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Toro campione. L’ultimo scudetto del sogno granata

“Toro, lassù qualcuno ti ama!

Gian Paolo Ormezzano

So che sei di fede granata, giovane collega, vi state giocando lo scudetto. Bevi, per le coronarie.”

Gianni Brera

Non potevamo perderlo questo scudetto. Era il sogno di una vita per tanta gente, per noi tutti.

Gigi Radice

 

Toro campione d’Italia! Sì, Toro che aveva appena vinto lo scudetto. Ventisette anni dopo Superga.

L’unico dopo quelle pazzesca tragedia. L’unico ancora oggi che abbiamo cambiato anche il secolo.

Beppe Conti

Bologna, 19 maggio 2026 – C’è un giorno che non è mai finito per i tifosi del Torino. È il 16 maggio 1976, quando una città intera esplode di gioia e il “Toro” torna campione d’Italia, ventisette anni dopo la tragedia di Superga. Un trionfo che non è solo sportivo, ma collettivo, emotivo, quasi identitario. Da quella domenica nasce Toro campione. L’ultimo scudetto del sogno granata, il nuovo libro di Beppe Conti pubblicato da Edizioni Minerva, in libreria dal 20 maggio, che riporta alla luce una delle pagine più intense e amate della storia del calcio italiano.

Il volume è un viaggio nella memoria, costruito con il passo del cronista che quegli anni li ha vissuti in prima persona. Conti, firma storica del giornalismo sportivo, ricostruisce stagione dopo stagione, partita dopo partita, l’impresa di una squadra che seppe imporsi in un calcio profondamente diverso da quello attuale: solo giocatori italiani, sedici squadre in campionato, due punti a vittoria e una rivalità accesissima con la Juventus.

Ma questo libro è molto più del racconto di uno scudetto. È la storia di una squadra e di un popolo, di una fede granata fatta di entusiasmo e sofferenza, di cadute e rinascite. Accanto alla gioia del titolo del ’76 scorrono le ombre della storia del Torino: lo scudetto revocato, quello “rubato”, la tragedia di Superga, la morte di Gigi Meroni, fino alle vicende più dolorose che hanno segnato il destino del club. Un intreccio di gloria e dolore che rende unica la parabola granata.

Protagonisti assoluti sono gli uomini di quella stagione irripetibile: l’allenatore Gigi Radice, i “gemelli del gol” Pulici e Graziani, il capitano Claudio Salail portiere Castellini e una squadra capace di trasformare ogni partita in un evento. Nelle pagine del libro rivivono le emozioni di uno stadio gremito, le radioline accese, i cori, le paure e la gioia finale, in un racconto che restituisce tutta la forza di un calcio che oggi sembra lontano, ma che continua a vivere nella memoria collettiva.

Con Toro campione. L’ultimo scudetto del sogno granata, Edizioni Minerva consegna ai lettori un’opera che è insieme documento storico e racconto appassionato, capace di parlare a chi c’era e a chi vuole capire cosa significhi davvero tifare. Perché il Toro, più che una squadra, è una storia che non smette mai di essere raccontata.

 

L’AUTORE

 

Beppe Conti è giornalista da una cinquantina d’anni avendo iniziato la professione nel 1973 alla “Gazzetta dello Sport”, corrispondente da Torino negli anni magici dello scudetto del Toro e dei fantastici duelli con la Juve. La passione per il ciclismo, praticato in gioventù, lo ha poi convinto a cambiar giornale e a vivere per “Tuttosport” le stagioni magiche legate a Moser e Saronni e alla loro storica rivalità. Ma anche le ultime sfide tra Gimondi e Merckx, sino a Pantani e ai giorni nostri. Nelle pause invernali ha seguito invece, sempre per il quotidiano sportivo torinese, le stagioni trionfali di Alberto Tomba, fra Olimpiadi, Mondiali e Coppa del Mondo di sci, dagli Stati Uniti al Canada al Giappone, al seguito del grande campione bolognese. Opinionista e collaboratore di Rai Sport a partire dal 2010, in precedenza aveva lavorato anche per Mediaset, Telecapodistria e Tv Svizzera Italiana. Numerosi i suoi libri, almeno una trentina, quasi tutti dedicati allo sport della bicicletta grazie ai quali ha vinto il premio Coni, il premio Vincenzo Torriani, il premio Bruno Raschi e tanti altri piacevoli riconoscimenti. Nel maggio 2025 come giornalista ha seguito il suo quarantasettesimo Giro d’Italia. Con Minerva ha già pubblicato Il giallo del Tour (vincitore del premio Coni 2025 sezione saggistica e del premio STI Invictus 2025), Ercole Baldini. Una leggenda italiana e Jacques Anquetil il Sultano.

