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Fisioterapia a domicilio a Torino: quando curarsi a casa è la scelta giusta (e quando no)

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Dopo un intervento, una frattura o quando uscire di casa diventa difficile, la riabilitazione può cominciare in salotto. In alcuni percorsi, come il dopo-protesi, gli studi mostrano risultati sovrapponibili a quelli ottenuti in ambulatorio, a una condizione: che il caso sia quello giusto.

Quando l’ostacolo è arrivare in studio

Per molte persone il problema non è la terapia: è il tragitto. Dopo un intervento all’anca o al ginocchio, dopo una frattura, in presenza di difficoltà di equilibrio o di autonomia ridotta, ogni spostamento richiede un accompagnatore, un’auto e a volte scale senza ascensore. Il risultato, spesso, è che la riabilitazione parte tardi o si interrompe — proprio nelle settimane in cui sarebbe più utile. La fisioterapia a domicilio serve a rimuovere questo ostacolo: è il fisioterapista a spostarsi, con il lettino portatile e l’attrezzatura necessaria.

Le situazioni in cui funziona davvero

  • il post-operatorio di protesi d’anca e di ginocchio, e le prime settimane dopo una frattura
  • il rientro a casa dopo un ricovero, quando l’allettamento ha lasciato debolezza e insicurezza nel cammino
  • la persona anziana con difficoltà di deambulazione e rischio di caduta
  • gli esiti neurologici (ictus, malattia di Parkinson), dove allenarsi nell’ambiente reale ha un valore in più
  • le fasi di dolore acuto che rendono lo spostamento impraticabile

Non è una fisioterapia di serie B

Lo studio randomizzato HIHO, pubblicato su JAMA nel 2017, ha confrontato due percorsi dopo una protesi di ginocchio non complicata: dieci giorni di riabilitazione in degenza seguiti dal programma a casa, oppure il solo programma domiciliare monitorato. A sei mesi non sono emerse differenze significative nella mobilità, nella funzione del ginocchio e nella qualità della vita. Le linee guida NICE sulla frattura di femore (CG124) insistono sulla mobilizzazione il giorno successivo all’intervento e sulla continuità del percorso riabilitativo anche dopo la dimissione; quelle sulla prevenzione delle cadute (NG249, 2025) raccomandano programmi di esercizio progressivo su forza ed equilibrio e la valutazione dei rischi dell’ambiente domestico con strumenti validati. Esercizio e messa in sicurezza della casa sono, per definizione, due cose che a domicilio si fanno meglio che altrove: si lavora sulle scale, sul letto e sul bagno veri.

Prima però serve il medico

Il punto di partenza è sempre la diagnosi: l’inquadramento della causa spetta al medico — di norma il fisiatra o lo specialista che ha seguito l’intervento — che definisce il piano riabilitativo ed esclude le condizioni che richiedono altri accertamenti. Su quella base il fisioterapista esegue la valutazione funzionale e imposta il trattamento, in coordinamento con lo specialista. Alcuni sintomi, poi, richiedono un contatto medico immediato e non un appuntamento di fisioterapia: perdita del controllo di vescica o intestino, deficit di forza che peggiora, dolore notturno persistente, febbre o calo di peso inspiegato, gonfiore e calore acuti al polpaccio dopo un periodo di immobilità, improvvisa difficoltà a parlare, vedere o muovere un lato del corpo.

Come si svolge una seduta a casa

Servono due metri per due di spazio libero: il fisioterapista porta lettino, elastici e apparecchi e, quando è utile, lascia in noleggio la magnetoterapia con le istruzioni per l’uso. A Torino e nella prima cintura — Collegno, Grugliasco, Rivoli, Venaria Reale, Borgaro, Settimo, San Mauro, Moncalieri, Nichelino, Beinasco — lo spostamento è compreso nel prezzo; le sedute si svolgono dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 20, e durano circa un’ora. Con diverse compagnie assicurative la convenzione è diretta, senza anticipo, e la fattura resta detraibile come spesa sanitaria. Tariffe e modalità di pagamento sono pubblicate in chiaro sulla pagina di approfondimento del sito.

Quando invece conviene venire in studio

A casa non c’è la palestra. Quando il percorso ha bisogno di progressioni di carico, macchinari o rieducazione con attrezzi — tipicamente dalla fase intermedia in avanti, o negli infortuni sportivi — lo studio offre più possibilità. Molti percorsi cominciano quindi a domicilio e si spostano in sede appena la persona è in grado di muoversi, e dirlo con chiarezza fa parte del lavoro. Equilibrium segue le terapie a domicilio con un team di oltre venticinque fisioterapisti e tre sedi, tra Torino, Collegno e Venaria Reale.

Un caso reale

Una paziente di 74 anni è stata dimessa a casa dopo l’intervento per una frattura di femore, in un appartamento al secondo piano senza ascensore. Il percorso a domicilio, impostato sul piano riabilitativo dello specialista, ha unito mobilizzazione, recupero progressivo della forza, esercizi di equilibrio e la messa in sicurezza degli spostamenti in casa, bagno compreso. Dopo alcune settimane ha ripreso a camminare con il bastone in autonomia e ha proseguito la riabilitazione in studio, dove ha potuto lavorare sul carico con gli attrezzi.

Domande frequenti

Serve la prescrizione del medico?

La diagnosi medica è necessaria: il fisioterapista non la formula né la sostituisce, e lavora su un quadro già definito dal medico. Quando il percorso lo richiede serve anche il piano riabilitativo dello specialista, di norma il fisiatra.

Quanto si aspetta per la prima seduta?

Dipende dalla zona e dalla disponibilità dei fisioterapisti in quel momento: si verifica con una telefonata o una mail, con risposta entro 24 ore lavorative.

Quante sedute servono?

Non è possibile dirlo prima della valutazione. Nei post-operatori semplici si ragiona di solito su cicli di alcune settimane, con verifiche periodiche: il percorso si definisce dopo la prima seduta, quando la valutazione funzionale dice da dove si parte.

Curarsi a casa, quando uscire di casa è il problema

Se lo spostamento è l’ostacolo principale, la riabilitazione può iniziare in casa e proseguire in studio quando la persona è pronta.

  • Valutazione funzionale a domicilio su tutta Torino e la prima cintura, spostamento compreso
  • Zone servite, tariffe e modalità di prenotazione pubblicate in chiaro sul sito
  • Percorso coordinato con il medico specialista che ha posto la diagnosi

Approfondisci qui: equilibrium-mole.eu/fisioterapia-a-domicilio-torino/

Informazioni e appuntamenti: 379 145 7584 — info@equilibrium-mole.eu — lunedì–venerdì 9:00–20:00

Nota informativa — Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Per una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato è necessaria una valutazione clinica diretta. Riferimenti: Buhagiar MA, Naylor JM, Harris IA et al., «Effect of Inpatient Rehabilitation vs a Monitored Home-Based Program on Mobility in Patients With Total Knee Arthroplasty: The HIHO Randomized Clinical Trial», JAMA 2017;317(10):1037–1046; NICE, «Hip fracture: management» (CG124, 2011, aggiornata); NICE, «Falls: assessment and prevention in older people and in people 50 and over at higher risk» (NG249, 2025).

