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Arrampicata sportiva italiana: i Campionati Giovanili

PIU DI 400 ATLETI PER L’ENTUSIASMANTE CAMPIONATO ITALIANO GIOVANILE U21

Al Centro Tecnico Federale di Arco l’appuntamento più atteso da tutte le squadre giovanili italiane Arriva l’appuntamento più atteso dell’anno per tutte le giovani leve dell’arrampicata sportiva italiana: da venerdì 22 a domenica 24 maggio si svolgono i Campionati Italiani Giovanili per le categorie Under 17, Under 19 e Under 21. Questo grande evento sportivo, che coinvolge più di 400 atleti provenienti da tutt’Italia, si disputa, come ormai da tradizione, presso il Climbing Stadium di Arco di Trento, sede del Centro Tecnico Federale FASI. Le sfide saranno appassionanti e ogni giorno alterneranno le specialità per le varie categorie, permettendo agli atleti di cimentarsi in più gare e mettere così in luce i loro principali talenti. I CIG rappresentano un momento di grande rilevanza sportiva e sociale per la FASI, permettendo l’incontro e il confronto fra tantissime realtà associative e consentendo alle giovani promesse dell’arrampicata sportiva di competere con i migliori avversari a livello nazionale, selezionati in base ai Campionati regionali. Inoltre questo Campionato funge da trampolino di lancio verso un futuro in maglia azzurra, ed è stato di buon auspicio per i vincitori del 2025, come Matteo Reusa, Stella Giacani, Sara Strocchi, Luca Boldrini, Marco Rontini e Francesca Matuella, che quest’anno gareggiano in divisa tricolore nelle competizioni di Coppa Europa e Coppa del Mondo. Alcuni degli atleti in gara fanno già parte dell’Italian Team, mentre tanti altri aspirano ad entrare nel circuito della Nazionale salendo sul podio dei CIG 2026. Fra gli atleti della categoria U21 meritano un occhio di riguardo Riccardo Vicentini (Fiamme Gialle), vice Campione Italiano Boulder Senior ed Ernesto Placci, vice Campione Italiano Lead Giovanile, che hanno da poco debuttato in Coppa del Mondo, e Samuele Graziani (On Sight), Campione Italiano Speed U19. In ambito femminile Viola Bergamelli (The Forge Climb), vice Campionessa Italiana Boulder Giovanile, Matilda Liù Moar (AVS Brixen), argento nella recente tappa di Coppa Italia Lead Senior, e Leonie Hofer (AVS Passeier), oro al Trail Nazionale di Boulder, bronzo ai CIG 2025 Boulder. Nella categoria U19 punteranno a mettersi in luce Francesco Ponzinibio (Equilibrium), vice Campione Italiano Senior, detentore della Coppa Europa Speed Giovanile 2025; Giovanni Bagnoli (Crazy Center) bronzo ai CIG U19 Lead, attualmente in testa al ranking di Coppa Europa Boulder U19; Andrea Ludovico Chelleris (Fiamme oro), Vice Campione Italiano Lead U17, bronzo nel Boulder, detentore della Coppa Europa Lead Giovanile. E nella compagine femminile Emma Gregorotti, Campionessa Italiana Giovanile Boulder 2025 e vice Campionessa Italiana Giovanile Lead, e Sofia Brenna (Arco Climbing) Campionessa Italiana Giovanile Lead. Nella categoria U17 si esprimeranno al meglio, nelle rispettive specialità, Pietro Franzoni (King Rock Climbing) e Leonardo Donola (Opera Verticale), attualmente al primo e terzo posto nel ranking di Coppa Italia Boulder U17; Ludovico Ravaglia (Istrice) e Jacopo Titi (Vertikarcare) Campione e Vice Campione Italiano Speed U17. E sul fronte femminile Carolina Gradaschi (King Rock Climbing), Vice Campionessa Italiana U17 Boulder, detentrice della Coppa Europa Giovanile Boulder; Agnese De Micheli, vice Campionessa Italiana Lead e Speed U15; e Chiara Franceschi (Arco Climbing), Campionessa Italiana U15 Boulder e Lead 2025. I tracciatori che spingeranno i climber a dimostrare al meglio la loro tecnica ed abilità saranno per la Lead Alex Ventajas, Luca Casadei e Stefano Veritti, capitanati da Martino Sala, mentre per il Boulder saranno Lorenzo Angelozzi, Daniele Brignani, Davide Bassotto e Matteo Baschieri, capitanati da Luca Camanni.