“1976: il Cuore Granata”, la festa, la memoria collettiva di un popolo e di una città

Nella giornata di lunedì 18 maggio, presso l’Hospitality Ferrini dello stadio Grande Torino, si è svolta una festa in occasione del 50esimo anniversario dello Scudetto ’76, l’ultimo vinto dal Toro, alla presenza dei due campioni granata Claudio Sala (Capitano di quella squadra) e Roberto Salvadori.

 

Insieme a loro il regista Giulio Graglia, che ha moderato l’incontro, i giornalisti Sabrina Gonzatto e Beppe Gandolfo che, a partire dai rispettivi libri, “Orfeo Pianelli – Il presidente del Toro Campione” e “Toro 1975-76 – Il campionato indimenticabile”, hanno offerto una narrazione storica ed emozionante di quella magica giornata del 16 maggio 1976, rivolgendo uno sguardo al passato per gettare una luce sul presente.

L’iniziativa, inserita nel programma del Salone del Libro OFF, è stata un’occasione per ascoltare dalla viva voce dei protagonisti in campo il fiume di emozioni che attraversò quella giornata torinese, con il Toro costretto al pareggio da un pugnace Cesena in una partita che avrebbe potuto far registrare il record di tutte vittorie in casa, impresa che non riuscì neanche agli Invincibili. Trascorsi i 90 minuti, la gioia si fece attendere ancora per qualche istante, lungo quanto i 27 anni che separavano l’ultimo scudetto del Grande Torino da quello degli uomini guidati da Gigi Radice. Il boato della Maratona sancì la sconfitta della Juve sul campo di Perugia. Il Toro era di nuovo Campione d’Italia.

Un Toro e un calcio d’altri tempi, una storia che pare un sogno, che avrebbe dell’incredibile se non ci fossero oggi testimonianze certe dell’accaduto, ed è proprio su quest’onda transgenerazionale che si perpetuano i valori e la leggenda del Cuore Granata, vivi attraverso momenti di condivisione che smettono di essere semplici “reunion” in ricordo dei bei tempi passati per diventare ponti della memoria collettiva, come ha ricordato durante l’incontro il giornalista Beppe Gandolfo.

Il ricordo, evocato attraverso aneddoti familiari, ha rappresentato il tema centrale dell’intensa e commovente lettura di Sabrina Gonzatto e il fil rouge con la storia di un popolo immerso nelle dinamiche della Torino che fu, nell’anno del primo processo alle Brigate Rosse, degli Anni di Piombo e della Fiat.

Presente all’evento anche l’Assessora alla Transizione ecologica e digitale della Città di Torino, Chiara Foglietta, di dichiarata fede torinista.

“Per me è un onore rappresentare la nostra città – ha dichiarato l’Assessora Chiara Foglietta – soprattutto in queste giornate dalle tinte granata e in questo stadio, teatro di emozioni che si respirano forti oggi come cinquant’anni fa”.

“Mi feci male durante la partita precedente – ha raccontato, sorridendo, Claudio Sala  –  quindi non avrei neanche dovuto giocare contro il Cesena, ma strinsi i denti e scesi in campo, anche se sofferente. Insomma, per come giocai mi sarei dato un 4 in pagella, ma alla fine riuscimmo a guadagnare il punticino dello scudetto. Ricordo il grande Gigi Radice arrabbiatissimo per quel pareggio, anche perché una vittoria avrebbe significato stabilire il record di vittorie in casa e un grande traguardo anche per lui come allenatore. La festa fu bellissima, magica, ma non mi è ancora andato giù del tutto il fatto di non essere riusciti a bissare il titolo l’anno dopo, in cui guadagnammo cinque punti in più rispetto alla stagione prima, che però non furono sufficienti per vincere: la Juventus terminò il campionato con un punto in più di noi. Due campionati di fila vinti avrebbero probabilmente scritto un futuro diverso per il Toro”.