Da Torino alla Distilleria Sibona: la storica azienda per la prima volta apre le porte al grande pubblico

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A Piobesi d’Alba, nel cuore del Roero, una delle distillerie storiche del Piemonte inaugura un nuovo calendario di visite guidate. Luigi Barbero racconta oltre un secolo di storia, il legame con Torino e con il territorio, e il progetto che porterà il pubblico tra alambicchi, botti e distillati.

Torino e le colline delle Langhe e Roero sono legate da sempre dalla cultura del vino e del buon bere: un rapporto fatto di tradizioni, prodotti del territorio e locali che ancora oggi raccontano l’identità enogastronomica piemontese.

È lungo questo ideale percorso che si incontra la Distilleria Sibona, che custodisce dagli inizi del Novecento una delle più antiche tradizioni della distillazione piemontese. Una realtà che conserva tuttora la vecchia Licenza di Distillazione numero 1 e i cui prodotti sono presenti anche a Torino, tra enoteche, ristoranti e insegne specializzate. Un legame con il capoluogo che passa anche attraverso uno dei simboli più riconoscibili della cultura piemontese dell’aperitivo: il Vermouth di Torino, che Sibona produce a partire dal Nebbiolo d’Alba.

Dal 26 settembre 2026, però, quel percorso potrà essere compiuto anche in direzione opposta: dalla città verso il luogo in cui questi distillati prendono forma.

La Distilleria Sibona inaugura infatti un nuovo programma di visite guidate, realizzato in collaborazione con Somewhere Tours&Events, tour operator torinese: un viaggio negli spazi produttivi, tra alambicchi e cantine di affinamento, che si conclude con una degustazione guidata delle eccellenze della casa.

Abbiamo incontrato Luigi Barbero, titolare insieme alla famiglia e amministratore della Distilleria Sibona, per ripercorrere la storia dell’azienda e capire cosa significhi oggi aprire al pubblico un luogo in cui la tradizione della distillazione continua a vivere ogni giorno.

Qual è il suo rapporto con la Distilleria Sibona?

«Sono titolare della distilleria insieme alla mia famiglia e ne sono anche amministratore. Dalla fine degli anni Novanta vivo la distilleria quotidianamente: posso dire che la respiro a pieni polmoni.»

Un legame personale e professionale che arriva però molto dopo la nascita di Sibona, le cui origini risalgono agli inizi del Novecento.

La storia della distilleria comincia molto prima, però.

«Sì. La Distilleria Sibona nasce all’inizio del Novecento e conserva la vecchia Licenza di Distillazione numero 1 del territorio. Fu fondata dalla famiglia Sibona, che la guidò fino alla metà degli anni Ottanta. Dopo la scomparsa di Domenico Sibona, ultimo esponente della famiglia direttamente coinvolto nella gestione, sua figlia — che viveva già a Milano — decise di non proseguire l’attività. Mio padre e mio zio, che in quel periodo possedevano già un’azienda vinicola, decisero senza indugi di acquisire la distilleria. Il passaggio di proprietà alla nostra famiglia avvenne intorno al 1986

Con il cambio di proprietà iniziò una nuova fase della storia di Sibona: la qualità delle grappe era già riconosciuta, ma l’azienda aveva ancora una distribuzione prevalentemente regionale.

Da dove è partito il vostro lavoro dopo l’acquisizione?

«Quando abbiamo preso in mano la distilleria abbiamo trovato prodotti già di ottimo livello qualitativo. Ciò che mancava, soprattutto, era una distribuzione più ampia. Abbiamo lavorato con grande passione, sia sulla creazione di nuovi prodotti sia sulla crescita commerciale, sviluppando parallelamente sempre di più l’invecchiamento della grappa. La Distilleria Sibona è stata infatti tra le prime a credere nell’affinamento della grappa, un percorso cresciuto gradualmente nel corso degli anni.»

L’espansione rese necessario anche un cambiamento logistico.

È in quel periodo che nasce l’attuale sede?

«Esatto. La vecchia distilleria si trovava nel centro del paese e, a un certo punto, non c’era più possibilità di ampliare gli spazi. Negli anni Novanta abbiamo quindi trasferito l’attività nell’attuale sede, sempre a Piobesi d’Alba ma in una zona più esterna, circondata dalle vigne.»

Oggi la produzione Sibona è molto più articolata rispetto agli inizi.

Quante tipologie di grappa producete attualmente?

«Considerando solo le grappe, abbiamo circa 25 tipologie diverse, tra differenti vitigni, affinamenti e invecchiamenti.»

Accanto alla grappa, nel corso degli anni la gamma si è ampliata con vermouth, amari, gin e whisky: prodotti diversi tra loro, ma accomunati dalla volontà di mantenere forte il legame con il Piemonte.

Sibona oggi è un marchio conosciuto anche fuori dall’Italia. Quanto pesa il mercato internazionale?

«Oggi poco più del 50 per cento delle vendite avviene in Italia, mentre la parte restante è destinata ai mercati esteri. Sul territorio nazionale lavoriamo attraverso agenti plurimandatari e siamo presenti soprattutto in enoteche, ristoranti e nel mondo Horeca, compresa la mixology. All’estero lavoriamo invece attraverso importatori presenti nei diversi Paesi.»

L’internazionalizzazione non ha allontanato l’azienda dalle proprie radici: al contrario, per Sibona portare una bottiglia fuori dall’Italia significa anche raccontare la cultura produttiva del Piemonte.

Quanto è importante per voi raccontare il territorio attraverso i vostri prodotti?

«È uno degli aspetti che ci ha spinto maggiormente nello sviluppo dell’azienda. Siamo nel territorio di Langhe e Roero, un’area riconosciuta a livello internazionale per la sua cultura vitivinicola, ed è per noi motivo di grande orgoglio poter viaggiare in altri Paesi e raccontare questa cultura attraverso ciò che produciamo. Tutti i nostri prodotti mantengono una matrice profondamente territoriale: le vinacce che utilizziamo per la grappa arrivano esclusivamente dalle Langhe e dal Roero, generalmente entro un raggio massimo di circa 25 chilometri dalla distilleria

Una filiera volutamente corta, dunque, che lega la grappa direttamente ai vigneti da cui proviene la materia prima.

Vale lo stesso principio anche per vermouth, gin e whisky?

«Assolutamente. Il nostro vermouth viene prodotto con il Nebbiolo d’Alba, uno dei vini simbolo della nostra zona. Il whisky viene distillato da noi, mentre la fermentazione è affidata a un birrificio della provincia di Cuneo. Anche per gin e whisky utilizziamo, per la riduzione della gradazione, un’acqua di provenienza piemontese: cerchiamo, insomma, di non allontanarci mai troppo dal nostro orto.»

Il riferimento al vermouth crea inevitabilmente un ponte con Torino: è nel capoluogo piemontese che questo vino aromatizzato ha costruito la propria identità storica, e ancora oggi il nome Vermouth di Torinoidentifica una delle espressioni più riconoscibili della cultura piemontese del bere. Nel caso di Sibona, le due anime del territorio si incontrano nello stesso prodotto: il Nebbiolo delle colline e una tradizione che porta Torino nel nome.