 

PROGRAMMA DI GARA Venerdì 22 maggio BOULDER U19 LEAD U17 SPEED U21 Ore 10.00 qualifiche Boulder Ore 18.30 finali Boulder Ore 8.30 qualifiche Lead Ore 19.00 finali Lead Ore 14.30 qualifiche Speed Ore 15.30 finali Speed Ore 20.00 premiazioni Sabato 23 maggio BOULDER U21 LEAD U19 SPEED U17 Ore 10.00 qualifiche Boulder Ore 18.30 finali Boulder Ore 8.30 qualifiche Lead Ore 19.00 finali Lead Ore 14.00 qualifiche Speed Ore 15,30 finali Speed Ore 20.00 premiazioni Domenica 24 maggio BOULDER U17 LEAD U21 SPEED U19 Ore 9.30 qualifiche Boulder Ore 16.00 finali Boulder Ore 8.30 qualifiche Lead Ore 18.00 finali Lead Ore 13.00 qualifiche Speed Ore 14.30 finali Speed Ore 15.30 premiazioni Speed U19 Ore 17.30 premiazioni Boulder U17 Ore 19.00 premiazioni Lead U21 – Combinata – Squadre U21 Lo spettacolo sarà vario, continuo, entusiasmante, pregno dell’energia che caratterizza questi atleti che guardano con entusiasmo al loro futuro sportivo. Sarà possibile vedere in azione i talenti di oggi, i campioni del domani e tutto il potenziale dell’arrampicata sportiva nelle sue tre declinazioni. Buoni CIG a tutti!

L’ex tricolore Diego Rosa svetta alla GF Musiné

Successo pieno per la sesta edizione della Granfondo Musiné ospitata nel bellissimo borgo torinese di Caselette. La quarta tappa del circuito Nord Ovest MTB ha visto i tantissimi biker gareggiare in un clima tipicamente primaverile, temperature che hanno favorito la battaglia in mezzo al gruppo per accaparrarsi non solo le prime posizioni assolute, ma anche quelle di categoria fondamentali per la challenge.

Vittoria di un ex pro’ su strada ma anche ex campione d’Italia marathon sul percorso principale di 37 km per 1.450 metri. Il suo nome è Diego Rosa, portacolori del Fol Racing Team che in 1h148’48” si è lasciato alle spalle Davide Pinato (Boscaro Racing Team, la società organizzatrice) a 1’45” e il campione uscente Adriano Caratide (Leynicese Racing Team) a 3’17”. Quanto ancora per il Leynicese Giorgio Francisco a 4’43”, a 4’52” ha chiuso quinto Davide Clerici (Boscaro Racing Team).

Un nome di prestigio sul gradino più alto del podio femminile: Bettina Janas, tedesca della Sportograf.com già vincitrice della GF Muretto di Alassio, che in 2h24’34” ha prevalso per 4’51” su Giulia Challancin (Team Trisports VDA), terza Erika Nitelli (Polito Cycling) a 7’43”.

La gara allestita dal Boscaro Racing Team ha goduto del patrocinio dei Comuni interessati dal percorso: Caselette, Almese e Rubiana. Tanti coloro che a vario titolo hanno collaborato all’evento, tra associazioni, sponsor e soprattutto i volontari sparsi sul tracciato. La storia della Granfondo Musiné continua e aspira a sempre maggiori traguardi.

Toro campione. L’ultimo scudetto del sogno granata

“Toro, lassù qualcuno ti ama!

Gian Paolo Ormezzano

So che sei di fede granata, giovane collega, vi state giocando lo scudetto. Bevi, per le coronarie.”

Gianni Brera

Non potevamo perderlo questo scudetto. Era il sogno di una vita per tanta gente, per noi tutti.

Gigi Radice

 

Toro campione d’Italia! Sì, Toro che aveva appena vinto lo scudetto. Ventisette anni dopo Superga.