“La ricordo come una giornata dalle emozioni pazzesche – ha raccontato Roberto Salvadori – a cominciare dalla tensione per una partita che sapevamo avrebbe deciso una stagione e un percorso cominciato molto tempo prima, e poi le 70 mila persone allo stadio, l’impeto della Curva Maratona, i tamburi che rullavano, il senso di liberazione al gol di Paolo Pulici, e il panico, per fortuna senza conseguenze, causato dall’incomprensione tra Mozzini e Castellini che portò all’autogol del definitivo pareggio. Ricordo il boato della Maratona che ci avvertì dello svantaggio della Juve a Perugia e i paracadutisti che scesero sul campo a fine partita. Lo scudetto con il Toro per me ha rappresentato la vittoria più importante della mia carriera”.

Gian Giacomo Della Porta

Sicurezza nello sport: la Fondazione Matilde Lorenzi

Dalla tragedia che ha colpito la famiglia Lorenzi nasce una Fondazione dedicata alla sicurezza nello sci e nello sport giovanile. A presentarla, durante l’evento Con Matilde nel cuore: dalla memoria al futuro, ospitato in Arena Piemonte, è stato il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Davide Nicco, che ha ricordato la figura della giovane atleta piemontese Matilde Lorenzi e l’impegno della sua famiglia “per trasformare un profondissimo dolore in un’azione concreta a favore della sicurezza dello sci italiano e dei sogni dei giovani atleti”.

L’incontro – moderato dalla giornalista Beatrice Archesso – è stato aperto dalle note della canzone che il cantautore Francesco Baccini ha dedicato alla memoria della giovane sciatrice “all’indomani del tragico evento che l’ha strappata alla vita. Un brano nato in poco tempo e al quale sono assai affezionato”, ha dichiarato.

I genitori di Matilde – Adolfo Lorenzi ed Elena Rosa Cardinale – con i fratelli Lucrezia e Matteo hanno illustrato le finalità della Fondazione: “potenziare ciò che non c’è stato per Matilde: la sicurezza sulle piste da sci e, più in generale, nello sport attraverso l’informazione, la prevenzione e l’innovazione tecnologica. Stiamo cercando di trasformare il dolore che ha colpito la nostra famiglia in qualcosa di positivo per gli altri”.

L’allenatore Ivan Nicco ha sottolineato come “negli ultimi tempi, nel settore giovanile, sia aumentata la sensibilità nei confronti della sicurezza”, mentre gli studenti del Politecnico di Torino Nunzio Li Calzi e Riccardo Sapio hanno presentato il progetto “Ski Slow”, realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano “per fornire agli allenatori le informazioni più oggettive possibili sui punti più o meno pericolosi dei tracciati attraverso sensori, algoritmi e machine learning”.

Al termine dell’incontro l’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo ha sottolineato che “la sicurezza per chi scia deve essere “un impegno comune che deve coinvolgere allenatori, atleti e imprenditori”.

Nel corso dell’evento, chiuso da uno struggente video dedicato a Matilde, sono stati mostrati due video di saluto degli sciatori Federico Tomasoni e Marta Bassino.

Ufficio stampa CRP

CEV Champions League, Perugia trionfa nella Final Four di Torino

Chiusa a Torino la due giorni di grande volley, con le quattro migliori squadre europee di club maschili che si sono sfidate per conquistare la CEV Champions League.

Sul tartan dell’Inalpi Arena ha trionfato la squadra italiana, che battendo nettamente in finale i polacchi dello Zawiercie con il punteggio di 3-0 ha bissato il successo ottenuto nel 2025.

