dei due nuovi siti sarà possibile seguire più da vicino l’attualità di Milano e della Lombardia, di Genova e della Liguria, senza perdere il legame con Torino e il Piemonte. I tre siti condivideranno contenuti, approfondimenti e progetti editoriali, offrendo ai lettori un’informazione ancora più ampia e completa sui temi che interessano il Nord-Ovest: cronaca, economia, politica, cultura, ambiente, turismo, eventi, infrastrutture e innovazione.

Si tratta di una scelta che nasce dall’ascolto dei lettori e dalla volontà di offrire un servizio sempre più ricco. In questi anni Il Torinese ha costruito una comunità di persone che cercano un’informazione seria, tempestiva e indipendente. È proprio grazie alla loro fiducia che oggi è possibile affrontare questa nuova sfida editoriale.

L’obiettivo non è soltanto raccontare tre città, ma mettere in rete tre territori che condividono una storia comune e che guardano insieme al futuro, valorizzando le connessioni che li uniscono e le opportunità che possono nascere dalla collaborazione.

Il Nuovo Giorno Milanese e Il Nuovo Giorno Genovese saranno online da settembre e rappresenteranno un nuovo punto di riferimento per chi desidera essere informato su ciò che accade nel cuore produttivo, economico e culturale del Nord-Ovest.

Un progetto che guarda avanti, con la stessa passione per l’informazione che da sempre contraddistingue Il Torinese e i suoi lettori.

Dolore all’anca a Torino: quando è un problema da non trascurare (e a chi rivolgersi)

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Non tutti i dolori all’anca sono uguali: alcuni si risolvono con la fisioterapia, altri richiedono l’ortopedico. Capire la causa in tempo è ciò che fa la differenza tra un recupero rapido e una limitazione che si trascina.

 

Info: www.ortoclinic.eu

IN COLLABORAZIONE CON ORTOCLINIC

Per i casi che richiedono la chirurgia dell’anca e del bacino, Equilibrium collabora con il team di ortopedici di Ortoclinic: otto chirurghi torinesi iper-specializzati in anca, bacino, ginocchio, spalla e traumatologia. Un unico percorso coordinato: dall’inquadramento diagnostico dello specialista all’eventuale intervento, fino alla riabilitazione fisioterapica.

 

 

Un’articolazione che regge tutto il corpo

L’anca è l’articolazione che unisce il femore al bacino e sostiene gran parte del peso corporeo in ogni passo, movimento e cambio di posizione. Quando fa male, il dolore può presentarsi all’inguine, al gluteo, alla parte esterna della coscia o irradiarsi verso il ginocchio, e spesso si accompagna a rigidità e difficoltà a camminare, salire le scale o allacciarsi le scarpe.

Il dolore all’anca non è una diagnosi: è un sintomo, e dietro lo stesso fastidio possono nascondersi cause molto diverse. L’artrosi dell’anca (coxartrosi) è tra le più frequenti dopo i 50 anni — a livello globale l’artrosi è la malattia articolare più comune e interessa circa un adulto su quattro oltre i 45 anni. Ma nei più giovani e negli sportivi il dolore ha spesso altre origini, come il conflitto femoro-acetabolare o le tendinopatie dei glutei.

 

I segnali da non ignorare

La maggior parte dei dolori all’anca ha origine muscolo-scheletrica e risponde bene a un percorso mirato. Alcuni sintomi, però, richiedono una valutazione medica tempestiva. È bene rivolgersi al pronto soccorso o al proprio medico in presenza di:

  • dolore intenso e improvviso dopo una caduta o un trauma, con impossibilità a caricare il peso sulla gamba
  • deformità evidente dell’arto, gamba accorciata o ruotata verso l’esterno (possibile frattura)
  • febbre associata a dolore e gonfiore dell’articolazione
  • dolore notturno persistente che non si allevia con il riposo
  • storia recente di tumore o perdita di peso inspiegata associata al dolore

Perché non tutti i dolori all’anca sono uguali

Distinguere l’origine del problema è ciò che permette di scegliere il trattamento corretto. Le cause più comuni sono: la coxartrosi, cioè l’usura della cartilagine articolare, tipica dell’età adulta e avanzata; il conflitto femoro-acetabolare (FAI), un contatto anomalo tra testa del femore e acetabolo che è una causa frequente di dolore nei giovani e negli adulti attivi; la sindrome del grande trocantere, ovvero le tendinopatie e le borsiti della parte esterna dell’anca; e le fratture, in particolare del femore e del bacino, spesso legate a traumi o a osteoporosi negli anziani. In molti casi la componente è mista, ed è proprio per questo che una valutazione accurata fa la differenza.