L’unico dopo quelle pazzesca tragedia. L’unico ancora oggi che abbiamo cambiato anche il secolo.

Beppe Conti

Bologna, 19 maggio 2026 – C’è un giorno che non è mai finito per i tifosi del Torino. È il 16 maggio 1976, quando una città intera esplode di gioia e il “Toro” torna campione d’Italia, ventisette anni dopo la tragedia di Superga. Un trionfo che non è solo sportivo, ma collettivo, emotivo, quasi identitario. Da quella domenica nasce Toro campione. L’ultimo scudetto del sogno granata, il nuovo libro di Beppe Conti pubblicato da Edizioni Minerva, in libreria dal 20 maggio, che riporta alla luce una delle pagine più intense e amate della storia del calcio italiano.

Il volume è un viaggio nella memoria, costruito con il passo del cronista che quegli anni li ha vissuti in prima persona. Conti, firma storica del giornalismo sportivo, ricostruisce stagione dopo stagione, partita dopo partita, l’impresa di una squadra che seppe imporsi in un calcio profondamente diverso da quello attuale: solo giocatori italiani, sedici squadre in campionato, due punti a vittoria e una rivalità accesissima con la Juventus.

Ma questo libro è molto più del racconto di uno scudetto. È la storia di una squadra e di un popolo, di una fede granata fatta di entusiasmo e sofferenza, di cadute e rinascite. Accanto alla gioia del titolo del ’76 scorrono le ombre della storia del Torino: lo scudetto revocato, quello “rubato”, la tragedia di Superga, la morte di Gigi Meroni, fino alle vicende più dolorose che hanno segnato il destino del club. Un intreccio di gloria e dolore che rende unica la parabola granata.

Protagonisti assoluti sono gli uomini di quella stagione irripetibile: l’allenatore Gigi Radice, i “gemelli del gol” Pulici e Graziani, il capitano Claudio Salail portiere Castellini e una squadra capace di trasformare ogni partita in un evento. Nelle pagine del libro rivivono le emozioni di uno stadio gremito, le radioline accese, i cori, le paure e la gioia finale, in un racconto che restituisce tutta la forza di un calcio che oggi sembra lontano, ma che continua a vivere nella memoria collettiva.

Con Toro campione. L’ultimo scudetto del sogno granata, Edizioni Minerva consegna ai lettori un’opera che è insieme documento storico e racconto appassionato, capace di parlare a chi c’era e a chi vuole capire cosa significhi davvero tifare. Perché il Toro, più che una squadra, è una storia che non smette mai di essere raccontata.

 

L’AUTORE

 

Beppe Conti è giornalista da una cinquantina d’anni avendo iniziato la professione nel 1973 alla “Gazzetta dello Sport”, corrispondente da Torino negli anni magici dello scudetto del Toro e dei fantastici duelli con la Juve. La passione per il ciclismo, praticato in gioventù, lo ha poi convinto a cambiar giornale e a vivere per “Tuttosport” le stagioni magiche legate a Moser e Saronni e alla loro storica rivalità. Ma anche le ultime sfide tra Gimondi e Merckx, sino a Pantani e ai giorni nostri. Nelle pause invernali ha seguito invece, sempre per il quotidiano sportivo torinese, le stagioni trionfali di Alberto Tomba, fra Olimpiadi, Mondiali e Coppa del Mondo di sci, dagli Stati Uniti al Canada al Giappone, al seguito del grande campione bolognese. Opinionista e collaboratore di Rai Sport a partire dal 2010, in precedenza aveva lavorato anche per Mediaset, Telecapodistria e Tv Svizzera Italiana. Numerosi i suoi libri, almeno una trentina, quasi tutti dedicati allo sport della bicicletta grazie ai quali ha vinto il premio Coni, il premio Vincenzo Torriani, il premio Bruno Raschi e tanti altri piacevoli riconoscimenti. Nel maggio 2025 come giornalista ha seguito il suo quarantasettesimo Giro d’Italia. Con Minerva ha già pubblicato Il giallo del Tour (vincitore del premio Coni 2025 sezione saggistica e del premio STI Invictus 2025), Ercole Baldini. Una leggenda italiana e Jacques Anquetil il Sultano.