Quali sono i Paesi stranieri che apprezzano maggiormente la vostra grappa?

«Direi soprattutto Germania e Svizzera. La Germania è il mercato con i volumi complessivi più importanti, mentre la Svizzera è particolarmente significativa se si considera il consumo in rapporto al numero di abitanti. Sono Paesi geograficamente e culturalmente vicini a noi, dove esiste una forte conoscenza della grappa.

Lo vediamo anche dai turisti che arrivano in distilleria: molti provengono proprio da Germania e Svizzera, a cui si aggiungono numerosi visitatori dall’Austria.»

E Torino? Quanto è presente Sibona nel capoluogo piemontese?

«Torino per noi è una città importante: i nostri prodotti sono presenti in numerose enoteche e ristoranti, oltre che in alcune realtà molto conosciute. Naturalmente la presenza più forte resta nella nostra zona, ma Torino è vicina e rappresenta per noi un mercato significativo. Chi vuole conoscere o acquistare i nostri prodotti può trovarli facilmente anche in città.»

È un passaggio importante, soprattutto oggi che il rapporto tra città e territori circostanti si sta trasformando sempre più in un’esperienza diretta: non solo acquistare o degustare un prodotto piemontese a Torino, quindi, ma conoscere il luogo in cui nasce e le persone che lo realizzano. Ed è proprio qui che il nuovo progetto di visite acquista un significato particolare anche per il pubblico torinese.

L’autunno rappresenta un momento particolare per il vostro lavoro?

«È sicuramente il periodo più intenso. Il nostro è un lavoro che prosegue tutto l’anno, ma dalla fine di agosto o dall’inizio di settembre — a seconda dell’andamento della vendemmia — fino a Natale si concentra circa il 90 per cento della produzione. È anche il periodo in cui si registrano le vendite più importanti, soprattutto per la grappa: mesi impegnativi, ma anche ricchi di soddisfazioni.»

Visitare una distilleria proprio in questa stagione significa dunque entrare in un luogo nel pieno della propria attività, quando il calendario produttivo segue ancora quello della vendemmia e dell’arrivo delle vinacce.

Insieme a Somewhere avete organizzato un calendario di visite dedicate al pubblico. Come nasce questo progetto?

«Le visite esistevano già, ma erano più limitate e concentrate soprattutto durante la settimana. Per una distilleria non è semplice organizzare aperture regolari nel weekend: servono personale dedicato e un’organizzazione importante, soprattutto perché l’attività produttiva continua parallelamente. Grazie alla collaborazione con Somewhere, con cui ci siamo trovati subito in sintonia sia a livello umano sia nelle idee, abbiamo deciso di fare questo investimento e di aprire maggiormente la distilleria ai visitatori.»

La collaborazione con un operatore nato e radicato a Torino aggiunge così un ulteriore tassello al rapporto tra il capoluogo e il territorio di Langhe e Roero: accompagnare il pubblico fuori dalla città per scoprire direttamente luoghi, produzioni e tradizioni che fanno parte della stessa identità piemontese. Non si tratta, infatti, semplicemente di mostrare uno stabilimento produttivo.

Cosa vorreste che il visitatore portasse con sé dopo questa esperienza?

«Vorremmo che, riprendendo in mano una nostra bottiglia o un bicchiere di grappa, potesse dire: “Adesso so cosa c’è dietro”. Significa aver visto la distilleria, le botti, gli alambicchi, la distillazione, e soprattutto la passione delle persone che lavorano ogni giorno dietro quel prodotto. Quando poi si torna ad assaggiare quel bicchiere, lo si fa con un’attenzione diversa e, credo, anche con un’emozione diversa.»

Dentro la “cattedrale delle botti”

È probabilmente uno dei momenti più affascinanti del nuovo percorso di visita. Entrare alla Distilleria Sibona significa vedere da vicino gli ambienti in cui la grappa nasce, ma anche quelli in cui il tempo compie lentamente il proprio lavoro.

Uno dei passaggi più suggestivi è rappresentato dalle cantine di affinamento, una sorta di “cattedrale delle botti” in cui convivono barrique, tonneaux e botti che in precedenza hanno custodito Porto, Madeira, Sherry, Rum, Tennessee Whiskey e Sauternes. Legni differenti e diversi periodi di maturazione contribuiscono a costruire l’identità delle grappe e delle riserve Sibona.

Qui il ritmo rallenta inevitabilmente. Il profumo del legno, il silenzio delle cantine e le file di botti restituiscono una dimensione della distillazione che spesso resta invisibile al consumatore: quella dell’attesa. Dopo il lavoro dell’alambicco, è il tempo a diventare uno degli ingredienti fondamentali.

Da Torino alla distilleria, e poi di nuovo al bicchiere

L’esperienza organizzata con Somewhere accompagna i partecipanti attraverso gli ambienti della distilleria, mostrando le diverse fasi produttive e il lavoro quotidiano che precede l’imbottigliamento. Il percorso si conclude con una degustazione guidata delle eccellenze Sibona, dalle grappe monovitigno alle riserve, passando per gli amari e il Vermouth di Torino: un finale che permette di ritrovare nel bicchiere profumi e caratteristiche incontrati durante la visita.

La prima data in calendario è sabato 26 settembre 2026, con inizio e conclusione direttamente presso la Distilleria Sibona di Piobesi d’Alba.

Per il pubblico torinese può diventare anche l’occasione per compiere il percorso inverso rispetto a quello abituale: non incontrare semplicemente un distillato sullo scaffale di un’enoteca, sulla carta di un ristorante o al bancone di un cocktail bar, ma partire dalla città e raggiungere il luogo in cui quel prodotto viene realmente realizzato.

Perché prima della grappa ci sono la vendemmia e le vinacce. Poi vengono gli alambicchi, il rame, il legno e gli anni trascorsi nelle botti. E, soprattutto, ci sono le persone.

Tra Torino e il Roero, in fondo, il filo conduttore rimane lo stesso: una cultura piemontese del gusto capace di unire città e colline, tradizione e innovazione, produzione e racconto. Con l’apertura delle porte della Distilleria Sibona, quel filo oggi può essere seguito fino alla sua origine.

“Oltre le apparenze” di Luana Finzio: un romanzo di segreti, bugie e misteri

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Un’investigatrice privata, due casi apparentemente semplici e una verità che riporta alla luce un passato impossibile da dimenticare

La protagonista di Oltre le apparenze è Bianca, una giovane investigatrice privata che lavora presso l’agenzia “Oltre Investigazioni”. Abituata a cercare la verità e a muoversi tra segreti e bugie, Bianca si trova ad affrontare due casi apparentemente semplici, ma destinati a rivelarsi più complessi del previsto.

Il primo riguarda Olivia, convinta che il marito Luca la tradisca. Il secondo coinvolge Virginia, legata a un uomo che sembra vivere di menzogne. Nel corso delle indagini, dettagli apparentemente insignificanti iniziano a mettere in discussione le certezze dei protagonisti.

