Vetrina Live

Zabbara, Pasqua siciliana: un viaggio tra tradizione, gusto e artigianalità

Informazione promozionale

La Pasqua ha un profumo preciso.

In Sicilia è quello del burro e delle uova fresche, degli impasti lenti e curati, delle mandorle e del pistacchio che raccontano una terra generosa e profondamente identitaria.
È un momento che va oltre la semplice festa: è cultura, memoria, ritualità.
E, soprattutto, è condivisione.
In questo viaggio tra eccellenze artigianali partiamo da Raffadali, in provincia di Agrigento, con la pasticceria Di Stefano.
La tradizione che evolve: le colombe Di Stefano
La Pasqua, in casa Di Stefano, profuma di primavera.
Un profumo fatto di ingredienti semplici e lavorazioni attente: burro, uova fresche, impasti leggeri, coperture che possono essere essenziali o piacevolmente croccanti.
Da anni la famiglia Di Stefano accompagna le nostre feste con una proposta capace di rinnovarsi senza perdere identità. Ogni Pasqua diventa così l’occasione per scegliere un gusto diverso, seguendo l’ispirazione del momento.
Le colombe raccontano proprio questa apertura: una gamma ampia che attraversa i classici, le interpretazioni più golose, le varianti dedicate a esigenze specifiche come il senza glutine, fino a proposte pensate per chi ama lasciarsi sorprendere da ingredienti meno convenzionali.
Una varietà che trasforma la scelta in un piccolo rito personale.
E alla fine resta una domanda, semplice ma rivelatrice: tu che “gusto” sei?

 

L’agnello pasquale: simbolo e dolcezza da Favara
A Favara, la Pasqua prende forma. Ed è quella dell’agnello.
La pasticceria Taibi custodisce una delle espressioni più autentiche della tradizione dolciaria siciliana, mantenendone intatto il valore simbolico e artigianale.
L’agnello pasquale è un dolce che attraversa le generazioni, capace di parlare a grandi e piccoli. Nella versione proposta, il cuore è di pistacchio, come vuole la tradizione locale, avvolto da una pasta di mandorle lavorata e decorata a mano.
Ogni pezzo è unico, anche nella presentazione, grazie alle eleganti confezioni che lo rendono un dono completo.
È la stessa famiglia Taibi a ricordarne l’essenza: un dolce antico, realizzato secondo la tradizione di Favara, che unisce gusto e accessibilità, risultando naturalmente adatto anche a chi è intollerante al glutine o al lattosio.
,
Sei generazioni di dolcezza: la Pasticceria Corsino
A Palazzolo Acreide, la Pasticceria Corsino racconta una storia lunga oltre 150 anni.
Sei generazioni che hanno saputo custodire e tramandare il patrimonio della pasticceria siciliana, aprendosi allo stesso tempo alla ricerca e all’innovazione.
Accanto alla produzione tradizionale, oggi convivono un laboratorio dedicato al senza glutine e una visione concreta della sostenibilità, fatta di scelte quotidiane, investimenti e rinunce consapevoli.
Per la Pasqua, il cioccolato diventa protagonista di una proposta ricca e articolata.
Le uova piatte raccontano il territorio attraverso abbinamenti mirati:
  • al latte con nocciole dei Nebrodi
  • fondente con mandorle d’Avola
  • bianco con pistacchio siciliano
Accanto, gli ovetti assortiti aggiungono un registro più giocoso e sorprendente:
  • rosa, al latte con cremino gianduia
  • verde, fondente con mandorla pralinata
  • giallo, fondente con cremino mandorla
  • azzurro, al latte con mandorla pralinata
Tutto è racchiuso in confezioni eleganti, pensate per essere regalate o per arricchire la tavola con un tocco di colore e qualità.
.
Palermo e la creatività contemporanea: I Peccatucci di Mamma Andrea
A Palermo, I Peccatucci di Mamma Andrea rappresentano un punto di riferimento costante nel percorso di selezione ZABBARA.
È un laboratorio che accompagna tutto l’anno, ma che durante le festività riesce sempre a sorprendere, combinando gusto, originalità e grande attenzione all’estetica.
Per la Pasqua arrivano le colombine speziate ricoperte di cioccolato fondente e le uova di cioccolato fondente rivestite di pistacchio siciliano: prodotti che mantengono un forte legame con la tradizione, ma che si esprimono con un linguaggio contemporaneo, riconoscibile.
.
Pasqua secondo ZABBARA: una selezione consapevole
Raccontare la Pasqua siciliana significa andare oltre il prodotto.
Significa entrare in un sistema culturale fatto di materie prime identitarie, tecniche tramandate e una capacità tutta isolana di tenere insieme tradizione e innovazione.
La selezione ZABBARA nasce esattamente da questo principio: non una semplice proposta commerciale, ma una scelta consapevole di laboratori che, ciascuno a modo proprio, rappresentano un frammento autentico della Sicilia dolciaria contemporanea.
Da ZABBARA, la Pasqua non si racconta solo attraverso i dolci.
Si respira in un insieme armonico: nei vini selezionati, nelle materie prime, nelle ceramiche artigianali di Susanna De Simone, che aggiungono un segno estetico forte e riconoscibile.
In questa stessa logica si inserisce la degustazione pasquale in programma giovedì: un momento pensato per guidare all’assaggio delle colombe, orientarsi tra le diverse interpretazioni e arrivare a una scelta consapevole.
Resta centrale, come sempre, la possibilità di creare confezioni e ceste pasquali personalizzate: non semplici regali, ma veri e propri racconti della Sicilia, costruiti con coerenza e attenzione.
Zabbara – Eccellenze Siciliane
 Piazza Edmondo De Amicis 78/D – Torino 
 Dal martedì al sabato, 9:30-12:30 | 15:30-19:30
(A dicembre aperto tutti i giorni) 
tel 339 8589291