“1976: il Cuore Granata”, la festa, la memoria collettiva di un popolo e di una città

Nella giornata di lunedì 18 maggio, presso l’Hospitality Ferrini dello stadio Grande Torino, si è svolta una festa in occasione del 50esimo anniversario dello Scudetto ’76, l’ultimo vinto dal Toro, alla presenza dei due campioni granata Claudio Sala (Capitano di quella squadra) e Roberto Salvadori.

 

Insieme a loro il regista Giulio Graglia, che ha moderato l’incontro, i giornalisti Sabrina Gonzatto e Beppe Gandolfo che, a partire dai rispettivi libri, “Orfeo Pianelli – Il presidente del Toro Campione” e “Toro 1975-76 – Il campionato indimenticabile”, hanno offerto una narrazione storica ed emozionante di quella magica giornata del 16 maggio 1976, rivolgendo uno sguardo al passato per gettare una luce sul presente.

L’iniziativa, inserita nel programma del Salone del Libro OFF, è stata un’occasione per ascoltare dalla viva voce dei protagonisti in campo il fiume di emozioni che attraversò quella giornata torinese, con il Toro costretto al pareggio da un pugnace Cesena in una partita che avrebbe potuto far registrare il record di tutte vittorie in casa, impresa che non riuscì neanche agli Invincibili. Trascorsi i 90 minuti, la gioia si fece attendere ancora per qualche istante, lungo quanto i 27 anni che separavano l’ultimo scudetto del Grande Torino da quello degli uomini guidati da Gigi Radice. Il boato della Maratona sancì la sconfitta della Juve sul campo di Perugia. Il Toro era di nuovo Campione d’Italia.

Un Toro e un calcio d’altri tempi, una storia che pare un sogno, che avrebbe dell’incredibile se non ci fossero oggi testimonianze certe dell’accaduto, ed è proprio su quest’onda transgenerazionale che si perpetuano i valori e la leggenda del Cuore Granata, vivi attraverso momenti di condivisione che smettono di essere semplici “reunion” in ricordo dei bei tempi passati per diventare ponti della memoria collettiva, come ha ricordato durante l’incontro il giornalista Beppe Gandolfo.

Il ricordo, evocato attraverso aneddoti familiari, ha rappresentato il tema centrale dell’intensa e commovente lettura di Sabrina Gonzatto e il fil rouge con la storia di un popolo immerso nelle dinamiche della Torino che fu, nell’anno del primo processo alle Brigate Rosse, degli Anni di Piombo e della Fiat.

Presente all’evento anche l’Assessora alla Transizione ecologica e digitale della Città di Torino, Chiara Foglietta, di dichiarata fede torinista.

“Per me è un onore rappresentare la nostra città – ha dichiarato l’Assessora Chiara Foglietta – soprattutto in queste giornate dalle tinte granata e in questo stadio, teatro di emozioni che si respirano forti oggi come cinquant’anni fa”.

“Mi feci male durante la partita precedente – ha raccontato, sorridendo, Claudio Sala  –  quindi non avrei neanche dovuto giocare contro il Cesena, ma strinsi i denti e scesi in campo, anche se sofferente. Insomma, per come giocai mi sarei dato un 4 in pagella, ma alla fine riuscimmo a guadagnare il punticino dello scudetto. Ricordo il grande Gigi Radice arrabbiatissimo per quel pareggio, anche perché una vittoria avrebbe significato stabilire il record di vittorie in casa e un grande traguardo anche per lui come allenatore. La festa fu bellissima, magica, ma non mi è ancora andato giù del tutto il fatto di non essere riusciti a bissare il titolo l’anno dopo, in cui guadagnammo cinque punti in più rispetto alla stagione prima, che però non furono sufficienti per vincere: la Juventus terminò il campionato con un punto in più di noi. Due campionati di fila vinti avrebbero probabilmente scritto un futuro diverso per il Toro”.