C’erano tutti gli ingredienti per una finale di grande fascino e di alto livello tecnico, ma la sfida è stata in equilibrio soltanto nel primo set, giocato punto a punto dalle due squadre fino all’allungo decisivo di Perugia, che dopo aver annullato un set point ai polacchi ha chiuso sul punteggio di 29-27.

Nel secondo set gli umbri sono partiti subito fortissimo, trascinati dal tifo incessante dei loro supporter, dominando il parziale con il punteggio di 25-18. L’inerzia del match non è cambiata neanche nel terzo set con Perugia straripante che ha chiuso con il punteggio di 25-15.

Gli umbri chiudono nel migliore dei modi un anno straordinario, in cui hanno conquistato quattro trofei e sono entrati nella storia: la Sir Sicoma Monini Perugia diventa infatti la seconda squadra italiana, dopo Trento, a vincere la Champions League in due edizioni successive. Continua inoltre l’incredibile serie vincente di coach Lorenzetti, che alla guida degli umbri ha centrato il decimo successo in dieci finali: un vero e proprio record.

L’abbraccio di Torino alla grande pallavolo non finisce qui. Questa notte, infatti, la Mole Antonelliana sarà illuminata con i colori della CEV Champions League.

TorinoClick

Delusione granata. Ora il derby!

Il Toro spreca anche a Cagliari e saluta l’ultima trasferta stagionale con una sconfitta che lascia pochi segnali positivi. Ai granata non basta la magia di Obrador, autore di un eurogol che aveva illuso D’Aversa ed i tifosi: i sardi ribaltano tutto con Esposito e Mina, conquistando un 2-1 che garantisce la matematica salvezza.

Partita povera di emozioni e ritmo basso, con il Cagliari più concreto nei momenti decisivi. Dopo il vantaggio granata, i rossoblù hanno trovato energie e convinzione fino alla rimonta che vale la permanenza in Serie A con un turno d’anticipo. Per il Toro, invece, arriva l’ennesima conferma di un finale di stagione senza acuti.
Si conferma anche il tabù della vigilia del derby: ancora una volta i granata inciampano prima della sfida più sentita dell’anno. Adesso tutta l’attenzione si sposta sulla stracittadina contro la Juve, ultimo appuntamento della stagione e occasione per provare a interrompere un digiuno lungo undici anni. Una vittoria nel derby manca dal 2015, e regalare un dispiacere ai bianconeri nella corsa Champions sarebbe l’unico modo per dare un senso al finale di campionato.

ENZO GRASSANO

“1976: il Cuore Granata” allo stadio Grande Torino

Un evento per festeggiare il 50esimo anniversario dell’ultimo scudetto del Toro

In occasione del cinquantesimo anniversario dell’ultimo Scudetto conquistato dal Toro, nell’annata calcistica 1975-1976, all’interno della suggestiva cornice della Hospitality Ferrini, presso lo stadio Grande Torino, si svolgerà lunedì 18 maggio, alle ore 17, un’iniziativa dal titolo “1976: il Cuore Granata”.

Tanti saranno gli ospiti che parteciperanno all’evento, da Puliciclone Paolo Pulici a Claudio Sala, da Renato Zaccarelli a Eraldo Pecci, fino a Roberto Salvadori, tra i grandi scudettati granata che condivideranno con il pubblico i ricordi, gli aneddoti e le emozioni della magica stagione ’76, oltre a giornalisti sportivi, storici del calcio ed esperti del mondo Toro come Paolo Verri, Sabrina Gonzatto, Mauro Berruto, Beppe Gandolfo e Cristiana Ferrini,che offriranno analisi e approfondimenti. La serata, che prevede un dialogo diretto con il pubblico al fine di creare un ponte tra generazioni di tifosi e rafforzare il senso d’identità e appartenenza, sarà un momento di gioia, un percorso narrativo e di condivisione che restituirà il clima sportivo e sociale di quella straordinaria impresa.

Un appuntamento pensato per chi c’era, per chi ne ha sentito il racconto e per chi vuole continuare a credere nel mito granata.

Conduce Giulio Graglia

Introduce l’evento l’assessore Domenico Carretta

Stadio Grande Torino – Hospitality Ferrini – 18 maggio ore 17. Su invito.