“La pasta è cultura”: l’idea di qualità dietro Brün Pasta

Informazione promozionale

Dalla selezione degli ingredienti al legame con Torino: la filosofia di Brün Pasta raccontata dal suo fondatore.

Nel cuore di Torino esistono luoghi che, nel tempo, diventano punti di riferimento non soltanto per ciò che si mangia, ma per il modo in cui si viene accolti. Brün Pasta è uno di questi. Un piccolo ristorante-pastificio dove la tradizione della pasta fresca incontra una dimensione più personale fatta di dialogo con il cliente, attenzione agli ingredienti e possibilità di scegliere e personalizzare il proprio piatto.

Per comprendere meglio la filosofia che sta dietro questo progetto abbiamo incontrato il titolare di Brün Pasta, che in questa intervista racconta la sua idea di cucina, il rapporto con i clienti e il motivo per cui, negli anni, il locale è diventato un indirizzo sempre più frequentato anche da visitatori provenienti da tutto il mondo.


Come nasce Brün Pasta e quale idea di pasta fresca c’è dietro questo progetto?

Brün nasce dall’idea di due amici che, per scelte alimentari personali, decidono di proporre cibo di qualità ma fondamentalmente diffondere verso il pubblico la cultura del cibo tradizionale a partire dai grani italiani. Disponiamo di un patrimonio immenso radicato nelle nostre regioni, se solo pensiamo a grani tipo il Cappelli o ai grani antichi che proponiamo rigorosamente semi integrali o integrali che conservano tutte le loro proprietà nutritive ed il cui glutine non provoca intolleranze. Oramai il cibo industriale ed elaborato è di larga diffusione e, se solo riflettiamo sulle farine raffinate,(come la “00”), l’amido è l’elemento superstite del processo di lavorazione che elimina le parti esterne del chicco (crusca e germe), ricche di fibre, vitamine e minerali. Si tratta di un carboidrato complesso che nella fase digestiva viene immediatamente trasformato in zucchero con tutte le conseguenze della sua assunzione e quindi picco glicemico, iperproduzione di insulina e non dimentichiamo che i carboidrati concorrono alla produzione endogena di colesterolo. Insomma, ci siamo industriati per mangiare sano e abbiamo voluto trasferire questo ai nostri clienti


Quando si parla di pasta fresca di qualità, quali sono secondo lei gli elementi che fanno davvero la differenza?

Parliamo di cibo ed in particolare di pasta, alimento fondamentale della nostra tradizione culinaria e quindi due sono gli elementi che per noi fanno la differenza, la qualità delle materie prime dalle farine rigorosamente italiane, biologiche o a residuo chimico zero, agli ingredienti che utilizziamo per i nostri sughi prediligendo prodotti della nostra regione. Il secondo elemento è la cucina tradizionale piemontese e italiana. Non abbiamo bisogno di inventarci nulla, dobbiamo semplicemente attingere alle ricette classiche della cucina casalinga .


Qual è il rapporto tra Brün Pasta e Torino? Quanto conta il legame con il territorio e con il quartiere?

Torino è il nostro mercato di riferimento, ci troviamo nel centro della nostra città che negli ultimi anni ha avuto un forte incremento turistico e gran parte dei nostri clienti sono appunto i turisti, italiani e stranieri ma, quotidianamente, abbiamo anche molti lavoratori della zona


Quali prodotti rappresentano meglio la tradizione regionale  e raccontano la vostra identità?

Siamo in Piemonte e l’agnolotto alla piemontese è il nostro prodotto di punta. L’agnolotto rappresenta al meglio la cura che dedichiamo ai nostri prodotti: Farina di Tipo 1 a residuo chimico zero coltivata in Piemonte e uova biologiche. Per il ripieno, ossobuco e arrosto di vitello di razza piemontese certificata oltre a salsiccia, salame cotto, Parmigiano Reggiano, uova bio e verza.


Qual è il lavoro che spesso il cliente non vede ma che è fondamentale per la qualità finale?