“La ricordo come una giornata dalle emozioni pazzesche – ha raccontato Roberto Salvadori – a cominciare dalla tensione per una partita che sapevamo avrebbe deciso una stagione e un percorso cominciato molto tempo prima, e poi le 70 mila persone allo stadio, l’impeto della Curva Maratona, i tamburi che rullavano, il senso di liberazione al gol di Paolo Pulici, e il panico, per fortuna senza conseguenze, causato dall’incomprensione tra Mozzini e Castellini che portò all’autogol del definitivo pareggio. Ricordo il boato della Maratona che ci avvertì dello svantaggio della Juve a Perugia e i paracadutisti che scesero sul campo a fine partita. Lo scudetto con il Toro per me ha rappresentato la vittoria più importante della mia carriera”.

Gian Giacomo Della Porta

Sicurezza nello sport: la Fondazione Matilde Lorenzi

Dalla tragedia che ha colpito la famiglia Lorenzi nasce una Fondazione dedicata alla sicurezza nello sci e nello sport giovanile. A presentarla, durante l’evento Con Matilde nel cuore: dalla memoria al futuro, ospitato in Arena Piemonte, è stato il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Davide Nicco, che ha ricordato la figura della giovane atleta piemontese Matilde Lorenzi e l’impegno della sua famiglia “per trasformare un profondissimo dolore in un’azione concreta a favore della sicurezza dello sci italiano e dei sogni dei giovani atleti”.

L’incontro – moderato dalla giornalista Beatrice Archesso – è stato aperto dalle note della canzone che il cantautore Francesco Baccini ha dedicato alla memoria della giovane sciatrice “all’indomani del tragico evento che l’ha strappata alla vita. Un brano nato in poco tempo e al quale sono assai affezionato”, ha dichiarato.

I genitori di Matilde – Adolfo Lorenzi ed Elena Rosa Cardinale – con i fratelli Lucrezia e Matteo hanno illustrato le finalità della Fondazione: “potenziare ciò che non c’è stato per Matilde: la sicurezza sulle piste da sci e, più in generale, nello sport attraverso l’informazione, la prevenzione e l’innovazione tecnologica. Stiamo cercando di trasformare il dolore che ha colpito la nostra famiglia in qualcosa di positivo per gli altri”.

L’allenatore Ivan Nicco ha sottolineato come “negli ultimi tempi, nel settore giovanile, sia aumentata la sensibilità nei confronti della sicurezza”, mentre gli studenti del Politecnico di Torino Nunzio Li Calzi e Riccardo Sapio hanno presentato il progetto “Ski Slow”, realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano “per fornire agli allenatori le informazioni più oggettive possibili sui punti più o meno pericolosi dei tracciati attraverso sensori, algoritmi e machine learning”.

Al termine dell’incontro l’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo ha sottolineato che “la sicurezza per chi scia deve essere “un impegno comune che deve coinvolgere allenatori, atleti e imprenditori”.

Nel corso dell’evento, chiuso da uno struggente video dedicato a Matilde, sono stati mostrati due video di saluto degli sciatori Federico Tomasoni e Marta Bassino.

Ufficio stampa CRP

CEV Champions League, Perugia trionfa nella Final Four di Torino

Chiusa a Torino la due giorni di grande volley, con le quattro migliori squadre europee di club maschili che si sono sfidate per conquistare la CEV Champions League.

Sul tartan dell’Inalpi Arena ha trionfato la squadra italiana, che battendo nettamente in finale i polacchi dello Zawiercie con il punteggio di 3-0 ha bissato il successo ottenuto nel 2025.

C’erano tutti gli ingredienti per una finale di grande fascino e di alto livello tecnico, ma la sfida è stata in equilibrio soltanto nel primo set, giocato punto a punto dalle due squadre fino all’allungo decisivo di Perugia, che dopo aver annullato un set point ai polacchi ha chiuso sul punteggio di 29-27.

Nel secondo set gli umbri sono partiti subito fortissimo, trascinati dal tifo incessante dei loro supporter, dominando il parziale con il punteggio di 25-18. L’inerzia del match non è cambiata neanche nel terzo set con Perugia straripante che ha chiuso con il punteggio di 25-15.

Gli umbri chiudono nel migliore dei modi un anno straordinario, in cui hanno conquistato quattro trofei e sono entrati nella storia: la Sir Sicoma Monini Perugia diventa infatti la seconda squadra italiana, dopo Trento, a vincere la Champions League in due edizioni successive. Continua inoltre l’incredibile serie vincente di coach Lorenzetti, che alla guida degli umbri ha centrato il decimo successo in dieci finali: un vero e proprio record.