Mara Martellotta

Raduno per il 12° anniversario Juventus Club Sordi

A Torino si è svolto il raduno per il 12° anniversario del Juventus Club Sordi, organizzato da Michele Casa di Bari, Pietro Alfieri e Cosimi Arianna. Un’accoglienza speciale è stata riservata dal gruppo del Juventus Club Sordi, a testimonianza di come l’amicizia tra tifosi sordi sia una realtà autentica, forte e bellissima. Un raduno ricco di emozioni, partecipazione e grande spirito di unione nel segno del programma JCS.

Un sentito ringraziamento va a Gaetano Cacciapaglia del Juventus Club Sordi per l’ospitalità e la calorosa accoglienza che ha fatto sentire tutti davvero a casa, nella splendida atmosfera di Torino. Le immagini del raduno continuano a vivere sulla pagina Facebook dedicata ai tifosi sordi juventini, diventata ormai una vera piazza virtuale di incontro, condivisione e passione bianconera.

Lo sguardo è già rivolto ai prossimi appuntamenti: il futuro si preannuncia ricco di emozioni, in cui il bianco e il nero non rappresentano soltanto i colori di una maglia, ma il simbolo di una comunità unita che ha scelto di non arrendersi mai.

Perché lo sport, per i tifosi juventini sordi, quando è autentico parla una lingua che tutti possono comprendere: quella della Lingua dei Segni Italiana (LIS), dell’inclusione e soprattutto del cuore.

Grandissima emozione anche per il bellissimo regalo della maglia con il logo disegnato nel segno del rispetto e dell’identità del Juventus Club Sordi. Presenti all’evento Bottari Antonio, responsabile multimediale e impegnato nei video YouTube in Lingua dei Segni Italiana (LIS), Roberto Iannaccone, storico membro del Club da 12 anni, e Antonello Ruggiu, collaboratore e amministratore del Juventus Club Sordi.

Un ringraziamento speciale anche a Luca Montisci del giornale sportivo “Juventino Info dei Sordi”, tifoso juventino sempre vicino al mondo della comunità sorda, e a Tomaso Bianchi, tifoso juventino sordo e unica zebra mascherina dei tifosi sordi del Juventus Club Sordi, che hanno contribuito a rendere la giornata ancora più coinvolgente, allegra e ricca di entusiasmo.

È stata una giornata straordinaria, piena di amicizia, emozioni e passione bianconera, capace di lasciare un ricordo speciale in tutti i presenti.

Alla grande festa juventina hanno partecipato anche circa 50 membri e tifose sorde juventine, rendendo questo anniversario ancora più speciale, partecipato e carico di emozioni.

Michele Casa di Bari e il suo team continuano a lavorare con impegno per facilitare sempre di più l’accesso alle partite dal vivo, rafforzando la rete dei gruppi JOFC bianconeri sordi e promuovendo una tifoseria sempre più inclusiva.

In questo clima di grande partecipazione cresce anche l’intesa con la realtà guidata dal presidente Chirico Agostino, con l’obiettivo di sviluppare nuovi progetti dedicati ai tifosi del territorio.

Grande entusiasmo infine per la partita di Serie A tra Juventus FC e ACF Fiorentina, vissuta con spettacolo, adrenalina e tanta passione da tutto il Juventus Club Sordi.

Gli Juventus Official Fan Club (JOFC) rappresentano gli unici Fan Club ufficialmente riconosciuti dalla società Juventus FC e costituiscono un importante punto di riferimento e aggregazione territoriale per tifosi provenienti da tutto il mondo, accomunati dalla stessa grande passione per i colori bianconeri.

Juventus club Sordi Bottari Antonio,

Roberto Iannaccone,

Antonello Ruggiu,

Gaetano Cacciapaglia,

Luca Montisci e

Tomaso Bianchi

Dal Grande Torino al Toro del 1976: lo stesso spirito granata!

