PENSIERI SPARSI di Didia Bargnani










Furto con strappo di una collana a un’anziana: individuato e denunciato il responsabile. È successo nei giorni scorsi in corso Galileo Ferraris, dove due signore stavano camminando sul marciapiede. Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza risulta che un uomo, seguendole a bordo di un monopattino, ha strappato la collana dal collo a una di loro e si è allontanato a tutta velocità, lasciando la vittima sotto shock.
Le indagini del commissariato di P.S. San Secondo, basate sull’analisi dei filmati e sulla ricostruzione della dinamica, hanno permesso di risalire al presunto autore del furto: un uomo di 59 anni. Giunti nella sua abitazione, gli agenti hanno eseguito una perquisizione e hanno trovato gli indumenti corrispondenti a quelli indossati durante il colpo. L’uomo è stato denunciato; le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e verificare l’eventuale presenza di refurtiva.
Al momento il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: fino a una sentenza definitiva, la persona accusata è considerata innocente.
VI.G
E’ giunto alla sua 31esima edizione, con una collaborazione tutta al femminile con la condirezione di Isabella Lagattolla e Federica Rosellini in qualità di condirettrice
Ritorna dal 6 al 18 ottobre prossimo il Festival delle Colline Torinesi, giunto ormai alla sua 31esima edizione, con la condirezione di Isabella Lagattolla, che si conferma alla guida del Festival per conto dell’Associazione Festival delle Colline Torinesi, e Federica Rosellini, in qualità di condirettrice designata dalla Fondazione TPE. Sergio Ariotti, Presidente del Festival delle Colline Torinesi, si occuperà per conto dell’Associazione di eventi collaterali, di un documentario e di un progetto relativo all’archivio del Festival. La durata si modifica: da un mese a 13 giorni di fitta programmazione, in cui si concentreranno 19 performance, 11 prime nazionali e un ricco programma di masterclass e incontri. Molti degli artisti in programma quest’anno sono donne o non binarie under 45, e la maggior parte dei nomi stranieri quali Janaina Leite, Flinn Works, Hashem Hashem, Núria Guiu Sagarra, approdano per la prima volta in Italia.
Punto nevralgico del Festival sarà il Teatro Astra, la Casa del TPE, che verrà sfruttato al massimo nella maggior parte degli spettacoli in programma, immaginando tre sale distinte ricavate dagli spazi del teatro, tra cui la sala prova, affiancato dalla Fondazione Merz, con un fruizione più immediata, e dal Coro di Santa Pelagia, sede dell’Opera Munifica.
“Lagattolla e Rosellini” non rappresenta solo un connubio al femminile che conferisce un segnale forte nell’ambito delle direzioni teatrali italiane, ma è anche la fusione di tradizione e innovazione, da sempre la cifra distintiva del Festival, la cui storia ha preso avvio nel 1996 e che ha mantenuto uno sguardo costante sulla creazione contemporanea e sulla scena internazionale del teatro e dell’arte. Isabella Lagattolla risulta una delle personalità di spicco nell’ambito dell’organizzazione teatrale europea, affiancata da Federica Rosellini, classe 1989, regista, performer e drammaturga.
La programmazione di questa 31esima edizione offre la possibilità non solo di prendere parte singolarmente a uno spettacolo, ma di immergersi in focus dedicati ai singoli artisti e alla loro poetica. Preludio del cartellone, alla Fondazione Merz, sarà un nuovo titolo di Romeo Castellucci, “Credere alle maschere”, in programma martedì 6 e mercoledì 7 ottobre. Un eventi performativo capace di riflettere sul conflitto tra immagine e legge, violenza del linguaggio e responsabilità collettiva, servendosi di due elementi iconici: una maschera e un’opera di Andy Warhol.
All’Astra il Festival si apre in prima nazionale con lo “Stabat Mater” di Janaina Leite, giovedì 8 ottobre alle 21, con replica venerdì 9 alla medesima ora. Nello spettacolo, Leite lavora con sua madre e un pornoattore mascherato. Affermata artista brasiliana, per la prima volta in Italia, è un punto di riferimento per la ricerca sul teatro-documentario, sulle scritture autobiografiche in scena, sul corpo e la sua valenza sessuale e pornografica. Proporrà anche le due performance “Deeper” e “The material and immaterial body. It’s borderline. Lecture performance”. Una novità di questa edizione è Industria Indipendente, collettivo artistico e di ricerca di Erica Galli e Martina Ruggeri. Il debutto al festival è con il dittico sul “Don Chisciotte”, dal titolo “Quixote – dammi i brividi – ma non per la paura (video) e “Quixote – a rose is not a rose“ e Katy Acker, che vedono in scena Anna Maria Ajmone e in video Silvia Calderoni, in prima nazionale sabato 10 ottobre alle ore 18. Lo stesso giorno, alle ore 17, presso la Fondazione Merz, Sara Leghissa, artista, ricercatrice e performer con base a Milano, presenterà “Muscles”(public literature), una riflessione sull’opera di Katy Acker con un testo che afferma il corpo come spazio politico, trasformato dall’artista in un manifesto militante contro il linguaggio ordinario. La palestra diventa un campo di lotta queer dove muscoli e desiderio sabotano norme e morte e strutture oppressive attraverso una letteratura pubblica e ribelle. Domenica 11 ottobre, alle ore 19, al Teatro Astra, si esibirà per la prima volta al Festival la SchoƁ Company della cantante e performer Lisa Tatin e della video light designer Simona Gallo. La compagnia svizzera sviluppa una ricerca interdisciplinare capace di unire voce, musica, elettronica e performance visiva, come nel lavoro “Mon corp n’obéit plus”, prima italiana