Attenzione: non tutto il dolore all’anca è “anca”

Diverse condizioni possono simulare un problema dell’anca e richiedono trattamenti completamente diversi: una lombalgia o una sciatica che si irradiano verso il gluteo e la coscia, disturbi della colonna, tensioni miofasciali. Allo stesso modo, un vero problema articolare dell’anca a volte viene scambiato per un banale “strappo”. Una valutazione precisa nelle prime fasi evita mesi di terapie mirate sul bersaglio sbagliato.

Gli errori più comuni

Molti pazienti, in buona fede, peggiorano la situazione. Gli sbagli più frequenti:

  • aspettare che “passi da sola”, con il rischio che il dolore si cronicizzi
  • ridurre drasticamente il movimento, con perdita di forza e rigidità dell’articolazione
  • affidarsi a esercizi generici trovati online, alcuni dei quali sovraccaricano l’anca
  • uso ripetuto di antidolorifici senza una valutazione della causa
  • rimandare la visita ortopedica quando invece servirebbe un approfondimento

Un approccio multidisciplinare: fisioterapia e ortopedia insieme

Le linee guida internazionali NICE (NG226, 2022) raccomandano per l’artrosi di anca e ginocchio un approccio conservativo di prima linea basato su esercizio terapeutico, educazione del paziente e controllo del peso, riservando i farmaci e la chirurgia ai casi che non rispondono. Per il conflitto femoro-acetabolare, il consenso internazionale (Warwick Agreement, 2016) prevede un percorso che va dalla riabilitazione alla chirurgia artroscopica a seconda del quadro.

È qui che conta la struttura di un centro multidisciplinare. Equilibrium segue la persona con un team di oltre 25 fisioterapisti su quattro sedi tra Torino, Venaria Reale e Collegno. Per i quadri che richiedono un parere specialistico o un’eventuale indicazione chirurgica, Equilibrium collabora con il team di ortopedici di Ortoclinic (ortoclinic.eu), studio torinese che riunisce otto chirurghi iper-specializzati in anca, bacino, ginocchio, spalla e traumatologia, con esperienza pluriennale nei maggiori centri traumatologici della città. Il punto di partenza è sempre la diagnosi medica: l’inquadramento della causa spetta all’ortopedico o al fisiatra, che escludono anche le condizioni che richiedono altri accertamenti. Su questa base il fisioterapista esegue la valutazione funzionale e imposta il percorso di riabilitazione, in coordinamento con lo specialista. Il confronto con gli ortopedici di Ortoclinic permette di definire insieme se la strada è conservativa o chirurgica e come impostare la riabilitazione prima e dopo un eventuale intervento, senza che la persona venga rimbalzata da un professionista all’altro.

Torino è del resto un punto di riferimento nella chirurgia dell’anca e del bacino. Come raccontato da La Stampa, proprio al CTO di Torino, nel luglio 2026, è stato eseguito il primo intervento in Italia per una frattura del bacino con una tecnica endoscopica mini-invasiva innovativa: attraverso tre piccole incisioni e una telecamera di pochi millimetri, con minori complicanze e tempi di recupero molto rapidi, tanto che il paziente può tornare a camminare già il giorno dopo l’operazione. È il segno di quanto, anche nei casi complessi, il coordinamento tra chirurgia avanzata e riabilitazione mirata sia oggi decisivo.

Un caso reale

Una paziente di 58 anni si è rivolta al centro per un dolore all’inguine destro presente da mesi, che peggiorava dopo lunghe camminate e nel salire le scale. Aveva ridotto molto l’attività fisica, con conseguente perdita di forza. La visita ortopedica ha diagnosticato un’artrosi iniziale; su questa base la valutazione funzionale del fisioterapista ha evidenziato una riduzione della mobilità dell’anca e un deficit di forza. Il percorso ha unito esercizio terapeutico progressivo, terapia manuale e un programma di rinforzo dei glutei, con indicazioni per la vita quotidiana. Nel giro di alcune settimane il dolore si è ridotto e la paziente è tornata a camminare con maggiore sicurezza, mantenendo monitorata la situazione con lo specialista.

Quando rivolgersi a uno specialista

Intervenire nelle prime settimane, quando il dolore all’anca persiste o limita i movimenti quotidiani, permette di ridurre i tempi di recupero, mantenere la forza e la mobilità dell’articolazione ed evitare la cronicizzazione. Il primo passo è sempre una valutazione medica — ortopedica o fisiatrica — per capire da cosa dipende davvero il dolore; su quella diagnosi il percorso fisioterapico può poi essere impostato in modo mirato.