Oltre ad utilizzare ingredienti di qualità bisogna cucinarli con cura e professionalità, dalla preparazione dei ripieni delle nostre paste ai sughi freschi che quotidianamente rappresentano gran parte del nostro lavoro. Alcuni esempi? Il nostro ragù cuoce dalle tre alle quattro ore e, non utilizzando conservanti, i dodici/tredici sughi freschi che proponiamo ai nostri clienti occupano gran parte del tempo dei nostri collaboratori.


Qual è la soddisfazione più grande che ricevete dai vostri clienti?

Credo che la più grande soddisfazione siano i clienti che, dopo aver mangiato, ci ringraziano! Ma questo è il risultato dell’accoglienza che riserviamo loro spiegando, se necessario, in inglese francese o spagnolo cosa possono mangiare da noi. Insomma, per noi il cliente è al centro e da noi deve sentirsi coccolato.


Guardando al futuro, quale direzione immagina per Brün Pasta?

Stiamo lavorando per replicare il nostro format e presto apriremo un altro punto vendita. Immaginiamo che questo possa essere l’inizio della fase successiva e poi valuteremo i risultati.

 

Telefono

Dove siamo

Ci trovi in Via Santa Teresa 16/D a Torino

“Il canto del corvo”, il nuovo thriller storico di Paolo Lanzotti

Informazione promozionale

Gli interessi in gioco sono molteplici e la vicenda sembra inestricabile. Nulla è come appare. Sotto la superficie dei canali di Venezia si nascondono intrighi e segreti che minacciano la Repubblica stessa…

Venezia 1754.

Alla vigilia della festa del Redentore, una serie di strani eventi fa credere che qualcuno stia tramando un colpo di Stato. Marco Leon, ancora convalescente dopo una grave ferita subita mesi prima, vorrebbe rientrare in servizio per indagare, ma Geminiani, preoccupato per il suo stato di salute, gli affida un caso minore: la morte di un valletto. Il colpevole sembrerebbe essere un giovane patrizio, Guido Manfré. Tuttavia, la fidanzata del nobile, Cecilia Todesco, non ne è convinta e ha implorato l’intervento dello stesso Geminiani, nella speranza di poter discolpare l’amato.

Marco, pur di uscire dall’inerzia di quei mesi passati in casa, accetta l’incarico, apparentemente semplice. I due casi, inizialmente separati, si intrecciano gradualmente, rivelando a poco a poco, connessioni inaspettate. Guido Manfrè sembrerebbe non solo implicato nell’omicidio del valletto, ma anche nelle vicende che porterebbero al colpo di Stato. Gli interessi in gioco sono molteplici e la vicenda sembra inestricabile. Nulla è come appare. Sotto la superficie dei canali di Venezia si nascondono intrighi e segreti che minacciano la Repubblica stessa.

Quando Marco unisce i fili delle due indagini, si trova ad affrontare un caso complesso. Dovrà scoprire la verità sull’omicidio, affrontare l’assassino e fermare il complotto per salvare, ancora una volta, la Serenissima. Se possibile.

Il romanzo si trova nelle librerie fisiche e on line.

La cura della vista su misura a Torino

Informazione promozionale

Lenti e montature per ogni problema visivo

In giornate intense alternate al lavoro al computer, spostamenti in metropolitana e momenti di relax, la vista merita attenzioni specifiche. Da Ottica Catalanotto di Via XX Settembre 51, Marta accoglie i clienti con un approccio che unisce misurazioni refrattive digitali a una consulenza sull’uso quotidiano delle lenti, trasformando la scelta di montature e lenti in un percorso personalizzato per il ritmo torinese. La differenza sta nel dettaglio: non si tratta solo di correggere un difetto visivo, ma di abbinare la lente giusta alla montatura adatta, insegnando le abitudini corrette per mantenerne l’efficacia nel tempo.

I difetti visivi più comuni e le lenti specifiche

Ogni problema visivo richiede una soluzione tecnica precisa. Ecco le corrispondenze più frequenti:
Dato curioso: Il 68% delle montature italiane poggiano male sulle tempie, causando emicranie croniche secondo studi optometrici europei.
Miopia (difficoltà a vedere da lontano): lenti con indice di rifrazione personalizzato per ridurre spessore
Presbiopia (difficoltà da vicino sopra i 40 anni): lenti progressive con canali di progressione larghi 16-18mm per transizioni fluide
Astigmatismo (vista sfocata in alcune direzioni): lenti che garantiscono nitidezza periferica senza distorsione
Affaticamento digitale (sindrome da schermo): lenti office con filtro blue block (410-450nm) e deprogressione asimmetrica
Marta abbina queste prescrizioni a montature corrette per forme e del viso specifiche: visi ovali richiedono forme squadrate, tondi necessitano linee angolari, rettangolari catene leggere e sottili.