che immagina un corpo che capta e disturba, fatto di sensori che lo rendono un interfaccia sensibile, e “Personne ne ramasse ma langue”, una pièce a due voci che attraversa il pubblico unendo corpo e parola, dando vita ai testi poetici di una serie di autrici impegnat*, quali Lisette Lombè, Laura Vazquez, Stéphanie Bovor e altre. Parte integrante del programma è Marco Donnarumma, artista perfor,attivo dell’audio e dei new media, italiano che vive e opera a Berlino. “Ex silence” verrà rappresentato in prima nazionale insieme a “Niranthea” lunedì 12 ottobre prossimo alle ore 19, al Coro di Santa Pelagia. Il primo, in prima nazionale, reinventa l’ascolto come atto politico, tra corpo, suono e tecnologia, un rituale sensoriale abita la sordità come altra percezione, protesi e algoritmi diventano organi condivisi, non correggono ma amplificano mondi. “Niranthea” è un cortometraggio ibrido che unisce documentario e AI per esplorare sordità, protesi e cyborg. Martedì 13 ottobre, presso il Teatro Astra, Francesca Grilli presenterà una performance partecipativa che rovescia il rapporto di potere tra adulto e bambino. Attraverso la lettura della mano, l’infanzia diventa guida e custode di visioni. Martedi 13 ottobre, sempre all’Astra, i Madalena Reversa si cimenteranno con la composizione di “Olivier Messiaen pour la fin du temps” e con l’invenzione di un’installazione luminosa e sonora. Il quartetto fu scritto nel campo di concentramento di Görlitz e viene considerato uno dei più grandi esempi di musica da camera. I testi sono tratti da “L’uomo in rivolta” di Albert Camus, le interviste di Radio France a Olivier Messiaen. Mercoledì 14 ottobre, in prima nazionale, al Teatro Astra, approda Margherita Pevere, che presenta “Lament”, un’opera che guarda al fuoco oltre l’evento spettacolare, concentrandosi sulle conseguenze meno visibili, dove suolo, comunità ed ecosistemi sono esposti all’erosione e alla rigenerazione. “Asteroide” è il titolo della pièce che approderà al Teatro Astra giovedì 15 ottobre, protagonista Marco D’Agostin, Premio Ubu per la danza nel 2025, che propone uno spettacolo di teatro e parola. Il protagonista è un misterioso paleontologo che si presenta al pubblico per discorrere di ossa, estinzione e materiale cosmico. Alla Fondazione Merz, venerdì 16 ottobre e sabato 17 ottobre, in prima nazionale, approda in Italia il collettivo berlinese Flinn Works, che propone un esercizio di riflessione sui crediti di carbonio e sulla questione del green washing con carbon negative, spettacolo tra laboratorio e performance che invita il pubblico a scegliere, riflettere e agire su un futuro climatico possibile. Quest’anno torna la scema artistica libanese, che rappresenta un elemento di continuità rispetto alle passate edizioni del Festival. Protagonista Hashem Hashem, poeta e performer di Beirut e parte attiva in diverse organizzazioni LGBTQIA+, con lo spettacolo “The Sound that Remains”, una performance che intreccia scrittura poetica e sound design con un set che richiama i lavori di Kae Tempest, restituendo un paesaggio sonoro vivo e politico. Il periodo temporale preso in considerazione è quello compreso tra l’esplosione del porto di Beirut nel 2020 e le nuove guerre israeliane del 2024 e 2026. A concludere il festival, il 17 e 18 ottobre al Teatro Astra, Núria Guiu Sagarra, pluripremiata coreografa e danzatrice catalana che approda per la prima volta in Italia con i suoi spettacoli, portando in scena “Supermedium”, in cui otto corpi femminili o non binari agiscono come medium. L’trista proporrà anche il suo ultimo lavoro, l’assolo “POV”, che esplora un corpo posseduto da molteplicità di altri corpi, immagini o immaginari, provenienti da tempi e spazi diversi, reali o fittizi.
Il Festival è un progetto di Associazione Festival delle Colline Torinesi e Fondazione TPE Teatro Piemonte Europa, con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Piemonte e Città di Torino, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.
Teatro Astra – via Rosolino Pilo 6, Torino
Fondazione Merz – via Limone 24
Coro di Santa Pelagia – via San Massimo 21
Biglietti e abbonamenti disponibili dal 30 maggio 2026
Mara Martellotta
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Torino, 21 maggio 2026 – Da venerdì 22 a domenica 24 maggio 2026 torna a Torino, negli spazi delle OGR Torino in Sala Fucine, la VII edizione di THE PHAIR | Photo Art Fair, la fiera internazionale dedicata alla fotografia e all’immagine contemporanea, confermandosi uno degli appuntamenti di riferimento per collezionisti, curatori, artisti e professionisti del settore.
La nuova edizione rafforza ulteriormente il dialogo tra fotografia, arti visive e sperimentazione contemporanea attraverso un percorso espositivo unitario, una crescente apertura internazionale e un programma culturale che mette in relazione gallerie, musei, archivi, fondazioni, nuove piattaforme creative e protagonisti del sistema dell’arte globale grazie a un diversificato Talk Program.
A guidare l’edizione 2026 è il visual ufficiale della fiera: uno scatto di Nanda Lanfranco che ritrae Giuseppe Penone negli spazi del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. La fotografia, proveniente dal Fondo Nanda Lanfranco istituito nel 2025 dal CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli e concessa dal Museo, condensa il rapporto tra corpo, spazio e trasformazione, diventando metafora dell’identità stessa di THE PHAIR: una piattaforma che attraversa linguaggi, discipline e visioni differenti, restituendo la fotografia come territorio aperto, ibrido e in continua evoluzione.