 

Domande frequenti

Il dolore all’anca passa da solo?

Dipende dalla causa. Alcune infiammazioni transitorie migliorano, ma quadri come l’artrosi o il conflitto femoro-acetabolare tendono a non risolversi senza un percorso mirato e, se trascurati, possono peggiorare.

Come capisco se il dolore viene dall’anca o dalla schiena?

Non sempre è intuitivo: un dolore all’inguine orienta verso l’anca, uno che scende dietro la coscia può venire dalla colonna. Solo una valutazione clinica con test specifici distingue con precisione l’origine.

Serve sempre la protesi?

No. La protesi d’anca è indicata solo nei casi di artrosi avanzata che non rispondono al trattamento conservativo. L’indicazione è sempre posta dallo specialista dopo la valutazione clinica; nella maggior parte dei casi, prima di arrivare alla protesi, si percorre la strada conservativa con esercizio terapeutico e terapia manuale.

Meglio riposo o movimento?

Il riposo assoluto prolungato è sconsigliato: indebolisce i muscoli che stabilizzano l’anca. Un’attività controllata e guidata, nella maggior parte dei casi, favorisce il recupero.

Dolore all’anca che non passa? Capire la causa è il primo passo

Se il dolore all’anca persiste, limita i movimenti o peggiora sotto sforzo, una valutazione medica (ortopedica o fisiatrica) permette di individuarne l’origine; il percorso fisioterapico, impostato su quella diagnosi e in coordinamento con lo specialista, aiuta poi a recuperare.

  • Prenota una valutazione fisioterapica personalizzata
  • Un percorso impostato sulla diagnosi dello specialista
  • Percorso coordinato fisioterapia–ortopedia per i casi che lo richiedono

    Approfondisci qui: https://equilibrium-mole.eu/dolore-anca-torino/

Nota informativa — Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Per una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato è necessaria una valutazione clinica diretta. Riferimenti: NICE Guideline NG226 “Osteoarthritis in over 16s” (2022); Griffin DR et al., The Warwick Agreement on femoroacetabular impingement syndrome, Br J Sports Med 2016. Riferimento di cronaca: La Stampa, 12 luglio 2026, primo intervento in Italia al CTO di Torino per frattura del bacino in endoscopia. Link: https://www.lastampa.it/torino/2026/07/12/news/frattura_bacino_anca_operazione_endoscopica_cto-15687830/

Comprare Hyundai a Torino: gamma, finanziamento e usato

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Acquistare una nuova auto è una decisione importante, spesso guidata dal desiderio di trovare il giusto equilibrio tra tecnologia, sicurezza, comfort e convenienza.

Nel panorama automobilistico torinese, Hyundai si conferma un marchio di riferimento per chi cerca modelli affidabili, ben equipaggiati e disponibili con un’ampia varietà di motorizzazioni, dalle soluzioni benzina e ibride fino all’elettrico.

Orientarsi tra le opzioni disponibili significa valutare non solo il modello più adatto, ma anche le formule di acquisto, le possibilità di finanziamento e le occasioni dell’usato selezionato. Dalle vetture compatte ai SUV familiari, la gamma Hyundai offre risposte diverse per chi vive la città, per chi viaggia spesso e per chi desidera un’auto più efficiente senza rinunciare alla praticità quotidiana.

La gamma Hyundai: modelli per ogni esigenza

Il successo di Hyundai negli ultimi anni nasce da una gamma sempre più completa, capace di coprire segmenti molto diversi. A Torino, tra i modelli più interessanti ci sono Tucson, Kona, Bayon, Inster e Santa Fe, ciascuno pensato per rispondere a un’esigenza specifica di mobilità.

Hyundai Tucson resta uno dei SUV più rappresentativi del marchio: spazioso, tecnologico e disponibile con motorizzazioni elettrificate, è una soluzione adatta sia all’utilizzo quotidiano sia ai viaggi più lunghi. Kona, invece, interpreta il crossover urbano in chiave moderna, con un design deciso e la possibilità di scegliere tra diverse alimentazioni, comprese versioni ibride ed elettriche.

Bayon si rivolge a chi cerca un SUV compatto, agile e facile da gestire in città, ma con una posizione di guida rialzata e una buona versatilità interna. Inster rappresenta invece una delle novità più interessanti per chi guarda alla mobilità elettrica urbana: compatta nelle dimensioni, ma progettata per offrire praticità, tecnologia e uno stile distintivo.