L’abbraccio di Torino alla grande pallavolo non finisce qui. Questa notte, infatti, la Mole Antonelliana sarà illuminata con i colori della CEV Champions League.

TorinoClick

Delusione granata. Ora il derby!

Il Toro spreca anche a Cagliari e saluta l’ultima trasferta stagionale con una sconfitta che lascia pochi segnali positivi. Ai granata non basta la magia di Obrador, autore di un eurogol che aveva illuso D’Aversa ed i tifosi: i sardi ribaltano tutto con Esposito e Mina, conquistando un 2-1 che garantisce la matematica salvezza.

Partita povera di emozioni e ritmo basso, con il Cagliari più concreto nei momenti decisivi. Dopo il vantaggio granata, i rossoblù hanno trovato energie e convinzione fino alla rimonta che vale la permanenza in Serie A con un turno d’anticipo. Per il Toro, invece, arriva l’ennesima conferma di un finale di stagione senza acuti.
Si conferma anche il tabù della vigilia del derby: ancora una volta i granata inciampano prima della sfida più sentita dell’anno. Adesso tutta l’attenzione si sposta sulla stracittadina contro la Juve, ultimo appuntamento della stagione e occasione per provare a interrompere un digiuno lungo undici anni. Una vittoria nel derby manca dal 2015, e regalare un dispiacere ai bianconeri nella corsa Champions sarebbe l’unico modo per dare un senso al finale di campionato.

ENZO GRASSANO

“1976: il Cuore Granata” allo stadio Grande Torino

Un evento per festeggiare il 50esimo anniversario dell’ultimo scudetto del Toro

In occasione del cinquantesimo anniversario dell’ultimo Scudetto conquistato dal Toro, nell’annata calcistica 1975-1976, all’interno della suggestiva cornice della Hospitality Ferrini, presso lo stadio Grande Torino, si svolgerà lunedì 18 maggio, alle ore 17, un’iniziativa dal titolo “1976: il Cuore Granata”.

Tanti saranno gli ospiti che parteciperanno all’evento, da Puliciclone Paolo Pulici a Claudio Sala, da Renato Zaccarelli a Eraldo Pecci, fino a Roberto Salvadori, tra i grandi scudettati granata che condivideranno con il pubblico i ricordi, gli aneddoti e le emozioni della magica stagione ’76, oltre a giornalisti sportivi, storici del calcio ed esperti del mondo Toro come Paolo Verri, Sabrina Gonzatto, Mauro Berruto, Beppe Gandolfo e Cristiana Ferrini,che offriranno analisi e approfondimenti. La serata, che prevede un dialogo diretto con il pubblico al fine di creare un ponte tra generazioni di tifosi e rafforzare il senso d’identità e appartenenza, sarà un momento di gioia, un percorso narrativo e di condivisione che restituirà il clima sportivo e sociale di quella straordinaria impresa.

Un appuntamento pensato per chi c’era, per chi ne ha sentito il racconto e per chi vuole continuare a credere nel mito granata.

Conduce Giulio Graglia

Introduce l’evento l’assessore Domenico Carretta

Stadio Grande Torino – Hospitality Ferrini – 18 maggio ore 17. Su invito.

Mara Martellotta

Raduno per il 12° anniversario Juventus Club Sordi

A Torino si è svolto il raduno per il 12° anniversario del Juventus Club Sordi, organizzato da Michele Casa di Bari, Pietro Alfieri e Cosimi Arianna. Un’accoglienza speciale è stata riservata dal gruppo del Juventus Club Sordi, a testimonianza di come l’amicizia tra tifosi sordi sia una realtà autentica, forte e bellissima. Un raduno ricco di emozioni, partecipazione e grande spirito di unione nel segno del programma JCS.

Un sentito ringraziamento va a Gaetano Cacciapaglia del Juventus Club Sordi per l’ospitalità e la calorosa accoglienza che ha fatto sentire tutti davvero a casa, nella splendida atmosfera di Torino. Le immagini del raduno continuano a vivere sulla pagina Facebook dedicata ai tifosi sordi juventini, diventata ormai una vera piazza virtuale di incontro, condivisione e passione bianconera.