Parallelamente alle vicende investigative, il passato di Bianca torna a riaffacciarsi nella sua vita, riportando alla luce verità che credeva di essersi lasciata alle spalle.

Nel romanzo trovano spazio anche tematiche attuali e delicate, tra cui la violenza di genere, la dipendenza psicologica, l’amicizia, il tradimento e il perdono. Temi che si intrecciano alle vicende dei personaggi e alle indagini, mostrando come dietro ciò che appare possa nascondersi una realtà completamente diversa.

Il titolo Oltre le apparenze racchiude proprio questo concetto: non sempre ciò che vediamo corrisponde alla verità e, per scoprirla, è necessario andare oltre la superficie.

L’autrice

Luana Finzio, nata a Torino nel 1991, lavora da dieci anni presso un’agenzia di investigazioni. Da sempre affascinata dalle storie, dai segreti e da tutto ciò che si nasconde dietro ciò che vediamo in superficie, affianca alla sua attività professionale la passione per la lettura e la scrittura.

Oltre le apparenze, pubblicato nel 2026 da bookabook, è il suo primo romanzo, dove il mondo delle investigazioni si intreccia con una storia fatta di segreti ed emozioni. Ha già concluso il suo secondo romanzo di genere thriller, attualmente in gara al torneo letterario IoScrittore, e ha iniziato la stesura del terzo.

Dove trovare il libro

Link sito Editore Bookabook: https://bookabook.it/libro/oltre-le-apparenze/

Link sito Amazon: https://amzn.eu/d/0awtji1n

Social

Link profilo Instagram: https://www.instagram.com/luanafinzio

Link profile Facebook: https://www.facebook.com/share/1CFhuBp7H9/?mibextid=wwXIfr

Interviste e approfondimenti

ARTCAST: https://www.artcast.it/artisti/luana-finzio/

TUXTU PODCAST: https://open.spotify.com/episode/2V0MIMR4RPYPtYUEcfk79u?si=WLl6uTVXQHu7hw4rweLELw

THE DRAFT: https://open.substack.com/pub/erikaragione87/p/oggi-ascoltiamo-luana-finzio?r=8qyswm&utm_medium=ios

Delizie di stagione da Borello Supermercati

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Settembre è il mese del passaggio

Sulla tavola restano gli ultimi sapori dell’estate — pesche, prugne, peperoni e pomodori — e arrivano i primi profumi dell’autunno, con uva, fichi, pere e le prime mele.

Da Borello li trovi ogni giorno, perfetti per portare in tavola tutta la varietà del periodo.

Nel cuore di Torino la rivoluzione è un piatto di pasta: la storia di Brün nel quartiere Centro

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Esistono luoghi capaci di ridefinire l’identità di un intero quartiere, anche quando ci si trova nel cuore pulsante e dinamico di una metropoli.

 

Nel pieno centro di Torino, a due passi dalle storiche vie sabaude, Brün – Buona Pasta Fresca ha fatto esattamente questo: ha preso la tradizione millenaria del pastificio artigianale e l’ha trasformata in un punto di riferimento quotidiano per residenti, lavoratori e amanti del buon cibo.

La vera forza di Brün sta nella sua doppia anima: non siamo solo un laboratorio dove acquistare la pasta fresca da portare a casa, ma un vero e proprio spazio di ristorazione. Qui la pasta non viene solo creata, ma viene cucinata sul momento per offrirti un’esperienza gastronomica completa, dalla semola al piatto pronto in tavola.

Un manifesto di sostenibilità: farine biologiche e residuo chimico zero

Entrare da Brün significa riscoprire il significato più autentico della parola qualità. La filosofia della nostra cucina e del nostro laboratorio si fonda sulla trasparenza assoluta della filiera, partendo dall’ingrediente più elementare e sacro: la farina.

·     Farine biologiche certificate: Selezioniamo esclusivamente farine bio, varietà di grani antichi del nostro meridione e grani pregiati come il Senatore Cappelli, macinati a pietra per preservare intatte tutte le proprietà nutritive e il sapore originario del chicco.

·     Residuo chimico zero: Una scelta etica rigorosa per garantire una pasta non solo straordinariamente buona, ma pulita e priva di pesticidi o glifosati, tutelando la salute dei clienti e la salvaguardia dell’ambiente.

·     Alta digeribilità: L’utilizzo di queste materie prime non raffinate e lavorate con cura artigianale si traduce in una pasta fresca leggera, nutriente e facilmente digeribile, perfetta per rigenerarsi a metà giornata.

Solo ingredienti del territorio: il Piemonte nel piatto e in cucina

La carta d’identità di Brün parla piemontese. Ogni condimento, ogni ripieno delle nostre specialità e ogni piatto espresso che esce dalla nostra cucina nasce da un’attenta ricerca di filiere controllate a km 0 e prodotti rigorosamente italiani e del territorio.

Dalla cremosità della Toma delle valli piemontesi o del Castelmagno ai porri locali, fino alle carni selezionate per i tradizionali agnolotti, ogni ingrediente racconta la biodiversità del Piemonte. Il nostro menu segue fedelmente il ritmo delle stagioni: non troverete mai un condimento fuori periodo, perché la vera eccellenza rispetta i tempi della terra.

Il rito del pranzo da Brün: come funziona la nostra ristorazione

Aperti tutti i giorni esclusivamente a pranzo, abbiamo pensato a una formula che unisce la freschezza del laboratorio artigianale alla comodità del ristorante. Pranzare da noi è un rito semplice e genuino:

1.   Scegli la tua pasta: Lasciati ispirare dai formati freschi del giorno esposti nella nostra vetrina.

2.   Scegli il condimento: Guarda la lavagna e abbina alla pasta i sughi espressi e stagionali preparati dai nostri chef, insieme alla tua bevanda preferita.

3.   Rilassati al tavolo: Accomodati, al resto ci pensiamo noi. Il tuo piatto ti verrà servito direttamente al tavolo, caldo e saltato al momento.

È la pausa pranzo ideale per i professionisti degli uffici del centro che cercano velocità senza rinunciare alla salute, ma anche per i torinesi DOC e i passanti che vogliono regalarsi un momento di autentico piacere.

Orgoglio sabaudo: l’identità torinese tra rigore e innovazione

Torino è una città che ama la concretezza, il lavoro ben fatto e la discrezione. Brün incarna perfettamente questa identità sabauda: poche parole, nessun fronzolo e tantissima sostanza nel piatto.

La tradizione piemontese viene celebrata quotidianamente attraverso i grandi classici – come le tagliatelle all’uovo e gli agnolotti di carne – ma viene anche proiettata nel futuro. Grazie alla flessibilità della sua proposta, il laboratorio sperimenta formati moderni e accostamenti inediti, dimostrando che l’artigianato locale non è un pezzo da museo, ma una materia viva, capace di evolversi e di conquistare le nuove generazioni.

Mettendo al centro la salute delle persone, la filiera corta e il piacere di sedersi a tavola, Brün – Buona Pasta Fresca ha dimostrato che fare ristorazione oggi significa prima di tutto creare valore e benessere per la propria città.

