La vittoria contro la Lokomotiv Mosca per 2-1 nel recupero consegna alla Juventus il passaggio agli ottavi di finale di Champions League con due turni di anticipo. La squadra bianconera arriva infatti a 9 punti rispetto ai 7 dell’Atletico Madrid, i 3 della Lokomotiv e gli zero punti del Bayer Leverkusen.
Il 14 ottobre 2019 la Okinawa Shorin-ryu Karate-do Kyokai, una delle più antiche ed importanti federazioni di Karate esistenti, fondata ad Okinawa (Giappone) nel 1948 dal Maestro Choshin Chibana, ha riconosciuto al Maestro Emanuel Giordano il livello di cintura nera 4° dan di Karate Shorin-ryu di Okinawa. Il Maestro Emanuel Giordano si è sottoposto ad un regolare esame presso la commissione federale, composta dai più importanti maestri di Karate Shorin-ryu, nonostante avesse già conseguito lo stesso livello nel 2017 con un’altra importante federazione di Karate Tradizionale di Okinawa, l’Okinawa Shorin-ryu Karate and Kobudo Federation.
La performance del Maestro Giordano è stata molto apprezzata, e premiata con uno dei punteggi più alti di tutta la giornata di esami! In particolare è stata molto apprezzata l’energia e la concentrazione profuse durante la prova d’esame.
Il Maestro Giordano non era solo l’unico karateka europeo presente, ma anche il primo karateka italiano in assoluto ad aver partecipato ad una sessione d’esame della Okinawa Shorin-ryu Karate-do Kyokai.
Dopo l’esame il Maestro ha dichiarato:
“Se sono arrivato fino a qui non è solo per merito mio, ma devo ringraziare TUTTI i maestri che mi hanno insegnato, sia in passato che nel presente, nonché tutti i miei allievi ed amici (di ogni nazionalità) che mi hanno supportato.”
Questo però è solo l’ennesimo tassello della sua carriera. Sbirciando sul sito internet della sua scuola (https://karate-shorin-ryu-piemonte.webnode.it/) abbiamo appreso diverse informazioni sul suo conto, come ad esempio il fatto che il Maestro pratichi Karate da più di 20 anni, che abbia fatto nove viaggi di addestramento ad Okinawa tra il 2013 ed il 2019, che sia allievo diretto di un’importante Maestro di Okinawa, e che intrattenga diverse relazioni diplomatiche tra il Karate tradizionale italiano e le istituzioni della Prefettura di Okinawa, patria mondiale del Karate. Difatti Emanuel Giordano è anche responsabile italiano dell’associazione che riunisce la maggior parte delle scuole di Karate di Okinawa italiane ed è referente nazionale del Karate Tradizionale di Okinawa CSEN, nonché autore di diversi libri sulla storia del Karate, venduti in tutto il mondo e disponibili in più lingue.
Nonostante tutto, secondo i suoi allievi è rimasto una persona umile e disponibile, sempre pronto ad aiutare il prossimo. Nei suoi corsi di Karate c’è spazio per tutti, non solo per i campioni.
“Qui insegniamo Karate Shorin-ryu di Okinawa, un’arte marziale per la difesa personale e la crescita psicofisica delle persone. Insegniamo ai praticanti a difendersi, ma anche ad essere persone migliori, partendo dai bambini ed arrivando ai praticanti non più giovanissimi. Non escludiamo i meno dotati, ma li incoraggiamo a migliorare giorno per giorno. Crescere e migliorare assieme, sia come individui che come membri di un gruppo, questo ci rende anche degli esseri umani migliori, che possano permettere alla nostra società attuale di migliorare e progredire.”
Il Maestro ha allievi anche in Liguria e Lombardia, ma i suoi corsi si tengono a Torino ed a Settimo Torinese.
Informazioni ed orari sono disponibili sul sito: https://karate-shorin-ryu-piemonte.webnode.it/
IL BASKET VISTO DA VICINO
Chiariamoci subito: perdere di due punti sbagliando l’ultimo tiro per vincere non significa necessariamente “imbarazzo”. Si poteva anche vincere questa partita all’ultimo secondo ma non è questo che crea “imbarazzo”.