 

Ci sono squadre che vincono e squadre che diventano leggenda. Il Torino Football Club del Grande Torino e quello campione d’Italia nel 1976 sono uniti da qualcosa che va oltre i trofei: il carattere.
Il Grande Torino degli anni Quaranta dominava il calcio italiano con gioco spettacolare, forza collettiva e campioni entrati nella storia come Valentino Mazzola. La tragedia di Superga air disaster fermò quella squadra immortale, ma non cancellò la sua eredità.
Ventisette anni dopo, il Torino tornò sul tetto d’Italia. Il Toro del 1976, guidato da Paolo Pulici e Francesco Graziani, conquistò uno scudetto costruito sul gruppo, sul sacrificio e sull’orgoglio operaio della città di Torino.
A legare quelle due squadre non sono soltanto i colori granata, ma l’identità: il coraggio, l’attaccamento alla maglia e la capacità di emozionare il proprio popolo. Il Grande Torino rappresentava un sogno interrotto; il Toro del 1976 fu la prova che quello spirito non era mai scomparso.
Per questo, nella memoria dei tifosi, le due squadre parlano la stessa lingua: quella del cuore granata.

Enzo Grassano

Hope Color di Chivasso: certi eventi non si raccontano, si vivono

 

Cresce l’attesa per la seconda edizione della camminata più colorata e inclusiva di sempre: l’appuntamento di sabato 23 maggio a Chivasso sarà un’autentica festa a cielo aperto di sport, amicizia, divertimento, condivisione e solidarietà

 

Ci sono eventi che si vivono e altri che si ricordano per sempre. Sabato 23 maggio la Hope Color Chivasso torna per la sua seconda edizione con ancora più entusiasmo, energia e voglia di regalare emozioni autentiche a tutta la città.Organizzata da ASD Hope Running APS e Volley Fortitudo Chivasso con il patrocinio della Città di Chivasso, questo pomeriggio speciale sarà molto più di una semplice camminata colorata e inclusiva di 5 chilometri: sarà una vera festa di sport, amicizia, divertimento e condivisione, aperta a grandi e piccoli, famiglie, gruppi di amici, sportivi e a chiunque abbia voglia di lasciarsi travolgere dalla magia dei colori e della musica.

Dopo il successo della prima edizione, quest’anno l’evento si rinnova con grandi novità: la prima è sicuramente il percorso diverso, studiato per far vivere ai partecipanti un’esperienza ancora più coinvolgente e immersiva. La Hope Color attraverserà ancora più angoli suggestivi e bellezze naturalistiche del territorio chivassese, regalando momenti unici tra natura, allegria e spettacolari esplosioni di colore alla partenza e all’arrivo nella centralissima piazza d’Armi.

Non da meno la cerimonia di premiazione della Borsa di Studio “Fabio Santa”, iniziativa promossa dalla stessa Hope Running insieme ai famigliari e agli amici di Fabio che vuole tradurre il ricordo in un gesto concreto di fiducia nel futuro, offrendo un’opportunità reale a giovani che si distinguono per il loro impegno scolastico e per la capacità di mettersi al servizio degli altri. Prima dell’inizio della Hope Color verranno infatti premiati i tre giovani meritevoli premiati dalla giuria e scelti tra le candidature pervenute negli scorsi mesi. Un momento di sport che si trasforma in un atto di restituzione alla comunità, trasformando il movimento in solidarietà e la partecipazione in speranza.

Ogni passo della Hope Color sarà accompagnato da sorrisi, emozioni e dalla straordinaria energia che solo eventi come questo riescono a creare. Non conta il tempo sul cronometro, non conta arrivare primi: conta divertirsi insieme, condividere emozioni e vivere un evento capace di unire persone di tutte le età in un clima di festa e positività. Un’atmosfera fantastica resa possibile grazie alla partecipazione e all’impegno di tante realtà del territorio che anche quest’anno non faranno mancare la loro presenza: Accendi lo Spirito di Settimo Torinese, Palestra Mirabai di Volpiano, Pro Loco di Gassino Torinese, Croce Rossa Italiana – Comitato di Chivasso, Wolontari Clown di Cirié, Insieme per Matilde e Margherita, ANFFAS di Rivarolo Canavese, Il Nido di Ale e Laura, Amici del Po di Chivasso e non solo. Una menzione speciale va spesa per la Libertas Nuoto Chivasso, che parteciperà con un nutritissimo gruppo alla Hope Color grazie alla sensibilità mostrata dal tecnico Valentina Ferraioli. Una partecipazione straordinaria che può rappresentare il primo passo di un percorso comune finalizzato al sostegno delle persone con disabilità ed al loro accesso alla pratica sportiva.