A sottolineare il legame profondo di THE PHAIR | Photo Art Fair con la città, anche quest’anno l’immagine guida nasce dalla collaborazione con una delle sue principali istituzioni culturali, rafforzando il dialogo tra artista, luogo e visione.
Giunta alla sua VII edizione, THE PHAIR | Photo Art Fair si distingue per una visione curatoriale chiara e riconoscibile, capace di costruire un percorso espositivo unitario in cui le diverse proposte dialogano tra loro. L’allestimento identitario della fiera prevede spazi espositivi uniformi: una scelta che valorizza le opere e restituisce un’esperienza di visita fluida e continua, concepita come un unico racconto. In un tempo in cui l’immagine è insieme testimonianza e costruzione, fotografia e immagine contemporanea si confermano linguaggi privilegiati per interrogare il presente. Tra documento e interpretazione, permanenza e trasformazione, ogni opera apre uno spazio di lettura, una soglia attraverso cui osservare la complessità del reale.
“Con questa VII edizione THE PHAIR continua il proprio percorso di crescita internazionale, consolidando Torino come luogo di confronto privilegiato per la fotografia contemporanea e per le nuove pratiche visive. La qualità delle gallerie partecipanti, il dialogo con le istituzioni culturali internazionali e l’attenzione verso ricerca e sperimentazione testimoniano la volontà di costruire una piattaforma sempre più aperta, dinamica e capace di leggere la complessità del presente attraverso le immagini”, dichiarano Roberto Casiraghi e Paola Rampini, fondatori di THE PHAIR. THE PHAIR 2026 conferma infine il proprio sostegno alla fotografia contemporanea attraverso un rilevante programma di premi, residenze e acquisizioni istituzionali realizzato in collaborazione con partner, aziende e fondazioni impegnate nella valorizzazione della ricerca artistica contemporanea.
COMITATO CURATORIALE Il Comitato Curatoriale si amplia e accoglie esperienze eterogenee che intrecciano mercato, critica e collezionismo internazionale: Umberto Benappi – gallerista; Emilio Bordoli – collezionista; Lorenzo Bruni – curatore e critico; Ernesto Esposito – designer e collezionista; Brandei Estes – esperta di fotografia e già Head of Photography di Sotheby’s; Benjamin & Steffi Jaeger – consulenti, curatori e galleristi; Massimo Prelz Oltramonti – collezionista; Valerio Tazzetti – fotografo e gallerista; Carla Testore – giornalista e curatrice, specialista in comunicazione e sistema dell’arte.
GALLERIE PARTECIPANTI La VII edizione di THE PHAIR riunisce 42 gallerie italiane e internazionali, confermando una crescente apertura europea grazie alla presenza di realtà provenienti da Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera, Montenegro e Svezia.
Tra le gallerie partecipanti figurano Albumen Gallery di Londra, Jaeger Art di Berlino, WILLAS contemporary di Stoccolma, insieme a importanti realtà nazionali come Franco Noero, MC2 Gallery, Photo & Contemporary, Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea, Marcorossi Artecontemporanea e Tallulah Studio Art.
L’edizione 2026 riunisce: A.More Gallery (Milano), Albumen Gallery (Londra), Galleria Valeria Bella (Milano), Galleria Umberto Benappi (Torino), Biasutti & Biasutti (Torino), C+N Gallery CANEPANERI (Milano), Colombo’s Gallery (Milano), Alberto Damian Gallery (Treviso), Deodato Arte (Milano), Exposed. Torino Photo Festival (Torino), Fabbrica Eos (Milano), Febo e Dafne (Torino), Galleria Forni (Bologna), Gagliardi e Domke (Torino), Hopefulmonster Editore (Torino), Jaeger Art (Berlino), The Lanterns Art (Milano), Galleria Leòn (Bologna), Galerie Ira Leonis (Arles), Lusvardi Art (Milano), Magreen Gallery (Genova), Marcorossi Artecontemporanea (Milano, Pietrasanta, Roma, Torino, Verona), MC2 Gallery (Milano, Tivat), Franco Noero (Torino), Alessia Paladini Gallery (Milano), Giorgio Persano (Torino), Photo & Contemporary (Torino), Podbielski Contemporary (Milano), Raw Messina (Roma), Red Lab Gallery (Milano), Roccavintage (Torino), Federico Rui Arte Contemporanea (Milano), Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea (Torre Pellice), Seletti (Cicognara), Paola Sosio Contemporary Art (Milano), Fondazione Specchio dei Tempi (Torino), Gian Enzo Sperone (Sent), Tallulah Studio Art (Milano), Unique Contemporary (Torino), VisionQuest 4rosso (Genova), Willas Contemporary (Stoccolma), Zamagni Arte (Rimini).
La pluralità delle ricerche presenti in fiera emerge anche attraverso gli artisti presentati dalle gallerie ospiti: dalle indagini sulla natura e sulla trasformazione di Helene Schmitz alle narrazioni intime e urbane di Keila Guilarte, fino alla riflessione sul cambiamento climatico e la vulnerabilità umana sviluppata da Nick Brandt nel progetto The Day May Break.
Questa tensione tra paesaggio, memoria, identità e trasformazione attraversa molte delle ricerche presenti in fiera. Da un lato, lo scatto Clematis Tangutica dell’artista svedese Helene Schmitz, presentato da WILLAS contemporary, indaga la dimensione simbolica e strutturale della natura attraverso dettagli botanici sospesi tra osservazione scientifica e visione poetica. Dall’altro, l’opera Sigos mes pasos della fotografa cubana Keila Guilarte, proposta da Tallulah Studio Art, restituisce uno sguardo intimo sulla memoria e sullo spazio urbano, dove l’usura della scarpetta diventa traccia di disciplina, identità e percorso personale.