La gestione degli ultimi minuti è sicuramente una facile inchiesta in cui si evidenziano limiti indiscutibili nella serenità della gestione della partita sia in campo che, soprattutto, dalla panchina, e se talvolta si è vinto all’ultimo secondo è anche vero che si è quasi sempre rischiato di perdere anche si è vinto all’ultimo istante.
Il vero problema è la gestione di un momento particolare della partita: quando siamo in vantaggio.

Ora, costringo i più anziani ad un momento nostalgia e i più giovani ad uno sforzo di fantasia. Il basket “antico” ha sempre avuto un quintetto base su cui puntare alla grande per tutta la partita e le riserve tali erano considerate ed entravano solo per problemi di falli di un titolare o a partita finita. Basket Torino sta vivendo una situazione non positiva con Diop fuori per infortunio e alcuni giocatori non in perfetta forma fisica. Abbiamo cinque giocatori titolari, Marks Alibegovic Cappelletti Pinkins e Campani e due riserve, Toscano e Traini. Quando siamo in vantaggio, magari di dieci punti come ieri… , dare riposo ai titolari per le riserve … o tenere Marks in panchina per quasi 6’ nel quarto quarto o Pinkins fuori con Toscano in campo non mi sembra un colpo di genio. Le altre squadre recuperano e poi ce la si gioca negli ultimi secondi.
Credo che sia impensabile che giocare 30’ o più anche nel basket moderno possa essere un problema per giocatori ben allenati e in momenti fondamentali. Il Killer Istinct è quello che hai o non hai. E, al momento, Torino non ha. Chiudiamo prima la partita, magari con il più 15 o più venti a fine terzo quarto giocando con chi ha le qualità per farlo e poi “riposo”, se così si può dire, a partita vinta negli ultimi minuti.
A tutti Voi che lavorate ogni giorno in ufficio, in cantiere, in negozio o a casa a fare le faccende mentre vi occupate dei figli ecc… : non avreste voluto avere un “capo” che vi fa riposare dopo aver “giocato” 10’ di seguito? E’ una ovvia provocazione che è volutamente con il sorriso da leggere tra le righe. Però, non è possibile provare prima a vincere le partite e poi riposare? E’ così basso il livello di resistenza dei nostri giocatori da dover essere sostituiti? Spero proprio di no.
La partita è andata come al solito a strappi (per i motivi, rileggere le righe sopra) con Torino sempre sopra e Latina ad inseguire. Alibegovic e Pinkins in buona condizione, Marks gioca al suo solito e Cappelletti con luci ed ombre. Campani si vede all’inizio ma poi scompare nel finale. Di Toscano e Traini non posso parlare male, fanno ciò che possono ma non hanno numeri tali da elevare la qualità del nostro gioco.
Siamo in realtà senza alcun tipo di difesa. Parafrasando il motto che si trova al palazzetto di Pistoia che recita “ a Pistoia non puoi vincere ma solo segnare un canestro in più” a Torino potremmo scrivere “contro Torino non puoi vincere ma solo se noi segneremo un canestro in più”. L’organizzazione difensiva è purtroppo inconsistente e lavorare sugli ultimi attacchi di una partita o sulla gestione di situazioni particolare sarebbe un dovere.
Purtroppo al momento siamo in mezzo al gruppo delle prime (meno male), ma per soli quattro punti sommati insieme subiti in due partite non siamo in testa in “solitaria”. Questo significa vedere il bicchiere mezzo pieno, da parte mia. Però è necessario effettuare un cambio di rotta. Sabato prossimo si rigioca e il pubblico non è proprio ottimista quando si perde.
E’ chiaro che questa annata è già un miracolo per la città di Torino. Ma anche per chi ha investito in questa avventura esiste un rischio molto alto di rimbalzo negativo se al Palazzetto si presenterà il pubblico delle “piccole” occasioni.