E quando la camminata finirà, inizierà uno dei momenti più attesi! Ad animare il post evento arriverà infatti l’incredibile XXL Party in piazza d’Armi: musica, drink, colori e tantissima energia trasformeranno il cuore di Chivasso in una grande festa a cielo aperto tutta da vivere.
La Hope Color Chivasso è un evento unico nel suo genere, capace di trasformare un pomeriggio di fine maggio in un ricordo speciale. È il momento perfetto per stare insieme, divertirsi, liberarsi dalla routine e lasciarsi contagiare da un’ondata di felicità, sport e condivisione. Ma non solo: iscrivendovi all’evento contribuirete alla raccolta fondi indetta da Hope Running e Volley Fortitudo Chivasso che servirà per alimentare i progetti sociali e sportivi di entrambe le realtà fortemente impegnate nel tessuto associazionistico chivassese.

L’imperativo è non prendersi impegni per il pomeriggio di sabato 23 maggio: preparatevi a camminare, ballare, divertirvi e colorarvi di emozioni. Hope Running e Volley Fortitudo Chivasso vi aspettano per la seconda edizione della Hope Color: certi eventi non si raccontano, si vivono.

 

All’evento ci si può iscrivere online sul portale Endu al link https://www.endu.net/it/events/hope-color-chivasso/ oppure nei punti di iscrizione fisici presenti sul territorio, che riportiamo qui sotto:

Chivasso
1) Hope Running

Corso Galileo Ferraris 60

Orari: lun. 08,30-13,00; mer. 14,00-16,00; ven. 08,30-12,00.

Tel. 371 517 2531

2) Volley Fortitudo Chivasso

Via Paleologi 22 c/o Palestra Liceo Isaac Newton

Orari: lun.-mar.-gio.-ven. 17,00-20,00;

Via Favorita 120 c/o PalaLancia

Orari: mer. 18,30-21,00

Tel. 347 977 2895 – 328 546 5356

3) XXL Cafè

Piazza del Castello 8

Orari: mar.-mer.-gio. 17,00-21,30; ven.-sab. 17,00-02,00; dom. 17,00-21,30

Tel. 347 522 1741

4) Bottega d’arte

Via Torino 13

Orari: da mar. a sab. 09,00-12,00 e 15,30-19,00

Tel. 340 372 9617

5) CartaFesta Chivasso

Via Po 22

Orari: da lun. a ven. 08,00-12,30 e 15,30-19,00; sab. 08,30-12,30 e 16,00-19,00

Tel. 375 845 6539

6) Esteticamente

Corso Galileo Ferraris 56

Orari: da mar. a ven. 08,00-18,00; sab. 08,00-14,00

(Chiuso il primo sabato del mese)

Tel. 011 910 1161 – 392 564 5524

7) Tabaccheria Cerato

Piazza dell’Assunta 17 – frazione Castelrosso

Orari: da lun. a sab. 07,30-12,30 e 16,00-19,00

Tel. 011 910 9694

8) Un Diavolo Per Capello

Via Santa Maria 3 – frazione Castelrosso

Orari: mar.-gio.-ven. 08,45-18,00; mer. 13,00-20,45; sab. 08,00-18,00

Tel. 011 917 3341

Gassino Torinese
1) Associazione Turistica Pro Loco Gassino

Via Dovis 1

Tel. 011 1911 6270

Volpiano
1) Palestra Mirabai

Via Torino 42/D

Orari: lun.-mar.-gio. 09,30-21,00; mer. 10,00-21,00; ven. 10,00-21,30; sab. 09,30-14,00

Tel. 011 995 3278

 