Lenti giuste per ogni momento torinese

Mattina in ufficio (Piazza Castello): lenti office digitali per i 60 cm tra monitor e tastiera.
Sera in automobile: trattamenti antiriflesso multistrato per ridurre abbagliamenti.
Weekend aperitivo: fotocromatiche polarizzate che scuriscono in 20 secondi.
Passeggiate collinari: lenti sportive idrofobiche antigraffio.
Ogni tipo di lente ha regole d’uso specifiche che Marta spiega direttamente.

Il valore della consulenza personalizzata

Mentre le catene offrono prescrizioni standardizzate, Ottica Catalanotto costruisce un piano visivo individuale: controllo della vista gratuito e senza impegno, scelta lente/montatura, istruzioni d’uso e follow-up, servizio di valutazione occhiali vecchi o rotti in collaborazione con noicompriamoocchiali.it. Questo approccio facilita il ritiro della tua vecchia montatura danneggiata o rotta direttamente in negozio, con la valutazione ed il rilascio di un coupon spendibile in un nuovo paio di occhiali completo di lenti.
Torino, con la sua luce particolare e i suoi ritmi, richiede occhiali che funzionino davvero: “La lente perfetta è quella che migliori la qualità visiva senza che tu ci pensi” spiega Marta durante ogni consulenza.

Territorio torinese nelle scelte quotidiane
La posizione in Via XX Settembre, arteria storica tra Porta Nuova e il Quadrilatero Romano, rende Ottica Catalanotto punto di riferimento per professionisti che cercano soluzioni rapide senza rinunciare alla qualità. Aperti da Martedì al Sabato dalle 10:00-13:30 e dalle 14:30 alle 19:00.

Ottica Catalanotto Torino
Via XX Settembre 51, 10121 Torino TO
3515514151 | torino@otticacatalanotto.it

www.noicompriamoocchiali.it

 

Un luogo dove lo stile incontra l’ascolto

Informazione promozionale

Moda femminile tra qualità sartoriale ed esperienza su misura

In un mercato spesso dominato dalla velocità e dalla standardizzazione, esistono realtà che scelgono di andare in direzione opposta: rallentare, ascoltare, accompagnare. È questa la filosofia che guida questa boutique di abbigliamento femminile, dove l’esperienza di acquisto diventa un momento sereno, rilassato, autentico.
.
Un’esperienza senza pressioni, centrata sulla persona
Qui la cliente non entra semplicemente per acquistare un capo, ma per vivere un percorso. Nessuna pressione alla vendita, nessuna forzatura commerciale: il tempo è dedicato all’ascolto, alla comprensione delle aspettative, alla condivisione di desideri e necessità.
L’ambiente è pensato per mettere a proprio agio, favorendo una scelta consapevole. Ogni prova diventa un dialogo, ogni abito una possibilità da esplorare insieme.
Materiali scelti con cura, qualità che si percepisce
La selezione dei capi nasce da una ricerca attenta dei materiali: tessuti naturali, consistenze autentiche, lavorazioni accurate. La qualità non è solo una dichiarazione, ma un elemento tangibile che si percepisce al tatto e nella vestibilità.
L’assortimento è mirato ed esclusivo: pochi capi, scelti con coerenza, spesso realizzati a mano e frutto della collaborazione con laboratori artigianali. Una scelta che esprime solidità, serietà e una visione precisa: proporre moda che duri nel tempo, lontana dalla logica dell’usa e getta.
Interpretare lo stile, non imporlo
Ogni donna ha una propria identità estetica, un modo unico di abitare gli abiti. Il valore aggiunto di questa realtà sta proprio nella capacità di interpretare gli stili personali, senza sovrapporre mode effimere o soluzioni preconfezionate.
La titolare, artista oltre che imprenditrice, mette la propria creatività al servizio della cliente. Il suo sguardo non si limita a proporre, ma accompagna: suggerisce accostamenti, valorizza proporzioni, coglie sfumature caratteriali. Diventa così una vera accompagnatrice di stile, capace di tradurre aspettative ed emozioni in scelte concrete.
Una relazione che costruisce fiducia
Il rapporto con la cliente è fondato su continuità e fiducia. Non un acquisto occasionale, ma una relazione che cresce nel tempo. L’orientamento al cliente si traduce in attenzione ai dettagli, coerenza nella proposta, affidabilità nel consiglio.
In un contesto in cui la moda rischia di diventare consumo rapido, questa boutique sceglie di restituire valore al gesto del vestirsi: qualità dei materiali, autenticità del taglio, cura artigianale e ascolto sincero. Perché lo stile, quando è autentico, nasce sempre da un incontro.

In corso Re Umberto 17 a Torino

Marocco: imparare a stare, prima ancora che a partire

Informazione promozionale 


“Il vero viaggio comincia molto prima del decollo. Nasce nel momento in cui senti il bisogno viscerale
di staccare la spina, di mettere distanza tra te e la frenesia quotidiana per riscoprire un ritmo più umano. Se cerchi un luogo capace di accogliere questo richiamo e trasformarlo in emozione, il Marocco è la
meta che stavi aspettando.”