Si deve vincere ma anche convincere: Torino ha bisogno di basket e di un minimo di qualità. Non è una piccola realtà, Torino è una grande città e necessita di grande mentalità. I progetti per realizzarsi abbisognano di grandi menti. E non si può pensare in piccolo, c’è bisogno di crescere mentalmente, senza esitazioni e senza scusanti. Ripeto: non si deve essere arroganti ma bisogna crescere nella consapevolezza dei propri mezzi. La squadra, per la seconda lega nazionale è da vertice. Rendiamola tale. Siamo ad un punto di svolta. Speriamo in bene.
Paolo Michieletto

Derby della Mole, decide De Ligt
TORINO JUVENTUS 0-1
Con il gol di De Ligt la Juventus batte il Torino e vince il derby della Mole. Il commento del ct juventino Maurizio Sarri intervistato su Dazn: “Era una partita difficilissima, era chiaro che loro sarebbero entrati in campo con un altissimo livello di determinazione . In una prima fase dovevamo riuscire a controllare la loro aggressività prendendo possesso della partita in una seconda e terza fase. L’ abbiamo fatto in una partita sporca e di intensità. Non era una situazione adattissima alle nostre caratteristiche, una partita tosta e ne siamo venuti a capo. Era una partita in cui era difficile essere belli e il modo di giocare degli avversari la portava su binari diversi, erano condizioni difficili per la densità del Toro. Sono contento di quello che ho visto, questa era una partita che poteva metterci in grandissima difficoltà e invece la squadra ha reagito con armi non propriamente nostre, ed è un buon segnale”.
Maratonina della Felicità alla 6^ edizione
Riceviamo e pubblichiamo
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Nella storica Sala Colonne di Palazzo Civico è stata presentata ufficialmente la 6^ edizione della Maratonina della Felicità, evento eco-solidale ispirato a La Via della Felicità, di L. Ron Hubbard approvato dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera.

E’ organizzata dall’Associazione PRO.CIVI.CO.S. ONLUS con l’ASD Giannone Running e la collaborazione di Impossible Target.
“L’idea di coniugare una corsa o camminata di 21 k con i 21 messaggi di buon senso tratti da La Via della Felicità è nata nel 2014 assieme all’ultra-maratoneta Simone Leo – ha spiegato Giuseppe Cicogna – con l’intento di offrire un evento simile ad una gara, ma senza competizione. Per correre, camminare, misurarsi assieme agli altri e non ‘contro’. Anche moltissime persone che non vengono a correre o camminare alla Maratonina, comunque ci aiutano a rendere possibile l’evento in mille modi. Associazioni, aziende, funzionari pubblici, la Polizia Municipale, gli sponsor, gli amici; letteralmente centinaia di persone che potremmo non vedere alla partenza, partecipano comunque per permettere a chi si iscrive, di poter passare una mattinata divertente e utile.”
Simone Leo dal canto suo è un vero e proprio macinatore di chilometri, capace di andare da Atene a Sparta e ritorno con le proprie gambe, 490 km no-stop, unico al mondo ad aver portato a termine tutte e sette le corse da oltre 200 km su strada considerate più dure dagli esperti.
“Per me la Maratonina della Felicità è ovviamente un momento in cui staccare la spina, una ‘passeggiata’ da fare con amici e tra amici, ma lo spirito di questo evento è unico e non manco mai, neanche quando, come in questo caso, ho impegni importanti in programma.”
Simone infatti sta preparando la sua prossima fatica estrema: la Arrowhead che si correrà a gennaio 202, 217 km a 40 gradi sottozero tirando una slitta con il necessario per la sopravvivenza.
“Mi sto allenando per questa nuova sfida. Porterò con me il leitmotiv lanciato con questa edizione della Maratonina della Felicità che è #proteggiemigliorailtuoAmbiente in un contesto ambientale particolarmente significativo.”
E di ambiente ha parlato anche Nicola Giannone, di Giannone Running, che della Maratonina della Felicità ha ideato il nuovo percorso sviluppato in modo particolare nel parco della Pellerina e fornisce tutto il supporto tecnico.
