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Con i suoi pennini e pennelli incantati, l’artista Anja Langst realizza il suo regno magico degli “Omini-Mini”, dove ognuno ha la sua personalità e diventa un tassello di un grande insieme.
Si intitola “1000 Omini-Mini di Anja” la mostra realizzata per aguzzare la vista e sorridere, curata da Xenia Filonenko, dal 13 al 28 giugno prossimo, che inaugurerà sabato 13 giugno alle 17.30 presso l’associazione Fuocoinfinito, in via Carlo Alberto 11/P, a Torino.
“L’artista Anja Langst – precisa la curatrice della mostra, Xenia Filonenko – presenta una pratica visiva fondata sulla proliferazione del segno, sull’accumulo narrativo e sulla costruzione dell’immagine attraverso un’infinità di minuscole figure umane. In queste composizioni, l’horror vacui assume un tono gioioso e vitale, l’accumulo non genera caos ma energia; la moltitudine delle figure costruisce un ritmo visivo dinamico e coinvolgente, dove l’umorismo convive con una sorprendente precisione compositiva. Accanto alla sua dimensione più visionaria, una parte della mostra si presenta dall’aspetto giocoso con l’illustrazione umoristica. Qui, gli ‘omini’ di Anja Langst diventano protagonisti di scene leggere, umoristiche e teatrali capaci di trasmettere immediatezza, allegria e senso del gioco. Lo spettatore esplora l’immagine come un territorio ludico, scopre dettagli nascosti, incontra personaggi buffi e segue minuscole storie disseminate sulla superficie.

Parallelamente, un’altra parte della ricerca di Anja Langst si sviluppa in direzione quasi opposta, pur utilizzando il linguaggio dei ‘1000 omini’. In queste opere, le piccole figure perdono progressivamente la loro funzione narrativa per trasformarsi in puro elemento strutturale. Il risultato è una pittura che assume l’aspetto di una composizione geometrica e fortemente contemporanea. Questa duplice direzione della mostra rivela, con particolare chiarezza, la profondità della ricerca e la solidità professionale di Anja Langst. Dietro l’apparente leggerezza del gioco visivo, emerge una formazione artistica rigorosa e una piena consapevolezza dei linguaggi contemporanei. La libertà narrativa dei suoi ‘omini’ non nasce dunque da un approccio naïf o istintivo, bensì da una ricerca matura sostenuta da uno studio presso l’Accademia Albertina di Torino, dal confronto con la lezione di Emilio Vedova e da anni di lavoro come illustratrice presso il Bureau International du Travail a Torino e Ginevra, per la casa editrice Vivez Soleil, giornali e riviste svizzere e francesi. È proprio questa capacità di attraversare registri diversi, dall’immaginario giocoso del fumetto alla costruzione di superfici dal forte impatto contemporaneo, a conferire alle opere di Anja Langst un valore artistico significativo. La mostra evidenzia come uno stesso linguaggio possa generare simultaneamente complessità e leggerezza, rigore formale e umorismo, riflessione e sorriso”.
Orari: da lunedì a venerdì dalle ore 16 alle 19 – sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30.
Associazione Fuocoinfinito – via Carlo Alberto 11/P, Torino
Info: 349 1256344
Mara Martellotta
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Tecnologia, pianificazione digitale e approccio multidisciplinare stanno cambiando il modo di affrontare le cure odontoiatriche.
È questa la direzione intrapresa dal reparto di Odontoiatria e Ortodonzia dell’Ospedale Koelliker di Torino, dove diagnostica avanzata e trattamenti personalizzati vengono integrati in un unico percorso clinico.
Il reparto si occupa di visite odontoiatriche per adulti e bambini, ortodonzia funzionale, implantologia, igiene e prevenzione, parodontologia, gnatologia e disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, con particolare attenzione anche alle apnee notturne e al russamento. Accanto alle cure tradizionali, cresce il ruolo delle tecnologie digitali applicate alla pianificazione terapeutica e chirurgica.
Tra gli strumenti più utilizzati vi è la TC Cone Beam, una tecnica di diagnostica tridimensionale che consente di ottenere immagini ad alta definizione delle strutture dentali e maxillo-facciali. Attraverso una singola rotazione dell’apparecchiatura attorno alla testa del paziente, il sistema acquisisce centinaia di immagini poi elaborate digitalmente per ricostruire in 3D denti, ossa mascellari e strutture anatomiche circostanti.