Merita attenzione anche Hyundai Santa Fe, modello particolarmente adatto a famiglie e a chi ha bisogno di molto spazio a bordo. La disponibilità della configurazione a 7 posti lo rende una proposta rara e interessante nel mercato attuale, soprattutto per chi cerca un SUV capace di accogliere più passeggeri senza rinunciare a comfort, tecnologia e qualità percepita.

Il nuovo Hyundai a Torino: motorizzazioni, prezzi e promozioni

Chi desidera acquistare una Hyundai nuova può contare su una gamma ampia e articolata, con modelli pensati per profili di guida differenti. Inster è una scelta adatta a chi vuole entrare nel mondo dell’elettrico con un’auto compatta e urbana. Bayon e Kona rispondono invece alle esigenze di chi cerca un crossover maneggevole, ben equipaggiato e adatto alla vita quotidiana. Tucson si rivolge a chi desidera più spazio e una presenza su strada più importante, mentre Santa Fe rappresenta la scelta più indicata per chi ha bisogno di un SUV familiare, anche a 7 posti.

La varietà delle motorizzazioni è uno dei punti di forza del marchio. Hyundai propone versioni benzina, mild hybrid, full hybrid, plug-in hybrid ed elettriche, permettendo di scegliere l’alimentazione più adatta in base ai chilometri percorsi, alla possibilità di ricarica e al tipo di utilizzo. Per chi si muove soprattutto in città, le soluzioni ibride ed elettriche possono offrire vantaggi in termini di consumi e accesso alla mobilità urbana; per chi percorre lunghe distanze, i SUV ibridi e plug-in hybrid garantiscono invece maggiore flessibilità.

Un altro elemento distintivo è la garanzia Hyundai di 5 anni a chilometraggio illimitato su tutta la gamma, un vantaggio importante per chi cerca serenità nel tempo e vuole proteggere il valore del proprio acquisto. A questo si aggiungono promozioni periodiche, formule con rottamazione e condizioni di finanziamento che possono rendere più accessibile l’acquisto di un modello nuovo.

Finanziamento e soluzioni personalizzate

Il mercato dell’auto è sempre più orientato verso formule di acquisto flessibili, capaci di adattarsi al budget e alle abitudini di chi guida. Anche per Hyundai, il finanziamento rappresenta una possibilità interessante per chi desidera acquistare un’auto nuova senza concentrare l’intero investimento in un’unica soluzione.

Le formule disponibili possono prevedere anticipo personalizzato, durata variabile, rate mensili sostenibili e, in alcuni casi, servizi aggiuntivi come manutenzione programmata, coperture assicurative o pacchetti dedicati. Questo permette di costruire un piano più vicino alle proprie esigenze, sia per chi acquista una compatta elettrica come Inster, sia per chi valuta un SUV come Tucson, Kona o Santa Fe.

A Torino, la consulenza in concessionaria diventa particolarmente utile per confrontare modelli, versioni e allestimenti, ma anche per capire quale formula di pagamento risulti più adatta nel medio periodo. La possibilità di simulare il finanziamento e valutare eventuali promozioni attive aiuta a rendere il processo d’acquisto più chiaro e meno dispersivo.

La qualità dell’usato Hyundai

L’usato selezionato rappresenta una valida alternativa per chi desidera contenere il costo d’acquisto senza rinunciare alla qualità di un veicolo controllato. Le concessionarie Hyundai possono proporre auto usate recenti, km zero o aziendali, spesso sottoposte a verifiche tecniche e accompagnate da garanzie dedicate.

Questa soluzione è interessante per chi punta a modelli di segmento superiore, come Tucson, Kona o Santa Fe, ma vuole accedere a condizioni economiche più vantaggiose rispetto al nuovo. Allo stesso tempo, l’usato può essere una scelta intelligente anche per chi cerca una prima auto o una vettura compatta per la città, magari valutando modelli recenti e ben accessoriati.

Rispetto all’acquisto tra privati, scegliere l’usato in concessionaria offre maggiori tutele: documentazione più trasparente, chilometraggio verificato, controlli tecnici e assistenza post-vendita. Anche in questo caso, possono essere disponibili formule di finanziamento dedicate, utili per distribuire l’investimento nel tempo.

Scegliere Hyundai a Torino: consulenza e assistenza

Orientarsi tra modelli nuovi, km zero e usati richiede una valutazione attenta, che non riguarda solo il prezzo finale ma anche assistenza, garanzia, manutenzione e qualità del servizio. Tra i riferimenti del territorio si distingue la concessionaria Hyundai Nuova AutoAlpina, dove è possibile confrontare i modelli della gamma, approfondire motorizzazioni e allestimenti e ricevere supporto nella scelta della soluzione più adatta.

