
QUI TORO
“Peccato per me e la mia squadra: ho già sbagliato due rigori in due partite. Però oggi ho compensato con una tripletta e la squadra ha giocato bene, abbiamo vinto e allora va bene lo stesso”. A parlare è Andrea Belotti, appena convocato in maglia azzurra e autore della tripletta da professionista dei Granata contro il Bologna. “Subito ho pensato che non potevo sbagliare, soprattutto dopo quello fallito a Milano. Ma credo che ormai anche i portieri abbiano capito la mia rincorsa , il mio modo di tirare e, quindi, dico bravo a Mirante, com’è stato bravo Donnarumma. Vorrà dire che cambierò qualcosa. Mihajlovic a fine partita, ha dato solo una pacca sulla testa. Sicuramente, parlerà dopo e vedremo”.

QUI JUVE
“Non era facile giocare contro una Lazio ben organizzata e con questo caldo: nel primo tempo ci hanno chiuso tutti gli spazi, nel secondo abbiamo fatto bene. Dobbiamo migliorare, ma possiamo dire che siamo già partiti meglio dell’anno scorso”, dice il tecnico della Juve, Massimiliano Allegri, a Premium Sport, dopo la gara vinta 1-0 con la Lazio. “Khedira? Tutti i grandi giocatori devono stare bene e lui è un giocatore straordinario. L’etichetta di squadra da battere non ci disturba, ma dobbiamo continuare a lavorare dopo partita: l’obiettivo è di vincere il sesto scudetto”
Nuove sfide attendono il Team studentesco Policumbent del Politecnico di Torino: il record italiano di 116,19 km/h stabilito nel settembre 2015 da Andrea Gallo sul prototipo PulsarR è stato infatti solo il punto di partenza per un percorso di crescita che gli studenti e i loro tutor stanno portando avanti con serietà ed entusiasmo
Parole di solidarietà ai terremotati anche da Juve e Toro
Si tratta di una forte contusione, ma non di una lesione. Questo il responso degli accertamenti effettuati al ginocchio sinistro
Soddisfatto Massimiliano Allegri, che commenta su Sky sport la vittoria bianconera sulla Fiorentina, nell’esordio di campionato.
Erano almeno 10 mila a Villar Perosa per accogliere la nuova Juventus
Fervono i preparativi per l’edizione n. 30 della Turin Marathon Gran Premio La Stampa e a meno di due mesi, si correrà domenica 2 ottobre, si annuncia un ricco programma di eventi per festeggiare il traguardo del trentennale
E’ la 200^ medaglia d’oro italiana nella storia, quella di Fabio Basile che ha vinto il primo oro dell’Italia ai Giochi di Rio 2016
Un fiume di soldi passa dalle casse di una società all’altra nel gran bazar del pallone che vede i giocatori cambiare casacca a suon di milioni in questi afosi giorni d’estate
campo. Una di queste storie è certamente quella di Giovanni Lodetti, grande mediano del Milan ai tempi di Rivera, classe 1942,lodigiano di Caselle Lurani, che sostiene da sempre che “i giocatori di oggi sono troppo viziati” e che “è meglio il calcio delle periferie”. E lui, che correva come un dannato sui campi, con quel mento sporgente che gli valse il soprannome di “Basléta“, sostenuto dalla passionaccia di giocare al calcio, è stato tra quelli coerenti a questo modo di interpretare la vita sportiva. Non che i soldi facessero schifo, anzi. Soprattutto per chi, in famiglia, ne aveva visti pochi. In una intervista, ricordando la sua prima partita da professionista con la maglia rossonera, raccontò: “
blucerchiati della Sampdoria e, quattro anni dopo, al Foggia per terminare, nel 1978, la sua carriera da professionista con il Novara in serie C. Una carriera di tutto rispetto, che il “Basléta” interpretò con lo spirito di sempre, portandosi da solo la sua valigia anche quando era appesantita dalle amarezze come nei giorni del rientro anticipato dai Mondiali di Messico ’70, rimasti nella memoria per il 4-3 alla Germania e per i sei minuti di Rivera nella finale (persa) con il Brasile di Pelè. La storia è nota. Convocato per il mondiale messicano, Lodetti venne sacrificato dal c.t. Valcareggi quando già si trovava in ritiro con il resto della squadra. La vicenda è curiosa: lo juventino Anastasi si infortunò durante la preparazione e il selezionatore chiamò due possibili sostituti, ovvero Prati (Milan) e Boninsegna (Inter). Non riuscendo a decidere quale dei due tenere, li confermò entrambi, ma a quel punto fu Lodetti a dover tornare a casa e la proposta di passare comunque l’estate in Messico per una vacanza gratis con la sua famiglia venne sdegnosamente rifiutata con un comprensibile moto d’orgoglio. In aggiunta, a far più male, al ritorno in Italia, il Milan lo cedette senza nemmeno avvertirlo. E’ ancora Lodetti a commentare:“
Ceramica. Solo due anni dopo un tizio mi ha smascherato“. Un uomo in bici, in su con gli anni, l’aveva squadrato per bene e poi aveva detto “