“Abbiamo una città piena di verde e di parchi bellissimi. Collaborando con la Maratonina della Felicità abbiamo raccolto l’idea di devolvere il ricavato al progetto ‘Regala un Albero’, che abbiamo deciso di sostenere in modo importante con le nostre gare, come Greentour che si è corsa nella collina torinese a settembre riscuotendo un grande successo di pubblico.”
Anche Massimo Lovera, presidente di LOCAUTO DUE, main sponsor della Maratonina della Felicità ha sottolineato l’importanza di un evento che, “…nella sua semplicità invita tutti noi a mettere un po’ del nostro per migliorare le cose. E anche un’azienda come la nostra non può non impegnarsi in questa direzione e fare la sua parte. Per questo motivo sosteniamo con entusiasmo la Maratonina della Felicità e siamo ben lieti che si svolga vicino a noi.”
Il saluto istituzionale arriva da Simone Tosto, della Circoscrizione 5 che con la Città di Torino ha concesso il patrocinio.
“E’ bello che questo evento abbia luogo nella nostra Circoscrizione, ma in particolare mi ha colpito il coinvolgimento, la capacità che questa idea ha di creare una partecipazione comune tra realtà così differenti.”
Cristina Seymandi coordinatrice del Tavolo di Progettazione Civica che, da donna pratica, ha promesso di partecipare alla 7 km dando appuntamento a tutti a domenica 3 novembre alle 09.30 in strada pianezza 275 alla partenza della 6^ Maratonina della Felicità.
Guarda il video:
La 6^ edizione della Maratonina della Felicità si terrà il 3 novembre 2019, Parco della Pellerina, Torino . Un evento…
Pubblicato da Il Torinese su Martedì 29 ottobre 2019
Nuoto: stagione agonistica a Torino
Inizia la stagione agonistica di nuoto 2019/2020. L’appuntamento inaugurale del calendario è la prima tappa della Coppa Tokyo Winter Edition, in programma venerdì 1 e domenica 3 novembre – sabato 2 non si gareggia – al Palazzo del Nuoto di Torino. Due giorni di prove in vasca da 25 metri, all’interno della manifestazione che non prevede premiazioni ma che rappresenta per centinaia di atleti un’importante verifica della preparazione e un’occasione per raggiungere i tempi limite di qualificazione alle competizioni più importanti. Sono 721 i nuotatori iscritti, in rappresentanza di 21 società e per un totale di 2429 presenze gara individuali. Di seguito il programma:
– venerdì mattina dalle 9 (riscaldamento dalle 8 alle 8.45): 100 mx F / 400 sl M / 50 do F / 50 fa M / 200 sl F / 50 ra M / 100 ra F / 400 mx M / 100 fa F
– venerdì pomeriggio dalle 15 (riscaldamento dalle 14 alle 14.45): 200 fa M / 200 do F / 200 ra M / 50 sl F / 100 do M / 200 mx F /100 sl M / 800 sl F/ 800 sl M
– domenica mattina dalle 9 (riscaldamento dalle 8 alle 8.45): 100 mx M / 400 sl F / 50 do M / 50 fa F / 200 sl M / 50 ra F / 100 ra M/ 400 mx F / 100 fa M
– domenica pomeriggio dalle 15 (riscaldamento dalle 14 alle 14.45): 200 fa F / 200 do M / 200 ra F / 50 sl M / 100 do F / 200 mx M /100 sl F 1500 sl F/ 1500 sl M
Secondo regolamento, sono ammessi alla Coppa Tokyo atleti delle categorie Ragazzi, Junior, Cadetti e Senior. La suddivisione in batterie e le classifiche non prevedono divisioni in base alla categoria. Le partenze, ad eccezione degli 800 e dei 1500 stile libero, sono effettuate dalle serie più lente a quelle più veloci. La Coppa Tokyo proseguirà con altre tre tappe, in calendario nei week end 30 novembre-1 dicembre, 11-12 gennaio e 8-9 febbraio. Per quanto riguarda gli eventi della prima parte di stagione in vasca corta, sono da ricordare il Trofeo Nico Sapio (Genova, 8-10 novembre), il Trofeo Mussi-Lombardi-Femiano (Massarosa, 16-17 novembre) e la fase regionale della Coppa Brema (21 dicembre, Torino). A dicembre è in programma anche il Campionato Italiano Open (Assoluto Invernale), che si terrà però in vasca lunga.