 

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Ci trovi in Via Santa Teresa 16/D a Torino

“Oltre l’ombra dei colori”: arte, mistero e introspezione nel romanzo di Carlo Morriello

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Un viaggio nella Napoli di fine Ottocento: la scoperta di una verità nascosta che può sconvolgere una vita

Le vicende ruotano attorno al giovane pittore Michele Castaldo in cerca di una svolta nella sua carriera, la cui identità viene messa in discussione nel corso della narrazione proprio attraverso alcune opere pittoriche che sarà chiamato a realizzare. Sarà così trascinato, suo malgrado, in situazioni assurde e rischiose.

Il protagonista, da poco rimasto orfano di sua madre, viene convocato al monastero di Santa Chiara per realizzare un affresco in sole tre settimane. Fin qui tutto bene, se non fosse che la parete su cui dovrebbe dipingere è avvolta da un’aura piuttosto sinistra: tempo prima, un altro pittore, Antonio Abbati, aveva provato a realizzarvi un affresco. Abbati, tra l’altro, era una sorta di “idolo artistico” di Michele: era autore infatti di un ritratto femminile che aveva avuto un ruolo primario nell’interessamento del protagonista alla pittura.

Michele si trova quindi a lavorare proprio nel luogo in cui ha lavorato Antonio Abbati e da lì inizia a  scivolare in un labirinto di domande, coincidenze troppo strane e verità che in tanti avevano provato a nascondere.

Dopo l’evento al monastero, Michele può comunque dedicarsi a un’altra commessa, quella del conte Arinaldi, uomo sinistro che, in cambio di un affresco nel suo palazzo, gli offre una grossa cifra, ma la ricerca della verità, sapere cosa è successo al monastero diventa per Michele un percorso psicologico e personale, che lo porterà a scoprire cose su di sé e sulle persone che gli sono vicine.

Inoltre, un amore del passato, e mai del tutto risolto, riaffiorerà in tutta la sua intensità permettendo al protagonista non solo di riannodare i tanti eventi e dare loro un senso, ma anche di superare quella barriera che separa la vita dalla morte.

La vicenda è anche un affascinante quanto intricato viaggio nella Napoli del tempo: una città che non fa da sfondo alla storia, ma ne è coprotagonista; una città dalle molteplici sfaccettature e che, nei suoi vicoli e nelle sue ombre, nel rapporto lì esistente tra la vita e la morte ha uno dei suoi pilastri più importanti. Napoli – con i suoi sotterranei, la sua tradizione, la convivenza tra sacro e profano in intrecciano in un gioco di luci, colori e ombre – è il simbolo delle vicende narrate, del mistero che le avvolge e dei diversi colpi di scena presenti nella storia.

Come può un dipinto celare al suo autore un segreto così grande che, se interpretato, può sconvolgere per sempre la sua stessa vita?

Oltre l’ombra dei colori è un romanzo a tema artistico e psicologico nel quale le vicende ruotano attorno al protagonista, la cui identità viene messa in discussione nel corso della narrazione proprio attraverso alcune opere pittoriche che sarà chiamato a realizzare. Come può, infatti, un dipinto celare al suo autore un segreto così grande che, se interpretato, può sconvolgere per sempre la sua stessa vita? È questa la domanda principale che sottende il romanzo. Altro leitmotiv della vicenda è il motto latino veritas filia temporis. Nessuna verità può restare occulta per tanto tempo; prima o poi troverà il modo, anche virulento, di emergere.

Il romanzo è anche un viaggio alla ricerca si sé stessi, del senso della propria vita e delle proprie radici; un viaggio che a volte può mettere in discussione le proprie certezze. Il protagonista, dopo gli eventi del romanzo, non riuscirà a dare più lo stesso significato al mondo nel quale aveva vissuto e, in questo percorso di scoperta anche interiore, dovrà necessariamente affrontare il dilemma se uscire oppure no dalla sua caverna platonica.

Attorno alla figura del protagonista si snocciola una serie di personaggi molto diversi tra loro, per situazione sociale e peso narrativo, grazie ai quali prende forma sulla pagina l’altra vera protagonista del romanzo: Napoli. La città, bella e tragica, si presenta in tutte le sue sfaccettature, e con i suoi vicoli e le sue ombre emerge come l’ambientazione perfetta per questo romanzo che, proprio sulla costante commistione tra la vita e sulla morte, poggia il suo pilastro più importante. L’autore racconta la città senza mai fare l’occhiolino alla caricatura ma con grande rispetto e vi colloca il prodotto della sua immaginazione incastrandolo molto bene nella cornice scelta, dalla quale sembra essersi fatto ispirare.

La storia è molto densa di avvenimenti ma i frequenti colpi di scena, i dialoghi tra i personaggi e l’ambientazione coerente rispetto alla storia contribuiscono a mantenere alta l’attenzione del lettore, anche quando le situazioni descritte sfiorano il surreale. Considerando la mole degli eventi che prendono forma nel romanzo, il numero dei personaggi è relativamente circoscritto e ciascuno di essi è ben caratterizzato, risultando subito familiare per il lettore.

C’è un alone di costante mistero nella narrazione che procede a un ritmo costante, sostenuta da uno stile lineare che ha una propria personalità. Il lettore è invogliato a proseguire la lettura per conoscere lo scioglimento delle situazioni via via sempre più intricate, ma allo stesso tempo è spinto a godere della pagina lentamente, dandole il tempo che si merita. Forse anche questo in pieno stile napoletano.

L’autore:

Carlo Morriello, classe 1969, è nato a Napoli ma vive a Castelfranco Veneto (tv). Laureato in Lettere moderne e specializzato nell’insegnamento secondario, dal 2015 è docente di materie letterarie nelle scuole secondarie di secondo grado.

Coltiva da tempo la passione per la scrittura, e in diverse forme: ha collaborato con alcuni periodici locali per le pagine di cronaca, cultura e approfondimento. Per Montedit ha pubblicato, nel 2000, una raccolta di racconti.

RICONOSCIMENTI:

Oltre l’ombra dei colori è il suo romanzo d’esordio, che ha conosciuto una gestazione di circa tre anni e con il quale in due distinte edizioni del concorso nazionale Io scrittore è rientrato tra i 300 finalisti.

Risulta:

  • finalista al premio letterario internazionale Mario Luzi – edizione 2025;

  • segnalazione di merito alla seconda edizione del “Premio in Giallo – Giuseppe Ciabattini”;

  • menzione speciale al “Premio letterario internazionale Amici di Giambattista Vico” – I ediz. 2025.