Una tecnologia che trova particolare applicazione nei casi complessi, soprattutto in implantologia e ortodonzia. Rispetto alle radiografie tradizionali, la Cone Beam permette infatti una valutazione più accurata di radici dentali, nervi, seni mascellari e articolazioni mandibolari, migliorando la pianificazione degli interventi e riducendo il margine di errore.
Proprio l’implantologia rappresenta uno degli ambiti su cui il Koelliker punta maggiormente. Il trattamento consiste nel posizionamento di impianti in titanio che sostituiscono la radice del dente mancante, sui quali viene successivamente applicata una corona estetica integrata con la dentatura naturale. Grazie alla pianificazione computer assistita e alle simulazioni digitali, gli specialisti possono oggi studiare in anticipo posizione, inclinazione e compatibilità anatomica degli impianti, limitando l’invasività chirurgica e favorendo tempi di recupero più rapidi.
Sempre più richieste anche le soluzioni ortodontiche con allineatori trasparenti, progettati su misura attraverso impronte digitali del cavo orale. Gli allineatori consentono di correggere progressivamente la posizione dei denti mantenendo un impatto estetico ridotto rispetto agli apparecchi tradizionali. Tra i vantaggi evidenziati dalla struttura vi sono la possibilità di rimuoverli durante i pasti e l’igiene orale, oltre alla personalizzazione del trattamento in base alla conformazione dentale del paziente.
Alla base dell’approccio del Koelliker vi è inoltre la collaborazione tra diverse specialità mediche e chirurgiche presenti all’interno dell’ospedale. Un elemento che permette di affrontare anche situazioni cliniche più articolate, con la disponibilità di sale operatorie, anestesisti, diagnostica interna e supporto multidisciplinare.
Secondo il reparto odontoiatrico, la direzione futura delle cure dentali sarà sempre più orientata verso prevenzione, diagnosi precoce e simulazione digitale dei trattamenti, con l’obiettivo di aumentare precisione, sicurezza e qualità dell’esperienza per il paziente.
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In corso Inghilterra 51, a Torino
Luisa Piccoli, nata a Bisceglie, in provincia di Bari, dopo l’Accademia di Belle Arti di Bari, ha avviato il suo percorso di pittrice, scultrice, scrittrice, poeta e scenografa, trascorrendo la sua vita fra Bisceglie, Udine e Vienna. Ha tenuto diverse mostre personali, collettive e partecipato a concorsi ricevendo un notevole successo di pubblico e di critica, tra i quali l’Expo d’Arte Internazionale di Innsbruck, la Biennale d’Arte Internazionale a Montecarlo e Arte Bergamo.
Le opere dell’artista Luisa Piccoli emergono da un linguaggio sensibile e attraversato da una luce autentica, capace di esprimere le fragilità e le profondità dell’animo umano. La sua ricerca visiva si distende in una figurazione carica di tensione poetica, per cui ogni elemento pare nascere da un’urgenza interiore e da una consapevolezza espressiva profondamente radicata. Si intrecciano nel suo percorso la dimensione individuale e quella collettiva, capaci di dare vita ad un racconto ricco di risonanze emotive. Le immagini non si limitano a mostrarsi, ma invitano lo spettatore a sostare, a interrogarsi, a cogliere ciò che si muove sotto la superficie: tracce di pensiero, frammenti di memoria, sussurri di senso che si propongono con sensibilità e delicatezza. Le sue opere pittoriche, realizzate con collage e tecnica mista, si distinguono per una resa cromatica e incisiva, e per una costruzione formale attenta, che accoglie materiali e segni in un equilibrio dinamico e vivo. Le figure dialogano tra loro con lo spazio, generando una tessitura visiva in cui ogni dettaglio contribuisce a un insieme vibrante e coerente. Attraverso questa visione, Luisa Piccoli costruisce un universo altamente personale, ricco di una spiritualità in cui emozioni e riflessioni si fondono. I soggetti sono riconoscibili o trasfigurati dal dolore e sono definiti da uno stile personale e identificabile, capace di comunicare con il fruitore mantenendo una dimensione aperta ed evocativa. L’arte di Luisa Piccoli è profondamente introspettiva, capace di tradurre il mondo interiore in immagini dal respiro universale, in cui si avvertono un ritmo costante e una dinamica che mantengono uniti realtà e interpretazione, esperienza e visione. Nel suo percorso artistico, l’indagine sull’esistenza umana e sul contesto sociale si accompagna a una continua esplorazione del sentimento, da cui scaturiscono opere che si fanno portatrici di messaggi essenziali legati alla pace, al dolore e alla possibilità di una connessione autentica. L’arte di Luisa Piccoli è ricca di coerenza espressiva e simbolica, sostenuta da una tecnica personale che rivela una piena conoscenza del mezzo e della propria interiorità. Le suo opere, sia pittoriche sia scultoree, si configurano come archivi ricchi di simboli, flussi ininterrotti di significato che, nel tempo, si intensificano, mantenendo intatto il loro potere evocativo.
Galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia – corso Inghilterra 51, Torino – 011 5628220 – info@latelaccia.it
Mara Martellotta
Raffaele Corona: “La geometria della morte”
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Il thriller italiano che trasforma ogni omicidio in un enigma
L’AUTORE
Raffaele Corona, autore pugliese di 43 anni, si avvicina alla scrittura circa un anno e mezzo fa, quasi per caso. Quella che inizialmente era soltanto una curiosità si è trasformata rapidamente in una vera passione, portandolo a dedicarsi alla narrativa thriller e psicologica.
Attratto dalle atmosfere oscure, dalle indagini criminali e dalla complessità della mente umana, Corona costruisce storie intense e cariche di tensione, dove nulla è lasciato al caso e ogni dettaglio può nascondere un significato più profondo.
IL LIBRO
“La Geometria della Morte” è il suo nuovo thriller psicologico, un romanzo che trascina il lettore all’interno di una spirale di omicidi efferati, simboli misteriosi e segreti inquietanti. Ambientata tra Firenze e Bologna, la storia segue le indagini del commissario Stefano Corsi, chiamato a fermare un serial killer metodico e spietato che lascia sui corpi delle vittime una firma disturbante.
Quello che inizialmente sembra un semplice caso di omicidio si trasforma presto in qualcosa di molto più oscuro. Ogni delitto segue uno schema preciso, quasi matematico, e ogni vittima sembra parte di un disegno più grande e incomprensibile.
Attraverso uno stile diretto, cinematografico e ricco di suspense, Raffaele Corona accompagna il lettore in un viaggio psicologico dove il confine tra ossessione, follia e razionalità diventa sempre più sottile.
“La Geometria della Morte” è un thriller pensato per gli amanti delle indagini investigative, dei serial killer thriller e delle storie ad alta tensione emotiva.

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Spesso ricorrente e sottovalutato, il dolore cervicale richiede una valutazione mirata per essere risolto davvero — e non gestito a episodi.
- persiste oltre 7-10 giorni
- si associa a vertigini, formicolii o cefalea ricorrente
- limita la rotazione del capo o la mobilità del collo
- si accompagna a rigidità importante, soprattutto al risveglio
- si ripresenta a cicli regolari
- perdita di stabilità della colonna cervicale
- compensi muscolari
- posizione del capo in avanti (forward head posture)
- alterazioni del controllo motorio
- disfunzioni articolari del rachide cervicale
- tensioni muscolari e fasciali
- alterazioni posturali da postazione di lavoro, smartphone, guida prolungata
- esiti di colpo di frusta o traumi
- stress e tensione emotiva sostenuta
- riposo assoluto prolungato (peggiora rigidità e recupero)
- uso ripetuto di farmaci senza una valutazione
- esercizi generici trovati online
- collari cervicali tenuti più del necessario
- attese di settimane sperando che “passi da sola”
- terapia manuale
- esercizio terapeutico personalizzato
- rieducazione del movimento e della postura
- strategie ergonomiche per la vita quotidiana
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Nel libro si costruisce una narrazione che si sviluppa su più livelli: da un lato un universo futuristico ricco di tensioni e contrasti, dall’altro un’indagine più intima e simbolica, che richiama archetipi e dinamiche interiori universali
Raffaele Casini, nato a Livorno nel 1975, affianca alla sua attività professionale nel campo dell’amministrazione e gestione del personale una profonda passione per la scrittura, lo studio e la ricerca interiore. Laureato in economia e commercio e in storia contemporanea, unisce alla formazione razionale un forte interesse per la spiritualità e la meditazione, elementi che influenzano in modo significativo la sua visione narrativa.