La consulenza diventa centrale soprattutto quando si valutano modelli molto diversi tra loro. Chi cerca un’elettrica compatta può orientarsi su Inster, chi desidera un crossover versatile può confrontare Bayon e Kona, chi ha bisogno di spazio può valutare Tucson o Santa Fe. La possibilità di vedere le auto dal vivo, richiedere informazioni sulle promozioni e approfondire le formule di finanziamento rende l’esperienza d’acquisto più semplice e consapevole.

Conclusioni: una gamma completa per la mobilità di oggi

Comprare una Hyundai a Torino significa poter scegliere tra modelli pensati per esigenze molto diverse: city SUV elettriche come Inster, crossover compatti come Bayon e Kona, SUV versatili come Tucson e proposte familiari più spaziose come Santa Fe, disponibile anche a 7 posti.

La forza del marchio sta nella capacità di unire tecnologia, sicurezza, varietà di motorizzazioni e una garanzia di 5 anni a chilometraggio illimitato, elemento che rafforza la percezione di affidabilità nel tempo. Tra nuovo, finanziamento e usato selezionato, Hyundai offre così una proposta flessibile e completa per chi cerca un’auto moderna, ben equipaggiata e adatta alla mobilità quotidiana.

I consigli di Marta per proteggere i tuoi occhi dal sole

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L’estate è finalmente entrata nel vivo e, con l’arrivo delle belle giornate, passiamo molto più tempo all’aperto, tra weekend in spiaggia, passeggiate in montagna e aperitivi in città.

Se per proteggere la pelle la crema solare è ormai un gesto automatico per tutti, spesso ci si dimentica che anche gli occhi hanno bisogno della stessa identica cura.
L’esposizione prolungata ai forti raggi UV estivi, infatti, non provoca solo fastidio o abbagliamento immediato, ma può causare affaticamento visivo, secchezza e, a lungo termine, danni più seri alla retina e alla cornea. Proteggersi con filtri solari adeguati e certificati è il primo passo per garantire il benessere dei nostri occhi.
Il consiglio dell’esperta Marta
“La prevenzione e la protezione visiva non devono mai andare in vacanza, specialmente nei mesi più caldi,” spiega Marta, l’esperta di Ottica Catalanotto. “Oggi proteggere la vista dal sole non significa più scendere a compromessi con l’estetica. Al contrario, le lenti protettive di ultima generazione diventano un vero e proprio accessorio di tendenza per esprimere la propria personalidade nel quotidiano.”
Per aiutarti a vivere l’estate in totale sicurezza e con il massimo dello stile, nel punto vendita di via XX Settembre 51 a Torino abbiamo lanciato due promozioni esclusive e ben distinte, pensate per ogni tipo di esigenza.
Promo 1: Fino al -50% su tutto lo Store
Se desideri rinnovare il tuo look o hai sempre sognato quel modello particolare, questa è l’occasione perfetta. In store troverai sconti imperdibili fino al 50% su tutti i prodotti disponibili: dalle montature da vista dei migliori brand fino agli occhiali da sole più iconici di questa stagione. Un’opportunità unica per regalarsi la massima qualità visiva alla metà del prezzo.
Promo 2: “L’estate addosso” – Il tuo stile a soli 69€ con lenti graduate
È la novità più fresca e pop dell’anno, pensata per chi vuole unire la correzione visiva al colore dell’estate. Con una quota fissa di soli 69€, la promo include un occhiale completo di lenti graduate personalizzate con le sfumature del tuo cocktail preferito.
Per questa iniziativa puoi scegliere tra due montature di tendenza selezionate, di cui una disponibile in due varianti di colore. Trova la combinazione perfetta e scegli la tua lente:
🍹 Lente Spritz (Arancione): Per un look caldo, energico e super contemporaneo.
🍋 Lente Gin Lemon (Giallo): Luminosa, fresca e di grande impatto visivo.
🍃 Lente Mojito (Verde): Un classico intramontabile, elegante e riposante per gli occhi.
💙 Lente Blue Angel (Blu): Intensa, magnetica e dall’anima squisitamente cool.
Ti aspettiamo in Store per la tua consulenza
Vieni a scoprire qual è la soluzione perfetta per te e a provare i colori della promo “L’estate addosso”. Marta e tutto lo staff di Ottica Catalanotto ti aspettano per una consulenza personalizzata e per guidarti nella scelta della protezione ideale per le tue vacanze.
📍 Ci trovi in Via XX Settembre 51, Torino
📞 Per informazioni o per prenotare un appuntamento: +39 351 551 4151
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Salute a Torino: le buone abitudini per vivere meglio in città

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Vivere in una grande città come Torino può offrire molti vantaggi, ma porta con sé anche alcuni fattori che incidono sulla salute.