Viaggiare in Marocco non significa semplicemente spostarsi nello spazio, ma cambiare postura interiore.
Qui il viaggio chiede presenza, attenzione, disponibilità all’imprevisto. Non ama la fretta né le
agende serrate. Invita piuttosto a fermarsi, ad ascoltare, a osservare ciò che accade intorno — e dentro.

Il primo impatto è sensoriale. I colori saturi delle spezie nei souk, l’odore del pane appena sfornato, il
rumore metallico dei martelli nelle botteghe artigiane, il vociare che si mescola al richiamo lontano del
muezzin. Tutto sembra chiedere di essere vissuto con lentezza, come se ogni dettaglio avesse qualcosa
da raccontare.

Nelle medine il concetto di orientamento perde significato. Ci si perde, e va bene così. Perdersi diventa
un atto necessario, quasi educativo. È tra le strade strette e irregolari che si impara a lasciare andare il
controllo, ad affidarsi, ad accettare che non tutto debba essere previsto o spiegato. Spesso è proprio lì
che avvengono gli incontri più autentici: uno sguardo curioso, una parola scambiata con un artigiano,
un invito spontaneo a sedersi per un tè.

Il Marocco è fatto di contrasti che convivono con naturalezza. Città vibranti e villaggi silenziosi, architetture elaborate e paesaggi essenziali, tradizioni antiche e una quotidianità che continua a reinventarsi.
È un equilibrio fragile e potente, che insegna a guardare oltre le apparenze e ad accogliere la complessità senza giudizio.

Il rito del tè alla menta, ripetuto infinite volte, non è mai banale. È un gesto di accoglienza, un modo
per creare relazione, per prendersi il tempo di stare. In Marocco l’ospitalità non è un servizio, ma un
linguaggio. Un modo di dire: “Sei il benvenuto, fermati un momento”.

E poi c’è il deserto, che arriva come una pausa necessaria. Un luogo che spoglia e riduce all’essenziale. Le dune, il vento, il cielo che cambia colore con il passare delle ore. Qui il silenzio non è assenza, ma presenza piena. Camminare nel deserto significa fare i conti con se stessi, con i propri pensieri, con ciò che resta quando il superfluo cade.
Nel deserto si impara ad ascoltare il tempo, a riconoscere il valore dell’attesa. L’alba e il tramonto diventano eventi, non semplici momenti della giornata. E in quella vastità, paradossalmente, ci si sente meno soli.

Viaggiare con il cuore, in Marocco, significa accettare di non comprendere tutto subito. Alcune esperienze
hanno bisogno di sedimentare, di tornare alla memoria a distanza di giorni o di mesi. È un
viaggio che continua anche dopo il rientro, nei gesti rallentati, nello sguardo che cambia, nel desiderio di
portare con sé un po’ di quella essenzialità imparata strada facendo.

Il Marocco non si consuma. Si incontra.
E come tutti gli incontri veri, lascia un segno.

 

👉 Continua a leggere su Easy Nite:

https://www.easynite.it/marocco-lanima-nei-suq/

👉 Scarica la raccolta completa degli articoli in formato eBook:

Formato KIndle  

Formato Epub

Cataratta e innovazione: al Koelliker una nuova frontiera per la chirurgia oftalmica