Appassionato di fantascienza classica – da Isaac Asimov a Dan Simmons, fino a Ursula K. Le Guin – il libro si inserisce in quella corrente del genere che utilizza mondi futuri e scenari complessi per esplorare le dinamiche più profonde dell’essere umano.

Nel romanzo Il Sigillo di Silius, l’umanità ha varcato i confini del sistema solare e colonizzato molti mondi. Le potenze rivali dell’Impero e dell’Unione Federale dei Mondi si fronteggiano in una guerra fredda, ma all’interno dell’Impero il potere dell’Imperatore si scontra con le resistenze della nobiltà. L’omicidio apparentemente banale di Orion Kael, esperto di processi di biomineralizzazione e coordinatore di un progetto segreto, porterà la dottoressa Arya Solis, brillante scienziata, e l’agente imperiale Ethan Vallar, fino al pianeta agricolo di Silius, dove Lord Cato Valerius, signore del pianeta, si rivela essere tutto meno che un fedele servitore dell’Impero, e il cui piano distruttivo potrebbe scuotere la galassia fin nelle fondamenta più nascoste.
Lungo la storia, l’approccio umanista prende forma attraverso figure intense e sfaccettate come Arya Solis, Lady Selena e Lord Cato Valerius. Tre personaggi profondamente diversi tra loro, ma accomunati da un percorso di confronto con il potere, con le proprie scelte e con la propria identità.
Arya Solis incarna la tensione tra razionalità e ricerca di significato, in un equilibrio fragile tra ciò che può essere spiegato e ciò che invece deve essere compreso a un livello più profondo. Lady Selena rappresenta invece la volontà di riscatto e trasformazione, una figura che si muove tra ambizione, consapevolezza e desiderio di ridefinire il proprio destino. Lord Cato Valerius, infine, dà voce al lato più oscuro del potere: l’ambizione che può trasformarsi in ossessione, mettendo alla prova il confine tra visione e perdita di sé.
Attraverso queste figure, nel libro si costruisce una narrazione che si sviluppa su più livelli: da un lato un universo futuristico ricco di tensioni e contrasti, dall’altro un’indagine più intima e simbolica, che richiama archetipi e dinamiche interiori universali.
Il Sigillo di Silius si distingue così come un’opera di fantascienza umanista, in cui l’elemento narrativo si intreccia con una riflessione sul rapporto tra individuo e potere, tra coscienza e trasformazione. Una storia che invita il lettore a guardare oltre la superficie degli eventi, per interrogarsi su ciò che guida davvero le scelte e il destino delle persone.
Il link per l’acquisto del libro in cartaceo:
https://www.edizionimontag.it/catalogo/il-sigillo-di-silius/
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Nel cuore di una nuova generazione di professionisti del design, Remadesign si distingue come uno spazio che va oltre la semplice vendita, trasformandosi in un luogo di cultura, scoperta e relazione.
Molto. Fin da piccolo mio padre mi ha portato con sé a mostre di antiquariato. Questo ha formato il mio sguardo e la mia sensibilità visiva, che oggi considero fondamentali nel mio lavoro.
Più che un negozio, Remadesign è uno spazio di conoscenza e condivisione. Mi interessa avvicinare le persone a questo mondo, raccontare le storie degli oggetti e mostrare quanto il design degli anni ’70 e ’80 sia ancora incredibilmente attuale. È un luogo aperto alla curiosità, dove nasce un legame autentico tra persone e oggetti.

È uno degli aspetti più affascinanti del lavoro. Entrare nelle case significa entrare nelle storie delle persone. Ogni oggetto ha un valore che va oltre quello economico. Il mercato è molto competitivo, quindi nel tempo ho scelto di specializzarmi su designer particolarmente innovativi, spesso sottovalutati.