Le giornate sono spesso piene di impegni: scuola o università, lavoro, mezzi pubblici, traffico, uscite e pasti consumati in fretta. Per mantenere uno stile di vita sano bisogna avere una certa organizzazione. La salute, infatti, non dipende solo dall’assenza di malattie, ma da un insieme di comportamenti quotidiani che riguardano il corpo e la mente.

In ambiente urbano è facile sviluppare abitudini poco equilibrate. Si dorme meno, si mangia in modo frettoloso, ci si muove poco e spesso si rimandano i controlli medici. Con il tempo, questi comportamenti possono influire sul livello di energia, sulla concentrazione, sull’umore e sul benessere generale. Per vivere meglio in città, quindi, è utile costruire una quotidianità fatta di scelte semplici ma regolari.

Alimentazione equilibrata e cura del sorriso

Uno degli aspetti più importanti della salute riguarda l’alimentazione. In una città di grandi dimensioni, con ritmi veloci, molte persone saltano la colazione, mangiano fuori casa o scelgono pasti rapidi e poco bilanciati. Tutto ciò può avere effetti sul metabolismo, sulla digestione e sulla capacità di affrontare bene la giornata.

Mangiare in modo corretto non significa seguire diete rigide, ma mantenere una certa regolarità nei pasti e preferire alimenti semplici e vari. Frutta, verdura, cereali, proteine e una buona idratazione aiutano l’organismo a funzionare meglio. Anche quando si mangia fuori, è possibile scegliere soluzioni più equilibrate, evitando che snack, bevande zuccherate o cibi troppo ricchi diventino un’abitudine quotidiana.

La salute orale è parte della salute generale. Denti e gengive in cattive condizioni possono provocare dolore, fastidi e insicurezza nelle relazioni con gli altri. Lavarsi i denti con costanza, usare gli strumenti adatti per la pulizia e fare controlli periodici dal dentista sono comportamenti utili per prevenire problemi più seri. La cura del sorriso, quindi, non riguarda solo l’aspetto estetico, ma anche l’igiene e il benessere complessivo della persona.

Accanto alla prevenzione e all’igiene quotidiana, per alcune persone conta anche il modo in cui il sorriso appare. È in questa prospettiva che si possono considerare i costi delle faccette dentali, come parte di un aspetto più ampio legato alla cura della bocca e al desiderio di sentirsi a proprio agio con la propria immagine. La cura del sorriso, infatti, oltre a interessare l’aspetto estetico, riguarda anche l’attenzione verso i denti e la funzionalità della bocca.

Attività fisica e movimento in città

Un altro elemento fondamentale è il movimento. Spesso si pensa che per fare attività fisica servano molte ore libere o allenamenti intensi. In realtà, nella vita quotidiana conta molto la continuità. Torino mette a disposizione diversi spazi in cui camminare, correre o andare in bicicletta, e anche chi ha poco tempo può inserire il movimento nella propria giornata.

Alcune abitudini utili possono consistere nel fare una parte del percorso a piedi, nell’usare di meno l’ascensore, nel dedicare del tempo a una camminata. L’attività fisica è importante per mantenere il tono muscolare, migliorare la resistenza e favorire un migliore equilibrio tra energia spesa ed energia introdotta con l’alimentazione. Inoltre, muoversi con regolarità ha effetti positivi sul sonno e sulla capacità di gestire la tensione.

La vita in città può aumentare lo stress. Tra rumore, orari serrati e tanti stimoli, è facile sentirsi affaticati. In questo senso, il movimento svolge anche una funzione positiva di benessere mentale, perché permette di scaricare parte della tensione accumulata.

Prevenzione e controlli per proteggere la salute

La prevenzione è un principio centrale quando si parla di benessere. Molte persone tendono a occuparsi della salute solo quando compare un problema evidente. In realtà, i controlli periodici servono proprio a individuare eventuali segnali prima che si trasformino in disturbi più seri. In una grande città, dove il tempo sembra mancare sempre, questa attenzione viene spesso rimandata, ma resta molto importante.

Per conoscere meglio il proprio stato di salute, è importante controllare alcuni valori di base, fare analisi, visite mediche e verifiche legate alla vista o ad altri aspetti specifici. Anche avere un rapporto di comunicazione stabile con il medico di riferimento può essere utile, perché aiuta a interpretare sintomi, dubbi e cambiamenti dell’organismo.