In questo dialogo tra pratiche differenti si inserisce anche la ricerca di Nick Brandt: le opere presentate da WILLAS contemporary, appartenenti ai quattro capitoli della serie The Day May Break, affrontano il tema dell’impatto della distruzione ambientale e del cambiamento climatico sulle comunità più vulnerabili e sul mondo naturale. Realizzati tra Kenya, Zimbabwe, Bolivia, Fiji e Giordania, questi lavori sono attualmente visibili anche alle Gallerie d’Italia – Torino nell’ambito di EXPOSED. Torino Foto Festival.
La fiera accoglie inoltre riferimenti e protagonisti iconici della cultura visiva contemporanea: Giovanni Gastel (Photo & Contemporary), tra eleganza e ironia; Andy Warhol e Bob Dylan (Colombo’s Gallery), in dialogo attraverso gli sguardi di Oliviero Toscani e Paolo Brillo; fino alla ricerca concettuale di Giulio Paolini (Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea), che interroga il significato stesso dell’esporre e della rappresentazione.
Tra le novità di questa edizione, The Phair amplia il dialogo con le gallerie attraverso due nuovi progetti, pensati per valorizzare nuove prospettive e modalità espositive all’interno della fiera.
Un primo nucleo di gallerie, selezionato con il supporto di Carola Allemandi, fotografa e autrice, riunisce realtà alla loro prima partecipazione a The Phair: una selezione che apre la fiera a nuove voci e a pratiche non esclusivamente legate alla fotografia, promuovendo al tempo stesso un passaggio di competenze e know-how all’interno del team curatoriale della manifestazione. Un secondo focus, sviluppato con la collaborazione di Denis Curti, direttore artistico de Le Stanze della Fotografia, è dedicato invece a gallerie che presentano progetti monografici, costruiti attorno al lavoro di un singolo artista e pensati per offrire percorsi espositivi più approfonditi e riconoscibili.
TALK PROGRAM Oltre trenta ospiti internazionali tra direttori di museo, curatori, artisti, collezionisti ed editori provenienti dalle principali istituzioni culturali europee e internazionali.
Accanto alla fiera, THE PHAIR presenta un Talk Program internazionale che dal 22 al 24 maggio alle OGR Torino riunisce alcune delle voci più autorevoli del panorama fotografico contemporaneo tra cui figurano Duncan Forbes (Victoria and Albert Museum), Nathalie Herschdorfer (Photo Elysée), Urs Stahel (Fondazione MAST), Rachel Thomas (Hayward Gallery), Victoria Law, Katy Wickremesinghe, Claes e Christina Lindquist del Falsterbo Photo Art Museum, insieme a numerosi protagonisti del panorama curatoriale e museale nazionale.
Gli incontri affronteranno temi centrali per il presente e il futuro della fotografia contemporanea: il ruolo dei musei e degli archivi, le nuove piattaforme globali dedicate alla creatività, le trasformazioni del collezionismo, le pratiche artistiche femminili, il rapporto tra fotografia e società contemporanea, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla costruzione dell’immaginario visivo. Tra gli appuntamenti principali, venerdì 22 maggio Duncan Forbes, responsabile della fotografia del Victoria and Albert Museum, dialogherà con François Hébel, direttore artistico di CAMERA Torino, sul ruolo dei grandi musei e dei centri specializzati nella fotografia contemporanea. Nella stessa giornata Victoria Law e la collezionista Donata Pizzi affronteranno il tema della fotografia nelle pratiche artistiche femminili dagli anni Sessanta a oggi, mentre Katy Wickremesinghe, fondatrice della piattaforma internazionale The Wick, discuterà dei nuovi modelli di promozione della creatività tra arte, impresa e lifestyle.
Sabato 23 maggio Rachel Thomas della Hayward Gallery di Londra e Pietro Rigolo della Pinacoteca Agnelli si confronteranno sul ruolo della fotografia nelle programmazioni museali contemporanee. Seguirà l’incontro tra Nathalie Herschdorfer, direttrice di Photo Elysée, e Urs Stahel, direttore della Fondazione MAST, dedicato alle sfide dell’esporre fotografia nelle istituzioni pubbliche e ai nuovi linguaggi tra arte, industria e cultura. Grande attenzione anche al tema degli archivi fotografici e della legacy artistica con un talk che riunirà, tra gli altri, Fiammetta Horvat, Beatrice Merz e rappresentanti della Louis Stettner Estate.
La giornata di domenica sarà invece dedicata alle pubblicazioni fotografiche e ai libri d’artista, con presentazioni di progetti editoriali internazionali e un focus finale sulla fotografia come patrimonio culturale e memoria collettiva con Claudio de Polo-Saibanti di Fratelli Alinari.
PREMI, RESIDENZE E ACQUISIZIONI ISTITUZIONALI Premi acquisizione, residenze artistiche e nuove produzioni per sostenere ricerca, gallerie e artisti contemporanei.
THE PHAIR 2026 rinnova il proprio impegno a sostegno della fotografia e dell’immagine contemporanea attraverso un programma di premi, residenze artistiche e acquisizioni istituzionali pensato per valorizzare la ricerca artistica, sostenere le gallerie partecipanti e promuovere nuove produzioni.
Tra le novità di questa edizione entra per la prima volta Banca Patrimoni Sella & C. con un premio acquisizione dedicato a opere capaci di affrontare i temi della sostenibilità sociale, dell’equità e dell’empowerment, mentre BIAUTO GROUP istituirà un premio rivolto a lavori che riflettano sui temi dell’innovazione, della sostenibilità ambientale e dei linguaggi contemporanei.