Sicuramente lo stato di conservazione, che è la prima cosa che colpisce. Poi l’autenticità, che è imprescindibile: un oggetto non originale perde completamente il suo valore. Infine, il prezzo, che deve essere coerente con il mercato. Utilizzo portali professionali e monitoro costantemente il settore per garantire proposte corrette e competitive.
Attraverso una selezione sempre più mirata e riconoscibile, basata su una linea estetica precisa e su una ricerca continua.

Il collezionista è molto preparato, spesso conosce già tutto del pezzo che osserva. L’amatore invece è più aperto al racconto: con lui si crea un dialogo che permette di spiegare l’oggetto, il contesto e le innovazioni che rappresenta.
Oggi è fondamentale. Il design è percepito come un settore di nicchia, quindi accompagnare il cliente in un percorso di conoscenza è parte integrante del lavoro.
Non mi interessa una vendita veloce. Voglio costruire un percorso. L’esperienza deve essere completa: dalla scoperta dell’oggetto fino al momento in cui entra nella casa del cliente.
È centrale. Il cliente non deve acquistare solo un oggetto, ma vivere un’esperienza autentica, che rimanga nel tempo.

Dalla richiesta crescente di utilizzi temporanei. Sempre più aziende hanno bisogno di arredare spazi per eventi o progetti specifici senza acquistare.
Eventi, set fotografici, produzioni pubblicitarie. Il design diventa uno strumento per creare ambientazioni di forte impatto.
Dà carattere e identità agli spazi. Inoltre, la presenza di questi oggetti in film e pubblicità contribuisce a diffondere una cultura del design più ampia.
È una sfida, perché l’esperienza conta molto. Ma è anche uno stimolo continuo a imparare, studiare e migliorarsi.
Continuare a crescere, ampliare la ricerca e consolidare il posizionamento come punto di riferimento nel settore.
Creare un legame autentico tra persone e oggetti, trasformando il design in un’esperienza da vivere ogni giorno.
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Ci sono momenti in cui la vita cambia direzione all’improvviso.
Momenti in cui qualcosa si spezza, lasciando spazio a domande, silenzi e parti di sé che non sappiamo più riconoscere.
È da questo punto di rottura che nasce La parte che resta, il romanzo d’esordio di Eleonora Megna, edito da Narrazioni Clandestine – Gruppo Editoriale Santelli.
Scrittrice e life coach certificata, Eleonora Megna lavora accanto alle donne, accompagnandole in percorsi di crescita personale e trasformazione. Un’esperienza che si riflette profondamente nella sua scrittura, fatta di ascolto, autenticità e verità emotiva.

Il romanzo racconta le storie di tre donne — Bianca, Stella e Lisa — che si incontrano in un ospedale, luogo simbolico di passaggio, dove la vita può cambiare forma. Tre percorsi diversi, segnati da fratture profonde: la maternità vissuta come inadeguatezza, il peso di una scelta difficile come l’interruzione di gravidanza, il dolore del lutto e dei non detti.
Le loro storie si intrecciano in un racconto che non si limita a narrare eventi, ma entra nel vissuto interiore, dando spazio a ciò che spesso resta invisibile: la fragilità, la colpa, il senso di smarrimento.
La parte che resta si inserisce in una narrazione contemporanea che mette al centro il vissuto femminile fuori dagli stereotipi, affrontando temi come maternità imperfetta, abbandono e perdita con uno sguardo sincero e non giudicante.
Il cuore del romanzo è il concetto di integrazione: il passato non va cancellato, ma attraversato e compreso. Solo così può smettere di pesare e diventare una risorsa per il presente.
Non è un libro che offre risposte semplici, ma uno spazio di riflessione e consapevolezza. Un invito a guardarsi con più verità e meno giudizio, ad accogliere anche le parti di sé che fanno più fatica a emergere.
Perché, anche quando qualcosa si rompe, c’è sempre una parte che resta.
E può diventare il punto da cui ricominciare.
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Lenti progressive: basta due paia di occhiali
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4- Versatilità: ufficio, aperitivo, weekend collina
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Venerdì aperitivo: menu (basso), brindisi (alto)
Domenica collina: guida (lontano), mappa (vicino)
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