CONTATTI CON L’AUTORE:

sito web: www.carlomorriello.it

ALTRE INFORMAZIONI

Pagina web del romanzo:

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Amazon.it: Oltre l’ombra dei colori – Morriello, Carlo – Libri

Booktrailer e fast trailer:

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all’interno del canale YouTube:

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ESTRATTO DI ALCUNE RECENSIONI/INTERVISTE:

https://www.annuariodelcinema.it/news/esce-oltre-lombra-dei-colori

https://www.edicoladellenotizie.it/esce-oltre-lombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlo-morriello/

https://www.elasticmedianews.it/esce-oltre-lombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlomorriello/

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https://www.liberolibro.it/oltre-lombra-dei-colori-di-carlo-morriello/

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https://www.notizienazionali.it/notizie/attualita/87424/uscito-oltre-l-ombra-dei-colori-arte-mistero-e-memoria-nel-debutto-di-carlo-morriello

https://www.castelfrancovenetofy.it/topics/notizie-di-castelfranco-veneto/biografia-scrittore-carlo-morriello

https://www.lapiazzaweb.it/news/attualita/531451/carlo-morriello-oltre-l-ombra-dei-colori-un-viaggio-alla-scoperta-di-se-stessi.html

https://www.gazzettadinapoli.it/cultura-societa/ilibri/oltre-lombra-dei-colori-il-romanzo-desordio-di-carlo-morriello/

https://grandenapoli.it/oltre-lombra-dei-colori-romanzo-carlo-morriello-napoli/.

https://www.napolinews24.net/42534-silent-reading-party-il-15-luglio-al-gran-caffe-gambrinus-con-lautore-carlo-morriello-e-la-sua-opera-desordio-oltre-lombra-dei-colori.htm

https://internapoli.it/presentato-al-gran-caffe-gambrinus-il-primo-romanzo-di-carlo-morriello-oltre-lombra-dei-colori/

https://www.ilmattino.it/napolismart/cultura/napoli_silent_reading_party_gambrinus_libro_morriello-8951098.html

https://oblo.it/oltre-lombra-dei-colori-intrigante-thriller-di-morriello/

https://grandenapoli.it/evento/oltre-lombra-dei-colori-presentazione-libro-carlo-morriello-biblioteca-nazionale-napoli/

https://www.napolitoday.it/eventi/oltre-l-ombra-dei-colori-carlo-morriello-biblioteca-nazionale-napoli.html

https://grandenapoli.it/evento/oltre-lombra-dei-colori-presentazione-libro-carlo-morriello-biblioteca-nazionale-napoli/

https://www.napolinews24.net/43231-23-ottobre-oltre-lombra-dei-colori-di-carlo-morriello-alla-biblioteca-nazionale-di-napoli.htm

https://www.fortuneita.com/2026/04/27/la-rinascita-letteraria-di-napoli-quando-i-romanzi-diventano-attrattori-turistici-il-commento-di-carlo-morriello/?swcfpc=1&fbclid=IwY2xjawResRBleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeNjRJq0k4GpAMjCiMzawjwpaiX9_wbYWkQqSKbwjLetErU64PClBm9hs1WB4_aem_vu-QRuizMv6BtT6PWSynJQ

https://accadeora.it/napoli-capitale-culturale-2025-letteratura-e-arte-guidano-lesplosione-turistica/

 

titolo: Oltre l’ombra dei colori

autore: Carlo Morriello

genere: Romanzo

nr. pagine: 416

CASA EDITRICE: Bookabook di Milano

DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 aprile 2025

CODICE ISBN: 979-1255993001

COSTO: € 22,00

Più informazione online: il Torinese apre a Milano e Genova

Da settembre “Il Nuovo Giorno Milanese” e “Il Nuovo Giorno Genovese”

L’informazione si amplia, mantenendo lo stesso spirito di indipendenza e di attenzione al territorio.

Dopo anni di crescita costante e grazie alla fiducia dimostrata ogni giorno dai lettori, Il Torinese compie un nuovo passo nel proprio percorso editoriale. A partire dal mese di settembre prenderanno infatti il via due novità online: Il Nuovo Giorno Milanese e Il Nuovo Giorno Genovese, (in breve: il Milanese e il Genovese) due siti di informazione collegati che andranno ad affiancare Il Torinese, ampliando lo sguardo su un’area strategica del Nord-Ovest italiano.

L’obiettivo è raccontare un territorio che, pur appartenendo a tre regioni diverse, continua a essere fortemente unito da infrastrutture, relazioni economiche, iniziative culturali e progetti di sviluppo. Quello che per decenni è stato conosciuto come il “triangolo industriale” Torino-Milano-Genova rappresenta ancora oggi uno dei motori del Paese, un sistema nel quale imprese, università, porti, logistica, innovazione e cultura dialogano quotidianamente.

Con la nascita dei due nuovi siti sarà possibile seguire più da vicino l’attualità di Milano e della Lombardia, di Genova e della Liguria, senza perdere il legame con Torino e il Piemonte. I tre siti condivideranno contenuti, approfondimenti e progetti editoriali, offrendo ai lettori un’informazione ancora più ampia e completa sui temi che interessano il Nord-Ovest: cronaca, economia, politica, cultura, ambiente, turismo, eventi, infrastrutture e innovazione.

Si tratta di una scelta che nasce dall’ascolto dei lettori e dalla volontà di offrire un servizio sempre più ricco. In questi anni Il Torinese ha costruito una comunità di persone che cercano un’informazione seria, tempestiva e indipendente. È proprio grazie alla loro fiducia che oggi è possibile affrontare questa nuova sfida editoriale.

L’obiettivo non è soltanto raccontare tre città, ma mettere in rete tre territori che condividono una storia comune e che guardano insieme al futuro, valorizzando le connessioni che li uniscono e le opportunità che possono nascere dalla collaborazione.

Il Nuovo Giorno Milanese e Il Nuovo Giorno Genovese saranno online da settembre e rappresenteranno un nuovo punto di riferimento per chi desidera essere informato su ciò che accade nel cuore produttivo, economico e culturale del Nord-Ovest.

Un progetto che guarda avanti, con la stessa passione per l’informazione che da sempre contraddistingue Il Torinese e i suoi lettori.

Comprare Hyundai a Torino: gamma, finanziamento e usato

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Acquistare una nuova auto è una decisione importante, spesso guidata dal desiderio di trovare il giusto equilibrio tra tecnologia, sicurezza, comfort e convenienza.

Nel panorama automobilistico torinese, Hyundai si conferma un marchio di riferimento per chi cerca modelli affidabili, ben equipaggiati e disponibili con un’ampia varietà di motorizzazioni, dalle soluzioni benzina e ibride fino all’elettrico.

Orientarsi tra le opzioni disponibili significa valutare non solo il modello più adatto, ma anche le formule di acquisto, le possibilità di finanziamento e le occasioni dell’usato selezionato. Dalle vetture compatte ai SUV familiari, la gamma Hyundai offre risposte diverse per chi vive la città, per chi viaggia spesso e per chi desidera un’auto più efficiente senza rinunciare alla praticità quotidiana.

La gamma Hyundai: modelli per ogni esigenza

Il successo di Hyundai negli ultimi anni nasce da una gamma sempre più completa, capace di coprire segmenti molto diversi. A Torino, tra i modelli più interessanti ci sono Tucson, Kona, Bayon, Inster e Santa Fe, ciascuno pensato per rispondere a un’esigenza specifica di mobilità.

Hyundai Tucson resta uno dei SUV più rappresentativi del marchio: spazioso, tecnologico e disponibile con motorizzazioni elettrificate, è una soluzione adatta sia all’utilizzo quotidiano sia ai viaggi più lunghi. Kona, invece, interpreta il crossover urbano in chiave moderna, con un design deciso e la possibilità di scegliere tra diverse alimentazioni, comprese versioni ibride ed elettriche.