Per il secondo anno consecutivo MCA – Mario Cucinella Architects conferma la propria residenza artistica dedicata alla produzione di nuove opere in dialogo con architettura, ricerca e processi collettivi. Nasce inoltre il Premio Residenza Alberto Stabile, in collaborazione con Raw Messina, dedicato alla fotografia site-specific e al rapporto tra immagine e paesaggio sull’isola di Favignana.
Si conferma infine il sostegno della Fondazione Arte CRT, che acquisirà un’opera tra quelle presentate in fiera destinandola alla collezione della fondazione e successivamente alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, e Castello di Rivoli.
Con una visione sempre più internazionale e interdisciplinare, THE PHAIR 2026 conferma così il proprio ruolo di piattaforma culturale dedicata alla fotografia contemporanea, capace di mettere in dialogo ricerca artistica, istituzioni, collezionismo e nuove forme di produzione culturale.
PATROCINIO, SUPPORTO E PARTNERSHIP The Phair si svolge con il patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino, e grazie al supporto di Camera di commercio Torino, Fondazione Arte CRT e Unione Industriali Torino.
Un ringraziamento speciale ai nostri Official Partner, Banca Patrimoni Sella & C., BIAUTO GROUP, MCA – Mario Cucinella Architects e Residenza Alberto Stabile, e ai Technical Partner Fast Events e ONE. Per una mobilità urbana consapevole e sostenibile durante i giorni della fiera, The Phair invita a muoversi in città con DOTT, nostro Mobility Partner.
La settima edizione si arricchisce di una rete di In Kind Partner sintonizzati sulla ricerca visiva e sulla cultura contemporanea di The Phair. Berry Glow la cui attenzione alla valorizzazione della luce naturale di ogni individuo si collega direttamente alla fotografia e all’immagine contemporanea; Elena Mirò eccellenza territoriale e fashion brand che promuove una visione inclusiva e autentica della femminilità, la cui prospettiva trova un legame immediato con il mezzo della fotografia, attraverso il quale identità e rappresentazione vengono continuamente esplorate e ridefinite; Fe.Ma Collective e Viastampatori Parfums, firme artigianali che lavorano su materia e memoria – olfattiva e sartoriale – per dar loro una forma permanente; Turismo Torino, strategica collaborazione nella promozione del territorio e nell’amplificazione della fiera. Infine il nostro Charity Partner Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi, dal 1976 attiva nel supporto sociale ed emergenziale, sia a livello nazionale che internazionale.
INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO Apertura al pubblico 22–24 maggio 2026 | ore 12.00 – 20.00 (ultimo ingresso 19.30) Sede OGR Torino – Sala Fucine (Corso Castelfidardo, 22 – Torino)
Biglietti INTERO – 15 euro RIDOTTO CONVENZIONI – 10 euro (Abbonamento Musei Piemonte – Lombardia – Valle d’Aosta, Torino + Piemonte Card, Pass Exposed, Biglietto CAMERA emesso dal 21 al 24 maggio) RIDOTTO – 8 euro (studenti universitari under 26, ragazzi 14-18 anni, accompagnatore disabile) OMAGGIO bambini fino a 14 anni, disabili
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Sul podio della quarta edizione del “Premio” promosso dalla “Fondazione Bottari Lattes”
Cerimonia di premiazione al “Castello di Perno”
Monforte d’Alba (Cuneo)
La pistoiese di Montecatini Terme Silvia Cosimini con “Varie cose sulle sequoie e sul tempo” di Jón Kalman Stefánsson (Islanda, edito da Iperborea), Margherita Podestà Heir, novarese di Galliate con “Vaim” di Jon Fosse (Norvegia, edito da La nave di Teseo) e la milanese Francesca Turri con “Una notte a Nuuk” di Niviaq Korneliussen (Groenlandia, edito da Iperborea): sono loro le tre finaliste del “Premio Biennale Mario Lattes per la Traduzione”.
Il nome della vincitrice sarà annunciato sabato 27 giugno prossimo al “Castello di Perno”, nel cuore delle Langhe, con una cerimonia finale, condotta dalla giornalista Laura Pezzino, che metterà in dialogo le “traduttrici” e i “Giurati” del Premio in una tavola rotonda coordinata da Franco Perrelli (docente all’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari e professore di “Discipline dello Spettacolo Nordico” presso il “DAMS” dell’Ateneo torinese), cui parteciperanno anche alcuni dei traduttori di domani, gli studenti di “Lingue e Letterature straniere” dell’“Università di Milano”, per dare loro la possibilità di interagire e confrontarsi con gli esperti. La cerimonia verrà trasmessa in “streaming” sulla pagina “Facebook” della “Fondazione”, presieduta da Caterina Bottari Lattes.
Dedicato quest’anno alle “lingue scandinave”, il “Premio”, che ha raggiunto la sua quarta edizione, sotto le ali protettive della “Fondazione Bottari Lattes” di Monforte d’Alba (Cuneo) – in collaborazione con il “Castello di Perno” e della “Regione Piemonte” insieme ad altri Enti e Istituzioni locali – “ha inteso come sempre – sottolineano i promotori – valorizzare la figura del ‘traduttore’, grazie al quale è possibile conoscere testi diversi da quelli pubblicati nella nostra lingua e a cui è affidato il difficile compito di portare nel nostro Paese le storie e le narrazioni di un’altra cultura”.
