Lo slogan è “#Iorestoacasa #DistantiMaUniti”
Su Instagram, con un video gli atleti del Gruppo Sportivo @fiammerosse dei Vigili del fuoco invitano tutti a restare a casa dove se ci si deve comunque allenare, anche ai tempi del Coronavirus.
Lo slogan è “#Iorestoacasa #DistantiMaUniti”
Su Instagram, con un video gli atleti del Gruppo Sportivo @fiammerosse dei Vigili del fuoco invitano tutti a restare a casa dove se ci si deve comunque allenare, anche ai tempi del Coronavirus.
Le federscherma è scesa in campo per l’emergenza coronavirus
Numerose le società, i tecnici e i preparatori atletici che operano online per tenere il rapporto con gli atleti, altrettante le iniziative di solidarietà e le raccolte fondi promosse da realtà schermistiche in tutta Italia. Come quella promossa dal consiglio federale: presidente e consiglieri hanno scelto di autotassarsi per acquistare dieci fonendoscopi, da donare al reparto “Covid-19” di Medicina Interna del Policlinico Tor Vergata di Roma.
I bimbi ricoverati, a causa dell’emergenza Coronavirus, sono senza insegnanti, cellulari e computer. La notizia, pubblicata dal Corriere della Sera, è stata comunicata con soddisfazione da una preside di un istituto scolastico torinese
Il presidente della Figc, Gabriele Gravina interviene sul taglio degli stipendi ai calciatori
“La difficoltà di far fronte a determinati impegni è evidente, talmente chiara che nessuno può far finta di non guardarla, di non porsi il tema del costo del lavoro”, commenta su Radio Sportiva. E aggiunge: “Lo faremo senza mortificare nessuno, lo dobbiamo fare ricorrendo a soluzioni e ipotesi di sospensione e riduzione, è un tema che si sta già affrontando”.”Ci sono stati già incontri con leghe e associazioni di categoria – ha aggiunto- Ci sono proposte in atto per di trovare una sintesi tra le diverse posizioni. Non possiamo far finta che il calcio non stia subendo gli stessi danni economici degli altri comparti dell’industria italiana: molti presidenti di club sono anche imprenditori, subiscono le problematiche del Paese che vengono trasferite nel mondo del calcio”
La Juventus, annuncia che a causa dell’emergenza sanitaria che sta bloccando lo svolgimento dell’attività sportiva, ha raggiunto un’intesa con i calciatori e l’allenatore della prima squadra per tagliare i loro compensi nella restante parte della stagione sportiva, per un importo pari alle mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno 2020. I riscontri economici e finanziari dell’intesa raggiunta sono positivi per circa 90 milioni sull’esercizio 2019/20 della società.
La bella personcina che, tra le altre cose, impose un drastico taglio alla sanità. Le famiglie dei deceduti ringraziano sentitamente. Ora qualcuno ci riprova. Addirittura riproponendo lo slogan, leggermente modificato, come definizione di una lista elettorale per l’Enasarco. Giusto per chiarire che di cattivo gusto si può anche morire ma non ci si può rinunciare…
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Il disgusto per il calcio Vip può essere contagioso nel dopo virus
“E’ giusto salvare coppe e campionati, ma andare oltre il 30 giugno rischia di essere un problema, perché si va ad intaccare la prossima stagione.
Se si finisce a luglio, ad agosto i giocatori si dovrebbero riposare: di conseguenza ci sarebbe soltanto un mese per prepararti, si andrebbe a riprendere il campionato a ottobre. Diventerebbe una cosa particolare complicata, si rischia di compromettere non una, ma due stagioni. Dobbiamo cercare in tutti i modi di finire entro il 30 giugno, ma senza accanimento, anche perché l’emergenza è nel pieno”, ha detto il presidente granata. “Quali proposte nel caso non si finisse la stagione? Non saprei, non so quale sarebbe la soluzione migliore, bisognerà discuterne in Lega: è una situazione senza precedenti, servono decisioni senza precedenti”.
Ad annunciarlo è stato il campione elvetico scrivendo un post sul suo profilo Instagram. “Sono tempi difficili per tutti, e nessuno deve essere dimenticato – dice Federer – Mirka e io abbiamo deciso donare un milione di franchi alle famiglie più vulnerabili della Svizzera”
Così ha annunciato il premier giapponese Shinzo Abe dopo una telefonata con il presidente del Comitato olimpico Thomas Bach.
Le Olimpiadi estive del 2021 si chiameranno sempre Tokyo 2020. Il Cio ha reso nota con un comunicato la notizia anticipata dal premier giapponese Abe: “I Giochi sono rinviati al 2021, non oltre l’estate, per salvaguardare la salute degli atleti e di tutti i partecipanti”
“Tutti i giorni riceviamo il programma di allenamento: stretching, corsa e lavoro aerobico – ha detto Tomàs Rincon – anche se ci manca il pallone.
E al rientro dovremo fare una preparazione simile a quella estiva, perché è completamente diverso allenarsi sul campo. Per il momento viene prima la nostra salute e ci arrangiamo come si può, l’importante è tenersi in forma”.