Informazione promozionale
La qualità della vista come investimento sulla vita
La chirurgia della cataratta è tra gli interventi più eseguiti al mondo, ma ciò che fa la differenza è l’insieme dei dettagli: esperienza dell’équipe, qualità della diagnostica, personalizzazione del trattamento e dotazione tecnologica.
Con un servizio oculistico completo e l’introduzione di Beyeonics Vision, l’Ospedale Koelliker consolida il proprio ruolo nel panorama sanitario torinese, offrendo ai cittadini un accesso a cure di alto livello in un contesto organizzativo orientato all’eccellenza.
Perché recuperare la vista non significa soltanto vedere meglio: significa tornare a leggere, guidare, lavorare e vivere con maggiore autonomia. E oggi, grazie all’innovazione, questo percorso può essere affrontato con strumenti sempre più precisi e avanzati. La salute della vista è uno dei fattori che più incidono sulla qualità della vita, sull’autonomia e sulla sicurezza quotidiana. Tra le patologie oculari più diffuse, soprattutto dopo i 60 anni, la cataratta rappresenta una delle principali cause di riduzione della capacità visiva. Oggi, grazie all’evoluzione della chirurgia oftalmica, è anche una delle condizioni più efficacemente trattabili.
All’Ospedale Koelliker di Torino, l’attività oculistica si conferma un punto di riferimento per chi cerca un percorso completo: dalla diagnosi precoce all’intervento chirurgico, fino al follow-up post-operatorio, con un approccio che integra competenza clinica e tecnologie di ultima generazione.
.
Un servizio oculistico strutturato, per tutti i pazienti
Il servizio di oculistica del Koelliker comprende visite specialistiche, esami diagnostici avanzati e interventi chirurgici per le principali patologie oculari.
Il percorso assistenziale è organizzato per garantire continuità e standard elevati in ogni fase: dalla prima valutazione clinica alla pianificazione dell’intervento, fino ai controlli successivi.
In questo contesto, l’attenzione alla qualità rappresenta un principio trasversale: gli stessi protocolli clinici, la medesima équipe specialistica e la stessa dotazione tecnologica sono messi a disposizione di tutti i pazienti che accedono alla struttura, sia attraverso percorsi privati sia nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale. Un’impostazione che valorizza l’integrazione tra pubblico e privato accreditato, con l’obiettivo di assicurare cure di alto livello all’intera comunità, nel rispetto dei ruoli e delle modalità di accesso previste.
.
Che cos’è la cataratta e quando intervenire
La cataratta consiste nella opacizzazione progressiva del cristallino, la lente naturale dell’occhio che permette di mettere a fuoco le immagini. I sintomi più comuni sono visione annebbiata, maggiore sensibilità alla luce, difficoltà nella guida notturna e alterazione dei colori.
Non esistono terapie farmacologiche in grado di arrestarne l’evoluzione: l’unica soluzione è l’intervento chirurgico, che prevede la rimozione del cristallino opacizzato e la sua sostituzione con una lente intraoculare artificiale. Si tratta di una procedura oggi consolidata, mini-invasiva e generalmente rapida. Tuttavia, la qualità del risultato visivo dipende da molte variabili: accuratezza degli esami pre-operatori, scelta personalizzata della lente, precisione del gesto chirurgico e tecnologia disponibile in sala operatoria.
.
Un servizio oculistico strutturato e accessibile
L’Ospedale Koelliker offre un servizio di oculistica che comprende visite specialistiche, esami diagnostici avanzati e interventi chirurgici per le principali patologie oculari.
Il percorso del paziente è costruito per garantire continuità assistenziale e standard elevati di qualità clinica. L’organizzazione interna consente di mantenere livelli di eccellenza costanti in ogni fase: dalla prima visita alla pianificazione dell’intervento, fino ai controlli successivi. Un modello che mette al centro la persona, assicurando attenzione, tempi definiti e un contesto sanitario orientato alla sicurezza e alla qualità.
.
Beyeonics Vision: il Koelliker tra i pionieri europei
A rafforzare ulteriormente il livello tecnologico della struttura è l’introduzione di Beyeonics Vision, sistema di visione digitale che segna una nuova era per la chirurgia oftalmica.
Il Koelliker è il primo ospedale in Italia e il terzo in Europa ad aver adottato questa tecnologia altamente innovativa, che cambia il modo di “vedere” in sala operatoria.
Beyeonics Vision consente al chirurgo una visione tridimensionale ad altissima definizione, maggiore profondità di campo ed ergonomia migliorata. Questo si traduce in una precisione ancora più elevata durante le fasi delicate dell’intervento di cataratta, contribuendo a ottimizzare il risultato visivo finale.
L’innovazione tecnologica non è un elemento isolato, ma parte di un investimento costante in ricerca, aggiornamento professionale e strumenti di ultima generazione.
.
Tecnologia, competenza e relazione: un’eccellenza a 360 gradi
La chirurgia della cataratta è tra gli interventi più eseguiti al mondo, ma la differenza è data dall’insieme dei dettagli: esperienza dell’équipe, accuratezza diagnostica, personalizzazione del trattamento e investimenti continui in innovazione.
Al Koelliker, l’eccellenza non si esprime soltanto nella qualità clinica e tecnologica, ma anche nella relazione con il paziente. Ascolto, chiarezza nelle informazioni, accompagnamento nelle diverse fasi del percorso e disponibilità al confronto rappresentano parte integrante del modello assistenziale.
Perché recuperare la vista significa tornare a vivere con maggiore autonomia, ma farlo sentendosi seguiti, compresi e rassicurati dal personale medico e sanitario è un valore aggiunto che completa il concetto stesso di cura. È in questa sintesi tra innovazione, competenza e qualità della relazione che l’Ospedale Koelliker riafferma la propria idea di eccellenza: una visione della sanità che mette al centro non solo la tecnologia, ma soprattutto la persona.

Amen Corner Golf Indoor: Gioca nei campi più celebri al mondo con il simulatore TrackMan

Informazione promozionale

Il golf entra in una nuova dimensione. Amen Corner Golf Indoor porta in città un’esperienza immersiva e altamente tecnologica grazie al simulatore TrackMan, riferimento mondiale per l’analisi delle performance nel golf professionistico.

Non si tratta semplicemente di “giocare al coperto”, ma di vivere il golf con strumenti di precisione utilizzati nei tour internazionali, con la possibilità di sfidarsi virtualmente sui campi più iconici del mondo, dodici mesi l’anno.