Questi i costi di iscrizione comprendenti il kit evento (maglietta ufficiale, sacca colorata, bustine di polveri di colore e gadgets) e le relative scadenze delle tariffe promozionali:

– Adulti

€ 15 → Prenotazione dal 30 marzo al 17 maggio 2026

€ 20 → Prenotazione dal 18 maggio al 23 maggio 2026

– Bambini (tra i 3 e i 12 anni d’età) → € 10 (valido sempre)

– Bambini (sotto i 3 anni) → gratuito (valido sempre)

– Pacchetti Famiglia (validi sempre nei punti di iscrizione)

1 adulto + 1 bambino → € 21 (invece di € 25)

1 adulto + 2 bambini → € 30 (invece di € 35)

2 adulti + 1 bambino → € 32 (invece di € 40)

1 adulto + 3 bambini → € 40 (invece di € 45)

2 adulti + 2 bambini → € 41 (invece di € 50)

3 adulti + 1 bambino → € 42 (invece di € 55)

1 adulto + 4 bambini → € 48 (invece di € 55)

2 adulti + 3 bambini → € 51 (invece di € 60)

3 adulti + 2 bambini → € 52 (invece di € 65)

4 adulti + 1 bambino → € 54 (invece di € 70)

2 adulti + 4 bambini → € 60 (invece di € 70)

3 adulti + 3 bambini → € 61 (invece di € 75)

4 adulti + 2 bambini → € 63 (invece di € 80)

Per gruppi superiori alle 7 persone contattare il 371 517 2531

 

La grande pallavolo europea fa tappa al Grattacielo Piemonte

Il Grattacielo Piemonte ha aperto le sue porte al simbolo dell’eccellenza del volley europeo. A due giorni dal fischio d’inizio della Final Four della CEV Champions League maschile, il trofeo che premierà i nuovi campioni del continente è arrivato nella sede della Regione, accolto dal presidente Alberto Cirio.

L’arrivo della coppa nel cuore dell’amministrazione regionale segna l’inizio ufficiale del weekend che vedrà Torino e il Piemonte al centro del mondo sportivo internazionale. Sabato 16 e domenica 17 maggio, l’Inalpi Arena ospiterà infatti le sfide tra i campioni d’Italia della Sir Sicoma Monini Perugia, i polacchi del PGE Projekt Warszawa e dell’Aluron CMC Warta Zawiercie e i turchi dello Ziraat Bankkart Ankara.

“Ospitare questo importante evento a Torino e in Piemonte rappresenta un nuovo importante risultato della nostra strategia per attrarre e organizzare grandi eventi sportivi. Qui c’è l’orgoglio di una regione che si conferma capitale internazionale dello sport – dichiarano il presidente Alberto Cirio e l’assessore allo Sport Paolo Bongioanni – Il Piemonte dimostra ancora una volta di avere le capacità e le strutture per attrarre i più grandi eventi globali. Sabato e domenica l’Inalpi Arena sarà il palcoscenico di una competizione straordinaria, capace di portare a Torino migliaia di appassionati e di mostrare al mondo la bellezza e l’efficienza del nostro territorio. Vedere questo trofeo qui oggi sottolinea come lo sport sia un volano formidabile per l’economia e l’immagine del Piemonte, oltre a rappresentare un momento di grande promozione dei valori del talento e della fatica che la pallavolo esprime al meglio”.

Il trofeo, dopo una tappa ieri in Comune a Torino, è stato accolto negli spazi del Grattacielo Piemonte questa mattina e continuerà ora il suo viaggio verso il campo di gara, in attesa di essere sollevato dai vincitori sul taraflex dell’Inalpi Arena.

Le gare inizieranno sabato 16 maggio con le semifinali: alle ore 17.00 PGE Projekt Warszawa vs Sir Sicoma Monini Perugia e alle ore 20.30 Aluron CMC Warta Zawiercie vs Ziraat Bankkart Ankara. Domenica 17 maggio sarà il giorno delle finali: alle 17.00 la sfida per il terzo posto e alle 20.30 l’attesissima finalissima per il titolo europeo 2026.

L’intero evento sarà trasmesso in diretta su Sky Sport, NOW e DAZN.