Come già avvenuto nelle tre precedenti edizioni – dedicate rispettivamente alla lingua araba, al cinese e all’ispano-americano – la selezione delle opere si è articolata in due fasi: in un primo momento la “Giuria stabile” (composta da “traduttori” e “docenti” di consolidata fama), tenendo conto della capacità del traduttore di rendere in italiano la qualità letteraria del testo, ha individuato i tre romanzi finalisti. Ora la parola passa alla “Giuria specialistica”, esperta della lingua in oggetto (di cui fanno parte Daniela Marcheschi, Lorenzo Lozzi e Franco Perrelli) che, tra le tre traduttrici finaliste, decreterà la vincitrice. E, proprio a proposito della “terzina finalista” di questa edizione del Premio, così ha commentato la “Giuria stabile”: “A noi membri della Giuria stabile, che avevamo il compito di selezionare, per il valore della traduzione, tre libri fra quelli in concorso, il compito, in un primo momento, ci è parso assai difficile, ma il problema si è risolto per così dire da solo, perché su diciassette traduzioni, tre si sono imposte al nostro apprezzamento per la loro straordinaria qualità; e questo malgrado si tratti di romanzi molto diversi uno dall’altro nello stile e negli argomenti, cosa che esclude un’influenza del nostro gusto personale nel darne un giudizio … Confermando un talento già noto ai lettori, Silvia Cosimini, Margherita Podestà Her e Francesca Turri hanno saputo trasporre nella lingua italiana tre libri che, per la loro particolare originalità stilistica, avranno verosimilmente presentato notevoli difficoltà di traduzione. Difficoltà superate senza sforzo percepibile nel felice risultato finale”.

“Pillole” di sapere sulle traduttrici finaliste
– Silvia Cosimini. Nata a Montecatini Terme (Pistoia) nel 1966, si laurea in “Filologia Germanica” a Firenze e, nello stesso anno, si trasferisce in Islanda. Nel 2011, le è stato assegnato il “Premio Nazionale per la Traduzione” dal “Ministero dei Beni e delle Attività Culturali” e nel 2019 il “Premio Orostìr” dal Presidente della Repubblica Islandese. Attualmente è “docente a contratto” di “Lingua e Letteratura Islandese” all’“Università Statale” di Milano.
– Margherita Podestà Heir. Nata a Galliate (Novara) nel 1964, vive oggi stabilmente a Oslo. Per il suo contributo alla diffusione della Lingua e della Cultura italiane, è stata insignita nel 2006 dell’onorificenza di “Cavaliere della Repubblica Italiana”, cui è seguita nel 2022 quella di “Ufficiale della Repubblica”
– Francesca Turri. E’ “docente a contratto” di “Letterature Scandinave Contemporanee presso l’“Università di Milano”, ma la sua attività professionale si svolge prevalentemente a Copenaghen, dove vive e lavora come “traduttrice” ed “insegnante di Italiano”.
Gianni Milani
Nelle foto: Cover libri finalisti; Silvia Cosimini; Margherita Podestà Heir e Francesca Turri
Un camion carico di macerie si è ribaltato questa mattina a Villar Dora, vicino alla rotonda che collega l’ex strada statale 24 alla strada per la borgata Torre del Colle e a via Sant’Ambrogio. Fortunatamente il conducente non ha riportato ferite.
L’incidente ha provocato disagi alla circolazione, nonostante gran parte del carico sia finito fuori dalla carreggiata. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Rivoli per i rilievi necessari a ricostruire la dinamica dell’accaduto e per regolare il traffico.
Sono inoltre giunti gli ausiliari della Città metropolitana, incaricati di collaborare alle operazioni di messa in sicurezza e di rimozione del mezzo e del materiale. Al momento non sono note le cause che hanno portato al ribaltamento; le autorità stanno proseguendo gli accertamenti.
VI.G
In quota con gli impianti di risalita tra natura, sport e panorami unici
Vialattea si conferma una destinazione ideale anche nella stagione estiva, offrendo la possibilità di vivere la montagna in quota tra natura, relax e attività all’aria aperta. Alcuni impianti di risalita saranno in funzione per consentire a escursionisti, biker e appassionati di outdoor di raggiungere facilmente punti panoramici di straordinaria bellezza e accedere a numerosi itinerari immersi nel verde e nella tranquillità dell’ambiente alpino.
Rispetto alla scorsa stagione, l’offerta estiva risulta ulteriormente potenziata, con un incremento delle giornate di apertura e un periodo continuativo di oltre due mesi di attività per la seggiovia Sportinia a Sauze d’Oulx. Anche a Sestriere, dopo la pausa della scorsa estate, sarà nuovamente aperta la telecabina Sestriere-Fraiteve, completati gli ultimi lavori di revisione generale dell’impianto previsti entro il mese di luglio.
Il progetto di apertura estiva è condiviso con i Comuni di Sestriere e Sauze d’Oulx, i rispettivi Consorzi Turistici e Turismo Torino e Provincia, con l’obiettivo di valorizzare il territorio e ampliare l’offerta turistica della destinazione. I percorsi in quota sono predisposti a cura dei Comuni di riferimento.
Vialattea propone un prodotto turistico pensato per soddisfare diverse tipologie di pubblico: gli impianti rappresentano un punto di accesso privilegiato a itinerari di varia difficoltà, ideali sia per gli amanti del downhill in cerca di percorsi adrenalinici, sia per chi preferisce escursioni più tranquille, fino a chi desidera semplicemente godersi il panorama in alta quota. L’esperienza si completa con ulteriori attività presenti sul territorio, tra cui il golf, con le 18 buche del Circolo Golf Sestrieres che contribuiscono a rendere la destinazione attrattiva per un pubblico ancora più ampio.
Nel dettaglio le aperture degli impianti e i relativi periodi di esercizio:
Seggiovia Nube d’Argento a Sestriere – dall’1 al 23 agosto
Gli impianti saranno aperti tutti i giorni nei periodi specificati con orario continuato dalle ore 9.30 alle ore 17.00.