 

Cos’è TrackMan e perché rappresenta un salto di qualità

TrackMan è un sistema di tracciamento basato su tecnologia radar Doppler ad alta frequenza, in grado di monitorare con estrema precisione:

  • Velocità della testa del bastone

  • Angolo di attacco

  • Direzione e traiettoria della palla

  • Spin rate (rotazioni)

  • Distanza reale e carry

  • Smash factor e qualità dell’impatto

Ogni colpo viene analizzato in tempo reale con dati oggettivi e scientifici, offrendo al giocatore un livello di consapevolezza tecnica prima riservato ai professionisti.

Nel contesto indoor, questa precisione elimina le variabili esterne (vento, meteo, condizioni del terreno), consentendo un allenamento mirato, misurabile e replicabile.

Vantaggi concreti del golf indoor con TrackMan

1. Allenamento 12 mesi l’anno
Pioggia, freddo o caldo estremo non sono più un limite. L’esperienza è sempre disponibile, in un ambiente confortevole e controllato.

2. Miglioramento tecnico accelerato
I dati oggettivi permettono di intervenire in modo chirurgico su postura, swing e dinamica del colpo. Il miglioramento diventa misurabile sessione dopo sessione.

3. Realismo professionale
La simulazione grafica riproduce fedelmente topografia, green e bunker dei campi più celebri al mondo, offrendo un’esperienza immersiva e altamente realistica.

4. Accessibilità per ogni livello
Dal principiante al giocatore esperto, il sistema adatta difficoltà e parametri. Il golf diventa inclusivo e fruibile anche da chi non ha mai calcato un fairway.

5. Dimensione social e corporate
Amen Corner Golf Indoor non è solo allenamento: è anche intrattenimento, team building, eventi aziendali e momenti di networking in un contesto elegante e innovativo.

 

Innovazione e intrattenimento: una nuova cultura del golf a Torino

L’arrivo di TrackMan in città rappresenta un passo avanti nella diffusione di una cultura sportiva evoluta, che unisce:

  • tecnologia di precisione

  • esperienza immersiva

  • formazione tecnica

  • intrattenimento di qualità

Amen Corner Golf Indoor intercetta così una nuova domanda: quella di un pubblico che cerca performance, comfort e innovazione in un’unica soluzione.

Il golf, sport storicamente legato alla dimensione open air, trova oggi un alleato tecnologico capace di ampliare opportunità e pubblico, senza perdere l’autenticità del gesto tecnico.

 

 

Una sfida globale… da Torino

Giocare virtualmente sui percorsi più celebri del pianeta, confrontare le proprie performance con parametri professionali e migliorare in modo scientifico: tutto questo oggi è possibile in città.

Amen Corner Golf Indoor non è solo uno spazio sportivo, ma un laboratorio di innovazione applicata al golf.

Perché la vera eccellenza, oggi, è saper coniugare tradizione e tecnologia.

Amen Golf Indoor ti aspetta in Via San Tommaso 16/C a Torino. Golf, tutto l’anno. Anche quando il campo non c’è.

 

“La Stirpe dei Guerrieri della Luce”: alla scoperta della saga epic-fantasy di Sonia Strangio

Informazione promozionale

Con una scrittura avvincente, epica e psicologica, Sonia Strangio costruisce una saga fatta di potere, desiderio, identità e trauma, dove l’azione è sempre conseguenza di scelte umane, e la tensione non scende mai: perché la vera battaglia, in Chromos, è restare interi. Nessuno nasce puro. Ma qualcuno sceglie di non mentirsi più. Ed è lì che inizia la saga…

 

Sonia Strangio è scrittrice e autrice della saga epic-fantasy La Stirpe dei Guerrieri della Luce.

Ha pubblicato il suo primo romanzo Buon Sangue (prima edizione 2008, seconda edizione 2011), sviluppando fin da subito una cifra narrativa intensa, psicologica e orientata ai temi del potere, dell’identità e delle dinamiche umane.

E’ stata giornalista televisiva per Rete Veneta (Bassano del Grappa – Vicenza). Laureata in Criminologia, porta nella scrittura l’osservazione del reale: personaggi complessi, dialoghi credibili, tensione emotiva e politica. Ha scritto anche per il teatro, con commedie di ottimo riscontro di pubblico, e prosegue oggi un progetto narrativo ambizioso e trasversale, tra romanzo e immaginario seriale.

A 53 anni, continua a costruire storie come si costruiscono regni: senza scorciatoie, senza concessioni, con una determinazione che i lettori riconoscono come firma. Il suo motto — Nunquam Retro — non è soltanto una parola in pagina: è una dichiarazione di percorso.

 

Volume 1 (L’Erede senza Volto)

Non ci sono eroi. Ci sono troni che divorano, famiglie che mentono, e un mondo dove il potere non è un premio: è una condanna da meritare ogni giorno.