Di seguito le 19 società del nostro Comitato Regionale rappresentate nella prima tappa della Coppa Tokyo: Aosta Nuoto, Aquatica Torino, Asti Nuoto, Blu Sport Orbassano, Centro Nuoto Nichelino, Centro Nuoto Torino, CSR Granda, Dinamica Sport, Dinamica, Dynamic Sport, Nuotatori Canavesani, OASI Laura Vicuna Rivalta, Polisportiva Ovest Ticino, Polisportiva UISP River Borgaro, Rari Nantes Torino, Sisport Spa, Swimming Club Alessandria, VO2 Nuoto Torino, Vivisport UISP Fossano. Rappresentati anche GS Fiamme Oro e In Sport.
Regolamento della Coppa Tokyo, orari, programma e iscritti a questo link
Il calendario agonistico del nuoto piemontese a questo link
Foto LC ZONE Fotografia&Comunicazione
Il Basket visto da vicino
Fortunatamente si è vinto. Altrimenti molto si potrebbe dire, ma commentare una vittoria è sempre più piacevole che giustificare una sconfitta, che, fino all’ultimo secondo è stata “possibile”. E’ indubbio che questa squadra di Torino di basket abbia nelle corde la possibilità di essere più forte delle altre, ed è sicuro anche perché, pur con una sconfitta evitabilissima, è comunque in testa al campionato.

Il passo in più garantirebbe un sicuro slancio verso le “vette” che condurrebbero fuori dall’esilio in un campionato di livello, purtroppo, estremamente carente dal punto di vista di qualità. D’altra parte, è oggettivo come i 6 stranieri migliori per squadra (o quasi) siano distribuiti nella serie A maggiore (o Lega A che dir si voglia), e che quindi, fatti i calcoli, circa 100 giocatori siano in questa categoria. Nella nostra serie ci siano quindi stranieri di caratura minore o, in opposta tendenza ma con lo stesso obiettivo, chi è in cerca un rilancio o un vero e proprio “lancio” (ad esempio Taylor Jr. di Roma di ieri sera è sembrato aver un notevole potenziale, oltre che un modo di fare estremamente gradevole che lo ha condotto a salutare con il sorriso il pubblico torinese che lo applaudiva all’uscita. Un pensiero per il prossimo anno?). Gli Italiani forti giocano o fanno panchina in serie A (alcuni, vedi Tassone, addirittura in tribuna come spettatore a vedere ieri la partita, dopo un anno da semi protagonista a Cantù) e quelli che giocano in A2 (o Lega Nazionale Pallacanestro…) sono anche loro o navigati giocatori a fine carriera, o seconde linee, o giovani e giovanissimi, o in aspettativa di rilancio partendo dal basso. In questo quadro è chiaro come la differenza tra serie A e serie A2 non sia solo di una categoria, ma un pochino più abbondante, e in questo ne risente la mancanza di pubblico e di emozioni.
Le possibilità per la scalata in serie maggiore sono già presenti, e un qualche piccolo miglioramento nel roster darebbe la svolta decisiva. La REALE MUTUA BASKET TORINO ha tutte le carte in regola per salire, ma deve alzare il suo livello di qualità di gioco. Non è ammissibile perdere palloni palleggiandosi da soli sui piedi o difendere “guardando” chi tira. E non è una buona difesa prendere 83 punti dall’ultima in classifica rischiando addirittura il tiro della sconfitta all’ultimo secondo.