Salute dei reni, Torino risponde: la tappa di CL3AR conquista Piazza Arbarello

PUBBLIREDAZIONALE — in collaborazione con Sobi Italia

Il roadshow di sensibilizzazione promosso da Sobi Italia ha fatto tappa il 10 giugno nel cuore della città. Il bilancio della giornata, raccontato dai partecipanti, conferma quanto sia ancora necessario parlare di reni e di malattie renali rare.

Dopo le tappe di Milano e Bari, lo scorso 10 giugno la campagna itinerante “CL3AR: obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni” ha animato Piazza Vincenzo Arbarello. Il progetto, promosso da Sobi Italia con il patrocinio dell’associazione pazienti Progetto DDD ETS e delle Società Scientifiche FIR, SINEPE e SIP, ha portato in piazza un gazebo informativo pensato per avvicinare il pubblico a un tema importante quanto sottovalutato: la salute dei reni e, in particolare, le malattie renali croniche rare come la glomerulopatia da C3 (C3G) e la glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (IC-MPGN) primaria.

Si tratta di patologie che, pur rappresentando meno del 5% delle malattie renali croniche complessive, sono responsabili di oltre la metà dei casi di insufficienza renale in età pediatrica e di circa un quarto di quelli negli adulti. Una prognosi spesso severa – circa un paziente adulto su due e un bambino su cinque arriva all’insufficienza renale entro dieci anni dalla diagnosi – rende cruciale il riconoscimento precoce dei segnali d’allarme, oggi possibile anche attraverso semplici esami di sangue e urine.

Per tutta la giornata, installazioni interattive, materiali informativi e il confronto diretto con i professionisti sanitari presenti nel gazebo hanno permesso ai cittadini torinesi di scoprire più a fondo il funzionamento dei reni e l’importanza di una diagnosi tempestiva. Non un semplice banchetto informativo, dunque, ma un vero momento di ascolto e dialogo con la comunità.

A raccontare l’efficacia dell’iniziativa sono soprattutto le voci di chi ha partecipato. Ai visitatori del gazebo è stato infatti proposto di rispondere a qualche semplice domanda su quanto conoscessero il ruolo dei reni e su quali fossero le proprie abitudini di prevenzione: un piccolo termometro della consapevolezza, raccolto su oltre 100 persone, che restituisce un quadro tanto interessante quanto significativo.

La voce del pubblico: cosa è emerso a Torino

Più della metà di chi ha risposto (55,4%) ritiene di conoscere abbastanza bene il ruolo dei reni nel proprio corpo, ma quasi un partecipante su tre ammette di saperne poco. Il dato si fa più netto quando si parla dei segnali d’allarme delle patologie renali: solo il 16,8% dichiara di conoscerli davvero, mentre oltre la metà ne ha sentito parlare senza saperne il reale significato.

Ancora più eloquente il responso sulle malattie renali rare protagoniste della campagna: tre persone su quattro (76,2%) non avevano mai sentito parlare di C3G o IC-MPGN prima di quella mattina in piazza, e solo una minima parte (6,9%) dichiara di conoscerle davvero. Un’evidenza che racconta, meglio di ogni numero, perché iniziative come CL3AR siano necessarie.

Interessante anche il confronto con organi più “noti” come cuore e polmoni: quasi 4 partecipanti su 10 considerano i reni altrettanto importanti, e circa 1 su 10 li ritiene persino più rilevanti. Resta tuttavia una quota – oltre un terzo del campione – che attribuisce loro ancora oggi un ruolo secondario.

Sul fronte della prevenzione, il quadro invita a una riflessione: oltre la metà dei partecipanti (52,5%) non ha mai effettuato esami specifici per controllare la funzione renale, mentre appena l’8,9% lo fa con regolarità. Una distanza tra consapevolezza e azione che la campagna punta proprio a colmare.

Il dato più incoraggiante arriva proprio dal confronto diretto in piazza: oltre 8 partecipanti su 10 (81,2%, di cui il 21,8% “molto di più”) dichiarano di sentirsi più consapevoli dell’importanza di proteggere la salute dei propri reni dopo l’esperienza vissuta al gazebo. Un riscontro che, secondo gli organizzatori, è risultato persino superiore rispetto alle precedenti tappe del roadshow, confermando Torino come una delle piazze più ricettive del tour.

Un entusiasmo che conferma quanto ricordato dal Prof. Luigi Biancone, Responsabile della Struttura Complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto della Città della Salute di Torino: riconoscere precocemente i campanelli d’allarme attraverso semplici esami di laboratorio e indirizzare tempestivamente i pazienti verso centri specialistici resta fondamentale per intervenire in modo appropriato e preservare la qualità di vita.