L’Erede senza Volto apre le porte di Chromos con una voce rara: epica ma intima, feroce ma lucida, capace di parlare di desiderio e politica nella stessa frase , senza mai perdere dignità, ritmo, verità umana. La guerra non è soltanto battaglia: è educazione, controllo, propaganda. L’amore non è conforto: è rischio, fame, perdita di sé. Ma è anche un modo per ricostruirsi in modo genuino e per sfidare un’egemonia corrotta e crudele.

In questo primo volume, il lettore entra in una rete di alleanze e tradimenti dove ogni gesto ha un prezzo e ogni silenzio è una strategia. Nessun personaggio è “decorativo”: tutti scelgono, sbagliano, sopravvivono. E quando credi di aver capito chi comanda davvero, Chromos ti toglie il terreno da sotto i piedi, con eleganza.

Un fantasy dove sensualità e intrigo si fondono magistralmente, costruito come un thriller di corte: tensione costante, dialoghi vivi, un immaginario potente e concreto. Una storia che non chiede di credere alla magia: chiede di credere agli uomini.

Perché a Chromos l’amore non consola: espone. E chi espone il cuore, perde sempre qualcosa. Ma proprio in quella perdita riscopre la forza del segreto più antico: ciò che perfino gli dèi temono.

La Stirpe dei Guerrieri della Luce non è “un’ altra saga fantasy”. È un’epopea moderna mascherata da mito: parla di noi mentre racconta di troni, dinastie e giuramenti.

Chromos è un mondo duro, splendido, spietato. Qui le stirpi non sono genealogie: sono prigioni. I regni non sono mappe: sono sistemi. E la “luce” non è bontà: è disciplina, scelta, responsabilità — spesso pagata con sangue e rinunce.

Il cuore della saga è una lotta silenziosa e totale: non solo per il potere, ma per il significato stesso della libertà. I personaggi combattono sul campo ma anche nel loro intimo, per non diventare ciò che il mondo pretende da loro. E quando l’amore entra in scena, non salva nessuno: semmai rivela quanto sei disposto a perdere pur di non tradirti.

Con una scrittura avvincente, epica e psicologica, Sonia Ariel Strangio costruisce una saga fatta di potere, desiderio, identità e trauma, dove l’azione è sempre conseguenza di scelte umane, e la tensione non scende mai: perché la vera battaglia, in Chromos, è restare interi.

Nessuno nasce puro. Ma qualcuno sceglie di non mentirsi più. Ed è lì che inizia la saga.

 

Il viaggio degli Arcani: a Torino un corso tra disegno, simboli e ricerca interiore

Informazione promozionale

Torino torna a essere terreno fertile per l’incontro tra arte, simbolismo e ricerca personale.

In primavera prende il via un corso dedicato al disegno degli Arcani Maggiori dei Tarocchi, un percorso che unisce pratica artistica, immaginario simbolico e riflessione interiore, pensato per chi desidera avvicinarsi ai Tarocchi non come strumento divinatorio, ma come linguaggio culturale e visivo.

Il punto di partenza è la Carta 0, Il Matto, figura emblematica che rappresenta l’inizio di ogni cammino: un personaggio in movimento, sospeso tra slancio e incertezza, che invita a mettersi in viaggio senza mappe precostituite. Attorno a questa immagine si costruisce l’intero percorso del corso, che interpreta gli Arcani come archetipi universali, capaci di raccontare stati d’animo, passaggi di vita e dinamiche interiori che attraversano epoche e culture.

Il corso si svolge presso la Tipolitografia dei Mercanti, nel cuore di Torino, laboratorio artigianale e spazio culturale che negli anni ha ospitato attività formative legate alla calligrafia, al disegno e alla scrittura simbolica. A guidare il percorso è Emanuela Zannetti, da sempre appassionata di Tarocchi e di pratiche artistiche legate al segno e alla stampa, che propone un approccio esperienziale e accessibile, aperto anche a chi non ha competenze tecniche specifiche.

Ogni incontro ruota attorno a un Arcano estratto dal mazzo. La carta viene osservata, analizzata nelle sue iconografie storiche e nel suo valore simbolico, per poi essere reinterpretata attraverso il disegno. Non si tratta di copiare modelli esistenti, ma di entrare in relazione con l’immagine, lasciando spazio a segni personali, variazioni cromatiche e nuovi simboli capaci di dialogare con la tradizione.

Il corso si configura così come un laboratorio di ricerca, in cui sacro e profano, antico e contemporaneo convivono. Il disegno diventa strumento di esplorazione, mentre il confronto tra i partecipanti arricchisce la lettura delle carte, restituendo una pluralità di sguardi e significati.

L’obiettivo non è “imparare i Tarocchi”, ma attraversarli: usare l’arte come mezzo per comprendere meglio se stessi e il mondo, seguendo un viaggio che, come quello del Matto, non ha una vera fine ma si rinnova a ogni passo.

Tipografa dei Mercanti

Via San Tommaso 23/f Torino
tel fisso 011543164
Emanuela Zannetti
cell 345 716 1704

link facebook  facebook.com/tipmercanti

 

tipmercanti@yahoo.it