Come di consueto, per soddisfare al meglio le esigenze di tutti i clienti, l’offerta Vialattea prevede varie tipologie di biglietto:
A/R Seggiovia Sportinia € 15,00 (€ 5,00 Baby*)
A/R Seggiovia Sportinia + Corsa Singola Seggiovia Rocce Nere € 20,00 (€ 5,00 Baby*)
A/R Telecabina Sestriere-Fraiteve € 15,00 (€ 5,00 Baby*)
A/R Seggiovia Nube d’Argento € 15,00 (€ 5,00 Baby*)
Corsa Singola Seggiovia Sportinia € 12,00 (€ 5,00 Baby*)
Corsa Singola Seggiovia Rocce Nere – effettua il trasporto solo in salita € 12,00 (€ 5,00 Baby*)
Corsa Singola Telecabina Sestriere-Fraiteve € 12,00 (€ 5,00 Baby*)
Corsa Singola Seggiovia Nube d’Argento € 12,00 (€ 5,00 Baby*)
Giornaliero Vialattea € 30,00 (€ 6,00 Baby*)
Pomeridiano Vialattea dalle ore 13:00 € 22,00 (€ 6,00 Baby*)
2 Giorni Vialattea € 56,00 (€ 12,00 Baby*)
3 Giorni Vialattea € 80,00 (€ 18,00 Baby*)
6 Giorni Vialattea € 130,00 (€ 36,00 Baby*)
VIALATTEA // BARDO SUMMER PASS € 190,00
valido per tutto il periodo estivo sugli impianti di Vialattea e Bardonecchia.
*BABY (nati dal 2018 e seguenti): Per i Summer Ticket BABY si richiede un documento d’identità attestante l’età dell’avente diritto e la firma di un adulto responsabile che garantisca l’accompagnamento del bambino (non si accettano autocertificazioni).
Tutti i prezzi 2026 sono rimasti invariati da due stagioni. È stata anche riconfermata l’agevolazione per i possessori di skipass stagionale 2025/26 che potranno beneficiare dello sconto del 50% sull’acquisto del VIALATTEA // BARDO SUMMER PASS.
Infine, i possessori di Vialattea Ski Card, per gli acquisti online, avranno degli sconti dedicati su alcune tipologie di Summer Tickets.
Domenica 24 maggio, alle ore 11, con l’Accademia di Sant’Uberto e l’Equipaggio della Regia Venaria di Suonatori di Corno da Caccia
Un concerto riunirà la musica, i cani, i corni da caccia e il patrimonio regionale. Si tratta di un evento promosso dall’Accademia di Sant’Uberto, insieme all’Equipaggio della Regia Venaria di suonatori di Corno da caccia, che si esibiranno domenica 24 maggio alle ore 11 al castello di Racconigi. I musicisti saranno in tenuta scarlatta e bleu du roi, i colori Sabaudi, e all’interno dell’iniziativa saranno presenti anche momenti di attività cinofila in collaborazione con la Società Italiana Pro Segugio della sezione provinciale di Cuneo, con l’esibizione di un cane da traccia.
L’evento avrà il suo svolgimento nel piazzale del castello, dal lato del parco. In caso di maltempo si terrà nel salone d’Ercole solo con l’Equipaggio della Regia Venaria.
Il Corno da caccia mosse i suoi primi passi cominciando proprio dai cani. Nato nella seconda metà del Seicento venne appositamente creato per comunicare ai cani attraverso appositi toni. Soltanto successivamente il Corno divenne strumento per la musica d’arte assumendo un ruolo da protagonista presso i più importanti musicisti dell’età barocca. Praticata in Francia, Belgio, Italia e Lussemburgo, l’arte musicale dei suonatori di Corno da caccia toccherà nel programma “Cerimoniale e Divertissement 2026-Early Music Today” anche alcuni frammenti dedicati ai cani, per un’arte inserita nella lista rappresentativa di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO, nel 2020.
L’Accademia di Sant’Uberto, nata nel 1996 come associazione percorsi, svolge la propria attività culturale, di studio e ricerca nell’ambito del Loisir di Corte, in particolare presso la Corte Sabauda di Ancien Régime. Nel 2006 ha iniziato la vera e propria attività concertistica di musica barocca e, nel 2016, ha avviato il Progetto Barocco con il Liceo Classico Musicale Cavour di Torino. L’attività della comunità dei suonatori di Corno da caccia si è sviluppata con I suonatori d’Oltralpe. Nel 2014 le comunità di Italia e Francia hanno annunciato la decisione e di avviare la candidatura UNESCO dell’arte musicale dei Suonatori di Corno da Caccia, il cui processo di candidatura si è concluso nel dicembre 2020 con l’inserimento della pratica nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO.
Info: info@accademiadisantuberto.it
Concerto incluso nel biglietto d’ingresso
Mara Martellotta
Nei giorni scorsi personale della Polizia di Stato appartenente alla Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Piemonte e Valle d’Aosta ha arrestato, in flagranza, un ventiduenne algerino, senza fissa dimora ed irregolare sul territorio nazionale, per aver rubato lo zaino di un viaggiatore, a bordo di un treno in sosta presso lo scalo di Milano Centrale.
Gli agenti, durante un servizio in abiti civili volto a contrastare i reati predatori, hanno notato la presenza del giovane che, con fare furtivo, è salito sul treno nella stazione di Milano Centrale, durante la sosta del convoglio.
Insospettiti da tale comportamento i poliziotti lo hanno seguito a distanza, non perdendolo mai di vista, fino a che l’uomo, con mossa fulminea, ha sottratto uno zaino dalla cappelliera, per poi allontanarsi rapidamente. Al predetto, prontamente fermato, veniva controllato lo zaino, contenente un pc ed altri effetti personali, poi restituiti all’avente diritto.