Lo sguardo è già rivolto ai prossimi appuntamenti: il futuro si preannuncia ricco di emozioni, in cui il bianco e il nero non rappresentano soltanto i colori di una maglia, ma il simbolo di una comunità unita che ha scelto di non arrendersi mai.

Perché lo sport, per i tifosi juventini sordi, quando è autentico parla una lingua che tutti possono comprendere: quella della Lingua dei Segni Italiana (LIS), dell’inclusione e soprattutto del cuore.

Grandissima emozione anche per il bellissimo regalo della maglia con il logo disegnato nel segno del rispetto e dell’identità del Juventus Club Sordi. Presenti all’evento Bottari Antonio, responsabile multimediale e impegnato nei video YouTube in Lingua dei Segni Italiana (LIS), Roberto Iannaccone, storico membro del Club da 12 anni, e Antonello Ruggiu, collaboratore e amministratore del Juventus Club Sordi.

Un ringraziamento speciale anche a Luca Montisci del giornale sportivo “Juventino Info dei Sordi”, tifoso juventino sempre vicino al mondo della comunità sorda, e a Tomaso Bianchi, tifoso juventino sordo e unica zebra mascherina dei tifosi sordi del Juventus Club Sordi, che hanno contribuito a rendere la giornata ancora più coinvolgente, allegra e ricca di entusiasmo.

È stata una giornata straordinaria, piena di amicizia, emozioni e passione bianconera, capace di lasciare un ricordo speciale in tutti i presenti.

Alla grande festa juventina hanno partecipato anche circa 50 membri e tifose sorde juventine, rendendo questo anniversario ancora più speciale, partecipato e carico di emozioni.

Michele Casa di Bari e il suo team continuano a lavorare con impegno per facilitare sempre di più l’accesso alle partite dal vivo, rafforzando la rete dei gruppi JOFC bianconeri sordi e promuovendo una tifoseria sempre più inclusiva.

In questo clima di grande partecipazione cresce anche l’intesa con la realtà guidata dal presidente Chirico Agostino, con l’obiettivo di sviluppare nuovi progetti dedicati ai tifosi del territorio.

Grande entusiasmo infine per la partita di Serie A tra Juventus FC e ACF Fiorentina, vissuta con spettacolo, adrenalina e tanta passione da tutto il Juventus Club Sordi.

Gli Juventus Official Fan Club (JOFC) rappresentano gli unici Fan Club ufficialmente riconosciuti dalla società Juventus FC e costituiscono un importante punto di riferimento e aggregazione territoriale per tifosi provenienti da tutto il mondo, accomunati dalla stessa grande passione per i colori bianconeri.

Juventus club Sordi Bottari Antonio,

Roberto Iannaccone,

Antonello Ruggiu,

Gaetano Cacciapaglia,

Luca Montisci e

Tomaso Bianchi

Dal Grande Torino al Toro del 1976: lo stesso spirito granata!

 

Ci sono squadre che vincono e squadre che diventano leggenda. Il Torino Football Club del Grande Torino e quello campione d’Italia nel 1976 sono uniti da qualcosa che va oltre i trofei: il carattere.
Il Grande Torino degli anni Quaranta dominava il calcio italiano con gioco spettacolare, forza collettiva e campioni entrati nella storia come Valentino Mazzola. La tragedia di Superga air disaster fermò quella squadra immortale, ma non cancellò la sua eredità.
Ventisette anni dopo, il Torino tornò sul tetto d’Italia. Il Toro del 1976, guidato da Paolo Pulici e Francesco Graziani, conquistò uno scudetto costruito sul gruppo, sul sacrificio e sull’orgoglio operaio della città di Torino.
A legare quelle due squadre non sono soltanto i colori granata, ma l’identità: il coraggio, l’attaccamento alla maglia e la capacità di emozionare il proprio popolo. Il Grande Torino rappresentava un sogno interrotto; il Toro del 1976 fu la prova che quello spirito non era mai scomparso.
Per questo, nella memoria dei tifosi, le due squadre parlano la stessa lingua: quella del cuore granata.

Enzo Grassano