Bayon si rivolge a chi cerca un SUV compatto, agile e facile da gestire in città, ma con una posizione di guida rialzata e una buona versatilità interna. Inster rappresenta invece una delle novità più interessanti per chi guarda alla mobilità elettrica urbana: compatta nelle dimensioni, ma progettata per offrire praticità, tecnologia e uno stile distintivo.

Merita attenzione anche Hyundai Santa Fe, modello particolarmente adatto a famiglie e a chi ha bisogno di molto spazio a bordo. La disponibilità della configurazione a 7 posti lo rende una proposta rara e interessante nel mercato attuale, soprattutto per chi cerca un SUV capace di accogliere più passeggeri senza rinunciare a comfort, tecnologia e qualità percepita.

Il nuovo Hyundai a Torino: motorizzazioni, prezzi e promozioni

Chi desidera acquistare una Hyundai nuova può contare su una gamma ampia e articolata, con modelli pensati per profili di guida differenti. Inster è una scelta adatta a chi vuole entrare nel mondo dell’elettrico con un’auto compatta e urbana. Bayon e Kona rispondono invece alle esigenze di chi cerca un crossover maneggevole, ben equipaggiato e adatto alla vita quotidiana. Tucson si rivolge a chi desidera più spazio e una presenza su strada più importante, mentre Santa Fe rappresenta la scelta più indicata per chi ha bisogno di un SUV familiare, anche a 7 posti.

La varietà delle motorizzazioni è uno dei punti di forza del marchio. Hyundai propone versioni benzina, mild hybrid, full hybrid, plug-in hybrid ed elettriche, permettendo di scegliere l’alimentazione più adatta in base ai chilometri percorsi, alla possibilità di ricarica e al tipo di utilizzo. Per chi si muove soprattutto in città, le soluzioni ibride ed elettriche possono offrire vantaggi in termini di consumi e accesso alla mobilità urbana; per chi percorre lunghe distanze, i SUV ibridi e plug-in hybrid garantiscono invece maggiore flessibilità.

Un altro elemento distintivo è la garanzia Hyundai di 5 anni a chilometraggio illimitato su tutta la gamma, un vantaggio importante per chi cerca serenità nel tempo e vuole proteggere il valore del proprio acquisto. A questo si aggiungono promozioni periodiche, formule con rottamazione e condizioni di finanziamento che possono rendere più accessibile l’acquisto di un modello nuovo.

Finanziamento e soluzioni personalizzate

Il mercato dell’auto è sempre più orientato verso formule di acquisto flessibili, capaci di adattarsi al budget e alle abitudini di chi guida. Anche per Hyundai, il finanziamento rappresenta una possibilità interessante per chi desidera acquistare un’auto nuova senza concentrare l’intero investimento in un’unica soluzione.

Le formule disponibili possono prevedere anticipo personalizzato, durata variabile, rate mensili sostenibili e, in alcuni casi, servizi aggiuntivi come manutenzione programmata, coperture assicurative o pacchetti dedicati. Questo permette di costruire un piano più vicino alle proprie esigenze, sia per chi acquista una compatta elettrica come Inster, sia per chi valuta un SUV come Tucson, Kona o Santa Fe.

A Torino, la consulenza in concessionaria diventa particolarmente utile per confrontare modelli, versioni e allestimenti, ma anche per capire quale formula di pagamento risulti più adatta nel medio periodo. La possibilità di simulare il finanziamento e valutare eventuali promozioni attive aiuta a rendere il processo d’acquisto più chiaro e meno dispersivo.

La qualità dell’usato Hyundai

L’usato selezionato rappresenta una valida alternativa per chi desidera contenere il costo d’acquisto senza rinunciare alla qualità di un veicolo controllato. Le concessionarie Hyundai possono proporre auto usate recenti, km zero o aziendali, spesso sottoposte a verifiche tecniche e accompagnate da garanzie dedicate.

Questa soluzione è interessante per chi punta a modelli di segmento superiore, come Tucson, Kona o Santa Fe, ma vuole accedere a condizioni economiche più vantaggiose rispetto al nuovo. Allo stesso tempo, l’usato può essere una scelta intelligente anche per chi cerca una prima auto o una vettura compatta per la città, magari valutando modelli recenti e ben accessoriati.

Rispetto all’acquisto tra privati, scegliere l’usato in concessionaria offre maggiori tutele: documentazione più trasparente, chilometraggio verificato, controlli tecnici e assistenza post-vendita. Anche in questo caso, possono essere disponibili formule di finanziamento dedicate, utili per distribuire l’investimento nel tempo.

Scegliere Hyundai a Torino: consulenza e assistenza

Orientarsi tra modelli nuovi, km zero e usati richiede una valutazione attenta, che non riguarda solo il prezzo finale ma anche assistenza, garanzia, manutenzione e qualità del servizio. Tra i riferimenti del territorio si distingue la concessionaria Hyundai Nuova AutoAlpina, dove è possibile confrontare i modelli della gamma, approfondire motorizzazioni e allestimenti e ricevere supporto nella scelta della soluzione più adatta.

La consulenza diventa centrale soprattutto quando si valutano modelli molto diversi tra loro. Chi cerca un’elettrica compatta può orientarsi su Inster, chi desidera un crossover versatile può confrontare Bayon e Kona, chi ha bisogno di spazio può valutare Tucson o Santa Fe. La possibilità di vedere le auto dal vivo, richiedere informazioni sulle promozioni e approfondire le formule di finanziamento rende l’esperienza d’acquisto più semplice e consapevole.

Conclusioni: una gamma completa per la mobilità di oggi

Comprare una Hyundai a Torino significa poter scegliere tra modelli pensati per esigenze molto diverse: city SUV elettriche come Inster, crossover compatti come Bayon e Kona, SUV versatili come Tucson e proposte familiari più spaziose come Santa Fe, disponibile anche a 7 posti.

La forza del marchio sta nella capacità di unire tecnologia, sicurezza, varietà di motorizzazioni e una garanzia di 5 anni a chilometraggio illimitato, elemento che rafforza la percezione di affidabilità nel tempo. Tra nuovo, finanziamento e usato selezionato, Hyundai offre così una proposta flessibile e completa per chi cerca un’auto moderna, ben equipaggiata e adatta alla mobilità quotidiana.

I consigli di Marta per proteggere i tuoi occhi dal sole

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L’estate è finalmente entrata nel vivo e, con l’arrivo delle belle giornate, passiamo molto più tempo all’aperto, tra weekend in spiaggia, passeggiate in montagna e aperitivi in città.