Torino ha bisogno di un salto di qualità nella coscienza dei propri mezzi in una categoria che merita rispetto ma non timori. Una partita contro l’ultima in classifica deve essere vinta senza se e senza ma, senza isterie in campo e in panchina (notevole il cambio di serenità con Iacozza a condurre la squadra nel finale di partita).
L’impressione che si è avuta è una inadeguatezza temporanea all’alto livello che dovrebbe essere invece una certezza che deve incutere timore negli avversari e non nei propri giocatori. Un errore non giustifica il cambio, una schiacciata di un giovane ai suoi quasi esordi deve essere applaudita e non redarguita (bravo Cassar, proprio a proposito).
L’insicurezza nasce dalla mancanza di serenità, e Torino non può non essere serena. La squadra è buona, e ha margini di miglioramento.
Ieri sera abbiamo rivisto Pinkins giocare molto bene così come Alibegovic (pur litigando con il tiro da tre) ha ripreso il ruolo di leader. E, seppure Marks e Cappelletti non abbiano brillato e Campani sia stato poco “sfruttato”, la squadra ha comunque vinto. Con Diop sempre fuori per infortunio e con Cassar che incomincia appena ad ambientarsi in questo livello (ma è un giovanissimo! Non dimentichiamolo) si è comunque portata a casa una vittoria importante.
E’ sicuramente un work in progress che al momento ha condotto ad una involuzione del gioco rispetto alla supercoppa, ed è innegabile. E’ altrettanto vero che i giocatori tutti insieme non hanno mai reso al meglio in questo periodo, ma speriamo che una condizione fisica migliore e un amalgama di squadra più consolidato conduca nel periodo “primaverile” che conta ad un livello più alto.
Intanto però, complice sicuramente il calendario in concomitanza con il calcio, il pubblico sugli spalti … latita. Serve un po’ più di allegria, di entusiasmo, di energia che richiamino il pubblico degli “indecisi”. Serve coraggio di dichiararsi “forti” e non la “prudenza” del temere gli altri. Studiamo gli avversari ma giochiamo il nostro gioco, non temiamo i vari “Carneade” (vedi sulle wikipedia di turno … Carneade, chi era costui?) delle altre squadre. La nostra squadra è una squadra giovane, anche se esperta. Ed ha bisogno di energia, non di rimproveri. Ed ha bisogno di pubblico, e il pubblico ha sicuramente bisogno di risultati ma per pagare il biglietto vuole vedere uno spettacolo. Quindi, che spettacolo sia! Avanti Torino.
Paolo Michieletto

Juve, ci pensa CR7
Le Jacks in Spagna agli European Masters di Softball
Le Jacks sono arrivate a Barcellona, dove nelle fila della squadra de “Le Zie”, prenderanno parte alla prima edizione degli European Masters di Softball organizzata dalla Europe Federation e che si disputerà nella cittadina catalana di Sant Boi de Llobregat.
Fino al 2 novembre in un girone all’italiana la squadra, che ha conquistato a Torino nel 2013 il titolo dei World Masters Games (IMGA) e nello scorso mese di agosto quello degli European Masters Games (IMGA), incontrerà le Bulgarian All Stars, le Cechie Carrots, le Denmark Classics, le Miralbueno Softbol ed il Team Sweden.
Ricordiamo che della rosa fanno parte le nostre le allenatrici Samanta Valsania e Monica Miroglio, la pitching coach Paula Ferrua, la dirigente Emanuela Ariotti, le atlete Isabella Dalbesio, Serena Perizzolo ed Alice Dall’ò.
Questo il programma degli incontri de Le Zie, in campo già oggi nel centro sportivo Can Torello:
(link per seguire il play by play)
http://competition.europeansoftball.org/2019/santboi/schedule.php
31/10/2019
- 11:00 Denmark Classics vs Le Zie
- 13:00 Bulgarian All Stars vs Le Zie
1/11/2019
- 11:00 W 9 Italia Women vs Cechie Carrots
- 13:00 Miralbueno Softbol vs Le Zie
2/11/219
- 11:00 Le Zie vs Team Sweden