Il viaggio di CL3AR non si ferma qui: dopo l’estate, il roadshow proseguirà a Bologna, Palermo e Roma, portando in altre piazze italiane lo stesso obiettivo, dare alla salute dei reni l’attenzione che merita. Per restare aggiornati su date e iniziative è possibile seguire i canali social di Sobi Italia su Instagram, Facebook e LinkedIn.

Mille marchi storici di interesse nazionale: durare a lungo è anche una responsabilità

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Il 15 aprile 2026, a Roma, nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è stato presentato un rapporto con un numero tondo in copertina.

Il Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale ha appena tagliato il traguardo dei mille marchi iscritti: stando ai dati diffusi dal Ministero, si tratta di circa 780 imprese titolari, per un fatturato complessivo di 93,6 miliardi di euro e oltre 363.000 addetti.

Dietro la cifra c’è uno strumento poco conosciuto fuori dagli addetti ai lavori. Il registro, istituito nel 2019 e gestito dall’Ufficio italiano brevetti e marchi, raccoglie i marchi registrati o usati senza interruzioni da almeno cinquant’anni da imprese produttive radicate nel territorio nazionale. Una volta iscritte, queste aziende possono fregiarsi del logo “Marchio storico”. Sulla carta è un riconoscimento di longevità. A guardarlo meglio, dice qualcosa anche su come quelle imprese stanno al mondo.

Più di una targa celebrativa

La legge che ha creato il marchio storico non lo tratta come un fregio decorativo. Lo lega in modo esplicito alla responsabilità verso chi lavora e verso il territorio. Un’impresa iscritta che intenda chiudere o spostare all’estero la propria produzione è tenuta a informarne in anticipo il Ministero, che può attivarsi per salvaguardare i livelli occupazionali e la continuità dell’attività in Italia.

È una clausola che racconta lo spirito dell’istituto. La storicità di un marchio non si esaurisce nei decenni accumulati: quei decenni hanno tenuto insieme un’azienda, le sue maestranze e un pezzo di comunità. Riconoscere il valore del primo significa farsi carico anche del secondo.

La responsabilità ha allargato il campo

Negli ultimi anni, del resto, l’idea stessa di responsabilità d’impresa si è allargata. Accanto alla tenuta economica e occupazionale sono entrati l’impatto ambientale, la sicurezza di chi sta in reparto, l’equilibrio tra uomini e donne in organico.

Il marchio storico fotografa il passato di un’azienda, la sua capacità di durare. Per misurare la condotta del presente servono altri strumenti, costruiti per essere verificati da un soggetto esterno: le certificazioni ambientali e sulla sicurezza, e di recente quelle dedicate alla parità di genere. Sono questi a dire, indicatori alla mano, come un’impresa tratta oggi le persone che ha dentro, al di là di quanto a lungo è esistita.

Quando le due cose si incontrano

Un caso in cui storia e condotta presente si saldano arriva dal Piemonte. Tra i mille marchi del registro figura anche Zeca, iscritta nel 2022. Produce avvolgicavo, avvolgitubo, lampade da lavoro e bilanciatori per chi opera in officina, è arrivata alla quarta generazione della stessa famiglia e lavora in un comparto, la metalmeccanica, tra i più maschili dell’industria italiana.

Sul fronte della responsabilità l’azienda non si è fermata all’eredità ricevuta. Ha coperto i propri stabilimenti di Feletto con un impianto fotovoltaico, si è data un codice etico e ha scelto di sottoporre a misura anche l’equità interna. Nel 2025 quel terreno ha affrontato una verifica esterna: un organismo accreditato ne ha esaminato le prassi su carriere, retribuzioni e conciliazione, riconoscendole la UNI/PdR 125, la prassi italiana che attesta la parità di genere.

Letti insieme, l’ingresso tra i marchi storici e una certificazione del 2025 dicono due cose distinte sullo stesso soggetto: che è durato a lungo, e che di quella durata oggi prova a essere all’altezza.

La storia non basta da sola

Per chi compra, seleziona fornitori o cerca un datore di lavoro, qui sta l’informazione utile. Un marchio storico attesta che un’azienda ha attraversato le epoche senza sparire, un risultato che il tessuto produttivo italiano, fatto di imprese spesso piccole e familiari, conosce bene. Da solo, però, racconta metà della storia.

L’altra metà è ciò che quell’azienda fa adesso: come tratta l’ambiente, come protegge chi lavora, quanto è equa al proprio interno. Le radici dicono da quanto tempo si è lì; i frutti dicono se vale la pena restarci. Il primo dato lo certifica un registro nazionale, il secondo se lo guadagna ogni anno chi continua a meritarselo.