Accompagnato presso gli Uffici di Polizia di stazione, il soggetto, a seguito di perquisizione personale, è stato trovato in possesso di ulteriori personal computer risultati rubati in precedenza.
Il reo, gravato da numerosi precedenti di Polizia, è stato arrestato in flagranza di reato e la sua posizione è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria competente.
Lo stesso, è stato, altresì, denunciato in stato di libertà per il reato di ricettazione e tutta la refurtiva è stata riconsegnata ai legittimi proprietari.

Con ospiti internazionali Franck Ekinci e Valentina D’Efilippo.
È di nuovo tempo di Fabermeeting! La manifestazione che fa incontrare a Torino impresa e nuovi talenti digitali, ritorna il 22 e 23 maggio, dalle ore 9,00 alle 19,00 presso Toolbox Coworking in via Agostino da Montefeltro 2, con due giornate intensive dedicate all’incontro tra creativi, imprese, startup e professionisti dell’innovazione. Un luogo unico di connessione e di collaborazione, creato grazie al concorso nazionale Faber 2026 e pensatoappositamente per ampliare il mercato digitale in cui imprese, creativi, PMI, startup, artigiani e realtà dell’innovazione sociale lavorano insieme per sviluppare idee, prototipi e nuovi servizi.
Il ricco programma prevede workshop, incontri di networking, “speed date” creativi e talk tra talenti, imprese e professionisti del settore digitale, focalizzandosi su innovazione, tecnologia e impatto sociale. Nello specifico la prima giornata sarà dedicata alla dimensione concreta del lavoro creativo: strumenti, processi e nuove competenze richieste dal mercato saranno al centro di workshop, incontri e momenti di confronto con professionisti e aziende. La seconda giornata sarà invece un’immersione nel rapporto tra design, tecnologia e innovazione, con la partecipazione di ospiti internazionali che porteranno esperienze e visioni dal panorama creativo globale.
Tra gli appuntamenti più attesi, l’intervento di Franck Ekinci, regista, produttore e sceneggiatore francese di cinema d’animazione. È noto soprattutto per il lungometraggio April and the Extraordinary World (Avril et le Monde truqué), co-diretto con Christian Desmares e ispirato all’universo grafico di Jacques Tardi, vincitore del Cristal Award come miglior film all’Annecy International Animation Film Festival 2015. Durante l’incontro al Fabermeeting Ekinci offrirà ai partecipanti uno sguardo privilegiato sul processo creativo dell’animazione e sulle sfide produttive che trasformano un’idea in un progetto cinematografico.
Protagonista della seconda giornata sarà anche Valentina D’Efilippo, data designer e creative director tra le voci più influenti a livello internazionale nella data visualisation e nella narrazione visiva. Italiana ma attiva nel Regno Unito, ha collaborato con istituzioni, agenzie e brand globali sviluppando progetti che spaziano da mostre interattive a piattaforme digitali e pubblicazioni. Al Fabermeeting guiderà il workshop “Un icebreaker per imparare a progettare con i dati – Visualizza la tua storia sulla mappa del mondo” e terrà il keynote aperto al pubblico “Let’s Speak Data”, offrendo strumenti e metodologie per progettare con i dati. Tra le sue pubblicazioni figurano The Infographic History of the World e Britannica’s Encyclopedia Infographica.
Premi e opportunità professionali
Durante il Fabermeeting saranno assegnati premi ad alto valore economico e professionale, tra cui tirocini e collaborazioni retribuite, servizi, membership e opportunità concrete di inserimento nel mercato creativo. Dal 2007 Faber ha coinvolto oltre 1.200 giovani, collaborato con 250 imprese e premiato 180 progetti, confermandosi come uno degli appuntamenti di riferimento in Italia per la creatività digitale e l’innovazione.
Novità 2026: Back to the Skill
In occasione del ventennale nasce “Faber – Back to the Skill | Percorsi di scoperta”, un progetto dedicato ai giovani tra i 16 e i 29 anni sviluppato nell’ambito del programma Città dell’Educazione 16+ della Fondazione Compagnia di San Paolo. L’iniziativa rafforzerà il dialogo tra formazione, talento e futuro professionale attraverso momenti di confronto con i partecipanti e i vincitori del concorso.
Il concorso nazionale FABER
Il Fabermeeting rappresenta il culmine del concorso nazionale “Faber 2026 – Quando la creatività incontra l’impresa di cui le iscrizioni sono prorogate al 22 marzo 2026” e che da quasi vent’anni mette in relazione giovani talenti e mondo produttivo, promuovendo innovazione e nuove opportunità professionali nelle industrie creative e digitali.
Con oltre 60 imprese partner, Faber rappresenta oggi uno dei principali ecosistemi italiani dedicati allo sviluppo della creatività digitale. Più che un concorso, è un modello di collaborazione tra creativi e aziende che condividono competenze, visione e opportunità per individuare nuovi talenti e sviluppare progetti innovativi.
Il concorso nazionale, rivolto a giovani under 35, è aperto ai settori più innovativi della creatività digitale: animazione, design, gaming, realtà aumentata e virtuale, web, app, IoT e ambiti affini. I progetti candidati saranno valutati direttamente dalle aziende partner, che selezioneranno i partecipanti ammessi alla fase finale.
I partecipanti selezionati potranno presentare i propri lavori durante il Fabermeeting, partecipare gratuitamente a oltre 30 workshop e seminari, incontrare le aziende partner e accedere ai premi speciali messi a disposizione.
Tutte le informazioni sono disponibili su: https://www.fabermeeting.it/
cs