Se per proteggere la pelle la crema solare è ormai un gesto automatico per tutti, spesso ci si dimentica che anche gli occhi hanno bisogno della stessa identica cura.
L’esposizione prolungata ai forti raggi UV estivi, infatti, non provoca solo fastidio o abbagliamento immediato, ma può causare affaticamento visivo, secchezza e, a lungo termine, danni più seri alla retina e alla cornea. Proteggersi con filtri solari adeguati e certificati è il primo passo per garantire il benessere dei nostri occhi.
Il consiglio dell’esperta Marta
“La prevenzione e la protezione visiva non devono mai andare in vacanza, specialmente nei mesi più caldi,” spiega Marta, l’esperta di Ottica Catalanotto. “Oggi proteggere la vista dal sole non significa più scendere a compromessi con l’estetica. Al contrario, le lenti protettive di ultima generazione diventano un vero e proprio accessorio di tendenza per esprimere la propria personalidade nel quotidiano.”
Per aiutarti a vivere l’estate in totale sicurezza e con il massimo dello stile, nel punto vendita di via XX Settembre 51 a Torino abbiamo lanciato due promozioni esclusive e ben distinte, pensate per ogni tipo di esigenza.
Promo 1: Fino al -50% su tutto lo Store
Se desideri rinnovare il tuo look o hai sempre sognato quel modello particolare, questa è l’occasione perfetta. In store troverai sconti imperdibili fino al 50% su tutti i prodotti disponibili: dalle montature da vista dei migliori brand fino agli occhiali da sole più iconici di questa stagione. Un’opportunità unica per regalarsi la massima qualità visiva alla metà del prezzo.
Promo 2: “L’estate addosso” – Il tuo stile a soli 69€ con lenti graduate
È la novità più fresca e pop dell’anno, pensata per chi vuole unire la correzione visiva al colore dell’estate. Con una quota fissa di soli 69€, la promo include un occhiale completo di lenti graduate personalizzate con le sfumature del tuo cocktail preferito.
Per questa iniziativa puoi scegliere tra due montature di tendenza selezionate, di cui una disponibile in due varianti di colore. Trova la combinazione perfetta e scegli la tua lente:
🍹 Lente Spritz (Arancione): Per un look caldo, energico e super contemporaneo.
🍋 Lente Gin Lemon (Giallo): Luminosa, fresca e di grande impatto visivo.
🍃 Lente Mojito (Verde): Un classico intramontabile, elegante e riposante per gli occhi.
💙 Lente Blue Angel (Blu): Intensa, magnetica e dall’anima squisitamente cool.
Ti aspettiamo in Store per la tua consulenza
Vieni a scoprire qual è la soluzione perfetta per te e a provare i colori della promo “L’estate addosso”. Marta e tutto lo staff di Ottica Catalanotto ti aspettano per una consulenza personalizzata e per guidarti nella scelta della protezione ideale per le tue vacanze.
📍 Ci trovi in Via XX Settembre 51, Torino
📞 Per informazioni o per prenotare un appuntamento: +39 351 551 4151
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Salute a Torino: le buone abitudini per vivere meglio in città

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Vivere in una grande città come Torino può offrire molti vantaggi, ma porta con sé anche alcuni fattori che incidono sulla salute.

Le giornate sono spesso piene di impegni: scuola o università, lavoro, mezzi pubblici, traffico, uscite e pasti consumati in fretta. Per mantenere uno stile di vita sano bisogna avere una certa organizzazione. La salute, infatti, non dipende solo dall’assenza di malattie, ma da un insieme di comportamenti quotidiani che riguardano il corpo e la mente.

In ambiente urbano è facile sviluppare abitudini poco equilibrate. Si dorme meno, si mangia in modo frettoloso, ci si muove poco e spesso si rimandano i controlli medici. Con il tempo, questi comportamenti possono influire sul livello di energia, sulla concentrazione, sull’umore e sul benessere generale. Per vivere meglio in città, quindi, è utile costruire una quotidianità fatta di scelte semplici ma regolari.

Alimentazione equilibrata e cura del sorriso

Uno degli aspetti più importanti della salute riguarda l’alimentazione. In una città di grandi dimensioni, con ritmi veloci, molte persone saltano la colazione, mangiano fuori casa o scelgono pasti rapidi e poco bilanciati. Tutto ciò può avere effetti sul metabolismo, sulla digestione e sulla capacità di affrontare bene la giornata.

Mangiare in modo corretto non significa seguire diete rigide, ma mantenere una certa regolarità nei pasti e preferire alimenti semplici e vari. Frutta, verdura, cereali, proteine e una buona idratazione aiutano l’organismo a funzionare meglio. Anche quando si mangia fuori, è possibile scegliere soluzioni più equilibrate, evitando che snack, bevande zuccherate o cibi troppo ricchi diventino un’abitudine quotidiana.

La salute orale è parte della salute generale. Denti e gengive in cattive condizioni possono provocare dolore, fastidi e insicurezza nelle relazioni con gli altri. Lavarsi i denti con costanza, usare gli strumenti adatti per la pulizia e fare controlli periodici dal dentista sono comportamenti utili per prevenire problemi più seri. La cura del sorriso, quindi, non riguarda solo l’aspetto estetico, ma anche l’igiene e il benessere complessivo della persona.

Accanto alla prevenzione e all’igiene quotidiana, per alcune persone conta anche il modo in cui il sorriso appare. È in questa prospettiva che si possono considerare i costi delle faccette dentali, come parte di un aspetto più ampio legato alla cura della bocca e al desiderio di sentirsi a proprio agio con la propria immagine. La cura del sorriso, infatti, oltre a interessare l’aspetto estetico, riguarda anche l’attenzione verso i denti e la funzionalità della bocca.

Attività fisica e movimento in città

Un altro elemento fondamentale è il movimento. Spesso si pensa che per fare attività fisica servano molte ore libere o allenamenti intensi. In realtà, nella vita quotidiana conta molto la continuità. Torino mette a disposizione diversi spazi in cui camminare, correre o andare in bicicletta, e anche chi ha poco tempo può inserire il movimento nella propria giornata.

Alcune abitudini utili possono consistere nel fare una parte del percorso a piedi, nell’usare di meno l’ascensore, nel dedicare del tempo a una camminata. L’attività fisica è importante per mantenere il tono muscolare, migliorare la resistenza e favorire un migliore equilibrio tra energia spesa ed energia introdotta con l’alimentazione. Inoltre, muoversi con regolarità ha effetti positivi sul sonno e sulla capacità di gestire la tensione.

La vita in città può aumentare lo stress. Tra rumore, orari serrati e tanti stimoli, è facile sentirsi affaticati. In questo senso, il movimento svolge anche una funzione positiva di benessere mentale, perché permette di scaricare parte della tensione accumulata.

Prevenzione e controlli per proteggere la salute

La prevenzione è un principio centrale quando si parla di benessere. Molte persone tendono a occuparsi della salute solo quando compare un problema evidente. In realtà, i controlli periodici servono proprio a individuare eventuali segnali prima che si trasformino in disturbi più seri. In una grande città, dove il tempo sembra mancare sempre, questa attenzione viene spesso rimandata, ma resta molto importante.

Per conoscere meglio il proprio stato di salute, è importante controllare alcuni valori di base, fare analisi, visite mediche e verifiche legate alla vista o ad altri aspetti specifici. Anche avere un rapporto di comunicazione stabile con il medico di riferimento può essere utile, perché aiuta a interpretare sintomi, dubbi e cambiamenti dell’organismo.